n
vita di Galileo,
e satisfare principalmente al propriointelletto.
In questo mentre, colla sagacità ileisuo ingegno, inventò quella semplicissi-ma e regolata misura del tempo permezzo del penduto, non prima da alcunaltro avvertita, pigliando occasione d 7 os-servarla dal moto d’ una lampada, men-tre era un giorno nel Duomo di Pisa ;e facendone esperienze esattissime, s’ ac-certò dell'egualità delle sue vibrazioni,c per allora sovvenitegli d’ adattarla al-l’uso della medicina, per la misura dellafrequenza de’ polsi, con istupore e dilettode’ medici di que’tempi, e come oggi an-cora si pratica volgarmente; della qualeinvenzione si valse poi in varie espe-rienze e misure di tempi e moti, e fuil primo clic l’applicasse alle osserva-zioni celesti con incredibile acquisto nel-l’astronomia e geografìa. Di qui s’accorseclic gli effetti della natura, quantun-que appariscati minimi ed in niun contoosservabili, non debbon mai dal filosofo