S3î Consìdérazioni Sopra
l’una patte, e per l’altra, che la figura sia piana, e non concava. ) Però ilproblema per esser vero, ed universale non doveva esierproposto,come faAristotile: Per qual cagione il ferro, o il piombo in falde larghe galleg-gia? ec. Ma fi doveva dire. Per qual cagione il ferro assottigliato galleg-gia; sia poi nell’afibttigliarsi ridotto in una piastra, in un nastro, o in un si-lo, questo niente importa, perché sempre, e nel medesimo modo per ap-punto galleggia ; ma perché Aristotile credette, che fatto un filo non gal-leggiasse, però s’ingannò nel proporre la questione, come anco nel solver-lâ. Se voi, Sig. Colombo, avete inteso questo, conoscerete, che il Sig. Ga-lileo, ha in questo ultimo ancora, discorso non meno saldamente , che nelresto. Che poi l’altra parte di questo medesimo discorso sia parimente ve-ra, credo estere manifesto a chiunque l’intende. Egli dice, che quando benfoste vero, che la resistenza alla divisione fosse la propria cagione del gal-leggiare, meglio galleggerebbono le figure più strette, e corte, che le piùIpaziofe: sicché tagliandosi una falda larga in molte strisele, e quadretti,meglio galleggerebbono queste parti, che tutta la falda intera, intendendoquesto non assolutamente, come vorreste voi, sicché ogni striscia per leso-la meglio si sostenesse, e maggior peso reggesse, che tutta la falda intera,ma fatta comparazione della grandezza della striscia con quella della falda,la striscia a proporzione più reggerebbe , che la falda, e questo dependeda quello, che dice il Sig. Galileo, cioè, perché nel dividere la faida sicresce assai il perimetro, secondo il quale si fa la divisione nelfacqua; mase voi voleste comparare la forza della striscia con quella della falda largaassolutamente, la proporzione sarebbe vera ne più ne meno, pure, che icorpi fossero eguali : mi dichiaro. Pigliate , Sig. Colombo, due pezzi dipiombo d’una libbra l’uno, e di uno fatene una falda quadrata assai sottile*e l’altro tiratelo in una striscia di v. g. dieci braccia , ma di grossezza egua-le al!'al tra falda, sicché di larghezza resterà manco di un dito: dicovi,che assolutamente la striscia galleggerà meglio, e sosterrà più peso, che lafalda (dato peto> che foste vera la causa del loro galleggiare posta da voi,e da Aristotile) e questo è manifesto, perché quanto alla quantità della su-perficie; che posa su l’acqua tanto è grande l’una quanto Palerà, ma quan-to al perimetro, la striscia lo potrà avere due, quattro, e dieci volte mag-giore, adunque la resistenza alla divisione, che si trova nelle parti dell’ac-qua, che sono intorno al perimetro sarà due, quattro, e dieci volte mag-giore nella striscia, che nella falda larga, ma il non avere voi capito nequesti termini, ne quelli, v’ha fatto scrivere molte fallacie, quali sono leinfrascritte.
Prima voi dite: Chi non conosce , che la graffe zza del solido, edil pe so ,fi van-no accrescendo, e diminuendo per causa della figurai Se quella figura cresce inlarghezza, e quefli scemano : se quella Ji diminuisce , e quelli augumentano ; propo-sszioni inaudite, e false, non avendo, che fare niente la mutazione della fi-gura coll’alterazione della gravità. Ma se pure volete, Sig Colombo, dar-le qualche azione, bisogna, che voi gli concediate questa, che scrivete, ela contraria ancora, secondo, che sarà necessario per lo bisogno vostro, econverrà, che voi diciate, che la dilatazione di figura scema il peso, quan-do piace a voi, ed anco lo cresce quando n’avete di bisogno: e così quan-do il crescere la figura v’ha da servire per impedire al solido l’andare alfondo , bisognerà che ella gli diminuisca il pelo , ma quando poi vi biso-gnerà? che ella gli proibisca il venire a galla, converrà, che ellagile loau-
gu-