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vìgazione su i fiumi , è sempre cosa da recatesomma meraviglia il vedere, come si fossero po-tute agevolmente trasportare per entro i ca-nali massi di smisurata mole . Gli obelischi , legran colonne, e le statue colossali portate in Ro-ma fino dall* Egitto , nonché da altre piovincieremote, ce ne danno delle riprove di fatto. Pli-nio (2) ci ha lasciato qualche schiarimento sultrasporto degli obelischi ; operazione che fino da'tempi remotissimi veggiamo eseguita colle leggidell’ idrostatica , e dell’ idraulica . Egli segnata-mente ce ne dà contezza nel descrivere il mec-canismo dell’architetto Fenice ( non già Callisse-
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massi sopra alcune barcacce piatte ajutate da rè-mi , e da funi tese dall’ una , e 1 * altra riva, de-nominate Pontones , delle quali così Isidoro Orig.JL. XIX. c. 1. Pontoni um navigium fltimmale , tar-dum , et grave , quod non ni si remigio ( remulco leg-ge più volentieri Gio: SchefFero de Mil. Nav. L.IV. c. 1. ) progredì pptest .E da ciò, che aggiugnecirca la voce TrajeSius chiaramente si rileva, cheerano delle grosse scafo, dette anche C audicariae,perchè ex tabulis crassiotibus faCÌae , come notaPesto in tal voce , tirate a forza di funi per en-tro i fiumi ; onde nella legge ultima de Servii.Praed. Rust. Dig. L. Vili. Tit, 3 . si dice UsqujSad jlumen , in quo pontombus tvajicilu'f,
(z) I. XXXVL a 9.