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Pratica Minerale : trattato / Marco Antonio della Fratta et Montalbano
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di mater ia eſtrana, come ſono il Zolſo, l' Arſenico; Anti-monio,&c. Li fumi adunque ſe ſi alzano à dirittura, eſ-ſendo ſegno di troppo calore, ſi ſetua lordine deſcritto diſotto per diminuirlo; ſe per lo contrario il fumo foſſe lento,& andaſſe torcendoſi,& errando hor quà, hor la, conuieneaccreſcere il fuoco, il che ſi col poner vna bragia acceſa al-Ja portella, come pur ſi dirà del ſuo capitolo particolare. al-hora ſuccede, che il Piombo ſi conſuma, e la materia reſta.imperfetta, e perciò in queſto caſo s aggiunge vn poco diPiombo, ma ſottile, nella Copella(come pure auiſai di ſo-pra) accioche liquefacendoſi ſubito faccia ſauorar di nuouola materia in Copella, in cui vedendola ridurſi rotonda, e benfumicare, e riſplendere s accreſce vn poco il fuoco, acciò cheil fumo del Piombo eſali tutto, e non habbia occaſione perla tardanza di tingere, ù macchiare Argento, d Oro, chereſta nella Copella, in cui ſi laſcia vn poco poſate(doppofinito) acciò che tanto pid reſti netto, ſeuan do in quel men-tre le brage d auanti la porticella della Fornacetta.

Nell opetatione ſudetta ſono neceſſarie diuerſe auertẽze,trà le quali vna è loſſeruare ſe la materia liquefatta fa coda,cioè non rotondeg gi il che ſuccedendo ella ſi rimeſcola convna bragia acceſa preſa con le Mollette. Se le ſcorie, ð lop -pe impediſſero il lauoro, ſi tcimuouono, e cauano con l Vn-cino di ferro, nel che è neceſsario ſtar molto auertito pernon leuar anco ſeco qualche parte di buono.

Quando non ſi poſſa di meno, è bene non aggiungermai Piombo in Copella, perche per que ſta aggiunta ſi per-de ſempre qualche portioncella di Metallo. Finalmente le-dando dalla Copella Ia maßßicella reſtataui alhota*

f ella