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sola Italia meridionale può essere quintuplicato, ben si vede chequei fortunati paesi potrebbero in un prossimo anno elevare l’in-troito alla considerevole cifra di ben 350 milioni.
La media e l’alta Italia non rimasero però sorde all’eccitamentogovernativo, per modo che in varie località molti s’accinsero a ten-tare la coltivazione del cotone. Il prof. Filippo Manetta, nel suoopuscolo: Guida pratica per la coltivazione del cotone, non lasciavadubbio sull’idoneità del clima di Lombardia , aggiungendo l’auto-rità sua a quella del D. Filippo Fapanni da Treviso , il quale inun pregiato opuscolo ricorda anche la coltivazione del cotone dalui fatta nelVeneto fin dal 1811, all’epoca delblocco continentale.Tuttavia l’ostacolo del clima, messo innanzi da taluni, non trala-sciando dal preoccupare gli animi, rese naturale la peritanza inquelli che dovevano farne la prova; sicché parecchi, per nonrinunciare alle lusinghe del tentativo, adottarono il temperamentodi esperimentarne la coltura su piccola scala, e quasi a modo dicoltivazione di giardinaggio.
I.
Io volli tentare un piccolo saggio, e per ciò procuratami unabuona qualità di semente, ne affidai i granelli alla terra in unalocalità esposta a mezzodì. Era il 13 maggio; la stagione al-quanto avanzata mi avvertiva di non porre fiducia nella buonariuscita. Pure, sia vaghezza di studiare praticamente simile col-tura, sia desiderio di acquistare un sicuro criterio che mi fosseguida in una successiva e maggior prova, mi indussi a sperimen-tarne, con poche piante, la coltivazione anche in quest’anno. Equasiché la natura volesse compensarmi di quest’atto di fiducia,dopo sette giorni, nel luogo seminato vidi sbucciare tanti puntiverdi, sicché mi assicurai dell’eccellente nascita del mio cotone.Da quel momento, seguendo con occhio attento lo sviluppo delletenere piante, mi persuasi che le cose andavano bene. Non oc-corre però aggiungere che non tralasciai cura di sorta onde fa-vorirne, per quanto stava in poter mio, e quasi spingerne la ve-getazione, e rifarmi così in parte del tempo perduto. In tali curepoi mi attenni con tutta diligenza alle istruzioni date dal piccolocatechismo, che studiando i vari autori, così d’America come dialtri paesi, i quali trattarono della coltivazione del cotone, com-pilai e pubblicai nello scorso giugno, ad uso dei campagnuoli.
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