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sono stati formati dalle antiche lave. Se finalmentealcuna montagna conica non si è riaccesa giammaiè ciò in conseguenza del riempimento del canaleche viene fatto dagli ultimi scoli del fiume infuo-cato che dentro di esso si rassodano. Le nuove aper-ture non possono al più avere luogo che nei silivicini, come lo mostrano molti esempj.
Materie che formano le lave dell' Etna ,ed effetti del fuoco su di esse.
Il fuoco sotterraneo agisce sopra tutti i corpi vi-cini. La Sicilia ha al di fuori sterminali ammassidi schisti argillo-bituminosi stratiformi, e dai qualitrasuda forse, il petroleo tanto abbondante in que-sta Isola . Contengono molta quantità di piriti , oferro solforato in varie masse sovente a nidi comenelle terre cretose che sono nel contorno. Se questematerie si trovano ancora nei strati dove il fuocodell’Etna arde, saranno da esso attaccate. Il petro-leo alimenta l’accensione, e si mescola in vaporial fumo; l’ammoniaca serve di base all’ acido mu-riatico libero, e poiché le terre residue saranno pri-vale di tutte le altre sostanze, verranno più, o me-no cotte , e spinte al di fuori sotto la forma di ce-neri , e di pozzolane terrose. Le lave dell’ Etna , edei nostri antichi volcani sono formate tutte di ar-gilla ferruginosa che costituisce molte varietà dipietre cornee. I fuochi sotterranei hanno dunquein ogni tempo nella nostra regione operato in mez-zo alle stesse materie, e della medesima natura, edesse sono ancora assai abbondanti per dar paboloperenne ai vasti focolari del Volcano che arde franoi. Le lave antiche, comprese quelle attorno la basedell’ Etna , hanno così poca quantità di sostanze estra-