242 RIME DEL ClTIÀBRERjL.
A Bacco , che ci dà vita tranquilla,
Sou servi i miei pensieri.
XXXIII.
Deh follemente desiati argenti ,
Corra colà chi con ricchezza speraAmmorzare i tormenti.
Si lontani conforti io non conosco;
Conosco di buon vin buone inguistare :D’Àpril m’infioro; e se il Centauro appareNell’ aspro ciel , dono alle fiamme il bosco.Morie passeggia le città possentiNon punto men che un’ aja ,
E co’ superbi Re sua falce appaja11 Villan guidarmenli.
XXXIV.
Certo non è vin Greco ,
Non Àsprin , non Scalea,
Non Toscana Verdea,
Che titolo d’ onor non aggia seco.
Tesor di Bacco puossi dire Albano:
Nè della Riccia la vendemmia e vile ;
Ma dove sieda un bevitor gentile,
Veggo in aringo coronar Bracciano .
Se alcun Giudice stranoDivulga altra sentenza,
Fngga la mia presenza ,
Che immantenente azzufferassi meco.