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5 (1841) Prose varie / di Vinzeno Monti
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I.VTRODUZIONK

del loro stile sempre animato , sempre disinvolto , semprepatetico. Non vediamo noi i Francesi, accuratissimi sem-premai nel gran dovere delleleganza, soggiogare le gentimeno ancor colle armi che copensieri? Per lo contrariofra noi una certa incolta e superba filosofia , sdegnandolamenità dello stile, considera come inutile e frivolo questostudio^ ma ella ne paga la giusta pena non trovando chila guardi, chi la saluti. E converrà Lene, se vorrà che ilpubblico non la cacci, chella getti una volta labito sprezzato evillano di cui si copre, ed esca del letamaio , e si racco-mandi alle Grazie perchè le tolgano il sucidume. Se nonche a lavare la stalla di certi filosofanti, sarebbe vananon pure lopera delle Grazie, ma la fatica di Ercole (i).

Se la ragione morale ha bisogno di ornarsi de bei coloridella parola , non lo ha niente meno la ragione politica ;e dirò adesso alcun che dell eloquenza necessaria all uornpubblico.

Ne governi ove la nazione o direttamente o per via dirappresentanza entra nella discussione de suoi interessi enella formazion delle leggi, larme della parola è una po-tenza conservatrice dei diritti del cittadino , e aiutatricenel tempo stesso della politica potestà, alla quale nonbasta 1 esser forte nella saggezza delle sue operazioni, senon va forte egualmente nelleloquenza de suoi delegati,a cui spetta il perorarne i motivi e raccomandarla al ge-loso potere che le sancisce. Licurgo era solito di sacrifi-care alle Muse onde averle propizie nella sposizione dellesue leggi. Io non so quanto le Muse sorridano alla discus-sione e sanzione delle moderne \ so bene che senza unlinguaggio a tutti palese, a tutti limpido, evidentissimo,le leggi diventano non regola di doveri, ma semenzaio diFraudolenze e d errori e di liti e di dispute scandalose }

(i) Speusippo , insegnatole di fisica, di matematica e di morale, avevacollocato in mezzo alla scuola il gruppo delle Grazie; volendo indicareche senza di esse la filosofìa non fa fortuna. Fisici, matematici, mora*listi, scrittori tutti d*ogni generazione, ricordatevi di Speusippo .