LETTERE
TI
Dante con venerazione, e di persuadervi eh’ egli ha scrittoclegantissimamcnte, e che in tanto la sua eleganza si è inparte perduta, perchè i termini hanno perduta o cangiatala loro convenienza, come una moda donnesca che oggirapisce l’occhio, e dopo dieci giorni diventa ridicola.Quello che potete dire con franchezza, si è che lo stile diDante non sempre è nobile, ma spesse volte meschiato diespressioni comiche: e questa è la ragione per cui gli piacqueappellarla Commedia. Al contrario, l’autore della Canticaparmi che mai non si lordi nel fango comico, e che il suostile, senza essere nè monotono, nè caricato, sia sempredignitoso e pieno di verecondia. Ma voi non avete bisognodi suggerimenti. Io aspetto con impazienza il vostro qualsi- sia lavoro, e meco 1’ aspettano i miei amici. Addio. Etc.
ALLO STESSO
Mio caro amico. — Siete stato servito, ed in modo chefarete meco pace, o finirete d’ andar in collera, perchè horotto il segreto, ed ho fatto sapere al pubblico il nomedell’ autore di quel giudizio sopra il Purgatorio Bassvil-liano. Sabbato avrete il primo foglio.
Oh quanto mi consolo di sentirvi occupato in ciò diche vi pregai ! E impossibile che il mio amor proprio nonesulti del vostro scritto} ma vi serva di regola che io nellenote non perdono a me stesso quando cade in acconcio.La lode è bella, ma l’onesta e schietta censura torna piùconto. Addio. Etc.