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CantiU ff a zio Si
destina differenza, che si scorge tra le tre sigureposte qui appresso;fra tre giorni eh’ ella sarà allacongiunzione col Sole spererei in ogni modo divederla mediante la sua gran latitudine Boreale,eh’ è 6. gradi, se i tempi non andassero così torbi-di, come vanno.- e si vederebbe colle punte del-•* le corna volte verso Settentrione , cosa che nonavviene marneHa Luna.
u Cominceremo poi a vederla la mattina orientalese norisi , che se fussé' il Cielo serenissimo, non hoper impossibile, che ella si potesse vedere la seraoccidentale, e la .mattina prossima sostien teprien-taîe, mediante la fuà gran latitudine 1 boreale.)' e lavedremo falca ta, e sottilissima, e secondo che ellasi anderà allontanando dal Sole , anderà anco in-grossando le corna, ma scemandola grandezza delGlobo; e vicino alla massima digressione si mostreràmezzo cerchio, e tale si manterrà circa un mese ;diminuendo però sempre la mole apparente delsuo corpo. Dopo cominciando a crescere la par-te illuminata in pochi giorni stempierà , e morftrerassi perfettamente rotonda , e tale la vedre-mo circa dieci mesi continovi, nel mezzo del qual tempo ella starà cir-ca tre mesi ascosa sotto i raggi del Sole , e quanto più ella gli sarà vi-cina (nel tempo dico, eh’ella u mostra rotonda) tanto più si vedrà piccola.Nell’allontanarsi poi dal Sole fendo tornata vespertina, anderà crescendo dimole, ma diminuendo di lume, reiterando il periodo già di sopra esplica-to, il quale ella compisce in mesi ip. in circa. Da queste apparizioni si vie-ne in necessaria consequenzadidue gran conclusioni ; l’una che Venere si rag-gira intorno al Sole come centro della sua regolazione , e 1’ istessovedremo fare a Mercurio; l’altra che essa Venere,fendo per sua natura te-nebrosa, riiplende come la Luna in virtù del Sole ; e ciò indubitatamente èvero di tutti gli altri Pianeti. Io poi con ragioni necessarie concludo il con-trario delle Stelle fisse, cioè che quelle sono per sua natura splendidissime,ne hanno bisogno d’illuminazione da i raggi del Sole, i quali forse in tantadistanza non arrivano se non debolissimi .
Quanto al modo dell’ulàre l’occhiale per veder Venere, non ci vuol al-tro, che fermarlo sopra qualche sostegno , perché îostenendolo a braccia nonè possibile che stia Fermo, mediante il moto della respirazione , e dell’ arte-rie. Bisogna anco che lo strumento sia eccellente , e che mostri grande assai;inoltre ne i seguenti giorni, che Vene re, fi vedrà mattutina , sarà bene an-darla osservando, e seguitando con l’occhiale sin dopo il levar del Sole .perché quanto più sarà chiaro, ed alto il giorno, tanto più distintasi vedràla figura, mancandoli per la lucidezza dell’aria quella irradiazione, che nelletenebre ce la fanno parere maggiore, e dentro alla quale si asconde la veraforma di Venere ,sicché non si può colla vista naturale distinguere.Quanto ai Pianeti Medicei ne ho fatte più di trecento osservazioni , e benespesso due, ed anco tal volta tre neH’istessa notte; veggonsi le loro mutazionivelocemente, e grandissimamente, ed essi Pianeti, mentre Giove è stato al-
Popposizione col Sole, si vedevano coll’occhiale più grandi e cospicui
che