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6 (1842) Epistolario : riordinato ed accresciuto di molte lettere non prima stampate o raccolte / di Vincenzo Monti
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LETTENE

AL CAV. PAOLO TAGLIABÒ

Pesaro, ia gennaio i8aa.

Veggo nell affettuosa tua lettera la cara immagine dellabell anima che scalda il petto al mio amico. Come il cuoremi detta, e tu stesso mi suggerisci, scrivo allottimo nostroconte Strassoldo. Ma qui conviene che la viva tua vocesoccorra al difetto delle mie parole , e mi aiuti a ringra-ziarlo, ed animare i sentimenti della mia riconoscenza. Everamente protesto di riconoscere da suoi officii cortesi ilbenigno decreto che mette in saldo e in sicuro la mia pen-sione. Ti dico anzi più, che sarei dolente del ricevuto be-neficio, se mi fosse venuto da mano che io non amassi estimassi, e che mi sarebbe gran peso la gratitudine 5 men-tre che andando debitore del bene, che mi vien fatto, apersona che sempre ho amata e stimata, questo peso me-desimo mi diventa soave: ed io, finché mi dura la vita,

10 porterò con letizia ed orgoglio. Quanto a te, mio caro,che con tanta sollecitudine ti sei mosso a daimi così lietanotizia, nulialtro te ne dirò, se non clm il cuore, tutto

11 mio cuore te ne ringrazia.

Ora, venendo ad altro, ami tu di sapere come io mela vivo ? Beatissimo e non ozioso. Beatissimo , perchè inbraccio a miei figli, e rallegrato da una stagione sem-pre dolce, e quasi sempre serena, a tale che linvernoqui sembra un sorriso di primavera. Non ozioso, perchècoltivo i miei studi, e scrivo , e finisco di carminare leparrucche agli arroganti e queruli Infarinati} a istruzionedequali darò in ultimo un trattatello dellarte critica,che coloro non hanno mai conosciuta ^ e pubblicherò unacospicua serie derrori vergognosissimi, in cui sono brut-tamente caduti, nel fatto della nostra favella, il Lami, ilBandini, il Salvini e tutta 1 attuai sinagoga, e quelli pureche ne son fuori, spezialmente il N. N., che per insania