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LIBRO SESTO. 183
ne ad effere al rinzaffato ſcopriranno per la crudezza loro nel rafciugarfi infinite feſſure. Et fe il rinzaffato farà dolce comes appartiene di effere allo In-tonico, non fi attaccherà tanto che baſti alle mura; ma ſene cadrà a pezzi;quante piu coperte ſeli daranno tanto meglio fi puliranno,& contro alli acci-denti de tempi ſarãno piu durabili. Io hò veduto appreſſo le coſe antiche, cheene meſſono Funa fu l'altra fino a noue. Le prime di queſte biſogna che ſie-no aſpre& di rena di foſſe,& di matton peſti ma non troppo, ma groſsi comeghiande, o pezzi come dita,& in qualche lato come vn palmo; per lo arric-ciato è migliore la rena del fiume,& manco fi fende, queſto arricciato anco-ra biſogna che ſia ronchioſo; percioche alle coſe liſce non ſi attaccano ſoprale coſe, che vi ſi pongono. L'ultima di tutte farà candidiſsima come marmo,cioè che in cambio di rena fi tolga pietra peſta candidiſsima,& è a baſtanzache queſta ſia groſſa vn mezo dito; percio che faccendoſi groſſa, maluolen-tieri ſi ſecca. Io hò veduti alcuni che per non ſpendere nõ la fanno piu groſ-fa che vn ſuolo di ſcarpa. Lo arricciato, fecondo che è piu vicino, o a quel-le, o a queſto fecondo fi modera. Ne maſsi delle caue di pietra ſi truouanocerte vene molto ſimili a vn traſparente Alabaſtro, che non ſono ne marmo,ne geſſo; ma q una certa natura mezzana infra uno& l’altro. Le quali ſonmolto atte a disfarſi, queſte fi fatte vene peſte& meſcolate in cambio di renamoſtrano certe ſeineile come di ſplendido marmo. In molti luoghi ſi veg-gono aguti meſsi per le mura accio ritenghino li Intonichi,& il tempo ne hàinſegnato che e ſono migliori di bronzo che di ferro. Piaccionmi aſſai colo-ro che in cambio di chiodi hanno meſſo fra luna pietra& l'altra per le muracerti pezzuoli di laſtruccie, che eſchino fuori, ma con vn martello di legno.Et il muro quanto ſarà piu freſco,& piu ronchioſo, tanto piu forte riterrà ilrinzaffato, arricciato,& lintonico; Per il che fe nel murare& mentre che fifà l’opera tu la rinzafferai, benche leggiermente; farai che lo arricciato& lointonico vi fi attaccheranno fortiſsimamente, et da non fi fpicchare mai; doppo che hanno tirato i Venti Auſtrali farà bene farte ogn una di qual ti vogliadi queſte coſe, ma fe quando tirano tramontani,& che e{ono o gran freddi,o gran caldi, tu vorrai intonicare; lintonico ſubito diuenterà ſcabroſo.Le vltime corteccie finalmente fono di due ſorti; o le fono appiaſtrate& di-ſteſe, o le fono di coſe aggiunteui& adattateui. Diſtendeſi il geſſo& la calci-na, ma il geſſo non& buono fe non in luoghi aſciuttiſsimi; a qual fi voglia forte di corteccie, la{corrente humidità delle mura vecchie, è inimicifsima;quelle che fi commettono fono pietre& vetri& fimili. Le corteccie diſteſe& appiaſtrate fon’ queſte, le bianche ſtiette, le difigure di ſtucchi,& le dipinte;ma quelle che fi commettono fono gli intauolati, gli sfondati,& i taſſellati.Tratteremo delle prime, per le quali la calcina fi ordinerà in queſta manie»ra. Spengaſi la calcina con acqua chiara in vno truogolo coperto,& con tanta acqua, che di gran lunga gliene auanziʒ dipoi con la marra ſi rimenerà aſ-ſai, aſciandola,& piallandola, come fi fà a legni;& che ella fia bene ſpenta&macera ne darà ſegno ſe la marra non ſarà offeſa da alcuno ſaſſolino, o pie-truzza; non credono che ella fia matura abaſtanza, innanzi a tre meli. Biſo-gna che ſia molto morbida& molto viſcoſa, quella che è da lodare; percio-
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