3 %. £ m % % » V ■*ìwf k % i & è & ¥ ■k M ym Y % Ad % fi W U '1 Mx-Ubri£ wo o > ofoiìtO u- ’ifTWÈZ? I|ìy«||:lllli. isiiii-Nll S3B&4 ks&Héfàfà-. POLITECNICO FEDERALE ZURIGO Cattedra di Lingua e Letteratura italiana Predigeigasse 9, CH-8061 Zurigo * 3^6 / (f • I ^332. VOCABOLARIO l'yiElRS&lLE aiTAOAH© I A-BU VOCABOLARIO UJMaiIIRSiULlE 2TT&1LIAH® COMPILATO A CURA DELLA SOCIETÀ TIPOGRAFICA ^/ax/mate& e O. VOL. i. aàS’SiLi DAI TORCHI DEL TRAMATER y / hC \t e 3 ;‘ 4 .» ' .f f Viri dodi Lexicis non velut magistris , sed tamquam ministris in memoriae subsidium utuntur . *»• S» G. Sciófpio. *%• PREFAZIONE ■*wwwWM)}iK®tC(CWW»wi>» — L x e tante battaglie da quarant’ anni alla nostra Volta combattute in Italia intorno alla lingua italiana, se dimostravano da un lato essersi tardi sì ma pur finalmente rivolti gli animi allo studio della natia favella, davano dall altro assai tristo argomento di levita di animo , che ad ire di parte ed a gare municipali facea luogo , laddove era solo bisogno di temperata ragione e di amor vero inverso la patria comune. Quasi che fosse fatale agl’italiani il dividersi pur sempre in fazioni , e d’ogni lieve cagione far grave guerra tra loro ; delle condizioni , dell’ indole e sinanche del nome del nostro idioma furono dispute interminabili , che sovente in aspre contese , e talvolta in contumelie in- decore, degenerarono. Vero è che da nobil sorgente questo fervore scaturiva, chi consideri nella lingua il solo generale vincolo della comunanza italiana, e nelle parole i segni delle idee. Ad ogni modo quel combattere a oltranza in guerre più che civili, per motivi su cui da più secoli dovea tra noi essere accordo , mentre tornava in danno ed in onta delle lettere , sponevaci al ludibrio delle nazioni. Ma se il desiderio non c’ induce in errore, sembra che vicini ormai a spengersi gli sdegni filologici, vinca nel maggior numero l’amore del patrio linguaggio e della pace. E di questa necessaria desideratissima pace a noi pajono condizioni fermate : alla favella che nacque toscana vendicare ad ogni patio il nome più virile d’italiana ; esser debito mondarla d’ ogni straniera bruttura , e noi divezzare dalla malvagia licenza a cui la scorsa età ci adescava : non aversi a tenere in conto di oro purissimo nè gli sbagli de’ menanti, ne gli arcaismi e i solecismi e i gallicismi del trecento 5 rimasto a quel secolo il vanto di aver somministrato, in esemplari tutto grazia proprietà e candore , il più perfetto modello dell’edifizio gramaticale italiano , ed alla Toscana l’autorità che le viene dalle bocche di quel suo volgo , il solo de’ volghi d’ Italia il cui dialetto più veramente s’ approssimi al colto linguaggio italiano. Convenute in questo vero le menti, tanto più fastidite delle logomachie quanto più intese a gravi studii, ed in quelli eziandio della lingua bramose di conseguire alcuna maggiore utilità che le mentovate contenzioni non davano ; ora più che mai anelano a possedere un vocabolario il quale , meglio che per lo passato non avvenne, alle presenti necessità risponda. Indizio non dubbio crediamo si di questq desiderio e si della ristabilita concordia , o almeno della universale tendenza a conseguirla , il ravvisare che non piu si disputa sul vocabolario della Crusca , ma si ristampa 5 e o quello emendano accrescono migliorano , 0 in altre guise altri ne fanno. Nel periodo in fatti di questi ultimi due lustri abbiam veduto uscirne alla luce , tra nuovi e ristampati , voluminosi e in compendio, parte compiti parte no, due in Bologna, uno in Venezia, due in Milano, uno in Pavia, due in Padova, due in Livorno (1); tutti universali , e ciascuno per pregi peculiari commendevole ; oltre poi ai molti dizionarii di questa o quella scienza , o nostri del tutto ovvero tradotti dal francese con miglioramenti 1 a ^?TTl^ ìte va 0 S n i giorno Italia arricchendo. Il perchè dovrebbe parere oggimai opera vana e soverchia a pu icazione di questo nostro nuovo VocAbolabio tjnivebsale italiano, se già noi facesse anzi necessario per 1 appìinto questa moltiplicò istessa di tal generazione di libri. Imperciocché non raccomandandosi tutte perle medesime doti, ma qual dell’ una qual dell’ altra mancando , speriamo non avere noi ad incontrar biasimo se, per toglier solo ad altrui l’impaccio dello scegliere, or ci facciamo a radunare in un solo le prerogative di molti, ponendo ogni cura nello schivare gli scog li ai quali altri per avventura s ’ avv enne. Nè a ciò solo contenti, vogliamo che il nostro dizionario si appresemi all’ I ta i ia ornatQ eziandio di quella SU ppellettile che oggi più si desidera, e che invano si chiede 3 quanti ne furono sino ad ora messi a stampa fra noi , benché l’Inghilterra la Spagna e la Francia non lamentino da più tempo la stessa privazione : intendiamo parlare della etimologia , della sinonimia e di quella parte che riguarda il logico ordinamento de’ significati, ora per la prima volta riunite in un lessico della lingua italiana. Ma per discorrere partitamente sì queste come le altre qualità della nostra compilazione, convien prendere alquanto più da lontano le mosse. (VI) . Primi gl’ Italiani composero dizionarii latini ; primi tra gli Europei cominciarono a comporne del patrio linguaggio. Scarso frutto di grande animo ritrassero que’ lessicografi che agli Accademici della Crusca mostraron la via : tali un Minerbi, un Luna , un Accarisio , un Alunno, un Pergamini, di ricordanza onorata ; scarso frutto, e non da pareggiarsi a ciò che con auspicii migliori seppe cogliere l’Accademia, l’opera della quale comparsa nel i6ia fu esempio e meraviglia all’ Europa. Quali fatiche in principio non dovè durare ! Chi avrebbe avuto quell’ ardimento d’impelagarsi negl’ innumerevoli testi a penna , di svolgere tanti codici e tante stampe ! Pur non appena 1 ’ o- pera pubblicata , sorseso a calca gli accusatori, che sempre piu facil opra fu il censurare che il fare. Fra costoro primeggiarono, come più dotti e più acerbi, Celso Cittadini, lo Sligliani, il Doni, il Magnanini, il Beni, il Lanciani; e sopra tutti alzo il capo Giulio Oltonelli. L Accademia prese nobil vendetta , con rara modestia correggendo nelle seguenti ristampe , siccome avea promesso , gli errori. Se non che , il principale difetto stava nel disegno ; e la critica e la filosofia a gara si mossero a rilevarlo. Si era voluto considerar la lingua siccome giù spenta , servilmente imitare Ambrogio da Calepio , seguitare unicamente 1 ’ autorità, non uscir quasi dai confini della Toscana ; si era trascurata del lutto 1’ etimologia, molto le distinzioni di significati , moltissimo le definizioni ; poco o nulla si era fatto ragione del linguaggio scientifico, ed in quella vece accolto il furbesco e il jonadattico ; locala in trono 1 ' arcaiologia ; derogato all’ impero dell’ uso, re delle lingue. Questi ed altri vizii macchiavano pur troppo l’insigne lavoro ; nè per emendar che si fece e ingrandirlo e migliorarlo in sette successive edizioni , una delle quali onora gl’ ingegni ed i torchi napolitani , si giunse mai ad ottenerne la riforma radicale di che avrebbe avuto mestieri, perchè 1’ italiano vocabolario, meno municipale e più nazionale, sostenesse il paragone di quelli che le accademie di Parigi e di Madrid, e con miglior magistero un inglese filologo, benché tutto solo , valsero ad architettare pe’ loro idiomi. A Samuele Johnson, per animosi spiriti e diligenza infinita e profonda dottrina, noi possiamo contrapporre il conte di Villanuova , cui saia sempre grata I’ Italia del Dizionario universale critico enciclopedico , per lui compilato non secondo uso ma secondo norme filosofiche , con ardito disegno e con vasta erudizione ; talché la Crusca espurgata aggrandì egli di più miglia) a di voci prese dalle scienze e dalle arti. Vero è che 1 ’Alberti, mancato alla vita anzi tempo, non diede all’opera le ultime cure ; nella quale fu degno di censura l’ordine alfabetico errato , le citazioni omesse , gli esempi mancanti o falsati, Io stile trasandato ed incolto, le definizioni talvolta inesatte, le plebee locuzioni senza uno scrupolo al mondo approvate. A tali sceuci ben potea riparare quella vigorosa mente di Antonio Cesari, il balio della nostra favella nel secolo XIX., se pur non limitava l’opera sua al ristampare e con infinite scorrezioni l’antico Vocabolario. Che se con'que’suoi illustri Veronesi e col Lombardi gli fece dovizia di molte giunte , il più si parvero destitute<,.di sana critica ;> siccome -quegli che , raggranellando da’ codici e dagli scrittori della men polita antichità locuzioni e vocaboli troppo lontani dall’ uso moderno , volle mostrarsi tenerissimo del quasi spento idioma de’ primi secoli , e pressoché schivo della viva sonante e gentile favella d’Italia. Così diede il valent’ uomo in un eccesso opposto a quello dell’Albertipeccando egli nelle cose di lingua di tanta superstizione, di quanta licenza avea quell’altro peccalo. Quasi a battere tra loro la via di mezzo sorse nei 1819 il eh. Paolo Costa con que’ dotti uomini che tolse a compagni di sì difficil lavoro. Preso a guida la famosa Proposta del Monti , che in quel tempo alto grido levava , ci diedero essi il loro Gran Dizionàrio . E neppur questo sembrò toccar 1’ alto segno cui ebbe indiritto 1’ animo e le speranze ; che lungi dall’estinguere la sete di un buon vocabolario italiano, ne fece iti poco d’ora pullulare, abbenchè non tutti con pari condizioni , altri :sei affatto nuovi; ciò sono il portatile del Cardinali, 1 ’ Ortografia enciclopedica d’Antonio Bazzarini , i due dizionarii di Livorno, Y ortologico del Nesi , ed il dizionario di Padova. Di quest’ultimo conviene più a dilungo intrattenerci , come quello che sarà base del nostro. In quali errori cadessero i compilatori bolognesi , e di quante omissioni fosser colpevoli, con ammirabile discrezione e dottrina il dimostrò l’acutissimo professore Marco-Antonio Parenti nelle sue Annotazioni modonesi ; e gli faceva eco da Parma il Pezzana autore delle Osservazioni concernenti alla lingua italiana e a’ suoi vocabolarii. Anche Francesco Cardinali che unito al Costa aveva dapprima avuto parte nella formazione del Gran Dizionario , staccatosene poi , e fatto di quello un compendio , molte definizioni corresse , molti nuovi termini scientifici aggiunse. Laonde traendo profitto da queste e da altre fatiche , gli editori padovani sigg. Luigi Carrer e Fortunato Federici, sul finire dell’anno 1827 incominciarono a pubblicare del vocabolario di Bologna alquanto migliorata impressione , decima di quello degli accademici fiorentini (2). Non mai la Crusca , uopo è confessarlo , rivide la luce per corredo di giunte più insigne , siccome ora da’ tipi della Minerva; e fu mente de’ compilatori che avendo a mano sol questo dizionario , si potesse mettere dall’ un de’ canti 1 ’ Alberti ed il Cesari , e tenere tutta quanta la Crusca , non senza le correzioni e le aggiunte del Monti , del Costa , del Parenti e del Pezzana. Nondimeno que’ benemeriti editori nè attennero troppo appunto le fatte promesse , nè con molta diligenza corresser le stampe , nè alle nuove condizioni che in opere di tal fatta sono richieste, pare a noi, soddisfecero. Checché ne sia , sempre di non poco giovamento dee riputarsi quell’impresa alla patria lessicografia, e ben l’Italia ne saprà mille gradi agli egregi autori. Che se noi, osando forse impresa alquanto maggiore , poniamo al presente nella lor messe la falce, il facciam rispettosi e rimessi, confessando il nostro debito a quelli che ci spianaron la via, de’ sudori de’ quali con grato animo profittiamo ; e sopratutto confortati dal fervido desiderio di far sì che questa undecima edizion della Crusca, i pregi emulando della padovana , e d’altri suoi proprii adornandosi , esser possa novello gradino per avvicinare gl’Italiani a quel perfetto vocabolario che vagheggiano , ma che non pertanto vuol riputarsi opera disperata, (VII) I. Sin da que’ primi emiri-ioni di lessici die nel secolo XVI. illustravano la nostra favella, Alberto Accansio diede a divedere quanto convenevole fosse congiunger ad essi gramaticali rudimenti , siccome chiave del accumu a o tesoro. Il lessicografo rassomiglia cosi all’ architetto, cui non basta aver insieme raccolti i materiali alla sua a brica idonei , ma e come porli in opera e 1’ ordine tutto della costruzione ti va divisando. Ultimo ad^ imitar 1 Ac- earisio fu in questi giorni 1’ autore del Dizionario universale di Livorno ; ma nessuno degli altri teste citati volle serbare tal legge. Quanto a noi , mirando a corredar di granitica il nostro , c schivi di librare il merito delle infinite che sen conoscono , una gliene adatteremo affatto nuova , dono di amicissimo nostro concittadino , lavorata giusta le teoriche della granitica generale , spoglia di ogni pedantesca barbarie, e di cui V ortografìa e 1’ orlolog.a faran parte. Le terran dietro le tavole di conjugazione del Compagnoni, inserite già nella edizion bolognese, appostivi pur ora in nota gli esempli per le uscite antica te , le quali perciò non occuperanno luogo nel lessico nostro , benché ta une in tutte le Crusche e nell’Alberti s 1 incontrino. Queste due cose per altro , siccome di troppo il litardereb ero se ingombrassero i primi quaderni, le rileghiamo agli ultimi, e verranno come giunta alla derrata, salvo a poterli pure, chine sia vago , riporre in principio , poiché porteranno separata numerazione di facce. Quel che non si pno a meno di far precedere è l’elenco di autori e di opere citati nel dizionario. I cinque indici che han tessuto i padovani editori , noi lì riduciamo a due , secondo l’ordine alfabetico delle loro abbreviature. Premesso il catalogo degli autori o libri d autori certi , incerti o incogniti del buon secolo , e quel de’ moderni citati dall’ Accademia in difetto o confermazion degli antichi , si troverà il primo indice , e schierati in esso alfabeticamente gli autori e libri compresi nella prima , seconda e terza tavola della Crusca , vale a dire : degli autori da’ quali son tratti gli esempi citali nel Vocabolario, corredati dalle note che, tra le numerosissime degli Accademici, più ci parvero necessarie 5 di altre opere di essi autori , e di altre del buon secolo , non compresi negli spogli antecedenti al 1786 ; degli scrittori scelti nell’ adunanza di quell’ anno dai deputati della Crusca , da valersene per una futura ristampa ; e questi ultimi porteranno un segnale che li distingua. L’ altro indice anche di tre tavole si compone , due che son dell’ Alberti, e la terza estratta da quella che fu posta in fronte dell’Ortografia di Venezia ; tutte di scritture o moderne o eziandio antiche, ma dagli Anfìzioni del nostro linguaggio non peranco approvate. Vi abbiamo pure comprese , e con apposita noia distinte , le edizioni de’ testi di lingua adoperali dai Bolognesi nelle giunte della loro compilazione. Al quale elenco poi conseguitano le abbreviature de’ libri e dizionarii da cui son tratti gli articoli aggiunti al vocabolario della Crusca dagli editori di Padova , da quel di Venezia e da noi ; non die le altre sigle e segni adoperali ne’ nostri volumi per minuirne quanto si possa la mole; ammonendo chi vorrà svolgerli, ciré suderà ad intenderne 1’ orditura , se prima non ponga mente a que’ segni. II. Noi faremo questo lessico il più dovizioso di quanti giù se n’ hanno in Italia , rispetto a numero di vocaboli e di locuzioni. E perché non sembri jaltanza , apriamo qui l’animo nostro circa il modo che a conseguire tal fine serberemo , ed i fonti ai quali intendiamo attignere. Tutte le parole in due classi possiamo distinguerle : altre formano il corpo e come il succo ed il sangue del comune linguaggio ; altre son delle scienze , delle arti , de’ mestieri , e van comprese nella impropria denominazione di tecniche : infinito numero , massime di queste, che per 1’ incremento incessante dell’ umana civiltà , non ha limiti la loro moltiplicazione. Or se le une e le altre insieme costituiscono il sapere delle nazioni , del quale il vocabolario debb’essere, come il Monti diceva, la tavola rappresentativa, converrebbe registrarle in esso quante piu sono , o almeno nella maggior quantità possibile. £ pero fermammo raccoglier nel nostro libro le italiane voci da lutti quelli ne’ quali giù stesser raccolte , e in un ordine solo disporle , tecniche e non tecniche. Ma perchè non si vuol proceder del pari con entrambi i generi , diremo il metodo della nostra incetta , e come abbiamo adoperato a renderla amplissima cosà per l’uno come per l’altro. ì.Ed incominciando da’ vocaboli che formano il corpo della favella, di molte specie, per quanto a noi pare, ne fu cresciuto il numero di quelli che l’Accademia autenticò del suo marchio: o cavati da scritture esaminate da lei,ma da lei in esse non avvertiti; o da lesti del buon secolo che ignoti ie si rimasero; o dagli scrittori moderni eh’ella approvò, e di cui nella prima ristampa volea prevalersi; o da altri scrittori di purgala favella principalmente toscani, non privilegiati ; o dagli stessi accademici della Crusca, anzi dalla Crusca medesima, sebbene non posti a registro nel Vocabolario; 0 'olii dall’ uso di favellare vivo e puro in Toscana , senza potersi peranco addurre esempio d’ autore che li confermi ; o finalmente somministrali dall’analogia , giusta le regole della gramatica e del gusto. Diverse per derivazione , queste non incruscate voci sono altresì diverse nel pregio. E quanto alle anlicate , in molte non vedi che muffati arcaismi , storpiature del volgo , strafalcioni di amanuensi ; delle quali fecero cumulo abbondante le giunte napolitane e specialmente le veronesi. Quelle vennero giù messe a luogo dal Pitteri nella edizione del 1 ^63; ed essa , come la più copiosa , e seguitala dal Cesari, sarà il nostro esemplare, preferendola alla impressione del Manni , ultima ufiziale ; queste , 0 vuoi dire le veronesi, scomunicale in gran copia dai compilatori Felsinei, nè per intero ribenedette dagli Anlenorei, si troveranno presso che tulle ne’ nostri volumi (3). Noi non ignoriamo che Vincenzo Monti voleva si confinassero cotesti cadaveri (Vili) nel cimitero delle parole ; nè intendiamo già che faccian parte del tesoro della lingua 5 ma servono alla sua storia , servono alla intelligenza de' classici, furono in altri lessici situati : meritamente adunque gli accoglierà il nostro , marchiati per altro da quelle medesime sigle di reprobazione che l’Accademia impresse ad altre simili anticaglie. Quanto poi alle voci le quali sebbene di antica e limpida' origine, o fuggiron dagli occhi de’ precedenti vocabolaristi, che pur di moltissime alla lingua ne restituirono, o non potevano esser loro cognite perchè più tardi acquistate, noi con lieto animo vo- gliaino ingiojellarne quest’opera. Le ricaveremo in parte da parecchi autori del trecento di recentissima pubblicazione) quali il Cennini , il Ceffi, il Bencivenni, e taluno di quelli datici dal Manzi, dal Moreni , dal Resini, ec.; in parte da spogli di classiche stampe di cui cortesi persone amantissime delle lettere italiane ci lascian disporre. Sommano a più di tremila siffatte inedite addizioni per così dire canoniche , le quali consistono o in novelli vocaboli e significati , o in altri costrutti, accompagnature , uscite varie , usi nuovi e diversi , locuzioni piene e più belle delle voci regi' trate. Le quali cose risulteranno da esempi allegati coll’indicazione de’luoghi d’onde son tratti ; e talvolta saranno esempi recati dove il Vocabolario non ne ha , ovvero appostivi quei del trecento se ne avea del cinquecento , 0 di prosa qualora tenevane solo di verso , e così per Io contrario. De’ due terzi di simili giunte abbiamo debito ai sig. Domenico Presutli Aggiunto alla Cattedra di chimica nella regia Università degli studii, e porteranno perciò le sue lettere iniziali. (4) E potevamo benanche andar lieti de’ nuovi spogli procacciati dall’ istancabile Antonio Cesari , se non avveniva eh’ e’ ne avesse presentati i compilatori di Padova sol pochi giorni innanzi alla nostra in* chiesta ed alla sua morte all’Italia sì grave ; ma poiché saranno stampati , cominciando dalla lettera E , nella edizion padovana , nè per la lingua andran perduti nè per noi. Non vogliamo pertanto nemtnen ricusare gli articoli estratti da meno antichi autori , purché citati dall’Accademia , specialmente per le scientifiche locuzioni venuteci dal greco e dal latino ; delle quali i libri del Salvini , ed in ispecie la sua version del Casaubono , sono sì larga vena. (5) Finalmente v’ lia pure altro ordine di voci, le quali neologismi non già, ma figlie legittime della neologia potrebbero domandarsi 5 e vuoi che le abbiano usate scrittori non ancora approvati, vuoi che prive d’ esempio non tengan per loro che l’uso o la regola, noi anche ad esse faremo buon viso. Le sparsero a man piene 1’Alberti ne’ suoi dizionarii e il Bazzarini nella veneta Ortografia ; e da essi e da altri , ma non alla cieca, noi le prenderemo in prestanza. La maggior parte , a dir vero , desumono dalla Crusca stessa l’origine , essendo accrescitivi 0 diminutivi di nomi registrati , o participii attivi o passivi di verbi regolarissimi , o verbi de’ quali la Crusca ebbe autorati i participii soltanto, o verbali femminini di cui v’ ha il maschile, e così e converso. Poiché in difetto per avventura di classico esempio non sono ancora legittimati, noi non intendiamo attribuir loro cittadinanza italiana ; in* solo unirli a quelle altre parole di simil tempra che già i collettori di Bologna e di Padova accettarono. Ben sappiamo che la italica lingua capricciosa e bizzarra non consente il compiersi dell’ intutto le famiglie de’ suoi vocaboli. Pur dove F indole sua non ripugni alla ragione , e 1’ orecchio , superbo giudice , assenta , perchè ristare ? Ad ogni modo non polendo nè dovendo in noi essere la menoma potestà nelle cose della lingua, semplici raccoglitori , siffatte voci metteremo in ischiera sol quando altri le misero. E perchè nessuno sia indotto in errore, i soli vocaboli di Crusca, quelli , vale a dire , che leggonsi nella citata seconda edizione del Pilteri , andranno privi di segno; per tutti gli altri il vocabolario d’onde son tratti , e di cui si vedrà al piede la sigla, ne resti mallevadore. 2 . Passando alle tecniche parole , noteremo sul bel principio che comprendiamo tra esse benanche i nomi prò* prii , come quelli che necessariamente formano il dominio della storia sacra e profana , della geografia antica e moderna , della mitologia universale e della letteratura. Ora il sig. Carlo Antonio Vanzon nel suo Dizionario univer - sale , anche in ciò seguendo 1’ esempio dell’ Accarisi , ha coordinato siffatti nomi cogli altri , aggiuntevi notizie più o meno estese delle persone e de’ luoghi ; il che troppo eccede i confini di tal maniera di libri. Nondimeno, se nessuno attende, nè dee, di rinvenire in essi quelle notizie che ai dizionarii geografici, mitologici e biografici si aspettano , soverchia non tornerà la semplice nomenclatura ortografica di quelle voci ; le quali tanto è vero contenersi pur esse nel tesoro della lingua , che per lo più sen tessono separati cataloghi in fine de’ dizionarii ; siccome pe 1 nomi proprii sostantivi ed adiettivi veggiamo adoperato da ultimo nel vocabolista bolognese , e per tutti gli altri di storia naturale, geografia, mitologia, storia e letteratura, in quello del diligentissimo Boiste, il quale qui nominiamo per cagione d’ onore, come il più solenne tra’lessicografi contemporanei. Volendo noi serbare unico ordine alfabetico , per non obbligare chi studia a tenere più dizionarii fra mano , assesteremo dove tornerà in acconcio anche siffatti nomi di luoghi uomini e dei , attenendoci per altro ai principali, ed a quelli tra essi che abbiano ricevuta 1’ italiana naturalità , o che si possano senza stento italianare. E già una mano di mitologici nomi essendosi collocata dal Cardinali nel suo Dizionario portatile , non ci vorran dare mala voce se in questa libertà lui seguiremo ed il Vanzon, che seguitarono essi pure un tanto più autorevole esemplare qual fu Jacopo Facciolati; siccome imiteremo il Boiste quanto al laconismo delle indicazioni mitologiche , ed al corredarle di etimologie , ricavandole o da lui stesso , o dal copiosissimo dizionario Storico-Mitologico pubblicato pe’ tipi del Fanfani in Milano , o dalle nostr* carte. Per le cose geografiche abbiamo guardato nel gran Dizionario Geografico Universale che una società di doti' va compilando in Venezia, e tenuto questo provvedimento: a 1 nomi antichi facciamo luogo senza ritegno, ed a quell* singolarmente che toglieremo dal Milioue di Marco Polo , giusta la ristampa di Firenze ; tra’ moderni , eletti solo quell* di popoli, regioni, città , fiumi eo. principali e di suono italiano, ed all’ appellazione italiana congiunta per lo più la natia , la latina , ed un cenno appena di ristrettissima dichiarazione. Per ultimo circa alle istoriche , o riguardano nomi proprii, e come tali andranno notati; o cognomi, quali dopo il secolo decimo cominciarono ad esser usati, 3 noi li ometteremo. Pe’ nomi sostantivi appropriati tanto ad uomini che a donne, tratti non solo dal Martirologio n > 3 pur dalie fonti orientali, greche , latine e teutoniche , userem l’avvertenza d’indicarne con gli accorciativi, diminu- ( IX ) la denominazione la- tìvi , peggiorativi e vezzeggiativi usati in Toscana , anche la P r ®"° D ““’ ^ nom £ 0 compilato dal sig. Claudio Bruna, V orìgine e T interpretazione-, nel che ci saia massimo ^ la pane ecologica per forma che inanno Ferrari con cui termina la Crusca bolognese; avendone peio p nominali e cognominali, profitteremo ora piuttosto nostra che sua parrebbe da riputare. Per gli adiettivi piopui n ‘ e d i quella impressione fa parie, principalmente dell 1 Adiettivario del sig. Luigi Muzzi accademico e 5 porremo in farne tesoro, onde appa- 3. Molto di più poi aumenterà la dote de’ termini tecnici per lo studio che p . or am a i se tutta risca di quanta luce di lettere e di scienze splenda all Italia il secolo • . ^ Uo n ^mostrare col questa vera e grande ricchezza di lingua debba meritar silo nel suo izl0n ’ he vera> j„ questa bisogna «ingoiar fatto che la povertà dell’italiano in colai genere di vocaboli sia piu ep ou < ^ in i ta li a .-per le quali rade ajuto ci daranno le opere di scienze e di arti che da pochi anni in q ua v ' . e ] em enti o manuali. Per non toc- sotio al presente le discipline che già in lingua nostra non vantino oc' «spesero i nostri o che da altre lineare che solo de’primi , e de’più recenti, venuti a nostra notizia , o eie» com P atema tiche , per la mineralogia li- g»e li traducessero nella propria , abbiamo nelle, scienze naturah fi » ,c ‘ e « 0 eacic l ope dico tradotto dal francese trilogia e geologia, la spiegazione alfabetica del Bossi ; per la cliturgia, i iz Milano ed in Napoli si è pub- ed i„ pane accresciuto da Cesare Ruggieri, non che l’opera di Samuele Cooper della per U molte giun(e farmacia ad un tempo, il dizionario di Begin , Boisseau ed altri Francesi ridotto ad uso degl Italian con mo ^ dai professori Fantini c Leone, eh’è messo a stampa in Milano, riveduto dal dottor Omod«. lev nel .i, l’economia rurale e domestica, abbiamo la bella versione della francese utilissima Lnaclope '^ GG3 edita in Milano, e che onora il Gherardmi cui va tribuita. Abbiamo per 1 agricoltura, il d, “ jn Gagliardi, e la più ricca e recente compilazione di Padova, anche più arricchita nella «stampa^ch e ^ c ‘ velli . Ab . Napoli, sotto il titolo di Nuovo corso completo di agricoltura, i notissimi professori Ton i, u , voc£tbo lario de,ia Marno il dizionario enciclopedico delle matematiche di Bossut, La Lande ec, fatto della marineria compilalo dallo Latice, ed il milùaredel Grassi, il quale speriamo npnJ*“ azionario seconda edizione promessale, e die dal saggio datone nell’Antologia argomenUamo ~ più co- miliiare che si conosca. (6) Abbiamo quello della musica sacra e prò ana e * , Abbiamo pev la pioso ed esatto del dottor Pietro Liclitental , cui va congiunta amplissima bibliografo mas . J fi Llk il dizionario di Macartney tradotto in Livorno e ristampato io Napoli ; ri tonano comprato d. g.orana antica e moderna che si va pubblicando in Milano; quello che il Castellani compila in Roma; la versione dall ■ * del Malte-Bruti che si fa in Venezia, ed il testé citato nuovo dizionario geografico universale statistico stanco commerciale che quivi stesso dal i8a3 esce da’torchi dell’ Antonelli. Nelle altre scienze non siamo a dir vero,»°» ben ^ luti a lai libri • ma pure citeremo per l 1 antiquaria il dizionario rimasto incompiuto i n tea . u 1 $ P rispriulenza commerciale quelli del Baldasseroni e dell’Azuni; per la teologia , il dizionario encic ope 1 ® . volto in lingua nostra corretto ed accresciuto dal Biagi; per la mitologìa di tutti popoli del mon o, que o comp a sigg. Pozzoli , Romani e Peracclii sulle tracce del dizionario storico-mitologico di Noe!, Lapoile , Mer in, up , sommamente arricchito ed imuiegliato, in particolare nelle materie di archeologia ; per le belle arti, il izionario i F. Milizia di molli vocaboli aumentato nell’ ultima ristampa di Bologna , ed il compendio ultimamente venuto uori da’ tipi del Vallardi in Milano. Chi non iscorge quanto debba riuscire abbondevole una collezione di termini tecnici sol che si frughi in questi dizionarii, ove trovansi belli e ordinatamente raccolti disposti dichiarati . e una parte , e non la maggiore , ne venne esplorala dagl’ italiani lessicografi che ci bari preceduto , intatta e ancora la rimanente ; del che quanto il nostro libro sia per vantaggiare , non è da dire. Del resto , ove in esso noi ri ducessimo le parole registrate, in questi speciali non già, ma ne 1 soli dizionarii generali della favella sopiacitati , la maggioranza del numero il crescerebbe d’ un terzo anche sui più copiosi. E che sia cosi , prendiamo a cagion d'esempio le voci comprese sotto le lettere iniziali AA ed ABA : ne rinverremo i3 nell’Albera, 20 nella Crusca e Pitteri , 28 in quella del Cesari , 27 ne’due dizionarii di Bologna , 33 nel Livornese del Vanzon , 34 ln quello e Zanobetti, /[q nel padovano, 5o nell'ortografico di Venezia. Or siccome non tutti le stesse voci contendono, mando insieme quelle che potrebbero far serie in un novello vocabolario , ne conteremo ^4* Aggiugnelevi le cor buzioni dei dizionarii scientifici , indi quelle degli spogli ancora non tocchi , e comprenderete di leggieii se 0 dira quella somma : nel nostro in effetti ascende a 162. (7) III. Fatto pertanto radunamento il guisa che 1’ ordine alfabetico più ampio che per noi si potrù de* vocaboli, egli è poi mestieri disporli in ^ t 11011 vada offeso : lavoro semplicissimo , a dir vero , ma in cui , chi ’l crederebbe? plesso che tutti 1 vocabolari ji.,1:.. • v ’ „• r „ , ,, . iv. 1,1,1111 5 italiano-latini ed italiano-francesi han peccato. Di latto veggiaino ni essi, oltre a quelle minori mende di simil r . . „ , . . , „ , 111 a che scappano ad ogni più diligente nomenclatore, quelle mollo maggiori elie l>.»v™ 6 «0 d»ll' aver mtmm, Co„f« c ,,, , c ! ij j , fi e V , M . inaiali che aiano, ed .t. (X) fastellati insieme in mescuglio increscevole i vocaboli di cui quelle fan parte: difetto di cui nè lo stesso recentissimi vocabolario di Padova è immune , e del quale si vanno ora purgando quei dell’Alberti nelle ristampe di Milano» ma che non farà inciampo alle ricerche di coloro che al nostro si accosteranno. IV. Alira lieve macchia notammo in quello che abbiam preso a modello : la mancanza di accenti in qualche parole scritte in majuscole , comechè richiesti dalla ortografia. Egli è vero che taluni gramatici , e il Corticelli fra essi , dan precetto di non accentare lettere majuscole 5 ma la ragione , il moderno costume e 1' esempio delle migliori stampe noi persuadono del sì. Comuuque sia minimo lo sconcio indicato , se dai vocabolarii hassi ad imparare ortografia , conviene assolutamente schivarlo. E noi lo schiveremo non solo , ma esibendo prima le voci nel modo in cui debbono rettamente scriversi, le ripeterem poi nel modo che debbonsi rettamente pronunciare e sillabare ' il che fara si abbraccino insieme 1 ortografia e l’ortoepia. Circa l’ortografia, « questo il luogo di avvertire che seguendo noi la moderna, secondo che da’più va seguita, riduciamo ad essa per serbare uniformità , la le/ion della Crusca» tranne quando sia da indicare appunto 1 ’ antica. Ne 1 quali mutamenti per altro si vuole andare co’calzari del piom- ho , per non avanzarsi al punto di metter la maschera sul viso agli autori di cui si riportano i brani : e noi facei)’" do gran senno , co maggiori accorgimenti per questa via procederemo. (8) In quanto poi alla ortologia , mercè i se - gni della pronunzia , impareranno i meu periti ove cada 1’ accento che dicesi tonico , per cui le parole piane dulie sdrucciole si distinguono ; e se strettamente o largamente debbano profferirsi le due sole vocali a tal differenza soggette. Per siffatte avvertenze , indicheremo con 1 ’ accento acuto su quelle la pronunzia serrata , 1 ’ aperta col gra- ve, e l’aspra col sostituire il corsivo carattere al tondo nella consonante Z , qualora non dolcemente sia da pronunciare. Nel che avremo l’occhio all’Ortografia del Facciolati, al Dizionario orlologico pratico dell’ab. Lorenzo Nesi, 8 molto piu al portatile dello Zanobetti , perchè toscano , ed all’ universale del Vanzon , perchè stampalo in Tosca- na. (9) Dove costoro non ci soccorrano , consulteremo le lingue madri ; e quando pur questo sussidio ci manchi » come accade per lo più ne’ nomi geografici , metteremo il segno della lunga o breve pronunzia , secondo meglio ne pare. Dovendo pertanto a cagione di tali ortologiche diligenze ripetere il vocabolo , il volemmo , a conforto de tironi e de’forestieri, dividere in sillabe ogni qualvolta ne contenea più di due: faccenda più ardua che a prima giunta non sembri, poiché s’ha a porre il piede nel gineprajo de’dittongi ; nè avremmo noi saputo distrigamelo, se non toglievamo a guidatore il Casarotti. Per la qual cosa l’aureo trattato di lui intorno a’dittougi della lingua italiana sarà nostra norma nel determinare queste compitazioni, spesso difficilissime a stabilirsi, e alcuna volta ignotissime. La Crusca stessa riconobbe non di rado il bisogno di significare il numero delle sillabe e la diversa pronuuziazione di certe voci. (10) V. Conosciuto come la parola debbasi e scrivere e compitare e profferire, piacerà indi sapere a qual parte del discorsa appartenga; se nome , adietlivoo verbale, di qual genere sia ; ed in generale qual pregio o valore si abbia nella lingua, cioè ove non di buon conio , ma sia voce soltanto di uso o di regola ; se antÌGata , o erronea, burlesca , familiare , bassa, poetica, neologica; se infine latinismo, grecismo, fiorentinismo, francesismo. Le quali cose, ed altre di simil tempra , con particolari sigle si vedranno perpetuamente accennate. Anzi ove un nome o un adiettivo abbia nel piovale eteroclita l’uscita , o che affatto manchi del numero del più o di quello del meno ; o, se verbo , patisca nel conjugarsi difetto ; 0 infine, se tecnico vocabolo, quale scienza 0 arte riguardi , verrà pure tutto ciò notato. L’Ortografia di Venezia contiene, oltre a molte di tali nozioni , quelle ancora delle declinazioni e conjugazioni, e tutti in generale i plurali e tutti i femminili de’nomi, non che le principali uscite ed il reggimento de’ verbi ; ma dando noi di questi le tavole di conjugazione , e dagli esempi rilevandosi gli accompagnamenti che prendono , i casi che reggono , le particelle che accettano , da quelle rimanenti indicazioni trarremo sol ciò che torna in acconcio del falto nostro e della universale utilità. Quanto a’ femminili , taceremo de’ regolari che dal cangiar semplicemente I’ o in 0 si formano j tutti gli altri poi li trarrem fuori. Quanto a’ neologismi ed agli arcaismi che saltano agli occhi , couvien conoscerli per ischivarli , nè li registriamo noi che in compagnia del miglior vocabolo che hassi loro da preferire : il perchè , scrivendo nella serie alfabetica Abbujto , Accantonamento , ec. soggiungiamo tosto , ad imitazion del- J’ Alberti , Fedi e di' Avuto , Alloggiamento , ec. VI. Uno degli aumenti più potabili per noi fatti al dizionario della nostra lingua , si è la parte etimologica. Riconosciuta oggimai ed all’ universale evidente si è la necessità di scoprire le radici de’ vocaboli, chi aspiri ad impiegarli nella maniera più propria ; e fa marayiglia e rammarico non essere stata cotal necessità sì vivamente dagl' eruditi italiani avvertita, che spirasse loro tanto di sollecitudine da bastare a ben condurre così fatto lavoro. A malgrado quindi degli sforzi del Menagio , del Ferrari , del Muratori e di altri , non sapremmo additare opera alcuna la quale abbia quel servigio renduto alla lingua italiana che i libri del Barzizza e del Vossio vendettero alla latina , dd Diclerich e dell’ Irlburgh alla greca , del Bailey e del Johnson alla inglese , del Villoison , del Gattel , del Jauffrcli 10 ( XI ) lo perciò auclie presso 1 migliori s incontrino ple„—. __ - de’vocalioli dispareri e controversie che si usurpano un tempo il quale andrebbe speso in occupazioni più utili. Molti ( e principi di tal sentenza furono i medesimi accademici della Crusca ) scusano la non cutanza delle investigazioni etimologiche con la incertezza de’ risuUamenli che sogliono derivarne; mostrando cos'i d’ignorare, o ignorando in effetti, che gran parte di essi non può lasciare alcun dubbio. E molli altri del pari plausibili avrebber potuto ottenersene , ove le preoccupazioni sistematiche , comechè forse ingegnose , di alcuni nostri scrittori , non avessero fatto intoppo alla scienza. Imperciocché ha tra loro chi non vuol cercare 1 ’ origine delle parole italiane luojii della lingua del Lazio; chi queste misere parole contorce e dimena ed aggira per forma chea diritto od a tolto Sl ravv ’ s * 1 ebraico ; la predilezione di certi tali è rivolta alla lingua greca , di altri all’ararnea ; (il) taluni poi otrendo dall ararnea e dalla greca , inclinano alle lingue del settentrione , ovvero a quelle del mezzogiorno. Ma c pur noto clic Fenici e Greci ed Fruii e Turingi e Goti e Longobardi e Gepidi e Bulgari e Sarmati e Pannoni e Franchi ed Alemanni ed Arabi ebbero in diversi tempi stanza e signoria nelle italiane contrade. Nè quei che col Muratori in alcune nostie parole ravvisano gli avanzi della lingua clic gl’ Italiani parlavano prima di queste invasioni , dovian •e che il dialetto napolitano contenga ancora quasi originalmente incredibile moltitudine di voci greche, (12) nò maravigliare 1 politano contenga ancora quasi clic alcune pur ne serbi le quali spettano al fenicio ; (i3) nò che altre provegneuti dalle origini stesse siensi anche altrove diliuse. Ci pare molto difficile e forse impossibile che su la lingua dell’ Italia non abbiano influito gl Illirici , che pur le sono s'i presso , che per cagione di traffico dovettero visitarla sovente , che bau dominalo in certe regioni della nostra penisola , e 1’ antichissima lingua de’quali più o meno modificata, suona tuttora in molli luoghi d onde i barbari strabboccarono su i nostri campi. (i 4 ) Anche i Turchi, i quali tennero tanti Italiani in catene, e che vennero tante volte con loro alle mani , .dovettero senza dubbio alcunché somministrare al nostro linguaggio. Molto pure gli avran dato e per gli stessi motivi gli Spagnuoli i Tedeschi e da ultimo i Francesi. Nè siffatta copia d’esotici vocaboli dovrem noi recarci a vergogna. Platone lasciò scritto nel Cratilo che pur di molti nomi greci era da cercare P origine tra’ barbari. Dice Quintiliano che parecchie novelle espressioni vennero a llomani non solamente da’ Tusci e da’ Sabini , da’ Preneslini e dagli abitanti delle Spagne , ma pur da Galli e da’Cartaginesi , anzi ex omnibus prope genlibus , soggiunge nondimeno che più sovente derivaron dal greco. (i 5 ) Dionigi d’ Alicarnasso egli pure riguarda la lingua che il popolo di lloma parlava a’ suoi tempi , come un misto di latino, di greco e di barbaro: e per barbaro intende l’idioma degli Etruschi, de’Sanniti, de’Galli e di altri forestieri che dimoravano in Pioma : (16) tra i quali ospiti il sig. Anquetil du Perron annovera pure gli abitanti di quelle celebri e lontane contrade in cui parlavasi lo zend , il pehlvi ed il parsi. (17) Or non è dimostrato , nè par naturale , che tutti i vocaboli attinti a si remote sorgenti sieri tosto passali dal popolo agli scrittovi , e non picciola quantità ne sarà al certo limasla ne’ trivii , fino a che soccorsa dall’ obblio de’ modi adoperati in tempi migliori , avrà osato mostrarsi ne’ libri. Le quali cose meditando , abbiarn creduto dover serbare nella parte etimologica di questo Vocabolario ( dovuta interamente alle cure dell’avvocato P. Borrelli ) le seguenti avvertenze. 1. Nessuna predilezione avendo per P una o per l’altra lingua che sia, ci lasciam condurre nel rintracciare le origini delle parole italiane dalle due scorte più fedeli degli etimologisti circospetti , 1’ analogia de’ suoni e F analogia de’sensi. 11 perche lungi da noi rigettiamo quelle scale ridevoli , a via delle quali Egidio Menagio traeva al- fanri da equus , e Giorgio Guglielmo Lcmon vegetatile da ischyo. Avvisiamo per altro esser d’ uopo far ragione delle modificazioni successive , quando son confermate dall’ autorità della storia o da non equivoci esempi. Nè ci è sembralo convenevole aver per analoghi i sensi , allorché si esce da’ limili di quelle relazioni medesime per cui si formano i tropi ; e vogliam dire le relazioni fra la cagione e 1’ effetto, il continente e’l contenuto, la cosa disegnata ed il segno , ec. ec. (18) a. In parità di condizioni , preferiamo sempre 1 ’ origine più prossima alla più remota. Se dunque la nostra lingua 6omministia una radice , non si ricorra alla latina ; nè se la latina basta , alla greca ; e cosà via via, 3 . Posta la stessa uguaglianza di cose , diamo la preferenza alla radice il suono della quale abbia col suono del vocabolo esaminato la più intima relazione; ovvero la diamo a quella che più d’appresso gli vada per senso.. 4 - Quando soliosi presentate due parole di tal significato suono ed origine , che niuna delle due meritasse d’ e- scludei 1 altra , conienti di metterle in isebiera, lasciamo al lettore che a suo modo si determini per la scelta. 5 . Non perchè un qualche vocabolo appartiene al latino barbaro, ne riputammo 1 ’ etimologia abbastanza scoperta; avendo anzi voluto indagare d’ onde fosse all’ Italia venuto. Cosà non neghiamo che battere derivi da baluere, battuere o battuare , ma crediamo non senza fondamento queste voci venute dall’illirico bini che vale appunto il medesimo. Poiché oltre a questa analogia vediamo bini adoperato in senso di accadere , che noi diciamo anche abbattere ; bitlise in senso di battersi ossia combattere ; razbitli in senso di abbattere , allorché l’abbattere significa evertere , sternere. E se troviain naturale che queste parole straniere migrando in Italia perdessero alcuna delle consonanti più dure , ci sembra meraviglioso che qualche nostra voce passando all’ Illirio ricevesse aggiunzioni che 1 ’ abbian fatta più aspra. 6- Ove non ci r.mane dubbio veruno sull’ origine del vocabolo, e noi asseveratamene il dichiariamo. Altrimenti scrtviam la parola analoga a q Ue ]l a p resa a( j esaminare fiua i mera isofonia : che la scienza pur delle isofonie in se stessa non è priva di begli usi ; come quella che concorre a farci discoprire 1’ influenza della onomatopea nella formazione delle lingue , e mostrando l e aUlnenze f ra un idioma e l’altro , agevola il trovamento di verità di altro genere. ( XII ) 7- Apponiamo la etimologia ovvéro la isofonia alcuna volta sotto il nome ed alcun 1 altra «otto il verbo 0 ¥ avverbio , secondo che 1 analogia della radice etimologica o della parola isofonica colla esaminata faccia spicc® migliore. E dove quest ultima visibilmente dipenda da alcuna parola italiana , lasciamo che di tal parola vada i' 1 ti accia il lettore pcicliè ne conosca la etimologia. Egli dunque leggendo che abbracciare è stringer tra le bracci® checchessia , cercherà braccio seni altro avviso , e ’1 troverà derivato dal latino brachiuni. Che se la radice ita' liana non e abbastanza indicata nella spiegazione di quella da cui ha tratta ]’ origine , noi lo invitiamo a vederti® T etimologia sotto questa radice. Cosi in accomandolare, troverà V. comandolo ; in acchetare , V. cheto, ec. 8. Se una stessa voce adoperata in più sensi è tolta dalla modificazione di radici diverse , e noi non lasciamo di riferirle. (ig) g. Molte volte la etimologia che noi anteponiamo , si troverà diversa da quelle recate in mezzo da’ precedenti scrittori : ed il leggitore sagace domanderà perchè le abbiam disgraziate. Or noi ci confidiamo che potrà per se medesimo rinvenirne la cagione , se vorrà alcun poco riflettervi sopra. Ne adduciamo ad esempio la voce abbandonare. Secondo il terrari, essa venne dal vocabolo bandura in senso di bandiera: e cosi in sul principio non ha significato altro che a bando discedere. Secondo il Metiagio , è da bando pubblicazione a suon di tromba : perciocché cosa abbandonata è, dic’egli , cosa data al pubblico. Il Muratori confuta codeste opinioni , e si rivolge ad abhandeln che Ita ben potuto significare presso gli antichi Tedeschi disfar certi contratti , ma che al presente vale invece trattare , comperare. Il Boiste opina per bandum , che ne’tempi del latino barbaro indicava 1’ armento; il Lunitr per bandum deserere, lasciar le bandiere. Origini son queste quale più qual meno lontana , ma pur tutte lontane quanto basta per esser poco soddisfacenti. Ei sembra in vero assai probabile che la parola in quistione si® provenuta di Germania. Ma ben antico in quel paese è il verbo abbinden che vale sciogliere , slegare : e scioglier checchessia o dalla mano o da un legame qualunque , mediante il quale il teniamo , è veramente abbandonarlo. Viene ad afforzare il sospetto la notizia che ne danno gli etimologisti latini, e fra gli altri Isacco Vossio , cioè , che - il loro deserere equivalente al nostro abbandonare , sia derivato da de particella negativa, e da sero, semi, sertum , serere congiungere. Eppure abbiamo parola che anche più di abbinden può menarci allo scopo ; ed è abhanden, fuor di mano, donde abbandonare, ossia metter fuor della mano un oggetto , il cessar di tenerlo , il lasciarlo andar via- L’avveduto leggitore potrà riconoscere facilmente che cotesto abhanden è piu analogo per senso e per suono al nostro abbandonare che non Je radici poco innanzi indicate. Laonde rendendo a noi giustizia dell’ esserci allontanati non senza molto ponderare da tanti illustri autori , non sarà restio a concederci in tutti i casi simili la indulgenza medesima: perciocché vedrà che a’mutamenti non c’indusse spirito di novità o di contraddizione, ma l’arnor del vero convenevolmente rischiarato dalla discussion precedente de’ più grandi eruditi. 10. Dove un’ etimologia indubitata profferisca il vero senso di un vocabolo mal definito, ne raddrizziamo la definizione ; e dove il dizionario della Crusca abbia sospettalo appartenere a qualche voce un certo senso che la sua radice mostra esser vero , abbiam liberata dal dubbio la sua spiegazione. 11. Talvolta i nostri lessicografi nell’esporre i vanii sensi di una paiola medesima non poco perturbano l’ordine che avrebbero avuto a serbare ; dapoicliè incominciando dalla siguifìcazion metaforica e figurata , riserbano appena alla propria gli ultimi luoghi. Cosà spiegano abborracciare per fare alcuna cosa senza diligenza e cautela ; segue abborracciare nel modo neutro ; giunge infine abborracciare per mangiar senza distinzione o riguardo. Ma cotesto abborracciare , come ben vide il Muratori, è parola degli Spagnuoli : e tanto vale appo loro emborracharse quanto appo noi imbriacarsi. Ragion dunque voleva che s’ incominciasse 1’ articolo dallo spiegar la voce abborracciarsi per ubbriacarsi, fiere senza distinzione e riguardo, e si terminasse col traslato dell’ operar senza cautela , come gl’ irn- briacbi pur fanno. li. Fra le imposture praticate da taluni etimologisti famosi è risaputa quella di aver date per radici alcune voci immaginarie , elle non sono e non furono mai in veruna lingua conosciuta. Quanto a noi , ascriviamo a debito nostro 1’ additare il nome degli autori i quali c’ insegnarono le parole straniere, da cui traemmo le patrie. I più Ire* quentemente adoperati si troveranno descritti in una tavola a parte con le date ed i luoghi delle loro edizioni. ( 20 ) Altri poi si citeranno come )’ uopo il ricùiegga nel corso stesso dell’ opera. Chi abbia vaghezza di riscontrarli troverà qualche volta un disordine del quale non sarà inutile che venga avvertito. Leggerà , per esempio , che abbarcare vieti dall’ illirico barcs che significa cumulo. Tuttavia se cercherà la voce dimoio nel dizionario italiano-illirico dello Stulli, non la troverà tradotta per barcs. Non manchi allora di cercare il vocabolo barcs nel dizionario illirico-italiano , e verificherà ciò che diciamo sul senso di siffatta voce. Quindi viene molte volte la necessità di rintracciarla radice , se non si trova il vocabolo che le si dà p.er equivalente ; e di rintracciare questo vocabolo , se non si na- yien la radice. i3. La mancanza de’caratteri arabi , ebraici , sassoni ec. ec. nc fece (orza perchè ci attenessimo, quanto ai modo di scriverli , al metodo del Gatlel , registrando tutte le radici straniere in caratteri latini. U che facendo seguimmo , rispetto agli arabici , la maniera del Meninski , e quanto agli ebraici quella del S isti , al quale parinienti ci conformammo nella pronunzia dell’ nj greco; ( 21 ) serbando nel rimanente riguardo a questa lingua il yecchio modo di leggerla. Egli è peraltro da notare che qualche volta il k greco , trasmigrando in Italia , ha serbato il suono di eh come in Urie, ed in molle e molte voci del dialetto napolitano; e assai più spesso ha ricevuta la pronunzia di un c, siccqaie in ciborio, cima, cimilcrio, circo, cissoide ec. Anche )’ 0 greco pervenuto fra noi, ora ha suono di y, conte in lhyr$:i$ , embryon , clyster , cyathus , ed ora quello di u come iu buccina , duo , thus , cupa , guberno > ( xm ) cubitus ec. Queste e simili varietà posson riscontrarsi purancùe tra gli abitanti moderni della Grecia. Per la qual cosa il leggitore non voglia sorprendersi ove qualche volta rendiamo la parola greca in cui entran esse lettere ^ due guise diverse , perchè la sua isofonia con la parola derivala non bene apparendo dall’ una , risulti chiara a 1’ altra. È questa pur la ragione per cui talvolta scriviamo separati in caratteri latini gli elementi dei dittongi ; ma più spesso rendiamo i dittongi secondo il suono eh’ essi hanno : che il fare altrimenti nasconderebbe gran parte della isofonia fra la radice e il derivato. i4- Protestiamo infine ingenuamente che non ci fu dato esporre le origini di tutte le parole italiane. Alcune in fatti di quelle appartengono a lingue da più secoli estinte , e di cui son pochi tenebrosi ed ancor monchi i ricordi. Di quelle lingue medesime comunemente indicate coll’epiteto di dotte non conosciamo tutti i vocaboli, poiché non di tutti c caduta 1’ occasion di far uso nelle scritture erudite insino a noi venule a traverso di moltissime età , e gran parte di essi limitata agli usi familiari è perita con coloro ai bisogni de’quali servivano. Etimologie ancora vi sono che scompagnate da lunga discussione avrebber potuto sembrare o troppo leggiere o troppo ardite, nè le condizioni d un dizionario potevano conciliarsi con la prolissità delle filologiche discettazioni. Molte origini di vocaboli inoltre aveau d’ uopo d’ esser verificate su libri di cui neppure le pubbliche biblioteche di Napoli son corredale. Si hanno infine parole la cui vera soigenle non per altro motivo a scoprirsi è malagevole , se non perchè la pronunzia 111 quelle parti d’ Italia , alle quali da altre vicine fu trasfusa . n’ è d’ assai alterata. Quindi utile di molto egli e il visitar le contrade ov’ ebbero culla, ed ove serbano con le radici maggior somiglianza che non altrove. Le arabiche , per esempio , si manifestano in Sicilia assai più che in Lombardia ; nò vi sarà luogo più proprio tt discoprire le greche , quanto la graeca Neapolis. (23) VII. Grandemente rileva per la bontà di qualunque lessico che di buone definizioni sia corredato , massimamente pe’ tecnici vocaboli e significali. Obbligo anzi è allora il definire appunto appunto ; ma più che mai malagevole è il -farlo in modo che ottengasi della cosa definita nozione chiara precisa esattissima , senza soprabbondanzx o lacune. Povera troppo di tali definizioni è la Crusca , e troppo altresì fu di questo difetto rimproverata. Per emendare il quale, gli editori bolognesi introdussero in questa parte del Vocabolario tanta pompa di dottrina che, descrivendo più presto che non definendo , vennero ad urtare nel vizio contrario. Ben Io avvertirono i loro successori di Padova , e il biasimarono , ma non perciò il corressero ; ed obbligala avendo lor fede a rispettare l’interezza della Crusca , n’ è avvenuto che per tulli que’ termini ci van presentando di doppia definizione : 1’ una volgare e magra , siccome nell’ inviolabil volume si stava , P altra irta di dotte frasi , e tutta lusso scientifico. Massimamente questa ridondanza offende ne’ termini botanici , seguiti da descrizioni non solo del genere , ma talvolta di parecchie specie ancora in cui quello è suddiviso : il che , se ben s’ addice al dizionario della scienza , è troppo grave ingombro nel dizionario della lingua. Per servire alla brevità, non che al voto del maggior numero, noi intendiamo toglier via le definizioni degli Accademici quando luti’altro realmente sono che definizioni; mentre il dite erba nota , a- grume nolo , sorta di pietra , è dire un bel nulla. Che se la definizione giovi a chiarire il significato nel quale gli antichi scrittori adoperarono quel tal vocabolo, ci guarderem dì toccarla. Nelle cose tecniche soltanto ci avvaleremo quando che sia delle bolognesi, dai Padovani pur sempre abbracciate con tanto di scrupolosità che nè per quelle delle cose matematiche , per esempio , vollero guardare nemmeno nel dizionario di tale scienza nella loro città impresso , come piuttosto eia da fare. Noi dunque per le definizioni scientifiche non solo negli speciali dizionarii d’ Italia studieremo, ma in quelli eziandio della Francia , principalmente nel Dizionario di scienze e di arti del sig. Lunier ; nè ci stancheremo di consultare pur sempre 1’ etimologia. Ma se indichiamo i fonti a’ quali beviamo , non si vogliano imputare a noi le colpe che per avventura i sapienti vi discoprissero. Quando in alcunché crediamo l’altrui definizione mutare, la sigla del libro da cui fu tolta dalla nostra accodala il dirà , e di tai mutamenti soltanto restiamo noi pagatori ; ma con un segno awertirem sempre chi legge di tutta la parte apposta alle definizioni e dichiarazioni della Crusca ^ e sia pur supplemento o sostituzione, opera nostra o d’altrui. Quelle definizioni poi aggiungeremo che nell’Alberti e ne’ seguenti generali vocabolari! non fossero; ovvero invece delle antiche le quali in essi e nell’Alberti leggevansi, porremo le nuove, di che gli speciali dizionarii di questa o quella scienza ne forniscono. Sbalzati cosi nell’ oceano dell’ enciclopedia, per allontanare o diminuire almeno i perigli del naufragio, a due spediceli avremo ricorso. Nefi’immensità uegli scibili , e quando le scienze naturali di giorno in giorno progrediscono a guisa dell' omerico Euosigeo , invano teu- leiemmo impadronirci di tutt’ i loro vocaboli , tanto più che in gran parte esotiche forme vestendo , vi ripugnano , a eosi dii e , gl italiani vocabolari]’. Oltre a che riuscirebbe infinito chiunque si avvisasse far luogo a quanti or ne foggia il capriccio ora la vanità degli scienziati. Tener dietro a tutti essendo adunque cosa inpossibile, ci convien registrate e definire quelli che sono già universalmente accettati, che hanno o possono avere faccia italiana , e che appartengono ai generali^ e , lon alle m i nuliss i me parti d’ ogni disciplina. Cosi per la chimica non seguiremo tulle le . ' ~ .. ~ " attenendoci al dizionario stampatone per ri confini quelli stessi posti dal Bossi al gli antecessori nostri obliarono. Per la medicina e le scienze che ne dipendono, profittando del lavoro dell’Omodei, ci prevarremo secondo l’uopo del gran dizionario francese delle scienze mediche. Nella liotauica, tiou usciremo da' generi più noti nè dalle piante di cui si giovano la medicina, 1 agricoltura e ( xiy ) l'arte del giardiniere ; additatene appena il più delle volte la classe , la famiglia e qualche più apparente carattere, piacerei» certamente meglio ai profani, e sono il maggior numero, se delle origini e degli usi anziché delle botaniche loro particolarità toccheremo alcuna cosa. ( 23 ) Per le altre branche delle scienze naturali, seguiremo la carraia del Bonavilla e degli altri dizionari italiani, ponendo mente alla regola di risccare il più che si possa. Nelle materie archeologiche, di belle arti , di musica , di matematica , di giurisprudenza ec. terreni fra mano le raccolte nel §. II. citate. E poiché per le arti e mestieri siam privi di peculiar dizionario , ( e lo imploriamo a mani giunte dalla Toscana che sola può di sì caro e desiderato dono consolarne), ci afferreremo all' Alberti , alla Enciclopedia domestica , al dizionario del Pozzi e sinanche alla Piazza universale del Garzoni, che quantunque scritta ne’primi anni del seicento e collo stil del seicento , è di parole italiane necessarie a parecchie professioni ricchissima. Con questo primo espediente di volger l’occhio a’peculiari lessici delle facoltà di cui si hanno a definire i vocaboli, accoppieremo l’altro di consultare ne 1 dubbi* casi i più ragguardevoli professori napolitani di siffatte scienze, perchè illuminati e diretti da tai scorte sicure, schiviamo gli errori in cui è pur sì facil cosa che inciampi chi, se invito, è astretto a descriver fondo a tulio l' universo • Vili. E agevole a chicchessia il comprendere quanto importi alla retta elocuzione il conoscere sì i genuini significati de’ vocaboli, e sì le differenze anche minime tra quelli che son creduti comunemente sinonimi. Il difetto di tal cognizione trae seco l’uso indistinto delle voci che pur si vogliono differenziare; e di qui le tante improprietà di linguaggio in cui cadon pur tanti o che scrivano o che favellino. Chi disse adunque avere il Rabbi col suo dizionario de’ sinonimi recato non lieve danno alla lingua italiana , disse vero. Imperciocché, tranne la somiglianza di pochissime voci, varie solo nelle desinenze, nell’uso poetico e nell'ortografia, veri e puri sinonimi, come già venne scritto, nessuna lingua ne ha. Dobbiamo pertanto saper molto grado allo spettabile G. Grassi, del cui troppo ristretto Saggio teniamo ora la decima edizione; ed alquanto pure al Romani a causa del postumo suo dizionario de’sinonimi, la pubblicazione del quale trattenne quello che sull’ argomento medesimo avea preparato il nostro eli. ab. Serafino Gatti. A lui pertanto ci siamo rivolti affin di abbellire anche di questo pregio , presso che nuovo negl’italiani vocabolarii , il nostro ; ed egli soccorrendoci dell’ opera sua, assunse in esso a trattare la parte sinonimica , per la quale fa ora di pubblica ragione gli ultimi risultamenti e come il fiore di quel suo lavoro già quasi al termine addotto. Tolte di mezzo ragioni e discussioni, che non sarebbe luogo da esse il nostro lessico , egli v’inserisce solamente ed in modo positivo il frutto della critica ragionala che sulle differenze de’ vocaboli i quali mentiscono sinonimia instituì, valendosi all’uopo degli scritti de’due filologi poco fa nominati. E poiché v’ha pure, come testé dicemmo , di quelle voci che, identiche nel significato, sono varie per desinenza, per arbitrio ortografico, per uso di prosa o di verso , troveransi esse aggruppate insieme sotto l’abbreviatura sin. ( sinomini ) ; riserbando per l’altre l’abbreviatura diff. (differisce da ec. ) (24) Filialmente prevalendoci alle fiate delle osservazioni sinonimiche dell’Alberti , allorché queste soggiugneremo agli articoli del Vocabolario , dalla lettera iniziale di lui ne saranno fatti accorti i leggitori. IX. Che la più parte delle parole italiane si diversifichino ne’diversi loro significati, che un lessicografo debba tutti notarli, e che gli accademici fiorentini in questa faccenda procedettero con disordine , son cose a tutti conosciutissime. Poco o nulla fu quel difetto emendato da coloro che presero a ristampare la Crusca , benché il Monti e gli altri censori acremente il vituperassero. Ed in vero lo stabilire in tal materia logico ordine, consultando le ragioni ideologiche non meno che 1 ’ etimologiche, vai quanto dire applicare per questa parte alla Crusca il metodo del Johnson, non è impresa da pigliare a gabbo. Noi la tentiamo, ma diffidenti, guardinghi, titubanti, e perché 1 ’Alberti ed altri viventi lessicografi ci fecero un poco strada. In questi volumi pertanto il metaforico non usurperà il primo luogo dovuto al proprio originario significato , ma dal primitivo si scenderà al derivato , dall’ anticato al moderno , dall’ ambiguo al sicuro ; i modi proverbiali non si frammetteranno ai significati della parola , ma loro verranno dopo ; faran seguito a tutta le altre le sìgnificanze date alla parola stessa da questa o da quella disciplina , eccetto quando la lingua , diciam cosi , la tolse dalla scienza , mentre allora dovrà il collocamento invertirsi. Quanto a’ nomi , il sostantivo precederà mai sempre 1 ’ adietlivo , fuorché qualora 1 ’ adiettivo stesso prendasi iu forza di sostantivo. Ne’ verbi poi non si salterà, come di frequente nella Crusca succede, dall’attivo al neutro per tornar di nuovo all’attivo, ma procaccereM di riunire in serie non interrotte le diverse significazioni del verbo , secondo la sua diversità di esprimere 1’ esistenza dell’ attributo nel soggetto. Quest’ ultimo ordinamento è di tutti a ben eseguirsi il più difficile , tanto più che convien subordinarlo alla separazione de sensi proprii e figurati ; nè ignoriamo che i più recenti gramatici rigettano le denominazioni non solo ma le distinzioni de’ verbi considerati nell’ ufficio anzidetto. Or sino a che non saranno fra loro d’accordo, e sino a che non prevalga una novella nomenclatura gramaticale , noi riterremo l’antica, affin d’essere intelligibili all’ universale , e seguitar i vestigi dell’ Accademia , che talvolta i verbi distinse giusta il loro adoperarsi nel significato attivo, neutro assoluto e neutro passivo. E se talvolta, perchè non sempre ? Perchè adattare all* dichiarazione di verbo attivo un esempio che manifestamente lo mostra usato come intransitivo ? Del rimanente , per non riuscire in simili segregazioni soverchi , non avremo a scrupolo di congiungere colle attive significanze le passive , nè sarà grave peccalo se qualche rara volta col neutro passivo si vedrà misto il neutro assoluto. Di maggiore im* (XV) ..vi portanza a noi sembra lo sceverare gli uni dagli altri que’ significati die , sebbene diversi , nondimeno sotto a stessa rubrica malamente furono annicchiaii. Spesso è la Crusca medesima die ce ne avverte , includendo in parentesi e i cliiarazioni di quelle differenze ; più spesso ancora gli apposti esempi a buona equità le dinotano. Si faccia adunque di ciascuna di tali differenze un articolo a parte , o per meglio dire una suddivisione dell’ articolo principale ; ma a un' ora mercè gli usali segni non si lasci ignorare die cosi non fecero gli Accademici. Misero essi ancora in un fascio parole cui la sola ortografia differenziava, e cosi pure gli esempi che loro si riferiscono : dunque ponendo quelle nel luogo die 1 ’ alfabeto prescrive , facciamo che questi loro separatamente si adattino. ( 25 ) Tali sono i ritoccamenti che nel testo della Crusca noi , già da altri preceduti , induciamo -, nè-vorranno averli a molesto se non que’soli cui la superstizion della Crusca conturba ed acceca. Si riduce alla fine la somma di queste cose per lo più a posporre o anteporre un paragrafo ad altro paragrafo. E perchè adontarsi di si innocenti per non dire utilissime trasposizioni ? Si chiamerebbe forse alterata e guasta qualche pagina del Vocabolario ove fosse ridotta nell’ ordine alfabetico che avi ebbe dovuto avere e che per sorte non avesse ? E guasta e corrotta poi la chiameranno quando le sia renduto l’ordine logico? Nè invero quell’ alfabeto manomesso in alcuni de’suoi lunghi articoli è mica un’ipotesi, che grande in alquante facce è il garbuglio , massime nella serie delle locuzioni appiccate ad un nome 0 verbo che sia ; e piu s implicò la matassa per le giunte c sopraggiunte napolilane , veronesi , bolognesi e padovane : basta gittar 1 occhio al primo articolo del dizionario della Minerva per avvisare quanta poca industria e diligenza insino ad ora siasi adoperata in questa bisogna. Il porre in siffatta distribuzione più adatto ordinamento non può esser dunque se non bene ; e noi abbiaci fede che il maggior numero non vorrà mai preferire ad assetto semplice naturale necessario, le grazie native e primigenie del Caos. (26) X. In tutte le ristampe del Vocabolario sono scritte le parole e frasi del latino e del greco rispondenti alle locuzioni italiane ; e si le scriveremo pur nella nostra , e quando si possa, quelle eziandio suppliremo da per noi clie dagli Accademici fossero stale omesse. Siccome poi diamo benanche 1 ’ etimologie , e quelle lingue madri sogliono sovente al volgar nostro ministrare non solo radici ma vocaboli ancora interi interi, cosi non faremo in tali casi vane ripetizioni di greco o di latino. Bensì abbattendoci in qualche inesattezza nelle greche traduzioni , (27) intendiamo , quando clic sia , raddrizzarle , mercè 1 ' opera di un ellenista clic, mito in Grecia, fa dimora tra noi , e correggerà pure le mende tipografiche rispetto a tal idioma. (28) Siffatte greche locuzioni novelle o mutate saranno chiuse nel solito segno [ ] da cui le cose tutte aggiunte agli articoli della Crusca o in essi cangiate vanno distinte. XI. Finalmente a convalidare o chiarire l’adoperamento s'i di ciascun dettato e s'i de’ varii suoi significati , opportuni vengon gli esempi degli scrittori. Noi li addurremo indicando i luoghi da cui son tratti, eccetto che per le citazioni avute dall’AIberti e dall’ editore della Ortografia di Venezia, come quelli i quali troppo di leggieri si passarono di questo laudabil costume che rende testimonianza della buona fede de’compilatori. Quando 1 ’ esempio manchi affatto nella Crusca , o ve n’ abbia di prosa e non di verso, o per 1 ’ opposto , e fosse per altri offerto, ne profitteremo ancor noi, o il ricaveremo alle volte dai nuovi spogli 5 che sappiamo per pruova quanto ben torni a chi scrive il vedere come i diversi nostri sommi scrittori abbiano diversamente adoperato la tal voce o il tal modo , ed impariamo dal Grassi elle queste indivise accompagnature di modi di dire , i quali dalla voce s’ informano , non sono senza vantaggio di questa e di quelli , che vicendevolmente riverberando s’ illustrano. E qui dobbiam deplorare che non sia peranco fatto di pubblico diritto il lavoro di quell’ addottrinato signore , il quale con lodevolissimo divisamento e coti opera veramente paurosa, prese a riscontrare negli autori ed a correggere le citazioni tutte del Vocabolario, ove con vergogna nostra passano per giojelli tanti errori di amanuensi , tante scritture dell’aureo secolo nemmeno una voltavi son riportale , tanti passi pur vi hanno attribuiti ad uno scrittore che ad altri appartengono , e tanti or in questo or in quel modo sonovi trascritti, (29) Sino a che non venga fermata la lettera de’ nostri classici , i lesti di cui sono ancora assai lontani della loro sincera lezione ; sino a che non si spoglino le inedite scritture de’ buoni secoli della nostra leileiatura, le quali si giacciono per Io più polverose e sconosciute, mentre mirabilmente giovar potrebbero ad arricchire il patrimonio della bellissima tra le favelle , 1 ’ opera del Vocabolario dee di necessita non lieve scapilo patirne. In questa inipicssione se molti nuovi esempi saranno aggiunti , ed alquanti degli antichi emendali , moltissimi pur vi rimarranno co difetti che portano dall’ origine. In quelli che son tratti dalla Divina Commedia , abbiamo non solo corretto le citazioni errate, ma per agevolare i riscontri, al numero de’cauti apposto pure il numero de versi : tenue vantaggio , ma che non volemmo tacere , sol perchè ci viene da carissimo vecchio il quale , deposta la toga, in tal guisa col commercio di Dame consolandosi, all’iuvolontario ozio dignità recava. Forse a sentimento di molti, era da scancellare quegli esempi di che sovrabbondano fuor d’ogni misura taluni articoli, mentre affatto affatto altri ne mancano; e forse era da far man bassa ancora più su tutte le laidezze delle quali ha copia sì grande nel Vocabolario, tolte a ribocco dai comici , dai burchielleschi , dal malaugurato Pataffio. E ben sulle prime fummo in procinto di secondare i consigli di alcune ben costumate persone che volevan purgato di si fatte lordure un libro il quale hanno pure a svolgere giovanetti e donzelle. Se non che ne facevan forza per la contraria sentenza il titolo d 'universale messo in fronte a quest’o- ( XVI ) pera, l 1 esempio di tutti i precedenti editori, e il debito di servire alla intelligenza di que’ nostri vecchi, non ultimo in vocabolarista italiano. Per la qual cosa conservando sì fatta genia di vocaboli e di modi, e rispettando gli esempi della Crusca, eh’ è pur la sola autorità in lessicografia italiana, riserbiamo le nostre forbici per quelli che il Cesari o altri inopportunamente vi accumulò. Nè crediamo ci bandiran la croce se ne lorrem via que’ brani che nelle giunte veronesi fan codazzo a certi motti mal conci , buoni soltanto alla storia della italiana ortografia. Del pari escluderemo dalle nostre carte que’ luoghi di autori contemporanei che nelle padovane sono a quando a quando incastonati , non sanamente , come a noi pare ; che i nomi di Foscolo , Monti, Giordani, per quanto suonino grandi a’nostri orecchi , non ci pajono ancora tali autorità in fatto di lingua da citarsi nel suo vocabolario. XII. A malgrado di questo nostro andar ritenuti, ben ci è avviso che grande scalpore contra noi si muoverà per qualunque innovazione osata in menomanza dell’ossequio dovuto al codice fiorentino, sia pur quello messo a stampa dal Manzi o dal Pitteri, dal Ponzelli o dal Cesari. E però V impresa d’ un vocabolario tanto travagliosa in se medesima per la difficoltà del lavoro, travagliosissima riesce fra noi perchè deesi combattere ancora colle varie immoderate passioni degli uomini. E veramente infra due opposti scogli ci convien navigare. Da un lato stanno coloro che insofferenti d’ ogni magistratura nelle cose della favella , tutto vorrebbero tramutare nell’ idioma nostro e fargli violenza e piegarlo alle nuove teoriche della gramatica universale ; a’ quali fa afa la Crusca , lo studiar negli antichi è pedanteria , amar il trecento un parteggiare co’favoreggiatori de’secoli barbari. Dall’altro mostrano loro la fronte certi barbassori che , fallo lor idolo d’un burattello , e men del fiore che della crusca cibandosi , vautan se soli aver palato , nè fuor del girone di Mercato vecchio veggono via di salvazione. Quelli sotto 1’ insegna della ragione , questi dell’ autorità , stranamente abusano ed autorità e ragione , non sapendo all’ una obbedire se 1 ’ altra non calpestino. Coloro applicando la filosofia al meccanismo dell’ antico Volgare ì non consentono che si richiami ai principii , e quasi vorrebbero farlo da capo ; costoro dando ad essi del sofista e del fantastico , se non s’indietreggia almeno di cinque secoli, insipido e barbaro torna loro ogni dettato. A vicenda poi si vilipendono , si tengon da meno del pari : nemici irreconciliabili, de’quali può dirsi , Iliacos intra muros peccatur et extra. Ed in vero sono gli smodati delle due parti o fazioni ; queste, come sul principio del nostro discorso dicevasi , dopo aver tanto battagliato intorno le condizioni della lingua, sembrano finalmente venute a ragionevole accordo; ma non può tra quelli esser mai pace nè tregua , che troppo si dilunga dal mezzo chi tocca gli estremi. Laonde ai filosofastri piacerà nel nostro Vocabolario ciò appunto che farà stomaco ai cruscai; mentre costoro più degli altri irritabili, nulla vi troveranno che valga il pregio, poiché profana destra osava toccare il volume. Eppure noi arrendevoli e pacieri, senza pender da’ guelfi più che da’ ghibellini , desiderammo che questo libro potesse andare a’ versi degli uni e degli altri. Poiché que’ primi rinvengono in esso i frutti della neologia , sopportino in pace gli arcaismi e i vecchiumi che pure vi scopriranno. In grazia della nuova gramatica conformala alle ideologiche dottrine di cui li presenteremo, ci menin buoni gli esempi de’quali , giusta il costume de’ maggiori , volemmo corredar le parole anche del più comune significato. E così dall’ altro canto i secondi ci facciano il perdono delle novità indotte in quel loro codice , e le diano all’ amore che noi pure abbiam messo nel sonante idioma. .Ricevete, diremo ad essi , il toscano vocabolario col nome d’italiano, e con que’requisiti che potessero , a giudizio nostro, adonestare tal nome. L’ avreste forse voluLO quale uscì dalle mani de’suoi primi compilatori? Ma gli Accademici stessi confessarono che il loro libro andava brutto di molte e non lievi colpe, e il corressero e ricorressero ben quattro volte, e non v’ha quasi rassomiglianza tra la prima impressione del 1612 e quella del iy63. Non udiste forse il Salvini nella decima delle sue lezioni augurare che ciascuno, ad imitazione dell’Ottonelli, notasse nel Vocabolario quello che fosse da correggere , da migliorare , da togliere , da aggiungere , da mutare ? E come V immenso lavoro dell ’ Accademia sempre più splendido , sempre più ricco ne diverrebbe ? Che se noi non ci affibbiare! la giornea per ingrandire il catalogo de'delitti accademici ; e se conveniamo che , fossero pur cento cotanti , non isceméranno mai la riconoscenza e 1 ’ ammirazione de’posteri per una sì nobile impresa come fu quella del Vocabolario ; perchè poi obbligarci a ristamparlo collo stesso disordine, colle stesse lacune , cogli svarioni medesimi che ivi sono? Già i più schivi tra voi concedono facoltà d’allogarsi in esso a folla schiera di vocaboli delle arti e delle scienze; ma temono le inondazioni della licenza nel caso che a qualunque scrittore si facesse abilità d’ introdurre voci nuove nella favella. E noi pure accusiamo di straniero animo e corrivo coloro che non avendola punto studiata , sognano bisogni sempre crescenti , nè avendo aperto il Vocabolario se non che rare volte o non mai, sotto pretesto d’inopia, accattano dal francese stranie parole, ed avvisan pure così di scrivere italiano. Ove per altro sia manifesto il bisogno, il permesso di soccorrergli, lo dia o il neghi 1’ Accademia , Orazio e più la ragione il concedono ; ma solo agli scritti che seppero vincere 1’ acerbità degli anni e l’invidia. Se belli e neeessarii, vivranno i vocaboli , mal grado che ne sappia ai lessicografi , i quali semplici testimoni degli usi pubblici, possono registrar le parole , ma non hanno virtù di abbellirle o di formarle , che il merito di esse sta in loro medesime , e i modi e ì precetti dell’ adoperarle si leggono nelle gramatiche e meglio nelle scritture dogli eccellenti maestri del bel favellare , anzi che ne’ vocabolari. E per tornare a quel della Crusca , negherete voi che l’Italia intera ne chiegga la riforma ? Da lungo tempo la promette 1’ Accademia , ma ristà ; ed intanto sorsero possenti rivali che crollando il trono di lei , tentarono strapparle lo scettro della favella. Or eh* ( XVII ) ... rsij) e debba esserne il moderatore supremo, ed anche se faccia mestieri di moderatori, cha è troppo gta\e con ^ non da noi il comporla. O che agli Accademici venga fatto di conservare 1 antica signoiia , o che torni pp nita agli emuli di conquistarla , noi privati uomini e lontani da ogni studio di parte , sottoponiamo questo lessico al giudizio del vincitore 5 e presti a riconoscere P autorità legittima , sin da ora accettiam la sentenza eie ne darà un giorno il futuro concilio de’ solenni arbitri della lingua. Questa professione di fede ci parve debito di soggiungere , a far chiara 1’ indole nostra aliena da intemperanze e da scismi ne’ cari stridii delle lettere , ed anzi che a disputare , inclinata a concorrere con ogni opera in mantener salda 1’ unione dell’unica unita italiana che ne può e ne debb’essere ancora servatrice. Laonde facendo cuore , ma persuasi che non riusciremo ad acquietare tutte le coscienze , e che pur dovremo abbatterci a parecchi o schifiltosi o beffardi, ci promettiamo da’buoni italiani e conforti e consigli e quell’incoraggiamento di cui ha pur si gianduopo un lavoio a petto del quale <> Jai; 7 i. n quello del remo. (3o) Nè sia che alcuno voglia reputarcelo a presunzione, P" 1 '’ ci confessiamo semplici raccoglitori , riformatori non già ; nè questa impresa abbiamo in altra opinione che di un tentativo alquanto piu utile e mcn fiacco degli altri della stessa natura. E perciò invano gli strabocchevoli di qualunque generazione a noi guferebbero il guanto: lungi dal ricoglierlo, non sapremmo che ripeter loro le gravi parole con cui terminava non ha molto un suo discorso intorno alla lingua un discreto e saggio Toscano , nel quale tanto è di coltura e gentilezza quanto di avito splendore:—Il giorno del torneo è finito. Voi succedendo nel campo nobilitato da' primi giostratori , non troverete perciò chi voglia rispondere nè alla cortesia del saluto nè al cenno contumelioso della disfida. Le lettere italiane sembrano oggidì rivolte ad utile scopo, e niuno de’migliori vorrà di privali rispetti fare impedimento al loro destino. — Restringendo in un gruppo le sparse fila del nostro dire, conchiuderemo che volendo incarnare questi nostri pensamenti, diamo opera a pubblicare un Vocabolario universale italiano che di ciascun altro piu copioso, valga in certa guisa a tener luogo di essi lutti. In questo sol libro adunque intendiamo che trovino gli studiosi , dal gran pregio dell’ unita impreziosito , e del suo titolo non mentitore , quanto si trova ne’ libri testò discorsi dell’ Alberti , del Cesari , del Bonavilla , del Monti , del Parenti , del Pezzana , del Costa , del Cardinali , del Razzarmi , del Nesi , del Vanzon , dello Zanobetti ; quanto raccolsero gi'a ovvero notarono il Bergamini , il Cinonio , il Muzzi , il Ber- nardoni e l'Ambrosoli. (30 Gli serve di fondamento la settima edizione della Crusca, con tutte le correzioni, con tutti i supplementi della ristampa di Padova, la quale è pur essa accomodata nell’ortografia, nelle definizioni e nell’ordinamento de’ significati 5 arricchita di quattro novelle parli, ortologia, etimologia, sinonimia e gramatica; non menomata negli esempi trascelti dagli Accademici, anzi impinguata e da quelli con cui altri avvalorava parole e modi che ne pa- tivan difetto e da quelli che noi novellamente poniamo a fianco di tremila e piu classiche locuzioni mai piu registrate 7 accresciuta infine da innumerevoli voci di uso e di regola , di arti e di scienze, da’ nomi proprii della favola e della storia , dell’ antica e moderna geografia ; voci tutte che da venti e più dizionarii italiani ( tra generali e speciali ) abbiam ragunate. E perchè non intendiamo rispondere che delle cose nostre, ciascun articolo che nostro non sia porterà 1 indizio del libro da cui fu cavato. Quelli che non han segno veruno son della Crusca ; e chi li rivolesse nel pristino loro stato , non ha che a toglierne la compitazione, P etimologia , la sinonimia, e quanto o è contenuto nelle parentesi o segue le virgolette. Vero è che invece di leggervi significati ed esempi confusamente alfastellati, li troverà in ordine migliore disposti , e secondo le particolari loro dichiarazioni 1 ’ un dall’ altro segregati. Ciò non pertanto , molte cose pur mancheranno , moltissime saranno errate ; e sin da ora noi, facendo croce delle braccia, intoniamo il mea culpa e ne imploriate perdonanza. Se non che due grazie da’ nostri giudici preghiamo , e sien poi quanto pur vogliau severi. La prima , che non decidano di questo Vocabolario in modo assoluto , ma nelle sue parti e tulio insieme il ragguaglino agli altri vocabolari nazionali e stranieri: forse che da tal paragone se non uscirà vittorioso, neppure , se di soverchio non ci affidiamo , ne avrà sempre la peggio. La seconda, che pria di dar sentenza rammentino , colla natura di siffatti lavori nè essersi mai accordata la perfezione nè potersi per legge di umanità assolutamente accordare. Accogliamo pertanto in cuor la speranza che 1’ animoso imprendimento , e la smisurata fatica che duriamo nel menailo a fine , possano farci trovar grazia e favore al cospetto di tutti i cortesi uomini che delle italiane lettore Inumo intelletto e sono del loro incremento solleciti. (i) Eccone la lista". 1. Gran Dizionario della lingua italiana. Bologna , 1819 — 1828. 2. Dizionario fonatile della lingua italiana compilalo da Francesco Cardinali. Bologna, 1822. Ristampalo in. Napoli nel 1827 in un voi. in 4-° 3. Ortografia moderna italiana compilata da Jacopo Facciolati colle giunte e sopraggiunte dell ’ ultima edizione di Padova, 1822. 4. Ortografia enciclopedica universale, compilata da Antonio Bazzarini. Venezia, 1S24 e seg. N' è compila la i. a Parte , che contiene le parole della sola lingua italiana , escluse quelle di scienze , lettere ed aiti. 5- Dizionario orlologtco pratico della lingua italiana, dell'ab. Lorenzo Nesi. Pavia e Milano, 1825. Si ristampa in Napoli, 6. Dizionario universale critico enciclopedico della lingua italiana, dell'ab. d' Alberti da Villanuova , riveduto e corretto. Milano , i8a5 e seg. 7. Gran Dizionario Iialiuno-Francese dell' ab. Francesco d' Alberti da Villanuòva. Milano, presso L. Nervetlt, e C. , 1826 , in corso. 8. Dizionario compendiato universale della lingua italiana ; e con titolo novello : Dizionario universale della, lingua italiana , cd insieme d{ geografia antica e moderna , mitologia , storia sacra , politica ed ecclesiastica , biografia , antiquaria , storia naturale ec. ec. , di Carlo Antonio Vanzon. Livorno , 1827 , in corso. g. Nuovo Dizionario portatile della Ungila italiana compendialo da Giovanni Zanobelti. Livorno, 1827, in corso. 10. Dizionario della lingua italiana. Padova , nella tipografia della Minerva , 1837, in corso. (2) 1. Venezia , 1612. 2. Venezia , 1623. 3. Firenze, 1691 ; accresciuta , ma non mollo purgata. 4- Firenze colle stampe del Manni , 1729 e 1738, seguita da' compilatori di Bologna e di Padova. 5. Venezia a 74 1 j presso il Pitteri. 6. Napoli , 1746 e l 749i presso il Pomelli, con una giunta di voci tratte da autori approvati. Bella e corretta edizione dovuta principalmente allo studio che vi pose il dottor Pasquale Tommasi. 7. Venezia, 17G3 , presso il Pitteri , che mise a luogo ì vocaboli della Giunta Napolilana. 8. Verona, 1806 , per cura d' Antonio Cesari, con molte giunte e sopraggiunte sue , del Lombardi, del Van- netli, del Zanotti ec. g. Bologna , 1819 — 1828. Primi editori , Paolo Costa , Francesco Cardinali e Francesco Orioli. 10. Padova, 1827 e seg. , nella tipografia della Minerva. Editori, Luigi Carrer ed ab. Fortunato Federici. (3) Presso che tutte ; poiché talune sono mere ripetizioni, e talune altre pochissime cosi evidentemente erronee , che mettiamo pegno le avrebbe lo stesso egregio compilatore discacciale dalla sua ristampa, se gli era conceduto di farla , siccome ne dava intenzione. Ma dobbiamo maravigliare che i signori della Minerva , mancando al loro proponimento , saltino a piè pari in buon dato le giunte veronesi. Nella sola prima lettera dell' alfabeto annoverammo di sfate, voci e locuzioni omesse più di trecento. (4) I’ 1 tutte le citazioni il prof. Presuiti s' è ingegnalo di seguitare la Crusca. Ma per la più parie dei clas * siri si è valuto di edizioni recenti , o perchè a' tempi nostri per la prima volta stampali , o perchè non erane prima si ben fermata la lezione , o perchè volendo citare con ogni precisione i luoghi , più agevoli ne fossero i riscontri. Talune di dette edizioni avendole pure adoperale nelle lor giunte i bolognesi compilatori , sono da vedersi nel secondo de' nostri Indici , colle abbreviature che loro appartengono. Di altre , per essere o da quelle diverse , o da essi non mentovate, daremo qui appresso una breve indicazione, salvo a significare ne' proprii luoghi le rimanenti che non fossero nè qua nè là dichiarate. Frescobaldi , Viaggio in Terra Santa , 8.° Roma , 1818. Opera indicata nel Vocabolario col lit. di Viaggio al Monte Sinai. Si cita a pagine. Fiore di Virtù, 8.° Verona , 1810. Si cita a carte. Novelle Antiche, 8.° Torino , 1802. Si cita il numero delle Novelle, Giovanni Villani , Cronaca , 8.° voi. 8. Firenze 1823. Matteo e Fdippo Villani , Cronaca, 8.° voi. 6. Firenze, 1825 — 26. Neri , Arte Vetraria, 8.° Milano , 1817. Si cita a libri e a capitoli. Cavalca , Volgarizzamento degli Atti degli Apostoli, 8.° Milano ( senza data ). Si cita a carte. Benvenuto Celimi , Vita scritta da lui medesimo, 8.° voi. 3. Milano, 1821. Si cita il voi. e la 'pagina. Varchi , Ercolano, b.° voi. 2. Milano, 1804. Si cita il voi. e la pagina. Davanzali, Ti adozione di Tacito. Gli annali e le storie. Si citano per libri e capitoli. Agnolo Pandolfini , Trattato del Governo della famiglia, 8.° Verona, 1818. Citasi a carte. Redi , Opere , 8,° voi. 7. Napoli , 1778, Si cita il voi. e la faccia , 0 il tit. dell' opera e la faccia. * (XX) Tolomei . Lettere, 8.° voi. 2. Napoli, 1829. Si cita il voi. e la pagina. Esopo volgarizzato , 8.° Padova, 1811. Si citati le favole per numero. Malispini, Storie Fiorentine ec. 4° Firenze , 1816. Si cita come fa la Crusca. S. Gregorio, Morali, 4-° voi. 4. Napoli, 1745. Si citano a volumi ed a carte. (5) Citiamo quest'opera a carte , giusta V edizione del Manni , Firenze 1728, registrala dagli Accademici ^ libri non compresi nello spoglio fatto da'primi compilatori. E qui vogliamo notare che in fatto di vocaboli sciefi jìci , V illustre Grassi allarga la mano più di noi , eon buona ragione dicendo : non aversi a privare tutta $ lingua de' migliori suoi vocaboli, solo perchè o non uscirono di penna toscana o si trovano avvolti in povere scd ture ; che nessuno il quale abbia fior di giudizio crederà mai che la compilazione di un vocabolario possa affi altro scopo fuori di quello di accertare alla nazione P uso delle parole ed il vero loro significato. (G) Non citiamo Ira' dizionarii delle cose belliche quello del P. Carlo cP Aquino della Compagnia di Gd* perchè troppo antico, nè quello stampato in Napoli nel 1824 °ol nome di Giuseppe Ballerini , perchè troppo b* lordo plagio del Grassi, (7) Secondo questo computo, il nostro parrebbe sestuplo del bolognese ; ma per rendere il suo a ciascuno , co ^ vocaboli notati in esso convien sommare altri 21 che stan nelle giunte dell'ultimo tomo ; ed anche ì suoi 48 non sarchi neanche il terzo de nostri 162. Or a più che vogliate ridurre questa differenza, avendo riguardo a quella delle par°^ ove più ove meno aumentate di numero , non uscirete mai dalla ragione di uno a due. Paragonato quindi al Ifi sico bolognese , al padovano ed al veneto , il napolitano conterrà almeno il doppio di voci ; il ses’uplo di que$ del Cardinali e del Cesari, ec. ec. Che se volessimo far ragione altresì delle locuzioni diverse e delle varietà ^ s, gniflcati , risulterebbe il ragguaglio a noi vantaggioso troppo più. Ma col crescer della materia non perciò ? vedrà crescer la mole , polendo ciascuno sin da ora verificare che p. e. le parole del dizionario di Bologna si ad A bell' jg lo riempiono )8 pagine, e 18 pagine parimenti nel nostro. (8) Per esempio , sopprimendo qualche virgola, togliendo V li ai vocaboli eh« non la richiedono , sostituendo il d al t nella copulativa et , i due ii all' j , e simili coserelle. (9) Abbiamo noi per la nostra compilazione un grande obbligo al sig. Fanzon , e ci piacciamo di manifr starglielo. Egli , olandese di nascita , ma da ig anni accasato in Toscana , dettò gramatica e compila vocaboli rio che il mostrano italiano senza più , e riscossero non ha guari meritali elogii dall' Antologia di Firenze. (10) Ascoltiamo come intorno a queste due particolarità ragioni il lodato P. Casarolti , e gioveranno le Si# parole a disingannare coloro i quali per sorte riputasser superflua la briga che per questa parte volemmo assumer& « Del resto io non voglio lasciare i forestieri , i fanciulli e chi altri ne abbisognasse , senza quegli ajuti 1 che giovano a spiccar Lene le sillabe , a bene accentuar le parole , a pronunziare con diversa apertura di hocCÒ certe vocali : che anzi colla Crusca mi adiro, che non abbia a ciò provveduto , ella cui propriamente spettava di farlo. Grave ammissione mi è sempre panila questa di quegli antichi Accademici , i quali io non posso in verniti guisa assolvere o scusare , s 1 eglino stessi manifestano ed ingrandiscono la loro colpa. E di vero nella vod cordiglio avvisano , che l' accento cade sulla prima sillaba. Or non è questo un mostrare il bisogno di tale a*’ viso , per farci tanto più increscere il loro silenzio in altri vocaboli? Chi'aito , ràgana , rigàlico , sùdicio , fr'adi' eio , màndorlo , empito , vànvera , zìzzibo , bìlico , (brincia , dìruto , gàttice , cùcùlo , spàragio , clessidra , ed al’ tri assai, non sano forse vocaboli, a' quali s'addirebbe l'accento ufficioso ? Ho già notato come la Crusca a dieta 0g£’ u nge , « eh' è di tre sillabe sebbene nel verso si adoperi talora ad uso di dittongo , e facciasi di due sii’ labe 11. Lascio che tabe licenza non volea darsi senza restrizione o dichiarazione di sorta alcuna : perchè d& per tatto , ove bisogni , non far altrettanto ? L' apertura dell' e , e dell' a , andava del pari indicala con frt“ quenza maggiore , poiché giudicarono d'indicarla talvolta , E quand anche gli abitatori dell' altre provincie it&‘ biche non volessero allargar le labbra quanti gradi e minuti piacesse ai Fiorentini ; potrebbe a qualcuno aggrU’ dire saper quanto s' aprono là nella provincia del bel parlare correilrice e maestra. Che se alcun vocabolari 0 si è poi messo in luce con le voci accentuate , come l' Ortografia del Seminario di Padova ; se talun s' attentò di stabilire il numero delle sillabe di molte parole , come Placido Spadafora ; se i Grammatici o in un caso a in un altro possono dar qualche lume ; nondimeno ad onta di questi ausiliarii della repubblica letteraria 1 inolio resta a farsi , e mollo a correggersi. Ai vocabolarii adunque ed alle grammatiche io lascerò far uso d* certi segni ; quantunque amerei che tutto si venisse dicendo fuori di cifra , per lo gran pericolo che c' è ài equivocare , usando di quelli. Alla stessa maniera, non da' segni dipinti sulle prose di M. Tullio , o sui versi di P, Fi’rgilio , ma dalle leggi e dagli esempi compilali dal Riccioli, dall' Alvaro, e chi fu l'altro che dischius 1 la Reggia del Parnaso latino? imparano i giovanetti, quanto si può al presente, a pronunziare te parole IH’ fine. A Santa Chiesa madre clementissima in vero , perchè nessun disordine , ancor che menomo , offenda il set” pigia divino , e perchè V aver pensiero ad altro che non sieno i sacri misteri , non ne distragga il sacerdote e i lieviti', a lei solo concederò di far delineare gli accenti nei libri liturgici : di che la parte più devota dd eheripato non cessa di render lode al Signore. » (11) V. il Gello del Giambullari (12) Per esempio, abbrocato , rauco, da branchodes ; brnm , voce con cui i fanciulli chiedon da bere, d& bryn 0 brun , come altri pronunziano ; buttalo , pastore , da boter •, centrella , piccol chiodo , da centris aculeo 1 «risolamela , albicocca , da cbrysoipeloB poma color d' oro 5 lume miccio per lume picciolo , da tniccylos piccolo i ( XXI ) . aMqI . scog t ’mproscinarsi , far atti vili di venerazione , da proscyneo io venero ', palicco , steccade ' , Pj larva , spaurac- lus ligueus ; pacculo , grasso , pingue , da pacbys 5 sballare , cacciar via , a ec a o ; 1 ^ erc!l0 , io tirchio de 1 bambini , da rnormon , che vale il medesimo , spercìare , urtar s tari o eie ’ . porta • spor» to , to spingo ; spilare t/r: barile , ma òot/e , aprir quasi la porta al liquore che vi e e it 0 , „ vaslaso /àc- la , corbello , da spiris spiridos ; strummolo , paleo, da strobilos; tropea, tempesta, tartine., a •> chino , da baslazo to porto, ec. ...... J’,i ritenni lotl- Ella è pur curiosa osservazione che la plebe napolitano eziandio nel dir villanie sei n e a U brutta , 771. (18) Siffatte cose verranno dichiarale in un trattato speciale che quello de'nostri collaboratori, cui dobbiamo la parte etimologica di questo Vocabolario , pubblicherà quando che sia sul modo di trovare l etimologie. C' 9 ) Vedi abbassare , abbicare , ec. (30) V. qui appresso a pag. 43 . (21) Oltre alle ragioni eh' egli apporta nella sua grammatica della lingua Santa, pari. 2. pag. 54 , Napoli * 7 ^ 7 » ^ da osservare che nd Corpo del dritto romano spesse volle rendendosi i vocaboli greci in caratteri, latini , V a si traduce sempre per ela . Vedi nd C0(L L 2 _ et 3 de jure e mphyteutico, Nè alcuno ignora che i latini leggono »ìy. 1 , antiehresis , Y|[an^»y'a , hemicrania, 4/3*1 hebe , hepar ec. pazien . . , ' -o . ' gerenza delle lingue straniere , e nchia- stona patria in molli punti rilevanti chiarita , promossa fra noi la conoscerti , ^ . Qnc p è c j, e ? perfezionato mata la nostra mente alle antiche memorie da cui trarrà vigoria ed elevazione no e , 1 , . g . u r . ;l n A jifj t€! 7 lpO II petlSlCI O ritiri* nel discorso V istriane nto insieme ed il segno del pensiero , si perfezionerà r ( XXII ) non che , non è spento il seme di coloro che a sì fatte astruse elucubrazioni dando nota di vanità , non hanno In scienza etimologica in quel pregio che si merita. A farli certi della sua utilità basterebbe V articolo che se ne legge nella Enciclopedia ; ma viene pure a taglio ciò che ne scrive il Cesarotti nel Saggio sulla filosofia delle lingue , 3- parte , §. 6 -, e questo luogo vogliamo qui riportarlo , perchè sia suggello che sganni coloro, e conchiusio- ne di quanto su tal materia si è per noi ragionato : )> Del resto deesi qui avvertire che a giudicar esattamente e a ben usare de' vocaboli, sì rende indispensabile la scienza etimologica , studio meschino , sol fecondo d' inezie , finché si stette fra le mani di puri grammatici, ma che a' nostri tempi maneggiato da profondi eruditi ed insigni ragionatori , divenne fonte di utili e preziose notizie ] studio a dì cui gloria basta il dire cheformava le delizie del gran Leibnizio. (*) Questo solo ci rende atti, come si esprime un dotto Francese, a dominare il valor de’termini : questo ci fa assistere alla loro nascila, e alle circostanze che li produssero : esso ci porge il filo che può guidarci ne' varii loro passaggi da un significalo al- V altro , dal senso proprio a tanti altri o traslali o analogici che non sembrano aver fra loro veruna specie d' affinità : per mezzo di esso si gusta il valor primigenio de' vocaboli e delle frasi, si giudica fondatamente dell'uso o dell'abuso fattone dagli antichi scrittori, s'indovina il senso de'loro contemporanei , si risuscita una folla di sensazioni già spente : istruiti da questo acquistiamo maggior sagacilà nell' impiegare gli antichi termini e collo * condoli in un certo lume , ne facciam distinguere l' impronta o logora dal tempo o sfigurata dall' altrui poca de- sterità : conoscendo alfine per questo l' essenza originale del termine proprio, impariamo l' arte non comune di adattarvi le più opportune metafore ; e giudichiamo con precisione dell' aggiustatezza o sconvenienza delle medesime. Così, per arrecarne un solo esempio, quando sappiamo che abbacinare è una spezie d' accecamento che face- vasi con por d' innanzi agli occhi un bacino d' argento infocato , si vede tosto che è ben detto per traslazione essere abbacinalo dalla gloria , che manda uno splendor metaforico : e si conosce altresì essere cosa affatto sconveniente 1' uso che ne fecero due scrittori fiorentini , citali nel Vocabolario : voglio dire il Davanzali , che usò questa locuzione s’ abbacinarono le stelle, e V autor di un' antica storia che parlando di una famiglia disse , che ella restò abbacinata per la morte di non so chi : perchè l' abbujamento reale prodotto dalle nuvole , e molto più il metaforico nato dalla morte , non han veruna analogia con quello del bacino ardente. Bensì 1' espressione sarebbe stata appropriatissima e vivacissima , se il Davanzati avesse detto che le stelle restano abbacinate dal sole. » (2 3) Si dia uno sguardo agli articoli Abete , Acacia, Acanto ec. che in questi primi fogli rattrovansi , e si confrontino co' bolognesi. Ma per risparmiare allrui questa noja , qui ne adduciamo un solo esempio. DIZIONARIO DI BOLOGNA VOCABOLARIO DI NAPOLI Acacia. Gr. T. Botanico. — Gli antichi indicarono due piante sotto questo nome , una per Acacia prima, e l' altra per Acacia seconda. L'Acacia prima è chiamata dal FVildenow acacia arabica la quale appartiene alla classe poligamia monecia di Linneo, e si distingue per le spine stipulaci geminale, per le foglie due volte pennate , con cinque coppie di penne molti- jughe, per le silique falle a vezzo, e cotannose. Quest' albero nasce nell'Egitto, e nell'Arabia.Matt. disc. i.p.210. L’acacia nasce in Egitto : ed è un arbuscello spinoso. Il Mattioli erroneamente confonde questa pianta con V albero di Giuda , o sia il cercis silirpiastrum , Lin. del quale ne dà il disegno coll' aggiunta di spine fittizie. L' acacia seconda è nominata da Dioscoride , ed è indigena della Cappadocia , e del Ponto 5 ma da questo scrittore non viene così chiaramente descritta , da potersi comprendere quale delle specie sia de' moderni. Ricet.' Fior. i 3 . Della seconda acacia, che nasce in Cappadocia, non faremo menzione. L'Anguillara per acacia seconda intende una pianta che nasce nella Corsica , ma la descrive sì brevemente che non c' insegna a conoscerla. Anguill. sempl■ p. 64. Questa pianta detta di sopra a mio giudicio è la vera acacia seconda. Il Mattioli ed altri indicano per l' acacia seconda lo Acacia. (Bot.) A-ca-cì-a. Sfi Lat. acacia. Gr. ( Dal gr. a priv. e cada malizia.) [ In generale sign. Innocenza, Purità, Senza malizia -, e gli antichi botanici chiamavano così una pianta spinosa, poiché la puntura delle sue spine non reca alcun dolore ; distinguendola in Acacia prima ed Acacia seconda. I botanici moderni han formato sotto questo nome un genere di piante , deli* classe poligamia monecia , della famiglia delle leguminose , da cui provengono la gomma arabica ed il sugo d' acacia detto vero acacia nelle farmacie. Sono indigene dell' Egitto , dell' Arabia , del Sene gal, del- l'Indie orientali , della Cappadocia ec. Fanno un legume lungo , carnoso o membranoso o legnoso, di varie forme, liscio od irlo. Piuttosto arboscelli che alberi 5 spinosi , di bruito aspetto. ] Ricetl. Fior. i 3 - L’Acacia, secondo Dioseorféle , è un arboscello d’Egit' to , spinoso , di rami folto. E appresso. Della seconda acacia , che nasce in Cappadocia , non faremo menzione- (*) Un critico italiano chiama con enfasi l’etimologia una scienza vana. Mitbaelis , il De Brosse son deboli al par di me. Foia dii Cesarotti. Io ho la debolezza di fidarmi più di Leibnizio j ed il Turgot, il ( XXIII ) spartium spinosum Lin. 5 frutice che appartiene alla classe diadeIJia decandria di Linneo , distinto da foglie ternate con foglioline ovale a rovescio , da gambetti ascellari , da calici , e legumi lisci , e da rami angolosi, e spinosi. L'asce nell' Italia. Matt. disc. 1. 1 >. 213 . e perché si vede chiaramente ch’ella rappresenta quella , della quale scrive Dmscoride , non ho se non potuto credere , che q„ es ta sia la legittima acacia della seconda specie. V. Robinia. • ^ ^ UCSi ° ^ avoro ’ avendo in certo modo preceduto la presente compilazione , va considerato in se medesimo tl ■,» , C 16 co/ne P arl e di essa. L' autore , che al pubblico ne risponde , gli è noto già per altre letterarie fa- lu-he alcune deile qualifurono da poco in qua ristampale in Torino. ■ n ». * nota f e °S n ^ esempio aggiunto agli articoli della Crusca adoperiamo le virgolette », con appiè la mediti 11° U • Somml,l ‘ strat0- e sigla manca ma non le virgole , è segno che V esempio è della Crusca medesima, stbbene in altra parte collocato. 0 r . confronto • 1 ' ^ con cognizione di causa , prendasi a cagion d'esempio l'articolo Abborracciare: e dal confronto st vedrà in che modo e con quali norme per noi si cangia V ordine ( o disordine ) della Crusca. VOCABOLARIO DELLA CRUSCA VOCABOLARIO DI NAPOLI Abborracciare. Fare alcuna cosa senza diligenza , e Abborracciare, Ab-bor-rac-cià-rc. £ N. pass- Propriam. cautela , per la fretta. §. I. E in signific. neutr. pass, vale lo stesso. Cron. Morell. Va sodamente nel fidarti , e non t’ abborracciare. Farcii. Ercol. y 3 . Di chi favella troppo , e frastagliatamente, in modo che non iscolpisce le parole, e non dice mezze le cose, si dice : c’ s’ affolta , o e’fa un’ affoltata , o e’ s’ abborraccia. 5 li- E per Mangiare senza distinzione , c senza riguardo. Mail. Franz, rim. buri. Abborracciarsi senz’altro bicchiere, E tirar su qualcuno a bella posta. Lue, Mart. Rim. buri. In ogni tempo s’un non s’abborrac- tia. ( Maniera interamente bassa. ) (27) Fon Si sa comprendere come abbian potuto in questa parte delle corrispondenze greche insinuarsi nel Vocabolario un sì gran numero di svarioni quanti pur ce ne hanno , senza che in tante ristampe veruno li emendasse. Aprendolo a caso , in una sola colonna uno de' éompilalori noto le seguenti cose. Gli Accademici traducono abbrancare per encliirizin ; ma 'enchirizin vale in manus tradere e non afferrar colla mano. Traducono abbreviamento per miosis j ma miosis sta per imminutio eh'è un senso non immediato della parola abbreviamento . nè abbie vlamento ben si volge in latino scrivendo decremento m, eli era da dire anzi contractio ,e sanno pule i bamboli che pei contractio ì Greci dicono systole. Traducono abbreviare con elatlin , che vale anche imminueie , e non espi ime punto l atto di render più breve , il quale dicesi da' Greci brachynin da bracliys breve. Egli non ha cominciato per altro questa correzione che dal foglio che porta il num. it , sebbene non s a die il 5 . del Vocabolario. E lo dichiariamo perchè non si abbiano a imputargli le mende che nelle paro g de'fogli precedenti son corse. (29) reggasi P avviso premesso daW ab. Berti alla edizione dell' Esopo volgarizzalo per uno da Siena ; Pa- dova , nel Seminario , 1811 ( 3 0) Cade qui in acconcio quel lepidissimo epigramma dello Scaligero ; Si quem dura rnanet scntentia judicis, olita Damnatum acruimiia , suppUciisque caput, Ilunc ncque fabrili lassent crgastula massa , Nec rìgidas vexent fossa metalla manus . Lexica contexat : nana caetera , quid moror ? omnes Poenarum facies lue làbor unus habet. , T . , . . • ( 3 1) Poiché non vogliamo che cib si prenda per un' amplificaione da retori , dichiariamo qui J quelle sole cose de' cennali autori che non si troveranno nel nostro libro. Ubbriacarsi. ] ( Dallo spaglinolo emborrachar , che vale il medesimo , e vico da borracka fiasco di cuojo ad uso di portare il vino per viaggio. ) Lue. Mari. Rim. buri. Io ogni tempo s’ uu non 5’ abborraccia. 2 — Mangiare senza discrezione e senza riguardo j Maniera interamente bassa. Matt. Franz. Rim. buri. Abborracciarsi senz’ altro bicchiere , E tirar su qualcuno a bella posta. 3 — £ Metaf. preso dal costume degli ubbriachi , Favellare troppo e frastagliatamente. ] Fardi. Ercol. y 3 . Di chi favella troppo e frastagliatamente , in modo che non iscolpisce le parole, e non dice mezze le- cose , si dice: e’s’aRolla, o e’fa uu’affoltaia, o e’s’abborraccia. 4 — * Atl. Ammassare alla rinfusa cose superflue, adunar borra. ( Van ) 5 — [ Ed in generale ^ Fare alcuna cosa senza diligenza e cautela per la fretta , [ come gli ubbriachi far sogliono. Acciabattare , Acciarpare. ] ( XXIV ) IL ab. di'Alberti suole trar fuori talune parola che non sono veramente parole da per se, ma servono a formarne altre', p■ e. Ab prepos. Ialina, sol perchè usata in composizione degli avverbii Ab antico, Ab esperto ec; Acciii Accio, perchè terminazioni di peggiorativi femminini e mascolini, ec. ec. ; suole scriver talvolta gli epiteti diversi con cui gualche nome si accoppia ; suole addurre frasi ed esempi senza citare per nulla gli autori da cui li trasse'- queste cose noi non ci faremo a copiarle dal Critico Enciclopedico Dizionario. Nè vorremo sull' innanzi de' nostri antecessori di Bologna e di Padova toglier da esso di peso gli articoli, siccome talora essi fanno. Coordinandoli noi con que' della Crusca e degli altri vocabolarii , li raggiustiamo pure , quando che sia , colle generali e melodiche norme già divisate. Chi ne volesse un esempio, guardi V articolo Abluzione che a piè di pagina trascriviamo. (*) Abbiam detto quali non copieremo delle giunte del P. Cesari , che qui si ritroveranno presso che tutte poste 0 luogo , ma non ripetute , come a lui spesso accadde. Se le giunte non sono che esempi non diversi essenzialmente da que' della Crusca , o se furono accumulati a dichiarazione di qualche voce per troppa età rancida , e noi non andremo di esse ad aumentare il volume. Non tutte le correzioni del Monti vanno a giusto fine', e perciò non volevano tutte ciecamente adottarsi. Diamone un solo esempio senza uscire dai fogli di questo primo quaderno. Nell'Appendice alla Proposta vien fulminato il vocabolo Abbriccare , lodandosi a cielo i Bolognesi perchè ristamparono un foglio affin di purgarlo di quella macchia venutagli di Verona. Ora da'nostri spogli inediti avendo ricavato nuovo uso e nuova autorità di quella voce, cui l'onomatopea e V etimologi a confortano, con sicuro animo la rendemmo al vocabolario della nativa favella. Delle avvertenze degl'illustri filologi Parenti e Pessima profittando già i compilatori di Padova , noi da questi prenderemo i sunti degli articoli di quelli. L' ab. Nesi dà qualche volta nuovi vocaboli e nuovi significati ; ma con nessuna autorità li conferma. Per quelli , il nostro metodo c' induce a metterli in capoverso ; questi , li abbiamo per lo pià lasciati addietro. Le compilazioni del Bergamini , del Mussi e del Bernardoni facendo parte dell' Ortografia di Venezia , da lei le accatteremo. Dicasi lo stesso delle utilissime Osservazioni del P. Mombdli illustrale ed accresciute dal Lamberti , di cui si giovarono già i vocabolisti bolognese e padovano. Altre aggiunte al Ci nonio fece nell'anno trascorso Francesco Ambr asoli nel suo Manuale della lingua italiana ; e delle nuove giovandoci , lascerem quelle che tali non sono. Benché non sia posto in nota negl' indici di Bologna e di Padova il Vocabolario toscano per l' arte del disegno di Filippo Baldinucci , pure que’ raccoglitori ne profittarono dietro l' Alberti : e noi lo terremo innanzi agli occhi per riparare alle loro omissioni. Dicasi lo stesso delle Voci e Maniere di dire eli toscani scrittori, e per la maggior parte del Redi , raccolte e corredate di note da Andrea Pasta, libro trasandato a torto in tutti gl'indici di tulli i vocabolarii. Quanto riguarda infine le compilazioni del Costa , del Bassarini , dello Zanobelli e del Vanzon fa già dichiarato nel corso di questa Prefazione. O DIZIONARIO D’ ALBERTI Abluzione. T. Ecclèsiastico. Pìccola lavatura , purificazione. Segner. Crisi, ist. Magai, lett. Più comunemente si dice dagli Ecclesiastici dell acqua , e del vino , che il Sacerdote prende dopo la comunione. ]t. Abluzione si dice altresì delle purificazioni legali praticate dagli Ebrei e dai Musulmani. III. Abluzione è anche T. Farmaceutico, per quello che più propriamente si dice lozione. VOCABOLARIO DI NAPOLI Abluzione, A-blu-zi-<5-ne. Sfi V. L. Lat. ablutio. LavameiUo , Lavanda di tutto o parte del corpo. (A) 2 —(St.) Cerimonia religiosa, specie di purificazione di antichissimo uso in Oriente , nellTndia, nella Cina, e particolarmente presso gli Ebrei, i Romani e i Musulmani. ( Mit ) 3 — ( Eccl.) Più comunemente si dice dell’acqua e del vino che il sacerdote prende dopo la comunione. Segn. Crist. istr. (A) 4 — Nella chiesa moderna, Sorso d’acqua o di vino concili coloro che si comunicano usano in alcuni paesi sciacquarsi la bocca per meglio inghiottir T ostia sacra. ( Ne ) 5 — (Chir. ) Injezione d’ una ferita o d’una piaga. (0) 6 — ( Farm. ) Lozione. V, (A) ì AUTORI 0 LIBRI D’AUTORI DEL BUON SECOLO LIBRI DI CERTO AUTORE. A, Agnolo Pandolfmi. . ''vale Agostino da Scarperia . i’er Arrigo Simintendi. . . firn Bartoloimnco da S.Gon- cordio. Bindo Bonichi. . . . Bonaccorso da Monte' magno Bono Giamlioni. . . Borglùuo di Taddeo Set- Brunetto Latini . . Stinta Caterina da Situa . Dante Alighieri . . Dino Compagni fra Domenico Cavalca . Trattato del governo della Famiglia. A olgarvz. de’sermoni di S. Agostino. Volgari*, delle Metamorfosi d’Ovidio. Volgari?, degli Ammaestramenti degli antichi. Rime. Franco Sacchetti Giachetto Malespini. Giacomo Colonna. . Frale Gidio, o Giuda. . Fra Carda io da Ripalta. Donato Acciainoli . . Donato Velluti. . . . Fazio Clierti . . . . Feo Eelcari. Filippo Villani.. . . Francesco da Barberino Francesco da Boti. , Francesco Petrarca. Franco Sacchetti . Rime. . Volgarizzamento del Giardino di Conso- j lardone. j Volgarizzamento del Tesoro di Ser Bru- * netto Latini. Memorie. 4 Pataffio. ( Tesori Ito. Lettere. S Commedia, Convivio. Rime, Vita nuova. ( Cronica, J Diceria. Disciplina Spirituale. Frutti della Lingua. Medicina del Cuore. Pungilìngua. Specchio di Croce. Trattato della Pazienza, Trattato della Penitenza. Trattato delle trenta Stoltizie. Trattato delle Virtù e de’Vizj. Lettela a Franco Saccluitti. Cronica. Diltamondo. Poesie e Prose. Contìnua?, della Storia di Matteo suo padre. Documenti d 1 Amore. Commento, o Lettura sopra Dante, lì ime. Novelle. Giovanni Boccaccio ( Opere diverse. '{ Rime. . Contiti, della Cron. di Ricordano suo zio. . Sonetto a Francesco Petrarca. . Volgari*, dell’ Esposizione de' Vangeli di Frate Simonc da Cascia. . Prediche. ( Allieto. I Amorosa Visione. 1 Coincido sopra F Infèrno di Dante. IDecamerone, AFiammetta. iFilocolo. .^Filostrafo. U.alxu-into. jLettere. /Ninfale Fiesolano. f Teschio. | Testamento. \ A ila di Dante. Lettere. Sonetto a Francesco Petrarca. Novelle dette del Pecorone, . Cronica. , Cronica. . La Bella Mano. . Diario. Lettere. Don Giovanni dalle Celle. Giovanni Dondi . Giovanni Fiorentino, Giovanni Morelli. . Giovanni Villani. . Giusto de’ Conti. , Guido Monaldì . . Fra Guidone d’ Arezzo .... Iacopo di Dante Alighieri. Dottrinale. Frate Iacopo Passavanti . . . Specchio di Pendenza. Fra Iacopone da Todi. . . T Luca da Panzane . . . Matteo A'illani.... Nic. e Ventura Monaci. Piero di Dante Alighieri. Ricordano Malespini. . Simone Sigoli. , , . Fattola da Strafa. Ser Zucchero Bendvenni. Laudi Spirituali. Cronica. Cronica. Lettere. Rime, Storia. . Viaggio al Molile Sinai. , Volgari*, de-’ Morali di San Gregorio. ! Volgal i*, di Maestro Aldobrandino. Volgarizzamento di Rasis. t mi )t ta’ mr.FTCTO O D’INCOGNITO AUTORE. Allegorie sopra le Metamorfosi d’Ovidio. Ammaestramenti de’ Santi Padri. Annotazioni sopra i Vangeli. Capitoli della Compagnia de’Disciplinati. Capitoli della Compagnia dclTinipruneta. Cirillo Calvaneo in prosa. Cementatore antico di Dante. Cronìchetta trascritta da Amaretto Mannelli. Di fenditure della Pace. Ksordj de’ Numidi. Esordj de’ Romani. Esposizione delle Metamorfosi d’Ovidio. Esjiosizione del Pater nostre. Fior di Virtù. Fioretti di Croniche. Fioretti di Croniche degl'Impcradori. Fioretti di S. Francesco. Fiorila d’ Italia. Imitazione della A'ita di Cristo. Introduzione alle Virtù. Leggenda dell’ Ascensione di Cristo. Leggenda di Gioii. Leggenda dell’ Invenzione della Croce. Leggenda di San Giovambattista. Leggenda della Beata UmUiuna de’Cerchi, Leggenda dello Spirito Santo. Legende di Sante, Fuchi. I . degli Adornamenti delle donne, d’ Amore, d’ Astrologia, della Cura delle Felibri, di Dicerie, de’ dodici Articoli della Fede, delle Malattie delle donne, delle Mascalcie de’ cavalli, di Motti. i de’ Reali di Francia, i ili Repubblica. i de’ Sagramenti. > di Sentenze. i di Similitudini. 1 di Strumenti. 3 senza titolo. ? di Viaggi, t di Prediche. dazione dell’Arbore della Croce. dazione deila Vita di Gesù Cristo, icoli dilla Madonna. elle antiche. iiianunti delia Messa, line de’ Faciali. nmmtica delle Riformazioni. ivvisioui del Comune di Firenze. aderito di centi de’ Bardi Signori di Vcrnio. 1 2 Quaderno di conti di Giuliano Davanzali. Quaderno d’Entrata e Uscita d’Or San Michele. Quaderno d’Uscita della Camera della Repubblica Fiorentina. Quistioni Filosòfiche. Rime antiche attribuite al Re Rulxirto. Rosaio della Vita. Statuti della Mercanzia. Storia d’Aiolfo. Storie Pistoiesi. Storie de’Santi Padri. Teologia Mistica. Trattato di ben vivere. Trattato di Castità. Trattato di Consiglio. Trattato di Consolazione. Trattato d’Equità. Trattato delle Lettere. Trattato del Governo della Famiglia. Trattato d’Intendimento. Trattato di Medicina. Trattato dc’Pcccati mortali. Trattato di Pietà. Trattato di Sapienza. Trattalo delle segrete cose delle donne. Trattato de’ Vizj e delle Virtù. Vendetta di Cristo. Vita di Cristo. Vita della Madonna. Vita di Sant’Alessio. Vita di Sant’ Antonio. Vita di Sant’Eufrosina. V iti di San Giovambalista. Vita di Sun Girolamo. Vita di San Giuliano. Vita di Santa Maria Maddalena. Vita di Santa Margherita. Volgarizzamento dell’Albcrlano. .Volgarizzamento degli Ammaestramenti a sanità conservare di Maestro Piero da Reggio. Volgarizzamento della Bibbia. Volgarizzamento della Città di Dio di Sant’Agostino. Volgarizzamento della Collazione dell’ Abate Isac. Volgarizzamento delle Collazioni de’Santi Padri. Volgarizzamento della Consolazione filosofica di Boezio. Volgarizzamento della prima e terza Deca di Tito Livio. Volgarizzamento delle Declamazioni di Quintiliano. Volgarizzamento delle Declamazioni di Seneca. Volgarizzamento de’ Dialoghi di S. Gregorio. Volgarizzamento di Dioscoride. Volgarizzamento deli’ Eneide di Virgilio. Volgarizzamento dell’ Esposizione dei Salmi. Volgarizzamento delle Favole d’ Esopo. Volgarizzamento della Genesi. Volgarizzamento dc’Gradi di S. Girolamo. Volgarizzamento della Guerra Trojana di Guido Giudice. Volgarizzamento d’una Lettera del Comune di Firenze. Volgarizzamento d’una Lettera del Comune di Palermo. Volgarizzamento d’una Lettera di Federigo II. Imjxradorc. Volgarizzamento d'una Lettera di Papa Gregorio IX. Volgarizzamento d’una Lettera a’Romani della statura di Cablo. Volgarizzamento d’ una Lettera di Tullio a Quinto. _ u Volgarizzamento d’alcune Lettere , e di varj Opuscoli di San Volgarizzamento d’ alcune Lettere del Boccaccio. Volgarizzamento del Libro della Cura delle Malattie. Volgarizzamento del Libro primo dei Macealiei. Volgarizzamento di Lucano. Volgarizzamento di Mesue. Volgarizzamento del Milione di Marco Polo. Volgarizzamento de’ Molti de’ Filosofi. Volgarizzamento d’ un’ Omelia d’ Origene. Volgarizzamento d’un’ Omelia di San Giovan Grisostomo. Volgarizzamento dell’ Omelie di S. Gregorio. Volgarizzamento d’alcuni Opuscoli di S. Giovan Grisostomo. Volgarizzamento d’ Ovidio de Arie Amandi. Volgarizzamento d’ Ovidio de Remedio Amoris. Volgarizzamento di Palladio. Volgarizzamento di Paolo Orosio. Volgarizzamento delle Pistole di Francesco Petrarca. Volgarizzamento delle Pistole d’ Ovidio. Volgarizzamento delle Pistole di Sant’Antonio. Volgarizzamento delle Pistole di San Girolamo. Volgarizzamento delle Pistole di Seneca. Volgarizzamento del Processo d’Innocenzio IV. contro Federigo II. Volgarizzamento della Rettorica di Tullio. Volgarizzamento di Sallustio della Guerra Catilinaria e Giugurtina. Volgarizzamento della Scala del Paradiso. Volgarizzamento, e Spiegazione della Salve Regina. Volgarizzamento de’ Sermoni di S. Bernardo. Volgarizzamento del Soliloquio di Sant’ Agostino. Volgarizzamento della Somma Pisana delta il Macstruzzo. Volgarizzamento della Sposizione delle Pistole d’Ovidio. Volgarizzamento della Storia d’Apollonio di Tiro, e di Tarsia. Volgarizzamento della Storia di Burlaam, e di Giosaiìàt. Volgarizzamento della Storia Neri arnese. Volgarizzamento della Storia di Rinaldo da Montalliano. Volgarizzamento della Storia di Sant’ Eugenia. Volgarizzamento della Storia di Sant’Eustachio. Volgarizzamento della Storia di Tobbia. Volgarizzamento della Tavola Ritonda. Volgarizzamento del Tesoro de’Poveri di Maestro Pietro Spano. Volgarizzamento del Trattato (l’Agricoltura di Pietro Ci'escnzi. Volg. del Trattato dell’Avversiti della fortuna d’ Arrigo da Scttimcl^ ,, Volg. del Trattato di Cirurgia di Maestro Guglielmo'’ da Piaoenza» j Volgarizzamento del Trattato della Coscienza di S. Bernardo. Volgarizzamento del Trattato delia Creazione del Mon lo. Volgarizzamento del Trattato della Nobiltà dell’Anima di San Bern.ii -(,<> Volgarizzamento del Trattato delle Medicine semplici di Seranionr. Volgarizzamento del Trattalo degli Scacchi di Fra Jacojionc da Cesso!*' Volgarizzamento del Trattato delle Virtù Cardinali. Volgarizzamento delle Tusculane Quistioni di Cicerone. Volgarizzamento di Valerio Massimo. Volgarizzamento di Vcgezio. Volgarizzamento delle Vite di Plutarco. Volgarizzamento delle Vile de’ Santi Padri. Volgarizzamento delle Vite degli Domini illustri del Petrarca. LIBRI DI DIVERSI AUTORI. labbro di Opere diverse. Rime antiche stampate da’ Giunti. Rime antiche stampate dietro alla Bella Mano di Giusto de’Conti. Tóme antiche del Testo a penna di Carlo Strozzi. Rime antiche de’ Testi a penna eli Francesco Redi. Rime antiche del Testo a penna di Pier del Nero- Zibaldone d’ Alessandro Segni. Zibaldone d’ Andrea Andreini. Zibaldone di Francesco Redi. CITATI in DIFETTO , O CONFERMAZIONE DEGLI ANTICHI PER DIMOSTRAZIONE DELL’ OSO O PER QUALCHE ALTRA OCCORRENZA. LIBRI DI CERTO AUTORE A« gnok> Allori Agnolo Firenzuola Agnolo Segni. . Alessandro Allegri Alfonfo de’Puzzi. Angelo Poliziano. Annibal Caro. . Antonio Alamanni Antonio Neri. . Antont’ranccsco Grazini detto il Lasca . Rime burlesche. / Asino ci’ oro. 1 Discorsi degli Animali. | Lei fera in lode delie Donne Pratesi. \Ragumamcnti. . / Novelle. \ Discacciameli lo delle nuove Lettere. I Dialogo delle bellezze delie Donne. I Rime. \ ì L I' ci 1A DELLE abbreviature degli autori DA’QUALI SONO TRATTI GLI ESEMPI CITATI NEL VOCABOLARIO (i); Neh,. Aggiustivi l’ikdice di altre Opkr? degli' AUTORI 0 rrr^ KT ° ? EM,E 8TiMp 8 A TALE EFFETTO ADOPERATE, E de’POSSESSORI De’teSTI A FESSA ALLEGATI. SECOLO • TI KOS COMPRESO SELLO SPOGLIO FATTO DAI COMPILATORI DEL VOCABOLARIO E DI ALCCSI ' ■ ’ E L IsnlCK DEGLI SCPI COMPRESO HELLO SPOGLIO FATTO DAI COMPILATORI DEL VOCALOJ.A Blu c. - ‘ - TTORI SCELTI NELl’aDDKANZA DEL 1 786 DAI DEPCT. TI DELLA CRUSCA, DA VALERSENE PER C USA FUTURA RISTAMPA (a). Atlim. Àlest. Adirti. Pind. Ag. Pand. Acri. Pand. A~n. Parici. 1 $. Alitai. Alarti. Pindoro, le ode tradotte da Alessandro Adintit M, con osservazioni. Pisa, Tanagli, i 63 i in 4 - Agnolo Pandolfini , o sia Trattato del governo della Famiglia scritto numeri aggiunti agli esempli indicano il libro e l’ottava. Girone il cortese Poema ; si cita I’ (‘dizione di Parigi del i 5 .j 8 in 4 m <>( * i due numeri posti agli Altri;* Metani. S. esempli segnano il libro e T ottava. Aderger. Metani. G. Coltivazione in versi sciolti, divisa in sci ìi- tai ; si allega P edizione di Parigi fatta da Roberto i Stefano nel ibifi in 4ed il primo nu- All. mero accenna il libro , il secondo la pagina. AUegr. Onere Toscane , o sia Poesie , o Rime raccolte Alh'gr. Rim • i8> in (lue Volumi, c stampate in Venezia per gli AUeg. 190. Eredi di Lucantonio Giunta nel i 5 fo in 8., la quale edizione alcune volte e citata col numero «tei volume e delle pagine, e sono le seguenti. Elegie , delle quali nell’ antecedente impressione dissero am* citato un Testo a penna di mano di Benedetto Eaivhì , die poi fa del Senatore Alessandro Segn ’, nostro Accademico . Sannaz. Arcati. Aridosic. v. Lorenz. Mctl. Ariti. Ar. Fur. Arias. Fur. Arias. Fur. i 5 . 98. Arios. Cincj. Cani. Arias. 5. Cani. Arias. 5 Cani, fi ?>q. Ar. Sai. Arias. Sut. Ar os. Sai. 7. Arios. Rim. Ar. Rim. Arie s. Rim. 27. Arios. Cas. Arios. Cassar. Prol. Arios. Cass . 2. 3. Arios. Leu. Ar. Lcn. 5 . fi Arios. Neg. Arios, Negr. 3 . 2. Arios. Supp. Arios. Supp. fi 5 . Arrigh. Arridi, fio. Opere di Lodovico Ariosto , cioè •• Orlando Furioso Boema eroico. In quest* ■ pressione ci siamo serviti di varie delle inig* 1 e più corrette edizioni, e più frequenteme 0 ^ quella del Valgrisio latta in Venezia nel in 4*)'.ed i numeri indicano il canto e la sta 1 ®! Cinefile Ciuili, i quali seguono la materia 1 ^ l’Orlando Farioso, e vanno dietro ad f 0 - . istampa nelle migliori edizioni, e qui paruno* i numeri indicano il canto e la stanza. w Satire sette stampate ; si sono adoperate a*; ne delle migliori edizioni, ed i numeri agg 1 " corrispondono a quelli delle Satire. . , Rime , cioè Sonetti, Madrigali, Canzoi» ^ Capitoli. In questa impressione ci siamo scr'j della edizione di Venezia ilei 1552 in 8.» ® numeri aggiunti corrispondono a quelli del»! ghie della suddetta edizione. - Commedie quattro, cioè la Cassaria, la lAj il Negromante, ciiSuppositi, alcune delle furono composte prima in prosa , e ]K>i tu *°a in verso. In ambedue le forme sono citate, - più frequentemente quelle di verso, ed in q ,lC impressione ci siamo serviti perlopiù dell’c^ piare stampato nel 1724 in 8, sotto la data Firenze. I numeri indicano gli zitti, e lo éc* 1 ’ c !’ abbreviatura Prol. il Prologo. . Arrighettn , o sia Volgarizzamento d’un TrcUfi, dell’Avversità della Fortuna d’Arrigo da ^ timello da esso in versi latini composto, e F scia da incerto volgarizzato. Nelle passate ùnfj? sioni fu cilato un Testo a penna , che fu di u vamhalisla Deli nostro Accademico detto il A j e clic poi nell’Accademia per qualche teinj; 0 conservò. In questa impressione abbiamo c'jè, l’edizione fatta da Domenico Maria 3 J anta Firenze nel 1730 in 4-, ed i numeri nc acc»' nano le pagine. « Rime antiche di Arrigo Baldonasco: v.Rim. ant.ro Arte Vetraria di Antonio Neri stampata in Fird*? po’ Giunti nel 1612 in 4- Quando si trova Art. Vetr. Nerdi'.yo. tato un solo numero , si dee intendere di q llC i Art. Vetr. Ner. delle pagine ; quando se ne incontrano due , ’ Pi o. Leti. lora corrispondono a ciascliedun libro e capitò 1 ® e citasi anche il Proemio al lettore. 1 Volgarizzamento di alcune cose degli Atti <‘ e t Apostoli-, v. Libr. Op. div. . Averaui Benedetto. Il Signor Gamba nell’opera p titolata: Serie delle edizioni de’lesli di lingua 1 Ihma, Milano 1812, così s’esprime intorno q"^ scrittore: « X nuovi Accademici citano Graffi « Poesie, e Lettere di ini. V i sono dell’A velami n lezioni composte sopra il (fluirlo sonetto a c . « prima parte del canzoniere del Peli-arca, ^ » Ravenna per Anlonmana Laudi, 1707, 1® - » Altre ululici lezioni di lui stanno nella p i! . « II. voi. Ili, IV. delle Prose Fiorentine. 1)^ n conosco edizione veruna delle lettere nè d 1 1 Arr. Bald.Riin. ant. An-ieh. Bahlonas. Arf' Veli-. Ner. Ari. Vetr. Ner. fi. Att, Api si. * Averan. Ben. se tolgasi un sonetto pubblicato ^ ioni nel voi. Ili de’ Comentari iu l(P » no. all’istoria della volgar pioesia , ec. » n poesie , » Crescimi B B Bai din. Voc. dis. Baldin. Dee. * Baidov. Bari. Ben. Barili. Ben. Bim, * Bartol. Dan. Ter * Bartol. Dan.ur.m. * Burtoi Dan. ist. * Burtol.Dan.ortog. * Bellìn. disc. * Beìlin. Bucch. * Bellìn. cical. Bell. Man. Bell. Muti. 27, Baldlmcci (Filippo'), Vocabolario toscano dettar-, te del disegno. Firenze, Salili Franchi, 1681 , in 4. Baldir.ucci (Filippo) , Notizie de'Pnfissoci del disegno, da Cimalue in qua. Opcra'distinta in secoli , e 111 decennali, con Annotazioni di Doni. M. Manni. Firenze, Stecchi e Pagani, K67 , voi. 21 in 4, Raldovini '(Francesco) , Lamento di Cecco daVar , lungo. Firenze , Martini, 1694 > tu 4. Rime di Barlolommeo del Bene. -. Burlali (Daniele), il torlo cd il diritto del non sì può. Roma, Varese, 1668, in 12. Boritili (Daniele), uomo di lettere. Roma, 16,45, in 8. Barloli (Daniele), istoria dell’Asia. Roma, Lazzcri! 1609 , in 8. Barloli (Daniele), Ortografia italiana. Roma, Laz- zeri, 1670 in 8. Bellini (Lorenzo), Discorsi Anatomici. Parte I. Fi. ronzo, Moucke, 1741- Parte li. e III., ivi 1714, in 8 Bellini (Lorenzo) , la Bucckereide, poema. Firenze. Tartini e Franchi, 1729, in 8. Bellini (Lorenzo), cicalate , che stanno impressi nel tomo II, parte II, delle Prose Fiorentine. Rime di Giusto de’ Conti da Vahnontonc Senato) Romano intitolate Bella Minio, Pare che nell Bell. Man. Rim. ant Reti. Man.Ant, Puc. Bell. 3 Jwi.Seu.Bcn, Belline. Belline. zC 5 . Belline. Son- 180. Belline. Rim, Belline. Canz. Belline. Cap. Belline. Sesl, antecedenti impressioni si sìeno serviti della st pa fatta lare (la Jacopo Corbinelli in Parigi l ^ 110 15g5. Noi nella presente impressione , p t ’ r ^ sere la delta stampa di Parigi rarissima, a®*^ mo adoperata anche la ristampa fattane^ 1» ù; ronzo dai Guiducci, e Franchi nel 1710. 1® j cd i numeri ne accennano le pagine. Sono C 1 L anche i Poeti antichi stampati dietro la Bella 1 no. V. Rim. ant. B. M. 9 Sonetti , Canzoni, Capitoli, Sestine, cd altee p me di Bernardo Beìlincioni. I Compilatori passata edizione non dissero, se adoperarono che esemplare scritto a penna, o pure, lo pato in Milano l'anno i .jfjll in 4- In questa b, pressione ci siamo serviti della stampa eli no , ma perciocché è molto scorretta, siai® 0 ^ corsi ad un esemplare di essa posseduto g® 1 jjl Senator Filippo P andò!fimi , che ora pure fi * Fibreria del Senator CammiUo Pandolfini si c ^l serva, e che in moltissimi luoghi di mano f l medesimo Senator Filippo è stato corretto) p alla vera lezione ridotto. I numeri aggiunti r , presente impressione corrispondono alla zione de’ Sonetti fatta per nostro comodo ue^J detto esemplare stampato. Le Canzoni, 1° s 5 f ne , ed i Capitoli, per esser? in piccola I” 4 / Bemb. Asol. Bemb. Asol. 9 $- fienili. Lea. licmb. Leti. Senili, Semi. Bemb. tìtà, non sì sono numerai!, essendosi anchegiudicato facile il ritrovarne gli esempj senza questa diligenza. Opere elei Cardinal Pietro Bembo , cioè ! Asolimi. Nella passata impressione fu apposta agli esempj solamente la citazione del libro, senza indicare quale edizione precisamente fosse stata adoperata. Nella presente impressione ci siamo per lo più serviti della stampa fatta in Venezia nel 1530 in 4. por Giovannanlotiio e fratelli da Salino , cd i due numeri aggiunti accennano il ni irò clejiagine da noi a tale 'dietto numerate- r 2 Cenere poi pari. Nella passata impressione cre- 1 C.1J0. diami clic si servissero dell’esemplare di quella medes ma stampa clic abbiamo adoperato nella presente, cioè di quello impresso in Venezia nel 1075 in 8., il quale c diviso in due volumi, ciascheduno de’ quali contiene dodici libri, onde i tre numeri, cito per lo più si trovano aggiunti agli esempli di queste Lettere , accennano il primo il volume , il secondo il libro, ed il terzo le pagine di ciascliedun volume. Prose intorno alla Volgar Lingua. Di quali • 3 9. edizioni si servissero i Compilatori nelle anleco- i ros. 3 . 1 84 - denti impressioni, nìuna ricordanza lasciarono. In questa abbiamo citato la stampa fatta nel 15.j<) in 4 dal Torrentino ad istanza di ìfesser Carlo Guril- * Beri. Pros. Beri. Beri. Beri. Rim. Vini. 3. 265. Canz. Pr. Pr. Bemb. Rim. 7 <£. Bemh. S'iuiz, Bemb. Slanz» szf. Bemb. Si. Bemb. Star. 4 - 4 i- Bene. Jlts. * Ben»‘. R 'm. Benv. CelL Oref. Bene*. Celi. Oref. 48. Benv. Celi. Piu Benv. Celi. Pii. ì3f. Beni. Serri. OH. Ori. 1. 3. 54 . Beni. Rinu Beni. Rùn. n-j. Beni. Cui. B. m. Cntr. Jìern. b/ogfiaz. Rem. Mogliaz. < 15 . leruzzi intinto amico del Bembo , avendola giudicata una delle più corrette. I numeri additano il liliro c la pagina. Rime , cioè Sonetti, Canzoni , Madrigali, Capitoli , c Stanze. Nella presente impressione ci siamo serviti della stampa del Giolito del i56j in 12., giudicandola ima delle più corretta per essere stata procurata dal Commendatore Aniubal Caro , c da esso dedicata al Cardinal Farnese. I numeri aggiunti a ciascheduno esempio additano le pagine della suddetta edizione. Polgm-izzamento delta Storia latina di Pmeati fitto dall’ Autore medesimo. Quantunque nella precedente impressione non si veda fatti menzione della stampa quivi citata , nondimeno per certi riscontri crediamo, clic fosse quella di Venezia del t55zin4-> fatta fare dal sopraddetto Casio Guaitcntzzi , e di questa medesima edizione ora ci siamo servili, accennando, por mezzo dc'numeriaggiunti agli esempj, il libro e la pagina. Volgarizzamento di Rasisi v. PoIg. Las. Benivieni (Girolamo) , Opere. Firenze , Eredi di Filippo Giunta, 1519 , in 8. I nuovi Accademici citarono Fruitola , Canzoniere , Buccoliche , e queste ultime stanno anche nel Pirgilio , Buccoliche, re- Firenze, Miscoiuini. 1401, 1494 > b 1 4- Opei'c di Benvenuto Celiini, cioè : '. Due Trattati della Oreficeria , e della Scultura. Si cita la stampa di Firenze del 1731 in 4-, ed i numeri indicano le pagine. Pila sua scrii ta da se medesimo. Testo a penna , clie fu già di Lorenzo gloria Cavalcanti , poi tra i Manoscritti di Francesco Redi. Opere di Francesco Berni, ciò èi Orlando Innamorato, boema rifatto. Nelle antecedenti impressioni furono citate k» stampo fatte in Venezia per gli Eredi di I.ucantonin Giunta nel i54t e nel i5.j5 in 4- Nella presente ci siamo serviti anche di quella del 1720 in V, che ha la data di Firenze, e che di quelle ui Acuezia è più corrotta. I tre numeri aggiunti alle allegazioni di questo Poema indicano il liliro, il canto e la stanza. Rime Burlesche. Sebbene dall’ Indice non apparisce , si vede nondimeno , cito gli antichi Compilatori si servirono della raccolta di esse data alla luce per opera del Lasca da’ Giunti di Firenze in (lue parti, la prima nel iòqS, e la seconda nel 1555 in 8. Nella presente impressione abbiamo fatto uso anche della Iiaccolta delle 0- perc burlesche del Berni c d’ altri Autori stampata modernamente nel 1723 in tre volumi in ?•> Acquali i primi due portano la data parte di Londra e parte di Firenze , il terzo quella di Firenze. I due numeri che in questa impressione si sono aggiunti alle allegazioni di queste Rime accennano il volume e le pagine di ciascheduno di essi, talora dell’edizione antica de’ Giun- li, rati por lo più della moderna. Catarina Atto scenico rusticalc -, stampato in Firenze per / niente Pattìzia nel 1067 in 8. Nella presente impressione siamo ricorsi all’esemplare stampato modernamente imito al quale è il . Moghaz-zo. Frammesso pure in versi, che parimente alcuna Yolta si è citato, ed i numeri ag- BerL Sun, 34- Bìh. Red. Bill. Red Bind. Bon. R. Bisc. Màbn. Risc. Pref. Bisc. Fug . Baco. Pineta. I Bore. Intr. Bocc. Inlrod. Bocc. Ir Ir od. s 3 . Bocc, g. i. p. 2. Bocc. non. 7. 19. Bocc. nov. UL Bocc. g. 3. f. 4 - Bocc. Caia. 8. 1. Bocc. Conci. 4 - Bocc. Conclus. uso. Bocc. Amet. Bocc. Amet. Pnietn. Bocc. Amet. 98. Bocc. Amor. Vis. Bocc. Pis. cap. /pi. Bocc. Am. Vis.c.an. 36 . Bocc. Com. Diuit. Baco. sop. Do.nL B. Com Dunl.2. 23 7. giunti denotano le pagine dell’ uno e ded alu j componimento nella suddetta edizione. Berli ( Giovanni Lorenzo ), Prose, l'iicnzej B011- ducci, 1759 , in 4- . . T . Rime burlesche di Romolo Berlini. In questa impressione abbiamo citato quelle stampate 1 au.io 1720 nel terzo volume delle Opere burlesche del Berni c d’altri Autori, cd i due numeri aggiunti accennano il eletto terzo volume, e le pagine di esso , dove cadono dette Rime. Talora e citata la canzone , 0 il numero del sonetto. Vilg drizzameli to deuet Bibbia. Lesto a penna , clic fu di Francesco Redi. Rime antiche di Biado Bollichi da Siena stampate in Roma nella stamperia del Grigliarli l’anno t<5Ì2 in loglio. . Biscioni ( Antommana ), annotazioni al Maunanr tile: v. Lippi, ed-zioni del ij 3 1. Lettere di Sunti e Beati Fiorentini, con una prefar zione del con. 71 Adoni.Firenze, Monete, 1730,111 4- Fagiuoli ( Giambatisa ), rime piacevoli. Firenze , Neslenus c Mouckc, 1729, 1734 i P art J y 1U pìccolo. La parte sesta comprende la chitine c le noie del con. Biscioni. Opere di Messer Giovanni Boccaccio , cioè Decrrnevone. Si cita l’esemplare corretto dal Giv. Li nardo S diviati a ciò espressamente deputalo dal Granduca Francesco , e stampato in Firenze da’ Gitutti Lamio 1087. Tutte le Novelle sono citate pel numero loro da uno lino a cento. Il secondo numero che si trova negli esempj traiti da quest’ Opera, indica i numeri per maggior Comodo posti a mano di dieci in dieci versi nel- L esemplare, di cui si servirono gli auticlii Compilatori cosi in ciascheduna Novella, come in Ogni altra parte principale di quest’ Opera , cioè nel Proemio, nell’introduzione, nel principio, e nel line di ciascheduna Giornata, e nella Conclusione. I due numeri posti agli esempli tratti dalle Canzoni significano la Giornata , nella quale è ]io.sla la Canzone , e ta stanza della Canzone. L’abbreviatura w., che si Uova talora in ve- ' oe del secondo numero, significa clic quell’esempio è tratto non dal corpo della Novella, ma dal titolo di essa. Ma perciocché l ’Infarinato giudicò di dover tralasciare, o alterare varj luoghi di quest’opera, negli esempli da noi allegati, abbiamo supplito cotaii mancanze c variazioni, per lo più colla moderna edizione , che ha ta data d’ Amsterdam deli’anno 1718 in due voi. in S, e talvolta ancora col celebratissimo Testo a penna scritto di mano di Francesco d'Am treno MariuclU , che ■di presente si conserva nella Libreria ili San Lorenzo al Banco ALI, segnato col numero 1, e molte volte ne abbiamo avvertito i Lettoli con una parentesi dojio L esempio , lo che abbiamo anche praticato m qualche luogo più sospetto, o Oscuro , dove ta lezione del Testo del Mannelli è stata da noi creduta più sicura deli’ esemplare corretta dall’ In /arinulo. Amelo. Cosi in questa-, come nelle antecedenti impressioni , è stata citata b edizione di Firenze Gita dagli Eredi di Eilippo Giunti Lamio i52i. ed i numeri ne indicano io carte, e 1’ abbreviatura Proem. il Proemio. I11 alcun luogo della stampa oscuro o sospetto d’errore, abbiamo consultati gli scritti a pernia, e .particolarmente quelli clic sono nella Libreria di S. Lorenzo nel Banco XLL segnati co’ numeri 35 e 30. Amorosa visione. Opera in terza rima., c divisa in cinquanta canti, 0 capitoli. 1 Compilatori delie passate impressioni non ci lasciarono memoria alcuna del Testo a penna , 0 dell’ edizione , •di cui si servirono. Nella presente abbiamo adoperato l'esemplare stampato dal Giolito in Venezia nel i558 in 8 , sendoci parato sufficientemente corretto , benché alcuna volta ci sia convenuto ricorrere ad un Testo a penna, clic abbimi veduto nella Libreria del Marchese Rio- ■cord. segnato 0. IIU. XXXIX per racconciare ab cun esempio, che nell’ escili piare stampato appariva manifèstamente scorretto. 11 numero aggiunto alle allegazioni tratte da questo Libro corrisponde a quello de’canti o capitoli, ne’ quali è diviso. Contento sopra i primi sedici Capitoli dell’ Inferno di Dante. Nelle prime impressioni fu citato 'lui Testo a penna di Pier Segni nostro Accademico detto V Aggi docciato clic poscia -fu posseduto dal Guarnito. Nella presente-, non essendo stato possibile il ritrovare il Testo del Segni , oi siamo prevalsi di un altro Testo a penna, clic era già nella Libreria U’ Antonio MagUabaclii. 8 linee. Pianini. Pone. Pianini, pfnem. Bocc. Piamm. t. 25 , Pece. Filoc. Bocc. Filoc. 1. 7 8. lìnee. Filos'r. Beco, Fitasir. 2. /fo Bone. T-abei\ Bocc. Lab. 1 2, Bocc. Leti. Bocc. Lea. 3 20. Bocc. Leu. Fin. Ras, Bocc.Let.Piu.lios.28j lìnee.Leu. Pr.S.Apns. Bocc. L.ett. Pv. S. Ap. 3 i 6 . Bocc. Leu. S. Bocc.’IMI. li. Bore. Nmf. Fin. Foce. Nù /.Piavi. U2. Bocc. Tescid. Bocc. Tescid. 1. ìfi Foce- Tesami. Bocc- Tesi. pop. 2. Questo Tosto lin poi servito eli norma all’edizione die ne è stata fatta colla data di Firenze l’anno 1724 in due Tomi in 8, onde questa parimente abbiamo alcuna volta citata, eti i numeri aggiunti agli esempj indicano il canto e la pagina dell' e- semplare stampato. Fiammetta. Si cita la stampa di Filippo Giunti del i5y4 in 8., ed i due numeri aggiunti agli e- sempj corrispondono il primo a quello del libro, il secondo a quelli posti in margine di dieci in dieci ver|| nella suddetta edizione. Alcuna volta abbiamo citato, c per lo più a pagine , la più antica edizione di Bernardo Giunta del i533 hi 85 ed in qualche esempio di senso oscuro o dubbio abbiamo consultato ì Testi a penna della Libreria di S. Lorenzo, che si trovano al banco XLII, segnati coi numeri 7. 8. e 9. Filocoio. Si cita la stampa di Firenze di Filippo Giunti fatta nel 15y4 1,1 8., allegandone il libro ed il numero marginale posto di dieci in dieci versi. In alcuni luogtii oscuri, o s< orretti siamo ricorsi all’ autorità de’ Testi a penn 1, consultandone talora uno, che fu di Giuliano de’Ricci ora in mano del Canonico Corso de’Bicci , ambedue nostri Accademici, talora quello che è nel Banco XL1II della Libr.di S.Lorenzo segnato colmati. Pilastrata. Poema in ottava rima. Si cita un Testo a penna, che fu già dell’ Inferigno, e clic di poi fu riposto fra i MS. di nostra Accademia. Talvolta abbiamo citato alcuni testi a pernia della Libreria di San Lorenzo esistenti nel banco XL1 al mini. 27. 28. e 29, e nel Banco XLJ1 al mim. 28. Laberinlo d’Amore, o sia il Corbaccio. Si cita l’edizione fittane in Firenze da Filippo Giunti Tanno r :>p4 io 8,, allegando in ciascheduno esempio i numeri posti di dieci in dieci versi in quella impressione. Alcuna volta , quando la lezione stampata ci è parata oscura , o sospetta di scorrezione, abbiamo citato il Testo a penna ili mano di Francesco d'Amaretto jìlaiinelli, unito alla famosa copia del Decarnevone , di cui poco la abbiamo ragionato , e quando abbiamo seguito la lezione di questo Testo, ne abbiamo per Io più avvertita il lettore con una parentesi dopo l’esempio, Lettere ; cioè una a Messer Pino de Bossi ; una a Messer Francesco Priore di Sant’ Apostata 5 una a Messer Càio da Pistojcr, una a Buccola Acciaioli ; una a Madoima Andrea Acciaioli , Confessa d’Altavilla ; ed una a Francesco de’ Bardi. Nell’Indice delia passata impressione dissero d’essersi serviti di un Testo a penna del Guer- nito, lo che accenna la cifra S. qualora s’ incontra nelle citazioni degli esempj. La Lettera a Messer Pino de’ Fiossi dicono essere spogliata nell’esemplare stampato, ma trovandosene molte antiche edizioni, non abbiamo potuto sapere di quale precisamente si servissero i Compilatori. La Lettera al Prior di Sant'Apostolo dicono di averla tratta da un Testo a penna di Francesco Medi. Nella presente impressione ci siamo serviti del* T esemplare stampato in Firenze da’ Tariini e Franchi nel 1723 in fi, che ha per titolo: Pro, se di Dante Alighieri , e di Messer Giovanni Boccaccio, nei quale tutte le sopraddette Lettere si contengono , ed alla lezione di questa edizione si è ridottala maggior parte degli esempj aggiungendo per lb più a ciascheduno di loro un numero che dinota le pagine di quella impressione. L’abbreviatura Bocci'Leu. li. significa le Lettere scritte da Messer Giovanni Boccaccio da Avignone alla Repubblica Fiorentina, il Testo originale delle quali avvertirono i passali Compilatori, che era nell’ Archivio delle Riformagioni. Ninfale Fiesolano. Poema in ottava rima ; si cita un Testo a penna che fu di Francesco Pedi. Nella presente impressione, non avendo ritrovato quel Testo , ne abbiamo citato un altro di Bosso Antonio Panini nostro Accademico , cd agli esempli abbiamo, per lo più, aggiunto il numero della stanza. Trseide. Poema in ottava rima stampato. Nella presente impressione ci siamo più frequentemente servili di un'Testo a penna, che orasi conserva fra i MS. di nostra Accademia, e talvolta di un altro Testo della Libreria di S. LOronzo al Banco XHV, segnato col numero 25.1 due numeri molte volte aggiunti alle citazioni corrispondono a quelle de’ dodici libri di questo Poema , e delle ottave di ciaschedun libro. Testamento cavato dall’ Originale scritto di propria mano del Boccaccio in carta bambagina , e stampato dietro al Proemio delie Annotazioni dei Deputati alla correzione del Decamcrone Tanno Boc. Fu. Dani. Bocc. Fit. Data. 3 o. Boez. Boez. 85 . Boez. G. Boez- G. S. 115 , Boez. Farcii. Borg. Orig. Fiv.176. Boig. Fies. 21 f. Borg. Tose. 3 17. Borg., Calm Ro i. 365 . Borg. Col. Lat. 3 () 3 . Borg. col.Milit.4x1. Borg. Jàsu 45 j. Borg. Ann. Borg. Ann. Funi 1g. Borgh . Man. i 58 . Borg. 1 ir, clifi. zìi.. Borg. l'ir. ned. Boig. Fir. Lib. 3 ,z 3 . Borg. Pesc.F'ior.SSo. Borg. Alb. Finn. Fior. 5 . Bore, disc. Alb. Fiunigl. F,areni. 5 . Borg. Hip , Burgh. Hip. 3 zg. li pus. Burgh. Bott. Orca. ' Bott. Lez. Boi. dial. Boi. not. ' Bui. Fas. ' Hot Fior. ’ Bott. elog. ' Boti. lell. ' Bracci Riti. Bronz. B.im. Itili. Bi\m. Rim. buri. 2. 2'óg. 1073. I numeri aggiunti agli esempj accennai' 0 tre facce del Testo indicale da’Giunti nella pa suddetta. ■ Fita di Diuite Alighieri. I passati Compilai 00 si servirono dell’edizione fatta dal Sermariellì Firenze Tanno 1076 in 8., ed alle pagina ^ questa edizione corrispondono i numeri aggi 00 alle allegazioni degli esempj. Nella presente pressione ci siamo per lo più serviti della pre®? ta stampa delle Prose di Dante, sdì Bocca# 1 , fatta in Firenze pe’ Tardili e Franchi nel 1 f. in 4-, dove si trova questa Vita alla pag. 21 0 > molti esempli sono stati da noi ridotti alla lett ur . di questa edizione, di cui parimente.si sono d tate le pagine. , Folgarizzamenlo della Consolazione Filosofica “j Boezio ; Testo a penna di Giovambalisla Sir° i \ posseduto poscia dal Duca Luigi Strozzi, nosij# Accademico. Nella presente impressione abbia#" alcuna volti citalo l'edizione fatta da Domerà Maria Mania in Firenze nel 1735 in .fi, appj nendo talora agli esempj il numero delle pag 10 " di essa. , Fi gamzzamento della Consolazione Filosofìe& , Boezio fatto da Benedetto Vw/ii: v. Varcn. B ' 1 ' Opere , o sia Discorsi db Monsignor Vincenzo g/uru, raccolti e dati in luce da*Deputiti per ^ 'i’estaiuento 1* anno i584 * n due volumi in t' nella stampella de’danti , e sono i seguenti, ci**' D lt' Ori gàie della Città di Firenze, De la Città di Fiesole. Delta Toscana , e sue Città. De ÒIunici/>j\ e delle Colonie Romane, Delle C ihn.e Latine. Delle Cellule Militari. »• Dei Fasti Bimani , e del modo di citar« S anni. Delle Armi delle Fani'glie Fiorentine. De la Moneta Fiorentina . Se Fimize fi spianata da Aitila , e riedfc & da Carlo Magno. Se Firenze ricupero la libertà da Ridolfo l !ìl ‘ perat<>re. 'Frullato della Chiesa , e de x Vescovi Fiorenti 111 ', Discorso del modo di fare gli Alberi delle glie Fiorentine stampato a parte pure da’ Gi ii>lti in Firenze nel 1602 in 4-1 numeri apposti agli ese'i^ pii additano le pagine delie mentovate editti 0111 de* Giunti. Il riposo di Raffaello Borghinì. Si cita lo stampa,' to in Firenze per Giorgio Marescotii nel i3$4 in 8-, ma più frequentemente la moderna edizio*^ del iYestenus e Monche iu 4* fotta pure in * l * renze ì' anno i^3o. I numeri aggiunti alle alb* gazioni degli esempli corrispondono sempre a della edizione del JÓ8j,i quali sono stati app^ 5 • anche nel margine della moderna edizione del ijf 0. Bollavi (Giovanni) Orazione delle lodi di Cosà’ff III, recitata ali*Accademia della Crusca il di 3 ° di settembre 178^. Senza nota di luogo, di stai 11, patore e di anno , in 4« ... Lezioni sopra il tremoto , recitate all* Accademia dell Crusca. Poma, Salvioni, 1732, in 4- Bollavi , Dialoghi sopra le tre enti del disegno • L ,jC ca , bendiavi, 1754, io 8. .*■ Btatari , JSote a Fra Guiltone. V. Guittone nd* indice pr'Sente. Bonari , JSote al Vasari. V, Vasari. # .. ^ Battavi, Prefazione al Fiordi Virtù. V.Fior di "S ^ tù nei passati indici. Bollori , Elogio del Dottore Giuseppe del P-affl impresso nella parte V. delle vite degli Arcadi 1 lustri, Roma 1701 , in l\. Bollavi , Lettere pittoriche. Roma , Pagliarini, 17' )/ ’ 1778 , voi 7 in 4 piccolo. Bracci (Rinaldo), Dialoghi di Decìo Laberio ^ pra la nuova edizione de’ Canti carnascùdescJf In Cnlicutidonia ( Lugano, per gli Agnelli j ì 1700 in 8. j Rime Burlesche di Agnolo , e di Cristo fimo Pittori, detti i Bronzini, impresse nel Tonio v della Raccolta delle Opere burlesche del Ber# 1 ' e d’altri Autori. Si cita L'edizione de’ Giunti b lt M fare dal Lasca nel 15 j8 e nel 15.35, cd anche moderna del 1728 , nei terzo volume della q 11 ^ si trovano altre Rime de’ Bronzini , oltre a q' lL ‘* ■ die sono nell’ edizione de* Giunti. 1 due nurf Brini. Lat. Tes. Brun. Tes . 1, zf. aggiunti per Io più alle allegazioni di queste P 1 me quasi sempre corrispondono a quelli dcM bunc, c delle pagiue della moderna edi'd 011 d.'l 1723. Opere di Set' Brunetto Latini , cioè : • Tesoro volgarizzato da Bono Giamboni. Si c Fiuti. Tesorett. linmet . i'cuokL t.i l'esemplare stampato in Vinrgia per Marchio Sessa l'aimo iJ33 in 8. Sia {'li' essi re in multi luoghi assai scoria-ito , abbiamo molte volte consultali alcuni Testi a penna , clic sono nella Libreria di San Lorenzo mi banco XI.11 segnati co’ numeri li) 20 21 22 23. I numeri aggiunti alle citazioni segnano i libri ed i capitoli di quest' Opera. Poesia a lòggia di Frottola detta TesoveUn , o l ma,le li, , o Incutalo Q), Testo a penna, elle fu Giovuiivinccnzio Pùiel/i. In questa impres- Bum. Tane ; Buon. lane. Prd. Buon. Tane. i. 3. Buon. Tane, At, 1. Intcrm. di Buon. Cit ai. Buca. Cical. *3 - 1’ dizio- nani Bruna. Perni. Brune!. Pat. Brunet. P,,t. «. Brune!. Pataf. cap. 6 . sione abbiamo alcuna volta adoperata ne latta in ltoma mila stamperia dei 1 anno 16-J2 in loglio , c talora si è allegato un Testo a penna della libreria di S. Lorenzo, che S segnato col numero 45 nel Banco XL. 2 ruttato della Penitenza (fi). PiCeJju ), ossia libro contenente 10 Capitoli in* terza lima. Nelle prime edizioni citarono un Te» sto a penna , clic tu dell’ Inferigno. Nella aute- cedentc a questa citarono anche un altro Tester , clic tu già dello Smunto. Nella presente ci siamo Buondelm. La Tancia, Commedia rusticale m ottava rima. Qualche volta è citata la stampa de’ Giunti di Firenze del 1612 in 8., ma più frequentemente te moderna ristampa de’ [lanini e Imnchi del 1726 dietro alla Fieva. I numeri corrispondono agli atti , ed alle scene , e le abbreviature Prol. e Interni. dinotano il Prologo e gl'intermezzi posti in line di eiaschedun atto. Cicalate impresse nel Tomo I. della Parte terza della raccolta di Prose Fiorentine contenente, cose giocose, stampate in Firenze pe’ Tortini e pratichi nel I "a.3. Si citano a pagine. BuPi.ch lmauti , ragionamento sul dritto della guerra giusta. Firenze, Bondueci, 1-5G in 8. « Olire a quest’operetta, dice il sig. Gamba, i nuovi » Accademici citarono eziandio- la lette ra posta in- » li-onte al Riccio Rapito del Pope, tradotta dalie l’abate Bonducci, Firenze , Monete , 1 ;3 q , in 11 8 ; c le Esequie di Cosimo III delle quali non « mi è nota veruna stampa. » Semiti del Burchiello Poeta Fiorentino. Si cita 1’ e- dizione de’ Giunti di Firenze del i 552 in 8. te. Buri-li. Burch. t. ma. servili anche di una copia tratta da un Testo ve- Burch. son.Bat. All), quale è divisa in due parti, onde nelle citazioni duto dal Rifiorito (3). I numi ri apposti agli esempi Burch.sm.M. Ansel. degli esempli il primo numero accenna la parie, corrispondono alla numerazione de’ capitoli. Burch• sin. M. Nic. il secondo il Sonetto, Si citano ancora alcuni so- £r. ReL yolgarizzamento della Rettorica di Marco Tulli 01 Bure, wn. M. Ros. Bruii. Retlor. v. Reti. Tuli. Buccol. Tire ilo , Buccolica volgarizzata. Firenze , Misco» mini, 14i)4. ’ n 4- U volgarizzatore è Bernardo Pulci Fiorentino , e vi sono aggiunto le Buccoliche di Francesco de' Arsocchi Senese , di Girolamo Beno'.cui Fiorentino , e di Jacopo Riarmo n .—ti • _ de' Bouinseeuì Senese , con elegie ec. Buono?, ni'» 1 '' ^'£- une Antiche di Bonagiunta Urbiciani i v. Rim. ani. Rime di Michetagnolo Buenartoti il vecchio. Dagli esempli tratti da esse, che s’incontrano nel- But. Pamd. io. r, 1 antecedente impressione , si vede che i Compilatori si servirono dell’ esemplare stampato dai Guadi ili Firenze l'anno i6a3. In questa impura- sione abbiamo più frequentemente citata la nuova ristampa fatta da Domenico Maria Manni in. Firenze f anno 1726 in 8., col i numeri dette citazioni corrispondono quasi sempre alle cinte di. questa edizione. Buonar. Rim, Buonar. Rim. so. Buon. Rim. But. Bui. Inf. 4. Bui Puig. 7. 2. Bum. Fòt. Buon. Pier. 1. 2. 3. Buon. Fier. Jntv. Bum. Fier. Jutivd. 1. 3. Buon. Fier. g. 4. Lk. Opere di Micheli igni lo Buonarroti il giovane nostro Accademico detto l' Impastato ; cioè : La Fiera Gommedia in versi, divisa in cinque giornale ,.ciascheduna delle quali contiene cinque atti ;onde i tre numeri aggiunti alle citazioni dogli esempi indicano la giornata , 1’ atto e la scena di ciascliodun atto. Citansi ancora le Introduzioni poste in principio di ogni giornata, ,il numero della quale si accenna unitamente con quello deila scena nella quale talora è suddivisa l’introduzione. Si citano parimente le Licenze poste in line di ciascheduna giornata, additandone sempre il numero. In questa impressione abbiamo adoperata l’ edizione de’ Tortini e Franchi di Firenze latta nel 17.26 in foglio- netti posti in fine di quelli del Burchiello mandati al medesimo in risposta da alcuni poeti deli Suo tempo, che sono i seguenti :• Messer Balista Alberti. Messer Anseimo. Messer Niccolò. Messer Roselfo d'Arezzo. Cemento , ovvero Lettura dì Francesco da Buti Pi- sano sopra ’l Poema di Dante. Nelle prime due impressioni, i Compilatori ci assicurarono d’ essersi serviti d’ un Testo a penna di Piero Segai' nostro Accademico detto 1’ Agghiacciato. Nella- terza dissero-, che questo Testo era allora presso- ai Senatore Alessandro Segni, nostro Accademico c Segretario detto il Cuci nilo , ed inoltre , che si erano serviti d’un altro Testo della stessa antichità donalo già alla nostra Accademia da Giovambatista Deli nostro Accademico detto il Sollo. Nella presente impressione ei siamo serviti d’ un Testo assai, antico in cartapecora , che si conserva ira i libri dell’Accademia , ma non crediamo che sia quello stesso che le fu donato dal Sotto , c nè pur sappiamo se sia quello dell’ Agghiacciato. In qualche luogo dubbio o oscuro abbiamo consultato un altro Testo di eguale antichità , che si conserva nella libreria de’ Monaci della Badia di Firenze. Alla maggior parte degli esempj di Francesco da liuti abbi,min aggiunto le citazioni in forma tale, che essendo ciascheduni canto 0 delBTnferno o del Purgatorio 0 del Paradiso diviso in due lezioni , co’ due numeri aggiunti si accenna in qual canto,ed in qual lezione di esso sia 1- esempio allegato. c € Ialini di canzoni , comunemente dette Canti Carnascialeschi, perchè si cantavano in questa città Can. Garrì: C’an. Carli. itff. Cani. Carnate. nelle Mascherate del Carnasciale , stampato in Fi- Caut.Cai n.Otton 38 . renze l’anno 155g ili S.per Lorenzo Torremino.lA) Cimt&uwasc.Ott fi. Capr. Boa. 1559 in 8-per Lorenzo Torreiuino.(fi) I numeri apposti- agli esempj, corrispondono alle pagine di questo esemplare ; e V abbreviatura Ol- lo/i., 0 Ou. dinota i Ganti Carnascialeschi di Messer Giovambatista dell’ Ottonaio Araldo della Signoria di Firenze stampati separatamente , c con diversa numerazione di pagine in detta Raccolta (5). Capricci del Bottaio : v. Geli. Capr. Boti.- Gap. C. ÙisiipL Cap. C. Discipl. Cap. Imp. Cap. Jmpr. 7. * Carli Svini Cari. Fior. Capitoli della Compagnia de’ Disciplinati. Testò a< JO. penna della Compagnia suddetta , oggi più comu nemente detta di Gesù Pellegrino. 1 numeri deile citazioni corrispondono a quelli de’ Capitoli. Capitoli della compagnia della Madonna deli'ltn- pruneta. Testo a penna, che si conserva nella Compagnia della Pieve dell’ Imprenda , e parimente si cita a capitoli. Calli ( Paolo Francesco ) , La Svinatura. Gelopo- li, 1764, in 12. Considerazioni di Carlo Fioretti da Verme , intor- (1) Vi è chi ita detto, che il Tesorclto, e il Favolello di Set • Brunetto Latini sono due diversi Trattati; ma è indubitato, clic il Favolello è una continuazione del Tesorclto , la quale comprende coll’ istesso metro i tre ultimi capitoli, ed lia questa intitolazione: Qui comincia il Favolello che mandò Mastro Brunetto a Rustico di Filippo. (2) Vuoisi avvertire, clic questa non è un’Opera separata di Ser Brunetto , ma solo una parte del sucr Tescretto cosi intitolata al cap. che comincia: Al fino Amico cani cc. (3) Il Rifiorito essendo a Roma Canonico di S. Maria in Via Lata , e molto ben vi duto da Alessandro VII. il quale amava assai lo studio della lingua Toscana, fece a sua richiesta un Cemento al Pataffio, e gliele presentò. Dopo la morte di quel Papa passò nella Libreria del Principe Chigi donde ora l’abbiamo avuto. (.4) Cresta Raccolta lu messa insieme, e fatta stampai* dal Lasca con Kocab.L questo titolo: Tutti i Trionfi, Carri , Mascherate, o Canti Carnascialeschi andati per Firenze dal tempo del Magnifico Lorenzo vecchio de’ Medici, quando egli ebbero prima cornimi, amento, per infìtta a quest’anno presente i55y. Nella Lettera dedicatoria al Principe Francesco de’ Medici il Lasca dichiara l’origine e l’uso di questi Canti, e nella Tavola nomina gli Autori che gli composero. (5) La cagione per cui i Canti di Giovambatista dell’Ottonaio furono- levati dalla Raccolta data in luce dal Lasca, e stampati separatamente dal medesimo Lasca, è narrata in una stia Lettera a Luca Martini impressa a Cart. 76 del Volume I. della Parte IV. delle Prose Pioreniine ; ed in questo proposito è anche _ da vedersi ciò che scrive l’Autoi e delle Notizie Storiche degli Uomini illustri dell'Accademia Fiorentina a car. 170. Si' avverta ancora che talvolta le citazioni de'Cauti dell’Ottonaio si trai a:o> in questa guisa: Cane. Cam, Paul. Otton., e ciò signitica. che allora si< 2 1 o Cari Fior. 5g. no a un Discorso di Giulio Ottanelli da Fanano sopra alcune dispute dietro alla Gerusalemme di Torquato Tasso (i). Si cita l’antica stampa di Firenze del Padovani fatta nel i586 in 8. Nella presente impressione abbiamo citato anche la moderna edizione inserita nella Raccolta delle Opere di Torquato Tasso fatta pure in Firenze da’ Tortali e Franchi l’anno 1724 in sei volumi in foglio , in cui queste Considerazioni si trovano alla pag. 175 del Tomo sesto. 1 numeri aggiunti agli estmpj indicano le pagine talora dell’ antica , e talora della moderna edizione. Alcune Opere del Commendatore Annibal Càiro, cioè.- Car. Leti. Lettere Familiari. Si cita la stampa de’ Giunti Citr. Leti. 1. 36. di Venezia del i58i in 4- , divisa in due parti , Car. Leti. g. 3i8. onde i due numeri aggiunti agli csempj corrispondono a quelli della Parte e della pagina. In questa impressione abbiamo citato anche l'edizione di Padova del 1720 in 8., e la lettera g. accenna la Giunta delle Lettere inserite dopo il primo volume di essa, le quali mancano nella precedente • di \enczia, ed il numero segna le pagine della _ , - " predetta Giunta. f ,at “ Mattaccini, cioè dicci Sonetti burleschi cosi ap- ,'fi' . a J ac - pollati, ed inseriti nell’ Apologia della sua Canee. ,,alac. sciti. 7, zone fatta sotto nome degli Accademici di Tonchi conira Mcsscr Lodovico Casleivetro. I ninnol i delle citazioni corrispondono a quelli de’ Sonetti. Gli antichi Compilatori non ci dissero di quale edizione si servirono. In questa impressione abbiamo citato la stampa di Parma del i5ò8 in fi Cas. Rim. Oliere Toscane di Monsignor Giov. della Casa, cioè: Cas. Rim. son. fio. Rime- cohtencnti Sonetti 69 0 Caitzoni fi Cas. Rim. canz. 2. 3. Cas. Ornz. _ Orazioni 3. La prima a Carlo V. Imperatore Cas.Or.Carl. V.i3y. intorno alla restituzione della città di Piacenza; Cas. Oraz io i Veti. ri seconda (ma è piuttosto un frammento) delle z5 1. lodi della Repubblica di Venezia; la terza per Cas. Orai. Leg. muovere i Veneziani a collegarsi col Papa, col Ile'di Francia , e- cogli Svizzeri contra l’imperatore Carlo V, la quale più comunemente è eletta l’ Orazione della Lega. Cas. Gnlat. il Galateo , o sia.;/ Trattato de'Costumi. Cas. Galnt. s3.- Cas. Ufi coni. -■ Trattalo degli ufwj comuni tra gli amici su- Cas. Ufi coni. 11C). periori ed inferiori. Cas. Leti. Ofi. Lettere. Cas. Instr. Card. Caraf- g- zio eletta pace lippe II Re di Spagna. Cas. Rim. Buri. 1.1^. Rime Burlesche. Noli’ antecedente impressione citarono tutte quelle Opere di Monsignor della Casa , clic erano già in istampa , senza dire di quale edizione si servissero , fuori che della Orazione delle lodi d « Venezia, per citar la quale si servirono di quella fatta stampare nel Volume I della Parte I delle Prose Fiorentine da Carlo Dati nostro Accademico e Segretario, detto lo Smarrito. L’ Orazione della lega dissero d’ averla tratta da un Testo a penna del Prior Luigi Rucellai nostro. Accademico detto il Propagginato ; e le Lettere dagli o- riginali e dalle minute scritte di propria maua dell’ Autore, che erano appresso i Ricci di Montepulciano. Nella presente impressione abbiamo citata T edizione dell’ Opere di Monsignor della Casa fatta in Firenze per Giuseppe Monili l’ aa- . no 1707 in tre volumi in 4-, eccettuando però l'Orazione della Lega e le Rime burlesche ; quella è stata tratta dal Volume II della Parte 1 delle Prose Fiorentine, e talvolta da un esemplare scritto . a penna che si conserva nella Libreria del Seiiator * Casott. Impr. Casotti i >/•( isotti ( Giamhalista ), Memorie {storiche di fi’^ dell’ lmpriutela. Firenze, Manui, 1714 in 4> figure- * Casati. Bunmmat. « Gli Accademici, dice il Gamba , citarono I ^ * Casott. ragio. » del Casotti , la Vita del Ruommallei, » in fronte all’edizioni del 1714 e 1760, in 4rJ,jj 11 trovasi impressa anche separatamente n e ‘ „ » no 1714 j cd inoltre il Ragionamento in* 0 ■ » all’ origine della città di Prato, che sta impre' » negli Opuscoli Filologici del Calogerà. » 1 Cavale, Discipl. spir. Opere di Fra Domenico Cavalca dell’ ordine ‘ Predicatori, cioè : Cavale. Discipl. spirit. Disciplina Spirituale , o degli Spirituali. Cavale: Finti, ling. Trattato de' Frutti della lingua. Cavale. 31 ed. cuor. Medicina del Cuore. Cavale. 2 rati. Pei tit. Trattalo della Penitenza. Cavale. Pungil. Pungilingua. Cavalo. Sp-'cc. civc. Specchio della Cince. Cavale. TraU.pazien. Trattato della Pazienza. Cavale. TrM.viz.evu1. Trattato de’vizj, e delle virtù. { 2) Cavale. Sloltiz. Trattato delle Trenta Stoltizie dell' Uomo. Quantunque la maggior parte di questi Trattati no impressi, nondimeno i Compilatori per rii; citarono i Testi a Penna, per essere gli stai vfK assai scorretti. Il Trattalo delle Trenta A’W<^ dell' Uomo , aggiunto nell’ antecedente imprcS 51 ; ne, dicono d'averlo tratto da un Testo a pC na del Guernilo. A lama volta questi Trattati *7 Padre Cavalca sono citati a capitoli , ma P a .^ Cu ’. Esposizione del' Sìmbolo tigli Apostoli. E q Cavale. Rim. Cavale. Alt. Apost, " " lustrazione al Cardinal Caraffa sopra il negozio della pace tra Arrigo J1 Re di Francia e Fi- * Cas cip. rùn. 1723. t numeri aggiunti alle allegazioni de’ Sonetti, e delle Canzoni corrispondono alla numerazione de’ medesimi Sonetti , e delle Canzoni e strofe di esse. Tutte le altre ■ Opere sono citate a pagine. C.isaregi ( Giovanni Bartolomeo ) , Componimenti poetici toscani ec. Firenze, Gaetano Alhizzini , 1700, in 8. In questa stampa si trovano, oltre alle poesie del Casaregi, anche quelle del canonico Stdvino Salvini. Apostoli. — Visa in due libri. Si cita T Edizione di del 1763. Il primo numero indica il libro, il' condo la pagina. J Alcune Rime di Fr. Cmmlcn poste in fine 1 ’Dialogo di S. Gregorio, stampato in Rima' 1761. Se ne allegano le pagine. , Volgarizzamento degli alti Apostolici di ‘, Domenico Cavalca. Si cita 1’ edizione di Firn”' del 17 ù) allegandone le pagine. (3) Commedie di ùiovammuria Cerchi , cioè: Cecch. Dot. 1. 2. La Dote, Cecch. Mogi. 2. 1 . La Moglie, Cecidi. Co rred. 3. 5. Il Corredo, Cecch. Stiuv. fi, 3. La Stianti , Cecch. D-ia. S. 6. Il Donzello. Cecch. Incoi. 3. fi. Gl' Incantesimi. Cecch. Spirit. fi 2. Lo Spirito. Cecch. Dissim. 1.3. 1 Dissimili. Cecch. Servig. 3. 2 . Il Servigiale. Cecch. Esali.eroe. j fi. L’ Esaltazione della Croce. Delle prime sette si cita la stampa di Bernardo Gimfi di Venezia fatta nel i585 in 8., nella quale laq sono in versa Talvolta abbiamo citata anche I’ e , dizione in prosa fatta dal Giolito nel i55o p"J l in Venezia in 8., e specialmente nella Dote, nel* Moglie enei Dissimili. Del Servigiale si cita b' dizione de’Giunti di Firenze del 1561 in 8., e ite*,. Esaltazione della Croce la stampa del Sermartfi ^ del 1092 pure in 8, I numeri aggiunti agli f sempj corrispondono agli atti ed alle scene 1 ciascheduna Commedia. Cecch. Proeer. Raccolta, ed Esplicazione di Prove, hj del ir)L Caco. Pmverb. desiino. (4) Ceco. Augiul . Son. Sonetti contro Dante , di Cecco Angadieri : v. B l,ì a Dan. uni. Slcozz. Chiabr. _ Rime, o Poesie Diverse di tìabbriello Chiière’^ Chmbr. Rim. stampate in diversi tempi e luoghi. Se ne cit a ® Chiabr. Poes. alcune delle più corrette edizioni. ^ Citi. Sonetti , e altre Rime mitiche di Messer Càio Cin. Rim. ant. Pistoju. Si cita a pagine 1’ edizione raccolta e >® Cài. Son, ta stampare da Niccoli) Pilli l’anno i5% in ^ e si citano ancora quelle comprese in altre RA col tv: v. llioi. ant. Rim.ant. R.M. e R in. ant. Ifi' * Citiamo, C inonia (P. Mandatili), Osservasi, ri' della italiana , illustrate ed accresciute d il cav. L“'l Lamberti. Mirino, Tipografia de’classici italia' 11 :. m l> ' 1809 , e seg. tom. 4 in 8- Rime ohmiche di Ser Ciotte Rallione : v. Rati. La Circe del Getti: v. Geli. Circ. don. R ii. Ritti, ant. Ciro. Gidl. L.. —.. —- ■ -— —1— - —.- - - .pi Ciriff. Cab. S. Cirijfo Coivamo, e ’l Povero avveduta , Rqinai Cirtjf. Cab. Strazi in prosa. Testo a penna , che fu già di GioW Cir.fif. Cale. n ‘ Mazzuoli detto lo Stradino. (5) citi la Raccolta posteriore de’ Canti di Giovambatista dell'Qitonaio fatta lare da Messer Paolo delfi Ottonaio, Canonico di S. Lorenzo c suo fratello , nel 1060. (1) È uo t° c fi e quest’ Opera è attribuita all’ Infarinata. (2) I Deputati nel Proemio delle loro Annotazioni al Decamerone furono di sentimento clic il fi.Cavalca non componesse tutti questi Trattati spi- rituali ; ina che alcuni ne traducesse dalla Lingua Provenzale. E di vero questo Trattato si trova in Lingua jproyenzaie nel Codice 4799 della Xti- i>rem Vaticana. r (3) Queste Ire ultime opeie del Cavalca vennero qui aggiunta da’ c o!, conghìetturano che fosse coetaneo e forse famigliare di Dalile. Il Testo da loro veduto non era per avventura quel medesimo che ora è nella Libi cria di S. Lorenzo, poiché dicono che aveva TXuferno e'I Purgatorio scritto (f una mano, c’1 Paradiso d’un'altra dove questo è trascritto tutto da una medesima mano , quantunque talora in qualche luogo scorrettamente. JJ Infarinato crede, che l’Autore di questo Comento fosse Mescer Iacopo della Lima Cittadino Bolognese, e non concorre pienamente nel parere Ad Deputati rispetto alla stima da essi fattane. Ma forse 11 Comento di Iacopo della Lana c diverso da quello d»l Codice della Lau- renziana, il che si potrebbe chiarire se si potessero consultare i Testi del Puh Ili e del Coniarmi vedali dall* in farinato . (2) Qipsta Fucsia da alcuni è attribuita a Lorenzo de Medici. Del restante abbiamo motivo di sospettare, che l’esemplare veduto dagli antichi Compilatori fosse o diverso, o più copioso delie suddette edizioni, perciocché in esse non si trovano alcuni passi ci Lati nelle prime impressioni del Vocabolario. (3) Nella stampa de’ Giunti sono talora scambiati i numeri posti di io in io versi, e quelli decapitali medesimi ; ma per maggior comodo dei Lettori , i quali non possono di leggieri conoscere , cd emendare colali scambiamenti, abbiamo stimato di dovergli citare così errati come sono nella stampa, lo che a bella posta si è fatto in altri libri ancora, come altrove abbiamo avvertito. (A) L’ edizione dal Marmi ha questo titolo: Cronichette antiche di va- rj Scrittori del buon secolo della Lingua Toscana; c contiene; 1. Croia- cketta copiata da Amarcllo Mannelli. 2. Annali di Simone. della Tosa . 3. C rolli che,Ue d'incerto. 4* Tumulto de'Ciompi di Gino Capponi;che e per avventura la Cronìchelta mentovata da’Deputati a car. 63 delle loro Annotazioni, 5. Conunenlwj di Gino Capponi , scritti forse da Neri suo figlinolo. (5) Si avverta , che gli esempj a’qnali non é aggiunta la citazione, seno per lo più di luoghi o diyersi, 0 mancanti nello stampato, poiché il ia Ci'on. VM. Cren. VeU. f8, CrUsc. Star. agli cscmpj. corrispondono a quelli delle pagine della suddetta edizione. Cranica di Donato Velluti , Testo a penati, che fa già di Piero Velluti , e di poi in mano di Francesco Redi. Nella presente impressione abbiamo anche citata a pagine la stampa di questa Clonica (i) fatta in questo tempo in Firenze da Domenico Maria Manni nel ij 3 i in 4- Stacciata prima della Crusca , cioè Difésa fitta ClWc, iStaee, t. di dagli Accademici della Crusca dell' Orlati^ rioso dell’ Ariosto contro ii Dialogo ticU.Wj poesia di Camillo Pellegrino , stampata ® renze nel 1584 in 8-, c modernamente ri» ta ™ nel Tomo V. delle opere di Torquato presse in Firenze pe’ Tortini e Franchi pd 1 m foglio. I numeri contrassegnami le Care. BTarignol. Poesie , o Rime Burlesche di Curzio 31WS Cuiz.3Iw ig.Rim. bur. scritte a penna. D B Dant: hif. 1„ Ihuìt. Purg. 18. Dutit. Parad. zO, o 0 Dant. Cono. Di.nl. Comi. y-4 : . Daul. Coutil’.. Dant. Vii. nuot’. Dant. Vii. nuov-. dì.. 'pere di Dante Alighieri, cioè r Poema , ovvero la Divina Commedia divisa’ in Ire parti dette Inferno, Piu-gatorìo , e Paradiso. Si cita 1’ esemplare corretto dagli Accademici della Crusca , e stampato in Firenze presso Domenico Marnimi nel i5g5 in 8. e ss ne allega il canto j o sia capitolo di ciascuna cantica , o parte. Nella presente impressione abbiamo avuto ricorso anche alla moderna ristampa fattane in Padova in tre tomi in 8. presso Giuseppe Cornino 1’ anno 1727 , conciossiachò non solo, è fatta sulla suddetta edizione deY Manzoni, ma ancora molto più. di quella è emendata e corretta ; e talora anche in qualche luogo più dubbio e difficile abbiamo consultato i migliori e piiantiebi Testi a penna , e spezialmente quelli della Libreria di S. Lorenzo» Convivio. Da’ numeri delle citazioni aggiunte agli esempj allegati dagli antichi Compilatori abbiamo compreso che si servirono dell’edizione fatta in Venezia per il Sessa 1’ anno 1531. Nella presente impressione abbiamo citato a pagine la moderna ristampa fatta da’ Tortini e Franchi in Firenze T anno 1723 in 4- nel volume die ha per titolo Prose di Dante e del Boccaccio. Vita nuova. L’esemplare citato dagli antichi Compilatori y per quanto si conghietlura dagli e- sempj, è quello stampato dal Serniartelli in Firenze nel 1576 in 8. Ma nella presente impressione per lo più ci siamo serviti, dell’ esemplare impresso in Firenze pe’ Tariini e Franchi nel 1723 in 4, contenente le Prose di Dante e del Boccaccio, e ne abbiamo citate le pagine, sebbene alcuna volta vi si sono lasciate anche le citazioni dell’edizione del Set-martelli, conciossiaché talora la lezione della moderna ristampa è diversa da quella. Canzoni , e altre Rime. Si citano le stampate nella Raccolta de’ Poeti antichi impressa da'Giunti di Firenze l’anno 1527 ,. allegandone le pagine. Talvolta si sono citate anche quelle inserite nella l'ila nuova , e nel Convivio dcU’accennata edizione , e qualche altra Poesia del medesimo,clic manca nella suddetta Raccolta de’ Guitti , come un Sonetto,, che si legge nella Raccolta de’ Poeti antichi posti dietro la Bella Mano , ed altre Rime manoscritte i.v. Rum enti.B. M. e Rim. ant. Strozzi. Dan.da Mainn. R. A.Rime antiche di Dante da Mainilo: v. Mini. ant. Dav. Corti. Tue. Opere di Bernardo Davanzali , cioè :. Dav. Tic. Volgarizzamento dell’’Opere di Cornelio Tà- Dav. Tac. ami. 1. 7.. cito. Si cita l’edizione fatta da Pier Resti in Dav.’I ac.stor. fàSf. Firenze l’anno 1637-in foglio colle seguenti di- Dav. Tac. Gemi. ubo. stinziorii. Gli Annali si citano accennando il numero di ciascbedun libro e della pagina. Delle Storie parimente si allega il numero del libro e delle pagine. Della Germania si accennano soia— mcnte le pagine. La Vita di Giulio Agricola parimente si cita a pagine. Il Dialogo delle Cagioni: della• perduta Eloquenza pur si cita a pagine. Le Postille fatte dal Davanzali ai primi sei libri della stia Traduzione degli Annali si citano allegandone il numero della pagina , e talora anche il verso di ciascheduna pagina.. Le tre Lettere scritte dal- Dav. Scism. 22. Dav. Camh. p8. lino. Mon. 1 di. Dav. Oìaz.C.os. 1.l‘3o. Duv, Ace. ifì. Dav.Ovaz.Gen. Delibi. Dav. Orttz. Geli. Deliber. 1 filine. Colt. Davanz. Colt . <90. Dant: Canta. Dant. Rim. Dant. Rim. 8. Duut.Rim.ms- Str-ozz. Dui'. Tic. Vit. Agr. Davanz. Tac. Vit. Agric. 3g3. Dav. Tac. Perd. fica, fi 5. Dav. Tac. Lett. 43f. Ti. Dav. Tac. Lett. fCi. Dav. Tac. Lett , Bue. Val. 462.. Declimmzr. Quinti!. C. Declumaz. QuintiLP, Demetr. Fall Demetr. Segn, Demetr. Segn. 2f. Dep. Decam. Deputi Decam. fo. Deput. Deccuner. Diali Imperf. Dici. S. Greg. M. Dial. S. Gregov. i.fo. Diari Mon. Dita-.. Monal! 33r. Davanzali in proposito di questa sua Trad» 5 ^ due delle quali sono indirizzale al Sc-natorir scr Buccio Valori , e la terza agli Aceri" 1 : Alterati , sono similmente citate con app° r numero delle pagine della suddetta edizione 1 fine della quale sono poste. ( Opuscoli dei medesimo stampati tutti in ^ lume , e sono i seguenti cioè r Scisma d’Inghilterra. Notizia de’ Cu'uhj. Lezione delle Monete. Orazione in Morte dèi Granduca C 'nrif. Accusa data dal Silente a! Travagliato n» sindacato della Reggenza degli Alterati. . Orazione in gì tiene deliberativo sopra i I' veditori dell’ Accademia degli Alterati». Cohivazione Toscana. Tifi tutti questi Op' l | | detto 1’ Imperfetto.. Nell-’ antecedente edizioni j citato il Manoscritto originale, che era presri Propagginalo.. _ 1 Volgarizziunento dè’Dialoghi di-S. Gregorio , i visi in quattro libri.. Testo a penna , che già ^ di 3/arce/lo Adriani. In-questa impressione a . bi.amo alcuna volta citato’anebe l’antica atarir di Firenze per- Giovan S te fimo di Carlo *, Pavia , fatta nel lòia in 4- , che è tratta da'' antico Testo a penna ed assai corretta, ed i ri corrispondono a quelli de’libri e decapi^» Diario , ovvero Giornale , o Cronichelta di G/uV Mattoidi,. In questa impressione abbiamo citai 0 - pagine l’esemplare stampato dietro le Storie r stolesi nella moderna edizione fattane da’ Tad ,!> e Franchi di Eirenze V anno I J33 in 4v Testo dèlia Libreria Strozzi, dà cui ètratta la-stampa, malte volte non confronta cogli esempi, che gli antichi Compilatori citarono dal Tèsto dello Smunto. (1) Qualora non si sono postele citazioni agli esempj tratti da questa Cronica , è contrassegno che quei ìtiogbi per lo più o mancano, o sono diversi nell’ esemplare stampato. (2) AI riferire del G-uernilo, che nell’originale della passata impressione in questo luogo il notò, senza dire donde ne avesse tratta là notizia, questi Deputati furono MOnsig. Vincenzio Sbrghitii,i\ Scnator Bastiano Antinori, e Pierfranoesco Càmbi-, altri vi aggiungono Giovambattsta A- driani, di che si veda la Prefazione della moderna edizione dtM’Ernolatio del Varchi a car. XVI. Altri però sono di sentimento, che tra’Deputati detti dal Grauduca Cosiino 1. per la correzione del Decamcronè'Tanno 15f>7 non deliba certamente annoverarsi Pìeifrancesoo Cambi, ed a credere si muovono da varie conghietture, e spezialmente dal riflettere c“ il Càmbi allora avrebbe avuti soli 19 anni, età per avventura troppo vende per cosi seria inchiesta , e ne annoverano cinque, cioè: due , quali ninno dubita, che sono Don Vincenzio Bbrghini e’1 Senalor ’. stiano Antinori-, due altri,che si credono con molta probabilità, ma n (,l j sono del tutto sicuri, e sono Giovambutis’a Adriani e Piero Vettori , ri il quinto credono essere stato o Baccio Ricasoli , o Baccio Valori- questo non è luogo acconcio a mettere in chiaro questa questione, 01X7 basterà il dire, questo solo esser certo, che questo Annotazioni furono d 1 ' steso dal Borghini , gli sbozzi originali del quale erano tra’ MS. del Gu> c i ciardìni , ed oggi si conservano nella Libreria del Marchese Carlo R 1 ’ miccini'nostro Accademico detto il Lieto. TJl-u Camp. Dicer, Din. Comp. Dicer. UU \ Dijtnd. Vao. Din* Comp. Din, Coi/ip. 4 . * 8 . Disc, Disc, Cala, Cale. 3 u Diceria di Dino Compagni: v* Din. Comp . Dicerie Diverse : p. Lib. Dicer. Libro intitolalo Difenditove della Pace, Testo a. penna , che fu già dello Stradino. Storia , ovvero Cronica Fiorentina di Dino Coni• pagri *, dal 128 Libreria del già Divani. Dùtam, i.4. 3 o lino al 1 3 f ■ Testo a penna della ià Senator Carlo Strozzi , ora di Colio Tommaso Strozzi suo nipote. In questa i inpressione abbiamo citato anche la stampa di Firenze fatta da Domenico Maria Manni nel 1728 ed i numeri aggiunti agli csempj indicano D. Gio. de 1 !* Celi Din. Comj). Die. Din, Comp* Dicer. Due, Cale. ^6. Dìk. Com, M. G. Diacor. Com, M. G. * 4 *- il libro e le pagine. Diceria , ovvero Orazione fatti da Dino Compagni allorché fu Ambasciatore per la Repubblica fiorentina in Francia a Papa Giovanni XXII per rallegrarsi della sua creazione. Testo a penna , che fu già di Andrea e del senator Gio- vambalista Compagni noslro Accademico, ed ora del Senatore e Cavalier Braccio Compagni, aneli’ egli nostro Accademico. Discorso del Giunco de! Calcio di Giovanni de'Bardi dei Conti di Vernio, nell’ Accademia degli Alterati detto il Puro. Si citano per lo più a pagine l’edizione di Firenze del i 6;3 e del 1G88 in 4- Discorso sopra le Comete del Ricoveralo , stampata fra 1 ’ Opere del Galileo dell’ edizione di Firenz/e pe’ Turimi e Franchi nel 1718 nel Tomo li a- vanti al Saggiatore. (1) In questa impressione abbiamo citato la moderna stampa fallane da’ Tar- Don Gio. Celi. D. Gio. Celi Lett. D. Gi i. Celi. LHt. i 3 . D. Gio. Celi. Leti. pag. Si. Doti. Zac. Dant. Dott.Iac. Dani. Cap. Volt. lao. Dan. 21, i 3 tini e Franchi nel 1718 in Firenze in tre Volitami in 4- i allegandone le pagine. . Diltamondo Poema in terza rima di lazo.cigli C- bcrli. Citasi il Testo a penna, perche lo stampato è scorretto. Nella presente impressione ci siamo serviti d’ un Testo dell’ Abate Niccolo Bargiac- chi e talora anche di due altri, che si consci - vano nella Libreria di San Lorenzo al Ranco XLI, segnati co’numeri 19 e ad. I numeri aggiunti agli esempli indicano il libro ed il capitolo di ciasched m libro. Lettere di Don Giovanni da Caugnano Monaco Vallombros.ano scritte dalle Celle di Valiombrosa. Nelle prime impressioni fu citato un Testo a penna , clic fu già di Andrea Andreiiu. Nelle giunte fatte all’antecedente i Compilatori si prevalsero d’un altro Testo , che dissei» essere del G tenuto. Nella presento abbiamo citato l’esemplare di queste Lettere stampato unitamente colla Collazione dell’ Abate Isac in Firenze pe’ Tortini e Tronchi nel 1720 in 4 - I numeri additano le Lettere , ed alcuna volta anche le pagine. Dottrinale , Poesia cosi denominata di Jacopo fi- gliuolo di Dante Alighieri. E divisa in capitoli a’ quali corrispondono i numeri delle citazioni, Non sappiamo di qual Testo si valessero 1 pas- siiti Compilatori; ma nella presente impressione abbiamo adoperato un Codice , che hi di Bernardo , e poi del Conte Cavalier Boslica Da- danzati , e che al presente c in mano del Canonico Gabbriello Riccardi. E E ErcoL Esrrd. Num. Fsord. Numili. Esenna nella Libreria del già Senator Cado Strozzi , ora di Cado TommasoStìvzzi segualo col iuiuljG in fogl. S. Espos. Preveitu Esp. Salm. Espos. Sa! 7*. Espos. Saint. Esp. Pang. Espos. Vang. Espos. Vang Espos. Vang G.D , Esposizione di Proverhj : a. Varch. Espos. P cover, Volgarizzamento delle Esposizioni di Salmi. Testo a penna, che fu già del Sullo . (2) Esf)osizi‘o/u di Vangeli di Fra Simonc da Cascia , "Pesto a penna , clic fu già di Giovatisi- mane Tamabiioni , nostro Accademico detto V fu- (riso , al presente tra i manoscritti dell' Accademia. Alcuna volta è citato un altro Testo , clic fu del Senator Filippo P andò!)ini , ora trai Manoscritti della Libreria PutidoIfini. F F * Ftig. Rùn* * Fag. Com. Ftalici. BrUn* Fav. Esop, Favi Esop. C, Fiw . Esop. P , N. Vi Faz. Uberi. R. A. Fi derig.Amlir. £. A. Fvdirig. lmp. Leu. reo Bete. Fili». Cuna. Filic. Rim. F. V . di Risc. Fag. FU. Vili 11 . 6 i. Fagiuoli (Giambattiste), Commedie. Firenze, Moto- titip. FUI. 1 1 ■ idi cke, 1734 , 17-36 , voi. 7 , in 12. Favvlello di Ser Brunetto Latini', v. Bruti. Tesorett- Fo/garizzammtii delle Favule il’Esopo. Testo a pisana , che Iti già del Senatore e Marchese Bernardino Capponi nostro Accademico detto il Duro, dipoi del Senatore c Marchese Fincenzio Coppo. Fdnc. ni, pur nostro Accademico detto il Sollecito, ora Fìlostr. nella Libreria del Marchese Cosimo Riccardi, pu- j.'iur. ,// Fin. rimonte nostro Accademico segnato 0 . 1111 . XL 1 I. yi r , (i. ,9 Citasi ancora un altro \ olgarizzamento tratto da Fior. Fir. A. A/, un Testo a penna , che fu già di Pier del Nero, Fior. Fir. cap, - ora tra i MS. della Libreria de’ Guiulugni se- ‘ guato col num. i 55 . Rime Amiche di Fazio Uberà', v. Rime ani. c Rim. aut. Bell. Man. Bòne antiche di Federigo dall Ambra v. Rim. ant. 1 . R. Lettere dì Federigo lmperadore-, v. Lett- Fed. lmp. Poesie e Prose di Feo Belarli. Canzoni c altre Rime del Senator Fincenzio da Finretl. Cron. liticala nostro Accademico, scritte a penna e Fior. Cron. S. stampite. In questa impressione abbiamo talvolta citato la stampa fatta da Piero Mattili in Firenze nel 1707 in 4. per lo più a pagine, Aggiunte fatta da Filippo FiUwu al Filippo FiUaiu alla Storia di Fior. Cron. Imper. Fior.Cron.lmper.G-S. Matteo Villani suo Padre, dal capìtolo 61 fino alla fine del I.bro undecitno. Si- cita la stampa de’ Giunti di Firenze del 1577 in 4., ed il primo numero indica sempre il libro undccirao, il secondo quello de’ capitoli. Talora si è citato il Testo a penna di Giuliano da’ Ricci, del anale y. Matu FiU. Filocolo : v. Bocc. Filoc. Filo strato : e. Bocc. Filostr. Libro intitolato Fior di Firtù. Nelle passate impressioni fu citato un Testo a penna, che fu di Giovambalista Strozzi, ed un altro che fu "ià d'Agnolo Monosini, e fu detto che ambedue questi Testi si conservavano tra i MS. dell’Accademia. Nella presente impressione abbiamo talora citato a capitoli un Testo a penna che fu già di Pero del Nero , c che ora si conserva nella Libreria de’ Guadagni segnato col num. 79 , c talora anche un altro Testo posseduto da Monsignor Giovanni Bollori nostro Accademico, ed alcuna volta se ne sono allegati i capitoli- Libro intitolato Fioretti di Croniche. Testo a penna, che fu già del Marchese Giovambatista Strozzi nostro Accademico detto l’Ansioso, e poscia del Duca Luigi Strozzi pur nostro Accademico. Libro intitolato Fioretto di Croniche degl' Impera- dori, che arrivano fino ad Arrigo di Lanzimbor. ( 0 Questo Discorso da Mario Guidarci fu fatto nell’ Accademia Fio reatina nel lampo del suo consolato^ f,, stampato anche a parte in Fi- renze per Pictio Cecconce.h nel .6.9 i„ 4,, e'dedicato all’Arciduca Leo- poldo <1-Austria. Talvolta e citato cosi: Mar. Guid. Disc. Com., come può vedere alla voce Lucidità. Salmi, in cui si leggeva, die di esse era autore Don Panieri de’Binai- deschi da Prato , Abate di Coltibuono Barba de Monaci Vallombrosani posta su’ confini del Chianti- Tra i libri MS. de’ Guadagni c un Codice segnato col num. 5 i , assai antico e posseduto già da Giannozzo Pan- ^f'hwbT ^ °^ a d,: ' Cra Un Cadiei; del1 ' Esjmsizioni dei funesto si dice “da quelle di 'Sani' Agostino. in ctu sono queste Esposizioni di Salmi volgarizzale, per quanto 4 go Testo a penna , che fu parimente clcU’^/fto#), e poscia del Duca Luigi Strozzi. Iìor. S. rranc. Libro intitolato Fioretti di San Francesco. Testo a Fìor.S.Franc.cap.18. penna, che fu già di' Francesco Piedi. Nella prc- Pì'or. S. Frane. i:- 4 ‘ sente impressione abbiamo citato a capitoli e talvolta anche a pagine Y esemplare modernamente stampalo da' Fortini e Franchi nel 1718 in 4 * Fhr. Jtal. (ir. T). Raccolta di memorie antiche intitolata : Fiorita d' Fior. Stai. P . N. Italia. Se ne citano tre Testi a penna , uno che X ìor. Stal. O. B. fu già del S'oìln ; un altro che fu di Pier del JS^ero , oggi de’ Guadagni ; e ’i terzo che fu di Cioccami de 1 Bardi nostro Accademico. Fn\ As. Opere di Messer Agnolo Firenzuola , cioè ! Flrenz. Asia. 5 o. Traduzione, del?Asino d' Oro d'Apuleio. Si cì- F'irenz. As. 110. tano a pagine 1 ’edizione de’ Giunti di Firenze del 1098 e del i 6 o 3 in 8., ed alcuna volta è aggiunto anche il numero del Libro. f'T' Pise. munì. 20. Discorsi degli Animali o sia la prima Veste de' Firen. Disc. an. q 5 . Discorsi degli Animali. Si cita a pagine 1 ’ edizione dei Terreni ino del 1 55 ‘>. in 8. Fir. Leti. Lod. Don. Lettera a Messer Claudio Tdomei in lede delle 118, Donne , la quale serve come di proemio a* Sia- gionamenii. Si cita a pagine la suddetta edizione del Tcrvendno. Fircnz. Ragion. Ragionamenti , clic pur si citano a pagine nella Fir. Rag. i 56 ‘. suddetta edizione del Tortentùìo. Fnynz ^ ?Vov. 2. 2o3 . Novelle otto, e si cita il numero della Novella Fir. JSov. 8. 3 c >4 e quello delle pagine della mentovata stampa dei ToiTeniino. Viyenz-pisr.LeU. 3 oQ. Discacciamento delle, nuove Smettere inutilmente i ir. Disc. Leu. 3 i 8 . aggiunte alla Lingua Toscana. Si citano ie pagine della suddetta (dizione del 'f(Trentina. F r Ta’U. Donn. Prat. Lettera alle Donne Pratesi , die precede il Fir. Lettor JJan.P rat. Fiy-DiaLbelL.don. 3 jG. Dialogo delle bellezze delle Donne , e pur di Iur.Dial.belLdon. 3 Q-j. questo si citano le pagine delia predetta stampa del Torrentino. Fnenz. Rim. 3 i. Rime stampate in Firenze da Bernardo Giunti Fir. Rim. 118. nel i 54 «S in 8., che parimente si citano a pagine. Fir. Rim. 1. 2j5. Qualche volta si sono citate anche quelle impresse nel primo volume della Raccolta delle Opere burlesche del Remi, od altri autori. ^ Oltre alle sopraddette edizioni dell’Opere del Firenzuola , nella presente impressione abbiamo ancora adoperata alcuna volta la Raccolta di esse Opere stampala colla data di Firenze del 1723 in tre volumi ìli 8 , allegando però quasi sempre i numeri delie pagine delle antiche edizioni , i quali per maggior comodo sono stati nel margine de’ due pumi volumi di essa Raccolta notati. In. iw\ j Lucidi Commedia in prosa, stampata in Fi- Fir. Lue. 2. q. renze da Bernardo Giunti nel 1049 ™ $. di cui . si citano gli atti c le scene. * ir ’ Jrm. trinuzia Commedia pure in prosa, stampata Fir. Jrinuz. q. 6. in Firenze da lì creando Giunti nel i 5 ji che parimente si cita per atti , e per ircene. Fu'tcguevn (Niccolò), Il Ricciardetto, Poema, Pa- ligi ( Venezia ) , Piltcri, 1738 , voi. 2 , in 4 9 col ritratto dell’autore. Si citano ancora le Rime , ed nudici sue Lettere in versi nella Raccolta di rime piacevoli , cc. Genova (Firenze') 17G3, parte I, die fu poi ristampata in Poscia 1780, con aggiunte ( Far brani Vii. Stai. voi. IL ) li'. Giord. F. P. Prediche di Fra Giordano da Ripaìta dell'Ordine de’Predicatori fatte dal i 3 oo al j 3 o 6 « Se nc citano varj Testi a penna , perciocché (piasi tutti sono fra di loro diversi, c diversamente ordinati, essendo stale queste Prediche da varie persone raccolte dalla viva voce dei Predicatore. I Testi citati sono i seguenti : 11 Tolo , che fu del Sona! or Filippo Pandol - /ini, oggi tra’MS. della Libreria de! Palazzo dei Pandolfini posto nella via di San Gallo j, Ih doni, G. D. Il Testo , clic fu del Scilo , c che al prcc# tra i libri di nostra Accademia si conserva ; Fr. Giord. C, R. Il Testo, die fu di Carminilo Rinuccini nosti" Fr.Giord.Camrn.Rin. Accademico detto 1 ’ Abbozzato, e poscia del M ar ebese Folco Rimedili ; Fr. Ginr. F. R. Il Testo, che fu di Francesco Redi, al I llC ' Fr. Giord. R. sente presso al Bali Gregor io Redi. Fr. Giord. S. Il Testo corretto , e in parte scritto da Mcs^ Fr. Giord. S. Preti. 2// Lotto Saldati , e poscia posseduto dall’ itifarvg Fr.Giord.S.Predef2 to , il quale il donò a Iacopo d’Alamanno A*' viali, da cui passò nel Marchese Lorenzo Salva 1 . ti , e presentemente è in mano del Duca Gì'»' 11 '* vincenzio Saldali , nostro Accademico , e nif l0 ‘ del già Eminentissimo Cardinale Alamanno da-' viali nostro Accademico e Segretario dello i’ m forme ; Fr. Giord. Seg. II Testo , che fu del Guerni'.o ; Fr. Giord. F. 11 Testo , che presentemente si conserva tra Fr. Giord. V. ì 3 . MS. di Casa Venturi. Alcuna volta abbiamo citato il numero delle Prcn' - che , qualora le abbiamo trovate numerate in cimo de' sopraddetti Codici, lo che principalmente abbiamo praticato ne’ Testi Saldali e Velina' 1 Fr. Gidtt. Rime Antiche di Fra Guitterie: v. Rim. ant. Ri" 1, Fr. Guitl. Rim. ant. ani. F. Il- e Rim. ani. P. N. Fr. Guìtt. Leti. Lettere di Fra Guittone: v. Guitl. Leti. I r. Lui. da Cess. Volgarizzamento dei Trattato ti l Giuoco degli Scita' Fr. Jac. Cess. chi dì Fra Jacopo da Cessole. Testo a penna i ebe fu già di Francesco Venturi, (i) Fr. Incop. T. Poesie , o sia Laudi Spirituali di Fra Jacoprne i Ll Fr. lacnp. 'Iud. Todi dell’Ordine de’Minori Conventuali. Si cita Fr. lue. T. la stampa di Venezia del 1617 in 4., ed i tre n«* Fr. laccp. T. 1.10.8. meri aggiunti agli esempi segnano il’libro, il can' 1 Ir. lite. Tod. -2.2g.44 ■ li.co,o sia la laude, c la strofa di ciascheduna !a u ' Fr. lacop.Tod.5.2j -2. de. Ma per essere detta stampa assai scorretta, sia* j mo ricorsi frequentemente a’ Testi a penna di I rata . cesco Redi. ; Frane. Albiz.Rim.cmt Pome Antiche di Franceschino degli Albizi : v ' Ritti, ani. Frane. lìnrher. Poesie di Messer Francesco da Barberino intitolate ; Frane. lìarher. 18.11. Documenti d’ Amóre. Si cita i’ esemplare sta» 1 ' F1wic.Barbcr.1S4.-tC. palo in Roma colle Annotazioni del conte Federico j UhaUlni per Vitate Mascardi l’anno itéjo in 4 -’ : ed i nunnri segnano le pagine c ciascliedun ver- ■ so di esse. Frane. Sardi. Opere di Franco Sacchetti, cioè : Suor, nov A Novelle trecento. Nelle precedenti impressioni nano, caco ,0 H ^ ^ ^ ^ ^ i ( . ^ Venturi. I11 questa si cita l’esemplare stampato rolla data di Firenze l anno 1724 in 8., allegando il numero di ciascheduna novella. Frane. Sardi.Op.div. Opere diverse. Testo a prima originale , rhc fa Frane. Sacch.Op.div. già del Rimettalo, odora si conserva nella Li- ggr>. lux-ria de’ Giruldi. Nella presente impressione abbiamo per lo pili aggiunti i numeri delle pagine di questo Codice , nel quale si conknguiio divcr si- bone , cioè Sonetti , Ballate , Canzoni, Madrigali ., ('acce, Frottole, e Capitoli ; varie l ettere , Sermoni q<) sopra gli Evangeli , e diverse altre cose spezzate. Solivi anelli alenile Lettere e Rime d' altri Poeti antichi del suo tenijxj, alcune delle quali parimente si sono citale, aggiungendo talvolta I’abbreviatura del nome di essi, che sono i seguenti : (2) * Agnolo da San Gimignwio. * Alberto degli A/bizi. Maestro * Andrea da Pisa. * Andrea di Piero Maluvolti. Messer * Antonio A berti. Maestro * Antonio A nome tra e Astrologo. * Antonio Cocco da Vinegia. Ser * Antonio da Faenza. Maestro * Antonio Medico. Messer * Antonio Piovano. * Antonio Pucci. (i) Fra_ Jacopo da Cessole , di Nazione Francese , dell’ Ordine dei Predicatovi , compose il Trattato del giuoco degli scacchi in latino , e dal latino fu poi trasportato nel francese da Fra Giovanni Duvignay Frate Ospitai,irio di S. Jacopo d’ Altopascio nel i 3 ikf, e da Giovarmi Ferron nel 1 347 , nella qual lingua ne è un Testo a penna nella Libreria Vaticana segnato col num. fòot. Fu poi trasportato in lingua nostra, e-dato anticamente alla stampa. Di questa antica edizione fa menzione l' Vbal- d ni nella Tavola posta in fine de’ Documenti d’Amore di Francesco da Barberino. Il titolo di questo libro è il seguente': Incomincia un Trattato gentile ed utile della virtù del giunco degli scacchi, ciò è intitolalo de’ costumi degli uomini, e degli ufi zi de’nobili, composto pel Reverendo Maestro Iacopo de dosale dell Ordine de’ Frati Predicatori. In fine cosi vi si legge : Finito è ’l libro utile e bello del giuoco degli scacchi intitolato eie’ costumi degli uomini, e degli ufizi de’nobili, e d’alni umani stati, composto per Mtumro Iacopo da Clesole dell’ Ordine de'Frali Predicatori ad onore e sollazzo de ’ nobili , massimamente di coloro , ohe sanno il giuoco degli scacchi. Impresso in Firenze per Maestro Antonio Mi- scontrini Anno MCCCCLXXXXII 1 a dì 1 di Marzo, in 4 - pag. ) Bacon fig. in legno. Nella passata impressione non dicono in chi passasse il Testo del Venturi , ma noi crediamo, che sia quel medesimo Testo, che fu spogliato dallo Stritolato, come si può vedere da’suoi scritti, che si conservano traile Scritture dell’ Accademia nel Fascio segnato col numero Vili- Il Redi nelle note al Ditirambo fa menzione di un Testo a penna di Fra Iacopo da Cessole da lui veduto nella Libreria del Dottor Giuseppe del Teglia- ( 2 ) Tutti i poeti antichi , a cui si è aggiunto questo segno * sono mentovati da Monsignor Leone Allacci nella sua Raccolta di Poeti A n ~ tichi Stampata in Napoli per Sebastiano da Lecci nel 16G1 in 8., e dell» maggior parte di essi si leggono^ le Rime in detta Raccolta, ma somma-, mente scorrette , parte per colpa dello stampatore, parte perche!’ Alinef le trasse da una copia non molto accurata e moderna dell’ antico ed originai Testo del Rimenato , la qual copia è ancora in Roma in casa J" Marchese Sacchetti. i * Astorre Manfivdu MacsU'O * Burtolommeo da Castel della Pieve. * Benno de'Benedetti. * Bemiccio da Orvieto. Maestro * Bernardo Med'co. * C(scrannadePkcogliuomhùdaSiena. Riesser Dolcìbene. Messcr Donato Acciaioli . * Filippo di Ser Albiz-o. Francesco da Collier ano. ^ Francesco degli Organi. * Francesco di riesser Sinione Peruzzi. Fr. Si ai. Case• Giovatali d } Amerigo dì Ser Z/ello. G * Giovanni di Ser’ Gherardo da Prato. Scr * Gìwcumi Mendini da Piandolo. Lodovico degli Alidog * Maffeo Libraio , o ile’ Libri, Matteo da San Minialo. Michel Guinigi. Niccolò Delle Botte. Oilolino da Brescia. Pino degli Or deltiffì, Messcr * Perianzi) da Camerino. Ugo delle Paci- Fra Simone da Cascia : v. lìspas. Vang, G Gulat. G.j Gai Coni. irai. CuMp. Gccm. 3. Gal. Dì/. Capì'. i 5 ò\ Gai Gali. Gal. Gallegg. 221. Gai A leccali. 601. Gal. Bilanc. GzSp Gai Alaceli. Sol. q 4 * Gai S'agg. 272. Gul.Ditti. JNuov.Scicn. 4 $ o. Gai. JJial. Mot, I.oc. ('mi Vini. Alvt.414. Gal. Lvtt. Gai Leti. P.L.fafì' Gai Leti. Anton. 49 ' Gal . Leti. Mad. Gai Leti. G. M< d. Gal. Leti. Mrd. Cut. JSunz. Sidereo. Gal. Opcraz. Asinai, Gai SUt. 21\. Gal.Cap. 'log. 3 . 1 ^7 ■Jlalateo dì Monsignor delia Casa: v. Cas .Galat. Opere di Galileo Galilei nostro Accademico. Nella passata impressione fu citato la stampa di liolu- i-’na latta per gli Predi del Bozza nel i (>56 in due volumi in 4 * In questa abbiamo citato a pagine la moderna edizione di Firenze de’ Tortini e Traudii fatta nel 1^18 in tre volumi in 4 * In ciascun esempio abbiamo per lo più acclimata 1 ’ opera particolare , da cui è tratto ; e le Opere sono le seguenti : Operazioni del compasso Geometrico e Militare, Geli Capr. Bott. Geli. Cupr.Bvtl.2. ~ cimo indica la Lettura f il secondo Li Lezione, il terzo la pagina. Capricci del Bottaio divìsi in dieci Ragiona- 5 Anima Leti. LeU. Petr. ffi. Difesa controle calunnie,ed imposture di Bal- dcissar Capra. Discorso intorno (die cose galleggianti , cioè che stanno in sull’ acqua , o in quella si muovono. Discorso intorno dia Scienza Meccanica. Bihtncetta. Istoria , c dimostrazioni intorno alle macchie solari , e loro uccidi idi. Saggiatore. Discorsi , e dimastìxtzioni matematiche intorno a due nuore Scienze attenenti (dia Meccanica , cd (i Movimenti loculi y che anche si dicono Dialoghi del Moto. Lettere , alcune delle quali sono più spezialmente accennate col nome della \ ersona a cui sono indirizzate,come quella al Principe L-tfAdo sopra il caìor lunare, quella ad Alfonso Anioni - ni , quella a Madama Cristina dì Lorena, quelle a Giuliano de' Medici , che sono come una continuazione del Nunzio Sidereo , onde anche con lai nome alcuna volta vengono appellale. Operuziotv Aslronomnhc. Optra non finita, la quale è aggiunta nel terzo volume della suddetta «dizione del 1916. Dialoghi sopra i sistemi del Alando. Questi sono stampati separatamente dall’altre Opere; onde si «ila a pagine 1 ’ «dizione lattane in Firenze da Ginvumbalistu I.aod-i-i nel i() 3 l> in 4* Capit-lo m biasimi) della Toga impresso mi terzo volume delle 0 ;>erc burlesche eh 1 Itemi quelli di ciascheduna Lezione , e delle pagine, ma talvolta son diati solamente quelli delle pagine. Lemmi prima contenente dodici Lezioni sopra V Infimo di Dame impressa in Firenze pel Scrini trulli l’anno 11 vi in 8. Leliura seconda contenente dicci Lezioni sopra /’ Infimo ili Dante stampata in Fix'uize pel Ter- remino l’anno 1 555 in 8. Leiaira terza contenente nove Lezioni sopra 1 ’ Inferno di Dante impressa in Firenze pel 1 vrreu- tino V anno i 556 in 8. a dal L.ctiura quarta contenente dieci Lezioni sopr; L Infimo di Dante data alla luce in Firenze da T-rrcntino Vanirò i 558 in 8. T - s< pr.i Lettura quinta contenente dieci Lezioni . V Inferno di Dante stampata in Firenze pel X or- reniino Y anno i 558 in 8. Iattura sesta contenente undici Lezioni sopra l Inferno ili Dante impressa in Firenze dal Tnr- reuiino nel t 5 Gi in 8. menti, o Dialoghi ira Giusto Bottaio, e sua. I Compilatori della | assata impressione non lasciarono memoria dell’edizione di cui si serv.ro- no , nè ad alcuno esempio apposero la citazione, onde si potesse per congliiettura ritrovarla. Noi quasi sempre abbiamo aggiunta la citazione e del ragionamento c della pagina , servendoci delle due edizioni del Torrendno , giudicate le migliorigli tutte, cioè una fatta nel i 548 , l’altra nel i 5 òi, ambedue in 8. La Circe divisa in dicci Dialoghi. Si cita 1 ’ c- dizione fatta in Firenze dal Ton-enlino V anno )549 in 8., e i due numeri aggiunti agli esempi segnano il Dialogo c la pagina. La Sporta Commedia m prosa. Si citano l’edizioni de’ Giunti di Firenze del i 55 o e del iGoa in 8. allegandone gli atti c la scene. Il Getto del Giambullarr. v. Gìomlull. Geli. Volgarizzamento della Genesi. Testo a penna , che lii già (li Piero del Nero , oggi nella mentovata Libreria dd Guadagni segnato col numero io). Gitteti. Malesp. Continuazione della Storia Fiorentina di Biconi-ine, Gin/ut. MiUesp.cnp. Mulespini, falla da Giachetto di Francesco Ma - tespini suo nipote: v. Ricord. Malesp. Ciac. Oria. Orazioni di Lorenzo Giuconiini Tehaltlucci Malespini , stampate in Firenze‘parie nelle case de Sei-martelli l’anno i5i) 7 in 4 - > parte nel Voluni« 1 . il. c « I. della Parte 1 . dclJsa Prose Fiorentine. £ numeri alcuna voila aggiunti agli cseutpj indica no le pagine di delle edizioni. Ciac. Cd. Son. Pctr.Svnelto di Già, omo Colonna a Messer Francesca Petrarca impressodietro le lììuie di'! l’eira rea a car, 58 odell’ edizione del Rovinio di Lione 1 5 - j in la. Dialogo intitolalo il Cello di Mcsser Piertroneesco Giambullai-i dell’origine della Lingua Piòverò ina. Si citano le due edizioni di Firenze, cioè quella del Doni falla nel ihpG in l\. e quella del Toi-- rentino del 1.04;) 8. , ed alcuna volta si sono aggiunti i numeri dille pagine. Storia d’Europa di Messer Vìerfranccsco Giam- tullari (ialt’anno 8oo lino al i)i 3 , stampala in \ e- uey.ùi appresso Francesco Senese Panno latiti in 4 - I numeri aggiunti alle citazioni additano il libro e la pagina. Volgarizzamento del labro intitolalo Giardini) di Consolazione fallo da Bono Giamboni , Testo a penna, che l\i già del Ricoverato, dipoi del Cu- I valier Cosiino Venturi. Gio. Domi. Son.Petr.Svm ilo di Giovanni Don,li a Mess r Francesco Petrarca stampalo dietro alle sue Mime a carte 5 ji) dell’ ediz. del Rovillio falla in Lione nel in 12. Storia di Giovanni Villani stampata in Firenze per Filippo e Iacopo Giunti 1 ’ anno i 58 ? in 4. Si cita a libri, capitoli e numeri, i quali numeri nel- 1 ’ esemplare spoglialo dai primi Compilatori furono per maggior comodo posti di dicci in dicci versi ad ogni capitolo e talora si citano anche ì medesimi titoli de’ capitoligli) che indica l’abhrc- ■viatura tit. Nelle precedenti impressioni oltre allo stampato, i Compilatori citarono anche i Testi a ninna di Bernardo Davanzali , di Curzio Pic- Giambul. Geli, (riunii. Geli. 18. Giamhill. Slor. l.urop. 4 • d-j. Giard. Consol. Gio. Vili- G. V. G. V. G. V. G. V. 1. 1- 1- 12. 8. tit. 2 . 7 - .'L- l in 8 abbiamo a puma di Bernini. . chena , nostro Accademico, c di Messere Sperone Speroni , essendo parati loro più sicuri che lo Stampato. Nella presente impressione abbiamo avuto continuamente fra mano il suddetto ottimo Testo di Bernardo^ Davanzali, il qual Testo, mancata non ha guari la discendenza di questo nostro illustre cittadino, è pervenuto in mano del canonico Gallriello Riccardi, e frequentemente V abbiamo consultato qualora ili luoghi oscuri 0 sospetti deli’ esemplare stampalo ci siamo uvye- i6 G, Girald, nov. * Gir. &p> * Gir. Ed Comi. Interni . Rim. unt . liuti, avvertendo per lo più in fine degli esempi ? ]■«' mezzo di una parentesi, i lettori, allorché _ la lezione di questo a quella dello stanq>ato abbiamo anteposto. Oltre a questo codice il quale contiene solamente dieci libri, non essendosi potuto avere notizia de* Testi di Piccherà e dello Speroni , abbiamo talvolta citati due altri antichi Testi, che nella libreria del Marchese Riccardi si conservano segnati Q. III. XXXII. e Q. 1 III. L , ed un altro che fu dell* .Abate Autommuj'ìa Saioini nostro Accademico, ed ora parimente c in mano del Canonico Gabbrivilo Riccardi. Dietro all* esemplare stampato di doratali feniani sono alcune giunte tratte da due Testi a penna, uno che fu già di Simone Ubriachi , e poscia di Japo Contarini , l’altro di Benedetto Tornaquinci. Queste giunte pur sono alcuna volta citate , di che dà contrasvsegno 1’ abbreviatura g,, significante giunta , ebe si osserverà posta dopo il numero del libro c del capitolo. Fra queste giunte si è la Fila di Maometto , la quale abbiamo continuato a citare separatamente, conio fecero i primi Compilatori, per maggior facilità di chiunque volesse riscontrarne gli esempi, quantunque per altro sappiamo, che ne’migliori e piu antichi Te>ti a penna, e precisamente in quello clic fu del Vavanzati , questa non è altro clie il capitolo ottu o del Libro secondo, clic dai copiatori fu separatamente trascritto. Giraldi ( Giraldo ), Rovelle. Amsterdam fJircnzrJ. m 8. Secondo 1 ‘Alberti queste novelle furono scritte l’anno 1^79 ( quando la peste afllig- geva Firenze ) e ora soltanto per la prima volta venute alla luce. Il Borromeo opinò che fossero scritte di recente dal Dottor Gaetano doni accademico Fiorentino, e cosi fu veramente, siccome ce ne fu certi il Sig. B. Gamba nel libro citato. Giraldi ( Giovanni ), detto il Rabbellito, Zo spirito del Sacerdozio , tradotto dal francese. Firenze, i;4h * n 8. Giraldi ( Giovanni ) , educazione delle Fanchdle , traduzione del francese dell’operetta del Fcnélon. Firenze 17485 in 12. Lue.Rime antiche di Riesser Gonnella degl' Internimelii da Lucca; v. Bini. ant. Bini. ant. P. JV. Bini. anL li. M. e Rm . ani. F. R. * Gor. risp. * G< r. difi * Gcr. Long. Gì'. S. Gir. Gr. S. Gir. 11. G rad. S* Giwl. Gori ( Aiitordrancesco ), Risposta al Marchese M. la no gli Accademici anche il discorso delle dJJ che famiglie, die non conosco impresso a Tutte le opere di questo autore furono raoo° ( e pubblicate col titolo seguente: Opere iufa^ latine di Gioitami Fincenzio Gravina. 1-56 , 1 voi. 1F in 4 » coliavita dell’auto scritta da Antonio Sergio. ^ .j- Rime, di Batista Guarmi nostro Accademico ^ il Fagliato. Pasto)' Fido Tragicommedia pastorale del rm'desi^J Guar. Post. fìd. 1. 2. Tanto di questa che delle Rime se ne citane 1 cune delle migliori edizioni, e del Pastvr f l si allegano per lo più gli atti e le scene. Storia d'Italia di Messer Francesco GuicciaTo u Guar. Rim. Guar. Posi. fid. Guicc. stor. Guicc. stor. 8. 101. In questa edizione abbiamo alcuna volta c * ■ifc* r edizione di Firenze fatta da Lorenzo 7'on^ J, \ e 0 nel i56i in foglio, e talvolta alcune altre & più moderne e corrette edizioni. I numeri f giunti agli esempj additano il libro c la p a b r|l ( Quid. Caso Rim. ant. Rime antiche di Guido Cavalcanti; v. Rim. lir> • Bini. ant. B. 3 /. t j Quid. Cd. Rim. ant. Rinic antiche di Guido dalle Colatine : v. Rim. ^ e Rim. ant. P. IV. _ •. Folgarìzzamento della Storia della Guerra Trj na di Guido Giudice dalle Colonne di na (1). Testo a penna, che fu del Scilo , ihfj tra i libri MS. di nostra Accademia, il quale Quid. Giud- Quid. G. Guid. Giud. 83. citato a pagine. Si è citato anche un! 1 volte , , Testo a penna di Francesco Redi , ora presso Bali Gi-egorio Redi. ^ Guid. Giud. R. ant.Rimc antiche di Guido Giudice dalle Colonii£ : Rim. ant. e Bini. ant. P. i\ r . ■ * Guid. Gr, G rondi ( Guido ) , lnstiutzioni delle sezioni cO* in ‘ Guid Or!. Rim. ani.Rime antiche ani. P. N. Riin. che , Firenze, Tartini, e E'rauchi, 1744 ) con 12 tavole. _ j Riunenti promotrici di Euclide. Ivi, 174° ’ n .. di Guido Oriundi : C. Rim. unt. R l % ant. B. AI. e Rim. ant. E- ' * Guid. Rim. Guitt. Re». Guitl. Reti. 15. Guidi ( Alessandro ) . :b Rime. Soma, Koina**^ 17 ° 4 , in 4 a Lettere di t ra Guiltone d'Arezzo. Se ne ''d' 1 ’. due Testi a jienna, che furono gii di l'iats'**. Redi, uno de 1 quali conteneva Lettere 64, 1 ’ ®'L 35 . Il primo di essi c perduto ; 1 ’ altro si ejj presso il Bali Gregorio Redi. Questo " II serva pr sto è attualmente sotto il torclùo , ed alcuna Guitt, Rim, Ant. la anelie di questa stampa ci siamo serviti. l'jj Rieri delle citazioni corrispondono a quelli <*“ ant. rrispoudono a quelli Lettere. Rime antiche del medesimo; v. Rim, ant. P, N- e Rim. ani. F, R. I Infuriti, f. lnjàrin. 2. Inghilfr. Rim. ani. Jntrocl. alle Flit, lntrod. Viri. Ritr, Vir. Infarinato primo , e Infarinato seconda: v. Sai Rime antiche d’Inghilfredi ; v. Rim. ant. P- ^ Libro intitolato liitraduzione alle Virtù. Ted 1 ]. penna, clic fu del Sullo , dipoi tra’MS. delf• , cadetnia. L & » dette, citano Dialoghi, c Alenipee , ee. e E » cialmente dai Dialoghi, e dalle Menij) eef, » no tratti non pochi esempi. ( Si dimatAO » Sig. Gamba , dove sono stati inseriti a » sciupi ’i ) Intorno ai primi io non conosco riportato alla voce . Menzione. Ninno, per quanto sia a nostra n<>^ fa menzione di questo Libro, onde abbiamo non senza qualche r*rjj, dubitato , che forse possa essere stato scambiato dall altro intitolato dilazione della Vita di Cristo. Per altro in un Testo a penna o> V si’ Opera, che ora esiste tra’JVJS. dell’Accademia, alle pagine indicai, j si trova l’esempio suddetto allegato alla voce Menzione , dal che s l arguire che il Testo dagli Aqjademici citato fosse diverso da quo». i:hmm.Ci’ac.Lfggendadeìì'Iiwemmm della Ct'oce, Testo a pai- » il libro seguente: Dialoghi sotto nome di A- Leggcnd.*,,, - » mccto Nemesio in difesa delle lettere di A- Leggend.Invenz.Croc. na , che iu già delio ònutn tramo Traseomaco (Il P, Zaccaria ). Rovere- A • R- » da (Firenze), 1742, lu loglio. Quanto alle Leggenti. Sant. ” Mciiipee , non mi è nota edizione veruna, nè Legg. S. h. V. » trovo registrarsi nell’elogio dell’autore scritto I^cggcnd.Sanl.B. /• w dall’aliale Francesco Fontani, e pubblicato in Leggcnd.Sant.(*.6. ' Leggend.Sant.P.S. Lap. Gian. Rin Lasc, Or. Cr. » Firenze , Cambiaci, 5789, io 4 * se non c * i0 « r edizione delle Menipec latine stampate col no- » me di Timaleanlc , e colla data: Lendini, a- n pud Jacolum 1bmsan , 1738 , 1742? voi. 2, » in 4. n ( Gamba, Serie oc. ) Fune antiche di Ser Lapo Gianni : v. Rim. ant. Lini. ant. P. jy. c >n ' ,j citato un Testo a penna, che fu già dello / p lf . n ' „ f ,\ 2 °* *°i poi di Bernardo Benvenuti Priore di Santa / V x f n ^f ( J ri f\ 4 ^- felicita. Nella presente impressione ci siamo scr- ast.. uni. Madrina- viti di tre Manoscritti di queste Rime fra di loro confrontati e corretti*, il primo , clic fu dclP Abate Antonmaria Salvini \ il secondo , che si conserva nella Libreria del Marchese Ferdinando Barlolommei nostro Accademico^ il terzo esistente nella Libreria del Palazzo de’ Pandolfini nella via di San Gallo. Alcuna volta abbiamo citato anche le Rime del Lasca , clic si leggono stampate nel terzo volume dell’ Opere burlesche del Remi, e di diversi altri Autori colla dola di l^ircnze del 1723, ed in questo caso alle cila- zmni degli esempii sono aggiunti due numeri, il Leggende di Salite. Sì citano tre Testi a penna , uno che fu già di Baccio Calori, poscia del Sc- nator Luigi Guicciardini, e di presente nella Libre ria di Niccolò Panciatichi ; il secondo , che Giovambatista Stirizzì , il terzo , clic fu dell’ Agghiacciato , c che ora è tra i MS. deb fu già di P Accademia. Leggend.S. Gio. fìat. Leggenda di San Giovanni Batista , o sia Dtdh Legg.Nat.S.G.B. Natività di San Giovambatista ' } Testo a penua, Leggcnd. S.Gio.Bat. che fu già dallo Smunto . *y. B. Leggenda, 0 sia Vita di Santa Umiliana de Cerchi. Testo a penna (1) , che fu già del senatore e ca- Leggen . S. Umil. Ics. 5 /f. , Lasc. Capiu Lasc . «S’ozi. Lasc. Gucr.Mostv.8. valiere Alessandro de' Cerchi nostro Accademico detto il Suggellato, c di Consiglio de Cerchi suo fratello : oggi in mano del Senatore e Cavaliere Cerchio de Cerchi parimente nostro Accademico. Leggcnd. Spirit. S. Leggenda dello Spirito Santo . Testo a penna, che Leggaid.Spir.S.S.B. f u ‘ o-fj Smunto. Nella presente impressione ahhiafno talvolta citato co’numeri delle pagine l’esemplare impresso in Firenze per Domenico filaria filannì nel 1735 in 4 , nel Tomo IV dell’Opera intitolata Vite d alcuni Santi. Lemm.Orl.Rim.ant. Rime antiche di Lanino di Giovanni Oriundi : v. Rim. ant. F. R. Leu. Com. Fir. Lettera, osia Volgarizzamento duna Lettera scritta Leu. Com.Fir.G.S. dal Comune di Firenze. Testo a penua che fu di Criovambaiisla Strozzi (2). Lctt.Com.Paler. Lettera , o sia Volgarizzamento d una Lettera dal Lctt. Corri.Paler.G.S, Comune di Palermo scritta a quello di filessina contro al Re Cario d'Angui. Testo a penna pa- ... tempii sono aggiunti due numeri, U rimonte di Giovambatista Strozzi. pruno indicante il predetto terzo volume, il se- ytt.Reder.z.Imper. Lettera, o sia Volgarizzamento duna Lettera scritta ■ aqne - Leu. Leder .2. Imper. da Federico II Imperatore, o in nome di esso. I.asc. Lasc. JaISC- Lasc. Gelo*. 1. 2. Spirit. 2. 1. Strrg . 2. 3 . Sibi/. 5 . /j. Jaisc. Pinz . 5 . 7. Lasc. Paicnt. 4 - 0 . condo le pagine del medesimo. Alcuna volta 1 sto Rime si sono citate più spezialmente, cioè accennando i Sonetti , i Capitoli , c precisamente le Madrigalesse , delle quali abbiamo quasi sempre aggiunta la numerazione. Nella Gueri'a de' Mostri abbiamo per lo più aggiunta la citazione delle stanze , e talvolta oltre a’ suddetti Testi a penna abbiamo citato ancora le antiche edizioni ili essa fatte in Firenze , cioè quella di Domenico Marnimi del 1084 in 4 , c quella del 1612 in 12 , nelle quali vanno unite la Giganlea e la Natica. Commedie sei in prosa, cioè: La Gelosia. La Spiritata. La Strega. Lai Sibilla. Lai Pinzochera. 1 Parentadi. Co’numeri aggiunti allo citazioni se ne allegano gli atti c le scene, c regolarmente di tutte queste Commedie si cita l’edizione fatta in Venezia per Bernardo Giunti e fratelli nei 1082 in b. Delle due prime, cioè della Gelosia c della Spiritata edizioni essendo poscia del G. S'. Testo a penna , che fu del VAnsioso , Duca r.uigi Stì'ozzi. Lett.Don.Acc.Fr.S. Lettera di Donato Acciaioli a Franco Sacchetti, la quale si tiova nel Codice d; U’Opere diverse di Franco Sacchetti, clic fu già del Rimenato, ora nella Libreria dei GtruMi : v . Prone. Sacch. Op.div. Leti. P. Gregor. a Liciterà, o sia Volgarizzamento duna Lettera scritta Fcd. Imp. in nome di Papa Gregorio IX a Federigo II Leu. P. Greg. a Fe- Imperatore. Testo a penna pur del sopraddetto dcr. Imp. G. S. Giovambatista Strozzi. Isett.RoM.stat, G.Cr.LeUera, o sia Volgarizzamento duna Lettera scritta Leu. Rom . stai. G. Cris. Leu. Rom. stai, di Gesucr. Leti. Salut. d Romani sopra la statura di Gesù Cristo. Testo a penna. T^ett, S. Beni. Lett.Tull. a Quin. S'egn. Lez. cz. Segn. 4. Lasc. Nov. Lasc, A ov. 4 - ta , si citano talvolta anche le più antiche L \ di Firenze , le quali sono più corrette , L ) stale troncate alcune cose nella delta starnila di Venezia cioè della Gelosia la stampa di Firenze nelle Case de* Giunti nel 1 55 1 in 8, e Lib. Adoni. Dotiti. della Spiritata la stampa pure di Firenze appres- Libi-. Ador. Don. so i Giunti nel i 5 Gi in 8. . Libr. Adoni /\ovcde undici, cioè dieci della seconda, c una Lib. Amor . dell'ultima Cena, essendo perduto il rimanente Lib. Am. G . Tom di quest’ Opera. Si citano tre Testi a penna, uno Lib. Am. 24 . Un volume di Lettere originali di mano di Coluccio AAduUUi Segretario della Repubblica Fiorentina scritte l’anno 1879. Testo a | cuna del Guernito . Volgarizzamento delle Lettere di S. Bernardo : v. Pisi. S. Beni. Volgarizzamento d una Lettera di Tullio a Quinto: v. Pist. Cic. a Quin. Lezioni quattro di Agnolo Segni fatte nell’ Accademia Fiorentina sopra la Poetica. Si cita per lo più a pagine la stampa fallane in Firenze da Giorgio fiìarescotti l’anno i58i in 8. Libro degli Adornamenti delle Donne. Testo a penna , che fu di Francesco Redi, ora dei lìali Gre- Donn. gorio Redi. Libro , o sia Trattato d'Amore. Testo a penna , clic fu già dell’ intriso , e di poi tra’MS. dell’Accademia. In questa impressione abbiamo Miche citato- a pagine un altro Testo a penna, che fu già dello Smarrito, ora in mano dell’Abate Niccolò Barsiacchi. Libr ìhro , o sia Trattato d'Astrologia. Testo a penna che fu già di Giovambatista Strozzi. Libro , 0 sia Trattato della Cura delle Febbri. Tc* che fu già dì Giovanni Berti nostro Accademico Lib. Amor. ù8, detto il Rispigolato , di poi del canonico Lorenzo Panciatichi parimente nostro Accademico, e presentemente nella Libreria di Niccolò Pan- lab. Asti', ciatichi nella scansia VII segnato col numero Libr* Astici. il secondo , che fu del già Canonico Lorenzo Ohe- Lib. Astrai. G. S. rardini \ il terzo esistente presso il Marchese An- Lib. cur. feb. mviv , u oi« * “ cw “ ^hi« wcwifrivwi. xuj drea Alamanni nostro Accademico, nel quale si Lib. curjèbbr . F, R. sto a penna che fu di francesca Redi , oiadc ennìiene solamente 1’ultima novella dell’ultima iìalì Gregorio Redi. . Cena. Agli esempii citati abbiamo per lo più ag- Lib. cur. malati. giunta il numero della Novella. Lib. cur. malati.F.R Leggenda dell'Ascensione di Cristo. Testo a penna, che fu dello Smunto , ora nella Libreria de’ Pan- Valichi alla scansia V. sognato col num. 7. Lib. Die. Leggcnd. Giob. Leggenda , 0 sia Vita di Giob. Testo a penna. Lib. Dicci'* G » S . Leggenti. S. Giob. Leggend.Asc. Cr. Lcggend.Asc.CrS.B. Volgarizzamento del Libro, osia Trattato della cura di tutte le Malattie ( 3 ). Testo a penna , che fu già del mentovato Francesco Redi, ora in mano del Bali Gregorio Redi. Volume d Orazioni, o sia Libro contenente Dicerie Diverse. Testo a penna che fu già di Giovambattista Stì'ozzi. (1) Talora si ciba anche così : Vìt. S. Umil. come si può vedere alla voce Scandolo. Negli spogli del Testo di questa Leggenda fatti dal Suggellato, che sì conservano nel Fascio VI. delle Scritture dell’Accademia, si legge, che i Testimoni esaminali nel Processo di questa beata fabbricato l’anno 1C20 la giudicarono scritta di sopra a 35o almi. (2) Crediamo, che questa Lettera sia quella con cui il Comune di Firenze risponde a quello di Pavia, che gli aveva scritto per conto del- Vovai. I. l’Abate di Vnllombrosa, come si ricava dall’ Infarinato, il quale vide questo Codice, in cui erano anche le Lettere del Comune di Palermo e di Federi"o II qui sotto citate, e mentovate dal medesimo. Un Testo a penna di questa Lettera sì vede nella Libreria del Marchese Riccardi segualo 5 . 111 . XXXXVIL . (3) Il Redi crede che questo Trattato sia stato volgarizzato da Ser Zucchero Bencivenni. Vedansi le Annotazioni al suo Ditirambo. 3 18 Lib. Dod. Art. Uh. Maccab. Lib. Macc. M. Lib. Maccab. M■ A, Lib. Macc. M. A. Lib. mal, don. Libro, o sia Trattato de Dodici Articoli della Santa Lede. Testo a penna. Volgarizzamento del primo libro de' Maccabei. Testo a penna, che fu già di Marcello Adriani. Lib. Masc. Lib. Museale. Lib. Mascul. F. R- Lib. Moti. Lib. Moti. P. N. Lib. Op. dia. Lib. Op. dio. P.N. Libro , o sia Trattato delle malattie delle Dorme. Testa a penna. Libro, o sia Trattato delle Mascalcie de' Cavalli. Testo a penna , die fu già di Francesco Redi , ora del Bali Gregorio Redi. Alcuna volta abbiamo citato anche un altro Testo a penna, che è tra’ MS. dell’ Accademia. Libi-o di Motti. Testo a penna così intitolato, che fu già di Piero del Neiv, poscia ti a i MS. della Libreria de’ Guadagni. Opere diverse raccolte tutte in un volume. Testo a penna, che fu già di Piero del Nero, di poi tra t MS. della Libreria de’ Guadagni. Alcuna volta sono citale anche più spezialmente le particola) i Opere del medesimo volume , cioè : Lip.Qp.div.Att.Apos. Volgarizzamento di alcune cose degli atti degli Apostoli (i). Lib. Op. div. Narr. Narrazione di Miracoli dell’ anno l33l, Mire. i33i. Lib. Op.div. Narraf. Mirar.. Lib. Op.div. Stor.S. Volgarizzamento della Storia di Sant' Onofrio. Onof. Lib- Op. div.Tratl. Trattalo sopra l' Avemaria. Avem. Trattalo di Fra Giovanni Marignolli (o). TJv. Dee.' ì. B. R. tra’ ISIS. dell’Accademia, ed un altro, che fu Q 3 , Liv. Dee. i. S. R. Prete Simone della Rocca (7). Negli esempi volta è segnato il numero della Deca. Opere poetiche di Lodovico Martelli stampai® ! Firenze presso Bernardo di Giunta nel tifi 1 8. cioè: Lod. Mart. Rim. 25. Rime, che contengono Sonetti, Madrigali, C aJ Lodov.Mart.Rim.5t. zoni, e Ballate, e si citano a pagine. Lod. f-art. Fclog. 1:. doghe , delle cpiali si cita il numero. Lod.Mart.Stanz.p5. Stanze, clic si citano a pagine. Lod.Mart. Trng. iòti. Tragedia , che parimente si cita a paginC' Lod. Mari. Vìrg. Traduzione in versi sciolti del quarto L"'° Lod.Mart.f. Virg. doli’ Eneide di Virgilio, che pur si cita a P a o'?t Lod. Mart. Min. buri. Rime Burlesche inserite nel secondo volume à 5 2. 57. i’Operc burlesche del Remi ed altri Autori, st 3 ®’ pato da’ Giunti di Firenze nel 1355 e ristami 1111 '■ pur colla data di Firenze , cd in alcuni esempi di Londra, nel 1723, c di questa edizione :° uS citate più comunemente le pagine. Lib. Op. div. Trnll. L'ir. G. Murign. Lib. Op. div. A. Lib. Op. div. Andr. Lib. Pred. Lib. Pred. L. P. Lib. Pred. F. R. Lib. Pred. Lib. Pred. P. S. fib. Reai. Frane. fé. Rep. Lib. di Rep. Lib. Repub. G. S. Lib. Sug. Lib. Sugr. P. N. Libro di Opere diverse dell' Andreini : v. Vend. Crisi. Op. div. A. Mòro di Prediche. Testò a penna , die fu del Se- nator Filippo Pandolfmi , di poi nella Libreria de’ Panduf/ìni. Litro di Prèdiche. Testo 9 penna, che fu di Francesco Redi, poscia del Bali Gregorio Redi, Libro di Prediche. Testo a pernia, che fu dcU'a^g- ghiacciato : e poscia del Giferniln, Libro de' Reali di Francia. Testo a penna così intitolato (3). Libro, o sia Trattalo di Repubblica. Testo a penna che fu di Giorumbatistu Strozzi (4). Libro 0 sia Trattata de' Sagramente Testo a penna, che fu di Pier del Nero, poi de' Guadagni. Lib. Segr. cos.don. Libro delle segrete cose delle Donne: v. Tralt. se gì cos. don. Libro di Sentenza. Testo a penna, che fu del Difeso , ora tra’ MS. dell’ Accademia. Libro senza alcun Titolo. Testo a penna , che fu già di Pier del Nero , poi tra’MS. della Libreria de' Guadagni. Libro di similitudini. Testo a penna, che fu di Francesco Redi. L‘b. Min. Libro di Sonetti; cioè Raccolta di i/(0 Sonetti di fib. Son. 2 f. M es=er Matteo Franco, e di Luigi Pulci, stampati anticamente senza nota alcuna d'impressione ; ma per essere scorretta questa stampa si cita un Testo a penna, che fu già dello Sintinto , e talora anche ci siamo serviti d’mi’altra copia a penna del Dottore Anlonmariu Biscioni. Libro di Strumenti. Testo a penna. Lib. Seni. Lib. Seni. Arr. 1 .ih. senz. tit. Lib. senz. tic. P. N. Lib. Similit. Lib. SiinitU. F. R. Lib. Strum. Lib. di Strum. Lib. Viag. Lib. Viag. P. N. Liv. Liv. Dee. 1 . f-iv. M. Liv. M. A. diate piu comunemente le pagine. Laff.Ronag, Rim.ant.fi ime antiche di Luffa di Banaguida: v. Rim.tn ® * Folcii. Rim. Lorenzini (Francesco), Poesie. Napoli, stampa 11 ® Muziana, 1744 in 8 Opere del Magnifico Lorenzo de’ Medici , cio e ' VneiSn =: —--e ,. ..- r,. Fir. Lue. Opere di Luigi Pulci , cioè : Luig.Pule. Mnrsant. Il Morgante Maggiore Poema. Quantunque 1 _ _ Luig.Pulc, More. Compilatori nelle passate impressioni non notas- Luig. /"(«c. Dee. a. 3 ;. sero 1 ' edizione di cui si servirono, nondimeno Luig. Pule. Dee. 1 dal riscontro degli esempli abbiamo compreso, checilarono quella fatta da Barlolommeo ó'armartela in Firenze nel 1606 in g., e questa abbiamo per lo più adoperata ancor noi ; ma perciocché in molti luoghi è alterata, e talora vi mancano Luig. Pule, rrolt. delle ottave, abbiamo citato anche quella fatta in Venezia per Comindi Trino di Monferrato nel Luig. Pule. Son. l 546 in 4, e principalmente la più moderna e corretta edizione in 4-grande,che porta in fronte la da- ta di Firenze del 1732. Le citazioni, clic quasi sempre si sono aggiunte agli esempli di questo Poema nella presente impressione, accennano ciasche- dun canto , e la stanza di esso. La Beca , o sia Stanze alla contadinesca in lode della Beca da Dicomano stampate insieme colla Mencia di Lorenzo de' Medici in Fireuze, nel 1622 e nel (668 in 4 ' (lit ico alle Canzoni a ballo del medesimo. 11 numero apposto agli esem- pii accenna le stanze. Frottola stampata in Firenze per Zanobi Bisticci da S. A pollina ri l’anno 1600 in 4. Sonetti uniti insieme con quelli di Messer Matteo Franco : v. Lib. Son. M M il/. Aldobr. M. Aldobr. P. N M. Aldnbr.P. (V. »à. M. Aldobr. B.V. ' M. Aldobr. F. R. Mantel. * Marchet. Mal. Fili. m. v. 1. 77. Mad. Nm.Rim, unt. H_imc antiche di Madonna Mina : v. Rim. ant. e Rim. ani. P. N. Volgarizzamento d'un Trattato di Medicina di Maestro Aldobrandino da Siena fatta da Sere Zucchero Bencivenni. Se ne citano tre Testi a penna ; uno che fu già di Piero di Simone del Mero , e che al presente si conserva tra i MS. de’ Guadagni segnato col mtm- 140, e del quale nella presente impressione frequentemente abbia- Mart. Rim. ino allegato le pagine ; un altro , che fu di Bue- Mari. Leti, ciò Valeri , e 'he ora si trova nella Libreria dei ai... lt ,/( Panciatichi alla scansia \T segnato col num. 22, e in fine di esso si trova un Trattato, o sia Discorso delie virtù, del Camerino 3 il terzo finalmente , clic fu già di Francesco Redi , ora in mano del Bali Gregorio Redi. M. Giti gii (dm. Piaceli. Maestra Guiglielmo duP lucenza'.v. Chir.M Guigbel. M. Pier, da Rcg. Volgarizzamento d’uà Trattato,o sia di alcuni Ambi. Pier. lleg. maestramenli a sanità conservare{i~), dì Maestro M.Pier.da Reg.B.V. Pietro da Reggio. Testo a penna,che fu già di M. Pier. Reg. P. Baccio Valari , poscia de’ Guicciardini. M.Pie.r delle Vigne. Rime Antiche di Maestro Piero delle Vigne'.v.Rim. n ...a ant. P. N. e Rim. ani. F. R. Volgarizzamento della Somma Pisanella detta il Maestruzz0, da alcuni attribuito a Don Giovanni delle Celle. Te.-to a penna , che fu già dell’ Inferigno , al presente nell’Accademia. Talora se ne allega un altro Testo parimente dell’Accademia. I due numeri aggiunti agli esempi! indicano il libro ed il capitolo , e Lucr. R. ant. Maestruz. Maestrtiz. ». 36 . Maestruz. 2. 3 i. 6 . — Invenzione degli occhiali. Firenze, Albizzini, 1738 in 4- Mantellaccio: v. Comp. Mantel. . Lucrezio Caro , della natura delle cose, libri VI, tradotti da Alessandro Marchetti, Londra, Pic- kard , 1717 , in 8. Mar.Guid.Disc.Com.Discorso delle Comete di Mario Guiducci: V. Disc. Com. Mar. Guid. Rime e Lettere di Vincenzo Martelli: v. Fine, Mari. Leu. e Rim. Storia di Matteo Villani, che serve di continuazione a quella di Giovanni suo fratello. Si citano le stampe de’ Giunti di Firenze del 1 ')(>>. del 1567 e del a 58 1 in 4, nelle quali due ultime edizioni è compresa anche l’aggiunta di Filippo suo figliuolo. I numeri posti agli esempii indicano il libro cd il capitolo. Molte volte in questa impressione , allorché abbiamo credula sospetta o errata la lezione della stampa, siamo ricorsi al- 1 ’ autorità de’ Testi a penna, prevalendoci a tale e (letto di tre Testi. Il primo, che fu già di Francesco di Piero Covoni, al presente, in ìmtnodel Piior Francesco Covoni.Il secondo che fu già di Giuliano de’ Ricci, a! presente del Canonico Corso de’ Ricci (2). Il terzo, che è nella Libreria del Marchese Riccardi. Qualora abbiamo preferito allo stampato la lezione de’Tcsti a penna, con una parentesi dietro all’esempio medesimo ne abbiamo per lo più avvertito 1 lettori. , . .. ■ ■ qualora s’incontrano M. Franz. Rim. buri Rime Burlesche di MaUio Franzcsi inserite parta tre numeri, il terzo accenna il paragrafo in cui M. Franz. Rim. buri. ‘ ’ ’ - Magai, leu. Malm. Malmanl. Malm. ». l.f. Mandrng, •’ Manfied. lett. Mann. 2. 110. Matt. Franz. Riin. buri. Maur Mmi Rim. Rim. buri. suddiviso il capitolo. Magalotti ( Lorenzo ), Lettere famigliari. Venezia, Coirti, 1719 , in 4 - — Lettere scientifiche , ed erudite. Firenze, Tartini e Franchi, 1721 , in 4. — -Lettere. Firenze , Marnò , 17 36 , in 4. —Lettere famigliari, e di altri insigni uomìnì.Pì- renze , Cambiagi, 1739, voi. 2,1118. ,i„„. ..... Mulmantile racquistatn, Poema di Peritine Zipoli, Maur.Rim.burl. cioè di Latenze Lippi, impresso in Firenze nella stamperia di S. A. Il- alla Condotta nel 1688 in 4 - Nella presente impressione abbiamo citato anche la moderna edizione dì Michele Mestenus, e Francesco Moucke fatta pure in Firenze in due volumi nel 1731 in 4- I due numeri aggiunti a- gli esempli corrispondono a quelli del Cantare , e della stanza di esso. La Mandragora Commedia: v.Segret.Fior.Mandr. Manfredi ( Eustachio ), Lettere. Queste lettere postume stanno nel volume secondo d Ila raccolta Memor di Lettere familiari di alcuni Bolognesi. Bologna, delta Volpe, 1744, voi. 2 in 8. Menz. Rim. Marmi ( Domenico Maria), Lezioni dà lingua Toscana. Lucca , Rocchi, 1773 , in 8. nel volume secondo dcll’Opere Burlesche del Ber- ni ed altri Autori stampato da'Giunti di Firenze nel 1 555 in 8-, e più modernamente ristampate nel 1723 in 8., c parte del volume terzo delle medesime, che porta la data di Firenze del 1723 ili 8. I due numeri per lo più aggiunti alle citazioni indicano il volume e le pagine. Rime burlesche del Mauro impresse nel primo volume delle suddette Opere burlesche stampate nel i 548 c nel 1723 , c di questa ultima edizione principalmente si accenna il numero del volume e delle pagine. Maz.Nec.Mess.Rim.Rimc antiche di Mazzeo di Neco da Messina: v. r4l- ant. Medit. Arb. Crac. Med. Arb. cr. Medit. Vii. Crisi. Borgh. Rim. ant. P. M. Meditazioni sopra /’ albero della Croce. Testo a penna , che già fu del Riscaldato , dipoi tra’MS. dell’Accademia. Meditazioni sopra la vita di Gesù Cristo. Testo a pernia , che fu già dello Smunto, dipoi tra’MS. dell’ Accademia. Tad-Memorie di Borghino di Taddeo. Testo a penna che fu già di Don Vincenzio Borghini. Bòne di varii generi dìBenedetto Menzininostro Accademico. Si cita l’edizione fattane in Firenze da’ Tortini e Franchi l’anno 1730 in quattro voi. in 4, come mostra il carattere, ed oltre al Volgarizzamento di Lucano contiene quello dell 'Lucute di Virgilio, e un Trattalo delle mascalcie de'cavalli in Lingua siciliana di Gic rdano Ruffa Cavallerizzo dell’Im- pcradorc Federigo II. Del restante il Volgarizzamento di Lucano è fatto dal Provenzale o Francesco,non già dal Latino. Nella Libreria di San Lorenzo ne sono due altri buoni ed antichi Testi, cioè uno nel Banco XLIV. num. 28 e l’altro nel Banco LXI. num. 22. (0 Cosi intitola questo Trattato l ’Infarinato nell’indice de’Tosti a penna da lui citati nella sua Opera «egli Avvertimenti, quantunque poi non ci dia notizia del Testo Valori , che lo contiene , ma bensì alfcrmi d’averlo veduto nel medesimo volume del Pinella, in cui era Maestro Aldobrandino ; onde crediamo che gli antichi Compilatori vedessero c citassero questo Testo, poiché altro non pare che indichi l’ab- breviatura M. Pier. Rcg. P. che abbiamo osservata alla voce Guadagno ; tanto più che il Testo Vdori non è stato da noi ritrovato nella Libreria de’ Panciatichi , in cui passarono gli altri clic vi sono tuttavia. (2) Il Testo di Giuliano de’Ricci è molto singolare, primieramente perché lu scritto nel 1378 , cioè soli quindeci anni dopo la morte dell’Autore, «a Arringo di Corso de’ Ricci, e sempre in questa Casa fino al presente è stato conservato; dipoi perchè è intero, contenendo tutta la Storia di Matteo , ed anche l’aggiunta di Filippo suo figliuolo. In oltre è quel medesimo di cui si servirono i Giunti per darla alla luce compita nel 1667, come si può vedere dalla Pn fazione dì quella edizione ; nella quale però si vuole avvertire, che furono tralasciati alcuni squarci, forse per politiche ragioni de’tempi die allora correvano , cd anche alcuna volta non lu usata tutta la neces.aria diligenza, osservandosi di tanto in tanto notabili cd importanti variazioni, lo che noi possiamo con franchezza affermare per averne latto un accurato riscontro; principalmente per servizio delta presente impressione del Vocabolario. 20 ed i numeri apposti agli esempii corrispondono a quelli del volume e delle pagine. Satire del medesimo. Si cita un Testo a penna , die fu di Francesco Redi , e anche la moderna impressione in 4- fatta senza nota di luogo ed anno, ed agli esempii abbiamo aggiunto quasi sempre il numero della Satira. Rime burlesche di Messer Bino , inserite nel volume le II dell’ Opere burlesche del Remi cd altri Autori dell’edizione dì Firenzede’Giuniidcl i 548 c del i 555 . In questa impressione si cita anche la moderna ristampa,che ha la data di Firenze, o di Londra del 170 .3 in 8., cd i numeri aggiunti indicano il volume , e le pagine. Rime antiche di Messer Ciao: a. Rim. ant. Rim.ant. B. M. e Rim. ant. P. N. Cronichella di Messer Luca da Punzono-. v.Luc. Panz. Rime antiche di Messer Rinaldod'Aquinow. Rim. ant. P. iV. Mesue : v. yolg. Mes. /Volgarizzamento delle Metamorfosi dello Stradino: r, Ovid. Metani. Rime di Michelagnolo Buonarroti-.v. Buon. Rim. Fiera di Michelagnolo Buonarroti : v. Buon, Fier. Michel.Buon. Pane. Pancia di Michelagnolo Buonaroltv. v, Buon. Pane. Md. Marc. Poi. JVolgarizzamenlo della Storia di Marco Poh detta M1l.Marc.P0iP.Fl. Milione (1). Testo a ])enna , che fu già di Piero del Nero, dipoi tra'MS. de' Guadagni. Talora se ne cita anche un altro Testo , che è nell’Accademia. Mm.Pciv. Rime antiche di Mino del Pavesalo diArezzo: v. Min.del Par,Rim.ant- Rim. ant. F. R. * Min. Maini. Minacci ( Paolo ) , Annotazioni al Malmantile. Mirac.ihad. Miracoli della Madonna ; se ne citano due testi a Mcnz. Sai . M. Bin, Rim. buri. M. Bùi. Rim. buri, 1. i 83 . Mes. Cin, M. Cin. Rim. ant. M. Lue. da Panz. M. Ritmi. d’Acju. M.Ria.Aq. Rim.ant. Mes. Metam. * Melamorf. Strad. M idi. Bonar. R ini. M ich. Buon. Fier. Mime . Mad.M. Mirac. A/ad. AL A. Mime. Mad. P. N. Mirac . M. P. ]y m Monete . Leu. Mon.Sìen.Rim.a * Menisi, diss. Montem. Rim. AI miteni. Son. 3 . Alontcmagn. Rim. son. 4. AI or. S. Gveg. Al or. S. Grog. Lett. AI or. S. Grog. Prol. AI or, S, Gre Aforg. Morgant. Alorozz. da Fir. Aioli. Filos. Alott. Filos. B, V, Alott. Filos , P. irò 1 fatalisti. Lucca, Ciufetti , c Bandinij voi. 2 in 8. Rune di Buonaccovso da Alontcniagno stampate p 1 !! volte ed in più lunghi , ma non sappiamo. ^ quale edizione si valessero i passati Compilata 1,1 ' Nella presente impressione abbiamo più com ||,lC mente citato la moderna edizione fatta in 'ze da Giuseppe Al anni nel 1718 in 12, allegò' do per lo più il numero de’Sonetti. olganzzamenlo de'Alorali di San Gregorio t g"o fatto da Zonati da Strafa. Non sappia! 110 • qual sia il Testo stampalo che citarono i Con 1 ' 1 ' 1 *' pilatori delle antecedenti edizioni. Nella preseli impressione abbiamo più frequentemente cih lt3 la moderna stampa fatta in Roma nel 1714 tre volumi in 4 - per gli Eredi del CovbeÙG iu . Si cita ancora per lo più a pagine la lettera^ medesimo Pontefice San Gregorio a Leaiidt^ yescavo di Siviglia , siccome anche il Prol<^° deirOpcra, Il Volgarizzamento di Zanobi da Strt* ta essendo compreso in 19 libri , abbiamo ] lCf lo più aggiunto agli esempii da esso tratti il R lJ ' inoro del libro , ed il numero marginale posto 111 rinschedun libro ncll’accennata edizione di Rotn a ' penna; uno, che fu già di Marcello Adriani , l’altro, che fu già di Piero di Simone del Nero , e che ora si conserva nella Libreria de’Gwa- dagni. Lettere e Mandati ad Ambasciatori e Ministri scritti da Niccolo, Monaci c da Vejilura suo figliuolo, ambi Segretarii della Repubblica Fiorentina , compresi in molti volumi , i Testi originali de’quali si conservano nell’Archivio dell’Uffizio delle Rilbrmngioni. Rime antiche di Alan aldo^ o Alonaco da Siena : v. Rim. ant. P. N. Aloniglia (Gio. Andrea) , Opere drammatiche. Firenze , Vangelisti, e Biudi , 1689 e seg. voi. 3 in 4 con figure. Aloniglia ( Tommaso Vincenzo ), dissertazione con* Mozzi S. C' S. Creso. Alorgante di Luigi Pulci : v. Luìg. Puh. Aloi%* Marozzo da Firenze : v. Airtoroz. da Fir. Volgarizzamenlo del libro intitolalo Alatti de'fo losofi ; si citano due Testi a penna , uno chef® già di Baccio Calori , poi del Scuator Lnip Guicciardini , l’altro, che fu di Giovano in cd 1 * zio Pincili (2). Un’operetta con questo medesimo titolo è stata data modernamente alla stampa d® Domenico Alaria Marmi in Firenze nel 17^ dietro l’antico yolgarizzamento di Boezio, lr«d' ta da un Testo a penna dell’Abbate Niccolo B argine chi. Alozzi (Marc’Antonio), Storia di S. Cresci e di SS. Compagni martiri , ec. Fireuze , Alhizzinfi 1710, in foglio. Ricordano gli Accademici anche , Lettera ad li,% cavalier fiorentino divoto di S. Cresci. —Sonetti sopra i nomi diti ad alcune dame fi® - routine dalla .serenissima principessa Violante. F 1- renze , 1700, in 4- » Citarono i nuovi Accademici le Rime di quest® » scrittore. Oltre ai sonetti indicati , altre s llC » poesie si leggono nelle Rime degli Arcadi & n lustri cc. e nelle Rime scelte dal Gobbi. Ve' ?) nezia , 1737 , 1739 , voi. 5 . in 12. » (Gamba)’ N N Narraz. Mirac. * Ner. Croia * Ner. Simili. pie. Costali. * Nicol, pr. Ninf. Fiesol. Net- lue. Rim. ant. No, * ai razione di Miracoli: v. Lib, Op■ direi-, Cronichetla di Neri di Alfieri di Strinali di Ramingo degli Strinati , scritta alla line del setolo decimo terzo; poi nel i.'jGG copiata ed accresciuta da Belfradello di lui discendente. V. più sotto Star, semif. Neri ( Ippolito ) , Presa di Saminiato. Poema giocoso diretto a Ferdinando De' Medici gran Principe di Toscana. Gelopoli ( Firenze ) , 1660 ( 1760 ) , in 12. Fruttato di Medicina di Niccolo Costante. Testo a penna. Nicolai (Alfonso) , Prose Pascane. Firenze Yi- yiani, 1772, 1773, volumi 3 in 4 - Ninfale Fiesolano : v. Bore. Ninf. Fiesol. Rime antiche di Notare Incoino da Lentino : v. Rim. ant. Rim. ant. P. N, Rim. ant. B, M. c Rim. ant. F. R, Noe. Noe. Noe. Nov. Noe. Noe. Noe. Noe. 54. ant. e Novellino , 0 sia Cento Novelle Antiche. Si ciD ant. Proem. ha stampa fattane in Firenze da’ Giunti nel ani. Proem. j. '-G 3 in 4 , allegando ciascheduna Novella, ed an; ani. 4. 1. che il numero supposto per maggior comodo di ant. 30. Ut. dieci in dieci versi in ciascheduna, di esse , sic- anl. 102. come ancora nel proemio. Si citano anche i Ti" ant. g. 1. Ioli di ciascheduna Novella, ed anche la giunta ant. staniti, ant. n ^° C- cnt0 Novelle , cioè le quattro novelle ng- 2i ’ giunte in fine della predelta edizione Ad Giunta Talvolta sono state citate le cento Novelle della stampa antica , cioè di quella fatta fare in llo- logua ila Carlo Gunlteruzzi, alcune delle quali sono diverse da quelle contenute nell’ edizione Ad Giunti, e perchè questa antica stampa inai' culi luogo è scorretta , talora ci siamo prevalsi di un Testo a penna di ossa, che fi già di Piero del Nero, ed ora si conserva nella Libreria de' Guadagni segnalo col lumi. iG 3 . (1) Questo Libro fu dettato Patino 1298 a giudizio dell’ Infarinalo , il quale ne vide un Codice inancanle ili principio ed in fine, che fu dello Stradino. Si avverta che non si dee confondere con quello stampato nel secondo volume delle Navigazioni del Parnasio, il quale si crede , che sia tradotto posteriormente dal Latino, cd anche in molti luoghi accorcialo. (a) Non abbiamo trovato in mano di chi poscia passasse il Testo del F'dori. Di quello del Pinelli la menzione V Infarinalo, il quale atti l ' Luisce quest’ Opera a Maestro Piero da Reggio autore degli. Ammaestramenti a sanità conseivare, di cui sopra si è ragionato ; ma egli fnt' sl! s’ingannò , perchè il Testo del Pin Iti conteneva e quelli Ammaestri' menti e questi Motti. Abbiamo veduto un Testo de’ Molti de’ Fihs'l r tra i MS. della Libreria de’ Guadagni segnato col uutn. i 4 °> ut ^ sl premino elite, se sia uno de’ due sopraddetti. o o 2 1 Olmi. Oi ig. Onici. S. Grvg. Volgai 'izzamento d un'Omelia (V Origene, Nelle passate impressioni citarono un Testo a penna per essere scorretto lo stampato. Nella presente al>T)ìamo citato a pagine 1’ esemplare di essa O- india impresso dietro allo Specchio di Penitenza* del Passavanti dell’edizione fatta in Firenze da Tur tini e Franchi nel 17^5 in 4 - Volgarizzamento dell' Omelie di S, Gregorio, stampato. ■ Vofgarizzamento dell Omelia di S . Giovanni Gri - -- -'l'isos. sostento , la quale ha per titolo: Che ninno non (Jmel. S. G, Grtsros. pub essere offeso se non da se medesimo. Testo P- a penna, che fu di Francesco Redi , ora presso vniehA.Gio. Grisost. il Cali Gregorio Redi, Op.div,t ranc.Sacch.Opeir. diverse di Franco Sacchetti: v. Frane, Saceti. Op. dio. Op.div. Tratt.Avem. Opere diverse. Trattato dell Avcmariaiv .Lib.Op.div. Ordinata. Mess. Libro intitolalo Ordinamenti della Messa. Testo a (Jrduunn. della Mes. penna clic fu già del Riscaldato, Ordii inni, Ì\J ess, F. 47 . Oidiu. Pudal. Ordine de ’ Pachili. Scrittura a penna di Commissioni d’ un Magistrato del comune di Firenze detto Paciali. . Orsi ( Giovanni Giuseppe ) Consicirrnswru sopra, la maniera di ben pensare, ec. Modena, Soliant, 1735 , voi. 2 in 4. Il ragionamento sopra il dialogo di Cicerone intitolato Calo maior, si trova nel tomo XXXI della Raccolta Calogeriana. Orsi (Cardinale Giuseppe Agostino) , Srovia Le- Oi d. de’ Pacial. * Orsi G. * Orsi Card. Ovid. Metamor. Ovid. Metamor. Si- mint. Ovid. Metamor. P N. Oriti. Metamor. G.D. Oriti. Metani. Strati. clesiastica. Tloma, Pagliarini , ì^V) e 17(12, voi. 21 , ii> 4- — Dimostrazione teologica , ec. Milano, Malalcsta, 1729, in 4. Volgarizzamento delle Metamorfosi dOvuho fatto da Ser Arrigo Simìntemli da Prato. Se ne citano tre Testi a penna; il primo che fu già di no irti .. « w-. ‘-j, r • Pier del Nero, oggi nella Libreria de C madagm segnalo col numero i 5 q; il secondo, clic fu già segnaiu cui iiimiuo • , -- - del Solo e poi del Guernito, ora nella Libreria del Marchese Riccardi segnato R. Uh XV 1 I 1 ; il terzo, che fu già di Giovanni Mazzuoli detto lo Stradino. Volgarizzamento de'hibrid' Ovidio de Arte ammutì. Testo a penna , die fu già di Piero de’ Bardi de* Conti di Vernio nostro Accademico, dipoi del Conte Pier Filippo c fratelli de’ Bardi- Volgarizzamento delle Pistole d' Ovidio (1). Nelle prime impressioni furono citati due Testi a penna, uno che fu già dell' Inferigno, l’altro dei Sollo. Nella precedente a questa si cita anche un altro Testo, che fu già (Itilo Smunto. Nella presente non avendo noi ritrovato i suddetti Codici , ci siamo serviti d’un altro Testo a penna di Moti* signor Giovanni Bottali , e talvolta l’abbiamo citato a pagine. Ovul. Rem. Am. Volgarizzamento del Vibro d*Ovidio de Remedio Ovid.Rcm.Am.Sn ad. Amoiis. Testo a penna, che fu già dello Stradino . Ovid. Rem. Am. Str, Ovid. Art. Am. Ovid. Art . Amati. Ovid. Pisi. Ovid. Pisi. B. R. Ovid. Pisi. G. D. Ovid. Pisi. S. B. Ovid. Pisi. i5. Pallad. B. D. Pallad ; /). Pallad. cap. 7. Pallad Marz. 5. Pallad . Aprii. 2. Pallad. N ovetti. 2Ò. Pallad. S. Pallad. F. R. Pan dalBag.Rtin.anL Pw i Ori-s. Pani, Oros. P. N * Pop. Burch . Pass. Pasuiv. Passar. Prol. Passar, car. 1. Passar. 3o. J^olgarizzamento di Palladio. Tanto in questa quanto nelle passate impressioni si cita il Testo a penna, che fu giù di Bernardo Davanzali no- scia di GixdianoDavanzati nostro Accademico eletto il Gabellato, e che ora tra’ MS. dell* Accademia si conserva. Si cita a capitoli, e dove l’Opera e divisa no’mesi, si cita il capitolo di ciaschcdun mese. Nelle antecedenti impressioni oltre al suddetto Testo ne fu citato audio uno, che fu già di Bernardo Segni, dipoi del cav. Giuseppe Segni nostro Accademico , cd un altro, che fu già di Francesco Redi, ora del Bali Gregorio Redi. Rune antiche di Panuccio dalBagnow.Rim.ant.F ,R. Volgarizzamento della Storia dì Paolo Orosio. Tc- Patqff. Pecor. nov . Pecor. g. 1. nov. Pecor\g.25.uov,2.2 Pecor. g. 14. canzi sto a penna che 4 u già di Pier del Nero, dipoi tra’MS. della Libreria de’ Guadagni. (•>.) ’cipmi ( Gio. Antonio) , Lezioni sopra il Bur- ..LO.71.. T.V- tv • • ...... Paf, chiello, Firenze, Paperini , 1733 , in 4 * Specchio di vera Penitenza di Iacopo Passavanti dell’ordine de’Predicatori. Nelle prime impressioni i Compilatori citarono^ V esemplare stampato in Firenze l’anno i 585 , in 1 per harto - lommeo Scrmartclli , c tdvolta ì Testi a penna dova lo stampato parve loro scorretto, o mal sicuro. I Compilatori dell’antecedente citarono l’esemplare corrotto dall’Accademia, c stampato in Firenze pure in 12 l’anno i(>8i pel Vangc- listi, allegandone le pagine. Nella presente impressione ci siamo serviti per lo più della ristampa fallane da’ Tartini e Franchi in Firenze nel 1725 in la quale pure è stata corretta dall'Accademia. Nel margine di questa edizione essendo stati apposti i numeri delle pagine di quella del Vangelisti per maggior facilità di ritrovare gli 0 ) Sebbene è incerto il Volgarizzatore di queste Pistole , nondimeno si legge circoscritto, benché assai oscuramente, il suo nome nel Pi’ologo dell’ Epistola di Fedra cosi: E pero bella donna , giovane e gentile, ricca e benigna, il cui nome è fiorito di quel belfiore, che l'alto Re de Franceschi porta nelle sue celestiali insegne, io il quale son chiamato in Lingua Ebrea BOCCA DI LAMPANA, e nella Lingua Greca GUARDIA ì)’AMORE, e che questo Libro recai di Grammatica nel vofgav Fiorentino e Sottese a vostra stanza ec. Da un testo a penna , elle fu di Giovanvincenzio Pinelh , si ricava che la donna a cui c in* titolato questo Libro era Madonna Lisa Peruzzì, che corrisponde atta sopraddetta indicazione. Più oscuro c il nome dell’autore del Volgariz- lamento, è solo si può congetturare, che avesse nome Filippo, osservando questo nome nella Lingua ebraica significa BOCCA DI LAMPANA, ({ particolarmente a quelle clic ci sono por* 1 ’ dall’Indio, scritte in una lettera al Padre A 1 nasio Kirker ; ^ Osservazioni intorno alle Vipere scritte in " Lettera al Conte Lorenzo Magalotti. ^ Lettera sopra alcune opposizioni fatte alle *, Osservazioni intorno alle Vipere scritta ad d ‘ sandro Moro, e all’ Abate Bourdelot. i a | Vocabolario della lingua aretina compilato j Redi, ctie si conservava MS. nella Libreria C Padri Carmelitani Scalzi di Firenze, e p° s (1) Le pistole di s. Antonio insieme cogli Ammaestramenti de’Santi Padri, coila Tenzone d' un’ anima e d’un corpo , colla Creazione del Mondo , Traslazione di Vangeli e Miracoli delta Madonna erano in un medesimo volume di Pier del Nero, come attesta YInfarinato, che ciò notò ne^bAvvertimemi-, ora però non si troyano tra i MS.de’ Guadagni. (2) Non sappiamo, che cosa significhi la lettera S, che in lutti dici delle passate impressioni troviamo aggiunta a questa abbreviato.^ se forse non è la lettera, che si costuma di scrivere sulle coperte 0 Libri di conti, che serye di denominazione al Libro. 23 IC» in» elU ni ne •et Red. Ceti. Qcch. Red. Ditir. f5. Red. A miai. Ditir Red. Ann. Ditir. ujtf. Red. Semel. Red. Leti. i. tìS. Red. Cons. t. .79. Reg. Pini. Re Rub. Re Ruher. Rim. ani. Re Ruber. ift?. ’t pt ite isf ? 0$ # df. rio*. é. tfb Ufi \p J )l>f ai* , -i< ito tifi forse passato in altra libreria di quella città. Lettera intorno all' invenzione degli occhiali scritta a Paolo Falconieri. Bacco in Toscana , Ditirambo. Annotazioni fatte dal medesimo Francesco Redi al suo Ditirambo. Sonetti, ed altre Poesie. Lettere Familiari stampate in Firenze da Giuseppe Mcauti nel 1724 , c nel 1727 in due volumi in 4-1 il primo de’quali è anche ristampato dal medesimo nel 1731, ed i due numeri apposti agli esempli corrispondono a quelli del volume , e delle pagine. Consulti Medici parimente impressi in Firenze da Giuseppe Ai turni in due volumi in 4 nel 1726 e nel 1729, c di questi similmente abbiamo nelle citazioni additato il volume e la pagina. Terza Regola del terz’ ordine delle Pinzochere di S. Francesco, tradotta dal latino iti lingua assai antica. Codice MS. di Casa Alhizi. Rime auliche attribuite a Ruberto Re di Napoli e di Gerusalemme , tratte dal Testo a penna di Pirro del Nero, clic fu poi di Migliore Guadagni (1), e poscia impresse in Roma nella stamperia del Grignani nel 1642 in foglio insieme colle Rime del Petrarca tratte dall'originale della Libreria Vaticana, col Tesoretto di Ser Brunetto Latini, e colle Canzoni di Binda Bollichi. Volgarizzamento della Rettorica di Marco Tullio. Nelle antecedenti impressioni ne sono stati citati tre Testi a penna, il primo , clic fu già di Gio- vambatisla Strozzi\ il secondo , che fu di Marcello Adriani (2), il terzo, clic fu di Giovanni Mazzuoli detto lo Stradino. Nella presente impressione abbiamo talvolta citato anche 1’ esemplare stampato modernamente in Firenze per Domenico Maria Manni 1 ' anno 1734 in 4 -1 allegandone le pagine. Ricci (Frane. Maria ) ; 1 ’ Antilucrezio. Verona , Carattoni, 1767, voi. 3 in 4 - piccolo. Riccio ( Leonardo del ) , dell' Esequie di Cosimo III. Granduca di Toscana , cc. Firenze , Tortini e Franchi, 1726, in 4 - — Caratteri di Teofrasto , tradotti da un Accademico della Crusca, (Lionardo del Riccio), Gr. Ital. Firenze, stamperia inouckiana , 176,1, 1763 , voi. 4 , in 12. Ricc.daVarl.Rim.ant.Rime antiche di Ricco da Vaiiungo: v. Rim. ani. Ilice. Vari Rita-ant. e Rim. ani. P.N. Iliceac.ldl'ir.Rim.unt Rune antiche di Riccuccìo da Firenze ; v. Rim. ant. P. N. Ricettario Fiorentino. Se nc citano, additandone le pagine, diverse edizioni, cioè la più antica del 1567 , e dipoi ancora le posteriori de) 1573 del 1 Gì 3 del 1070 e del 1696 , tutte in foglio. Si citano ancora le Provvisioni c’ Capitoli posti talora in principio , e talora in fine di ciascheduna della suddette edizioni. Ricettario horetuino del secolo decimoquinto, che si trova nella libreria di Badia in Firenze, c molto anteriore a quelli qui sopra citali. Istoria Fiorentina di Ricordano Malespini insieme coll’ aggiunta , o sia continuazione di essa fatta Ne' primi quattro Libri Dante Alighieri. Nel Libro quinto Metter Ciiio da Pistoia. Nel Libro sesto Guido Cavalcanti. Nel Libro settimo Dante da Maiauo. Nel Libro ottavo Fra Guìltonc d’ Arezzo, Nel Libro nono Francesebino degli Alhizi. Fazio degli liberti. Ser Lapo Gianni. Lodo di Bonaguida. Ser Messer Messer Maestro Reftor. Tali. R u. Tuli. Reti. Tuli. G. Reti. Tuli. M. lieti. Tuli. Strali, lieti. Tuli. 6 sospettare clic rll/nn ' crchè questo Brattato delle virtù movali in l ima è dedicalo a Messer Behmm ,. Aot di Monte Sciteli esser Beliranp. „„ ~ Capitano e Cognato del Ile Ruberto , al quale da Messer Beltramo fu poscia per avventura donato, coueìossiachc del Balzo Conte si trova aggiunto all' edizione dell f |>V> ri.» Jn< nnn f'nrbi’lllM in LlOìlt t , - vwumi\», tonai me narrano gli Storici del suo tempo , questo Principe a propensione alle linone lettere, e in ispme alla Poesìa, dipoi in quel libro il suo nome per dinotare, che n editore , da taluno, che non troppo sollUujeute avrà «« r.. • , ue fu creduto Autore coaveva somma onde inserito ne fisse slato pos- à investigati La bicorne alla voce Asto, o perchè Etica di Ser Brunetto Latini fatta fare da Jacopo Corbellini in Lione nel i 5 G 8 in 4 »° jicrcbè da alcuni è creduto parie del Tesoro di Ser Brunetto , cioè a dire il libro ottavo, nel «piale si contengono gli Ammaestramenti della Rettorica. ( 3 ) Questo Codice presentemente non .si trova tra i MS. de Guadagni c cretesi perduto. Dagli antichi originali della prima impressione abbiamo ricavate/ i nomi della maggior parte de’Poeti in esso co..- tenutù ani. F. Boli di co Notajo da Lucca. Cino da Pistoia, Cionc Notajo. Federigo 11. Imperadorc, Frcdi da Lucca. Gherardo da Castello. Gonnella Interminelli. Guido dalle Colonne Giudice diMcssina. Guido Guinizzelli da Bologna. Guido Orlandi. Guitlone d’Arezzo. Iacopo Mostacci da Pisa. Inghilfrcdi. Lapo Gianni. Mazzco di Neco da Messina. Monaldo , o Monaco da Siena. Monna Nitia Siciliana. Notaro Iacomo da Lentino. Onesto Bolognese. g er Pace Notajo. Maestro Piero delle Vigne. Ser Prello. He Enzo. Ricco da Vari ungo. Riccuccìo da Firenze. Messer Rinaldo d’ Aquino. Rinicri da Palermo. Roberto Re di Napoli e di Gerusalemme. Rosso da Messina. Riesser Ruggieri d’ Amici. Saladino. Ugo di Massa da Siena. Raccolta di Rime, o Poesie di diversi antichi Autori compresi in due Testi a pernia di Francesco Redi, ora in mano del Bali Gregorio Redi. Alcuna volta nelle citazioni degli esempli si sono accennati i nomi di questi Rimatori, che sono i seguenti : Adriano de’ Rossi. Alberto degli Albizi. A (bertuccio della Viola. A lesso Donati. Amorozzo da Firenze. Andrea Carelli da Prato. Andrea de’ Bardi. Messer Maestro Ser Messer Messer Ser Messer Messer Angelo da San Gimignano. Antonio da Ferrara. Antonio Pucci. Antonio da Siena. Antonio da Volterra. Antonio Piovano. Arrigo di Caslruccio. A rrigo Baldonasco. Bacciarone di Messer Bacone da Pisa. Bandi no d' Arezzo. Bartolommeo da Casini della Picyc. Bartolommco da Lucca. Bello , O Prello. Bcnnccio Barbiere. Botto Metlifuoco. Bianco di BticareiJo. Biiido Bollichi da Siena. Bonagiunta Urbiciani da Lucca. Bondico Notajo da Lucca. Braccio Bracci d’ Arezzo. Bruzzi Visconti. Chiaro Davanzali. Cinti Giudice da Pistoia. Cino Rinuccini. Ciscranna de’Piccogliiiomcni da Siena. Coluccio Salutati. Conte di Santa Fiore. Dante Alighieri. Dante da Volterra. Dello da Sigila. Dino di Tura Bastaio. Dolcikcne. Domenico Salvcstri. Dotto Reali da Lucca. Dozzo Noli. Fabbruccio de’ Lainbcrtacci. Fazio degli Uberti. Federigo dall’ Ambra , o d’ Arezzo. Filippo de’Bardi. Filippo da Messina. Frcdi da Lucca- Frediano da Pisa. Francesco di Simone l’cruzzi. Franco Sacchelti. Gallclto da Pisa. Gaiio di Messer Lapo da Colle. Ceri Giannini da Pisa. Giacomo Pugliesi. Giacomo da Lentino. Rim. ani. Slroz. Rim. ant. C. S. Messer Messer Fra Maestro Messer Maestro Ser Ser Maestro Conte Messer Frate Messer Giovanni d* Arezzo. Giovarmi da Piato. .e Giovanni Laiubertucci de' FresCoM Giovanni Maratolo. Girolamo Terrainagnino da Pisa. Giudice Ubertino. Gonnella degl’ Interminelli da L> lcC ' Graziuolo da Firenze. Guido dalle Colonne Giudice di Me ,ssl Guido della Rocca. Guido Guinizzelli da Bologna. Guido Orlandi. Guidone < 1 ' Arezzo. Iacopo Alighieri. Iacopo Mostacci da Pisa. Inghilftvdi. Lapo Gianni. Lapo Salterelli. Lazzaro da Padova. Lcnimo di Giovanni Orlandi. Lionardo del Gualacca. Lippo d’Arezzo. Lotto di Ser Dato. Maffeo de' Libri. Manetto da Filicaja. Marabuttino d’Arezzo. Macchione di Matteo Arrighi. Masarello da Todi. Matteo Correggiaio. Matleo Frescobaldi. Mazzco di Neco da Messina. Meo Abbracciavacca da Pisa. Migliore da Firenze. Mino del Pavcsajo d’Arazzo. Monaco, o Monaldo da Siena. Monte Andrea da Firenze. Natuccio Anquino da Pisa. Niccolò Soldanieri. Nocco di Cenni. Onesto da Bologna. Ottavante Ilarducci. Pace Notajo. Paganino da Serzana. Pannuccio dal Bagno da Pisa. Passera della Gherminella da Luce 1 Peseione Cerchi. Piero delie Vigne. Piero da Montcrappoli. Pirro Nol'eri da Montrdngii--. i Pierozzo di Biagio di Strozza StrO** Pippo di Franco Sacchetti. Polo da Castello. Piicciandone Martello da Pisa. Pucciarello. Rainaldo d’ Aquino. Ranieri da Palermo. Ranieri de’ Samaretani. Re Enzo. Re Federigo. Riccuccio da Firenze. RoS'O da Messina. Ruggieri d’ Amici. Kuggierone da Palermo. Saladino. Sandro di Pippozzo. Simbuono Giudice da Pistoja. Stefano Protonotario da Messina» Stefano di Cino Mcrciajo. Stoppa de’ Bostichi. 'Fatano da Firenze. Tommaso de’ Bardi. Tommaso Bozzuola da Faenza. Tommaso di Sasso da Messina. Ubaldo di Marco. Ugo da Massa di Siena. Raccolta di Poeti antichi, o sia di Rime ‘‘ di diversi. Testo a penna , clic fu già del ^|( tor Carlo di Tommaso Strozzi. Alcuna ^^1' se ne sono accennati i nomi , che sono i s‘8^1 Bonagiunta Urbiciani da Lucca , Ca 11 ' Caccia da Castello , Canzoni. Cecco Angiulicri da Siena, Sonetti Cino da Pistoia, Canzoni, Ballate c Dante Alighieri , Sonetti. Dello da Signa , Sonetti. ■ , Dino Frescobaldi, Souetii e Canzo* 1 '^ Enzo Re (li Sardigna , Sonetti c C» Fazio degli Uberti, Canzoni. ,,[1’' Forese de’ Donati , Sonetti contro V Francesco Ismera , Canzoni. Gianni Alfani, Canzoni. (1 , Guido Cavalcanti, .Canzoni c ? orlC ,.j. Guido Guinizzelli, Canzoni c Son c Guido Orlandi , Canzoni c Sonett'- Ros. Vit. Ros. della Vit. Ros,delia Kit. C.P- Ros.nt-FiLPv.- Accademia del Cimento descritti dal Sollevato. Si cilauo a pagine le due edizioni di Firenze del • „„ ,,, e del 1692 in loglio. nè* • P- a . Saggi di natavali esperienze pubblicati dal Targio- m. (loesti saggi sono inseriti nell’ opera che porta per libilo: Notizie degli aggraiulimenli delle scienze fisiche in Toscana, Firenze, si vende da Giuseppe Boucbai d, . 780 , Parti 4- tom. 3 iu 4- con ligure. Rime amiche di Saladino : v. Rim, ani, P. N. a Rim, ani. R. Parafrasi Poetiche sopra i Salmi di David del Salv. Rifar, secon. Salv. Rifar. 2. Of- Salasi. Rirn. ant- Suini. Solire. Sollecito , stampate in Firenze per Vincenzo Salvia, disc. 1. 3 6. Salvir.■ disc. 2. i58. Salvili, disc. 3. 19. Suìvercg- Salveròg. M. C, Salvin.Pros.Tosc.84. Snlv. Avvertici. 1.3. 4. 16. Sulv.Avvcrt.2.2.24• 8. Salv. Ora”, Salv. Lez. Salv. Grane. 3. 2. Salv. Spin. 4■ 3 . Salv. Dial.Amic. 54, Salv. Com.Voet.Arist. Salv. Riin. Salv, Canz. Pili . Stdv. Rifar. 1. Salv.lnfar. pr. 48 f. .............., -, — Fnngdisti 1’ anno iGS.j in Folgarizzamento, o Sposizione della Salveregiiui. Testo a penna, che fu già di Matteo Cacciai , dipoi tra' MS. dell'Accademia. Opere del Cavalier Lionurdo Salviali detto l’ In- fhrinato , cioè : ......... . Avvertimenti della Lingua sopra'l Decamero - Salvinpros.Tosc.2.2f ne, Volume primo in Venezia presso Domenico c Ginvainbalista Guerra nel 1 .>8 \ in 4- Volume secondo in Firenze nella stamperia de’ Giunti nel i586 in 4. Nella presente impressione abbiamo più caniiuunncutc citata la moderna edizione di Napoli presso Bernardo Michele Raillard nel 1712 , in due volumi iu 4. , ed i quattro numeri aggiunti agli esempli segnano il volume, il libro , il capitolo e la particella , o sia l'articolo. Orazioni, parte raccolte in un volume e stampate dai Giunti nel 1 Ufi in 4- , parte stampate separatamente in diversi tempi (1). Lezioni cinque dette nell'Accademia Fiorenti- Salvili. Semf. Ef. na, impresse in Firenze po’ Gitimi nel 15-;5 in 4. 11 Granchio Commedia in versi , della quale si citano le due edizioni di Firenze , cioè quella Salvili. Nic. falla per gli Eredi di Lorenzo Torrenlino e di Carlo Pettinali nel i566 in 8., et’ altra fatta da Cosimo Giunti nel 1606 iu 8., ed i numeri de- Salviti. Esi- gli esempli corrispondono a quelli degli atti ~ delle scene. data in luce in Firenze pe’ Tarimi, e Franchi nel 1724 in foglio. Infarinata secondo , ovvero Risposta dello Infarinato Accademico della Crusca al libro intitolato Replica di Cammillo Pellegrino ec. stampata in Firenze per Antonio Padovani nel 1588 in 8. Nella presente impressione abbiamo per lo più citato a pagine la moderna ristampa inserita nel tomo VI. delle Opere di Torquato Tasso date in luce in Firenze pe’ Tardili e Franchi nel 172.4 iu foglio. Considerazioni di Carlo Fiorettò, v. Cari. Fior. Alcune Opere dell’ Abate Anton Maria Salvini , cioè: Discorsi Accademici sopra alcuni dubbii proposti nell’Accademia degli Apatisti divisi in tre volumi. Si cita l’edizione di Firenze per Giuseppe Manni ; quella del primo volume fatta nel iGqG e nuovamente nel 17 ili , quella del seconde» net 1712, e quella del terzo nel 1733 , tutte in 4- I numeri additano il volume e le pagine. Prose Toscane recitate nella nostra Accade- ■ 1 -1.: .1 mia, c stampate in Firenze in due voltimi , il primo da’ Guidacci e Franchi nel 1716, il secondo da Giuseppe Manni nel 17.35 in 4-, ..— ,-,-.1,^ e ; i Salviti» Cas, Salviti- Cicl enna (1). *5'. Remar. S'ob.An. Volgarizzamento d'uti Trattato della Nobilà de V’ S.Bcrn.Nnb.An.D . anima , di S. Bernardo. Testo a penna , cne fu S. Berti. Nobd.Anitn. già del Pasciuto , ora tra i libri MS- di Casa Dini. *5’. Gnsos. . Volgarizzamento di alcuni Opuscoli, ovvero Trai» S. Crio. Gris. tati di San Giovanni Crisostomo. Testo a pen- 4.9. Gnsos. Opus. F.A. na (2), che fu già del Ricoperto. Santa Caler. Lettera di Santa Caterina da Siena. S. Caler. Lett. Scili. S. Ag. Volgarizzamento della Scala del Paradiso da al- Scal. S. Agost. cimi attribuita a Santo Agostino , ma la tra- Scal. Farad. duzione molte volte è larga parafrasi. Testo a penna. Alcune Opere del Padre Paolo Sestieri della Compagnia di Gesù , e nostro Accademico , cioè : Segner. Pred, 1.5. Prediche , o sia Quaresimale; si cita l’edizione di Firenze del 1686 in 4 > ed il primo nu- ' mero accenna la Predica , il secondo il numero marginale 5 e talora abbiamo citata anche P edizione Veneziana di Paolo Buglioni del 1712 in 4. Segner.Crist.Instr.1 . Cristiano Instruito nella sua legge $ si cita per 8. 4* 1° più l’edizione di Firenze del 1686, in trevo- lumi in 4., e de’ tre numeri apposti agli esempli il primo addita il volume, o sia la parte, il secondo il ragionamento , il terzo il numero marginale. Segn.Mann.Feb.l8f2. Manna dell anima', si cita P edizione del Buglioni del 1712 in 4 ? ed il primo numero indica il giorno di ciaschedun mese , il secondo il 'numero marginale. Segn. Paneg. Panegirici', si cita la mentovata edizione di Venezia. Opere dì Bernardo Segni , cioè .* Segn. Stor. 4. 116. Storia Fiorentina dal j 5>7 al 1555. Segn. Vii. JSÌG.Capp. Vita di Niccolo Capponi suo zio. Tanto que- sta quanto la Storia nella passata impressione si citarono scritte a penna presso al Cavalier Giuseppe òVgyu’Nclla presente impressione abbiamo adoperato la moderna edizione , che ha la data d'Atigusta del 1723 in foglio, c della Storia abbiamo accennato i numeri, di ciaschedun libro, e delle pagine 5 della Vita di JSiccolb Capponi le sole pagine. Segn.Poìit. 1. 45. Traduzione della Politica , o sia del Trattato de'Governi d'Aristotile ; si cita l’edizione di Firenze del Torrentizio fatta nel i5q9 in 4- additandone i libri e le pagine. Segn. Reti. 2. 2o5. Traduzione della Rettorie a d’ Aristotile ; si cita la stampa di Firenze fatta pur dal Tot reti- tino nel 1549 in 4 > e parimente se nc allegano i libri e le pagine. Segn. P&et. 3-2;. Traduzione della Poetica d'Aristotile , clic va uni/a colla Rcttorica nella suddetta impressione del Torrentino , e similmente se ne additano le Fi*' 1 *- Se {, n. Etic. 2. 6A\ Traduzione dell’Etica dAristotile', si cita Pe- Segn. Et. 8. 25 o. dizione del Torrentino fatta in Firenze nel i55o ° * * in e alcuna volta anche quella di Venezia del 1551 in 8., accennandone i libri c le pagine. (1) Questo Libro era stato tralasciato nell’Indice delle abbreviature della passata impressione, benché fosse stato posto nell Indice degli autori citati. Credesi per alcuni riscontri, che gli spogli di questo Volgarizzamento fossero fatti da Benedetto Rioretti, e clic possano essere stati tratti da un Testo assai buono, clic fu già di Piero del Aero, e che ora si conserva nella Libreria de' Guadagni segnato col mini, /jq, e che fu trascritto nel 1^28. Abbiamo però osservata alla voce Scolisi- deranza una citazione di questo Volgarizzamento in questa forma : S. Agost. C. D . jVor., ma non abbiamo saputo rinvenire il significato di questa abbreviatura , nè quale special Codice per mezzo di essa venga indicato. Jacopo Corbìnelli nella Prefazione alla Bella Mano di Giusto de ’ Conti stampata in Parigi mostra essere stato di parere, che questo Volgarizzamento sia stato latto da Frate laenpo Passavanti . Alcuna volta Segn. Anim, 1. 3s. Trattato sopra i libri dell’Anima d'Ari fatto dare alle luce da Giovambatìsta Segflìf figliuolo per Giorgio Marescotti in Firenze l a - no i583 m 4- 9 e parimente di questo Titilli cita il libro e la pagina. . Opere del Segretario Fiorentino , delle quali r lo più si cita l’edizione divisa in cinque p? ; ! Sìeov f.Vv 0,__ e ne ^ J 55° in 4* e sono le seguenti, kX J FL , r n!T ; 1 ’c' Istorie Fiorentine divise in otto libri. Di^- 0 Fsor.Dedtc.6tor • s f e molte volte abbiamo citata la più antica^ zinne fatta da Bernardo di Giunta in Fif® 1 ? l'anno i53a in 4-, e i due numeri aggiunti 3 ^ citazioni degli esempli indicanoli libro c h* fjj gina , e si cita anche la Lettera Dedicatoria ^ Autore a Papa Clemente VII. S^gr.Fior. Pr.cap.8. Il Prìncipe ; si cita a capitoli. . Segr-Fior.pit.Castr. Vita di Castruccio Castracani', se ne cd a le pagine. Segr. Rior. Due. Modo che tenne il Duca Valentino p cr ^ Valenl. mozzare ViteUozzo Vitelli, Oliverotto da R'^'. Paolo Orsino , e '1 Duca di Gravina ; p ur o r,. _. citano le pagine. oegr. xhor. Ritirati o sierici Redazioni delle cose di •5cgr. rior. Relax. c { a € Alemagna , che parimente si cita rl ° pagine. - Segr.Fior.Disc.i.14* Discoidi sopra la prima Deca di Tito divisi in due libri j il primo numero indica d bro, il secondo il capitolo. Segr. Fior.Ar. guer. Arte della guerra divisa in sette libri ; 1 ^ 1- 5i. meri accennano il libro e le pagine. Segr. Fior.Art.guer. & Segr. R'ior.As.cap.3 . Asino d’ oro compreso in sette capitoli in b r za rima , e si cita il numero di essi capitoli* Segr. Fior. Cap. 1 . Capitoli quattro in terza rima, cioè dell’ casione, della Fortuna, dell’ Ingratitudini' dell’Ambizione ; ancor questi si citano giusta p loro numerazione. Segr. Fior. Decen.1. Decennali due in terza rima sopra le cose cadute in venti anni in Italia ; il numero citazioni corrisponde a quello de* Decennale Novella ,che si cita senza verun’altra distinsi 0 ^ La Mandragola Commedia in prosa citato r atti, e per iscene , ed abbiamo per lo più ^ pcrata l'edizione di Firenze del j553 in 8- , aie Segr. Fior. Nov. Segr.Fior.Mand. 1.2* Segr.Fior. Cliz.2.3 * pcrata l edizione di Firenze del j 553 in 8- . La Clizia Commedia in prosa, di cui p u - s’allegano gli atti c le scene, e di questa p* 1j ,j mente abbiamo per lo più citata l’edizione® oc-., Firenze del 1 537 in 8. Sen. Ben. Varch. Traduzione de’ Libri de' Benefizii di Seneca ^ n ; cid/ Varchi: v. Vurch. Bene fi - eri. ec am. yoLgarizzame.nto delle Declamazioni di Seneca^ sto a penna, che fu di Baccio Valori » ; nella Libreria del Marchese Riccardi segnato ■ * 9 e«. Pisi. B. V . Volgarizzamento delle Piade di Seneca. Te-d 0 * Sen. Pisi. 10. penna, clic fu di Baccio Valori , poi de’ ^ oen. Art. Uber. ciardini , e presentemente nella Libreria dei*** . Sen. Rrovvtd. , ciancili, nella Scansia IV- segnato col numero * Nella presente impressione abbiamo citato anch^ moderna edizione fatta da’ Tortini e R'irtnc" 1 , Firenze nel 1717 in 4 - la quale è tratta dal, * dice iS. de! banco LXXVI. della Libreria di ^ Lorenzo, il qual Codice c molto diversa!^' 11 dettato da quello del Valori, ed i numeri ^\[ rispondono a quelli delle Pistole, una delie «A è allegata con ispezial intitolazione, cioè q ,ie j che tratta delle sette Arti Liberali -, la cpiah‘^ Te>to Latino è posta al mun. 88, perche sef' jji tamentc è stampata nella slessa guisa che quel Codice. Citisi anche il Trattat > della ^ videnza posto dietro alle Pistole nella suda e stani] va. ,im Seti. Tranqml. Volgarizzamento del Trattato di S'encca ‘Q, Tranquillità dell’animo fatto da Tamrnns 0 J j gni nostro Accademico detto l’ Ardilo . Cop 1 ®-„ penna presso il Senatore Alessandro , e O v ‘ l re Fra Bartolommeo Segni, suoi figliuoli- Senn.Ben.Rini.ant. Semi. Ben. B.M. Rime antiche di Setinuccio del Bene : v. ani. B. M. abbiamo incontrato questa citazione, S. Agost. colla quale parimeflj'L} prima fronte credemmo, che s f indicasse ii Volgarizzamento delia di Dio , ma fattasi più attenta osservaziqne, abbiamo conosciuto un trascorso della stampa , e talora doversi leggere Seal. S. Agost» c ^. Scala di S. Agostino, come si può vedere nella voce Pule ‘U a ’ ^ lora Serm. S. Agost. cioè Sermoni di A. Agostino , come nell e?d il l addotto alla voce Occupare. g (2) Nella passata impressione non dissero in mano di chi poi p aS5 J^ questo Testo. Crediamo forse che ]3erveuisse in mano di Rrancesco 1 ^ di, tra i MS. del quale, posseduti ora dal Bali Gregorio Redi, si il Volgarizzamento di alcuni di questi Opuscoli. Alcuna volta è c p‘ 1 anche cosi: Itxut. S. Grisos., come si può vedere alla voce Miti#' 11 al truve. Serap. B. V. Gerap, 25 , Set y/. stor. Sert/nn. stor. 1. S crdon.Lcu.lnd. 685. Serd. Prot Seim. S. Ag. Serm.S.Agos.G^. •Senn.S.Agos.C.R. Serm. S. Agos. 25, Serm.S. Bern. Senti. S. Berti. P.D. Scr OncsL.Rim.atit. Scr Pac.Rìm, ani. Ser Preti Rim.ant. Sodar. Colt. Sodar. Coltili. Soder, Colt. 20. Stor. Bari. A. 36 . Stor. Bari 28» Stor. Europ. Stor. Monal. Stor. Nerbati, Stor.JSerbon. Strad. Stor. Pìst. Stor. Pisi. 20. Sold. Sold. Sat. Sat, Soliloq. Salii. S. Ag. Sol, S. Agos. Sper. Ortiz. Svar. Diat. •Sper. Pr. Sport. Geli. G.D. pos. P. N. Stan. Itab. Mac. Stari. Rub. Mac. : Stat. Stat. Mervanz. Mere.- Volgarizzamento del Trattato delle Medicine ww- Stal. Spez. filici di Serapione. Testo a penna che fu glàdi Stor. Aiolj. . /faccio Valori , poi de* Guicciardini, al presente Stor. Aiolj. Acc. tra i MS. della Librerìa de’ Panciatichi nella Scansia VI segnato col numero a 3 . In questa im- Star. -“PPy', 1 ! „ pressione molte volte abbiamo citato il numero Stot'.Appol.l ir.lx.à delle pagine di questo Testo. Traduzione fatta da Messer Francesco Serdonati delle Storie dell* Indie Orientali del Padre Giovati Pielt'o Majfei, ed alcune Lettere scritte dal- V Indie. Si cita 1 * edizione fatta in Firenze da Filippo Giunti nel 1589 in 4 * 1 e i due numeri aggiunti agli esempli accennano il libro e le pagine, c qualora s’ incontra un solo numero , quello accenna semplicemente la pagina. Provelini del Serdonati. MS. di cui si conserva una copia nella libreria Laurenziana , ed un'altra nella Magliabechiana di Firenze. Da questo MS., con diligenza spogliato, si è tolto ciòcb’cgUcontiene di più bello, e di più utile in fatto di lingua. r olgat izzainento de'Sermoni attribuiti a Sant’Agostino, fatto da Frale Agostino da ScarperiaiNcUe precedenti impressioni furono citati due Testi a penna ; il primo , che fu già di Giovambatista Stì'ozzi'f il secondo, che fu già dell 'Abbozzato. Nella presente impressione abbiamo citato anche l’esemplare stampato in Firenze da Domenico Maria Marmi l’auuo 1781 in 4 -’ e co’numeri aggiunti agli esempi! abbiamo additalo alcuna voi* ta la pagina , alcuna volta il Sermone. Volgarizzamento de' Sermoni di San Bernardo » Testo a penna, che fu già del Pasciuto. Rime antiche di Ser Onesto da Bologna :v. Rim. ani. Ritti, ant. P. N. Rim. cult. 1). M. e Rim. ani. F. R. Rime antiche di Scr Pace Notajo : v.Rini. ant. P. N. e Rim. ant. F. R. Rime antiche di Ser Prcllo : v. Rim. ant. P. IV. Imitato della Coltivazione delle Viti di Giovativi ttor io Soderini ; si cita V esemplare stampato in Firenze per Filippo Giunti l’anno xGooin 5.. cd anche la moderna edizione di Domenico Maria Marini del 1734, ed i numeri additano le pagine. Stor. S. Eustach. Satire delSenatov Iacopo Soldimi manoscritto pres- S tor.S .Eust.B. V» so a Manfredi Macigni suo nipote, e nostro Accademico. Alcuna volta c statatotela anche un’altra Copia a penna di Francesco Redi , ora in Stor. S. Margher. mano del Bali Gregorio Redi. 11 numero corrispondo a quello dolio Satire. Volgarizzamento del Soliloquio attribuito da alcuni a Sani ’ Agostino. Testo a penna, che fu già del Solh. Oì'azioni e Dialoghi di Messere Sperone Speroriti si cita per lo più la stampa fatta m Venezia nelle Case de'Figliuoli à' Aldo l’anno ioóo in 8. , e si allega anche il Proemio. Sporta del GelU: v. Geli. Sport. Sposizione del Pater noster : v. Espns. Pat. Nost. Stanze del Poeta Sentirà appellate comunemente Stanze della Rabbia di Macone (1), stampate; si cita il numero delle stanze. Statuti del Tribunale della Mercanzia ; Testo a penna originale nell’Archivio dell’ Uflìzio delle lUformagioui. 27 Statuti degli Speziali dì Pisa, t 4 <) 5 . La Storia d'Ajolfo, ovvero Le prodezze d Ajolfofì). Testo a penna che fu già deilo Stritolato , dipoi tra i MS. dell’Accademia. Volgarizzamento della Storia d’Appollonio di Tiro , e di Tarsia. Testo a penna, die fu già di Gin- vamlutìsla Strozzi , poscia in mano del Guern - Stor. Rin.Montalb. Stor. Rin. Mone. C, Stor. S. Eug. Stor. S. Onofr. Stor. S. Padr. Stor. Semif. Stor. Stor. Tobb. Tobb. M. C. Slrum. Pacial. Strum. de’ Pacial. to , ora nella Libreria del Marchese Riccardi segnato O. III. IX. . Volgarizzamento della Storio di Barlartm , e Gio- safat. Testo a penna ( 3 ) clic anche di presente si conserva tra i manoscritti dell’ Accademia. Se ne allegano le pagine, siccome ancora quelle dell’esemplare tratto in gran parte da esso, c modernamente stampato in Roma presso Giwnmmaria Salvioni nel 1784 in , del quale ancora alcuna volta ci siamo serviti nella presente impressione. Storia d‘ Europa : v. Giambull. Star, Europ. A torio, ovvero Diario del Monaldi: v.Diar. Monal--- Volgarizzamento della Storia Nerbonese , in chi sì tratta de' Paladini più moderni. Testo a penna che fu già dello Stradino ( 4 ). . Storie Pistoiesi, ovvero delle cose avvenute m J o- scana le precedenti piare stampato Ull U 4 UII.V. V.. * -- in 4. Nella presente ci siamo serviti anche della moderna ristampa fattane pe’ Tariini e Franchi nel 1733 pure in 4 *> ma i numeri indicanti le pagine corrispondono sempre a quelle della sopraddetta edizione de* Giunti, i quali numeri per maggior comodo di riscontrare gli esempii sono stati apposti nel margine di questa moderna ristampa. Volgarizzamento della Storia dì Rinaldo da Mon- talbano. Testo a penna che fu già dello Stritolato , dipoi tra’MS. dell’Accademia. Volgarizzamento della Storia di Sant' Eugenia. Testo a penna , che fu di Baccio Valori, poi de’ Guicciardini, ora nella Libreria de’ Panciatichi. Si cita ancora l’edizione di esso fatta modernamente nel 1735 in 4., da Domenico Maria Manni nel IV. tomo delle Vite de’Santi. Volgarizzamento della Storia, o Leggenda di San - t' Eustachio. Testo a penna, che fu giudi Baccio Valori ( 5 ) , poi de’ Guicciardini , «al presente nella Libreria de’ Panciatichi. Volgarizzamento della Storia dì Santa Margherita-. v. Vii. S. Margher. Volgarizzamento della Storia di Sani Onofrio : v- Lib. Op. dio. Storie di Santi Padri. Tosto a penna , che fu già di Baccio Valon, pii! de’ Guicciardini , ora nella Libreria di Niccolò Panciatichi nella Scansia V. segnato col num. 7. Stona della guerra di Semifonte, scritta dà Messer Pace da Certaldo, dal iS'so al i 33 a. Il libro fu stampato col tìtolo, Pace da Certaldo , guertv 1 di S e mi font e,e Cronichetta di Neri degli Strinati. Firenze, Stamperia Reale, 1763 in 8. Volgarizzamento della Storia di Tobbia. Testo a penna, che fu già di Matte o Caccùii, c che ora si conserva tra i Libri MS. dell’ Accademia. • Strumento de' PaciaU : v. Ordin. Pacial » Tue. Davanz. * Taglin. Leti. ^olgarizzamento del Cornelio Tacito fatto da Bernardo Davanzaù : 0. Dav. Toc. Tagliai (Carlo), Lettera filosòfica al March. Gabriello Riccardi. Firenze, Manto, 1709 in 4 * Lettere Scientifiche ec. Fireuze , 1747 2 * n 4 ’ col ritratto deli’ autore. denominate dal loro n . ìa . nno ver ^*ientc questo titolo, ina sono cosi nel i 3^3 ed è unito con un Compendio d* una parte dell* Antico Covi P* inc M >10 , C ^ e ^ ^ seguente : mentalrr di {Dante. Del resto questa Storia è volgarizzala o dal proveu- » Amor ' I ^ ra ^ J ‘ a ^ Macone, zale , o dall’antico francese linguaggio, come crede anche V Infarinato —, .v/, «.in: e ìi seguente : » lo canterò la rabbia di Macone , . . _ .. ” * doglie , e sospiri ìncanchcrali ec. I primi Compilatori citando un luogo di queste Stanze alia voce Gallinelle , ci notarono che venivano comunemente attribuite a Pier o Alfonsi Maresciallo di r rancia. (2) Non sapremmo dire, perche i passiti Compilatori in questo luogo vi dicano Poema in prosa. Pare che deliba dirsi piuttosto un Romanzo, come la Tavola A Honda, 1 Reali dì Francia , la Storia di Rinaldo da Montulbano, e simili. Al presente non si trova tra i MS. dell’Ac- cademia il Testo dello Stritolato. Avveue un altro al banco LX.VII. delia Libreria di San Lorenzo segnato col num. 34 il quale è diviso in capitoli, ed ha questa intitolazione : Qui comincia la Storia del Duca d Urlino, ed' Aiolfo suo figliuolo. Alcuni Scrittori, che videro questo Uomanzo , il chiamano la Storia d'Ajolfo del Barbicene. (3) Questo Testo è assai antico, e tu già di Pier del Nero, È servito rane. Tancia , Commedia di Michelagnolo Buonarroti: v. Buon. Tane. ™ Alcune Opere di Torquato Tasso , cioè : ■Idss. Ger. _ Gerusalemme Liberata Poema, di. cui sì allegano lass. (jr*>vus. 1. ì numeri de’canti, e delie ottave. Jass. A min. 2. 1. Aminta, Favola boschereccia in versi, la quale nel i 3 -> mentale) zale , il quale ne vide un Testo di Don 'Silvano Razzi. ( 4 ) Il Teslo di questo Volgarizzamento, veduto dall’ Infarinato , e mentovato negli Avvenimenti era del Soìlo, nò si può dire, se fosse il medesimo di quello dello Stradino , poiché i Compilatori non ci dissero in mano di chi questo passasse. Tra i MS. della Libreria de’ Pan- doljini abbiamo veduto un Testo di questo Romanzo segnato col nmn. 118 e scritto l’anno 1487 da Viviano di Nicola Viviani, in fine del quale si legge, che questo Libro fu composto da Uberto dì S. Martino , c tra datato di francese in italiano da Andrea di Iacopo da Barberino. ( 5 ) li Infarinato vide la Vita, o Martìrio di A. Eustachio in un Testo d’ Gìovambatìsta Strozzi, di cui abbiamo fitto menzione più sotto, parlando della Tavola Ritonda. Questa Leggenda nei 17 34 è stata data alla luce da Domenico Maria Manni nel Tomo III delle Vite de’Santi tratta da un antico Testo a penna deli’ Abate tìargiacc/u. Tass. Amin. Cor. Tass. Leu. 7. 'Jais, Rim. n5y. Tao. Dicer. Tav. Rit. Tavol. Rit. Tavol. Ritori. G. S. Teoi. Mist. Teoì. Mist. G. T. Tcseid. Tesoretl. Tes. Brun. Tcs. Pov. P. S. * Tocci Giamp. * Tocci Par. Tolorn. Leu. * Toiricel. Tratt. Adoni, don. Tratt. Arem. Tratt. Benviv. Tratt. Cast. Tratt. Cons. Tratt. Cons. R. Tratt. Consol. Tratt. Consol. R. si cita pcv atti c per iscene, e si citano anche ì Cori di ciaschedun atto. Lettere, che si citano a pagine. Rime, le quali parimente si citano a pagine. In questa impressione ci siamo per lo più serviti della moderna edizione dell’ Opere di Torquato Tasso fotta in Firenze pe’ Tortini e Fianchi l’anno 1724 in sei volumi in foglio, nella quale edizione la Gerusalemme si trova nel volume I., XA- minla c le Rime nel II. e le Lettere nel V. Tavola di Dicerìe', v. Lib. Dicer. Volgarizzamento del Libro de' Cavalieri Erranti, detto comunemente la l'avola Ritonda. Se ne citano due Testi a penna ; uno , cheta già di Gio- vumbalista Strozzi ; l’altro , che è nella Libreria di San Lorenzo al Banco XLIV. segnato col mim. 27. Libro intitolato Teologia Mistica. Testo a penna die fu già dell’ Intriso. Teseide del Boccaccio: v. Bocc. Teseid. 7'csoretto di Ser Brunetto Latini vjlrun. Tesoret. Tesoro di Ser Brunetto Latini: v. Brun. Tes. Tesoro de’Poveri di Pietro Spano : v. P.S. Tes.Pov. Tocci (Pier Francesco) , la Giampaolagine. Colonia (Firenze), nella stamperia arcivescovile, 1708, in 4 , grande. Tocci ( Pier Francesco ) , Parere intorno al valore dcllavoce Occorrenza. Firenze, Matini, 1707, in 4. Lettere di Messcr Claudio Tolomei. Nelle presente impressione abbiamo alcuna volta citato l’esemplare stampato in Venezia presso Domenico e Cornelio de’ Niccolini l’anno i55g in 8. additandone (e pagine. Toiricelli ( Evangelista ), Lezioni Accademiche. Firenze , Guiducci e Santi Franchi, 1715,in col ritratto dell’ autore. Trattato degli Adornamenti delle Donne: v. Lib. Ornam. don. Trattato deW Avemaria : v. Lib■ Op. div. Trattato di Ben Pivere , 0 della Maniero, di viver bene. Testo a penna. Trattato sopra la Castità. Testo a penna. Trattato del Consiglio. Testo a penna di Francesco Redi, ora dii Bali Gregorio Redi. Trattalo di Consolazione. Testo a penna pur di Francesco Redi , Ora in majjo del Bali Gregorio x cuui a u emuo un auro regio . ^ che fu dello Stritolato , ctì ora c tra' M®* V Accademia. oA _,. Trattato deli Equità. Testo a penna de’sopf ad Tratt. Equit. R. Redi. h Tralt.Fr.GioMarìgn. Trattato di Fra Giovanni Marignolli: v.LADf' Tratt. Giamb. Trattato delle Lettere del Giambullari (•)• Tratt. Gov.Famigl. Trattalo del Governo della Famiglia. TcstiQG Trat.Gov. Farn.P.D. na , che fu del Pasciuto, e che ora Tratt, Gw.Fam F, iS. tra’MS. de'Dini si conserva (2). Alcuna G abbiamo citato un altro Testo di pari anU f ^ die si conserva tra’ i MS. de’ Penturi, deli talora abbiamo additato le pagine. , ^ Tmtlalo deli Intendimento. Testo a penna di * Tratt. Equit. Tratt. Inlend. Tratt- Inlend. R. cesco Redi, ora del Bali Redi. V. 0' t « , vsw- CIIVWIUI M. vv.co Atcut j UA a nei UCtH XltTU*. Tratt, Ornam. don. Trattato degli ornamenti delle Donne: v domani, don. m Tratt. Pat. Wost. Trattalo sopra ’l Pater JSostcr: v. Espos, > Fasi. Tratt. Pece. mort. Trattalo sopra i peccali mortali. Testo a p e J’\ ) die fu giù di Pinccnzio Barducci nostro** donneo; dipoi in mano di Pierandrea Accolti pur nostro Accademico detto il 4 Trattalo della Pietà. Testo a pinna demi! 1 ’’'' Tratt. Piet. Tratt. Piet. R. Troll, JPolit. Tratt. Repub. Tratt. S. Agost, Tratt. Sagrarti. Tratt. Sap. Tratt. Sap. R. Tratt.Segr.cos. don. TraU. Pirt. Card. Tratt. Piz. Tratt. Pirt. e PizJR. Tratt. Unii/, Trìnuz. Tuli. Leti. Quint. Tuli. Pist. Quia, l'uso. Cic. trancesco e Bali Gregorio Redi. , Trattato di Politica : v. Lib. Republ. Trattato di Republica: v. Lib. Repub. y Polgarizzamcnto d'un Trattato di Sant’Ag 0 ** 1 Testo a penna. Trattato de’ Sagramenti : v. Lib. Sagram. y Trattalo di Sapienza. Testo a penna di Fraftd Redi, poi del Bali Gregorio Redi. Trattato delle segrete cose delle Donne. Tt* penna de’ sopraddetti. j ,-j Polgarizzamenlo d’un Trattato delle Pirtù dinali. Testo a penna. j Trattalo delle virtù e de’vizii. Testo a pena 3 mentovati Francesco e Bali Redi. Trattato d'umiltà ( 3 ): v. Espos. Pat. IVod' La Trinuzia Commedia del Firenzuola : v. I Trin. y Polgarizzamcnto T una Lettera di Tullio a Q 1 ^ v. Pist. Cic. Quia. : Polgarizzamenlo delle Quistioni Tuscvlane ài cerone. Testo a penua. V Pai. Mass. Pai. Mass. G. S. Pai. Mass. P. S. Pareli. Stor. PaTchStor.Lett.Ded. Pareh,S lop.Proem, Pepe fi. Stor. i. So. Pareli. Lez. Pareli. Lez. 70. Pardi. Lez. Pilt. Patch. Lez. .Scult. Pareli. Lez, Poes,. Parch.Lcz.sop.Dant. Parch. Ercal. r olgarìzzantento di V alerio Massimo. Se ne ci- p a rch Freni Rn tano due Testi a penna ; uno, che fu di Gio- vambatisla Strozzi ; l’altro, che fu già dell 'Agghiacciato dipoi presso il Guernilo , ora nella Libreria del Marchese Riccardi segnato Q. H. XXVI. Opere varie di Messer Benedetto Parchi, cioè : Storia Fiorentina divisa in labri i5. Nella passata impressione fu citata una Copia a penna, che era già presso del Scnator Leonardo Tempi nostro Accademico , dipoi in mano de' suoi discendenti. Nella presenlc abbiamo citato la moderna edizione del 1721 in figlio colla data di Colonia, allegando il numero del libro e delle pagine , e si cita ancora la Lettera Dedicatoria al Duca Cosimo e ’l Proemio- Lezioni dette nell' Accademia Fiorentina raccolte in un volume , e stampate in Firenze per Filippo Giunti l’anno i 5 go ni 4. Queste Lezioni , che sono trenta, sono citate con apporre il numero delle pagine della suddetta edizione, e talvolta anche si accenna il Titolo, o sia l'Argomento di esse , come spezialmente è stato fatto in quelle sopra la Pittura, la Scultura, la Poesia , sopra Dante, c simili. Ercolano , o sia il Dialogo sopra le lingue. Si Pareli. Suoc. 1 2 Parch. Bim. Parch. Rim. Posi. Parch.Son.Past. Parch.Rim.burl. 1.2‘i. cita l’edizione de’Giunti di Firenze del | 55 ^| 4- allegandone il numero delle pagine; talora yjj|, nella presente impressione ci siamo serviti l '.y moderna ristampa fattane pure in Firenze } Tortini e Franchi nel 1730 in 4 - U numera > giunto alle citazioni sempre corrisponde allei,, gine dell’ edizione de' Giunti, che è stato in^/y anche nel margine della moderna impresi suddetta. ||l Rima, cioè Volumi due di Sonati stainp 1 ^. Firenze pe>r Lorenzo Tot reni ino, il prin 10 ^ 1 5 f >5 , il secondo nel 1557, ambedue in 8 - yi queste sono anche i Sonetti Pastorali , i ìy talvolta con questa più speziale denominili 1 .j. sono citati. Un volume di Sonetti Spirituali * $ E ato in Firenze presso i Giunti nel i 5 y 3 e Rime burlesche impresse nel primo va 1 j delle Opere Burlesche del Demi ed albi A'^jf stampato prima in Firenze pe’ Giunti nel 1 vi in 8 . e poi colla data di Firenze, o di P-A nel 1723, pure in 8 . Tutte queste Rime si per lo più a pagine, e solamente nelle Rin” 1 . y! fesche, oltre al numero delle pagine , è agg'j anche quello che accenna il primo voline ’ 1 suddetta Raccolta- i! La Suocera Commedia in prosa sta»p a (1) Il Guarnito aggiunse questo Trattato nell’Indice della passata ìm- supnonsono fitte ,li im, ve -v „ ? pressione senza darcene veruna piu distinta notizia, onde non sappiamo drcFirmilual.- li ori!,, M d 0 d * f a ™g lia a un suo direttore, °J. le il Giambidiari qui notato sia l’autore, o pure il posseditore di qu£ dìe sF debba fare d Z’J 7 ? dcH)a usare ™ 5 seco tP sto Testo. Alcuni credono, che questo Trattato sia quello che compose temnorali • h (Tuirii ^ ’■ i 3 ,t c - rz * ! > com e si debbano usare 1 y il Giambullari, intitolato: Pellet Lingua che si paria e si scrive diri- Sanie’ e ^ Sm,’d’o» Fi . dd,b;ll ‘ 0 «" ca rei figliuoli. E scritto^ renze , che fu stampato da Lorenzo Torrentino ni 8., senza nota dell’an- abbi'imo voluto tintore n 1 , Mestamenti e di dottrina ; le qu^*.» f no, insieme col biologo di Giovambatista Celli sopra la difficoltà l^dcì^TadpUak^do^P 7,^% COÌ ^ attM0 . & ddL' ordinare la detta Lingua ,* ma per molte ragioni not crediamo c caute in fine Un "altro qwn ° ^ ctll ^/ ini - ^ ^wtun principalmente perche da alcuni esempli dei esso tratti, come son quelli al Ditirambo presso di sé 1 ^ rainmorUa 11 Recil nclle ^- nTl0Ì citati alle voci Diseccare , Limoso y Tribolazione, cc. si può conghiet- H'f 1 nasuti rrnrm;i n rt .'; m furare, che questo Trattalo contenga cose spirituali. fosse il medesimo rie l' tc ,^ rono ; c *L e ^ Trattato cosi lTlt ' / , (a) Questo Testo è in foglio, e sembra scritto sul principio del i 4 oo. cuna volta anche \u crucsta ^ noster .» n ? ndl, ?frt / È diviso in quattro parti per soddisfare a quattro domande, che iyi si voce Distornare e altrove & ^ 1SJ CJtiU ouo, coinè si può v<-dn 2 J> V «rch.Sitoc.Lel.Ded, Varch. Cramm. Varch. Prnjìorz. Varcit. Leti. Pillag. Varch. Giuoc.Pitlag. Varch. Espos. Pror. Varch. Seti. Bertef, i. t'ò. Varch. Tìorz. l.p.ef. Varch. Bncz. 3. r. 2. Varch. Boez. 5.4. Vaiar. Vit. Virg. Eneid. Virg. Eneid. M. Virg • Eneid. M. 2Ì. Virg. Eneid. dee. Virg. Eneid. P. N. Vit. Bari. Vii. Bene. Celi. Vit- Ces. Vii- Crisi. Vit. Crist. P. N. Vit. Mad. Vii. Mad. M. A. Vii. Maom. Vit. Plut. Vii. Plut. P. S. Vit. Plut. Strad. Vit. Pitt. Vit. Piti. 7. Vege s. Vcgez. G. D. Vcnd. Crist. Vend. Crist , G. S. Vend. Crist. A. Vend.Crist>Op.div.A, reti. Colt. VUL Colt . uliv. 6. Ugo da Massa Him. ani. V la B‘ Mori. Sin Viag. Mon. Sin. S- V•Sin. Firenze presso Bavbohmmeo Sermafteìli nell569 Vino. Mari. in 8., della quale si citano gli atti e le scene , yinc. Mart.Rim . cd è anche allegata la Lettera Dedicatoria ai Da- Vine,Mari. Leti* ca Cosimo. La Grammatica , o sia Trattato sopra la Grammatica Toscana. Testo a penna. Trattato delie Proporzioni,e Proporzionalità, il quale serve per ispiegazione del Giuoco di Pittagora (1). Testo a penna, che fu di Francesco Redi , ora in mano del Bali Redi. Nella presente impressione abbiamo adoperato una Copia a penna , che fu già tra i manoscritti de’ V r dori , poi de’ Guicciardini , e presentemente nella Libreria del Lieto. Esposizione' di Proverbìi volgari. Testo a pcn- na, ebe fu di Benedetto Nuli (2). Traduzione de ’ libri de* Renejizii di Seneca. Cosi in questa , come nelle antecedenti impressioni si cita a libri e capitoli ]’ esemplare stampato ili Firenze da Lorenzo Torrentino nel i554 111 4*^ eq[ueIlo de’ Giunti di Firenze nel 1674 in 8. Traduzione della Consolazione Filosofica di Boezio. Tanto nella precedente impressione, quanto in qucsla abbiamo citato la stampa di Firenze del i55i in 4 ? cd i numeri aggiunti agli esempli indicano il libro, c le prose , o rime di ciaschcdun libro , per accennar le quali molte volte a maggior chiarezza è stato posto una p, o un r avanti al secondo numero. Vasari ( Giorgio) , Vite de* piu eccellenti Architetti , Pittori, e Scultori , ec. Roma Pagliari ni , 1769, 1760, voi. tre,in 4*> co 'Ritratti incisi in rame* Volgarizzamento di Vcgezio. Testo a penna, che fu già del Gabellato , ora nella Libreria del Marchese Riccardi segnato N. IIII. XXXI. Storia della Vendetta di Cristo fatta da Tito e Vespasiano. Testo a penna , clic fu di Giovam - batista Strozzi. In questa impressione ci siamo sericiti anche d' un testo a penna, che fu già dell’ Aliale Pienuidrea Andrcini (3) , ora tra* MS. della Libreria del Convento della Nunziata , del qual Testo sì sono allegate le pagine 5 e talora si sono citate 1* opere diverse, che sono in esso dietro alla Storia della Vendetta di Cristo. Trattato delie lodi c della coltivazione degli ulivi , di Piero Vettori. Non sappiamo quali edizioni citassero nella antecedente impressione: in questa ci siamo per lo più serviti di quella de’ Giunti di Firenze del 1074 * n 4* allegandone le pagine, e talora anche di quella fatta modernamente pur in Firenze da Giuseppe Marini nel 1720 in l\. Rime Antiche di Ugo da Massa di Siena: v. Rim. ant. P. N. e Rim. ani. F. R. Narrazione d’ un Viaggio al Monte Sinai (4). Testo a penna che fu già del Senator Carlo Strozzi nostro Accademico, e dell’ Arcidiacono Luigi pur nostro Accademico dello V Imbianchito , oggi trai MS. della Libreria di Carlo TommasoStrozzi , in loglio segnato col num. 374. Vit. S. Alcss. Vit. S. Alcss. G.S, Vii. S. Anton . Vit. S. Ant. F. R. Vit. S. Bufros. Vii. S. Eufros. B. V. Rime e Lettere di Vincenzio Martelli. Si cita ì’esem- iy. piare stampato in Firenze da’Grtmft Panno i563, ). in 4-, ed i numeri aggiunti agli esempli corrispondono a quelli delle pagine della suddetta edizione. Volgarizzamento dell Eneide di Virgilio» Testo a penna, che fu di MarceUo\Adriam, dipoi tra i MS. dell’ Accademia. Se nc cita anche un altro Testo , che fu già di Pier 0 del IVero , cd ora é tra i MS. della Libreria de’ Guadagni segnato col num. 149. Vita di fìarlaam : v. Stor. Bari . Vita di Benvenuto Ccllini: v. Rena. Celi. Vit, VUa di Cesare. Testo a penna (5). Vita di Gesù Cristo. Testo a penna, che fu già di Piero del Nero (6) , di poi tra i MS. dejla Libreria de’ Guadagni. Vita della Madonna . Testo a penna, che fu di Marcello Adriani. Vita di Maometto : v. Gio . Vili. Volgarizzamento delle Vite degli uomini illustri di Plutarco. Testo a penna, che fu già ùc\YAgghiacciato , di poi in mano del Guarnito ; al presente tra i MS. della Libreria de’ Venturi ,e talora se ne accennano le pagine. Alcuna volta fu citato anche un altro Testo n penna, che fu dello Stradino, c che ora si conserva nella Libreria del Marchese Riccardi segnato Q. III. III. Vile de* Pinori Antichi scritte ed illustrate dallo Smarrito. Si cita l’edizione di Fix’enze del 16S7 «piegandone le pagine. m 4., che fu già di Vit.S. Gio. Bai. A.L. Vit, S. Vit. S. Gù'oh Gir>)l. B. Vita di S. Alessio. Testo a penna, Giovamlìatista Strozzi. Vita di Sant* Antonio. Testo a penna, che fu già di Ftxmcesco Redi. Vita di Santa Eufrosina. Testo a penna , che fu già di Baccio Vudori , poi de’ Guicciardini , c presentemente nella Libreria dei Panciatichi. Vit. S. Gio. Bai. Vita di S. Giovarmi Batista. Se ne citano due Vit. S.Gio.Bat.P.N. Testi a penna, l’uno, clic fu già di Pier del Nero , ora tra i MS. della Libreria de’ Guada* gni , l’altro, che fu già d’ Alessandro Lotti nostro Accademico. Nella presente impressione abbiamo alcuna volta citato 1* esemplare modernamente dato in luce da Domenico Maria Manni l’anno 1734 in 4* additandone le pagine. Vit. S. Giul. Vit. S. Mar. Mad. Vit. S. M. Madd. Vii. S. Margher. Vit. S. Margh.F.M, Vita di San Girolamo. Testo a penna clic fu già dcIP Impastato, dipoi del Senator Filippo Buonarroti nostro Accademico detto 1* Avventuroso , oggi in mano di Leonardo suo figliuolo. In questa impressione abbiamo talvolta citato V esemplare stampato da Domenico Maria Manni in Firenze nel 1735 in 4., allegandone le pagine. Vita di S. Giuliano. Testo a penna. Vita di Santa Maria Maddalena. Testo a penna. In questa impressione abbiamo alcuna volta filato anche la moderna edizione fattane da Domenico Maria Manni nel 1734 in 4o a dditandone le pagine. Vita di Santa Margherita. Testo a penna che fu già del Riscaldato ,di poitra’MS.delVAccadcraia.(7) (1) Questo Trattato ha in fronte una Lettera diretta a Luca Martini, il quale aveva ricercalo il Varchi della spiegazione del Giuoco di Pittagora, per lo clic il Varchi promette questo Trattato ; onde da esso è dipendente , anzi si può dire, che ne sia la continuazione il Giuoco di Pittagora steso in dialogo, di cui sono interlocutori Carlo Strozzi, Cosimo Race Hai , c Jacopo Vettori , c si finge clic Carlo Strozzi l’indirizzi a Messcr Niccolò Alamanni. Due altre come di questo Dialogo sono nella Libreria Strozziana in due Codici in 4 ? ull o segnato col num. 101 , l’altro col num. 4^9* . , , (2) Non sapremmo dire se veramente il Varchi fere quest Opera, ne se più ci sia questo Codice. Sarebbe probabile, clic fosse scambiato dal Litro di passerotti, o motti dclLi plebe che il Varchi attcsta (Vavere d’itti, e spiegati quando era a Venezia, se egli medesimo non confessasse nell’ Ércvltmo iV averlo per non so quale scrupolo bruciato. (3) Questo Testo fu copiato da un popolano di S. Stefano al Ponte, che oggi si dice Y ccc hi 0 ^ 1873 c’I 1390. Le Opere diverse in esso contenute dopo la Vendetta di Cristo sono le seguenti: t. Miracolo d'uri Immagine di Cristo, a. Miracolo di S. Niccolò ai Bari . 3. Leggenda ai o. Giuliano. 4. Miracolo dell’ uomo povero , che diventò ricco. 5. Miracolo d un Barone, di Faraone. 6. Miracolo d' una mercu ice. 7. leggenda di Santa Teodora. 8. Leggenda di S. Ilario. 9. Miracolo d una Monaca, io. Leggenda dell* Abate Vitale. 11. Miracolo del segno deila Croce. 12. Discorso sopra la Discrezione. i3. Frammento della Storia di S.^Giovanni Elemosinano. if\. Storia d*un Romito. i5. leggenda di S. Giovanni Vangelista. iO. Volgarizzamento dell* Apo- adisse.' 17. Leggenda ri S. Pietro Apostolo. iS. Volgarizzamento de- fv* degli Apostoli. 19. Storia della Cintola di Prato. 20. Alcuni Miracoli tratti dalle Vite de Santi Padri. 21. Leggenda di S. Niccolo di Rari. 22. Leggenda di S. Jacopo Intercìso. Vita diS. Paolo primo Eremita. 1^. Altri Miracoli, e Leggende di S. Padrini. Vita S. Antonio Abate. 26. Volgarizzamento di patte del Genesi. 27. Leggenda di S. Vincenzio. 28. Volgarizzamento del Libro di Tohhicu 29. Miracolo di S. Basilio , ed altri Miracoli. 3o. Omzione di Branditilo Monaco. 3i. Visioni ed Estasi di S. Paolo. 32. Alcuni Vangeli volgarizzati. 33. Discorso de* Comandamenti ed Articoli della Fede . 34* Perdono di Fiesole. 35. Orazione di S. Appollonia. (4) Questo Viaggio c descritto da Simone Sigoli , c da lui fatto insieme con Lionardo Frescobaldi e Andrea Rinuccini l'anno 1384- Lo Stritolalo dà notizia d’un altro Testo contenente un Viaggio al Monte Sinai fallo da Giovanni. Vitelli nel 1384 ^ ^ qual Testo era stato copiato 1’ anno 1472 , come si può vedere da’ suoi spogli, che tuttavia sono traile scritture dell’ Accademia. (5) Questa citazione si può vedere alla voce Tramortigione c altrove; ma noi crediamo, clic questa Vita sia tratta dal Volgarizzamento delle Vite di Plutarco , avendo osservato che negli esempli di esso allegali si trova accennato alcuna volta anche il nome della persona , dalla Vita di cui sono tratti gli esempii , come alla voce Canova , dove si legge Vit. Plut. Cat. cioè Vile di Plutarco nella Vita di Catone , c alla Compilatori citarono un 'fedo digerente , che era stato dello Smunto , onde non possiamo ammettere per certa questa conghictturn. Lo' stesso Infarinato giudicò, che il Testo dt Pier del Nero f>ssc sonilo da un fc i,,w,vu, V.UV v.. - Pisano. Questo Manoscritto ora non è più trai MS. de’ Guadagni-, anzi pare che i Compilatori ne vedessero alcun allro poiché alle voci Tenerissimamente, Viltà cd altre troviamo questa cifra Vit. Crisi. D. (7) Crediamo che il Tcslo a pernia , che di presente è nell’ Accadevi, e da cui è tratta la stampa del Manni, non sia quel medesimo ie era già del Riscaldato , poiché molti esempii, fra i quali quello cimi. che tato alla^vocc Amarissimamente , non si trovano nel Testo a penna che ora è nell’ Accademia $ cd anche si è osservato, che in alcuna yqcc , 3o Vii. S. Margh. A . Nella presenta impressione abbiamo qualche volta citato a pagine la moderna edizione fattane da Domenico Maria Manni in Firenze nel 17 34 in 4 * Vii. S. Pad. Volgarizzamento delle Vite de Santi Padri. Testo Vii* S. Padr. G. T. a penna , che fu già dell' Intriso , al presente tra Vit. S. Padr. 1. 35 . i MS. di nostra Accademia. Nella presente ira- Vit. SS. Pad. 2. i^8. pressione abbiamo molte volte citata la moderna edizione fattane in due volumi in l\. da Domenico Maria Sfarini in Firenze negli anni 1731 c i/3'2, ed i numeri aggiunti alle citazioni corrispondono a quelli del volume, e delie pagine di detta edizione. Vil- S. Vmil. Vita di Santa Umilìana de 1 Cerchi : v. Legg. S. Unii/. Alcune Opere di Vincenzio Visioni nostro Accademico detto il Rinvigorito , cioè : Viv. Tratt. Propor. Scienza Universale delle Proporzioni* Va’. Prop . 58 . Vie. Rag. Op. Gahgj. Ragguaglio sopra l' Opere del Galileo. V11*. Dtp. Geom. 160. Diporto Geometrico.Tolte queste Opere (i)sono Viv. Dipor. Geo. 25 y. impresse in un volume in 4 * stampato in Firenze ' alla Condotta nel 1674, la quale edizione si cita _ allegandone le pagine. r ir. disc. Ani. 5 . _ Discorso al Serenissimo Granduca Cosimo III. intorno al difendersi da’riempimenti, e dalle corrosioni de*fiumi applicato ad Arno in vicinanza della città di Firenze ; stampato in Firenze per Piero Malini* nel 1688 in 4 - che si allega a pagine. Viv. Resisi. Sol. 205. Trattalo delle Resistenze de'Solidi prinrip! 1 ' da Vincelino fabiani, c poi compiuto e rl °J/ dinato dal Padre Abate Don Guido Grandi^ stro Accademico. Si trova stampato nel terzo ) lune dell’ Opere del Galileo della moderna f pressione di Firenze fatta nel 1718 pe’ Tatù 1 ! Franchi , e di questo Trattato parimente si 111 dicano le pagine. Vedi Baìdimicci. Volgarizzamenlo di Dioscoride. Testo a penna, c , fu di Francesco Redi , ora del Bali Greg° r ‘ Redi. Volgarizzamento di Mesue. Testo a penna, cl fu di Francesco Redi. Volgarizzamento di Rasis fatto da Ser Zuct'hf Bencivennì. Testo a penna della Libreria di S* Lorenzo al Banco LXX 1 JI. segnato col nuin. r Volpi ( Gio. Antonio ) , Discorsi Accademici , non debbano ammettersi le donne allo stufi* delle scienze e delle belle arti. Padova, Coni' 1111 ' IJ 23 in 4- Zaccaria Scolastico, dialogo intorno alia fidali del Mondo , volgarizzato da Gio. Antonio r" pi. Padova , Cornino , ij 35 , in 4. Urbano. Opera da alcuni erroneamente attrito 1 ! a Messcr Giovanni Boccaccio. Si cita 1 ' edi? 111 ne de’ Giunti del 1 5 y 8 in 8. (2) * Vac. Dis. Volg. Dinsc. Volg. Diosc. F. Volg. Mes. Volg. Mes. R. Volg. Ras. * Valp. Disc. * Volp. Dia!. Uri. z z * Zan. lett* * Zen. leu. * Zen. dr m * Zen. not. * Zen, mem. Zetnotti (Francesco Maria), Lettere. V- Manfredi. Zeno (Apostolo), Lettera al march. Giangio- seff'o Orsi. Nella raccolta di lettere dello Zeno. Venezia, Sansoni, 178^, voi. 6, in 8. Poesie Sacre Drammatiche. Venezia, Zane, 1735 , in 4. JYotizie letterarie intorno ai Manuzn. Queste sono in principio della traduzione àt\YEpistole di Cicerone. Venezia , Piacentini, 1736, voi. 2, in 8. Memorie Storiche intorno ad Enrico Cattenuo Davila . Si leggono ai principio delle Guerre ci« Zìhald. Zibald. Andr. Zibald. Andr. 28. Zibal. Sagri* Zibal. R . ' vili, del Davila. Venezia, Hcrtzhausor , voi. 2 in foglio. Libro di varie cose , al quale diciamo Zibaldf*', Testo a penna ( 3 ) che fu già $ Andrea Andre poi in mano dell’Abate Pierandrea Andrei* 11 ' ed al presente nella Libreria del Convento dd** Nunziata. Alcuna volta è citato a pagine. Libro simile al suddetto. Testo a penna del Guernfà Altro Libro simile a’sopraddetti. Testo a penna,^ fu di Francesco Redi, ora in mano del Gregorio Redi. come in Corrompimene, si trova questa abbreviatura Stor. S. Margh. D la quale è chiaro che indica qualche altro Testo di cui i compilatori si dimenticarono di dar notizia , nè sapremmo di certo affermare, se sia quello, die abbiamo osservato nella Libreria del Marchese Riccardi segnato 0 . III. Vili. (1) Sebbene non si trovino espresse le abbreviature di tutti gli Opuscoli contenuti in questa Raccolta, nondimeno si citano sotto^ nome delle Proporzioni, e del Diporto Geometrico, ed alcuno di essi è anello particolarmente talvolta indicato , come il Ragguaglio delle Opere del Galileo, che è espressamente citato alle voci Cronologia , Interminato ed altre. (2) Tra gli scritti di Don Vincenzio Borghini, che erano già in mano di Baccio Valori, Poi de’ Guicciardini , ed ora per la maggior parte sono passati nella Libreria del Marchese Carlo Rinuccini, è una Lettera, nella quale il Borghini chiaramente dimostra , che Y Urbano non è opera del Boccaccio. Se ne trascriverà qui una parte, perchè vedano i Lettori, die non senza fondamento nella presente impressione ci siamo allontanati dal sentimento de’ primi Compilatori: All* urbano die- di già, è molti anni, un occhiata, e mi parve per quel che mi posso ben ricordare , molto lontano dalla lingua e dalla invenzione del Boccaccio. E quantunque si potesse credere da alcuni scritto nella sua giovi n:u e m* tempi del Filocolo , Veggendovisi alcuni modi del pari ire dì quel libro , e spezialmente molti aggiunti gonfiati, 0 vani, o vogliamo dire oziosi, tuttavia il nervo, e la proprietà della lingua non v è, e si conosce agevolmente d' un altro secolo. . ... A questo s' aggmgne che io non V ho mai veduto tenere in conto alcuno , ma nè pure ricordare da' nostri , nè da quei del 27 0 da altri dietro a loro di molta pratica , o buon giudizio , ed è una novella , o poco da lei variata, che va attorno in un libretto di cose di Roma, che già se ne soleva vedere non mi ricordo appunto con qual titolo, evoco rileva il cercarne. Errimi venuto voglia di rivederlo un poco , e finalmente sebben poche facce ne ho letto , mi coì fermo affatto nella primiera opinione , che siad'o- vn" altruomo opera , che di lui • * ... Il Libro , che io dicea di sopra, I ho pur ritjvvato, e si chiama Imperiale, uè accade dubita**' che sia composizione d' altri, che del Boccaccio , perchè vi è il not? ie dell' Autore , che fu un Cambio di Stefano da Città di C islello Ca n °' fuco di San Fiordo ,che lo scrisse intorno all' anno 1400, ed è st &^ rinnovata da chicchessia (i tempi nostri, e quello che in questo si di ce Urbano, qui si chiama Selvaggio, e Lucida è mutata in Lucrezia, g vi sono alcune altre varietà detta nascita sua, e de ’ Paesi, come fuaf 2 ladri, che alle mezzine e secchie rubate scambiano i manichi, percb e , non si riconoscano. Questo Libro comincia dalle cose di Cesare e f J* d* Augusto, e viene già un pezzo con malte favole, fratte quali mesco** 1 la novella di questo Selvaggio. . . . Ora credo a novanlotlo per cefi* 0 che qualcuno abbia voluto piparsi, se sapeva contraffare il Boccacci*^ ma con poco giudìzio, e manco ventura ec. Un Testo del Libro detto chiamato Imperiale è tra’ MS. de’ Guadagni dietro un Valer* 0 Massimo segnato col nnra. 166, e tra gli scritti ddlo Stritolato conse r ' vati nell’Accademia è mentovato un altro Testo di quest’Opera, l’a’ 1 ' tore del quale è chiamato Cane da Castello , il qu d Testo era copiato l’anno i 403 da Paolo Piccardi Cittadino Fiorentino. ( 3 ) Questo medesimo Testo fu veduto dall’ Infarinato , il qual fece molta stima , quantunque il copiatore di esso fosse da lui giudica^ 1 assai più moderno del Compilatore. Le cose in esso contenute sono * e seguenti : 1. Trattato contenente varii ammaestramenti morali. 2. A^f maestramenti per conservare la sanità d< l corp f ', dì Maestro Taddeo d& Firenze , Dottore di Medicina in Bologna. 3 . Ricette per diverse tnd" latti ’. 4 * Taccuino degli Ebrei e Discorso de' Pianeti , e sotto che steli azione sì nasca. 5 . Taccuino detta Luna. fi. Delia naturadette fe#*' mine per li dodici segni del Cielo , e delle loro influenze e doti 7 ' Trattato de dodici sgni del Zodiaco, e di molte altre cosi di Asir r " nomìa. Fisica e Cosmografia* 8. Trattalo detta J/ess 1, e delia nianief* 1 di assistervi, 9, Volgarizzamento del Vangelo di San Giovanni. W* Altre Ricette diverse. 11. Trattalo de’ cinque sensi dell' uomo. 12- Tr nt ' tato di Fisonomia. i 3 . Fioretti tratti da Virgilio, da Ovidio, da $ e * neca , da Boezio e da altri Autori. ri^- rio ' 1 ’i»«■ ,v» iP «n* 1 ìiiP- htf i S>® . c** > jinft pai i?i» 3 i CATALOGO DEGLI accademici della crusca MENTOVATI NELL’ INDICE PRECEDENTE CON QUEL NOME DEL QUALE SONO CORREDATI NELL' Arn^fiNO ’ AGEVOLMENTE RINTRACCIARE QUALI PERSONE SOTTO ESSI NOMI SI NASCONDA^ :33t Abbozzato Adornato Adorno Affamato A schiacciato Aggirato Allcttato ititi Alzato leH a Ansioso iW> Ardito Arido d* Aspro 3 alì Avvampato Avventuroso Avviticchiato Candido Vi 0' là ce e i o 9. d la (0 > io r Colmo Conservato Contento Diféso Digiuno Dotato Diro Din-ito li-agile Gabellato i d-mnolnto Grattugiato Guet-uilp lmhiiintthito Impagliato Lupa italo J superfatto Infruscalo Infarinato Inferigno Infiammato Informe Ingordo Insaccato v3enator Caromillo Rinuccini. Altezza Reale del Seren. Gio. Gastone Granduca di Toscana. Agostino Coltellini. Francesco Scrtiigi. Piero Segni. Arcidiacono Vincenzio de’Bardi. Zanobi Bracci. Seren. e Revcren. Principe Cardinale Carlo de Medici. Marchese Giovambatista Strozzi. Tommaso Segni. Monsig. Filippo de’Bardi Vescovo di Cortona. Tommaso Buonaventuri. Francesco Sanleglini. Scnator Filippo Buonarroti. Monsig. Gherardo Ghcrardi Vescovo di Pistoia c di Prato. Seren.e Revcr.Principc Cardinale Leopoldo de’Medlci. Scnator Vincenzio Alamanni. Scnator Carlo Pitti. Canonico Niccolò Strozzi. Niccolò Arrighetti. Canonico Cav. Giovanni Guidacci. Eminerniss. Cardinale Francesco de’Nerli il veccliio. Scnator March. Bernardino Capponi. Monsig. Giulio Masi Vescovo di Monopoli. Conte Antonio d’ Este Mosti. Giuliano Davanzati. Senator Bernardo Canigìani. Scnator Bastiano Anlìnori. Scnator Alessandro Segni. Arcidiacono Luigi Strozzi. Monsig. Antonio Magalotti. Miclielagnolo Buonarroti il giovane. Priore Orazio Rucellai. Conte Giovanni de’ Baldi. Cav. Lionanlo Salviati. Bastiano de’ Bossi. Conte Giovambatista Casotti. Emmìnentiss. Cardinale Alamanno Salviati. Scnator Braccio digli Alberti. Scnator Lorenzo Franceschi, Intrìso Invasato lacero Lieto Lustrato Offèrta Pasciuto fegato J osato f‘ n Pagg inat0 ' ’ avveduto Purgata , jasvi luto 'acoperto Ifcfmonito '/fiorito ''/menalo l'incalzato f/m-igoi-ito **•Parato 'ripieno R‘posato {//scaldato “‘spigolato o «arso Sincero Smarrito •smunto Sollecito tot'* 10 Sostenuto Spolverato ^ Ingoiato "“mollato •/panilo Ittnido ■//'musato -* nto fogliato Giovati Simone TornaBuoni. Gino Ginori. Eminentis. Cardinale Volunnio BandinclK. Priore Marchese Carlo Rinuccini. Filippo Baldinucci. Monsig. Ascanio Piccolomini Arcivescovo di Siena. Monsig. Piero Dini Arcivescovo di Fermo. Carlo Macigni. Senator Vincenzio Giraldi. Prior Luigi Rucellai- Screniss. e Reverendiss. Principe Cardinale Giovan Carlo de’ Medici. Luca Torrigiani. Conte Ferdinando del Maestro. Francesco Allegri. Mario Guiclucct. Francesco Ridolfi. Giuliano Giraldi. Monsig. Francesco Rinuccini Vescovo di Pistoia c di Prato. Vincenzio Viviani. Giovambatista Arrigo de Valincourt. Benedetto Buommattei. Sereniss. Principe Mattias de’Medicì. Cav. Francesco Marinozzi. Giovanni Berti. Monsig. Liotiardo Dati Vescovo di Montepulciano. Pier Andrea Forzoni Accolti. Cario Dati. Simone Berti. Senator Marchese Vincenzio Capponi. Conte Lorenzo Magalotti. Giovambatista Doti. Senator Luigi del Riccio. Canonico Girolamo Lanfrcdini. Pier Francesco Cambi. Scnator Cav. Alessandro de’Cerchi. SenatorVicri de’ Cerchi. Desiderio Montemagni. Scnator Lorenzo Strozzi. Conte Piero de’ Bardi. Cavalier Batista Guarini, V 3 " I- H D 1 € I JD* altri Scrittori citati dall ’ Alberti nel suo Dizionario enciclopedico , e dal Bazzarini nel- 1' Ortografia enciclopedica universale della Lingua Italiana (i); non che delle edizioni adoperate da’ Compilatori Bolognesi nelle giunte del loro gran Dizionario (a). Acoad. Ct * Accavis. A dim. Sdì. Adirti. Salai. Adina. liuti. ** Adr.Demelr.Fal. ** S. Ag. serra. ** Alani, nov. ** Albertun. * Aleand. * Alfier. Algar, ** Algar.Congr. Cìt. ** Algar Sagg. ** Algar. Leu. Algidi. * Allegr. * Alun. * Amai. * Ameni. * Ammirai. * A igei. ** Anguill. Mei. ** Arttol. It. * Ardclirt. * Arci. Arci. mg. iSolis (Antonio do) , Istoria della conquisti del Messico, o della Nuova Spagna, dal 1018 al 1621. Firenze, Cecchi, 1699 in 4 - > C °1 ritratto dell’ autore. » È allegata questa versione dallo spagnuolo » sotto il nome di Accad. Cr. essendo re- ,3 cata in nostra lingua da un Accademico 33 della Crusca , che dall’ Alberti s'indica Corsini. ( GambaJ. Gramatìca e Vocabolario della lingua volgare di Alberto Accarisio. Adimari (Lodovico). Salire. Amsterdam. Esticn- ne Roger, i 71 (>, in 8. Poesie sacre e morali. Firenze, Gio : Filippo Cecchi, 1699 in foglio. La prima parte contiene Sonetti la seconda Canzoni, e l i terza una Parafrasi de' selle Salmi Penitenziali, clic trovasi più comunemente citata. Adriani (Marcello) Volgarizzamento della Locuzione di Demetrio Palereo, Bologna 1821 , presso Nobili, in 16. Volgarizzamento de’sermoni di A. Agostino. Bologna 1818, presso i fratelli Masi. Si cita a sermoni. V. IV ov. Aut. Fior. Trattati tre di Albertano Giudice da Brescia. Testo di lingua. Brescia i 8 i >4 , per Gaetano Venturini in 8. Citasi a pagine. Difésa dell'Adone del Marini, di Girolamo Aleandri. Le Opere del Conte Vittorio Alfieri da Asti. Edizione Pala vi no-Bresciana. 1809 e seg. Algarolli (Francesco) , Opere. Venezia , Palese , 1791 , 1794, voi. 17 , in 8. - Il Congresso di Citerà. Nizza 1788, presso la società tipografica , in 16. Citasi a pagine. ■- Alcuni Saggi e Pensieri diversi. Saggio critico del triumvirato di Crasso, Pompeo e Cesare. Milano 1820, presso Cavalletti, in 12. Citasi a pagine. - Lettere filologiche. Venezia 182G , tipografia di Alvisopoli, in 16. Citansi a pagine. Alghisi (Tommaso) , Litotomia , ovvero del cavar la pietra. Firenze, Giuseppe Manni , 1707 in foglio piccolo con figure. Rime e Prose di Alessandro Allegri. Amstcrdamo 1754 , in 8 . A leune opere di Francesco Alunno , cioè : Fabbrica del Mondo , Ricchezze della lingua , Re- golette della lingua volgare. La battaglia delle vecchie con le giovani. Canti due di Franco Sacchetti, pubblicati per la prima volta ed illustrati da Basilio Amali di Sa- vignauo con mi Indice di vocaboli raccolti dallo stesso. Bologna 1819. Osservazioni eli Niccolò Amenta , avvocato napoletano , sopra il Torto e il Diritto del Non si pub del P. Daniele Rartoli. Discorsi sopra Cornelio Tacito, di Scipione Ammira Lo. Vite dei letterati, e Dissertazione intorno alla patria di Ennio , dell’ ab. Domenico de Angelis. Le metamorfosi di Ovidio in ottava rima, di Gio'. Andrea dell’ Aiiguillara. Antologia Italiana, Verona 1811 , tipografia Tom- masi , in 8. l")i questo volumetto si sono spogliati i luoghi riportati dalle opere di Bartali , Segneri , Bembo c Benfivoglio, come autori in fatto di lingua ripulatissimi. Citasi prima il nome dell’autore, poscia Alitai. Ital. L’anatomico in Parnaso di Luca Francesco Ardelini. Imprese di IVIons. D. Paolo Aresio C. B. Teatino, Vescovo di Tortona. Aretino (Pietro) , Ragionamenti ec, Senza luogo Arci, con. Aret. Lett. ** Ar. lett. ** Ar. poes, ** Artigli. * ArsocQb. Asceit. ** Asseti. ** Alati, lett. Averan. Gius. * Rad. * Bagn. ** Bald.pocs.pasl. Baltici. ** Bald. leu. * Bald. ** Baldin. lez. **Buldin.vit.Bernin. Band. ant. ma col nome dello stampatore Giovannnndrca Melagrano, i 58 y , voi. 3 , in 8 . Oltre ai Bagionamenti si citano le Commedie• Le più rare impressioni delle commedie sono le seguenti: — il Mariscalco. Venezia, Vitali, 1533 in 8.; la Cortigiana. Venezia , da Sabbio, lòòfi, in 4 3 t Ipocrita. Venezia , Bindoni , lòfio , in fi-, la Talanta. Venezia, Marcolini, 15fisi , in 12 ; il Filosofo. Venezia, Giolito, lòfi!} in 8. Lettere, libri VI. Parigi, Matteo il Maestro , 1609, voi. 6, in 8. Lettere di Lodovico Ariosto. L’ Alberti tralasciò questa abbreviazione, ma si serv i di queste Lettere alla voce Ruolamento ec. Non conosciamo di esse alcuna particolare edizione , tua si trovano statnpate nel voi. 4 delle Opere, Venezia 1749, in 12. —— Poesie varie. Firenze 1824, presso Molini, in 18. Citansi a pagine. Arrighetto , ovvero Trattato contro all'avversità della Iorinila , di Arrigo da Settimello. Etli- zione eseguita su quella del 1730. Milano i 8 ió , per Giovanni Silvestri, in 16. Si è spogliata ancora la lettere,dedicatoria del Manni.Citasi a pagine- Ai-socchi (Francesco). La Buccolica. V. Buccol. nell’ altro Indice. Celidora , ovvero il governo di Malmantile , composto dal conte Ardano Asceui. Assetta Comedia rusticalc di Francesco Mariani , pubblicata coll’accademico nome di Barlolonv meo Mariscalco. Marocco (Parigi) 1706, in 8. E citato dall’Amati. Atanaei (Dionigi) , delle Lettere farete e piacevoli di diversi gratuli kuomini et chiari ingegni, scrii' te sopra diverse materie. Libro primo , in Ve- netia , i 582 , in 12. Di questa raccolta si sono spogliate le lettere de’ seguenti : Berni, Castiglione , Bino. Citansi i nomi degli autori degli esempli e quello del raccoglitore. Averani (Giuseppe), Lezioni toscane. Firenze, Al- bizzitii, 17.44 , 1748, 1761 , voi. 3, in 4 ) 0°* ritratto deli’ autore. Lettere di Giuseppe Antonio Badia al Cav. Antonio Vallisnieri. Lettera intorno all Aurora Boreale del Conte Gio- Francesco Bagnolo. Baldi (Bernardino) , Poesie pastorali ec. È citato più volte dall’Amati. I Contentarti di Cesare, volgarizzati da Francesco Baldelli. Venezia, Albrizzi, 1737 , in 4 - grati' de. Là vita di Apollonio Tianco scritta da Fi' lostrato tradotta da Francesco Baldelli. Firenzi Torrcntino , i 54 () , in 8. Giuseppe Flavio , delle antichità dei Giudei 1 volgarizzamento di Francesco Baldelli, Vcncztfi Giolito, i 58 i , voi. 2, in 4 - Baldelli, Scelta di eccellenti Lettere Italiane , V 0 * la maggior parte inedite. Faenza 1793, pre» 9 ^ Archi, in 8. Di questa raccolta si sono spogli te le lettere del Magalotti e del Manfredi. Cit ;i - a pagine. Relazione dell’ Aurora Boreale, e Lettera in alle forze moventi del P. Gio. Francesco dini, C. R. Somasco. Baldinuc.ci (Filippo). Lezioni dette nelCitncadco* della Crusca ec. Firenze , Pier Ma tini 169 3 ' 4 , c Vita del Cav. Bcrnino. Firenze, Va**f! Usti 1692 in 4- |e Raccolta di Bandi, decreti, ec. pubblicali con ^ slampe dei Giunti, dall’anno 1 54 o, fino all' ;ll h £/ ij( 35 , con l’arme della Casa Medici , in 4 - L, colo. L’esemplare esaminato di questa Racco' 1 :or0°. BV ( 1 ) I nomi di qucs i portano 1' asterisco *, (2) Sono contrassegnate da doppio asterisco **. i Barò. Bttrb. Regg. Barò, docurn. Barbar. Barbicr. Barg. y ? gg' B, llr g. corti. * B, arg„g. * Beavi: B , art. Cos. Bari. As. molto rara, comprendo 63 di questi bandi de* creti cc., ed è posseduto dal sig. abate Domenico Cimatti Faentino. Pare ebe questa sia la Raccolta mentovata dall' Alberti nel suo Dizionario universale della lingua italiana , e che per Sbaglio abbia notato, clic furono questi bandi pubblicati nel corso del 15oo. La Topica di Cicerone tradotta ; e le differenze locali di Boezio , di Simene della Badia. Barberino (Francesco da), Del Reggimento e de’ costumi delle donne , cd Indice dell’ Ubaìdini. Eoma i 8 i 5 presso de Romanis,in 8. Citansi a pag. - Documenti d’ amore. Formano il voi. VII. del Parnaso Italiano. Venezia 1820, presso An- drcola , in 16. Citansi a pagine. I Libri di Fitruvio , e Trattalo della Eloquenza di monsignor Daniele Barbaro. Lettera fisico-medica ; e Discorso sopra la generazione di due fulmini, del conte Lodovico Barbieri. Bargagli ( Girolamo ) , Dialogo dei giuochi che nelle veggbie sanesi si usano di fare. Siena , Luca Bonetti, 1572 , in /j. -Commedia intitolata la Pellegrina, che sta impressa nel volume secondo degli Accademici Intronati di Siena. Siena , Franceschi, 1611, in 12. Delle imprese , di Scipione Bargagli. Annotazioni sopra il Bertoldo e Cacasenno del Dottor Gio. Andrea Baratti. Bartoli ( Cosimo ) , Ragionamenti accademici sopra alcuni funghi di Dante cc. Venezia , Franceschi, 1567 in fi ■- Discorsi istorici universali. Venezia , Franceschi, i56o, in fi Bartoli ( Daniello ), Istoria della Compagnia di Gesù. L’Asia. Piacenza 1819, dalla tipografia del ** t> ... Maino. Lib. 8. t. 8. Citasi a libri e pagine. *» n"' ’ ^ ss ‘ fi'ig- - Missione, al gran Magar. Ivi. Citasi apaginc. ** ìì' n : i - ■ — v. A >uoi. iu ** i. a ',' run ' Rnrlolommeo del Bene, Rime. Livorno 1709, in 8. ** // °, 1 a,l -" iem - Trattalo della memoria artificiale e Lettere sul- artolom. lett. i a morte g Tommaso, di fra Baitolom- meo da S. Concordio. Queste due scritture trovami in (ine degli Ammaestramenti degli antichi. Brescia 1817. 'riprografia Vescovi, in 8. Ci- » tansi a pagine. „ Barlume. ZdAperunza,Commedia di Paolo Serenio Barlolucci. Banfi Annotazioni alle partice le del Cinonio', ed altre opere di Girolamo Baruffatili, ferrarese, detto t ,, P Accademico Intrepido. Jjiiscap. Lettera in morte di San Cia to , del P. Bascapè della Compagnia di Gesù. Bastianì (Annibale) , Anatisi delle acque di Sanca- sciano. Firenze, Gaetano Cambiagi, 1770, in 8. Battagliai ( Mario ) , Istoria universale di tutti i Concilii. Venezia, Poleti, 1689, voi. 2 in foglio. -Annali del Sacerdozio e dell’Impero. Venezia, » » .. Poleti, 1701 , 1711 , voi, 4 in foglio. cce "’ Esame della Bettorica antica e moderna , ed uso * » ,, / _ della medesima di Giulio Cesare Becelli. ec. alt. Gio. Beicari (Feo), Vita del beato Giovanni Colombini olomb. da Siena con parte della vita di alcuni primi suoi compagni. Verona 1817, tipogr. Erede Merlo in 8. Questa edizione è stata procurata dal P. „ Antonio Cesari. Citasi a capitoli. Belo. lett. - Lettere. Firenze 1825 per il Magheri , in 8. Citansi a pagine. Bel/ali ( Antonfrancesco ), Opere. Ferrara, Giu- sepje Baili ri, 1744 , >"48 , voi. 4i in 4- Discorsi Anatomici, la Bucchereide poema, e Cicalate ( che stanno impresse nel tomo II., parte III. delle Prose Fiorentine ) di Lorenzo Belli- ** ju j, ■ ni , Accademico della Crusca. in. lett. Lettere di Lorenzo Bellini, che sono impresse nel * Benib tomo 1 parte fi delle Prose Fiorentine. . Traduzione delle Opere di Platone,dò Dardi Bembo. “ o rnhAn «d. II. V. A tuoi. It. * Ben' Ba, ' L r ‘ m ' V i Bart ' !ie,u ri,n ' * ìi en '.; L’ Anticrusca di Paolo Beni ; e Comparazione di v ' A,u ol.It. Omero , Virgilio, e Torquato Tasso dello stesso. ** £ . V. Auto!. II. n iv. Teb. Bentivoglio (card. Cornelio), la Tebaide di Stazio. Milano 182 r , dalla società tipografica de’Clas- * Benthi J? „ S ' C ^ l- ta l' an ‘, in 8. Citasi a pagine. ■Bem 'c* Rune , c Salire di Ercole Benlivoglio. Stona delle guerre dì Fiandra , del Cardinal Guido Bentivoglio. V. Atan . lett. Prose di Giovarmi fcorenzo Berli- Bertoldo con Bertoldino e Cacasenno , poema in ottava rima. Del Risorgimento dell Italia , dell’ ab. Saverio Bel - : in> j , tinelli. Ba-sano 177Ó. Ì^ C c a i, ^ £ cUcrc del Dino. Beuctic dall’ Alberti non registrate, BattagL ReUat. * Belli, 1. G. Bertold. Belline!. Biogr. Baco, vii. Data. Biogr.Bott.Lctt. Biogr. Boson. Biring. Pirot. ** Bocc. Amet. ** Bocc. Corbac. ** Bocc. Filosir. * Bocc. Teseid. ** Bocc. vit. Dani. * Boccalia. * Boiard. * Bonduc. * Bonfad. ** Boson. ** Boter. *" Boti. lett. ** Boti. leu. piti. 33 furono da esso spogliate alle voci Quindennm,cc. F. Attui. ** Biogr.Dant.Lett. Biografia di Dante Alighieri. Padova 1822. Tip. ** 7> ’”"' T! . della Minerva , in 8. Da questo volume si sono spogliale le seguenti operette. Dante : Lettera a tulli e a ciascuno re d’Italia , cc. Boccaccio : Vita di Dante Alighieri, diversa dall’ edita e tratta da un codice del r/jl"- - Lettera di un Acrad. della Crusca ( M. Gio. Bonari ) scritta ad un altro accademico deila medesima. — Canti di Messer Bosone da Ugobbio, e di Mcsscr Pietro Dante. Citansi soltanto gli autori degli esempi che si riportano. Biringuccio ( Varmuccio ) , Pirotecnia , o sia della arte della fusione o getto dei metalli. Venezia, Venturino Roflincllo , i54o , in fi Boccaccio , Amelo. Panna 1802, presso Amoretti in 8. Citasi a pagine. - Corbaccio. Ivi. Citasi a pagine. - Il Filostrato. Parigi 1789 presso Didot, in 8. Citasi a pagine. - La Teseide, tratta dal MS. del conte Guglielmo Camposampiero Accad. della Crusca. Milano 1819 per Gio.Silvestri.Citasi a libro e stanza. ■- V. Biogr. Ragguagli di Parnaso, di Traiano Boccalini. L' Orlando innamorato , del conte Matteo Maria Boiardo, c I Erodoto, tradotto dallo stesso. Traduzione in verso sciolto del poema di Pope , il Riccio rapito , dell’ ab. Bonducci. Rime e Lettere di Jacopo Bnnfadio, c traduzione dell’ Orazione di M. Tullio prò Milone , dello stesso. Diomede Borghesi, Lettere. V. Biogr. Discorsi politici di Giovati Bolero , Sanesc. V. Biogr. Bottari (M.Giovanni), Raccolta di Lettere sulla Pittura, Scultura,ed Architettura, scritte da’ 1 ià celebri personaggi de'secoli i5, 16 e 17,ccontinuata fino ai nostri giorni da Stefano Ticoz/.i. Milano 1822-25 per Gio. Silvestri, tomi 8 in 16. Non tutti gli autori di queste lettere si sono spogliati, ma quelli soltanto le cui opere sono citale nel dizionario della lingua italiana, o se non sono, meriterebbero al certo d’ esser tenute in considerazione, specialmente pei termini appartenenti ad arti, die in esse si trovano. Citasi quest’ opera a volumi e pagine. Quando dietro al nome del Buttar! non segue altro nome d'autore , intruder devesi che 1’ esempio è tratto da una qualunque sua lettera. —. Prefazione alle novelle del Sacchetti. Oltre la prefazione si sono spogliate ancora le rime del Sacchetti e d’altri autori sparse nella medesima, che trovasi nel V- 1. delle Novelle. Milano 1815 per Gio. Silvestri. Citasi a pagine. - Dialoghi sopra le tre arti del disegno. Reggio 1826, per Fiaccadori. Citasi a dialoghi e a pag. - V. Nov. Aut. Fior. V. Descr. Appar. Bracciolini ( Francesco ) , lo Scherno degli Dei, poema eroico-giocoso.Firenze, Giunti, 1618, in 4* - Poesie liriche, parte 1. Roma, Grignani, 1639 , il) 12. —— Lo scherno degli Dei. Milano 1804 , dalla Soc. de’Classici Italiani, in 8. Citasi a pagine. —— Il Baiino. Livorno 1821, presso Glauco Musi. Citasi a pagine. Girolamo Rrioni , Aggiunta al Boccalini. Bronzino, Lettera. Sta impressa nel Varchi, Due Lezioni cc. Fiorenza , Lorenzo Torrentino stampato!' dicale, i54p in fi L’.Alberti noli l.t por: negl’ Indici, ma se ne servi iu Scamatino , ec. **Bronzili.Sonct.rim.' 8 , e riscontrata con altre delle più riputate.Milano 1822. Per Gio. Silvestri, in 16. Citasi a lib. e pagine. -■ ■ ■■- Lettere. V. Alan, le.tt. Lettere di Girolamo Catena. Cattati. J tre libri d'amore, di Francesco C attuili ih Diacccto. Cavale. B. Rettorica di Barlolommeo Cavalcanti. ** Buonav. pros. * Calili. * Campati. ** Caperai. * Caporal. Com. * Cappon. * Caraeciol. * Caraf. * Caran. * Cari. G. R. ** Cari. Svia. * Cannel. ** Car. En. Car. Apoi. ** Car.Long. Sof. ** Car. Sen. lelt. ** Car.Oraz.S.Grog.* * Cattar. >* Cus. leu. * Casin. * Cason. ** CastHl. Caslelvet. ** Castigl. lett. Caten. Cavale. Specck. Alle voce Simulatorio, ed olire de' pece. * Ceb. "* Cecch. Prov. ** Cecch. Match. ** Cecch, Saia. Celid, ** Celi- vii. * Celot. Ccrracchin. * Ccsarot. ** Cest. leu. cita dal Lombardi questa opera di lla quale noi non conosciamo veruna edizione. Il Cittadino di Repubblica, di Anscddo Cebo. Cecchi (Gio. Maria) , Dichiarazione de’ proverlìi. Ediz. seconda aumentata di molti pezzi tratti dalle commedie inedite del medesimo. Firenze , 1820, presso Piatti, in 8. Citasi a pagine. —- Le Maschere , ed il Samaritano commedie. Firenze, 1818, presso Pagani, in 8. Citansi a pagine. Celidora , ovvero il governo di Mulinatile , composto dal conte Ardano Ascetti, ec. Firenze, Giuseppe Manni, <634 in \. Cellini ( Benvenuto), Fila da lui medesimo scritta, ridotta a buona lezione ed illustrata da Gin. Palamede Carpam. Milano 1821 , presso Bottoni. Tomi 3 , in 8. Citasi a pag. e volumi. Lettere MSS. del dottor Francesco Celolli. Dubbii sopra le rubriche della Messa ec.di Luca Giuseppe Cerracehim. Firenze, 1720, voi. 2 in 12. Saggio sullajìlosojia delle lìngue , dell'ab.Melchior- re Cesarotti. Cestoni ( Diacinto) , Lettere. Stanno nelle opere di Cianf.vit. Magai. Cic. Iratt. ** Cic. Epist. "* Citi. Pocs. * Girili. Ciltad. * Ciarle. ** Cocc.pref.BcUin. ** Cocch. lez. ** Cocch. Reg. S. M. IV. ** Comp. Star. ** Cand. vii. Buon. * Contil. * Cors. J. * Cors. R. * Cnrtus. * Costant. * Cras. Crescimb. * Crivel. ** Cur. Occh. P.S. Daniel. ** Dani. rim. ** Dani. leu. ** Dani. Fole. eloq. ** Dot. leu. ' ** Dal. Cical. ** Dal. Disf. caco. * Davil. * Delmin. * Del Ros. * De Lue. Descr. Appar. * Din. ** Din. Comp. star. Dole. Lod. Antonio Fallisti ieri. Venezia,Colcti, 177^1 3 in foglio. Manca negl’ Indici dell’ Alberti) si trova riportata in Sfarfallatura , ec. V. Fu. Magai. a Cicerone ( M. T. ), Trattati della vecchiezza; » P amicizia , ed il Sogno di Scipione, volgari 2 nel buon secolo della lìngua. Roma 18191 P rC? Cipiccbia , in 8. Citansi a pagine. V. Giamb. J Cino ( da Pistoja ) , Poesie date in luce da ^ Ciampi. Pisa 181 4 -Tip. Rosini, in 8. Citasi a paS 1 Lettere di Monsignor Cirillo. j. Cittadini ( Celso ) , Opere , cioè parere in B > 3 di lingua; Trattato della vera origine della IMc Origini della volgar toscana favella; Oraz 1 Roma 1721 in 8. ., Storia e coltura delle piante , di Paolo Bade 1 meo Clorici. n Cocchi ( Antonio ) , Prefazione ai discorsi “* renzo Bellini. V. Bellini disc. j Lezioni di anatomia , ( le quali non sono op(* s , Antonio ma di Baimondo Cocchi). Livorno, * maso Masi c Comp. 1775, in 4 - 0; — Regolamenti manoscritti per lo spedale ^ Maria Novella. _ _ , Compagni (Dino), Istoria Fiorentina del 1 3 12. Pisa 1818, presso Ca purro. La presente 1 zionc è tratta da quella del Manni, e si < S Z gliata ancora la dedicatoria e prefazione de* desimo. Citasi a pagine. , Condivi (Ascanio), Fila di Michelangelo Bu° n . roti. Pisa 1823, presso Niccolò Capurro , * D |( Si sono spogliate in questo volume ancora _la.P, fazione d’ Antonfrancesco Gori, le annotazioni Manni, c quelle del suddetto Gori. Citasi a pa(r Lettere di Luca Contile. Rime burlesche di Jacopo Antonio Coni. J Grammatica e tondamente del parlar toscadh Rinaldo Corso. Lettere di Jacopo Antonio Corlliso. Trattato di medicina di Niccolò Costante. T^cj penna del quale è del tutto incerto se sia i* stante autore o volgarizzatore. Storia de’ poeti greci, di Lorenzo Crasso. . v Crescimbeni (Gio. Mario ) , Istoria della v 0 ‘» poesia. Venezia, 1731 e seg. Voi. 6 in 4 - A Elementi di fìsica , esposti dal P. Gio. Clivi* R. Soinasco. ,j Cura degli occhi, volgarizzamento di M. Spano. Gli Accademici hanno posto soU 31 ^ questa abbreviatura P. Spano cur. occh., W* y polarmente deve essere registrata come q ul- Congiuntivo, Cornea , ec. _ < Opere varie di Bernardino Danieli , cioè la Vp tica , Trattato delle parole , la Georgica di “ gilio , tradotta in verso sciolto italiano. . v-, Dante Alighieri, Rime. Mantova i 8 a 3 , CO* Virgiliani, in 16. Citansi a pagine. - V. Biogr. - V. Triss. Volg. Eloq. _ -ai Dati (Carlo Roberto), Lettere. Firenze, i825.S' a Jir Magheri in 8. Oltre alle lettere sic spoglia 13 ^ cora una cicalata del medesimo, che è >** ; di esse, e gli squarci di Scrittori di lingua r^j che son riportati nella prefuz. del can. - Cicalate. Stanno nel voi. 1. parte 3 delle* se Fiorentine. . i|ii - Disfida di caccia tra i Piacevoli e Pia* 1 g,j descritta da Giulio Dati. Firenze, Magheri, 1 in 8. Citasi a pagine. sfi Storia delle guerre civili di Francia, di Caterino Dovila. _ 1 * Alcune opere di Giulio Camillo Delminio,® . Topica , e l ’Artificio per le vie d’ Ermog e fa File de’ dodici Cesari, scritte da Caio Svd° c tradotte da Paolo del Rosso. Il Dottor volgare ; li inslituU) civile del cat Giambutista de Luca. Descrizione di apparati in occasione di nozze, e di funerali de’ Gran Duchi di Toscana ^j, altri ec. V. Gamba Serie delle ediz. e c. pag- Cicalata di Piero Dini. di^ e ! 51' V. Comp. star. ossc ] ■P ! Dolce ( Lodovico ) , i quattro libri delle zioni. Venezia , Giolito, i 562 , in 12. . jjl --- Delle diverse sorti di gemme, ec. Lu* 1 Venezia, Sessa i 56 t> , in 8. e ,ii -Dialogo dell’ Oratore di Cicerone. ' c" Giolito , i 555 , in r2. ■-- 1 A oblile, ec. Poema in ottava urna. ' Giolito, 1572, in 4 - . ... lit J ‘ l -- l’Enea, tratto dall’Encidc di Virg*!* 0 ’ XII. Venezia, Fariseo , 1 3 G 3 , tu 4 - * Doler, * Domeniche Doni * Don . A . F. * é jDo/ì. Zucc, Elian. Erizz. fi Esop, Sien. Fahr. Facin, Quaresimale del P. Pantaìeone Volerà , C. P.Ministro degl’ infermi. Della nobiltà delle datine ^ di Lodovico Dometùchi) c Lettere dello stesso. Doni (Giauibalista) , Annotazioni sopra il compendio de’generi , e de* modi della musica. Roma, Pei, 16^0 , in 4 * Opere varie di Antonfeancesco Doni , cioè la Zucca ; i Marmi ; Comento sopra il Bnrduello - 7 Filosofia morale ; Lettere. Z)om(Autonfrancesco), Za .£ucca.L’Alberti cita quest’opera al’mvo/gùtte/Uoec., benché rabbia trascurata negl’indici,ma nou si sa quale ediz. adoperasse. Difesa della Metafìsica degli antichi filosofi contro Gio. Locke , di Paolo Mattia Doriti. L' Aristodemo del conte Carlo de Dottori; e Lettere famigliavi dello stesso. V. Laui'eo. Dialoghi di Platone, tradotti da iSe&asfidno Erizzo. ** Esop. Fav. JUcc , Volgarizzamento delle Favole dì Esopo. Testo Rie- cardiano inedito. Firenze 1818, nella stamperia del Gìglio , in 8. Citasi a favole e a pagine. -- Volgarizzamento per uno da Siena. Testo di lingua. Brescia 1818, presso Bettolìi, in 8.Citasi a pagine. Lettere di Domenico Fabri. Informazione ed uso del novissimo planisfèrologio t ^ inventato ed eseguito da Bernardo Fucini. ^ ^ Rime piacevoli , e Comedie di Giamòufistu Fa- j (tùtoli. Falconieri (Ottavio) , Lettere e S onetti. Le lettere, stanno con quelle del Magab'lli. Firenze , 17G9, voi. 2 in 8, ed un sonetto con la coda, infilo- *’ iato Abiura del peripoteticismo , sta nella Raccolta delle poesie per far ridere le brigate. * Lettera del pubblico professore Michelangelo Far - della. * Ristretto della Storia del Biondi , Iradotto da Lucio Fauno* * Fausto da Longiano, il duello regolato dalle leggi dell’onore. Venezia, Valgrisio, i5o 2, io 8. * —— Epistole famigliar! di Cicerone. Venezia,Val- * grisio , i 544 ? B* ■ ■ - Orazioni di Cicerone. Venezia, i 556 , voi. 3 , in 8. Il Convito dipintone^ c Lettere di Marsilio Ficino . Descrizione di tre statue , del Incoroni. Trattato della guerra , di Cosimo Filiuri:hi. LeUcve del senatore Vincenzio da Fi tic aia. U Alberti non le pose negl’Indici, ma se ne servì in Robusto ec. Stanno nel voi. 2. delle Poesie.Londra 1781 , in ia. - Poesie inedite*, leggonsi in fine delle Poesie Toscane. Firenze presso Ciliari, in 8. C itansi a pagine. Vite desili uomini illustri Fiorentini , dì Filippo Villani. Venezia, Pasquali , 1747 , in 4 - Benché dimenticato negl’Indici, fu dalf Alberti edal Van- netti citato. Fuenzuvla (Agnolo), Rime che formano il Tomo 0 . delle di lui Opere. Pisa 1816, presso Caparro in 18. Citami a pagine. *- V. JSov. Aut. Fior. Foutanini (M-Giusto \ Dell'eloquenza italiana ^con le annotazioni di Apostolo &euo. Venezia , Pasquali, 1703, in 4- tom * 2 * Capitoli di Niccolo Fortigucrri. Trovansi in fine d< ì tombale! Ricciardetto impresso in Pisa 181 4 ? presso Nistri. Cilansi a pagine. L’Alberti usò di questa abbreviazione alla voce «lappa, ma qual fòsse l’opera die egli spogliò nou è a nostra cognizione. Risposta a Giauibalista Ramusio sopra il cresri- inento del Nilo , di Girolamo Fracastoro\ e Lettere dello stesso. Sposizione sopra la canzone di Guido Cavalcanti , ebe principia Donna mi prega *, Seminario de 5 governi di stato e diguenu ’y il Principe,di Girolamo Fmchetta. Cicalata di Lorenzo Franceschi. Commentarli sopra V Enchirìdio di Epitelio di Matteo Franceschi, Dialogo della battezzale Lettere di lYtccolò Franco. L oracolo detta lingua d' Italia , di Diodato Pranzo ni. Rime dell ab. Carlo lnnocenzio Frugoni. Aulore citato dall’ Amati. Non sappiamo di quale opera si sui servito pel suo spoglio. Reai Gabinetto I istco di Firenze , il quale è come un libro aperto agli occhi di tutti nel cuore delia Toscana $ e perciò la sua nomenclatura può considerarsi come testo di lingua, essendo stata supplita con somma accuratezza e proprietà in * Gcigììard. * Guglìar. ** Gal • leU. uom. Uh Gali, memor. leu. iried. Gal lett. fanu Galliz. Gcimb. lett. 35 ciò die manca ne* buoni scrittori dal sig. dott. Attilio taccagni % non men valente medico, che diligente e dotto naturalista. Vocabolario agronomico italiano , compilato da Giambattista Gagliardo. Ortografia italiana di Attobello Gagliarn, Galilei ( Galileo ), Ledere. Stanno fra quelle di uomini illustri raccolte in un voi. da moris. Angelo Fahroni. Firenze, Monete, J773 , in 8.Citate dall’Alberli alla voce Atlantico ec. e tras tirate negl’Indici. ——Memorie e lettere inedite ec. ordinate ec. dal Giambattista Venturi. Modena , Geminiano 2 in 4 * cav. Vincenzi, 1818. Voi. Vincenzi, iuiu. »%>.. « ... -—La Vita ed alcune Lettere familiari. Venezia 1826. Tip. di Alvisopoli, in 16. Citansi a pagine. Dizionario botanico ; ed Elementi botanico-agrari del dottor Filippo Gallizioli. Gamba ( Barlol.) Lettere descrittive di celebri ita - . *' —'— Nistri . in 16. Si Unni. Pisa . 8 - 9 , ^ degli * Fagiuol. Fate. Leu. * FaidelL * Fami. Faust, duel. Faust. Cic. Fìcìn. Ftcoron. Filiarih’ - Fitte, ktt. ** Filic.Poes.ined. ** FU. Vili, vit . »* Fir. rim. ** Fìr. nou. Foutan. fèto*]. * fortig. cap. ** Fracast. * Fracast. * Fradici. Frane. L. Frane. M* Seb. Nistri , sono spogliate di questa - , . . autori , le cui opere sono citate dai compilatori del Dizionario. Citasi V Autore ddl esempio , il nam. della pagina , ed il nome del raccoglitele. La piazza universale , di Tommaso Garzoni. Lettera di Ferdinando Gasperom al prevosto Lodovico Muratori. . Getti ( Giambatista ), lo Errore , Commedia. Fi* lenze , Tommlino , i 5 bt> in8., e Trattato deca- tori dì M. «limone Porzio. Firenze , ivi, in 8. L’AIberti non pose queste opere nc^l* Indici, ma furono da esso citale in Sii,evita , $. ec. —— La Circe. Venezia iSzò. Tip. ÀWisopob, in ili. Citasi a pagine. Annotazioni sopra Torquato Tasso , di Scipione Gentile. Esposizione sopra il Petrarca , di Gio. Andrea Gesualdo. Plutoso/ia della memoria artificiale , venti lezioni di Filippo Gesualdo. Lettere di Ferdinando Antonio Ghedi/d. Giacomùti ( Lor. nzo ), Ragionamenti della nobiltà delle / re e delle, armi . Firenze j 821, pel Ma- gUci’i , i.i 8. Citansi a pagine. Giamboni ( Bono ), Volgarizzamento dì Ycgezio Flavio dell* arte della Guerra. Libri 4. Si aggiunge il Volgarizzamento dell'Epistola di M.T. Cìc. a Quinto suo fratello sul Proconsolato d’A - sia. Firenze i8if>, per Giovanni Mareningh , in 8. Citasi a pagine. ** Giatnbulson.donn.Gi'imbattavi ( Bernardino), il Sonaglio delle donne) p'/emetto in ottava rima. Leida, Gr. Van-der Bct, 182.3, in 12. ** Giambul.Stor . Giambullavi ( Pierfrancesco ) , Storia d' Europa. Pisa 1822 , presso Caparro. T. 2 , in 8. Citasi a voi. e pag. Sonosi spogliati ancora gli squarci degli autori che fanno testo di lingua riportali nella vita del Gìambullari scritta dal Mortala e .. rt . premessa al tomo 2. CmmbullAppar. - V. Descr, Appar. Garznn. Gasperon. Geli. Err. Geli. Color . Geli Ciré. Gentil. Gesual. G. A. Gesual F. Ghedin. Gitcomin. Rag. * Giamb , * Gìannot . * Gibert. Gigli reg. Gigli rim . Gigli diz. Frane. Fìxinz. N. Frugon . * F. Saba * Gab. Fìs % Gìmm. Gior . G. Gior. D. * Giorn. Arcad . * Gìov. ** Girai nov. Lrtteì'e di Donato Giannoili. Lettere di Monsignor Gio. Matteo Giherti. Gigli ( Girolamo), Regole per la toscana favella, con un saggio di tutti gl’idiomi toscani , ed una nuova prosodia per la giusta prouunzia. Roma , Rossi , 1721 , in 8. jj Uel Gigli si citano eziandìo il Don Pilone , « Commedia , la cui prima edizione credo » sìa quella di Lucca, Merescandoli, 1711, » in 8. j le Rime , alcune delle quali tro- » vansì nel voi. XXL delle Rune degli Arri cadì ; la Culeide , la Scivolala , che slun- » no nella Raccolta prima dette Poesie per » far ridere le brigate , ec. Gelopoli, 17(30, 33 iu 8. f ed il Vocabolario Caterimcirio . » Roma, 17/7, in l\. » (Gamba). Idea di storia dell'Italia letterata , discorsi di Giacinto Gimtna . Lettera di Gusterc Giuseppe Giorgi, della vera c- rigine dette fòntahe. Ragionamento intorno a due inscrizioni greche del- l’Ab. Domenico Giorgi. Giornale Arcadico. Roma 1819 , in 8.Faseicoli XII. Da questo Giornale si sono spogliale le rinn inedite di Franco Sacchetti , uria Lettera inedita di Francesco Redi , alcune altre dèi Guicciardini^ una inedita di Barlol Arminnati , ed alcune altre inedite del Cardinal Bembo. Citaci a fascicoli. Dialogo delle imprese , e Lettere di Monsignor Paolo Giovio. Gira/di ( Giraldo ), Novelle . Seconda edizione col- i’aggiunta di altre novelle inedite. Amsterdamo 1819, in 8. Citansi a pagine. 36 Girolam. * Gonzag. ** Cori Long , Gozz. * Granel. * Granile. * Grass. * Grattami. ** Grav. rag poet, Storia di una sorgente, e di un mostroraniforme dell’ ab. Carlo Girolami. Il fido amante, poema di Curzio Gonzaga. Gori ( Antonfrancesco ), Trattato del sublime di Dionisio Longino tradotto dal greco in toscano, con note antiche e nuove. Bologna 1821 , presso Anncsio Nobili in 16. Citasi a sezioni e pagine. ** Con annot.Cond. V. Conci, vii. Buon. L’ osservatore, e i Sermoni del conte Gaspare Gozzi. Il Sedecia del P .Gio. Granelli delia Comp. di Gesù. Novelle di Niccolò Granucci ; e Specchio di vil tà dello stesso. Dizionario mditare italiano di Giuseppe Grassi. Torino, 1817. Astiamole , tragedia di Buongiovanni Grattarono. Gravina ( Giau-Vincenzo ) , Opere scelte italiane. Milano, 1819, per Gio.Silvestri in 16. Di questo celebre letterato sonosi spogliati soltanto i due libri della Ragion Poetica , come opera già citata dai Deputati della Crusca. Citasi a lib. e cap. Grazzini ( Antonfranccsco, detto il Lasca ), Le Cefie. Milano 181 5 , presso Gio. Silvestri , tom. 3 , in 16. In quest'ottima edizione si contengono una lettera c due Novelle tratte da un codice inedito della Magliabechiana. Citansi a volumi, cene, pagine e novelle. —— Egloghe cd altre rime. Livorno *799, in 8. Citansi a pagine. Rime e Lettere dell’ab. Angelo Grillo . V. Volg. ojmsc. S. G. Grts. Orazioni e Lettere di Luigi Grotto. Guai-ini ( Batista ) , la Idropica commedia. In 12. Senza data. —:— Lettere cc. Venezia 1 5()6 , pel Ciotti, in 4 - —Il Segretario , ec. Venezia 1 59) , appresso Ruberto Meni etti, in !\. L’Alberti non pose queste opere ne’ suoi Indici, ma furono da esso più volle citate. Annotazioni sopra Torquato Tasso, di Giulio Gua- stavini. Della civile conversazione j e Lettere di Stefano Guazzo. Guicciardini ( M. Francesco ) , Legazione dì Spagna. Pisa 1825, presso Capurro, in 8 . Citasi a pag. Bòne del Guidalotti. Lettere di monsignor Giovanni Guidiccioni. Guidotto ( da Bologna ) , il Fiore di Rellorica posto nuovamente in Inceda Bartolommeo Gamba. Testo di Lingua. Venezia 1821 dalla tip. d’Al- visopnli, in 8. Citasi quest’ opera per lo più a pagine ed alle volte a trattati e pagine. Guidacci ( Mario , il Ricoverato ), Lezioni due so- Grazz. Cen. ** Grazz. Egl. * Gril. ** Grisost. * Givi. ** Gu(tr. Idrop. ** Guai-, lett- ** Girar. Segr, * Guastavin. * Guai. ** Guicc. legaz. * Guidalot. * Guidiccion. ** Guidati. Reti. ** Guiducc. lez. Lor. Madris. * Magai. Sidr. Magai. Nov. Magai, operett. ** Magai, leu.* ** Magai. Tett. Baici. Magi;ab. lett. * Maga. * Maga. Malat. rim. Malat. Sf. * Malesp. C. Malpigli. Traduzione dell’ Egloghe di Virgilio, diAndtwf-^ Due lezioni del P. Gio. Bi-anccsco Madrisio, 1* r«t.l | ai r U'ftd.ut.t' Iti Utcf 7 , ■ sopra 1 voti, |’ altra sopra i trofei degli ar . cn ^ Magalotti (Lorenzo), il Sidro. Firenze, ■ 1749, iti 8. L’iUberti non lo pose negli* 11 * 1 ma se ne servi in Sterpeto , ec. ■-- V. Nov. Aut. Fior. j| c — Varie Open Ue con giunta di otto Lettere ^ terre odorose d’Europa , e d’America. M*. ft 1820, per Gio. Silvestri, in ìG. Citansi a ^ - Lettere dilettevoli c curiose. Venezia, pogralìa di Alvisopoli, in 16. Citansi a paS l ° —- V. tìald. lett. ( Magliabechi ( Antonio ) , Lettere . V. nell’ a * u indice : Prose Fiorentine. Rime di Carlo Maria Maggi. Rime e Lettere di Celio Magno. _ Malatesta ( Antonio), I brindisi de ’ Ciclopi • * renze, alla Stella, 1673 , in 4 * -- La Sfinge i enimmi. Nuova impression * coll'aggiunta della terza parte. Firenze, a Passione, i 683 , in 8. Novelle di Celio Malespini. Lettere di Marcello Malpighi, ** Mànfred.lett.BaldM\ Bald. Leu. _ , Mann, annot. Mannì ( Domenico Maria ) , Annotazioni aU e ** Man.lctl.ded.Ar. - righ. ** Man. annot.Cond.- * Manuc. A. * Manuc. P. * Marcellin. Marian. Marinell. Maràl- Marlian. Marlel. L. JMtUWLU l iumiu , 1.1 «u-uvuuiu;, ou- _ j pra le Rime di Michelangelo Buonarroti. Y. Mari. 1 . J. ** Infer. Appar. liurod. Viyt. * Lall, * Land. * Lauditi. * Lanzon. ’* Lap. Castigl. Buon, Rim. V. Descr. yjppar. Introduzione alle virtù. Testo di lingua. Firenze 1810, presso Mollili e Landi, in 8. Citasi a pagine. L’ Eneide travestita ; e la Moscheide di Giambattista Balli. Dissertazione intorno all' amianto , del marchese Uberto Landi. Comento sopra Dante-, c Istoria universale di Plinio , tradotta da Cristoforo Landino. Due Ragionamenti del dottor Giuseppe Lanzonì , l'uno intorno all’eccellenza del miele ; l'altro se il lume sia necessario alla vista. Messcr Lapo da Casliglionchio , che fiorì verso il 1370. Bologna 1753 , in 4 - Si cita a pagine. ** Base. Cen. Egl. V. Grazz. Cen. Egl. ** Lai. Tesorett. Bulini (Brunetto) , il Tesorelto c il Favolclto ridotti a miglior lezione col soccorso de’codici, p illustrati dall’ ab. Ciò. Rat. Zannoni. Firenze , 182.4, presso G. Mulini, in 8. Citasi a capitoli e numeri di versi. X 1 4 - libri di Elìano tradotti da Iacopo Laureo. L’ Ulisse-, c sopra la Merope majf'eiana, dell’ab. Domenico Lazzarini. Lettere di Giambattista Leoni- Leopardi (Girolamo), Capitoli, e canzoni piacevoli. Firenze, Scrinarteli! , 1616, in 4 ■ L’ occorrenze umane di Niccolò Liburnio. Edizione 4 l 11 ’Aldo del 1546.— Le selvelle, e le Tre fontane dello stesso. lettera di Giampaolo Limperani al cav. Antonio Vallisnieri. Lolla) (Alberto), Orazioni fXHJ , Tom. I. Ferrara , Valente Panizza, i 563 , in 4 - » Non uscì in luce se non cb’esso primo voli lume , che contiene alla fine una lunga let- V tcra dell’autore in laude della villa. (Gamba) Piscorso sopra la Gerusalemme liberata, di Orazio Lombardelli, lett. Magai. tere del Magalotti. Venezia, Pasquali, 1 .... Mann.annot.Rald. 8.; Annotazioni al Baldinucci, Notizie der f , Mann. Term. fessovi cc. Firenze, Stecchi e Pagani 1767, voi. 21 in 4» Terni.-, non conosciamo quest e neppur la conobbero i eh. Gamba e Poggi *. L’Allierti non pose queste citazioni ne’ suoi Indi ma si trova la prima alla voce Soavizzameli 10 ' la seconda a Stalla sui, l'ultima a Torrione-ilio — V. Arrìg. — V. Cond. vit. Buon. Lettere di Aldo Manuccio. Lettere di Paolo Manuccio. Il Diamerone di Valerio Marcellino , con un <**’ scorso intorno alla lingua volgare. Lettere del Cardinal Lanfranco Margotti. Vita di S. Ignazio Loiola , scritta da Anlonf ’ t,,r cesco Mariani, Bolognese della Comp. di C 1 ’ 11 ’ Della copia delle parole , di Gio. Marinella. . • Opere varie del cav. Giambalista Marini, cl<> C Adone ; la Sferza ; Rischiale ; Lettere. Lettere di Bernardino Marliani. Opere poetiche di Lodovico Martelli , cioè , fì 1 ? 1 che contengono Sonetti, Madrigali, Canzoni * Ballate, Ecloghe, Stanze; Tragedia; traduziotf in verso sciolto del IV. libro dell’ Eneide di ' ir " gilio , e Rime burlesche. Vita di Pier Iacopo Martelli, scritta da lui stesso» della tragedia antica c moderna,- la Poetica 1 Occhi di Gesù , poema del medesimo. Martelli ( Pier Jacopo), Dialogo della Tragcia" antica e moderna. Sta nelle Opere, Bologna 1 della Volpe 1735 , voi. 7 in 8. L’ Alberti " ol ' lo registrò negl’ Indici, ma se ne servi in S ci " naccia , Scenaggiamenlo , ec. ** Mari. Trae Marlin. Mascar. f Laure. * i. azzar in. * Leon, Leop. rim, * Libum. 1 Limperap, LoR. LombardeJ, Rime burlesche di Luca Martini. ,• Prose volgari, e Discorsi Morali sulla tavola 0 Cebete Tebano , di Agostino Mascardi. ,■ * Massm-eng. Annotazioni sopra l’Arcadia del Sannazzaro , “ Giambalista Mnssarengo. ,. Matliol. Mattioli ( Pietro Andrea j, Discorsi ne’ sei libri Dioscoride, cc. Venezia, Borlolomco degli alterili 1604, voi. 2 in foglio grande, con figure. * Mazzon. Difesa della Commedia di Dante , di Ia c 0 P° Mazzoni. * Mazzucheìl. La Vita di Pietro Aretino , de! conte Giammaria Mazzuchelli, accademico della Crusca. ** Med. Lor, poes. Medici (Lorenzo de’), Poesie tratte da’ Testi a peni 11 della Libreria Mcdiccn-Laureuziana.Citan.ji a Ppr’ ** Med, Vit.Crist, Meditazioni della vita di Gesù Cristo. Testo di gua. Milano 1 8 a 3 , presso Brambilla , in 16. “'* tansi a pagine. L’ oratore del cav. Gio. Memo. Menagio ( Egidio ) , Origini della lingua itali 3113 ' Ginevra, Chovet, i 685 , in foglio. -ilfejCoiauae.Roterdam, Recherio Leens, in 8. —— Annotazioni all’ Aminta del Tasso. Parig 1 • Courbe , i 6 ò 5 , iu 4 - Menagio, Mescolanze, Venezia 1736, presso 1 squali in 8. Citansi a pagine. Menzini (Benedetto), Discorsi. 3 . delle Opere. Firenze 1731 , m 4. u , 3 non li pose negl’ Indici, ma sono riportati esso in Sorrecchiare , ec. . Selva di varia lezione, di Gaudenzio Mei' 11 ’ tradotta dal latino. * Mem, Menag. ** Menag. Mese. *' Menz. disc. Merul. Stanno nel i' 0 !’. in 4. L’Alb^ * Sfarti*. Michel. Botali. ** Michel. D. F. Miliz. M intuiti. Opere drammatiche dell’ab. Pietro Metaslasio. Micheli (Pier Antonio), Nitori generi delle piante. Firenze, 172;), in foglio, con figure. Michelini (D. Famiano). E nella raccolta di autori che trattano del moto delle acque. Firenze, Stamperia di S. A. R. pe’Tartini'e Franchi, voi. 3 in 4- Non è negl’indici dell’Alberti, ma lo ha citato nelle voci Rinterrare, Strisciare §. III.ec. Dizionario delle belle arti del disegno, estratto in gran parie dall’ Enciclopedia metodica da Francesco Milizia. Poetica toscana di Antonio Minturno. ** Pallad. *» ai, .1. tv,- e ti „? ellca toscana di Antonio Minturno. iz.iyinj. Tib. Moka (Francesco Maria), la Ninfa Tiberina. Palm. Vit. Civ. ** Pand. Tratt.gor.. * Panigarol. Pap. (JDet) $7 Volgarizzamento di Palladio. Testo di lingua perla prima volta stampato. Verona, 1810, presso Ramauziiii, in 4- Citasi a libri e capitoli. Palmieri (Matteo), Libro della vita civile. Firen- e, credi di Filippo Giunta, i5a<), in 8. ’ ’ ,,, del. e over no della in 16, Mnnuld. * Mongitor. Monos. FI. * Montanar. G. Poemetto citato a stanze dal cav. Monti. Diario ovvero Giornale o Croniclietta dr Guido Monaldi. . _ r Memorie del P. Antonio Lupi della Comp.di Gesù Parnas. IL raccolle dal cali. D. Antonino Mongitore. Monosini (Angelo), jloris ilalicae linguae libri a A. Veneliis, Ouerilius , 1604 , in 4- Lettera del conte Giovanni Montanari che tratta , 1 . !• . • . • Pariti . degli antichi teatri e anfiteatri ~\ìccs r -- l„l -t r* • - nar. Gcm. Discorro del dottor Geminiano Montanari, sopra Porteli. ' Parut. la tromba parlante : e due lettere scritte al Ma- gliabcchi. Tesoro della lingua toscana di StefanoMnntemerlo. Ragionamento intorno all’ Eneide di Virgilio, ed elogio fatto al cavi. Gin. Mario Crescimbeni , dell’ai-ale Michele Giuseppe Morei. Cronica di Giovanni Moretti. Morelli (Francesco Giuseppe), il Gentiluomo i- stniito nella condotta di una virtuosa e felice vita, ec. Traduzione dall’inglese di Guglielmo Onroll , ec Padova, Manfrè , 1 r32 , in 4- La Filosofia morale, del prevosto Lodovico Antonio Muratori. Prediche di monsignor Cornelio Musso , vescovo di Bitonto. Battaglie in difesa dell' italica lingua di G uniamo Mitzio. — La Vacchina dello stesso. Edizione Cominiana 1744 - Istoria della Repubblica V -n ri ir, di M .Batista Nani. Breve ragguaglio della vita di Jacopo Nardi, scritta da D. Carlo Nardi. Le Decadi di T. Livio, tradotte da Jacopo Nardi. Nord. ulti, jam. Cardini , Scelta di lettere familiari degli autori più celebri, con noie, cc. Milano 1823 per Gio. ** Perde. Silvestri in 16. Alcuni vocaboli si sono (ratti da alcune lettere di ottimi autori posti in questa raccolta. Citasi il nome dell’ autore dell’esempio c auc.bc quello di Nardini. Lettere di Andrea ISavagero. V. 1 7 den. Nis. Poetica , Rellnrica , c Trattato dell Oratore , di Giasone de Nores. Cento novelle antiche. Milano 1828, per cura d’Antonio Tosi. F.dizionc formata sopra quella impressa per cura di Carlo Gualtcruzzi, in 8. Ci- tnnsì a pagine. Nov. Aut. Fior. Navette et alcuni autori Fiorentini. Milano 181Ó, „ per Gm. Silvestri in 16.Non tutte le novelle in ” c(r - uom - «“• questa raccolta unite dal Poggiali si sono spogliate, ma soliamo quelle di Luigi Pulci,dell'Ala- Montemei', Mar. * Mordi. G. Morelt. Geni Murai. ’ Muse. Muz. Non. • Nar. C. ' Nar. J. Ntivng. * A is. Udcn Nar. ’* Nov. An. Pascal. A. Pascal. L, Passion. ' Posi. ’ Patriz. ' Paul. * Pegolot. * Perand. * Peregrin. Pereti. Pergamin. mulini, le dicci del Firenzuola , le ti c del Ma- Piccolomin. Olivier. Olivo, (ìngar. Orti l. Orde. Ouoncll. Ovid. Pisi. Pignor. Pinamont. ' Pino ' Piatiti. * Polca. * Palazz. Pullav. galoltij quella del Bottal i unitamente alla sua lezione sopra la forma di un nuovo dccamcrone. Si citano a nag. c mira, di novelle. L’ Alamanna in verso sciolto, di Antonio Olivieri. Le Prediche del Padre Giampaolo Olivo. L’Aceo, favola pcscatoria di Antonio Ongaro. Il Teatro del Mondo . di Abramo Ortelio. Commentarli di Giulio Cesare, tradotti da Agostino Ottica. Annotazioni sopra il Vocabolario della Crusca, c Postille sopra il Memoriale della lingua ila- liana di Jacopo Pcrgamini, di Giulio Ouonelli, modor esc. Volgarizzamento delle Pistole d’Ovidio. Firenze ^ ohz. poes. 1819, presso Garinci iu 8. Citasi a pagine. Prima di spogliare questo volume si è tutto emendato , secondo P Errala Corrige del cav.V.Monti sopra questo testo, il quale trovasi nel fine del voi. 3. part. 1. della Proposta. Caso raro descritto dal dottor Francesco Palazzi ; c lettera a Donna Clelia Borromeo dello stesso. Pai'avicino (Sforza) , Del bene, libri IV. Roma, Corbclletti, 1 fi)( , in 4- - Trattato dello siile, e del dialogo. Roma , Mascardi, >662, in 12. - Arte della perfezione cristiana. Roma , Bernabò , 1665 , in 8. - Istoria del Concilio di Trento, separato dalla ** Pule. nòv. parte contenziosa cc. Roma , Giuseppe Corvo , * Quattroman- ifififi, in foglio. Porcac. Porz. ** Pros. Fior. ** Pule. Bec. Pandoì/M (Agnolo)*," Trattalo del governo famiglia. Milano 1819, per Gio. fallvestn, 1 Citasi a pagine. . , ri. Quistioni di roons. Fruticesco Pamgaroi In; 0 U V meli lo Falereo, ossia >1 Predicatore, delio stesso Papa (Giuseppe del), della natura del caldo del freddo. Firenze, Livii, ifrm, in 8, V ; t . tm7P __Delia natura-deU'umido e del secco, rinate, ^"Contulli medici!'Roma, Salmoni, I7 33 > voK da Francesco Rema. . -pnrtenio. Della imitazione poetica, di BernardinoPai tei Della perfezione delta vita politica ., dd cav- Anatomia del corpo umano, di Alessandro P^coli* Testamento politicai Risposta al Novelher f tino , e Lettere MS. deli’ab. Leone Pascoli. Orazione in morte del Principe Eugenio di Savoia , del Cardinal Passionei. Lettira intorno ad alcuni rimedii, del dottor Andrea Pasta. Della Rettorica , e della Storia, dialoghi di Francesco Patrizi/. Modi di dire toscani, e Ragionamento sopra il titolo di Divo dato agli antichi Imperadori, del P, Sebastiano Pauli C. R. della Madre di Dio. Rime del cav. Alessandro Pegolvlti. Lettere di Gio, Francesco Peranda. Difesa del Savio in corte, di Matteo Percgrùii. Pereltt (Tommaso), Relazioni di materie'idrauliche. Firenze, 1779, in 4-Questa edizione forma parte del volume IX. della Raccolta di autori che trattano del molo dette acque ec. Memoriale della lingua italiana ; e Trattalo della medesima lingua, di Jacopo Pcrgamini da Fos- sombrone. Perlicari (Giulio), Opere. Milano 1823, per Giovanni Silvestri, toni. 2 , in 16. Dalle opere di questo illustre scrittore si sono scelti alcuni vocaboli di Autori classici tratti dagli squarci riportati nelle medesime , come pur alcune correzioni di articoli del Vocali, della Crusca. Fra gli autori degli esempi di vocaboli nella presente conipilaz. inseriti, si annoverano —Dante nel Conv. e Canz. --■Bruii. Lai. nel Tcsorctto.— Gio. Villani nelle Cron. — Guittone Lrtt. e versi. — L’Aut. della Tavola Ritorniti .— Onesto Bologn. — Andrei- ni Eibald. — Lor. Medici Commento cc. ec. A- gli articoli oltre il nome dell’autore dell'esempio si è posto ancora quello del Perlicari. Petrarca (M. Francesco), le vite degl’ Imperadori e Pontefici, senza luogo c nome di stampatore, \Gì 5 , in 4- Sodo questa abbreviali, gli Accademici citarono anche quest’ opera. Opere di Alessandro Pìccolomini, cioè Annotazioni sopra la Poetica d ’Aristotele ; fnstituziune morale ; istruimmo della Filosofia ; Filosofìa morale -, la Sfera del mondo ; Teoriche ovvero Speculazioni de’ pianeti. Pigliarla (Lorenzo), Intorno alle immagini degli Dei degli antichi di Vincenzo Cartari. Opere del P. Giampietro Filiamomi, gesuita. Elementi di Storia naturala degli animali, di Ermenegildo Pino. Arte. Oratoria di Giuseppe Maria Platina M.C. Lettera intorno agli antichi teatri e antiteatri , del marchese Giovanni Poleni. Poliziano ( Angelo ), Poesie. Milano 1828 , per Gio. Silvestri, in 16, eli’c 1’edi-zione la più accurata. Citasi alle volte a pagine, cd alcune volle citasi anche ledi/,. eli Firenze 1822, presso Giacomo Moro, in 8. Quinto Curzio, tradotto (la Tommaso Parcacela; Annotazioni sopra l’ Arcadia del Sannazzaro, dello stesso- Progelto ai letterati d’Italia di scrivere le loro vite , del conte Gio. Artico Porzia. Prose Fiorentine raccolte dallo Smarrito • Firenze 1661 alla Stella, in 8. Cilansi a pagine. Pulci (Luigi), la Stona della Beca. Italia 1802. Citasi a pagine. -- V. Nov. Aut. Fior. Opere diverse di Sertorio Quatlromani ; la Poetica di Orazio , c Lettere dello stesso. 38 * Querin. * lìamus» * Rao ** Red. Aviari. ** Red. letl. Red. Or. Tose . Remig . /! * ifewYf. * Jfoec. A/% rim. Lettera pastorale del Cardinal Q/iermi al suo cloro e popolo. Delle navigazioni e viaggi di Giambatista Raniu - sio. Discorso sopra il crescere del Nilo al Fra- castoro, dello stesso. Orazioni^ Discorsi , e Lettere , di Cesare Rao. Redi, Arianna inferma. Sta nel tfaccoin Toscana. Livorno 1821, presso Glauco Masi, in if>. - Lettere, Firenze 1825. Stamp. Maghcri, in 8. Citansi a pagine. Oltre le lettere si sono spogliati gli squarci (fautori di lingua pura che sono riportati nella prefaz-, c le prose del Buommuttei che sotto il nome del Ripieno leggonsi in fine del volume. ——Questa opera trovaci citata nell’Alberti alla voce Tarantola 5. ed altrove, e manca negl’ Indici \ noi non nc conosciamo veruna edizione. Red. Esp . ncit. —Esperienze inforno a diverse cose naturali. Firenze 1686 presso Mattai in 4- Citansi a pagine, Remigio Fioi'etitino (Remigio Nannini), m L’Alberti ricorda , olire al volgarizzamento » di Cornelio Nipote , Verona, Ramanzini, » 173*2, in 4., le annotazioni alla storia di » Gio. Villani, le quali si trovano nella storia « stessa,impressione di Venezia ad istanza de* il Giunti di Firenze, i55(), in 4* Cita czian- « dio Concetti , Lettere, cc. 5 ma da questa » generica enunciazione male si può com- » prendere se le lettere sono originali, o » quelle tradotte di Ovidio. (Gamba). Ragionamento filosofico pastorale dell’ ab. Diego Revillas ; altro Ragionamento tenuto in Arcadia, e Lettere dello stesso. Lettera del conte Jacopo Rìcati in difesa del libro dell* Origine delle fontane. Ricci ( Angiolo Maria } , Calligrafìa Plautina , e Tcreuzianu. Firenze 1735, in 8. — Guerra de* Ranocchi e de’ Topi , tradotta Qla Ornerei) in rime anacreontiche , cc. Firenze, Albizzini, 1741 , in 8. ■- Volgarizzamento di tre ragionamenti di Plutarco, di S. Gregorio Nazianzeuo, c di S. Basilio. Firenze, 1731, in 8. — Ksopo, le favole, greche, volgarizzate* in rime anacreontiche toscane. Firenze , Tartini e Franchi , 173G , in 8. - - S. Basilio Magno, omelie scelte, tradotte dal greco neiridioma toscano. Firenze , Bernardo Raperini , 173*2 , in 4» Rime burlesche. Londra 1723. Voi. 3. in 8. Rime di pentimento spirituale, tratte da’ canzonieri de’ più celebri autori antichi e moderni. Milano 1821 , per Gio. Silvestri in 16. Da que.-ta pregevole raccolta si sono spogliate le rime di Dante, P. Aretino , Remigio Fiorentino, Bevili e Torq. Tasso. Citasi il nome dell’autore e della raccolta. Lettere di Giuseppe Ripamonle. Capitolo sopra i ventagli, di Daniele Rizzo. Il Paradiso perduto e {'acquistato del Milton, tradotto da Paolo Rolli. Satire di Salvatore Rosa. Della lingua toscana, dialoghi sette di Girolamo Rosasco, accademico della Crusca. Aggiunta alle storie del mondo di Gio. Tarcagnotta •, e Instituzionc del principe cristiano, di Membruto Roseo. Osservazioni della lingua volgali del P. D. Pio Rossi , girolamita. Lezioni scritturali del P. Quirico Rossi della compagnia di Gesù. Cicalate di Sebastiano Rosso. Dizionario di antichità sacre e profane , pubbliche e private , di Andrea Rabbi , gesuita. Rucel.pros. rim. Rucellai Orazio (l’Imperfetto), Prose e rime inedite. Firenze 1822 per il Magheri,in 8. Citansi a pagine. Annotazioni al Furioso di M. Lodovico Ariosto , ed altre Opere di Girolamo Ruscelli. V. j F. Saba. Lettere del Cardinal Jacopo Sadoleto. C. Crispo Sallustio , della congiura catilinaria, e della guerra giugurtina , volgarizzate da frate Bartolommco da S. Concordio.Fircnzc, Grazioli, ** Rim. buri . ** Rim. Peni. Rìpamont. Rizz. Roll. Rosa Rosasc. Rose. Ross. P . f Ross. Q. ' Ross. S . r Rubò. Ruscell. * Saba Sadolet. * Sali. CatiU * Sali, Giug. ** Salvin.Pros.Sacr. - ** Salvisi. Ca lim. ** Salvisi. Senof. * S alvin, Maltn . ** Salviti. Man.Epit.- * Sang. * Sangiorg . ** Sannazz. rim. ** Sannazz. leu. * Sansovin. * Sanseverin. * Sanvital . * Scanditi. * Scarse IL ** Scelt. lett. ** Scclt.S0n.Can2 * * Schiav. * ScupoL * Secch. ** SegneV. Segoer.Antol.lt. 17QÌ. , Saìvin.annot.Boc, Salvini (Antonmaria), Annotazioni al commento in 8. Comm. Dant. r Salviti.annoi. Coll. Ab. Isaac. del Boccaccio sopra la Commedia di Dante.Sian. no ne’Voi. V e VI. delle opere del Certaldese, Firenze (Napoli), 1724, in 8. Citile dall’Alberti in Tribada ec. e trascurate negl’indici. -— Annotazioni alla collazione dell abate Isaac. Firenze nella Stamperia di S. À. R. 1720,10 8. grande. Citate dall’ Alberti in Felata §. e trascurate negl’ Indici. ** Sega. Slor. ** Sega. vii. Cap . ** Sega. Edip . * Selvag. * Serali. * SU. * Silvcstr. * Sir. ** Smar. pros. * Soav. ** Sper. Oraz. * Speziati. * Stecch. ** Stor. Bari. * Strapar61. * Strade. Strozz. * Strozz, Nicc. — Prose sacre. Quarta edizione formata $ u a sto del 1716, con aggiunte. Milano, ìS'-iOìf, Gio. Silvestri, in 16. Citansi sovente a qualche volta il num. dell’ orazione o ser^ , { — — Callimaco,Inni. Firenze, i763,presso Mo uC in 8. Citansi a pagine. . i — Gli E fé siaci di Senofonte Efesio volgar^ ^ Parigi 1800, appresso Ajnt, Ag. Renouard, C& a pagine. _ ^ — -Annotazioni al Malmantile. V. Malm. ^ > 1731. Citate più volte dall’Alberti, c trascd ne’ suoi Indici. ^ - Manuale d'Epiue.ta.Sta. nella terza P?, r * e j Discorsi. Firenze 1733 in l\. Citato più v dall’Alberti e trascurato negl’indici. Lettere di Giambatista Sanga. . A Storia del Monferrato , di Benvenuto Sang l ° | Sannazzaro (Jacopo), Rime, Leffere.StannO llC opere voleri. Padova, Cornino, 1723, m 4',^ Dettarle oratoria, libri tre dì Francesco Sanso^ c Annotazioni sopra VArcadia del Sannaf^^ Prediche del P. D- Marcantonio Sanseveru 10 R. Teatino. ^ Rime del conte Jacopo Antonio San vitale, acc a mico della Crusca. Fortnolario per compor lettere, di Francesco » ridino. Lettere di Flaminio Scarselìi. j Scelte lettere italiane. Milano 1824. Tom. 2, p 1 ), Bettoni. Di questa raccolta si sono spogli^, lettere di Torquato 7 asso, Gal. Galilei, Zeno. Citansi a pagine e lettere. . Scelta di Sonetti e Canzoni de’ più eccellenti ^ malori d’ogni secolo. Venezia 1739, presso^ renzo Basseggio, T. 4- in 16. Da questa f 1 ’*^ tissinn raccolta che ad AgostiiJo Gobbi viene j giudicata , si sono spogliate soltanto le Rim'v Dante da Majnno , Caio da Pistoja, Jfr» lt \ Benivieiii , P ìe:t\> Bembo, -ìac>po Santvtz*^, Ben. Farchi, Torq. Ta*$o , Gabr. Chiabr' 1 ’! Casaregi, Marchetti, Magalotti, Algori 1, Il Filatele, dialogo del dottor Biagio Schia^’p Combattimento spirituale del P. D. Lorenzo S 6 poli C. R. Teatino. Commedie di Niccolo Secchi. - Gli Accademici nella Tav.deile abbreviazioni a' r ^« ci ,! zoi* Proemio alle Prediche in Speciosità, e il ^ Jessave Istruito in Scialacquato , ScomutU clli d Aeriòa §, ed altro molte. L’ Alberti poi spolL) tutte le opere del Scgneri comprese nell ed^* Baglioni, 1712. V. Antal. ft . Si 0 'egei (Senatore Alessandro).*: unodegìi autori presi nell’ abbreviazione Descr. Appar. in 1 ^ Augusta e Palermo 1778, presso il fìapetti, 2 in 4» Citansi a libri e pagine. Lettere di Gabriele Seivago. j Note del Serano fatte alla traduzione di di Dardi Bembo. . ji, Discorsi, Sermoni, Ragionamenti e Lettere Giuseppe Silos C, R. Teatino. Lettere erudite del conte Camillo Si’ventri, -ù Mercurio istor.e Memorie recondite di Fittone ” V. jPro.v. Fior. f Traduzione delle lezioni di Ugone Blair , Francesco Soave C. R. Soruasco. t * Speroni (Sperone) , Orazioni. Venezia i 5 q 6, F so Meietti, in 4- Citansi a pagine. Avvertimenti morali di monsignor Spezienti» ^ Delle Meteore, poema in verso sciolto del sore Stecchi. $ Storia de SS. Barlaam e Giosafatte ridotta ^ sua antica purità di favella coll’aiuto degl J 4 tichi Testi a penna. Edizione seconda esegui^* pra quella del 1734* Roma 1816, presso M° rt ‘ chini, in 8. Citasi a pagine. ^ Notti piacevoli, e Favole di Giuvan Francesco » parola. . jt Focabolario dì Marina, compilalo dal cavali^ mone Stratico. Milano i 8 i 3. . f Strozzi ( Giambatista il vecchio ) , Madrigni 1 ' rtnze , Scrinarteli!, 15p3 , in 4* — Osservazioni circa il parlare e scrive 1, acano. Firenze , Livj , 157}, in 12. Jf Strozzi (Niccolò), Sonetti. Noi non ne co» 10 ^ ojo stampa veruna , come pure non ne* -jt ro nè il Poggiali nè il Gamba ; ma ne servì pel suo Diz. V. Pigmeo , 5* & muniti, Tiigliaz ucch. * 'lai i:, ili. Targ. ec. Tariffi Tose * Tarlami. ** ** Tass.T.pros.ìlL ** Tassati. Seco. Discorsi poetici di Faustino Sununo. Prose e poesie dell’ab. Girolamo Tcigliazucchi. Lagrime eli S. Pietro , poema in ottava rima di Luigi Tansilloì e il Sofista ,commedia dello stesso. Torrioni Pozzetti (Giovanni) , relazione di alcuni viaggi fatti in diverse pai ti della Toscana. *i" renze , Cambiaci, 1768, 1779, voi. 12 in 8. Tariffa delle gabelle toscane. Firenze , Cambiagi, 1781 , in 4- . Relazione dì un manoscritto dell' istoria di Gio . Diacono Veronese, scritta dall’ab. Girolamo rp D Tanarotti. *ass. iSern.uQmad.Tasso (Bernardo), Amadigi . Poema in ottava rima •n ... citato dal cav. Monti. Tcisjo (Torquato), Alcune illustri prose. Venezia 1825. Tip. d* Alvisopoli, in 16. Citansi a pagine. Tassoni (Alessandro), la Secchia rapita. Modena, Soliani, 1 ’y/Ji 1 in 4* Quest'opera fu citata dagli Accademici nella terza impressione del loro ** Vocabolario , cd esclusa dalla quarta ; 1 ’ Alberti pure se ne servi, benché il dimenticasse negl' ** Indici, alla voce Pacchiarono c c. ; e noi alcune * volte r abbiamo citata come opera riconosciuta * generalmente per classica- Filosofìa morale del cav. Emmantiele Tesauro. * Testi di lingua inediti traiti dai codici della Bi- * blioleca Vaticana. Roma 1816, presso de Roma- * nis, in 8. Citanti a pagine. Titi (Roberto), Annotazioni alle j 4 pi del Rucellai. To/omei (Claudio), il Cesano , dialogo, ec. Venezia , Giolito , i 555 , in 4 - -- Lettere, ed Orazioni. Fermo , Pacca-sassi, 1781, 1788, voi. 4 in 4. piccolo. Piigionamenti della lingua toscana, di Bernardino Tormitano. Tondini , Lettere di Uomini illustri. Macerata 1782, presso Bartolommco Capitani, toni. 2 in 4. Da questa pregevole raccolta si sono spogliate le lettere di Magliabechi , Afarchetti ^ (lei Papa, Redi, Vivi ani , Zeno , Galileo Galilei , c Maga- lotti. Citami gli autori degli esempi. Torricelli (Evangelista), Lezioni Accademiche . Seconda edizione con tavolo in rame. Milano 1823 , per Gio. Silvestri , in 16. Citasi a pagine. Toscanella (Orazio), Istituzioni grammaticali, volgari e latine. Venezia, Giolito, i 568 , in 8. V. Cic. Trall. Trissino (Gio. Giorgio), /' Italia liberata da Goti. Roma, Valerio e Luigi Dorici, e Venezia, Già- nicolo , 1547 , i 548 , voi. 3 in 8 . TYiss, Volg.Eloq. - Della Volgare Eloquenza di Dante tradotta in italiano. Ferrara, Domenico Mamarelli, i 583 in 8. — L’ Alberti non pose queste due opere nei suoi Indici, ma sono da esso citate li prima alla voce Madcjatio , Spontoncello ec., la seconda a Sovramagnificentissimamente ec. —- La Sofonisba tragedia. Vicenza , Tolomeo Janicolo 1539 , in 4 - Citata dall Amati alla voce Rindolcire. - Orazione. È nella prima parte delle diverse Orazioni ec. raccolte dal Sansovino. Venezia i 56 i in 4. Fu citata dall’ Alberti alla voce Vasilia l e trascurata negl’indici. - Altre Opere dello stesso, cioè la Poetica-, il Castellano ; Epistola intorno alle lettere nuovamente aggiunte nella lingua italiana. Del furore poetico di Platone , tradotto da Niccolo Trivisano. liberti (Fazio degli), il Dàtainnnclo. Milano 1826, presso Silvestri in 16. Citasi a libri c capitoli. Ntsiely (Udeno), Pvoguuiasmi poetici, Firenze, 3 9 . vu. Vollisti. * Vandell. * Vannozz. o. Slatini, i 6 i) 5 , 1697 , voi. 5 , in 4 - Citasi a voi. e num. de’Proginnasmi. ■-Osservazioni di creanze, ec. Firenze,i 633 ,in 12. Commentarli della guerra d’ Alemagna d’ Ulloa ; Somma della naturale JilosnJia ; Vita di Carlo V 1 , Dialogo di Pietro Messia , tradotto dallo spagnuolo, dal medesimo. Vallisnieri (Antonio) , Opere Jisico-mediche. Venezia , Coleti, 1733, voi. 3 in foglio, con figure. Lettera del professore Domenico Vandeili. Avvertimenti volitici e morali di Bonifazio Vati- " lcsaur. ** l'est, iued. * Tit. Tvlom. Ces. Tolom. Oraz. leu. * Tornitali. ** Tond. lett. Tur rie. Lcz. Toscanell. ** Tratt. Cic. ** Triss. hai. lib. * Vaimi. ** Varch. lez. ** Varch. lett. ** Vegez. * Vellut. * Velìutell. * Verger. * Vie. * Vier. “ vai. fu. vu. * Vi o * Visdomin. ** Vit. Giambull. ** Vit. Magai. *' Vit. SS. Pad. ** Vivian. vit. Gal, * Voc. del Dis. *• Triss. Sofonisb. ** Triss. Oraz. * Tri ss. Op. » Trivisan. ** VI. Diti- Vcleri. Nis- Avvertimenti politici e morali di Bonifa.- nozzi -, Arte e disciplina militare , e Lettere dello stesso. Visioni sacre e morali di Alfonso Varano. Varchi (Benedetto) , Lezione sopra il primo sonetto di Michelangelo Buonarroti V. Buon. Rim. - Lettera dedicatoria delle prose del Bembo.Bem- bo, Prose, Milano 1824 per Gio. Silvestri in 16. Vasai-, vit. Raff. Vasari, vita di Raffaello d' Urbino. Milano i 8 a 5 , per Niccolò Bettolìi. Citasi a pagine. V. Giamb, Cronica di Dottato Vallude .. Esposizione di Dante e del Petrarca , di Alessandro Fellutello. Lettera di Paolo Fergerlo . . , • Vita di Giambattista Fico , scritta da lui medesimo» Prose toscane di Francesco de* Fieri • V. Fil. Fili vit. Lettera del Cardinal Tommaso de Fio . Lettera dì Francesco Fisdomìni. V- Giambull . Stor . Fita del conte Lorenzo Magalotti , scritta in latino da mons. Fabroni , e volgarizzata dal can. Pi elro Cianfogni. È nel voi. 1. delle lettere del Magalotti, Firenze 1769- Non è nella Tav. del- 1’Alberti, ma è da esso adoperata nella voce Ripetere § HI. ec. V. Volg. Vit. SS. Pad. Viviani (Vincenzio), Vita del Galileo. Sta in Gal. lett. Venezia 1826. -, V ical.nl., rio del Disegno, di Filippo Baldinucci. V°‘S- opusc.ò G-Volgarizzamenlo di alcuni opuscoli diS. Gio. fi ri- brrrs. sostano citato nel Vocabol. della Crusca. Firen- „ „ . . „ zc 1821, presso Pagani , in 8. Citasi a pagine. rolg.vit.SS. Pad. Volgarizzamento delle vile de'SS. Padri. Bologna 1823 - 24, per Giuseppe Veroli. Tom. 4 ia 8. Si sono spogliate ancora le prefazioni del Manni. Citasi a tomi c pagine. Volgarizzamento di Vangeli. Testo di lingua. Venezia 1823, nella tip. Picotti in 8. Citasi a pagine. Opera intorno alle piante ; e Lettere di Giangi- rolamo Zannichelii. Descrizione dell’ Aurora boreale , del dottor Eustachio Zanotti. Zanotti (Francesco Maria), Lettere. Queste lettere fanno parte della raccolta di Lettere familiari di alcuni Bolognesi. Bologna 1744 > presso Lelio della Volpe, tom. 2 in 8. Citasi a pagine. Osservazione dell’ Aurora boreale , fatta in Vene- _ zia da Bernardino Zendrinì, matematico veneto. Zerwni (Zenone), Pietosa fónte , Poema in morte di M. Francesco Petrarca composto nel 1374. Firenze alla Stamperia della Santissima Nunziata 1743, in 8. Citato dal Monti alla voce Rinfiorare ec. Nido ed uova degli uccelli , del Conte Giuseppe Zinanni. Discorso di Michelangelo Zorzi sopra le opere di Giangiorgio Trissino. Lezioni sopra la sacra Scrittura del P. Ferdinando Zucconi della Compagnia di Gesù. ** Voig. Fang. * Zannichell. * Zanott. ** Zanot. lett. * Zendr. ** Zenon. da Pisi. * Zinan • * Zorz. * Zuccon. 4 o IH © 2 Ci Pelle abbreviature che dichiarano le Opere e Dizionarii da cui son tratti gli articoli aggiunti al Vocabolario della Crusca dagli Editori della Minerva , e dai Compilatori Napolitani (i). A. Ag.* Ara. * A. O. Aq. Az.* B. Bai. Ber. * Berg. Bon. Boss. Dizionario universale critico enciclopedico della lingua italiana dell’ab. d’Alberti di Vii' nova riveduto e corretto. Seconda edizione e prima milanese. Milano per Luigi Cairo col l1> “ lodo s/ereofeidotipo di Cairo Gaetano , i8ì5 e seg. in 8. Edizione in corso. Dizionario ragionato ed universale di agricoltura teorica e pratica ec. Opera compilata ^ membri della sezione di agricoltura dell’ Istituto di Francia. Prima edizione napoletana eseg'b su quella di Padova emendata e migliorata ec. Napoli po'tipi della Minerva , iSay e seg- 111 Edizione in corso. Manuale della lingua italiana compilato da Francesco Ambrosoli. Milano per Antonio tana , 3828. Dizionario de’ termini di medicina , chirurgia , veterinaria , farmacia , storia naturale , b 0 f nica , fisica , chimica ec. di Begin , Boisseau, Sourdau , ec. ridotto ad usò degl’ Italiani con n 1 ^ aggiunte da G. B. Fantonelti ed A. Leone , e riveduto da Annibaie Omodei. Milano presso 1 editori degli Annali Universali delle scienze e dell' industria , 1821 e seg. Edizione in cors°' Dizionario Etimologico di tutti i vocaboli usati nelle scienze, arti e mestieri che tragga 1 , origine dal Greco, compilato da Bonavilla Aquilino. Milano, Pirola, 1819 - 21. Voi. 5 i n ' Dizionario universale ragionato della giurisprudenza mercantile , del sig. senator Don D- ^ Azuni. Seconda edizione arricchita di nuovi articoli e corretta dall’ autore. Livorno , dai tot di Glauco Masi , 1822. Voi. 4- in 4- Gran Dizionario della lingua italiana. Bologna , 1819 - 2 6. Voi. 7 in 4 • Dizionario ragionato di giurisprudenza marittima e di commercio , compilalo da Baldasseroni. Livorno , Masi i8i3. Voi. 4• in 4- Dizionario enciclopedico della teologia, della storia della Chiesa, de’concilii , eresie, ec- 6 Can. Bergier , tradotto in italiano, corretto ed accresciuto dal P. D. Clemente Biagi , ell j questa nuova edizione aumentalo di molti nuovi articoli da vari professori di teologia e di ecclesiastica. Firenze, 1820 - 23, presso Giuseppe di Giovanni Pagani. Voi. 17 in 8. w Voci italiane d’ autori approvati dalla Crusca nel vocabolario di essa non registrate , con molte appartenenti per lo più ad arti e scienze che ci sono somministrate similmente da b# j autori. Venezia , per Pietro Bassaglici , 1745 in 4 • Opera del celebre P. Giovan Pietro BergaO 11 Dizionario di veterinaria teorico-pratica ed erudita del conte Francesco Bonsi , 1794 e Voi. 5 senza indicazione di luogo nè di stampatore. d 1 ' Car. * Ciri. irti Spiegazione di alcuni vocaboli geologici , litologici , e mineralogici per ordine d’alfabel 0 doli. Luigi Bossi. Milano , Sonsogno , 1817 in 8. Dizionario portatile della lingua italiana compilato da Francesco Cardinali. Napoli, 182 / Os servazioni della lingua italiana raccolte dal Cinonio, illustrate ed accresciute da Lamberti. Milano ; Tipografia de' classici, 1809 e segg. Voi. 4 in 8. Diz.Chim. Dizionario di chimica de’sig. Rlaproth e Wolff ; (induzione con annotazioni di Giusepp e ^ retti. Milano , Sonsogno , 1811. Voi. 4 in 8. Diz.Chir. Dizionario enciclopedico di chirurgia tradotto dal francese ed accresciuto di aggiunte 0$° da Cesare Ruggieri. Padova , Seminario , 1810 e segg. Voi. 6. in 4- pi Diz. Mat. Dizionario enciclopedico delle matematiche delli sig. Bossut,La Lande ec.Traduzione dal j arricchita d’annotazioni ed aggiunte del traduttore italiano. Padova, Seminario, 1800, Vol-^ l,i Enciclopedia domestica o Raccolta di ricette, istruzioni, e metodi concernenti le mestieri, 1’ economia rurale e domestica ec. estratti dalle opere speciali de’ sigg. Appert, let, Bouillou-LagTatige , Chaptal , Fourcroy , Olivier de Serre, Parmentier , Rozier , So» 1 * 1 Thénard, Viiey ec. ec. Traduzione dal francese. Milano, per P. E. Giusti . Voi. 6. in 1 E. <,«} L’asterisco* indica le opere o le edizioni che non si trovano nell’indice de’Compilatori Padovani. fili* G. » Ga. Gal. Gar. 11 G. P. Gr. J L. '» i 0 M. 1 * Mil. * 1 > 0 ! Min. ■W Mit.* so- yé. i in' )• 10 ^ N. Ne. sca' .f O. * P- ed! st^ Po. al (f Pr. * ,0 $ R. 3 ^ s 4 > Ren. >,* s - ;.t s - c - 0 V. p y an, z, * 3 ^ il»’ ti », tb8 -^ * latittar umthesaurus. Dictionarium trilingue, hoc est.dictionum sc.avonica, >mn,J ^ Gioacchino Stulli Vocabolario itahano-dbi co- a * • | ^Oxonii i 65 g. celtiaue. Besancon 1 7 5 *' Somari ( Jal. ) Dictionarium . 3 * un dictionnaire celtupe. Balla (J.B.) Mémoires sur j ’ teuton i ca e. Antucrp.ae r 5 o 9 . Kiliani Dujlaei ( Corneln ) E ? m0 utonicarum ec. Ulmae i 7 a 7 - . cul t Uulus: Anti^uae 3 chil,eri (Job.) Thesaurus antl ^ s ^ en trionalium Thesaurus m collectione , Hichesii (Georgi!) Liuguarum veleium sepie litteraturae septentrionahs hhu du . u eman d-fran$ais. Strasbourg X 7 82 - Nouveau Dictionnaire francais-allentali tedesco -italiano. Vienna 1816. Jagemann ( Gius. ) Dizionario italiano-tedesco et d ano . te a e sco. Vienna 1811. pLì ( Giov. ) Dizionario portati e x8o2. Samuel Johnson a Dictionary of thè en a s u . ® / Abel Boyer Dictionnaire anglois et francois. on 77 Dictionnaire de 1’ Àcadémie Franose. 1 aris 1 1 * . t „ on i3ur. . Q , c; Y ièine édition- C. M. Gattel Dictionnaire universi de la langue f f fraise. Paris i 8 » 3 . Sme.n Pierre-Claude-Victoire Boiste Dictionnaire universe R S italiano-francese. N lzza *7 Francesco Alberti da Villanuova Dizionario francese-i a , Botiarelli Diiionar'm- " 10 pollatile italiano-inglese e francese. Venezia i 8 o 3 . Jacob /?• ' 7 Vf. E ul *ame itaJjano-11 J*cob Bjorkegren Dictionnaire francois-s ^CCiouann ri^ la Ipnmwì . n a n - . ri, ... xiaucuis-suédois et suédois-francois. Stokolm 1784* Frciv^^^' t\ C * * a ei ?^ lla Castellana compueslo nor la Reai Accademia Esnanola. Madrid t 77 a. . ..aua compunto por la Reai Academia Espanola. rranciosini Dizionario spagnuolo-itabano ed italiano-spagnuolo. ’ eue . zia ^ j e ] a Perse , le Z*end , le Pehlvi ■dncfuetil du Perron Zend-Avesta avec un \ocabulaire des anciennes an 0 et le Persan. Paris 1771. Luizati Dizionario compendiai dalle onerp de’ diato ebraico , caldaico , latino ed italiano , con qualque termine greco; tradotto 1 ^ a * _ —*«*vv 5 cuiuaicv 9 muuv cu luumijiv 9 I l / P e [Holesson Buxtoriio , Rodach e Rascb Firenze , 1827 , Attilio Tofani. ( Interrotto). 44 t a j © il k Di segni ed abbreviature di cui si fa uso in questo Vocabolario. T —• Tiene luogo della parola precedente o principale d’ un articolo. sss Significa equivale a, vale per, ec. [ ] Dentro questi segni sono contenute le giunte altrui e nostre alle definizioni e dichiarazioni delia Crusca. ( ) Dentro questi segni van racchiuse tutte le note etimologiche. E vi stanno pure le spiegazioni di taluni luoghi degli esempi apposte s'i dagli Accademici e sì dagli altri compilatori. )i Servono a contraddistinguere gli esempi aggiunti a quei della Crusca. * Indica gli articoli da’ compilatori napolitani aggiunti al Dizionario di Padova. Afibr, Abbreviatura, Abit. Abitante. Acer. Accrescitivo. Add. Addietlivo. Add.pr. Addiettivo proprio mascolino m.of .o o femminino o comune. com. Add. pr. Addiettivo pronominale pos- pos, sessivo. Afr. Africa , Africano ec. A gg- Aggiunte. Agr- Termine di agricoltura. Al- Alemagna. Alg. Termine dell’ algebra. AHeg. Allegoria , allegorico , ec. Am. America , Americano. Anom. Anomalo. Au^t. Termine di anatomia. Ant. Antico, antica, anticamente, antieato , ec. Appari. Appartiene, appartenente. Appen. Appendice. Arai. Termine di araldica. Are. Arcipelago, arciducato , arci- vescovile, ec. Arche. Termine di archeologia. Archi. Termine di architettura. Arit. Termine dell’ aritmetica. Art. Articolo. Ar.Mes. Termine delle arti e mestieri. As. Asia , Asiatico , ec. Assol. Assoluto , assolutamente. Ast. Astratto. Astr. Terniine di astronomia. Astrol. Termine di as(.rolo,gia. Alt. Verbo attivo. A-XJ. Aha-Ungheria. Avv. Avverbio. Avverb. Avverbiale, avverbialmente. Avv.di 1. Avverbio di luogo. Avv.di t. Avverbio di tempo. Avv.af. Avverbio affermativo. Avv.neg. Avverbio negativo. Avvìi. Awilitivo. B. A. Termine di Belle Arti. Bav. Baviera- Blas. Termiue de’ Blasonisti. Bot. Termine botanico. Bran. Brandeburgo, B.-R. BassorReno. B.-S. Buona-Speranza. B.-U. Bassa-Upgheria. Buri. Termine burlesco. Canee!. Termine cancelleresco. Cap. Capitale , capo , capitolo. Car. Caratteristico. Cast. Castello. Qiim. Termine di chimica. Chir. Termine di chirurgia. Chirom. Termine di chiromanzia. Circ. Circolo. Cit, Città. Co. Contea. Coll. Collettivo. Com. Comune, comunemente. Comm. Termine di commercio- Comp. Composto. Compar. Comparativo. Compos. Composizione. Cong. Congiunzione. Consid, Considerabilmente. Conj. Conjugazione. Conir. Contrario. Costr. Costruzione. Cr.alla v .Vocabolario della Crusca alla voce che si cita. Crist. Termine di Cristallografia. Cr.pref. Prefazione del Vocabolario della Crusca. Cron. Termine di cronologia. D. Ducalo. Dan, Danimarca. Desin. Desinenza. Didasc. Termine didascalico. Dif. Difettivo. Diff. Differisce. Dim. Diminutivo. Dioc. Diocesi. Dip. Dipartimento. Dis. Termine dell’arte del disegno. Disprez. Disprezzativo. Distr. Distretto. Disus. Disusato, Ebr. Ebraico. Eccez. Eccezione. Eccl. Termine ecclesiastico. Epigr. Termine d’ epigrafia. Epis. Episcopale. Err. Erroneo , erroneamente. Es. Esempio. E ter. Eteroclito. Eur. Europa, Europeo, Europea. F. Femminino. Fam. Fanrgl iam. Farm. Termine farmaceutico. Fi- Fiume , fiumi. Fig. Figura , figurato , figurativi figuratamente , ec. Fig.reti , Figura retlorica. filol. Termine filologico. Filos. Termine filosofico. Fior. Fiorentinismo. Fr. Francia. Frane. Francesismo. Forti f. Termine di fortificazione. G. M. Termine di giurisprudetiz J mercantile. Gerì. Genere. Geneal. Termine genealogico. Gener. Generale , generalmente. Geog. Termine geografico. Geol. Termine geologico. Geom. Termine geometrico. Ger. Germania. Gerun. Gerundio. Gov, Governo. Gr. Greco , grecamente. Gram. Termine gramaticale. Grec. Grecismo. Icou. Termine dell’ iconografia. Termine idraulico. Idraul. Idiot. Idiotismo. lllac. Illativo. Imp. Impero, imperatore. Imper. Impersonale. Imperf. Imperfetto. Impr. Impropriamente. fndecl. Indeclinabile. Indos. Indostan. Inf. Infinito , inferiore. Ing. Inghilterra. Ingl. Inglese. Jnter. Interiezione. Inerb. Iperbole , iperbolicamente. Ìrl. Irlanda. Iron. Ironicamente, ironia. Irr. Irregolare , irregolarmente. Is. Isola. It. Italia. hai. Italiano. L. Lago. Lat. Latino, latinamente. Latin. Latinismo. Leg. Termine legale. Lett. Termine di letteratura. Lib. Libro. Lin. Linneo. L. V. Lombardo-Veneto. M. Mascolino. IVI. f. Mascolino e femminino. AI-M. Media-Marea. Mar. Termine di marina. Marg. Margravio , margraviato. Alarin. Marìnesco. Marit. Marittimo , marittima. Masc. Termine di mascalcia. Mat. Matematica,lerm. matematico- 45 Mecc. Termine di meccanica. 1 Med. Termine dì medicina. 1 Medit. Mediterraneo. 1 Mere. Termine mercantile. Merid. Meridionale. Mess. Messico. Met. Metafora, metaforico, meta- Colicamente. Termine di Matallurgia. Termine militare. Termine mineralogico. Termine mitologico , mito logia. Mitologia Greca, mu.lnd. Mitologia Indiana. Mit. Maona.Mitologia Maomettana. ^]'t. Rab. Mitologia Rabbinica. Modo basso. Modernamente. Monte . montagna. Manoscritto , manoscritti. Termine musicale. Nome. Napoli. Neutro assoluto. Nome astratto. Nome astratto verbale. Nome caratteristico. Nome caratteristico verbale Nome collettivo. Nuova-Marca. Nuova-Olanda. Neutro passivo. Neologismo. Neutro. Norvegia. Normandia. Nome proprio femminile. Nome proprio mascolino. Numero, numerale. Termine della Numismatica Occidente , occidentale. Olanda. Opposto. Oriente , orientale. Ordine. Termine ornitologico. Osservazione. Termine dell’ ottica. Passivo. Paesi-Bassi. Paese. Pagina. Metal. Milìt. Min. Mit. Mit.Gr. Mit.Ind Mod. b. Modem. Mon. Ms. Mus. N. Nap. N. ass. N. ast. N .ast.v. N car. N .car.v. N.eollct. N-M. N-O. N. pass. Neolog. Neu. Nor. Norm. N.pr.f. N.pr.m. Num. Numis. Occid. 01. IT Ord. Ornit. Osserv. Ott. K# p,m Pa.‘ Pag Par. Part. p an ' «■ p'88- 1 cn. Per tras. Per Iraslalo. Pers. Persiano. Pie. Piccolo , piccola. Piera. Piemonte. Piti. Termine pittorico. PI. Plurale. Poet. Poetico , poeticamente. Poi. Polonia. Pom. Pomerania. Popol. Popolare , popolarmente. Por. Portogallo. Pr. Prussia. Pref. Prefettura. Prep. Preposizione. Pres. Presente. Primìt. Primitivo. Prin. Principato , principe , ec. Prom. Promiscuo. Promoa. Promontorio. Proti. Pronome. Pron.pers-Pronome personale. Propr. Propriamente. Prov. Provincia, Proverb. Proverbio , proverbiale proverbialmente. Prussia. Reguo. Piecìpe. Regola , Regno. Reggenza. Regolare, regolarmente Relativo. Repubblica. Termine rettorico. Russia. Sostantivo. Sassonia. Termine scientifico. Scherzevole,scherzevolmente Seguente , seguenti. Semplicemente. Sentimento. Seitentrìone , settentrionale. Sostantivo femminile. Significato, e talora , significa r, SÌÉrilificativO. SS. Stati-Sardi. S-U. Stati-Uniti. St. Storia , storico. St. eccl. Storia ecclesiastica. St.Gr. Storia Greca. St.Mod. Storia moderna. St. N. Termine di storia naturale St. Ott- Storia Ottomana. St. Rom. Storia Romana. " * t Prus. R. Ree. Reg. Regg. Re gol. Relat. Rep. Rett. , RUS. S. Sass. Scient. Scherz. i Seg. Sempl. Sent. Seltenlr Sf. Sign. Svizzera. Superlativo, superlativamente Superfluo o Superila. Termine , testo , ec. Tarlarla. Terminazione. Territorio. Teutonico , ec. Tirolo. Toscana. Transilvania. Termine storico. Turchìa. Ultimo , ultimamente. Ungheria. Università. Vedi, voce, vocabolo, verbo. Voce antica , amicata, var. Variazione. V. Aleni.Voce Alemanna. V.Ar.Gr. Voce-Arabo-Greca. V. Aret. Voce Aretina, V. bas. Voce bassa. V. dif. Verbo difettivo. V. di reg.Voce di regola. V. ditir. Voce ditirambica- Voce Ebraica. Termine di veterinaria. Venezia, Veneziano. Verbale. Vescovile. Svizz. Saperi. Superfl. T. Tari. Term. Terr. Teut. Tir. Tose. Tran. T.St. Tur. Ult. Uug. Univ. V. V. A. Var. t I V. Ebr. Veter. Ven. V erb. Vesc. igmncaio, e iq.u.» , o significano o significativo Sign.met.Significato metaforico. Sirriil. s;.,,;);,urtine. Similm. Sin. Sinc. V.Frane.Voce Francese. Vezz. V. G. Vili. V. ìrop V. L. Parmigiano, - p Participio. Particella congiuntiva. Particolarmente. Passato , passivo. Peggiorativo. Penisola. *er simil. Per similitudine. Sm.o ,0" ' Similitudine. Similmente. Sinonimo. Sincope , o sincopatamente cioè per sincope. Singolare. Slesia. Sostantivo mascolino. Sostantivo mascolino, o femminino plurale Soprannome. Spagna. Stati-Prussiani. Stato-Romano. Vezzeggiativo. Voce Greca. Villaggio. Verbo impersonale. V. L>. Voce latina. V. Lomb.Voce Lombarda. V-M. Vecchia-Marca. Volg. Volgarizzamento. Volgarm. Volgarmente. V. poet. Voce poetica. V. Prov. Voce Provenzale. V. San. Voce Sanese. V. Sir. Voce Siriaca. V. Spag. Voce Spagnuola. V.Turc. Voce Turchesca. IV.tr.ir. Verbo transitivo irregolare. V.ir.r. Verbo transitivo regolare. V.Ven. Voce Veneta. Zool. Termine dì zoologia. Oh imi in I' >*. 4 * 5145 . *-J -*• , . rj% %. ? c VOCABOLARIO A vilmente l^esnrimc'- a ^ a ^ et ? t esprima delle vocali] , perchè pià age - 12 — Congiunta con gT infiniti ha fòrza di segnacaso + è perciò viene e nera noi udiamo ne* fanciulli mandar prima a dar loro quasi forza di sostantivo, Bocc . nov. 3<- 16. Tancredi, * nè a negare, nè a pregar son disposta. E nov, i 3 . 5. Cominciarono i vendere , c impegnare le possessioni. E nov. 79. 3 o, Che cosa, è a !i/aoeto ie prima (tette vuuuu.1 y f ,i.. -, - w tltfx esprime 5 e però noi udiamo ne’ fanciulli mandar prima ■h H / al i uni ' , ^ nte questa che niun’ altra , come quella che non ri- ìin A l ' : come vuole Prisciano ; presso i Toscani se ne sente difficilmente più d’uno ' ' » ..L.-.’. , , ‘ ’■ *’- -<- - /• fon K*C JL | Wl/tuiu> J J” -- se ne sente difficilmente più d' uno , se però la diversità dell’ accoppiatura delle parole non facesse alcuna volta profferirla con molta forza , come a lui , a ciascuno, a me , che raddoppiano in pronunciando la consonante , e di due dizioni dalla scrittura distinte , la pronunzia coiifòndendole ne fa una : alluì, accìascuno, anime ; talora con meno , come a' mici ; 'talvolta quasi due A , come ali ribaldo. tergilo di attvibìizìojie , o di tendenza , ] corrisponde al terzo caso de Latini, e in pronunciando si manda fuori con tanta forza , che raddoppia la consonante che segue. Bocc. c. 8. f. 3 . E detto questo , insino all’ora della cena libertà concedette a ciascuno. Dant. luf. tó. ii.Ma parla, e chiedi a lui, se più ti piace. Petr. canz.z 7. ì. Pose colei , che sola a me par donna. 1 1 3 77 o?T ,r Ì ala f n J dritta con apostrofo , significa t , S $\sd°M l apostrofo fa l’ufficio deli articolo, il quale s’qffig- ge con detto segno. Ma avanti a parola cominciatile da vocale , o diala a a cui succeda altra consonante , come amori, errori, stimoli , spiriti, si pone in quella vece l ’A coll’ articolo gli, come agli amori, agli erbori , agli stimoli ec. Gr. tgIs. Bocc. nov. 32. 22. Queste donne il dissero a’ manti, ec., ma tra gli altri a* quali questa cosa venne agli orecchi, furono i cognati di lei. Amm.ant. 3 . 8 . 6. Argomento e di dirittura lo dispiacere a’rei. E 7. i. 8. A’ solleciti cercatori spesse tìate nella faccia si manifesta quello che colla lingua si tace, h — Preposizione , si pronunzia come ’Z segno del caso appunto , e Ja lo stesso effetto del raddoppiare , quando pero la parola che seguita, cominci da consonante. Lat. ad. Gr. irpls. JVov. ant. i4‘ *• Fece una legge, che chi andasse a moglie altrui, dovesse perdere gli occhi. A miri ant. 3. 2. 6. L’animo nostro si dee chiamal e ogni di a tender ragione. . . „ A 3 Che se ha da vocale il cominciamento , si pronunzia come l A co II’ apostrofo. Nov. ant- 65. 2. Uno cavaliere del Ite ec. ristette a „ udire la contenzione di questi due cicchi. ■ 5 - Talvolta per isfuggir lo’nco,Uro delle vocali, e pei » suono, vi s’ aggiugne la consonante D. Bocc. nov. 3 ■ 0 " degni ad alto leva. Amiti, ant. 3. f. 1. Ad amraomgionc suo » n .. • --m nri udire. e tardi a palare. a vendere , c v. n - favellare, e ad usare co’savi ! 1 3 Congiunta con gl * infiniti vale col , con , lo, Bocc. nov. 4°* A trargh l'osso potrebbe guerire fiCioè , col traigli V osso.J 3 — [Ed anche senza esser congiunta con gtinfiniti.} Bocc. g. /p f. u Con assai piacevoli parole alle belle donne si scusò di ciò che fatto aveva. 14 — Per circa , parlandosi di distanza di Imgo. Vit. SS. PP. *- 80. Un frate che stava presso a lui a cinque miglia. E go . Puosesi ad abitare in un luogo segreto presso a due miglia alla terra. (V) 1 5 — Per come. M. P2. 11. 1 cavalli , e Panni, e P altra roba partì a bottino. 16—» con. Dant.Inf. 9. So. Batteansi a palme, e gridavan si alto. E Pai'. 14. Raccomandò la sua donna più cara, c comandò che ramassero a ^ rr a 3 Furo ricevuti tutti a grandissimo onore. Bocc. - .: n mf > r>iirtii'C* E nov. 11 . 114 Raccomuna .e..— fede. G. V . 4 • 33. 3 . Furo ricevuti tutti a granuisauuu .. nov. 44 * 12t Se Bocc . nov. 28. 28. A convenevole tempo la donna partorì un figliuolo maschio. E nov , 3/. 2. Fu proso da due, e segretamente a •tancredi menato. E nov , 33 . 2. Di notte se ne fuggirono a liodi. ' ( E (l talvolta tutta la forza dell’artìcolo, Dant.lnf. 17, 5 . E accen- nollc che venisse a proda. Passar, Disiinz. 2. cap. 1. Vestilo entrava nel nume msino a gola. (P) 8 Z uò^significar lo stesso che le proposizioni del lai. Ad o In. Gr. eTft, 7qjo<. Boi c. nov. 2 6, g. Trovai colla donna mia in casa una animila a stu' lo consijiUo. Dant. hif 22.122. Fermò le piante a terra, 111 un pini 0 al o. h Plug, i8 . 5 2. Come si volge con le piante strette A tci-ra, ed in ira se, donna che halli. Petr. canz. 34 6. E vinta - lra ca Sg ,a I a bugia. I\ov. ani. pr. 2. Avranno luogo a prode e arf \ a . CC1 < l ^coloro che non sanno, li nov. 3 . 1. Essendo poveramente emè ll eSC ' 1^ mi> ' 3 A V J? ,,on -'‘'iridille onore che il vostro )e- etaggm andasse a povcvtade. G. V. 8. 3 s. 3 . E la tavola ritarda si «ce a guisa e a maniera della antica tavo'a À-n,L a i e - Ìl ‘ aU Ad ’ C0,1 S! unta . “ v erbi di moto. Bocc. nov. i 5 . tit. «nurenccio CC. con un rubino si torna a casa Slla . E intrù d. n. 11. una a quella taverna, ora a quell’altra andando. Or X V n • r A<1 ’ con S UUlLa yn gr infiniti. Bocc. nov. 31. 23. a dire all» C ? -° ^ cn,nilne a spander le lagrime. E nov. 5. d. Mandò 1 _ • ri , > r,lt cc. I attendesse a desinare. H Ertilo L l't >al ’.^ accennando fine. Serm. S. Agost. 4o. Prc- f , lllsra il sangue de suoi servi non a dannazione , ma a uu 1 iv... 11 mnuu.. — . chiama Uaherinto. E altrove: Vestite vcstiinetua m »». .. i. 3. lo andava per grande bisogno in servigio della mia donna , eil „ Re fu giunto, e disse : Cavaliere, a rpial donna se’tu? Ed egli rispose: So no alla Reina di Castella (cioè: con qual donna st/u tu? Sto con la Reiaa ; che è lo stesso che diciamo oggi : stare a padrone , cioè , con padrone.J 3 Fare un orto o un podere a sua mano , è pagar chi lo lavora per aver per se tutti i frutti. Bocc. non. 72. 5. In un suo orto , ch’egli lavorava a sue mani, 1, — * con auto iuta o simile. Borgh. Moti. 1 5 s. Clic la città allora non si reggesse a Consoli. (V) x8 — con o contra. Tavol. dicer. Noi siamo tanti, che tutti li potemo tosto acchiudere : non ci converrà guari combattere a si poca gente. i<) — contra. Bocc. nov. 2o. 6. I n i galeotta di Paganin da Monaco ec. sopravvenne , c vedute le barche si dirizzò a loro, ao — con o di. Dant. Inf. i6. 108. E con essa pensai alcuna volta Prender la lonza alla pelle dipinta. Nov. ant. 2.2. Cotanto dico, che ’l cavallo i nutricato a (atte d’asina. Stor. Pisi. 112. E subito le rotture, che avevano fatte per uscir fuori, furono murate a pietra e a calcina. 21 — con o in. Dant. Pttrg. 6. 4 q. Ed io: buon Duca, andiamo a maggior fretta. Libr-similù. Quando a passi lenti fanno il viaggio. Petr.S0n.28. I più deserti campi Vo misurando, a passi tardi e lenti. Frane, da finti/. 27. 5. E se periglio è porto Dal lato d’arnie a vita la difendi, sa — con o prr. Nov. ant. jf- 3 . Allora gli restituì a speranza del l’altra maggior accomandisi;). E nov. 'Ì2. -t. Non per propria lcaf- e virtude Messcr Indierai del Balzo ec. vivea molto ad agora, a ignuda. Petr. canz. 4 • t. E mi face obliar me stesso a forza, si — da. Lat. a , ab. Bocc. nov. ttì. 18. Aiuenduni gli fece pigliare a ’ r ' si. Fatevi a ciascun che mi accusa, Gr, S. Gir. <7. A ciò pota guisa spag a spagnuuia. 3 ... r 1 — da. Lat. a , ab. Bocc. nov. i(i. 18. tre suoi servidori. E nov. 11. n. Fate’ dire quando o dove gli tagliai la borsa. » tele sapere che Cristo predica Cristo. (V) ’ - ’ ■ ■ ....nriìo da’c tele sapere che Cristo predica autsio. ^,, Qj — Corrispondente di da, passando da cosa a cosa per distinguerle. Lat. intcr. Bocc. introd. n. 35 . Senza fare alcuna distinzione dalle cose oneste a quelle che oneste non sono. 25 — In setiso di da , quando importa Dovere o simile. Bocc. nel proemio alla Nov. 9. della g. 3 . E così spero che avverrà di quellé (novelle), che per questa giornata sono a raccontare. (V) 25 — * Per DA , parlandosi di termini di. tempo, Ambr. Furi. 4 - *• Messcr si ; gli vidi per insino a Pasqua di ceppo. (V) — Per ni. Bocc. nov. 29. 13. In abito di peregrini ben forniti a ” . A 3 . 1. Esso non ardiva a tornare addio- 31 ìrac. Mad. lo 27 punizione e beuìgna correzione. (V) 15 . In danari e care gioje. E nov. fo- 7- - tra. Dant. Inf. i- 4 ’- Sì cb’a bene sperar mera cagione. Sopra vestito a bianco, come neve. 28 — Per ni colla corrispondenza dell' in. Bocc.nov. 72. 5. 4 otta a oli; la presentava ; e quando le mandava un mazzuol d’ agli freschi cc. ■ ituando un canastruccìo di bacccgli ( cioè, di quando in quando.) 48 a 29 — * di co'wi'bi Ferire 0 simili . Fr. Giord. sso* Così il demonio tutto dì pugne a coltello i peccatori. (V) 3 0 — di , nelle denominazioni di porle di cittit , di ponti , e simiglievoli cose. Uvee. g. g. n. g. AI quale Salamone nuli’ altro rispose, se non : va al ponte all’oca. E g.8.n,$ t Infìno alla porta a San Gallo il vennero lapidando. Ed appresso'. ne venne a casa sua, la quale era vieino al canto alla macina. G io. Fili. (copia SperoniJ Ando a Padova e assalì la porta del borgo a Ognissanti. Fase. Com.i. n.g. E di poi rasente la riva d'Arno se ne veniva alla porta alla giustizia, e quindi lungo le mura tirando, alla porta alla croce se ne andava ec. (V) 3 1 — di, congiunto a persona in significato di dominio o stanza , onde altri ha titolo. Bove. g. 8. n. g. Erano allora per quella contrada fosse, nelle quali i lavoratori dì que’campi facevan votare la Contessa a Civill.ui, per ingrassare i campi loro (jfersonaggio finto e da beffe.) (V) S2 — * Riceve il dì fra esso e il nome. Fase. Gelos. 4 • 10. Io non sono usa molto bene a ili queste nottolafc. (V) 33 — * Per Dinanzi. Cecch. Stiav. 1. 5 . Non è sì magro cavallo che alla binda non vigni un tratto. (V) 3 .j — dopo, avv. di luogo. Fat. ad. Bocc. nov. 43 . ig. I pastori dissero, clic ivi torse a tre miglia era un castello. 35 — dopo , coll'avv. di tempo avanti} come: ivi a pochi di. Fat paucis post diebus. Bocc . nov, 33 . g. Ivi a pochi giorni si trovò colla Ninelta. 2 — [ Anche senza V avv.] Buon. rim. 2g. Ch’uom ben vissuto a morte in ciel s'annidi. » F . S. Frane • 214 Onde seguì a poco tempo che il predetto fiate non resse all’ Ordine. (V) 3 — Così diciamo: oggi a otto, domani a ottoj cioè. Otto dì dopo domane , o dopo oggi. LaU octo post diebus. 36 — Per in , [denotando moltitudine o compagnia .] Bocc. g. 7. p. 3 . I pesci notar vedean per lo Iago a grandissime schiere. » Kit. S. G . B. 2fó. Venite a me ispesso .. . ma non venite a troppi insieme, che forse non sarebbe il meglio. (V) 3 — Denotando a qualche Ordine. Kit. S. Frane. 21 5 . Per lo quale cadimento si dimostrano due cose : la giustizia di Dio , come punisce que’ che tono a Religione, che non si portano umilmente ec. (V) 3 * — Denotando a qualche luogo. Dial. S. Greg. 1. 10. Lo corpo del quale dovendosi seppellire ad una chiesa. (V) Frane. Sacch. nov. Che novelle avete a città? (N) 4 — Denotando numero. Dant. Purg. 3 . y 3 . Come le pecorelle escon del chiuso Ad una , a due, a Ire , e l’altre stanno ec. Fruite. Sacch. nov. 22Q. Dormendo insieme col prete nel suo letto piccolo a due. (Così dicesi A molti , A pochi ~ In mollo o poco numero.) 3 " — Per in , nel tempo, or. S. Gir. 10. Quegli, che sarà veramente confesso a sua vita , e a sua sanità , ed abbia perseveranza , a colui faccio fidanza, eh’ egli andrà dinanzi da Dio. (P) Cecch. Dissim. 3 . 3 . Andrete fino a Pisa a questi freddi ? (V) 38 — in comparazione, a petto. G. F. 12. So. La moglie ne fece piccolo lamento a ciò che ella doveva lare. Ar. Fur. 2fi. 1 3 2. Quel ("palagioJ che jer sera si ti parve hello, Del mio Signor saria un tugurio a quello. E st. tifi. Ch’ era hello e gentile , e un dono tale Mi fe’, eh’ a quel nulla il palagio vale. (V) 3 g — in favore , o simile. Kit. S. Frane. tg 5 . E però l’animo suo era tutto a’poveri, e agl’infermi. (V) ijo — infra , in capo , in termine. Nov. ani. /fi. 1. Tolse per moglie una gentildonna della terra , nepotc dell’ arcivescovo ; menolla , e léce a due mesi una fanciulla. E appresso : Onde la donna ha cominciato a far figliuoli alti due mesi. 4 1 — in guisa , modo comune di dire a noi e a' Greci. Lat. instar. Gr. Su» iy. Bocc. Nov. j 5 . 12. E’ mi par pur vederti morderle con cotesti tuoi denti fatti a bischeri quella sua bocca vermigliuzza. E nov. y 3 . 14. Perchè alzandosi i gheroni della gonnella, che alla Nal- da non era f cioè a guisa di quei d’Annido.J 3 — * Cosi diciamo : parlare alla spartana, cenare alla trista, ce. (Am) Ipi — * in guisa che , o simile. Fr. Giord. 261. O perchè fece Iddio 1 ’ uomo a potere peccare ? (V) 43 — insino. Lai. usque ad. Bocc. nov. 3 t. 12. Dolente a morte alla sua camera si tornò. 3 — E in senso reale. Cronìch. d’ Amaret. Man. Facendosi la torre di Babello a intenzione di mandarla a cielo, Iddio mandò loro la confusione de’ linguaggi. (P) Fr. Giord. 23 o. Egli fDioJ vede tutte le cose ec. dalla maggiore alla minore , dall’alta alla bassa , dalla più nobile alla più vile. (V) 44 — inverso. Lat. contra , adversum , ad, in, versus, erga. Gr. «pcs. Bocc. nov. 6g. ì 5 . Credendo non altramente esser fatta la sua affezione a 'Nicostrato. E nov. 77. 32 . La donna montata in sulla torre , c a tramontana rivolta cominciò a dire. Tes. Br. 2. 49 ■ Ver quella tramontana, a cui quella faccia giace. Dant. Purg. 4 53 . Volti a Levante, ove eravam saliti. Red. leu. 2. 4 l- Era le altre cose , che ha spinto il mare a lido, sono alcune ghiande grosse. 45 — jn o nel , congiunta a verbo di stato in luogo. Bocc. nov. 7. 6. Avvenne , che trovandosi egli una volta a Parigi in povero stato. E nov. 77. 3 . Un giovane, ec. avendo lungamente studiato a Parigi. E nov. 86. 10. Un buon uomo, il quale a capo del ponte si sedea. 46 — in o per. G. V. 5 . 3 . 3 . Rimase uno figliuolo, che ebbe nome Arrigo , che ’l fece eleggere a Re de’Romani. £ cap. 32 . 2. Ritegnen- do a loro 1 ’ amministragione d’ ogni altra cosa del Comune. Nov. ant. 8. 2. Non vendeo bene la mattina: recolsi a mal'agura,. e a noia. Dant. Purg. 7. ^2. Per quanto ir posso, a guida mi t accosto. Nov.ant. 2. 3 . Non nii rispondere a grado ; dimmi sicuramente la veritade, (Lai. ad gratiam. Gr. irpoe zapo.) 47 — IN o SOTTO. Lat. in , sub. Gr. in. Nov. ant. 4 l• 2 - Addomando io al Comune di Bologna, che le possessioni de’ miei figliuoli sieno a mia signoria. Fr. Giord. Pred. B. Tu vorresti che le opere di Dio sieno a tuo potere c volontade. Mirac. Mad. A pena della testa gliel mandasse. 4 tor. Pisi. 11. Comparissouo dinanzi da lui a pena dello avere c della persona. Dav. Scism. 43. Cromoclo comandò l ^ che a pena della vita gli condannassono immantenente. . 48 — A modo, a sfMiUTUDiNE. Buon. Fier. 2. 3 . 11. Pon meni* quel Graziano Con quella guarnaccaccia , Con quella berretta^ 3 ? gronda. E appresso : Bello sharletfe eh’ egli ha in sul mostaccio ! * che barba a lucignoli! E 2.3. 12. E quelle vecchie loro Col faz* 4, letto sul viso a salterò ec. 49 — PER ’ Gr. irpos, isti. Bocc. nov. i5. 25. Io non tengo che io non vegna laggiù. E nov. 54- 3. E sì so a che io". „ . gli mandò <*’ cendo , che a cena 1’ arrostisse , e governassela bene. E nov. 7 fella dopo V altra , e a fetta per fetta. Lat. frustillatim.^ » D’.'fi Purg. 5 . 2 4. Cantando Miscrerc a verso a verso. (P) 53 — per rispetto. Cecch. Dissìm. 4• 9 • Noi abbiam casa d’ ava#* 0 a la famiglia che siamo. (V) 54 — per o tra. G. F. 11. 129. 1. Avendo ec. a mano il trattato c ° M. Mastin della Scala di comperar da lui la città di Lucca. segr. cos. domi. Quando averanno a mano questo medicamento, bC " passino ad altra medicina. 35 — secondo. Lat. ad, juxta. Bocc. nov. ig. 2 3 . Racconciò il farse! a suo dosso. E nov. 85 . 20. Lascianiiti prima vedere a mio sen*’ 1 !' E nov. 8y. 2. Intanto che a senno di ninna persona voleva lare a * cuna cosa, nè altri far la poteva a suo. Mera. Tadd. Borg. Se dai’ 11 " vi si trovasse, donde Iddio nostro Signore ne guardi , si debba P^ tire simigliantemente per metà a volontà di ciascheduno. M. V- * i8. Tagliatile i panni per lungo infino alla cintola a loro costimi 81 con vergogna la mandò via. 56 — * secondo o A ragguaglio. Fr. Giord. 262. Il sole è la infc gior luce ; e però tutte l’altre luci si misurano a quella luce. (V) 57 * secondo o in favore. Nov. ant. So. La guerra non mi piaC £l nè lo consiglio mio non è a ciò. (V) 58 — sopra. Gr. mi. Bocc. nov. 2g. 11. E montato a cavallo, f 0 ,. nel suo contado se n’andò, ma ec. Dant. Par. 1.61.E di subito pa rV giorno a giorno Essere aggiunto. E 12. 6 . E moto a moto, e caliti* canto colse. fQfii potrebbe anche essere segno del terzo caso.J » ' l - t SS. PP. 1, 36 . Portava a carne cilicio aspro. Fr. Giord. 228- 6 fl sto sputoe in terra e fece loto, c puose agli occhi del cieco. (V) . ^9 * sotto. Fit. SS. PP. 2. 18. Puosesi uno di quelli corpi a per primaecio. (V) 60 — * sotto o innanzi. Dant. Lnf. 2o. Drizza la testa , drizza i 1 vedi a cui S’ aperse, agli occhi de’ Teban , la terra. (V) 61 — 3 verso con relazione a silo . Fr. Giord. 3 og. Le bestie fatte col volto alla terra. (V) 62 — * verso, rispetto. Fr. Giord. 3 g. Quando se’diritto a Dio»... al prossimo, e a te medesimo , cioè quando rendi a Dio il debito suo.('j 63 — A talora è particella riempitiva. Bocc. nov. 27. 1 ■/. La I' 1 ’,, morte io ho tanto pianta, quando dolente a me •, perciocché q 11 3 tunque io rigida , ec. Passav. ig. E consigliastimi, ec. che misero., me, ancora era tempo di trovar misericordia. (Lat. hei inibì. Gr. * 64 — * Superflua è pure, come nel v. Fare a sapere, cosi nel v. - re a conoscere. Sìor. Bari. 60. Farotti a conoscere lo mio creato^' e per cui tu se’ fatto. (V) : 65 — * Talora manca. Frane. Barb. .2. 6. Simigliami creder non c . diamo.Ti 22. io. Aspetta seguir alcuna detta. E 33 . 5 . Lusingameli* ' eh’ hanno Forse alia gente saggia dispiacere. (V) . j 66 — * Con sottinteso il vèrbo. Segn. Pred. 8. 2. E subito i rr.niif alle dicerie , subito alle rampogne, subito ai fremiti, subito a m che vuol dar fondo alla casa. (Sottintendi corrono.) (V) ^ 67 — Aggiugnesi ancora alle voci Presso, Luntaiio , e simili, fi, miglior suono. Lat. ad. Bocc. nov. 7. 7. E domandò q uanto egli paiola dimorasse presso a Parigi ; a che gli fu risposto , che forse 3 ' miglia. E nov. io. 5. Il quale essendo già vecchio di presso a 5 in se non ischifò di ricevere l’amorose fiamme. tanta anni , 68 — Aggiunta a' verbi, alcuna volta diversifica loro tctalroenF significalo , come : comandare , accomodare ; tenere , attenere ; c ° s '■ re , accostare ; mettere, ammettere. Alcuna volta lo diversificò parte , e in parte lo mantiene , come : battere , abbattere ; opcr 32 , adoperare. Alcuna volta mantiene appunto lo stesso , come : 0,D Afre, adombrare; cumulare, accumulare. Alcun'altra accresce lot’J come : barbicare , abbarbicare. 69 — Aggiunta a’ nomi opera il medesimo che ne’ verbi , come ■ timento , abbattimento ; cumulamento , accumulamento ; barbicai 3 ' to, abbarbicamento. 70 — Aggiunta a diversi nomi , ma non affissa , di essa formano varie locuzioni , che si adoperano a maniem avveV bf fi e di ioifi come a migliaja, a proporzione , a man ritta , e infinite simili. ^ 1 — * Aggiunta agli articoli il, lo , la, i , gli , le, forma scuno di essi una sola parola , come: al, allo , alla, ai, agli, all«('‘ non .(V) sono TX-* Aggiunta all’avi. Il o Lo / 0 ' wa * a ^if“ r f i^fHsùnili^Darsi ai gito d’osservazione-. Gettarsi all' avaro, tartan* costumi dell’uomo avaro ^ furfante y cc * \ f nna j^ V azione che oltri - • Aggiunta all' infinito i serve talora atlac^^» Salerno, sta facendo. Bocc.g.i «• *o.La novelte fo }»^X J prestatori. (V) elio lluggicri era stato preso ad unbo ètiord. lif 7 't - * Unita al a. Essere , nVa tette le cose. QO Papa ) non potrebbe essere in tutti 1 b , \ ■ a i cm ,a voce m- 75 — Riferendosi a verbo ÙJ/»mto, t,XVIU. 352 .Mì provocò a depeuUenteinenle posta . LTi. 00, 1 * * “t* compassione , e a con lei piangere. (V) n; 0 * Nota. costrutto singolare, G. V. che fosse al secolo, si santa reliquia teneit nitia » li io feioe , ne, ma si ennveuia che fosse in parte ove fosse venera ad onore di Dio. ) (Pr) -, . . „„ ,*/ discorso. gì — Frasi proverbiali- Cominciare a dir A — Comincia . nc i aal o a Lasc. Spirit. 3 . 3 . Vegliamo all’ clìeUo oggunai, e c Sa — Dall’ A sino alia Z = Dfd principio alla fine , Lat. a capite ad calcein , come appresso i Greci, alpha c » ’ j a renz. Lucide 4 - !• Non t’ho io detto che i’ le ho scoperto trama? Vedi dall'A sino alla Z. (P) . p nrP il 85 — Fare dall’A alìaZ=Lar puntualmente quant ’ ènccess^J^ v tutto. Lat. a carceribus ad calcem. V. Fare dall' A alla Z. t ) ^ 8/| — Interiezione, o vogliamo dirla tramezzo. Per distingui]'**' 1 primiere , il segno dell 1 aspirazione le diamo appresso , e si Jj 1 ® 7 zia due A , e selve a IH espressione d infiniti affetti del a , - , e sei , mo , de quali vedi AH. t , 85 —■ * (Mus.) Dinota il sesto graduo della scala diatonica , dei V antico solfeggio a la mi re, a mi la , ovvero la. (L) —. * È pure il tuona vnètwl- -»-» - nel - *7 ‘ u 11,1 1- e, a mi la, ovvero la. (L) 3 * £, r f ,, f re d tuono generale del corista. (ID Contralto. (I.) SCnUO SOpra una parlc musicale indica f Alto o In JT* (TmoTr di F, ,' anc 'a nella lì ria. (G) 88 - * aÀt)Nf[lcahHuT^ d TÌl' Ì H dÌ ’ ìel ca Undario giuliano.(fi) particella pLaJva 0 ^) d ‘ d S™o , ritiene la* qualità di Ak~ .«dia datao millesimo delle iscrizioni. (0) ZTafà 1 COUe 5 . (0) , Aak - (Geog.) Fiume della Svizzera. F. Aiolà .—Isola del Baltico appartenente alla Danimarca. (G) , K ' * A’-a-va. N. pr. m. Lat. Abara. (Dall’ebr.nWi battilo, heviakà H'nderc odore ; e vai però Fratello clic rende odore.) (B) He. * (Gcog.) A-à-re. Lat. Abrinea. Fiume dell Alemagna. (G) beei.e *, A-a-rc-é-le. N. pr. ni. /.ut. Ahareel. ( Dall’ ebr. alili fratello, \iJ' aUud a S“ c "o , pecora: Pecora del fratello.) (B) , ,enb uboo.^* (Geog.) A-a-ren-liùr-go. Città della Pensilvanìa. (G) Mettere (C \)° d0 avve, ^‘ Co/ Vl Mettere Inargentare.Cr. alla • * Modo avrei 5 A orecchio, sin. Cr. alla v. Cauto. (O) s*) A-a-ri*inà*ue. Arimane. (Mit) o avverb. 3 Col v. Portare o Tenere e j a . Una s pulla altopposto fianco , attrav< Ciriffi Cab. 3. gì. Una crossa c 0 avel j;fo.Lrr./uv. 6 . 25/. Perche IcvaUs. v. Aaro;'“ a- ll,0 ‘s T "“'j 0 1 ,!»«*'> Piano S e n’ andò ad una porticela Al Lj n G " S Ì A ; a ; r i C ' Is • d : Ul Danimarca nel piccolo Beli. (G) ^Cium (G) ( 1 ' , ’ U ‘-° 0 ’ Aronneburgo. Città della Pen A*uoti ST ,, * A-a-rd. *- * (Dall’ebr. harii A*r, A Mettere. (O) A ztuz. * Alodo avverb. Diccsi del cantar senza cognizione dell' ar * , £e * ? Ad aria , A orecchio , sin. Cr. alla v. Calilo. A Ma ma > e. (Mit. Pers.) A-a-i i-m,t-m:. F, Ariiuane. (Mit) A ABMzcOLLO. [ Modo avveri . ] Col v. Portare o Tenere e si dice di ciò che, scendendo da una spalla all’opposto fianco, attraversa il petto.—, Ad armacollo, sin. Ciri/f. Calv. ‘5. 91. Una crossa catena a armacollo cc. Ciascuno avendo. Fir. non. 6. a5/. Pecchi levatasi emessasi Una vestice.iuola ad armacollo , pian piano sc n’ andò ad una porticella. Aarob. * (Geog.) A-à-rn-e. Is. della n....;... •.(G) _ , -UC'tm Pen- » .. \SD 1 * A-a-rón-nc , Aaron, Aronne. N. pr. m. Lat. Aron, Aaron. (Dall’ebr. harim monti; uuindi vale — . Aap--- - - - Aa; Ai , ~ duu- 1 , XT. pi’t Lti. ÀI' , re 1 e li in me : Che confida in me. ) atahi A-à-sta-ri. N. pr. in. Lui. Ahastari. (Dall’ebr. hhasc 1’es- c r celere, e tor tottoic : Veloce come tortore.) (B) Povab. J. A attonito. * (Leti.) A-at-!ò-ni-co. Add.m. F .G.(Dal gr. a priv., c ctoneo 10 uccido.) Agg. di tempra di un corpo incapace di ricever ferite. (Vati) A avanzi. * 'Modo avverb. Col v. Mettere o simile Mettere a conta d'utili. Cr. alla v. Avanzo. (0) Aazi, * A’-a-zi. N. pr. m. Lat. Aliagi. (Dall’ebr. hhaza vedere.) (B) AAzmr.B. * (Gcog.) A-a-zìr-re. Città delti’Arabia, (ti) Ab. * Il mese undecimo dell' anno civile degli Ebrei , quinto del reli 1 gioso ; corrisponde alla luna dì luglio. (Van) Aba*, Aliante. N. pr. m. Lai. Haba, Abas. (Dall’ebr. hehhsbi nascondere.) (B) 2 — * (Gcog.) Lat. Àbae. Monte della grande Armenia. — Città della Eocide. — della Licia. — della Caria. (G) Ababa. * (Geog.) A-bà-ba. Nome moderno del fiume Peneo. (G) Ababas. * (Gcog.) A-bà-bas. Nazione indigena del Brasile. (G) A babboccio . Posto avverò, vale A caso , In confuso. —, Alla babbalà, sin. Lat. temere, inconsiderate. (Il B, specialmente raddoppiati, esprime confusione, disordine. Cosi in ebr. Label da baiai confondere} in arabo ebubile catervatim, gregatim 5 ec. ) Malm. 3 . 56 . Con le schiere però fatte a babboccio. Ababdesi. * (Gcog.) A-bab-dè-si. Popolo dell’ Africa orientale. (G) Arabie. * (Mit. Àr.) ’A-ba-bil. Uccello favoloso dell’Alcorano. (Mit) Abaca. * (Bot.) ’A-ba-ca. Sf. Pianta annuale delle isole Manille ad usa di lino o di canapa, secondo il colore e la finezza che ne determinano i impiego in telerie o in sartiame, (A) 2 — * (Geog.) Una delle is. Filippine .— Città della Romania. (G) Abacani. * (Geog.) A-ba-cà-ni. Popolo dell' America meridionale. (G) Abacaresi. * (Geog.) A-ba-caré-si. Popolo dell’America meridionale.(Gt ) Abacasi. * (Geog.) A-ba-cà-si. Popolo deli' Asia nell' Abassia. (G) Abacati. * (Geog.) A-ba-cà-ti. Popolo del Brasile. (G) Abacaxi. * (Geog.) A-ba-cà xi. Fiume del Brasile. (G) A bacchetta. Modo avveri). F. Bacchetta. A bacchio. * Modo avverb. = A caso. F.A. —, Al bacchio, sin. Pataffi 1. A bacchio , a micca, a gratta ’I cui Giannino. (V) Abacena. * (Geog.) A-ba-c anUstita. Gai IL leu. 10. Abadesse e donne religiose, uomo che servo è, yoi» in riverenza del vostro e suo signore, ec. Abadia , * A'ba-di-a. V. Abbadia. Faccialati. (O) Abadiotti. * (Geog.) A-ba-di-òt-t». Popolo dell* isola (li Candia. (G) A badie, * A-ba-dìr , Abbadir, Abdir, N. pr.m.Lat. Abadir. {F. [etimologia seg. ) (B) 23 — * (Mit.) Betile. Pietra da Rea data a Saturno in luogo di Giove. (Da) ien.eben pietra,sasso,ed addir ampio,forte .)—Dei Cartaginesi.^ Mit) AbAditjola , * AVba-di'iiò-la. Sf. F. Abbadiuola, ( 0 ) AbAblardo , * A-ba-e-làr-do. N. pr. m. Lo stesso che Abelardo. E. (B) Abafaja. * (Geog.) A-ba-fà-ja. Città della Transilvania. (G) Abaga, * ’A-ba-ga. N. pr. m. Imi. Abagas. Persiano. (B) Abagamedria. * (Geog.) A-ba-ga-mè-dri-n. Gran paese d Etiopia. (G) Abagàro, * A-bà-ga-ro. N- pr. m. F. Abgaro* (B) A bagno secco, * AvverbiciL dicesi dello stillare chechcssia in vaso tenuto immerso nella rena con fuoco sotto , E. Bagno, 6, iy. (O) Abai. * (Gong.) A-bà-i. Città e porto dell’ìsola di Romeo. (G) Abaibesj. * (Geog.) A-bai-bd-sì. Aid monti dell’ America meridionale .(G) Abàilardo, * A-ba-i làr-do. N.vr. m. Lo stesso che Abelardo. V. (B) Arala. * (Geog.) A-ba-Ja. Lat. Àbalus. Antica città d* Etiopia. — d’Italia — della Palestina. (G) Abalaua, * (Geog.) A-ba-là-ba, Apvilby. Città d Inghilterra. (G) A baldanza. Modo avverb.z=z A fidanza^ ma con orgoglio.Noe.ant. 7-tì-sta, Sin. (Dal gr.a priv., e baptizo, immergo: Ciò che non si può i.nmergere.)£tt corona del trapano^cioè la sega circolare , che anticamente era di figura conica , onde, perforando V osso , non s' immergesse nel ceivellu , Abuttislo, Abaptisto, A ha p tistoi i, .wl ( A. 0 . ) ABATE Abaptisto. * (Chir.) A-bap-tì-sto. Sm. F. Abaptista. (A. 0.) n \ Abàptiston. * (Chir.) A-bapdi-ston, Sm.Lo stèsso che Abaptista. àbara. * (Geog.) A-ba-ra. Città dell'Armenia .— d’Africa presso ™ taglile. (G) r Abaradina. * (Geog.) A-ba-ra-di-na. Città vescovile dell' Afrìca. ($ Abaraga. * (Geog.) A-ba-rà-ga. Città della Siria. (G) .a Ararano.* (Geog.) A-ba-rà-no. Lat. Abaranum. Città della Persia-v\ A baratto. Posto avverbial. col verbo Fare, [Avere, o Dare,] esprf o sottinteso , vale Barattare. Lat. permutare, commutare. Ar. 20 . 33. E a chi li porta, dicono che prenda Femmine, s’a b^ aver ne puote. Abakbarea. * (Mit.) A-har-ba-rè-a. Una delle Najadi. (Dal ar. a p r ‘ f< e barbiiros selvaggio.) (Mit) A BAKBA sfilacciata o sprimacciata. Modo avverb. ant. 7 =s Azzimato) sciato , ( e forse meglio Agiatamente.) Frane. Sacch. Noe. ■it.'IVI II tmi’K’l non nc’ .. nn ~_i_ . . i 1 obli 1 che tu stavi a barba spinacciata, per torti poi una di queste tue disto' Abarbesa. * (Geog.) A-bar-bé-na. Città dell Ircania. (G) Abarcale. * (Geog.) A-bar-cà-le. Città del Portogallo, (fi) A bardosso. [ Modo avverb. J A cavallo nudo. — , A bisdosso ) , ( Da! lat. siwra dorsum sembra derivato pardosso , e quindi hard^ so. ) Mat. Franz.liim. burl.a. /^.Sebbene allora si correa a hardoss* 1 Senza cucino , e colle gambe ghie. F. Cavalcare. _ _ , a — Per melaf. Alla peggio. Lai. incomposite, incóncìnne. Gr. * f> , xtms. Segr. Fior. Cita,. 5. 2 . Dipoi cosi vestiti a bardosso, se n’ a ?. darono. Toc. Dav. Dial. Eloq. 4-G. Tanto è meglio il dicitore 11 toga rozza a bardosso che in cotta lasciva da meretrice. A barella, A balle , A masse , A sacca , ec. modi bassi e pilli"' scherzosi , e si dicono genera'mente tanto di cose corporee , incorporee. Abbondantemente. Lai. farge , copiose. Gr. i§‘ à.pi’fi Malm. 6. 77. Ringraziamenti fattigli a barella. Abargale. * (Geog.) A-bar-gà-le. Paese dell’Abissinia. fi) Abari, * 'À-ba-ri, Abarite. N. pr. m. Lai. Abaris. ( Dal gr. a pri v-i da bttris nave, e vale Che non naviga, Abitante dei continente.)^' 2 — * (Geog.) Sm. pi. Unni sparsi in Turingia sotto Sigeberlo. (pL Abaricedi. * (Mit. Ind.) A-ha-ri-cé-di. V inesprimibile , Parabrama. ('d.' Abarico. * (Geog.) A-bà-ri-co. Lat. Avaricum. Ant. città delle Gallici Abàbim. * (Geog.) ’A-ba-rim. Monte de Moabiti ove morì Mosi. Abarimose. * (Geog.) A-ba-ri-mó-ne, Ahariu.c.Contrada dellaSciziai"! Abarisdo. * (Geog.) A-ba-riu-do. Prom. dell’Asia sull’ Ellesponto. (” Abaritano. * (Geog.) A-ba-ri-tà-no. Città vescovile d' Africa, fi) 3 — * Add. pr. Di Abaro o Abara. (B) Abarite, * A-bà-ri-te. N. pr. m. Lo stesso che Abari. F. (B) A barlume.* Modo avverb. = Fra ’l bujo e lume ; e fig. Incartamene Dubbiamente. Boccaccio. (O) , Abarko. * (Geog.) A-bàr-no. Città, contrada e promont. dell’ Asia.fi AiiARo.*(Geog.) A-ba-ro. Lai. Abarum. Città della Siria, fi) Abarobke, *A-ba-riSn-ne, Abaron. iV. pr. m. Lat. Abaron. (Sia dall’ c*"' habar osservare , speculare, onde hober astrologo, sia da aiutali^ passare.) (B) Abarticolazione. * (Anat.) À-!iar-ti-co-la-zió-ne. Sfi Lat. abarticulab^ F. Dearticolazione. (A.O.) Abas. * IS. pr. m. Persiano. (Van) 2 ( Gc °S-) Città d Egitto. —■ Eiume della grande Armenia. (G) Abasa. * (Geog. A-ba-sa. Città della Homania. (G) AbAscia. * (Geog.) A-bà-scia. Regione della Russia. (G) Abaseni. * (Geog.) A-ba-sé-ni. Popoli dell Arabia. (G) Aba.ssa, * A-bàs-sa. ■ V. pr. m. Rat. Abassa. Persiano. (Van) Abassia. * (Geog ) A-bns-sia, Habacl. Isola del Mar Rosso. (G) A basso. Modo avverb. — Di sotto. Fav. Esop. 102. Chi sale ad allo, av clt ' dogli dato natura di stare a basso, cade in terra. (V) 2 — Fig. In basso stato. Fr. Gv-rd. ióg. Questa che era così a bas^ bitta cosi granile reina , ec. (V) A basta lesa. Posto avverb. — Per quanto basta la lena, £ A lutto jd tere . ] Lat. prò viribus, prò parte virili, e in questi esempli quarto 1 possit. Frane. Sacch. nov. 61. Stia dunque co’signori a basta to’ 1 . chi vuole, che per certo, chi non si sa partir da loro, e sta con e*’, a basta lena , rade volte ne capita bene. Alleg. E su ’l poggio de'Gn' a basta lena Correndo per la man preso mi mena. . Abastaki. * (Gong.) A-ba-stà-ni. Popolo Ubero d' Asia verso VIndia.ifn. A bastaste. Posto uvverb.z^A bastanza.Lat. satis. Gr. xXts.Infar.i- ' risposi addietro a bastanza. A bastarza. Modo avverb. —, Abbastanza , A bastante, Bastantcincid a | Bastcvolcmcntc, Bastevolmente, A suliicienza, sin. Lat. satis- ^ ' <£à<5, Fir.As. A bastanza ti doverebbero pur già aver placata le 1111 disgrazie.Tue. D.iv.Stor.3.3i2.'fìc a bastanza avventurò, nè provvid c ' 1—Colv. Ksserc—Bastare. Lat .satis esse, sufficere. Gr. Ikxvcv elvai. A'b ben. Varch. 3. 16. Chi è pudica , è segno che c brutta; qual trovar 3 , tu si sgraziata e sì sozza, a cui un pajo d’ adulteri siano a bastali* 3 ’ Aeastro. * (Mit.) A-bà-stro. Uno de’ cavalli di Platone. (Dall’ebr. fen. ab padre, principe , e da sether caverna, nascondiglio, 31 greto.) (Mit) , .... Abataccio, A-ba-tàc-cio. Sm. accrescitivo e per lo più avvilitivo a d te. F. dell' uso. (A) e Abate, A-bà-te. Sm. Superiore e capo d’ima badia [ ed anche sen 1 ! 1 ’, ce^ titolo di dignità fra’monaci.') ■—, Abbate, sin. Lat. abbas. Gr. * ^ fiàs. ( Presso i Sirii abba, presso gli Arabi abati ed al.ainn , presso & Ebrei ab, pi. ahoth, vai padre. )Bocc. nov.tò. 10. Di firuggia osccco ’ vide n’usciva similmente un abate bianco con molti monaci cc. - *' k 1 • cose h *£ùZùm 'chi vesta V abito cfcmcrife, anche ‘senza^intenzione àtjarsi ordinar prete. —, AbWtino, sin. Lai. Eterica .1, ? ^ 0 ,._ a - Coi 5 . Fare: Far l'abatino = Vestir per,co- dii min. Fng. Rim. Non per tirarmi innanzi , nens ione. (A) sì facendo 1’ abatino , Buscare un benefizio , ui ■ 1 ' ess ,p,ili:.") Rupe A»iTo.*(Geog.) ’ A-ba-to..SVt. (Dal gr. a priv-, e 0< manifestarsi l'acne'confini dell'Egitto e de.lt Etiopia, ove cominci m0 J ltra re. (Mit) crescimi:nlo ded M/o , ed in cui saio t succi doti P perché racchm- 2 - * (Arche.) Lungo in Rodi ove nessuno poteva deva il trofeo di Artemisia oltraggioso al f><‘ . t ? u greci 3 - ‘ (Arclu.) Il santuario, ossia la cella degli anliuii r e romani. (Mit) AlBitone sin. Fr. Gìord. Aratone, A-tia-tó-ne. Sm. accr. di Abate. —, a> la sua grasse?, - Pred. R. In quella badia risedeva un abate , che 1 . M d; 'l popolo era appellato lo aliatone. j ln go Mende. (G) Amos. * (Geog.) 'A-bltos,Aliatolo ladEgilinn^ - „ - -Levar dal sacro fonie. V. Tenere 21 hatiagma. " Modo avverh. Col v. Venire o simile — .Rutuigliare. Or. alla voce Venire. (O) R battesimo. * Modo avverò. = Al fonte battesimale o All’epoca del battesimo. fase. Spini. 3 . f. Credete che Guagncle sia il mio nome ili- rilto ? io ebbi nome a baltcsimo Geremia. (V) ^ * Gol v. Tencre:Teuere a battesimo: a battesimo. (O) Abattisto. * (Chir.) A-bat-tì-sto. V. Abaptista. (Aq) A battuta. (Mus.) Modo avverò. — A tempo, Misuratamente. Varcò. Freni.iCC. Quanta noja , e fastidio n’ apportino coloro agli occhi c agli orecchi, i quali, o non battono a tempo , o noti cantano a battuta. (Min) Abatora. * (Geog.) A-ba-tù-ha. Città su i confini della Cirenaica. (G) Abavo," ’A-ba-vo. Sin. Latin. Voce fiord’ uso. —, Arcavolo, Terzo nonno, vi'/i./.umiliavi;s. Mogalot. Operet. li./:;. Un figliuolo che talora, chi potesse vedere, sarà tutto l’abavo del patire , o il tritavo dell’ ayo.^ (B) Abazee." (Arche.) A-ba-zè-e. Sf pi. (Dal gr. abtizos muto.) — Feste in Asia che celebravansi in profondo silenzio. (Mit) Abazia, A-ba-zi-a. Sf. V- Abbadia. Cas. leu. 64. Quanto all’abazia mi pare cb’ e’ sia un negozio da farlo bene. A saziale , A-ba-zì-à-lc. Adii. com. V. Ablwziale. (Min) Ab’.ia .Sm. senza pi. V. Abate. Mor. S. Greg. g. Avete ricevuto lo spirùo dell'adozione de’ figliuoli, nel quale spirito noi gridiamo Abita padre. (Min) Abba. * (Geog.) Antica città d’Africa. (G) Adbacahe, Ab-ba-cà-re. iV- ass. Calcolare, Far conti.Lat. computare. (M) 2— [Per similit. Meditare, Fantasticare. Lai. meditali, sccum cogitare.] Fir. 1 riti. /p 6 • Ecco qua il Dormi: che va egli abbacando ? 3 — [Per tt 2 ctq/i]Àrmeggiare,Avvilupparsi,Confondersi./,^. falli,meditando implicar»,incassimi meditar). (Da a superile daU’arabo bakalu mischiò, si confuse in parlando , onde baklon confusione.') Vardi. Ercol. 5 y. Quando «iforiA f-. ~ -1:-- • cesa sc i 0 c c a, o biasimevole, e da riu- „ .... *.i dice - - ~ — 1 © armeggi, tu àbbachi oc. Alleg. 2 80. A gli abbinati cc. pare sa- pere un buon dato, cd abbacano il più delle volte. Abbacato, * Ab-ba-cà-to. Add. da Abbacare. V■ di reg. (O) Abbacatore, * Ab-ba-ca-tó-re. Veri. m. Che abbaca. V.di reg. (O) Abbacati,ice, * Ab-ba-ca-trì-ce. Ferb.f.di Abbacare. V. di reg. (O) abbacchiahe, Ab-liac-chià-re. [Alt.] Battere con bacchio, batacchio o e dicesi P er lo P iu delle fruita col guscio, quando sono in Ualbero.— ,Bacchiare, Batacchiare, Abbatacchiare , sin. Lat. decute* Pertica .-« - • ■ - ' voujusc in parlando , onde bah l Quando alcuno fa , o dice alcuna cesa sciocca, o biasimevole , 1 non doverli per dappocaggine, e tardità, o piuttosto tardezza sua scire; per mostrargli la sciocchezza c mentecattaggine sua, se gli ^c, tu armerei. tu «hbarhì ^ Mìo** k -- 1 * . 1 . *-p ramos vulnerare. Gr. àfociUe'àxi. V. Bacchio, o? ere alcuno con bacchio o bastone, Bastonarlo. (A) ‘ latiere altri violentemente pe dall’iUir. I, g m n ,° frenut; 4 - P^L'f «*•’ bn . ; per terra. Sbatacchiarlo. (Da a sup., ^ almeno nw.r.'ii ‘ R eltarc i on[ l e bacon getlato. ) ilice. 6. id- Cbè cento ni.» — l lrtn de di coloro r„„ i. ... ... _„i.... •• coloro Con la sua rete “^ lt °„tftcofaccia. (A) - - -nu le forti braccia, E gli abliacc ias^ y Abbacchiato? - Per metaf. [Costernare, Sbigottire, ^ relta di far danan.(Ne) - ^'g- Vendere a qualunque basso prezzo P > ^ Abbacchiato, Ab-baochià-to. Add. m da .^ hh ^„ {U f >Ji. Tancf-I- 2 — (In iign. meta/. Abbattuto, Malconcio, e * si è dentro ; c ]= JBr a f f ?. Abbachiera, Ah-ba-chiè-ra \SflV.A. Donna <-™.f ub 20 .j. Quavi- Lal. arithmetices perita, m aritbmcticis caci ^ ie e Ua , tunque più vicini a’ quaranta che a’ trenta fosE.no , P forse non cosi buona abbachiera, gV. dicesse i> «r le dd- Abbaciuehe, Ab-ba-cbiè-rc [ó’m.] V. A. Coliti che sa > gy, Omni. 1 abbaco. b,(K.ratioci'iator, aritbmctiees prntus. G . Y nu ito alr- ?• Pred. 3 ,?. 11 qual numero è tanto e a ¥ liachicrc del mondo si distinguerebbe. V- A a. ' A,‘.,j one del ragia- ^ schista, Ab-ba-cbi-sta. lSm .1 Chi esercita la arU b- mere—, Abbacbìcre, Ragioniere,Ansmctra, p nono abbachi? roeticcs pcritus. Croia Veli. Divento m pocbissimu tempo s, :i. Bem. Rim. gf Non faria la ragione Di quante *’l suo muletto Un abbaetùsta ; " 5 o. Non avete voi quest’altro verbale Ragioniere ? V. Abbiamlo, e si dice d’uno il quale sia buono abbachista, cioè sappia far ben di conto, perchè gli abbachieri, quando fanno bene e prestamente le ragioni, si dicono far bene i conti. (B) Abbacimento,* Ab-ba-ci-nicu-to. Sm. A. AttfiQco^A.ssiilto^Ztijj(i\ Presuppone il verbo disusato abbacìve ^ il cui radicale è bacire', e bacire o bascire, può dedursi dall’cbr. pasciate assaltare, far irruzione.) (A) Abbacinamento , Ab-ba-ci-na-mèn-to. C-V/w.] Lo abbacinare, Accecameli* to . Lat. excaecatio. Gr. nLibr. cur. malati. E di qui nasce il totale abbacinamento degli occhi. Abbacinante , * Ab-ba-ci-nàn-te. Pnrt. Che abbacina. V. dì reg. (O) Abbacinare, Ab-ba-ci-nà-re. \_Atl. Propriamente Accecare con un bacino rovente. K. Abbagliare.] Lat. obcaecare, excaecare. Gr.rv$\ovv. Dep. Decani. j 3 . Ma T abbacinare è il medesimo che V accecare $ c pcrcliè si faceva con un bacino rovente , che avvicinato agli occhi, tenuti aperti per forxa, concentrandosi il calore, struggeva que pannicelli, e riseccava l’umidità, che come un’uva è intorno alla pupilla , e la ricopriva di una colai nuvola, clic gli toglieva la vista , si aveva preso questo nome d’abbacinare. G • V. 2. i 3 . 1 . Abbacina- ronli gli occhi, e tagiiarongìi la lingua. E 6. 23 . 2. Fece abbacinare il savio uomo M. Piero delle Vigne il buon dettatore. 2 — per meta/'. Indurre alcuno a credere ciecamente, Farlo travedere. Buon. Pier. /£. d/. 10. Un che con le parole inorpellate, M’incanti e m'abbacini. Abbacinato , Ab-ba-ci-nà-to. Add. m. da Abbacinare. Accecato. Lat. obcaecakis, excaecatus. Gr. ri/a |3l J sm. Lat. latrans. Gr. vKxr-ri. r. Amel.58. Come la paurosa lepre f 1 ’■ vepri nascosa ascoltante intorno a quelle le boci degli abbajanti eV Abbaiare , Ah-ba-ja-re. [Db.ass.} II mandar fuori che'fa il cuna bt J voce con fòrza. (Se non appartiene all’onom itopea , può trarsi v, lat. ad, e bauhari latrare.)—,Abbaiare, Baiare, Bajare, Latrare, «"’i non eh ; Latrare è più del verso, e gli altri più della prosa. trare, bauhari. Gr. ùxùin,, l\x*rù,. Bocc.rmv. i5.t3. Non altri * 11 ; ti che ad un can forestiere tutti quelli della contrada abbajan® * dosso, cominciarono a dire , ec. Dant. Inf. 6. 28. (Inai è quel cJ ’ che abbaiando agogna, E si racqueta poi che ’l pasto morde. a — [Metaf. Chiedere con importunità e invano.] Geli. Sport. _ „ . _ , _ _ r „.- ?■; Frati e monache vi caverebbmo il cuore; gli altri possono abl>*>) 3 ' 3 — Favellare sconsideratamente. Lai. vociferare, obstrcperc. Lf Sacch. Rirn. Ciascuno abbjja , e non è chi gliel vieti. Beni. so. 37. E va pur dietro abbajaudu , c gridando Incontro a lira® 1 ' marie e ad Orlando. Fir. Triti. 3 . 3. Adunque o lasciatela abbaj 3 ' 0 fatevene beffe. w 4 ~* incontro [o intorn i] a un Luoco ™ Aggirarvisi appres90.A$\ Berti. 2. 2. Non creder giù che zauajuoli o simili uomini intorni la casa m* abbaino. 5 — Per metaf. in att. sign. Manifestare. Lat. patefacerc , ostelli latrare. Lticr. Dant Inf 7. Assai la voce lor chiaro 1 ’ abbaj* 1 * 6 — Per simil. [Gridare confusamente.] Boez. farcii. 1. 5. poscia** ec. ebbi più tosto abbajato che dette queste cose. . 7 — C ÌV. pass. Parlare stoltamente. ] f^arch. Arco/. 52 . Simili* 11 ^ quando uno cicala, e non sa che, nè perchè, si dice: egli n° a * ciò che egli s’ abbnja. . 8 — [ Modi proverbi] Can che abbaja poco morde = Far molte le e pochi fatti. Cecch. Dissim. 2. 1. Però dice il vero , Che & che assai abbaja poco morde. 9 — Chi troppo abbaja , empie il corpo di vento ss Discorrer e nulla recare ad effetto. Barn. Od. 1. 10. 3o. Dice il proverbio ^ chi troppo abbaja, S’cmpie il corpo di vento c non di pane. . 10 • E v abbaja la volpe, [dicesi d’uri luogo ove sia pericolosof darvi.} r. Volpe. r , 11 — Abbajare al vento = Affaticarsi invano ; detto dall’abbaj cani, quando gli usci sono aperti o scossi dal vento , credendo t gli che alcuno voglia entrare in casa, Serd. Prov. £A) s 12 Abbajarc alia luna sz Cicalare invano , o far cosa vanct.ldv ; io p non s abbaja va a voto , dicevi quando alcuno è imputai 0 \ alcuna cosa che non è certa 5 perchè v’è il sospetto che ne sui cosa. Serd. Prov. (A) ,, i 4 —_ [Non trovo un can che abbai per me— ZVon ve alcuno che s ' aù ■, peri in mio prò.} Fir.Luc.K non trova nè can nè gatta che abbai poi' K Abbaiato, Ab-ba-jà-to. Add. m. da Abbajarc. P/'up/'/V/f/z.Impor tonato j latrati de 7 cani. —, Al>baiato, sin. Sannaz. Are. Pr. g. Chi sotto 1 piede nc portasse la lingua, non sarebbe mai abbajato da’ cani- Abbaiatore, Ab-ba-ja-tó-re. Ferini, m. di Abbajarc, Che abbajo- Abbaiatore , sin. Lat. Jatrator. Or, v\ctKrup. j 2 — Per metaf. Maldicente. Lat. obtrectator. Baca, nov. ?7-33. A ^.1 Aldobrandin disse : Va via ; credi tu eh’ io creda agli abbajato* F are. Ercol. 52 . Abbaiatori si chiaman coloro i quali abbaja' 1 ma non mordono m , cioè riprendono a torto c senza cagione col J che, non temendo dei loro morsi, non gli stimano. Arì'Ajatorello , Ab-ba-ja-to-rèi-lo. Add. rn. dirti, di Abbaiatore.—-*i ^ baiatorcllo, sin. l*r. Gwrd r Pred. R • Piccoli cagnolini allora e abbajatorclli nel covile. , 1 Abrajatrice, Ab-ba-ja-trìrce, [Feròdi, f. di Abbajarc. — ( Abbaiatricc, Fr.Gtord.Pr'ed.R.Si agitava fremendo a guisa di una cagna abbaja* 1 ^, Abbaiatcua , Ab-ba-ja-tù-ra. [Sf. F.} Abbajanieiito. fat. latratu-- > vXxyftos, Fr. Giord. Pred , R. Sariu uno adirarsi contro le ab**" ture de* piccoli cagnolini. », Abbaio, * Ab«bà-jo. Sm. Lo stesso che Abbaiamento. F. Lat. latratus. $ a alte e lontane erano abbagliate. (A) Abbagliatorb,* Ab-ba-glia-tò-re. Ferì m di Abbagliare. V. direg. (0) Abimcuatrice,* Ab-lìa-glia-tri-ce. Ferb. f. Che abbaglia. V. di reg. (O) Aibaglio, Ab ba glio, [^«.Abbagliamento.] Lat. all.icuiatio.6rr.(rxor^ a . Dìltam. i'ò. 14 • Per questi luoghi dandone travaglio, Presso a I atrasso nove colli vidi, Ch’ombra v’è sempre, e non di sole abbaglio. 3 ,— hi sign. di Sbaglio. -Lat. error. Gr. (T^a-Xp-cc. But. Dimanda Viì> oilio della cagione del suo abbaglio. Abbaglio diti’, da Abbagli aggine ^ Offuscamento , Sbaglio. Il primo esprime Tatto del travedere. Ahbngliaggine o Abbaglianza dice più propriamente la situazione di chi travede o si allucina. Offiuca- L-uii rujjuiu&u tujutiju pareva aie si uisiucessuio a ira e di raonia* Abballare, Ab-bal-là-rc. [Att.} Far halle di checchessìa .—, Tinbab 1 ^. Abballinare, sin. Lat, struem rcrum circumvestirc, circumvub Abballato *, Ab-bal-là-to. Add. m. Messo in balla. F. di regf^jL Abballinare , Ab-bal-!i-nà-ro f Att. Legare in balle. , Far ita 1'^° Far balle , Affardellare. Min, Maini. (A) j/ Abballinato , Ab-bal-li-n«à*to. Add. ni. da Abballinare. Celid, 2 * varonsi lenzuola e tornaletti , E furono dislalti e abballinati. W Abballottare. (Ar.Mes.) Ab-liaMot-tà-re. /V. ass., e n.pass. Dic e$i / ferro , che si rappiglia a masselli , prima che arrivi nel fòud° A forno , d’onde non puh uscire che squagliato. — ? Appallare, ^1* . Io aire . Appallotiare, sin. (A) ^ Abballottatura. (Ar. Mes.) Ab-baMot-ta-tù-ra. Sf. Quella spe- 11. ABBALORDIRE pallone , formato di più masselli , o ballotti , come dicono , coagulati^ c uniti insieme in fondo alla fornace , d' onde senza disfarla , non si possono trar fuori» (A) ABBALoiiDiRE,*Àh-ba-loi--dì-re.iV T .ass.ert^DfV'emree/ ? drdiWnir&fz/ordo.(Nc) Abbambagiare , Ab-bam-ba-già-re. dell'uso . Guernir di bambagia. V. Imbottire. (A) AmiAurA-KTE , * Àb-bam-pàn-le. Puri. ^ 4 . Z 7 ". e di’ Avvampante. (O) Abbampare , * Ab-bam-pà-re. Au. F . ^ 4 . /^. e di ’ Avvampare. (Voce del dialetto Nupolit.) (A.ltFr.) Abbami-ato , * Ab-bam-pà-to, Add. m. da Abballinare. F. A. V. e di* Avvampato, (A. lt, Fr.) Aiìv-amvoso," Ab-bauvpó-so. Add. m. V.A. Acceso,In fi ammalo.(h .lt.Fr.) A b n a n don a m e» to , Ab-ban-do-na-mén-to. [Am.] L , abbàndonare.--- ì A bban- dono, iiandono, sin. Lat. dcslitniio, desertio. Or. h^u.cif» A/or. A. Grog* (Quando noi siamo abbandonati dal nostro autore, noi allora non sentiamo il danno, che ci segue per cotale ahbandonameoto. riamiti, 7. 5 g. Flautata consenziente al suo abbundonamento. 2 "Tl D * = Rilassamento, BuUL dee. Per lo tanto bene espresso abbandonamenlo di quelle sue morte membra, non può essere nè più cuvota ne piu maravigliosa. (A) Ad -andonante , Ab-ban-do-nànte. [Pari.] Che abbandona. Lat. deserens, desiilurns. Amel. 6g. Seguiterai gli esempli della bellissima Elcna abban- donunte le già biancheggianti membra di Menelao per le dorate di Paride. Am'audoisare , Ab-ban-do-nà-re, [Au. Propriam. Mciievj'ucri della ma- /m. ] (Da ab c da band inano, onde i Tedeschi hanno abhanden t’nor di mano: e però Abbandonare è metter fuori della mano un oggetto, il lasciarne La presa, il lasciarselo sfuggire.) » Tas. Oer. g. So. Ma troppo audace il suo maggior figliuolo L’asta abbandona. (N) a [.Alelaf] Lasciar semplicemente, Lat. relinquere. Dant. inf. 1. 12. Xanf era pien di sonno 111 su quel punto, Che la verace via abbandonai. E 5 . m 5 . Amor oc. Mi prese del costui piacer sì forte. Che, come vedi, ancor non m' abbandona. 3 — Lasciar per allatto con animo di non ripigliare 0 di non ritornare più alla cosa clic si lascia. Lat. desorerc, dcsfilucre,derciinquere. Gr. KX'rx.XEtsrdv. Bocc. introd. 1 5 . L’un fratello l’altro abbandonava,ed il zio il nij)Ote, la sorella il fratello,e spesse volte ladonna il suo marito. Petr. soti. 20. Le quai vilmente il secolo abbandona. 4 — * L isciare chicchessia , c separarsi da Ini per dispetto, o per altra passione. Bocc.g. 5 . /i.fo.Questo dolente abbandona me pcrvolcre cc.(A) 5 •— * Abbandonare il pensiero di alcuna cosa= porlo giù, Distorsene^ Desistere. Bocc . JSov. Tutto il pcnsier della guerra abbandonato.(A) 6 __ * Abbandonare il mondo: lulvolta aule l'arsi religioso. (A) 7 — * Abbandonare la vita — Morire. (A) 8 — * Abbandonar un affare in mano d’alcuno c=2 Rimettersi in lui , Lasciargliene tutta hi cura. (A) 9 — * Parlandosi di D/o, dicesi del Lasciare alcuno senza il suo a juto. -Wocc./i come sprona Lo tempo verso me per colpo darmi Tal eli' è più prave a cui più s’ abbandona. Manti, App. (B) >3 — [Darsi in preda, Confidarsi interamente. ] Bocc. Fiam. 6. 8. Acciocché essi più abbandonandosi a lei, cangiano in maggiore scoscio. » fiocc. Ab;i\ E perciò lieta e sicura nel tuo amor s’abbandona. (A) ■\ “7; Scendere, Profondarsi, [Lasciarsi andar senza ritegno.] Lat. se **hjicore , prolabi. Gr. adà/Aw; &X £JV * ■ / ^ r * ^ cco Rinaldo c plla sparla addosso A Sacripante tutto s’abbandona. Galal. 80. Non conviene anco V abbandonarsi sopra la mensa. Dant. quella re] ABBARBICARE 53 • 4 Pur, 3i.j5. i5 1 •> ' . .. hcrliio morirle alcun tu rito non , — ..ginn clic piu su tuona Uccuu .«lisi», Q.ihlmiqnc in mare più giù s’ aWwiHona. r p 3/ Po.rcliè se ."T [ ùnirdiiaisi, Determinarsi di fare.] Dani. J ■ 4 , det venire io m’aWiamtnno , Temo clic la verni a n s ■ ■ Tullio non essendo natio di Roma non s abbandonava di far ,‘ U CoWUna (juella giustizia che si conveniva a *»° ntfi fasciarsi premiere a qualche affetto. Stov. 8" • 9 - •" quegli che s' abbandonano a’dileth di ques o niondo.(\ ) ^ ^'diandonarsi di checchessia = Ritirarsi, Diffidaist. (A) Jbbaiidonare diff. da Lasciare.. Quello significa piu particolarmente lasciar del tulio, o per sempre; questo per un dato tempo.Chi abbandona Pai’ che non voglia ritornar piu alla cosa; chi lascia, ha la volontà, 0 ll * s l ! er.inza di riprenderla, di racquistarla. _ ■dWiandnnarn dii!', dal Darsi in vreda. Da prima espressione c piu goni ile ^ c ltten ^ orte t ^ a secou( i a poiché indica d ordinario 1 effetto di un animo debole, e facile a lasciarsi vincere da un sentimento ag- P -'devolo , o a soccombere sotto al peso de’propri! mali j nientre il Darsi ni pj'cda annunzia sovente una determinata volontà di adopc- *Rrc (piamo è in noi per far contenta una secondata passione. Ci tìù- "undoniamo alla gioja, al dolore, alla tristezza, all’amore: ci diamo * f ' preda ai vizii , alla voluttà. Abbandonarsi vuol dire aucheccdere T altrui , riporre in altri intera fiducia ; significato che u Darsi in preda non ha nè può avere. ■^.andonatamente, A.hdydivdo-ivx’ì.a.-iùénAQ.Aao.Senzariguavdo^Senza ,Abhaudoncvulmcr.tc, sin. Laf.eff.ctim, effuse,profuse,perdite. Gr. Ch-id. pisi. Dimmi,che firn io fatto, che non torni ame? non altro, se non che troppo abbandonatamente t’ho amato. Maral. S. Greg. E tanto più corre abbandonatamente, quanto più aperte vie nc u LÌO y a * Abbandonatissimo, Ab-ban-do-na-tis-si-rao. Add.m.siiperl. di Abbandonato. Lat. desertissimus. I r. Giovd.Pred . II. Allora la femmina si trovo abbandonatissima. . r Abbandonato , AVban'do-nà-to* Add. tn. da Abbandonare. Lasciato* Lat. descrtus , dcrclictus , destitutus. Bocc. introd. i 5 . Avendo essi stessi, quando sani erano, esemplo dato a coloro che sani rimanevano, quasi abbandonati per tutto languicno. E 3 g. Anzi ne possiamo con verità dire molto più tosto abbandonate. Amet. fo. Vergognoso , con atti umillimi, senza voce ec. della abbandonata milizia cercava perdono. 2 — Privo, Mancante. Lat. carcns. Gr, inroteXvfxpivos. Awm. ant. il. 3 . 11. Il (rovamento delle ottimo cose, avvegnaché sia abbandonato d’ adornezza di parole, assai é ornato solo di sua natura. » G. F. 7. 65 . Ciò veggendo i Messinesi impaurirono forte, reggendosi abbandonati d’ogni salute. (Pr) 3 — Avvilito, Abbattuto. Rim. Ant. M. Cin. 5 o. Guardate se presso a costei mi truova Quello gentile Amor, che va con lei , Come gli abbandonati spirti miei, Nè il valor mi riinan che gli occhi muova. 4 — Immerso, Lasciato andare senza ritegno. Lat . projeetus. >1 Segue?'. Pred. 18. 5, Qual dubbio c’ è che molto piu meritorio e di sua natura soccorrere V anime abbandonate al peccato , che sollevare i corpi ridotti a necessità? (P) /--ri 5 —- Solitario, Non frequentato. Bocc - g. uis. 2 — Metaf. Depressione, Umiliazione, Guid. G. Intendi a confortare che il nostro Re addomandi pace, in vituperio di tanfo sua abbassagione? Abbassamento, Ab-bas-sa-mcn-to. Sm .—, lncbinamento, Calamento, Abbas- Aagione,Bassamente, Bassanza, sin. Lat. deprcssio. Sagg. nat. esp. 33 . Per l’abbassamento dell’argento vivo la vescichetta rimarrà nel voto. 2 — Metaf. [Diminuzione, Detrimento, Abbiezione.] Tes. Br. y. 3 t. Infra’ tuoi delti mischia un poco di giuoco sì temperatamente, che egli non abbia abbassamento di dignità , nè eli (fatta di riverenza. G. P. 6. 28. r. Disscsi per gli astrologi, che la detta scurazione annunziò ec. V abbassamento c seuritadc che ebbe la Chiesa di Roma. Stor. Bur. Grande fu l’ allegrezza che si fece di tale vittoria per lo abbassamento degl’ Infedeli. 3 — * Col v. Tare vale Abbassare, Avvilire. (A) 4 — * (Tool.) Umiliazione del Perbo. (Ber) fi —* (Mal.) Eff-tlo dell' azione de’ muscoli abbassatovi. — Stato di una parte tirata in giù da’ suoi muscoli , o dal proprio peso. (A. O.) 6 — * (Cliir.) Abbassamento della cateratta. Nell’ operazione della cateratta per abbassamento o depressione, il metodo sta nel portale il cristallino in basso e indietro nel campo vitreo. (A. 0-) - —* (Veler.) Abliassairienlo delle anche e della groppa : il gettare che fa il cavallo , nel passar dal riposo (di' esercizio, la massa del suo corpo sulle parti posteriori, rendendola più bassa di uno o due pollici. (Min) 8 — (Agr.) Abbassamento del terreno: Depressione che osservasi nelle terre sommosse , 0 trasportale nei terreni disseccati di recente , o nel suolo in generale per la sua natura dopo il dissodamento. (Ag) 9 —* (Geom.) Abbassamento di una perpendicolare -■ Il tirare da un punto una perpendicolare su di una linea. (N) 10 —* (Al g.) Abbassamento di una equazione: li ridurle una equazione alla sua più semplice forma. (Min) 11 — * (Astr.) Abbassamento dell’orizzonte visibile •• B la quantità di cui l’orizzonte visibile è abbassato al di solto del polo orizzontale che tocca la terra. (N) 3 — del cerchio crepu colare : É la quantità di cui il sole è abbassato al di so lo dell’ orizzonte , quando il crepuscolo della sera è del tutto finito , 0 quando l aurora incomincia. (N) 3 - DELI.'ORIZZONTE DEL MARE: L IHci'.HCtzbulC dì dite taUgCUtì ABBATTERE olla superficie del globo condotte dagli occhi di due osservate^ uno da' quali sia posto a livello del mare , /’ altro elevalo sopM * stessa superficie a qualche altezza. (S) 4- — dell’ orizzonte visibile de’ pianeti: É un effetto dett a ? y rullassi. V* (Min) ^ 5 — del polo ; Quanti gradi si percorre in latitudine dal P 0 ^ all’ equatore , di altrettanti il polo si abbassa . (S) . 6 — di un astro: È l % arco et un cerchio verticale interposto ^ t orizzonte e V astro sotto di esso. (S) 12 — (Marin/) Abbassamento del ponte, o della coperta : Avvallo#* 11 Q del ponte. É la depressione del ponte che si fa a bella posta vcrS ,j poppa in alcune navi mercantili , onde acquistare maggior idi#* nella stanza , senza elevare di troppo il piano del cassero* (S) Abbassante, * Ab-bas-sàn-te. Part. di Abbassare. Che abbassa o si a ^p4\ sa. Pallad.3.25. La state si pongono i cavoli abbassante il vespcro-C* V. Abbassare, Ab-bas-sà-re. Att. Propriam. significa Scemar Valtezza alcuna cosa , i nvia diventar bassa , Accostarla o porla più basso terra, L/n muro troppo alto ciduggìa Porto, conviene abbassarlo.Q 11 ' gabbia^ quella lumiera, quella tavola è troppo in sà ; abbassatela- Bussare, Asbassare, sin. (Dal lat. ad basini , quasi premere una cosa so la suabase,far che alla base si accosti la parte superiore dell’oggctto.)(^' 2 — Chinare, Accostare a terra. Lai. deprimere, demittere. Gr.** 1 '* HXlvtiv. Peti ’. son. i 3 . E gli occhi in terra iagrimando abbasso. 3 — * Per simil. Abbattere. Rabbi. (0) , 4 — Fig. Umiliare , Avvilire, [ Deprimere. ] Vino. Mari. Leti . & Che vogliate adesso ec. mostrare di conformarvi colla giustizia, e ragione, e abbassare il grado vostro col domandarla, potendovi P 1 gliare, mi par cosa nuova. . 5 — Scemare, [ Far cadere in basso stato.] G. V. 1> ig. 3 . Questi*® di mala vita , e molto abbassò il reame. 6 -— Diminuire, [ Rintuzzare. ] Lat. immimiere. Gr* raieuvovv, 2 . 3 gi. Ecco chi abbasserà la tua superbia. 7 LA CRESTA , IL CIMIERO. * y. Cl’CSta , Cimiero. (A) |j 8 — la moneta , o altro — Ridurla a minor prezzo. Band. ^ n ^., spettabili officiali di grascia c di monte sicno tenuti ogni anno ullS volta dar regola a'pregi dei soprascritti lavori , o alzarli , o abba* sarli, o confermare i medesimi. (A) 9—la PiAstRA—Acemarne la grossezza. Cellin.Oi'ef.pfiò.Pdi sabbassi tufi la detta piastra, appunto quanto ha da essere la gros serza dello smaUo-C^ 10 — la voce Parlar più piano , con voce sommessa. (A) 11 — [i/i senso proprio*] Profbndare.(Dal gr .basson più profondo.) G*. * 11. 22. 1. Per lo diluvio il ietto d’Arno era abbassato più di sei bracci 3 ’ ia — [ Fig. in sign* neut. Andar iu declinazione.] G. P* 2. i6- * Lo ’rnpcrio di Roma , e il Reame di Francia molto ne abbassò. # ... 13 — Declinare, Calare, [Diminuire], e dicesi del Sole, del Giorno e suri 11 ‘ £at.dcGcere,mimd 1 ad occasum tiav\crc.Gr-^ùrioci.]Sov.ant.5^8. Quafl { ____ id 0 venne all’abbassar del gioino. Cr. g. 68. 4* Poicliè il sole coiuio^* abbassare , e allentare il caldo. 1*4 — * In sìgn. n. pass. Umiliarsi, Farsi abbietto. (A) 15 — nello stile.* Opposto ad Aizarsiz=zScriverc in istilepià rimesso.^) 16 — * (Milif.) Abbassar le armi * zzz: Rendersi prigioniero. (Ne) 1 1 y —* (Maria.) Abbassar le vele Calarle ; il che sì fa quanto il vef^ è It'oppo forte e quando s'arriva. (Van) Dicesi anche di nave che f*' segno di sottomettersi m battaglia o di umiliarsi innanzi ad una noA maggiore ^ abbassa la sua gabbia sino a mezz albero. (Ne) 18—(Geom-)Ahbassare una perpendicolare —Far cadere ad un punto una retta sopra mi altra in modo che faccia con essa due ango/ieguah.(rl 19 —f Proverò. Abbassati, e acconciati = Purché tu accuncid tuoi , non ti curar di abbassarti e umiliarti. (A) [ Per gli altri significati di Abbassare , v. Abbassamento.] Abbassato, Ab-bas-sà-to. Add. m. da Abbassare. Lai. demissus, depf^ sus. — , Bassato , sin . Bocc. nov. 83 . 8. Abbassata la fronte ec. 3 >u *r dalla camera. M. V. 3* 101 * Vedendo uno cavaliere ec. mosso co** 3 lancia Mcsscr Frignano abbassata verso il suo signore, egli si per traverso. Morg. 26 . i'òo. E si vedeva in manco di uu baleno Ta 11 * 4 ' lance abbassate , eh’ e’ parca Che tremi sotto a’ cavalli il terreno. Per metaf. [Scemato, Diminuito.] G. V. 5. 3. 1 . Veggenti _[J05I Io ’mperadorc Federigo molto abbassato di suo stato e signoria. Abbassatore.* (Anat.) Ab-bas-sa-tó-re. S. eadd.m. Ln/.dcpressor.A” vtne 4Ì\ muscoheke abbassati le parti cui si attacca laloìo estremità mobìle.{h’.* Abbasso, Ab-bàs-so. Avverò. \_Di sotto , In già.] —, A basso, Basso, s l,h Imi. infra, imo loco. Gr. xcctw. Cr. 5 . ò.q. Ucesi potine il seccali 1 ^ cd il fracidume , che in esso fosse, c quello che abbasso avesse acciocché non sia cagione di seccarlo. 2— {In senso metaf.^Dant.Par. 1 3 . 1 1 5,Chcquegli è tra gli stolti bene abbas 90 ’ Abbastanza , Ab-ba-stàn-za. Avv. fA. A bastanza. Abràstonare , Ab-ba-sto-nà-re.^«. Percuoter con bastonc^Caricare dA ^ stonate. —.Bastonare, sin. Lnl-instibus cartiere.R ut.Inf. 20. É poi Tabi )aS *- ol \ colia sua mazza infiniti colpi , tauto che Tuccise. E appresso: VncC l abbastonandoio. (A) Abbastonato, * Ab-ba-sto-na-to. Add. ni. da Abbastonarc. V.direg ^' Abbatacchiare , Ab'ba-lac-cb ià -re. [Att. Battere con batacchialo perU c 2 -lindo, ; na re, Trovar a caso, «è è usato senza accompagnatiti aalcu nu.lPass.-i y ià n medico o un’savio naturale potrebbe ben dire puh to E dì Dissono essere le colali cagioni, ma cb’c> sapesse disce‘ ner ^."“. le di quelle fosse , non saprebbe , se non s’ abbattesse già ,0110111 u v : !bt' Tane. 4 *■ E - be ° ’ V °‘ ,, a ™ a »etc, Non già che voi n’ abbiate conoscenza. (Pr) V„. C ,° U f •'«& Incontrare, Accadere. Frane. Sacch. nov. 98. Vie piu forte ( cosa ) sarebbe, che, poich’ella fosse ingravidata cc. Cb ;, lta s’ abbattesse ad avere voglia di me. (V) Pass. ^Dicendo e me/» - [Vegli è rir.hìpstn p l'r.m» " ABBECEDARIO 55 T-~«« costrutto.Fu. s. Frane. 2*5. Beato Francesco essendo in cammino, venne in grande debolezza, di che gli venne abbattuto a povero uomo , il quale eli fé’ servigio di lasciargli cavalcare un suo asinelio. Frane. S'acck. nav. 66. Leggendo un sabato dopo nona nel rnolivio, si venne abbattuto a una storia, come ec. (V) .r~ Sgomentarsi, Disanimarsi, e simili. Rabbi. (0) . . . . l h~ Accadere per caso. Lat. forte, fortuna accèdere. ( BitU in illirico ha fra gli altri sign. quello pur di Accadere. Stulli alla v. decadere-) » Golii Sagg. Conoscendo che se non s’abbatteva a passar colui, egli non avrebbe mai imparato. Magai. Leti. Ma questa si abbatte a esser per d^grev.ia una di quelle tante cose che io non so. (A) -abbattere diffida DcmoLve,Rovesciare, Kuinare,Distruggere, Atterrare, Diroccare, dibattere vale gittar giù quasi d’un colpo: abbatterle nutra. c può farsi anche senza il concorso dell’ uomo : il treniuoto abbaile gli edifizii. Demolire significa disfare una mole costrutta, si esegue a poco a poco, ed è sempre l’elfetto della volontà, e dell’opera umana. Rovesciare vale far cadere al rovescio, mandar sossopra. Rumare e verbo di moto , e si fa senza forza esterna , e per caso : ruma una torte, ruinano le case. Abbattere, Demolire sono attivi. Si prendono talora nello stesso significato Rovesciare e Ruinare , cd allora questi sono affini a quelli. Distruggere indica un disfacimento intimo della cosa. Atterrare è gittare a terra. Diroccare nel senso proprio vale disfare rocche ; per siimi, spiantar edifizii. Abbattersi diff. da Avvenirsi e da Incontrarsi. Abbattersi 0 Imbattersi vale trovare a caso, incontrar per sorte. Avvenirsi significa giugnere, capitare a caso in qualche luogo, o in qualche oggetto. Incontrarsi o Riscontrarsi indica l’incontro di ciò clie viene dalla parte opposta. Leggendo un libro m’imbatto in un luogo assai hello. Viaggiando m' avvenni in nobile albergo, c in passeggieri colti e gentili. Camminando m’incontro con un vecchio amico. Abbattifieho. * (Agr.) Ab-hat-ti-fié-no. Sm. ( Dal frane, abatfoin.') Buca per la quale si getta nella stalla il fieno deposto nel granajo che sta di sopra. Gallic. (Ag) Abeattimesto , Ab-bat-ti-mén-to. [ Sm. L’ azione , o l'effetto di dibattere. In questo sign. s’ usa per lo più al figurato, ed esprime rovina , depressione, avvilimento, costernazione. Lat. dcjectio , abjcctio , demissio. ] Teol. misi. Perciò comanda che sicno risegate queste cose con abbattimento , e con forte sforzo della mente. M. E. 5 . 8- Avendo sentito i romori della città , e l’abbattimento dell’Ordine de’Nove. 2 ~ Battimento , [ Percossa , Assalto. ] Pass. Pivi. 0 per abbattimento di rigogliosi marosi, ec. si rompe e fiacca. 3 — Zufià e Riscontro di battaglia. Lat. praelium , pugna. ( V. Battere, in illir. Ulva sign. pugna.) Guid. G. 96. Grande fue l’abbattimento , e la taglia, l'ac. Dav. Eit. Agr. 3g2. Questo abbattimento fu senza sangue. Eir. As. Vedendo cosi per transito qudl’abbattimcnto, 4 — Rappresentazione di battaglia, per lo più ne’ teatri, [tornei e simili.) Lat. simulacrum pugnae. 5 —* Sfinimento, Prostrazione di forze. Rabbi. ( 0 ) B ( Veter. ) Quello stato di tristezza o di languore negli animali che precede od accompagna tulle le loro malattie. (Ag) 7”iPcr alihilimicnto..1 /,;yA) avveri.~A caso,Per accidente.) Lat. fortuito, casu. Pass. 379 E se pmc fosse intervenuto alcuna di quelle cose, non sarebbe per Io sogno, ma per altra cagione , come tutto di intervengono le cose, e che col sogno concorresse , sarebbe per abbattimento. E Ì28. E se alcuna volta gli venisse predetto alcuna di quelle, cc. sarebbe per uno apporre, o per ahbaltiinerito. E appresso: L'uno per abbattimento, che dicendo molte cose , ec. abbattcsi di dirne alcuna vera. Abbattitore, Ab-bat-t’-tó-re. [Eeib.m.di Abbattere.] Che abbatte. Lat. eversor. Fr. Giord. pred. R. Concedè la forza agli abbattilo» delle mura di Gerusalemme. Abbattitrice , Ab-bat-ti-trì-ce. Eerb. f. Lat. quae evertit. Colei che abbatte. Salviti. Tt if. La fiamma abbattitrice di città. (A) Abbattuta , Ab-bat-tu-ta. Sf. Abbattimento, [ Atterramento, Strage- ] G. z \ 7 * • ^ ran modalità v’ ebbe di cavalli, e abbattuta di cavalieri. 2 ( Marm. ) Quel moto che fa la nave in panno poggiando fino a un certo segno, e poi da per se stessa tornando a presentare la prua al vento , e ad orzare. (A) Abbattutissimo , Ab-bat-tu-tis-si-mo. [ Add.m .3 superi, di Abbattuto. Libr. cur. Malatt. Si trovano fiacchi, e di forze abbattutissimi. Abbattuto , Ab-bat-tù*to. Add. m . da Abbattere. Lat. eversus. Ditlam. 3. ig. Ma se or vedi le città abbattute, E coperte di verdi spine ed erbe ec. 3 ~ [ Atterrato. ] Morg. 1. 36. Per te conosco la vita salvata Perocché dal Gigante era abbattuto. 3 ■T.jEhiuso, Calato, Abbassato. Bocc. g. 4- n. 1. Trovando le finestre della camera chiuse , e le cortine del letto abbattute. (V) 4 [ Metaf. Distrutto.] Amet. 11. Ogu’ullro pensiero contrario abbattuto. 5 — [Vinto, Soggiogato. ] Lat. stratus. Sai. ben, Earch. 6. 3i. Rotto e abbattuto per tutta la Grecia, conobbe quanto fosse ditièrcntc una moltitudine da un esercito. B — lln questo sign. dicesi Ahattuto dalla miseria, dalla vecchiézza , dalla pigrizia e simili. Fav. Esop. 0 misera, abbattuta dalla pighortà per le fosse. Abbatuffolare , Ab-ba-tuf-fo-là-re. riti- Confusamente e scompigliata- mente avvolgere insieme , Mandare in un fascio , in un batuffolo .—, Rabbatufi’olare, sin. Abbatuffolato,* Ab-ba-tuf-fo là-to. Add.m. da Abbatuffolare. E.di rrg.(, 0 ) 2 — ( Agr. ) Aggiunto di campo di frumento o di altre biade, i culmi delle quali siensi intrigati da ciascuna parte. (Ga) Abbazia , Ab-ba-zì-a. Sf E. Abbadia. Cas. Leti. 82. Vi anticipino mille scudi sopra il fitto dell’abbazia. Abbaziale, Ab-ba-zi-à-le. Add. com. Attenente ad abate, o ad abbazia. — , Abaziale, sin. Lat. abatialis. (A) Abbecè , Àb-be-cé. Sm. indeel. E. A. Serie di voci per ordine di alfabeto E. Abbicci. Fr. Bari. 164. 14. L’crbettcson tre lettere (_ cioè r, b, l,) L' Ubaldini fa questa osservazione ; Di qui sentesi qual pronunzia usasse il nostro autore , dicendosi oggi dai Fiorentini abbici , dove il nostro direbbe abbccè. (V) Abbecedaru. * ( St.Eccl. ) Ab-be-ce-dà-ri-i. Sm. pi. Ramo di Anahapli- sli, che pretendevano non esser necessario alla salvezza nc il saper leggere nè il sapere scrivere. (Ber) Abbecedario, Ab-be ce-dà-ri-o. Sm. Serie delle lettere d’un linguaggio, disposte secondo l'uso. E. Abbiecì.(N) a — Serie di voci per ordine d’ alfabeto ; e dicesi per lo più di quelle composizioni le cui parti sono disposte con l'ordine delle lettere dell * alfabeto. (A) 56 ABBECH1RE ABBIETTEZZA a — * Primo libro elementare per la cognizione delle lettere. (Ne) Aobeciuiie. (Agr.) Ab-be-chì-re iV. ass eta Beco. Esser tocco e danneggiato dal beco, e dicesi delle ulive. (A) Ah beco no. (Agr.) Ab-bc-chi-to. Add. m. da Abbecbire. (A) Abbellare , Ab-bel-là-re. [ Att. F. poet. ] Lai. exornare. F. Abbellire. (Dall’aggett. bello che riscontrerai. ) Ar. Fur. io. 10'i. La biscia ec. Dove le spoglie d’oro abbella c liscia, a — l In sign. n. Piacere, Aggradire.] Lat. piacere, arridere. Dani. Par. 26. i 3 i. Ma cosi, o cosi Natura lascia Poi fare a voi , secondo che v’abbella. lìmi. ant. N. P. Pena d'amore passa tutte ambasce, E però signoreggia , e addolora , E nasce di piacer sol che gli abbella. Farch. Lez. ani. 33 i. Perché avendo 1 ’ uomo il libero arbitrio, certa cosa è, clic egli può e non può ( innamorarsi ) secondo che più gli abbella. 3 — E n. pass. Amet. 4 l- Con molti altri semi de'quali la terra vieppiù s’abbella. Abbellimento, Ab-bel-li-mcn-to. [iSVn. L’azione di ] abbellire. —,Abbellitura, sin. Lat. ornatus. 2 ■— * Gli ornamenti e fregi che abbelliscono. (A) 3 — In sign. di Piacere,[Gradimento.] Dani. Cono. 2-/. Seguito io alla preghiera fatta della audienza, questa persuasione, cioè dico abbellimento. 4 — Mclaf. Finzione. Boez. Farcii. Lib. 2. p. 1. Io conosco benissimo i varii abbellimenti e diversi inganni di quel mostro. 5 — * (Mus.) Ornamento della melodia , prescritto o arbitrario , come il trillo, il gruppetto, il mordente, ec. (L) Abbellire, Ab-bel-Ji-re. {Alt.} Farbello, Adomare. —,Abbe!lare, sin. Lat. exornare. Gr. xo e-fttiv. Amet. 44 - Apollo tenente del cielo quella parte die ora trascorre, più i lavori abbelliva. Albert. 1. 62. Abbellisca la vergogna c la peritanza i detti e fatti tuoi. 2—[/V. ass.] Divenir bello. Dani. Par. 32 . 106. Così ricorsi ancor alla dottrina Di colui ch’abbelliva di Maria. 3 — Piacere, Aggradire, Giudicare esser bene, Parer bello, Parer cosa bella. Lat. arridere, gratum esse. Liv. M. S’egli t’abbellisce di vivere in questo pericolo , apparecchiati , ec. 4 — E n. pass. [Adornarsi, Farsi bello ] Luò. 21 «.Cliidella cagione di questo suo abbellirsi con tanta sollecitudine, domandata l’avesse. Dani. Par. 22. 24. Più s’abbellivan con mutui rai. Abbellito , Ab-bel-li-to. Add. m. da Abbellire. Dat.cxornatus. Gr. kcko- cr,' suo abbeverato e altre cose più laide e vilipese facea. Abbeverato. Add. m. da Abbeverare. Dissetato. Lat .. potus, a,wn.£Mon. Ficv. Intr. 2- 5 . Abbeverata Turbi il fonte alyicin, satolla leyi L’c- sca dinanzi altrui. 2 — Avvinazzato. Ovul. Rem . amor, inostrossone forte allegro. ■. Quegli essendo bene abbeV^ 3 ^ 1 3 — Cominciato a bere. Fior, S. Frane. 160 . Perocché a me fare villania portare l’acqua abbeverata a quelli santi Monaci- 4 — * Detto della bocca che beve. Fior. S. Frane, gf E d’allora 1 j «anzi della sua bocca abbeverata alla fonte della divina sapienza flC sacrato petto del Salvatore, uscirono parole raaravigliosc. (V) Abbeveratoio, Ab-be-ve-ra-tò-jo. [A 1 /??.] Ogni sorta di vaso [o luogo beano te bestie. —, Abbeveratoio, Beveratoio, Bevcratujo , sin. ^ aquariiun. Or. v^po’}r,K7).. Or. g. 68. 3 . Spargere spesse volte del s* nei luoghi delle pasture, o mischiarlo con quel che pascono , 0 11 loro abbeveratoi. .1 2 —Quel vaso che si ritiene agli uccellini nelle gabbie , 0 agli ucce» 1 ? serbatoi. Fir. Disc. Anùn.26. Sodo l’abbeveratojo della vostra gabbi* 3 — (Vcter.) Uno de'segni della fronte del camallo. (A) Abbeveratorb , *, A b-he-ve-ra-tó-re. Inerbai, m. Che abbevera, V. di reg- u.? Abbeveratrice*,A b-be-ve-ra-tri-ce. Verbal-f.a'i Abbeverare. V. di reg • yl Abbevilla. * (Geog.) Ab-be-vìl-la , Àbbevillc. Lat. Abatis villa. di Francia in Piccardia. (G) , Anni a 11 uè , Ab-biab-bè. Sm. indecl. Lo stesso che Abbicci. F.bassaM“ nosin. FI. Ita/. (A) p Abbiadare, Ab-bia-dà-rc. [ Att. e n. pass. } Pascer di biada. * ' Giord. Pred.R. In quella guisa che si abbiadano li cavalli, e l' a * r bestie da soma. Abbiadato , Ab-bia-dà-to. [Add. m. da Abbiadare. ] Pasciuto di bù**^ 1 £ e Pasciuto semplicemente. ] . a ~ E Lig. ] Cant. Cam. Paol. Ott. 54 . Noi facciala sempre star bestia in punto ec. Bene abbiadata. Abbiata, Ab-bià-ta. Sf. F. A. Forse Esperienza , £ o piuttosto me, Consuetudine, Usanza .] (Dall'arabo ababcuon, che Gollio tf® duce per insdtulum, agendi aut rivendi ratio. ) Pataffi 3 . Per ahi» 3 ta sai tu che tanto giacchi. ABBiATEGRAsso.*(Geog.) Ab-bia-tc-gràs-so, Biagrasso. Lat. AbbiatuW6 r,? sum. Piccola città del Regno Lombardo Fene’.o. (G) Abbicare , Ab-bi-cà-re. Att. Far bica, Ammucchiale [ i covoni. E r.. simil. Ammucchiare.] Lat. congerere.( È preso mctaf. da Abbica*' 1 ^ senso di far bica , quasi far mucchio di spighe. ) 2 — * In sign. dì Abbarbicare , cioè Attaccare. Sacchetti. (O) 3 — *[N. pass.Aggrapparsi, Infiggersi.] (Dall’arabo abiqa clic vate f dhaesit, affixus fuit. F. Murat. Diss. 33 . Dav. cimi. . * i ’ , l ,P' )ve * 1 * a Ui ricchi, di abbietti tremendi, trovarono lo alimi e al Ime il loro precipizio. Boez. rare. lib. 1. pag. 4. Che egli persone tanto vili, a cosi abbiette c scellerate stato accusato. . * r,0 \ Geli. leu. 18. La semplicità della coscienza , la quale gl’ingiusti dispregiano , come casa vile e abbietta. 2 negletto, Rigettato. Betnb. Stor. 1. 10. 1 buoui ripulsi cd abbietti giacevano. (V) ^ fi &che anche popolarmente dicesi Sbricia Filissima, Minutissima gente » (A) Abbietta diti, da File c da Basso. Abbietto si applica ordinariamente al morale: animo abbietto , obbiezione di costumi , vita abbietta. File si applica a cose di poco pregio, di poca stima, tanto nel fisico quanto nel morale: vii merce , vile moneta , passione vile . uomo , soldato vile. Basso nel mctaf. accenna depressione morale : basso stato , bassa condizione. Nel lìsico è affine a File : basso prezzo. Amm/, ione, Àh-Uic-xhó-ne. [ Sf. Stato di avvilimento in cui trovasi Una persona. Lo stesso che ] Abbiettezza. F. Lai. abjectio. 2 — Coi costumi. Ddjrt-uvaziotic.] Fr. Gioivi. Pved. R. Come porci nel brago se ne stanno in tanta abbieziouc di costumi. [p ’ànimo : Avvilimento , Codardia , Dappocaggine.] Guicc.Stor. 3 Avvilimento , Codardia , Dappocaggine.] 16. E più dannabile in un tanto principe quello che procede da timidità e abbiezione d' animo , che quello che nasce da generosità. Abìhuuamenio , Ab-bi-gìia-rnón-lo. [t 5 V«.] Addobbo , Ornamento della persona ) e delle case. Lat. cultus , suppellex. JFir. As. Si traggono tutte le vesti , c rimuovono tulli i loro abbigliamenti. Tac. Dav. st. 2 » 2g~). Gli altri nelle loro centurie risplendevano con bella mostra d’ armi , doni , collane , c abbigliamenti. F. Abbigliare, a ■— ’ Foggia , Vestitura. Salvia. Cas. 47 • Le Bacche o Baccanti essere solite di acconciarsi con vario abbigliamento, ec. tanto luffa la diversità in queste tre cose quasi è posta to di personaggi, apparecchio di scena , c maniera di saltavc. (N) 1 11 nini 1 a vfB * A I i_l >)_k 1 1111 70.1 *«/ //.’ A 1\1 iì .vi ì.. «a Z " 1 l.i. LC/.'.i T/" , 1 .* /f'\> dolatura nel vostro operare, ec. (A) . ... Aqbisooi. azione, Ab-bin-do-la-ziò-nc.A’/.' Lo stesso che Abbindolnmenfo.(A) Àbbiocahe , * Ab-bio-cìi-re. N. ass. Lìorent. Il mandar fuori la voce che fa la chioccia nel covar l uova. —, Abboccare, Chiocciare, sin. (Da biocca. V. ) (A) r . . Abboccare, Ab-bioc.-cà-re. K ass. Lo stesso che Ahi,locare. V. (Min) Abbiosciare , Ab-bio-scià-re. {N-ass. e dello stile• dimesso .] Cadere. (Da n superf., e dall’ illir. bàsciti , cadere , o bùscitise , cadere con impeto. ) a — N. pass. [Sdraiarsi abbandonatamente.] Alleg. 220. E piu dolce cred’ io stare in segrete , Dove almeno un s' abbioscia in sul pancone, E donne quando il sol gii fa la rete. f 3 — [ big.] Avvilirsi, S’alcuno di voi abbisogna di senno, dimandilo a Dio. E c. 12. Quegli abbisogna di poco, che poco desidera. Cr. 11. 14. 5 . Ogni pianta abbisogna di quattro cose. E l. 11 » 29.2. L orto, che a temperata aria soggiace, e umore di fonie vi scorra, si può dir libero, c non abbisogna d’ alcuna disciplina (IL seminare. . .. ‘Mento, ec. E p. \60. I cr- 4 — t Atti] Guitt. Leu. Mentre il buon Religioso non abbisognava gli tanto Luffa la diversità m queste tre cose quasi c posta : abbigliarne!!- aj.iti di lui. F. Giord . Pred. R. Quel primo tempo abbisognava i miracoli più frequenti. Abrisognoso, Ab-bi-so-gnó-so. Add.m.F.A.Lo stesso che Bisognoso. F. Gr* S. Gir. 12. Metti nella tua magione lo povero abbisognoso. Abfuttàre. (\Iarin.) Ab-bit-ta-re. Dar volta alla gomena sopra le bitter (piando si è dato fondo all ancora. F. Ritta. (A) Absiueìa, * Ab-biù-ra. Sf. Lo stesso che Abbiurazione. F. — , Abjura , Abiura , sin. F. dell' uso. ( 0 ) Àubiurante, * Ah-biu-ràn-tc. Pari, dì Alibi arare. Che abbiitva. —-, Abju- rante , Abiurante, sin. F. di reg. (O) Abbiurare , Ab-biu-rà-re. [ Atl. e n. ass. ] Negare dinanzi a* superiori ecclesiastici con giuramento qualche opinione creduta in prima . —, Abjurare, Abiurare, sin. Lat. ahjiuare , detestari. Gr. ì^óp.vvvcLt. Fr. Giord. Prgd. R. In S. Pietro ahhiurarono i falsi loro senlimeuti. 2 — Per traslato. Detestare, Abbandonare, Rinunziare. Magai lett . Qualmente voi abbiurate al diavolo, al moudo e alla carne. (A) Abbiurato, * Ab-biu-rà-to. Add. m. di Abbiurare.—,Abjurato, Abiurato , sin. F. di reg. (0) àbbidi:ator£ , * Ab-biu-ra-tó-re. Feibal, m. rfr Abbiurare.—,Abjura(ore, Abiuratore , sin. V. di reg. ( 0 ) Abbiuratrice , * Ab-biu-ra-tri-ce, Ferbal.f. di Abbiurare. —, Abjmatrice, Abiuratilo; , sin. F. di reg, ( 0 ) Abbiurazione, Ab-biu-ra-zió-ue. iSf] Vabbiurare. [Li un senso ge~ aerale è V atto di negare 0 rinunziare una cosa in modo solenne, ed Abbigli ante,' Ab-bi-gliàn-tc.Purl.i/i Abbigliare. Che abbiglia. F.di ivg.(O) Rnvii,iA\.iuì.,A.hAà-»»or.A. MR c !“ c , a d ‘' e , a diie.) (0) — , Ahi,;..) C At> "bin-“<)-la-u)en*to. Sm. A vvnfimento, A^irimmento. » - Fff d°' Jtl,,a i Alibiiidolazione, Bindoleria, sin. (A) 3 ~ vini F i ode * Inganno. Fai f. Rim. (A) gno.se cnmj 0 Sll t: P‘ u S rave - Onrì h.nnqiii. Levaci il giudice in isde- blicioso ed . UI> ra 8 J?,Z0 gHidizio, con figurine rigirato sia dall’ar- . 1 ' alll 'iiido!amen(?! t 5’i? ralolC , : ld . V' *, scllcruo lli mcdesiino pigliando ■^«“'ndoi.arp ai l ’ t ; 'l™ | ta al maggior segno infierisce.(P) sas «- ^ rl ;AT l ^t'F U ' Pru l m, un. Aggirare, Avvolgere.-] (Dal a ~ l Velari T„ v ;."! 1 ‘ng U 'f e «"«//» volgere in giro , girare.) e hcij n ) SC ,.'i| )u , lo degli ecclesiastici. ÀEBiDTo, Ab-biù-to. Pari. pass, del v.Avere. F. A. F• edi'Ayuto.Rranc. Barò. (Min) Amo, * Aho , Àbbone. N. pr. rn. Lat. Abbo , Abo. (G) Abboccamento , soneper trattai Ben pare assai verisnnile die pc. - hoccamento .Finc.Mart. Lett. 2 1). Ne’<[ualt fpensieri) sarete occupato uel- r abboccamento di Sua Maestà. Onice. Stor. Ponte a Suino , luogo ec. famoso per P abboccamento di Lepido, Marcantonio e Ottaviano. — Riscontro, [ Afirontamento di truppe nemiche che s’incontrano. 1 Lat. congrcssus, ( confi ictus.] Gr. , o-oyjcpoims.] G.F,t 4 S.i. Nel quale abboccamento la cavalleria di Bologna non resse. AL F. «- 22. E rotti in più abboccamenti i cavalier francesclii, se ne venne ec. I _ (Anat.) Parlandosi di vasi o canali. Riscontro delle loro bocche. Anastomosi. Coccli. Bagli. 3 . Col rilassare ed aprire, e facilitare scambievole loro abboccamento. (A) lo 8 58 ABBOCCARE 4 — * Appalto, Somministrazione. P. deli uso. Ncolog. (0) Abboccare , Ab-boc-cà-re. [ Att. Propriam. ] Porsi una cosa a bocca . Buon. Pier. 3 . 2. 3 . E quaud’ uno sbevazza , E che abbocca la zinna Del basco e della tazza. 2 — Prendere colla bocca , [ Accecare , ] e si dice de’can levrieric alivi animali presti , e fini di bocca. Libr. Son. i'ó8. Il vero lupo ec. Alle deboli e magre mai balocca. Ma le gagliarde segue e quelle abbocca. 3 — Finire d’empiere il vaso infìuo alla bocca. 4 l acqua ™ Aprir la bocca per riceverla- Bald. Dee. Mentre dimostra di abboccar l acqua per contentar sua vita , viene a riceverne in se tutto il soverchio. (A) 5 —Soprappor la bocca di un vaso a quella di un altro. P. dell* uso.( A) 6—Comperare, Far acquisto di qualche mercanzia. ( Da a su perii, e dall illir. pokupka comprar tutto.) Buon. Pier. 2. f 11. To’tu quel- V aloè, Abbocca quell’agarico, Piglia quell’antimonio. (A) 7 Pigliar sopra sè il carico di un qualche negozio per lo più pubblico. ( Dalla part. superflua a, e dal sassone bruccan essere occupato ; poiché pigliare sopra bé qualche negozio è cominciare ad esserne occupato. La R svanisce , come quando dal gr. leelron vicn lectus letto.) P- e di’ Appaltare. (Min) 8 — [ N. pass. Parlando di un fiume , Imboccarsi.] Dittarli. 1.8. Dal mezzogiorno con Arida s’abbocca. » G. DHL S’abboccò (^fmo) al fosso Àrnonicò. (A) {> — Pii;. Scontrarsi. Cecch.Stiav.i. 2. Di primo colpo s’abboccò in lei.(V) jo — Azzuffarsi, Battersi. Lai. congredi, conferre ìnanus , confligerc. (Dalla particella supeill. «, e dall’illir. bitka combattimento; come da braccio, abbracciare. In illir. dicesi anche b< j battaglia , e bùjak piccola battaglia.) G. P. ~j. 23 . 5 . E abboccarono insieme per couihat- ferc le dette due osti a Ponte Tetto. P. 7. /j8. 1. Sì f’ecion loro incontro al Ponte S. Brocolo abboccandosi a battaglia. Guid. G. io?>. Con gran virtude di combattere s’abboccarono con gli cavalieri.« Pccor. 12. L’ uno campo e 1 ’ altro fecero le schiere , e dato il segno, le genti si abboccarono insieme. (A) iti —» Parlare insieme, [Unirsi con una o più persone a parlamento.] Lat. colloqui, .congredi- [ Gr. vwoi/aXsÌv.] Maini. 1. 32 . S'abbocca appunto con iialdone stesso.» Dav. Scistn. Arrigo. . . passò il mare, e abboc- cossi Ira Cahs e Bologna col Re di Francia. (A) vi —* Piegarsi su d* un fianco, su di un lato , anche fino a cadere. Dace dell'uso. ( Da a superfl. e dall’illir. bok , ohka fianco; onde boesii di fianco, c hocsilise camminare inchinato sul fianco.) P. i 5 . (N) 1 3 — (Ar.Mes.) Abboccare le tanag ì '\q vale Slrigner fortemente le bocche delle tanaglie in modo che tengati saldo ciò che hanno afferrato.^ A) 1 4 -r-(Anat ) Dicesi pure di due vasi del corpo degli animali, che si uniscono o si congiungono per la loro estremità ; ed equivale ciò che gli anatomici dicono Anastomosi. Cuce. Lez. Sarebbe incredibile il supporre che le arterie e le vene del torlo.. . dovessero, per un caso mirabile, abboccarsi con quelle per appunto. (A) (N) ló — (Mariti.) N. ass. Dicesi che la nave abbocca, quando essendo armata di molte vele , spinta dall impelo improvviso del vento si piega da un lato , c ricevuta Vacqua di sopra al bordo , s' affonda. Burlai. As. Dar per poco alla banda , abboccare, c sommergersi. (A) Abboccato , Al*-boe-cà-to. Add. ni. da Abboccare. ti -—Per ìscherzo dteesi d'uomo che mangia assai, e d'ogni cosa. Pi 'OS. Piar. 6. 221. Ricavai , che nel mondo alcuni spendono per mangiare, altri mangiano per non ispendere, e che quegli che non ispeiidono , sono i più ablxiccati, e di maggior pasto degli altri. 3 — Intero, Saldo di borea ; Contrario di Sboccalo. 4 — Aggiunto a Vino =: Amabile , Soave al gusto. Lat. vinum Iene. Gr. CfVOIT 5 — * A Gradevole, Gustoso. Salvin.Pros.Tose. L’mia è sazievole, V altra abboccata e gustosa. (A) Abboccatoio. (Ar. Mes.) Ab-boc-ca-tó-jo. Sin. Bocca delle fornaci da fondere o calcinare ; più comunemente Bocca. (A) Abroccatorb, Ah-boc-ca-t< 5 -re. Verbai, m. di Abboccare, 5 - 7 - Appaltatore , Inlraprenditore, Impresario. Lat . publìcanus. (Min) Doni,Zac. Berg.[ N) Abboccati™* , * Ab-lioo-ca-tù-ra. Sf. Quella parte del vaso a cui si accostano le labbra per bere. Magai. Operet. 3 g 3 . Si vedono ancora alcune tazzeltc... con le sponde laterali accartocciate in dentro con una mezza voluta, lasciando nelle due testate l’abboccatura perle labbra. (B) *1 — (Ar. Mcs.) / due regoli di mezzo d’una vetrata. (A) A»bocconare , Ab-boc-co-nà-re. [Atti] Partire in piccole parti siccome sono i bocconi. Lai. obtruncare , membra articolatila caedere. Gr. xx.Tctx 0 ier.lv , Six/xc\i'C,av. G. V. 12. 16. 15 . E uno notajo napoletano, ch’era stato capitano di sergenti a piè del Duca, reo e fellone, tutto fu abbocconato dal popolo. •1 — Prendere una cosa in un sol boccone. Tocci Gìamp. Prend’ ella ip bocca un pezzo di canna , di modo che trovatala l’idro, volendola abbocconare e non potendo, la ranocchia va libera. (A) Abbocconato, * Ab-boc-co-nà-to. Add. m. da Abbocconare. P’.rfi reg.( 0 ) Abbolire , * Ab-bo-lì-re. Alt. C. e di’ Abolire. (A) Abbombare, Ab-bom-bà-re. N pass. Imbeversi, Inzupparsi. Fiorentin. ( V. Bombare, ) (A) Mattini. 1. 66. Berg. (N) Abbombato , Ab-bom-bà-lo. Add. m. di Abbombare. Mattiol. 1. 6. Con la lana sucida abbombata di pece , ovver di mele. (A) Abbominabile , Ab-bo-mi-nà-bi-le. [Add. coni. Lo stesso che] Abbo- minevole. V. Lai. aboininandus, detcstabilis, exeerandus. Gr. ali rxfòs, buvós. Virg. Eneid. P. N. Al postutto abbominabile cosa è. Abbominabiiussimo , Ab-bo-mi-na-bi-lìs-si-mo. Add. m. sup. di Abbominabile. S. Agost. C. D. 6. 8. Si dice da loro, il crudelissimo ed ab- Itominabilissimo Saturno avere divorati gli figliuoli. (B) Abbominabole, Ab-bo-mi-nà-bo-Ie* [Add. com . V~. A. W. e di Abbominabile.] Liv. M. La notte appresso non ebbono niente più di riposo nè d’agiamento eh’dii aveano aiuto il giorno, il quale fu tanto spaventevole e abbominabole. ABBOMilsOSO alx"* 1 : àbboniiumento-, Ab-ho-mi-na-mén-to. [Sm.] Abbominazione. Lat- a* ^ natio, odium. Bellor. Tuli. M. Conclusione cc. si può fare lli .^ modi. Il primo, per via di novero : il secondo, per via di abl ,olB mento; il terzo, per via di misericordia. ^ 2 — * Maltrattamento. Petr. XJom. iìL i 3 y. Benché questo P° n di vita c di costumi buoni fussi , nondimeno molti abbominai° c c massime dopo la sua morte, sopportò. (V) pfi Abbomisanuo, Ab-bo-mi-nàn-do. Add. m. da Abbominare. Sega- 5.. instr. i. f i 3 . Basterebbe a condannare le loi’o speranze tlin^P Dio, come abbominande. « Sen. Provv. Qaeste cose che fuch , ‘ 1 ‘. sprc , e che avverse e abbominande, prima per loro sono cc. y l 'j Abbominànte, * Ab-bo-mi-nàn-tc.Part. di Abbominare. Che abboniinfa di rcg. (0) _ - flJ . Abbominanza , Ah-ho-mi-nàn-za. [Sf] P. A. Lo stesso che Abboni^ zionc.. P. Lat. aìiomìnutio.Espos. Vtmg. Avevano tanto in abboni^ 3 ,j epiesto vizio, che non sostenevano che niun monaco stesse ozioso, y G. 1. S’cgli dicesse: io voglio fare male, ogni persona i’avereb w orrore e in ahhommanza, . Abììominark , Ab-bo-ini-nà-re. [Alt.'] Aver in odhy [in abbominiif u - —, Abominare , sin. D. Abbonare. Lat. abominali, TroTpoTrtoL'scScei.] Pass. 23 . w }1 Abjiosikvato, * Ab-bo-mi-nà-to. Add. in. da Abbominare. G. Dal- 2 — In sign. rfr Ammonito. Cron. Mor. 3 o 5 . A lui fu tagliata la tesD> Checco Davizzi: tutti gli altri abbominati ebbono bando di rubrlio. wj: ÀBBoML\AT0nK,*À})-[)O-mÌ-na-tó-rc./^ erbai.in-di Abbomiii.tre. P. di ABBOMiNATRiCE,*Ab-bo-mi-na-tn-ce. Perbalf.Chc albomina.P.di /yft’?.. Abiiom inazione, Al)-l>o-mi-na-sió-nc- [A/. - ] V abboniinai'e. —, Abai 111 zinne, Abbominio , Ablaomìnameiito , Abbominauza, sin. Imi* 3 t niinatio, detestatio. Bui. Purg. 18. 1. Abbominazione , è arden*^ intenso rifiulamento del ben proprio assente, e cosi del congimil^ P. 7. ifG. i. Onde molto fu ripreso, e in grande abboniinaz» 0 ^ Com. Dani. Lnf 5 . Si scriverà prima di quelle cose , che fan* 10 abbominazione di questo vizio. 1 2 — [Col (^.Avere:Avere in abbominazioncrr: Abbominare.] Cavalc.Spf^ UV.DelIa pena è contento, e la colpa ha in odio e iu abbomina/i^, 3 — Nausea, che è Conturbamento di stomaco, e voglia di vomitare-" t nausea. Gr. vv-vtÌol Ut. Aldobr, O chi hac pieno io stom^ 0 ^. hae abbominazione, o chi hac troppo giaciuto con femmine. L ^ trave. E >c ciò è, che egli abbia abbominazione, non mangi ,,,c y anzi gli conviene dormire , e soffrire la fame tanto che l’abboP 11 zione sia passata. Cr. 1. f ió. L’acijua tiepida genera abbominazioP 0 '^ 4 — Cosa abbomincvole. Segner. Colf. Instr. cap. 2. Bisogna che vi serviate qui di queirartc di cui si valse Ezechiele per riuve' 1 j le ahhotnuiaziom nascoste nel sacro tempio. E cap. 5 . Prima si ^ l’abbominazione del tempio, e poi si pensi a offerir sacrifizio a* j gnorc. Fr. Giani. È con vergogna (il diletto carnale) e passa cd hacci mille sozzure e abbominazioni. (V) . $ 5 —* (Tool.) GV idoli , gli animali immondi ed altre cose abbo^^ dagli Ebrei si dicono nella Bibbia Abbuminazioni. Ivi è pure V AbJ*^. nazione della desolazione , ossia /'Abbominazione desolante, e c ^ lC Lf tende per l'idolo di Giove collocato nel tempio di Gerusalemme.^ ^ Abbonine vole, Àb-bo-mì-né-vo-lc. [Add com-] Degno di abbomina^ ^ —. Abominevole. Àhoininevilc. Abominabile. Abbominabile, A 1 . Abominevole, Abominevilc, Abominabile, Abbominabile, , minabole , Abominabole , Abominebole , Abbominando, Abboni' 0 ^ Aboniinoso, sin. Lat. abominane!us , cxccrabilis. Gr. ^fvpós-f tf, nov. 1 . 8. Come vii cosa con abbouiiuevoli parole scherniva. G >-, ni- .1 u: c: _: t... e- 3P5. » 7. fo. 2. Essendo i detti Signori in Viterbo, avvenne una laida c a minevol cosa , sotto la guardia del re Carlo. Pass. 1 72. Non persona ricoprire, o nascondere qualunque suo peccato, quard 1111 Li sia sconcio o abbominevole. Colla z- Ab. Isac. 17. Appo gli u0 ‘ è la povertade abbominevole. J: Abbominevolissimo , Ab'bo-mi-ne-vo-lìs-si-mo. Add. m. sup. di Abb°^ ncvole. —, Abominevolissimo, sin. »_ Fir. Rag. Nelle parole h* bissimi, disonestissimi, abboniinevolissimi. (A) .Wi AbbominevolmeiVte, AI>bo-rai-ne-vo!-mén-te. [Avv.] Con abboninoli 1 [Con infamia e vituperio.] —, Abominevolmente, Abbominosa»» e ^ v i sin. Lai. turpitcr, iudecore. Gr. adtrxpvs Òv B. In queste cose abboniinosainente si diportano* - Abbominoso, Ab-bo-mi-nó-so. [Add- m.] P- Abominoso, Abbonici lc,ec. Lat. abonnnandus , exccrabilis- Gr- ^E^u^roV, /auo-o'?- A t Pang. Incominciarono a parlare contro di Susanna, edirfabe ABBONACCI AMENTO abbominosc di lei. Av. Far. 11. 27. Chi immaginò si abbominósi ordigni? E 4%‘ Quel brutto, abbominoso , orrido tosco. » Guitt. ìelt. Quello die ce più abbonii noso bi ée die lo hae l'atto a suo sciente. (V) Abbonacci amento , Al>bo-nac-cia*mén-to. [Srn.] Lo abbonacciai'e , Lo- naccia, [Calma di mare.'] Lai. tranquillitas , malaria. Gr. yaX/}v>i. Fv. Gioivi. Pred. R. Como suole accadere nello abbonacciamcuto del Olire dopo la tempesta. 2 — * E in senso Jig % dicesi della collera. (Ne) Abbonacciare, Ab-bo-nac-cià-re- [diti] Far bonaccia , Render tranquillo c quieto ; e dicesi propriamente del mare. —, Àbbonazzart, sin. Lat. tranquillare, tranquillino reddere. (Dal latino />o>ms buono. ) Ovid. Pisi: Ti |>riego clic tu allora non Ulamenti, ma prieghi gl’ Iddìi , che abbonaccino il mare. 2 — UV. pass.] Orìd. Pist. E parmi che quanto più sono sollecito a riguardare il mare se egli s’ abbonaccia , più tempestosamente ondeggi. 3 — * E n. ass. Tornare ili calma. (Ne) Abbonacciato , Ab-bo-nac-cià-to. Add . tri. da Abbonacciare. In bonaccia , Quieto, l ranqutllQ. Lai. trampoli us, placidus. Gr. y à'/ù/^wv.OniY/. urt. ani. Quando il mare è abbonacciato, il nocdiier sicuro si riposa. Abbonamento. (G. M.) Ab-bo*na-méu-to. Sm. Lo abbonare , Sconto a una partita di debito. (A) 2 — * Accordo, Convenzione, Patto, Appalto. V. dell uso, neolog. (O) Abbonare. (G. M.) Ab-bo-nà-re. Alt. V. dell uso. Approvare, Riconoscerà come legittimo uu conto , una partita, o simile. (Dal lat. bonus , buono.) (A) ** — * F u. pass. Appaltarsi. V. dell uso , neolog. (Ne) Abbonazzare , Ab-bo-nai-tà-re. Alt. Lo stesso che ÀhWniacciare. V.Car. En. u v. 22‘S. Ma di mestiere c prima Abbonazzar quest’onde. (M) Aubondamento , Ah-hon-da-mén-to. [Am.} V*. A. A blxnuìanza. Lat. abun- duutia , copia. Gr. *7rqntradi*. Lib. Aslr. Le piove clic vengono in quel tempo son benedette, e fanno prò e bene c ahlwmdamento nella terra- Star. Aiolf. Avrebbe ferito sopra il Ile , se non fosse il grande abbondamelo della gente. Abbondante, Ab-bon-dàn-te. Add. com. Che ha più che a sufficienza. Lat. abundans , afllucns. Gr. óìfòovos , srtpvnrós. —, Abondante , A- bondevole, Abbondevole, Abbondoso, sin.Locc.nov. 77. 1. De’ beni della fortuna convenevolmente abbondante. E noi». q8. 33. lo ne sono, non come cupido , ma come amato dalla fortuna , abbondante. 2 — Copioso, In gran copia. Lai. copìosus, aMiens. Fiatnrn. 2. g. Abbondanti lagrime da’suoi occhi, come da due fonLanc , cominciarono a scaturire. Socc. cani. 8. 1. L’ abbondante allegrezza, eh è nel cuore , oc. Non potendo capirvi esco di fuorc. 3 — (Mafc.) Aggiunto di numero , e quello le cui partì aliquote som- mate danno un risultamento maggiore del numero stesso. (Min) Abbondantemente, A\elK>n-dun-tc-inén-tc.[.4vv.3 In gran copia, In grande abbondanza. — , Abondevolmenlc, Àbbondevolmente , Abboudevolc- mente, Abbondosamcnte, sin. Lai. almndantcr, copiose. Gr. , KspHTvZjs. G. F» 7. 1Ò6. 1 . Il q tale fece abbondantemente sangue , si che tutta l’acqua divenne vermiglia. Pass. 204- Iddio renderà abbondantemente, a buona misura , tormento e pena. Albert, c. 4- Ne dà a lutti abbondantemente, c non lo rimprovcà’a. A e u o >• n a n ti ss ni a m e s t e , Ab-bon-dan-tis-si-ma-inén-te.[^rr.] superi, di Abbondantemente. Lat. aburidantissimc, copiosissime. Gr.à^jo^rara. Mor. S . Greg . Per avere spregiato il bene, per rispetto di coloro , in cui sono le virtudi abhondantissimainente. /itti. Lo zaffiro ha certe virtù, che abbondantissimameute furono nella Vergine Maria. Abbondantissimo , Ab-bon-dan-lìs-si-m >. [Add. ni.] superi, di Abbondante. Lat, copiosissimos, largissimus. Gr. à^c^ó-rarc?. Locc.nov. i6.38. Volle Gomeueddio , abbondariìissimo donatore. E nov. 36. 15. E e.osi detto , da capo con abbondantissime lagrime, sopra’! viso gli si gettò. Red. Fip. 1. Iu un viaggio, eli ci fece nel Monte Baldo, che da lui fu osservato essere abbondantissimo di vipere. Abbondanza , Ab-bon-dùn-za. [Sf.] V abbondai v?, Dovizia, Copia, ec .—, Abondanza, Abondanzia, Abbondnnzia, Abbundanzia, Ahundanzia , Ab- bondevolezza , Abbondczza, Abbondo, sin. Lat. abundantia, allluentia, copia. Gr. vlx. fìocc. nov- 1 7. 16. E continuando in più abbondanza de’cibi, ec. G. F. u 7. 4. Onde la ciltade aveva grandissima abbondanza. Tav. Dav. ann. i5. 2oq. Nerone per mostrare sicurezza ( | , 5 cosc di fuora e dentro, gittò in Tevere il grano vecchio e guasto abbondanza. dìiv Jj ÌCCSi modo proveri). Abbondanza è vicina d’arroganza, per 3 ricchezze fanno gli uomini arroganti. Serd. Prov. (A) delle b^ LS ] lat ' 0 in Firenze che sopraslà al provvedimento dei grani e 4 J iiagislratus curator annonae. Albo, */' ^^ydtit allegorica. (Mit) 'df J h>ìn»*» >1 l»IC Ul J umori. Ubertà e destinata propriamente ad esprimere al'hotv- proilolti animali e vegetali, ed è molto affine a Fertilità. Una straordinaria è detta S«vrravvenire, Concorrere copiosamente. Lai. alllucre. 1 etr. canz. 4 Lat. co pioso s, adìuens. Gr. iitybovot. Rocc. nov. fò. 1. Nella nostra città, la quale sempre di varie maniere e di nuove genti e stata abbondevole. Etani. 1. 6. Venni io nei Mondo da benigna fortuna c abbondevole ricevuta. Seti. Reti. Varch « 1. 11. Perchè altramente tocca ’l cuore e si fa sentire all’animo una cosa che dia la vita, che una che la faccia o più bella o più abbondevole. Abhondevolkmf.nte , * Ab-bon-de-vo-le~mcn*te. Avv. Lo stesso che Abbondantemente. V. Remò. Stor. tì. (A) AbbonDF. v olezza, Ab-bon-de-vo-léz-sa. [S'f] Lo stesso c?i<’Abboiidan/,a. Lat. abundantia, allluentia. Gr. icipurtnix. Salvili.die. 1. 35y. L’ eloquenza platonica , cc. ha in sovrano grado V ahbondevolezza, c la copia , cc. E 2, 4 2 4' 1° C(, i Riconosce e s’ ammira V ahbondevolezza dell’ ingegno suo. E 626. Chi in essa non ammirala gravità di Dante, la leggiadria del Petrarca, I* ahbondevolezza del Boccaccio? E pros. Jose, i.fàoo. Ho osservato la nostra lingua nell’ ahbondevolezza , e nella facilita di spiegarsi ec- , non restare indietro gran fatto. Ab'iondevolissimamente, Ab*bon-de-vo-1is-si-ma-méti-te*[^w.jAupeW .d Ab- bondevolmente. Lat- abundantissime, copiosissime. Gr. à'pSoAAHE.(Marin.)Ab-bor-dà-re. [Att. e ».] Accostarsi ad un vascello per combatterlo, Investirlo. Lat. petere. (Da bordo.) Tac- Dav. Gemi. 384- Le navi senza vele, con due prue , possono sempre dinanzi abbordare. 2 — [ Att. e per simile Accostarsi ad uno per trattar seco di checchessia. Abbordato , An-bor-dà-lo. Add. ni. da Abbordar e. Bald.Dec. Le rimanenti loro galere abbordate dalla soldatesca cristiana vennero in suo potere.(A) AbboM)ELI.abe, Ab-bor-del-!à-re. Att. Tramutare in bordello. Voce dello stile burlesche e basso. Braccio!. Sch. Un Pastor solo Che abbordella ogni di le selve in Ida. (A) Abbordo. (Marin.) Ab-bòr-do. Sm. senza pi. L'accostamento di due bastimenti. Lat. appulsus. (S) 2 — in capitano: Foce d’avviso usata quando il Capitano monta il vascello o ne discende. (S) 3 — Col v. Andare.- Andare all’abbordo. Si dice d un bastimento che va allobbedienza di un bastimento superiore di forza che lo chiama. (S) - — Per metaf. Metiz. Sat. 12. Or non si debbo gir dunque al- P abbordo Di queste navicelle ? (V) 3 — Andare ali’ abbordo d’alcuno = Abbordarlo , Accostarsegli per parlare. Lat. aliquem congredi, convenire , adire, adoriri. l[ — Uomo di facile abbordo , cioè, di facile accesso , col quale facilmente si può parlare e trattare. Lat. obvius , et accessi! facilis homo. Gr. ivirpotriros. 5 — * (G. M.) L’ urto fortuito o colposo di elue navi fra loro. (Az) Abborracciamento, * Ab-bor-rac-cia-mcn-to. Sin. Acciabattamento , Operazione fitta alla grossolana. Brnnz . Rim. ( 0 ) Abborracciare, Ab-bor-rac-cià-re. [IV. pass. Propriam. Ubbriacarsi.^DoYlo spagnuolo emborrachar, che vale il medesimo, c che vien da borrewha basco di cuojo ad uso di portare il vino per viaggio.) Lue. Mart. Rim. buri. In ogni tempo s’ un non s’ abborraccia. 2 — Mangiare senza discrezione c senza riguardo ; maniera interamente bassa. ( In ar. barecha vale cibimi et pouim latgius sumpsit■ ) Alali. Franz, rim. buri Abborracciarsi senz’ altro bicchiere, E tirar su qualcuno a bella posta. 3 — [Metaf. preso dal costume degli ubbriache, Favellare troppo e frastagliatamente, ] Farch. Ercol. fi. Di chi favella troppo e frastagìiata- , mente , in modo che non iscolpisce le parole , e non dice mezze le cose, si dice: e’s’abolta, o e’fa un’ abilitata, o e’s* abborraccia. f \—* Att. Ammassare alla rinfusa cose superflue, Adunar borra. (Vau) 6 — [ Ed in generale ] Fare alcuna cosa senza diligenza e cautela per la trutta , [come gli uhbriachi far sogliono. Acciabattare, Acciarpare. 2 Abborracciatamente , Ab-bor-rac-cia-ta-mén-te. Avv. Alla peggio, Strapazzatamente. Lat. contemptim. Magliab. (A) Aeboiìeacciatissiiia mente , Ab-bor-rac-cia-tis-si-ma-mén-te. Avv. superi. di Abborracciatamente. Magliai. (A) Abborracciato*,A b-bnr-rac-cià-to.odcw.ni.ifu Abborracciare. F. di reg.( 0 ) Abborracciatore , Ab-bor-rac-cia-tó-re. Ferbai, m. di Abborracciare. Che abborraccia, Che opera negligentemente, Acciarpatole. F. di reg. (A) Abborracciatkice*, Ab-bor-rac-cia-tri-ce. Ferbai f. di Abborracciare. F. di reg. (0) Abborrare, Ah.bor-rà-re. [/V. uvei F.A. Metter borra .—, Aìiorrare, sin. (Da borra, cimatura di panni, la quale perchè non serve che a riempire , metaf. si piglia per ripieno, superfluità di parole ec. ; e quindi abborrare vale più |iropriamentoRicmpiere, Aggiunger superfluo.) Morg. 26. i3j. Vedrai eh’ io nou ci bevo , c non ci abborro. 2 — Errare , Smarrirsi, Confóndersi. Lai. aberrare. Dant. Inf. 25. i fi. E qui mi scusi La novità se lìor la lingua abborra. E 3i. 2f. Ed egli a me : perocché tu trascorri Per le tenebre troppo dalla lungi, Avvien che poi nel maginare abboni. Dittata. 2. 3i- Maraviglia sarà se, riguardando La mente in tante cose , non abboni. « Bui. Se alquanto lo scriver mio c ’l inodo di dire abborra , cioè acciabatta , e non dice cosi ordinato ec. (A) ABBOTTONARE Abbohrente Ab-bor-rèn-tc. [ Pari, di Abborrire.] Che abborrisci■ ( Aborrente, sin. Lai. abhorrcns. Guicc. Stor. 12. Si ridusson 0 ^ a Milano , tra i quali essendo una parte abborrenti dalla guerra E 14. Il Senato abbonente dalle occasioni di ridurre la guerra- ^ Abborrentissimo , Ali-bor-ren-tìs-si-mo. Add. m. superi, di Abb° rr Segr. cos. don. (A) „|t Abeorrevole , Ab-bor-re'-yo-Ie. Add. com. Lo stesso che Ab°r 11- F . (A) Vden. ISis. 2. 3. Bcrg. (N) f Abborrimesto, Ab-bor-ri-mén-to.[iSVi.] Lo abborrire .—, AborriiH cl,tl J’|,,r Lai. abominalo, odimri. Fit. Piai. Questo segnale venne molto in ^ i rimento ad Alessandro, e turbossi. Sagg. nat. esp. 214. Nè p ll0 ‘. ^ carsi, che l’abbonimento che ha la natura al vóto, ec. contrm 1 Abborrire , Ab-bor-rì-re. [Alt. Aver iti orrore , ] Abbominare borrire , sin. Lat. abborrere, abominar!. Gr. (J 0iXvrTop.au. P e0 ' 77. E 'i suo contrario abborre. Tac. Dav. an. it. 141. Trovala K. terra stramazzata a piè di Lepida sua madre, che nella fclicib* (J borriva, e nella miseria n’ebbe pietà. » Segner. Mann.Aprii- 1 Pare che nel genere umano sian tanti mostri j e però non è da - se Iddio gli abborra così altamente. (V) 2 — [ Paventare, Grandemente temere. ] Dani. Par. 26. 7 3. E *° gliato quel che vede abborre. 3 — * E in senso neutro alla foggia latina col Da. Ar. Sat. 2. f y fec’ io che si volesse porre Ne le tue mani o d’ Alessandro , “ Iugegno da la Chiesa non abborre. (lì) a, Abborrire ditti da Abbominare, do Detestare, da Esecrare. Abb°'f' i indica sentimento di avversione per tutto ciò che non è grato, oggetto di antipatia o di orrore ; e riguarda 1’ animo e i abborro le stragi , il sangue j l'infermo abborre i medicamenti • t A ,, minare esprime una forte avversione che si ha per tutto ciò cb’é 1B 3 11 virtuoso abbomina il vizio. Detestare dico anche avversioni;, ^ riguarda più propriamente la ragione e il giudizio: Si detestile 10 ^ si disapprova e si condanna } Un buon credente detesta i ip° rfìS* fili? Esecrare dieesi propriamente di cosa che includa ! idea di zione: Esecriamo uno spergiuro, un sacrilegio; e diciamo EscoW un figlio che uccide il padre. r/ AuBOftaiTissiato , Ab-bor-ri-tìs-si-mo. [Add.mi] superi . di Abborrito* ^ cpiain maxime abominatus. Gr. fuxrjifcvTotros. Segnar. Pred. 20, c valuto a sì grand’acquisto non d’altro che della lingua di pescatori, scalzi, mondici, ec. e quel eh’ è peggio, Giudei, cio e una gente allora al mondo abbiettissima , e abborritissima. < ^ Abboriuto, Ab-bor-rì-to. Add. m. da Abborrire. —, Aborritoci.^ ^ Eur. 6. i3t. Il Normanno era quasi che forestiero, e di nazioi^ quei tempi ordinariamente abborrita ed odiata da tutta la FraD cl3 ^, Abborritoiuì , Ab-bor-ri-tó-re. [Perbai.mali Abborrire.] Che abbori’?\, . Aborritore,Ji>i. Lat.&hhorrcns.Segner.Mann.nov.3o.i.Conviene h', &! 5 trovare gli abborritori della croce di Clisto periti tutti. JJuonf 1 ^:^ 2. i3 . Com’ oggi è più che mai stil de’poeti Abborritor dd i ain J /^j Abcoriutiuce , * Ab-bor-ri-tri-ce. Perbal. f. di Abborrire. P. di Abbotire, * Ab-bo-tì-rc. N. pass. P. A. Darsi in voto. ( Da boto Rim. buri. P. Aret. 3. 2gj. In cotal atto pajo uu di coloro (Jl ,ca ^ Giobbe abbotisconsi di cera,Quando del mal comune hanno ilmartorO\ Aduottaccure , Ah-bot*tac-cià-re. IV. pass, fidarsi , o simile , c. 32 . ch’egli abbozzi. G — (Murili.) Esprime generalmente in Marineria il ritenere manovra in una data posizione. (S) a — la gomena= Legarla alle bozze dopo gettata Vancora in mare e filata la quantità necessaria. (A) 3 —- l’ ancora— Ritenere l'ancora pendente sotto la prua , mediante la bozza , il che serve a capponarla. (S) Abbozzare diti’ da Schizzare , Digrossare^ Imporre^ ec. Abbozzare è dar»* la prima forma cosi alla grossa alle opere di pittura , scultura , o cesello*. i pittori dicono anche Imporre. Schizzare è accennare il disegno. Abbozzare c cominciare a dar forma all’opera schizzata. Digrossare è termine generale delle arti, c dicesi di qualsivoglia lavoro. Si schizza nn disegno, si digrossa un lavoro di legno, di ferro, c simili; si abbozza una pittura, una sta tua ; s'impone un quadro.Gli scultori abbozzano le figure colla subbia; i modellatori colla pettinellu ecogli stecchì. (A) Abbozzata, Ah-buz-ià-ta. [Sf] Abbozzamento. [ F. dello stile famigliare. ] V. Abbozzo. 2 _ [ Col v. D ire : Dare un abbozzo — Far un abbozzo così alla grossa ; c fig . Ucscri vere alquanto o in parte.] Maini. 7. 53 . Ma i' ti vo’ dare allesso un’ abbozzata Qui presto presto della sua figura. Abbozzaticcio , Ab-bo-a-tìc-cio. Add . nu Non interamente abbozzato. Cecche Mogi . 3 . 6 . E sarà ’l meglio questa storia stia, Come la si sta ora abbozzaticcia. Abbozzato , Ab-boz-rà-to. Add. m. da Abbozzare. Lai. adumbratus. Cas. lett. cart. 58 . La feci, c diedila loro mezza abbozzata, come cosa eh’arristiava l’onor d’altrui, non il mio. Sagg. nat. esp. i 5 ff. Non derivando egli da altro, clic dal pro^cguiinenfo della rarefazione del giclo giù fatto , 0 per meglio dire del ghiaccio abbozzato dentro la palla. R m. Rim. 1. 119. Onde Virgilio per salvare i suoi, Compose ah — * t ’. ì s'una stampita IN’hai rò con lenti passi La tua _ _ _, ...al abbozzata Canzon , se tu vuoi firmi cosa grata , Che non feci altro mai sin dalle fàsce, Che appuntellar co’ polsi ie ganasce, a -» * ,? ** * • 3 d suo ceppo è assicurato con un caro al suo posto. (A) Abbozzatore, * Ah-hoc-za-td-re. FerbaL tn . di Abbozzare. Che albo-. Za. Uden. JVis. 5 . 16. Lucilio abbozzature della satira o inventor un poema satirico. (B) f stozzatrice,* Ah-bo^-za-tri'CC. Verbal. f. di Abbozzare. V. di reg. ( 0 ) Abbozzatura, Ab-boz-sa-tù-ra. [Sf Lo‘stesso che ] Abbozzamento. F . -rat.adombrai io, defovmatio. Or. o’x.ixypa.^G.w Balduì. Foc. dis. i/i Cesello. Si va a poco a poco facendo gonfiare la prima abbozzatura dol- 2 C 1 ^’ l , re fatte di piastre di metallo. (A) di. r J /fc -3 figura imperfetta. Alleg. ijo* Io clic sono , come a Aubozz' U11 ’^ ìi)0zz -Ttura dì filosofo, ciucìstìata con l’asce grossa ec. «&, c’.M -bòz-zo. [iS’mJ Lo stesso che Abbozzamento./^.(D;illa part. ha’ fatto' lat \ orsi « principio, come da morsicare il volgo di Napoli K'cnto ^' nazz ' lca,v - Quindi abbozzo vai cominciamcnto, primo rudi- 2 r pj" posa. ) Lat. rudimentnm. Gr. an.iccypcc<(ilx. sta eran" h"' COSa ne * Sll ° 8 cneie imperfetta.] Red. Insctt. Que- struose .. madle Porgendosi, che si fatti abbozzi di generazioni mo- 1 on erano né buoni nò ec. ABBRACCIATO 61 xicaule. Aggiunto di foglia quando è sem'le,cioè priva dì piccmnto, e colla base che abbraccia intorno tutta la grossezza deljusto\ ) Abbracciamento, Àb-htac-cia-me'n-to. [AVw.] Vabbracciare. , Ainp 'abbracciare, Abbracciata, Abbraccio, sin. Lat. aniplcxus. Or. a- ,adV, Foce, nov . z/5. i6. Sostenendo i suoi abbracciamenti , E nov. 69. 5. Ho per con pavido ^nuiii. n rn. tum. 1. 119. Unde Virgilio per s q*5e’ duo’distiebi abbozzati. Alleg. 5. Canzon, fatta, clic non c molto finita, Ti seguita pere sorella che abbozzata stassi. E 9. Dirai , mal tu vuoi firmi cosa grata , Che non feci altre Che appuntellar co’ polsi le ganasce. — * Enfiato. (Da bozza , enfiatura.) fioco. Am. Prugne abbozzate. (A) — * (Marin!) Agg. di Ancora. Dicesi L’ancora è abbozzata, quando d* •Abbozzo in . - ... inaura dm. molto da Schizzo E questo un primo pensiero appena indicato ; quello , il primo lavoro d un opera già determinala, che dee servir di guida pe’ lavori successivi. {MH) Aar.ozzoi.ABE. * (Zool.) Ab-boz-zo-là-re. N. pass. Formarsi d bozzolo, e dicesi degl’ inselli. (A) n ■Abbozzolato, (Zoot.) Ab-boi-zo-là-to. Add. m. da Abnozzolare. Cestoni Leu. Per formare il loro bozzolo, ossia crisalide , onde abbozzo- lati di' e’ sono cc. (A) . . niBiiAcciAr.osnii. (Bot.) Ab-brac-cia-hò-schi. Sin. comp. indecl. Arboscello , che onta molti rami o polloni lunghi , sermentosi, che si distendono dall’una e dall’ altra parte , attaccandosi e legandosi agli (d- beri i acini. Rat. caprifotimn. V. Madreselva. Salvia. F. Buon. (Ab A-mnuccurusTo, (Bot.) Al>brac-cia-fù-sto. Add. in. comp. Lat. amplc- 60 , L’ oxxtjp.ós. lui teneramente cominciò a piangali;, u ^. —- , - .. preso, cc. che il nostro Pirro., co’ suoi abbracciamenti gli supplì»^» But. Per V appaiamento della Luna ec. che s era levata de. lcttoi ■' * l’abbracciamento di Tifone. » Tass. Gerui. 6. 77. Orni egli te d ali- bracciameuti onesti Paria lieta, e di nozze avventurose. (A) Abbracci Ali te , Ab-brac-ciàn-te. [Pari, di Abbracciare.] Che abbraccia. Lat. complectens. » Salviti. Cas. 33 . Sileno clic lo porta nelle braccia , con un braccio abbracciamo il corpo del fanciullo. (N) 2 _ [Per similit .1 Amet.fi. Nè in tutto la cuopre ì'abhracciaiite gramigna. Abbracci aiu: , Àb-brac-cià-re. [Atti] Circondare , Stringere colle braccia checchessia. F. Braccio. Lat. amplecti. Gr. rac-cia-tó-i'e. Eerbai, in. di Abbracciare. E. di rcg.(0) Abbracciatrice,* Ab-brac-cia-trì-ce. Eerbai.f. Che abbraccia. E. di reg. ( 0 ) Abbracciatura, * Ab-hiac-ch-tù-ia.Sf.'Congiungimento carnale. Lnsc.ìlS) Abbraccio, Ab-bràc-cio. Sm. Abbracciamento. Foce bassa. Bocc.Tes. 8. 108. Almen, diliberati Sarebbersi, e con gioja c con diletto Avrebbe V un gli abbracci disiati Di me ec. Magai. Leti. Date un carissimo abbraccio per mia parte al signor Puccini. Fort. Ricciard. 17. 58. Danno abbracci, dati baci ai servitori. (M) Adbracciom , Ab-brac-ció-ni. Modo avveib. Abbracciando , Con abbracciamento. Lat. complexim. Salvia. Opp. 4. (A) Abhraciare, Ab-bra-cià-re. [Au.] E. A. Infocare, Accendere , quasi ridurre in brace. —, Abragiare , Abbrasciare, sin. Lat. incendere. Gr. *.a.Ta$\iyuv. 2 — Metaf. Ovid. rem. am. Perchè ’i fiero fuoco dell’ amore non t’ab- braciasse. Med• arb. cr. La beata Maria Maddalena era abbraciata e ardeva di tanto incendio d’ amor divino , ec. Abbraciato, Ab-bra-cià-to- Add. m- da Abhraciare- Lat. ignitus , incensili , ardens- Gr. irspixaés. 2 — Per simil- [Acceso.] Eirgli- Eneid■ M. Intanto Cassandra era tirata per le trecce fuori del tempio di Minerva, e levava al cielo gli abbraciati occhi. Abbramare, * Ab-bra-mà-re. Alt. E. A. Bramare, Desiderare ardentemente. Para. lini- t. 1. p. 8 7. Clic (picil’amore, perciò che l’abhraina, Tutti no’ ha fatti per a se tirare. E gì • Poiché trovare tanto tu me abbrami- E gy- Chi più t’abbraccia sempre più t’abbrama. (B) Abbrancare , Ab-bran-cà-rc. [ Alt. Voce formala da Branca- Propriam. Prender con branca , ed in geni] Prender con violenza e tener forte quel che si prende. —,I'rancai v.-ìn. Lat. unguibus arripere, carpare. Gr. [ l'yxdpm. ] Beni. Ori. 2. -10.25. Vasseric a lui,e lo scudo gli abbranca. 2 — Unire insieme moltitudine, Mettere in branco. 3 — Metaf. [Allacciare strettamente] ; preso dagli animali rapaci. Rim. Ani. Gidd. G. P. N. E lo disio , eli’ io ho , lo cuor m’ abbranca. /} _ [In sign. n. Prendere , Riunire molte cose. Da Branco, moltitudine di animali.] Cron. Marcii. 2Ìy. Giovanni fu quello in somma che più abbrancò, c Paiolo ne andò di peggio che tutti. 5 _ Modo provcrb.Patujf. 1. Tre d’accia e duo di porro tu abbranchi. ( Detto di chi avendo per le mani cose disparatissime,coi fónde ogni cosai) 6 — * (Chic.) Abbrancare il dente. I dentisti dicono: Abbrancare il dente colle branche del pulicanc. (A) r — (Marin.) Legare, insieme, la branca degli schiavi. Abbrancaste , * Àb-bran-càn-tc- Pari, di Abbrancare. Che. abbranca. Salvili. Teogn.Vcl raggirevol abbrancante polpo Abbi l’indole. (B) Abbrancato,* Ab-bran-cà-to. Add. m. da Abbrancare. V. di reg. (O) ABBRAN'CATor.E,*Ab-l>ran-ca-tó re. Eerbai.m. Che abbranca. E. di regfO) Abbrancatrice , * Ab-bran-ca-tri-ce. Eerb.f. di Abbrancare. E.di reg. ( 0 ) Abbrasciare , Al>-bra-scià-rc. All. Infocare , da Biascia. (V) 2 — Per metaf. Er. ./ac. T. 6. 18. i3. Però ciascun si studio in ogni loco D’amor di Cristo essere abbiosciato. (V) Abbrasciato , * Ab-bra-scià-to. Add. ni. di Abbrasciare. Espns. Pat. JSos.22. Appresso ec. vede questo mondo clic non è se non diserto pieno di leoni, una ibruace abbiosciata di fuoco di peccato e d’angoscia. V N) Abbreviamento, Ab-bre-via-mcn-to. [A m.]Vabbreviare. —,Abbreviazione, Accorciamento, Dicrescimcnto, sm.A’iAbbreviazione. Lat. [coutractio. Gr. aucTrJ.rii.Tcs.Br. 2. fi.Ìsbì l'altra egualità viene in Marzo, per lo abbreviamento delle notti, c per lo accrescimento del di. llos.Eit. F.P.cnp. 8i.La lussuria è cosa appropriata a’porci, c ancora abbreviamento di vita. 2 _ Abbreviatura, parlandosi di caratteri. Salv. Avveri. 1. 2. 12. Di carattere malagevole fuor di misura, ed abbreviamenti difficilissimi quasi tutto ripieno. (V) Abbreviare, Ab-bre-vi-à-rc. [All.] Far più breve , 0 Tur via alcuna parte della quantità. —, Accorciare , Scaricare , sin. Lat. breviare , compcndifaccrc , decurtare, innninuere. Gr. ^pax,vrsui. Filoc. 3. 12. Affrettandosi d’abbreviare il lieto tempo con questi pensieri, un giorno subitamente l'assali. E altrove : Chi ha la nostra vita col veleno voluta abbreviare. Cr. 4- i2 - 7- Ma quelle vigne, nelle quali insino .( 0 ) Abbreviatile, * Ab-bre-via-tri ce. Verh. f di Abbreviare. E. di f-S' iJr Abbreviatura, Ab-bre-via-tù-ra. [A/l] Parola abbreviata di suoi cltl i Ieri nello scriverla, ed anche legatura di più lettere insieme p er j .,, brevità. A'iA bbreviazione-.LrtMiot.ie , scriptum compendiosa. Gr-fP j t( Eil.PltU.P. S.2g.Che in poco scritto mettcsson significazione di 1110 ^ parole, perchè in quel tempo ancora non s’usavan'l'abbreviature./*' 11 Ficr.4.2. 7.GIÌ screati libriceli a sentenze, E saggi detti in abbrcV 1 re Ristretti anzi rattratli a mo’ di punti. Abbreviaturaccia , * Ab-brevia-tu-ràc-cia. Sf. pegg. di Abbrevia 111 . Abbreviatura difficile a decìtèrarc. Eag. Rim. (À) f Abbreviazioxe, Ab-bre-via-zió-ne. [ Sf. Lo stesso che ] Abbreviamento^ [e propriamente epitome, sommario, o ristretto di un discorso.]^' breviulio. Gr.iaiTou.i,.Coai.Par.tj. Alte quali l’abbreviazione, $ zionc, e compilazione, e ciò che (l’utile pertcncssc alle predette cof*t Abbreviazione ed Abbreviamento diti; da Abbreviatura in che le due prime voci diconsi d’ordinario del le cose , c 1' ultiu 13 lamente delle lettere: V abbreviazione di quest'opera ; l' abbreviti” to dei giorni ; le abbreviature di quella scrittura. p Abbrezzare , Ab-brez-zà-re. N. ass. Da Brezza, venticello gelei 0, stesso che Abbrividarc. E. Risc. Maini. (A) ,p) Aberezzato , * Ab-brez-zà-to. Add. m. da Abbrezzare. E. di Scagliare. (Da a superfl. e da* Abbriccare , * Ab-bric-cà-re. Alt. glese prick bersaglio. Quindi abbriccare è quasi tirare al lacrsag’j Morg. 21. 3 o. Rinaldo un coljio alle zampe gli abbricca, E t-'c gli la carne , il nervo e 1 ’ osso. (V) . ^ 2 — * E 11. pass. Aggrapparsi, Allèrrarsi. (Da a superi], e dall’ nV, se prick appiccare ad una punta.) Cirif. Calo. c. 6. si. 35 . E come formiche s’appiccano, Senza temer clic i Cristian gli rabbui 11 E a qualche cavo o catena s’ abbriccano. (N) .. ( | 3 — (Agr.) Si dice particolarmente delle piante che salgono suge beri , e sopra i muri abbarbicandosi. (Ga) Abbriccato , * Ab-bric-cà-to. Add. m. da Abbriccare. E.direg.lfl) ^ Abbiugliamento, * Ab-bri-glia-méii-to. Sm. fornimento di ctutalcuPÀ Briglia. Dat. Etti. Mass. 2. 26. Cavalli con i loro abbrigliainenbL 2 — * Qualunque sontuoso abbigliamento. Dat. Eal. Mass. 2. 4 f°' h le donne potessero portare molti abbrigliamenti. Amali. (B) A Abbrigliato, * Ab-bri-glià-to. Add. m.Gucrnito di biiglia. Dat. ' Mass. 4■ 146- En cavallo benissimo abbrigliato. (B) J Abbriva. (Marin.) Ab-bri-va. Termine di comando 0 di scninb‘ e i incoraggiamento, per far agire con forza nel varare una baree^ per far forza sopra il timone , o altra simile o/invizioue.(Dalla r { cella ab da , clic spesso accenna il moto da un luogo ad uu affi 01 da riva , quasi Via dalla riva.) (S) j Abbrivare. (Marin.) Ab-bri-và-re. [ N. ass. E. Abbriva.] Dicesi del fq cipiare a muoversi il vascello, proporzione del vento o de' : , ^ 2 — la nave: Si dice quando andando all’orzo, specialmente coti, • grosso , si poggùi un poco perchè la nave cammini ide/uanto sto , essendoché dopo ciò , orzando allora albi banda, essa Pf eSl jf meglio hi prua al vento, e supera più facilmente l’opposizio l,e grosso mare con la velocità concepita. (S) Jt Abbrivato. (Marin.) Ab-bri-và-to. Add. m. da Abbrivare. Che bar. so il suo abbrivo. La nave abbrivata, orzando alla banda , f> yeS “ meglio la prunai vento. ( 5 ) ,4 ------- - — - . -jsf. Uo, prima eh' abbia presa tutta la velocità 'e' remi che il sospingono. — , Brivai' 0 !^/ Abbrividare, Ab-bri-vi-dà-re. [ N . ass.] Aver de’ brividi o capftfp freddo , Patir freddo .—, Abbrividire , Abbrezzare, sin.Lal.n^f'-^ piyoùv. Lasc. Gel. 3 . in. E però vavvi, cd escine, bù, lui, ch’io ahh‘' ,v ^ Abbrividato, Ab-bri-vi-dà-to. *-‘ J —' * ’ 1 • ‘ 1 1 Lui.algore confectus. A abbrividato, Con essi . OD .. . ... _ 4- gg. Sovvenuto 1 ’ esercito di L. Siila ec. quando di fitto inaso brullo di vestimenta ec., ciascuno si spogliò le sue , e 1113 ronsi alle legioni abbrividate. gì Abbrividire , * Ab-bri-vi-dì-re. JN. ass. Lo stesso che Abbri vidare- L ; patire che si fa tremore e senso di stringimento. Lat. algore. 4 Abbrividito , * Ab-bri-vi-di-to. Add. m. da Abbrividire. Lo stesso Abbrividato.^’". ( 0 )_ _ J yyiuiu anuicviaic» g r . /. ina <|iigiig UpUL, Aic-i ic. ijuuu Alienili iimiiivtudiw.r • V v '/ . .1 fr a un piede s’ abbreviano i tralci ec. Diltam. Qui mi disse Solin: ri- Abbrivo. (Marin.) Ab-bri-vo. [Sm. Principio di moto del naviglio s r,f volgi il dosso Invcr settentrion, che in ogni verso M’ingegno abbre- da vela o remi-, onde Pigliar l’abbrivo, è comindare a muoversi) f viar la via di’i’posso. _ jireoo l’abbrivo, camminare con tutta la velocità proporzionata “bjf che spira.] Lat. imix-tus navis, concitatus cursus.Gi'. ipp.i.Fl’•' ,, 2. — le parole, " vale Dire in pn co. (A) 3 — LA scrittura , * vide Restrigucrla. (O) /l _ Ad abbreviarla , Per abbreviarla , posti avverb. = In somma , Per conchiudere , Per farla breve. Frane. Sacch. ISov. Ad abbreviarla , egli stettono male quanto dir si puote. (A) Abbreviatamente, * Ab-brc-via-ta-méii-te. Avv. Brevemente , Di volò. Pivs. Fior. N. Sp. ( 0 ) Abbreviativo, *Ali-brc-via-ti-vo. Add, m. Atto ad abbreviare. E.dirrg.f\) Abbreviato, Ab-brc-vi-à-to. Add. m. da Abbreviare. Lat. brevis, compen- diarius. Seti. Pisi. Io ti tarò i conienti, che tu desideri, cioè sermoni abbreviati, e conclusi in poche parole. Alleg. /. Quasi che questo sia l’abbreviato contrassegno della mia spiattellatissiina dappocaggine. 2 Metaf. [Accorciato.] Cvllaz , Ab. Isac. tg. La mano di Dio non è abbreviata a liberare. 3 — [Umiliato.] Fr.Jac. T. 3 . 5 . 5 .TS questo e lo verbo in carne abbreviato. A _ Aggiunto a Scrittura o Caratten=A’s/rso colle iniziali semplicemente , o in cifra. Borg. Orig. tir. gg. Avendo in consuetudine i Romani di scrivere abbreviati i loro primi nomi ec. (V) Abbreviatore, Ab-brovia-tó-re. Abbreviare.CAe abbrevia^L-at. cpitomator.Com. Dant.Fnc uno abbreviatole de’dctti di santo Agostino. Bui. Come scrive Floro Giulio, abbreviatorc di Trogo Pompeo, nel primo libro. 2 — E oggi è anche offizio nella Corte Romana, così detto dallo scrivere i brevi. Prcd. R. Ma quel vassello aveva di già pigliato l’abbrivo. 2 — Per simili/. La prima mossa con furia nel cori-ere di cheecb liberato dal ritegno che gl’ impediva di muoversi. (A) A Abbronzamento, Ab-bron-sa-méii-to. [Ani.] L’abbronzare. [ slbb< C,, mento superficiale , e dicesi per lo più della pelle. ] Lat. V dccoloratio. Gr. i’vmxvms. Libr. cur. malati. Vogliono sftigg 11 ' 0 bronzaincnto del sole, cagionato nella faccia. - J Abbronzare, i\b-hvon-zk-cc.Au.Propriam., avendosi riguardo < L ^ ' f giu, vuol dire Ridurre a colore o a sodezza di bronzo. Tassoni- 2 — Quel primo abbruciare che fa il fuoco nella superficie, midi delle cose. —, Abbronzire, sin. Lat. adurcre. Gr. Mime. Mad. M. Ella non ebbe danno nessuno, si che pure r. d pollo del capo suo fosse abbronzato. Seti. ben. Earch. 7. 18. j f m presenza de’ padri strangola i figliuoli , se non contento a *,i|i plico morte, gli fa tormentare, e non solamente abbronza l" c ° quali hanno ad esser giustiziati, ma gli arrostisce. -pf, 3 — Pel diseccare che fa. il sole violentemente , [e pel Rendei' -f la pelle di chi si espone ad esso.] Lai. ambmere. Declam- - * P. L’ erbe furono abbronzate dal cocentissimo sole. 4 — Abbrustiare. E. d 5 — In sign, n. pass- Inaridirsi- Pallad. Mag. 6. /.Di q 11 ® • / se ne’ luoghi secchi e caldi c nelle maremme si seghino i fi 0111 ’ zi ch’eglino s’abbronzino di secchezza. (V) „.(rt rp* ,11' ili» 1 lìin* .atu** i»; '“• a ! C ° r v ISC 1 * oa»' ili'' igl'r *> r in? 1 ' - iM ili t » w> ul '2 , ti.fi ■Citi. P' 11 ( ntoi /> V l/l ii‘f ruciave. Lo stesso i abbrostolirmi SS t; v n° Jt tsA A XÌ i 4 Gr chÀ e 1 *V k «n .i llCj) abbronzateli/) A bruokz avello, Ab-hron-za-tél-lo..dMd. m.dim.di Ahhronzaio.Alquanto ab- bronzina, liicciard. 2. 5 o. La faccia oscura troppo e abbronzateli». (A) Asmiuxz.uio , Ab-bron-zà-to. y.Ltó. m. da Abbronzare- Lal.ambustus. Gr. Trtpiz/.E^.i's. Liv.dec. 3 . Alcuni abbronzali dallo svaporar del fuocoDav- Colt-1 o.Con pali di castagno grossi all’usanza secchi,in punta abbronzati. Ricett.Eiur. Mirabolani, citrini, indi, cheboli netti ed abbronzati ec. 2 — Agg. delle carni dell'uomo , allorché sono incolte dal sole. Abbronzire , Ah-bron-zi-re. Lo stesso che Abbronzare. V. tj. 2. (Min) Abbronzito, * Ab-bron-zi-to- Aid m. da Abbronzire. JA. dell' uso ■ (O) Au BROSTiriEjA^brO'stì-rc.t/^/i. jf? applicare cd fìiocovivo alcuna cosa perchè sia tra abbrustolata e riarsa, ed è unpoeo più che Abbrustolare.—,Ah- bi’ostoìire,sv<0 (Ci viene da’Tedeschi presso ì quali brunst ha fra gli altri sensi quello di vampa , c clu bvennst signilica tu ardi,tu uieUi in fiamma.) Lib. citr. maiali. L’orzo si polrà ahhrostirc in una padella di rame tenuta sopra carboni accesi, continuamente dimenando. Amuostito, Ab-bro-sh-to. Adà. ni . da Arrostire. Lai- tostus. Hicctt. Viav. Croste ui pane abbrostitc, macerate in aceto per mezz’ora. Arvuo^i-tura, Ah-bro-sti-iù-ra. [Sf.] Lo arrostire , le V effetto di tate azione.] Lui. adustio. Lib- cur. malati. Guarda bene, che V abbro- stitura non sia soverchia. Abbuostolire , Ab-bro-^to-Ji-re. [AtC. Leggermente tibbn che ] Abbrostirc. . Lai. adurere. 2 — In sign. n. pass. Biscottarsi. BahL Lam. VogVirc in qualche forno. (P) Atìbbostolito, f Ab-bro-sto-lì-to. Add. m. da Ahhrostolirc. Lai. adustus. Gl’. KIKaVfdvOS. 2 — Abbronzato, [cioè di color bronzino e scuro 0 Malm. 6. 52. Le statue sono abbroslolite c scure. AmmucuccHUitE, Ab-bru-ciac-cbiì-rc, (Alt] Abbroslive , Abbrustolare. Lat. ustularc. (ir. •Kpov§xiyuv. Abbruciacchiato , Ab-bru-ciac-cliià-to. Add. m. da Abbruciacchiare. V. dì reg. Min. Malm. ami. (A) A ij hiu.ciauento , Ab-bru-cia-mén-to. [A 1 /?!.] I.o abbruciare. Lat. inceli' diuin, cxustio. (ir. ivrépu'irts. l i'. Giord. Pred. II. Onde segni gran' de ahbruciamcnto in tolta quella terra. Abbruciaste, Ah-hru-ciàu-te. (Pari, di Abbruciarci Che abbrucia. Lai. cxurcns. Gr. C >dy 1. Cr. 4 - 11 - 3 . Con questo alimento dalla forza ahliriiciante del cielo s’ ajuti. Ac lìcciAiie , Ab-brii-cià-re. [ Alt,] Consumare con fuoco. —, Abrncia- re, Abrusciarc, Abbrusciare , Bruciare, Brusciare , sin. Lai. combu- icre, exiirerc. Gr. y.xra.S)XÌyw>. i _ [Ardere.] Dant. Purg. 2 5 . Pi-, E questo modo, credo, clic lor basii Ber tutlo ’l tempo che ’l fuoco gli abbrucia. j _ Si dice anche dello scottare i porci nell’ acqua bollente per le- carne il pelo. Pruni:. Sacch. JSov. <02. Una mattina per tempissimo avendolo morto (il porco), abbrucialo c concio cc. E uov.i^O. E abbruciali (i porci) e sparati, e cavate e rigovernate le cose dentro, gli appiccarono in una cella terrena. (A) (V) 4 — In sign. n. ass. [Esser consumato dal fuoco.) Veti, Colt. 4 1, S’tigli intervenisse clic 1’oliveta abbruciasse in lino su la terra.» zWugu- lott. Ercole rimasto in terra abbrucia sul monte Oeta. (A) 5 — Per iperbole dicesi del Sentire soverchio caldo, li — In mudo basso , vale Aver bisogno grande di danari. 7 — In sign. n. pass. Eul. Iuf. i 5 . Non osava scender dalla strada, cc. imperocché io mi sarei abbruciato per l’ arsura. 8 — Pino. Aver abbruciato l’alloggiamento : Dicesi di chi ha fatto in qualche luogo cosa che non convenga, per la quale e ’ non vi possa ABBURATTATO 63 di me , e le mie os- Mor. S. Gres. La mia pelle è abbrunita sopra ut me, sa per lo caldo son diseccate. ebbumto , * Ab-biu-ni-to. Add. m. da Abbrunire. V. ( 0 ) Assauscabe. (Ar. Mes.) Ab-bru-scàre. Abbruciacchi di paglia • ».V» In ne hi di un cappello follato , c ben bene spalel are. (Ar. Mes.) Ab-bru-scà re. Abbruc ai paglia i peli più lunghi di un cappello follato , tato. (Da abbrusciare , come da calidus viene caldo.) (A) rBucscUKE, Ab-bru-scià-rc. Alt. Lo stesso che Abbruciare. C. Eemb. ■ ■■ ■- o-A m (V) Lo stesso che Abbucsciaue , ---- Star. 1. 3 . A gran notte la rocca di Rovere abbrusctarono. Abbrusciato , Ab-bru-scià-to. Add. m. da Abbrusciare. Abbruciato. V.Eemb. Star. 4 • 4 ^■ Abbrusciata 1 ’ armata del corsale, - n " .. ■)") I""' c.inìtauo si ritrovarono. (V) più tornare. Lat. frangere tesserato. Abi'rcciaticcio, Ab-bru-cia-tic-cio. Add. m. Arsicciato. — la forza di sosl. propriam. s'intende dell’odore di ciò che è arsicciato. Are t. rag. La gonnella che puzza A abbruciaticelo ti seno- Pro il carbone che la guasta. (A) sfacciatissimo , Ab-bru-cia-tis-si-mo. Add. m. superi, di Abbrucialo. Efd. cons. i. 114. 11 suo sangue è imbrattatissìmo di sieri analoghi all’ acmi» f,,.-),. .il f lati, per lor via quella peluria ...... - . Abbuustiato , Ab-bru-sti-à-to, Add. m.da Abbrustiare. P.Alf. JSlicolut. Orso abbrustiato. (A) , Abbrestolare, Ab-bru-sto-là re.[^tt.i'eggerinente avvampare. Abbronzare. Esprime qualche cosa meno diAbbrostire. El-, Abbrustolire, Abbrosto- lire, situLat. suhurere. (Dal lat.ah,ed usZu/are,abhruciai'e.La/i si e inno- dotta,come quando dal greco phtego viene flagro, da latana, farti ria.) Abbrustolato , Ab-bru-sto-là-to. Add. m. da Abbrustolare. Lat ., [subu- stus,) praeustus. Seder. Colt. 35 . Siano tutti sbucciati (i pah) colla punta abbrustolata in fondo, li 100. L’incenso arso, abbrustolato o abbrucialo lo fa durabile (il vino.) Abbrustolire, Ab-bru-sto-li-ie. Alt. Lo stesso che Abbrustolare. V .,A) z\bbr cstolito , Ab-bru-sto-li-to. Add. m. da Abbrustolire. Red. Let. Ottima sarà V acqua d’orzo abbrustolito. (A) Abbrutuiesto , * Ab-bru-ti-inca-to. Sin. Stupidità, Insensataggine. V. dell' uso. (O) Abbrutire , * Ab-bru-ti-ro. All. Ridurre a slato di bruto , Far divenir bruto , Imbestiare. V. dell’ uso. (0) 2 —* E n.piKi.Operare a somiglianza di bruto, Divenir simile a* bruti. ( 0 ) Aebruttire , Ah-hrut-tì-rc. Au. D firmare , U nder brutto.Soder.Colt. 4 l- Radasi via con ferro il musco che si trova n«l pedale , clic an- noja le viti c le abbruttisce. (V) 2 — * US- ass. Divenir bruito. (O) h.sr,vccis\tiE,*Ab-buc-cim-rc.All.Propriani.Suonarlabuccinu(/romba)( 0 ) 2 — li per similit. Assordar con le grida. Senec. Pìst. (O) Abbucixabe , * Ab-bu-ci-nà-rc. Alt. E meglio Bucinare, Susurrare al• f orecchio- ( Da bone voce o sentore. ) (O) 2 — * Ed anche in sign. n. pass. (O) Abbuiare, Ab-bu-jà-re. (All. Propriam. Far bujo, oscuro.’] —, Abbuiare, sin. ( Dal caldeo habira caligine, tenebre, oscurità. V. Euro.) 2 — * Figurai. Offuscare. Fort. Cap. E far clic un velo strano Cuo- pva filosofia , e non l’abbui. (A) 3 — ciìecchesM a :Dicesi figurai.,e in modo basso dell’Asconderlo,Sopprimerlo e non ne parlar più.Lat.siìeuÌio premere, sopprìmere. Gr.h-x'iy.pvVTuv. 4 — lu sign.n.passiPdrst bujo,[Annott;irsi.]Zla/.ìnsurgcre tcnebras,obtenebrc- sccre, noclcsccvc. Dant.Purg.ij.62. Procacciar» di salir pria clic s’ablmi. 5 — Metqf [Attristarsi.] Dant. Purg. g. 7/. Giù s’ abbuja L'ombra di fuor come la mento è trista. 6 — * Accecare, Perder la vista. Fort. Ricciard. 16. 27. Vincer si deve , ed allertar costui, Col far che l’occhio destro gli s’abbui. (A) Abeujato , Ab-bu-jà-to. Atld. m, da Abbujare. —, Abbuiato, sin. (V) 2 — Fig. Oscuralo. Salsi, elise. 2. ■/ i e. Volendo mostrare l’aria del viso rannuvolata, e per conseguente il riso , che è la riluceutezza di quello , abbujato e Coperto ec. (V) 3 — Nascosto, Occultato. Gigli Koc. Pref, Originali documenti in qualche riposto archivio abbujati. (A) Abiiundanzia , Ab-buu-dàn-zi-a. (Sf.f^. A. Lo stesso che] Abbondanza./^. Abbuoxiiìe, *Ab-ljuo-ni-re.M///.Ao stesso che Abbnitire. f r . lìdi, linee. 36 . E . acqua forte, ed e ARIUìccuto abbruciatissimo. (A) , Ab-bru-cià-to. Add, m. da Abbruciare. — , Abbrusciato, F'tt. Lui. combustus. Gr. tftexJìtls. Voce. nuv. 77. 54 ■ Come veggia- 2 *bi avvenire d’ una caria di pecora abbruciata , s’ altri la tira. Si et"' 1 » 1 '”’ fiat, scmiustus. Gr. vi/Ai[X;-/r,5. Diml.lnf.l5.2y. 3 _ vls o abbruciato non difese La conoscenza sua al mio ’nlcllctto. q. , DAS *Ro (ed anche semplicemente Abbruciato] = Bisognoso , e slnr ì' 24i > ‘\\ 0 ’ C ^ le s ‘dice anche A rso. Lu/. me udici 1 lus. 7 ’«c. Dav. Scisni §6 Pescando i più leggieri di cervello, abbruciati di danari. A 4 •— elèe ’/■ hdto nondimeno dava fondo, e sempre stava abbruciato. le. La aki* su PSue, vale Adusto, quasi privo del suo fluido naturu- 5 — (Ar.M c A cl: ;‘ iss .imo. (A) venta con» .... .. at fonditori dicest il metallo abbruciato, quando di- A»"«LNA 5resio °^°- (A) _ co.ja abbrunai , u-na-mca-lo.(*S , oi .3 Lo abbrunare, [c fa Stato della r[ lt 7 * Abbcuiumcuto, sin.] Lat. dccolomtio.i r r. Abhru NaRb » » baiare allo abbrunamcnlo della faccia cagionato dal sole. n >gicfacere i* >ru ' l *j 7 rc ‘ Far bruno, nero. —,Abbrunire, sin.Lat. c ioccbtì ’l * * st " ^ Cos4 terra è cibosa e fruttuosa ^ - N. 3 ^ K n, pass. notte. (Ne) Abluu'na.to 1 Ab-bru*nà-lo. Add. m. tUS. Gr. [iviKcx.vupeUJv]. Fi'. Gt oc così abbrunate si fatino vedere. AtlfcPvD'NI^T».-*“ ' imper- Mite vt , 1 , . .. *'*^5 ^ Uf/ii aiuv menu;. Fred, fi c: ersl bruno, (Vestire a bruno, a lutto.] « / r. Giord. 1 >T unano con veli, c così abbrunate si fanno vedere. (A) hrii. haMi, /1VT.A v * w io f in tus. Gr. r u V’ n 't 1 !:, m- da Abbrunare. Lat. pulìatus, atra- l,e ‘,^*" l ' 3 - Fr. Gtod. Pred. R. Si abbrunano con veli, c AVi-bru-ai-méu-to.A’m.Lo stesso che Alforunainento./^ (A) Ab-bru-nt-rc. (Alt.Far bruno,Lostessoche]Abbruoare.r. '.;^‘ £ ' r,,, nc/a/;i > «jA. 3 / 5 .Malineuandola troppo la insucidano e abbruniscono. 1 N- ass. Dtvcuir bruno. Lut- nigrctieri, exuri. Gr. Abburattaja sin. Fracchi. Rim. (A) Abburattato , * Ab-bu-rat-tà-jo. Sm. Chi abburatta la farina.— , Abburattalo , sin. V. di re g. (O) Abburattamesto , Ab-bu-rat-ta-mén-to. (Sm.] L’abburattare. Lat., cri- bratio. Gr. ro y.ocy.ui^uv, Tratt. segr. cos. dona. Si vagliono de’ residui dello abburattamento più grosso. 2 — [ E fig. ] Infar. 2. a’ leu. Essendo in questo abburattamento riuscita la crusca, nella misura, supcriore i tre quarti. Abburattare, Ab-hu-rat-tà-re. [Att.] Cernere [col buratto] la farina dalla crusca.—, Burattare, .«tVt.L'.Buratto. £DALCAnER.*Ab-dal-ca'dùr. A. pv. m. Lat. Àbdalcader. (Van) Abd-àl-cukia. * (Gcog i)Isola dell’ Oceano Indiano nel golfo di Ornan.(G ) AbdallÀ, * Ali-dal-là. A', pr. ni. (Dall’arabo abd servo, e allah Dio: Servo di Dio.) (Van) a — * Nome generico de’ religiosi presso gli Arabi e i Persiani. (Van) Abballi. * (Geog.) Ab-dàl-li. Popoli di una regione del Cabul. (G) Abimljiei.bc, * Àb-dal-me-lèc , Abdalmelecco, Abdalnialicco. N. pr. ni. Alalo. (Van) Abdalramaxo ', Ab-dal-ra-inà-no, Abderamo. V. pr. m. (Van) Abdama. * (Geog.) Ab-dà-tna. Città della Siria. (G) AtifAnA. * (Geog.) Ab-dà-r.i, Abdera. Città della Retina. (G) Abdele, * Al>dè-Ie, Abdichi. N. pr. m. Lat. Abdeel, Abdicl.(DaH’cbr. ghuebed servo, ed el Iddio: Servo di Dio o sia servo splendido.) (B) Abdejiei.ecco, * Ab-de-me-lòc-eo , Abdemelec. N. pr. m. Imi. Abdeme- lecli. (Dali’ebr. gliuebed servo, e melech re : Servo del re.) (8) Abdenago, *Ab-dò-na-go,Azaria. ZV.u/- ni.Ai’iv.,e bebeos costante, certo.) Sintomo debile , incostante , incerto-fri Abed. * JV. pr. m. Lat. Abed. (Dall’ ebr. ghuebed servo , operaj°*)èJ, Abedecalà , * A-be-dc-ca-la. JS.pr.m.Lat. Abcdccbalas. ( Dairebr»tr bed servo, e cludal perfezionare: Servo perfetto. ) (B) Abeile. * (Geog.) A-bè-i-le. Fiume delta Tarlano. (G) Àbel. * (Gcog.) Lo stesso che -\beìla. y. (Van) -jf Abele , * A-l)è-Ie , Abcl, Abeììe. jY. pr. m. Lat. Abcl , Abclus. (" ebr. abel piangente , mesto.) (B) Abelardo, * A-be-làr-do , Abaebirdo, Abailardo. JV. pr. m. Lat- * ^ thardus. ( In ingl .abbey lord i-igniiìca padi-onc, signore dt U’abacli-y. A bel diletto. Posto avverbial . vale A solo diletto , A bella posta ^ consulto , dedita opera. Gr. ifrrrlr'n^ss. Alleg . io. Si concede Q'ffr rigresso a chi ha con tanta solennità data la volta al canto a yA Ietto. E 38. Questo affrontava un enne talora a bel diletto. JSrcol .I quali si crcdeano che voi , chi a bel diletto, chi per capricci 0 *^ 2 — * Inutilmente. Cecch. Dissim. 3. 6. Voi areste questa gita a diletto. E 5. 1. E’ m’ha dato questa corsa a bel diletto. j Abgliàtìi. * (St. Eccb) A-he-Ii-à-ni , Abeloiti. Eretici d'Africa ch^r imitare la castità d’Abele non giacevano con le loro mogli- (B*-’ 1 '/ Abelimati. * (Geog.) A-be*li-mà-ti. Antichi popoli d'Italia. (Ber) Abella. * (Geog.) A-bèl-la , Abel. Città della Giudea. — della ™ legna. — y. Avella- (G) ^ A bell'agio* jPos£o awerbial.z=:Con comodità. Pian piano , Con agio. y. Flos 74. Bocc. nov. 16 - 6. Perchè a bell’agio poteroG t spiriti and«ir vagando. E nov. 63. i3. Ogni cosa udito avea, ed fr, si rivestito a bell’agio. Cron. Al ove. U- E fermo e attento cornine 18 ^ bell’agio a pensare, l'ir. Disc. an • log. Chi tosto falla , a bell' ar i. si pente. Morg. 22■ 23ej E come fatta è la testa, a bell’agio do ne menò seco al palagio. 2 — * Col v. Andare, y. Andare a bell’ agio. (N) ^ A bella voisTA.Postoavverb.zzzA posta , ma la parola bella le aggiug 1ìt \ po'più di forza, lat. dedita opera. Fir. As . E molti ebe a'botto venivano a vedermi cc. Lir. ZWn.Restò un poebetto addietro a bella A bellezza- * Alodo avverb. Pallai. 1. i3 . Imbiuta con inarm 0 * verizzato con calcina insieme , a bellezza di bianco. (Pr) <•; Abellina. * (Geog.) A-bel-Ii-na. Lat- Abellina vallis. Kalle dellb J ria ov* è Damasco. (G) ^ Abeli.ikati. * (Gcog.) A-bel-li-nà-ti. Popoli antichi d‘ Italia ne$ e ci/hwze della Puglia. (G) Abellino. * (Geog.) A-bel-lì-no. Lo stesso che Avellino, y. (G) tfr Abellino Marsico. * (Geog.) Marsico veterc. Città della Lucania W Abellione. * (Mit. Colt.) A-bc!-li-óme , Bela, Beleno. Lat. Abeli° s '^ de' Galli , forse il Sole. (Mit) A Abelliomte. * (Geog.) A-bd-li-òn-te. Lago della Turchia asiatù'^ A bello STUDio.Fosto awerbial.z=zlti prova , A posta , A studio r,c \ cato , Studiosamente. Lat. consulto , dedita opera. Petr. cap * ^ Fulvio Fiacco , Oh’ a gl’ ingrati troncar a bel studio erra, jf A bell’otta. Posto avverb.zzz A tempo , ma qui per ironia, yil- ‘a Aladd. top. A bell'otta sono venuti, e ben hanno soccorso il loro c mio (jl quale era già morto.) (V) Abel-menulà o mf.ulà. * (Geog.) Città della Palestina. (G) A bel modo. * Alodo avo. = Con bella maniera. ( 0 ) Arelmosco. * (Dot.) A-bel-mó-sco. Stri. Lat. hibiscus abchnoscbiis- y me composto di due parole arabe , abel e mosch, che sig>ùft c ^ grani muschiati. Specie di pianta, y. A «libretta. (A. O.) , /( ABELTERio.*(Geog.)À-bel-tè-ri-o. Lat.Ahcìtcruìm.Cit.dcll’ant.Lusitart 1 ^ Abewa, A-bè-na,[tV/.] y. L./icdina.(J }:\l lat. habena^ redina, briglia.) BarÌ).36/j.2o.Vcvd{iO l’aliena Dello suo primicr nome. E 3ye. ig. C 0 * 1 cicl di vergogna non pena Chi come donna la tien per 1 ’ ahen* A Abenberga.* (Geog.) À-bend>cr-gn,Abcrtf>cJ’g. Pie. città della Baviert ^ AeEnda. * (Geog.) A-bèn-da. Città della Caria. (G) , A bene. Posto avverbial. — Con felicità^ Prosperamente, lat. foli 01 ji prospere. Gr. xuA'l’s , Cron t Aiorei/, La prima voll a j sconciò, cC. in una fanciulla femmina, dipoi ne fece due fe«fl fl11 ^ bene. Alleg . i56. Donde non nc esce a bene, Se non chi c vale affatto. E i6l. Per 1 ’ anima nostra si fanno molti disegni tutti non riescono a bene» J 2 — 1 * Pef bene o A effetto di bene. Dant. Purg. 28. Q2> Lo s0& Ben , che solo esso a se piace , Fece 1 ’ uom buono a bene. ( 0 ) $ A benefizio dì natura. Posto awerbiaì.zzzA caso.Malm. 2. 28.^ ne a benefìzio di natura Con due servi cercando sua ventura. A bene essere. Posto avverbial. vale Per abbondare in cautela^ Pf mancare in diligenza. Lat. ex abundanti , nc quid deesse A beneplacito .^* Posto avver.zzz dd arbitrio , A piacimento. S. -dg.C-P 4 J Allora fu proibita questa furibonda ed a beneplacito licenzia di uccio 0 Àbenna. * (Geog.) A-bèn-na. y. Cinematica. (G) Jf t Abenner, * A-bèn-ner. N . pr- m. Lai. Abcnncr.( Dall’ebr. ab r e nev lume ; Padre di lume , ovvero Lume del padre. ) (B) Arenoja. * (Gcog.) À-be-no-ja. Fiume della Spagna. (G) A BEN piacere. Posto uvvpvb.^zCoii maniere piacevoli, A fine. <* l J J re- yit*SS.Padk2.i6i.Non gii parlava a ben piacere, uè iàcevag 11 * ferenze, nè volevalo lodare. (V) J Abensberc-a. * (Grog.) A-hen-sbèr-ga,-Abenspcrg. Lat. Aventin llIW busink. Città della Baviera. (G) . a .y. Abenzio, * A-bèn-zi-o. E.pr,m.Lat.ìldhenfrvas (Dd\ lat. habens <-b° ‘ ji Abeo. * (MitGr.) À-bè-o. Soprannome di Apollo,cui Aba era Abeona. * (Mit. Rom.) A-he-ó-na. Divinità romana , che ne'vutbB sedeva alla partenza . Adcona» (Da ab ire partire.) (Mit) p o»! ?,ì V 'D> 11 4W Jx'ì fi ,4 "v a e ir/ < Il t I tì* ci»' 1 li»' ABER Aura , * Abor. IV.pr. rii. Lat. Ilabcr, Habor. (Dall’dar. lihabcr , socio, partecipo.) (li) Abeua. * (Geog.) A-bè-va. Città fieli’ Ambia deserta, (fi) Ac,cucio, ’ A-bèr-cio. iV. pr. ni. Lai. Àbercius, ( Dall' cbr. lihaber socio, ' sceija miseria. ) (B) ' (Geog.) A-hcr-dbna, Abcrdenc , Aberdeen. Lat. Aberdorua. ABILE 6: Apgabo *, *Àb*g,vn>, Àgbaro, Abagaro, Aìigabaro. N. pr. m. Lat. Abg.r- rus, Àbagarus , Abgaburus. ( Dalla part. pm. uù , e da gdhre cba appo i Tedeschi vai fermento. ) (B) N. pt\ com. Lat. Ahi. ( Dall’ cbr. ab padre , ed ì mio. ) (B) A-bba , Ahi. iV. pr.com. Lai. Uabia. (Dall’ehr. hhaba nascósi* * ' ' * '* - x mx ÀCERIUNA. VJ ._..v. , — Città e contea della Scoz ia. (G) AnEinrsoiaio , A-bc-re-nùn-zi-o. Foce allungata per cagione del verso i ~~ Mi'Alnva situa cosai - •- - - di 1 Ahrciuinzio. V- Pag. /{i/n.Abcrenunzio, mio signor durissimo. (A) Aeiin. A' tu .... Lat. Abibail. (Dall’coi’- ab pH- Abeuioudia. * (Grog.) A-bcr-fòr-di-a , Aberfocd. Città il’Inghilterra, (fi) Aeiaic , I 1 ' 1 ’ ' p V , ’i{ fortezza) CBÌ - ■ ..... — — - , -. t . Abkrfranu. (Geog.) A-ber-frà-nva, Aberfraw. Lai. Gudivia. Città del Principato di Valila. (G) Abebgabe , A-ber-gà-rc. Au. V. A. V. e di' Albergare. Gr. S. Gir. 40. La terza è quando 1’ uomo 1’ aberga. (V) Abergatoiib , * A-bcr-ga-tó-rc. Verlal. m. di Àbergare. Che aberga. V. A. V. e di' Albergatore. (0) 5 AtfEncATuicE,A-ber-' , '*- , '’ i — T - r -" ‘A.. r . e Ut 5 auib. \yj EftGA.THicE,A.-ber-ga-tn-ce.Kei'ó ; /^ V.A. V . e di’ Albergatrice. J3occ. g. 3. i. g. A cui V abcrgatrice rispose cc. {così legge il Testo Munitili.') (V) bugaverm. * (Geog.) A-bcr-ga-vèri-m, Abergavcnny. Lat. Gobanuium -.- y — ‘pr.m. iw(U. Ainnn.vi» ^ — ab padre, al sopra, e bau intendere : Padre sopra intelligente.) (13 ) Abiamo , * A-bi-à-mo, Abiam N. pr. com. Lat. Abitua. ( Dall’ cbr. ab padre, e jam mare : Padre del mave.) (B) Abiasafco,* A-bi-a-sàf-fo, Abiasaf, Abisaf. N.pr. OT.Lnt.AV>iasapb , Abisaplt. (Dall’cbr.ziù padre,cd asaph raccogliere,conservare:Padre ehcraccoglie.)(IJ) ' - " : N. nr. in. Lat. Abiatlrar. (Dall’cbr. ri raccogliere,consci va. t.i.......— _ . va^.a.i M-M-r-dr -- -> . Aeutaure, * À-bi-aqàr-re, Abiatar. N. pr. m. Lat. Abiatlrar. (DaU’cbf Silurum. Città d'Inghilterra (C \ " ’ ° 1)C1 )s avenn y‘ £a<. Gobaunium al padre, e jather eccellente: Padre eccellente.) (13) -ber.,ueria, A-bcr.gtie-ri-a. Sf V a ir >■, ,,, , . „, . , ABiATEGRA3so.*(Geog.)A-bia-te-gràs-so.Ao stesso c&e Abbiategrasso. K.(Van) Cm 11- Bella fanciulla nata in ' e CL 1 ->crg icria. Zwrdd. Andr. Abib. * Sm. Prima mese ecclesìasLioo desìi Córti che risponde al no* Abbuile. * (Mit. Gr.) A-bè-ri-de fa?Tl’ “a* “v Hbc ‘'$’ , , c , r “:- (V) stra marzo, e vide Spighe verdi. (Ber) ABERtsTtcm. * (Geog. A-L i-sltdi Ah r T" a l Mlt) • f 1,180 > * A-bl-bo. N. pr. m. Lat. Abibni (B) Citta del Principato di VaUi^lc^ 3 ^ L Abcr ystycium. Awboke, * A-bi-bó-nc. TS. pr. m. Lat. Abibo. (B) Abeklemno. * (Geog.) A-ber-lèin-im ,r c Aston , * ’A-bi-da. N. pr. m. Lat. Abida. ( Dall’ebr. ab padre, e jv A berlisgozzi. Posi avve l à vi iZlf A r"' ( ^ r • .. da S k sa l ,ere: àella scienza.) (B) fisciù. 1 Alleg. 2 g 0 . uAò dt,lj/. ‘ A SpeCl t ee-lie-lU J -‘VUerUCUiy .J-.ui..c%A«;rm:u»un» WA.v». Aberrazione. (Àstr.) A-ber-ra-zió-ne. Sf Moto apparente , ma poco sen sibile , che s' osserva nelle stelle , scoverto da lìradley , e che proviene dal moto annuo della terra combinato con quello della luce. { Dal lat. ( ibernino , L'azioue di allontanarsi dalla regola comune.) (A) (N) a •— * (Oli-) Dispersione de ’ raggi nel traversare un vetro di cannocchiale, tal che non si riuniscono lutti nel foco di esso. (N) 5 — * (Cbir.) All-uitiuiamento , Sviamento , Cambiamento , che più o meno sposta dallo stato abituale di una cosa. — Sconcerto considerevole nell’ aspetto , nella struttura , nelt azione .— Irregolarità . (A. O.) 4 — * (Mod.) Aberrazione mentale zzz Pazzia , Demenza. (Ne) Ai)Euriu;F.Ni.*(Geog.) A-her-rì-ge-ni.pGpo/iVa^a/iout// o sia erranti. Vocein- ventala da Aurelii Vittore per dare una etimoldaLMgiiA.})Qriq l ciil.V.{'\lit) Abervu.la. * (Geug.) A-ber-vìlla, Abciville. ditta e contea degli Stati Uniti d America n lla Cai'olìna mnridiotuile. (G) AbigA-baonne, * A-bi-ga*ba-ó:wie , Anigaoaon. xv. pr. m. unu. .......... Aoks. * (Geog.) Città debiti Palestina. (G) (Dallebi-.a^ {>adL É C,e da gabiagh [A.gebighuim calice:Padre del calicò.) (B) Ahe^ami.* (Grog.) A'Jxj-sà-jni. Lat . Attesami». Città deU.'Arabia Felice. (G) Abigaile, * A-bi-ga ì-le , Abigail , Abigaille. N.pr.f. Lat . Abigail. (Dall' Abusano, * A-uc-sà-no, Abcsan. N.pr. m. Lui. Abesao. (Ualfcbr. ab p a- cbr. ab padre, e gii esultanza; Esultanza del padre.) (B) dre , e Lzuuni scudo : Scudo del padre. ) (B) Arigasso. * (Geog.) A-bi-gàs-so. Città e regno in Cafrerut. (G) Abesarè. * (Geog.) A-be-sa-rè, IoarueU Città della Palestina, (G) Abigeato. (Erg.) A-bi-gc-à-to. Sin. Delitto di colui che ruba il òesfm- Abe-au,* À-be-sa -ù. N. pr.m. (Dall’ebr. ab padre, ed Esaìt che V.) (Van) me. Lat. abigeatus. (A) Àu esperto. Posto avverbìal. vale Per esperienza. Modo latino divenuto Abigeo (Log.) A-bì-gc-o .Sin. Ladro di bestiame , Reo di abigeato. Lat, nostrale , si come Ab eterno, Ab aulico, Pro tribunali, e snudi. Lat. abigeato!', abigeus. Salviti. Inn. Omer. (A.) ab experlo. Pctr. son. ag2. 0 dì veloci più che vento e strali, Ora Abii. * (Geog.) ‘A-bì-i, Abieni, Abituisi. Popoli della Svizia, (G) ab esperio vostie frodi intendo. {Qui lat. ex^rtus.) Abiea. * (tieog.) 'A-bi-la , Abella, Leuca. Città della Siria. — della Abe.ta. * (Mit. Pers.) A-bè-.sta, Sin. Libro sacro dal dervis persiani Turchia asiatica.—Monte d'Africa, una delle colonne d’ Ercole. (< ») attribuita ad Àbramo. (Mit) Abile, ’A-bi-lc. [Add. com. Idoneo,) Aito. Lat. abilis , aptus , idoneus. Abet ua. (Agr.) A-be-tà-ja. [Sf) Selva iTabeù. Lat. locus abietibus consitus. Or. Uxvós , sVir^S sto*, Ftamtn. 1. (j8. E chi non fa egli abile ad im- Dav. Colt. 1 q'Ò. N lìe abet.ije , pinete, c dove fanno uassi e altri al- parare be’ costumi, c savii ragionamenti ? Fitoc. y. 5 j. Disponendo il ' .... I: T:L cuore per farlo abile a quello. Com. Par. c, i. Divenne piu alzile e più disposto a contemplare. i\l. V. 4 ' 1 9 • Lo eletto iiiqteradare , per r animo che aveva di valicare in Italia , fu più alide alla pace, w- Opportuno , Che porta seco la cagione, o iMnsogno d’alcuna cosa. Fior. S. Frane. { Fir. iyi8 , po' Tarimi e t ranchi) a c. 1 j 3 . Ancora li trovarono uno fucile, il quale egli portava per fare fuoco; perocché aveva il tempo abile , c spesse volte ec. {cioè, era tempo da ciò.) Frane. Sticr.h. 1~3 . Il medico disse: e’ m’incrosce eh io non sono in luogo più abile alle cose che bisognano. (A) x i — * Facoltoso, Ben fornito, Provveduto. Cas. tra lat. Perche un nobile poco abile , poco volentieri vede gli sfoggi di mio cc. (A) — Jgg. di Cosa := Atta , Acconcia, Accomodala, Che hafoi'za, o qualità propria per produrre un effetto. Red. Cous, Le cose che vi si sentono, non sono abili ad attaccare la vita istessa. F i . 27* Questo fluido salsugginoso per se solo non è abile a far la podagra. (A) *>e- gner, Mann . LugL 26. 4. Questo è il senso più proprio di tali voci, die però sono abili a darti un conforto sommo. (V) . . 5—’“Sufficiente, Che ha abilità, disposizione, talento. V . Àbilissimo,^.2.(A) .... !•!»• i_ n . Au,. 1 /hìueQ . Destro, Disposto. L Privilegio, Comodo di checchessia, come : Ei gli fece abilità al pagare, cioè gli diede spazio di tempo. Cccck. Dot. prol. E vuole ancora farvi due altre abilità. 4 — * Facoltà , Forza , Virtù. Magai, leit. In un’ òpera tanto lontana delle mie abilità e applicazioni. (A) 5 — * (Icon.) Divinità allegorica, (Mit) Abilitare, A-bi-li-là-re. [Atti] Far abile, —Abbiadare, sin. Lat* idonei un reddere. j> Segner. Pavroc. ìnstv. y.1 .Per abilitare la vostra mente a produrne di altre conformi. (V) 3 — (Lei.) Incordare altrui la facoltà, di alcuna cosa derogando alla legge. Land. ant. Abilitare, rimettere, e restituire in integro. (A) 3 ~ E n. pass. Rendersi abile. Car. lett. 2. i36. Desidero che se ne corregga, perchè non s’insuperbisca di questo gran favore, e perchè s’abiliti a sostenerlo.AVgner. Mann. Giug. 27.3. Più che ad essa foraci >nej ti abiliti , più sempre ancora proverai ec. quella letizia. (V) Abilitàtivo. (Lcg.) A-bi-lida*fi-vo. Add. ni. Atto ad abilitare. (À) Abilitato. * (Leg.) A-bidi-tà-to. Add. m. da Abilitare. Reso abile. V. di reg. (0) Abilitazione. (Log.) A-bi-li-ta-ziò-ne. Sf. Disposizione , Abilità , e più propr. Abilità dichiarata , Lo abilitare . (A) Abbaiente, * A-biì-mèu-te- Ava. Con abilità , Esattamente .—, Abile- mente v sin. Lat. apte. ( 0 ) Abilito. * (Gcog.) A-bì-lu-o. Lat. Àbiluum. Antica città di Germania lungo il Danubio. (G) Àbjmaebe, * A'hi-ma-è-lc, Àhimael. JV. pr. m. Lat. Abituaci. (DalPebr. ab padre, min da, ed e/ Iddio: Padre da Dio.) (B) À&imelecchf. , * À-bi-me-lèc-chc, Àhimclecco, Àbimeluc.JV.pr.m. Lat. Àbi- melech. (Dail’cbr. ab padre, i mio, omelech re : Mio padre è re.) (B) Abin". * (Gcog.) Città e finezza d ’ Arabia. (G) Awnadahbo, * A-bi-na-dàb-ho, Abbiadai). A 7 , pr. ni. Lat. Abinadab. (Dall’ ebr. ab padre , e nadab ilare spontaneamente , liberalmente, onde nadib liberale : Padre liberale.) (B) Ab incarnazione. Modo Ialino reso toscano. Lat. Ab incarnationc. Cron , Striti. py. Cominciando Irnsonlinariamcnte negli anni i3i2ab incarnazione, il di della festa del beato S. Pietro apostolo. (V) Abindieni. * (Gcog.) À-biu-tU-é-m. Popoli dell' India. (G) Abindo, * A-f)inffio. N. pr. m. Lai. Abind. (Dall’ebr. ab padre, hhen ovvero hhin grazia, e da sufficiente: Padre di grazia sufficiente.) (B) Abindonia, * (<;COg.) A-biu-dò-ni-a, Abincton, Abendon, Àbington.Am. Abindonia. Città et Inghilterra. (G) Aringa. * (Geog.) A-biri-ga. Castello dell antica Frigia. (G) Ab inizio. * Modo avverò, lat. Da principio. Lat. Ab initio. Ca- vale. Med. cuor. 55. Volle Iddio che ab inizio fosse pur uno del quale tulli procedessono. (V) Ab inizio et ante seculà. Modo avv. lat. Fino da tempo immemorabile. Lat . Ab initio ec. Varch. Ercol. 2j8. Li numeri semplicemente furono trovali ab inizio et ante sccula dalla natura stessa. (V) Abinna. * (Geog.) À-bìn-na. Antica città tra Agar e Trasana. (G) Arinnio. * (Geog.) A-bìn-ni-o, Averiio. Ant. città della borgogna. (G) Arino. * (Geog.) A-bi-no. Fiume e promontorio dell alto Canadà. (G) 4 bjnoemo 1 * A-bi-no-è-rao. JV. pr. m. Lat. Abinocm. (Dall’ ebr. al padre, e rtogkuam bellezza ; Padre di bellezza.) (B) Arinone, * À-bi-nó-ne, Abinon. ZV. pi\ m. Lat. Abinon. (DalPebr. ab padre, e hannun grazioso.) (Ber) Ab intestato. Modo avveri, lai. Senza far testamento. Lat. ab intestato. Segner. Mann. Ap.2*f. 2. Quelle eredità pervengono ad un figliuolo mentre egli donne, le quali con la morte del padre egli ha ab intestato. ABiNZi.*(Geog.) A-bin-zi. Tatari d’Abìnsk.Popoli della Russia asiatica.ffi) A moscio , Modo avveri. = A avverso , quasi Obliquamente , Biecamente. —, A biotto, sin. (Dal ted. vici schief molto obliquo. ) Alleg . 268. E chi potrebbe raccontare adesso, Per la caduta repentina il croscio Delle risa comuni a un dipresso? Vincenzio si gettò per quelle a bioscio. a — Andar le cose a bioscio = Andare alla peggio . Lat . m peius ruere, pessum ire. . __ „ A biotto. Modo avveri. Oggi piu comunemente A bioscio. K - Pataf. 5 . A biotto sulla paglia e’baìenoe. Abiponi. * (Geog.) A-bi-pffini , Àbiponsi, Tribù f Indiani nell'America meridionale , presso il Rio della Piata. (G) Abiramo, * A-bi-rà-mo, Abiram, Abinon. N.pr.m.Lat. Abiram, Abiron. (Dall’ebr. ab padre , e ramam essere esaltato: Padre esaltato.) (B) Abirelcàrà. * (Geog.) A-bi-rel-cà-ra. Città d' Egitto. (G) Abirxa. * (Geog.) A-bì-ri-a , Sabina. Città dell' Indo-Scizia. (G) Abiron , * A-bi*ròn, Abironnc. (Dall’ebr. ab padre, c roti cantico: Padre de’ cantici.) (B) ABITACOLO l Abiktaco. * (Ant.) A-bir-ta-co. S/li. Specie di vivanda appo falla di porro, cerniamo, aglio e melograno. Lat. abyrlaw. (N) . Abisa. * (Geog.) A-bi-sa, Abissa. Lat. Abyssa. Ant. città dell’ Arabia • y' Abis affo , ' A-bi sàf-fo. JS. pr. m. Lo stesso che Abiasatib. F- (0 Abisag , * A-bi-sàg. N. pr. f. Lai. Abisagh. ( Dall’ ebr. ab padre i 5 scegaga ignoranza , errore : Ignoranza o errore del padre.) (B) Abisai , * A-bì-sa-i. N. pr. in. Lat. Abisai. ( Dall’ebr. ab padre, e lC,t dono: Dono del padre.) (B) . Abisama. * (Geog.) A-bì-sa-ma, Ebisma. Antica città dell' Arabia- y' A bisca. * (Gcog.) A-bì-sca. Gran paese del Perù. (G) A bischeri. * Modo avverò. Agg. per lo più di denti, per signifiCf. che sono a somiglianza di que’ legnetli congegnati ne! manicò ^S". strumenti da suono per tirarvi le corde. Bocc. Nov. F.A, §. 4 1 ' pi Abisci. * (Geog.) A-bi-sci. JSazioni indiane del paese di Abisca. y' A biscia. Posto avvertimi, vale In quantità, Copiosamente.Lat. Gr. iipDói'ws. (Dal latino bis due volte , donde par che siasi d'a lw bissia e biscia-, vai dunque a doppio.) Red. leu. 1 .S 1 . Mi favori’^ di dire ad esso sig. Giuseppe , che io lio in maDO danari a biscia r suo conto pei libri esitati. A bisdosso. Alodo avveri. = A cavallo nudo .— , A bardosso, sin. y' nudo equo. (Dal gr. dys malamente, infelicemente, con diffìcili!' 1 j e dai lat. dorsum , dosso ; poiché cavalcando a bisdosso stiam sl \ dorso con difficoltà. V. btslealc , bistrattare , ec. ) Lem. Ori. 2* 3 ( %4- Prese Agramante un cerio ragazzone , Che sopra un gran viene a bisdosso. Red. Ditir . E sul destrier del vecchierei Si^ 11 Cavalcando a ritroso cd a bisdosso. A Riso. * (Gcog.) A-bì-so. Lat. Elurus. Eiumicello detto dellAmmira^ presso Palermo ; detto anche Greto. (G) AaisOGNARE/A-bi-so-gnà-i c.N-ctss.Lo stesso che Abbisognare. Fr.Gìortb^P' A bisogno. * Modo avveri, col v. Andare, o simili , vale Abbisogt ia1 *' /G Andare a bisogno. ( 0 ) Àbissare, A-bis-sà-re. [Att.] Profondare , {Sommergere , Cacciate 1 profondo d'acqua o di terra. — ,Nabissarc, Inabissare, Innabiss 31 *^ sin. ] Lat. in profundum abiicore. Sen. Pist. gì. Quante volte 50,1 abissale cittadi, ville e castella per un tremuoto solo? » 2 7- {Mevf] Internare. Fr. Iacop. T. Cristo, speranza mia, Abissa^ m amore. Abissato , A-bis-sà-(o. Add. m. da Abissare. [Sommerso.'] Lai. dcincr sl1 *' Gr. jcceriz-rroBsts. Fr. Iac . T. f /p. ty. la tuo pelago abissata , fuor di sua memoria. . Abissinia. * (Geog.) A-bis-si-ni-a. Lat. Àbissinia. Sf. Vasta contrada limite orientale. dell’Africa settentrionale. (G) Abissino , * A-his-sì-no , Abissinio. Add. pr. m. Di Àbissinia. (B) Abisso, A-bìs-so. (>S’w.] Propriam. Profondità d'acqua. Lat. aby# 11 !' Gr. ci^vfTtros. ( Dal gr. a priv., e byssos fondo, profondità : q (, * f1 ^ abyssos in gr. vai senza foudo.) Pelr. son. 2$5. Fu breve stilla d’i 0 * 1 * niti abissi. 2 .— Profondità e Luogo profondo semplicemente. Lat. iocus profundu*' - Gr. pdboi. G. F~. 11. 1. 15. L’acqua chiara surgea d’abisso co® grandi zamj/illi, sopra più terreni. 3 -— Metaf. (Estremità , Eccesso.] Collaz. SS. Pad. Nè anche nc&lf abissi di quella materia non sia oppressa la nostra rusticitadc. S.O sosc. Mirando alle smisurate misericordie di Dio, c l’abisso c fondo della sua bontà , disciolscro , ec. 4 ~ Inferno. Lat. tartarus , tartara. Gr. òl^s. Dani. Inf. f i3. si mise , e così mi ie’ entrare Ni I primo cerchio che I‘ abisso cig ,lf ‘ Pelr. sf ni. 38. Quodi fur fabbricali sopra Y acque D’ abisso. 5 — * Usato anlic. in gerì. fan. Fr. Giord. 21~. Non ci ha nulfo ^ questi nomi nullo, che non sia una abisso a cercare. (V) 6 —- * (St. Sacr.) ld immensità delle acque che circondavano il in tempo della creazione. (Ber) a — * il mare, secondo la Bibbia. (Ber) 7 — w (Gcol.) Sprof andamento nella terra del quale non si conO^ se non dijjicilissimumente la profondità. Talvolta qualche cratere $ sai profondo di vulcano estinto. (Boss) Abisto. * (Gcog.) A-bi-sto. Antico fumé dell' Alemagna. (G) Abjsue, * A'bì-sii'C. JV- pr. ni. Lat. Abisue. (Dall’ebr. ab padre» suahk meditare , pregare : Padre che medita o che prega.) (B) Abisur, * A-bi-sùr, Abisnrrc. N.pr. m. Lat. Abisur. (Dall’ebr. ab padre » sciur cantare , salmeggiare : padre cantore ,0 sahneggialore.) (B) Abitari le , A-bi-tà-bi-Ie. [Add. coni.] Da potarsi abitare. —, AbitevcP’ Abitativo, sin. Lat. habitahUis. Cr. t. 5 . 1. Le disposizioni de’ luog’ 1 abitabili si divcrsifican ne’ corpi. E 2. I luoghi abitabili caldi ft 0 * 1 i cajx’IIi annerire , e diventar crespi. Guid. G. 6. Quivi per me^ il grembo della vostra abitabile terra, se medesimo infonaendo, dina a voi il mare Mediterraneo. .. a — * Abitato. Tìt. SS. Pad. 1 . Usci della spelonca per andare 37 contrade abitabili. (A) 3 - * Agg. di Terra , s'intende tutta la Terra abitatalo che si suma poter essere abitata. (A) Abitaccio , * A-hi-tàc-cio. Sm. pegg. di Abito. (B) . f 2 — E nel sign. di Abito , J. p. Magai, p. 1 . Ictt. 12. Tutta la jj fede si riduce a un abitaccio irragionevole , non di credere , dir di credere. (B) Abitacolo, A-bi-tà-co-Io. [ Sm. V, L. Domicilio , Mansione. P r ■ priam. è dello stil sostenuto e biblico.] Abituro, Abitazione. Lat- ha 7 taculum , haliitatio. Gr. 0inerte. G . 1- 22. 3. E cominciai’ 0110 j< far foro aìiìlacolì, e fortezze dì fossi. E 56. 2. L' uno abitacolo e ^ altro era chiamato Sena. Lab. i5i. D’una essenzia quinta fu ^° rn Ì ( j, a dovere essere abitacolo e ostello del fìgliuol d’iddio. 7es. Bf ^‘1 E però hann’eglino miglior fare prati e verzieri, e ponderi hi i loro abitacoli, clic altra gente. Annoi. Uang. Ragguarda, Sig n0 il tuo santuario, e l’eccelso abitacolo do’ tuo’ Cieli. ,|ji 2 — Per metaf. Doni. Cottv. 38. Oh quante notti furono, che gl* oCC ABITAGK5IO altre persone chiusi dormendo si posavamo , clie i mìei nell' abitacolo del mio amore lisamente miravano ! Mor. V. Greg. Li morte sale nette finestre , e entra nelle case , quando venendo la concupiscenza pc’ sentimenti del corpo, entra neU’abiiacolo della mente. '** — (Mariti.) Camerino, francesismo. F» c di’ Ghiesola. (A) Abit aggio, A-hi-tàg-gio.[Vm.] F.A.Lo stesso che Abiezione. ^.Lat.habita- cuLuin, habitatio. Gr.óixrjtris. 'Jav.ril.Non potreste cavalcare tanto, die noi fossimo fuor di questa foresta là dove noi trovassimo alcun abitaggio? Abit ag ione, A-bi'ta-gió-nc.[A'ut. Lo stesso che] Abitazione. F.Stat.Merc. Stie- no a sindacare il detto uhcialeec.nelia casadeilabitagione del dettouticiale. Acital, * A-bi-tùl, Abitalle. J\. pr. m. Lai. Abitai. ( Dall’ehr.aù padre , e tal rugiada : Padre di rugiada. ) (B) Abitàuento, À-bi-ta-mén-to. [A’m.] L’atto di abitare Fit. S. Girai La qualetutta incende per l’ardor del sole, dando aspro affilamento a’ monaci. Abitante, A-bi- lamie. (P avt-di Abitare. Che abita ,'}—, Abita ture, sùi.Lat.huhi- tator.(rr.DÙ*^ryjs.Crejc.i.5.2.0vein trenta anni sono vecchi gli abitanti. a _ A ad. com. Cron. Morell. 2^2. Tutta la famiglia rimasa di Gio- vanni, c tutta la famiglia di Bagolo insieme in ima casa abitante* (V) o—• L colq.caso.Cam.Inflg.1 f 2. Appresso la qual cittade si dice ebe fu una gran battaglia tra’Cristiani abitanti il paese sotto il governo deTjgliuoìiec.(N) Abitanza, A-bi-tan-za. [SfiF.A. Fe di' ] Abitazione. Gr. o'twru. Bocc. Scoine ci sono affittanze presso da potere albergare? Fioi-.Fwt. o 3 . Poco più avanti trovarono abitanzn. Abitare, A-bi-tà-re.[.^ft.] ho star ne'luoghi che Vitom s’elegge per domicilio. Lai. habitarc, incolcre.Gr.Gbceà\.#o«?c./2ou.3.'.>.7.Quanturu(ne Amore i lieti palagi, e le morbide camere, più volentieri clic le povere capanne, abiti.£? ftoe.ó’o.2.Quantunque picciol sia, già da nobili uomini e da a- giati fu abitato.G./^,i.3.2.E questa parte abitavo i discendenti di Sein. a —. * Per similit. Cavale. Puugil. 14 1 signori, i quali il demonio abita come in casa sua. (V) 3 Par abitare, [ Popolare.] G. F. 2. 7. g. Questo Gisulfo ec. tu ta Puglia disabitò dì paesani e abitò di Longobardi. 4 — * Usare, Praticare. Pav. Esop. 5 . (Pad. 1S11.J Ciascuno die ha arte della quale si può governare, ed balla imparata nella sua gio- vuntudùie , ed balla abitata per buon tempo. (Pr) 5 — [ IV. «J5.1 Baco. nov. 3y. 7. Fu da motti, chevicini al giardino abitavano , sentilo, j > L/V. M. I quali abitarono entro lagora del inare..(V) 6 — [ Calla ptvp. In o NcU ] Bocc. nov. fi. i3. U quale in Trivigì abitava. Petr. son . i5i. Ella é sì schiva, clic abitar non degna Piu nella vita faticosa c vile. E son. 24. N<*1 quinto giro non abitrebb ella. ij Colin prep» Per. Fit. SS. Pad. 1. Og. Alq ialiti ladroni che abitavano per quel deserto. (V) g _ Aver commercio cd usare £ indenne maschio e femmina. Lat. coire.] A/. Aldobr. cap. 7. Di sapere, come si dee abitare ed usare con femmina. Red. Cons.1. 261. Questa illustrissim i signora in oggi, ancorché aleno già quasi sei anni Qheabita con marito giovane e sano, non é mai ingravidata. 3 — [i 4 nc/ie rispeltoa'brutii] Red. viper. Nell’ uova nm nate che trovatisi nell’ovaja delle galline . . . che non hanno abitato col gallo. Abitare. Sm. L’atto dell’abitare. Dep. Dee. g. Si dice tutto il giorno t abitare , e potrassi, quando bisognerà , dire gli abitari. (V) 2 —. * Aliitazioue. Barò. Regg.

2 .Ógni abitato loco E nimico mortai degli occhi miei. a 7 " Inforza di sost. Dittarti. 1. 11. In breve assai l'ho chiaro discoperto Del Mondo Y abitato, e come giace .» Segner.Mann.Apr.i0.3. Que giusti ancora che vìvono in solitudine hanno a temere, come quegli altri che stanno nell abitalo. (V) d ^ ATor e, A-bi-ta-tri-re. Feri. m. idi Abitare. Lo stesso che Abitante. K'\ hai. habitator , incoia , inqiùlinus. Gr. oU’fi~h^. Dant.Purg.i4> 7?' D-id* hann o si minata lor natura Gli affilatoi- della misera valle. 2 — Cl r* C(ttlZt 3 ?. 6. M’han fatto abititor d’ ombroso bosco. quest’ / ^°^ r< * 9/ COme sost. aswlut. ] Bocc. iutrod. n. 28, Stando in, 3 tCnil * ln * * a n0:slra città, d’abitatori quasi vota. *• ir!^'anche delle cose che hanno una specie di vita. Red. Cons. de'Jin • ?- etìza Cose irritative e mettenti in sedizione gli spiriti abitatori Abitatì! 11 1 \ e delle fihre .nervose. (A) (N) boa M CR ' ry’^-bT'trì-ce. Ferb.f.l&i Abitare.] Che abita. Lat. incoia, inqui- m ^to ’ v ^ i ? re ^'^ Q abitai coli gli abitatori di Cedar, e l’anima mia fu Tass p* a ^’*cc.Ìn6.zo9..Genitrice de’vizii, e abitatrice de’vacui petti.» fcià *^ ,lf *Dimorava contento inquellasua abitazioncella. ^ R nza W Luogo da abitare .—', Abitasionc, Abi* Abitaggio, sm.Lai. domicilium, habitatio. Gr.oiVz- 0CC * ,l0v ' 3. Ivi forse una balestrata rimosso dal- Eeli e v a r lh f ,0 »i della terra comperò una possessione. Tes. Br. 2. 5o. p^jserà prima le parti ed abitazioni della terra. Aitare. Lat. habitatio. G. F. 1. A2, 1. Di Romani e . ,^ ai uisicme , che rimasero aU’abitazion di quella. W/aMfo ne fr da •it i ‘ nco . io » ?f. mic / i ‘ 0 » Alber nO, Alloggio,Ospizio, ALuuì'o , Tugurio. Abitazione accenna in min ' abitualmente 67 qualunque luogo alto ad abitarsi. Abitacolo propriamente indica la località concreta , e va meglio usato nello stile biblico osostenuto. Domicilio esprime un luogo determinato , come di personale residenza. 1 ■ -1 'iLictaùitari che il non F. ecennain un modo astratto Ricettacolo dieesi qualunque luogo atto a ricevere. Abituro ^propriamente casa di villa, ed impropr. umile abitazione, tugurio. Jugurio c qualunque casetta rustica, composta di lievi materiali, coverLa di canne, d’alga, d'erba palustre o di paglia. Àbitiìllo, A-bi-tèMo.Am.cL/n.eù Abito. Lo stesso che Abitino. Lat.vesticula. Bald.Dcc ,Si vesti d’un abituilo corto al modo usato da quei fralelli.(A) Abitevole , A-bi-té-vo-ie. iAdd. coni . Lo stesso che} Abitabile. F.LaU ivabitatnlis. Cr. 1. 1. tit. De luoghi abitcvoU da eleggere. E 1 . Dirò adunque primieramente della bontà del luogo abitevole. E 6. g&. 1* La rapa quasi iti ogni aere abitevole alligna. Abitibbi. * (Geog.) A-bi-tib-Li. Emme dell' aito Canada, (y) Abitigàs. * (Geog.) A-bi-tì-gaS. Nazione indiana del pera. (G) Abitina. * (Geog.) A-bi-ti-na. Antica citta vescovile dell' Africa. (G) Abitino, A-bi-tì-no, [^//l] dim. di Abito. —-, Abituccio, Abitcuo, snt. Lumi. Pier. ‘3. 1.8. Mi tenne il braccio, sicch* io non polev Auro veder che un abititi lascivo, E g. f. introd. E con quegli abitini Tulli strozzati a nodi E gangheri e cappietti. 2 — (Eccl.) F. Scapolare. (A) Abito, ’A-bi-to. [A'/n.] Pentimento , Foggia e Modo di vestire. Lai. ni- dumenl un , vesti* , vestjturirtum , ornatus, us. Gr. ffXWi*’** Bocc. iutrod. n. 28. Uditi li divini ufici , in abito lugubre. E nov. gg-47* Con tutto eh’egli avesse la barba grande, c in abito arabesco tosse; Dani. Inf. 16. 8. Ch’ all’abito nc sembri Esser alcun di nostra terra prava. Petr. canz. f. f Boi la rividi in altro abito sola. 2 — [La veste chericale o claustrale. Quindi Vestire o ] Pigliar l’abito — Parsi di chiesa o religioso *, Lasciar l’ abito = Di cherico o re- hgtoso tornar secolare. Cas. Leti. 81. Con intenzione che voi vi stessi a Padova oa Pisa senza pigliar l’abito. — Così pure Prender abito di pendenza— F?stirsì da penitente. Pav. Esop. 3 . Polonio intendere ciascuno che prende abito di pcnilenzia, e muta modo nel parlare. (P) — lungo. * V. Sottana. (\) —* Far l’abito si dice dell’Ordinario al sartore^ed anche del Cu<;/r/o.(À) — Lruse proveri. L’abito non fa il monaco nz: L’apparenza esteriore u è indizio delle qualità intrinseche. Lat. barba non Kicit pliilosopbuin. . i*/o5, 3if Belline. Son. 188. L’ abito non fa il monaco, fu detto. 7 —. * Sembianza , Figura. Petr. son. 3 o 1. Perdi'abito sì ad tuo Dal mondo errante a quest’alto soggiorno Non sali mai. (B) ^ — * Atteggiamento , Portamento della persona. Bocc. g. 10. n. g. Ella è colei , li cui costumi e le cui maniere e 'leni abito oc. piu mi pajon da commendare. (V) 9 — Qualità acquistata p«r frequente uso d’operazioni che difficilmente si può rimuovere dal suo soggetto./^.Abitudine. Lut.habit'is.Gr.sVtS.D'un. Purg. 3o: 116. Ch’ogni abito destro Fatto a ver ebbe in lui^mìrabil prova. But. Abito c disposizione naturale, secondo che i’uomo piglia quella per molti atti , ma in Dio è eterna la sua disposizione. Tes. Br. 6. 5 . Quando la beatitudine è nell’ uomo in abito, e non in atto, allora si è virtuosa. Petr. canz. 18. 1. E chi di voi ragiona , Tìen dal soggetto un abito gentile. Ar. Pur. 36. 1. Natura inclina al male, e viene a farsi L’abito poi difficile a mutarsi. 10 — * Quindi Far abito e l’abito ad alcuna cosa— Assufarvisi. (A) 11 —*(Bot.) Disposizione abituale , Aspetto d'una pianta.Lul.hubitas.^k.Q.) 12 —(Med.) Disposizione della persona , quella cioè che altrimenti chiamasi Temperamento, Costituzione del corpo, Corporatura. Redi.Abito di corpo piuttosto magro, emalinconico.L 1 Cons. Abitodi corpo carnoso, chedaì medici cou vocabolo greco vien chiamato Pletora. (A) Red-nel Diz. dì A.Pasta. S’mgrassò nell’ abito del corpo, rifacendo buone carni, ec. (N) Abito dilli da Festimeuto e da Feste. Feslimento è più generale, e dicesi di tutto ciò che serve a vestire il corpo. Abito na un senso più ristretto poiché indica qualche foggia 0 qualità particolare del vestire. Cosi diciamo Abito da donna o da uomo 3 * Abito di militare o di ecclesiastico. Feste 0 Festa si adopera indistintamente per Fe stime. 1 do e per Abito j ma si limita d’ ordinario a qualche qualità particolare del vestire : comparve in veste nera , in lunga veste , ec. Abito ha inoltre il sign. proprio di Abitudine • V. Abito»-e , * A-bi-tòb-be , Abitob. jV. pr. m. Lat. Abitob. ( In cbr. vale Padre di bontà. ) (B) Arno liscio. (-Z00I.) iVm. Specie, d’uccello appartenente, all’ordine de* passeri , ed al genere mutactUa , che ha una specie di cappuccio cenerino traente alquanto al verdesche gli cuopre il capo ed il collo « Tutta il di sopra del corpo , comprese le ali e la coda-, è bruno rai - sigilo j al di sotto le penne sono cenerine , il becco nero ed i piedi bruni .—, Capinera abito lìscio, sin.Lat. motacilla campestre. (Buff) (N) Abituale, A-bi-tu-à-le. [Add. comi] Che precede da abito , sizÌone,Grax.ri}<,6i.Pas^.c..y6.^oXì si dee intender continuo,quanto ad attuai memoria, con attuai dolore , ma quanto ad abituai dispiacere. Dani. Com'.La nostra sapienza è talvolta abituale solamente, e non attuate. 2 — Abituato. Segnev. Fred. Ma di centomila peccatori abituali, appena uno è che sì salvi. (A) 3 — * Agg. di Disposizione = L’abitudine medesima. (A) 4 — * Ag ir . di Vizio = Familiare , Frequente. Passav. ( 0 ) 5 — (Tedi.) Agg. di Grazia , D-»no = Quella grazia , Quel dono che si riceve per virtù de’ sacramenti. (A) Abituali! ente , A*bi-tu*al*mén-le. Avv. Per abito , In modo abituale. Lat. ex consuetudine- Gr.K-xS’ ‘luv. Scgnev. Pved. 4■ 4' Dobbiamo dire, che della diviua parola abbian punto faine quei che , non dico una volta per accidente .. ma ahitnalmenle , ma accorhirae.ite , costumano di venire alla predica tardi , ec. ? 68 ABITUARE Abituare, A-bi-tu-à-re. s?U. Avvezzare, Assuefare.Lat.assxKhccvc.Pros,. fiorai. par. i. v. 2. Or. 5 . pag. 116. Per lo die è necessiti.) ec-chc noi medesimi e privalamcnte e pubblicamente ci esercitiamo intorno a quelle cose , nella cognizione delle quali vogliamo abituare rintelletto.(B) 2 — E n. pass. Far abito, Divenir abituato, [Assuefarsi. ]» Bdunbo.QJ) Abituatezza, A-bi-tu-a-t< 5 z-za.[A/.' Lo stesso che Abiincline. V.~\ La;.habitus. Gr. Segner. Crisi. ìnstr. 1. i 3 . 7.Voleva che il povero supplicante, nell'antichità e abituatezza del male, riconoscesse il miracolo grande, che vi abbisognava a guarirlo. Abituato, A-hi-lu-à-to. [Add. m.da Abituare .]Che ha fatto l'abito.Lai, assuefactus, assuetus. Bocc.g.'j.p.gMà era sì abituato al servigio di Dio, che ec. Fìloc. 3 . 53 .E già gli era la malinconia sì abituata addosso clic ec. 2 — Vestito dello stesso abito, [alla stessa foggia.] Doni. Purg. 2 g.i 44 E questi sette col primajo stuolo Erano abituati 5 ma di gigli D’intorno al capo non faceano brolo. Àbituazionk, A-bi-tti-a-zió-nc. [A/T Lo stesso che Abitudine. V.} U abilitarsi. Salvili. Pros. Tose. i.‘ 5 c >4 O bene spese riflessioni, ebe ogni cosa ci fan profittevole, e coll* attuazione dell’anima in quelle, di pensieri ci forniscono c di parole. Abitucciaccio , Abi-tuc-ciàc-cio. Sm. dim. ed avvìi, di Abito. Abituccio vile o cattivo. Tagt. LettfA) Abituccio, A-bi-tùc-cio. Sm, dim . di Abito. [Lo stesso che Abitino./''.] Lai. vesticula. Gr. Ipccribiov. Segner, Pred. g. 12. Si può benanche sotto vesti pompose talor celare qualche abituccio molesto, cornerai) use a far le Cirilic , ec. Abitudine, A-bi-tù-di-ne. [A/T] V. L. Uso e. modo ddT essere , [ del- /’ operare. —, Abito, Abituatezza , Attuazione , Assuefazione, poet. Abdudo, sin.} Lat. habitndo. Gr. $*a 9 soris. Pass. 358 . Accidenti o segni, per lì quali si conosce T abitudine della disposizion del corpo dentro. Ùom. Par. 2g. Sono alcune cose , die inchinano in bene , solo per una abitudine naturale senza altro conoscimento. Capr.Bott . 4 • 58 . G. E clic cosa è questa abitudine , che tu di’? A. Una certa convenienza, ed inclinazione ch’io ho di operare in te, per cominciare a gustare la mia perfezione, ec. 2 — * (Fisìol.) Ripetizione frequente e continuata dello stesso atto.— Disposizione che risulta età questa ripetizione , e che la rende necessaria- — Abitudine esterna , Costituzione , Abito , è Vesterno tutto del corpo considerato in complesso . (A. O.) 3 ■— * (Icori.) Divinità allegorica. (Mit) Abitudine di lì’, da Costume , Costumanza , Consuetudine , TJsan* za , Uso , Vezzo. L’ Abitudine riguarda l’agente, il Costume l’azione. II. Costume è la frequente ripetizione del medesimo atto, 1 *Abitudine n’é reiètto. Così, il Costume di non far nulla produce VAbitudine dell 1 ozio. Consuetudine annunzia un’ordinaria maniera di operare, di vivere, cc. ; è anche prodotta da frequente e lunga ripetizione di ni li a’quali è generalmente accostumata una popolazione. Affini alla medesima sono pure Costumanza ed Usanza , se non che Y Usanza sembra essere più universale , la Costumanza può essere più antica. Ciò eh’è praticato dalla più parte delle genti è un’ Usanza ; ciòch’ò praticalo ria lungo tempo è una Costumanza. Uso è preso anche spesso in significato d’ Usanza , ma esso è fatto propriamente per c- sprillare pratica, esercizio, conversazione. Vezzo si prende ordinariamente a significare abitudini cattive , e dicesi Vezzo quasi vizio. Aiutuiu, A-bi-tù-ra. Sf. V. A. V. e L’ Abituro. Vasari. (A) A bitumo, A-bi-tù-ri-o. P.A. V.e c/i’Ahi turo- Fr. Gioivi. 2Ò'>J 3 el legno si fanno le case per nostro ahiturio, acciocché abbiamo ove riducerci, ec. (V) Abituro, A-bi-tù-ro. [Am. V. A. fatta rivivere da' buoni scrittori moderni. Anticatr, Palagio splendido e magnifico .—, Ahiturio,Abitura, sin.} J t at. habitatio , domicilimi). Gr. owiiiris. Rocc. introd. 27.Quanti gran palagi, quante belle case, quanti nobili abituri rimasero voti. E nov. 33 . 12. Alle quali, assai vicini di Camita fecero bellissimi abituri. G. V. 4. 7. /. E crescendo borghi, c abituri di fuori delle cerchia piccole, a — Abitazione [di uomini o ili bestie.] G. LA 5 . 7. 2. E questo in breve tempo puosono, ed afforzarono, oc. e pariironlo adahituro in nove contrade. E 10, 201. 1. Dicendo che ciò facea per l’abituro del Papa, ordinandolo ad ogni atto d*abituro nobilmente. Cr. 1. 7. 5 . E le migliori case in una parte sieno deputate all’abituro de’lavoratori. E g. 86, 2. Ne! quale due gabbie per loro abituro congiunte sieno. 3 — * Uggì per lo più Casa campestre, Abitazione di villa j e male intesero il signif. di questa voce coloro che l'usarono per Tugurio, Casipola, Vile abitazione. Vasari. H qual palazzo è tenuto per abituro dj villa , il più bello , il più enmodo ec. (A) Abiu. * N. pr. m. Lai- Abiu. ( Dall’*ebr. ab padre , e ku stesso : Lo stesso padre, cioè similissimo al padre- ) (R) Abiud. * N. pr. m. L^at. Abiud. (Dall’ ebr. ab padre , e hed gloria , lode : Padre di lode.) (B) Abiura, * Ab-iù-ra. Sf. Lo stesso che Abbiura. V.Sacch. n'm. Ma, per dirveta giusta, non vorrei Guastar con questa abiura i fatti miei. (A) Abiurare, * Ab-iu-rà-re. Per questa voce , e per tutti isuoi derivati, v. Abbiurare, Abbiurato , ec. (A) Abiverde. * (Geog.) A-bi-vér-de. Città della Persia. (G) A bizzeffe. {Avvi] Abbondantemente , In gran copia. JmL abundantcr. Gr. [Trqxtr/rws, ] «

s\tìt-1t\ T nllt:»wfue f"TVi T-k*,itr r» _«...-nll’J ^ germe, Infecondo. Lat. ablastus. (Da a priv., e blastos gerniej cablata. * (Geog.) A-blà-ta. Aulica città dell' Asia. (G) .lUr Ablativo. (Gram.) A-bla-ti-vo. [A/«.] Nome dei sesto caso. — , y vo, sin. Lai. ablativus. Hat. Purg. i 5 . 1. Questo, come un ab‘ a | Mj secondo lo gramatico, determina. Salo. Avveri. 2. 1. 13. La se> jt> : .ali " 1 ultima , la qual non ebbero i Greci dal genitivo appartata , i ^ f gramatici determinano l’ablativo , e dannole questo (itolo , coD,C ella convenga principalmente al tor via. Ablativo. * Add . ni. Che si sottrae , si toglie. Galilei. N. Sp■ ffl' Ablattaziomb. * (Med.) Ab-lat-ta-zió-ne. Sf. K. L. Lat. abiactatin-'^j Adlattazione, sin. Opposto di Allattamento ; propria di donna ala recente partorì , ma non allatta , o che cessò di allattare. (A. . Ablazioke. * (Cliir.) A-bla-zi-ó-ne. Sf. V. L. Lat. ablatio, adempì Gr. àtyodpicns. Distaccamento , Uimovimenlo di qttaluiupie cosa ,ul \. rale , accidentale od estranea al corpo, che ne impaccia le fatti 1 ® ne danneggia la regolarità. (A. O.) Ablepsia. (Med.) A-ble-psi-a. Lo stesso che Ablessia. N. (Aq) . c’ Ableko,* A-blè-ro.JS.pr.m. Lal.Ablcrus.(Dal gr.o|>olereo io frascUcgg' 0, e ( Ablessia. (Med.) A-bles-sà-a. Sf Lat. ablepsia. Gr. òi'Ci fiz. ( Dal priv., e blepso fut. di hlepo io vedo, io osservo.) Cecità, lucons'A tezza. —, Ablepsia, Aplepsia, sin. (Aq) Abliala. * (Geog.) A-bli-à-la, Abliana. Antica città il Albania. ( ■ Ablitas- * (Geog.) A-bli-tas. Città di Spagna. (G) f ... Ablueste. * (Terap.) A-hlu-èn-lc.Add. coni. V. L. Lat. abluens. A™ gente. (A. O.) , Abluzione , A-blu-zi-ó-ne. Sf. V. L. Lattamento , Lavanda di parte del corpo. Lat. ablutio. (A) (N) .j 3 — * (St.) Cerimonia religiosa , Specie di purificazione di anlich&fp uso in Oriente , nell' India, nella Cina , e particolarmente gli Ebrei, i Romani, i Musulmani. (Mit) J 3 — ( Eccl. ) Più comunemente si dice dell acqua e del vino sacerdote prende dopo la comunione. Segner. Crisi, istr. (A) .a 1 —* Nella chiesa moderna Sorso d’acqua o di vino con cui die si comunicano usano in alcuni paesi sciacquarsi la bocca per " glio inghiottir l’Ostia sacra. (Ne) 4 —~ (Chir.) Iniezione et una ferita o et una plaga. (B) 5 — (Farm.) Lozione. P. (A) . Abnek , * Abnero. N. pr. m. Lat. Abncr. ( Dall’ ebr. ab padre , c t ie ^" il lume : Padre del lume, o Lume del padre. ) (B) Abnobia. * (Geog.) Ab-nò-bi-a. Monte delt Alemagna. (B) j. Abnorjiale. * (Med.) Ab-nor-mà-le. Add. coni. P. L. Lo stesso c Abnorme. P. (A.O.) . Abnorm alita. * (Med.) Ab-nor-ma-li-tà. Sf. P. L. Pervertimento, P golarità , Allontanamento dallo stalo naturale, Atleramento so. —, Anormalità , Innormalità, sin. Lat. abnormnlilas. (A. 0 ) i Abnorme. * (Med.) Ab-nòr-me. Add. com. P. L. Condizione, Siato n tarato , morboso , che si allontana dalle leggi fisiologiche o di so^ —,Anormale, Abnnrmale , Innormalc, sin.Lat. abnoìniis. (A. 0 -) Abo. * (Geog.) Lat. Aboa. Città capitale della Finlandia. (G) Aboba. * (Mit. Gr.) A-bò-ba. Soprannome di Adone. (Mit) .o] Abobi , A-bò-bi. N. pr. ni . Tjat. Abobi. (Dall’ ebr. lihabab amare.) * Abobriua. * (Geog.) A-bo-brì-ga. Antica città di Spagna, (fi) J Abucace. * (Geog.) A-bo-cà-ce. Isola occidentale dell'Aprica anpai't^ al Portogallo. (G) Abocarana. * (Geog.) A-bo-ca-rà-na. Città dell' Arabia, fi) A bocca. Posto avverti, co’ v. Dire 0 Richiedere = Presenzialmente. l~y trario di A penna, In iscritto.] /.«(.coralli. Cr.n'a.vTÌot,. ep.vporìn'-^'J 12. t6. 12. Feciono richiedere a bocca tutta buona gente. Alb’g- ! a. Dite a bocca alle Muse da mia parte, ec. E 3 og .Per non averlo a rcp! |C ( ( a bocca. Cas. leu. Clic io possa fare quesloollicio a bocca in Itab 3 y A bocca A bocca. Posto avverò, quasi superlativo di A bocca = ziulmenle .—, A faccia a faccia , sin. Lat. corain. Fior. Pit i. 4 ‘ V parlava spesse fiate con Moisè a bocca a bocca. (V) u A bocca averta. Posto avverò, col v. Stare c= Aspettare, e h lic ,j a checché sia con grande applicazione. Lat■ inhiarc. Gr. $ Scn. ben. Purch. 4■ 2°. Cosi costui sta a bocca aperta aspettami 0 ^ l’amico inuoja. Rem. Ori. 2.2.2. Che le disgrazie stanno a bocca a)’ 1 ' 1 ; bocca aperta , ec. d A bocca asciutta. * Posto avverb. — A digiuno. V. Bocca , A bocca^baciata. Posto avvei'b.zzzSénza difficoltà.Lat. commode, facm'jjj- Cr. pùcrrx. Lasc. Sibili. 1. 1. Potendone avere a bocca baciata ti' cl % A bocca chiusa. Posto avverb.— Senza parlare. Lat. ore cla"s°' i Pur. 1. 3 <>. Restò senza risposta a bocca chiusa. E altrove : N° D potè tenere a bocca chiusa. . ; 1 A bocca dolce. * Posto avveri, co' v. Lasciare, Rimanere, Part ' 1 simili—Consolato , Con soddisfazione. P. Bocca, §. 26. ( 0 ) A bocca piena. Posto avverb. col v. Dire, vale Comunemente, fi tornente-, qui però sembra che significhi Colla boccagonfia, temente. ] Coppet. rim. buri. 2. fi. Dietro gli fa sberleffi a bocca A bocca stbetta. * Posto avverb. col ^.Favellare = Favellar con rtsp e .^) tìmidamente. — ,Colla bocca piccina, A mezza bocca,«;t.p’-.Bocca, Abocci. * (Geog.) A-bòc-ci. Lat. Abuncis. Città delC Etiopia. A boccone a boccone. * Modo avverb. — , A frusto a frusto, A 1 a pezzo, A brano a brano, ec. sin. P. Frusto. ( 0 ) . .fi A bocconi. Modo avverb. A pezzi. Pit. S. Marg. iio. Si tagh 01 " tult’a bocconi L’osse e nerbi qiiant’dii sono. (V) f Abodiuti. * (Geog.) A-bo dri-ti. Popoli venuti a stabilirsi in A^ erìì sotto Carlo Magno, fi) Aboeba. * (Geog.) A-bo-è-ra. Città della Guinea. (G) Abolam. * (Geog.) A-ba-là-ni. Antichi popoli del Lazio, fi) ABOLBODA Abolii oda. (Bot.) A-hòt-bo-da. Sf. Lai. abolboda. (Dal S r ’ bulbo.) Genere di piante della triandna momg ?/ j alarne n-stiacee, che hanno i fori glumacei , dispostim globo, le cui gl inferiori sona prive di bulbo fiuuificante. (Acj) ( J Cancellabile. Abuli.ile , A-bo-H-bi-le. Add.com. Che può abolirsi , Cancellata [Atti Annullare , Cancellare. Or. Segnar.Alanti. Lug. 3o.i. L amare Dio non appaine ai precetti cerimoniali, che furono aboliti da Gnsu . „ dii. * -hiA COSA AD Toglierla, Cancellarla da lui j d tom. 2. f. 122. 123. Gli Buono ( al A avonarola ) P aboliti. Gommi di S. Domenico.... insieme con gli alili due ’ ■ fp e \ con le cerimonie inslituite dalla chiesa romana , gli °r 1 n i,nliscono 3 - N. pass. Perdersi,Appianarsi, Ridursi a nulla -Cocch. Lez. * **»<*> 111 molla parte le rughe numerose e folte dell interna » p > e»e>u- dilli da Abrogare , Derogare, Costare , Canee,Hate, Kl/lPo *•'1-'• " ' A BOTTA DI BOMBA (5 9 ABOBrooso,A-b on-àó-so.Add.m.L,o stesso che Abbondante,/^. Guitl.leU.1.11 " ,- re „jt Rnhun d’ogni salute a- _ Salute d’ogui salute bondosa. (La Cr. legge con altre ediz, abbondosa.) (V) Ricco eabondoso se’, e nulla brami. E 25. di. e un usanze fanno abo- Abulu-e -gare, uerogare , cassare, et». nullare. Abolire talvolta vale Sopprimere-, come, Abolir //r^/ US ° K ? spasso riguardai costumi: le nuove usanz v ^ fi a l l ^he. Abrogare riguarda le leggi, ed è annullarle assoluta- vute. Derogare è sospenderle, farvi eccezione in qualche parte, in Panche caso. Cassaio include l’idea accessoria d’ignominia , quando si nitrisce a persone in carica. Si cassa il nome di un ufliziale , di un magistrato cc. Cancellare significa levare in tutto o in parte una cosa S£n\ld,Attnullaredic.csi propriamentedcgli alti legislativi e convenzionali. Abolito , A-bo-li-tu. Adà. m. di Abolire. Lai. abrogatus. Aboliiore, * A-bo-Ji-tó-rc. Veri. in. di Abolire. Che abolisce. F. di teg. (O) Aholituìce , * A-ho-li-trì-ce. Fcrb. f. di Abolirà. F. di reg. (O) Abolizione , A-bo-li-zio-ne. [Sf] Annullazione , Cancellamento. Lat. abrogalio, abolitio. Or. dQclvnrts. ^ *“■* [Venia , Remissione, Oblio del passato, ] Guicc. slor. 18. 82. Ottenuti certi privilegi, cc. cd abolizione per ciascuno di tutte le cose commesse per il passato contra lo stato. 3 —• * ( Med. ) Distruzione , Cessazione delle forze , della sensibilità , del movimento , della circolazione , delle facoltà intellettuali , o morali , della vita , cc. (A. O.) Abolla. * (Ant.) À-ból*Ìa. Sf. Feste lunga cd ampia, o piuttosto munitilo che npiegavasi in due , come se fosse stato doppio, e dei quale fuor di Roma facevano uso i soldati , e che ambivano di portare i filosofi antichi per farsi autorevoli al volgo. (Hit) (N) 2 — * (Grog.) Antica città della Sicilia. (G) Àbollo. * (Geog.) À-Lól-lo, Lat. Aiaho. Piccolo fiume della Sicilia fiGì) A bolo.(A r.Mcs.) Posto avverbialm. si dice di Una maniera di dorai'c, o inar- ge.ntarc , mettendo il bolo sulla cosa , che sivuolindomre. FMoXo.Boi'gh. Hip. ò4<^di^W fu il primo, che cominciasse a contralfare co’colori alcune guernizioni cd ornaiueuti d’oro, e clic Jcvasse via in gran parte quelle fregiature clic si facevano d’ oro a mordente o a bolo. Abolovà. * (Geog.) A-bodò-va, Bolgua. Fiume della Russia europea. (G) À bolzoni. * Modo avverò. Agg. di Balestra , cioè grossa c ad uso di trar bolzoni , specie di freccia, F. Balestra. ( 0 ) Abomaso. (Anat.) A-bò-ma-so. Sm, IJ ultimo dei quattro stomachi o ventricoli che hanno gli animali ruminanti , quello che negli agnelli e ne' vitelli contiene il quaglio, —, Quaglio, sin, Lat. abomasum. (Bon) Abominabile, A-ho-m\-iìa-hì-\c.[Add.com.]F.A.Lo stesso che Abbominevole. F. Fit.S. Alargli. i 32. 0 Icone atlamato, abominabile a Dio e odioso. » 'Pass, Amint. 2. 1. Amor venale , Amor servo dell’ oro, è il maggior mostro, lidii più abominabile e più sozzo Che produca la Terra. (B) Ab )MiNABOLE,*À-bo-mi-nà*bu-le. Add.com. F.A. F. e di’ Abbominevole. ( 0 ) Abominare, A-bo-mi-nà-re. [Alt.Lo stesso che ] Abbominarc. F. Pass.2Óg. Iddio gli ebbe in odio , abominandogli per ia superbia loro. Abominazione,*A- bo-mi-Da-zió-nc. [Sf. Lo stesso che ] Abbominazione. F. Callaz.Ab.lsac. 77-Sc uoi non abbiamo in odio le cose, che sono degne di abominazione.. Arominebole , A-bo-mi-né-bo-le. Add. com. F . A. F. e di Abbominevole. Or. A, Gir. itf.Le offertede' felloni sonoabomineboli dinanzi a Dio. (V) Abuminevile, A-bo-nu-nc-vi'lc. Add. coni. F.A. F . e di’Abbominevole. Rut.lnf. $4,1 .Mostrano codio e crudeltà, e più e meno abomincvilc.(V) Aik)mi KEV0LEi A-bo-mi-nc-vo-le. [ Add.com . Lo stesso che] Abbominevole. Ar ' Pur. 26. 41. Quei Piton cc. Alia metà di questo non fu tutto Nè tanto abominevol nè si brutto. bomvnevolemente , A-bo-mi-ne-vo-le-mèn-te. Aw. Lo stesso che Abbo- mincvolmcnte. F. Fit. S. M. Madd. 4. Aveva perduto il proprio ttmne, e faceva abomincvolemcntc a tutta la buona gente. (V) “ominevolissimo , A-bo-mi-nc-vo-lìs-si-ino, [Add. in. 3 superi, di Àbo- A C-oleXo stesso che AliboininevoIissimo./^.LrtZ. maximealiominandus. n J s , Evolme kte , A-bo-mi-nC'Vol-méu-tc. [Avv.TjO stesso che ] Abbomi- n J CI ‘i c -^o> Collaz. Ab. Isac.23. Non portare abominevolmente le pone degl’indi. A-ho-i Aboo. * (Geog.) A*bó-o, Abolì. Città dell ’ Indostun. (G) Abor.* iV. pr. m. Lo stesso che Aber. F, (B) Abora. * (Geog.) A-bó-ra. Città dell' Africa proconsolare. s , ABOR.4Ci.*(Geog) A-bò-ra-ca,Aboracca. Città della Sarmazia asiatica .) (G) Abokamo. * (Geog.) A-bo-rà-mo. Isola del Mediterraneo presso la Costa di Fez, (G) Aborigeni, * (Geog.) A-bo-rì-ge-ni, Aborigini, Àberrigeni. Popoli primitivi della Grecia e dell’ Italia specialmente del Lazio. Anche in. generate questo nome appellativo si dà ai pruni abitatori d'unpacse, o sia a quelli che ivi ebbero la loro origine, a distinzione delle Colonie , 0 d* altre schiatte venute a dimorarvi. (Cosi detti o perché ab origine aiutarono il paese, per opposizione a’nnovi coloni j o perchè viveano cr- ' - - —-U.....,niK,rm ii/i ttimili il:»l ffr nnn OVPSll (G). {_ Zool. V. mi-nó-so. [ Add. m. Lo stesso che ] Alibomiuoso. Aiioii'n' A-hó-na. Fiume dell' antica Albione. (G) Ano A " ORI) A-hon-da. Fata benefica presso i Francesi. (Mit) a.-'f, ’■) * A-bou-dàn-te. Part. di Abondarc. Lo stesso che Abbon- Abo ‘ A ' h \ Fr ' cq> 'àìx\ì~7JA.Sf.Lo stesso che Abbondanza. F^Bemb.Stor.y. 97. Abon 1 >os *° mare,di moltissime cose abondanza ecopia somminislra.(V) Abon ^* Z1A 1 * A -bon-dàn-zi-a. SfF.J.r. c di' Abbondanza. Fr. Giord.( O) pp r ‘ E ’ A*bon-da-rc. Att. e n. ass. Lo stesso che Abbondare. F • Fit.SS. 1 ’t* J *^ are misericordia di quello che ahonda loro. Bemb. Pros. ABONr.Evr! ,C C ° S a < I ,,a li abondiamo, sono da noi men care avute.(V) •ftoc-* * L r’ A ; bó,1 * rfe ' V0 ‘ Ie - Add. com. Lo stesso che Abbondevole- V • brutti deliba n ° U ^ l ^ uose desidcrii la biada abondevole de’ Abo>- zai'JjmJUCVVJIC- non fruttuose spine dei desiderii la biada abondevole a i('ne allogano. (V) om\NOEVPL'MEisTE, A-bon-de-vol-mén-fe.^f'M.A.o stesso che A bhondantementc. , F.Bcmb.Star. 6.79. À voi abondcvolmciUcverrà in mano co*** * , * A-bón di-o. IV. pr. m. Lo ra ni mano quello che si cerca. stesso che Abbondio. ^.(B) ia aa aiiri, cui un juuhh -- —- 0 , c . , ) Così diconsi pure gli animali propru d un paese, lar, Fiag. Animali proprii di questo paese o vogliam dire aborigeni, (/r; Aborigeni di fi', da Indigeni. Quelli sono propriamente gli autori, 1 fondatori delle origini de’popoli \ questi ( dall’ ani. prepas. indù per in, e da seno per gigno ) diconsi i nati in quel luogo ove dimorano. Gli Aborigeni sono opposti a Coloni; gl’ Indigeni a Forestieri, c comprendono tanto gli Aborigeni o antichi abitatori del paese, quanto i discendenti delle Colonie ivi stabilite. Questo nome si applica altresì alle cose prodotte dalia cultura e dall’industria del paese ove si trovano. Ab origine. * Modo avverb.lat.-=zOriginariamenle,Dal bel principio. Segn, De.m. Faler. p. ^ 5 . Mazzi. (B) Aborrello. * (Agr.) À-bor-nèl-lo. Sm. F- corrotta di Avorniello.? 7 ".(A) A boro.” ( Geog. ) A-bò-ro. Città e distretto della Guinea . (G) Aborrarb, A-bor-rà-rc. [ JS. ass. Lo stesso che 3 Abborrare. F, Aborrente , A*bor-rèn-te. [ Part. dì Aborrire. Lo stesso che 3 Abbonante. F. Lat. abborrens , alienus. Gr. à-Wcrpios. Guicc. Stor. g, 11 Re di Francia aborrente di far la guerra colla Chiesa, desiderava sommamente la pace. E 14* 683. Il marchese di Pescara, cc. aborrente di mutare la prima conclusione. Abor)ìentissj 3 io,A -bor-ren-tis-si-mo.C^/^/.w.] supeil.di Aborrente. —,Abbor- renlissimo, sin. Lat • alienissimus, maxime al/horrens. Gr. ctWorptoLrotros. Tnitt.segj'.cos. domi. Con un animo aborrentissimo da quelle operazioni. Aborrevole , A-bor-i è-vo-le. [Add. com.] Abominevole .—,Abborrcvolc , sin. Lat. aboininandus. Gr. ^§éXd>ctos. Ar. Fur. ^o.p^Que 1 smisurato mostro , orca marina , Che di aborrcvoi esca si nutriva? Aborrimento, A-bor*ri-méu-to. [ Sin. Lo stesso che ] Àbborrimeuto. F 9 Aborrire , A-bor-ri-re. C Att. Lo stesso che ] Abborrire. F. Aborrito, A-bor-rì-to. [Add.m.da Aborrire. Lo stesso che] Abborrito. F, ABor,TARE,A-bor-tà-re.[iV.ass.] Sconciarsi.Lo stesso che Abortive.F.Lat. bortum facere. Farcii.Ercol. fg 5 .Nonabortare,0 disperdersi,come dite voi altri, ma sconciarsi. » Segner. Parr. Instr. 8. 1. Talora le pedate mere d’un lupo han l’alto tutto a un tratto abortare una cavalla gravida. (V) Aborticcio , * A-bor-Uc-cio. Add. m. Abortivo. A. It . Fr. ( 0 ) Abortire, A-bor-tì-re. [ i\ T . <7.9,9. Mandar fuori il parto avanti il tempo.— , Aortarc, Sconciarsi , Sciuparsi, Stiparsi, Disperdersi,] Abortare- sin. » Face . IV. Sp. (O) 2 — * E11. pass. Sannaz. Arcad. Pr. 10. E qual rimedio sia alle solitarie pecore che per lo spavento do’ tuoni non si abortiscano. (B) Abortito, * A-hoi*ti-to. Add. m. da Abortire. F. di reg. (0) Abortivo, À-bor-tì-vo. Sm. Sconciatura. Lat. aborlus, us, Gr. ixTpwux, Alar. S.Grrg. Abortivo è la creatura che nasce innanzi lo dovuto tempo. Abortivo. Add. m. da Abortire. Lat. abnrtivus , a, uni . Mor. S.Greg* Or posson venir all’ eterna requie gl’ infanti abortivi? 2 — [ Fig. Inferiore, Picciolo.] Cavai. Specch. Cr. San Pagolo ancora si chiama abortivo e minimo. 3 —*(Med.) Dicesi di ogni cosa che ha relazione all'aborto. Quindi, Feto abortivo, Feto nato innanzi tempo. (A. O.) 4 —* (Tcrap.) Droga, Argomento abortivo: Sostanza cui è attribuita prò- prietà di espellere il feto prematuramente, ec. (A. O.) 5 — (Bob) Si dice delle piante e de’frutti venuti innanzi senza poter arrivare a maturità e perfezione, (À) 6 — (Ar. Mes.) gss- di vitellino, ed è quella carta più sottile che è fatta dalla pelle d'un vitello abortivo. (A) Aborto. (Med.) A-bòr-lo .Sm. [ Disgravidamento volontario o involontario d' un fèto vivo o morto, avanti il tempo legittimo del parto .] Sconciatura. Lat. abortns. Gr. 'ix.rpup.x. » Redi Leu. La nuova inaspettata dell 1 aborto della serenissima sig. Elettrice . non ini accenna cagione alcuna clic eifettivaincntc sia considerabile per epiesto aborto. (A) 2— Si dice altresì del'fèto istesso venutoinnanzitempo,ed anche abusivamente di quello che, morendo nell'utero, continua a staivi oltre il termine naturale. RediLctt.Qa quel patimento in poi che ebbe nel partorire l’aborto.(A) 3 — /'«-.Cosa fatta alla peggio, o che sia riuscita infelicemente. Dal. Cìcaì.(A) 4 — * Peccato , Azione peccaminosa. Segner. Conf. Isti-, c . io. Non c poco se dopo il lungo tempo non facciano ancora un aborto. (V) 5 — (St. N.) Qualunque frutto , fiore , o altro prodotto della natura , che nel suo genere sia mostruoso. (A) 6 — * (Rot.) 'L'Aborto delle piante è quando i pistilli non sonfecondati dal’a polvere degli stami : il che per molte cagioni avviene , e pub esser generale o parziale. (Ag) », Abosi. * (Geog.) A-bó-si. Citta del Giappone. (G) Abosina. (Agr.) A-bo-sì-na. Sf Fruito dell'ahosmo. (A) Abosiko. (Agr.) A-bo-sì-no. [Ani.] Sorta di susino. Duo.Colt. i<95.L’altra turba de’ perniconi ec. sampieri , abosini,et cetera non se ne cura. Aboti. * (Geog.) A-hò-ti- Dal. Abosis. Città dell' Egitto. (G) Abotriti. * (Geog.) A-bo-tri-li, Oboli-iti. Popoli Slavi. (G) A botta di bomba. (Milit.) Dicasi di que'coperti fatti a volta, russi- ro A BOTTA DI MOSCHETTO curati con blinde ni di sotto , e tcrrnpiennti ni di sopra , che resistono alle bombe .—,A vesistcnzadi bomba, A Ila prnnva d‘ Ita bomba, sin. (Gr) A botta di moschetto—di pistola. (ÌVlilit.) Dicesi di qua’ Umori tumul- tuarii di legname o altro, che si costruiscono in modo che riparino il soldato dalle moschettate. — Intendasi anche dei petti delle corazze i quali resistono all’azione della palla del moschetto o della pistola. (Or) A botta di spada.* (ÌVlilit.) di Armatura di dosso che resìste alle botte della spada. F. Ammetta. ( 0 ) A bottega. * Avverò, col t\ .Sture— Esercitare un mestiere . ^.Stare.(O) A bottino. * Avverò, col t\ Mettere Saccheggiare. Morgante. ( 0 ) 2 — * E col o. Andare. saccheggialo, y. Andai'c a bottino.(N) Arra.* (Geog.) Citta della Nubia,—della (inine a. — dell'Arabia. (G) Anraam, * A-bra-àm, Àbramo. JSf. pr. m. ( DaU’ebr. ab padre, e ramam essere esaltato; ovvero da ab padre, rab molto grande» e hamon moltitudine : Padre esaltato, o Padre di grande moltitudine. ) (B) Abhaamiti, * (St. Kcd.) A-bra-a-mi-ti. Monaci cattolici martirizzati pel culto delle immagini. (Ber) Ante a. ax. * (Aliti) Sm. /jO stesso che Abrasax. y. (Mit) ABRACADARRA.*(Med.) A-h^a-ca-clà-bra. Nome che sevviva a formare magica figui Y7, cui si attribuiva virtù di prevenire e guarir malattie. —,Abracalan, sin. (È formato, dicono gli Enciclopedisti, su ia parola^/»rwax.V,)(Mit) Abracala. * (Mit.) A-brà-ca-ia. Divinità siriaca. (Mit) Abbacala^. * (Med.) A-bra-ca-làn. T. cabalistico , al quale attribuivano gli Ebrei la stessa virtù che alla parola Abracadabra, y. (Mit) Abbacai.ano, * A-bra-ca-là-no. N. pr. fri. Lai. Abracalan. (B) Abracaleo. (Asti*.) A-bra-ca-lè-o. Nome della seconda stella de' Gemelli , che si chiama anche Polluce. (Min) Abracax, * (Ant.) A-bra-càx. Sm. Lo stesso che Abrasax. V. (Mit) A braccia. Posto noverò, co' v. Portare, Prendere e simili , vale Sulle braccia. Lat■ ferie inter manus. Nov. ani. 5 y. 5 . Le dame scesero delle logge i e portarlonc a braccia molto soavemente. 3 —- yale anche Colla forza delle braccia, Per forza d’uomini. Srgn. star. 2. 3 g. Erano forzati a fare co’ inolini a braccia. G. V. 7. 27. 8% Allora cominciarono a gridare , a prendergli a braccia. 3 —*A gran nns\.\rti.Salvm.P ros.sacr.ifp. Si può dire di lui con piena verità, che il crescere di sua virtù sia stato a braccia, cioc a gran misura.(B) 4 — Co* v. Dire , Predicare e simili Senza preparamento e senza imparar a mente . Lat. extempore. Or. otùrGr^tblùs. A braccia aperte. Posto avverbiale Colle braccia distesc.Lat. passis mani- bus. Gì\v<-àìju.zx;. Tass. Ger. * p.^chSupin, tremante, a braccia aperte,c steso. *2 — Con gran desiderio. Lai. avido. A tracia quadre. Posto (tvvcì'bial — A misura di braccio quadro^ che è lo spazio quadrato d’ un braccio di lato. 2 Per metaf. Abbondantemente, Largamente, Moltissimo. Lat.abun- dè, a/fluenlcr. Or. a 0 oVws Alleg. 18. Conoscendo pur che lo fate per un affezionato e sorvilorcc amico, che vi si raccomanda a braccia quadre. Abracona. * (Gcog.) A-bra-cò-na. Lat. Abraconium. Citta della Tur- comania. (G) Abradate , * A-bra-dà-tc , Abradara. N. pr. m. Lat. Abradates. (Dal gr. dorico habrotcs , hibrotetos mollezza, delicatezza.) (B) Abradi. * (Gcog.) A-brà-di. Città della Guinea. (G) Abragiare , À-nra-già-rc. {.Alt, Propriam. Ridurre in bragia o Infocar come bragia alcuna cosa , ] Ardere , Abbruciare. 2 —- C E 11. ass. in sign. metaf. Vcrgignare. 3 Ditiam. 2. 3 i* E sopraggiunse: pensa s’io ahragio. Abragiare dii!', da Ardere o Abbruciare. La voce Abragiare andatoia disuso è propriissima per esprimere !’ alto di ridurre in bragia 0 infocar come bragia alcuna cosa. Si abragia il carbone prima che sia arso o abbruciato. (A) Ahragiato , * À-bra-già-to. Add. m. da Abragiare. V. di reg, ( 0 ) A8RAJACHB. * (Aut.) A-bra-jà-clic. Nome d’un buon Angelo , secondai Rasilidii. (Mit) Abramare , * A-bra-mà-re. Alt. V, A. Lo stesso che Bramare. V . ( 0 ) Abramato,A- bra-mà to. Add. m.[<&Abramare.] V.A.Bramoso.Lnt. cupidus, inliians. Fr. Jac . T.6.i$. 3 #.Cbe sospiro a tutf ore , Si ne vado abramato. Abrameo *, A-hra-mè-o, Abramio, Abramita, Abraamita. Add. pr. m. Di Àbramo. (B) Abramo , * A-brà-mo j Àbraam , Ibraim, Ibraimo. N.pr. m. Lat. Abram. Àbramo , Abraham. y. Abraam. (B) A branchi. Posto avverò, vale A schiera , A molti per voti In quantità. Lat, gregatiui. Gr. àytxfihóv. Sen. ben. Vaiclu 6. 3 i. Che clla.avea messosi in casa gli adulteri a branchi. A0RANcnr(Zool.)A*bràn-chi.tS'/?2.pòZaZ.abranchi.(DaI g r.a priv., c branchia branchie. ) Ordine dì animali privi di branchie apparenti , e che respirano 0 perla superficie della pelle 0 per qualche cavità inferiore. (Aq) A brani. * Avverò, col v. Cascare 0 simili , e dicesi de.le vesti logore, y. Brano. ( 0 ) A brano a brano. Posto avverbiaìm. vale Minutamente , A pezzi. Lat. znembratim, frustatili), incisila. Gr. gihiivrl. Dani. Inf. 7. 1if Troncandosi co*denti a brano a brano. E i 3 . 128. E quel* dilacerato a brano a brano, Poi sen portar quelle membra dolenti. Ar . Fur.21. 52 . Coi denti la stiacciava a brano a brano. Buon. Fier. 3 . 4. 11. Ad usurpar dell’oro e dell’argento A brano a bran le vestimenta illustri. Abrante '(Geog.)A-bràn-te, Abrantes.Lat.Ahrantus.Cit.delPorlogallo. (G) ABRASAX>(Ant.) A-bra-sàx.j£m .Nome dato da Ba&iUdc e da'suoi sellarti al Dio onnipotente colle sue 365 virtù , il che era pur figurato dal valor numerale delle sette lettere che tal voce compongono. Quindi le attribuiva! 1 proprietà meravigliose , e ne formavano amuleti e talismani , —, Abrabax, Àbracax, Abraxas, Abraxes , sin. (Dal gr. habros bello, magnifico, e sao io fo salvo, io conservo e vai dunque, secondoBeau- sobr< : Il bello, Il magnifico salvatore 5 probabilmente il Sole.) (Mit) 2 — * L’amidct) stesso , gemma , laminetta , cilindro^ 0 statuetta che fosse , in cui era impre sa la voce Abrasax 0 Abraxas. (Mi!) Abrasione. (Med.) A-bra-si-o-nc,*S/i Lat. abrasio.Gr. oneciunt, Rudimento , 0 ABROSTINE Rasura , Ulceramento superficiale con perdila di sostanza sotto dì piccole strisce 0 radiuUtve della membrana interna degl’int ( ’ sli>ii ‘^ In generale ulceramento che appresenla i medesimi caratteri ■ fa. Abraxas. * (Ant.) A-bra-xàs. Sm. Lo stesso che Abrasax. F. O ilJ ' Abraxes. (Ant.) A-bra-xès. Lo stesso che Abrasax. y. (B) J Abrazite. ( Min. ) A-bra-zì-te. S?. Sostanza vulcanica fòrffl^ jj cristalli ottaedri , piccoli , ma distinti , e che hanno la lucente ^' trasparenza , e la frangibilità del vetro , Il suo colore è azzui'S , dente al grigio , e talvolta al rosato} ì suoi cristalli solcano d ^ e lasciano una traccia leggiera sul calcedonio, (B) Abrelleno. * (Mit. Gr.) A-brcl-lè-no. Soprannome di Giove. (Mit) . Abresunzio, Ab-re-mm-zi-o. V. scherzevole presa del lat. ed w** 1 dimostrare avversione , o per negar di acconsentire a qualche cosci* Abercuunzio, sin. (A) 2 — * In sign. di Ritiuto, Abjuro, Detesto. (O) . jA Abretana. * (Gcog.) A-brè-ta-na, Abreitena , Abrettina. Provine^“ Alisia orientale. (G) ^ Abretano. * (Mit. Gr.) A-brè-ta-no. Soprannome di Giove molto 0110 ^ nell' Abretana. —, Abietteno, sin. Lat. Abrettaaus , Abretten uS ’ brettinus. (Mit) * Abrezia. * (Mit.) À-brè-zi-a. Ninfa che diede Usuo nome agrd^r della Misia. (Mit) Abri, * (Geog.) Antichi popoli dell’ //brio. (G) Abricio. * (Geog.) À-brì-ci-o. Lo stesso che Abrito. y % (G) Arrida. * (Geog.) ’A-bri-da. Parie della Mauritania, (G) ,À A brievs andare. Modo avverò . Conti-,aio di A lungo andare. * l. 2. car. $6. Certo sono che egli a brieve andare non sola* 1 * Amore averà alla vita degli uomini tolto via , ma ec. (V) A briga. Posto Qvverbìal vale Appena. Alodo basso. Lat. vis póXts. ALdm.jo. 36 .Ch' e’non 1 * ha a briga tocche fle busseJ che l’ha 3 -7- * Dicesi anche A gran briga, A mala briga, y. Briga, §. 1$', j A brigata a brigata. Avverò, vale Scambievolmente. S. Ag %t. ^ 1 . 3 *. Quelli che poterono fuggire, e ghignerò a Cartagine, tutti) a brigata a brigata fanno le pazzie de i strioni nel teatro. (V) . ^ a — A muta a muta. Bui. A muta a muta , cioè scambiandogli a brtf a brigata. (V) , A briglia sciolta. Posto avvevb. [ Colle briglie abbandonale ; e h, metaf. J Abbandonatamente , Precipitosamente , Senza ritegno. praecipitaiiler , laxis habenis. Gr. «xccAiVws. Seti. ben. pareli. ^ Tanto minacce di guerra, c 1’ empito quasi di latta Li generazione uiH’J che se ne va a briglia sciolta, sosterranno pocliiVimi uomini, 77. Questo mi accese la collera di maniera jer 1 ' altro , eh’ io m* dussi a poetare a briglia sciolta. .a Abrimeatari.* (Geog) A-bri-me-a-tà-ri. Popoli della Gallia Celtica. J Abrincatdi. * (Geog.) A-brin-cà-tu-i. Popoli della Gallai Celtica. Abbiti. * (Geog.) A-hrì-ti , Arabili. Popoli dell’ India. (G) ,A A BiiITO.*(Gcog.) A-brì-to, Abruto, Abricio. Cit. della Mesin inferiore^ ‘ Abrizaxo. * (Mit. Pers.) A-bri-zà-no. Pesta persiana. (Mit) Auso. (Bot.) Sm. Nome dato ad un genere di piante per allusione ■ . delicatezza delle loro foglie. ( Dal gr. habros molle , delicato. ) Anno. * (Geog.) Città della Russia europea, ((t) j Abrobia. * (Lett.) A-bro-bi-a. Sf. V. G. Lat. abrobia. ( Dal gr. dilicato , molle, e bio io vivo. ) Modo dilicato e molle di vivere. Abrobio. * (Lett.) A-brò-bi-o. Sm. P.G. Colui che mollemente v ct’. i : ’i Abhocaite. * (Mit.) A-bro-c.i-i-te. Add. m. Epiteto di Apollo dalla chioma. (Dal gr. habros molle, e chìale capigliatura.)'(Mit) A brocchi. * Agg. d’una specie di tessuto. E'. Broccato. (G) Abrocome. * (Mit. Gr.) A-brò-co-me. Epiteto di Bacco. (Dal gr. ht™ molle, e come chioma. ) (Mit) . Abrocomo. * (Lett.) A-brò-co-mo. Add. m. V. G. Colui che ha # ^ pellatura dilicala. Lo stesso che Abrocome. E, (Van) ,0 Arbodieta. * (Lett.) A-bro-di-è-ta. Sfi Maniera divivere molle e O luosa. ( Dal gr. habros molle , e dieta modo di vivere. ) (Van) . Abrooieto. * (Med.) A-bro-di-è-to. Addai. E. G.Lat. abrodiaetus. (U J ' [).] habros dilicato, e dieta dieta.) Dilicato nello scegliere gli alimenti. ( .j. Abrogare, Ab-ro-gà-re. [Att.] Cassarej Annullare per autorità pid'* Lat. abrogare. Abrogato , Ab-ro-gà-to. Add. m. da Abrogare. L,at. abrogatila- /()] Abrogatore, * Ab-ro-ga-tó-re. Ecrh.m.tli Wtm'rire.Che abroga. E.dir e é\ Abroc-atrice, * Ab-ro-ga-tri-ce. Eerb.f. di Abrogare. E. di reg- (E 1 1 Abrogazione. (Leg.) Ab-ro-ga-zió-ne. Sf. Lai. abrogativi. Abolizia" l \) sia l atto dinvocare , d’abolire una legge per autorità del i-gislaloi' e ‘ *jj L’ Abrogazione dilli dalla Rivocazione è dalla Derogazione. Q ,l!1 # lina lejige qualunque è aboiila dal legislatore, diersi Abr gala. H siane è propriamente 1 ’ abolizione d’ una legge nuova. Deroga 1 ' 1 ^ significa il tor via solo q laiche parte della legge. Quando si P ti» 1' effetto della leggi caso particolare o in favore di ale' 111 ® pi ha Dispensazione-, e se qualche clausola vi si aggiunge, si din 0 V. Surrogazione. (A) Acroma. (Bot.) A-brò-ma. Sf. E. G. Lat. abroma. (Danpriv., cibo. ) Genere di piante i cui fi-ulti non sotto alimentasi. (Aq). f Abromo , * A-brò-mo. Sm. E. G. Lai. ahromus. (Da a intens*’ Ji bromos fetore. ) Dicasi ordinariamente del felor che tramanti leoni , le capre, ec. ed in generale di ogni cosa di cattivo odor*- ( .:i Abrone , * A-bró-nc. N. pr. m. Lat. Abron. ( Dal gr. habros , a ’ molle , delicato. ) (B) ili' Abronia. (Bot.) A-bro-ni a. Sfi Lat. abronia. ( Dal gr. habros licato, deganle. ) Genere di piante i cui fiori sono guarnìU involucro, che ha il lembo d’un bel color di rosa- (Aq) Abronico , * A-brò-ni-eo. N. pr. m. Lat. Abronicus. Greco. E.AbrOf ^ Abrostine. (Bot.) A-bro-sti-ne. [A/n.] Propriamente spezie d’uva; se! i>t f;'* conciare il vino dandogli colore , tirandolo , cioè chiarendolo , dogli il brusco. —, Abrostino, Abrostoìo , sin. Lat. vitis ^ ,nl ,1* labi usca. ( Viene dal lat. ad urborem Hans , perché e pia* 1 * 8 Coll. 166. L’abro- e deboli, ec. perchè arrostino sale su gli altieri c stassi co’ rami loro. ) Cai ■ stille è la concia, c la medicina de’ vnu grassi gli tira , colorisce e aggrandisce. abrostine. F-Soder. Colt. &BROsTiso.(Bot.) A.-bro-sli-no.[d’m.£o stesso che ] supplimento di m.Ecco l- abrostine, o colore prodotto dalla ^£ ae trova tutto quello dove mancassero l'ignoranze deg bianco , che del bianco ancora, il quale fa’! medesimo eiletto al Via mane , fa’l nero al nero. l a vite salva- a—Uva salvatica.Éat.iabrusca.i'r..Azc.6eM.Noe P„ ; 1 «rutto dalla vi- tìca, cioè gli abrostini..imgfteH.Teinpo e di crebbe spina cc. . te, ella diede abrostine, e m luogo ^i.rosa lungamente creo i Aurostola., * (Geog.) A-brò-sto-la. Citta della b« . S ryan) Abrostoco. * (Agr.) A-biò-sto-lo. Lo stesso che Ab ' , -> rgv Arrota. , * A-bròta. N. pr. f. ( Dal gr. abtylos ìmmorU^-ì^ Abrotano. (Bot.) A-brò-ta-no. [Sin. Nome dato a P n j a nere delle artemisie. Suffrutice volgare di due s l‘ eL , ' U seme antichi ; il maschio e la femmina > ambedue amare g ....fato seb- ed i fiorì sono molto simili all' assenzio , e di odore ' l ' Jh 'fami- bene alquanto grave.Appariuuie alla classe smgenesit p glia delle eupatori,ie.~, Abrotino, Abrotono, Abruotm.g3 iVbrnoU ^ sin. Lai. abrotauuin. Gr. à^òravev. Tratt. segi. c ' Q Sannaz. mancamento de’sangui del mese, usi la bollitura dell , ' M mc h. Arcaci. Egl. io.Che tal più pute eh'cbuli ed abrotano. *- E 1’ amaro centauro e ’1 grave abrotano. (.A; , , * — Sempreviva. ( Dall' a priv., e brotos mortale. ) G V abro- Abrotanoide. (Zool.) A-bro-ta-nò-i-dc. Sf.Lat. abrotauoi • C 6 cora Uo tonon abrotano, ed «dos forma , rassomiglianza^ ) Specie * . _, ,„ v „ lv , llIW , ìassui 0 . - / — 1 --- ^ Somigliante alt abrotano femmina da cui prende il nome, sopra gii scogli nel fondo del mare . (Aq) 3 SnArsir, — - -I jonao ael mare. (Aq; eia al di fuorìTt? C °T ,Sta , f tubercoluti porosi ; grigio-gial- vomposca ai cuoercoieui } hccia al di fuori e biancastra al di dentro . (Aq) •ABJioriNo. (Boi.) A-brò-ù-no. iòni, Lo stesso che ] Abrotano. V. ARROTO. * (Mit.Gr.) A-brò-to. Add. m. V. G. (Dal gr. abrotos immorta- ) Epiteto dato ad Apollo. (Mit) Aim-rth»» * k \ \ * *■' protone , * A-brò-to-ne. tV. pr. fi Lat. Abrotones. (V. Alrota.') (B) ® ■ * (Geog.) Citta marittima dell' Africa orientale. (G) Abiiotono. * (Bot.) A-brò-to-no. òrti. Lo stesso che Abrotano. y.AnguilL i 6 j. produce le foglie simili al primo abrotono. (B) Aniujcune, A-bru-cià-re. Alt. Lo stesso che Abbruciare. y. (A) A bruno. Posto avverbialm. col v. Vestire , o simile , vale Usar quella reste che s' usa per onoranza de'morti. Lat. veate lugubri. Gr. ircvji- Petr. canz- 5 . 7. Tulle vestite a bnm le donne Perse. 2 ■—■ * Per metafi. Salv- avveri. 1 . 2. 12. Per poco diresti che la nostra favella , quasi rùuasu vedova , si fosse vestita a bruno. (V) Abuuotin A.(Bot.) A-hruo-ti-na.(»y/ILo stesso che Abrotano.} C? .6. 11.1 .L’a- bruotiiia è erba calda e umida m primo grado, e sottigliaUva c apri- tiva molto. Abruutino. (Bot.) A-bruo-ti-no. [Sm. Lo stesso che Abrotano./'' - .] Pallad . Se questo non s’ ubbia , sospendasi la vergi dell'abruotiuo. Annuirò (ex) Aw, lat. Improvvisamente , Precipitosamente. (A) Aniiu^cuRE , A-bru-scià-re. Au. y. di' Abbruciare, Bernb. Slor, 8 . 11 5 , Avendo tolto via 1 libri cc. ed a pruova uelia piazza in presenza del popolo abrusciatili. (V) AuRtr/.iEsE, * A-bi uz-zé-se. Add.pr.com . Di Abruzzo o degli Abruzzi.(B) An ruìzo. * (Gcog.) A-brùz-zo. Lai. Aprutinra.(àccoixdo il Muratori,è nome datoatulta la contrada da una città che ilportava;c vuoisi primitivamente tratto da «per cinghiale.) Nome di ire prvv. nel Regno di Napoli. (G) ’^ac/. * (Geog.) At>su-gi. Popoli che abitano presso il Caucaso. (G) Ausami* , " Ah-su-ni-u, Assania. iV. pr. rn. Lai. llabsunias. (Uail'ebr. hfiaba ^GidUrsi , tanna scudo, e jah signore; Occtiilamcnto delio scudo del .^'iore. ) (li) Aksaiìo. * (Geog.) Ab-sa-ro. Lai. Absarum, Fàune d'Asia nella A cf dde. — Città all' imboccatura dì esso fiume . (G) ‘ u b^URG0. % (GonttA ir,k.L,',. Castello cu-, , „ (^ 00 &-) Abs-bur-go, Habsboui g. di Svizzera, t ài ri. F. L. F. e di’ Ascesso. { Dal lat Il tagliare. —, Esci- 1 usso. (Cliir.) Ab-scés-so, nessun. ) (Uiz. Cbir.) . . , cr tr T.. Absossiomb. * ( Chir. ) Ab-scis sx-ó-ne. àj. r ■■ " «louc sin. Lat. abscissio. Or- «ironorvi. (.A. •) , p ej ,- £0 funesto a ~ * (Mcd.) Gli antichi dinotavano con questo nome anche J delle nudaUie. (A.O.) z ' T F e di' Assentarc. Abskstahe, » Ab-sen tà-re. All. e n. pass. V. L. P ■ Cns,;..u- - i/} ' ^ 0) ^pdghfne. “"SZHTIJ. ■‘■s. O EV>V,«D Ab E l r u : te - Add. con). F.A.e L. F-e di' Assente. Cas.lett. A due. (h) *° sono absente, e non si copioso di parenti nella città. “Esenti. (Vx **reg. f. gr. Non si sarebbe ricordato degli suoi fratelli Gli pul-e a Jiv - Pur. nj. f. Ma quando da Medor si vede absente , Antii-H/A Al Vtr * as ciato a dietro il core. (P) «rou(jo*; a ^ r *' za, CA’/’.3 F.L. Lo stesso che Assenza .F. Eat.abscntia. Gr. Absbs 214 ■fff Leit. ( Vy. Oidinaii: c he vi sia trovato ima casa in ahscnza. mezzo no ,? èn ' z '- a -.CAZ F. L. F.edi' Assenza.] Bemb. Ah. In questo Uè teinuo 11 ' m ' (rav 'gh arc dell’absenzia mia. Ar. tur. 2 8. t6. Che . uvveojr;, “ c absenzia mai dar crollo, Nè buona o ria fortuna che gli ” B seo*ai.’. 0 ra . a quella memoria salda e torte A,,.. ’ -*-n-s :> e.Q i tv .. r . », ^ __ _ ui C AU» IC. 7T^' 0, N.pr.m. Lat. Abseus.(DaU'cbr.«i padre,e^eonbattaglia.)(B) Ab-si-da. Sf. F. G. Lat. absis, apsis, absiila. Gr. ,, y Arco -— Assida, sin. tv\ & m via. d'Al/>-.. i ~ t - i _.«...u moitif au«-‘ auoiurt Bsandro. £ , ie£ ^ r i nc . dd c . 65. Ed ecco andando, noi trovammo ’ ìa « 1 •* „ , . ’I Assida, sin. (V) ia. y- forse di Gran lapida o Monumento dimostrante anche la 'Ali*...’i e ad A. 64■ 34 z. ni tit. Pervenimmo insino alla absida „ . E nrì .r-‘ - " " ’ fila „ " ne *' a a l>suia l dT 0 i a di do _www «uutuiuu, udì iruvummu marmo tutta iscritta , e la scrittura era questa: que- Wf n . marmo fece fare e qui porre Alessandro impCTadore quandi ^ ar ^° rc di Persia. {Ai c. 6g. 355. in luogo di Absida oh - Alla sedia d.’ della quale dì sopra c dHto. ) (V) ■’ Alessandro A BUON CUORE 71 Àbside. (Àstr.) Ab-sì-de. Sf. Lat. absis, circulus. Circolo dun pianeta t o piuttosto V estremità dell ’ asse maggiore della sua orbita . (A) 2 —• ( Archi. ) i Sf Lo stesso che Apside. V. (A) Absidi. ( Asti’. ) Àb-sì-di. Sf. pi. Lo stesso che Apsidì. V . (Min) Absilia. * (Geog.) Ab-si-li-a. Contrada che ficea parte delta Colchide\ G) Absiliense.* (Geog.) Ab-si-li-èu-sc, khò\Y\o. Add.pr.coin.Abit.dell!Absilia>(fj) Absinti. * (Geog.) Ab-sìn-ti, Absintieui* Popoli delta Tracia. (G) Àbsinzio. , Ab-siii'ZÌ-o. Sm. y. A. y. e di' Assenzio. (Aq) Acsirtia. * (Geog.) Ab-sir-ti-a. Cit. che diede il nome alle is.Absirtidt.C G) Absihtidi. * (Geog.) Ab-sìr-ti-di , Assirtidi. Isole del mar Adriatico. (G) Absirto , * Ab-sir-to , Assùrto. iV.pr. m. Lat. Absyrtus, Gr.a^ipros. (Dal gr. apo lungi, e syrlos tratto. ) (B) # . 2_*(Geog .)Fideila Colchide , cosi detto da Absirto fratello di Medca.( Mit) Absorbere, Ab-^òr-lxe-rc. Att.anom. y.A. y ■ Assorbere. A annaz. hgl.^A.) Absorto, Ab-sòr-to. Add. m. da Absorbere. ^.Assorto. Tass. Ger.{ A) Abstemio, Al>-stè-mi-o. Add.m. Più comunem. Astemio ./^. Che non beve vino.Lat. abstemius. L.Panc. Sch. Ch’abbia ascrvir sì nobile Accademia Un che bev’ acqua, una persona abstenaia? (A) Salvia. Cas. Questo vocabolo metlioenia ec. è contrario al vocabolo abstemio, che viene da abs senza , e lemeium cioè vino. (N) . _ Abscts. * (Bot.) Sm. Specie del genere cassia , che cresce nell India e nell Egitto j i grani dc'tla quale po'vrrhzali e misti colto zucchero erano e sono ancora adoperati al collirio secco nell' oftalmia endemia dell’ Egitto. Lat. cassia abnsus Lin. ( A. 0. ) . Abcb. *( Mus.) Sm. Lat. abhub. Strumento da fiato , forse simiw al nostro cornetto, usalo dagli antichi Ebrei ne* sacrifici^ (L) Abubechero, * A-hu-be-chc-ro. N. pr. m. Lai. Abubecher, ( Dall’ ar, abbaia esclamò , e bogaron infortunio. ) (Van) A buccia strema. * Posto avveri. = Sino all'ultima buccia (corteccia), e per sirniL Sino all'ultima pelle, y. Buccia, fj, 5. e 11. (O) A bccciuoli. * (Agr .)Modo avverò.Lo stesso che A bucciuolo. Cr. 2 . 23 . 12 . Il quarto f modo d’innestare) è quello che si chiama a bucciuoli. (N) A bucciuolo. (Agr.) Posto aweil). si dice d'lina maniera d'innestare ^ C che si fa colla buccia della tnai'za del frutto buono , tagliata a guisa di bucciuolo di canna grossa , appunto come la marna del frutto cattivo , cui , sbucciata guanto basta , si adatta il bucc.iitol buono , in modo che combaci bene per tutto , e si fascia ben bene perchè si rammargini. —, A hncciuotì, sm, ] Cr. 5. 10. 7. Anche si può ingemmare, ovvero impiastrare , e innestare a bucciuolo del mese di giugno, o di luglio. Dav.Colt • *09. Puoi anche porre i piantoni in fosse, o formelle, clic è modo più breve, e quando sono appiccati, annestargli a bucciuolo, e far marroneto* Abucei. (Geog.) A-bu-cé-i , Bucci. Popoli dell ’ Arabia Felice. (G) Abuchir. (Geog.) A-bu-chir, Aboukìr. Luogo fimoso del Basso Egitto» — isola del Mediterraneo sulla costa d' Egitto, (G) Abudacio. * (Geog.) A-bu-dà-ci-o. Lat. Abudacium. Antica città della yin - dolina ( Baviera. ) (G) Abudemio , * A-bu-dè-mi-o. N. pr. tn. Lat . Àbudemius. ( Dal gr. apo innanzi ? c demos popolo. ) (B) A bue. Avverò, col. y . Andaren^^ndnrc olla peggio. ^.Andare abue.(O) Abueeide. * (Geog.) A-b.i-fc-i-de. Montagna deli!' Egitto. (G) Abula. * (Geog.) .’À-bu-la. Città del Perù. (G) A bulico. Posto avverò, co’v. Lavorare, Intagliare ec. vale Col bulino, Per mezzo del bulino.Sagg. nat. esp.i6g. Gom’ un cristallo intagliato a bulino. Agullo. * (Geog.) A-bùl-lo, Abuio. Lai. Abuja. Città dell’isola di Leita , una delle Filippine. (G) Abullosia. *(Geog.) A-bul-lò-ni-a. Lo stesso che Abellionte. y. (G) ABULOMRi.*(Mit.Maom.) A-bu-lòm-ri. Uccello favoloso de'Maomettani. (Mlt) Abumea, * ( Geog. ) A-bùm-ba. Città deila Costa d'Oro in Africa.(i'J) Abunci. * (Geog.) A-bùn-ci, Aboccis. Lat. Abuncis. Città dellEtìopia.(G\) Abcmuamtememtb , A-bun-dan-te-mén-te. Avv. y. A. y. e di' Abbont- r 1 a d ;m temente. (Min) 0 ' AbumdamziAj A-bun-dàn-zi-a. Sf. V.A. V. e «A’Abbondanza.Pr. Giord.(A) Abumia. * (Grog.) A-bù-ni-a, Città della Sarmazia asiatica. (G) A buowa caviglia. * Posto avveì'b. col v. legare vale Jìa . in profóndo sonno, y . Asino, §. i 3 , 2. (O) A buqsa equità’,* Posto avverò. =3 A buona ragione, Ragionevolmente. Cr. nella Pref I vocabolari! delle lingue già spente . . .si possono a buona equità ai grandi fiumi appropìare. (B) A buoha fede. Posto =z avverbialm. Bonariamente, Alla buona. Buon. Fier. 1, 3. f. Son ita a buona fede , ajunt aio . A buon agio. * Posto avverb.zzz Agiatamente, Comodamente. y.Agia,( 0 } A buona misura. Posto avvabialm. vale Soprabbondantemente , A misura colma. Lat. affiuenter , redundanter. Pass. 23 f Iddio renderà abbondantemente a buona misura , tormento e pena a coloro che fanno la superbia, cioè che adoperano con superbia. A buona pezza.* Modo avverò. r=s In gran parte, In abbondanza. Cr. nella Prefi Questo nostro nobilissimo cittadino ( Fazio degli Uberti) non è poi a buona pezza cotanto scorretto, come si dice. (B) A buona speranza.*P osto avvcrb.col Stare zzzSperare il bene.Bocc.g.z.n.o. Assai familiarmente il confortò, e gli disse,che «a buona speranza stesse. (O) A buona stagione. Posto avverbialm. = A proposito, Opportunamente . yend. Crist. Andr. ^2. Ringraziando lo nome di Dio, che l aveva soccorso a buona stagione , ed a buon punto. A buon concio. Posto avvet'bial.zzzOon buona pace, D amore e d accordo, Senza danno. Lat . concorditer, impune. Bocc.nov.44.12 . Se egli si vorrà a buon concio da me partire , egli converrà che primieramente la sposi. A buon conto* Posto avverbialm. dicesi allora che si da o si riceve diclina somma , per aggiustarsene nel saldo del conio. Sala, Spiti. 3 . 3 , Egli avrà pure avuto a buon conto cc. 2 _ e fig. Beni. Ori. 2. io. 11. Menò il Gigante a buon conto prigioni Color ec. A buon cuore. Modo avVerb. — Di bwma voglia. Lai. acquo animo. Gr. A. Gir. 25. Sono perdute 1‘ orazioni dell’ uomo , s’ egli non le f* a buon- cuore. (V) 7 3 A BUONE SPESE À buone spese. * Posto avverò. lo stesso che Con buon trattamento..^* Fui'. 20. 2j. Mandolio {Frontino) a Moni’Albano, e a buone spese Tener lo fece , e mai non cavalcosse. Monti, App. (B) A buonissimo mercato. Superi, di A buon mercato. Lat. vilissimo pre- tio. Fr. Giord. Pred. R. A buonissimo mercato vendono le anime al Demonio compratore. A buon mercato. Posto avverbialm. vale Per poco prezzo, rispetto alla giusta valuta, Lat. vili, exigno prctio. Gr. ivwvos. M. F~. 1 . 28. Per quello pregio che ’l Re di Francia volle, e a buon mercato. Sen. ben. Pareli. 6. 3 y. Per avventura, non desiderò egli di vendere a molti , ma ai vendere caro, e comprare a buon mercato. Alleg. 80. Si ’I po- pol si vedeva addolorato , Che vorrebbe le mele a buon mercato. A buono. Posto avverb.zzz In bene. Guitt. lett. 3 . 18. I) (j\ T ) Aburra. * (Geog.) A-biir-ra. Città della Nuova Granata. (G) Abusaccio, A-hu-sàC'CÌo.òV/i.pp"g, d A buso. Abuso grande,pessimo.Salvili. B. F. 4. t. 11. Questo abuso di servirsi a tutf’audurc di parole sporche, e disoneste... anche per un abusacelo. (A) (N) A-busamf.nto , * A-bu-sa-méu-to. Sm. Meno usato che Abuso. P.Mavtell. run. buil.j.j2,Dissc un vedendo tal abusameuto {di portar il carniere) Che fior d’ingegno avea, seco rideudo: Quanti sonagli se nc porta il vento.(B) Abusante, * À-bu-sàn-te. Pari, di Abusare. Che abusa. F. di reg. ( 0 ) Abusare, A-bu-sà-rc. [N.pass.] Servirsi della cosa fuori del buon uso , o Usare alcuna cosa male o inconvenientemente , e si adopera perla più in sign. n. pass. [M istigare, Soprusare.] Lat. abuti. Gr. xa-rctxpGtcr&ctt. Segner. Mann. Seti. io. 3 . Alcuni sono tanto lontani dasi pio senso, che anzi si abusano di questo detto di Cristo.» Menz.Sat.Dch si scordio le lire , i Hauti intasino, Se avvici! che gl’ ignoranti se n’abusino. (A) 2 — In sign. alt. Usar male, Far cattivo uso, e si costruisce col quarto caso. Segner. Mann. 7, ig. 2. Non può egli abusare questa potenza a violentare il tuo libero arbitrio. (V) Car. Apoi. Perchè non abusiate più la pazienza nè del Caro, nè d’altri. Bald. Dee. Dobbiamo bensì ricercare gli uflieii dei Sovrani in ogni nostro bisogno, c desiderio, ma non abusare i medesimi in appagamento di nostra sregolata volontà.(A) Abusato, * A-bu-sà-to. Add.m. da Abusare. P. di reg. (O) Abusatore , A-bu-sa-tó-re. Però, m.di Abusare. Che abusa , Che si abusa. Fr. Giord.Pred.R .Si fece per superbia abusatore della divina misericordia. Abusàtrice, * A-bu-sa-trì-ce. Ferì), f di Abusare. P. di reg. ( 0 ) Ab us azione , A-bu-sa-zió-ne. {Sf. Lo stesso che Abuso. Lai. abusus- Gr. KxrcixpwiS' Lib • cur. malatt. Vivono con assidua abitazione delle buone medicine. Abusione, ^‘k'i-si'ó-ne. iSfl Lo stesso che Abuso. V.] P. L • IJ abusare. Lat. abusus. Cavale. med . cuor. Onde Agostino scrivendo delle abusioni dei mondo, fra i’altre pene ec. Tratt. gov. fam. Posto clic la trista usanza, o abusione faccia il contrario. 3 — Disusanza. Bocc. C. D. 1. D’ogni parte discacciatala , la rimetterebbe in Inferno, cioè in dimenticanza e in abusione. (A) Abusivamente , À-bu-si-va-mcn-le. Avverò. Con abusione . Lat. abusive. Gr. jcoc.rccxpzd’ncios. t 2 —> Ingiustamente, Impropriamente. G. P. 10. 7 tu ò. Il quale si face^ va abusivamente dire Papa Giovanni XXII. E cap. 7 1. 1. Abusivamente si fa dire Imperadore. Bat. hif. 5 . Non che propriamente si chiami città, ma abusivamente. Abusivo , A-bu-sì-vo* Add. m- da Abusare. Mal usato, Detto ofatto impropriamente, [contro l’uso o le regole •] Lat• abusivus. Gr. xara^ps- srtJtc's. Segner. Manm Dici. 3 i. 6. Questi non hanno essere se non improprio, insussistente, abusivo. Abuso , A-bù-so. [AVn.] Mal uso [introdotto contro le regole. ■—, Abusione , Abusazione, Abusamelo, jiVi. 3 Lat. abusus. Gr. xecTxxpY,m<. Fui. E puossi dire, che quisia abuso nella significazione del comparativo» A CAGIONE 2 —Disusanza, Trasandamento. Lat. desuctudo, Gr. à.giXitx, Filoc. 5 . 5 - Fatte levare Perhe, le frondi , e i pruni cresciuti r lungo abuso. E 5 . 2go. Falle desiderar /quello che per lungo 3 avevano obbliato. 3 —di se stesso. Espressione de 1 moralisti. Polluzione volontaria* V*' 4 — * Col v. Fare: Fare abuso r= Abusare. (A) , /{ A bussa. Posto avverbialm. z=.S_ Abbonò antemente .]—, A busso, f lìh rl una sincope del lat- abundius , più abbondantemente. ) Attivi’' 3 . 4 • Avrem danari a bussa. £ A busso. P. A. Posto avverbialm. Lo stesso che A bussa. P* fluenter. Gr.xy^W' Patajf. A cafisso, c a busso, e a fusone. Abutige. * (Geog.) A-bu-tì-ge, Aboti gc. Lai. Abydus. CU. dell'Alto Eg$°rÀ Abutilo. (Bot.) A-bù-ti-lo. Sm. Genere di piante appartenente alto ^ monadeìjin poliandria ed alla famiglia delle malvacee ; comp^f più di cento specie , delle quali una sola cresce nelle parti r,ie,i . h nuli di Europa, ed è V Abutilo ordinario, Abotilo d’ Avic^j, Abutillo, Malvavisco bastardo. Pianta annuale, di stelo legnoso, °f tre in quattro piedi, con foglie alterile a cuore acuto , dentate °. ^ lutate, e con 'fiori ascellari giallognoli ; dalla sua scorza cavf 1 p Jilo. Lat. sida abutilon Lin. Augnili. Semp. 2jo. Avicenna dis^ Lutilo essere simile alle zucche. (B) (Ag) Abutto. * (Mit. Giap.) A-bùt-to. I lio giapponese. (Mit) 4. Abuzzagardo. (ZooI.) A-bus-za-gàr-do. Sm. Uccello del genette ( * e ’A cone.Lat. falco acruginosus Lin. (Dal lat, buteo sorta di uccello iTj e da arderis ardente ; così detto dall* esser più vivo , più vorace , c p pigro dell’ Abuzzago.) (B) Abuzzago. (Zool.) A-bus-zà-go. [tS*/n.] Uccello di rapina simile al ìlì ^ . —, Bozzago, Bozzagro, sin. Lat. bute. Gr. rp/op^off. (Dal lat. e da agrorum de’ campi.) Morg. 14 • 5 i. E gira l’avoltojo , e i’aba^ Abzirtana. * (Geog.) Ab-zir-tà-na. Antica città d'Africa. (G) ^ Àbzoedi. * (Geug.) Ah-zo-è-di. Popoli all’occidente della Svizia, yk AcABACA.*((i<ìog.)A-cà-ba-ca,Ce/eòre distretto nella Caria o ne Ila L id^ Acabaro. * (Geog.) A-cà-ba-ro. Antica città dell'India. (G) ( *\ Acaijaron. * (Geog.) A-cà-ba-ron. Antica città dell’Alla Galilea. ( ^ Acabbo , * A-cùb-bo , Acab. N. pr. m. Lat. Achab. (Dall’ ebr* \ altri legge ach, c che vale fratello, e da ab padre: Fratello del padi’ 0 ^ Acabe. * (Geog.) A-cù-bc. Montagna dell' Egitto. (G) Ac.4.BENA.*(Geog.) A-ca-bé-na. Regione della Mesopotamia. (G) Acabis. * (Geog.) A-cà-bis. Antica città della Ci etuiica. (G) Acabito. * (Geog) A-cà-hi-to- Alta montagna di Rodi. (G) J Acacalide. (Bot.) À-ca-cà-li-de- Sm. Seme di una pianta di Egitto che simile a quello dei tamarisco , e l'infusione dì e.??o rncttesi i li ’ 1 ^ lirii che si fanno per rischiarare la vista. La pianta che produce ( l tl jjj seme ci è ignota. Gr. gLx,oiv,x.\U. Mali. Disc • 1. iji. È 1’aCd c * un seme d’ uno arboscello d’ Egitto. (B) (N) ^ Acacalli , * A-ca-càl-li, Acidi , A.cusi- N' pr. f (Dal gr. e halis a bastanza .)—Figliuola di Minosse, amala da Afrollo-fé A caccia. * Modo avverò, col v. Andar; z^Cacciaiv. F. Andare a cacC'L Acacesia. * (Geog.) A-ca-cò-si-a. Città dell' Arcadia. (G) . ^ Acacbsio. * (Mit. Gr.) A-ca-cè-si-o. Soprannome di file icario , balio Acaco • (Mit) Acacbsio. * (Geog.) Città dArcadia. (Mit) V Acaceto. * (Mit. Gr.) A-ca-cè-to. Add. /?j.(Dal gr. a priv., e cacon 1 ^ Soprannome di Mercurio , che noti fa alcun male. (iVIit) Acaciiia* * (Geog.) A-ca-chi-a. Città della Media . (G) t Acacia. (Bot.) A-ca-ci-a. {Sf. In generale sign. Innocenza, Punte), ^ za malizia ; gli antichi botanici chiamavano così una pianta poiché la puntura delle sue spine non reca alcun dolore, distteb ^ dola in Acacia prima ed Acacia seconda. I botanici modernih l f l j moto sotto questo nome un genere di piante, della classe p°dfj monoecia , famìglia delle leguminose, da cui prevengono IqS 0 ^ arabica ed il sugo d’ acacia detto Vero acacia nelle farmacìe indigene dell ’ Egitto , dell Ambia, del Senegai, dell Indie ot^ gf ut della Cappadocia, ec. Panno un legume lungo, carnoso o 9 . — » . i ■ . . . * . f A isti ■ . ■ / rt t 9 I I I I é s . _ 1 _ . I. gr. a priv-, . - -, — - - -,.. . scoride, è un arbuscello d’ Egitto , spinoso , di rami folto. E Della seconda acacia , che nasce in Cappadocia, non faremo n^ 11 2 — Il sugo spremuto da’ frutti di questi arboscelli. (l( l 3 — * (Arche.) Piccolo sacco o rotolo lungo e stretto che si vw e a 1 mano degl’ Imperatori sulle medaglie del basso impero , ed rtf ^ il sacchetto pieno di cenere che ad essi offeritasi nella cerimon lt consacrazione , o piuttosto il fazzoletto o nappo che gittata per dar principio ai giuochi quegli che vi presedeva■ (Mit) r j Accciani. * (St. Eccl.) A-ca-ci'à-ni. oirioni seguaci di Acacia. p Acacio , * A-cà-ci-o. iV■ pr. m. (Dal gr. acacos buono.) Lo ste sl Agazio. V. (B) ^ Acaco. * (Mit. Gr.) À-ca*co. N. pr. m. — Balio di Mercurio• v Acadeba. * (Geog.) A-ca-dè-ra. Antica contrada dell’ Asia, (fi) Acadia. * (Grog.) A-ca-di-a. Lo stesso che Accadia. V. (G) , . Al' ■ Acadina. * (Mit. Gr.) A-ea-dì*na. Maravigliosa fontana di Sicil ltl ',^ Acadra. * (Geog ) A-cà*dra, Acadira. Città dell’Asia orientale- A cafisso. Posto avverb.—A fusone, In chiocca , tAbbondauterH' 1 ' ,f. A cafusse, sin.} VA. Lat. alllurntcr. Gr. pOoV. (Dall’ebr. doppiare; onde cephel doppio: quindi a cafisso vale propiam. a “ * Pataff. A cafisso, e a busso, e a fusone. . fi A cafusse. * Posto avverò. V. A. Lo stesso che A cafisso. ' . D' Ogni tempo si dà a cafusse erbaggio,, crudo c cotto. (V) , A CA010HE. Posto awerb.zzzPer cagione. Lat. ob , per. Gr. $‘ x ’ i ( |, 6 . Dio non si punte meglio conoscere che per rompere eli gione di far limosina. E 2. io. Che noi ec. oneste cose a cag |0 ” r j(r amici facciamo. Cr. 3 . 23 .i. La veccia doppiamente usiamo,ovvrr°l' ) -| ) ir da cogliere, ovvero a cagione di segarla per nutricameulo degl* i A CAGIONE CHE 3 “—* Nota uso. Bocc. g, ef- n. 2. Io voglio che io luogo delle busse le quali egli vi diede a mie cagioni, che voi abbiate questa consolatomi. Fit. SS. TP. 2. iSg. Temendo il giudicio d’Iddio, s’ella morisse a sua cagione , non sapeva che sì fare. (V) A cagione cue, Cuiig. in fòrza di Affinchè- Fiivnz. T. 2. c. fg. E a ca- ACANTOFIO 7 3 gibilc, pieghevole. ) T. creato dal Leibnizio per dinotare una figura eh’ essendo opaca e polita , ed avendo le proprietà necessarie per rifletter la luce , noi fa. (Min) Acak. * N.pi■. m. Lai. Acan, Àchan. ( Dall’ ebr. agan coppa. ) ( 1 *) Rione rii. . *' ■' • ~ Acasa. * (Geog.) A-cà-nn, Acanny. Cù. della Costa (Porom Guineano) ì;ià P cr . compassion di lei mi procacciassi la presente rovina, in- Acaxamasi. * ( Mit. Maturi. ) A-ca-na-ma-si. La preghiera della sera presso i Turchi. (Mit) Acaisakte. * (Mit.Gr.) A-cn-nbn-te.Fiflio di Alcmeonee di Caìliroe. (Mit) Arammo, * A-cà-ni-tno. Sin. Nasetto d. acque odorifere. V. Oricanno.(Van) Acanino , A-ca-ni-no. [ Albi. m ] Forse Crudele \ ma detto per ischerzo e per lezii all' amante da donna ciciliana , che vuoi mostrarsi bene accesa. Lnt. crudelis. Bocc. nov. So. f). Tu m’ hai iniso lo foco all’ arma, Toscano acanino. A canna badata. * Avveri). coi. v. Stare. Fig. Con tutta l' applicazione possibile. Cr. alla v. Canna. (O) Acano , * A-cà-no , Acan. N. pr. m. Lat. Acan. Ebr. (B) Acanokisti. * (St. Kccf. ) A-ca-no-ni-sti. Add. ni. pi. ( Dal gr. a prie, e ennonicos canonico. ) Libri della Sacra Scrittura che non sono con - siderati canonici. (Vati) settentrionale del Peli'atta la Grecia. — Cititeli isola di Badi. —■ della Mucedo- vitò tulli i villani d’intorno contro a di me ec. (V) 2 — ’ Acciocché. Sega. Man. Giugn. 12. 4 A cagion che Iodio ti protegga, come or si e dello, ricerca da tc una cosa. Amlr. Furt. 1. 1. A cagion che tu mi possa scusare appresso ec. (V) Acagiù. * (Bot. ) A-cu-giù. Sm. ■—- Acajù , Acaiou , C agi ir, Anacardo, sin. Frutto dell’ Anacundio. V. ( A. O. ) 2 — * Legno di cui si fanno masserizie , che appartiene ad altro albero americano , detto s vietumi mahagoni Lin. ( A. O. ) Arava.* (Geog.) A-cà-ia , Acaja. Antica privitela s toponneso. al mezzodì della Macedonia. t(t della Sìria. — dell’ Lidia. — ma. — dell' isola di Creta. (G) . Acaico. ( Geog.) A-cà-i-co. Add. pr. Dell’Aeaia -,ed anche poetic.sw. di vìi eco, siccome anche Acheo , Achivo. (B) Acaide, * A-cà-i-d e. N. pr. f. Lat. Àcaides. Ciuco. (B) Acala. * ( Geog. ) A -cada. Citta dell Arabia Felice. (G) Acalandra. *( Geog. ) A-ca-làn-dra, Salandra. Città della Lucania. (G) Acalandro. * (Geog.) A-ca-làn-di-o* Fiume della Lucania. (G) Acalantide. * (Mit. Gr.) À-ca-làn-ti-de . Una delle nove Pievidi. (Mit) A Calca. Posto avverbiulrn. — Con calca , [Jl furia.’] Lat. certatim. M. F. 3 . 76. Il popolo mobolato per paura della carestia passala ec. si. forni a calca f cosi ne' buoni T. a penna. J Sallust. lag, li. Tutti, armati e disarmati, a calca si tragittavano, A calcolo. * Aw. — Secondo il cascolo. Cr. alla v. Stare. ( 0 ) A caldi occhi. Posto avvevbiahn. coi v. Piagnere, Dolersi e simili vale Dirottamente , Grandemente. Lat. vehementer dolere , lacrmias calidas fuudere. Gr. òxxpax bspyix xistv, Omcr. Alleg. 102. Conosco ben chi stelle lor sotto, poco, malvolentieri e di rado, e se ne duol contuttociò a caldi occhi. Acale. * (Mit, Gr. ) ’A-ca-le, Tato, Pernice. Nipote di Dedalo trasformalo in pernice. (Mit) Acalefe. (-St. N.) A-ca-lè-fe, Acalefi , Ortiche di mare. (Dal gr. acale- \>he , ortica.) Nome dato ad una chisse di zoofiti. (Aq) A calendi. * Posto avverò, vale Nel primo giorno del mese . F~ Galeiiae.(0) Acali, * A-cà -ìì.Npt ’./.XDa a priv. c da kalis furioso,slupido.)^Àcacalli.(B) Acalicinb. (Bot.) A-cadi-cì-ne. Sf pi. Lat. acalycinae. ( Da a priv. e calce calice.) Piante i cu> fori sono incompleti, mancando di calice. (Aq) Acalifà. (Bot) A-ca-lì-fa, Acalefe. Lnt. aculipha. (Dal greco acalephe^ ortica. ) Genere dì piante , alcune specie del quale hanno molta analogia coll' ortica. ( Àq ) Acalisso. * (Geog.) A-ca-hs-so. Amica citta dell!Asia minore. (G) A calo. * Posto avverò, col v. Dare zzzlliaveve la cosa data e il prezzo di quanto ella sia calata. F. Dare. ( 0 ) Àcalotto. (St. N. ) A-ca-lòt-to. Sm. Lat. tantalus mexieanus Lin. Uccello del genere d i Chiurlo , ed ha la fronte nuda di piume e coperta d'una pelle tossiceli1 ; il suo becco è turchino 5 il collo ed il dì dietro della testa sono vestiti di piume brune miste di bianco e di verde 5 le ali , verdi e porporine, (li) Acamà , * A-cà-ina, Acainantc. N. pr. ni. ( Dal gr, acamas , acaman- tos , infaticabile. ) (Va») Acamano. * ( Mit. Gr. ) À-ca-iuà-no. Uno de ’ proci d'Ippodamia. V. À- A cama. (Mit) Aca- d< •x * cama.'(Mit) Acamantide. * (Mit.Gr.) À-ca-màn-ti-dc. Una delle 5 of glie eh Damia. V . Acama. (Mit) 1 ( Si, Gr. ) Ac amanzjo. - * Una delie 12 tribù dell Attica. (Mit) (Geog.) A-ea-màn-zi-o, Città della I j'igia. (Vari) rn - * (Mit.Gr.) A-ca-màc-chi-de. Ninfa figliuola dell'Oceano . V al gr. acamas infaticabile , cd archieo io soccorro : Infaticabile in soccorrere.) (Mit) A caur n °'p (Geog.) À-càm-ha-ro. Citta del Messico, (fi) lìi. ■ °’ ^ os f° o-werbùdm. co’verbi Dare, Pigliare o simili , valePagare o <\i, n g tCre 1 flmuri in un luogo , per riaverli o darli in un nitro. Dav. r «nilii 0 9 °' Bisogna aver gli occhi d’Argo in avvertire a chi tu dai a a — p r r ff e a r *'‘ lu rlmetli, a chi ridda colui che ti ritorna il tuo. foetiei"i r j a>> . c } u - Dare , Pigliare ec. in presto danari con interesse non pei-\\ ^acvst'Jaiv. Dav. camb. g6. Dannosi i danar piglùinsi '""«“O d’ avergli altrove , ma per riavergli con utile , quei i''? n .I )cr trarre i danari suoi d’alcun luogo, ma per servirsi darà a e r ;i ' ciln t c,n l 10 per interesse. Seri. ben. Farcii. 4■ 26. Chi ambio o fiderà i suoi danari a uno che sia usalo a fallire ? •'iet«u R ciiiuE. Lai. a cambio, e A. *" 'Mrd */ft ~ umidi» a mio ene sia usato a tallirci Acamoni * A-càm-bo, Acarnha, Acambù.jReg. d’Af.nelln Guinea.^ G) mir» e 5 • A-ca-mò-ni. N. pr. in. Lai. Haehamoni. (Dall’ ehr. hhachar a ' SA f le «te. ) (B) ^ A LA MPANA. * ‘ K A * Avverò: Àvvevh.’=. In guisa di campana. Cr. alla v. Imbuto. ( 0 ) A foggia di campanella. Cv. ad a v.Provmca.(O) eròi Porsi ut.. la-m J. 0 , P 0s£0 av ,ve)’b. co’verbi Porsi, Mettersi, Uscire e simili , va- * Accamparsi. Lat. castra ponerc, castramentarì. Gr. G* 3 g i <^ csare s ì pose a campo in sul monte , che soprasta- Va la città. E 6. 6’. 2 . Tornando , si puosono a campo a Siena, E 8. io. , |Vea p 0( ^ erC nscire a campo contro al Re di Francia. '•am F5i. * (Geog.) A-càm-psi. Fiume della Cole hi de. (G) * (Mcd. ) À-cam-psì-a. Sf. V* G. Lat. rigiditas articulorum. ( Dal gr. a priy. c campto , io piego. ) V . Àncìiosi. ( ÀO.) ^mpxo. ^Ottic.) A-càm-pto. Sau ( Dal gr, a pv‘ Uocab, /, ny. fi da catnptys fran- Acansas. * (Geog.) A-càn-sas. Fiume della Luigìatta (G) ^ Acansesi. * ( Geo*. ) A-can-sé-si. Popoli selvaggi della Luigiana. (g; Acanta. * ( Bot. ) A-càn-ta. Sf F. G. Lat. aclwnta. (Dal gr. acantha. spina, ed acantha gr.da ace punta.) In generale spina o cosa spinosa f Aq) 1 — (Anat.) Nome dato da alcuni anatomici all' apofhi delle verlr6re.(Aq) Acantabolo. ( Chir. ) A-cau-tà-bodo. Sm.. ( Dal gr. acantha spina, e da ballo io getto 5 quasi voglia dirsi strumento che serve a tirar gli osset- ti, le spine ec. ed a gettarli via. ( Istromento chirurgico , formato* da- due mollettele cui estremila sono tagliate a denti , le quali s incastrano le une nelle altre , ed afferrano i corpi con forza. Diz. Chir. Acartaceb. (Bot.) A-can-tà-ce*e, Acantoidi. Sf. pi. Lat. acanthi, acan- tboideae. ( F. Acanta. ) Ordine o famiglia naturale di piante che ha pei' tipo l' acanto. (Aq) Acanta-Launone. * (Geog.) Citta della Palestina. (G) Acantia. * ( St. N. ) A-càn-ti-a. F. Acanzia. (Aq) Acanticone. * (St. N.) A-can-ti-co-ne, Sm. (Dal gr. acanthis canarino,e conis polvere. ) Sorta di minerale d’ un verde nerastro , da cui colla raschiatura o colla triturazione si ottiene una polvere d un giallo ver~ dastro , analogo al colore delle penne del canarino. (Aq) Acantide. (St. N.) A-càivti-de. Sm .—, Acalantide , Lucherino, sin. Lat . acanthis, acalanthis. ( Dal gr. acantha , spina, poiché questo augello, secondo Plinio, spinis gaudet. ) Uccello che fii il suo nido per lo più ne r fvì e ne pruni , e si nudr.sce de'frutti delle piante spinose. (Van) 2 f ( Mit. Gr. ) Figlia di Aulomao e d'Ippodamia. (Mit) 3 *, Acantillide. N. pr. m. e f. (Dal g wacantha spina, e da ilio chiudo-) (B) Acantina. * (Geog.) A-can-tì-na- Isola del golfo Arabico. (G) Acàntine. (And.) A-can-ti-ue. Sf pi. Festi ricamate afoglie d' acanto. Feggonsi di sovente ne' vasi etruschi. F Acanto. (Min) Acantinione. (St. N.) A-can-ti-ni-ó-ne. Sm- Lat. acanthinion. (Dal gr. ci- cantha spina, ed inion nuca.) Gin re di pesci così chiamati perchè hanno più di due pungoli spogli 0 quasi spogli di membrane nella parte superiore della testa , o nel davanti della loro pinna dorsale -(Aq) Acanto. (Bot.) A-càn*to. [Am.] Lai. acanthus. Gr. dowtvd-os. [ Geneie dì piante quasi tutte spinose , della classe didiiamia angiospermia , e di cui due specie sono più conosciute ed abbelliscono i nostri giardini* L ’Acanto brancorsina , Erba marmoraria, Acanto molle, Canion- cione , pianta bella e vivace , che ha le fòglie assai grandi , sinuose e senza spine , ifiori disposti a spiga , le brattee colorate ; e /'Acanto spinoso , salvatico , Branca orsina sai valica , le cui foglie sono pur grandi e sinuose , ma più sode , spinose e terminanti ùi punta acuta . Ambedue perenni ed originarie dell’Europa meridionale. Le ioglie della Brancorsina, così detta per qualche rassomiglianza al piede dell'orso , larghe , eleganti e naturalmente incurvantisi nell* estremità , ornavano le Lazze degli antichi , s 'imitavan co'L oix> e colla porpora negli orli delle vesti romane , e servivano di decorazione , siccome sei'von tut * fora, al capitello corintio. Dell'acanto spinoso poi si avvalsero gli scultori gotici. ] Fit. Benv . Celi. Contrafìànno le foglie d’ acanto ec. 2 — [11 fiore dell’acanto. ] Ar. Fur. /f 3 . i6g. Pallido come, colto al mattutino, E da sera il ligustro e il molle acanto. 3 — * ( Mit. Gr. ) Fratello di Acantide. — Madre del quarto sole .— Ninfa amata da Febo e cangiata nel fior del suo nome. (Mit) 4 — * ( Geog. ) Città d’ Egitto. — della Tracia. — della Caria. (G) A canto. Posto avvevbial—Allato^ Accanto. Lat. jnxta. Cnpr.Jìott. Dormendo in una camera a canto a lui. Bemb. stor. 6. 77. Avendola nel maggior consiglio il principe ,Lorcdano, e i sei consiglieri che gli stanno a canto ec. , fatta pronunziare. 1 — * Col 2. 0 caso. Boccaccio. (O) 3 — Col 4 -° caso. Ar. Fur. c. 33 . St. 7 8. Ohe d’accordo legato arcano a canto La solitaria fonte i due destrieri. (P) 4 — In tasca , Addosso. Lasc. Pavent. 1. 2. Di grazia guardate se voi aveste a canto due scudi per sorte. (V) 5 —* Appresso, Dopo. Pallav . Stor. del Cono, dì Trento , f i0 ' e 5 . 3 .( 0 ) Acantocefali. (St. N. ) A-can-to-cè-fa-li. Sm. pi. Lat. aeanthocephali. ( Dal gr. acantha spina, e cephale testa. ) Famiglia , o piuttosto dine di venni intestini^ così delti perchè si attaccano aA intestini a (V una prominenza armata di spini cni'vaiì , che setnbra loro nello stesso tempo di tromba. (Aq) Acàntochero. * (St. N.) A-c.uvtò-cbe-ro. S ni. Lat. acantocherns. (Dal gr. acantha spina,e chiros porco.) Il porco-spino.^ ,Acantoforo, sin. (Aq) àcantodio. * (St. N. ) A-can-tò-di-o. Sm. (Dd gr. acanthos acanto. ) Genere dì piante formato a spese deg ì acanti dì lussìeu. (Aq) Acantofàgo. (St N- ) À-can-UVfa-go. Aid. m. Lat• acanthofagus. ( Dal gr. acantha spinace phago io mangio. ) Nome che si dà a coloro elei si nutriscono di spine. (Àq) ÀGAjtxoFio. (St. N. ) A-candò-fi-o Sm, Lat. acantophis. ( Dal gr. acari- io or- via servire 74 ACANTQFORÀ ACARNANIA thn spina, punta, ed ophis serpente. ) Genere di rettili che hanno una punti cornea in forma ili sprone situata all'estremità della coda. (Aq) /,c antofora. ( St. N» ) A-can-tò-fo-ra. Sf Lai. acantophora. ( Dai gr. acantha spina, e phero io porto. ) Genere dì piante così chiamale perchè hanno per carattere taluni tubercoli spinosi rotondi. (Aq) Acàntoforo. * (St. N-) A-can-tò-fo-ro. Sm. ( Dal gr. acantha spina, e phero io porto. ) In generale sign. spinoso o che porta spine. In par- ticolai'e è il nome che si dà al porco-spino. (Aq) Acàntoidi. ( St. N. ) A-can-tò-i-di. ( Dai gr. acantha spina, ed idos somiglianza ; quasi voglia dirsi pianta che ha somiglianza collo spino.) F. Acantacee. (Aq) ° A cartone. * (Geog.) A-càn-to-ne. Monte dell Etolia. (G) A cantoni. Posto avverb.'zzCon cantoni. Lai. angulatim. G7\v.atrày®ytoi5. M. Bùi. rim. buri . Perlocché i lavorati, come ho detto ec., a costole, a cantoni. a martellate ec. 2 — -dgg. di capo , si dice di Chi è stravagante o pazzo.Libr. son. U A capitolo- * Avvevb.col v.Sonare—Chiamare con segni di campana i frali o le monache a congregarsi per consultare di cose ìli religi ne.Bocc. 11. 1. 18.K fatto sonare a capìtolo, alli frati radunati in quello persuadette ec.(O) Acapno. * (Farm.) A-càp-no. Add. m. Lat. acapnus. (Da a priv. e capnos fumo, vapore. ) Agg. di mele quando è purgato in maniera che. non fa più fumo. (Aq) A capo A letto .*Lo stesso che In capo dd letto. Cr. alla o.Capoletto. ( 0 ) A capo all'ingiù. Posto awerb. vale Col capo volto verso terra , Vos- sopra , [e dicesi delle persone e delle cose. — , A capo ingiù, A capo Vigili , Col capo ingiù, A capo ciano, A capo di sotto, ec. sin.'] Lat. in caput praeceps. Sagg. nat. esp. 8g. Si cali un termometro di cinquanta gradi a capo ali’ ingiù. A capo all’insù. Posto avverbialm. vale Col capo volto versoli cielo .—, A capo in sù, A capo alto, sin. Lat . supinus. Gr. vari05. A capo alto. * Avverò, col v. Andare e simili ~ Arditamente , Alteramente. — , A fronte alta , sin. ( 0 ) A capo basso. Posto avverbialm. vale Col capo chinalo. Lat. demisso ca- pitc. Gr. ra*r’e:v<£s. Fit\ As. izf A capo basso tutti a casa se ne tornarono. Ar. tur. 1. /fo. Pensoso più d’un’Gra a capo b asso Stette, signore,. il cavalier dolente. A capo chino. Posto avverbialm. vale Col capo all' ingiù. Lat. in caput praeceps. Ar. Pur. 6. f. P7 f u p„ r veri che dd sasso marino Gittai’si in mar Io vide a capo chino. E 2*f. 63. Ora la caccia 'n terra a capo chino. a ~~Z A c apo basso. Lat. demisso capite. Gr. vtfltr» , Ar. Pur. 20. 52 . F I cavaher di Scozia a capo chino N T e vien legalo in su picciol ronzino. 3 — f Per meiaf' Umi Wtc. ] Ar. Fn\ 33. yi. La donna, perchè santi P ancor più a capo chino Vadano , e più non sian cosi arrogi lor saper che fu femmina quella. /q) A capo d’anno. * Avverb.z=iCoinpilo lo spazio Aun anno.y.C ai po A capo del ponte. * Avverb.~Dove comincia o termina il ponte. & n. 8 g. 10. Un buono uomo il quale a capo dei ponte si sedea. A capo di sotto. Awerb. Col capo in giù. Eirenz. t. 2. \car. 8"J* ** si fece tombolare (della finestra J a capo di sotto. (V) . ^ A capogatto. Posto avverbialm. è termine di agricoltura;, e si dice fi maniera d'innestare e di propagginare. Dav. Colt. 156. Annestasi ec.; i modi sono quattro: a propaggine, a capogatto, a marza, a oo° A capo in giu. Posto avvevbìalm,-=.A capo (di’ ingiù. —, A capo Col capo all’ ingiù, ec. sin. Ar. Fur. 5. 5g. Lo vidi a capo ° sotto acqua andare .E 35. fi. Indi sul ponte a capo in giù lo stese» . A capo innanzi. Col capo in giù. Lasca Cen. 3. nov. 10. fLeida, 179°’' cari, 368 . Lo gittarono a capo innanzi. (V) A capo levato. * Avverò.—Col capo alzato, e per melaf Alteramente -f ^ S.Girol.3yy .Vanno baldanzose e a capo levato, come fossero inuocenl’% Acaponeta. * ( Geog. ) A-ca-po-nò-ta , Acapometa. Città della ™ lt ° Galizia. (G) A capo nudo. Posto avverbialm. v de Col capo scoperto. Lat. capite. Ar. Pur. 12. f8. Si pensi a capo nudo esser bastante F* l ’ e Orlando quel che in Aspramonte ec. t ^ A capo per capo. * Avveri. Distintcunenle. —, Capo per capo , sin» alla v. Capitolo. ( 0 ) \i A capo ritto. * Avverb.z=Col capo alto. Esp. Pai. JSost. Come so^ 1 fòlli femmine che vanno col collo inteso e a capo ritto. (V)- A capo rotto. * Avveri, col. v. Andare = Rimanere al di sotto ■ Andare a capo rotto. ( 0 ) . ^ A capo salvo. Posto avverbialm. Lat. cum pacto subrogandi , saD ,s * coribus. Tratt. pece, mort . Danno lor bestie a soccio, a capo f ^ siccome sieno di ferro, cioè s’elli ne muore nonna, cpielio che » e ne, si nc metterà una in quello scambio altresi buona. jt A cappella. * (Mus.) Avveri), agg. di canto che per lo più si ^ sacre funzioni , nel quale gl istromenti procedono all'unisono 0 V ottava colle parti cantanti. Cr. ala v. Cappella. (L) 2 — * Tempo a cappella , ossia dupla dì minime, y. Tempo. (L) .^ 3 —- * Stile a cappella. Stile grave , posato , senza istrumenti , . Berti. Ori. 2 . 4 . 7 5. Ma pur alfìu di vincer si conforta, Se nascessero a some, a balle, a carra. # # A carrata * Posto acvevb.zzz.ln gran quantità .—, A carca._, A carri,sin. ACCABO 7 CASSATE.‘ Borgh. S'i. Mor. 1 ^ 1 . Quanto bene anche si dovesse fare fil voltamento ) a sacca ed eziandio ■ irò -t a canale. (V) ‘ l casta per carta.* Posto avveri. = A foglio a figlio ; ejìg. A cosa per cosa , Minutamente. Cr. alla v. Carteggiare. (0) re carte quarantotto. * Avverbial. col v. Avere sign. Disprezzare, Odiare. V. Carta. (0) " ( A 'e calda. * Avverbial. cioè del diavolo. V. Casa. (0) A casaccio. Posto avverbial. vale A caso. Lai. casu. Gr. j 2 —■ Inconsideratamente, farcii. Ercol. i febbre a periodi e sintomi incostanti. (A.Ò.) Acat^ LEPSU ' A-ca-tade-psi-a, f. Acatalessia. (Aq) Acatal SSI r’*^ C< b A-ca-ta-les-d-a.V.G.A/l Lat. acatalepsia.—-,Acatalepsia, patirò eSSl 1 Sl "‘ ( S l ’ -rt priv-i e cateUamliano io prendo , io m’inv- d?fdn£( 1SC0 ) 6 I ,c i'CÌò : Incapacità di prender 1’ idee, ossia di concepirle.) tazza n ,i) ** fini dell' iute'letto. Impossibilità di comprendere. Incer- Acatalett a i >ercez >one. Epilessia. (A. O.) ,CI - (Filos.) A-ca-ta-Jèt-ti-ci. Sin. pi. Lat. acataleptici. {f. A- A caso pensato.* E quale ordire il male , Andare e simili, dicesi di Chi 6 C-Uil E V IC ‘- vrnos.) , -r.--- v- s Setta d’amichi filosofi, rumo degli Accademici, che non o o anbiuivan ili tutto , e dicevano nulla sapersi di certo , ma pre- em evan benanche essere impossìbile Vavere veruna cognizione certa. (Aq) harettico. (Leti.) A-ca-ta-lèl-ti-co. Add. m. Lat , acatalepticus. Gr. rr^tzot. Agg. di (ptel verso tutina cui nulla manca, a differenza * et catalettico che ha di meno una sillaba. (A) cgaposi.* (Med.) A-oa-ia-pò-si. Sfi. f.G. Lat. aeataposis. (Dal gr. a priv. e calafiosis, deglutizione.) Impossibilità o difficoltà d’inghiottire. —, Uislagia , sin. (A. 0-) atarsia.* (Med.) À-ca-tar-sì-a. Sf. f. G. Imi. acatarsia. (Dal gr. a pnv. C calharos puro , mondo. ) Impurità , Immondezza , Sporcizia ' i tutto il corpo. (A. 0.) A( ,' a " a ' 7 a - *_ -Porto avvver'y. col vi Sonare. — Bastonare, f. Catasta.(O) A-ca-te. iY. pr. m. Lat. Acatis. (Sia dal gr. acathes agata , pie- w preziosa ; sia sedere. ) (B) Aca 2 ia. (Boi) À-ca-zì-n. Sf. Lo stesso che Acacia. M. Aldobr. Se voi gli volete far neri , prendete acacia e scorze di noci verdi. Acazio , * A-cà-zi-o. N. pr. m. ( Dal gr. acazo io aguzzo : e vai dun- •' que chi aguzza, ovvero acuto. ) V. Àgazio. (B) Acca. Sf. itidecL [ L’ ottava lettera dell'alfabeto italiano *-—■, fiacca, sm/f Carattere che si pone nella scrittura , a e.ffet o o di far pronunziare Ut lettera prossima , se è vocale , con maggior forza, o se sia consonante , mutarla di suono. T perchè cpiesto carattere non è segno appo i / oscani d'alcun suono proprio,e così di per sè nulla importarsi prende in si- snif. di Niente o di Piccolissima cosa. Alleg. 222 . Voi non mi ne- eherete ec. un zero o un’ acca. Fior. Manclr. 2 . à. lo nc so ragionare , che ho cacatoi c curatelle per imparar due acca.»AaA. Cas. i5n. Io non tì stimo mf bacca. — * N. pr. fi Lat. Acca, (flit.) Sorella di Carnuta. (B) sopita il naso di sopra .} Stare, Andare o simili v 7 4‘ Io non ho preteso nò 1 . 24 . ètnico 'àdXf ftt C ™P a S’ l0 ' di ^ea, chiamasi Fido Acale mi 3 —> * (Geog.) Città d Ila Siria. (G) Accada. * (Geog.) Ac-ca-ba, Acabè. Catena di montagne della Turchia Asiatica. (G) Accaricontichi. * (Geog.) Ac-ca-bi-còn-ti-chi. Antichi popoli della Mauritania. (G) Accado. * (Geog.) ’Ac-ca-bo. Lat. Accabus. Città de Cartaginesi verso lo stinto di Gibilteira. (G) ACCACCHIAUE AccAccflìAim , Ac-cac-chià-re. N. pas. V. basta e deli' uso. Lo stesso che Acquattarsi. (Da a superi'., e dulTillir. dicati che vai pure Ac- cacchiarsi.) (A) Acoàcchiàto, Ac-cac-cbià-to. Add. m. da Accacchiare. (A) 2 — Dicesi di chi sia abbassato e rifinito nella sanità o nella roba . Biscioni , Maini. (A) Accademia. (Let) Ac-ca-dè-mi-a. Sfi Lat. Academia. Gr. [Luogo e boschetti né sobborghi d'Àtene, già di Academo nobile Ateniese, ove Platone insegnava jìlosofia. J Seri, ben • Farcii. 6. 11 • Io mandai cc. duoi ragazzi all’accademia a cercare e chiamare Platone. 2 — Scita di antichi filosofi [ detti dell’ Accademia o Accademici poiché da quella platonica scuola uscirono. ] Amm. Ant. o. 6. 8. A me è sempre piaciuto l’uso de’fìlosofi peripatetici, e di quelli dell'Accademia. 3 — Adunanza [ con determinate leggi stabilita d’ uomini o letterati o filosofi o artisti , i quali insieme adoperano per V utilità e T incremento o delle lettere o delle scienze o delle arti. ] Segn. Star, io. 2*]1. Nella città fu altresì autore di farvi un’ accademia. Red. An- not . Ditir. 16. Dante stampato in Firenze dall’Accademia della Crusca. 4 — Il luogo slesso dove si adunano. 5 — Studio pubblico, Università. Lat. lyceum. 7 acù. Dav. Perd. eloq/p8 . Così ora dalle accademie e dalle scene ti richiamo a’giudicii ed alle cause. 6 _ * Luogo di studio e di esercizi! cavallereschi. (A) q — * ironica/?!.Ridotto di mangiare e di giuoco. Bnon.Fier.1 -Convocando Quanti deU’ordin vostro mangiapani, Staffieri...Alla vostra accademia.(A) 8 — (Piti.) Disegno o Abbozzo cavato dal modello; onde Far accademia, vaie tener il modello per coloro che imparano il disegno. Bald. Dee. Di state e d* inverno facevasi in ca=a sua accademia,c tenevasi il naturale.(A) a — * Disegnare, Modellare accademie o figure d’accademia, è il ritrarre un modello vivente. (Mi!) 9 — * ( Mus. ) Accademia di musica. Compagnia letteraria specialmente occupantesi di quest ’ arte. (L) » —- * Unione di artisti o dilettanti che ha per oggetto di perfezionare la parte pratica, od anche scientifica della musica. (L) à — * Concerto che si dà ne’teatri o nelle sale in presenza d’ uditori ammessi mediante una retribuzione. (L) Accademiche. * (Lctt.) Ac-ca-dé-mi-che. Sfi.pl. Tìt. d'uri opera di Cicerone* Salviti. Cas. i'Ò2. Do scopo e la mira sua nello scrivere le satire, l’apre egli medesimo nelle Accademiche presso Marco Tullio Cicerone. (N) Accademico. (Lett.) Ac-ca-dè-mi-co. Sm. Filosofo dell'tunica setta accademica ; lo stesso che Platonico. (A.) a — [ In generale Uno del numero di coloro 1 * adunanza de’ quali dicesi Accademia. ] Lat. accademica. Sagg . nat. esp. ‘òf Sulle quali credettero alcuni de’ nostri accademici poter fondare argomento ec. Accademico. Add. m. D' accademia. Lai. acadcmicus. Tac. Dav. Perd. Floq. 4^9* Ciò che io ho d’eloquenza, l’hocc. da’passcggiaccademici. Accademista , Ac-ca-de-mi-sta. Sm. Lat. cqucslris disciplmae tyro. Colui che attende agli esercizii cavallereschi in un' accademia , e spezialmente colui che impara a maneggiare un cavallo. Fas. (&) Accadevo, * Ac-ca«dè-mo, Academo, Ecademo. N- pr.m.Lat.A eademus, Eeadtmus, Ecbedemus. (Dal gr. acesis medicina, e demos pòpolo; Medicina del popolo. ) (B) Accadenza , Ac-ca-dén-za. Sf. Accadimento , Avvenimento. Lat. eventus. Allegr. i33. Poteva accader di poi a chi non può dormir una notte per diverse accadenzc ec. (V) Accadere, Ac-ca-de-re. [ iY. ass. itnper. ] Avvenire , Addivenire , Succedere, Occorrere , Intervenire. Lat. accidere , evenire , contingere. Or. rvyHcivsiv, Bocc. nov. 5i. /j. Egli pessimamente, secondo le qualilà delle persone e gli atti che accadevano, profferiva. Guitt. Lett . Come accade a’ buoni, così , fratello, mi pare che accaggia a’ cattivi. 2 — Bisognare. Fir. Tom. I. cari. 2^0. fi Firenze iy63. J E benché io sappia , che nelle novelle si ragioni per Io più di accidenti amorosi, dove assai sovente accade dir le sconce cose cc. Cecch. Assiuol. 2. 7. E' non accadeva : questo ( scudo ) vi areste voi meno ( cioè E* non c' era bisogno che mel donaste. ) (V) 3 — * D co i go cas0 ' Celi. vit. 1. 21. Andate a trovare un certo giovane orefice che ha nome Benvenuto , il quale vi servirà molto bene, e c rio non gli accade il mio disegno. (A) 4 — Convenire. Segn. Confi, inslr. cap. 8. Quando altri o inverecondo, o ignorante volesse esprimerlo, avvisatelo amorevolmente, che non accade. (V) 5 — Appartenere, Toccare. Borg. Arm. Fam. 70. Essendo uso oltramontano e non de’ nostri , a noi non accade trattarne. (V) fi — * Incontrarsi. Salv. avvert. 1. 2 . 12. Ma nel Boccaccio accagion cose , che ec. (V) 7 — Venire, Giugnere, Capitare. Ar. Far. c. 19. st. 4 1 - Finché accadesse alcuna nave buona Che per Levante apparecchiasse a sdorsi. (M) g _ In. sìgn. n. pass. [ Addirsi , Affarsi, ] Convenirsi. Lat. decere. Gr. «pfxórrs'V. Liv.M. Più contamente s’adoruava clic non s’accadeva a religiosa. » Lasc. Gelos. 2. 5 . Intanto noi farcia le cose che ci accaggiono. (V) Accadere difF. da Avvenire , Succedere , Occorrere, Intervenire. Accadere dicesi di ciò che avviene a caso , senza prevedimelo; Avvenire , delle cose ordinarie e prevedute. Succedere vale Venir dopo , in seguito ; e spesso anche ìndica riuscimcnto. Occorrere , "Venire incontro, Correre incontro; e talora è affine ad Accadere o Avvenirci nel me* taf. vale anche Venire in mente e Abbisognare. Il senso vero ed originario ^ d* Intervenire é Venir fra, in mezzo; e quindi Venire fra gU altri a qualche luogo. In via fig, I 1 uso appropriò a questa voce il scuso di Avvenire , Accadere. A ccAi) i&trkto , Ac-ca-di-méii-to. [AVz.] Td accadere , Successo , Avvenimento. Lai. successe», eventus. Gr. roj\>7réìiX' l yoy- S. Ag. C. D. Ma pensando la condizione c gU accadimenti contrarii ( che comuni possono addivenire , s’angustia. * Accaduto, Ac-Ca-du-to. Add. m. Ja Accadere. Guicc. star. 18. 96. E- sempio certamente considerabile, e forse uqu mai, da poi cheÙ Chiesa ACCAMPAMENTO fu grande , accaduto. Buon. Fier. 4 • 4' cun disturbo Per la fiera accaduto. 2, Bene ascoltato abbiali d'ai- Accaffare, Ac-caf-fà-r e. [ Alt. ] Arraffare. (Dall'ebr. capii, palina mano , come da braccio, imbracciare.- secondo la radice vai duini" 0 di mano ad una cosa, Stringerla nella palma della mano. ) —i A gallare, sin. Lat. arripcre , extorquere, eripere. Gr. xxrx’Xxi*^ 1 " 11 vrarapap-}-* 1 - frane. Sacc. nov. 134. Come che bene li sarebbe d-p che in quel tempo che stette in Calla, un altro se l’avesse accal} 3 ' 2 — [Z? 11. ass. Forse in sign. di Galleggiare.] Dati/. Inf. 21. 53. D&i coverto : convien che qui balli, Si che , se puoi, nascosamente acca** Accaffato. * Ac-caf-fà-to. Add. rn. da Accattare. Strappato ArraJ Tolto per forza. ( 0 ) Accagionamento , Ac-ca-gio-na-mén-to. [ Sm. ] L’ accagionare Irnp a ^ zione. Lat. accusatio. Gr. ayzXif)U.x. But. Io veggo ora l’avvcr s * che m’ è per venire addosso, e che io debbo perder Ja mia città P cr falso accagionamento. Accagionare , Ac-ca-gio-nà-re. [ Att. ] ( Da cagione ; poiché decag' 0 ^ re è asserire che un tale è cagione di alcun fatto. ) mpulare , l' lC ° pare. Lat. accusare, crimini dare, causari, criminari. Gr. FU. S. Già. Bat.z 44 - E domandava sottilmente che n’era detto , P 11 poterlo accagionare. Boss. ij 3 . Contr’a ciò fanno quelle persone C * |É .J o negando il peccalo e scusandolo o accagionandone altrui, non >» al “ festano i peccati , quali e quanti sieno. Accagionare diti', da Imputare e da Incolpare. Accagionare nel seI,!# proprio vale attribuire ad alcuno la cagione di qualdìe cosa: nel n f iato si prende per far altri colpevole di checchessia. Imputare sign'. , ‘, ascrivere ad alcuno in bene o in male un’ azione ; ma più d’ ordino in male. Incolpare è attribuire ad altri una colpa; onde si fa <1 alle fredde pareti. (A) Accagliato , * Ac-ca-glià-to. Add. m. da Accagliare. F. di reg. (0 ) AccAino. * ( Geog. ) Ac-ca-i-uo. Città dilla Palestina. (G) . Accalappiare, Ac-ca-lap-pià-re. [ A lt. ] Rinchiuder nel calappio (b*T pota.) —, Incalappiare, Ingalappiare, sin. Lat. illaqueare. ( 2 __ Per similil. [ Imprigionare. ] IHitam. 2. 6. Che la terra difese 1 per captivo Prese il Calillò , e in prigion 1’ accalappia. 3 — ili n. ass. ] Pataff. 3 . Mi ruppe il fuscellitio accalappiando- . Accalappiato, Ac-ca-lap-pià-to. Add. m. da Accalappiare. Lat. illaque** 1 Berti. Catr. 3 . Sarcstù inai di nulla accalappiato? -e Accalappiatore, * Ac-ca-lap-pia-tó-re. Feri. m. di Accalappiare. °' ( |) accalappia, Che allaccia; e melaf. Che tende insidie. F. di reg■ m Accalappiatrice," Ac-ca-Iap-pia-tri-ce.Z^ srb.f. di Accalappiare./-^. dimg'Lj Acca laurenzi a. * ( Mit. il 1 un. ) * utricc di Romolo e Remo. ( - i)j Accaldare,” Ac-cal-dà-re. Atl.Riscaldare assai, Far sentire gran cala 0 -L Accaldato, Ac-cal-dà-to. \_Add. m .] Riscaldalo assai, Rinfocolato, t “y sente gran caldo, ed eziandio Che è scalmanato. ] Lat. aestuans- , ■ Y.xopxaSsì;. Salvia, pros. tose. 1. 362. Pone l’esempio dc'A-bl» 1 tanti o accaldati, che mutano spesso i lenzuoli e i panni. a, Accalie. * (Mit. Rom.) Ac-cà-li-e. Peste in onore di Acca Laure'^ chiamate anche Larentalie , Larcntinalie. ( Mit ) .i Accalogsare , Ac-ca-to-gnà-re. [ Att.] F-A. Calunniare. Lat. calunV" ^ Gr. S:*|3iX).siv. Gr. S. Gir. p. Pregate per coloro che vi pe>' sC ^ ( i tano, e che vi accalognano. Fir. As. sgg. Accalognando costei co» grandissima indignazione , disputava meco medesimo. jti 2 — * Semplicemente Accagionare, Incolpale. /?-. Giord. Sono quelli che ripigliano e accalognano Iddio ec. (V) n) Accalognato , Ac-ca-lo-gnà-to. Add. m. da Accaloguare. Ors. Consia-Ji Accalorare , Ac-ca-lo-rà-rc. Alt. Riscaldare. —. , Accalorila:, sin- 2 — Per melaf. da’moderni si dice del Sollecitare, Porger calore, inenza, ardore a’ trattati, a’ negozii, Far premura, ec. Lat. vini Red. cons. 1. 216. E più accalora il loro timore un caso in ll * ,o[t a niile, accaduto ad una sorella del medesimo , clic è poi restata 11 storpiata e zoppicante. (\) Accalorato , Ac-ca-lo-rà-to. Add. m. da Accalorare. F. (A) w. Accalorire, Ac-ca-lo-rì-re. Att. Lo stesso che Accahrare.Segn. inst. S. i. Per accalorire la venuta di quei eli’ essi condurranno. C Accalori™ , * Ac-ca-lo-ri-to.^(/i/. m. da Accalorire. Algar. Cong’’- .^ r6. Erano ivi le gentili persone divise in due parti grandemente contro dell’ altra accalorita. (B) ( iuji i Accawbiare, Ac-cam-bià-rc. Att. Cambiare. Lat. permutare. Gr.»P s 'ClV Med. Ar. cr. Accambiando con grande stoltizia ed empiezza al lupo. Bocc. let. Pin. Boss. 27 3 . Non dubito punto , clic all» ,|i< majestà ec. le loro miserie aggiugnendo , voi accambiuste a q 000lc g( f per lo vostro esilio ricevute avete. Frane. Sacch. nov. 1 jz. I* c * • _ 1 ’__• -1 I., n mio non accambierei al tuo. ititu ntni atiVaiuiaivibA •»» — . Accambiatore , Ac-cam-bia-tó-re, Ferì. m. di Accambiare. F A- di' Cambiatore. (A) Accampamento. (Milit. ) Ac-cam-pa-mén-to. Sm. Lat. cast'-am^ -,10 castrorunT’posìtio. Attendamento i Situazione o firmata dell esef'- campo* Baldelli* (A) ACCAMPANATO 77 Acmi B (/ ANAT0 ‘ CAr. Mes. ) Ac-cam-pa-nà-to. Add. m. Dicesi di buco o 'niello , che abbia una delle due camere maggiori dell’ altra nella su- ^ perfide , tolta la similitudine dalle campane. (A) (•campare , Ac-cam-nù-rc. Att. Mettete in campo. Lat. proferre, edu- m aciem. u ~~L figtir. Dant. Purg. 8. So. Non le farà si bella sepoltura La vi- 3 l’ era G' e i Melanesi accampa. [rare ogni sfora), Raccogliere tutte le forze.] Petr. canz. 38 . 5 . All’ul- h ilm 'y " sn £" Q ) ° miser’ahna, Accampa ogni tuo ingegno, ogni tua forza. * Jf- pass. Porsi a campo, Fermarsi coll’ esercito c Porre gli alloggiamenti alla - • — —--: ---- - - Gr. campagna. Lat'. castramctari, castra ponere U‘parows8e'jeiv. G. y, ,, 33. 2. Il quale co'suoi in su li colli, ovye- 4 — accanto 1 ! del fiume d’Arno s’accampò. f io , Ac-ram-pà-to. Add. m. da Accampare. G. V. 1. 35. 2. Rimase all’ assedio con sua gente nel piaii° ove t \ 1 ^, J' sua gente intor- E ,0. 76- t. 11 detto Bavero cc. ivi ‘'^"^'^‘"ecà.npatid) fuori del no accampata. E 11. 5 a. 7. Trovarono 1 nem ritornarono ad castello, k V. 9. 29. Come la videro accampata, si rrloin altre frontiere vicine. , Tt„„Utrnvn Accampionare. (Leg. ) Ac-cam-pio-na-re. All. R g del comune , come da Catasto si dice Acca as - i Accanalare , Ac-ca-na-là-re. di canale. Lat. striare. — , -\" T' t ,i„ taste, quando si lavorano, fa di mestieri acca Aocànalato , Ac-ca-na-H-to sin. Duo. [ Att. ] Fare o scavare checchessia a guisa Scanalare , sin. Libr. cur. malati. Queste Add. da Accanalare. —, Scanalato , Striato, . Coll. j66. Il tralcio clie tu propaggini, o il magliuolo clic tu poni , fèndi per Io dritto mezzo infitto al vecchio , e cavane il midollo, e così accanalato c vuoto, rimettilo insieme, e legalo con buccia di moro. Bergli, orig, Fir. 147- Una sola colonna , dall’ altre, cito t 1’ accanalata, Sagg. nat. esp. 4. Ciò s’ do la pasta del cristallo è rovente , poiché allora si ti 1 issi me , dentro accanalate e vote. Red. Cip. 1. 5 o. Questi denti sono l« r di dentro vuoti, e accanalati sino all’ ultima punta. (Archi. ] Scavato a guisa di canale, e più spesso Intagliato asol- o a canali. ( Mìl ) chi ( Vetcr. ) Accanalata chiamasi la carne che trovasi nel piede del Cavallo tra la parte interna dello zoccolo e V osso del piede; la quale carne g disposta a foggia dì cannellini atti ad enti-are nei solchi o tic- ACCAPPARE Accakto , Ac-càn-to. Prep. e serve al 3 . e al 4 - caso. Alialo. —, A canto , sin. Lai. juxta. Gr, -Tra.j.x. Il Pini). star. 7. g6. Duino, castello accanto il mare posto , si rendè. E pros. 2. 5 1. Ed altri nel mezzo del fiume , o accanto le verdi ripe. E rim. ijg. Canzon, (pii vedimi tempio accanto al mare. 3 .— [Avv. di luogo, Appresso.] Ar. Far. 2. 65 . E quando sua virtù non possa tanto , Almen restargli prigioniera accanto. Fir. As. Mettendosi la man destra col dito grosso sotto a quelli due che li surgono accanto. 3 — Dietro, Poco dopo. Soder. Colt. ioj. Di poi si lava bene con viri caldo bollente, dipoi s’imbotta; ovvero vi si vendemmi dentro , c accanto vi s’ imbotti. — accakto , cosi raddoppiato è quasi superbii, d' Accanto. Ar. Fur. 58 . 78. L’ elmo che , celebralo in maggior canto , Portò il trojano Ettor inill’ anni pria, gli porta il re Marsilio accanto accanto. At/eg. g‘ 3 . Accanto accanto, quasi a piè d’ogni prelibato recipe cc. scriveva ec. a Salviti. Cas. i 3 o. In cui sono sparti tra gli eroici e accanto accanto seminati gl’ iambici. (N) Accantonamento.* (MUit.) Ac-can-to-na-mén-to. Sin. V. dell’uso , neolog. V. e di’ Alloggiamento, Quartiere, Attendamento. (0) al campione Accantonare. ’ ( Milit. ) Ac-can-lo-nà-re. N. pr. Acquartierarsi. V. dell’uso , neolog. (O) 2 — Talvolta si usa erroneamente per Munirsi, Fortificarsi , Rinforzarsi. Berti. (0) Accantonato. ( Archi. ] Ac-can-to-nà-to. Add. m. Dicesi quell’ edificio che interiormente e esteriormente ha angoli in isquadni, sopra squadra o sotto sqiuuh a : come per esempio , edifteii quadri , esagonali , ottagonali e simili. (B) 1 — * Fatto a cantoni. (Van) - — che varia 3 — * Agg. di Truppe , ma imprnpr. V. e di’ Acquartierato. (Ne) o s otterrà, quan- AccapAccumesto , Ac-ca-pac-cia-mén-to. Sm. Gravezza di capo, Infred- 1 tira m fila sotli- damento. Lat. gravedo capitis. Salvia. E tremito di membra ed acca- pacciamento e sonno in testa. (A) Accapacciare , * Ac-ca-pac-cià-re. All. Aggravare , Intronare altrui il capo. (O) Accapacciato , Ac-ca-pac-cià-to. Add. m. ( Dal lat. caput capo. ) Che ha il capo grave o affaticato. Car. leu. 1. 70. Stiamo in un certo modo stemperati, accupncciati, insalvatichiti, E 2. sai. Trovandomi ancora accapacciato , c pieno di lasciatili slare. ceve un connetto di carne nel suo solco , e questa carne riceve pure un cannello del medesimo corno fra le due divisioni. (Boli) Act.st nare, Ac-cjt-nà-re. [ Ait.jPropriumente Lasciare il cane con acconcio modo dietro alla .fiera. — , Accanire , Accaneggiare , Cancggiare, sin. Lat. cancin immiUere. 2 — [E n. pass, figuri] Istìzzirsi, Invelenirsi, come quando l’animale è attaccato dii cani. Lat. irasci. Frane. Sacch. nw. canalafure dello stesso zoccolo interno del piede ; dimodoché esso ri- Accaparramento , * Ac-ca-par-ra-mén-to. Sm. I’. lombarda e dell’ uso. ~— " ■ . a - -n . t 1 * —, Caparramento, Incaparamento, sin. (0) Accaparrare , Ac-ca-par-rà-re. Att. V■ lombarda e dell' uso. ( Dal lat. capere arram , che vale Prender la caparra. /' . Al ia. ) — , Caparrare , Incaparrare , Innarrarc, Inarrare, sin. Stabilire un contratto, sborsando parte del prezzo pattuito, ossia dando caparra. Ciò che dagli antichi dicevasi lunari-are , da arra sinonimo di caparra. (Min) - no. Li porci non Accaparratore,* Ac-ca-par-ra-tó-re. Veri), m. f/t Accaparrare. Monopoli - si poleron illustrar di quel luogo cc., c con questo erano sì accanati sta, Incettatore. V. dell’ uso. (0) e accesi , clic fu gran pina a potergli cacciar fuori. Accapellare, Ac-ca-pel-là-re. W. pass. ( V. Accapigliare. ) Accapigliarsi. 2 ’esorei. Br. 1 5. Che come è largo quelli, Che par che s’acca- delle perso - pelli Per una poca «osa. ut. furore percitus. Gr. oìarpreAsii. M. V. 11. 35 . Disperando, Accapellato ,* Ac-ca-pcl-là-to. Add. ni. da Accapellare. Preso a capelli. Il verro accanato, si dirizzò a Giovacchino. Ormi. Mordi. 2$. V. di reg. (0) , —‘ - ' • Accapezzare, Ac-ca-pcz-zà-re. [Alt.] (Dal lai. caput il capo.) Concludere, Condurre a capo,Finire. Lat. perficere.Gr. ÌKixÙ.sÌv.tranc.Sacc. noe. l] il’ è n> Accanato , Ac-ca-nà-tn. Add. m. da Accanare. 2 — Stizzito , Invelenito , [ Acceso , c dicesi delle bestie e ne. ] Lat. come un Erano i suoi uomini tutti accanati contro a lui. 3 —- Per metaf. Astretto , Perseguitalo. G. V. 11. 63 . 2. Il tiranno Mastino , veggentiosi così accanalo dalla forza della lega da tante parti, come disperalo uscì di Verona. Accaneggiare, Ac-ca-neg-già-rc. [Alti] V. Accanarc.yit. S. Ant. Come lo cacciatore accaneggia l’orso in foresta. Accanscciato , Ac-ca-neg-già-to. Add. tu. da Accaneggiare. Fior. Ila!. D. Lo porco ferito accaneggialo Ieri molti di questi giovani. Ar.Fur. 18. uj. Immansueto tauro accaneggiato. 5 [Stizzito.] Frane. Stic. Nov. t^o.L’oste vedendoli sanguinosi e ac- eaneggiati ? s ; maravigliava. Accanire, Ac-ca-nì-rc. [All.'] V- Accanare. ® In sign, n. e a, pass. Invelenirsi, [ Stizzirsi. ] Lat. irasci. Gr. (yyi'i^oAan. 7 ac. Dav. arai, ff.gò. Sentendosi Cesare dirsi troppo cru- do nel punire, più si accanì. Accanitamente, Ac-ca-ni-ta-mén-le- Avv. Stizzosamente, Arrovellalamen- te. Lai. labiose. Zibald. Atuir. Per tale cagione se gli avventò addos- l" 11 a ccanitauiente. canuto , Ac-ca-nì-to. Add. m. da Accanire . [ Arrabbialo come un om un verro accanito Mero stesso m’adiro. ■—^ Ano . . ... ... sieme uuc oiui-i, Fin;. rU o Dl V ? LAV0Il 5 l 0 s ‘auh—Indefesso, coutil malamente applicato. A.ccapigeiatore , Ac-ca-pi-glin ix.aJsar» a ■ accanita sta al lavoro, Sempre fiLa, sempre tcsse.(A) capiglia. Cavale. Espos. sin l8g. Si trovò con Biagio, e disse, che credea accapezzare le cose , in quanto egli condiscendesse alla dota, la quale a lui parca troppo alta. Accapezzato, * Ac-ca-pez-zà-to. Add. m. rèa Accapezzare. V. di reg. (0) Accapigliamento, Ac-ca-pi-glia-méii-to- [Sm.] Propr. L'accapigliarsi, Il far a’ capelli. 2 — Talora semplicemente Rissa , Contrasto. Lat. contcntio. Gr. tpAo vsini’t*. Zibald. Andr. Ne avvenne un lungo accapigliamento tra di loro. E appresso : Gli divisero da quello accapigliamento. Accapigliare , Ac-ca-pi-glià-re. N. pass. Propr. Tirarsi I un con l'altro i capelli azzuffandosi, [ Pigliarsi a capelli ; il che dicesi anche Acciuffarsi , e popolarmente Scardassarsi, Pettinarsi, Spellicciani. •— Accapellarsi, sin. ] Lai. sibi mutuo comam arripcre. Gr. tpiXovsvusiv, Beni. Od. Mentre che l’uno el’ altro s’accapiglia. 2 — Contrastare semplicemente. Bocc. Coni. Inf.y. Il significato di questo vocabolo Rabuffit , pare clic importi sempre alcuna cosa intervenuta per riotta o per quistione , siccome è l’ essersi l’uno uomo acca- pigliato coll’altro. 11 Vit. SS. PP. 2. 148. Quivi starò in pace, che nun averò con cui m’accapigliare. (V) Accavigliato , Ac-ca-pi-glià-to. Add. m. da Accapigliare. Libr. Op. div. gì .Trovò due Giudei accapigliati insieme; procurava di riduccrli a pace.» Fir. SS- PP. 2. 223. Essendosi accapigliati, e avendosi percossi insieme due cherici, lo santissimo patriarca gli scomunicò. " tó-re. Vcrb. m. di Accapigliare, die si ac- ^' :r *NxAVÓ "a ^ accanit ' 1 s l-i al lavoro, Sempre fiLa, sempre tesse.(A) caui"lia. Cavale. Espos. simb. 1. 164. Gli uomini golosi sono disone- ■^'''asnato faide canne dellagola.(M) s ti e°itnmondi , acca pigli.-dori e detrattore (\’) f ll '‘S‘’là. """ ... * ‘ ” ' .. kso2,,o°H;^u t:TU '°*° rl< :?. mumc are, lcuui , accanirne), cileni avea gran accApitolare. (, ai. aio. / 1-. ■ , A . A <**™«L,t nt 7rV w l2C ’ ceroava * a ricomunica. (Min) b que carregginoli, che si chiamano capitelli , alle teste de libri. {A) i Ar - MeS,) Ac - c . a r eW r‘' e ' t^«-3 Avvolger Jìlo sopra AccappacciSe, * Ac-cap-pac-cià-re. Att. e n. pass. Chiudere nella cap- Ai n." C ^ I" suo con rano e Scannellare. 1 mantello col cappuccio. Car. Leu. (O) ■a k ìwfm-, -^ c ' can ' ncl ' la : to - Add. m.da Accannellare. Salo. IU„d. (A) AccappaccTato. Ac-cai>pac-cià-to. Add. nu da Accappacciare. Chiuso nel- ''pierai un ^ ^ ^ ^ ^ I,aCnU,atU8 ' ^ ^ 'ato'c e31W0 coltell ° caverai tutta la midolla di esse Ac e, v. C acc annellatn , lo ricomporrai insieme. A'] s ‘ ogc, iiare , Ac-can-noc-c.hià-re. N. ass. — Steseti . A_1 . . ^ A . - 1 ec., e colla punta esso ec. E subito ca- . Alt. Prendere. Onde Accappar la ventura = stesso che ÀccnlattareV k ( Da Àcculacchi ietl ,ì7l >wwi , minio. ) (Min) » - n Acrannocciare , si*t. •tire , come dal gr. mil* Acca.ppa.rt!, Ac-cap-pa Riuscii RE,*Ac-cau-uoc-cià-rc. N. ass.Fiormt. y. AccuUltare.F«cc.(0) Laonde mi vergogno di ritornare alla tua presenza, non che i cavalieri erranti si senlissero vituperati del ritorno alla corte, non avendo prima accoppata la ventura. (B) 7 8 ACCAPPATOIO a — ( Ar. Mcs. ) (Ba a superfl. e dal lat. barbavo capillare che valeva''Sciare, c che sembra nalo da sincope di caput lemre toglie re il capo.) Il tagliare rasente la pelle il pelo che si mole feltrare ; o ripulire del carniccio le lane o i peli della vigogna o del cammello. (A) Accappatoio, Ac-cap-pa-tó-jo. [Am.] Lat. 'involucro. —, Accappatoio, sin. Manto di panno tino , che è increspato (hi capo , e caopre tutta o in parte la persona-, [ ad uso di soppravveste, specialmente nel pettinarsi. 2 Accappiare, Ac-cap-pià-rc. [Alt.] Legare e striglici' con cappio, e dicesi per lo più delle some. 2 — E per metaf. [ Trarre in inganno. ] Quist. Filosof. C. S. Accappialo in rete di molte parole , e con molte lusinghe il trae a.se. Accappiato, Ac-cap-pià-to. ./Ai/, m. da Accappiare. Car. Long. so/.5f Degli uccelli ve ne vennero assai, e buona parte impaniati, accappiati ed arreticati vi restarono. (15) tiiarnbull. Appai'. Avevano i calzaretti incarnati con certi ermellini sopra, molto leggiadramente accappiati di tocche bianche. (A) ... Accappiatore, * Ac-cap-pi.vtò-re. V?rh. m. di Accappiare. Che accappia, allaccia, o trae in inganno. V. di reg. (0) Accappiatile,* Ac-cap-pia-trì-cc. Verb. f. di Accappiare. V. di reg. (0) Accappi ATOBA,A-ceap-pia-lìi-ra.[>S/ì] Fune che ha in cima un appio scorsoio. 2 _ [ Fig. Insidia, Inganno. ] Maini. 6. 68. Timmgli addosso qualche accappiatura. Accapponare , Ac-cap-po-nà-re. [Alt.] Castrare i polli. Lai. pullos galli- naceos castrare. — , Capponare , sin. Accapponato , * Ac-cap-po-nà-lo. Add. m. da Accapponare , Castralo e dicesi propr. de'polli. (0) Accappucciare, * Ac-cap-puc-cià-rc. Alt. Porse lo stesso che Incappucciare. A. It. Fr. (0) Accappi)cciato. (Veter. ) Ac-cap-puc-cià-to. Add. m. Agg. di cardio , e dicesi quello che ha la testa corta. (A) Accapricciare , Ac-ca-pric-cià-re. [IV. ass.] Raccapricciare. Lat. horrere. Gr. ippt rrsiv._ ( Da a superfl. e dalle due voci sincopate capo allicciare e capelli arricciare , in lat. capillos arrigere , cioè drizzare i capelli. V. Accoppare ed Arricciare. ) 2 ~~ i /l signif. n. pass. [Sbigottirsi.] Dani. Inf. 22. 32. Io vidi, ed anche * cuor mi s’accappicela, tino aspettar cosi ec. Occhici. Quintil. P. Il «davero lo spaventa dicendo, io in’ accapriccio per lo carcame. Lor. AI ed- O madre mia, il cuor mi s’ accapnccia , Ch’io non posso inghiottir questa salsiccia. 3 * E in sign. alt. colcaso. Atterrire, Par tremare. Bembo. Rabbi. (0) Accapricciato , * Ac-ca-pric-cià-to. Add. mula Accapricciare. V. tlireg- (O) Accarezzamento , Ac-ca-rez-za-mén-to. [6/n.] Lo accarezzare. — , Cartz- zaniento, sin. Lat. blanditiae, blandimentum. tir. (piXocppoO’ivi)- Segri. stor. g. 2 35. Era insomma tanto 1' accarezzameutó die il vitello gli faceva , che ec. Accarezzante , * Ac-ca-rez-sàn-te. Part. Che accarezza. (O) Accarezzare , Ac-ca-rez-zà-re. [.7//.] Far carezze,[vezzi ec .—, Carezzare, Careggiare , sin. Dicesi anche Vezzeggiare , Amorevoleggua'e, Ammainare , Lusingare, Lisciare, ec.] Lat. blandiri. Gr. souvstv , ct.i't.iA- isiy. Fir. dial. bell. don. Basta loro per essere ticcarezzate , e anche per esser tenute belle. 3 — E figur. [Coltivare, Custodir con gelosia.] Ve.lt. Col. letl. deci. 3. Mi pare che questa pianta, per la sua vaghezza e leggiadria, meriti d’ esser accarezzata. 3 (B. A) Toccare c ritoccare con leggerezza e con amore un’opera senza offenderla nè alterarla. ( 5 il ) Accarezzato , Ac-ca-res-za-to. Add. in. da Accarezzare. Lat. blanditiis illectus. Segn. Crist. instr. 3. do. 20 . Sapete voi' che cosa sia cotcsta carne tanto accarezzata e adornata da voi ? Accarezzatore , * Ac-ca-rez-za-tó-re. Verb. m. di Accarezzare- Che accarezza. V. di reg. (0) Accarezzatrice , * Àc-ca-vez-za-tri-ce. Verb. fi V. di reg. (0) Accarezzevole, * Ac-ca-rez-sè-vo-le. Add. coni. Che fa carezze. —, Carezzevole, sin. V. di reg. A. It. Fr. (0) Accarnare , Ac-car-nà-re. [2V. ass. —, Acarnire, sin.] Penetrare addentro nella carne con artiglio , dente , ferro e simili. Lat. carnem penetrare, arri pere , piaeslriugere. licci, esp. nat. 4 n - La debolezza del morso ec. che non abbia se non leggermente accarnato o abbia ac- carnato in luogo rado di vene. 3 — e] metaf. [ Internarsi in alcuna cosa , Imprimerla vivamente nell’animo, Afferrarla.] Dani. Purg. if 22. Se ben lo ’ntendimeuto tuo Recamo. Dittali. 2 . di. Ma rivolto ver me mi lece un riso Tale, che V atto ancor nel cuore accarno. Accarnato , * Ac-car-nà-to. Add. m. da Accarnare. V. (0) AccArnire , Ac-car-nì-re. [N. ass. Lo stesso che ] Accarnare. AccArnito, * Ac-car-nì-to. Add. m. da Accarnire. V. di reg. (0) AccAro. (Agr. ) ’Ac-ca-ro. Am. V. Acaro. (Ga) & AccARONNB.*(Geog.)Ac-ca-ròn-ne. Lnt.Ekron. Ant. città dellaPalestina.(C,) Accarpionare. (Ar. Mes.) Ac-car-pio-nà-re. Au. —, Carpionare, sin. Soffriggere e tener in molle in aceto forte il carpione o altro pesce per conservarlo. (A) Accartocciare , Ac-car-toc-cia-re. Alt. Avvolgere a similitudine di cartoccio', [e dice si di cose pieghevoli, carta, cartone e simili.’} /-'.Arrotolare. 2 — E in sign. n. pass. [ Raggrinzarsi , Attorcersi. ] Red. Ins. i53. Raggrinzandosi e accartocciandosi ad ogni minimo taglio e puntura. Accartocciato , Ac-car-toc-cià-to. Add. m. dei Accortocciare. Dav. Colt, igo. Spegnere i bruchi è cosa di gran fatica ec; le loro uova sono in quelle foglie secche accartocciate ec. « Magai. Let. Fam. Non le mandate pe r lettere , ma accartocciate in un involto. (A) 3 _( Archi. ) Fatto a cartoccio , o con quell'ornamento che gli architetti chiamano Cartoccio. Vasar. Fit. (A) Accasamento, Ac-ca-sa-mén-to. [Sm.] (Ea casa; poiché lo accasamento è formar casa o famigli . ) Lo accasarsi, Matrimonio. Lat. matrimo- nium, nuptiae. Gr. ’/djzo;. ACCATASTARE Accasare , Ac-ca-sa-re. [IV. ass. ] Fabbricar case. Sen. Pisi. 8g. No 11 . 1 ! marra egli neuno luogo sopra il quale voi non accasiate, e lact'W^ case e ville! E appresso: Quando voi avrete accasato per pia 11 ®., per montagne ec., si è ciascun di voi un piccolo corpo. Cron. rer ordine latto , che inai non vi si potesse su nè murare nè accasa 1 ■ 2 , E ri. pass. Aprir casa, Tornare ad abitare in un luogo ; ‘illuso nel buon secolo , come molti altri verbi , anche senza la parlici ^ SI , VI, oc. a guisa di Innamorare per Innamorarsi, Rallegrare j) Rallegrarsi , e simili. Lat. domicilium collocare. Beni. Oli. 3. 7‘ ^ ’ E tolse moglie, e s’accasò in Bibbiena. 3 - Maritarsi. Ar. Sai. 2. Alla quinta sorella eh’è rimasa , N’ era P* sogno apparecchiar la dote , Che le siam debitori or che s’accasa- ^ 4 —* Imparentarsi con uno per via di matrimonio. Malm. 12 .I 0 SOC 1 tu ti aggiusti per sicurtà con un compagno, il quale s’ arcasi teeo-cj/ ■5 — [ In sign. alt. col. 4- caso. ] Maritare. Borg. Vesc. Fior. 3]8. non era strabocchevolmente ricca , sicché ella potesse altamente c 1 somma grandezza accasare le figliuole. e Accasato , Ac-ca-sà-to. Add. m. da Accasare. Pien di case , Fornito " case. Lat, domibus instructus. G. V. g. 316. 3. Era il più bello p aC *~ di viilate, e il meglio accasato e ingiardinato. M. V- 1*. <7- C® molte belle e ricche possessioni nobilmente accasate. 2 — Maritato o Ammogliato. Cavale. Specch. cr. Se tu se’accasai®’ c non puoi vacare e attendere la Scrittura e gli molti seri«° nl ^ tienti alla carità , nella quale pende ogni cosa. Cecch. Incant. P ,v ' Un Sanese oggi accasatosi in questa terra. Buon. Fier. 4■ 3- 4- ^ c ° a salo per non dire ammogliato. 3 — * Colui che prende stanza in alcun luogo. Dav. Vil.Agrlc. c. La cera bronzina e ’I pelo ricciolo de’ Siluri, posti a dirimpetto Spagna , mostra essere antichi Iberi traghettativi è aecasativisi. (V) 4 —* E metaf. nello stesso sign. Dee. 100. Ingannati da alcuni nomi ctl , qualche volta abbiamo presi ( da’ latini J in prestanza, e poi rite® a _ per nostri, o che i volgarizzatori per qualche occasione ci hanno 111 trodotti, e ci si sono poi accasati. (V) Accascare, Ac-ca-scà-re. [ IV. ass. e n. pass. imp. Accadere , ] 8ucceden' (AG Cascare.) Lat. evenire, conlingere. Gr. anp-^adveiv. Fir. disc. tt,u 22. Acciocché e’non intervenga al Principe, come si legge in una I,0 ‘ velia d’un moderno, che accascò ad Adriano il sesto. Alati. Fi'M 1 ^ rim. buri. 2 ; 116. Coni’ io fui dentro, V oste pur m'infrasca, E mi co1 *" forta ad aver pazienza, Di quella che ogni giorno aver m’accasca. 2 -—• * E colla prep. In. Benv. Cel. Ore fi 148. Per cagione delle r !l ' portantissime guerre e altri accidenti che accascarono in detto regno.C'/ 3 — Convenire, Quadrare, Accomodarsi, Venire in acconcio. ( D J l’ ebr. casciad che vale congruere , converiiens , utile esse.') 6 elio. Ar- Perchè e’ si facciati quelle cose , alle quali accascili d’esse* giuste o ingiuste. (A) , 4 —- Nota uso. Buon. Tane. Che accasca? f A qual fine? A che prò?J(A> Accascato , Ac-ca-scà-to. Add. m. da Accascare. (A) Accasciamento , Ae-ca-scia-mén-to. [ Sm. Indebolimento del’e membro t Prostrazione di fòrze.] Lo accasciare- Lat. consternalio, prostra 11 ®' Lib. cur. malatt. Quando sono in questo grande accasciamento per 1* lunghezza della febbre. Accasciare, Ac-ca-scià-re. N. pass■ Aggravarsi 0 Indebolirsi le meiA l,i * per età o per malattia. Lai. gravescere , valetudine gravaci, aeta 11 - ingravescere. Dant. Inf. 24. 54 E però leva su, vinci l'ambascia, Coll 3 ' nirno che vince ogni battaglia, Se col suo grave corpo non s’accaso 3 ' 2 — E in sign. alt. [Debilitare, Indebolire.] ( Dall’ebr. cascini 111 debolirsi di forze , venir debole ne’ piedi, cadere ; onde cosciel debo lC > infermo. Gli Spaglinoli han pure cascalo hotnbre per uom debole-/ Zibald. Andr. g8. I suoi amici infiammano e l’accasciano ; elli B 0 ha il podere. » Boez. 61 ■ La verga, la cui cima il ciel acquista , E fò r ® violente in giù l’accascia, Arco facendo di sua dritta lista ec. (B) Accasciato , Ac-ca-scià-to. Add. m. da Accasciare. [ Affranto, Fiacco 1 Spossato , Indebolito , Infiacchito. ] Lat. cascus. Demet. P. S . AH r menti dimostreremmo d’esser accasciati e caduti. . Accasermamene.* (Milit. ) Ac-ca-scr-uia-mt : n-to. Sm. Quartiere , Staziot delle milizie. V. dell’ uso . (0) _ , Q Accasermai!e. (Milit.) Ac-ca-ser-mà-re. Att. da Caserma , Alloggiarne! 1 de’ soldati. Far prendere i quartieri. — Caserroare, sin. (Min) 2 — * E n. pass. Acquartierarsi.. F■ dell' uso ; neolog. (0) t ,. Accastellamento. ( Marin.) Ac-ca-stel-la-méu-to. Sm. Some che si “ al castello della prua e della poppa di un vascello. (A) Accastellato. (Marin.) Ac-ca-slei-là-to. Add. m. Dicesi d’ un rasce che ha castelli da prua e da poppa. (A) ^ s Accatarramento. (Mal.) Ac-ca-tar-ra-méu-lo. [Sm.Superfliutà d’um 0 che ingombra il petto o la testa. —, Catarro, Infreddatura , sin.} rlieuma. Libr. cur. malati. In que’mesi freddi sopravvengono gli aCC tarramenti , che infreddature sono appellali. Accatarrare, (Med.) Ac-ca-tar-rà-re. ZV. ass. —, Incatarrare , Inca| a rire, sin. Divenir catarroso, Esser compreso da catarro , Quist. 1 1 sof. C. S. Puote avvenire per grande sforzamento angoscioso e pa« r viole, si che l’uom di ciò accatarra. fi Accatarrato. ( Mcd. ) Ac-ca-tar-rà-to. Add. m, da Accatarrare, C (. j usa pure come sostantivo. ] Lat. rhcumaticus. Libr. cur. malati. 31 uno lambitivo ottimo per li accatarrati. p a f Accatastare, Ac-ca-ta-stà-rc. [Att. da Catasta ,massa di legna.) 1 catasta e dicesi propriamente delle legna. ] Lat. striiem lignoruin c ° ponere. , . ■ .... , mmassut °. Buon. Fier. 4 • 2. 7. Ed alla varietà di tante robe Su 3 H. r *A di quelle botteghe Accatastate là ec. p e ‘Addecimalo. ] Barg. Fies. 221. Ed aiuterebbe non poco questo cena Ier ° ’ ve< ^ ei 'A sotto il medesimo tribo descritta, e per dir cosi, Accatt^ 3 ’ ° P uro modo nostro accatastata. Br • Abkighe ; Ac-cat-ta-brì-glie. S. coni, indecl. .— , Beccalite , sin. c,W^ aL ° re ' ^ at ' ar delio. Gr. -rtoXostpx'/p.ov. Buon. Fier. 4 ■ 4 ■ Oimè Accatt S ° n Sut i‘ a i° Aon questo accattabrighe. Fu r AMEsTO 1 Ac-cat-ta-mén-to. Sm. Accoglienza. Fir. Disc. an. 3 o. tarneT^ 1 ' 0 ^ u ‘ c da tutta la sua baronia con grandissimo accatti _ L'°‘ ^ ar ' Ì4:tL i - *8. Poiché gli ebbero fatti gUaccatlamcnti soliti,ec. Accatta urf ? 11 ' 11 » ’ ^ limosinare , ec. acquisi 81 ’ Ac-cat-ta-mó-ri. Sf. indecl. [ Rubacuori, Donna vaga di amanti / !Wa ' iti > ec? in più “cattivo significalo , Druda che uccella Via via J J " at ' ain ‘ jres captans. Gr. àvSfO[AavrIs. Buon. Fier. 4 - 3 . 7. AccattapÌ ? Ucsta strebbiata , Questa lisciarderaccia accattamori. siilo s SE > Accat-ta-pà-ne. A. coni, indecl. Pezzente. Fir. As.2g.Yt- ■Accatta 611 *^ 3 S u ' sa d’uno accattapane. F. Accattone. RE , Ac-cat-tà-re. Alt. Chiedere e prender in prestito per rende• sliar *' "!" tuari 1 mutuo accipere. Gr. «l’rs V ( Dal lat. captare piradi C ° n '^diglie ; e però muLuam pecuniam captale vale, secondo la jy Cc > cercar danaio in prestito con lusinghe c con priegbi. ) Boc. 5 _ • 72 . tu. Ed accattato da lei un mortaio, il rimanda. ~ ' rendere semplicemente da altri alcuna cosa che non s' abbia di jj °l' r, o. Tes. Br. 2. 4 3 ■ In signi/, n. pass. Divenir cieco. Lat. excoecari. Pullad. Il ca- vatore se vedrà gli occhi della vite aperti, accechcrannosi, senza speranza. ( 13 ) * ’ i 4 — Per similit. Accecarsi le orine. (Med.) Mancate, Cessare. Lat. artsìringi, 3 Sfic. Ates. E sorgono d’intorno alla bocca del ventre ^rigiranti dolori e vi si accecano le urine. (A) u E metaf. Bocc. nov. 65 . 21. ] Alla gelosia tua t’hai lasciato accecarti.» Creso, hb. 2. p. 3 y6. Se l’aperto occhio della vite vedrà il cavatore, accelerassi lasperanzagrai.de della vendemmia. (V) 16 — In sign. n. a ss. Divenir cieco. Peto. Vom. 111 . Eoo. Colui che- ordinato era 1 ammazzarsi, accecò. 17 — E metaf. Pit. SS. PP. ccu t. 102. 11 „ llBCJlj consentie in se medesimo di mal fare con lei. (VI Accecito, Ac-ce-cà-to. Add. m. da Accecare. L_ 'Arrierato sin 2 — (Ar.Mes.) Vicesiche Varco d'un ponte è accecato, allorché è stato riempito dalle deposizioni m modo che rimane sepolto nel ai-eto o retuijo. ywiani. (A; r ^ 3 — In smn. metaf. Baca. nov. 33 . 14. Accecata dalla sua ira , s’ avvisò colla morte di Restagnone l onta, che ricever le era paruù, vendicare. » Salvili, Cas. ,77. Essendo certamente in altre cose perspicaci e lincei ^ m questo sembrano d essere accecati. (N^ 1 1 Accecatoi. (Ar. Mes.) Ac-ce-ca-tó-i. Sm. pi. Strumenti di diverse ferme, che addottati in un cannone servono ad piani nelle diverse parti dell’ orluolo. (A) Accecatoio, Ac-ce-ca td-io. Sm. Spezie disdetta da impano che ha la sua estremità tronca a linea retta e tagliente, atta ad incavare un furo, onde possa ricevere la capocchia d’un chiodo o di una vite o altro, sicché spiani e non risalti, (zi) Accecatore , Àc-ce-ca-ló-re. Verb. m. di Accecare. Lat. excoccator. (A) AccecatrIce, Àc-cc-ca-trì-ce. Verb. f. Che acceca. Lai.ex coecatrix. Lab. log. Vedere adunque dovevi, Amore essere una passione accccatrice dell’animo. (A) 2 — ( Àr. Mes. ) Incavo in cui si fa la testa alle viti o altro che abbia un capo che debb’essere accecato. (A) Ac: ecatura, * Ac-ce-ca-tù-ra. Sf Sgorbio o cancellatura che si fa sulle scritte. Tran. Cic- p. 60. E vedete ancora nella tavola ove sonò scritte le log iti quante accecature e cancellature vi si fa, in prima nella legge Gabinia, e dee anni piscia nella legge Cassia. (N) s — Metaf. Inganno, Frode. — Trai. Cic. gS. Adunque se intra li segai , cioè nèlh moltitudine , dove ha grande luogo d’ usare cose simulate ed accecature. (B) 3 — ( Ar. Mes. ) Piccola incavatura a somiglianza di cono rovesciato ACCELLANA da tre o quattro ficee. ■.stili 1. fatta in un pezzo di metallo con saetta Accecatoio. (A) Acceca?ione , " Ac-ce-ea-zi-d-ne. Sf Accecamento. Rote. Lett. pii- ( Borgh. Leti. J Per S. Paolo 1’accecazione di Elimas mago. Fi JVis. 5. iì. Chi mai altro intenderebbe qui che accecazione e non cidimento ? (B) Accedere , Acmè-dc-re. N- ass. anom. P. L. Accostarsi , G. P. 12. 20. f. Il popolo non vi polca accedere , nò passare- ‘Vii' Purg. 3 o. jf. Come degnasti d’accedere al monte? Cotti. Par. ultimo capitolo fa sua orazione a nostra Donna , poi accede a ve quell’ ultima fclicitade. Cr. 2. e 3 . 21. La quale ( tagliatura ) a ■ a poco acceda , a vada alla midolla e al taglio. .^5, 2 — E figurai. Approvare, Aderire, Convenire nel parere d’un 3 Car. Leti. Gli altri , vedendo la cosa cosi ristretta , per paura 9 ^ derono. N. Sp. (Ain) Salvia. Cas. lo 3. Alla sentenza de’ qaah ai non accede, con una parola abboiidevoimente può essere couvinW-l^-, Accedere è sin. di accostarsi ; ma il primo si prende anche d 0 nario in senso di acconsentire a qualche cosa, di convenire con nella opinione, ne’patti cc. uo ) Acceduto , * Ac-ce-dù-to. Pari. pass, del v. Accedere. Poce di resf\ misero monaco accieco, egli accetlà. Diurni. 2. 27. Se ’l sai, noi so , dico dal p_aliene, ' |j ( , qua’di Falterona un serpe corre, Che par che’l corpo di ciascuna acce /( Acceffato , * Ac-cef-fà-to. Add. m. da Accollare. Preso confimi , Al ferrato. P. di reg. (0) ^ j, Accegc-ia. ( St. N. ) Ac-cèg-gia. [A/?] ( Dal lat. acies punta. ) lo noto, di becco lungo £ ed acuto a guisa di punta ,] e di p e,l,ìt f;, mile alla starna. —, Beccaccia , sin. Lai. scolopax , gallinago- . pjoXi'n’ag. Cani. Cam. 45 g. Le starne, i tordi, l’accegge, e i ni, Non son già buoni in tutte le stagioni. Mors. 22. itìg, Non „ nosce ogni volta l’acceggia Al becco lungo. Ar. Fur. 24 gd. Qual astor che l’anitra o l’acceggia, Starna o- colomba o siuiil altro a 11 » lo Venirsi incontro di lontano reggia. iti 2 — Pigliar 1’ acceggia. Dicesi di chi sta in tempo di notte il ver,l ° lj é rezzo aspettando, tratta la metefóra da i cacciatori, che li-'/- le accegge al passo. Acceleramento , Ac-ce-le-ra-mén-to. [ Sm. fJ alto Ai accelerare. ■—o ", celcrazione, Acceleranza, «Vi. ] Lat. acceleralo. Gr.c,rtmefi. SagS' 1 $ esp. 162. E quivi preso alquanto d)acceleramento, benché lentissin*® |( / 2 — * ( Mecc. ) Quell accrescimento di velocità che ogni corpo coa e acquista in ragione del suo avvicinarsi al centro della terra. 0^ e ',(|) Acceleranza,* Ac-ceAc-ran-ia.Sf.Àffrettnment '. /^.Acceleramento. Ff’rA, Accelerare, Ac-ce-lc-rà-re. [ Alt. ] Affrettar', Accrescer celeritv. accelerare, celerare. Gr. órpóvEiv. Tac. Dav. st. 2. ìgf. AcceleròI presa di Vespasiano l’esercito d’Illiria venuto dal suo. Ar. FW' t ìf Accelerando il volator le penne, Con larghe ruote in terra 3 u si venne. E 34 - 44 ■ Perchè la via non gli sia intercetta Dal i passi accelerar con frelta. g( 2 — E n. pass. [Crescere in celerità.] Saag. nat. esp. i 63 . Da gra» 1 e mezzo s’accelerò sensibilmente il moto del suo livello. ^ Accelerare, è sin. di Affrettare ; ma il primo appartiene più 1 priamente alle cose fìsiche : moto , polso accelerato. t P Accelebatamente , Ac-ce-le-ra-ta-mén-tc. A w. Con acceleramento, m lcriter. Gr. dgsas. L,ibr. cur. fibbr. Male accesaioni più accelerata> n Q 0l ritornano. E appresso. Si dee somministrare acceleralamente il riiu c ?^ Accelerativo , Ac-ce-lc-ra-tì-vo. Add. ni. Che accelera , [Speditivo.! V j festinandi vim liabens , lèstinator. Gr. pisTrc/os. Libr. cur. maini 1 ' medicamenti più semplici sono più accelerativi della sanità. Accelerato , Ac-cc-le-rà-to. Add. m. da Accelerare. [Sol’ecito, Lat. accelerata, festinatus. Pass. 177. La quartadecima condiZ'U che dee aver la confessione , si è accelerata, che altri si confessi * H. Li conservava ordinati, benché cai® 1 accinjo di incavare i fatto il peccato. 3 — [Allrcttato.] Guìcc. St. nassero con passo accelerato. 3 — ( Fis. ) Dicesi accelerato il molo [ quando gli spazii percm'S 1 "^ mobile in tempi eguali sono successivamente maggiori-, ed è ] cott'A 0 À di moto equabile. Gal. Dial. mot. 5 Si. Si verifichino nel moto dei naturalmente descendeiiti , e accelerati. E appresso : Moto unu 01 ^ mente accelerato esser quello nel quale la velocità andisse cresce I,<,l, secondo che cresce lo spazio che si va passando. p,) 4 — * (Med.) Agg. di polso , quando è piùfrequente del V ordì nario. (f' Acceleratore , Ae-cc-le-ra-td-re. [ Perl. m. di Accelerare. P. J Acceler ntt 2 — (A nat. ) Imi. accelerato)-. Muscoli bulbocavernosi, che coni 1 ' 11 ’ dosi accelerano T uscita dell’urina. (A. 0.) p, Acceleratiiice , Ac-ce-lc-ra-trì-ce. Pcrb. f dì Accelerare. Tngl. ld f ' n) Così avviene nei corpi dalla gravità acceleratrice necessilati a discendei' c, v f 2 —- * ( Mecc. ) Agg. di Lima , ed è la forza o causa che accd e> moto tl’ un corpo. Diz. Mat. _ p Accelerazione, Ac-ce-ìe-ra-zi-ó-ne. [Sf.J Acceleramento. Tml feslinat' 0 - ,j, bald. Andr. Con impensata accelerazione sopraggiunscro non asp e ,‘ (l Gal. dial. sisl. i 3 y. Si è contentato di render la ragione dell’ accelera?' 10 J 2 — ( Aslr. ) Applicavosi dagli antichi astronomi alle stelle fisse 1 |1( t esprìmeva la differenza ira la rivoluzione del primo mobile e ,f\] voltinone solare, la quale computavasi a 3 minuti e 56 secondi. (- fr 3 - DIURNA DELLE STELLE, * j È la t ' ’’ ' rentemente ogni giorno nel loro levarsi ridiano. Diz. Mat. _ - ili 3 —- * ( Mecc. ) Accrescimento di velocità che i corpi allorché sorl molo ricevono dalla loro gravitazione. Diz. Mat. , Accell'ana. (Ar. Mes.) Ac-cel-là-na. SK Panno anticamente cosi . ' '- J chiamalo con altro nome ULUl'Uàl « v/ •ittten.tt, c. vxy È la Cfuantùà di che avanzano Kp levarsi , tramontare e passare p el perchè tessuto d’accia e lana ) Aiirt, Malmantife, (A) 5 ACCELLENTE Aoccl-lèn-te. [Add. com.} V- A. V. e c/i’Eccellente. Coll. Ac ' ac ^' “ molto accedente più che non è la soprabbondanza. ^ r ‘ Mes 0 Ac-cen-cià-re. Alt. Pulire con cencio o lana una Caldina o altro vaso in cui si voglia tingere con colore diverso da 9 «c«o che vi si trovava. Si dice anche Lenare. (A) cetinEKTE,Ac-cen-dèn-te. [Part.diAccmdcic.}Cheaccende.Lat.accendens. Acc ' > '" JL ‘ M '‘Cr. -/ar. Alcuni accendenti le fiaccole, nel mosto le spengono. ^ ekdere, Ac-cèn-de-re. [Alt.unom.} Mettere o Appicar fuoco a checché x S ‘ a ~n ’ lncen< lere, Accendere, sin. Lai. accendere, infiammare. Gr. n° C . E | ,, t ° occ - w. 22. 7. Fatto con la pietra e con l’acciajo , che seco pollato arca , un poco di fuoco, il suo torchietto accese. E nov. 62. a ' p 1 "-‘ ce accendere un lume , e dare una radimadia. l f *imìl. [Allumare , Illuminare, Dar luce.] Petr. canz. 3 . 1. Ma essi fi Cicl ° accende le sue stelle. Dani. Par. 2. 100. Rivolto ad J _ i .* C “V dopo ’l dosso Ti stea un lume che i tre specchi accenda. Che „i- chuir . ar e. Buon. Rim. 12. Come luna per sé sembra eh’io sia , n' nostri in ciel veder non sanno , Se non quel tanto che faccende ,l sole ^ , no jf " let Ac-cen-di-mén-to. [A'm.] r ’ I)C a .fuoco V accendere , [ V atto di met - un corpo , Infiammazione. — , Incendimento , Accensio- fio ' c\ il ^ l nc eusio, inflammatio. Gr. x-xùa’i?, ^xoywris. Amet. fnò ” l,esto non sarebbe altro che un vano accendìmento dì più aspro 5cce°* ^ r ’ 2 ' La spinositade avvici! per l’umido nutrimcnfale ca - 80 » d quale è costretto d' andare dalla midolla alla corteccia per : ^ p° ^l suo accendìmento. er ,nQ taf. [ Si riferisce alle affezioni dell’ animo.] Introd. viri. °fini - C S ra lf ref lda in te ogni caldo di lussuria , ogni fuoco d’ira, s ' a Uccen dimento d’avarizia. Amai, ani . 3 . 9. Chi al santo uomo fio per cont ' nn ° v td* >rt: > per t’ uso del parlare, per l’esem- utli operare , prende accendimento in amore di verbi. h fccendimento A tv ’ a?»....- - Starne; ■ diff. da Abbruciamento . _ _ ___ , Infiammazione , ec. U Ab* \^ { f t( \' n,nt0 ■> osàa Combustione, è V effetto dell’Accendimento', .talché alL C /. u sembra essere Sà\VAccendìmento AY Infiammazione , da ridesta CotìflaeraTlo»* o.p ^/./.— .- • • 5 ~ l ' • . . /-, t»*l n ei ' ''.' Jn J la Srazwue , all' Abbruciamento , alla Combustione , alV luci Gonjlngrazinne i piuttosto termine ecclesiastico; Ignizione, son termini (lilla chimica. (A) tUlTOJO , rocuf } ccnrdi - ,< 5 -j°- [ Sm - Marito canna per uso di accende ACCENSIONE 81 re .— , Accenditoio , sin,Frane. Sacch. Rim. 68 . Le grate e 1 * accandì- tojo de’ lumini, Perchè fi tuo loco più degno s' allumini. 2 — ( Maria. ) Mazza di legno con miccia accesa per dar juoco al cannone. — , Guida di fuoco, sin. (S) Accenditore , Ac-cen-di-tó-re. Però. m. di Accendere, [e dicesi deile costì e delle persone , tanto al proprio quanto al figurato. ] Lai. incensor. Com. Dant. Dovea essere virtuosp predicatore, e accenditore di diritta e vera lède. Accenditrick, Ac-cen-di-tri-ce. Peri), f. di Accendere. Che accende. Lat. inflammatrix. Liv. dee. 3 . E questo giovane, siccome una furia, e una faccellina acceuditrice di questa guerra, ho iu odio c in abhoininaiione. Accendom. * ( St.) Ac-ccn-dó-nì. Sm. pi. Lat. accendones, lanistae. Capi de gladiatori, che gli addestravano-ed incitavano a combattere. (MÌO Accenna.mento , Ac-cen-na-meu-to. [A oi.\li accennare, [ L'alto e ( er- fitto dell’ accennare , Cenno .—•, Accennatura, sin. Lat. nutus, indi. cium. Gr. izrtvv/aa. 2 — Sentore , Motto , Indizio. M. P. 4 ■ 66 . Avvedendosi di questo glt ambasciatori, ed avendone alcun segreto accennamenlo di fuori da lui ec. Accennante , Ac-cen-nàu-te. Pari, di Accennare. Che accenna, Che significa. Lat. indicans , significans. Cr. alla v. Donnuccia. N. Sp. (B) Accennare, Ac-cen-nà-re. [Àu. j Far cenno [ col capo, colla mano, eoi dito , e dicasi adora Additare ; coli occhio , ed è Occhieggiare, Am. miccare , ec.— , Gennaro, sin.} Lat. annnere , innuere, nutu significare. Gr. viviiv. Petr. son. 2 56 . E’I dolce sguardo, Che piagava it mio core, ancor l’accenna. » Fav. Esop. 27. Ed andando alla pastura con la capra, scontrassi col lupo, cd esso lupo accennò l’agnello,, e chiamollo a sè in disparte dalla capra. (Pr) 2 — un soggetto * = Farne appena parola. Salvia. Cas. 1 4 ( J- La quale cosa per accennare in poche parole, brevemente qui registreremo ec. (N) 3 — un lavoro Farne un semplice abbozzo. (A) 4 — t In signif. n. ass. ] Dant. inf. 3 . mg. Caron dimonio con occhi di bragia , Loro accennando , tutte le raccoglie. E Purg. 33 . 14. S dopo sè , solo accennando, mosse Me e la donna. 5 — Pi'endere la mira per colpire. Petr. Frolt. Mirate come io accenno, e non balestro. (A) 6 — Fingere , Mostrar (li fare , Far vista , Far veduto. Lat, simulare, praeseferre. Petr. son. i 44 - Dove armato lier Marte, e non accenna. M. /•". 8 . 72. Accennavano di passare a lor posta, e donde lor ben paresse. 7 — Comandare. Ar. Fur. 3 i. 85 . Quei che provaro empi nemici a felli I settecento a cui Rinaldo accenna , ec. E rim. cap. 8 • Sapete dunque se avria male assunto Chi negasse seguir quel ch’egli accenna , Quando u’ ha sotto il giogo il colto aggiunto. (IVI) 8 — [ E n. pass.} Dare qualche poco d’indizio di checchessia, dicendone qualche parola. Lat. levitar attingere. Pass. i 4 j. Di certi peccati occulti , ec. o tacciasi , 0 si cautamente s’accenni, e da lungi, che non s’insegni il male che non si sa. 9 — Farsi cenno a vicenda, Mostrar vicendevolmente di voler fare alcuna cosa. Cur. Eneid. 5 . In van pria si tentavo, e molte volte S’avvisar , s’accennare e s’investirò. (A) 10 — Modi proverb. Accennare iu coppe e dare in danari 0 in bastoni Mostrar di fan. una cosa e farne un’altra: tolta la meta f. daI giuoco delle minchiate. Sale. Spin. 3 . 3 . Ch’e’non s’accenni in coppe, e vogliasi dare in denari, l'ir. Trin. 1. 2. Voi avete accennato in coppe , c dato iu bastoni. 11 — * Accennar di sotto e dar di sopra. Ha lo stesso sign. del precedente. Buon. Tane. 3 . 2. Amor di sotto accenna e dà ai sopra.(V) 12 — (Ar. Mes.) Far sulle piastra d’oro 0 d’ argento il disegno di ciò che si vuol cesellare con un ferretto appuntalo, che i cesellatori e gli argentieri chiamano Puntellino per accennare ; e perciò dicesi ancora Punteggiare il disegno. (A) Accennato, Ac-cen-nàlo. Add. m. da Accennare. [ Indicalo .— , Connato, sin.} Lat. iiidicatus. Gr. Sax&ds. Red. Ose. anim. n 5 . Sempre avvenne la morte colle stesse velocità accennate. Segner. Mann. Marz. l 3 . 5 . Non ti si può dare altra legge che 1 ’ accennata. 2 — Avvisato per cerino. Pit. SS. Pad. T. 2. c. 10. 16. E accennato ( il monaco minore ) anche dal maggiore, pnose la mensa ec- (V) 3 —* (B.A.) Agg. di Disegno o altro sitnil lavoro, per dire Chesmiè fatto un leggiero abbozzo, per darne una qualche idea. Posar. Schizzi tocchi leggermente ed appena accennati. (A) Accennatore , Ac-cen-na-tò-ce. Perb. m. ai Accennare. Che accenna. Lat. indicator. Salvia. Trif. 4 t- Cosa ostile annunziando con terrore Col fimo acccnnator. (V) Accennatrice , * Ac-cen-na tri-ce. Verb. f. di Accennare. P. di reg.(O) Accennatura, Ac-ccn-na-tù-ra. \_Sf. Lo stesso che} Accennamento. P. Lai. nntus, indicium, indicatio. Zibald. Andr. Se ne accorsero per una accennatura che ne fu a loro fatta. Accenno, Ac-cén-no. Sm. Avviso, Avvenimento. Lai. monitum. (fi.Cenno.) Salvia. B. Fier. 4 - * 1,11 accenno perché altri stia attento.(A) 2 — Nello spedale di S. Maria Novella chiamasi così il Sonare a rintocchi una campanella per avvertire i serventi di trovarsi pronti' al servizio del pasto degli ammalati. (A) Accensaee. (Leg.) Ac-.en-sà-re. Alt. Mettere a censo. P. e di’ Censire.( V) Accensibile, Ac-cen-sì-bi-le. [ Add- com. Lo stesso che Accendibile.^.] Tass. Gerus. 12. 45. S’appreser tosto all’accensibili esca. Accensione. (Cbim.) Ac-cen-si-ó-ne. {.Sfi} L eccitarsi delta combustione in un corpo che ne sut suscettivo , col manifestarsi della luce e 8el calorico , o della luce solamente. Lat. accensio. Gr■ Q\óywtns. (g) 2 — Per simil. Ardore apparente in alcuni corpi. Guid. Gr. L' accensione del fulmine, della polvere. (®) 3 _ Per metaf. [ Desiderio intenso. ] Quist. Filosofi cap. 5 . Ira è accensione d’ offendere altrui. 4 — (Fis.) Accensioni si chiamano quelle meteore enfatiche 0 ignee che levano o sembrano levar fiamma, come Alone, Lampo, Fulmine, ec. (B) 5 _ * (Mcd. ) Pampa, Accendìmento, Bollimento della testa e del san- 8 : ACCESSO ACCESO senso di calore con rubare senza , che si prova alla facciala! AcesRanSLUn*, Ac-cer-chìel-là-re. All. Intorniare di cerchielli- (tì ... \ a —__ i__u:.n«u r aAA **• A J 1 u capo , 4 5 Ut vu*w< - ' -> J . X \ mawi/ne neMe ùi/mm/Masiom o m arcani mau corfvumvi.( A Af) 1 Accensione (lift, da Infiammazione, Infuocamene , Arsione. Il primo sembra esser più proprio del principio dell’aliene del fuoco j il secondo appartenere più da vicino ai progressi della fiamma; il ferzo all’ intensità del fuoco ed alla resistenza della materia ; il quarto alla distruzione vicina per effetto della combustione. (A) Accesso.*(A rche.) kc-cèn-so.Sm-UJfiziate subalterno addetto a’ magistrali romani, che radunava il popolo , introduceva le persone presso il pretore, lo avvertiva delle ore, e precedeva il console allorché non avest fasci. Set viva talvolta di scrivano. Addetto anche a' centurioni e. decurioni. Lat. arcensns. (Secondo Vairone, viene ab acciendo, cioè vacando; poiché chiamava coloro cui il magistrato dovea dare i suoi ordini. (Mit) a — * Specie di soldato romano armato alla leggiera .— Forse anche corrispondeva al nostro caporale. (Mit) Accenso. Add. ni. poetic. da Accendere , ma solo del verso. Lat. incen* ans, infiammati^. Cr. mpp-ìtis, -yvr xirryjh'ir Petr. canz. s8- 6. K interrompendo quegli spiriti accensi, A me ritorni, c di me stesso pensi. E son. s-)s. Per non trovarvi i duo be’lumi accensi. Fr. dac. T. 5 . sS. 6. L'anima che ci pensa, AUor diventa accensa Quando paté per lui. Accentare , Ac-cen-tà-re. Alt. Porre V accento. P. Accentuare. Bari. Tori, e Dir. 21. Quanto all'uso di essi ( accenti f , alcuni accentano quasi ogni parola che è d’ una sillaba sola. (M) Acce stato Ac-cen-tà-to. Add. ni. da Accentale. Ilari. Tori, c Dir. 21. Il posar clic vuole quella parola accentata , non si può far che in ispa- zio di due tempi. (M) Accento. (Gram.) Ac-céivto. l\Vm.1 Quella posa che si fa nel pronunziar la parola , più in su una sillaba che in suU' altre. Lat. acccn- tus. Or, srpaeeihia. V. Sali’. Avvert. pr. voi. » Bocc. Com. Dani. 3 . Accento è il proferire il quale si fa , alto 0 piano . acuto o grave o circonflesso. (A) Pareli. Ercol. 2 3 7. Qualunque sillaba ha il suo accento, il quale se l’innalza, si chiama acuto, se l’ahhassa , grave, e se l'innalza e abbassa, circunflcsso. (N) 2 — Quella piccola linea che dinota tal posa. Buon. Fier. s. 1. z. Tal eh un accento, Un titolo d’ un i non mi s' occulti- 3 — Voce, Parola. Lat. vox, verbum. Gr. pr,uf Accentrare , Ac-cen-trà-re. (]V. pass. Ritirarsi nel centro, Raccogliersi net mezzo. — , Concentrare , sin. Lat. ad centrimi penetrare. ] Remi, leu. s. 12. 142. Il caldo de’ nostri corpi accentratosi per la stagione , adopera da sé quanto fa mestiere. p . AecEKTRA.ro, Ac-ccn-trà-to. Add. m. da Accentrare. Concentrato, adiralo nel centro, Raccolto nel mezzo. Lat. in centro coactus. Gr. 11 xivrpu eveaybus. ( V. Accentrare. ) . Accentuale. (Gram.) Ac-ceu-tu-à-le. Add. com. Che appartiene att accento. Gigli, P„c. Cut. Per copiare nella pronunzia elementare la pronunzia accentuale. (A) Accentuare. (Grani.) Ac-cen-tu-à-re. [ Att. en.ass. Accentare, ] Mancar fuori le parole con quegli accenti ch’elle ricercano. Lai. vor.es cura suo accenta proti un tiare. Pass, i 3 7. Che sappia ben profferirle parole, e bene accentuare. a — Porre nella scrittura gli accenti ed altri segni dell’ ortografia- P. Accentuato. (C) 3 — * (Mus.) Esprimer*- nell'esecuzione con esattezza gli accenti musicali, giusta le prescrizioni de! compositore,l’accento della parola ed il gusto.! ] .’) Accentuare ed Accenhire, sebbene comunemente si scambino l’uno con 1’ altra , pure chi vuol propriamente parlare non dee tra loro confonderli. -Accentare appartiene piuttosto alla correzione della scrittura; Accentuare alla correzione della pronunzia. E però nel cantare si accentuano bene le parole e le, frasi musicali, ma si accentano gli scritti. Accentuato. (Grato.) Ac-cen-tu-à-to. Add. m. da Accentuare. Dep. /lecerti. 1 18. Leggendosi accentuato cori quel punto ( d’interrogazione ) che oggi si usa mettere io dimandando. (V) Accerchiamento, Ac-eer-chia-inén-to. [Sm.j L’accerchiare, [ Circonduzione. Lat. circnmjectio. ] a — [ Per simìl. ] Kecinto. Lat. circumjectus , circuitila. Gr. irfgipoJiss. Fr. Ginrd. Preti. R. Assicurata con nuovo accerchiamento di muri. Accerchiare, Ac-cer-chià-re. [Alt.] Circondare. Lat. circumdare. Gr. xwtKQÌr. (V. cerchio.) Guid. G. Ma alla perfine li Greci l’accerchiarono, studiandosi di pigliarlo. G.P. 1. 7. 2. Imperoech’ ell’é quasi nel mezzo in tra’ due mari che accerchiano Italia, a [Per metaf .) treno. Sacch, rùn. Poiché pazzia con sì nuova maniera T’accèrchia il capo. 3 — end in danza * Stargli intorno in giro ballando , Chiuderlo in mezzo. Salviti, Collim. (A) 4 ~ [IV'. osi.} Girare attorno. Lat. circunjire. Gr. -j'-xi. i\’ov. unt. gy, 3 . Giunse quella sera alle mura. Tutte le porte eran serrate, ma tanto accerchiò , che s’abbattè a quella porta ov eran coloro, ec. Cr. so, 36 - 1. Allora accerchiando coll’altro capo, ritornino alia riva. » Pallad. lib. 1. cap. 3 y. Alcuni tollono la femmina mestruata, ec. e fatinola accerchiare intorno all’orto. (Pr) Accerchiato, Ac-cer-cbià-to. Add. m. da Accerchiare. Lai. circumdatus. G. P. 7. 108. 1, Ciò era la cappa di sopra, acceichiat» attraverso con larghe doghe bianche t bige. ile Accerchiellato , Ac-cer-chiel-la-to. [Add. m. da Accrffchiellare. - nialo di cerchielli. Lat. orhiculatus. Pallad. Felbr. 3 o. Le ® rifonde, le quali si chiamano orbiculate, cioè accerchiellate. 5 — * Ritondo, Fatto in cerchi o ad anelli. (A) ^ Accercinare, * Ac-ccr-ci-nà-re. Att . Ridurre a cercine, cioè conti 1 pieghe , e dicesi di veste o simile. (O) ■ fl Accercinàto , Ac cer-ci-nà-to. Add. m. da Accercinare. Patto < ,cefa fa cioè con molle pieghe. Bald. decen. Figurando sé stesso in perso* 1 * un vecchio raso con un cappuccio accercinato, dal quale pende panno che gli cuopre il collo. (A) Accersitoej. * (Arche.) Ac-c.er-si-tó-ri. Sm. pi P. L- I Romani rf®*' questo nome a certi familiari da cui si facevano precedere per tiare il loro arrivo. Lat. accersitores. (Mit) jj Accertamento, Ac-ccr-ta-mén to. [ Sm .] L’ accertare, Il far certo 1 sapersi certo , Il rimanere certificalo .— , Accerto , Àccertazionei ccrtanza, Certamente , sin. S. Agost. C. D. Non accostati c vero a> certamento a ninna delle parti. ,0) Accerta 17.!. * Ac-cer-tà 11-za. Sf. Lo stesso che Accertamento. P.Po?’', Accertante, * Ac-cer-tàn-te. Pari, di Accertare. Che accerta, ussiti 1 P. di reg. (O) Accertare , Ac-cer-tà-re. [Att.] Certificare, Far certo, Assicurare- f ^ ccrtiorarc, certiorem facere. Bocc • nov. 27. 27. Madonna, checche vi diciate, io vi accerto che Tedaldo c vivo. Monlemag. Tanta virtù sua gentilezza move Ne' sembianti leggiadri, che m’ acce' Che farieuo cc. Aiorg. i8. 3 t. Disse il «fidano: c’couyicn eh’io® ({ va..a .......-... - a - - - il soldauo : e’couvien ch’io ni ^ certi. Tas. Let. top. S' alcuna aiìèttuosa preghiera può maggiorine 11 accertarmi della sua volontà. . 2 — il colpo zzz Prendere aggiustatamente la mira per colpire . SaP Collimile. E le insegnasti Cacciar coi cani ed accertare il colp >• (”!, 3 — la via — Aprirsi certa la via. Tass. Gerus. sg. 26. Poi lasp* > gli fisse e gli rifisse Nella visiera, ove accertò la via. — un consiglio £=5 Affermare che il dato consiglio è sicuro e Red. Leu. 1 medici lontani nelle fèbbri ec. non possono se non d' miniente accertare i consigli. (B) | ‘ ' ------ «'-.-un-li n,„i v„r C In signif. n. pass. Assicurarsi, Certificarsi.] Dant. Par. iy.> ^ venne a Ctimenè per accertarsi. Morg. 1 g. 1 o 5 . Domanda della )H atl e de'parenti , E a'ogni cosa voleva accertarsi. , ., i — [ Aggiustarsi. ] Libr. asti-, K sappi che tutti .questi fatti non 5 certau bene, se non quando l’astrolabio è ben certo e ben comi’ 1 ' 1 1 — * E n. ass. Indovinare. Segtier. Alami. Mag. 2. 2. Se tu n° 11 certi, é finita per tutti i secoli. E Lugl. 8. 2. Se segui il tuo, può essere che tu accerti ; se segui il giudizio del superiore, accerti sempre. (V) Accertare diffida Assicurare. Il primo si riferisce agli atti della ®e? il secondo al cuore ed alt* animo. I classici usarono talvolta rarsi per Accertarsi. Accertare può dirsi sin. di Certificare ] quello si adatta meglio alla nozione di confermare la sussistenza dei > al ■ e questo sembra più destinato a togliere il dubbio nel quale altri si Acckrtatamente , Ac-rer-ta-ta-mén-te. Avv. Con accertamento.Lat.^ , firmiter. Gr. àrxp.Qi(]ii)ws, fIsgouws. Salviti. Pros. Tose. 1. 5 of- *, ( dare più accerlatanicnte sentenza, va a cercare per minuto ciò c potila manco piacere. j| Accertato’, Ac-cer-tà-to. Add. m. da Accertare. Bocc. nov. 77. S 4 ’ quale perpiù altre cose poi accertato cosi essere,congregò unahella ec- ®j Accertazionk , * Ac-ccr-ta-zid-ne. Sf. Lo stesso che Accertamento- ' Asseveranza , Affermazione. Pus. (O) Accerto , Ac-cèr-to■ Sm. Lo stesso che Acerta mento. Acce®. (Datt’ebr. g Acces. Lat. llagrantissime. lar. -1 .'•» CK.< XslS-'l . u tiiiii... »__' - o osissimamenle amare la loro donua. t iit . XKsiMiMo , Ac-ce-sj-i-si-mo. [ Add . m- ] superi, dì Acceso. Lat. .. ^c-k.gV. r.r-ol tinti e carichi di corpo. (A) Accemssimamem'e, Ac-ee-sis-sì'/na-rnéfi-te. [Avvi\ superi, di Acccsanic 11 Lat. (lagrantìssicne. Gr. !}£pt&ùr perlacee 0 t tCI ' I‘ <1 " "‘uJiosi.*. L-isc Parerti. 5 . 1. Egli si mostrò tanto _ salute sua , che in persona si messe a dargli ajuto. (V) dee r " I '-' a ^°l° re — t'ivo, Allegro. Lat. saturila. Gnidi. ~J~. Non Perai*" 5 *! - fi ca ' 7,(: di colori molto accesi, nè molto vaghi. AU>gr. 2(2. Per Mi C ’ f I i|;i ’luiK]ite elle abhian quell’acceso colore , che le fa pn- t(I1 .~ c {fe corbezzole.) Jùr. dial. bell. domi. ef)4- H color biondo è ril.'i ” ,l0 " molto acceso, nè molto chiaro. E ’ 3 q 5 . Trovasene del piu acci-sn „ i » ’ v __ p ’ > e del meno acceso. S () 2 '‘“Hao di Colorito = Ben vermiglio. Lai. rnbens. Bore. nov. q. o r '-, ' 1 '! u ? a giovane compressa , di pel rosso, e accesa .E Fiamm. — rtu e V1S0 accesa , e ora pallida divenendo. luto , y “ Strumento , Carta, Debito ec. ~.Von pagato, Non nnnu 1 - carta' . . 71 est ‘nln. Pranc.Sanch. nov. 5 c. 11 padre lasciò al giovine la PH‘ , ato"r> CS * ’ e 1111,11 r ' c0rc ' 0 lasciò che n'avesse fallo line , o che fosse >i'cvr ^' r0n ' d-^ f ' r e/. Dopo avere scrittoi peccati capitali , dire: fy me 'ascio '1'**’ . sc, '‘tti otto, e non veggio quale ci sia d’avanio ; il perchè gli 2a . “‘Iti accesi. Segnar. Mann. Giug.ii.t. Egli vedendo l’impoten- che a soddisfare con rigor di giustizia quegli altri debiti , nero ei p VI acc . es ' con Dio, sottentrò ec. Buon. Pier. 3 . 2. 2. Oh se gli r di questi e lo strapazzo N’andasse acceso al conto del salario ! « Pulimento Lucentissimo-, contrario di Grasso. F. Pu- ^'‘■neuto. Baldin. Fas. (A) „~ 7 , (Med.) Ags. di Volloz=:Rosao , Riscaldato ver infermità. Lai- Acci t,,0Sl ' s ' (A ' °’) f . S * ARB > Ac-ces-sà-re. JY. pass. F. A. Cessare, Arrestarsi, Fermar- '• cessare, coriiiistero, quiescerc. Gr. Traùrt'Ja.i*.Peti\uotn.iìl.Cara~ marc ii di e la notte-, appena dormire un piccioì sonno , e non ac- a Css ^rsi mai per alcuna necessità. ®P®3wbile , Ac-ccs-sì-hi-le, [ Add.com ■] D i potervisi accostare. Lat .ao cessu fhcilis. Gr. tv-rrpòcnros. But. Pur*. 22. 2. Non è mezzo acccssibi- ,e » ne che passar si possa, se non dall'altro lato, r- si può avrìvare.Contrario d’inarrivabile. Magai.Lett.Non nUendendo 1’ ultime finezze dell’ arte , si rigira pc’ luoghi topici ac- «‘edibili ai guastamestieri. (A) Accessione , Ac-ces-si-ó-ne. [A/f] Accostamento , Gongiugnìmento , Fe- nuta, Aggiunta. Lat. accessio , conjnnctio. Gr. 7rpoà’oj. Tes. Br. 2. 4*. E voi avete bene udito dire, che dall’ima accessione all’altra ò ventinove di e sette ore e mezzo e la quinta parte d’im’ora.tS'agg. nat. esp. i 56 . Dopo passata quella accessione di Freddo, recatagli dal sale. - — (Mcd.)^ Acression di libbre [—// m > nifi starsi, Il tornando l’ ina- ACCETTARE 83 iasione di Questo stato , o sia cui ogni accesso di facile riflessione , V atomo di luce è facilmente, benché non necessariamente, riflesso. ( B) 8 — * (Mecc.) Curva di accesso equabile : Quella secondo la Quale un corpo discendente per l'azione della sola gravità,awiciniisì egualmente all'orizzonte in due tempi eguali-,è la seconda parabola cubica. ( Diz. Mat.) Accesso dilì', da Parosismn. il primo non è in certo modo che il cominciamcnto del male; d feconda , il suo più alta grado (A) Accessoriamente , Ac-cos-so-ria-mén-te. [ Avv. ] Secondariamente, Suo cessivamente. Lai. deiuceps, adduamenti loco. Gr. sV -ftZw. Fir. dial. bell. domi. Dunque parleremo principalmente de’ membri scoperti, ed accessoriamente de’ coperti.. Accessorio, Ac-ces-sò-ri-o. [.V/n.] Che s’ arroge e s* nggiugne al principale. IjaL accessio , additamentum. Gr. ‘Xpo-ìSrctr,. È<>vgh. Orig. Fir. 3 /. Attendiamo al principale per ora, che questi accessorii e queste scgnelc verranno consequentemente aperte. 2 — (Piti.) Àcccssorii chiamano i pittori le figure allegoriche e gli altri abbellimenti fuor del soggetto rappresentato. (A) 3 — * A modo di aw. Per acccss u ì:) m Acccss(?riamenle. Iìorgh. Ann. Fam. io5■ Per non lasciar cosa indi, tro che alla materia o per principale o per accessorio »’ appartenga. (V) Acci ' ’ ' ’ G obb! dell’ arme rnn< lo ne ed accessorie ; ma però importantissime. (A) — (Anat) Agg. di Muscoli, Carli lag ini, Membrane menti, che si considerano come parli aggiunte ad o.. f rabih e principali ; ed in particolare di certi nervi , che avendo origine dalla midolla spinale , entrano nel cranio c \crvi e Lega- aggiunte ad altre più conside- ed escon > ni compa - vo-( A) Accestirr sprirsi della febbre. — , Accesso, sin. ] Lat. accessit), intendo. Gr. Tt’a.poVv'rpcs. Coni. Inf. 2o. Sì come li medici sanno le accessioni, stati , e recessi delle febbri. ‘ 2 — La febbre stessa ; dicendosi : tre accessioni, cioè tre febbri . 3 —* * (Lcg.) Il consenso o l'atto di obbligarsi , e di entrare che uno fa come parte in una convenzione già conchiusa fra altri. (Ne) 4 — (Polii.) L’entrare che una potenza fa come parte in un trattato stipulalo fra altre potenze, sul piede medesimo e colle stesse condizioni , come se originalmente compresa fosse nel trattato medesimo. (A) ^ — * (Fis.ò Dicesi pure del fat'e le lune , e del flusso e riflusso del mare. Rabbi. (0) Accessit, Ac-cès-sit. F". L., terza persona sing. del passato del verbo accedo, e significa , Si accostò- È termine dell’ università e de collegi , usato sustant io amente. Dicesi di Colui che fu vicino ad ottenere il prende, cbieglì riportò f onore dell’ Accessit, cri ebbe nn Accessit. (A) Accesso , Ac-cès-so. [Am.] Adito [cosi nel pro/>r. come ne/fig.] Lata. ditna , acccssus. Gr. rrpócrcììos. Buon. Pier. Intr. 3 . Io d’ogui loco Co- piechè lontanissimo, e d’accesso Disastroso e difficile, raccolgo Ciò eli’ io vi veggio d’ utile e d’ acconcio, n Segnew J/ntm. Alag. 12. 5 . Pi- Kha tutti gli aditi, prova tutti gli accessi, va cercando tutti i pre- lesti di fargli bene. (V) "“■ Facoltà di accostarsi. Segnar. Mann. Apr. 12. 3 . E però tanto e ?h entra in casa a ciascuno, quanto egli vi trnova di accesso. Tf Aderimento, sorta di suffragio di ammissione. Car . Le.Lt. Fam i* 2 9 - Non essendo per esser Papa quello a chi ha datoli voto,ac- cede a un altro ; e .... or cogli voti or cogli accessi si vanno uccel- anc *o 1’ « u y a f tro ^ j cardinali ) , e a ognuuo accedono quamio veg- ehe non sono per riuscire. (Min) Abbordo, nel senio del §.4? p er cul : Uomo di facile' accesso,er/oè S ^ abbordo. Lat. pbvms et expositus homo. Gr. tinrpòtnrosf. . Nel significato di Accessione di febbre, [e si dice anche del r ' l ° periodico , 0 del sopravvenire degl’ insulti di certe malattìe, sin n °. n .fabbrili, a cui succede una intermissione , od urne rerais- r e ì siccome nella rabbia -, nella mania , nelle convulsioni, e sìmili.] son P ac o^ysmns. G-r. TrxpoZvffpQG. Te s. Pov. P. S. Fanne impiastro lee/ P°* s ‘ del braccio, innanzi l* accesso. E altr'ove : Anche l’aglio css*°« a ^ dell’uomo caccia la cotidiana e la terzana, ina yuol ^ ,| r fatto innanzi ab* accesso. £ 0< n')LavÌsiia ohe fa U giudice Infiammatene. Salvia. Pros. Tose, i.2og. Quindi dal soprammentovato Teocrito furono dette,con vezzeggiativo per avventura non osservato ,At’tha- liones ; come se noi dicessimo. - le foroselle,le acoesnole, le infiammatene. Accetta, Ac-cdt-ta. lSf}Arme si mi/e alla scure\S iriirnento di fèrro, t agì ente che ha Ufi manico e s’adopera a tagliare o spaccar legnami. ] La b 1 - pennis. G7 , .'Ts\sx.v>.( Y. Accia.') Fdoc. 1 .*,^5. Porta va nelle mani una tagliente accetta. Ar. Fur. fe. f^.LVhnoche par ch’a{>erto abbia un’accetta. 2 Far là giustizia o la ragione coll' accetta ss Amministrarla alta cieca. F. Asce, J. 5 . (A) 3 * (Ant.) Antica armarle’guerrieri greci,romani,sciti,franchi ec.Qftù) 4 * (Agr.) Strumento da poco in qua inventato per tagliare la paglia con speditezza, eguaglianza e rìspai'mio. (Ag) 5 (Veter.) Colpo d’accetta: Difetto naturale tf un cavallo la cui in* collatura è sfilata e mancante di carne nella parte inferiore. (A) Accetta dilf. da Scure, Bipenne, Mannaia, Asciale, loro ddkrenze sono nelle forme e negli usi. Accetta propr. dicesi io strumento con cui sogìionsi tagliare e spaccare le legna. La Scure , d’onginc piò nobile, viene anche adoperala per secar legna , ina è pur 1 destinala ad 5 ." ’p“'- "'g'i -* r - - -'o- 7 . usi pm solenni e pm particolari. Bipenne è nel senso proprio una delire a due tagli. Mannaja è. affine a Scure , ma le si attacca piò d' ordinario la nozione di strumento fibbrile. Ascia è «neh* esso uno slru- senso ristretto agli irsi de’falegnami e de’ * ' r meglio preparare c pulire i materiali de’ \ muratori, oro lavori. 3 di l ma passeggierà disposizione, che acquista ogni atomo di luce nel r**are a traverso di qualsivoglia superfìcie ri frangente , la quale du- p- e tutto il cammino dell’atomo di luce dentro lo stesso mezzo , sì ritO' UCe P^riWummenfe ad intervalli eguali, per modo che ad ogni questa disposizione; 0 sia iul ogni accesso di facile trasmis- fottio diluce è trasmesso facilmente a traverso d una seconda Pwjtcìe rifrangente, che gli si presentii per lo contrario ad ognìces- mento , ma di un che ludoprano per meglio preparar. . Accettabile, Ac-cet-tà-bì-le. [Add.corn.'] Da essere accettato, F. Acccttow Lat, aceeptus , gratus, probari dignus. Gr. ^yotr^itroV. ^i£. S. Ant. Paremi questo tuo consiglio molto accettabile. Ar. Fur. 24.^2. Sempre che l’inimico c p : ù possente, P;ò ehi perde accettabile ha la scusa. 2 — Acconcio, Opportuno. Lat. opportunità. Gr- tv-xpc 3 — * (fjeg.) In generale , Chiunque acconsenie~ fl7'2-w/e. Lat. personaruin acceptor. Gr. 7rp&0 , wn‘oXy l - irrr,*. Annot. Fang. In verità io m’avveggo che Iddio non è accettato!’ di persone. Fit. SS. Pad. 2. 55 . Lo quale è veramente profeta d’Iddio, e non nccettalor di persone. Àior. S. Greg■ Al centurione aperse la porta del Ciclo benignamente San Piero, dicendo; Io ho trovalo che Iddio non è accettatoi’ di persone. Accettatrice , Ac-cet-ta-trì-ce. Ferh. f. [di Accettare.]C/ie accetta.Lat. acceptrix. Gr. ir po'rèsV.rpia. Zibald. Sega. Una buona anima allegra 'aGccltatriee' delle malattie che vengono da Dio. Accettazione , Ac-cet-ta-ziò-ne. [Sf] L’ accettare, [L’atto di ricevere volontariamente ciò che vieti dato o graffia to ; ed il consenso che si dà ad alcuna cosa proposta. —, Acc< (lamento, A ccetiagione, Accetto, aùi.] Lat. acceptio. Gr. v.'Xo'box'h- G. F. g. ’Ò2g. 3 . L saputa l’accettazione in Firenze , grande allegrezza v’ ebbe. 2 — [Accoglienza , Aggradimento.] Com. Purg. g. Questa accettazione che fa l’agnolo, conosciuta in loro la predestinala grazia, c aperta; chiamali aìli gradi per li quali si sale alla purgazione. 3 — * Approvazione. Passavanti. ( 0 ) 4 — ni persone *c=zParzialità. Cavate. Espos. simb. 2, 28. Dava le sue grazie e li suoi bcncfizii senza acceltazion di persone. (V) 5 — (G.M.) La promessa che taluno fa di pagare alla scadenza la cambiai • che gli vieti presentata. (A) Accettbwle, * Ac-cet-tè-vi'k. Add. com. Lo stesso che Accettevole. F. Brunetto. ( 0 ) Accettevole , Ac-cct-tè-vo-le. [Add. co m.} Accetto. Z^.—*,Accettevilc,Accettabile, s/n./^.AcceUo.LntaccejUns, gratus.Gr. 7 q)o?§f>eToV, 4 òvs.Fìloc . 1 . : 3 . Con quella umiltà che più può fare i miei prieghi accettcvoli. Amm . ant. 11. 6. 43 . Comunemente lo Lrievc dire è più accettevole. /V. doni. D. La compagnia del cuore la quale è più acceilevole a Dio che l oper.i.LY. g- 6 g 3 - Quello che ne nascesse non sarebbe accettevole , e quelle n’ atlristcrcbbono. a — Acconcio, Opportuno. Lat. opporlunus. Gr. ». rirJiStio*. G. V. 7, 25 . i. Sì gli parve tempo accettevole d’entrar nel regno. E n. i’ 5 . 3 . Le dette sue prediche non eran perù di sottili sermoni ec. , ma c- rano molto efficaci, e d’una buona loquela, e di sauté parole, dicendole mollo dubbiose, c accettevole a commuover gente. ( V ediz. uh. d. l AIagitevi legge accwilivc. ) Accettevoi.mekte , Ac-cct-lc-vol-iudn-lc. Ava. Con maniera accettevole , [ Colera ieri.) Lat. acquo animo- Gr. àn(ty.ó.xaa, Ilemb. leu. 2, c'j. (f. Accordandovi col voler del cielo, ec. e ciò e acectte\obliente e volentieri, quanto può l’umana debolezza volere. AccE-rrir.AZiOKE. (Log.) Ac-cet-ti-la-zió-nc. Sf. If. L.Liberazione del de - bilore , la quale si operava allorché, il creditore interrogato da lui se mai si tenesse soddisfatto , rispondeva affermativamente. (Dal lat. acceptdatio, cioè accepti relatio, relazione del ricevuto.) (A)(N) Accettissimo , Ac-cct-tis si-mo. [Add. mi] sup. di Accetto, [é.ornatamente grato.] Lat. acccptissimus, bcnevolentissimus. Fir. dial. bell, dotiti. 3 Sg. Consorteaccetti-sima dii gentilissimo e modestissimo s. Alberto. Onice, star. d. Seguitandola ec. Matteo Lango segretario accettissimo di Cesare. Accetto, Ac-cèt-to. Sm. V. A. Accettazione. Lai. acceptio. AI. V.g. 20. Fatto r accetto, il detto signore senza niuuo intervallo di tempo, ne cominciò a far soldare in Toscana. AcczTTo.4dd.m.A<:cettevole,Ca7'o,Grato.—, Accietto,sm.Za/.acceptus,gra. tus, Gr.f^iXcs, -r t bCs.Annot. Fang. Ogni gente che in lui crede e teme, e adopera giustizia, a lui è accetta. Pass. Che fa lòpere sue esser meritorie , e a Dio accette e grate. M. F* 3 . v. Gas. W* com. Laonde a quello è da acchetarsi che una fiata piacque. . Acchetato , Ac-cbe-tà-to. Add, m. da Acchetare. [Sedato , Cairn Lat. sedatus, quietus. Gì’. Bocc, nov. 1J. g. Venni 0 1 giorno cliiaro, e alquanto la tempesta acchetata. Fit. S. Gio. B 0 *' La corte è tutta acchetata. ^ Acchetazione , * Ac-chc-ta-zió-ne. Sf. Lo stesso che Acquietamento.'^ 1 A. lt. Fr. ( 0 ) Acchiappare, Ac-cbiap-pà-re. [All. .Nel scuso proprio vale] Pigliare^' provvisamentc.— ,Chiappare, sin. Lat. capere, arripere. Gr.irpotrcLptfzQ 1 *' (Dal lat. copio io piglio, donde captare, chiappare, acchiappare.) m .1" 1 • /> r .] Bern. 32 . i 16. s 3 1. F clic fa? acchiappa le lettere d’Antcjo. 4 — Colpir bene. Min . Malm. (A) 5 — Per metaf. [Prendere.] Lai. capere. Alleg. 108. Che io sono chiappato in parola. Fir. li in. Ma innanzi che io mi lasci più aCf chiappare a queste baje, tosami. Acchiappare diti’, da Carpire, Afferrai*, Aggrappare , Branca Aggraffare, Ghermire , Gvancire. Acchiappare, da Chiappa , nel sl gnif. di Cosa comoda a potersi prendere, vale far presa di qualche^ sa ; e per similit. Coljùrc nel segno. Carpire è pigliar con violenza improvvisamente. Talvolta l’uno si sostituisce all’ altro .Afferrare è pruder col ferro , e per similit. Pigliare e ritenere con forza ; nel mef 1 ^ vale Apprender bene e fortemente. Aggrappa?* sign. Dar di grapp 0 , di piglio, e spesso si usa per Afferrare. Aggraffare è Prender col g ra * fio o raffio , e nel melaf. Rapire. Btrincare o Abbrancare è prendi colla branca. Si adopera anche in senso di Pigliar colla mano; ed fora diviene affine ad Acchiappare, Carpire , Afferrare. Gkenna t . propr. il pigliar che fanno tutti gli animali rapaci la preda con artiglij per similit. si prende per Afferrare , Aggrappare, ec. Gv^ 11 ciré è Pigliar con violenza e tenere stretto e forte. Acchiappato, Ac-chiap-pà-to. Add . m. da Acchiappare. Lat. depl’ehd 1 ' sus. Gr. ìcxtì tkyfòeh. Cr. nella v. Giunto add. Acchiappatojo, Àc-chiap-pa-tò-jo. Add. m- Atto ad acchiappare e st f l,l 4 gere .—, Acchiappaloio, sin. Bell. Bucch. i 5 g. E tredici di lor ri^ ser dentro Allo strano galappio acchiappatojo. F. Seorsojo. (A) AccniEUBnE^c-chiè-de-re. [All.annm.] F.A. F* e di Chiedere, Richiede^' Lat. eillagitare, poscere , postulare. Gr. àirùv. M. F. g. 5 /. Noi & guendo quello che natura, per suo vicriainento, acchicde. . Acchiesto, * Ac-chic-sto- Add. m. da Acchiudere. F.di reg. A.It.Ftffj Acciiinàre, Ac-chi-nà-re. [Atti] F~. A. Umiliare, Rendere umile. &' 1 ' coinpr-merc , dc]>rimerc. Gr\ *yx\ivuv. Bini. ant. P. IV. Sua val° ll£ m’acchina, E fammi fermo stare. F. Cliino. 2 E n. pa. Ho una gran pam'a, che non mi vogliano fare qualche acciacco. a Mala disposizione. Onde Aver degli acciacchi, delle mascalcieo>/?ec/. Gong. I/ho trovata senza febbre totalmente, c solo accompagnata da T'e’ soliti acciacchi che sogliono corteggiare la vecchiaja. (N) Ac'Chc-có-so.Add.m. Acciaccato JLigal 0 pen-t. 4 u.lnlspa^na. * Ornilo n *-‘ vuole ec. chi per vecchio, chi per ragazzo,chi per acciaccoso.(B) ttLc 'AiN 0 . (Ar.Mes.) Ac-cia-ì-110. Sm. Pezzo di ferro tondo da un capo l.’ et ' dare il fila a i coltelli , e schiaccialo dall alU'o per poterlo tenere mano. F . Acciarino. (A) ci *Jare. * (Chini.) Ac-cia-jà-rc. Alt. Convertire il ferro in acciajo . a ^Acciaiare, sin. (G.P.) (lami.) Acconciare coll acciajo. (A) erf AlAT °* CF ‘ lrm 0 Ac-cia-jà-lo. Add m. [Propriam. Convertito in acciajo, P anc he ] Medicato o Acconciato coll' acciajo. —, Acciaiato , sin. taed' C ^ ia ^ JC m(; di ca bis. Lib. Cur. Malati. Il vino acciajato è creduto Gii I ?! ncilto convenientissimo agl’itterici. Frati, segr. cos. domi. . ,( h*io sarà del buon medico il risolvere a favore del vino artemi- Acci? 0 ’ ° Vv V ro dell’acciajato insieme. Ac-cià-jo. \_Sm .] Ferro raffinato , [ die colla tempra, più ^^vehtato rosso nel fuoco e spento nell' acqua fredda, diventa JiriTì clastico. Secondo i chimici moderni , combinazio one di curbtmio. Detto latinam. Calibe.) —, Acciaio, Acciaro, ari,,. ' 1 ' s ‘“• (Da acies, clic cosi il disse Plinio, venne il bit. barbaro , 1 »^_1.. * _ •_ \ r . .1 > J . Ì5 1., donde Acciaro.) Lat. chalybs. Gr. G. F. q. q. 3 Ct 4 ? detta ci' rtn in Molane A .U fi __ •pada detta corona si dà in Melano, ed è di fino acciajo, forbito a _ __ -_ ___ , v,L* 1 . XAX 1UIU «V-VIOJV/ , 1UI Wll»' V4 ~P Ua ) fatta a forma d’una ghirlanda d’alloro. Nov.ant. 20. 3 . Uria venne, die parca cappelli d’acciajo. Morg. 8.58.M ’1 Danese _‘Jtto con gran furore, E '1 suo cavai d’acciajo era giiernito. _ Acciaiunln A —acciajo. tìocc. tiov. 22. 7. PÉfto a __ , - .'-711 gran tutore, £. 1 suo cavai d’acciajo Con I c '?Ì u ol° , Acciarino, Fucile d’acciajo. Bocc. nov. 22. 7. .ratto ì P' c tra c con 1’acciajo , che seco portatoaveva , un poco di fuoco. 4i - -alcs.) Acciajo damaschino o di Damasco: Così eletto dal luogo ove dèli - c . a delta miglior qualità, ed adoperalo segnatamente per le lame divers 01 -^’ ® Un 'intima unione di lamine diferro e di acciajo di tempere m corpo, che indi per mezzo di soluzioni acide intaccato presenta l'v.r, que segui di colore più oscuro e più chiaro che aiconsi . “* Damasco. Detto anche Acciajo «tofià, e Stoffa d'acciajo.((l.P.)(If) non è l’amore naturale. (V) Acciarino. (Ar. Mes.) Ac-cia-rì-no. {8m. Lo stesso che] Acciajuolo. y. [ Lat. igniariuni.] 2 — Strumento d' acciajo lungo e tondo da raffilare i ferri. (B) 3 La. foglia d acctajo della tavola della martelli,la degli archibust antichi. (A) 4 Quel pezzo di ferro o d’ acciajo per lo più ritorto , che s’ infila nella sala delle ruote de' carri , carrozze o affusti de' cannoni perchè non escano del mozzo. Acciarino a esse a paletta,a rondone} accia, ritto inginocchialo. (A) 5 — In generale qualunque pezzetto di ferro con rivolta , fermato in alcuna parte da potervi i magnani ec. fare una legatura. (A) Acciaro. (Chim.) Ac-cià-ro. [»S'/«.] Lo stesso che Acciajo. y. Ar. Tur. 24■ io3.Ma come ben composto c valid’ arco , Di fino acciaro in buona somma greve. E 2. fò. Di si forbito acciar luce ogni torre, Che non vi può nè ruggine nè macchia. a — [ Eigur. Arnese di acciaro ] Alcun. Avar. 20.6. Indi il saldo braccia l t poiché locato Alla gola ha l’acciaro, e ben serrato. Tass. Ger. 6.92. Col durissimo acciar preme cd olìende II delicato collo e 1 ’ aurea chioma. 3 — Poeticam. Spada. 4 — * Arnese da specchiarsi, che gli antichi facevano di questo metallo. Tass. Rin. g. Sicontcmpla ec. Nell’ acciarcbe l’immagoal vivo rende. (B) Acciaholo. * (Ar.Mes.) Ac-cia-rò-lo. Sin. Lo stesso che Acciajuolo, Acciarino. y. Lai. igiiiariiun. Er. Bari). 3Go. i3. Nè lassar l’acciaiolo. (V) Acciarpare, Ac-ciar-pà-rc. [ N. ass .] Abborracciare , Acciabattare. —, Ciarparc, sin. (Da a annerii., e dall’illir. karpiti rappezzare, rattoppare.) Lat. incuriose agere. Gr. i/jiiXiis. Lib. cur. malati. Mostrano d’ essere medici diligenti, oculati, e clic mai non acciarpano. 2 — Alt. Raccogliere alla rolla quel clic dà alle mani. ( Da a snperfi. e dal turco ciarpmuk prender con violenza c con istrepito , il clic esclude il prendere posatamente , con riflessione e con ordine. ) Tue. Dav. ami. 2. 53 . Quanti frullatori e bagaglioni a lui corrono , acciarpa ed arma. (V) AeeiARPATAMEKTE, Ac-ciar-pa-ta-mcn-te. Avv. Trascuratamente. Lat. incuriose, negligeuter. Pr. Fior. P.q. y. 2. pag. 2/jo- Discorre asari lungamente ec. di mille altre curiosisissime materie, benché, a dire il vero , assai acciarpatamcnte. (B) Acciarpato , * Ac-ciar-pà-to. Add. m. da Acciarpare. V. di reg. ( 0 ) Acciarpatore, Ac-ciar-pa-tó-re. {Verb. ni. di Acciarpare.) Che acciarpa, Ciarpone. Lat. incuriosus , improvidus, ncgligeus. Gr. àft.o.r.s. Jntivd. Vir. Giovani nelle loro opere acciarpatori e subitanei. Acciarpatrice , * Ac-ciar-pa-trì-cc. Verb. fi di Accoppare V.di regj 0 ) Acciarpinato, * Ac-ciar-pi-ni-to. Add. m. Trascurato, Negligente. Be.llin. Bim. Buri. 3 . 298. Il sederiu, su cui s’ adopra 11 ciabattino acciarpi- nato, c tira Lo spago a doppio cui la pece copra. (B) Accidentale , Ac-ci-dcn-tà*lc. [ Add. coni. ] Che viene per accidente. Lat. accidentalis , fortuitus. Gr. b n*os. Bocc. nov. So. 1. Io non so s’io mi dica, eh’e’ sia accidcntal vizio , e per malvagità di costumi ne’mortali sopravvenuto, o se pure, ec. Cr. 9. 1 j. 1 . Di sopra è stato detto delle infermità naturali de’cavalli, ora si segnila il trattato delle accidentali. 2 _ £ Acquisito. ] G. V- 5 . 23. 1. L tu savio c valentie uomo, e di senno naturale e d’ accidentale. 3 _ * Aggiunto, Accessorio , Non intrinseco al soggetto. Dant. Conv. Natura! bellezza... da tutto accidentale adornamento discompagnata. (l v ) £ _ * Soprannaturale. Stnr. di Bari. 119. Quando l’amore accidenta'c - mc ite nel cuore degli uomini, assai è più forte c più ardente che X 86 ACCIDENTALISSIMO 5 — * (Mus.) Diconsi Accidentali i tasti neri .degli strumenti da tasto. (A) 2 — jf m forza di soni, io slesso che Accidente. (A) 6 — (Mat.) Ponto accidentale dicesi, in Prospettiva , il punto della linea orizzontale , dove s’ incontrano le prelezioni di due linee , che sono parallele l'una all' altra , negli oggetti che vagliatisi mettere in prospettiva, e che non sono perpendicolari alla tavola • (Diz.Mat.) Accidentalissimo* Ac-ci-den-ta-Us-si-mo. [Add. m.] sup. di Accidentale. AVgner.P/Y’^.£.6'.$apetechcfu?Fuper appunto una colpa accidentalissima. Accidentalità, Ac-ci-den-ta-li-tà. Sf. indecl. Ciò che dipendente dal caso, Ch’ è accidentate. F. dell'uso. (A) Accidentalmente, Àc-ci-dcn-tal-mén-tc. [Avy.] Per accidente , Casualmente. Lai. casi?, fortuito. 2 — Termine delle scuole opposto a Essenzialmente, [o Naturalmente. ] Lai. per accidens. Or. xxnx fjvixfrfaxói. Cr. 2. 26. 1. La terra 9 ec. è fredda e secca naturalmente, ma accidentalmente riceve mutamento. Com.Purg.22. Nèche sia nuovo, o accidentalmente di nuovo veduto. Pai- lad. ^.Riscalda e risecca il corpose costipa accidentalmente il ventre, ACCIDIATO aggrava l’animo, sicché alla persona non le vien volontà, ma h r '!J Cn.'òce di ben lare. Coll, SS, Pud. Accidia , cioè ansiebule e f ! di cuore. Dani. Pui’g. 18. ( 32 . Vedine due All’ accidia venir di morso. Bui. ivi. Accidia è tristizia , ovvero rincrescimento, ovvt" lentezza in desiderare ed acquistare lo sommo bene. 2 —7 (Farm.) Distillare per accidia è una maniera di distillare p er ^ di calore e del fimo equino , accresciuto per vapore d'acqua bolli 1 ' 1 . Btriug. I. q. c. 2. Distillare per accidia , e questo non è buanoaM 1 ' 111 ' nè a tutto putrefattone. (A) (N) Accmuro , Ac-ci-dna-to. S_Add. m. Co stesso che ] Accidioso. F. ‘ ^ acediosus, desidiosus, piger. Or. plUu/za, xòyòs. Fr. Jac. T. Tra superbi infiamma Con invidia accid'iati. 2 Nola. costrutto. Cavale, disc. spir. 116. Accidiati di ben fare X gono meno, e lasciano di seguire il bene incominciato. (V) , ; Accidiosameste , Ac-ci-dio-sa-mén-te. [Avv.J Con accidia , Con p‘P v zia , In ozio. Lat. otiose , desidiose. Or. òxvxAs'ws. Guitt. leu. Vivo 1 ’ 5 accidiosamente in un brutto ozio. Che è per accidente , Che depende accidentalmente. Gal. Dati. mot. 583. Intendendo sempre, che si rimuovano tutti gl’ impedimenti ac- cidcntarii ed esterni. Accidentàmo, Ac-ci-den-tà vi-o. [Adii, m.) ’le.rmine delle scuole ; e vate Accidioso, Ac-ci-di-ó-so. Add. ni. Pieri A accidia. —, Aecidiato, s f‘. Lat. desidiosus, taedio atiéctns. Or. ór.tripós. Dani. Infi 7. (2.3. nel limo dicon : tristi fummo Nell’aer dolce che dal Sol s’ allcgr 3 ’ Portando dentro accidioso fummo. Ijnb. ióg. Quanto questa perver'f moltitudine sia golosa, ritrosa, ambiziosa, invidiosa, accidiosa, ylmel- 7 E per questo modo la notte tutta ec. sanza sonno .accidiosa mi fr ^ passare. Cavale, mcd. cuor. Un santo Padre ad un monaco molto a 1 ' cidioso e malinconico ec. disse cotale esemplo. Acciecase , * Aocie-cà-re. Alt. F. e di’ Accecare. Far cieco. (V) 2 — * N.ass.Oivenir cieco.Cavdc.Att.Apost.yg. Detta questa parola ;l1 * contanente verme ima caligine sopra gli occhi del detto mago, e accietf'T. do del tutto, andava palpando e cercando chi gli porgesse la mano-( V ' * — JS.pass.Detto de' colori che smontano e svaniscono. Boriili. dft .. ' c_ _~ _:_ • - n Bocc. nov. 27. 36. La donna di due cosi fatti accidenti, c cosi subiti ec- tanto lieta quanto altra ne fosse mai. E nov. ft. 2 3 . Ed cras. il matrimonio per diversi accidenti più volte frastornato. E nov. 3. 3. Per alcuno accidente sopravvenutoli , bisognandoli una buona quantità dì danari. Petr. son. 2Ò. hi che 5’ altro accidente noi distorna, Vedrà Bologna e poi la nobil Roma. Lab. //. Sopra gii accidenti del carnale amor cominciai a pensare. 2 — E Caso succeduto , Avvenimento passato, Storiella, Novella.] Bocc . nov. 31. 2. Un pietoso accidente, anzi sventurato, c degno delle vostre lagrime, racconterò. E nov, 12. 1. Degli accidenti di Martellino ec. senza modo risero le donne. E nov. So. 22. Raccontò ciò che fatto aveva , ed il suo mirerò accidente. 3 — Per accidente. In modo avverò, comunemente si dice per A caso, Per sorte, Casualmente, Accidentalmente.] Bocc. nov. g. *. Una parola molte volte per accidente, non che ex proposito detta , F ha operato. 4 — (Filos.) Quello che or si trova or noti si ritrova nel subietto, senza cart'uiion di two./.ntaccidens. Gr. 7jxos. Co/n. Inf. 10. Accidente è cosa strana, che sopraggiugne ad alcuna altra cosa,'si cornee scrit- - j.T 1 w*c cr àFiirtiACVno. Lì Vigli • -'•* Fam- 97. Spesso certi colori ,o si variano col tempo, o si acciccaiio-C 4 — * Detto degli Occhi di vite. Seder. Colt. Si. Fuori ne cavi (occhi di vitej verso la punta , e gli altri di dietro, che cadon vr! terra , si acciechino , ammaccandoli con mano. (V) , Acciendere , Ac-cièn-de-re. Alt. anum. F. A. F. e (//’Accendere.CdViX Alt. Apost. t66. Acciesono il fuoco, per lo grande freddo checra.('’ Accif:so , * Ac-cié-so. Add. m. da Acciendere. F. A. F. e di' Acce- 40, Cavale. Alt. Apost. 86. Acciesì di mal zelo r concitarono e provo*- 1 ' rono molte genti contro agli Apostoli. (V) A coietto , Ac-cièt-to. Adii. m. F. A. F. e di’ Accetto, Cavale. Apost. 67. Iddio non è uccellatore di persone, ma in ogni gente, cW lui teme e adopera giustizia, si gli è grazioso e accietto. (V) . to in^dialettica. Dani.Par.33.S8. Nel suo profondo vidi ohe s' interna Accigliambkto , Ac-ci-giia-méu-to. [.S ri. Lo increspar le ciglia p gT ec. Sustanzia , ed accidente, e lor costume. Bocc.nov.f 7.2. E traendo piò alla natura dì lui che all’accidente, cominciò ad esser costumato. 2 — * Cmurapposto a quello chr, dicesi Per natura, Essenzialmente. Lat. accidens. (A) 5 — (Tcol.) Parlandosi dell' Eucaristia, si dice delle specie ; quali sono la tigura , il colore , il sapore ec. (A) 6 — (Grani.) Dicesi cornuti mente delle varietà o offriti o passioni d'uri vocabolo , siccome gli articoli o i segnacasi che riceve innanzi a sè le desinenze e te inflessioni della sua conjugazivne^ e simili.Bumnmalt. I vocaboli a voler che sian detti nostri e non latini, bisogna che ri- cevan gli accidenti da noi e non da’ Latini. (B) 7 — (Pitt.) Accidenti di lume o di lucci^ono quei lumi o chiari i quali non dal lume principale , ma sono prodotti da qualche raggio , che fugga dalle nubi , o da una finestra , o da una fiaccola , ec. (A) 8 — (Mus.) Segni musicali che gli antichi ponevano per cosi dire accidentalmente accanto alle note , e che indicano le iliverse alterazioni de ’ suoni ed i differenti tuoni o scale. Servono per r ar crescere o calare i suoni d' un mezzo tuono 0 d'un tuono intero. Detto ani. Accidentale. (L) 9 —* (G.M.) Accidenti di mare: Casi funesti ne’quali s’inciampa navigando, fra’ quali i più ovvii son le buirasche . (Az) 10 — (Med ) lS iato ma, ciò che accompagna la malattia o sopraggiugne di nuovo e cessa colla causa che lo produce • ] Lat. xymptoma. Gr. irvfjMVFwfta. Bocc. rntrod. n. 7. E i più senza alcuna febbre o altro accidente morivano. «—Caso repentinodi malattia, [Deliquio, Epilessia, Apoplessia e simili.’} Bocc. nov. 3y. 11. In quel medesimo accidente cadde, che prima era caduto Pasquino. » Maini. 7. ^ 3 . Ciascun si pensa Che venuto gli sia qualche accidente, Nè sanno che il suo male è in quella rensa. (A) Med. Leti. In quel primo moto non me ne accorgo , ma poi mi accorgo benissimo che ho avuto il travaglio e Y accidente. (N) Àccidentoso, Ac-ci-den-tó-so. Add. m . di Accidente. Repentino , [Fortuito, Disgraziato , e dicesi per lo piu delle malattie . ] Tratt, segr. cos. domi. Se danno in tìsico, che sapientissimamente le governi alla venuta di quel malore tanto accidentoso, ec. Accidentuccuccio , Ac-ci-den-tuc-ciàc-cìo. [«$>».] pegg.di Accidentucrio. Tratt. segr. cos. do/m. Sogliono subito essere sorprese da’soliti acci- dentucciacci uterini. . . àccidentuccio, Ac-ci-den-tùc-cio. dim. di Accidente* Gr. crv^arw^a- tìov. Annoi, f^ang. In ogni piccolo acadcntucao cii cattiva fortuna, conforme essi la chiamano. « Red. Leti, Ieri ebbe un pocod acciden- tuccio, per quel che mi dicono , de’ suoi soliti. (N) ... _ àccicenza , Ac-ci-dèn-za. [Sfi] V . A. Accidente., Lai. acodentia. Gr. irvpUpx. Frane. Barò. 204. 1. De le cose gravose, Che la credenza D’csta accidenza Le fa' meu penose. M. Aldobr . Altre cose , che per altra accidenza possano adivenire. alcuno tedio. Giard. consol. Accidia è madre de’ vizii, e matrigna delle virtudi. Tratt. pece. mori. Accidia è una tristizia della mente , la quale J'ristizia , Malinconia. Lat . tristitia. Gr. *,-xTr,pttx. .c Acciglure , Ac-ci-glià-re. [Alt.} Cucire insieme le palpebre agliacei di rapina per addomesticargli. Lat. palpebr.is consirerc. Coire Puff i3. E però sono accigliati con un til di fono tutti , al modo che cigliano gli uccelli di rapina , quando da prima son presi. ^ 2 — E ». pass. Increspar le ciglia , Far ciglio , [ e dicesi dì chi f { malinconia , sdegno ec. tiene tl ciglio basso.'] Lat. superciiia contr^hr'^ Gr. srvi>oil)pt , »&on. Segner. Crisi, insir. 1.22. if. Se 9 incontia, non l'ollcnsore medesimo , ma con alcuno della sua casa, benché innocct^ si rabuifa tutto, si acciglia, si allividisce, si volta dali'altra banda. _ . [secondo ili. a sigi 1 'j spazio • 1 glLd 1 ’ ie ,v Accigliato, Ac-ci-glià-to. Add. m, da Accigliai' Lat. palpebras habens consutas. Cr. 10. iy, 12. In questo tengono colombi c tortolo , alcuni accecati, ovvero alcuni accp Lor. Med. Beon. cap. 7. Se Benedetto accigliato sparviere Pare siero o sdegno, tiene il ciglio basso. Lat. tristis, trncuìentus , ^ torva. Gr. (rxvSpviros , xoiTy\§-(\s. Frane. Barò, 'z'òf B. Da quel guarda in iaio, E dal troppo accigliato ec. Agii. Pund. 5g. Unado'L lieta sempre sarà più beila che quando sarà accigliata- Èir. As. ^ j ? E mentre che egli se iV andava cosi gonfiato e così accigliato p** ^ piazza ec. Toc. Dav. ann. iò. 220, Esso si vedea accigliato , c h s ‘ m gran pensiero. Farck. Stive. 3. 2. Egli è molto — : £ debbe star male, che si rasciuga gli occhi. Accignere , Ac-ci-gnc-re. Au. Cigncre .—, Accingere, sin» — Pist. S. Gir. Ed a Job disse : Acciglii praecignere. Gr. ’Qwvuv. uomo valente i lombi tuoi. — E n. pass. Mettersi ali’ordine “ • I- . cv accigliato , LA CO^ -ito n. pass. Mettersi all ordine , Apparecchiarsi a operare. ( , dall uso di ripiegare gli abiti intorno al corpo che presso i R u f J>lì ,j distingueva le persone occupato , c ch’eia comune ai chirurghi 1 . soldati , ai^ viaggiatori , ai cacciatori, ec. ) Lat. se accingere, acci 11 ^ Gr. Dant. Conv. 201. 8' accinse, e prese la scure ** ajutare tagliare le fogne per lo fuoco. , ] Accignimento, Ac-fi-gni-mén-to. [Sm. Apprestamento , Apparecchi 0 ’ Lo accingersi. Lat . praecinctus, praeparatio. Gr. it-xpatr*tvr t . Libi' 1 febbr. Si mettono in preparativo accignimento alla morte. .// Accileccare , Ac-cidec-cà-re. All. Lusingare, o Mostrare di far benefizio , e poi noi fare. ( Da a superi!. , e d&U' ilhr. ka!ascd° ^ () lusinga, citi inganna dolcemente.V-ct'Avca.) Stor.Semif 1 2. Pt'OfD^ s jj loro e ièciono promettere ogni ajuto e favore, accileccandogli di brivilegiarc franchi per lo lraperadore. E 3y. E così per metnn° e ^ di un suo destro famiglio, fece prima con i bracci di larghe pro^' detto Ricevuto ec. acciaccare. (V) t# Accileccato , * Àc-cì-lec-cà-to. Add. m. da Acciaccare. Beffato, stogato. F. di reg. (O) . c-t Accimare. (Agr.) Ac-ci-mà-re. N. ass. Crescere nella cima. e 1 della pianta quando allunga di troppo la sua cima. (Ga) Accinciguare , Àc-cin-ci-glià-re. A/t. F. di reg. Ornar di cin cl $ propriamente pendoni di veste militare . F- Cinciglio. ( 0 ) ^ Accincigliato, Ac-cin-ci-glià-to. Add. m. Ornalo di ciucigli. fam. 7 1. A fare, ec. mantcllucci inarichtati, gonuellucce acciucir 11 ,y ( . /.«^incignare , Ac-cin-ci-gnà*re. [ Alt ■] Succignere , Legare sotto w ACCINCIGNATO ® 1 vestimenti lunghi o avvoltarsesU per tenergli ahi da terra. Acni, SUCCU *8 erc - . Io BC >^ t ° t Ac-cin-ci-gnà-lo. m. z/« Accincignare. Alleg. 3 ag. e ’ìi f In Un torni firn clie vadia a caccia, Una sera cavale*) in furia AcciM CE rttta, il Accincignata in parte la guarnaccia. gner BE ’ *' c ' c * u 'S e ' re - t Alt. anotn. e n. pass. Lo stesso che ] Asci- Accinto n Ann. i 3 g. Accingetevi dunque all’ alta impresa. r j l , > Ac-cin-to. Add. m. da Accignere o Accingere. Cinto intorno y w > ecc hcssia. Lai. praecinctus. Gr. ~:.ivie :vc.. Cavale. Med-caor. seder - SV< ~a c0,r< P 3 g n ' li suo’ servi, acri, clic più è, dice che gli farà l'esrst’ • e ^'‘ &cc ‘ Q to servirà loro. Med. art. cr. Quando i piedi de’ devot'° ri ’ 6 ^ suo * ra dilore, il Re di gloria accinto d’on lenruoktto a _ p ‘^jwamente, e con molto studio e sollecitudine, gli lavò. ptus eSt °’ Acconcio, In punto, Apparecchiato a operaie. Lai- prom- re a iin ar itUS ’ acci »Cl.u 3 , expeditus. Gr. Lib. cur. febtr. Pa- Acciinoti» 1 * acc ' nt0 a questa operazione chirurgica. g,> (J - E ’ (Ar. Mes.) Ac-cin-to-là-re. All. Cucire una cordicina (un- j, Pr • vivagno del panno, che si vuol tingere in colore scarlatto tino spi' . r e che la tinta non vi si attacchi, e cóitservare per tal modo Accio J SCla bianca,la quale si trova tra il vivagno nero e il panno liuto.(A) Accio * ‘'tv ^’°‘ m , ~ r ' a ^ a *'■ Avaccio. ii.in-- , P r - m ■ Lai. Accius. (Dal lat. accio io chiamo.) Poeta fi" ? co lt Ktno. (B) Acci' "f r ! V V-ong.] Lo stesso che Acciocché. [Lai. ut.] Cr. 9. 2. 5 . ] 0ro 0 tra loro non si possano a/,celiare. Murai. S. Greg. Acciò per a p ese| np!o io mi risirignessi, siccome pt-r una fune di ferina ancora, (j lr l\ ;ir ''la lèva dell’orazione. Dìliam. 2. 23 . Acciò per te ogni mio ACCLIVITÀ’ 87 Fr. R- s irti pelli. JSinf. Acciò sapesse che sperar dovesse* Am. Fis. 11 ^cciò fruisca il mìo bel paradiso. » S. Cal.Letl.2i. Acciò quello obesi ,a e dice in casa vostra, non sia portalo alli dimomi incarnati. (V) T~ * In luogo c/i Per coll' infinito.!')'. Gìord. 53 . Non cera altro luogo Cristo), acciò dimostrarti che le bestie non hanno senno. F 88. Accora permise che non si scrivesse, acciò di darti esemplo di sileu- Z: °, quanto è buono. (V) Gli antichi dissero anche Acciò in luogo di Perciò ; assai ìm- f ,r <^riamente. (A) A;<:i-icair, Ac-cioc-ché luti Co denotante la cagione o il fine di qualunque cosa. A fin che,iÀd effetto che. —, À ciò che, Acciò che, Acciocché, Acciò, A ciò , sin.] Lat. ut, ad hoc ut. Gr. iva.. (X.Ci'o e Che.) liocc. nnv. 12. 3 . li perciò , acciocché egli niuna sospesoti prendesse , come uomini modesti e di huoua condizione , pure di oneste cose c di lealtà andavano con lui favellando. E noe. 17. 3 y. Acciocché più avanti noti potesse il Prcnzc venire. Dant. Inf. 2 5 . 44. perdi* io , acciocché ’l Duca stesse attento , Mi posi 'l dito su dal mento al naso. Petr. san. 28y. E or fatta immortale , Acciocché ’l inondo lu conosca e amo. » Inlrod. virt. Pigliò questa legge, e cominciò oltre mare a predicarla, acciocché la fede cristiana eh’ era a Roma a quella stagione, non se ne potesse awedere. * — JSota uso. Fit. S. Gir. 11 2. Il monaco di lui molto terne, perocché ha paura di non vedere femmine, acciocché non potesse ricevere nella sua menle impedimento di macchia contra la sua virginità. [Il modo re- gohun qui sarebbe stalo : per non avere a ricevere nella sua mente ec.)(V) ■* — Affiuclié seguendo l'infinito. F~it.SS.Pad. 2. c. g. 2ti- Acciocché, poiché né solitario nè in congregazione gli diceva il cuore di patire, almeno per questo modo servire a Dio. (V) f Lonciossiaché. F.A .Nov.aut.Proem.[Fir. pel Vanni. tyyS.) E — ; ~~ c |>è li nobili e gentili sono nel parlare e nelloperarc quasi com’uno spec , c, 'io appo i minori...,facciamo qui memoriad’alquautifioridi parlari. 1 ec.(V 0 — Perciò, fr. A. Gr. S. Gir. 1 . •"ale è posto in grande tempesta , tuo pensiero. ( E in fatti altri legi :-(V) n. Quello che al 5110 fratello vuole e acciocché ama Iddio di tutto il _ _ .. .. . leggono, e perciò.) (V) Perciocché , ma è modo antico. Lai. nani, enim. Nov. ani. 1. 3 . [J'sse, che molto era savio in parole, ma non in latti,acciocché non UT ea domandato delle 1 irto delle pietre. E nov. 2. 6. Lo cavallo co- U °WÌI>, eh’ cra nutricalo a latte d’ asina, \ er proprio senno naturale, '^ciocché io vidi, che avea gli orecchi chinati. I 7- Purché. Guiit. Leti. 25. 66. Licite sono divizie, acciocché tre co- jj _^ v ’ ® an p j prima , che giustamente siano accattate oc. (V) ìq. th-’pchè. Guitt. Leti. 25. 6 7. Acciocché ( in margine si nota, cioè q plusor sono che .solamente a’ grandi amerai! piacere. (V) Acc'l n i ,Jni Acciò e Che si frappone alcuna parola. Pass. g8. dm ™ “ u,1 que che per ignoranza non si scusino. Albert. 3. Acciò u c he ’l suo parlare sia huono, dritto c utile , primieramente ec. §■ 5. n. g. Acciò solamente che conosciate quanto la vostra A l 'ei(L!| Z * a P ùssa nei cuori gentili. (V) 2, 2 ** a 1 ’ Ac-cio-e-ché. Con g. V. A P r . e di Acciocché. Bui. Purg. Accuitt ^ccioficlx- meglio si vegga lo male che è a f.ire. (V) tnl ai . e OI '| RE .’.Ac-ciol-to.là-rc. [Atl.1 Lastricar co’ ciottoli. —, Ciot- ^ r 'C)OTT ’ ^ lls ' Q *c> a rc , Selciare , sin. Lat. lapidibus sternere. ~f Ac.t.u-i 0 ° l ‘* TO * Ac-ciot'to-la-to.ydc/d.m. da Acciottolare. V. di reg.( 0) (D a Ac-ci-pi-glià-ie. JV. pass. Increspare le ciglia, Adirarsi. Accu.^ l l“g Sl 'i. Lat. circumdare. Gr. x.m\òv. P~.i 0 ‘ f ' K j P ' > Ac cir-cim-dà-re. [ Att. V. A. p r . e d/’Circondare. ] G. . acciroJj ' 1 ' P cr la qual cosa i Fiorentini ordinarono al tutto, l’oste Acc 1 , Mar ass e la terra intorno intorno. (Dal ’ Ac-C'-smà-re. [Alt] Divider ferendo. Lat. dividere, dissecare. Lu ip C , TOa , c ^ e vai taglio, divisione, Separazione.) Dant. Inf. 28. ^ del la sp a à? V p a , t l ,ia dietro, che n'accìsma Si crudelmente al taglio '" ■i-Vsco ’A ’' i. Che n'accistna , cioè che divide e taglia noi. Accrso, Ac-ci-so. Add. m. V. A. L r . e di' Acceso. Rim. ani. Mos. Polo Zoppo , soti. Cq. Siccome il balenato è foco, acciso. (V) Accite. * (Geog,) Ac-ci-te. Fiume della Columbia. (G) Acciuffare, Ac-ciuf-fà-re. [Att. Propr.J Prendere pel ciuffo , Cufffare. Buon. Fieni, f. 26.Quel le acciuflàro,e come tra gli ugii();ii,IVe le rapirò. 2 — * Per simil. Prendere o Atterrar checchessia con qualche violenza. F~. bussa. Bracciol. Chi di qua chi di là la roba acciuffa. (A) Acciuga , Ac-eiu-ip.[Sf Specie di] piccial pesce [del genere clupea,] che per lo più si mangia subito.[Cornuti. A lice.Lal.chipeu encrasicolus Li 11.) Gr. fiaieis. (Dal lat. acies punta : poiché questo pesce ha il muso e la lingua acuta.) fìitrch. 1. 126. Poi darò ceste rotte per acciughe. 2 — [In sign. di Bagattella, Inezia.] Franc.Sacch. Bini. La legge tien valer men eh’ .«ui acciuga. Accivasza.uk, Ac-ci-vau-zà-re. N- pass. [ Approfittarsi , Vantaggiarsi .) — , Civanzare,sm.(V. Civanza.) Crou. VA/.fS. Vendè delle loro possessioni,e poi s’è accivanzato per moda, ch’egli co’ suoi nipoti ai passa assai bene. Àccivakzato,* Ac-ci-vau-sà-to. Add.m- da Accivanzare. ^.Vantaggiatolo) Accivettato, Ac-ci-vet-tà-to. Add. m- Dicesi di quell’ uccello, eh’ avendo veduto altra volta la civetta,ovvero che avendo dato altra vollanella pania, ed essendosene volato vici, fugge dipoi le insidie del cacciatore. 2 — Per metaf. (Cauto, Renduto accorto dal proprio pencolo, ed anche semplicemente Astuto, Sagace, Scaltrito ]— , Ciurmato, siiiXiiùversutus, ea 11 1 d us li ed. Rim.Q uesto cuore accivettato Schernirà zimbelli e fischio. Mabn. g. 22. La dama accivettata , anzi civetta, Lo burla che gU e corsa la berretta. « Fag. Rim. Certe ièimnine scaltrite, Ben accolte e accivettate . .. Fulgorali d' amarlo un di. (A) Accivimbvto , Ac-ci-vi-niéu-to. [,V/«.] Provvedimento. Lat. apparato. 'Irati. Fortez-, Magnificenza è di alta bisogna beato accivìmeiito. Accivuip^Ac-à-vì-tc. A II.Provveder,-, Procacciare, Trovar modo di fare od avere .—, Civili:,sin.Lai. parare, coni parare, couture.Gr.irofil'(,nv.[A ccivire in senso di Procacciare è un traslato di accivire in senso di procacciare il cibo, il nutrimento : ed accivire è da cibus, che gli Spaglinoli ancora dicono cevo, e da cui traggono cevetr iiiitiiie .3 Napolitani ritengono cerare per dare il cibo agli augelli.) G. V. g. 3 o 5 . 8. Caslruccio con gran fatica Taccivi, tra di danari, e di promesse dì mercatanti, sei mila fiorili d'oro.» Buon. Fier. 2. f- * 3 . Di cesoje nuove Penso accìvirini (N) a — [In sign. n. pass.] G. V. 11. gì. 1. E quando bisognava , come dicemmo addietro al cominciar della guerra del Mastino, s’acciviva pcr prestanze e imposte a mercatanti, li cap. 4g. g. E cosi s’acciviva ciascuno per lo detto modo , c .si forili la spesa onoratamente. ’ [In sign. n. AVh-. ant. 3 o. 2. Stando alla riva , brigossi d’ accivire, in questo modo , che vide uno pescato povero, con uno suo hurchiello a dismisura piccìolino, sì die ec. Accivito, Ac-ci-vi-to. [Add.m. da Accivire.] Provveduto. Frane. Sacch. Se cotesto è , Dio ti ci ha mandato , c sarai bene 'delirilo.Antbr.Bernard. 1. 3 . Date la mano, voi siate accivito. 2 — Destro, Pronto. Lat. prouiptus. Mahn.g.So. Se vien frittati, ognun stava accivito, Che per aria chi può se la scarnila ■ Buon. Ei'er.Introd. ff.2.sc.5.\e' come pronto il guardo ella sfavilla, Conicità sta acri vita, E in atto d’operar move le dita. F N ol> ® tempo Né rispettargli, nè d’andar pensando 0 la lor correzione 0 il lor castigo; Stiamo acciviti. 3 - Col v. Essere, nell'uso ha anche forza r/’Esser avventurato, pet'che tale si reputa chi è provveduto di quello che gli /ritorna- Acclamante, Ac-cla-màn-te. Pan. di Acclamare. Che acclama. Salviti . 1 *. lì. 2. 4. 1$. Il gran dire dello acclamante popolo. (A) (N) Acclamare , Ac-cla-ma-re. [ Att. e n. pass.] Fare a viva voce elezione, applauso o simili. Lat. acclamare. Gr.iTrtQtov'Ai 1 . Acclamato, Ac-cla-mà-to. Add. m. da Acclamare, e dicesi di chi è stato accolto o eletto con generale applauso. (A) Acclamàtore, Ac-cla-ma-tò-re. Ferii, m. di Acclamare. F. dell'uso e volgare. (À) Acclamatrice,* Ac-cia-ina-trì-ce. Fevh. f Che acclama. V. dì reg.( 0 ) Acclamazione , Ac-cla-ma-rió-no. [Sfi] Vacclamare. Lat. acclauiatio. Gr. è’xiQ'pVYipx. Red. annoi. Diiir. 77. (,)nr5fo Eroe p.ariebbe una sorta di acclamazione, che volesse dire, Beuc a lui, secondo la scrittura greca. 2 — * Panegirico, Lode. Salviti. Pros. Sacr. 1^2. Trovar noit-si puole ehi conoschiamo essere più a ciò faro inclinato e disposto , di colui del quale ci siamo messi iu cuore di comporre R acclamazione. (B) 3 — Eleggere per acclamazione: Dicevi d’ una maniera di Jos, M. F. 10. g. Fattagli allegra accoglienza ec. fogli detto, tiferà prigione. Dani.Purg. 7. 102. Posciachè l’accoglienze oneste c liete Furo iterate tre e quattro volte. E 26. 37. Tosto che parton l’accoglienza amica. Pelr.son. 144. Con serena accoglienza rassecura. a_ (Col .v.FareiFarc accoglienza ^!/ccogliere con dimostrazione et affetto.] Bocc. nov. 27.30.Egli non è or tempo da far più strette accoglienze. » Fng.Rim.Gii faranno accoglienze, riverenze,SmorGe,inchini, ghignettini, Voltatine d’occhiatine, Baciamani con due mani. (A) Accogliere, Ac-cò-glie-rc, e per sino. Accorre. (Alt. anom.] Ragunare, Congregare, Mettere insieme. Lai. congregare, cogerc, [colligere.] Gr. trvXXiyiiv, Ity^tcb+I. ,Petr. canz.8. 5 .PÌÙ folta schiera di sospiri accoglia. Dant. Inf 4 - f.^Yero è, clic ’n sulla proda mi trovai Della valle di abisso dolorosa, Che tuono accoglie d’inhniti guai. M. F■ 1. 28. Disperando d’accoglier moneta, ed avere ajnto del Re di Francia- E 2. 4. Accolti, e fatti accogliere quasi tutti i soldati oltramontani d’ Italia. E 11- a 5 .1 Rettori di Roma diffidati di loro stato, accolsono consiglio. 2 — Fare accoglienze. Lat. collider accipcre, cxcipcrc. (Da ad e da coi- ligere in senso di congiungerc; poiché a dilìcrcnza di chi ributta taluno e lo allontana da se , quegli che lo accoglie , il congiunge in certo modo a se medesimo. V. Avvenente.) Nov. ant- zg. 2. Propuosesi d’andare a lui,credendo che 1 ’accoglicsse a grande onore.Dant.Purg. 14.6- Dimandai tu, che più gli l’avvicini, E dolcemente si che parli,accolo ( cioè'.accoglilo .] 3 — [Ricevere, Accettare, Ritenere.] Dan:, Purg, 18. 66. Che buoni e rei amori accoglie c viglia. ACCOLLATO 4 — [Ammettere, Far capitare oppur Condurre.] Dant. Inf 3 o.i$: ^ più avvien che fortuna t’accoglia Dove sien genti in smagliante 5 — [Unire.] (Da ad y e da colhgcre clic fra’suoi sensi ha quello die 011 ' giungere.) Boez. nvch. 5 . ò- Qual dio tal guerra tra due veri Ch’a quel che sta pcr se medesmo e solo , Quando altro vero accoHj Giugnersi insieme e mescolarsi toglie? fcioè, lo accogliergli si unisce J 6 ~ In sign. n . pass. [Èsser contenuto.] Petr■ canz . 6. 8. Qual cell j é di memoria, in cui si accoglia Quanta vede virtù, quanta beltad e j Chi gli occhi mira d’ ogni valor segno ? 33 Dant. Purg- 1. i 3 ‘ color di orientai zafiìro, Che s’accoglieva nel sereno aspetto Dell’ aCr puro , infìno al primo giro, cc. (V) , 7 — Accostarsi, Avvicinarsi. Lat. accedere, appropinquare. Gr. fyiv. Dant . Inf. sg* 100 . Lo buon maestro a me tutto s’ accolse* D** cendo : di’ a lor ciò clic tu vuoli. 8 — [Ragunarsi,] Dant. Inf. 20. 88. Gli uomini poi che ’ntorno era 114 * sparti, S’accolsero a quel luogo ch’era forte. » M. Pili. In divert* parti si accolsono insieme pcr modo di compagnia. (A) 9 — E per metaf. Dant. Par. 14.121. Cosi dai lumi che lì m’a pparinnn. Saccoglieaperla croce una melode,Glie mi rapiva senza intender inuo.(D 10 — * Raccogliersi, Concentrarsi. Cas. Canz. 4 - ( 0 ) 11 — (In sign. n. ass.] Avvenire, Sopraggiugnerc , Cogliere. Tes. B* 7. 5 o. Clic tu hai promesso aduli uomo d’essergli adiutore in una» 111 cosa , ed in fral termine accoglie al tuo figliuolo grande malattia. 12 — ” Parlando di ferite, Far sacco, Far borsa. Tes. pov. in /i/i.Cj* non doglia,nè non languisca,ne non accoglia, nè non infistolisca. (■' Accoglimentaccio, Ac-co-gli-inen-tàc-cio. [Vai.] peggior. di Accoglimeli 101 (per esprimere sgarbo e mala grazia nel fare accoglienza.] Guilt ./*’**’ Ci accolsero con uno loro accoglimentaccio rustico e adiroso. Accoglimento, Ac-co-gli-mén-to. [J/«.] Unione, Adultamente. Lai. c °‘ lectio- Gr- acKKayn- Lib.aipor.8. 5 . Generazione di sangue, nobile» 1 "! ti fa, ma fatti nobile l’acccglimcnto che fanno in te di prodezza c costumi. Com.Par.8 - Ed è cittade accoglimento d’uomini,e or(linanH' lltJ di politicamente vivere fqui corrisponde al lat. societas, coetus-J .■ 2 — [ Epilogo. ] Tes. Br. 8. g. Ed alla fine della sua lettera fa dr l’accoglimento. , 3 — Accoglienza. Ftloc. 4■ 66 . E ricevuti con amorosi accoglimenti 3 mercatanti la loro ambasciata contarono. Tesoret. Br. <7. 'l’enea parlamento Con bello accoglimento. Accogliticcio, Ac-co-gli-tic-cio. (Add. m-] Raunalo in fretta e senza sanzione. Lat. collecticius. Gr. trvxf.ttey/j.i’ros. Liv. dee. 3 . Apparecchi la sua gente, che si chiamava accogliticcia , siccome di sopra ave»* 1 detto, peroccb’era rannata di diverse contrade, e non aveva av» 1 " ccrtano cominciamento. Tav. Die. Pompeo sarà sempre signore di Ro" 1 " per la forza, e per lo valore di gente accogliticcia. Accoglitore , Ac-co-gli-tó-rc. Ferb. m. di Accogliere. Che accoglie, 6‘ aduna. Lat. collcclor. , 2 — [Compilatore.] Dant. Inf. 4■ iBg. E vidi il buono accoglilo!’ quale , Dioscoride dico. Accoglitrice, * Ac-co-gli-tri-ce. Ferh.f. di Accogliere. F. di reg.( 9 ‘ Accolitato. (Feo).) Ac-co-li-tà-to. Sm. -Cavale. Éspos. Simb. 1. 4 “l‘ Sono sette ordini, cioè Sacerdozio, Diaconato, Suddiaconato, Acci» 1 ' tato, Esorcista, Lettore e Ostiario. (V) Accolito. (Teol.) Ac-cò-li-to. [Wn.] Colui che ha il quarto degli orda ni minori. E talora l'ordine medesimo. Lat. acolytus. (Secondo ah’ 11 ' ni, è dal gr. acoluthos pedissequo ; perciocché il cherico accoinP 1 ' gna e serve il sacerdote all’ altare. Secondo altri , è da acolytos li»"' ro , senza impegni, come appunto debb’esserc chi si dedica al saf^! ministero.) Maestruzz. 1. 12. Nota che da sett’anni infino a dodici può pigliare la prima tonsura e gli ordini minori, salvo che farsi t* colilo. E 25 . All’accolito s’appartiene apparecchiare i lumi in sag rt ” stia, e porta il cero, e apparecchia al soddiacono quelle cose che sa 11 bisogno per lo Corpo di Cristo. Accollamesto. * (Agi .) Ac-col-la-mén-to. Sm. Operazione per la q““\ si avvinchiano le vili per appoggiarle ad un muro , o per attaccai' 11 ad un palo. (Ag) , Accollante. (Leg.) Ac-col-làn-te. Sm. Colui che accolla ad altri r/»" 4 che peso o debito. (Bai) Accollare, Ac-col-là-re. Att. (Addossare.] 2 — (Agi .) Fare il collo a' buoi ponendo loro il giogo. j — * Legar le vili in ispalliera 0 ai pali- (Ag) 3 — * In sign. n. pass. Gettarsi sul collo. Car. Long. Sof. 55 .GÌ. 10 ! 1 ’ (Driante) vicino all’edera, vide Daini che già s’accollava la cacci* per andarsene. (B) 4 — (E per metaf] Addossarsi. Lai. sibi imponere, sibi sumere. T<&' Dav. ami. 2. 52 . E nel mettere il giogo alle Germanie, che già r tante vittorie lo si accollavano , fu impedito. 5 — Accollarsi un debito = Obbligarvisi , Addossarsi di pagarla.La expromittere, alienato obligationem in se transfer/ e. » Segner. Mai'' Gitig. 11. 2. Cristo allora che accollossi i tuoi debiti, sapea ccj che a lui sarebbe toccato ancor di pagarli ec. , e nondimeno non bitò di accollarseli. (V) . 6 Accollatario. (Leg.) Ac-col-Ja-tà-ri-o- Add. m. Che si accolla p eS> debili; contrario di Cessionario. (Bai) Accollato , Ac-col-là-to. Add. m. da Accollare. ,n 2 — Agg. di Vestito : è il contrario di Scollacciato , [ e dicesi 4 nc che serra troppo al collo.] ^ 3 — Nello stesso sign. Posto avverbial. Dav. Scis. 11. Essa e le s damigelle, che prima scollacciate n’ andavano , vestirono accollato; 4 — Ornato di alcuna cosa nella parte superiore della veste. Descr.t 6 Con colletto giallo, accollato di velo fino di seta. (A) . 5 — (Min.) Agg, di que' cristalli che stretti gli uni accanto agli a ordinatamente si congiungono insieme. (B) "ivrfl 6 — (Gcneal.) Foce de’ blasonisti tratta dall'idioma francese, a di di due armi accoppiate. Cas. Impr, (A) E uu’ accolta si fece verso accolta j. enza * ( * r ' QtkoQpotrvnj. [ Filostr. ] E poi che lieta e graziosa per maxi con ACCOLLATURA < & UA i rOTi- CVcterO A.c-col-la-tù-ra. Sf. Quella oontusiorK che il giogo a »/“ co P» a del bue. (Bon) (Agi.) Legame che selve ad avvinchiare le viti. (Ag) c/ L0 - (Archi.) Ac-còl-to. Sm. Quella fabbrica n parte di fabbrica ìes ta fuori di appiombo del muro principale , sostenuta da men- k ; e beccatelli. Lai. preludio. (A) . r- Essere in accollo vale Aggettare-, onde ne' ponti si dice Es- 2 acc °Uo quella parte delle piane che resta fuori de'correnti. (A) 0 s '"£•) di trasferire da una persona ad un' altra qualunque azione Aernt„ i0 t ’^ e s ‘ possa contrattare. (Bai) Aevole .\ ) Zibald. Compagno si fa della colpa chi difende 1 ac- Accolt»° \ Se £ la egli P cr D sua s in custodia. Lat. commendare. Gr. 8. loij>rese per mare viaggio.E 6.y8. 3.1 Sanesibandirono oste sopra il Castello di MontaIcmo,iI quale cra accomandato del Comune di Firenze 2 — [Legato, Attaccato.] Bocc. noi», ‘Ó1. 8, Ed accomandato ben luti de’ capi della fune ad un forte bronco ec. , si collò nella grotta. 3 — [E* in forza di sosu Raccomandato.] G. V". 8. Egli avieno ricevuti loro accomandali, e promesso di rimettergli in Arezzo. E p. ^7. E per questo modo montò tanto sua nomea, che catuuo si facca suo accomandato. M. E* 2. ^7. Il di dopo la natività di Cristo, per consueti!* dine d’ una compagnia degli accomandati di Madonna Santa Maria. Accomandigia, Ac-co-man-dì-gia. [A/.‘ Lo stesso che Accomanda. M. 8.45 -E ricevutigli in loro protezione e accomandigia con mala intenzione. 2 — Deposito , Serbo. Noi». Ani. j 4 * 3 . E allora gli restituì a speranza dell’ .altra maggiore accomandigia. Accomandita, Ac'CO-man-dì-ta.[A/iLo stesso che'] Accomanda. V.Tral.Sczv, cos. don. Come se gli fosse stata data in accomandita la curagionc. Fr. GLord. Pred. R. Uomini a’ quali sia stato dato l’ovile in accomandita, a — ( G. M. ) Compagnia di negozio, nella quale alcuno dà certa somma a trafficare, oltre la quale non vuole essere obbligato a’ ero- ditori del negozio. Lat. certae pecuniae negotiatio. 3 — Dicesi Fare «accomandita , Dare in accomandita , e vale Dure una somma di danari o un negozio colle dette condizioni. Accomandila diff. da Consegna. Accomandila è molto affine ad Accomandagione , e significa L’ affidare ad altri qualche cosa onde sia custodita , protetta. Consegna o Consegnazione considerata in ampio senso vale semplicemente il Dare o Porgere ad altri qualche cosa. Ili ila senso meno esteso, il Dure in guardia o iti custodia. I moderni usano più generalmente Raccomandazione per Accomandazione. Accomandolare. (Ar.Mes. ) Ac-co-man-dolà-re. Alt. Rannodare o mettere le fila rotte dell' ordito. ( F". Comandolo. ) (A) Accombiatare, Ac-com-bia-tà-re. [Alt. V. A. Lo stesso che ] Accommiatare. V‘»Pecov. 16. 1. Didonc ec. con queste ultime parole i’ aceombiatò* Accomanda. * (G. M.) Ac-co-mèn-da. Sf. Sorta di contrattazione ma* vittima , per la quale alcuno dà una somma di danaro o una quantità* di merci ad (diri , perchè ne traffichi oltì'e mtiì'e e ne riporti il ricavato , partecipando deW utile. (Az) àccomen dante. * ( G.M. ) Ac-co-men-dàa-te, Add, e sost, com. Chi dà merci o danaro in accomenda, (Az) Accomes data rio. (G. M) Ac-co-metvda-tà-ri-Q, S. e add, m. Quegli che riceve danari o merci in accomanda. (Az) Accomezzarb, * Ac-co-mez-zà-re. iV, pass, r . Accommczzare. Face, (O) Accomiatare, Ac-coinia-tà'i’e, [Alt. Lo stesso che ] Accommiatare, Accomiatato, Ac-co-mia-tà-to. [Add, ni. da Accomiatare.] F. Accomiatato. Accomiatature, * Ac-co-inia-ta-tó-ro, f^erb.m, di Accomiatare, Lo stesso che Accomniiatatore, F. (O) Accomiatatrice, * Ac-co-mia-tà-trì-ce, Verb,f. di Accomiatare. Lo stesso che Accommiatatrice. F. (0) ~ Accomtgnolarr , Ac-co-mi-guodà-re, [All.] Qotigiimgcre a modo di comignolo. 2 (Ar.Mes.) T. de legmjuolì. Commettere due o più pezzi di loglio in modo che facciano angolo ottuso. (A) Accomignolato, Ac-co-mi-gno-là-to. Add. m. da Accomignolare , e d&e&ì di qualunque pezzo di legno che fàccia angolo ottuso . (A) Accommetterb , Ac-com*m') J2— Acconciarsi , Abbellirsi, Raffazzonarsi. Bocc. Le donne stanno un anno ad accomodarsi. (A) |3— Adagiarsi. Fag. Rim. Quanti imbrogli ci son pria eh’un si sfami, Innanzi eli’ un si accomodi c si segga. (A) j ) — * Accomodarsi al parlare = .Secondare il discorso altrui. Lai- inservire verbis, subservire oratami. Farcii. Ercol. 1. ii3. C. Come direste voi nella vostra lingua quello clic Terenzio disse nella latina subservire oratiouil V. Secondare , o, andar secondando il parlar (fittiti , e accomodarsi al parlare■ (N) Accomodatamente, Ac-co-mo-da-ta-mén-tc. Avv. Acconciamente , Agiatamente. Lm.apte, commode, concinne, composite. Gr. xccf.ùs, ivrdxruis. Fit.lienv. Celi. 33 3. In essa nave accomodatamente e bene stava molto sale. Beni. Rim. Non avvieu questo a’ nostri can cacciando , Perchè cacciamo accomodatamente. Accomodaticcio, * Ac-co-mo-da-tic-clo. Add m.Chc si accomoda. l'itcc.(O') Accomodatissima» ente, Ac-co-mo-da-tis-si-ina-mén-te. Avv. superi■ di Accomodatamente. Borgh. Orig.Fir. 299. Si convertirono accomodatissi- mamcntc nell’ uso nostro. (V) Accomodatissimo, Ae-co-mo-da-tìs-si-mo. tAdd. m. 3 superi, di Accomo- dato.Lut. aptissimus , compositissimus. Gr. Wirrbuòrxros. Fit. Bctiv. Veli. 365. Fatto che io ebbi tutti gli acconci della casa e della bottega accomodatissimi. Borgh. Fast. Rom. 463. Diciam pur d' uno accomodatissimo a questo proposito. Accomodativo, Ac-co-mo-da-ti-vo. [Add.m. Che si accomoda, si adatta .—, Accomodatizio , sin. ] Pros. Fior. 3. i63. Avendo altitudine d’ingegno accomodativa e trattuvole , c conoscenza dimestica di storie ec. a — Che accomoda, Atto ad accomodare. Lat. aptans. Gr. Kfadiirruv. Accomodatizio , Ac-co-uio-da-ti-zi-o. Add. m. Lo stesso che Accomodativo. F. Lami, dial. La loro è la teologia accumodatizia.(V) Accomodato, Ac-co-mo-dà-to. Add. m. da Accomodare. [Acconcio, Acconciato, Assettato 0 Lat. commodatus, aptus, idoneus , aptatus. Gr. ìriTfòuoi. Fir. As. 4• 107. Anzi scelto per appunto il tempo accomodato a far faccende. E /55. Delle robe del padre tuo non cc n’è alcuna die sia alle tue arti accomodata. Buon. Fier. 4. 1. 11. Sparse bucce Di cocomeri e chiodi Accomodati colia punta all’erta, a — * Essere accomodato di casa, cioè Assettato in una casa stabilmente, ed averci bene acconciato le proprie cose. Gal. in KcplEp.1718.fi 97. Io non sono ancora accomodato di casa, ne sarò sino a Ognissanti. (Pe) Accomodatorr , Ac-co-mo-da-tò-re. Ferì- ni. di Accomodare. Che accomoda , acconcia. F. di reg. (A) Accomodatrics , Ac-co-mo-da-trì-ce- [Ferb.fi di Accomodare-] Lat- orna trini, concinnatiix. Gr. x.optpulrpia. Cr■ nella v- Acconciatrice. Accomodatura, Ac.co-mo-da-^ìi-ra. [Sfi Lo stesso che ] Accomodamento. F. Buon. Fier-4' -■ 7- Gome de’capi 1' accomodatura, Difficile è de’ mondi E malagevol la soddisfattola. ACCOMPAGNATRICE Accomodazione , * Ac-c.O'mo-da-iió-ne.^/‘Prestanza. Pros.Fior N-$?' ^ 2 — * Accomodamento , Aggiustamento. A. Il • Fr- ( 0 ) # ^ Accosiodevolmehte, Ac-co-mo-de-vol-mén-te. Avv, Bene, Acconcia# Comodamente* Lat, commode. Gr. iietnrfieitas, Cr, 6 . 2. 8* L *^ Cl solisi accomodevolinente seminar l’crbe separatamente, e mescolata* 11 ^ Accompagnamento , Ac-com-pa-gna-mén-to* [ Sm, 3 Compagni.'* accompagnare. — , Accompagnatura, Accompagno, sin. Lat. con * 1 2 y Gititi, leu- 44 Vorrebbe sempre lo accompagnamento di uno ^ Cavaliere. Lib. cur . malati. La bevanda purgativa sia sempre antecedente accompagnamento di un cristiere* . 2 — * Dicesi anche delle cose aggiunte per ornato e per utile. U . Bart. Ori. Ma di certe proprietà o passioni de* verbi, negli acco* guarnenti che prendono, ne’casi che reggono, nelle particelle c “ c celiano , y’ ha di grandissime stravaganze. (A) * 3 — ( Blas. ) Dìcesi di tutto ciò che cinge e adorna lo scudo. j 4 — ( Mus. ) V ajttlo o sostegno armonico d’ un canto o d* unii V principale col mezzo di uno 0 piu strumenti. (L) $ a —* * La scienza degli accordi che seivc per V esecuzione del b . contìnuo e degli spartiti ; quindi Apprendere 1 * accompagnamento vale all Imparar V armonia. (L) . ■$< 5 — * (Olir.) Accompagnamento della cateratta. Materia viscosa , ^ chieda , circondante il cristallino opaco, e che col rimanervi dopo partizione , produce qualche volta una cateratta secoiularia. (A.0/ & Accompagnanome. (Gram.) Ac-com-pa-gna-nó-rac. [>Vm. cotnp . Parafi $ che accompagna il nome o il pronome per ripieno , senza che d* 1 alcun accidente di esso , ma solo per dargli una certa grazia ® r . prietà di lingua-} »Salv • Avvert • 2- 1. Una certa parte del laVcU* 1 che accompagnanomc in questi libri ci piace di nominarla. (V) $ Accompagnante , Ac-com-pa-gnàu-te. \Part. di Accompagnare,} Ghe ^ compagna. Lat-cotnìtans. Gr. crvvxxokov^'Àv.Cr.nelle voci Circostanza e a Accompagnare, Ac-com-pa-gnà-re. iAtl-] Congiungere , Unire, ^ insieme, f Àremminv min nnr.en.,~ ~ - - -. ’ - r 2 — Andar con uno per lo più per onorarlo o assicurarlo , [Tefl er *L far compagnia , Andar in compagnia.] Lai. confituri, comitem setfj bere , prosequi, deducere. Gr. k^oF-.iskìiv , àzoi.oiff tii 1 , iVivO-ai. r ^ Ccinz. 5.3. Le ’nsegne cristianissime accompagna. Bocc. nov. (fi’ Benignamente l’avea ricevuto e familiarmente accompagnato. » ^ g. 4- «• 3. Or l’uno ed or l’altro, c talvolta amenduui gli accomf gnava a veder le lor donne. (A) ^ 3 — * Far corte, Seguitare altrui per onore. Bocc. Inlr. ig. D» , diece o dodici de’suoi vicini alla chiesa (/ossei-) accompagnati- ("'J 4 — Ajutare , Fare una cosa insieme con ciiicehcssia. Cavale. Cr. [Roma 1738.) a c. io3- Almeno che gli Apostoli I’accoWp gnassero a vegghiare , e noi furono. Fit. SS- Pad. T. 2. c. i4°‘ mangia , pregotene, ed io per tuo amore t’accompagnerò. (V) f 5 — [Per metaf.jDant.Purg.6.114 Cesin e mio perchè non m’accomp a 5 tl j 6 — * Scortare. Bocc. nov. Gli pregò che alcuno di loro infiuo R stello l’accompagnasse. (A) 7 * Faragonare , Metter del pari. Fasar. Dal Lomazio viene a cC ° pagliato al Palma , al Tintorctto cc. (A) j. 8 Dicesi generalmente per Appagare, ed è contrario di ScompaH 03 Lat. jungerc. 9 — * Comunicare , Partecipare o simili. Fit. S. Onnf. i38.Voi° c c cando degli amici di Dio , acciocché io mi possa accompagnare loro meriti. (V) ■ ^ 10 — * Condurre, Correggere alcuna cosa, la quale movendosi 1 fosse abbandonata a se stessa, precipiterebbe con imputo ; onde si 1 - t Accompagnare una porta , affinchè non faccia romore aprendo chiudendosi con impeto. F. dell’ uso. (A) ' 11 — N. pass. Farsi compagno , [ e dicesi nel proprio e neljigii “m nov. 12■ 2■ Con li quali ragionando incautamente s’accompagnò- ' j &■ Gin. Bali, li accompagnassi di molta compagnia e leggiadra A’. Gio. Guai. 326. Non vogliate accompagnarvi co’ Simoniaci, e vogliale con loro partecipare ec. (V) a ji 12—Appajare. Cr. 9. 64. 2.S’accompagnino insieme buoi d’tignai i 3 — Congiugnersi in matrimonio. Lai. matrimonio jungi. Gr.nv^K o-So.1. Cron. Mordi. Secondo che a quel tempo era usanza 1 ’ aCC a ,j pugnarsi di legittimo matrimonio. E altrove : E venne a accomp a S?" j bene e onorevolmente e con buona dota. Ciro. Geli. E quandi di noi vuol accompagnarsi con voi, per dire a modo vostro. ^ »4 — * hdol quarto caso. M. F. 4■ 27. E giunto a Udine. . . s’a c pagnò H patriarca suo fratello. (V) /,(' 1 5 — * F col 3. caso. Alber. 2. Alli nimici tuoi non t’accompagna 1 ^^ 16 — (Mus.) Sonare alcuno sLromento al concerto del canto , -f' pagliare col suono chi canta. Lat. concinere. Gr. cv/stfaeiùs. [,if Accompagnato , Ac-com-pa-gnà-to .Add.rn.da Accompagnare.Lut. coni p Petrson.186. Liete e pensose, accompagnate e sole. Bocc. introd -^ E soli e accompagnati, e di dì e di notte. Cr. 1. 3. 2. I venti se J trionali ec. sono secchi, perchè non sono accompagnati di molti - 1 — Accoppiato. Pass. 68. Mandai gli Apostoli miei accompagnati a due all’ officio della dottrina. , 3 —■ * Contrario di Nudo. Fr. Giord. 3/2. Prima era nudo [il é'fj e nudo si gettò in terra ; ed egli nasce accompagnato e vestito. C jp' 4 — In forza di sost. Compagno. Lasc. Pinz. 5. 3. V’ ho mandatale cardo con un suo accompaguato , coni’ io vi dissi, che fingano di F(,,- Àccompagnatore , Ac-coin-pa-gn3-tó-rc. [ Feib. m. di Accom|iag')j. |1 |l- Che accompagna■ Lat. Comes. Gr. àr-ól-ouBos. Bui■ Purg.zg-f $$ quello che è detto di sopra, del carro e delle ruote e degl 1 pagnatori e delle accompagnatrici. (A) 3 — (Mus.) Colui che col suono accompagnala voce di chi caidf p Accompagnatrice, Ac-oom-pa-gna-tià-ce. Ferb-f. di Accompagnatili accompagnatura ur S■ *g- 2. Del carro e delle ruote c degli accompagnatori C delle ^compagnatrici. Aram- ani . 2g. 2. 10. O invidia accompagnatrice di , lrt ude , la quale i buoni seguiti, e sempre li perseguiti. '■'•C05tr AGKATrID , a--.. . ' - * , tua***' U fdii • y* , una Mfo òolM^ori con i 3 '[Qualunque cosa sia dipendente da »" a ’ a ’/ L to^id bello «do, di fornimento o simile. ] Art. Fet. Ne . 1 4 - lied . essa, che ec. sema l'accompagnatura di c l l ' eb [” “ seQ Ll’accom- Osseiv. Amm. Fiv. g. Altri metton capo nell intestino I' ;, gnatura ile’suddetti canali pancreatici. ; aUa SC ala , 4 ~ ^cesi dell' Accompagnare per civiltà fino all uscio , a a a carrozza colui che ci ha visitati. > Parlicel- ^«mpagnaverlo. (G r am.) Accom-pa-gmi-ver-bo. A - ^ )M la H'-ammaùcale che si accompagna co verbi , 0 lot ^ u ; «feesitti ma p er soia proprietà di linguaggio ’ ' i r ipieno.tV) Accòlli’ ^-Avveri.,^1- *“QMpag»o‘A c-coin-pà-gno ■ S m. Fateli uso. F.e di accoi I » Accom- Acco MPlEB Ac-cóm-pie-re. Alt' annui.—, Compirne , Lo ^ ^ o m ; p |,l ;e, «Vi. Brìi,irti. Kolg. i/rif Omz. per lo ™ D ‘:f < “° wnp[cr(: e fa- tj S l|c c turba la temenza clic alibo di non pota c •* raM0 . Ie - Vaiti. Leu. 25 . 66. Gaudio vero non è che n accompicrc naie diletto da nomo razionale. (V) • „ ir Cinllo Ac «»iflire , Ac-com-pli-re. Alt. Lo stesso che Accompicr • ^ ‘(Alcamo. Rim. Ani. 4 * 7 - (Ào<. zoo. G«'“- Lei- ) A 1 . ,-y\ *<-'“to, mica bella. (Cioè, Compisci La mia voglia, £ ‘ mK . oml ,,iamcn- c «»iukac.ione , Ac-co-inu-na-gió-ne. Sf. Lo slesso c * j c [| e dette ,0 - F.Cron. Stein. u>2- li quando fu fatta 1 accomuna,, . . ec zy) case, i c dell* accomunar le mogli. Guid. G. 106, E accoinunan 0 Mcuclao e Telamone presero Polidamas. Tao- Dm>. stor. q. mil vj an do “Voltatosi a Vibio Crispo clic Io serrava colle domande * acco Seco le colpe che non poteva difendere , mitigò 1 odio. -* ■ i di cose immatcria 1 - 1 vostra lettera degli» --— uu preteso dalla signora lìiarc ; h ‘ \ t ’S * ' — * Dividere, Partire. Fav. Esop, 17, Promisevsi fedie, S iuia .* mano della capra , di essere fra loro leali compagni , e che tuli g , desse la ventura , accomunarlo per cgual parte. (V) \ *— E n. pass. Gr.Mtvùiv os ivrw.Lib. Moit. ^ Perocché & incorna e a ninna e appareggia a quelli che son minori f cioè , accomuna a A Im %gìoranza, conversa del pari.) i eo Acco\j unato , Ac-co-mu-nà*to. Ada. m. da Accomunare. Stor. *7 ur '. * Diviso o accomunato il Kegno tra il figliuolo e il manto del a nip • ■^ccomcnatore,* Àc-co-mu-na-to-re. Verb. m.di Accomunare. E.ai teg. 1 ; Acco,My SATRlCB *Ac-co-mu-na-trì»cc. Verb.f.di Accomunare. r. cu teg. ; Ac ®hcezz A , Ac-con-cés-za. iSfiì Ornamento, Adm Kt. 7- O- “ Ll S ’ ^Conciamente Irai mostrato i danni tuoi. . rnmrno- 7 Comodamente, Con destro modo, Senza sconcio. • d Ul,| n , opportune. Gr. , iv XV ie. Poco. nov. sfi. *6. Q— ^Colici,unente poteva, volentieri col santo abate si uUiav ®J''concia- ** a- Guardando di mettervi tali, clic comportar poterono ocoon ^ ?*** lo spese. E nov. 97 . 5 . Le venne in Rimerò, 1 «tesse , (h volere il suo amore e ’l suo proponimento , p n0 , fare al Re sentire. Cr. 5 . 5 . 2. Co’ carri e co buoi possano . «conciamente andare a tutte le parti ile’ campi. COSejAA lEJiTO Ac-con-ria-nién .m r C..i r ’ . ^ento- ... nl , -.c-con-cia-mén-to. [.Vizi.] L'acconciare, Accomoda- C i Acconciatura, sin. Lai. reparatio, refectio. Gr. iia^top^ea. llJ ùne V 6 - Aven< '° • Dieci del mare lungamente trattato col Co- dei „ ®' ena di voler far porto a Talamone, recato racconciamento » J |>orto c del ridotto in terra. civ.ii (l'n Al ! l ‘*lcio. Lat■ ai'tificium. Gr. r'yjy,. Cr • 11- 1- 1. Gli eser- mento A' v ‘^ a richieggono fortezza d’abitatori, industria e acconcia- al ()■ .“ operatori. Amm. ant, 11. 3 . 6. Niuna cosa è così contraria a —.”f a ' t '°T’ ’ colne il manifesto acconciamento- ^cokci^ 1 ' (fenderla terra alta a maggiore e miglior produzione.(.h%) se «o ,. A ' 1 ' E 3 Ac -con-cià-re. [ Alt. ] Ridurre a ben essere, Mettere in tf.- ì.xyé. » Borgh. Fir.liber. 328. Segni dunque per mezzo del Pontefice Racconcio , e il Borgognone, ec. se n’andò con Dio.(V) 5 — In questo senso dicesi proverb. Muovi lite, acconcio non ti falla. Dep. Decam. 82. Dipoi ci sono i proverbii, che hanno quasi autorità di giudice , non che forza di testimonio: Muovi la lite, acconcio non ti falla. 6—“L’opportunità, Il destro. Salv.Avvert.i. 3 . 2. 7 8. Laonde più lunga investigamento per mio avviso a questa materia è richiesto, e forse altri trattati sì ce ne presteranno in altri tempi l’acconcio più opportuno.(V) ^ _ Col v. Dare : Dare acconcio = Mettere in ordine. Bemb. Lett. Tornò a Pesaro , là dove era la sua dimora , per dare acconcio alle cose familiari sue. (Pe) g _ Col v. Guardare : Guardare al suo acconcio = Riflettere e del r- minarsi giusta il proprio interesse o piacimento , Guardare al fatto suo. Cavale. Specc. di Cr. I. 4. c. 3 . Chi se ne vuole andare, guardi pure al suo acconcio , perocché il vostro stare non m e prò, ne il vostro partire non è danno. (P) (j .— Per o In acconcio , posto avveri. — Opportunamente , Lti prò, A servigio. Salv. Avveri. 2. 1.6 . Torna in acconcio di trasportare innanzi il ragionamento. (V) Accoscio. Add. [m. sinc. di Acconciato.] Assettalo , Accomodato. Lai. aptus , coiicinnus. Gr. xoerpovpsvof , ix'irfstos. Bocc. nov. 20. 11. Ed ella vestita e acconcia uscì d* una camera. E nov. 49 ‘ M ■ 11 fé’ prestamente pelato e acconcio mettere in uno schidione, e arrostir diligentemente. E nov. g8. 2 8. Con assai acconcio modo i parenti di Gisippo e quei di Sofronia in un tempio fe’ ragimarc. f Cioè , ACCONSENZIENTE ceni destro modoifBut .Conciossiacosaché in questa opera io attenda ad lC ‘ concia brevità. Orni Pist. Il vento era acconcio olii marinali, e >’ oB a me amante. ( Cioè, secondo il bisogno de marinari. J 2 — Disposto , Apparecchiato. Lat. promptus , paratus. Gr. Bocc. nov. 26.22. La gente è più acconcia a creder il male che’l U"* E nov. 80. 01. E io per me sono acconcio d’impegnar per te tu ‘ queste robe. JSov. ani. (j2. 2. Io sono acconcio di mostrare a ( [ llL bestia , lo quale si mostra si rigoglioso , e tanto fiero verso gli alt (I ' che io sono mito di quella schiatta. ^ Propenso, Favorevole. Sai. Giug. 184. Avendo Mario fatta sta diceria , poiché vide sospesi c acconci a lui gli animi del pop° l0 ’ tostamente d’apparecchiato fornimento cc. caricò le navi. (V) ,, 4 * Provveduto. Bocc. g. 8. fi. 10. Voi non ne vorreste da me q n quantità f di danaro J ch’io potessi fare, che io non ve ne scrvi^b e come io ci sarò acconcio, voi ne potrete essere alla pruova.f.Uj n. 7. Venduti adunque i suoi cavalli, e la sua famiglia acconcia 1 guisa che stava bene ec. (V) 5 — * JSota grecismo pur della prosa. Vit. SS. Pad. 2. 329. Trovò corpo di Maria che era passata da questa vita , cosi appunto e assjl tato, e acconcio le mani e’picdi, coinè si sogliono acconciare i inorti.( v 6 —* Proverò, dicesi Acconcio pel di delle feste. V. Acconciarci- ^ Bcd.neldiz.di A.Pasta .Da molte settimane indietro nonistòhene di tà, e questi freddi cosi grandi mi hanno acconcio per il di delle feste-OV 7 Agg. di Acque, cioè con zuccke.ro e agro e odori per bere di 1 calamentc. Lat. aquae dulces , aquae medic'atae. 8 — Agg. di Frutte, Uve —Accomodate coll’aceto. . 9 — * àgg. di Modo =3 Con destro modo , Acconciamente. V. Attr 1. t esempio del Boccaccio. (A) Acconcio.* Avv. Acconciamente. Fr. Jac. T. Benché non sia ben à’f fetti La rimessa acconcio fare. (B) (Qui pare piuttosto add. Aci:on ciJ a fare ; e così legge la Cr. atta v. Rimessa. ) (N) Acconcissimi amente , Ac-con-cis si-ina-mén-tc. [ Avv. ] superi. d’A cconr'^ mente. Lat. aptissime , elegantissime. Gr.ìppAàrruTtx. Fr.Giord.PF 1 ' R. La colonna ec. era posta acconcissimamente nel mezzo della piu^ 3 ’ Guitt. lett. Le quali tutte priemono nel vestirsi acconcissimamente. Acconcissimo , Ac-con-cis-si-mo. {Add. m. ] superi, di Acconcio. Ir iptissimus, optimus. Gr. m'iTojòsjoVctror. Valer. Mass. Marco f 1111 ’ Cammillo, il quale fu acconcissima regola della temperanza rolli' 111 ' 1 ' Cr. 1 . 5 . 14 -La qual postaè acconcissima agli equinoziali levamenti del si> ic ’ Accondiscendere, * Ac : con-di-scèn-de-rc.IV. ass. Algar. Sagg.i45.V'F tercsse di Cesare ambizioso era di accondiscendere a questa. (B) AccOHE.(Marin.) Ac-có-ne. Sm. Specie di bastimento da carico di f'V 1 piallo , senza alberi, il quale nell' interno de’porti selve a trasporti il carico che s’ imbarca, o che si sbarca dai bastimenti maggi 0 * 1 . nzific/a nitri rnvoHo rv Li ~ ....^ _L — A a-...-.. ___.'gl'ili Corrisponde alla peatta o alibo. Chiamano anche Acconc un pìcc ,,l< j. battello a fondo piatto, che serve per passare sopra bassi fondi 1 *’ . u _ ' a. n — / • nezza: come da platys latus, da acremon ramus, da selene luna ec.) Accowfàbb , Àc-con-la-re. IV. pass. anom. Lo stesso che Aliarsi, Add arSl ' Confarsi. F. Confarc. Guarin. Segr. (A) Accohoregàue^A c-con-grc-gà-re. Àtt. Lo stesso che Congregare. (Min) Accongregato , A c-con-gre-gà'to. yfdd- m. Dtal S. Gì'eg.A. 35 . che in una sostanziale gloria di vedere Dio , diversi Santi. » ricevi 110 gloria più e meno accongregati in una certa misura di gloria. (V) Acconiguare. (Mario.) Ac-co-ni-giia-re. [ Alt. Ailòrndlare.] Ritiri * remi in galea , aggiustandoli a traverso d'essa in modo , che o nulla sporgano in fiora. Lat . remos iu!iiberc.(Il coniglio èanim 11 ^ elicasi rintana in Imcherattoie ch’egli scava sotterra* e neli’acconigl'^f avvien quasi che i remi si rintanino nelle lor bucherattole o cavigli Acconsektimento , A c-con-sen-ti-mén-to. [ Srn. aJ ssenso , Aderimento ij L y acconsentire. Lat. assensus, asscnsio. Gr. o •vyx.ciTdihsfTis. Pass. Che non cadcssono nella vita loro in acconsentimcnto di mortai peccai 0 ' Acconsentire, Ac-con-sen-ti-re. [ N. ass.} Consentire. Lat. assenti** 0 ? consentire. Gr. rfsfàsrìxt. G. V. 7. 54 * 3. E per moneta, che s f disse che ebbe da Paglialoco , acconsentì. F, 12. 40* 6. Assai pò# 3 comprendere per comparazione di quelle Sono passate, e pronosticò delle future, acconsentendo che ec. a — Dal Boccaccio gli s' aggiugne alle volte la particella MI, « Si» secondo la terminazione del ncutr. pass., senza però mutargli il sig fl % ficaio. Nov. 36. 1~]. Dove ella a’suo’piaceri acconsentirsi volesse, f nov. 6j. iò. Non sì vergognò di richiedermi, ch’io dovessi a’suoi ceri acconsentirmi. E nov. yg. ig. Io le volli dare dieci bologn* 0 grossi ed ella mi s’acconsentisse , e non volle. 3 —* Cedere alla pressione o percossa , e dicesi delle materie sode. cedere. Gr. vitÙKetv. Fir. dial. bell. don. 3 yi. Che percuotendo , è faci! cosa , per esser tanto rilevata, non riceva moltaotlensione, a ?' consentendo alla percossa. » Car. Am. Past. 1. Il legno, e pel soverchi peso, e per la violenza del fatto acconsentendo, si venne a rovesciare, (y 4 — Prov . Chi tace , acconsente Chi non s r oppone, si presume. consenta . Lat. qui tacet, consentire videtur. Dant. rim. 18. Che quando l’anima acconsente. 5 — In sign, alt. col 4■ caso. Concedere , Ammettere. S. Agost.C-d' 2.1. Per la ostinatissima pervicacia, per la quale non possono acco& sentire eziandio le cose che apertamente si veggiono. (V) 6 —* Fare, Operare o simile. Fav. Ksnp. 20. Muove me l’amore del, ^ fratcrnale natura ad annunziarvi le pericolose operazioni le qual* 1 maladetto villano... acconsente alla nostra distruzione. (Pr) u 7 —iEd in sign. pass.} G. V. g. 214 • 4 ' qual cosa per lo pop 0 non si acconscntia. Acconsentito , Ac-con-sen-tì-to. Add. m. di Acconsentire. - AccONSENZiENTE,Àc-con-sen-zièn-fcc.[f , «it.^' Acconsentire. Che accorisi' Lat, ( •ÀCCONSOLARE Accont Hat, inn. zi r on 8ciìliensjassenticns. Guitt.Uit. 45 , Facilmente si mostrano acconscn- U fl 0 P cl ‘ lì ‘Hi\Gioj d.I J rectli.A\ che non volle mai essere acconsenzien- a Ha quale pace non fu acconsunziénte il Legato dei Papa. &^Z., ^ ln .fòrza di sost . Complice. (A) ^ ? S0 !; ARE } * Aocon-so-Ià-re..^tt. Lo stessa che Consolare. F.Fiamm.y. (/=' >- lì Negrezza avanzante ogni tristizia, la acconsolava. Amati. _ je "iz. di Pai-ma , 1800 a c . ììq. legge la consolava.) (B) asza , Ac-con-tàn-za. [A/!] F. À. da Accontare. Accostamento. m ^ n S l ' ts sus, occursus fainiliaris , familiaritas. Tesorett. Br . 2g. E du? 'f Zl a anc * a * i E feci uno saluto, E fui ben ricevuto ec., E con sta CC Li domandai del nome , E chi egli era , e come Si sticb S1 so * e ’ l °* Tratt. umii In questa accontanza ed in questa dime- A CC( . ezza j clic ha la santa anima, comincia ella ec. Ac-con-là-re. N. pass. F. A. Abboccarsi,Riscontrarsi, Tro- ^ sl \-docom]>agnarsi. Lat. nancisci, congredi, adjuugi, accedere. Gr . 9 ac ^ c comiiarì accompagnare.) Éocc. nov. 20. B >’ u seguente mattina Messer Ricciardo, veggendo Paganino, con lui . ,1 ’ 0 * L' nov. 27.3. E quivi con un ricco mercatante accontatosi, Oste Ul S * ln ’ sc I ,er serv *^ oro ‘ & nw. 6*7. 5 . Essendosi accontato coll’ con f SUo ’ 8^ disse. Enov. 77. 7. Lo scolare trovato modo, s’accontò ] a la fante di lei, e ’l suo amore le scoperse. Solilo q. E insegnata % ^ Casa ? dove mi potea con loro accentare , disse» j a Annoverare. Lat. numerare. Gr. àpiSpeiv. Mor. S.Greg. Per .Malvagità de’ costumi loro, essi possono essere accontati tra li rie- ^ Uiitrovarc , Incontrare, Conoscere.] Lat. invenire. (Dal lat.cogm- conosciuto, il cui infinito è cognoscere conoscere. Quindi Accon- c di alcuna somma che si dà o si riceve , per aggiu- ccip,,,,,_ sa jdo del conto. Sinc. di A buon conto. U.dell'uso. (Vun) sta per adcognitare.) fiore, noe. 92. i 3 . Perciocché tra gli altri uomini v.-.l,molto che io accontai mai, egli è per certo 4 iCCOUVKSSRE Cere. Gr. Ac-con-vc-nì-rc. N. pass. Convenire , Confare. Lat. cle- rj„ n , Bemb. leu. 1. 2. i 3 . Nell'altezza e grandezza vostra eiì-i-n 1 n( 0 ’ a P^ciolo e basso uomo più s’acconviene timido c ri- Accurp ° andare cb . e andito. di di / ^ ’ A-f-còf^pù-r-o. [Au.] Uccidere [percotendo nella coppa,parte a „,l n n ca P°-] Lat. eaedere, interlicere. Gr. xóitTiir, *ra«a.(tìa S_^pccll., e dal tedesco kopf testa) Accop Accóppare. Porre i coppi a un tetto , a un muro ec. (A) pato , Ac-cop-pà-to. Add. m. da Accoppare. Ucciso . Fag‘ 3 . 2. j _popputo con un’ archihusata- (A) A Con ' 1 * Ac-rop-pià-l lì-lc*'/ dil.cutn. Cile pub accoppiarsi. Tas.Dial.(A) ? p PiAMenTo , Ac-cop-pia-mén-to. [Sm. Congiungimento.] Lo accop - v a, ] e - ■—, Accoppiatura, Accoppiazione, sin. Lat. coniunctio. Gr. che mi fa certo Qui e altrove quello ov’ io l’accoppio. i. ù\ Mentre che l’un coll’altro vero accoppio- Berti. Io non - '—a - ■ - ■■- e..— la v’ accoppierò , come le pere, E come l uova fresche. CKTniRE z=s Compitare- (A) ,, f, se Beli s' r- CE./i. pass.] Pani. lnf. a3- 8 - Che l’im coll altro la, doppia , Principio c fine- .. tr Anliaiare. ~~ Andare a coppia, [Andare a due due) Cr. As- ~~ (Aut) Accoppiare i gladiatori. Lai. gladiatoies c : \ c0 „ • Se Runre a ciascuno , prima d'incominciare 1 giuochi , 1 avve CUc dovea combattere ■ (Mit) (Vet. e A gr) Favorin do , S, l 'Hli •mesti ■ ' “B 1 ’’) Favorire t atto della generazione tra gli animali Aer„.„ •— Aggiogarli in coppia- (Ag) y yW Hat ' c ditì'.da Appajarc -Il primo indica Congiunzione, il secondo ’divpj* auza ' Si accoppiano le uova, si appajano i colombi, i cavalli. Gl’ Com Un u ! cbe si accoppiano non esigono compiuta eguaglianza nelle 1 loro qualità , come gl’individui del pajo. Duo cavalli possono ACCORCIATO q3 formare una coppia , behchè difierenti nel colore , cella grcTVtdezza ec. ina due scarpe dissimili di colore, di forma ec. non possono mai costituire un pajo» V .Aggregare, Accoppiato, Ac-cop-pià-to. Add. m- da Accoppiare* Lat. junctus,com- positus* Gr. G. V'• 7. 121-6. Andando per la terra ballando accoppiati con ordine (qui corrisponde al latino bini.) E 10. 1 $ 4 * Con fregi di perle e di bottoni d’argento dorati, spessi a quattro o sei fila accoppiati insieme. Car. lett 2. ij 5 . Nè anco queste due dizioni trovo così accoppiate. Accoppiatore , Ac-eop-pia-tò-re* S_V?.rb> m. di Accoppiare.] Che accoppia. [ Lat • qui jungit, qui copulat.] 2 — Pariicolare uffizio delle confraternite. Guitt. lett, Eraiio venuti gli accoppiatori della confraternita. 3 — Ulfizio nella Repubblica Fiorentina- Varch. stor. 42. Furono creati in Firenze dalla Balìa e arruoli ventiquattro accoppiatori per un anno. E féS. Questi ventiquattro accoppiatori furono eletti principalmente per far lo squittino generale. Accoppiatrice , * Ac-cop-pia-trì-ce. eri. /» di Accoppiare. V , di reg.( 0 ) Accoppiatura, Ac-cop-pia-tù-ra. [Sf. Lo stesso che ] Accoppiamento.^* [.Maniera con cui una o più cose sono accoppiate. ] Lat. conjunclio. Gr.rv^sv^ts. Cr.in A lei. §.1. Se però la diversità dell’accoppiatura delle parole non facesse prolìcrirle con molta forza. Accoppi azione, Ac-cop-pia*zió*ne. Sf. Lo stesso che Accoppiamento. , Unione di due cose. Lat.coi\\\incÌio.Bellin.Bucch.Kà erari la materia c gli stromenù D 5 una si stralunata accoppiazione 5 Un castel, verbigi'a* zia , a un gran de impero, O una città compagna a un cimitero. (B) Accoppare , * Ac-co-pu-Ià-re. Att. Lo stesso che Accoppiare. V'. A . II. Fr . (O) Accoramento, Àc-co-ra-mén-to. [iS 1 ^.] Lo accorare , Afflizione , Acco- razioue, sin. Lat . consternatio, dejectio animi. Gr.'-cu.Tr^ticc. Uh. simi - ht. Per lo avvenuto mettono l’anima in accoramento lungo c triboloso. Accorare, Ac-co-rà-re. [Att. e n. pass.}Affliggere,Trafiggere , Contristare .—, Accuorare, sin. Lat. afìligere, contristare. Gr. Xv-irùv. (Da cuore.) Dant. Inf. i 3 . 82. Orni’io a lui : dimandai tu ancora ec. Cb* i’ non potrei 5 lauta pietà m’accora. G. F". 11. 05 . 4 E colla giunta del dolore della morte di Messer Piero, s’accorò duramente fanimo. Petr. son. 52 . M’agghiaccio dentro in guisa d’uom cb’ascolta Novella che di subito l’accora. Accorare dilf. da Affliggere, Trafiggere, Contristare , Travagliare, Tribolare. Il primo riguarda più da vicino il cuore , ond’è più intenso di Affliggere (fare afflitto)j e questo è più intenso di Contristare o Attristare ( fare tristo , malinconico ). Variano anche nelle gradazioni di dispiacere e di pena le voci Trafiggere , Travagliare , Tribolare. Trafiggere vale più di Affliggere ; poiché con questo si concepisce una semplice disgustosa alfezione dell’ animo, c con quello ima figurata penetrazione dolorosa dell’ auhuo istesso. Travagliare si riferisce più alle cose fìsiche ed esterne, come alla salute del corpo* agli affari ed agl’ impegni degli uomini, e vale d’ordinario Recare affanno, agitazione. La sete naturai che mai non sazia ... mi travagliava disse Dante; il travagliarsi intorno alle vanità mondane è follia. Tribolare finalmente (da tribolo, pianta spinosa) nel senso metal’, è affine ad Affliggere e Travagliai. Accoratagoine , Ac-co-ra-tàg-gi-ne. Sfi Segno esteriore di dolore alto à commuovere V altrui cuore. AreU rag . Alcuni di quei sospiri as- singhiozzuti, e di quelle accorataggini, per mezzo delie quali si ottiene quel che si desidera. (A) Accoratissimo, Ac-co-ra-tìs-si-mo. Add.m*sup. dhccovdito.V.diregfk) Accorato, Ac-co-rà-to. Add. m. da Accorare. Segner. Mann r Fe.br. 18. 2. Sepolti in un’alta disperazione, immobili di sito, afflitti , accorati. Accoratojo, Àc-co-ra-tò-jo. Add. m. V. A. Abile o Atto ad accorare. — , Accoratolo, sin. Lat. contristandi viin habens. Bui. Odi parole accoratoje che l’antor finge. Accorazione, Ac-co-ra-sió:ii<*. [Sfi Lo stesso ch.c\ Accoramento. V. Lai. consternatio , dejectio animi. Tratt. segr. cos. dumi. Ne hanno grande accorazione , e la nutricano col pianto. Accorcarf. , Ac-cor-cà-rc. N. pass. Coricarsi. Alam. Colt. 5 . i 5 2. Chi nell’asciutto S’accorca e s’alza, c ne dimostra aperto Van desio di levarse e dolce speme. (V) Accorciamento, Ac-cor-cia-mén-to. [Sin.'] Uaccorciare. —,Accorciatura, sin. Lat. contractio , dirainutio. Gr. f. tsiVcris. Lib. cur. fiebbr. Dal sangue pròv viene lo acoorciamento e Io allungamento della febbre. Libr. Mascalc. Quando comincia V accordamento del giorno. 2 — (Grani.) Figura grammaticale per cui togliendosi nella fine del'a voce alcuna lettera , ella si rimane così accorciata. Lat. apocope. Gr. àrtoKOTt'h. Salv. Avveri. 3 . 3 y. E molle voci di due sillabe cotale accorciamento sostengono mal volentieri. Farcii. Ercol. 201. Dicesi ancora per accorciamento glicl. Accorciare , Ac-cor-cià-re. [Att.] Sminuire , Abbreviare .— , Scorciare , Accortarc, Accorzare , Ascorta re , Scortare, sin. Lat. decurtare , im- minuere. Gr.xo^o$ovv, fistovv. (V. Corto.] Petr. son.ig 4 * l 3t; r accorciar del mio viver la tela. Frane. Suedi, rim. Questo m accorcia, e n voi par che si stenda. M. F. 1. 8y. Perocché dispensava e accorciava i termini della vicitazione a’Romei. 2 — E n. ass. Dant. lnf. 20. ii 3 . E i due pie della fiera, cb cran corti, Tanto allungar,' quanto accorciava» quelle. Mor. S. Greg . Considerava , come li suoi giorni si debbano accorciare. Accorciatamente, Ac-cor-cia-ta-men-to. Avv. Con accorciamento, In maniera accorciata. Lat. contraete. Gr. trv?jji$dnv. Salvia, disc. 2. 122. Da mansueto , accorciatamente si fece manso. Accorciativo , Ac-cor-cia-li-vo. Add. in. Atto ad acconarc» Lat. con- trahens. Salvili, t. Buon. (A) Accorciato, Ac-cor-cià-lo. Add. m. da Accorciare. Lat. contractus, di- minutus , doourtakis. Gr. (AtiuStls. Lib. cur.febbr. Conoscono la loro ACCORCI ATORE febbre accorciata. Seti . Pisi. g3. Ma i’ dirò, che nenna cosa m* è fallita alla vita beata , perché '1 suo spazio mi sia accorciato {qui il T. lat . ha : si spatiuin cjus inciditur.) Accorciatore,A c-cor-cia-tó-re. Ferb.m.di Accorciare.Cùe accorcia.Lat. de- minutor./V. Giord.Pred.R.Pcccato veramente accorciatorcdi questa vita. Aqcorciatrice , Ac-cor-cia-trì-ce. Fsi'b. fi di Accorciare. Che accorcia. Lat. immimiens. Gr.h fipxxwov/rx. Salvin.disc. 2. 38o. Siccome frutto infelice detr ozio è la lussuria e la lascivia accorciatrice della vita. Accorciatura , Ac-cor-cia-tù-ra. [Sf.Lo slesso che ] Accorciamento. F. Lat. contraevo, deminutio. Gr.' ttdwais. Lih. cur. febbr* Di questa accorciatura di febbre non è da potersene iidare. AcconciEvoLE,*Ac-cor-ciè-vo-Ie.^c/^.uo/«.C/ie può accorciarsi. A.It.Fr.{0 ) Accordamento, Ac-cor-da-mèu-to. [Am.] L'accordare, e dicesi dicon- sonaitza di strumenti e di voci, — , Accordanza , Accordatura , sin. Lat. concordia , hannonia , synipbonia , concentus. Gr. xppovlx avp.- tyM'tx. Lib. di Repub. Siccome nelle corde degli strumenti e nelle trOmbrc e nel canto si dee fare uuo accordamento di suono. 2 — Concordanza d' opinione. Lat. communis opimo, reccpta sententia. Lib. Astr. Secondo l’accordamento di tutti li savii, che ia questo seppero favellare, li Cieli son nove. 3 — (Pitt.) Unione o concordanza armoniosa, che risulta dalla buona disposizione di tutte le cose dipinte in una tela o tavola,in guisa che il colorito delle prime figure non solo non infraschi o confonda V una con V altra, ma lasci fitre il suo effetto a quelle della seconda e terza distanza. Fit. Pit . f Accordato.^^/./k.^i Accordare. Lai.concors.Gr. trtp-Qtovos. Cas. Calai, 1°' Come diffórme e male accordato con gli altri costumi di lui./? Orati 0 **.' Fenez. Come elle hanno virtù di discernerele accordate voci dalle discoi’d 1 ' Sagg.nat.csp.igo- Similmente due minuge d’ottone accordate all’unisoi^» sicché toccata P una risonasse l’altra , si disaccordavano cgualinrob] r_p .. A..lì» r.-.Ji-,. W disegnate {le figure ) , colorite, lumeggiate, ombrate ed accordate- (A) ( Accordatore, Ac-cor-da-tó-re. Ferb. m. di Accordare. Che accorda* [e propr. dicesi degli strumenti musicati .] Lat. temperato!’, moderato* 1 ’ concinnato!’, fiatimi. 1. 7 1. Febo vincitor del gran Pitone, e accoP datore della celerà di Parnaso. 2 —- Per similit. [Conciliatore.] Lat. conciliator. Rat. Purg• 3i. 2-*** insegnatore del testamento nuovo, e accordatore del vecchio col nuov^ Accordatiucs , Ac-cor-da-trì-ce. Ferb. f. [i/i Accordare.] Che accolla òalvin . elise, ‘ò.i i3. Musa accordutrice di lira d’oro. Accordatura, Ac-cor-da-tù-ra. iSf. Lo stesso che] Accordamento; rlJ forse si dee più propriamente degli strumenti musicali o simili. i^ l f. concordia, armonia, concentus.] Sagg. Nat. Esp. igo. La corda ** tirata talmente che il suono salì sopra la prima accordatura. 2 — * (Mus.) Il modo con cui sono varii slrumcu i uccordati.Red.I e ^‘ Con detta accordatura ascende nell’acuto sino al gesolreut, e nel g 1 ^ ve a cesolfaut. (A) (L) 3 — * La giusta intonazione di tutti i suoni proprii d’un dato mento , nel quale senso dicesi eli esso mantiene l accordatura. (E) Accordellare. (Àr. Mcs.) Ac-coi-del-là-re. Atl. Battere all ai'co o corda ; ed è termine de' cappellai. — Battere e sfioccar ia lana turco, che anche dìcesi Coidellare. (A) Accordellatino. (Ar.Mcs.) Ac-cor del-la-lì-no. Sm. dim. ^^000^611^' Luca FaLoriani Rim. Buri. 2. 288. Chi vuol saper di quanto c' dolati Questi calzon dalla natura e 1 ’ arte , Dimandar se ne possono 1 prelati...Che più del tempo ne portai! due paja , Per averlo studiò in mille carte, Chi d’accordellatino c chi di saja. (B) Accordellato. (Ar. Mes.) Ac-cor-dd-là-to-Ahn. Spezie dipannina.Lz (i f*. run . Le donne la gamurra oggi si fanno, Recipiente agli anni ^ allo stato, Chi di rovescio e chi d’ accordellato. (A) Accordevole, Ac-cor-dé-vo-le. Add.com. Atto o Acconcio ad accord^f Corrispondente, Proporzionavi, Dicevole. Lat. consonans. Gr. (pwi'C/?. Tcs. Br. 7. *7. In tal maniera , che tua bocc c tuo delW 6 tuo portamento sia sempre accordevole alla materia c tua portato’* 1 ’ Accordi.* (Maria.) Ac-còr-di. Sm. pi. Due gran pezzi di legno che vono a sostenere una nave quando si fabbrica. —, Acori, sin. (Va**/ Accordio , Ac-còr-di-o- [V«l] F. A. e di' Accordo. Lat. concordia j pax. Guiti. vini. ant. R. É bonitate amar tutta in Maria, E non 11,3 col suo Parto aver discordie , Né ad alcun punto accordio Col ^ pente infèrnal che soddusse Èva. Accorassimo (D’) Avv. superi, di D’accordo. (A) _ Accordo, Ac-còr-do. [Sm-Propriamente] termine della musica, e si « ,t ' delle Consonanze quando ben consuonano. —, Accordio , Accordata sm. Lat. concentus. Gr. (rvp,$t»vix. 2 — [Per simil.] Convenzione, Concordia. Lat. pactio, concordi* 1 ’ transactio, pax, conciiiatio. Gr. liphvt) , ^ixWxyó. G. F. 2. 1*; Per l’accordo che’l Re Pipino aveu fallo con Teolofre. E 4 * 2 ^',- Poi avendo tenuto in prigione alquanto il detto Papa e i CardinR' 1 ^ fo accordo da lui al Papa. Fir. Lue. 1. 2. Se tu non fai p en . s;C ! t , < d‘ accomodarti alia voglia mia, noi avremo poco accordo insi tA** Morg. 3. 6g. Poiché l’ accordo così si fermava. . — Patto- Stor. Semi/’, p. 49‘ Allo accordo assentiva , e già ave v piegata ec- (B) „ — * Posto avv. D’accordo = Concordevolmente, Con accordo, * cificamentc. (A) — Col v. Essere, Stare, [ Andare, Fare] e simili = Concordaci [Andar di concordia, Combinarsi di pensie.ee, ec.] Sen. ben. F 11 ’^ } 7. 4' Essendo oggimai d’accordo, che tutte le cose sono d’un savio, e >c ’ Din. Comp.Stor. Fir. I. 2. 7. I Guelfi Neri sopra ciò si consigli 3 * no...dicendo: se e’ sono d’accordo, noi siamo vacanti. (P) • — Col v. Porre [0 Mettere: Porre o Mettere d'accordo ]—Accorda Lat. conciliare. Gr. SixWxttsìv. Ar. Fur. 26. 113. Marfìsa, eh® * lea porgli d’accordo, Dicea : signori, udite il mio consiglio. ^ — 1 Pruy. È meglio un magro accordo che una grassa sentenza. . È più utile il cedere qualche cosa , che aver tutto per via di P ltt f( Q Lasc. Streg. 4< /.--E pci;ò si dice, ch'egli è meglio assai un accordo che una grassa sentenza. ^ — * (Mus.) Unione sinuduuiea di due o più suoni combinati s£i ‘ do le regole dell armonia. (L) ACCORDO DRITTO ’ — * Pilo d‘ ottone negli strumenti a lingua dell' organo, la varia ^to~ione del quale dipende dall' aliare o abbassare tal /ilo. (L) Antico violone con dodici o quindici corde intuonate coll'arco.(li) baio p^ CCOr S' B'ionaccordo, detto ancora Arpicoisdo e Gravicem- legni per lo ritto che formano il , Pop. Burchiel. Tre 9 P _lf d ,p. de11 ' scordo. (A) hai- 11 ' dice de' colori, quando son ben disposti e accordali.Lat. 1 0 commisurae colorimi et transitus. Gr. àp/royri. j,~~ (G.M.) Convenzione tra i creditori del mercante fallito e lui Per ^ P a S amenl ° del debito suo. Ed in generale,Ogni convenzione Accon etnunare una lite , o conchiudere un negozio. (Az) (Ne) tcrn° mmo ' * (Mario.) Pezzo di legno che viene a posare sopra sull‘ P er P? n dicolarmente , dove gli altri per lo contrario s’attraversano ■kccoRE ^ recinte del bastimento. (Van) n „/ LLAl ° i Ac-co-rcI-Ià-to. Add. m. Assettato nelle vestimento , eforse Acr olt %“ stacuor f. Guài. Cav. (A) Una c ^i Ac-còr-ge-re. [ N. ass.e n.pass. attorni] Venire al conoscimento di s a colla vonghiettura d un’ altra, [o semplicemente Avvedersi 1 .CV _ I~ „.V. • •_...V _. ‘ ... r .7.' ^ »_ • Cre 5 pcrcipere. Gr . àitàoivttàv.i. (Da a superi!., dal lat cor preso Se nso di m. . , niente bielle cosa ^ nov. «accorgesse. P^tosa del a, niora. arrigere dirizzare ; quasi dirizzar la mente incominciare ad attendervi e quindi avvedersene. ) f£. *7. Più mesi durò, avanti che di ciò niuna persona E nov. 18. 2j. Il non poterla fare accorgere, non clic d mio amore. Dant. Inf. k>. 70. Quando s’accorse d’alcuna ? o_ T\* . » -/ • • r • .• .... . I ir rì e t ‘ * i2 * 80. Disse a*compagni: siete voi accorti Clic quel di Prim' mil °y e c ‘^ c b’ c ’ tocca? Peti-, cani. /. 3 . Qual mi fec’ io , quando Sduncf 1 *1' accor * 1 trasfigurata mia persona. E 6. 5 . Lagrima finii , , c , dagli occhi versi Per quelle che nel manco Lato mi lia- a l_»V clu Pm'inier s’accorse, Quadrella , ec. bando C °i c " s0- Eant.Inf. 23 .i 25 . Quando mi vide, tutto si distorse Sof- 3 _ t ° nella barba co’ sospiri; E 'I frate catalan che a ciò s’accorse ec. (V) P a ,,„ inforza di nome aslr. per Giudizio, Accorgimento. Dani. per fj b ’ O c prcparazion che nell’ abisso Del tuo consiglio fai Accon GEV C " n ” ene dall’ accorger nostro scisso ? (N) n °sc ' tezz a.Lat. caliidilas, sagacitas, prudentia. Gr. /mu/ri/, ày fiata. nascon/ ! ° P '. ^o. so. Non avendo accorgimento di mandarlo, o di farlo Le p Q , , Cr ' e in alti a parte..?? nov.64-2.Quo\ filosofo,quale artista mai avreb- Potuto ■ C ~ a ccor CI i °. potrebbe mostrare quegli accorgimenti, quegli avvedimenti? 'rendimento ] , Ingegno. Dant. Par. 4 ■ 70. Ma perchè puote vostro «"rgimcnto Ben fènetrare a questa ventate- Gli accorgici Invenzione , Ritrovato ingegnoso.] Volt. 7- ^ ^ avvel> nienti e le coperte vie V seppi tutte. » ■ c( j arc hitctture fanno eirze ed accorgimenti che sotto nome o S / J °"° e comodo il mondo. (A) t 7 ~ Notizia , [Cognizione.] Lat. 11 mare congelato e tegnente, c 1 accorgimento del levante del sole notio. Tes. Br. 3 . 3 . E oltraTilev’é ivisaraento, nè nuli nè del ponentecongelato e tegnente, e là non ha nullo divisamente,nè nullo Cai, sa C Z r p' ,m cnto diff. da Accorlezza,come l’atto dalla facoltà, felicito dalla fare ' a- ^ccortezza è quella qualità dello spirito per cui l’uomo sa p,, e ciré ciò eh’è più convenevole, più conducente al fine che si di * ° IK '- L ’Accorgimento esprime 1 ' esercizio di questa facolià , l’atto Accor , r ^ ene ’ bi scorger bene una cosa. l„ 1 Ac-còr-re. [ Alt. anom. sinc. di ] Accogliere. V. [ Usato per S ^ ’jf poetic. ] ^ Cc or P ass - pure poetic. Raccogliersi , Ricovrarsi. Caro, Eneid. (A) Ac-cór-rc-rc. [A 7 , ass. anom.] Correre con prestezza iepor- d a • co ^ a dove alcuna cosa ci tragga o ci chiami. ] ( Dal lat. ad, e « 3 . , r 'o‘ r ^-', ) S. Gir. go. Accorrete qua ogni gente. Dant. Inf. ^ —, p)f°’ V u cl dinanzi: ora accorri, accorri, morte. ■£(■„_ Xf a jut0 , Soccorrere. Lai. accurrere, opera (erre. Gr. Pon&tTr. CC ?' Te,e „. c 'b e ’ nemici hanno la terra assalita , e hanno il re c ° r ri > in' 0SSO i Marg. 140. Merzè ti chiamo, caro messere, Ac- Oecòr IC 11 mestiere. ( Parse qui vaie corri a me. ) VJcpfv- _ ^ ^ i/mc tftii rute a uìi,. j nell; s i... rctc ' AI. V. a. 61. Partendo dalle battaglie fatte per gl’ Italiani Pscsì , ci accorre l’intestino male dell'isola di Cicilia .nVit. • r. c ' 21 '.)■ Onde egli disse loro il detto caso che gli era accorso.(V) l'Pri 1 in c;eriii‘/ì/»rt/n J,‘ And..../. f A ^ Correre in a- che non era .Con •' Ai Corr ere in significalo di Andare insieme. (A) lato.} Jy' 1 rs 1 ' '' correndo [o meglio Soccorrere, O Anello ln‘n'-' eC ' 1 ' c ^ lc Innanzi che ’1 terzo l’arrivasse, i * C J 0r ' I UMEs 1 ’ e accori ' ca, °i Pehbc morto. /‘"‘■cn»; 0 ’ Ac-cor-ri-mèn-to. [&.] Concorso, [ Soccorrimento.] 4ccor ’gomo rs ’ ,s ’ acc,,rs,js - P' n, ito ?' Posto avveri. Esclamazione , colla quale alcuno chiede 1"iiit are Occ prso; co,rispondente oda maniera de ’ Latini : quirites , Uomini' C ® Sedare accorr Un,no , quasi gridar si che corrano Vil htl'j. jorr” P°rgere ajulo. Liv. M. Gridò accorr’ uomo, signori ca- f 10 ’ socco 0rrete| nl- A altrove; La balia cominciò a gridar accorr’uo- lurza le sar r ,H,0n . a gC " te soccon ' cle vicini. E poco appresso : Se tu ° disnen 6 tutta > . 1 ° goderò accorr’uomo. Salv. Spiti. E griderrò ^°iisi 0 » i l ° >, c griderrò accorr’ uomo. ?• Lat. A c c " c è?*'-si-o , Accursio, Corso, Corsino , Buonaccorso. N. pr. ."nque ri,: " rsius - (P 8 * * at - accursus part. di acciaro io accorro; vale ‘ À7* accori ’e in ajuto di altrui.) (b) Cc ° r *a A . C °f ~ t ’°‘ - 4 dd. m. da Accorrere. I A . -i ■•aa. m. aa X Svllu Pl’«Hì de’ vestiri acquosi. Buon. Eicr 3 . 5 . 2. li gente ACCOSTANTE Accortasiente , Ac-cor-ta-mén-te. Avv. Con accorgimento , [ Avveduta- mente, Sagacemente, Scaltritamente, Astutamente.] Lat. caute, pru- denter. Gr. 6i/Actj3òÌ5. Petr. son. 2. Pvitrarmi accortamente dallo strazio, Dal quale oggi vorrebbe , e non può’ aitarme. Bocc. nov. 1Q. 5 . Niuno scudiere , 0 famigliare che dir vogliamo , dicea trovarsi il quale meglio nè più accortamente servisse. Bui. Purg. 24. 1 . Accortamente par? lavamo, e non s’impcdia lo parlare per 1’ andare. 2 — Avvertentemente, A bello studio. Lai. consulto. Segner. Pred. 4 - 4 . Non dico una volta per accidente, ma abitualmente, ma accorta- mente , costumano di venire alla predica tardi. (P) Accoiìtasiemto, Ac-cor-ta-mén-to. Sm. Accorciamento, Abbreviamento . Tass. Dial. (A) Accortare , Ac-cor-tà-re. [ Alt. Lo stesso che ] Accorciare. V. Lat. decurtare. Gr. /jatovti. Mor. S. Greg • La cui malvagità spesse volte accorta la vita. Eir. As. 2ig. Amore, ec. gli accortasse e appianasse la strada. Vinc. Mart. Lett■ 60. E vi saprei confortare a non accortale il viver vostro, per allungare la ricca tela che tessete, a Morg. 22. 36 . Per boschi e selve alla recisa e stracca, Donde credano accortare il cammino. (B) Accortezza , Ac-cor-téz-za. [N/.'] Accorgimento. V. Lat. callidità», sagacitas. Gr. irpovotce, àyxhoix. Saiusl. Iug. R. E opere avea di grande accortezza di senno. Petr. Uom. ili■ Con molta accortezza c continua sollecitudine insegnando minutissime cose. 2 — * ( Icon. ) Divinità allegorica. (Mit) Accortinare , Ac-cor-ti-nà-rc- All. Guarnir di cortine.— , Incortinare , sin. V. Accortinato. (A) 2 — ( Milit. ) Guarnir di cortine un luogo, un bastione} orafe Bastione accortinato. (Gr) Accortinato, Ac-cor-ti-nà-to. Add. m. Incortinato. Lat. cortinis circnm* tectus. {//'ù.Nell’accortinato letto lieti e graziosi l’uno e l’altro entrarono. Accortissimamente, Ac-cor-tis-si-ma-mén-te. Avv. superi, di Accortamente, Lai. sagacissime, lepidissime. Gr. fra^vra-Tx., wuiTojrxrx. Car. g. 8. Accortissimamente m’avete già due volle punto di tepidezza d’amore. Accortissimo, Ac-cor-tìs-si-mo.lAdd.]superl. di Accorto. Lat. callidissimo», sagacissimi^. Galli. Dial. mot. loc. 55 g. Il che forse fu avvertito dal in io accortissimo poeta. Accorto , Ac-còr-to. Add. m. da Accorgere. [ Avveduto, Sagace; contrario d’imprudente, Incauto.] Lat. cautus, prudeiis , sagax , calli- dus- Gr. trotyos, cmsrós. Bocc. nov. 4 ■ 11 • L’abate, che accorto uomo era , prestamente conobbe costui. E nov. 10. Il valente uomo più accorto che ec. E nov. 2 3 . 2. Ma ancora per farvi accorte ec. Dant . Inf. 3 . i 3 . Ed egli a me, come persona accorta. E .[/. 8y. Appresso porse a me l’ accorto passo. Petr. canz. 2. 1- Ocfchi miei lassi ec. Pre- govi siate accorti. E canz. 3 . 1. Nuova angelctta, sovra l’ale accorta , Scesa dal Ciclo. 2 — * Pronto, Veloce. Dant. Inf. i 3 . 120. Gridava: Lano, si non furo accorte Le gambe tue alle giostre del Toppo. (V). 3 — Col Di. Pratico. Dant. Purg. 9, 88. Donna del ciel di queste cose accorta, Rispose il mio maestro a lui, pur dianzi Ne disse: andate là, quivi è la porta. (V) 4 —E per Avveduto.Dant.Purg.24.6E l’ombre che parcan cose rimortePer le fosse degli occhi,ammirazioncTraean di me,di mio vivere accorte.(Min) 5 — Col. v Stare : Stare accorto =: Stare sull’ avviso, e fig. Porsi n guardia. Bocc. g, 9. n. 8. Sta bene accorto, che egli non ti ponesse le mani addosso; perciò ch’egli ti darebbe il mal di. (V) 6 — [ Col v. Fare : Fare accorto c=z Avvisare, Rendere avvisato, Far conoscere, Informare.] Dant. Purg.g. idi. Dicendo, entrate, ma fac- ciovi accorti, Che di fuor torna chi indietro si guata. Petr. Canz . 1. Ma poiché Amor di me vi fece accorta. 7 — * Male accorto, Mal accorto. K- c di’ Malaccorto. (A) Àccorzare , Ac-cor-zà-re. Alt. P. A. V. e di’Accortare , 0 Accorciare. Bemb.Pros.2.60. Questi legni se sono troppi lunghi, essi gliaceorzaijo; se sono corti , gli allungano. (V) Accos. * N. pr. m. Lat. Accos. (L)all’ebr. qotz spina.) (B) Accosciare , Ac-co-scià re. ÌV. pass. Ristringersi nelle cosce abbassandosi. —, Accoccolarsi , sin. Lat. coxendices deflectere, ( Dal lat. coara , onde incorare, seder su le cosce.) Dant. Inf. 18. i 3 o. Di quella sozza, scapigliata finte, Che là si graffia, ec. Ed or s’accoscia, ed ora c i:i piede staute. Sior. Aiolf. Dieronsi due gran colpi, Tahor si piegò, e i cavalli s’accosciarono. Morg. 1. 68. Questo cavai si accoscia per la pena . fNe’ cavalli è sempre con violenza. J Accosciato , Ac-eo-scià-to. Add. m. da Accosciare. Car. Eneid. 8. Sopra t’ erba verde Nc la riva accosciata gli si mostra. (B) Accosta, * Ac-cò-sta. Avv. Pi A. P. e di’ Accosto. Ev. Barin 277. 18. Più durar vedrai Lei , che quella ebe avrai In un punto risposta Nella tua torre accosta. (V) Accosta. (Marin.) Comando che si dà agli uomini che guidano una lancia o scialuppa , perchè si accostino alla riva o ad un bastimento , quando taluno vuole imbarcarsi. (S) Accostamento , Ac-co-sfo-mén-to. [ Sm.] L’accostare. — , Accosta tura , sin. Lat. accessus , adtnotio. Coni. Par. 21. Contemplazione è accostamento d'animo a Dio , per clevazion delle coso terrene. 2 — [Intrinsechezza. Lut. familiarità», neccssitndo.] Teol. Misi. La quale amistà e accostamento è di necessità tagliare per grande esercizio. Accostante, Ac-co-stàn-ta .{Pari, di Accostare.] Che accosta bene,[Che si avvicina.] Lat. cohaercns , congruens. Cr. 6. j 3 . 1. E ’I suo seme ( del meliloto J colle sue cortecce si mette nelle medicine, imperocché egli è si piccolo e accostante, che appena se ne può partire. 2 — Conforme, Che si confà. Lat. congruens, aptus. Am. 70. Esaminala la condiziou del Cielo, umile c accostante allo loro complessioni la trovarono. 3 — Acconscnzicnte. Cren. Peli. log. Faccendovi veuire di que’cine buona pezza erano stali difettatisi, e non vi yeuiauo , i quali erano accostanti a ciò, c fecionci giurar credenza. 9 6 accostare / _j- u4gg. di Vìno= Stomacale, Che si confà alio stomaco.] Lat* Iene, mollo. Or . iv- prossimare , ma quasi sempre si rilérisce a luogo reale o figuralo. Ap- prnpinquare è sempre verbo di moto reale ; ed è più del verso elle della prosa. Accostatamente , Ac-co-sta-ta-méu-te. Avv. da Accostare. Zut.prope.(Min) Accostavo, Ac-co-stìi-lo. .Add. m. da Accostare. G. V. 8. 2. 2. Si venderono le mura vecchie c’terreni (Jenlro e di fuori a chi v’era accostato. 2 _ Vicino, Vi costa. G. F. 11. 111. Avendo la città di Tornai, che c si forte e possente, e'accostata a Fiandra , a Analdo e Brabante e altre terre dell’Imperio. » Fr. Giord. i5g. Imperocché quella cotale terra che è cosi accostata alla via , il lavoratore non se ne cura di lavorarla. (V) . . 3 _ * Aderente, Attaccato. Gr. g. 72. Rappiglieremo il cacio di puro latte con presame dell’ agnello e del capretto di bilie , con la peilici- na clic suolo essere accostata loro a I01 venti 1 cìni. (Pr) / _ Metaf. Fiancheggiato , Assistito. M. F- 5. 38. Costoro sanza usurpare il reggimento, accostali e tratti innanzi da’buoni cittadini di Pi- ’ sa , per loro operazioni pacifiche e vertuose divennero i maggiori. Accostatorb. (Agr.) Ac-co-sta-tó-re. Sui. Colui che alla seconda aratura va seguitando V aratore , e coti un budile ajutaudo la terra , perchè s’ accosti all’aratro. (A) Acoostatdra, Ac-co-sla-tù-ra.[A’/i Lo stesso che ] Accostamento. F.Lai. coniando,cohaercntia, junctura. Libr. Astr. E accosta l’un mezzo all’altro in modo che non rimanga infra loro niuno spazio, e che paja la con- gingnillirà ovvero accostatura, che ha infra loro, che sia in cerchio. Accostevoli: , Ac-co-sté-vo-le. [ Ade), coni.] Che s'accosta, Allo ad accostarsi , [ Che si familiarizza. ] Val. Mass. Ma per coscienza di sua novità non fu saviamente accostevole agli antichi. A ECOTON E Accostissimo, Aoco-sfìs-si-mo. Avv. e prep. Superi, di Accosto. Lat • prope. Pr. fior. P. 3. F. 7. Cic. 15. pag. 287. Posti così infilati ( beccafichi ) accostissimo alla brace infocata, e per oglio e persale spai* 0 loro sopra, in breve abbrustoliti. (B) Accosto , Ac-cò-sto. [Avv. e prep. FicinoQ, Allato, Presso. Lat. pr°P e 1 juxta. Gr. iyyvs. Ar. Fur. 10. /o 5 . Volagli intorno, e gli sta seinp 1 * accosto. E 18. 1 24- Giungcan molti di que’di Norandino , Ma troppa non ardian venire accosto. 2 ~ * E Jigur. Cavale. Pungil. 25 /. E queste parole certo sono di maggiore peccato, c con più dispetto di Dio, quanto la persona’ a cui e per cui si dicono, è più, per alcuno ordine e stato, accosto <■ cousecrata a Dio. (V) , 3 — * Usato anche colli prep. Di, colla prep. A , e col 4- caso. B el11 " Asol. lib. 2. c. 7 8. Accosto la chiara tonte sedutesi. (Am) , Accosto , A costo . Accosta , A costa , Accostatamente, Allato, * lato, Presso , Dappresso , Da presso, Accanto, A canto, Ficàfl nel linguaggio ordinarlo sogliono prendersi generalmente per siuoi» 11 * 1 ' Accostolare. * (Ar.Mes.) Ac-co-sto-ià-re. Alt. I-avorare a costola. (G) Accostolato. (Ar.Mes.) Ac-co-sto-Jà-to. Adii. m. Lavorato a costolati dicesi del liuto e simili stranienti e lavorii. S‘ usa anche in forza <** sm. Lat. angulatus. (A) Accostolatura. (Ar.Mes.) Ac-co-sto-la-tù-ra- Sf Difetto del palli# > quando si torce nella gualchiera. Piega falsa. (A) Accostumanza , Ac-co-stu-màn-za. [A/i] Costumanza. Lat. consuetud 0 ’ usus. Gr. crwriSax. Lib. Sacr. E Cosi le cose, che vengono ila lia " tura, furono provate per accostumunza. 3 — Abito, Usanza. Stor. Bari. 83. Ma perciò non lasciò le rie opere por la rea accoslumanza, ove egli era tutto tempo istato. (V) Accostumare, Ac-co-stu-inà-rc. [ Ali .] Costumare in significalo di ® at . costumi, Ammaestrare. Lat. docere, erudire. Gr. ■Kxìòivue. ( \.Co$lu>n e ;l. 2 — F’arsi abituale o familiare una cosa. Senec. Pisi. ( Eir. Ta t7i8.)a e.y/.Tu la prendi prima Quia coM)cht tu l’abbi accostumata-O/ 3 — In sign. n. pass. AssucLrsi, Esser solito. Lat. assuescere, assurtici' Gr. eSW^eD-cu. Pii. PLut. Allora elesse trentamila infanti, e coniai» 1 * che apprendessero lettere greche, e che s’accostumassero in fatti d’a*' ine alla maniera macedonica. Sen. Pist. La lama che spesse volte b* accostumato di vincere le battaglie. 4 — E n. ass. Costumare, Avere in costume. Soder. Coll. /07. I» . Spagna e altrove accostumano di conservare i vini ne’vasi di terra invetria^ Accostumare ditti da Abituare, Assuefare, Avvezzare, Addestra' ma le loro dillèrenze sono quasi indiscernibili. L 'Accostumare ha lazione più sentita con le azioni morali; ]’ Abituare si riferisce al1 * azioni tanto morali che fìsiche. Accostumare è usato anche per ^ costume. Nella nostra lingua Assuefare ed Avvezzare s’ impiegano >**' disili]lamento : ma pure Avvezzare involge la nozione di acquistar c*' pacilà di far qualche cosa; iti Assuefare si concepisce soltanto l1 *’? riduzione passiva del soggetto e ricévere delle ripetute impressi 0 . 11 ’' Addestrare significa render destro , agile, disinvolto ; e si appi*’’ 4 Principal incute a- corporali esercizii, a fisiche operazioni. ^ / j X - - rullìi^ j . — Costumatamente, Convenientemente , Onestamente. Lucan. Egli levava accostumatamente la mano quando parlamentava. (A) Accostumatissimo, Ac-co-stu-ma-tìs-si-mo. [Add.rn.~i superi.di Accostont aW ' —, Costumatissimo, sin. Lat. optime moratus. Fr. Giord. Pred. B. 3°®* Religiosi accostumatissimi, e di grande esemplo nella via del Sig< ll,rl> Accostumato , Ac-co-stu-m.ì-to. [ Àdd. in. ] Costumato , Con buon stume. Lat. bene moratus. Gr. zftircuStv/ittos. Com■ lnf. iti. nuova , e non regolata e non accostumata. Cr. 1. 5 . 5 . E vegg bis»? molto , e sono male accostumati; e nou ubbedieuti ( parla degli a latori de’ luoghi bassi. ) .1 a — Avvezzo, Associato. Lat. assnetus. Gr. ì&urpivtic. Fit, Piai ' mio figliuolo è accostumato d’ ascoltarmi sempre. 3 — Moderato, Regolato. Grane. Sacch. nov. 2. Fu cagione questo * Mazzeo col suo dire, che questo Re d’allora innanzi tenne molto* 114, glio accostumata la sua famiglia che prima non terna. (V) 4 — * Solito. Sen. Pisi. 323. Non ragguardarc a quello che fare si viene, ma a quello eli’ c accostumato. E 3 óo. Qui non è alcuna Sf. che non sia accostumata , e che non avvenga ciascun di. ( Il lesta ^ nihil borimi iiisolitum est. ) (Pr) .. Accotonare. (Ar.Mes.) Ac-co-to-nà-re. [Alt. e n. ass.] Arricciata *. pelo al panno , [Ratinare ; ed è operazione dell accotonatone ; d reduplicato è Riaccotonare. ] Lat. carminare. ( Va cotone , perche ; arriccia il pelo al panno a guisa di quelli che son fatti di coti» 11 ''.. Cani. Cam. 182. Chiaro fia tosto a voi , Clic maestri siam noi 3 3 '' cotonare. E appresso : Ma bisogna , menando , accotonare. Jj Accotonato. (Ar.Mes.) Ac-co-to-nà-fo. Adii. m. da Accotonare. [AgS'ià Panno , cd è quello che ha il pelo arricciato, ma con ricciolini q U 0 staccali V uno dall’ altro. Questi panni così accotonati si domanti# Rovesci o Sajc rovesce. ] Sega. stor. 2Ò8. Portava indosso mia ci> ' pa di panno nero accotonato. i j Accotonatore. (Ar. Mcs.) Ac-co-to-na-tó-re. [ Ferb. m, di Accotou 0 ^ Maestro d’ accotonare. Lat. carminator. Caia. Cani. tit. itìz. G#* degli accotonatola. ^ Accotonatiuce. * (Ar. Mcs.) Ac-co-to-na-tri-ce. Ferb.f. di Accoto 11 ' 1 F. di reg. ( 0 ) t | Mit Accotonatura. (Ar.Mes.) A-co-to-na tii.ra Sf. Lo accotonare e l’ e v $ di questa operazione, essendo proprio il fare il lavoro dell'accot ol ^ ] tura alla saja rovescia per essere panno grosso e di molto pelo-" Arcatone, sin. (A) ^t Accotone. ( Ar. Mes. ) Ac-co-tó-ne. [AVu.J L’accotonare, [chepiù fj) nemcnle si dice Accotonatura. Lat. carminato. ] Cant. Cui’. P ' Vostri nuovi pesci Sol da un lato san far F accotone. Accov ACCUSE ACCOVACCIARE ACCRESPATURA 97 covo ’ A c " co '' ,ac ’ c ‘à’ re - A. pass. Accovacciolarc, quasi porsi nel conv’i CO,J - 2CC ‘ 0 ^ 0 ' —>Accovigliare,««.] Lat. procumbere, in semel r-^.1°,5 ’» semet convoluti™ lacere. Poliz. Rtanz.1.88. L’un couiaiio a ” U *"*>*■ accovaccia. J f/'£■ Tane. 5. 7. Il suo petto è eli marmo una macia, Dov’ A- Ac s accovaccia e sta appiattato, in . , CCIAT0 > Ac-co-vac-cià-to. A del. m. da Accovaccìare. Lat. jaccns, al convolutus , cubans. Libr. Museale. Come il serpe clic Accov™™ SC uo slu accovacciato nella sua groUicella. r er . l ,or,Af! f:, Ac-co-vuc-cio-là-rc. N. pass. Entrar nel covacciolo. a_' p Cc ovacciare. Lat. lustrum , cubile ingredi.] Accova •"' rS1 Un covacc *ol°-] Pataffi. 5. E s’ accovacciolò di mietitura. iuen/ CCI0LAT0 » * Ac-co-vac-cio-là-to. Add. m. da Accovacciolar c.Rirn- Accova° ’ R‘ ntanat0 1 Nascosto. V- di reg. (0) lato Ae-co-và-rc. iV. pass. Covare, nel sign. metaf.di Starsi covino e & n . er ' Mann. Seti. 4- 3. Permetti che alla tua mente si acco- Accovav Cns Ì, C1 ^ 0 ‘ nut '(* 0 viziosi, ec. (V) Accovjq. 0 ’ * Ac-co-và-to. Add. m. da Accovare. V. di reg. (0) si, Iare 5 Ac-co-vi-glià-re. N. pass. Lo stesso che Accovacciar- Priuia *'(iv) UCe0 ^' AH 01 ' a long 0 il fuoco s’ accoviglia, Come avea fatto 'il fì’Ument'^'S Agr.) Ac-co-yo-nà-re. [All. Mettere in covoni la segala , ne/ ( avena o l'orzo dopo la loro mietitura , per poterli trasportar lcc ovo Ammainare, ] Fare i covoni. [Lat. matiiptdos alligare. ] 3 — JV. pass. Illustrarsi, Acquistarsi credito o stima. (A) Accreditato , Ac-cre-di-tà-to. Add. ni. da Accreditare. [ Contrario dì Screditato- Che ha credito , che è stima co.] Lat. celebcr , decantatus. Or. rsdj>v\\r,phos. Red. Cip. 1. 7 8. Mi rido della poca esperienza di quel tanto accreditato Basilio Valentino. E Annot.Ditir.53. Vi erano poeti,.i quali cc. si servivano dei versi di qualche antico e accreditato. Accresceste, Ac-ere-scèu-te. [Pan. di Accrescere.] Che accresce. Lat. augens. Gr. oaljxvw. Pras. Fior. 6. 56. Sopra il carro faceva» compagnia all’ Urbanità i ridicoli festevolissimi , i favellaci trattosi , e contrapposti piacevoli, conte lallazioni amplificative , accrescenti o la maraviglia 0 1’ arguzia ec. Acchescemza, Ac-crc-scèn-za. [Sf] Accrescimento. Lai. anetus, atigmen. Gr. uvtgitxis. Futi. ant. P. N. Ruotiag. Urb. Sperando lungamente in accrcsccuza Trac contcnderiza d’ alto signoraggio. Accrescere, Ac-cré-sce-re. [ Alt. anom. ] Aumentare , Far maggiore , Dare accrescimento. Lat. aligere. Gr. Avvivar. Rocc. nov. ^.Ancora con maravigliosa arte quelle cercate d’accrescere. E nov. 22.2. Si credono la lor vergogna scemare, dove essi 1’ accrescono in influito. Petr. cap. g. Tanto par di’onestà sua laude accresca. G. C. 2. i'à. 5. Questa Carlo accrebbe molto santa Chiesa c la cristianìtada a lungi e appresso. — Crescere assolutamente. [Lat. accrescere. Acco™! AT - (Agi - .) Ac-co-vo-nà-to. Add. m. da Accovonare. ^ovon^Y (4§ r -) Ac-co-vo-na-tó-rc. Verb. ni. di Accovonare. Che acrv7 ATI4!CE - * (Agr.) Ac-co-vo-na-trì-ce. Verb. f. dì Accovonare. Che r- di reg. (°) co Sl , ■ ’ E f T0 , Ac-coz-za-iuón-to. [Sm.] L’accozzare. [ Unione di più Mettere insieme , quasi Accoppiare ; [ detto così elicei,,,' 0 onme nel fi g.] Lai. cogere, colligere, juugerc. (Dall’arabo Rocc, »iop ■J» n S cl ’ e i e< ì anche infilare, cui s’è premessa VA superfl. ) noccioli /e "• In mille anni non saprebbero accozzar tre man di sur oo n ': r “"e. S'acch. Op.div. Oggi vi si va per accozzar mercati in •Iene n |i! 0 ,f )LCC ‘ l ' 0 \ A 1 toS. Come accozzare la luce con l’aere, che non a — Ct I >n ogni lungo entra. o ' ' " ” Siena , si dice , clic la più diiiicile Cosa che sìa a fare è accozzar - 7- ee c \ 3 U4e . P ai C * IC s ' :l ’i 1 '" P rcs to mettere Insietn danari, p ‘ ,ts ieoie I dice de’ giuocutori di vantaggio , quando mettono — Oli buone per farsele venire alla miuio. (A) "1, ~~ • j n ser citi * =; Riunirli insieme. V■ Raccozzare, (A) alcui-m r ta odo prov. Fardi. Ercol. 1. 102. Quando alcuno fa o dice ec. rj'yj ? 5 ‘' biocca ec. e da non dovergli per dappocaggine e tardità S COLACI—’" 60 g! ‘ <, ‘ cc --' t ". iresti tardi alia fiera a Lanciano...tu non ® jy' esl i tre pallottole in un corno, ovvero bacino. (N) Il tl f , Azzutiàrsi , Attaccai- la battaglia o la mischia. G. V. *-arlo accozzossi con l’armata. Pecor. 25. Ed accozzossi con lif *e b'ió.fo —- [p; • n > eu in ogni tu ,, Nove d' 10 ’ 1 Accordare.] G. V. 6. 7 g. 2. Innanzi gli accozzarono co' 2. Kg); l -: hl( ;!' a > * quali infintamente fccion veduta ec . Ambr. Cqf. 1. . ''Olili 9 • •Jj, * LU.LDi.hUa9* LWU * A4 L annui j. cwc. «-.CA «vv . Tì - ,a .del principato a Cutrone in Calabria. (A) torsi. Seti, iteti. Varch. 7. 1. Ne perche la larghezza j, cl u guarda da lontano, non mantenga la proporzione sua, ma baine* 31 ' P® 1 ’ 1 ' 5 ' vadano rcstrignendo, c gli lo accozzino e c.on2um«ano ivisicmc cc. iczZaT de’ portici •zioiic sua, ma spazu estremi delle co- Con. fo. —'igiiuigersi, detto fìwni. G. K2.1.K poi scemlendo nel nostro il \ Presso a Firenze, accozzandosi il linme della Sieve coll Amo. (\) b,j Shoccarsi, Trovarsi insieme. D. Gio. Celi. D accozzai vi con 'a ^ r 0 'j Insognerà adoperare, poi che fatt’ è. 1 1 erme/,tp Aa1: a- .-t alr lln jV ni etuf. Accompagnarsi, Acconciarsi.] Cron. Morell. Ed ivi ad *3 — * d cresciuto il sospetto , c’ s’ accozzò colla parte nimica. A s tiuni 0 'fe‘gai'sì. G. V. 2. 8. Ter vendicarsi del Rapa e de’veri Cri- :c °zzAT 0 SC A n ' an ‘' a ‘ [1 Arabia, e s’accozzò con Maometto. (Pr) G. F ’ Ac-coz-ià-to .Additi, da Accozzare. Lai. juiictiis. Gr. fvyJids, dfotw 2. E tutti i fossi pieni d’acqua accozzati insieme ec. Cron. Ae, utu G. Afot-ei V ’ JJ - 2 - r, tutti ì tossi pieni d’acqua dizi on ;f7. E s’ella è di temperata natura, che accozzata colla co u- tutte e 11114 1,1 P™-d che ella possa star vedova. Cari. Fior. yg. Ma l’niin.G f / lla44ro ^ dette cose accozzate insieme nel favellare si nota- . clic b a a/a4 ’Hi quelle accozzate insieme, si compone quel favellare A CQ zzA7 ri nUIUC e| iigma, Fir. rim. E che accozzato insieme ogni tesoro. a c ° 2 Zatu 1 * Ac-coz-aa-tó-re. Verb. in. di Accozzare. V. di reg. (0 ) A C °zzati, 1CE ’** Ac-coz-za-tri-cc. Verb.f. Colei che accozza.V.di reg.( 0 ) A-'Ledefi l ’ ’ 1 ’* Ac-cos.-a-tù-r.i.ò'/.'Lo stesso eòe Accozzamento. V.A.Lt. Fr. (0) deve ]j l Ac-créale-re. [Alt., n. ass. e n. pass.] V. A. V• e di Crc do 4 u ' Ac, Ac-cré-de-re. Ut ‘ ?*ìf- i3. 1. Avverandola con lettere :C{ì 5diti l ^ enno accredere all’ Imperadore, » Ac-cre-di-tà-re. [ All .] Por false per sì fatto mo- / * ... poli e’ comuni e tutte le città vìvono e accrescono della pace, e eglino vivono e accrescono della guerra. 6 — [ Aggiungersi.} Dant. Par. 8. 47 • P er allcgrezz-a nuova che s'accrebbe , Quaud'io parlai, all’allegrezze sue. 7 — * Allungarsi. Arnmaestv . degli antichi. (O) 8 — * N. ass. Crescere. Ala/n. Coll. 2. oG. Svcgliendo quel che tra ’l frumento acerbo , Nojoso accresce , e la ricolta mìschia. (V) Accrescimento, Ac-crc*sci-rnóu-to.(\$V*.] L'accrescere, Aumento,Aggiunto, tAccrescenzu.'} Lat. auctus, auguienfcutn, incrementimi. Gi\ccvv > y i 18. Quando colui, che nutrito, allevato, accresciuto sopra im monte salvatico ec. M. I r . 4 • $7* Diia gatta accresciuta e nutricata in quella casa, se ne andò al fanciullo , e coininciogii a rodere la testa. Guicc. star. 14. 702. I quali accresciuti di numero di soldati volontari! insi no alla somma di dngcnlo uomini d’ arme , ec. Accrespake , Ac-cre-spà-re. lAtt.ì Increspare. Lat. contrahere, crispare. Bui. Inf. ig. Guardavano l’ tiu l’altro fieramente, e accrespavano le « » —andò c vecchio, nella cruna dell’ago* VillU SI J.HJ3V. L.L H »>-. -- . :o. Anche i Latini aggiungono particelle accrescitive a’ superlativi, lEsciToiiE , Ac-crc-sci-tó-re. Verb. in. di Accrescere. Che accresce. Dittimi. 2. 17. Accrescitore Sto/icàr"' 0 r Ac-cre-di-tà-re. [All.] forre in {stima , in credilo , Ma- ,„j e .‘ Rat. anctorilatem conciliare, celebrare, estollere. (Dal. lat. *lo ) Tac. Dav. Vii. Agr. 38g. Io dirò ’l vero ili quelle cose (p , an bcbi, non le sapeiulo, accmlitai-on coll’ eloquenza. ’ st ^ Clrc ditarc un legato, un ambasciatore presso d’ m e «o che Autorizzare colie debile formalità In sua miss a Vocab. I, ciglia , come fa lo sartore, qua Accrespato , * Ac-cre-spà-to. Add. m Increspato , sin. V. di reg. (0) da Accrespare. Raggrinzato .—, uria Potenza siane. (N) increspalo, sin. r ■ -- . n-c.. , ? ? Accrespatora. (Ar. Mes.) Ac-crc-spa-tii-ra. Difetto del panno, che saio- presi nella gualchiera , ma che proviene dal tessiture , per non aver bugnato pii? tratti del panno lavorato prima di rimettersi al lavoro tralasciato. Dicesi anche Grinza. (A) i3 q8 accub Accus. * ZV. pr. m. Lat. Acculi. ( Dall' ebr. ach rcraracnte , cd oh demone , negromante , mago.) (B) Accubitale. * (Arche.) Ac-cu-hi-tà-le. Sm. V. L. Tappeto che copriva l'accubito, ossia letto da tavola de Romani. Lat. accubitalia. (Ulit) Accubito, Ac-cu-bi-to.i 5 .L. Il giacere; ma non dicesi che dell'usanza de Greci e de Romani di cenare col corpo giacente, appoggiata sopra il gomito la parte superiore. Lat.ncaibitus.Jdim. Paul. Óss.(A) 2 ' * Letto da tavola presso i Romani, e propriamente quel materasso ed origliere su cui giacevano a mensa. Lat. accubita. (Mit) Accubitore. (St.) Ac-cu-bi-tó-re* Sm. Lat. accubitor. Colui presso gV impcradori d' Oriente che per inficio della sua carica giaceva vicino al principe per la sicurezza di lui. (A) Accudire, Ac-cu-dì-re. [Di. am.] Aj mare, Assistere. V. dell* uso. [Lat. adesse. ]( Dal lat, ad caudata ire, andare alla coda di un animale e tenersi presto ad ogni suo bisogno ; dal che la voce fu trasferita per metaf. ad altri modi di assistere anche i nostri simili.) » Salv. Gen. Quivi la dea loro accudisce e giova. (A) 2 —- Attendere a checche sia, Cooperarvi. » Magai. Leu. Io ti prometto che accudirò sempre con tutto ii mio spirito alle tue suddisfazioni. (A) Accudito, * Ac-cu-dì-to. Add. m. da Accudire. V. di reg. ( 0 ) Accoramento. (Maria.) Ac-cu-la-méu-to. Sm. Stella del fondo di un bastimento. Parlando dei madieri o piane delle coste, /’acculamento è la elevazione della toro estremità sopra l'orizzontale condotta della faccia superiore della chiglia. Le piane e quindi le coste hanno maggiore acculammto , a misura eh* a certa distanza dal mezzo della lunghezza del bastimento si accostano alla poppa o alla prora, dal che risulta ciò che dicesi il taglio de’ fondi, 0 il taglio (Ielle opere- (S) 2 L effetto che accompagna il beccheggio in certi bastimenti, quando cioè uti onda passando sotto la prua la solleva , e fa prendere al bastimento un moto di rotazione intorno ad un asse orizzontale , pel quale la poppa dovrebbe immergersi più profondumente , ma noi può n cagione della gonfiezza del suo volume sopm la linea d’ acqua , c riceve un colpo forte. (S) Acculare, Ac-cn-là-re. Di.pass. [Ptr>pr. dicesi degli animali quando si pongono in positura di sedere. Si trasferisce altresì per sirnilit. alle persone , e vaici Accomodarsi in qualche parte, Allogarsi comodamente,Sedersi spensierato ; [efìg. Acquartierarsi, o Stare ad albergo in luogo eletto per quiete e riposo .] (V. Culo.) Malm. 9. 4 $' Ed c b che hi uua camera locanda S’era acculato, volle mille sloggi Pria eh’e'n’uscisse, a - In fign. alt. Incalzare uno, e strigneiio -si fòrte che sia costretto a rincantucciarsi in luogo donde non possa fuggire. Bardi . L’ accula ad una quercia , e quivi attende di ferire e parar senza fallo. (A) 3 — (Mario.) Impopparsi, ed è l’effetto del sollevamento della prua, maggiore. e più veloce della immersion della poppa. P. Impoppare. (S) 4 — (Ar. Mfs.) Plesso i ceraiuoli è Far tondo il culo delle candele. Coltello da acculare. (A) Acculato , Ac-cu-la-to. [ Add. m. da Acculare. ] Ozioso , Che siede spensierato. Buon. Fier. 2. 1. if Quivi acculati, (buscheri, orbi e balogi Sbavigliando briachi e fuor di se. Acculàttariì , Ac-cu-iat-tà-re. [Alt .] L'atto dì far battere ad alcuno d culo in terra , prendendolo uno per le mani e l'altro per gli piedi. —-, Culattare, sin . 2 — le panche == Sture ozioso. Modo basso. Lat. totos sedere dics. Malm. 1. 7. Vedeansi i bravi acculattar le panche, E sol menar le man su la tovaglia. Buon • Fier. f 4 ' Tùm fuori a passeggiar piazze e quadrivii, E panche acculattar. E appresso : Panche acculatterò, passeggierò Piazze, quadrivii, logge. 3 — E n. pass. Maini, 2. 4 $- Chi con l’amico fa a stacciabnralta , Chi all’altalena e chi a beccalaglio , Va quello a predellucce , un s’acculatta. 4 —* (Ar.Mes.) Rimettere una nuova culatta sul dorso et un libro usato.(A) Acculattato , * Ac-cu-ial-tà-to. Add. m. da Acculatfare. P. di reg. (0) Accumolare , Ac-cu-mo-là-re. [Alt. Lo stesso che ] Accumulare. P. AccxiyiOu.' , (Geog.)Ac-cìi-nio\ì,Accmno\o.Cit.del2.Abbruzzo Ulterioi'e.(fl) Accumulamento, Ac-cu-mu-ia-m in cumulo.—, Accumulazione, Ac- cuiimlanza,CumuJagpeuto,Cumulazione,sin.] Lat. collectio,cumulatio. Gt\ ant. F.R.Guid.Guinic.canz.1. E l’accusanza di colui c’ha '1 to? J0' Accusare , Ac-cu-sà-re* [Alt } Propriamente Manifestare in / o altrove, /’altrui colpe o misfatti, Incolpare, Querelare, b p cosare, nomea deferrc. Gr. oùrtàLtr&au, Kxrr.yopùv. Bocc. nov- gj S;gnor mio ec. fatevi a ciascun che ni’ accusa dire quando e figliai la borsa. Giard. consci. Voglio anzi essere accusato L ACCUSATA ’ e sostenere ingiuria che farla. Dani. Jnf. 3 o. qy. L’ una è la ra . che accusò Giuseppo. Petr. canz. /j. 6. Ivi accusando il iuggitivo ì ( 0 » Alle lagrime triste allargai il freno. J _'-««lessare ; come Accusare il fatto , Accusare una lettera. Do • ^ ni ? aie , Mordere, Recare a vizio. Lai. vitio vertere, Fit. S. ^ 0[l P ar l a ’l'ò Salomone della mala donna , ma gene- ij _"ente accusa lo smisurato amore delle donne. (V) M , Ac cennare , Dare indizio, Dare a conoscere, Mostrare. Al%ar. Ulti. 6Q | o ° ten «to dal Palladio nelle facciate dei tempii ... d’un ordine »n '. i' ‘ Perché 1 ’ esterno accusasse 1 ’ interno. Alteg. io8. Laddove sta commesso albero s’usa Per portiera, impannata e per impo- 5 _ l he P 01 mille fessure il di gli accusa. (B) fi' I; ’ ( e vuta di alcuna cosa*= Scrìvere d’averla ricevuta. Red. Leu. 9b. Le 6 r jp - \ y 7 —. j^ tmLne del giuoco: Dir le sue carteo verzìcole. V. Accusata.(A.) tl * P aS5 ‘ Incolparsi. Cron. Morel. Ultimamente in pre- iu auo .« WUi s’accusò cc. avere tratto de’danari delle spese, e messi in p re * 4 tti proprii circa di dicci o dodici fiorini , e, come è detto , S —. p fl ? a di tutti accusatosi , lasciò si rimettessimo nella cassa. casa-V ? tu ^ ars **3 Dant. Inf. 3 i. 16. Poi disse a me : egli stesso s'ac- 9_cjr- UCSlÌ V cc. tendtj ,IaDl:, . rs i ? Reputarsi o simile. Pecor. g. g. n. 1 . E non si po- P ai ‘^ re ? accusossi morto ( s ’avvide cìi dover morire. J (V) zi are , Sa, ‘ e dhf. da Querelare e Tacciare. Accusare propr. è Dennn- CUli0 ’ 'manifestare ' n giudizio l’altrui colpa o misfatto per aie uri0 . Ulr ^ P un izione. Querelarsi è una viva lagnanza contro di è * IK: ^ uso ordinario si applica ad accuse criminali. Tacciare la \oce'r e ^ a ^ r * 1 ua ^ c ^ c pecca o mancamento, che tanto importa più j_ faccia. Accusare e Tacciare si prendono poi anche in senso ■^Usat'” 0 ^ incolpare , Riprendere cc. ne/i» A ’ Ac-cu-sà-ta. Sf. T. de*giuochi, Dicesì di quelle verzicole che dei*: ° acctt sate ossia dichiarale dai giuncatovi a tenor delle regole Ac< t ^° ^ per vararne qualche vantaggio. (A) si decU^’ ^ cam *) Ac-cu-&a-ti-vo. [Sin.] U quarto caso de’nomil che La q, nciri0, 3 Lai. accusatìvus. Gr. Sala, avveri. 2. 1.1 ì. pri a T ,on S°uo l’accusativo , che piu che d’altro sembra lor pro- cotiven* dell’ accusare , posto che meglio p :r avventura le Accu SKTo ’ sse >1 Partire. x Kr > Ac-cu-w-to. AdJ. m. da Accusare. [ Lai. aCcusatiis. ] Gr. .^ li " ,0 *'^ ùcc - n °v ì 7-9- £ appresso, l’innocente per falsa suspi- vìc ri(1 "'gasato. R’ir. Disc. anirn. ó'y. Se la qualità del peccato si coii- 3 — rg. 1 .accusato. ilissè • A* ln fì Jrza di sost. I Nov. ani. 83 . 2. Camparlo 1 ’ accusato, e Accus^g^alate , Messere , a sapere cc. cusa| 0r rte i Ac-cn-sa-tó-re. Ferb. in. di Accusare. Che accusa. Lai- ac- l’ee ' ,r ' *xrriyof>os. tì. F. 0 . i 3 . a. Nè trattandolo come figliuolo, " 0 !fCELLA 5 Ac-cu-.sa-zion-cèl-la. C^/T] dim. di Acctisazfone. Lat. celU r° Co,ì ^ e 'naenda. Ft\ Accd Hz,Òn P0C0 riliev °- p a cl,sal la ai) , ’ e n °n vai la tua accusazione. Vit Plut. Quando quelli diceva La . acc usazione, Alessandro si turava l’una orecchia. Mor. S. Greg. 4 , ;e vr 1 ''' I che —•- • • -- ° A, '(Ge’Sr Puom sostiene, per propria sua accusazione aggrava. Min . n;) Luogo in Messenia ovele Eumenidi avevano un tempio .(Mit ( 8 ». Ttì \ « ... o.. r .. _ , _• r . • C St. N. ) A-cc-à-uo. Sm. Lai. aceanus. ( Da a priv.,e ceo io « ,°v Sorta di legume rotondo, così chiamato per esser auro, aij- 4 cnp.f a l' om persi o frangersi. (Aq) * e l - , ^ Anat 0 A-ce-fa-lì-a. Sf. F- G. Lat. acepbalia. (Da a priv-, gnìr e ca P°-) Mancanza della testa. Abusivamente s’ adopera a si- ma ncanza d una parte sola del cupo , od anche di gran aCa? rM ‘ronco. (A.O.) , Uo Lo i A-cè-fu-lo. Add. m. Grecismo introdotto dal? uso nel volgar Piìv 0 ' C Va ^ e ^ cnza c a po* Xrtt acephalos. (In gr. acephalos , da a e Cephale capo. ) 3 OVy atl ) '^°^ro umano per difetto^ossia j iuso/ ^ nome di Acefali si co r, ’ 1 ' > che , (Bot.) 4 Feto eh? nasce senza testa.(A< j) , Sc/i . -v «vuo nome di Acefali si comprende una divisione di mol- * l fv? le n0n hanno testa distìnta od apparente. (Aq) r de//-. ) -rfgg» di Ovario : quand’è privo di stilo , benché la testa 0 *"*-* rvr r< ° Sla yeram€nte 1 ° stimma. (Aq) òite^A d*) ?a favola pose tra g?Iperborei un popolo c/’Acefali: il che dee ^ figuralam.d'un popolo di barbari senzacapo e senza leggì.(Jsl\V) §ft . Eccl. ) Acefali furono detti certi eretici che sostenevano ^ tifiche- ( Siccome costoro dopo il concilio calcedonese lr 'arr/'? rono . nG Cirillo patriarca di Alessandria , nè Giovanni pa- ? ^ * ‘I di Antiochia, cosi parvero senza capo. ) Segner. Paneg.(Ai) ^‘tìru- C0 ^-) Agg. di vescovo che si sottragga dall autorità del me- ,i butano : aa v..: .* _ /• — no ìètif* tu,io » e covi pure di ecclesiastico o monastero che neghi obbe* “'superiori. (Ber) te si(l RiCGl °- * (Anat.) A-ce-fa-lo-bràc-cio. Add. e sm. feto senza *- c Es a e sen za braccio. Lat. accphalobrachium. ( A. O. ) i ^al* (^ na t.) A-ce-fa-lo-chi-ro. S. e add.m.La ?. aceplialochirus. rL ^^hal'ìs testa,e chir inano.) Feto privo di testa e di mani.( A.O.) ^Ticr. * (Anat) A-ce-fa-lo-cì-fti-de. Add. e sost. com. V - G* io uurmo .j j±nuc.m monaci u urif /uc lkc «w te c i« ouuk-.^jj .. v y ÀCENA^Bot^A-cè-iia.AyCArtt.acaena^Dal.gr.uce/ia spina, pimta.)iVo/«e dato ad un genere di piante, perchè la loro bacca è guarnita di spine. (Aq) Acenito. (Zool.) A-eè-ni-to. Sm. V. G. lat. acaenitus, ( Da acena stimolo, pungiglione o cosa puntuta. ) Genere i? insetti , -così chiamati perchè hanno il mu*o terminante in punta. (Aq) A cenni. Posto avverò, col v. Intendere rs Senza lungo discorso. V. Cenno, §. q. ( 0 ) A censo. * Posto avverò- Ad interesse, A guadagno. Minucci. ( 0 ) A centellini .* Posto awerb.col v. hcvcz=:Sorseggiare. ^".Centellino,§-.2-(0) A cento A cento. * Modo avverò, che dinota quantità innumerubile , come A mille a mille, A migliaja, Fìlicaju. ( 0 ) A cento noppn. * Posto avverò. =: Cento cotanto. (Van) Acep.a. (Bot.) ’A-ce-ra. [Sf] Lo stesso che Acero. Vi Sannazz. Are . egf. 6 . Che non gli giova ombra di pino o d’ acera. 2 — (Zool.) Genere dì molluschi,cos\ detti, perchè tunica sua specie. (A- cera buttata ) non ha tentoni, o sono talmente pìccoli ed allargati che sembra non averne punto. (Dal gr. a priv., e cera $ corno, tentone.) (Aq) Aceraia. (Agr.) A-ce-rà-ja. Sf. Selva d'licere o aceti. —, Acereto, sin. Lat. silva aceribns consita- (A) Acetato. * (Mcd.) A-cc-rà-to. Add. m. V. G. Lat. aceratus. ( Da a priv., e cereno io corrompo, io perisco.) Aggiunto cf umori, ad indicare che siano incorrotti. (Aq) Acerbamente, A-cer-ba-rnèn-fe. Avv. Innanzi tempo , [mmatur.it/icnle, Avanti il debito crescinento. Lat. immature, intempestive. Gr. Trxy- wpuv. Petr■ canz. 43 * E mie speranze acerbamente ha spente. 2 — Pertinacemente , Crudamente. Lat. pcrtinaciter , obstinate.. Gr. Bocc. nov. ig. g. E ninna cosa possibile è cosi acerbamente da negare , o da affermare il contrario a quella. 3 —Crudelmente, Rigidamente,Severamente, Aspramente; significato oggi più comune , traendo la metafora dal saper delle fruita non perfezionate , nè condotte a maturità■ Lat. acerbe. Gr. zrccpìò s.» Serd.Stor. 1.54. Querelandosi acerbamente del violato ospizio. Bcrnb.Slor. 4 . 57 * P fC ‘ gatili, che alleggerir la volessero dalle gravezze de! sig. Lodovico, no- veilamenteo imposte o da lui acerbamente cresciute, l’ottennero. (V) Acerbante , * A-cer-bàn*te. IV. pr. m. ( Presso i Fenicii qarban vai do- no , offèrta , e cer ben figlio del convito. ) — Principe di TYro, lo stesso che Sicheo. V. (Mit) Acerbare , A-cer-bà-rc. Alt . Lo stesso che Inacerbire, Inasprire. Ldl. acerbare. M- Chi. canz. 20. Se tu conoscerai li tuo gran danno, piangi, che t*acerba. (IVI) Acerbato , * A-cer-bà-to. Add. m. da Acerbare. V. di reg. ( 0 ) Acerbetto , A-cer-bét-to. [Add. mi] ditti, di Acerbo. Lift, snbacerbus. 2 — Per metaf. Alquanto ritroso, Salvatìco , Schizzinoso. Bocc. nov. 25 . 1. La quale, anzi acerhetta che no , non per malizia , ma per antico costume , cosi cominciò a parlare. — [ In sign. di Dimostrazione di rancore e dispetto. Tass. Ger. 1 7. 33 . Clic vigor dàlie , e cruda ed acerbetta Par che minacci , e minacciando allctta. Acerbezza , A-ccr-béz-sa. {Sfi] Asti*, di Acerbo. [ Contrario di Matu» rezza. V. Acerbità.] Lat. acerbitas.Gr.crrpi;$vrr>}s. Cv. 4 > 1$* 1- L’uve, le q iati conservar vogliamo, si voglion coglier senza guastarle, che non sieno per acerbezza aspre, nè per maturezza magagnate. 2 —Per metaf. [Durezza, come di frutto immaturo.] I ir. dial. bell, danti. 421. Dove le fresche e saltanti mammelle ec. s’alzino con una acerbezza , e con ima rigorosità , che sforza gli occhi altrui a porvisi sii, perchè elle non fuggano. 3 — * Ritrosia , Rigidezza , Salvatichezzn. (A) 4 — d’animo * = Disgusto , Sdégno. Car. Leti. 2. (A) Àcbreissjmamente, A‘Ccr-his-si-m:i‘iiién-t.e. [Avv.] superi, di Acerbamente. Lat.acerbissime. Varch.Stor ./.Soffersero acerbissimamentc tutte le maniere di miserie. Guicc. star. 2* Lamentandosi acerbissimamenle ipisani. Acerbissimo , A-cer-bìs-si-mo. [ Add. mi] superi, di Acerbo. Lai. actr- bissimus. ór- ’Xtx.porxTos. Cr . 4. 2 ^- 1 • L’agresto secco cosi da fare t: Togli V uve acerbissime , e pesta- 2 — Fierissimo , Crudelissimo. Cavale. Specch. Cr. Convenivasì alla giustizia di Dio, che quella morte tanto acerbissima , e questo bene , c questa obbedienza fosse rimunerata. Guicc. star. n. 562. Parendo ciascuno acerbissimo oltra misura , che ec. E i 5 . 725. Riconciliatosi 0 3 ec. con gli antichi ed acerbissimi turnici suoi. Segn. Sto /*, 77/, Poiché sentirono esser privo di yita il principale autore di tutte le loro miserie, e soprattutto d* un acerbissima tirannide. Acerbità , A-cer-bi-tà. [A/T] Acerbezza, ma in senso metaf —, Acerbìtade, Àcerbìtate, sin. Lai. acerbitas, asperitas. Gr. reotpórrts. Filoc- 3 . 102. Mi fa della sua vita dubitare V acerbità dei mio padre. Amtt. 34 -Qmuto piò verso me la sua acerbitate indurava. Com. Purg. 11. Nutfomaleé ★ TOO ACERBO in questo mondo, lo qual si possa assomigliare a quelli in accrbitade, 2 _ * Gravezza , Vessazione. ònice. ò’t. (A) Acerbo , A-cèr-bo. Sm. Nome astr. per Acerbezza , Amarezza,come il suo contrario Dolce per Dolcezza ,* ed è quel sapore aspro e lazzo e al gusto spiacevole, che si sente nel mordere le frutta «cerùe.(M)(N) 2 — * È il nome che danno i medici a quel •sapore di tutte le sostanze astringenti , eh ’ è intermedio tra l'acido, l'austero e. l'amaiv.(A) 3 — Insign.metaf.Dant.Par.iS.'ò .Già si godeva solo del suo verboQucIlospir- to beato,ed io gustava Lo mio,temprando il dolce collaccrbo. (Ed è modo passalo in prov. per significare la temperanza del bene col male.) (M) 4 — * Fierezza, Asprezza, Amarezza. Valer. Mass. Ed eccoti l’acerbo della violenza ebe soprastavo. (A) Acerbo. Add. m. Non condotto a mature zza, e dicesi propriamente delle frutte. [ Vale anche Aspro al gusto.'] Lai. accrbus. òr. CTpvtyvós. Cr. 4> 22. 5. L’ uve cc. colte troppo acerbe fanno il vino più acerbo. 2 — [ per simil ad indicare Durezza. ] Lab. 256. Abbi per certo eh’ egli non v’c stoppa nè altro ripieno che la carne sola di due hoz- zacchioni , che già forse aceibi pomi furono a toccare dilettevoli. » Tass. Gerus. 4. 3i. Parte appar delle mamme acerbe e crude. (N) 3 — per metqf [Immaturo, Innanzi tempo.] Lai • immaturus.G?’. tfpowpos. Petr. canz. 24 1. Acerbo ancor mi trasse alla sua schiera. Bocc. g . 4. pr. 17- Nel cercar d’ aver più pane ec. perirono acerbi. Tac. Dav. ann . 4‘ &7* i }1 senato avvertì , che un'altra volta non levassono i lievi animi de' giovanetti in queste superbie d’acerbi onori. » Dant . Par. ig. 48. E ciò fa certo che il primo superbo , Che fu la somma cl’ ogni creatura , Per non aspettar lume , cadde acerbo. (P) 4 — Aspro, Fiero, Crudele, Bestiale, Severo, Ruvido, Zotico, Intrattabile, Duro, per metqf tratte dal sapore delle frutte acerbe che fa arricciare la faccia. Lat. accrbus, asper , ferus. Gr.hsivQS.Bocc.nov. 61. Posciachò io veggo le star fermo nella tua acerba crudeltà. E nov. 77. 18. Il lungo e fervente amor portatole, in crudo e acerbo odio trasmutò. Dant. Inf g. y5. Periodi, ove quel fummo è più acerbo. E 21. 3i. Ah quant’cgli era nell’aspetto fiero, K (pianto mi parca nell’atto acerbo! Petr. son. 6. Sol per venire al lauro, onde si coglie Acerbo frutto. E son. 4 5 . Dolce alla fine, e nel principio acerba. E son. 124. Quel sempre acerbo e onorato giorno , Mandò sì al cuor P immagine sua viva. 5 — [Ostinato, Pertinace.] Valer. Mass. Mentre ebe con acerbo studio d’uccidere il porco erano attenti, cc. 6 — * Astruso, Oscuro, Difficile ad intendersi. Dant. Par. 3o. 74. Non che da sè sien queste cose acerbe , Ma è il difetto dalla parte tua , Clic non hai viste ancor tanto superbe. (A) (P) 7 — Restio, Difficile. Dant. Par . 11. io3. E per trovare a conversione acerba Troppo la gente. (P) ~ 8 — * Fiero, Vivace. Vegez. 11. Mario Consolo sempre volle cavalieri che fossero acerbi per aspetto. (Pr) 9 — [ Usato in forza di sost.] Dant. Inf. 25.iy .Ed io vidi un Centauro pien di rabbia Venir gridando : ov’ è , ov’ c 1 ’ acerbo ? A cerchio, A cerco. Posti avverbial. vagliano Iti giix >, Intorno intorno. Lai. in gyrum , in orbcni. Gr. xyxXw. Petr. canz. i3. Sgombrar l’oro, e menar la spada a cerco. Ar. Lui'. 16. 24. Corre ’l fiero c terribii Rodomonte, E la sanguigna spada a cerchio mena. E 26 . 5. Menar la spada a cerco, 0 correr l’asta. Acerenza. * (Geog.) A-ce-rèn-za, Cirenzia. Lat . Acheruntia. Città del Regno di Napoli nella Basilicata. (G) Acereto. (Agr.) A-ce*rc-to. Sm. Lo stesso che Àceraja. V. (Ga) Aceri. * (Zool.) A-cè-ri. Sm. pi. Lat. acera. (Dal gr. a priv., e ceras corno , antenna. ) Classe d'insetti senza antenne , con otto zampe , testa confusa col petto ec. (Aq) Aceride. '* (Farm.) A-cè-ri-dc. Sm. V. G. (Da a priv., e ceros cera.) Empiastro in cui non entri cera. (A.O.) Àcerina. (Zool.)A-cc-rì-na.A^Xfl/. aceràia. (Da ace punta, e rhicnos curvo.) Genere di pesci della classe de torraccini di Linneo , e degli acati- totteringi di Cuvier, forse così detti a motivo che hanno i preopercoli armali di spine ricurve e dì due pungiglioni , uno all' opercolo e L* almo all'osso della spalla. (Aq) (N) Aceiukee. * (Boi.) A-cc-ri-ne-e. Sf. pi. Lat. acerinae. Famiglia di piante che ha per tipo il genere acero. (Ag) Acerno. * (Geog.) A-cèr-uo. Lat. Aecrmmi. Città del Regno di Napoli nel distretto di Salerno. (G) Acero. * (Bot.) ’A-re-ro, [ Sm. Genere di piante , della poligamia monoecia , famiglia delle acerine e , col fiore ermafrodito , calice diviso per lo più in cinque parli , corolla di altrettanti pelati, ec. Comprende molte specie , tra le quali varie sono indìgene di Europa , ed altre vi si trapano naturale, quasi tutte utili a diversi usi. Il legno ducerò è bianco o venato , socio, duro , e prende bel polimcnto ; buono perciò per lavori di tornio e d* intaglio, e per violini e simili strumenti .— , A cera, Spacchio , sin,] Lat. acci - , òr. or$(vìoc^vo?. Cr. 5 . 33 . I' acero è albore assai grande, il quale si truova nell’ Alpi, ottimo per far nappi e scodelle e taglieri e vivuole da sonare. Polis. Stanz. 1. 83. Ma Paccr d’un color non e contento. Acerosa. * (Bot.) A-cc-rò-sa. Add.f. Lat. acerosmn. Agg. di Foglia la quale è lineare dura, e persiste tutto tanno,come quelle efe’i*jm.(A.O.)(N) Ackkiia. (Arche.) A-ccr-ra. Sf. Altare che innalzavano i Romani presso al letto d’ un morto e dove gli amici di lui ardevano incensi fino a che non cominciavano i funerali. (Mit) a — * Forzicretto da incenso, di fórma quadra , e che vedesì in mano delle Camille e delle Prestali. (Mit) AcEHBA.*(Gcog.)/f«t. cit. della Gallia Cisalpina.—di Terra di Lavoro/fi) Accerrimamente , A-cer-ri-ma-tnén-te. Avv. da Acerrimo. Con pertinacia , Con fierezza. Lat. acerrimo. Guicc. star. 18. i5g. Aveva acerrimamente contradclto alla liberazione del Pontefice. Acerrimo , A-ccr-ri-mo. [Add. /«.] superi, di Acro. 2 — [Per meta/. Fierissimo, Pertinacissimo.]/^, acernmus. Guicc. Star, (i. 11 Duca di Gheldcri acerrimo nimico suo. ACETAR1E Acersecome. * (Mit. Gr.) A-cer-sc-co-mc. Add. m. (Dal gr. a priv-j i recomes chi ha tosata la chioma. Cirecomes vien poi da ciro io * .jji e come chioma.) Soprannome et Apollo. Ditto meglio Accreconic-l 1 . Accp.tìu.lo. (Zool.) A-cer-tél-lo. [Sm. Specie di falco , volgari»? aj. Gheppio. Dccel di rapina , [ di piuma rossiccia, che d’ordinin' 10 ^, brica il suo nido nelle torri disabitate e nelle muraglie diroccale- ■ falco, ccncbris, ] Uiinmicutiis. Gr. wyxpis. ( Accrn-lln n‘-‘ hvllo , dal lat. accipiter sparviere. ) Libr. Amor. B. io. Aduli*! 11 j nibbio, ovvero acertello ardito si truova , e da viltà di suo’ l tJ] ^-. disvia , è degno di posare in pertica di falcone o d’astore. E 1Ì ‘ vegnadio clic lo acerlello valente sarà chiamato. . ^ A certo. Posto avrei b.—Certo , Per certo, Al certo. Lai. certe, p 1 ^ Gr. ire. G. F. g. 21 f 3. A certo Castruccio e sua gente rim allC ,|j, morti e presi. E 11. i3'ì.g. Crcdettono a certo clic i nostri tossono A certo ri—In tal giorno determinato. Lat. ad diem dictam. E che si scontra continuo nelle N. Ant. ISella 83. Perù tutti i l’° pi] bisognosi, uomini come femmine , a certo die fosscr nel pratosiio-G Acervo,A- cèr-vo. [Sm.ìF.L.Monte di roba,Mucchio. Aut.acervus. GiFt^ ùSpourgos.Ar.Sat.2.Eiìtrù[iel rotto Del moro, ove di grano era un acC p. 2 —Per metaf. Meno. Sai. 11. Qualche lacchè, qualche sfacciato servo - dirà dir, clic vuol costumai cerio Corre alla biada del medesmo acer AcEnvo.Add.m.Lo stesso che Acerbo, detto in gra-ia della rima, e “JLjj) imitarsi. Lor. Med. Poes. Con più grave tormento e più acervo, è ’ Acesa. ’ (Geog.) A-cé-sa. Città della Macedonia. (G) _ _ ì Acesameneo,* A-ce-sa-me-nè-o. N. pr. m. (Dal gr. acesis guarigi°®J ! .jA| menos mente : Di mente sana. ) —Padre della ninfa Peribea. ["^jf Acescente. * (Chini.) A-cc-scèn-te. Add. com. Che s'inagrisce , produce acido. Lai. accsccns. ( A. 0 . ) ril Acescenza. ( China. ) A-cc-sccn-za. Sf Principio d' inacidiinento a liquido o d’una sostanza prodotto da fermentazione o da altra ca —, Acidità, sin. Lat. ac.esccntia. (B) Acesia. * (Geog.) A-cc-si-a. Parte dell'isola di Lenno. (G) .,jj( Acesida. * (Mit. Gr.) A-cc-si-da. Add.in. Lo stesso che Acesio, f'y j Alesile.* ( Med. ) A-cè-si-de. Sf. D. G. (Dal gr. acesis guarig 10 Cura , Medicazione. (A. 0 . ) ,je Acesilade. * (Med.) A-ce-si-la-de. Add. com. V. G. Lat. acesilas. ( , acesis guarigione , c laos popolo : Che guarisce il popolo.) Nome M* in greco a significar Medico. (Aq) ^ Acesimbroto. * ( Lctt. ) A-ce-sim-Lrò-to. N. pr. m. ( Da acesom e p di aceome io guarisco , c brotos mortale : Che guarisce i m 01 ‘ Nome et un medico presso Platone nel Cratilo. (Aq) A cesine. * (Geog.) A-ce-sì-ne. Fiume di Sicilia , oggi Cantera. Acesino. * (Geog.) A-ce-si-no , Accsina. Lat. Acesius. Fiume dell E — della Tauro-Scizia. (G) _ , Acesio.* (Mit.Gr.) A-cc-si-o. Add.m. (Dal gr. «cei;sguarigione.)< 5 ’o/uw jji 1 Apollo come dio della medicina. —, Acesida, Acesto, Alessicaco, Aceso , * A-cè-so. N. pr. f. ( V. Acesio. ) — Figlia d’ Esculupio■ v Acesodino. * (Farm.) A-ce-so-dì-no. Add. e sm. Lat. acesodynus. (D a jj,' acesis guarigiog<',e odyne dolore.) Rimedio atto a mitigare i dclovi-f. A cespo a cespo. Posto avverò, e per similit. vale A ciocca a ciocca.^ 1 Tane. 5. 2. K caschimi)! i capegli a cespo a cespo. (V) p Acessima, * A-ccs-si-ma. N\ pr. ni. Lat. Accssimas. ( Dal gr. acesw 10 * può sanarsi. ) (B) .ir) Acesta. * (Geog.) A-cè-sta , Egesta, Scgeste. Città della Sicilia. ifJs AcESTE,A-cé-ste.iV.pr.!«.Z/«t.Acestes.(I)al gr .acestes medico.)Ae diSicdà 2 — * (Geog.) Fiume dell’ India. (G) Acesteo , * A-cc-stè-o. Add. pr. m. Di Acesta, Di Aceste. (B) Acestidi. * (Arche.) A-cè-sti-di. Gli antichi davano questo nome a 1 mini delle fornaci da fondere il rame. (Mit) f, Acesto. * (Med.) A-cè-sto. Add. m. F. G. Lat. acestus. ( V. Morbo che si può guarire: opposto di Anacesto incurabile, (-^/i/ 2 — * (Mit. Gr.) (Dal gr. acestes medico.) Lo stesso che Accsio- f jj AcES70RiDE,'A-ce-$tò-ri-de.-N.pr.in.CnpodellatribàAcesloridainArgo-Ft Acestride. * (Med.) A-cè-stri-de. Sf V. G. Lat. acestrides. ( D a ster medico. ) La levatrice. (A.O.) , e jt- Acetabolo, A-ce-tà-bo-lo. Sm. F. L. Spezie di vaso da tenervi « y olio, pepe ec., usato dagli antichi Romani. — , Acetabulo, sim l lat. acetabula , orum.) Salvili. Fier. B. , Nic. (A) 2 — * Specie di misura, la ottava parte d‘ una pinta, e trasse u dal vasello che conteneva l’aceto. (Mit) gjJ Bossolo da giocolare. Salviti. F. B. 2. f 1. Ove si parla u 0 » Più propr.j la cavila Lcuuiuiuea, i/ai-iwi j UL otte . milà superiore dell’osso della coscia. Lat. acctabuliun. Gr. 16 Red.C0ns.218. È ben focile che il liquido unicilaginoso,ec. venga <1 ad incassarsi ìicU’acetaholo del femore. 5 _ (Min.) Nome che si dà a diverse sostanze impietrite, con 1 ■( certi denti fòssili incavati a guisa di vasello , alcuni framm f ricci marini,e pietre di figura convessa incassate le une nelle altre . fi A cispa H vi. A pii ■ * (Arche.) A-ce-ta-hu-Ia-ri-i. Sin. pi. F. L. Presso mani , Giuocolatori di bussolotti. (Mit) r nAF AcETABULO.(Anat.)A-cc-tà-hu-lo. [Sm.Lostesso che ] Acetabolo. V-F j/ 1. 217. La di cui cagione [del dolore, ischiadico) potrà essere ,/ do mucilaginoso crivellato per la glandola destinata a tal uso n fi, tabulo di quell’articolo. E 2. 122. Oltreché poco questi posso* vare all’interna cavità , o acetabulo. l0 , ' Acetato. * ( Ar. Mcs. ) A-cc-tà-jo. Sm. Quei che fabbrica l ace , Acciaio, A ce loro, sin. ( G. P. ) (() s ,. Acetare , A-ce-tà-re. N. ass. Lo stesso che Acetire. F.Pas. Acetarie.* (Arche.) A-ce-tà-ri-c. Sf.pl. Erbe, frutta, radiche ec. c fi. • n . _ __ n nhp tini mmis*ui.vnno DC1 ' ? mani facevano confettar nell’aceto, e che poi mangiavano per E > V appetito. ( Dal hit. acetariq , orum che si trova presso P |1 ' w .jjiV giulìcazionc di quelli di’ or uoi chiamiamo Erutti in aceto. ì 1 ACETARO Aceti/ '^ une l'erbe che si mangiano in insalala. (Ga) Acetato . A-ce-tà-ro. Sm» Lo slesso che Acetajo. V» (E) tacer' o" Ce "^’* ;0, [deld. m.] Che ha preso l'odore [e il sapore - ] del- ( i' L * °* ^°dcr. Colt» 100. lnvascllalo in boltc acctata , e sarà buono ^ 1 aceto, ] a * > ' 3_ _ (O? evanda in cui fu infuso V aceto. (A) Ca ^ a di sost. Sale che risulta dalla combinazione chimi- Acete acetico coti un alcali,con una terra, con un metallo.^ B)(N) £ ar ’ ,A-C(j-te. A 7 , pr. m. (Dal gr. acites marito.) — Sacerdote di Ace J?° l1 ì Te ^ e - (Mit) c/e’/'/V • ^ r * ^ cs *) A ce-te-rì-a. Sfi Quella porzione dell'officina me/e” ^ Vlc f tori di zucchero , ove si tiene in serbo il sugo di canna- AcExin* c ?* 1 detta dalla facilità d'inacetire che ha questo vino. (E) nosco* .*“ ni 0 A-cc-ti-co. Add, ni. Agg. di Acido, è l acetopuro che a ' P r incipaimenle dalla fermentazione acetosa . (B)(G.P.) t'u n fi8' di Etere: è uno degli eteri di terzo genere , che risulta dal - 3 _ f ie chimica dell' alcool coll'acido acetico. V- Etere. (B) Acstj k ,® 5 ' dl Fermentazione, tf. Acetoso, 5 * 2 * (B) sì lr Cazi une. (Ciiim.)A-ce-ti'fì-ca-zió-ne.A 7 . Operazione mediante laquale Acetjx^ 0 *^ m f ino 1,1 aceto i liquidi suscettivi dellafermentazione aceLosa-if) m), °* ,CMin.) A-cc-ti-no. Sm. Nome volgare del granato orientale-di Ct A" 1 ™'. F - (A) . Cose ’ A-ce-ti-rc. iN.ass.] Divenir aceto. E benché sidìcadimolte altee ad ’ n ° n P ertal,t0 è proprio del vino , il quale quando comincia I na( f^ e(1,e « dice Pigliar la punta, Pigliar il fuoco. —, Inacetire, ^fare, Acelare, Inforzare, Infortire, sin. Lai. acescere. Gr. e si t ‘‘ ^ r ' 4*- t- Se ’l vaso non è pieno, ed è in luogo caldo, v *tto t ™ 6 ^cIP acetire, prendasi, ec. Pallad. Eebb. 28. Basta questo Ace u it'i verno, ma nel comiuciamento della state acetisce. 2 __ * A-coti-to. Add. m. da A cetile. Divenuto aceto. V.di reg.fi) risu/t 1!m ') A' forza di sost. Cosi una volta si chiamava ogni sale Su [ l ,. ant a dall’unione del supposto acido acetoso con alcuna delle basi Aceto C °\ I ; ^SS‘ 1 ’ acotito si chiama aretato. V. Acido. (B) ctl , ’ A'cc to. [iS’rn.] Vino inforzato che serve per condimento , [e an- lunn- Us0 di medicina ; secondo i chimici, Acido acetico impuro al- S0l,ff?'"‘°, c ^ ie dotitene mediante la fermentazione acetosa, non li ltte j v, no , ma dal sidro, dalla birra, dalla feccia degli alveari,dal il A dalle legna ec.]Lai.nerbali. Gr.Cu. Cr. /j. 35 . 1. Quando si tramuta Teli ' 00 ., 8 ^ Illla piena, diventa aceto. Dani. Pui-g. 20. ^.Veggio rinno- do , 1 * aceto e ’l téle, E tra vivi ladroni esser anciso. Lib. s0u.g2.Timi- 1 ^ at einiiio e olio ardilo, Insalata anzi sciocca, passa e dura. ? r *n.) L’aceto stillalo o distillato è l’acido acetico allungato J st il t'icava dulia distillazione dell’aceto. — di Salinaio, dello anche m-JUo del Goolard, vale ora sopra-acetato ed ora sotto-acetato di s cill,,° ^ u ! u ‘do o allungato, — radicale, acido acetico concentralo .— o squillitico , aceto acconcialo colla cipolla di sedia. —rosato, ì‘Uro ( ! ro ' nat ‘zza to dai petali di rose .— dì colcliico, acido acetico im- è l’J*‘A erao su l colchico .—aromatico o antisettico, o dc'quattro ladri, s 0sta '■fo-acelico impuro aromatizzalo colla digestione sopra diverse l a , e f C odorose, così dello dui perchè coloro che primi ne diedero li, a, e f a ’‘celta erano quattro ladri di Marsiglia che così ottemie.ro 3 Jj " z '«• (B) (N) l, en o 0 lC «'’o. * Lat. acetum evacuans. Red. nel diz. di A. Pasta. Sarà poca 'i ^ 81 pronto qualche aceto solutivo, col quale potrà condirsi una 4 , j. msalala colta ec. (IN) di^ d | SU0 acet0 r di via dolce. Pareli. Ercol. 1. i8f D’ uno die Ulti i- ma * e assa r 1 si dice : il suo aceto è di vin dolce, o egli ha 3 ^ p ln g l| a che taglia e fora. (A) tro v „ e '."‘ eta f. Asprezza, Pugnimento.Salvi/1. Cas. t 5 i. Non casi per fretta 6 _^/' ;n alcunaecloga,la qualesia ]ierogui parie priva di satiricoaccto.(N) pnn„ ,nv -. Gal mal pagatore, o aceto o cercone — Da chi stenla a Un/ re ’ Sl dee prendere lutto. M. V. o. qy. Seguendo il proverbia- dal Ac.EToJ ,Usatorc > 0 aceto o cercone. pian*' (Mcd.) A-ce-ló-ne. [«Vm.] Specie di malattia , idi cui non sap- LstiH < lG nUc ^° uome. L'u usato a modo d’ imprecazione.] Ceccà . Ac ET ‘ à. 6. L’ accton venga alla falla. gene** Bol 0 A-ce-W^a. [Sf Specie di pianta perenne ne boschi, del acicid C e - ft\ tni f la de romici : ha le foghe saetti formi ; tutta l'erba è Jf'i^er ^ Cr tosato acidulo dì potassa e di calce che contiene : è re - * u *Uex . ntB antlself -ica ; i cuochi ne preparano salse addette. Lat. si ? e * acetosa.] Cr. f df6. f Si prenda racetosa e secchisi e polverizzi- ^^OsEt* f ^ Uc ^ a COil ^°r{e aceto si faccia pane. sped e A-cc-to-sèl-la. [ 6 ’/.’ Con questo nome son distìnte due ha i c f : il nimex acetosella, perenne ne' campi sabbiosi , che Sfitte ‘ »’j asfaie c on orecchiette lineari , e V oxahs acetosella pc- ed ^ boschi montuosi , che ha le foglie ternate cordale a rovescio , 1,0 ne'* l j Sl - n( ?' Contengono gli stessi principii dell' acetosa, e valgo- Je i Pos” i ^ -J—iAcetOiìa piccola , Acetosa minore, Ossalida mino - };», Pitiio COÌrt |’ ^' or f IC °Ba , Sollecciola, Sala/noja , Erba salamoja , Alleiu- Uc ctosu Uc ‘ l > c b,^Trifoglio acetoso', Acetosa di pecora, sin.] Lat. trifolium ''^calcp^ 'Cr.o^ocx\?, $ xd/Locdov ogv.] Lib.cur. malat. Al mule del fegato i usa decozione dell’acetosella dal fior bianco, che da' ^ Ct Tosi ,ni è dcUa Alleluja. sitate A-ce-to-si-tà. tSf] Astratto d'Acci oso-—, Acctositade, Aceto- ^‘ a ^aeni ^/,, i i ? COr * Cr. ogfims, M. Aldobr» I sentimenti deil’assag- ^itudùìe 0 Kc , lin §?«w son questi, in otto Spezie, cioè dolcezza,ama- ^oiivw.jJ sa J sczza ? untuosità , acetosità , discipidezza ec. Cr./j- 35 . 4 • „ j a dunque trasmutare in testi il vino ec. acciocché non s*at- ° Ui m\ir,o f bh i a ««Inazione, se dell’acetosità non si tema. E c.45.2. «es £ Uli lHe . ( d vinoj dall’acetosità si difende. Ricett» Eior. 5 g. Il ri- ^ei\Qvo • P lan ^ a che ha il gambo rosseggiante, che volge al verde 3 (Fari \ a C°r e è dolce con alquanto d’ acetosità. * iarrn d/ acetosità del cedro —. Sciroppo la cui base ACHERA IO! 3 —di limoni: * zzili sugo di essi limoni. Ricett. Fior. Acetosilà di limoni distillata per feltro. (N) Acetosissimo, A-ce-to-sis-si-mo.fAdd.m.'ìsuperl. diAcctoso.Lat. acidissimi^. Frati, segr. cos. domi. Pruovano nel ventricolo liquori acetosissimi, e quasi scorticativi. Acetoso , A-ce-tó-so. Add. m. Di sapor d’ aceto, [ Contenente aceto, ] ed anche Condilo con aceto. Lat. acidus. Gr. òtvs. Lab. igi. La carne e ogni altra cosa acetosa o agra ec. erano sue nimiebe mortali. Cr. 1 . 4- 7 - E quando le cose acetose si mangiano , contrastano alla putrefazione. 2 — Agg. di Acqua , è sin. di Acidula. (B) 3 — * Agg. di Cipolla, vale Forte, Di sapor acre. Buon. Tane. 1 . 1 . E’par ’n ud certo ino’ che ’l coor mi sfrizzi, Come chi mangia cipolla acetosa.(A) 4 — lAgg. di Stomaco : Dicesi quando manda rulli acidi.] Beni. Rim. 1 . 25. Non giocate alla palla dopo pasto, Che vi tara lo stomaco acetoso. Pataffi g. A chiozzati guascorti ed acetosi. 5 — (Farm.) Agg. di Sciroppo, quello la cui base è t aceto. (B) 6 — (Chini.) Agg. di Acido , significava in passato l’aceto stillato , il quale si supponeva essere meno ossigenalo dell’ aceto radicale. (B) 2 — Agg.di Fermentazione, è quella propria dell’ sostanze zuccherose, e che succede d’ordinario alla fermentazione vinosa, d'onde è prodotto 1’ accio. (B) Acetume, A-ce-tù-me. Sm. Cose di sapore acetoso, e propriamente Quelle che si conciano coll' aceto , come sono i capperi, i peperoni , pesci marmali e simili. Cocch. Bagli. (A) AciiAucci.*(Geog.)A-cha-lìc-ci,Ucalici.Éflt.Aclialici./ , opo//We/I’E'iibp/a.(G) Aciiami, * (Geog.) A-chà-mi. Popolo dell’ interno dell' Africa presso la gran Siria. (G) Achan. * N. pr. m. Lat. Achan. (Dall’ehr. ach fratello, ed anan piangere : Piangente il fratello, o Fratello piangente.) (B) Achana. * (Geog.) A-chà-na. Piume dell' Ambia Felice. (G) Achaniensi. * (Geog ) A-clia-ni-ùn-si, Acbarqiensi , Asparniensi. Antichi popoli della Scizia. (G) . AcuAKTi.*(Gcog.) A-cliàn-ti. R.ncllinterno della Costa d'oro in Guinea.(G) Achardeo. * (Geog.) A-char-dè-o. Fiume della Sarmazia asiaticu. (G) Acharessi. * (Geog.) A-cha-rèo-si. Antichi popoli della Sicilia. ( G) Achauiuaca- * (Geog.) A-char-ri-a-ca, Acaraca. Città della Lidia. (G) Achasia. * (Geog.) A-chà-si-a, Achasse. Fiume di Francia nel Pivarese. (G) Aciiaz. * JS.pr.m.Lat. Achaz. (Dall’cbr.acAaz possederebbe «A Giuda.Q' an) A che. A che cosa, Per qual causa. ( V. Che, ) Frane. Sacch. nov. E pure cosi non so a clic i’ mi tenga , che io noi faccia. Bocc. nov. 15. 25. Io non so a che io mi tengo, che io non veglia laggiù, e deati tante bastonale , quanto io ti veggia muovere. A che? Perchè? Per qual causa? Lai. cur? quare? Gr. luce n. Frane. Sacch. nov. Questa fatica a che ci diam noi? Malm. 4- if- A che tenere al fianco questo peso ? 2 —A qual termine? Lasse- Sibili. 1 . 2 . Omhè ; a che sei tu del tuo piato ? E Spirit. 4 • 2 - A che sete voi di quella faccenda ? (V) Dant. lnf. 6.6n. Ma dimmi, se tu sai, a che verranno Li cittadin della ciltà parlita?(P) A che ! JSello stesso signif. del precedente. Petr. Son. 66. Misero a- mante , a che vaghezza il mena! (P) Achea.* (Geog.) A-chc-a. Anl.cit. delt'is. di Rodi .—- Monte dell'Elide.(fi] Achea. * (Mit. Gr.) Add. f (Dal gr. acoe, es fama.) Soprannome di Pallade. — di Cerere. (Mit) Achedebo. * (Geog.) A-che-dé-ro. Fiume della Macedonia, fi) Achei.* (Geog.)A-cliò-i, A elùvi. Greci,ovvero Quelli della Lega Achea. fi) Acheuai, * A-ché-la-i. N. pr. ni. Lat. Hachelai. (Dall’ebr. ach simile, q lajil notte.) (B) Acheloe, * A-chè-lo-e. W, pr. f. (V.Acheloo .)— Una delle Arpie.( Mit) Acheloide, * A-che-lò-i-de. iV. pr.f., e add. pr. Di Acheloo j e però Achetoidi fùron delle le Sirene figlie di Achnloo. (13J(Mit) Acheuojo, * A-ch«-ló-jo. Add. pr. in. Di Acheloo. Ed Acheloja fu della Caliiroe, una' delle figlie dell’ Acheloo. (B) (Mit) Acheloo,* A-che-ló-o .IS.pr.m. f-ut Aciielons. (Dal gr. achilns senza margine. V. Declaustre, Milol.)—Figlio dell' Oceano, vinta da ■£>eo/e.(B)(Mit) 2 — * (Geog.) Aspropotamo. Fiume dell' Etolia. fi) Achelunda. ’ (Geog.) A-che-liin-da. Lago della Guinea meridionale.fi) Acheji. * iV. pr.m. fiaU’av.aqimon senza prole.)— Celebre cali/fo.Q?un) 2 — * (Mit.) — Divinità de' Diasi. (Siri) 3 — * (Geog.) Achen, Achin. L,al. Achetiam. Stato considerevole delle Indie orientali .— Capitale di detto Regno.—Lago del Tirolo. (G) Aciiemene, * A-che-mè-ne. Lat. Acliemenes. (V .Achemenide.) — Figlio di Egeo. Capo di una famiglia illustre che regnò in Persia. (B) (Mit) Achemeni.*(G eog.) A-phe-mè-ni. Popolo d'Africa nellaregione sinica. (G) Achemenia. * (Geog.) A-cbe-inè-ni-a. Porzione della Persia, cosi detta da Achemene. (G) Achemenide, * A-che-mè-ni-de. N. pr. m. Lat. Achemenides. (Dal gr. achos afilizione , e menos animo.) — Compagno dì Vinse. (B) (Mit) 2 —*(Geog.) Achcmenio. Add.pr. Abitante dell'Achemenia. — Persiano.fi) Acheminide. (Mit.) Sf. Pianta alla quale atlribuivasi la magica virtù di fugare gli eserciti. (Mit) Achemone , * A-che mó ne , Acmone. ZV. pr. m. ( Da achos dolore , e mone soggiorno : Soggiorno del dolore.) (B) Achena. (Bot.) A-ché-na. Sf. Lai. achena. (Dal gr. echo, cioè adhaereo, juxta sum.) Pericarpio secco, monospermo, quasi aderente al Meme,il qual pericarpio spesso è membranoso. Targioni Pozzetti Istr. Rot.Qi) Acbeni. * (Geog.) A-ché-ni. Popoli del Caucaso, fi) Achbnia. (Bot.) A-chè-oi-a. Lat. achenia. (Dal gr. a priv., e ckeno io mi apro. ) Genere di piante , cosi detto perchè le sue specie hanno la corolla socchiusa. (Aq) Acheo, * A-chè-o. N. pr.in.Ial.Achens. (In gr. vai Risunnante, da achea io • - ut*. .»• y* T>—u r./n\ l U due dcl cedro. Ri ccU . Fior. Ani. (A) 1G 2 ÀCHEOROE Acheroe, * A-che-rò-e , Acheroide. Add.com. Epiteto che Omero dà al pioppo bianco , come consacrato agli dei inferitati. (Van) A cheronte , * A-ché-ron-te. IV. pr. m, ( Dal fen. ahharon ovvero acha- ron che vale novissimus , ultimus , postremum. Altri il tira dal gr. a priv. , e ckerin rallegrarsi : Senza allegrezza. ) — figlio del Sole e delta Terra, cangiato in uno de ’ fumi infernali. (Mit) 2 — * (Geog.) Fiume de IO Epiro. dell' Elide. — della Bitinta. — d Egitto. — della Magna Grecia. (G) Ache ronzi a. * (Geog.) A-chc*rón-zi-a. Ani. città della Lucania. F. Ace- renza. (Van) Acheronzu- * (Mit.) A-che*rón*zi-i, Acherontii. Libri sacri degli Etruschi. (Mif) Acherusa.* (Geog.) À-chc-rù-sa. Caverna sul lido del Ponto Eusino. —■ Lago dell' Egitto. (G) Acherusià. * (Geog.) A-chc-rù-si-a. Penisola del Ponto, ove ponevasi la caverna d’Acherusa .— Penisola della lìitinia. — Palude presso Curna, oggi il Fusaro, — Lago presso Ehopvli. (G) Acheta. (Zoo!.) A-ché-ta. Sf Lat. acheta. ( Dal gr. acheies che vale qui sonimi.) Nome dato ad un genere d’insetti conosciuti più comunemente sotto il. nome di grilli , a motivo dello stridore che essi, o almeno i maschi , producono colle loro ali. Acheta gryilo-talpa. (Aq) A chetichelli , A chetichella. Posti avvero. valgono Quietamente , Di nascosto. Lat. occulte. Gr, Farch. stor. i 5 .Per le case si facevano ragunatc a chetichelli. Malm. 9, 35 . Fate che la cagione almcn s’intenda, Ch’ a chetichella a questo ino’ non vale. A cheto. Posto avverò. cale lo stesso thè A queto , Di cheto , Chetamente , Pacificamente. Lat quiete. Gr. G. E. 9. 93. i.Chc quando avesse a cheto la signoria di Genova, si credea rucquistarc la Cicilia, frane. Sacch. rim. 42. Cosi fu Re il buon Pipino a cheto Di Francia , è di tutto suo acquisto, j Achia, *A-chi-a. N. pr.m.Lat. Achia, Achiar. (Dall’ chr.ahh 0 sia ach fratello , e fall signore : Fratello del Signore. ) (B) A chiaroscuro. * Avv. Modo di dipingere. Si usa anche metqf. Menz. . Sat. 1. Cosi dipinge a chiaroscuro e a guazzo 11 maldicente. (V) À chiavistello. * Dicesi dii serrar gii usci col chiavistello. Cecch. Ass. 2. 5 . E* serrerà I* uscio a chiavistello dal lato di fuori. (V) Achjbamda. * (Geog.) A-chi*bàm-ba. Fiume delia Columbia . (G) AchigUenu. * (Geog-) A-chi-guc-mt. Fiume del Chili (G) Achillas, * A-chil-Jas. N.pr.m. — Generale di re Tolomeo. (V ari) Achille, * A-chiMe, Aehiilino, Ghiliuo. IV. pr. m. Lat. Achiiles, Achyllas. (Dal gr. a priv., e chilos pascolo, nutrimento erbaceo: poiché si pretende che Chitone il nutrisse con midolla di-fiere. ) — Figlio di Pelea e di Teli, il più celebre e valoroso de' capitani greci. (B) (Mit) Achille. (Anat.) Tendine d’ Achille. Nome d’un tendine grande, formato dall’ unione de’ tendini de quattro muscoli estensori del piede. —, Corda magna, sin. (Si pretende cosi nominato perché verso questo tendine Achille ricevè la ferita mortale. Encycl. Del - rimanente l’epiteto di Achilleo in gr. AchiUios od Achillees trovasi spesso adoperato a dinotare il grande, il pieno, l’ottimo. Castelli Lex. /ned.) (A) Achillea, (Bot.) A-chil-lè-a. iSf. Genere di piante della singeuesia superflua, famiglia delle corimbifere^ che comprende gran numero di specie (piasi tutte dotate di qualità vulneinrie massime il Mille foglio. A''. —, Erba de’ tagli, sin. ] Lat. achillea. Gr.oix&teitx. (Da Achille, che si narra aver messa in uso questa pianta. Lemery.) Lib. car. malate. Il sugo dell'achillea bevuto ristagna il sangue. E altrove : Si può valere ancor egli dei mentovato sugo dell’achillea. 2 — * (Geog.) Isola del Ponto Eusino, ov'cra il sepolcro d' Achille'(Mit) Achillee. * (St.) A-chiMé-e. Feste in onop di Achille. (Mit) Achjlleida. % (Lett.) Sf. Poema di Stazio intorno alle gesta di Achille. — , Achilieide, sin. (A) Achilleide, * A-cbil-Jè-i-de , Achillide, Achilleo. N. pr.m. e add. prop. Lat. Achillcides.— Figlio d’Achillei e in generale Di Achille,(B) (Mit) Achilleo, * A-chil-ìé-o. N, pr. e add.pr. m .— Imperatore Romano. (Mit) Achimaas , * A-chi-ma-às, IV. pr- m. Lat. Achimaas. (Dall’ ebr. ahh ovvero ach fratello e mas tributo, pensione: Peusioue del fratello.) (B) Achimàele, * À-chi-ma-è-le. IV. pr. m. Lat. Achimael. (Dall'ebr. ach fratello, e male compiere, perfezionare.) (B) Achima.no, * A-chi-mà-no, Acbiman. JS. pr. m. Lai. A chi man. ( Dall’ ebr. ach fratello, e man porzione,dono : Dono oPorzion del frateilo.)(B) Achimotte , * A-chi-mót-te , Achimot. IV. pr. m. Lat. Achimoth. (Dal' P ebr. ach fratello, e muth morte: Fratello della morte.) (B) A china. Posto avverò, vale A pendio. Lai. in decliyi , deorsum. Cr. 5 . 7. 1 . Ma desiderano i più , luoghi a china ed erta. Achìndana. * (Geog.) A-chin-dà-na. Fiume della Caramania. (G) Achineà , A-chi-nè-a. Sf. F. e di' Ghinea. Malm. (A) A cuino. Posto avvetbial. Lo stesso che A china. Cr. 2. 22. 7. Nel- P arida terra , 0 in quella eh’ è posta a pendio , ovvero a -chino, più profondamente si piantino (le radici.J Achinòamo, * A-chi-no-à-mo, Acbinoam. IV. pr. m. Lai. Acbinoam. (Dal- l'ebr. ach fratello, e naam parlare, asserire, affermare per certo.) (B) A chiocciola. Posto avverò, vale Piegato a maniera di chiocciola. Sagg. nat. esp. 7. II quarto termometro, col cannello a chiocciola, anch'egli si fabbrica nell’ istessà maniera degli altri. 2 — Agg, di Scala : Dicesi quella che rigirandosi m se stessa, s'appoggici da una parie al muro , e dall' altra o sopra se stessa o sopra una colonna. E si chiama anche Se-.la a lumaca. [ F , Chiocciola , 4 .1 Lat . cochlea. Gr. Libi', cur. malati. Sopraggiunsero le vertigini mentre scendea per una scafa a chiocciola. AcmoRR'i, * A-cbi-òr-re, Achìor. N. pr.m. Lat: Acbior. ( Dall’ ebr, ach fratello , ed or lume : Lume del fratello.) (B) Achiràmìti. * (St.) A-chi-ra-mì-ti. Sm. pi. Discendenti di Achiram flglio di Beniamino. (Mit) Acjiiramo , * A-cbi-rà-mo, Achiram. IV. pr. m , Lat. Achiram. (Dall* ebr. neh fratello, e rara elevato, sublime. ) (B) ACIDETTO Achirànto. (Bot.) A-cbi-ràn-to. S/n. Lai- achyranlhus. (Dal gr. ackf tìr ° paglia, festuca,ed anthos fiore.) Genere, di piante della pcntandrict ginia così nominate , perchè le foglioline del loro calice sono arici?', P*. sistenti, e danno ad esse Iaspetto d'un fiore di paglia colorato. (Aq)(N Achiro. (Fisiol.) A-cbi-ro. Add. e sm. Lat. achirus. ( Dal gr. ^ achiros , senza mano, ) Mostro umano mancante delle mani 0 àd braccia ; e in generule Monco (Aq) a — (Zool.) Genere di pesci cosi detti per similit. perchè non ha# alette o pinne pettorali. Lat. achirus. (Aq) Àchiroe. * (Mit. Gr.) A-chì-ro-e. IV. pr. f ( Dal gr. achir senza ^ no, e rhoo io vaglio, io fo impeto. ) — Nipote di Marte , rflttir* di Palieneo e di Meteo. (Mit) Achiroi-ora. (Bot.) A-chi-rò-fo-ra. Sf. Lat. acbyrophora. (Dal g r * chyron paglia, e phero io porto.) Genere di mante , cosi dettep er che hanno un ricettacolo carico di pagliuole. (Aq) Achirokia. (Bot.) A-cbi-rò-ni-a. Sf. Lat. achyronia. (Dal gr. achf 7 ^ paglia.) Genere di piante, così dette per avere il loro calice a C‘> u r denti , uno de’quali inferiore è allungato a modo di paglia bifidadflw Achità. * (Geog.) A-cbì-ta. Città del Giappone. (G) Achiti. * (Geog.) A-chì-ti. Popoli dell’Arabia. (G) , Achitobbe, * A-chi-tòb-be , Achitob. IV* pr.m. Lat. Acbitob. (Dall’ eP ' ach fratello , e tob buono. ) (B) Achitofelle , * A-chi-to-fèl-le , Achitòfel. N. pr. m. Lat. Acbitop llf ' ( DallVbr. ach fratello , e taphal unire: Fratello unito.) (B) , u Achittare , A-chit-tà-re. IV. pass. Termine del giuoco del bigh^ K. Achitto. (Dal fr. $ acquitter.) (A) Achitto, À-cbìt-to. Sm. Frances. del giuoco del bigliardo. Il mi^ la palla a bersaglio di colui che primo ha da giuocare. (A) f », A chius’occhi. Posto avverhial. vale lo stesso che Alla cieca. ** a operlis oculis. Seti. ben. Farch. 4 • ^7. Sogliono i Re donare ale 1 * ^ volta, e massimamente nelle guerre , molte cose a cliins’occhi. 105. E come dir, quasi a chius’ocelli andar Ira’muricciuoli del vlV ' f,l ° r r) polrebbonO’^ (?) puoi * 1 limano. >5 òalv. Avveri. 1,2.12. Dal Villani,da picciol numero io tutte le voci , quasi a chius’ocrbi, e tutti Achla. * (Geog.) Fiume della Russia. (G) Achlatte. * (Geog.) A-chlàt-tc. Città della grande Armenia. Acluschehali. (A=tr.) A-chlu-schc-ma'li. (Da gr. achlys caligiu *-’C schema forma, figura j quasi voglia dir i : Di fórma caliginosa .).^' 7 della costellazione chiamata Corona boreale. (Diz. Mat.) Àchmet, * N. pr. m. — Imperatore ottomano. (Van) Achne. * (Geog.) Ichue. Città della Tessaglia. (G) . Achnimo. * (Geog.) A-chni-mo , Echmin. Città dell'Alto Egitto, (fi* Achoali. * (Geog.) A-cbò-a-li. Popoli dell’ Arabia Felice. (B) * Achola. * (Geog-) A-chò-la , Elalia. Ant. cit. d’Africa sul Mcd^ ranco. (G) Achomeni. * (Geog.) À-chò*me-ni. Popoli dell' Arabia Felice. (B) Aciiriana. * (Geog.) A-cbri-à-na. Città dell’ Ircania. (G) Achrida. * (Geog.)’A-cbri-da, Ocrida. Città d'Albania. (G) Aci , * Acide. N pr. com. Lat. Acis , Acides. ( Dal gr. ave p 1 ago.) — Amante di Galatea. (B) (Mit) a — * (Geog.) Acilio , Acizio. Fiume di Sicilia. (G) ft Acia. (Bot.) À-ci-a. Sf Lat. Acia. ( Dal Jat. acies che procede daI ^ ace pillila. ) Genere di piante della monadt lfia deenndria , cosi d É perchè le loro foglie, sono alterne , ovali e puntute. (Aq) , ^ 2 — * (Ant.) Strumento , Utensìle de ricamatovi presso gli antichi- fòli, A ciancia* Pto avverò, è lo stesso che A o Per beile. Dant.Par. Non prcndan i mortali il voto a ciancia. (V) g, Acianolessia. * (Mcd.) A*ci-a-no-les-si-a. Sf. Lat. acyanoblessia. ■ fi ( Da a priv., cyanes azzurro, e blepo io veggo. ) Fizio della che consìste nel non discernere il color azzurro. (A. O.) Acianto. (Bot.) A-ci-àn-to. Sm. IaiI. acianthns. ( DJ gr. ace p nn taglio, e da anthos fiore.) Genere di piante , così dette per a^ ere parte più visibile del fiore , ossia la corolla, a petali afflati. (A ace.) Genere d'insetti così nominati , perchè alcune specie di §. e il genere hanno i palpi mascellari in forma di ascia o triangolar 1 alcune altre specie hanno le guaine terminate in punta. (Aq) t Acioetto , A-ci-dct-to. Add. m. dim . di Acido. [ Che è alquanto a ^ ed alla latina, Subacido.] Lat. acidulus. Gr. v-reo&s. Saìv. ftf ^ 352 . Chiama con elegante traslato ec. lazzi sorM, che tanto e da . f i quanto acidi, onde, lazeruola fruita, in ispagnuoio dzerola, *> acidula, cioè acidetta, verme ad essere appellata. I acidezza ■ li 3 forza di sost. ] Iied. Cuns. ì. 58. Le bevande tendano più Ae, u ‘ UC ‘ dcUo die dolce. A(;iui, 2ZA ’ [ò/i) Lo stesso che Acidità. V. Ile Sf. pi. Sostanze formanti la prima classe nel sistema mì- 0 ll . - , H v-aum.) A-ci-do. Sin. Nome generico di un composto indeterminato «eut . Recando /’ organo del gusto , lo pizzica , lo punge , e glifi mici 6 Un sa P°re che partecipa dell' agro e dell ’ aspro. Secondo ì chi - o c gd Acidi sono sostanze liquide , solide o gasose , miti p er ! 1 ° Sl g e , pungenti e volatili , o Jisse e senza odore ; e debbono 0 f Jlu la loro origine alla combinazione dell* ossigeno con basi o (e i uc ^ìficabili , fornite da’ tre regni della natura , e da tutte f ì l iQit? UZe setìl plici, non escluso i idrogeno. Le quali combinazioni liuti u ° ^ r<1 ^ 1 ; p r l'na quantità d'ossigeno converte alcuni corpi in i lh { 13 l< 1 seconda in quella classe di acidi i cui nomi specifici so- HieA* 1 dalle particolari loro basì che si fanno terminare in oso, co- solforoso ; il terzo grado di ossigenazione li porta in quella H 0 di acidi distinti dalla desinenza in ico , come Acido solforico} lo E * (Geog.) A-ci-dó-ne. Lat. Acidas.Fmme del Peloponneso.(G) HtH ** 1 ;! S0, (Chini.) A-ci-do sa-!i-no. Add- ni. Misto d’acido e di sa- ] c * Red. Cons. Continuato uso di siero , per addolcire con esso quel* i nY' 1 , 1 . 10 '^ acidosaline, delle quali sono un poco trop U ' ' ro , Ss ' bianchì. (A) Lat. acidoton* (Dal gr. acis , idos Pianta che dà fuori delle perchè i foro ramoscelli ùna'P*- (Cianite Farm.) A-ci-du-Ià-r e, Atl.Render di sapore acidetlo Ac 1;)IJ o ultra cosa simile con la giunta di alquanto acido. (B) ’ A-ci-du-là-to. Add. m. di Acidulare. Rendalo di sapore al- 4C- acida. (B) lat. A-cì du-lo. Add. m. V. L. Lo stesso che Addetto. V. ( Dui "e a ® w “ulm.) Salvia. Disc. 1 . b5ì. Quasi acidula, cioè addetta , ven- * " (St e ^s e a PFellata. (B) (N) acQ , ^0 dgg. di Acqua, e vale Acqua minerale renduta di sapóre la f fi 1 Sa* acido carbonico che vi si contiene , e qualche rara voi- a (r\ ■ ac *di Uberi . Ai usa anche in forza di sost. (B) . Wr U, ??‘) di Sale quando ha eccesso di acido . ed anche de* (A), (B) v > ^’Ci-dù-vnc. Cosa acida- Lat. acidum. Gr. o|è. Red. Sc °ì'Ùo*rV^ mal l‘ua ella pigliasse sei once e non più di siero A a cid > ec - nou rcso ac ido coi^ sugo di limone , nè con al- A p 111 * 111:1 P uro e semplice ee. ^■' c At 0 -* r °ffP uvverb. vale Aommamente. Lat. somme, maxime. Gr. r dà. * lr • Triti. Dolgousi di voi a ciclo, e hanuo ragione in ve- ^ra ar , *Suoc. 1 ■ Credendosi ec. che ella sia sorella della si- A Vlc u un dispiacere a cielo. Car. leu. 1 . 6. Messer Lodo- A tutl ° vostro, e vi celehra a cielo. 5£o, '-2.s5°n ER T 0 ‘ P° sLo aiVeì 'b- All una aperta fu piena campagna. Remò. A ^ Se *iza i ' ue ‘^ an °tlc con gran timorea ciclo scuperto, senza padiglioni C i Ss U. * f >ars b passarono. E i.y8. A cielo scoperto dormire. (V) * u t. £ e< ?0 A-ci-e-sì-a. Sf. V- G. Lat. acyesis. (Da o priv., e ceso « ^, Acìp'^ 10 co . ncc P^ sc0 ') Sterilita, ovvero Difetto di poter concepire'. fif* Acis ^ a » Acizia, Acieside, sic. (Aq) A Cì °4 In in< ) A-ci-fór-me. Add. com. { Dal Ut. acus e da forma ; . * u JOiUYIa ri; -_\ A.. -. a: ..u:.\ . . ■ J 7 Acimo . naia aquilino.) (B) a — * (Geog.) Antica città delle Gallie. (G) Acilisese. * (Geog.) A-ci-U-sè-ntì. Contrada dell* Armenia. (G) Aó\i.LiKoSAa£Crtdna. (G) AcieiÀst. * (Geog.) A-ci-nà-si. Fiume della Colchide. (G) Acmco, * (Geog.) A-cin-co. Antica città della Pannotua. (G) Acmmuo. * (Med.) A-cin-dì-no. Add. m. F". G. Lat. aciiKlynus. ( Da a priv. , e cind/nos pericolo.) Sifiloma indicante essere il male senza pericolo. (A. O.) Acindino. * N. pr. m. Lat. Acindynus. (B) Acisessià. * (Med.) A-ci-nes-si-a. Sf K- G. Lat. acinessia. (Da a priv., e chioso fui. di ceneo io muovo.) Immobilità. Intervallo tra la diastole e la sistole del polso. (A. O.) Acinkto , * A-ci-nè-to. N. pr. m .— Figliuolo di Ercole. (Dal gr.aprìv-, e cinetes motore, agitatore.) (B) (Mit) Acmi. * (Hot.) ’A-ci-ni. Sm. pi. Lat . acini. Piccole bacche riunite iti grappolo. (A. 0.) Acjkifokme. * (St.N.) A ci-ni-f6r-me. Add.com . Lat. aciniformis. Agg. della coroide per la sua rassomiglianza ad migrano d’ uva nini. (A. 0 .) Acino. (Bot.) 'A-cì-no. Sm. fngen. piccolo frutto malie , sugoso^ quasi trasparente , uniloculare , che racchiude più granelli ossei} in partici] il granello dell uva. Gr. p\ig. (Dal lat.ocir/Uf.) Cr.if.20.1 . Da apparecchiare e acconciar son le tina in que’ luoghi dove usanza è di bollire il vino co'suo’raspi e acini. E cap.21. 2. Altri le pruovan così ft'uvc) : d'uno spesso grappolo ne traggono un acino. Pallad. Z. g. Quelle che intra le caligini e nebbie fioriscono più sicure e con duri acini, a — Quella specie di seme eli è nel granello del! uva , comunem. Vinacciuolo. Lor. Med■ Com. 16$. E chi crederebbe, che d’uno piccolo acino di uva, nel quale non sì vede colqre, odore o sapore, certo si generasse la vite con tante degne qualità? 3 — Specie di limo annuale comune ne' co'U calcarei, l'odore del quale è meno aromatico di quel de' giardini ; pianta annuale che nasce in Grecia e in Italia. Lat. thyraus acinos Lin. Gr. ciy.iv 0?. Mail. disc. 2-p.yjo.L’ acino produce i ramoscelli sottili e secchi. (B) 4 — La Nepitella selvatica. V. (B) Acinoforà. (Bot ) A-ci-nò-fo-ra. Sf. Lat. adnophora. ( Dal lat. acinus acino , e fèro io porto.) Genere di funghi , così delti perchè offrono per carattere un cappello stipitato , in origine globuloso^ in seguilo frastagliato , contenente internamente dei gongili ossia gemme seminifere, molli , aciniformi. (Aq) Acinoso , A-ci-nó-so. Add. w. Fieno di acini. Lat. botruosus» Chiabr. Fendem. 5. Rim. 2. 3i2. La vite su gli arsicci monti, Che di graspi acinosi il palo aggravi. (V) 2 — ($>LÌ$.)LaLhotiyliciió.Fatto a foggia di grappolo.Stalattili acinose f A) 3 — (Anat.) I notomistì chiamano Acinosi alcuni globetli riuniti insieme a foggia di grappolo. Cocch. lez . Globetti prominenti molto maggiori delle vessico!c,rotoudI, acinosi sotto la membrana deU'ovarìo.(A) Acintu. (Zool.) A-cìn-Ui. Sm. Uccello messicano del genere della folaga. Ha i piedi giidli o verdastri , e tutta la sua piuma è d'un porporino nericcio frammischiata d' alcune penne bianche. Lat. fulica purpurea Li/). (B) À ciocca, a. ciocca.. Posto avvevb. vale Una ciocca per volta. 2 — (A brancate , A manate.] Ar- Fur. io. *33. Le mani si caccia Ne’ capei d’oro , e a. ciocca a ciocca straccia. A ciocche. Posto avverb.z^ In abbondanza. Lat. copiose. Gt\ -a$ 3 -ova>». Morg . 27. 5f< Lucifero"’ec. trangugiava a ciocche L’anime che pio- veau de* Saracini. A ciocche a ciocche. * Lo stesso che A mille a mille. Soldani. N.Sp,(0) AciaocOME.* (Mil.Gr.) A-ci-rò-co-mc. Add.m.F.G. (Dal gr. a priv., Ciro io toso, c come chioma : Intonso.) —Soprannome d* Apollo. (Mit) di autorità in una u. ma di ago.) Agg. di cristallizzazione. (Boss) (làeog.) ’A-ci-la. Città della Arabia Felice. (G) (Geog.) A.-ci-\ì-na , Aquilina. Città dell'Illirio. (G) Improprietà ..... ...__ _ scusi per una figura la quale si chiama Arcirologia. (A) Aciaosr. * (Leti.) A-ci-rò-si. Sfi F~. G. Mancanza persona. (Da a priv., e efros autoriià.) (Z) AcisasTF-aa. (Bot.) A-ci-sàu-le-ra. Sf. Lat. acisanlera. (Dal gr. ace pillila , rd anthera antera.) Genere di piante, cosi dette perchè le antere del tiro fiore terminano in punta. (Aq) Agisco r.o , * A-ci-sco-lo. N. pr. m Lai. Aciscolus. (Dal gr. ace punta, e scolios torto : Punta torta.) (B) Aiutai? 1. * (Geog.) A-ci-tà-ni, Iaccetani. Popoli delle Spagne. (G) AciTAHOKi.*(Geog.) A-cì-ta-rtì-ni.Centroni. Popoli delle Aipi Graie. (G) Aciteko.* (Geog.) A-ci-té-no, Acitio, oggi Birgi .Fiume della Sicilia. (G) Acca , * (Geog.) Città della Nuova Granata. (G) Actasto. * (Ott.) A-età-sto, Add. m. F. G. ( Da a priv. , e clastao io frango. Vale , secondo il Leihnizio , ciò che ha le proprietà richieste •per rifranger la luce, e tuttavia la fa passare senza rifrangerla ) (Z) Acueidii. (Zool.) A-ele-ì-di-i. Sm.pt. Lat. aclcidii- (Dal gr. a priv. .eoli- dion clavicola.) Famiglia d'animali quadrupedi, cosi delti perche uno Ad loro caratteri distintivi si è dì essere privi di clavicole. (Aq) Ac,u. (Med.) Sm. Oscuramento , Ottenebramento della vista prodotto da tt/cera superficiale al centro della cornea tri. spora t rimpetlo alla: pupilla. — Ulcere o cicatrice che produce questo oscuramento. —, Aclide", io4 ACLIBU Aclìocfe , sin. Lat. achlys, achlyodes. (Dal gr. achlys caligine degli occhi , caligine in generale, onde achlyodes , caliginoso.)(A, O.) 2 — * (Mit.) Dea cieli oscurità e delle tenebre . (G) Aclibia. * (Geog.) A-cU-bi-a.Lflf.Clybia. Città della Reg. eli Tunisi.(G) Acude. (Mal) A-cli-dc. Sm. Lo stesso che Adi. K* (A. 0 .) 2 — * (Arche.) Specie di giavellotto presso i Romani. (Mit) Acu.ma,*A- clì-ma. N.prf.Lat. Achilia.(Dali’ebr.acù fratello, c litntid erudito: Fratello erudito, o Erudita dal fratello.)_ Sorella e sposa diCaino.(JSlW) Acltode. (Med.) A-cli-ó-de. Sfi Lo stesso che Acli. L r . (A. O.) Acliìemb. * (Grog.) A-di-sc-ne. Contrada d'Armenia. (G) Ac.ma. (Med.) Sfi Grecismo medico , esprimente V incremento o il pai alto grado della malattia. Il suo opposto è Paraculi. —, Acme , sin . (Da! gr. acme robustezza , colmo.) (A) ÀCMASTfCA. * (Med.) Ac-mà-sti-ca. Add. fi V. G. Lai. acmastica. (Dal gr. acmazn , io sono nel colmo.) Agg- difebbre che dal principio alla Jine non aumenta d' intensità. (A. O.) Acme. * (Med.) Sfi Lo stesso che Acma. V. (Aq) 2 — * (Mit.) Libro sacro de Drusi. (Mit) Acmeide. * (Mit. Gr.) Ac-niè-i-de, AcmeiJeo. Add. m. V. G. (Dal gr. acme vigore di età, robustezza , cd idos faccia : Faccia , Aspetto di rubustezza.) Soprannome di Pane. (Mit) Acajella. (Bot.) Ac-mcMa. Sfi Lat. acmella. (Dal gr. acme punta.) Genere. di piante della famiglia delle corimbifere e della classe singenesia eguale , così dette dal gusto piccante delle loro foglie . La piu nota è Acmella , lai. spilanthus macmcila, pianta medicinale che cresce nel! Indiarti sapore amaro,caldo e molto stimolante. (Aq) (A.O.) (N) Acmeone , * Ac-me-ó-nc, Acmonc. N. pr . m. Lat. Acmeon. ( Dal gr. acmenos di età fiorente.) (B) Acmenidi. * (Mit. Gr.) Ac-mé-m-di. Sf pi. (Dal gr. acmenos , di età fiorente.) — JSinfe di Vènere. (Mit) Acmodi. * (Geog.) Ac-mó-di. Lat. Acmodcs. Isole poste da Plinio tra le Britanniche e le Orcadi. (G) Acmone, * Ac-mó-ne. i\ T . pr. m. Lo stesso che Acmeonc. V. (Dal gr. acmon incudine.) (B) Acmoma. * (Geog.) Ac-mò-ni-a. Città della Dacia. — dell' Asia minore . —» delta Frigia maggiore .— Celebre foresta presso il Termodonlef G) Acmomde , * Ac-mò-ni-de. N. pr. m. (Dal gr. acmon incudine .)—Uno de* Ciclopi. (B) (Mit) Acquerò. (Bot.) Ac-ua-lé-ro, Sm. V. G. L,at. achnathcrum. (Da achne paglietta, c athev resta.) Genere di piante gramignacee , cosi dette perchè i loro caratteri principali c differenziali consistono nelle glume , l'inferiore delle quali è incavata, guarnita di due denti e di una resta curvata ed attortigliata. (Aq) (N) Acne. * (Med.) Sin-Lat. achne. Gr. òL-gvi). Filaccia o Ras natura di panno lini logori per fare stuelli e taste. — Piccola pozione di muco situata innanzi la cornea • (A. O.) 2 * Tubercoletto infiammatorio e duro che si manifèsta nel volto . —, Aera , Varo , sin. Lat. varus. (A. 0 .) Acneuia. (Bot.) Ac-nè-ri-a. Sf. Lat. achneria. (Dal gr. achne pagliuola, guscio delle biade.) Genere di piante gramignacee che hanno la gluma ossia paglia inferiore molto più breve che nelle congeneri , e ciò per essere priva della resta. (Aq) Ao'iDA.(Bot.) , Ac-ni-da.i 5 , /.X«/.acnida.(Da a priv., e cnide ortica.) Genere di piante della diaccia pentagnùa, così dette perchè si assomigliano att orti che , ma non pungono. (Aq) Acnodonto. (Bot.) Ac-no-dóa-to. Sm. Lat. achnodonton. (Da achne pa- gliuola , e odus, odontos dente.) Genere di piante , cosi dette perchè hanno hi paglietta inferiore della gluma troncata a tre o più denti 9 la superiore smarginata, alcune volte bidentata. (Aq) Aco. Sm. V.poet.Lo stesso che Ago.V.L'r.lac. T.2.'Ó2.6. Altri fa Paco alicorno Ed altri là la svrL-n (y)Car.£n.5.36i. Al vincitore Presentò di broccato un ricco arnese, Che d’ostro a groppi sopra l’oro avea Doppio un lavoro di ricamo e duco .E E furo i doni, una cretese ancella, Foloe di nome, e di teiaro e d’aco Maestra esperta e da Minerva istruitaci)) Aco. * N- pr. m. ( Dal gr. acos rimedio. ) — Figlio di Valcuno e di Agiata. (B) (ÌVIÌt) Acoba. * (Geog.) A-cò-ba. Città del Portogallo. (G) AcooAMBA. * (Geog.) A-co-bàm-ba. Città del Perù. (G) Acoborue , * A-co-bòr-rc, Acobor. N. pr. m. Lai. Achobor. (Dall* ebr. ghuachbar topo, sorcio.) (B) Acoclani.* (Geog.) A-co-cIà-ni. Indiani guerrieri nella NuavaSpagna. (G) A coda ni rondine. Posto avverò. [.Dal largo allo stretto , e] si dicedi Alcune commettiture che usano gli artefici , per tenere insieme parti di legno, ferro e simili , che per la figura che si dà loro , che va dal largo allo stretto, non possono facilmente disgiugnersi. —, A conio, sitìl)» Benv.Celi. Oref.ifrj. Bisognava formarlo di più di cento pezzi, i quali avrei tutti commessi a coda di rondine. (V) A cola. * (Geog.) ’A-co-la. Citta dell Sicilia .— della Media■ (G) AcoLAsu.*(Med.) A-coda-si a.Sf. V.G.Lat. acolasia.(Dal gr.acolasia intem- pcrtmzn.) Intemperanza nel mangiare,nel bere,nei piaceri veneri Acolasto. * (Med.) A-codà-sto. Add. e sm. Lat. ac.olastus.(Dal gc.acola- stos intemperante, lascivo.) Uomo intemperante , smodato, lascivo. (A.O.) Acoliti. * (Lett.) A-cò-H-ti. Sm. pt.Così i Greci chàmmvan gli Stoici e tutti quelli che fossero inamovibili nelle loro risoluzioni.(f uron cosi detti da acalnthos pedissequo; poiché seguivano pertinacemente ì dogmi di un capo di setta.) — Uffìziali della corte di Costantinopoli. (Mit) A colla. (Piti.) Posto avverò. Maniera di colorire ; e si dice qualora si dipinge con colori stemperati in colla di lambeUucci o simile. Vardi. lez. 2t5. Oltra le diverse maniere c modi di lavorare e colorire in fresco, a olio, a tempra, a colla e a guazzo, la pittura fa scorciare cc. A collo. P % osto avverò.Lo stesso che In collo. Colv. Porsi= Addossarsi. Am.ant.53.Qaul grave cosa a collo si pone colui che comanda ec.? (V) A coljio. Posto avveri, [lo stessè che Al colmo, À misura colma.] V. Colmo, add> ACONTE Acolo. * (Med.) À-cò-lo. Sni. Lat. acholus. (Dal gr. a priy., e c/zohjbih’i fiele, ira. ) Uomo non isdegnoso . (A. O.) Acoloe, * A-còdo-e. N. pr. f. (Dal gr. a priv. od intensiva, e da lios irato; il che può significare Molto irata, o Crudele scnz’i r3 * ossia Freddamente crudele.) — Una delle Arpie. (B) (Mit) Acologu. * (Mal.) A-co-Jo-gi-a. Sf Lat. acoiogia. (Dal gr. acos ri 0C ' dio, e logos discorso.) Cognizione de' mezzi terapeutici , o solan ie,lte chirurgici. —, Farmacologia , sin. (A. O.) _ A colpa. * Posto avverbial. Per quanto alla colpa. Fr. Giord. l'anima avesse mille minia peccata , tutti li purga a pena e a colf 3, tanta virtù ha {il battesimo ). (V) Acqua. * (Geog.) A-có-ma. Citta della Nuova Spagna. (G) Acomacco. * (Geog.) A-co-màc-co. Distretto della Virginia. (S) Acomia. * (Med.) A-co-mì-a. Sfi V. G. Lai. acumia. (Da a priv*? c c °" me chioma.) Mancanza di capelli. (A. O.) A compagna. * Posto avverò. Di o Incumpag ma, Insieme, Bella N. Sp. CO) ' . . A compagnia. * Posto avverb. = In compagnia, Insieme. Fr. Gw' a ; 3ng. Ed icran con lui ( Cristo ) a compagina lutti i santi e 1’ giuste ch’egli trasse del ninfcrno. (V) A comparazione. * Posto avverbial.— Comparativamente , In parag°' ,e ‘ —, A comparazione, A confronto, sin ■ Fior. S. Frane. 5. Su tutte cose olorose del mondo fossero istate regimate insieme, sarebbero p 1 ' rute uno puzzo a comparazione di quell’ odore. (Y) A cOMPERAziONE.*^roei'i!i. p r A. F.e di’ A comparazione .Bemb.Pros. 3-2°* Sono a luto cd a petto, che quello stesso vagliono, cioè a compcrazionu.( ’ / A competenza.*.C osto avverb.=d- gara. —, A concorrenza, sin. Col v.And^ =3 Competere, Emulare, Gareggiare. V. Andare e Competenza- (*" A compiacenza. * Posto a fuerbial. Col r-Andurc—Compiacere. f r - ( ' oS> ' piacenza. (0) • A compimento. Posto avverb. vale Compiutamente. Dittam. 2 . 4- V, non ti posso dire a compimento Di Cleopatra ee. 3) Imr. C»' 1 ; 23. Però ti priego clic vegni meco , e taccimi il tuo servigio a co |B pimento. (Pr) Com. Dant. Inf. proem. L’eterna morte, rodouJ° tormentando li peccatori, inai nuli li consuma a compimento. (N) A compito. Posto avverb. col verbo Leggere è quello accoppiar le l ctl ‘‘ j’tf a ìfi QlU/tJìa nha frtttitr . t ut t . ___." ^ compito leggendo , lilialmente In sunto apprende. 2 — fare un lavoro o altra qualunque cosa a compito = Farne un> quantità assegnata determinatamente. Cecch. esalt. cr. 2 . 4 Tre D 5 ' al bujo ha da filar la fante A compito ec. A comune. Posto avverb- In comune, Di più insieme. Lai. commuovi in commune. Gr. s is noWi'. Seti. ben. F arch.y.c i.lo ho giustamente -AciCA.'(Geog.) A-co-nà-gi-ca. Fiume, Vulcano, e Prov. del ChiFlyJ A cotscio.* Posto avverbiale In ordine, In assetto.—, In concio, siti'"' Concio sosl. (O) A concordia. * Posto avverb. Col v. Venire o simili ^Concordare, sar di buon concerto. Bocc. g. 5. n. dp (O) A concorrenza. * Posto avverb. Lo stesso che A competenza. V. Prova® A concorso. * Posto avverb. Lo stesso che A concorrenza. V■ Cr. ^ voce Andare a concorso. (0) — Acondilo. * (Med.) A-còn-di-lo. Add. e sm. V. G. Lat. acondylo s -jr ^ a priv., e condylos giuntura, nodo del dito.) È il nome che si d*^ una persona che abbia le dita delle mani cosi grasse che non ^ scorgano i nodi o giunture. (Aq; _ ), A condizione. Posto avveri), vale Condizionatamente, A patti. Lat ■ s conditionc. Amet. 4 Gli rendeo la cercata Euridice a condizione. ,|j A coni-ino. Posto avverb.In confine, Confinanle.Borgh. F'ies.n4‘Q lì pf) che sono a cordino, si veggono generalmente più vicini che aulici- ( , A confronto. * AvveMal. Lo stesso che A comparazione. LCConfrouhH 2 — * E dicesi anche A suo confronto. (Pi) , f j- A.cosFoswxE.-Posloawerb. Confusamente.Fr. Guiu.Lett.l.bE ciò co»°Yr mó tutto e nel pregiamo, ma inale e bene riccveinoc usiamo a coufusionC'k A costo. * Posto avverbial. Lo stesso che A coda di rondine. b r, \ Aconiti. * (Geog.) A-cù-ui-ti. Antichi popoli della Sardegna, fà' 1 ) a Aconitina. * (Chim.) A-co-ui-ti-na. Sf. Sostcmza alcalina rscenlet ,,c scoverta nel sugo deli aconito. (A.O.) , (! t Aconito. (Bot.) À-cò-ni-to. [Sm. Genere di piante perenni della e ^/i poliandria pentagìnia , famiglia delle rantinculacee. Si compatì 0 molte specie distinte tutte per la loro bellezza e celebri pel loro velet in v£ le quali la più comune è l ’Aconito cappello, che cresce ne ’ quasituttal'Europa-, s’adopra in medicina come nervine) informa d‘ eS f to .} Lat.aconitum.Gr.à*omroi'.(Da acona porto di Eraclea, ov’è ùtff, qualche specie di questa pianta fosse molto comune.) Gunr.Past.l ji, 5. Aconito c cicuta Nascer da salutifera radice Non si videi- 2 — Veleno 0 Erba velenosa qualunque, secondo i poeti , i q ul {‘\ 0 j c > leggiarono che nascesse dalla schiuma di Cerbero, quando liS trasse dall’ inferno. (B) (Mit) -gf A consolazione. 'Posto avverb. = Per effetto o A fine di consolete Bocc. Vit. Dant. (O) d A contanti. Cosi assolutamente posto vale Col pagamento ^ moneta effettiva. Lat. praesenti pecunia, numerata pecunia. Jf So. lì- Avvenne, che egli vendè i panni suoi a contanti, e Li/ gnonne bene. Al/eg. 223. Ognuno s’allotterebbe a comprare a c° ti delle sue non lisciate giammengole. , Jp-l Aconte. * (Mit. Gr. ) A-cón-te, N. pr. m. ( Dal gr. acontion d a _ Figlio di Licaone re di Arcadia. (Piti) A Ac A CONTEMPLAZIONE ^ c °n t eo ^ / vr° NE ' * Posto avverò. = In riguardo , A cagione ec. (0) pìetm'j Gr.) A-con-tò-o. IV. pr. m .— Cacciatore convertito in ■&cos Tl * avverò, col v. Stare = Sottoporsi al conto , Pagarla A contra* * r ' D taiC a conto - (0) 2 — ,? 10 * Posto avverò. Lo stesso che A contrario. F. Lat. contra. sotti! vL ,c ? t0 > grado. G. F* 9 . gì. 1 ‘ Fu fatto da que’ d’entro cou c° cca J ] C *° canapi certo ordigno , che venia dalla torre a una tradj 0 j- f )0l ^° di Genova, porlo quale si foro ia e rinfrescava a concini tutta ^ os t e * & i2 > 19‘ 3. Fu preso da’ suoi consorti e vi- co s ^ R e ma ndato a suo contradio fuori della città. u fl0 ARl °* Posto avverbialm. vale A noja , in odio , come Recarsi la qa ù \ COntrar i ° m —)A contradio, sin. Lai. contra. G. V. 6 . 23. f.Per 2 cosa Zo ’mperadore il si recò a contrario. ^ 0s tih IS ^ C ^° ’ S 1 ’ 3 ^ 0 j come A contrario de’nemici. Lat. invitis dr e U i S ,* P"' 7* %3 . 2 . Si mosse d’Alamagna a contrario della ma- è q ( J e C . A era figliuola del Duca d’ Osterich. Cavale. Stolliz, 220 . Non barici * a v * a > anz * ® bisogno che chi vuole vincere , pugni a con- Ac 0K2i J /« l0e P er amore contra odio, servigio contra disservizio, dardp* A-cón-z-ia. Sf. Lat. jaculum. Gr. ccx-ovrlas. (Da acontion Gener' 530 /^’ ° COSa som ‘gfi ante a d un'asta, ovvero da aconlizo io lancio.) pente * 1 Ser P ent * della famiglia degli ojidii ; e propr. Sorta di ser- c4 e t C f trovasi frequentemente in Calabria ed in Sicilia , detto an- sa Gaettone: tutti nomi esprimenti il lanciarsi che fa a gui- e tati - 0 a d dosso agli animali che vuol ferire. E di color verde , mìglio minutamente punteggialo di macchie simili alle granella dèi 2 . 9 e perciò da alcuni antichi fu chiamato Genero. F. (A) (l Ppar ‘ 11 ^ ^ af '' acontias. Specie dì cometa o meteora , il cui capo le n . e v °tondo ed oblungo , e la coda assai lunga e tenue somigliati* Aco*^ U ?° s PÙdo od asta. (Aq) 5 A C( )Nzin * ^ (Geog.) Antica città della Spagna. (G) A-cón-zi-o. IV. vr. m. Lat • Acontius. Gr. àxo'yrioj, (Dal gr. a dardo.) ~ - .. )K *io, ^CO/Jfj 1~ j.1» /->> • »<*•• iVUl* .Cl.lUUll.IO. • «-/buri *WS. ^JL/CU gl, - * ( °f dardo.) — Sposo di Cidippe. (B) (Mit) Acopr Città dell’isola Eubea. — Monte nella Beozia. (G) c WeiVp^^ A-cò-pe. Sm. Lat. acopis. (Dal gr. a priv., e copos stan- la poni' “ leira preziosa trasparente come il vetro, piena di cavità come dio n l ° e ’ con macule color d’oro , che pretendevasi fòsse un rime- ^ Cop £rtT' 7 ^ ; * ? asstt udine. f Aq) A cop ER A ‘ * (Geog.) A-co-pèr-ta, Olbia. Antica città della Nalalia f G) poi! r * T ° * P° s to avverb.= Sotto coperta. Ir. Giord. ig5.ig6. E ancora ' s chif ^ U * :an ^ osene d c g n ^ toccarle, si le toccano a coperto, non per Aco^ * ’ ma P er grande reverenza. (V) Mezzo A-cò-po. Add. e sin. V. G. Lai. acopus. (V. Acope.') to.^p Va kvole a diminuir la fatica.—Linimento adoperalo alale ogget- A cop Pl , e, * ona Cie sopporla intrepidamente qualunque operazione. (A.O.) . 1 Posto nuv/>rl>. Col V. A 1 > 1 1 11'|‘ :—■ Aonrimunirrìnto or.n nltl'n. • Ao ' 0PI ‘1A A P "C' Posto avveri, col v. Andare = Accompagnato con altro . *• co’pp,. ndai ' c a coppia. (O) C 0 / t ' . A coppia. * Posto avverbiale A due a due. Lat-biai. Soder. Alcun; 2 "’ ^ Attaccano (i grappoli) al palco a coppia a coppia .E 127 . c a r! Jr d sel 'lwno (le uve) nelle botti cerchiate e di buon sito , attac- ^cop C0 PPÌ a a coppia. (V) Ar QPi4c T l '^a. » (Cliir.) Sf. Lo stesso che Agopuntura. V. (A.O) A co^n 4 ’ n C G cog.) A-có-ra-ca. Antica città della Siria. (G) A — q\ Posto avveri, vale A dirittura , A un pari.Lat.rccte.Gr.wHda. a p e 0 f Tornate, Stare e simili = Tornare ec. a dramma , Stare Ac U(lI Lat. adamussim , ad unguem. st a ’ tMed.) A-cò-ri. [.5'or] Lat. achorcs. (Dal gr. achor ulcera alla te- Itùtl ygna umida.) [Specie di tigna che attacca principalmente i barn- e d 5 // consiste in tante piccole ulcere che vengono alla testa PAI ie f Uance t e molto si estendono , e fanno molti piccioli buchi alla n e CWI °Aa una sanie viscosa .) Red. cons. i. 278 . Se sia salsa, ^ per lo più nella testa alcuni tumoretti, che hanno nel loro Ao)R i ;°^na piccola ulcera, e son chiamati acori. reo i (. Med 0 A-co-ri-a. Sf F. G. Lat. acoria. (Da a priv., e co- Aco lìls °* n d > saz i°-) Fame insaziabile. (A. 0.) ^ c °«ist \^ Co g-) A-co-rìs. Città dell ’ Egitto. (G) 4 t p | (rr Q°' 1 (Med.)^ A-co-rì-sto ^. Add.m. F. G. Lat. achori.stus.Gr.àx ? '- cl le f a P r iv., e chorì$iqs separato.) Sintomi , accidenti , o segni Acoj^^P^ accompagnano là disposizione di qualche corpo. (A. O.) fogliò A-còr-na. Sf. Pianta annuale spinosa , lanuginosa , con lo i s f Uvic *e, allungate , ed orlate di spine. Il fiore giallo , raggia- < g PPul ùi autunno da un capo ondi esso armato di spine. È *oti ì(n l?f Zie fi. cardo salvatico. (Dal gr. ace punta , e sia da corone Acoro m ’ ^ la c oronis apice, fine.) (A) *e de/fa 1 ’] A ' CÒ ' ro ‘ Lat. acorum. Gr. ajtopov. [Pianta perendo s a a Aasse esandria monoginia ; ha la radice vivace , soda , no - 'ma di spada , alte un piede circa ; ,at ‘ SSI f‘° odore j la radica è più aromatica delle foglie ; ha Ca| atJ1 1 lsc °rbutiche ed antisettiche. P’en'ka tre specie: il volgere detto Gi„ Vl0 ° a , r( jinatico, Calamo odorato, Erba cannella ; il falso o adulterino, l J ì'Kco,. p 'i ° ’ e '^- C0r0 delle Indie.] Piceli.Fior.i/f. L’acoro, secondo ? — * / .f > produce le foglie come quelle dell'iride, ma più strette. 4 Co «po * G, '-> D ‘° delte <™*che. (Mit) 94 . 3. M C0RP0 - Posto avverbi A solo a solo, A testa per testa. G. V.g. Ruberto a SCr Marco cl)be tanta audacia in se, che fece chiedere il Re 8 Accosto. G. F . g. 256 . 1. Si coininciaro i barbacani ec. e fargli a coàta alle dette mura , e al di fuori de’ fossi. Bemb. As . 2. E nel vago ponticello , a costa la fonte, e sotto gli ombrosi allori sedentisi ec. 2 — Posto avverbial • Per fianco. Frane. Barò. 277. 20 . In un punto riposta Nella tua torre a costa. A costante. * Posto avverò. = Costantemente.Fr. Gioi'd.Pred.3.11. Questa è mala catena altresì, e sai come tiene mia fe’ a costante. (V) Acostico. (Med.) A-cò-sti-co. Add. m. F. e di’ Acustico. (A) A costo, A cò-sto. Prep. Appresso. F . Accosto. M. FUI. 2. 2g. Nel primo fosso condussono sessantaquattro scale, e nel fondo a costo delle mura tic. Bocc. Filoc. Uh. 6. 6. 1 cavalieri ragionando , si stavano a costo alla buja nuvola. Ed anche col 4 • caso. (Gin) a — A có-sto. Posto avverb.zzz Con ispesa. Alleg.120. A suo costo mangiar poche e scondite Vivande in fretta, e ber con esse vino Che di canapo sia più che di vite. 3 — A interesse, A usura. Lat. foenori. Gr. eV) ro'xw. Croìi. Morell. 27 3 . Non torre danari a costo ; innanzi vendi il meglio che bai, perchè togliendo a costo tu ti disfaresti. A costole. Posto avverbial. vale A foggia di costole. M. Bin. rim.buri. 216. Però che i lavorati, come ho detto ec. A costole , a cantoni, a martellali, Non ci lascian mai fico ch’abbia foglia (parla de* bicchieri ) A costume. Posto avverbial . A modo. Petr. (Jom. ili. 21. A costume di femmina si maritò a un suo servo ec. contralfaccndo le vergini quando la prima notte dormono col marito. Moral.S. Greg. 5 . 4 - Possiamo dire che dentro da loro sicno raccolti grandi empiti e rivolgimenti , a costume dell’ acqua che allagano. (V) Acota, * (Geog.) A-có-ta. Città della Media. (G) Acotiledone. (Bot.) A-co-ti-le-dó-ne. S. c add. com. F. G. Lat. acoty- lcdoneus* (Da a priv., e cotyledon. V. Couledonei) Agg. del seme o della pianta che manca di cotiledone . — Fegetabile che non ha vero embrione , che è privo di lobi seminali. (Aq) Acotiledonià. * (Bot.) A-co-ti-le-dó-ni-a,. Sf. Lat. acotyledonia. (V. A- cotiledone.) La prima delle grandi divisioni de vegetabili , considerati rispetto alla organizzazione delle loro semenze , e comprende le piante i cui semi son privi di cotiledoni. —, Criptogatnia , sin. (A. 0 ) A cozzi. * Posto avverb . col v. Fare = Cozzare. F. Fare a cozzi, ( 0 ) Acqua, A-cqua, [Sf. Corpo fluido sparsonel globo , trasparente , elastico , compressibile , e nello stato di purità insipido ed inodoro-, considerato dagli antichi come l ] uno de ’ quattro elementi , [ da taluni filosofi come il principio universale di tutte le cose , e secondo i chimici moderni come un composto d'idrogeno e d ossigeno> cioè 10 parti dell' uno ed 85 dell’ altro. —, Aqua, Aigua, sin. ] Lat. aqua. Gr. tfdwp. Cr. 1 . 4 - L’acqua, ec. è l’uno degli elementi delle cose generate ec., la quale è fredda e umida. 2 — Generalmente si prende per Ogni sorta di acqua naturale.i 5 toc > c./ 2 eJVon corse mai si tosto acqua per doccia A volger ruota di nmlin terragno. Petr. canz. 27. 1. Chiare, fresche e dolci acque, Ove le belle membra Pose colei che sola a me par donna. Red. Ditir. 35 . Sia pur l’acqua .o bianca o fresca, 0 ne’ tonfani sia bruna , Nel suo amor me non invesca. E appresso : Lodi pur Tacque del Nilo II soldan de’ Mammalucchi. 3 — [Mare.] Seti. ben. Farch. 6. 3 i. L’armata ruppe più volte in mare, e fra pochi di ne fu in acqua una nuova. » Dep. Decam . 5 i . La famiglia Da Marc nobile in Genova ha avuti uomini grandi e iamosi in sull’ acqua. (V) 4 —* Fiume. Eav. Esop. 1 5 . Usci dalla città , ed andando fuori pervenne ad un’acqua; e tenendo sopra il ponte ec. miseri per Tacque. (V) 4 106 ACQUA 5 — Pioggia. Lat. imber. Gr. Si4ipas. Boco. nov. 55. 5. Ma dopo al- quanto, non faccendo l’acqua alcuna vista di dover ristare, e costoro volendo essere il dì a Firenze ec. cominciarono a camminare. 6 — Orina. Dant. da Maian. Rim* ant . *33. Così riscritto meo parer ti rendo , Nè cangio mai d’ està sentenza mea , Finché tua acqua al medico non stendo. Frane. Sacc. nov. i6y. Portali T acqua tua, e dilli il tuo difetto. E nov. 42. Se gli cominciò a uno a uno a recare in mano (gli orinalij, e guardando Tacque, li diede poi a* fanti. E appresso'. Avendo considerato ec. quelle tante e diverse acque, nè più né meno che facesse un medico. E appresso : M’avete in questa notte appresentato le vostre acque, li vostri segni in questi orinali. E nov. i55. E con poca scienza in su *1 ronzino vecchio procurando Tacque degli orinali ec. 7 — Umor lagrimale. Dant. Purg . i5. Indi m’apparve un'altra con quell’acque Giù per le gote che 1 dolor distilla. E c. 33. Lo giel che m’ era ’ntorno al cuor ristretto, Spirito cd acqua fessi, e con angoscia Per la bocca e per gli occhi usci del petto. (P) S —- * Alcuni sieri naturali del corpo umano. Cocch. Lez. anat. La Locca dell'utero s’apre e s’allarga, si rompon le membrane, l’acqua si versa. (A) 9 — * Umori mal sani che si generano nel corpo degli animali.iW.coiw. 1. <£5. Cert’ acqua mordacctta c pungente che le cala dal naso. (A) 10 — * Siero acquidoso. Onde Bolla acquajuola. F. (A) 11 — * Saliva, Ónde Venir l’acqua alla bocca. F. 61. qui appresso.(A) xa- — * Bevanda. Indi i modi'. Goccia d’ acqua , Bicchier d’ acqua , Vino senz’ acqua , Digiunare in pane e in acqua , ec. (A) ,3 Liquore acqueo che si cava dall*erbe, da' fiori e simili per via di distillazione. Baco. nov. 40* 6. Fe’, la mattina ec. stillare un’acqua, la quale l’avesse , bevendola , tanto a far dormire , quanto esso avvisava di doverlo poter penare a curare. lì — Quella materia [o gomma] che, stemperata con acqua, si dà a’drappi per crescer loro lucentezza e distenderli, [e si chiama anche acqua di gomma, 0 acqua gommala , o semplicemente gomma.'] Alleg. Non dovrebbe parere ostico,se non a qualche stomacuzzo di taflctlà senz'acqua. )5 — Parlandosi di giojc , Colore, Aria, e proptiam, La qualità della loro trasparenza più o meno limpida, o tinta in alcun colore. Benv. Celi. Ore fi ig. Per la qual cosa essendo il diamante sottile, quella aorte d’acqua che egli aveva , cotanto d’acquisto fece, come se ella avesse avuto tutte le sue intere grossczze-(B) Art. Fetr. Ner. Cristallo di montagna, che sia chiaro, senza tcrrcstreità c di bell’ acqua. (A) 16 — * Parlandosi de metalli. La natura liquida che prendono essendo strutti. Benv. Celi. Oref. 1&2. Essendo che quando il bronzo viene in acqua, cotanta è la sua forza che penetra per tali fessure. (V) 17 — * ( Marin. ) Linea d’acqua, Linee d’acqua d’un vascello, F. Linea. (A) 18 — * (Tilt.) Colori ad acqua diconsi quelli stemperati solamente con acqua di gomma , per distìnguerli da’ Colori a olio. (A) 19 — * (Cium.) Fluido che si estrae per distillazione, F. Flemma. (A) ao — * (Anti.) Oggetto di culto presso i Persi, i Greci, i Romani, ed alcuni selvaggi dell’ America settentrionale. (Mit) 21 —■ * (Icon.) PcrsoniHcata sotto le forme di donna nuda , seduta su di una nube o di un luogo elevato , coronata di canne , il tridente nella destra, ed appoggiale la sinistra ad un’ urna che versa acqua in abbondanza. (Mit) 22 — Frasi , e modi proverbiali. Acqua a mulinass E’ fa niente. Cecch. Dot. 2* 11 quale si venne, e arrecò pur di segreto molte reliquie : ma si ! Acqua a mulino. (V) a3 — * Andar all’acqua = Andar al Jìume , al lago, al mare adog- getto di bagnarsi. (A) 24 — * Andar contr’ acqua ss Andar contro la corrente dell’acqua. E fg. Far checchessia contro l'uso o T opinione comune. (A) 25 — * Andar per acqua—Far viaggio sull*acqua, in nave o simili. (A) 26 — * A ogni gran sete ogni acqua è buona. F. Sete. (A) 27 — Aver mantello da ogni acqua. F. Mantello. 28 — Aver un fondo o Essere iu un fondod’aequa a pelo: Dicesi da’ marinari del trovarsi la nave solo in lant’ acqua che basti a reggerla , o anche a sollevarla dopo aver toccato il jondo. (A) 29 — * Bere d’ogtii acquasi Tirare a ogni guadagno o giusto o ingiusto, che anche si dice Bere torbido. Serd. Prov. (A) 30 —* Cb’è acquaboi ra? Dettato della plebe per esprimere cosa di niif na importanza. (I Greci han borboros in senso di limo, e gl’llUrici bara in senso di pantano, di acqua morta , fangosa. Quindi acquaborra equivale ad acqua fangosa ; e però il volgo volendo indicar cosa di si poca importanza, emù’ è l’acqua torbida e limacciosa, suol dire: e eh’è acquaborra ? ) (A) 3/ — * Chi è portato giù dall’acqua si attacca ad ogni spino = Chi è in pericolo procura di salvarsi alla meglio che può , anche con suo danno. Serd. Prov. (A) 3* — Da poi che l’acqua bagnai Dicesi di cosa antica quanto il mondo. Ar. Fur. i3. 72. Ogni virtù che in donue mai sia stata Da poi che ’l fuoco scalda e l’acqua bagna. (P) 33 — * Dar acqua ss Adacquare , Annaffiare , Irrigare . (A) 34 — Dar dell’acqua, Dar acqua = Recare altrui dell'acqua perchè ei possa bere o lavarsi. Ed anche Concedere il ber acqua. (A) 35 — * jj ar T 3 equa = Aprire i condotti donde vieti l’acqua. (A) 36 — * Dar l’acqua a’ drappi, o a’ panni Dar loro il lustro , la- gnatìdoli leggermente con dell acqua , e finii poi passare sotto il mangano o la soppressa. (A) 37 Dar l’acqua alle inani— Fa? lavar le trioni a* commensali prima che entrino a mensa. Lat . cedo aquara minibus. Gr. tòtip x^pots. Ciriff. Calv. 4* Fece di fatto dar l’acqua alle mani Per assettar la brigata a sedere. F. Dare acqua. 38 — Esser acqua cheta. F. Acqua cheta, e per simil. dicesi d'uomo che benché stia cheto , s noi dimostri , operi con somma accortezza. Lasc. ACQUA ARZENTE Gelos. 3. In queste acque chetesi rimane spesso, che non e son profondissime. Cecch. Stiav. 4*5. Perché se bene c’ fa la gatt a ^ ta , Da queste acque chete ti guarda. r ^ 39. — Esser nell’acqua sopra ’l capo, o fino a gola, bocca e simili ^ in un grandissimo travaglio e agitazione , o estrema necessita f ° ^ ricolo. Cron. MoreU. 3zg. Mai non sarò d’ altra voglia per in [ 3 che io fossi coll’acqua alla bocca; e toccavasi con la mano h* 1 * , bocca e ’l naso* Cecch . Incanì. 4-4' 1° son nell’acqua sopra per me, non posso ire a cercar di lei. » Ar. Fur. i.5o. Che eh 1 Tacqua sta fin alla gola, Ben è ostinato se mercé non grida. (M in ' c ', 4<> — Esser più grosso che Tacqua de’ maccheroni : Dicesi d uom° munito , F. Maccherone. gJi . 41 — Far acqua : Dicesi di nave , nella quale per qualche apertura tri V acqua. Lat. cxcipere aquam , rimis fatiscere, Firg. ^ 2 — E per similit. G. F. 12. 45* 2. Perocché per lo lungo la coperta prima di marmi in alcuna parte era rotta e guasta * e cea acqua, a guastava le pinture dentro. . a , J — Provvedersi d’acqua dolce per servigio delle navi. Lai . a£ l ri. Gr. vhpsvsiT^oct. £0, 4 — Orinare. Lat. mejere. Gr. ovpslv. Lib. cur. malatt. Han» 0 ^ tanto impedita L'orina, che talvolta stanno una giornata intera *c poter far acqua. j t , 42 — Far acqua da occhi = Storpiane alcun negozio , Farlo 0* Lat. nihil agere. Patqff. 1. E’ ne fa gran burbanza e salaraojaj v occhi abbiam fatto acqua. 43 — * Far acqua in mi vaglio = Perdere il tempo e la fatica- L ^ 44 —• Far un buco nell’ acqua=s Tentare un* operazione che non rieS ^, Affaticarsi senza fruito. Lat. in aqua scribere, cribro aquam hau^ ., 45 — Fuggir Tacqua sotto le grondaje ss Procurar di fuggire un r.. colo, e andare incontro al medesimo, o ad un altro simile , giare. Lat. de fumo ad flammam. Mal/n. 1. 54 • Crede tornar fra S e f quiete e gaje , E fugge Tacqua sotto le grondaje. Salv. Granch* 1 ' - (i Uh trista a me! parti che noi Avessimo fuggita T acqua sotto Le grono 46 — * Il fiume non ringrossa d'acqua chiara. F. Fiume. (A) ^ 47 — In cent’ anni e cento mesi Torna T acqua ai suoi paesi : la continua rivoluzione delle cose. Frane. Sacch. nov. t6‘ó. Riui- lllC ^ in questo quel proverbio, che dice: in cent'anni e cento mesi t° l’acqua in suo’ paesi. / 48 — L’acqua rovina o rompe i ponti: Lo dicono proverbiali ne \l bevitori di viti pretto, per dannar V uso d’ annacquare il vino. & Ditir. L’ acqua rompe i ponti c gli argini. 49 — L’acqua fa marcire i pali: Dicesi nel medesimo significai 0 precedente. Malm. 7. 4 • S* avvezzi a ber del vino a poco a p° Ch’ ci sa che Tacqua fa marcire i pali. t 50 — Lasciar andar Tacqua alla china, all’ingiù, [Lasciar correre 1,^, verso il chino, oc.] Lasciare andare le cose com’ elle vanno . y eif Dot. 1. 1. Lasciai andar Tacqua alla ’ngiù. Farch. Star.3. Q l0 jJoi batista de’Nobili ec. voltosi ad Alessandro Segni, quasi ripigli* 0 ® lo confortò a lasciar correre T acqua verso il chino, ^ 51 — * Lavare a più acqi xezzzLavar checchessia più volte e serttp re . J acqua netta. ArU Fetr. iNer.1.12. Si macini sottilmente flazajfiLt i sopra porfido, ed in catinelle di terra invetriata con acqua calda si ^ ed a più acque, lasciando sempre posare la zallèra in fondo. B 1 ‘ Si macini sottilmente . . . e sì lavi a più acque calde. (Pr) f t , 52—Lavorar sotfacquaiA^goziareoccwitamercte.Lat.cuniculisopp ,, 8 I i^- 53 — * Metter acqua. Lo stesso che Far acqua, nelsign. del $.4 1t $6 scob . Fiagg.iyS ■ Per lo lungo cammino non T aveano potuto couc (la coccaj in quell’anno; di che ella metteva assai acqua. (Pr) 54 — Ogni acqua immolla. F. Immollare. 55 — Ogni acqua spegne il fuoco. F. Fuoco. . <1 56 — Pestar o Batter Tacqua nel mortajo = Affaticarsi inutilmen p, persuader chi che sia. Cecch. Esaìt. Cr. 2. 1. Ch’egli è un ball e t equa nel mortajo. Berti. Ori. 2. g. 14 • Calci e pugna le me^ 3 ’ non ischerza, Ma T acqua nel mortajo pesta e diguazza. Al 5y —* Prender molta o poc’ acqua =1 Immergersi poco o assai ; che a si dice Pescare. Bocc. C . D. 3. E manifesta cosa di legni leggi crl porsi le navi,equelle senza molta acqua prendere, sopra essa dimorarj’j^, 58 — Sapere in che acqua si pesca = Sapere quel eh' uom fa* A 5y. Ond’io che so ia quauta acqua io pesco ec. ^ 5g — S’intende acqua e non tempesta: 01 dice dichi dà in ecce** 0 ^ Voperare. Cas rini.burl.i. y. Ma pur evintomi’ acqua e non ternp 1 60 — Star fra le due acque = Star s<$csu, x« uuuuiu. mjw.. ^ 61—Venir Tacqua alla bocca, [all’ugola,] Venir Tacquolina = grandemente alcuna cosa. Lat. sali vani movcri. Cecch. Incant. ò* mi fate venir P acqua in sull’ ugola. F. Acquolina. . j# 62 — Vivere, Far roba, [quattrini] in sull’acqua. Si dice d’uomo * strioso. Salv . Spia. 1 . 4 « Viverebbe iu su Tacqua. Segr. Fior- 2. 3. Ed è un uomo che viverebbe in sull’acqua. r 63 — Voler vederne T acqua chiara =: Proseguire ciò che si è ciato fino all' ultimo punto . Lat. ad extremum persequi, ad c usque radere. Acqua acconcia. F Acqua concia. «— acidula, acidulata. ’ Acqua impregnata d'acido carbonico. \p' — AGRA DEGLI ÀV.1DÀ1. * F. Amido. (Gr. P.) , £{$• — angelica. * Acqua medicinale e composta che ha virtù soluti^' ^ aqua angeli a. Red. nel diz. di A. Pasta. La maniera di c0 l’acqua angelica é la seguente ec. (N) » — ardente. * Acquavite , Spirito di vino. Lat. vini spiritila. diz . di A. Pasta. Ho latto continuamente adoperare l'elisir p r °P tis , preparato con l’acqua di cannella, ed ancora fatto con * a plice infusione dell’ acqua ardente. (N) ^ è ,f — aromatica. * Quella in cui sono infusi degli aromi , 0 è stili piante aromatiche. (G.P.) - - s sf' — arzente. Acquavite raffinata, quasi ardente. {Acquavite fi* est* In dubbio. Lat. ha i ' 5 ^ 3 -- ACQUA BARITICA A ,rr^ d< ! °S n ‘ minima particella d acquosità, — , Acquarzente, de ns 5, ret t‘tìcato o concentrato , Spirito di vino, sin.] Lat. aqua arac- n a trr ' ^ r Soder. Coll. 100 . Se ne faccia stillandolo H arzente. Sasg. nai. esp- 5. Dove il sottilissimo spirito del vi- . » 0 - r .. ..----JT„„ n„u„ fSp, trov acqua pazza 107 “ OUg;^. nai. o, iJUVC li JUimioaunv V.V-. , - >! atr( I ua arzente che dir vogliamo, si mantiene sempre bella. Red, *\h UUr ' Quando in vece d'acquavite usò acquarzente fine, e38er * Ver ° quanto fu profferito dal Verulatnio. b attr CA * * ^ ct ì Ua saturata colla barite, (G, P.) Per s Sll ? A,t ‘ E ' * & acqua che si benedice secondo il rito della C - beneo Vl1 & « battezzare, — , Acqua del battesimo , sin. (Ber) 0 „ Ett A. L’acqua che il sacerdote benedice onde aspergevi o/ie secondo il. l'itn rntt.oli.no _.Aeoua santa. sin. Diai, S. ero quanto fu profferito dal Verulatnio. equa saturata colla barite, (G. P.) * L’ acqua che si benedice secondo il rito della Chiesa * -- * 11 - 0 np^ •'■‘'•a. jr_, uequu cue 11 suceruvi-c ventru («.e «^n 5 w’{ Cose 1 . J( y >! ( U [ secondo il rito cattolico ,—,Acqua santa, sin. Dial. S. Greg. **' eocze ^'itogli quest’acqua licnedelta sopra quella coscia inferma. (V) untici , NTE ’ * Che bolle .— La prova dell' acqua bollente era presso gli il j lin<1 maniera di purgazione legale, che si faceva immergendo 0 ^ CCi ? in un vaso et acqua bollente per ritrarne una pietra più " bohh^* “f thn'sh-vi, secondo la qualità del delitto. (A) (N) 1 . j “ P e cie d’acqua minerale _, Acqnaborra , sin. Buon. Pier. hj a.? - acqnaborra a chi ’l legno, a chi la cassia Si richiedeva , , rcobarbaro. "• cetùJT duche in sign. di Acqua limacciosa, E~. 5 . 3o. (N) c ed ro *’ *l/^ecie d acqua acconcia callo zucchero e colle scorze di Cello v cedrat o e simili. Red. Ditir. 36. L’ acqua cedrata Di limon- Lc-re ‘V^ndeggiata Dal nostro Ostello. E cons. 2 . 4- Le loderei il CEl _ at *ma e sera ec. una giara d’ acqua cedrata, e d, ( . T f ‘ -dequa che contiene in dissoluzione muriate d ammoniaca liq UQr a ,? e c °n rame ammoniacale. Si chiama anche Acqua zaffirina, "• cn E - t , 1 cu pro, o di rame ammoniato, ammouiuro di rame liquido. (B) Lat. ' ~ dcr l ua stagnante, che per esser priva di moto nonja rumore. , ' la gnum, aqua stans. Gr. US &.'p vrairtpov. t 1‘ Che vien senza strepito,] M. Vili. 4- 7- Conseguì Din*. dl a Pp>esso 1 ’altro una acqua minuta ' ^uava nella terra. * * J? _ minuta e cheta, che tutta s im- neiia terra. Co * E detto per me taf. p roveri. V. Acqua, (N) Acn 0 ^’ fatta con zucchero e altro per uso di bevanda . — , HUa aernnr'U» ..V, Tv i# unno nsiilva ii/ma sarf*li9ri1 ft odore COn» Acq t J alia C'U/l i6t tGVILCI lt tr uu/ tr fjvi («oc/ U. l/e, , sin. Lat. aqua niulsa , aqua saccbaro et .- -- Clic j' Da mia masnada Lungi seu vada Ogni bigoncia, 3 --o i c ? ua acconcia Colma si sta. per ah * Ces i anc he dell’Acqua preparata per medicamento, per lisciarsi o iiarjy \ US1 - Begner. Crisi . instr. 11 . i 5 . 5. So la madre in cambio di me- - ca aR . °g n * hallo , iu cambio di lavarle il viso coli’ acqua concia ec. ~ <*„ suT\** r - Ac ? ua C0l ' siva - W . , , c qua * ^ c qtia che corre ; contrario di Acqua stagnante, — , a- , iin. ] Mor, S, Greg. Eglino germineranno, cioè fa- - b * ^ / utto fr* P erbe , siccome i salci appresso all’acque corsive. i>er Se Acqua di soavissimo odore , per lo mescolamento di ài~ f ahr 7 i Ue odorose . , con distillazione d‘ ambra , maschio, zibetto e lia D rct S e e legni odorosissimi, m Cecch . Prov. p. 5 y. Gher. Ba- c otnEE T e 11011 corrotta. (IN) n e // a p E T Tu . Cci) * * Acqua minerale gentilmente salata , che scaturisce tucii, R ^ fievole in vicinanza di Monte Catini. Lat. aqua tet- del tòtr • ne l diz. di A. Pasta. Questo medicamento si è V acqua " ftEB UR UCC *° 1 q ,iale ® gentilmente salata. (N) ficatn ATa " * Acqua per mezzo del riposo o della felirazioue chiari - ' ^d 71 r fma P 0lldUe - (E) a ?Sliiac * ■ /,C( l ua freddala col ghiaccio, ocon la neve. — , Acqua dia Cc j u , c ’ a ffi> Acqua gelata, sin- Lat. aqua gelida. Cocch. Leti. L' acqua dcllij Br? 3 l? as(o conviene in tutti i tempi, purché gusto o piacer " tu fiEt Cca vi concorra. (N) " tn CA ' ZZA . * •Specie di acqua cosmetica. (E) " !>l eisx * -dequa che tiene in dissoluzione hi calce, (B) c lheli u oa'"'*" " f >ara ac q u 'i piovana , ordinariamente cattiva , cerne d1 7 Ue r- pe i agn ! : (E l pei cagni. >NE - L’ acqua di certi corpi specialmente salini che ricomparì ’t,^° forma Liamda . allorché nncntì mm/ xi fhn/lnnn. TB] W* Cl - m,Lfu.u iti. vcru Kiuipt òfjcGUll/ruffiLe àuiiui gii e i igu . j. - forma liquida , allorché questi corpi si fondano. (B) U’ Riero cavato dal latte. Lat. serum. Gr. òppo - f^As. . _ —.. „ rr „.. Volg. Mes. j" quando n’é stato cavato il burro , e presso ■ t f to * ta d ; d latte la parte grassa che nuota sopra. E ap- nit,. Q Ìr L’ acqua di latte ec. è assottigliativa e astersiva per la sua cur. malatt. Per solvere il ventre si è ottima 1’ acqua ^ tu ,,, ehìa(nata siero. * Quell' acqua nera e densa entro cui giace il letame Wct 2j dur ! ato infine. (Ag) • 'Alcool ammoniacale succinolo. F.cpireleo di succino ammoniacale del Brugnatelli. È spirito di vino che contiene succìriala d’ ammoniaca. (B) — dx mare. P. Acqua del mare. a — Sorta di color turchino assai chiaro. Lat. caeruleus color. Al- leg. 235 . Canzoncina pel Calcio incarnato ed acqua di mare. 3 — Gioja di questo colore, che pur si dice Acquamarina, U. — ni meve. * L’acqua che si ha dal liquefare la neve , ed. è malsana, e fors' anche una delle c ause de' gozzi. (E) *— di pozzo. * Acqua sorgiva che si attigue dal pozzo. (E) — ni ràbel. Alcoole eterizzato con acido solfòrico. (Par che siastato creduto utile per la morsicatura delle vipere , e però così denominata da ra- bulon , che presso gli Àrabi indica una pianta la quale ha questo uso.) (B) — ni ragia. Olio essenziale distillato dalle varie specie delle rage o resine del pino , e sì adopera nella pittura - —, Acqua rasa, sin. (B) *— divina. * Specie di acqua cosmetica. (E) — voice. L’opposto d 'acqua salata. Si dice delle acque di fonte o di fiume per disti/iguerle da quelle del mare . Firenz. Asia. O Spugna nata dove il mar si folce, Guardati dal passar per acque dolce. (P) — dorata. * Quell' acqua in cui sia stala spenta una verga candente d’oro. Cr. alla v. Dorato. ( 0 ) — to' oro. * Specie di acqua spiritosa , o liquore colorato con zucchero abbronzalo , ove si distillano diversi atomati e si mette un poco dio - ro in foglia. (E) —• epatica. Acqua idrosolfarala. Acqua con acido idrononico, o idro- solfòrico. Acqua con gas idrogeno solforato. ( Acqua creduta utile per Je malattie dei fegato che i Latini dicono hepas^ alisi) (B) — fagedeiyica, Muriato di calce fluido con ossido giallo grigio dì mercurio. (Da phagin mangiare; poiché quest’acqua corrode e quasi mangia le carni bavose c superi!ue.) (B) — fatta. * T. delle saline . V. Fatto. (A) — ferrata o ferruginosa. Lo stesso che Acqua marziale. V. (B) — forte. [Presso i chimici Acido nitroso, Spirito di nitro fumante.] Acqua che si fa con sali e simili materie acri a effetto di partir metalli , o fare altre operazioni possenti. —, Acquafòrte, Acqua stigia, Acqua da partire, sin.Buon. Fier. 2. 4. 18. Cb’usaro in lor per ranno l’acquafòrte 1 . Car. lett. g. 4 Mi par di vedere tuttavia qualche grimaldello, qualche acquafòrte , qualche stregheria , che me lo lievi dinanzi. Fiv. dial. bell . domi. 4 ° 7 * Anzi non pare altro, se non un ducato d J oro, stato nell’acqua forte. a—■ Intaglio d’ acqua forte o ad acqua forte. Rame in cui sieno delineate per via d’ incavo fatto coll acquafòrte ffgure > paesi ec. per imprimere in carta ; e si dice anche cosi la carta stessa in tal modo impressa . [PI. Acqueforti.] Buon. Fier. 3 . 2.9. Nella cui prima carta o frontespizio, Che è opra d’intaglio d’arquaforte, Stampato e il Tempo. — fortissima. * Specie d’ acqua spiritosa e cosmetica• (E) — fredda. * La pruooa dell’ acqua fredda facevasi legando l'accusato come in un gruppo , e così gettandolo nell’acqua : se galleggiava , era colpevole, se no , innocente. Lunier. (N) — fresca. * F. Fresco add. Ed è anche T. delle saline. (A) — grossa. Acqua minerale che contiene sostanze aeriformi in dissoluzione. K, Gas. (B) — inebriante. * Gii antichi sovente ne han fatto menzione^ come di un fenomeno straovdinario c relativo al culto di Bacco : prodigi spiegati dalla qualità delle acque gasose , che hanno un sapor piccante e racchiudono un vapore inebbrianle come il vino. (Mit) — lànfa. y. Lanfa. — , Acqua nanfa, Acqua di fior d’arancio, sin. Morg. 25 . 212. E acqua lanfa è trovata alle mani. F. Acqua nanfa. — lustrale. * Acqua comune presso i Gentili , in cui estinguevasi un tizzone ardente tratto dal fuoco de’ sagrìfiziù F. Lustrale. (A) — madre. L’acqua che rimane della soluzione d’un sale , dopo che il sale ha cristallizzato. (B) — marziale. Una delle acque minerali , che contiene ferro in dissoluzione . Si dice anche di acque che contengono questo metallo disciol- to per arte. (B) — medicata. Spesso è sinonimo d' Acqua minerale. (B) — mercuriale. * y. Nitrato di mercurio. (G. P.) •— minerale. Acqua naturale , che contiene in dissoluzione alcune sostanze straniere gasose o saline esimili^ e che per ordinario si adopera per medicamento. (B) Lat. aqua mineralis. Red. nel diz. di A Pasta. Queste benedette acque minerali, tanto celebrate, lasciano sempre ne’ corpi umani una gran parte della zavorra delle loro miniere. (N) a — minerale artificiata 0 artificiale. * Quella che con chimiche operazioni si compone delle stesse miniere e gas di cui svtio impregnate le acque minerali naturali . (E) — minuta. * Dicesi dell Acquerugiola, y. Acqua cheta. (N) — morta. [ Contrario d’ Acqua viva , e si dice dell' Acqua stagnante in un luogo ; cioè che da se non corre, e non è da altri nè attinta riè agitata .] — , Acqua stagnante, sin, Lat. stagnum , aqua stagnans . lacuna, Gr. vànp GTv.vtp.ov. Rim. ant. Dant. 33 . La terra fa uij suol cìie par di smalto, E l’acqua morta si converte in vetro, Per Ja freddura che di fuor la serra. Disc. Cale. Se noi usiamo con ragione di nominare acqua morta quella che da se non corre, e non è da altri nè attinta né agitata, ec. a — Acque morte dìconsìda'marinai q tefie che circondando la parte superiore dell’arcaccia e del timone , pare che accompagnino il bastimento , e siano stagnanti intorno alla poppa. (S) — nanfa. Folgarmenle Lanfa, sorta d'acqua odorosa cavata per distillazione , e oggi intendiamo propriamente di quella che si distilla dal Jiov d’ arancio. ( Acqua nanfa , e secondo il Lemet'Y , aqua naphae vale propriamente acjjna distillata .* ed è dalf ebr. nuph distillare , 0 nophet distillazione.) Boom nov. 80 . 10. Qual d’acqua di fior d’arqn- «i , qual di fior di gelsomino , e qual d’acqua nanfa. — pazza. * Brodo senza sale. Salviti. B. T. 2. Un brodo senza «ala lo diciamo ph’ acqua pazza, (A) •A. I t 10 8 ACQUA PIENA — piena. La marea maggiore, eh' è la piu alta , chiamasi da! marinari Acqua piena, Acque piene, Eropifondo. (S) — piovana. [Quella che viene dal cielo per la pioggia , e che conservandosi nelle cisterne , dicesi anche acqua di cisterna. Lat. aqua pluvia.] Cr . 2. 14. 4 • L* acqua piovana avvegnaché sia fredda, imper- tauto non ha eccellenza di freddo. » Ricett. Fior. Dell’acque piovane sono migliori quelle che piovono quando il cielo é tranquillo e senza vento. (N) — potabile. * Acqua ordinaria pura da potersi bere. (E) pura. * V acqua ordinaria perchè sia pura e sana vuol essere trasparente, inodorifera, senza sapore sensibile, o almeno senza sapor disgustoso, leggiera, penetrante, viva e fresca. (E) — regia. Acqua fòrte fatta più gagliarda coll' aggiunta del sale ammoniaco, per servizio di scioglier l' oro [ re de' metalli . Presso i chimici è una mistura dell'acido nitrico e dell'acido muriatico .] Art. Fetr.Ner. pr. leu. Molte altre che tutto ’l giorno trovano e fanno oltre alle acque forti, cd acque regie tanto necessarie ai partitori e maestri di zecche de’ principi , per alfinar ori ed argenti, e ridurgli a lor perfezione. E c . 4 °* A lare l’acqua regia, che solve l’oro e gli altri metalli dall’argento. — rosa. Acqua tratta per distillazione dalle rose. Lat. aqua rosacea. Gr, vho.’p p éhtvov. Bòcc. nov • So. 11. Oricanni d’ariento bellissimi, c pieni qual d’acqua rosa, quale ec. M. Aldobr. Se ne stempera uno due con acqua di fior di nipitella e con acqua rosa. Pier. Span. tes . pov. Se ne disfa un poco in acqua rosa, ovvero piovana ec. — rosata. Lo stesso che Acqua rosa. F.Cr.6.64‘2. A colorir la fàccia, prendi le tuberosiladi delle radici del giglio,e seccale, ec. e distempera con acqua rosata. E 6. ng. 1. E di questo, con acqua rosata oc. si faccia epiltimazione. Fit. S. Ant. Gli portoe un’ampolluzza piena di acqua rosata. Pier. Spati, tes. pov. Stempera con acqua rosata ed albume d’ uovo , e metti negli occhi. «—salata * L'Acqua d'onde si estrae il sale,e trovasi nelle m oy e. M o j a. ( A ) — salmastra. Acqua mescolata di acqua salsa e dolce \ come si trova nelle foci de' fiumi che sboccano in mare. (S) — santa. * F. Acqua benedetta. (N) -— solforosa. È acqua minerale , e spesso termale, che contiene gas idrogeno sol furato, o qualche idrosolfuro, o solfuro idroso furato, in dissoluzione. F. Solfo. (B) — sorgiva. * Lo stesso che Acqua di fonte, Acqua viva, ec. (A) — stanca. Perno dell’acqua. Punto della marea che si trova tra il calare ed il crescere, quando C acqua del mare non ha moto sensibile. (S) — sTiGiA. Lo stesso che Acqua forte. V. (B) — termale. Acqua naturale specialmente minerale, la cui temperatura è sensibilmente maggiore di quella dell'atmosfera. (B) Lat. aqua termali. Red. nel diz. di A. Pasta. Queste suddette acque termali prò? ducono gli stessi effetti, tanto allora che son bevute con molti incomodi alla propria sorgente, quanto allora che son bevute nella propria casa con le domestiche e necessarie comodità. (N) — Toi-TANA o TOFFANiA. * Specie di veleno. V. Acquetta. (N) «— vegeto mercuriale di Pressavi!*. Sopraltartì'ato di mercurio sciolto nell’acqua. (B) — vegeto minerale di Goulard. Acetato di piombo fluido ordinariamente con alcool, F. Aceto, Si chiama anche Acqua saturnina o di Saturno, o ossiacetalo dipiombo liquido con alcoole del Brugnatelli . (B) — vitriolica. * Acqua impregnala di sali vitrinlici. (E) — viva. Acqua di vena • —, Acqua viva , Acqua di sorgente , di fontana , sin. ec. Lat. aqua viva. Bocc. nov. g 6 . 4* Avendo d’acqua viva copia, fece un bel vivajo. 2 — [E per similà.] Gr. S. Gir. 4 - 1° gli farò uscire fiumi d ’a* equa viva del suo ventre. ?■— vulneraria. * Acqua spiritosa per applicarsi sulle piaghe e ferite. (E) •— zaffirina., * Acqua preparata con calce, sale ammoniaco e rame .—, Acqua celeste, sin. (Z) Acquacchiato , A-cquac-chià-to, Add. m. Abbattuto, Infiacchito, Spossato. Red.Os.an.io‘ò. A'ticorchè paressero (i lombrichi) molto acquacchiati. Acouaccia, A-cquàc-cia.[A/ , J pegg.d’Acqua. Fir. Rim. 12*3. Che più piacer di quell’acquaccia sola Aveva ayuto , che s’un botticmo Di trebbiali gli passasse por la gola. Aquacedratajo, A-cqua-ce-dra-tà-jo. [ *S , /w. Colui ] che vende acqua cedrala. [In l'oscana si ritiene questo nome a dinotare quegli che co - munem. dicesi altrove Caffettiere, perchè anticamente non vendeva altre bevande che acque cedrate ed amaraschi .—, Acquacedrataio, sin.q Acquàdàgna. * (Geog.) A-cqua-dù-gna. Cit. della delegaz.di Urlano. (G) Acquadolce. * (Geog.) A-cqua-dól-ce. Città della prov. di Nizza. (G) Aoquafrescajo,* A-cqua-fre-scà-jo. Sm. Fenditoi' d'acqua fresca, ed anche indolcita con regolizia o miele .—, Acquafrescaio, sin. F. dell' uso. (A) Acquagione , * A-cqua-giù-ne. Sf Lo stesso che Acquazzone. F. Gran rovescio di pioggia. Salvia, ann. Fier. B. (A) Acquaio , A-cquà-jo. Sm. Condotto fatto per le case , per ricevere ! a- eque che si gettali via .—, Acquaio, sin. Lat. aquarium, Gr. Cè'poxoos. Lihr. son. 88. E quel salta arricciato in sull’acquajo. Burch. 1. 5 o. Ch’egli è difetto del vento marino, Ch’entra in casa pel buco deH’acquajo. 2 _ Luogo o Armario ove la pila deìl’acquajo. Muti. Franz, rim. buri. 2. 4 85 . Un pien rinfrescatolo spegne la sete , Di qualunque stagione orna l’acquajo. 3 — * Nelle sagrestie è Quel luogo dove i sacerdoti si lavano le mani. F usrrr.L’acquajo della sagrestia con certi fanciulli che gettano acqua. AreU Rag. Bandinella attaccala presso all’acquajo, da asciugarsi ternani. (A) 4 — Quel solco a traverso al campo che riceve I’ acqua degli altri solchi. Lat. aquarium. Dav. Colv. 102. Bisogna adunque fare per la (acqua) pioyana acquai spessi attraverso a’ campi. 5 — Andarsene pel buco dell’acquajo = Smagrire, Struggersi insensibilmente. Lat. tabesccre, ipacesccre. Gr. pctpah'ea’San Acquaio. Add. m. Che mena acqua. ACQUATTARE ' a — -dgg. di Solco = Quello a traverso al campo, per ricever V degli altri solchi, e trarrtela fuora. Lat. aquarius sulcus. Or. v "t ’yoiyós. p a llad. Miglior rimedio di tutti si è, mettere un solco aea ra j un sajon vellutato di suo capriccio*e d’opera a coppie di ciliegia acquai 110 f 4 1 — * (Zool.) Agg. di Topo : diconsi Topi acquajuoli quelli che & s tano nelle bucheratiole de' greppi di quelle fòsse per le quali co? l'acqua. Red. Oss . (A) . 5—(Chir.) Agg. di Bolla = Quella eh * è piena d’acqua , Arti.pustula contìnens , hydatis. Gr. v^oltU. Onde il proverbio: Far d’una ho acquajuola un canchero zzz Far seguire da una lieve cagione un 1,1(1 ■ irrerncdiabìle, coll'inasprirla. Salv. Spin. 4 -H' Siete da voi , da V clic d’ una bolla acquajuola avete voluto fare un canchero. » » — E dicesi anche per ignominia. Libr. son. 16. Ancor cing ue e miagola , Bolla acquajuola. E 32 . Sùfiche fantasie son pelle Bolle acquajitolc , e pillole caprine. . Acquamarina, A-cqua-ma-vì-na.tA/^A’orEac/t colore rassomigliante di mare .—, Acqua marina, Acqua di mare, sin. Art. Feti'. Ner. 22. I* lore detto acquamarina è uno de’ principali colori che si dia al ve* E appresso: Per fare un’ acquamarina di garbo e bella, si pigl' cra , ^ 3 — Sorta di pietra preziosa [ di mediocre durezza, e di un le§S ie $ color ceruleo simile a quello del mare, d' onde le venne il nome- * il Berillo di Werner ed una delle varietà dello smeraldo di ^ Benv. Celi. Oref 4 • Connumerano fra le gioje il grisopazio, dS 1 cinto, la spinella, l’acquamarina, la vermiglia, il grisolito cc. ,u Acquapendente. * (Geog.) A-cqua-pen-dèn-te. Lat. Acida. Città Stato della Chiesa. (G) , Acquare , A-cquà-re. l ‘Atti] F. A. Inondare d' acqua , Adacquare. b l Purg. 21. 1. Acquò tutto lo mondo, e indusse io diluvio. Acquartierare. (Milit.) A-cquar-tic-rà-re. N. pass. Pigliar quarti Ritirarsi agli alloggiamenti .—, Aquarticrare, sin. Lat. staiioneiu mere. Aliti. Alatm. Ac. Cr.cc. (A) ^ Acquartierato. (Milit.) A-cquar-tie-rà-to. Add. m. Che ha preso q u tiere. —, Aquarlicrato , sin. (A) Acquaruolo , * A-cqua-ruó-lo. A m. F. Acquatico. Colui che porW* equa da vendere per le strade. Cellin, Fit. Car. Lett. (A) .$ Acquar vo\,o.Add.m.Lo stesso che Acquatico.Car.Lett. 1.104. Credete 3° che noi vi dobbiamo avere invidia? e di che? Di cotcste Ninfe acqnaruo!e*( Acquarzentb. (Chim.) A-cquar-zèn-te. [SfA F. Acqua arzente. ... .. A ^ r> ** r . ' . • * * * • -Jiintir* Acquata. (Marin.) A-cquà-tu. Sf. Lat. aquatio. Luogo dove le navi 1 dono a prender V acqua per bere. (A) 2 —* Far acquata Provvedersi d' acqua per gli usi de' n,armai’ l Acquaticcio , * A-cqua-tìc-cio. Sm’ E così detto in Lombardia e A magna /'Acquerello o Mezzo vino. (A) ^ ^ Acquatico, A-cquà-ti-co. Add. m. Che sta nell acqua , Che ^ ■ Q> equa. —, Aquatico, Aquatile, Acquatile, Acquaruolo, Acqijf) 11 ^ Acquaiuolo, Acquajuolo, sin. Lai. aquaticus. Gr. iVuSpos. 3g. Benedetto sia Iddìo eterno , perocché piu 1 onorano 1 pesci ae 3 — + (Bot.) Agg. di Pianta: Quella che cresce nell’ acqua. (A- 4 — * (Agr.) Àgg. di Terreno .• Quello che la maggior parte dea no è bagnato dui l' acqua. (Ag) Acquatile, A-cquà-ti-le. Add. coni. Acquatico. V. Cr. allav. Fidoc c } 7I7.-..I r\ .---1 :_ j? .- - -.ina*'* Àiagai. Operet. g. Molti amano meglio di passare a nuoto 1 - risico — 1 ' 1 ' ’ ifi loro gran risico , per le imboscate che fanno ai passeggierà » c ° drilli e gl’ ippopotami o cavalli acquatili. (B) „ Acquativo, A-cqua-tì-vo. Add. m. F. A. Acquajuolo. F. Acquatico. ^ . hf iy. È da sapere che nelle parti della più profonda Alm 1 » liae un uccello , ovvero animale acquativo , chiamato hevero. ^',1. Acquato, A-cquà-to. Add. m. —, Adacquato , Innacquato,Inacqua* 0 » Lai. aqua mixtus. Gr. mk. poepivos, vdQtp^s- . 0 JiVm.] Gran pioggia* Lat. imber. Gr.apfipos* l’uve ec^V^* P er ^ piovcvoli acquazzoni, molto sopravvegnenti, torno c l» i‘ ■ 6' $4- 2 * Per grande acquazzone (che '1 terreno (Tinche s j* . e forte , male per la piova si può osteggiare ,) convenne * ^ InJ; i . se P oste. ver So !?, daz, °oe. G. I ■° u eh. 7* • 1t ^ fiume d'Arno crebbe tanto e si di- ac quaz ZQ e a . a gò molto deila città presso alle rive sue ; e per lo detto Celi son r ne ’^ P°8S*° che si chiamava de’ Magnoli di sotto a S. Giorgio ehLucia , si commosse a mina. morg. 24 . E bisognò ? dice; '4 c qÙqz’ SQ C1C ^ v,sc * uo D*Orlando non temeva l’acquazzone, dalla C r , l0ne c d .Acquazzone , benché confuse da Giovan Villani e ® Àtbb 0 iifj SCa ' i mci 'dano d’esser fra loro dilìcrenziate. Acquazione propr. Vee mena a ai ?. Za 5 r ’ s tagno d’acque piovute ; Acquazzone , gran rovescio, la, come. ^ f c qua piovente , una pioggia grande si ma non continua- avverti - at l l «osu 0 s SO N A-cquas-zó-so. Add. m. Piovoso. Lat. pluvius, humidns , anzi cliè f‘j x P*> s - Gr. 4 • 5 . 1. Il cielo di mezzana qualità caldo *o so . , do csser dee, secco piuttosto che umido ovvero acquaz- ^diorul,,. i * y 2 ‘ Pi coiolo fiume ne’tempi estivi pQvcrissimo d’onde, c , Ptiinaver C **' 3 uc *i e negli aquazzosi. Allcg. Mét. E quante volle la ” c Qce Ali ‘ f ca ccia ’l verno, e ’l Montone succede all’acquazzoso Pesce. * C(lu alli E * (Vet.) Malattia cutanea che offende le gambe de* ^doi4 ^ Qr , ? Ul gonfiano ) e ne trapela una specie di marcia. (Bon) ^eo q. Carchi.) A-cque-dót-to. Sm. Canale apparente o sotterra - P*rto n £ .? Con uno o più ordini di archi in terreno ineguale e co~ d<-‘H a 1 sopra , questo attraverso montagne o sotto la superfìcie VttQntitù 7 • Cos!ruil ° di pietre o di muratura , per condurre una certa acc ì Ua da un luogo all’altro .—, Acquidoccio, Aquidoccio, Acqriedutto, Aquidotto, sin. (Dal lat. aquac ductus .) (Mìl) ‘fJale Cavale. Espos. simb. i . ‘òtQ. Ella è acquedotto, per lo l ^nda le grazie alla Chiesa. E appresso : Non ci era ve- ” CC ' IU Ed\, t a , il 10 conceduto questo acquedotto , cioè Maria. (V) *• ìiim r°’ -A-cque-dùt-to. Sm. Lo stesso cfcAcquedotto.F’.Poliz.cup. »''uttj 1 ' 1 or - Med. Trofei , colossi , templi a Roma, a love , Acque- ■Qc.t.,-, A, 0Ilne . anfiteatri, E stagni e tenne non più visti altrove. (B) a T immollamento. eiiv. lì. „ f A-cque-rèc-cia. [.V/.’]—, Acquercccio y sin. Lat. aqualis. Vit.^ ap 'l' l ere • i^'essi da fare un vaso grande da acqua , chiamato « 0> 'nair„. C< ì W » c ^ e P e f 1’ uso delle credenze e in su esse si tengono V'e E j t0 ec. A A-que-xéc-cio. [Am.] Lo stesso che Acqucreccia. V. Benv. ^Wuerp. r ®P $4‘ Questa sorta di vasi ec.- un tengono per . sono chiamati acquerecci. r‘er u „- r i-- [A/i] dim. d' Acqua. Piccola pioggia. V. .. c °"vortÌB ° ' . £ ' a quula. Bui. Nella prima regione possono anche Ae,,,. Sl . piccola acquerella. 4 a - E’ s ‘g m f- di Colore stemperato coll’acqua. Car. leu. , elle non ■ r ° ■disegnoj schizzalo d’acquerella è d’un uomo dabbene, Aci lQE BSct S£ cui 'a d’ esser nominato. A '^'lereli^r. 4 P ‘ l t.) A-cque-rel-là-re. lAtt.] Toccare i disegni con a- Acquerello. $. 3. -cque-rcl-lét-to.vS’m. diminut. di AcquereWo.Acque- a Ce, ti vo ° a l >,ìa cquato. Saldin. dee. Disegnandoli sopra carte « con 'da se inventati. (A) 1 v ">Qc Cc 0 ’ A-cque-rèl-lo. [Am.] Bevanda fatta d'acqua, messa in sulle Or. 5l „; palone prima it vino, altrimenti detto Vinello. Lat. lora. c Hunat 0 t i Uas ‘ £ ' r ' 4~ 24. 3. Secondo che questo vino mischiato, ch’è acquerello , migliore o piggiore s’ ama. Pataffi cap. 6. E ricordossi il mosto e 1’ acquerello. Burch. 1. 21. A dir che vo’vogliate pur cli’i buoi Couoscan l’acquerei dal mosto cotto. Dav. Colt. 160. Non pigiar più la vinaccia per niente,ma fàvvi sopra un buono acquerello. 2 — Prov. Andarne, Mettervi il mosto e l’acquerello: Dicesi quando per fare qualche guadagno od utile , si manda il tulio in rovina. Malm. 11. fi- Non più il vino stillando, ma il cervello, Per mettervi poi il mosto e l’acquerello. 3 — (Piti.) Sorta di colore stemperato coll’ acqua co’ quali usano i dipintori toccare i disegni. —, Acquerella, sin. Raffi. Borg. rip. i3S. Adombrare con acquerello, che si fa mettendo due gocciole d’inchiostro in tant’ acqua quanta starebbe in un guscio di noce. 4 —‘(Farm.) Acquerello d’elisir vite. Specie di tintura medicinale. (A) Acquerugiola , A-cque-rù gio-la. [A/.’] Pioggia minutissima. —, Acquerella , Acquitrina, Acquetta, Acquicella, Acquettina , Acquolina, Spruzzaglia, sin. Lat. tennis imber. Gr. vj/sxas. Fr. Giord. Prcd. R. Quelle acquerugiole, che vengono a ciel sereno. Acquetare, A-cque-tà-r e-lAu. Metter in quiete, Tranquillare. ]—, Acquietare, Acchetare, Quietare, Quetare, sin. Lat. sedare, pacare. Gr. *a.i- axcr&ca. V. Quieto. Pelr. son. i3. Vero è che ’l dolce mansueto riso Pure acqueta gli ardenti miei disiri. G. V. 7- 14- E eh’ eglino acque- terebbono il popolo, e farebbono che i soldati sarebbono pagati. 2 — In signif. n. pass. [ Darsi pace, Racchetarsi , Restar di dolersi o di tumultuare.] G. V. 7. 14. 6. E tosto si sarebbono acquetati, e tornati alle lor case. » G. V. 7. Come furono partiti, il popolo s’ acquetò. Pelr. Ivi in’ acqueto , e son condotto a tale ec. (A) Acquetato , * A-cque-tà-to. Add. m. da Acquetare. Lo stesso che Acquietato. V. G. Villani. (0) Acquetta, A-cquét-ta. [AL] diminut. d'Acqua. Spruzzaglia. V. Acquerugiola. Lat. aquula. Fr. Giord. Pred. A. Cadde dal cielo un’ acquetta simile ad una saporita rugiada. 2—Piceiol fiume. Bemb.Stor. 4S2 .E guazzata un’ acquetta, li posero in fuga. 3 — Sorta di vino, cui, per renderlo più gentile, si mescola quando è vergine alcuna quantità d'acqua. Sod- Coll. 77. Alcuni volendo fare acquetta alla romanesca, dirompendo il vino,e diguazzandolo bene ec. 4 — Specie di veleno , [cosi detto dalla sua limpidezza , !< ’ ignota composizione, e che si chiamò anche Acqua toffana o toflània.] » Segn.Pred. 3. 2. Se si mangia, bisogna sospettare di acquetta frodolcnta ne’ cibi. Meta. Sai. 6. Vedi Fallonta che la mano aggreva Per spacciarsi d’Irquillo , onde l’acquetta, Od altra polve avvelenata ei beva. (V) 5 — * (Farm.) Acqua stillata medicinale. F'ag. Rim. A forza di decotti , olii ed acquette. (A) Acquettina , * A-cquet-ti-na. Sf. dimin di Acqua — , Acquetta, Acquicella , Acquerella , sin. V. Acquerugiola. Pace. (O) Acqui. * (Geog.) Aqui. Lat. Aquae stalillac. Provincia e città degli Stati Sardi nel Monferrato. (G) Acquicella , A-cqui-cèl-la. [Sf. dimin. dì Acqua.] Acqua corrente in poca quantità. Lat. aquula. Gr. Marioi’. Star. Bari. gì. E avevavi acquicelle , che passavano per mezzo di quel prato le quali erano molto soavissime. Ditlam. 3.21. Per quello un’acquicella si dilima, Bagnando l’erbe. 2—Poca pioggia e leggera, Spruzzaglia. V. Acquerugiola. Lat. imber le- vis, tennis. Gr. -^triois. Pallad. Gerì. 3. É da guardare che non s’ari il campo ec. quand’ egli è , dopo grande e lungo secco, bagnato da piccola acquicella. AcQumoccio, A-cqui-dòc-cio. [Am. V- Acquedotto.] Canal muralo per lo quale si conduce l’acqua da luogo a luogo, che anche si dice Acqui- dotto. V. Lat. aquaeductus. Gr. vSpaywyòov. G. V. 2. 1. 5. Poi gli facea gittare negli acquidocci del Campidoglio. E appresso : Se non che , alla uscita della città, ove i detti acquidocci ovvero gora si scoprivano, ec. si vedea tutta l’ acqua rossa come sangue. Tac. Dav. an. 1. 2 7. Tra l’ altre cose Aurelio Pio senatore , cui fu rovinata la casa per fare una via e un acquidoccio. Sod. Colt. 22. Con fare ne’ luoghi da smaltirle buoni acquidocci, coti i suoi scolatori ben fognati. Acquidoso, A-cqui-dó-so. Add. m. Che ha in se delL’acqua, Umido .—, Acquitoso, sin. V. Acquoso. Lat. udus, umidus, aqueus. Gr. iiypos. Cr. 2. f3. 6. Se il letame è troppo umido c grasso, la pianta tira a se molta umidità acquidosa. Pallad. Non vuole caldi, nè acquidosi luoghi, c spezialmente luoghi maremmani. Tac. Dav. ami- 1. 24- Intorno all’aquile fu ’l travaglio, le quali, nè portare si poteano contro alle voltate punte , nè nel suolo acquidoso ficcare. AcqUidotto , A-cqui-dót-to. [Am. V. Acquedotto.] Acquidoccio , Condotto. Lat. aquaeductus. Beni. Rim. 111. Il campami mi pare Un pezzo di frammento d’acquidotto , Sdrucito, fesso , scassinato e rotto. Ricca. Fior. Quelle acque , che sono condotte per acquidotti, ec. massimamente se gli acquidotti sono di piombo. 2 — (Anat.) Acquidotto di Falloppio. * Canale scolpilo nella spessezza della rocca e da cui passa un ramìcello del nervo faciale. (A. 0.) 1 —di Silvio.* Canale di comunicazione tra il terzo ed il quarto ventricolo del cervello. (A. 0.) 3 —di Cotogno. * Lat. aquaeductus Cotunei. Canale dell' orecchio , che si estende dal vestibolo alla faccia posteriore della rocca. (A.O.) Acquidrinoso , A cqui-dri-nó-so. [Add. m.] V. Acquitrinoso. Acquiescenza , * A-cquie-scèn-za. Sf. Lo acquiescere, Appagamento, A- cquietaniento. Lat. asseiisus, quies. Magai. Operet. 217. Cosi i poveri come i ricchi si manterranno in una perfetta acquiescenza a un’ i- stituzione così ben pensata. (B) Acquiescere , A-cqui-è-sce-re. [N. ass. difet.] V. L. Acquietcrsi, [ Appagarsi, e propriamente Stare al detto altrui , Acquietarsi per via di persuasione. ] Lat. acquiescere. Gr. rifnfZHi/. 2 —[A Dio= Starsi contento, Darsi pace.] Cavale. Pungil. 3. Acquicscie dunque a Dio, cioè , sta contento, e datti pace. 3 — * (Leg.) Prestar l’assenso, e come dicono i legali, Stare al giudicato. Band. ant. Dalle quali dichiarazioni non si possa appellare, ma a quelle si debba acquiescere , reietto ogni altro ricorso. (A) Acquietamento , A cquie-ta-mén to. [Am.] Lo acquietarsi. — , Atjjfiieta- no ACQUIETARE zinne. Acquiescenza, sin. Segner. iifnnn. bugi. 8. 1 , Ma questo aquicta» mento sì necessario di volontà - difìicilmcnte si può mai conseguire. Acquietare,*A- cquie-tà-re.j4tt.,Po77’e/«quiete. ^.Acquetare. G. ydìani.{A') a —E 11. pass. [Calmarsi.] Fir.As. Teme, spera, diffidasi, adirasi, s’acquieta. 3 — Conformarsi. Segner. Man. Gen, 18. 1Ó. i'i però ancora il conformarsi chiamasi un acquietarsi. (V) Acquietato, A-cquie-tà-to. Add. in. —, Acquetato, Acchetato, Queta- to , Quietato , sin. Cr. alla y. Contentato. N. Sp. (B) AcQmETAzioHE,*A-cquie-ta-zirt-ne. Sf.Lo stesso che Acquietamento. y. Uden. Ais.3 5.Se ti cale di aver notizia, per tuo diletto e acquietazione, di molte altre dispute, leggi la Crusca, ec. E l4■ Non posso a ni uno scritto profano prestare il consentimento dell’ intelletto, nè l’acquietazion dell’animo, se io non veggo scopertamente la verità manifestata dalla ragione. (A) Acquisente. * (Leg.) A-cqni-rèn-te. Add. e per lo più sm. y. Lai. e dell'uso. (Dal lat. acquirens.') Colui che acquista , comperando a prezzo , uno stabile , una cambiale o simile, y. Acquistatorc. De Luca. Berg. (A) AcQuisiBE,A-cqui-sì-re.Aftt. y.delVuso.Latocqmrere. y.e rò’Acquistare.(Min) Acquisitivo , A-cqui-si-thvo. Add. m. Che si acquista o pub acquistarsi. Garzoni. Berg. (0) Acquisito, A-cqui-sì-to. Add. m. da Acquisire. Acquistato. Lat. acquisito. Cavale. Simb. Malizia acquisita. (A] 3—(Med.) Che si è svolto mercè il potere de’ moderatori delC organizzazione , e non proviene dalla conformazione primitiva della persona. (A. 0 .) Acquisito!'.e , * A-cqui-si-tó-re. yerbai, m. di Acquisire. Acquistatone , Che acquista, y. deli' uso. (0) Acquisitrice, * A-cqui-si-trì-ce. yerbai, f. di Acquisire, y. dell’uso.fG) Acquisizione, A-cqui-si-zió-ne. [A/.'] y. L. V acquistare , Acquisto. Lat. [acquisitio,] consecutio, adeptio. y. Acquisto. Gr. arri tris. Albert. 44- i ° ragionamento eziandio è mestiere nella scienza, cioè in acquisizione della ragione. Acquistabile , A-cqui-stà-bi-le. Add. coni. Che si pub acquistare. —, Acquistevole, sin. Magai. Leti. (A) Acquistamelo , A-cqui-sta-méu-to. [Ani.] L' acquistare, y. Acquisto. Lat. consecutio, adepitio. Amm. ani. 36. i. 4- L’acquistamento delle quali ( ricchezze ) si truova pieno di fatica. Mor. A. Greg. Anzi piuttosto, perl’acquistamentOjgli cresce maggiormente quello che dee venire. Acquistare, A-cqui-stà-re. [ Alt. e 11. ass. Fare acquisto , ] yenir in possessione di quel che si cerca [co/ comperarlo o con altri mezzi .—, Accjuisire, sin.] Lat. acquirere, consequi, adipsci. Gr. uriebai. (Dal lat. acquisilus acquistato. ) Dant. Inf. 1. 55. £ quale è quei che volentieri acquista, E giugne ’l tempo che perder lo face. Bocc. nov. 4). 4- Spendendo adunque Federigo , ec. e niente acquistando , siccome di leggieri avviene, le ricchezze mancarono. 3 — [Piu comunemente si dicedei Fare acquisto di tutte le cose oneste che possono annoverarsi fra’ beni o vantaggi dilla vita. ] Bocc■ inlrod.n. 10. E cosi faccendo , si credeva ciascuno a se medesimo salute acquistare.» Bocc. nov. Égli ne acquistò l'amore e la grazia di tutti i paesani. Id. ibid. Acciocché egli l’amor di lei acquistar potesse. Id. ibid. Acciocché per quello il beneficio dilla sanità acquistasse. (A) 3 — [E dicesi anche Di chi operando incautamente o a malizia, si trae alcun danno, o procaccia cosa mala e dannosa. ] Dant. Inf. 11. 33. D’ogni malizia ch’odio in cielo acquista , Ingiuria è il line. » Bocc. nov. Questi cosi fatti modi fanno sovente senza colpa all’oneste donne acquistare biasimo. Cecch. As. 1. 1. Si , per me credo ch’ella acquisti un gran peccato. (A) (V) 4 _ Procacciare altrui alcuna cosa o in bene o in male. Ar. rim.eleg. 1J. S’io porto chiusa la mia doglia fera, Morir mi sento; e s’io nc parlo , acquisto Nome di donna ingrata a quell’ altera. (M) 5 — * Dare, Aggiungere. Seder. Coll. i22. Dandone un boccale per barile, gli {al vino ) acquisterà bastante colore e qualche poco di grazia.(V) 6 — * Fare acquistare, Aggiugncr pregio , valore. Beni’. Celi. Oref. 18. Tutti d’un parere confessarono che io avessi acquistato assai al detto diamante per cagione della mia tinta. E 3/. Gli orefici della Fiandra non poco acquistarono a" loro lavori, mediante l’osservazioni.(V) 7 —Prender forza. Segner. Man.Magg. 6. 3. Più che di passo in passo si avanza nel suo viaggio, più si allena, più si avvalora, piùacquista.(V) 8 — Per similit [ e in sign- neutro ], Avanzar viaggio, [Inoltrarsi, Andai' avanti. ] Dant. Purg. 4■ 38. Pur su al monte dietro a me acquista. » Ar. tur. c. 34. si- Tanto, salendo, inverso l’erta acquista , Che vede dove aperta era la grotta. (M) p -— [ Lo stesso , ma in sign. alt. e senza l' ellissi. J Tass. Gerus. i5. 53. La coppia ornai vittoriosa il dosso Della montagna senza intoppo acquista.» Frane. Sacch. nov. 1 7. Per acquistare più oltre il cammino verso il ponte. (V) jo — figliuolo = Aver un figliuolo. Cron. Morel. Acquisii ancora il detto Paolo di Madonna Telda sua donna un figliuol maschio, ss Passar. D' aver avute vittorie o fatte vendette de’ nemici o acquistati figlinoli d'amore o simili cose. (A) n —* E detto in modo più assoluto. Bocc. C. D. Giulia fu figliuola di Giulio Cesare, acquistata in Cornelia figliuola di Cinna. (A) 12— terra = Pigliar terra, Approdare, Sbarcare. Car. En. 4. / fgi . Se decreto E di "Giove e del cielo e fisso e saldo E pur che questo iniquo in porto arrivi , E terra acquisti, ec. (M] l3 — grado con alcuno * ~ yelargii in grazia. Segrel. Fior. Disc. lib. 3. 107. In modo che Valerio poteva far nascere da lui ogni umanità dalla quale ei potesse acquistare grado con i soldati. (N) l5 —carco o carico* = Aggiungere al fastello de peccali, Aggravar la coscienza, Peccare. Vani. Inf. 27. V. uh. Il fosso in che si paga il fio A que’ che scommettendo acquistan carco. (0) Acquistato, A-cqui-stà-to. Ara, y. A. Acquislamenlo , Acquisto. Lat. acquisitio, fscaltotes. Amet. s5. Non son da por giammai per acquistato I tuo' agne’ec. Rial. ani. Guitl. g8. Adunque eo lasso in povertà tornado Del più ricco acquistato, Che mai facesse alcun del men pa- ACQUOSO raggio. G. V. u, yg. E ’l male acquistato non passa le più v0 ' l< , terza reda. » Segner.Mann. Ag. 24. 4* ^ combattere non è solo 0 dinato a ritener i’acquistalo ma ad acquistare. (V) j Acquistato. Add. ni. da Acquistare. Bocc. nov. 2g. 12. Io per m® tornerò allora ad essere con lei, che ella questo anello avrà in ®‘ \ ed in braccio figliuol di me acquistato. E Amet. 72. Ad essi P. el j■ti rito dopo l’acquistate vittorie, colla cittadinanza luoghi nobili d' e ,, in Roma. G. y. 11. 84■ Perdendo parte del paese acquistato. G. E sanza questi, il detto Re Priamo avea trenta figliuoli nata* 2 1 acquistati di diverse femmine. ... Acquistatore, A-cqui-sta-tó-re. yerbal.m.[di Acquistare.] Che acqf 1 ^ —-, Acquirente , Acquisitore , sin. Lai. acquisito!’. Gr. 7 ropvrfV” vid. Pisi. Struggitor di tiranni , e acquistator delle virtudi , e ■ molte provincie. JBut. Par. 5. 2. Finge che si rappresentino r' : s 'j, riti, che sono stati attivi nel mondo , negoziatori e mercanti, aC< l statori di ricchezze. , Acquistatrice, A-cqni-sta-trì-ce. Verb. f. [di Acquistare.] Che acqu' 1 ^ Lat. acquisitrix. Dant. Conv. 65. L’opcrazion della virtù , pm*^ jjj essere acquistatrice d’amici. Ovid. Pist. 41 ■ Essendo vestito de’ drappi di Sidonia della tua acquistatrice donna. Seal. A. Ag. E 0 zione, che fa devotamente , è acquistatrice e guadagnatrice. ,ni Acquistevole, * A-cqui-sté-vo-le.^zA/. com./^.Acquistabile. A. lt■ Acquisto, A-cquì-sto. [Ara.] L’acquistare, [L’azione per cui a -[ fa padrone di alcuna cosa. —, Acquistamento , Acquisizione , sl ’ I-at. adeptio, [adquisifio.] Gr. ìieiruxia. Bocc. nov. 17. 21. E c vennersi di far l’acquisto di questo amor comune. Dant. P ur 8’,Lo 57. Di nuovo acquisto , e più d’ amici pieno. G. y. g. 36. 2. " acquisto di terra alcuna non fece. . 2 — * La cosa acquistata, o ciò di che altri è venuto in possessi® Bocc. nov. Più che altro uom contento dell’acquisto di sì cara J\j| da. Id. ibid. La fortuna la quale assai lietamente l’acquisto ® donna avea conceduto a Giunone. (A] n , 3 — Accrescimento di pregio. Benv. Cell.Oref ig. Essendo il te sottile, quella sorta d’acqua ch’egli aveva, cotanto d’acquisto ce, come se ella avesse avuto tutte le sue intere grossezze. (V) 4 — (Bot.) Crescimenlo, li venir innanzi delle piante. Seder Colt■ Non c dubbio, che quante ]nii volte sien lavorati di mese in mese s ,. ,„es.. , - . ■ ' "!.(,/ ... A delle torbe airOttobre, ec. faranno grande acquisto crescendo smisuratamente* W; — (Idraul.) Bonificazione, Alluvione. Terreno reso superiore V, ” ” * *• • . .. 1 t.jji*, noi ’ 11 »cq“ vello alle piene ordinarie per mezzo delle disposizioni din. dee. Nella Chiana d’ Arezzo ed in Pisa fece i grandi che sono noti. (A) 6 — * Col v. Fare ; Fare acquisto = Acquistare. (A) , ,, Acquitoso , A-cqui-tó-so. Add. m. Paludoso, y. Acquidoso. Lat. ttl> Lami Antic. Luoghi palustri e acquitosi. (A) , a, Acquitrina , A-cqui-trì-na. Sf. Piccola pioggia, y. Acquerugiola. M j Franz, rim. buri. j. i26. Poi a Faenza con un’ acquitrina, Che , passò dall’ima all’altra banda , A pranzo mi condussi la mattina- Acquitrino, A-cqui-trì-no. [Ara.] Acqua che geme dalla terra p er ntenimenlo dell’ acque piovane. Cecch. Dot. 3. 3. Un acquitrini 3 cora, Che s'è scoperto sotto, apre la casa. Tane. 3. <3. Fungo di p®! (i che nato iarsera, Che nato mi sera a quell’acquitrino. Dav. Colt. S’ella f l’acqua J non ha esito, o acquitrino o vena vi covai campo e disulile ec. Ricett. Fior. 64. Lo scordeo ec. nasce ne^ 1 cquitrini de’ monti. 2 — Luogo dov’è l'acquitrino. Dav. Coll. i5z. E per le vene o acì trini far fossi di nesti o ulivi. ai’ Quel lustro che si vede negli occhi de’ viventi yasar.Q uei IrtS' <•*1, itr 1 3 - ed acquitrini degli occhi , che si veggon negli occhi del vivo, v— |t |. Acquitrinoso, A-cqui-tri-nó-so. Add. m. Che ha acquitrino .— 1 drinoso, sui. y. Acquoso. Lai. restagnantibus aquis referto. Colt. ig. Se si cognosca, che 1’ acqua vi covi, o sia punto acq 111 noso il terreno ec. _ .,11 Acquivento, A-cqui-yèn-to. Sm. Acquazzone, Gran pioggia accompaS’itfl da vento.PalladMar.11 .1 semi sogliono morire per sole e acquivento-^. Acquolina, A-cquo-lì-na.[ Sf ] diin. di Acqua,Lo stesso che Ac Cima )_*r?S0 V- G. ( Da aera sommità.) Altezza , Elevazione, Paesé~7r'Js ^-Ite colline suite quali era fabbricata Gerusalemme. —- Cai » qi bif idi sulla costa di Guinea. (G) (Van) ( 0 to n. ) Misura di superficie , differente secondo i diversi paesi, cer 0 , ar - ucar, o dal gr. agros, o dal celt. acker, o dal sass. a- lerrà \ a * - a B er i in origine Terra lavorabile, onde Misura di A ctUE : \Diz. Mai. \ lA _ 1 . /V,. V _7 »J. n/r M . • A Asia. (G) -cra-ba. Città della Mesopotamia. (G) -crà-ba-la. Lat. Acrabat. Antica città d’.. v .^, Gu,„ Ki ' * (Geog.) A-cra-ba-té-na. Lat. Acrabathena. Provincia della j soflj? A ' * (Med.) A-cra-co-lì-a. Sf. P". G. Lat. acracholia.(Da acros A Cn All * * chole bile , sdegno. ) Ira grande. (A. O.) A-crà-de. Sfi P~. G. Lat. achras. (Da achras , ados r ì ll alch* V ^ lC0 -’^ G ene ?' e di piatite così dette perchè i loro frutti hanno * ClìAtu ^somiglianza con quelli del pero selvatico. (Aq) ^ Cr Ag 4* * y* eo S ) A-cra-fi-a. Lat. Acraphia. Città della Beozia . (G) . A-cra-ga. iV. pr. com, Lat. Acragus. ( Dal gr. a priv., e di clamore : Muto.) —Figlio di Giove e di Asterope, fondatore (B) (Mil) J e °?’^ ■ / ^ ntlco nome di Agrigento. — Fiume di Sicilia.(Vari) * (Geog.) A-gra*gà-Ii-di. Popoli perfidi che abitavano nelle ^ CfiAc AN* 2e ? ‘dtene* (G) jfit'igtnt'*'n> ^ Geo e-) A-cra-gàn-te. Monte della Sicilia vicino ad A * ^ 4 C A v**. * ' ' ini ' N0 ) * A-cra-gan-ti-no. Add. pr. m. Dell’Acragrante, e perciò A S , ' i S e * ,tino - CB) / .della r . ,AGeog.) À-crà-ga-si. Citta delta Tracia. — dell'Elolia. — v, S uu (G > P ‘ btn~ Cla , ‘ L'arse A crai (come legge la Crusca aUa tRtm ^ auel °* ) —, Crai, Domani, sin. Lat. cras , ad diem crasti- Aerai ia riveggio all'ontaneto. (V) ^ n 4 KU, 0 * /V.( Gco S-) A-cra'inà-ro. Ci«à e /ago dell* Armenia. (G) i ™ed.) A-era-nì-a. Sf. V. G. Lat. acrania. (Da a priv. , e ^ A s u * C # ' I » an ’ 0 ') M&ncanza totale o parziale del cranio. (A. O.) Priv (^ e< ^0 A-cra-si-a. òfi P^. G. Lat. acrasia. Gr. ajqjafr/a.(Da Peeq,^'’ e crasis temperamento, moderazione.) In generale , luterà - H pe €( f ’ .‘Continenza. Alcuni l'adoperano a significare V eccesso o a v °stiti ^* ,Uo di una qualità sopra di un’ atra o nella mistura o nella A Cl Uso del corpo umano . (A. 0 ) A ltAT ù *^ Gro S) ’A-cra-so. Città della India. (G) A-crati-a. Lo stesso che Acrazia. V. (Aq) >do s; ‘ &"•> - 4 -ci'a-li-smo. Sm. Gr. ccxpiriv/x.x. Colezione.( Se- . v in p c «velio usavano i Greci di asciolvere col pane inzuppato nel 4 f R*To ,° < e la parola acralizo ha appunto questo significato.) (Mit) * 0 r uio f r" ecl ') A-crà-to. Add. m. Ù. G. Lat. acratus. (Da a priv., ^‘ìfica l>l za ' ) Persona mollo debole , Senza forza , Impotente. Si- fffnii Dl ” nc ” ra Puro, Sincero, Non mescolato. (Da a priv.,e ceran- >oC^J^HAq) j. P'Jro ‘ UR0 * " (Mit. Gr.) A-cra-tó-fo-ro. Add. m. (Dal gr. acraionyin pàero io porto. ) Soprannome di Bacco. (Mit) 4 v 0i 0 Tfi ' * (Mit. Gr.) A*cra-tó-po-te. Add. m. V. G. Bevitore di Vz,/"" 0 - - - • '^u * Soprannome di Bacco. (V. Acretopoto.) (Mit) !'°lezz a ^ et *-) A-cra-zi-a. Sfi P. G. Lai. acratia. (V. Aerato.) De- ^ \ Impotenza^ Incapacità di muoversi. — , Acratia, sin. (A.O.) lai an ( cow * Di sapore pungente .] —, Agro, Acro, sin.(V.Afro.) et ... Ler *Gr. Xa....ì- n .... i\: ..i-^ %l) PWvs.RiceU.Fic _ ’ ìor.64. Di sapore alquanto acre ed amaro, r°co d* astringenza. E 3 /. Deono essere ec. f i testicoli del a erc e d quando sono freschi, d’ odore grave e fastidioso, di sapore gr^vi , Ul0ri ^- n te. E 41. I garofani ec. migliori sono quegli che sono c °n i,n C ' d’odor valido ed acuto, c di sapore acre gagliardamente, ^ Per ^° Co d astringenza. »Pta Sl > me taf Aspro, Difficoltoso. Ar. Fur. 3 g. 77. Ma tenersi dì *0- *''*** ^ ll tano Che non fosse acre la discesa ed erta. (P) * fiv? ’ Ama ^, Crudele. (A) ì A-cré-a. Add. fi V. G. (Da aera sommità.) Sa- , * cp Je di Giunone cheaveva tempio nella cittadella di Argo. (Mit) 4 Città della Sicilia . (G) U( de p > ‘ tosto awerbial. co'v. Dare, Pigliare, Lavorare c simili , ?^ es entiK?' /J G aver di subito la mercede, A credito.Lat. non V 0ltle Hedi US nmmiì * s - Cavale. Disc. Spir. Lavorano a credenza con a i‘ tjjj 0 ’ as P e, tRndo*l pagamento dopo iimgo tempo.iyeu. ben. Parch. 1 ^ e vi. c P rfo setta e ordine di Pittagora a veu tolto a credenza '*"*■ Sei l2 ' A ularo un pajo di boi*zacchini. 8 ^ U;) drai 0 ^ lo P os ^° e fondamento. Pareli, rim■ buri. 1. 3 i. Chi ha E le *luel ei u 11 ( luintcsscn7a Dice , ch’ella non ha color nessuno, E irugh,,^! 0 v ® P 0s to 3 credenza. Maini. 7, 3 y. Così a credenza insacca • Alleg. 2ig. Al tutto c quanto quel che pare a voi,Che vor- 1 J credenza Che non ha peli addosso un pa’ di buoi. c#„.. /HA - ** u el itilo J v c posto a cri ^}°;. A ne S . 2i g.A ^ Suby ? , 01 a credenza Cne non na ^ / Ce Va ee »- ^0. Lat. iu fide. Pareli. Star. 12. 4 ^ 4 ' Costui, come dì- ^ ^ Prop ’, cra s tato confinato a credenza. (P) a a credènza, spaccia assai, Perde V amico, e i da- a Ulaì * -nc. {.Sf. Astratto di Acre. 3 Acrimonia. Tat acrimo, Gr ‘ Ricett. Fior. 28. Lo averlo (d cinnamomoJ ^ s Ua 0) b e( j ? a ’la rata, non è rispetto all’odore nel cinnamomo soavi»* '•* 6 di T o . p'S rat >ssimo nella ruta, ma per P acredine del sapore, Aeè ° sto avv erb. zzz A credenza. Lat. non praesenLibus ntun- cap. ull~ liner, pag. 7^3. Se vendendo a credito ° S|1 pra il prezzo rigoroso. Cr. alla v. A credenza. (R) ’ A-crè-du-Ia. Sf. Usignuolo. Tat.acrcd(ila.^’atv.Ti;ocr.(À) Acrbpeo» * A-cre-fè-o. N. pr. m. (Dal gr. acros sommo , e phao io dico : Sommo dicitore. ) — Figlio d' Spello. (Mit) Acremente , A-orceneri-te. Avv. In modo acro , Fieramente . Lat. acri- ter. Gr. mxpos. Bemb. stor. g. 3 j. A Pisa se u’ andò, e acremente assalendola , nel borgo della città si pose. Acreo. * (Med.) A-crè-o. Add. m. y. G. Lat. acreus. (Da a priv., e creas carne : Senza carne. ) Aggiunto di chi è molto magro. (Aq) Acreo. * (M/t.Gr.) (Dal gr. aera sommità.) Soprannome dì tutte ledi- vinità adorate in luoghi elevati. (Mit) (N) Acreofago. * (Lelt.) A-cre-ò-fa-go. Add. m. F~. G. Dicesi di colui che non mangia carne. (Dal gr. a priv., ereus carne, e phago in mangio.) A crepa corpo. Posto avverbialm. col verbo Mangiare o simili, vale [ Ingollare ] quasi più che non si può. Lat. immoderate. Gr.icpctiirctA^. Alleg. iyg. Beevano ordinariamente poco vino; tracannanto i discendenti loro a crepa corpo. Acrspaua. * (Med.) A-cre-pa-lì-a. Sf. V. G. Lat. acraepalia. ( Da a priv., e crepa’e crapula.) Proibizione, Astinenzadella crapula. (A.O.) A crepa pancia. Posto avverbialm. col verbo Mangiare, 0 simili =3 Ingollar cosi smoderatamente che quasi lapancia crepi.Lat. immoderate. Gr.àfu'rfws,xpa.iznik-n.Iled. lelt. i. ofi. Volendo a tutti i patti,e a dispetto del mondo guarire di qualche lor male irrimediabile, ingollano a crepa pancia gli strani beveroni di qualche credulo ma famoso medicastro. A crepa pelle. Posto avveib. col verbo Mangiare, o simili — [ Ingollare) tanto che quasi la pelle crepi. » Sold. sut. 5. Ivi impancarsi aspira, c a crepa pelle Satollarsi d’ambrosia, ec. (B) Acresto. ‘ (Geog.) A-cré-sto. Città deila Tracia. (G) Acretopoto. * (Med.) A-cre-tó-po-to. Add. e sm. /. G, Lat■ acreto- potus. (Dal gr. aeratoti vino puro, e pitia bevi tu.) —, Acratopote, sin. Colui che beve del vino puro. (A. 0 .) Acrezza, * A-créz-za. Sf. Ast. di Acre. P~. Agrezza. A. II. Fr. ( 0 ) Acri. ' (Geog.) Pascialato della Turchia in Siria .— Capitale del medesimo anticam. Acco , Tolemaide. Chiamasi anche S. Giovanni d 4 - cri. — Fiume del Reg. di Napoli. Lat. Agnus, Aciris. (G) (Van) Acria. * (Geog.) ’A-cri-a. Lat. Onnaus. Città della Laconia. (G) a — * (Mit. Gr.) Uno de' Proci d'Ippodamia. (Val montanaro, dal gr. acris , ios sommila del monto) (Mit) Acribia. * (Mit. Gr.) A-crhbi-a. Add. f. (Dal gr. acribes diligente, Onde acribia diligenza. ) —v Soprannome di Giunone. (Mit) Acribologia. * (Lett.) A-cri-bo-lo-gi-a. Sf. F~. G. ( Da acriles diligente , e logos discorso. ) Discorso, Trattato diligente. (Van) Acribologo. * (Lett.) A-cri-bò lo-go. N- car. U. G. (Da acme sommo od estremo , e logos discorso. ) Esatto e diligente discussone o puntuale osservatore di parole. (Van) Acridio. (Zool.) A-cri-di-o. Sm. Lai. acridium. ( Dal gr. acris , idot locusta, cavalletta.) Genere d'insetti che comprende più di 60 specie viventi , tutte nocive alle foglie delle piante : corpo allungalo e compresso , testa quasi parallelepipedo , con antenne filifórmi più corte del corpo , ventre compresso , zampe posteriori lunghe , con le coste mollo enfiale e scanalale obbliquamente. (Ag) Acridofago. (St. N.) A-cri-dò-fa-go. Add. e sm. F. G. Lat. acridopha- gus. (Da acris locusta , e phag» io mangio.)C 7 ie si ciba di locuste.(N) Acrioofago. * (Geog.) Popolo del paese de' Parti e della Lidia. (G) Acrilla. * (Geog.) A-crii-la. Città della Sicilia, (G) Acrimonia, A-cri-md-iii-a. {Sf) Astratto di Acre .—, Acredine, Agrezza, Acrezza, sin. Lat. acrimonia. Gr. òf-rru. Ricett- l'ior. 2.f. Mei sapere si sente una certa acrimonia aromatica che non offende il gusto. Segn. Mann. Nov. 2/p 1. Tutti gli altri stessi supplizi!, che nonsian fuoco, avranno nell’Inferno, ad affliggere, una attività , un’acrimonia, aneli’essi di fuoco. Buon. F'ier. 4 - 3 - 4 - Che l’acrimonia, siccome ognun sa , In me pur tanto acuta, Temprar, te praticando , avrei potuta. 2 — * Fig. Rigidezza d’animo, Asprezza, Durezza, Ruvidezza, Rigore.(i) Acrimoni / ' 0 , A-cri-mó-ni-co. Add. m. Che ha acrimonia. Lat. acris. Buon. Pier. f. 2. 2. Nè fluvido feiboj n’appresta agli alvi facili , E nè agli adusti acrimonia! o acido. Acriogelo. * (Lett.) A-cri-ò-ge-lo. Add. m. V. G- (Da acros estremo, e gelao io lido.) Persona che ride di continuo a guisa di un pazzo. (Van) Acrioteri. * (Geog.) A-cri-ò-te-ri. Paludi nella Gran Frigia. (G) Acrise , * ’A-cri-se, Acrisio. N. pr. m. Lat. Acrisius. (Dal gr. a priv., e crisis giudizio : Che non si può giudicare. ) (B) Acrisia, A-cri-si-a. Sf Grecismo scientifico. Lat. acrisia, judicii defe- ctus. Gr. àzpnrlai. (Propriamente Difètto od alterazion del giudizio; ma introdotto, forse per errore, in vece di elisia, a significare il sano intendimento nel giudicar le opere degli scrittori e delle belle artico forse tratto da a che qualche volta è intensivo, e da crisis giudizio.) Lami , Ant. voi. 2■ Benché mostri questi una sufficiente acrisia nei giudicarla falsa. (A) (N) 2 — * (Med.) Lat. acrisis. (Dal gr. a priv., e crisis giudizio.) Soluzione di certe malattie che terminano senza crisi apparente .— Quello stato intermedio fra la malattia e la sanità. — Falsa crisi che lungi d’an- nunziare un termine favorevole della malattia , nonfache aggravarla. — Stalo opposto alla crisi , cioè malattia senza crisi manifesta , od anche con mala crisi. (Aq) (A. O ) Acrisio,* A-crì-si-o, Acrise. N. pr. m.—lte d'Argo, padre di Danae. V. Acrise. (Mit) Acrisioneide. * (Mit. Gr.) A-cri-sio-nè-i-de. Nome patr.f. Lat. Acrisio- neidc». — Dahae figliuola di Acrisio. (Mil) Acrisioneo. * (Mit. Gr.) A-cri-sio-aè-o. Add. pr. m. Di Acrisio , Concernente ad Acrisio. (B) Acrisioniade. * (Mit. Gr.) A-cri-sio-ni-a-de. Nome patr. m. Lat. Acri- sioniades. — Perseo nipote di Acrisio. (Mit) Acrissimo , A-cris-si-mo. [Add. ni ] superi di Acro . Lat. acerrimus. Gr. SiwoVcet-of. Fìamm. 5 . 63 . Colui che fu del nostro peccato cagione, colui di quello è stato acrissimo purgatore. (Così hanno alcune buone stampe.) 3 12 acristja AciìisrrA. * (Geog.) À-cri-slì-a. Città della Sicilia. (G) Acrita. * (Mit. Gr.) A-crì-ta. Add. ni. ( Dal gr. acritos confuso, come spesso era Apollo ne* suoi oracoli.) Soprannome dì Apollo* (Mit) Acritico.* (Med.) A-cri-ti-co. Add. m. V. G. Lat. acriticus- (V. Acrisia .) Che succede senza crisi , Che non annunzia una crisi. ( A.O.) Acro. Add . m. — ,'Agro, Acre, sin , Lat. acer. Gr. Iptgvs. 2 — Per metaf [ Aspro, Austero. ] Dant. Purg. 3i. 2 . Volgendo suo parlare a me per punta * Che pur per taglio in’era parufc’ acro. E g. i36. Non ruggiò sì, nè si mostrò sì aera Tarpea. Petr. cap> 4 • C&c par dolce a’ cattivi, ed a’ buoni aera. Acroaìia. * (Anti.) A-crò-a-ma. Sost.com. V.G.l Romani conquesto greco vocabolo ( acroama , ciò che si sente) esprimevano le favole dilettevoli che durante il pasto si recitavano ai convitali-, quelli clie le raccontavamo ^ coloro che suonavano un {strumento , per distinguerli da* cantanti ; e la musica istrumentale , specialmente V allegra. (Mit) Acroamatico. * (Lett.) A-ero-mà-ti-co. Add.m. Chiama Aristotele Acroa- matiche le lezione o scritture private e singolari. Giacomin. Rag.gf Non rettamente bai fatto dando fuori i ragionamenti acroamatici, perocché in che più gli altri eccederemo, se i parlari, secondo i quali siamo stati ammaestrati , saranno comuni a tutti ? (li) Acroasia. * (Med.) A-cro-a-sì-a. Sf. V* G . Lat . acroasia. (Da acroasis udito. ) L ’ atto dell’ udire. (Aq) Acrgb. * N. pr. m. Lat. Acrob. Pers. — Capo degli angioli sparsi nel- V universo. (Mit) Acrobati. (Ant) A-crò-ba-ti. Sm. pi. Lat. acrobates. Nome che gli antichi davano a* saltatori che ballavano , saltavano e facevano vani giitocjii sopra di una corda tesale specialmente tesa dall'alto in basso, sulla quale ascendevano e discendevano con grande agilità e destrezza. (Dal gr. acrobateo io cammino a piedi sospesi.) (Aq) Acrobatico. * (Anti.) A-cro-bà-ti co. Add. m. Usato anche in forza di sostantivo. Lat. acrobaticus. Gr. uHpQfr&Tixóv. Gi'ecismo che indica qualunque specie di salitojo , o sia macchina per salire , ma special- mente le belliche. Vitali lex. math. ( Dal gr. aera sommità , e bateo io vado.) (A) (N) 2 — Macchine del primo genere di cui si servivano ì Greci per alzar pesi. (A) 2 —* Presso i Romani , Specie di torre o lanterna in cui si collocavano per veder più da lungi , e che portavano a diverse altezze.QA.iX) Acrobistia. * (Anat.) A-cro-bi-stì-a. Sf. V* G. Lat. acrobystia. —, Aeroposta , sin. (Da aera cima, e byo io cuopro, onde bysticos oppilato, pieno , coperto.) E il nome greco che si dà al prepuzio. Acrocera. ( Zool) A-cro-eé*ra. Sf. V . G. Lat. acrocera. ( Da acroti sommità, e ceras antenna. ) Genere d insetti , così chiamati perchè hanno le antenne piccole ed inserite nella parte superiore o più alta della testa. (Aq) Acrocerauni. * (Geog.) À-cro-cc-rà-u-ni. Lai, Acrocerauni. (Dal gr. a- cron sommità e ceravnos- folgore») Monti che separano il mar Jonio dall' Adriatico , così detti perchè spesso colpiti dal fulmine. Monti della Chimera , Monti del diavolo. (G) AcRoeERAUR*iA.*(Geog.) A-ero-ce-ràu-ni-a. bit. dell'Epiro,oggiChimera.(Q) Acroceraunio , * A-cro-ce-ràii-ni-o'. Add. pr. m. Degli Acrocerauni.(B) AcROCJHftBsr. * (Anti.) A-cro-clii-rè-si. Sf. V. G . Lat. acrochiresis. (Da acìos estremo, e eh ir mano.) —, Acrochirismo , Acrocirismo, sin. Esercizio ginnastico in cui gli atleti combattendo non dovevano toccarsi che colla punta delle dita. (A. 0») Acrochirismo. * (Anti.) A-cro-obi-rì-srao. Sm. V. Acrochiresi. (Van) Acrocuhio. * (Anat.)A-cro-chì-ro.*S’/w./'’. G.Za*.acrochirum.(Da acivs estremo, e chir mano.) Nome collettivo dell’antibraccio e della mano. (A.O.) Acrocirismo. * (Anti.) A^cro-ci-rì-smo. Sm. V. G, V. Acrochiresi.(A.O.) Acrocliaro. * (Med.) A-cro-clì-a-ro. Add. m. V. G . Lat, acrocliarum. (Da acros sommamente, c chliaros tepido.) Dicesi di un bagno che sia molto caldo. (Aq) Achocolia. * (Med.) A-cro-co-lì-a. Sf. V. G. Lat. achrocolia,(Da acros sommo , c chole bile , fiele. ) Inclinazione all’ ira , Facilitàdiandar follemente in collera. (Aq) 2 — * (Anat.) Lat. acrocolia. (Dal gr. acron fine, e colon membro.) Parte estrema di qualche membro o articolo. (Aq) . 3 — * (Anli.) Così pure chiamavansì le vivandeleggiere colle qualii Romani incominciavano i loro pasti-,come piedi,orecchie,colli,becchi,ec.Qlit) Acrocolo. * (Med.) A-crò co-lo. Add. m. V. G. Za£.achrocolus.(Da acros sommo, c chole bile.) Facile a stizzirsi , Inclinato alla bile. (Aq) A-crocomi. * (Lett.) A-cro-cò-mi. Sm. pi. V. G. ( Da acros estremo, sommo , e come chioma: Sommamente chiomato.) Popoli della Tracia che si lasciavano crescere la chioma d’avanti. (G) Acrocordo. * (Ghir.) A-cro-còr-do. Sm. V. G. Lat. aerocordui». (Da acros estremo , e chorde corda.) Specie di verruca così chiamata , perchè resta attaccata alla pelle per un pedicolo molto piccolo che pende come una corda. (Aq) 2 — (St. N.) Lat. acrocordus. E' il nome dato ad un genere direttili, perchè hanno il corpo e la coda guernila di piccioli tubercoli invece di squame. (Aq) Acrocorinto. * (Geog.) A-cro*co-rìn-to. Monte alla falde del quale s'innalza Corinto. — Cittadella di Corinto. ( Da aera sommità. ) (G) Acrodria. * (Bot.) A-cro-dri-a. Sf VG. Lat. acrodrya. ( Da acros estremità, c drys , yos , quercia, albero, come se dicesse frutti nati nell* estremità degli alberi.) Iti generale ogni sorta dìfi ulti che nasce sugli alberi. In particolare i frutti dalla corteccia legnosa , come noci , castagne ec . (Aq) * Acrolbmio. * (Anat) A-cro-lé-ni-o. Sm. V* G. Lat. acrolenium. (Da acros sommità, ed olene cubito.) La sommità od estremità del cubito. — , Olecrano , sin. (Aq) Acrglisso. * (Geog.) A-cro-lis s?. Fortezza della Dalmazia. (G) Acrolito. * (Lett.) A-crò-li-to. Sm. V. G. (Da acros alto, e lithos pietra. ) Statua colossale le cui estremità erano di pietra. (Mit) ACROTERIO Achomànu. * (Med.) A-cro-ma-ni-a. Sf. V. G. Lat. acromani^ ( acros estremo , e manìa. ) Eccessiva pazzia. (A. 0.) • Acromatico. (Ott.) A-cro-mà-ti*co. Add. m. V. G. Lat. achroinal lC ^ ( Da a priv. , e chroma colore.) In generale agg. di tutte le sono senza colore. In particolare agg. di cannocchiale icui vetri ■ formati di materie diverse , sicché non mostrino intorno agli °o§ fa i colori dell'iride. Diconsi anche Dolondiani da Dolond che t ie J il primo artefice in Londra. (A) (Aq) * ^ Acromiale. (Anat.)A*cro-mi-à-le.^£à/. com.Lat. acromialis. Aggi 1111 * arteria , vena ec. Che. appartiene all ' apofìsi acromia. (Aq) ^ Acromio. (Anat.) A-crò-mi-o. Add. m. Lat. acroinium. (Da «eros cS f mità , cd omos spalla. ) E il nome di un * apofìsi situata all’estre" 1 della spalla , e che fa parte della scapola. (Min) ^$ Acromio-coràcoideo. * (Anat.) Add. m. Lat. act’oimo-coracoideus.i*' di un legamento, che s’estende dall'acromio all'apofìsi coracoidea\^' Acron. * (Geog.) Piccolo regno d’Africa nella Costa d'oro. (Y a, *y Acrome, * A-cró-ne , Acronte. N. pr. m. Lat. Acron.— Guerri er ,j|j scemo ucciso da Mezenzio.-—Re di Cenina ucciso da Romolo. (BA 1 2 — * (Geog.) Acroanton , Acresta. Città della Colchide. (G) Acroneo , * A-crp-nè.-o. N. pr. m. Lai. Acroneus. Gr. (B) Acronfalio. * (Anat.) A-cron-fa-li-o. Sm. V. G. Lat. acroinpb a (Da acron estremità, ed omphalos bellico.) Un capo del coi'd° lie belicale ; come pure la parte media dell' ombellico. (Aq) y t Acronichia. * (Astr.) A-cro-ni-chì-a. Sf V. G. ( Da acron som 1111 1 nyx notte. ) La parte più inoltrata della notte. (Aq) , e Acronico. (Astr.) A-crò-ni-co. Add. m. Lat. achronicus. (Da ^ stremità, e nyx notte.) Lo spuntare o tramontare d'una steiw > punto istesso in cui apparisce o tramonta il sole. (A) $ Acrohicte. (Astr.) A-cro-nbcte. Add. f pi V. G. Lat. acronyd 3 ' j chiamano così quelle stelle che si alzano sull' orizzonte allora c ^ sole tramonta , e si coricano quando il sole si leva. ( Da acì a mità, estremità , e nyx , nyetos notte.) (Aq) Acromio. * (Geog.) A-crò-ni-o. Lago oggi detto di Costanza, (fi) Acromismo , A-cro-nì-smo. Sm. V. e di' Anacronismo. (Min) ^ y Acroo. * (Med.) A'Ci’ó-o. Add. m. V. G. Lat. achrous. Gr. (Da a priv., c chroma o chria colore.) Agg. di chi per ertali gran perdita di sangue abbia perduto il color naturale. (Aq) $ Acropatjà. * (Med.) A-cro*pa-ti-a. Sf. V. G . Lai. acropatia. ( ^ eros sommo, c pathos passione.) Affezione , Morbo. (Aq) A Acroploo. * (MedOA'cro-plò-o.^f/ii. e sm. V. G. Aatacropious.(Da ^ sommità ,cpleo io navigo,io nuoto.) Termine con cuiippocrate cosa che sta a galla, o che nuota al di sopra di qualche liquido, Acropoli. * (Geog.) A-crò-po-li. Cittadella d'Atene. ( Da nera * j mità, e polis città.) — Città della Magna Grecia. — dell' della Marmarica. (G) . /flJ Acroporà. (St. N.) A-cro-pó-ra. Sf. Lat. acropora.—, Acropore,^;^ ;r. acros sommo, estremo , e poros durezza lapidea.) Specie Givano all' estremità del naso , ovvero a tutto il dorso del naso, y^y Acrosarca. * (Bot.) A-cro-sàr-ca. Sf. V. G. Lat. acrosarcum. yA -- .. - - » et..'..»*.’ .. ~.. a icJie v eros sommo , e sarx carne. ) Frutti estrocarpici, sferici, quale carnei e saldi , col calice il quale spesso ne fa la corona. 0' ___ Acrospekmo. (St. N.) A-cro-spèr-mo. Sm. G. Lat. acrosperiuu 1 ^.^ acron sommità, c sperma sementa.) Genere dì piante della A 1 ' dei funghi, che presenta per carattere una sostanza molto serT quasi diritta, e delle sementi collocale alla sommità. (Aq) ,f,-.v Acrostica. * (Leti.) A-cró-sti-ca. Sf. Lo stesso che Acrostico. ' Sat. 1 . Io lascio a Buda schiccherar le carte l V anagrammi, c dell’acròstiche, E mille altre sciocchezze al vento sparte. ^ Acrostico. (Lett.) ÌSrn.2 (Dal gr. acrns estremo,e stichos ordine, — , Acrostica, sin. y. Acrostide. Componimento poetico , le prime lettere d’ogni verso formano nomi o altre panie d L nate. Lat. acrostichon. Gr. à-ApocTtxov, à.-/.f.oanyf, 2 — (Bot.) Lat. achrosticum. Gener sparii, parecchie specie del quale glie alcune linee che rassomigliano a principii di parole o di vem^ '^ Acrostide. (Lett.) A-crò-sti-de. Sf. Lat. acrostichis. Gr. vin. Cas .Con acrostide lo celebrò {Bacco), e vogliamo dire con p? r w mincianti dalla medesima lettera, come Saturno, Saltatore, Setnel^ XiAcrostide dilli dall’acrostico in questo: che per 1 ’Aerosa Ji che le parole iniziali del componimento comincino dalla f crostino tali lettere dchbon formare deten .p ra ; laddove per 1’ Acrostico tali lettere debbon formare parola. Sono poi perfettamente sin. Acrostico e Acrostico , 6 1 ® Menzini non disse Acrosliche se non in grazia della rima. ^ . Acrotado. * (Geog.) A-crò-ta-do. Isola del golfo Persico. (fi{ v i e oX > . ‘ -' --- eli ih (0 ,lr Acroteri. * (Geog.) A-cro-te-ri .Città dell’isola diSaulovino nei Acuoteria. * (Anti.) A-cro-lc-ri-a. Sf. (Dal gr. acroterion neos , della nave. ) Segni di vittoria navale , o Emblemi di città > n nelle medaglie. (Mit) cr o|C,< # Acroteriasmo. * (Chir.) A-cro-te-ri-à-smo. Sm. V. G. Lai. a * f smus. ( Dal verh. acroteriazo io mutilo.) Amputazione di un estremità o membri del corpo. (A. O.) , Acroterio. (Archi.) A-cro-tè-ri-o. Sm. r. G. Lat. acroteri' 1111 -) j(( f’ acroterion estremità.) Secondo yilruvio , gli Acroterii o altri ornamenti che posti su i loro plinti fregiavano gà ^ ferali e la sommità del fastigio. Quadricela con statue, (tv Ai A, Ai A, A, A A, A A A. A, A A A. Ai A filo o di pianta marina impietrila. (A) j|i Acropostia. * (Anat.) A-cro-po-sti-a. Lai. acroposthia.(Da acros eslrC /^ e posihion pene. ) Porzione del prepuzio che copre il glande- Acropsilo. * (Anat.) A-cró-psi-lo. Sm. y. G. Lat. acropsilum. ( ^ eros estremità , e psilos nudo.) Quella parte del membn non e 0 ! 1 dal prepuzio. (Aq) Acrorria. * (Geog.) A-cròr-ri-a. Città e contrada dell’ Elide, fé/ /J)t Aciìorrimo. * (Anat.) A-cror-rì-ni-o. Sm. y. G.Lat. acrorrliiniu ,11 .'y i i acros estremità, c rhin , rhinos naso.) È il nome che i ^ re fte) o. ./ ACROTIMIO ACUTISSIMO 1 i3 in vóto 3 d'sttùT ietti stolli posti fra i balaustri di una balaustrata, di distanza e za > ln guisa che i balaustri o colonnini siano collocati sul \ò ~~ CM C H'v terl ca< * ano a piombo sul piano. Balli. Toc. dis. (A) UeT c ™v Lai. acrotcria. Si dicono grecamente Acroterii le estremità — * °r.P° > come capo , mani , piedi cc. (Aq) sul '■' jeo g.) Promontorii o luoghi elevati che si vedono da lontano Ace «Cn e '»^ ie 'gì ( °' ÌJ / )t y ìU ^ e due specie , Vana d'Europa , l'altra d'America , coltivate Acuminare, A-cu-nù-nà-re.-z/W.—,Acuire, Aguzzare, Appuntare, sin. Lat. «Óp g ^ U * 1 & motivo della loro grandezza, dell'eleganza delle lor foglie a- acuere. (Mìo) beltà de' loro fiori bianchi terminanti a spiga. — , Atlea,«Vi.(Ag) Acuminato, A-cu-mi-nà-to. Add.m. Aguzzo , Che è terminato in punta, Affittì ; Gr.) Ac-tè*ia. Nome misterioso dato a Cerere, alludendo ed è per lo più termine de naturalisti.(y .Acuto. ) Lat. acumÌnatus.(A) , T ^o. * € t?f ore P c l ratto di Proserpina. (Dal gr. achthos dolore.) (Mit) Acumine, * A-cù-mi-ne. Sm. F. L. Fetta , Cuna. (Van) '■* -- * c^ 00 ?*) Ac-tè-o. Monte dell' Asia Minore. (G) Acumiseo. * (Geog.) A-cu-mì-nc-o. Città della Bassa Pannnnia.(G') Actej zv Gno de He di Alene , per cui gli Ateniesisono appellati A cu mulo.* Posto avverb.zzzAd aumento, accrescimento. ec.Segner.Mann. Ag. 27 . 3. Tutto andrà a piovere su i dannati, a cumulo di tormento.(V) A cuore. * Avverò. In forma di cuore. Cr. alla v. Cuore. (0) 2 — * Col v. Avere: Avere a cuore— 'Tener caro. Farne conto. Ivì.{ 0) A cupola. Posto avverbialm. vale A forma di cupola. Salviti. Pros. Tose. 1 . 106 . Tirandosi in sii i capelli a cupola o a pina, gli fermavano con certe cicalettc d’oro. A cura. * Avverb.colv.hMcxe.Lo stesso che A cuore. Jìocc.g.io.n. 8 . (Oì 2 — * Col v • Essere: Esser a cura spremere, Calere. B0cc.Fiam.4f 0) Acus. * N. pr. m. Lat. Hacus. (Dal gr. acus dardo.) (B) Acusila, * A-cù-si-Ia , Acusilao. N. pr. m . Lat. Acusilas, Acusilao.Gr, Uditore del popolo. (13) ^ Cle '} 0 E ò ‘ , '-c-te-ó-ne. N. pr. m. Lo stesso che Atteone. V. (Aq) .do & f .**!■ * (Mit.lnd.) Ac-te-quc-dià-mi. Gli otto elefanti che, secon- a flc 'eA t, 1 '" 11 . sostengono il mondo. (Mit) ’» ,(P ot 0 Ac-ti-gé-a. Sf. Lo stesso che Attigea. V. (Aq) a T|J, 6 À- * nf 0 ” ) Ac-ti-na. Città del Bosforo di Tracia. (G) a riNi a.t,i Ac-ti-nc-a. Sf. Lo stesso che Attinta. T. (Aq) TtttlA. (But.) Ac-ti-nèl-Ja. Sf. Lo stesso che Attìnella. F.(Àq) a T, Won Ac-tì-ni-a. Sf. Lo stesso che Attinia. F. (Aq) SM J ’ * Ac-ti-no-ho-lì-smo. F. Àttinolìolismo. (Aq) a lN ot.-ir» °* (^°h) Ac-li-no-càr-po. Lo stesso che Attinocarpo.^/Acr) Acjjjj. L L0, * r:i r/ / a ,,\ a Ac-ti-no'fd-lo. Z 7 . Attinofìllo. (Aq) . OLiXr /'«i ^^"U-no- ivo ^■ c- ti-no-lì-le.A7.’(Dal gr .acUn,actinos raggio, e da lithos a Anfii 0r } ìe datoda Rirwan alC Anfibola altinota esaedra diHaur. N.) Ac- ti*nò*ta. Sf—, Attinota, sin. Nome dato da Hauy a Ct, notq [ a T a .diata. F. Antibola.* (Boss) a CTop anÓ Ac-tì-no-to. Sm. Lo stesso che Aitinolo. F. (Aq) * Cì Dd a , * ^ (Geog.) Ac-tó-pa-no. Ciuà della Nuova Spagna. (G) a C(J - (r> \Geog.) Ac-trì-da. Ciuà deli' Arabia Felice. (G) M Brasi,e ■ ^ 1(1 * e ma -^* cu * c ^ - h<* Sf. Lat. esox belonac Lin. Pesce che c °^°'’ vercf G e U S il * sa dì lesina , e le cui ossa rilucono di notte d' un , Ifi vive ne * mari d'Europa. —, Angusicula, sin . (Van) rèi i; cu *dà-rc. Alt. Lo stesso che Aguzzare, Acuire. (Van) „ ,v*) A-cù-di-a. Sm. r *'- 1: ~ 7 — 7 7,1 ■* a ^ ol or Acustica. (Mat.) A-cù-sti-ca. Sf. La dottrina o la teorica del suono e dell' udito in generale ; o sia l'esame delle attinenze che ha la risonanza de*corpi sonori coll'orecchio umano , a differenza della musica, la quale tratta del suono come capace di produrre melodia ed armonia. —, Fonica, sin. ( V. Acustico.) (A) Acustico. (Mcd.) A-cù-sti-co. Add. m. (Dal gr. cteusticos pertinente all’udito.) Agg.di Nervi. Quelli che volgarmente si dicono Uditorii. (A) 2 — Agg. di Iìimedii. Quelli che si adoperano contro le malattie ed imperfezioni delle orecchie e deli' udito. (A) 3 — Àgg. di Strumenti. Quelli che servono ad accrescere il suono. (A) ^—* E ancora il nome che si dà ad un nervo che s’inserisce nelle orecchie e serve per l'udito *, e ad un condotto esterno dell' orecchio che chiamasi Condotto acustico. (Aq) 5 — * Add. di Acustica. Quindi Fenomeno acustico, Esperienza acustica , ec. (A. 0.) ' -u meri!' J iA ' v ' u ' ul ' a * om. jtut.acudia. Insetto fosforico delVAme - sucu , ce. u.; ^‘D/io (l t t lona ^ e grosso quanto una chiocciola , di cui gl Indiani si Acustico-màllgo. *(Anat.) Add. e sm. Il muscolo esterno del martello . Ac tli bujo aCCancios f ne . unoa ciascunpiede per veder lume camminali- Lat . acustico-malleus. (A. O.) cu». / . * • 7 .. 7 • • • ' * ' Acucamente, A-cu-ta-mdn-te. Avv. Con acutezza , Sottilmente. Lat. cicute, subtiliter. Gr. ogùos. Dant. Par. 24. g 4 . È sillogismo che la mi ha conchiusa Acutamente. S. Agost. C. D. Chi le considerò più attentamente, chi le distinse più acutamente ? Acutangolo. (Mat.) A-cu-tàn-go-Io. (Dal lat. acuta» angulus angolo acu- . . . , xJ __ 0 ..to.) Lo stesso che Acuziangolo. F, (B)^ r fhl. q [Sf Nome astratto di A dito;) Acutezza, [e per si- Acar a. spiKA.(Bot.) Sf.Pruno gazzerino,Spino bianco, Spinbianco. L'. (Ti) ? b', s f,' f lla di ciò che ha in se acrimonia.'] — , Acuitadc , Acni- Acutezza , A-cu-tés-za. [>?/(] Astratto d Acuto. Lai. acics. ^ Gr. ctu-riìi. 51 di ftfjj 1 ' ac fùnonia. Gr. o-iV^s. Cr. 6. 6g. 2 . Per se sola non Tino. Mari. Ie.tt. 1 f 2 . Per far poi corno Paquila , che dall’altezza sua Sii:, . Iaun.nl.. I -!.. —.— - •- ’ .jn . coll’acutezza del suo vedere, si risolve dove - * A ’ ffwiò vieti dello da alcuni Portalantcrna. (A) ; l >ll e bocp. C( .* P r - m - Lat. Hacupba. (Uall’ebr. hhoq precetto , leggi J (ì. ^ ecctto di tocca. Secondo altri , c da ach fratello , e Ar, >A “ * t'C' v ' ✓ * Vv»c°g.) A-cù-fi-da. Città della Mauritania . (G) A-r" C - U ^" re ‘ Alt. F,L. Assottigliare. F. Aguzzare. A. rn ùir r\ ll ‘ 1 _ ta. rSi. JVntnr? nstraU.n di Adi tini AidJtP7.rr.// II. Fr. (0) 2 . lu U'onL taUre P ^ ( 0 pcrocclié ba natura d’ulcerar ie budetla per la tC '- '"ctjo t, a . C '! ita C. d test0 Ltt. actimcn. J E 6. t)4- t. La pastinaca a *a sol U2 ; utrisc c clic la j-apa , ma ha alcuna acuità , onde sol figlia ^■ATo /òl 11 ® cc - M. Aldobr. Puane i detti membri per la sua acuitadc. ' Punte j A-cu-le-à-to. ' «elee ■ c/l 4c tU,: ir 3 Àdd. m. Lat. aculeatus. Cli è armato nculeata "^^ Untat0 CQtn ^ un aculeo. Brusco aculoato, pinna , ìii U 'flicm^fp' 1 ' ìe ' 0 ' Lat. aculcus. Gr. xiv-rpov. [In generale,] Co me l ■ Unta i e dicesi per lo più degl’insetti che ne sono ar- sull’io’, ves P e e altri.]» Segn. Conf.inslr. cap. 10 . Ponendo di l’unta antri - Illos, . 1 ' atc clic *l rigettarlo via cosi, cc. (V) il •'d'dli elio „‘ l f lma di qualunque corpo naturale, e spccialmenle _*\ ll trìto e 1 conten g° n o in se acrimonia. Magai. Lelt.Sc. E’ si sente 1 °*0 La >l,J1 ^ ire quegli aculei di saie. (A) W?«coì a . .. r ia ^ Sc orza ^ n f ÌG .J JUn h ent ? della pianta , che ha solamente origine . pigi n& r i e I ac 'lmente si stacca senza lacerarla , laddove la svina di L l%m °' (A) , Co u fS a t bacc/ le t; a appuntala e talvolta armata tVuna punta 1 bifolchi eccitano i buoi nììn fnhi'a ( Kv\ 4 Sct dor^ CUlco ' y. (Ag) o „ Gen. 3. à. Si se fossero su un __ bifolchi eccitano i buoi alla fatica G ^'iS 0 ^stogale ^ e di’Zc.n\eo. Segner. Mann. fj’cr tbn Ala venfì,r , Mo “ ?1 0 Detto pungente , mordace.] Salo. disc. 2 . 5 ^ »*’ aculeo o i ” 0 a, ‘ c °d a t che qui sta il veleno, o per dir me- Sti ni0 , ,a puntura, ebe il sonetto, ec. 7 ° SA ’ (Bot V I 4 nc,b "»cnto , Pas. (O) 5 ^'ft^ 7 ' cu - le - ó - sa - ^ Plan sa. Sf. Pianta trovala ovano , tutta quanta meravigliosamente spinosa , le z. J.ll> _ » r . 5 . dall Anguìllara ad 4 l &Uf UU/i/iO /’ ’ »•" ' 1 ' j" •■fl.nzJtirrAr/HV JUtliUOtt , (C c ttt A *y*ori son rofsi'hf ^ Ue ^ e ^dl’onoponlo, ma sono maggiori } # 4 cn6° ì A ' c ò ma. Fiume del Brasile, (fi) vuole andare a ferire. Varch. Ercol. 27 4. Tanto i Latini quanto i Greci, nel comporre i loro versi e le loro prose, avevano risguardo primieramente alla brevità e alla lunghezza delle sillabe , onde nasce il numero; e poi secondariamente, e quasi per accidente , all’acutezza c gravezza degli accenti , onde nasce 1' armonia. 2 _* Acredine .Red Leti.2. E questo a fine d’intiepidire un poco l’acutezza degli umori, il loro bollore c la loro lauto facile inclinazione al moto.(A) 3 _ * (Med.) La breve durata delle malattie acute e l’epoca in cui sono giunte alla maggiore intensità. (A. O.) (j _ * (Mus.) Modificazione del suono per cui vicn considerato alto o acuto in proporzione di altro più basso o grave. (L) 5 _ In senso metaf [Perspicuità, Sottigliezza d’ingegno, o altro.] Lat. acumen. Cr. 1 <■ 5. 2. E in loro , in battaglia fortezza, c nell’ ani sollecitudine e acutezza. Com. Purg. ò\ Pei- l’acutezza del sogno, l’uomo spesse volte si sveglia.» Deput. Decttm.t42. Non e stato il fine nostro cercar gloria d’eioquenzia nella distesa , o di grande acutezza nella invenzione. (V) 6 _ Concetto arguto. T.at. argutia. Pr. fior. P. 4. v. 2. p. àog. Usuo cuore le fa venire alia lincea soavi e obbliganti acutezze , e guise di dire bizzarre. (B) AcuTissniAMENTE, A-cu-tìs-si-ma-mén-te. Avv. superi, di Acutamente. Lat. acutissime, subtilissime. Gr. ÓSarara, Mxro tutu. Salvili, disc. 2.466. Oltre al possedere in perfetto grado la dialettica, ovvero disputatrice parte della filosofia , acutissimameuto dialogizzando, cc. alla pinna filosofia s’innalzavano. r Acutissimo, A-cu-tìs-si-mo. [Adii] superi, di Amia. Lat. aculissimus. Gr. èlirccTos. Fr.Giord.Pred.R. L’acutissimo corno delta bestia infernale. a _ per metaf. Fiamm. 2 . Ma vinla da nuovo consiglio mi tacqui, e con occhi® acutissimo , e con orecchio ec. Lib.cur. malati. Come sono cpiei purganti di sapore acutissimo i5 e peneftapte. Red. annoi. &i6ir- 114 ACUTO 8y. E fra qoelli dello Accolti ve ne sono molti acclusimi, e sull’an-* dare de’ buoni epigrammi de 5 Greci c de’ Latini. 3 — Malignissimo , Precipitosissimo. Lib. cur. malata E delle febbri ve ne sono delle acute e delle acutissime. Acuto, A-cù-to. Add. m. [Assottigliato finamente in punta,].Appuntato, Aguzzo .—, A goto, sin . Lat. acutus. Gr. ogvs. Dant. Inf uj- ^.Crucciato prese la folgore acula. E 21.34' L’omero suo, di’era acuto e superbo, Corcava un peccator con ambo 1’ anche. a — Per similìt. si dice delle malattie maligne e precipitose , [a differenza di Cronico, cioè lungo.'] Lut. morbus acutus. Or. o£nx vóaos. Dant. Inf. 3o. gg. Per febbre acuta , gittun tanto leppo. Buon. Pier, i. 2. 2. A quell'infermo, clic febbricitante Di male acuto sempre arde di sete. 3 — (Mat.) Agg. dì Angolo , e dicesi dell' angolo minore del retto. 4 — * (Archi.) Arco acute, o in quarto o sesto acuto; Volta in quarto o sesto acuto. Modo di dire degli architetti per Dare ad un arco o ad una avita la misura o la forma del quarto o sesto acuto. (A) 5— Agg. di Suono,Voce ec.: contrario di Grave, [e risulta da più celeri oscillazioni aeree. ] Seti. Pist. Tu mi insegni, come le gravi e acute voci s’accordino insieme. Gal. Dtal. mot. 5^2. Il sibilo riusciva di suono or più acuto ed or più grave. E appresso : Sarà più sottile ( la corda J che la sua rispondente all’ottava più acuta. E Quando la vibrazione acula sarà pervenuta al termine (cioè, la vibrazione che fa suono acuto.J 6 — (Grani.) Agg. di Accento. Quella lineetta che nella scrittura sta inchinata verso la destra di chi legge , e trovasi stille vocali che si debbonopronunziare consuono chiuso (B )Domenico Maria Manni. Lez. AC. Oggi avvi ancora l'accento acuto, sebbene non ha alcun uffizio, fuorché 10 stursiove nella pronunzia cader puote equivoco,siccome in Già,Balia.(P) 7 — lAgg. di Sapo rc=-Pungente, Penetrante. ] Polg* Mes. li medicamento di sapore acuto facilmente infiamma , morde ec. E appresso : 11 medicamento insipido tempra e reprimo quello di sapore acuto , e lo amaro e il salso. 35 Buon. Pier. 11 zollò è d’acuto sentimento.(À) 8 — Per mela f. [Sottile, Pronto, Accorto, Perspicace, e simili.] PrV\ cap. 10. Portino, che d’ acuti sillogismi Empiè la dialettica faretra. Dant. Inf. 26- 121. Li miei compagni feci io sì acuti ec. Ch’appena poscia gli avria ritentili. Bui. Acuti, cioè pronti. Bocc. nov. sf.q. Il quale assai giovane e bello della persona era , e d’acuto ingegno. 9 — lAgg, di Dolore , di Freddo ec. £= Vivo, Intenso , forse perchè, a guisa di penetrante coltello , fin nell'intimo delle midolle ci offende.] Red. Esp. mtt. 48. Con un dolore così afflittivo ed acuto nella punta del gomito , che fui necessitato a ritirar subito la mano. 10 — al cammino * = JMolto voglioso o bramoso di camminare, Tutto inteso aI suo viaggio. Dante. (A) Acuto dii*, da Aguzzo, Appuntato, Acuminato. Acuto si riferisce ad oggetti di forma terminante in punta, e dicesi più propriamente dell’angolo cui è opposto l’ottuso; nel tìg. si applica all’ingegno, alt’ intelletto, ed alle penose affezioni del cuore. Aguzzo serve di aggiunto a quei corpi dalla natura o dall’arte assottigliati ed affilati in modo che sono idonei a tagliarne altri inen duri. Appuntalo esprime cosa ebeba punta, o fornita di punta, ma ridotta a tal forma per l’industria e per l’arte : net qual senso gli è affine il vocabolo Acuzia. * (Geog.) A-cù-z-i-a) Aconzia* Città della Spagna . (G) Acuziajn'GOlo. (Mat.) À-cu-zi-àn-go-io. Aggiunto di Triangolo che ha tutti i tre angoli acuti. —, Acutangolo , sin. Baldin. Poc. Dis. (A) Acuzio , * A-cù-ri-o. PI* pr. m. Lai. Acutius. (B) Ad. [ Prep . cd arde.del 3. caso.] Lo stesso che A , aggiuntovi la lettera D, quando succede altra vocale , per miglioramento di suono , e per una colai vaghezza ; usandosi anche talora il non aggiungerla. Bocc. nov. 1. 40. in fin. Vi cominciarono le genti ad andare, e ad accender lumi , e ad adorarlo , e per conseguente a botarsi , e ad appiccarvi l’immagini della cera. Dant. Inf. 2. ig. Non pare indegno ad uomo d’intelletto. E 5. noi:. Amor condusse noi ad una morte, a —pi luogo di per. Guiti. Leu. i‘ò.. Dio vi appella e vi vuole ad amici suoi. Ar a. * IV. pr. f Lat. Ada. (In ébr. vale lieta, da hhada rallegrarsi : Anche i Greci dicono hadeo io piaccio , e kados gaudio.) — Regina delia Caria. (B) 2 — * (Mit. Sir.) La Giunone de' Babilonesi. (Mit) 3 — * (Geog.) Città della Circassia. (G) Adaciiielb , * A-da-chi-è-le, Adacbicl. ÌSf.pr.m. Lat. Adhakicl.(DalVcbr. hhad uno , ach prossimo , e el Iddio : Uno de* prossimi a Dio.) (B) 2 — * (Mit. Arab.) L'angelo che presiede al segno della Libra. (JVIit) AdAcquabile, A-da-cquà-bi-le.^rW.co/H.Luf.irrigabiiis. Che puh adacquarsi, e si dice per lo più delle terre , cui si può condurre, acqua per irrigarle. P.usata da' buoni scrittori,e conforme all'indole della Lingua.^ A) Adacquamento , A-da-cqua-méu-to. [<$W] L ’ adacquare. Lat. irrigatio. Gr. v^pivens, vhpsix. Cr. $. 12. 2. I! qual terreno non tanto solamente riceve umidità per adacquamento, ma per natura maggiormente. E 5. 12. 5. I meli cc. amano temperati adacquamenti. Adacquare , A-da-cquà-rc. \_Att.] Innaffiare. Lat. irrigare. Gi\ vfyftstv. Dittam. 4 • 5. Per lungo corso gran terreno adacqua. Cr. 5. i3. 4, Avvengono ad essi molti nocumenti, onde se divenissono aridi , non s’adacquino spesso'. Sodar. Colt. 28. Il pero , melo ec. s* appiccheranno , c se sia terreno asciutto, s’adacqui in fondo il pertuso, e durando l’asciuttore, s’adacquino del continuo, perchè nulla là più afferrare che r adacquare da prima. 2 — Per metaf. [Bagnare semplicemente.] Rim. ant. Faz. Ub. io3. Per la doglia rrudel ch’ai cor sostegno , Di lagrime convien che gli occhi adacqui. Adacquare diff. da Innacquare, Innaffiare , Irrigare , Spruzzare, Aspergere , Bagnare. Adacquare c un verbo generico esprimente il significato di dar acqua a qualche cosa. Innacquare, o Annacquare , c mescer l'acqua con un altro fluido. Innaffiare o innaffiare significa operare Y aducquameuto a spruzzi per mezzo d’innaffiatoi. Irri- ADAIÀ gare è propriamente Adacquare i campi, facendo scorrere s£>p r ^ essi le acque defluenti da’ fiumi o da canali. Spruzzare, o $P rai Q ^ è molto affine ad Innaffiare ; ma ne differisce per tre leggici . c %i zioni ; 1. che gli spruzzi si concepiscono più minuti che non 1 S dell’ inaffìamento ; 2. eh’essi non servono che ad una semplicetti sione o irrorazione; 3. che sono riferibili ad ogni sorta di finid 1 ^ liquidi e non alla sola acqua. Aspergere ha un valore quasi * • pj a 1 Spruzzare : se non che importa la direzione di qualche detcrj 111 tj, oggetto. Bagnare finalmente indicagli effetti di tutti gli accenna* 1 * Adacquato , A-da-cqua-to. Add. m. da Adacquare. . 2 — Copioso d’ acqua. Lat. aquosus, aquae copiam habens, Gr. 'mplppvTQs. Cr. 1. i3 . 2. Se vi ha copia di lavoratori » sC e adacquato , c se ivi appresso ha forte castello. Adacquatore, * A-da-cqua-tó-re* Perbal. m. di Adacquare. Che P. di reg. (0) . Jjlt Adacquatolo , * A-da-cqua-tò-ri-o. Add. m. Che può adacquai gaiorio. P. dell uso. (O) /()] Adàcquatrice, * A-da-cqua-trì-ce. Verbai, f* di Adacquare. P.cli re 8'J$ Adàd. * iV. pr. m. Lat. Adad. ( In ebr. hhaàad vale essere aC ° l aguzzare. ) — Re di Siria. (B) Adadà. * (Geog.) A-dà-da. Città della tribù di Giuda. (G) n ^ t Ad affitto. Posto avverò. Lo stesso che A fitto. [Co’ v. Pigliare,U. ^ simili.] Lat. ex locato. Seti. ben. Parche 3 . 7. Come quando 5i glie o si dà ad affitto alcuna cosa. Jt Adagiare, A-da-già-rc. lAtt .] Dare altrui i suoi agi e le sue co , modare. Lat. Oa piu M y __necessaria suppeditare, aptare. Bocc. nov. 16. 5<5, j/ ebbe di tutto ciò che bisognò loro, e di piacere era , fatti E nov. 86. 6. Nell’ alberghetto entrati , primieramente i lor ^ ' adagiarono. E nov. 92. 5. E ogni altro uomo , secondo la sua 4 tà , per Io castello fu assai bene adagiato. — PI. pass. Prendere i suoi agi e za peusier s’ adagia e donne. — Trattenersi, Fare adagio, Baloccarsi, t uperar lenum— freddezza.] Lat. cunctari. Gr. /Ag'Wsir, Dant. Inf. 3. i'ó. Batte col,. comodi. Petr, Canz.q . 3. l vl Trattenersi, Fare adagio, Baloccarsi, [Operar lentamente / dezza.} Lat* cunctari. Gr. Dant. In f. 3. i3. Batte col qualunque s’adagia. Ar» Pur. 14» 1*6, Clic qualunque s’ ad«ig l3 d’Aigierc Rodomonte crudcl uccide o fere. , . W — [ Meta f. Adagiarsi dentro ~ Appagare pienamente la <' Jir, ? sl \^ sapere.] Dant. Purg. 25. 28. Ma perchè dentro a tuo voler ti [Accomodarsi, Piacersi.] Tes. Br. 5. 22. Elle ardono ifl°' vento all’ostro, siccome elle mostrano; e molto s adagiano del ' tramontana, perchè è secco c molto leggiero. . — fir Adagiato , A-da-già-lo. Add. m. da Adagiare.CAe sta ne'suoi dg l i ^ sue comodità . A min. Ant. 36. 7. 10. Chi a coloro che mal fan»? d’adulare, quasi pone guanciale setto’l capo del giacente, sicché^ che della colpa dovea essere corretto, in essa si pose colle lode ff- 2 — Comodamente fornito di beni di fortuna. Lat. locuples, lautu* Sa4'j\ris, sàVopos. Pr. Jac. T. Io son ricco e adagiato. 3 — [Fornito agiatamente, quando gli seguita il segnacaso Di.] 0 / D’ ofiìcii, di badie, di ricca chiesa Forse adagiato alcun vive gip c ^ 4 — * Ben servito. Bocc. Tes. 10. 10. Tutti gli Greci i quali ^ difetto , Eran con somma cura medicati. . . , E ne’ bisogni l° r adagiali. (B) . (! Adagio , A-dà-gio. Sm. Proverbio o Detto popolare. Lat. adagiò Segn. Dem. Pater, p. 258. N. Sp. (0) 2 — " Agio, Comodità. Pace. (0) ^ 3—(Mus.) Si applica per metaf. ai pezzi di musica per determinar. f vimcntn comodo e moderalo. Patetica e dolce gravità degli berti. (L) ... Tuttoché Adagio e Proverbio sicno sin., un traduttore non he perciò i Proverbii, ma gli Adagi di Erasmo. (A) Adagio. Avv. Agiatamente , Comodamente , Con agio, uon ^ Con co«t* } f Ad ai>io , Ad asio, Adasin, sin. ( V. Agio .) Lai. corninoli 6 ^, ( |i Gr. f ’xìiiui , ps'x. G. V. i. 36. 4- E capeavi adagio infinita f dine di gente. E 7. i3g. 2. E si dicea in Firenze per provecb.^ stai più adagio che’l conte in Poppio. Jlocc. nov. 3y. S. ^ cC nf.' quivi'più adagio e con meno sospetto potessero esser insieme, y ì3- 1. Ancora dee vedere, in che modo gli vicini d’ attorno yp adagio. Ovid. Pist. Poiché tu il mi dicesti, non fui adagio, c tanente cominciai a fremire e a tremare. yi 2 — Lentamente, contrario di Sollecitamente e di Tosto. Lai. ter, sensim. Gr. fyuùtus. Bocc- g. 7. f. 1. Acciocché poi a " il | c pf potessero al palagio tornare. Dittam. 2. 3. Sopra il suo carro adagio, Coll’ordinato modo c’hai udito. y 3 — Onde proverb. Adagio a’ ma’ passi = Nelle cose diflicuUos* corto. Lat. in arduis cunctanter. Gr. aeeàihs (JpaJ'iW. Eir. 1 r,l p Pian barbiere, adagio a’ma’ passi. Salvia. Pros. Tosc.1. 1 1 piano un poco ; un po’più adagio a’ma’passi. _ ^ — * Col v. Andare: Andare adagio , fig. — Non aver inoli » a checchessia , Procedervi con riguardo e cautela. (A) ,Ji 5 _ * Col v. Fare: Fare adagio ~ Operare agiatamente , contro- 1 ed anche Con lentezza , Con tardanza. (A) 6 _* (Mus.) Scritto in capo d’un pezzo musicale indica Un m ° , ; y comodo, moderatamente leuto. Ed Adagio assai dicesi Un n‘ o1 piti lento cieli’ Adagio. (L) „ ) Adagio auacio. * Quasi slip, di Adagio. (V. Agio, Agiaiamet stesso che Piano piano, Con lentezza e precauzione. (A) Adàgissimo , A-da-gis-si-mo.^fi'i'. superi, di Adagio. Itic.Calhgr■ #*^1- adagissimo , clic anco si dice , muoversi come una gatta di P l0ll ,jli( Aoac.oco. * (Mit. Sir.) A-da-gò-go. Divinità frigia ermafrodita • t Adagoo , * A-da-gó-o. N. pr. com. (B) Adagoesa. * (Geog.) A-da-gné-sa. Citta della Spagna. (G) , J} 1 Abaia, * A-dà-ia. N. pr. ni. Lat. Adaia, Adaias. (Dali’cbr. legrarsi, e jah signore: Chi si rallegra nel Signore.) (B) if 1, ìf 3t C i* M 0 > gi®!’: k. & A 4 w'V ■4P. ■v J ni À 3 | ;o"{ V ill £l> ll)^. A ycP 1 il. fi) 1 ««'fi $« ADAL (c (Med.) Sm. La parte delle piante che racchiude le proprietà Adàmà. * (Gi'op.) ’A-rla-ma. Città della Moldavia. — della Giudea.(G) w. Vili!™ 8 ? 0 * ’ sccrn ‘dó Paracelso. (A. 0 .) «tfei °> A-da-làl-do, Adclaldo. N. pr. m. Lai. Adalaldus. ( Dal ted. n ^ * e sostegno *. Sostegno della nobiltà.) (B) * ANDO, * A.Ae. i.\„ rtA .... r //■ (3) AD ASPERARE 11 ! * 4i 4sd° 11 * 3 ’ C ka ^ sostegno : Sostegno della nobiltà. ) (B) °> * A-da-làn-do. iV. pr. ni. Lo stesso che Attalante. di ls ?*’ * A-da-làr-do, Adolario. N. pr. m. Lai. Adalaidus, Adattar da,ari "s. ( Dal tcd. (idei nobiltà , e kart duro , fiero: Duro , j|j,‘ nA ’ * A-dal-fré-da. N. pr. f. Lat. Adalfrida. (Dal ted. adel Adamantino, A-da-man-ti-no. Add. m. Di qualità 5 ^ fi'^de pace: Pace della nobiltà.) (B) tino , Duro come diamante . Lat. adamantini^. Gr.àbx^vraOi.Petr. m.EnC.Adalfridus. {V.Adalfreda.) (B) canz. 4 . 2. E d'intorno al mio cuor, pensìer gelati Inatto avean quasi Vr.m? 0 ’ * A-dal- gà-ro. N. pr. m. Lo stesso che Adalgero. F. (B) adamantino smalto. Cas. son. 3g. Pensici'selvaggi, adamantino cuore, * a i ~a — a j .i /v .... .r- t ... \ ,i .. 1 - r r\ n i ]Non adesca j>iacer nè punge piaga. Pass. Gerus. 7. 83. E pur sul- in Creta. (B) (Mit) _ . E.*(Lett.)A-da-inàii-ti-de.P/nwZrt A* Armenia, e di Cappadocia, ’ibuiva la virtù d’impaurire i leoni , e mitigarne la ferocia.^ Mit) 0, A-da-raan-ti-no. Add. m. Di qualità d’adamante,Diaman- 'Alce*. „ . , - orfe/ na) ’ ;u , A-dal-ge-ra , U.\ cdn lltu > e gerechl giusto A^ì? Adalgara. A', pr.fi Lat. Adderà. (Dai ted. equo : Giusto, Equo verso la nobil- piacer nè punge piaga. ’J'ass. Gerus. 7. tf.y. li pu Telmo il coglie, e ’ndarno sempre, Che V elmo adamantine uvea le tempre. A samara. * (Geog.) A-da*mà-ra. Distretto dell* Abissiina. (G) Adamasto , * A-da-mà-sto. A. pr.m. (Dal gr. adamastos inviucibile.)(B) Ad ambe mani. Avv. Con ambe le mani. Beni. rim. 1. 5 7. Clic Dio dia ai lor campi e lor faccende La sua benedizion ad ambe mani. (V) ■'■'uiso * " __ _ _’ _"i .. / ADAMiANO,*A-da-mi-à'no.^/^./jr.DÌ Adamo.—,Adamila,Adamitico, sin. (B) A(lai 0 ; ’ A-dal-gì-so, Adelgiso, Adalgisio, lidigiso. N. pr. m. Lat. Apamica. (St. N.) A-dà-mi-ca. Add. f. Lat. adamica. Die evasi un tempo* A-dal-gè-ro , Adalgaro, Aldrgario, Ildcgario. N. pr. m. tl *gcrus, Audegarius. (V'. Adalgera.) (B) tà s e >. A-dal-gi-sa. IV. pr. f Lat. Adalgisa. (Dal ted. adel nobil- c ^ ìl vers a • Chi versa , Chi spande nobiltà. ) (B) A ^oC S -^ V - -Adalgisa .) (B) t * <1 Riltà 1 ° , « JS. pr. m. Lat. Adalgrimus. ( Dal tcd. adel 0 terra adamica, quella melma o bolletta che il mare lascia ne luoghi „ d ’ onde si ritira nel suo riflusso , ed è una marna rossastra. (DalTebr. 1 e grimm furore: Furore della nobiltà.) (B) adama terra , polvere.) (B) :s ^zin, U f li * P r ‘ m ' ^‘ at ’ (Daif ebr. hhadal cessò, c vai Adàmiti. * (St. Eccl.) A-da-mi-ti. Antichi eretici seguaci di Predico , * ) (B) che pretendevano di essere ristabiliti nella innocenza primitiva di A- dumo , e ne imitavano la nudità. —, Adaniiani , sin. (Ber) Adamitico, * A-da-mi-li-co. Add. pr. Di Adamo. F. Atlamiano. (B) Adamo, * A-dà-mo , Adainuzzo , Amezo, Amizo. Lat. Atlam,Adamus. ( Dall’ebr. adonta terra , polvere : poiché , secondo la Genesi, il pri- At UtI Cej 'Ano de: iner . — ? -- i -- —• 1 - — — -7 -- Au moh : 5 Audomarus. (Dal ted. adel nobiltà, c mehrer aumentatore: h.. 4IL «talOrn Hall. i.: 11.\ N /d\ °ND0, . - ) Gruppo d'isole nell'Arcipelago delle Maldive. (G) ( ^eog.) A-dà-li-a. Città della Turchia asiatica . (G) 1 A-dal-mà-no. , N- pr. m . Lat. Adalmanus. (Dal ted. adel e mann uomo ; Uomo della nobiltà. ) (lì) ’ A-dal-mà-ro, Adimaro , Ademaro, Adimnri, Audomaro, ^diniaretto , Amaretto , Mari. JS. pr. m. Lat. Adalmarus, A- nio uomo fu formato ghuaphar min haadama , pulvis ex terra. ) II primo uomo. (B) 2 — * (Geog.) Picco d’ Adamo, montagna dell’isole di Ceilan. (G) ^ ^ „ Adampe. * (Geog.) A-dàm-pe. Contrada della Guinea. (G) a Ve-, . "d A-dal-món do. IV. pr. m. (Dal ted. add nobiltà, e mutui Adamuzzo, * À-da-mùs-zo. IV. pr. m. dim. di Adamo, r. (B) ■ B ° cca >ltà. ) (B) .Uba.’, A -ee, n ° Ce ‘ Rosta awerb.z=zCon gran voce. Lat. magna » » T ‘".lltu , liuti UlU , V_11V44.1 11.11, KJl Citi It-U , UUuMICO, ' f ' 1)A tseA^ c , ^ nc o. JS. pr. m. Lat. Adalricus , ec. F. Ad.lirica. (B) ^olii llà A-dabscàl-co. N. pr. m. Lat. Adalscaicus. (Dal tcd. adel v °ee. ’tjyy*' Fasto awerb.z=zCon gran voce. Lat. magna voce , clara jp ' t 0n * , i1 7 * Talor tace la lingua, e ’l cor si lagna Ad alta vnm* -d' Veggcndo che non tornava , lo chiamarono ad », ' QCe P‘Ù vnlln Bb At,T I * ^/ lu vn 't c - ,S '| I 1L'Ì vverbial. sì ha mente , In allo. Esp. Pat. Nost. f. n5. In Sjt'elli s ; , Sa fi u;| nti vi sono infine più santi, tanti ve n’ha meno, per- ci ò ^ la ?gono ad alti verso Colui che è tutto solo. E appresso: 5 Ille che ìvì^T 0 ^ enc significato nella Scrittura per lo serpente di ra- '' * Ad R°n e ’ f cr *° comandamento del Signore, levò ad alti. (N) Ah nell 1 7 ? ce - Ciord. 17Ò. Ma quello (Credo) che si canta , A trn p a c, nesa non è ben propriamente nullo di questi. (V) rf- Ciò C |.. S0 mverbl ul = Iti allo. — , Ad alti, sin. Gr. S. Girai E anri } n vi dico all’ orecchie , predicatelo ad alto ( che è quel p» e, ’ a Ro fL ^J Praedicatc super tecta. ) Fit . S. M. Madd. 56. Non v *de Gi.<.T la i vedcic s sc non a cotali finestre molto ad alto. Zi’ o2. lavico . 4 ^ alt0 in sulla croce. (V) Adi * 1 è Wi. E ' va ' co - !”’■ m - I jat - Adalvachus. (Dal tcd. adel no- ,, t ; v M.o guardia : Guardia della nobiltà.) (B) Ah., 11( à,’p '-va- 10 . E. pr. m. Lai. Adalvalus. (Dal tcd. adel hii V . A «* * À .ó Scclta : Scelta dcIla nobiltà.) (B) Ada, ' e v>eh* J-V va " ra ' P*' m f' ^ nl • Adalvara. (Dal ted. adel no- Am VAR o, * A t d l feSa; Diresa del,a nobiltà.) (B) l)ii. V ‘ CA , * a"i , ?' ro - N - P r - m - Lat - Adalvarus. (V. AdnlvaraX B) A 0 .' ta , c ial -y'-ca. N. pr. f. L„t. Adalvica. ( Dal tcd. adel J- Gn VlCo )*A-(hi . pie S llevo,e : Pieghevole verso la nobiltà. ) (B) e A-d.u' C ”’ Edl, vico .N. pr.m. Lai. Adalvicus.(V. Adalvica.)( B) Aq 4i e *nen pp ‘ '' i-iio. JS. pr. m. Lat. Adalvinus. (Dal tcd. adel nobiltà , «Co « Go » * A ,u’,?PP" r wink ccnno: Cenno o pianto della nobiltà.VB) . Cnt ° 1 e ;' nr V^ P r -. m - Lnt - Adalougus. (Dal sass. aedel Àì t CChi,;."| ehe .nd.ca gmventù.) (B) 1 Mercurio fihsofìco^AO ) 1 emSmatlGa sl S ni f lca P ietr “ filoso- À-da-mùz-zo. IV. pr. m. dim. di Adamo. 2 — * (Geog.) Città di Spagna. (G) Adanà, * (Geog.) A-dà-na , Adena. Città della TSatoha. (G) Adanache. * (Geog.) A-dà-na-cbe. Città del Curdistan. (G) Adanade. * (Geog.) A-da-nà-de. Città dell Indostan. (G) Adanara. * (Geog.) A-da-nà-ra. Isola dell'Arcipelago asiatico. (G) A danaro. A. danàio. * Modo awevb. Fr. Jac. 2\ Sat. 16. 16. Paternostri otto a d;maro, A pagare il tavernaro. Burch. 2. 46* E trenta sculacciate o più a danajo : Pensa se questo mi fu gran diletto. (B) Adanati, * (Geog.) A-da-nà-ti , Edenati-. Popolo dell' Alpi Cozie* (G) Adane. * (Geog.) A-da-ne. Isola del Mar Rosso. (G) Ad animo. Avv. Con passione. S. Cut. lett. igg. E non fa giustizia se non ad animo... perchè o lo fu per odio. . .0 per piacere. (Min) Ad animo riposato. * Avv. Senza turbazione d'animo. Bocc. g. 6.n. 4‘ La fortuna ancora, alcuna volta ajutalrice de’paurosi, sopra lor lingua subitamente di quelle pone ( risposte ) che mai ad animo riposato per lo dicitor si sarebber sapute trovare. (O) A danno. * Posto avvcib.zzzDannosamentc, Con discapito. Petr. Son.(0) Adano, * A-dà-no. IV. pr. m. (In gr. adanos vai umido, da a priv., e danos arido. ) — Figlio di Cielo e di Ge o la Terra. (B) (Mit) Adansonia. * (Bot.) A-dan-sò-ni.-a. Lo stesso che Baobab, F. (A. O.) Adaprire, A-da-pri-re. Alt. anom. Lo stesso che Aprire. F.FiL S. G . Guai. 2 gg. Non ardiva alcuno adaprire I’ uscio della chiesa. (V) Adar. * IV. pr. m Lui. Adar. (Dall'ebr./mt/nr dignità, decoro, bellezza.) (B) 2 —* (Si.) L’ultimo mese dell'anno sacro ed il sestodelcivile degl Ebrei.iS an) Ad arbitrio. Avverb. Secondo la propria voglia.Saìv. Avveri 1.3. 2 32. Si troncano (le vocali) , o troncar si posson ad arbitrio del dettatore.(V) Adarchidi. * (Geog.) A-dàr-ehi-di, Àdimarchidi. Popoli della Lidia.{ G) Adarezzbao, * A-da-rez-zè-ro, Adarczer. JS. pr. m. Lat. Adarezer. (Ual- l* ebr. hadar bellezza , e ghuezer soccorso : Bellezza del soccorso , o Soccorso della bellezza. ) — Re di Siria. (B) Adarcati , * A-dar-gà-ti, Atergati. N.pr.f—Divinità Siriaca.^ B) (Mit) Adari. * (Geog.) A-dà-ri. Città dell'Arabia Felice. (G) Adarina. * (Geog.) A-da-rl-na. Città dell' India. (G) Adaristo. * (Geog.) A-da-rì-sto. Città della Pelugonia. (G) Ad arte. Posto avverb. zzi Con arte, Artificiosamente. Lat. consulto, dedita opera. Gr. t(%p*i. M . F. g. 56. Le quali ritennorio ad arte e con ingegno al soldo loro. Petr. canz. 4 1 ' *>• Negletto ad arte.ein- uanellato ed irto. Adarticolazione. * (Anat.) A-dar-ti-co-Ja-zió-ne. Sf. Lat. adai ticulatio. Gi\ '7Tf>oo’i'tpSpcocris. —, Abarticolazionc , Apartrosi, sin. (A.O.) Àdasa. * (Geog.) A-dà-sa. Città dell* Abissinia. — della. Palestina. (G) Adasio , [Ad asio. Avv.'] VA- F. e di’ ^ Adagio. (V. Asia.) Guitl.Rmi. Ant. R. S’eo lo tenesse ad asio, Ben è sempre mio asio. Adasperàre , A-da-spe-rà-re. [Al .] Lo stesso che Adasprire. F. Far aspro , Inasprire■ Lat. esasperare. Gr. ‘jra.po£vvuv. 2 p er metaf. [ Render rozzo , abbietto , Avvilire.] Reltc.r.Tull.G.S. È un altro ornamento che s’appella raddoppiamento, il quale si fa quando voglicndo aggrandire o adasperare alcuna cosa, ec. ii 6 AD ASPETTO Ad aspetto. 4 vv. A speranza , o anche in aspettativa. Or nila v.A bada. (B) Adaspkiiie , A-da-sprì-rc. [Att. F. A.} Inasprire, [ Esacerbare, e dicesi tanto al pr< prìo che al figurato. —, Adasperarc, sin.'] Lat. esasperare. Gr. 'xa.potyvuv. Reti. Tuli. 84. E un altro ornamento , cc. il quale si fa, quando vogiiendo aggrandire, ovvero adasprirc alcuna cosa , ridiciamo una parola due volte , ec. Adaspaito,* À-da-spn-to. Add.mda Adasprire. Invelenito. F. direg. ( 0 ) Ad assai. Posto avveri. Di gran lunga. Lai. multum , longe, valdc. Gr. o’tyóòpoi, Nov. ant. <77. 1. La quale non amava ncente lui, ma amava a dismisura un altro giovane, lo quale amava anche lei, ma non tanto ad assai quanto costui. G. F. 7. 27. 4’ E non erano tanti cavalieri schierati ad assai, quanti que’delRe. Ad assai buon ora. * Posto avvcrb.z=zDi buon mattino , Per tempissimo. Bocc. g . 1. n. 6 . (0) Adastaue, A-da-stà-re. N. pass. V. A. Fermarsi, Trattenersi. (Dal lat. adstare esser presente, star fermo.) Bocc. vis. 4- Vestito d’umiltà, pudico e casto Boezio si vedeva , e Avicena, E altri molti, i quai s’a dir ni’ adaslo , Non fosse troppo rincrescevo! pena Al lettor, dubbio. 2 — Forse anche Adirarsi, o piuttosto Opporsi. (Dal lat. ad superfluo, cd obstare opporsi, far testa.) Dant. da Maian. Forse s’ adusta ver la mia mispresa Amor che sempre vuol ver me pugnare. {Potrebbe pero nascere sospetto, che in questo esempio sia trascorso errore di lezione , e che invece di s'adusta si debba leggere s’adastia. ) (M) 3 — * In sign. alt. col quarto caso, Stuzzicare. Bell. Man. iV. Ap.(O) 4 — * Attizzare semplicemente. Arci, Rag • Quello e quesLo non aveva altro giuoco che adastaria. (A) 5 — * Attizzare con astio e eoa invidia. M. Cino. Ch’ a buona invidia si vanno adastando. (A) Àdastjamento , A-da-stia-mcn-to, [Sm.] L* adastiare, [Astio, Invìdia J Lat. invidentìa- Gr. fia.. E tal fiata se ne perde un regno , c tramutasi da gente in gente, per la non giustizia e per le ingiurie e per gli adastiamenti. E 4 Sempre incontro alla superbia , porrai rurniltadc,acciocché tu possi scialar tutti adastiamenti. Adastiare , A-da-sti-à-re. [Att. F.A.] Aver astio , lnvidìare.(y.Aslio.)Lat. inviderc. Gr. (pSoveiy. Stf’ e ' r Loder ha dato il nome di Acclività della tibia alla superficie S J\^ gente e protuberante che separa le due cavità articolari dell e $iJ tà superioiv. di quest’ osso . (A. 0 .) ,g\ Adda. * (Geog-) Lat. Abdua. Fiume del regno Lombardo-Feneto. \ Addaca. * (Geog.) ’Ad-da-ca. Città della Mesopotamia. (G) . (0 , Addanajato, Ad-da-na-jà*lo. Add.m. F. A. (Da danajoi )—, Adda 0 ® ^ Danajoso , Danaioso, sin. Lat. pecuniosus, bene nummatus. ^ I ',^ >.vx l pri{6&7'GS. Frane. Sacch. nov. 77. Aveva una possessione, G *** jj era bella e buona , ma l’uomo non era addanajato sì clic di ^ tenesse ben fornita. Agn. Pand. 27. E quando bene fosse add alJ 7 .j, più forse che '1 padron suo, allora più si lamenterà, e dirassi p 0 Addano. * (Geog.) Ad-dà-no. Fiume dell Asia. (G) ^ ^ àddare, Ad-dbre.N.pass. Accorgersi, Avvedersi. Lat. percipen .Crd i odioso fui. Cvon.MoreU.328. 1 Pisani il sentirono, presero sosp^jy 'c addieronsi del fatto, M. F. 3 . 10. Convenne, che con sua industria n ciò destro di quella santa si procacciasse d’avere per modo razzani non se n’ addessono. Fr. Giord. Pred. E non s’ addami 0 , i( , ( lutto quel disiderio e tutta quella fama è pur dell’ anima, l-b; 1. Perocché la gente meno s’addessc della lor cupidigia, eglino vano il consentimento de’padri. » Dant. Purg. 21. 12. Ci a PP un’ombra, e dietro a noi venia Da piè guardando la turba cb° 0 ce, Nè ci addemujo di lei , si parlò pria. (P) ^ a p a —. Applicarsi, contrario di Sdarsi. Lai. animimi adjicerc,aiiinii 11 ^ pii pellere. Gr. 'irpac-ìx £iv ‘ I Giord. Pred. Gli uomini non p cD pjjo questo fatto, e non ci addanno. Rim. ant. P. JS. Amor. Fir. all’amor s’ addanno , A lor compugnimento. • 3 — * E anche i/npers. nel significato di Andare a genio, Aflarsi-y Tane. 2. 4 ’ E* è una badalona rigogliosa, Cli’ è di latte e di mi s’ addrebbe. (A) Addato , Àd-dà-to. Add. m. di Addare. (A) - ^ 2 — * Accorto. Cav. Stoh. 2. A resister ben ben non son quanto tà bisogno sono addati. (B) /j) Addaziare, Ad-da-zi-à-rc. [Att.] Metter dazio, Sottoporre agabed Addaziato, * Ad-da-zi-à-to. Add. m. da Addaziare. F. dell’uso - v Addea. * (Geog.) Ad-dè-a. Città della Mesopotamia. (G) Addebbiare. (Agr.) Ad-deb-bià-rc. Alt.Pià comunemente. Debbiare. Addeiuli re , Ad-de-bi-Ji-re. [Au.] Lo stesso che Addebolire. F. tare. Gr. 2 — In signif. n. pass, e n. ass . [Perdere il vigore.] Amm. ant- Per molta fortezza delle membra lo vigore della mente addebilis cC & fti' Addebolimento, Ad-de-bo-li-mén-to. [AVa.] Debolezza , Fiacchezza‘ 1 lassitudo. Gr. xoVoff. Fr. Giord. Pred. R. Lo spirilo addebob 5 per cotale adde?)olimento nascer suole il peccato. ^ Addebolire. ‘ r r - 1.1 tuiuu; au>ii ,»mji 1 iì iciii-_» nuoLvi ouuii. •» [-/v.. u jebolire , Ad-de-bo-ìì-re. [Alt.] Infievolire , [ Scemar le vigore,] — , Indebolire, Addebìlire, Debilitare , sin. Lai. tare. Gr. sjiettr&mfciy. M. Aldohr, Fa venir dolor di Ranco, c bolisce li nerbi. , jpR 3 — In signif. n. pass . e n. ass. [Infralire, Illanguidire, AUassarsi. ] Cr. 10. 4. 3 . Se quelle soperchiar non potesse, auJt rebhe il suo ardire. fé 1 Addecimare , Ad-de-ci-mà-re. [Att.] Mettere a decida , DecimoT?' decimare. Gr bsKccrsvetv : Addecimato , Ad-de-ci-mà-to, Add. m. da Addecimare. Lat. cen st ^.,u' scriptus. Gr. bexa.T£vS£ts, Tac. Dar. ami. i 3 , iyg. Le navi tifi non addecimate. E Gemi. 38 o. Tra i Germani noncouW^ che lavorano i terreni addecimati. Ai3ni:t: ADDECIMA Z10NE J-cimazioke, Adde-ci-ma-zió-ne. Sfi II mettere a decima. L'adde- AD '"""’ e - r. (A) J Adi*^ GU ‘ (Med.) Ad-de-fa-gi-a. Sfi. Lo stesso che Adefagia. P. (Afj) tio S ì >!EKro i Ad-den-sa-me'ii-to. [A'tu.] Condensamento. Lai. constipa- *tia" .. Ka -ra.xviiti«i * Ad-dcn-sà-to. Add. m. da Addensare. Golii. Leti. (0) re Ad-den-tà-rc. [Att.} Prender co’ denti. Lai. dentihus arripc- gli a ' tL ' $ 4 - Co’ piè di mezzo gli avvinse la pancia, E con eia le braccia prese , Poi gli addentò e 1’ una e 1’ altra guantai i - lWnm • d. 38 . Come da infiniti cani fossi nell’ auima addentata, ] or s 'uiolavano centomila pensieri. Red. Oss. an. 15. Con una delle feci C rf t ^ ec ‘ Sdentare un altro colombo torrajuolo nel petto ec. Lo Oc .euhuo di nuovo da un altro capo di vipera nella coscia, e se a __ £ 0ri un’ ora dopo essere stato addentato. d en ,- P er simit. [ Afferrare con rulli , uncino o simili , come si fa co’ 3 __ ,V 3 Dant- hf 2t. Ss. Poi l’addentar con più di cento raffi. di „ 1 ‘ Mcs.) Calettare i pezzi di legname a dente interzo, a coda A *»£? bae > e (A) (• s T0 , Ad-deu-tà-to. Add. m.da Addentare. Lai. dentihus sauciatu9. a n uto ’ C c c ' ie mostra i denti ; o meglio Fornito di denti,San- ’nei i *’‘ nm,n - ej. 168. Alcuna volta a loro furiosa rivolta, non altri- 1 che l’addentato cinghiale alla turba de’cani , rispondeva tur- ‘ Crb. Avvenne clic un addentato cinghiale tutto schiumoso e Aode.. ra “buffato pelo davanti a lui, correndo, trapassava. A»bj lF ‘ VhKlu ‘, A Alt.} Lasciare ncl/e/iibiiriche l'addentellato. ^ STe, .i.ato , Ad-den-tcl-là-to. Sin. Si dice negli edifizii Quel risalto 2 Aguale di muraglia , che si lascia per potervi collcgare nuovo muro. a jj, f " lc tafi [ Dicesi di Cosa die porga occasione a produrne un’ dent* ] Segr. Fior. Pr. 2. Sempre una mutazione lascia lo ad- A Cte .'“>to per la edificazione dell’altra, a ^«.ato. Add. m. da Addentellare. ‘">n !r mela f- [Lasciar le parole addentellate = Lasciare il discorsi sc iain j/° C< ln m °d° da potersi ripigliare .] Morg, 26. 104. Or la- 1 ti veggo a petto. An,™ . ie parole addentellate , Che tutto il mondo qua I tra STiUIÌE , Ad-den-trà-re. N. pass. Penetrare , Internarsi. Lat. peneri lc * I*r. fior. P. 1. P. 4. Oraz, g. pag. igy. Olii si addentra nelle jjj Cere della terra a vedere i metalli, i minerali , le pietre e le getn- Ar>op CC '’ come può ec. non detestar l'ateismo? (B) ile/n T, ° ’ Ad-dcn-tro. Avv. Lo stesso che Indentro. —, A dentro, A- jj ,■> Adrento, Aentro, Indentro, In dentro, In drente, Rientro, q l r ° , Drente , sin. Lat. intus , intra. Gr. evbop. Sen. Pisi. 23 . E 80 n s ‘ cava addentro, tanto più si Iruova. Salviti.Pros. Tose. t. jj ' Qual maggior regola che dell’uso corrente del parlare, il quale è 2 __ V r»° padrone delle lingue, che dice: addentro? Ilei Innanzi.] Pass. 3 o 5 . Né mettendo il piede troppo addentro ad ì della scrittura. » Dant. Inf. 2. Dacché tu vuoi j saper cotanto Abn» £ b - He loro vecchie custodi. al s IUEE .> Adde-strà-re. [All. V. Accostumare.} Propriam.Assislcre d R l cavallo de'g ran personaggi , quando e cavalcano ; [e meife 111 riguardo di colui che cavalca , quanto del cavallo str a ? lm °'ì Lat. principi viro ad cquum inservire. (Addestrare da r/e- ’y. quanto Prestare la destra al servigio de’cavaUi de’Grandi.) C a]i, ’ $4* -Pu ricevuto con grande onore ec., e addestrato al freno ni 0n ^ Se JJ a da gentili cavalieri di Firenze, jb'ìloc. 6. 3^6. Ma Parme- P^voi 1 C ^ G addestrar Biancofiore a casa del novello sposo s’era al cc -’ ui freno di Biancofiore vennero , e quella infino c °tom j 1a ' a S‘° : addestrandola , accompagnarono. G. P■ 10. 56. 2. A ^*Hdo'r ■ fUrono popolo» e d perfett rfetto di Roma, sempre an- dcÌR U “ tenanzi , come dice" il tìtolo suo , ed era addestrato da’soprad- Ca vaì < ? Uatll ° ca P‘ tan '- Ali. Am. B. 23 . Da ciascun lato un adorno C nd(] lei , e avca P er compagnia di se , e un altro cavaliere a piè, che 5 — [-p®, ava : perchè più soavemente cavalcasse e senza malo incappo. E scrc ;, u< c omunemenie ] si prende ancora per Ammaestrare,Assuefare, 3 p c , e ‘ Bai. instrucre , erudire. Gr. nonhsvuv. e b»altr' ^ < ? e . stro i a S'l e e simili. Cron. Mordi. Salta e corri c lancia, 4 — i n Menili giuochi che addestrimela persona,e richieggonsi a’giorani. Rocc Sl S n - n - pass. Assuefarsi, Esercitarsi,[Addottrinarsi in un’arte.] destri',.^ 5 ' \ c deansi poi via più che neve alpestra Quattro biauclii S'aiiii,^ ’ j c ' aseun f° r * ;e In tirai' l’aureo carro arde e s’addestra. Suge -A’' 0 - pr. 1. In addestrarsi ne’ lievi salti c nelle forti lotte. „ *tonri\” at ' es P- 2f > 5 - Consiste questo nell’ addestrarsi due compagnia 5 " Met ' 3 Viccnda due tle ne lia mano , o nella parte destra. Leop. Riin. Una furia è nostra insegna, Ch* una canna ha nella destra, E per motto vi s'addestra : Vanità trionfa e regna. (A) 6 — Confarsi, Ben avvenire. Menz. Rim. 2. Così la penna per temprar maestra, In questo lieto e popolar cimento Guarda pria se al costume ella s’ addestra. (V) 7 — * Procacciarsi , Acquistarsi abilità a checché sia. Rabbi. ( 0 ) Amn-.sTUATO, Ad-de-strà-to.Adil.m.da Addestrare.—,Addestro,; sin.M. P.3-8. Cavalcò il Re in abito reale per la città di Napoli,montato insù uno grande e poderoso destriere , addestrato al freno ed alla sella da’ suoi Baroni. 2 — * (Blas.) Dicesi di quelle pezze gagliarde che sono alla sinistra di un' arma. (A) ADDESTBATOKE,Ad-de-stra-tó-re. Perb. m. A" Addestrare. Che addestra. Lat. principi viro ad cquum inserviens- Pii. Crisi. Questi sono li baroni , conti, donzelli e addestratori. Addestuatiuce, * Ad-de-stra-trì-ce. Perbai, f. di Addestrare. P. direg.{ 0 ) Addestro,*A d-dè-sti o.Add.m,Lo stesso che Addestrato. Bocc.Tes.6. òó'.Ed Irin gli menava avanti addestro Tutto coverto unoscudier pedestre. (B) Addetto, Ad-dét-to. Add.m.Lal. addictus. P■ dell'uso. —,R&&\\to,sin.Conse- crato,applicato ad un determinato infido,ad un particolare minislero.(&$ Addi , * Addo .N.pr.m. Lat. Addi, Addo. (Dall’ebr. ghued testimonio.^ (li) Addi. [Avv. di tempo. Nel dì. —, A di , sin. ] G. P. 12.35.5.Il detto anno addi 12 di marzo passò di questa vita il Santifico. Addiacciare, Ad-diac-cià-re. Alt. e n. pass. (Da diaccio per ghiaccio, — , Diacciare , Agghiacciare , Ghiacciare , sin. (A) 2 —■ P per metaf. Ang. Poliz. Bai. in Poggiai. Test. ling. t. 1 . p. 206. Cosi s’ addiaccia ed arde in tutte l’ore. (P) Addiacciato , Ad-diac-ciàto. Add. rn. da Addiacciare. —, Agghiacciato , Ghiacciato, Diacciato,sin.(A) Torric.Lez.i53 lì mondo inariditoe addiacciato dal rigor di questi freddi boreali non dovrebbe aver forza ec. (B) Addiaccio , Ad-diàc-cio. [Sm. Quel prato o campo dove i pecorai rinchiudono il gregge con una rete, che lo circonda, altrimenti Giaciglio, Serraglio, Chiusura e simili.} —Agghiaccio, sin.Fir. Rim. 33 .DcInuovo addiaccio i semplici pastori, Mentre spiegano al cicl mille concettile. 2 — £Porse anche il Dintorno, da Addiacente.] Fir. Rim. g 2. Non si veggia pastor del nostro addiaccio Aver mai in grembo zoppa pecorella. Addiacente , Ad dia-cèn-te. [Add. com.} Che giace vicino, £ Giacente , Sparso per terra. —, Adiacente, Adiacente, sin. Lat. adjacens./biwi. Fier. 2. 5. y. Ove addiacenti in terra Siyedean quelle invoglie artifiziose. Addicabe , Ad-di-cà-re. Att. Ripudiare , Cacciar via. Lat. abdicare. Rocc. C. D. Filippo re . . . addico Olimpia , e prese per moglie una sua nipote, chiamata Cleopatra. (B) a — * Rinunziare volontariamente una dignità , Abdicare. Bocc. (O) Addicazione , Ad-di-ca-zió-ne. Sfi Più comunemente Abdicazione. Rinuncia volontaria d’una dignità, o di qualsivoglia altra ragione.Lat. abdicatio. (A) Addietro , Ad-diè-tro. Avv. [Che si riferisce a tempo antecedente,ad altro tempo, ovvero a luogo che è a tergo delta persona di cui si parla _, Adietro, A dietro, Adricto , A dricto, Adrietro, Addrcto, Indietro, A retro , sin.] Lat. retro. Gr.ihrripmi. (Dal lat. ad, e da retro dietro.) Bocc. nov. y. g. Tornandosi addietro, comandò che la camera fosse serrata. Dani. Purg. 22. 118. E già le quattro ancelle eran del giorno Rimase addietro. Pelr. canz. 8. 4- Che nacque il giorno ch’io Lassai di ine la miglior parte addietro.i> Petr. p. 1. canz. 20. Ben mi crcdca passar mio tempo ornai, Come passalo avca quest’anni addietro.(Cin) 2 — Nello stesso signifi. di tempo passato dicesi anche Da indi addietro, A dietro. Da qui addietro, Inaddictro, Nell’addietro, Per addietro,- Per l’addietro, Poco addietro e simili. Bocc. g. 8. n. g. E se da indi a dietro onorati gli arca , molto più gli onorò da indi innanzi. Bocc. nov■ Abbia in Agobbio ogni giurisdizione clic da qui addietro aver vi solca. E g. g. n. 5. Siccome per addietro era stato fatte, cosi fece ella. Cr.g. Siccome in addietro i Sabini feciono. M.Pdl. Nell’ad- dictro narrammo il subito sfrenato movimento del popolodiParigi.(Cin)(A) 3 — *Col n.Andare .£’contrario d’Andare innanzi.—,Andare a retro,««.(A) 4 — Col v. Dare : Dare addietro nei Cedere , Piegare , Ritirarsi. — Darla addietro, sin. ed tinche fig. Peggiorare. (A) 5 — Col v. Essere: Esser addietro con o in alcuna cosa^zSapcrne poco. Inf- 2. 3 11. Vedete s’ io era addietro co’predicabili. C — Col v. Mettere =2 Non curare , Mettere in non cale. M. P.5. 12. E ogni sede promessa , e tutte le altre ragioni di sua natura, e d'onori e di henefizii ricevuti, mise addietro per niente. (V) , —'Impedire a uno il suo avanzamento, Tenere indietro, ma con maggior forza. G. P. so. y. Mettendo addietro quelli di suo lignaggio, e tutti gli altri grandi baroni,e la reina e’I lìgliuolorccatianienle.(V) 7 — * Col v. Stare , Dimorare e simili = Tenersi addietro, Cedere.(A) 8 —* Col v. Trarre : Trarre addietro alcuno ad una cosa z= Far che se ne rimanga, che non vi riesca. Ovid. Pisi. 52. Da prima ini puosi in cuore di scacciare la veniticcia gente con fémiuea virlù ; ma li mici fati a ciò mi trassero addietro. (Pr) 9 — Al di dietro si usò per Da sozzo, Da ultimo. Amm.Anl. 1. Al di dietro diremo intorno alle cose che sono da ventura. (Gin) 10—*In addietro vale talvoltaAli indietro,A ritroso, Dalla parte di dielrn.(A} Il —* Usato a modo di addiellivo per Antecedente. Berti. Ori. 2g. 3 .( 0 ) J 2 — * Nota Uso. G. P. . 5 . ig. E tali uomini quantunque virtù possano avere in questa vita,non le attribuiscono senon solamente alla grazia di Dio, che Rabbia date a loro volenti, credenti ed addimandanti. (V) Addimandanza , Ad-di-uian-dàn-za. [ 5 ’yC] P. A. —, Addomandanza, sin. Lo stesso che Addimanda.Awl.postulatio. Gr.htuffts.Fr. GiordPredPve»ò san Gregorio per lui , e l* anima trasse delio ’nferno, e l’Angelo venne a lui, e disse: Porterai penitenza di questa addimandanza. Coti. Ab. Isac. Le vostre addimandanze sieno manifeste appo Dio. Addimandàre, Addi-man-dà-rc. [Alt. Chiedere .—, Addomandare , Dimandare, Domandare, sin.] Lat. interrogare, potere, postulare, ac- cersire. Gr. ctirsiv. Bocc. non. 25. 3- Fu chi gli disse , che se egli quello addimandasse , che egli I* avrebbe. Dant. Par. 12. 44 Addi- ìnandò, ma contra ’i mondo errante, Licenzia di combatter.» Sego. Man. JSov. io. 1 . Per addimandarle ragione del male commesso. (V) 2 — * Appellare , Chiamare , Nominare. iV. Sp. (O) Addimandato , * Ad-di-inan-dà-to. Add. m. di Addimandare, Lo stesso che Àddomandato, Chiesto. Pros. Fior. ( 0 ) 2 — * Appellato , Chiamato. Cr. alla a. Vite. JY. Sp. ( 0 ) Addimandatore , Ad*di-man-da-tu-re. Perl. m. di Addimandarc .Che addimanda. Lat. postulans , intcrrogans. Gr. ctlrù>v. Guid. G. Lo dio Apollo dava le sue risposte nell’ isola di Delos agli addiuiandutori. But, Lo consiglio si vuol dimandare da chi sa e vuol consigliare , c ama dirittamente l’addimandatore. Addimandatrice , Ad-di-man-du-tri-cc. Fernm. di Addìmandatore. Lai. interrogatrix, interpcllalrix, flagitans. Gr. gcÌtovo-cc. Tratt. segr. cos. domi. Perchè sono le donne importune addimandatrici di nuovi rimedii. ÀDDiMANniTA,Àd-di-ii)àn-di-ta.[(Sy?/,o stesso c/iiAddimanda. P.]Lat.pc\\\.\o. Gr.odrrjcns. Sen. Declarn. Onde non debbo accettare la tua addimandita. Addimandito, Ad-di-inàn-di-to. [Vm.] P.A. /'".Addimanda. Fr.Giovd.Salv. J*iW. 33 .Eperò questo addimandito fu somma stoltizia per molte ragioni. Addimando, * Ad-di-màn-do. Sm. Lo stesso che Addimanda. P. Bocc . Tes. 2. 88. E 1 ’ un di loro altiero al suo addimando Rispose. (B) Addime. * (Gcog.) Ad-di-me. Città della Mauritania. (G) Addimesticare , Ad-di-me-sti-cà-re. [All.] Dimesticare, [Render domestico. —-,Dimesticare, Addomesticare, Domesticare,^/!.] Lat. mausuefacere, cicurare , cicurem reddere. Gr. r&aurrrmiiv. » Sale. Avveri. 2. 2. 16. L’uso particolare, il quale eziandio il brutto addimesticando alle nostre orecchie, quasi bello il ci fa parere, e rendeccl grato c piacente. (V) 2 — In sign. n. pass. Divenir familiare. Lat. familiari tate jungi. Gr. oixstQvo-hcu. Tac. Dav. Star. 2. 292. perciocché a’ paesani que* soldati, con cui s* erano addimesticati e imparentali, erano cari. Addimesticato, Àd-di-me-sti-cà-to. Add. m. da Addimesticare. — , Addomesticato, Dimesticato, Domesticato, sin. Pit.Plut. E cosi addimesticata l’isola, che del tutto era fatta selvaggia per gl’iutinili mali de’tiranni. Addimesticatoue , * Àd-di-me-sti-ca-tó-ie. Perl. m. di Addimesticare.—, Addomesticatore , sin. P, di reg • ( 0 ) Apdimesticatrice , * Ad-di-mc-sti-ca-trì-cc. Perb- fi di Addimesticare./'’. di reg ■ (O) Addimesticatura , Ad-di-mc-sti-ca-lù-ra. [ Sfi e diersi per lo più delle piante. —, Dimcsticazione , Dimesticamento, Domesticaraento, Addome- mesticamento , sin. ] Lat. cultura. Gr. ^spocxilcx.. Dav. Colt. iyo. Io lodo il semenzajo, perché quivi cou tutti i nostri comodi glipossiamo allevare, e perchè quelle tramute non sono mica tante cadute, ma tante colture , c per conseguenza tante addimcsticaturc. Addimezzàto , * Ad-di-mevaà-to. Avv. A metà. — , A dimezzato, sm. Rim. Ani. Fed. dell'Ambra Son. 53 . ( 0 ) Addimorare , * Ad-di-mo-rà-rc. JY.ass. 7 rattenersi. —,Dimorare, sin.Guitt. Lett. 45. Dalia malizia dcU’uonio , coli' uomo addimorando,hanno appreso. (V) Addimostrare, Ad-di-mo-strà-re. Att. —, Dimostrare, sui - fiorai. S. Greg. 4. 38. Vcggiamo come piu apertamente esso addimostra la quiete di questa luce. (V) Addimostrato, * Ad~dÌ-mo-strà-to, Add. in.da Addimostrare. P.di rcg.(0) Addis a. * (Geog.) Ad-clì-na. Forte della Guinea. (G) Addio, Ad-di-o. [Specie di avverbio che s ’ usa nel tor commiato, o nel salutarsi amichevolmente.] —, A dio, sin. (E sorto da una mutilazione della frase A Dio ti raccomando, A Dio ti comincilo?)» Frane.Sacch. ZVod. iy5. Sconlrossi in quello dì nel Tacchello tintore, il quale disse; addio, Antonio, e Antonio rispose : addio Tacchello, ben t’ ho. (V) ADDIRIZZATILE 1 —In forza di sost . come Dar l’addio, che vale Licenziarsi, e si a** anche in pi. gli addii. Magai. Leti, scelt . 5 - Dicono i Francesi cu* gli addii sono sempre fastidiosi, (A) 3 —* Dar l’ultimo addio, l’estremo addio “ Torre congedo peri'^ tima volta, e per lo più senza speranza di rivedersi. Si dice anche P ultimo addio in sign. di Morire. (A) 4 — f ì Usa talora per un Approvare ironicamente, come Buono 1 BraV° afìé! Ambr. Co/an. 1. 3 Addio, buon sozio ì (V') » 5 — fave. * Mòdo di dire che vale Noi siamo spacciati. /'".Fava, vj) Addirare, * Ad-di-rà-re. IV. pass. P. A. P. e (A’Adirare. Pit . S. Gir-vf) Addiiiaticcio , * Ad-di-ra-tic-cio. Add. m. P. A. Alquanto adirato. * * e di’ Adiraticelo. Lasca. ( 0 ) . Adciuato, * Ad-di-rà-to. Add.m.P.A. P.edV Adirato. Pii, SS. Pad • (^' Addire, Àd-dì-re. JV. pass. Affarsi, Confarsi, Ben convenire. /^u/.decei r » convenire. Gr. itpi-Xf.iv. ( Dal lat. ad , e decere couveuire , confai'* ) Tane. 3 . 2. Non mi s’addice entrare in simil cosa. E 5.2. E r aiid* r per le vie non mi s’addice. 2 — * Dedicarsi, Consagrarsi. Car. En. 5 . *079. Allora in cima D® T ericinio giogo il gran delubro Surse a Venere idaiia : e i sacei'd 0 * 1 Gli s’ addissero in prima. (B) ^ . 3 — * Darsi in potere d’altrui. Car.ff«.3.f027.Avoidunque del tutto dico, e checché sia ,parrammi assai Fuggir questa nefanda c dira gente. y>) 4 — * Addirsi di checchessia r= Mostrarsene tocco , Risentirsene. Pirt. 124. Maggiore ira non sì può fare a colui che dice villania, co»* 6 a mostrare di non curarsi ; che s’egli se ue addirà, egli stesso dà & gionc di potere dire di lui. (Pr) Addirimpstto, Ad-di-rim-pét-to.Posto avverò .—, A dirimpetto,Dirimpettai Riinpctto, sin. Lat. contra, e. regione. Gr. ùvrixpv. AUeg. iòf. Aver 11,1 fabbro e un legnaiuolo allato, Un forna* col frullone addirimpctto» Addiritto, * Aà-di-sìx-to.Add.m.Indirizzatn. —,lndintto ,sin.Gtiicc.Leg ili ' io5. Arrivò qua un frate di S. Francesco Aragonese , clic veniva da e con lui un uomo della, regina eli Francia addirifii a questa rciua. (b/ Addirizzamento , Ad-di-riz-sa-mén-to. [A/u.] IJ addirizzare, e si usa i/l tutti i significati di questo verbo. — , Dirizzamento , sin. 2— Per metaff [Direzione, Correzione.] Lat. directio , corrcclio, eine n ' datio. Gr. ixccvopi 3 «cus. G. P. 10. ig6. 2. E in questi tempi fecero in Firenze molti buoni ordini e addirizzamenli sopra ogni vittuagh* 1 ' Pii. Plut. Ve ggendo che gli uomini si tiravano a’ mali costumi , ^ avevano mestiero di grande addirizzamenlo. Addirizzare, Ad-di-ris-zà-re. [ All. Bar divido il torto o piegato, durre al diritto, Porre a diritto. —, Dirizzare, Addirizzare, Drizzarci sin.] Lat. dirigere. Gr, {xxvopfovv. (Dal lat. direcuis tiireUo si è DUO diritture^ dirizzare, come quando da platea si é fatto piazza, da vitùf 1 Vizioec. ) G. P. 11.12, 2. E rifecersi di nuovo io mura sopra la r jVfl d’Arno , dall* un lato e dall’ altro, per addirizzare il corso del 2 — (A r. Mes.) T. gen, delle arti e quasi nel medesimo sign., ma più p ri ' cisarnente. Ridurre a dirittura , Pareggiare nella superficie qualunque hi' voro , o parte componente il medesimo che sia suscettiva di dimii 111 ' zione od ingrossamento, o che possa storcersi, imburrare o simili. (A) 3 — Per metafi Ricorreggere, Ridurre al giusto. Lat. corri gore , cinzii' dare. Gr. b-xotvcpBovv. M. P . 3 . 88. Il Commi dì Firenze e di Perugia mandarono loro ambasciadori a Siena, per far co’pregi*. 1 addirizzar questo torto. Cron. Morell. Ingegnali addirizzare chi st partisse dalla ragione , colle buone parole , se puoi. 4 —Mettere per la buona strada, Ridurre in buono slato , ['Ristabilire -3 LaL instruerc , erudire , dirigere , compouere. Gr. sVxvopOovv. G. P• ì. 6. 1. Per addirizzar lo ’mperio di Roma , fece patiice e biogoh’- iieute dello’mperio de’Romani Belisario suo nipote. Pii, Plut. N ;)l1 è certo giusta cosa clic quelli che non lancia , fiera al segnale sen/ a lanciare, né che uomo ozioso possa bene addirizzare i suoi fatti , che malvagio sia beuavventuralo. 5 —Ridurre, Condurre, Indurre. G. P. 1. 23. 1. Quel Saturno savio di costumi c di scrittura , per suo senno c consiglio addirizzò popoli a vivere come gente umana. E 10. 100. 6. E non solamene Iddio ci guarentì, ma ci addirizzò in vittorie , prosperità e buono stai 0 * 6— Aggiustare, Fare altrui ragione. G. P. 8. 5f, i • E lasciato ec. cl‘ c gli artefici minuti di Bruggia ec. fossono uditi a ragione, per la I0& petizione data al Re , e addirizzati di loro pagamenti per li loro l a " vorii ec., la detta gente della Connina non Fu udita né addirizzati* 7 — le gambe a’ cani = Imprendere lo *mpossibile , o Rassettare quell 0 che è mal fatto. 8 — In signifi n. ass. [Andar via,] Fuggire. Maini. 12. 55 . Giù per I c scale ognun presto addirizza. 9 — In signifi n. pass. [Raddirizzare, Far diritto.] G. P. g. 258- f E ciò si prese per fretta, e fondossi in su i fossi senza addirizzarsi* io—Incamminarsi, Inviarsi [verso alcun luogo. ] Lai. cursurn dirigere* iter dirigere. 31. P.4. 21. Con le galee sottili por mare , ed i cavalieri | >L ' r terra, s’addirizzò alla Loicra. Cron. Morell. 352. Ed ecco venire troja solamente, riscaldata e accanita, e addirizzavasi verso di nR-‘* li 1 — Per melaf. Voltarsi. Red. Annoi. Dilir. Sileno presso Enripi'v beve furtivamente il vino al Ciclope: il Ciclopc se n* avvede, e adu 1 * rizzandosi a lui , gli dice ec. 12 — [Correggersi.] Cron. Morell. 2 3-j. E pure s’ addirizzò assai co**» ma e’ n* andò sempre col capo rotto. Addirizzato, Ad-di-ris-zà-lo. Add. m. da Addirizzare. Lat. directus» 2 — Volto a favore. G. P. 10. 106. 4 • Sperando che la fortuna p L ' 0 ' spora fosse addirizzata. 3 — * Addirizzato di pagamenti. Parlandosi di artefice vale Soddisfa^ 0 ' Pagato pe’suoi lavorìi. (A) .. , Addirjzzatojo, Ad-di-riz-sa-tó-jo. [Sm.] Fuselliuo o Infìlacappippr jfi l'addirizzatura a!capelli.Lat. discerniculum, acus crinalis. /^.DirizzatoJ^' Àddirizzatore, * Ad-di-ris-za-tó-re. Perb. m. di Addirizzare. Che ut dirizza. P. di reg. ( 0 ) Addirizzatrice, * Àd-di-riz-za-lri-ce. Perb. fi di Addirizzare. Pali rcglp* A ADDIRIZZATURA ■^'sceiìe T Axl J^ d '' r 'S" za ' , ù-ra. C* 5 yT] V. Dirizzatura. dal ,s V . dìfeiu P. L. Imparare , Apprender. Usato ^ D Disclp 0/,iazsaro P er va S^ Lezza i ° P cr necessità di parola sdrucciola. (A) » siii^t*^ * Ad-di-sci-pli-nà-re. Att. Ammaestrare .—, Dìsciplinu- ^WlSClp ^ L . lNATo i Ad-di-sci-pli-nà-to. Add. m . Ammaestrato .—, Discipli- cruc *^ tus i iustructus- Pr.Pior.P. 1 . P. 3. Or. y.pag. in ltr °ducendo OmeroJ Achilie sdegnato con Agamennone starsi Ce ndoT ar * e esercito , to dipigue andar temprando la niente, fa- di Sc i n r Can ^ re in quell 1 ozio gl’incliti fatti degli uomini grandi, ad- k nulla musica del suo Cbirone. (B) si tlm t Ej Ad-di-si-à-re. [Att.] P. A. —,Disiare, Desiare, Desiderare, esser m* cll ptTe, optare. Gr. ZTC&vpiiv. Tesoret. Br. 15. Se tu yuoli Ao**, Di tanto t’addisio. ^DDi a0If *’ Ad di-si-à-to. Add. m. da Addisiare. y. dì reg. (0) Ar>t>i TA * ’Ad-di-son. Diversidistretti e paesi degli Stati Uniti. (G) Acce) NTo ’ Ad-di-ta-meivto. [<$’/«.] L’additare, [ Il mostrar col dito , 2 t \ ! ,la Wento e semnlicemrnt.e II semplicemente II mostrare.'] La niaT 1,13 ’ Aggiunta. Lat. additanientum. Gr. rfpoo’S'hy.y. yolg. Ras. i qual; ^ ICC ec *. Ja aiJCOra due additamenti, cioè due aggiugnimenti, ^ a D ) TAl'XK 0ri * c / J,a,nat * st,c corna - No todicai Ad-di-i (àn-tc. Pari, di Additare. Che addita , Che accenna. ns. Salviti. An. Pier. (A) j nj * ^Q-ui-ta-re. [Au.] Mostrar col dito accennando. Lat. di- indiche* bxr.TvXo^sty.rsiv. Dani. Purg. c'jO. 0 fì- ^Hgono 1 ^ 0 ’ *l u ^ v * ** tira, Additandomi un Balzo. E Par.25.8g. 110 tuttj 0 | ud esso lo m’addita. Sega. star. iiy. X quali era- 1 Mostr 1come P cr persone che non si curassero della vittoria. £(u, a are semplicemente , [ Insegnare , Dar cognizione o notizia. ] fio c he j^? ns t rai 'c , estendere. Gr. bctxvvup. Dani. Purg. 16 . 61 . Ma prc- i C0Sa miSi -, [ii ! , “. ca gione, Si eh’ io la vegga. Peti', son. y. Che pcr ' UI)1 Ta'iv, addita Chi vuol far d’Elicona nascer fiume. u,ji Tatq a r *° uuulia ^ Ui vuoi iar u jcaieuna nascer nume. *icuralis' f Add. m. da Additare, Piv. Disc. Arti. 2 g. às- passo gii 1 in qui dell’esistenza del disordine, e additatene le cagioni, ~ Proposizioni de’ rìmedii. do che y 1S ‘^ ^ C1IC o mal additato dicesi un pezzo di musica, secon- * n pra i 0 Cott1 posiiore ebbe o no riguardo olla situazione delle dita ^^itator Siiu,nen to pel quale è destinato. (L) ^'l'chè E ’ ^^’di-ta-tó-re. yerb, m. Che addita. DanU Cono. pag. 106 . . Nnte 3 cdcre si può, Aristotile essere additatorc e ccnducitore della ■J 1 ^TATrri^ 11 ^ 0 sc 8 n0 9 c questo mostrare si volea. ^ Dn vrTi,'* A * Ad-di-ta-lri-cc. Peri. f- di Additare, y. di reg. (0) l€ri do n Ad-dit-ti. Sm. pi. Quelli presso i Romani che noti po- . toro ere z i° ro debiti nel giorno prefisso , rimanevano addetti et Aui )ITTo che avevandiritto di farli lavorare e tenerli in prigione.(Z) *“ cl ">alon ,Ui0 - Adcl m. y. L. (Da addictus .) Dedito , Ùisposto , Cc * non °' ^ av - leu. 2 . i58. Farei la risoluzione di vivere in convento perd,è q fi( -Ue grandi speranze che V. S. mi dà d' onori ec. , ma ^ *'-• * Cou°- S ° n ° a Adi(to e inclinato così. (Y) t a t» ,,a n pacs^n 3 * 0 ’ ■^ t ^* ca, °* Car. En. 3- z3. È della Frigia incontro un ^ v ®derp S ^ r ' ,C7 " al fiero Mxrtcadditto, A m pio irgnoefamosofB) c *'è p ;tVv Ad-di-vc-dè-re. A 7 , pass . anotn. ( Dal lat. ad, e videro : poi- ^° Tsi \Ac CrS1 q ,,;| l c hc cosa è quasi il porre ad essa la veduta. ) Avve- a ° Cca $io n ^ 0, .^ n prima non si detti nella cancellarla del giudice eter- 5 7 -* * ‘ E quando addiviene che s’incappi nella vita con ferro ec. 3 111 quella^q'^ 0 ' B°cc. C. D. Dimorando fParisJ in aiuto jmsloraie ’ Vcniu». rV; 11,1 piace i nov. 2 j. 2 . Quello eh'a mi cavatici* pistoiese n’addi- 'iacc di raccontarvi. E Introd. 3/f. Non so se a voi cosi , -- "VOI,. L- selva , addivenne un grande ed un famoso giudice. (A) A ll ‘ S - tV.iT’ ViL s - Pranc. A 'n.iv»..Ì ,ln cesco. (V-) (Q) «a-di-vcn-la-rc. Ali. Divenire. 4 rj|llZ| 0N A T I 0 p , 4 . Afl-di-ve-nù-to. Add. A|J 'ìizin“. ' E ' Ad 'di-;i( W ' ’ I. . ‘ieinenluin. idi. Uno tempo addivenne nella mente Diventare, sin. Fr. m. da Addivenire, y. dii ( 0 ) [ )l,/ aoKu Ài/u l “. =ao " na "le. Add.ceni.y.frane, e dell uso. Aggiunto. {A) C-' '''^«liiainenn'i '^T ^: L ‘ ^ 1,a aMl, ‘ n -) Giunta, Aggiunto. dizi, rii. oiu . < Gì*, 't rpco*3y ( x.r. G. y. yit. Maom. E fccionoad- « e una cart* 1 *''n° D * * a ^ a ^ c Kf* c prima. Cron. Mordi. Produsse ec. an- 0 addizione d’ inventario fatta per li detti. Buon. Pier. rv ' Ma e.- ----- n ì ,n uti p eì i p ccc ’ssioi>e \ laonde si dire , che i corpi naturali sono fbr- Sud Jdizi de,\Ur''"1 °J' «.t;S re S“A»ne di parti. (A) nvV ’" ue pure per le cose istesse che si sono aggiunte ad i 'delle (Mai.) l'n aritmetica ed in algebra f Addizione e /« acl ^ /X?.epurazionifondamctitali, cioè il Sommare. { ) È detta con greco vocabolo Protesi. (A) ,(**•) Accesdvn.. ».?- > • - utzi °ne fì;ie j , Be' parti. j Bb 4mento \ ì P* 1 ! •“&3 nwta |1f d solo linguaggio arifmctico. f- lt ‘ 0 * iia> n ’ j ^'doh-lia-mcn(-1o. iSm.] Abbigliamento , Onu namento. Pred. R. Lo spo- Gr. jccV^&s , strO^r. I r. Giord. . . Con C * «ddobbaiuenti reali. Beri/. Ori. 1 . 1 . i4- Vedovatisi cor- gioje tani^ lamc,ll h Con fògge nuove , peregrine e strane, D’oro odi at*-.~ 1 addobbamenti ce. Tue. Dar. Star. iìg. lì scopi’Cmlusi ,lno »USE 1 ‘ l>, - I ' en,P Ad.a^ V 11 a ^ t f'^Lamento o pcr ardue, te P imberciavano. 0 > k‘ì-rc. [Att.] ( V. Abbigliare. ) ( Dal sass. dubban ADDOLCIRE ng promuover solennemente taluno a cavaliere , nella quale occasiono era costume adornarlo di armi e vestimento pompose. Murat. Dìss. 33 .) Ornare , Abbigliare. Lat. exornare, ornare. Gr. xovpùv. Dant. Par. ìf. g6. Che con tanto lucore, e tanto robbi M’apparvero splendor dentro a’duo raggi, Ch’io dissi: o Elios, che sì gli addobbi .Fir.As. 3iy. Vestita in quella guisa che gli antichi addobbavano Giunone. Addobbato, Ad-dob-bà-to. Add. m. da Addobbare. Lat. exornatus. Gr. x. o *• Quella del Sesto di Borgo, addogato pcr lungo, bianca o azzurra. Addogliare , Ad-do-glià-rc. [Att.] V. A. Addolorare , Apportar doglia. Lat. dolorcm aflèrre, dolore afhccre, Gr. Keiriiv. Peti'. canz • 6.4 ■ Novella d’ osta vita che ni’ addoglia. Addogliato, * Ad-do-glià-to. Add. m. da Addogliare, y.di reg. ( 0 ) Addolcare , Ad-doJ-cà-re. [Att.] V. A. [e plebea,] da Dolco, cioè Dolce. Lo stesso che Addolcire, y. Lat. edulcare. Gr.yKvKcclvstv. 2 — Mctaf. Ammorbidire, Mollificare. Lat. mollirc , lenire. Cavale. Mcd. citar. Ma , come veggiamo che la cosa arida e dura non s’ addolca e divento arrendevole, se non istà molto in molle ncll’arqua ec. But. Lo fabbro battendo lo ferro in sulla ’ncudinc , tra per lo fuoco che Paddolca e conticnlo che non crepi, c tra’l martello che lo stringe in sulla ’ncudine , lo reca alla sua intenzione. Frane. Sacc. Oper. Div. g3. Diamante ec. per sangue di becco si addolca c rompe. 3 — 1 ! tempo addolca oraddolea: Dicesi quando di freddo grande egli si fa piti temperato % Lat. iutepescore. Addolciare , Ad-dol-eià*re. [Alt .J y. A. [e pleb.] da Dolco. Lo stesso che Addolcire, y. Lat. edulcare. Gr. •yXvxxlmv.» Guitt.Lelt.25. Amore di sua natura ogni grave alleva , e ogni amaro addolcia. (V) 2 — Mctaf. Mitigare, Placare. Lat. sedare, mitigare. Gr. 'Xpy.òvsiv.Guìd. G. 4 2 - È che egli non hnc potuto addolciare gli animi degli Greci a restituzione d’Essione. E appresso: Ma per lo ajuto de'medici,che tantosto abbondarono la ferita c addolciarono la piaga cc. Liv. M■ lu colai maniera non facendo oltraggio alla plebe di latto nè di detto, P aveano umiliata e addolciata- 3 — Far coniente , Dar dolcezza , Soddisfare. Dant. hif. 6. 43 .Che grati disio mi .stringe di sapere Se ’l Ciel gli addolcia 0 lo ’nferno gli attosca. Addolciato , * Ad dol-cià-to. Add. m. da Addolciare, y. (O) Addolcimento, Ad-dol-cbnièn-to. [*Ym.J U addolcire ; e melqforic. Mitigamento. Lat. mitigatio. Gr. irpxùvtnc. Red. cons. 1. 160. Con l’iu- narquamenlo c addolcimento di questi tali fluidi, si faranno Je mine più piacevoli. Salviti, disc. 1. i6y. Della discrezione è propria la lenità , la piacevolezza, cc. la costanza si nella giustizia: ma insieme insieme un addolcimento dell’ esatto rigore di quella cc. 2 —- (Archi.) Ulegame o l* accordo d'un corpo con un nitro. Cos) il cavetto al fusto della colonna è tra il plinto della base e la cornice del suo piedestallo. (Mi!) Addolcire, Ad-dol-cì-re. [Att.] Far dolce. —, Addolcare, Addolciare, Addolzarc, Indolcire , Indoleiarc , Xndolcare , Raddolcare , Raddolcire , sin. Lat. edulcare. Gr. yKvM.ct.ivnv.» Alani. Colt. 3. 6y. E ’l .serbi (ilsucco delT uva catta) poi Per addolcirne i vini al stanco sposo. ( V) 2 — * Per simili/. Temperare l’acrimonia d’alcusa cosa. Red. Cons. Indurre una modestissima refrigerazione* la quale addolcisce ancora le particelle degli umori caldi. (A) 3 — * Nota uso. Alani. Colt. 5 . 112. La virtude c’I valor ch’addoh.e c muove II seme a generar cc. (V) 4 — (Pift.) Render men cruda, meno secca la maniera, e farla più morbida. Posar, vit.Bell .La maniero del Bellini era crudeltà , togliente c secca tanto che non potè mai addolcirla. (A) 1 20 ADDOLCITIVO a —* * I colorii Indebolirne lo splendore , ovvero accordargli armoniosamente col legame de ’ toni , c/e’ passaggi , c/e’ colori rotti , e degli sfumamenti insensibili F. Ammorbidire. (Mil) 5 — * (Archi.) Acquerellare in modo che le ombre si perdano insensibilmente nel chiaro , per cosi evitar la durezza che porterebbe un’ ombra più forte. (Mil) 6 — Per metaf. Mitigare, [Disacerbare.] Lat. invilire, mitigare , lenire. Gr. 'Xpccùvuv. Petr. canz. 22. 4 E dolendo addolcisce il mio dolore. Albert, car. ig4- Salamone dice che le molli parole addolciscono e le dure inaspriscono lo furore. 7 — .Tenjperare.ZJflJU.Pflr.tf.f2f. Quinci addolcisce la viva giustizia In noi l’ alletto. Lab. 2^6. E perciò ad addolcire il tuo disordinatoappctito, alcuna cosa , come udito hai, parlar mi conviene. 8 — Racconsolare. G. F. 11. 3. 10. La quale non pur riprende gli presuntuosi per ammaestrargli, ma addolcisce gli afflitti. 9 — iV. pass . Placarsi, Attemperarsi. Alleg. g5. Come e quando mi par, seggo e mi rizzo , Mettomi in capo e cavo la berretta , Ed a mia po&ta in’ addolcisco c stizzo. (V) Addolcitivo, Ad-dol-ci-ti-vo. Add. m. [ Dulcificatorc, Dulcificativo, Dolcificante , ] Che addolcisce, Atto ad addolcire. Lat. mitigans.Gr. ‘lepa.vvrixós, Red.cons.1 i35. Si noverano parimente i medicamenti diaforetici,! medicamenti addolcitivi l’acrimonia e la mordacitàdegliumori. Addolcito , Ail-ttal-ci-to. Add. m. da Addolcire. [L'alto dolce.] Lat. de- linitns. Gr. ftaXa^S-s/s. 2 — Metaf! [Mansuefatto, Appiacevolito. Lat. delinitus. Gr . Cas. Oraz. Car. F. * 33 . Solcano, addolciti dalla vostra benignità, desiderare la vostra felicità e la vostra esaltazione. Sen. ben. Fardi . 4- 22 \ La bellezza del quale intenerisce e ricerca gli animi , ed addolcitigli colla maraviglia della luce ec., gli rapisce. Addolorare, Ad-do-Io-rà-re. All* Dar dolore . L.at. dolorem afferre. Gr. Xv-Kstv. » Segn. Conf. Instr. cap. 12. Questo lo feri nel più intimo del cuor suo, lo addolorò, lo accorò. (V) 2 ‘— JY. ass. e n. pass. Prendersi dolore. Lat. tristari. Gr. kvtfsìcSixi. Stor. Rinald. Montalb. Allora Gano addolorò , che avea speranza della vittoria. Com. Inf i3. Lo ’mperadore molto addoloroe, siccome egli mostra in quella lettera che comincia: Pii patres. Tes.Br. 7. 23. Lo ’nvidioso sempre addolora delle cose graziose. Omel. Orig. 285 .Tu non sapevi altro fare che amare il tuo dilettole altro che di lui addolorare. Addoloratissimo, Ad-do-lo-ra-tis-si-mo. [ Add.m .] sup. di Addolorato. Lat. moestissiinus, tristissimus. Gr. tfsplkwos. Fr. Giord. Pred. lì. Considera qual poteva essere il cuore dell’ addoloratissima madre. Addolorato , Ad-do-Io-rà-to. Add. m. da Addolorare. Lat. doteus, tristis, moerens. Gr. xctrri.m.e//iVldomesticare.Ya^^' £l Addomesticatrice , * Ad-do-me-sti-ca-tri-ce. Ferb.J. di Addome^ti 0 Che addomestica . F. di reg. (0) Addomestichevole, * Aà'dO’ine-sli’ché-vo-le* Add. com.Domesiico t * labile. Pus. (0) Addominale. * (Anat.) Ad-do-mi-nà-Ie. Add. com. Dell* addome* Addomine. (Anat.) Ad-dù-mi-nc. [A/n.] F. L. Felitre inferiore, [,- h \ ventre , Fentve , volg. Pancia. —, Addome, Abitarne, Àbdom'mci st ^ Lat. abdomen, imus venlei*. Gr. xoi\lx. Lib . cur. malati. Co 11 . /J( tutta la cassa dello addomine grossamente impiastrando. Red. CssfC. 21. Ma ne trovai ec. racchiusi tra’l peritoneo cd i muscoli dcU* al * u mine. E i5o. Vagavano nella cavità dell’addomine cc. jj, Addominoscopia. * (Med.) Àd-do-mi-no-sco-pi-a. Sf Lat. alxlominoscjl ( Dal lat. abdomen ventre , e dal gr, scopeo io considero. ) Espi 01 zionp. dell ’ addome. (A. O.) Addonestare , Ad-do-ne-stà-re. Alt. —, Adonestare, Onestare, sin. f lt jir chìav. Stor. 3 . 21 • E quello ch’è più pernicioso, è vedere come lori c principi d’esse l’intenzione e fine loro con un pietoso v^ ca ^ addoncstano. (V) Aodonque, * Ad-dòn-que. Aw. F. A. F. e di' Adunque. Guitt . Ld‘ 8. Addonque pur de’ buoni mostra che sia. (V) Addopamento , * Ad-do-pa-mén-to. Sm. Il celarsi dietro alcuna c° s(l ' Addoppamento, sin. Galil. Face. (0) Addopare, Ad-do-pà-re. N. pass. Porsi dopo o dietro .—, AddopP 3 ^, una rupe delle t* 10 adititi sin. Buon. Fier. 4- i - Poi m’addopo ad un canto d’una Gal. Sist. 38i. Nel suo tramontare si addopò tagne di Pietrapiana. Addopato , Ad-do-pà-to. Add. m. da Addopare. Posto dopo , — , Addoppato, sin. Stor. Semi/. 48. Videro gran parte degh '| C) reatini alle mura addopati , ed alcuni già avere appoggiate le sC e làr prova di ripire. ( Lat. repere. ) (V) gS' Addoperare , * Ad-do-ne-rà-re. All. V. A. P. e di' Adoperare. V ll . £C iJ Pad . 2. 14. Quello di che si diletta f anima tua, ma cosa elici 11 * 1 a Dio , quello fa e addopcra. (V) _ ri Addoplase , * Ad-do-plà-rc. Au. P. A. P. e di' Addoppiare. Li ìlì, f jl J'r. Guitt. ioi. Or vi sarebbe ben mercede avere, Gh’ addopL* valore Di voi. (V) (0 ) Addoppamento,* Ad dop-pa-mén-to.V/n.L’rtz/z/o^porjf. P. Addopam cnt ’M) Addoppare, * Ad-dop-pà-re. JSf. pass. Lostesso che Addopare. P.F acC 'À Addoppato, * Ad-dop-pà-to. Add.m. da Addoppare. P. Addopa* 0- ^(1)1 Addoppiabile , Ad-dop-pià-bi-le. Add. com. Capace di addoppia'" Sala. Avveri. 1. 3.2. 7p. Due i e due n nella pronunzia convcr ra avessero i Greci , l’ una addoppiabite e l’ altra no. (V) Jf Adboppiamento , Ad-dop-pia-mén-to. [Vin.] Raddoppiamento. Sai"- veri. c. 3 . 2. 3S. Il quale addoppiamelo, col por la stessa lettc*'".^ volte allato allato per entro il corpo delle parole, per antico c me s’ esprime nella scrittura. (V) Addoppiare, Ad-dop-pià-re. [All.] Crescere una cosa altrettanto non è, e dicesi più propriam. di filo, panno o altra cosa, jr/ ne mettono due insieme , o una in se medesima si soprappone- duplicare, conduplicare, geminare, ingeminare. Gr. SiirAo»».—1 "| a fCi blare, Addobbrare, Addoplare, Doblare , Indoppiare, KaddopP Adduare , Duplicare , sin. Fr. Sac. Nov. 166. Addoppia quel’ ghetto, c fa nel capo tu slesso un nodo scorritoio. _ 3 _ [In inalo astratto , e dicesi anche per Accrescere semplice" 1 ' Petr. oap. 11. Si clic al mio volo l’ ira addoppi i vanni. 3 ^ ADDOPPIATO Si d‘ ce delle file, quando di due, che stanno di fronte , 0 P 1 ’*° s l'lendore s’ addoppia. (A) co S a a “"°ppìarsi, o semplicemente Accrescersi.] Guid. G. Per la qual doglia^, c ^ e le loco forze contea noi s’addoppieranno Alberi.!). La Ai) UO p s addoppia, quando da colui da cui tu non P hai servila ti viene. Gr. j* Tl> ’ Ad-dop-pià-to. Acid. m. da Addoppiare. [ Lat. duplicatila.] -Albert. 64 - Malagevolmente si rompe lo funiccllo ad- Kiaco t0 ' R f d- Oss. anim. 21. Ritrovai di tali vcrmicciuoli nello slo- 5 Scossi quanto un grosso (ilo di refe addoppiato. naie J’f*' Mani] = Giunte. Bui. Purg. 2. Piega le mani, cioè chi- a 1 addoppiate a fargli reverenzia. t’efirf' di Gemme = Soprapposte, Formate di due pezzi. Celibi. O- Anó 0p covansi alcuni smeraldi e rubini addoppiati, cioè fatti doppi. (A) d n af ^ TO, o.(Ar.Mes.) Ad-dop-pia-tó-jo. Sm. —, Addoppiatolo, sin.Arnese c h?H a In PP‘are le fila della seta. Le sue parti sono : il cavalletto , la ro- An&opi,,’ “ cappellone di bronzo ed il barbino di vetro. (A) Itti che^- (Ac.Mes.) Ad-dop-pia-tó-re. Verb. m. di Addoppiare. Co- Adoppia la lana, od ammannisce la seta sul filatoio. (A) ( 0 ) "ùce l a R1CE ‘ (" r> Mcs.) Ad-dop-pia-trì-ce. Verb. fi. Colei che ammari- al filatojo , addoppiandone le fila sópra un arcolajo. (A) Adi( 01) . DRa j Ad-dop-pia-tù-ra. [A/.J V addoppiare. —, Doppiatura , la,n pn(o, Raddoppiamento, sin. Lat. duplicatio, geminatio. Gr. , * ) raccio C p Sa s ^ essa addoppiata. Dav. Colt. Poni doppia ogni pianta, un a — ' / , ^doppiature, e quattro braccia lontane 1’ une dall’ altre. A Per ffif Mes.) V azione di unire insieme due fdi semplici di seta T‘ e - m s . ol °• w flicip.,,’ "d-dó|i-pi°. Avvi —, A doppio, Doppiamente, sin. Lat. da- A s "i-] But. Infi. 3 . Per lo suo addormentamento, A aoon„? met,t ° de’ (inmi. 7 Ad-rìor-men-tà-rc.^ Alt. Indurre o Conciliar sonno in * » Addormire, sin, {li l'opposto di Sdormcntare, Destare, . soporare , somnum inducere. (Dal lat. obdonnitare son- ..? 0 r Me NXaiìe _ L 5 quasi fare in modo che taluno sonnacchi , prenda sonno.) A* 20 - q 6 . K clnKitA *•/» f'Iio non nv/^om !in | p/'ti(/'i n 11 o li-l 1/» nntàiM ‘deano. „ sfe, *« Voleri °* 96 , E dubitò cc. Che non avessi arrecato qualche oppio,E a?*? GSso a ddormentarlo. )> But. Purg. 2 3 . Questa è una interie- ^ 0r nient 1 an ^ c e lusingante, che usano le balie quando vogliono ad- * p er are l* fanciulli, e dicono ec. Nanna , nanna. (B) a 76. W'itorpidire, Rendere negligente.] Bocc. (ett. M. Pài . , s * r > inge ^° Vci * a è escrcitatrice delle virtù sensitive ,e destatrice de’ 110- ’ l’ar * a( l^ ov e la ricchezza e quelle e questi addormenta. 1 A * Xu#| °f lste . re 0 fermare alcuno da qualche impresa con altre speranze. ; ^ 0|, rncnta°^tenzire , Intormentire, Stupefare. Mattici . La torpedine ad- In e ,j_tupidisce la mano di chi la tocca. (A) pass. , e talora anche colte particelle si, nn , ti ec. ^>uv e t Se l. Addormire , Pigliare il sonno. Lat. obdormiscere. Gr. ^ ailu!?- u * w - n addi noo. 27. 8. Non s’ era ancora potuto Tedal- nov. 64. 10 . S’addormenta per ic taverne , e po- Scì Mor 0rmentarc ' E ’h 1 * chi 3 a c l l,csta otta - E tior. 86. 7. Dopo alquanto spazio, parca- l,omo addormentato fosse, se n’andò al lettieello. Oant. in ^ ome pintor che con esemplo pinga, Disegnerei co- . a r. nèh or foss’ io col"vago clel- [ a r W addormentai. Petv. canz. ÌT- 6. Dih or i Jl n * Addormentato. Annighittirsi. C:- Truv - Bocc. no. i; Sgtcr mc nte Infingardirsi. Lat. pigrcscere, demulcerì.G/*. i6. 1. E un destar delle nostre menti , lo quali A ^'to (Gtl ^ c s ’ addormentano nelle sue lusinghe. Libr . di Repub. Non 1 ‘Addormentandosi a vanagloria. Ad-dnr-men-Ui-tic-cK). Add. [/». ^« Addormentare.] •So,... 1 addormentato , Mezzo addormentato , t Gridi» , / ’ a , Y’- ac ? ^ Oso 0 Lat. somniculosus- Gr. y.rt wttm. Ir. Giurd . t rea. Iln< w-pfermano addonneutaticci o oegghicuti. dn( Sn NTATo ^ A° e sonnacchioso. S ‘° Se - Mo, lo. Ar. Pur. ìfi- fi- In terra un pajo addormentato ai novisctm^ al r.- o ’ ■ , ttle >lti Ni lla t° O (0) I0 ' dinccell. Rosm. Alt. 4■ Ma di più alto sonno addor- P^sso^o?' ^1 Lucerna = Appena ardente. Ovid. Pist. rq5. Essendo tad,t„ 11 aurora »-1- -A >- ■- ” a - novissimo dì forse tia deste. _ _ ii.Mcrtit. Kj\na. t'ist. ig 5 * Essendo n CUt lde Iq 11 aui ' 0v a , essendo già la lucerna addormentala . . . allora nù ^ "' c oi^;p S ame di mano per lo sonno impigrita. (Pr). e da (rj,^ ^—-l'ingersi balordo. Tac.Da\>.ann.’ó.66,¥o d’animo vigoroso ^ * CM n ,- ^ 0y ^' e P e r fare Taddormentato e il freddo, di cotanto più vivo. c ‘^ u l,1 0 Dìcesi della nave che ha perduta tu sua buona car- tlQtl s °lca pià il mare, a'dovere. (A) atop iFì Ad’dor-men*ta-tó re. p r erb » nu Che addormenta , iChe r X, Al); ADDOSSO 121 induce o concilia il sonno , Narcotico , Sonnifero, Soporifero.] Lat . soporifer, somnifer. Gr. virvu-ri/As. Arrighett. Io non so quale addor- mcntatore papavero ec. Addop-mbntatrice, * Ad-dor-men-ta-trì-ce. Veri), f. di Addormentare. ( 0 ) Addormentazione, Ad-dor-men*ta-zió-nc. L'addormentarsi. V\ Ad- dormentamento. Lat. obdormitio. Gr. tqv-xujti'xqv. Com. Purg . .8. Ch* e tanta la forza della fantasia, e sì debole P addormcntazionc de* riposati membri ec. Addormire, Ad-dor-mì-re. Alt. Lo stesso che Addormentare. V.lndur sonno. Lai. soporare. Gr. jc&rccxoi,u,i&V‘ Er. Jac . T . 2. 32 . 3 i. Lo ’nfermo non occidere , Per volerlo addormire. *2 — * Fermare, Ratlenere. Lat. sislere. Salviti. Callim. i 55 . Prosapia del fiume , Dite al padre che il gran corso n’addorma. (B) 3 — ÌS. pass ., benché talora colle particelle, non espresse. Addormentarsi. Lat. obdormire. Gr. Pelr. canz. 3 g. 4\ Questo d’allor eh’ io m’ addormiva in fasce Venuto c di dì in dì crescendo meco. Guitt. lett. 3 . Seneca dice : Ncente fa al! omo per molti esser salutato , e che *n letto prezioso addonna , e bea con coppa bella. Varch. Suoc. 1. 3 . Per ciò clic infìno quando m’addormiva in culla , se non era la buona memoria di M. Grifaldo ec., era viva forza, o che io mi morissi di fame, o che le fiere mi divorassero. 4 — Metaf. Giacer morto. Buon. Fier. 5 . 4 Sovente il padre mio ch’ora s’addormc Sotto un bel marmo nell’estremo sonno. Addormito, Ad-dor-mì-to. Add. rn. da Addormirò. —, Addormentato, sin. Lat. sopitus, sonino gravatus , somno corrcptus. Gr. x.aOsiièW. ( Dal lat. obaormitus che vale il medesimo. ) Bocc . Am. \>is. 17. Rigido poi quel fier pastor scorgea Trarsi di sotto un ritorto coltello, Gol quale l’addormito Argo urcidca. ADDORNAMENTE,*Ad-dor-na-mén-tc. Aro. V. e r/fAdornamente. À.It.Fr .(()) Addornare, * Ad-dor-nà-re. All. V ■ A. V. e di' Adornare. (A) Addornezza , * Ad-doiwiéz-za. Sf. V. A • V. e di' Adornezza. Amm.Ant . i 4 > 3 . tit. Nè.sconcezze nè addornezze si convengono, ld. Ilici. 2. Nè desiderate sconcezze nè composte addornezze si convengono. (V) Addouno, * Ad-dòr-no. Add. in. V- A. V. e di' Adorno. A. It. Fr. ( 0 ) Addossamento, Ad-dos-sa-mén-to. [ò’/n.] L'addossare-, l ed il peso o ca- ì-ico stesso. ] Lat. oneris irnposiiio. 2 — [ Figur. Soperclrianza.] Fr. Giord. Preci. R. Lo caricano di gravi addossamenti d’ingiurie. 3 —-dì colpa * fatto ad altrui: se vera , accusa, se supposta^ calunnia. (A) Addossare, Ad-dos-sà-re. [ Alt. ] Porre addosso , [ cioè in sul dosso , Caricare, ] Incaricare. Lat. hmneris imponere. Gr. iiriTidivxi. 2 — {Figur. Attribuire, Accusare, Accagionare ; e se falsamente , Calunniare. J Tac. Dav. Star. 2. 280. A Celso e Panlino intendenlis- simi , e da niuno adoperati, il nome vano di capitani addossava gli errori altrui. 3 — un negozio a ut«o Lasciargliene la cura e la briga. Sdossare vide il contrario. 4 — N. pass Porsi addosso , [Stringersi al dosso- altrui.] Dant. Purg • 3 . 82. E ciò ebefa la prima,e l’altre fanno,Addossandosi a lei, sVUa s’arresta. 5 — * Figur. Prendersi la briga, Prender l’impegno, il carico, la cura, l’assunto di fare, Prender sopra di se, Assumere, Intraprendere, Obbligarsi , Caricarsi , Accollarsi. (A) (5 — [Acquistare, Farsi proprio.] Alati. Franz. Rim. Buri. 3 . 104. Bisogna sopportar qualche disagio Per addossarsi un così fatto bene. Addossare, difl. da Incaricare e Caricare. Addossare vale porre a dosso, e nel inetaf. impoi re sopra se stesso 0 di chicchessia cure , errori o colpe altrui. Incaricare a Caricare altro non significa clic porre mi peso o un carico sopra qualunque oggeUoche può sostenerlo,.senza la necessità che sia un tale oggetto tornilo di spalle o di dosso. Ritenendo però la comune generica nozione di porre qualche cosarli grave o di oneroso sopra i soggetti, questi verbi sono quasi sinonimi nel traslato./;/- caricare vale anche Commettere, Dare altrui l’incumbenza di checchessia. Addossato, Ad-dos-sà-to. Add . m. da Addossare. 2 — {Figur. Scaglialo] Lat. Hiatus. Fr. Giord • Prcd. R. Soffrire pazientemente le ingiurie addossate. Addosso, Ad-dòs-so. Avv. In sul dosso , Sopra la persona. {Lai. in lui- ineros.] Bocc. nov. 60. 18. Io vi giuro per l’abito eli’io porlo addosso, ch’io vidi volare i pennati. E inlrod. 3 /. Impaurisco , e quasi tutti i capelli addosso mi senio arricciare. Dat1t.lnf.22. 40. O Rubican- te, fa che tu gli metti Gli unghioni addosso sì die tu lo scnoi. 2 — Prep. e vale Inverso, Alla volta della persona. Bocc. nov. 10. 23 . Non altramenti che ad un can forestieic .lutti quelli della contrada ab- lrnjuno addosso. E nov . iy. /fr Apparecchiandosi egli d’altra parte d’ andargli addosso. E nov. 3 g. 5 . Con una lancia sopra inano gli usci addosso. Dant. lnf 21. 6~. Con quel furoie e con quella temjtesta , Ch’escono i cani "addosso al poverello. Vii. Crisi. 186. E gridatogli addosso e in testa* 3 — [Sopra.] Galat. Dee Y uomo recarsi sopra di se , e non appoggiarsi addosso altrui. 4 —. Metaf. [Contro, In disfavore.] Bocc. nov. 6. 7. E se non fosse die biasimo portava dì quello che fatto avea, un altro processo gli avrebbe addosso fatto. E nov. 27. 8. La morte di I. cbaldo Elisei è stata provata da’ fratelli addosso ad Aldobraudm Pale11liitu. 5 _ Nell’animo , Nel pensiero, In corpo. Petv. canz. iS. 4. Stammi Addosso col poder c’ha in voi raccolto. Pass. óóg. Gii’entra '1 di», volo addosso ad alcuni, e per la lingna loro predice le cose ch’egli sa. 6 — Recarsi addosso —■ Addossarsi. Bocc. nov. 26. g. Egli e io stimol di Fi lippe! lo, il quale tu cc. m’ hai fatto recare addosso. 7 — Mettere addosso = Imputare. Lai- imputare. Gr. Trpoo-W.ttso-^a/. G. V. 8. 72. 2. E furono più di i 5 o a cavallo per ìscusarsi al Papa di quello che il Cardinal di Prato aveva lor messo addosso. 2 — Importunare co’ mezzi , e per via d’amicizia.. Lat. allegare. Fir. Lue. 4 ■ i - M’ è bisognato andare al governatore, e mettergli addosso tutta liologna, 16 , 22 ADDOTTO &_ Far l’uomo addosso ad altrui .• Dicesi di chi per soverchiare alenilo cerca atterrirlo colle minacce. g — Avere, Tenere addosso alcuna cosa = Avere alle sue spese checchessia } lo che sì dice anche Avere sulle spalle, sulle braccia. Vinc. Mari, Leti. 75. Mi sono risoluto , non ostante ch’io tenga sei cavalli addosso in Roma , aspettare questa risoluzione. 10 * Non la voler addosso , che anche si dice Non la voler in sul giubbone. Modo di dire familiare , che vale Non voler sopportare quella tal cosa. (A) 11 — * Andare, Dare , Venire addosso = Investire , Attaccare. (A) a — * Figur. = Metter fitora improvvisamente alcuna cosa cui altri ron si appetii. Lor, Pane. Leu. Vi viene addosso comma delle Irasi del Petrarca. (A) 12 — * Stare addosso = Premere , Posare sopra checchessia. (A) 2 — * Figur, ==: Pressare , Incalzare. (A) 13 — [Serrar I* uscio addosso a qualcheduno = Chiuderlo tosto che egli è fuori , e quasi irt sul dosso di lui , per mostrargli dispetto.'] Fir. As. 2/ja. Laonde egli serratomi immediate addosso gli uscì e le finestre , si deliberarono tenermi assediato. — [Porre gli occhi addosso = Adocchiare , Fermarlo sguardo verso una persona .] Foce. uva. 4' Messcr l’abate postole l’occhio addosso, e reggendola bella e fresca, ancora che vecchio fosse, sentì subitamente ec. i5 — " Rimanere addosso Pestare a carico. Cccch. Dissim. 3. 5. Oh ringraziato sia Dio che la non ini rimarrà addosso (la Janciulla da custodire •) (V) r(3 — * Fare un processo addosso. V. §. 4 (A) 37 — * F con taffìssO) come Incontrogli ne/ Boccaccio. Sacch. nov. 84* Eccoti Mino in terra , e la donna addossoli, e abburattalo per lo modo. (V) Cecch. Incant . 4 ’• 4 Avete forse rotto troppe lance addossole. (N) 18 — * E parlando di Parlo. Vii. S.Piane.2Ìfg. La creatura le era morta addosso f a colei che stava sopra partoJ: di che ella era quasi morta. (V) 19 — * D’ addosso^/// soprata persona. Quindi Levarsi o Torsi checchessia d’addosso. V. D’addosso, §. 2. e dicesi anche per metaf. (A) Addotto, Ad-dóMo. Add. m. da Addurre. {.Arrecato , Condotto •] — , Additilo , sin. Lat adductus. Gr. Trpcca-yófLsyos, 55 Dani. inf. 33. Jfò. Già erau desti, e l’ora s’ appressava Che ’l cibo ne soleva essere addotto. 2 — [Allegato, Proposto.] Stor. Eur. 4-9$- Le cose da lui addotte nel principio del suo parlare, potrebbono torvi forse troppo di ardire. Sagg. nal. esp. 162. Essendosi potuta vedere abbastanza la corrispondenza Ira quelli di ciascun liquore negli esempi addotti. 3 — * Ridotto. Car. lett . 187. L 2. E anco a questo non ini risolvo per altro ch<- per vergogna e per isdegno di vederle andar così lacerate c male addotte come vanno. (N) Addottoramento, * Ad-dot-to-ra-mén-to. Sm. Vaddottorare. A- B. Fr.( 0 ) Addottorare , Ad-dot-to-rà-re. (Alt.] Dare altrui le dottorali- indegne , Fai lo dottore, [Promuovere al grado dottorale. — , Dottorare, sin* Il suo opposto è Sdottorare.] Lutdoctorem eflieerc, laurea magistrali donare. 2 — JV.pnss .Farsi do\.torc,[cioè Esser promosso al gi ado dottorale,Esser dici limato dottore o semplicem.Addottrinato.] Varch.Suoc. 2.2. Par proprio che tutte abbiano studiato,e si siano addottorate in una scuola medesima. Addottorato, Ad-dol-to-rà-to. Add. m. da Addottorare.» Rusp. Son. i3. Deh fate largo, eh’ un pedante viene A l’ombra de’cazzotti addottorato. (B) Addottrinamento, Ad-dot-tri-na-mén-to. [iVm.] L’addottrinare. Lat.in- siitutio, instructio. Gr. 'iroclhviris. Libr. Similit. Per Io stabile* addottrinamento deili più antichi Glosafì. Addottrinante, Ad-dut-tri-nàn-te. (Pari, di Addottrinare.] Che addottrina. Lat. instruens , magister. Gr. 'ircciòivwv. Coni. Par. 2. Se io I10 cotale addottrinante, se io ho colai conducente. Addottrinare, Ad-dot-tri-nà-re. [ Att. ] Ammaestrare , Instruire. Lat , instruere, erudire. Gr. -kquÌìsvuv. Cr. 9. 6. g. I quali (cavalli) diversamente si deonu addottrinare a’loro uficii. Vii. Plut. Ed ili questo fu amato non tanto per amor di bontà , quanto perch’egli gli addottrinava in bene c in onore. q — A 7 * pass. Prender lezione, Imparare. Cr. in Andar alla scuola. (A) Addottrinatamente, Ad-dut-tri-na-ta-mén-te. Avv. Con addottrinamento» Coll. Ab. Isac. Non ricevendo in se uè mandando fuori da se veruna cosa addottrinatamente nè convenevolmente. ADDOTTRiNATiss!MO,Ad-dot-tri-na-tìs-si-mo.[^ 4-il^v ai /.tmolnlln i.. ovv.iti.vìiw il tv/-vr\^l inirtitfr» rti’^ra rii fljOI’l .. tilo di consiglio in consiglio, il popoì minuto ch’era di — J\ . pass. Stare o Diveuireostinaio, Durare* Lat. animimi oh] G. E. 7 . 66. 4 • S'erano addurati, e messi alla difensione. ò'd. Vedendo i rettori che Io ’mperadors’addura\a,e che letcrj^^t s’eran date liberamente alla sua signoria, arcano cagionedi p^ ^ Addurato , Ad-du-rà-to. Add. m, da Addurare. Inaurato , & Lat. duratus. Gr. , rp, /' 2 — E per metaf. Assuefatto. G. V'• 5. 35. 4- Si ritenne (il lippa ) una schiera di cinquecento cavalieri tutti vecchi, c a in battaglia e in torniamenti. Borgh.Col. MiLit. 4 Erano» sl esperti e addurati nell’armi, a’capitani molto cari. (Jp Addurre, Ad-dùr-re. (Att. anom. sino, di Adducere. Vi] dirrecdV-^ durre , Portare. Lat. afferro, advehere , adducere. Gr.koyi^ .^4 V• 1 . 3. Venne ec. una colomba, che in becco J’adduss^ $ - - -• - ’ ' " CP C ' sima) al beato Remigio. E 8. 58. 5. Il carreggio del Re, iif rea la vivanda all’oste, per li sfondati cammini non potea ’' vJ ;* Cr. 2 . 2 j, 3. Per li quali i carri, ovvero navi, possali po^ al addur le cose necessarie, - zjfr* i — Dire , Porre avanti , Allegare, Citare. Tac. Dav. star. 3 ■ sempre che verrà a proposito, addurremo simili antichi Ridurre. Pecor. 17 . 2 . Tagliata la testa al beato Miniato, per di Dio, colle sue mani Y addusse al busto sue»,e con suoi piedi P aS S fl p^ 4 — Per metaf. [Cagionare, Produrre.] Dant. inf. 14 - 12 9' * addur maraviglia al tuo volto. f 5 — [in forse = Mettere in dubbio , Tener sospeso.] Petr • c(l a cui vien manco Consiglio , ove ’l raartir 1’ adduce in fors^ 6 — a penitenza * = Convertire , Far ravvedere . Jac. o |r veggio ancor l’eterna conoscenza, Quando abbastanza al p^f hello Percosso ha il fianco , e addotto a penitenza. (A) Addurre diIV. da Condurre , Indurre, Introdw re. portar^ ^ Arrecare. Addurre in forza della sua etimologia significa Mena 1 v lare qualche oggetto ad alcun luogo reale o figurato. Oondf^J 1 propriam.Menare insieme o Guidare oggetti soprattutto durre nel proprio è Portare in qualche luogo o reale o nei traslato vale persuadere, Muovere altri a fare cc. elude l’idea d’ internitù locale. Pollare nel signif. originai 10 stener qualche cosa nelle mani , sul dorso ec., ed è propri . stri mobili, tanto animati che inanimati» Recare esprime 1,11 .* ! ce trasferimento senza relazione a luogo o persona 5 ^ rrec y: elude l’idea di traslazione rapportata a qualche luogo o * .\\^ persona : soglionsi nondimeno usare indistintamente anche ^ ci. Recaiv o Arrecale vale eziandio Dare, Porgere ec. p,J- Addutto , Ad-dùf-fo. Add. ni. da Addurre. Al or. S. Greg• ,, \\ ^ Ali’ uomo errante , il quale è posto sotto la legge , c adJ* 1 ^ monio di coloro che son fuori di legge. (V) , f AnDUTTons. (Anat ) Ad-dut-tó-re. Add. e sm. Nome propri 0 / muscoli , i quali muovono in dentro quelle parti a cui sc * cali. Gli antagonisti sono detti Abduttori* V. (A) ,*< 1 ^ Adduzione. (Anat) Ad-du-zi-ó-ne. Sf V avvicinamento del bile verso il punto fisso di un muscolo ^prodotto da’ muscoli add iil ; dinoto d'azione dei muscoli adduttori. Abduzione è il suo tou- 1 i ADE Ade, * vr pi acc : c <>w. Lai. Ades. (In. gr. vai piacente, da hadeo io Adr, * Ad ea *v**|t. ind.) Idolo de' Baniani che ha quattro braccia. (Mit) At) ElM ^(Geog.) A-dé-a, Adce. Piccolo regno dì àfrica. (G) 4& 8b ‘ (Geog.) À-dé-ba. Antica città della Spagna. (G) Ao ÈCh ((^ en g-) A-de-ba-re-a. Distra ADEMPITORE ia3 •etto dell ’ Abissinia. (G) D ‘ (Med.) So&t. indecl. Li uomo interno. V io di Paracelso. (A*0.) Ade CT o M \' * Avverb. col v. Mettere — Addecimare. F. (0) e (Med.) A-dè-cto. Add. m. F. G. Lat. adectus. (Da a priv,, csì C * A-de-guan-za.A/Xo stesso che Adeguamento. F.A.It.Fr.(0) -, A-de-guà-re. [ Alt. Far eguale , ] Agguagliare , Pareggiare. P e t r aec l u are, sin. Lat. cxaequare, aequiparare , acquare. Gì\ hovv. Che \« CC !' ÌZ ' i 7' 2 * ^ er adeguar col riso i cMor tanti. E son. 2y5. tl '° viso gUarc »iU tiia. •/. rcr aucguai eui ri su i uuun lami. jj» son. 2/0, uisagguaglianze nostre adegua. Filoc. 2 . ioj. La chiarità dd passa la luce d’ Apollo , nè la bellezza di Venere si può ade- „ y . l ■—[ j 1 Stimare,Gindicare.Lrt/.aestimare. Gr.TtfAcit.F. Àdequare. 5 . 2 . Orarie n ' e n ‘ P aSs ‘ Essere o Farsi eguale , Adattarsi ad alcuno. ] 3(1 a( |* ^ ac ch. rim. E V altre membra prese Dd loco ove cran strette , a( lea u/1 /> " *r v * 7 U Ia vl g itia il sonno. (V) ta mei Me *te ? A-dc-gua-ta-mdn-te. Aro. Compiutamente. —, Adequa- ’ si,i * ^ e S n ‘ Pnrroc. Itisi . 6. 2 . Per rispondere adunque ade- Aner, D \ lllCll ^ e all’ opposizione , distinguerò in questa loggia. (V) Lì Sc Tiss * Mo , A-dc-gua-tìs-si-mo. \_Add. m. ] superi, di Adeguato. Salvia. del Essendo egli (IddioJ l’oggetto indeficiente e adeguatissimo AD ;<*^n a T r . c sc " Zil misura e senza termine. Gor.T'A -de-guà-to. Add. tn. da Adeguare.—, Adequato, sin. Tass. 55.3 p E si librò sulradeguate penne.» Segner. Mann. Magg. te < 1 q^ °“deueche stimi quei rimproveri assai minori di quelli che a * ^poousi, che gli stimi adeguati. (V) Ag*!,, * )£ c °g-) A-dt-i. Popoli dell Egitto. (G) Ao E la ^ l^eog.) Zeila. Leti. Azaina. Regno dell ’ Africa . (G) sto -) G A-dé-la. Sf. Lat. adda. (Da a priv., e delos manife- rnem e ■ e,tere d? insetti che si trovati nascosti nei legni , particolare ^° R Urn lH P ntnaifer n. (Aq) cldwiif ’ * A-de-ià-i-de , Adelasia , Àdalasia , Addazia, Atelasfa, A- Adelinda , Audolinda, Alda, Adele, Adda , Adelina. ÌV. b ; d ' nil 1 ' Addai», Adethaides, Adelasia, Atbelasia, Audelinda. (Dal nobiltà , ed heide lauda : Lauda della nobiltà.) (B) Ad HE b .;^ * A-dc-lal-do. N. pr. m. Lo stesso che Adalaldo. É~. (B) AfetnEu D ° ’** A-del-bàl-do. N. pr. m. Lo stesso che Adalbaldo. F. (B) Adelber 0 ^' **^ co §-) A-del-bèr-ga. Città del regno di Firlcnberga. (G) r\° ’ , A-clei-bér-to. N. pr. rn. F. Adalberto. (8) AtiEec^j 0 ’* A-del-ból-do. N. pr. m. Lo stesso che Adalbaldo. F. (B) a ìlo ^iltà 0, A'dèbca-mo. JV. pr. m. Lai. Adelcamus. ( Dal ted. adel e # A««ie/i bilancia: Bilancia della nobiltà.) (B) Adelii 0 | l A-dc-lèl-mo, Adelmo, Aldclmo, Anlelmo. lV. pr. m. Lat. A ®bno • lm* 1 ® * Aldhelmus, Antbelmus. ( Da! ted. adel nobiltà , e helrn A^u^/fn ino l c *°c difesa della nobiltà.) (B) ^ c/ii'u,, A-del-tì.iVm. pi. jA. G. Lat. adeiphi. (Da adelphos fratello.) cioè in n f mo così gli slami (diora che sono riuniti pe’ loro filamenti , fìwnero poi delle fratellanze od unioni diconsi » - * (Ge^N D A adc ? fi ^ " “«« > due. cc. (Aq) Ai)Exti z . Dudsole dell' Arcipelago greco nella Turchia asiatica. (A) PhizQ ì* Adi 1-fj-zi-a. Sf. F. G. Lat. adelphisia. (Da advl- ■> Co?j ClI Ì ni0 co * nome fratello.) —, Adellisia , sin. Consen- . n - prio del fiume Po, ed è assai simigliatile nelle squame allo storione. Ha la t-'sta molto grande e grossa , ma gli occhi assai piccoli. Forse è quello stesso che i Ferraresi chiamano Cops , e che alcuni confondono collo storione , da cui si distingue pel color giallognolo detta sua carne presso alla pelle. (A) Adelmo , * A-dèl-mo. N. pr. in. Lo stesso che Adefefmo. F* (8) Adelnao. * (Gong,) A-del-nà-o. Città della Prussia. (G) Adelo. * (Med.) A-dè-Io. Add. m. F. G. Lat. adelus. ( Dal gr. adelos invisibile, non manifesto. ) Agg . di traspirazione che si fa pei pori della cute senza che apparisca sudore. (A. 0 .) Aoelobuanchi. (St. N.) A-de-lo-bràn-cbi. Sm. pi. Lat. adelobrancbi. (Da adelos occulto, e branchia branchie. ) Famìglia di molluschi gasteropodi che rinchiude quelli i quali respirano per un semplice buco. (Aq) Adeloi-lebo, * (Med.) A-de-lò-flc-bo, Add. e sm. F- G. Lat. adelo- phlehus. (Da adelos oscuro , e flebos vena. ) Agg . di persona che abbia vene piccole o invisibili . (A. 0 .) Adelopodi. * (Zool.) A-de-lò-po-di. Sm. pi» F. G. ( Da a priv. , delos visibile, e pus y podos piede. ) Insetti che hanno i piedi invisìbili. (Van) Adelsbeuga, '(Geog.) A-del-sbèr-ga. Circolo del governo di Lubiana. (G) Adet/trcde, * A-det-trù-ile , Drudetda , Trudelda. JV. pr.fi Lat . AcMtrii- des. (Secondo V indice (lato dal Grozio de’ nomi gotici, longobardi e vandalici, adel trude vai nobile e fido. ) (B) Ademaro, * A-de-rnà-ro. N. pr- m> Lo stesso che Adalmaro. F. (R) Ademonia. * (Med.) A-cle-mo nì*a. Sf. F. G. Lat. ademouia. ( Da ode- rnoneo io sono in grave angoscia, sono impaziente, alJ'auuoso.) Ansietà 0 grande inquietudine d’ animo . (Aq) Adempibile, À dem-pi-bi-l c.Add.com.Che pub adempirsi. Magai. Leu. (A) Adempiere, A-dèm-pie-re. [Alt. anom.] Mettere o Mandare ad effètto. Effettuare , Compiere. — , Adempire, Aempiere , sin. Lat. per lì cere , exequi, implere , explere, compiere. Gr.(wz&\r\pow. Bocc. nov. 1 2. 18. E molte volte , anzi che 1 giorno venisse, i loro disii adempierono. » Fiamm. Per adempiere il rigido comandamento ec. (A) 2 — * Begge anche il terzo caso. Givatd. nov. 11 quale prestamente alla bisogna , senza molto soprastare , adempirò. (A) 3 — Concedere, Osservar promessa, Fior. S. Frane. i 35 , La qual cosa bene mi fu adempiuta nella impressione delle istilliate. (V) 4 — Supplire. Petr. son. 3 / 3 . Soccorri all’alma disviata e frale, E’i suo difetto di tua grazia adempì. (P) 5 — Riempire. Petr.canz. fq. Vergine, tu di sante Lagrime pie adempì il mio cor lasso. Poliz. I. 2. st. i 5 . Ma in prima fa mestier che Giulio s* armi , Sì che di nostra faina il mondo adempì. (M) 6— ‘Saziare. Introd.Firt. 8y. Neuno può avere i beni di questo mondo e doli’altro , e che qui il ventre e colà la niente possa adempiere. (Pr) 5 — * Aver piena e perfetta nozione di alcuna cosa. *SV«. Pisi. 38 o. Siccome la veduta sì suole medicare e mcgliorare con alcune medicine, noi potessimo (cioè se noi, e nota ellissi ) deliberare la luce della nostra mente dagl’ impedimenti noi potremmo adempiere e vedere la verità , benché ella fosse molto sotterrata dentro al corpo. (Pr) 8 — [ E n. pass. Compiersi, Effettuarsi.] Pass. 118. Conciosiacosacbè nel sacramento della penitenza, che propiamente si compie ed adempio nella confessione, si dea la grazia ec. 9— [Appagarsi, Soddisfarsi ] Dant. Par. i 5 . 66. Ma perchè’! sacro amore in che io veglio Con perpetua vista , e che nV asseta Di dolce disiar, s’adempia meglio. 10— Avverarsi, Verificarsi. G. F.6. y.f E così s’ adempieo la parola del santo evangelio. (P) 11 — * Riempirsi. Sannaz. Arcati. E gl. 1 . 4 °’ Perisca il mondo e non pensar eh* io trepidi, Ma attendo sua mina; e già considero Che ’i cor s’adempia di pensier più lepidi. (M) Adempimento, A-dem-pi-mén-to. [Smi] E adempiere , [ V intera esecuzione , Il compimento e /’ esito ultimato di qualche cosa proposta od intrapresa. ] Lat. expletio. Gr. ÌKiekrif<è ìl Lat. libruiuentuii] , aequalio. Gr. ifròrqg. . 2 — Calcuto , Computo. Lat. coinputatio. Gr. \q yurfxòs. G. F’ i2 ‘\ \ i. ]\eiranno iSzjò addi 28 di Marzo, poco dopo l'ora di nona? ^ condo l’adequazione di maestro Bagolo di sor Piero ec,, fuc Ja ct)l1 giunzione di Saturno e di Giove- Adeiiano. * (Mit. Pois.) A-dc-rà-no. // fuoco sacro de' Persi. (MiO Aderbale, * A-dèr-ha-le- JS. pr. ni. —- ile. di Numidta.(Vmi) , Aderbare , A-der-bà-re. [Atti] Pescar coli' erba , Mettere, a erba. * j(l j lierba pus ere. Frane. Barb.2ò3. 23 .Non aderbar in via, Sannaz.Ai' cili q. Ed io n.cl bosco un bel giovenco aderbo. ^ Aderbato,* A-dci'-hìi-lo,Add.nuda Aderbare .Pasciuto d’erba.F.di Adeubigania. * (Geog.) Ade-bi-gà-ni-a , Aderbaidian. Lat. Atr<>p at “ Provincia della Persia. (G) t Aderburga. * (Geog.) A-der-bùr-ga, Adcrbourgh. Città del Bra fì0 buighese. (G) Aderco. * (Geog.) A-dèr-co. Città dell' Ibcria. (G) , ^ Aderente , A-de-jrèn-Le. [Add. coni.] Che aderisce, [ed anche Par^ 1 ^', Fautore, Partigiano, ne! quale significalo s'usa per lo più nel f. vale, ed in forza di sostantivo. ] Lai. fautor , studiosus , clieijs. c tts Xcìty,s. Amet. yg. Bruto con forza a nessun’altra eguale Uccise 1 aderenti a Tarquino. M. F. 3 . 5 g. Per fermare la pace coil’A^ 01 ^, scovo di Milano, e co’suoi aderenti Ghibellini. Petr. Uom, iYZ.Fu dato a Roma cogli suoi aderenti , e messo in prigione. ^ 2 — (Med.) Che è strettamente attaccato, unito congiunto ad Q cosa. Ballili. Disc. Certi corpi poco men duri degli ossi, e che sempre a’capi degli ossi aderenti, e cartilagini o tenerumi chiamati. ld. Ibid. Non vi è parte del corpo di quelle bestiole c non abbia i suoi canali portanti la loro aria, c tutti aderenti a’c al1 del sangue. (A) l'ente d' ,>te - A '. d ' da Inerente , Coerente, Attaccato , Annesso. Ade- ! ct ® di cose tra loro cosi unite, clic quasi combacino nelle lor co!i l / CU " Tappezzeria aderente al muro, Scorza aderente al tron- (.'oere' e ' ttC ' Mc l l| del’ idea d’iuternità, come Grazia inerente all’anima. ADERENZA eh’ “pt'i'neintima unione delle parti tra loro. Attaccalo indica ciò 1’ un 0 ' , | 1 un ’ A lra cosa * n modo che non si può facilmente separare "Sò'o .**' a ltra; come Bottoni attaccali alt abito, Pendenti attaccati s *goif Cct -Cc. Sì prende anche talvolta in senso di sospeso. Annesso nel ^a7 r °r’ lio è tutto ciò che si concepisce unito ad un altro oggetto '"Ite ail i' C P artc integrante j e si dà ordinariamente come attributo a A,i,ì| ant. Purg. 19. ; ig. Siccome V occhio nostro non s 'a- 3 ^ £ lì y lto, fisso alle cose terrene, Così giustizia qui a terra il inerse, ina alf a T meu . l f' -Albert, ti. Non ricevono gli stolti gastigamento, h dei Gr. l *' ,M 8ST0 , SloiJC via s’ adergono. A-de-ri-mén-to. [»S 7 ji.] Lo aderire , [Acconsentimenlo. — y t'tst • ' Aderenza, sin. 3 Lnt. adljacsio. Gr. -7Cf>o(n<.ÓKXr J (ris. Segner. r °nsist li ti. Questo aderimento, a cui mira la carità, non A,,er 'in B C *A ; ,ltro cc - v<, siQ f .) A-de-rì-re. [iV. «ss.] Favorire , Seguitare una parie , Ac- u* oKo ‘ « quella , Inchinarvi. Lat. favere, stridere, adhaererc. Gr. Mia y “ u ) ^ccrOitJ. Stor. Eur. 4* 81. Aderivano gli altri a questa E 5t 0 ,. ìf* Lue. Dav. ami. i3. 198. Nerone aderiva più a ’peggiori. 3 i 3. E sperandone grandezza , aderivano a quella fazione. ì\ at ' CS P' Ma quelli che aderivano alla pressione dell’aria, 2 * ,, ev ano a queste esperienze con dire che ec. pass. ColJcgarsi. Macchiav. (O) fiq 0 r Add. in. da Aderire. Buon. Pier. 5 . 3 . 8. Essi di Com.^ 1 H^Gla autorità privilegiata cc. E da voi aderita e risegnata, coniglio. ^A-dè-ri-lo. N. pr. m. Lat. Àderitus. (B) Alni,..-,, E * A-de-ri-tó-rc. Verb. ni. di Aderire. Che aderisce. V.direg.Py) A,.. tllT, 'lCli * A j r ,_ . /• /v,. , . rr •- s ' . I>), ^NÒ. * (C ---- - ^ - - ■ — - -- - • — * 'o m 'S. - / A^Eftpjo l^eog.) A*dei*nò. Lat. Iladranum. Citta della Sicilia. (G) Purtic A-der-pi-cà-re. JS. ass. e 11. pass. Salire aggrappandosi , e pescare, sin. Stor. Bari. 75. Come il pescatore adesca ?'~M(t| cr , Clmo morsello per prendere i pesci cc. a -- ]. c a Polvere nel focone delle armi da fuoco; cd è T. de'bombard.(A) Invi f are > Tirare uno alle voglie sue con lusinghe , con Non i‘ C C0U * H S ai,n '* Lat. alliccre , illicere. Gr. bsKsoi^tv. Lab. t 1» nigumil. JjUC. UlliCt-iC , Wx/uu. ‘Uh... • esi<ìrc s ^° schernito, come forse ti fai , tu ti piagnerai ma d' averti , a modo eli' un nibbio , lasciato adescare l'i‘ìia, ttTaÌ ' -.., »_- ... .... *• ' • li,; 6 l>usecchie. Bocc. noe. ’óz. 6. Egli seppe in si fatta guisa .. aue Inisec . ,, . che vi si fa- u> va ,, "* ,ani adcscare . cVle l: B U TV Cb »si che C1 'a fedel commessario. h noi’. , ?• o. r c e Va Più u • ! " *™ei commessami. £. noi’. 77 Eisc i‘ csca sse c prendesse col suo piacere - 0 'lX hcl,e '“ a ’ tc - Si, }'f>co quanti tanto di maggior pregio E ’1 si prende anclte ùi buona parte.} Dant. Inf l3- * Co ^ ^°l cc dir m’adeschi, Ch’io non posso tacer, lue. Dav, à t* 33 (?. p er adescarli a virtù colla preda. ^ 4 ,V* puss. I Allettarsi, Compiacersi , Invaghirsi. 3 1 io di lui pensandosi m’adesco,Che credo di morir s> T o, A.#i» . . * • , 6 ’ 2 ' Ed Berti. Rim. i. se mai v' arrivo. da Adescare. Lat. alleclus, iliectus. Gr. C;o,,A-de-scà-to. l>111,. u .\' Boez. 7». Prender pesci con amo adescato. [E per mela/. I] Add. J Jnon. y.y f 4 S a 6giri, vum, Gr. i-izliìsTor. _ _ -, ^,1 Adiettivo. [Add. m.] Aggiunto. Buon. Fier. 2. iS.Xdn elisile , ( i. ;l quinta essenza Di titoli, di titoli ad ietti vi, Variabili, amovibili, J Adietto. (G. AI.) A-dièt-to. Add. e sm. ( Dai lat. adiectus Quegli che dee riscuotere una lettera di cambio senza aver Utolos ^ medesima , ma quasi aggiunto col carattere di procuratore al Ua' o cedente. E anche Quegli che prende o gira la lettera per c di un terzo , manifestando la sua qualità per esimersi dal Tàf dente. (Az) /wlt A differenza. Avveri, e a modo eh prep. Salo. Avv. 1. 3. 1. b- f A Raccolti sempre gli nomeremo , a. ditlerenza de’ ior compagni, a 9 ,j Distesi lorse si potrà dire. E pai-tic. 10. Chiamo gl infranto quel _ C ".Q sente in agli e in quegli, a diflérenza del gl di angli e ghcerio-f^ Amnc A re, * A di-iì-cà-rc. Alt. F. A. F. e di' Edificare. Guitt. Leu- 43. A’ figliuoli , a cui padre dea magione adificarc. (V) ,q) Adige. * (Geog.) ’A-di-gci Lai- Athesius. Fiume del Regno L. Ff Adigek.mare. * (Geog.) A-di-ger-mà-re. Città dell’ Asta Minore. (W Adigetto. * (Geog.) A-di-gct-to- Canale navigabile del Regno L.F-C ] ];1 , A DIGIUNO. Posto avverò. z= Avanti di mangiare. Lai. jejuno stoeaaC Gr. titwTtia. M. Aldobr. Tulle queste maniere di latti si dehb usare a digiuno. E altrove : E chi vuole assai bere sanza inebri 3 si può usare queste cose nell’ acqua fredda a digiuno. Pier. Spu"- ^ pov. Quando la luna scema, tolga lo’nlenuo nove di continui a dzg) 1 sugo d’ agrimonia. Beni. rim. 1. 3ff. Una mattina a buon’ otta a dig |L1 ^ 2 — Dicesi anche : A corpo digiuno, A stomaco digiuno, e vu e stesso. Cr. f. 36. 1. Ala per consuetudine , i Bolognesi a stornai giuno gli assaggiano. . m Adhlisto. ' (Farm.) A-di-i-li-slo. Add. m. F■ G. Lai. adiylistus. \ a priv., e diylizo io colo , io filtro..) Aggiunto di vino non purè' 1 non separato dalla feccia. (Aq) A duetto. Posto avverbialm. Per di'elio, Per piacere, Per IS P a \.j, G. F. 5 . 3 . 3 . Bagnandosi a diletto in un piceni fiume. Ar. RW- 4■ Capitaro in un prato, ove a diletto Erano cavalier sopra un rilsC ^ 2 — A bello studio, In pruova, Come più piace o torna bene, h consulto. Gr, tgeriTuèss. Baco, lett- Pia, Ross. 2J1. Chi potri dire quanti già a diletto lasciarono le proprie sedi? E Ennimi. 7 ' ,l Non riguardando esser corta noja d’amore 111 colui , od in cole 1 » (piale e la quale a diletto si può torre ad uno, e darsi ad un •" llC Cron. Morell. Che sai die dicendo egli è o e’fu un usurajo,aog» 11 pare che a diletto gli faccia male. . 3 — * Col v. Andare = Andare a spasso. F. Andare a diletto, (ri/ 4 — * Col v. Prendere — Prendere in ischerzo. Petr. (O) 5 — Dicesi anche : A lai diletto , e vale lo stesso. F. Diletto, s" 1, 6 — * Ad arbitrio, A trastuilo. Rem. F- Diletto, sm. ( 0 ) , A dilungo. Avv. Senza fermarsi .—, Alla distesa, A distesa, A di go, sin. Lai. continente!'. Gr. iSiaXilKTais. Tac. Dav- ami. 1. 1 7 ' £C , dilungo le provincie ingannò. E iò. 221. Non lasciando Lucano* di nominare anche gli altri a dilungo. ji 2 — (Diffusamente .3 Lat. fuse. Pier. Feti. Coll. 1. Al’è venuto vogb J ragionarne a dilungo. l . ( ,j 3 — [Abbondcvolmcnte.] Lai. affatilo. Seder. Colt. 7 S. Ne potrai or* dilungo da quattro o cinque di in là. 4 — * Lungamente, parlando di tempo. Lai. din. Soder. Colt. 121-''^ che fra essi f grappoli d' uva j si vadan sempre levando le curi L e guaste, senza altra manifattura si inanteneraiiiio a dilungo. (') jo 5 — Continuamente. Lat. assidue. Cai-, pari. 1. leu. 10. Non ari' 1 ^, io desiderato mai tanto cosa alcuna , quanto di studiar a dilungi/ par d’ anni a mio modo. (B) ,0 6 — Col v. Sonare, Dicesi Sonare a dilungo, cioè a distesa, conlm di Sonare a tocchi o a martello , e si dice delle campane. Adima. * (Geog.) A-dì-ma. Fiume della Numidia. (G) o., Adimandare, * A-di-man-dà-re. Atl. F. A. F. e di' Addimandari- G iord. ( 0 ) , njl Adi.mante , * A-di-màn-te, Adimanto. N. pr. m. Lat. Adirnantus. (.* gr. adimanlns impavido.) (B) AijijiAre , A-di-inà-re. [Atc.] Chinaré, Abbassare. Lat. demittere, “ cere, ad imum convcrtere. Gr. x.xtxè%iV,c. ( Dal lat. ad imam 3 _ ... so.) Dant. Par. 27. 77. Mi disse: adima'Il viso, c guarda co» 13 se’volto. ,. ,||i. 2 — [E n. pass. Scendere ad imo.] Dant. Purg. iq. 100. Intra Sa 5 e Cbiaveri s’ adima Una fiumana bella. ^ A dimezzato. Posto avverò. F. A.—Per metà . Rim. ant. E. A. dell’ Ambr. son. 53 . Anzi il mio cor di gioja e dì dolore Si v ’ a dimezzato. (V) _ q{. Ad imo. Posto avverbialm. Li basso , Rt profondo. Lat. ad imiun- ,, AD IMO AD IMO •Wo. £ 126. Non dei più ammirar, se bene slimo, Ad vi foste *'h n 9 ’ j 8 ’ ^* le dello soglio l’ altra valle mostra, Se piu lume se non come d’ un rivo. Se d’ alto monte scende eiusoad .. 9 Q »-> . . ,. .. ’ . .. imo tutto J 11 * imo. ^w AD 0 „c/?: i! s ri fka % uell ° ch * imo ; ma raddoppiato , rad- c ” t a /orza, ed è quasi superi., come Spesso spesso , Bene irn 0 Lao’r '• Dunl - Pur Z- »■ ino. Questa isoletta intorno ad imo ad a at ^ i»no^1°’ C °^ ^° ve * a batte 1 ’ onda, Porta de’ giunchi. But.ivv. Intorno ^k' M 0ftA. N7 11 lmo ? d’ ogni parte alla marina che è al basso. ’ A-di-tno-ràn-za. [ Sf. ] F. A . Dimoranza. Lat. mora. Se * p r ‘ 17. Chi ti chiede in prestanza , Non fare adimoranza , ^ Dj *iostr ° l ^ res ^ arc ‘ 1 No! far tanto penare Che ’1 grado sia perduto. . G. ,, t adinamiche son delle le febbri nervose accompagnate A W«ST“* di (B) Ql ■atassico. * (Mcd.) Add. m. Lat. adinamico-ataxicus. (V. atas- ^ 1j|; Umo * 1 caratteri dell' adinamia e dell' atassia. (A. 0 .) A-di-na-mo. Add.m. y. G . Lat. adyinmus. ( V. adì- tivhi 'r n Ceraie Debole , Senza forza i tua secondo i medici an- A ^K^T kscente - (Aq) Div. e * Q?arm.) A-di-na-mó-ne. Srn. y. G. Lat. adynamum.(Da a .■At(o , /;iP ./' nawi ^ s Potenza, forza.) Specie di vitto molto debole^ perchè V, 0 " m ° s£o « metà con acqua. (Aq) ^GArtft (C-eog.) A-di-na-pó-rc* Città deli' Indostan. (G) p ra °* Awerbial. zzzCon attimo d’ingannare. Cavale, med.cuor. a iacea CUl ? Vano comprenderlo in alcuna' parola muldctta ; onde e T ,es tioni e domande ad inganno. 4, *Tro ' ‘^■ Vveì 'b. Artificiosamente. Maliziosamente. Ub. Dittata.2. L cose V ^ (i c ^ le r ^‘ mar, dato fu ad ingegno , Rispondi , tu che sai tutte An: ^0 Se A-cli-j , a Cesar dar il censo è giusto e degno. (lì) ‘-no , Adin. N. pr. m. Lai. Adin. (V. Adina.') (B) An ,/ ero * • -, 7 LI. fsl. tu. LsUL. 2ÌUUJ. ^V. SJUinti.J hoVl"’' A' P r ‘ m " pal ‘ Adinolphus. (Dal sass. aedel cc- Z <4 , '^ST. a »ZA. ed ulph soccorso.) (B) ,, A(J . Modo awerbial. A richiesta. —, A instanza, A instati- % lns t a nzia , Ad istanza , ec. sm. Bocc. g. 8. n. 9. ^ 0 ) Cas, cllo ., s ^ a > A voglia di ec. Bocc. G. 2. N. 2. Egli era in questo la vita° a ^® nna vedova ec. la quale il marchese Azzo amava quan- ^-Teko, 8Ua 5 e tyùvi zd instanzia di se ha lacca stare. (0) cS T ?- ‘ p°*> avverò . vale Coti disegno. Iutrod. yir.y2.TjQ 1I ) t ltUo'ci le e ir a ^ Sacrili grandemente d’assai gente ... e d’altro forni- Stì '«ai J e .* ea bisogno a difensione di castali * flesse ; a J l acco «ciasse di tornare di oua a" >n E l-Contare. (Pr) H Ao ... Ei, 4 I 0 nr « n.^ * » - - castella, ad intendimeuto che avesse luogo ove iu terra J " ?* rv P' c °l 2 * caso s fine. Pas. (0) ^ beatò ^ v ^ er hiaL y. A. Al di dentro. Scgncr. Mann. Apr. 1Q. 2. ^‘ v *«ità i.° Cont:em ph Popere ad intra, clic son quelle opere della A C ^ e son ÌC ., non riguardano le creature; o contempli P opere ad extra riguardano, sempre le vedrà tutte in Verbo.(V n 5 f . aui *crbial. Modo di salutar .licenziandosi, in eli è Di'* » c Ai resta a: _ n: _ __ m (V) -v. ut vn e un pregai' &Ìq. 1 1>es tu , quasi dica , Rimati ^con Dio , o I accomando a dirci i lt ; ‘ \ a .' e i Deus te sospitet. Gr. x cc ‘f” ! ■ ttncc. noe. j 3 2(.Senza C ‘ fosciasB n ® a diavolo , a guisa di due bocconi , nel Mngnone Vi , s . c,as li. E ‘a...,,,. ^ ^ Siilo. D, 99- ngnone ±4 E detto a ogni uomo a dio , andò a suo i 1 Uen( T ' Jan ^ Pur S‘ 8.3. llrà già l'ora che volge ’l disio A’ naviganti, “ff. Ìjo 2 IS |^ cuore, Lo di clic bau detto a’ dolci amici a dio. Al- S °1 mi Jj,| . Pwebè non se’ tu l'albergo mio? Deli perchè in tm di rT. Ida 0 ^° '* fo*-° Venire a te , vederti , e dirti a dio? Dio sa . L0 mvego\. Modo di dire che et/uitmhta quell'al irò più usato'] J S1 v *dc il lontanissima parte. Fior, d hai. Adunque quando ... . —.c tu lontanissima parte. Fior, d luti. Adunqu ^T0, >M e J s’. a '“ la , lal1 eia, e gittolla a dio la rivegga. A Ct b' 0 Wzo*^A.-di-o-rì*sto. Add . m. Lat. adioristns.(Dal gr. a priv., b J* E , Munisco,termino.) Nome dato al calcolo ùifinitesitnale.(Aq) ii ,ie i lard^udeps usato da Plinio.) Grasso , pittgue- ^ É * e ^' addo ° ’ 6 l Jro ì ,ì ^ (i,n ^ nie 9^1 grasso che si tritava nella cavità L f' m f^ p \ s P fi cialmente nella membrana perciò delta Adiposa (A) A^ Cr uct!ift/Nrr^ la » Sacrifizio. Menz. sai. a. Con quella mano che l'adipe lll £ttAr w 1 , ’ vecchio Adamo almo restauro. (A) " P«-ti-re. - . hi. •ta-re. N. ass. Dar di petto , Int oppare, yolgarh. * Affale, fin tir. ijèqJ a c. i65. E gìugnicndo chiama Ditalasso, adipctlò la nave, percosse a terrì l a CChli C^ e <Ì ) Add. m. y. Cellulare (A. O.) Velina A_a; „ o/* re , . v A 'Qceh —.- v m f ^ VjU . lltl> ) A-di-po-cé-ra. Sf. Vocabolo usato da rourcroy per titr ùda tU . lle grasso de’ cadaveri scomposto sott’acqua o nella terra a (Da adin' 1 materla grassa dei calcoli biliari , ed il bianco di balena. '>IPor T q e i C R r ' cerao io mischio.) (B) l'Orto y- -Avveri, col v. Andare , cioè A spasso. V. Andare a di- , * p Rim. 3. A diporto sen già per la riviera. (B) ^ ■ ™ ecc hcs s ia per passatempo. Alaman. L. (O) a "BtUm 0 ! ló ' so - Add. [m. F-L.] Pieno di grasso ; e per lo più è J'ar j a ( l una membrana del corpo. Red. Oss.an.t 35 . Nett’osser- 3 ‘Ocnih"" 0 ^ fo.Dbrica de’ reni di quell’ animale , posi mente che fra Posa 5 (j; tana a ^'Posa ed un’ altra membrana, - ■ Alette ° ’ e , fl ' a quel sacco vidi eh' eran si "foette Da l a S foiate F appresso : ■neuibrana adiposa , ec. , ec. fra L membrana adi- xan silnati molti invogli o ve- Di mole assai minori di quelle ADIROSAMENTE 12-7 Adimsia. (Mcd.) A-di-psi-i». Sf y. G. Lat . adipsia. (Da apriv. % c di- psa sete.) Mancanza di sete, o inappetenza po’ liquidi. (Aq) Adipso. (Med.) A-di*pso. Add. m. Agg. di Rimedio che toglie la sete. (V. adipsia.) — Epiteto che si dà a chi non patisce sete. (Aq) Ad ira- * Avv. Co’ v. Muovere , Provocare e simili z=z Adirare , Sdegnare. Bocc . Amet. e Filoc . (O) Adiramento, A-di-ra-inén-to. [Sm.) V adirarsi. Lat. ira, excandescentia. Gr. opY'/ì. Farcii. Suoc. 3 . 1. Una parola sola sarà stata cagione di tutto questo loro adiramento, e i’arà fatte pigliare il broncio. Adirare , A-di-rà-re. Att. Muovere ad ira , Far adirare . Albert. 21. Maledetto è da Dio chi adira la madre. Am. Ant. 3 o. 10. 8 . Ma ga- stigare J‘ adirato, e cruciarti con tra di lui, non è altro che adirarló'-più. 2 — hi sign. n. pass. Muoversi ad ira, Lat, irasci, excandescere. Gr. opyt^a^au. Bocc • nov. 1. 10. Quasi si riserbasse l’adirarsi al da sozzo. F g. 5. f. 4. S(ì non, tu potresti provare come io mi so adirare. G. y . 7. 6j. 4 • K come lo Re Carlo ebbe la detta risposta, s’adirò forte. Dani. Inf, 8, 121. E a me -disse : tu, perch’io m’adiri, Non sbigottir. Petr. son. 99. Onde la mente stolta S’ adira e piagne. 3 — * Pcv sànUit . dìcesi anche delle coso inanimate. Segr.f'ìor.Pr. Assomiglia quella ad un tiume rovinosoche,quando ci si adira, allaga i piani.(A) 4 — ad uno = [Adirarsi contro di uno.) S.Agost. C. D. 3 . 1J . Coloro che si adirano a me, quanto mi compatirebbero se io dicessi quello che dice Sallustio. » E i. 3 .\i inlìamtnansi e adiransi contro a noi,e non si adirano a Ili loro autori c poeti. (Agl. noe succensent auctoribus suis.) (V) 5 — * E senza la particella. Fegez. 84 Non vogliendo combattere, s'infingono insieme d’adirare, acciocché non siano a batlaghamenti./^iVA Ovtd. ijg. Perche mi conviene egli adirare quante volte- il mare si turba. (Pr) Adiratamente, Adi-ra-ta-mén-lc. Avv. Iratctmente , Con ira. Lat. irate. Gr. 7rpò? opyrif', opy Bocc. nov. 68. 0. E pervenuto nella camera, adiratamente cominciò a dire. Liv. dee. pr. Mandarono in gran fretta messi al Senato die dicessero, che i Volsci venivano adiratamente. Fit. A. Marg. i 3 i. Mutò la faccia sua in crudolczza, e adiratamente comandò ch'ella vcuisse dinanzi a lui. Fit. Plut. .^adigono gli rispose adirutamente. Adiratetto , * Adi ra-tét-to. Add. m. dim. di Adirato. Car. Long.Sof Perciocché ella adiratetta anzi che no si dimostrava , porgendogliene, l’ accnni^ìgnò con queste parole. (B) Adiraticcio , A-di-ra-tic-cio. yidd. ni. Irato anzi che no .— , Addiratic- cio, sin. Lasc. Cen. 2. (Di Starnòul dell' Egira 122.) c. 5 ^, Mostratisi adìraticci. (V) Adiratissimo, A-di ra-lìs-si*mo. Add.m. superi, di Adirato. /ìaz.iraljssimns, maxime iratus- Gr. opy junzione , sin. Bui. Par. (A) .,T Adorazione. * (Teol.) Ad-iu-ra-zi-ó-ne. Sf. Comando fatto al d e (f di uscire dal corpo ossesso. (Dal lat, adiurare scongiurare.) (" jt Adiuto , * Ad-iù-to. Sm. F. L. F. e di’ Ajuto. (Dal verbo lat. afe .• soccorro sovente.) Fav. Esop. lyg. Dimandava adiuto alle inaili c di ; ma I’ avara mano no ’l vuole ajularc. (V) Adiutore, Ad-iu-tò-re. Ferb. m. Che ajuta. —, Adjutore, Adj 11 '; Adiutatore, Ajutatore, Aiutatore, sin. Lat. adjutor. Gr. Stor. 3. 34. Si profèrse al senato , s’egli estimava che da difc» oCI fosse , per suo compagno di ciò e per suo adiutore. Adiutore. * IV. pr. m. Lat.. Adjutor. (B) . ni- Adiutorio , Ad-iu-tò-ri-o. [Ani.] F. L. Ajuto. — , Adjutorio, auxilinm , adiutorium. Gr. pkofiìuci. liicord. Malesp. 1 27. in loro adiutorio i Saracini di Nocera. .a* Adiutrice, Ad-iu-trì-ce. Ferb. fidi Adiutore_, Adjntatrice, Adi; l,a (ji sin. Lat. adjutrix. Gr. $ jSosiDoV. Ar.Sat. 1. C’è mano adiutri* sovvienile alle pover bisognose. Adiuvante , Ad-iu-vàn-te. \Parl. di Adiuvare.] F. L. Che Adjuvante , sin. Lat. adjuvaus. Gi'.mn'tpyijrmo', .Red. Cons. 1. Jt. medicamento dee esser composto di base, di adiuvante e di con 1 » Adiuvare, Ad-iu-và-re. Alt. F. L. F. e di' Giovare. (A) £ ( 0 ) A divedere. * Col v.DucezzzDimostrarc, Far conoscere.Cr.alla v. D^.' Adivenire , A-di-ve-ni-re. [IV. anom.Lo stesso che ,j Addivenire. V• >p Aiuves. * (Zool.) A-dì-ves. Sm. Piccolo cane voracissimo e scc * 1 ' 0 si chiama adnata o congiuntiva. E appresso : L’in- Absaio , " a tun ica adnata non è vinta e non è doma. «cor Ad -°à-to. Add. in. Lat. adnatus. (Dal v. lat. ctdita- 5 — * (jY c , 1 so P ra - ) Ciò eh’ è applicato sopra. (A. O.) . "l'plicai di Stipulo o altre parti della pianta, quando sono «Do. * cp C sopra e quasi saldate con altre sottoposte. (A. 0 .) Ado bba e °S-) Isola nel golfo di Bornia. (G) «Dobraae ’ * A ' do ^A)à-re. Att. F. e di’ Addobbare. A. II. Fr. ( 0 ) 16. SQ A-do-brà-re. All. F. A. V. e di’ Addoppiare. Guài. Leti. Più mi' „ de ro’ adobraranno , che di quanto io più veggio sottilmente, Adocchiaj , va * a P' a 8 a - (V) (ìr, ‘ , , Eh to, A-doc-chia-mén-to. [A//?.] X’ adocchiare. Lat. obtutus. fi *i J»* Trm._ segr. cos. domi. Mirano con certi frequenti e , *“eut; ,1; llamen ti. Fr. Giord. Fred. R. Avvedutosi degli adocchia- ■” D ° c CaiAitT t i Uc ii a femmina. . Aorcli;,., > * A-doc-cbiàn-te. Pari, di Adocchiare. Che adocchia .—, Aooc «uÀue ’ a sin ’ V • di re S- CO) G U( U ’d ar > A-docchià-re. [Att.] Affissar l'occhio inverso checchessia, fiso — Aocchiare , Occhiare , sin. Lat. finis oculis aspi- ~ " 123. Però t’adocchio più che gli Or. “irrj Dant. Inf. 18. 12Ò. Però t’adocchio più ^ ^’jutornn’- ' uon ’ A 'cr. 4- 2- 7 - Uom non lontano Osservare adocchiò ~~ Vede“ I ^ 01 : no Questo mondo. dtstintameute , Raffigurare, Riconoscere! Lat. agnoscere.Gr. . A'at.f ■ Ua ft. Inf. 2 q. i38. Etan dee ricordar , se Leu t’adocchio, y^niAio n J adocc hio, cioè s’ io ben ti veggio, siedi* io ti ricognosca. consi* /"-'doc-chià-to. Add. m. da Adocchiare—, Aoccbiato ,wh. cnf..i l )ec tns. Or. jcctT’QTr'rey^eis. Dant. Inf i5. 22 .Così adocchiato Fu*conosciuto. Bui. E cosi adocchiato da costoro, uno. Veri. m. di Adocchiare, Che adocchia» fi}?**! famiglia \ u "ccìo\-„‘ e »’ A-doc-chia- trì-ce. Ferb.f .—, Aocchiatrice,sin. V.di rea. ( 0 ) M ,,’ A canali. Cr. ’ atta v. -dyverbùd. A guisa di’ doccione . ^CG£f^ * J a ^ MHq " "fvverbial, ed a modo dì preposizione col secondo caso . 4 n 001,1 poiir? *V ggett .° ’ sin • (°> p ° Gni ovi& Ìr crblaL C° n °8 n *forza,A tutta possanza.Bocc.Lab .(0) Amelie fY, f 0str) avverò. = Onninamente. Salv. Avveri. 1.3.2-to. ri ad ogùi, guisa. (V) 4 n si. ™1 MAffn F" guiaa. j •Vaili. i n p Avveri. ])' ogni parte, D’ ogni intorno. Lat. undequaque. a d ogni m a ^' i0 9- Cumc fui dentro, l’ occhio attorno invio, E veggio i0 9■ Cumc fui dentro, l’ occhio attorno invio, E veggio ?Gsi fit'ande campagna Piena di duolo c di tormento rio. (M) e n -if t ffj Li{ u , asscìV. Peregrina locuzione posta a modo d' avv , . s Ciica y c . • passo. Dant. Inf. 23■ 72. Ma per lopeso quella gente A„ tn "°ver a' 1 ' 4 S1 !’’an che noi eravam nuovi Di compagnia ad ogni V' NI * C » (M) Y ) c }^’ . Posto avverò, rs Sempre. °K n . or - Cam. Or.iui _ Avoni'ht/i) 'T'i.tm ls, ,.ssh,, t-tì. Salv. Avveri. i.'5. 2. 10. Quelle iio dell’età nostra, seguaron °Gan Avvcrbial, Tutte le volte che si }Jaiìa.Bocc,Lab.2gg.(0) Sempre che si muova il passo. Dant.Purg. Atf c ' Sso Poi ai 0 7 olw ; sopra voler mi venne Dell’esser suo, ch’ad ogui Ad° Ckip Rova senlia crescer le penne. (0) / j . Gu Agh Ah ‘ Avverbial. A tutta prova ì A tutte prove.Bocc.Filvc.2.(0') Ann ,{ d. J A-do-gua-glià-rc. Alt. K. A. P* e ^Agguagliare. » * e ^ squali* eguale.) (0) ^"oiA^^SUa’lp ,; do -o u a-glui-to.Y^. in. di Adoguagliare .y.A.y « J-CA) % A 1 T, . C * X '\ lX ) Ahf ( * a det ì a . a ** r i-o. IV. pr. m. Lo stesso che Àdalardo. V . ( Dal i 15sc entr ° a 1 ’ c h (trt ^ uro ; Duro versola nobiltà.) (B) ,. ( °Wcn« 5 Y^-'du - le- s,c è n -1 e. Sm. V. L. Ctì è nell' adolescenza. Lat . ! ra itl un „ vtau,Us - c >- 3 - Dor^' 5 agli lle ’ v ® ccl “. e ne’giovani e ni / 6d CBuj_ ùlescenU e fanciulli è cibo e ‘'•'Ce,,- c. Add. coni. fr. 1 ’ • • li ’ ao Lr _ , ' s<:( | l-ca, [A/!] Età nella quale si è per termi/uwe dicono’' j.| eaccnz i a j sin. Lat. adolesccntia. Gr. mórris. M. - V. 1 °sofi , ch'elle sono quattro etadi,cioè adolescenza, ec. §h giudicò ebe c* fusse bene riferire ogni cosa ad un appresso del quale egli avea utilmente consumata la sitniì r G or V°steneva sdrucciolévole adolescenza. 9 . J !■ Vlferiseu» ni!* n-- -- _ 3 ^ Dalla 1 1 y^ nsce aA e piante che sono ancora in crescer.?. - ] a ^ in ^ Cui i.) . ,°* e ^ enza delle piante infino a debito compimento, a ^% r ° ?7Ca » personificata- così la femminile come 9 Jf d ted A ' (Jil 'fo. ZV :>ù”S’“v»é: te d. arivi i*°i .W* P r ‘ fai. Adalulfas, Adolpbus, Audulfus. J Av Ci i a CGcs ( v *<-‘og 't a .7 * . 1 nou nguuou SK'ic. ^V) p“ U-If l\l,% c r i 0 regno dell’Asia nella Costa d’oro. ■ r Oc al — « c “ Ungheria. (G), ADONARE 129 A DOMASDrcÀ. Avvcrhìalm, vale Domandando , Cercando.Ambì\ C 0/ àn* 4- Sai tu la sua bottega appunto ? S. Che importami ? il. Come , che importa? G. E'si va a domandila Infmo a Roma. Il- lo non vo’ch’a domandila Vadia , io. (V) Adombrarle , A-dom-brà-bide. Add. com. Che può - essere adombrai Magai. Leti. (A) Adombramento, A-dom-bra-mén-to. [* 5 , /«,] L'adombrare. [— ,• Aomhr.v mento, Adombrazione, sin.} Lat. obumbratio. Gr. £7ftcrxia.o-/Los. Mar. S. Gvet*. Appresso al quale uon è trasmutazione, nò adombramento' eli vicissitudine. Adombrante, A-dorn-bràn-te. [ Part. di Adombrare.] Che adombra, Cìte s * adombra. Lat. obumhrans. Gr. érftrrxidfyiv. Amet. 82. Quale ad Astiagc parve che Mandane una vite tutta Asia adombrante partorisse. Adombrare , A-dorn-brà-re. [Att.]Coprendo far ombra e parare il lume __ Aombrare , Ombrare , Ombreggiare, sin. Lai. obnmbrare , umbras- oiPunderc, Gr. IvdCìuàZtiv. Petr.canz . 1. 2. De’ be’ vostr’occhi il dolce' lume adombra. E son. 28 3 . Come a noi ’l sol, se sua soror l’adombra. 2 — * Velare o Coprir come d’ombra. R. Borgh . Hip. L’ incbioslfo' con acqua fa tinta dolce, che vela e adombra il disegno ,* dipoi con pennello sottile cc. si danno i lumi. (A) 3 — Per meiaf ORuscare. Bocc. nov. 77. /fo. Le tiie lusinghe non m' adombreranno gli occhi dello ’nteiletto. 4 — Immaginare, Figurare. Meiaf. tolta dal disegno composto di lama e di ombm , [ e piu propr. Disegnar leggermente , Mostrar soU’ombra, Dar qualche poco d’indizio di checchessia , il qual sigitif. viene altri* binio anche alla voce Ombreggiare.] Lat. figurare, esprimere. Gr. ] adopera più fortemente ; il dimestico... adopera più soavemente* Inf. 2f. 25 . E come quei che adopera ed isti ma , Che semP rl hj 1 jl' innanzi si provveggia, G- F. 7. 3 y. 1. Sempre adojxiraudo favore di santa Chiesa. 9 — Giovare. Lat. confcrrc. Pallad. 3 g. E’ conviene al padre 0^1 miglia ec. pensare de’bagni , li quali molto adoperano ed a ^ corpo ed a diletto. Cr. lib. 4 - 22 7 - Molto adopera alle vig nC 1 del letame spesso, a far molto frutto. (V) nsiF. re — * Concludere, Conseguile, Ottenere. linee, g. 4.11.8. faceva che poteva, per rientrarle nell’animo; ma niente .j,. adoperare, si dispose, se morir uc dovesse, di parlarle esso *>>^1' 11 — In sign. n. pass. Impiegarsi, Alìaticarsi. Lat. laborarc, irò»*.», tpyàgtirStii. Pass.346.Hanno alcuna efiicacia fle malie) ““ dovisi il diavolo. E ir. disc.an. 3 2. Fecelo di suo consiglio reale, ^ pp egli poi al tempo si adoperò con tanto amore, fede e discrezio^'zi! 1 12 — * Usarsi, Salv. Avveri. 1. 3 . 2. 3 ~. Né tal per* tallo, fallo, né altri modi s’adoperrebhono senza difiòrmità. (V) ■ 3 — * Cooperarsi. Bocc. g. 1. n. 1. II mio é troppo gran e appena posso credere, se i vostri prieghi non vi si adopet egli ini debba inai da Dio esser perdonato. (V) jd<( 14 — * Riuscire, Tornare. Passav. ig6. A colore che am 3 ^. r ^y tutte le cose s’ adoperano in bene. S.Agost. C. D. 1. 10■ Al di Dio ogni cosa s' adopera e ritorna in bene. (V) là — * Trovasi altresì costruito a foggia di sost. Dant. FU- \ Adoperato, A-do-pe-rà-to. Add. m. da Adoperare. —, Ad°P’ jt 1 ', pelato, Aoprato , sin. Bocc. lett. 4 j 6 . Utili cose sono le rate ricchezze, ma molto più la onesta povortà é portabile, g6. Egli ha una berretta adoperata. Dav. Mon. n 5 . il o a,|, ’J l’*, trovato ottimo, mio strumento da far beni infiniti; ^se_alcn* piperà male, non 1 ’ adoperato, ma 1 ’ adoperante si biasimi e sl , .,11*. Adoperatore, A-do-pe-ra-tó-re. Ferii, m. idi Adoperare.] C/i£ gip- 1 , Aoperatore, sin. Lat. effector. Gr. br,p.iovpyós. Ricord. Forse fu promcssionc di Dio , perdi’erano stati adoperato* 1 v di Santa Chiesa , eh’ egli nascesse di Gostanza monaca sa H l1 * ^id 1 * 12. 3 . 3 . Tu fosti traditore, e adopeiator della morte del Adoi-eratrice, A-do-pe-ra-tri-ce. [Fero. f. di Adoperare. Clf ‘ —, Aopcralrice, sin Lat. efficiens , eflectrix. Gr. -ry.rr.x.*. ; fehbr. Per potere resistere alla cagione ailo|ìeratrice. gS o j Adoperazione , A-do-pc-ra-zió-ne. [ Sf. ]fo adoperare. Lo Adoperamento. F. Lat. operatio. Gr. ìpyacia. Lib. cur. fi elleboro fae violenla e lunga adoperazione. 1 Adopissjo. * (Geog.) A-do-pìs-si-o. Città dell' Asia Minore, t 41 è Adoppiamento, A-dop-pi-a-méu-to. [òV«-] L'adoppiare, l c istesso concèhito dati ofipio. ] ADOPPIARE ■^oppufi*: , A-dop-pi-à-re. [Au.~] Dur V oppsonnifero,, ? Aoppi*>re , fi 11 ' °P K) soporare, oplo somnnro inducere. Or- #™ pcc. nov.^o. 5 . Il medico avvisando che 1 ’ infermo senza essere a op . P'ato non sosterrebbe la pena cc., fe’ la mattina ce- stillare una acqua. ^ppimo > A-dop-pi-à-to .Add. m. da Adoppiare. Addormentalo per Joria(toppio.Lat .opio soporatus. Or. ò»«> iòrvicOsis. fioco, non. 40. fra moglie d’ un medico per morto mette un suo amante atop piato in un’ arca. 5 a, 1 ' 1 , 1,150 d’oppio, Che induce sonno, fioco, nov. 40. 25. Gli avea Ann* Jtrc ''acqua adoppiata. . . r . Duplicatane,ue.-, Al doppio, Doppiamente, un. Cavale. p cc ^lingua) l'uomo molto può meritare a do^pm fiasc. ' 4 5 ‘ Io di subito nenwì » ™ s 1 -" J —' 2 d ^RAM- Adopr uv ADORNEZZA 131 ^wii 4 f T " *MQal suo campo o ferro adopre. (V) ■i 1 ' 11 , «Sm/: ». » m ,i al... _ V. 1 o, v <■ . - 1 i u . . *■ “no campo o ierro auopre. (V) £’l citilo P ass -1 Petr. canz. fi-. 2. S’egli è pur mio destino, , 6 °n s ’ a u ln ciò s* adopra, ec. » Bui. Uomini vecordi ed ignari, che j ■— * 7-',/ J ' ira 1,0 a . uu'la , se non come le bestie a notricare lo corpo. ,'xin. . fr 111 significato n. ass. Diuit. ( 0 ) or Ai p °Sv Adoraim. Città della tribù di Giuda. (G) •nenie awc >'bmlm. vale Ora, Adesso. Lat. mine, jam, hoc mo- , che u ,i, n [ IOl ls . Or. vini. Bocc. Fis. 2. Ma dimmi che luce È quella Ao C! r? *’veggio ad ora? v tyiì p 0 RA ' f, ORA A ora. Posto avverbialm . vale Ad ognora , A Gr, ^ L/i e eh* è. Lat. frequeuter, .saepius, identidem, subinde. ?" pa^rr-j Filoc - 2 - t 3 \ l paurosi animali, e i feroci insiememente, a nr a a atl ° Per paura fuggire nelle caverne della terra, e gli uccelli “V erir c 1 ra ca dcr morti. Petr. canz. 8. 7. Però eh ad ora ad ora cetili p s P c me. Dani. Inf. i5. 84 Ad ora ad ora M’ insegnavate . a " r eltava 0n ro' c'® 1 ' 113, ^ r - Pur. 25. 6. Che ad or ad or in modo egli * pii ’ '“"c nessun tempo d'indugiar le dava, però ,!; "' ,an do in quando. Segnar. Mann. Dee. 2. //■ Non ti appagare a c'ò è f.,,. are solamente qualche buon’ opera ad ora ad ora, perchè S.iTf'f anche a> presciti. (V) 4i «. fr'it.Vu com. Degno di essere adorato .—, Adorando, Per altr 0 t. cabìlis. Gr. Xarpiorós. Segner. Crisi. insito 1. 28. 11 ■ Benché a /) (C( . S . esse tant0 quei giudizii di lui, più adorabili che scrutabili. . Sorr Unumrt, anc ^ e per esagerazione di persona che altri ama o pregia ” q °iiabi nLe • (A) 1 Prtd r, 1 .' 10 > A-do-ra-bi-lis-si-mo. Add. m. superi, di A dora bile. Segn. ^-'’c.rro Vr- (A) . r ' Pii -,, Uo , 'a-men-to. [Am. V adorare.1 Lo stesso che Adorazione. Pass.34i- E molto più grave è a fargli e* quinci °-'. cun sacrificio o revereti/ia itati ucnnetifo. Hit. Par.8. t. li Adeguiti) u,a U UJ,a venne 1’ailoramento delle statate, l'uc.ìhtv. ai in.ij.i. 1105 -"no * * S 'j 01 P r 'vati ragionari ancora di rifiutare simili adoramenti. a Maestà ’ln.i 'du-rà-ini-o. N.pr.m.Lat. Adoram. (Dall’ ebr. hed gloria, e rum eccelso, sublime.) (B) (N) V ò». ()aa| ) '| lan ' ,1 °' ddtl. m. Adorabile. Lai. adorabili. Mcnz.rj.rn. de> jg' e U diremo allora Cbe’l bacio imprime all’adorando pie- 4 SaCrÌ fregi Sorgi adoranda in fronte. (B) 5 4 'do-ràn-te. Part . Che adora . Lat. adorans. Betlin. Lett.{ A) P ?*ionè ’do-rà-re. [Alt.'] Reperire con atti pieni di umiltà e di di~ S *S n ificar 6 Sl USn lnlJerso Dì° 5 benché n prenda talora anche per n cu ^ r ° d e ’ Santi , e delle cose sacre • Lai. a/lr».-;irv* r:.* ... r w ' .. . Aut. adorare. Gr. s'.5Tn £ » D,mt - t«f 4- 35. Non adorar debitamente Dio. l'ac.Vav.ann. a ~. p Dell cimmagi„ic luoghi per lui adorare non s. raccorrebbe l novero. L’ ajg r stin ihi. Semplicemente Onorare. Lat. colere. Petr. so . 9 c “chino , come cosa santa. . . d’,' tc smisuratamente. Car. Leti. Tanto meno vi lascerete vincer 4'~*p° re a una donna che v’adori. (B) . tc, „ Desiderare. Varch. Rim. 26■ In te gradito avventuroso monti -J À , e , ''vi volgo ognor tanto si perde, Adoro ec. tutti 1 miei giorm.(V ) ch(. t„r C ° 1 . 3 - cas0 ■ Pi 1 - S - Dorai- b< 1’ ho fatta richiedere , accioc- sacrificio e adori alli nostri iddìi. (V) > terna pots -nel sign. del C. 2.] Pine. Mari. Rim. 5. Che n ciels e- ) — tp C fi 11 ' fra noi s’adora. ... ^oedìin 71 * ****•} Orare, Par orazione. Bocc . nov. 3o. 7. E poscsi ingi* . adora niì ’ a guisa che adorar valesse. Seria- *5’. Agost. 92. Quando ” * ’ parla dolcemente con Dio. . ». ^ulirv Vofa Uso « Borsh. Ori *. Fir. u53< Stavano adorando, che tu- S «J» pasceste. (V) ° 5 . , c . . , Un oin!° {a costrutto singolare. Fav. Esop. 2 4- (Fir. iSiS.J Sicché a 4 '°ne ìv?? ^ Un virano) s’adoraya in uno santo, e fucea cotale ora- ’^ lì0 ^Ar f r O A O con alta voce. (Pr) ’ A*do-rà*to. 'Add dr . altari ^•>OIt A , lor, — .«-vu-it:. v ero. m. [Ui Adorare.) Che adora. Lai- auora- •■atori Mor.S. Greg. Non diventate idolatri, cioè ado- a . ‘noli. D. ('.io. Crii. Isuoi adoratori conviene l’adorino in ispirito. che cò" C ^ e pvcga.jimm. nnt.S.3.7.Ninna cosa puote essere piu sicura, a’ s uoi ttu ? lett cre tutto a colui che, sa che si convenga dare e che giovi , tor c io adoratori. Espos. Vang. È bisogno che ’l domandatore e adora- 3 » p P r uaa si diletti del datore, se vuol ricever quel eh’e’ domanda. esa S er azione, Ammiratore, ed anche semplicemente Amante.(A) 10 1 A-do-ra-tò-ri-o. Sm, Tempii , Luogo dove si adoravano A;do-rà-t o. Àdd. m/da Adorare. Lat. adoratus. Gr. *potr*v- Ml ,: F'. Gìoid. Pred. R. Senza rispetto alcuno de' prima adorati ** altrove*. Si mise a’piedi dello adorato Crocifisso. A-do-ra-tó-re. Ferb. m. idi Adorare.] Che adora. Lat. adora- Mor.S, Gres. Non diwnfn*« " gV idoli. (A) Magai. Operet. $8. Queste due parole scolpite in oro tengono collocate negli adoratorii. E 100, Fanno continui sacrificai cosi ne’pubblici adoratorii come nelle proprie case. (B) Adoratrice , A-do-ra-tri-ce. Verb. f. di Adorare. F. di reg. (A) Adorazione, A-do-ra-zió-nc. ZSf.} Adiramento, [ rispetto a Dio significa il culto supremo^ rispetto agl’ idoli, culto d'idolatria-, rispetto agli itomi* ni, culto civile .']—, Adoramcnto, sin. Lat . adoratio, cultus. Gr- Aarps/ac. Fr. Giord . Pred. R- Costumavano per legge l’adorazione degl’idoli. Libr. Pred. Predicano l’adorazione sola del sommo, trino e unico Dio. 2 — * Omaggio che i cardinali prestano al Papa dopo la sua elezione. (Ber) 3 — * (Piti.) Uri Adorazione de’ Magi chiamano i pittori e gli scultori quelle tele, tavole , bassi rilievi ec. in cui è rappresentata la venuta de' Magi a Betlemme, per adorare Gesù nel presepio. (Van) 4 — * (Icon.) L’Adorazione è simboleggiata da una donna prostrala. (Mit) Adordinare , A-dor-di-uà-re. JV- pass. Porsi in ordine, Andarsi disponendo. Bemb. A sol, F. Ordinare. (A) Adorea, * A-dò-re-a. N. pr. f. ( V. Adaree.) (B) 2 — * (Mit.) Divinità che credesi la Fidarla 0 piuttosto la Gloria militare. ( V- Adorce. ) (Mit) Adoree , * A-dò'ie-e. Sf. pi. Feste nelle quali offerivansi agli Dei focacce salale. (Cosi dette da ador, specie di frumento. Di codesto ador rcgalavansi pure i generali che avean riportata vittoria. ) (Mit) Adoree. * (Gcog.) Fiume della Frigia. (G) Adoreo. * (Geog.) A-dò-re-o. Monte dell'Asia Minore. (G) Adorete , * A-do-rc-te. iV. pr. m. — Re dì Damasco. (Mit) Adorezzàre, A-do-rcz-zà-re. Ferbo imp. Esser rezzo, Esser ombra. Dant. Purg. 1. 121. Quando noi fummo dove la rugiada Pugna col .sole, e per essere in parte Ove adorezza , poco si dirada. Bui. Dove adorez/a , cioè dove è ombra , sicché’l sole non la vede. Ad orgoglio.* Avverbial. = Per dispetto, Orgogliosamente. Fit.SS.Pad . 7. 2. 10‘à. 1^4- Perchè io vidi che tu avevi volontà pure di tenerli (i danari ) , dissi quasi ad orgoglio che gli tenessi. (V) Adornamente, A-dor-na-mén-te. Avv. Con adornamento. —, Adorna- tamcntc, Adorno, Ornatamente, sin. Lat. ornate. Gr. xotr gXtau Adornamento, A-dor*na-nién-to.[ Non solamente è da armare lo corpo delle predette armi, ma è da vestire adornatamente di ve&timenta che son bisogno. Adornatissimamente , * A-dor-na-lis-si-mn-mcii'te. Avv. superi, di Adornatamente. —, Adornissimamente, sin. Face. (O) Ador natissimo, A-dor-na-tìs-si-mo. {Addati-] superi, di Adornato. Lo stesso che Adornissimo. F. Lat. ornatissimo*. Gr. xocr^a/raros. Fr. Giord . Pred . R. Nelle vesti compariva sempre più del dovere adornatissimo. Adornato , A-dor-nà-to. Sm. Adornamento , Ornalo. Lat. decor, orna- tus. Gr. x,d m. da Adornare. Lat. exornatus. Gr, K.Qcr/zov/ztvos, Q. F. 12.108. g.Con tante arti, con tanti colori adornati, con somma ragione noi provveduti e cauti ci rende. M. Aldabr. 1 • * 5 . La terra riceve interamente tutti i suoi adornamenti e tutte le sue bellezze , siccome sposa adornata di varii colori. Guid. G. Con torri di battaglia adornate con intagli. E altrove: Alquanti vollero affermare, che questa fosse la prima nave che prima adornata di vele ardisse d’ anelare ne’ lontani paesi. Rim. ant. Guid . Cavale■ 63. Come non mandate Fuor della mente parale adornate Di pianto doloroso e sbigottite? Seti. Ben. B. M. ny'. Canzon mia adornata d’urailtade. Adornatore, A-dor-na-tfi-re.^er&. m.\di Adornare .]Che adorna.Lat.exor- nator.Gr.*oo>t7}r^?. Rut . L’accompagnano, come suoi baroni e adornatori. Adornatrice, A-dor-na-trì-cc. [ Fevb. f. di Adornare. ] Lat. ornatrix. Gr. xOfjtfA.urpta.. Dant. Conv. 1 gg. Adornatrice della sua pcr*ona si mostra. Adorvatura, À-dor-na-fù-ra. [Sfi Lo stesso che ] Adornamento. Lat. ornatvis. Gr. xoa/xvs, xoLWoj'xiafjbos. Libr. Op. div. Tratt.tr. Gio. Murigli. Corrotte e disfatte tutte le vesti e tutta 1 adornatura da petto. Libr. Similit. Con tali adornaUtre si dilettano d'andare a mostra. Adornamento, * A-dor-ne-a-mén-to. Sm. Lo stesso che Adornamento. F.Esp . Pat . JSost. a c. n3 • Mondanamente c sprendidamente vivea in mangiare e in bere, e in molte robe e altri adomeamenti. (N) Adornezza, A-dor-néz-sa- [^/r] Adornatura. [F. Adornamento.] Lat. cultus clegantia. Gr. kóLWqs tyiXcxxXia. Albert. igS . Lo tuo modo dee essere in cinque modi 5 cioè in parlare , in vigorezza , in quantità , in adopiiezza , in qualitade. Dant. Conv. 6g. Si vedrà la tua virtù ec. manifestare nelle cose rimate, per le accidentali adornezze $he quivi i 32 ADORN ISS1M AMENTE sono commésse, cioè la rima c lo rimato e Io nome regolato. Jjod. Mavì. rim. Di si alta adornezza par che abbondi. Adornissimamente, * A-dor-nis-si ma-mén-te. Avv. superi di Adornamente. Amm. Ant. pag. 1i3. Ediz. di Mil. ( 0 ) Adornissimo, A-dor-nis-si-mo. [ Add. m.) superi, di Adorno.—,Adornatis- simo , Ornatissimo, sin. Lai. ornatissimus. Gv. xop.-\>óra.roi. Espos. Salm. Ieremia nella loquela adornissimo e divoto. Tratt, segr. cos. domi. Compariscono adornissime della persona. Adorno, A-dór-no. Sm. Addobbo, Ornamento,Abbellimento. Magai. Leti.(A) Adorno. Add. m. — , Adornato , Ornato, sin. Lat. exornatns,elegans, ornatus. Gr. xxX o’s , xotr/z ov/xisos. Bocc. nov. 63. 3. Aveva tra gli altri suoi famigliari un giovinetto leggiadro e adorno e bello. Dani. Pursg. g. 53 . Quando 1 ’ anima tua dentro donnia Sopra li Bori, onde ìaggiù è adorno. Pdr. canz, 1 7. 5 . Tutte le cose di che ’l mondo è adorno Uscir buone di man del mastro eterno. 2 — Dello anche di cose bruite e schifose. Ar• Eur. i5. fo. E dell'limane pelli intorno intorno Fa il suo palazzo orribilmente adorno.(M) Adorno. Avv. Lo stesso che Adornamente. V. Lat. ornate. Gr. xcxo- erft.-itp.ivas. Toc. J)av. Perd. Eloq. ef-i8. Oratore è collii ciré sopra Ogni cosa proposta può dir vago e adorno. Adorno. * (Geog.) Città del Piemonte. (G) A dorsi. * (Geog ) A-ilòr-si. Popolo boreale o Scitico. (G) iiDossA.*(Bot.l A-dòs-sa. Sf. E. G. Lat. adoxa. (Da a priv., e flora gloria.) Nome dato ad un genere di piante,quasi oscure, senza gloria, perchè crescono nei boschi, e fa d'uopo guardarle da vicino per distinguerne il fiore clic del colore stesso delle foglie .—, Adoxa, Adoxia, sin. (Aq) Aiiossia. * (Leti.) A-dos-si-a. Sf. E. G. Lat. adoxia. (V. adossa.)Mola fama, Oscurità di nome , Disonore. (Aq) Adosso , A-dòs-so. Avv. Più commi. Addosso. — , A dosso, sin. In sul dosso, Sopra la persona. Cavale. Att. Aposl. if8. Turarongli gli occhi , e a impeto gli corsono adosso Colle pietre. (V) 2 —* Pvep. col terzo caso. Dani. Inf.21.Cg. Con quel furore, con quella tempesta Ch’ escono i cani adosso al poverello, Che di subito chiede ove s’ arresta. (Gin) A dotare,*A- do-tà-re. All. V. A. E. e di’ Dotare. G. E. 1. 5 p.Fu il primo iinperadoru cristiano, e adotò la chiesa di fittolo ’mperiodi Roma. (Pr) Adotazione, * A-do-ta-zió-ne. Sf V. A. Lo stesso che Dotazione , siccome si disse Adotare per Dotare. Bui. Purg. 3 a. a/. Fingecomc pii vide 1 ’ adotazione della Chiesa fatta de Cos tantino imperatore. ( La Crusca legge Adottatone ; ma Costantino, secondo I opinione degli antichi, doto non adottò la Chiesa. ) (Pr) Adottagione , A-dot-ta-gió-ne. Sf. Lo stesso che Adozione. E. Beml. Star. 7. 8g. Il duca d’Urbino cc. prese per figliuolo c adottò il sig. Francesco Maria, d’una sua sorella figliuolo cc. La quale adottagioue il medesimo Papa Giulio approvò e confermò. (V) Adottamento, A-dut-ta-mén-to. [Ara.] L’ adottare. [^.Adozione.] Lat. adoptio. Gr. vhlìtaix. Annot. E"ang. Perchè ricevessimo adottamento e desiderio di figliuoli. Tac. Dav. ann. 12. uf8. Entrati consoli G. Antistio e M. Suilio, s’avacciò f adottamento dì Damizio. Adottante, A-dot-tàn-te. Pri. di Adottare. E. Adattatore. Che adotta. Maestruzz. 1. 77. La terza spezie è quasi legale affinità tra ’l padre adottante e ta moglie del figliuolo adottato. (V) A dottare. (Leg.) A-dot-tà-re. [Att. e ri. P ter Aere in virtù et un atto solenne , in luogo di figliuolo , chi tale non è per natura. Inst-de adopt in priiic.] Lat. adoptarc. Gr. violarùv. G- i'. 11. 5 . 3. Ma spezialmente siete da lui in figliuoli adottati. Petr. Cap. 13. Trajano ed A- driano , Antonio e Marco Che facea d' adottare ancora il meglio.uCu- vti!c. Mede cuor. ifo. Moisè cc. negò d’esser figliuolo della figliuola di Faraone , la quale sei voleva adottare a figliuolo. (V) 2 — Persimil. Adoperare. Cr. alla pref. del Eocab. Siamo voluti andare in ciò ritenuti, fino che da tersi e regolali scrittori non saranno, cornei! saranno per avventura quando che sia, nelle loro composizioni adottati.(P) Adottato, A-dot-tà-to.Add.m. da Adottare. [ V. Adottivo.] Lat. adoptatus. Gr. ve-'Are'y.k. Maestruzz. 1.77. La terza spezie è quasi legale affinità tra’l padre adottante e la moglie del figliuolo adottato. Fir.As.n5. Un bellissimo giovane ec. adottato da tutta la cittàcome pubblico figliuolo,ec. 2 — * Adnprasi pure come sost. V. gli esempli in Adottatore. (A) Adottatore , A-dot-ta-tò-re. Eerb. rn. [di Adottare.] Che adotta. —, Adottante, sin. Lai. adoptator. Gr. uloO-srwv. Maestruzz. 1. 77. Il padre adottatore non può contraere colla figliuola adottata , nè colla nipote dell’ adottato. E appresso : Il padre adottatore mai non può contrarre con quella che fu moglie del figlinolo dell’adottato. Adottazione , A-dot-ta-zió-ne. [Sf. Lo stesso che Adozione. E.]Lat. ado- j tallo, adoptio. Gr- vioSscia.. Salust. Iug. R. lensal rispuose che ciò gli piacea , perocché ’l terzo anno dinanzi 1 ' avea Micissa per adottazione fatto pervenire .a reame. Adottivo, .4-dot-ti.vo. Add. m. Che attiene per adozione, Adottalo. Lai. adoptivus. Gr. v'ioitoifòds. G. E. 1. 3g. 3. Suo nipote e figliuolo adottivo. Maestruzz. 1. 70. Quattro sono le maniere de’figliuóliec. alcuni sono solamente legittimi, siccome gli adottivi. 3 _ Per similit. [Vicesi anche dei rami e delle fronde che nascono negli alberi innestati.] Alani. Colt.1.17. Nè si sdegna ella (la pianta annestata), "ma guardando in giro, Si bella scorge 1 adottiva prole, » Sannaz. Are. ì tempi . . d’innestare gli alberi , vestendoli di adottive fronde. (A) Adovè. * (Geog.) A-do-vè. Cap. del regno di Tigri nell'Abìssinia. (Vali) A dovere. Posto avverbialm. vale Giustamente, Con giustezza, Convenientemente. Lat. rite ac recto. a — Co’ v. Stare, [ Ricevere, Spedire,] cioè , un conto , [una merce,]ec. Eale St^r bene. Lat. rationem constare. A dovizia. Posto avvcrbial. = In abbondanza , Abbondantemente. —, A divizia, sin, Lat. abundanter, copiose. Gr. w-xóput.n Dani. Inf c. 22. Otid’ ei eh’ avea lacciuoli a gran dovizia. (P) ÀoovHAHE,A-do-vrà-re.[^«. e n. ass .] E. A. E. e r/i’Adoper.ire.Lut.adhibei e, utj. Gr. JCfW&w, ttpirrw. l)mu Purg- m. Como ’l (UUor ìmìoyo ADRIAN EO sua fattura. Frane. Bari. 12$, 21 • Per cui natura in tal manici’* 1 Adoziani. * (St.Eccl.) A-do-si-à-ni. Eretici Nestoriani del fi ** , se ^ che pretendevano essere G. C., in quanto a uomo , figli 0 so iU adottivo di Dio. (Ber) ^ Adozione, A-do-zi-d-ne. tSf. V atto di ricevere uno in figliuolo' donazione, Adottamento, Adottagione, sm.] Lat. adoptio- Gr.w° ^ G. P". fo. 8 . 8 . Noi non siamo solamente de’ tuoi progenitori c^,, figliuoli d’adozione , ma piu tosto congiunti di vera natura, fflaes- f 1 . 77. Impedimento settimo del parentado legale , Io quale si * a Lj adozione; onde è da sapere che tre spezie di parentado legale na ^ per adozione. E appresso : Conciossiacosaché canonica dell’adozione ec. Petr . cap. i'ó . Che per varco D’adozione al £ r ‘ imperio monta. . t,/ 2 — * (Tuoi.) La grazia che Dio ci dà col battesimo, il quale prime il carattere di suoi figli adottivi. (Ber) . f A dozzina. * Posto avverò, col v. Tenere ss Dare altrui da mangiò > un tanto al mese. Cr. alla v. Dozzina. ( 0 ). Adpohina. * (Mit. Gr.) Àd-no ri-na. Add. fi Soprannome dato a ** fi va, o secondo altri a Ciòcie, da un tempio che avea sopra un m P n ,- 0 \ rapato presso Pergamo .—, Aporrina , Asporena, Montana, siri' Adrà. * (Geog.) Àhdara. Città della Spagna. — della Liburnia • f . Siria. — Fiume della Granata.—della Romania. — d % Italia^ Àdr A duratone. * (Geog.) A-dra-drc-mo-ne. Ant. città della Palestv n \- ^ Ade agantt.(F arm.) A'dra-gàn-ti.[^ddt/. e sf.] Sorta di gomma che sti una specie particolare di tragaennta, \cfì è l' astragalus tragacan ^ così detta dalla pianta da cui viene , che chiamasi col nome fi gacanta , o con £ altro di spina birci che. glt equivale , poiché tragos vai becco , ed acantha spina. — , Adragante, Diagranlc» gante , Gerasina di Jhon e di Tohmson, sin.] Lat. tragacantluD 0 cinorum. M. Aldobr. Faccia cuoa-re una gallina vecchia od u ° tore in acqua , dove egli abbia gomma adraganti. . . Aohagantinà.* (Cbim.) A-dra-gan-tì-na. Sfi. Lai. adraganthina , V iCC . } J<\ cerasina. Sostanza a scagliette , di un bianco lordo , insivida , fi rifera , dura, quasi trasparente, solubile nell'acqua bollente ^ assorbe una. quantità', forma quasi la metà della gomma adra£ a ^ c in molli vegetabili si trova accompagnata quasi sempre c0> l sostanza più o meno analoga alla gomma arabica. (A.O.) Adragno. * (Geog.) A-drà-gno. Città della ficàia. (G) ‘' 8 no * . s Adr Asfs. * (ò-eog.) A-drà-me. Città della Sicilia. (G) Adramelecco. AdRAMitkni. j -ui .i-/n i-u-ii [. x ujji’i. uch .... -...... x . Adramitì. * (Geog.) A-dra-mi-ti, Adramit. Città della JVatolia. \P' Am;A mito. * (Geog.) Lat. Adramiteos. Città della frigia. (G) A dramma. * Avverbùd. = Appuntino. Cr. alla v. A corda. (flY A dramma A dramma. * Avverbiul.=z A poca a poco. Alani. Fay. A ut- 11. Si sentivau cangiare a dramma a dramma. (B) m Adramo , * A-drà-mo, Adrano. IV. pr- m. Lat. Adram. ( In gr. a nes vate imbecille. In cbr. hadurini cose eccelse, insigni. ) (B) a — * (Mit.) Dio particolare della Sicilia. (Mit) tilt Auiiana. * (Geog.] A-drà-na. Città della Persia.—della Tracia .— Alisia inferiore. (G) . ccl àdranamo. * (Mit. luci.) A-dra-nà-mo. Uno de’quattro libri sacri « 5 Indiani. (Mit) Aerante. * (Geog.) A-dràn-te. Antica città della Venezia. (G) Adrasea. * (Geog.) A-dra-sè-a, Lat. Adrassus. Città delta Siria. ( Adraspa. * (Geog.) A-drà-spa. Lat. Hadraspa. Città dell’ Ircania, 0 Battiiana. (G) _ , fi it> AdrasTa , * A-drà-sta , Adrastea , Adrastia. N. pr. f. Gr. ààf ' dòp-éersia. (Da adrastos non fuggitivo, inevitabile.) (B) n .,(E Adrastea, * A-dra-sté-a. IV. pr. f. (V. Adrasto.) — Biglia deli ti 1 - — di Melisso re di Creta. E. Adrastia. (B) (Mit) 2 — * (Geog.) Città della Troade. (G) _ .-Mi Adrastei. * (St.) A-dra-stè-i. Specie di giuochi pizii istituiti in orda Adrasto, re d’Argo, in onore d’Apollo. (Mit) Adrasteo , * A-dra-stè-o. Add. pr. m. Di Adrastea o Di Adrasto. U j|,l Adrastia. * (Mit) A-dra-sti-a, Adrastea, Nemesi. Figlia di Giove e ^ Necessità, furia ministra della vendetta divina. ( V. Adrasta-J \ / Adrastide, * A-drà-sti-de. N. pr. f. Lai. Adrastis. (V. AdrasM-l Figlia di Adrasto, (lì) j/es llll 'l Adrasto, * A-drà-sto. N. pr. m. Lat. Adrastns. Gr. Sòpxtrroi. (V. "'; 0 )lw —Re d’Argo e di Sicione.—Figlio dì Alida.—Figlio di Tnlao.(of Aeratene. * (Geog.) A-dra-tè-ne. Città dell' Ellesponto. (G) Adreate. * (Geog.) A-ilie-à-tc. Città della Turchia asiatica. (G/. Adrehone , - A-di-è-mo-ne. N. pr. m. Lai. Adremon- ( Dal S r ’,n\ abbondante, e mone soggiorno.) — Padre di Toanle. ( 13 ) (, f(Oi Adrento, * A-drén-to. Avvf Lo stesso che Addentro. Bcmb.Stor.Er- ’ Adreo, * A-drè,o. N. pr. in. (Dal gr. hadros abbondante.). (“Ea , a — * (Mit. Gr.) Dio che presedeva alla maturità de’grani. ( Adresta , * A-drèrsta. IV. pr f. (Dal gr. hadros abbondante, c focolare , casa. ) (B) Adresti. * (Geog.) A-drè-sti. Popoli dell’ India. (G) _ . Adria , * A-dri-a , Adrione. N. pr. m. Lat. tladria, Iladrio. (“I 2 _ * (Geog.) Atria , Athvi. Càia antichissima del Polesine c de il nome all' Adriatico. (G) . Adriaco, * A-dri-a-co. Add.pr. in. Di Adria.—, Adriano, Adriatico.. Adriana, * A-dri-à-na. IV. pr. f (Dal gr. hadros abbondante.) t ' a _ * Add. pr. f. Nome della villa di Adriano in Tivoli. (M l ! 3 — (Geog.) Lat. Adriana. Citta dell’ Ellesponto. (G) e lC ci^] AdriAhale, * A-dri-a-nà-lc. Add. pr. com. Di Adriano. Indi o m adrianali, Giuochi adrianali , cioè istituiti in onore di Adr“‘ . ( ;/ Adrjaneo. r (Arche.) A-dri-a-nè-o. Sm. Lut.-adriancimi, mnlrs ‘puf . Il mausoleo d'Adriano , oggi Castel S. Angelo ili Roma. * in onore di Adriano. (HIil) Au: ^'Uiìist! ^-"dri-à-ni. Lai. Adriani. Città deìla Bìtinia. (G) ‘tedia .. i Eccl.) A-dri-a-ni-stì. Eretici seguaci di Adriano Ant- di'i (l n a \ A -dri-a-no. N. pr. m. Lai • Hadrianus, Adrianus. (V. A- * ■» * 2 , . ani peradorc romano. — Nome di sei Papi. (B) (Mit) * R Uso fs \ ^ r- , m ‘ *-*' Adriano. Lo stesso che Adriaco. P. (B) Ah ^ov 0 2 * ^ Gco s 0 Città di Francia. — de' Paesi Bassi. (G) Abcadauia*’■ ^ eo S ) A-dri-a-nò-po-ìi, Andriauopoli, Edrene , Ant. Sec °nda ’• ln turc0 Adrianagh. Lat. Adrianopolis, Andrianopolis.Ea deh’ dell’ Impero Ottomano, e sta nella Romelia. — Città della Mcsia. — della Bilinia. (G) Viatico * E a’ i* ,(Q e P?-) A-dri-a-no-tèr-ra. Città della Mesia. (G) Lidi !\J ’ “-"uri-à-li-co. Add.pr.m. Di Adria. Lo stesso che Adriaco. . di ^ ■ e Adriatico , o L’ Adriatico, il Golfo di Penezia, dalla città “ T\sli diede il nome. (B) (G) ' . A-dri-è-le. N. pr. m. Lai. Iladriel. ( Dall’ ebr. ghueder Ab »>^ , S 4 *M daì0! Gregge di Dio.) CB) ìs’* p lL '^°9 ° A dricto. Avv. Lo stesso che Addietro. V. Agn. *■ gS t p cr onore molte cose sono da lasciare adricto. Cast.Cort. Questa e l0 ». acciocché non paja che in compagnia cosi degna come è Cu 'ia ee r ?? l0Uamtn l-o tanto eccellente, sì sia lasciato adrieto parte al- C ^ ran f‘ 3 acch, nov. i68* Ancora ritornerò pur alla medicina « 'luto tr ° ^ a kbadco, del quale a dricto in una bella novella è V '*C rra l°- I c.Y) ’dpost, 39 A-diic-tro. Avv. P. A. P. e di' Addietro. Cavale. Alt. a ^t'iclrn “ ail fiaudo li ministri e non trovandogli, tornarono A r p 75 ‘ Toniù aArictro. (V) ^ ^tilTru^, , osto avve, i. Lo stesso che'] A diritto. V. ri 0, y PUt Pos to avveri. Lo stesso che A dirittura. P. ( 0 ) ■b’olj)i v ; ' m \.— » Atro , sin. L.at. ater. Gr. p.i\cts. Petr. cap. 12. ■> tcna Par ° 1 1 as P ctt * oscuri e adri. Buon. Pier. 5 . intr. 3 . Far se- p Mesto t “ aS ‘ 0n adra ’ Data, p ’ ^«ttuoso. Lat. ater , tristis, luetuesus. Gr. Avirov,u.evos. j Haaucc .Z?” ‘ ^0. 5 a. Nèqnantunque perdeo l’antica madre, Valso alle 6l ‘0co S| *1* rugiada, Clie lagrimando non tornassero adre. -) A-dro-có-ri. Sm. pi. K. G. Lat. hadrocori. ( Da Attili P : e choros luogo.) Nome dato aulì abitatori de fuochi * .yf co g-) A-drò-ga. Città della Palestina . (G) a Duo *u. A-dró-ne. Città dell 1 Arabia Petrea. (G) *• ;* Co 8‘) A-dròt-ta. Città della Lidia . (G) A L> ^Jric 'a f \ eo g*) A-dru-mc-to, Àdrumito, oggi Herckla. Città del- a tìQ l tcm>* CArche.) Ad-si-dèl-ta. Tavola presso cui sedevano i Flamini j**. * > del sacrificio. (Mit) •*(0 ^ Gruppo di dodici isole nel mar dell India. (G) C jJ l X c ^o')A-d u -à-ca,Tong r e.Z/a2.Atuatnca.^/z«. cit. delle GaMie.( G) * ( \ -rt~ir\rr \ A ,1 ' J.: Ài .1 - T ~ * ’■ —■ **' • * ADRIANI ADULTERARE i33 AdcgciAto , A-dug-già-lo. Add. m. da Adtiggiare, [e dicesi anche di luogo ove non arrivino i raggi del sole, otta è che le piante vi vengono stentate e con poco vigore. —, Auggiato, sin.] L.at. obumbratus. Cr. 2. 5 . 3 . Dal freddo del luogo aduggiato e adombralo. Aotjggiatoue , * A-dug-gia-tó-re. Perb. in. di Aduggiare. V.di reg.(Ci) Adbggiatiuce , A-dug-gia-tri-cc. Veri. f. di Aduggiare. Che aduggia. Salvia. T. B, 5 . 2. E il noce coll’aduggiatrice sua ombra. (A) (N) Adegliahe. (Marin.) A-du-glià-re. Alt. e n. ass. Adugliare itnagome- na, un capo , è disporlo m giri , raccoglierla in duglie. Adugliare a destra , a sinistra , a rovescio. (S) Abbonante, *A-du-gnàn-te.Part. di Adugliare.Gire adugna. V.di regi 0 ) a- — l 1_a_- . 1 ,. t i)1 A _-V_■ Vi... ^vOc % .Og,' -« V.», i. LA.;,. V« U ir, a ae U(i ,c rt v^»cog.) A-du-à-ti-ci, Àtuatici. Popoli della Gallia in riva A ^cisio hrosl ° wverù. == A coppia a coppia , Due dopo due « A, ^ Venia P ur $- 2g. 83 . Ventiquattro signori a due a due Coro- " “ l fiordaliso. Petr. cap. 3 . E tencansi per mano a due a due. ^ >1 "' ;r ce ."A, Agg,diadici ^ciuc ripartita in due rami. 6Y. u//nc. fi ranca. (0) A ' du, ' n -ce. Città dell’ America meridionale. (G) a J ' 1 a me J^ : * Avvcrbial. Col v. Macinare , Masticare e simili, cioè tr tE TA G r, U » * Mti a un tratto. P. Palmento. (O) A ^'P c Ope. (q^ ^SS- ojyL' > dil 8** Arabi,appo i quali dugut vale oscurità della notte, 5 aa. p tenebre, caligine,e dugiug montagne lìCvc^Danl.Purg. 20 . - tBroj,*, *F e della mala pianta,'Che la terra cristiana tutta aduggia. a 1 Ci-Udcl r! '“'Mzzainc.nto. corruzione ] Peli 1 , son. fò- Qual ombra è j s '. Vietar ri ^ sc, . ne a dugge, Ch’ai desiato frutto era si presso. \ U, ! lilja s olf m l ,t dire la vista o Torre la virtù e il vigore.] Lat. lu- .’ a '-r , ( jj Gr. sVucpiiirrcu'. Petr. canz. 3g. 5. Ma quell’altro 5i' i-<>d, 10 s0 !' P' e no, Quanti presso a lui nascon par eh’ adug- 4 Uu - Uht\ f a,t - rim. Non è aduggiato in noi l’antico seme. Tac. c' A,i ‘ign 7 ' * nv 'diando l’altezza di lei, come la sua aduggiasse. 0 °"° «' p r fi n .\ f ass \ [InUislirsi , e dicesi delle piante , quando mio- gv'a.] $Qj UpruUl c " n soverchie fronde ; o patiscono per soverchia ì « insito T' 3g. F, se i gran pampani e spessi le solfocasse- p Hi n lL Poli’alile v-ù.ì troppo se n* aduggìassero , sii ondile.i. ■«nio dJ SS ' “dumi-rare con deuso vapore.] Dani. Inf 15. 2 . E.’ì fuseci di sopra aduggia. iterge „ Adbgnato , * A-du-gnà-to. Add. m. da Adugnare. P. di reg. ( 0 ) A ddgnatore , * A-du-gna-tó-ie. Però. m. di Adugnare. P. di reg.( 0 ) Adcgnatrice , * A-du-gna-tri-ce. Perb. fi rii Adugnare. P.di reg. (O) Adula. * (Geog.) ’A-du-la. Città dell' Etiopia. — della Giudea .— La parte più alta delle Alpi centrali, ed il più sublime punto d’Europa.[Gy Adulante, A-du-làn-te, [Pari.di Adulare.] Che adula. Lat. assentaus. Gr. JtQ,\OCJt£lW. Tac. Dav. Ann. 11. i 3 y. Per cotali azioni Vipsanio consolo propose, che Claudio si gridasse padre del senato ec., ma egli diede in sulla voce al consolo, come troppo adulante.» Bui. Pur.2.3. Questa è ima interiezione adulante e lusingante che usano le balie, ec. (B) Adulare, A-du-)à-re. [All. Mostrare ad alcuno maliziosamente e contro verità , o con alti o con parole, di averlo in pregio per qualsivoglia sua qualità o cosa.] Lat. adulari, asscntari. Gr. x.oAuxsvui'.Maestruzz. a. 11. 7. Ma se alcuno, per solo desiderio di dilettare ovvero di schifare alcun male, ec. adulerà e lauderà alcuno , non è contro alla carità. Tac. Dav. star. 2. iqi. E perchè vegghi ch’io non t’adulo, l’essere eletto dopo Viteliio t’è vergogna più che onore. E ann. 3 . 38 . E piagnevano , non ostante l’allegrezza di Tiberio mal celata, a tutti nota, della morte di Germanico, non potendola adulare. Fir. As. f^à. Coll allegro volto cosi I’ andavano adulando. 2 — [E col terzo caso.] Fr. Giord. Pivd.ll.Con lusing anti parole adu lano alla moltitudine del popolo. Adulare diff. da Lusingare. L’ arte di carezzare alcuno con false lodi e vili compiacenze è Adulare.Lusingare è propriamente prendersi giuoco d’ altrui, promettendo senza intenzione di osservare, cd alimentandone le speranze senza fondata ragione. Adularia. (St. N.) A-du-là-ri-a. Sf. Lat. adularla. Feldispalo purissimo trovato nel monte S. Gottardo dal P. Ermenegildo Pino. Quanta pietra riflette una luce galleggiante che ha àel turchino , massime quando è pulita sul taglio delle lamine di cui è composta. (Boss) Adulato , * A-du-Ià-to. Add. m. da Adulare. P~. di reg. A. It.Er.( 0 ) Adulatore , A-du-la-tó-re. Perb. m. [ di Adulare. ] Che adula. Lat. adulator, assentator. Gr. ■/Ax-jf. Espos, óWm.Addomanda David, per le parole degli adulatori, non si lievi in superbia. Maestruzz, 2.11.7. Il terzo modo per occasione di peccare, ma non fu intenzion dell’adulatore. Galat. 38 . Egli sarebbe avuto per malvagio e per lusinghiero ; e come io sento dire a questi letterati, per adulatore. Adulatoriamente, * A-du-la-to-ria-mén-te. Avv. In modo adulatorio. Vden. Nis. 2. 6f. L’ apotemma presente fu adulatoriamente detto in grazia de’ Romani. (B) Adulatorio , A-du-la-tù-ri-o. Add. m. Che adula. Lat. adulandi vini babens, blandus. Gr.noAxx.siirix. 0 s. Segner. Mann.Giug. 26. 1. Perchè se l’odi prorompere in parole ardile, adulatorie ec. Adulatrice, A-du-la-trì-c c.Perb.f.[cli AduIare.]CAe adala.Lat. adulatriv. Rocc.letl. Perciocché io allora vedrò le inique e adulatrici lingue, del le quali vi ricordo, e prego clic riguardiate, confuse tacere. ’Trait. gov. funi. Non sii ec. adulatrice, non seminatrice di discordia. Ar.Pur.1 q.i, Se poi si cangia in tristo il lieto stato, Volta la turba adulatrice il piede. Adclaziuncella , A-du-la-zion-cèl-la. Sf. dim. di Adulazione. Faust Ep. Cic. (A) Adulazione, A-du-Ia-zió-nc. [Sf] V adulare. [ Lode, eccessiva e indegna per accattare benevolenza ; Lusinga, Piaeenteriaf Lisciamento.] Lat. adulalio, assentatio. Gr. xoAxkiJu. Bui. Adulazione, ovvero lusinga è compiacenza mostrata col prossimo con parole o con atti , Contro alla verità. Amili, ant. 36 . 7. 1. Adulazione si dice una falsa lode fatta per piagenteria, la quale usare non si dee. E 36 . 7. 2. L’adulazione è d’ogni virtù nimica. Maestruzz. 2.11.7. Comunemente il nome dell’adulazione suole essere attribuito a tutti coloro i quali sopra ’l debito modo della virtù vogliono o con parole o con fatti gli altri dilettare : e cosi è peccato. All’ adulazione s’ appartien laudare alcuno in quelle cpse eh® non c da esser lodalo. Trall.pecc. mori. Iattanza fa lodar sé in parole e in fatti; adulazione fi lodare altri. 2 — * (Icon.) Simboleggiata do una donna che suona il flauto. (Mit) Adulico. * (Geog.) A-dù-li-co. Seno del Mar Rosso. (G) Aduliue. * (Geog-) A-dù-li-de, Adulitore. Lat. Adulis. Antica iittà del- l’ Etiopia. (Aq) Aduliti. * (Geag.) A Ibi lìti. Popoli della Costa d’Aden. (G) Adulteramente, A.-dul-te-ra-mén-te, Avv. A modo d’adultero. Lat. in raorom adulteri. Gr. ^oi^nws. Mor. S. Grog. Possiam dire eh» adulteramente 1’ abbracciava. Adulteramelo, A-dul-te-ra-mén-to. [Sm. Lo stesso che] Adcllerazione. /Ciacadullcrium, corruptio. Gr. po‘X HX i

;p?er. Mar.n. JSov. 18. i. Se uno in sua vita ruba , adultera, animazza ec., lo scorge subito. (V) a —Per metaf.[Att.en.pass.] Falsificare, Corrompere. Lat. adulterare. Gr. wpioixstw , toSsvstrSat. Dani. lnf ig. tf. Che le cose di Dio , che di bontatc Deono essere spose, e voi rapaci Per oro c per argento adulterate. Ricett. Fior. 68. Lo storace ec. si adultera colla segatura del suo legno. E appresso : X tamarindi si adulterano colla polpa delle susine. Adulterato, h.-à\i\-lc-ra-lo.Add.m.da Adulterare.—, Avolterato, sin.Lai. adulterati^. Gr.vivoQiviiùos, Frane. Siiceli. Ritti. 36. Canzone, a quella adulterata seggia Nc va- Rieell. Fior. j3. II zafferano cc. adulterato non ha il colore chiaro. E ig. Assa fetida ec. la quale crediamo che sia la feccia della prima, o in qualsivoglia modo adulterata. Ruon.Ficr. 4- 4■ » 6 ’- Disprczzate le leggi, La lealtà, la fede adulterate. Adulteratore,A- dul-te-ra-tó-re. Eerb.m. idi Adulterare. PiAdultero .)Che adultera. Lat. adulter. Gr. fioixfis.Mor.S.Greg.i ,2g.\\ carnale adulteratore si congiugne illecitamente alla carne dell’altrui matrimonio. Lib. Amor. 54. Quello eh' è molestato da tanta volontà carnale , che con desiderio di quelle agli abbracciamenti d'una legare non si può ma quante ne vede desidera con animo disonesto , non amadore ’ ma adulterator d’ amore dee esser chiamato e ingannatore, peggio che cane. S.Agost. C. D. Costui è chiamato adulterator delle mo-di altrui A d ulte r atri ce, A-dul-te-ra-tri-cc. Eeri. f. [rfj Adulterare.] Che adultera. Lat. adultera, corruptrix. Cr. 5 ia

Nov.Anl-v*'i Tutti gridino ad una bocc mercede,e non sappiano a cui la si Adunamento , A-du-na-mén-to. [Sm.] V adunare .—, Adiinaziom nata , Adunanza , Radunanza, Radunamento, Raunameirto , Hag ,,n mento , Raimo , Raguno, Raunanza , Ragunanza , Rannata , Itaguiia ' Raunozione , Ragunazione, Agunanza, Aunanza , sin. Lai. coll# 1 ^ congrcgatio , cumulus. Gr: "iv.Àsyé. Cavale. Aled.cuor. Dice che beatitudine è stato perfetto per adunamento e copia d' ogni b* Com. InK 7. Nulla è altro adunamento di ricchezze. , .J Ad una misura. * Avverbial. Maniera che dinota qualità consiiuiu eguaglianza di costumi. E. Misura. (0) Adunante, * A-du-nàn-te. Pari, di Adunare .Che aduna. E.di reg- (. Adunanubi, * A-du-na-nù-bi. Add. coni. camp, indecl. Che aduna lU> ' e fa dello di Giove. Salviti, ltiad. (A) - Adunanza, A-du-nàn-za. [N/.Xo stessoche Adunamento. E .] L ’ adunare. - perlopiù si direbbe di uoinini.Lat.coctos, conci limo. Gr.ruvcbct.AI'o 10. 75. Il di di San Michelagnolo si fece l’adunanza generale , cb c . diciam parlamento. Getics. P.N. E questa, dove prima fu aduna* di gente a stare. - Adunare, A-àii-iià-rc.[All.] Accozzare,Unire,Mettere insieme. —, A Radunare, Ratinare, Ragunare, sin.Lal. cogerc, colligere, congregare,Ir gcrc. Gr. tnwìyuv. (Dal lat. adunare, quasi ad unum colligere .) ™ t . ant.f.2. Lo padre adunò filosofi e savii di grande scienza.Bocc- n ‘. 100.5. Fece Gualtieri tutti i suoi amici della contrada adunare."®/^ Inf. 4 -g 4 - Così vidi adunar la bella scuola. E Par. 1. ,17. Qued* terra in se stringe e aduna. .,, 2 — [E fig.] Dant. lnf 7. 52. Ed egli a me : vano pensiero ad® 1 ’ 1 ' E Purg. 15. E più di dubbio nella mente aduno. (P) , It — Comprendere, Contenere. Tass. Gerus c. 1. Gli occhi in giù'"’Jpj ia»* c in un sol punto, in una Vista mirò ciò che ’n sé il mondo aduli® 1 4 — E n. pass, [nel primo significato.] Petr. canz. 31. quando col tauro il sol s’ aduna. 6 . Vegg ,: a# Ad una bete. * Avverbial. Col v. Prendere. Fig. Collo stesso ing a> ‘ Bocc. g. 1. n. 2. ( 0 ) J Ad una rivolta d’occhi. * Posto avverò. In un voltar d'occhio, l n occhiata. Speron. Monos. Magai. ( 0 ) Ad una sorte. Posto avverbial.=zEgwilmente, Del pari Ar. F‘ ir ' g4. Poiché le lance loro ad una sorte Eran salite in mille prl< 1 1 rotte Fino al carro stellato della notte. (M) E 1-j. 10. GnasUf^j tetti non è alcun che stime, E legna e pietre vanno ad una sorte. (I , Adunata , A-du-nà-ta. [Sf. E■ Adunamento.] Adunanza, Raga ,,a ;0 , AI. E. 8. g3. Di questa adunata , e di sua mala parlanza, g r ® n ’ spetto si prese a Firenze. . |J( , Adunato, À-du-nà-to. Add. m. da Adunare. Lat. congregatus, eolwvj; Gr. vOue Albert. 2. li/. Teco consentono quelli ch’io not®‘ ^ sopra, cioè molti giovani vicini congregati e adunati. E 2. 4%’ f'ar nestà della mente trapassa le richezze adunate. Al. E. 1. bj. E s rj, sono la loro ambasciata solennemente dinanzi a’ Signori e a’ l | ? r ?- C s ti legii, e a molti altri grandi, e buoni cittadini di Firenze e adunati per la detta cagione. Cas. Oraz. lod. Een.148. Acci 0 *" cosi adunati cc. potessero ec. difendersi. f() ,. Adunatohe, A-du-na-tó-rc. Eerb.m. [di Adunare.] Che aduna. Lui- ctor, collector. Lib. Similit. Come fanno certi adunatori del Adunathice, A-du-na-tri-ce.Pci'b. f. [di Adunare .]Che aduna. Fr. * r *’ Pred. R. Una setta adunatrice d’ogni seeleratczza più nefanda- - Ad us attimo. Subitamente. Sega. Parroc. Instr. 7. 1. Diviene ® attimo trasparente, trattabile ec. (V) -, Ad una voce. Posto avverbial. ~ Concnrdevolmenlc , Unitam e,lle ',, Ad una boce , sin. E. Ad una, §. 2. Lai. uno ore. Bocc. 15. Quasi ad una voce tutti si confessaron prigioni. - pi Adunazione, A-du-na-zió-ne. I Sf. Lo stesso che] Adunamento. r', c ir collectio, congrcgatio, cn:nu\iK.Gr.7v>.Xoyé.Fdcc.5.tìò. E mentre dell’adunazion di questi uccelli in me medesimo parea che ")* e r vigliassi cc. Guicc. stor. li. 65g. Al remore della quale adunazi°”%. sendosi, p / rapace. —, Adonco , sin. Lai. aduncus» Or. «yxw- L f u j. eZr 'j son ' * 33 . E del mio campo micia Lappole e stecchi con «4 jy. . • .vv». Jut vtv.» uny Cgh y ac funca. Bocc. Am. vis. u}. Oltre grattando il monte dimorava, Staffi a n j^.^uuebe , uno ch'ai mio parere lu molte volte poco ne g St l| el a< .‘^ 4C * anim. g. Le vennero veduti quegli occhi spaventati, Ad Ow Su l )Crc ìUocrudele ,con quelli piedi stranie quelle unghie admichc. ft TO * * Avverò ini. Lo stesso che Ad un parto, Ad un medesimo 0Cc « " ' 4 btJl *^i Ulln £>• 4. n. i. (O) ^ Du *Gau Hlfi * * A-dun-ghian-te. Pari. Che adunghia, V. di reg. ( 0 ) ^ u °*chiaÌ B * ^■■dun-ghià-re. [All. Lo stesso che] Adugnare. V. 0# * A*duu gbià-to. Add. m. da Adunghiarti» V. di r-eg. ( 0 ) ^ UUs cai* T ° KE> * A-dim-ghia-ló-re. Verb. m. di Adunghiare, y. di rt’S(O) * A-dun-ghia-trì-cc. yab. fdi Adunghiare. V. di reg. ( 0 ) , ^guii e q* £ ^°do avverò. V.L.Perfeltamente. Gal.Dial.Sist.i /o.Per con- A D!ttc vri ^’^simo ottetto ad uiiguem,tanto fa se la sola terra si mova.(V) ‘ COeog.) A-du-ni-cà-ti . Popoli della Gallia Narbonese. (G) ^ . Uso * Posto avverbial. — Un dopo V altro , Ad un per volta. gul^yy u £° per uno, Ad una ad una, sin. Lai. singillatim , sin- ad *uìo ad ad Gr. xaò-’ èVx. iVoif. ant. 6. *1. Quando gli ebbe veduti uno. Am. 56. Ma }>erchè ci làtichiam uoi di volergli ad s S l *ardiVq P° nan ’are ? Petr. son. 2S2. Le soavi parole e i dolci . gli ehh i ™ un Scritti e dipiut’ hai. Fir. As. ig6. Poiché ^ Ds 0 ^ sciati con una gran festa tutti ad uno ad uno. A ^ nt '3s ^p^^^ bàd-D’accordo,Unifórmemente. V. A un animo. Amm. u. * rm **66V.)Ad uno animo tutte lesuocere odiano loronuore.( V) Uno. Posto avverò. Lo stesso che Ad uno ad uno. V . Cavale. a Paioli /2 ‘ Questi è tale mio vicino, e questa è la taje, descri- ^ Ui,, oit\ U p ^ Uno P° r uno, come per verità gli parca. (V) &oc c , nou < avi>( 0'bialin. vate A un tempo , Nel medesimo tempo. tC ‘> Cori ^ 11J% ^ coy * dctlo, a d un’ora messesi le mani ne*capelli C ° re a (j inCl0 a Sedare. E nov. ig. 22. Tu puoi ec- ad un’ ora pia- ^*’> u/ 0 ^ ^ U0 s *S l,0l ’ e c a me iu questa maniera. A Uu ’ura J ^ (>cc * §• 10 ‘ n > *0. lutendo di. reudere a tc ad , w t>U4 i c ' le i io tra molte ti tolsi ec. (V) A pA-dùn-qua. Cong. illat. y. A. y. e di' Adunqufc Gr. S. Jr . a dunqua Iddio riceverà la tua olferta. (V) A-dun-q«j(.. Part. c.omr. che inferisce conclusione. — , Ad- ’ , Dunque, sin. Lat * ^ • » -V»». iA,yi* y wwr. ^ uuu'lh'te. ) Bocc. nov. 1. if. Ver,l Ho. /,’ a '* u nqne, che essendo Musciatto Franzcsi ec. cavalier di- < l , iel| 0 ’ c j "°v. iti. 11. Fate adunque, dolce speranza mia, per me *‘u, dehly C ' 10 volentier per voi. B num. 7. Adunque , disse la don- V( a il vosù° 1 " naucr vedova? E num. g. Adunque ec. mi donerete 2 6 tu ‘ido )> a " ll,rc - E uni. Inf. 18. 7. Quel cinghio che rimane adunque ~~ * J\‘ clr - so “. 268. Adunque Beati gli occhi che la vider viva. V’Perauz» S. G. Guai. 333. Gli abati credendo con ferma Adiate d u iddio potesse conservare il loro maestro nel caldo della ° Ul ' fiU-rT* , cl ,j rt)no adunque di ritenere il corpo ec. (V) a l: '" : po _ ‘ ^ us t.ai*verb.zzzSuljilamente ì All’improvviso^ JS'el medesimo a 0 ' 11 '. * ((•]. A I 111 tratto, In un tratto, sin. Petr. tr. della Castità. ( 0 ) V jdJS- ) _ tue. Alhnrus. Piume di Francia (G) 2 »a?.v l, '^' r e. lAu. Assuefare .}—, Ausare , sin. Lat. assuefacere. Ve a ca Uo , tanto che le parti di inora si secchino. ''«fezzV ■ A -du- S f ; - • • ■ • 1 ■ -. ^tas.^r . - • _ . An,. ^'-la (Li Aio. cur. malatt. Per rimediare e toglier via la- umore. S. g. •a-du-stà-to. Add. m. da Adustare. V. di reg. (A) A-du-stés-M. iSj. Lo stesso che ] Adustione. K. Lat. adulto, 'nsievj V' ^ r 'P°’ r, ! s - Lib. cur. malatt. Per rimedia) t>Os,.j ' a ^ loro temperamento. [ V. Adusto, §• 3 . .. A-da-sti-ó-ue. [A/i] Diseccamcnt» per prieazion ai li '"-tozza, sin. Lat. aduslio, ariditas. Gr.’fefOT-r.s. Cc. 2 . ^ ‘'adusi" nt> ” accostandosi le parti del luogo insieme per cagion del- ovv ero riardi mento , è impossibile ec. . . •‘edin» 'l l Dal ,at - adurere Bruciare. ) Applicazione ed nzume im- 5 . 3 fuoco sul corpo umano. Astratto di Adusto nei senso del . lucida icm -Fior.5G. Per la nera fpecej si pigli quella che e piu ec. ’ e d‘ odore rappresentante meno adustione, (jl) ( A. O.) G,. A-du-stis-si-mo. [Add. ind superi.di Adusto. Lat. adnstissunus. •. / r ,._ / . ^os. Pr, Oiord. Pred. lì. Ilatmo avuto dalla natura un kf**[Un» ^ ^ oro complessione adustissimo. 2 ^ r ’Gìord.Pred.R. Come fanno certe anime adustissime. A-du*sti-va-mén-te. Avv. Con adustione. Lat. rctorride. Eome il sole, per cosi dire, in quella T . i5mii e ar i . •mur. o wuui. Ciome u sol b ^iv 0 a j stlva mente riscalda 1’ Affrica. :^rfe,ì ; au : 8tl -vo. Add. m. Che ha facoltà d' Lat. t\^* * di- ad ^stivus , arclaeUvus. Cv. 2. 14. 7. Ma V acqua salsa ^° s To !ì cc £ at iva e adusava , c ai postutto contraria al pullulavo. > io5. Quando è negalo Dall’ adversa stagion toccar la terra. (V) Àdzaneta. * (Geog.) Ad-za-né-ta. Città del Regno di Valenza. (G) Aecmalotàpcà. * (Med.) A-ec-ma-lo-tàr-ca. V. Ecmalntarca. (Aq) Aede. * (Mit.Gr.) A-è-de. ( Dal gr. addai cantare. ) Una delle tre prime Muse . (Mit) Aedeopalmo. * (Med) A*e-de*o-pàl-mo. Sm. V. Edeopalmo. (Aq) Aedi. * (Med.) A-c-di.Add.m.pl. V. G.Lnt. aedes. (Da a priv.,e hedos soave. ) Agg. di cibi e rimedii che al pidato non pajon buoni. (A. 0 .) Aedoke, * A-è-do-ne. N. pr. m, Lat. Aedon. ( V. Aede. ) (B) Aedone- * (Zooi.) Sm. Lat. aedo». (Dal gr. aeiden cantare.) Nome dato per antonomasia all usignuolo. — Specie d’uccello, altrimenti detto Musico, perche di notte manda una voce che non la cede per melodia a quella del rusignuolo. (Aq) Àegafropil'ì. * (St.N-) A-e-ga-frò-pi-lo. Sm. V. Egagropiln. (A.O.) AEGER.*(Mit.)A-c-ger./?w dell Oceano, secondo la milol. scandmava.fbl'i f) AEGEB\.*(Geog.)A-c-gè-ri,Egcra.Lat.Aquacrcgiae .Citta delia Svizzera. (G) Aegilope. * (Med.) A-e-gi-lo-pe. Sm. V. Egilope. (Aq) Aegofonia. * (Med.) A-c-go-lò-nì-a. Sf V. Egoiònia. (Aq) ÀEiDO. * (Med.) À-è*i-do. Add. m. Laii. aeides. (Dal gr. a priv. , c eidos o sia idos ligura , forma. ) Nome che si dà a coloro che sono deformi 0 mal costrutti. (Aq) Aejgenbta. * (Mit) A-e-i-ge-né-ta. Add . m. V. G. (Dal gì*, aei sempre, e genetes chi è nato , o pur genetos chi nasce. ) Soprannome di A- pollo , considerato come il Sole che rinasce continuamente. (Mit) Aeigleuce. * (Farm.) À-e-i-glè-u-cc. Sm. V. G. Lai. aciglcuces. ( Da czet sempre, e gleveos mosto.) Sorta di vino dolce, quasi sempre mosto, perchè si prepara col mettere il mosto in vasi chiusi immersi ne.il’ acqua , sin che passi t inverno , onde il mosto non bolla. (Aq) Aeipale. * (Med.) A-e-i-pa-io. Add. m. V. G. ( Da aei sempre , e palio io vibro, io palpito; onde aeipales continuamente vibrante o palpi» tante. ) Epìteto che si dà al cuore , perchè esso continuamente vibra il sangue, e palpita .— , Aipale, sin. (Aq) Arcana. * (Geog.) A-e-là-na , Ailaf. Città dell Arabia. (G) Aelbno. * (Geog.) A-e-lc-uo. Città della Svizzera. (G) Aella, * A-òt-ia. iV. pr. f — Amazzone colla quale pugnò Ercole. ( A ella vale in greco procella.) (Mit) Aeluo , * A-èl-lo. JS. pr. f (In gr. aelles, eos vai torbido, procelloso.) — Una delle Arpie. (Mit) Aellopo. * (Mit.) A-èblo-po. Add. f. V. G. ( Dal gr. oellopos veloce come turbine , che vico da nella turbine , e pus piede.) Soprannome d'Iride , cioè dal piè rapido, come /’ uragano , il turbine. (Mit) inaridire, diseccare, Aelodico.* (Mus.)A-e-lò-di-co. Sm. Recentissimo strumento il cui suono vieti prodotto mediante Vana che agisce sopra lingue di acciaio di varia, grandezza, usalo in talune chiese di Germania per accompagnare il canto , zd introdotto negli organi a guisa di registico.— Acoline, sin,(L) j 36 AEMPIERE Aeupiere, A-ém-pie-rc. lAtt. anom. Lo stesto che] Adempiere. V.Lat. perlieere, exequi- Gr. sWxijpow. (Dal lat. adimplere.') O. Gio. Gel!, lett. 25. Per la qual cosa s'aempie quello che già disse Isaia. Grad. S. Gir. 1 . Ben è vero se la buona credenza aempie per opera. Gran. Morelì. Per aempiere quello che dinanzi fu promesso. Aempmento, A-em-pi-ménto. [ Am. P.A. P. e di ’] Adempimento. Gr. ix.Tr\rpu ^ rimanzia. Pass. 33g. Le quali se appariscono cc. in aria, si C acrimanzia. Jp) Aerimetria, (Fis.) A-e-ri-me-tri-a. Sf Scienza che tratta della pl°P ^ dell’aria, e che insegna a misurarne e calcolarne gli effetti."' rometria , sin. ( Dal gr. aer aria , e melimi misura , modo.) Aerino, A-e-ri-no. Add. ni. Aggiunto a colore vale Celeste, JScr. 1 . 23. Il color arabico detto turchino, ovvero aerino, ® vistoso ec. (V) . /Vali) Aerio, * A-è-ri-o. N. pr.m. — Prete armeno eresiarca del IP", secoton. ^ 2 — Add. m. Lo stesso che Aereo. Citi, di Dio, tib. 8. c. 16. ( animali ) aerii gli demoni, tra gli celesti gli Dii. Menz. Che d’inalzare e propagar la Croce , Invano a lui contrasta ' fiume, ampia selva, aerio monte. (P) cronauta, sin. (Aq) Aerodinamica. * (Fis.) A-e-ro-di-nà-mi-ca. Sf. P. G. Lat. .— ^ ca. ( Da aer aria , e dynamis forza. ) Parte del a fisica che av* ai fenomeni dipendenti dalla pressione atmosferica. (A. 0.) Aeroe. * (Geog.) A-c-ro-e. Isola della Danimarca. (G) f Aerofane. (St.N.) A-e-rò-fa-ne. Sf. P. G. Lai. aerophanes. (Dal Sf’j aria, e phanos splendente: Splendente all'aria.) 'Si 6 dato questo " - ad una pietra, la quale essendo collocata sopra un corpo f è opaca e di un color oscuro, ma quando si guarda incontro del giorno , apparisce diafana e ài diversi colori. (Aq) . p, Aerofobia. (Med.) A-e-ro-fò-in-a. Sf. P.G. Lat. aerophobia. ( D a aer aria , e phobos odio. ) Orrore del contatto dell’ aria , sll ‘ di frenesia. (A) (A - 0.) /(, Aerofobo. (Med.) A-e-rò-fo-bo. Add. e sm. P. G. L.at. aerophobuS' ‘ aerofobia .) Chi teme /’ aria o la luce. (B) (A. O.) f Aerofoni. (Zool.) A-e-rò-fo-ni. Sin. pi. Lat. aerophoni. ( Dal g r 'J aria, e pkone suono. ) Famiglia di uccelli, così delti perchè fendono V aria fanno sentile una specie di suono. (Aq) Aerografia. (Fis.) A-ro-gra-fi-a. Sf. P. G. Lat. aerographia. ( aria, e graphe descrizione.) Parte della fisica che tratta dell’arai 1 sue proprietà. (Aq) _ 1 p Aerolite. (Zool.) A-e-ro-lì-te. Sf. (Dal gr. aer aria, e lilhos pictrad^ me che vien dato comunemente atte pietre caduta dal cielo. —1 " lito , Pietra meteorica, Meteorolite , sin. (B) Aerologia. (Fis.) A-e-ro-lo-gi-a. Sf. (Dal gr. aer aria, c logos discfr Trattato dalle proprietà dell aria. —, Aerografia, Acromenia, Aeromante.‘(L eti.) A-e-ro-màu-te. Sm. Lo stesso che Aerimante.c'b Aeromanzia. ' (Lett.) A-e-ro-inan-sì-a. Sf. P. Acrimanzia. (Va' 1 ) ■,,! AEREOMELE.'(Farm.) A-c-re-o-mé-le. Sm. Lai. acroineli. (Dal gr. aer f. jlJ melimele.) JSome dato da’ Greci alla maunn^quasi mele dell ario-fj, AeromeniA. (Fis.) A-e-ro-me-ni a. Sf. P. G. Scienza delle p 1 ' 0 ? 1 dell aria. P. Aerologia. (Diz. Mat.) Aeuometuia.. * (Fis.) A-e-ro-me-tri-a. Sf. Lo stesso che Aerimetria. r -1 Jl Aerometro. (Fis.) A-e-rò-me-tro. Sm. P . Aerimetria. Strumenta J si adopera per determinare la gravitàspecifica de’ corpi, speciA’fft de’ liquidi, e ve ne ha di maniere diverse. È anche nome d' strumento aito a misurare i gradi della rarefazione o condei^’A d’ un dato volume d’ aria. Il primo strumento si chiama più c nemente Areometro. P. (B) Aeronauta. (Fis.) A-e-ro-nà-u-ta. Sm. (Dal lat. aer aria , e fi/ chicro. ) Neologismo introdotto per indicare quello che sale fiì vicella pendente da un aerostato, e con essa quasi navigapn «n j c f Aeropa , * A-é-ro-pa. N. pr. fi Lai. Atrope. ( Dal gr. aer al ia, u occhio : Occhio aereo , o sia azzurro. ) (B) A Aerosi. * (Med.) A-e-ró-si. Sf. P. G. Lat. acrosis. ( Da aer , aria. ) Soluzione del sangue in aria o spirito. (Aq) , -75// Aeroso, A-e-róso.Add.m.P.poet.Lo stesso che Arioso.P.Molz.JSi'jf j^ Ecco- i destrier per gli aerosi campi Fuggir turbati a parti più 2 — Figur. Disinvolto , Manieroso. Lat. comis, urbanus. CasUp^ tig. Lib. 2 . Panni che se gli convenga servare una certa d'Syj temperata però con leggiadra ed aerosa dolcezza di movimeut 1 -f Aerostatica. (Fis.) A-e-ro-stà-li-ca. Sf. P. G. Lat. aerostatica. (| a y aria, e slatice scienza del ponderare.) Parte della fisica che ... .. ,,.5^ a pesare l’aiia', ovvero quella parte della fisica che ha pedi determinare la gravità e 1 equilibrio dell’ aria , , .. effetti che provano i corpi immersi in questo fluido all'aria ciò che f idrostatica è all'acqua. (Aq) c [,fsf Aerostato. (Fis.) A-e-rò-sla-lo. Sm, (Dal.gr. aer aria, e statai’ Gp lungamente.) Pallone volante , c si dice specialmente de'pale lauti pieni di gas idrogeno .—, Aereostato, Accostato, ««• Aescamento, A-e-sca-mén-to. S m. Lo stesso che Adescamento. P-a g4. Tutto quello che la fellóna aveva detto non era se non acs ca considera'fu i raeros‘<‘ u del diavolo. (P) ,/d^ Abscare, A-e-scà-re. [ Alt.Lo stesso che ] Adescare. P.lPropriamenPl j.jiit l’esca nell’amo. Grad.S.Gir. 11 , E così come il pescatore ae sca e / per pigliar, il pesce, così, la il nimico, che sempre sta accori 0 ! non dorme , per prendere e legar l’ uomo. 2 _ Porre alcuna cosa per esca. Frane. Sacch. nov.ig8. E b L ‘ il vero , ch’egli avea preso l'alluminato alla lenza, aescai » 1 fiorini per riavere gli altri. - e , K 3 _ i-Uetaf. Allettare con lusinghe o altro.'] Lat. allicere , HiXsdgs» 1 .' Frane. Sacclnnov. 6g. E spesse volte si lasciava v' B< ' aescare la gente , e dar maggior colpo. ^ 4 — [ N. ass. e n. pass, nello stesso sign.] Frane. Sacch. Op■ / Chi sa meglio aescare, ec. colui ha più voce d’ essere vero Pap - 1 ' u 2 , 14 , E perchè dolce più il mio dir Paeselli, Dico ec. 7 * Sformarsi, che" cosa AESCATO Cavar le notizie di bocca altrui. Frane. Sacch. No investigata . AFELLAN i 37 che nn v e , si fermò ad aescare sopra ledue giovani Vio a*™" 0 fi B«uolL (V) .... badati , c " SCll ‘t°* Sm. L'apparecchio che si fa in sul piano o aja dove ^Sscato A.i! V! ' ucce hando coll’ ajnolo, Cr. alla v. Ajuolo. (!>) Stmilìt v ‘ m ' Pescare. L" 1 - esca delinitus. Or. li'ksx.'C 1 òg.uios. Libr. •^ E9 CAToim °« le accadc nelle genti aescate, le quali non ne fanno conto. EscATra ’ * 4- e - s ra-tó-re. Ferb. in. di Aescare. F. di reg. (0) Ae: " sc,1i >'ome na . A e sclc A-e-sca-trì-ce. Fa b- fi Che aesca. F. di reg. (Ò) — ■*en !s , 0 , * (Bot.) A-e-schi-nò-me-na. V. Escbinomeiia. (Aq) A ssEa PI0 * E ‘ f j ^ vi ’erb.\' a le Esclusivamente. Cr.alla v. Privativamente. (0) AesRfic ITA ' Per/e e a modo diprep.Lo stesso che A imitazione. Pas.(0~) ines ei-c/jf ’ y* A-c-ser-ci-tii-re. N. pass. F. A. F.e i/i’Esurcitare. Stare co, - * 5 an \ lna h che ne sono offesi- ] (Dal gr. aphe aecension . ) glieli’ affanna che per gravezza d' aria a siwcìc/uo F prenda difficile la respirazione. (Dall’arabo ajet dolore, onde pur a E 1 ^bagnuob hanno afan. *) „ . . ^ 3 , Fastìdio : Onde i modi Dar afa , ] Far afa £ ««•«"« Dar r * a i l Venire a noia cc. ( Dall’ arabo affa , taedebu , avra • ) f*! ’ fastìdio esse. Ór. *o». Pataff 1. Tu mi dai a£i, deh le- quinci. Toc. Dav. min. 2 . $ 1 . Fargli afa i cibi del a pa r * L 4 ’ 2 - La maligniladc umana semm’cU ooM antichi, mtttcj e eh,. lC °d U L’. presenti farle afa. Sen. ben. Fardi. 5. 1 2. lanl e per cui appassiscono i fiori e le foglie A ì«*. (Boto -a i;,^ Tr’ azime - ^ ^ lrt - Pianta perenne che ^ Ri '“ apìiace vtjCCIa * - Ilei Hoinann // A' ‘ - UCU.lt JUt^LU'it^ net ceti iiw/tn J. tot uus diuUdfia dee j-J a ^ e Smonti fra le siepi. Appartiene alla classe atro ìns^ (l>ll ^ ria ’ e s ì pe legumi diritti , che sono circa Ccs sivament c fne ' ^ ovate , interissime^ le esteriori sue- , ^ , AlWnrx f 11110 *'*- IL seme è eccellale per ingrassare i piccioni, Ar*ct A .7°’ V f=u, ottusa, sin. (B) ‘ * A r'AccErxE Contrada della Siria. (G) l‘er/„ : , e ’■ 1 osto orverbialm. dicesi di gemma o d’ altro , la cui su- Lfroti s e r a . co,n P. Hst ‘i di facce e piani diversi. Lai. angulatus , unii. ll: rozza r'" iroÀ 4^f os - * Fenv- Celi. Orefi 11 . Come quei {diamanti') o'-no i °. nila S1 riducano a quella perfezione c bellezza , clic si yeg- pac CIa nta S|iali in tavola , a faccette o in punta. (V) 11 Voi J. A-fjc-cia. [AY-1 pegg. di Afa. Guitt. leu. Questo giorno qui fa, r A c ,a sent 'rete, una afàccia strana c fastidiosa molto, e-.,.. 1 ' A faccia. Posto avverò, ma Presentemente , A viso a viso. Lat. fs n ■ Gr. Lamrlc,v. (Gli scrittori sacri dicono: làcie adfacicm.) G. Pètr 1 \ 1 9' 3. E veggono Iddio e la divina essenzia a faccia a faccia. s ‘-'Co ' C ! l F'.9- Eoi quel eh’a Dio familiar fu tanto In grazia a parlar Sentii*.. cciu a facc ' a - A’. Grisost. Dove l’ auima tornando alla propria 5 A Ctza > eoo fiducia potrà vedere a faccia a faccia lo suo Signore. deli' z' Cor P.° a corpo, A tu per tu. Ar.l’ur. 2 . <5. Quel (il folletto fa ccia ''‘"è. it A-fal-si-tì-cà-rc. [AulìLo stesso che Falsificare. A^.Atlàlsare. * f'Atso '_aj*' ^ se *° confesso il malefìcio , afalsifico la vcritade. E 4 Q da't 0 aw erb. Falsamente. Cavaci P ingil.ifió. Ma se l’uomo viare. (, f a ^ so ’ P'utlosto si può e debbe confessare e turbare che glo- -V. {J(iy 1 3 C *1 __ ^ f'fs Sln „ • fpecch. de’pecc. capii. 11 . La quinta condizione (della crìi; 'pAU l " " ■ ' " «di/ r gogna , . / . » . , A-vviiuirnviu, che la sia vera, cioè, che l s uomo non traccia la non si vituperi a falso. (V) Ama. * N. pr. m. Lat. Hapham. ( Dall’ebr. ap'h. poro > e da cm ma.- dre .• Di madre pura. ) (B) Afa^a. (Z00Ì.) A-ta-na. Sf. Lat. afuna. (Dal gr. aphanes ' ìion manifesto, che vien da a priv., e da phane che presso gliomi significa apparve. ) Nome d una specie di ragno , così detto dalla s ta piccio- lezzo , non essendo piu gi'osso di una testa di spillo. (Aq) Afàne. (Bot.) A-fà-nc. Sf. Lat. afanes. ( tifane.) Genere di piante , così dette perchè sono poco visibili e volte verso terra. (Aq) A fanfera. [ Avverbiale A caso , Inconsideratamente. Lo stesso clip ] A vanvera , A bandiera, Afanistico. (Zool.) A fa-nì-sti-co. Sm. Lat. aphanisfictis. (V. Afana.) Genere d‘ insetti così chiamati probabilmente perchè sono molto piccioli , e di forma lineare. (Aq) Afanite. (Min.) A-fa-ni-te. Sf. Porfido di color verde cupo , con cristalli disseminati di feldspato compatta. —*, Porfirico di Hauy , sin. (B) Àfahnea. * (Geog.) À-fan-hè-a. Contrada della Sicilia. (G) Afàb, * Afer. N.pr.m. Lat. Afer. (Presso gli Ebrei cd i Fenicii aphav vale scavare, esplorare; e quindi il nome aphav vale scavatore, esploratore. ) — Figlio di Ercole e di Melila , fondatore di Mah ta. (B) (Mit) Afara. * (Geog.) ’A-fa-ra , Afera. Città della Palestina. (G) Afaraim. * (Geog.) A-fa-rà-im. Città della Palestina. (G) Afàranti. * (Geog.) À-fa-ràn-ti. Popoli della Libia, (ti) Afareio , * A-fh-rè-ìo. Add. pr. m. Di Afureo. (B) Afareo, * A-fa-rè-o, Aufareo. N. pr. m. Lat. Aphareus. (Dal gr . apha- rao io aro, o pure da aphaireo o sia aphereo io tolgo, io spoglio.)— Centaui'O ucciso da Teseo. (B) (Mit) Afarete, * A-fa-rc-le. N. pr. m. (Dal gr. aphairetos o sia aphsretos tolto o da togliersi, da separarsi.) (B) Afarsàtachei. * (Geog.) A-far-sa-tn-chè-i.Po/ndo detpaesedi Samaria.(G) Afarsei. * (Geog.) A-far-sè-i. Popolo del paese di Samaria. (G) A fastidio.* Posto awerbial. col v. Venire o simile — Infastidire , A lino j are. V~. Venire a fastidio, (Q) A fata. [ Awerbial. = A caso . Lo stesso che A fato, V. ] Varch, Ercot. s. Pataff. 3 . Per via s’acconcia soma, a fare a fato. A fatto. * Aw. lo stesso che Allatto. F, Baco. Filoc. 3 . (O) Afatuccio, A -fa-tuc-cio. [Add. m. dim. di Afato preso nel senso metaf] Tristanzuolo, Malsano. —, Afaticcio , sin. Lat. ianguidujus, vietus. Gr. u7roVdt9pos, Cr. nella v. Tristanzuolo. A favore. Posto awerb.vale In favore,e si adopera a forza dì preposizione. A fé. Posto avverbialm. Sorta di giurare, Per la fede. Lat■ hercle. Gr. rif>cc-*\HF. Ar. Far. 35 . 3 g. Ch’a fé ti giuro, Ch'in ciò pensai, eh’ ognun fosse pergiuro. 2 — Alla buona fé. Lo stesso che A fé, [A fede.] Bocc . nov. j6. i 5 . Ma che n’avesti, sozio? alla buona fé avestine sei. Afra, * A-fé-a. N. pv.f Lat. Aphea. ( Dal gr. aphevo io infiammo.)— Divinità adorala dagli Egineti e dai Cretesi. (B) (Mit) Afec. * (Geog.) Afera. Città della Giudea. (G) Afeda , * A-fé-da. N. pr. m. ( Dal gr. apheides 0 sia aphides Ghe non perdona. ) (B) A fede. Posto aweibiahn. Fedelmente , Con fede. Lat. fide! iter. Gr. tfttrrws. Dant. Par. 11. iif ■ E comandò che l’amassero a fede. Nov • ant. 101. Se prima lo serviva a fede, lo servì poi molto meglio. Afelahtra. (Bot.) A*fèdàn-tra. Sf. Lat. aphclandra. (Dal gr. apltes, semplice, e aner, andros maschio, stadie maschio, ed in questo caso antera. ) Nome dato ad un genere di piante ,. perchè 1 loro fiori sono provveduti di antere uniloculari. (Aq) Afelato, * A-fe-là-to. Add, m. Spossato. (Dal gr. aphéles in senso di tenue: e ciò per opposizione al in issiccio, al forte.) Porvaccbi, Bers. (0) Afsuà. * (Mcd.) A-fédi-a. Sf F. G. Lat. apheJia. (Dal gr. aphelia semplicità.) Significa la semplicità d’ insegnare la medicina, propria della setta metodica. (A- 0 .) 2 — * (Bot.) Genere di piante , così dette a motivo della semplicità delle loro partì , non essendo provvedute che di una spiga, uno stame, uno stile , ed un* antera uniloculare. (A. Q.) Afelio. (Astr.) A-ié-li-o, [Sm. usato anche come add. Il punto dell'orbita della terra o di un pianeta ove la distanza di ijuesto pianeta dal sole è la più. grande che sui possibile.-] ( Dal gr. apo lungi-, c helios sole.) Gcl.Sagr. ig. Apogeo dichiarilo del sole ò altro pìauetn, quando è tacila sua massima distanza dalla terra,siccome nella massima distanza dal solo, afèlio. AfELtAW. (Astr.) S.com.Nomc della bella stella de' Gemelli.Diz.MatfMm) 18 i 38 afeo Aieo , * A-fè-o, Afenco, Afnio. iV. pr. m. — Soprannome di Marie. ( V. Afea. ) (li) (Mit) Aieiia. * (Geog.) A-fora. Città t/ei/ct Giudea. (G) Aferema. * (Geog.) A-fe-rè-ma. Cimò c/d/a Samaria. (G) Aferesi. (Grani.) A-fé-re-si. A/C Lai. apheresis. ( Dal gr. apheresis stac- camento, divellimento.) figura o Tropo, che consiste nel troncamento di lettera o di sillaba nel principio di alcuna voce, come, Sprezzare per Disprezzare, Etile per Erede, e simili. — , Alici esi , sin. (A) 2 — (Cliir.) Nome dato a quella parte della chirurgia che insegna a recidere e togliere qualche porzione ammalala o preternaturale del corpo. Diz. Chir. (Min) (N) A ferro. * Posto avverbiul. Agg. a Morto, Tagliato e simili—Di coltello, di spada. Sali. Giug. i 3 i. Marco Fulvio Fiacco avean morti a ferro.(V) A ferro e fuoco. * Avverbial. col v. Andare —Esser distrutto per violenza di ferro e di fuoco. F. Andare a ferro c fuoco. (O) Afesa. * (Gcog.) A-fé-sa. Montagna del Peloponneso, (G) Afesasto. * (Gcog.) A-fc-sàn-lo. Monte dell'Argoìide. (G) Afesi. * (Med.) A-fé-si. Sfi V. G. Lai. aphesis. (Dal gr. aphesis rimessione. ) Scioglimento , Rimessione dì una malattia. Pi'ostrazione.(A.O ) Afesii. * (Mit. Gr.) A-té-si-i , Afeterii. Nome dato a Castore e Polluce. ( Dal gr. aphesis congedo , commiato ; poiché si credeva che presedts- sQìo alle mosse negli steccati. ) (Mit) Afesjo , * A-fé-si-o. N. pr. m. — Soprannome di Giove. (B) (Mit) Afeso. * (Geog.) A-fe'-so. Antica Città delta Dardania. (G) A fusosi:NO. * (Farm.) A-fe-so-sé no. Sm. V. G. Lat. dccoctum. ( Dal gr. apkepsema, ovvero aphepsts , eos decozione.) Grecismo medico , sincope di Decozione. (A. O.) A festa. * Avverbial. Ad uso di festa, Festivamente , Festevolmente. Beni. Oli. (O) Afetore. * (Mit. Gr.) A-fè-to-re. Soprannome di Apollo. ( È tratto da Affile , luogo nella Tracia, ove Apollo rendeva oracoli.) (Mit) Affabile, At-la-bi-le. Add. coni. Che usa affabilità• Lai. alia lui is. t Ir. eÈirpomiyopos. Salvereg. Tu se’ amabile , affàbile e dilettevole a tutti. Medit. arb. cr. Rendendosi affàbile, amorevole, e grazioso a’pubblica- ni , e a' peccatori , e dicendo che per loro era venuto nel mondo. Pass. i 35 . (Il confessore) dee esser sobrio, pudico cc. allabile, liberale. Affabilissimo, Al-fa-bi lis-si-mo. Add. m. superi, di All'abile. 7 'ass. lelt. z8. È gentilissimo signore e meco s’é mostralo affàbilissimo; laonde non dovrei dubitare che mi facesse questa grazia. E 72. Perché in vero è un cortesissimo , allabilissimo e splendidissimo signore. (V) Affabilità , Af-fa-bi-li-tà. [A'/i] Finii per la quale l'uomo è piacevole in parlare e m conversare e in usare colle genti. —, Allàbilitade, Af- iabililate, sin. Lai. atlàbilitas. Gr. asa-'rs -Sia. Petr. Uom. ili. Il capitano de’ Romani aveva un’ agibilità e una soavità di costumi cc. che costrigneva a se amare e ammirare. Com, tnf. a 6. La quale ha in se giustizia, modestia , oncstade, buoni costumi, conoscenza, allàbilitade. Maeslruzz. 2. 7. 8. E cosi si fa il litigio , il quale è contrario all'amicizia , c all’ affabilità. Affabilità dilE da Cortesia. L' Affabilità è qualilà d’ animo ben formato , clic si lascia avvicinar le persone e le ascolta con amabile compiacenza. I.a Cortesia esprime modi gentili, uilicii d’urbanità, atta di buona creanza. È anciie spesso adoperata da' buoni scrittori in senso dì Liberalità. Affabilmente , Af-fà-bil-mén-le. Ava. Con affabilità. Piacevolmente.Lat. comiter. Tass. Gerus. 18. 5 . Placido atlàbitmente e popolare, L’altro genti minori ebbe raccolte. (B) Affabulazio. * (Lctt.) Af-fa-bu-là-zi-o. Sm. F~. L. La morale della favola , Ciò che l’apologo vuole inferire. Ricci A. M. (A) Affaccendare, A f-fac-rcn-dà-re. N. pass. Far faccende, Affaticarsi. —, Infacceudare, sin. Imi. occupali. Gr. ztoXvvpxyp.ovàf. (V. Faccenda.) Segn. Pred. 2. 8. Non le die a quella che si era affaccendata nel fargli migliori spese. Affaccendato, AÌ-lac-cen-dà-to. Add. m. Che ha di molte faccende, Occupato j contrario di Sfaccendalo e d‘ Ozioso. — , Infacccndato , sin. Lat. negotiosus. Gr. •KoXintpivppuov. Albert. 3 j. Li pensieri dell’uomo affaccendato e bontadoso, sempre sono in abbondanza. Salviti, disc. 2. 5 . Sembrivi di vedere cc. un pieno alveare d'api ingegnose, che ec. tutte d’un medesimo volere affaccendate si stanno. Affaccettare. (Ar. Mes.) Af-fac-cet-là-re. [Alt.} Lavorare un corpo solido in maniera che abbia più faccette , come si fa del diamante , e dell’altre gi Affaitamento , Af-fai-ta-mén-to. [Ntti. F.A.} AJfazzonamento. f-b ’,.y elegantia. Gr. xx’KhwKivii.és. Cr. alla v. Affatamento.» Cavale- ling.cap. i 5 . E quindi é quello che si vede contimiamentejcioc * mento di meretrici, abito di bullóni e fornimento di re e di U'jjjjl ( Cosi legge l ediz. di Roma i~ 5 f.) Espos. Sintb. ì.3o2. Si molti di far cadere e peccare li loro prossimi, dando loro mau^j scandalo e peccato, 0 per vanitaded’atìàitamcnti, o per ingiuria t j Affaitare , Af-fa-i-tà-re. JV. pass. F. A. Affazzonare. (D'Àtomi fj, afeytar lisciare , abbellire. ) Guilt. lelt. li. Carissimi del m° D “ ragli siete ec., a cui s’alfailan tutti i minori vostri. innM Affaitato, Af-fà-i-tà-to. Add. m.da Ailaitare.Affazzonato,Abbem exornatus. Gr.v.aWwx.eSds. Cavale.Parigli. iiÓ.Perciocché vanuo a ^ come meretrici, vestiti a foggia come ec.» E 26g. Femmina sslUà^'A Affaldare, Af-fal-dà-re. [Àtt.} Metter falda sopra falda, [/urà'b ji.à' piegai ed anche semplicemente} Por sopra. Rurch. 1. 122.fi una pittima l’affalda, Posta in sur una pelle di spinoso. yfi 1 — N. pass. [Stàldarsi, ] Ridursi in falde, Raggrinzarsi. fi r ' ‘ A Il solimalo, e gli altri unti rubaldi , Di che ad uso del viso cl gli armarli, Fan clic si tosto il viso lor s'affaldi. . Affaldato,^ *A(-(a\-àii-to.Add.m.da Ailàldare. Ridotto in falde. F-d 1 * Affardellare , Af-fnl-del-là-re. [All.} Mettere, Divìdere e ^ ,tl ‘ faldelle ; e dicesi della seta. Oggi più comunemente Sfaldello* ' Affardellato, Af-fal-del-là-to. Add. m. da AilàldtIlare. 1 Affalsace , AMàl-sà-rc. [Alt .}—, Afalsare, Afàlsificare , Affal s i j|(i Falsare, Falsificale , sin. Lat. adulterare , vitiare. Gr. Affalsato , * Af-fal-sà-to. Add. rn. da Atfalsare. F~. di reg. (^0/ Affalsificare, Af-fal-si-li-cà-re. [Alt. Lo stesso che} Atlàlsare. Affalsificato ,* Af'-fal-si-ti-cà-lo. Add. m. da Alialsilicare. (O) A Affamare, Al-fà-mà-re. [ Att .] Indur fame, Ear patir fame, voglia di mangiare. — , A liiimirc, sin. Lat. Jaiuem interne. Il cavallo clic non vuole il freno, aflàmisi, e dopo '1 vcsjti -0 ) ^ gli gì dà T orzo , s‘ iiifreni. . ^ a — [Levar il cibo, Sinagrare ] Dant.Purg. 23 . 3 j> Già era in che si gli aflbina , Per ha ragion ancor non manilesta Di lor 3 — un paese una cittÀ Induìvi fame , cioè carestia , { con assedio , od in altra guisa. » Pecor.g. 11 n. i. Ed avend^b J famati , i Ficsolani &’arrenderono a Cesare a patti ec. fi* /V. 61. E guardi d’ allamnrc il mondo, che vedi il caro assai g i_al 4 — le piante * =: Toglier toro parte del nutrimento. (Ag) 5 — In sign. ti. ass. [ Patir la faine.] Lat. esurire. Or. tnty^ r ' • pac. Gesù Cristo comanda distribuire alle compagnie de’pov cl ’ allumavano. Ai famatkllo, Af-fa-uia-tèl-lo. iAdd.m.l dim. di Affamato. —; » tuzzo , Allàmaticcio, sin. Lat. nonnihil famelicus. Gr. Berti. Catr . E tu sei bratto ec. c sdegnoso, AilUmatello c J e sdendato. ^ tr Affamariccio, Af-fa-ma tio-cio. [Add. m.] dim. di Affamato. Lo sf# AifamateHo. F. Lìbr. son. 36 . Pulcin tignoso, ailàmaticcio e V o del panel clic della cappellina. Affamatissimo, Af-fa-ma-tis-si-mo. [Add. mi] sup. di Aflàinalo- ^ |(] i xime famelicus. Gr. Ai^f-'rrwc. Bocc. rwa. 4 $. 12. A due ni** ^ gittò, Ji quali aiìàmatissimi , incontanente il mangiarono, Dove non intervenga ec. uno almeno di tanti atlamatissim* Affamato , Af*fa-mà-to. Add. m. da Aflamare. Che ha gro n J l> ,1i:l melico, Lat. famelicus- Gr. 'r?ovm‘. Bocc . nav. 36. g. Una come carbone, atlamata e spaventevole molto nell' appare»® 3 a — [Per metaf.} Crudele, Arrabbiata. 7 av. Dicer. Or tc 11 quella affamata c fellonesca oste che fi aspetta. . S(1 1", 3 — Assai desideroso. Fil. S. M, Madd. 72. Giesù era rlnl | :1 ja' 1 ''' a tra le mani di coloro eh’erano affamati d'ucciderlo V 11 Gii) farne solo meute. del sangue mio, come furono del tuo insino alia molte! Rati. 216. Come Saccheria ed Elisabetta e Giovanni affatu- , Madre e del figliuolo Giesù. (V) meute. E 19. O Signor inio, ancora sono affamati a farne te, E 101. (Jimé Signor mio, che non trovo io due crudeli ^j; - ■ ■ ■ • • " ,{e! F 11 '. 4 —* Detto per ischeno ad alcuno.Lasc.Gelos. 2.9 .Che figura al 5 — Ed in forza di sost. Amm . ani. 16. 3 . 0 . Fabio Verro' aflà 5C ..,V a F e*- Ra.sr.na AFFAMAI'UZZO Tuzzo - Apj s Iicaru U { l A? ARE » At-fa-mi-ìia-m-zà-re. vltt. Magai. LeU. F. Addime- AF FASCINARE i3g rono Affanno a Fatica. Quando però la respirazione è soltanto acce- leratu per cagione eli corso o di fatica, allora è più apposita la voce Ansia o Ansamvnto, Ambascia dice più di Affanno e di Ansia* Angoscia esprime il massimo grado di tìsico perturbamento. Queste voci si applicano anche al morale con la medesima gradazione presso a poco corrispondente al fìsico. Affanno vale grande inquietudine d’a- «imo, Ambascia modesta e penosa ansietà, Angoscia è il grado massimo di tormentosa affezione. Ansia o Ansietà esprime soverchia inquietudine, o eccessivo desiderio. Affannone, Af-fan-nó*na. Sff Faccendiera . Min . Malm. V . Affannone, -, m. da AfFamìliarizzarc.(O) Affannoneria. (A) e rc * [ÌV.éwa] V‘A.Avere [o Partir] fame, iLo stesso che Affannone, Af-fan-nó-nc. [«.V/K-] Quegli che d'ogni cosasi piglia soverchia IiÙf. r ^ esurire. Gr.jrtmèfo, Ft\ Jac. T. 6 g.g. Non par bello briga. Marziale disse in lai. ardelio, Pros. Fior . 6. 2 26. 11 broglio, per lo quale erano quivi venuti, non conteneva altro che il procac- * • • - -mn/ln n n-rptnlu r]’(‘llfi’ui'p A r«r>'i.Iri- ^ anno più sollazzo, che manfgi all’affamata. (A) ìiu ^ce 'T^j 1 . ^’ fna 'lùs-zo. [ Add. m.] dim . t/i Affamato ; e si dimi- F. fr ■ a u Pipciotezza di chi ha fame* Lo stesso che Affamatello. ^ ì0 ’ È talora il Maciullo lornava a casa tutto ^ a ^’aUia^/^*i^° mo s P aru *° 1 di poca presenza e abbietto. Alleg . 223. a ^ a matuzzo ^ Ve ne ca P^ asSe un a ^ tro ma * e asset tato, scriateUo, ‘ zo i di magra presenza llZ'/inm < t 1 f. i!. Ar r * M .Af-fa-mi -1 ia-rb-zà-to- Add. A a- "S At-fa-i Ornare, e Arr ASG ^> Io satollo e tu affamile. Lai. l„i“f'fen-gà-re. [A. ass. e all.] Divenir fango , Empiere dìfango. itilo c As °erc. Gr. xrh-ccàxt. G. FI 9. 7 Af-fan-na-men-tó-so. Add. in. Che produce affanno , Ci ens l >1 f va affinilo. Lai. anliehms, anhclus, anhelator , anhelitum na, n ' | ,ut£ ' Segr. cos. dona. Le femmine male mestruate sono aflan- Ata A ^. t0 *,c sempre tramano rimedii grandi, violenti, aifamiamentosi. no £ 4!,Te > Af-fun-nàn-te. {Pari. di Affannare.] Che affanna,Che dà affini - t rc i i* 1 *' angeus. Gr. xyxaii. Hed.lelt.i ffm .Bisogna confessare, che queste cn.i r ,re 11011 sono sullicienti ec. per la nostra necessità pressante e Afr®. Uei ' a mente affannante. in ,II ' ARE i Af-fan-uà-re. [All.] Dare affanno. Lai. molestiam inferre , min hahere, vexare. Gr. Xwxnv. Q. F.8. -H. 3 . Sonando trombe e cenere al continuo, molto gli affannavano. Quid. G. gS. E forte- ente gli offendono e affannano, e cosi affannati per forza gli costrin- 3 r ° a tornare indietro. ~~ In signif. n.pass. Pigliarsi affanno. Lai. animo angi, angi. Gr. “a'eig-ff*., -revec. Dani. Purg. 11. 1 5 Dà oggi a noi la quotidiana ~anna , Sanza la qual, per questo aspro diserto A retro va chi più 11 gir s’ affanna. Tr. Jac. T. 5. z3. 38. Ascondesi-, eh’ci vuol che 01 n’ affanni, Ed in cercarlo non sii negligente. Ditlam. 1. 1. Di vo- rini affannare in alcun beile. 3 [E n. ass.] fìocc. Fitosir. Degli occhi vaghi per lo quale affanno, Lontari da essi in vita dolorosa. '* scannato, Ai-fan-nà-to. Add. m. da Affannare. Ansante, Ripien d'afi forno, Affaticalo. Lai. mentis anxius, angore alfectus. Gr. i>L fió/in'os, irtfixxyhs. Dani. Inf.5. 79. Si tosto come ’l vento a noi gli piega, Mossi la voce: o anime affannate. E 1. 22. E come quei che con iena affannata, Uscito fuor del pelago alla riva, Si volge all’ acqua perigliosa, o • ' 1 - I 4 0"‘ » e . guata. Bocc.nov.j3. ig. Calandrino tutto sudato, rosso e affannato si fc Cr. nella F. Ansare. Dani. Purgff U Alitai Ali » —Vàri-, 7U/W9i ì* u d’esto sentiero , Quivi di riposar l’affanno aspetta. Urne .a/m. c. 5. si. ff E quivi coll’ affanno ’n sulla pena , Tutto ntl > c °ndoglianze e strida, Tremando forte come una vermena , giu , ^ » perchè in lei molto confida. {Nota il Minucci : Era ag- r *re ? R a f ena c ^ le per la paura, C affanno cagionato dal cor- l e ' ^oedi, citato dal Pasta alt articolo Respiro ; Di qui vengono , le difficoltà di respiro, gli affanni angosciosi ec. E *1wto W °rt ^ proporzione dello sputo si vede scemar 1’ affanno , e lo fer __ or c del respiro. (P) eri,t aU< ; a - Liv - M. Nor Non ha nel mondo gente ugnale a’ Romani nel sof- itrii’t* 'xir i,uu ,,rt 1,eA colui che 31 ^^ n0V f 2 ' , J 2 estimando che qualunque fosse tosi Polso e dell’ altro in q’rtesto affare fosse Giovanni molto più scrupoloso. (V) 3 —[Col v. Avere, indica ] Atto carnale. Lat. rem tubero* Fi't. S. Margh. i3i. Messere, sappi che tu non puoi avere nessuna comunitade nè nessuno affare con lei, che ella non selve e non crede alti nostri Dei. 1} — Condizione, Essere, Qualità. (E un traslato di Affare preso nel primo senso, e vale Uomo di alte o basse occupazioni, e però di grande o piccolo ingegno, potere , cc. ) Lat. conditio, fortuna. Gr. riyjr.,. Baco. nov. g5. 2. M. Ansaldo Gradeuse uomo d’ alto affare, e per arme e per cortesia conosciuto per tutto. Liv. M. Allora cflspit- tava sua sirocchia, che avea marito di sì alto aliare. G. F 9 7^. 7. Così lece ec. a più altri di basso affare. E 2.1 2. I. Imperciocché questo Carlo Magno fu di si grande affare ec. Tes. Br. 3. fi. 1 savii antichi dissero molte cose dell' aliar del mondo , e di molte dissero ! 1 verirade. Affarocciq, Af-fa-ruc-cio. {.Sin.) dòn. di Affare. Lat. recida. Gr. vpxy pxrtov. Segn. Pred. 1. 8. Non sapete voi di voi stessi con quanto sicure regole vi guidiate in tutti gli affarucci di casa vostra ? Affasciare , Af-fa-seià-re. [Alt.) Par fascio, Affastellare. Lat. _ collere, colligare. Gr. uarxBùv. Saniuiz. Arcad. egl. 6. Prima che i mici, 1 ')!- le biade affascino. U k. L ° avcs3c , c * ie * a d° nl *a diceva, non gli fosse ancora Affascinamento, Af-fa-sci-na-mén-to. [Voi.] Malia, Fascino. —, Affasti- » battimento del cuore, per lo durato affanno, potuto ri- nazione, sin. Lat. fiiscinus, fascinatio. Gr. I • !• 1 _l- _ «nh^ìiiomanln /}» DP/'fil „ us a**.* viioiv.) jjci- *u uuì’hlu «maiiuu , fiurmu n* QuAnt’ CC ’-*“ Oa ni. Purg. <4- Non ti maravigliar s’io piango, 0 Tosco, do rimembro ee. Le donne, i cavalier , eli affanni e gli agi. (P) Per melar m-...... r? .-V 0 n ' meta/. Afflizione , Tormento , Fastidio. Bocc- praem. 4- “ er ' i] 8fc clo ' ,e faticoso esser solea , ogni affanno togliendo via , dilettevole bo ( r''° . tsscr rimaso. E nov. 3t. 14. Di che tu in grandissimo aflàn- t ut aa >mo messo m’ hai. Pe.ir. son. 11. Se la mia vita dall’ aspro gli t C,lto può tanto schermire, e dagli affanni. Dani. Inf. 6. 58. Io I , P° S1; Ciacco, il tuo affanno Mi pesa si chea lagrimar m’invita. v • Dan-: Dare affanno ~ Travagliare. V. Dare affanno.(A) f*s>ì>r' UIn0 Anelilo, Ansia , Ambascia , Angoscia. Affanno baita lanic:Ui; esprime difficile e penosa respirazione per mala affezione la ° qualche improvviso perturbamento morale. I11 questo sen- Tdee Affanno è quasi sia. di Anelito, Alcuni scrittori sostituì- Avviene per lo malvagio diabolico aftascnamento di occl.' . Affascinante, Af-la-sci-nàn-te.tPai’tzft Affascinare.] Lme affa c, di reg. ( 0 ) Affascinatore, Af-fa-sci-na-tó-re. Veri. m. dì Affascinare. Z 7 ". di reg.(O) Affascinatrice, Af-fa-sci-fia-trì-ce. Ferb. f. Che affascina. F. di re^.(A) Affascinazione, Af-fa-sci-na-zió-ne. (Sf.Lo stesso che ]. Affascinamento. E', XflJ.fascinus , fascinatio. Gr. fiacrKccvìoc. Sannaz. Arc.pros. g.Altra contea al freddo , altra contra alle perverse affascinazioni d’invidiosi occhi. Affastellare, A£fa-std-ià*re. [ Att .] l r ar fastello. Lat. fasces struere, componere, coagmentare. Gr. Kotra.trrrffou. Libr. Snndit. G/i affastellano, come sogliono affastellare 1 ’ erbe di Maggio. Espos.. Fang. Correggere i suoi difetti, sì che non sia affastellato con lo zizanie. 2 __ * Modo proverb. Affastella, che io lego = Non mel dai ad intendere. Farch. Bvcol.l, 1. p . 181. E talvolta mentre favellano, per mostrare di non le passare loro ( le bugie ) , si dice : ammanila , o affastella, che io lego, o suona , che io ballo. (N) Affastellato, * Af-fa-stel-là-lo. Add. m.da Affastellare. Dai. Disfi Caco, p. 83- 1 cacciatori, appiccato il fuoco alla stipa affastellata nella villa, ove principia la caccia, davano segno della loro sollecitudine. Moretti. (B) Affastellatore, *Af-fa-steMa tó-re. Ferb. m. di Affastellare. F- di reg.( O) Affastellatrice, * At-i'a-sleì-h-tvì-ce.Ferb. f di Affastellare. Affili reg.(0) Affastioiare , Af-fa-sti-dià-re. [ Att. ] F. A. Appartar fastidio e sordidezza. —, Affastidire, Infastidire, sin. Lat. iàstidium movere. Gr. iv. 2. f Trovandomi affastidito dalla prigione , m’ era venuto a noja il lavorare quelle tali opere. (N) Affatamento, Af-fà-ta-mcn-Lo. [»Yj».] F.A. {Co stesso che] Affaitarncnto, AffazzonamentoXnt.cultus, abitus. Gr. crx^^^Cavalc. Speco . de ’ pece. Ms. E qui si può parlare delle vane femmine, le quali per loro sfiatamenti ed ornamenti vani e lascivi, si studiano di piacere agli uomini. E appresso: Cffi bene si vuole confessare , debba dire e piangere ogni suo ditto e fatto, reggimento c affidamento e costume. (V) Affàtapiuare, Af-fa*tap-pià-re. [Alt. F. bassa.] (Da fata, incantatrice, e da oppio, spezie di sonnifero; e vai dunque Rendere smemorato e stupido per incantamento o per beveraggio oppiato, Ammaliare. ) Adoppiare, Affascinare ; [e per metaf. Abbagliare, Accecare.] Frane, Sacch. nov. log. E come effe s’ andasse la cosa, affhtappiato o aoppiato effe fòsse, giammai non si ricordò nè di questa botte nc del vino. Affatappiato, * Af-fa-tap-pià-to. Add. m • da Affatappiarc. F, (O) Affàtare, * Af-fa-tà-re. Alt. ( Da fata , incantatrice. ) Rendci'c invulnerabile , impenetrabile per via d incantesimo. (O) Affatato , Af-fa-tà-to. Add. m . [ Invulnerabile , Impenetrabile.] —, Fatato, sin. Lat. invulnerabilis. Gr. arpwvo*. Ar. Eur. zg, 63. Che Orlando nato Impenetrabil era , ed affidato. E 4 1 * 3g■ E perché gli facean poco mestiere 1 /arme, ch’era inviolabile c affatalo. Beni. Ori • i. s. 7- L’elmo affatalo a quel brando tagliuole, cc. Affaticamento , Àf-fa-ti-ca-mén-to. [ó'm.] V affaticarsi. Lat. exercitatio. Gr. 'yvpvccaia.. Alberi. 49' Ea qual memoria dei ajutare con pensamento e affaticamento dello ’ngegno. Libr. Am.B.78. Adunque perdere sonno è affaticamento delle virtudi con menomamento di naturai forza. Affaticante, A £-f;iì-ti-cài\-te.[Part.dì Affaticare.] Disposto a fatica,eChe dura fatica. Jfat. lafforiosus. Gr. 'rtokvrXas. Flos, 46. G. E. 10.87. 6. Questo Castruccio fuc un valorosoe magnanimo tiranno, savio, accorto e sofficità, e affaticante e prode in arme. Cr- 3 - 7. 18. Il pane, che temperatamente ha forinenlo e sale ec., agli affaticanti ed esercitanti è inconvenevole. Affaticantissimo, Af-fa-tircan-fis-si-mo. [Add.m.] sup. dì Affaticante. laboriosissimus, Gr. po^vipÓT^ros. Cr, nella v. AfTaticosissimo. Affaticare, Af-fu-ti-cà-re. Att . Impor fatica, [ Travagliare, Esercitare , e non che del corpo , difesi ancora dello spirilo. — , Faticare, sin.} Lat. agitare , vexare. Gr. nrovilv. Bocc. lett. Pin. Ross . zyg. Con grandissima guerra affaticò i Romani. 2 — [ Dicesi anche delle cose inanimate.] ìpant. Inf 28. 87. Lo maggior corno della fiamma antica Cominciò a crollarsi mormorando, Pur copie quella cui vento affatica. 3 Per metaf Aggravare alcuno e richiederlo di checchessia , [fiancarlo? Importunarlo.]»? Segner. Mann. Apr. 3. 1. Questo é quel dono, per ottenere il quale hanno i santi affaticato il Cielo con tante suppliche. (V) 4 L- In sign. n. pass. Logorarsi. Benv. Celi. Oref. 76. Per colai viq si Verrà a facilitar più il modo dello stamparla, essendoché Ip stampe non s’ affaticano tanto. E 78. Perchè oltre che meglio si stampa , i ferri meno s’affaticano. (V) 3 _ * Menomar di virtù, di vigore. Pallad. 0. 10. Quando le viti son tutte sotterrate, s’affaticano delle molte barbe di tutto il Ior corpo.(Pr) 6 — Durar fatica, Sforzarsi, Ingegnarsi d’operare, Arrabattarsi. Lat . labornre. Gr. Bocc. nov. %3. 20. In che m’affatico io? costor s’amano, cosfcqr si conoscono ec. Dant, Purg. 26. 3g. Sopra grillar ciascuna s’affatica. Petr. son.6o. Sì eh’a mirarlo indarno m’affatico. Albert. 38. Tu , Crisippo, t'affatichi troppo di studio di virtude, 7 — E n. ass. Fit. S. Aless. z63. Venite a me tutti voi off’ affaticate e aggravati siete, e io vi ristorerò. Fior. S. Frane. 172. In luogo sicuro stae colui il quale sollecita e affliggesi e opera e affatica secondo Iddio. 3 — * Esercitare. Fegez.80. I pedoni cotiaianamente, quando e neve o piove sotto i tetti,, a gli altri dì nel campo, si vogliono provare ed affaticare. (Pi) AFFAZZCWATRICE AFfATfclnsSiMO^f-fa-ti-ca-tìs-si-rao. [Add rn.] sup.di Affalicato.Z^*^ hiUii» * 1*1.,, .. . / ./ . . _ Tt ✓ _ O Jy II* rìbns jactatus. Gr. yìyv,u.va.crtt.itos. Tue. Davi min. 1/f. igS . compagno nelle guerre, e l’altro affaticatissimo in Roma, avel avuto di lor gran ineriti ampie mercedi. Affaticato, Af-fa-ti cà-to, Add. m. da Affaticare. Affannalo, S lrl,C ;<, per fatica. Lai. d t lèssi is , defatigatus , fessila , lassù». Gr. linee, nov. 8. 4■ Con belli motti e leggiadri ricreare gli anim' ^ affaticati. E nov. 83. 6. Ed egli entratosene tutto affaticato nell* mera, disse alla moglie. Nov. ant. 82. 1. E ritirandosi verso l* r riposarsi, peroccb’ era assai affaticato. 1, 2 — Per metaf. Travagliato, Afflitto. Vii. SS. Pad, 4. sy3. Risp 0 ^*,, Vergine: ben mi ricordo che mìa Madre ne fu tribolata molto t c . po , imperocché mio padre ne fu molto geloso, e da questa ing*" r ne fu allaticata più tempo, ma io non ho così fiuto sposo. (V) „ Affaticatoke , Af-fà-ti-ca-tó-re, [ Veti. rn. di Allàticare. ] t'ask^' Gr. vpocyntxTuiTis, Cron. Vell.'ào. Stato giucatore e grande affatica!" ' e guadagnato assai bene. Affaticatrice , Af-fa-ti-ca-tri-ce. [Veri. f . (//Affaticare.] Lat. labori»* 3 ' laborifcra. Guilt. leu, 35. Ee donna affaticatrice e molto valente- Affatichevole , Af.fa-ti-clié-vo-lc. Add. coni. Affaticante. Lai. 1*^1 sus. Gr. r(x.\a.tfY 05. Cr. 11. 4l- ». Il cavallo abbiente legambcc dd" Affaticostssisio , Af-fd-ti-co-sis-si-mo. [Add. ni. sup. di A flati coso. stesso che All'aticantissimo. V.Lat. laboriosissimus. Clr.-rs/j-' , rÀsS'i ,. Uom. il/. Giovane potentissimo c aflàticosissimo , il quale era figliuol di Cebalo. a Afi-atlcoso , Af-fa-ti-có-so. Add. m. É il positivo di AfTaticosissimo, dee valer lo stesso che Aifaticantc; ma l'uno e t altro è disusato . ■ Affatto , Affàt-to. Avv. Interamente, In tutto e per tutto. Lai. oi”' no, prorsus. Gr. apS.it. (Taluni il credono troncato dal fra'"^ Uuit-à-fait «he vale il medesimo. Per altro da fatto in senso di fi' 1 !,! compiuto può esser venuto affatto, quasi a modo compiuto, cornp 1 tamente ; come da pieno è venuto appieno , quasi in modo P'fjL pienamente.) G. V. g. 3?3. 1 . Acciocché non compicssono la loroi 1 ’* ,j luna d'essere allatto sconfitti. Cr. 10 . 34- ». I cacciatori questi risegano, ma non affatto. Pass. 277. Quanto sono le carni degli mini e delle femmine state alcuno tempo sotto terra, innan/.i^ c j si consumino allatto, ec. Petr. son. i5t. Amor s’ingegna, Gl*’ ‘ allatto, e’n ciò segue suo stile. 2 — * Coi v. Fare = Operare senza distinzione e riguardo. (A) ^ 3 — Col v. Pigliare , dicesi nel contraltare , e vale Senza scegli"^ 11 o Scuza distinzione. Lat. indiscrimìnatim. Gr. e e 7-;:: vt.'i; 4 — * Dicesi anche Per l’affatto. Atleg. 260 , Io me ne era tolto l Per P affollo. (V) _ . Affatto affatto. Avva li. Cosi replicato denota una certa maggiof.V „ quasi superi, di Affatto. Fir. As. gì. Entro al mio cuore , ebe : ,| era però d’ asino aflàtto affatto , oacque un pensiero. Alleg. 36- ( procacciate una litigiosa pcnsioneclla ec., perchè io non abbiaaca sC della fame affatto allatto. Affattucchiare, * Af-fat-tuc-chii-rc. Alt. Lo stesso die Affatturare. fattucchieria , mnlefìzio. Pas. (O) ,a) Affattucchiato, * Af-flit-tiic-chia-to.Affattucchiare.^. direfrG Affattucchiatore , * Affiit-tuc-chia-tó-re. Verb. m. di Affattuccb" 1 ^ Che affattucchia, Che ammalia. V. di reg. (0) .... Affattucchiatrice, ’ A f-fat-tuc-cliia-trbce. lem. di Affattucchiatore. ^ affattucchia. V. di reg. (0) j, AFFATTCRAMEKTo,Af-fat-tu-ra-me'nUo.[A’/n.] Lo affatturare. [Lo stesso e . Aflàtturazione. V, Lat. veneficium. Gr. i reo/.toc. Coni. Inf, 2 Ó. f ece ^t malie e ailàtturamenti e legamenti, con erbe e con immagini, slcC ° facea Medea. Bui. ^ifatturaruento, baratteria, ipocrisia. . $ Affatturare, Affat-ta-rà-re. [Atl. € n.] da Fattura. —-, Affattucchi Ammaliare, Stregare* Fascinare, sin.] Far malie, Nuocer con Lq.t. venefìciis alfìcere. Gr. 'A.-%Tcc(tccpp.acz£mti>. Dant. Inf 11 . 5/- " y nel cerchio secondo s’annida Ipocrisia, lusinghe, e chi affattura» f ^ sita, ladroneccio cc. Buon. Eicr. 4' B^r. Forse Non succio vene ì Non gli affatturo stolidi ? Gli scortico indolenti ? . $ Affatturato, Af-fat-tu-rà-to. Add. m. da Affatturare. Lat . rent'ff cl ° v ! 3 ' fectus. Gr. {ptxpfLccKsvofLtros. Tav. rii. E uscito di se, stava com c ^[O iiere affatturato. M. F. 4‘ Ma o che fosse affatturato, o occuf nella mente d’ altro peccato ec., gli si levò datato. Tac.Dav.ann- 2 '^' dossene dipoi in Scleucia per attender la fine della ricaduta di Ger^ n 3[£l( il quale s’accresceva il maligno male col tenersi da Pisone aff4 tu *L a — * Fabbricato con artifizio. Baldin . L’impresse sopra carte ^ ,1 rate, per modo che paressero stampe non del tutto moderne. (A )^ Afatturatore , Àf-fat-tu-ra-tó-re. Ferb. m. [ di Affatturare.] Ghi tura , Stregone, Lgt. veneficqs. Gr. i ’pxpp.ocKcus. Coni, Inf D* affatturatorì e indovini, e simile lordura. 0 f Affatturatrice * Af-fat-tu-ra-trì-ce. Ferb. f, di Affatturare, Ch* tura , Strega , Maliarda. Lat. saga. (A) Affatturazionk , Af-fat-tu-ra*zió»-ne. [Sf —, Affatturamento » Fattucchiera, sin.] Lat, veneficium. Gr. (papjitaxe/*. But. È" 11 * 5 peccato dell’affatturazione, ovvero maleficio. E Purg. 25. s’estenuò per l’affatturazione , eh'è operazion del Demonio. Aó 1 Affazzonamesto, Af-fas-so-na-mus-to. [om.] Abbellimento , Adorfl ^ 1 ff Lat. lenocinium, cxquisitior elegantia. Gr. kocW'a-xkt/loU. Cotn-y All'astinenza de’lisci e affàzzonamenti, e altre viltadi corpof^l 1 ; At Affazzonare, Af-fas-so-nà-re. [ Att .] Abbellire, Adornare, [ di^ 651 ]- f' colarrnente delle donne che attendono a lisci ed acconcicM ,eil .j-ci 1*adornarsi.] ( Dal fr. fa$onner che vale il medesimo.) Lat- excolere , expolire. Gr. KakKeMtilw.Rim,ant. Guitt.F.R, Ne g* d che teglia Lo tesoro suo caro, uom eh a ladroni Lo mostri Affazzonato, * Af-faz-zo-nà-to. Add. m. da Affazzonare V.ff re ^ì Affazzonatore , * A f-faz-zo-na-tó-re. Verb. m.di Affazzonare. V.d\ r ff jOl Ah azzokatkice, * Al-fuz-zo-na-Uì-cc.Verb.f di Affazzonare. V-d l ,e ® Affé, AFFÉ ffì. Sorla di Giuramento 0 Lo stesso cfie A. f tu (y.Fede.) |'um-/' 1 er.3.2.*5.Quella vecchiotta m’ è piaciuta a He.Sidrin.Pros. Tose. "«• Questo alfe di • ■ At ae mi giug\ie nuovo , e nuovo, come si dice di zecca. Po di Aft'd'f fi' “Adoppiato P er dare maggior forza, [quasi superlati- speziale n ^ Lied. Leu. 2. i5f- Affé atte che vi vorrei far altro che fjue p a e Palazzo pontifìcio. Salvia . Pros. Tose. 1. 178. Quanlun- Affebiuto®*' 11 ^ 0 fosse tenero, toccante, lascivo; atte atte che ec. ^ Liburn ’(o] l ' U ' t0 - J Lid- m. Febriciianle , Colto dalla febbre, ’ * ^f-fe-de-diè-ci. Sorta di giuramento per affermazione o per Af *WÒ c /T° ,n t( dguisa per non dire Affé di Dio.—, Alfcdedue, sòl.(A) Arf'ecixj,, ’ Af-fe-de-dù-e. Giuramento volgare. F. Affbdedieci. (Zi) [e pfa > Af-fe-ga-tà-re. [ N. ass.) Accorarsi , quasi Cascare ilfegato, Leon. Invelenirsi , Indispettirsi ec. ] Lai. animo concidere. ^aditore a* | ^ 2 3- Allora ci accordammo con lui , e lasciammo quel . Con clùu 5 o Si g n ore di Lucca , il quale allegato, quando senti, aveamo „ *' e oatzto C0 , u niesser Gherardo. A»fi!h ISa > Af-fe-ga-tà'to. Add. ni. da Affegatare. V. di reg. (O) , ^ugg.jti' At-fc-mi-nà-to.^rfz/.m. Lo stesso che Effeminato. P.Pallad. z^etiEsi fpS'nvenco rimane più forte e non diventa del tutto affbminato.(V) ^ a,u 0 _ Af-fè-re-si. Sf. F. e di’ Aferesi. (A) Attéirr 1 j Af-frr-ma-me'u-to. [Am.] L' affermare. —,Affermazione, - --mutiva , sin. Lat. affirmatio. G , r - * aT *?.f' r ‘n r : capitoli, che erano ~T Coftfermamcnto. Star. Aiolf. 224. k ™ ‘ pi,,tiare atfermamento ^««amento di pace. Bui- Purg. I • S» P«« PV 1 " A y la nostra fede. -1 rhe affrma.Lat- affir- Arp eaM4isTE, Af-fer-inàn-tc. [Pari, di Affermare.] JJ asoscrivemu 2» 0 »- Gr. @,(5*5,. i?erf./,is.rù 5 . Inclinerei nu * ici non na- " Ul sentenza d’ Aristotile , affermante che gl ìnsU fi Angelo seono ec. E Fip.i*. Vicn ripreso di questa sua critica da ua « E 'ti , affamante cl.e ec. , „ -ertezza. —-,Afferina- fe Rmantrmekte , Af-fer-man-te-mea-te.^vv. •.fumiate. Gr. fornente, Affermativamente, sin. Lai. assevera ntei, e antt . mc nte. Fr. Giord. Pred. R- Lo dicono, lo replicano a Affer- “’^ERmantissimamente, Af-fer-man-tis-si-ma-meiidu [Av ■ 1»“^ ^ Lo finemente. Lat. valdc asseveranter. Gr.@s@*tor*r*. G ■ ^ scrivo attérmantissimamente per vostra pace. Ita-. = ’ comc se AI loro medico raccontano i malori attenuatiti , ctteUivamente fossero veri. . . formoli Dir di su Affe Rhare, Af-fer-mà-re.[A tt. Esprimere che Si Ite ne P e f n r- K xra^lfsu, Contrario di Negare.—, Affirmare, sin. Lat. afhrmai • abbasso, i' x .zb,\ Eam. Par. si. n5. Che quegli è tra gii s -yp, ricadendo Che sanza distinzione afferma o niega. Petr. ca ff\ '"'cominciò a riafferma Di mai non veder lei. Poco. nov. 17 ■ no. L , bella cosa non guardare pieno di maraviglia, seco affermando , mai si affermare, aver veduta. E nov. 56. 7. Tutti cominciarono a ridere, ,’eeli Che lo Scalza aveva la ragione. Pass. 18Ì. Quello che non si w 6 ^0 no, ec. altri non dee pertinacemeute o affermare o B 5 - * Poco. g. 4. n. 6. Fatto da certi media Con vcleuo o alLrarucate fosse stato il huon uomo uccio , ì tt,:u '° no del no - OO T ,. t M Madi . C. 55. Que- " Sostenere o Dichiarare per vero. Vii- A. M- 1 ,.. a i, soa o atler- s h miei pensieri non gli affermo punto , se non quel 1 , da santa Chiesa. (V) r q npato Francesco 4 "Confermare, Approvare. Pii. S. Frano. 65. B Beato tw t cosi f ecc pregandolo (d Papa) eh cg i a an ■ * 1Jl Ccl ancora Fermare "Raffrenare. Cavale. Spedi. C». «07- Plrilr. ,1: ■■ ucuu aesiaci-aia si^uuiia per cuucuiua possessione. {\) dtp fendere testimonianza , Far fède, Dare a conoscere. Tit.Liv.1. Q Ua jj Questi sono li fatti che Romnlo fece a suo tempo ec., per li divì h - mostrò bene ed affermò l’altezza del suo nascimento e la ® «- « l p che di lui fu dopo la sua morto. (N) 'lite j/’orzare , o forse Concitare. Sen. Pisi. so. Allora aguzza l’ar- l’h ’ a “érina la lussuria , commuove la sua ira contro a coloro che ® g n ° °ffeso. ( Il lat. libidinem irritat. ) (l’ r ) Lat. r >1 ' P ass - Fortificarsi, [ Ripararsi in luogo forte atto a difesa. ] r>ort a . 0 ? s,stei ' e - Gr. òxvpùcKirSou. M. F. 3. 101. Risponde a una Al. goccila della cittì ec. c quivi a’ affermò inesser Gran Cane. Liv. . ^ c n P 0 co di discordia vi fosse venuta , innanzi ch’ella si fosse ° " Al h ' lh e affermata ec. «tare. Q Cur I ars ‘, Confermarsi, Stabilirsi. Lat. se in tufo ponerc , fir- l^scrìti*'" Cron. Moni!. 3oy. Dopo ciascuna delle so- Crcs ccre^ nuvi, -ài s’affermò lo stato con levarsi dinanzi de’sospctti.ac- Giiift Q P^avvigionati per guardia dello stato e de’ buon' uomini ec. td "centc f , °‘ Acciocché in queste cose la mia mente si affermi con , 'Cameni ccui.'imento di più sicura esecuzione, addomandoche per tuo Ai'1 8 “ fer,ni ciò ch « detto hai. • • Ment^! ì ' i”' ass ’ .Crescere , Divenir grande e robinia.Pallad. Nov. 111 Ca 5a om C 1C ^ agnelli ) penano ad affermare, voglionsi nutricare r Iat ' donec firmentur.) (V) ,’Mraslam cult- da Confermare, Asserire, Asservare, Assicurare. t c Preso l 1 ’,?'™" c ' !c comunemente si applica al verbo Affermare In' Co m’ è 1a ameil * c varrebbe Far ferina una cosa sopra di un’al- «I , v Oce N verbo Fermare), è quella di dir di sì, e si oppone e un..— egare. Confermare acaìuane mannìni' m-nilri all’nIP'rm.'izinnn. -.serir ~ 11: panne i asseverare conlermare con le parole, «d A^ r [,. /> cos Cautelilente. Assicurare nel signif. proprio è molto affine A* a pplj C a !a, | f (vender fermo, stabile ec. ),- poiché vale far sicuro: e C'SMuz-j, ;i de cose tìsiche non meno che alle morali. C 0 „ * lEtl 'r E , Ai-ie 1 '-ma-t 1-11)011-!e. Acv.[ f.o stesso che Aflertnantemenle. stozza, Aqffcrmativamentc.Lat.GXie, asseveranter. Gr.xrQutMS. AFFETTARE fiifrxiv;. Pemb. pros. 1. 44• M a io sono forse Troppo ardito , Giuliano , che dì queste cose con voi cosi a fibrillata meli te ragiono, Farch. Evcol, i36. Queste cose non si possono nè sapere appunto, nè dire aflbrirM lamento. Affermativa , Af-fcr-ma-tì-va. Sf. Contrario di negativa. Lo stesso che Attenuamento. F, ( Viene dall' add. f. affermativa,, cui si sottintende parte, proposizione ec. : quella cioè che comprende affermazione , che dice una cosa è.) Salv. lnf sec. 36. E qual provanza adduce egli di sua sentenzia , altro che la sua semplice affermativa. (P) Affermativameute ,' Af-fer-ma ti-va-mén-te. Avv. Con affermazione. [Lo stesso che Affbrmantemente./^.] Lat.asseveranter. Gr. •/iaTy.^a.nG-i. Ciro. Ge/f.Dicendo affermativamente, il corpo è sostanza. Buon. Pier. 3. 2. 10. Gli argomenti Dal simil, dal minore, Affermativamente, dall’esempio, Gli vi tirali senz’ argani. Affermativo , Af-fer-ma-tì-vo. Add. m. [di Affermare.] Che afferma.-*., Affirmativo , sin. Lat. aflìrmaus, confirmans. Gr. fitfaiàv. G. F.G.'dt. 3. I quali ( miracoli ) sono molto efficaci, e affermativi la nostra fede. Bui. lnf. si. 1. Avea le due chiavi del suo cuore, cioè l’affermativa che apriva lo cuor.e , e la negativa che lo serrava. Fiv.Dip.geom.ìSi . Elegantissima è la dimostrazione affermativa. Buon. Fier. 5. 1.5. Una novella finsi, Che gli altri affermativi reiterato. 3 — (Mat.) In algebra Quantità affermative sono quelle che altramente si dicono Positive. Diz. Mat. (Min) Affermato, Af-fcr-mà-to. Add.m. da Affermare.—, Affirmato , sin.Lai. fìrmatus. Gr. Finaos. Diuit. Conv. sf. Falso, cioè rimosso dalla verità ; e vile, cioè da viltà d’ animo attenuato c fortificato. 2 — Fortificato. Pecor. 20S. Stavano affermati, l’ima dirimpetto all’ altra. 3 — * Confermato, Stabilito. Pecor. 25. Affermata l’elezione, gli mandarono il decreto. (A) Afferjiatose , Af-fer-ma-tó-re. Ferì. m. [ di Affermare.] Che afferma, Conformatore , Approvatole. Lat. confuvnator. Gr. pifianvrì)?. Amm. ant. 38. 5. sff- Gige, quando desiderava d’avere l’affermatorc della vana oppimene, apparo dove fosse la salda e pura beatitudine. Affermatrice, Af-fer-ma-tri-ce. [Ferb. f. di Affermare.] Lat. alfirmans. Gr. @s@juoùir*. Fr. Giord. Pred. R. Parla con lingua di fiale alfcr- matrice del vero. Affermazione, Af’fi:r-n i:i- ritt)-m:. [ Sf. Lo stesso che AlTerin.imnito, F.~ TGa f- fermare. Lat. affirmatio. Gr. nurà^aeis. Albert, cap. 2. Non sia differenza tra la tua semplice affermazione, c lo sai-amento. Amei. jS. Lo ’nduslrioso intelletto riconobbe il vostro viso, e con afférmazione dissi. Afferramento , Af-fer-ra-mén-to. [Sai.] L’afferare. Bui. Letteralmente debita pena è l’afferramento e stracciamenlt) delle gambe. Afferrante , Af-fer-ràn-te. Sm. Cavallo. [ F- poet. e poco o punto u- sala. ] Lat. sonipes. Gr. Ciriff. Calv. 2. 67. E Giritfo lasciava In sulle sbarre sopra V afferrante. E altrove : Tanto si scaglia col fiera afferrante. Morg. 22. ffq. E montò sopra un feroce afferrante. Afferrante. Pan. del v. Afferrare. Che afferra. (A) Afferrarle, Af-fcr-rà-re. [Au.) Pigliare e Tenere con forza. Lat. vi apprehensum retinere. Gr. iux.Ta.piup-XTfiv. (E troncato dalla frase lat. mommi affare, portar la mano a qualche cosa, farle violenza.) Fr. Giord. Pred. Il dragone mi tiene, cdhammi colle sue sanno afferrato. Dani, lnf 20. 35. E non restò di minare a valle Fino a Minos che ciascheduno afferra. Petr. cap. 4■ Kranvi quei eh’ Amor sì lieve afferra, a — Colpire. Lat. icore. Gr. irX.r,rrat>. Ar. Far, 7. 6. Che sotto l’elmo il buon fìuggicr 1’ afferra. Beni. Ori . 2. 3. 7. Se solo un tratto a suo modo l’afferra, Fesso in due pezzi Io distende in terra. 3 — Il Pigliar porto, o Pigliar terra che fanno i navigli.Lut.appellerc. G<'- wpovop/zlgiiv. Bocc. nov. 4 1 - so. Nè prima s’accorsero sè avere all’ isola di Rodi afferrato , che sorgendo l’aurora efc. si videro ec. vicini alla nave. Dillam. i5. Qual sarem noi ? qual più ti piace afferra , Risposi; ond’e’si volse inver la Fiandra. Tue. Dav. Star. 2. 271. Con esse [galee) afferrò a Cirno. 4 — Per melcif Ben comprendere il detto altrui. Salv. Granch. 1. 1. Ora afferri io. Ambr. Cof. 3. 1. Tu non afferri bene il punto. 5 — E n. pass, [nel senso del §. v.,] anche melaf. Frane. Sacch.Rim. 14. Ma il mal che in tc s’afferra, T’ha pur guidato a fari che tu ti desti. 6 — [E nel senso del §. 4.) Frane. Sacch. rim. 5g. Perché nostro intelletto non s’afferra Sopra natura. 7 — Azzuffarsi. (Dal lat. in (èrre se gettarsi con impeto sull'inimico.Cosi aiiiamm ire traduce X infiammare de’latini.) M. P. 2. 5q. Trovandole serrate c bene in concio, non le investirono, e non si afferrarono cun loro. 8 — N. ass. Appigliarsi, e dicesi delle piante. Lai. radices agere. Soder. Colt. 2 8. Durando l’asciutto s’adacquino del continuo, perchè nulla fa più afferrare che l’adacquare da prima. E 2g. Sotlo terra si Ueon ( 1 magliuoli) ricoprire almeno quattr’occhi, impiastrandogli con la bovina, che oltrecché gli ajuta afferrare, gli difende da’vermini. ,(V) Afferrato , Af-fer-rà-to. Add■ m. da Afferrare. Segn. Crisi, mstr.3. 53, 4■ Ed in presenza de’ circostanti afferrato quell’ infelice , se lo portò a proseguire le sue bestemmie. Affeuratojo , Af-fcr-ra-tó-jo. [Am.] Cosa alla quale s'afferra, [ Strumento col quale sì afferra ; e si usa tanto in sign. propr. che me taf — , Afferratolo, sin.) But. lnf. 10. 1. Si vuol parlare apertamente e ordinatamente , sicché non abbiano affcrratnjo ninno. Affettarilissisio , Af-fet-ta-bi-lis-si-mo. Add.m superi. V. A. da Affetto. Lo stesso che Affettuosissimo. F. Fit.Benv. Celi. Questo gentiluomo era vecchio, era persona alfettabilissima, c si dilettava della virtù grandemente. (A) „ , . . „ Affettamento, Af-fet-ta-mén-to. Am. Lo stesso die Affettazione. F.Pist. S. Gir. 378. Mostrare di non volere ornamenti ed affettamenti. (V) 2 _* Portamento affettalo. Salv. Buon. Fier. Affettamento umile,con inchini profondi fino a mezza vita. (A) Affettare, Af-fet-tà-re.[ttf«.] Coll Astretta, J agitare infitte checchessia. Lat. dissecare. Gr. fzwriiAA;»'. Nov. ant. 65. 7. E quando ella Cominciò ad affettare il pano c»l coltello , alla prima fetta cadde iu sul desco un 1 /(.2 AFFETTARE torncse d’oro, e viene affettando, ad ogni fetta ne c.idea uno. Fr.Jac. T. Tanto pane innanzi alletto, Glie basteria a un porchetta. 2 — Per similit. Tagliare gli uomini a pezzi. Lai. caedere. Morg3.pl. Ed UJivifi', eh’è pur di que’di Francia, Que’Saracini affetta come pani. E 7 3. Rinaldo tanti quel di n’atfettava, Che in ogni luogo pel sangue si sguazza. 5 — * Metaf. in senso disonesto. Meni, Sai. I. E che il prosciutto casalingo alletta. (VI 4 — Proverbiai. Affetta mentre che ti dice buono = C agli il destro , simile a quello Batti il ferro menti ’egli è caldo. Nov. Ani. 65. E quegli disse : or pure allctta mentre che ti dice buono. (V) 5 — (Ar.Mes.) V. A. T. d'arie di lana. Dar le pieghe a’ panni ; [ la qual foggia è oggidì disusata. ] 6 — * A. pass. Trinciarsi, Tagliarsi come in fette. Magai. Leti. Le tele e i drappi bagnati, ove l’acqua dentro vi si geli, a maneggiarli si trinciano e allettatisi. (A) Affettare. [All.] Af-fet-tà-re. Coll’ E larga solo nelle sue voci trisillabe , Bramare con ansietà e oltre al convenevole. Lai. cupere. Gr.lntSvpùv. Com. Purg. 1 7. Colui che disordinatamente alletta gli cibi, non mangia per vivere, ma vive per mangiare. M. Cin. rim. Ch’altro già non affetto che veder lei. 2 — Per metaf. Usar troppo artifizio e squisitezza. Lat. affectare. Gr. drTTirouìffStai. li erri. Rim. 54. Dice le cose sue semplicemente , E non affetta il favellar toscano. 3 — * Ambire, Ricercare ambiziosamente alcuna cosa. Lat. nimis cupere. (Dal lat. affidare che ha questo fra gli altri sensi.) Bemb.Asol. La vecchia età di fanciulle voglie contaminare, c nelle membra tremanti e deboli allettare i giovcnili pensieri. (A) 4 — A. pass. Adornarsi con artifizio, Lisciarsi , Affamarsi. ( Dal lat. affector io alletto, onde off celata ornilo dicesi quella che curiose quaesita est, et ex minio cultu quondam recipit «ouitatem.Dict.octol.) ( P. la nota, di6. Guilt. lelt. ) Fr. Giord. Pred. 115. Questo tacca molto alle donne , le quali si lisciano ed ornansi ed alfcttansi. (V) 5 — N. ass. Ostentare , Far mostra. S. Agost. C. D. 8. /{. Concios- siachè esso ( Platone ) affettasse d’ osservare il famoso costume del suo maestro Socrate di non affermare ec. (V) Affettare dilV. da Ostentare. Il primo include V idea c biasimarla ec.; ma essi per affettazione intendono la purità, la £ (,i del dire , la scelta delle parole. (V) Salvia. Cas. iqf- E giuifi c " jj quella che era forse maniera corrente di quotidiano parlare espr es3a ,^ satirico, fosse importuna affettazione e una saccenteria del medesinKHjD 2 — [Mostra , Ostentazione.] Tue. Dav. f^it* Agì\ 3g5 . Nel P rif *t-np delta state Agricola ebbe in casa un gran colpo per la morte suo figliuolo d’ im anno ; ciò comportò non già con afièttazio lie a biziosa costanza. /4) Affettivo, Af-fet-lì-vo. Add. m. Alton muovere affetto. Magai Affetto, Af-fèt-to. S/n. Passione d an rno , nata dal desiderio »** ^ o dall ’ odio del male. Lat. afFcctus. Gr. Dant. Purg'. S p i1ti [p Secondo chq ci affiggon li desili E gli altri alletti, l’ombra si Jt j E Par. Pò. 120. É poi Valletto lo ’nteiletto lega. Petr. cani 'f C ]}(r Che allentar non lasciava il duro alletto. Pass. Sono occulti lìe * re, ne’ desidera e negli alletti mentali. ? 2 — Semplice desiderio. Lat. cupiditas, desiderium. Gr. ^|o Par. 3. 52. Li nostri alletti, che solo infiammati Soo nelpia ccfw $ Spirito Santo , Letizino. G, y. 7. djò- 1. Per Jo grande allatto c lontà eh' avea del soccorso della Terra Santa. 3 — Affezione. Nel senso del 2. Lat. benevolentia. Gr. ttivotZ' ^ son. 244. Spesso a me torna coll’usato alletto. Amm. ant. *1* \\$ Non mira Iddio il dato, ma Valletto, e però meglio riceve c ,i* piccole cose con affetto grande, ebe chi dà le grandi con alletto V lC 4 — (Med.) È sin. di Affezione, §. 4 • ^ (b) . 5 — (Pitt.) Affetti dicono i pittori l’espressione e la rappresentazio^ delle passioni , sia dell' animo sia del corpo, f^asar. Quest’ tutta piena di quelli ailètti che fa diversamente far la natura a c pf che con violenza son fatti morire. E appresso : Un assetato A a una fonte con grandissimo e raaraviglioso alletto , intanto c* 1 ® quasi una persona viva che bea. (A) .uy 6 — * Effetto. P. A. P. e di’ Effètto. PiuS.Eufr.t6o. Affrettati" que di mettere in affètto questo tuo desiderio. (V) Affetto dilf. da Affezione e da Passione. Affètto propriamente l ^. l il modo con cui l’anima è tocca dagli oggetti che interessi 1 ^i cuore. L ’Affezione è d’ un senso più esteso, ed esprime le disp oi jj||l varie sì dell'animo come del corpo. La Passione è tutto ciò clt® a è 1' anima si vivamente c profondamente che ne patisce. Affez> olì Affetto nell’ ordinario linguaggio , come anche dai padri della B $ lingua , si usurpano eziandio in significato di benevolenza, amo 11 ' clinazione , amicizia. a : Affetto. Add. ni. Disposto, Impressionato. Imi. affectus. Gr. Pass. 356. E però secondo le passioni e 1’ affezioni, più e secondo che la persona è più e meno affetta e passionata, i' 1 gono varii e diversi sogni. Car. Leti. La mala mia affetta coinf ||ji( ne. » S. Agost. C. D. 5. 2. Gli parenti , secondo che erano1 ■ J nel corpo quando giacevano insieme , così li priucipii deifi ' f - concetli poterono essere qualificati cd affetti. (V) j/ 2 — [Intento, Fiso, Applicato.] Dani. Par. 32. 1. A (Tetto al su® P quel contemplante , Libero uficio di dottore assunse. A 3 — (Mat. ) Agg. eli Equazione: Quella in cui oltre il superiof 9 dell' incognita, vi sono anche i gradi inferiori. (A) fd Affettcare , * Af-fet-lu-à-re. All. P. A. Disporre, Impressiona? 1 ’ff dere affetto. S. Agost. C. D. 12. 18. Non è da dire che si 3 tuato, come se nella sua natura si facesse , alcuna cosa che n 0 . 11 stata innanzi. N. Sp. (B) _ S ,F 2 — E n. pass. Prendere affezione , Affezionarsi. S\ Agost, G.D• Certo chi si affettila ad alcuna cosa, patisce. (Min) C ;> Affettuosamente, Af-fet-tuo-sa-mén-te. Avv. Con modo affeltu° s affezione. Lat. benevole, benigne. Gr. sv§ia.SÌTve. Bocc.. nof- Lasciata oltre la giovane andare , affettuosamente corse ad 1 \ f ciarlo. Mor■ S. Greg. Quanto più affettuosamente si spande il 3 ’ 1 ' , di fuori, tanto più è accecato nelle cose interiori. g fl J 2 — Cordialmente, Svisceratamente, Di cuore. Lat. ex animo- Shifiav. Bocc. nov. 60.11. Ed altre cose assai, le quali quantunq IlC ^i’ affettuosamente le dicesse ec., tornarono in niente. E nov. gQ- affettuosamente amate la donna vostra ec., io in parte alcuna itaù ) V riprendere. Cas- lelt. g. E lo raccomando affeltuosamentc a ^ ° q A Affettuosissimamente , Af-fet-tiio-sis-si-ma-mén-te. [Avv.] superi a _ A r tuosamente. Lai. benevolentissime. Gr. Zè-.e/.^rxrX. Bocc. a 0 ?' 1§ 'J cP Ne’ quali primi congiugnimcnti afleltuosissimamente dal conte ec. , la donna ingravidò. Jf Affettuosissimo , Af-fet-tuo-sìs-si-mo. [Add. in.] superi, di Affetto zionatissimo , Cordialissimo. Lat. benevolentissimus. Gr. - fo]: Beri. lett. 2. 166. In questa lettera vi voglio parlare come sC s j/ fossi fratello, e fratello affettuosissimo. E 245. Abbiamo in ■ casione fatto insieme un lungo affettuosissimo discorso delle v ' r golarissime di V. S. Eccellentissima. (]f Affettuosità , Af-tèt-tuo-si-tà. Sf. asl. di Affettuoso. Affczioa<• be° c !j/ Nis. Berg. (0) Affettuoso , Af-fet-tu-o-so. Add. m. Pien cT affètto. Lat. . 0 amatorius. Gr. ipsirmós. Bocc. nov. so- 10. La donna ec. m°* s ’ fi ltuose parole détte dal ferventissimo amante. Dant. Inf 3 ’ forte fu 1' alfettuoso grido. ^4. 2 — * (Mus.) Agg. per lo più dell’ Andante, indica doversi y -pi nimento eseguire coti' affetto espressovi, e richiede accenti J ma dolcemente vibrali. (L) 3 — Usalo in forza cl’avv. e scritto in princìpio fi uri pezza m . significa il movimento medio tra t andante c i adagio. (A) . ' Ari ezionAmento, * Af-fe-zio-na-mén-to. Sni. I.o stesso che Alfe’ 3 ' 0 Benevolenza , Amore. P. dell’uso, (O) Air: E7 >ONAoìE 6t «diosuu Venga affezionare AFFIGERE l 43 1 Af-fe-2Ìo.nà-rc. [Aiti e n. pass. Rendere affezionalo. Lai. 5 — Tirare, e dicesi di percosse. Ceech. Ine■ 4- 4- 1° senl ° cogitarmi reddere. Segner. Mann. Magg. 'ii. f Qualunque volta ti av- Qua sulle corde una mazzata; ed ecco Affibbiarmene un'altra. -„,. c .. "rft a v ” a ft;l,Riarsi la giornea. F. Giornea. jvuga o di vedere o di udire ciò che può affezionarli alle vanita. dot. 6 A | P iramfii» —• Fnn»;* Ky. lt " stato lungo tempo affezionato a"" . 1 èT' I ^ a T 4ses , te i Affe-zio-na-ta-mén-te. ^ Ceech. Coir. 4- 8. alle vostre virtù. g/ —.«■«««TE, Ai-fc-zio-na-ta-mén-te. Avv. Con affezione. Cas.lett. die tr u' nanda * a “imita della replica dettata dal signor Ambasciadore dato 8tta Con n °* cos * affezionatamente. E 91. Mi ha onorato e accomo- ci,c »*» « nitghi, al buon tempo cosi affezionatamente, zionai AT,ss “ 1ì mwte 1 Af-fe-sio-na-tis-si-ma-mén-te. Ave. superi, di Affe- al ^ enl . e - intuii. Leu. v. 3. lib. 2. Come che sia, io v’abbraccio c "li 1 natls “i Jllum ente con l’animo, e priego N. S. Dio che ve ne renda ®o bast' 011 nin ' il1 ' poscia elle io a ciò ne con fatti basto nè con parole Ae ;i;/(a Cr. alla v. Amantissimamente- (A) (1?) 1_ UL ^bissino , Af-fu-zio-na-tìs-si-mo. [Adami.) saperi. A’Affezionato. cus «' ’ ^?'iT 0 lcnlissiinus. Sen. ben. farcii. 5. 1 7. Parimente sarebbe eUastut- >U,a ’ se cominciassi a raccontale quanto essa Repubblica sia Al'i'KtiOK» 11 r! ii l; i*■ 1 verso i buoni cittadini, e che le erano affezionatissimi, volus . (l Af-fe-zio-nà-to. Add. m. Che porla affezione. Lai. bene- largo é 1 0Sus ‘ Toc. Dav. ann. 4- 82- Essendogli Tiberio t — £ ta fe affezionalo, che ec. lui celebrava per suo utile compaguo. Qual,. /° ’ Odetto, Favorito. Buon. Fier. 2.3. 7. No, no, so ben io 3 i. E la sua affezionata. affi-,;., Ilu > Inclinato ] Aan.Pand.61. In questo sempre fui io molto I -, n a ragionare della masserizia. Chi “r”. za di tosi. Amico , Che ha de Aero, P'Ccuiava ? È un vostro affezionato. Cn,i I A ’ Af-le-zion-cèl-la. Sf. dim. d' Affezione. Gal. Sist. 44- cun 10 ?* b°mento eli’e’ l’abbia per una favola o per illusioni del Arrv ll0CC “ ale 1 0 a * più per aiìònzioncelle falle per aria. (P) Atr, IUSS ! Af-fe-zi-ó-ne. L .v/-J Affetto , Passione. — , Affezionamento, i p l '' J °sità, sin. [F. Allctto.] Lat■ affectus. Gr. iróSos-Bocc. noe- 32. '■ anipinea ec. più per la sua affezione cognobbe 1’ animo delle compaia c , che quello del Re per le parole sue. Passar. 206. li perù secondo t lesioni e l’aUezioni, più e meno , secondo che la persona è più ^ >Uenu affetta c passionata, intervengono vai ii e diversi sogni. A more, Benevolenza. Lat. amor, bencvoleutia. Gr. swoia. Bocc. Af-fia-tà-10. N. ass. Ab A. Pagare come _ A, r . A ,n sigli, alt. Dare in feudo- (A) dia AI ' l ‘-à-to. Add.m. [F.A.) Che paga fio, Feudatario.Lat. stipcn- e^ ri .’? s ' Vectigalis, cliens. Gr. mxcirv)!. G. fi. 12. 38 . 8 . E più altri Ciperi oltramontani v'andaro ]ier avere il perdono, e chi affiato della /- 7- 83 . 1. Ciascuno per se teneva gran corte , e con molti i T-I e f' adlali cavalcava. e r !» feudo. Guitt. leu. 26. Obbediente ad alcun buon signore ÀFp, a l:u ' teneste tulio il poder vostro affiato. ^•tit'n 1 ' 10 ’ Af-fib-bià-glio. [dii!.] Fermaglio, [ciò con che si affibbia .] e t]\ "■ a ’ bulla. Gr. -KtpoVi). G. F ■ ,o .)5 èj- »• Al fibbia gli di perle preziose al petto con diversi segni e lettere. Lui 4MeNT0 , Af fib-bia-mén-to. [iT/h.] L'affibbiare,e l'Affibbiaturastessa. Co,, 5 ; llex . us > adfiliidatio. Amei. 23 . I vestimenti cc. infiuo alla ciutura 1 ,, * a lfibbiamento ristretti, commenda. i% u >tieni ^"dI >| ilazione. Il riunire mercè fermaglio od anello ì tc- "'^^iuar 1 < P'fF u: no, o le grandi labbra , onde impedire il coito. (A. 0 .) ADj (a . P ‘' At-fih-bià-re. [AtC] Ptopriomenle congiugnere insieme con dir, q j, p abusivamente , o forse per similitudine , si allarga ezian- . ^Ùi. f~i"'‘fiiugtic.rc con aghetti, siringhe, bottoni, gangheri e si- b 0tt ’ “nfibulare , connectere. Gr. iripome. ll "PÌEii er t ' 1 ('cclilELLl=:dùot^o;^eggl [ lr«, , Infamare. Lat. probrum j‘V J !t'j uui'i I’ r - ònàlfir. Fardi. Ercol. 69. Dire astutamente alcun Ssimo cI » c 'I eEe sì dice ancora appiccar sonagli , e affib- è'' Affila.;" 1 , senza “ccbieUi. ’ ’J; fi; nj tì ar a a u »° — Accoccargliela. j '“'le. ,Sv, a, ; eo, ' a rlf d sentimento n. pass, [secondo il primo significato.'^ i' r 6a n Pi,,,!'™' Ilf; Aiv. Uno sta allato a san Piero, e va la mattina ^1 I11 ’ .'bbifudosi due bottoni , e lia il perda Affibbiarsi le scarpette = Fuggir con fretta di qualche luogo- Al- leg. 2-4. Cfic è valuto affibbiarmi le scarpette. (V) 8 — (Vcter.) Operazione per la quale con un filo d’ottone o anello di rame s’impedisce ! accoppiamento d'una giumenta. (Min) Al ri rii iato, Af-fib-bià-to. Add.m.da Affibbiare, Divi- S’. Greg- 1. 4. Ed ecco dopo queste parole Equizio tornava con la falce fienaja incollo, calzalo di calzari affibbiali e molto vili. A'Ffibbmtojo, Af-fib-bia-tó-jo. [dòn.] La parie del vestimento dove s’affibbia. — , Affibbiando , sin. Libi\ Astrai. Nella gamba diritta, e nel- l’ aflibbiatojo delle brache. Affibbiati]ha , Af-fib-bia-tù ra. [Sfi.) La cosa con che s'affibbia, [Affibbiagli , Fermaglio.) Lat. fibula , bulla. Gr. -IgA?;. Amet. 23 . Egli le ben fatte braccia in istrettissima manica dell’omero infiuo alla mano aperta, ed in alcune parti con isforzatc affibbiature congiunta, in se Je loda. Libr■ Amor. B. 67. L’amanza può ricevere lietamente discriminale, tieccierc , ghirlanda d’ oro o d’argento, affibbiature, cinture, specchi, borse e cordelle. 2 — Si dice anche per L’ affibbiare. —, Affibbiamento , sin. 3 — La parte del vestimento ove s’affibbia; e propriamente gli Occhielli, l’Occhiellatura. Quad. Coni. Furo per fregiatura e affibbiatura d’a- rìento, e per due alleila, e per bottoni d’arieuto che tolse per la moglie d’Andrea. àfmbulare. * (Mcd.) Af-tì-bu là-re. Alt. Lat. infibularc. Praticare l’ili" fibulazione. (A. O.) Afuccare , Af-fic-cà-rc. [Alt. Lo stesso che) Ficcare. V. Lai. figere. Gr. rfvyyvvi/Xì. 2 — Per metqfi. In sign. n. pass. Applicarsi , Volgersi, Darsi, Immergersi , Profondarsi , Ficcarsi. Coni. Inf. 29. Sono popoli che molto s’afficcano nel guadagno. Afitcere , Af-fì ce-re. V. di feti, di cui non trovasi che V inf. e la terza persona del pr. ind. F. L. Impressionare. Guitt. Leti. 3 . 19. Anima che è ordinata a buono in amor retto e in odio di male, affice dottrina d’essa molto generando vertù. (V) Afudasza , * Affi dàn-za. Sf. Fidanza , Fiducia. A. It. Fr. ( 0 ) Affidare, Af-fì-dà-re. [Att.) Assicurare. Lai. tutum reddere. Gr. .) ip~e >' tgaromn. (Quasi (idem dure, dar fiducia, far clic altri sia sicuro di noi ; in fatti appo i latini /idem publicam dare significava Prometter sicurezza a nome pubblico.) Petr. son. I.)(). Che s’elia mi spaventa, amor m’a/ìida. « Fr. Giord. 183. Disfidare è quando fossi sfidato dal nemico; affidare è quando non temessi di lui ; ma confidare, la virtù di speranza. (V’) ! -- Fidare, Commettere all’altrui fede, [Consegnare.] (Quasi ad alicu- jus fidem dare, commettere all’altrui fede. ) Lat. alicujus fidei com- mitlere, deponere. Gr. srxpa.Kcx.rxriSh'ai. Fit. SS. Pad.. -2. 2)2. Io ti voglio affidare una credenza , c credimi, se tu la rivelerai, e non farai come io ti dirò , io ti venderò a’ barbari, 3 — E n. pass. Cavate. Fispos. Simb. 1.396. Come ci dobbiamo a Dio affidare , e come egli ha per male il non affidarseli, assai è detto ec. concludo in somma, che ci dobbiamo rendere al nostro fattore, e affidarci di lui, e in lui confortarci. (V) 4 — Assicurarsi. Lai. fidere. Gr. Raffini. G. V. 8. 20. 4■ Il Re Adoar- do ec. non s’affidò di dimorare in Fiandra. Cron. Marcii. Però dico, cb’ in lei in tulio non t’affidi. 3 — Credersi, Confidarsi. Lat. se credere, confidere. Gr. 3 -xpf’sìe. Sen. Pisi. S'ella a questi beni fuggentissimi s'affida; ett'é tosto abbandonata. Amet. 70. Ma affidandosi di dare a ciò riparo, deliberarono ec. 6 — ‘Eu. ass. Confidare, Aver fiducia. Rabbi. ( 0 ) Affidato, Al-fi-dato. Sm. Chi è fidato all'altrui fede. Fr. Jac. T. Amov con mense stese Fai stare it tuo affidato. Affidato. Add. m■ da Affidare. Lai. coiifìsus , fretus. Gr irzipr. Fr. Giord.Pred. R. Stanno quieti, e col cuore affidato nella sua misericordia. Affidatore , * Affi da-tò-re. Ferb. m. rfi Affidare- F. di reg. (O) Affidatrice , Af-fi-da-trì ce. Ferb. fi Che affida. Salvili. Pros.SacrfY) Affiebolare , Af-fìe-bo-là-rc. [Au. F. A) -Scemar di forze , Spassare , [Lo stesso che Affievolire- F.) Lai. debilitare. Gr. 2 — [E più comunemente n. ass.) Red. letl.occh. 1 Truovati novella- mente (gli occhiali) per comodità delli poveri vecchi, quando allie- bolano del vedere. Akfiebommeuto, Af-tìe-bo-li mén-to. [Sin. F. A. F. e di’ Affievolimenfo.J Fievolezza , Fiacchezza , Debolezza , Accasciamento. Lui. debilitai , lassitndo, infirmilas- Gr. àaHwax. Affiebolire, Affie-ho-lire. [Att.F.A. F. e di’ Affievolire.] G- F.S. 2. 1. Per fortificar lo stato del popolo , e affiebolirc il podere de’ grandi, a — In sign. n. ass. [Divenir debole, Scemar di forze.] Lat. debilitare , dclìcere. Gr. àe^nair. G. F. 9. Fi;. 2. Per ia qual cagione la forza del reame d’Inghilterra molto affiebolio. „ Affiehoiuto , Af-fie-bo h-to. Add. m. da Aflieholire. [F.A. F.e di Affievolito.] Lat. aceisus. Gr. àtrùrrnt. G. F. 6. tfi- 1 - I Sa» esl veggen- dosi molto guasti di lor contado , e la hr forza e potenza multo al- Gebolita , sì richiesero di pace i Fiorentini. Affienire. (Agr.) Affie-ni-ve. N. ass. Fenir su stentato e sottile, come il fieno, e dicesi delle biade e dell erbe. (A) Afi ievoiezza, ‘Af-fie-vo-léz-za.V/iLo Stesso che Affievohmeiito.^.Pfl S .( 0 ) Aftievolimento , Af-fie-vo-li-mèn-to. [Sm. —, Affiebolmiento , Affievo- lezza, Fievolezza , sin.) Libr.cur.malatt. Prnovauo sempre grande aftievolimento nella persona. . Affievolire, Af fie-vo-li-re. [Au. e n. ass. Funir meno, Far venir meno.)—, Affiebolirè, Afffebolare, sin. Lat. debilitare. Gr. i^xaiìinfili. Affievolito, Af-fie-vo-lito. Add. m. da Affievolire. —, Alfiebolito, sin. G. F. 1. 35 . 2. E per più difetti scemati e affievoliti, sì sì ‘partìro- Dal I ’’ “““'"‘“uiiosi due bottoni , e ha il perdano. Dune. Infilit _ ^ *11’ affibf 0 dov’uom s’affibbia il manto. Belline, son.' 228. no daU 'f f s r‘"’ W ltl anom.) F.L-[Lo stesso che Affiggere,] Attaccare, ornarsi, spesso e’s’erra’l buco. Affioe* 6 )" 1 ' 11 S e lc ' L i44 AFFIGGERE a — Muovere , Stimolare. [ V. Affiggere, §. 2.] 3 — * E n. P ass - Affissar gli orchi. Sannaz. JS. Sp. ( 0 ) 4 — * l'ig. Applicare , Essere intento. Dant. N. Sp. ( 0 ) Affiggere, Af-fig-ge-re. [ Att. cmom. Propriam. Attaccare , e persimilìt. Guardar fiso,] Affissare. Lat. figere , affigere. Gr. Dant. Inf. 18. 4?>- Perciò a figurarlo gli occhi abissi. 2 — Muovere , Stimolare. Dant. Purg. 25. Secondo che ci affiggon li disiri E gli altri alletti. (M) 3 — E n. pass , [ nel primo significato. ] Dant- Inf. 12. n5, Poco piu oltre’l centaiu , o fc s’ affisse Sovra una gente. 4 — Fermarsi quasi immobile. Lat. se figere , consistere. Gr. ^pocirè- ywaScu,. Dani. Purg. 11 . i34' Liberamente nel campo di Siena , Ogni vergogna deposta, s’affisse. E io. 32. lo sono Oreste , Passò gridando, e anefienon fuiì'isac.Espos.Pang.Ln stella, ec andavadinanzia loro, insino chrgiugnendo s'affisse, e stette di sopra a quel luogo, dev’era il fanciullo. Afficliazione , * Af-tì-glia-zió-iie. Sf. Lo stesso che Affiliazione, P. (A) Affiguramento, Af-fi-gu-ra-mén-io. [Stri. —, Àffigurazione, sin.} Lo affi - gurare. Lat. recognitio. Gr. ÒuzKplvsiv. Guitt.lett. Proccurai di alfigi.i- rarlo in quella tanta moltitudine, malo affiguramento non ebbe effetto. Àffigurapk , Af-fi-gu-rà-re. [Alt .] (Dal la i. ad che giusta il Facciolati, può valere secundum in senso di similitudine, e da figura. ) Dùcer - nere, Riconoscer.. —Raffigurare, sin. Lat. agnosccre , discernere, re- eognoscere. Gr. bixx.pivsiv. Dant. Inf. 24. 7^. Che come io odo quinci , e non intendo, Cosi giù veggio, e niente afl’iguro. Bocc. Vir E il detto Dio in forma feminiie In un fronzuto bosco affigurai. 2 — Assimigliave. Fv. Giord. 2 q3. Dico prima, eh’è assimigliata (/a croce ) e affigurata al chiavello. (V) 3 —— E n. pass. Figurarsi, Immaginarsi. Affigurare dilf. da Discemerc c da Riconoscere. Affigurare è conoscere , comprendere un oggetto dalla sua figura. Dùcernere nel proprio vale Separare una cosa daH’alf-ra per meglio distinguerla. Comunemente poi si usa in senso di Conoscere distintamente per mezzo della vista. Riconosceic è saper distinguere fra più in» oggetto altra volta AFFINITÀ pare delle buone opere del corpo in cui viene aggregalo > zinne , sin. (A) ,^ Affilio. * (Hot.) Af-fìMo, Add. m. (Dal gr. a priv., e pkf^^n) / Lat. aphylius. Agg. di caule nelle piante prive di foglie. (A* . , Affimo , * Af-fì-mo, AfEm. IV. pr. m. Lat. Happhim. ( Dall sD' 1 porto o lido , e jam mare: Lido dei mare.) (B) , Affinamento, Af*ti*na-mén-to. [Am. —, Affinatura, fin.] perfidio. Gr. reXelwerts. Rim. ant. P. JV. lnghilfr. Pero volli Lo certo affinamento. , e $ 2 — (Chini.) Purificazione di qualche sostanza , e particolari $ tneialU per via d’operazioni chimiche o altre , per le quali tf che vi ha d' eterogeneo è tolto via, e la sostanza o il metallo e a non contenere più nulla o quasi nulla di straniero. (B) Affinare, Àf-fì-nà-re. {Att.} Ridur fine , sottile. —, Raffinare , sV> pi 2 — Aguzzare, Far pugnante. Lat. acuire. Gr. olvvuv. PeiV* s ° n ' In che i suoi strali Amor dora ed affina. ^ 3 — {Me taf] Condurre a perfezione, Purificare. Luf.perfìcerc. Gr. 7 Dant. Ptiìg. 26. -tfÌ. Poi s’ascose nel fuoco che gii affina. i5. Onde chiaro appare , come V ultima buona disposizione sai) ^||< mo, libero dalla perdizione eterna , ma poi la giustizia di p l0 ^uf pene l’affina , finche ec. Art. Petr. IVer. proem. Acque forti c regie tanto necessarie ec. per affinare gli ori e gli argenti, e . .. r . __. / Ha *‘ Essendo che l’arte da per se stessa s’affina. , 6 -— E n, ass. [ nello stesso sign. J Petr. canz. 4$- Ivi coni 0 nel fioco affina , Mi rappresento carco di dolore. , rti* 7 — * Mancare , Venir meno- Pit. di S. Euf 4°6‘ Cosi parD tìil * si nella mezza notte Isrniraldo venne affinando. (V) 8 — (Marin.) Il tempo aiffna z Si rasserena , Si rischiara . (^/ 9 — Proveri). Per dimenar la pasta, il pan si affina = Neifai'é 5 * . sta perfezione. a v. Affinato, Af-fi-nà-to. Add. m. da Affinare. Buon. Pier. 3. 4* * eranvi affinate colla lima ec- Le scaltre cirimonie. Sagg. naU Sìmile a questa fu la seconda pruova , anzi ristessa appunto» j/ che maggiormente affinala. Segn.3Iann.Sett. g. 3. Il uul di ^ * a cui trascorrono gl’invidiosi , non c mal fatto a caso, ma f arte, e affinato dalla malizia, e avvencualo dalla midignilà. £(/ ÀFFiSATOJo. (Ar. Mcs.) Af-ff-na-tó-jo. Sm. Lo stesso che Cutim 7 »-^' 0 Vagello i nomi diversi che i fonditori danno ad una nuu fornello da fondere. — , Affinatolo , sin. Birmg. Pirotee. (A) Aj Affipatore, Affffj-na-ió-rc. {Perl. m. di Affinare.] Che affinai j colui che per via d' arte purifica V oro o l’argento , spartendoci altri metalli. Din. Comp. 1. 20. E con lui era un figliuolo u (malore d’ariento Fiorentino. ,n\ , Affimatrice , * Af-ti-na-trì-ce. Pevb. f di Affinare. P. di rcg> (..jr Affinatura , * Afffì-na-tù-i'a. Sf. Assottigliamento. — , Kaffiu at ' lJ ’ e fg. Perfe/ionamento. De Lue . Bergl ( 0 ) ^ fìf . Affinchè, Af'im-chè.CVmg. Acciocché. —, Affinechè, Affine, sin. y^ 11 . Che.) Lat. ut. Gr. iva, G. P. y. j5. 2. Lasciò in guato fuori d* 1 fi } con due capitani duemila cavalieri , affinchè levata l'oste, sC ^ mentale comprensione, impiegar si possono come sinonimi. Aff lg orato , Afifì-gu-rà-to. Add. m. da Affigurare. Assomigliato. Frane. Snech* Op.div. 113. La. seconda messa co. affigurata alla seconda legge scritta delle tavole di Moises, che fu parie tra chiara c torbida. 2 — Riconosciuto o simile . Frane. Sacch. nov. i43. C omc un altro, per essere ai'/igurnto d’essere mulo, si scornò in forma che sempre fu nimico di chi gliele disse. (V) Afiugubazione , Afffi'gu-ra-sió-ue. [ Sf. Lo stesso che} Affiguramento. P. Lat. rceognitio. Gr. cìvxyvùipicpos. Er. Giord. Prcd.R. Molto si fuo allegrato nella affignrazione del santo maestro. Affilamento, Af-fi-la-mén-to. Sm. V affilare e il Filo stesso , cioè lo stato della cosaaJf'ilata.Bellin.Disc.Da tali scorrcriedelta ruota nc segue l’affilamento deì fèrro , cioè nc segue, che egli si Ih di noi tagliente , tagliente- (A) Affilare, Af-fi-iù-re. [Att.] Assottigliare il taglio ai ferri taglienti , Dare il filo. Lat. acuerc. Gr. òlfvuv. A ut. Alam.son. 18. Io porto indosso un cosi stran mantello , Che mai barbier v’ affileria rasojo. 2 — Mettere a filo, Stimolare, Invogliare. Lat. exlimulare, acuere , instituere. Gr. -xccpo^vvav. » Star. Bari 6 7. Fanno loro (f Falconieri a' Falconi) grande gioja per meglio prendere la lor preda;e quando l’hanno presa, eque’danno loro lo cuore , per affilargli meglio un’altra volta. (V) 3 -—In sùn. n. pass. Far fila, Mettersi in ordinanza per lunghezza un dopo l’altro. Lai. ordiuare se, in morem indagiiiis se conatituere.Gr. crtnxuubòv hvxi. M. P. g. 4 2 - Se 11' andai’ono in su la Magra , e %' affilarono uomo innanzi a uomo, e mìsonsi in cammino. 4 — * Difitarc. Car. En. 5 . 3 z 3 . Sol restava Cloanto : e verso Ini Affilandosi al fin quasi del corso Con ogni sforzo il segue , c già l’incalza. (B) àitilatetto , * Af-fi-la-tct-to. Add. ni. dim. e vezzeg. di Affilato./?uec. Teseid. 12. 5y- il naso si vedeva affilaletto. Qual si voleva all’angelico aspetto. (B) àffilatezza , * Àf-ff-la-tes-za. Sf. Affilamento. (Car) Affilatissimo, * Af-fì-la-tis-si-mo. Add.m. sup. di Affilato. Casin. Bergf 0 ) Affilato, Af-lì-là-to. Add. in. da Affilare. Acuto , Molto tagliente. Lat. acutus. Gr. Qz ) vvófA.f.vQs. Dittata. 3. iy. Duo’denti grandi, qual di lio- jhnti', gli uscien di borea affilati e taglienti. Er. Giord. Pred. S. •* 5 . Conviene che sia di buono ferro, e bene affilalo/ Aiorg. 18 . 55 . E tristo è quei che durindana aspetta, Che gli (acca sentir s'eli’è affilata. 2 — Difilato. (Dal i i\t.filimi preso in senso di riga.) Lai. rccta progre- dìens-. Gr. tvbvs. Morg. 18.06. Verso Rinaldo n’ andavaaffilato.AVz.-^à. Che questo traditor nc va affilato Per far qualche trattalo a Montalbano. 3 _ [Aggrdi Naso] = Schietto , Diritto , e per conseguenza Ben fatto. Amet. 17. Vede affilato sorger l’odorante naso. Cirijf. Calvan. 2.65. Risiede molto ben proporzionato II vago, onesto e bel naso affilato. A _ Agg. di Volto— Scarno^ Magro, Asciutto,Lnt.macllenUis. Gr.E'^ò 5. Pit. S. M. lYJadd, 88. E ’i suo figliuolo benedetto volse che la madre sua che stava cosi affilata c cosi dolorosa , fosse alquanto confortata. (V) 5 — * (Agr.) Agg. di Pianta : dicesi quella che germoglia piti proporzionalmente in altezza che in grossezza. (Ag) Affilatorb, * Afffi-la-tó-re. Perl. m. di Affilare. Che affila, Aguzza - iore , Anelino. P. di reg. ( 0 ) Affilatrice, * Af-fi-la-trì-cc. Perb. f di Affilare. P. di reg, ( 0 ) Affilatura. (Ar. Mes.) Afffi-la-tù-ra’ {Sf} Si dice l’assottigliatura del (aglio de * rasoi, e d’altri ferri di taglio . Àffilett\f.k , AffSì-lct-tò-re. [Att.] Legare i filetti della rag^a , [ sorla di rete da pigliare uccelli. ] Affiliazione, * Afffi-lia-ziò-ne. Sf. Spccie di Adozione fatta da un corpo religioso, relatìvamenic ad un altro corpo ; ed eziandio in generale specie di aggregazione di un individuo, pnxhè possa pariecù Messina uscisson fuori cc. uscissimo loro addosso. /M’ I 2 — Seguendo di coll'infinito , come se dicesse À fine di ; o p et 'f i V lai proprietà simile al Che ... di. Pii. SS. Pad. 7\ 2. c. i 4p'Af\ questo pensiero gli mise il nimico, affinchè, non potendolo I 3 |‘ nella quiete e nello star rinchiuso nella cella , andando torlo piuttosto ingannare. (V) t 3 — * E in sign. di A voler che. Salvia. Corde. (0) t , rf, j Affine, Afffì-ne. [*V. e. add. cow.] P. L. Parente per affinità- nis. Gr. -xpQrrvìK'tjv. .h aestruzz. 1. 84 • Tutti i parenti della sono i miei affini ec., e i consanguinei miei sono affini della do-' S 2 — Analogo, Somighante. Lami Ditti. La voce rusticttas h- , {fi tato loro la fantasia, ogni parola affine gli sconturba. Cocc , Tra le apetale riduceudo i giunchi c le affini loro. (A) ^ e fi> 3 — Usato come cong. per Affinchè che scrivcsi piàcomun. A * l * f star. 9 . )2 j. Affine i Viniziani nessuna parte di quella a c( l /4 difender Padova , avere potessero. (V) w Lj Affinechè , Af-lì-nc-chù. [ Cong. Lo stesso che ] Affinchè. 3Ì 56. Egli conoscendo la necessità , affinechè l’acquisto fatto P e ^ gliasse più fermezza , acconsenti. p 0 f\ Affinire , Af-tì-ni-re. Att. (Da Fine.) Riduire verso la fine, al fine. Pit. S. Circi. i3. U quale nell’estrema ora della sU \i f la grave febbre affinendolo , voile che ec. Pii. S.Piane. Eft ■ do lui affluito , come per morire. (V) ^ V 2 — Affinare, Far divenir tino , [ detto nel proprio e 18. tgy. MorganU* rispondea : tu mi-chiarisci Di bene m 1 j come oro affiniscì. * ' l J 3 — * dV- ass. Divenir fino e puro. Pii. SS. Pad. Per Io 8 * f e - 1 della tabulazione perderai fa ruggine; e se se’oro, affini fi zcrai di bene in meglio. (A) «‘a* fJ 4 — Andar verso la fine , Mancare. Lat. deficerc. Gr. 1 amor. E cosi mia vita fragile più affluisce e vierf meno. 2 . ig4‘ Ecco , Messere, venuto è mai lo spirito mio; c Af felice anima, e lo mio corpo, lo quale lordai peccando, j [ dolore, affinilo. „ . d^'i 5 * N. pass, nello stesso significato propria ^ c metafore 1 : c0 \f Pit. Benv. Celi- Cap. lod. prig. Qua s J affittisce 1' alma c » / panni. (N) # p$jp Affinità , Af-fi-ni-tà. [ Sf ] P ,L. , Affinitade, Affin«tatc, £ che nasce per maritaggio tra i consanguinei della rnoffi* AFFINlTO ’~° ’ fi ll>a ’ consanguìnei del marito e la moglie. Lat. aflinitas. Gr d"T ys ’“«- MaestnnZi. 84 . Nondimeno rimane l 1 aitaitade, la q^ «a ^ .sanguinei suoi. V?a PP nesso : Non si contrae affimto e non s sm matrimonio. Ar. fur.44. 9■ A aUro n< S v**® mVS à c °me I amicizia è tra voi fatta , Tra voi sia ancora affinità conta . '• Parentado clic nasce da qualsivoglia naturai cong.ugn.mcoto- ir' *• S- C muore la personat per la quale si contrasse I affini a 3 muore il nlaril0 0 , a nioglic o la concubina o il di.t. c [ , n,etn f- Convenienza, Simiglianza. Cr. 9. 4 - A T ,a 3 natura 4 -A ,i k ' , eavalU 1 si potranno adattare per l affinila della lor nal.v ^ il T,nl W):) Affinità spirituale : Specie di parentela , che contici g 1 Pigino e la madrina col fanciullo che levgon a battesimo e 1 lui. (Ber) c senio affocati. Quist. Filosofi C. ,xr "" r ' - l’uomo ad esso, gr' re':, " 7 tu e U r &ef O —• ff’l.’ l Ul. yua ^ .S>e c i e 5 ’ C ■ Fis ') Affinità , Attrazione chimica , molecolare , elettiva munii d , ^trazione che si esercita soltanto fra le molecole minime , o *}Ual e p/ Co, 7 JI 1 a ^'sfniise insensibili} ed è una forza mediante la bin Ufì Q 1 Qlom i di differenti sostanze tendono ad atirarsi , e si corri- natii»,, 1 ingiungono più o meno tenacemente . secondo la diversa C _ .'oro. (B) & 0 t ( ,i ? us *) Affinità de’ tuoni: Relazione più vicina che un tal tuono V Jt!r° • ^ l(l 0011 11)1 tnono principale. (L) c ùcoit- Nitrazione. Questa opera indistintamente in ogni ai,5ta ? e sopra ogni corpo della natura; quella sulle molecole di Veiv« COi P 1 5 talché tendono ad unirsi fra loro nelle medesime o in di- ■Vi K SOs,anze - Lian * Add. m. da Affinire, [ Affievolito , Mancante ,} '’oeo ■ Cc ^‘ not, ‘ 20O ‘ Avea il battito della morte; pur con una ) a . aluu da e affocala dice. G. F. io. iy‘ò. in. E così tornò invano t„ P lcsa d<;’ Fioientiiii. che nel cominciumento fu cosi prospera, c Afr Ino CU COsi a fiìoda. Affi * slEKT0 i Àf-fio-ca-mcn-to. Lo affocare, [Raucedine, —, a 1 ^ocaggine , siti. ] Lat. rannodo. Gr, &póyx,os, Lib. cur. A.iy lQ Uli ’ ^e nc può valere nel tempo dell’ affiocamento. r C * RE >_ Af-lìo-cà-re. [iV T . «.«.] Divenir fioco. — , Affiochire, sin. Lat, a Cum fieri , raucescere. Salverei. Con le nostre grida ti muoviame ^> c< Ì 51 J P a Saione , e per questo gridare senio a'*' ' ' .. ’i lupo sì guarda innanzi all’uomo eh ^ unc *° P uomo , iucoiilancnte affoca. 'Focato, Affio-cà-to. Add. in. da Affocare. Divenuto fioco. —, Af- genito , sin. Lai. raucus. Gr. £pcy;^w$y>s. Frane. Sacch. nov. 200. Avea il battito della morte; pur con una voce affinila e affocata dice ^iocatura , Af*fio-ca-tù-ra. [$f. Lo stesso che’} Affiocamento. F. Lai fRucedo. Gr. Ppo-yx^s* Libr. Museale. In questi venti pruovano ancora . 1 cavalli frequentemente le affiocalure. ■Cioccare , Af-fìoc-cà-re. N. pass. V. formata da A e Fiocco, e disusata Affollarsi confusamente in un luogo , Camminare alla rinfusa. Arti ir^f* Vennero tutti i suoi lavoratori s i quali , con la berretta nera si * Shoccarono dietro al corpo. (A) l ’^tocmiìE, * Af-fo-chi-re, IV. ass. Lo stesso che Affocare. F* Rice AL Calli!'. Affiochire dal tanto chiedere. (A) ^ecmTo^AMìo-chido.^ft/f/./u.ùfaAflìochìrc./^o stesso che Affocato./^.(CV ^ione. (barin.) Af-fìo-ne. Sin. Specie di oppio preparato con ambn iu*.V' ano ' ( Fiali’ar, offìeti oppio.) Red. Leu. Le rimanderò ancor: 4 ti J c ‘ le ^ella ha speso per me ntlPaffionc. (A) Aturf ^ ARE »*Af-fo-i^ ''^•vc.Att.Lavorare a fiori.y. dires,. V.c cf/’Affocato.(()' CflJ R4 . T0 i Af-fìo-rà-to. Add. m. da Affiorare. Lavorato a fiori , e di j a fif 1 drappo e simili. Salvia. Cas. La vaghezza dei fiori... ^arguisce 2 fi 1 * 10 affiorala, che su pei palchi portavano. Salvia. Annoi, T. lì. 4 il a J^ tQase o, panno, dalla città di Damasco in Soria , affiorato; a u panno comunemente si dice Dommasco. (A) (N) Am,, di Pane , e vale Fatto del fiore della farina. V. (Z) la MAltE ) Af-fir-tnà-re. AU. e n. ass. Proporre , Stabilire. V. e di' Affer- lì n p' C * ^ lU Aless. 261. Alle loro preci donò loro il Signore unc Atifl ,» 110 0 » dopo il quale affirmarono amenduni vivere in castità. (V) t l| UlATU;r. A /* /« 4 lì r » • ~ Ap A fi' 10s ‘ ipk-t — > ukqjo n quale allinnarono amenduni vivere in castità. (V) «mativo, Af-fii'-ma-ti-vo,^fiW./«. Lo stesso che AffermaIivo. r.Segue I] l>ugl. ’òo. 1. L’ amare Dio non è precetto negativo ec., ma è a firn !p vo ' è appivsso : Il negativo ( precetto ) non include il suo a Are,., lvo > 1,13 1 ’ affirmativo include il suo negativo. (V) f, 'f. ro >* Aftir mà-to. Add. ni. da Affirmarc. proposto, Slahilù Ae t .' J re g. V. e di' Affermato. ( 0 ) tazi ESTo i* Af-fi-sa-mén-lo. Sm. Lo affisare .— Affissamenlo , Aff '“(Ins^.-’. A f^ ii,z i on e, sin. Prus.Fior.ug. Ma di qual fatica , di quali rahi| e ,la ’p' < I tla le aftisamento fu bisogno in fabbricare quell’idea n lan s ‘ n - rat. tìxis oculis intueri, intentis ocul Pranc.Saccli.n0v.1gS. E inbrieve c’ s'accors < f*c. y sto pecio passando avea affisato c sorriso inverso il cieco p duva m!- C ' ■ ann - 1- 20. Non-piangeva , benché vinta, non chi 5 ~~ [| t ‘■ rci! > lna con le mani strette al petto, affisava il suo gravido corp 5 AGGtJ ATmAMENTo o simile = Affissare,’] Cr. io. S. 1. Il quale (fu ~~ °ii occ ' 7 ando sa ' e > e s °ff° *• ragguardamento affisando. KUocch; ."u- ~ Guardare fisamente.Maìm. 4.18. Alzando il viso in loi / v am0 lsa J ff 1 ) A'it. Bene. Cell.3.g6. Ed in mentre che noi ragion H - r -*.'o vedevo che quest’uomo m’affisava gli occhi addosso. (N) Ss « JSel sentimputn dì a.. > ’ Pasi 7v/ 1 ». “jusava su oc I. n i sentimento di Badare , Attende! . Ti r 0n - 93. Ma Sr r naaare , Attendere ad alcuna re Are,; Co sl al viso , ; v,d 1 - clle a pove non m’affiso. Dant. Pure I3 Ato. apa *. u nu o s affisar rnielle An i» A .. ° ieh Ud . Ìre ’) (E) Tac. D e imilol ’• W (Art stampa AFFLzlRE 145 AffisAzione, * Af-fi-sa-2Ìó-ne. Sfi T.o stesso che Affisaracnto. V. Tas~ soni. (P) Affissamente, Af-fis-sa-mén te. Ave. Fissamente. Vit.S. Ulis. Cominciò a guardare affissamenle verso la finestra. (V) 2 — (Gram.) A maniera d' affisso. Farcii.Èrcol. lyg. Non poteva dira ferirmi , affissameute e con imo accento solo, per cagione di quel pronome a voi. Affissamento , Af-fis-sa-mén-to. [ Sm. ] Lo affissare. iLo stesso che A f- sainento. F] » Magai, lelt. 7. Essendomi talora accadalo di non poterlo finir di perdere (il raggio) nel primo affissamento. (N) Affissabe, Af-fis-sà-re. [ Alt. e n. pass.] Lo stesso che Affisare. F. 2 — * E n. pass, Red. Oss.An. 58. Può considerarne i moti e le regolate sue pulsazioni, purché miri e si affissi in quella parte del corpo dove dalla natura fu collocalo. (B) Affissato , Af-fis-sà-to. Add. m. da Affissare. Lo stesso che Affisato, F. Car. leu. 2. 2^9. Nell'uno farei l'aquila sola affissata al sole, che significa in cotal guisa speculazione. AFFissAzioKE,Af-fis-sa-zió-ne.[Ay?GnflFrfatu7 , n.£ostesso che Affisamento. F.] 2 — [ Per simil. Lo affissarsi della mente.] Buon. Pier. 1. 2. f Sloii- dità, com’io diceva, umore, Bizzarria, stravaganza, affissazioue. Affissione , Af-fis-si-ó-nc. Sfi. L’ azione di affiggere, o attaccare un ~bando , un cartello e simili. Band. Ani. Affissione del bando. (A) 2 —* Afiissamento, Applicazione di mente a qualche oggetto. Modo da non imitarsi. Braccio!. S’io non isvagassi talora la mente dall’aflis- sione de’ suoi pensieri. (A) Affisso. (Gram.) Af-fìs-so.[-SY«. Lat. affisati}.] Quelle particella che si congiungono ad altre voci. Farch. Ercol.ij3. Affissi si chiamano ceri a particelle , le quali s’affiggono, cioè si congiungono nel fine delle dizioni, in guisa che della dizione e di loro si fa una parola sola sott'un accento medesimo -, come dammi , cioè dà a me, 2 — Cartelli, Bandi, Ordini, Notificazioni che si affiggono ne’luoghi pubblici. F. dell'uso. (A) 3 — (St. Mod.) Il nome dell'arte , per la quale il cittadino fiorentino , che si diceva passare per la minore , era chiamalo. Affisso. Add. m. da Affiggere. Congiunto. Lat. aflixns, jnnclus. Peli', son. n3. Libero spirto, od a’suoi membri affisso. Com. Purg. 21. Nulla virtude sensitiva è reflcssiya sopra se medesima, perocch’è virili affìssa ad organo. 2 — Fermato. Dant. Purg.17. 77. Noi eravam dove più non saliva La scala su, ed eravamo affissi Pur, come nave ch’alia piaggia arriva. (P) Affisso diff. da Infisso. Il primo si dice di cosa attaccala sulla parte esterna di un altra : Una caria affissa al muro. Infisso porta un interno attaccamento : Gli vidi in petto una macchia infissa naturai- mente nella pelle .Nel linguaggio poet.diccsi Affìggerete, non Infigger lo sguardo , /’ occhio ec. per Fissarlo , Tenerlo liso, ec. Affittaiolo, Af-fit-taquó-lo. Add. e sm.Colui che prende in affitto qualunque cosa . —, Afììtlaiuolo , Fittajuolo , Fitlaiuolo , Fittabile , Affienale , Fattuale, Affittuario, Fittuario, sin. Lat. redemptor, conductor. Tolom. kit. 2. 2f. Gli anni sterili iscusan gli affittajuolì. (A) (N) Affittante , Af-lil-tàivtc. Part. di Affittare. Usato in forza di sust. Colui 0 Colei che dà a fitto . — , Adattatore , sin. (A) Afiittanziere, * Af-fìt-tau*zié-re. Add. e sm. Lo stesso che Affinante. y , Che affitta , Locatore, y. dell"uso. (O) Affittare , Af-fìt-tà-re. {Atti] Dare a fitto , Allogare. Lat. locare. Gr. ivós.Fav.E$op. Un farsetto bene a otto suoli, pezza sopra pezza, affitto di sudore, e una cervellina* Affittitale, Af-fìt-tu-à-le. [Add. e sm. Lo stesso che ÀfJhUajuolo o] iit- tajuolo. y.Lat. conductor. Gr. ? AtirO-ooórris. Remo. lett. 1.11. 100. Non perchè io non abbia i miei af/ittuali richiesti e sollecitati, ma perche la disa°cvoIezza de'tempi ha dato loro occasione ec. E 2% 2, 22, Questo povero mio affittuale ec. ritorna ora a voi per soccorso e per sostegno. Affittuario Af-lit-tinà-r \-o.Add.e sm. Lo stesso che Affittaiolo. f'.(A) Afflammàre, Af-flam-mà-re. [Ach.] F. A. F.cd'C Infiammare. Lat* llammare. Gr. aedopou. Rim. ani. Dant. da 7 8 . lìd eo , per lei amare ardo e affiamo. ( Qui affiamo per la rima.) AFFLAMMAziONE.*(Med.) Af-flaui-ina-zio ne. Sf. F. Infìammazione.(A.D.) Afflare, Afflà-re-C^K-] L> Soffia^ Spirare.Lat, afflare, Gr. 'xvdfrxt, *9 AFFLATO òwwaz. Arcati. g. Che torna all'ombra pien d'orgoglio e d’ira, Col naso adunco afflando amaro tosco. Afflato , Af-flà-to. Sin. F. L. Spintmcntc,Irfondimenlo.Lat. afflatila. Or. sV»V»oi«. Pass. 325 . Egli conosce c sa delle stelle e delle pianete ee. le loro influenze e virtù, afflati, ec. Afflato.* Add. m. da Afflare. Inspiralo. Segr. Fior. N. Sp. ( 0 ) Affliggeste , Af-(lig-gèn-te. Add. com. Che dà afflizione. S. Agost. C. D. 16. 23 . Non che quel popolo ( Ebreo ) dovesse fornire li quattrocento anni sotto gli affliggenti Egizii in quella servitude. (Min) Affliggere, Af-flìg-ge-re. {Alt.] Dar afflizione , Travagliare , Danneggiare .—, Aflligiere, Aflriggcrc, sin. ( F. Accorare.) Lat. affligcre, di- vexare, afflictare, vexare. Or. Xvitùv. Bore, proem. j. Essi, se alcuna malinconia o gravezza di pensieri gli affligge , hanno molti modi da alleggiare o ria passar quello. E nov.16.2j. Fammi ritornare alla prigione, e quivi quanto ti piace mi fa affliggere. G. F.11. 3 o.i. Avendo la Lega di Lombardia ec. molto afflitta la città di Panna. Dani. Purg. 3 o. 43 . Volsimi alla sinistra col rispitto Col optale il fantolin corre alla mamma , Quando ha paura o quando egli e afflitto. 2 — [iV. ass.] Seri. Pisi. S’ella non si tempera, affligge, c s’ella a questi beni fuggentissimi s’affida , ella è tosto abbandonata, ec. 3 — E n. pass. Prendersi afflizione , [ Trattarsi male. Macerarsi, e in- teitdesi particolarmente per cagione spirituale. ] Lat. augi , cruciari , se afflictare » Cavate, Specoli. Cr. 53 . Esso medesimo si comincia a punire fuggendo ogni diletto, e affliggendosi in ogni penitenza. Di al. S. Greg. /j. 36 . Fece tanta penitenza, e afllissesi di tanti digiuni e vigilie , che cc. (V) Affliggimesto, * Af-flig-gi-mén to.A’m. F. e «/('Afflizione. Doni A.F. ( 0 ) Affliggitivamekte , Af-flig-gi-ti-va-mén-te. Avv. Con afflizione.S. Cai. Dial. (A) Affliggitivo , Af-flig-gi-ti-vo. Add. m. Affli vivo. Lat. ilolorcm afiercns. Gr. XWYifés. Guiit. Lett. 1. 2. 7. Come affliggitiva a perdere e tribu- losa.ii f II testo stampalo dice Affriggitiva.J (V) Affljggìtore, Af-llig-gi-tù-iT. Frrh.m. di A(lli%gere.Salvin.Annol.F.B.(A') ArFLiGGiTRiCE , * Af flig-gi-tri-re. perii, f. di Affliggere. F- di reg. (O) Affligieee , * Afflì-gie re. Alt. V. A. F. e di A ffliggere. Cavalc.Alt. Apost. Lo re Erode misse mano ad aflligiere certi principali della chiesa. E t2g. Perchè cosi piagnete e affligiete il cuor mio? E s 3 j. Io era persegui latore de' Cristiani, e prendevagli e incarccravagli e af- fligievagli per ogni modo eh’ io potea. (V) Afflittamento , * Af-flit-ta-mén-to. Sm.P.A. P. e di’Afflizione. Com. Dant. Purg. 18. gj. Queste parole erano in reprinsione ed afflitta- mento di loro negligenza e pigrizia. (N) Afflittare, * Af-flit-tà-re. Att. P. A. Affliggere alquanto, Affliggere tratto tratto. Lat. afflictare. Sannaz. Leti. (A) Afflittato, Af-flit-là'to. Add. m. da Afflittare. Spesso afflitto. Maral. S. Greg. T. i.c. 2tef. I quali vedendo i giusti in questa vita essere afflittali, gli hanno in dispregio ec. (V) Afflittissimo, Af-flit-tis-si-mo. Add. m. superi, di AfRitlo.Segner.Mapn. Genti. 3 . 2. Questo farà che l’iinmaginazion stia sempre afflittissima.(V) Afflittivo , Af-flit-ti-vo. Add. m. Che affligge, Che induce afflizione. — , Alfriggitivo, sin. Lat. moerorem inferens. Gr. r-riv.il. Pit. SS. Pad. 1.2. 7. E avvegna che 'I medico toccasse la piaga col ferro o con altre cose afflittive, egli non lasciava però di lavorare. Mor. S. Greg. La prima compunzione fa lagrime afflittive. 2 — Agg. di Pena : Dicesi quella cui un reo vieti condannato dal giudice , e che non è semplicemente pecuniaria , ma corporale. (A) 3 — Agg. di Poesia : Dicesi quella che ha per oggetto cose lamentevoli. lieti. 4 - (A) Afflitto, Af-llit-to. Add. m. da Affliggere.Cfie ha afflizione.—, Afiiit- to, sin. Lat. moestus , aeger. Gr. vtpiXvirot. [ P. Affliggere , §■ 1. ] 2 —* Travagliato , Tormentato. Red. Cons. Afflitto da frequenti tormentosissimi assalti di gotta. E appresso. Lo stomaco non rimane mai afflitto e tormentato dalle cose fresche. (A) 3 — E col secondo caso. Pit.SS. Pad. p. 4 -C.XIX. 232 . Io ero mollo afflitto di freddo. ( Cioè assiderato.) (V) 4 — Per metaf. Contrario di Vivace, Rigoglioso.Lut. aeger,languidus. Gr. x&\xpói. Bocc. ìiov. 63 . 5 . Le vigilie lunghe, l’orare ed il disciplinarsi dover gli uomini pallidi e afflitti rendere. Petr. canz- 5 .Nè tacendo potea dì sua man trarlo, O dar soccorso alle virtù ti afflitte. 5 — [Rovinato , Maltrattato , Ch' è in cattivo stato, détto anche di cose insensate .] G. F. ». 37. ». Consumata e afflitta molto la cittadc, ec. s’arrendeo la cittade a Cesare.nS'egr.Eior.Disc.I Romani, quando dopo la rotta di Canne le cose loro erano afflitte, negarono a molti loro raccomandati e sudditi li ajuti. (A) Ar. Pur. g. 48. Tosto che nella foce entrò lo stanco Nocchicr col legno afflitto e il li lo prese. (M )Peir.cunz, 2g. 4 - Fastidire il vicino Povero , c le fortune afflitte e sparte Perseguire. Tass. Gerus. Conq- 20. j6. Afflitte e sparte Le sue fortune, e il regno oppresso ed egro. (Min) 6 — Avverso, Infelice, riferito a Fortuna. Ar. Fur.i 8 .i 65 . Cloridano e Medor si nominare, Che alla fortuna prospera e all'afflitta Avtano sempre amato Dardincllo. (M) 7 — [ Usalo anche in forza di sosl. ] Bocc. proem. ». Umana cosa è aver compassione degli afflìtti. Dant. Inf. 2j.n1. Coinè il bue Ciei- liau che mugghiò prima ec. , Mugghiava colla voce dell’afflitto ec. Afflizioncella, Af-fli-zioiJ-céI-la.[A /.3 dim. di Afflizione.Lot exigua aegri- tudo Lilrxiur.mahni. Soffrono in tal raso varie afflizioncelle di cuore. Fr. Giord. Prtd.R. Ogni afflizioncella si è loro un grandissimo disturbo. Affliziohe , Af-fli-zi-ó-ne. [A/] Dolore, Tormento, e dicesi tanto del corpo quanto dell’animo.—, Afflittamento , Affliggimento , Afflizione, sin. Lat. animi affiictio , afflictus , aegritudo. Gr. Xvicn. Bocc. inlrod. 12. E in tanta afflizione a miseria della nostra città, era la reverenda autorità delle leggi ec. quasi caduta. E nov. ij.11. Che sai tu di pace odi mia afflizione? G.F.i.62.i.Essendo la nostra provincia di Toscana stala in questa afflizione. AFFOCATO 2 — * L'anione dell’affliggersi. S. Agost. C.D. 1 . 108. Ciò che d' l,cC ’ a alone , di distruzione, di rubagione , d'arsione, d’afflizione i» ^ j fresca e novella sconfìtta romana fu commesso, tutto il fece f usa0 dell’arme. iV. Sp. (li) 3 3 — [ Bovina. ] Salitisi. Jug. R. Li quali poiché videro che si boIzofl 3 il muro, e ’l fatto loro andava ad afflizione ec. ì —*Col v.Darc—Affliggere,Addolorare, Tormentare. J^.Dare afflizione-! Q , 5 — * (Icon.) Donna sedente, colla testa piegata e le braccia santi appena suite ginocchia mal ferme ;fronte ristretta, gote c& c(i ti , sopracciglia abbassate , occhi oscurati dalle lagrime, (Mit) . Affloscimi, Af-flo-sci-re. Att. Far floscio , e dicesi così nel propri me nel figurato. Lat. flaccescere. Tasson . Pens. db. 7. f Ma c fl tere oltre che tengono occupato l'animo e distratta la mente, * an c anche il corpo mal sano, tenendolo ozioso e senza moto: e f u . o£ ! p l’ altro afflosciscono in guisa che 'I vigor delle membra e quel degli 6 P riti s’illanguidiscono ad un tratto. (P) Afiloscito , * Af flo-scì-to. Add. m. da Affloscire. V. di reg. ( 0 ) ^ Affluente,* Af-flu-én-te. Pari, dì Affluire. Che affluisce. A. It. f f - j* e 3 — * (Med.) Riguarda il dirigersi che fanno gli umori in g eììe1 fd, particolarmente il sangue , piuttosto in una che in altra parte. I afflticns. (A. 0 .) Affluentemente, Af flu-en-fc-me'n-te. Avv. Con affluenza. Lat. affl 11 ® ter , libertina.' Gr. acpSoVws. Libr. cur. malati . Onde affluentemente l 1 sono questo rimedio adoperare. fi. Affluentissimo, * Af-llu-en-tìs-si-mo. Add. m. superi, di Affluente. bondantissimo. Test. ined. 28. La cordiale dilezione; l'affluenti*®^) ( secondo la correzione di P. Giordani ) grazia verso me mostrai®*J*-, Affluenza, * Ai-flu-èn-za.SfiPropr. Concorso soprabbondante di do in qualche parte. — , Affluitudine , Affluizione, sin. Cocch. B»fi e j fluenza sproporzionata, o la ridondanza del sangue mal distribuito 11 . proprii canali, Tagi Lett.sc. Spinto da una maggiore affluenza di vent 0 *!^ 3 — Per simil. Goncorrimento di molte persone ; di gran quanti!* mercanzie, che arrivano o sono recate in qualche luogo. (A) 9 3 — [Detto assolutamente .] Soprabbondanza. LaZ.afflucntia.Gr> S. Grisost. Come la necessità de’ grandi e continui conviti , 1 * potenza ec., 1’ affluenza e la pompa regale ec. jo 4 — Si prende anche fig. per Eloquenza. Cocch. pref. Bell. Legg e1 \j, questi discorsi del Bellini, si ricorderà della simile rarità di prof 0 * zioni distinte ed importanti, della sovrabbondante affluenza. (A) j| Affluenza difi', da Ridondanza , Concorso , Moltitudine , primo nel signi Reato suo proprio indica movimentoed abbondanza d> * di ; nel fig. vale qnantità di persone provenienti da diverse vie. 0 p danza dice più d’ Affluenza e d’ordinario è affine a superfluità. C° n ^ so indica l’azione simultanea di più persone che corrono insieme al simo luogo. Moltitudine esprime gran numero di oggetti,e s’impiega pre nel proprio, tanto per le persone quanto per le cose. La voce * ol -t oltre quella di quantità , include anche 1’ idea d‘ una certa presso - molestia eh’essa arreca. Queste voci nel traslato ritengono anche le e differenze. Cosi diciamo: Affluenza di lumi , Ridondanza di p ar ° 1 Stile ridondante , Concorso di mercanzie , Folla didee , ec* Affluire, * Af-flu-ì-re. N.ass. Abbondare, Soprabbondare. A.lt.rf a, Affluitudine , Af-flti-i*tù*di*ne. [Sfi] F'.A. V. edrAflluenza.«SVrt** In queste case di marmo c d’oro abita I* affluitudine. /Q) Afflizione , * Af-flu-i-zid-ne. Sf. F*. A. y. e eh’Affluenza. P flS 'y t l Afflusso , Af-flùs-so. [er alcuno si disse, che prima che 1 f. li f, ?' mandassero, per invidia che n’ebhono , le feciono affocare. So. Lavorando con gran sollecitudine, pervennero alla cava de fi cc., la quale di presentd trovata, l’affocarono, e cacciaronne i (Cosi si legge ne’buoni T. a penna. ) E a. 45. Ma come uonil ^ c ^l c ' lunga esperienza di guerra dotti, ec. affocarono di sotto lo ^ Dant. hi f. 8. y3. lì fuoco eterno, Cli’entro Y affuoca , le dimostra ^ Libr. Maccab. M , Simone ancora, e quelli che erano con J 111 ’ rono della cittade, e affocarono gl’ingegni (cioè le macchine» ) — [Metaf Abbarbagliare fortemente.] Dant.Jnf.25. 23. Sopra ,c llrt a»' dietro dalla coppa, Coll'ale aperte gli giaceva un draco, E * itegliene dieci. IV. Affogatine! ficaio ,,** 0 » Af-fo-ga-mén-to. [Aiw.] IJ affogare. —, Affbgalura, Af- 3i — rp e > bat . suffbcatio. Gr. ‘rrvlyos. y qn ts t c r sìttib detto delle piante .] Cr. 2 . cgvi v anu^aic, gn man- _c Ve psiche ojuto allo scampo suo. Iù num. 12. A queUa guisa che 9 rp®J? lno a coloro, che per affogar sono, quando prendono alcuna cosa. , TV,,, : f l g- detto di Chi è oppresso da debiti, faccende esimili .] Air. ‘ ’• 2* lo sono tutto in faccende, e affogo , e do ordine tuttavia. s S°me roiiTiccjuoLA •• [Dicesi di chi per ogni piccolo intoppo si &rc 0 1 ^ ^ nl ‘ ‘ n P°rlu impingcrc. Gr. iurta \tdn «poexpoinv. Varch. Iievole Q uando alcuno fa, o dice alcuna cosa sciocca, o biasi- ìu ’t' C ' * >tr mos ^ rar l* la sciocchezia e mentecattaggine sua, se gli lrcn ?e: tu., .rimarresti in Arcetri, tu affogheresti alla por- 1 — »i s ’ 0 * n un hicchier d’ acqua. 1 ° aHb„ Q E T? = -doer grandissima sete. Morg. 10. 77. Disse Sinaldo: i^’ociò afl;' sct j. Fir. As. 26. Come ebbe mangialo molto bene, co- — , N o-‘ sere. I*Gl'ile granJe^'th c0 , me ne ’ debili , nella roba , ne' danari ec. vale 3 *1 ^ S rcl nde abbondanza. gr arì d ’ ,K BlccslE n d' acqua •. Dicesi a chi in poco pericolo succeda h C0l ,'"."‘ o » che vale appunto il medesimo che giteli' altro • Romper l m g| Q ‘1 u “ filo di paglia. Sa/v. Grane. 3.8. E si rompe il collo iu f. a. jj. 1 l’agha, e s’ affoga in un bicchiere D’ acqua. Buon. Fier.tf. affoga ‘N e certi B ? NACCIA = Perdersi nelle felicità. Disc. Cale. 102. Fare i? I8 °r soave 6 a ®|tS a no nella bonaccia. Alleg , 2d5. Si m’ abbagliava i f. Jat bier r u men le, Ch' io feci ( cd affusai nella bonaccia ) Come ’l ig'^Ua E i cava ™ altro dente. . *ieci, a } . A ' bn gergo si dice dell'Esser impiccato.Cr.nella v. Gergo. f’cherzo di ‘V IBt 'j' ÌCA > KEa cappello , belle scarpe ec. * Dicesi per 4 ~~ *ell e r‘ '‘ a ta ^‘ C0J * intorno di grandezza smisurata. (A) ^ W «oc c AC . CE ^ EE — Aver moltissime faccende. \ V. p.] f'‘‘ piccola r tvicesi d’uomo dappoco che s‘ avviluppi e siperdit per lo e '(-‘rurir,, faccenda. Fir. disc. anim. 5o. Tanto pauroso e pigro , j È ,1. l ,rcva eh’ affogasse ne’ mocci. ®° c< ligia' df’t P' 1 mHa f- Cron. Morell. Della dota non volere per nanajo affogarli, perocché di dota mai si fece bene ninno. Qteelle antitesi cosi serrate , cosi allbllate 1’una addosso l'altra. (A) 4 — (Mario.) Essere allottato sulla costa vale Essere tirato dal vento o dalla corrente alla volta di terra senza poter bordeggiare , Essere serrato alla spiaggia senza potersi tirare al largo. (A) Affolta mento , Af-fol-ta-mén-to. [Am. Furia precipitosa .] /'*. Affoltata. Fr. Giord. Pred. lì. Lo sorprese con grande affollamento di colpii , e l'asta in tanfo affollamento si ruppe. Affoltare , Af-fol-tà-re. IV. pass. Far furia , [Contorcere affollatamente .] Eat. furerò , irmele , densari. Gr. eVnrursT». Liv. dice : procurrere. (V. Folto.) Liv. M. Perocché li rorarii s’affollavano ec. É appresso : È con le spade tratte s’ affollarono sopra li nimicò Guid. G. <23. Quando Diomedes vide che Polidarnas cosi s’affollava contro i Greci ec. Morg. 7. tfo. E tuttavia la turba s’ affolla. a — * Pignersi insieme 1 ’ un contro 1 ’ altro facendo calca. G. V- 12. 6j. Per la moltitudine della loro genie, eli’erano tanti a cavallo e a piè , e non attendevano se non a pignerc e ad urtare coi loro cavalli, credendo rompere gl’ Inglesi , eglino medesimi s’ affollavano l’uno sopra l’altro. (Così i migliori testi ed ilDavanz.il Vocabolario Ugge A indiavano.J (Pr) — Mangiare di molte e varie sorte di vivande. Lat. se ingurgitarci Malm. g. 8. Se a mensa ognun di voi tanto s’affolla , Mangia per quattro e beve poi per sette. (P) 4 — Favellar troppo e frastagliatamente. Varch. Ercol. fi. Come per lo contrario , di chi favella troppo e frastagliatamente, in modo cb’e* non iscolpisce le parole e non dice mezze k cose, si dice : e’s’affbl- ta, o e’fa un’affoltata.n Fir. Lue. 5. 7. Non y’ affòltatetanto Padrone, contenetevi, disfogatevi a poco a poco. 5 — * In sisn. alt. Opprimere , Strignere insieme. Bea. (O) 6 — * Offuscare, Accecare. Pule. Morg. JNon può parlar per 1 ira che l’affo!tri. (A) 7 —■ * Abbagliare, Sopraffare , Confondere o simile, rav. Lsop. 15. Sopra tutto mi pare (bello) l’ uccello die mi e sopra capo, la cui bellezza m* affolla io questo luogo , cd induce al mio amino grande allegrezza e diletto. (Pr) . „ . Affoltata , Af-foMà-ta. [Sfì V affollarsi , Prestezza e Furia grande in Jar checchessia , Afiolcamento. Bern. Ori. 4. 16.47 • E col cavai, d’ogni altro pregio e cuna, Intorno volta e fa grande affollata* Farch. Ercol. j3. Come per lo contrario di chi favella troppo, e frastagliatamente , in. modo eh’ e’ non iscolpisce le parole , e non. dice mezze le cose, si ilice: e’s’affolta, o e’fa un'affoltata. Affo luto , Af-fbl-tà-to. Add. m. da Affollare. Lat. celer, festinus, densus. Gr. rv^pés, Sagg. nal. esp. ao. Ed altre vogliono uno smi- \ 148 AFFONDAMENTO nuzzamenfo cosi sottile, e fatto per vibrazioni così affollate l’una al- Valtra e veloci, che a fatica 1’ occhio di chi le novera, vi resiste. Affondamento, Af-fon-da-mén-to. [ó'w.] Vaffondare. —, Affondatura, sin. Lai. submersio. Gr. kcctgc'Xovtht(j.ós. Toc. Dav. ann. 14 • 1&4' Nc- rone , che novelle aspettava dell* alìòndamento, d’ ebbe dello scampo. Affondare, Af-fondà-rc. {Att.] Mandare infondo , Sommergere. Lai . de- mergerc, submergere. Gr.noirovKGVTl%-iv. Petr. canz. 3 i. 2. Traggo a se il ferro, e ’l fura Dal legno in guisa che i navigi afìoodc.Daut. Par, 17. 12t. 0 cupidigia, che i mortali aifonde Si sotto te che nessuno ha podere Di ritrai' gli occhi fuor delle tu’onde. Com. Lf. i 5 . Il quale fiume molte volte cresce si che affonderebbe quasi mezzo il contado di Padova. 2 — sali * z=z Cacciarli profóndamente nella lena. (A) 3 — solchi = Par solchi profondi , o anche semplicemente Arare. Baldov. stanz. al Pedi, i preghi poi che sì continui spendono Quei che in questo terreno i solchi sfiondano. (P) 4 — fossa o simili zzz Parla più fonda 0 profonda. Lai . fossam excavarc. Columella disse : sulcos extollcrc. Gr. cy.cc-xmv, 5 — Fig. Abbassare, Deprimere. Tratt. Fii t. Mor. $. 10. 0 dolce frutto di sicura pace! Tu sola madre se’delle buon’arti, Affondi guerra, e le miserie parti. (P) 5 _ l n sign. n. ass. Sommergersi.Laf.submergi, demergi. Gr.xproLieovrt- Z ) s(r^ca.G\F.g.Oi. 3 . E più galee delle sue .affondarono in mare colle genti. Petr. canz . 3 i. 2. Condotta ove affondar convien mia xiìa.Tes.Br. 2 . 36 . E allora conviene che la terra caggia e affondi con tutte le mura. ^ — * (Marin.) Far perire una nave forandola ne' lavori vivi in qualsivoglia maniera , quanto basti per farvi entrar V acqua , sino ache non resti sommersa. (Van) 3 — * Dicesi che Un bastimento affonda , quando per alcun accidente vi si forma qualche via d ’ a.cqua che non si può vuotare . (Van) Affondare diff. da Sommergere , Immergere , Tuffare . Il primo vale Mandare a fondo e Gire a fondo; c dicesi degli oggetti che affondami così nelle acque come nella terra. Sommergere si riferisce soltanto all’acqua , ed è sempre attivo. Immergere significa mettere un corpo dentro a qualche fluido o liquido, in tutto o in parte. Taf fare diif. da Immergere per ragion di durata; poiché questo suppone una data permanenza del corpo nel fluido , mentre il corpo tifato ne viene quasi subito estratto. Affondato, Af-fon-dà-to. Add. m, da Affondare. Scn. ben. J^arch. 4 - 21. La quale (la coscienza) ancora che affondata dall’onde dell’altrui cicah'ric , ha piacere di se medesima. Affondatura, Àf-fon-da-lù-ra, {Sf] L’ affondare, £ Lo stesso die Affondamento. V. 1 Lat. excavatio. 3 — [il luogo stesso affondato.] Zìbald. Andr. Nasce nelle novelle affondature delle fosse. Affonderk. (Chiin. e Farm.) Af-fón-df>re. Ali, anom. V, L. Versar un Iquore in un altro. V. Allusione. (A) Affondo , * Af-fón-do. Sm. Profondità. Face. (O) 2 — [Profusione, e propr .] dìcesi de' mercanti che profondono di maniera che non possono risorgere*, {onde Mettersi nell’affondo, cioè ;d disotto.] Lat. profondimi, onde emergi non potest. Gr.&dS-of.Cron. Morell, 261. Che faccia buon crediti , che non s’ avventi alle cose , nè si metta troppo nell’ affondo. (Cioè al di sotto: così ne'T. a penna.J Affondo. Add. ni. Profondo. Lat. profundus. Gr. P-zSvs. Cr, <7. 81. 2. La picciola piscina vuol essere affonda, in quanto da’cavatori far si puote. fir. diai, bell, domi- 4 ° 4 - Quella fossa che circonda l’ occhio non vuol essere molto affonda. È 417. E quella quasi valle, che dalla collottola alle reni s’abbassa, vuol essere poco affonda. Affondo. Avv. Lo'stesso che A fondo. V, (A) Afforcare, Àf-for cà-re. Att. Impiccarsii!leforchc.—,A.orcare,sin.Salvin. F, B- 4 ? 2, 3 . Aorcato, dallo spagnuolo ahorcar, cioè afforcare.(A) (N) a — (Marin.) Dar fondo ad una seconda àncora di posta, cioè Gettare una seconda àncora dopo la prima in maniera che venga a fare con questa quasi unaforca , talché l' una scemi Inforza dell'altra nel sostenere il vascello , Si dice anche Ormeggiarsi a due , 0 a barba dì gatto, (A) a — alla vela: dìcesi quando gettata la prima àncora non si piegane le vele , ma si lascia camminare la nave , finche sia giunta al luogo dove, si ha a gettare ! ancora d' afforco. (A) Afforcato, ^AC-far-ch-ìo.Add.w.da Affocare.—,Aorcato, sin. V, di reg.( 0 ) Afforcatole , * Af-for-ca-tó-re. Verh. m. di Afforcare. V. dì reg. (O) Aitorcatrice , * Af-for-ca-trì-ce. Verb, f. di Afforcare. V. di reg. (O) Afforco. (Marin.) Af-fdr-co. Sm. La seconda àncora che si getta da una nave per ormeggiarsi . V, Afforcare, §. 2. (S) Afforestierare , Af?fb-re-sti£-rà-re. [Atti} Far forestiero , {epiùpropr. Dar apparenza , sembianza di forestiero.] Salv. avvert. 1. 2.12. Ma non si può nascondere clic nacquono di forestiero, e che da forestiero in copiandogli furono affbrestierati assai più. Afforestierato , Af-fo-re stie-rà-to. Add. m t da A fibrosi ierare. V. (A) Afforkellare. (Marin.) Af-for-ml-là-rc. {Att. Lat. remum sustinere. ] Dicesi del fermare il remo colla pala in aria , acciocché non possa toccar V acqua in tempo che ’l vascello va a vela o sta fermo. ( È .metafora presa dalla pala del forno, cjic jnettesi orizzontalmente, sia per posarvi sia per tirarne il pane.) Affortificamento , A.f-for-ti-fi-ca-mén-to. {Spi.] Po affortlfìcare. For- ■ tificamento , A (fortificazione. ( V. Fortificamento.) Lai.n ninimcntura. Gr. Fr. Giord. Prcd. R* Si rifidano nel buono afforti- ficamento del proprio cuore. AtFORTiFrcARE , Af-for-ti-fì-cà-re. [Att.Pender forte. Lo stesso che] Fortificare»—,ÀffortÌre, sin. Lat.mn\rirc.Gr.ìrtrriix i Z> ,,i> ' (Dal lat. fortìs forte, e face-re far e.)P e tr. uom. ili. Non pigliavano e non affortificavan quel luogo , il quale non era ancora occupato. Vii. Plut. Perchè egli era sollecito di congregare gente , od apparecchiare armi, ed affortifìcarc città. Segr. Fior. kor. 2. C6 . Erano le sue case, e le vie d’ intorno a quelle, state sbarrate da lui, e di poi d'uomini suoi partigiani afiòrtifìcafe. F Art. gucrr.i,i 5 i. Affòrtifìcansi ancora le porte con le scracineschc. AFFRANCARE sto* Affortificato , Af-for-ti-fì-cà-to. Add. m. da Affortifìcarc. Sega- 26. Ed esso si voltò con tutto l’esercito ec. a Melfi ec., sebbc De fortifìcata c con mura e con bastioni. c j t e Affortire , Af-for-tì-re. {Att] Afforzare , Fortificare. {Lo stesso f( Afibrtiticarc. V. 3 (Dal lut.Jòrtis fòrte.) Lat. roborarc, Gr. p«m Utv. Lib. cur. malati. Se lo stomaco ée di duro c dn chilificamento , fa di bisogno aflbrtire la sua fìcbolezza. . Affortunare, * Af-for-tu-nà re. Alt. Lo stesso che Fortunarc , & s5 di Felicitare, V. di reg. (0) «*. J.uu.uaa, r . ui # erg. ) f fili' Affoetuwato , Af-for-tu-nà-to. Add. [m. da AlToi tunareO Che ha j 0 ^, a-. I n slesso che Fortunato. F.Lat. fortunati». Gr. sùrrx^f-”,,^|j Ufi Com. gS. E per dirlo in una parola, pazza cosa, ma allori 1 e avventurosa, é la ricchezza. (B) fj. Affoiiza , Af-fòr-za. Avveri. V. e di' A forza. Bocc. Tes. 1°- e lom. Leti. (A) n f 0 , Affobzamento , Af-for-za-mén-to. [fti.] L'afforzare.U.A ffortifioa® c uJ |i Lat. munitio , muninientum. Gr. Al.U. 2. 54• \' c '^i:- tenute con piccola spesa d’ affórzamento , erano grande sicurtà 3 to’l Mugello. Liv. dee. 3. Chiara per lo ragguardevole luogo , 6 lo naturale afforzamento. ^ Afforzaue , Af-for-sà-re. [ Alt. Bendar forte. ] Fortificare. L at ‘ c0 ti nire. Gr, ìmmxfCpit. ( V. fòrza.) G. U. 3. 1. 3. E vennero jj quanti maestri avea in Roma , per più tosto murarla e afforzati 11 ' 3o4■ 2. Consigliavano di ]>orsi a Santa Maria a monte, e a® 1 /* ti)f il campo, e avvicendare i cittadini e i forestieri. Slor. Aioifi E nando verso Monte Marino , fero afforzare il castello. — * Avvalorare , Rinvigorire , Accrescer forza e vigore. Pop- ’ ; lo. Che il gesto poi afforzi le parole, e dia aiuto fili' beli concetti di chi favella, lo conobbe l’antico pnpol romano .Lumh Che cosi piuttosto volsero afforzare il loro partito. (A) 3 — JS. pass. Sforzarsi. Lat. conari. Gr. 'Xsipw* Fr. Jac. T» 7* y E’n quello che gli piace Te ponere ti piaccia, Perchè non va 1 V caccia, Quando che t’afforzassi. # ^ 4 —Crescere in forza, Fortificarsi. Din.Comp.Ist.Fior.Lib.1 Non sl partire,anzi s’afforzarono e cercarono di difcndersi.(P) Croniche “f! g3. Poi cominciò a ragmiar sua gente e afforzarsi e a difendersi. {PK 5 — {.Per metaf] M. Aldubr. Centra li detti yizii resisto e col* 1 e afforzomi, ordinando ciascun di I’ anima mia. , Afforzato , Af for-zà-lo.Add.m. da Afforzare. Lat. mnnitus.Cr* trS-sis. JSov.ant. 8o. 1. Noi siamo afforzati, la città è rifatta,_ nostra è grande. G. V 5. 7. 3. Afforzato il detto castello.,! ^0 tini ne furono molto crucciosi. S/or. Pise. 5f. Dove era Ca* tr colla sua brigata afforzato alle case degli Onesti. ff? Afforzatole , At-for-za-ió-rc.Verb. m. [di Afforzare-! Fortificato^ 0 '^ monitor. Gr. iittriixK* 09 ' P™. dee. 3- E lui ponente il canip^»^^' gnando da ogni parte gli aiìbrzatori di quello, dal lavorio gli Afforzatrice , * Af-for-ra-trì-cc. Verb.j. di Afforzare. Che a ìS° Che fortifica. V. di reg. (O) Affoscare, Affo-scà-re. Att. e v. ass ., Offuscare. Lat. tenebrns 0 „rr -- „ 1 cilmentc nclli affossamenti Affossare, Af-fos-sà-re. {Att salo. G. V. 8. 82. 2. E poco appresso P affossare , e steccaron 0 città J al di fuori con più battifolli. ^ Affossato , Af-fos-sà-1o. Add. m. da Affossare. Lat. fossa circo 113 ^ Gr. j coi\os, Com. Inf. 8. Dice, che è affossata di grandi f° sSl Jy* fondi. Lil-r. Fiagg. Betlecm è una bella cittade , ed è picco! lunga ed è stretta ed è bene affossata. 2 — Agg. di Occhio = Incavato , Affondato. u f Affossatore , Af-fos-sar-tó-re. Ferb. m. di Affossare, ed in fqtz a vote propriamente Chi fa le fosse per tumulare i cadaveri. S . Mar. Nov. (A) . ( 0 ) Affossatrjce , * Af-fes-sa-frl-ce. Ferb. f. di Affossare, F. di JeUfi Affragnere, Af-fia-gnerie. {Att.] Quasi infrangere. —, Affrangtrc, gere, Fragnere, sin. Lat. frangere, infringere. Gr. y.a.rdysiv, ‘ 2 —* Detto a modo d’ imprecazione. F. Affrangcre. (N) > (fi 3 — Per metaf Straccare, Affievolire. Lat. debilitare , fatig 3 ^^ » ocTovyvvuv. Fr. Jac. T. 2. 2. Se la concupiscenza mai Io fl * j a a? Dagli rimedio nella sua affrnntura. Dant. Purg. 27. j 4 ' tura del monte ci affranse La possa del salir. rti^l Affrarare, Af'-fra-là-rc. {Att.] Lo stesso che Affralire.^. Lai- * 3 d a lassare. Gr. xGieovv. Cron. Fgll. Si convertirono gli umori, c creavano , in gotte , le quali molto mi hanno affralato. / * Affralimento , Af-fra l- mén-to. Sm. Vaffralire. F. di reg. yH 2 —(Veter.) Malattia che affligge i c - n: fatica- ./ Affralire, Af-fra 4 ì-re. {Àtt.Rcnder Affralare, sin. Lat. fatigare , lassare. Gr. no- xqvv. (V. Rii. Egli per se non risentii , tanto lo dolore 1 ’ aveva affo 3111 f 2 —- JS. pass. Infralire. Cr. nella F. Disvenire. (A) Affralito, Af-fra-H-to. Add. m. da Affralire. F. (A) Affrancante, Af-fran-càn-te. [ Pari, di Affrancare.] Che afr’ a . s ,[ W\ manumittcns. Gr. ÌXivfap&v. Salv. disc.2. 3 ig. Quindi li sc ' l ‘J|' 3 ii | ' c ! m.. ... .1 - _ _ __ — —■ 1 A a HUa iA.-in 1 ■ n ■ya 1 11 ai. niiAi. a n.TnflIl 3* vi fi" i cavalli per eccessiva fatte* 1 ’ $/' ier frale.'] Indebolire, Tor ly 0 . issare. Gr. xosrovv. (V. ' quando erano manomessi e afl'rancati, aggiugnevano avanti 3 nome greco da lor posseduto , due altri romani, che erano 1 ' ♦v. a a *1 a—_a a iu a ,1a1P n/pHAn/iiint/i /"V m a n T i H,, I tnn t o me e I cognome dell’ affrancante o manumittente. AifRAKCARE, Al-frau-cà-ic.[^f(( ] Far franco, libere,Lai, liberi 3 * 5 do*" AFFRANCATO Lfìl. Plut. P. S. 25 . Seguiano Calo quindici servidori, AFFRICO *49 4 AffrenARE » Af-fre-na-rc. [/fot.] Porre il freno. Lat. fraenare, refracna- re , cohibere, coerccre. Or. x,a.\ivovv, » Fr. Barb . 8o. 18 . Afircna i sardi ( ì cavalli di Sardegna ) per i stretti calli. (V) 2 — Per metaf. [ Tenere a freno , Moderare, Reprimere, Raffrenare. 1 Petr. canz. 18. 3 . Ma se maggior paura Non in' arrenasse , via corta e spedita Trarrebbe a fin quest’aspra pena c dura. Dant. Inf. 26. 21. E piò io ’ngegno affreno eli’i’ non soglio. 3 — [ JV. ass. ] Ricevere il freno. Cr» g. 8. 1. Il cavallo , la cui bocca è grande, e le mascelle sottili e magre , e che ha il collo lungo e sottile verso il capo , è abile ad aflrenare. IV. pass. Contenersi , Frenarsi, Vincere il desiderio, I’appetito.(A) e frf c j ’ ~ Dar vìqo S V 410110 in nanzi affrancati. L'acre Avva!o ™^- Lai. incitare. Cr. tnsfa.nu.'KÙv. Fiamm. 4 - ae l cavallo^ n j" nante cr -! e per la percossa del riverberante mantello ~~ „ e dl , a meglio e pili vigoroso correre gli affrancava. < l’. le 6li ebe ‘ fender coraggio, Inanimirsi. ] L ri', dee. 1. Siccome l ,lt ‘re sua baUal°r* aVan0 * * oro ^altrsglìcri , e quegli s'affrancò di com- ~~ (Marin.l '- a * Affranca - S j- U i° ar * n s °ntina volandola colla tromba. (A) “tento D ar j. e cl, “ ; da Liberare e da Salvare. Affrancare è propria» sa >vo , Dan. 1 ' 1 ! Liberare, Rendere la libertà; Salvare, ‘Far T - Cttre si , ad aì 'ri la salute, Porre alcuno fuor di pericolo. Affralì- Affrenato, Afd're-nà-lo. Àdd.m. da Affienare. Lai A 4 ~r f ~ ' " “-- ^.Fr.Jac.r. 4.35 6. La bocca dèi aver chiusa/fila i e 8 * proh l " iu acUmc ì avjiiv. -- , w * do perarsì ' . an . c be per Inanimare , Dar vigore. Liberare suole pure "fila moriè^ s, S 11 >ficato di Salvare. Così diciamo : Liberare un reo L‘ber are si c '° ® sempre in via figurala, poiché ncl'seuso proprio 7 ' Ras cato Af r* Sce a " a ùberta , Salvare alla salute. J°>za r/ii ito '* rai, ‘Cà-to. [Add.m. da Affrancare; ed è usalo anche in * a .... 1 ...in...... r..n.. I,ì,„ rr . Liberio. Lai. libcrlus. Cr. d- App ‘c. ^•■li'àn-ge-re. [da. «noia. Lo stesso che] Affragnere. V. ®io e l a A] '■ "° 1 '- 4 <). E che ci hanno a fare 1 ’ aste, che t’ a (franga ' ri| nga n ■ atle • F nov. i 5 g. Dove ci ponesti questa barbuta, che t’af- l àstile aff r a ° 6 * a ^* adl ' e - 5 /org. g. n. Che, poiché pur di duo! la , St» S.’ Con ,eco insieme me ne mena-ai. f ^Pos S q) 0 Add. m. da Àffrangere e da Affragnere. Infievolito^ Usas i anche in forza di stn . Cai. fructus, ] defessus, *Jtti 3 ... e s t * Gr. xo?tiùjv. Star, •djolf Gli affannati fratelli e affranti, rà. $$ ?> il ’ bmgi r uno dall' altro due aste di lancia si fermarono* fretta* fi GC ** 2 !, Mangiavano come affranti, impazientemente ed tu °fa. J Z]? ez * *V. 5 2. E indurata schernisce gli affranti Dal/a sua Ef r mct(1 f ] Dant . Purg. 3 o. E lo spirito ìtiarvu 0 •*- en ' , po era stato eh’ alla sua presenza Non era piu con belle ride Quanto più stanno col suo mal ploranti. t»r> . ri . ri_ che già presenza l\on era di stupor, tre- 19* Aveaoo gli altri paladin quiete, 1 ^SCruG ■'-•“«‘".u. ti Air. x ur. Lfx, 7y. ave 51 Movi ogni vigore atVranto. (?) ft'a c} 1 - 1 Af-fran-tù-ra. £*5'/.'] V affragnere , Oppressura. Lai. in- aflì-j, * Gr. Fr. Jac. T. 2. 2. Dagli rimedio nella sira affranfura. E altrove : Lo ciel ti e ’1 mondo, Il corpo in alfrantura. Are , Af-frap-pà-rc. [Alt.] Frappare , Trinciare. Lai. in ininu- rtes concidere. Ar. Fur. 4 °* 2 ^* L quei c’ ha intorno atlrappa taglia, Come s’allrappa e fora e taglia il panno. A^^atq , * Àf-frap-pà-to. Àdd. m. da Affrapparc. P. di reg. ( 0 ) Pi, ai>pa T( 1(!E ? * Af-frap-pa ló-re. eW*. m. di Àrfrappave. C’Ae affrap* 5 Pa \ bifida 9 taglia. F. di reg . OD) ^'ti Ky ^ er ,nct Af-fra-iebìa-inén-to. [Sm. Dimestichezza , latrimi- tuil 0 ' a ,/l uast f atcr/ia.] — , Affratellanza di . /?• a,1 ùliaritas. Gr. cLsiorwc. Guitt. h l ^ a hilé at «^ aTne,lto * ^ r - Gìoid. Pi cd. li. Per lo soverchio e non lau- n d c ^ ;, mvnto che con quello uomo si prendeva. ^'anàii LAN ' ZA ’ ^f'fra-tel-làn-za. [Sf. Lo stesso die ] Affratellamento. F. ’ •^ì mest idiczza , £ Comunanza ] come da fratello. Lat. 1 e» priuj' 8 ’i S0c ‘ c l as * Gr. oìvMOTm. Tac. Dav. ann.1. 22. Cesare gitLÒ * vi a«v_. a ll zo " a p in capo al mon- ‘are, Af-frcd-dà-re. Raffreddare , sin. £ Alt .] Far divenir freddo , Indur freddo .—, FFE co’i il . fi' ICd ' ^ l 3 ’’’* 1,1 da conservat e la ca- E»if chi la porta. u Pallai/ Ql 'i' r * rcado ' Lai. frigefieri, frigescere. Gr. xcira-bvyj. flug. 1, 4, Posta (f acqua) ai sole ed al fuoco, tosto si calda si ponghi all'aere, tosto s’ atìredda, Cr. 1. 5 . i 5 . \ 4 c i Ue ') r * e ì verno si scaldino, e nella state s’aflreddino, E provvedere è ancora che il verno si scaldi ( il vino ), , | 2 - Da ^ r p el tc g' all 'f>ddi. £V) 8 * alìfeTr^* ^ Mancar di fervore. ] Mar. V. Greg. Si che tanfo l’iio- Ai», ' v a h„ni ne bo studio del secolo , quanto esso più ardentemente V^AtO A m ° r di Di °- fr c d-flà-to. Add. m. da A {freddare. Lat. frigefactus. Gr. 5 ^Jrovj j 1 Dicer, Conciosiacosachè carezza di verace amore [• t ’ 11011 so ^ amea l e nelle vamora , ma nelle radici. - C.Calar voso .3 lUii. /.nf. 3. Voci cc. tìocbe, come parla llE »i ME T )ando è alWa.u^ . *'1. «To, è allVedilato. --ai. v„c ' a ' ( ' 1 ' t -na-mcii-to, [Am.l L'offrenare. —, Raffrenamcnto, ■ u bbi ' les** “ aggressor. Gr. vfipnrrris. Pardi. Suoc.sf. Né vorrei ce. mi t c ® afirontatore. fi) Affrontatrice,* Af-fron-ta-tri-ce. Perb.fem. di Affrontare. jtf Affronto, Af-fróu-to. [Am] L'affrontare , Affrontala. P.hSdAt A lo. Lat. conllictus. Gr. srpotrfiof.il, puixpi. Tac. Dav. Pii. dgf’ 'j,! corsero a furia all’ affronto, cosi ordinali. « Sega. Descr. Far te l’affronto di una sortita. (A) . .jptl' 2 — Ingiuria, Sopruso. ( II mettersi taluno a fronte, cioè al par' sona che si tenesse da più di lui, si disse Affronto', e significa Pj É . altri modi d'ingiuria. Murai. In brctt. ed in frane, qffront ^ p medesimo.) Lat. injuria, contumelia. Gr. iifipis. Salv. Spin. rabbia, l’affronto ch’io mi vedeva fare, ec. m’aveano accecato’ ^ Eier. 3-4 9. Per gli affronti Sufficiente bo schermo, e non ~ * ~ - - ’ rrevy [Collisione, Concorso di due cose che s’incontrano e si FÌPxff imbicvolmente. ] Injar. Sec. 353. Collisione, in altro senso eoo 4 3 — scambievolmente.. ^.... __,_ cuotimento e d’ affronto, non adoperò mai autore. ^ i — Confrontazione, Biscontro. Band. Ani. Confrontazioni ovr fronti, che si fanno per trovare i malelizii. (A) , g fr Affronto diffida Onta, Insulto, Oltraggio, Scherno, 1/ AJf 0011 gli antichi scrittori dissero Affronta, Affrontata e Affrontameli',Qtt tratto di rimprovero o disprezzo lanciato in faccia di testimoni' è grande ingiuria congiunta a disprezzo ; e talora include and )C d’infamia, tilnsulioè un attacco fatto con insolenza. h’OltmSS^ giunge all’insulto un eccesso di violenza che irrita. Lo Scherno e tamento umiliante ch’espone al disprezzo ed alla irrisione del P u %l< Affamare, Af-fu-mà-re. {Au. e n.puss. Offuscare coi fumo U lucentezza di checchessia , Tingere di furilo,] Affumicare .—, _* r _ y- _* fo.... _ si.u Lat. fumigare. Gr. xasnigtir. Benv. Celi. Oref. 60. S col lume della candela o della lucerna. E appresso : Indi 6* ranno le dette figure col fumo della candela accesa. , g," 2 — [Profumare.] M. Aldobr. P. IV. 54- Sia affumata la magio® sandalo, e invironata di drappi di lino moili in acqua fredda- ^ Àfil’mato, Af-fu-mà-to. Add. m. da Affumare. —, Affummato, ^ cato, sin. Lat. fuinosus, fumo tinctus. Gr. xxsrnXfiii.ivos.BoCC. / Con un pajo di poppe che parevan due ceston di letame, e con gf che parca de’ Baronci, tutta sudata , unta e affumata. Speroi 1 '^^ Sotto a poca calcina la lividezza d’un muro affuinato si ma®® ,, R 2 — Per metaf. Abbietto, Vile. Stor. Ajolf. O affumato , s® 1 ® tu comprerrai la mia vergogna. frua 1 ®* Affomicamento, Af-fu-mi-ca-mén-to. [Am.] V affumicare. —,«1/ sin. Lai- fiiiieinis obductio. Gr.xa.stv ós. Fr. Giord. Pred. B. N cr 1 mura del tempio per Io antico affumicamento del loro inceiis 0 ’ f Affumicare , Af-fu-mi-cà-re. [Att. P. Affumare.] Far fumo , a una cosa. Lat. fumigare, suffire. Gr. Ùvpuùv, xasrviXsiv. Cr ' > " Ancora di questo mese si pos.011 comprare le pecchie, e a ' itliuviu ut I^uwtu iiivvv vi jn/a iuas ni L il, % sere affumicate più volte, e da ogni lordura nette. E cap■ ■ inare i cavalli e i buoi, affumicar le pecchie, c purgar f aro 16 mini e dal fastidio. .ff, 2 — [ Profumare. ] M. Aldobr. E se 1 ' aere è troppo caldo e ^ cf ( la casa ) sia affumicata di canfora c di sandalo. Mil.MflS' liauno incenso e mirra, e affumicano e alluminano tutta la f/ Affumicata, Af-fu-mi-cà-ta. Sf P. A. P. e di' Affùmicameuto. L ;nrf catio, suffitus. Gr. fifvfsiagx. A/il. Marc. Poi. E quando qu e H i(jii l tatori hanno fatto questo , fanno grande affumicata dinanzi ® ,, di buone spezie. mlP Affumicato , Af-fu-mi-cà-to. Add. m. da Affumicare. Macchiai 0 P, dal fumo. Lat. fuinosus, fumo oblitus. Gr. xasi vvrfis. Bocc- tr 3 . È come che egli gli vedesse il vajo tutto affumicato in ca "„(/ Pist. La casa, che è piena d’immagini antiche e affumicatet l’uom gentile. Parch. Boez. 1. pr. 1. Come si vede nelle sta micate dal tempo. Morg. ss. La faccia brutta, affumicata, Affumicatore, * Af-fu-mi-ca-tó-re. Perb. m. di Affumicare. Affumicatrice,* Af-fu-mi-ca-tri-ce. Perb.f. d' Affumicare. ''‘VffeiKj Afi- ummare, Af-fuiu-mà-re. [ Au. e n.pnss. Lo stesso che ] ^ P. Benv. Celi. Orf. 61. Avendo ambe le parti ben secche, a * un poco col fummo della candela, come di sopra dicemmo- Affummato, Af-fnni-mà-to. [Add. m. da Affammare. Lo stesso ® ,r inato. P. Pit. 8S. Pad. s. S04. Era tutto tinto ed affimi® 3 ^ 0 -■'.A e n. pass. Lo stesso che A ffo c3r * a te 4 I.m.da A ffiiocare. P.di reg. P-B" 6 1 f i che serviva a cucina. Affuocare , Af-fuo-cà-re. All. e Affuocato , * Af-fuo-cà-to.Add.m.du Affuocare./'.dì re 8'F' a "'\' f fJ Affuori , Af-fuó-ri.[P/«p.] P.A.Fuorché. Lat. praeter. Gr.** Guid. G. s35. Vestito de’6uoi proprii vestimenti, affuori 1 e* de’ piedi. _ irì) Affusare , * Af-fu-sà-re. Alt. Lo stesso che Afi'usolare. P- Affusato , Af-fu-sa-to. Add. m. da Affusare. Lo stesso che j P. dell' uso. (A) . m 2 _* (Archi.) Agg. di Colonna: Quella eh' e assottigliò ^ in su ; ehe anche dicesi Diminuita. (A) . Aituscaee , Af-fu-scà-re. [ Au .] P.A. P. e di’Offuscare. offlindere, obscurare. Gr. a/iavfcm, vmrrxOTuv. (V.josco.) f cuor. Ms. Inganna affuscando lo cuore, lo quale non pei» 1 frutto di colui che fa e che vuole fare penitenza. (Oì f ArruscATO, * Af-fu-scà-to. Add. m. da Affuscare. P. di e. ( Farm, c Chim. ) Af fu-si-ó-ne. Sf. L azioni ì 0 fr.fr ;l Affusione. ( spruzzare un liquore scura qualche cosa. Lat. affasio. . ? _ _ 1 * -.fC, .eirin/- rii r.is'i fìlli si mutarono nemmeno. .. coll’affusione di più deìì olio di t [Sf°' ^ AFFUSOLARE A Wu-so-Ià-re. [Alt. Dar la forma del fuso, Render diritto 5 Per illuso lare , Abusare , sin. (V.fuso.) !ra||,. ( | Ha J- Raiiazzonarc, Abbellire, [Forbire, Ripulire.] (Credesi He.t 0 di . ora dall’ essere il fuso difilato , levigato , ed in somma j Proprio, jm'| l ( n< ^° ° scabrosità. Peraltro fisa in celi, basco vai netto, CPar^„„ *' ° Ì Ì' rùnprollo o simile. ] Mettere addosso, Dare una canata, "rtusoi. T „ ra "nuBb.] Pataffi. 2. Se tu gli ottùsolasti un mal rimbrotto. » -• J*!? » A /-fo : so-là-to^dd. m. du Affusolare. . fusolato * foggia di fuso. Oggi si dice Affusato. Quindi Gambe af- a [Gir'a| C, ° e s,,lt di e falle a guisa di fuso, Aret. Rag. (A) Puro c cff * n ar ' a a g u ' sa d* fuso.] Morg. 27.55. E chi sonava tam- , 8 °lati „i: 1 Nacchera, Baldosa e cicutrenna e zufoletti, E tutti alfu- 4 — Di r i U sca «nbietti. rPc volaniDifilato. Nhffi.Fies. ifg. Ch’egli schifasse il dardo L «ccn R?L’ en * a ver lui per l’ aere affusolato. Varchi Suoc. 5. 1 . AFORETO 101 Ma , per Se rT 1 ,i..- m: _\ zn\ ■fUsTo. tM'r ”** uulI 4 lle vau sciuuua.y ^uy di pi'(l ; ,|. V ,!’*■■) Af-fù-sto. Sm. Carretta da cannone.(Da fusto in senso ^ Vr nwn» ’’ “ al . h ero : e vai dunque Pedale del cannone.) (S) Lai c VAffu-tà-re. [All.) p. A. [ Riprovare, F. e di'] Confutare. Gr - sVyx«*. Tesomi. Br. 2o. Ma maestria conchiude È nieti * C . * a vcrtnde, E fa indugiar vendetta, E fa allungar la fretta, V-Isist, °hria , Ed attuta follia. , ho, ,y (Geog.) Af-ga-ni-stà-no, Afganislan , Kabul, Cabulista- "fir * ' ">t. Arachosia. Regione dell’ Asia. (G) sCl 1 ;*: *!■ r- m. Lai . Aphia. ( In cbr. afta vale ira o volto ^ Agogno o^t \ 0f>fì vo ^° 9 ira ^ e jah signore. In gr. aphyia vale c °t.r,o. Posto avverb.zzz Precipitosamente, Abbandonatamente. ivi f 0 ^ aec ìpitanter. Gr. tffom'rws. Berti. Ori. Ognuno a fiacca collo 9 fì ac lna * 7 V*c. Dav.ann.2,'ó5. Due schiere di nemici (mirabìl cosa ! ) . , a della selva nel piano, e del piano nella selva sì fuggì- 4 ' nc °?< ra - A s ^p Ta A ‘ .QAr. Mes.) 'Posto avverb. Dicesi di drappo di fondo bianco * ?A l campeggi il rosso.—, A fiamme, sin. Fiamma, J. 2.(0) a *UÙ (Dalgr, a priv., c pheidos o sia phidos parco.) —• A. 0 ( *i Arcade re di Arcadia. — Di Pelipemone re dì Alibanda. (Mit) w Posto avverò. z=i Confidentemente. Rocc. nov. 79. 18. Non r che tu ti maravigli, se io te dimesticaracntc a fidanza richiederò, a v »ol s P tranza - Pussav. fg. Avvegnaché Dio sia misericordioso, non a w Però che 1 ’ nomo a fidanza 1 ’ offenda. (V) i„ pt»- Fare: Fare a fidanza — Trattare con sicurtà e dimestichez- fà Cev , • Fare a fidanza.] Tao. Dav. slor. 5, 3yo. Egli, e l’esercito , c|, c an p a fidanza con gfi ordini della milizia. AUeg. 225. La pazzia, ^ riI »FA °»^ ar seco a fi Aanza > Lo vi conforta ec. 5 U’| q *'. fZooj.) A-fi-dì-fa-gi. Sm.pl. ffi. G.Lat. aphidiphagi. (Da aphis, A^ r,t ‘-dfidii, e phago io mangio.) Famiglia d’insetti cosi tlb 'i. » '{/ C , st nutriscono di afidii. — , Afidivori, sin. (Aq) . c ui ji («>oI.) A-fì-di-i. Sm. pi. Lai. aphidii. Famiglia d’insetti, di >0^ dominante è il mascherino detto in latino aphis. (Aq) A api, •'^°°L) A-fi-di-vo-ri. Sm. pi. Lo stesso che Aliilifagi. F. *">»*, i l 8 " 1 < F ,a l® vedi Afidii , e dal lat. poro io divoro.) (Aq) a * da àA»v *Afidnc. iV. pr . m. £«*.Aphidna. (Dal gr. a priv., Af "«O, * A y" r S n deli Attica. (G y , ‘hd-uè-o. dV. pr. m .— Padre di Callimaco. (Mit) A,, 'ns 0 . ’ A -fid-.m m ... - --- j.- ,»,1, u l‘hiff . '. ® Val dunque Chi scrutina.) (B) *e 0 , g '] f J n rgn dell'Attica. (G) ’* A-fid-uè-o. dV. pr. m .— Pi tAT 1 •?* no * ^' /"'• m — Governadore di Ajidna. (Mit) si» Ct A-fì-dro-si. Sf. V. O. Lat. aphidrosis. (Alìdrosi in gr. -«rosi, p ale cn hssion di sudore: e viene allora da apli per apo da , q° s ei)z 4 * di mandar fuori ilsudore.Prendendoa radice aph' per A.„ e,5 a/Ms,„’ 6 hidrosis-, Afidrosi può significare mancanza di « di sudore. (Aq) sudore.) nei "' JP, A- (Med.) A dì'.ìanltro.pi'nV.V/: 7 ' G. Lai. aphìlantropia. ( Da A ’O ? pàilanthropia amore degli uomini.) il primo grado della o//orc/iè si fueee e fi uomini e cercasi la solitudine. \ q) A^ ,cp fir ,Posto awerb. co’ v. MeUevc, Mandare o simili =raie llu v* ri \\ r ? se - Filo , 24 e 25 , e Spada. (O) A* A-fi-lì-a. Sf. P.G.Lat. aphilia. Gr.a ( Da a priv-, a ?«^) 'Scarsità o mancanza c? amici. (Aq) A-fil-làn-te. Sf. Lai. npbyllantes Lin.(Dalgr. a pnv. di sei foglie cinto nella base da squame embriciate, ^ , Kt delle ante,4 >■ ’ ' ” ' e < ? \ j?0’'Uut 0 b . x _-r r v •'a/ sin l,lVLLne piante che hanno i cauli privi di foglie. (A. O.) (N) tf'ì e vale A dirittura ; presa la metafora damu- Vr\*?? Us *ìm c ^ e tir uno un filo per andar diritto.\ Lat. ad 1 * J^0o 0 dìrectum f " “ ' .... vi*niy rtcìfu case uà t . • . (pilabo. la c-“*“ e unterà inserite nelle lamine del perianzio, lo son *«,« molti semi; perianzio calar ‘ (N) «'foglie-, ha la sola specie Aphyllantes “ J.( W„, a ' L >A-m-]o.Am.Lat.aphillum.(Dal gr. affiny.,ephyUon ttìgn .5 \ |° di alcune munì» -‘ ’ ' ” . -n directum: CrX ^^ ■ì'^'al 0 ’ D ''«o!] ^^d-'ur. «2°’il''Che’l ferro crudo 1» wan A ’ 0r ' ; V Vcll, r giù voUosse ■ Tirare i colpi a filo ognor non lece- ir C^; 4 nd««: Andare a filoU^ndare'uJifato. F■ Andare a filo (N) m p ,} ss,:r<: - Essere a filo, (fig.)z=Lsstr pronto, apparecchiato, p -.^'■Uere': Mettere^a^uTaUrui per far checchessia == Fargli h^X'\ di fure ec. Malm . 2. 63. Cosi perchè tu a filo piu mt ^ aT *o * c poi darti la stretta. ^ (Lctt.) A-a-lo lo-fì-a. Sf y- d- Lat. av> tu - to “l ^ priv., c phihsophia amor della sapienza.) Alito per cui si odia la ragione , alt’ opposto della filosofia che la va investigando. (Aq) A rute. Posto avverbial. vate Con fine, Perfine. Lat. caussa , gratia. Gr. x«f, ««*«■ Al. y. 3■ 106. Eziandio che ’1 coropcratore il facesse a fine d’aver l’utile che ’l Comune avea ordinato. E 7. 60. Ed ivi attese il Re di Raona a fine di combattersi con lui. 2 — Col v. Tirare, Condurre ec.=Finire, Compiere ec. (F-Fine.) « Ar. Fur. 22 .1 /(.Desiderosodi condurrea line 11 paladin si gloriosa impresa.(P) A rt*E forza. Posto uvverbialm. vale A forza , In tutto e per tutto. [F.A.]Lat. funditus , prorsus, violenter. Gr. piu , frn.J P . G.f.at. apliorisrnuì. Cr. ^yOpiCT/AO?. ( Da aphorìzo io separo , distinguo , scelgo , perché non si arriva a stabilirne che dopo moltissime analisi.) Massima , Sentenza. Assolutamente preso , s'intende di quelli d'Ippocrate. —, Anfona'ino , sin. Dant. Par. li. 4 ' Chi dietro a jtira , e chi ad aforismi Sen giva ,e chi seguendo sacerdozio. Bat. Ed alcuno se n’ andava dirietro ad a- forismì, cioè breve sermone: questi aforismi fece Ippocrate, e Galieno scrisse sopra essi ; c per questo intende che alcuno s’nopcrava nella medicina per essere ricco. Petr. eap. 10. E quei di Coo , che fé’vie miglior r opra , Se ben intesi fosser gli aforismi. Aforisticamente , A-fo-ri-sti-ca-raén-te. Àw.Distintamente, Con brevità. Or. àtfo/xffrncws. Guarini part. 1. lelt. 14 *• La quale aforisticamente toccando il punto con sua minor fatica. (B) À forma. Posto avvetb.zzz Informa , A foggio. Lai. in modum. » Sali. Giug. 154. E a forma Metello fu ancora fililo consolo. (V) Aformiowe. * (Geog.) A-for-mi-ó-ne. Luogo delta Beozia. (G) Aforo *(Bot.) ’A-fo-ro. Add. m.p r . O. Lat. aphorus. (Da aprrv., e phero io porto.) Aggiunto di frutto o per dir meglio del suo pericarpio quando è privo di valvole ed aperture, (A. 0 .) A FORTUNA. Posto avieriialni. vale Per sorte , A caso, Lat . fortuito, forte , fortuna. Or. ri^y. Pass. 32 ò‘. Imperocché avvengono a caso e a foituna e di rimbalzo. A forza. Posto avverb.—Eorzatamente,Per forza, A dispetto. —.Afforza, sin. lat. violentar . vi, per vim. Gr, &cc. Jiocc nov. 26. 20. Io so bene che oggimai, posciachc tu conosci chi io sono, che tu ciò che facessi, faresti a forza. Tes. Br.2. 5 o. Ma quando l’nomo uccide a forza, quel non c mutamento di natura. Petr. sou. 272. Cosi disciollo dal mortai mio velo, eh'a fòrza mi fieri qui. Ovid. Pisi. 1. Egli s'apparecchiava AFRONITRO '3 P' f < ApiìIzite. (St. N.) A-fri-zì-te. Sf, (Dal gr. apkros spuma.) Sosdf 1 " f isit‘ Irosa che si trova io Norvegia, nero . opaca , cristallizzata esaedri corti ec., così detta perchè esposta al cannello , da 1 bianco spumoso. (Aq) , 1 icnl |! Afro.* N. pr. m. Lai. Afer. (In lat. afer vaie africano o pC 01 ' dall’Africa.) — Oratore e console romano. (Vai.) Afro. Add, m. Che h& ni se afrezza. Lai. acerbus, austeri^,* Gr. a.vcrrr,p6s. (Dal fr. dpre che vale il medesimo.) Cr. 5.2/• ‘ cf ^ dimestiche , altre sono nere perfettamente mature e dolci-, alt 1 ® ^ £ e acerbe , e sono dure e verdi c lazze , ovvero aire. E e (ì P' $ delle ciricge certe sono dolci e certe afre. E eap. 12. f • ^ dolci e certi aceto?! e certi afri. ( Parla de frutti de meli.) E non mangi niur.a cosa afra ( cioè agra.) a —* Add, pr. m. V. Africano. (B) Afro diti*, da Acre , Aspro , Acerbo , Immaturo^ Ausici' 0 * ta i>c f r,.‘„ --- - ’ ’ ■ Afro dinota un senso disaggradevole ai gusto , cagionato dal ^ j m G Ì" l uUa p0c0 . (5oIc ‘‘ Acre C 0 Aiiro J esprime mordacità dell Asprezza , la quale Ìndica qualche cosa di ruvido nctD s “ a . co$ posizione. Acerbo è opposto a Maturo*, onde è affine ad se non che Acerbo include più positivamente l’idea di agreo,^^ immaturo quella assoluta di difetto di maturila .Austerità ® s P\ l a | qualità meno piccante dell* Aspro ; e si applica principalmente ^.,,1' a: ------ ■ ■ a questo è Bi’ usC ° ì fhÀ' / .... v.. ..«.ne «cetano i sensi esterni ec.: si stima a forza di ciò che dettaci rinteilelto.(V) 3 — Dicesì anche A viva fòrza , A marcia forza, e vale alquanto più. che ii solo A forza. Cavale. Disc. spir. Se egli non è occupato in bene, bisogna a marcia forza eh’ei pensi male. òf». ben. Farcii. 1. 3 . Trae quasi a viva forza ancora de* petti duri e non ricordevoli la gratitudine. E 6. 2Q. lo non voglio tenerti a viva forza,son contento ec. Alarn. Colt. 2. 73. Quéste cose infernali accolte insieme Con arte estrema , a viva forza inchiude , Dentro al tenace bronzo. Afra. * (Geog) Efron. Città della Palestina. (G) A fracasso. Posto awcrbialm. = A precipizio , Con furia , A furore. Lat. effuse, praecipitankT. Ar.Eur. 1. 72. Che salta macchie e rivi , e a fracasso Arbori mena e ciò che vieta il passo. Afragola. * (Geog.) A-fra-gó-la. Picc . città della prov. dì JSapoIì. (G) Afrania , * A-frà-ni-a. JV. pr. f. (Dal gr. a priv. , e phren senno: Privo di senno. Quindi i Greci dicono uphreno io sou fòlle. ) Nome venuto alle dotine impudenti dalla romana A franici , moglie di Licinio Buccione senatore , lei quale obbtiando la modestia del sesso , trattava da se stessa con importuni schiamazzi le cause dinanzi ai giudici. (Aq) (B) àfrakio, * À-frà-iù-o .N.pr.m. Lat. Àphranius. (V. Afrania.) —Poeta comico romeno. (B) (\au) Amate,* A-frà-te. N. pr. ni. Lat. Aphraates. (In gr. vale scavator di pozzi , da a intens., e.da phreatiu scavamento di pozzi.) (B) Afratto.* (Arche.) À-fràt to. Sm. pi. V. L. Lat. aphracti. ( Da a priv., e phraito io rinchiudo, io circondo.) Navigli degli antichi ad un sol oidine di remi , cosi chiamali perchè non erano coperti , e non avevano ponti. (Aq) A freno. Posto avveri, col v . Tenere, significa Ritardare) e Tenere in timore altrui. Lai. in ufficio detinerc. Gr. x,x\ivovv. G.F. 8. 72. 1. Pe- rocch’cra molto forte, e in una contrada clic tenea molto a freno gli Aretini. Petr. som Larga ’l desio, ch'io tengo or molto a freno. 2 — Col v. Stare; Dicesi di chi è ritardato e tenuto in timore. Lai. in officio permanere. A fresco. i/Ivverbial. col v. Dipignere.] F. Dipignere. A fretta. Posto novellini. Lo stesso che In fretta. f r . Guài. i 5 . 45. Vizio monta a fretta. (V) Afretto, A-frétto. [Add. mj dim • di Afro.—.Afrnzzo, sin. Lal.vihau- sterna. Gì*. V7ravr>ipds. M. Aldobr. c, 34 ■ E perchè clic fporcellaneJ sono afrette c forteruzze , confortano lo stomaco. Troll. .... _ sì applica principalmente di un gusto dilicataniente mordente. Affine a questo è Brusco^ mente sapore che tira all’ aspro, ma non dispiacevole al gusto* voci si prendono per la più parie anche figuratamente* à /più- pera in senso di acuto 0 di fiero : Acre ingegno^ Acre $ Vili.) Aspro per rozzo , ruvido , duro. Acerbo vale ora crU . intempestivo, ora imperfetto, ora funesto: Alto acerbo , Odt° Acerbo nemico , Acerba morte , Età acerba , Acerbo caso. * *' Immaturo per cosa che avviene innaffi ^ immatura , Immaturo consiglio. Br^ . , : Uomo brusco^ Viso brusco, frode.* (Mcd.) A-frò-àe.Add.m.Lal. aphrodcs.G/ 1 . àtyfwbn** C^ a Jfg J schiuma.) Grecismo sin. di Schiumoso. Nome dato da Ipl J ° C sangue ed agli escrementi spumosi. (A. 0.) , ui , Afrodiasmo.* (ÌVled.) A-fro-di-à-smo. Sm. V. G.Lat. aphrodia 5l *L^ à^po^ic’ia.c'o.o?. Atto venere o, Copula, Coito, Lilndme. ( 4 * /£), Afrodi.sea.* (Geog.) A-fro-di-sé-a , Apsidea. Città della Cavu^r Jt$ Afrodiseo, * (Geog.) A*fro*di-sè-o, Capo di Croce. ProtnontoA Spagna presso Roses. (G) r Afrodisia. (Med.) A-fro-di-si-a. Sf. V. G. Lat. aphrodisia.^ G bicrix. (Da Aphrodìle Venere.) Copulazione od unione di femmina. (Aq) .. Crii Afrodisia. -(Geog.) A-fro-di-si-a .Antica cit. della\Tracia.— dello' — della Ciltela .— delia Libia .— della Catìa .— dell'isola ili*. V■ G, Aggiunto di 1 segr. In qualunque cosa si mettauo a cuocere , il suo odor grandemente accrescono, e per l’odore e «freisa che hanno in {oro , confortano AÌB,r. l< *f(lèoc C '’A-fri-c«. Affrica. Sf. Una delle parli del mondo—Città A I li l^ìaza di Tunisi. Lat. Adrnmetjcum. (G) ArMclsu’, * S A-fri-cà-BO. N. pr. ‘f**' m ' LaU Africanus.-, Affri- 2 !Ì“*°(MiJ vftoimmwiì di Cerere dalla fertilità iteli Africa , che quivi Q GTOgO^A-fri-ce-rà-u-ni. Popoli dell’Affrica verso Ar ntcMOsT* (Gwig.) A-fri-cc-ró-ni . Popoli della Libia, (fi) Ansaci, *(hrùvsl)A-Ìr\-iA-ìNf. Focaccia in uso ne sacrifica de Gcnulpfiln) Africo.*(G rog.) ’A-fri-co. Add. e sm. La’, africus. Gr. ^ 4 . ino de’pria- cicali venti. Lo stesso che Affrico. U. (Mit) Afrissimo, A-frìs-si-mo. lAdd. ni.] superi, di Afro. Lat. aspcninms. Gr. a.vtrrr,fdrxras. Libr. cur. malati. Le cotogne, allora che sono acerbe , sono afrissime più d‘ ogni altra pera. dedicale a Venere. (Mit) (G) AFBODisiaco.*(Med.) A-fro-di-sì-a-co. Add.m. , —, „ os . ciò che ha relazione a cose veneree. (Aq) fi : 2 '— (Paini.) Agg. di Rimedio che abbia virtù di render aleni 10 fi, sposto e valido alla generazione. ( Dal gr. aphrodisiaslic° s eccitar la Venere.) (Aq) fi 1 Afrodisude. * (Geog ) A-frc-di-si-a-dc. Lola del solfa Persi 00 5 L enere. (Mit) AFf.ODisiE.*(M't.) A-SVo-d;-si-e. Add. e sf. pi. Peste in onore di * ^ V■ Afrodisia. (Mit) ijji»! AFRoDfsiENsi;.* (Geog.) A fro-di-si-èn-sc. Add. pr. coni. Di An° j Di Afrodisiade. (B) . . fi Afrobisio,* A-fro dì-si-o, Afrodiseo. iV. pr. m . Lai. Apbrodis 111 ' gr. aphrodisins venereo.) U. Afrodite. (B) ntit) ■ t 2 —* (Mit. Gr.) d’empio o cappella consacrata a Uenere. (fi pp 3 —* (Geog.) Promontorio della Caria .— Luogo nel porlo d e — Piume della Tessaglia • (G) _ . jjjC AFRODiTA.(Bot.) A-fro-di-ta.(Dal gr. aphrodìle Venere : poiché S|1c iH°V* nere non fu generata per effusimi di seme,cosi queste piante n ° i V(l!) l e plicano per semi .) Lo stesso che Afrodite, nel sigióf. del )■ o- 2 —* (Zool.) Genere di vermi marini , che dimorano ora u c • gite vuole , ora nelle fessure degli scogli , e vengono getto quelite sulle spiagge del mare insieme colle spume. (Aq) pi/Vj Afrodite.* (Mit.) A-fro-di-te. Gr. ù’vpfilrr.. ( Da! gr. aphr° s .Jfit. e da (fio io immergo : Immersa nella spuma.) Nome di T e,,cl jJ "'; dalla spuma del imo e, o anche cosi della, secondo Arièlvtil e s fifió tare che le sue membra son candide e delicate , come le'spnmaù fi 2 —* (Arche.) Danza greca nella quale si rappresentava quo* u di Ùenere. (Mit) 3 —* (Bot.) Agg. di Piante : Quelle che si moltiplicano con mezzo che coi semi. —, Afrodita, sin. (Aq) , w/a * Afrodite. * (Geog.) Isola del golfo arabico. — Antica citta •> barta , oggi Africa, fi) _ Pei^w Afroditopoli.* (Geog.) A-fro-di-tò-po li, Atarbechi. Ci’ttà deu affi A r noe, al a.* (Farm.) A-frò-ga-ta. Sf. P~. G. Lat. aphrogal 3, ,j (1 ;ii.(V spuma , c gala latte.) Latte spumoso , cioè agitalo con ‘ fieli- che sia ridotto in ispwna ; corrisponde al Lalletncle deAIifi fi? Aprogema.* (Mit. Gr.) A-fro-gc-ni-a. Soprannome di Pend*’ ,, ( .- aphros spuma, e genea progenie.) (Mit) Qf. > ) i Afsokatro. (Min.) A-liò-na-tro . Sm.V.G. Lat. aphonitruro'^ a llJ i ti.-rpce. (Da aphros spuma, e nutron nitro; e ciò per all" 510 /RW ma ed al colore di questa sostanza.) Soda minerale, ed a '‘ n ^-, ? che si forma sulle pareti de’sotterranei nelle cave del S ess nitro, Alinatro , sin. (Boss). _ ina 0 (l) Afronesi.* (Mcd.) A-frò ne-si. Sf. P. G. Lai. aphroncsis- ( fi. fi e phronesis intelligenza.) Mancanza d'intelletto , Detu e,i:a ' jnii 111 / Afrokitro. (Min.) A-frò-ni-tro. [ Sm. P. G.) ( Da nphfif r fi^ nitrivi nitro. V. afronatre.) [Quella materia salina, che fi!/ ji* pareti di alcuni sotterranei e luoghi umidi, e che di sali »■’ Pista „ , 4 ?PÒ«Vp 0 „''‘Sitamene di ab; ' " Uì A FRONTE uhi nitrati. ] A GAMBE ALZATE 153 Lut. nphronitrum. Gr. ^ sUnff Slmiilt \Usarono gli antichi questa parola più generalmente 'A'»aul di „ f v yerb. — Dirimpetto , Rincontro ; e si usa sovente a Vidi a colltr a, adyersus. Or. òumxpv. Filoc. 5. 11 f. ha secoad- 1116 a ^ a . ul ' a camera in un’altra dimorar due donne. E 7. Aliato •seta'"' c *',' amala i q ,J i a fronte, dove le vecchie radici del melo . 8'ia a frrv,". , ’ s ’ assise. Ar. Fur. 15. n6. Quivi lo trovati, che dise- A ^rl T Cl Caiife <*’Egitto '■»« fortezza. :i ^V(;rsìs fr P ^°, ìiTE ' Posto awerbialtn.= Rincontro l'un aU'altro. Lai. a ìus ‘ Gr. Mrixpv. Dani. Inf. 25.100. Che duo nature inai a dotto a fr 0 | C ^? n trasmutò. Ar. Fur. 23. 3. Finché con lui con- ~~ Ila io i u n e a fronte Àvca quivi il geloso Rodomonte, messi l la r i c a , s °l° i In persona. Ar. Fur■ 21. rj.2. E quel che già per Q>onte SCOp eiCa lo , Oggi me l’ ha richiesto a fronte a fronte. (M) teme Tasto avverbìalni. — Colta fronte scoperta, cioè vergogna. Rat. audactcr , fideuter , exporrecla fronte. a 1 ' 1 ' 0 colf, . occ * nav - 77- 7- tài conviene guardare i’ onestà mia ; si l . il0s conotioj ( ' 1 p 'f donne possa andare a fronte scoperta. 1 ì gr a f ' IV.) A-fro-sco-ro-dó-ne. Siri. Lai. aphroscorodon. 7 e , aS °PerZZ “ hì "“ a , c scorodou aglio.) Sorta et aglio grande , A tru ° e cn/,!! ° ” e//e oh, ande produce molta schiuma , massime se vieti K ^no A p nen ’olio e netta ceto. (Aq) £ 0, ' c « 6oe ST °‘ ^ osto avv crbiulm. vale A pezzo a pezzo , A boc- , s e il cun C0/1 | e ', Tat. frustillatim. Dctnt. Par. 6. ufo. Ese’l mondo sali * a ‘ lodi r cli ’ e gh ebbe , Mendicando sua vita a frusto a frusto, As- -P 1 » lo loderebbe. , 8l 'Zzo, . an cke A tozzo a tozzo. m. dì Afro.—, Afretto, sin. Libr. cui\ mas a Ses - * A. py. ° SOr ^ c quando sono afruzze , e non bene mature. * A.fT' ^ at ' Àphses. ( Dall’ebr. aphes consumarsi, mancare,)(B) ’ ^uro.!* i*i P r * fi Lai. Ifophsiba. (Dall’ebr. aph furore, e sobe L- vlno 0 deli’nbbriachezza.) (B) j U ( J erfì c [ e e per fa p/& Afte alpi. (Dalgr. aphte ulcera maligna nella r?! 0 * n situi! llla bocca. 11 v. aphian trovasi applicato da Ga- ■ f ^'eretta £/m S ? nso ane ^ ie ad altre parti del corpo. Castel. Lex. Med.) !f et 'na cl e ii iCcisi ra superficiale , che viene nella membrana mucosa Ai.’** 00 degl' int° C ^ a -‘ > e< * ancfie della faringe , dell' esofago , dello st<- a A ^ t,:, oo'cet/ l 5tl, d > accompagnata da un calore abbruciarne. (A. 0.) I'btl iiirt0[ j * ( St. Eccl. ) A-ftar-to-do-cè-ti. Sm. pi. V. G.Lat . aphlhartos incorruttibile, c doceo io penso, io sti- qy te,l evan 0 se fi Uen do la dottrina di Gnjano vescovo di Alessandria , 4 ,,^ pot li(Q le l { corpo di G. C. incorruttibile ed impassibile , non I °Nio * A p fSmcere alla morte. — , Gaianiti , Fantasiasti, sm.(Aq) LQ.V.J ’ iU U0- u i« o . 7V ^ r a ...1.1 — — ,t\.. i . / !» . > ,l Ut. Osto ’A-ii uvver * a, Atva* Lai. ILifva. Divinità della Tìclsìcn. (Mit) nalrn. vale Col fuoco , Per via di fuoco. .Sagg. '. L '. Sl> -9- Al)f” '"" a< e e *7.°^ v. Soni 1 '* a,lco !' a nl cima un'altra pallina vota, e serrata a fuoco. 3 _ ■ Dicesi del Dar cenno colle campane d’ alcuno in- Coi . . Llll amare >- .- 1 ■ Anda / ' Co/;, T««re le genti ad estinguerlo. _ * l? ‘ ^ n # dare Essere incendiato.] è . Andare a fuoco, i *'°«Co p P T Correre velocemente. (O) ^ t u °R ni 14a5I4 'Posto avverbiali «. col v. Andare. ".Am J,| sun4..*p OS [ 0 avverbiale Fuor misura o di misura, Grun- fitc. R e n a Ma — - 4 4 Pria. 5ti Postò ' Ue " a Mano. N. Sp. (0) v 'J? ,4 tcr. Q.. avi>er bìalm. zzz Furiosamente , Precipitosamente. Lai. fè- C( V. flt0 . G.F'.j.gz. 1. A furia, sanza ordine_e prov- SuIqq , ', c oìl‘\ 5 ^ a . furia. A7 l “! 0l ‘° ì n 8 a lcc. Tac. Dav. star. 3. 3)5. Fabbricò . Carlo v’ andò con Io esercito a furia. e simili = A forza di percosse ec.Ar.Fur, ' ,(J ' l'or — k A tl ' JOSSC e simili = A forza di percosse ec.Ar.Fuv. giù nelle fosse A furia di ferite e di per- poll* tir,»' »*. ,, 0, Lo manda fuori a furia di spintoni. en^r. 7 :^* di p t/ nr»trt . n.- »• , * • ì, t ,* .. .. . — sua muti u uiria cu spiu 4 . f: n zu ,j; ' f * °Polo ; Dicesi di checchessia fatto con impeto e con f. ó, 0 ? 0 ! t,tu ‘ /i,,e - e,! '° > ii]i nr i,.| ( r f ° Andare =: Operare sconsideratamente. Lai. incon- 0 <ì . a furia C1 a 8 erc ' Gr. 1 rpoffsrw; S.yue. Belline, soli. 4■ Chi di Ur ' a i D'osi • 1He rcte al vento. E altrove : Giri non pensa, e corre w ' ^er vostri F°j Sa a * s ‘ I )cnt c. Ar. ISegr. 5. 1. Udite, Abbon- p ne . c ? e oon correte a furia. A * G;-'. werbialm. vale Con forare, Con ìmpeto. Lnt. fureiy he c q Duce. nov. 16. 'àg. Il popolo afurorccorso^allapn- QuV A\ ^ sc ) c guardie, lui n’avevan tratto fuori. ^ i linv^ 1 ^ aijnossono a fui l i ^Ci ca;j. i' G. V. 7- p5. E " , « guisuhl però corichi ude , che uoi e corsono alle prigioni. Cavale. non possiamo esser A ■' * x ’ t'osto avverbiale!. “ Abbondantemente, In copia. . :l ' p Val.» ì° Sa ’ ^ bizzeffe, A cafisso: modi bassi. (Dallat. ad effusi E(w,„ ?^ £ sso.) £at. affatila, ubertim. ^ Dicesi N - .. rjfusionem , Af Oltre ua|, »ac, con bilVJrr^T" r' U, ‘ ■ X>^r,v , pvSyv. G. f^.S. j8. .‘ e - a tu«,„ .? ha lesti i e dardi e g.avcllotti a fusone. Teseid.i.Sz. AgAba. * (Geog.) ’A-ga-ba. Fortezza vicino Gerusalemme . (G) A gabbo. Posto avverimi, vale In ischerzo , Per laja , Per giuoco. Lai, joco. Gr. iv ‘Xctdìtf. Liv. i\J . Nè prendeano mica la legge a gabbo.IVoy, ani. 2 8. 1■ L’uno rispose a gabbo: bavvi un cappello. Dant. Inf 3s. 7.Che non ò'mpresa da pigliare a gabbo,Descriver fondo a tutto l’universo. Agabio , * A-gà-bi-o , Agabò. jY. pr. m. ( Dall’ebr. hhagh festa, edaò padre : Festa del padre. ) (B) Agabo , * A-gà-bo. JS. pr. rn . P Agabio— Uno de discepoli dì G.C.(Van) Agabra. * (Geog.) A-gà-bra. Città della Betica. (G) Agacle , * 3 A-ga-cle. JY. pr. m. Lai. Agacles. ( Dal gr. agan molto, c cleos gloria : Assai glorioso.) — Re di Tessaglia. (B) Agacbro, * A-ga-cIè-o. N. pr. m . — Uno de'Mirmidoni. (Mit) Agaclito, * A-gà-cIi-to. iV. pr. m. Lat. Agaclitus. (Dal gr. agan molto , e clytos celebre. ) (B) Agada. * (Mus.) A-gà-da. Sf. Strumento di fiato degli Egiziani e degli Abissini , della grandezza e forma di un fiatilo , e s'intuona con un ’ ancia simile a quella del clarinetto. (L) Agada. * (Lelt.) A-ga-dà. Sf. Omzione che recitano gli Ebrei la sera della vigilia della toro Pasqua. (Ber) Agades. * (Geog.) A-gà-des. Capitale del regno di Asben in Africa. (G) Agadl. * (Geog.) A-gà-di. Le ìsole Favignana , Levanzoe Marìttimo.(fi ) Agadir. * (Geog.) A-gù-dir, Santa Croce. Città della Barbaria. (G) Agag. * N. pr. m. Lai. Agag. (Dall’ebr. hhagag festa.) — Ultimo Re degli Amaleciti ucciso da Samuele. (B) (Van) Agaga. * (Geog.) ’A'ga-ga, A gag. Regione di Africa. (G) Agàgàmmati. * (Geog.) A-ga-gàm-ma-ti, Àgamanti, Agacimati. Popoli della Palude Meotide. (G) Agagi. * (Geog.) A-gà-gi. Popolo dell ’ estremità dell Africa vicino al Congo. (G) Agalaeta,* (Med.) A«ga-la-è*ta. Add.f. Aggiunto di donna che dopo il parto non ha latte. (Dal gr. agalactos privo di lattc.V. agalassia.')^ A.O.) Agalaspidi.* (Arche.) A-ga-là-spi-di. Sm. pi. Nome che davano i Greci a quelli che erano armati di scudi rilucenti. (Da agallo io orno, ed aspis scudo.) (Z) Agàlassi. * (Geog.) A-ga-làs-si. Popoli dell' India. (G) Agalassia. * (Med.) A-ga*Ias-sì-a. Sfi. Lo stesso che Agalazia. ^.(À. 0.) Agalaziaì * (Med.) A-gadà-zi-a. Sfi P. G. Lat . agalaxia. — , Agalassia , Agalactia, Agaluttia, Agalaxia, sìa. (Da a priv., e gala latte.) Difetto dì secrezione del latte dopo il parto.—Mancanza di latte in una femmina che allatta. (A. O.) Agalikeman. * (Mus.) A-ga-li-kò-man. Sm. Strumento d'arco de' Turchi , il quale ha una gamba e si suona come il nostro violoncello.fL,') A galla. Posto avverbial. vale Sulla superficie , per lo più di liquido .—, A gallo, sin. Lat. in supcrtìcie. Gr. g ■Tfin‘oK^s.Bocc.concl.12. Anzi sonio sì lieve che io sto a galla nell’ acqua.Cr.9.4 A ouu.e aperte. Posto avverbiale A gambe larghe. V. iFrane. Sacch. j\oi». 208. La donna torse si medicò anch’ella , perocché buon pezzo andò a gambe aperte. (V) A GAMBE larghe. Posto avverbial. 00*0. Stare, Sedere o simili : Dìcesi di chi vive spensierato e in pigrizia. —, Stare a gambe aperte, Stare in panciolle, sin. Malm . g. 82. E mentr’ ognun s’avanza a gloria intento, Ei siede a gambe larghe e sì fa vento. A gambe levate. Posto avverbial. co'verbi Cascare, Andare o simili , vale lo stesso che A gambe alzate. Agame. * (Geog.) 'A-ga-me, Agaoma , Agorme. Provincia dell Abissi- ma. —- Città del Ponto. (G) Agàmede,* A-ga-mè-de. F. pr. com. Lai. Agamedes. ( In gr. agametos va! celibe: agamede può significare molto persuasivo, da agan molto, e modo io persuado.) — Piglio d' Apollo e fratello di Trofonio. — Figlia di Augia. — ài Mecarea. (B) (Mil) 2 ■*— * (Geog.) Città deh'isola di Lesbo. (Mit) Agamennone, * A'ga-mén-no-nc. F. pr. m. Lut. Agamemnon. (Dal gr. agan molto, e meno io persisto, ovvero da agan , e tnenos animo 5 e vai dunque costante o magnanimo. ) — Re d' Argo e di Micene , figlio d’Alveo , e pero detto an< he Atride. (B) (Mil) Agamennonioe , * A-ga-mcn-nò ni-de. JS. pr.m. Lut. Agamenmonides.— Figlio di Agamennone* (B) Agamennomo , * A-ga-men-nò-ni-o. Add. pr. m. Di Agamennone. (B) Agamektico. * (Geog.) A-ga-mén-ti-co. Mai.legna degli Stali Uniti nella contea di Foik. (G) Acamestobe, * A-ga-mè-sto-re. JY. pr. m. ( Da agan molto, e mestor perito , consultore. ) (B) Agametobe, * A-ga-fné-tore.IV,pr.m .—Famoso atleta di Mantìnea.(Mìt) Agami, (St. N ) A-gà-mi. Sm. Lat. trepida nepitaus Lin. ( Questa voce in greco vale ammirabile , poiché viro da agame io ammiro. Ed ammirabile invero c questo augello per l’alìezione che sposa per V uomo.) Uccello lungo ventidue pollici , col becco simile a quello de'gallinacci e lungo ventidue linee , colia coda di ire pollici all' incirca , coperta di penne che la sopì avvanzano, co'piedi di cinque pollici vestili di piccole squamme. (Bufi) (Min) Agamia. * (Lctt. e Giur.) A-ga-mi-a. Sf. V. G . (Da fl priv., e gamos matrimonio , nozze.) Celibato, o lo stato di una persona che non si marita. (Aq) 2 — * (Bot.) Classe che racchiude tutte le piatite prive di organi sessuali. —, Crittogamia, sin. Lat. agamia. (A. 0 .) Agamia. * (Grog.) Agamea. Promontorio e porlo dell'Asia Minore.(fi) Agamididf. , * A-ga-niì-di-dc. F. pr. m. — Ile de Cleonìdù. (Mit) Agamo. * (Leg.) 'A-ga-mo. Add m. V. G. (In gr. agamos vai celibe. V. Agamia.') È il nome che si dà a chi non si manta, (Aq) Agamo. * (Geog.) Città del Ponto, che prese il nome da un’amica regina celibatario. (Mit) Agan. * (Grog.) Una delle isole de’ Ladroni. (G) Agana. * (Geog.) A-gà-na. Una delle isole Marnatine. (G) Aganagara. * (Geog.) A-ga-na-gà-ra. Città dell'India. (G) Acakcini. * (Geog.) A-gan-cì-ni. Popoli dell' Etiopia. (G) A gangheri. * Posto avverbial. = A modo di gangheri. Frane. Sacch. Fov . tg8. Fece le gambe a gangheri , e molli co'lacci se l'hanno sì incannate che appena si possono porre a sedere. (V) Aganjce, * A-ga-nì-ce , Aglanoico.IV. pr. f (In gr. aganice vai molto vittoriosa: poiché agan vai molto, nicao io vinco, e vice vittoria.) — Figlia di Egetore re dì Tessaglia , perita nell'astronomia. (Mit) Aoamppe. * (Mit. Gr.) A-ga-nìp-pe. IV pr. f —Figlia del fiume Permesso. ( Jn gr- aganippe significa molto equestre, da agan molto , e hippies equestre.) (Mit) —* (Geog.) Fontana della Beozia presso l'Elicona tppocrene,$/ir?,(G) Aganippedi. * (Mit. Gr.) A-ga-nip-pc-di , Aganippidi. Lat. Aganippides. Soprannome delle Muse a cagione della fontana Aganippe di era lor ~ consacrata. (Mit) Aganjppeo, * A ga nip-pé o. Add. m. pr. Di Aganippe. (B)‘ Agano , * A-gà-no. IV. pr.f, — Figlia di Paride e di Eletta. ( In gr. aganos vai mite.) (Mit) Acanoblefàro. * (Med.) À'ga-no-blé~fa-ro.*Vm. V* G. Lat. aganoblepharon. Vizio delle palpebre tra loro attaccate, opure aderenti all'occhio .(Dal gr. achtia sporcizia , lordume , e blephwa palpebre: perché le palpebre sono attaccate e quasi invochiate dal lordume.) (A. O ) Acanusi. * (Geog) A-ga-nù-si. Isola deli Egeo presso VAnatolia. (G) Avanzava. * (Geog.) A-gan-zà-va , Aganzaga. Città delia Media • (G) Agapanto. * (Bot ) A-ga-pàn-to. Sm. V. ò. Lat. agapantus. (Da agape amóre , e anthas fiore.) Fonie dato ad un genere di piante per allusione al bel colore del loro fiore (A. 0 .) Agape. * (Lctt.) ’A-ga-pe. Sf. V. G. ( Dal gr. agape amore. ) Iti generale Carità , Reruvolenza , Amore. (Aq) 2 — (St Eccl.) Cotiviii sacri degli antichi Cristiani, così delti perchè A gamrk aperte AGATENORE 0* ( Può trarsi dall' ebr gar furestie^,'^. Agar. * A. pr.f. Lat. Agar. a gar raccogliere, ammassare , o da hhugar cingerei)— Serra ' e maglia di Abrama. (B) . (Jr A gara. Posto avvcrbialm. vale Con gareggiamento. Lat. certa*" 11 ' ze j i » A-ga ptò-lc-mu. IV. pr. m. Lai. Àgaptolcmus. (Danqnn molto , e da ptolemos (che i poeti talvolta dicono in vece di polmnos guerra; cioè molto guerriero) — Uno de /gli d'Egitto. (Aq) malatt. Ma 1 ’ agarico si corregga col coniamo. . jpJ 3 — (St. Nat) Agarico minerale. Puro n quasi puro cnrbonaiodi colore bianco-fialliccio , appannato, opaco, friabile', spugnoso, c giero,che galleggio quasi nell'acqua. — ,Litòinagra,Slcrioniagi'a^' ,l ' ( * Agarico. * (Geog.) Golfo dell’ India. (G) Agaricoidei. * (Bot.) A-ga-ri-co-i-dè i. Sm.pl. Lat. agaricoidei* (* neon agarico , ed idos specie.) óezione di funghi che comp re, ‘ agarici.) (A. O.) . # ol ìr Agarista, " A-ga rì-sta. IV. pr. f (In gr. agos vai duce , e ai' lSt ino, fortissimo. ) —* Piglia ai Cltsterie. (Mit) f ..» Agaristia , * A-ga-ri-sti-a. IV. pr.f — Madre dì Pericle. (^((S) Acabistd , * A-ga-rì-sto. IV. pr. m. Lat. Agarislus (V. Ago.vif ia ' Acaro.* (Geog.) ’A-ga-ro. Pì'omontorio della Sarmazia usiaft r(t f\ Agarone. * (Geog.) A-ga-ró-ne. Città del Carnate nell'Indù 1 ’ ( Agarti. * (Mit.) A-gàr-ti. Divinità Siriaca. (Mit) Agasicle, * A-gà-si-cte. IV. pr. m. Lat. Agasicles. (Dal gr. ag nS ̰$ e cteìo o sia elio io celebro: Celebratoredegli uomini incliti'/ , Sparta. (Aq) ( Agasilli. * (Bot.) A-ga-sìl-li. Sm, Fome dell albero che da * a » ammoniaca. (Van) Agassa. * (Grog.) A-gàs-sa. Città della Macedonia. (C) jff' Agastacrio. * (Bot.) A-ga-stà-clu-o. Sm. Lai. agastachys. (Dal g * motto, e starhys spiga.) Genere di piante provvedute di molte spW (Dj Agastenk , * A-ga-stè-ne , Agasteneo. F. pr. m. Lat . Agaste^’ gr. agan molto, e sthenos forza : Fortissimo.) — Re degli Agastrofo, * A-gà-stro-fo. F. pr. m. Lai. Agastrophus. (Dal gr. e strepito io volgo, io rovescio, io metto in fuga; e vai dunque rovescia , che mette in fuga.)— Fobile Tri fino ucciso da Agata, A-gà-ta. [.S/J] Quella quantità di filo che empie Logo dflj ; (Da ago.) v0 ltJ. Agata. (St. N.) 'A-ga-ta. [A/’J (Cosi detta perché la prima trovata in Sicilia, presso ii fiume Acute, o Agaio oggi Drillo* D di quarzo di cui si hanno molte varietà. Pietra nobile , W ‘ p ^ i^. venie, o semìpeliucida , e di varii colori e macchie , e antichi fu chiamata con diversi nomi, come Ceragata, . dagata , Sardaeata ec. La più preziosa di tutte et' Àgata oi H jtP jo,L c?ve acceso pulimento , e si lavora con sega , ruota e vendo per lavori di commesso , scatole , impugnature e SIfìl1 piC achates. Gr. à^d-rzis. Dittam. 3 . i 3 . Agato fiume dall'ag 111 ^ P Frane. Sacch. Op. div. g'ó. Agata è una pietra nera , e y bianche pergolato , e pare che I’ uomo vi si vegga entro- esp. 267. E ’l crisJal di monte e l'agate ec danno un lume c y Agata,* Agalina. F. pr f Lat. Agathn. ( Da! gr. agathos b^ Agata (S.) * (Geog.) Città del Piemonte . — della Capàa >l * A-gado-clè-o. Add, pr. m. Di Agatocle. (B) A JUotl o , 1 A*8 a “tò*cli-a. N. pr. f. Lat. Agathorlia. (Dal gr. agathos ^Tftrn.s. Clio io relfhi-n • f^hi <>pl#»ìkrr» t })U011Ì.) (B) (W) A-ga-to-crò-ni-o .Nome sotto il quale si e mosche- 4^ rn {'0.) jj^ Ve francese Ronte/nps. (Dal gr. agathos buono, e chronos ' A-ga-to-d c-mo-ne. Sm. (Dal gr. agathos buono, V^rsto no ^» 0 -) il buon genio adorato dagli Egizii. I Pagani davano A ; ‘n gen er e , Ul draghi o serpenti alati\ che veneravano come divinità, ',* To t>Es*r^ * ai § en ii benefici. Il suo opposto era Cacodemone. (Mit) / gr. N.) A-ga-to-dèn-U’o. Add, e sm.Lat. agatbodentrum. agata, e dendron albero.) Nome dato all'agata ar- io celebro : Cbi celebra A °R 0 V.0-) w S Q tAos k A *g^-to-dò-ro. N. pr. m. Lai. Agathodorus. (Dal gr. Gat ° 1 H.l 0 * e doveo io dono : Chi dona a 1 buoni.) (B) jSwhos (Bot.) A-ga-to-fìl-lo. Sm. Lat. agathuphillufn. ( Dal gr. u °no , e phyllon foglia.) Genere di piante , le cui foglie a ^ co art' ^ rQ dssimo odore di garofano , e perciò vengono adoperate ne l Madagascar. f) A- 0 °ntà’ iVga-tò-le-mo. N. pr.m. (Dal gr. agathos buono, c le ma ù T ?**Ho'T * ° dffigli di Egitto. (Mit) , UI(J Valere • "8 a “tb-me-ro. N.pr. m. Lat. Agathomerus. ( Agatomero K° S Co ttUm; ' n c r - chi parteggia per li buoni, da agathos buono, e me- , n 'iOn„ f\rt» Ull.\ .TAlnr 'tr.An U.. ^ cd-I- .1 ~ .1 ~ . ^4-J 0110 i e homi ^ az * one ‘ va * er anche buono ostaggu da agathos '.‘tos. ’• ' « n meros ostaggio.) (Aq) A °!/ò , e ?S0 A-gì-ton. Città del Regno di Benin. — Isola del (G) A "? a ^' ne , Agatino. N-pr.m. Lat. Agatho, Agathinus. (V. A. Q, t° (•«: —figlio di Priamo .— Poeta greco. — Pontefice Ro- A. u ° n o „ . "g a “tò ni-co. N. pr. mEat. Agathonicus.(Dal gr. agathos AT v ‘ Uoria 0 (B) ff ^Suihns 1, E-ga ih-n\ mo.Add. m. V.G.l.at. agatlionynms. (Dal 4 * Tq » 1 si » ” [lol > 0 , e onnma nome.) Di buon nome, o di buonaJUma.^Hq) CVtop enÉ (, °fv) A-gato-ni si. Città deli’Arcipelago. (G) t, ' A ”■ .. A-g»: . „ . . V )*'“*■ Ae || *5 ;i ''°-p<‘de, Agatopode, Agatopodo, Agatopo. N. pr. A °4 t ° e nel et , 0 e rii 01 n °Bile , ammirabile , i“ /(jWi*. u 0 T)rr ì.-n . • • - >01, %t q 1 ' tttll J' ur ni (i u n tariea nelle vicinanze di Roma\ della classe singeìiesia po - ® w ^‘ e > e Si distingue per le foglie bislunghe , abbraccìafusto , pe **da %.^. I / /l0se ' macchiate di venature bianche , perii fiori circon- a e p ee ?Ua base , e per le squame del calice lanciolate , a- e ^«o i §f nt *' Bald. p. -no. L’agivano nasce molto copioso Av e/ (fcmV a > nd,oli * (B) a me P i'2 '^‘K3-ve. Sf. Lat agave. (Dal gr. agavos ammirabile.)—, ^ ^ na i Pico d’india, sin. Fusto arboreo, ramoso^ della classe della famiglia delle home/iacce , proprio dell'A- }ì ^ i * i0,i, de , e di cut adoperatisi le faglie ed il sugo ad uso ’j .e « s P e rie di (iin sto genere dì piante sono singolari per la loro s 4i? i 'Ce M fi- “ “ * (G) sin.Lat. emeus symacus W. 1 cui verbo è agnvome io am- p er » . ’ ., u v»ii ve» uti c uguvvrne m aiu- f nn 3 () f, tzza de’suoi fiori.) Pianta annuale, di recente ■ufìea n* 11 * _ v* t. * ... . . ’ r'ui’Po » , «e fiori. Quella che vegeta spontanea i '■ neo ’ -" cu “erraneo sotto il nome di Aloe, Sempreviva e 5i fabbri!. >sta dimensioni assai grandi , e somministra filacce da • n corde. (Ag) A G E N IE 1 5 5 .Agave.* N. pr. f .— figlia di Cadmo , madre di Penteo.— Una delle Neri-idi .— dette Dunaidi .— delle Ammani. (Mit) Agavi.* (Geog.) ’A-ga vi. Popolo della Mesta o della Tracia, (fi) Atavo, * A-gà-vo. N. pr. m.—Figlio di Priamo, (V. Agave, si.) (Mit) Acazio, * ’A ga-zi o , Acazio, Acacio. N. pr. m. Lat. Agathius , Acba- tius , Acathius. (Dal gr. agasios celebre, inclito.) (B) Agazzare, A gaz zà re. V. ass. Modo basso. Ardentemente suzzarsi per ragion di cosa che sì desideri. (Da a superi]., e dall’arabo ghaeiz, indignavi. In ebr. dicesi qalzaf, che forse ha dato origine allWazzani de’ Napolitani, cioè Montare in collera.) F. Arrovellare. Monos FI It. (A) Agazzato, * A-gaz-zà-to. Add. m. da Agazzare. F. di reg. (O) Agazzino. (Bot.) A-gaz-zì-no. [Ani.] Lai. pyracantha. Gr. irupdxa.6a.(Ci viene da’ Greci, presso i quali noe vai punta, acaza io rendo aguzzo, ed acachizo io pungo. In lat. dicesi pyracanlhn da pyr fuoco, td a- canlha spina , quasi spina color di fuoco.) Sorta di pi uno che Jit te coccole [ d’un vivissimo rosso. F. Pruno gazzerino ) Agbaro , * Ag-bà-ro N. pr. m. Lo stesso che Ahgaro. F. (B) Agdajiea.* (Geog.) Ag da inè-a , Agdainia. Città della Frigia. (G) Acoami.* (Geog.) Ag dà mi. Città dell' Arabia Felice. (G) Agre.* (Geog.) feti. Ag.itila. Città della Francia. (G) Agoendi.* (Geog ) Ag-dèn di, Agdiiniti. Popolo della Caramania. (G) Agoeruina.' (Geog.) Ag-de-ru-i-na. Citta dell' isola di Minoica. (G) Agdeste. * (Mit. Gr.) Ag-de-ste. Genio ermafrodito.—Soprannome di Cibele .—, Agdesti, Agdisti, sin. (Mit) Agresti, * Ag dè-sti , Agdisti. JV. pr. m. (In gr. vale casa del buono, da agathos buono, e bestia casa.) (B) Agdiste.* (Geog.) Ag-di ste. Monte dell’ Asia Minore. (G) Agdo.* (Mit.) Pietra trasformala in donna da Giove che ri ebbe Agdeste. (Mit) Agb.* N. pr. m. Lat. Age. (Dall’ebr. ge valle o profondità.) (B) A ce a . * (Geog.) A-gè-a. Città della Persia. (G) Agebareho, * A-gc-ba-rè no. N- pr. m. ( In ebr. vale veste festiva , da /diagli festa, e betom veste preziosa.) (B) Ageda.* (Geog.) A-gé-da. Città del Pm-togallo. (G) Acbdama.* (Geog.) A-gò-da-ina. Isola della Caramania. (G) Acf.doide.* (Cimo.) A-gc-dò-i-de. Sf .— , Agedoite, sin. Principio immediato de’ vegetabili , che si cristallizza in ottaedri, insolubile ne(- V acqua , solubile negli acidi solforico e nitrico , insipido e contenente azoto. (A. O.) AGEDUNO.*(Geog.)A-ge-dù-no, Ahun.tat.Agedunom.Città di Francia. (G) Agee.* (Mit.) A-gé e. Sf pi. Filiime che ojjerivuiisi pel buono evento di alcuna impresa. (Dal lat. agere operare.) (Mit) Aggrada, * A-gè-la-da. N. pr. m. Lat. Ageladas. ( Dal gr. a priv,, e gelos , o/os riso.) (B) Agerao, * A ge là-o. N. pr. m. (Dal gr. agos duce, e Laos popolo: Duce del pupnlo.) —- luglio di Èrcole e di Oufale .— Re di Corinto, ec. (Mit) | Agelarchide , * A-gc-làr-chi-de. N. pr. m. Lat. Agelarcbides. ( Dalgr. agele armento, e ai chea io comando: Ubi comanda agli armeuti.)(Aq) Agf.larco, * A-ge-làr co. N. pr. m. Lat. Agelaiclius. (Dal gr. agele gregge , e orchos capo : Pastore principale degli armenti.) (Aq) Agelaste.* (Mit.) A-ge-là-ste. Sf ( Dal gr. « priv., e gelilo io rido, onde agelaslos non ridente.) Pietra dell' A luca ove riposò Cerere, e sulla quale celebraroasi le prime feste eleusine. (Mit) 1 Acelastia.* (Med.) A-ge-la-sti-a .Sf. F.G.Lal. agelastia, Gr. àyiZaurr/a. ( Da a priv., e gelos riso.) Privazione del riso, Severità di volto.( Aq) Agelasto.' (Mit. Gr.) A ge là-sto. Add. m. Lat. Agclastus. (V. agelaste.) Soprannome di Plutone. —di Crasso. (Mit) Ar. elea." (Mit. Gr.) A-ge-lé-a, Add.f. Lat. Agelea. ( Dal gr. ago io guido, e laos popolo; ovvero da ago io guido, e Ha pceda.) Soprannome di Minerva, o come la Sapienza guidalrice de’popoli, o come dea della guerra .—, Ageleide, sin. (Aq) Agereide.* (Mit. Gr.) A-ge-lc-i-de. Add.f. Lat. Ageleis. Lo stesso che Agelea. F. (Mit) Agelide , * A-gèli-de. N. pr. m. Lat. Agelides, ( V. Agelea .) (B) Agkloi.* (Ant.) A ge-ló-ì. Some che gli antichi davano a' messaggieri, o a tutti quelli che recavano qualche novella. (Dal gr. angelos nun- cio.) (Mit) Agertruda , * A-gel-trù-da, Agcltrude N. pr. f. Lat. Ageltrudes. (Secondo il Grozio nell'indice de’nomi gotici, vandalici ec. agii vale libero , immune , e truci fedele.) (B) Agema.* (Arche.) A gé-ma.Af.Nellantica milizia, particolarmente de'Macedoni , era il nome di una truppa scelta o reale, perchè circondava il re ne' combattimenti. (Dal gr. agos duce.) (Mit) Agemere.* (Geog.) A-gemè-re , Agimirr, Asinire, Àdimerc, Provincia dell’ Indostan. (G) Agemina * (Ar. Mes.) A-gè-mi-na. ( Dalla, voce Agem o Agìitm colla quale il volgo maomettano chiama generalmente la Persia.) Lavoro all'agemina, all’agiamina , alla persiana, è un intarsiamento di fili d'oro in solchi aperti a sottosquadia con fnissimo arli/icio nell acciaio , fili che non possono più uscirne, quando dal martello vi sieno fatti entrare a forza. (N) .... e- ■ /,*.s Agf.n.* (Geog.) Lat. Aginum Nitriobicum. Citta di f rancia, (fi) Ageneioso.* (St. N ) A-ge-ne-id-so. Sm. Lat. ageneiosus. ( Dal gr. a priv. , e gcnivn barba. ) Nome doto ad uri genere di pesci che , fra gli altri caratteri, non hanno barbette alte mascelle. (Aq) Agenese. * (Geog.) A-ge-nè se, Agmo.s. Sm Lat. Antobroges. Paese di Francia nella Fassa Gujenna. tfi) Agene ia. (Med.) A ge-m-i-a. Sf ' . G. Lai. agenesia, (Dal gr. a priv, e generis generazione.) Manean-a di generazione , Impotenza li generare. (Aq) , Agenie. * (Bot.) A ge-m-a St. Lat agemae. (Dal gT. a priv , tgenos sesso natura.) Piante credute mancanti di sesso. (A. G.> ,56 A GENIO A GEzlo* Avverbial. col v. Andare zzzPiaccre, Aggradire, Andare all'animo. F- Andare a genio. (O) Agenore, * A-gè-no-rc, Agcnorre.N.pr.m.Lal.Agenor.Gr. à-yf,mp, e vale Condolticr di prodi. —He di Fenicia.—Principe trejano. (13) (Mit) Agekoeeo , * A-ge-nò-re-o. Add. pr. m. Di Agenore. (B) Acenokia.* (Mit. Koin.) A-gc-nò-ri-a. (Dal gr .'agenoria fortezza, valore.)— , Agerona , Ageronia, sin. Dea del coraggio e dell’ industria presso i Romani .— Dea del silenzio. (Mit) Acenoride, * A-ge-nò-ri-de. JV. pr. m. Lui. Agenorides.— Figlio d'A- genore. (B) Agente, A-gcn-te, [Am. Tutto ciò che agisce, che opera sopra una cosa, o che colla sua azione vi reca qualche cambiamento, cd è l’opposto di Paziente , /'Agente essendo la causa che opera , il Paziente il soggetto sopra cui ella agisce.] Capr.Rot. gryg. Si, come cagione senza la quale noli si può fare, e come paziente, ma non come agente e principale. 2 — di alcuno — Colui che fa i fatti, o che tratta i negozii di quel tale. Lai. negotioruni gcslor.Fir.As.A vendo io assaltato mi certo agente dello’mperadore.C’ns. leu. 28. Se il mio agente ricorrerà a Vostra Eccellenza , provvegga che io non sia peggio degli altri suoi vassalli. E qo. Ha qualche pensiero di tenerti appresso a Sua Maestà per qualche tempo suo agente. 3 —* (G. M.) Agente di cambio. Il mediatore de'camlii, delle sicurtà e degli effetti pubblici de' quali stabilisce il corso. (Az) 3 — del fallimento. * (Quegli che vieti deputalo dal giudice ad assumere la direzione del patrimonio del fallito. (Az) 3 — * A' lstitore , Amministratore , Procuratore speciale 0 Direttore di uno stabilimento mercantile. (Az) 4 — [Inforza di pari, del v. Agire,] Opcranle, Facccnte. Lat. agens. Gr. cyjfxicvpyos. Com. Purg. 7. Dio agente di somma virtù e infinita , la quale non richiede la materia innanzi disposta, si come gli agenti naturali in produrre cc. Agenzabe-, A-gen-zà-re. Att. [n, ass. e} pass. V. A . [che viene dal provenzale gens , gensore.] Aggentilire , Abbellire.Piane.Barò- 35g.i5. Io da lor dollrina ho provedenza, Clic lo intelletto agenza. Ri/n. ant.Dant. Maian.80.in cui tutt’ora agenza Pregio e valore più che in donna mai. a — Piacere , Aggradire. Rim . A tu. Mona JSina . Molto ra’agen- zcria voslra parvenza. 3 — Ingcnlilirsi, Abbellirsi. Gititi. Leti.5. Credo che piacesse a lui di poner vostra noi per fare meravigliare, c poiché fusto ispccchio e mi- radere,ove si provedesse e agcnzas&e ciascuna valente e piacente donna. Agenzia, A-gen-zì-a. [Sf.] Ministero di agente. Aceo , * A-gr-o._ZV.prm. (DaH’ebr. hhag festività : e vai dunque festivo.) — Decimo dei profeti minori. (Ber) Ageometria. (Leti.) A-gè-o me-trì-a. if. V. G . (Da a priv., e geometria.) Difetto , Ignoranza della geometria , o Deviamento dalle sue regole , da' suoi piincipii. (A) Aceraia.* (Mcd.) A ge-ra-sì-a. Sf. V. G. Lai. agerasìa. (Da a priv., e geras vecchiezza.) Stato pei' cui si conserva in vecchia]a il vigore della giovinezza. (A. O.) Agerato. (Bot.) A-gc-ra-fo. [Am. Genere di piante della classe singe • ne sia poligamia supeijlna , delie quali la più comune è la pianta perenne che nasce nella Toscana e nel Bolognese ; si distingue per le foglie lanciolate , ottuse , seghettate , e per li fiori in corimbo ristretto ; si crede erba vulneraria , e balsamica. —, Achillea, Erba giulia, Erba Zolfina , Conio foglie , Muschio , Eupatorio di Mcsue, Santonico , sin.} Lat. agora tori. Gr. à-yr^uTcv. (Dal gr. a priv., e geras vecchiezza : porcile si pretende che il fiore di una pianta di questa specie conservi lungamente il suo colore senza parere che invecchi. l.e- rr.ery.) lìicett. tior. 'òS. L’eupatorio ec. di Mesuc è quell’erba amara chiamata da alcuni canforata , e da altri erba giulia, detta volgarmente santonico, che si tiene che ella sia V agerato di Dioscoridc. Acercite. * (Gcog.) A-gcr-ci-te. Città deli ludostan. (G) Agerea. * (Gcog.) A-ge-rò-a. Città deli Egitto. (G) ÀGKRiro, * A-gè-ri-co. ZV. pr. m. Lat. Agtriciis. (I Tedeschi dicono hager magro, macilento, jnger cacciatore, c reich ricco. Quindi Age- ricó può significare l iceo macilento , <• ricco cacciatore.) (B) A-geroco , * A-go-rc-co. IV. pr. m» (Dal gr. agcrochos superbo .)—Figlio di 1Seleo e di Cirri. (Mit) Ageronà. * (Mit.) A-ge-vó-na , Ageronia. Lo stesso che Agerioria.7' r .(Mit) Acepotta. (Agr.) A-gc-ròl-ta. Add . e sf. Specie di ciliegia detta anche Agiotta. (A) Acersoe. * (Gcog.) A-gèr-so e. Isola della Danimarca. (G) Agesandro , * A-ge-sàn-dro. IV. pr. ni. (Dal gr. hages scellerato,ed nner, andros uomo.) — Scultore greco. (Van) a — * (Mit.Gr.) Add. m. (Dal gr. agos conduttore, e andros di uomo: Conduttore di uomini.) Soprannome di Plutone. (Mit) Acesidamo , * A-ge-shda-mo. IV. pr. m. ( Dal gr. hages scellerato, e damao io domo: Domatore di scellerati.)— Atleta cantato da Pindaro.QHM) Agesila. * (Mit. Gr.) A-gi'-si-la. Add. m. — , Agetc, ji«. (Dal gr. dorico hagesia per hegesìa imperio, e holos ogni ^ovvero hoìon rimi- verso: Chi La impero su di ogni uomo, su l’universo.) Soprannome di Plutone. (Mit) Agesilao, * A-gc-si-là-o. IV. pr. m. Lat. Agcsilaus. Gr. àywtxoccs. (Dal dorico hagesia per hegesia imperio, e laos popolo: Che impera al ' popolo.) — Re di Sparta. (B) (Mit) Agesilo, * A-gc-si-Io. ZV. pr. m. Lat. Agesilus. V . Agesilao. (B) Agesio, * A-gé-si-o. 2V. pr. m. Lai. Agesius. (Dal gr. hogès y eos scellerato.) (B) - Agesiha. * (Gcog.) A-ge-sì-na. Antica città delle Galhe. (G) Acesinati. * (Gcog.) À ge-si-nà-ti. Popoli delle Galhe. (G) Agevoli,* A-ge sì-po-li. IV. pr. m. (Dal dor. hagesia per hegesia imperio, e polis città : Chi ha imperio àu la città -)—piglio di Pausania } re di ‘Sporta. (Mit) AGEVOLMENTE Igtl ■Acksistratà, * A-ge-si-slra-ta. N.pr.f Lat. Agaesystrata.(Da <*° r .; £S( r sia per hegesia imperio , e slracos esercito : Chi ha imperio su cito.) ( B ) Agesno. * (Gcog.) A-gè-sno. Città della Tracia. (G) ■ f Agete , * A-gè-te, Agcto, Agesila. N.pr. rn. Gr. àyr.rós. (I» 8 r ' ammirabile.) — Soprannome di Plutone. (Mit) 0 (■ Agetore. * (Mit. Gr.) A-gc-to-rc. Add. m. (Dal gr. aghi con(h ,rr 1 sin. (Dttt 1 FGq) gevslicos atto a gnstave..)Diminuzione oprivazione assoluta delg llst fLi' Acevile , A-gc-vi-le. Add. com. F .A. F. e di’ A geyole./h Giara 1 ^ 4 - L più agevile al religioso tenere la religione, che non e al dano tenere la sua vita. (V) ^ fi Agevjlezza, A-ge-vi-lés-za. Sf. F. A . Lo stesso che Agevolezza'' Giord. Pred. i5. L’arte ec. nell’opere ti dà grande agevilez^VjV Acevilmente , * A-ge-vil-mt ! n-te. Avv. F. A. Lo stesso che Ag cV ° te. F. Fr. Giord. Pred. (O) Agevolamento, A-ge-vc-la-méu-to. [A/n,] L'agevolare. — ,AgcV ol ‘ Agevilezza , sin. f 2— [Lenimento, Alleviamento.] Lat- lenimen. Gr.lktt.epis.F< > Belline. 85. Agcvol matto se’, che tu stai sciolto .Fir.As. 239,,./' una grande istanza per voler sapere come io era agevole. Questo avrebbe al sicuro Guasto nel far a’cozzi Dna muraglia a V Tanfi ebbe ’1 ceppo della corna duro, Becco in erba 0 màm r0 ’pi' sciavero 0 indiano , Becco agevole, grasso, o becco zucco. » L' 1 "'' 25. Cosi c addivenuto quando la gente ha uno buono signore le c buono , e dimandano assai volte signore possente. (Pr) 4 — * Chiaro ad intendere. Cr. alla v. Chiaro. (A) } fi 1 ' 5 — * Pronto , Disposto-. S. Agost. C. D. 5 . zf. Se sono fard* vendetta , cd agevoli a perdonare. (V) Agevole. Avverbtal. Lo stesso che Agevolmente. Pallad. vigna è vecchia, agevole e utilmente si può rinnovare di i 1 ' buona schiatta. E febb. 18. Sono molti che più agevole c util ,J, h. f lono le radici deli’ulivo che sono spesse volte pir le selve. AGEVOLEMENTE,A-ge-vo-le-mén-te.34u('. Lo stesso che Agevolmente.' ' (V Purg. 12. Q2. Qui son presso i gradi, E agcvolcmcnie ornai si® pili*’ igg. Peccalo veniale è detto quello eh’ è leggiere, e eh’ è dt’g l * nia , cioè che agcvolemenle si perdona. . Agevolezza , A-ge-vo-léz-in. [.S/ij Astratto di Agevole.—, Agevoli.tj Agevih zza, sin. Lat. facilitas, conunoditas. Gr. pcarré’vri. Gasp Ed oltre a questo , puoi similmente sapere quanto danno ti u questa agevolezza e questa prontezza di lasciar Io sludio. } ,r, 2 — [Domestichezza, Mansuetudine.] Lat. inansueludo. Cr. g- P r ‘ 3 li *■ sono primieramente le pecore per rutilila e agevolezza, le %tf 3 — [Affabilità, Piacevolezza, Attrattiva.] Dant. Purg. 3 <- 2 , (Ji agevolezze , 0 quali avanzi Nella fronte degli altri si mosfi' a ', , 4 — * Facile intelligenza , Chiarezza. Cr. alla v. Chiarezza, 5 — * Col v. Fare = Dar facilità , Render più facile q u, ^ ct ^\ zione. Fasar. FU. E gli faccia agevolezza a infoderar D s t’ 0 |iO cl, |, Agevolissima»!ente, A-ge-vo-ìis-si-ma-mén-le. [Avv.] sup. di A% c f c s^- Lat. facilliine. Gr. (kttcc. Fr. Giord. Pred. A. Pigliano tufi 1 -' p ^ di , e tutta la religione immantenenfe, agevolissimamcnle. •" ,jf.- Agcvolissimamcntc potrai passare dalla vita attiva alla caule svoLissuio, A-gr-vo lis-si-mo.[Add.m.] superi, di At’cvoIc.Lal Ir. fSo-ros. Volg. Mes. Einpiastrod’Archigenc moìtoagevoh^^.jlid rire li letargici. Remb. A tor. f 5 s. Agevolissima cosa era ec. "pc' quella parie i nimici » Segn. Mann. 27. 5.11 beneficarlo fl aV i f si può fare per molti fini agevolissimi alla natura. (V) jfcff 2 — [Inforza di snst. neul. alla maniera de latini, cioè Co ?a ^ ^ 1: sima.] Farcii. Ercol. 35 . Gran faccenda è favellare;e coi» e vole mandar fuori In voce, ma molto più la loquela , cosi ^ simo corromperla e guastarla. Uffici Agevolmente, A-gc-val-mén-te. Avv. Con agevolezza, Senza ^ Agevole niente , sin. Lui. facile. Gr. f ’.ohlus. G. F. 11. come Parma fosse tolta a Messer Mastino, di potere avere a ° J ' Agbv G AGAZIONE ! a . !] tl ! Lucca. Bocc. nov. 4- 9- La giovane, che non erodi ferro * c t diamante , assai agevolmente si piegò a’piacel i deli'abate. Peti'. 7 0, Poiché se’sgombro della maggior salma, L’altre puoi giuso . agevolmente porre. . ^zioke , * A-ge-si-ó-ne. Sf. V . A. V■ e di’ Abbiezione.Lnt.abjectio. ] a ' or - Pin. ‘à u Umiltà si c rifrenare l’altezza della volontà dell’animo, quale resistenza non si dee fare per modo che si caggia nel vizio Acr,' 0 a S ezi °»e. (V) p F,, ' iBE , o4g-gaf-fà- r e. [All. V. A. Lo stesso che ] Acca tiare. V. [,y trap- «alio.] Lai. prcliendere. Gr. XajL^rbuv. Palujf. 2 . Aggaflàla, Accir * C buona gemmicra. A Gg FATo > * Ag-gaf-fà-to. Add. m. da Aggaffare. V. di reg. (0) lato r TICCI °- Udr.) Ag-gal-la-tic-ciu. Add.m.Agg di terraio.^.Aggal- J\ G ’ > 2 - (A) Acg4 ^‘v°. (Idr.) Ag-gal-la-li-vo. Add. m. V. Aggallato, 2 . (A) ,.; le LATo - (Idr.) Ag-gal-là-to. Sm. Quel terreno mobile e soffice, q spesso incontrasi nelle paludi , e che alcune volte fa isola. ( Da Bott i ’ 1 Has ’ voglia dirsi terreno mobile , come cosa clic va a galla.) e ù ■ acc .Come vogliamo noi, clic una provincia si muova in qua a _ , a ! come un aggallato in mezzo a un lago? (A) » a li do prosi pure come add. Terreno aggallato.—,Aggallativo, Ag- A WUat, ccl ° f sin (A) do gi , 1erare , Ag-gan-ghe-ràre. IV. pass, scherzevole. Propr.Star sal- ri f)ì f rf an pheri , o come in gangheri , e dicesi anche nietofor • Pag. Acg,,]! * lnc * 1R 1° spirto al corpo mio s’agganghera. (A) bare ’^Ag-gur-bà-rc. IV. ass. Pace popolaresca. Lo stesso che Garin ubato , * Ag-gar-bà-Io. Add. in. da Aggarbare. Grazioso, Gentile. W‘ eiso che Garbato. (A) Acg 4V j, t *' * (Geog.) Ag-ga-ri-la. Città dell’ Africa. (G) Jar A ^v I *' arc - (A-)' ARE » Ag-ga-vi-gna-re. [All.] Pigliar per le gavignc, [parli del sir ett Co, ^ l,ìantl volle mascelle $] ed anche Prendere con forza e tenere il Co /ì* CV. Gavigne.) Valer. Mass. Il cavalicrromano aggavignandoli f Cce . 0 s rodendogli colla Locca il naso c gli orecchi , disformato il ira/,* 6 n ' A , rc h Ag-ga-vi-gnà-to. Add. m. da Aggavignare. Pccor.g. 2 . nov. Agceccjj.^ 1 0 l Jlx ‘ 5e a gg a vignato, e trassclo del bagno. ftiissio 1El jT 0 ». Ag-gec-chi-mén-to. [Am.] V. A. L aggecchire. Lat.dc- a Vi| t'ria 5 ^ 6c(i0 * TX’XàtvGTris.Ilim. ant. He Enz. ii3. Che pregarmi ^ G °Eccim '' t ^ cr) do il mio umile aggccchimento ? Ag f:ecc | j E \ Ag-gec-chi-re. N. pass. V. A. (Dal lat. ahjicere se viene fiivhiti lrS * V cornc ahjudicare aggiudicare.) Umiliarsi , Abbassarsi, ? J 3. ^ at * se depriinere ) ahjiccre.Gr.ra«'Éii'ovff0ai. [Ricord.Malesp. X detti p* Pubblicata dal Muratori.'] E alla fine s’aggeccbirono a tanto luogo ^ 10re nlini, che mandarono pregando il Comune di Pisa, che in * 01)3 Vf j a nit, ccatanzia, mandassono altrettante some di qualunque vile dì q- ess ero .)(JJ Accademia della Crusca aveva posto qui col nome 0 tj- e ^ nnt f il ydlani il recato esempio^ che questo Storico^ tranne due tl °tare^ 'ì 1V ^ e 5 tlGSs e per intero dalla Cronaca del Malespini. È da dì &' S ?? 0ri do il Testo del V Ulani pubblicato dal Muratovi invece Ac-> ìEcch»t CC '“ rono a tanto si legge s’ arrecarono a tanto.) (V) Cg ^a r ; a’ Ag-gec-cbi-to. Adii. m. da Aggecchire. V. di reg. (0) dt| lè 32. Tr gvnne ebe ova in su gli occhi rintoppo, cioè riscontro f J " smnir ' V1 S ° n .° 0 f i S e,a . te - . ,’f 3). '5 . P ass - Agghiacciarsi, Congelarsi. Lai. gclasccrc.jDnnt. *' u a Rec |. J '- V ,lln di Cocito tutto s’aggelava. Ar. I‘'ur.2'i.G4- Sente den- P ^ge/are')-% trCma a, T ianto - *? r vàlidD 1 ”. |. C *- a -^rnhiacciare,Assiderare,Intirizzire. Il primo vale C,Q, ' e ha tu' d,v , cnìr .g‘-’'Klo : ma l’uso passivo n’è più frequente.^g'g/Hac- j'BSltiacciato’^r °hP*° significato: far ghiacciata una cosa, c divenire f>t '° ra ( ]j c j ' , a differenza di questi verbi è la stessa che quella delle ^"gelata dal fa f s P‘! mc accesso di freddo , Ghiaccio indica acqua ,' e dotata ,i: ‘vado: il primo dice qualità, il secondo materia infor- Vign». .. _ U1 tal nnatliA __:c«. ..j_ sibi «i ira c 10 questi lu- C ie * ro J’l 10 freddo perdono il moto. Ognun vc- c| ision e dj r ! non djflcriscono tra loro che per una graduala AG cE t S A 0no suscettivi * 101 £raduaz,one clle P ur ritengono nel figuralo di Rvìi' K, “^- m .i ^.Bgclare. Lat. conglaciatus. Or.Kpv- Aco« a in quel COi - d0n ”- Tlu0var ono quell’acqua tutta ag- ‘ *'• c °*. rfo«« 8 ' 1 T 1 tvTÀ Ó r’ C Ì "^(‘'■c/f.at.conechlia.Trate. '• U S0lc ’ dell aria cagionò questa aggolrzionc. AGGHIACCIATRICE 15y Aggentilire, Ag-gen-ti-U-re. [ A te.] Render gentile , Aggitigner gentilezza .—, Ingentilire, sin. Lat. venustiorem reddcrc, pulcliritudincm adderò. Gs. xuWMirtfytv. Guid. G. Aggentilivano la sustanzia del detto oro quinci e quindi l’apposite nazioni. Aggentilito, * Ag-gen-ti-lì-to. Add. m. da Aggentilire. V. di reg.{ 0 ) Aggeo, * Ag-gò-ò. N.pr. m. Lat. Aggoeus. (Dall 1 ebr. hhagh festa: Festivo , Solenne. ) (B) Aggere , * ’Àg-ge-re. Sm. V. L. Argine , Rialto. ( Dal lat. agger che vale al (retta ii to.) Tegez. gd. Un aggere grande vi si rizza sopra , il quale a similitudine di muro, e luoghi da guardare e bertesche da combattere si^ fanno. (Pr) Aggerminare. (Mario.) Ag-ger-mi-nà-re. Alt. e n. ass. V. Germinare. (A) Aggeiìminato , * Ag-ger-mi-nà-to. Add. m. da Aggcrminarc. (O) Aggero. * (Geog.) ’Ag-gc-ro , Aggershuus. Lat. Aggerhusia. Regione della Norvegia. (G) Aggeroe. * (Geog.) Ag-gè-ro-e. Isola della Norvegia. (G) _ Aggessare , * Ag-gcs-sà-rc. Alt. A. E. e ^Agguagliare. ( Di a superi!., e dall’ebr. jiscer agguagliare, appianare, dove il je secondo infiniti altri esempli s’è cangiato in g.) Pallad. Magg. 1. 11. Tolfan- si due ordini di tavole per lungo e per traverso , c pognamvi su paglia , ovver felce, egualmente aggessandola con una pietra, cliente in mano possiam tenere. {Il lat. ha: aequalitcr aequalimus saxo. ) (V) Aggestià. * (Med.) Ag-ge-stì-a. Sf. Lo stesso che Ageustia. E. (Van) Aggettare. (Archi.) Ag-get-tà-re. JY. ass. Lat. prominere. (Aggettai e c quasi gettare verso il di fiori. V. Gettare.") Sparlare infiora , Uscir dalla dirittura e piombo d'un muro. Rald. voc. d/s. Aggettare è prò* prio delle cornici, bozze o altre parti e membri di lavori , quadri e tondi , intagli o altro , e di qualunque altra parte che nello sportare esca fuori della dirittura e piombo o sodo. (A) Aggettato. (Archi.) Ag-get-tà-to. • m. da Aggettare. Rald. voc. dis. Si fa questo membro più o meno aggettato. (A) Aggettivamente , Ag-gct-ti-va mén-te. Aw. A modo di aggettivo. — , Agghiettivamente , Addicttivamenle, sin. (A) Aggettivo.(G rani.) Ag-gel-ti-vo.fA/?!.] Lo stesso che Àddicttivo. V.Lat. cpi- theton, adjectivum. Gr. eViS-sroi», 'Trpo^sriKÓv. Erano. Sacch.nov. 11. Alberlo cominciò, e non accordando l’aggettivo coi sustautivo, giunse balbettando a uno scuro passo. Aggetto. (Archi.) Ag-gòt-to. [Aw.] Sporto. [Ciò che aggetta , Che sporta infuora della dirittura di un muro.] Lat. projectura. Òr. nella v. Mensola. » Tosar. Tit. di Mich. Rumi. La cornice di sopra è palmi otto in circa , e l'aggetto è palmi sci e mezzo. (B) Agchermigliare , Ag-ghcr-mi-giià-re. [ Att .] Pigliare tenendo con forza. (Dalla pari, supcrfl. a , e dal turco hyrmalamak prcuder con le unghie.) Frane. Sacch. nov. 208. Uno di quelli granchi ec. è uscito del carnieri che posi sul letto, ed batti così agghcrmigliata. Agghermigljàto , * Ag-gher mi-glià-to.^uf^.ww. da Agghcrmigliare.f'.(O) Aggheronàto, Ag-glie-ro-nà-to. Add. m. Fatto a gheroni , [a pezzi % e dicesi propriamente di veste. ] 2 — E per similit. [dicesi dell'arme di piu colori. —, A spicchi. ] Lat. segmenlatus. G. T. 8. 5 y. 2. Eque’primi Conti portarmi l’arme aggheronata gialla e nera. Ruoti. Fier. 3 . 2. 1 7.. E tutte queste ìisegnc ec. Fregiate, agghcronate, tempestate. Agghiacciamento, Ag-ghiac-cia-men-to. [Aw.] Lagghiacciare. Sagg, nat. esp. 1 /j 7 - Esperienze intorno al progresso degli artifìziali agghiacciamenti , e de’loro mirabili accidenti. È 1 i 5 $. Quindi avviene che questa maniera d* agghiacciamenti non chiarisce quanta sia l’ultima rarefazione de’ fluidi. Agghiacciante, * Ag-ghiac-ciàn-te. Part. Che agghiaccia. T. di reg {Q) Agghiacciare, Ag-ghiac-cin-re. [ Alt . Propriamente Ridurre V acqua in ghiaccio , ed in generale] Far divenire ghiacciato, [Rapprendere in ghiaccio , Congelare .—, Ghiacciare, $£>a.] {T. Aggelare.) Lat. frigefà- ccre , glaciare, congelare. Gr. xpvcrrcckXovv. 2 — {E per similit. Raffreddare e Rapprendere quasi come ghiaccio ogni altro corpo liquido.] Pelr. canz. 18. 3 . Ma la paura un poco, Che ’i sangue vago per le vene agghiaccia, Riscalda il cor, perche più tempo avvampi. 3 — * Porre nell’agghiaccio. T. Agghiacciato, §. 2. (A) 4 — In sigti. n. ass. Divenir freddo a guisa di ghiaccio. Lat. algerc. Bocc. nov. 38 . io. Tanto che alquanto riscaldar si potesse, eh'era agghiacciato. E nov. 77. 12. Credi tu che io, se quel ben gli volessi che tu temi, sofférissi che egli stesse laggiuso ad agghiacciare ? Big. Egli n’ha tutta notte tenute in bistento, e te ha fatto agghiacciare. Dani. Purg. g. 4 *• ^ faggio '1 sonno, c diveutai smorto, Come fa V uom che spaventato agghiaccia. 5 — E n. pass. Pass. 7. Stava co’panni indosso così molli al vento e al freddo c al sereno, c facevaglisi agghiacciare alle carni. 6 — Per metaf. Petr. son. 18 . Però lo ’ngegno, che sua forza estima , Nell’ operazion tutto s’agghiaccia. » E son. i 5 . Ma gli spiriti miei s’ agghiacciali poi Oh’ io veggio ec. . t Agghiacciato, Ag-ghiac-cià-to. {Add. ni. dei Agghiacciare* —, Ghiacciato, sto. Lat. glaciatus. Gr. ittiFior. A- Frane. t6. Quando noi saremo a Santa Maria degli Agnoli cosi bagnali per la piova, e agghiacciati per Io freddo ec. Rice.it. Fior. 80. I grassi, le midolle, gli olii agghiacciati , i quali si struggono con poco fuoco o al sole. Sagg, nat. esp. -j 54 > Non chiarisce quanta sia P ultima rarefazione de’ fluidi, foi- temente agghiacciati. 2 — Posto nell’ agghiaccio. Fiv. rùf. po. Indi agghiacciati sull’ erbetta verde, ec. Ne scaccerem da noi la ’ngoraa fame. 3 —Per metaf. {secondo d *■] Rern.OrL. /.so. 5.0 agghiacciati dentro, e di fuor caldi. Ar. Fur. 24*67 *Sente il core Fenderein mezzo all’ae&hiaccialo fuor petto. l’agghiaccialo Agguiaccutore, * Ag-ghiac-cia-tó-rc. V"cyb.m.di Agghiacciare. Red.Lrit y 5o, Non voglio inghiottire quel freddo lunatico agghiacciatol e deH'uni verso^O) Aggio A.CCiÀTRiCE/Ag-gliiàC-cia-lri*cc. F ci Ih f Clic agghiaccia. F.direg lO) x 58 agghiaccio Agghiaccio , Ag-ghiàc-cio. Sm. QuU prato o campo dove i pecorai rinchiuggono il gregge, con una rete che lo circonda, Giaciglio. Lai. inanella. Or. gxvSpx. . 2 — (Marin.) Lungo legno fermato ad angolo alla testa del timone, che si prolunga dentro del bastimento in direzione inclinata poco sotto Ut onzzonude, e serve per far girare il limone intorno ai perni o agii - gholti sopra i quali si regge .—, Ghiaccio, Manovella del timone, Barra del timone, sin. (Dal lat. ad, e da jaceo io giaccio ; poiché questo legno è aggiacente alla testa del timone. ) (S) AcghiAdambnto, Ag-ghia-da-mén-to. [ Sm. Intirizzimento prodotto da eccessivo freddo. ] Lo agghiadare. Lat. horror, mcmbroriun torpor e frigore. Or. prycs, tpplx/i. Agghiadare, Ag-ghia-dà-re. N. ass. e pass. (Da ghiado in sign. di ghiaccio .)— , Agghiadire, sin. Sentire e patire eccessivo freddo, [Agghiacciare , Divenir come, ghiado ,] Lai. algcre. Gv. psyom. Cavale, tned. cuor. La qual cosa quella misera femmina considerando, per lo grande slupore agghiadò, e cadde morta. Libr. son. zg. Che pur pensando a’tuoi processi, agghiado. Capr. Boti, 2. <7. Ogni volta eh’e’ mi viene ora .un duol di capo, e’mi s’agghiada il cuore. Lod. Man. rim. buri. 2. Sy. Tal eh’ in pensando, pur tremando, agghiado. 2 — Per metaf. Essere tributato , angustiato o simile. Cecch. Dot. 4. 2. A quel giovane è doluto tanto lo spendio ec. che c’ si agghiadava dentro. (V) 3 — [Alt.] Trafiggere, [Ferir di ghiado cioè di coltello, ma si trova solamente per stimiti, in significato di Dare ambascia o simile.] Frane. Sacch. nm. tg. 0 duol che più v’agghiada Ili sei sconfitte. Agghiadato, Ag-ghia-dà-to. Add. m. da Agghiadare. [Divenuto come ghiado. ] Lai. algore confectus. Grftyiiv. Lod. Alari, rim. buri. 2. 5y. Ivi siede la Dea, ch’io dissi pria, Che signoreggia 1 ’agghiadate genti. Red. oss. an. i3. Le vipere ec. ancorché stierio acquattate ne’loro covaccioli , abbrividate dal freddo , e quasi che dissi agghiadate ec. 2 — Trafitto, [Ferito di ghiado, cioè di coltello, ma si trova solamente nel sign. di Trafitto di dolore, Addolorato.] Omel.Orig.kSS.E la Maddalena agghiadata di troppo dolore, e tutta posta quasi fuor di se , non riceveva alcuna consolazione. 3 — Per metaf. [Scaduto di forze , Ab battuto, Languido] Lasc. Sibili. 3. 5. E hanno anche certe arie affamate, scadute, agghiadate, che piuttosto hanno viso di becchini che di dottor di medicina. AGGHiAD)EE,*Ag ghia-di re. JS’.ass. Lo stesso che Agghiadare. F.A.lt.Fr.(O) Agghiado, * Ag-ghià-do. E il modo avverò. A ghiado convertito in add., e accordato dagli antichi scrittori in ogni genere e numero.Più regolarmente Aghiado. F. A ghiado, §. 2. (V) (N) Acghiuttivamebte, Ag-ghiet-ti-va-mén te. Avv. A modo di agghieltivo. Lo stesso che Aggettivamente. F. Farck. Lez. 16g. Quello che i Latini dicono supetfluum ec. con nome agghiettivo , è detto medesimamente da noi agghiettivameute soverchio. (V) Agghiettivo, Ag-ghiet-tì-vo. [t Sm.] Lo stesso che Addietlivo. F. Burch. 2. 80. Fior di borrana, se vuoi dire in rima, Convienti esser più grasso ri'agglutinivi. Agghineiha- * (Ar. Mes.) Ag-ghin-dà-na. Sf. Seta per lo più di color verde colla quale si legano le estremità de' mazzi di coralli lavorati. (Da a su pelli, e dall’ ingl. lo wind ( guirid ) essere ravvolto 1 poiché la seta si ravvolge all’ estremità de’ mazzi.) (Z) Augia, * Ag-gi-a. iV. pr. m. Lat. Piaggia. (Dall’ ebr. hhagh festa, ejah signore ; Solennità del Siguore. ) (B) Aggiacente , Ag-gia-ccu-te. Add. coni. Contiguo. — , Adjacente , A- diaccnle, sin. Lat. adiacens, vicinus. F. dell'uso. (A) 2 — * Part. del v. Aggiacere, e sign. lo stesso. (O) Aogiacenza , * Ag-gìa-cèn-za. Sf. Appartenenza , Pertinenza. —, Ag- giacenzia , Adjacenza , Adiacenza , sin. (0) Aggiacenzia, Ag gia-cén-zi-a. [Sf.Lostesso che] Aggiaccila. Lat. adiacen- tia. Gr.sV9-zv.7j, RÌPScCì Gm olii Imo conte figliuolo di Messcr Lottieri conte, e di Madonna Adalagia contessa , diede per rimedio dell’ anima sua e de’ suoi genitori alla Chiesa e Monastero di S. Sal- radore ec. , con ogni ragione c aggiacenzia e pertinenzia sua ec. Aggiaceue , Ag-gia-cé-re. [ jv. pass. anom. Essere adiacente, dal latino adiaceo. Ma si usa per similìt. nel sii.a ficaio di] Star bene, Esser ben fatto , Esser conveniente e simili. Lat. recte facere. Gr. adiri x:. Tesarci. Br. 17. Ch uom molto pregiato Alcuna volta faccia Cosa che non s’aggiaccia ec. , Non ne pigliare esemplo. Aggiardinare , * Ag-giar-di-nà-re. Alt, Fornire di giardini, Piantare a giardino. (O) Aggiardinato, Ag-giar-di-nà-to. Add. m. Copioso di giardini. Algar. Il pause accasato e aggiardinato non guasterete per modo ninno. (A) Aggietto , * Ag-giét-to. Add. m. F. A. F. e di' Abbietto. (A) Agginocchiamento , Ag gi-noc cbia-inén-to. [< 5 '»i.] F. A. Lo inginocchiarsi, — [nginocchiazione, Inginocchiata , Genuflessione , sin. Lat. g»nu- flexio. Gr. yomxXitrla. Fr. Gincd. Pred. R. Il Re benignamente comandò che sorgessero da quello agginocchiamento. AgginoccbiaRE , Ag-gi-noc-cbià-re. JS. pass. F. A. Inginocchiare. Lai. genuflectere , geuibus advolvi. Gr. yomtUTÙv. Fr, òiord. Pred. B. Umilmente si agginocchiarono a piedi del Re. Agcinocchiato,* Ag-gi-noc-chià-to. Add.m.da Agginocchiare. F.ehregf 0 ) Aggio. [.S’m.] (Sembra tratto per aferesi da vantaggio, essendo appunto un vantaggio che si ha sul cambio .)Quel tlanlaggio che si dà o riceve per aggiustamento della valuta duna moneta a quella eTun altra, ovvero per barattare la moneta peggiore colla migliore. Buon.Fier. g. 4' Ln- trod. E’ danari contando, So valermi dell’ aggio. Agcioc.are, Ag-giogà-re. [ Atl. ] (V. Giogo.) Mettere il giogo, si dice propriamente de’ buoi, che si dice anche Gjugnrre, e ’l suo contrario Disgingnere. Lat. jungcrc. Gr. Ovid. Pist. Onde tu d- venuto ardito per lo mio ingegnoso ardimento, aggiogasti i tori. Rart. Ben. Stani, coni. S’tu mi vedessi un giovenco aggiogare, Con uu bue vecchio I’ aratol giancire. AGGIRARE e. (0) 2 — * E persimi!. Accompagnare, Mettere insieme, Congi unger 0 ' Aggiogato, Ag-gio-gà-to. Add. ni. eia Aggiogare. Rior. S. Greg P ei 11 buoi aggiogati, pigliamo noi il popolo giudaico, sottoposto alla Tue. Dav. Germ. 3yy. Ciò significare lo palafreno guernito , * ^ u0 aggiogali, le armi donate. ,, Aggiogatore , Ag-gin-ga-tó-rc. Verb. m. Lat. junctor. F. di reg• vy Agciogatbice, Ag-gio ga-trì-cc. Ferb. f. Che aggioga. Lal.iunctrixA"" vin. imi. Orf. Venere in mar prodotta, aggiogalrice, Iiilreccialrice d |# ' gannì. (Qui per similitudine.) (A) . Aggiogliato , Ag-gio-glià-to. Add. m. [Mescolalo col loglio o giog" 0 ' —, Giogliato , Allogliato, sin. Lat. cum lolio. Gr.a.ìpu/uytls. Tratl-Pì?^ cos. domi. Stanno confuse di mente, come se avessero mangia 1 " pane aggiogliato. E appresso : Il pane aggiogliato cagionatore d"* gravezza della testa. Aggiornare , Ag-gior-nà-re. [dii.] Assegnare il giomo.Lal. dicm dic £re ’ diem constimele. Tac. Dav. ami. 4. 8y. Cesare disse, chel'aggioi' liar le parti stava a’ Magistrali. 2 — [E si disse ancora Aggiornare il giorno.] Nov. ant,ig,3. aggiorna™ il giorno , che ciascuiio mostrasse suo tesoro. , 3 — Illuminale, Dar luce. Bemb. Bua. son. 88. Ch'io possa il sol cl1 le mie notti aggiorna Veder più tosto. E Manfredi Eusl. Del bel P‘ a neta che le notti aggiorna. (A) (M) 4 — * Rischiarare. 7 ass. T. Rim. Febo ornai vicino aggiorni Quest 0111 ” bre oscure co’ bei raggi ardenti. (B) ., 5 — In significalo n.ass. e pass. Farsi giorno. Lai. illucescere, dieffl 1 ’ lucere. Gr. ■fip.ipav yiriaQui. Liv. RI, E disse ch’elli voleva Ja diia 3 ° far sacrificio , quando elli aggiornerà. E appresso 1 Quando egli s’ j'S' giorna, i Romani s’avacciarono un poco più d’ordinare loro battasi 1 . Petr. son. g. Ma dentro , dove giammài non s’ aggiorna, Gravida ^ di se il terrestre umore. E son. g4. Degli occhi é ’l duol, che tos che s’ aggiorna , Per gran disio de’ be’ luoghi a lor tolti, Danno a *<* pianto. Ar. Fur. 2y. 12. Cavalca e quando annotta e quando aggi orna ’ Alla frese’alba e all’ardente ora estiva. ... Aggiornato, Ag gior-nà-to. Add. m. da Aggiornare, [nel primo sigfl‘J''[ Cui è stato assegnalo il giorno , prefisso il termine, [e si usa a, f" inforza di sosl .] Liv. M. Deliberarono d’alare e di difendere gli giornati per cheunque maniera. . . Aggiornatone, Ag-gior-na-tó-re. Ferb. m. di Aggiornare. F.diregQ 13 '^ Aggiornatrice , Ag-gior-na-trì-ce. Ferb.f. Che assegna il giorno 1 Che apporla il giorno. Lat. matuta. Chiabr. Rug. 8. in fine. Torna* 5 l’alba aggiornalrice in cielo. (B) Aggiotaggio. (Coni.) Ag-gio-tàg-gio. Sm. Neologismo usato fra' i ,e S° i zianti , per esprimere quel traffica usurario che si pratica in d cU ? 0 piazze , col comprare o vendere in effetto , o fillizinmente , scritte di commercio , spezialmente allorché cadano in discrediW-{,.„ frane, agiotage azion di vendere o comperar de’ biglietti, sopra 10 su’fondi pubblici , per tirarne illecito profitto.) (A) Aggiramento, Ag-gi-ra-mén-to. [Va?.] L’aggirare, [Movimento in g'f 0 '^. Aggirata, Girata, Girazione, sin.] Lai. in gyrum ductio. Gr.y^Z Star. Aiolf. Lihanoro, per l’aggiramento e per la caduta cs ’ e "ji in terra , era mezzo fuor di se. Bui. Inf 5. Bufera è aggiramenl 0 , venti , la qual finge l’autore che sempre sia nel sccondo°cercbio * l’Inferno a debita pena de’ lussuriosi. ( 2 — [Circuizione, Giravolta, e ftg. Rigiro, Avvolgimento di P ar ? 3 simili .] Sen. ben. Farcii. u-~i, Nondimeno io ho a sapere, che nel 10 pagare anch’ io alcuna parte j perchè egli dopo lungo aggiramento a rivo anche a me. ’ Inganno , Raggiro ; da Aggirare nel sign. del §. 4- (Min) , e . Pensiero, Fantasticheria. Pr. Tose. Sempre torniamo ai simi aggiramenti. (A) Aggirandola, Ag-gi-ràn-do-la. [V/i] Girandola , Aggiramento. Mogi. 2. 2. S’io lo posso da discosto , sicch’ egli non mi vegga. s c P CW 1 ih. dol £ ' cir' tare , i’ non sono per avere manco che bel tempo delle sue aggirai Aggirare, Ag-gi-rà-re. Atl. Circondare, Circuire, Girare. Lat- ^ cumdare, circumire, ambire. Gr. sripiìitau. G.F. 1. 5. 2. Agg' 1 ’ 31 ' il paese d’Italia , Romagna , Ravenna e la Marca d’ Ancona. ..Li Inf. 6. 112. Noi aggirammo a tondo quella strada, Parlando p> u a ch’io non ridico. . m) 3 — Menare in giro. F. Cr. alle voci Aggiratore ed Aggiratricf- 1 3 — * Muovere. Pitica ja. N- Sp. (0) 3. 4 — E metaf. Traviare dal buon sentiero , Ingannar alcuno o coij^l iole o con fatti. Lai. [circumducere ,] circnmvenire. Gr. Eir. Disc. an. Il Re , che era entrato in sospetto , anzi teneva f, certo che costui l’avesse aggiralo. Dav. Scism. tg. Il Papa ve ( ^ dosi dal Re aggirare, ec. 11 Maini. 5. 8. Gli aggira che né an che arcnlajo. (P) ‘ ar £, 5 — In sign. n. ass. e pass. Muoversi in giro, Andare attorno.La* er 0 |io obire. Gr. mpilùcu. Slor. Ajolf. E molto gli andò attorno, e 1,1 -;- Cr. pr. 4- Ed imperciò per dii erse provincie m Facevano un tuo 11 E 1■ Vie il fé* aggirare. lai per ispazio di trenta anni. Dani. Inf. 3. 28. il qual s’aggira Sempre in quell’aria senza tempo tinta, E fanno pullulai- quest’acqua al summo, Come l’occhio ti el' ce °peT s’aggira. Frane. Baiò. 3g. fi. Né troppo t’aggirare Colà do' ,e [ 0 , le si leva gente. Ar. Fur. 22. 16. Confuso e lasso d’ aggirarsi ta S’avvide che quel luogo era incantato. . 6 —* Colle prep. Fra, Su, ec. Segncr. Mann.Mari. Ti aggiu fra le occasioni anche prossime di peccare. E 25. 6. Quasi no» aggiriamo su questa terra. (V) ^ 1 •J — E dicesi anche di chi uscito fuor della retta strada, va m ! in là, cercando di rinvergarla. Lai. temere vagari. , fi 1 ' 8 — Pc, metaf. Avvolgersi", Avvolpacchiarsi, Non ritrovare n e r ec w verso di far checchessia, Non ne ritrovare il_ bandolo. I- ’*■ a via longe errare , aberrare. Gr. àfiupràv T-rfi elei. Farca. , 1 Sy. Quando alcuno fa o dice alcuna cosa sciocca o biasinie v AGGIRATA doverli per dappocaggine c tardila o piuttosto tardezza sua 'Scirp __ 1- l„ ,.JCÌ _l ...... . o «YiAvitnrulfaPsÓm AGGIUNTA i 5 g se gli da ''usci'" uuvcr " P fr dappocaggine e c dj ce /* rJ iei m °sli ai li la sciocchezza e mentecattaggine sua , j 1( p 11 faenze : lu armeggi , tu abbachi , tu farnetichi , tu annaspi, Sg'ri , In t’avvolgi, lu t’avviluppi, tu t’ avvolpaccbi. f at ?S ,r arsi come un paleo— AJnho a [faticarsi senza nulla risolvere. con, ioc '' Ltl more circumagì. Ma/m. z. 23. S’arrabbiò, s’aggirò j un p a | co , ^ 6 volar >r< ! re t * a Girare, Circuire, Circondai e, Accerchiare, Clr- che j' ’ torneare. Il primo vale Gire infoi no, con relazione a qual— N f .) l ,'°8°, ma in modo indeterminato ; e dicesi meglio Aggirarsi, dare i' Vale anc !? e In S a miare alcuno Girare significa esso pure An- i, c ] ti m 8 ,r ° , ma senza rapporto veruno a luogo. Si prende ancora ’-cuso attivo di Volgere , Rivolgere : come , giro gii oechi, gii o la s P TA ’ ^S’g'-rà-ta. S/i Aggiramento. Lai. circuiti», circuitio. Or. Dani, lnf 8. 1Q. Non senza prima far grande aggirata , | ra i a n '“° ’« parte dove ’l nocchicr forte, Uscite, ci gridò, qui èl’en- o r pi ' s '“ y d. stor. 16. 63o. Con fare spesse aggirate, e piegare or qua 2__ ‘fy ' fecero più di cento leghe di cammino. Sauri €ta f Cimmeria, Inganno, Avvolgimento di parole a fine d’in- i hi - c eptus ° > A g gt-rà-to. Add. m. da Aggirare. Lai . circumventus, (Iste jj, *• - jr T'wyiftuoi. Fr. Giord. Pred . /{.Dopo aver lungauien- 5 li,) 1 "*' K* 1 aggirati compagni. sier 0 ‘ , niato > Circondato, Accerchiato. Ar. Far. 12. i 3 . Con talpen- ^Usci nel verde prato Dal qual tutto il palazzo era aggiralo. (P) < '^ E i Ag-gi-ra-tó-re. [ Ferii, m. di Aggirare.) Che aggira, [e troll-,., , ,utl ‘ 1 significati di questo verbo.} Lai. circmnscriptor. Gr. Saìv. Spili. 1. 2. E quantunque e’ sia tenuto un aggiri ’ b'ttavia in questo fatto ec. buon. Fi r. 1. 2. 3 Imbrogliato- t — 1 (,^' a ' c ' iV rapaci- F f 2. 7. Aggirator di cani e d’orsi ec. del sol" / ore > Regolatore. Varano Visioni. L’angelo Uriele aggirator ^ g, Ch,' (M) . . 7 „, Aggi-ra-tri'Ce. Veti. f. di Aggirare. Colei che aggira. S'iatri" , • Uh- 3 . La qual ffortuna), come stolta e maligna ag- A. . U, ce • • ’ ’ J ' “ Cgi *UTOHe ' frjA tali femmine sì credea Caltilina potere sollicifare de’ servi della citta e la città incendere, e i tor muriti o aggiungerseli, ovvero uccidere. jE Giug. 8. X ammunisco e ti scongiuro cc. che tu non voglia prima aggiungerti li stranieri, che quelli che sono del tuo sangue medesimo ritenere. (V) 6 — Prendere. Lat. capere. Pelr. son. 79- E ’l fiero passo ove m’aggiunse Amore. 7 — * Pigliare in compagnia , Accompagnare , Accoppiare. Bocc.Nov. Perchè il lavorio era molto, seco aggiunsero Nello. (A) 8 —* Col terzo caso. Congiungere insieme, Unire. Gr.S. Gir.g. Carità aggiunge noi, che siamo in terra, a Dio che islà in cielo. (V)Bocc. Lab. Aggiuguendo le cose vecchie con le prime. (A) () — [In sign. n. ass .] Aumentare, Accrescere, /loco. nov. g. i.f 3 .Acciocché quello clic a me pr di fare conosciate, e per conscguente ag- giugurre e menomar possiate a vqstro piacere. 10 — [Giuguere,] Arrivare, [Pervenire.} Lai. pertingerc, pertinere, pervenire. Foce. nov. 1 3 . 4- Quantunque il maggiore a diciotto anni non agguigncsse. E nov. j5. 3 . Il fondo loro infino a mezza gamba gli aggi lignea. E nov. 77. 4 1 - In quanto la vendetta dee trapassar l’offesa, e questa non v’aggiugnerà. E nov. g6. 7. Amendue nel vivajo, l’acqua del quale loro infino al petto aggiugne» , se centrarono. Peli - .sou.ró’ó'. Che nè ingegno nè lingua al vero aggiugne.» Barg. Orig.F1r.286. Non erano aggiunte in quei tempi ancora tanto in quale armate romane. (V) 11 — * Seguitare un ragionamento aggiungendovi altre cose, Dire piu avanti, Bocc. g. 2. n. 8. Non solamente per quello dìeder fede alle sue parole , ma aggiunsero , la leggiadria e l’ornata maniera del conte per potere a quello venire, essere stata da lui lungamente usala. (V) 12 — [ A’, finsi,.] nei sign. del y. 8 ., e dicesi tanto delle persone quanto delie cose.] Lai. adjungere , conjungere. Gì*, emó.'rrruv. G. F■ 7. 116. 2. E che se armala si facesse a Napoli, non si potesse aggiugnere con quella di Brandizio. Tes. Br. 3. 2. Al fiume Giordano , eh’ è così appellato per due fontane ond’egli esce, che l’una ha nome Geor e l’altra Dan , che s’aggiungono insieme , e fanno quel fiume. Dani. lnf. 2f 79■ Noi discendemmo ’1 ponte dalla testa, Ove s’ag- giugne con l’ottava ripa. Peto. son. i~g. Amor se in lei con onestate aggiunto. Guid. G. » 3 . 0 volesse Iddio , che questo barbaro tatto mio sposo , con maritale legamento meco s’ aggiugnessc ! 1 3 — * Attaccarsi , Applicarsi. A tt. A post. 53 . E allotta Io Spirito Santo disse: corri e aggiugniti a quello carro, (V) .//. .... , a -"mie d-ll" Vt— vp- t./ ~ Ss ..- ,- - - c .j t: corri e aggiugimi a Rigirare C ° Se mondo ec. (Qui nel signi/ic. del §2. del verbo 14 —iPer similit. parlandosi dimorbocontngioso,'] &UaccavsiA'. V.12.K .. nell* ultimo questo tempo si aggiunse (la pestilenzaja .Ile nazioni dei h * . Ag-gi-ré-vo-le. Add.com. duo adaggirarvitì.Iìart.(An~ Mar maggiore. *ìucii e osservate fnelle selveJ qm:'gran corpi che lievano , i 5 — [Metal'.} Applicarsi ad una cosa. Lat. animimi adjicerc- Gr. J in^rprriar»ì e -rrpoC'Vsii'. Coll. Ab. hoc, 3 [tS , m ] L'aggiugnere. —iAggiongimenfo, Aggiunzione , sin. Lat. adjunctio , addictio, conjnnctio. Gr.-n , poiT^7}v.T,. ~ ~ . •*- -!«..« n; ztim'Ia. 'Incile ' ^ w:i VdW ( M.r«.p n - 4 ronf 0 . f . braccia che spandono, quello scambievole 1 Ac o lT - c s °*to essi que’scntien intralciati, boscosi, s v fnì re ’ . P v ' f- Lat. Aggitb. (Dall' cbr. hhngk feda ; e _ ^ Gcl t'tHQ^ R 6U ( * a idion ingresso: Chi va , Chi entra alla festa.) (B) per a*„, Re ’ .Ag-giu-di-cà-re. [Alt.} Asseenarc a qualcuno checch . ' ’• '• addicere. 5 * ^ nlrccciarsi c aggircvoli.(IS) e sia da atha *tor t entenz * a * Lai. arìjudica qualcuno checche sia Gr. Guicc. \ 0i '’ 11 C «Ujuutvu.v , «V.V..WWW. . ..-.-8- - - * c> P 0 gnare ì Viniziani di tuffo quello che gli era stato aggiu- 8Css, onc^d ^i 3 dì Cambiai. Sega. star. 6. 160. Venissonoin pos- ^ ecclesiastici , ed i proprìi loro s’aggiudicassero alla =i c ^ lc rci] C<( * Crp y Attribuire. Baldcvini Stanze al Redi. Mentre ciascun a jjg auiciì l e giudica , Doti sì rare ai valor vostro aggiudica. (P) per jy * pass, in sign. di Promettersi solennemente.] M. P iRg .E Vo aooi a j. e j oro vatifìcar la vendita fatta per li tiranni, edi duo- ^ Gc, Cnin ldlca, ^i fedeli dell* Arcivescovo. U1C ^\R |0i ’ di v *e»i (Leg ) Ag-giu-di-ca-tà-n-o. Add. e sm. Colui che per averne ojfevto “‘Unir v r -f> *pra u 1 ^J f } . eraz ^ ot1 c a .favore di un offerente all' incanto per unt ' * nflltta. n un 'ini» eor'nnsin I a f'/Mìdl7 imi t xt/lhll itp. { À 7. il p7ù Pf n P r ‘etario della cosa venduta all’incanto P-’azzo. :° lc mci )"di c sente 'UUUto, o uditili apresa secondo te condizioni stabilite. (Az) nvr, fieli ■gnèn-tf: [Pare, di Aggiugnere.] Che aggiugne, Che Piti. Bnss. 27 g. Ma perchè già intra ’l limitare dì A 1 m. xm> 55 . 279* peli'»»» giii iiiiirt 1 Mimmi cu ecc hie7zaJ vi veggio entrato, possibile ò che quella, siccome "'gmnle allo esilio, o l'esilio a quella , riputiate più grave. ’ ■^§ g’ , J*gne^re. [Alt. anom 3 Arrogere. — Aegiunger.e, sin. "*• Pcr'p ' r ?,* a' è rtAi d ’!'° Porr. f e tt. I vecchie? '^taós^ 8 ' ,_ , . . . . “ . Lat .. » Ag-guj./JTie-rfa [Alt anom ] Arrogere. Agguinger.e, sin. adinngerc. Gr. ‘ffposT&zvcu. Dani. R'J- *1’ '-u è n ■ modo quell'amor s’obblia , Gbe fa natura , e la. a Pgiunt°. K 2S.10g . Ed io v'aggiunsi; K morte di tua .«cniat- * 7 * 5y. 6. E con questo aggiunse cagione, perchè il re Car- "■* Arri Vea vo, »do. imparentarsi con lui. ^ rvali rc *. ?'*• 5. 14. 2. E desidera le fosse alte, e grandi fì(5 Aggrandire. Aggiungere, o Aggiugnere vale Unire cosa a cosa,parti a parti, tanto omogenee che eterogenee, di quantità continua o discreta. Aumentare non solo indica Aggiunzione> ina include anche l’idea diaccrc' scimcnlo sensibile, ossia esprime V effetto dell’ addizione. Arrogere è usato come sinonimo di Aggiugnere ; ma questo verbo dì sconosciuta origine sente alquanto di rancidume. Alfine ad Aumentare è Accrescere. Questo differisce anche da Crescere f eli è d indole intransitiva, e significa Avere accrescimento, benché abbiansi degli esempli ne’quali è**'**' “ ^-- ^ e significa Avete a _ Inóltre Crescere si trova adoperalo anche e sostituìIO a <• Allevare- Jqqrandire si usa allorché trattasi di ùifferisce da adummtore che si adopera allorché si S>„lS eV. Gre,. i.è H, «q«e , b,nso Per modo che ' u c,««, «,»« > »*c. «... «. «*x2rs»stJ&i£ i6o AGGIUNTARE 8 ec. e. per aggiunta da mille nojosi pensieri angosciata e stimolata e trafitta , in piè dirizzata , cominciò a guardare, se vicin di se vedesse o udisse alcuna persona. G. V. 1. 60. :j. Ma al tempo che ’l detto duomo era tempio di Marte, non v’era l’aggiunta del capannnccio. 2 — * (Chini.) lstrumenlo di chimica , che ha la forma di un fuso, che si mette tra la ritorta cd il recipiente per allontanare quest’ ultimo dal fuoco. (A. 0 .) Aggiuntare , ' Ag-giun-tà-re. Alt. Accrescere. Parnas. fi. s. modo aggiustato. Lat. concinne, convenienter. Gr.wpaerr/.óvTsi;. nat. esp. i5. Ed all’ordinarie indicazioni delie nature di que’ P si troverà assai aggiustatamente rispondere. .^ Aggiustatezza , Ag-giu-sta-téz-za. [è/ - .] Buona e convenevole m <„ (/' operare , Puntualità , Esattezza. Lai. concinnità^. Gr. svKff eh 4 Segn. Mann.Ott. io. 2.E con tanto di aggiustatezza e di amabilità i circostanti in vece di spaventarsi ec. , gli corsero tosto attorno- Aggiustatissimamente , Ag-giu-sta-tìs-si-ma-mén-te. Avv. superi. d‘ ' " giustatamente. Segn. Mis. (A) . . Aggiustatissimo, Ag-giu-sta-tis-si.mo.[Add.m.] superi, eli ■Aggiustato-!’-,, compositissimus. Gr. pcixiara. hioc.TtTa.yp.ivo;. Red. lelt. 1. questo solo particolare non guasta, il negozio è aggiustatissimo.» 1 '''’^ Mann.Oll.3o. 2 .Andò con ordini aggiustatissimi, ricevuti da David- l Aggiustato, Ag-giu-stà-lo. Add.m. da Aggiustare./. a£. adacquatosi ci quatus. Gr. irpotr-/,x«v. _ ,j, 2 — [Accomodato.] Libr. cur. malati .Il fiore del rame si è un ri® 6 mollo aggiustato per colali piaghe. 3 — Agr' di Uomo : Dicesi di chi si governa nelle sue azioni con sura. Lat. moderatus, prudens. .,1 4 —* Dicesì anche di Chi è in cattivo grado. V. Aggiustare, 5 - 5 ’ ' Aggiustatore , Ag-giu-sta-tò-re, [ Verh. m ~\ Colui che aggiusta. j 2 — Quegli che nella zecca aggiusta le monete col peso. Lai. iS quem pertinet monetae potidus cxaminare. Gr. àpyvpxpoii>ó;. ,pf\ Aggiustateice, * Ag-giu-sta-tri-ce. Verb.f. di Aggiustare. LG dii'ef'.gj ACC1VS1ZV01.1S,* Ag-gui-slc-vo-le. Add.com.Che sipuò aggiustare. A.R'fffli) Agglobaiie , * Ag-glo-bà-re. Alt. Raccogliere in massa quasi u J or di globo.—, Conglobare , sin. (O) ^ Agglobato , * Ag-g\a-hk-lx>.Add.m. da Agglobare. Rilevato ingioi 0 ' Conglobato , sin. ( 0 ) 2 —* E fig. Ammassato , Ristretto.. Olivier. Berg. ( 0 ) . ^ Agglomerare , * Ag-glo-me-rà-re. N. pass. V. L. Aggiugnersiin slt A —, Conglomerare, sin. ( Dal lat. gloinerare aggomitolare, aggruppa Vallisn. Berg. ( 0 ) _ , f Agglomerati. (St. N.) Ag-glo-me-rà-ti. Sm. pi. Nome che i T e f,,pt danno ad alcune roccie , che comprendono le arenarie di tre mf ^ formazioni , cioè la rossa , che è la più antica , la variegata , 4 , s ) la seconda, e la bianca colle sue varietà, che è la più recente.vh )Jt , Agglomerato , * Ag-glo me-rà-to, Add. m. da Agglomerare. — j glomerato, sin.(Dal lai. glomerntus che vale il medesimo.) V.di l'Cr'M Acglutinamento , * Ag-glu-ti-na-inén-to. Sm. V, Agglutinazione., yf, Agglutinante. (Med.) Ag-glu-ti-nàn-te. Pari, di Agglutinare. P>“ nmnemente Conglutinativo. Che agglutina, unisce, attacca- (a) # AGGLUTiNARE.(Mcd.)z]g-gLi-ti-nà-reMK. e ri. pass. P. L. Unire, Adofp con glutine , Par aderente .—, Conglutinare,s'/n.(A) Marchett-LfO 'jjj prima io veggio Con la sola calcina agglutinarsi I,e pietre ei sas s ':| Agglutinativo , * Ag glu-ti-na-ti-vo. Add.m. V. Conglutinativo. v-u f ■ Agglutinazione. (Med j Ag-glu-ti-na-zió-ne. Sf. Appiastricciami nione .—, Conglutinamcnto , Agglutinamento , sin. (A) .. c0 l, A 1 le spalle, e non si può Le braccia adoperar dalle Uussioni, 6 a,a jjr* o da altro mal che s’internò. Lami dial. Farebbe meglio a g 1,al ccl aggobbire sui libri. (A) _ ’Ffd’ Acgocrito, Ag-goh-bi-to. Add. m. da Aggobbire. A.M. Ricci, fe Li che era aggobbita , 11 Pi perchè doleagli una pipita. (A) M Acgolpacchiare , Ag-gol-pac-chià-re. JV. pass, da Golpe. Lo stest ^ Avvolpacchiarc ,per lafacile mutazione dePV in G.Allegr.leU.Cones 1 ' ^ pericolo d’aggolpacchiarmi in un fantastico gineprajo per nonniiH a ; jp] AGGoMiccroLARE,*Ag-go-niic-cio-Ià-re.sdtl.L 'e di' Aggomitolare. A.Bs'fd Aggosiitolare , Ag-go-tni-lo là-re. [Att. e n. ass.) ( V. Gonna do. gomitolo .— , Gomitolare , Aggomicciolare , sui. Lai. gloinerai 1 >^ glomerare. Gr. xXil&su. Alleg. i53. Cioè, clic dove quello agg 0 lava allotta , questo spesso spesso annaspa. , 0 si* 2 — Per similit. [Avvolgere.] S. Agost. C. D. Posto che ’I m° D in figura ritonda , e aggomitolata una spera sopra 1' altra. jdif 3 — È n. pass. Rammucchiarsi. Cr. g. 101. 2.Pecchie ec. a rompono con corsi , e mischiate s aggomitolano,e fassi un ! if. Aggomitolato, Ag-go-mì-to-là-to. Add. m. da Aggomitolare. ‘J ' mcratus. Gr. xtxKuapùos. Cr. g. 101. 1. Molte innanzi al loro uscire, a modo d’un grappol d’uve ec., aggomitolate pendono^ il lat. racematim , gr. forpeSor. J Clic. Geli. 1. 56. Per esser" , verno ferma c aggomitolata sotto la (erra, f Cioè, raiinicch‘at a dp\\ 2 —* Per similit. attribuito a persona. Vit. SS. Pad. 4- ~ :l> 'sp ' " Citlà d’ Orli avea un fanciullo ch’era sì aggomitolalo, per 010 il capo co’piedi si raggiugnevano insieme. (V) „vnll’ f I Acgottare. (Marin.) Ag-got-tà-re. [All.) (Dal lat. ab che spesso ^,i; vazione, e da gutta goccia; quasi cavar ogni goccia di acq“ a viglio.) Cavar l'acqua entrata nel navilio con islrumenio a pr e rigettarla in mare. Lat. sentinam txhaurirc. Gr. ìvtXÌivA ;aH p ami. 2. 36. Non potevano stare su 1 ’ancore, nè aggottar" che per forza entrava acqu- s.—“ |— - ^ ■«ni•• 1 — [E n. ass. nel med. signif ] Mcrg. 20. 02. Ogni cosa r ” ot -e° Morgante aggotta , c ha tolta la tromba./;' st, 3y. Morgaut" 1 RII tromba aggottava. AGGOTTATO 'lUOTT i >« /y •'Ssuii ,i°" ' . '' n -) Ag-got-là-io. AJd. ni. ila Aggettare, Render la nave At'.co AGGRAVAMENTO i6i Acr.iuKCHiATO , Ag-gran-chià-fo. Adii ni. da Aggranchiare. Assiderato , Freddo. liocc. leu. Pr. .V, Ap. 231. Già lenendo noi mezzo Novembre, cd ogni cosa aggranchiata per 1’ aire fresca e contratta. » Lod. n * . , Tt - T > .. .,/ - e-n t~. 1 . . \ uie Renderla asciutta per mezzo delia tromba, cacandone lC VÌ e €UÌmUt - ( A > (Ar. Mes.) Ag-got-la-tó-jo, Am, T. delle saline. Recipiente th ji} q» c ^ . a CH * sì^irapasQ con buglioli in altro vaso, come V aggotta- , d« cui „• JU S UUCI ° per la rete calda -, l’ Aggottatolo per l’ acqua fatta, Acgrakcike , Ag gran-ci-re. \_Au. Pigliar con violenza Ae«raffare 1 Un <'.,.»• P ,Cct) J° guiderdone delle mie fatiche, eh’egli vi sia in qualche ,’^vn?“ a ?Sfi*^a l0 . (Pr) ^hn 50f ^ , E > Ag-gra-dé-vo-ie, Add. corri. Che Sf io al ci*r L ‘ ^ at ‘ B rat ^ us * Gr. tvx,ot.pts. Fiantm, 2. 3o. Le quali cose, a grado, Che piace, 1. 2. 3o. Le quali cose, . r, o\ /^^ Uriu conoscenza ho di tc, tutte assai ti sono aggradevole Libr. ^5’*‘Aùg V n^^* empiono Io stomaco di vivande al gusto aggradevole ‘ ’ A B'g l ’ a ~de-vo-h5si-mo. {Add. m.] sup. ^‘Aggradevole. m t;t 0 |. hSI,il l us * Gr. ^apasrarcs. Pras. Fior, 4* So. In lui aggradavo* ‘u sltl . Cuf 'Aiì By ^ l,c Ausato fu per lo condimento che egli sopra le sparse. t Ut ‘ Srate^ 1 **^ ’ ^"K 1 'u-dc-volmén-le. Avveri. A grado, Con piacere. All ' t ‘«o* ' C p IÌAD iiiBN r '* UC0,e uiirirnhoiìibaiio aggradevolmentcsul cuore gli applausi. ’Rnto a t v ^ o j 1 'adim i 5 .o'S ra, "di-mcii*lo. [Am.] L aggradire , Compiacenza .—, 1 r j? s s ì n . Rat. delectatio . approhaiio.' Gr. ricris , sùò'ojda. Red. >ùdf-"'‘ ‘ ' '■ ' '. ■> "*• *-• UUCUUHU , UP'ItlU, KJWt . 7) Ut» , tV-UUMU.. ilKU. dubito la presentai a S. A. Screniss. che volle immedia- ^Hosco lne sentirla leggere con suo sommo aggradimento. E l’jo. J l ne c ^c tale aggradimento non può esser nato da me- CUno ‘ ^ 2 ‘ 2 44* S°n certo che la sentirà con sommo ag A ^^iftich*» 0, / >r ° 5 * Fior* 4- 1 47‘ Lasciamo in disparte il favore» l’ag- GQlÌAt HftE ? < -u ; ’ nostri giuochi usitatì. [^1 [Att.n.ass. e pass.'] Essere a grado 0 ingrado, Pia- 11,11 case ( W ure ;~> Aggradare, Aggratare, sin. Rat. piacere, arridere, gra- | ' r ’/'i mvìcsiv. (V .Aggratare e Gradire.) JJocc. nov . 2Q. S. K E c ^ it: per me si faccia quello che v' aggradirà. E ttop. 37--5. Offesi ^ «U* una parte e all’altra aggradirono, che ee. a dovervi ^ l,C ’ s> eU' CG ' V » a ù 1coll tro Timo all'altro- E noiop.'Lt 7. Prendila acino- 5T a, *a '| tl Ì l ' aggrada , io te ne priego. Dant. Inf. 2. 7 g. Tanto m’ag- ’ 4 *h\ Sltn 0 ^mandamento, Che V nbìiidir , se già fosse , in'è tardi, r ^^dirè^^À ll,a ^ S1 sc S nc c '^ c **' a occhi aggrada. vanda,'Ove famiglia aggranda. (V) Aggrabdimento , Ag'gran-di-inén-to. [*S*/«0 E aggrandire . Il divenir grande. Gald. Disc.com. 25;. Io non veggo che altro si possa nella cometa inferire dal suo poco aggrandiroenlo col telescopio y se non cl/cIPc cosa luminosa. Aggrandire , Ag-grau-di-re. {Alt.']. Far grande, Accrescere , Ingrandire, Agganciare, sin (\. Grande.) Lai. augere, amplificare. Gr.«.ù£*. vnv. G. F. i. 28. 1. Questi aggrandì molto ftoma. E 7. 5/. 1 .Per la qual cosa gli aggrandì molto di possessione. 2 — In sign. 11. lass. Crescere,] Divenir grande. Lat. aligeri, crescere.» Guitl. Leu. 1. O cupidi d’aggrandire, che fate? (V) 3 —» E n. pass. Pavoneggiarsi, Ingrandirsi. Boez. 5 /. Ricevuta la rila- scia, quasi aggrandendosidisse; già alla fine conosci me esser fi!osofo?(V) ■i Jocunde. Gr. «pevxcVrfciS. Sala. Pros . Tose. io/. Mi ri- Aggranditissimo , Ag-gran-di-lìs-si-mo. mi,] sup. di Aggrandilo.'LaL r * ' .... maxime auctus. Libr. cur. malatt. Ma sempre ue pruovauo il dolore- aggranditissimo. Aggraudito, Ag-gran -di-io. Add. m. da Aggrandire. Divenuto grande. Lat. auctus. Gr. ccv^xvogsvcs. Ztbald. Audr. La città di Ruma aggrandita dava loro gelosia-non poca. G. K. 4- /5. 3. Essendo la città di Firenze assai aggrandita , e montala in istato. AGGRANDiTORE,Ag-grau-di-t(We crb.m.Che aggrandisce ,] Magnificato - re. Lat. amplificalo!'. Gr. 0 psyccXvvuv. Cv. nella v. Lavatore. % Aggranditrice , * Ag-gran-di-tri-ce./^e/A./.'di' Aggrandire.re^. (0 )^ Aggrappamento , * Ag-grap-pa*mén-to. Snt. L'aggrappare. F.. di reg. Pas.{ 0) Aggrappare, Ag^rap-pà-re.f^/i.] Pigliare e Tener forte con [ìe unghie t o con altra 3 cosa adunca. — , Aggrainparc T sin. (Dalla particella su* perf. a, e dal gotico greipan , onde pur gl'inglesi hanno logrlpe Prender con le dita chiuse, Prender nel pugno.) Lat. ampere, prebende-- re, imeis manibus prelibare. Gr. xccnx l uoif>-xritv. Dant. Inf.i6.i‘ó3Sic~ come torna colui che va giuso Talora a solvere ancora , che aggrappati scoglio o altro che nel mare è chiuso. 2 — Prendere, Afferrare. Erano.Sacch. nov. 207. Ed aggrappato I* tonaca e gli altri panni. — un bastimento. (Marin.) b gettare de grcpypini ad un bastimento per afferrarlo, e accostarsi ad esso volendo andare ali'arrembaggio. ($). zj — fin sign. n. pass. Appiccarsi colle mani adunche, Inarpicarsi. Lat. uncis manibus prcnsarc, prehendere, inhairere.. Dani. Inf. 24 28. D’111* ronchione, avvisava un’altra scheggia, Dicendo, sovra quella poi t’ agii, i-'ooivc, lisserc a grano, a gemo ai cmccnessia, e l attiro, grappa. E So. E aggrappossi al pel, coin'iiotu che sale. v MiV, U ° ln P re g'° qualche persona o cosa. Gradire è anche Aggrappato, Ag-grap-pà-tOr Add. tu. da Aggrappare. Bocc, nov. 46. 7» K- 8pl B l> ato '\tr ne ^ altro senso, ma impiegasi meglio nel passivo di E aggrappatosi per parti che non vi si surebbono appiccati i picchi,- p' SC| 8*'aio' fi- 3d ® verlio P/fice/’e , quando significa nel giardin scn’entrò. Segn. Pred. i8.'ò. Ora aggrappatisi colle inani ec. r ^ c »proco Piacersi jpe.vò vale Esser conlento o Coiu- Aggrassare , Ag-gras-sà-re. Alt. e n. pass. Far grasso. —, Ingrassare r Impinguare, sin . FU. SS. Pad. 2 ()1. Quantoil corpo s’aggrassa, tanto’ anta magra. (V) . re. Divenuto grasso 7 re. ^.Aggradire. Lat. piacere. Gr. àpitrauv. Dant. In fi 11. «9.2. Tu mi contenti si quando Risolvi , Che non nicn che .saver , dubbiar ni’aggrata. 2 — E n. pass . Compiacerai, Congratularsi. San/iaz.Egl. 12. Tal clic farò che ’l gran Tesino c V Alesi, Udendo Meliaco, per modo il cantino , Che Fille il senta ed a se stessa aggratcsi. (P) Aggraticciare, Ag-gra-tic-cià-re. Au. Avvolgere , [e quasi Intrecciare insieme .] (V. Graticcia.) Sod. Colt . 6. I Turchi cd i Greci piantando nelle fosse i magliuoli , ne aggraticciano nel fondo di esse due o tre insieme. 2 — JV. pass. Attaccarsi tenacemente, Avvolgersi in quella guisa che fanno la vite c V citerà (die cose dove s' appigliano ; dal formare (fittisi un graticcio. Lat. adrepere. Gr. irsptvKs/.zffùxi. Etr. rim. /oò'.Di nuovo s’aggraticcia su per gli olmi. 3 — [Persimi/.] Morg . s3. //. Aggraticciossi al collo a Fuligalto. ^ — Per metaf. Cas. lett . 77. G che sia la stanchezza d’avere scritto- assai , 0 la infirigardia che mi si sia aggraticciata addosso cc. S>^ Avcr re in pregio. Process. Innoc.l F. Avvegna ancora ha co’Saracini ec , e aggradiva le loro usanze, Ar.Eur. /. 3. 5 ^‘Polito ^ eiler °sa erculea prole, Ornamento c splendor del secol nostro, 3 jj“ CMerj( i .^ ra ^' r ( J' ,cs, n che vuole, E darvisol può l’umil servo vostro. ’ ,0 .l'ens a „^ Ac q"istare.] Rim. ant. Dant. da Majan. 82. Ch’co non ^ e,ls and il ei '*. Uom’eo possa servire Ed aggradire vostra benvoglienza. 4 . 5! Sni(ìcatQ fi Gradire, Piacere, Soddisfare. Aggradi) e ha C| e ir, „„^ r p ,u -° ‘} al ‘f ,re nel p''0|irio significa Pare alìbaslanza, iiceessilà , alle esigenze di qnalclie cosa. .. S‘B r a-dì-to. Add. m. da Aggradire. Seti. Pisi. 7 S. La vi- d IU ."^gradila dal!' afihinalo. v ' conej'i- S‘f ra dn-i-re. Pi. pass. Cattarsi bcnevvlenza, Farsi «rato. ,’^Uj s 'g c s 'lii , il disse Tacila. Tue. Dav. ami. 1. s 5. E con Aè^ ra aiii rs j°j at ^ sc o _detto Caligola, cioè Calzariuo, portando egli, per Ks . so *dati menomi , i loro calzari- Pm? C e "■ Pigliare col graffio , raf- )i 1 ire.] Buon. Fier. 4 - S. 25 . Acciocché Ac c . ' tnio a-n°- K rilen "f'i co’graffi Ue’ privilegi ingiusti, e sottomano aR( l'n S lo aggraffi. ' Atr^7 pA A„ Add. m. da Aggraffare. V. di OL,„ *RE, A n 0 .SI cui. m. da Aggraffar 1 1-11^7‘f’rioio. ^-'’ lil, 7'Pà-re. [Au. Pigliar colle gran ( 0 ) A 4 ^Cl‘ 1 * ■* « A", IS ry • ^BReampa^i Veggcudo questo pippionaccio A aggranare. __ Ai:,, 'e p ’ ,. - t *S~g r a-nà-to. Add. m.da Aggranarc. Che ha fatto ilgra- I’cì» (QV ‘ r/l e f~b Vi) n-chi;i-re. [ 1S■ ass. e] n. pass. [Esser preso dal gmn- 'i ' ff ^ìaiio l'Uncijialmente delle dita, quando per soverchio freddo aI, ar ine obrìaerc , frigorc coutraUi. Gr. nV/oi». Liv. dee. h. I; "ielij ■ sl<1 > e - 'lo —vti] a , *> e di’die essi si cavino il segno , se per paura son loro Aj, n fsii rit , C e n * a "i a divellerlo. Car.lett. 2. i53. Oh questi numi soli .Ha*. “"'" "iichiar le mani di freddo a quelli che vi scrivono di qua ? » Ag-gran-~li : a-lis-si-im -[Adii m.]sup. di Aggranchialo. 'un. tùli. 2, 1 Sg. E. piedi c mini , E frtddi e aggian- l,i di; “ S!, >'c sii / »c L ■npe. Lo stesso che) Aggraticciato, Ag-gra-lic-cià-to. Add. ni. da Aggraticciare.» Rari.Rea. Rim. 24’ E se ^ e!1 come lei forse aon facci .. . Pur la vecchia bavosa Proserpìna Di naso adunco, aggraticciato , addosso...iVou guarda cosi fiso. (B) Aggratigliare , Ag-grn-ti-gìià re. [ Alt . Pare lo stesso- che Aggraticciare,. ma si trova solo nels’gn. me taf. d']. Incatenine, Imprigionare.{D& gì cita, o grilligli a , ferrata della prigione.) Lai. vincirc. Pataf. t. Egli # un bebo, e fu- aggraligfìato. Rocc. nov. 85. 20. Tu m hai aggrati- gliato il cuore colla tua ribeba. Aggratiglut.i , Ag-gra-ti-glià-to. Add. m. da Aggratigliare. Pataf. Al passo a Mabinmco aggr.atigbalo-. AcvGRAto , Asr-grà-lo. Add.m.F.A. [Lo stesso che] Grato. V, Lai. grattis. Gr. -fe. Dant. Par. 23. 6. In che i «cavi labor gli sono aggrati. Aggravacocc»!, * Ag-gra-va-còc--chi. Add. coni, indeci t F+ camp, da Aggravare e Cocchio; ed è aggiunto dato a chi aggrava i cocchi col peso. Salvia, luti. Omer. (A) Aggravamento, Ag-gra-va-mén-to. [Sm. T . Aggrnvazionc.] Vaggravare. Lat. ouus, oppressio. Gr , D. Gio, Ce//, per aggra va meato delie ime fatiche- fanciulla ìènunina paitoiisse. Cr. 9, 29. /.Similmente ay* 1 ' ai «1 AGGRAVASTE AGGRSCCH1ARE Aggravante, Ag-gra-vàn-te. [Pari.] Che aggrava. Segn.Crist. inslr.3.. 19. i3. Alcune circostanze più aggravanti di quelle che intervennero nella vera crocifissione del Salvatore. a — * In forza di tosi. Segn.Mann. Apr. 26. Un tal peso, per grande ch’egli sia, non è finalmente all'aggravato di pregiudizio veruno, ma all’ aggravante. (V) Aggravare , Ag gra-và-re. [Alt. Propr. Pender grave o più grave, Imporre peso , Caricare ; ed altresì ] Spigi lere , [Mandare] in giù con peso , con violenza. Lai . premere, aggravare, gravare, pnegravare , onerare. Or. fiapunir. Petr. canz. 6. 7. Ove non spira folgore , ne indegno Vento mai che l’ aggravo. Dant. lnf.6.86. Diverse colpe giù gli aggrava al fondo. 3 — * Cagionar ripienezza. Segn. Man.Dichiaraz.dell'opera. Altrimenti in cambio di venirvi a midrire , vi aggravereste. (V) Sanseverino, gran scudiero di Francia , tutti gli escrcizii, ec - ^Jjl A cgraziato , Ag-gra-zi-à-to. Add. m. Grazioso , Di maniere greti-'' venustiis , elegans. Gr.. f?%apis. Pecor. g. 4- n. 1 .È stalo tanto afG ziato e tanto costumato, che gli uomini e le donne di questa le ^ 5 erano innamorati di lui ; e non ci venne mai in questa città n £SS tanto aggraziato , quanto era costui. 2 — * Graziato , Favorito. Olivi. Rerg. (0) 3 Aggregamento, Ag-gre-ga-mén-to. [Sm. Lo stesso che] Aggrega^'°%. Lai. complexus, coagmeniatio. Gr. TccSis,evyx.pitns. Fu-, d al bea- " ( 3 46• Quel vocabolo importa un certo ordine dolce, e pieno d' quasi vuol dire un attillato aggregamento. Red. esper. inselt. vi da certi minimi gruppetti , ed aggregamenti di atomi, i y Come aggrczzati, e come Tremanti, assiderati cc. , Noi r Acgrezzicchiato, * Ag-grez-zic-chià-lo. Add. m.Alquanto aS J freddo. (Z) . .. ’ ■ , 0 sttff àggricchiare , * Ag-gric-cliià-re- IV. ass. e pass. Quasi f - ffifi Aggranchiare. Propriam, Centrarsi, Assiderarsi per soverchi . AGGR.CCHIATO AGGUAGLIARE «IATO , Agof “*i < ? > Ag gvic-rliià-to .Add. [m. da Aggricciare.] Agghiadato, b ’ [ Accorciato P ci fri'Ulo.] Cani. Curii, 460. Il caldo Ac Gl ,j cc a ' 0 Pa crescer nella stufa, è dilungare Ogni membro aggricciato. ,'* RE >* Ag-gric-cià-rr. JS. pass. Agghiacciarsi per ispavento. (Da zl 'iniQ I2a,e ’ come da zampa il nostro volgo trae ciampa, ciappo da ciò u Car. En. 2. 1 255 . Ecco davanti Mi si fa l'infelice simula- Acguij, ‘ maggior del solito : stupii, M’aggricciai , m’ ammutii. (B) di a .* Ag-grin-cià-re.^tn/,0 stesso che Aggrinzare. £. fV.l’elimul. *'««1221 yL lL Fr - C °) Aceti, s ' ^cog.) Aggri-nè-i. Antichi popoli della Grecia. (G) gr'u^i,. 116 > Ag-griu-zà-re. [Alt.] Ridurre in grinze, Increspare .—, A_g- Jiur c /, K> Aggrinciare, sin. (V. Grinza.) Lai. corrugare. Gr.pvnSsw- liani'i Perchè aggrinzando il volticel becchile, Col borbottar mi a L. , ,8 r *inando. Ar- ln ' i 63 AoGrovicliato f Ag-gro-viglià-fo. [ Add. m. da Aggrovigliare.] Ritorto in se , [ e dicesi propriamente dei filo , che si l'avvolge in se stesso} quando è troppo torto. Red. Oss. un. iyi. Un lunghissimo ec. filo , che si avvolge in molti e molti giri, e s'intr/ga a foggia d'unasconv pigliata matassa di rete aggrovigliato. 2 — E per sintilu. [ Oicesi di checchessia disordinatamente avvolto. 3 Rat. intricatus, impiicatus* Gr. ^Xsko/xsvos, Frane. Sacch. Op. dìv. 5 y. Lmo de detti sonetti , in un foglio tutto aggrovigliato , si trovò ' in uno de detti guanti. 3 — [Per me taf.} Pataffi 3 . E soavi le madonne aggrovigliate. Aggruma mento , Ag-gru-ina-mén-to. Sm. Rappìglìamento in grumi. Lai, L aggrnmamento , e con- flr,GR isz 7 ' St ^ 1im n ‘ ass ' Divenir grinzoso. A. It. Fr. ( 0 ) w ‘«pe ?»’ .^g-gi'in-zà-to. Add. m. da Aggrinzare. Pieri di grinze. *JDrinjojo , Crespo. Lai. rugosus, rvigis contractus. Gr. puri. Ue ^ af P‘ Quintii. P. Appoggiansi I’ aggrinzata buccia agli i m. da Aggrinzare. Pieri di grinze, di " ' IW- spo- fu ù di trenta dì h'ovjJi US81 dl carne * A itosi. C. D. E riposta pii e cosi dopo l’anno, se non che era aggrinzata e secca. pe,. Ke > Ag-grin-si-rc. N.uss. E. Aggrinzare. Aeni/er grinzosa la faccia c, ‘ e altr :‘ si senta. Lui. corrugare. Risc. È ■ Infrigno. (A) 2ar e ’l 13 > Ag-griz-zà-re. N. pass. Irrigidire, Intirizzarsi. —, Aggrez- cl 1( , ^aggricciare , sin. (V. Apprezzare. ) Rumi. T. i. 1. È’par Accn, 2 1 a ggrizzi , Tu ha’fatta una faccia pricolosa. (A) ~iio al 0 5 Ag-griz zà-to. Add. m. da Aggrizzare. Assiderato , Intiriz- Agghe C"‘- a,JaLm - (A) A ?'g rom-mà-re.[ZV. pass, ed anche colla pari, sottintesa .—, ti+otutf. 3re s Sln - ] Conglutinarsi , Incrostarsi , Attaccarsi a guisa di linavi ^in crustae speciem adhaererc, conglu- ^gro'm****' Uv fr'X‘nyvvva.i. Menz. Sat. 4. Che se alle doglie del tuo capo A ? 0H fia clle nè men lasci il tetro odore. A«, 0 «0 , * Ag-ni( )nJ _ nl à-t' Add.ni. da Aggrommare. F. di reg.{ 0 ) ‘arsi. fS 3 ’ Ag-gron-dà-re. [N. pass.) F.A. Aggrottar le ciglia, Adi- Poi c ),A i: ‘ metafora dedotta dalla gronda, estremità sporgente del tetto: Percii; E ‘‘ ,r a i ciglia si rendono più rilevate c sporgenti.) Lai. su- a adduccre. Gr. iiyfticiirxi. Ae’prj ^ Se .anche Rimbrottare, Sgridare, Brontolare.] (Dal gronder lieta p Ces >.) Er. Jac. T. A quello, che covellc mi dona, Dimostrogli A v ‘ a m ,? 1 , 80 ^ > Ahi mollo mi aggrondo se suona La voce eh’ io sia alo ‘ ‘".f- .V,/ DriA ' Ag-gron-da-tù-ra. [A/i] C. A. V aggrondare, [ e me- . Al| a ji "‘'’S’o.] Lai. habitus arrogàns. Gr. éppiis. Fr. Giord- Pred.R. mandita di limosina si mettono subito in aggrondatola di dispetto. Ag-guop pa-mén-to. Sm. Avviluppamento .— , Aggrup- i fi|, °ptn, si "' Dia/. S. Grog. Eit. 348 - Di tanti dolori per lo ag- >cr i v ,eiie viscere era crucialo. (V) Agg ri| E i Ag-grop-pà-re.[^U.) Far groppo, [nodo,] Ravvolgere. C. a chi, ,0 ’ Ani. implicare, intricare. Gr. ipK\ìwv. Eranc. Barh. <5.5, [IV “ lln S«a " ’ ‘ ’ ’ ' ' Apo.v ' P’tss.) l lau , A ria -ì.a e avarizia [/V a * ln gua aggroppa Per lo correlile parlar, cd inciampa. ^Ctiu ft*) Mannaie, Ammassare. Lat. congregare,congererc. Gr. cri Munì, 2 . 1 ;, Ma perchè dove ricchezza s* aggroppili, Lusso* -.^p 8°la e avarizia, Accidia, invidia, superbia ne scoppia, Ag-grop. pà io. Add. m. da Aggroppare. [Ravvolto, Attor ^Dau 4 1 fr'* *,.-'.j—, Aggruppalo,, .«n. Lat. implicalus, intricatus. iT a< /- oo n°** ^ a, it. Infi6.iii.ì y ovnila a lui aggroppata, e ravvolta. Jt \ x u elle ficcavan per le ren la coda E’I capo, ed eran di- di (parla di serpi.} Car. leu, g. 8. Con certi calza- A^8*onn,r ar gento morello fino a mezzo stinco, con certi nastri rHil 1 dl 01 '°* g ? h ot T 4s( e, -^8'g r op-pià-re.[^/. e n. pass.Lo stesso che ] Aggroppare.^". A r nc, ' e *Dn R> ^8‘grot-tàn-te. Pari, di Aggrottare. Che aggrotta, inarca, ÌydZ cc r r. di reg. (O) ^ P er f A .g;grot*tà-re.[^«.j Far la grotta,ciglione, [terreno rilevalo.] *fti iìe f lr,n lit. Aggrottar le ciglia Tenerle in yu^lla positura che J* Cva rle j 2r ^ Crnrs i grave o pensoso. ( Presa la similitudine dall’ in- y^ctK. a v °ha di una grotta.) Lat. supcrcilium adduccrc, Gr. ?ni,/ ranz - rim. buri. Vcggonsi certi passeggiar sul sodo, SDou. . °Mo, e aggrottar le ciglia. Seri. ben. Varch. i. 1. Chi . ^ g 1 “Over esser richiesto d’ alcun piacere, non aggrotta le Ce ,fi n. ' 7 * Il tuo viso ec. fa le grinze , e aggrotta le ciglia. Ao ( , 3 ' r< -. E^ SS p Appoggiarsi, Accostarsi a checchessia. Lat. inniti, a c- (ì , ^ ,0 P. Chi a vecchia s’accosta, a mala ventura s’aggrotta. 5 A g-g‘-ot-tà.to .Add. m. da Aggrottare. [ Propriamm’e Fatto C ^ ** ìg Per l^Pt'acofi^ — lucro sputo. ] Salvia. Pros. Tose. i. 8 q. ago °PPositn l0 |- a ”” 10 ^ tat0 e sevel '0 il tutto ascoltava. E 14Ì. Cosi Vitato, ec ' ' U0l |'' ri * mesti di rabbuffila chioma, di sopracciglio ci^Resc^’ng ' ‘ a h>rni comunemente gli addomandiamo. 3 \ di ees f A.g-grot-le-scà-re.iV. (ics. Rare a grottesche, a capric- Pii, Pass, Q l r J’ ni “'.'" ' sc 'dlura o disegno. (O)' 1 u Ha ? e 1 ner-i ■ a ,‘ 11 Bvuttcsclic. Magai. Operel. d 53 . Maschera 4 Cq a " le Ti ’ - t , ìl» ° a che cc ma Win , TEsc AT 0 *» (B ’ 1 “a se uli’u r "A*ot-tc-sca-to. Add. in da Aggrottescare. Dìcesi di , 1 ‘Pei'a f M . a ’ 0 insegno , che scostandosi dal naturale par piuf- . teli,. *• dee e ".,“ S r °Uesche ed a capriccio, che ricavata dal vero. Vu " Sc u rt po dis. Fece si che alcuna volta nel panneggiare si >e , 'RtiAiiE a secco e aggrottescato. E'. Grottesche. (A) ''"M ’ t // t o? , i- ì ' VÌ ' S,Ì ' Vre - N - l’ n,s ‘ Aivil 'ipparsi, Ritorcersi in : le ' Napoli» * ( RMlnmcnte. (Dal lat. et»/, e di revolvere rnvvol- l r l f.^pno Arcavo Alare. Y. Invoglia C( [ / UVO stinre.\ ^ l ‘C. ’'Rincari. Gr. ipvKtKicrSxi.Red.Oss. unirà. 3* Lalti-o Ss o ai attacca, ^intreccia e, p« f così dir», sag^mvielia. -•* Ks/'cret.. cfjA. c» ve* le Turche se n’ aggrottcscano (pici povero musetto a con concrei io. T. di molte scienze nut. crczion tarla rosa. (B) Agurujiaiie , Ag-gruniàre. N. pass. Rappigliarsi, Coagularsi in grumi. L'. Aggrumato. (A) Aggrumato, Ag gru-mà-to.^dd.f/n.dn Aggrumare.] Rappreso [ in grumi .] Lat. concretus. Gr. eupitiirn-pd. Red. leu. f. 1Q1. Come qnel sangue’ stravenato in quelle interne parti della testa , è uscito poi tutto tutto tutto, senza rirnanervene pure una stilla aggrumata, che abbia avuta abilità èc. Aggrumolarb, A g- gr o-mo-là- re. [ ///;, ] Far grumoli, [e per similil.)MeUera insieme [ a modo di grumoli.] Lui. colligere, accumulare. Gr. o-wp duv. Àggrumolato, * A g-gru-uio-là-to. Add.m. da A egro molare. Fedi rcgo.O) AGGnnrpAMEHTO, Ag-grup-pa-méu-to. [ Sm .] Lo aggruppare, [Il fare un nodo.] » Bald.Voc. dis. Legamento e Aggruppamento delle cose arrendevoli in se medesime. (A) a —[Cosa artificiosamente intrecciata.] l.at. iiiip'ieatio .Gr 1 /isrAo nh.Pros, Fior. 3 . 153 . Per la quale a oricrr ec. di tutta la vostra accademia , in virtù de’motti e degli aggruppamenti ingegnosi , ec. delle maraviglie delle moventi, giranti e andanti macchine, feceste ec. trasecolare gli spettatori. 3 — * (St. N.) Riunione di corpi naturali intrecciali insieme , o della. medesima o di diversa natura■ Gab. Eis. (A) Aggroppare , Ag-grup-pà-re. [Alt.] Far gruppo , Avviluppare .—, Aggroppare, Aggroppiare, sin. Lai. implicare. Gr. lp.-xKÌ%nv. Beni. Ori. i. 27. 14. Le dita insieme incrocicchia e aggroppa. Guitt.leit.i 3 . 38 • Fuggite, e in la Città di Dio ricoverate, c non ogni vostro laccio sol» vere sospettate , che toltone voi uno, il Diavolo n’aggruppa due. 2 — E in significalo n. pass. Morg. 27. 88. E dove e’vede la gente, s’aggruppa. Aggruppato , Ag-gvop-pà-lo.Add.m.da Aggruppare.—, Aggroppato, sin. Lat. collectus, coactus , implicatus. Gr. npirxee.dpa'os. Red. Oss.an. i 33 .Molte altre profondamente nascoste, aggruppate a mucchi, e legate insieme.£ <^ 5 .Lomhricuzzi ec. che se ne stavano chiusi c aggroppati dentro a tutto il canale degli alimenfi. Segnar. Crisi.inslr.fi. 33 ' 6 . Si riscaldano l'uno l’altro come le serpi aggruppate insieme. 2 —* Dicesi anche di Cortine e simili , quando per tenerle alzate si fa una specie dì gruppo, da cui ricascano le riprese , per comodo ed ornamento. Fosar. Dna cortina aggruppata ec. (A) Aggcagmamehto, Ag-gua-glia.mcn-lo.pS'in.] L'agguagliarc.[Lo stesso che- Agguaglianza. Fi] Lat. comparatio, aequiparatio. Gr. op.tA.órnsfinórns. Cr. 2. i 5 . 3 . E molti altri aggnagllamenti della virtù della terra si fanno , per lo cavar della (erra , e per lo arare. 2 — Equinozio. Libr.Astr.z. j7;. IV ombria ec. sia declinata alla parte della iatezza della villa, e quel sarae il die deU’agguagliamento di primavera , o d’autunno, ec. ; dunque quel die fu dell’aggnagliamento di primavera: e se fosse la sua Iatezza meridionale, quel die fu del- Vaggnagliamento d’autunno. Agguaguanza , Ag-gua-gliàn-za. [JT/l] Egualità, Parità. —, Aguagliair- za , Aguagliezza , Agguagliazione, Agguaglia mento, Eguaglianza, Uguaglianza , Uguagliamento, sin. Lat. acquit.as, aequalitas, adaequatio, pa- rilitas. Gr. \rsirr,s.Pallad. Sgoardando a tutte queste condizioni, sempre la mezzolana agguaglianza del sito è utile. Coll. SS. Pad. Pone come una bilancia d’agguaglianza nella stadera del nostro carpo.Sen,Pi,t.66, Nell'altre cose non ha punto d’ agguaglianza. Teso reti. Br. 10. Che la lor discordanza Ritorni in agguaglianza. 2 — Aggiustamento. G. F. iz. 5 4. 4 ■ E i miseri creditori diserti e poveri per le folli credenze , e le malvage agguaglianze degli ordini c riformagioni del nostro corrotto reggimento dei comune. 3 — [Anche in sign. di Uqnità, secondo che pare; perchè le parole Equità. ed Agguaglianza nascono l' una da aequalis, e l’altra da aeqmis, voci laiine di un medesimo significalo. ] Star. Barbio ti prometto di torre da me ira e cnpjdczza, e tu fai si ch'io abbia saviezza e agguaglianza. Tes. Br.6. 25 È detto ingiusto quegli che fae contra alla legge, e quegli che passa la natura dell’agguaglianza , c quegli che si mette a guadagni non leciti nè onesti. Aggoagtuare , Ag-gua-g!ià-re. [Alt.] Far eguale, [ Adeguar.’.) (Da egualeI) —, Aguagliare, Eguagliare, Uguagliare, Ugna lare, sia- AaZiequip.ir.u'r, comparare, aequare. Gr. hrove. Pelr.cnnz. 18. 2. Oli’i’vidi quel che l pensier non pareggia, Non che 1’ agguagli altrui parlare, o mio. Amm. ani. G. 2f6. Quegli che nel lidio s’appareggiano, nella pena si debbono agguagliare. Com lnf.11. La moneta per sua natura è disposta ad esser mezzo solamente in agguagliare ogni mercato. G. F.11. 3 . 9.Una torre è agguagliata alla cittadc. Bacc.nov.20. si. Essere stato da agguagliare al fatto'di M. Gentile. E nov. So. 20. E certo io starei por bene, se tu alla moglie d’Ereolauo mi volessi agguagliare. Dant. Inf. 2 8. ig .K qual turato suo membro, e qual mozzo, Mostrasse d’agguagliar, sarebbe nulla. Cavale. Frati, ling. cap. 1 o.E però soggiunge, e dice: agguagli» insieme, e pensa qual è maggior tesoro, 2 — Pareggiare, gol temo caso. Amm. Ani. a c. t68. E quella fiamma nel cuore delle valorose persone, non si spegne fin a che la loro vir- tute non agguaglia alla fama e gloria dell! foro maggiori ( come dicesse , non s’agguaglia.) (V) 3 — Col 0 . caso , dipendente dalla preposizione Con. Par caia fi- agguagliatamele Agguaglia la speranza col desire. Dant. Par. &5. Che il numero nostro Con 1'eterno proposito s'agguagli, (P) z _ * JSoui uso. sllam. Colt. 4 ■ 94 ■ Faccia V albergo suo,clie intuito agguaglia Le biade e i frutti che d’intorno accoglie. (V) 5 — jL //. pass. Pareggiarsi. Amai. ani. 212. E non solamente d* agguagliarsi a coloro ec., ma eziandio di vincergli. (V) Agguagliatamele, Ag-giia-gìia-ta-mén tc. Ava. Con agguaglianza.Lat, acque, ex aequo. Gr. e£ iVo v. Prati, srg-r. cos. domi. Acciocché i sangui vengano loro agguagiiatammte l’un mese cotl’allro. Agguagliato, Ag-gua glià-lo. Add. m. da Agguagliare. M . Bui. rim* tur. 2. 210. Quanti per tener su bene i calzetti, Ilan le ginocchia co* me pro\ature, Ed alle cosce agguagliati i garetti. 2 — Agg. di Filo, cioè per timo eguale. 3 — [Paragonato, Bagguagliato.3 Fardi. Ercol. 265. La quale non è altro che la misura almeno di due movimenti agguagliali l’uno all altro. » Fit. A A. Pad. 1. 23. Tutto il tempo c spazio di questa vita agguagliato all’eternità è meno che un punto. (V) Acguagliatore , Ag-gua-gba-tó-rc. Ferb.m.fdi Agguagliare.] Che agguaglia. Lat. arquator. Tes. P>J * 6. 26. L’uomo giusto èagguagliatore tal fiata, e tal data ammezzatone in comparazione; è dello agguagliatole in fra due, e ammczzalore infra molte cose c poche. ^ _ Equatore, [Linea] equinoziale. Lat. circulus aequinoctialis. Gr.v-vr.Xos ìcrro i i?fcc.( k Uu agguagliare.) Pist.ó'. Gir. Nullo uomo savio fa mai agguaglio dal male al bene. Pass. 53 . Contra questa disperazione, efficace rimedio è considerare fa 'rifinita misericordia di Lio, la quale, senza ninna comparazione e agguaglio, avanza ogni umana iniqmtade e miseria. ò\ Gnsost. Che compensazione o agguaglio fìa per ciò. Sagg.nat. esp. igo. Ma assai menu sensibilmente a propoi zinne della sua minore attività, in agguaglio dil fuoco. 9 — * (Reti.) Soita di figura detta ambe Comparazione. Passav. ( 0 ) Agguanta. (]\Iai ir..) Ag-guàn-fa. Comando di galera.F. Agguantare.(S) Agguantare , Ag-guau-tà-rc. [ Alt .] Abbrancare, Afferrare, Àggavignare, Prender con violenza checché si prenda, e tener forte. ( Da guanto preso per simudoche in vece della mano che nel guanto si contiene.) 2 — (Marin.) Ditesi del Fu mare con mano subitamente una fune, qua nido scor re. » E per lo pai è tei mine di comando, come Agguanta la scotta. Agguanta il braccio;/'*?/' doier tener fermo colle mani il Li accio , la scotta (A) a — Acquietare: Così il piloto dice al timoniere , quando va al • l'orza: Agguantali sopra vento , per dire Circa di guadagnare quanto puoi sopra v> ntv. ,A) Agguantato, Ag-guan tà-to. Add. r,i. da AgguMìiave,Afferralo. Lai. ap- prehensus. Gr. ZTuXrifjiù. Cr. nella v. Ingnillito. Acgvari»amjbsto , Ag-guar-da men to. [ó 7 «.] /,’ agguardare. Lat. conlem- jdatio, speculitius. Gr. opeeerts. Albert. 45. La ragione è un agguarda- mento della mente. Agguardare, Ag-guardàre. Att. (V. Guardine, Guatare.) Guardar diligentemente , [e fer metaf] Considerare. Lai. animadvex lere, contemplali, speculari. Gr. Sswpsiv. G. F. 11.3.8 Aggnardiamo insieme adunque lo spaventevole gindicio, e pensiamo di cercale il rimedio. Albert- 60. E anche agguarda la cosa clic seguila, e vedi quello che sopravviene. 2 — tempo * = Attendere l’opportunità , H /uvn punto. Salias. Giug. 162 ..Era uospeltO/d Rejcd < gli veramente augnai dava tempo di tradirlo (V) Agguatare, Ag gua tà-i'O. [Att. Mettete agguato, Tendine insidie .—, Agtudare , sin.'] Lat. jmidian , insidiai tendere. Gr. ivibptvav. Guilt. lett. Sempre agguatano la via delle nostre vite. Agguatato, Agguu-tà-to. Add. m. da Agguatare. —, Aguatoto(A) Agguatatole , * Ag-gua ta-tó-re. Ferb. m. di Agguatare. Che agguata, insidia , inganna. F. di reg. (O) Accuatatcice*, Ag-gna-fa Irì-ce. Ferb. f. di Agguatare. F. di reg. ( 0 ) Agguatevole , Ag-gua té-vo-lc. Add. coni, da Agguato. Insidioso. Lat. insidiosi». Gr. izrtfrGvXu-Ttxcs. Quid. G. 17C. Trovando agguatevole c malizioso inganno, falsamente colorato. Agguato, Ag-guà-to. [ Sm .] —, Aguato, Aguaito, sin. [Luogo nascosto, Macchia, Posta donde poter ossei vare e spiare i nemici. Imboscata di ÀGHlNDARE A oc cattato, * Ag-gual-là-to. Add. m. da Agguatare. V. di rtg-^ Agguazzi. (Mario.) Ag-guàz-zi. C. Clyodi. (S) j» Aggciiii-are , Ag-gticf-là.re. [Au. e n. pass} r. A. [Propr. voto*,?* uomini armati, Inganno, Insidia che si tende agli uomini ed alle fiere.] (Da a filipufi-, e dall’inglese yvatch fguatcj osservare in imboscata. Gli Ebrei hanno giunta per coprire ed esser coperto.) Lat. insidine, fallacia , lechnae. Gr. &VV*- G. F. 4. 5. 2. E .segretamente una notte misero agguato di lor gente armata da piò parti di Fiesole. Tes. Br. 4. 6 . E vae addietro, quando vede 1 ’ uomo , per paura che non gli faccia alcuno agguato. Morg. 7 * 3 ò\Ma fuion presto scopertigli agguati. 2 — [Figur. Si dice in generate di tutti gl'inganni^ e di nate le insi à die.] Baco. JSov. 42. Melchisrdec per io suo senno, avere le sue ricchezze dagli agguati del Saladino difese. 3 — * Co'u. Essere , Stare, Porsi cc. Fit. S. Frane, 23*], Erano certi uomini in agguato per uccider un nomo. (Y) lj — Per nictof . [Nascondimento del pensiero, Simulazione, Segreto interno.] Com. lnf ; pcp ammaestramento di filosofìa dispregia le di- sonesfizzc corporali , e li dolci agguati delli desiderìi. Agcuaitare, * Ag-guat-ta-re. IV. pass. Chinarsi basso accorciandosi. F. Acquattai e. (V) gnignere innaspando filo a filo > 9 e per sinnlit. si usa semplicetti, forza di Aggiugnere.] (E nato da sincope delia espressione K u augmenjacere Wwe anmenlo.)L«/. odiimgere, adderò. Gr. Dunt.Ji1j.2j. 16. Se l’ira sopra’l mal voler s* agguellà Jìi ue ve fl j (lu'flY) 1 .III /■Ci’iLili fini mi f'inÀ . .» . iv ... A flirt ^ Si"' ra ììS ilicìro |)iù criidfJi. Jha. ivi. Cioè aggiugne : A ggiu-Hbre, è fì |0 1 , r aggingneic , come si fa ponendo lo filo dal -gomilo alla uian® 101 spando coll 1 aspo. ^ Acc.ctanjRE , -Ag-gner-ri-re. [Alt.} Ammaestrare netta guerra, R e " abile atta guerra. Agguerrito, Ag-gner-rì-to. Add. m. da Agguerrire. Sega. Man»- 1 ‘ 0 . t4- 3 . Il quale è proprio non di un principiante, che app<-‘ na 83 nar l’armi, ma di un comandante agguerrito. , ,< 2 — * tig. Dicesi di chi sia fatto pratico di alcuna cosa fiù** malagevole ne’suoi principn. (A) Acguia dolamento, Ag.guin-do-la-méu-lo. [Ani,] 1: agguindohre- jj t 2 — Per me taf. [Frode , Insidia.] Lai. frans, teclinae Gr. a** 1 ?/ log. 33 8. Se non era l agguindolamentn di certi cerve’ fatti a ot 1 *' . AccufKDOf.AEE , Ag-guindo-tà-re. [Alt. Propnamenle} Pomari lassa sul guindolo o arcolojo. ’>■ — Per metnf. Aggirare, [Ingannare.] , p- 3 — E h. pass, net sign. medesimo. Aileg. 33j. Perch'io vrgg* 0 ,n . rJ , Gnefàtta agguindolnrsi gli nomini , che stanno in sulla volutili l*-' 1 quasi altrettanti tornasoli fioriti. n'] Agg un. colato,* Ag-guin-dq-ià-to. Add. m. da Aggnindotare. r. d^fy AGGUinooLAToEE. * (Ar. Mes.) Ag-guìn-iìo-la-ló-ic. Perb. m. dì dolare. Quegli che mene la seta sui guindoli , Che agpui’>d Jar Uf matassa. — , Guindolo, Arcolajo , Bindolo, sin.} i fi |( 2 — [E per similil.} Buon. Pier. a. 4 • 9• Che se ne fosse un s ° per paese, Sarel.be il mondo tulio un grande agguindolo. .ij» 3 — [D e taf. Aggiramento, Inganno.] Buon. Pier. 2.4. 12. O lian ^'i |,; taferate c quanti aggmixluii, Quante pastocchie, panzane e Han costor pronte tra la lingua e I' ugola. - j,l Accostare, Ag-gu-stà-rc. [Ali.} Dar gusto , diletto, ccnsoh^‘ 0,t t deleelare, oblectare, voluptolem affi ri e. Gr. Libr. Ah’" 1 '' non ti maravigliar tu, lettore, nè uditore, di mia loda, ^ lC m' aggusta , e m'accuora. f Agherbiko , A-gher-hi-no. [A/n.] (V. Gallino .) JSome di velilo ‘•"L, tra ponente e mezzogiorno. Oggi G:\rhiao e Libeccio. [P• ^' Lat. afiicus. Gr. t.iT. G.P. 7" S 3 . 3 . Si levò una fortuna, co» ' Agherhino si firle e impetuoso, clic sciamò tutta la delta arii )a Acheiìa.* (Geog.) A-glié ra , Agher. Città d'Irlanda. (G) /.;■ ’ A gheroni.* Avverbiatm. Come Patto a gheroni , cioè a pezzi, e propnamenle di veste. Cr. allav. Aggìieronato, ( 0 ) . Agiietta. (Farm.) A-ghét-ta [<\f-} Quella che oggi gli speziali c ^ ìli Pp Terra agheIta, Lilargitio o Piomlio arso. [Presso'i chimici p‘'° l %i‘‘ di piombo cristallizzalo , ìt quale contiene quasi sempre I" 1 " . l ‘ quantità di acido carbonico.} Lai. lilhai'gynum. Gr. Xna.f1 A/dobr. A ghetta Olire due, biacca once quattro, olio rosaio c ,,i/ quanto fa mestiere ; la biacca e Faglici la situo trite , e in°l (0 * te nel morti,jo coll’accio, e coll’olio rosato. Aghetto, A-glmt-to. [Sm.} ( V. Ago.) Cordellina , ]S astro oj,^" mano , con fvnta d’ottone a altro tu IV estremità , a g u ' sn(l n \f per uso d' (ffLbiiire.Ubr,Son.33- Saporito boccimi da bciorpc f Aver ti delibo ornai rissai solìèrto.L' 73.Con calze a merlii c t ° ,j,c cJ i aghe Ito. Mvrg, 20. 64'■ 0 pigliar questi, come pecorini, Senz , a ,, ( / le punte degli aghetti. Maini.2. io, E non dar piò quanto '“- 1 d’aghetto. E 7. 72. E con un suo bocchin da sciorre aghe 1 * 1 da ber, ma non già se l’aspetti. r odt 2 1 —Bocca da sciorre aghetti: Dìcesi di quelle femmine , le qi* a ' 1 ver belle tengono la bocca forzatamente più stretta del suo fHl come fa chi V accomoda a sciorre un tv aio co' denti. (A) . ff 3 — (Mario. )Fwiicella sottile per far legature o fasciature d\ c grossi, onde non siano smangiati nel fngamento con ald'\'• 1 jf'' Aghi (Capo d< gli ) * (Gcog ) Capo nell estremila la piu meridt ntì(t 1 Africa (G) }f Aghiaccio. (Miirin.) A-ghiàc-cio. Sm. Lungo pezzo di legno cH capo entra nella testa del timone . e dall 1 altro è fermalo cot\ lil ad una campanella di ferro. ( Dal lat. ad, e da jacto io & iaC , { ciò a motivo de’pezzi a’ quali è aggiaccile.) (A) . jqi 1 A GfiiAio. Posto avverbio!, quasi A gladio \ onde Morto a glialo a ghiado, c.ioè di coltello . [o di spada.] I^at. gladio*. p 1 '^ Bocc. nov. yq. 45 . Anzi preghiamo Iddio, che vi dea taidj Ì^Lj. che voi siate morto a ghiado. G. F. 6 . 7/. /. Questo fan clU rimaso in ventre dopo la morte del padre, eh’ era stato morto ^ E 8. Q2. Nolìò fu impiccato, e’l Priore morto a ghiado, f [iy |c^ Più di ventimila uomini uccisero a ghiado. Firg. Eneid- . qui, per a ghiado tri'ito. M. F . 5. 7. Bimasa^ vedova ài f 0 tagliali a ghiado. Franc.Sac'ch. nov.32. Deh morto sia cgh a c che dee essere un ciurmadore. 2 —* Accordato in genere e in numero a guisa di add. f llì . cì - E più che io senti’dir da una pesca. Che l'aspettava d a ghiada. L1b.S011.yg. E pesche impiccatoje c morte a ^ Sacch, nov. 7Ó'.Usolotto grida : portate via le panche, che * a ghiadi. (V) _ Aghiaja, A-ghià-ja. Sf.Lo stesso che Ghiaja, rena grossa~ r • Add. com. Che è a fAp -nl» 1 ^ a ÌIÌ aB 11 ' Aghiforme. (St. N.) À-ghi-fór-me. Che ha qualche similitudine cogli aghi.Gab. Fis. Crisi e piumosi di piombo spatoso. Si dice anche Aciculare. ; J)t Acma-DAiifi. (Marim) A-gbin-dà-re. Att. F. Ghindale. * lL ci Su' AGHIRONCELLO al/rTc' 'nfroncllali ognun s’ atclla ; CoH’arli 5,11:0 a * Calcese aghinda e là Cataldo. ( limone il mar tranquillo e (A) Di gj. C ^ I ' L0 ? * A-glii-ron cèl lo. Sm dini.d’Aghircmc.Parnas.h.S.iqS. A«in«„_!® n .°„ s ' a,e 111 lalccampagnctta Clic vi sian corbi ed agliironalli.(B) * c, ~. ' Uccello AGIMNESÌE 1 65 T dea, e male agiato delle cose del mondo ec. si diliberò. E noe. do. z. Il quale quantunque piccini sia, già di nobili uomini e d’agiali fu abitato. ÌSov. ant. fò- 3 . Io non sono si agiato, se ’i fatto dee co.ì andare , eli’ io gli potessi nutricare. ‘Ci, ~ ■■ u,u| t ni laiccampagnetia tuie vi smu euim eu -iumuuu'iu. ■-, ... fc .. ,....^00. ...il. ..... ‘Vie r/ E ’ r ‘ ol ') A glii-ró-ue. [òrti ] —, Airone, Sgarza , sin. Uccello 3 — Comodo, Accomodato, Spazioso di stanze. Lai. commodus oppor s«/, °?y izio " ero 0 >' scio, il dorso azzurrognolo, soprail petto lunus, capax. Or. ;icrof:s , ipcs. Loco. noe. q6. 4 Sopra i ' ■■ ’■ ' ' " -- . 1 . 1...1 — H .. «... G. F. 3 . 3 . 3. il ■ ■ . , .... petto >‘Uto e S g‘ sce "ere-, ) usa ne luoghi acquosi , ed è di più spezie; te- hi,„ n f '. 1 e P e >' la sua caccia , e per le perule nere di pregio, che alcuni cbeTale un bel casamenlo e agiato fece. Lai. artica. Gr. ìpuSios. ( Da a supeifi, e dal frane, il medesimo.) Cr. 10. 7. 1. Pigliano pernici, coturnici i , e v , i) c (1 5il § lan i e agbironi e molti simili uccelli. Filoc. 5 . 66. Mi pa- Re 14 4$- E l’altro fa linfa ( 5 ' ,,na calandra , e un piccino , c poi un grande agtiirone, coli'., 1 I . 11CL ‘ l'iccol fai eoo grande aahirone. rhor Ac »'si. • rr" 11 S'" ’* tomo. ^vG^og.) A-ghì-si. Città della Turchìa asiatica. (G) Ali * a t0 ^ A-ghu-à-ni. Popolo dell' Asia nel Candaar. (G) 5 * /x?. Àf* P r * m. Lnt. A gis. (V. Algide. ) (B) ^v» U.Rlaoni.) Colui che fu il pellegrinaggio della Mecca. (Mit) A ‘ 8 ^ 3 ; IV r . pr. m. — Indovino di Spuria. (Dal gr. hagioo io 4 8!ì alb^ e i|— 5/0 ai>i ’erbial.-= Coricato. Frane. Sacch. nov.16. Veduto j lE de’suoi colori , quale a giacere, e quale sotto sopra ec. (V) lìlD< Aita T ° ' ^-gia-mén-to. [Sm.] Comodità , Agio, Vantaggio.Lat.^om- s ‘ Gr. tvKcapiot. G. T. 3 . 5 . 5 . E tornarono ad abitare in e. nn.- i’ - J ~ J 1 - T - 7. 43, 2 . E piacendo ai Papa b E ■ s U tr ' ^ c - 1 ligiamente del piano. _ „ r _ - za di Firenze, si ordinò di soggiornare c fare la state in Fi *v<ìji ’ P® 1 ' l’agio deli* acqua , e per la sana aria, e perche la Corte più a gtomento. Liv. M. La notte dappresso non ebbon niente lavirr 11 ^ 0 . d’ugiamento di’dii aveno avuto il giorno. Sen.Pist. tj A 1 soia h r ; otJlU non fa l’uomo beato,senza gli ngiaiucnti che di fuori vengono. N\'Oq s ^ ' a *° i Luogo da fare i suoi agi, altrimenti Cesso,Luogo comune, ii,; da Lete latrina, cloaca. Cr. òiQclos. Fir. nov. 7. 268. Ciiia- L cru. a . 'latina . la menò di quella camera nelì’agiamento. Calai, 12» conci Sab;, . tilia - pDlìj c 1,1 guisa le lovagliuoie, clic le pezze degli agiamentisono più a? a " ~ ac ‘ Dav. post. 4 -ì 5 Lorenzo de’Medici a uno, che volea dar gUe , ricordò che gli agiamomi a Firenze si votano di notte. a " M hx> Vtf ^ lotti quanti gli altri scartabelli, Ch’io ho fatto perl’ud- '»* a S li, nicnto Manderò quanto prima pe’ suggelli. a L^r. Mes.) A-già mi-na. Sf. F.A- Dicevasì Lavoro all'a- c ? le dicesi Lavoro alla damaschina. A^.Ageudna.(Van) ‘•MI. n 0I *n E . \ t -.? ccl -) A-gi-à- US. A-gt-a-ni-i. Lo stesso che Aginianì. T. (Ber) ^"8 ,a -rc. Isht.] Lo stesso che Adagiare. Lai. curare. Gr. ^' 1 ' 9 2 - Anzi si parti di là, e per potere agiate la r csto tcT,a 1 s’a|iporiò al Castello dell'Uovo. E 10. 5 g. Fin quel ^ ' a ootte agiarono le persone c i cavalli come poterono il meglio. . v ed(|^ 0 Ur C(, ra. Cuitt. 1. 3 . Oh quanto periglioso travaglio ricever lli beau tSh * grandi in difender amici, in reggere i suoi, c ’1 suo e 1 t,r c , ed agiare le povere sue ricchezze. (V) ornar comodo , utile. Rim. Ant . P. N.Guitt. Ahi las* /'"Altere J c li malvagi Uomini tutti hanno preso accordanza Di * 7 * P f t ^ oni)c in dispregianza, E ciò più ch'altro far par che lor agi. a giai-o ‘ip Uss - [Servirsi di alcuna cosa, Farne uso.] Liv. M. Allora ClAT AM £;iiT p lua ngiare e di bere, e si riposaro quella notte. ,nvt n e , f A-gia-ta-mén-te. Avv. Comodamente ^ Coti agio,Agevol- . Potea v*' ^' ,| “ int)t ^ c » a pte. Gr. p G. F. g. 3 o 5 . 7. Agiatamen- * < 0 od o (p C * Ul1 os *c di qua da Guisciana. Liv. M. Disottoerauo filli Ac^ e ° c ^* C'* P er P>ù agiatamente balirgli , e volgergli. Cavale . * a Ta 1ie ^ r ’.L;a casa , che è lata, riceve molte cose, c agiatamente, togliti V . ’S'G-tà-re. jy. pass. Adagiarsi, Acconciarsi. Stor. Semif. 3 o . ivi;..- m’o pria-ii r - ■' -n- • • - -‘ » So 1 °»a, A r” i’ 111111 impeti , c agiata tisi nello stato, vissero entro loro a G, *Tato * C ? 2a . S ra « fàtto romoreggiare, con quiete. (V) C J* T ^Cr.n A "S la -tà-to.^te/^. m. da Agialarc. T. ciireg.Faa A- reg.Facc. Sopragg.{ O) f § la -tèI-)o. Add. m. dim. di Agiato, nel siati, di Comodo. •-teti. « . . . 1 . ’ • 0 • • L ■A^'^el at 1 }' 3 . Più si paga uno picciuolo uomo in picciuoi suo ed r '* Te Wl Cre >, 11011 fa >' e diAgrari regno. (V) a rc,|| m ..’in B'a-_téz-za. [^Y]ns/. afi Astiato. Lai. divitiarum copia, omnium r~ C^,,,;;. 11 ^. Gr. dqSovlx. a * SCl ’ manj J ’ An«. commoditas. Gr. ivxoupla. Fior. Ciri. Ninna può a Se » * A tI: ' ■ ) AcT A'/off/j- T8 la di-de. N. pr. f ( In gr. hagiotes , etos vale santità.) Kl ari ^MÌt) tun quale u\-. 1L;uc . i_r, y t 0 0 ^ lU p, r . ciò! tempo, per lo buono sito c agiato luogo ec. , la picciofa città di Firenze fu bene abitata^ Cr. g. àò. 1. Appresso clic sicno in agiata stalla, e non ventosa. Cioti. Morell. 222. Castella ec. clic dentro sou bene agiate da poter ricevere, ne’ tempi de’ bisogni , e uomini e persone , e la ricolta tutta col bestiame. 1 4 — Acconcio, Maneggiabile. Lat . habilis , aptus. Nov . ant. 92. 3 . K- gli pre.se uno scudo di pedone, c una spada spaglinola, agiata a combattere di più presso. Quid. G. La qual concede sé agiata a quelli che desiderano di commettere cose celale. 5 — Grande, [ Magnifico.] LnUnagnus, commodus, largus. Gr. l'Xirràuoz. OvidPist. Per troppa dimestichezza ricevette tanto agiata cortesia, e tanto dilettevole e giojuso amore, ch’ella ingravidò, l'cs. Br. 7. ^9. Allora dee Y uomo parlar grandemente , c dire agiate parole. 6 — Pigro, Lento, Tardo, come si usa talora ; [ cioè che fa le cose c^u tutto l'agio.] Lat. piger , tardus. Gì', fypodìvs. Fir. disc. an. 62. Ma il povero pellegrino per essere agiato e poco atto a correre, non potendo fuggire, rimase alla stiaccia. Buon. Fier. 2 4. 11. Compagno agiato, c mercante di fretta, Questo rado fa ben, quel sempre male. 7 — Agg. proprio ed espressivo dette vesti e simili , allora che sono doviziose intorno alla persona , o a checché sia. 8 —* Nota uso. Ovid. Pisi. 101. La mia boce era agiata e lunga ; c non essendo offesa da alcuno dolore, gillava grandi sospiri. (Pr) Agiberto , * A-gi-hèr-to, Agipcrto , Aglibcrto .N.pr. m. Lat. Agipertus. (Dal sass. agild immune da pagamento, libero, eda leorht bravo.) (B) Agibile, A-gi-bi-le. Add. co.n. Che consiste in alto , o in operazione. Lat. agibilis. Gr. 'TTpa.x.TiKos. Agn. Pand. 3 E dove ti solevi, come giovane , delia villa dilettare, cosi mutando agieve contrario, ti cominciò a dispiacere. Agile , ’A gi-Ie. Add. com. Che ha agilità , Destro , Sciolto di membra. Lnt. agilis. Gr. hc&iós. Ar. Far. 33 . 79. 1 / uno e 1 ’altro d’ accordo il ferro trasse, E si venne a trovare agile e destro. Fir. As. 1 77. In questo mezzo I’ agile amatore acceso d’ uno incomportabile desiderio della sua donna ec. 2 — Facile , Agevole. Frane. Sacch. Op. div. La seconda f vigilia J cioè dalle tre ore alle sei , vegghiavano i giuvatii dell’ oste , perocché a* giovani era più agile. Agilemente, * A-gi le-mèn-te- Avv. F. poet. Lo stesso che Agilmente. Libarti. Berg. ( 0 ) Agileo, * A-gi-lè-o , Agìlleo, Agico. N. pr. m. Lat. Agylleus. (Dal gr, agos duce, ed hileos propizio.) (B) Agileonide , * A-gi-le-ò-ni-dc. N. pr. f. Lai. AgyUeonide. (Cioè di A- gileo.) — Figlia di Agileo. (Mit) x Agilissimo, A-gi lis-si-mo. \_Add. m .] sup. di A%\\c.Fir.As. Imperocché quivi erano bellissimi giovani ec. agilissimi e ricchissimi di vestimenti. Agilità , A-gi-!i-là. {Sf] Destrezza , Prestezza di membra, {Facilità di muoversi , e dicesi così del corpo come dell'annua .]—, Agilitade, Agì- 1 1 tate , sin.Lat. agilitas. Gr. Js^oV^s. Bui • Colle doti della sottigliezza, dell'agilità, della’mpassibilità e della chiarezza. Libv ■ PrvdVev questo, che dice discurrent , si nota l’agilità. 2 — * (Mus.) Agilità di voce. Celere esecuzione di qualunque melodia per mezzo delle parole o del semplice vocalizzo . (L) 3 —* (Icon.) Personificata in forma di giovane nuda con due pioemie ali , in aito di slanciarsi dalla punta di un macigno in un altro. che K ’• a Pf' s sime. Gr. fapctìArccrcc. Car. lett. 1. 101. Se vi Za ^ M nsnosfa si.*» _a^n.. 1; posta sia stata tardetta cc. ricordatevi almeno della li- ii a »?*ntc. n ‘ iV / Cte data P cr ,a P' i'ua volta, cb’ io lo facessi agiatis- iii» dll 'nijhe.if m6 ' ^i"!“ 2 - 96 - Nella qual tua credenza dove a te piac- ’ —' --‘--modo. gia-lis-si-ma mén-te. [Avvi sup.di Agiatamente. Agilitahe , A-gi-li-tà-re. [ 7//1 Render agite. Lai. agilem i cdde-rc. Gr. ~ i\cc(ppòu iròisiv. Salviti, disc. 2. 4 ° 7 ‘ Le operazioni cavalleresche , ce. sono tutte indirizzate cc. a agilitare, e ad afforzare il corpo, per potere nelle militari faccende utilmente servire la patria. Agilitato, A-gi-li-là-to. Add. m. da Agilitare. Magai. Leu. 1 Acilla.* (Geog.) A-gil-la. Ant. città dell'Etruna, oggi Ccivfiteie. (.G) Agiulei. * (Gcog.) A-gil-lè-i, Agilliensi. Amichi 1 elasgi rullasti net- l* Etruria. (G) Agìlleo,. Agilt. Agilm pV§/ W f. Lihr cur.malalt .Cominciano a operare un poco piu agilmente. f^ibr. car. malati. Dee stare in uno letto agiatissimo. Agilolfo, * A gi-lòl-fo , Agilulfo , Gango.fo , Gandolfb, Volfgango. A. mutissimo nell’operare ; superi, rf’Agiato , che pi a,lte ' ^ onin( f°' Lrtf. opulrntus, afnueusjlocupìcs. Gr. Agimita.* (Grog.) A-gi-uu-ta , Aguncta. Città dell* India. (G) ' 1. 10. Scr Ciappelletto, clic scioperato >ì ve- Agimnesil/ (Gcog.) A-gim-nè-ai-c. Lat . Agymncsiae. — Due tta le isole ì: pò....- . _ /P^ntMo " a' SC,,Za ‘''gislissimamentc vi ti puoi spaziarea tuor s 0, 'g- Bi e ' s “'8'a-tis-ai-mo [Add.m.] sup. di Agiato. {Doviziosissimo.]» lu^' 0 tuona’?; ^ 0t P, particolarmente Cicerone, clie egliavesser con- ^j° 8 « , r ro| '* l’ ar,e delle loro facultà in muraglie magnifiche e sun- da uomini agiatissimi, che forse questo vuol tCni >>odU^ C Cgli *' sa ’ Beali • (V) “ tr ’" Morbidissimo.) Lat. comodissimus, mollissimus. Gr, ?“IA- To teli, Etruria. (G) ■LEO, ‘A-gillé-o, Agieo. F.pr.m— Atleta figlio diErcole. V. Agileo.(Mit) ■r.ij-o.* (Gcog.) A-gil-li no. Add. pr. m. Di Agilla. (G) .mente , A-gil mén-tc. Ava. Con agilità. Lai. agililer, expedite. Gr. flesso S : à-lo. 166 AGJNA Baleari , i cui primi abitanti vive ano in ima assoluta nudità. (Dal gr. a intensivo, e gymnns nudo.) (Mit) Aginà , A-gi-na. [A/.] F. A. Fretta K Prestezza. Lat. cclcritas, veloci- tas. Gr. tnrcvH. ( Dall’ illir. hajavje diligenza, sollecitudine, mutato il je in g, secondo infiniti altri casi.) Tav . rit. Questo non é dolor da portare in pace, ma è che sanza dimoranza , c in grande agina si convicn cavalcare. a — [Col v. Avere:] Avere 3 gina , cioè Forza , Lena e Gana. Acinaldo, * A-gi-nàl-do, Eginaldo , Echinaldo. N.pr.m. Lat . Eginal- dus. ( Dal led. hagen custodire , e held eroe : Eroe custode.) (B) Acini a.* (Bot.) A-gì-nia. Lat. Agyneia. ( Da a priv., e gyne femina , organo ft-mineo o pistillo.) Genere di piante , i fiori feminei delle quali noti presentando nè stilo nè stimma , si riguardano come privi del - l'organo sessuale femineo. (A. O.) AgjiNJanj, * (St. Eccl.) A*gi-ni-à-ni. (Dal gr. a priv. , e gyne femina , sposa.) Eretici del VIL. secolo contrarii al matrimonio .— , Aginii, Agioniti, Agionii , sin. (Ber) Aginii.* (St.Eccl.) A*gi*ni i. Lat. A gynii. Lostessocke Aginiani.^.(Acj) Aginna* (Geog.) A-gin-na. Città dell’ Iberia asiatica. (G) Aginnati.* (Geog) A-gin-nà ti. Lo stesso 3 ( L'esempio del Boccaccio citato in questo §.JSov. 6y. 18. va inteso pigliando Assai per Meglio assai, così : Ebhcr assai, miglior , o maggior agio, 0 più agio di quello che per avventura ec.) (B) 4 Fare agio zzt Ricreare , Compiacere, Soddisfare . Bocc. n. 1. E non mi riguardate perch’io sia infermo, che io amo molto meglio di dispiacere a queste mie carni , che facendo agio loro io facessi cosa che potesse ec. (B) 5 — Far i suoi agi =z Andar del corpo , Lat. ventrem exonerare. F» Fare agio, 2. ■6 — Prender agio ™ Sollevarsi, Ricrearsi.Mail. Fili. 2. 3 y.E intcsono a medicare i loro fediti, e prendere agio e riposo, che n’avieno gran bisogno per quella giornata. (P) 9 — [ Corte, Spazio a terreno agiato e scoperto ] N0v.ant.9y. 5 . Quel- I’altro poi cavalcò più volte, tanto che udì il padre , e la madre, far romor nell’agio, e intese dalla fante ec. 8 Camera. Guitt.Lett.2y.y1 . Tornandoa casa vostra, nell’agio vostro.(V) 9 Età , quasi Etaggio, (0 quasi avio dal lat. aevum età, come involgere, da involgere, nugolo, da nuvolo, ec.) F. A . Lat. aetas. Gr. Xpwcf G.F.8. 7.Rende l’anima a Dio in agio di più di ottanta anni. E Fit. Maom .E quando Maometto fu nell'agio di quaranta anni, fu per invidia da’suoi medesimi avvelenato. Tes. Br. y. 25 . Lussuria è laida in ogni agio di tempo , ma troppo laida c in vecchiezza. 10 JSel numero del più , Àgi vale Ricchezze, Delizie, Comodi della vita , Delicatezza di vivere. Ond’E ssere negli agi, Viver negli agi, ec. (Dair arabo hagiat cose necessarie, desiderate.) (A) 11 — (G. M.) Corrottamente invece dì Aggio. F. (A) 13 —* Ad agio==Co// comodo —, Adagio, sin. Fit. SS. Pad. Non lo vidi mai giacere in natta, nè pure distendere i piedi,e dormire ad agio.(A) il — Stare ad agio = Star comodo. (A) j 4 A grande agio, A bell’ agio, A buon agio, A grandissimo agio, A suo agio e sundì. Posti avverbialm. ( valgono Con comodità, Pian piano.} Bocc. nov. ig, 16. E statosi la maggior parte della notte per la camera a suo agio, una borsa, ed una guarnacca d’un suo forziere trasse. E nov. 63 . 12. Frasi rivestito a bell'agio.» Bocc. g. y. n. 1. Trovati i due capponi, e il vino, e i’uova, a casa se ne gli portò, e cenò a suo grand’ agio. (V) 1 5 — Andare a bell’agio: Oltre al sign. proprio , dicesi anche Jìgur. per Andare con circospezione. (A) 16 —A mal agio, [A troppo mal agio3=Co/i gran cordoglio, con gran passione. JSov. Ant. 99.10. Dall’altra parte la Reiua ne fìa a troppo mal agio, quando ella saperrà vostra dolorosa morte. Agio diff. da Comodo. Il primo dice qualche cosa di voluttuoso e che sente di mollezza. Comodo esprime tutto ciò che facilita le operazioni, o la soddisfazione de’bisogni. Queste voci fanno meglio sentire la loro forza e la lor differenza nel plurale Agi,Comodi. Agio vale anche Spazio di tempo, Opportunità, Comodità nèlTopcrare. Agiografia. * (T’eol.) A'gio-gra-fi-a. Lai. hagiographia. ( Dal gr. hagios santo, c graphe scrittura.) Nome dato alla S. Scrittura . (Aq) Agiografo.(T ool.) A-gi-ò-gradò.^A/.m./Vo, Divolo, e dicesi dei libridella Bibbia , che non sono stati scritti da Mosè, e dai Profeti , e dei libri che trattano di materie agiologiche . (V. agiografia-) Lami,ditti. Essere poi AGITARE stata ditta apocrifi la lettera di Cristo ad Abagaro. ... in era agiografa , nè faceva una parte de! Sacro Canone. (A) # $ Agiologico. (Teol.) A-gio-lò-gi-co. Add. tn. Che spetta ut santi 0 cose sante . (Dal gr. hagios santo , e logos discorso.) (A) . „ e s t Agioniti. (St.Eccl.) A-gi-o-ni-ti. Sm. pi. Lat. Agionitae. ( Da! 8,/?//. kageos scellerato, ed onetos vituperevole.) Setta di libertini fi secolo contrarii al matrimonio e abbandotumtisi ad ogni fria,lte, /\q) abbominazioni. Forse gli stessi che gli A giniani. —, Ageoniti,n/M^ A giornata. Posto avveib. zzz Tutto dì, Quotidianamente , che 51 anche Giornalmente, Per tutta la giornata. Lat. quotidie , t(J lP ■ r . Gr. ocm/Aipou. Fr. Giord. Nelle quali tutto di si bestemmia Iddio a » j| nata. E altrove-. Non si conosce questo tempo , c’barinolo ^ e ,^e per nulla, e tutto lo scialacquano a giornata. Cron. Morell. 2*/^ dove per lui si guadagnava, e si avanzava, noi venimmo a p crfl giornate. j e 2 — Col v. Lavorare, cioè per un tanto il giorno. Lai. diurna ffl er operam suam locare. Gr. xx$* rifju'pocv ipyoXx&ih. ^ A giorno. Posto avverbialm. vale Allo spuntar del giorno , Àf rir dell’ alba. Lat. prima luce, diluculo. Gr. apa. ry \j V ) Dav. star. 4 - 33 g. Così consumata la notte, a giorno appari 11 foggia di combattere. /pi Ac.iosidero. (St. Eccl.) A-gio-sì-de-ro. Sm.F.G. Lat. bagiosiderus* i t hagios santo , e sìderos ferro.) Lastra dì farro, larga quattro " lunga sedici, con una corda nel mezzo , che la tiene sospesa aH a P $ delia Chiesa , e se ne servono i Greci sottoposti ai Turchi, ini s di campane che son loro proibite. — , Agiosimandro, sin. ^ Agiosimandro. (St. Eccl.) A-gio-si-màn-dro. Sm. Lat. hagiosiman®*^ ( Dal gr. hagios santo, e semantron segno , come se si dicessi ^ serve a designare i santi, o qualche cosa che ad essi appartieni/ stesso che Agiosidero. F. (Aq) . ^ Agiossjlo. (Bot. e Farm.) A-giòs-si*Io. Sm. F. G .—, Àgioxilo , sirl \/^ hagioxylum. (Da hagios santo , e xjlon legno, cioè legno sauto-À* \ A giova giova. * Posto avverimi . col v. Fare = Ajalarsi l'un c altro. Cr. alla v. Giovare. (O) Àgioxilo. (Bot. e Farm.) A-giò-xi-Io. Sm. F. Agiossilo. (Aq) R . Agiperto , * A-gi-pèr-to. N. pr. m. Lo stesso che Agìberto- ^ |. Agiprando , * A-gi-pràn-do. JS . pr, m. Lat. Agiprandus. ( D a D gerin. egil o agii immune , libero , e brand fuoco, incendio • * dio degli uomini liberi. ) (B) Agirà. * (Geog.) A-gì-ra. Distretto dell’ìsola di Corfà. (G) Acire, A-gì-re. N. ass. Fare Usuo effetto, Operare. Lat. 5 gere,Or Accad. Cr. (A) . / 2 — * Alcuni V hanno usato nel signif. di Sostenere agenzia ; ,lJU è ricevuto. (A) Agiria. * (Geog.) A-gi-ri-a. Città della Spagna. (G) # 0 |s(£»' Agiria. * (Med.) Sf F. G. Lat. agyrias. ( Dal gr agiro io . ra ^,W Ciò che raccoglie i raggi senza trasmetterli .)Opacità del cristallàio -1 Agirimba. * (Geog.) A-gi-rim-ba. Città del Congo. ( G) Acirinense. * (Geog.) A-gi-ri-nèn-se , Agirinese, Agirino. Add. P r ’ Di Agirio o Argirio. (B) «r (W Agirino.*(G eug.) A-gi-rì-no. Add.pr.m. Lo stesso che Agirincnse. ' ^ Agiamo. * (Mit.) A-gir-mo. Sm. Giorno dell' adunanza , il pn ,n ° iniziazione ai misteri di Cerere. (Mif) Agirò. * (Geog.) A-gì-ro , Agira , Agurio , Agirio , Argirenc. L a * (W riunì. Oggi S. Filippo di Argirane. Antico castello di Sic 1 ' 1 -fiì}’ A girone. * Avverbialm. Col v. Andare, cioè Fagando in tj uii — , A gironi, sin. F. Girone, 5 - 5 - Flalm. (O) .f àgirta. * (Leu.) A-gìr-ta. Sm. F. G. Lat. Agyrta. (Dal gr. loro contorsioni divertivano il popolo . — Presso Ovili. ÌUoti *' nome proprio d.'un parricida. (Aq) (A. 0 .) Agiate, * A-gìr-te. N. pr. m. ( V. Agirla.) (B) <> c, Agibtiche. * (Lctt.) A-gir-ti-che. Sf. K. G. (Da agio condnri che fortuna, caso, evento.) Colpo di dadi, che serviva agl 1 Xf per determinare il sign. de'versi profetici, scritti sopra tavola 1 ra , e per mezzo del quale predicevano V avvenire. (Aql Agisimba. * (Geog.) A-gi sim-ba. Regione dell Africa. (G) s t,f. Agitamento , A-gi-ta-mén-to. [Sm.] L'agitare , Movimento [ di e pr alternativamente riceve conirarii impulsi. ] —, Agiluzione , sl gr ll£l .. agitatio. Gr. kKÓvos. But. Purg. 29. 2. E fer tale agitamento 81 ^ p lo fuoco alcuna volta e la saetta , e alcuna volta no , secout S te e debile resistenza delle nuvole, e la quantità de’vapoi 1, g( f nat. esp. 236.1 quali vi fanno apparire una nuvoletta bianca alta, or più bassa , che per agitamento diffondevi per tutta Agitante, Agi-tàn-te. [ Part.di Agitare.] Che agita. Lat. a — Recitante , Interlocutore. Cecck. Dot. Prol. E li agilaiii'^ yp voglion più Farvi stare a disagio ) mi commessono ec. eh un po’di ciarla Per prologo. . ,, ,.„ver l 'Jf 1 Agitabe, A-gi tà-re. [All.) Muovere in qua e mìa, Commito agitare. Gr. x\o>ùr. Pelr. son. 53 . Agitandomi i venti e ’i eie " jg H' M’andava sconosciuto e pellegrino. Star. E tir. 6. < 3 gotia tractare. » Band. Ant. Uebbansi in tali cause atleiidei cd instanzie de’ luoghi dove le si agiteranno. (A) |j.l J ^ ^ • * f o .... I r r.,n ...ii In,.. 1 .,nq O* I..I* Dav. tczza Camb. g6. Quanto più gli uomini s’ agitano, s’arruolano insieme. ,, 4 — * L' agitare del mare: Dicesi in forza di sost. per l "r a i^ rasar. Fit- Com’egli ayeya notizia del tempestoso agitar Hi AGITATISSIMO ''Miitiis* 10 ’ '^'S‘ - la-lis-si-ma. [Adot. m .] superi, di Agitalo. Lai. maxime Va "o ) actatus - Gr - rapa-x^b {/ttutos. Lxbr. cur.fcbbr. Prno- pio iJi u ^ Ie del cuore agitatissimi. Salviti, disc. s. 221. Esem- tisici aeV * • c *° ne s,a * a T 1151 * 006 ,ra ’ moderni e tra gli antichi Cit atjvo a * ,ss ' ma del voto, ovvero dal vacuo- A-gi-ta-ti-vo. Add. m. Aito ad agitare. Fal!isn. Berg. (0) -"‘JVo citato ^ . . JìaiTi.v, * , ’S‘ là-lo. Add. m. da Affilare. Ttamm, 4- 38. Siccome le ■ • ■ —- - Red. Eip. 14 . vampa. , percosso , premuto, ’I'uittM ^ Vcilt ' agitate, crescono in maggior rita| n a , ava 9 che questo serpentello agitato " * (M C cc. AlJegi Us ‘) Carattere dì un pezzo dì musica, Aggiunto alla parola a e pure solo , ed adora /’ allegro e sottinteso. (L) U rn„„- .forza di sostantivo si applica al pezzo di cui determina A ^Z ne T V. tor. g , «-gi-ta-tó-re. [ Ecrb. m. di Agitare.] Che agita. Lat. agita- ln ent(\ ' n Al/eg. 260. Come che non tremi cosi fatto stru- * • , ? e mani d’ogni agitatore. (B) ^ C|Ti Truc le ’^ P ,esso 1 Romani Amiga, Cocchiere. (Mit) * f‘//,d r E ’ A-gi-ta-trl-re. Pah./. Che agita. Lat. motrìx. Adìmar. ” < ’ IT( ‘Zior V ' ^* nt ‘ a cortese Agitatricc di fatai destriero L’ accolse. (B) tatì 0 i ^ E j EA ’ A-gi-ta-iion-cèl-la. [A/l] dim. di A gì fazione. £at. levis agi- . ctadi;’ ■ 0tl,ca jaciatio. Gr. puxpeti Ttx.pa.xai. Tratt. segr.cos. doma Nella * s '»Wr Vaoi,e nutriscono queste agitazioncelle d’animo. tati 0 n ? A-gì-ta zió ne. [Af.] Movimenta. [AC Agitamento.] Lat. agi- e ‘tionij ^ ac - Dav. Eit. Agr. 38p. Creilo che le poche terre a dita di J 1 levin cagione e materia di tempeste, e la continua profon- * **• (fì Cosi am pio mare gli rilardi l’agitazione. filai? ch ,e,> y elQ f* Inquietudine.] Segnev. Mann. Fehh. i5.i. Quand’é C j nnn s * a ra0 ^ 0 amareggiato , o da inquietudini , o da in- * h«sce aventi , o da liti, o da livori , o da fedii, o da am- » a S'tazioni , o da rabbie ? A lu,, ‘c d tp .^ c> d.) A-gi-la-zió-ni. Sf. pi. Inquietudini per lo piu noi- citi*, p lt !fermo , che si agita e non trova riposo. (Van) e , 05 , i0 awprb.c=z A dirittura , Appunto , Di lancio. (Dal lat Vìg • Qix ‘ " fa a ^’to e ’j e J ' Jtu * - - ^ c slie r i q C >° ^° stran 1 c * le s ' am perfetti sco^piettieri , Atti tanto al , q ^ avverò. =s A dirittura , Appunto , ui lancio, ^uai i.u. ^ to r i" } TT l’azion di gettare: poiché a differenza di chi porta per {* a cli^it» Obliqua ad un dato segno, quegli che ve (a getta, il ^to ) Lat* recta. Gr. £ÓSù. Cant. Carn. 3 6. Donne , V a- o gitto sempre in tanto diam di loco. E v~0. Perchè nel A 4ll «" liì)5 t ^ am sempre a gitto, Senza nessuno errore. Ambr. Cof. 1 . 3. E| Cds Re ra Entrare in casa, e a gitto alla camera Andar della sua donna, i 1 $ là A-giu-dà-re. Alt. V. A. C. e di' Ajutore. Ir. Guài. Leti. \ e, 1 più delle volte il suffragio apertamente. Sen, ben. Farch. ^ '° So » n*’^ 0 P arac I° ss0 ec * non c a giudizio mio punto nè maravi- 4 ll0n 'Usai?- ,ncre dibilc. Ar. Fur . 2^, 1. Che non è insomma amor, se ÌT ^ fdurT ' ^ ghidicio de’ savii universale. toezz ^}° occhio, del tatto , ec. ss Secondo che si giudica 4 **ella vista , o del tallo, ^0° co . p Zerbini. In aggiunta , Dì più. Bocc. g. 8. n. 7, (0) ffloin, /°^°. avi, crb. == A gabbo , A scherno , In disprezzo , In mi n , ai ' joco. Gr. h trouììtx, Dani. Inf. 29. 112. Ver è .ch’io dissi ant * i/* r ando ‘ ' J * " • »»• '•et! , l4 C '«- Al.__ BB ... D .__ ) àttere a ^° * oco - Lib. die. Ma intende a distruggere chiese , e J Col » ”; i ' oc '' ' e persone ecclesiastiche. t Q c °lui ' j are : Dicesi degli uccelli da preda , quando lasciali l C ', s,tt ìluil./‘ e S*‘ custodisce , si godono per l'aria la libertà quasi } «rn, f; i che con proprie voci diciam Sorare, e Villeggiare. » ì . a,ll to a °. A A. i5. pi montante aghiron ec. Consideriam fra noi vo- a giuoco: l’mi saprei levar per l’aere a volo. limi. in • 5o. Cosi degg’ io lener la morte a giuoco, Da che mi JE giuoco, Sopra le nubi alzare. (V) v era JM‘-Ì lj Q ' . s,n ‘dìt. col v. Sentirsi , cioè, Libero perV aria come gliuc- a letr o ( s /‘ • l'f ly. 100. Come la navicella esce di loco, Indietro 4 ^petto |.'P' ,lri ' | é si tolse , E poich’ al tutto si senti a giuoco, La' v’, W, 1,1 fori C ; 3 ; la rivolse - A 1 ., > t'i acj" > In punto, Accomodato, Disposto. Lat. in prom- Avv / ■ r ' tV ® rG */ A V J * a “ Giustamente. Fr.Barb. 408. 3. E poi che provi s;-; ìGc mon AGLOCREONE 167 (Da aglaos risplendente, e morphe forma .)—Epiteto di Bacco e di A- pollo. (Mit) Agcaonice ,* A-gla-o-ni-ce. N. pr. f. (Dal gr. aglaos splendido, e nice vit> toiia.) (B) Aglaope,* A-glào-pe. iV. pr. f. (Dal gr. aglaos , brillante, ed o ps, opos, occhio , aspetto.) Eome dì una delle Sirene.—Soprannome di Esca.' lapio , dai lieto aspetto. (Mit) Acljopf..* (Zool.) Sm.Due generi di animali, uno di crostacei l'altro din- setti, forse per aver i primi il corpo di coler rosso , vago , ed i secondi una gran parte delle ali inferiori, ed il collare rosso. (Ag) Agmspidi. * (Arche.) A-glà spi-di. Nome che davano i Greci a quelli eh’ erano armali di scudi brillanti. (Dal gr. aglaos splendido, ednspis scudo.) Soprannome di Minerva. — di Perseo. (Mit) Aglatja. (Arche.) A-gla-tì-a. Sf.Frullo sconosciuto che gli Egiziani raccoglievano in febbràjn , ed indica questo mese ne’loro geroglifici.Qqii) Aglaura, * A-glà-u-ra, Aglauro, Agraur o. N.pr. f. (V. Agtauro.) — fi. glia di Cecrope cangiata in pietra. (Mit) Aglaoho , * A-glà-u-ro. N. pr. m. Lai. Aglaurus. (Dal gr. aglaos splendido , ed uros fortuna.) (B) Aggi, A gli.Art.pl. m., che si appone al terzo caso, ma dinanzi a vacale-, e non si de'accorciare, nè segnar con l'apostrofo , se non talora posto dinanzi alti. Boccg. 4 n. 3. La Laurelta ridendo disse : troppo siete contro agli amanti crudele. Bocc. g. io. n. 8. Non usa ora la fortuna di nuovo varie vie a recare le cose a gli effetti determinati. (Cin) a — Ed anche innanzi a S che altra consonante accompagni. Bocc. g. y. n. io. Lasciando stare le beffe a gli sciocchi mariti fatte. (Cin) 3 — E talora anche innanzi a consonante semplice. Bocc. inlrod. Essi traevano delle lor case li corpi de’ già passati, e quegli davanti a gli loro usci ponevano. (Cin) Aglia. * (Mcd.) ’A-gli-a. Sf. Lat. aglia.— , Aglie, sin. (Dal gr. agite cicatrice.) Ciealrice bianca nella cornea. (A. O) Agliata , A-glià-ta, [A’/l] Aurore , [ specie di salsa , condimento ec. ] infusovi dentro dell’ aglio. Tratt. gov- fam. 24. Non si richiede mostarda co’ poponi, nè agliata colle pesche. Frane. Sacck■ nov. ye. Noo vi basta mangiare le pastinache fritte, che voi le mettete ancora nell’agliata cotta? Burch. 1. i3r.Poi ta mangialo inseme coti'agliata. 2 — Modo proverb. Fare un’ agliata , o una grande agliata^rjhure una cicalata , o gridala twjosa, lunga e sciocca. Agliberto , * À-gli-bèr-to. N. pr. ni. Lo stesso che Agiberto. E. (Dal sass. agitd immune, libero, c beorht bravo.) (B) Aglibolo. * (Mit.) A-gli-bo lo. Lat. Agtibutus. — Dio de’ Palmireni, lo stesso che il Sole. ( Dal gr. aglaos splendido, e boleo io vibro : Splendido vibratore.) (Mit) Aclice. * (Med.) ’A-gli-ce. Add. f. E. G. Lat. aglices. (Da a priv., e glycys dolce.) Epiteto di cose amare. (Aq) Aglie. * (Mcd.) ’A-gli-e. Sf. Lo stesso che Aglia. E. (Aq) Agliese. * (Geog.) A-gliè-se. Add. pr. m. Dell’Aglio, monte in Campagna di Roma. (B) Agliettiko , A-g!iet-ti-no.[Am.]rf['m.rfi Aglietto. Lat. parvum album. Libr. cur■ maiali. Condiscono il pasto con gli agliettini minuti e teneri. Aglietto, A-gliét-to fSm.ìdim.di Aglio : nè si dice Aglietto,se non quando egli è fresco , e non ancor capituto. Alf. Pazz. rim. buri. san. 4- E se gli aglietti andassero in farsetto, Chi sellerebbe il mulo allo Stradino? 3 — Modo proverb. Confortarsi con gli aglietti = Confortarsi con deboli speranze. Frane. Sacch. nov. i33. £ confortavasi la brigata molto con gli aglietti. Aglio. (Bot.) [Sm. Pianta bulbosa perenne, dell ordine delle liliacee, della classe esandria monoginià , che somministra un agrume di sapore acutissimo , le cui frondi sono dì bellissimo color verde, e il bulbo , che dicesi Capo, è formalo a spicchi; è uno de'condimenti più forti e più adoperati in Italia, in Francia, nelle Spagne,e nella Moravia. Questo genere , che ha per carattere comune spala arida e membranosa che si apre in maniere diverse , fiori disposti in ombrella, sei pendi bislunghi ln cassutn libera . triangolare con tre logge e tre C '-W NOr "5. <>■ .e me' tua morte con quei che son teco. (V) , ’v Aglae, Aquila, Città del Regno di Ee z. (G) , (Geog.) Città di Spaglia. (G) 0 y (Med.) A-gla-cta-zió-ne. Sf. Lo stesso che Adattazione. V' \H^i' P ^ l °avverbialm. Lo stesso che A ghiado. Lat. gladio, .^ca t„i, : r ?d- d’. Gir. 4- Ora si fornisca dunqua lo mondo ~— a J" 1 , 10 >° male ' ¥ . pettdi bislunghi , la cassuia nuera , .. „ - . I ; valve , comprende 58 specie .] Lat. allium. Gr. trxófobop. Pass.260, Come dicono i savii, eh’ e’ porri, cipolle e agli, e ogni agrume crudo, le fave ed ogni legume fanno avere i sogni terribili e nojosi. Bocc. nov. 72. 5. E quando le mandava un mazzuol d’agli freschi ch'egli a- veva i più belli della contrada in uuo suo ovto. Cr.6. 3. 2. L’aglio c caldo e secco nel mezzo del quarto grado. E 6. 113. 1. L’aglio salva tico è caldo e secco nel terzo grado , il cui flore è medicinale. 7er. Pov. P. A. cap. 3o. Capi d’aglio cotti in olio e impiastrati, tolgono la stranguria. 2 — maschio : * chiamasi in Toscana quella specie d‘ aglio, che ha il capo intero e senza spicchi. (A) che egli potrà per lingua, ora ora no' persc- ^gladio. grati? ,a I. e Aglaja. N. pr. f. ( Dal gr. aglaia , e secondo i Gionii, n 't'e, * *’ ^lezza .)—Una delle Grazie.—Madre di Nireo.(J})(Mit) « tromìrit’, N ' pr. f. — Figlia di Megacle, celebre tuona- vl°.i * A-Jp' g r - oglae grazia, bellezza , ed idos aspetto.) (B) He r hiil (joo° P r ‘ m ' ^ at - Aglaus. (Dal gr. aglaos splendido. ) Ar.^ \U) (MiD er ° ^ e St‘ Arcadi , che Apollo giudicò più felice di Gi- . O 0K x ■USI, *0F| A-gla-ò fo-na. ]V. pr.f. Lai. Aglaopbona. — Una delle Sì- 6 gr. aglaos ammirabile, e phone voce.) (B) (Aq) A-gia-ò-fo-ne, Aglaofontc. iV. pr. m. Lat. Agtaophon.(V. - , “ Antico pittore, padre di Parrasio. (B) (Mit) Ao.)(Van) 2 — * (Geog.) Lat, Anicnus Lacus. Lago presso Pozzuoli. (G) AgwA. scEVZA.yÀ-giìa-scùn-za.$/'.Derivazionecome cla naturai principio o ori' ■ gàie. Aacorigo,fons. (Da nasco.) Salvili. Cas. Ed tra una pretta, non dirò agnasccnza , n>a trasgressione della legittima poesia. (À) Agnati, (ZooI.) A-gnà-ti, Sm. pt. Lai. agnalha. (Da a priv., e gnathos mascella.) Nome dato da Cuviev ad un sottordine d'insetti neurottc- n\ a motivo che non hanno ninna mandihula. (Aq) Agnatizio. (Log.) A-gna-tì 21-0. Add. m. Lat. agnatitius. Spettante agli agnati) o alt'agnazione. (A) De Lue. lìerg. (O) Agnato. (Leg.) A-gnà-to. [Add. e sin.) F. L. Parente in linea mascolina , {.discendente da maschio. Si distinguono gli agnati dai cognati in ciò , che questi includono parimente le femmine discese dal medesimo padre-) Lat. agnafus. Agnazione. (Leg.) Agna-zi-ó-nc. [i Sf.) F. Legame di parentela in linea mascolina , {cioè Irvi discendenti maschi de!l } islesso padre t e provenienti solamente da maschi.) Buon. Pier. 4 - 5 . 3 . Fin qui cognita ho ben la mia agnazione , E la min cognazione. Àgnella, À-giicl-ia. {Sf. F-molto usala in polsini) F. Agnello. Ar.Fur, Come, poiché la luce è dipartita, Riman nel bosco la smarrita agnella. » Sacc. Rim. E te raccolte e le smarrite ugnelle. F. Agnello,5 7.(A) ÀGMiu ,accio , A-guel-làc-cio. {Sm.} peiigior. di Agnello.Lat.agnus inaci- icntus. Fr. Giord. Preti. R. Donò a lui per gran cosa un agnellaccio magro c mal sano. Agnellatura , A-gnel-la-tù-ra. Sf. Figliatura delle pecore , edè vocabolo degli scrittori di Pastorizia. (A) A galletta, A-gnel-létta. Sf dirti, di Agnella./^.Agnoli ino. «S/Jer. Orns.(A) Agnelletto, A-gncl-let-to. («5Vw.] dim. di Agnello. F. Agnellino. Lat. agnellus. Gr. rXgviov. Bocc. nov. 87, 6. La cominciò a portar via, come se stata fosse un piccolo agnelletto. AfiKELLiTA,A"g»eMt-jja. Sf. dinLd i Agne)fa.\.Agnc]]ìna.Segn.Crist.istr.(A) Agnellino, À-gnel-li-no. Sm. dim, di Agnello.—,Agnelletto, Agnellina, Agncllctta, Agnicolo , Agneìluccio, sin. Lat. agnellus. Gr.nfx.vlov.Cr, p. 68. 6> Quando sarà l’aurora apparila, incontanente si menino alle madri gli agnellini. Morg. 22. 2^7. Tu dovcresti conoscere appresso, Che il lupo non va mai cogli agnellini. 9 — * F:g. Diccsi di Persona dolce, mansueta e semplice. (A) Agnellino. Add. m. da Agnello. Lat. agninus. Gr. upvivòs. a — Agg. a Panno-Di lana d'agnello. Cron. Mordi. 222. Esce del Mugello gran quantità di formaggio , c mollo panno agnellino. Agnello , A-gnél-lo. ftV/w.] Parto tenero della pecora .— , Agno, Agna, Agnella, pecorino, Bassotta, sin.Dant.Par. 5 . 82. Non fate come agnel che lascia il latte Della sua madre, e semplice e lascivo Seco mede* smo a suo piacer combatte. Fratte.Sacch.Op. div. gì L’agnello è la più unni hestiuola che sia,e però nella Santa Scrittura è figurato pei'TinniRà. 2 — [In sign. metnf e alleg.) Petr. canz. 35 . 4 Felice agnello alla penosa inahdra Mi giacqui un t« mpo. » Doni. Par. 25. 4 ■ La crudeltà che fuor mi serra Del bello ovile ov’io dormii agnello. (Min) 3 — pasquale. * Quell' agnello che mangìavasi dagli Ebrei il dì della Pasqua , in memoria della liberazione dall'Egitto.—Appellazione che si dà a G. C. (Ber) 4 — ni mo. * Dicesi figuratamente di G. C. (À) 5 _ proverò. E’ n'é ito prima l'agnel che la pccoranzì’ mono il figliaci prima che il padre o la madre. G — II lupo non caca agnelli [zzzDalìe cose triste nounascono le buone.) F. Lupo. n — Usato in forza d'add. Cr. p £7. 1 • Le buone pecore si conoscono all’olade, cioè se non son vecchie, non del tutto ugnelle: imperocché le ugnelle cc/ Agnello. * IV. pr. m. Lo stesso che Agnoli. V. Angelo. (B) Agsellotto, A-gncMòt-to. [Sin. Sorta di ciba} fatto di pasta ripieno di carne battuta che si cuoce in biodo per fa 1 ' minestra. ^ 3 — * Foce accr. dì Agnello, come per dire Agnello più grosso dell'ordinario. (A) 3 — Figur. Uomo semplice ed innocente. Fag. Rim. Qui sta nel branco , e’ semplici agnellotti Sol rei de’morsi suoi si mandali fuori. (A) Agsellotto. * JV. pr. m. v.zzeg. di Agnello.' (N) Ag-nelluccio, A-gneMùe-do. Sm. dim. di Agnello. F. Agnellino. Fag. lim. g< (A) àgsere,* ’A-gne-rc. F. anom. difet.F, poet. Lo stesso che Ang^ rCJ la Mano. JS. Sp. (O) . /gl AGNESE,*A-gnc-se , Agncsa JS.pr.fLat Agnes. (Dal gr. haguns casta) L, Agnese (S.)* (Geog.) Una delle isole Sovlingke. nel mar ci' IrUv™* 1 ' Agni.* (Mit. Ind.) Il Vulcano degl’ Indiani. (Mit) Agniano, * A-gnià-no , Agnian. IV. pr. m. (V. Agnano.) (B) .. Agnicolo , * A-gnì-co-Io. Sm. dim. dì Agnello. F. L. F- Ag nC ' 1 . HucceUai. G. ( 0 ) „i- Agnimento , A-gni-mén to.[A m.) F> d.Conoscimento. Lat. cogniti) d » 6 tio. Com.Par.i 3 .Per H quali dovea casualmante, e dubitativam en ’ con agnimento di se giudicare. f „ ^ Agnino, A-gni-no. Add. m da Agnello. Lai. agninus .Gr. àg-w D --' J ^ $ leu. i 3 . cap. 3 o. Apparve ec. ferocità di tcon quasi , la quate 5 agnina pelle era occultata. 0 fy Agkistico. (Med ) A-gnì-sti-co.Add.m. F^G. Lat. agnisticum. 20 io purgo , purifico, netto.) Epiteto che si dà ai rimedii che no la virtù di purgare o nettare. (Aq) ^ Agnita.* (Mit. Gr.) A-gnì-ta. Add. m. Lat. Hagnita. (Dal gr, vimine.) Soprannome di Esculapio t dal legno con cui foritierti Iti sua statua. (Mit) ,0) Agnitore, * A-gni-Uì-rc.Ferb.m Conoscitore. Faust, d i Long.^ er ^ Agnitrice, * A-gni-lri-cc. Ferii, f Conoscitrice. F. di n-g. ( 0 ) Agnizione, A-gni-zi-ó-ne. {Sf.) F. L .—, Agnorismo, Riconoscii 1 ^ ^ Ricognizione , sin. Lat. agnitio. Gr. ixiyvtuci-. Snlvm d se, 2-3pH' .^ sendoci uno stupro, e una agnizione o riconoscimento di persona» i fondamenti cc. ptf. Agno. [Am.] F.L.Lo stesso che Agnello. Lat. agnus.Gr. apvós . D £ t rtt,i ' p |e 44 - ^ s * starebbe un agno intra duo brame Di fieri lupi igual^ 1 temendo, Si si starebbe un cane intra duo dame. f, 2 — Enfiato che viene nell’anguinaja. Gr. 6cv&' gli agni e le cancrene Curar con arte ec. Libr.S0n.57. Convici 1 far : In cosa malagevole. f a ^ c i i figli , e se ri figlia ec. 3 — E di qui proverò. Tagliarsi 1* agno = ah cosa malagevole 1—. c y mosa risoluzione. Ambr. Furi. 1<3. Tagliatevi l’agno, cavnlevda ‘ (f;)( s«f più presto; meglio è con Gismondo, che ara anch’egli a jjiii Buon. Pier. 2. 1. 1. Aggiustare e fermar ragion di sconti, Per f ,1 S I’ agno a qualsivoglia lite. , 4 —* (Mit.) Una delle ninfe nutrici di Giove. (Mit) Agno.* (Geog-) Lat. Clarius. Fiume di Terra di Lavoro.—* otl d'Arcadia .— Città della Svizzera. (G) st |- Agnocasto. (Bot.) A-gno-cà-sto.[A/wO(Cosi detto dal gr. agnos, c* ,e ‘p dita la stessa pianta , e che si trae da agnos casto , puro ; f falsa credenza che i suoi semi giovassero a conservare la castità-) t ^ nere dì piante della classe didinamia angìospermìa , della d-dle pirenacee , i cui rami sono pieghevoli come i vimini \ fi da 6 in y specie ; si distingue per le f >glic quasi imere, velluf sotto , e per spighe nodose ; nasce nella Sicilia , ne' luoghi ti ìifr } , f} f del territorio romano, e nella Liguria occidmtule.Si adopera (* il . () J dici come un potentissimo rinfrescante. —,Viticc, Albero de) p c P c Lat. vitex. Gr. òlyvos. Creso. 5 . 3 J. 1. L*agnocasto è uno ovvero bronco, cioè piccolo arbusccllo, il quale d’ogni tempo si l rl * t verde, e più in luoghi acquosi c negli asciutti meno, e 1 suo l f fjì^, duro, e le suo foglie sono come quelle dell’olivo, ma più morbide e t Agnocle , * A-enó-cle. IV. pr. m. Lai. Hugnodes. (Dal kagnos^ ) clens gloria, e vai dunque Gloria pura, non macchiata.) (Aq) Àgnodice , * A-gno-dì-ce. IV. pr. f—Donna ateniese che esercito " dicìna. ( Dal gr. hagnos puro , e dice giustizia.) (Miti Àgnoia.* (Mcd.) A-gno-ì-a. Sf.F, G. Lat. agnoia. ( Da a priv* io conosco, onde agnoia , cioè agnia ignoranza.) 'Stato dell'or che non riconosce nè gli oggetti nè gli astanti. (A. 0.) ^ L Agnoiti.* (St. Ec.) A-gno-ì-ti. (Dal gr. a priv., e gnoo io conosco i | gnotos cognito.) Eretici del 1 F. secolo seguaci di Teof'rour, attaccava la scienza di Dio sulle cose passile , presentì efuM**' Eunomisfroniaui, Agnaeli , Àgnoeti, sin. (Ber) . p' « —* Setta d' Eutichiani del FJ. secolo , seguaci di Teràistio , ;ia”' e fr sreneviino G. C., come uomo, essere stato ignorante Temisiiani , sin. (Aq) Acsotiso , * A-gno-li-no. Sm. dim. di Agnolo. Coni Fit. i> ll ° ' Coll'altro braccio raccoglie i suoi agnolini. (B) Agnolo, ’A-gno-lo. [Vm. Lo stesso che 1 Angelo. Li it, angelus. “^d"! liocc. nov. gr). ifr Io mezzo (li due suoi figliolctti, die jiarcvsi ,ji agnoli , se ne venne davanti a costoro. E g. f. />;••. it. Kllc belle che gli agnoli dipinti. Burch. 1. rjg. Per risquittii ibi e da altare. . . , m & 2 — Sorta di moneta antica di Francia, [cosi detta dalla, fi portava di un agnello.) G.E.u. 71. 2. E poi l’anno 3)o h’ ct tra moneta d’oro chiamata agnoli. . «p Àr.KOME,*A-gnó.me.A'm. r.L. Lat.aptomcn.Soprannome.Nisieìj'.u er F t !S’ Ackòmoni. * (Vetcr.) A-gno-mó-ni. Add. m. pi. F.G. Lat apf'’ C tr (Da a priv., e gnomones denti indicatori dell’età^Nonje che si “ valli la cui età non )>ub conoscersi più dai denti. (Aq) , ; o Agnosie , * A-gnó-ne. iV. pr. m. — Cortigiano d Alessandro. (W’ ' 2 _ * (Geog.) Lai. Aqnilonia. Città delia Prov. di Molise, (fri Acnonia.* (Geog.) A-gnò-ni a. Città della Tracia. (G) Agnonide , * A-gnò-ni-de. N- pr. m. ( Dal gr. hagnos casto, c chi ha l’aspeflp di giovane.) — Oratore ateniese. (Mit) _ j Agnohismo.* (Lett.) A-gno-ri-smo. Sm. F. Agnizione. Salvi", t 'fr e .’P 61. La quale luogo agevolmente porge aU’agnorismo o ricog» 12 fi 1 Agno scitico. (Bot.) Sm. Lat. aspidium haromez. Pianta pnfrjfill' 1 ^ Lulie orientali, che appartiene alla classe crittogamia felci now , e si distìngue per le fraudi due volle pennate, per le l’ e fr/ pennnti/ide , lanciolate , seghettate , e per lo stipile paleaceo . La sua radice coperta di pelo scuro, fino, lucido e mori ’<« ce pi modo che prende qualche /iguru di UH agnello, 0 1W 0 ' ,r y c«, )e AG NOTI f r uu Q C ^^ c ^ a(o 5 d’onde è nata (a voce, che questa pianta produce un r 3 (Uce f r , t/na d* agnello coperto di pelo. Targ. 1 si. boù.3^pfiig. La «I sanm’ ^ta geme im umore denso e rosso , che si assoini- * 'ola ,p>?, n £ Ue ^ e gli animali, il quale accreditava (nasgioroieate la fa- ^»0T, , ,5"0 scitico. (li) ^ '**»'"* 11 ... AGOGNALE 169 *i.^Vp §no v sc,t ico. (B) ^ c »goo * p> A gnó-ti. Antico popolo delle Gaìhe . (G) , fcwta “0^0 aovethial. A carne ignuda, A. Fr. Giord.g. È sì ’ ; ... «rn/,9 /Vt .'•vua 1 riJSL0 aoveìbial. 2^ si carne ^ ^ CN ’Cbftg, \ se ^occa fiore le sozzure a gnudo, incontanente si sozza.(V) Sti H r ata Ag *°*>«o, A'gnus.dè-i. [Stri. cump. indecl. F. L,] Cera con- 8'Hìs ilei ,le p a ^ Ua f tì c impressa V immagine deli’agnello di Dìo.Lat. a-* ^"altieri* ^Qv. Far eh. Suoc. 5. 3 . Quanto a Guasparri e 5 — T'af 0 J. 4iC * r ^ l ' 0va ^ o fl mediante Tagnusdeo che io portava al collo ec. c 4 e ; J0/i a ,,lt endesi ancora della figura stessa dell'Agnello di Dio,ben- 6, i;i i,n pj'essa in cera, tiocc. nov.yg tó.Qìi aveva dipìnto nella sala i*p*“ ar *in», e un Agnnsdei all' entrar della camera. Esp. P. N. 3 ll *° ^ ene questa figura di umiltà un agnello a similitudine UIia ci '° cc *l a sopra se.Morg. Ivi entro dipinto un agnusdei. / ( * ;i,) no la .consacrata. Ar. Pur. 28. 4°- Si che per dirlo, e non far * "" Quell 61 ’ ^ ** cce £* uiiu ' sull’agnusdei. 4, °/ re piltt ad aita voce la preghiera, che comincia dalle 1 "" * ^ * nus Gei. Dicesi , per esempio ; La messa è ad’agnusdet.(A) o unpos/zónn 1 /nn.orau? c// questa parte della messa.(lJ) *^3 Aghi ed antic. Agora. —,Agucchia,Agoccbia,Agoglia t ^f/òr Q ^ 0 en *° piccolo e sottile d’accmjo {puntuto ad una estremità e » * a,#l ar a ne da\quale s 1 infila il refe , Ai e simili per cucire, 5/q 6 ’J- £>6’.] La/. acus. Gr. JJe\ctnj. * 5 *. G;o. p Ve mìseri fegati l’aguzzate agora, taso. spir. 1 . 3 . 0 hrc ■ Piccòl ^7- P cr ^° cca ciocche di capelli, agora , spinetti ec. m, ,y. .■ì'nns.ìnìn finti mi t ” 1 ^ ^cco/^7* 0 P er °ncca ctoccne u« capem , - r .- >ir> ca/- e Cilindro di ferro , o d'acciajo con cui gli ngucc/iiamri/ 7 jn- s P c sso óorse e simiA' divori « ataglia.Cani.Cani .Dassì 5 l !ci 'cliè gj | e stt >rla ali'ago...Vuol esser lungo, eguale,sodo, ..Liscio, r~ * C 0 ’ yp 1 * menar presto ( Nè si . . . torca Y ago. (A) Mia t 0}1 -* *? rc ^ Trarre, ec. Cacale. Parigli. 210. Non permise che t '‘\i J ca uiconsutile . cioè fatta ad ago , la quale significa la ca- _. 1é cosa appunto aveva a ruisi.ni, . .. - l .‘ a in ■ «7- Di mandare appunto di quelle co.e,o mettere mate- lr memorie.) (B) Lgobardo , * À-go-bàr-do. IV. pr. m. /mt. rx B .y«... custodire , e Hard Bardo, poeta: Poeta custode delle memorie. ) (B) f cocchi a , À-gòe-chiu. [Sf. È", del volgo, E. e di’ ] Ago. Frane. Barb. 268. 25. Àgoccbic c canavaccio, Fustagno è buono impaccio. A goccia h goccia. Posto avverlnid.m.'zzUna gocciola appresso l' a'tra. Lat, guttatim, Gr. xxrà crxyùi/xs. Dant. Purg. 20. 7. Che la gente, - -cr); nerbi il mal elio tulio il mondo 1 Vop/». v «“wauaa, scorra umauzi c iuuicwu *1 im.h.h.w -- - , -.-vvaV** Vani, i'urg. 20. 7. « c ^e hut urpionetìel qtude entra, l'anello della bandella, Lat gultatuil. A- |- \ ^ tutto il mondo a sole è ‘quel fino o simili, fìsso nei piano, che che foude goccia a gW > ^ t ” npo ’ approccia. Ar. Far. O.HÌ. r Quelli"* « *S««r r Le. Li. gu >mou. Ór. y,^. , occupa , Dall’ altra Svila U , Ch’ a goccia a g^c.a >G *0, il stru ' n<, H‘o di legno mi quale s adatta di moltofilo, e fatisi L ninni', chf^voma Uscir , ^ s > P!- esj _^ u ^ quintini di filo di chioma Apula. fi 0 Qccùp ^ lt ‘^ l gluilori in rame, è un piccolo strumento difitiìs- .i 1 tlì anìr'll° ifi af to a somiglianza d di’ ago da cucire , accomodatola me ^ inetto ,1t . . n > « •- •' .-• /-• yL 0n leWo di legno uh '>u ”' Jne ; ai-, grosso quanto là penna dell' oca. Fatinosi di ì tl Cl j n { terminano in punta acuta , e servono per tirare i lf l f n tagliati a sbieco nel fondo , in forma A ut, *«c, fuori esce a fatica. Agogb. (Mfin.) A-gò-ge. Sf Lat. agoge. ( Dal gr- ag oge condblto, disciplina. ) Una delle suddivisioni dell' antica melopea , la quale da le regole, dall' andamento del canto per gnidi alternativamente co»gfM«<< ° disgiunti , tonto ascendendo che discendendo» (Aq) AGOGi.*(Mit. Ind.) A-gò-gì, Templi particolari ai Bisticci nell' Ln//a (Mit) Agogica. * (Geog.) A-gA-gna. Fiume della Lombardia. (G) Agognante, A-go-gnàn-te* £ Pari, di Asp^nacc.}. Che agogna.LtU. a^idws t Gr.'KWM. Fiarritn. 5. 58. Nè al tuo lacerato corpo sia dato o fuoco o sepoltura, ma diviso e sbranalo, salii gli agognanti cani. Agognare, A^go-gnà-re, [All. n. ass.e pass.] Bramare con avidità , e quasi • '• » ' r4 '‘ l rt ** * cremino od njrom’so. ‘H ; 0 ùie-àf JJfi d’ingrassare i tratti, occorrendo, 0 farne di " iu'! ^ bisnu 1 , f uni e X d altri si fiatino di grossezze diverse of// ^ artefice.' (A) ® tll eo P'aiof ^ 0 st ‘lo d' acciajo , d' oro , di platino , che si riduce w .., ^nin'. ln( *ngolare, retto o ciuvo , assicuralo a no a ma- Agognare. A-co-gnà-rc. [Au.n. ass.e pass.i ^ ' . ' ’ nì ZfyT endo " e . te lamh,e ’ •"«'«> ««« Lai punta , i„ Sforzo, palchi la brama è un» rforw tUUWrn»,«n atto dr-Ha volonla all p.irflmiin nmm.iri ,ln,i„ T.llnr... » mutate unti- diletto a conseguire un cerio modo di oicic. Lallebatqu*.') Cd. Cip- Uro. Gr. iyAiS,. Fr. Gioivi Preti. F. Va.mo cercando c agm-uando le ricchezze del'mondo. Albert. ,2. ha pecunia non sazva l avaro- ma fallo agognare. Sen. Pisi■ lo mi lamento-, contendo e cruccio, che tu ancora agogni e desideri la cosa che la Ina balia e Imi imlrice li desiderava. / J «tr. ciinz- it. 1. Che s’aspetti non so, nè che s' agogni 1 - talia, clic suoi guai non par che acuta. E ami s 3g. a. L’un penale» parla, eoa la meni», fi dice ; Che pure agogni’ Dant, JnJ ar. *. x’i c/. ,,ili d'or fi 1 u i s H l!l guendone le lamine, vicino alla qual puma id'hie lnat '* 0 a ^* estremità opposta detta Tallone, e sovente una. per* 1 a Asciarsi trapassare da un filo o cordoncino o nastro A 'fi* dì V(:rs l P t '' Ti du?'si nelle interne parti del corpo. Prendono questi Ji'i, ^Urùj '\l f ì? t > s * c ondo laforma o l'uso cui son destinatiA.O.) 4 gi,- U di lamina 'd’acciajo tc*'——.. ' - • J - n - u ^ v "■*"< d’acciajo temperalo, ordinariamente della / '■> hi n„ >Qln ^' y m °lto allungato, cui si comunica, mercè la ca- 1 Fri e là gì dirigere una delle sue f tent *ùne - -. 3 a,.. - - estremità, e sempre la verso quella pane } quando è sostenuta , 9 AGOGNATO sentirai di qua da piccini tempo, Di quel che Prato, flon ch’altri t’agogna. Seti. Ben. Far eh. y. s. Tanto più ( l'animo) piglia in fastidio quelle cose ch’egli agogna. a — * N. ass. Aver fame. Ir. Giord. t5y. Questa è hora epulandi , cioè di mangiare, poiché allora la natura trae digesto e smaltito, e agogna. (0) 3 _. Semplicemente Chiedere. Dani. Purg . i3. Cosi li ciechi....Stanno a’ perdoni a chieder ior bisogna, E l' uno il capo sovra l’altro avvalla, Perchè in altrui pietà tosto si pogna, Non pur per lo sonar delle parole, Ma p?r Ja vista che non meno agogna. ( Questo significato di Chiedere è attribuito dal Volpi al veibo Agognare.) (P) Agognare di Ih da Bramare , Ambire, Andare, Aspirare. Agognare c Desiderare con inquietudine cd ansietà. Bramare esprime un desiderio vivo ed ingordo, ma senza inquietudine o allarmo. Ambire non fu accolto nella lingua nostra nella nozione sua propria di Andare intorno ; ma in via figurata ottenne la significazione di Desiderare, Chiedere onori. Anelare nel senso proprio significa Respirare •con difficoltà: applicato al morale esprime veemente desiderio, vivo trasporto a qualche oggetto , cd allora è affine ad Agognare; con la differenza però che laddove Anelare dice ardente e straordinario trasporto verso T oggetto desiderato, Agognare annunzia l’ingorda cupidità del medesimo. Aspirare s’accosta molto ad Ambire, ma quello s’estende al desiderio d’ogni sorta di beni, e questo si limita al desiderio delle cariche e degli onori. Agognato , A-go-gnà-to. Add. m. da Agognare. Ambito. Lat. expetitus. Gr. l'K&vp.ovp.ivos. Toc. Dav. i53. Intanto Vitelho ec. toccò un’accusa di maestà danneggiata, e d’imperio agognato. Agogkatore , Ago-gnató-re. Veib. m. di Agognare. Che agogna.Lat. avidus. Gr. popclrccTCS. Ccm. lnf. 6 . Qui la ragione di questo vizio agognatore getta a terra. Agoc.natrice , * A*go gna-trì-cc. Verb. f. di Agognare. V . di reg. (0) A gola. Posto ovvcrbialm. zzz Pino alla gola. Cirif.Calv. 2.53. Col corpo a gola, non che di. sei mesi, Ella pareva gravida d' un anno. (Cioè, col corpo grossissimo .) u — Essere immerso ne’piaceri o dispiaceri a gola = Aver gran quantità degli uni o degli altri; presa la similit. da chi sia immerso fino alla gola. Gr. pipplv 7js j ^xpi. lur. Disc. un. Q 2 . Or che noi siamo nell’ oro a gola. Agola.* (Geog.) ’A-go-Ia. Città sulla costa occidentale dell'Africa (G) Acolante.* (Ar. Mes.) A-go-làn-te. Sm. Fabbricatore di aghi.V- Ago- rajo. Foce. g. 2 . n.’ó. Altri affermano fui essere stato degli Agotanti, forse più dal mestiere de'figliuoli di lui poscia fatto, conforme a quello che sempre gli Agolanti hanno fitto e fanno. Amati. (O) Acolante. * A 7 , pr. m. V. Ugo. (13) À golfo lanciato. Posto avveibiuhn T- marmeresco, e vale A diritto , Per linea retta , Dirittamente. Toc. Dav.Ann. 3. 5y. Navigò Agrippina di verno a golfi.» lanciato in Corfù. Agomfosi.* (Med.) A-gòm-fo-si. Sf. V.G. tot. agomphosis. (T)a a priv-, c gomphosìs connessione, incastratura-) Stato dei denti {piando sono vacillanti negli alveoli. — , Agonfosi, sin. (A. 0.) A crusca. * (Gcog.) A-gomi-sca. Isola dell'America settentrionale. (G) Agonale , A-go-nàde. Add. com. Appartenente ad agone.Lat. agonali*'. ( Dal gr. agonios spettante a’combattimenti.) Bocc. C. D. Nelle contenzioni agonali. le quali si facevano a Troja,csso vinceva ogni uomo.(A) Agonali.* (Mit. Rora.) A-go-nà-Ji. Lai. agonalia. Feste istituite da JStinta in onore di Giano, o , come gli altri vogliono , Feste in onore del DioAgonio.lfSsrì primo senso la voce deriva da agon certame, nel secondo da ago io opero.) (Aq) 3 —* (St. Iiom.) Salii da IN turni consacrati a Marte , detti anche Quirinali. Lat. Agonenses. (A) Aconarca.* (Leti.) A-go-nàr-ca. Sm, V. G. Lat. agonarebes. (Da agon certame, ed arche principato, impero, magistrato.) Presidente de*certami atletici, Direttore degli esercizi! degli atleti. (Aq) Agone , À-gó-ne. [Am.] Acer, di Ago. Liv. M, Appresso queste preghine , quasi come se la Dea l’avesse punto d’un agone, ec. a — A d sìgn, gr. Campo ove si combatte. Lat. agon. Gr. dyuv. Ar , Tur. iy . 86 . Audace entrò nel marziale agone. iMorg. 2<£. 1 ^ 6 . Or dii vedesse il sanguinoso agone , Dove fu la battaglia, a — Talora per la battaglia, [o gara d’esercizi! del corpo o della mente in uso presso gli antichi.] Lat. cerlamcn. Gr. àyùv.Jiern.Ort. 1 . 2 f i4- Vicino a loro, anzi in quel stesso loco, Si fa un’aUra mischia , un altro agone. 3 — * Nel num. del più preso pe' Giuochi scenici. Salvili. Cas, iy 8 . Eia in que* tempi nc’teatri c nc’ludi , ovvero agoni e fèste teatrali , l’iiso della poetica rnollisdmo. (N) 4 —*(TVIus.) Agoni musicali, presso i Grecierano que certami o gare fra diversi suonatori o cantori per conseguire un premio proposto ; e. si usano anche al giorno d'oggi per avere uffizio in una cappella o in un orchestra.LaUioouhìmìa, concertalioncs publicae musicorum.(L) 3 — * V. poet. m vece di Agonia. (A) £ _*(Ateh cipresso ì Romani, Soprannome de'Sacerdotì che fcrìvan la ’ vittima, pnrhè prima di colpirla gridavano al popolo, Ago' ne? (Mit) 5 — (Zool.) Pesce che ha qualche somiglianza coll'aringa , e che si trova in abbondanza nel lago di Como.La sua scaglia trae ali argentili o.(A) Agonfosi,* (Med.) A-gòn-fo-si .Sf.P.G.Lo stesso che Agomfosi./^.(Van) Agoni.* (Gcog.) A-gó-ni. Popoli delle Alpi* (0) Ag'nia, A-go-nS-a,[»£/•] Proprìam [/’ estremila del] dolore \o del. a malattia ] che va innanzi ni morire.(Dai gr. agonia combattimento, ambascia. Anche in tedesco è detta todes linmpf conibatlimcnto di nioi te o con la morie.) —, Antonia, Agone , sin. Cavale, med, cuorXi Angelo allora apparve a Cristo, quando elli fu tentato nel deserto, e la sera in agonia. E appresso i Orde, e orando vinse l’agonia , cioè la tentazione che gli dava la sensualità del timor della morte, a — {Per simiht.) Angoscia, Ansietà, Passione che nasce da eccessivo sollicitudo. Flos.i.Stn-P^jO, AGORANOMO timore o simile affetto. Lat. anxietas Egli è maggior pena questa agonia e afflizion de) cuore di star che la morte semplicemente. n# . 3 — Avidità , Desiderio grande. Tac. Dav. Star. 3. 3to.O^ rea },^o turale agonia della preda, la voleva spiantare, E 5.36y.E chie?®' ì pericoli , chi per virtù, chi per ferocità, o agonia di premi 1 - ^ 4 — * Qualità di ciò che è sterile , infruttuoso, (Da a priv. , e » prole,) (A) Agonia. * (Gcog.) Antica città del Cadore. (G) pI r Agoniahi. * (Mit.) A-go-nì-à-ni. Add.m.pl.Agg. delle Divinità che r sedevano agli agoni. Delti anche Agonii. (Àq) , na $ Agonicuti. * (St. Eccl.) A-go-nì-cli-ti. Sm. pi. Lat . Agonyclih- Gq/, priv., gony ginocchio , e clino io inchino.) Eretici del secolo r che volevano si orasse non mai in ginocchio , ma in piedi. Agonii. * (Mit.) A-gò-ni-i. Smi pi. (Dal v. lat. ago agisco, 0 P rl T , ‘.\ che invocavansi nell’ imprendere qualche affare importante* C^ 1 A gonio. * (Mit.) A-gò-ni-o. Addan. (Dal gvi agon giuoco, onde'R^ f spettante a’giuochi.) Soprannome di Mercurio come preside degf,^ agonali.--di Giano nelle feste agonali. — N-me di un Dio de' Romani che presedeva alle azioni in generale. (V. dgoiw-)^\ (llt . Agonista. (Lctt.) A-go-ni >ta. Sui. Lo stesso che Atleta, qwgà^ aM- tende nell' agone o palestra. (Dal gr. asonistes combattente. ) * Pind. Nisiet. Berg. (A) (0) ^ Agonistarca. (Lett.) A-go-ni-stàr-ca. Sm. Lai. agonistarcha.(DaI 6^’-;^, mstes comhaUenfe , cd archo io impero ; onde aichegoschi Pff ^ chi guida, chi comanda .) Cofcw che presedeva agli e.sei edii del* A “ lesfra. Adun. Pind. (A) . Agoristeiiio. * (Archi.) A-go-ni-sté-ri-o. Sm. V. G. Lat. agonis^ 1 *^) Gr. aya-'Viir/ipicii. (Da agon comhattimento, e istemi fermarsi» 8 Luogo ove si facevano gli agoni. (Aq) Agontsti. " (St. Lei.) A-go-ni-sti. Sm. pi. Lat. Agonistici. (D'd nisies combattente.) Eretici della setta di Donato i quali ? mandati attorno dai loro capo a soggettare i popoli alfe loro opf s commettendo violenze contro i cattolici. — , Agonistici , sai. ( fù Agonistica. (XcìT.) A-go -nì-sti-ca-Sf E. G. Lat. agonistica. La St degli esctcisii del corpo usati negli agoni, vd era parte della gu l,ìil (Y. Agonisti.) (Aqì Salvia. Cas. (À) uff, Agonistica. * Add. f E. G. Così chiamavano i Girci l'acqua da perchè s'adoperava a calmare L effervescenza del sangue accessi [èbbiili. (V, Castelli, tex. med.) (A. O.) ./gsf) Agonistici.* (St Ecc.)A-go-»ì-sti-ci- Specie di Donatisti. E.h%od\^ u f(r Agunistico. (Lett.) A-go-ni-sti-co. Add. m. PI. ittici, istichi. 0* ^ nista in gr. agot.isticos vale avido di battaglia. ) Apparita 1 ^ lolla o agli csercìzii tiella palestra. Coccà. E, Agone. (A) 2 — * Big. Disputabile , QuistionaJe. Panigavol. Berg. (C) 3 — Battagt.cresco. Salvia. Cas. i58. La dicitura manca di tose braccia , c di spirito agonistico o battaglieresco. (N) Agonizzante , A-go-niz-zàn-te. [ Pari, di Agonizzare, ] Che Lat. moi-jbundus. Gr. Libr. cur. malati .Nello ^dd volto si min ano agonizzanti. jf’ Agonizzare, A-go-niz-zà-i c. [ A 7 - ass.] Essere in agonia di ni r1 '^ e ' i f|1 animali! agere. Gr. ò\tyr l zrt\hiv. (Dal gr. agonizo io combalhj’ sforzo. V. Agonia.) Tratt. segr. cos. dona. Quando esse |K ino della vita agonizzano. Fr. Giord. Pred. R. Quando il c ‘ . povero stentalamcnlc agonizza e muore. AcoNNA.*(Geog.)A-gòn na,Agoura. Paese, dAfrica sulla Costati 0 ^^ Agono. (St. Nat.) ’À-go-no. Sin. Lat. agonum. (Da a priv., c ^tif 1 golo.) Gair-re d' insetti dell' ordine de' coleotteri, cosi chta nt thè hanno il torace rifondo , o privo d* angoli. (Aq) 2 — * (Med.) (Da a priv., e ganos prole , genitura , onde (tg° t ^ ; ./// rile.) Agg. di donna sterile, ovvero di quella la cui fecondici data per qualche ostacolo che si possa togliere. (A. 0.) Agonoteta. (Lett.) A go-no-té-ta. Sm. V. G . F. Agonistarca- gonotheta. (Dal gr. agon combaUimento , e da tithemi i° io assegno. Val dunque chi assegna il premio ai combattimeli ( * magistrato , tra i Greci , che sopì aintendeva ai giuochi s# 0 * 1 * . giudicava il premio ai vinci!ori. (A) n Agopuntura. (Chir.) A-go-pun-lù-ra. Sf Lat. acupuntura. Ufi^ che si fa c<'ii un ago d'oro o d'argento, che con In 0 , V piccolo monello si fa entral e in una qualche parte del c 0, r uso specialmente nel Giappone, Diz. Chir. (Min) . ., v . Agora , ’A-go-ra. PL f di Ago. V. A. /G Ago e di' Aghi. (- Agora. * (GeogA Ciilà dell Abissinia. —, Malagra, Città & ( « neso Tracio. (G) t f[jt Agoracrite, * A-go-rà cri-te. N. pr. m. — Discepolo di ^ Agoracrito. (Leti.) A-go-rà-cri-to. Sm. E. G. Lai. cg°c ; ‘ CI ! agora mercato, piazzo pubblica , e oriles giudice) LJjj l%x f^d' i Greci incuneato di giudicare le liti e controversie che l! ne mercati. — , Agoranomo , sin. (Aq] J- Agoracrito. * N. pr. m. Lat. Agoracritus (B) Agorajo. (Ar.Mes.) A-go-rà-jo. [Sm. —, Agoraio, A gol onte, A sin.} Quegli ohe fa a vende Vagora, cioè gli aghi. T) uU-r,^. c , c atto al macello , sarchile tristo agorajo, c farsettajo p 1 ^ aC ,isL' i; — È anche il boccinolo nel qua e sì tengono gli aghi-Lo , 3 c<'/t . ut- \ a _ •*. i_* i\rr ... _:_i.. i-ir> Ac.ora.tola. (Min.) A-go-ra-jò-Ja. SfLat. acicnla,aciculac acideala, specie di liti fi lo, od' pianta marina impietrita- ^ Agoraki. * (G<‘ng.) A-go-iù-nì. Fiume dell'India. (G) nnin^ii 1 '] Agoranomo. (Leti.) A-go-rà-no-mo. Sm. K. G. Lat. a ? nra oll fo fi agora mercato , compra , e nemo io leggo , io S° vcr “? co agoranomos prefetto dfU’annona,) V. Agoracrito. l^ 0 f tene, instituito per la conservatone del buon ordine e de a- lizta ne' mercati ; stabiliva i prezzi, delie provvigioni, circa il comprare e vendere , cd aveva la cura di peaf e altre t ose simili. (Aq) AGORASTOCLK «es* n? ClE ’* A 'S°-rà sto-cle. N. pr. m. Lai. Agoraslocles. (Dal gr. agora- ■■■ . lm l"'atorc. spenditore , c cleis o sia ctis chiave: Chiave degli Aco es «-onipràtore, Ac^'^-MAq) . a tutta gola.) Cr. alla F. Bere. (O) Agq sì4 , s e °g ) A-go-rì-ti. Popolo della Sarmazia asiatica. (G) , c ‘Ha. j Q 8-) A-gó sta. Lai. Augusta Leontioorum. Città della Si- Go&t arb * a 8 us ta , Ladesta. Isola della Dalmazia. (G) "tot £T°t') A-go-stà-re. N. ass. Nel linguaggio de’ giardinieri, t triodo „ i ars * mat uro, perchè la più parte de’ frulli terminano il loro > Ro . f g. "' es ® «T Agosto o in quel torno. (Àg) ^‘outa /■ ' a °d ) A go-stà ro. [Sm. Lo stesso che Augustale. Moneta ani *r«r^' sli ' lla - ZV /"/.' (Diminuì, di a#«g«j(a.)Ant.Ai)gnstina.(B) j t detp n ^‘ vbtEcc.JA-go-sti-ni-à-ni. Congregazionidi religiosidetl' uno * L re p ? e sso che militano sotto le divise di *V. Agostino. (Bit) "“fo Agoir del secolo XFl. , discepoli di un sacramentario nomi - * V€ i'U/io » c ^ lf “ pretendeva che il cielo non si sarebbe aperto a >‘^ZZ U ? : uremn z ,utJiz '°- w I ^QU'a / 0 y ( r eoI.) A go sti-nia-ni-smo. Sm. Sistema intorno la ^co****** (Ber') *° iU ^ e dottrine di S. Agostino ovvero a lui attri- St , Oclop ei Eccl.) A-go-sti-ni-à-no, Add . m. pr. Dì Agostino. AH * ,ite ndp ti So * ame t > te per asg. d' istituto, recola, frate.monaca^ ec., e di S. Agostino. (B) ’ 6 ’ ^ a 0 dotiQ. , ' “8°~sti-no. N.pr.m.Lat, Augustìnus. (V* Augusto.)--San* ‘ Z<7° d l ppoL. (B) . a 'Spiritual ****’ e s,n ‘ Ordine di t frati.—, Agostiniano, sin. Fav. Esop. ^ me «ite possiamo ititendeie per lo ordine i santi frati minori, ì 0( j .. . Ciltor i, ec. G. F*. io. 18. Ciò fece con consiglio di più l UJ dd,mi n preIati » e frati e predicatori e agostini. (Pr) u *vesi a colui che sia nato d' Agosto} ma /'«starno so- •b'i l ro V( ^ n ^° 1 ^ o'doiali irragionevoli , come cavalli ec. s ?fJ * Al| e come aggiunto che si dà a certe uve. Soder.colt. Jl ‘ e di 1 Se conde vengono le lusliole agostine, che soci dette pi- 5? anc !* a - (V) gus T * n ° (S.'i * del mese di Agosto. Riccìard. Fortig. 27. (A) [ V e °^A- ( -' a P lla ^ delia Florida Orientale. (G) dì^Q* 6 * ( tntic\ w n ^^' 0me c ^ sest0 mese f astronomico , ottavo dell'anno 1 J$‘ Del mese d’ Agosto, lo ^operatore si partì di n?****K A iu p “8 4 »- iiu ° iir> ^ iCl(lmo t(uando t a imifazion delle ferie auguNtaV, del v dt^efuesto mese si fanno e gozzoviglie e coìiviti.{f orni sesuìe, cangiato dai Romani in Àugnstus in onore , seconr| nt 'i ^ u S lls tus, Sextilis. Gr. ayyovtrros. Bocc. nov.Gof. «/ V °^a 0 sua usanza, del mese d‘ Agosto tra l’aUre v’andò d' ji’ 1 ' ** un ' f 1. Fu a*sette d’Agosto, idest di state.G'ro- Fei e rtartV\, Ferragosto.) Favoli. St>r. ff.lìdipri* r d a* v * **t. ferra*. ^» Uj5 to, o „ . / 1 j« r . e , com’è * ua e P cr i» carestia di tutte le cose ec.nou ai potette mgjjJ? 1 che rio *J Sanz ®* Buon. Cicul. prim . l 'ò. Quantunque voi, anzi ^os'ro ^ I ra, ì siete * a ^ e ferrare Agosto, quando pur da Ferragosto voi ^^■it^ !>l P<‘r u t^/}- -d. F. e «//'Augusto. Titolo degli Imperatori c r ■' 'Al lo»,./. . Ct ' - r ‘ fl ° a ^ e guance^ maniera di portare l'antico cappitc - i :< L e guance n’erano coperte.Frane. Sacch.nov.to5. ^Sgia^ a P° rtare_ c apP ucc “ o a ^ otc ’ Ch 7 S c n T)M f ?ci;/o V co.7u B'ng- Si’a foggia. (Cioè in vece di portarei .s/nisdu, A/ ‘ VÌ? f V^eudio in su la spalla difendeva tutta ( ^ pu rl’una t mise a portarlo tirato giu ai mo. ; aaUoni>)(y) due l~ - ce n > er(in coperte come se a .g ■ ..... i ' Sm. Lai. cavia agnti > ■ „ grossezza le m . ^ Iei7 “' e d acutezza del muso.) Quadtup specie "' mn,e n proposilo è staio vignai eia „i cc iotìssimi A “''^tier- l/< S'isso topo-, cm quitti ammali non j-fffrisee. (B) A ^U. . '7, U ‘ somiulinnza ,e dm quali essenzialmente d.Jensce. [ ) Luogo dell’*" " ' " ‘ A t ‘"d ’ ,ri 'U »'ta >a ’ •-ovili,. *°o. p G i’ Z . ch c v f° s •l Attica .—. Città d’Arabia.—di Numidia. — ia dell’Indostan, (G) r „ r: itìose,ad gva- ostoavveibialm^In grado in r ,„ S razio La 35 X u C lv - Pelc. c anz. 10* f- ^ er ...» « >t altro non > A •' - * rr - ; '- ,:,do brz.r:.“' 4 . a g™ 10 -.^ cup.iz. Oh* felice colui che trache ' ' ,l “Uramf.r. a . Nov. ani. 2. d- N 011 m ' rispondere a snido; dim- f 9 . G " ,e la veritade (cioè —■ ’ ti’ q ì ** v C nr,e 1 ’ nc °minciò a servire i Case face ° i modo a grado.fi introd.i t. E malto più ciò per l’al- -, *J o ì n . ndo i solamente che cose vi sentissero clic loro venissero a li „ to/ V. sii.' 3 ^ 1 ' 0 - E Fiamm. 1. Il che a tiZdol’NlZ™ ! torrente, C’ha nome vita, Kì ?, nè per pittcei'rni nè per adularmi. J servire si bene e si acconciaulente,clic , - p. E Fiamm . t. Jt* cne sommamente mi fu a grado, "ia Per ^ Vlre:= 3 Con gradimento del signore. Foce . nov. 16. s6. 1 a<::? t>Ueìar 0ri ^ lVa con Currado Maleapìua si mìseper famigliare,lui ^entee a grado servendo. E no^. 67. 5 .Tauto bene e sì Agrafo.* (Lett.) ’A-gra tb. Add.m. F. G.Lat. agraphus. (Da a priv pho io scrivo.) Nome che si dà a chi non sa scrivere. ( Agrae di Corfù. (G) Agraga.* (Geog.) ’A-gra-ga. Antica città di Spagna .— Fiume , M on . tagna e città di Sicilia.Lo stesso che Agrigento .QuesCiiltima fu delta anche Acraga » ora Girgcnti 0 Gergenti. (G) Agragantino.* (Geog.) A-gra-gan-ti no. Porto di Agrigento. (G) 2 —* Add. m. pr. Dell’Agraga.—, Acragautiuo , Agrigentino, sui. (B) Uno dei Titani; (Mit) 'oazia. (G) . Aspramente , Fieramente^Crudelmente. Ale- taf. dalla mordacità e acutezza del sapore agro.Lat. acriter.Gr. •riy.f>Ò>i. Bocc . nov. g. f Cominciando dalla ingiuria fatta a questa donna , la quale agramente vendicò.# n w.i3 .^.Agramente cominciarono a prestare a usura.#’ /lOF.^o.fo.Gl’incominciò a strignere agramente le carni G.F. g. iif- 1' E sopra Carignano combatterò la terra agramente. Liv. M. Agramente si faticò in mantener ia franchigia. Lib. .( 0 ) A grande agio.P osto avverbiale Con gran comodità. Lat. perconnuodc. Gr. c-'XoXfj. Bocc. nov.6i.^.A grande agio e con molto piacere cenò. Nov. ant . 99. Ancora potreste esser con lei a grand’agio. A grande andare. Posto avverb.=3 Di buon passo , A gran passo.LaU citato grcssu. Gr. crroufo J. Liv. M. Conciofossecosaché egli iosse crucciato, e partissi del tempio a grande andare. A grande bocb.* Awerbialm. =3 Ad alta voce.Fit.S.Già.Bat. igg Lodando Iddio e gridando ad alta boce. (V) A grande spazio. Posto awerh.zzz A gran lunga. Salv. Avveri. 1. 2.1 2. Ma come di tempo l’adegua , 0 forse gli passa innanzi, cosi nel runa- nenie a grande spazio non si crede eh’ egli s' appressi. (V) À grande stento .Posto awerbìtilm.zzStentalissirnamente^ Con gran dijfi - colta. G.U.8. g2, g. Tenendogli più tempo ili prigione a grande stento. A gran v>\. é Avvei bial.~liiollrato già il dì ; ma piu propr. nei numero del purzz.JSe lunghi giorni della siale fn tempo di state. f r .Ùi,§.6»Petr.son, 7g.E'l sasso ove a’ gran di pensosa $iedcMadonna,e sola seco si ragiona.( 0 ) A grandissimo AGIO.* Avvevbiaì. superi . Ut A grande ^^.Agiatissima- mente. Bocc. g. 6. n. 10. (O) A grand’ onore/ Avverbial , Onorcvolissimamcnte , In grande onore, Pcr grande onore, sin. Petr. Tr. d' am. 227. (0) A gran dovizia, 0 divizia.*A vvei'bial.zn Doviziosamente.Bocc-Tes. C. ( 0 ) A gran fatica. Posto avverbialm.zzzA rnnUi pena^A gran pena.Lai. at> gre. Gr. po\t?. Bocc.nov. 8g i'à. Fa donna cattivella a gran fatica si levò di terra. Segn.Pred. 1. 12. Di centomila a gran fatica uno solo. A gran fatto. Posto awerbialm zzsDi gran Uwga.But .Non sono ancora tanto vani quanto ec. a gran fatto. A gran fuiior in.Posto avverbialm.=[Cvn gran furore, Con grande impeto.] Frane. Sacch. nov. 2f Fu preso, e menato a gran furore dove e’ fu serrato. A gran giornate.* Awerbial.zzzCon gran celerità di cammino , Velocemente. Cr. alla v . Giornata. ( 0 ) Agranie.* (Mit.) A-grà-ni-e, Agrianie, Agrionie. Feste istituite in Argo ad onore di Bacco. (Mit) A gran lunga. Avverbial.=ziV]olto, Grandemente .—, Di gran lunga, sin. Sega. Mann. Introd. Il profitto , il qual voi trarrete, sarà maggiore a gran lunga della fatica. (V) A gran notte. Avverb. 3= A notte molirala.fìemb.Stor.1 , 3 . A gran notte la rocca di Rovere abbruciarono. (V) A gran passo. Posto awerbialm. vale Presto , In fretta.Tac.Dav. ann. 3 . 70. E vanne ad Autun a gran passo. Buon. Fier. 3. t. 9.A gran passo io m’arretro , e, come sai, Torno a te brancolando. A gran pena. Posto awerbialm ., quasi superi, di A pena^A malapena. Lat. vix, aegre. Gr. poM. Bocc.nov.yg.i5. A gran pena si temperò in riservarsi di richiederlo che essere il vi facesse.Petr.Jon.229. Oh nostra vita , eh’è sì bella in vista, Com’perde agevolmente in un mattino Quel che in molt’anni a gran pena s’acquista ! Liv. di,Il consolo a gran pena tenne la. sua oste in pace. A gran pezza. Awevb.—Di gran lunga . Salv. Avvertii. 2. 12 .Ma dalla guisa della tavella... non si giudicherebbe così anticoa gran pezza. Borgh. Oiig. L'ir. Io non credo già ec. che fussero queste nostre (Terme) così grandi , quali si mostrano.... I Àrjfconiaue...., né che anche a gran pezza vi s’appressassero. (V) A gran pezzo. Posto avverb. Lo stesso che A gran pezza. Borgh. Fesc. Fior. 3So. Q jando bene io volessi, non crederei potere a gran pezzo arrivare al desiderio mio, e molto meno al merito suo. (V) Ar.Lur. 3 a. 38. Ptiche , Ruggir, come di te non vive Cavalier di più ardir, di più bellezza, Né che a gran pezzo al tuo valore arrivo. (Po) A gran RiseaiQ. * Avverbial = Rischiosamente. Petr. son. ifò. per ,^ a A GRAN SALTI mezzo i boschi inospiti c selvaggi, Onde vanno a gran rischio uomini cd arme. (0) A gran salti.* AvverbialmzziPrestamente.Petr. scn. 116. Onde conven eh*armato viva La vita che trapassa a si gran salti. ( 0 ) A gran segno. Sommamente. Segn.Mann- Lugl.10. 2. Tu cercando cose sulla terra difficili a conseguirsi, quali sono i posti più alti, con-* vien di necessità che trascuri a gran segno quello che importa , per quello che non importa. (A) A gran torto. Posto avverbialm. vale Ingiustamente , Con gran torto. Lat. injustissimc. Gv. doiKcbrocra.. Bocc. nov. 18.4^'GYi nan e ciò che per lei a gran torto il conte d’Anguersa ricevuto a vca.Dant. rim.'ài. A tanto sono scorto Dagli occhi che ni' ancidono a gran torto. AgràOj * t A-grà-o. ZV. pr. m. Lat . Agraus. ( Dal gr. agros campo : e vai dunque campestre.) — Uno dé Titani. (Aq) Affilo-, A-grà*ri-o. Add. m.Attenente a cose della campagna, (di’agricoltura. Lat. agrarius. Gr. àypuZs. Borg. Col. Mila. 44 ^-Dalla furia spaventati del minuto popolo, che conotto da quelle leggi agrarie e frumentarie , metteva sottosopra Roma. (V) 2 — (Si. Rom.) Legge Agraria = Legge, , secondo la quale si ordina- va che il terreno Collo a' nemici si divìdesse per capo a cittadini romani. (A) A grato. Posto avverbialm. Lo stesso che A grado.—, A gr è. sin. Lat. gratuli». Gr. tfpos X“P lv * Dant. iim.ày. Se c) v'è a grato ,* lo patterò dì voi in ogni iato.» E Par. 21. Conoscerebbe quanto ir/era a grato Ubbidire alta mia celeste scorta. (P) 3 — Senza ricompensa, Senza mercede. Lat. gratis. Gr. ìuptwt. Dant. Conv. 2o3. Rispondo, siccome dice il nostro Signore: a grato ricevo, a grato m’c dato. Rim. ant. Guid. Cavale. 65 . Già peto fede il cor non abbandona , Anzi ragiona di servire a grato Al dispietato core. Rim. ant. GuiU. gì. E parrai bello di servire a grato. Agratdmati.* (Geog.) A-gra-tu-n/à-ti. Piume della Columbia. (G) * Agiiaulb, * A-grà-u*!e. È’.pr.f. (Dal gr. agravleo io pernotto ne’cam- pi.) —■ Una dotte Grazie.—* Moglie di Cecrope. (Yan) 3 — * (Geog.) Bosco sacro presso la città d’Atene. (Mit) Agrau&i.* (Geog.) A-grà-u-Ji. Popolo del!' Attica. (Mit) Agraclie.* (Mit.) A-grà-u-li-e .Peste istituite dagli Agrauli in onore di Minerva. (Mit) Agravlo. (Bot.) A-grà-u-lo. Sm. Lat. agraulus. (Da) gr. agravleo io pernotto ne’campi, che vien da agros campo , ed avle luogo a cielo scoperto , poiché a cielo scoperto, o sia ad aria libera, questa pianta vive ne’ campi.) Genere di piante della famiglia delle gra/ntgnee, cosi dette perchè crescono ne' campi o luoghi coltivati a cielo scoperto o sia ad aria libera. (Aq) 3 —* (Mit ) Soprannome di Mercurio e di Minerva. {Agì'avlos vale in greco chi pernotta, chi ha tana ne’campi.) (Mit) Agravoniti.* (Geog.) A-gra-vo-nì-ti. Popolo dell’ Illirio. (G) Agrb * (Geog.) Agra. Città della Libia . (G) A gré * Awcrbiaì. Lo stesso che A grado, A piacere. V ’. A grado. Redi Ditir. (O) Aguea.* (Geog.) A-gré-a, Luogo vicino ad Atene. (G) A greco nome.* Avverbiai—Con vocabolo greco. Amm. ant. pag. 114 • ediz. de'class. dì Mit. (O) Agreda.* (Geog.) A-gré-da.Zui. Graccaris. Crtfà della Castiglia.—della JSfuova Granata. (G) A grembo aperto. Posto avverbialm. vale [ Col grembo aperto , e vale anche per metafora"] Liberalmente , Con larghezza.Lat. soluto si nu. Seti» ben.Pardi. 4 ' 2 4 * Niuna virtù vuole essere amala da uno, il quale sia sozzo ed avaro : alla virtù si debbe andare a grembo aperto e col seno scinto. Agreo.* (Mit.) A-grc*o. Add. m. ( Dal gr. agrevs, eos cacciatore.) So - prannome d' Apollo e di Pane. (Mit) Acrbsfons, * A-grè sfo-ne. N. pr. m. Lat. Agrcsphon.(Da agrevs cacciatore, e sia da pitone strage, sia da phone voce: Strage o Voce del cacciatore.) (ft) Agresi.* (Geog.) A-grè-si. Popolo dell' Attica. (G) Agrbstamentb,* A-gre-sta-mén-tc. Aw. In modo agresto , Villanamente. Rusticamente. V. Agrestemente. (A) Agrestare, * A gre-stàic. Alt. Dimagrire , Aspreggiare. (Dal gr. tt priv-, e da creas , atos carne.) Inti'od. Pivi. 7 g. Che quale è magro c afflitto per troppo digiunare, e agrestando il corpo di molta astinen- zia ; quale è pallido cc. (B) Agrestata, A-gre-stà-ta.[iV/’] Bevanda fata con agresto e con zucchero. Agreste, A-grè-ste. Add. com. Affetti, dicesi anche Agrcsta. P. L.Salvatici*.Lai. agre&tis.Gr. ayptc$«*«. os . Sodcr. Coll. Si. Tag llC , oc. tulli gli acini agresl ; ni e non maturi. E i2'ò. Di questalanibt' uS ^ n e un’altra razza oc., cl;e conduce l’uva sempre agrestino, ] 0 rossiccia. E 125. Bisogna corle (le uve) sane, non punto maculai malmenate , non fuor deb dovere mature , nè agrestine. f c , ~~~ Bd in forza di sost. Salsa falla con agresto, o altroacidum e ' ^i\ A/art. r//w.E delle salse chi volesse dir tutti i modi, Agrestini e guazzetti! ' Agresto. (Agr.) A-grc-slo. Uva acerba. (Dal gr. astrino inasp 1 * 3 , ’ irrito; e tal è 1 * cliètto dell’uva acerba su la lingua.) Lat.osa oi»| J ' cina. Gr. ó'p$u.£. M. P . 2. 10. It maggior sussidio che avessono c l agresto , e le frutta non mature. 3 ^Liquore che si cava dell’ agresto premuto, il quale s* insala .8. 1 b serba per Condimento.La«.omphacium. Gr.o^ó.Kiov. Cr. <2. in questo tempo si può far l’agresto. Burch.1.45. E Velletri in - - m to sanza agresto, òoder. Colt. 114. L’ agresto vuol essere d’uve! 1 * d’ una fatta, e si deono cogliere i grappoli avanti che abbiano P un dei maturo. 3 — Modi proverò. Cor^ [o Cogliere] Va^vc%\.o\s=Rubare.Modobasi 0, rif. Calvi] V. Cogliere, $. 2 9 . {je 4 — Bere il vino in agresto^zConsumnrlo prima che si rìcolga\ all'altro ; Mangiarsi la ricolta in erba ed anche : Ber l’uovo che nasca. Serd. Prov. (A) }V 5 — Far agresto : Dicesi quell avanzare che fa taluno per sè nello s P e ^ dere , o nel fare i fatti altrui. Bardi. 1. 5 i. Che dormiva, sOg* 13 '? a far agresto. Buon. ' Pier. 3 . 4. 5 . Nè l’albergo comporla Che, s ta %j. bada, io lasci che i garzoni Mi faccian più l’agresto in su f 0 il 6 —Menar l’agresto e Menarsi ragresto= 7 V/i*ne a bada , P^v^i tempo senza far nulla: modi bassi. Berti, rim. 4. 53 . Tra gl' a j„ f tratti Aristotile ha questo, Che non vuoi che gl’ingegni sordi e 1 °^ e la canaglia gli meni l’agresto. Mulm. 4 - *8- Volendo risicar P r ‘ c , un capresto , E morir cullo stomaco satollo , Che restar quivi 3 narsi I' agresto. pi 7 — * Menar l’agresto'a uno= Dichiararlo corrivo o balordo. )l(ì volta dìcesi ancora del governare o maneggiare altrui libera^ 1 * senza eli egli se ne risenta. (A) ^ 8 — * iVo me d ’ una specie d’uva , che non vien mai matura » che Uva di tre volte. (A) Agresto. * JV. pr. m. (Dal lat- agrestis rustico) (B) c) Agresto. Add. m. Lo stesso che Agreste: [Vicesi di ceni fruttivi acri , il cui sapore è salvalico , spiacevole e disgustoso.] 2 — Aspro, Agro. Bocc. Leit. Pr. S. Ap. 294. Per ristoro delle s°l. dette cose sopravvenivano vini o agresti o fracidi, ovvero acet 0 ®^. 3 — [Per metaf] Agreste, [Salvaggio.jLaz. agrestis. Or. dYptos.Sefld p Non finisce di spaventare di paura l’agresto animo.» P'eg.i 4 f iì J e <) majo ordinamento di fare cittadi , sceverò J’agrc.da esolìnga vd‘‘ uomiui .... della comunanza de'bruti animali. (Pr) Agrestoso ,'A gre-sló-so. Add. m. —, Agrestino, sin. Lat. acidus* c ì/aQujuvqs. Lib. cur. febbr. Quel vomito ha sapore molto agreste '^ AgIiestdme , A-gre-sfu-me. [• 5 ’m. Lo stesso che] Agicstezza nel s ‘f l ^ 5 - 2. Lai. cibus , vet potus acidultis. Gr. ofi^ecKtov, Tralt, seg r ' ,^1 donn. Vi sono buoni tutti gli agrestumi e fortumi. Libr..c ur : ^ Amano molto piò gli agrestumi che i dolciumi. l’Agretto.(B ot.) A-grét-to. [Sm.Ptanta annuale della classe tetradtn a,Tl ^Jit hqulosa , che nasce nel territorio napolitano', si distingue per bislunghe , intagliate , e per li frutti in grappolo , sìmile a spb semina per tutti gli orti , si usa per condimento de'cibi , e si mescola nelle insalate , alle quali dà grazia e sapore. Crescione, $ùi.] Lat. nasturtium. Gr. .xxfofiov. PaLlad.Peb. D' mese si semina la lattuga, acciocché d*Aprile si possa trasp' 3 * 1 ’l nasturcio, cioè l’agretto. ^ ffroX^J 2 — * Vino eh e ha unatendenza a diventare, ma non è ancora,^. jl- Agretto. Add m . dim. di Agro. Lat. subansfrus , acidulus. f* (d* dobr. Vino nero e grosso, che hae sapore agretto , sì non e - sJ yi Agrezza., A-gréz-za. [V/!] ast. di Agro, [dcrimnnia, Saporpun§ ei f Acredine, sin.} Lat. ’acredo , acrimonia. G/'.o|i>V^c. Cr. 2. 1 4 ‘ fa 0^ vegnaché l’agrezza del sale sia rotta nell’umido acqueo, caldo del sole si converte in agrezza c in amaritudine. 2 — Per metaf. [Rigidizza d’animo, Asprezza] Vii. Beiiv. L Mi si volse con maggior agrezza che prima, e rni disse. Agri. * (Geog.) Lat. Aciris. Viume che sbocca nel Golfo di Taranto .,|Jt Agria- (Med.) ’A-gri-a. Sf V. G. Lat. Agria. (Dal gr. agrioo}° io inasjuisco.) Sorta di serpigine che rode la pelle , e ne J a re i peli. (A) Agria. * (Geog.) Erlan. Città dell’ Ungheria. (G) Agriana. * (Geog.) A-gri-à-na. Città della Cappadocia. (G) Aguiani. * (Geog) A-gri-à-ni, Agrieni. Popolo della Tracia- \, L\/ Agrianie. * (Mit.) A-gri-à-ni -Q.Sf.pl. Feste argive in onore de' A Tebe giuochi pubblici. Lo stesso che Agranic. (Mit) c < l Agrianome', * A-gri-à-no-me. IV. pr. f. (Dal gr. agrios agreste » mos pascolo, consuetudine.) — Figlia di Perseo. (Mit) , ibt 0 ^ ' Agriantropo. * (St. Nal.) A-gri-àn-tro-po. Sm. V.G.Lat. a g ria %? (Da agrios selvaggio, ed anthropos uomo.) Grecismo adop era ^ gnificare uomo selvaggio , satiro. (Aq) 3g |, ‘ C !/ Agricola, A-gri-co-la. [À'm.] V. L. [e poeti Agricoltore. Gr. yetvpyos. Borsh. Vesc. Fior. 5 t 8 . Ma non si creda S^o^. clic quei notili ec. ngrico'a e rusticn de'Romani ec. corrispO nU ^ prc cc. a’ nostri , contadino, villano , lavoratore ec. Buon- , a ^ 5. 5. Sudi al ghiaccio e alla canicola Indefesso il dur o agr' c ( pJ 1 2 — lE per simi/.] Demi. Par.12. 7 n. Domenico fu detto, cd 10 , 0 , Siccome dell’agricola che Crislo Elesse all'orto suo per ajn |a Agricola. * 1 S. pr. m. — Genero di Tacito. (Van) foit 1 A GRicoLAo,* A-gri"sIma a rlti-vfici rii AGRO in 3 'De pianta che volgarmente si chiama agrimonia, ed è assai noia. Tes.Pov. P.S.capAi .Tolga lo ’nfermo nove di continui a digiuno sugo d’agrimonia. Agrimonto. * (Geog.) A-gri-móu-to, Agriinènlo, Agromento. Lat.Gni- mentuin. Città della Basilicata. (G) Acrinagara. * (Geog.) A-gri-na-gà-ra. Città dell' India. (G) Agiamo. * (Geog ) A-gn-ni-o. Città dell’ Etolin. (G) Agiuo. (Zoo).) ’A-gri-o. Sm. Lat. agrion. ( Dal gr. agros campo, 0 meglio da agrios selvaggio, feroce.) Genere d’ inselli così detti perchè vivono ne campi-e specialmente ne'luoghi popolati d’altri insetti, di cui si nutriscono assalendoli a voto, (Aq) , Uno gene,. 1 -— -.1— - „ - campi -’si anni- Col fmore è di un senso meno esteso, e dicesi di chimi-' Acato.* N.pr.m. Lat. Agrius. (In gr'. agrios vai selva,, ■ n ,lv atorc ?■ C f 31 un S e " eve particolare di coltura, come e p. e. il col- de'Titani. —, Tiglio di Circe. (Mit) faggio, fiero.) 1 to >atóp‘-fi •* ’ d ‘ fi0li ’ di P' a «‘ e medicinali Colono ha per- G..,« * cm m . Soma, marni di Pane (V A «rie. * av ^rat 0 * UI . az i° ne antica, espressa dai Cominella, e si prende ora per * “ "*• le ^ campi ; è perciò affine ad Agricoltore.Ma J'economia ro- A rale dislm " l ? am P‘ i e P C1 ' 1 ® llc 1 semplici Coloni oai jtlltlllll 5 ' •'-vt.w ». Gj», A-gri-coI-tù-ra. [. 5 f} L'arte di coltivare.Lai. agricoltura. ,Ja c QSa ^ ^ r * Tra tutte le cose, delle quali s’acquista aicti- ’ niutla è miglior dell* agricoltura. •S’o/vm. Disc. 2. 44 -* • La *1 V0] er e ® ae stra d’ oltraggi, 1 ’ agricoltura di giustizia; segue la guerra tota ^ ,? monarchi , e pende dal fiero cenno dei potenti; T agi icol- Oco \ U °* a c ‘vile uguaglianza,e della pacifica popolar liberta. c °t Personificata in diversi modi ; ora al pari di Cerere; ora A zo r°P* a3 e con am ^ e te rnani sopra una vanga; ora appoggia- ^ ®®iDo, p* aco e vestita di verde , ec. (Mit) 05(0 avverò, ~ A furia , Unitamente gridando. G. N. >, p *• Pisani, sentendo ciò, a grido c a romore montarono a 5 -v,o{ " a ^ Q te.Medie, cuor. ijg. Fu accusato di falso, e con tabi te- ’ e f*. grido di popolo, come malfattore condannalo. (V) . 9 u [ke.jj . 8U Hon Tl ' ~ gWUU ili IHMJUIU, «-'-'i**'- --- _ ' —* r ebe n 9at0 senso di Espósto o simile. Cecch. Dissim . 3 . ó.i er far T^esta si parta c lasci la fanciulla a grido. ( Parla d una che . Wevn ( Dal gr. agrios medicamenti composti . - lasciar sola la fanciulla in casa.J (V) A-gri-c Ic-a. Sf.Lat, agrielaea. (Da agrios selvatico, Glt, fiLe 0 rp Va *^ ^P ec te d’oliva agreste , selvatica. (Aq) Sm. Lat. agriclaeum A C °fi’o/it, ’ *tea oliva ) Nome che si dà ai med a -J A q) r «vicl 0 ' A-gri-fil-lo. Sm. Lat. agryphillnro. ( Dal gì*, agrios c ' e ò a ^ aa P r ° , e phyllon foglia.) Genere di piantela cui unica spe- A^^osq n Ca ^ce di molte foglie alterne a denti spinosi, ed è aspro , G ^o GLlo ’ J faglie dentate , spinose , ec. (Aq) { .0 A-gri-fò-gfio.Cd’w.] (Dal hit. acer penetrante, acuto, ^J fì i(t ì rfet/°^! Ia ' ) ( Getiere di piante della classe ielraudria tetra- 1 a famiglia delle ì'amnoidi', che bornio il calice con quattro l re ' 1 ^ ciZ rolia in quattro parti , gli stimmi sessili ec. Com- ? ^asi /» Ca Venl * specie , delle quali una , che cresce naturalmente 0/ T§e a l } tCL f Europa^ VAgrifoglio comune , è arbusto ramoso che t'attil* 1 20 piedi d' altezza , ha la scorza del tronco bigia , t\fi 0 i> !‘ rc ^ e oscura , le foglie alterne , ondose e spinose ulteslre- 1 L ìf t tr bianchicci , disposti a fiocchi, te bacche rosse , ,e linee di diametro \ ha virtù medicinali , è mollo prolegno d'elasticità e durezza tale I, 0 v., e . t cquifoglio pizzicatolo , Pugnitopo if*** ì [ilex tCc *° spinoso,' Agrio, Alloro spinoso, sin.} Lat. acrifb- d ( |f a 3 nif ° l min Lin.] Gr. Xwrcs. Lib. cur. malat i }sano lade- AL'd ^0ss o i; e *°8*ic dello agrifoglio. Dav. Colt . ig6. Poni ec. agrifo- ton* 51 ' 11 "! *’ /p 0r,el * a cc - ^C»I5 hi Sicilia ^(3) A-gri-gcn-ti no- Add.pr. m. Dì Agrigento o Gir- S> «tf, c/, « ii, ln C /‘ r f } ‘ 1 dà la pania , ed è legno d p^gior.' hn r P ari >n Europa.— , Acquifoglu 4|, im r-.’ Leccio sninnsn . Acrio. Alloro si fi (Ge’òg^j'' A-gri-gcn-to. Ora Giigcnti./.ut. Agrigentnm. Città '‘CR, ^a* Acraga , Agraga. (f) A ^ h Add. m. Che ha dell'agro . (À) jnuu ‘ "*• __^ , Agretto. Salvin.anu fiti° \^ntì\ ^ at ’ Agrii. Nome de 1 Titani, sotto il quale era- {Aq)' a grio$ campestre, rustico, appartenente alla campa- (Dp^ ^ "grì-le. Colonia ateniese nella Jonxa. (G) Agi* 0 ’* A-giì.|(. a> Antica città delle Galhe. (G) » * F ' 4 ‘ 8 D-li-o. Città della Bitinta. (G) Aqjji 1 ‘r8 r **mà-no. Sm. Arnese prezioso. Adim.Sat.z.TPoìv.posc - ^ . ^ra^.anelio,Orecchini, agrimani c il calessinocc.^nnit/.(B) -incn-só*re. (A’fn.] Jf. L. Misuratore de* 1(J| , h .. r r. Gr. yEft.7isrp7]5. li'. Giord. uifc te ' w — utincra, anello, Orcccl Mes.) A-gri-n i^d ’ ji !£ r, '*ni ec. Lat. a ' s ae,a.i f ’* Tir. z 6d. So alcuno m onesto caso ci potesse dare aju- *64. Se alcuno in questo caso ci potesse fi; 1 a 8 rir «ensori e scrittori delle condizioni de’terreni. , af '^ A-gri-men-sù-ra. Sf L' arte di misurare le terre, ” 1 '* rr Ti \ \ Oc*, ")i, U , • '] u "n pianta o mappa. Baldin. Toc. Dis. (A) v CtQ "ni a se A '8 , ' 1 'Hiò ni-a. Sf. Riprensione , Rimprovero. ( Dal lat. ^ f as -- eri ^ a » veemenza, si è nominato per metafora 'il rimpro- hg' °t .) con Severità ) Partenio. Berg. ( 0 ) 'i califfi P'unte della classe dodecandria diginia , te quali "U ’ eh :"‘to le rf 0 ‘ Ce cnn cinque denti, il fiore con cinque petali, e due se- a Ue in du - a ■fecondai.ione rimangono chiusi enlro'it calice, cre~ m ni ° Lat. agrimonia. ( Dal gr. agros campo, e mone sog- soggiorna ne’campi; e trovasi infatti questa pianta altor- ^ c «egli orli de’ prati. Gli antichi la dissero eupatorio ila. eh n P a toi'e che vuoisi essere slato il primo a trovarla.) (B) fyV 1 dù t ° f > C che nasce per ogni luogo d’Italia ; pianta perenne fiotti i n per le foglie senza odore interrotlanieiile pennate, e S,®. 1 ". elei Pp0iln ‘ Si 'loda per l’ itterizia, e come detergente e retti- > flT SUe —’ Eupatorio, Agrimonia eupatoria | Acrimonia, “ Liti,3 q 3 Guglielmo, tini] lat■ cupatorium , [agrimonia cupa- r ‘ ’ v ~a.~ip.'o.I\iceit /'mimo . 1 eupatorio do’Grcci è quella Agbio. * (Mit.Gr.)AtA/. m. Soprannome di Pane. (V. Aglio n. pr.) Agbiocabdamo. (Bot.) A grio càr-da-mo. Sm. (Dal gr. agrios salvatici e cardamon nasturzio )—Nome che si dà al nasturzio sa/vatico.(A qì AGniODo. * (Mit. Gr.) A-grì-o-do. Lat. Agriodos. (Da agrios feroce , e odus dente.) Nome di un cane di Attenne. (Aq) Agbiofac.i. * (Geog.) A gri-ò-fa-gi. (Dal gr. agrios fiero, e phago io mangio.) Popoli favolosi dell’ Etiopia e dell’ India , mangiatori di bestie selvagge. (G) Agbioi-ago. (Lelt) Add. m. U.G. Mangiatore di carni di bestiefiraci.(S) Agbiome. * (Mit.Gr.) A-gri-ó-ni-e. Sf. pi. Lai. agrioniae. (Dal gr .agrios selvatico, feroce.) Leste celebrale in Beozia in onore di Bacco, come quegli che dileltavasi di conversar colle tigri , co’ leoni ed altre feroci belve.J (Aq) Agbiope, * A-grì-o-p e.N.pr.f —(Dal gr .agrios fiero, ed ops occhio,volto.) —Madre di Cadmo.—Altro nome di Euridice. — di Tamiri. (Mit) Aghiopsohia. (Med.) A-grio pso-ri-a. Sf. T. G. ( Da agrios fiero , e psora scabbia.) Scabbia fiera e di diffìcile guarigione. (Aq) Agbioseuno. (Bot.) A-grio se li no. Sm. U. G. Lat. agrioselinum. ( Da agrios salvatico , e seiino,i apio.) Apio selvatico. (Aq) Agbiotimia. * (Med.) A-grio-ti-mì-a. Sf. T. G. Lai. insania ferox. (Da agrios feroce , e thfmos animo , ira.) Genere di follia che rende l’ uomo inchinevole ad atti crudeli^( A. ()■) Agriotta. (Agr.) A-gri-ót-ta. (Add. e sf.) Sorta diciriegia. Cr. alla v. Ciriegia.(Dal lat.acer,acre: perchè questa sorie di ciriegia è acre al gusto.) Agripal.ua. * (Bot.) A-gri pàl-ma. Sfi l-at. agripalraa, leonoruscardiaca Lin. Pianta vivace, medicinale, della famiglia delle labiate, e delta classe didinamia ginospermia. (A. O.) Agbipekna. (Zool.) A-gri-pén-na. Sfi. Lat. emberiza oryzivora Lin. (Dal lat. acer pronto , veloce , e da penna. Dicesi emberiza dal" gr. cui bino io vivo , e rhlza radice ; dicesi orizivora da oryza che in cr. e in lat. vai riso, e dal lat. vorax vorace.) Uccello del genere deli’Ortolano , e che viene anche detto I’ Ortolano del riso. Live questo uccello nell’isola di Cuba , e passa alia Carolina ed al Canada nel tempo della maturazione dei grani del riso. Le piume delle femmine rosseggiano in quasi tutto il corpo , ma più varie sono quelle damaschi. (Buff) Agbipersa, (Bot.) A-gri-pér-sa. ['?/"] Sorta di majorana. (Dal lai. ager, agri il campo, e da persa majorana.) Zibald. Atidr. 121. Se prima- chè vi ponga li primaccioli, vi ponga dell’agripersa in una pezzolina bianca , si è buona e utile e profittevole medicina. Agripnia. (Med ) A-gri-pni-a. Sfi. U. G. Lat. agrypni». (Da agripnia veglia , cioè da a priv., chria oso, cd ypuos sonno) Mancanza del smino , o malattia in cui l’ammalato non pub dormite. (Aq) Agripnide. * (Mit. Gr.) A-gri-pni-de. l’està notturna ad Ai baia in Sicilia in onore di Bacco. (Dal gr. agiypnin vegliare.) (Mit) Agripnocoma. (Med ) A-gri pnò-co-ma. Sfi. V. G. Lat. agrypnocoma. ( Da agrypne.o io veglio , c coma sopore.) Nome di una malattia , chiamala altrimenti Coma vigile. (Aq) Agrippa. (Med.) A-grippa. [Ani.] Sorta di unguento , detto cosi, come vogliano alcuni, dal nome dello inventore. Tes. Pov. P. S. cap., 3 . Anco in cagione fredda, bolli in vino forte, niarziaton, agrippa e dialtea. Zibald. Andr. 121. A grippa è un unguento bianco che tengono gli speziali. 2 _ * (Dal gr agra cattura, presa , e pus piede.) Voce usala ad indicare il bambino che viene alla luce per li piedi. (A. 0 .) Agrippa.* iV. pr. m. — Console Romano vincitore de’ Sabini .—, Genero e Favorito d’Augusto. — Re de' Giudei. (Van) 2 — * (Geog.) Colonia nella Bilinia. (G) Ac.mpfense. * (Geog.) A-grip-pèn-se. Add. pr. m. Di Agrippa. (B) AoiuppitnE. * (Geog.) A-gvip-pi-a-de. Città della Giudea. (G) Agrippiano, * A-grip-pi à no. Add. pr. m. Di Agrippa. (B) Agrippina , A grip pi-na. N. pr. fi. Lai Agrippina. (Dimin. di Agrippa. V. Agrippa, (. 2.) — Madre di Caligola. — di Nerone. (B) Agrippinense,* A-gri p-pi-nèn- 5 e,Agrippinese.vrf£M.p'’.com. Di Agrippina.(B) Agrippino,*A- grip-pì-no. ZV .pr.m. Lul.Agrippiiius. (V .Agrippina.) — Tiglio di Agrippa. (B) Agrisa. * (Geog.) A-grì-sa. Città della Caramama. (G) Agrissimambnte , A-gris-si-ma-mén-te. (Avv.) sup. di Agramente. Lai.acerrime. Gr. eifioSporara. M. U. 11. 5 fi Perché il segno non venisse alle mani de’ Pisani, aerissimamente si combatterono. , Agrissimo,A- gris-si-mo.[^fiW.]«/p.rfi'Agro.Lnr. acerrima. Gi-.cnpofyerares. Amet. 42. In quelle fpalesi,-ej da molti sono stato e sono riputato agrissimo pugnatore. Coler. !\,ass. Quella chiamò il duca vegghiantis- simo, r o'te agrissima con larghi mangiari e con abbondante vino, con odoriferi miglienti, con piu sbandita usanza d, lussuria al sonno, e delicatezze, e allora rotta e ionizzata fu la fierezza d Affrica. Agrizala. ‘ (Geog.) A-grì-za-la. Antica citta della Galazia. (G) Agr,- zio, * A-gri-zi-o. N- pr. »«- Lai. Agr.tms. (B) Agro Sm. In generale dwcsi per Agrezza , che e la qualità del sapore de frutti acidi- Sapore opposto al dolce. (A) 2 _ Sugo che si spreme dalla polpa de limoni ed altri agrumi s miti. [_ Agro di Unione, Acetosità di limoni , Sugo di limoni, sin. Lat. ■r 1 rj AGRO succila e malia mcdicia expressus ] » Red. nel diz. di A. Pasta. 1 / agro di limone è un poco più pigro dell' aceto c del vino nell' uccidere i lombrichi. (N) 3 — Per meta.fl Tristézza, Malinconia. Lai. mocror. Maini. 2.63. Raddolcì l'agro de’ lor mesti visi. 4 r— F. L. Campo , ma propriamente si prende per Territorio. Lat. ager. (Dal gr. agros campo.) Red. Leit. Beni situati nell’ agro bolognese. Lami Ant. Fiorenza fu dedotta colonia de’ Triumviri. . . e fu assegnato a famiglie romane il suo agro o territorio. (A) 5 —* (Agr.) Misura agraria che corrisponde a//*arpent de' Francesi. (Ag) Agro. Add. m. Aggiunto di uno de* sapori centrarti al dolce , proprio delle frutte non ben mature , come susine , uva e simili. Lat. accr , acris. Gr. c£rV. Lab. igi. Le gelatine, la carne e ogni altra cosa acetosa o agra ec. , erano sue nimichc mortali. Galat. 7/. Cui ogui cibo ec. pare agro o salso. a — Agg. di sapori acri e pungenti *—, Acro, Acre, sin.Cr.alla e.Acie.(B) 3 — p er metal'. Severo , Pngnente. Lat. accr , severità. Gr. tt Petr. canz. 46. 4. Che condia di dolcezza ogni agro stile. E 4$* 1 * mio avversario con agre rampogne Comincia. Bocc. noe. 8 . 4• Con agre riprensioni, sì come padri , mordere i difetti de’cattivi. 4 — Fiero, Crudele. Lat. fèrus, crudclis.* Gr. tfotpós. M . V. 1. 4 2 ‘ Che per cupidità di preda sarebbe contro a’ suoi agro nimico. j 5 occ. nov. 100. 34* Comechè troppo reputasscio agre e intollerabili l’esperienze prese della sua donna. Data. Jnf. 24■ i4f. E con tempesta impetuosa ed agra Sopra campo Picen fìa combattuto. 5 — Zotico, Rozzo, Scortese, Importuno* Lat. importunus, asper. Tes. Ri. 7. 4l- Sii largo in donare , e non esser agro in domandare. fi — Malagevole, Difficile. Lat . difficilis. Data. Pwg. 25.23. Se rammentassi come Meleagro Si consumò al consumar d’un tizzo, Non fora, disse , questo a te sì agro. Bui. ivi : Si agro, cioè sì malagevole, ebe tu noi vedessi come sia possibile. 7 — * Dispiacevole, Rincrcscevole. Indi il modo : la mi par agra ; che anche dicesi, non la so mandar giù, cioè la mi dispiace moltissimo. (A) 8 — * Feroce, Animoso, Ardito, f^egez. ijo. Ha l’uso trovalo che agri sentacchiosi cani nelle bertesche si tengano, i quali la venuta de’nemici all’odore sentano, e con latramento gli mostrino. (Pr) 9 — Parere altrui agro checchessia ss Arrecargli dispiacere , Èssergli rincrescevate. Sen. ben. Parck. 5. 6. Ad uno il quale è superbo, pare più agro essere dispregiato, che non esser temuto. 10 — (Ar. Mes.) Agro dicesi di quella vena di ferro che si stritola , e non serve che a farne polvere da scritto. (A) 11 — Ferro sull’agro, dicesi quando il ferro non è dolce , e si schianta.(A') 11 — * (Agr.) Agg. di Terreno, e dicesi di quello di' è difficile a coltivarsi^ d' incerta fertilità. (Ag) *3 — * -dgg. di Prato, e dicesi delle praterie basse , che contengono molto carice, il quale dà al latte una cattiva qualità. (Ag) Agrodolce» A-grodól-ce. Add. com. T. di cucina. Aggiunto che si dà a quei commestibili , in cui l'agro e il dolce rimangono insieme con- temperati. (A) Acbofilacb. * (Lelt.) A-gro-fi-là-ce. Sm. P. G. La*. agrophylax.(Da agros campo , e phylax , aeos custode.) Guardiano de' campi. (Aq) Acnon o. * (Mit. Gr.) A-grd-i-co. m. (Dal gr. a#/*»* campo, e sia da icos conveniente, sia da icios proprio, adatto: Adatto, Conveniente a* campi.) Epiteto di Racco. (Mit) Agp.oletera. * (Mit) A-gro-le-tè-ra. Add.f —, Agrotera,sin. Soprannome di Diana , perchè aveva tempio in Agra , o come figlia di Latona , abitatrice delle campagne. (Poiché in gr. agros vai campo, Lete Latona, ed erao io amo.) (Mit) Acromelà. * (Geog.) A-grò-inc-la, Agnomela, Selambrica. Lat. Sperchius. Piume della Tessaglia . (G) A gronda.. Posto avverbial. P. Gronda. A gronde. Posto avverò.~ Abbondantemente. Car. En. I. 5. v. 286. Ansando i remigi Aprian le asciutte bocche, e spesso i fianchi Battendo , a gronde di sudo:- colavano. (M) Acrone. * A-gró-ne. IV. pr. m .— Re di Lidia, figlio di Eumeìo. (Mit) Agronomia. (Loft.) A-gro-no-mì-a. Sf. P. G. La/, agronomia. (Da campo , e no mas legge , regola , nonna ; ovvero da agros e da nomo io governo , onde il gr. agronomia amministrazione, governo de’ campi subm hani. ) Cognizione delle teoriche dell’ agricoltura. (Aq) Agronomico. (Agi .) A-gro-uò-mi-co. Lat. agronomici». Add. ni. di tutto ciò che appartiene alla scienza agraria. fV. Agronomia. J (Ga) a — * -dgg. di Chimica , ed è quella che ci fa conoscere it miscuglio delle terre , ed indica i mezzi di unirle insieme con profitto. (Aq) Agronomo. (Agr.) A-gròno-mo. Sm. Colui che ctmosce tutto ciò che ha relazione coll' ag ricoltura , non solo come arte , ma come scienza, ed è perciò diverso dall' agricoltore. fV. Agronomia. J (Ga) 2 —- * (St Nat.) Si chiamano Agronomi quegli animali che cercano il loro vitto ne'campi, a differenza de' Nomonomiche vivono ne* boschi, ( Da! gr. agros campo , e nome pascolo.) (Aq) Acropiro. (Boi.) A-grò-pi-ro. Sm. Lat. agrnpyron. (Da agros campo , e pyros frumento.) Genere di piante , cosi dette perchè i loro caratteri sono presso a poco sìmili a quelli delfrumento coltivato ne' campìf A q) A GROPOLi.*(Geog.) A-gm-po-li. Piccola città della provincia di Salerno. (G) Ac roso. * (Geog.) A-grò-so. Antico nome del monte Palatino in Roma.(fi) Aghospj. • (Geog.) A-grò-spi. Città dell'isola di Sardegna. (G) Aghostemma. (Bot.) A-gro*stèm-ma. Sm. Lai. agrostemma.—, Agrostema, sin. (Dal gr. agros campo , e stemma corona, ornamento.) Genere di piante garrfìlice,così dette perchè ifori di una sua specie si adoperavano per intrecciar corone , ghirlande ec. Se ne coltivano alcune specie ne' giardini di lusso , a motivo della bellezza de'loro fiori. (Aq)(Ag) Agrosti** (Arche.) A-grò-sti. Pimita della famiglia delle graminacee, specie d' avena , che gli Eghìi credevano aver servito di nutrimento a' primi uomini , e che perniò solevano portar nelle mani adorando gli Dei» (Ih ugroslis vai gramigna.) (Mit) A GUARENTI di r: Aghostmb. * (Bot.) A-grò-sti-de. Sm. Lai. ngrostis. Genere «• i. ^ della classe iriandria digin/a , le quali hanno i calici fatti “ loppe , compressi ed unijlnri ; ed il fioretto , che in essi f c m nulo, è parimente fallo di due loppe compresse, fi P". Agrosti y I Acrostine.* (Mit. Gr.) A-gro-sti-ne. Le Oreadi , Ninfe delie fi? gne. ( Così dette da agros campo , c histano io mi fermo.) 0 “ 'fr Agrostogiufia. * (Bot.) A-gro-sto-gra-fì-a. Sf P. G. Lai. a S r0 !l’,i- phia. ( Da agrostis gramigna, e graphe descrizione.) Storia, ut zione delle gramigne. (Aq) ’ . . ^ Agrota , * A-gró-ta. N.pr.m.Lat. Agrotes. ( Dal gr. asroles agr |Co1 — Uno de- Titani. (Aq) Agrote.* (Mit. Sir.) A-gró-te. Divinità de' Fenicii. (Mit) . J»l Agrotera. * (Mit. Gr.) A-gro-lé-ra. Lat. Agrotliera. ( Agrothcra j gr. agra preda , e ther belva: Predatrice di belve. Agrotera V a in gr. perita in far caccia.) Soprannome di Diana. (Aq) ,, c ;- Agrotto. * (Zool.) A-gròt-to. Sm. Uccello palustre più grande « É gno. F. Grotto. (Z) , Agrume, A-grù me. [ Vm.] Nome generico d'alcuni ortaggi ehef ' t , Feria' pass- saper forte o acuto , come di cipolle , agli , porri e simili. Lat. olera acria , acrimoniae allii, colimi. Gr. rà Spi/sia. Dicono i savii, che porri, cipolle e agli, e ogni agrume crudfi ■; p rl , ogni legume fanno avere i sogni terribili c nojosi. M. Aldf r . j. rin cl r y. ifi P r Jif mieramente sieno guardati da tutt' i salsumi e agrumi mente dell’usar della femmina. — Oggi dicesi a’ limoni, melarance, cederai, e altri frutti sta spezie. Galat. 21. Come gli agrumi che altri mangia, te '"'f.,# allegano i denti anco a te; cosi il vedere che altri si croccia, Sagg. nal.esp ad/.Quei clic lo fanno, sono universalmente tutte naturali e stillale ec., lutti i liquori acidi, e i sughi di tutti gii 3 » 1 — Per metaf. Cosa nojosa , rincrcscevole, fastidiosa. Mcrg- **'pi Cacciatcl via ; e’ debb’ essere un pazzo : Dond’ è uscito queste ! y. ar . • ... agrume? Galat. < 55 . Anzi è l’agrume e l’aloè della lor l' uit ' C ' ll |J^' , tura ed aspera. Dani. Pari-;. 11 j.A molti fia savor di forte n,t * Agruzzoi.0, * S-grùz zo-lo.Add.m.dim di Agro. Usato anche in ‘ s ‘S n \f di Pungente. Poliz. rim. 116. Questa fanciulla é .tarilo. frugola, Clic a starle allato tutto mi sminuzzolo; Ciò di’ ella di cC ,p) rintocca l’ugola ; Ogni suo alto, ogui suo cenno agruzzolo , eC ')l) A guadagno.* Avverbio!, col v. Mettere = Render fruttifero. Cr- v. Guadagno. ( 0 ) A guado. Posto avverbio!. , lo stesso che A guazzo. p a — Dicesi anche A guadi. Seni. Stor. 2. Si. Passò l’eserciln, jj ■! gaglie e I’artiglierie, parte con bardici te e parte a guadi. P p Tentò primieramente di varcare Repellimi, e a guadi per teli'- 1 : prn barche messe insieme a lunga schiera. (V) Acuzi-ria. * (Geog.) A-guà-fri-a. Città del Brasile. (G) it' AGUAGifANZA,A-giia-gliàn-za [A/l Lo stesso cAe)Agguaglianza.» 5 rH""‘. p /n. Che la lor discordanza Ritorni in aguaglianza. Sen. Pisi- cosa mortali diminuiscono.... crescono... votansi e ricnipionsi > e ‘ non hanno aguaglianza nella lor condizione. (V) ,,V a —'Dominio, e Signoria d’animo sempre eguale a se.Stnr di i riceverai altri due , cioè Sapienza e Aguaglianza. ... E tu f» 1 abbia saviezza e aguaglianza di (V) Kp &j 3 — Simiglianza. Gv. di S. Giro/. Quegli ora bene a Dio , ^ V suoi comandamenti , c ali’aguaglianza degli Apostoli. ( Gn w 1 legge A guarenti degli Apostoli.) (V) pd* 4 — Misuratezza , Mediocrità. Bruii. Elie. 12. Mezzo nella 'V^ 0 ’ cioè aguaglianza, si è detto cquaninio. (Y) jO) Aguagliare, *A-gua-glià-re. Alt. Lo stesso che Agguagliare* V» Agdaito , * À-guà i-to. Sm, P.A.F. e di’ \%ozto. Bni.lnf 5- allora si pose in aguaito , e sacttoilo e ucciselo. (V) - A guaio, A guaio. F.A. Avverb, = hijìnn al gunire. Lat. vae .$ a — Fieramente, Crudelmente, Con estremo dolore. Dant.lnf - 5 * discesi del cerchio primajo Giù nel secondo , che men luogo rflt E tanto più dolor, che pugne a guajo. Bui, Pugne a guajoj c * la puntura e’I tormento là guajulare Y anime tormentate. . L \f' Aguale, A-guà-le. Aw. di tempo. K. A. Lo stesm che Ora» f /p.| ( Testò.—, A vale, sin. Lat. dudum, modo, nnper. Gr. rè»'» nato, come il naguère de’Fiancesi, da sincope di non lui 11 Giord. Preti. S. Le quali lasciamo per aguale. Sen. Pist g f 1 ’ voglio aguale recare a inente tutte le storie antiche. Ovid■ ^ tornò per quegli arrhi eh’tll’era aguale venula. Bccc. ca* 1 ?' lui m’accesi lauto che aguale Lieta ne canto teco , signor m 10 * (f Aguai.mgntb, * A gual-mén te. Avv. A. e di' Egualni el1 ^'/str S. Gir. 7. In una maniera puoie uomo ben isprovare carità» 5 mente ama uomo colui eh’ è suo nemico. (V) Acualta.* (Geog.) A guàl-la. Città dal Poi taaallo. (G) Agualulgo.* (Geog.) À-gua*lùI-go. Città del. Messico. (G) Agdamare.* (Geog.) A-gua mà-re. Fiume dei Brasile. (G) . Aguardamento , A-guar-da-mén-to. [A/h.] Sguardo. — , Guard Guardatura, Ragguardamento , Riguardamcuto, sin. L'attoe ( col quale si guarda. Lai. aspectus, conspectus. Gr. * } cos.donn.Stanno sempre con uno aguardamento d’occhi tual'* 1 sospeecioso. Rìm Ani.F.R. Amor con losco aguardamento v°l£ f ver me, ec. Aguardare, A-guar-dà-re. [Alt.] P*. A. Guardare diligenti, mente , Aver cura , Aver V occhio. Lat. obscrvare. Gr. ^ 6 flr rA Ma Perchè egli fece passare nella prima schiera le coorti socc ;^y le quali aguardavano l’avvenimento della battaglia. Fr . ^ Colla mente ci aguardai, E a salirvi m’infiammai. leC^ A guardia. * Awerbia!. Col v. Dare 0 simili sa Affidare c ‘ l „ altrui in custodia. Bocc. g.. 2. n. 7. ( 0 ) - . ^. v p A guarenti.* Avverbial. Lo stesso che Al pari. Gr. S. G 1 ?' -ti 1 gli ora bene a Dio, che fa li suoi comandamenti, e a g ua Apostoli. (V) Ac „ AGUAR1C0 A-guà-ri-co. Fiume delia Columbia. (G) H6, ™ tl j ’ A-guàr-lo. Sm. F. A. F. e L’Agnato. Esp. P. IV. f. AGUJAKO i) n 1 w Vuole dunque essere esaudito non venga necnte dinanzi da di J: ! >n , ,a spada tratta , nò ec. in voiontadi di peccato, nò in agitarti 4 «iUs . C ?n ,di - (N) deli' Pataguas. Popolo dell'America meridionale sul fiume (Van) . ? 5 u' 0l • rJ , . A-gua stà re. [Att.] F. A. Guastare. Lat. comunpere. Gr. Rim. Jlm, P' IP ]0 con quel tanto foco il sen me aguasta, ic-osto E ’ A-gua-tà-rc. IAU. Insidiare il nemico mettendosi in luogo ria- Ce ( / (( , ’ '' di là osservando i suoi andamenti per assaltarlo alla sprov- pes C(| ^i e Si dice anche dell' Insidiare gti animati aita caccia o alla AltrcV a> ' * ns 'dn>ri, insidias tendere. Gr. InSpeviiv. Grnd.S.Gir.i i. gn| 0 Q ‘ t , r ’ n "- il pescatore , che aguata lo pesce al gran filo o allo ci- 5 r» 1 " lenza ovvero alla rete. assali^ per me,a f-l Lib. dicer. In somma, tutte le volte che tu m’hai 1 -~[ u c aguatato , io ho disfatti i tuoi argomenti. * a,, o il VU ° simili =z Porvi gli agnati ] Tralt.Snpl ladroni cheagua- Ìgn lu j* Ca unni no. Sen. Pisi.' Il ladrone e lo scherano lascia l’uomo / ton se P ass are oltre ; nò tanto sarà la via assediata nè aguatata, che i ~~ q t,e P as s' '* povero tutto in pace. Arrj e > lai . e i Guardare, Osservare. Lat. respicere. Gr- rripùr, , ouaruare , usservare. uni. respicere.i»r. -i-Tjpsiv, zvidptvti». “ c ®-“ del ^‘' ac * e agnata il suo Oreste , e la malvagia moglie si fa 6 5 suo marito. ,ì ' J >!tss ' Porsi in aguato. Face. ( 0 ) ft ° ^ r * ~'x' , $ov\iVTpitx..Arrigh.54. Che è ciò che tu, importuna C a*’ a ^'g&i mia testa? tls ■ — b .. a -ic-vo-le. Add. corri.Atto agli aguati, Pieri d* agita- 1 l0s o. Lat, insidiosus. Gv. iia^ovKsvTos. Quid- G.La tua di- in sì',/-’ A-gna-lé-vo- Bui,,- s dioso. L al , insi A '''v e non si dimeni sotto gli aguatevoìi casi della fortuna.£ al- C / jAT,> jA*.i r0 ' Van ^ 0 a S ,,i| h v ole inganno falsamente colorato. J '^osn Agguato, Aguaito, Aguarto, sin. [Propriamente l "«din ia J COs to d'onde poter osservare e spiare i nemici, ed anche il-f- ae' ““Sanno.] Lat . insidiae, fallacie, technae. Gr. eV&Spa. Vani. fiamma si geme L’agnato del, cavai. cll « fè’|' 5 P- E dentro dalla I_ .... u ^dti gli ^ 0l * a . Und’ usci de* Romani ’i gentil seme. Albert. 2. ’ói. Chi Kt-a.i a £ Iiat ‘ teme, in nessun cade. Ciò " oro. Fir. nov. 7. 270. Volle fan zzo, pur pensandoci poi meglio, per non discoprire ail doti ) Jcr * c > che più agevolmente ^» lpo "ior 0 Vm , T rÌÌ ’ VOgU alcun0 a8Ual C-o/ ' / (, r*r) .^bioì f' ^tlfe =; Cadere in. ripunto. 1 Fegez.s33. Acciocché tragghi il nemico in più accon- vincere lo possi o non segui- aeualo mettere di loro, ec. (Cioè, (Pr) j -v., hl ^ - aguato. Fegez.i35. Molti e quando da J'* r *zi 1 ^ono, e per selva debbono andare, mandano certi di- 4 G 0 “ Pati f L ,lo 8 0l ’a strette ovvero dirupate piglino, acciocché quivi rr° ^ nat0 * CPO a- 4Ti 'lco ^/p° 8 ’^ A-gua-lù-hì. Città del Nuovo Messico. (O) A , ll ' v sert . 5 operato, ec.Anche gli spagn.hanno nguazo nello stesso senso.) tVa£. f. Cosi dipinge a chiaroscuro e a guaz- 'flaldk-e Su r4 nte cc - oo 5 v.'^'iq (j,’| Mcs.) A-gùc-chia. Sf dim. di Ago. F. Guccbia. (A- d c | ''-ool.) j a *' acicula picciol ago, come lenticchia da lenticula.) (B) ^ n Or ( . S ' <0 illuso^ stesso c ^ e Aguglia pesce. ( Cosi detto per 1 ’ acutezza '«“‘■ Ue - A-r A) - * 8u _ c ^hià-rc. [All. — , Agughiare , Agugliare, sin. ) Cu- £ £ i- Rìcamure , e i •ale anche Puntar con agucchie.] Buon, , > 8 ° tH ^ a agucchiare, e far lavori Arrendevoli e dolci, da l fT VC< * , l ,, ° dagli aghi da cucire, Per dir così, venirsi A A^er! zlì' l ^‘g n C‘Cnia-riiò-lo. Stn. Artefice che lavora le agite- Vc^To * A^' 1 * — \AgoIante, Agorajo, sin. (Garz) d<‘/ lA tORg **g n c-clnà-to. Add. m. da Agucchiare. P~. di tvg. ( 0 ) a n * or enfi |’ lc ' c l ,,a ló-re. [ Nerbai, m. di Agucchiare.] Maestro ‘M. VÌ| a *Ori, jj Cacami o altro."] Cani. Cam. 201. Canto denlì V A gna ta-lri ce. Ferb.f. Che pone o sta in •guato, Lat. 7 « 'i,, 1 '/ ‘ ÒilP.' ''^Uiu 011 ’ 1 ^ ’ n °* s ' alri maestri elle coll’ ago Faccialo lavor si Con fi, ? c vago. Ruon. Pu r. 2. /. 1. I.egator , pesatori, vc- c ttianì ri Con s i a d erc > c011 misure, Menar vedrern ’n un tratto 0 <>a.'V* T «iei. ,,1, J ^'* le vo’direte; e’sono aguccbiatori. vi». b * . rv • k. ov.;uu «jjUcciiiacori. (Ceo'vN A "^ l,c ' f; hla-tri'Ce. Verh. f. di Agucchiare.^. dtrcg.(Q) f ^&,* (Ge 0 S? A-gu-dc-ni. Popoli dell' Arabia Deserta. (G) Ji. p K y*gnè-ro. Città dell' Aragona. (G) n hq c ] t | ^’. Ul *erb.^zL<'rtìO' al fine, E per similìt.Franc.Sacch.nov. R Piena Vu °l levar da! giuoco f dallo star in corte Jquau- Tta- "Mti c ' *a la 0 V ' ■'wt tu Ar ^HÌ ^°frA TJ ca 1 non stia a guerra finita. (V) Rucr.s° S/ ° ry>Gir. Pallud. E hanno un capello, quasi nel ventre di fuori, come aguglione, il quale non usan però per trafiggere. 2 — Agone, accr. di Ago. Ago grande di cui fanno uso i bastai, sellai e simili per grosse cuciture di loro arte. (A) Agugliotto , A gu-gliòt-to. [Am. dim. di Aguglia.] F.A .—, Aquilotto, Aguglino, fin. Lat . pullus aquiiac. Gr. àtriàti/s. Gattf.fefi.Couicagu- gliolto non sortito dal nido. 2 — (Murili.) Quel ganghero che assempra V aguglia , confitto al timone perchè possa voltarsi. Agugkake , A gu-guà-re. [Alt. Lo stesso che ] Agognare. F. A guida. Posto awsrb.—A guidamente, Colla scorta. Fit. S. Gto.fhitl. igì. Vcnnono i Magi a guida della stella che nacque cc. F u5i . A guida d’ una stella. (V) A guidamkkto. Posto awet'b.Lo stesso che A guida, .Sali. Caid. 8. A guidatncnlo d* un principe trojano. (V) # Acuir. Lio. (Ar. Mes.) A-gui-glio. Sm. Grosso pezzo di ferro riquadrato nella testala , ove esso entra nell’ albero della ruota , e cdmdnco in quella parte che gira sul piumacctuolo. (Dal frane, aiguitle che significa ago, aguglia od altri oggi Ui acuminati.)_^(A) Aguila. * (Geog.) ’A'gni-la. Città del Messico. ( G) Aguil\r del campo. * (Geog.) Lai. Aguilana. Citta dt Spagna. (G) Aguirra. * (Geog.) A-guir-ra. Fiume della Gujana. (y) A guisa. Posto avverò.=zA sMUtudme. Lai. listar. Grò^v. Danti,f ,21 Ch’aguisa di scorpion la punta armava. L i mg. 10.122. Velando gli occhi, c colle gambe avvolte, A guisa di cui vino u sonno piega. A agg, rmt. esp. 24. Cedono per ogni verso, e sparpaglinosi a guisa che noi vegliamo Tacque da ogni minimo bruscolo elio sopra vi caggia,dirompersi. 2 «__ * Nota costrutto. Fu. S ♦ Llis. Ò6g. Cantavano a guisa come dt- cessono otlicio per molti. (V) Agitavo, * A-gu-jà-no, Aguiano. (V. pr. ni. (In ilhr. gojan placido, tranquillo. ) (B) . 2 —. * (Mit) Cattivo gemo presso i Rtasiuari. (Mit) AGULANI Agclani. * (Geog.) A-gu-là-ni. Popoli o setlarìi della Siria. (G) Agumentabile , * A-gu-men-tà-bi-ie, Add. coìti. Che puòagumeutarsi .—, Aumentabile, sin. Galli Face. ( 0 ) Agumbntare , A-gu-men*tà-re. [Alt.'] Accrescerei Aggrandire . —, Aumentare , sin. Lai. aligere. Gr. ccv^dvuv. Agumentàtivo , A-gu-nien ta-ti-vo. [Add. m.] Che agumenta .—,Aumentativo , sin, Agumentato , A-gn-men-tà-to. Add. m. da Agumentare. — Aumentato, sii). Loco. Kit. Dant. 7. La quale ( cittàJ in processo di tempo a - gumentata, e di popolo e di ciliari uomini piena ec., cominciò cc. Agc.mekto , A-gu-mén-to. [ Sm.] Accrescimento. —•, Aumento , sin. [mi. acrementum, incrementum. Gr. Kegez, jj 5 . Lo Irupera- doro,quando piglia il nomed’essere A gusto, cÌoèaccrescitorechiamato.(Pr) A gusto. * Avveri), col v. Andare 0 simdizzzPiacere , Gradire. Cr.alla v. Talentare. ( 0 ) Agutello , A-gu-tèl-lo. [Am.] dim., di Aguto [b ■ Agutetto sm.] /-az.clavi- culus. Gr. /aìX[)Ò“ yi\qs. Patìad. Indi ritratto inori quello agutello, incontanente sommcUere ivi, in quel foro, il ramucello. Agutello. * Add. m. dim. di Aguto. V. Agutetto add. ( 0 ) Agutetto , * A-gutéi-lo. Sm.dtm. dì Aguto. Piccolo agate*, Piccolo chiodo. — , Agutello, sin. Lat. claviculus. Bald. L oc. dìs. (A) Agutetto. Add. m. don. ch’Agulo. —, Agutello. sin. [A cun poco acuta , Alcun poco pungente ] Lal.[acuLnht>,] subacutus. Gr. c^vnpos.JJ. Aldolr. Abbino buono otbre ,e'l savore un poco agulelto. Aguti. (St. N.) A-gù-ti. Sm: Porcelietto del Surinam.[ Forse cosi dalla lunghezza cd acutezza del suo muso.) (Min) . Acutissimo, A-gu-tis-si-mo.[^^. m] superi, di Aguto. Lat. acuì 1 # 1 ® Gr. o|i /t data nidi-tale feruta , e sì aguta, Non credo campar. Br. favellare isconcia la boce. Frane. Sacck. nov. i~g. Ora che c dello’ngegno , della malizia femminina? Più acuto hanno f che gli uomini. Agutoli. (Bot.) A-gù-to li. Sm. Frutice buono a far siepi^ ch e nel territorio napolitano e fiorentino , con foglie lanciolate-, ty rugose , e con rami pieghevoli e spinosi. —, Inchioda Cristi, y‘ juitf di spine, Licio spina di croci iisso , Ramno primo, sin. Lat> v enropaeum Lin. Gr. fccpvos. (B) ^ C (i’ Aguzzacoltelli , A-guz-za-col-tèl-li. Sm. camp. indecl.Che ag uzza telli. —, Aguzzacortelli, Arrotino, sin. Lat. acnens , qui acm^ cap. Sputo. 1 profumieri a conciar gli ambracani, L’usano gli aguzzacoltelli , In lino ai castraporci e castracani. (A) a ^/> Aguzzamente , * A-guz-za-mén-te. Avv.Acutamente, Sottilmente* A. Lt. Fr. (O) , Aguzzamento, A-guz-2.a-mén-to.[.9m.]L’uguzs«;iiTlÌ lu’napoiìi). ri.^P 052 ’'., le già Amore aveva aguzzato co’suoi consigli lo ’ngegno, r^p 05 ^!/ 1 Incontanente prendono speranza, e aguzzano] desideri! al ! ;l p u ,f ria. Pelr. canz. 4 *ó\ 3 .Sempre aguzzando il giovenil desio »^'^' 8. Aguzza qui , lettor, ben gli occhi al vero. (V)- u 1 ' 3 —-e’ appetito = Provocar Ut fame. Seti. ben. b aroli. 4 - 8. I^ 0 * 1 fi teste cose, le quali con inquisiti sapori t* aguzzano sì Papp^ 0 ’ tu mangi senza fame , e poscia che sei ripieno lutto*? hes 5 '^ , —E metaf [Inspirare o Accrescere altrui ’l desiderio di chccc ^ j ( i» " Tac. Dav. Ànn.ig.iSy.E dove pensarono con quella indegoda popolo farneli uscir l’appetito, l’aguzzarono. 4 — l’ale 'zzzLisciarle, Forbirle,Renderle più agili.Bella Mano.ly ^„\i^ 5 — la macina del molino: Dicono i mugnai, per dire Metterla m maniera che si re.icla piu ingorda, allorché, per essere con non lavora presto perfettamente. (A) . ' C gl!^ a —E per sinulit.dicesi di chi mangia presine di molto, 0 1 ^)j aguzzalo il mulino, perch’egli macina,come si suol dire,a due pal" ,e . generale, Assottigliano,Render lagliente : Usato J /. o Accrescere l’appetito, a somiglianza de (V , J( i *—Ed i nil‘°' Jl senso di Far venir cine del molino che , in aguzzandole , ossia mettendole in rendono più ingorde. Maini. 4- 22. K come , dove ognune guai , Mi s'aguzza il mulino piucdiè mai. (P) . piti'f — i FERituzzi: Dlcesiinprno.,e vale Assottigliar lo ingegno,indo ' ^ —, Aguzzare i ferri,sin.Zo/.ouinemlapidei» movere. Gr.7rd.rx M - Se Eir. Triti. 1.2 .Egli è forza ch’io vadia ad aguzzare i miei ferr 1 ^ Grandi. 3 . 2. Ognuno aguzzi i suoi ferruzzi.diorg. 23 . sSE- se aguzzar tutti i suoi ferri. ■■.Atti)*K. — jSella signif. del n. pass. [Farsi più aguzzo. Arrotarsi-]^. 3 o. i. 12. Schiumasi la bocca a’porci salvatichi, e aguzzarsi ^si» — [E per sirndit .] Ingegnarsi, Industriarsi a far checchessia' dare , operai» dare. _ gì v, — Proverbiai. Aguzzarsi il palo in sul ginocchio = Far evidente rischio di farsi male. Lai. in suiun inalum lunaiu Aguzzata , A guz-zà la. Sf. Lo stesso che Aguzzamento. Lat- 0 l)'i Rari. Op. f. 21. là recatasi alle mani la spada , a cui avea , na aguzzala. (Min) ^ , in. f Agozzatissiho , À-guz-ra-lis-si-ino. Add. m. superi, di Aguzza sf gj>L dpr. 11. Sega il legno di solto e di sopra con aguzzatissii»V ,1^,. Aguzzato , A-guz-sà-to. Add. m. da Aguzzare. Appuntato. h a ' jtfj .... ... ..- ° ss a, ti... u flcca „ e .miseri fegati l’aguzza 9 Gr. óUpisòfisifos. Ovid. Pisi, li Patìad. Meglio è il ramo lungo un braccio , riciso e aguz {Cl „ capo. Toc. Dav. óerm. 335 . Le frecce d' ossa aguzzate, l Jt ^,i hanno ferro, sono la loro speianza. — ' Scarno, affilalo. Fav. Esop. 44. Per la coni inora f jf Jn grandi i ucpacci nelle spaile, cd aguzzato il dosso e logorali 11 3 . ri(’ ? * n senso metaf.]Lab.ig. Quindi dagli occhi delia mente ogni oscu- eva * ain G 'n tanto la vista di quegli aguzzati rendè chiara, che ec. A-giu-zató-re. Ferb. m, di Aguzzare. Che aguzza , rts- , l § lla fann. Arcad.pr. io. Il quale ad Apollo ( siccome ad aguzzatore Agt" P tl0 S l 'ini ingegni) donando l’onore e la ghirlanda della vittoria. (V) AccJ- iATRICE 1 A-gua-za-tri-cc. Ferb.f di Aguzzare. F- di rrg. (Min) j ^atuha, A-guz*za-tu-ra.[*S*w./-o stesso che] Aguzzamento .[Ed anche ^d ni ! il ^ .fotta nell' aguzzare.] Lat. acumen. Gr. ogyrsj?. Soder.Colt. ^ »n tralcio della vite che tu propaggini, e“fagli un* aguzzatala Co,ne fanno ì contadini a quelle canne che egli adoperano a nettar Acc* Rlle e Ie *»a»-rc. S(J/ Zetta i A-guz-zét ta.fA’/w. e/”]—, Agnzzelto, sin. Intrìnseco di per- lf> ' 7jC ’^ e ^ consiglieri, a memoria eassempro perpetuo de’suoi cittadini. Sl fogge ne ’ buoni testi a penna ) A-guz-zèt-to. Sm, Lo stesso che Aguzzclta. F. | i( ^V° ns 'Sbere intimo.] Bruii.Ifot. in prive. Siccome sono li buoni par- Perr'' ° dettatori, siccome fu il maestro Pietro dalle Vigne, il quale ili | ^ Llc aguzzalo di Federigo li. imperadore di Roma, e tutto sire 2 e(p 1 e .dello ’mpcrio. G. V- io. io. Per lo consiglio de* suoi àguz- la „ Savi * del regno di Puglia, si recò al tutto la siguoiia dalia picco- alìa g™nde dì Firenze! (Pr) Ai f / :T fc 0 ‘ Add. m. dim. dì Aguzzo. Lat. acutuhis. Lat. èfyvrspos.IAb. rendi quattro lunghi fuscelli di scopa, e rendigli un poco aguzzi P«nta. s( 0 ^^ 0t ]de è pure V alguazil degli Spagnuoli.J Colui che ha in cu- p schiavi. — , Auzzino, sin. Lat. celeust.es. Gr. xsXsvffrfa. s c Va*' [Carceriere.] Alleg.rim. 120, La spia facendo insieme 4 - (]q! r - meta f- Uomo crudele , che tiranneggia. (Z) AGUZZATORE A-guz-zì-no, {Sm.] ( Aguzzino che il volgo dice anche al- /2 ° e da kulaghuz che presso i Musulmani vai direttore di schia- arin ) Basso-uffiziafo destinato nelle ga/er foon; (li Quale è dato gincarico di levare e ria. Quale è dato t*incarico di levare e rimettere ie catene ai ga- i- 4z * - che veglia per impedire la loro fuga. (S) C(„ h J n * A-gùs-to .Add.m. A'.Acuto.—, Anzzo,V«.(E formato da acuiius y A e °«i " ’^d - -, ». [,'■ n jut. di (iciitus acuto) Lat. acutus. Gr. otós. Dant. In(. 1 y. c l'jf 0 . a dera colla coda aguzzi, Clic passa i monti e rompe'i muri il coit”? 1 ' Zoo. Dar. ann.1. 14-E un soldato detto Calusidio gli porse pì R ij C ■ S|10 ’ dicendo ; questo è più aguzzo. Sader.C0U.S1. E di più, . 8"tdia,' dieci o più sacchetti di tela ec. aguzzi in fondo, a uso d'un’a- ^ p e !° lo »da, di tela di panno lino. faci nj n ì? ta .f‘ [Sottile, Perspicace.] Dant. Par. 16. 5y. Oh quanto ho e e § *0 esser vicine Qui Ile genti ch’io dico ec. , Che averle den- M . 0S | fcn ° r puzzo Del vil/an d’Agtiglion, di quel du Signa, Che Per b t 5 ^*er f. ""‘ u i.uu'e ha l’occhio aguzzo. Idbr. son. 128 . Tu suoli pure "" * (R * S * a a S Uzza * ^ 5ii ‘et(,y ol ') Agg. dì Foglie che terminano con una punta o apice appuntalo *^ Va Ui Se ^ l ‘° d Esclamazione. L.at. ho, proli. Dant.Infs2.i3. Noi an- *<*ra , COn 1 i , i dieci dimoili, Ah fiera compagnia! E 33.. 66. Ahi dura P 3 rt e ’J, ÌCt ' c ^è non f apristi ? But,Purg. 6. 2. Ahi: questa voce è una 3 Va ) e che in gramalica si chiama interjezìone esclamati- In ^"’hea ira e corruccio. $ ,a ‘Udi’Dolersi. Imi. ah, proli, oli, bei. Gr. tytv.Petr.cnnz. AÌ M sei!" al ! a voce di lontano: Ah quanti passi per la selva perdi ! Ajù di Svillaneggiare, Dir villania , Garrire, fiocc.nnv.6j.16. A ll,J l ) ci’io V ^ , | a dunque ci sc’vemda? Dant.Inf.33. jg. Ahi Pisa, h'tic genti Del bel paese là dove’l si suona ! E appresso^ i5i. 5 8'ia , p 7? 1 , uomini diverbi D’ogni costume , e pien d’ogni maga- , cè In c ^ le r| on siete voi del momio sper.'i i 1 per Ìy° ^‘Tgarc, Raccomandarsi. Baco. nov. ip. 21. Ahi, mcr- jT" l ti Se , t 10 ’ p 0r) voh r divenir micidiale di chi mai non t’offese. ,|r >ri «'^ 7 ° dì Gridare minacciando. #occ. nov. q5.8 . Tratte le spade l!! ' tr0n * u ttiahi traditori , voi siete morti. l, **nì K J? nr> di Minacciare. ZibaUl.Andr .Ah s’io ti posso avere nelle ^ hi ro °hc te ne farò pentire. ~ 3. Ali crudo amor , ma tu La voce ini com non poter vederla AID ANO j ?7 1 3 — In segno di Desiderare. Lat. ah, oh. Gr. *Di. Buon. Rim . ^o. Aid cruda morte, come dolce fora II colpo tuo, se spento un degli amanti, Così l’altro traessi all’ultinV ora ! 1 4 — In segno di Riprendere, lat. ah. Gr. u. Bocc. nov. 18. 25 . Ahi figlino! mio, dunque per questo t’hai tu lasciato aver male? 1 5 — In segno di Vendicarsi. Ah ah , dicditela. 16 — In segno di Rimproverare. Petr. canz. jo. 2. Ahi orbo mondo in* grato, Gran cagione hai di de ver pianger meco. Bocc. nov. 77.7. Ahi cattivella, cattivella! ella non sapeva ben, donne mìe, che cosa è il mettere in aja cogli scolari. Ar.lur, 3o.61. Ah (disse a lui Ruggier) senza più , basti A mostrar che non mcrti quella insegna , Ch’ór tu la getti, e dianzi la tagliasti. 17 — In segno di Abbon ire e d Abbominare. Bocc. nnv. 63 . ^.Ahi vitupero del guasto mondo! essi non sì vergognano ec. d’apparir morbidi ne’vestimenti , ed in tutte le cose loro. 18 — In segno di Rammemorarsi Vardi. Ercol.ufo. F . Io mi sono sdì* mendicato a qual parte io era. C. La lingua volgare essere una lingua da se, ec. V. Ali ah , sì. 19 — In segno di Commovimento per allegrezza. Giuli, lett. i3. Ahi che giojoso gaudio, e che gaudiosa gioja in amorosi tutti spirituali cuori! E appresso: Ahi che mirabile e che magna mutazione .graziosa ! 20 — In segno di Lamentarsi , Rammaricarsi. Bocc. nov. 26. 16. Ahi quanto è misera la fortuna delle donne , e come è male impiegato l’a- mor di molle ne’ mariti ! E nov . 3i. 26. Ahi dolcissimo albergo di tutt’i mici piaceri ! Petr. canz . 4ò % 2 - Ahi dispietata morte, alò crude! vita ! L’ una m’ha posto iu doglia , ec. ; L’ altra mi tienquaggiù contea mia voglia. 21 — In segno di Beffare, pronunzi ito con prestezza : Ah ab ab. 22 — Talvolta questa particella aggiunge peso a qualche riflessione a sentenza. Dant. lnf. 16. Ahi quanto cauti gli uomini esser donno Presso a color che non veggon pur V opra , Ma per entro i pensier mirai] col senno l (P) 23 —* È anche Quel suono che si manda fuori ridendo. Cecch. Stiate *. 5 .Ah, Ah, Ah, bel garzonato ! FU. Non te ne ridere , cacasangue ti venga. E ivi: Io vo’ ben ridere ai nuovo e da capo. Ah, Ab,Ah.(V) Ah ed Ahi non potrebbero sempre scambiarsi Tuno per 1 * altro. A significare beffa o minaccia, per incitar altri a fare, in segno di vendicarsi , rammemorarsi, sgridare, malamente si porrebbe VA hi nel luogo dell' Ah. Sono poi sin. le due interjezioni in tutti gli altri sensi qui- sopra notati. Ahantà. * (Geog.) À-hàn-ta. Regione della Guinea. (G) Ahas. * IV. pr. m. (DaH’ebr. ahh fratello , e Idiusa confidare: Chi confida nel fratello.) (B) AhassA. * (Geog.) A-hàs-sa. Citici dell Arabia. (G) Ahccah. * Suono della gola , spurgandosi. Lasc. Gelos. 5. 8. Àhccah, uccliuc, oliceli ... So che io n’ho preso questa notte una imbeccata delle buone. (V) Ahibò , Aìbò , A-i-bò. Foci plebee. Non , No. F. e di' Oibò. (A) Amo. * IV. pr. m. Lat. Ahi. (Dali’ebr- ahh fratello, e ì mio: Fratello mio. ) (B) Ahimè , A-hi-mè. {Tnter.] di dolore , e di compassione , [composta da Ahi e Me.] —, Ohimè , Oimè , Eimc , sin. Dant. lnf. 16. 10. Ahimè, che piaghe vidi ne’Jor membri, Recenti e vecchie dalle fiamme inccse.I\ 7 oiv ant. qg. 7. Ed ella , ahimè , Messer Tristano , ec. come sete voi coar- sconfortato malamente? 2 — [Talvolta] fra queste due voci Ahi e Me si frappose alcuna voce dinotante maggiore affetto. Bocc. nov. i5. * 5 . Ahi lassa me Tch'assai chiaro conosco come io ti sia poco cara. E nov. 16. 20. Ahi lasso me ! che passati sono anni quattordici, che io sono andato tapinando per lo mondo. E nov. g3. 5. Ahi lasso a me ! quando aggiugnerò io alla liberalità delle gran cose di Natan, non che io il trapassi ? 3 — Leggcsi anche nella seconda persona. Bocc . nov. 77. 33. Ahi misera te! che ad un’ora avrai perduto il ma 4 e amato giovane, e’i tuo onore. Lab. Ahi cattivello a le! Ai , che. A I ed A’ si scrive nel verso più che nella pròsa , è segno del terzo caso di maschio nel maggior numero. F. A Ili. (Gin) 2 — In certi costrutti serve al! uffizio del sesto caso. Passav. Specchr di penit. Distìnz. IL c. 1. Spaurito e sbigottito per le pene e perii gravi tormenti che avea veduti sostenere a’peccatori nell'altra vita, facendogli i parenti c gli amici carezza c festa , non sì rallegravi* niente. (P) Ai. (Zool.) Sm. Lat . bradypus tndactyhis. Specie di picciolo mammife^ ro americano , detto anche Poltrone dell’ America, perchè è pigrisma. Con nome più toscano chiamasi V Infingardo. ( Il nome ai gli viene da un colai suo grido molto piangente , c che si fa udire da' lungi.) Gab. Fis. (A) Ai. * (Geog.) Città di Francia sulla Marna.—della Giudea.—Frante della Russia europea. (G) t Aia. , * A-ì-a, ’A-i-a. N.pr. m. Lat. Aia , Ahia , Ahias. (Dan ebr. ahh< .ih *•* sn, r v ce 110 lar<) pentire t pi,V ^7 . dl Sospirare. Petr. ca ty 1 Passi A seguir d’un canz. 1 7 - — .. >.na fera, che mi strugge, l ^' s ’1 O or me.0ant.PrtF\25.i36. Ahi quanto nella mente mi com- j) ^ch* Alando n ù volsi per veder Beatrice, Per ‘ ’ 1 io fu i e<1 ° ss ‘ Presso di lei, e nel mondo felice! se!!° ^'.Sgridare. Ah pur ci venisti. À[- Mar ‘'> v igl>arsi. Lat. proli, oh, vali. Gr. S. Dant. 11 c i' la »t° mi P'en ùi disdegno ! Rim.ant.Guitt.Qg. J’t s ' p a ‘ e dolorosa Ragione aggio da dire ! ‘ì , ali ?' 0 '^Incitare al fare. Àr.Fur. 18.43. Ah, dicea, vatenl’no- 5 cr 1,1 W° m *' > ?. gn ' » fratelli , tenete il luogo vostro. Va Il aÌia i0 j‘ S,j< “g no - L at - ah . proh , oh. Dant.Pur: ‘i icl, "dar jy.’ * 1 * dolore ostello. Petr. smi. 2j6. Ahi mor H frutto cU taoit' attui in sì poche ore fratello, e inh signore : Fratello del Signore.) (B) 2 — * (Geog ) Citta della piccola Armenia. — Fiume dell Italia. (G) Alt, * (Mit. Maom.) Libro nel quale sono spiegale le dottrine tutte che- riguardano la religione maomettana. (M>0 » ,,, , Aicamo , * A-i-cà-mo. N- pr. m. Lai. A Incanì. ( Dall etir. ahh fratello^ e qum sorgere: Fratello che risorge.) (B) , , . , AioAr.no , * A-i-càr do. N. pr. m. Lat. A.carJus. (Dal tea. eiche quercia , e bari doro viene Eicir do , doro come qoercur) (lì) Aicha. * ((ieog.) 'A-i-cha. Città della Boemia—della Baviera. (G) Aichecra. * (Mit. Ar.) A i-che-e-ra. Uno de sette Dei adorati dagli Arabi. (Mit) . , • o •• » ÀirTiTi # fMit Maom.) A-i-cti-ti. Settaru musulmani. (Mit) uun1, ~ \ h - to a isonne. . ^ Aissare, A-is-sa re (Alt. Proprìam .] Incitateli cane a mordere. V 2 —* Per siimlit. e n. pass. Sdegnarsi , Irritarsi, tìenv. Cclh r ^ p. 8r). E perché quelle pungenti marmcrucole mi facevano * aissavo come si fa il toro ec. (N) Aistesia* (Med.) A i-slesi-a. V. Estesia. (Aq) . Aita, A-i-ta. [SfF.poet. Lo stesso che ] Ajuto. ^.LArauxilinm. Gr* r ' (Da aitare.)Pe/r.5on.f 04 E bramo di perire, e chieggìo aita A Ma non so cominciar senza tu’aita./juon. Rim. 27.Cambiare am0 r wl* servìzio e fide A strazii , a pene, a morte, senza aita pietosa aita, Che teco adduci con gli sguardi insieme. E f E l’aita e l’offesa 111’c mortale, Nè so qual sia peggior, l’aita 0 p$‘ Aita aita. Grido di chi domanda soccorso , come Ajuto aj 1 **- 0 ' canz. 11. Le donne lacrimose c il vulgo inerme Della teneri i vecchi stanchi oc. Gridano: o Signor nostro, aita aita. (“/ Aitante , A-i tàn-te. [Pari, di Aitare J Che aita. tSf-% a — Valoroso, Bravo, Robusto, [come debb* essere quegli chep°?C$ ad altrui .] Lat. strenuns , accr , promptus. Gr. CuW 2. 66 . Nessuna fu sì bella o si aitante.E 1 2. 68 - E qual te, All’altro prese pel cammino i passi. Rim.ant. Quid. G# E se la donna eli sembra aitante. f r . Aiutante. ' ■ ■' Lui. c..l»^/ m camera. Lo stesso che Aiutante eli camera. ...... . . n pur 11 por*— ^ r. fior/S-iu-CO’ a jiP c l ,', . lierc. Buon. Fier. 4 5 . 2. Non pur l’aitante, non il becco in molle ce. Aitare, A*i-!à-re. [Att.] Ajutare.Lat. ausiliari. Gr. . , come hercle da hercule) Bocc. nov. ?jp 8. Se m’aiti cavaliere , io il vi credo. Nov. ant. 35. 6. Vedendo il R c cì .er^.h- rammaricava , teneasi morto , che noi potea oìtaieMant P^^fo"^ Se orazione in prima non m’aita .Peti son.2. Dal quale o??'. . fl'J a gloria ti Lì* •!' iA. non può, aitatine. E canz. fi. 7. Quanta gloria s j tri l’aitar giovane e folte; Questi in vecihiezza la scai»|“^ er a — E n. pms. Petr. son. 14- Q'ianto più può , col buon v o j Aitato, A-i-tà-to. Add. m. da Aitare. Amet. go. Da alconq aitata,consumata da molto funeri,appena fra la cenere risei bò ' 6 Aithmoma.* (Med.) A-i-te-mó-ma. y. Etcmoina. (Aq) M$ 1 ' Aitiodocia. (Med.) A-i-tin lo-gi-a. Sf. y. G. Trattato tielle Etiologia , Egiologia , sin. (Aq) U Aitoka.* (Geog.) A i-tó-na. Lai. Ictisona. Città della Cat alc ^o>^ A nonio, A-i-tò-ri-o. [Sm.] y. A. Ajulorin. Lat. ansili" 11 ’» A Gr. f>or 9 ntz. Albert, cnp. 25 . Lo peggiore di tutti 11 [nì ‘ quindi aver danDO , donde si spelava aitorio. A113D pr. m. Lai. Ilitjud. (Dall’cbr. ahh fratello, e Iteci lode: Aiv'ÌVr 1 ^ÌÌooYb)" Aq ua [) ,V,^V ^ at ' Aquae Sextiae. Capitale della Provenza. — Lat. Al; Alzi , Allobrocum, Gratianae, Città di Savoja.- e * Oceano sulle coste di Francia. (G) ■Isola del mar Egeo. Al; :oo o>' (Geog.) Ai-xi-ò-ni-de , Aixonide. Amica tribù d'Atene. (G) .i^t) A-i-zò-o. Sm. (Dal gr. ai sempre, c zoo io vivo.) Lat. 1 zzam tenere di piante le cui foglie son sempre verdi. (Aq) latin K . To > A-izza-ménto. [AV».] L’aizzare. Lat. irritamcntuin , irri- z aiI1 ’ las ''Satio. Gr. irapoi-tioTios. M. F. 8. 63. Ma piuttosto colf aiz- e nel f av ' eno fatti indurare. Tac. Dav. Slor. 2. 280. Nella città * 01 °. eran0 aizzamenti di guerra civile. Jrrit a l. ^"‘ J " z à-re. [Atl. Propr. Incitare il cane a mordere ; e persimil.] tlizj„ 1 ' fustigare , Fare stizzire, Incollerire e simili. —, Aissare, A- M. f?' >tl1 ' Lat- irritare, incitare, instigare. Gr. irapoìjiniFiii. ^.Attizzare, tnedìo P ® ariza P'ù aizzare i Francesrlii , gli piacesse porvi ri- non f V ‘ A A. E più furono aizzati e intalcntati di combattere , che e p ar , 1 . osse fatta altra cosa. Tac. Dav. ami. 4 - tot. E li suoi liberti ferii l ” latl ' > che non vedevano 1' ora di farsi grandi , l’aizzavano a > ~~ i(u V0 ’ Mostrare ’I dente, ec. der| 0 f 1 , "*: J [ cì °è Accozzare i tizzoni insieme in sul fuoco, Riaccen- pentoj ' ■ i ' 1 . P“ l comunemente Attizzare.] Serm. S. Agost. A questa ^ a *1 diavolo aizza il fuoco; le legne sono i mali guadagni. TT)- , ^ ^ < ***| 1< ? CCare P remu|, ° sanicl ^ e a d alcuno checchessia, Stimolarlo a dire.] ^ p * n f 27. 21 . Dicendo : issa ten va , più non t’aizzo. 4 s & ui *zano ! ci^'-e diff. da Instigare e da Incitare. A zzare include l’idea d’ celiar a< f lra , a sdegno , a modi violenti e risentiti. Instigare è E la coda in alto drizzano ! E Tane. Vedi qua coni’ egli aizzano ! (A) u: lns 'Sttn implosi a far qualche cosa, e si piega al figurato in senso diri' 0lt r e con persuasioni e con artifizii , perchè altri si muova a J ;, ’ a ™r checchessia. Incitare Ila una significazione più ampia, e vale Allibo ar ' 1 muovere , Spingere , Esortare , Provocare ec. ’ A-iz-ià-lo. Add. m. da Aizzare. Lat. irritatila , fnrens. Gr. f'Uu h ^' F ané. Sacch. nov. j 4 . Questo cavallo che 1 signore avea ■Pcj^Q bj vc nirc, sempre andava aizzalo c'intraversando. Dav. Scisrn. 77. •® ara passò ne 1 mariti fratelli, aizzata da Giovanni Dudleo conte A-i Avvici. \o Ca ? nE ) A-iz-za-tó-re. [Ferba!, m. gr atl ? r » .lacessitor. Gr. rCxpc^viuev. bi a .' Ul aizzatore e provocatore dii popolo. tt 4 11 'r K > A-iz-za-trì-ce. Verb.f. Che aizza. tr 0 Tac. Dav. Star. 1. 2Ù4. E la *■ im di Aizzare.] Che aizza. Lat, pro- Fr. Giord. Pred. /i. Era un Lat. instigatrix. Gr. parte de* GaiJi cc. era con- Galhiani crudelissima aizzatrice. A-ìz-zó-so. Add. m. Stizzoso. A. lt. Fr. (0) te ìf/f ^ P a zio di terra spianato » e accomodalo per batterai il grano e teve. Aia, sin.Lat. arca. Gr. ólkws. Cr. 3 . 1. t. Dell’ajada bat- pOrt are a ì a non dee essere di lungi dalla villa, per l’agevolezza del Ha j * ■ 8. 7 2. Temendo della ricolla, che la maggior parte die e .* u «’ aja. Cro„. Morell. 3 i 3 . E le raccolte erano lotte nelle bidè’ Coil . s . u **’ a je. Calai . 65. E come noi veggiamo talvolta, su per V aje r l’un pollo torre la spiga di becco all'altro. t erf < * tCe degli spartimenti de' giardini , e di) ogni altro spazietto ■ a putito e spianalo. Cr. 5. 8. 2. E farai piccole aje, acciocché di P ar te l’acqua piossa correr pe’canali", e in queste aje a- " (Man'° ssa d un P alm0 - f ar, \ j' Quello spazio eh’ è circoscritto dalle linee rette, o curve. Al- i ,j ( jj l: Moto dei pianeti le aje sono proporzionate ai tempi , e i cu- ! ~~ J Q , “istanze sono come i quadrati de’tempi. (A) ' ~~ Meli e , sa ^ ne - F. Ajone. (A) P, i ! rc in aia: Dicesi del Distendere ; loa pire. 1 «op," e aja covoni sull' aja per battere. L per metaf. Cimentarsi, Intrigarsi , Venir in pruova. Bocc. 'I' 7 • Ella non sapeva ben , donne mie , clic cosa è il mettere in Mandare le cose in lungo, per non ve- Cecch. Corr. 2. can per t'aja. Malm. 6. p 4 - Mentre costui E co’ suoi punti mena il can pier 1’ aja. scolar,. fa n per l’aja_ 3. Q® inclusione. Lat tempns ducere. Gr. xfiovi'Qiv. a in,.■ s a vedova mena il can per l’aja. Ai 5 " :osa .appella , ! >a 8 ^° , ‘ la " ì enie. Ambr. Cof. 4 ■ 6. I panni che io aveva indosso ec. dilette ln ani,no 0 > di C COr P* es tranei che la ricoprono. Così diciamo Area di un j! la lunn„_ Un cortile ; e nel linguaggio geometrico poi si dice Area, ..^Perfìrl s P a? ’o compreso da un perimetro considerato in Sm 'r,? c,le letteralmente -o..._ ^ - 1 4 ,, Tiene._ . astratto, parte e- _ 6igndii’a Sopraffaccia, indica la e« P r(!S<: ntano i corpi al nostro sguardo. Essa differisce dal- ’ 1 ' P c «chè può concepirsi indeterminata, mentre l’Area si P' fcit „ e sem Pre circoscritta dal suo perimetro ; 2.“ perchè alla Su ® °Pae a °d'pete^ la nozione di qualità , come scabra o liscia , lucida J Area non può" appropriarsi ; 3.” perchè 1’ Area si Au 9 * cime ' sscilz ‘ a lmcnte piana, mentre la A uper/iife può essere e pia- ‘' " S f-di aI V V con vessa. overnatrice, Matrona,—, Aia, sin. (In isp, ay a, dall’ illir. ^>4 dle ad ' di Ajo.Gor A JOSA 1 linfa cura , impegno, sollcciludinc, onde hajan chi ha premura, chi e soilccito di qualche cosa.) Salviti. Buon. Pier. (A) Aja (L’) * (Geog.) Una delle capitali del Regno de' Paesi Bassi. (G) Ajaeira. * (Geog.) A ja-bi-ra. Città della provincia di Casco. (G) Ajaccio. * (Geog.) A-jàc-cio, Aiaccio, Ajazzo, Adiazzo. Lai. Adiacinm, Urcinium. Città della Corsica. (G) Ajace, * A-ia-ce, Aiace. IS. pr. m. Lat. Ajax. (Dal gr. ajazo , io gemo, io piango. ) — Figlio di Telamone. — di Oileo. (Mil) Ajace. (Mit. Gr.) Sfi Specie di danzajuriosa, che imitava U furore di si]nce. (Mil) J 2 —(Boi.) Lo stesso che Giacinto. Nome triviale di una specie di delfìnio nel cui fiore si è creduto leggersi le lettere Ai. (Aq) ^N) 3 — (Zool.) Specie dì murice, Lat, niurex lampus rubeta. Gnb. Ajacie. * (Mit. Gr.) A-jà-ci-e. Feste in onore di Ajace Telamonio,— 9 Ajanlie , Aiacie , sin. (Mit) Ajalasso.* (Geog )A-ja-làs-so,Aiala&so,Ajalasto.i^ — [A’etaf] Allcttare, Acscare, Ingannare allcttando. Lab. 277. Non vot ici die tu credessi per udire divino uficio o per adorare v’entrasse , ma per tirar Vajuolo. 3 — Morire : modo basso; per similitudine daWultìme convulsioni e movimenti , simili a quelli di coloro che tirali l’ ajuolo. Malm. g 27.E gli facenti tirar presto V ajuolo , 0 col ferirlo o col tirarlo a basso. Ajuoloso.(BoI.) A-juo-ló-so. Add.m. V. Ajuola. §. 3 . —, Ainoioso, Ajctamariti ,* A-ju-fa-ina-ii-ti. Sm. comp . adultero .—, Aiutamariti, sin, Ceich.Incanì.2 2. Fecero per legge di non ne poter piò torre se non delle tolte fimogliJ, e cosi non più mariti ma ajutamariti diventarono.(V) Agitamento, A-jii-ta-mcn-to. [Sm. Fi] Ajuto.—, Aiutamento , sin. Lat. auxilium. Gr . frorfisia. Fav. Esop. Possiamo intender quegli nomini che hanno molli danari, c poco senno e ajotamento. Lutaste, Aiutante, A-ju-tàn-te. Sm, Ajutatore, che ajula altri,Che esercita qualche ufficio; come Ajutante di studio, del campo, di segreteria. Lat. adjutor muneris , vicarinm operai» praestans. Fr.Giord. Pred. li. Nella somma necessità non ebbe per misericordia neppure un solo ajutante. E appresso'. Uno ajutante di sommo sollievo sarebbe stalo. 2 — * Detto di vile mestiere , forse anche per ajutante del Boja, Alenz. Sat. 1. L’ ajutante, il spazzino , il mozzo e peggio San cinguettar come cornacchie e putte. (V) 2 _ di camera. E una carica o ufizio della camera del principe . Lat. cubicularius. F- Aitante. 3 — (Milib) Nome di grado nella milizia. Ve ne ha di molte sortex Aiutante sotto-ufficiale, o Sergente di battaglione, Ajutante maggiore, Ajutante di campo , Ajutante allo Stato maggiore generale, Ajutante del Governo , Ajutante generale. Gli tfficii di questi sono diversi nei diversi eserciti d'Europa , e però non si possono indicare con precisione. (Gr) 4 -7 (Mario.) Ajutante calafato. E 1 ' un sott'uffizi alef mirino , o un ma - rinajo esperto nel calafatare, promosso al grado d'affinale marino, per essere subordinalo nella nave al maestro calafato, o al suo secondo. (S) — Ajutante maggiore di marina. Ufficiale subordinato al Maggiore , e destinato a secondarlo , e supplire nell' assenza di lui alle sue funzioni, (S) AJUTO 3 — Ajutanti carpentieri, o Maestri d’ascia. V. Ascia. (S) 4 — Ajutanti Irevieri, o Maestri di vele. F. Velaio. (S) Ajutante. [Pari, di Ajutare.] Che può aj alarsi , Poderoso, do, forte. Lat. robustus , validus. Gr. s ’pfapipos. Seri. A». e mori in poco d’ora: un poco dinanzi aveva fatto ciò che s'apP a ,j, a uomo sano e ajutante. Berti. Ori. 1. 1.65.V oi dovete saper ch’A^ io inglese Fu del suo corpo bello e ajutante. E 2. 3. 5.Ma<* alaU destro e ajutante, Che di sè un buon conto le rendeva. Ajutare, Aju-tà-rc. [Alt.] Porge Ai^ - . , ‘ j .- ”& ere 0 Gare ajuto.— , Aiutare, . AUue , sin. Lat . auxiliari , adjuvare. Gr. , àoriyttv. ( ac!](Uare ajutare spesso, o semplicemente ajulare.) Bocc-uov.it .$• se medesimi dubitando, non ardivano ad ajutarlo. Dant. hf Muse, o allo ingegno, or m’ajntale. E appresso : E con ciò cb c mestieri al suo campare L’ajula sì eh’i* ne sia consolata. n0 j 2 Col dativo di persona. Fior. S..Frane, a c. 186. Avviene questo, vogliamo sapere molta scienza per ajutare altrui,e poco per ajuta rc a ,n medesimi, hd appresso, 6g. Per ajutare a quelli che s’annegavano, 3 * Col dativo di cosa. Frane. Sacch. nov. ^.Continuando A» to ajutando alle fatiche del padre , avvenne ec. (V) ..*) 4 “ Col gemi, di cosa , Fu. S. Frane. io3 .Anche si profetano delle persone d ajutarli di ciò che avessono bisogno. Cavalc.Sp^' i È 3o. Noi non facciamo piale a noi di colpa, per ajutare altri di ,a y\ di pena. Borgh. Fesc. Lior. ^jg5. Perchè sicno do’loro bisogni «jutafi* 5 — Coll'injhtiio colla prep. o senza. S. Gir. Ad. Gli aiuterà soste 111 , la vera fede in Cristo Gesù. Vii. SS. Pad. pff c. ig. 2o3. U&?. .,i cucina ad ajutare al cuocere. (V) Dani. Purg. 29. Ed Urania col suo coro Forti cose a pensar, mettere in versi. (P) . ,j lc 6 * Confermare , Approvare. Fior. S. Frane. 16g Se alcuno d‘ c ? n:] male e vituperio, ajutalo tu, dicendo di te medesimo mate e pegfp 0 ; f , 7 — Accrescere, Aumentare. Dant. Purg. 26. Ed ajutan l’arsi»* 81 .V gognando.(B) Fegez.i58. Grido degli uomini, mescolato col suono Q trombe , ajuta la paura a coloro che usato non P hanno. (Pr) 8 — * Acconciare, Rimediare. V. Alare. (Pr) . J. y -—[Difendere, Liberare.] Dant. In fi 1.88. Vedi la bestia per cu’i° 1131 Ui si ; Ajutaini da lei , famoso saggio.» Cavale. Pungil. 227. Va* 1 * 3 Q, che Iddio non potrebbe ajutare quello popolo dalie sue inani.Cp.jji F. 5. 6. Per questa cagione i Fiorentini presono ad ajntarcq llC S Montepulciano da’ Sanesi che gli guerreggiavano. (Pr) 10 — In sign. n . pass. Valersi, Servirsi, Lat. ufi, adhiberc.^*^* Per la qual cosa, hae mestier colui clic di questa figura si vuole L tare, che ponga mente nelle maniere di lei come è fazionata, c parte del ciclo in clic ella stae. Bocc. nov. 7 5 . 8• Io fo boto p :j d’ajutarmene al sindicato. Cren. Morali. 23y. E però dico che 1^ hanno vantaggio , che conoscono Iddio , e aoperano bene , e oj 11 i ( .. meglio. Farch. Star. g. 226. Rispetio alla molta grassezza, n0ll ^j )( ii va ajutarsi troppo della persona.» Fr. Giord. 220. Ed e’ci ha»» 0 trovato rimedio, e troppo bene se 11’ ajutano. (V) 0 J 11 — Affrettarsi. Segner. Pred. 11. Allora s’ ajutano più che po ss ° darsi bel tempo. e ,2 — Riferito a cose materiali. Cresccnz. Agricci. 2 .i3. Noi anco 1 * 3 j| 5 demmo seccar molte piante cc., se n’ajutano e provveggono di ,jV umido acqueo. (P) ( . j[ i 3 Dar forza , vigore. Pallad. 34- E poniamo che ogni teiTa s con letame, tuttavia tì guarda di fare l’orto in terra creta. (,.///> [Domine ajutami , Domine ajutaci: Forma di dire quando è in qualche pencolo o sorpreso da subito spavento, invocando 1 ,j. me di Dio.] Bocc. nov.68.ij Ora che vorrà dir questo? Domine aj 11 f f Gg. 10. n.g. Spaventati, e gridando,Domine ajutaci,tutti fugg* 1 ’ 00 ^^ io ~ Alodo proverò. A buona seconda ogni Santo ajula—JV oh fatica a navigar secondo la corrente, o acuminare andando alhog 111 ■,,« Ajutarello , Aiutarselo, A-ju-ta-rèl-lo.V/n.rf/m. di Ajuto. Piccolo to. Lai. leve auxilium. Segner. Conc. 32. (A) . ff Ajutativo, A']f\-ìa-tì-vo. Add.m. Alto ad ajutare .—, Abitativo, adjuvans , adjiuvandi vim babens. Gr. Cr.j. j8- 4’ ^ 1 que fili vinoj centra due cagioni contrarie ajutativo. . Aiutato, A-ju-tà-to. Sm. F. A. F. e di’Ajuto. —, Aiutato, auxilium. Fr. Jac. 2\ 1. io. Benché io giaccia in prigione, P tutto in tuo ajutnto. Aiutato. * Add. m. da Ajutare. V. J. j- (O) ■ _ c j/i*' Aiutatore, A-ju ta-tò-re. Ferb.m.[di Aiutare.] Che ajuta .—, Aiutai 0 ** ^1» Lat. auxiliator, adjutor. Gr. ^cjjO-cV. Bocc. nov. 8g. 3. E cui o v noi governatori e ajutatori, se non gli uomini? G. F'. i 1 ■ tre fummo favorevoli e ajutatori del detto suo Legato. Semi. S■ 85. Sarebbe impossibile che uomo misericordioso perisse, pcrocc ha molti ajutàtori. Mor. S. Greg. Iddìo non è ajutatore degl* ? 0 f:t- Ajutatorio, * A-ju-ta-tò-ri-o.Vm. F. A. F.hyito.— ,Aiutatorio, Bari. 14$* Abbi mercede di me, che di tutto mio cuore te n e do, bel Signore ; . . Riguardami , e se’ lo mio ajutatorio. (B) // Ajutatrice, A-ju-ta-trì-ce. Ferb. fi Che ajuta .—, Aiulatricc, '* anxiliatrix , adjutrix. Gr. ^ 00^3-os. Bocc. nov. 5j. i. Quanta^YuC 1 ' 1 ! pronto ingegno ec. parole presti e utili e belle ec., la fortuu 3 » ^ alcuna volta ajutatrice de’paurosi , sopra la lor lingua di q ,,e che mai ec. per lo dicitore si sarebber sapute trovare. Ajutevole, A •iu-té-vo l(*.[yd dd.com.} F. A.Ajutante, Favorevole pp* 1 vele, sin. Lat.ovniìuitov.Gr.^o^zTtKÓó.A/m'Ldó.E tu, o santissi* 11 ajutevole ne’bisogni,sii presenteràvoreggia i doni promessi al tuo s,I ^iiil J1 A ___ A .. I _ a - . ‘ A * a i 1.0* Ajkto , Aioto, A-jù-lo. [.Vm. —. Ajulono, Ainlorio, Ajntatori°i ^iM tttit, \s s» ut, . |l *• Lat. auxilium. Gr. Bocc. nov.i. a. Ma ogni ajuto c gbff 411 ?4 E nov. 14. 9 • Sperando che forse Iddio , indugiando egli p a . 0 c^./ gli mandasse qualche .ajuto allo scampo suo. Dant.Par 5.39' A f c cibo rigido c’ hai preso, Richiede ancora ajuto a tua disp en3 ^ Di M«<0. S> ,ii a quell', AJUTORE ccHp Oiè.quando più ’l tuo ajuto mi bisogna, Per dimandar mer- ì -A. a ‘* or ti stai Sempre più fredda. de’ avùre » Protezione, Difesa , ed in questo sìgn. si dice ancora o«J OCcorsi del Cielo , delle -grazie di Dio. G. Vili II Papa gli diè 2j a _ s P* r *tuale e temporale. Passai. Ajuto della divina gra- fiutante di alcuno ; e pero Stare per ajuto = Ajutare afourio.(A) co„ e p eia > Provvedimento, Argomento. Pallad. 1. 6. L'etto delle tre UjUjj^^ùirali nelle quali istà il lavorio della terra , e che per ajuto "- 'p 0 n ° n s * possono medicare. (Pr) nim' re . in a ) l, to Venire in ajuto. Din . Comp. Ist. Fior.1. Ina- * *olt.i giovani contro a lui, i quali promisono essere in suo ajuto.(P) ^°l v. Dare; Dare ajuto = Ajutare , Soccorrere. Segna', (O) c °sta : Dicesi di quel sovvenimenlo dato altrui , oltre al conve- ^tue . Man. hit. 66. Si degni far lettera all’ erario suo di Sa- qnalche ajuto di costa , e dica che V, E. me gli dona. Red. 3/3. Io gli |jo fatto dare molti ajuti di costa. È 2. 60. Circa _ JV M ^ a ì uto di "costa che desiderate, sperq di avervelo a fare ottenere. c/ ie . numero del p/d, Soldatesche mandate in ajuto da’confederati, ni ^ /~ atlu ì dissero auxilia. Tac. Dav. ami. 1. 20. Altrettante legio- Pi’g. do l'PÌi ajuti guidò egli,# Vù. Agr.3g8. La fanteria d’ajuti, che 0 P mila nel mezzo. per er f e gravezze straordinarie, per supplire a quelle spese publiche *0 ^ n on bastano le orinarie. (A) no Jy.'* cr 0 Ajuti (liconsì tutte quelle azioni o movimenti che si fan- spf 0 Uso discreto della briglia , della voce , della bacchetta , detto *l l H ‘ r ben maneggiare un cavalle. (A) ii/i' P o \icon.) Personificato come uomo di età virile , coronato di c °n veste bianca e manto di porpora , ed al collo una catena finisce con un cuore. (Mit) -diu" P r " m ' Adjutus. (B) l’ p D ,. 0 da Soccorso. L’ Jjuto ha per oggetto la fatica, lo sforzo, dati,,' 3 ' * intrapresa di altri che lo reclama. Il Soccorso riguarda i dall;, 1 ’, povertà, la miseria che altri soffre, li Jjuto non dee cessare Cs Scr e Sl ' a all 'vità finché dura l’azione che lo richiede.il Soccorso può a tmi fomenta neo. L’ Jjuto si presta agli esseri agenti.- il Soccorso ca rj e J5 cose clic sono > n pericolo di soccombere. Si ajuta un uomo Un „ un peso onde possa deporlo al luogo destinato. Si soccorre idea 1 u' 010 v 'cino a morir di fame. L’ Jjuto include per ordinario la ALA 1 8 j a7 -ione fisica ; il Soccorso quella d’ azione morale. Si ajuta un s > soccorre lo stato si soccorre altri de’lumi, de’consigli, de’ «cb„l e o tot, t c a piedi, Mor. S. Greg. Chi mi darà uno ajutore, acciocché ‘iti ,ì Impotente esaudisca il mio disiderio ? ec, , avendo detto; chi or. jJj-ln-ló-rc.lPerb.m. sinc. di ] Ajufatore.—, Aiutore, sin.Lat. acìju- c ’ j-^-Adjutorc.] Gr. |5o?]Aos , rlpsiy os. M.F. 2. 32. Lasciandogli fa- Ì“tor' 0 clle cominciarono a salire sopra esse , c avieno già ì loro ajutore , ec. Al UT Orio y ì aiutohio , auxilium A-ju-tò-ri-o. [ Sm. V. L. Lo stesso che ] Ajuto. q anj 0 auxuiutn , adjutorium. Gr. &or,deic&. Albert. «/.La fede è fon- Vit religione santissima, legame di caritadc, ajutorio d’ amore. Prej f g't hai tolto- 1’ajutorio del suo coltello. Fr. Giord. Voj j * E confidarsi colà, ove non è lo ajutorio. Ovid. Rem. am. *io f ' U| ' b a forte, addimanderetc maggiore ajutorio. Lib. amor. L’a- c ol|« . j 1 sa tener li suo’ freni, ma incontanente procede all’atto ^ 0r 2c !" ° n °* Guicc. Slor. 3. ifó- Dove in favor loro mancassero (e a SgìuM ,U;me » avesse a supplire 1’ajutorio divino. F i3.6tfg. Pareva, tanto • ,r)ass ùnamcnte i’ ajutorio divino , potersi sperare di guerra ‘’tetosa felicissimo fine.» Frane. Sacch. rim. E che mi vaglia 4’3 ì 0 questo scrivere, Che io ho fatto col tuo ajutorio, Nel qual (Ali** h definente storio. (B) . l o sc Qf l natomi sii dicotio Ajutorio a quell’osso del braccio che AjtJr ot{‘^ tnpnte ■> e più propriamente , si chiama Omero. (A) glorio Aiutoho, * A-ju-lò-ro.Am. cosi detto per la rima in luogo di t( ‘ Giu'" ^• -Ajuto.» Bocc.Pis. Sopra’l pie tal, qual nel sidereo co- À "i'Horo 011 woveva i passi ; a cui diss’ io, Pensando di provare ’l suo nit Tit, c ' . *><». fi A ')"-1ri-ce. Vcrh. f. [sino, di) Ajutatrice.C/ie ajuta.—, Aintrice, >iriù ‘ Adjutricc. Lut. adjutrix. Gr. ri ponAo's. Gire. Geli. Dove le Lv.j s essendo cohlrarie, anzi piuttosto ajutrice l’una dell 1 altra, ^-itia ’ . ' Ora volendo una volta fra 1’altre una ccrla vecchia inez* 4 a| tro 1 ^"tnce de’ suoi adulterii, ec. metterle per le mani non so che 1X1 g'ov ant .. 1 Ass em,’* A-ju-tù-ra , Aiutura. ZV. pr. m. per corruz. V. Vittore. (B) A-kan-sé-si, Indiani bianchì , Selvaggi dell' America //? eo S‘) A-ka-rà. Citta del Governo di Bagdad. (G) ^ Eh At, A * ✓?£') ’A-ka-si. Citta del Giappone. (G) A 6b i\* rrS jCO t?-) A-kè-b ì-la. Città dell' Armenia. (G) 4 t . 8r,& UN A-ke-bì. Città della Palestina. (G) ((' ^ eo §*) A-kèr-man.Lat.Àlha Julia. Città della Bessarabia. (fi) Regno della Guinea. (G) 4 °80 A'kin-da. Città del Giappone, (fi) rp CGeog.) A-kin-da tó-ri. Città del Giappone. (G) }p e °g*) A-kli-bi-a. Città del Regno di Tunisi. (G) ' C0 S-) Ak-mi-no. Lai. Chemnis. Città dell'Alto Egitto. (G) % tc^'* ^ ut à del Giappone. (G) (p eo S-) ’A-ku-la. Antica città < /-p 0 ?*) A-kù-mi, Città del Giappone. (G) 4t, Csc, A.* rp eo S0 A-kùr-la. Città dell'Armenia. (G) 0o^°' ì Unu°^ , ^~kù-scia. Repubblica d'Africa nel Caucaso. (G) , n J°j. e s ema nota d'apostrofo, è segno articolato del terzo Q ^ c ^e a/, Hel minor numero , innanzi a consonante che non ^ consonante preceda. ( Dal lat. itti a quello.) Bocc.g. ì dell’ Asia sul Tigri. (G) (G) (G) S. n. g .Ed in una sua loggctla gli aveva dipinta la battaglia dei topi e delle gatte , la quale troppo bella cosa pareva al medico. (Cin) —* per A. G. V. g. 82. Innanzi si partissono, si diè compimento alla pace, al piacere c com’era prima domandata per li Fiorentini. E %6g. I Pistoiesi rifermarono la triegua con Castruccio, alla sua volontà c con loro vergogna. (Pr) —* per del. Fr. Giord. Pred. R. II demonio gli era sempre attorno con tante fantasie sollecitatrici al peccato. (V) dal. V. Infino,5--7,3. Bocc.g.j.n.5. E reggendosi a torto fare ingiuria al marito, s’ avvisò di far sì che a ragione le fosse fatto. (Ciri) Gr. S.Gir. 16. Prendete esemplo al male che Iddio sostenue per noi. (V) 5 — infino a. * Fìloc. Lib. 5. Li mari erano alti al cielo , e da ogni parte percotevano la resistente nave. (Cin) 6 — IN o NEL. Bocc. g. 2. n. 9. Quando Bernabò udì questo , parve che gli fosse dato d’un coltello al cuore, sì fatto dolore sentì. Petr. p. i. ijg. Così caddi alla rete. (Cin) 7 — intorno o d’intorno. Bocc. g. 9. ri. 5. Ed essendo ella un dì di meriggio della camera uscita in un guarnel bianco , c cocapelii ravvolti al capo , e ad un pozzo ec. (Cin) 8 —* nello stesso modo, secondo. G. V. 9. 2y8. Fece fare i fiorini alla lega e conio di quegli di Firenze. (Pr) 9 — Nota uso. Bocc. g. 7. n. 8. E pei ciò avendo al fallo della donna provare assai convenevole testimonianza ec. (V) 10 — Ila anche la singolare prerogativa di gettar via il verbo a cui serve , esprimendo più efficacemente c rapidamente il concetto. Car . Eneid. p. 5f. Gridando : 0, disse, cittadini, un gruppo Ver noi di polverio nell’aura ondeggia^ Ognuno all’armi } ognuno alla muraglia ; Ecco il nemico. (M) Ala. [ Sf. PI. Ale, Ali, Alia, e poetic. Vanni.] Membro col quale volano gli uccelli ed altri animali .—, Ale, Alia, sin.Lat. ala. Gr. irrspóv. Dant.Inf. 5.82. Quali colombe del disio chiamate, Coll’ali apertecc. 2 — [ Attribuito anche ad angeli , a gemi e ad alcune divinità della favola. ] Petr. cap. 5. E la faretra e 1’ arco avean spezzato A quel protervo , e spennacchiate l’ali. 3 —[Melafi parlando di Stile , Ingegno, Ragione e simili^ Petr.canz. 18. 1. E chi di voi ragiona Tien dal soggetto un abito gentile , Che con l’ale amorose Levando, il parte d’ogni pensier vile.» Dant.Par . 2. Poi dietro ai sensi , Vedi che la ragione ha corte P ali. (RI) 4 — Vela. A somiglianza di quel di Virg. Aen. lib. 3. 820, veforum pandimus alas. Poliz. c. 1. st. 82. Cresce P abete schietto e senza nocchi, Da spander Pali a borea in mezzo fonde. Ar. Far. i3.i'ò 7. Quindi a un greco levante spiegò ogn’ ala , Voltando da man destra a Cipro intorno. (M) 5 — Volo : la causa per V effetto. Dant.Par.22. Nè mai qua giù, dove si monta e cala, Naturalmente fu si ratto moto, Che agguagliar si potesse alla mia ala. (RI) 6 — Protezione, Favore. Alam. Gir. Cor. 7. E sotto l’ale Di Galealto d'onoranza crebbe. Sannaz. Are. pr. 5. Le quali cose tutte sì nobilmente sotto le tue ali fiorivano. (M) 7 —* Pensiero. V. Alia, _(J. 3. (0) 8 — [Stare su Pali, in su Pali. Dicesi propriamente del Roteare in più giri per l'aria , o del reggersi in alto a volo.lDant.Inf.1j .27 Come ’l fai on eh'è stato assai su l'ali ec. Fa dire al falconiere: ohimè tu cab.» Chiabv. pan. 3. poem. profi. 3. In sì fatta foresta alto riposo Traeva Amor , lasso di star su Pali , E di avventar non paventate piaghe. (B) a — [Per metafi .J Stare in punto per partirsi. Lat. efiscessui prora- ptum esse. VarcH. Star, i5. 6ig. Messer Piero, ch’attcudendo il seguito stava sull’ ali , si mosse subito. 9 — [Volar senz’ali: Detto per ischerzo e metafi. in senso osceno.] Bocc. nov . 32. iy. Molte volte la notte volò senza ali. 10 — [Far ale de’ remi = Navigare speditamente , aitasi volando : concetto dantesco , imitato da quel di Properzio , hb. f C P- 9* classi* ccntenis remiget alis.J Dant.lnf.26. De’remi facemmo ale al folle volo. 11 —* Far cadere le ali al furore o ad altri effetti deli’aninius/fr/jius-. zarli , Reprimerli , Domarli. Ar. Fur. c. 38. 16. Ma ora avvien che questa voglia dome, E faccia cader l’aii al mio furore. (RI) 12 —* Mettersi Pale, Aver le ali a’ piedi : Si dice comunemente per Affrettarsi , Correre velocemente. (A) (0) 13 — Far ala m Far largo, [Fare spalliera ,] Allargarsi per dar luogo a chi passa : tolta la siniilit. dall ala quando si stende. Lat. viam facere , praebere iter. Sagg. nat . esp. 2f. A guisa che noi veggiamo Tacque da ogni minimo bruscolo, che sopra vi caggia, dirompersi , e ritirandosi d’ogni intorno fargli ala,per così dire,in ordinatissimiccrchi. 2 —* Dicesi anche assolutamente Ala. Adim. Piud. (A) 14 —* proverò. Aver P ale più grandi che il nido =Aver con le proprie opere avanzata la condizione degli antecessori. (Van) 15 — * (Anat.) Nome che si dà a diverse parti del corpo per qual - che sìmiglinnza con tali degli uccelli , come Ala o Penna del naso , dell’orecchia 5 Ali dello sfenoide, del sacro ec. (A) a — [Ascella.buf ala, pars hominis concava subter brachiuni.] Vane. Purg . 22. fé. Allor m’accorsi , che troppo aprir I ali Poten le mani a spendere. . , .. 3 — Ali di pipistrello .Quella membrana ossia porzione della rad- doppiatura del periiònio , la quale stendendosi frale tube e gli ovarii , e contenendo d'ambo le parti questi due corpi, circoscrive due spazii compagni , in sembianza di due ale aperte , membranose , come quelle del pipistrello. Cocch. lez. (A) 16 ~ % ^ '* ' ' ! 7 gelo, (Dot.) Ale 5 du fiori papiglionacci. (A) . j 3 _ (Milit.) Corno d’ esercito. Anche da Latini detto Ala. G.V. 7. i'òo. 5. Fasciando di costa ciascuna ah della schiera di payesarr a I«t- i8a ALA ALAMANNA lestrieri e pedoni a lance lunghe. E num, 7. Ma però non si smagliarono, nè ruppono, ma costanti e forti riceverono i nemici, e coll’ale ordinate da ciascuna parte rinchiusone) tra loro i nemici. a — Ala, soldati ; Comando che significa, Tacciamo ala per onore o per mostra di assistenza. (A) ?9 — (Mario.) Aie d'mi'armata navale; Quelle navi che sono dispo - ste dall’ una e dall’ altra parte del centro dell’armata, e che formano le ale della stessa. (S) 3 — Nome che sì dà a diverse corde : Ala basso , Carica basso. Corda che serve ad abbassare ogni vela di straglio, F . Straglio.(S) 3 — Ala a bordo: È una corda annodata danti capo alla nave, e dall' altro capo a un oggetto esteriore, come una lancia , una scialuppa , una zattera ec. ^ che serve ad alarla , o t Tarla a bordo. (S) 4 — Ala a terra: E un’altra corda simile legata a terra, che serve a ritirare a terra l'oggetto che si fece veri-re a bordo con l’Ala a bordo. (S) 5 —- Aia avanti: Piccola corda, la quale essendo annodala ad lino degli angoli delta tenda, passa per una radancia affissa sul davanti della tenda ad una sartia ec. Serve a stendere la tenda, quando alcuno vuol servirsene . Fi è una di queste corde a ciaschedun lato della tenda . (S) 6 — Ala indietro : È una corda simile , unita nello stesso modo agli angoli posteriori della tenda, che passa per una radancia fermata in qualche parte del bastimento , per servire a ripiegare la tenda quando si vuol levarla. (S) 7 — Ale di una galea, feluca ec.: Sono due pezzi di legno o tavole poste di taglio , che terminano la poppa di questa sorte di bastimenti, e che fanno uno spùrio considerabile fuori di essa \ sogliono essere di bella forma e adorne dì scolture o intagli o pitture* (S) 8 — Aie delia femmina del timone. F. Bandelle, (S) 9 “7 Aie di deriva: tS^o/io tavolati difigura ovale, più larga ad un’estremità , e meno all’altra, de ’ quali si servono alcuni bastimenti d’O- landa , quando vanno alla bolina. Si ha un’ala per ciascuna banda del bastimento , mobile intorno ad una caviglia fermata nel bordo , che passa per la pane più stretta della figura ovale. (S) 10 — Aie di sentina o del pozzo delle trombe: Sono gli spazii tra il pozzo delle trombe e la murata del bastimento. (S) 30 — (Archi.) Lato di muro che si distende a guisa di ala, e che propriamente si dice Cortina. F. Alia, §. 2 . 3 —* Aie si dicono pure i piccoli lati o le navette delle chiese. (Mi!) 5 — *Que’finimenti incartocciati ad ornamento de lucernai e delle facciate a più ordini. (Mi!) 4 — Fila di colonne eh* vengono appoggiate ai latid’un tempio o d un atrio sì al di dentro sì al di fuori. (À) ai — * (Ar. Mes.) Le pale delle ruote delle gualchiere e simili ingegni. (A) 3 — Quelle tele demolirà su cui agisce il vento, e che diconsi pur Vele* (A) — Que pezzi di legno che stanno superiormente alla impugnatura della lancia. (A) 4 — Que’pinoli de’rocchetti a gabbia , che stanno negli oriuoìì.(A) Ala.* (Geog.) Città del Giappone .— F. Ha Ila. (G) AlaA , * ’A-la-a.JV.^r. f. Lat. Halaa. (Dall’ebr. hhala fu infermo.) (B) Alàba.* (Geog.) ’A-ia-ba. 1soletta tfel Afar dell’ India. (G) Alabagino-* (Geog.) Ada-ba-gi-no. Promontorio della Caramania. (G) ALABAMA/(Geog.)A'!a-bà-ma.i /, /nme,cJ*ttó e provincia degli Stati Uniti,(Q ) AlAbana.* (Geog.) A-la-bà-na. Città dell’ Arabia Felice. (G) Alabarda.* (Geog.) A-Ia-bàrì-da , Eblebanda. Città della Caria. (G) Alabandense,* A-la*han-dèn-se.Add.pr.m. Lo stesso che Alabandeo. F.(fi) Alabàndeo, * A-la~ban-dè-o.-4 sen d’avorio e alabastrini poggi Se ne va mando. . Alabastrite. (St. N.) Sm. Lat. alabastrites. Falso alabastro, che e specie di pietra gessosa , tenera, comunemente bianchiccia, e 0 trasparente. Sì lavora facilmente e prende una bella levigatura » meno lucida del marmo. Gli antichi sovente t'adoperarono p er vasi lacrimatnrii, ec. ed anche in luogo di vetri nelle finesirf-y ^ Alabastro. (St. N.) [A/n.] ( Da a priv., e lambano io prendo, ciò® _ ficile a prendersi ; imperocché i vasi di alabastro degli antichi *■’ ^ senza manichi, c perciò molto difficili a prendersi.) [Pietra o òosW calcarea della natura del marmo , ma trasparente e più l g,ier ) '!«r Siria,nellaP ersia.ee. ove tal materia zuccherina sei ve di alimento ; ',i polo; trasuda naturalmente da varie parti della pianta, e siconde^ forma di gocciolette giallognole. (A. 0.) jjli Alàgoì.* (Geog.) A-Ia-gò-a. Città dell' isola di San Michele , Ulto Azzore .— Città del Brasile. (G) jfi) Ar.ACONA.*(Geog.)A-lagri-na,Al.(gnon.Z,a(.Albabona. 6 ’iV.d€ÌWrago' i "’ Alagoue.* (Geog.) A-la-gó-re. Città dell’Indottati, (fi) A gaia.* (Geog.) A-là-ia. Città dell' Asia. (G) , f Alala.* (Mib Gr.) A-là-la. Add. f. Soprannome di Bellona- ( alale grido di guerra,clamor di soidali chcsipivcipitanosul ntmic° '^ t | 0 , Alalcomede, * A-Ial co-mè-de. N. pr. m. ( Dal gr. ata/co , io al) io sconfiggo, e medon re.) — Balio di Minerva. (B) (Mi Alalcomena.* (Mit. Gr ) A-lal-co-me-na. Nutrice di Alineivn.D 1 -, j;,f siderata come quella che conduce a buon fine i disegni « , prese. (Dal gr. ninfeo io abbatto , e menos impeto , forza.) ^ Alalcomenb, * A-lal-co-mè-ne, Aìalcomcno.N.pr. m. (V. Alalcov^ 11 Scultore e fondatore di Alalcomenia in Beozia. (Mit) Alalcomeneidà.* (Mit. Gr.) A-laI-co*me-nè-i-da, Alalcomeneide, A mene, Alalcomenia. Soprannomi di AJinerva. (Mit) -..fi Alalcomenu ‘(Geog^A-lal-co-mé-ni-a^Alalcomcne.CiUà delta Alalcomeno, * À lal-co-mé-no. N. pr. m. F* Alalcomena. (A? Alalctbmu. (Med.) A-lal-clè-ri o. Àdd. m. C. O. Lat. aJactcf 1 "’”')*' alalco io discaccio , io spingo fuori, ed erao io evacuo.) Mp* ie i/itì si dà ai medicamenti buoni per is. accinre gli umori cattivi del i r AlalgenU, * A-la! gè-ni-a.iV.pr./i— Viglia di Giove e diEur°P ,, '\t jl 1 ^ può significare progenie di muli,da alalos muto, e genea pj-oge» 16 ;),/*. Alalia.' (Mcd ) A la-li a. Sf. V. G Lai. mutitas. ( Da « j>riv, io parlo, onde talos loquace.) Mutezza, Privazione della pai'°l“' L Alalia.* (Geog.) Lai. AlaJis. Città della Siria. (G) n'eP 1 '! Aulite. (Min.) A-la-ìi-te. Sf. Vuririà didodecaedra dello * A d’Buiiy , trovata nella montagna della Ciarmellti all'estri” 1 ' valle d'Aia in Piemonte. (Boss) n[: ,! r . Alalo. * (Med ) A-là-lo. Add. ni. T. G. Lat. alalus. (In gr. al a ^° s rifi', Chi per vizio organico, o per qualche accidente non può pallet, Alami;.* (Geog.) ’A-la-ma. Città della Mesopotamia.— di A’pvS 1 l' Aragona, fi) Alamanna. (Agr.) A-la-màn-na. [Sf Varietà ili vite, la qotà? un") uva bianca , grossa e dolce, nell odore somiglianti* 11 " 1 / ALAMAMA cui ì!fp ^ a ■ ’ ['“tvodotta in Toscana da ser alamanno Saldati , da dell, se '‘onte. — Scialamanna, Saialanianna, sin. Si dice ancora U ? Ssaì ^ 1a wak N, V » ^ e0 S') A-la-màn-ni-a. l-o stesso che Alemagna. E. (B) •W.ev,,^A-Ia-màn-ni-co. Lo stesso che Alemanno. E. (B) I. ul Af°’ ^'* a ’ m àn-no, Almanuo, Menno,Alamanetto,Manelto.iV.pr.ra. ^ LA1 UB[, ani « naus ’^ l * matmus -Ci 11 tee) «//tulio,e mauri uonio:TuUouomo.)(B) ^'■ AM *ao°À ^dd. m . Lo stesso che Alemanno. E. (B) .fiott,,'• a ' ,I,a ' r °A'm./''oca moderna,derivata dallo spagmiolo alamar. ‘ 0 ' l r!s<: A Ailfi nA * ^ um 0 A-lam-bì-co. Sm. V Limlnco. (0) ^ L AfiiE IÌA * * (Ccog.) A-la-inè-da. Città del Messico. (G) «^ t,0 g') A-la-mè-ro. Città del Portogallo. (G) f «/e ;/ Us ‘) A-la-mi-ré. Quel sunno della solfa diatonica e /ratti• a *Wo * Stornasi semplicemente La. F. (A) ^^"nai-ro. N.pr.m .— Califfo del secolo IX,(V.Almirante.')(\ r an) ni f Ada -mun-dà-ro. N. pr. m.— i?e de'Saraceni concertilo hl^"dsim°. (Van) . i G*eog.) A-la-mùt. Residenza del veglio della Montagna. (») a ,kì,lA . * fn ei, 8-) A-làn-di-a. Isola atei mar Baltico. (G) A A *'U. * )~; e °8*) A-Ià-ni-a. Paese degli Alani, fMarco Polo.J (N) * a e ?8*) A-la-rù-a. .Lo stesso che Albania. (Ttedi.J (N) *'(G A ‘ Ià ' no * ^V* pr. /n< Alanus. (B) * U »MZ T } ^ r ° me t# olisco popolo della Sarmazia europea• (B) ^* at% do*jr Specie di cane inglese , [maggiore^ piùjìero epiùga- Un ^afi f m ostiho , e perciò atto alla caccia de’ cinghiali , e simili ?• i crede che questo cane originario di Albania, c hc k„i , ri antichi dissero Alania. siasi perciò chiamato alano. An* ' Ocl I - — ^ *J *iiinitf OIUOI ClJIcllUULU aie w>Ho ’| r at ' barbaro troviamo alanus.) Ar.P'ur.46. i 38 . Come il masti. 5 Q C r 0ce a ' a,l0 i Che fissi i denti nella gola gli abbia.» Red. Or Un f a ' an ' sono can ' cosi detti per venire di Alania o Albania.(A A 3 ' 111 ') m\\ a a dd~\ M. V. 7. 48 - E mandato per gli suoi cau t ‘ A ». » /,, A sna presenza il fece morire c dilacerare a quelli. l'riv. ( A-là-o. Add. m. V. G. Lai. alaus. Gr. ctXaos. ( Da < . ,l| r° ’ . ao io vedo.) Nome dato a chi è cieco , sia per difetto orga ^Scop.f * 6r 9 U( dche malattia. (Aq) H hos (Leu.) Ada-o-sco-pì-a. Sf. V. G. Lai . alaoscopia. ( Di e — -- N 0 -* . ''a cip v--'v.y <*}. r . UT. J^Ul- dlilUÒCUpid. ^ Ui Sh e ‘ ,°>. e scopeo io considero, osservo.)»5 , ^ecu/aztone aerea ,0 va- u, ozione. rAnN v»' Er To * I v * novero, i^o stesso cne ah aperto. r.Gar. Un. 5 ,'àot Ai ÌT,ar e C( ^ invocando i venti , Fende alla china edal'apcrt i? i0e v dove il more si snnv.ia. ) <’Tt\ . u A|, ER Tn ^ a '" 1 ') A-la-pàz-7.a. V. Lopazza. (S) r • • Posto avveri). Lo stesso che All'aperto. V.Car. En. 5 . 3 v 'HZo,;!.)” , dove il mare si spazia.) (B) A-la -pi. Sm. Lai. turdus alapi Lin. Specie dì uccello del gc é oL i( * 0 'Questa è una seconda specie del formichiere rosianuoU JflHnno -r- J.n- ir • .. i5 - ot.p^a, >.*t‘ ' C r .1 uo - l n ' .. " V -— Ud iu- 'memnr rvHgnut. ‘ ' pu grande della prima , ed ha sei pollici di lunehez liJlnss <*» rJ- J ..... * ., O , „ , resto del t ,’^^ìtò ^] po n cenericcio. Un color bruno olivastro cuopre 1 k° 7 'o è tcsla i del collo e del dorso il resto del di sopra di ^ fl j J} n ce nericcio più carico di quello dei venire. Le penne son 1 sopra , ed al di sotto nericete. (Bufi ) . U $° 0 i r / C i? '} A-la-pi-sti. iY. carattcrist. pi. Specie di commedianti 1 *f. dopo in rappresentazione degli spettacoli, davansi deg A, Pa &rL-A Vev O"S( impertinenze per far ridere gli spett/itori.(Da\ la /p aflb 0 (Van) /’S 0 ^) A-là-pta. Città della Macedonia. (G) no A-la-qut'-ca. Sf. A Balagare nelle. Indie trovasi sotf **bc c ,,!e Una pietra dì piccoli pezzetti puliti , alla quale s'attr ?* Pr à >rat Vir *ù di arrestare le emorragie . qualora sia solo applicai dl[‘! e ■> CÌ'nì,. ( :’ l C khc vnUa si è f atta vedere sotto questo nome un Ar a, * olirà fórse sì è spacciato qualche diaspro sanguigno.^ Bo^t A/r ^ittn A ìà-ra. Fiume della Caranumia. — della Columbu * Ì e// « Persia. (G) * i'r> e °®“} A-\àr-bi. Arabi stabiliti in Birberia. (G) tutto, ha i Lnf.trahere. (Dallo spago, baiar et ». * A-làr-bi. Arabi stabiliti in Birberia. (G) ) ^ *'. e P i g*) A-làr-co , ltarco. Città di Spagna. (G) » fn.i ** ar -<ìo. JS. pr. m. Lai. Alardus. ( In ted. all A u 4 t 4r H Ar '«o z, d "m a a| * i| A .‘ à . re - Au C (tu <,f| > S (a) 1 / De tiTu CAvo = ''"o, Dice Co/ 1 c he V . A. Tirar i\ì, ,n ent*«ii%»^ t V iJ«i.uaiKTc. mano spagli, Ì}h”Uì.) T In tl,r - hha’alz estr.irre, cavare.) (Min) «o (A) an " >m corJa ) * t -’ 0AÌ diceti Ala la bulin bulina per Ti Tirarlo con forza e con tutto il peso del corpo ( ■pesi del tirare e ricuperar dentro una gomena o ghi an . V?a 1,1 mare , ad un'ancora a cui si sia data volta in ieri Ai. v §om„, )oto ^ a nere viene ad accostarsi al punto , ove è data voi g* U „; ,n ° A’mimo. (A) p) locol a ,. 6 l’ er h PÙ'i in pi. Alari.] (Dal taf. lav o Luvet che sigi lo p a e 1 0 Dei caserecci.) farnese da cucina e da caminelu ^ , e ,alvaka con ornamenti metallici ad uso di i tVl ’ p e i ^ e S ne ed anche lo spiedo per V arrosto. —, Capito k ^gia j >Uf ]ch. 1, jj' g Giuppilcr in sur un pa’ d’alari. Ar. Sat. > pej. » l ° l . P°lH alti luo'aJari cotti. Maini. 2 50 . E in su due sa ) /v ’ So l 1ra un altro sedendo , ì piè distese. F. Capifuoc ) di soldato ausiliario posto nell’ale delia legione i “ (Àr - Aff la ftr 0 fi .'^^*ofìmXfit.alavis.(Dairassomv%UavB\ ad un'ala.) Osso < A delio 5f/*noide. Muscoli alari, i dilatatori del naso. (A.i A-ia-rèn-le. Città della Gallia Ifarbonese. (G) piihtt\ S{f> in ' V(s rh. ~ Alla larga , Senza guardarla minutnmet 'utuitu , sìue exacta cura, late. G. U* i i* so, f, E A ALAZIA 1 83 sdlamcnto, croci, corona e nùtrie e altri giojelH d'oro con pietre preziose, si stimò, a larga, di valuta di stile milioni di fiorini d’oro. A largo. Posto avverò. = Largamente. Borg. Mon. 220. Come nel proprio luogo si è a largo discorso. (V) Alari. * (Geog.) A-là-ri. Antichi popoli della Pannonia. (Mit) Alarico,* A-la-ii co. iV. pr. m. Lai. Alaricus. (In ted. all tutto, e reich ricco. Anche in sass. aeh tutto, c rica ricco.)— Be de’ Goti. _de' Vi- sxgoli. (B) (Van) Alarii. * (Arche.) A-là-ri-i. Specie di fatiti^ e poi di cavalieri della romana milizia. (Mit) Alaro. *(Gcog.) A-là-10. tal.Sagra. Fiume della Calabria citeriore^ Van) Alasakca. * (Leti.) A-la-sàr-ca. Sm. V. G. Lai. Aìasarchcs. (Da hals y hulos sale , cd al che coniando.) Ufficiale che prescriveva il censo od imposizione sopra il sale. (Aq) Alasarni. * (Geog) A la-sàr-ni. Popoli dell ’ isola di Coo. (G) Alasce. (Boi.) A-là-sce. V. Pepoliuo. (B) A lascia poDERe. * AvverbUil. col v. Fare = Senza discrezione^ IVegli- gentemente. Cr. alla v. Fare. ( 0 ) Al Asia. * (Geog.) A-là-si-a. Città dell* Asia Minore. (G) Alassio, * (Geog.) A-làs-sì-o. Città del Piemonte. (B) Alassona. * (Geog.) A-Ias-só-na. Città della Turchia europea. (Van) Alastore, * A-là-sto-re. IV. pr. m. Lai. Alastor. ( In gr. alastor vai facitore di cose memorande.)— Nobile greco compagno di IVestore.(Mit) 2 — (Mit. Gr.) Soprannotne di Giove , come quegli che tutto vede , o che soccorre gl * infelici. (Dal gr. alesteo io sono afflitto, e sia dal ginnico oreo io veggo, sia dall’ attico orco io eccito.) (Mit) 3 —Nome d*un cavallo di Plutone.—Ahìtiovi furono denominati certi genii malefici ; ed anche i Telebini maghi abitatori di Gialìso in Podi , cui Giove traforino in pesci , secondo Ovidio. (Alastor in greco ebbe pure il significato di scellerato, esecrando.) (Aq) Alata. * (Geog.) A-Ià-ta. Città dell Arabia Deserta. (G) Alata-castra. * (Geog.) Città della Caledonia. (G) Alatemà, A Ia-té-ri*a. [Sf. Forse per corruz. di Elaterio. V.Sorta dì medicamento. Lai- elaterium.Gr. gAar^ior.] Buon.Fier. 2. 1.16 . Opre, forme, strumenti, Alatene, ingredienti Si divecchin talora e si rinnovino. 2 — Forse anche Molla. (Dal gr. elater , elateros agitatore.) (B) Alaterna. (Bot.) A-Ia-tér-na. V. Alaterno. (B) Alaterno. (Bot) A-Ia-tèr-no. Sm. Lai. rhamnus alaternuslap.— , Ala- lerna, Linterno, sin. (Cosi detto da alterno , perchè le fòglie di questo frutice son disposte alternatamente sul fusto , cioè l’una dietro l'altra») Arboscello che nasce nelle colline marittime dell’ Italia meridionale , appartenente al genere ramno cd alla pentandria diginia. Si distingue per essere inerme , pe’ fiori in racemi ascellari , per le foglie ovate , seghettate , sempre verdi , lucide , e ghiandolose negli angoli della loi'o base ; buono per fare boschetti sempre verdi e da caccia , che i suoi fruiti sono appetiti dai tordi. (B) Alatli. (Zoo!.) A-là-tli. Sm. Lai. alccdo torquata Lin. Specie di uccello del genere dell'alcione , ma di una forma grande. La sua lunghezza è quasi di sedici pollici , ma non ha i colori così belli come gli altri i il grigio turchiniccio copre tutto il dì sopra del corpo ; il qual colore è-variato sopra le ali da frange bianche informa di festoni sulla punta delle penne , delle quali le più grandi sono nericce^ e tagliate in dentro da larghe dentature bianche ; quelle della coda sono segnate dì larghe righe bianche ; il di sotto del corpo è di un rosso marrone , che va rischiarandosi nel salir verso il petto , ove è smallato dì grigio ; Ingoia e tinta di bianco che s'estende sui lati del collo*, e lo circonda. Tuttala testa e In nuca sono dello stesso grigio turchiniccio del dorso.(fiati) (fi) Alato, A-là-to. Add.m.Che ha ale. Lai. alalus, aliger. Gr. rtcru- P5S. Pctr. son. 3 g^. Or n’ha diletto II Be celeste , e i suo’alati corrieri. Fir. As. 120. E avuto a se quel suo figliuolo, quello alalo e temerario , il quale cc. 2 — Per similu. [ si dice pure di alcune cose che abbiano come due ale. 3 Alani. Colt. 2. 3 q. Con carri alati, e di rastrelli in guisa, Vati raccogliendo sol le somme spighe. 3 — [ per metaf} Jac. Sold. sat. 6. Il breve riso e V ostinato affanno , L:» gioja alata , e costante il dolore. 4 —• (Bot.) Si dice del fusto , del picciuolo^ del pericarpio e del seme, quando una qualche espansione di natura o di forma fogliacea scorre per la loro lunghezza. (B) 5 — (Mas.) Agg. di Passaggi o Tirate. Passo da modo a modo di musicaf A) 6 — (Ar. Mes ) Agg. di Tenta , ed è quello strumento chirurgico òhe selve di guida al bistoiì nell’ ernie intestinali. (A) 7 - Inf, n'za di sost. per Uccello , Volatile. Lat. avi» , volucris, 7 'ass, Get us. ij. di. Stupisce il inondo, c va dietro cd ai lati, Meravigliando , csercilo d' alali. (P) A lato. [Avvrrbinì. e più sovente a modo di prcp. Lostesso che} Allato. V, A r.ATOF. * (Geog.) A la tof. Lai. Montes Illuminici. Montagne delta 7 ariana. (G) Acatobe, * (Molili.) A - lai i-n\ E e. ab. ni. di Alare. Colui che tira una barca per mezzo di una corda incrociata intorno al suo corpo o in - tomo alle spalle. A. Li. Fr. ( 0 ) Alatbbse ,* A-la-tré-s c.Add. pr. coni. Lo stesso che Alatnnalc. E. (B) Alatbi. * (Geog.) A-là-tri. Lat. Aletrium ., Alatriimi. Città del Lazio, ora città nello Stalo della Chiesa. (G) Alatbinate , * A-la-tri-nà-te. Add. pr. coni ,Di Alatn, —, Alatrese , Ale- trinule, Alelrinesc, sin. (B) . Aeaona. * (Geog.) A-là-u-na. Antica erta della Gallia. — della Gran Brettagna. (G) Aladm. * (Geog.) A-là-u-ni. Popolo della JSonca e della Sarmazia europea. (G) , Ala usi. * (Geog.) A-la-n-si. Piume, cuta e prov. della Columbia. (G) Alava. * (Geog.) A-là-va. Lai. Abiba. Pinomela della Biscaglia. (G) Alavo. * (Geog.) A-là-vo. Città della Pinlandiu. (G) Alazu. * (Geog.) A-U-Z.Ì-&. Amica città dell'Asia. (G) / 184 ALAZIO Alazio. * (Fani.) À-là-zi-o. Sm. Lai • halauum. (Dal gr. hals, halos saie.) Medicamento fatto con del sale , che ha la vivfii di purgare. (Aq) Alazonu. * (Gcog.) A-la-zò-ni. Antico popolo asiatico d'orìgine scitica. (G) Alazokio. * (Geog.) A-Ia-zò-ni-o. Oggi Kur. fiume d’ Asia. (G) Alazzire, * A-laz-zi-re. Alt. Stancarei Injìevolre , Indebolire.—, Al- lazzare, AHazzire, sin. (Alazzire, quasi allassire, tla lasso. V* Lasso.) (O) Alazzito, A-laz-zMo. Add. m. da Aluzzire. y. sanese ed aretina. Red. Toc. Ar. (A) Alba. [Sfi Quel chiarore che appare) tra il mattutino ed il levar del sole. ] (Dai Jat. alba, bianca , candida , cosi detta dall’ imbiancar che fa il cielo , quando il sole s’ approssima all’orizzonte.) Lui. aurora, dib/cufum.G/.oW?. Dant.Purg.i. n 5 . L' alba vinceva Torà mattutina , Clie foggia innanzi. Petr.ranz. 3 . 3 . E le tenebre nostre altrui fanno al- Aa. /foce, m v. 77. 18. La notte, dopo molta e lunga dimoranzu, s’avvicinò al di, e cominciò V alba ad apparire. 2 — [L’ ora , Il tempo dell’alba.] Dant. Parti. 9 - 52 . Dianzi nell’ alba clic precede al giorno ec. Venne una donna. Pelr. canz. 3 . 1. Per aver posa- almeno in fino all’alba. 3 — D’alba. Così dissero gli antichi la domenica e gli altri giorni della settimana di Pasqua , che la Chiesa nomina iti albìs. » Fr. Gìord. P.^7- P 3 0 4 ' n °i iltt Lunedi mattina d’alba. E così seguita nelle prediche che vengono appresso \ Martedì d’alba, Mercoledì d’alba di resurressio. (V) — {D’alba, vuol dire anche All’alba.] G. y. 11. 6. 6. Trassono del Castello il Legato e sua gente e arnesi il lunedì d’alba , a dì 28 di Marzo. — [Sur far dell’alba cs] Sullo spuntare , ISelprincipio dell ’ alba. Tac . Dav. vit. Agr. 3 g 5 . Vidersi in sul far dell’alba le insegne. — * Figur. S. Catt. Lett.óg. Questo in verità dimostra eh’egli è cieco e non vede altro clic alba. (V) 7 — de’tafani — Mezzodì , detto per ischerzo , porche allora cominciano a ronzare i tafani. Malm. io. 8. Perchè il nimico all’alba de’ tafani Vuol trucidare in singoiar battaglia. 8 — * Modo proverò. Dall’ alba alle squille^: Dalla mattina alla sera.( A) 9 — * (Mit.) Divinità allegorica. (Mit) Alba diff. da Aurora, e da Albore. Le apparenze di luce indicate da taì vocaboli offrono certamente delle sensibili differenze. Alba propriamente esprime il tempo in cui si scorgono in cielo i primi albori delia luce. L’ Aurora è quel tempo in cui, per una maggiore prossimità del sole, uno splendore più vivo tinge il cielo di colori rosseggiatiti ed aurati. Albore può farsi sinonimo ad Alba nella poesia ; ma siccome nel proprio significa qualunque splendor biancheggiante, così diverrebbe equivoco nella prosa. Alba , * Albina. iV. pr. fi Lat. Alba. (Dal Int. alba bianca.) (B) 2 — * (Geog.) Lat. Alba Pompeja. Città del Monferrato. — Giulia o 4 6 ALBEGGIAMENTO Albana. * (Mit.Rom.) Add. j'. Epiteto di Giunone onorata-in Albanella. (Zoo!.) Al-ba-nèl-!a. Lat. falco subbuteo Li* 1 *? \ifyfc detto dall’albeggiar delta coda.) Uccello di rapina [delg^neiy 1 ^ f { cane .] Red. Óss . ami. gf. Il bozzagro e l'albanelia , e hit* 1 £ 1 , ell fe simili uccelli di rapina, non costumano d'inghiottir volontà^* 11 le pictruzzole. - Albànense.* (Geog.) Al-ba-nèn-se. Lo stesso che Albanese. V - ( l c liC Albanese, * Àl-ba-ne'-se. Add. com. (Dal frane, aubadi stran^ ì0 G s t. deriva dal celtico all bann altra giurisdizione. U. Albumi 0» ) advena. Ua re fu , Rerni , Lasca ed altri. Amati. (O) Albanese.* (Geog.) Abitante dell'Albania .—,Àlbanense, sui di Alba. U. Albano. (B) Albani. * (Avelie.) Collegio de' Sacerdoti di Marie che i\sed^ atì monte Albano. (Mit) 2 — * (Geog.) Abitatori dell Albania asiatica. Lo stesso che A^ 311 Abitatori di Alba. (G) ^ 3 — (St.Eccl ) Eretici comparsi in Albania che rinnovarono g* 1 de ’ Manichei. (Bei ) _ Ai* Albania. * (Geog.) Àl-ba-tiì-a. Regione dell'Asia sul Caspio. — E 10 dell’ antica Grecia , che comprendeva V Epiro e Villino, 0,(1 .F della Turchia europea .— Ducalo della Scozia .— Città e gli Stati Uniti. (G) j C ll J Albano, * Al-hà-110. N. pr. ni . Lat. Albanus. (È nomo tratto “3 H di Alba città.) (B) (f<) 2 — * (Geog.) Città , monte , c lago della Campagna di K (>r,1 ‘LJÌ 3 — * Abit. di Alba .—, Albonse, Àlbese, Albànense, Albanesi’» f Albano (S.) * (Geog.) Città di Francia. — d' Inghilterra, (fi) . / Albanopoli. * (Geog ) Ai-ha-nò-po-li. Città della grande Ari#* 11 della Macedonia. — Antica capitale de.IV Albania. (G) Albara. * (Geog.) Al-bà-ra. Città della Siria. — dell' Istria- Albaras.(Mc(Ì.)AI bà-ras.A /7 — ,Aibora.«/i. ( Albara è lo stesso eh* nt lat. vitiligo : Scabbia diesi manifesta con delie macchie biancash^^ lex. med. et ibi mantissa. U. vitiligo.) Spezie d'erpete 0 & l squamosa. Dìz. Chir. (B) Albarazino.* (Geog.) A!-ba*ra-zì-no. Lat. Labetluim Arbaraciou' 11 * ca città di Spagna. (G) t Albardeolà. (Zoo!.) Aì-bar-dè-o-la. [Sfi) Sorta di uccello, P e [ fiP' nome chiamalo Puletfone. Lat. alba articola. Gr. ksvx.os ip^‘° Oss. an. 1 9. Ho avuta l’occasione bene spesso di toccarlo con 1113 ne’palettoni o albardeole , ed^ in molti e molti altri uccelli. ^ Albare. (Bot.) Al-bà-re. Sm. (È il peuplier blnnc de* Francesi» c Àlbare dalla bianchezza della sua corteccia.) y. Gattice. (B) Alba reale. * (Geog.) Sì ha! YVeisembourg. Città dell' Ungher^*^ Albarello. (Bot.) Al-bn-rèl-lo. E. Gattice e Porccllina. ( 13 ) t »uarb lrtl Albajua. * (Archi.) Al-bà-ri-a. Add. f. agg. di opera, ed è L 1 iC gd x opus di Èitruvio. Intonaco di polvere finissima di marmo cui sì dava l' ultima mano sull’intonaco ordinario de muri- Al bacchio. Avverbi A caso. (V. Abbacare', e riffe)ti che le sillabe co/, cui e simili spesso cangiansi in eh: così macchia da macula, occhio da oculus ec ) A alv.Spin. 2. 2. E’ non è da scoprirsi cosi al bacchio. (V) Albàcena. * (Geog.) Al-ba-cè-na. Città dèlio Stalo della Chiesa. (G) Albadara. * (Anat.) Al-ba-dà-ra. 8f. Nome dato dagli Ambi all’osso sessamoideo , situato al di sotto dell’ articolazione del pollice del piede col primo osso dei metacarpio. (A. 0 .) Albadra. * (Geog.) Al-bà-dra. Isola dell'Oceano indiano. (G) v.u'-h.; r . rutpja». ^l>; Albadulia. * (Geog.) Abba-dù-lba. Città della Liguria. (G) ALBASANO.*(Geog.) AI-ba-sà-110^ Elbassan Città delia Turchia m'W ^ Albagia, Àl-ba-gi-a. [A 1 /.’] Boria , [Pomposa estimazìon di se stesso.) (AL Albasinschi. * (Geog) Al-ba-sin-scbi. Città della gran Tartan^, U A bagia y ebe i Napolitani dicono Atbascia y dall’ arabo el bezaech ovvero Ar n * een * V/uum r.:uh>vr ? similifn fmssoA I al bezaech la superbia.) Lat. fastns. Gr. a XoV^ovucc. Palaf. 8 . Squittendo in albagia rimbrottatoti. Salv. Grandi. 2. 2. Alcuno Lo pastura d’ u- Al barlume. Posto (o •verbialm. vale A quell'ora , o In quel ^ si vede poco lume. Lat. luce duina, obscuro /lie. Gr.nccrx ro W* Frane. Sacch. noe. 28,. Come la vide al barlume la donna.,re )ff con grande ambascia ec. gli disse. J ac. Dav. Ann. 2.q2. fd finto Agnppa) per le lerce al barlume; in pubblico fl0 j l lii^ dava. Atteg.QQ. Volete voi vi dcres’io pescava pel Proconsolo al « ,L ^ (Dot.) À!-hà*ro ) pescavi: y. Pioppo. (B) $ 2 mor di poesia ec, altri D’ albagia. Ambe. Furi. 4 * 4 - Come quel c’ ha quell’albagia nel capo. Alleg. 2g. Il qual per questa via Cresciuto in albagia ec. Albagìa , Boria , Burbanza , sono voci che offrono delle differenze, quantunque impercettibili. Albagia s'adopera d’ ordinario per esprimere una vanità pomposa ed insultante. Boria non definita dalla Crusca esprime un' insolente ostentazione del proprio inerito con isprezzo degli altri. B tu bonza y secondo l’applicazione che suol farne l’uso corrente, é aneli’essa un’ambiziosa ostentazione delle cose proprie, accompagnata da orgoglio e da eccessiva compiacenza nel supporle maggiori o migliori dì quelle degli altri. Allumo, Al-bà-gio. (> 9 m.] Sorta dì panno Inno grossolano^ che suolees^ ser bianco , e conserva il nome anche negli altri colori. Alleg. 2g. Un clic ’1 pan di legnarmi* e’I vin celeste, Il canavaccio baratta c l’albagio. a — Usalo anche come add. Salv. Avveri. 1. 2.3. Discordanza pur troppo strana e difforme , non altrimenti che sedi panno albagie c di scarlatto , screziato divisamente si componesse da chicchessia. (V) Albagioso, ALba-gió-so. Add. m. Borioso , Contegnoso, Superbo, Altero , Orgoglioso. Lat. elatus , ventosus. Buon. Tane. Albagiosi pensieri. (A) E 4. 6 . Contegnosa, albagiosa, alta , superba. Cecch. cap . in Poggiai. T. ling. t. 1. p- 4 5 ^- 0 albagioso seme de’mortali. (B) Salvìn'Cas. p. i 3 . Che è ciò? disse Socrate ; poiché come tu fossi più bello di me , albagioso ti vanti. (N) Albaida. * (Geog.)*’ Al-bà-i-da. Città del Regno di Valenza. (G) Albajone. (Idrati!.) Al-ba-jó ne.tS’/M. Nome che si dà talvolta ai tomboli , e sono così detti perchè albeggiano sulla spiaggia. (A) Ale aldo , * Al-bàl-do. N.pr. m. Lat . Albaldus, Aìboblus. (In ted. all bald vale tutto presto: in sass. aeli vale tutto, e bald ardito, bravo.) (B) Albalonga.* (Geog.) Al-ba-lòn-ga, Albalunga. Città del Lazio, detta anche semplicemente Alba. (G) Alba marittima. * (Geog.) Città della Dalmazia. (G) ^ Albana. (Agr.) Al-bà-na. [^/T] Sorta di uva bianca. Cr> 4 ' 4 '^- E un’altra maniera, che si chiama albana, la quale tardissimamenle pullula, ed è uva bianca, ec. Albana. * (Geog.) Antica città della Dalmazia* (G) (Ge°g ) Al basso .* Avverbial. Co’v. Venire, Cadere e simili == In basso, c lamente In povertà. Cr. alla v. Cadere. ( 0 ) Albastra. * (Geog.) Al-hà-slra. Antica città d'Egitto. (G) Alp.astrella. (St. N.) AI ba-sfn:l la. Specie d'uccello. (Min) i zYlbatico. (Agr.) Al-bà-ti-co. Spezie d' uva , [varietà ^ ttif / y' che è buona per arrossare, o annerare il vino bianco.) Ci- S’arrossa o annera ottimamente nel tempo della vendemmia co» 1 si chiamano albatiche, e con lambnischi ben maturi ; e coll 3 vino molto volte si lavino i raspi del detto albatico. Albàt/iella. (Agr.) AJ-ba-trèMa* T. Corbezzola. (Min) ke^ Albatrello. (Bot.) Àl-ba-frcl-lo. Sin. Spezie di fungo detto atid* rollo e Porcellino. Micheli, y. Fungo. (A) 2 — * Può essere anche dim. di Albatro. (A) jgfi Albatrino. (Agr.) AI-ba tri no.Sm II vino che si fa colle corbe*) j/’ Albatro. (Zooì.) Al-bà-fro. Sm. Lat. albatrus. dimwedea r3t (Cosi detto dal color bianco d’ una parte della sua lesta, ’Jvr'fj' del suo petto ec.) Uccello acquatico,che supera tutti gli ucce Ih senza eccettuarne neppure il cigno ; e sebbene sia mengriuitf^ ^](c licano o del fiammante , nondimeno ha il corpo più grosso,^ le gambe meno lunghe, e meglio proporzionate. Il suo ^ eC f°Aa punta fino agli angoli della bocca , ha sei pollici di è composto di molti pezzi che paj mo articolali ed uniti con sopra giuntovi un uncino, e l estremità della parte à\f €11 ta a guisa d’ una tegola , e come troncata. (B) r , 2 — (Bot.) Lat. arbutus, unedo. y. Corbezzolo. (A) 3 —E si dà pure questo nome a quelle piante della classe decftn i) 1 / f ,R) j gioia , le quali hanno il calice diviso in cinque parti,la ceffi 1 e diafana alla base , la bacca rotonda, coti cinque s P& zlI Jff t fipùfp} Albazarina. (Ar.Mes.) Àl-ba-za-ri-na .—Sfi Sorta di lana ai _ che prende il suo nome da un territorio d’Aragona, d'onde 0 'fi 1 j fCfj Alba’/.zano. (Min.) Al-baz-zà-no. Lat. silex. Eome che si dà ,':> l alla pietra ordinaria da calcino,perchè per lo più è di colorirci 1 ' Albedine, * Al-bè-di-ne. Sfi y. L. Bianchezza. A. It. Fi’- (E j, Albeea. ^ (Geog.) Al-be-é-a. Città della Catalogna. (G) t Albegakde,* Al-be-gàr-de.iV. pr. f. Lai. Albegardes. (Dal t c 4. to , e bewàhrt approvato.) (B) Albeggiamento , Al-beg-gia-mèn-to.[i 5 b »0 L'albeggiare,SagZ Jl( .^ 0 f\ Svanisce questo albeggiamento ancora per piccola (Iosk di 1 Ai. albi Cail TE , > . Al-beggiàn-te. [Pari. di Albeggiare.) Che albeggiti. Lai. ste|| a ■ vXQtevjuzivóinvos, Coni. Par. iti. Qui pone il color della a 6 ’ a| begg'ante. in p urt E > Al-beg-già-re. [IV. ass. In generale ) Tendere al bianco , [ed ■:«„ ,c osi del Par dell' albtt.]Lat,a\h\care.Gr.inro\smx'n/ar'Sca.Lib. *" 'l l,, d punto nel quale il giorno comincia ad albeggiare. . detta Ir C Gc ug-) Àl-bè-gna, Albenga. Lai. Albania , Alininia.f'mr«e 4LE EG0N ; Ose «na. (G) 4 led ’ n AI ~ be -g ór| - do ' N. pr. m . Lo stesso che Adelgondo. V, ^ B et, p * utto » « bekunnt conosciuto, famoso.) (B) * fólo * AvvevbiaL Lo stesso che Alla bella prima, e vale Su- 4u '«* a e ; Davanz - <°> . (Geog.) Al be-màr-le. Lai. Albemola. Contea della Fir- ^Gtn 0 ' ' . ' 4 Aig (i| .‘ (Geog.) Al-bén-ga. Provincia degli Stati Sardi. — Città della j lB s»se a ‘,~7 Piume delia Toscana. Lo stesso che Albegna. F. (G) Al-bèn-se. Add. pr. coni. Lo stesso che Albano. F. (B) 4 S ' tl| l | lic° A ’ * ■Al-ben-trii-da.jV.pr.y.’ Lat. Albenlrudcs. ( Dal ted. albera ALBEGGIANTE fii ^ 0( ) ’Al-be-ra. F. Pioppo. (B) ST-; Al-he- ràc-cio, Sm. pe$g. di 'Albero. Doni A. F. Berg. (0) pliCQ * Al-be-rà no , Adalrauo. JV*. pr. m. (In ted. albera sem« 4l66 “»à e e a'" P uro -) ( B ) c 0i e ,^ t Al-bc-rà-re. [ A ti .] Alzare all aria antenna , insegna o simili na *k erare » sin, frJorg, so, Ed albera l'antenna di rispetto. l ^ ar * u 0 Al-be-ra-tù-ia. òf. Nome collettivo che esprime 1 A | 1 ai beri che sono in una nave. (B) 4 lì 'i bn . ALCese * Questa è C alberatura particolare delle galere , ed al- 3 ^ A p , l€nt Ì - (S) dee 5 ^ ^ F alberatura di varìibastimenti che portano delle vel‘ qua - ■ s °/ >ra all' altra , c/o^e f albero è di un solo fusto o di un solo Corne nella maggior parte degli altri a vele quadre , Ajq ire pezzi seuarati . cioè albero mangiare . ' albero di sab- bia^ ai tf e pezzi separati , cioè albero maggiore , albero di gab- ^ ùe, '° c/i pappafico , impostati uno sopra V altro. (S) ^Pret 1 * 0 ^ un solo albero inclinato all' indietro, con un ansalo albero , con un ■^4 j, 0 toolto allungato , e /;oeo rdevalo. (S) a «*10 /.° RCa 5 ° 1)1 H&us. £' un’ alberatura d ui ^ B£tlCOc «'«presso. (3) ^ LB &«eocp A ^°t.) Al-ber-còc-ca. A/C Frutto dell'albcrcocco. V. Albicocca, lincia °n ^ ot 0 Al-ber-còc-co. [.Vm.] A'*. lincia |i Ai-ùer-coc-co. tom.j ^ . Albicocco. Dav.Colt .1 yi. Co- i^tcj aI a hma di geuuajo quu* frutti prima, che muovon prima, f ^ caldi , mandorli , peschi , e albcrcocchi lutti ec. » / ’ ^ ot 0 Al be rèi-la [A/À] Spezie di albero , detto altrimenti Tre- Popu|„s tremula. C V. alla v. Tremula. Jif i. £ T * r ° * Al-be-rcl-lét-to. [Am/J rf*m. di Alberello.—, Alberellino, > alb* a ! Ve °bis. G/-. (TKtv iilveo|' d-itn. di Alberello. [/^.Alberclletto.) » 0 n Us * ^ r * cjc èvcLptov. Lib. cur. malatt. Si riponga in uno picco- Ti di fl | Upo ^t« 1 V-^'be rèl-lo. iSm. PI. Alberelli e Alberegli.] ^Forse dal lat. vaso, ovvero dalla sua forma che ha qualche sonii- Cl Pio 11 " u pìccolo albero, o secondo il Baidinucci, perche da prui- vas VaS | Ct ^ 11 lnasàime pc’colori, faceansi di legno al tornio.) Lat . C * ùr ce|| SCU - Urn ’ Bocc . nov . 63. 3. Lasciamo slare d' aver *55, ^ e piene d'aìlx'relli, di luttovarii c d* unguenti colmi. Lab. v er UolGii za ., c ^ e la casa mia era piena di fornelli e di lambicchi e di J S T iorj g | E c j ampolle e d 1 alberelli. Fir. Disc. anim, no. Quanto Ì ^l'co j 'hbano guardare ec. da coloro che, come è nel proverbio » 3l ! e ii) fida- ,Jcano duo muri con un medesimo alberello. ( Qui lat. v^* ^ ll alR la ^. UOs pavietes dealbarc.) Burch. i. t. O e’gli ha barat- ^ j e . re ^i- » llicct. Fior. Cocendo a fuoco lento lauto che ver- r* ^ an } Scalolc ° in alberegli, sia a modo di gelatina. (N) i 011 due * ^ ,n - di Albero. Borg. Mori. 2^5.Poiché questi alberelli C Wot \ f> ll0tl 1111 solo. r/^. Àrbosceilo.] co 9Es s. (m • GaUi< ' e - (B; jh , Al/" - ^rbc-ré-se. [A 1 /] Pietra viva di colore tendente al bitm- g che j| eilno i s *n, — ( Torse così detta dalle piccole figure di ' ’ ini r> s * e ^ a comunemente si veggono. ) Lat. sdex. Buon Fier. Terese* beasse nua sassata , 0 fosse d’ un diaspro \forsJ^ X Jf C *’ d' una maniera di macinare il grano e si- i%^ha un’/* di pietà vira alberese. (Z; ^ n^ IC dendrit ‘ [j 11 H )eci e di questa pietra di natura calcarea a tnac- /' TeL Li So Od> ; T 0ì .ti’,l‘ tlt ^ e e fessene calcin i. —, Aliuzaoo , sin. (B) o J^' so 5 uui.TiiLLiwo. • Pùlra composta d’ una miama speco- - (leUa da' naturalisti lunare o selenitica , unita alla so- 4(. »&l , dlSc ente. (A) Sa!" E< ' e - K Rìghaso. F. Alberino. (A) * re 5 abbui i* co, . n ' Z)/ alberese.} Pallad. E ne’sassi alberesi , buone, '* ^ ll h'c ev pb e fredite sono. M. Aldobr. Sia spento acciajo rovente dice t ' rCS / ne * latte caldissimo. C** PrTZl* 1 Ur reno che produce sì fatti sassi j [edtu questo d e f n ” e, Sl onche in forza di sosti] ai Seder. Colt. pii. Da Sii alG,- t ? l ' rci )0 produce di questa fatta i vini, che non lo fanno Ao r ' l ! iÌ4 , A) i esi Galestrini ec. (V) a i sj„, iSf] Luogo pieno di alberi. — , Albereto, Ar- j„' n . “*• ufboreium. Gr. iwbfw.Fiv.Disc.Am. 35. Vi si fa- AU° alberete. , li||. Va lte ne ( |AÌ!- e 'i t ?' C>S,n - tj0 sUss0 che 1 ^*^ crcta ’ F.Lo r . Med. canz. v (p^'gua. * all>tl 'eto -, Là t'appiatta e sfatti cheto, Ch'i’ verrò a è *$*•; di gallici , delti Alberi da qualcuno. ] Cr. 7. 3. < S1 ALBERGHERIA ,85 a.E se ’l luogo sarà umido e basso c soluto, riceverà più convenevolmente il salccto, l’albereto, l'ontano e'1 pioppo. Alberbtto , Al-be-rét-to. Sm. dim. di Albero.—, Alberello, Alberino, sin. A^.Arboscel lo. Lai. arbuscula. Lasc. cen. i nov.3. pag. 6q. Mi pareva di essere in su le rive d’Arno fuori della porta a S. Friano , le quali vedeva tutte fiorite, e sopra la verde e minutissima erbetta sedermi sotto il primo alberato alla dolce 0mhra.Red.lelt.rj2 . Procura d'averne un alberato giovine , e... lo accomoda bene colla terra. (B) 2 —* Dicesi ancora di quell’ albero i rami del quale sono stati accorciati e spogliali delle lor foghe per incastrarvi panioni ad oggetto di pigliare piccoli uccelli. (Ag) 03 Alberga, Al ber ga. Sf. F. A. F. e di' Albergo. Fit. SS'. Pad.2.35. Vennero alquanti poveri, per avere limosina e alberga. (V) Alberga. * IV. pr. f. Lai . Alberga. (Dal ted. all tutto , c berg mente * ovvero da alt tutto , e Liirger cittadino.) (B) ’ Albergagiorb , Al-ber-ga-gió-ne. [ Sf.Albergamenlo .] ^.Albergo. Lai. ài. versoriuin. Gr. £-‘ , oò'r>%sìor. Mil. Marc.Poi. E per lutto questo luogo non si truova albergagione nè abitazione. ALBERGAMESTO,AI-ber-ga-me'n-to.[A’m.) Alloggiamento , f il luogo ove sì alberga.] —, Albergagione , sin. F. Albergo. Lat. bospitium. Gr. farla. Ztbnld. Andr. Arrivarono al loro solilo alhergamento. 2—[L’atlo di albergare]. Fr.Jac.T.2.ig.6. Il diavol 111 in lui alhergamento. Albergaste,*AI- ber-gàn-tc./ , urt. di Albergare .Che albcrga.Oliv.Rerg.(0) Albergare, Al-ber-gàre. [ /Itti] (V. Albergo.] Alloggiare e Ricevere uno in casa a dormire , o ad albergo , acciocché si riposi e si adagi.Lat. bospilari, diversari , hospitio excipeve. Gr. farifair. Bocc. aov. SS.a. Alcuna volta per tm bisogno grande, non ogni persona, ma alcun conoscente, albergava .E nuin.5. Vedi, a te conviene stanotte albergarci. 2 — Fare degli alberghi. Tuv. Rii. f appresso il Tassoni. Annotai. Crusc. pag. ej.J E se il cavaliere andava per contrada molto diserta, la quale per paura delle malvage fiere non si potesse albergare, lo sire delle contrade faceva fare, a certe poste, grandissime albergherie. (V) 3 — In signif. a. ass. Fermarsi e stare in albergo, Dimorare, Abitare. Lat. incolere , abitare. Gr. ìroie.òr. Petr.canz. 3, 1. A qualunque animale alberga in terra ec. Tempo da travagliare è quando è ’l giorno. E 5.8. Che non pur sotto bende alberga Amore. E 8- 7. Ove alberga onestade e cortesia.£ 11. 1. Spirto gentil , che quelle membra reggi , Dentro alle quai peregrinando alberga Un signor. E 3y. 1. Nè tanti augelli albergar! per li boschi, Q.ianl’ ha il mio cor pensier ciascuna sera. E son.g. Quando’l pianeta che distingue l’ore, Ad albergar col Tauro si ritorna. Dant.Ii/. 20. ejq. Dove ronca Lo Carrarese che di sotto alberga. » Cavate. Medie, cuor. lòf. Sull’ora della morte conoscendo Servalo il suo fine , diramò alcuni religiosi ch’era- no albergati con lui, e pregógii che li facessero la raccomandazione dell’ anima. (V) -j —> Per mela/. [ Dimorare , Risedere.] Bocc. g8. 33. Ma tolga Iddio via questo, elle io romano spirito tanta viltà albergar possa giammai. 5 — [ con femmina Giacere , Dormir seco nella casa di lei ; ed è parlar coverto.] Lat. noctem apud aliquatn transigere. Bocc. nov. 33. 17. Ad albergare se n’andò segretamente colla Maddalena. E nov.tit. q. A grande sigio e con molto piacere cenò e albergò colla donna. 6 — E a. pass, nel signif. del § 4. Petr. son. 35. Poi che cercando stanco non seppe ove S’albergasse, da presso o di lontano. E Ar. Pur. 15. 43. Tu non andrai più che sei miglia innante, Che troverai la sanguinosa stanza, Dove s’ alberga un orribil gigante. (M) Fit. S. Gir. g'ò. E vedendosi in sulla sera, non sappiendo in che luogo s’ albergasse la notte... vanitosene a loro. (V) Albergare , Al-ber-ga-rì-a. Sf. F. A.F. e ^"Albergheria. Er.Bar.a5a. 4• Per buone albergarle Ancor fa minor vie. (V) Albergato, Al ber-gà to. Add. m. da Albergare. Lai. hospitio e.Lccpfus. Gr. fatfitrSus. Bocc. nov. la. / Pur sono la notte poi stato io buon luogo e bene albergato. Er. Gtord. Pred. R. Lo trovò poveramente albergato- in quel castello. 2 — Pieno di alberghi. G. F. 11 ■ g3. 8. Eli’era dentro bene albergata di molti belli palagi c case , e al continovo in questi tempi s’edificava. E 11. 1Ì1.4■ L’oste de’Fiorentini si dovea porre al fosso Armonico , che era bene albergalo. Albergatore , Al-her-ga-ló-re. Ferini!, m. [di Albergare.] Che tiene l'albergo , Che alberga altrui , [ se gratuitamente , ospite, se per danari , oste , locandiere.] Lat. hospitio rxcipiens , hospitator , canpo. Gr. favt^trv , rI'Tt-A&s. Bocc.nov. i5. 38. Dove gli suoi compagni e l’albergatore trovò tutta la notte stati in sollecitudine de’fulti suoi. E nov. 27. 3 à. In sol primo sonno i due fratelli albergatori e il lor fante a man salva prese. Seti. Pisi. L'oste di qua entro, cioè l’albergatore, è apparecchiato, umano e cortese. Buon. Eter. 3. a. 1. Ecco l’alber- gator che torna fuori , E seco ha ’l carceriere : L’ albergatore e’i carceriere insieme Son due albergatori. 2 —* Ferbai, f. Arcaismo da non usarsi. Rie. Mal. c. s 5 . La quale era una vecchissima e ricchissima albergatore. (V) Albergatrice, Al-ber-ga-tri ce. Ferbal. f. Che tiene albergo, Che dà albergo altrui. Lat. hospita , copa. Gr. %xrrn\k. Bocc. nov. ag. t5. A cui l’albergatrice rispose : questi è un gentiluom forestiere. Pass. 333. Furono due albergatrici , che dando agli uomini certo cascio incantato, gli facevano doventsr somieri. r> 7ass. Ger. 14. 5n . Sapete ancor, che di tenaci nodi Gli avvinse poscia albergatrice intìda.(V) Alrerges.* "(Agr.) A l-bèr-ges.A/'IVWie duna specie di pesca primaticcia, venutaci di Francia , d onde olir trae il nome. F Pesca. (A) Albergheria , Al-ber-gbe-ri-a. [Sf. , -Albergaria , un.] Albergo. ì.at, diversorium , hnspitiuiii. Gr, ixTxy!..ytiv. Jav. /òtXo sire della conlrada faceva fare, a certe poste, grandissime albergherie. M. E. 6. 61. Recato I’ acconciamento del porto ec. , e del dirizzamenlo del cammino e dell’ albergherie. . . » 2 — Albergamento. Lat. hospitatio. "l.F. 3 . 7 5 . Essendo il popolo romano ingrassato delle albergherie de’ Romei. a 4 86 ALBERGHETTO ALBERO DI GIUDA 3 — [Lat. aìbergariae.] Quell’obbligo d' albergare , e quel jus d' essere albergato , che avean i marchesi , i conti , ì giudici , i vescovi, e simili dignità , e m/ora anche certe particolari famiglie. Borghi Pese. Fior. E P er 1 toccare in breve quei die s’è altrove lar- gainenlc ragionalo , per chi non intendesse questa voce, era albergheria l’alloggio che si dava a’Marchesi e alle Podestà, e simili Ufiziali, quando andavano riveggendo le loro judiciarie. Albeiìghetto , Al-ber-ghe't-to. [tSm.] dim. di Albergo.— , Albcrguccio , sin. Lat. diversorioium.Gr. oIkt^cItiqv, fjuxpèv x.a.'xriKÙGt'. Bocc.nov.2j. 5 . Col fante suo se ne venne appresso ; ed in Firenze giuntile n’an- dò ad uno alberghetto di due fratelli ec. E nov. 29. i 5 . In uno al- hcrghello ec. a guisa di povera peregrina si stava. Varch . Ercol . trinchetto , di mezzana , e di bompresso. Chiamami Alber' -- lJ( posti quegli altri alberi che si stabiliscono sopra i primavu , e c c0l Alberi di gabbia , di parrocchetto , di contramezzana , di PjPnj^o V. queste voci. ] Lat. malus. Gr. hrrós. Bocc. nov. 4 2. 5 - ^. a ^to c di vela e di remi la trovò fornita. Dar.t, Jnf.y. i 3 . Quali dal le gonfiate vele Caggion avvolte, poiché l’alher fiacca. $ie —- (Geneal.) La descrizione de'nomi delle famiglie postip ux.rccyciyiov. Bocc. nov. 12. 4 • Ho sempre avuto in costume camminando di dir la mattina, quando esco dell’albergo, mi paternostro c un'avemaria , ec. 2 — Per ogni altro luogo dove si alberghi , Ospizio , sin. Lat . ho- spitium. Nov.Ani. 6. 7. I savii si partirono, c tornarsi a’loro alberghi. Petr. canz. 8 . 7. E dove io prego che il mio albergo sia. 3 — Per metaf Ar. Fur. z'ò. 1^2. 1 /arme sue tutte in somma vi — Gli oriuolai chiamano Albero un pezzo di accaj n to fj $ . t otli ■, ; 4 conchiudo, Avean pel bosco differente albergo. (P) — E detto anche di cose morali , Ricetto , Ricovero. Petr. Son fatto albergo d'infinita doglia. (A) Petr. son. Fontana di dolore, albergo d’ ira. (Min) 5 — Talora si usa in luogo dell'infinito , [ e si dice Ad albergo] per Ad albergare. Bocc. nov. 61. cj* E Gianni alcuna volta vi veniva a cenare c ad albergo. G — Cd v. Dare =r Alloggiare , Ricevere ad albergo. Fav. Esop. i/}* se tu mogli albergare meco, darolli albergo. (P) 2 — * Ed usato nel senso metof. di Ricoverare , Ricettare* Ar. Lur. Ma quel che al timor mio non diede albergo. (N) 7 — Col v. Prendere = Fermarsi ad albergare. Nov.Ant . ff.Invitollo che dovesse prendere albergo a sua magione. (P) 8 —* Col v. Stale: Stare ad albergo Albergare , Dimorare. (A) Alb e b cuccio , * Al-bcr-gùc-cio. Sm. dim. di Albergo, Albergo di poca considerazione. F. Alberghetlo. (Z) Alberico, * Alberi-co, Alberigo, Bico, Albizzo , Albizo. N . pv. m. Lat. Albcrieus. (Dal ted. all lutto, e sia da bereichern arricchire, sia da Uricluen riferire , sia da beriechen fiutare} chi tutto fiuta,tutto riferisce, 0 arricchisce tutti.) (B) Alberjko. (Agi.) Al-be-rì-no. [A/».] dim. di Àlbero. [F*. Alberello.] 2 —* Specie, di fungo che nasce presso ad alcuni alberi. (A) 3 — (Min.) Pietra viva macchiata a forma di alberi. [P. Alberese.] ^ — [Scita di calce carbonata dendritica , le cui macchie o vene , a forma et'alberi, sono cagionate dal Jervo c dal manganese. Chiamasi anche Pietrafìorita , Alberese del ponte a Rignano.] Trovasene in molta copia ut Toscana , e particolarmente a Rimaggio presso di Firenze. Lat. dendriles. Gr. htv$pÌTV)s. (In gr. dendron vale albero.) Albero, ’Al-bc-ro. [Sm. Nome universale di tutte le piante che hanno un fusto ritto , solitario, perenne, grosso , legnoso,il quale nella parte superiore si spande in rami a guisa di braccia o in una chioma diffondi aperte.^ Àlbore, Arbore, Ai boro, sin.} Lat. arbor. Gr. bùtipov» Bocc. g. 6.f 8. Ed erano queste piagge ec. tutte di vigne, d* ulivi , di mandorli , di ciriegi, di fichi ed altre maniere assai d'alberi fruttiferi piene ec., boschetti di querciuola, di frassini, e d'altri alberi verdissimi c ritti quanto più esser poteano. Dant. Inf. i 3 . i 5 . Fanno lamenti in su gli alberi strani.» Walt. Disc. 1. p. A.Dico però insieme con Teofra sto, che alberi si chiamano quelle piante che crescono su dalla radice con un tronco solo nodoso e malagevole da rompere, da cui nascono a modo di braccia i lami. (B) 2 — Andare su per le cime degli albericrPoifare o colle pretensioni o col pensiero o col discorso oltre al comunale e al consueto 1 simile al lai. m:bcs et inania captare. Farch. Ercol. gg. Di coloro che parlano in punta di forchetta, cioè troppo squisitamente e affettatamente e (come si dice oggi) per quinci t* per quindi , si dice Andare su per le cime degli alberi, simile a quello: Cercare de’fìchi in volta. 3 — Proveti). Al primo colpo non cade ralbero=is”àwog/2a tornare a ritentare piu d'una volta il modo d' ottenere alcuna cosa. Lat. multis ictibus dejicilur valida quercus.Gr. ncoK^cCis ?rx»jya 7 ? 5 pvs $a- p.scorai. Bocc. no v . 69 -77-Lusca, tu sai che per lo primo colpo non cade la quercia. Pecor. g. 1. nov. 2. Non temere, Bucciuolo ,• chè l'albero non cade per un colpo. Lib. Amor. 46- Sì fatte risposte a femmine rusticane lasciare dovete, le quali solcano dire: per uno colpo non cade l’albero. Cecch. Esalt. Cr. 5 . 2. Al primo colpo Non va l'albero in terra. 4 — (Bot.) Spezie particolare di pianta simile al pioppo , [il cui legname è dolce e serve ad uso di fabbriche e d’intagli.Lat. populus alba,] aìnus. Cr. 7. 5 . 5 . L'albero c utile che ’ngrossi nel pedale , per le tavole le quali acconciamente si fanno di quello in molti lavorìi. Bern. Rim. n. 35 . Querce sbarbate, salci , alberi e corri. Ricett. Rior. 5 z. Eleg- gesi quello che nasce sul cedro , dipoi quello de'popoli, chiamati volgarmente alberi c pioppi. P. Gatlice , e Pioppo quadralo , ed appuntato in ambe le estremità. Fi sono aif/t! f c cP beri espressi con diversi nomi , come Albero a fermo , Albero a da tornir le cartelle, Albero eccentrico, ec. (A) . 8 — * (Teol.) Albero della vita, Albero della scienza del ,)enc c *>! Sono due alberi che Dio colloco nel Paradiso terrestre, che a f virtù , t’ uno di prolungare la vita , V altro di dar la cog ni» 0 ’ tutte le cose. (Ber) , . jp 9 — * (Mit. JEtabb.) Secondo i Rabbini, l'albero di vita era A 1 “al digiosa grandezza che appena in 5 oo anni se ne avrebbe potul 0 J il giro. (Mi* ) , .ufo 1 * 10 — * (Mit.Gr.) Albero divino. Cosi i mitologi chiamano cui si nascose Proteo ne’ Bacca)tali del Citerone. ( Forse 0 "Gjl) delle dtie statue di Bacco le quali si formaron di quest’albrr° - 'W 11 — * (Mit.Koni.) Albero santo, Albero sacro. Lai. arbor sancta;^ sta denominazione si dava a quegli Alberi che si faceanodid 00 . ! per la loro grossezza e per le larghissime ombre che spand et ' a, rendeva ad essi un cullo religioso , si circondavan di bende e spendtvano ai loro rami corone e tavolette votive. (Mit) ^ 12 — (Anat.) Albero della vita. Home che si dà alle numerose t t Jicazioni del cerebello , ossia alla sostanza bianca coperta nericcia. V. Cerebello. (A) 1 3 — (Cbim.) Albero di Diana. Cristallizzazione a modo di vegdy^i dell' argento amalgamato col mercurio. (L’argento richiamando dell’argenlca luna, venne detto Diana dagli alchimisti) (B) '■ a — Albero di Saturno. Ct istallizzazione del piombo a ma rlì -^ vegetazione, o piuttosto di lamine aggraffate, ottenuta colpee c t questo metallo dal suo acetato per mezzo dello zinco. (B) 1 4 — (Bot.) Albero a pane, Fruito a pane. Significa 1’Artoca>I cisa \V. È un albero nativo dette Indie orientali e delle isole « ff il quale appartiene alla classe monecia mnnandria , « si dist] n & V le foglie bislunghe, sinualo-pennaliftde, scabre, e pubescenti di s0 Jr sostanza farinacea che si contiene nel suo frullo, arrostita) Pf Stipol e del pane , e si mangia nell’ isola di Giova tanto cfìl ! / cruda. Della sua scorza nell’ isola d’ Olaiti si fanno iel tessute. (B) — da vite. P. Oppio. (B) — degli anemoni. * V . Calicanto. (Ag) — dei piselli. * V . Robinia rossa. (Ag) — dei quaranta scudi. * P. Gcnko. (Ag) - PEI TULIPANI. * P. Tulipifcro. (Ag) — del balsamo. V . Pioppo^ balsamico. (B) - . — del balsamo del Canada. P. Pino balsamifcro. (B) . /j f — del coriALLO. Corrisponde all’ erylbrina corollodendron ^'j'ifiiUs aiboscelto dette Anlitle, il quale appai'liene alla classe di’ 0 jf candria, e si distingue per te foglie ternate , senza spine, e P , arboreo e pungiglionato. (B) , — del diavolo. Lat. ficus religiosa Lin. D albero delle Indie 0 ^ E/ • P, chiamato Albero del diavolo. (B) — della ceba. * P • Mirica. (Ag) — DELLA MOLTE. P. TaSSO. (B) ,j - DELLA PAZIENZA. P. SicOmCIO falso. (B) Kj — della seta. Lat. asclepias fruticosa Lin. —, Pianta della sela /l |< . d’india, sin. Arboscello del Capo di Buona Speranza che alla classe pentandria diginia, e si distingue per le foghe u 1 ' fi l f lineari col margine ravvolto , pel caule fruticoso , perle o”* l ! [e denti, e pe’follici coperti di punte erbacee e pieghevoli. I s s fc\ sono sormontati da una chioma di morbida e bianca peluriac ‘ f Mj ma Seta vegelabile , ed è alla a feltrarsi per farne cappelli > j larsi per farne calze , e guanti e berretti, (li) ,jrj dell» P. Vernice SlPjf — della vebnice. P. Som macco vernice. (B) _ DELLA VEBNICE DELLA ClilNA , 0 DI LACCO. na. (B) — del pepe. V. Agnocasto e Pepe falso. (B) , ^... _ del sego. — , Stcllinga, Pianta del sego, sin. Lat. stilln 1 ? W. Albero nativo della China, il quale appartiene alla cla s ^ monadeìfia , famiglia delle tricocche, e si distingue P er rombeo-ovale , appuntale, interissime e lisce. Nella China^ suoi frutti un olio glasso , simile al sego, ed un olio primo si adopera per le candele, ed il secondo per le l uC gai mente alberi c pioppi. P. (..'‘Ilice , e Pioppo. primo si adopera per le candele, ed il secondo per — (Marin.) Lo stile che regge le vele nelle navi, [ed è quel grosso — pel veleno. P. Sommacco albero del veleno. (B) e lungo pezzo di legno di abete, diforma cilindrica , alzato sopra — de’ pateknostbi. P. Sicomoro falso. (B) filili 4 * V ! le navi per portare i pennoni e le vele. Quattro sono gli alberi mag- — D , Giuda. Lat. cercis siliquastrum Lin. —, Albero ai ° gioii stabiliti nel piano di un vascello, cioè Albero di maestra, di quastro , sin, Nasce nella Liguria confinante colla a ° SL y-emma II- ALBEROTv ACCIO 7 s,! ' ,tJS e pisana , ne’coniami di Roma e di Bologna, e nel ti c/isi ‘° ,la P°ktano. Appartiene alla classe decandria monoginia , e de's Un - p Ue . Pf r Sfoglie reniformi , articolate o lisce. Il vivace colore Il i;( o ) dà gran bellezza a’boschetli artifiziali, nonché alle foreste. I er n vc nato dinero e di verde,prende buon pulimento. (È deito Al- ' m s&v 0 d ‘ Giudea da una delle contrade in cui prospera.)(B) - di p ve ‘ * E • Chionanto. (Ag) Di § ‘* D iso. Rat. ailantns glandulosa W. V. Ailanto. (B) di s ) ND[1e a- E. Legno santo. (B) ' 01 vita C . U ^,^, 9 i,ie S io caiuuo - CB) ne,: 7 “°. Lat. pandanus odoratissimus W. E' albera delle Indieo~ le ■ ’ fPPartiene alla classe diecia monandria , e si distingue per & ! 'boso "‘ eari > dentato-spmose nel margine e nel dorso , pel frullo ‘fori e s °id ar ‘ 0 . Le lunghe sue foglie, adoperatisi per fare stuoje, pòlp a J 0, ‘° ricercali per profumare le stanze , ed il frullo contiene una " r 'Esijfo * ,n< t C.. Ul °Brc suppone e tronco e rami, clic nella Pianta non si V. Arboscello. _ ’ Al-be-ro-nàc-cio. [ S/n. pegg. di Albero.] Alìeg. 10. Mi ì'tr Iq ec ' che la pazzia fosse veramente un colai alberonaceio, che . S^voliu*^ 00 prezzasse i quattro terzi della terra, sicché ognuno a- L’idea della maggiore o minor grandezza del .. ‘ tali voci. qv V () Jrv, -* * r ver (.1 \avwu r\.r ri e llG P°* esse scoscendere la sua frasca. Pii ~ 5 Al-bc-ró-ne. Sm. accv, di Albero. Tro -- v.. Trovasi usato dal Doni, ^ SC( tno . r ) ^ *j Male sebbene non sia autore approvato , è pur buon to~ M /^Tn-O - ’ Al-ber-to 1 s ass Y«..ìw jui/uciiu r.'.r. un» uui>ur v 11^1 ty. u.v , u jv... »- iv LJ ■ » • '» * ' Tacc *o Alberonaccio suppone l’uso della voce Albcronc.(A) ’ Al-bòr-ta. N.pr.f. Lai. Alberta. (V. Alberto■) (B) a '.b EB t ,;.°- * (Geog.) Al-hcr-tà-mo. Città della Roemia. (G) Al-ber-là-no. N. pr. m. ( Nome possessivo tratto da Al- (Balj’ Al-bèr-to, Albertino, Alhertinello. N. pr. m.Lal. Albertus. ^ c »ir ( g >iu‘(jpft *- n d°* e beorht bravo.) —Nome di due imperadori d'A- a Eii'V(°i So '. * (Geog.) Al-licr-tó-no, Porlo Albert, Porto del Sultano.Xut. r' 6 s*so“V ,D1 - Ciuà d ' Egitto. (G) (Geog.) Al-he-sà-no. Città del Monferrato. (G) , « cc ’ . (Arche.) Al-bè-si-i. Sm. pi. Lai. albesin. Dovasi questo nome Ats,. .“feudi di cui si servivano gli Albiesi. (Mit) IGcog.) Aiby. Lai. Alliga. Città della ' Alln Lat. . ■^bf U 3 l‘ ll T * 0t 'um, Alba fucense. Città nell’antico paese de’ Morsi oggi . Ulteriore Secondo. (Van) a, B| u-„—. . iSi. Piccolo fiume di Toscana. (Van) « "'*»o » /,, co ?') Al-bià-na. Antica città delta Corsica. (G) a^Vs. '» rS,°&) Al-bià-no. Città della Nitrica. (G) V) 1 "***®' IfP) as. Città delta Francia. (G) I ''etitis’ 7|- bi ;càn-te. [Parli V.L. [ Albeggiante ,] Biancheggiante.Lai. a ^dn. - . éroiivxos. Gal. Stst. 3 Gì. I.e nebulose erano prima so- l !! i , cci 0 albicanti , ma poi ec. ■ ‘ SircV m -l dim, dì Albo. 5 ianc/ie«oXa(,suba!bidus. f, l'0st e ': !VK0S - Gai. Gali. 2Ò1. Veggiamo ncll’acque torbide, le quali C||le ori n . VMÌ at * us0 bere, ed essendo , dopo la deposizione d’al- ei di p.« , come diciamo , !■: ,, lsa . diventa aìbirria. albicce. Red. esp. nat. 3 i. Anco l’ape,- , Al »>tÈf A C0 "° $l, nì it. dicesi di Chi è aU/uarttn alteralo dal vino , che è c/te nou è chiaro. Lat, ebriolus. :^gr.) AI®bi-rc-rà-to. Add. ni. V. L. Del color della cera a c ver q r '*}£■ dato da Plinio a una specie di fichi. (Dal lat. bianco, a B, ci. * : Bianco qual cera.) Pros. Fior. N. Sp . (O) Al-bi-gi. Lat, Albioeci. Popoli delle Galile, (G) ^ , A J; bÌ ' cÌl " la * Add ' f' J BS' di Aquila , detta altri 0 ^.ir:r : S A ) ^il^ }'- hi -còc-ca. tSf. Fruito dell’albicocco, piuttosto gros- s/f Paii e °„ e - ntt ì Ufm t° schiaccialo su i lati, polposo , rossiccio da et ° " doli'altra ; entro ha una mandorla lìscia ; è equi- —, Alberocca, «/!.] Lat. malusarmeniaca. Gr.p.r,KÌ% a ,|c Occl,p ‘,'fs. An. 120. Si mastichi delle mele, delle pere, delle C * Evi/ dc "f PcacLe. 4 r C ° Cc °» (A^ 1C \ Uua s P ec * e di Susina cosi detta. (A) Al-bi-còc-co. {Sm .— , Albercocco , Albercoccos, sin, sf 0 , ' f ien fì ^ rn >eniaca Lin. Albero che si crede nativo deli’Armenia; , per ì tl fidasse icosandria monoginia , e si distingua pe* fiori *!/° >if) i /«e futte quasi a cuore, e pe frutti vellutati ; si coltiva * jf, Sf ì 1l isilezza del frutto \ del suo legno si fanno belle tpf x Aj, Ea ’ ^J* ar * c l ie col ciliegio.'] la (fi. Albero ili prima grandezza, che cresce nell'America ar ffiì'e. j eda classe poliandria monoginia , e della famiglia delle *nQ f Q bigi a Suo tronco ha talvolta ire piedi di diametro, è vestito di c mette alla cima gran numero dirami in fòr- ^ t ‘ e lCo c setti », 0 e P irami dale ; produce frutta rassomigliami alle albi - ’ (St. verde, cd il più bell*atbert fruttifero che si conosca* (Ag) b 0( \ r bianche • ' I ‘^' c °- ra & af ' albicorus, ( Così detto da al- k ^>'0 ** €s ee delPn^ * S iaccl, c * fianchi c *1 suo ventre bianebeggia- k'^K l cui Ì-? an ° meridionale , alquanto più grosso che lo ssom- a.Vs, XGe ov.\ a(j bia il sapore e informa. (A) t ‘ 6 l ^4* » (Oeog\ A . € * ^ ut. Albia. Città della Savoja. (G) di fési. Popolo della nazione de* Morsi. (Mit) *>v Al-bì-ga ^ Albia. Antica città dell' Aquitctnia. (G) Albino. (St. N.) Al-bì-no. Add. e sm. Nome che sì dà ad uomo o ad animale che abbia il colore della pelle bianco assaligli occhi tendenti aneli’ essi al bianco , d’ordinario poco veggenti , e che mal sopporta no la soverchia luce , i capelli e il pelo di colore dilavato ed albico io.(fi) Albino .{Add.m.]Sorta di colore che tende al bianco. Bianchiccio. Lat . albineus. Gr. vTró^sv3ios.Pallad,Marz.2’j. I colori sono questi ec., gocciolato bianchissimo, nero presso che vario, cioè il nero colore mischiato con colore albino. Albino/ N.pr.m. ^.Albo. Lat. Albinus Imperadore Romano. (Questo suo nome vuoisi tratto da albas bianco : e ciò a motivo della insolita bianchezza di lui nascente. Dici. Oclol.) (B) (Van) Albino (S.) * (Geog.) Città di Francia. (G) Albjnomano/ (Geog.) Abbi-no-mà-no. Isola del mar dell*Indie . (G) àlbio , ’Al-bi-o. Sm. Conca , vaso da Lagnarsi , e più propv. in sigtt . di truogolo , vaso da acqua ed altro , per polli , porci , e simili. (Dal lat alveurn in significato di conca.) Dissoni. (P) Àlbio/ IV. pr. m. Lat. Albinus. (N) Albiocf./ (Geog.) Al bi-ó-cc. Città delle Gallie . (G) Albjona/ (Geog.) Àl-bi-ó-na. Campo al di là dei Tevere . (G) Albione.*(G cog.) Al-bi ó-ne.IVo/we antico dato ali'Inghilterra, forse per le bianche sabbie delle suedune,o per la bianchezza delle sue ntoutagne.fix) Albione.* IV. pr. m. ( In gr. vale chi compra per mare de’ commestibili : ed è da hals mare , e biones , qui emù ad vietwn necessaria. — In late derivativo di albus bianco )—Gigante figlio di Nettuno. (Mit) Albione (Nuova)/ (Geog.) Nome della California e di una parie della costa N. O. dell* America settentrionale. ^G) Albis(in)A/ L. Dicesi così la domenica egli altri giorni della settimana dell'ottava di Pasqua dì Resurrezione 9 ani. di Alba .G.FiU. 11.6. (O) Al bisogno* Awerbial. col v. Essere, Venire o simili , lo stesso che Abbisognare , Occorrere. Bocc. g. 2. n. 3 . ( 0 ) Albistaverati. * (Geog.) Al-bi-sta-ve-rà-ti , Oibasa» Antica città della Cilicia. (G) Albistro.* (Geog.) AI bì-slro. Città della Magna Grecia. (G) Aluitrare, Al-bitrà-rc. (Att.]L r .A. F*. e di* Arbitrare. Lat. prependere , animadvertere , existimare. Gr. voplfyiv. G. F. 12. 72. >j. Ornai potete avvisare, chi sa albitrare, come innumerabile popolo era ritratto per la carestia in Firenze a pascersi. E cap, 83 . 1. Ma alberando al grosso; clic altrimenti nou si può sapere appunto in tanta città, come Firenze. Cren. Morell. 218. E’l iioin* di esso, e dove primamente abitò , ed in ohe tempo, alberandolo sanza ingannare. Albitraro, Al-bi-trà-ro. Add, ni. di Albitno. F. A. F. e di' Arbitrario. Di libera e d'assoluta autorità. I^at, arbitrarius. G. F,ii.‘òg. 8. E venne meno il detto uficio , il quale era albitraro. E appresso. Non fieno mai vaghi di fare uficiaìi aìhtlrari. Star, Pise. 170. Faccano lì processi loro albitrari , e non osservavano nè legge, nè statuto nessuno. Albitrato , Al-bi-trà-to.(A'm ) F.A.F . e di* Arbitrato. Lat. arbitrium , arbitrato», us. Gr. hixira. G. F. 8, 1. 2, Faccendoni in Firenze ordini d’albitrato, a correggere gli statuti. Albitratohe , Al bi-tra tu re. ( Ferbai, m. di Albitrare. F.A. F. e di * Ai'hìlr&tore.ìChialbitrafChi ha facoltà di albitrare. Cron.Movell. A far compromesso ec. in albitri c albitratori, e amici comuni e buon’uomini. Arbitrio , Al-bì-tri-o, [À/».] F. A. F. e di' Arbitrio. Lat . arbitrium, facultas, potestas. Gr. i^pvirix, ^iociroc. Bocc. nov. 63 . Avendo alquanto d’albìtrio più colorato di poterle parlare. Ovid Rem. am. Nel cui atbitrio fu tutta Grecia. G. F. 11 . 3 g. 1. Il detto di entrò in signoria cc. con gravide albitno e balia sopra li sbanditi. Dittam, 2. * .Ma per legge che fé* Pompeo fra i mici, E per Palbitrio da sé stesso preso , Il mio Senato il giudicò tra i rei, Àlbitro , ’AI-bi-tro. {Sm.2 F. A. F. e di’Arbitro. Lat. arbiìer. Gr. $t Albizzo , * Al-biz-zo, Albizo, N. pr, m * Lo stesso che Alberico. F. ( Dal germ. alpisch o aìbisch alpino , montano. Grozio.) (B) Al’o,* Albino, Alpino. N.pr.m. Lat. Albus, Albinus, Alpìnus. (Il Grò- zio dà ad albo* lo stesso senso che ad albisch. V. Albizzo ed Albione.) (B) 188 ALBO Albo. Jcìcl m. V. L. Bianco , [nel cjuale tigri. è voce più del verso die della prosa.} Lai. allnis. Or. Xwy.òs. a _ pule talora Alquanto torbido, [ed è usato anche da' pescatori .]» Cocch. Vii. Pii- Conserve nelle quali l’acqua del Nilo si depurava, che la moltitudine si contentava di beveria anco alba e motosa. (A) •5 _ Si dice anche di Chi è alteralo dal vino.Lai. teniulentus, ìnadulsa, Plani. Gr. ohóxyrrrcs. ^ — dgg. di Sorta dt fico di buccia bianca. Dav.Colt.igO. i' ichi senza fine , albi massimamente. 5 — * (Mra de! mangiar fu venuta , messe le tavole sotto i vivaci albori, e agli altri belli albori vicine al bei laghetto, come al Re piacque, cosi andarono a sedere. M. ^/^cZirSiceome sono uccelli, albori e erbe. E altrove : Altre malvage erbe e malvagi albori, siccome sono firlii e noci, e alti i malvagi albori. Guid. G.Siando in un bosco, accostandoti allato alle radici d* uno albore. Rim. ani. P. 1 S- Jac. Most. Come albore che d’cl'cra è sorpreso, a — [Usato anche'] in gcn. f. Guid.G . Nel mezzo della dcttasala, ov- veio loggia , riguardavano una albore fatta con mano , composta con sottile ingegno d’arte mattcmatica. Guitt. Leti. Starsi riposato sotto una ombrosa albore, eccelsa molto. Alboreuello.* (Geog.) Al-bo rc-bcl-Io. Città della provincia di Terra di Bari. (G) ALBORETo,*Al-bo-ré-to.A'w.Xo stesso che Albereto. Cur. Long.Sqf.paa.y6. Avea ( il giardino) da l’ un dei luti un alhortio, ed a ciascun albero ima vite altamente maritata si distendeva sopra te piante. (B) Alboretto , * AI-lxHiAt-fo. Sm. dim. di Albore. A. It. Fr. ( 0 ) Alborjcello, Al-ho-M-cèi lo. [ Sm. dim. di Albore. F.A.] Arboscello . Lat. arbnscnla. Gr. SiVàp/cv. Salust. Jug. R. Erano ornati e pieni di piccoli alboriceili e di bestiame. Alrorio, * Al-hó-ri-o. JS. pr. m. Lat. Aiborius. (B) Alborotto, Al-bo-ròt-to. [Aw. Scompiglio.] (Dallo spaglinolo alloroto o alboroco che vale il medesimo*) [ JSon si usa peraltro che nel seguente o simit modo dì dire, Mettere in alborotto, che cale Commuovere, Mettere in ^scompiglio.] Lat. conimolio. Gr, trvyv.iricis. Red. Cons.1, 2^2. M’immagino che a prima vista questo rimedio metterà in alborottojmase io non lo credessi opportunissimo,non loavrei proposto. Albosi.* (Med.) Al-hó-si. F. Epinitide. (Aq) Alrsvinta , * Alb-svin-ta. N. pr. fi. Lat. Albsvinta. ( Da alps alpi, c da wind che in sass. in ted. ec. vale vento : Vento delle alpi.) (B) Ar.BUcco. (Bot.) Al-bùc-eo. Sm. Specie di asfoddh. Lat. alhucum.(Dal co/or del fiore è detto albucwn albucco.) F. Asfodillo. (A) àlbi3Cello , * A 1 -bu-ccWo, S'm. Pi Albucclli e All)UC(gli.Eo stesso che irai? ALC1 J Alboricello. V. Arboscello. Vit. S. Gio.Batt.sio.Vno bcllissi 01 ^^^) d quale aveaintorno molti bellissimi e grandi ginepri,cd altri albuceg ^ Alpucherche. * (Geog.) Al-bu-chér-ehe, Città di òpazna.~-l s ^ a ,ie delle A mille. (G) in > Albubera. * (Geog.) Al-bu fe-ra. Lat. Amoenu in stagnum. Lag (ì ìie gno di Fetenza. (G) , »i» £ P Albugine. (Med.) Al-bù-gi-nc. [ Sf. F. L.] Male della cornea a i(l ciao, che le (a perdere la trasparenza o in tutto o in quale' 1 / Lat. albugo. Gr. \ìVKWfj.cc. LAb. cur. malati. Medicamento S!°|j a ii )3 alla albugine. Tes. Pov. P. S. cap. 8. Lo succo dell’ ciba che mordigaIiina,con Io succo delle cime de’pruni,toglie lo sangue e 1 2 “ La cornea stessa dell’occhio. Frane. Sacck. Op.div.ttS ,^ a è ralbugine o ’l bianco dell'occhio, ec. Questo bianco dell quando comprende per umori o per altro la luce, cioè quello^ chiamiamo il nero d nCl ■ediW' scir dagli occhi a Tobia un albume come d’uovo. 3 — Dicesi in modo basso a fìgliuol di donna impudica , incertezza del padre: Nato di cento albumi. Lat. mat'-'is ut capra db ^ 4 — (Bot.) Albume, Periembrione , Perispormo , EndospennO* J( Ji composto di tessuto cellulare e di sostanza farinacea o muctAè ,p il quale ricopre il seme di alcune piante, e sì scioglie nel trimento dell'embrione , allorché questo prende a germogliai^’ W F Albumina. (Cium.) Al-bù-mi-na. Sf. — , Albumine , sin. Uno tenuti immediati del regno animale, composto di carbonio, d° sS fi ,p 1 ‘ " ' .- ddl u (/ didrogeno e d’azoto, che firma quasi per intero il bianco . ed entra come principale componente in mollissime altre S0Sl,all /-\fi i midi. 1 chimici distinguono I albumina solida e la liquida■ fi sostanza si coagula ad una temperatura alquanto elevala , ed * l altre proprietà che presso i chimici si leggono. (B) ^ (ft) Albumine. (Chini.) Al-hu-mì-ne. Sfi. Lo stesso che Albumina.. Albuminoso. (Chim.)AI-bu nu-nò-so. Add. ni,Della natura dell a ^ u 1 Contenente albumina. (B) ,p c a y Albunea, * Al-hù ne-a , Albuna. N. pr.fi. — Decima Sibilla-fi duiata in mi bosco di Tivoli e detta in gr. levcotheai b co (Ijccsi leveos Ali uot.a. * (Geog.) Al buon tempo. Posto avveriì □ SCO CU J ìvim e ueiuj •*! gì. icKti/iixu. .. in gr., albus in hit. Thm in gr. vai Dea.) (fi. .) At-huù-Ia. Piccola città delta Basilicata. fiZ j.fi' K ■"* fo stesso rhe Al tempo fèlic 6 -^'* A Mflrrun.ir/i infclin? al SUObl 1 2. 241. Una- porta . ..onde solca Andromaca infelice al suor po Gir a* suoceri suoi soletta. (M) t ( 0 )a Alburco. * (Geog.) Al-bùr-go, Aalliorgo. Città di Danimarca- fi Alburno , *Al-bùr-no. 7 V/?/’.w.— Dio venerato sul monte -diurno 2 — * (Geog.) Lvat. Alburnius. Antico porto e mo te nella * AlCt , e W { Alburno. (Bot.) Sm. Lai. aìburmnn. È quel cerchio di legno a (i ii . o s'asaiutuze al corpo legnoso de^ imperfetto , che ogni anno s'aggiunge al corpo dicotiledoni. Giace fra la corteccia cd il legno perfetto poi sì converte. (B) 0 l’r 2 — fàl^o o doppio. * Strato di alburno coperto da legno lotha per la quale colpito l'alburno da morte a causa di s fi pelo , senza che il libro se ne risenta , fot masi su di esso an f di alburno che poi divieti legno. (Ag) ìLisC^ 1 -' Albu-^cello. AI-bu--scèMo.[Am.tù>».tì 7 Albero. PhAlhuscelli 0 Sfi ^ $• , V.A. F.e di'A 1 boscello. Lat.ai buse» la, arbusto in. Gr. f° 0 ,',i p. 1. Fiammetta, da'dolci canti degli uccelli, li quali la p r ' |Ua g( * l^'j giorno su per gli albnscegli tulli lieti cantavano , incitala, s . u Era il detto luogo cc. di varii albusceiii e P ia gii ^ 2. 3 t. Già sentivamo s» P l fi \ (i , ■ G„, Bai. ,.1 . E intr. n. 47 di verdi fronde , ripieno. Dittavi- Ruscelli Gli usignuoli cantar. Fit. S. albuscello dall’un lato, rhe aveva le ramora basse basse. . Fardi 4 Donde tanti aibuscegli clic producono diversi c0 sfi.- Alca. (Zooi.) Sm. Lat. alca. Uccello acquatico , che ha d . denti , coito , compresso t e solcato per lo più trasversali 1 1 i pi e( ft f enove S?bba verso la radice ; le narici situale dietro il becco; Alca. * . ì }, lwiat cri e forniti solamente di tre dita. Pino. (B) A^Cabar * 1 Tulga. /soletta del Mar Caspio. (G) Per sin / n v' eo 8*) Al-cà-bar. LaU. Circesium , Costantina. Città della ALCACfiRK ^ l’an ( B °h) Al-ca-chèn-gi. Sm. (È parola araba composta dal- Alcad e * nome della pianta. ) V. Alchccliengi. (B) Spagna ^ ~ C;i “^ e * Am. Ministro o Giudice che ha varii ufficti nella ho Q l ov s Si n. (Gli Spagnuoli dicono Alcalde dall’ ara- cad Eii VCto e l il , è da qada governò ; vai dunque il governatorc.)(A) Mia » ., EL 1 ‘ ,ior e. * Posto avverò. == hi sul fine-di primavera. Cr. S«*n A L ,e « a , re - (0) j lc *0n , v je °g-) Al-ca-dé-tc. Città della -Nuova Casligha. (G) ” lc »i!s T ’* .vGe<>g-) Al-cà-di-a. Lo stesso che Alcaira. V. (G) , luuìi Co v, Wiim.) Al-ca-èst. S m. V, araba usata dagli alchimisti , i Y^Cai, * /p c ntamarono un preteso dissolvente universale. (A) **Aico. Al-cà-i. Monte del regno di Fez. (G) COftl pom’ Al-cà-i-co. [Add. m. -Agg. d’ una specie di verso e dì a ^ Ca *Cus ni f[‘ to lirico , inventato da Alceo , da cui trasse il nome.] Lai. r ‘ ^^x-dUóv. Salvia. Pros. Tose. 1. 222. De’quali Alceo, Hacreonte fecero i bei versi che da’loro nomi alcaici, saffici ALCA ALCESTE i 8g Alcamo. * (Geog.) ’AI-ca-mo. Lut. Alcamns. Città della Sicilia, fi) Alcakdbta. * (Geog.) Al-can-dè-ta. Piccola città di Spagna. (G) Alcasdra, * Al-càn-drà. N. pr. f. (tì) Alcahdro , * Al-càn-dro. N.pr. m. Lai. Alcander. (Dal gr. halcais i ed aner, andros uomo: Uomo forte.) (B) Alcamce. * (Geog.) Al-ca-ni-ce. Lat. Alcanitium Leonica. Spagna. (G) Alcanna. (Bot.) Al-càn-na. [Ay? — , Alclienna . f furie, Città di s ' dissero. . aie(r 0 * , ^A/V/. p Vt tn j ,j Al eco, ma si usa più come add. indicante tL Alc *ifU "f’P^’ato da lui. (B) 1 "a CV., ( -, Gc °S-'! Al-cà-i-ra. At **U . S' 1 "’ (O) . -Bea) * /, Ge °g ) ’Al-ca-la. Città di Spagna sotto i A^. i dei B10 cc (Gì A^tDo 1 ' 1, * (Geog.) Al-ca-là-di-a , Garct. Prov. del Regno di Fez. (fi) - Alcantro , * Al càn-tro. N. ^ CAtnr' ^ Bc -ùl~do. Sm. Lo stesso che Aleade. V. Accad. Cr. a < T Ielo * * Posto avverò. = Quando /’ aria è calda. Petr. son. iqg. ^ ^iDa a caldo, ardo al più freddo cielo. (0) P etr E al gelo. * Posto avverbial e Dove 0 quando e caldo e freddo. A ed C ? nz ‘ 1 ' Sì mi governa il cielo, Che per mia morte ed al cal- Al caldo RcI ° » hlt’hei vostri occhi il dolce lume adombra. (0) a * Posto avverò.:^ Ai giorni caldi distate. Petr. ir. Am. * lc AiÈ.' >riclltl di fontane vive Al caldo tempo su per l’erba fresca, cc.(O) . (Gliim.) A! ca-le-scèn-le. Add. com. Che si accosta alia Algaria , Alcadia. Contrada della Nuo- diversi nomi di F. (A) ^ , -, sin.}. (È il henna de’ Turchi c de Mori.) [AibosceUv che nasce nell' Egitto e nell' isola di Cipro , della classe ollandria monoginia , e si distingue pe’ rami senza spine per le foglie ovale , acute e quasi sessili. La radice s'adopera per Ungere di rosso i sommacchi ed altre cose; le foglie tingono di giallo e sono buone per conciare le pelli. Il suo fiore odorosissimo entrava nell'unguento cedrino de Greci . Lat. alcanna ollìcinalis, la\vso- nìa inermis Lin.J Serap. 5 7 . Isaac Ebem Amarram dice clic le foglie dell’ alcanna sono simili alle foglie della morfina, se non che sono più 2 -FLa r.idice [o piuttosto la polvere di della erba.) M.Aldobr. Ancora alcanna e galla, distemperate in olio d’uliva , annera i capelli. Fol°. Mes. Olio d’ alcanna cc- conforta e cuopre la canutcxia. Alcakobe , * Al-cà-no-re. N. pr. m. (Dalgr. halce forza , ed «nei' uomo.) — Padre di Paudaro.(Mit) Alcastara. * (Geog.) Al-càn-ta-ra. Città della Spagna. — del Forte gallo. — del Brasile, (fi) ... 2 _ * ^gt. Mod.) Ordine militare della Spagna istituito nel u 7o.(A) At.CAKTAim.LA. * (Geog) Al-can-ta-rìl-la. Città del Portogallo, (fi) Alcantetta. * (Geog.) Al-can-tét-ta. Città dell'Andalusia, (fi) Alcantka , * Alcàn-tra. N. pr. f. (B) , Al-càn-tro. IS. pr. m. (Dal gr. nalceis forte, ed antnns abitatore degli antri.) — Famoso indovino. — Capitano di òarpedonte, — Compagno di Enea. (Mit) àlcanzo , (A) a ^U Q a ; 4 *-\Med.) Al-ca-h y Ai-ca-Ic-scén za.Sf JSeìl'antìca patologia ern lucri - le fozion degli umori , del sangue, della bile. Cocchi, lì erg. ( O) , ,,l j) Svolgimento delle proprietà alcaline in corpo che n'era ( Parola araba composta ceneri di questa pianta si trae ^(CUi.n.) ’AI-ca—Ir. [fm.] Lat. alkali ,lri ^ t e kali soda. Siccome <1 Cf alc chi 7?' Op», "t o7. L !. corpi i fermenta con gli acidi e li attuta , cosi ogni sale che prò- 'ti Alletti, ha preso il nome di alca li.) [JAome generico f Ue, dì ossigenati o idrogenali , che cangiano immediatamente (l >>ìlri roT'- ttht ure turchine vegetabili , ove si mescolino con esse’ 9 tl Sl>ll $ti( ^ Sies ' s ° modo certe altre tinture vegetabili gialle ; «cirf° nel!e linture azzurre ìl color rosso accidentale , prodotto tu** c,,s ìU ’ ’ F ltvrnan dole in azzurre ; hanno d massimo grado di affi- p 1 ^apQf. Qci d< , co'quali Jormano composti salmi; sono al custodi '^colare , d' ordinario analogo a quello della lisciva , e hlJ Ql ' Air 6 Sr>nr> fomiti d' altre proprietà che si espongono dai chi • y^^tCo. (/>!*? scr >Vono Alleali.] Cr. netta v. Acido. J lt - 3lcRp , 1Irn 0 Al-cà-li-co. Add. m. Che ha dell’alcali. /^.Alcalino, alo ^ e d. Cons. 1. 21S. Per la prima sembrano indicati ri- rn ? at ^ rivestire le punte degli acidi forestieri. (É n , ,Al-ca-li-gc-no .Add. in. Che genera, Che produce l’al- ( j^ I ' ì Mp. TR ai °‘ a ìbrida composta di alcali^ e del gr. gennao io genero.)(A) * C, '°izi/i ’ e ùal e * d Tolom. leu. (A) Alcaoo, * AI ea-ó-o. N. pr. m. (Dal gr. halca forza.) — Padre di Anfitrione. (Mit) Al capezzale. * Avverbio!, co! v. Essere, ed anche posto assoì. ~ In sull' estremo della viti. Sacch. F. Capezzale. (O) Alcarahe. * (Geog.) At-ca-rà-ne. Isola della Nuova Spagna. (G) Alcarazas. * (Fìs ) Al-ca-ra-zas. Fosi di argilla sottili e porosi in cui raffreddasi V acqua coll’ evaporazione esponendoli al sole : usati in /spugna , sulle coste di Hurbervi , in Egitto , ed anche in Taranto^ sotto diversi nomi. (Dallo sp»gn. alcarraza che vale il medesimo.) (Ag) Al^arez. * (Geog.) Al-cà-rcz. Lai- Alcaratium. Città delia Spagna.( G) Al'-asarrk. * (Geog.) Al ca-sàr-rc.£at.Alcasarinm. Cittàdel Portogaiffi.((i) Alcasire- " (Geog.) Al-ca-si-re. Città sul mar Posso. (G) Alcatbb. * (Mit.) Al-cà-te-e. Feste in Micene ad onore diAlcaloo.{ Mit) Alcatile. * (Geog.) Al-cà-ti-le. Città delle Indie. (G) Àlcatos , * Al-cà-to-e , Alcitoe. N* pr. f. (V. Alcaloo.) — Figlia di Mi neo , trasformata in pipistrello. (Mit) 2 — * (Geog.) Nome poetico di Megera. (Mit) Alcàtoo/ * Àl-cà-to-o. N. pr. m. Lat. Alcatous. fD, . f _ 1_v TP • 1 • _ J n./. n »‘ti^ al gr. halceis forte , >•) ,$r. (Kisnlta melron misura. ) Strumento immaginalo da De- e( Uss 'i del Selllore , per riconoscere hi quantità di potassa reale netta il carbonato di potassa in tf -.rv t commercio. Esso consiste in un tubo di vetro graduato , 1“ai ' l '! >isuvare l ’ acido solforico, necessario per saturare una L i': lNe l. '“fri di potassa. —, A leali ri tft io , sin. (Aq) (r\ ( ‘ Ge ”S') Al-ca-li-nè-i. Lat. Alcalintes fEtiopes. Popolo della Ai** t,| iiT)i cp, . igixo. /'p)T !, ui.) Al-ca-fi-ni-tà. Sf. ast. di Alcalino. (B) TJ'jrtdZ'?-) A !-. ca li no. Add. m. Che apparti -ne ali alcali , Che * , Al calicò , sin. Lat. alkalinus. Red. Cons. 1 . fi. Per di di le particelle salsuginose, alcaline c acide de’fluidi. y‘ >u ^ e in rtii l’alcali eccede. Così dicesi Corboualo alcalino ^ ^ p ot 1 sr./(Dal gr. halceis furie, e hesleos che slette ; Chi slette da furie.) — Maglie di Admeto. (Mit) 2 _ * (Geog.) Isola del Mar Giallo. (G) 190 ALCESTER ALC\IAN E Ai.cEsTEii.*(Geog.)Al-cè-ster.C«. d'Inghilterra nella contea di Varvico.if',) Ai.ceta,* Al-cè-ta. A. pr. ni. Lai. Alcetas.(Dal gr. ha le e forza, ed heles amico : Amico della luiza.)— Scrittore greco. (Mit) Alcetta.* (Gcog.) Al-cét-ta. Lai. Azotus. Città della Siria. (G) Alciiechenc.i. (Bot.) Al-clic-chèn-gi. Sf. Pianta perenne, frequente per tutta l'Italia. Appartiene alla classe pentanchia monoginia , e si distingue pel fusto erbaceo, in feriormente ramoso, per le foglie opposte, cuoriformi e dentate. L suoi calici, dopo la fecondazione, s’enfiano a guisa di palloncini; e quando sono perfèttamente maturi, prendono il rosso viro del minio, e s'adoperano per tingere il burro.(f. voce araba.)(B) Alcheuill». (Bot.) Al-clie-miMa. Sf. Lo stesso che Alcliimilla. P . (lì) Alchekna.(BoI.) Al-clién-na. [A/’] P. Alcanna. Troll, segr.cos donn.l'cr la soverchia quantità dell’alchcnna bollita in acqua. Alchekmes liquido.(F arm.) Alcoole con cocciniglia composto. (Dall’arab. al il, e kyrmjrzi scarlatto.) (B) c — Spezie di latlovaro. [Sorta d’antico rimedio nel quale entrava, come componente,il chermcs.]iucet. Line. 1 "^.Lattovaro alchermesdi Mcsue. Alchime.* (Geog.) Al-clù-inc. Città della Grecia. (Mit) Alchimia , Al-chi-mi-a.[A/l] (Dall’arabo al o el il , e kimja o làmia che significa insieme la chimica c la pietra filosofale ch’essa una volta prc- sumea di comporre. Meninski.)Arte del raffinare, mescolare ed alterare i metalli [in virtù della quale gli uomini avvisavano di poter convertire i metalli ignobili in nobili, e di comporre medicamenti atti a guarire ogni malattia,ed a prolungare la vita oltre ai naturali suoi termini .—, Archimia, Chimica ermetica, sin.] Lat. alchimia. Gr. v-Xx.ntsdsi.Dant. Jif.2q.rig.Me, per l’alchimia che nel mondo usai,Dannò Minos. Rut. Inf. 2 g. 2. Ancora qui è da notare dell’alchimia, che alchimia è intorno a’metalli, operazion d’arte ad imitazion della natura. 2 — Metallo lavorato e composto per via di alchimia .» Fag. Rim. Ma l’oro è d’altri, e ciò eli’è loro e alchimia. (A) 3 — {Metnf) In signif eli Artifizio, Inganno. Lat. technae. 4 —*P/oo.Ghi cerca l’alchimia trova i pidocchi—Impoverisce.SerdProvfk) Alchimia diti’, da Chimica. La prima è destinata a significare la vana investigazione di alcuni antichi studiosi della natura, che avea per oggetto la Irasmutazion de’metalli. La Chimica, come ognun sa, è quella scienza che si occupa de’ principii delle sostanze corporee. Alchimiake, Al-cbi-mi-à-re.A.nss.I'Vir l’ alchimia.—, Archiraiare, sùi.(A) 2 — * Fig. Falsificare , Trattare e Maneggiar con inganno. (A) A.lchijiiato , Al-chi-mi-à-fo. Add. [m. da Alchimiare.]—, Archimiato,jin. 2 — Per melaf Finto , [Falsato.] Frane.Sacch. nov. 28. Più nuova ed archimiata mostra fece colui che si mostrò femmina, ed era uomo. Alcuimico, Al-chì-mi-co. sj dd. m.Attenente all’alchimia.Cr.in Calcinare. Alcuimilla. (Bot.) Al-chi-mil-la. Sf. (Così detta dal pregio in cui era tenuta dagli alchimisti. I-emery.) Genere di piante della classe letrandna monoginia, le quali hanno il calice di un 'solo pezzo, persistente, diviso m otto parti; mancano di corolla , ad hanno un solo seme. —, Alcliemilla , Piede dì leone, sin. Lai. alchemilla. (B) Alchimista, Al-chi-mi-stn. [Ani-] Che esercita l’alchimia. —,Alchimizzatone , sin. Lat. alchimista. Gr. àxxn.ars.ós. Cr. 2.18.10. Questo ancora dimostrano le sottigliezze degli alchimisti. Coni. Lf.2g.ì'u questi sottilissimo alchimista; e perocché, operando in Siena questa alchimia, fu arso , ec. J\ov. ani yf. 1. Scrisse d’uno che s’era lasciato ingannare a uno alchimista. Jac. Sold. sai. 6. Alchimista divien, poi '11 un istante Empie la casa di fornelli e bocce. Malm. 3 . 3 f É con un far di lingue , orrenda vista, Soffiavan , eh’ i’ ho stoppato un alchimista. Alchimistico , * AI-chi-mì-sti-co./A/n'. m. Pi .Alchimistici e Alchimistichi. Spettante ad alchimista o ad alchimia. Garzoni. Rerg. ( 0 ) Alchimizzaf.e , Al-chi-mizzà-re. [A. ass.] Esercitar l’alchimia. Lat. ai- cfiimiam exerccrc. 2 ~ {Alt .] Falsificare. Lai. falsare. Gr. -■‘.ifbr/o.ioii.Coni. Inf. 3 o.Poichè 1 ’ autore nel precedente capitolo ha trattato di quella parte de’ falsarli che meno ofiénde, alchimizzando i metalli. Alciiiìw izzATOitE, Al-chi-miz-za-tò-re.[ P erbai.m. di Alchimizzare .]Che alchimizza. — , Alchimista , siri. Sega. Pref. al Quar. II voler io comparire più del convenevole ora filòsofo, ora fisico, ora legista,or alchi- mizzatnre, ec. Alchimo, * Al-ebì-mo. A. pr. m. — Soprannome di Mercurio onoralo ut Achhne. (Mit) Al (Timo, Posto avverti. — Alla ’ngiù. Lat. deorsum , in declive. Gr. irfcs ri mirami. P’rtinc. Sacch. Op. div. Se questa terra, coni’eli’è soimontata , non va al chino. Alci. * A. pi" f. — Soprannome di Minerva presso i Macedoni. (Mit) Alcibiaco. * (Bot.) Al-ci-hì-a-co. Sm. A Ionie d’un erba così delta da Atelbio che la ritrovò. 1 rettili velenosi /’ abboniscono. (Vari) Alcibiade, * Al-ci-bì-a-de. A. pr. m. Lat. Alcihiades.(Dal g v.halceis forte, bios vita, e hades morte: Morte e Vita di prode .)—Capitano ateniese. (B) (Mit) Alcieiadeo , * Al-ci-bi-a dè-o. Add. pr. m. Di Alcibiade. (B) Alcibio. (Boi.) Al-ci-bi-o. Sm. ( Alcibio suona in gr. soccorso alla vita; poiché halce vai forza, soccorso, e bios vita. ) V. Viperina comune.(B) Alcida. * (Mit.) ’AI-ci-da. Sf. Animale terribile uccisoda Minerva. (In gr. halce vai forza, idos sembianza, aspelto: Sembianza di forza.) (Mit) Alcidamakte , * Al ci-da-màn-ie. A. pr. m. (Da halce forza, ed udamas, antos diairante.Forza adamantina.) J.tif.A leiil.miss .—Lottatore insigne .— Scrittore greco. — Eilosofo di Elea. (Aq) (Mit) Alcidamea , * Al-ci-da-mé-a. A. pr f (Dal gr. halceis forte, e damao io domo : Domatrice di forti.) — Donna amata da Mercurio. (Mit) Alcide , * Al cì-de. A. pr. m. (Dal gr- halce tona, ed idos aspetto: Aspetto della forza .)—Primo nome di Ercole.— Soprannome di Minerva. (Mit) Alcidema. * (Mit.Gr.) Al-ci-dè-ma. Add. f. (Dal gr. halce forza,e demos popolo.) — Soprannome di Minerva. (Mit) Alcidemo, * Al-ci-dè ino. A. pr. m. (V. Alcidema.) (Mit) Alcidine, * Al-ci-di-ne. Sin. Specie el’ uccello. P. Alcione. () all) Alciuoke. * (Gcog.) Al ci-dó-ne. Piume della Trfilia.. (G) Alctfbome, * Al-ci-frò-nc.A .pr.m. Lat. Alciphron. (Dal gr. halccn ^ ^ phren , cnos , spirito , senso : onde alciphron vigoroso di mente.) losofo greco. (Aq) -fofl 3 ’ 1 Alcimaco , * Al-cì-ma-co. A. pr. m. Lai. Alcimachiis. (Da n alce c0ri' Alcimese , * Al-ci-me-ue. A 7 , pr. m. (Dal gr. halceis forte, c mo.)— Figlio di Giasone e di Medea .— Figlio di Glaucq.lP)'-^ j,c Alcimo, * Al-ci-mo. A. pr. m. Lat. Alciinus. (Dal gr. halcu>f s tlt f sto.) — Amico di Achille .— Figlio di Eaco. — Soprannome al no e di Ercole. (B) (Mit) 2 — * (Geog.) Luogo vicino al Pireo. (Mit) . ■ •„,( Alcino, * Alci-no. A. pr. m. (Dal gr. halce forza, ed inis he 1 glio -della forza.) — Eroe greco, (b) (Mit) a pet*! ALciHOE,*AÌ-ci-no-e.A.pr./.’ (Dal gr. halce forza ,cuneo io penso: ■*^dn() 1 |1 ' sante .)—Nome diunaninfa.—Piglinola diPolibio.—diSlenelof Alcinoo , * AI-ci-no-o. A. pr. m. Lat. Alcinous. (Dal gr .hajcef noos spirilo , mente : Spirito forte , vigoroso.) —Re de' Feae‘- losofo Platonico. (Aq) (Mit) 2 —’* (Geog.) Porto dell’isola dt Corcira. (G) . (O.f’ Alcione,* Al-ci-ó-rie. A. pr. m. Lai. Alcion. Lo stesso che hf' Affi (Dal gr. haleyon augello di.mare.)— Gigante fratello di P° r Jf l °!feto' 2 — * A', pr. f .— Piglia di Eolo .— di Atlante.—Sposa di M ele t> Madre di Glauco. (Mit) Af 3 — * (Geog.) Montagna della Macedonia. — Città della L° della Tessaglia. (G) . f it‘ e i Alcione. (Zool.)A'ni.—, Alcidine, Eccello pescatore, sin. Sorta » acquatico , simile alle oche, che cova in grolle sulla marina, u becco triangolare , grosso , retto e lungo , e la lingua cl,rn " s . a '] C f,' corta, piana e affilata : se ne contano quindici specie.) Lai- G jiiJ 1 halccdon. Gr. Aajuiwb. Alam. Coll. 6. 1Ò3. Né sul fido asciutto il tristo alcion le piume al sole. 2 — Si trova anche nel femminile, almeno nel numero del pt u - ■'* ’ . 10. io. E s’ udir le alcioni alla marina. (B) _ . • p ?■ 3 — Genere d' animali dell ordine degl’ idreformi annidati- ^' lce o^, pajo poi forme, molle o carnoso quando è vivo, duro o c< ’, n ‘ of l/f ' seccato ; costituito da fibrille cornee intrecciale , e vestite da polposa-, supeiftcie forellala , fori variamente disposti ,spesf° dai quali escono i polipi per io più otlentacolali. Renier-if 4 —(Atte.) Some di una delle PJejadi, la più brillante di tutte.^ Alcionea , * Al-ci-o-né-a. A. pr. f — Sacerdotessa d’ Argo- l ^J,r Alcione!,* Al-ci-o-né-i. Giorni ne’quali gli alcioni fanno H i° r0 (V i( sono i sette primi giorni dopo il solstizio d'inverno .—, Alcioni'» ...gf Alcionella. (St. Nat.) Al-ci-o-nèl-la. Sf Genere d’animali d* ^ degl'idreformi annidali. P. Pohpajo stabile, incrostantefsf mente disteso, con tubi verticali aggregati, membranacei, a .. f mila de’ quali si distendono fuori i polipi cilindrici a tento# fascicolati, cd a formare un imbuto. Renier. (Min) „ i»‘ Alcioneo , * Al ci-ó-nè-o. A. pr. m. (Dal gr. haleyon alcione ’ aspelto.) — Gigante fratello di Poifirione. P. Alcione, ^ 2 — * (Geog.) Lat. Aicionium siagnuin. Lago del Peloponf Alcioneo. (Farm.) Sm. Lai. alcioneum. (Dal gr. haleyon a ' c> ° er ch 1 ' eie di medicamento in uso fra gli antichi, così chiamalo P e )( | niva fermato del nido degli uccelli delti Alcioni. (Aq) Alcioni. (St. N.) Al-ci-ó-ni. Così chiamami certi vermi ed a!# u perchè crescono e vivono nel mare. (Aq) c il'* Alcionide , * Al-ci-ò-ni-dc. A. pr. m. (Dal gr. haleyon alcm » .. aspetto.) — Pìglio del gigante Alcioneo. (Mil) c fo A lcionidee. (Bot.) Al-ci-o-ni-dé-e. Sf. pi. (Dal gr. hals marC porto nell 1 utero.) Ordine, di piante stabilito da Lamourou#^^t-^ miglia delle talassfile, perchè crescono nel mare, opiutto s ^ [0 ,-l- prodotte, ed ha per tipo un genere chiamalo dallo stesso : cionidio. (Aq) _ ystf Alciosiiuo. * (Bot.) Al-ci-o-nì-di-o. Sm. Genere di piante 01 ^ tipo all'ordine delle alci-under. (A. 0.) , igf'j Alcionio, Al-ci-ò-ni-o. [Ani.] Escremento a Ripurgamento d e yo".' a quale si crede (.he gli alcioni facciano i loro nidi. Lat. Lib. cur. malatt. L’alcionio, di cui fanno loro nido g' 1 renda in polvere, e se ne faccia impiastro con olio. # Alcionio. Add. m. V. Alcionei. (4) islon5' |cS ’tM' Alcioniti. (St.N ) Al-ci-o-nì-ti. Sin. pi. Lat. alcionytes,lial c ' t i. G» haleyon alcione.) E' il nome che si dà agli alcioni P icl l‘',„s Alciope , * Al-ci-o-pe. A. pr. f. (Dal gr. halceis forte, fJ. c0 le- aspetto : Aspetto di forte.) — Moglie di Nettuno. — «' f ■. fu' ai Alcisra. * (Geog.) Al-ci-ska. Città delta Siberia. (G) '-y Alcistene, * Al-ci sté-ne. A. pr. f. Lat. Alcistbene. (Da'. = 0 „fb forte , c sthenoo ralforzo , confermo : Chi rafforza , G " f forti.) (B) Aicito 0 ' Alcitoe , * Al-ci-to-e. A. pr-.f. Lat. Alcithoe.P. Alcatoce ^ j gr. halceis forte , c thoos veloce.) (15) (Mit) Alcmane , * Alc-mà-ne. A', pr. m, (Dal gr. halce forza 1 e yo: Servo della forza.) (B) Aici ALCMANICO (tctt.) Alc-mà-ni-co. Add. m. Lat. alcroaniciis. Sorta di Svm,o J tt0 an ohe Tetrametro acatalettico, cioè di quattro piedi, cia- poetn /' *• < J UalIro sillabe-, denominazione tratta da Alcmano lacedemone, ^ l ' Ji '»Kn\ nCO d C ^ e v * veva nella XXX.Olimp. verso l'anno 66oav.G.C.{ Aq) Al ^u« 0 ° > * Alc-mà-ni-c. Add. pr. m. Di Alcmane. (B) hul Ce e "lc-mà-no , Alcmane. IV. pr. m. Lat. Alcmrmes. ( Dal gr. lirim 0rza i e manos .sciolto: Sciolto, Libero da forza.)— Antico poeta cmìi) hrai^ ’j Alc-ma-ó-nc. N. pr. m. ( Dal gr. halce forza, e mao io da ai ^temente: Forza bramosa, Forza cupida.)— Greco ucciso nos a ’• AJ c-iae-na. N. pr. f. Lat. Alcmena. (Da halce forza, e me- va * dunque di forte animo.) — Madre di Ercole. (Mit) At,c Mu5ìo ’ * Alc-mc-ni-o. Add. pr. tri. Di Alcmena. (B) io mi 1 * Alc-me-nó-nc. IV. pr. m. (Dal gr. halce forza, c meneno : Forza iraconda.) — Figlia d' Egitto. (Mit) o > * Al c-me-ù-ne. 2 V. pr. m. £«LAlcmaeon.(Da! gr. halce forza, a Cm eonj m ì on minore: Minore in forza.)— Figlio di A tfi orcio. (Mit) _ i..w ,u ivi j.- tftin} ui ■tinjiavu.o.\\ ai Cìie^ lDE Alc-mr-ò-ni-de. N. pr. m. Lat. Aicmeonides. (Mit) Alcu x , 10 ' * Alc-mc-ò-ni o. Add. pr. m. Di Alcmeoue. (B) Aic °®ac » e< 1 S 0 Ai-có-a. Fiume del Portogallo. (G) A«.c 0c *- * (^cog.) Al-cò-ba ca. Lat. Alcobacia. Città del Portogallo.lfi') ^ico,. » * (Grog.) Al-co-chét-ta. Città del Portogallo. (G) Atc Bt . f A, . °S ) Al-cò-i. Città del Pegno di Falenza. (G) A '‘ c ' J tEA . m ;) ® m • Po stesso che Alcool. V. (Min) dt.Co M • (Gcog.) Al-cc-le-a. Città dell' Aragona. (G) ,'Un„ „ nE ' (Chim.) Al-co-liz-zà-re. Alt. Combinar coll'àcquarzente al- K *lur anZa -( A ) (: 'Jtn!,- u °: (Chim.) Al-co-liz-zà-to. Add. m. da Alcolizzare. CK è in . ^coiiv aiìotie coll'alcool, ossia coll'acqua arzente. Acque aromatiche Al «CV* Chim - (A) , „ rotto avverbialm. vale A misura colma. Lat. cumulate. Gr. . s laj 0 > ffl PC - ( v. Alcona. ) (Mit) l ‘Coj 0 , (Gcog.) Al-cò-ni-o. Porzione del golfo di Corinto. (G) , s 7. , ’ Al-cò-no. Proti, m. F. A. V. e ai’Alcuno. Fr. Guilt. lett. 'tt’Mis l lroc v.z.a clic vale U’ non coniraro alcono ? (V) t.-io » ai. contisovo. Posto avverbialm. Lo stesso che Di conti- a) 1 ' u,, itinn.iinc/i(e. Lat. assidue. Gr. Cipix'c. G. F. io. 1 3 2. 4 - di CH, lt * ]tuiovo v’ era pieno di belle donne a’balconi. E io. i 3 6. 2. »’>■ v ‘Ovo nicttea tavola , convitando cavalieri e buona gente. E l , ù >tiT( U !' ® a * continuo erano in Arezzo suoi ambasciadori. I-?' ^ os,f> avveri. — A rovescio. Lat. contra, adversus. Gr. '"SUotura r 1n - ii - P°i si volgano fi JichiJ al contrario della! Mj . J' ìr > sccioccliè così i loro cuoi , come le loro polpe, si seccl 8«li ri.v S - 11-]. Jmncrciorché. oltre a rhf !.. . 1 »..: - L - ' '— llr, Ai ___ ic ivaìc» 61 st'ccn - ue s ■ < 7 - Impercioccbè, oltre a che tu devi sapere che le imm; 110 ■S iortl ° son vane , eziandio quelle della notte riesce. ' % Cfl/ lrarìo il più delle volte. V fp v * Tomaie = Risultai V fP ■ Tomaie = Risultare la cosa nel senso opposto , 0551 ^ Cfì ntrnrio a quello cheavea prima.Davanz.Camh. gg (P< /^ V0Lb * Posto avverb.zs: Com^e«ei^o/me?Ue, A sufficienza. Lat. d ^'mo 8 ì ^ , ÈVTrpÈTrws. G. y. tf2.72.fo. Ma al continuo pasciu i'- COn t'. fOi*- convenevole , considerando il disordinato caro c faut. 3 rt. ) Al-co-òl. Sm. —, Alcoole, Alcol, Alkool, sin. (Da c 1 Arabi ni il, e da qalla diminuissi, che vien forse dall’eh *UÌ ‘ c 6{?icro , è venuto alkool in senso dt cosa diminuita del: ^lo } 0 Sfavi, digrossata, venduta sottile. Quindi aìkooi vien chi; ^Oni \ S P* 1 ** 0 di vino rendnto sottilissimo per via di ripetute disti po/p U questo nome da principio alle sostanze * ridotte 1 n /ùuV<> re c ^^' ca(a e impalpabile. Generalmente pero s* intende oì joi ìo Proprio prodotto per mezzo della fermentazione vinosa t certe sostanze organiche. Particolarmente^ spiro Ar, e ^ (l ch\i/M lcat * ss,riìr >‘> cioè liquore spiritoso tratto dal vino per incz\ dì a j Àl-co-odà-to. Sm. Lat. alcoholatus. Liquido con dig? 0 - e un princìpio vitale qualunque , che s ’ ottiene fi Ai* d nieiJ ru , e sostanze aromatiche nell'alcool e stillando in seeu A>.*. ( 4 . O.) S tj 0tlt,| co. * ']?,') Al-ca-ò-Ie. Sm. Lo stesso che Alcool. F. (B) 4 n? le P J ‘ >, ’ ,n ') A 1 -co à-li-co. Add. in. Lat. alcobolicus. Che coi alco fl- (A. O.) ^Uzz A -- , (Cbim.) Al-co-o-Ii-mc-tro. F. Alcooloiucfro. (G. F.) < he c ' . (Cbim.)Al-co-o-Iiz-zà-to. Add.m,Epiteto dato ad un liqu 2 azk, k ' C,> * or ^ ,n c,,i siasi svolto l’alcool. —,Alcolizzalo, sin. (A .0 tm‘do t/ c ^ El (Chim.) Al-co-o-liz-za-zió-ne. Sf. Svolgimento in u K *»P° in proprietà che spettano all' alcool. — Azione di riduci ‘;T e topdpMk. (G. P.) ) e * i; t-lal. Cap. Tos■ 3 . 178. Che vivono spogliati fgU t >u a „ allo sror. . pur l’aria dolce o ’l tempo crudo, I , m\ l 'Ji ai vestb - pe, ' to ">" E sia , ^N. Ff l o. m!,,”.’. 1 coperto. ‘(B) _ _ a_» ca'-AVJj ^ . ■■■ o al coperto. (B) ir . v - Mettersi = Porsi al sicuro. Cr. alla V. Coperto sosl “ l ) Stella dell!Orsa minore. (A) ALCUNO igi At.CORA.tri.* (Archi.) Al-co-rà-ni. Sm. pi. Torrette alle e sottili con due o Ire ringhiere; ornamento delle moschee persiane, come i minareti delle turche. (Mi!) Alcorano. (St.Otloni.) Àl-co-ra-no , Corano, sin,] ( Dall’ ar. al o el il , e borati o kuran libro, lettura 5 vai dunque Lettura, Libro per eccellenza. V. Bibbia» ) Libro contenente la legge di Maometto. Dittante 5 . 12. Ed egli a me ; molte cose si legge Nell’alcorano disoneste a dire. Red.hsp.nat. 20. Avean letto e riletto il capitolo del bugiardissimo alcorano. 23 Dirai meglio Corano, y. (Min) ° Alcornoch. (Bot.) Al-cor-nòch.[< 57 u>] (Dalla voce spagnuola alcomoque .) [Scorza d'un albero ancora sconosciuto dell'America meridionale non ha guari introdotta in Europa; credesi la scorza del sove.ro ancor giovane, yiene in dischi soverosi rossigni , della spessezza di due in tre linee , a grana nella spezzatura , di sapore astrìngente ed ardivo- gnolo. E vantato qual rimedio specifico della tisichezza. Andcam. fu preso in generale per] Sughero. Lat. suber. Gr. Quwós. yii.Plut.Gai Ed in ciascun vassello pose uno grande alcornocb, acciocché se illegno perisse, per lo segnale dell’alcornoch, si conoscesse dov’ era il tesoro# Al cospetto.* Aweib.zzz Alla presenza. Cr. alla v. Presente. ( 0 ) Alcova, Al-có-va. Sf. yoce dell'uso. (Alcova od arcoa par cosi denominata dall’arco, da cui suol esser limitata. ) Luogo separalo in una camera da dormire , ad uso di riporvi il letto .—, Alcovo, Arcoa, sin.(A) Alcoventa.* (Geog.) AI-co-vèn*ta. Città della Spagna. (G) Alcovo, Al-có-vo. Sm. Lo stesso che Alcova, y. (A) Alctero, * Al-cle'-ro. JV. pr. m. (Dal gr. halcter difensore.)— Soprannome dì Escuta pio che. scaccia Is malattie. (Mit) Alcodia. * (Gcog.) Ai-cù-di-a. Città nell'isola di Maiorcanel regno di Fez. (G) Alcuezzarre.* (Gcog.) Al-cu-cz-zàr-re, Aìcuesar. Cittadella Spagna.(G) A lcuino , * Al-cu-i-no. ÌV. pr. m. Lat. AJcuinus. (V. Alcino. In ehr. vai Dimora del forte, da el forte , c qin dimora, lu ted, all lumi tutto mento .)—Maestro di Carlo Magno. (B) Alcuna cosa. Posto avverbialm. vale Alcun poco, Così, Un poco. Jlocc. g. 10. nov. 4> Le mise la mano in seno, e per alquanto spazio tcnutaiavi , gli parve sentire alcuna cosa battere il cuore. (M) Alcuna volta. Avverbio di tempo indeterminato.Talora, Talvolta,Alle volte. Lat. interdum , quandoque. Gr. iviors, Bocc . nov. 1. 8. Golosissimo e bevìtor grande, tanto che alcuna volta sconciamente gli fa- cca noja. Petr. canz. iy. 2. Ragion è ben eh’alcuna volta i’ canti. Gr.g. 79. 1. Alcuna volta si dee riducer la gregge al suo luogo. Dani. Purg. 32 . 153 . E baciavansi insieme alcuna volta. 2 — Almeno. Lai. saltem.yit. SS.Pad. 2. 292. Così mi concedi, prie- goti, che io possa ritrovare la mia donna alcuna volta; che de’mici figliuoli son certo che sono divorati. (V) Alcunamente, * Al-cu-na-men-te. Avv. (Dal fr. aucunemeni.) In veruii modo , In nessuna maniera. Tesauro , Berg. (O) Alcun dì , Alcun giorno.* Avvcrbial. Qualche volta , Talora. Bocc . 6 - 9 > n * 9 \(. O) ... . . Alcuno, Al*cù-no.[Pron.]/>art/ Rodervi , perche il popolo dì Roma per cosa alcuna voleva consentire. Ncv. Ani. 4 ' c. 289. Mentre che il medico diceva queste parole, cominciò il giovane sì dirottamente a piangere, che ritenere in alcun modo si poteva. (V) 7 — Regge talvolta il pi. yit. S> M. Madd. tfop.Pensomì che andarono a lei alcuno della famiglia, c dissono ec. (V) 8 — Veruno nel numero del più. Moral. S. Greg. fEdiz. Nap.t-yfó) a c. ì 5 b. Ma pertanto non si esercitano in virtù alcune. Bocc.g. 2. nov. 7. Mi veggio morire nelle braccia di quelle due persone le quali io più amo che alcune altre. E Pecor. G. 20. nov. 2. E tu, Claudio , mena la fanciulla dove ti piace, e non temere da alcuni. fSe le stampato dice vero.J (V) . 9 —* Col sost. varia per numeri e sta nel sign. di Alquanti. Lat. ali- quot. Bocc. g . 2. Proem. Per Io fresco avendo mangiato, dopo alcun bailo s’andarono a riposare. (N) 10 —* Talvolta si sottintende. Bocc.g. 2. n. 5 . Andreuccio rispose che de' suoi compagni non voleva quella sera. (V) 11 —* Dare in alcuno = Avvenirsi^ in lui. (A) 12 —* Stare ad alcuno , in alcuno èe Dipendere da alcuno } Essere in suo potere , in suo arbitrio , in suà balìa, (A) I ALCUN’ ORA 3 — * Alcuna cosa, secondo il Sali*. Avveri. s. 1. a. Bocc. g. 3 . n . 2. Laonde egli senz’ alcuno aspettar, si levò. ('Cioè , senza putito aspettare.J (V) Alcun’ora. Posto avverò. Alcun* otta. Aal.interdum. Gr. eV/ors. Frane. Sacch. Rìm. Benché alcun’ora paja che rispiarmi. Fr. Giord. Fred. R. Potrebbe essere che alcun’ora se ne pentissero. Frane. Barò. 12 . 18 . Vengon vizii dallato, Che semblan noi alcun’ora vertuti. E 18. 22. E se caso leggiero Dopo alcun’ora ti vien di partire , Fallo con alcun dire , oc. Alcun’otta, posto awerbial. —Alcuna volta, Talora , Talvolta. (V.Otta, che ha per lo appunto i significati di Ora , fr olla.) —,Alcun’ora, sin.Lat. iutcniura,quandoque. Gr. ivìon. Fr. Giord.Pred.ò .La stella di Martelli’è ALDROVANDIA con più battifollì. E g . di fuori de’fossi. Aldiguieri. 256 . i . E fargli a costa alle delle mu ra i 1 ui xuori ae tossi. 3 p. cdiguieri. * Al-di ghiè-ri. N.pr. m. (AUdigger vale in inglese tutto' j padore : e viene da all tulio, e da dyger che in danese vai za PP, ar a* 6> L DILUIVO!. Posta avverò. Dì limai. I.nt. mwnl. tir. HOùQV iV ‘ ,i«. che gettano il suo fazzuolo in alto in su. E appresso : Queste comete appajonne alcun’otta di grandissime.!? altrove: Egli è ben tanto frigido, che non è nullo serpente-di tanta frigiditadc , e però bene sta alcun’ otta in fuoco. Alcunque , Al-cùn-que. [Prozi, partitivo di quantità indeterminata, co- zanne ed indeci. F.A.F, e di'] Qualunque. (Si compone di aliquid , dì unum , e di quod\ ed equivale ad Alcun che, in senso neulro.)£al. quidquid. Gr. hnovv. Seri. Fisi. Nemia cosa è vergognosa, purch’ella piaccia, per alcunque che n’avvenga. Alcun tempo.* Awerbial, Lo stesso che Alcun di, Talvolta. Petv. son. i6 8. 7 6.1. Parte di loro al dilungi dell’oste si misono- in guato una ^ Al dilungo. Posto avverò. z=z Senza fermarsi , A dirittura . Ld- ^ ^ mora facta. Gr. crui's^ws. G. F. 11. 28. éj.. Balestrieri gen°y csl dando al dilungo per la terra con le bandiere levate. ( Più c ° m mente A dilungo.J s jjr Al dimane. Posto avverò. — Il dì vegnente. Lat. die crastino ? die. G?\avpiov. Liv. Dee. 3. Ai dimane avendo la gente gran« ^ ranza che pace dovesse essere. E appresso: Al dimane quando «g be sagrificato. Aldjmaiu. * (Geog.) Al-di-mà-ri. Città della Toscana. (G) fl |£ f Al dinanzi. Posto avverò, zzz Dinanzi. Dalla Darle dinanzi. L°^ dinanzi. Posto avverò. = Dinanzi , Dalla parte dinanzi. anterius, in anteriori parte. Gr. s lAiepotàtv. G. F. oM° l ir^ 9- 1 °.' ‘c jifO' di i5o a cavallo, eh’erano al dinanzi alla schiera de’feditori »’ £ no vigorosamente. . 5f jS Al di netto. Posto avverò.— Affatto.Fit-S. G.B.2 i5. E giungo 110 ,y) quasi al di netto di notte, per non essere conosciuti nella vicin a,, * a 'jjn Aldino. (Ar.Mes.) Al-dì-no. Add. m. Sorta di carattere da sta^P 1 ^ prende il nome da Aldo Manuzio , che fu il primo a farne u s< *' comunemente dicesi Testo di Aldo. (A) ^fi Al dintorno. Posto aVverb.zzzAU* inforno. Remò. Pros. 1. 5. .. da’ famigliavi le sedie , essi a sedere vi si posero ai dintorno; Addio,* ’Al-di-o. Sm. (Dalla voce spaglinola aidea contado, Servo destinalo ai lavori de terreni e alla coltivazione delle M Àldione, sin. Borghinì . JV. Sp. (0) Alinone , * Al-di-ó-ne. Sai. Lo stesso che Aidio. F. [0) , Aldire , * Al-di-re. Att. F. A. F. e di' Udire. Guitt.Leti. 3 - # c * r un* desio de’poveri Dio aidio. (£' quello delsalmo, desiderimi! p al, P exaudivit Dominus.) (V) . gn Al dirieto, Avv. Da poi , Da sezzo. Cavale, Sloltiz. 283 . Ch‘ ^ accosta non sa sì schermire , Che al dirieto se ne parta neIt0 pi,uCC Al dirietro. Avv. Dapoi , Da sesso. Borgk. Fesc . Fior. c£ $c 9 sco da Cingolo fu innanzi a frate Angiolo degli Acciajuoli* e Ff* 1 da Todi al dirietro. (V) , |: r irU' Al dirimpetto. Posto awerbial. Lo stesso che Dirimpetto ,—, ^ l petto, Rirnpetto , sin. Lat. con tra , e regione. Gr\ àwrncpv. * l f (Q ^ Bell, Domi. 338 . tnvitarongli a sedere sur uria panca che era W dirimpetto.» Remò. Stor. f 49■ E nel culle di Librafatta , dirimpetto, una torre fubricarono. (V) Al diritto. Posto avveibiahn. = Dirittamente , A dirittura. - le età. Gr. euOé. G. F. p. ^ 5 . Lo’mperadore prese consiglio l a I1 , /flli iK che re»' 1*$ — t A ^ li venire al diritto alla città di Firenze. Bocc. nov.yy.54.^ so ,L V ^ Je tene 1 ' 0 ' adoperar bene nel principio , il quale al di dietro si termina con di- fcltuoso fine? Cam. Plug. 3 o. Il parlatore sempre dee ritenere e riservare al di dietro della sua orazione le più futi ragioni ch’egli ha e. Al dì d’oggi. Posto avverò . — Oggidì. Lat. hac tempestate. Gr. cr^jcti- fw. Guid. G. fó. Voi sapete , o carissimo mio padre, che al dì d’oggi tutta l’Affrica e V Europa è quasi soggetta alli Greci. AUeg. /fi. E eli' esser hello spirito e poeta Al dì d’ oggi non vai > non giova punto. Al di fuori. Posto avverò. — Fuori, Di fuori. Lat. extra. Gr. tfy&ev. G. F. 6. Sa, 2. E poco appresso I’ afiòssaro, e steccarono al di fuori era ferventissimo ec., tèriva. alla scoperta e al diritto il licato corpo di costei. Al discoperto. Posto avverò, vale A viso aperto , Palesemente. A r ‘ 77. E che dopo che vera, ancor veduto Non gli avea alcuno a» perto il volto. (M) . cr io'j Al di sopra. Posto avverò.—Sopra. Lai. supra , superins, in sll L 5 ie* parte. Gr. civu:iltv , i-xccvu. G. F. 10. 2ig, 2. Perchè in quella ut di sopra il rastrello e Parme del re Ruberto. E 12. 32.2. de’ più forti castelli e rocche di Toscana , c cova e soprastàa* al di sopra poco più d’un miglio, a — * A vantaggio. Dicer. div. ( 0 ) 3 — Coi v. Essere, ec. = Essere superiore e piti polente. L&f L* V tiorem esse. G. F. 6. 9. 4 - Ea sua parte ghibellina era al di Toscana. Liv. M. I Tribuni venieno al di sopra della riotta. > Qfl Al ni sotto. Posto avverbialrn., opposto ad A l di sopra. Lat. infcf 1 '* jc^ xctrwrepw. Cron, Mordi. Sicché e’vcnnc al disotto in tutto sa , prima fusse vinto. Tue. Dav. Stor. 2. 2j5. La fuma de £ 0 |tft menomata, gli ajuti ammazzati, sé da Piacenza cacciato, e ai u sino ne’più spessi che notabili affronti de’riconoscitori. Seti. b^ tU Jj s0 tl‘ 7 ' 6. 3 o. Tu sarai vinto molto prima che tu t’accorga d’esser ai ‘ a — Al di sopra o al di sotto = A vantaggio o A disavvantogè ^ aequiore vel iniquiore loco. Lib, dicer. Come colui che al tutt essere al di suso o al di sotto della battaglia. „ G Al disteso. Posto avverò. — Alla distesa. Lat. nulla mora M.F. 3 . 7 , 9 - Era aldisteso fuggito con dicianu^JjiU' Al di su, Al m suso. Posto avverò. = Al di sopra. Lat. s 'h a l (W Aldo. * JV: pr. m. Lat. Aldus. (Dal celt. ald per eld più 6 ran ” Aldobràndo,* Al-do hràn-do, Aldrovando, Aldrobrando, Aldf 0 . * Bando, Bandino, Dino. N. pr. m. Lai . Aidrobrandus. ( D y del brand , incendio della nobiltà.) (B) . Aldoma. * (Geog.) Al-dó-ma. Fiume della Russia asiatica. Aldomira, * Aìdo-mi-ra , Allomira. N. pr.f Lat. AldotniraA ^ adel meer , mare di nobiltà.) (B) Al doppio . * Aw.z=:Doppi‘u/n»nte.—, A doppio, sin. FiLS.Gif' M CaUim.247. AU’acque segno Orione s’appressi,e al doppio Lo Al dosso. * Avverò. Col v. Esser e o simile, soleinteso prozi, o ~Star bene, cioè in modo adatto alla persona’, e dicesi an c Sega. Man. ( 0 ) Aldrado, * Abdrà-do. N. pr. m. Lo stesso che Adalrado. * Aldrico , * Al-drì-co. N. pr. m. Lo stesso che Adalrico. F• ' Aldrigo, * Al-drì go. JV. pr. rn. F . Adalrico. (B) àldroco , * Al-drò-co. JV. pr. m. F. Adalrico. (B) 0J>U . Aldrovandia. (Bot.) Al-dro-vàn-di-a. Sf (Prende nome dal A* raiista Aldrovandi.) Genere di piunte della classepentandi L $ f ni a , te quali hanno calice intero, persìstane, diviso in ou*l r.(p att' , a ALDUÌDE o lc ^° Ua di cinque petali persistente , la cassida coli cinque tingali ^ t,Q '-'lDE Vr” U " a S0 * a i°£S' a i con cinque calve e enn dieci semi. (B) Ale. r,y. '•y eo S-) Al-dù-i-dc. L nf.Aidujdenscs niontcs.iLi/tto de’Pirenei.(G) su v *'* SLe5S o che ] Ala. F» » DanteVurg. 2 g. 10 g. Ed esso letifica Alr,*//> na e ^ ahF ale. 4i, Ea ' Ì C ”S*) Vegno nella Guinea .— Città della Siria.—della Licia » (G) de(fj ^‘* e *a. N pr. f .— Soprannome di Minerva e di Gìunone.(fiosi * —* ,AP cr ^* adorate in Alca.) (Mit) è da helletios greco j e vai uva greca per contrappo- Ai 8at J* al Ja latina.) (A) hit. . I0 * (Archi.) A-fe-a-lò-rf-o.iSVw. aleatorimn. Or. xv0s7cy. ( Dal eh} Q > e ? S| u oco.) Sala o camera nella quale si giuocava dagli anli - ^ tta 4ND UC * ° a ^ Sfochi. (Mit) pWirf ? A-lc-bàn-de. 2V. pr. m. (In gr. alee fuga, e bas , banlos di , P J o aft. dì (,eno io vo ; Chi va in fuga, Fuggitivo.) —-Tiranno A u hl ;; Qr, f"- (mìo Chi v ^* N.pv.mf Dal gr. alea calor dd sole, e Òrbo io vivo 1 ca i°r del sole.) —Figlio di Nettuno ucciso da Ercole.(Jtà.ì\.) A-lè-ce. Lui- Haiicx. Fiume della Calabria. (G) a Ec * 0 m A-lè-cto. Antica città della Brettagna. (G) A-Ie-clò-ri-a.^^W, e sf. Lo stesso che Alettoria. ^".(Aq) Au C t „ ; (St. N.) A-lectó-ro. Lo stesso c/ie* Alcttoro. F. (Aq) ^^Tnin» * ot Adè-ctrar' Sf. J.o stesso che Aleltra. V. (Aq) * (St. N.) A-là-clri-di. F. Alettridi. (Aq) tia.^ a? 214 ’* A-Ic-etro-man-zì a. Sf. F. G.Lat. alectroman- r U ° romanzia > Aleltrìomanzia, sin■ (Dal gr. alector gallo, e «e>i 40 fi ' v »nazione.)A>ecie di divinazione che consisteva nello spiegare il e J’Q CCo e àttere segnate sulla polvere , posto a ciascuna un grano /forzo, a Ee **(lv| 2£a ^ nelPordine ch'erario i grani inghiottiti da un gallo.{ A q)(À.O.) ^^'-ddd.f. pi. Feste in onor di Minerva. (V. Alea.} (Mit) hip sl N °* (Farm.) A-Ie-fan-gi-no.^tW. m. [ Agg. di una sorta di pil- - niei y matic he, composte di quasi tutti gli aromati.1 (Secondo il Le- ?>4o' sZ dette queste pillole dall’arabo alephangia odorifero; ma in tri j c p lìso pajon piuttosto denominate dal lat. ofjacio io odoro. AL en *ra a ì)3nia ttlcep/wngine; e però fa crederle denominate dall’a/oe che a^*s. .. Com porle, e dal gv.phagin mangiare.) Lat. aiephanginus. Folg. A tp CoRi * Cu > 1 ar omatizzauo l’acqua mulsa con le spezie alefangìnc. ^ Lb Ga p (^ G0 b-) A-Ief-cò-ra, Città dell'isola di Cipro. (G) u siind 0 ° st0 ttvverbialm. vale Con lega ; e dìcesi della lega de * metalli , liH, s ! inforza di preposizione. Dav. Scism. 6 6. Fece tutta la modici once d’ariento fine per libbra, portar ’once sei,e quattro,e due finalmente. ALESS AMBRETTA 193 fitta ,1 1 ‘ ,n f" n a di preposi■ e rc gno, a lega d'undici once 'Ew..'**' e rendeva ribattuta a lega d’i J ,n 4 t«0: .ho E ’ * A-logè-rio-re. N. pr. m. Lai■ Àlegenor. ( Dal gr. halego " t-EccE * Ur ? 1 aner uomo : Uom che ha cura.) (B) , Oidi, ]( j p a do avveri).— A foggia, A usanza. G. V. Cron. ( Pertic .) Jllef, r.En E j s \ Eresse Castelnuovo a legge francesca, (B) Gv, ' A-Jeg-ge-re.C^W. atmm.]f r .A. /'B c r^/Eleigere. Lat. eligere. Ar ll0 |f ci 6 ^‘ > '. G. V. 2 . <2.3. E per li baroni dello,’rapcrio fualctto un j dct 'o r' , 1 '’ 2. Levarono lo ’mperio di Koma a’Greci,e ales=ono il Seppi • 0 M ; ’gno imperador di Roma. Principi i re i' ^ c rcare. Fend. Crisi. A. Tito sì fece aleggere tutti li fesseli l * c "* Giudei, e giudicolli allo ’mpiccare. Grad.S.Gir.i. Non BUqup IrElvo. ! a nn qI c^ri imTM'i . rti* f»ra ripprt in fede? rrnente^ si aiirivmsce tt remi piuGt-ttij t^umc ti A.KJJHu. I venti- 3 9i*eJt a kffS* a vano per la foresta, risvegliavano i! diletto con l’orrore. ^ [V Q ^'espressione approvabile di autore non approvato. (A) Pur, a cr estensi ed in forza di sost. Muoversi a modo d’ ala. Cht'abr. i lì)e d’ò ° a,lz * i‘ Un aleggiar leggiero Di remi in mare usati A farsnu- A-lé-grc. Fiume del Brasile.—Città di Francia (G) A^to * v^ G °g*) A-ìè-gri-a. Città della Biscaglia. (G) C£lb '' (V * i Add. pr. m.*—, Aico , sin. Di Ale, Di Alea. (B) \ a rm.) A-le lè-o. Sm. F, G. Lat. halelacum. (Da hals sale, ed , € 0 fi -j* —*v • 11 'JC-ic-d. uni. r . w. --, - - a n ) Mistura di sàie trito con olio di cui si servivan gli an~ /r» e malattie delie giunture qual rimedio atto afortifìcarle.{ Aq) tE *Ur,H A A-lè-ma , Aleni. Fiume dell' Annovercse. (G) Av^^nìa V r ,^ eo R*) Ade-mà-gna, Allemagna, Lamagna, Lrmagna, Gcr- . 5 'd sc ^d a nd.) Grmi regione dell ’ Europa centrale. ((V) A 4j * (Geog.) A-le-màu-ni. Popolo di Europa nella Germania. 4 , A **Nir 3nn * ’ Abrnani, Alcmpani, Germani , sin. (G) Ai^ }ai *no ° ì * Ade-màn-ni-co. Add. pr. F. Alamanno. (B) **.*_Adc-màn*no. F. Alamanno. IB) all vale tutto, e mann Germani. (Mit) * A-lc-màn-no. F. Alamanno. (B) A i,0l hoV ^d-^ cr *) A-le-mà-no.iV.pr./n. ( In ted. k'*%k»L r dei Boi. l'Èrcole degli antichi G 4 i.» % * s °* A/M — - ’i-fi* «« sS^Gfì.S^:./’’: ?• Di Alemagna. (B) P A Ro , (Geog.) A-lc in-bùr-go. AlIembourg. Città degli Stati Prus- AS^ai'L a-lcrn-dà-ro, Alcmdar. N. pr. m. (Dal tcd. all tutto, ed 1 ovvero cader che porta a (ine.) (B) ( / (1 \ .V'-Uom.) A-le-mó-na. ( Dal lat. alimonia alimento.) Dea tu- 8l *"Ne J a ' u ' : ‘iìl, , c } te p r esedeva all' alimentarli nell’ utero. (Mit) in s le ‘ e '- (G) a!??"') Città della Prussia .— Fiume dell' Annovere.se. (G) b ‘1 Bufi na ' ^f-Gggi meglio ] Fiato.—, Alito, ««.( Dal frane, haleinc ^ l . cava dat celi, hatan, ed altri dal lat. anhelìtus die vale il FùJ l finiteli tus. Gr. àtàntx. M. Aldobr. Fae venire duolo X, di (lineo, IteholeuM di nervi, c spesse volle avvenire malvagia alena cioè puzzolente alitare di bocca. E altrove : p] per li denti imbiancare, e per far buona alena, cioè buono alito di bocca. Fil. S'.Aut. E camminava con sì avaccevole passo , che appena potea ritrarre l’alena. Ar.EfiAMENxo, A-le-na-meo-to. [A’m.] Ansamento. Lat. anhelatio, anhe- litns. Gr. ao- 3 /zci. Lib. mal. dona. Queste cotati in questo tempo ausano forte con alenamento strepitoso. 1 Alesare,A- le-nà-re.C N-ass.!Alitare.Lat. halitum emilìcrc.[CrJrrl>i)x!vc:t.j Ai.Aldobr.Oade conviene che egli mangi in tal maniera ch’egli non sisen» ta pesante appresso mangiare ec.,eche egli non possa leggiermente alenare. 2 — [Respirare.] M. Aldobr. Ancora è reo tpieilajere che è riposto infra valli e dentro magioni, ebe '1 vento noi puote rimuovere, e clic non è dilettevole ad alenare. 3 —Inforza di v nt.f A fri nmenlo,].)/. Aèlol.r.ljii vena che è intra •! mento e ’l labro , è buona a segnare a quegli che hae malvagio alenare di bocca. E altrove ; E fanno buono alitare , ovvero alenare di bocca. ÀT.EKM. * (Geog.) A-lèn-bi. Città della Norvegia. (G) Alesdale. * (Geog.) A-Icn-dà-Ie. Città dell’Inghilterra. (G) Alendorfia. * (Geog.) A-len-dòr-6-a. Lai. iUendorphium. Città della Feslfalia. — dell’Asia■ (G) Alehoso , A-Ie-nó-so. Add. m. Ansante. Lai. anltelus. Gr. àvfoxrncós. Lib. cur. malati. Quando l'uomo si ee alenoso , molta hae difficultàa giacere. Lib.Museale .Peri cavalli alenosi usa la decozione dcll’orobacchc. AfiESQuERA.*(Geog.)A-len-què-ra.Ln(.Hierabriga, Città del Portogallo, fo) AtENTAnro. * (Geog.)A-len-tà-ri-o. Provìncia dì Svezia nell’ lì stonu/.fo ot>) Alente. * (Geog.) A lèn te , Alento. Lai. Hclex. Fiume del Regno di Napoli in Principato Citeriore. (G) Alentejo. * (Geog.) A-len-tè-jo. XntProvincia Transfagana, Interamnium Celti oruin. Provincia del Portogallo. (G) Alenzone ' (Geog.) A-len-zó-ne , Alenpin. Lai. A lentia , Alenconium. Città della Normandia. — del Deljlnalo. (G) Aleo , * A-lè-o. N. pr. m. ( Può valer fuggitivo da alee fuga , ovvero errante da ale errore, o caldo da alea calor del sole .)—Re di Arcadia,—Soprannome di Apollo. (Mit) 2 — * (Geog.) Una delle isole Lipari. (G) Ateo, * A-lè-o- Add. pr. m. Lo stesso che. Aleio. V. (B) Alepakdo. (St N.) A-!e-pàr-do. [Ani. Oggidì] Leopardo. Lat. leopavdusv Gr. X!ovdfiSavis. Morg. s 5 . Sa. E corso cervi, alepardi ecavalli.fi’ st. pò. Pel parco ancor molti destri alepardi, Cbe’n pochi salti raggino* gon le fiere. A lece. * (Geog.) A-lc-pe , Alipi. Città dell’Indoslan. (G> Alepidea. (Bot.) A le-pi-dè-a. Sf. Lat. alepidea. (Da a priv. , e le ole squama, scaglia.) Genere di piante ombrellifere, cosi delle perchè hanno il ricettacolo nudo e privo di scaglie. (Aq) Alepidoti. (Zool.) A-le-pi-dò-ti. Sm. ( V. Alepidea. ) Nome dato ad una famiglia di serpenti, a motivo che sono senza scaglie. (Aq) Ai,kpiooto. (St.N.) A-le pi dò to. Add. m. F. G. Lat. alepidotus. ( Da a priv., e lepidotos squamoso.) Nome caratteristico di tutti i pesci senza scaglie. (Aq) 2 — È ancora il nome che vien dagl'ittiologi applicato alle parti di un pesce, come il corpo, il capo ec. , allorché queste sono prive o mancanti di scaglie. (Aq) Aleppe , A-Ièp-pe. [Foce immaginata da Dante, intorno al sign. della quale v’ ha controversia tra gli eruditi. Presa comunemente periate- riezione di dolore , o, secondo il Monti, di rabbia .] (In ebr. aehph vai grande; quindi Satan aleppe non altro significa che O grande Sa- tan. Così anche i Latini diceano o magnanumina , o magnns Apolivi e pur oggi si dice Grande Iddio ! ed anche Gran diavolo ! ) Dani.Info. 7. 1. Pape , Satan, pape , Satan , aleppe , Cominciò Pioto. Aleppo. * (Geog.) A-lòp-pt>, Haleb. Lat. Alcptim, Hieropolis. C’iVrù e pascialato dalla Turchia in Uria. (G) Alerb , ’A le-re. Alt. difett. F. L. di cut sembra non potersi usare che l' infinito poetic. F. Alimentare. Lor. Med. rim. (A) Alerea. * (Geog.) A-le-ré-a. Lat. Ardantes. Antica città del 1 e Gat/ie.(G) A Leali. * (Geog-) A-lè-ri-a. Antica città della Corsica. (G) Aleeione. * (Arabi.) A-le-ii-6-ne. Sm.—, Alleviane,sin.Aquilotto rappresentato colle ali spiegate,senza rostro e senz’artigli; così detto da Ale.(A) Ales. * (Geog.) Alesia. Città della Beozia. Lat. Laesa Oppidum. Città della Sardegna. (G) Ales. ' (Mit.)' ( Ales vale in lat. agile , leggiero, veloce ; cd è ab alia gerendis.) Soprannome di Cupido. (Mit) A lesa. * (Geog.) A-Iè-sa. Lat. Ha lesa. Città della Sicilia. (G) Alesasi. * (Geog.) A-le sà-ni , Alsari. Città della Corsica. (G) Alf.seni. * (Geog.) A-lc-sè-ni. Popoli Arabi , verso il Golfi Persico. (G) Alesia. * (Geog.) A-lè-si a , Atise. Lat- Alesia nova Mandubiorara.^Li- tìcn citta delle Gallie. (G) Alesie. * (Geog.) A-lè-si-e, Alesoe. Lnt.Halcsiae. Città della I.aconia.(G) Alesio , * A-Ié si o. jV. pr. m. ( Dal gr. olexo od alexeo io soccorro, 10 scaccio.) — Fondatore di Aleso. (Mit) 2 - * (Geog.) Monte dell’Arcadia.— Fiume della Sicilia, oggi Pit- tineo. —, Aleso, sin. (Mit) (Van) Aleso, * A-Iè-so. N. pr. m. (Dal gr. hales , eos congregato.)— Uno de’ Lapili. — Compagno di Agamennone. (Mit) 2 _ * (Geog ) Città dell’Elìde.—Fiume della Sicilia—dell Etruria.(G ) Alesone. * (Geog.) A-le-srt-ne. Città della Linguadoca. (G) Alessamene , * À-les-sa-nic-ne. iV. pr. m. Lai. Akxamenes. ( Dal gr. atexo io soccorro , e menos mente.) (B) Alessandra, * A-les-s/in dra , Alessandrina Sandnna , Sandra. N.pr. f. Lat. Alexandra. (V. Alessandro) — tiglio di Priamo, più nota sono 11 nome dì Cassandra (Mit) Alessandro. * (Geog-) A-les-san-dre-o. Montagna della Mieta. — Castello della Giudea. (G) Ai.kssandketta. * (Geog.) A-les-san-drét-ta, Scanderona. Lat. Alexandria minor. Antica città della Siria. (G) ALESSANDRI A 194 Alessandria. * (Geog.) A-les-sàn-dn-a. Città del basso Egitto . — della JBaltriana. — della Caratnania. — della Troade. — della Palestina, — dell’Albania. — della Luìgìana. — del Nuovo Hampsire. — del - / Ohio - — della Pensilvania. ■— della Russia europea cc. (G) Alessandria della paglia. * (Gcog.) Lat, Alexandria Statiellorum. Città forte del Piemonte. (G) Alessandruna. * (Geog.) A-!es*san-drià-na. Città della Carolina. (G) Alessandriano , * A-les san drià-no. Add. pr. m. Dì Alessandro. (B) Alessandrina. (Agr*) A-Ies-san-dri-na. Add. fi Agg. d'una specie di albicocca detta anche di Malta. (A) Alessandrino, * A-Ies-san-dri-no. Add. pr. m. Di Alessandria. Salvin . Disc. ad. (B) Alessandro, * A-lcs-sàn-dro , Alessandrino, Sandro,Sandrino. N. pr. m. Lat. Alexander. (In gr. vai soccorrilor di prodi, da alexo io soccorro, ed andvos di uom fòrte.) — Piglio di Priamo , lo stesso che Paride. — di Euristeo. — Re di Macedonia. — Figlio di Filippo , e detto il Grande. — di Mammea , e detto Severo, Imperadore romano. — Re di Siria. —« Re d* Egitto. — Re d Epiro . — Tiranno di Fere. — di Pajlagonia. — Nome di otto Papi .— Duca di Firenze. — Duca di Parma. — Imperadore delle Russie. (B) (Mit) (Van) Alessanduopoli. * (Geog.) A-les-san-drò-po-Ii. Città dell* Aracosia. — della Panima, — della Tracia. — della Russia. (G) Albssànemiade. * (Lett.) A-Jes-sa-nc-mì-a-de. Add. m. V. G. Lat. aìexa- nemias. (Da alexco io discaccio , edanemos vento.)— Soprannome dato ùd Empedocle che area la pretensione di dominare i venti. (Aq) Alessano. * (Geog.) A-les-sà-no, Alesanco. Lat. Alexamun. Citili della provincia di Terra d Otranto nel Regno di Napoli. (G) Alessanore , * A-les-sà-no-re. N ■ pr. m. (Dal gr. alexo io soccorro, ed aner uomo.) — Figlio di Macaone. (Mit) Alessarco, * A-les-sàr-co. N. pr. m. (Dal gr, u/paro io soccorro , ed archos principe; Principe soccorrevole.)— Fratello di Cassandro Re di Macedonia , che si rese ridicolo per l'affettazione di parlare diversamente dagli altri. (Mit) Alessia. * (Geog.) A-lcs-si-a. Città della Celtica, fondata da Ercole. (G) Alessiaco. * (Mit. Gr.) A-les-sì a-co. Add. m. (Da alexco io allontano, e cacon male.) — Soprannome di Apollo , di Nettuno , di Ercole. (Mit) Ale>siade, * A-les-sì-a-dc. N. pr. m. F.at. Ahxiades. (Dal gr. alexo io soccuiro, ed idos sembianza: Sembianza soccorritrice.) (B) ,Alessiade. * Add. pr. com. Di Alessio. (B) Alessiarete , * A-Ies-siaré-te. N. pr. m. (Dal gr. alexo io soccorro , edl avete virtù; Virtù soccorrevole.)— Figlio di Ercole e di Ebe. (Mit) Alessicacia. (Med.) A-les-si-ca-ci-a. Sf F. G, Lat. alexicacia. (Da ale- xeo io discaccio, e cacon male.) — Espulsione di tutti i rnali.{ Aq) Alessjcaco , * A-les-sì-ca'CO, N.pr. m. ( V. alessicacia .) —Soprannome di Apollo. (B) (Mit) Alessicaco." (Lett.) Sm. Amuleto riguardato dagli amichi qual possente preservativo contro i veleni. (V. alessicacia •) (Mit) Alessicleo , * Al-lcs-si-clè-o. N. pr. m. Lat. Alexicles. (Dal gr. alexo io soccorro , e cleos gloria : Gloria di chi soccorre.) (Aq) Alessidb , * A-lès-si-de. N. pr. m. Lat . Alcxides. (V. Alessiadei) (B) Alesar armache. * (Leti) A-lcs-si-fàr*ma-che. Titolo d'uri opera di JSi- candro . Salvili. Cas. 3 t . Lo scoliaste o chiosatore di Nicandro nello Alessifarmacbe, ovvero Medicine contro i veleni. (N) ALH?ssiFARMACo.(Med.)A l-les-si-fàr-ma-co.[^r/ dU'\'7i„ _ rr h Tf I ^ toU» belle parole a uno, e dirgli alla spianacciata e a lettere di se® 1 vero di speziali, come tu l’intendi, ec. . A lettere madornali.* Postoawerb. Lo stesso cùe A lettere di A lettere jiAJttscoLE. Posto avverbio!. Tal quasi lo stesso che V 1 sitamente. P. A lettere di speziali. Lat. apertissime, phm' sse ximis litcris, unciaUbus literis. Alleg. 170. Che è, dove ella sCI £ ga* 1 ’ lettere majuscolc e di cinabro , d’ avere con ismisurata ragion ci>0 c alle civette , ec. ., 0; A letto , * A-lèt to. Add. m. da Aleggere. E. e di’Eletto. Fr. 3.io Alctti temendo non la vendetta de'loro misfatti, s'indugi loro in ^ 0* Aletto. * N. pr.f. (Dal gr. a priv. , e sia da lectos dicendus, -pt» lectos limitato. Val dunque Cosa da non nominarsi, ovvero" nella crudeltà , ne’desiderii.) — Una delle, tre Furie. (Mit) A letto pieno. * Awerbial. parlandosi di fumi, e significa s ei> Segner. Munn.Nov. i 3 . 2. La pace fu paragonata ad un fiume pre simile a sè corre a Ietto pieno. (V) _ „ Iet* 1 ’’ Alettore , * A-lèt-to-re. N. pr. m. (Da a priv. o inlcns., e ^ ecir °cA, Quindi alecior non maritato , ovvero consorte. Secondo le r a p JfP trebbe anche tradursi Vigile.) — Uno de’ capi degli Argafi , sedia di Tebe. — Figlio di Epeo. — di Anassagora. (Mi*) (,** 2 —* (Mit. Gr.) Nome dato da Omero al Sole, che è sempre in . c ,, Alettore. (St. N.) Lai. orax alecior Lin. (Dal gr. alecior Sy 10 J[( f dal pennonccllo che al modo del gallo egli ha su la testa ) U cC ^ [ 0 f ha la membrana cerosa gialla , il corpo nero, ed il ventre F : . ji■' bianco; sulla testa un pennoncello di penne nere; nella stai vicina al pollo d' India. Pino. (B) Alec tf,,1 ,i, Alettoria. (Sf. N.) A-tet-fò-ri-a .Add. e sfi Lat. alecloria. —', , sin. Pietra che nasce negli stomachi e nel fegato de’ galli e " e grande quanto una fava o un lupino, sferica e trasparente, 5 ^ pi j ; color fosco, e che gli antichi credevano di mirabil virtù, in 10 ' v. Plinio. (Dal gr. alecior gallo.) (A) Red. Esper. natur- 4 ^ E passò a rammentarmi., .e la virtù della pietra alettoria ebe 1 , - negli stomachi de’galli. (Pr) . AeV.i Alettorii. * (St. Gr.) A-lct-tò ri-i. Add. e sm. pi. Giuochi Jj] Alene in memoria di Temistocle il quale partendo, per c ‘jj a ti.™j' Persiani, si servì di due galli che battevansi, per animare i ^e mj Alettoro. (St. N.) A'lct-tó-ro. Lat. alcctor. (V. Alettoria.)™ ^.j'A cato da’naturalisti moderni ad un genere di grandi gallm aC rica molto analoghi al gallo d’India■ (Aq) loP^ Alettorolofo. (Bot.) A-Iet to-ró-lofo. (Dal gr. alecior gallo, e u ’.Sl° sta. ) E. Cresta di gallo. (B) te - Alettoromanzu. (Lett.) A-let-to-ro-man-zi-a. Sf. E. G. Alectromanzia. E. (A) eal^'V Alettra. (Bot.) A-lèt-tra. Sf. Lat. alectra. (Dal gr. alecior 0 , nere di piante così dette perchè i loro fori gialli, listo 11 . (al furono paragonali ad una cresta di gallo. — , Alectra , L5 rtn ALETTRID1 ‘CU lftl f7 t\ C! °r e ,li ■ ,r ' 1 -) A-lèt-trì-di. Sm. pi. V. G. Lat. alectrì des. Smere ' 8,1 .' ’ " ' " c/ tl sulla i • -— r- - ■ -■ _-..(Da altre jpr' c< ~ hlos sembianza.) Famìglia d'uccelli che abbraccia il , sì nijì]‘ rat ’ 8 cosl detta perchè hanno una specie di cresta piumosa s P ara gonare alla cresta del gallo. —, Aleclridi , sin. (.Aq) ^'' ET Tr,io s 1!iZ /n‘ * (Dctt.) A-let-tri-o-man-zi-a. V. Alectromanzia. (Aq) Piani e e ‘ A-lct-tri-ó ne. Sm. Nome che si dà ad un genere di vresi a ’ c !>Crc ’ le hanno una bacca secca uniloculare, sormontata da una , ^ Un » .P ress a , che in qualche modo pub paragonarsi alla cresta A (V. Alcune) (Aq) di iw* ». P r ' m - (In gr. alectryon gallo, gallina.)—- Confidente Ata mni TE IR ,, can 8‘0 in gallo. (B) (Mil) i ^'c/ii'ain' 00 > - A ’' e ' u ~ r ''te.ò/I F.G.Lat. aleurìtos. (Da halevron farina.) At ' E ' Jn or ) B a , y° sl un genere di piante perchè sembrano coverte difarina, ffiq) *A-leu-ro.màn-ti-de.2V r .^r.m. (V. aleuromanzìa.)—Sopran- ^ EE CiiO]y, Pollo , come presidente alle divinazioni falle colta farina. (Mit) (Da hat” llÀ " (kett.) A-leu-ro-man-zi-a. S/i i'. G. Lai. aleuromanfia. /^Vmi° n far “», c manda indovinamento.) Sorta di divinazione che , “Tiste P er ,/! l '’ zzo della farina. (Aq) .«ole dbi (’^og.) A-Ie-u-ti ne, Aleuti, Aleutiene, Isole di Behring, " t *0ji4, » e ' ,0 *pi- Arcipelago d'isole nell’ Oceano boreale. (G) . B,’ A-le-ùzi-a. N. pr. f. — Soprannome di Fenere daun/ìu- ^nl e : s !> Colofone, [mi) ‘ avl„ ,' v . a - A', pr. m. Lat. Alevas. ( In ebr. al vale non, ed ev J 1e, 4stp * S a C '° : ^ enza desiderii.) (B) . ll: v Afeerbìal.—Dalla parte donde sorge il sole. Dant. Purg.fifi ) >/. A-le-xi-na , Aleckin. Città della llussia. (G) ^ Sciano „„ ' z ‘‘ a- P r -f\ (I* 1 g r - alethia verità .)—Dea della quale 195 A: nJf 0 \ le H tempio netta città del Sonno. (Mit) e ..O A-lè-zo. Sm. F. G. (Da aleso f. di alexo io preservo.) fi C l tela a piu doppii che pensi sotto un infermo per conserti jj^oiìE fi* n , e fi ezza necessaria nelle malattìe. (A. 0.) Lt X [§p .(Ge°g.) A-Ie zó-ne , Alezona. Città della Lìnguadoca . (G) Per p..; ’ ytdecl.] Primo elemento deli alfabeto greco, e prendesi anche P Có |M0 - i “‘- a !pi' a - Gr. à'wp*. ... . e efteesi figur. di Dio , e vale Principio e line di tultc Eo Ben che fa contenta questa corte,Alfa ^ *^it. e dì quanta scrittura Mi legge amore o lievemente o forte. l * AB eco ai* come hanno dettoli nostri padri, tu se’l’Alfae l’Omega. LlAEt T 4 fii * a ‘kè’Co. àm. F. A. F. e di Alfabeto. Burchiel. Ros.(0) ■f^ore fi' (f^ctt.) Al-fa-bc-tà-ri-o. N. camllerist. Lat . alphabctarìus. i" e tfe U,. *P*ate nelle sue opere non abbia usato altro ordine che quello deW alfabeto. (Aq) a .f a beti C 0 ' B p E ì Al-là-bc-ti ca nién-tc. Avverò. Per alfabeto, In modo co" s\" scci - ui '! ura litcrarum ordini-m. Silos. Berg. (0) . l,Al-fa-bè-ti-co. Add. in. Che è secondo l’ordine dell' alfabe - .;*<■ i?‘- ( A ) c ’ detto ,’^C'to. iSmi] ISome del raccolto degli elementi de'hngitag- ° riì Uo eyn ^ 0si dalle due prime lettere greche a, E noi al nostro più sue tre prime lettere, gli diciamo Abbicci. £—,Alftbc- Gr.à\$d,faTQv.Cr.‘ó pr. In questo terzo t*. -^co. . Ab Bti c l °. T) u ai. A l( . V‘' 5 ÙI Lr 'h U ^ aaLle sue tre P rlez z ordine o serie di cose disposte alfabeticamente per ij * Q u C j i repertorio.Band.antiRcpertoni di alfabeti degli statuti.(A) ' ^ 'tJwreUo con cui s ’ insegna leggere ti fanciulli. (A) a beto vale Secondo l’ordine alfabetico 0 G. P^. 2 . 1. 6. E * 2 I1,n ° s ero le alte torri ovvero templi segnati per alfabeto. pfi ££ 1 °6. Faccendo ec. scrivere i creditori per alfabeto, A/ 0 Avere per alfabeto alcuna cosa zzi] Saperla per l’ap~ Co ^'’oi-ew) 4 f 2 * 2 ^* 1° h° P er alfabeto i tuoi diletti. 4 'a**® ^an, 10 *;^ Vcr l’alfabeto per ogni partita = Sapere per appunto cose. - (\\ f Serd. Prov. (A) in y 11, Maom ) AI~fà-chi. N. caratteristico pi. Dottori della ^]?ì l credito presso i Turchi. (Mit) ■^4'!* Scsnd.) Al-fà-der. Il piu antico degli Dei della teogO' (Mit) hi l Ec diTaprobana, Clic ha ? l Ww? T * , ^(Eool Sf Lo stesso che Alfanctta. F. (Aq) Ssa * JSom A. àfi — » Alfanessa, sin. Lat. alphaneta, 'nff- Ai’cff 10 ‘l‘, un uccello, detto altrimenti Falcone di Tunisi o . Eterei (f in ^ lG ì & rec igtt abbiano dato questo nome dalla loropri- da a jfij a {fabeto , detta (Ma sembra piò naturale che pro- (Geo * rovo J c^os buono; Buono a trovar preda.)(Aq) rttsifi'Xfi^à'iìo. Monte presso Palermo detto anche Catalfano. Sii 'S’i ' -Turchìa europea che si perde nel Golfi d Arcadia. (Van) ia, Alfare. Città dell' Arabia Felice. (G) in. Al-fa-rà'go. Città della Fecchia Castiglio. (G) -ri »t;' C r ° 8< ' della città di Pisa in Elide. (Van) *'«*1* A " . ’ " ( . G f >) Ai^Và. < - Ue °g.) Al-fa-j 4> ((-"•. Avverbial. — Finalmente. Cr. atta v. 1 (Goarff'b^'dà-vo. Lo stesso che Alfarago. F. (G) ì'fil f °«o h ° kl - a del mar R0SS °‘ (G) alla v. Fare. (0) mar Bosso. (G) no ? v !' e, 'bial,—Al proposito. Amm. Ant. 6 t. La maggior 1 C ^ c ' ‘ *. cre dono nelle cose più vedere e più parlare al verità. (V) ALFRETONE 2 —* Coi’ v. Fare = Importare , Premere. Cr. alla V. Fare. (0) Au?ea. (Mit.Gr.)i Al-fc-a. Add. f Epiteto dato a Diana. ( Così detta dal tempio eh ella aveva alta foce del fiume Alfeo, in gr. u / / iAìo, $ .)(M,i) Alfelda.* (Geog.) Al-fel-da, Alfeld, Ali«kn.L«t, Alfelda.CVtta d.HVA,l noverese. (G) Alfmico. * (Farm.) Al-fè-ni-co. Sf. Zucchero candito, o Zucchero d'orzo. (Dall ar. al o el il , e da phamdhon che i Persiani dicono pitonici, e che vale una sorta ai zuccherini o confetti.) (A. 0.) Alfehio, * Al-fé-ni-o. N. pr. m. Lo stesso che Alfcno. F (V) Alfeno , * Al-fè-no, Alfenio.IV.pr.m. Lat. Alphcnus. ( Dal’ g V. alpheno io trovo, io escogito.) (B) r Alfeo , * Al-fé-o , Alfio. N.pr.m.Lat. Alpheus. (Dal gr. alpheo io > rQT „ io escogito.) (B) ’ Alfeo.* Add. pr. m. Di Alfeo. (B) Al febmo. Posto avverò. — Di certo , Del sicura. Lat. certe, piane. Gr. fii&cdws, ~%T:às. Ambr. Cof. ». ». Il qual promesso aveaini Di prestarmegli al fermo. E 2 . ». Che nel medesimo Tempo vi è al fermo per dare un po’ d’agio Di far quel che volete. Alleg. <). Bisogna finalmente Che’l far qualcosa,al fermo Sic la cagion ch'altri diventi infermo. Alfesiseo , * Al-fe-si-bè-o. Npr.m.Lat. Alphesiboeus. (Dal gr, alphesles trovatore , e bus bue : Trovator di buoi.) (B) Alfidena.* (Geog.) Al-fi dè-na.Lat. Aufidcna.Città dell’Abruzzo citeriore, sul fiume Sangro. (Van) Alfido, Al-fi do. Sm. Amico nome di quel pezzo dello scacchiere che cr dicesi Alfiere. (A) Alfiere, A I-(ié-re. [Am.] Grado di milizia, ed è quel che porta la insegna. Gonfaloniere. Lat. vexillarius. Gr. «j.asioipopos. (Alfiere, in isp. alferez, dall’al t, el il,e da fere.ns portatore: II portatore del vessillo.) Tac.Dav.Ann.-i.id .Cecina mostrò la lettera segretamente agli alfieri. K 2 . 5 f .Avea cominciato a sollevare , e tal commòsso, che un alfiere della legion sesia gli portò l’insegna. Buon.Pier.3. 4 . 7 . Volete voi comprar qualche catena''Da far comparsa nobile un alfiere? 2 — Uno de’principali pezzi dello scacchiere, ed è il terzo , che fiancheggia il re e la regina , e si muove sempre di traverso. (A) Alfiereiua. (Milit.) Al-fie-re-ri-a. Sf. F. buri. Uffizio e grado dell ’ alfiere,Fag.Rim. Signor alfiere mio disaifierato , Che per fuggir la briga di crepare, Dall* alfiereria ti se’cassato. (A) Al filo. Posto avverbiale Appuntino*—, A filo, sin. Alam.Colt.S.m. Poi dal traverso Venga un altro (sentiero J a ferir sì messo al filo a Che sìan pari i canton. (V) Àt fine. Posto avverb. = Finalmente , Alla fine. Lat . tandem , deni- que. Gr. tì\qs. Petr: son.i5 . Largata a! fin coll’aniorose chiavi, L’anima esce del cuor per seguir voi. Dant. Par.i3.i36. E legno vidi già dritto e veloce Correr lo mar per tutto suo cammino , Perire al fine airentrar della foce. Alam. Colt. 1 . 18 . E pruova al fine, Che l’arte alla natura è mastra e guida. 2 —* Dicesi anche Alba per fine, Alla fin fine, Alla finita. V . (Am) Alfio , * ’ÀI-fi-o. N. pr. m. Lo stesso che Aifco. fT. (B) Alfione.* (Geog.) Al-fi-ò-ne. Lago del Peloponneso. (Van) Alfionu.* (Mit. Gr.) Al-fi-ò ni-a. Add. f. ( V. Afea.) Soprannome di Diana, (Mit) Alfìta. (Mcd.) Al-fi-ta. Sfi F'. G. Lat. alphfta. (Da alphiton farina.) Preparazione alimentare usata dagli antichi Greci , la quale consisteva in farina d'orzo , o d'altro grano , distemperata o cotta con dell'acqua o con altro liquore , come vino , mosto , idromele , ec. (Aq) Alfitidone, (Cliir.) Al-fi-ti-dò-ne. Sm. F. G . Lat. alphitidon. (Da al- phiton farina, ed ìdos forma, similitudine.) Specie di frattura in cui l’ osso si spezza di maniera che russembra della farina. (Aq) Alfitojianzu. (Let.) Al-fì-to-man-zi-a.^/,’/^. G. Lai. alphitomantia.—, Alcuromanzia , sin. (Da alphiton farina, e manda divinazione.) Divinazione in uso fra gli antichi , che facevasi con delia farina , ma non sappiamo come s' adoprasse. (Aq) Alfitone. (Mcd.) Al fi-tó-ne. Sm. F. G . ( Da alphiton farina.) Nome che i Greci davano ad una preparazione alimentare e medicinale,fatta con della farina d'orzo arrostito. (Aq) Alfo/ (Mcd.) Sm.F.G . Lai. alphus. (Da alphos bianco .* i Greci denominarono così ima macchia cutanea biancastra. Estesero poscia questo nome ad ogni macchia della ente ; e la dissero levee , se bianca, me- lene , se negra ec. Casi.lex.med.) Specie di malattia che consìste in macchie qualche volta molto larghe , che compariscono nella pelle , qualche volta distinte e sparse come gocce .—, Albaro , sin. (Aq) Alfonia.* (Geog.) Al fo nba. Bosco sacro a Dicala nell’ Elide, all'imboccatura dell' Alfeo. (Van) Alfunsine. (Astr.) Àl-fon-sì-ne. Add.f. pi. Agg. che sì dà a certe tavole numeriche spellanti all' astt'onomia. (Così dette da Alfonso X. re di Castiglia , per cui ordine furon fatte.) F . Tavola. (A) Alfonsino.* (Cbir.) Al-fon-si-no. Sm. Lat. aìpìtonsinum.Strurnento che più comunemente dicesi Ti rapalle, inventato da Alfonso de Fervi napolitano , da cui trasse il nome , e serve per estrarre dalle ferite le palle d’ arme da fuoco. Si compone di tre branche che restano disgiunte l'una dall'altra per la loro elasticità , ma che possono stringersi coi mezzo di un tubo in cui sono collocale . Cooper. (Min) ^ Alfonso, * Al-fón-so. JSf. pr. m. Lat. Àlpbonsus.(Da! ted. hilfunsayi- taci.) — Nome di diversi re di Cartiglia , di Portogallo, di ISapoh, Duchi di Ferrara , ec. (Van) Al fonte. * Avverbial. col v, Andare, ejig. — All origine delle cose. Cr. alla v. Andare. (O) Àlfobdia.* (Geog.) A!-fòr*di*a. Città d Inghilterra. (G) Alfràmo , * Al-frà-mo. N. pr. m . Lat. Alfranus. (Dal ted. all fremi tutto forestiero.) (B) Alfredo , * Al-fré*do* N. pr, m. Lat. Alfredus, ( Dal ted. ali tutto, e friede pace: Tutto pace.) — Re d'Inghilterra. (B) (Van) (Geog.) Al-fr€-td*oc.Ltit,Alfertoniuai.C«f« d'InghìlttrralfS) alfridaria Alimdaiua.* (Àsti-.) Al-fri-dà-ri-a. Sf. Specie di scienza per la quale si dà successivamente il governo della vita a tulli i pianeti, governando ciascuno per un certo numero di anni. (Mit) Alca. (Bot.) [A/' PI. Alghe. Sino, di Aliga .Pianta che ha gli steli mancanti, le foglie integerrime, ottuse, lineari, larghe da quattro in sci linee , lunghe da uno a cinque braccia , ed all’ estremità delie quali v'ha uno spadice lineare. Lut. alga, zostera marina Lin.] Gì. tpvyJoi. Oc ut. Pisi. Celio la allegrezza di quella uotie non si polrcbbe raccontare , se non coinè l’erba alga , clic nasce intorno al inare.A’ Cas. limi. son. 57 . E come sue sembianze si mischiarci Di spume e concile, e fersi alga sue chiome. Ai.GACLior.A.‘(Goog.) Al-ga-gliò-la,Algajola.Piccoia città deVaCorsica.(fi) Algali-i. (Chir.) Al-gà-U-a. Sf. Cannello od una tenta d'argento incavata, che s’introduce nella vescica per estrarne l’ onna.(Dul gr. utgos dolore , e lyo io sciolgo: Val dunque istrumento die scioglie il dolore con estrarne la causa.) V. Sciringa. (Diz. Chir.) Ai.gama.* (Geog.) Al-gà ìna.Bai. Artigis.Cùià del regno di Granata, fi) Alc.aiu.* (Geog.) Al-gà-ri, Algheri , Alghieri, Alghero. Lui. Algarium, Corax, Città della Sardegna. (G) Algaria , Al-ga-ri-a. (Sf.) P■ y l ■ Po stesso che Fasto.—, Algliei ia, sin. ( Sorge per metastasi di lettere da Galloria.) Lat. animi elatio, fastus. Or. lna.pi ris. Amm. si ut. 1- 1. 16. Algeria è nelle persone belle , perocché a bellezza superbia va dirietro. E 3 g. 3 . 4 ~ Do desideroso del- )' onore, si tosto coi»' è promosso, si leva in superbia ec., algaria mostra. Al c.atua (L’). * (Geog ) Al-gà-ri-a. Lai . Algaria. Contrada di Spagna nella Nuova Castiglia. (Yan) Algaroso, Ai-Qa.-vò-so.Add.m.F.A.Che ha algariaLo slessoche Fastoso. F .— , Algheroso, sin. Lai. elatus, fastosus. Gr, irfccsSsis.Amm.Ant. 3 y .1. 5 . Bene è da mettere innanzi, e bene è grande coJui a! quale , nella prosperità almeno, risa sconvenevoli o paiola aigarosa 0 ismodata cura di vestimento o del corpo nolli avvenne. Àlgarotto. (Farm.) Al ga-rótto. Sm. Sorta di polvere antimoniale che purga violentemente,delta anche Polvere emetica. (Ha ricevutoli nome dal suo invcutorc Vittorio Algarotti di Verona, Fnaycl.) (A) Algarve* (Geog.) Al-gar-ve. Lo stesso che Aìgarvia. F. (G) Algàrvia. * (Geog.) Al-gàr-vi-a , Algarvie , Algarve. Lat. Algarbia , Cuneus , Cjmetes. Provincia meridionale del Portogallo. (G) Algauvie.* (Geog.) Al-gàr-vi-e. Lo stesso che Aìgarvia. F. (G) Algàzella. (Zoo!.) Al-ga-zèl-la. Sf. Lat. antilope gazzella Lin. Specie di mammifero del genere dell' antilope , e che ha le corna a forma Ai lesina, alquanto curvate e rugose.Quest'animale è grosso coinè una capra, (in cbr. dicesi ghuez la capra, ghuizzim le capre, e ghuazazel il così detto caper cmiwaritij.) Pino, (B) Àlgba.* (Mit. Gr.) Al-gè-a- (Dal gr. algos , eoi dolore.) — Figliuola di Bride , ossìa la Discordia. (Mit) Algebra. (Mal) ’Al-ge-bra. [Sf. Scienza la quale insegna a calcolare te quantità di ogni sorta,rappresentandole c(>n segni universali.] (Viene, secondo il Meninski , dall’ ar. el il , e gebr restaurazione, non perchè questa scienza si occupi di ridurre le frazioni all’intero, ma perché va riguardata come ima restaurazione dell’aritmetica comune.) Lat. algebra , logistica. Gr. XcynrriKrt, GahC*>mp. 1/j ’. E questa operazione ec. intendasi esser la regola d’uno de*'capitoli di algebra, cioè de'censi eguali at numero. Algrbraico- (Mal.) Al-ge-brà-i-co. Add. m. Spettante all' algebra. —, Algebratico , sin. (A) 2 - Curva algebraìca si dice quella in cui la relazione delle ascisse alfe ordinate può esprimersi con una equazione algebraìca. (A) Algebratico. (Mal,) Al-gc-brà-ti-co. Add. m. Dell' algebra. Lo stesso che Algebtaieo. F. Gu\d. Gr. Algebvaiici elementi (A) ALGEBRisTA.(Mat )A !-ge*bi ì*sta .Sm.Qiicgliche sa oche esercital'algelra.{ A) Algedike. * (Mtd.) Algè-rH-ne. Sf. F. G. ( Da algyno io fo dolore.) Infiammazione del coi/o della vescica nella llenorragiaurelraU.{k.Q.) Alcema.* (Mcd.) Algè-ma. Sf. F. G. Lat. algcma. (Da algema dolore.) Così nomatisi le malattie con dolore. (A. 0 ) Al generale.* Avveibial.lngenerale, Generalmente. lìnee.Filoc.i.Sy. ( 0 ) Algente, Al-gèii*fe. F. L. Add.com. da Algore. Lai. algens. Gr. piyÙm. Pelr. son. ì 52 . E ’I tacito focile D’amor tragga indi un liquido sottile Fuoco » che tu’arde alla più algente bruma. Dani. Rim. 34 * Signor, tu sai che per lo algente freddo L’ acqua diventa cristallina pietra. Algere , ’Al-gerc. F. Interamente raffreddarsi, Agghiacciare. ìferto difettivo che neri si dice se non nel tempo passnto.Lat. algerc.fGr. 4 ’«'X c i ua< '3 Pelr. son. 289. L’alma eh’alse per lei sì spesso ed arse. Farrh. pira. 3 . Ahi ed arsi gran tempo. Algeri.* (Geog.) Al-gè-ri. Città , e reggenza deila Barlaiia, (G) Algerino, * Àlge-rì-no. Add. pr. m. Di Al geri. (B) Alcero, * Abge-ro. N. pr. ni. Lat. AJgerus. (Dal ted. all tutto, e gerecht giusto.) (B) Algezira.* (Geog.) Ai-ge-zì-ra. Lat, Cartheja. Città dell'Andalusia. (G) Alghe. (Bot.) Sf pi. fai algae. Barn gha di piante della classe delle acotiiedonì ; varie nell' aspetto , nella tessitura, nella sostanza-, spesso acquatiche ; alcune di natura filamentosa o gelatinosa , o coriacea o membranosa , altre erbacee^ organi sessuali assolutamente nascosti in alcune , in altre più o meno visibili ; dette anche Polimorfe per la varia loro e bizzarra figura. (V. Alga.) (A. 0 .-) 2 — * Tutte le piante ‘marine che rigettate vengono dai flutti. (A.O.) Algheiìj.* (Geog.) Ai gbè-ri, Alghero. Lo stesso che Algari. F. (G) Algheria , Al-ghoi-ì-a) F. A. Lo stesso che Algaria. F* Patajf. 10. Con ulgheria mi a. or» con iscritto. Algherqso , Al-ghe-ró.-so. Add. m. F.A. [Lo stesso che Aigaroso, F.} Lai. animo elatus , fastosus. Gr. vrfsprioccvos. Guitt. Lvelt. Essendo uomini nfohemsi e vani. E appresso. Perchè sarei creduto algheroso. Alghiero.* (Geug.) Al-ghiè-ro. Lo stesso che Alga/l. ^-(G) ArctAusA- * (Mi!. Ar.) Al-già-n-sa. La costellazione d'Orione , secondo gli Arabi. (Mit) ALIBA C A , (Geog.) ’Al-gi-do. Lai. Alnidum. Cilià del Lazio fin P ,e Algido, ed Alba ; oggi Bocca del Papa. (Van) .Tritìi-» \ A .1.1 ™ ir I /n_ _» • i ' rfflìb Algido. *(Med.) Add. m. P.L. (Da algidus freddo.) Agg.difi^ re l* 0 ') tenie perniciosa , caratterizzata da freddo prolungalo e giaci* 1 Àlgiofra. (St. N.) Al-gì-o-fra. Add, f Agg. che si dà alle p el 4 maggior perfezione. Gab. Fis. Perle algiofrc. (A) < Algonqujni. * (Geog.) Al-gon-quì-ni. Selvaggi del Canada . \yj. 00 Algore , Al-gó-rc. [A’/k.) F . L. Freddo , e forse quel che noi < Stridore. Lat. algor. 6Y. pìyos. Farcii. Rim. 3. Alai cd 31 ^ 0 |ic tempo , e fu 1’algore , E i’ardor così dolce. F 20. Ti cuop t0 nebbie e freddi algori. . d ( k Algorismo. (Mat.) AJ-go-rì sino. [Sm. Si prende perla P rni ^ a fte^ L aritmetica o per l aritmetica stessa ; ma piàpropriamentefl calcolare con facilità e con esattezza.} Lat. algoritmus.Gr.^pj^ lj0 lsi (Dallo spag. alguarismo o guarìsmo arte di contare, il ( l u:i . t g provenuto dagli Arabi; e questi tòrse il trassero dal gr- Q t f* valentia, e da arithmeo io numero; Valentia nel numerare*/ j g |pff 41 . g3. 3. I garzoni che stavano ad apprender l’abbaco e . yf in sei scuole. Tes. Br. 1 . 3. E dì ciò sono gl’insegnamenti Baco e dcU’algorismo. pptA' Algoso, Al-gó-so. Add. m .—, Abgoso, sin. Pieno d'alga. ^ wn,Il j (roS c, L ’ c : 1. 42 . Quale in mirar per quei profondi nidi, Per quelle cave 3 p Al grosso, Posto avverò. = A larga , Grossolanamente* Lai- calcalo, pingui minerva, crasse, Gr. G. F* 42 . o in albitrando al grosso , che altrimenti non si può sapere apP u tanta città , come Firenze , ec. . •^ (w Algueda/ (Geog.) Al*guè-da. Piccola città nell'isola di M a l n7 l. Algcela. * (Geog.) Al-guè-la, Città del regno di Marocco. ( 1 Alglerga, * (Geog.) Ai-guér-ga. Città della Catalogna. (G) ^ (Ol Al gusto. * Avverò. = Secondo il gusto o il palato. Auuma. * (Geog.) A-lhà*ma. Forse f aulica Artigis. Città di r nel regno di Granata. (G) _ ,q\ Alhambra. * (Geog.) A-lhàm-bra. Castello reale di Granata • ( * Alhandra. * (Geog.) A-lbàn-dra. Città del Brasile. (G) . Alhahge. * (Geog.) A-lhàn-ge. Cillù dell' Estremadura. (G) Aciura.* (Geog.) A-lbà-ra. Fiume della Russia che sbocca nel C ALiioATi.’(Geog.)A-lbn-à ti.Lcil.Hcrmus.Fiume dellaTurchia a sta Ali. * (Geog.) Lai. Halys. Fiume della Pnflagonia. (Aq) ~ £df Ali - (Mifc.Maom.) JS'.pr.m. — Cugino e genero di Maometto, J l della setta maomettana adottata dai Persiani. (Mit) tl o Alia, ’A-li a. [Sf. V. A. F. e di') Ala. » Cr. 9. 90.2. ffap -Irf" le penne d'un’alia. Morg, 1. 3 f. Volgiti adrieto , chesal 11 * ^ Non puoi da me fuggir, can rinegato. - cce $ 2 — [Per similit. Cortina , Lato di muro.]» M. F> 3 . po. Lo spandere balie su e a J apr J il* ap rJ ■Ji^ una larga via, coperta con due alie di grosso muro 3 — [Metaf. Pensiero.]» Mor. S. Greg. Lo spandere aquilonare , si è , per lo avvenimento dello Spirito Santo, confessione i vostri pensieri. e J i*' 4 — * (Ar- Mes.) Alia d’ un mastieUo; Quella parte che e,ìlr/ A \ gno , come il maschio nello femmina di una calettatura . ( j Alia.* ÌV. pr. f. Lat, Halia. (Dal gr. halios marino.) — Una d c reidi. —Donna amata da Nettuno. (Mit) xttc^) ALixcciA,Ali-àc-cia. Sfpegg.di Al3.Xai.ingens ala. Iuferr. ^PP'ÌLi.ip due fieri draghi orribili e spaventosi, con grandi aliacce di più c° l( ! ff Aliacmone, * Adi-a-cttiò-ne. N.pr.m.Lat. Aliacmon. — Figli 0 stàio re di Tracia.—Fiume figlio dell' Oceano e di Teti-O 1 -^' incudine del mare i ed è da hals , halos mare , ed acniofl ne. ) (Mit) ygl r Alìaeto. (St.N.) A li-a-c-to. Sm. (Dal greco halios marino, e jip quila.) Nome dato ad una specie d'aquila , psrefi essa sci , ed abita per lo più le rive del mare . (Aq) flSr Aliamilla. * (Geog.) A U-a-mil Ia. Una delle più altemontag tie , gnu nel regno di Granata. (G) p, jgHì>v Aliana. * (Geog) A*li-à~na. ^ftt.Alianoriun civitas. Città della* r $ Alianna. * (Geog.) A-li-àn-na. Antica città di Spagna. (G) Aliano , A-li-à-no , Alian. JV. pr. m. Lat. Aliao. (In ebr. d' ct ; ìjan ; ed c da ghueljt.n eccelso.) (B) Àliapettà. * (Geog.) Adi-a-pèt'ta. Città dell' ìndoslan. (G)^ .« Àliardi. * (Geog.) A-lì-àr-di. Antichi popoli dell' Africa. (G/_^ /'F Aliare, A-li-à-re. [JY. ass. —Aleggiare, Alleggiare, sui.) M tl0t>e Folare. Lat. volare. Tac. Dav. Stor. f, 365. Questo non i* 1 , gli altri in mare ec., non mena pesci, non v'alia uccelli- ^ty t 2 — [Per similit.} Aggirarsi più clie uoin non suole intorno 3 sia. Lat. circumvoiitare. Tac. Dav. Ann. 2. 54. E aliava 1 Soria per entrarvi. 3 —* Semplicemente Aggirarsi. Salvia. Spili. 2. 3 . Non so c j| ma in qualunque modo e’non potrà stare a aliare. (N)_ . 4 — [Dicesi altresì de'giovani innamorati che vanno alid no ^ [ le case delle loro dame per vedere e farsi vedere da esse', e y, ; dagli uccelli di rapina che quando vedono la preda .Pj,fsi^ C ^ fanno la ruota sopra , per cogliere il tempo comodo di ca c fF C p farla .] Fir. nov. 7. 26q. Perchè io le veggo aliare intorno p|i 0 lacci di questi cittadini tutto il di. Cecck. Dot. 1. 2. Si 1 duto aliare attorno più di sei volte. /$) Aluria. * (Geog.) À-li-à-ri-a. Antica città della Comagent 1, ^ Aliarte. * (Geog.) A-Ii-àr-fe. Città della Beozia. (Mit) 1 Aliarto , * A li-àr-to.JV./mm. (Dal gr. hals, halos sale ,. 1 Pane con del sale.) — Nipote di Sisifo , fondatore di A 4 2 — * (Geog.) Lat. Aliartus. Città delta Messenia. (G) Aliatte , * A-li-àt-le. N- pr. m. Lat. AIyattes. (Dal gr. off- s 1 ^|l' ale calamità.) — Re di L>idia padre di Creso. (Mi!). . 0A Aura, * 'A-li-ha. N. pr. m. Lat. Alibas. (Dal gr. a pri^-) . f onde Ubos lagrima : Senza lagrime.) (B) p ft mF Àlibaca. * (Geog.) À-U-ba-ca. Città dell ’ Africa nella * e , iti* A LIBA MA ALIENISSIMO u| S^SPS-) A-li-ba-ma. Fiume, degli Siati Uniti d‘ America.(G) » . °g.) A-li-ba-uà-li, Abbinali, Alibani.Zai. Aiibaualium. "■ ’ ' fs> > » • 1 97 Ci ,,a V ^ c °g.) A-li S*m.* e fr' 4ra w ( . Ct) ^ l,s ai\e rivi. A-!ì-Iìà-ni. Lo stesso che Alibanali. V. (G) fruv ,‘ lnn ') A-li-bà-re. (Dal cclt. llrlyn leggiero. Altri dal lai. alle- f Ube.’ * „? to > “me spesso, il V in B.) r. Alleggerire e Alleggiare, §-4i S) At .ibi ( i A-li-be. Città delta Paflagonia. (Mif) Sfarei ^ oce iat ‘ ,la i clle sl n n - Altrove, In altro luogo ,usala Se >iin r m c i uesla frase*. Provar 1 ’ alibi ; che vale, Provarla pre- , tende ch' U 'ii a ,JC, ' sona luogo lontano , e diverso da quello incitisipre- i I;,| Sah • tu fosse in ceno tempo, f. Coartato. (A) A Libit 0 /> ^ eo fv) A-li-bi-nà-ii. Lo stesso che Alibanali. V . (C) libitum f ? sl ° uvverbialm. vale Quando e come pare e piace. Lai. ad 1 irpcs to §o*c w "" rr ' T1 C . fc, »mii^ r ' T ° So,co '' 1 '- M.V. 1. 4- Il minuto popolo, uomini, locare,, a; Per la soperchia abbondanza che si trovava delle cose cc. le U “ 0 ’ (Ma •. vande volcano per loro vita, e a libito si maritavano. >li. ) A-li-bo. ( Da ali , e vo : indica dunque l’andar con le ia St/n „„ *' 3 st la "j A-Y\-za.Sf.La spelta allorché era mondata e spogliata dal - 5 Q n ° r *?. , p* ;coa d< 3 Ftslo ,Alienò daa'o io alimento.) Lftt.alÌca.(Mit) c ha ì a di bevanda chefacevano i Romani con zea e orzo fermentali , -- irilsc hìavnno col sidro. (Mit) c he Uef tV' 1 ° . t0rta f atia co’granelli di una specie di grano o di zea, s * 1 ®!)ip j- a *’ e ln certa maniera accomodati o preparali, prendevano il A ^c*Ì Mattivi ec. (A) t>0 » dett A-li-ca-cà-bo. Sm. Lat. habV.irahus. Spezie di sola- a ^ Ca chm°- at l c ^ e Vcsicaria, e volgarmente dagli spaziali Alcachengi, a halicacabus. Gr. cc\tf/,tx/xo?os. (A) >n 0 ; 4 ;:%) A-i i-càn-dra , Alidrea. Città della Media. (G) ^CAn-j-g ^Geog.) A-li-cà-no. Halicanum. Città della Pannoiua.(G') A Ultì cÌQ j ..^Geog.) A-li-càn-te. Lat. Lucentum Alouium. Città e prò- l ' c *B,o. » S pugna. (G) • ■Lei 4|j c v Arche.) A-li-eà-ri-o. Sm. Lat. alicarius. Chi faceva V altea. a al ‘ Q (irìi ,c dicevansi pure quelle meretrici che presso i pistrini degli A 1 ' lCs *^w ^? '' v '‘' a ” s, • CMiO (N) l,c A„ K ;:;: 0 » * A-li-car-n as-sé-o. Add. pr. m. Di Alicarnasso. (B) (Geog.) A-ii-car-nàs-so. Lai. Halicarnassum. Città della A{ >so. W, , ly s, r , ;.;r 00 ^) A-li-cà-ta, .■»»» '-'iitti Fi? , Licata. /! CE 5 ^ h-ct a Si ? l i a - C. G ) a ^Uel Così chiamasi volgarmente quasi per lCc iol pesce che. in Toscana è detto Acciuga. V. Pescicolo * ChA® e,,er « el, ? C|, a u r eit 8 !m 0 , Lat. Leocate, Lcocata, Gela, Phin- tutta V Ita - uis. a peo , il quale salato serve di cibo e di condimento.Lat. Ia l lat. halec , ecis . ovvero alee , ecis efie vale il mede* 5 C * tl ° ) J ed ie/tZ ' Sat * 4' ^ eCC0 Schincbimurra,che mi dice Un sermon- ^ * , (Mti?\ 1C0 n ° madri S aIe Fatto da lui mentre vendta l’alice. (B) A^’J^oIq Quell aiuola che precede lo sviluppamento delle pustole nel l* ,* ’A r 1 aiic ^- (A. 0.) 3 ^icos ivT 1 ” Ce * l ,r f L ai - Halicc. (Dal gr. hah, halos mare, dond* è ^ (G Co *y °*)—Ninfa marina figliuola di Nereo e di Dori. (A(j) ’ Ce Tt Ai Alisium promontoriurn. Capo della-;.Calabria Ult. (G) ^.fei'irp _ ) ' (:c hta.*S’yC ipropì’. dim. di Alice pesce', efg.} Spezie d'arme lr '&- Ca[ u 0r !f flala cost P er t (l sun forma simile a quella dell id ee.'} i Cav ali er a u ' 3 . 90. Una rotella prese, c un’alicef.ia Aveva in mano il J C| A. ' (G ^rto E non ti dico se taglia ed alletta. Au fn 0 ^ A ■ 1 ici-a , Saleme. Lai. Haioieiae,Haiicae. Antica città •) A-lÌ-ci-èn-se. Add. pr. com. Dì Alicia. (G) n eC) > * »A l. r ‘)AA'i-cmi~o.Sopran. di Mercurio adorato in w 4 /o/n«.(Mit) » : as '°re ». pr. (V. AUcu.) - . ^ * TP ^olliice. (Mit) Ai*?* -ì Jat ' A ' Iicus * >«8. . f‘ c ?l‘u. (G) A ,i ' có ' He - A ' W ' Monte -Piglio di Scirone, compagno di Contrada della Cilicia.—DueJiu - • * nvr Ar*) A-li-có-ne. Sm. Nome del settimo cielo, secondo (gl°’ C^an) , v c nj !"’"•) A-li-co-rc. Sf. L.at. balicorc. ( Vien da halios raari- ‘?" ciu l ,;l -) IV 7 .mie dato da llliger al genere d’animali ' “ite,;» l f hla,n ato da’ Francesi Dusong , e da nitri Vacca marina la.L SSn -••• - " • - A, la' V gp so ,VS n ;fi ca Fanciulla marina; questa essendo , al parer , r' a ^"'ena, di cui i poeti formarono un mostro mezzo pesce >»*o qgTXna. (Aq) ' J .v''* Cs inìo ' ‘'^l'' 110 - C ' m.] Licornn. ? e S'L C 0 n/- e , c i ^ sorl ° va |r(|. /ltr - c qp. 2. di 0liKo **(G . ICOr ^° * n seno a ^ a Vergine. (V) fl\^f l ‘ c utd AotEinoiuaus Mons. Monte della Sicilia presso lacittà A ( Dal frane, licerne che vale il pev sincope dall’espressione , L* unicorne.) Da se stessa elìa venga a darsegti in preda, r _. N. pr. m. Lai. Halyctipus. (Dal gr Mais, halos '•'ceni. * L , t Xf os strepito : Strepito del mare.) (Aq) * .* °B - ) A-li-cù-da. Lo stessi 'osi „< . (Arche.) A-li-c stesso che Alicuri. L r . (G) . de de/ 1 1 j*) A-li-eu-la. A^tCai.alicula. Spezie di clamide leggiera, J r vento r La da -l hit. aia. "■ •’ ■ * ni perchè le sue estremità ondeggianti a causa aavasi da'Ro- *-t;rii 0 f ltu ' u,a ì perche lesue estremila ondeg ^nì Q n ‘L'rmavono ima specie di ali , e questa forma * ,Jf lmG vesti de'fanciulli. (Yan) (Mit) ., e ^'iso }fi A-lì.cu.ri, Alicuda. Lai. Ericusa , Evi "'liAn. - binari rr<\ -, unvuad « uvicodcs. L' una (M lì>at ‘ 1 ' (G) k "u in s f u ' A-di-dà-du. Sm. Regoletio mobile, impernato nel centro t«v° V(ìv dcm Q f atto per pitdiure la misura degli angoli. (È voce ??? «*“gli Arabi che se ne - 7 ' ’ ' 3 A Ub Ule/I*’ f'!'-da-, ) (A) **t e , servono nel medesimo senso. L'n- iV Uiaf ?■'V ' d a -mé n- te. v. In modo alido , Aridamente.AUcgr. (A) bfco ^ fruttuosamente. Pros . Fior. N. Sp. ( 0 ) e ** V^'O, Alidio. iV. pr. m. Lai. Alidaeus. (Dal gr.hals, halos co io sono ammaestrato: Ammaestralo, Perito del maie.)(B) Amdiensi.* (Gcog.) A-li-di-èn-si. Popoli della Carta. (G) Alidio, * A-lì-di-o. N. pr. m. Lo stesso che Alidco. F. (B) Alidire, A-Ii-di-re. [All] e n. pass. Diseccare, Rasciugare^ Privar d'umore. Cr.fij. 5. Una picciola piova cc. molte gcneraziou di viti in tal maniera sì alidiscc, che il loro fruito a niente al tutto riduce. Alido, A-li-do. Add. m. Disecco , Rasciutto , Quasi privo d* umore. Lai. aridus. Gr. gjjpos. M. F. 4. 7. Nel tempo che le biade hanno maggiore bisogno delle piove cc., erano quelle già in tutta Toscana a- lide ed in estremo, da sperare sterilità e fame. M. Aldobr. Quando l’ajere fosse troppo caldo , molto secco ed alido. x Alido diff. da Arido. Quello dicesi delle piante, questo del terreno, Alidorato, A’\i-do-rh-ÌO.Add,m. F.poet. Colle ali dorale. Mnxz.Sat. (A) Alidore , A-li-dó-re. [di’/n.] Astratto di Alido. Seccore. Lat. siccitas a- riditas. Gr. gyporys. Alleg. 25 o.Ho veduti in quegli orti ec. annaffiare od un’ ora medesima ed a certa misura , secondo la grandezza l Jr o e dell'alidore, le verdi pianterelle diverse. Alidrea.* (Geog) A-b-drè-a. Lo stesso che Alicandra. V. (G) Alie.* (Mit. Gr.) A-lì-e. Feste in Alene in onore d'Apollo o del Sole. ( Dal gr. dor. hahos per helios il sole.) (Mit) Aleggiare, A-lieg-già-re. [iV. ass. Lo stesso che] Aliare. V. 2 — E per mctaf. Andare attorno. Buon, Pier. 2. 4 • 2 7 * Si, sì, i’vidi ben io là tra quegli olmi Alleggiare una pecora sbrancata, j E^f.1.1. S’ode romor di fusti e lanternoni, Perchè la guardia alieggi quivi intorno. E se. 6. E la guardia alleggiar non rado ho vista. Aligis.* (Geog.) A-ìi-è*is. Città della Laconia. (G) Alienabile , A-Iie-nà-bi-Ie. Add. com.Che pub alienarsi.Magai. Lett.{ A) Alicnamento, A-lic-na-mén-lo.[Am.£o stesso che] Alienazione. F.Lut. aìieiialio.Gr.cihKorplwtyts.Lib.cur.malatt. Per lo allenamento dalie buone regole, che a poco a poco s’introduce. Fr. Jac. E 6. i8. Uicevon mutamenti , Grandi allenamenti. Alienante,*A~ he nàn te.Pnrt. di Alienare. Chealiena. De £uc.£e>’£.( 0 ) Alienare, A-lie-nà-re. [All. F.L.] Trasferire in altrui dominio ; e dicesi de' beni stabili. Lat. alienare, abalienare. Gr. F'it.SS.Pad.1. 218. Come pazzo e alienato «scìe nel deserto. Fit. S. Frane, ity* Sì fu tutto alienato fuori di sè c della mente sua. (V) 4 —* Alienato da alcuna cosa vale Alieno. F. Alienatissimo. (A) A LiENATOREjA-Iie-na-lò-re. Fevh.m. [di Alienare.] Che aliena.Lat. [aliena* . tor.] (rr.GcWQTpiwv.Lib.cur.inalaU.Sono medicamenti allenatori del sonno. Alien, mucc, A-lie-na-trì-ce. Ferbai, f. [ di Alienare. ] 6’àe aliena. Lat. expnllrix. Gr. òi\\orpiovir/x. Lib. cur.malatt. Medicina ah’enatriee vera del dolore. Fr. Giord. Pred. R. Tale immondizia, alienatrice d’ogni buona opera. Alienazione, A-lif-na-sió-ne. [Sf .—, Alicnamento sin. Nel sign. proprio è Traslazion di dominio di qualche cosa. Lat. alienatio. 3 Maestruz. 1. 66. La dota c la donazione per le nozze alienare non si può; e non vale l’alienazione, se la moglie non giura di non contravvenire. 2 — Separazione. Lat. separatio. Gr. uWorpiwffis.Mor.S. Greg. li perchè dica il nostro Job, ora non è perdizione all’iniquo , e alienazione a quelli che fanno male ; la qual parola alienazione sonerebbe ne’nostri orecchi più duramente, se lo’ntenpctre latino Y avesse potuta dire, come dice in lingua ebrea; perchè quello che noi diciamo alienazione, gli Ebrei dicono anatema, cioè separazione. ( Qui scambia dalla voce greca all'ebrea.J Gal. Gali. 2-fy. Tassi un composto di rame c d’acqua, più grave in specie dell’acqua semplice ec., perla gravità propria del rame, e per l’alienazione dell'acqua. —* Abbandonamelo, Disamore. Rabbi. (O) — m mente czj Distrazione , Astrazione. Red. Cons. Alienazioni di mente momentanee e brevi. (A) — * Delirio, Senec. Pise. &o3. La doglia de'denti e degli orecchi è maggiore perchè ella nasce in luogo stretto , e la doglia del capo $ì- miglianteraente. E s’ella è misurata, ella si converte in alienazione, o in sonno profondo non naturale. (Pr) Alienicene , * A-lie-nì-ge-na. [Add. e s. com. F. L.] Che è di estranea nazione. (Dal lat.«/ie«i^enfl.) Gr. akXoys^s. Musso Ai erg. ( 0 ) Alienissimo, A lie-nìs si-mo E^c/^/”-] stipai Alieno. Lat. alienissimus. Gr. oikkorpArccTOS. Guicc. Star. 6 .Essendo massimamente l’animo delle sue genti alienissimo dal passare in Italia. E appresso'. Aveva per natura l’animo alienissimo dall’arme. E 16. 7 g8. Conciossiachè, alienissimo per sua natura dal concedere qualunque grazia dimandatagli, non »a- anche diflicultai le 0 negarle. 3 4 6 - jg3 ALIENO Alierò, A-lièno. Add. m. Straniero. Lat. alienila. Gr. àxxórpios.Lib. Amor. Nessuno , per prendere abito alieno e modo , non potrà ad a- manza savia piacere. 2 _ E rnetaf Lontano. Cavale. Espos. Simb. 1. ig.Del ben transitorio, il quale dee essere da voi alieno (considerato come non vostro). Borgh. Fast. Sarebbe cosa. . . .dal nostro proposito troppo aliena, ec. Borgh. Mon. 202. Ripigliar l‘ antico uso romano faceva un certo che alieno dalla nostra religione. (V) 3 — Essere alieno o Aver l’ animo alieno da una cosa — Non v’essere inclinalo , e non pensar punto a farla. Lat. ab aliqua re alicnum esse, abhorrcre. Guicc. Star. 6. Pandolfo Petrucci, avendone l’animo alieno, benché le parole sonassero in contrario, allegava che cc. Dep. Decam. pr. Persona di grave dottrina cc., ed anche da queste lettere più leggiadre non alieno. Alieno diff. da Straniero , Estraneo, Forestiero. Alieno nel senso suo proprio significa ciò eh’ è di altri, e corrisponde al possessivo il’ni- trui o altrui.Straniero o A’tramej'e è identico ad Estraneo , e si applica a soggetti che derivano da luoghi del di fuori, o che appartengono ad altri paesi. E come Estraneo è opposto ad Indigeno o Nostrano , così Alieno è opposto a Fropno.Equivalente ad Estraneo è il vocabolo Forestiere derivato da fuori. Estraneo è anche impiegato in senso di Inusitato , Strano , Eterogeneo. Nel figurato però Straniero ed Alieno possono esser sinonimi, quando cioè includono l’idea di separazione, di allontanamento. Cosi diciamo, Animo alieno da qualche cosa, Mente alienala, Cose straniere o aliene da ordinato e costumato uomo. A lieto. (St. N.) A-li-é-to. Sm. Falco pescatore. (V. Aliaeto.) (A) A lieto fine.* Avverbial. col v. Riuscire, o simili ^Felicemente, Prosperamente. Foce. g. 2. Arg. ( 0 ) Alietta, A-li ét-ta.[i 5 '/l] dim. di Alia. E.A letta.Ciro. Geli.S.192.Facendo i remi a similitudine d’alcuni piedi loro, e le vele in cambio d’alcune abiette che hanno certi pesci. AUeg. ufi. Affibbiatesi intanto le scarpette II postiglion de’ cieli, il vetturino Degli Dei, spazzolato il berrettino, E messovi l’ alielle, Me la toe della mana. 2 —* (Ar. Mcs.) Alietta della piramide chiamano gli oriuolai quel pic- col pezzo della piramide che serve per arrestarla quando è finita di caricare. (A) Alieutica. (Lett.) A-lie-ù-ti-ca. Sf. V. G . Lat. lialieutica. ( Dal gr. halievtice arte di pescare, il quale viene da halievo io pesco; ehalievo da hals, ha/os marej perchè la pesca più copiosa si fa in mar e.)Arte del pescare. (Aq) Alieutico. (Let.) A-lie-ùti-co. Add.m.V. G. Lat■ halicuticus. Che concerne o risguarda la pesca. (V. alieutica.') (Aq) Alifano.* (Geog.) A-li-fà-no. Add. pr. in. Di Ahfe. (G) Aure.* (Geog.) A-li-fe, Alifa , Alifo , Alili. Lat. Aliplia, Città della provincia di Terra di Lavoro, nel Regno di Napoli. (G) Alo EHA.*(Geog.)A-li-fè-ra, Alifira.Eat.Aliphira .Città dell’Arcadia. (G) Aufekea,* (Mit. Gr.) A-li-fe-rè-a. Add.f. Soprannome di Minerva a- dvrala in Alifera. (Mit) Alifebo , * A-li-fe-ro. N. pr. m. ( Vale portalo dal mare : ed è dal gr. hals, hnlos mare, e phero io porto.) —Piglio di Licaone , fondatore di Alifera. (Mit) Alifiione , * A-li-fró-ne. N. pr. m. (Dal gr. hals, Imlos mare, e da phren,phrenos sapienza: Sapienza del mare .)—Padre di Deucalione. (Mit) Aliga. (Bot.) ’A-li-ga. r,S’/.' PI. Alighe.] Erba acquatica. [Lo stesso che Alga. V-) Lat. alga. tir. tfmes SxXóitrtnov. Cr. 5 . Altri cc.cava- no intorno alle sue radici, e mettonvi aliga marina, cioè un’erba che nasce in mare, cosi nominata ec. ; e se gittasse il fiore, tempera la detta aliga con igual misura d’acqua. Bocc.Lett. Pr. S. Ap. 292. Volesse Dio che piuttosto aliga o ulva di padule cc. vi fosse stata posta ! Salvia. Pros. Tose. 2. ig 7. Perchè, o s’intenda delle alighe, o altre fiondi portate a riva dall’ acqua, o delle foglie staccate dall'albero, trapoi tate sul mare dal vento ec., non ho tanta difficullà d’ accordarlo al poeta. Aligera.* (Mil.Gr.) A-li-ge-na. Add. /!£at.Haligena. (Dal gr. hals, halos mare , e genea progenie : Progenie del mare.) Soprannome dì Venere uscita dal seno del mare, (Mit) Alicelo , A-lì-ge-ro. Add. [m. V. L. Che hai, Che porta ali .—, Alato, sin. Lat. aliger. Gr. efripatfó pos. Ar. Eur. 3 . Non perchè dagli artigli dell’audace Aligero leon terrà difesa. 2 — E per m< taf. Veloce, Rapido. Ricciard. Montate su gli aligeri dc- slritri , E sulla rocca trapassate poi. (A) 3 —* (Mit.Gr.) — Soprannome di Cupidine .— di Mercurio. (Mit) Alicebne , * A li-gèr-ne. N. pr. m. Lat. Aligerncs. (Dal lat. alas sereni , portante le ali.) (B) Aligoso , A-li-gó-so. Adii m. V. e di' Algoso. (A) Alilat. * (Mit. Ar.) ’A-li lat. Nome sotto il quale adoravasi dagli A- rubi la natura , rappresentata colla luna crescente- (Mit) Alileeni. * (Geog.) A-li-le-è-ni , Afilei. Popoli dell' Arabia. (G) Alimala. * (Geog.) A-li-ma-la. Contrada della Licia. (G) Alime. * (Geog.) A-li-me. Borgo dell’ Attica. (G) Alimeda. (Lett.) A-li-mè-da. Lat. halimcda. Da’ naturalisti vien chiamato con questo nome un genere dì polipi che abitano tulli nel mare , e specialmente nel Mediterraneo , per allusione alla Nereide di tal nome. (Aq) ALiMEDE,*A-li-mè-de.JV.pr./i£at.Halimedes.(Dal gr .hals,halos mare, e meda io ho cura, io governo: Chi ha cura del mare.)— Una delle Nercidi. (Aq) Alisi ena. * (Geog.) A-li-mè-na. Piccola città della Sicilia. (G) Alimestamento, A-li-men-la-mén-to. [Sm. ] L’alimentare , Nutrica- mento. Lat. nutricatio. Gr. Tputph. Sega, Crist. instr. 2. 6. 5 . Senza tener più minimo conto nè pur dell’essere che egli avea da lei riportato nell incarnarsi, non che dell’ allevamento o dell’ alimentamento. Alimentare , A-Ii-men-tà re. [All.] Porgere alimento, Lat. alere, nutrire, Gr. rpaftw. A LINGUA emani 0 quattro . si corre tro alii 2 ~ mel uf.] Montem, Rim.son.16.Qai dolce aura d’ amor, T t’disio, Sol mi notrica , m’ alimenta c pasce. . 3 — E n. pass. Nutrirsi, Pascersi, Prendere alimento o gli a ' linc , o Paiiandosidi persone, è più usato e più proprio Nudrirsi o Cib a * .j. Alimentare. Add. com. Che alimenta , Nutritivo.Lal.nuU'ìtun.C oCL B. Sugo alimentare ec. (A) ^ Alimentario , A-li-men-tà-ri-o. Add. m. Spettante ad alimento 0 c ' Lat. alimentarius. Gr. cri rnós. Coccà. B. Piante alimentarie, ““ canale, tubo alimentario. (A) 2 — (Leg.) Che è destinato per gli alimenti (A) , 3 — Legge alimentaria presso gli antichi Romani fu detta una ‘ho la quale prescriveva ai figliuoli di mantenere i parenti. (A) , ./[ 4 — * (Arche.) Alimentarli chiamavano i Romani que’fanciulli che qualche Imperadore facevansi allevare in pubblici ospizii. Alimentato , A-li-men-ià-to. Add. m. da Alimentare. e éo 2 — Elementato. IV. A.) Frane. Sacch. Op. div. 126. Adamf uCr secondo natura, c alimentato, c fatto mortale. u nii' Alimentatore, * A-li-men-ta-tò-re. Verb. m. di Alimentare. V fl M ri. Berg. (O) ,p) ALiMENTATiucE,*A-li-mcn-ta-tri-ce. Verbai, f. di Alimentare. V- di r flo. Alimentizio , A-li-men-ti-zi-o. Add. m. Atto ad alimentare, JSu ln „}i Taglin. Leti. L’aria contenuta nelle trachee...prctne da ogni band 8 ” utricoli pieni di umore alimentizio. (A) „ J. Alisiento , A-li-mén-to. [òm.] Generalmente ogni cibo di che * ^, male si nutrica. Lai. alimentum , alimonia. Gr. rpof-i 7. Eiamm- *■ ^ Per questo vecchio petto, e nelle molte cure affaticalo, dal prima gli nutritivi alimenti prendesti. Dant. Infi 25 . 65 . E quella r ,j, donde prima è preso Nostro alimento, all’undi lor trafisse.t P u ’f.‘ 38 . Si rimane Quasi alimento che di mensa leve. Pelr, cani- v J ' P mi procaccio Quinci e quindi alimenti al viver culto. f. 2 — Elemento. V. A. mutala la prima E in A. Lat. elcmeiit llU,- , esS (i Aldobr. 1. 1. Domeneddio ec. primieramente fece il cielo, a PP' t fece li quattro alimenti, cioè la terra , l’acqua , P aria e 'l ^ u0C piH sì gli piacque che tutte l’ altre cose , dalla Luna in giuso, fos‘ er ° cS |i per la virtù di questi quattro alimenti. E appresso : Perche ; quattro alimenti si riinutano tutto giorno l’uno a natura dell’ a . Ljjl; rompono , conviene che tutte le cose che son fatte di q uesl ’ * e p|i imenli ec. Dani. Par. 2g. 5 i. Nègiugneriesi numerando a * p |i. Si tosto, come degli angioli parte Turbò il suggetto de’vostri a" 1 j, a c Tesoret. Br. Lai. 29. E tutta terra e mare, E ’l fuoco sopra e, re, Ciò son quattro alimenti, Che son sostenimenti Di tutte creati»' rJ V. 7. i 44 - 7- E turcimanni v’avea di tutte le lingue, si eh' cl j.| C r quasi come uno alimento al mondo. E 11. 87. 3 Condivanocon ^ traffichi gran parte del traffico della mcrcatanzia de’Cristiani, ^jl quasi uno alimenlo , onde ogni altro mercatante ne fu sospette ^0. creduto. Ciriff. Calv. 1. 25 . Ovver nello alimento arson d certa efflorescenza di soda carbonaia che riscontrasi mr-, vecchi edificii , la quale si distingue dalle calci nìtrale pel 3 "' scivioso. V. Afronatro. (Aq) ,7) Alinea. * (Geog ) A-Iìn-da. Città della Caria. V. A lina, (yi Al incea. * (Geog.) A-lin-dé-a. Lat. Alindoea. Città della M acel1 A linea. * Per diritto. Senec. Pist. (O) < ,. pftV Alingavia. * (Geog.) A-lin-gà-vi-a , Langoy. Antica città di sulla Loira. (G) Alingsao. *(Geog.) A-ling-sà-o , Alingsoe, Alingsa. Città della St> A lingua. Posto avverbial. [ — Per l’ appunto. ] V. Lingua- 2 — * A bocca, Presenzialmente. Bccc- g. 6. n. g. (0) 5 ^ ALIN 1 TR 0 4 __ Chiedere, guanto dir si possa il più. Face. (0) Au\r T „ 1 L n0 “ ® da dirsi a iineua=l/trjfnlnte. Dant. C’onv. ( 0 ) ha(os° y^ arm ). A-li-nì-tro. Sm. V. G. Lai. haUnilrnm. ( Da hals, Aus,, »* '-' > c nitron nitro.) Salnitro o mistura di sale e nitro. (Aq) Alasùn, A-lin-za,Orosa. Città della Media.—della Susiana.lfi ) lg ’ lA>ol.) A-li-nù-da. A/! Lai. necydalis Lin. Insello che ha c orie ? ,? à la farfalla che sorge pennuta dal vel ine da seia.) Pino.(li) A'-Wt.i * .'/"'''A' pr.m .(Dal gr. halws marino .)—Figlio di Alcinoo. (Mit) Auopj.' »vCcog.)A-li-ò-ìa, AlioaXat.Aliadora.fso/a ih! Mare Eliopico.[G') °cchin. *-o-pc. N. pr. f. (Dal gr. hals, halos mare, e da ops Ai_\;., 3S0 'Occhio azzurro.) — Madre delle Trichine. (Mit) agli 0 A-li-òs-so. (Sm.] ( È troncato dalla espressione : giuoco d e V«d *• iOsso detto Tallone di cui a principio si servivano invece qtìal e t ’ ^°' se stesso che Catriosso.] Osso [di quattro facce ] col Cron ^^"iAircrfosi, giuncano i fanciulli. Lai. talus. Gr.ì-crrriyj.\os. alla UT' 1 ' 2 7 °' 1 ;1 gl* giuochi che usano i fanciulli, agli aliossi, si 5 a ec - Cani. Cam. 35 . Chi vuol dì voi giuocare agli alios- ti gì u Cn ^ ane * c -kè noi siam parati e mossi. Lasc. Sire". 2. i. Il Te- £ ap„^ ava aliossi a suo tempo , meglio che giovane di Firenze. . T. (i;,„ CSi0 ; f • Oh ! chi non ridcrebbe a’giuocacci che voi contate ì Au Cnl ,e CCI Sli aliossi c * ferri? fino, ^ ) A-li-ò-ti-de. Sf- V. G. Lat. baliotis. (Da halios m.i- di làure S ' 0tos or ecchia.) Si dà questo nome ad un genere di conchiglie . fnp ni e „ ’ per Ar loco forma simile ad un’ orecchia. Infatti ordinaria - conchiglie si chiamano Orecchie di mare. (Aq) !/ A/.' Lat . hatiotitae. Si chiamano così le A ^ gr, /. /• Oreccfc/e di mare pietrificale. ( Aliotite quas : ’’ ' ' Ati0fr 0 " » * Marino, ola orecchie, c lithos pietra.) (Aq) i Girello [o Cerchietto! di zimnrrn Ai r n-u-u-u-ie. oj. imi. naliotitae. Si chiamano così It Vu ® rec cAie di mare pietrificale. ( Aliotite quasi aliotilite , k,° s . Marino, ota orecchie, c lithos pietra.) (Aq) ■ ■•-ve*/ "“‘A*-'! 0 . [Sm ] Girello [o Cerchietto} di zimarra, [sortadiso- Alttlm e au :f'v> il braccio .] (Dal gr .elitto ovvero ditto circumvolvo.' Ona zimarra pur di saja nera, P— 1 'Ene V| ><:rc hé gli aliolti e il bavero a spalli . Per dovesi fa a’sassi ar- ..... . - 6 ,. uuuiu e ii «avero a spalliera Paran la testa ec, di nk'tf ''.‘-Pe-de. Add. com. comp. Lat. alipes. frspóitovs. Fornito feroci a- P l ?di.lnfer.App, Nel seggio si vedea il carro tirato da quattro * - • (i\j alipedi. (A) Soprannome di Mercurio» (Mit) Spetto ^ A-Ìi~pc-;io. Add» m. V» G . alìpion. (Da a prìv., ,t] § ia sso.) Epiteto di chi è molto magro , o che non può ■C OVch(> rnntoaì nonìtrt l A CW k '"tfrassn "‘S'asso.) lipitelo di chi è moli 3 tri. % { lf - a, icorchè mangi molto. (A. O.) * a ^ A-lì-pì. Città dell' Indostan. (G) S ! A.r 'P Ua - N.pr. f. Lat. Alypia. (N) 0 prj v f’ 1 ." 1 *- iS-pr.m.Lat.A Iipius .—Architetto delIF. secolo,(Dal gt v s pinguedine. Forcel. ) (Mil) buts, (Zool.) À-li pleu-mó-ne. Sm. F. G. Lat. bali pleumou. (D c °iì r-i: 0s Mare , e pnevmon polmone.) Nome di un pesce marino à rv» r cmvi.'n/ ì” - -* ., cll - -«it , e pnevmon polmone.) Nome di un pesce ma A,'' ul S,l , c . nr, innsi Polmone marino. (Aq) lnaie , e° / A-li-pJo. Sm. F. G. Lat. haliplus. ( Da hals, halc d"t,, ° io navigo : Quindi haliploos navigante nel mare-)A'orr. ■ *'irgli st CUnÌ '" sev -i o/ie trovatisi nelle acque stagnanti delle mari ’-'fo, « ed i quali nuotano mollo bene, e volano facilmente .(Aq |S; Val J I" 1 ' A T - P r ‘ rn - Aflt. Alypus. (Dal gr. a priy,, e lype de (Bot \ U i K I l,c Allegro , Giocondo.) (Aq) Hna B „/, ') Am. I,<■.[. alvpum , frutex terribilis. Arboscello che all PUref f Provenza . Jiim r: . •• •**«c i c togli, .. ......j * :»tzitMVftuui cuigii alien A? u ■ * 7 a , U0c ° ) CB) A^^ùiU \/i C ■ ) A."H-pta.«S , /n.(Dal gr. alìptes chi unge.) Nome diaìcu i in/'rinìr.^.si Z’ ..... A n.v . ‘luale li nd u - ucti aurei, aetta parte , (lla 1Cn ' e ,a ™ a èsnre m,n ° rC ’ cLcre P ,i “ ta ‘ ^<,0* (Mal.) a j; ' na K' M laM 0 "-) l A-Iì-quo-to. Add. m. F. L. ( Aliquotics in lat. va f^arch. Trait» propon. Parte aliquota cc. si cluan \P ,a . le ? presa alcune volte, ovvvero mullipticata per aleni ' c Uq | * suo tutto appunto. Fiv. Rag* Quel numero è pe a hquoie del quale ec. , accozzate insieme, rilevano del v ‘ ' ù*. Prop % 2. Ma però meglio da altri èdetta parte altquot y^ìtaiu ;*'% musica intendansi ver nani . Prìiir,; 11 } che »... «am,- J ' V «/« |- 1 ; ua caetra parte aliq Ai^Paù ° le u >‘« cmdr, r d ’ OI ‘ Sl PeV P unt ' ‘ 5 e,.' (f.) ,enllre contemporaneamente col suoi ^ A' * ^“tì)Q r A - rf,Ce K Andare a lira C soldo. — r.iviiu,] y. Andare a lira A,' 41 ^otivliJ 1 n l lc °ra del Pagare ognuno la sua porzione in occasioi ,>« , T "“i,Mtro. Lat. symholam dare. Ai? 1 ' Sccif., ' lr ro e. N. pr, f. (Da hals, halos mare, e rheo io scn Ai! 1 " 15 '»!- a l Mare.) — Madre d‘ Iside. (Mit) * fr„. A : u - r ùm— « w. ’ " ~ .1. . t\- i J - stiat e u lSìae. I Mit' i'h'tt i^eog.) i-li ltl ~ nc - typl- Nome delle Fate k A% s\*.Hinn. m. ‘ sa i Alesia. Antica città rlAu Fate presso i Goti.(W\ delle Gallie, oggi Bon * (Ger,„ e \ s- ) A-h-sàr-na. Lat. Ahsarua. Città della Troade .(( 4c A. * ffh’l A-li-sca. Lai. Alesca. Città della Paiinonia.lG) eo S-) A-li-sdà-ca. Città della Media. (G) ALITARE ., 9g Alisei. tilRTO, (Zool.) A-li-sel-min-to. Sm.F.G. Lat. alysclminlhus. (Da halysis fune, catena, ed elrnis, elminthosve rme.) Genere di vermi intestinali, starnino da Goeze , il quale comprende molle tenie degli altri auton, cosi detto perchè i vermi di questo genere sono appianati e articolati, o firmali ad anelli, a modo di catena. (Aq) Aliseo. (Mario.) A-li-sé-o. Add. m. Agg. di Vento. (Dal fr. alititi al ir unito, regolare , uniforme. In quella lingua elizien dinotava pure una volta de' verni tegolari e periodici di levante.) I venti alisei sono vnti regolari che regnano in certi man nell’ estensione delta zona torrida e spirano quasi costantemente tutto l’ anno dalla parte di levante Nella parie meridionale della linea chiamatisi Venti generali Altri li denominano Venti di commercio. Distinguonsi dai Monsoni £ quali spirano per sei mesi da una parte, e per altri sei dall'opposta. F. Monsoni. (S) Alisi. (Astr.) A-lì-si. Sf. F. G. Lat. halysis. ( Da halysis catena. ) £ secondo Apuleo, una catena o circolo luminoso che circonda il sole , e differisce dall iride in quanto che questa è di molli colori, e come un gran semicircolo figuralo lungi dal sole; laddove la catena è più chiara, solamente biancheggiante , e cinge quell’ astro con un. cerchio costante ed intiero. (Aq) 2—*(Med.)Zia(.alysis. Ansietà. (Dal gr.alys che significa Io stesso.) (A. O.) Ausicarpo. (Boi.) A-li-si-càr-po. Sm.F.G. Lat. alysicarpus. (Da halysis catena, e carpos frutto.) Genere di piante della famiglia delle leguminose-, cosi dette perchè , fra gli altri caratteri, queste piante offrono un fruito cilindrico ed articolalo, che si pub paragonare ad una catena. (Aq) Aliside. (Zool.) A-lì-si-de. Sm. F. G. Lat. halysis e alysis. (Da halysis catena , legame, onde halysidetos catenato.) Nome dato ad un genere di vermi, perché hanno il corpo allungato piano o depresso, ed in forma di nastro articolato. (Aq) Alisinco." (Geog.) A-li-sìn-co, Amizi. Antica città delle Gallie. (G) Ansio , * À-U-si-o. N. pr. m. (Dal gr. alias salutifero, ovvero da afs afflizione , cura, e sia da ios dardo, sia da ios veleno: Veleno, Dardo delle cure. ) — Soprannome di Bacco , perchè scaccia le cure. — Soprannome di Giove adorato in Alisio. (Mit) 2 —* (Geog.) Lat. Alisium.Città aell’Eolide.—Monte dell Arcadia.(fi) Alisma.* (Med.) A-li-sma. Sf.F.G. Lai. anxietas. ( Da alfsma ansietà.) Genere di malattie il principal carattere delle quali è l’inquietudine e l’ansietà. (A. O.) Ausmacee.* (Bot.) A-li-smà-ce-e. Sf. pi. Lat. alismaceac. (Dal gr. hals , halos mare, la voce è stata trasportata a tutti i luoghi acquosi od umidi; quindi è venuto 1 ’ alisma de’ Greci e de’ Latini, pianta descritta da Dioscoride e da Plinio; quindi altre voci simili.) Famiglia di piante monocotiledoni che comprende molti generi anticamente riuniti aigiun- chi, e di cui l alisma è il tipo ; piante viventi tutte nell’ acqua o in luoghi assai umidi .—, Alismoidi , Alismoidee , sin. (A. O ) Alismo. (Bot.) A-lì-srao. [Am.] Lat. alisma, alisma plantago Lin. Gr. [Questa pianta, che si chiama anche Piantaggine acquatica , ha lo stelo diritto, nudo-, le foglie radicali, picchiate, ovaio-acute , diritte, nervose-, i fiori piccoli, biancastri, o rossastri, numerosi, in verticilli che formano una pannocchia grande , aperta-, ifrutti ottusamente triangolari, e fiorisce nel mese di giugno .] Dtllam. f. 7. Che l'erba alismo vi nasce in gramigna. Alismoidi* (Bot.) A-li-smò-i-di. Lo stesso che Alismacee. F. (A. O.) Alismoidee. (Bot.) A-Ii-smo-i-dè-e.Ayi/i/./iai. alismoidaee.(Dal gr. alisma alisma ) Gruppo o famiglia di piante cosi dette perchè alcune crescono nell acque,ed altre in luoghi semplicemente inondati, come ! alisma.[Aq) Aliso , A-li-so. < 1 m. Lo stesso che Giglio.— , Fioraliso, Fiordaliso, sin. ( Da a superfl., e ìys che i Francesi bau tratto dal lat. lilium gìglio.) G. Fili. Berg. (A) Alissa.* (Geog.) A-lis-sa. Fontana d’Arcadia così delta dal guarire le morsicature di cani arrabbiali. (Dal gr. a j'nv., e lyssa rabbia.) (Mit) Ausso, (Bot.) A-lis-so. Sm. Lat. alyssum. ( V. Alissa. ) Nome, che gli antichi davano ad una pianta, perchè credevano che avesse la proprietà di fili- guarire dalla rabbia. I moderni hanno applicato tal nome ad un genere di piante , una delle cui specie è 1 Alisso degli antichi. (Aq) Alissotoe, * A-lis-sò-to-e.W. pr.fi Lai. Alyxothoe. ( Dal gr. alysso sono afflitto, agilato , e da thoos veloce: Veloce ad agitarsi, ad affliggersi.) — Ninfa amala da Priamo. (Mit) A lista.* (Geog.) A-li-sta. Antica città della Corsica. (G) Alistha , * A-lì-stra. N. pr.f[ Dal gr. hals, halos mare, ed islros amor furioso.) — Donna amata da Nettuno. (M,t) Alitambi. * (Geog.) A-li-tàm-bi. Antichi popoli dell' Africa presso il monte Tuia. (G) Alitarca.* (St. Gr.) A-Ii-tàr-ca. Sm.Lat. alytarcha. (Dal gr. ajyte che presso gli Elei dinotava i 1 it tori, detti rabdofon dagli altri Greci , e da ai-chos principe, capo.) Presidente dei giuochi olimpici, talvolta supplito dall EU enodice. Glialitarchi erano i capi de’ mastigofori. F. (Mit) AlìtArchia.* (Let.) A-li-tar-chì-a. Sf. F. G. Lat. alytarchia. (V. Alitarca.) Dignità dell' alitarca che durava quattro, amu. (Aq) Alitare, A-\\-lk-ve.[N.ass.]Propi-iam. Mandar fuori! alilo a bocca aperta. Lat. halare , inspirare , balitum emitlere. Gr. aarv-.i.iv. Liloc. 2. 3 g 6 . Colla sua mano gli alzò la visiera dell’elmo, e alitigli nel viso .Fiamm. i. 87. E poi , quale il falso Ascanio , nella bocca a Didone alitando, accese l’occulte fiamme ; cotale a me, in bocca spirando, fece i primi disii più focosi. . . 2 — FA anche Respirare, cioè Tirar dentro e mandar fuori il fiato. Cr. alle v. Alenare ed Alitare sost. (B) Alitare. Sm. Alito, Fiato , Respiro con affanno. Sen. Pisl.SS. Quando questi giovani forti e rubusti s’ esercilano in gittare la pietra , o in fare alle braccia e in travagliandosi , o farne sembianti, io odo guai e rammarichìi con acerbissimi soliìari e alitati. ( Qui il latino ha: acerbissimas respiratioues.) 200 ALTERIA Alitgria.* (Mit Or.) A-ìi-lè-ri-a. Add. f E direbbesi meglio .Alelerifc. ( Dal gr. aleiho io macino.) — Soprannome di Cerere perchè in un tempo di carestia arcua impedito (ti mugnai di rubarla farina.{W\\l') Alitelo." (Mit. Gr.) A-Ii tc-ri-o. Acid. m. Lat. aletherius. E direllesì meglio Aiderio. Soprannome di Giove. (V. Aliteria.) (Mit) 2 —* Sacrilego, Colpevole.(Dal gr. aliterios calunniatore, scellerato.) (Aq) Asterse , * A-h'-tèr-se. N. pr, m. (Dal gr. halothen , ex mari , e herse eugiada.Rug/ada che sorge dal mare .)—Figlio di Mastore Itacese. (Mit) Ai ‘ ” .~ ‘ " *' ' “ ." ALLA BUONA A livello. Posto avverò. tidàf: 6. l‘.d corteccia ( del cederno J ec. ajuterà la virtù digestiva , c farà buono alito. Nov. ant. 68. X Volgi la faccia nell’altra parte, che l'alito tuo non offènda il Re. 7 — Lieve soffiar di venti. Lat. aura. Gr. ccvpa. Fr. Giord• Pred, S. Ad ogni vento si volge e ad ogni alito si muove. > — Vapore, Esalazione. Lat. halitus. Gr. wa.Svp’lcarts. Danl. lnf. 18. 106. Le ripe eran grommate d s una muffa, Per I’ alito di giù che vi s’appasta, Sagg. nat. esp. 263. Quell’alito ancora di finissimo spirito, che sfuma nel tagliare la buccia d’ un cedrato acerbo. — • L'azione e lo sforzo per mandare il respiro. Ruce/lai, Orcst.at. 2. (P) » — [Per eslens. del i. significato. ] Tac. Dar. Ann. 6, O per vederne il vero in quello specchio de’suoi vituperii , non appannato d’alito d’adulazione. * — Per metaf. Particella, Avanzo di checchessia.d'egri./V«/. Iddio vuol sempre lasciar a noi viatori alcun alilo di speranza. (V) ì — Riavere , o Raccoglier l* alito = Respirare. Lasc. ParcnbCorri: io non posso riaver l'alito. Alio stesso livello , A piano , "per te dal piano deli' orizzonte. Lat. ad Hhellain. Sagg.nat. e s P' .'fra modo che i termini delle decine uguali dell'uno e dell’altro torj* j a di loro a livello. Serd. Star. X Con minori pezzi acconcila livello dell’ acqua , furon messi in fondo molti naviliù ipaV^ 0 * 2 — [Per sinnlit.} Atleg.p 5 . Ch’avendo un piede in terra, un ne .j ve llO' L’anima c '1 corpo a quel punto dirizzo,Che le comodità batte a Aliveloce , A li-ve-Iò ce.^rfc/. com. comp. Coll’ali veloce , f^eloci Lat. velocissimus. Gr. rctxvraros. Menz. Sat. (A) ? pQftof* A livrea. Posto awcrbialm. col verbo Vestire o simili , abiti alla stessa foggia e divisa , Portar la livrea^ Feslir colie f Scn. ben. Farch. 3 . 28. Dove cotesti tuoi staffieri vestiti * dove ti portano, dico? 2 — E per similit. D’una stessa maniera. Alleg. igo. Far nulla come dir a livrea, tra sè medesimi coloro i quali pur hanno eC ' medesima fatta l* anima. Aljzea. * (Geog.) A-li ze-a. Città dell Acarnania. (G) Alizoni. * (Geog.) A-li-zó-ni. Abitanti della Pojlagonia . (G/ # Alla. Foce composta dal segno del terzo caso e dall'articoloj^ n j 0 n* Jiocc. g. 4 'Jln- Voi sapete che domane è quel di che aff a . alla i ”' 1 del nostro Signore e consacrato. Pelr. p. 2. canz. 8. Soccoir* guerra, Bendi’i’sia terra, e tu del del Brina. (Cin) .jCf 1 ' 2 — Per In. Vii. SS. Pad. 2. 4.00. Si comandò alla virtù di j 0 |t» * sto , che quella pecora belasse in ventre di chiunque 1 ’ avr' a mangiata. dot"? 3 — Per Sulla. Passar. Specch. di Penit. Distinz. 2. 1. Stava c ^ a ll( indosso così molli al vento e al sereno , e facevaglisi agghw cc .... pusou navu i aiuu. carili. (P) . . , . . „ A [fi ; , — E per meta).— Riaversi. Cron. Manli. 288. E son tirate a 4 — Agg. a’nomi add. derivami da alla o provmcie, ? om . e ’ ‘, e K dietro in tulle le virtù, stati e ricchezze, acciocché non possali mai cese, Alla fiorentina, forma un modo avverbiale, n0 v.r t raccogliere l’alito , non che vendicarsi — Rubar con l’alito dicesi del Rubar chefaccia ladro fine ed accorto. Lasc. Sibili.2.5. Io non gli voglio in casa: non si veggon mai sazii nè pieni, e ruherebbon coll’alito. — Conoscer gli uomini all'alito = Conoscer facilmente , a piccolo indizio. Frane. Sacch. nov. 82. Messer Bernabò,. . . come colui che conosceva gli uomini all’alito, ec. (V) _ ID.'i \ T?:..-'- — li, _ r.v . usanza francese , Alla usanza fiorentina. V. Flos, oof li ore. 14 . Alzandosi i gheroni della gonnella, che alla Natila non e’ ra ’ , dopo molto gli empiè. . — Agg. a molti sostantivi ed aggiuntivi, forma pure dif rsi ’ • f avverbiali ; molti de quali, a più frequenti nell’ uso , o più s,c p f l’esempio, saranno tratti fiora a'loro luoghi ; gli altri , P er 9 — (Pii.) Finir coll’ alito = Finir con tutta perfezione, quasi che il Alla. Sf F. A. (Dal fiato, e non gli strumenti, abbia operato. Baldifi.Dec.Modello di prò- ■ • ■ pria invenzione, il quale avea finito, come noi usiamo dire, coll’alito. Lor. Pane. Leu. Ritratti finiti coll’ alito, ma senza stento. (A) Alito dilli da Fiato, Soffio, Respiro. Alilo propriamente è quel- 1’ aria emessa dalla bocca , che si riguarda 0 buona o cattiva secondo la impressione grata o ingrata che produce nel senso dell’odorato.Fiato e Stffio esprimono particolarmente l’emissione dell’aria dai polmoni; ma con tal differenza : dicesi Fiato quando, aperta la bocca , l’aria esce da sè medesima e senza alcuno sforzai dicesi Soffio quando l’aria si espelle con un impeto particolare , accostando i due angoli delle labbra. Il Fiato riscalda, il Soffio raffredda.il Fiuto farà vacillare la fiamma d’ una candela, il Soffio la estinguerà.Per similitudine il Fiato e ’1 Soffio appartengono anche ai venti, con la medesima differenza; laonde diremo il Soffio degli Aquiloni, e ’l Fiato de’ Zeffri. Respiro include la nozione complessa d’immissione e remissione di aria, e però comprende la ispirazione e la espirazione di essa. Ogni vivente respira, introduce cioè ne’polmoni e rimanda da essi l’aria. Alitoso , A-li-tó-so, Add. m. F, A. Che manda fuori alito. Rim.ant. P- iV. Mazz. di JSeco da Mess. E la bocca alitosa, Che rende maggio odore, Che non fa d’una fera Che ha nome la pantera. Alitrofagi.* (Geog.) A-li-Irò-fa-gi. Popoli della Scizia. (G) Autrofi. * (Let.) A-li-trò fi. Sm. pi. F- G. Lat. aliotrophì. (Da halios marino, e trepho io nutro.) Si chiamano così coloro che vivono della pescagione, o col nutrirsi di pesci marini ,o col commercio marittimo, (Aq) Ai.ithope.* (Geog.) A-li-trò-pe. Città della Tessaglia. (G) Ai.miupo.* (Lett.) A-li-trò-po.iSfli. F.G.Lat. alitropus. (Da hals mare, e trepo io giro.) Colui che s'aggira pel mare, (Aq) Ai.iìtà.* (Mit. Ar.) A-lit-la. La Fenere celeste degli Arabi. (Mit) A litteba. Posto avverbial, vale Per l’appunto, [òo stesso che A lettera. V.] Frane. Sacch. nov. òf. lit. Quella scusandosi, fa a littera quello di che è stato ragionato in una brigata. A1.iTTEr.10.* (Arche.) A-lit-té-ri-o. Sm. F G. Lat. alipferium. Gr. ù\u- srrr^iov. (Da alipho io ungo, onde allpiron vaso da unguenti.) Quel luogo delle terme ove andavano gli atleti per farsi ungere prima di entrar nella lizza. (Aq) Aeituca. (Mcd.) A-lìt-ti-ca. Sf. F■ G, Lat. aliptice. ( Da! gr. aliples colui che unge.) Era una pente della medicina antica, la quale insegnava la maniera di fregare ed ungere il corpo, per conservare la sanità, procurare nuove forze, e mantenere il bel colore al corpo. —, Aliptica, sin. (Aq) Alituoso , Ad\-tn-ó-so.Add.m. di Alito.Rcrf. Lett.i. *^«.Di così orrendo fetore avvelena , che con le sue minime acutissime particelle aliluose, entrando pel naso ec., fa di poi passaggio ne’ canali interni de’ fluidi. Aeitercici.* (Teol.) A-li-tùr-gì-cì. Aw.pt. F. G. Lat. alilurgici. ( Da a priv. , e lilurgeo io ministro , io opero nelle cose sacre,imprendo un pubblico uffizio.) Sì chiamano cosi quei giorni in cui non si fa ufficio alcuno particolare. (Aq) A liusta, (St. N.) A-li-ù-sta. Sf. Lat. asfacus homarus. (Dal gr. halios marino, ed aslacos granchio.) Nome volgare della locusta di mare , diversa dal lupicante , in quanto le sue bocche sono uguali, ed è di colore meno cupo. Gab. Eis. (A) Aliczza. (St. N.) A-li-ùz-za. Sf. Lat. oenanthe arborea alba. (Così detta dalla, picciolezza delle sue ali. ) Specie di uccello , forse della ellisse dei pigliamosche. (A) Alivaleo , * A-ìi-vàl-do. JV. pr. m. Lat. Alivaldus. ( Dal ted. all tulio, e wald bosco .■ Tutto bosco , o sia Interamente selvaggio.) (B) sotto alle voci proprie saranno dichiarali. be' ,1;^ rlf . hai corte eli giustizia, onde Vingì- '' e ri ha lo stesso senso, e che vai pure casa del feudatario, luogo di c0 - F" per le corporazioni.) [Usata da G. FUI. per accidente, e co termine locale, parlando d' una sommossa popolare avvenuta q /■ già , volgarizzando nel suo libro la voce oltramontana Halled ((|( | e l< 8 . 54. Fresano e fornirono i palagi dell’alle del Comune, e fortezze della terra. E appresso : Lo menava preso alla P' ,a 5 J a .jji'j ' 1 appresso : D Ile. ì 0' t ' della co* f marni.] Quad. cont. E dee dare ec. fiorini tre d’oro e tnez^E. ; '■ .. Dani. /«/•„' f/ ! ha , ove tuffa la connina era rannata armata. B tati dalle finestre delie torri e de’ palagi e dell'a i\Tome dì ima misura d'Inghilterra [ eh * è il tet-z te alle di staja d’frlanda , per una sua guarnacca. jauhv. ^ E venimmo ad Anteo, che ben cinqu’aiie, Senza la testa, l,sCI della grotta, . /§) A llaba. * (Geog.) AMà-b,i , Aliava. Città e fiume della Sicih a ^ J/ Alla bada, * Avverbiale co' v . Stare , Tenere ec. = Aspettare aspettare . — , A bada , sin. Boc.c. Fiam. ( 0 ) . All’abbàssar del giorno,* Avverb.zzz Fer&o la$era.Cr-allaV-& xQ> \tfth All’abbordo. * Avverbial. col v. Andare, lo stesso che ,c,'' fig. Andare alla volta di uno per parlarsi. Cr. alla tv» A 11 Abbordo. ( 0 ) . > *oc ol, > Alla balorda. Posto avverb.cz. Senza considerazione. £ at ' 1 rate. Gr. uTr&pitrxhtruds.Mahn. 6 .i 4 - Bada a tirare innanzi al * 3 p Alla banda. * Avverbial. Col v. Andare , dicesi dell’ Andare j sull’acqua non col loro corpo dritto , ma pendente . Beì'Ui> ^ 2 — * E fig. CJhhn’acarsi. Cr. alia v. Andare. (O) ^ Alla barba, * Avverbial. Co'pron. Tua, Sua, ec. Lo stesso c .q\ l>a, cioè A onta, A dispetto, Malgrado. Cr. alla v. *Jj|, Alla bella prima. Posto avverò. = Subito subito. Lat. ^ Gr. tlììvs. Fir. Disc. anìm. 101. Perchè io so mollo bene ^ d f altri uomini sete fatti , che alla bella prima pensate ogni j povere donne. # jfltt y i — Dicesi anche talora A bel primo, e vale h stesso prima. Lat. primitus. Gr. irpwTtffrcc. Dav, Accus. l 4 0t ^ J/f t* avrò spianato in terra. . s til f fi Alla bernesca. * Posto avverò. ” Secondo hi maniera 0 * Remi. Allegr. ip 3 . Ella come colei , la natura della *l ua c pie termine alcuno nel chieder cose stravaganti , m’ ha f iV ì' gandotnì comandato, che io metta in canzona alla bernese 3 ^ sua ammartellata querela a mal tempo. Car. pari. 1. J ne molto da bene e molto amorevole, bello scrittore , he jc t tatore, c nelle composizioni alla bernesca (cosi si può eh* sio genere dall'inventore) arguto e piacevole assai. (B) J Ai .la bestiale. Posto avverbial. vale Bestialmente , Da J 4 Lff Coll. i 83 . Mon gli lasciare aggraticciare addosso traici_ ' che il villanzone, quando pota, tira a terra que’tralci Alla boccàccevole. * Posto avverò. = Boccaccevolmente » ^ t'* maniera o lo stile di messer Giovanni Boccaccio . Cr. caccevolinente. (B) r rO. Alla brava. Posto avverò, zzz In modo di bravo , Da sghe fiCy Rìm. burli. 216. Con una cappa banda fa alla brava. B u ° L , 0 iP (C Porta si alla brava Quel cappellin di paglia Con quel sìl .° Alla buona. Posto avverbialm.vale Semplicemente , Schivi ^0* candide, sincere. Gr. aQtXÙs. AUeg. ifì- Da v;denf °°^ 1 . ^ do fuori alla buona : E se co' , cogga ; se no, faccia . *V' 3 — Certamente. Farch. Ercol. Alla buqna che D 3 £S seppe che dirsi , q.iaudo ec. 3 _ ' a Gente o Uomo : ALLA BUONA FÉ mn (‘zta' “ ' J Alla bdomoea. * Avverbial. col v. Andare^feZiceme/i- 5 _ face. (O) £ / J Q± M J a “ >ra Andarsene semplicemente . Ariosto Negr. (O) » Viesi^ . EsTaA * * Avverbial.-=zPer luoghi piani. Pattaci. Giugn. 2 . E A ^;r,V/‘ le alla campestri) . lo a ' Mod.) Al-la-cà-pi. Moschee che servono in Persia diasi- 4l U eZZ evoLiL ~ 1 Iliade v sin. (Mit) ■dl( a . NA - Posto avverbialm.z^Trascuratamente, Spensieratamente, «■ilo p ° na - di sass. ceorl rustico, onde l’lngl. chuii zotico, ha for- ^Pelota * , carlo,ia i cioè alla buona, alla grossa, semplicemente. V. ll0n s’ in| ì " j Cario.) Bern. Bini. i. 83. Vo'dir, eh'io credo eh’ella buri, a tea ? a : Voi chiamatela vita alla carlona. Mail. Franz. Rim. Pir, 20 °. Buono e bello mi pare Vivere a caso, e ire alla carlona. a ! la cari,®?' E * ratl ° per sorte chi avesse a servire , mangiarono cosi r 'l' r ato ri" 3 ' Alle $- Considerandomi, con suo stupore, nuovamente 1)0 Cer (j a All'antico mio vivere alla carlona, ec. E z5y. Non san- r Sn» ^ .f a «i da cavezze , che quel modo di fare alla carlona È pre- A '-'-a c 4v " Sslme dolcezze. avverbialm. si dice di una foggia di parrucca , stessi i n f le } ls ^ a da cavalieri. Salvai. Disc . 2 . 483. Gli uomini P° s ticce ,adornarsi di trasmodate e stravaganti capellature A^^cavaV 3 6 ^ lusso ha inventati varii nomi, all’ imperiale, W**. di parata, alla delfina , capinascenti, e simili. A 5 EaEsc A. Posto avverbialm.zzzCavallerescamenUy Da cavaliere. ^ 4 c cÀtt * a cava ^resca scatuzzone. fd anch e °\ Avverbial. col v. Andare Accattare , Mendicare ; *^ A Ccey a , Andare in traccia di checchessia . Cr. alla v. Andare. (0) tì. q E ' Al-lae-cé-vo-te. [Add.com . 3 Atto ad allacciare. S. Agost. * ^ v ani g || glorie non furono sode allegrezze di beati e quieti, 4 * Cc, 4 Me° 3ZZ * miseri, e allaccevoli incitamenti. Allaccìativo.] 5 Hacci a t,f To » Al-lac-cia-méu-to. tSm. Annodamento , Legame. —, t E ra ’ ««0 * a Hacci a ] S. Agost. C. D. Gli antichi avrebbono il vano 1 acc Unt.^ ila infedel superstizione. S6, Petnt ; A Wac-ciàn-te. Pari, di Allacciare. S. Agost. C. D. 21 . che non ha amato senza amore allacciale, non ^c CUflE a dolore tormentante. (Min) jJ°cì'o. /, a 'j .H ac cià-re. [Att.} Propriamente Legare e Stringer con j ^! a via d’n * a queare , laqueo constringere. Gr. StaTx.euEH'. Pass. 268 . 3 acc 'aol 0 n 0n( k io andava , dice il Profeta, m’ hanno nascoso il S T\* hega rt f Pendermi e allacciarmi. à Milita Sem pfoemente .—Allacciare il punto nel cucire, per più ^ ^;TV C cucitrici. (A) g a °9ua p ej . 0 L ac QUA. In idraulica, dicesi del Ridurre piu sorgive f f J( tri e . me zzo di lavori manufatti in maniera che non se ne per- 4 n 0 9 ma riunisca e scorta in un sol canale o a» ^ es ' ^ r ‘ 7' Li doni allacciano li folli Principi. 5 allacciato * ’ ^ a S§' or barbassoro, che non è questo, ci sarebbe G aric ° le efi incingersi] Legarsi semplicemente. Calai. 84. Nè allacciarsi [fi ; ^ lze *n presenza della gente. es tens.] Cavale. Med. cuor. Iddio agli eletti sottrae le cose i lill; lae c j’ *i. sc ‘°gljenogli ; e a’ reprobi e superbi gli para innanzi s 1 , acciocché periscano in essi , allacciandosi. t E s g'-ni\r me! “fo’ Pet‘r.Cap. So di che poco canape s'allaccia Un’ anima ^4i l ,fi-seì‘ a 4 6 'su; vie su = Presumere di sè assaipiù ctenon v rr °gar Z n lJ a ma condizione , nè i suoi meriti. Lot. t ^%.»5g,E s li averehhe fatto, in componendo, non manco £ Ali W0 '^ ’ c be se la allacciano vie su, vie su. . . >u Tracciarsela assolili, posto vale alquanto menoche Allacciarsela vie A 1,0 a ^Ueg. 3 o4. Rado v’ ha chi del pubblico s’impacci , Vivo- circa '1 governo , Nc v'è gran soppotticr che se -'llacc. A y. * Al-lac-cia-tìs-si-mo. Add. m. superi, di Allacciato. F. di * ^uZ'^M-hcM^-yo.Add.m.Auoad allacciare.-, Allaccevole.sùi. A Vcr ebL? 1<;to -ft s • Agost. C. D. Con quello ’mperio della volontà si muo- All ACe u f ' luestl membri , come ali altri , senza allacciatilo ardore. ’U. Puf 0 ;, Al - |ac -cià to. Add. m. da Allacciare. Frane. Sacch. Rim. 5 H)(l la f cial ‘ s °n clic strette balle, li ao. Ma quei c hanno le ma- ? E „ ® dllre i Vi tengono allacciato in questi duoli. I 1 " , l’ , 'ió mc,a f- Guie/. Cr. 173. Toante, allacciato per la cupidigia '"«tl.è spontaneamente concedei tu che’) Palladio fosse tolto. Lab. 119 . v r ‘ «larii- » P ers °ne e le loro camere ec. veggiono ornate , e 1 nn- f'b r.guf. .facciati , subitamente ec. Bocc.Vis- 20 . Oltre quel loco 3 ,s '»»o ,n t0 ’ Me rcurio dio con Erse molto stretto, Di le’ in amor dot- ^ (q alla cciato. ^ <0 Punto allacciato dicono i ricamatoti e cucitori il Putì- A,T * (Pi|\ C i? e fi' grande stabilità. (A) An^ciATo»! Csato in forza di sust. F. Lacci. (Mil) / * c ciArtf, E ’ Al-lac'-cia-tó re. Fedo. m. di Allacciare. V- di i eg.(0) » Q '' ilu„ ’ Al lac-cia-lri-cc. Ferb. f. [ di Allacciare.] Che allaccia. " [£ “l'ieans. Gì ^ _ f ’ “cab. 'jf'dnn.Disc, a 358, Chi dall’amore, e dalla lusinghe ^ TTOcybfìiVQVCrOL. ALLA DISTESA 201 vnlc c blanda allacciatrice passione così francamente per atto di su» Mime generosità si riscuote. Allacciatura, Al-lac-cia*tù-ra. [Sf. Lo stesso che] Allacciamento. F.Lat, arefum vinculum, tenax ligamen. Gr. Itffpos. 2 — (Cbir.) [Dicesi propriamente delle arterie o vene. Lat. fibulatio. Operazione chirurgica che fermale emorragie o sana vizii di cjue'vast.} Lib. cur. malatt. Stringono la coscia rotta con forti allacciature. 2 —[Quella fasciatura che supplica all’estremità del ventre, per sostenere gl’ intestini ; così detta in luogo della bassa parola) Brachiere. Lat. subìigaculum. Lib. cur. malati. Quando sono allentati, fue di mestiere prendere subito 1’ uso dell’ allacciatura, che per altro nome è detta brachiere. Buon. Pier. /. 5 . 11, Al riso Converrà ch’egli allenti tutti i freni, E che Y allacciatura se gli strappi. 3 — (Idrati!.) V operazione di allacciai' tacque. P*. Allacciare, $. 3 .(A) Alla celata. Posto avverbialm.zzzCdatamente. Lat. clam. Gr. XdiBp/x.. Liv. M. Si partì di notte alla celata. Alla cheta. Posto avverbial •= Chetamente. Salv. Avveri. 1. 1. i$. Il Mantelli se la passa alla cheta. (Y) Alla china. Modo avverò. Lo stesso che All’ ingiù , AI chino. Cur. Eneid. 5. 3f>4» E via vogando, ed invocando i venti, Fende alla china ed a f aperto il mare. (M) Alla cieca. Posto awerbialm.~Ciecamente. Lat. inconsulto. Gr. piernixTOJs. Tac. Dav. Ann. 4- $4* Quale uomo dì prudenza mezzana, non che Tiberio di cotanta , avrebbe così .alia cieca porto la morte al figliuolo di sua mano, da non poterla ritirare ? Alleg. 218. Che ia pungente lingua fa talora aprir gli occhi della mente alle brigate che vivono alla cieca. Hed. f^ip. 1. 6. Dalla maggior parte di coloro ec. alla cieca , e senza cercar altro, è stato creduto. Alla conclusione. * Posto avverò. = In conclusione , In fine. ( 0 ) Alla confusa. Posto avverbiale vale Confusamente. Lat. confuse. Gr. drocKTws. Sod. Colt. 19. Avendo avvertenza di porre nel fondo buona quantità di sassi, accozzandogli in foggia di fogna, se si cognosca che l’acqua vi covi, ec. 3 se no , alla confusa. Alla contadinesca. * Avverò. = Alla maniera de'contadini, Rusticamente. Car. Long. Sof. 101. 1 piaceri , gli ’ntrattenimenti di questo convito fra tanti contadini, furono tutti alla contadinesca. (B) Alla coperta. Posto avverbial • = Nascostamente, che anche diciamo Di straforo , e Per istraforo , Di soppiatto. Lai. clam. Gr. \d3-pcc. M. V, 10. 7^. Esso in questi giorni lavorava alla coperta colia lima sorda. Alla cortese. Posto avvcrbial.zzz Cortese mente , G0/2 maniera cortese. Lat. Immane, leuiter , comiter. Gr. vfiriojs, Sallust. Cai. R. E tutti gli altri presi, fussero tenuti e guardati alla cortese. {Il lat. ha : libera custodia. ysFit.S.Frane.204D1 presente alla cortese si parti. (V) Alla cortigiana» * Avverbial -z=:Al modo de'cortigiani, Cvriigianamnite. Caro , parte prima , lett. 38. Son tutto vostro alla scolaresca, c non alla cortigiana. iV. Sp. (B) Allacroite. (St.N.) Al-la-cro-ì-te. Sf. (Dal gr. allioo io muto, e chroa colore : perchè esposto al cannello col sale microscomico , forma uno smalto bianco giallastro che in raffreddarsi cangia più volte colore.) Nome che Dandrada ha dato ad un fossile trovalo finora nella miniera di ferro di f^irums , vicino a Drammen in Norvegia. I fossili che V accompagnano sono miniere di ferro, e qualche volta dei granali.il suo colore è cT un giallo di paglia sporco , che trae qualche volta al rossiccio. Il tessuto è laminare 3 le lamine dense e diffìcili a-distaccarsi. La rottura è imperfettamente concoide , ora lucida , ora smontata. È opaco sugli orli , appena Iranslucido 3 abbastanza duro per dare delle scintille coll' acciajo, ma non abbastanza per segnate il quarzo. (Diz. Chim.) Allaue. * (St. Mod.) Al-Ià de. Lo stesso che Allacapi. E. (Mit) Alla delfina. Posto avverbialm. si dice di una foggia di parrucca. Salvia. Disc. 2. fS3. Gli uomini stessi, infemminiti, adornarsi di trasmodate e stravaganti capellature posticce, alle quali il lusso ha inventati varii nomi : all’ imperiale, alla cavaliera, di parata , alla delfina , capinasceuti, e simili. Alla destra mano. * Avverbial. Lo stesso che A destra mano, Alla man destra. Bocc. Eiloc. 6. (O) Alla dilagata. Posto avverbialm. vale Dilagatamente, Con furia, Con impeto. Eranc.Sacck nov.144. La cosa si ruppe , e , come vidde, usci alla dilagata fuori per forma che le busecchic sono trascorse per liscimi del corpo. Alla dimestica. * Modo avverb.zzzDìmcsticamcnte .—, Alla domestica, sin. Gel. Err.5.4• Orsù, andatevene su tutti d’accordo insieme a dirlo al. la fanciulla. Vedete, così alla dimestica, da buon parenti. Salv. prns. sacr. #77. Conversò alla dimestica col Verbo Carne; fu compagno delle fatiche, de’disagi, ec. (B) Alla dirotta. Posto avverbialm.=:A piu non posso, Coll' arco dell' osso. Lai. obnixe. Gr. Cavale. Disc. spìr. Che lavorìo non si pigli alla dirotta per alcuna cupidità , ma piuttosto per servigio dello spirito. Alla discola. * Avvcrbìal.’zzDhcohimente , Dissolutamente. Cr. ( 0 ) Alla discrezione. * Avverbial. col v. Rimettersi o simili quando vi si aggiunga il termine di un tcrzozziRiportarsi , Rassegnarsi. Cr . alla v. Mercè. ( 0 ) Alla disperata. Posto avverò. Disparatamente , Senza modo , Senza termine. Lat. immoderatc, immodice. Gr. avtpws. Pool. Oros. Uscendo di subito alla di- Volgata colla sua apparecchiata oste. Allado , * Al-là-do. N. pr. m. (Dal celi, aìhidcl feroce, selvaggio j ovvero dal lat. allaudo io lodo.)— Me de' Latini. (Mit) Alla domestica. Posto nvverbialm. == Familiarmente, ito stesso che Alla dimestica. F.l Lat. fàmiliariter. Gr. oIxuojs.C eccb.Mogl.i.'à.Coììa. qual* molto alla domestica Ridolfo favella solo c accompagnato. Decam. proem. 2j. IN011 si vede da ornamenti o cura alcuna straordinaria abbellito, ma vcslito alla domestica, semplicemente. (V) Alla dozzinale. * Avverbtai.zzzDczziiialmente , Gì ossolancimcnte, Senza delicatezza , Alla semplice. Cr. alla a. Àrrosticciana. JS . Sp. (B) Al ladro al ladro. * Maniera di chiamare aiuto per liberarsi dal fa' dro e per coglierlo. Bocc. g. 4. n. 10. ( 0 ) Alla dura. Posto nvverbialm, col verbo Stare vale Star saldo , costante , JVvn si lasciare andare. Lat. constanti animo , obstinato animo. Gr. dvfvèóru.-s. Morg. Stava pure a vedere alla dura. 2 — [Star sulla negativa ,] Non confessare. Tac.Dav.An. i5. 220. Lucano , Quinziano e Senecione stettero alla dura. All’aer chiaro e al fosco * zz Di giorno e di notte. Ar. Fur.i5. 38. Ov’ebhe spesso , all’ aer chiaro e al fosco , 1 ladroni or iuuanzi, or alle spalle. (M) (B) All’erta. (Milit.) Grido di gueira, col quale si chiamano i soldati sotto l’ ar mi. Ora si usa solamente nelle piazze forti e dì notte, per guardarsi dalle sorprese dell'inimico. (Essere all’erta è nel senso proprio l’essere in luogo erto, eminente per ispiar l’inimico: e per traslato indica I’esser vigilante, pronto alla pugna, e però sotto le armi.)(Gr) 2 — * Avverbial. in sign. mclaf. Supino , Rivolto in su. Menzin. ( 0 ) 3 — Col 0. Slare ”Usare circospez.one. Cr. alla v. Erta. (O) 4 ” * Confortare i cani allerta ” Confortare altrui a far quello che chi conforta non vuol fare. F. Cane, tj. 3i. Cr. alla v. Erta. ( 0 ) Alla faccia del sole. * Lo stesso che In posla del sole , cioè col sole in su gli occhi. Doni. Conv. 36. (O) Alla fallace. * Avveih'a' — Fallacemente , Fraudolcnlemente. Cr.( 0 ) Alla familiare. Posto avvcrbialm. vale Familiarmente. Laufiimilianiter. Gr. oìxs/ws. Red. Leu. 2. 26. Se io fo seco tròppo alla familiare, ne incolpi la sua gentilezza. Alla fè , Alla fede. Posti avverbial. [colla giunta di Dio o Cripto.] òpezie do giuramento. In verità. —, A fc , Alle, sin. /.olhcrclc.Gr. r,pcé.x.Xsis. LJocc. J\’ov. 68. ig. Alla fc di Dìo, se me ne fusse creduto, c‘se ne gli darebbe sì falla gasbgatoja , che gli putirebbe. E nov.72. io. Alla fè di Dio , non fardo ; eh’ ella n’è diventila femmina di mondo pur per ciò. E ncv. 85. 18. Alla fè di Dio, egli non era ora la Tessa quella che t'impngnava. E g. 0. pr. 5. Alla fede di Cristo, che debbo sapere quello che io mi dico . quando io giuro- 2 — Sotto fede. —, A fede, sin. Franc.SaccJi. nnv. 38. Puosonli ducati cinquanta d'lfalia,e hsciaronlo alla fede, che gli andasse a procacciare.(V) Alla fè alla fè. * {Posto avverbial., così raddoppiato ha alquanto più di forza che Alla fè.—, Affé affé, sin.F • Fc, §. 2, e F*.de,§. 42.] » Ftr. As. igg. Alla fè alla fè, che egli si pare heue che-tu scherzi sopra la pelle altrui. Alla fiata. Posto avverbiaìm.~ Alcuna volta , Alla volta , Alle voi te, 3aletta. Lat. interdilli», deiuceps. Gr.ivioTs.Dant.Par, 14 • ag. Come da più letizia ynnti e tratti , Alla fiala quei che vanno aruolaLevan la voce e rallegrano gli alli. But. ivi : Alla fiata, cioè alcuna volta. 2 — E dicesi pure Alle fiate , siccomeAWt\o\{Q. Sallusi. Cat. nelproern. Anche alle fiate si conviene uscire delle parole per isponerc la sentenzia.(P) Alla fila. Posto avverb.^z. S uccessivarrenfe , Senza intermissione. Lat. ordine, dcijiccps. Gi\xard. bi&ricxw- Far. Dav. Ann. 1. 2.Augusto, per suoi rinfotzi nello Stalo, alzò ec. M. Agrippa ignobile, buon soldato ec., a due Comolati alla fila. Beva. Òri. i. 4' 33 .E lor dietro alla fila Ferrai! ne menava trentamila. Geli. Sport. 5 . 1. Chi gli visita trenta dì alla fila, poi dà loro una grazia, secondo c’suoi bisogni. Alia fine. Pi sto avveibial. =: Finalmente. —, Al fine, Alla per fine , Alla finita, Finalmente , In fine, sin Lat. tandem, denique. Gr. rixos. Bocc. nov. 16. 16. Alia fine, forse dopo tre o quattr'anni, appresso la partita fàtfa da roess. Guasparrino. G. F. 1. 2g. 1. Ma alla fine li Romani rimasero vincitori, ò'egr. Fior. C&s.Perchè poi alla fine padrone è egli. 3 — Dtcesi anche Alla fin fine, Alla fin delle fini e simili; e vale , In somma delle, somme , Finalmente [, ma pare che abbia alquanto più di forzai Lat. tondini , postremo, ad exlrrmum , in stimma. Cr. rsXc?. Fir. Lue. 4- 5 . Chi vi date voi ad intendile ch’io sìa alla fine delle fini? Bernb. Aior. 8. ai. Risvegliamoci ogglmai, e questo timore notturno id umbratile de’cuori nostri alla fin fine rimuoviamo. Alla finita, triodo avvcib.zzzAHa fne. Jìemb. Pros. igg. Ed è allafnc che in< desinamiute si disse dagli anti ' * ulta finita. (V) Alì'asanza de$ oft Alla fonte del battesimo.* Lo stesso che A battesimo. Anibr. Cofi 5. 6. Tofano, Ch T è il tuo nome alla fonte del battesimo. (V) . ^ Alla fortuna avversa. * Avverbial. = In caso contrario , Q^ arì fortuna non arride. Petr. canz. ig. (O) \\ Alla Francesca. Avverbio! = Alla fi Incese. Salv. Avvert. vocabolo pena sta qui alfa fraucesca per istudio e fatica, (f) J)i Alla fuggiasca , Alla sfuggiasca. * Avverbiahzzz Fuggiasca^ 11 * 1 nascosto» Cr. ( 0 ) f 0, Allac.ac.ione , Al-la-ga-gu -ne. [Sf. Lo stesso c/ie Allagamento. ^ •3 ,) Jnf 2. Fiumana è più che fiume, cioè ollagagione di molte ac(] 1 Allagamento, Al-la-ga-mcu-ìo. [Ann] L’dilagare .— , Allagaz* 01 , 11 * lagagioue , sin. Lat. alluvio. Gr. y.a.Tx».\vot.v. Segner. Mann. Giugn. 5. t. Con abbracciar volcritiei ' 1 “ occasioni di patire clic ti accadono alla giornata. . [Oggidì, Oggigiorno.] Red. Fip. 1. 6. Cosi alla giornate sJ come i pappagalli. Alla grappa. * Avverbial. col v. Ente zzi Gareggiare ad °o' checchessia scambievolmente. Castiglion. TS. Sp. (O) rttpP 1 juto y . .... tuo lungo e alla guardia di Dio. (V) Alla guisa. * Avverbial. Coll’ agg. =. Alla maniera , dagli antichi alla perfine , ed alcuna volta A Alla grossa. Posto avverbialm.= Grossamcnte , All'ingrosso. L^ 1 ' a0 l e Gr. 'Xa.xvptpùs. 3J DuV. \Fit. Agric. Alla guerra dove s' f mani , non è sottigliezza di corte, e vi si fa ragione alla Alla grossolana. Posto avverbialm.=z In modo grossolano. R f JSat. 5o. Ma per le molte occupazioni lo feci in fretta c , suol dire, alla grossolana. C°^ , | Alla guardia di dio.* Modo di augurar bene , come In nom/N ce i l di Dio , Clic Dio ti guardi. Stor. Bari. 55. Vattene * n * M mod 0 -''' * guisa , In guisa , sin. Bocc. g. 2. n. 7. ( 0 ) il coF Ai.t,* LAICA.* Avverila 1 — Laicamente , òefondo l usanza e » de’ laici. Cr alla v. Laicamente:. ( 0 ) rfai'C 1 i Alla laiic.a. Posto avverbial.— Lontano , Di lontano -, come r\f larga , Star lontano. Star di lontano. Erano. Sacch. RutcHt ^ divisa, e combatte alla larga. ito a ^lit a — Largamente. Ertine. Sacci!, nov. i/fi. Aveva tino c°H a . at0 , c suo giiarnoccone, ovvero collaraccio, che era sì largo c sp al ^ averelibe tenr.to due stoja alla larga. 3 — Citmodamentc. E'ranc. Sacch. Op. div. 56. In questa c i c 3 * vita re. tulli quanti ci possiamo slare alla larga , e nesso 11 Alofm. 3 4o. Trova la via di starsene alla larga. ,| a la r ' Diffusamente. Borgh. Mon.2i3.Vec dichiarare un po’pi" |( questa materia. (Y) . / g.. 5 — [Soprabbondantemente, ] Di gran lunga, jlmbr. Cof. 4- , r mano tal pegno, che gli vale ( i miei scudi J alla ,ar 8 a *. . jiWd 6 — [Alla larga sgabelli:] modo basso le scherzevole, come dir‘i o f niamoci. Maini, n■ 26. Gli altri soldati a gambe se la a .t) ognun dice , alla larga sgabelli. ,- r ,aIJ ,cl ’rt r ' Alla ik-nsk.Avverb.—Latiuamente.Cr.aHe v.Lalmo ow-eLam fi- All’alba de'tafaki.* Avverbial.—Tardi assai, Intorno alt» t alla v. Alba, (0) . risai 1 ™'' Alla leggiera. Posto avvrrhiaìni.— Leggiermente. Cecche jf Oidincrò in casa alla leggiera. Ve'' 11 */ 2 _ Agg. di Armati o Soldati, ipe/Zi che i Romani diceat’o nel secondo dei cinrjue canti che seguono la matetta Capitan degli armati alla leggiera. ( 1 J ) . rt 1 ' Ai.laliA.* (Grog.) Al-là-li-a, A’evia. Città della Grecia, iyj j e tj f . ,A libera.P orto avveìHotm.'— Liberamente, Senza r.’/' r . ],£[.r'' Ai *. r\ * L'.’.. A- _f ~ ..... n’ 1)1^21 rli«l)ÌM'l Alte »* 4 Gr. iksvàifirs.Fir. .As 90. Io me n’ andai dentro alla r , alla LONTANA ti è semn* e ^ 1 ec. alla libera Entrare in casa. AÌUg. ify, E non ^la * nia * negato il vagheggiar gii eliciti alia libera. àhi‘ altra, 3 **' At/t/er ‘àial.zzzDa lungi , In lontananza. Cr. allav. Stare.( 0 ) Oneo" A,™*?. d' avverbio , come per dii *e : Vegliamo all’altra "'Uiale •'"'n'i -^ ta ' t'i- Giord. .223- Or all’altra : il leone è a- Au * nisLT 110,1 è a,,im;,Ie ;<=c. 00 c,.. * ost ° avverbiali», vale Dì Imitano , imitano. Lai. longe. P'uinci// w | » nt. SS. Pad. E molti udirono il suono della in vi;, c 3 ’ i C tU ' a balestrata alla lunga. Albert. 2. 3 ». Non entrare l' a ?ncrà 0t *n’ Clln0 ’ se l u ' llla l"i non conosci-, e se a le in vias’accom- 1 ~~ Limi 6 “ lnai, nderaltiovc vai,di’che tu vai più alla lunga che tu non vai. ^'frtiici an) l nle - Segn. Pari-, Isti-, 5. 3. I Morali poi di questa ob- Au -4 t-UNr' 6 „ c0lr0 "0 più alla lunga. (V) . llll ùò «Il E 'i Poito ovverbìal. vale Lungi. Mìr. S. M. Madd. II prete A "-t „ ' a U,11 g c per certi suoi bisogni'. (V) ^ccbià H (ri\ * ' Jvve, ì> ial. voi v. Stare = Stare in aguato. Cr. alla v. * (Pii-T* ^ a,< - Pare checchessia furtivamente. F~. Macchia. (O) ../'"ino'.. “Appresso i pittori usasi questo termine ne’ritratti eh' essi ’ ' (A,, jo a ’ wei _' e innanzi l’aggetto. Baldin. F oc. Dis. { N) A tleie iche CS * ^nnSì anche degli stampatori , monelieri o falsatori di tno - Li -a. M, 0 . S avveibiaìm. vale In un fascio. Lat - coraprcbcn- A lt Ma-nò Paloff. Alla 'minacciata l’acerbo e ’l maturo. lI '.* J, 8sco ^ vve, l“.{ O) Cr. ^ 'iJTa. Posto avveibiaìm. — Mescolatamente. Lat. promiscue, pile viìr, ' Frane. Sciceli, nov. <77. E cosi diversi vitigni, come nel più a ’usiei' 6 P oste > "Ha mescolata si trova. Onice. Stor . g. Alla mesco- Al ^ 0co cf ^° U - ^° l ° odiarono in porto. T 14■ $97 * I quali ec. man- V 1 ii s\3t 16 ,J ns ’ enie a da mescolala con loro non entrassero. ?,■ * vero' avverò. = Minutamente. Alleg. 204. La quale voi 4( lv,( lret e , sa P<* e in altro che in opinion di sloppa avete , vedrete c m, ca p 3 roinuta , e la ini rimanderete migliorata. (B) ig4 n°e t0 Alla guardia, Osservando. Trono. Sacch. tutta atlc *n!lo , stando attento a’comandamenti dei padre, A /?" c , a roaltina alla mira di ciascheduno. (V) nvverbialtn. — Secondo la moda presente. Lat. more 5 3 ° 8 entì, f . --, ..— s , >rett 0 Xocrc *’ CDvriò}st i1A ' -^^erbiat.rr^Cmi amorevole confidenza Caro.Tace.{Q) a. c fO 'p ve, l > ‘ a h—Al punto della morte .—, In morte, sin. Bocc. 8 j Q . Cc A. ^YoJ" 1 * 4 Mori TE. * Grido di chi vuol morto alcuno . Frane. 1 b Uoi Questi co«ì fatti , assaliscono quelli che aveano pre- 0 * M! ‘*tUn E ^ r ùlla morte alla morte. (V) C£>raV AW#m -"" " olo-v * --* -Ah' usanza de ’ Mori. Cr. alla v. Moresco.(O) ■ Avverbial.—Con amorevolect ALLA PALESTINA 20 3 .... E 7. 4°' Perch’egli c E p a da moda , Ohe non se ne rinvien capo nè coda. ' 5t ar / A ‘ Posto avvprbiulnj.z=zCome s’usa ora. Lat. more recenti, ri ** U It( Fir. Lue. 2. 4. Io la vo’portare al sarto, che le ^;/ aillc ^ e c gli altri fornimenti , e rassetti gl'imbusti alla ino* ^We L11 gentiluomo , amico vecchio e padrone , per fa- ^derna , del prefìtto sci 1 A ccomn d‘ 1 ' 1a **or P c ^ a * % Avverbiid. s= Mondanamente , Secolarescamente.Cr.iO') C>,CA • AVORIO .1 ..... .> «ecco morte alia morte* ci si 'P* 1H,a ~ rc * iV. nss. ( Da lampana. Poiché significa V r ’ ^° tnc se entro vi ardesse una lampana, o ve q'8ga davant‘ a * atl ° l >er m odo che una lampana collocata alle spalle si s diaf,.v 0 a .ff { nnnrsì. come quegli che per inedia vicn secco c 0 )77> Alianonare'. sin. M..J n: ..v. C. rf « nx 4Ì - J«t““ ' r abbin,. “■.■ ain P are . '" ! - Ardere disete, Divenir estremamente ualLa fame ; onde di un B. K s : * -j..».— magro assaettato , quasi toc - ” ,Ce . , lso sdatnpanafo 5 ed anche Allampanar dalia T. Allampanato. (A) AMam-pa-na-tts-si-mo.-^d//. m. superi, di Aìlainpan.i- Cbe mi minchionate eh T padron mio Al-lam Adirilo ■> II}}' 21 1. vane mi minchionate eh T padron mio ailampa W del i? 1 ! ^^ a ro-_pa-nà-to. Add. [m. da Allampanare , secondo if 5 U Wfi r ° s ^‘°r. 6. lai. I beccafichi magri allatnp li* Ia, «ctnmo Sta ?ì 0nato - Hii °s$a ’ ^rounlod Secco piu che pin. Lat . cxsuccns A*. * » s Parut S || * Jr ' Red. leit. «. 5 secco , smunto , allampanato e disteso. ass. T. popolare poco usata. Arder di sete, Ai ^ ej, e ^ e Allampanare. ^.SaccentMim. Bevo se mene danno; senza 4 lt>*T 0 ?i n A e ì sto li c Qrt un’arsion che allampo. (A) l-lam-pà to. Add. m. da Allampare. lampanati Sospi- # qui pel- *. 4*1-Con un viso di munì. T4.'*a' u ‘V~ im l0 - Ada * m ’ c{a Allampare. V. dì reg. (O) ’a . ,Mp AzzATA. Posto avverbùilnvzzi Dapazzo > Inconside - jfVl *anmpazzata J sdi.La<.temcre.G7*.'irf07rtrw5.F*V. As 223. Monlata in su le furie, messasi a correre alla'mpazzata per le popolose piazze. Tue. Dav. Stor. 4 • K secondo che ermi caldi iial vino, corrono a combaitere alla ’mpazzata, tirando a vanvera nel bu|f>é Alla ’mprovvista, All’ imphovvistà.Po^o awerhìalm.'SzAll' improvviso , Improvvisamente.Lat. ex improvviso. GruxTfpaASoKyiTws.Fii'.As. 3/5. Così copiosamente e alla sprovvista servito, che egli non visi desiderò cosa alcuna per maggiore intertenimento de’ convitati. Alla mutola. Posto avverò.—Senza parlare, Tacitamente* Lat. silentio. Gr. a'iyp. Tao.Dav. Stor.i .255. Dicdono giuramento solenne a Galba le prime file molto adagio e con parole stentate, gli altri alla mutola. All’analda , Alla nalda. Posto avverbialm.^z All' usanza d'Analdo , Cioè di quei della città d ’ Annido , oggi Ilanau/t , come Alla /toreri»’ Una * Alla pisana e simili. Modo di parlar Jìgurato. Loco, nov, yj. 14 Alzandosi i gheroni della gonnella, che aJl’anaida non era. Alla nascosa.* Posto ovverbialm. = Nascosamente, Rusp. son. i 5 . Chi- pesce par di fuor, dentro è un lombrico, Che penetrar non puoasì alla nascosa. (B) Alla ’nchhs&ta , All’ inonesta .stesso che In 0 Alla cerca* Jìocc. Lab. 202. (O) Allacciare, AI-lan-cià-rc.2V .pass. (Da lancia .) Slanciarsi , Scagliarsi , Avventarsi. Latdocnrrere, irrucre. Villani,2.1. Fallo crudele, con tanta tempesta Sbilancia (‘sallanza ) conìra quei vede più presso,Che parche tuoni tutta la foresta. Baldin. Dee. Un bel fanciullo, che si rifugge nel suo seno per timore di un cagnolino che, scherzando, se gli allan- cia alla vita.2? appresso : Con urla c strida spaventevoli s’Rilanciarono nell’Inferno. (A) Alla ’ncontra , All’incontra, All’incontro. [Prep.che vale Alla parte incontra.] Lat. e regione. Gr. ccYnxpv. G.T. 11. log. 1 , Presa l'isola del Gaggianie, che è alla’ncontra della detta Suina. 2 — Contro. G.F.11 . gS. 1 .1 Saraceni vennoiio per comune alla’ncon- tra de’Cristiani. All’ andare. * Modo avveri), s Secondo il portamento della persona . Petr. son. 2^1. (O) Alla ’ndreto.* Avverbiat.zzA rovescio , Per lo contrario. Frane. Sacch. nov . 161. La dipintura sta per forma chc’l dipintore l'ha ben servito alla’ndreto. (V) Alla necessità. 'Manievaavverb.znQuanto è necessario , Quanto basta al bisogno.Pand. Tratt.gov. 11Ò .Spendasi alla necessità (la moneta J l’avanzo si serbi, se caso venisse di servirne f amico. (B) Allanfarb,* AI*!an-fà-rc.2V.«J£.Aa/u. Granch. at. 2. se. 4 • Tofano, Tofano,Crepa, scoppia. Io so che tu alianti (Forse Afliinndre,ÀrjSRre.) (N) Alla ’nfinta, [Alla infinta .jPosto avverbinlm.zzzFuWiniente , Con maniera infìnta. Lat, fiele, simulate. Gr. Ù7ro?q>m>c. Red.Leu. 2, 171. Si trovò che rinvolti al solito erano, come moltissimi altri ammali, nelle tre tuniche chiamate corio, animo-e allantoide. A «p- presso : Dentro alla tunica allantoide era vi un certo poco di liquor* giallo-torbido, e grossetto come uno sterpo disfatto. Àt.là’nvilup.pata. Posto avvei'bialm,~rz Avviluppatamente, Scompigliata - mente , Con viluppo. Lat. perturbate , inordinute , tumultuarie. Gr. àrdKTv*. M.F. 8.41. Uscirono fuori alla ’rivilnppala, e con poco or- dine, e senza il lor capitano. Alla palese. * Modo avverò. = Palesemente. Barò. Dncum. 86. Che sempre alla palese Non solamente fiireve gente, Ma chiama , ce. (B) Alla palestrita.* (Mus.) Stile di componimento musicale adopemtv hi prima voha dal Palgstrinn nella sua famosa messa a sei voci senza' strumenti , detta di Papa Marcello j ed è uno side semplice , nob te r grave ed espressivo , chiamato anche da alcuni RiservatOypere/ié con* tiene moke regole e proibizioni ; unicamente destinato at serv-gìo dì cappella seni organo, dovrebbe dirsi propriamente -Stile a cappella. (IL) 204 ALLA PARI Ali.a PACI.* Avverbial. Lo stesso che Al pari , Del pari , Ugualmente. 0 'alvin- Pros. Sacr. 24 T ® en cra dovere ... di chi era conccputo di sterilfe , alla pari di chi era conccputo di vergine, come mirabile e prodigiosa , si solennizzasse la nascita. (B) Acca pastorale.* Maniera avverò. A II'usanza de' pastori, Pastoralmente. Car. Long. Sof. ioo. Parve lor convenevole di far nozze alla pastorale. (B) j\ i ia pazzesca. {.AvveiHai.— Da pazzo, Pazzescamente.'] V- Pazzesco. Alca pedestre.* Modo avverb.=:A piede. Tasson. Secch. 7- 33. E’I capitan Paolucci alla pedestre , Sudando e ansando ec. E >'p- Giacoccio Naldi e Pier dc’Fandolini Rimasero feriti e alla pedestre. (B) Ai.la pedona.* Modo avverb.zzzA piede .— , Alla pedestre, sin. Brac- ciol. Schei-. 5 . g. Venir fa di lontano Alla pedona l’infimi e plebei, E chi stracco è di lor, cammina piano. (B) Alla peggio. Posto avverbialm. significa A et peggior modo possibile, e talora si prende assolutamente per Malamente, Disacconciamente.— , Alpeggio,sr>i.£at.incuriose.Gr. Tac. Dav. Ami. i 5 . 2oS. Forse svernarsi con più agio nel confino di Cappadocia, in capanne, alla peggio, che nella sedia del dianzi tenuto regno? » Ar. Far. i 5 . 4l- S’io vivo , al peggio che potrà incontrarmi, Fra molli resterò di vita privo. (P) . a _ Col v. Pale —Fare ogni male senza riguardo alcuno. Lai. per- perain fa cere , nequiler lacere. Malm. 6. 1. Miser chi, mal oprando, si confida Fare alla peggio, e ch’ella ben gli vada ! Alla per pine. Posto avverbialm., lo stesso che Alla fine. Lat. tandem. Gr. rò.or. G. V. 4 - 1 8. a. E alla per fine non potendo Carlo i Nor- mandi di Francia cacciare , concedette loro ragione di là dalla Seca- na . Firg. Eneid.GV indovini alla per fine mi mandarono all’altare. pedani, Quindi. Alla per fine il sangue caldo, eli’ uscia della ferita, t’avrebbe sdorinentata. Cr. 4 • sa - <• Se ’l granello dell’uva già non sia verde, ma in quella nerezza, ovvero altro colore, nel quale alla per fine esser dee. Buon. Pier. 3 . 4 -. 9 - Dopo molti raggiri, alla per tìne , Fra speranza e timor, rigiri e inganni. Alla persesca.* Modo avveri.— Ali usanza persiana. Bocc. g. io. n. 4. Io voglio onorar voi alla persesca. (V) All’aperto.* V. A l’aperto. (B) Alla piana. Modo avveri— Per la via piana. Fr. Giord. 16SF. pero non è lecito, quando puoi andare alla piana , metterti a pericolo, e dire : io voglio vedere se Dio m’aterà f m'ajulerà J. (V) a —* Comunalmente , Ordinariamente. Cr. alta v. Stare. (0 ) •Allapidamento, Al-la-pi da-mén-to. [.In.] Lo allapidare. V. Lapida- mento. Lai. lapidatio. Gr. A/SofoX/o:. Fr. Giord. Pred. JJ.Nel tempo dello allapidamento alzava gli occhi a! cielo. Allapidare, Al-la-pidà-re. [Alt.] F. Lapidare. Lat. lapidare,lapidibus appetere. 6’r. Xiiià'(ur. Lib. Op. div. A. g 5 . E cacciandolo fuori della cittade , sì (dilapidavano. Grad. S. Gir. g. Siccome fece santo Stefano , clie pregò per coloro che lo allappavano. Allapidato, Al-la-pi-dà-to. Alici, m. da Allapidare. V. Lapidalo. Lat. lapidatus. Gr. X/Uacritó. Fr. Giord.Pred. B. Ed in tale maniera mono allapidato. Allapidatore, Al-la-pi-da-t6-re.[F erbai-m. di Allapidare.] V. Lapidatore. hai. lapidator. Lib. Op. div. A. g 5 . E Saulo , come detto è, guardava le vcstimenla degli allappatoci. AllapidAtrice, * Al-la pi-da-trì-ce. Ferb.f.di Allapidare. F. di reg.( 0 ) Alla pid diritta. Modo avverb. Per la più diritta. Bemb. Stor. 7. g 4 - Egli con la schiera ordinata, per le nevi alla più diritta andatosene, animosissimamente attaccò la battaglia. (V) Alla pio’ frauda. Modo avveri.— Alla più trista. Lasc.Silill. 5 . 8. Io ... l’aggirava tarto per Firenze, che alla più fracida non sarebbe tornato a casa di giorno mai. (V) Alla piu’lunga.* Avveibuil=z Al più tardi. Cr. (0) Alla piu’trista .Posto avverbialm.^zAlla meno, Almeno.Cas. Leti. 8 7. A casa sua s’ impazza alla più trista ogni dieci anni un colpo. Bern. Firn. 1. g 3 . Rincara il grano Alla più trista ogni volta un carlino. Alla piu’ vicina.* Avverbial.—Pel- la più breve, Per la piùcorta.Bocc. Deca*1. Introd. (0) Alla posta. * Avverbial. col v. Stare = Appostare , Attendere. Bocc. g. 5. n. (O) All’apostolica. Posto avverbialm.=s Alla maniera degli Apostoli. _ 2 _ E per metnf. Rozzamente , Negligentemente. Cant.Carn. 55.L’am- manto all’ apostolica e ’l cappello. Allappare , Al-lap-pà-re. IS-ass. Produrle quell’effètto che formo le cose molto acerbe net volente mangiare. (È metnf presa dal lat. lappago, pianta che al dir di Plinio, est aspera et aspericris succi.)Magai. ljdt.se. Il sapore ec., un austero che dà nell’amarognolo, e che a prima giunta effettivamente allappa , con discrezione però. (A) All’ apparenza.* Avverbial—Apparentemente, Ali esterno, Alla faccia. Bocc. Lab. 264. (0) . . . r . Ali e prima Posto avverbialm.—Da prima, Primieramente. Lat. primo, nrimum Gr. ri 1,-pvru, rè xpZrav. G. F. 11.94 z.E alla prima fu capitano di ribaldi , seguendo Azzoiino a pie nelle sue cava cate. a - Subito e nel primo principio, che anche si dice Alla bella prima, ed ha alquanto più forza. Lat. statini, principio, .11,co.» Segn.Conf. Istr. cap. 2. È accaduto spesso die un giovane ha negato alla prima liberamente i peccati di malizia. (V) , _ . 3 (Va.'.Dieresi Fatte alla prima alcune pitture perfezionate nella prima impastatura di colori, senza o punto o poco tornarvi sopra. Balda, f M.l) Alla prima giunta. Pesto avverbial. Lo stesso che A puma giunta. Lat. statini, primo aspectu , e vestigio. Gr. ivDvs. rir. As. 4. 90. A rifar sia di mio , se alla prima giunta tu non l' avessi giudicata una stanza da ladri. _ „ , , T Alla prima parola.* Avverbial.—Subito, Senz’altro. Frane, citiceli, nov. Si- Non domandatono dell'oste, nè come avea da desinare; ina alla |)iinta parola domandarono quello die era di quel buon vino. (V) AL LARGO Alla prima volta. Modo avverb.—Alla bella prima. Vii. S. G- B- ^ E questo bel canto di Zaccheria ella f la B. F.J lo ’tnparò tallente alla prima volta, e cominciollo a dire a santa Elisabetta-(. Allardare, * Al-lar-dà-re. All. Conciare col lardo. (0) . far Allardato , * Al-lar-dà-to, Add. m. da Allardare. Concio cellari-’' potai. Berg. (0) Alla reale. Posto avverbio!. F. Reale. 1J Allarga. (Marin.) Al-làr-ga. Foce di comando marinaresco, usa ^°jJ. podi vne di lancia, o altro, allorché vuole scostarsi dalla nave 0 — la terra. Lo stesso dicesti dalla sentinella della nave, che ha ;„ di non lasciar accostare barche , quando ne vede alcuna dirigi quella volta. F. Allargare, J. 12. (A) Allargamento, Al-ldr-ga-mén-to. [Sm.] — , Allargata, Allargo, * in ’}p. largare. Lat. propagano, ampliatio, amplificatio. Gr. etigmrts. 0 - ' ' a , 4 1 - 2. Il quale fu un bello acquisto a’Fiorentini, e un grande all 3 , 1 ?,, mento e acconcio di lor contado. Lib. Astr. Quello che rimane si e , £ | cima mento del Sole, e allargamento delta stella dell’agguagliai die dalla parte di mezzodie. , s . Allargare , Al-lar-gà-re. [Alt.] Propriamente Accrescere per ò- 'à za, Dilatare, Ampliare . Lat. prolatare, proferre, ampliare. O' Aen. ben. Farch. 7. 3 . Chi troverai tu, il quale si conti.,, de’ termini del suo impero ? che' non morisse , pensando come P° [t allargare i confini? |, 2 — Contrario di Stringere. Peti-, son. 261. Deh perchè tacque, cd largò la mano? [ t 3 — Allungare, [Prolungare.] Tac. Dav. Fit. Agr. 3 gg. La guerra nita la state, non si poteva allargare. , ;p, 4 — [Per estens.] Allentare. Lat. remitterc, relaxare, laxarc. Gr Dune. Purg. 22. 20. Se troppa sicurtà ni’ allarga il freno .Pelr. a»**' Alle lagrime triste allargai ’l freno. a-e- 5 — LA m ano. [/!/ Ctof.]—Largheggiare, Usar liberalità. M. V. 6. 5*’-e, gandolo che allargasse la sua manò , di dare all’oste del Re vetiji per li loro danari. Dav. Camb. q-. Ognuno vorrà allogare 1 e \i CdanariJ, e se non potrà a un per cento, allargherà laman°i Cc darà a un mezzo, a un quarto, al pari, e con perdita. , a I- 6 — il passo = Facilitarlo. M. F. lib. 11. cap. 38 . Cominciò 30 ufi largare il passo alla gente del Re, e a’paesani d' Aversa e di Capov 3 '^ 7 — il cuore = Rallegrare, Riconfortare. Magai. Leti. Finora 3 campo d’allargare il mio cuore a sperar due cose per V. E. 8 — l’ ale fuor del nido : * Dicesi di quelli che troppo ardisi 011 pra le forze loro. Serdon. Prov. (A) 9 — (Ar. Mes.) T. de’ coltellinai. Tirare il taglio d’ un rasojo, c ° lo o simile. (A) , il 10 — In sign. n. pass. Allargarsi a far checchessia. Frane. Bali- 7’ Che non si dea troppo tosto allargare In lui troppo onorare. . Ji 11 — Dilalarsi. Bocc. Introd. n. i 3 . Non islrignendosi nelle v,v quanto i primi, né nel bere, e nell’ altre dissoluzioni allarga” quanto i secondi. . t r 12 — IF tu senso morale indicando rilassamento di costumatezza’* belare.] Bocc. g. 6. f. 4 - Perché , se alquanto s’ allarga la vosti' 3 sta nel favellare , ec. {,> 13 — Parlare a lungo. Borg. Eies. ti6. Dalla bontà dell’aere D° n qui tempo di mollo allargarsi. (V) . //- 1 } — Allargarsi con uno = Scoprire i suoi pensieri a colui, beramente il suo sentimento. Lat. animi sensa patefaccre, arcan” inimicare. Gr. xnopfrjTx. tyccvepà leoniv. Pecor. G. 11. ball. Con l° r , «ir larga a ciò che tu sai dire; Con gli altri non parlar troppo "bilico. Cas. Ijelt. 65 . Perciò non vi allargate con S. S. di questa « ,a i5 — * Allontanarsi , Scostarsi, Rimoversi. Fag. Rim. E f' 1 mai fuggo c m’allargo. (A) Am. Cron. gì. Venivano anche ” ,‘pA Arabi, e ancora s’allargava volentieri da Cesare, per non c con lui, che per istracca si credeva vincere. (B) Segr. Fior, k’.’-cfitf f. 42. I cieli i quali sapevano come e’dovea venir tempo che > ciosi e i Tedeschi s’allargherebbero d’Italia , e che quella P.gpfi 1 rcsterchlie al tutto in inano degl’italiani. . . . fecero crescere 10 due potentissime famiglie, Colonnesi ed Orsini. (N) rpo$’ 16 — Ampliare, Intendere c Spiegar largamento. Dav. Scism. ( 1J14. J E le cose contrarie al giure canonico non sì cleono yd"'' 17 — [F n. ass. in termine di mercatura dicesi la piazza allargare > /^.J do abbondano i danari da cambiarsi. Il suo opposto è Ristr |I, .” |)e ga' Dav. Camb. g 6 . La mercatura chiama piazza tutto ’l corpo 1 jj..,* zianti in una città, ec. Quando si dice la piazza ristrignere 0j re, s’intende esser pochi o molti danari ne’mercanti da cara°V(W Allargata,* A\-\ar-gà-ta.Sf. F. di reg. Lo stesso che Allargameli 10 ' A v v 1 nc 1 n.a«* i Al I À .. i*n t« -A’ AI A I E..m. L-i fi * ^ St IÌllFpH f Allargàtina , Allar-gatì-na. Sf. dim . di Allargata. Piccolo to. Fag. Rim. (A) Allargato, Al-lar-gà-lo. Add. m. da Allargare. */, 2 — Abbondante, Copioso. Lat. affluens , copiosus. Gr.&$° voi f. 70. Per tutto questo la città non era allargata di vettovaS piuttosto aggravata , e li soldati erano , per li sfatichi che a yC per li ventimila fiorini, allargati di speranza. . Allrgatojo. (Ar. Mes.) Al-lar-ga-tó-jo. Sin. —, Allargatolo» mento di acciajo benissimo temperato , che si adopera p er "ichirre un foro alfa debita grandezza e lisciatura , colf in>e , esagono ec. , secondo if bisogt l0 'r L' } ' 1 dentro. Egli è pentagono , ALLAncATonE , A 1-lar-ga-tó-rc^ [ Perlai, m. di Allargare. 3 y ^jjl» ga- Lat. laxator. Gr. %a.ivùv. Tratt. segr . cos. donn. Med jcal a) ìargatori delie ostruzioni. re?}- Allargatkicb. * A!-lar-ga-tri-ce. Vcrb. f. di Allargare. V* Allargo, * Àl-Iàr-go. Sm. Allargamento , Largo ; ed anche o P. dell'uso- (O) Jrifl' U At. largo. Posto (m'cìhiol,—Alla larga, Vi lontano. Borg- , 1 Non solo i parenti al largo fra loro, ma i fratelli , che c P gliuoto dal padre volle Palme divisata. (V) ;:i Mar '»0 r°ce AL V ARIA. ALLA SPROVVISTA 205 8°veìni v r uce dì comando che vieti data ai timoniere affinché Alla scoperta. Posto avvethial.—palesemetile. LaU palaia. Gr.§xvepù$. verso il ventn. f\'nn\ Fardi. Stor. g. E procedendo oggimai alla scoperta. 5 die , u-'-'cfm i/ €rso a vento. (Van) , j A gambe levate; Au - * r ‘i*,* Avverbiaì. Coi v. Andare. Lo siess fc Andare. (O) dìcesi da* mercanti quando falliscono. v aCC lx r nov.2 ( òo.\\ tetto Gol v. Stare == A ciclo scoperto . I tan • non stessono al- era di sopra , non era tanto largo che i . * * aria del mezzo in giù. 00 . miaTì do dì sopra ci versi "T y^ito all’ in sù. Salviti. Cicl. ^ r\ un vitello arrosto o P lQ ggia In questo masso , densi ho io ripa* » - a> falche fiera Mangiando sotto , colla pancia al V Ricca- iucca. * Avverb. = Da ricco, Doviziosamente. <-> mente. (0) , , , n ss ia in modo che A, | l ‘ forisi, p os(0 a werbial=.Ver la pni breve. ( , i}lto il • Lai . [ concise. ] 3 - r. ffiipfo'^ Cr ^ uo s ' a stato riciso.)—, À ricisa •> ttoiidc eV^J* M°r§.22. 36. Per hoschi e selve alla ricisa, a stracca, a'" CAddir*» ‘ 1011 raccor(arc ’* cammino. Rimpa 1 ^ 111 ^ 3 ^ Eurch. 2. 63. Bestemmia ogni potenza alla ricisa. * Grazio; ZZA n A ‘ ^weibiaL [Lo stesso che Alla ’mpazzata.] Senza con- ll *A * ** azzes damente. Lat. temere. Gr. TtpQzrsrws. ^ Lea RTra */ > o«£o avvcrbitdm.—A rincontrO)in forza dipreposizio- a rin* c ° lltra , adversus. Gr. ecvrocpv, G . V. 8.' 7 8. 2. E puosonsi V C °‘ ,!ra ^ el Ee e di P 7 1 r ' ft,1 °Van 1 * • e Oslo avveri cof ’ 6 ^ * at ‘ l 'f usus infuso ; ed è metaf. presa dall’ agi 1 * n nanz' 'r 3 c ^ e s ' S enera ne * fluido contenuto in una vasca, quan- a eterna* (i ® n .* re il movimento eccitato dalla caduta di una goccio- G «'ìt, c ’ Sc ,U: infonde altra e poi altra.) Lat. acurvatiin. Gr. y-.~. Cry. r v ?lieri e"' j t ’ ra ? nd .° alla rinfusa ove bisogna. Tac.Dav.f^it.Agr.'ògf i^’ì ag ffr e di mare alla rinfusa, sue pruovc e pericoli tutti al- 8‘ù cola d ndlVan °* Alleg. s53. Non altrimenti che si cerchino i fun- 0 . ° Ve bestie e i Cristiani stare alla rinfusa possano. . sua oste. ^ 'bialm. = Confusamente. ( È da re segno di Al ■u , e P e rtam DA * ^ odo avveri, Sal.Giug. igj. Ma Romani vecchi e nuovi, ' ^ 2Vo t assai dotti in battaglia... s’ordinavano alla ritonda. (V) }?’ pose ^ US °* Eav. Esop, 108. Vedendosi la formica cc. villaneggia- „ x , A Una ni 10 tcrra ^ suo granello, e alzossi alla ritonda, e stropicciavasi Alla sfuggiasca. Detto avverbial.=zDi nascoso , JSascosamenLeff'uggict- ni-r. 31,0 c °n l’altra, e la faccia tutta si distendea , ec. ec. (V) scarnante. —;Alla fuggiasca, sin, Lat. cìsmcuìam.Gr.XdB-pa.^arch. 2 — Senza coprnnento. Bocc. nov. 77. 54. Il sole, il quale era ferventissimo ec., feriva alla scoperta e al diritto sopra U tenero e dili- cato corpo di costei. 3 — Senza riparo. Cr. 1. 5. i5 . Perocché, quando venta forte, se avviene che spiri vento che adduca alcuno contrario, più agevolmente si cac« eia , perchè è (la villaj alla scoperta. All* seconda. Posto avverbiaì. col v. Andare o simili è propriamenleSe- condare il corso del fiumcosAgn. Pand. io. Se voi foste in una bar* chetta e navigaste alla seconda per mezzo del fiume d’Arno. (V) 2 — * Per estensione, Tener dietro altrui per iscoprirei suoi andamenti. Berni. (0) Col v. Venir c=Venir dietro. Cecch. Stiav. 2. 3. Violitene con loro alla seconda , acciocché per istrada non fusse lor fatta villania.(V) H — E metaf. Andare a’versi , Piaggiare, Secondar l’altrui voglia. Lai. obsecundare , obsequi. Gr. ìirov-ivuis. Bocc. g. 3. f 3. Nè il seguirlo, in tutto ciò che per me s’è potuto, alla seconda in tutti i suoi costumi , m'è valuto. Alla selvaggia. * Avverbial.z^Salvaticamente. Bari. As. 2. 28. Molti di loro s’erano ritirali con le famiglie a vivere alla selvaggia ne’boschi c dentro le caverne de’ monti. (B) Alla semplice. * Posto avverbiaì.—Semplicemente, Alla buona. Cr (0) Alla sfacciata. * Avverb.z^Sfaccialamenìe.Cr.alla u.Protervamente.(O) Alla sfilata. Posto avverbialm. vale Senz'ordine, Un dietro l’altro , e A pochi per volta . Preso dal marciar talvolta de ’ soldati , senza oh. bligarsi alle file. Lat. deserto ordine. Gr. araicrw;. Tac.Dav. Ann. 2. 44- E rappiccavansi, se Maraboduo non si ritirava alle colline, segno che impauri: onde i rifuggiti alla sfilata il piantarono. Uarch. Ster. g. E ad ogni ora comparivano alla sfilala nuovi soldati spagnuoli. E 10. Se ne tornarono alla sfilata con tutta la gente. Malai.6 83. Quanti vi sono ec., A poco a poco, a truppe e alla sfilata Partendo, in breve disfaran l’armata. Alla sfrenata. * Avverbial.z=Sfrenalamente. Cr. alla v. Sfrenato. (O) avverbialm.z=z.A ritroso , A rovescio. Lat. retrorsum Vìttam. 2. ig. Pensa s'io giva bene alla ritrosa. ^ ° r ^lotel‘ ~ ar ~ Ina "* re * ^ ar a d° rme 0 f allarme. Magai . lett. 5 8c ° r da tt ,„ j Ca * contrario, allarmò ella così a un tratto colla sua di- o s * D dalla fede - W gj u K ass ' Darsi allarme, Prender sospetto o timore. Ma^alìett. S utj a j|' U8,a *nente se n’allarmarono quegli che avevano fatto il gusto f nM *VAu C ’ Pa,lri ' (A) «i'0i e v ,, ar -ma-to.^drf, dì* *o - Ma * nL « d * Me »‘AlV® ' ran T ll,i,là - (V) Ih* Qrr *ì "Dr-m e.Sm, Grido di guerra.(In celt.a/arm, in frane, alarme, 5 b * *5. £* firme vale arma. Quindi sign. alle arme.) Salvin.Iliad. fer e $. ,I1Slr, ? e accolli Voi ne solleverete un grande allarme. (N) 6 Ut s i cIq £ ns ^ ll b'tanea apprensione derivata da gualche rumore^ per Per- . 1a,ln ali' arme e. si sta in guardia. (Ai m. da Allarmare. Posto in un tratto sut- Accad. Cr. Restituisce a questi spiriti t Ur 1 1 ent(l d’^'t^ IC ° ìn 11,1 ^ uo S° dove non si pensa ad offenderlo , ma dove „• r\n- { !' rn()t ' ,ì 't 0 '> distraendone l attenzione dall'altacco vero.(Gr) A 1 som AMiht^ . V...L - 1 - u . - • l Qn. Quii ' vao avverb. Grido di guerra col quale si chiamano R rendere r armi. (Or) 'j osto avverb alm.—A urgono rottOySema conclusione,Bot- y^ 11 t(0v as rnt ' lmen! e. Lat. re infccta. Gr. àirfàx.Tws. Pass. 141-E se 4t, iCl ' e 1 non'') 3 P e . rfona ben disposta a portare la penitenza che si cou- 4 |.l* ®ov Esc , lasc i partire alla rotta sanza penitenza, m* #0 z La vdvverb. Lo stesso che A rovescio. Aegner. N. Sp.(0) r a, ’ e una | a ° Sln avve <'l>ial — Bozza mente. Bari, sls.6.113.Hcssn tosto in A ,> rll .' f « lo travata di legni commessi alla rozza , entrarono a soc- c «offa 3 I «me vj cn A11 A nAFFA. [Modo avverbiale.Si dice del Rubare alla rotta d e C-'ni fo r ™ e ®*ì? checchessia.)—, A ruffa rafia , sin. (V. Arraffare.) d 0 v °lenier 0 a ’ ^ 0n v ’°I enla prestezza. Frane.Sacch nov. 1 7. Il garzo- c n ° a ri Co S i 0 ’ come sono con altri insieme, alla ruffa alla rafia si die- 4>, ' 9 corr r .,5 lerc de Ae delte ciriege , ed infine nel rigagnolo dell'a- -ut.^A P (V) . y ?rbial.~Bustican-ente.E si dice anche dt una ma- sl ^ 3 ì db ri senza raffilarli nelle mareini. Red. Lett. 2.138. C'SfincS l p ^ d f re dodici libri dìi —- - ^ 1 ” ~ou, c ^rt a pecora. mio Ditirambo cc., gii leghi alla ru- ^tiu 8, (^e'o?T/” e ar( 'hiteUurn che dicesi Rustico. C r.alla r.Bozza.(O) \') Ut a dell' isola di Sumatra. fG) SBft il %'Ò.T'l. f.^erb.; , __ t s*0.2. Subito lo Spogl a f falcare. (Vi H fcCApfcàTlUTJ.P 05 * 0 i \umatra. (G) r Alla brava , Da sgherro. (V. Sbricco.) fiasca* ;liò, e rivestillo alla sbricca con certi panni, cc., , ~">snm avverbiaì,come Senza capestro = Sfrenatamente.. ì\ ^ihIq a n e/ìZp ' ^ at - efl’rcnate, dissolute. Gr. M. V * 8.87. nov % Scn C es * ra * ;a » e senza ordine ninno, caddono nell’agguato. Ali, Con 1 ^‘ ^bizzando ec. colla donna troppo alta scapestrata, (, A Ml ? parve a frale Puccio sentire alcun dimenamento.' Ali!"#**). r*J rui \^ * Avverò, col v. Darsi=^i/a dissolutezza , Alliberà l '' Sca P' 8 lia l u '' a ; (°) cK 1 " G#« .5 ‘ -Tosto avverò. = Schiettamente. hp «lai Red. Leu. Lat. simpliciter , ingc- 258. Alla buona cd alla schietta io dissi ' i.*sb' P° c da°cl ' 1,3 Gl,itl0licin ti,loal corrente giorno, io non 1 C«„ ( "ì * AvveJ '«‘ fosse ])iaeiula più di quesfo. iti ^' vn l v. Andare r Diccsi del Tenere fuori delle file 6 ln “ u aho-, e anche Andate alla posta.Cr.aìlu v.Rasoio. (O) Ercoì. 2g5. Si leggerebhou solamente di nascoso c alla sfuggiasca. E Sen. ben. Varch. 2. z3. Certi ringraziano nascosamente chi gli benefica , ed alla sfuggiasca in qualche cantone o all’orecchio. E slor. 10. Ora alla sfuggiasca mescolati co’soldati, e ora ottenuta la licenza da’ lor capitani. Alla sfuggita. Posto avverbialm.z=Con poco agio, e Quasi furtivamente. Lat. latenter, furtim , per transennam. Gr. irxficdiKÙs. Bocc. nov, 44• 5. E , questo detto, una volta sola si baciarono alla sfuggita. Fir. nov. i. ig5. Il quale avendo non so che volte veduta questa giovane cosi alla sfuggila, gli parve conoscerla. Alla sghebra. Posto avverbialm.—A modo di sgherro. Cecch. Mogi. 3. 4- Egli è molto alla sgberra. Alla sicura. Posto avverbiaì. — Sicuramente. Lat. tuto , fidcnler. Gr. «ir$aA.ws. Tac. Dav. ami. i. Passavano alla sicura i cavalli e le legioni le acque prime e basse. Alla sinistra. * Avverbiaì,—Dalla banda sinistra. Bocc. E Hoc. 6.(0) A mododi'smanziere.iy.Smarniere.) e piediVuolsisempre allasmanziera.(B) Cr. alla v. Soddoniitamente. T.lO) Alla soldatesca. Posto avverbiaì—Alla maniera libera de'soldati. Lat. militariter , more militari. Gr. crpxrnvriKÙs. Tac. Dav. Ann.1. Al centurione venuto a dirgli alla soldatesca aver fatto quanto comandò ec. (Qui il lat. : ut idos militiae.^ Alla sorda.* Avverb —Zitto zitto, Quietamente.Cr.alla v. Sordamente.(0) Alla spacciata. Posto avverbialm. vale Subitamente. Lat. cxtemplo. Gr. avTsxot., Buon. Tane. 4• 11. Giunsero ad una cava disperata , E giù capnlevaro alla spacciata. Alla spartita. Posto avvnbinl. — Spartita mente. Lat. separatim, seor- sim. Gr. MXflipieiànis. Stor. Eur.6.125. I Mersaburi ec.,ritrovandosi alla spartita, dove sei , dove dieci , per diversi luoghi del campo,non si poterono unire insieme. Borgh. Col. Lat. 4l >• De’ terreni ancora, che alla spartita si dividevano, si vede pure il medesimo. Alla spezzata. Posto avverbial.zzz Alla sfilala. Lai. [deser Io ordine.) Gr. ireI xtws. Malm. 1. 70. Di nottetempo meni la sua gente A Rimaggio alla svolta del romito, Ma vada alla spezzata e pe’ tragetti. Alla smanacciata. Posto avverbiaì = Chiarissimamente. Lai. pianissime, apertissime. Gr. icpoìir, XoVara, Pareli.Previ. 82 .Fare le belle parole a uno, e dirgli alla spianacciata e a lettere di scatola , ovvero di speziali , come tu l’intendi, ec. Alla svik.Trv.i,i.STk.‘'Avveib.—Apertissimamente.Cr. alla v.Spiattellafo.(O) Alla spicciolata. Posto avverbialm. vale Separatamente. Lat. singilla- lìin. Gr. ux : ,j’ i/.arrrv. Tac. Dav. Ann. 1.12 .Ritrovati furo i più scandalosi , e parte da’centurioni e soldati di guardia fuor del campo alla spicciolata tagliati a pezzi. Alla spiegata. * Maniera avverb.— Chiaramente. Bart.As.8. gj. La nave di Mannello Mendozza sulla quale tornò, non potesse levare indie fasci di lettere che dicessero alla spiegata quando egli veniva a raccontare. (B) . T . . Alla sprovveduta. Posto avverbial.zzz Alla sprovvista, l ai. improviso. Gr. àirpomÌTws. Stor. Eur. 4. 82. Analafo ec. se ne venne in campo dal zio, per vedere se e potesse in manina alcuna ammazzarlo alfa sprovveduta. Bemb. Stor. 4- 5l - Agevolissima cosa era ec. assalire da quella parte i ni mici alla sprovveduta , e porgli in gran paura. Alla sprovvista. Posto avverbiaì. — Improvvisamente, Alla non pensala. Lat. improviso. Gr. àxcpnrrJ-irrois. Pir.As .E giuntomi alla sprovvista, mi diede tante bastonale , che ec. Tac.Dav.Ann.12. ufg. Lucio Pomponio Legato vi inandò i Vangioni e Nemeti, ajuti nostri, con una banda di cavalli, e ordine di attivar prima, o lasciarli sbrancare,® Cigliceli alla sprovvista. ìo6 ALLASSAMENTO ALL' AVVERANTE Allassamento, Al-las-sa-mén-to. [.SV/c] y.A.Stanchezza* — ,Lassezza,sin. 8 — Poco prima, Poco innanzi. Fr.Gìord. ■}'}t. Però ordinoe ( Lat. [lassitudoj defatigatio. Gr. ndgcercs. Celi.Ab. Lat:.i6. Incordati questo sacramento nella cena, allato alla passione. (V) . Allato allato. La replica gli dà forza di superi., come a nf n o>. parole, per proprietà di linguaggio. Lai. juxta. Gr. rtxpi- "° ' t \c he ■io. 2. Pampinea, che sè allato allato a Filostrato vedea cc., dovesse dire cominciò a pensare. Zibald. Andr. 5 o. L’anno si di e’tre anni allato allato, e '1 quarto si fa 366 . g aC c 1 ; 2 — Presso a poco, o piuttosto Alla fila, Senza tramezzare. Frane- ^ presso i Deput. Decani. 27. Fa tre di allato allato quel che jeri. (4)■ (V) jlIafaS' 1 Alla TBAniTor.A. * Avverbìal.z=A tradimento, Con inganno, dclJi di clie saranno dopo la morte tua, e non ti verrà mai allassamento. Allessare , Al-las-sà-re. lAtt.] Stancare , o Straccare. Lat.l assurc, faticare. Gr. xortoh. Ovìd. Pisi . 1. E la pendente tela della porpora non aiJasserebbc le mie vedove /nani. 2 — E n. pass. Divenir fievole, Perder la lena, Straccarsi.—, Allazza- re, Allazzire , Alazzire sin. Lat . lnssari, falicari. Cr. g.i/j.o .Si menino da mane e da sera continuamente , intanto die due giovani per ciascuna volta vi s’allassino. E g. 100. 1. Le peedùe ec.ii loro re seguitano dovunque va, e quando s’allassa, il sollevano. E 11. 5 .2. Vengono loio continue febbri ; e quando s‘ esercitano , tosto s’aliassano. òen. Pisi. Io era giovane e forte, c non curava neenle ; poi m aliassi , e sottostetti, e venni a quello che io medesimo andava disgoc- ciolando e vegnendo meno. Allessato, Al-las-sà-to. Add. m. da Àilassare. Stanco. Fit. S. Dorot, i 3 o. I percotitori erano già allassati. (V) Ali.assonte. * (Pit.) Al-las-sòn-te. Add. f. pi. F. G.Lat. allassontes. (Da aliasse io muto , i.o vano.) Si chiamano cosi quelle cose che sono diversamente dipinte e che mutano colore , secondo il luogo da dove ricevati la luce. (Aq) Alla stagione acerba. * Avverbial.=zA primavera-, (e fi". Nell'età giovanile.) Petr. son. i 5 j. Una candida cerva sopra l’erba Verde nf apparve . . . Levando ’l sole alla stagion acerba. ( 0 ) Alla stagion piu tarda. * Avverbial . e fìg,~AUa vecchiaia.Petr. son. 101. Anzi mi glorio D’esser servato alta stagion più tarda. ( 0 ) Alla stagliata. Posto avveri. i=zPerla piu breve. Cr. alta v.] Stagliato. Alla stesa. * Avveibial.-=Stesamente. fìart.As. libi 1. Quelle parole del Salvatore gliele spiegò alla stesa. E Uom. Leti. Si fa talvolta esente la penna dal disegnar per minuto ogni cosa alla stesa. (B) Alla straboccata.*P osto avverbiali vale Precipitosamente, Senza considerazione. G. F. 12. z/ 3 . Volonterosamente fanno le leggi alla straboccata senza fondamento di ragione. (Pr) Alla stracca .'*Avverbial —Con inolia fatica .—,A stracca, sin.Facc.(Q) Alla strada. * Avverbial. col v. Andare—Rubare ai passatisieri per le strade. Cìrif. Calv. , 3 . 92. (O) Allastricaue, Al-la-sUi cà-re. {Alt. Coprir di lastre.]—, Lastricare, sin. 2 — E n. pass, Ricord. Malesp. 226. In questo tempo si fece per lo * Commie Ja loggia .sopra la piazza d’Orto san Michele, ove si vendea il grapo , e aiiastricossi e ammattonossi intorno. Alla stroncata. * Awevbìal.-=z In modo non tronco,Apertamente. Teat. se. (Mil. tom. io. p. 266. e 2g2.) (O) Alla svenevole. * Avveibial.zzzGofiàmente, Svenevolmente. Car. Long, òof. 60. Il buon Dafni si levava subito con le mani, e siserrava cotale alla svenevole su la schiena alla Cloe. (B) Alla succinta. * Modo avverbial.—Succintamente. Bart. vit. S. Ignaz. 4 - 3 . Vedute in tal modo alla succinta la natura degli escrcizii di S. Ignazio , siegue il vederne 0 almeno accennarne l’utilità della pratica.(B) Alla superba. Modo avveri. —Superbamente • Et\ Barb. 3 ii. 5 . Alla superba non vo’che risponda. (V) Allat. * (Mit. Ar.) Idolo che adoravano gli Arabi prima di Maometto. (Mit) Allàta. * (Geog.)Al-là-la Città dell'Arabia deserta.—della Dalmazia.^ G) Allattante , * At-ia-ti-nàn-te. Part. di Aiiatinare. Che aliatimi o la * iiiùzza. — , Lagnante, sin. ( 0 ) Allattare, Al-la-li-nà-re. Alt. Pire o Tradurre in latino • — , Lafi- nare , sin. Uden. ISis. 3 . i 53 . Forse vuol inferire Cesare, che Terenzio sia Monandro dimezzato, perchè sia un semplice traduttore di quel poeta , il quale essendo allatinalo da Terenzio, viene a esser greco in sè stesso e latino per altri. (B) Allattato, * Al-la-ti-nà-to. Add.m. da Aiiatinare. Inferrigli, lett. in 6 resceuz. Alcune (" parole ) ce ne sono secondo il nostro credere , allatinate e proprie del paese dello scrittore. (B) Allatjvo. * (Graia.) Al-la-tì-vo. Add. e sm. V. A. F. e di' Ablativo. Pareli. Ercol. 166. Mettiamo loro dopo , non il caso allativo, come facevano i latini, ma il genitivo , alla guisa de* greci. (V) Allato. Che. anche A lato da alcuni si scrive. Avverbio , e vale propriamente A canto , Accosto , s'intende dalla parte del fianco. Lat. juxta , prope , ad latus- Gr. l’yyvs. ftocc. nov. 1. i 5 . E allato postogli a sedere , prima benignamente il cominciò a confortare.^r. Far. ài. gì. Ave a quel Re gran tempo desiato ec. D’aver la buona Durindana a lato. 2 — t E per estensione.] Petr. canz. 3 g. 8. Che colla morte allato Cerco del viver mio nuovo consiglio. 3 — Quindi Aver danari aì\a\o—Avergli nella tasca. Lat. [in crumc- nn.J Gr. iv pccpc-v7rhfj.Bncc.n0v. 72. 10. Io non gli ho allato; ma credimi, die prima che sabato sia, io farò che tu gli avrai, mollo volentieri. 4 —[E più] sovente usato a modo diprep. [col secondo n terzo caso in sign. di Accanto.] Bocc.nov. 2/j. 12 . Era il luogo, il quale Frate Puccio avea alta sua penitenza detto , aitato alla camera mila quale giaceva la donna. E nov.86. 6. E nell’altro s’entrò egli e la donna sua , la quale allato del ietto, dove dormiva, pose la calia. Dant. Inf. 22. 46 . Lo Duca mio gli s’accostò alialo. 5 — \ln sign. di Rasente, Dappresso.]^ Creso. 2■ 28. 8. I quali pianta- menti ec. si leghino ove bisogno sarà, e non si taglino allato alla terra , ma un piè sopr’essa. 6 — E di tempo parlando , Vicino. Pecorone, f Milano i 55 f ) Q t 3 . nov. 1. Oìmè, sta su, ch’egli è allato a dì. (V) 7 — Preso anche in sign. di A petto , In comparazione , In riguardo, In rispetto. Lat. prae. Gr. Trapcl. Amet. i8. Nella qual due ciglia sottili , con debita distanza disgiunte , raccolte insieme faccano un tondo cerchio , allato alle quali gli spenti carboni si dirieno bianchi da’riguardanti. Petr son. g8. Ogni angelica yisla, ogni atto umile ec. Fora imo sdegno a lato a quel eh’ io dico* Tradilevolmente. Cr.nella ^.Traddorescamente iV.d> ~lat- toi v 2 vg. E rispondendo nl,0? Li]iì I Alighieri , lo fece pc^ a di traditori Alla traversa. Posto avvevbìahn.z=~A traverso , In cagnesco, ^“j jii3' ve , torvurn. Gr. vi roàpa, Omero.Nov. ant. 100. 12. E riguardo rito per mal talento alla traversa. 2 — * A rovescio. Frane. Sacch. nov.. te e alla traversa spesse volte a messer volte, non essere costui uomo da fare il suo lavorio. (V) # Alla trista. Posto avverbialm. vale Freddamente , Con cattivi j,.jii0 ra. Lat . aegre, ingratius. Gr. à^apirMS. Bocc nov. 76. 4 \ ?i 0 n gl’ invitò a cena cotale alla trista , si che costoro non vi vj> nare. Frane. Sacch. nov. 12. Alberto accennandogli cotale au a non lo poteo mai fare andare. . Allattamento, Al-lat-ta-mén-to. [ Sm. L’azione di nudnre co Lat. lactis nutritio. Gr. S-r^ac-pós. Tratt. segr. cos. domi. Q ua femmina ha terminato il tempo dello allattamento , cc. Allattante, Al-!at-tàn-te. [Pari.] Che allatta. Lat. lactms. eC>) govc-K, Salvia. Pi-os. tose. 1. 522 . Oh non solo Diteggiai^ 6 . n^* 3 ’ ma ancora si può dire allattante , e allattante i fondatori - gli avoli nostri ! _ . Allattare, Al lat-tà-re. [ Alt .] Nwrìr con latte ^ come fannof le balie i piccioli figliuoli. Lai. lactare,lac praebere. Gr. nov . 86. 3. L’altro era un fanciul piccoiiuo , che ancora n° n ^3^ un anno, il quale la madre stessa allattava. Sen. ben. Farem Così non sarei potuto ir più innanzi, se la inia balia allattato lt) v® vesse. » Ninf Fies. 184. lo son la madre tua che t’allattai, ^ lac mesi in corpo ti portai. (B) 2 — E n. ass. Prendere il latte , cioè Poppare. Lat. lactare , gere. Gr. S-pKccZscSxi. Com. Inf. 2g. Vendetta di cento auui h epL tajuoli, siccome^il fanciullo che allatta. „ (0) Allattato, * Al-ìat-tà-to. Add. m. da Allattare. Spegner. ZN* Alla tua onta. Posto avverbial.—A tuo dispetto. — , A t ua jit^ 1 Lat. te invito. Gr. eov o.kqvtos. Dant. Inf. Ò2, 100. Malvagio 1 eh’ alla tua onta Io porterò di te vere novelle. Allàuro. * (Geog.) Al-là-u-ro. Fonte di Sicilia. (Van) » Allauta. * (Geog.) Al là-u-ta. Lat. Allautiuni. Città della Metodo dell ’ Arcadia. (G) tg< j/' Alla ventura. Posto avverbialm.rzzPer sorte , A sorte^Alla & .j sortis arbitrio. Gr. Pass. 35 /. Come si fa degli u ‘ ,c * ,j 0 lc fl città, che s'eleggono per parecchi anni, e scritti in certe mettono in un sacco o cassetta, e poi a certi tempi si tr^Ébr la ventura. Alla venuta.* Avverbial.=zA prima giunta, All’arrivo.Bocc. g- 9 i 8' 1 ' Alla villanesca. Posto avverò. =2 F Mane scarne ale. Lat. àypoUus. Sten Eur. 3 . 5 j. Tra tutti il Principe solo è yeslit 0 tadino ec., con cappello e scarpe alla villanesca. c cb ! °‘ Alla vista. * Avverbial.—Alt aspetto, Per quel che apparisce d ( 0 ) Petr. canz. 3 o. Onde alla vista, uom di tal vita espello . .^1/^ Alla vita. * Posto avverò, col v. Andar e—Investire da vicino d offenderlo. Malmanl. 4 - $9- (G) s *, $ ' Alla vita mia, tua, sua e simili , vale In tutta Invita. Ar. ,i,; Senza usbergo io non trovo che mai dìcce Volte veduta vita* E 28. g . Che ’l suo fratello era uom che mosso il piede avea di Roma al/a sua vita. (M) ... , a-ito Alla volta. Prep. vale In verso, dove si dirizza limato o l ajj f j a iin l? ’ versus, erga. Gr. -ir^os. Fir. Às. 4 • 9 2 - Accortosi di si gr^ 1 . ^31^ con un buon bastone se n’era corso alla volta mia. Alleg. G volt 3 5I,3 /Y- 1. affogare non debba aspettare che gli amici, andando alla |t ... 2 — Posto avverbial. Insieme, Nel medesimo tempo. Lai. s, ‘ cLpx. Ar. Far. ig. 7 1. Né calzar quivi spron , nè cigner S P )C r rl cose d’arme pon gli uomini avere, Se non dieci alla volt a ’ spetto Dell'antica costuma che vi ho detto. ^ 3 — Ed anche^ti dopo P altro , Ciascuno di per eè. Lat. si^b per vices. (P) _ e ff Alla volta alla volta. [Posto avverbial.]—Di mano in mafl £ 0 i. t mano alla mano , cioè Secondo C ordine , Un dopo I altro- ^ suam cujusque vicem Gr. *,vk\u.'. ^ Allavorare , Al-la-vo-rà-re. lAtt.] F. A. F. c rf/’-Lavorare. ( laborare lavorar con ansia.) Lat. [operare] Gr. ^ 'fo Allavorato, Alda-vo-rà-to Add. m. da Allavorare. F. A " vorato D.Gio.CelUett. i 4 - Seminano il seme celestiale àe Ila l r c 0 Dio nella terra e nel campo del cuore ec., allavorato col b .eF A f<\+P pf Posto avvtrb. = A proporzione , f- f r a» clic ha dato origine anche all’espressio^ j| 0 da sincope di avuto innante: c p®‘ 5 ig |,l >/ a dieci soldi e l' altra all' avvenant^i^,^ (V ° r ;> SI V I santo Evangelio. All’ avvinaste. F . A glio. ( All' avvenante se à l’ avenanl , è nato che la tal cosa è bassata a a ciò che torna, avuto innante , ossia rtionc- che questa è bassata sente il prezzo di dicci soldi.) Lai. pio rat-ione, prò P 0, ' t10l 'J )C s' 01 1 XoV"S. G. y. Il- 7». *" E fece fare nuova moneta d'orce a l0 o^ mavano scudi , piggiorando la lega delia buona moneta 23 ."jel r^l le monete dell’argento aH’avvenante. E 12. 72- 3 . Lo cc. montò a fiorino uno d’oro lo slajo ; e lo sla jo dell’orzo t in. soldi cinquanta , e I’altre biade aU'avveuunte, _ t ALL’ A V V ENTATA f> ' "‘ftìotF m ° d ° d ‘ G ■ F ' <=• 83 ■ 3. La delta mortalità .Matite deh, In Fisjoja e Piato, e nelle nostre circostanze aU’avve- gente dl Firenze. ^’avvent gGnte di Faenze. Avverò,ah — y. egnj, p ■^■ wve f vl ^t-=:Avventatamente, Con impelo inconsiderato, statue d' ' ^* em ' ^ a ^ ì% , no. Come colui che comandava fondersi le : , 0ro dt ^ a elea Vittoria, per servirsi per la guerra di quei * lv Avvirr C n0n P ar10 all’avventata. IV. Au. (B) 2op Pi e * P * TA ’ fc Avverbìal. * = Avviluppatamente, Cr. (0) etti p. (t ‘ ^ Ms -) Movimento sincopato pale a direttala serie d figure,it i a ^azx ape *f c ,lotc ^ ugual valore trovasi una del valore d’ambedue. (L) ^ L4 2ZUv E ’ * ‘l az “ z à-re. All. predi’ Aliassare. (Da tasso.) A. It.Rr.fi) AlLa 'zzito A( ,' iaz ; z i _re - ■ Au ‘ Stancare , Infievolire. F- Aliassare.(O) Lieti? A "1-iaz-zì-to. Add. ni. da ALlazzire. V. Aretina e Sanese . , lazzitn a - “ ll ‘ la^ns, e vaie Stracco • Infievolito, — , Allassalo , A- Or. 2’ 0S 0.(A) a LAZz o K . n v ' reggere. F. Reggere al lazzo. ( 0 ) Setn Al-laz-zò-ni-o. Città della Mista, fi) Po e \ic,' s i° # tetz0 caso pl-fiem. innanzi a consonante. — , A le , 'fruì, s ," 0cc * Celi, lì il ricordarsi delle maggiori avversità in al- Ed? ° duiieiì ^ canza 0 alleggiameli lo recare alle sue. Petr. p. 1. c he | e .* a Sl cgual a le bellezze orgoglio , Che di piacer altrui par ^ Si s pla . ccia * (Cin) ^o CCt * C/ilve qualche volta innanzi a vocale, come il suo artìcolo Le. » Slitto 0, lS^ to’ è uscito perciò di mente , me avere questo mio am' 0 a!lc Oiiose - (CirO c lù loca ■ * e “ an ; ia *tA/i]C/Hione, Lega, Congiunzione. (Dal Iat. atfigans ^ttnee ** C P 11 ^ vai patto che lega insieme principi o stati. In frane. a C>\ ls P- ob‘aii2», in ted. allianz.) —,AUianza, sin. Lat. foedus. (TcoL^'at ^ e 8 n * Porr. Islr . j. 2. Conchiudere un’alleanza, (V) S>’. hiofòl* -A' He sante Scritture $' impiega la parola Testaincntum in ju ’ P er esprimere il valore della parola ebrea berilli chesi- ^cnto Beariza;ef cut/e derivano i nomi dell’ Antico e Nuovo tesfa- i° tl Af* d* ,l °tare l’antica e la nuova Alleanza. L'alleanza di Dio rma ciò che i teologi chiamano Legge di natura il' al" j'Sove. p n dinamo, spiegata nella legge di Mosè, forma la Legge di alleanza cogli uomini per la mediazione di O. C. forma 5 u ario /. Sdazia. .— L’arca dell’alleanza era quella 4 X( U>ole tUUr. /_ ^ ani.* (Gcog.) Al-le-gà-ni, Alieghany, Apallacbi. Gran catena di ti che traversa gli Stati Uniti d'America .— fiume, Contea deforma la cui si custodi - "* le 7 /" T‘ u ‘ ‘— -L-arca aen * (Icon"?n le 88 e ’ (Ber) rie) 'o c j !e 'yfirsnnficaia in fi rma di due giovani donne in abito guer- Cort1 acc, ewansi calpestando una volpe, ed una ha sul capo una ,^// ean a > f (dira un airone. (Mit) *°H e di a . ^ da Lega, Confederazione . L 'Alleanza c una u- tiUe 0 -? m,c ìzia e di convenienza stabilita con trattati solenni tra , nazioni, potenze ec. La Lelia cuna unione didi- lra UaiJ 0 ' * orze formala tra più sovrani o particolari potenze, con ^ res ° cotn COnVenZ,oni ’ per eseguire con un concorso dì operazioni un’im- d inte^ C ^ lv ^ (TSttie il frutto. La Confederazìone è una 11 aio- ra cit tà tSSe ? d l soccorso, contratta a via di convenzioni particolari Corn un e 1 C01 ’pi morali, piccoli principi, piccioli stati, per far causa ^ ^ e £a si r diPt -‘ tu l er i propri dritti contra l’usurpazione cc.Alleanza A» Piarne p,lct| Bono anclie nel senso morale; Confederazione si dice No 'l 'f s >^P politico. J c^fd^ .ì 10 :\ Add - e G j — j-f""- K »n.J Che è in alleanza. 4i,, E 1 Sport, g c °t v ‘ ■^■ ni ^ arc — Con piacere assecondare. ifj i 5 Z S :hJSL A)?' d 'avo| 0 e ^' * A vv erbial. col v. Darsi. Lo stesso che Alle streghe * s 6 b Ac ec - 1 r»— /r " b ; r. Dare. (0) IClJ ORa CCIi * . Uh. * Avveibial.cot v. Fare. Lo stesso Aie Alla lotta. ^VFare.(O) _ _u(n>«.i..*.i » »... .. Bf\e V u * a~" " ctut ! 'S" i A c Uono mellificare, cioè cercar per api, nè ailtficarvene. (rr) 4 1 W5a«o] nel sign . ti. pass. Dav. Coll, igu I capperi h p er^ ln . lre modi. Alleg. sq 9 . L'assenzio vi s’aljefica, e I ortica. tmii à. [Coltivare l’amicizia, la dimestichezza di alcuno.ìLfliC. ’ e 1 * 2 * Questi pappatori ec. e’si dovrebbono fuggire come la a ^eficarseeli in casa, et. ° Mr Re. * » • » ALLEGARE 207 Allegaccuto , * Al-le-gae-cià-to. Add. m. da Allegacciare.Ze^ato, ( 0 ) 2 “ E metaf. S. Agost . C.D.-ty. fi La parola dì Dio non è allegac- ciata , c non è nelli banditori allegacciati. Amati. (B) Allegacciàtore , Al-le-gac-cia-tó-re. Ferb. m. di Allcgacciare. A, Agos\ C, D. 12. 27. Inchiuditori e aliegacciatori nelle misere'carceri e nelli gravissimi legami. IV. Sp. (B) AL5,EGAccuTRicE,*AMe-gaC'C\a*tri*ce. Ferb.fi di Ailegacciare.K rfzre^.(O) Allegagione, Al-Ie-ga-gió-ne. [ Sf. Citazione di una autorità, F. Allegare.—, Allegamento, AUcganza, Allegazione, sin.] Lat. prolatio f allegalio. Gr. papTvpìa. G.F.11. 2. g. E acciò, per chi leggerà, sia più chiaro e aperto a intendere di molte e lunghe raoioni , e sottili allegagioni de’detti savii. Retar. Tuli. 118. Nelle allegagioni fanno coloro che sono avvocati. E altrove : E fa lo ’ncominciamento suo d* alcuna ferma allegagione. a — iSi dice anche del restare dd frutti nuovi al cader del fiore .] F. Allegare, §. g. Allegamento,AM e-ga mdn-to.LVm.]£W/egarfi.[£ostewo che Allagagione.] 2 —* Dicesi de’ frutti , e significa il restar de fruiti sull'albero. F• Allegare, J. 9. (A) > . 3 — [Dtcesi de'denti ed è. Quell impressione molesta che fumo a'denti le frutta acerbe eie cose molto acide,] £a£ 8 tupordculiuni.Gr.o&«*J' 07 *of. M. Aldobr. Se voi volete rimuover l’allegamento de'denti, che spesse volte avviene, masticate la porcellana, e mandorle, nocelle, formaggio arrostito , c vin caldo. Cr. 6. g5. fi. Avicenna dice che la porcellana di sua proprietà eradica le verruche > se si stropicccrauuo eoa essa, e rimuove l’allegamento de’denti. 4 —* (Med.) Diccsi de' nervi: T. molto usato dal volgo, e dalle donne in ispecie, per indicare uno stato d'impazienza , d’incitamento , spesso imaginario ò supposto. (A. O.) Allegane* (Gcog.) Al-le- monti che traversa gli gli Stati Uniti. (G) Allegante , * Al-le-gàn-fe. Part. di Allegare. Che allega. Dav . Tac. An. 15. 207. A’quali alleganti varie scuse della lor fuga, disse che tornassero all’insegne. IV. Sp. (B) 2 —* Adducente autorità. Bocc. Amet. fi3. ( 0 ) Allegantemente , * AMc-gan-te?mén-te. Avv. F\ A. F. e f/fEIegantc- mente. Bocc. Com. Dant. 1, 3oo. La qual cosa assai aliegaulemenle tocca Virgilio. (V) Alleganza,* Al-le-gàn-za^y/ÌLo stesso che Allagagione. RuscelU.Berg.fi) Allegale, Al-le-gà-rc. Alt. Citare e Produrre l'altrui autorità, a corroborazione delle sue opinioni. Lat. atferre , proferre, allegare, exeui* plis uti. Gr. f&ccpTvpia xpvjirS-an. Q.F>io. 70. 2. Allegando sopra questa autoritade molte belle parole, sermonando. Croii.MvreU, E, considerato tutto ciò che le delle parti hanno voluto dire , allegare e mostrare. Pass. 99. Si conviene dire che cosa è confessione, della quale dice san Tommaso, e allega santo Agostiuo. Sen. ben. Fardi. 7. 1 3 L’esempio , che tu allegasti, del debitore è dissimigliante. ìiurch. 1. fio. Allogando Boezio in alcun tesfo.I^/r. Dial. beU.donn. 121. Non mi è paruto inconveniente avergli allegati, come non mi parrà eziandio allegarvenc di nuovo qualcuno altro. 2 — [sospetto,] a sospetto zr JVon voler uno nè per giudice nè per testimonio , come persona sospetta. Tac.Dav.Perd. eloq. fiofi . Io non aspetterò , disse Secondo , che Apro m* alleghi a sospetto. Ambr.Cofi. 5. 8. Io vo’ tornarmene agli Otto , e allegar sospetto il giudice. 3 — morti — Citare autorità che si posson negare , o di cui non s'ha riscontro. Tac. Dav. peni. eloq. fio6. Vuo* morire, se questo Marcello Eprio cc. c (Vispo Vihio (per non allegar morti) non sono ìr capo del mondo qne’mcdesinii che iu Capua e Vercelli, ove si dicono nati, 4 — per sà * =Applicare a sè. Fil.SS. Pad . 1. 18. Allegando per sè quella parola che dice S. Paolo. (V) 5 [Parlandosi de'denti, è Produrre] quell’ effetto che fanno le cose agre o aspre a’denti, le quali morse, quasi gli legano. Lat. obstu- pefacere, obstnpescere. Gr. òba£fi^scr§- SE IV Cha può allegarsi, Che puh esse. Osasi per io più colla negativa, e vale ileantrarìo. (A) fori.’ A U e -gac-cià-re. Alt. Strìngere con legaccc, Legare, e forse n? -.'li p 0 0!e, .'. (e -f'O'.arctHis ligarc.A .y^gost.C.D. ej. 3s. Misono a ve- 'W ^° ' so,ttl nome di religione quelle cose che conoscevano ‘ a Snia • Vane ’ ’ n questo modo allegacciandoli come a una civile 1 P c t 1» ^ ua j cosa p 0 j S edcssono eziandio li sudditi. (P) la penitenza il più delle voile ti figliuoli. Lat. patres conicdernnt uvam acerbam, et dentcs fìliorum obstupescunt. I.asc. Sireg. 5. tj. Dice il proverbio, che tal pera mangia il padre , ch’ai ligliuolo allega i denti. 7 —; Fd Allegare i denti dìcesi pure quando il ventre o lo stomaco è stimolato per fame o per appetito■ Mnlm. 8. 20. Dal che sentitosi allegare i denti, Si pensa che vi sien grand’apparecchi. ® ;— Aggiustar la lega delle monete. Dav. Flou, H2. Ed ella [la zeccaJ il prende e pesa e saggia e nota e fonde e allega e cola e schiaccia e faglia , ec. E 122. E giustificatissime si farieno f le monete J, se gli ulìciali stessero a vederle fondere , allogare e gitlare. 9 —* Dtcesi del restare sull'albero i fruiti nuovi al cader del flore, [cioè che la fecondazione di quelli e terminata e nulla v'épiù da temere per la loro colatura.]» Ricett. Fior. C i6 9 6 J * E’l tempo di corte (le piante ) è quando elle sono fiorite, e che di già cominciano ad allegare il fruito, (Pr) 10 — iV. pass.Collegarsi,Far lega,Unirsi per guerreggiare. (V. Alleanza.) Lai. belli societatem inire.Gr. eeotue^ea. G. F. e../ z.li sopraddetto Teoderico passò in Italia, e allegossi con Leone impcradore di Costantinopoli. E 5. 1. 4. In quel concilio tulli ti Re e signori di Ponente si promisono, e allegaronsi con Lms re di Francia. >1 Q, fc g. 19. Nel detto anno il conte Guido di Fiandra e il conte di Bari si rubeltarono dal re di Francia,... e allegarsi ( allegavonsi ) col re Adoardo d’Inghilterra. (Pr) 11 —JV. ass. Provare in difesa di uno. Frane. Sacch. nov. 49 Quanto più dicea il cavaliero quella ocre essere di piccolo peso, tanto era la 20 S ALLEGATO colpa di Ribi minore, e più allegava per lui. E noti. SS, tit. Allega si piacevolmente, che cci (V) 12 — [iVeZ sig. del § 9.3 Tac. Dav. Perd. eloq. 4 ° 7 - E recitato ch’egli è, quando ella gli vada bene, tutta quella lode dura un di o due, come erba segata , o Gore che non allega. E Colt. 187. Il morajuolo vuole star largo, chiaro, in vermene, altrimenti non allega. Allegato, AHe-gà-lo. Add. m. da Allegare. [ Prodotto, Citato.] Gulcc. Stor. q, 175. La qual cupidità ec. aveva più forza , che la considerazione allegata da Pandolfo. E lib, 9. Era stata una delle cagioni allegate principalmente da coloro.» E Dant. Conv. Siccome nello allegato libro si legge, prima cosa è l’Essere, e anzi quello nullaè.(P) 2 — Collegato, Alleato. Lat. socius, focderatus. Gr. otWk*xos.G. F , 5 . 35 . 4 ' Lo giovane Luis ec. ebbe battaglia col re Arrigo d’Inghilterra, c suoi allegati. Tac. Dav. Stor. 3 . 3 l 4 U‘ Germania in questo tempo si travagliò ec.: per forze di fuori e dislealtà d’allegati ebbero a farla male le cose nostre. 3 — Trattandosi di moneta vale Di lega. Corri. Inf. 3 o.Il fior dell’oro di Firenze è allegato fine di 24 carati.» Borgh. Mon. t8g. Gli chiama danari e tiorin piccioli di rama allegato. (V) 4 —* Usalo anche in forza di sost., parlandosi di Documento, Scrittura, Atto che si r iunisce ad una supplica, ad un conto-, ed è yoce dell’uso. ( 0 ) 5 — * (Agr.) Dicesi di frutto in cui è terminata la fecondazione ed avvenuto /’ allegamento. (Ag) Allegazione, Al-ie-ga-zió-ne. \Sf. Lo stesso che] Allegatane.F. Lai. al- legatio. Gr. tia.prvpla:. Om. S. Gio. Grisost. Con chiare allegazioni gitti a terra le ragioni, avvengachè antiche, di questa opinione. Fr. Giord. Pred. R. Voi attendete che io ve ne faccia una autorevole allegazione. Car, Lett. 2. 164. Questa sentenza mi par tanto chiara, che non ha bisogno d’allegazioni nè di ragioni né d’esempli. 2 — Giustificazione, Difesa. Frane. Sacch. nov. 4 r >- Bella e nuova allegazione fece Ribi, e ragionevolmente da non potervisi opporre. (V) 3 —* Dicesi anche de' metalli. (Van) 4 —‘(Com.) Dicesi del mescolare che fanno i commercianti diverse merci della medesima specie, ma di valore differente , per averne dell' una e dell’ altra una determinata quantità e che importi un determinalo prezzo. (Z) A eleggerà mento , Al-leg-gera-mcn-to. [Am.] V. A. V. e di Alleggerimento. Lat. levatio, levamentum, imminutio. Gr. xovptrpis. FitPlut. Quando egli aveva la febbre, stava solo due di , inlino ch’egli sentia alleggeramento della infermità. Bemb.As. Necessario è agli uomini alcuna fiata dare a’ior guai alleggeramento. Alleggerare , Al leg ge-rà re. [ Alt .] F. A. F. e di’ Alleggerire. Lat. levare, ìmminuere. Gr. xcvQi^ar. Bficc. Letl.Pr. S.Ap. 296, Cosi dal peso mio il tuo Mecenate alleggerii. 2 — [iV.ass.J Cron.iMorell .346 Onde raccomandandomi spesso a Dio, quando il raggnardava, mi parca tutto di riavermi,e quello fuoco alleggerava. 3 — E n. pass. Agri- Pani. 39. Dirai : potere soperchiare, sforzare , rubare con qualche onesta licenza , alleggerarti delle gravezze. 4 — [Usato anche a modo di sost. in vece di Alleggeramento.] Espos. Sa/m.Nella presente non si leva questo peso ma allcggerasi ; e questo allcggerare si è per aumento e accrescimento di grazia. Alxeggerato, Al-leg-ge-rà-to. Add. m. da Allcggerare. Cren. Morell. E così buono spazio df tempo dimorando, e già alleggerata la debolezza dello intelletto, preso bnou conforto, ec. (V) Alleggebe , Al-lèg ge re. [Alt. anom.]F.A. V. e di’Eleggere. Lat. elicere. Gr. txhìytui. Amm. Ant. G. 7. Lo savio uomo è contento di sé medesimo, non in maniera eh’esso allegga d'essere sanza amico. Albert. i 3 . Alleggi dunque gli buoni e gli umili, co’quali tu usi, e sarai buono. Alleggerimento , Al-leg-ge-ri-mén-to. [ Sm. Sgravio , Diminuzione di peso ; e l’opposto di Aggravamento. — , Alloggiamento , Alleggierà- mento, Alleggeramento, sin. ] Lnt. imminutio, exlenuatio, levnmen. Gr. r.cvQi tor. Bocc.nov. 6 c?. 23 < T 1 na desiderosa ec., non reggendo con lui altri che Pirro, 1 J ? r e) |r per alleggiamento della sua noja, cheajutar la dovessero ad a, . fl di fino nel giardino. E Lab. 35 %. Imporrò ec. che tu a consola 21 me, e ad alleggiamento della mia pena , alcuna limosina facci* i.. Alleggiare , Al-lcg-già-re. [Att. Lo stésso che} Alleggerire;: [0 *^''ft pera co'suoi derivati,meglio nella poesia che nella prosale così ,ìe Eb.J |,it* come nel metaf.} Lat* alleviare, levare, solari. Gr.xovtyfy&'ir rf, alleviare , come volgere da volvere , pagone da pavone ec.) B° cC '^ 0 \\i Essi, se alcuna malinconiao gravezza di pensieri gli affligge, h^ooo ^ modi da alleggiare 0 da passar quello. JJani,Inf.22.2 2*t'àlof‘ c( *r. ’pe- alleggiar la pena, Mostrava alcun de’peccatori il dorso. Liv» * ' \q' rocch’eJJi avea alleggiata l’onta della sconfìtta. E altivvc : carico mise egli sopra i ricchi , e n’alleggiò i poveri. ^ otn .^^ad >r La speranza del premio alleggia la pena. G. È". 8. Ò2. 4 • darono grazia che fosso no alleggiati delle importabili gravezze. 3 — * Parlando di via , Menomare la pena della via. Dant. r lt Buon ti sarà per alleggiar la via , Veder lo letto delle piani 6 j ’■ ,«7 3 — E n. pass. Pass. ^7. Fate limosine e dir messe, acciocché si i nostri martirii.Cr. In quella stanza i Fiorentini s’allcg!?' p, di gran parte della loro amistà, e alio ’mperador medesimo ma* 1 ^ ° 4 *— (Marin.) Alleggiare una nave = Levarle una parte del c&P G ‘ Alibare , Alleggerire, sin, (S) ^1*1 5 — la ooxLOMkzzz Fileggiar e , cioè lasciare scorrere parte dello $ otl per allentarla allorché è troppo tesa. (S) -j’ooùi 0 6 — usa gomonaz=:6Vò si fa attaccando alla gomena dei Ì ?a, ‘ l1 cC hi^ pezzi dì legno leggiero , affinchè galleggi nell' acqua, e noni 0 fondo , dove potrebbe essere smangiata dalle rocce , (S) *^ft 7 — una scotta o una corda ^Attentarla se è troppo tesa , aC il suo movimento se in qualche punto è arrestata. (S) ^ Alleggiato, AMeg-già-to. Add. m. da Alleggiare. Boez* G> . ^ Non è costui molto più infelice da giudicare, che colui la cal ria per participazione di bene è alleggiata ? Alleggiatore , AMee-sia*tó-re. Nerbai, m. Che alleggia. Lat- q°' ^ *“ *'• ' M ^ delle f|^|i. mento est. Gr* Rim . ant. E. R. Panne. E stre alleggiatore. Guitt. Leu. i 5 .Conosco lui solo alleggiatore de’ im el . leva 1 Alleggiatrice , Al-leg-gia-trì-ce. [Verb.f, di Alleggiale.] Lat- solatrix. Gr, xov^l^Gvcce, Com. Itif. 3 o. 0 Po li sena, solaaliegS 1 delli miei pianti. * Alleggieramento , AMeg.gie-ra*rodn-to. [Sm. Lo stesso che ] mento. F* Lat. ìcyamcn. Gr. xo» 0 /if Alleggio. (Marin.) Al-h'g-gio. Sm. Lat. cymba, actuariolum. Ptc c0 r s^ stimetito , nel quale si traduce parte del carico di una n(li,e ^ r a) il. |/l finirgliene il peso , o per iscaricarla. Alleggeritone, si, . h L s e Allegnato, * AJ-le-gnà-to. Add. m. Agg. di vino ove sìansi infusione cortecce medicinali d' alberi. Pros. Piar. JS. Sp- Allegoreggiarb, * AMe-go rcg-già-rc. Alt. Lo stesso che AÌH° yi l^ } Boson. (Biogr* Dant.J E mosse lui colla ragion felice Per » al ^ conoscer quelle fere, In che ci allegoreggia Beatrice. (B) Allegoria, Al-le-go-rì-a. [Ay? /^. Gì (Da alias .altro, diverso,^// re vo io aringo.) Concetto nascoso sotto velame di parole che vaf'£ teralmente cosa diversa. Lat. allegoria. Gr- /t xxyyopict. Che non solo io esaminassi le parole della storia per lo iute» 0 delle allegorie , ma ancora Io ’ntendimentn delle allegorie 10 i J( " esercizio di mortalitade. Dant. Conv* 3 . E nascosa soiio fìg in ’ a gorra.» Bocc. Com* Dant* 1. Allegoria è detta da un vocabolo b ^ il quale in fatino suona alieno ovvero diverso $ e perciò d*s 5i * . libro essere poiisenno. (A) r 2 — (Pit ) Tavola o quadro , in cui ciò che * ' . ' ,/lf0 intendere un'altra cosa. P 7 ', Simbolo. (A) — *(Icon Ì)Personificaia infirma di donna avvolta in crespa ‘ :>n 0 ' rappresentato 1 Allegoria diff. da Parabola. Quella contiene un senso una maniera letterale vero ; questa è una storia inventata da letto, in cui i personaggi o i fatti non hanno mai esistito, Allegoriaggine , * Al-le-go-ri-àg-gi-ne. Sf. Allegoria mal co,1 f e ‘fo^’ sregolato deli'allegoria. Uden. Plis. 3 . 66. Ninno con p' , 4 uV giudizio sentenziò di queste allcgoriaggim profane, quanto fa * a ma Accademia della Crusca nell'infarinato secondo. (B) , , gf ALLEGORfCAMENTB, AMe-go-n'-ca-m^u-fo. Avv. Con allegoria. ^ pji*^ gorice. Gr. uK’kiiyoCom. Inf 5 .Qui induce V autore É allegoricamente. Bui. pr* E allegoricamente, ovvero inorai* 11 $ premio, ovvero la pena a che I uomo s’ obbliga. E a PP re$S y ìegoricamente la ragione ammonisce la sensualità,che di sì falU 11 J Allegorico, Al-le-gò-ri-co. Add. m. Che contiene allegoritt* ^ Icgoricus. Gr* u\\7iyopinós. Mar. S. Greg. Queste ppò* remo pure sforzare a intendimento allegorico, già parrà c ^j ( pd.,| nudiamo tulle l‘ opere della misericordia sua. Dant. Conv- ( che mia intenzione è qui lo modo delli poeti seguitare, P L ‘ senso allegorico , secondochè per li poeti è usato. 2 — * (Mit.) ('bulinanti Allegoriche le divinità che non ^ iall,ìP r ff ^ ria nota all antica mitologia , essendo imagniate soltanto f * ^ rizzare in qualche modo certe idee astratte , come la viVW » le passioni re, (Mit) Ai. ALLEGORISTA Al-Ie-go-ri-sta. [V/u. F. G.] Che allegorizza, Che sta sul- k '4l6 C < ‘^ € ^ orie ‘ Lat. aUcgoriis uten-i. Gr. à.kKr > yo^wv.Satvin. Disc, pei* Qn>n° S1 > sa P* enza i che in lux viene figurata, ( siccome nota, che *°nio r j e pi'eso dai naturali allegoristi, l'erudito Scoliaste di Apoi- AL LECOR , od ' 0 ) non si forma nè s’acquista senza fatica. iia ex f ZARE > Al-Ie-go-riz-zà-re. [ Alt .] Dire per allegoria. Lat. allego- la disi* f arC " ^* r ' Ovìd* Metamorf. proern . *. Questa favo- lug ln * ani ente è posta, e anche allegorizzata in altro modo. Com. St ‘De oiii CCOnie pongono i poeti Proserpina , la quale è allegorizzata; * ^ U( ato nella terra. zando ^ Vrid.Metamoif.proem.1» Sotto le cui favole allegoria- ^^Egor*-- C * 1 * ar * - s °tt° brevità V effetto del libro. Spie- che Saio p ZATo > Al-lc-go-riz-zà-to* Add. m. Ridotto ed allegoria. & i T’asi , r j a " e S°ria. Bocc. C. D . Non ci si descrive alcuna cosa , ^ lr,E GiUG P rcce( ^ enle non sia stata allegorizzata. (A) di un, 5 !° » Al-le-gràg-gio. [vSTn.] F. A. F. e L'Allegrezza. Lat. gnu- togeio r : X a p«. Rim. ani. Dani. Majan. 83. Che ’n si grande alle- ancor c.!!? 1 r *f cne La vostra innamoranza. Rim. ani. Guitt. gg. Forse ALLJiLUJARL /’ All. della Croce, pag. 3o. Facendogli il popolo tanto onore , e tanta allegrezza e festa , non si dimenticò della sua misericordia. (P) 4 — * Allegrezza a cielo =s Somma. Grandissima allegrezza. Lasc. Cen. 3 . Noe. 10. (0) 5 — * ({con.) Personificata qual ninfa vestita di bianco col sorriso sul labbro , che lievemente corre su i prati calpestandone ifiori \e di fiori coronata fa testa , con una mano sparge rose , coll * altra tiene un tirso. (Mit) Allegria, A!-le*grì-a. [Sf] Rallegramento. V. Allegrezza. Lat. hilaritas. Gr. ivd^pocrvvTì , %apó.. Beni. Ori. 1. 27. 3g, Fuochi, baldoria, festa ed allegria. Tac. Duo. Ann. 6. n3. Chiedeva non facessero criminali le parole, massimamente dette nell’allegrie delle mense. E Stor.3. 3i2. L’apparecchio, c l’allegria e’I baccano c l’altre cose gli furon dipinte L’apparecchio , maggiori del vero. Alle grida. * Avverbial. col v. Andarsene, o Andar preso = Fare checchessia sul solo fondamento di quel che si è sentito prima di esaminare le cose. Cr . a'/a v. Grido. ( 0 ) Allegrika , * Al-le-grì-na. N. pr. f Lat. Allegrìna. (B) voi ritorniate, LàVio tornar non deggio, in alìegraggio. Allegrino, * Al-lc-gii-no. IV. pr. tn. Lo stesso che Ilurino. V.Lat. Al- legrinus. (B) Allegrissimahiente, AMegris-si-ma-mcn-te. Avv. superi, di Allegramente. Lat. lautissime. Gr. tv-òvpórct.rcc. Salitisi. Jug.R. Metello, infra questo, Ai.iÉc“ r tì * pero che luitu !> Al-le-gra-mén-te. Avv. Con allegrezza. Lai. hilariicr , Vel! a ’ u a criter. Gr. tv 9 u/aos. G . F. 7. n3. 2. I quali, avutala no- altesono al castello di Lateriuo. E c. i3o, 4- co r(Jia da Fiorentini allegramente il gaggio della battaglia , di consì ermi.! sc bicrarono. Fir. As. 207. Mi mostrò assai allegramente in ^ 7 " Per CaS ° ** volto suo * A ^ S * Aial traS ^ al0 ‘ francamente, Senza timore.Laf. impavide. Gr. -' X ' ^ P°* venite via allegramente. A rr;- COn ! a ) dall’uscir fuori, o dall’andare attorno. (V) ficai*. q1 Al-ie-gràn-te. [Pari. dì Allegrare.] Che allegra.Lat. lacti- Per jj 0ri v. Salviti. Disc. 2. 115. Ebbe una vantaggiosa, !5Ua Mal 1 . e Sbista e vera idea del canto e del suono allegrante di A^ c Rram* a,>i ^ Agost. C. D.22.8. Or che era nel cuore di quelli ^'■^cran- 11 Se non ^ a fede di Cristo? (Min) fiai| diiiin A A ^bL-gràn za. F. A. F. e L’Allegrezza. Lat. laetitia , ^ u °Va t ^ r ' ^rpotrvvvi. Fior. Firt. Chi truova la buona femmina , C U | 0 p ene e aliegranza ; c chi discaccia la buona femmina , discac- da!| 0 en da sé, Dat\i. Rim. 1. Di fuor mostro aIIegranza,E dentro Per _ r struggo e ploro. Fr. Jac . T. 3. 17. 14* 1 ° me n ail dria Rgr Am *• 7 H* E poi venite via allegramente. ett, s Al-lc-gra-mén-lo. Sm. Lo allegrare. F. Allegrezza. 7 V/f. hi conosco per esperienza, che riceve qualche ailesramento m a(iconi„ ) jjn ...... ?.... ,x,? con allegri V'^flAftp*’ * (Gecg.) Pìccola isola d? Africa , una delle Canarie. (G) Lf>ur> E > Al-Je- ' ** .... — - 9e tiG, J care. grà-re. [Alt. Recar allegria .] —, Rallegrare, sin.Lat. a begrar "tF'* 4wau » tt w .« uv^ ,u ' ^ e Io 11 ^ 77 * Lo qual m’incora, che io deggia allegrare Lo co* v 0ce 3 e 1 l ? to a ciascun' ora. Rim. ant. Guitt. g4> Dolcezza alcuna o ^nn.3 0 di suono Lo meo cuore allegrar non può giammai. Tac.Dav. , P'ii Quante più rade soddisfazioni dava Tibeiio al popolo, tanto Ti //i con questo parlare. yet/^ 72, n - pflM.Prenderc allegrezza. Gioire. Lat. gaudere, laetari. ^•''^egran j? 0cc * nov. 36.3. E per li lor sogni stessi s’attristano e c ! **llcg ra ' y* 11.3 . 14 . Si che noi avemo maggiormente onde mormorare de’nostri \cmfi.Dant.Inf.n6.i36. Noi 1)0 r ' '~q u l,Ut j 5 ’ e ^ os *° t° r "ù ' n P>ant°; Che dalla nuova terra un tnr- n e ‘ T c, r. sun. 30J. Onde ’l cor lasso ancor s’ allegra e teme. exhilarare , hilarare. Gr. sv^faltat. Rim. ant. Dant. Ma- 3 73 A ,ai l c at| A „'_ fresca rosa , a voi cliero mercede, Che la mia vita deggia- Ft. Perm ® allegrossi molto di questa vittoria. giunto a Roma , contro la sua speranza , fu ricevuto molto altegrissi- mamente, e al popolo e ai Padri , poiché la ’nvidia e V odio era passato , egualmente caro. Allegrissimo , Able-grìs-si-mo. Add. m. superi, di Allegro. Lat. laetis* simus. jucuudissimus. Gr» tv^vixorotros. Fir.As. 7E questo allegrissimo e dolce affètto accompagna ec. lo suo autore. Allegro , Al-lè-gro. Add. m. (In isp aiegro , dal lat. alacer che ad un di presso vale il medesimo.) Che ha, dinota o apporta allegrezza.Lat.Ìachìs, nìlaris, jucundus. Gr. tvriv'xos. Bocc. pr. 1. 6. Seco rivolgono diversi pensici i, f/e donneJ li quali non è possibile che sempre sieno allegri. Petr.son.18g. Dodici donne, onestamente lasse ec. , Vidi in una barchetta allegre e sóle. E 1 211. Deposta avea P usata leggiadria, Le perle, le ghirlande, e i panni allegri. » E Dant.ìnf.14. Se Giove stanchi il suo fabbro ec., E me saetti di tutta sua forza, Non ne potrebbe aver vendetta allegra. (P) 2 — [Per similit. Agg. L Terreno, Albero, Frullo e similizzzFertUe t Rigoglioso ec .] Pallad. Ottob. 8. Se P albero non fa allegro il suo frutto , succhisi insino al midollo, e mcttaviai a stretto una caviglia d’ulivo salvatico. n Cr. lib. 5. pag. 3i5. E questo arbore (il melo ^quasi in ogni aere alligna , e ama grasso e allegro terreno. E pag. 3. 27. Diverrà il detto arbore più abbondevole e più allegro. (V 7 ) — (Pitt.) Agg. di Colore = Fivace , Che appaga la vista. Fasar. FU Fa parer più allegri i colori. (A) 4 — (Mus.) Usato avverbial. ed anche in forza di sost. Esprime il grado di celerità del movimento e non giù il carattere d' un pezzo musicale j e lai movimento eli è il medio fra /’ Allegretto e il Presto , viene sovente modificato da altri epiteti , come giusto, moderato, maestoso, agitato, vivace, assai, non tanto, ec. L' Allegro dicesi dell* aria stessa , ed è opposto al Grave \ richiede esecuzione energica , pienezza del suono , rotondità nel maneggio delle note. (L) Allegroccio, Al-le-gròc-cio .Add.m.accr.di A Wegco.RedLetl.i.41 s. Erano tutti condotti di buona maniera, giovialoni, allegrocci, pastricciani,ec. Alle guagnele. Sorta di giuramento. F. Guagnelo , §. 2. Alle guagnbspolb. * Detto per ischerzo , ed è modobasso di giurare per lo Fangelo. ( 0 ) d‘ er m //•*?., X11 . uuu UI vinoni*. io r angelo. [VJ) >\ ,c °& : (Vivificarsi , Abbellirsi] Dant.lnf7.122. Fitti nel limo All'eguale. * Avv. ed usato anche a modo di prep.zzzEgualmente. Roti. rT ’bjmmo Nell’ aer dolce che dal Sol s’allegra. Eett. Pit. 5. i44 * fDott.Lelt. ) Due altri bambini le stanno di sopra r '-otig*. " * u muio ìveu aer noice ene aai 001 s auegr i| g, ars i’ Lat. gratular!. Gr. trv’yx ct *P Elv ‘ Bcmb. Star. 6. 81 torsi a Cfl ‘do due ambasciatori ec. , che a Ferrara andassero a ralle*, lolite aiK 0rne fLdla Repubblica con madonna Lucrezia ec., e pari- e 8farsi con lui e col suocero di lei. » Sallusi. Giug. 6. Al- j ® n ° di te° n ^ CC0 P ei l’^n^btà tua con noi* Ecco che tu hai uomo de- Li st - * e del tuo avolo Massinissa. (P) c^ n n ' ass - Guitt. Leu. 3 . lstoltezza è donque allegrare di tan- cose. 44 * (Dott.Lett.J L)ue altri bambini le stanno «li sopra all’ egual degli apri ; uno nello stendardo tiene ec. (B) Allelengio. * (Arche.) Al-le-lèn-gio. Sm. F. G. (Da allelon 1’ uno per l’altro , e da engye sicurtà, si disse in gr. altelengyon.) Imposta messa dall' impevador IS ice foro su i ricchi , per sollevarne 1 poveri che portavano le armi. (Mit) Allelofonia. * (Lett.) Al-le-lo-fo-ni-a. Sf. F. G. Lat. allelophonia.(Da allelon l’un l’altro, scambievole, c pitone uccisione : Uccisione scambievole. ) (Vari) P Tl Vo * A I 1 . * Utevuic. ; ^ > Ui»; pv r ato ’ fr, c ‘% ra 'tì-vo.Add m.Che ha forza di allegrare. A.It.Fr.(0) Alleluja , Alle-lùja. [Sm. F. eccl. venutaci dalla lingua ebrea che r| u ali. » AMe-Prà.frt .vi aiUm,» U n r\ A A* T ,ì: n.v, __ A„lì„ ... A; r lu a *Ugr a r j* e ‘S ra "* 0 * Add. m. da Allegrare. S. Agost. C. D. 1. 10. t° n ° più 11 ( l ue ^ e cose che , avendo volentieri donate , si riserva- p^ C j Urani ® n ^ e 1 che contristati delle cose che , timidamente ri- lt *ei ^R ATo i' tT ticronsi agevolmente. (P) At X | *Lrg ns E ’ Al-le-gra-tó-re. Feti. m. di Allegrare. Che allegra.Lat. a.^cRatrio ^hiabr. fir. 5. Vino spumante , alìegrator de’cori. (A) (B) 7 ,Cretto E ■^* d’e*gra-tn-ce. Ferb. f. di Allegrare. F. di reg. ( 0 ) * * erf *i ne ^ ^Lle-grét-to. Add. m. dim. di Allegro ; ed è per lo piu Ut, *c* E e musicale , tl a AìV'”^’ es P r i m * nte minor vivacità che ^Allegro. (A) ^ Cm % r &Zr-za.[SjlAffettodelCanima che procede da c ^ua^Aifeg^ ’ j.| 3 ■ , -n-,-r , «.«^^.....,.«11111», Pos an]ent ■tvPpccifri.Fior. Fin.A\\ egrezza che è affetto d’amore,si è un h ' ,; e y>° animo in allegrarsi in alcuna dilettazione , siccome si pg° Cc, f ;0t7 * f> 7 * Aveva oltremodo piacere ec. in commettere tra uf en / 1 ’ e q ua hmqtie altra persona, mali ed inimicizie e scan- , c i ua nto maggiori mali vedeva seguire l'o ^ nt ea ; Petr. catiz. 18. 5. Misurata allegri significa Lode di Dio cd Allegrezza) e cantasi dalla Chiesa in segno di allegrezza spezialmente nel tempo pasquale ,] (Hallelà significa lodate, e juh signore.) Lat. aìielujah , alleluja- Gr. à\kv)\Qv’ix. Dant, Inf 12. 88. Tal si parti da cantare alleluja , Che ne commise questo ufficio nuovo. Bui. Questo alleluja è nome ebreo , e significa „• loda di Dio ed allegrezza ; e sponsi iti molti {nodi. Serm. S. Agost - Adunque non pigriamo di cantare alleluja. Rusp. son. g. Pare un diesile; Ma, s’egli è tra ragazzi, un alleluja. (Mus.) Pezzo vocale, il cui testo incomincia con questaparoìa.fL') Sci J °cc, S'Si Siali n. f cr " K P ':; 0 for, mali ed inimicizie e scaltre, tanto più d’ai- n ezza Non avria il 16 e remota Dai vigor naturai che v’apre e gira. Dant, rivi s’empie d’allegrezza La mente mia, che la lZla * P lir S' 7 - 4 * Allegrezza ha prima movimento p Cc * a j e 0> | e - chia ®a»i giubbilo; e poi esce nel volto, e dilatasi nella * l '° v elo c n fniasi letizia ; e poi si sparge per tutto ’I corpo. e " to;’ C cnlt r/ionc ^ Cc{ v ‘ Avere = Rallegrarsi * Fare = Dar F. Avere allegrezza, (O) °e Dopo tutto questo , il sospiro che a poco a poco insieme cominciava ad allenare , fece maggiore allenamento, e rimase , ec. Allenare , A!-Ié-nà re. \Att. e n. ass .] (Dalla voce‘latina lenis mite , piacevole.) Scemare , Allentare , Appiacevolire. Lat. decrescere, remiti! , imminui, Icniri. Gr. tk^tveìv, Cr. g- 77. 4- Poi dopo il meriggio , quando il caldo è allenato , vadano ( i verriJ alla pastura. Fr, Jac. T. 6. 5. 7. Da poiché non allena Nè cessa suo calore, ec. E 6. 5. 24'• L’amor , che non allena , M’ha fatto sprecatore. 2.12. Ma poi che il pianto suo amaro e scuro Vidi allenar, ec. Tac. Dav. Ann. 11. 140. Per questa parola vedendosi l’ira allenare, tornar T a- morc, e temendosi della notte vicina e del Ietto, Narciso subito ordinò a’centurioni che l’ammazzassero. 2 — Allé-nà-rc. (Dalla v. lena gagliardia.) Col quarto caso dopo di sè , vale Contribuir forza e facoltà di durare nella fatica , come Allenare un cavallo al corso vale Renderlo atto coli'esercizio a correr molto. » 7'ass. Ger. c. 2. $t. 40. Trattò Pasta e la spada, cd in palestra Indurò i membri, ed allenogli al corso. (M) 3 — E n. pass ., quasi nello stesso senso. Segn. Mann. Mttgg.6, 2. Più che fla morte) di passo in passo si avanza nel suo viaggio, più si allena , più si avvalora , più acquista, perché più ci ruba di vita. (Cioè : più prende letta.) (V) 4 """ [Perder la lena.] (Da ab priv. come in abdicare ec., e da lena.) Palajf. 8. Quando io son colla Landra molto alleno. Allenato, Al-lé-nà-to .Add.m.da Allenare, [nelsenso di Scemato, Allenta- to, Ind'bolito.]»Sa!v. Niente dalla passata quiete impigriti ed allenati.(A) 2 — * Nel sign. di Rinvigorito, Ripreso lena. Chiabr. Pari. ì. cani. 62. Un rapido garzon movea le piante, Ben largo il petto ed alle nato il fianco. E canz. g2. Bel platano clic invila L’orme posar di peregrino stanco, Ed ei s’adagia; indi allenato it fianco, Lodandol fa partita. (P) Allenburgo. * (Geog.) Al-len-bùr-go , Allemburgo. Città della Prussia orientale. (G) Allendale. ' (Geog.) Al-Ien-dà-le.” Piccola città dell’ Inghilterra. (G) Allendorfia. * (Geog.) Al-len dòr-fi a. Piccola città della Festfalia .— deli Assia. (G) Allenfelda. * (Geog.) Al-Ien-fèl-da. Piccola città del Firlemherg.lfi ) Allenire, Al-le-ni-rc. {Alt.] Ilammorlidare , Raddolcire, Mollificare. — , Lenire, Lenificare, sin. Lai. lenire, definire, mollire. Gr.it faiivuv. Fiamm. 7 1. Le mie tribolazioni cc., mai da me con unguento debito non essendo allenile , per ogni ora inaspriscono. » C-occh. B. ò. Allenire le punture delle passioni. (A) Allenire dilli da Bammorbidare , Raddolcire , Mollificare, Intenerire. Allenire è Torre via f asprezza , poiché lenis lat. è riguardato come l’opposto di Aspro. Cosi diciamo Allenire la piaga, Lenire il dolore , ec. E prendesi nel senso fisico e nel morale. Bammoibaiare o meglio Ammorbidare significa Far morbido, Torre via la durezza. Mollificare è Fai- molle. Raddolcire Far dolce. Intenerire Far tenero e Divenir tenero. Allenire , Ammorbidare , Mollificare, Intenerire si riferiscono al senso del tatto; Raddolcire a quello del gusto. Quando però questi vocaboli sono elevati a qualche traslazione, lepicciole ditfè- renzede! senso proprio svaniscono, cd allora si adoperano come sinonimi. Allenito , Al le-nì-to. Add m. da Allenire. Lat. dclinilus. Gr. p.u\ur.i- adsis. l'iloc. 6. ijg. Ascoltando le parole da Parmenione dette, tutto rimase allenito. Allenstema.* (Geog.) Al-Ien-stè-ui-a , Olstinec, Altenstein. Piccola città della Piasela orientale. (G) Allentamento , Ai-icn-ta-mén-to. [A/n.j Lo allentare. {Cessazione, Ripòso. — , A Iter lenza, Allentamento, Allento, sii .] Ial. relaxatio.remissio. Cr. Miins. S. Gio. Gnsost. Pei che sa che non dee aver fine, nè impedimento , nè allentamento per quel colai bene. 2 — [Rilassamento.] Amm. Ani. so. 1. 2. A studio si stende l'arco, acciocché nel suo tempo utilmente si tenda, perché s’ e'nou riceve allentamento e riposo, peide la virtù del fedire. 3 — Leutezza. Lui. [cuuctatio,] tarditas. Gr. fipxiivTr.s. Ter. Br. 5-43' Arnes'sono di due maniere, ec. (parlasi dell'asino e dell' onagroj , del domestico non è cosa da coniare se non la sua negligenzia , enei suo allentamento , che gli uomini ne contano molti proverbii. Allentanza , * Al-len-tàn-za. Sf V. e di'Allentamento. (O) Allentane , Al-len-là re. {All.] Render lento , [lardo , e più comunemente molle, rimesso , rilascialo-, contrario di Tirare. —, Editare, Rallentare, sin.] Lai remitlere', rilavo te. Gr, ùniveu. Pani. Par. 1 5 . 5 . E fece quietar le sanie corde , Che la destra del Cielo allenta e tira. Sagg. Nat. Fsp. igs. Quello allentandola, rendea più grave suono, a — [£ per estensione.] Boez. L ardi. 1. 5 . 0 , qualunque tu sii, signor geritile , Cb allenii e strigni delle cose il fieno, Volgi alla terra ornai gli occhi pietoso. 3 — * IL cesi del Fuoco, e vale Scemarne la forza, Alimentarlo con minor quantità di legna o di carbone. ]Ser. All. Fetr. (A) 4 —Dicesi anche del Cominciare a cadere gl'intestini nella coglia,Sbunzolare. 5 — Ritardare , Scemare. Lat. immillili, retardare, femoral i. Gr. V cz.viv. Vant.Purg. 5. io. Perchè I’ animo tuo tanto s impiglia, Disse’l Maestro, die l'andare allenii. E 3i . sì. E la voce allentò per losco varco. 6 —{E per esigi.sione.]Peu-.canz.4.2. Fatto avean quasi adamantino smalto, Ch'allentar non lasciava il duro affetto. M. V•9-4 1 - ^ 0,1 ditnanco per non potere per onestà offèndere palesemente, forte era allentata la guerra. 5 — Mollare, Rilassare, Stendere. Tas. Ger. Conq. if. n3. Èi non allenta l i fttoce destra , Ma i legni sforza , a la nemica turba Incentri lei .he il mare e il cid per lui ha. fP) ALLESSAMELO 8 —* Cedere, Cambiarsi d’opinione. Guicciard. 1. 70. ( 0 ) c a tf. 0 — Nel sign. 11. pass. Divenir più lento, Stringer meno, Cedere ‘ Nat. Esp. Restrignendosi l'apertura della staira, per consegue 112 lentava la corda. (A) 10— [Slacciarsi , Far che le vesti sieno meno ristrette al corpoJ Pier. Intr. 2. 1. Sbracciatevi, allentatevi, La veste al fianco al*- , 11 —* Per metaf. nel sign. del §. 5 . Fit.SS.Pad. Dovea aver allentarsi la persecuzione. (A) c3 ,]c 12 — Agevolare. Dant. Purg. 12. 106. Cosi s’allenta la ripa Quivi ben rafia dall’altro girone, f Cioè, Si agevola la salita-,/ |3 —* E n. ass. nel senso del §.g, F mar. Fit. Quella parte è °§8 vinata , forse per aver allentato quell’edilìzio. (A) jjti l 4 —Mancare, Perdersi. Dant.Par. 3 i . Cosi quella pacifica oriafia'i> ro ^p) mezzo s’avvivava,e d'ogni parte Per egual modo allentava la fìainnL • or3 t 5 — Lasciarsi andare a far checchessia. Frane. Barò. 1S4 * è peggio chi per prezzo allenta. s ,na. 16 — {Ed inforza di sost.]Petr.son.6g. Piaga per allentar d’arco 11011 yv i- Allentare difif. da Rilassare, e Mollare. Allentare è oppo r ;ijs- dere , e si apptica alle cose che sono suscettive di tensione 0 ..yiid 11 samen lo, come le corde, i fili , le funi. Per analogia si prende £l |i talvolta in senso contrario a Tirare, ed in via figurata nella no* j ; , ; Scemare, Diminuire ed in quella eziandio di Tendere 0 R‘ ta ' fioV Rilassare è molto alfine ad Allentare -, ma differisce da q n '"è 10 ! clic s’impiega figuratamente con le nozioni di Sciogliere , ^ lS ° gj [o s come lo hanno usato gli antichi scrittori. Mollare è anche °PP jfjte' Tirare , e. però si avvicina molto ad Allentare, ma non scinp 1 ' 11 |r|i i- risce alla tensione, Pensi al rilassamento delia forza traente 0 ' c( ,n gente. Nondimeno Mollare ed Allentare si usano come sinont 0 > f |if la sola differenza che il secondo è più nobile del primo.Si av .' z- 0fò Mollare fu anche impiegato dagli antichi scrittori in senso di * pd Restare, Desistere-, ma presso i moderni è usato nello stileb |,lSS •Jl* linguaggio popolare. Allentato, Àl-len-tà-to Add. m. da Allentare, {ne' vnrii sensi verbo.] Fiamm. 2. fi- Le mie lagrime quasi nel mio parlare al jf altra risposta attendendo ec., crebbero in molti doppi./.dj.ctir.er' ‘ 3, nc vagliano con giovamento gli allentati del bellico. Buon. ‘‘ s \s? g. E se la porta a chiavistel serrata Non fosse, com’cll'èi ? prf desse Delle finestre alcun ferro allentato, Io direi eli’ i prigj 0111 fa» sa avesser ia fuga. E 4- 1 - 11 - cui bandellacce fuor di * eS gli allentati arpinn chino sostegno. . fi'" Allentatura . (Med.) Al-len-ta-tù-ra. [Sf. Quella caduta dell? f fiche avviene negli sbonzolati.] Lat. hernia. Gr. v.-fkri.Lib. cll>■ t jil* Di questi eccedenti sforzi nasce l’ernia del bellico, clic v°‘n” si dire allentatura. E altrove: A cotali allentature giova Perni 11 sta e’mpiastrata sopra. V: Allento, .Al-lèn-to. Sm. F.A.V. e di' Allentamento, l.ct. JevaWJ ^jjt 1 ccvnris. Riin. Ant. ine. 11 7. Tu ricordar tm dei , Che mi cl1 col viso soave , Ond’ io sperai allento al maggior carco. (i ( 0 ) All' entrare.* Modo avvei-bial. Lo stesso che All'entrata. Bocc. Fdof- jif ; All’entrata.* Posto awerbial—Sull'ingresso —, All'entrare, s ,n ' | Fiam. ( 0 ) „. cis'l ' Allenzamento, Al-len-za-mén-to. [do;.] IJallcnzare, Legatura, 1 p , . , ‘ ra. Franc.Sacch. nov. i56. Preso il braccio con istecche, con s tiglie c allenzamcnti l' ebbe fasciato. rnli’ 0 ' 1 ' Allenzare, Al-len-zà-re. {Att. Fasciare.] —, I.enzare, sin.Lui. l j] j: i 1 ' voivcrc. Frane. Sacch. nov. 33. Gli aveva fallo dar tanta cf> gC juS‘ l ” forse mai non sarebbe sano delle braccia, e fecegli mettere u n0 tojo al colio , e allenzare il braccio. ,q ) Allentato , * Al-lcn-zà-to. Add. m. da Allenzare. V. di A lleonare, * A 1-le-o-nà-re.iV. pass.F. dello stile burlesca. o figura dileone.Fag.Rim.A cui dicevaS’alleonasse,enon salico» ^ Alleotico.* (Farm.) Al-ie-ò-ti-co. Sm. F. Allìotico. (Ag) •'!' Alleppare, Al-Iep-pà-re. Alt. F. A. e popolare fiorentina, r f con destrezza. ( Dal ted. schleppen tirarsi dietro , cond» rr F F verschleppen portar via di nascosto. Anche in ingl. la voc» 1 portar via segretamente.) (A) e a> ' Alle prese. Posto avverbialm. co’ verbi Venire , Stare , L S5C ,, miti, e vale propriamente Slrignere altrui , Pigliarlo. a _ E per metaf. si dice del Trovarsi alle strette, o in punì 0 “ tare o far checché sia. djj 3 — Venire, Trovarsi ec. alle prese vale anche Fenice allò ’ tuffarsi. Lai. manus conserere , concertare. Rern. Ori. 2- i '^„ 0 \f ci trovammo con essi alle prese Quando passò tu’avo, il rc .g\ (}) Aller.* (Geog.) Mailer. Lai. Alierà. Fiume dell' Aletnagnu- Gj | Allerberoo. *(Geog.)A l-ler-hùr-go. Pic.cil. della Prussia occl f, e ' s icH- > 1 Alleria. * (Geog.) Al-lc-ri-a , Aleria. Piccola città della 60 [[(ili s lj . Allerione. (Arai.) Al-le-ri ó-m. Sm.AquìloUo rappresentato c ° ì( f a ; gale, senza rostro e senza ariigti.Mann.Es.] drappelloni j 0 r)i- erano... arricchiti di festoni di veli gialli, di gigli e di a 11 |j ^ All’ erta. Posto avveib.= Supino, Rivolto in su. (O sia ve „ijd' ji3 dell'erta.) — , All'aria, sin. Menz. sai. 10. Or ch’egli è sano, Ciacco Tien colà giuso all’ erta la panciera , Esposto al ve r pioggia fiacco , Si smascella di risa, ec. (V) TPnli s °^°f' 2 — (Milit.) Grido di guerra, col quale si chiamavano ‘ solaa fdfiJ mi.Non si usa più che nelle piazze forti, e di notte, P er . * e ilti »' j/ agguato -, viene dalla parte diriùa , e si ripete dalla setM' fi sta maniera : Sentinella , all erta ; e nel caso in cui lu f nistra timi risponda collo stesso grido, se ne dà immanlin . j a i ' / concertala. [L’esser su l'erta o sia in luogo eminente P er . . 0 [e,r mico, é stato trasportalo alla nozione generale di esser vig llu | P > a combattere, e però sotto te armi.) (Gr) Lél-^'r t' 1 ’ Allbssambnto , Al-les-sa-mén-to. [A ni.] Lessatura, Il Ussafò-^^ 1 Folg. ’< fi La cozione è di due maniere ; una sièpe»® i' «lii.i al e per aiio.tuucnto. allessare \?* k **S Al-!es-sà-re.< 4 /i. Cuocer nell'acqua. F-edi Lessare. A.It.Fi ■!$$) A !, * TO . ' At-les-sà-to. Add. m. da Allessare. F. di reg. ( 0 ) fc S . S0 - AWés-so. Add.m. —, Lesso, Lessato, sin. Lai. elisa us Gr. .J6« , **■ ? 73, Qltrfc la minestra, sì mangi sempre della carne alla carilo «ia *-> «• " **■ ssa » e ^ carne sia o castrato o capretto o vitella , va,. 1 ■— £ ,a, ° “ nc he in sign. di sn.it. ed è voce dell'uso. (A) avperbial. y. A lesso. Ai., Esi ,i, e • M-k-stà-re. ^tt. V. e di' Allestire. lt- Fr. (0) c/tiar E ’ ^^’^ e ” s l*'re. [Alt. Porre all'ordine o in assetto , App parar ’ ’^f > P resta re , Disporre ,] Mettere in pùnto o in pn 4, , *.\ » AUestare , sin» Lat. narare. Gr. •rea-finrrv.suci.'tuv cs kr ài.,? 11 ?*' Apparecchiarsi, Mettersi in punto. (Dall’ inglese tn Hit dato r Post" - » •••■' •'- •' . ' »• °.. 3 fine. ) giuoco. Appareremo , Preare , sin. Lat. parare. Gr. irapaonttuà^Ei». Maini-io. e quel si spoglia , ed allestisce 11 suo bracciale, e si ca- ; dat a Gn^' 0 ^ 0 » c va l dunque Fare in guisa da esser disposto ad un (Ma ' ^“ui la’" ^ Gicesi della nave , della squadra , e vale Armarla,Pre- ' gnu , P e . r dare al mare . Magai. Leu. Allestito un grandissimo le* ' " (Ar a/ 1 ^ a trafficare delle mcrcalanzie nelle parti di Poncnte.(A) ai>e, 'le sL- Dare lu seconda ripulitura alle coltoje ed a Ile salme, dopo . CtJ Ua cf Cciale ) attorcile si vogliono preparare a ricevere l’acqua con - l& \ x * e P r °tturre la cristallizzazione del sale. (A) £s Trea Add, m. da Allestire. F. (A) A p 5 Allo stremo. * Posto nvveibial.z^Eurenìamcnte, All'ut- Arr. fetr. canz. 35. (0) *irny : Tte * Posto awtrhialm, vale In punto , Prossimamente. Lat. pro- pi’ntica * 1 J P S0 a Diculo, jam jam. Gr. iyyvs. farcii. Star. g.22j. Lu a ** court? ie CTa > sc non couchiusa . alle strette di doversi couchiuder Ali.*.*. '•muse *ctr, ec. c Al-le-ta-mà-re. {Att t e n. ass. Spargere di letame , Ingras* > Letamare, Letaminare, Concimare, sin. Lai . a filai?* Gr% Ct\ 2. i 3 . 4 • Questo pruovarto L'operazion a^^Amat. 1 ’ 1 .»)T'()oi'.Co//. S*S,PP. ^ ìLtsi ? A dain o fu tentato senza allettamento d‘ alcuna materia. . P f r l Qt0 crio 0 M. [S. 8 . 62. Ingelosito (il comune di Firenze) , che > ^TAntìTa! 1 ? n ° n sorgesse allettamento di signe rc forestiere. a ^“l c t*tàn-te.[Par/.rfi Allettare.] Che alletta.Lat. altìciens. Gr, a cl Lnte * Disc. 3 . 112 . A poco a poco,come da un incanto al- S0J, ° tirati, e alta magia dell’ aria musicale se ne vanno, 1 Al-let-tàn-xa. &f. e di' AUettamenlo. A. 11 . Fr. ( 0 ) l. ^ ^ dc *l"Ià-re. lAlt. Dal baino allectare] Ine ilare,Chiamare, • . in °” Piacevolezza e con lusinghe. Lat . allicere, allectare, pcl- ■. Vi J ar c. Gr. M. V". p. 3 o. Li nostri gli aspettarono u^ltandogU alla battaglia il luogo, Petr. canz. 44 ^* Vede 0 1 occhi e ’l cuore allctta. al Gr. ircLpoLx.a.Xiìv. Poliz. si. chi gli scompagna, Chi già il suo am- r Gr ' **«*?«'' M. 1 084 che A, c /-^" uc cin e ’l cuore alleila. e c °“ liiyT e ‘" c ^ e dei cani , o altri animali, quando con piacevolezza *9. Oh: n f" e s ‘ chiamano. Lat. allicere. ' 3 ‘“''Ite c L®‘“ a « coppia i cari 4 * p e} , cichiama e alleila. U. Desiare, Bramare. Fella Mano. N. Sp. ( 0 ) J So °Ho che ?' r ‘ ® Ior< ^- 4H. Perchè fai le coltrici? per allettare il '' UV.„ ll e necessario, e per riposarti. (V) '"tsilaté ass \' le l sign. dr/§. 2J Cr. io. 28. 5. Con qualunque strane ed n.^ ,l ctln,.T i \ i. Niellano fgli uccelli:) jl^nte a , l l s - da Dilettare e da Pii Lai- Es . care . Trai re con vezzi il' 11 5 'sleso |1 ' acere a Cagionar dilc a. Piacere e .I )la vario. Talvolta si avvicina a Dilettare , ossia esprime l^a 1* iocij . dlltlt0 che a noi reca una qualche cosa. Per lo piu inai Aliceli 111 A/? ne nos fi° a uimo a dire o far qualche cosa, usando d^fica Jpg 6 Fi cc. Talora esprime anche Consentimento; e spesso di , r COsa S rata i Compiacere. Piacersivaile Compiacersi, Trarre 7 aaa qualche cosa. \ . deli* ^t a l'Ilo-PropriamenteDar letto, Apprestare illetto.{0) 3 P e i'8 0n Qfìc " e dell’Essere taluno, per male che gl’impedisca far uso ein*- a > forzalo a starsi in Ietto o con pocoo niente di speranza cioè] Alloggiare, Albergare. Ta/.hospi- 2. 122. Perchè tanta viltà nel cuore alitile? iacere. Allettare significa propria- Aj ar . - ■» nane con vezzi , carezze, lusinghe. Dilettare vuol f/U os»^.. P Iac cre , Cagionar diletto, fi verbo Piacere ha un significato ALLEVATO Tii Allettato, Allct ta to. Add. tn. da Allcttare. Lat . iUtclus. 2 — [/? per similit. parlandosi di biade.} Depai. Occam. j3. 410. Par quasi cn’ ei voglia esprimere la voce de’nostri lavoratori, che parlando delle biade già mature ne’campi , e abbattute dall’acque e dal vento, con pronto e naturai trasportamento di voce le dicono allettate, cioè spianate per terra e distese a guisa di letto. Allettatore , Al-let-ta-tó-re. Verb. [w. di Allettare.] Che alleila. Lat. fiìiiciens ] Gr. hSe Cuna è culla in che a’ allevano i fanciulli. » Fit. S. Maria Madd. 86. Quand’ io era pic- ciolino , ch’io m’allevava con teco. ( Cioè: veniva allevalo , nutrii 1 1 1»s*-!T kl h lT- (A) i [Dai- Vieto 6 *•*■< leuo ; e per sìrniliti] Abbassare, Spianare a terra: e/- nt ’ Drnc*» 1,10 pioggia e ’l vento atte biade che sono sopra la len a. - * y^nere. Gr. * P Q s*. Giacersi , Mettersi a letto. (A) usi, Fermarsi,Dimorare, }Dant. Lnf.g. p3. Ond’esta i s* alletta ? » Sper. Coti. Per qual nuova cagione tì c ‘ - 1 Tone ti s’ alleila nel cuore? (A) r. - r fa/vw. fA 1 /] Lo stesso che Allettamento, jtnf.ille- R h'av ^olviìi. Disc. 1. 372. Tante e si varie e s» bizzarre oppirdoni che ci ch’comlano a stuoli , e colle loro •Vi* ^Ce r » * Prendono, non sono tutte scimmie della verità?/? 2.333- **** una -.lì-*.*:. . una grande allettativa a provarsi di parlare in pubblico. Al-hq.ta-.tbvo. ò'tn. Lo stesso che Allettamento. Che ha blandimentum , allectatio. Gr. Sega. ■Ito*' 1 **’ i 7‘ Nè pur con questo alleltativo t4Tl Vo. * ‘ a ‘‘ a chiesa, Add. m. Lusinghevole^ Cn ( 0 ) . K pl . !, ‘s(f. 9 *• Lai, > si possono ec. tirar rftoj (V) -* J)icesi pure del Nutrire piccoli ammalelti. Gai. Gatti. Allevandosi diversi uccelli per suo trastullo. (A) 8—* Coltivare alberi e piante. Fit. SS. Pad. In quei luoghi ne’quali in prima non vi si allevava nè era ai bore, furono cresciute bellissime selve. (A) 9 — Proverò. Allevarsi la serpe in seno. F . Serpe, io—* /V. ass. Allignare. Fit. SS. Pad. Vergogna mi torna, se io non ho tanta fede quanta eglino , che creda che in questi luoghi sterili possa allevare arbori fruttiferi. (A) Allevare diff. da Alimentare , Nutrire , Educare. Allevare significa prendere la conveniente cui a di far crescere e portare alla sua perfezióne morale o fisica qualche essere animale o vegetale. Alimentare è Porgere, Somministrare alimento; Nutrire, Dar nutrizione, eh’è l’G- fHlo dell’ Alimento. Alimentare è più generico di Nutrire ; poiché l’ Alimento si estende ad ogni sorta di esseri tanto vegetabili quanto animali, e ’l Nutrimento sembra destinato soltanto agii esseri animali. Educare si limita affa istruzione ed ammaestramento morale de’ soli esseri intelligenti: benché mi figurato e negli osi poetici $i applichi ancora agli esseri animali e vegetabili. Allevato, AMe-và-to. Sm. Allievo, Lat. aluinnus. Gr. rpctyqzof. Segn. Stor. 7. 20 6. Andò a trovare Baccio del Tavolacelo ec., allevato loro dì casa. Cecch. Ine. 1. 1. Sa tu a chi la maritai ? A qnell'^tlievato di casa gli Ermini. » Benv.Crll.Fit, 2. 11 3 . Ancora Pàgolo ed Ascanio mia allevati fmono provvisti di cavalcatura, (ft) Allevato. Add^ m. da Allevare. Lat. educatila. Gr. rpct^ds. Bocc.nny. 8 . 4. So» piuttosto da dire asini , nella bruttura di tutta la cattività debilissimi uomini allevati , che nelle corti. Gaktt. 64. Manterrai il grado e k dignità <&e st conviene a gentiluomo bene allevato e costumato. 212 ALLEVATORE ALLIGNARE * <à Allevatore, Al-le-va tó-ve. [perbal. m. di Allevare, Ajo,] Nutritore. Lat. Alliccure. (Ar Mes ) Al-liccià « T ,! -, ■ )• Far hi strS ‘ nutmor. Gr. rpo^k. Subm. Disc. 2 . 482. Clemente Alessandrino uel SìL ,1 T^ e ff. U r ■. le g™Fft: F * libro intitolato 1 Ajo , ovvero l'Allevatore. Tertulliano ec. , tutti si scagliano contra I abuso del dare il biondo a’ capegli e dell' adulterargli con colori artificiali. r 0 ’ AiiB V ATaia^Al-l^M-tn^!.^(;f^erta/^;Awceaa, AMirce-Vc. A a. dtfeU. imp. F . A. Fo ce para a denti della sega colla chiave detta Liccciajuola. (A) . />(■ Allicenziabe , Al-li-cen-zià-re. Alt. e n. pass, F. e di' Licenzi^ £ ,, e à.tyiiva.1. Tav. Rit. Si s’ allicenzìa dal Re j diceu u# is dimittere. Gr. voloa andare a parlare al duca Bramante. - Al l'_ *_ J'.r.a : _ TS" A latina , nutnx. or. rttrivv), Oeccti. ine. i. 1 che madonna Nobile allevatrice avendo, come ella disse , allevata questa , eh' era naia , cc. 2 — Mammana , Raccoglitrice. Red. Leu. Con questa prudente allevatrice manda seco per suo ajuto un’altra seconda donna , la quale possa con l’allevatrice principale assistere a! parto per suo ajuto. (A) Allevatila , Aj-lc-va-tu-ra. [>^3 Lo allevare. F. Allevamento. Lat. educalo. Gr. cZyojyr,. Lib. Stmilii. Si gloriano della beo costumata alle- vatura avuta da! padre. Allbvàtcraccu, Al le-va-tu-ràc-cìa. [Sf] pegg. di Atlevatura. Lat. prava educatio. Gr. àyvyyi. Lib. Siniilit. Sogliono dare loro una pessima aHevaturaccia. Alleviagione, A)-Je-via-gió-ne. Lo stesso che'] Alleviamenlo.f'.Lut. levameo. Gr. *,ov$ttruós. Espns. Salm. David addomanda questa alle— viazione, cc. , e di questa alleviagione , dice 1 * Appostolo a’Romani. Alleviamento, Al-le-via-mén-to. [A'm.] Lo alleviare. —-, Alleviagione, Alleviazione, sin. Lat. levameli, imminutio. Gr. xGvfynrpós. Lab. 349 • Giovamento e alleviamento debba essere della pena , la qual tu sof- feri. E Eiamm. 4 61. E quale alleviamento di corpo puote le passioni dell’anima alleviare? Toc. Dav. ann. 4 - *02. La pestilenza delle accuse ogni dì più senza alleviamento Hoccava e incrudeliva. Alleviare, AMe-vi-à-rc. [Alt.] Alleggerire, Sgravare. Lat. levare, allevare, esonerare, immintiere. Gr. y.ovtyigsiv. Dant. Purg. ‘óo.iq r.Surgcran presti ognun di sua caverna, La rivestita carne alleviando. Cr. 1.2.1. L'essere del quale (aere) nelle cose generate fa giovamento, e prode a rarificarle cd alleviarle , ed in alto mandarle, a — [E per metaj'.] Bocc. nov. 69 2. Essendo la pena alleviata, s’usci della camera. » Salvia. Cas. 108. Boezio che in que’libri ne’quali i suoi gravissimi e giustissimi dolori egli a sé divinamente alleviò ec. (N) 3 —- IV. pass. [Per estensione del primo sign.'] Dant. Par. 16. 35 . Al parto in che mia madre, eh’è or santa, S 1 alleviò di me ond’era grave. Alleviato, Al-le-vi-à-to. Add. m. da Alleviare. [Alleggerito.] Lai. le- vatus. Gr. xov$ur 6 s«V, Eiamm. 3 . Ma pur quasi veramente arguissi, alquanto alleviata ec. , da tal pensiero mi scostava. 2 — [Diminuito.] Colt. Ab , Jsac. ^2. Secondo la tua pazienza, sarà alleviata la gravezza della tribolazione. Alleviazione, A l-lc-via-zió-ne [SfLo sirss0cfteAIleviamento,]Alleviagione. Alle volte. P(‘Sto avverbialm. vale diclina volta. Lat. quandoque, in- ferdum. Gr. ìviort. Bemb. Pros. 1. In maniera che voglia mi venisse di scrivere alle volte volgarmente. E As. 1. Se pure si concedesse alcuno potersi trovare, il quale viziosamente e senza lume d’intelletto vivendo , non s’ attristasse alle volte del suo mal vivere. Ar. Pur. 12. 44 • Oceoi rouo alle volte Pensiti' che prima non s’aveano in petto. Allbzzarb, Al-lez-za-re. [A. ass] (Da lezzo. E.) Puzzare. Lat. male olere , borrendo odore esse. Gr. kxkggpov santi. Malm.11.2SMa porco! oibò ! quislo cenciaccio allezza, E sa di refe azzurro ch’egli appesta. Alli , che A li si scrive nel verso , V intero segno d’ A’, o d* Al, serve al medtsimo caso, e si scrive dinanzi alle medesime consonanti. Bocc. lntrod. Ogni ora che io vengo ben ragguardando alli vostri modi, io comprendo ciascuna di voi di sé medesima dubitare. Fis. cani. 48. Onde la desccndesti a dimostrare A li mortai l’angelica bellezza.(Cin) ALLtA.*(Geog.) 'Al-li-a. Antico fiumicello della Sabinainfausin ai Romani, per in vittoria di Brenna : oggiCaminatc, Rio de. Mosso,Aja.(Mit) Alljacbo, * Aì-li-à-ce-o. Agg. di odore , sapore ec. di aglio. (A.O.) Allianza, A!di-àn-2a. Sf. F. e di’Alleanza. Borg. Arni. Eam. 102. Crearsi di queste compagnie, cd alla franccsca allianze, fra le persone d'onore, essere Unto sempre lecitissimo costume. (V) Alltaria. * (hot.) A l-!i-à-ri*a. Sfi Pianta della letradinamia siliquosa, fattaglia delle crw ifve , del genere erisimo, che fregata fra le dita manda odore alliaceo intensissimo , e si crede antiscorbutica. —, A- gliaria, Piè d’asino, sin. Lat. crysymum albana Lin. (A.O-) Alubbimento, Al-lib-bi-mén-to.[i 5 , w.] Lo allibbire. [Costernazione,SbigoU tomento .] Lat. consternalio, stupor. Gr. bxpfics. (V. Aliibbito ,) Er. Giovd. Pred . R. Si trovarono tutti per la paura in un grande allibbi- mento , né potevano profferir parola. Allibbire , Al-lib-bì-re. [ N. ass. ] impallidire per cosa che ti faccia restar confuso e ammutolito. Lat. ubstupescere , stupore perorili. Gr. iK'rth-r.GvtvSa.t. Fa'. As, 2 55 . Né ailibbì almanco per lo discopriuicnto di così fallo sagrilcgio. Salv. Spiti. 5 . g. Coni’ egli é aliibbito subito al suon di quella parola. Allisbito , AMih-bMo. Add. m , da Allibbire. (Vien per metastasi di lettere dall* illir. uHj dtti impallidire.) Lat. cousternatus, extcrnatus , obstupefactus. Gr. ixrr\a.yds.. Buon. Eter. 1. 4 • Tutti a un tempo. Inchiodando il parlare, a bocca aperta Restarono allibbiti. Mai 5 . 26. Resta» quivi glJibbiti, e mezzi moit*. Allibramento , Al li bra-m^n-to. [ò’/».] fJ allibrare. Lai. ascriptio. cen- sus , pi’ufessio. Gr. oLvxy?tx.$-h. Puoi. Oros. Nel tquai allibramento Colui che tutti gli uomini fece, volle esser trovata uomo, c tra gli uomini scritto, cc., la quale spezialmente volle che fosse quando venne, che si dicesse cittadino di Roma, e allibrato esser dell’allibramento di Roma. Allibrate , AMi-brà-re. tAll. e n. pass.} Mettere, Porre, Scriveve. al libro , Descrivere, [Registrare.] Lat. ascribere, censerc.Gr. àvaypxqw, Puoi. Oros. Questo è quello primajo e chiarissimo dìmostramento , che ogni uomo s’allibrasse, che Cesare d’ogni uomo fosse principe e signore , e 1 Romani di tutte le cose del mondo fossero signori : cc. Allibrato, * Al-li-brà-to. Add. m. da Allibrare. V. Allibramento. (O) Agucchiare, * Al-lic-chià-re. N.pass. (V.AUichisare.)Eorse lo stesso che Lìspuu’si, Stropicciarci-. A, li. /'>■, (Q) nell' infinito , e per bisogno di rima sdrucciola. Allettare , Con#* Tass Leu. (A) ,ir 2 — l/salo anche , e vagamente , nella terza persona del pref- ® jjj) Bemb.son. 5 n . E Icisibella veggio,Che piacer d’altra vista non mi a ’f Ai' Allichisìeb , Al-li-chi-sà-re. [ iV. pass. F . A. Forse lo slessa c !, a hi sciarsi , farsi liscio e polito, Strebbiarsi, Stropicciarsi.) (.^ er “„ 0 d* falli che venga per metastasi di lettere da Allischiare , cor<° il Allisciare.) Èocc.Com.lnf. 5 . Gran parte del tempo spendendo “r^, barbiere in farsi pettinare la barba ec., ed in ispecchiarsi, a« l,n alliehisarsi , scrinarsi i capelli, ec. 4Ilici 1 *' Allicuisato , Al-li-chi-sà-to. Adi. m. da Allichisare. Pulaff- 1 saio, che sempre la becca. Allidere , Al-li-de-rc. F . dif. imp. di cui non trovatisi usale che .j. Allise , Allide e Alliso. Percuotere , Pestare. (È il lat. aUtde re ^ ( gnifica lo stesso.) Bocc. Pass. Cris. E il volto colle man allise. E Lor. Med, Poes. Se allide io qualche scoglio, è bei* «e. (Min) Alliense , * AI-li-èn-se. Add. pr. com . Dell’ Allia. (N) fd) Allier. * (Geog.) Lai. Efaver. Fiume e Dipartimento dì '/Q) Allietante, * AMie-tàn-te. Pari, di Allietare. Che allieta.r -^ Allietare, Al-lie-tà-re. Au. V. A. Far lieto , Contentare) ApP a ° Lor. Med Rim. (A) Allietato, * Ai-iie*tà-to. Add. m. da Allietare. F*. di regi (y) Allievare, AMie-và-re. IV. pass. Allevarsi , Fenìrsà crescendo- nos. Fi. le. (A) _ ti po ' 1 a * Att. Lievarc, Levare. Pisi. Ovìd. 167. Certo ne’ viano 80 ; e p è fermo amore: imperciocché errano come fanno elii ; e quandojpd che nulla cosa sia più ferma che il loro amore, elli l’allieva^ 0 ' te 3 — * E n.ass. Alleggerire, Ristorare. Cic. Trote, ig. Li corpi vt '» 3 ^ per fatica tì’esercizi} aggravano, ma ti animi allaticandosi allieva* 10, Allievo, AMiè-vo. {Sul.} Quegli che è allevato o ammaestratoceli\i vato, sin.Lat. alumnus. Gr. rpo^t.uos. Tac.Dav. ann.2. 4j. V'^“||ic*' o Cesare, darai degli onori a bisnipoti di Quinto Ortensio , ag| 1 ,||a d* Angusto. E i 5 , 2i3. Costui fu uno dei più infami mostri di 0 corte, allievo d’ un sarto gobbo , bufimi magro. Boez. Farck• V jo 1 allievo mio, rispose ella , doveva io abbandonarti, e non p aI sieme con esso teco quella soma ? ^ miiP 3 ^ 2 — [ Per estens. Fiore , Fruito e simili. J Fir. As. Abbiate c sione, o snelli allievi della onnipotente terra. 3 — E parlando di bestie vale Parto , Reda. ( 3 bi^ 4 — [Per me taf] Tue. .Dav. Pcrd. Eloq. 4 22 - Questa grande e eloquenza è allieva delJa licenza , che gli sciocchi chiamavano Allievo ed Alunno sono voci derivanti ambedue dal lat. alerf’ p ^ trattandosi di esseri intelligenti può usarsi i’una e l’altra v ° cfi stintamente. Così diciamo: Nobili e studiosi allievi ; gli Muse ec. Ritiene il nome di Allievo chi fu già istruito da q i,a . afro, e ne seguì il metodo e lo emulò nell’arte sua. Parlando 3 ^ Jfi parli degli anim di, de’piccoli figli delle bestie parti uegn animili, ue pieeuu ngn uent uesui-i si usa sempre la v ° C c ^fi' Levo e non Alunno. Così diremmo V Allievo detlapecora, della Allipani. * (Arche.) Al-ii fu-iiì. Sm. pr. Specie di grandi vas 1 *** cotta da riporvi itvino } così detti da Alfa dove principalmen^ Incavano. (Mit) * Allipante. (St. N.) AI ìi-fàn-te. [Sm.] V.A. V. e di' Elefante* Fp Jephas. Gr. Tesoret. Br. 11. Le tigri e li grifoni, Ah^ afl ni, Cammelli e dragumene. ,a) Alliticare, * Al-Ii-fì-cà re. Att. F . poco usata. F . AMcficare- t ^,(0) Alligare , * Al-li-gà-re. Alt. Annettere , Unire, Acchiudere-}Q) 2 — * E talora in sign. di Sottoporre, Obbligare. F. delC&f: Alligati. - (Arche.) Al-ii-gà-ti. Sta. pi. Erano presso ì Boinati 1 1 L e lt e cattivi degli schiavi , così delti dall’ esser eglino sovente f 1 * 111 gali con ferri. (Mit) jffF Af-li-gà-to. Add. ni. da Alligare. Annesso, ' - \hl.(p) Caì A* di Alligato, chiavell. Op. Tom. g. p. 171. , Ediz. de' Class . 2. i5g. Ho mandato il breve ec., e con queste alligata dovi^ risposta di quanto gli occorre (V) Galli, lett. Dopo avere a , ’^ fatto sentire il contenuto dell’alligata lettera , mi faccia Alligatore. (St. N.) Al-li-ga-tó-rre. Sm» Specie dicoccodrtU 0 & . . ... occidentali. (A) Hi^ ^ Com'egli e aliibbito subito al Alligazione. (Arit.) Al-li-ga-siò-ne. Sf. Chiamasi Regola d a . s ° ot iO T Aallrt minili riti* n Dii/ ailftUtilCl dlSUgltOl l/ quella per mezzo della quale due o più quantità disug dotte ad una quantità media equivalente. (A) Allignamento , Àl-li-gna-mén to. Sm. U allignare. (A) ^ 2 — Fg. Stabilimento , Stanziamento, Il fermarsi ad abitare * $c \f y go. Star. Semif. 1. Dell’origine e allignamento a città di s ' i0 ta. E n 3 . Questo detto è quanto intorno allo incominciale stra schiatta, e suo allignamento a città, ho possulo rinverg^. Allignare, Al-Ii-gnà-re. (IV. ass.] Appigliarsi , Fentre l1 V ia ^rJpi (ì ‘f^ dette piante j che anche si dice Provare, in neutro ) (V hgno\ e vai dunque Crescere in legno , siccome fan gh 3 gelivi vere, nasci, crescere. Gr. , irpoGOv^ou. Cr. 1- 8. 1%m R go c di tanta freddura , che il melagrano non vi possa du i ^jj a [ (/ tignare, si dee d’atlornQ chiudete, ec. E 2. g. 8. Nè te della terra, né dalla parte della pianta vìvere, nè tam. 2, i 5 . Come tu sai che la mal 'erba alligna. Soder. ^ altissime coste delle ripide montagne sassose, sebbene 11 p r ; pia, non ricusano fle vitij di allignare in ottimo vino. j — p er similit. [Dicesi del Prendere radice o stabiliniem 0 le ^ cose fìsche c morali ] Red . Annot. Dilir. 18. Possiede tl,t ALLIGNATO f 1 e t'itte bilie se e ize che in un animo nobile possono allignare. 07,11 Mignon ec. Sia una di quelle yoci che allignarono nella Gal- 3 J; 1 portatevi da' Franchi. * a Kli" A' P"? s ' anc he 11 enfiir. M.V. 6 . 2 6. Vi s'allignò un’aspra bat- Puisa' ^ ,H ‘^ e cavalieri di catuna gent e.Ditlam.i. z 3 . Perch’io se coslei s' alligna Si presso a me. S' I0, c d 1 li', da ALlegare. Il primo in forza della sua etimologia Porti dovrebbe Far legno ; ma 1 ’ uso generale gli ha attribuita la b»ni a 3r * noz ' one dell’appigliai si de’vegetabili nel terreno in cui suno h e ,! 0 | ati. J 1 secondo esprime la sussistenza dei frutti nuovi sull’ al- l,„ n a cader de’lìori. Dal che rilevasi la differenza di Allegare da Al- pig^^'Q^csto si riferisce alle radici, quello ai frutti delle piante. Le »o ■ f inguai 10 quando le loro radici si attaccano sodamente al tcrrc- U’ ’ ‘ p utti allegano quando restano ben attaccati a’proprii rami. — Au.,. oltro significato di Allegare V. Citare. ,^8**°. Al-li-gnà-to. A (Iti. m. da Allignare. Cas. Oraz. Cari. f r . ed ài/ ccome nobilissima pianta peregrina del nostro terreno translata A,., , ob'gnata. v Ali,' * IPazz ata. [ Posto avverb. ~ Da pazzo.'} F. Alla ’mpazzata. •— * n • » • » * ^ SATA **^ >0si0 avverbImprovvisamente , Impensatamente.Nov. in e' rr „ or * ^°* Eccoti una di sì fatte masnade d’Ismaeliti, che numero stava in agguato, fu loro addosso all’impensata, gii- ha morte alla morte. (B) fo^ r ^ E Posto — Alla maniera imperiale,e si dice di una di parrucca. Salvili.Disc, 2 . 483 . Gli uomini stessi, infemminiti lu 0lI j ars * di trasmodate e .stravaganti capellature posticce, alle quali r ata SS °i, Sventati varii nomi: all'imperiale, alla cayalicra, dì pa- Act,* > a *‘a delfina , capinascenti, e simili. meni r SCIAl * Posto avverbial.— Con gran prestezza , Frellolosa- al|’i * ^ a f- celeritcr.Cfl^. leu. Gualt. lo vi scrissi per l’ultimo assai to p. ^ res ^ a i anzi non vi ho mai scritto se non in fretta, sendo sta- c end e ltn l ^P^ito da infinite visite , e poi da alcune fastidiose fac- 4 ^* * (B) 5 t t Modo avverb. ant,—Imprimieramente. Tcsorett. 7. tai er a JJgelica sostanza Che Dio a sua sembianza Creò all’ impri- Aie ’ A T <1( ‘ ^ Aee’ ij P ^ 0vviSTA * [Posto avverbi} V Alla ’mprovvista. Alla ° Ntua 1 AhhK'vcotnnk.Preposizivne che vale Incontro , Inverso , A'» U y.F 0 ^ a ' Serve al secondo ed al terzo de' casi. Lat . obviam. Gr. 2^4- Morte ebbe invidia al mio felice stato, Àu- ,hJ pfto vviso. [Posto avverb .] Lo stesso che Allo ’niprovviso. F. son. 3 * ail'r Pelr - ar,ni Uo S P erne > e Veglisi all’ incontra A mezza via, come nimico la Lat. e regione. Gr. ùvrmpi. G. F. g. 70. 2. E venu-

0 fr a b ' Jn ? t e regione. Gr. xrrncpv. Ciro. Geli. Nientedimeno abbiamo 3 ^ £ l 01 all’ incontro di questo I’ amicizia. 1 £be. ,.’ n i'A'Z’i di avverb.Ciro. GeU.Cbe il marito , quando mena mo- H,,,’ <^ S e all’incontro tanti danari, quanti gli dà la moglie pi r dota. gHiiQ) 2 >.Ablin-dà-re. [All.] Far lindo. —,Allitidire, sin. (Dallo spa- laudar clic vale il medesimo.) Lat. concinnare, excolcrr. Gr. lo anT'- l ’ ,)> Sold.Sat. 7. Glie almeno per pleiade il magistero A Iquau- s icr 0> ”y” e,cste ebe T allinda , Avendo egli in ciò messo ogni pcn- T'tat 1 n ' boss. [Acconciarsi . _ _ __ , Adornarsi.] Lai. ornali. Gr. ^■‘■littnj w S r ’ cos ' (fonti. Ne’ giorni delle feste maggiori più s allindano. a rii Al-lin dà-to. Add. m. da Allindare. Attillato. Corsini. (Mio) ^'fin-da-tó-re. Inerbai, m. di Allindare ] A domatore , «ìescoj a * exor nator, perjiolilor. Or. voira.fx.T-r,?. Salviti.Disc. 1 . 4 I 4" a -9 Iìe ^ta arte lusingatrice varii condimenti, e con questi le vi- A* Cl *cini ^ Ust ‘ a l tru * condiziona, e tutto fa per piacere; e non solo A Ll4, Kt)^ Tl , Cre ’ ma Pallindatore ancora. LL 'tsniE T CE 1 * Al-lin-da-trì-ce. Verb. f D’Allindare. V. di tvg. (0) t, ’iidita» R °* -d Vi, erbial.z=: indietro .— , All* indrcto , Alio ’ndieiro, Al- A È Al contrario , A rovescio. P~. Alla ’ndreto. (0) 5 * °rnàr > rc ‘ L 0 ste Ss ° che Allindare, y. Anf.cxcole- a ^ 2$ l} Gr. KaXXojntil^ùtv , xoir/tt.en'. ^Neame^ 055, ■B' : arsi lindo, pulito. Lat. comi, ornari. Or. no a (x furiai. * Ult ° di ° f Al-li-nc-a-mén-to. Sm. IJ azione dell' allineare, dir S< i il€,are in retta linea i sdldati. Face. (0) ** er a£ e g ? ^fI ua drone o Battaglione d’allineamento quello che dal Ge- riefg'k lCat -° per conservare la direzione dell' ordinanza , e sul !l er Uì c f ip °. ri ° gh altri squadroni o battaglioni ordinarsi , non yUri- At lCan te. fidato sul suo vicino già allineato. V. Guida, In- nvi’i’ Ar/f*^ c di , » \ Al-li-ne-à-re.^U.AcAierare indiretta linea le diverse ** ,Nt, iNTA * lil m J vonle dì battaglia. (A) ( V ^T° S r° Per semplice apparenza , Ver far- si erìa tv-tri/ In f ,Uo « Finto.) Fcgez. 3y. Prima 1’ usanza della* ca- Co,ì ^c e ' ri f« fece, c poscia si fece all'infinta, c utla-fiue ne ia dimenticalo a! postutlo. (Pr) ALLOCARE 2i3 All’ iNFuoni. * Avverbial. />> stesso che Fuora , Fuoi'i , Al di fuori , cioè nella parte esterna . Gr. alla v. Battere. ( 0 ) All’ ingiù’. F. Alla 'ngiu. All’ ingrosso. Posto avverbialm. vale Grossamente. Segn. Crisi. I 1. iy. Quivi è dove errano all’ ingrosso i peccatori ignoranti. Alling Istr. 3 . sopra All’ insaputa. * Avverbial.—Senza saputa, Imprevedutamenle , InaspeC tatamenle. F . dell'uso. (O) All’insù’. F. Alla ’nsù. All'intorno. [Posto avverb. Lo stesso che ] Allo 'ntorno. F. Alliotico. (Mtd ) Al-Ii ò ti-co. Am. F. G. —, Alleotico, 5m.(Da allioo io muto in altra natura.) Lat. aliioticum. Nome di un medicamene to usato da Galeno , il quale si credeva buono per purgare o per mutare il sangue. (Aq) Allipoke. * (Geog.) Al-li-pó-re. Città dell' Indostan. (G) Alliquidire, Al-li-qui-dì-re. [IV. ass. Divenir liquido , Liquefarsi .] — Liquidare , sin. Lat. liquescere. Gì** ni»e(r 3 -ai. 2 — Per melaf. [Intenerirsi.] Fr. Giord. Pred. R. Il buon uomo distrugge e alliquidisce di compassione e di pietà delle avversitadi e delle tribolazioni del prossimo. Alliquidito, AMi-qui-dì-to.^DD.m.Da AHiquidire.[£o stesso r/?eLiquidito. / x .]/!.ot.liquatus,liqiiefactus.Gr.r^x.oju.E‘'o?. S. Ag . C. D■ Altri tagliano, e martellando lavoreranno i metalli aliiquiditi nel fuoco. Allibare , Al-li-rà-rc. All. F. disusata. Sottoporre ali imposizione detta della Lira . F. Aliirato. (A) Allibato, * Al-li-rà-to. Add. m. da Allirare. Band. Ant. Cittadini Pisani che in quel tempo si trovassero addecimati, aliiratie aggravezzati.(A) Allirozio , * AI-Ii-rò zi-o.IV.p/%m.(Dal gr. allos temerariamente,e rhozeo io latro.) — Figliuolo di Nettuno ucciso da Marte. (Mit) Allisciare , * Al-li-scià*re. Alt. F. Lisciare. Allisione , * Al-ìi-si-ó-ne. Sf. F. L. Cozzamcnto e Percussione dipiù cose insieme. Fallisnieri. fierg. (O) Alliso, Al-lì so. Add. m. da Allidere. Pesto , Ammaccato. ( Dal bit. allisus clic vale il medesimo. ) Fr. Jac. T. 4 - Tutto battuto c ai- liso. E 4 ’• 33 . Alliso, insanguinato, Disciplinato a torto. Pass, di Cristo. Lo santo volto è tutto quanto alliso. (P) Allietare , AMi-stà-re. [AtC] Fregiare a liste. — , Listare* Allistrarc, sin. Dittam. 1. 2. La bianca barba gli allistava ii pillo. Allistrato , Al-li-stià-to. Add. [ m. da Allistare. F. A. che meglio direllesi ora Ailistato.] Posto a iislre , Fatto a listre. Dittarti. 2.òn . E l’oro e il nero allistrato in traverso, Che portan quelli a cui le plaghe bagna Beuaco, sempre li sono iti a verso. Allitare , Aì-li-tà-re. JS. ass. ( Da lito o lido , come da proda si è fatto approdare. ) Lat. appellerò. B. lacop- Cani. 35 . In altre contrale t’ è uopo allitare. E 88. Allitate nella buona contrada. (A) Allitori. * (Geog.) Al-li-td-ri. Città dell’ Indostan, (G) Allitteràto, * Al-ìit-te-rà-to. Add. m. F. A. Alletterato.Guidott Reti. 16. Ma perciocché per questa via possono i laici che non 6ono alliU terati alcuna cosa vedere,m'mgegneròdi darne alcunoammaestramento.(B) Allitterazione, Al-Iit-te-ra-sió-ne. Sf. Bisticcio, RipetizioneiScherzo sopra una medesima lettera. (A) Nisielf. Berg. ( 0 ) Allivellare. * (Leg.) AI-h*veMà-re. Alt. Dare un fondo a livello. Lai Àn cnphyteusim dare. (A) Allivellazione. (Leg.) Al-li-vel-la-zió-ne. Sf. Lo allivellare. (A) Allividimento , Al-li-vi-dt-mén-to, [Sm.]Lo allividire. Lat. livor. Gr.iei- Xibvufxcc. Frati, segr. cos. donn.Di qn\ nasce lo allividimento delle carili. Allividire, Al-li-vi*di-re. [IV. ass ,] Divenir livido. Lat. livescerc, ad- livescere, Fest. Gr. 7rsXibvovr^oe.i. Fr. Jac.T. Pregatel che non avvegna; Del tremore allividisco, 2 — E 11. pass. Segn.Crist. instr. 1. 22. f^. Mirate prima l’aspetto d uo di costoro. Se s’incontra , non dirò con l’ offensore medesimo, ma con alcuno della sua casa, benché innocente, si rabbuffa tutto, si acciglia, si allividisce, si volge dall’altra banda, come farebbe alla vista di un appestato. (P) Allividito , Al-li-vì-dì-to. Add. m. da Allividire. Lat. livens. Gr. vet- a/^'w^é/s. Tratt. segr. cos . dona. Portano lungo tempo gli occhi gonfiati e allividiti. Allo, e poetic. Alo, segno del terzo caso mascolino singolare innanzi a S che altra consonante preceda. (Dal lat. illi. ) a Bocc. g. 4 • nov. to. E pregolla che allo scampo di Ruggieri dovesse dare ajuto. Dant. Par. 27. Al Padre, al Figlio, allo Spirito Santo Cominciò gloria tutto il Paradiso. (Cin) Alloa. * (Geog.) AMò-a, AUovay. CiVtà della Scozia. (G) Allobroge, * AMÒ hro-ge. Add. pr. coni. Uno degli Allobrogi. — , Allobrogo, sin. (B) Allobrogi. * (Geog.) Al-lò-bro-gi. Antichi popoli della Gallm Narbone- se , il cui paese abbracciava parie del Deìfìnalo e della Savoja. (G) Allobrogico , * Al-lo-brò^^gi-co. Add pr. m. Degli Allobrogi.— Soprannome di Fabio Massimo vincitore degli AUobrcgi. (B) (Mit) Allobrogo. * (Geog.) A 1 -lò-bro-go. Lo stesso che AUobroge. FAI Panni appellò V Alfieri il fiero Allobrogo. (B) 2 — * In sign. di Uomo rustico, grossolano. A. It. Fr. ( Par cosi detto dalla rusticità e dalla fierezza degli antichi Allobrogi. Per altro nelle lingue del Scttentr. ad, nell ec. vai tutto, berg, brjeg ec. monte.) ( 0 ) Allocamelo. (St.N ) Àl-lo-ca-mc-lo. Sm. Lat. allocainelus. (Dal ^c.alias diverso, e camelos cammello.) òcahgeio ed alcuni naturalisti danno questo nome al Lama , che significa Cammello straniero oesotico.(Aq) Allocare, Al-Io-cà-re. Att. F. A. f. e Di’Allogare. Fit. S*Ales.2Ù5 Nel qual (monumento) emigrali divozione allocarono il glorioso Santo. Rim. ant. Guid. Guìtnc. Perchè Dio P uggia allocata fra ì soi. (V) 2 — * E fig* Liv. hb. 2. cap. 28. Così furo per alcuno tempo onorati, siccome quelli in cui tale onore fu bene allocato. (N) 2 ì4 allocato Allocato, Ablo-cà-to.-ddd. rii. da Allocare. Collocato, Posto. Nella canzone di Buonaginnta da Lacca : In sì gran guisa per lui so’allocato, Ch’appresso agli altri par ch’io sia montato. (P) Barb. Regg. 99. Le molte dorme allocate a sedere Novellan tutte. (B) Alloccaccio, Al-loc càc-cio. [ó'm.] pegg. di Allocco. Cecch. Sera. 3.4. O loti questo alloccaccio a quest'otta , e fallo arrosto. Alloccàre , Al-Ioc-cà-re. [ dii.] Adocchiare insidiosamente. (Dal sassone locati , ond e pure 1 inglese lo look , diriger gli occhi ad una cosa o da una cosa. Anche in arabo hamlaqa vale guardò con occhi fìssi o spalancati.) Patajf. 1. Causati, bizzocon , che e’t’ha al toccato. » Z? Bocc. Cotti. Dant. 10. Che adunque diranno questi tali, che solamente alloccano il danajo? (P) A-loccarello. (St. N ) Al-loc-ca-rcl-Io. Sni. P. Assiuolo. (B) Alloccheria, Al-loc-cbc-rì-a. [')/■] Propriamente il girar attorno degli al~ lacchi ; [e per similil. dicesi per lo più delle civetterie degli amanti .] Cecch. Servig. 2. 2. Si levava D' attorno queste tante alloccherie. a — * Metof. Stupidezza. Pace. (O) Allocco , AI-Ióc-co. [Am. Uccello notturno dello da molli anche Gufo; si distingue dalla Civetta, dalla Strige ed altri, per una specie di corona formala di diverse piume più alte che gli cinge in giro tutta la faccia ; è di color lionato, e della grandezza del piccione-, abita tra massi scoscesi , nelle buche e negli spaccati di antiche fabbriche, e di notte mette una voce fòrte e rauca.1 (Dal lat.nò/cus, il quale vuoisi tratto da ab part. spesso negat., e da luceo io riluco, perciocché questo augello c amico delle tenebre.) Lai. bnbo, aluco, clucns. Gr^vas.Cant. Cam. 4 j 9 . Certi uccellaci, che la notte e’l giorno, Come cornacchie, assiuoli e allocchi, V aggiran sempre intorno, Fuggite, donne, che son vili c sciocchi, Alorg. 14. 61. E degli uccci notturni e sbandeggiati, L allocco , il barbagianni e I* assiuolo. ^ I y ? r dicesi d’ Uomo gotto e balordo. (Dallo spago. loco che vale il medesimo. In ar. elweki) Lasc.Pinz.s.5. Deh vedi aria d’allocco! Ambr. rurt. f, 6. Ma questo e nulla, perchè ingannare simili allocchi non e gran cosa. Cecch. Seivig. 7. 5 . Che quello allocco di messer Gentde Mio padrone non sia o qui sul canto , O insù questa piazza. 3 — [Vagheggiatore, Perdigiorni, Frustamattoni , Chi sta perdendo il giorno m vagheggiar donne senza profitto] Malm. 1. 68. Che per servire a dame, tali allocchi Cercano l’occasion col fuscellino. 4 7* cosa c ^ e ,wn sia buona a nulla sì dice: Ell’c come la mer- da dell allocco] Allrgr. 214}. Un buono in corte è quasi uno stivale, Come dire, e la merda dell allocco, La qual non sa nè di ben nè di male. Allocchire, Al-loc-có-ne. òm. pegg, di Allocco , nel senso metaforico. Leop. him. Bellezza non convien , no gatti gatti, Non vo’faraggirur qualche ailoccone, Non vo’ mica imparar da certi matti. (A) Alloccoo. * (Mcd.) Al-ióc-co-o, Add.m. F.G.Lat. aliena loquens. (Ha allos altro , e choos uomo.) Cooì è detto do. Jppocrate chi delirando emette parole incoerenti. (N) Allocroite. (Min.) Al-lo-cro i-fc. Sfi. F. G. Z^raìlocbroite. (Da allico io muto , io cambio , e chroa colore.) Nome dato ad una sostanza minerale perchè esposta al cannello col sale microcosmico, forma uno smalto d un bianco giallastro , il quale nel raffreddarsi cambia più volte di colore. Specie di pietra dura , del color di paglia , tendente talvolta al rossiccio - 9 fatta a lamine assai dense, difficile a rompersi , opaca , o alcun poco diafana nelle estremità. (Aq) (Boss) Allocbosia. * (Mcd.) AMo-rro-sì-a. Sfi F. G. Lai. allochi osia. (Da allos altro , e chroizo jo coloro.) Morbo che riduce V infermo scolorito o privo del suo naturai colore. (A. 0.) Allocuzione , * Al-lo-cu-zió-ne. Sfi. F. L. Propriamente quell'aringa che 1 generali e gl’ imperadovi romani facevano ai soldati. Secondo ì uso ? adoperato per ogni Aringa , Discorso , Ragionamento. (Dal iat. allccutio.) lìettin. Risorg. d’h. Pref ( 0 ) Allodawa. * (Med.) Al lo da-pì-a. Sf. F. G. ( Da allodapos straniero, che vien da ailos albo, e da pedon suolo. V- Allodemia.) (Aq) ÀLL(demìa. (Med.) Aldode-mì-a. Sfi. F. G. Lat. allodemia. (Da allos diverso, altro, e demos popolo, gente; il che vale Dimorare presso altri popoli che quello a cui si appartiene.) Infermità di coloro che, lungi dalla patria , Violentemente la desiderano. — , AUodapia.Lipodemia , Nostomania, Nostalgia, sin. (Aq) (N) Allodiale. (Ucg.) Ai-io-dì-à-le. Add. com. Appartenente ad. allodio. (A) Allodialita. (Lw 3 n's. G V. 1°- Le quali f case ) si trovarono allogale a pigione. J ( l \ Allogatore, Al-lo-ga-tó-re. Perb. m. [di Allogare .]Che allog^ locator, localor. Gr. pue^uirbi. Star Alerà. Possa cc. costrigU ci logalori di some e di mcrcatanzie della città di Firenze. , c a — [Alloggiatore, Albergatore.] Amm.Ant. 3 0.8. 5 .In men0 ij'jlW - ’' rcvole luogo poslO , ti cominciasti ad adirare al convitatore, 31 ti re, ed eziandio a colui che t’era posto innanzi. - lyl Allogatrice , * Al lo ga-trì-cc. Peróni- f. di Allogare. P. d: Allogazione , Al lo-ga-zió-ne-.S/iLo stessoche Ailogagioiie. P. P Fior.484.Ci sono contratti di allogazioni, e di livelli e feudi f>i' a ^ fj 48 7. Essendo per lo più anzi faccende temporali e di buon 1 . cC (V famiglia, che proprie dcH'oflizio episcopale, come allogazione, n t e jK 2 —’ Promessa verbale o in iscritto colla stipulazione pagamento per un lavoro da farsi. Posar. Pii. Buoi i.Pietr ^Im allora gonfaloniere , prr la gran virtù eh’ egli vide in Mie® gli fece allogazione d’ una parte dì quella sala. (A) (B) ititi' { Ai loggeria-, Al-log-ge-ri-a.ò'/: Alloggio, Alloggiame.nto.SaM ^ gt pi Salvia. Pros. Sacr. 3i5. Signori di questa magnifica e p' /g) d’ antica alloggcria in certo modo papal villa d’ Uliveto, fC - \ Alloggiamento, Al-log-gia-mén-to. [Am.] da Alloggiare , eh . desimo che Albergare. Luogo dove s’ alloggia, Casa, M a S‘ propriamente Luogo ove è fermo V esercito. Lat. hospit |1,n t ^S»*/ rium , statio inilitum , castra. Gr. Sew’ot, erparoifiioi'. Ami'. . tando molte fiere salvatiche, e’recavate all’alloggiamento. * „ n n'G o5, Io m'era accorto per Ior ragionare, che I’ alloggiament 0 f 3 r . p.- • _ r».. __ ' -.-r. TT— __A.. 5OJ 0 i lontano. Guìcc. Star. 1 2. 77 6. Ona parte d9’Tcdeschi più grassi alloggiamenti , aveva passato il fiume del Po, — [L’alto di alloggiare.] Dav. Colt. <90 Perchè maggio®, farebbero le formiche le quali piglierebbero subito P q ,, larenuriu ic ii'miihuc ic i|'wn - -- r no ^ 3 —Diciamo in proverò, quamio uno in qualche luogo "“ '‘Toli cosa che non convenga , e da non v’esser più ricevuto. . 1 bruciato l’alloggiamento. Lut. tesserai» coufregit, /4Ueg- 99 i<. f 5 ALLOGGI ANTE * ll 'UciaiV u‘ e 10 1,00 5 °l° rae ne parli’volentieri e presto , ma n 1 ali- ^"(Milinp S8,aniento ’ ecc0 cc - citi Gì ' l (,rre gh alloggiamenti.Rat. castra ponere. Giac. Nord. yit. * ar ^nen[e ;0, ? , ^ ,, ' perizia del.... porre gli alloggiamenti ec. fu singo- — ^|| c p*ebrato dagli antichi Filopemene, capitano degli Achei, ec.(A) kopo , l; ' , , !K ' n 10 nell’arte militare s'usa sovente per esprimere un la- r icolos 0 A assediatiti nei loro approcci, ed in qualche posto pe- Prirsi c , Jl eSS ‘ conc l u ‘ st « t0 1 dove assolutamente è necessario di co- ire,. e ... " tr ° l J.fuoco del nemico , come nella strada coperta , in una A U 0Ggi ’ ® Orlile. (A) rttopr,;* Ai-log-giàn-te. Pari, di Alloggiare, Che allocala o dà Ò ^ Uì - ° diss - W tutti e .^^°g-già-rc. [Alt , n, ass. e pass ,] Lo stesso che Albergare, In hosp^ ai ,. ,le * significati , dicendosi tanto di chi alloggiami altro {Lai, * » “ospitio excipere ) , come di chi alloggia in qualsivoglia d’ogjil | A(«. incolcrc). Gr. Q.vilpiv. M. y. ». 3(j. Trovandola piena per ac . ne > qmvi s’alloggiarono. E g. ». Passalo in paesi forastieri Sdori s 'l° > dove si polessono alloggiare. ( Così hanno i mito. r ri} 1 y Penna, e non alloggare , come hanno gli stampali) E erang a »■ ^ n S an j ' quali alloggiati erano fuori della città , tenuti cns a anco, eh’e’si abbia a alloggiare soldati per le case. l5c ' anim. » i. Poco lontano , dove questo omicciatto faceva que- .pensa anco js f > «‘«uggiava una sauna. -, 8‘c, ci, 0 ?* 'Aj Loggia , edificio aperto, Mettere, Assettare nelle log- bici e P erso,,e a riguardare, ec. y. Alloggiato, §. z. (O) uei lo .. , amo (t chi arrivasse tardi in hmf*r\ dnut> nnn nate H io j dice dell. , _ D .._. 7 _ < ' lr 8°rnent VCre ?* cuua buona 0 rea qualità. Magal.le.it. Dal quale trarrai ° ~~ Asscn° C ' le '! Sl, ° animo alloggia sentimenti onorati verso gli amici.(A) Jf | iel) los ® na, ’ e l’alloggio, Collocare. Eern. Son. Dal più profondo e , 1( ; ,. -hi arrivasse tardi in luogo dove non potesse adagiarsi l)„ /nungtare , nè d'altro : Chi tardi arriva, male alloggia, sé . A., 1 r ^ lc ? delle cose morali, siccome Albergare, e vale N udii re (j ,/ '5«i-a( a , J)j; ccnlr , 0 » Dove lia Dante alloggiati i Bruti e i Cassii. ''Qui ""'USO R r^" enft G(pj;. ^b‘|!f C \ Ezi0JNE >* cioè Senza pagare, c dicesi per la più de' salda ti. (A) nif ' Alloggiarsi è voce usata dai buoni scritlori italiani co Sl di dÌQ )ìt ftan , per esprimere un’ operazione delle truppe assediami , me- d^i quale si stabiliscono nelle opere dell' inimico , riputandosi Alto*./ 0 di questo con un lavoro tumultuario. (Gr) Or. Al-ìog-gìàdo. Adi, ni. da Alloggiare. Lai. hospitto exceptus. ' s * Tac-. Dav, òtor. 1. 256 . Ma nell esercito di sopra , la f. * a diciottesima legione, insieme alloggiate, il medesimo di ta Genn ' ‘ . MI C,, U d .4sSr«» c 'H'i i t * eniìa ) 0 spezzarono le immagini di Galba. E Vii. Agr.3g2, d Ordovico tagliò a pezzi ’ ' " 1 J J: 11 pezzi quasi tutta una banda di cavalli , quei confini. Guicc . Stor. 11. Combatteva l’esercito vi- j è. l" v » vumiun • i • vj ' [Con’ a llo ggiato alla porta di S. Giovanni. n-.. UQcatr» tv/i _ _ A i._ ii/t ts \' n 'lUi ''•lo. °cato. Oitltor Messo nelle loggie.] M. V■ g. lo3. Le donne nc’casa- r' l00| *To l0rt '° evano ordinate e alloggiale a vedere. d' V ' B . ' Al-log-gia-td-re. Verbai, m. di Alloggiare. Albergatore , _ j? leggio. Salvin. IUad. 3. 522. Concedi ( Giove) ch’io puni- a ll| ' a poi ]? 0l)ìle Alessandro , e domai sotto Le mani mie, adìnebé al— uoinin che verranno ajipresso noi, Inorridisca e tremi J' 0Gc UTa, ;lle k’ alloggiator che qual amico il tratta. (B) A? l ° i c3U, CE ’ AJ-log-gia-tri-cc. Cerb.f.di Alloggiare. Colei che dà ullog- -^7-et. Rag. (A) f il* Am. Lo stesso che Abitazione. (La pari, superfl. ^ per f' ’ loli te della casa in cui discuteansi gli altari, bau lor- ^ % hi Ille ddocbe la voce Alloggio in senso di Casa,') 3 * Ctls ° dì di Ospitalità ottenuta o largita. (Deriva da Alloggio in "T hi Sl - Ij Usa ) e vai quasi Ammissione alla casa.) (JV) / dt All iggiamcnto militare. (Vicn da Alloggio in scuso di : a «. Cas . ’ quasi Abitazion di soldati. Gl'Illirici il dicono hger.) ì>i* totm < Ì r : V £ S or. Tac. Dav. Stor. 3. 3oo. Aver loro la 4 C ‘ere d' T° e - 11011 v, B orc i come stati fuor di tempo, per tutte ÌT ^ ,e esi • ' a *' a ’ e * n g ran '**W rÌo . £,enw - (Ber) seguH}' l (Agr.) Al-lo-glia-me’n-to. Sm. Alterazione degli acini O'j'hteme °j e cresc °uo di volume , mutano di colore, si schiacciano hanno nell' interno una sostanza di bianco scuro , di fiah c °t»i'o ila "/* vlt . reo ì di sapore leggiermente acuto; malattia de grani Vt' °» Seuil “ a " n ‘ gravissimi a chi ne mangia. —, Chiodo, Cresta di il Lu ìo 8 Ai C . <,,nula ’ sin - ( A S) - : ’*is. d ,‘ u 'glià-lo. Add. m. da Loglio, y. Aggiogliato. Rat. Io- ... CttA/lle,. T •/. 1 - /> • 0 I . t. _ . bo p aiì 8Ìatò T VOi ' ^ y ' CUr ‘ midatt ' Come avviene a coloro che bau* r ^ e ^ 0 / r "iy ^ ane fatto di grano allogliato. J C » s ^ r nile ° ^i.^tupido , perche il mangiare del loglio dicono che (Ìj e d Yfy t0, .^ ata ff‘ 6. E allogliato* talora mi pilucco. ! JlCesl dì chi soffre i tristi effetti cagionati dal loglio per et!? MÀ -TnR K 1 * 10 ' O.) A». * (Med.) Al-lo-glia-lu-ra. Sf. Complesso di tutti i mali ac- < A : O) Ai., 'G dì rn ’ A l-lom-bar-dà-re. All. e n. pass, bare o tarsi toni- / 0o s J s 4 sd ÌT o s1u ""’ e di lingua, y. Allombardato. (O) h\,.' L,, rdo r ,' Al-lom-bar-dà-to, Add. m. da Allombardare. Fatto ’ ” ’ d‘'‘ l /o. R erg- (0) "vve> b.~Dove o Quando è ombra. Pelr.Tr.d' Am. 3. (0) i / usto R ° V V| 30 Acl’ improvviso Posto avveri.—Improvvisamente. Rat. lMiSo° vis ».’ G,i • ,, - - a Vv Cl . Ra • °u$t’inlus, ctTrpca$G>i7!Tù.s. Rem. Ori, ». g ». Quando for- ie q ^ 1 saetta A ! lo ’mpvovviso, e quando ravn s’a.petta. ' ldr e allo 'mprovviio = Improvvisare , e simili -, e si dica 0, "<4 ALLOPROSALLO 21 5 quando senz'altro studio , o preparazione , si fa quella operazione , checché ella si sia. Lat. cauere ex tempore. Alluse, * Ai-lò-ne. TV. pr. m. ff. Aìalone. (Dall' ebr. allori quercia ) (B) Allo ’scostro , All’ incomtko. In forza di preposiz. Dinanzi^ Da fronte , Dirimpetto ; e sì usa col secondo e anche col terzo caso . Lat . con tra , adversum , obviam. Gr. ctvTtv.pv. Bocc . noti. 55. 6. Giotto , a die ora , venendo di qua allo ’ncontro di noi un forestiere che mai veduto non t’avesse, ec. G. F'. 1. 5. 2. E vanno infoio in Ca- lavra, allo ’ncontro di Messina. E g. 2 56. 6. Non c- la detta torre della Sardegna appunto alio ’ncontro alla torre delle mura d' Oltrarno. 2 — In contrario. G. F . 10. 104. Fortuna gii venne allo ’ncontro , c tutto suo navilio sciama in più parti. (V) 3 — E posto awerbialm.z=zhi contraccambio. Lat. compensationis grafia, hostimenti loco, centra. Bocc. nw.85. Faccendosi talvolta dare, siccome comandato dalla sua donna, quando un pettine d’avorio , c quando una borsa, e quando un coltellino, e cotali ciance: allo ’ncontro recandogli colali anelletti » ec. Salv. Disc. 2 . 2 11. L’età novella alio ’ncontro, godendo il vantaggio del lungo tempo , ed alle antiche le nuove notizie aggiugnendo ec., non vuol cedere all’ antico tempo nc’ suoi pregi. Allo ’ndietro. V. All* indietro, Alla ’ndrcto. Posto avverbiale Indietro ; e per metaf. Al contrario , A rovescio. F. Alla ’ncontra. Allonensi. * (Geog.) Al-lo-nèn-si , Oblonensi. Popolo dell' llliria. (G) Allogamento, * AHon-ga-raén-to.Am. F. e di' Allungamento .Ajt.Er.{0) Allogare, * Al-lon-gà-rc, Att. F. e ^'Allungare. (O) Allungato, * Aì-lon-gà-to. Add. m. da Allongarc. F.e di' Allungato.(0 / Allo ’ngiu , All’ingiù. Posto avverbialm,z= In giù. Lat. d corsum. t\r. Triti. 3. 2. To gli vo'mettere in su un carro che vadia da sé alio ’n- sù , non che allo ’ngiù. Sod. Colt. 5g. Si dee fare il foro pei’ iscaweio a schimbescio , pendente attraverso allo’ngiù. 2 — * Col v. Andare ss In diminuzione , In precipizio D rvanz. (0 ) Allonimo. * (Lclt.) Ablò-ni mo. Add. m. F. G. (Da alias altro, c emonia nome.) Dicesi delle opere pubblicate sotto altro nome\ e degli autori di tali opere . (Van) Alc.o ’nsu' , All’insu. Posto avverbialm.ssln su. Lat. sursuin. Gr. gcvoj, l'ir. Triti, 3. 2. Io gli vo’mettere in su un carro clic vadia da sè allo 'usò, non che allo ’ngiù. Allontanamento , Al-ion-ta-na-men-to. [Sm,] Lo (dhntmare. —, Ailon- tanauza, Slontananieuto, sin. Lat. ,recessmn, abscessus. Gr. ù-rrox ( ip y - rrt '' Lib. Pred. Si òc necessario lo allontanamento da quello male pratiche. Allontanante , Al-lon-ta-nàn-te. [Partì] Che allontana. Lat. icìiiovgii.1. Gr. txiroKtvwv. òalvin. Disc . 1. 20y.hu quale molle de’Cristiani disprezzano, come insidiosa e pericolosa , e allontanantcci da Dio. Allontananza, AMon-la-nàn-?a. Sf, ^.Allontanamento. Sannanz. Arcati. Pr. 6. Finalmente io (al quale c per la allontananza della cara patria, e per altri giusti accidenti, ogni allegrezza era cagione d’infinito dolore,) mi era gettato a pié d un albero. (A) Allontanare, Al-lon-ta-nà-re. [Att. Discostare una cosa 0 una persona da un* altra , Dilungare , Dipartire da sè una cosa, una persona.] (V. Lontano , Lontananza.) —, Lontanare, Slontanare, sin. Lat «inno- vere, dimoverc , secernere, segregare. Gr. Cr. alla v. Alzare. (0) , , J( l 1 Allotrici.* (Gcog.) AÌ-lo-tri-gi. Antico popolo della Spagna stesso che gii Aitrigoni o Autrigoui. (G) i' se si dicesse: Batti batti.) Allora allora. Avverbio come sopra, che replicalo ha fòrza di superi .—, Allotta allotta, sin. Petr. canz. 2 8. 6. Allora allor da vergine inan colte. Fir. As. E allora allora partendomi di quivi. E 56. E serratolo poi in camera, vietitene allora allora. E ivi. Avendo l'Otta la porta d'una casetta d’ una addormentata vecchierella ec. , e allora allora dovendola strangolare, prima volle giltar d’una finestra tutte le sue bazzicature. Sen. ben. Parch. 7. 18. Ad uno, di ch'io sia debitore, pagherò il debito, ancora che sia per andarlo a spendere allora allora. Allora che. Avv. In quel tempo nel quale. —, Allorché, Allora quando , sin. Bocc. luti od. num. 5o. Gli miei (pensieriJ lasciai io dentro dalla porla della citlà , allora che io con voi poco fa me n’usci’fuori. 2 — S' usa frammettere tra l'avv. Allora « la pari. Che altra pi. ■«- la. Car. Eneid. li. 9. . . • Qual massila fera. Che allor d'insanguinar gli artigli e il ceffo Dispensi, allor s’adira, allor si scaglia Ver chi la caccia , che da lui si sente Gravemente ferita. E 6. 20. E fama antica, Che Dedalo di Creta, allor, fuggendo , Ch'ebbe ardimento di levarsi a volo. (M) 3 — * E D’ allora che vale Da quel tempo. Lat. ex quo. (A) Allora che o Allorché diff. da Quando o Allora quando. Questo sembra più proprio ad esprimere la circostanza del tempo; quello conviene meglio a dinotare la circostanza dell’occasione.Cosi diremo p. e. Bisogna faticare quando siam giovani ; lo scolare debb’ esser docile allorché il maestro lo riprende. Allora quando. Avv. In quel tempo nel quale .—, Allora che, Allorché, sin. Lat. tum culli. Gr. oste’rs. Petr. son. 2 18. E ’n sul cor quasi fero leon rogge La notte allor quand’io posar devrei. Bemè. Bini. Allor quaod’ io Credea viver sicuro. ALLoaDARE , * Al-lor-dà-re. Alt. Imbrattare, Insudiciare. —,Lordare, sin. Grillo. Berg. (O) A [.lordato, - A!- lor-dà-to.-^eòy.oi.^c! Allordare. P.direg. —,Lordalo,i/n.(0) Algore, Al-ló-re. Avv. P. A. detto forse per la rima in cambio di Allora. Rim. ant. Dant. 142. Dico , pensando )' ovra sua d’ allore. Allceria. * (Geog.) Al-Io-rì a. Città dell'isola di Creta. (G) Allorina. (Agr.) Al-lo-rì na. Add. e sf. Frutto dell ulivo allorino. —, Allora , sin. (A) Allorino. (Bot ) Al-lo-ri no. Sm. dim. dì Alloro. Alloro piccolo. Lai. [parva Iaurus.} Gr. p,inj>à Scépnj. Lìb. cur. malati. Prenderai le cime tenere de’ ramiceli! dell’allorino piccolo, non finito di crescere. 2 _* jVome volgare d’ una specie <Ì ulivo salivo , con foglia stretta verde nericcia,frutto piccolo alquanto tondeggiante, e base targa e. «suzzo,(A) 3 _* Si dà pure il nome di Allorino ad un’altra specie di ulivo salivo, che ha foglie strette e frutto lungo e piccolo. (A) ^ _. * Dicesi anche Allorino ed Alloro ad un’ altra specie d’ulivo che ha le fòglie targhe, ritte e ad un certo modo aderenti ai ramuscellifl suo fruito è nero , ovale, lungo linee i3, largo g. (A) Allorino. Add. ni. D’alloro. Oggi più comunemente Laurino, Cosa fal- lotrioepiscopus. ( Da àllolrios d’altrùi , epi sopra, e scopeo l0 fi cS i E r . \ f _ _ L - JJ. „ JlìoltnìlQ 0* io osservo.) Soprannome che si dà a coloro che sì dileUon 0 vare i fatti altrui. (Aq) Al lotriofagia. (Mcd.) Al-lo-trio-fa-gì-a. Sf. P. G. Lat. (Da àllolrios alieno, straniero, insolito, e phago io mangio.)' ^ il cui carattere è un appetito vorace delle cose non buone a lt a ^ 0lI in tal che coloro che ne stiffrono , mangiano senza ripugnanza, e ^0' gordigia sostanze non alimentari. JSon bisogna con fonderla a 0 ■ • • -•' (A) P. G. Lat. allotn'oP lacia nè colla Pica. P. queste voci. Allotriofago. (Med) Al-Io-tri-ò-fa-go. Sin. ( V- AUolnqfagia.J (A) . „ 2 — (Lctt.) Parassito , o persona cha viva a spese d* altri • y htfBr Allotrionosua.* (Lctt.) AMo-trio-no-mi-a. Sf. P. G. Lat. a‘‘° mia. (Da àllolrios straniero, c nomas consuetudine.) Usanza p polo di vivere secondo le leggi e costumi stranieri■ (Aq) ,e-1r : ■ Allotr iopragia.’ (Lctt.) Al-lo-tn-o-pra-gi-a. Sf. P. G. Lat-> pragia. (Da àllolrios d’altrui , c pratto io amministro, onà e 0 pragos amministrazione, faccenda.) Trattamento delle cose auf ff s Allotta, Al-lòt-ta. Avv. [P. A. P. e di ’] Allora. ( Vien jfK per un mutamento di lettere simile a quello per cui cari 0 j lini vien dal gr. coleo , e rado e fedire da raro e ferire■ v .flint. tunc. Gr. tote. G.P. 0. 67. 1. Tutte le castella che 1 1 aveano de’Pisani possedute infino allotta, rendeo al Cotono® ^i-J Dant. lnf.3i.iiz . Noi procedemmo più avanti allotta./? 3f. 7- -j fon" parve un tal dificio allotti. Buon.Pier. 3. 5. 2. Percotevano il quale allotta Servia lor di solajo. _ rU^iì- Allotta allotta. come sopra,che replicato ha forza di su P e . alle 1 ’ P. e di’ Allora allora }Burch.i.14. Ch’aveva abburattalo a **°* /0) Alluciante , * Al-lu-ci-àii-te. Pari, di Alluciare. P. di ng- j L A1. liti à e-, AIbi-ci-àre. [ Alt .] Attentamente e fisamente guari 1 iter fissi gli occhi a qualunque oggetto. (Da luci in senso o di occhi.) Lat. conspicere , inspicere , introspicere. wr? > Rim.burl. 2.l8g.E dica: quest'è cima, E ’l voto fiasco odori e p, lucci. C Qui Allacciare ingrazia della rima.Jn Bell. gli allucia qualche bella dama Che stia a veder la festa a una r tn i /R) , Alluciato , * Al-lu-ci-à-lo. Add. in. da Alluciare. P. di re g„ff e Allucignolasiento , Al-lu-ci-gno-la-mén-lo. Lo allucignolare Ar . (A) . * tutti* Allucignolare , A\-\o-c\-gm Va-re.[Ati.]1ìavvolgere a figg 10 ?htietdqr lo ; ma per lo più si usa in sign. di Gualcire , [ cioè A f s 1 Brancicare , malamente avvolgere con disordinate pieghe P ( ni, come /ani c di seta.} f'- o Allccignolato , AMu-ei gno là-to. Add. m. da Allnoignolare-.^i^ acconcio in guisa di lucignolo.Lai. in se ipsum convolnbis^^gjiij Gr. ii-c'n-zfrXt'Yfxivas. Buon. Pier. 1. 5» Abitisi clifforn 11 !* J hicignolali, c picn di specchi* re g. ry/j Ahhvav AaNte , * Al fu-ci-nàn-te* Part. Che allucina. V. . * » — jfl/otto ta d' alhìn. Lat. [laureus.] Gr. Cr.n.25. 3. A quel medesimo Allucinare , Al-lu-ci-nà-re. uétt . e n. pass. Travedere , * _.™i™ _n_ • __ ■_ _ T •• _ __l™™™*_i _ _/ r i-_:_: A D.Vir? flce RJnr» ci lasci vale l’olio adorino messo in pezza di lino, c acconciamente legalo morso del freno. Alloro. (Bob) Al-lò-ro. jAV] (Da a superile dal lab Iaurus.) [Albero che ha lo stelo assai diritto con la scorza bruna verdastra , ramoso olirà 20 o 3o braccia , se c posto in terreno sostanzioso } le foghe alterne^ picciolate , più o meno ondate nell' estremità^ coriacee , nervose^ li - Allucinatbice , r«00»S gannarsi. Lat. lucmari. juaim. l'ina, ciss. non — - l'adulazione, che può tanto allucinarci che ne fa creder mezzo alle malattie. (A) Galli. , Face. (0) . fiF'f Allucinato, * Ai-tuci-nà-fo. Add. m. da Allucinare, Guhu l ‘j. r i§yj Allucinatore , * Al-Iu ci-na-tó rc. Peri. m. di Allucinare-E; jftf ' Al-lu-ci-na-trì-cc. yerb.fi di Allucinare- V- i ALLUCINAZIONE all •■ Az |°ne , Al-Iu-ci-na-zió-nc. Sfi Abbaglio , Sbaglio^ Errore. Lai: all,, l . nd ho. Salvili. Cas.p. i4> Perciocché ella c una insigne e ridicola 5 -!. * n ®® Zl °ne. (A) (N) Setti Errore morboso di uno o più sensi. Percezione di og- ^Huda Ci A\ n ? n eserc ^tano attualmente impressione su’sensi. (A- 0 ) coi, r’ . [A/’J Cuojo sottile. Lai. aiuta. Buon. Fier. 2. 5 . 7. E d’ .iì j Clne n testa » E gran riscontri abbottonato il petto. E ’n calzari a V. » ? a re il basata di Buda. 1 5 3 an che a modo dì add. Pelle alluda. (A) io \f Alluda montana dicono i naturalistil’Asbesto membrana - e taglierò, chiamato anche Cuojo montano. GabA'is (A) )>or°" (Cl1 . co din.) ÀT-lu-dè!-]o. Sm. (Dal Jat. aiuta cuojo sottile , sac- fl *oin > ^ rs *’ e c * 0 P er simili!. di figura tra il matraccio ed il fiasco di \ E una specie di matraccio aperto superiormente ed inferior- pii l P tn °do , che molti di tali matracci possono esattamente np- S f f uni sopra gli altri , formando così una foggia di canale. C0/i(/ no §h alludelli alle distillazioni de* minerali in grande , per r Co - 71 e l a sostanza volatile nelle camere che fanno /’ ufficio di iC p,e,Ue - *■ *■* ' m Dente A Indetto , sin. (B) », - : AMu-déii-te. Pari. Alludere. Che allude, accenna. Sai- efi e r 5 ly Pier. (A) e ’ JLRE , Al-lù-de-rc. [iV*. (tss. angmi] Accennare col discorso a gitati • y LQSa intesa e non ispiegata. Lai. alludere. Or. l'rt’.rrr l gAvstv ì ccU'lr- a ’ V ^egn, Parr. istr. /. 3. A cui si può giudicar che Cristo alludesse ? l, *nd 0 ec teffa,\ ec * r u A are di p ar; può gì Fit. Piu, 70. Io non sarei lontano dal credere elici! mot* tL> 0L Ut ^ arr asio alludesse piuttosto a quella banchetta , cc. (V) L ^ ou tardar, eh’ io son forse all’ ulli- * Al-lu-màn-te. Pari, di Allumare. Che alluma. F. di reg.ifò) Al-lu-mà-rc. \_Att. Dar lume ] (Da lume.') —, Alluminare, colui a > re>5l11, Eat. illuminare. Gr. !agbi, paludi o rivi o fiumi. (B) Al-fu-mà-to. Add. m. da Allumare. Guiti. Leti. 28. fò. Vo- ALLUMINATO 217 7 — 'nativo : Allume che si trova formato in alcuni terreni, (B) Al lume della luna. * Posto arvèrb. = Dove o Qualora risplenda la luna. Petr. canz. 3j. Sovra dure onde, al lume della luna, Can- zon , #c. (0) Allumeti. * (Geog.) AMu-mé-ti. Antico popolo dell' Arabia Felice. (G) Al lumicino. * Avverbial . col v. Esser c^z 1Seli' estremo della vita. Cr. alla v. Lumicino. (O) All’ umido. * Avvevbial.zzzln luogo onde si ritragga umidità. Cr. (illa v. Tenere. ( 0 ) Allumina. (Chini.) AMu-mì-na. Sf — , Allumine, sin. Una delle terre. O sido d’alluminio. Qualche volta è nominata Argilla pura. £' wnn terra bianca , scfifìc.e al tatto , che s' impasta coll’ acqua , ma non vi si scioglie ; s* attacca alla lingua , ed ha molle altre propYietà , le quali sono dichiarate dai chimici. (B) Alluminamelo , Al-lu-;ni-na-mt f n-to.[AV/i.] If alluminar*. [ V-A. U.e di' illuiiiinamento.]£rt* illnminatio. Gr,tti|. Oc t ' , ^Drue' MWU ’ . e ’l Ihime del Tigro , che ingenera allume. Cr. 4. fo. 4‘ ?Ptrie , SCa Sliuo!o fa i vini slitichi. E 4 * 4 U detto di persone \ Sl pongg C - le ^ vino è ben chiarificato, e rimosso dal mal sapore, se 7* m va spcarrario una mezza libbra d’allume dirocca chiaro, cc. I A1 * l, in e T°; E l'allume deacquificato mediante l’azione del fuoco .—, lì Cat *na- C l c al ° ’ ^^ ume 1 s ‘ n - (B) ar/z / z ‘ 7 ^^ ? chiamato anche sai vetro, Sai alcali , 1 & liscia fitta di cenere di soda , di felci, ec. Lo stesso 7 di feccia, , ì |/Lss a • ,A « Genere di feccia o di tartaro. Oggi Scttocarbonato di co Cl p ifJM^ ni0, » Allume calma , sin. (A) (B) l ’ a ^ re volte detto anche Scissile : È un allume naturale liti ^ ^Uap , p°^ e -filu bianche , diritte , h l/e e lucenti come il crismi- 1‘ A f' rt> be t ,df. rn ' lano di qua e di là certe frange, quasi consimili ' /1 P ltini *- Alcuni per la somigiicniza,to confondono con qm !>ì Allumina solfata fibrosa. (A) (B) tUni o (l di Roma. Solfato di allumina e di potassa,o Solfato di ^Ppiccute. iA J ) Pii celi I’ ardente lume, poiché continuamente allumini della sua fiamma ? 11 —- (Pitt.) Miniare; e in questo significato è voce franze.se. Dant. Putg. 11. 81. li onor d’Agobbio, e l* onor di quell’arte Che allumili. i*p\* chiamata in Parisi. Bue. In Parigi, città reale dèi Rè di Francia, lo miniare si chiama alluminare. 12 — (Ar. Mes.) Dar l'allume ai panni , innanzi che si tingano, acciaccò à ricevano ii colon1 [ed in generale Immergere un corpo in ima disio fazione d'allume nell' acqua, od Impregnarlo d'allume con quulsivoglut procedimento. Oggidì non si userebbe altrimenti che in questa modo la v. Alluminare.) Lat. hnlnniine commisccre. Art. Fetr. Ner. r, n. Pi allumina questa cimatura in questo modo, cioè, piglia once quattro di allume. 1 3 — * (Agr.) Dicesi anche del vino , e significa Golfare dell’allume in un vino poco colorato per renderne il colore più carico j liso pe. i- Golosissimo alla salute. (A. O.) Alluminare. Sm. Lo stesso che Lume, —, Luminare, sin.Lat. lumen, luminare, fax.Gr. MiUMarc.Po!. Fanno le loro feste le maggiori del mondo agl’ idoli, cogli maggiori canti e cogli maggiori alluminali , re. Alluminato, Al-lu-mi-nn fo. Add. m da Aììmninaic. {F.AA- .e di'VIti- minato.] Diuam.3. 6. Ma perchè alluminato dalla fi de Fu prima eh' altra città di Toscana. Coll. Ab. Isac. fi. I dettilibri dirizzano la mente «*c. e fannola atta ad acquistare intelletto alluminalo. 2 — * Che ha ricuperato la vista. Fit. SS. Pad. Una femmina chV ra stata cieca per anni dieci . essendogli menata d’innanzi.. ., sputo-*- gli negl» occhi , e fu alluminata. (À) 3 — [Illustrato.} Cavale. Frutt. Ung. 10. Vigliamo ec. molti idioti^ semplici essere molto alluminati di buon consiglio. 4 — Adornato. Guid. G. 67. Nondimeno in ciascuno esercito furono molli di limita virtude alluminati. ò — * Nota uso. Cavale. Alt. A post. yog. Alcuni ghindarono dietro compunti e alluminati a! suo sermone. (V) fi —in forza di s :st, e opposta a Cieco, brano. Sacch. nov gì. Questa è ben gran-cosa , clic gli alluminati soej on guidare i circhi, e questo cieco vuoi guidare gli alluminati. E noy. ig8. f, bui diceva i/ vero , eh’elli avrà preso 1’alluminalo alla lenza , aescando cento fiori ni per riavere gli altri. 7 — Che ha avuto I’ allume. Art. Fetr Ner. 100. Piglia poi la cimatala di sopra alluminata. 8 — • Alluminoso. Cocch 8 Intorno alle qualità naturati, ei crede eh«... sieno alluminati e allibirei predominati dall’allume. (A) 9 — * Parlandosi di Pane vaie. Spugnoso, (A) 28' 2 1 8 ALLUMHN ATORE forma o .figura d’allume. Gab. Fis. Cristalli cutoidi ed Allungato, Al-Iungà-to. Add. m. da Allungare. , goffi li miniera d’argento. (A) 2 — Nel sign. di Allungarci liquori. Lai. dilli tus. Gr.xexp*/* 61 ' 05, 0 ’ ì'v finn /li vnliÌTurir* . Jilhinwita COU * j\ i.lu minatore, Al-lu-mi-na-tòre. y erbai. m. di Alluminare. Cheaìlu- m no. [P. A.y. c di' Illuminatore.] Lai. illuininator ,illustrato!'. Gr, *' gare. Lai. produccndi vini habens. Gr. ifxparariKÓS’ Salvi* 7, . ^ 3So. Se non se quella che Bacone da VeruJamio ec. dice p°^ p^l' giuguere alla medicina, eh*è, oltre la curativa e preservatiV 3 » lungativa, dice egli, della vita. 3 — Discostarsi, Allontanarsi, Dilungarsi. Lat. recedere,abscedere. Gr. airejcfirSa*. JSov. Ani. gy. 5. Ed è tanto che punte bene esser bene allungalo, e andarne per cotale strada. Tes. Br. 5 . 3 #. La pernice ec. fa sembianza che non possa volare, infino a tanto di’eli’è allungata dal nido. Dani. Purg. y. 64. Poco allungali c* cravam di liei. 4 — E Jìg. nello stesso sign. p'il. S. Già. 53. Ma tu Signor mio , non allungare il tuo ajuto da me. (V) Dani. Par. y. U’ la Natura , che dai suo Fattore S’era allungata . unio a sé in persona Con l’atto sol del mio eterno amore. (P) Car. Lctt. Fa. Ma io fo conjeltura che siamo allungati , c però ricordo che si venga alle strette* (Min) 5 — [il collo =: Aspettar lungamente il mangiare. (Y. Collo.) Indi la frase] Fare allungare il colio , [ oltre al significare per estens .] Fare aspettare altrui il mangiare , ha pur V altro sign. metaf. di Tenere altrui a disagio ^ pi Giungendogli il conseguimento di checche sia ardentemente desiderato. Lat. lorquere desiderio, Ernsm., ìonginqnum esse alicui , Plaut. Buon. Fier, 4- '3. g. Pensate voi se ’l collo altri allungò. 2 — E in T. di maneggio significa che il cavallo , in vece di tenere. il collo inarcato , lo avanza , accio la testa possa essere sorta , fi ruici ed incassala, che sono i tre requisiti della sua bella posizione.! Bon) «ILu E r' 9 ' L’ ac< J ua ca ™à di Miiiiario, allungata c come si fa in Ar. Fur. '/li. òf- Tanto singommi e molse, Ch’a tor la forma di colui mi volse, t 1 V £a p' 2 — ‘ F n. ass. Liv. lib. 3. cap. g. E cosi appoco appoco ti allusingando , aveano umiliata la plebe. (N) _ ^ c d l Ali.usingato , * Al-lu-sin-gà-to. Add. m. da Allusingare- ' • G — il discorso, * e fìg. Allungar la tela. y. 10. (A) 7 — i denti; Dicesi di cosa che cresca diforza e d’autorità. Tac. Dav. Ann. 2. 4$- La legge di Stalo allungava i denti. 8 — jl passo * =3 Affrettarlo , Accelerarlo , Andar più presto. (A) 9 — i liquori 3= Crescere la quantità coll'infusione d*un altro elicgli renda più deboli . ao — la tela: Fig. pale Allungare il discorso. Borgh-Eesc. Fior. 3y3. Ma venendo ora, per non allungare più la tela, a sciorre il dubbio cc. w — la vita: In gergo si dice dell Essere impiccato. Cr.atla P . Gergo, 12 — LA comona in coverta : * Espressione marinaresca che vale Distenderne alcune duglie in coverta per abitarla o per dar fondof A) 1 3 — N. ass. [secondo il primo sign.] Dant. Inf s5. 113. F vidi entrar le braccia per t’ascelle, E i duo piè della fiera, eh’ ciati corti, Tanto allungar qt ante accoiciavan quelle. singato. Liburnio , Bcrg. (O) Allusioncella , * AI-lu-sion-céMa.Y/?6Ù‘w. di Allusione. ^' esaW n a Allusione. (Rei.) Al-ìu-si-ó-nc. Sfi. da Alludere. [Figura fot c fia intendere la relazione o la convenienza che si trova. U L o tra due persone.] Lat. allusici. Gr. w*apw 5 /a. Allusivo, Al-ln-si-vo. Add. m. Che ha allusione o J® qualche, simiglianza di nomo, o di suono. Lai. alludens* ™ Alluso, * Al-Iù-so. Part. di Alludere. Sega. Mann. Nov. i hedue questi fini ha qui alluso parimente il Signore con ll ” Allustcare , AMu-strà-re. [Att.] y. A. y» e di Illustrare*^ (W Frane. Sacch. Pr. Ma più aliustra ’l mondo chi sei | J’ Àllustrato , Al-lu-strà-to. Add. m. da AKustrare. yti- ” * iusfV' Noi andiamo di die m die sempre allustrali dal soie deh e il 1 Alluviare , * AMu-vi-à-re. Att. Allagare . Poliz. .cap- Med. Era già presso ove il Tever alluvia Alla città di .jit Minerva La santa prole. (B) , ( Alluvione, Al-lu-vi-ò-ne. [ifi]Allagagione. È anche V a c< -* L pisC>'‘ fia il fiume alla ripa . Lai* alluyio, Gr. tfpoa-KhvtriuSciw 1 In ALMA ALMOGÀNENSI 219 : 1 modo appurilo che fanno i fiumi alle ripe coll alluvione, che ( gJsti antichi elegantemente definirono latens incrementimi . f- ^ , ;N') Diconsi Terreni d’ alluvione gli ammassi di fango ohmo , sabbie , di pi e t re rotolate , che i fiumi portano nel mare } e depon- , J?..P er lo più alla loro imboccatura . (Boss) # , fUunone dìff. da Inondazione e da Allegagione. L Alluvione e cin P ? lamcnte Y accrescimento delle acque , che fa un fiume alla ripa le sue deposizioni. La Inondazione è una dif Almankza. * (Grog.) Al-ma-nè-za. Piccola citili della Spagna* (fi) Almaksa. * (Geog.) Àl-màn-sa, Almauza. Lai* Àlmanlica , Piccola città di Spagna* (G) ALMÀNsoRRE,*Alwnan-sc>r-rc, AlmansoivZV’./?r.m. (Dall’ar. al \),emansuron inclito per vittorie .)—Nome di alcuni principi Arabi di Spagna.(Van) 2 — * (Geog.) Città del regno di Marocco. — Fiume di Spagna- (G) _ _ _ Almartac. * (Min.) Al-màr-tac. Sm. (Dallo spaglinolo almartaga che va* n^Jito °p L oe P 0siZi °ni. .La inondazione e una diffusione, uno spandi- le anche litargirio. Castelli lex. med.J Genere di litargirio. (N) 1' usci/ !. ac< I u ® quali coprono i campi: spandimCnto cagionalo dal- Armaste. * (Grog.) Al-mà-si-e. Montagne della Cappadocia. (G) go oy' , L,n ^ UIn c dal suo letto , o dal traboccare delle acque dal Ino- Almat , * Alamal, Aiamato. N. pr. m. (In ebr. ghualmatk da ghual mento C *? 110 accolte. ÌL Allagazione o Allogazione , oppure Allagar sopra , c da mudi morte: Supcriore alla morte.) (B) ^ssiya* °j? 01ile Bellétto della inondazione , o anche d'ima pioggia ec- Almatdro.(ZooI) ÀUma-tù-i'o.iSm./AG. Lai. balmatums. (Da halma, atas ^ctizar' r0tta * inondazione per similitudine esprime eziandio V af- salto, ed ura coda.) Genere d animali mammiferi , cosi delti perchè Ycng at , * Bl0 ^ a gente , le scorrerie e la irruzione di popoli, i quali spiccane de'grandi salti , appoggiandosi sulla coda . (Aq) U* 4t r t 5Y' ft ^ occupare contrade, regioni , ec. F. Irruzione. Almazarro. * (Geog) Al-nuw.av-ro , Almacavon. Lai* Almacara. Cinti da (i n p^ ^°9 e per lo più poetica. Lo stesso che Anima. (Quasi alima di Spagna nella Mancia. (G) . anijgg ’ COllle ; Bologna da Bononia, Palermo àaPanormus ec.) Lui. Almazora. *(Gcog.) Ài-ma-zò-ra. 67/. di Spagna nella prov.di Falenza.(fi) ^ ? RHqw r ^ V K^' Dant* Inf. 8. 4f. Baciommi 1 volto, adisse: alma Alme. * (Geog.) Aliso. Fiume dell' Alemagna. (G) . 18. § p ■“ Far. <$, -5. Non furquest’alme per essa scusato. Petr. canz ' ** r „/ Ài.mf/Ln.Wbi dellaMesovotamia.fi) sol; .^ lce ^*alma che per voi sospira. Fit* Almgdena. * n SLl ^ e prese il dialogo di Plato, il quale scrive per ( ^U’aL^ /ic * M an - Lc valC) ove’1 valor gl’ùivila. Gli occhi 1 . 2 1, 3 Sen” 3 ? ser( -' na vita. , ma più comunemente Anima. lìern. Rim. . , Osso ri* ®°P ra all’altre egregia, eletta, Olile dalla scorta infino all’ * -- della pescaJ , L’alma c la carne tua sia benedetta. U’ a)^ et ^l u ì•. Vita. Chiabr. pari. ». canz. mor. ad.Od \cfi.nea Jijne- « l’ a j a |* e percosse offersi. C’ar. En. 7. 65».E per ingrati la persona 0V( : a a .“"Vilmente a tanti rischi esposi. Ar. Eur. eg. 38. E tutti ' a )li)a 7? tai crt 'dan la palma, Lasciavan l'arme, e molti insieme •li nui r ’ a j F? s \Ger. 11. 22. Deh che ricerchi tu? Privalapalma Di salitor , l Hìi„ ' , r ‘ le saelia, Ed esponga mcn degna ed util alma (Rischio 4-[E al «0 nella battaglia. (B) * a Pparec^V 0 ^ ai a l ma—Dar vita-] Lìl.Astr. Zodiaco ec. luogo che sta a * . M th *ato per dar alma a tutte le cose. . tarsi a 1 ,.'5 (Hai gr- halma salto.) Secondo Esichio , Il primo agi- S*. , 1 * leto nell' utero. (Aq) , Emme della Russia. — della Toscana. (G) »\* (Geog.) Al-ma-ca-rò-na.£a(.Carana.6’i£»à dell’Arabia.( G) . t.'gli 0 . „ E ’ Al-ma-cliil-de, N.pr. com. (In ingl. alme limosina, cchilil ” lll4 càio * * silmachilde vai figlio della limosina.) Lai. Almachildcs.(fì) « filare "■ r Al-mà-chi-o. iV. pr. m. (In ingl. alias limosina, c hach smi- A., } sminu'/.za la limosina.) Lai. Almachius. (B) t0,:< lesi'n^ ar ' u •) Al-ma di-a. Sf. ( Dal portog. almadia che vale il Per l 0 '°V Specie di piccola barca di Negri alle coste d’Africa , J » q 1 ** .folta di corteccia d’ alberi , lunga circa venti piedi. (S) « Vlt ani n ° si . dicesi ancora una specie di naviglio indiano , lungo rotasi Ai m,a piedi „X. HVt ° ° ' eog.) Anso, rturno ava /u nt r ' 1 (Grog.) A.\-me-(h‘*na.Lnt.Mmyùvna.Cn deUaMesopotamia.(fi) Plut. Entro Cato , e ALMEUiNA.*(Gcog.)Ai-mc-dì-na,El-Mudina.C7ztà» , .. ..... . _ Almrna. * (Geog.) Àl-mu-ua. Lai. Uarmcna. Città sul Ponto Fusàio. (G àlmenara. * (Geog.) Ahmc-uà ra. Odia del regno di Valenza. (G) Al men che sia. * Cong. Lo stesso che Almeno. Lasc . Nov* Itied . (0 ) Almekora. * (Geog.) Al-mcn-dra. Città del Portogallo. (G) Almeno,* Al-mè-no. JS.pr.m. (’/Ialtnenos per halìomenos vieti dal greco hallome io salto. Può trarsi anche dal gr. hals mare, e da menos mente , impelo.) — Figlio di Marie , imo degli Argonauti . (Mit) Almeno , Àl-mc-no. Cong. che costituisce [eccezione , o) termine nel mene , Ài meno, Almanco, Per lo meno, sin. Lai* saltem, minimum, Gr. àhkolys. Foce. nor. 77. 5#. E se tu questa grazia non mi vuoi fare, ahnenn un lùcchicr d’acqua mi fo venire , ch’io possa bagnarmi la bocca. Dant. Purg. 16. g5. Convenne regeaver che disccrnessc Della vera cittade almen la torre. Petr. canz. 3. f. Per aver posa almeno inficio all’alba. Almeria. * (Geog.) Al mè-ri-a. Lai. Portus magnus. Città del regno di Granata.—della Nuova Spagna. (G) Almerico,* Al-me-rì-co. IV. pr. m. (Dal t ed.heim in casa, e reich ricco.)(B) Alweroce, * (Geog.) Al-me-ró-de. Città dell' Assia elettorale. (G) Al mezzo.* Avv. Lo stesso che A mezzo, Alla metà. Foce. g. 2. n* ti. (0 ) Almia. * (Geog) ’Al-mi-a. Citta della Sarmazia asiatica (G) ALMiCATSOARAT.(Àstr.) Al-mi-cau-dà-rat. y. Awd. (Some d? circoli niinnt i della Sfera celeste, paralleli all’orizzonte. Diconsi. anche Cerchi d’altezza. (V. Jlmucandaro.) (S) Almiowe.*(LcI.) ÀVnVoó-nc .Aàà.m.V*C r . (Da finirne salsedine, che procelle da hals sale.) J£/«ife/o dato a Filocle per la mordacità de'suoi scritti ( Aq) A LMfRÀ. * (Geog.) Àl-mì-ra. Città della Fenicia. (G) . ^ lidOf. 1 —'-"-'l< Ct m (HCUIU.^ XV(lyi ry iw -- - - , a 1, Aggi ° ta ^ 1 OSse ^ozioni astronomiche. Bocc. C.D. Magai* ec.{ A) ^ l i iAGR A 0 ^ ( ? 0P0 **- , ^^ei''ò. Nel maggior bisogno.Petr Tr. della fama.1 .(O) ^ Al-mà-gva. Sf. (Dallo spagnuolo almagre che vale tev- Ver secnav*» . rinahrescA Specie d’ocra . o di fornì ossidoto, ^•o-ocr^ se ? na) e , cinabrese.) Specie d’oct'a , o di fornì ossidato^ tl . eDWj Ce0 1 V ^ e trova ad Almazarro nella M urei a , e che serve a Sl pe z ~ ,e d tabacco di Spagna , a putire gli specchi, ed anche i eros- f-fi» ibo») ? L »*r..- . (Gì Al.\,. A, *U. » r'p t» ,-- 41-mà-ii. Città dell’ Anatolia. (G) i1,B3a E'Acc Ar \a C0 ^') 4l-mà-na. Antica città della Macedonia. (G) m1 ' Al-ma-nac-cà-re. r TV ncc i Far almanacchi; e fìg. le A, Ar,R £. * A i,Afì Ro. * co 8 ) Ai-mà-gre. Città di Spagna nella Mancia. (G) A^ lA Jor, A C() »0 Al-mà-gro. Città diSpagna nella Nuova Ca&ti<*lin. (G) 4 ' * ^ eo ^*) Al-ma-jò-ra. Cit.di Spagna nella prov. di Vedenzadfi) - -• ^ • » !.. . > • iiin.u t-ti-tt» t» ‘ - --— r \ s [iV. oss.] Far almanacchi; e fig. lo stes- C he Ev" ’ c. L-t-T . -- -y ' i ^ f , * Wi»- »— J - 1 gr. mene luna, onde meniucus , cd a' cui al matiah MA[ *ìcco . 1,-70 nome , trascelgo quella che il trae dal f>r. m 1 : \ r J'" 11511 ' 1 ! 1- - che i Latini avrai» cangiato in menu d,.| 1 a Sg'ucneod 0 l'articolo al, ne avrai» fatto a _ 1 mese.' P-_.■_ . 1-, . ..* ■ — thè sii s °. dei ^ i0r no n S< ” Ri'opnomc,i/e Liìn'o che contiene le costituzioni de pianeti, >tlc Hs Storno. — ( Effemeride, Lunario, Calendario, sin. Lat.ephe- 5 ,lac co’(|j '“'dannilo Or. t^nvi-.pis. G. E. 12. ( g, 2. Ma piu salutevole e utilmente si mena per doc- tw‘ vira c °l* a » H quali tc. sicno appuntati in tal maniera , che entrar nell’altro un palmo almanco. E cap. i3.3 .Per tutte «* e v * va > ** può. circuisca ’l podere; e se no , almanco il lMA K&is A g l 0rnn * t> fl Pre^^, Al-marwìì-na. Sf. Che dìcesi anche Alahamh’na. Pie- ,x rosso , men vivo del rubino , e C05Ì delta da Ahi’ Caria. (Mit) IS5a *i. >7r “(M'O . (Geog,) Al-ma-nc-sfrì. Città della FcJacchìa. (G) gnifica alcuna volta eccelso. ALMO.*iV T pr.OT.(VaIe saltatore,dal ^v.halma salto.) —Figlio di Sisifi* (Mit) a — * (Geog.) Fiumicello del Lazio in cui lavavasi il simulacro di Ci- bele ; o«gi il Rio di Appio o Acquatacela. (Van) (Mit) Almoade/* (St.Mod.) Al-mó-a-de. Nome della quarta razza de re di Fez e di Marocco. (Van) Al modo. Posto avveri ial. Lo stesso eh 1 A modo. Cavale. Med* cuor, s5o. Deesi dunque ec. discretamente considerare ogni pensiero* al modo che si considera la moneta del banchiero. (V) Al modo consueto. * Avvcrbial ~Al solito. Cr- alla v. Solito. (O) Al modo d’ oggidì. * Avverbtal.zzzSecondo l'uso moderno. Cr.alla v. Modernamente. (0) Al modo usato. * Aw.xzSecondo il solito. Bocc. g. 8. n. io. (0) AI. VOGA ri ensj.* (Mit.) Al-mo-ga-nèn-si. Sm.pl. Nome che davano gli Spaglinoli a certi indovini. (Mit) 2 20 ALMOI A I.M01. * (Geog.) A! mó-i. Città delta Prussia. (G) Almone, * Al-mó-ne. N.pr. m. Lai. Alinoli. (In ebr. ghualmon da gkuahi- mini adolescenza. ) Divinità del fiume Almo , che pur dicevcisi Almo. (B) (Mit) Ai.mohtb. * (Geog.) Al-món-te» Città della Persia . (G) Al mope , * Al-mó-pe. iV. pr. m. (Da) gr* halma salto, c pus piede: Piè saltante.) — Uno de' Titani. — Figlio di Nettuno e di File. (Mit) Almopii. * (Gcog.) Àl-mò-pi-i. Popoli della Macedonia. (G) ALMonAviDi.*(Geog.) AJ-mo-ra-vì-di, Popoli dell'Africa verso ['Atlante.(fi) Almucandaro. (Asti*.) Al-mu-can-dà-ro. Sm. (Dall’arabo almocanthara che vale il medesimo.) Foce araba , che serve a disegnare i piccoli archi immaginarli della Sfera, che si figurano paralleli all' orizzonte , c passare per tutti i gradi del meridiano.- ( A) ALMucmcHESf. * (Gcog.) Al-mu-chi-chè si, Almoutiquoi. Popoli mezzo selvaggi dell' alto Canada. (G) Almugià. (Asìr.) Al-mù-gia. Sf. L pianeti diconsi in almugia allorché si guardano sotto lo stesso aspetto delle loro case o segni dello zodiaco. (A) Almuzia. (Lett.) Al-mù-zi-a. Sf. ( II Jat. amiculum mantello fornì per metastasi di lettere almucìnm ed almuizium, onde almuzia. J Nome < he gli autori danno ad s un antichissimo abito canonicale, volgarmente detto Gufò. U almuzia è uno de* quattro abiti che possono usare i canonici delle cattedrali, che sono: cappa, mezzetta , mantelle ita e almuzia. (A) àlkaja. (Agr.) Al-nà-ja. Sf. Luogo piantalo o pieno d'alberi di alni, o siano ontani. (Ga) Al inetto. Avverbial. .*= [Detratti i cali e le spese .1 F. Netto. 2 -— * Recare la cosa al netto = Venire a conclusione , Conchiudere\ che dicesi pure Ridurla a oro. Cr. alla v. Oro. (O) àlnjdena. * (Gcog.) Al-ni-dè-na. Città della Caria. (G) Al mente. * Avverbial. col v» Venire = Annientarsi. Bocc, Decani, hitrod. (O) Alno. (Boi.) Sm. Pianta che ha il fiusto diritto , arboreo, ramoso, con la scorza liscia , le foglie glutinose , quasi rotonde, smarginate nella sommità, con le ascelle delle vene pelose e i peduncoli ramosi.Fiorisce nel mese di luglio, e vegeta lungo i terreni acquitrinosi. Lai. bctula alnus Lin. (Dai lat. alnus.) —, Ontano, Albero. Amidano,róz. Alam.Colt. 83 . Sovra l’onde correnti il leggici* alno Volontier nata. (B) (V) Ài- no. * (Gcog.) Isola del golfo di Botnia. (G) Al nome di dio. * Maniera usata piamente da alcuni antichi scrittori nel principiare o finire aleuti opera. Bocc., G. V.,il Bemb.ed altri.(fi) 2 — in sign. di Ben bene, Benissimo, Reiubc. Bocc.Filoc. Al nome di Dio; e quand’anche e’ce ne mcnassino, noi non andremmo per ladri, (V) Al novissimo bando. * Avverbial. = AL dì dei giudizio , Al fin del mondo. Dani. Pitrg. 3 o. i‘à. Quali i beati al novissimo bando Surgeraiz presti efc. (0) Al novissimo di'. * Avverbial. zzz Alla fin del mondo. Ar.Fur.2^.6. In terra un pyjo addormentatostese, Ch’ai novissimo di forse fia desto, ( 0 ) Alo. * (Geog.) Antica città della Giecia • (Mit) Alò. * N. pr. m. F. Eligio. (B) Alca. * (Mit. Gr.) A lc a. Add. c sf F. G. Lat. aloa. ( Da halos ovvero hatvas aja.) Festa in Atene ia onore di Cerere e di Bacco. (Aq) Aloade. * (Mit.) A-ló-a-de. Add. fi Gr. à\u>u? , ofoos. ( Dal gr . hnloa aja.)— Soprannome di Cerere che credeasi presedere alle aje. Detta anche Aloide , Aloea ec. (Mi!) Aloadino, * A-lo-a-dì-no. ZY, pr. in. — Principe degli Arsacidi o degli Assassini, detto il Fecchio della montagna. (Vati) Alobarca. * (Lett.) A-lo-bàr-ca. Sm. F. G.Lat. alobarches.(Da hah, halos sale , cd arche comando.) Nome che davano i Greci a quello che a- veva la soprintendenza del sale. (Aq) ÀLocnrMiCA, * (Chini.) A ÌQ-chfmi-ca.Sf.F. G.Lat. halochemia. (Da kals halos sale,e chymia chimica.) Parte della chimica che tratta de'sali.f A O.) ALociva. * (Geog.) A-lo*ci-va. Isola al nord del Chcvsoneso Cimbnco.(G) Aloco. (Mit.) ’A-lo-co. Add. fi ( In gr. a può esser priv. o intcns. La voce ti’chos vai gravida: quindi aloco può significare sterile, o madre di molli figliuoli ) Soprannome di Terni , carne sposa di Giove.fMit) àlccrate , * A-lò-cra-te. N- pr.f. (Dal gr. hals,halos mare,e ci'atos potere.) — Figliuola di Creole. (Mit) Ai.odia, * A-iò-ch-a , Aliodia. JS. pr.fi Lat. Aiodia. (B) Ai. odio, * A-lò-di-o , Allodio. N. pr. m. Lat. Alodius. (Dal gr. alloides trasformato ; e questo da alios diverso, ed idos forma.) (B) A Lui Roma. (Zool.) A-lo-dró-ma. Sm. F. G. Lat. balodroma. ( Da hals, halos mare, e diomevs chi corre.) Cenere d uccelli, così detti per l'abitudine che hanno dì camminare sopra il mare. (Aq) Al ò. (Boi.) A-loé. {Sm.nideclìLat. aloe. Gr.à\c‘f (Dal %r.hals,halos sale, o mare, a motivo del succo che- queste piaute forniscono, di un'amarezza «■strema e nauseosa, che rimembra quelle delle* acque del mare.^LVa/.-tu che ha le foglie cauline , dentale. , aniplessicaulì , guainanti , diritte, cui uose \ i fiori a mazzetti, pendenti , cilindrici, peduncolati.} 2 _ Pigliasi uni he per lo Sugo che si cava dalla medesima erba Ilicett. Hot. i 5 - L’ aloè è il sugo d’ una pianta cosi detta , la quale è in Italia per tutto, benché non atta ad averne il sugo, come di quelle d’Egitto e dcìl liulìe. Bocc. nov. 7 6. 10. Le quali egli fece confettare in un uloè palico fresco. 3 — Per metafi [Cosa spiacevole, disgustosa.) Galat. 65 . Ma. egli non è questo la cagione di ciò, anzi è l'agrume e l’aloè della lor rustica natura. Petr. canz. 48. g. Oh poco imi , molto aloè con fele ! — L'gno d’un albero di preziosissimo odore [denominato Agalocco. Fi] Lat. agallochmn, xylaloe. Gr. c.yxXhox ct/ ’ £ r °v- cv fi 79 • 2 ■ Rdra i quali eh mostralo palle di rame stampate, nelle quali ardeno aloe ed ambra. /*’ appresso ; Ed elli disse che ’l fumo dell’aloè e dell ambra toliea loro il buono odore naturale *, che (a {emina non vale urente m- ili lei non viene come di luccio istantio.i?occ. nov. tfo.f 3 .Poi nella villici a cullatisene , seuti quivi maravigUoso odor di legno aloè. ALOKSO fa Aloea.* (Mit.) AAo-è-a.Addf. F.G. (Da Italo a aja.)—, Aloa \. SIT ' eif{t si sta annuale de*popoli dell'Attica a Cerere nel tempo in cui ba il grano. (Van) /A. 0 -) Aloedario.* (Farm.) Alo-c-dà-ri-o .Add.m.Lo stesso che Aloetico*!, Aloeo , * A-lo-è-o. JV. pr. m. (Dal gr. alea calor del sole,)*— Titano e della Terradel Sole e di Circe. (Mit) . ihasd Aloes , * A-lo-ès. JV. pr. m. Lat. Aloes. ( In ebr. halohesc da l a incantare; c vai dunque Incantatore.) (B) # . a a iio Aloetico. (Farm.) Àlo-c-ti-co. Add. m.—, Aloedario, sin• ^§5 de’ medicamenti , ia cui base è l'aloè. Fallisti. (A) 'jcip* 0 2 —* (Gbim.) Agg. di Acido. Forse una combinazione del p rtl amaro dell'aloè con l'acido nitrico. (A. 0.) Joéj Àloexilo. (Bot.) A-io-c-xi-lo, Sm. F.G. Lat. aloexiItmi.(Da . ' oC ^ il e xylon legno.) Nome dato ad un genere di piante, a moM° legno di esse è molto amaro, come quello dell' aloè. (Aq) .^r Alofa\ta.* (Lett.) A-lo-fàn-ta. Sm.F.G. Lat. halopbanta.(^ f) /. (1, i 1 , c Val aiqfunte è da holon tutto, e phantizo io dichiaro, io fo app arl,t jj fai 1 dunque chi dichiara tutto ciò che, vero o falso, abbia interesse credere. ) Uomo prezzolato per mentire , ed è quasi lo stesso c cofante. F. (Aq) jjos Àlofila. (Bob) A-/ò-fì-la. Sf. F. G. Lai. halophila. ( Da hals , sale, c phile amica.) Nome di un genere di piante , cosi dette p abitano nelle acque salse del Madagascar. (Aq) # .. j e l^ e A loggia.* Avv. col v. Tenere , cioè A bada , A disagio,e il p ,u volte s’intende quasi con beffa. Cr. alla v. Tenere. (0) ^ro Alogia.* (Lett.) A-io-gi-a. Sf Discorso contrario alla ragione , QS Assurdità. ( Dal gr. a,priv., e logos ragione o discorso, 0, t 1 ^ c / , .^U assurdo , inetto.) Uden'. Nis. 4 . Alogia di simil lega è p l *°l in Aulo Gcliio. (B) 2 —* Incocrenza. ( Dal gr. a priv., c logia collezione.) (N) 3 —* Nome che i Greci davano qualche volta ai conviti, ai ^ aliC )lP i^o perchè allora pareva che la ragione si abbandonasse, ovvero a' ^ a del concorso di 'più persone. ( In quest’ ultimo senso vien da » intensivo, e logia raccolta.) (Van) Aloguni.* (St. Èc.) A-lo-gi-à-ni. Sin. pi. F. Allogiani. (B) Alogidi.* (St. Ec.) A-lò-gi-cli. Sin» pi. F. Allogiani. (Aq) *^ f , Alogista.* (Lett.) A-Io-gì-sla. Sm. F. G. Lat. alogista- ( Da a c logos ragione, discorso; onde alogislos privo di ragione.) C/orfl° raziocinio. (Aq) - v ,, ® Alogo.* (Mit) ’A-lo-go. Add. m. V. G. Lat. alogos. ( Da a C j>li logos raziocinio.) Nome che gli Egizii davano a Ti fone conte q che rappresentava le passioni alla ragione ripugnanti. (Aq) Alagonià.* (Geog.) A-lo-go*ni*a. Città della Messenia. (G) . (ps Alogotuofia.* (Med ) A-lo-go-tro-fi-a. Sfi. F. G.Lat. alogotrop 11 ^ alogos inetto, assurdo,c trophe mitrimcnto.) Nutrizione ineguale 0 proporzione di alcune parti del corpo. (Aq) . n> 3 ' Aloidi.* (Mit. Gr.) A-Iò-i-di. Add. m pi. F. G. (Da hals, * li \ re, cd ideo io so : Perito del mare .)—Soprannome di Gioca J figli di Nettuno , e d'IJìmedia moglie di Aloeo. (Aq) ? Aloirgidi.* (Arche.) A-lo-ìr-gi-dì.AVrt.pò Lat. aloirgitae. Gr. c° r Abiti tinti in porpora senza che vi fosse mescolato aleuti lare. (Mit) _ . Aloisia. (Bot.) A-lo-ì-si-a .Sfi Questa pianta, adornamento dei g n gì 'lt tanto pei l'odore gratissimo di cedrato delle sue foglie, quaid° qualità di crescere a guisa d' alberato, e di accomodarsi a s Pf 1 ha lo stelo diritto, ed i rami fisci a quattro facce; i fiori picco* 1 lf i bianchi, in rada spiga, e terminanti.Dal Chili fu portata nel */ Toscana. — , Cedrina, sin. Lat. verbena triplrylla Lin. (Ga) j,nlh Alomanzia. (Lett.) A-lo-man-zì-a. Sfi. F. G. Lat. halomantia.O ^ift halos sale, e mantiu divinazione.) Maniera d'indovinare e di f ^iit l' avvenire per mezzo del sale, la quale ha la sua origine perchè credevano che il sale fosse sacro , ed è perciò che chiama divino. (Aq) Alona.* (Geog.) A-ló-na. Città della Spagna.'— del Nuovo M ■ " ■ ■ "" cui" Isola della Propontide. (G) Alona. (Mario.) A-ló-na. Sfi. Tela di canapa forte e grossa^ d l fanno le vele. (A) Alone. (Aslr.) A-ìó-ne.[A’m.] (Dal gr. halos area, corona,circolo, ” ghirlanda che circonda gli astri.) Quella ghirlanda di lurne }1 °, (a F che vedesi talvolta intorno afa lana , 0 ad altro pianeta, f c7 j c ft'Cf fra-ione de'raggi loro nell'aria vaporosa, o altra nuvoletta solt, \ 0 fi posta fra essi ed i nostri occhi. Lat. halos. Gr. a,\ws. Visc*~° 0 ° G. 24^ Quel cerchio che talvolta intorno alla luna 0 \cJK alone. Golii. Sagg. 8g. Quali sonò l’iride, l’alone, i parchh 1 flessioni del mare. E fÓp.Che il sole e la luna si mostrassero quanto l’aurora , c gli aloni interi. A‘$i& cC ^\ 2 — (Miiit.) Così viene chiamala dal Demarchi quell'opera ,j aS i/o> ìl r composta di quattro lati, che si pone innanzi le fàcce d- • rivellini. Alcuni scrittori l'hanno denominata Lunetta, ed a glionc. Quella di Alone è degna di essere ammessa, P er f, 1 ‘fyc£ e ^ V uff icio del medesimo , il quale è di far ala 0 riparo all e J ^ bastioni e viveWni. (Gì) < » c ^a) 3 •— * (Anat.) Gli antichi anatomici così denominarono q u rosseggiante che circonda il capezzolo, e che ora diciamo A 1 Alosesa.* (Geog.) A-lo-nè-sa. Isola del mare Egeo, (Mit) Aloni.* (Geog.) A-ló-ni. Città dell' Assoda. (G) Àlonu.* (Gcog.) A-Jò-ni-a, Isola del mar di Marmora- (G) ^ Alonio, * Adò-ni-o. A', pr. m. Lat. Alonìue (V. Alone.) (yl ^ Àlonisteno.* (Geog.) A-Io-ni-sté-no. Monte della Marea- ('filiti $ Alositro. (Min.) A-lo-nì tro. Sm. Nitro di color vario, osSl(t i dt iù li ° fiorisce sulle muraglie. (Dal gr. halos gen. di hals sale, 0 "Sai nitro.) (A) . *1^ Alonso, * A-lón*so. N-pr.m. Lat . Alonsus. (Dal ted, all tuu * noi: Tutto nostro.) (B). Ali ALONTA 'OSTA. ^Wnt* (Geog.) A-lón-ta. fiume delia Sarmazia asiatica. (G) Air, 1 ? 1 '-* CGcog.) A-lon-tì-gi. Popolo della Melica, che altri disseta (G) m . Alunzio.trtt. Haliuitium, Antica città della Ai-opg ,A-lò-o. N. pr. m. F. Aloeo. (Mit) 0 Cc i’ A-lo-pc. N. pr. f (Dal gr. hals , halos mare, ed ops occhio: i Ul '' i 110 “i mare. Occhio azzurro.) —Figlia di Cercione, amala da Net- a ^ iT Una delle Arpie. — Figlia dì Attore. (Mit) Alope p ^ *°S0 Città della Tessaglia. — del Ponto. — della Focide. ( fi ) C n ll€ E ' * (Geog.) A-Io-pé-ce, Gli Alopeci. Borgo deWAttica ove na- a *Z* Vi ^fi st ìde e Socrate. — Isola dell'Asia minore. (G) 50 w. A*' r ■ P r ‘ m - (Ga! S r * ctlopex , alopecos volpe.) — Telanofamo- Atopg'*' * a su <* astuzia.'(Mit) g r> , A ‘ (Mcd.) A-lo-pc-ci-a. [iS/f] Infermità che fa cadere i peli. (Dal ì c v ^°P ecia che vale il medesimo , e che si trae da alopex volpe , poiché Al)n‘^ 1 vanno frequentemente soggette a questa malattia.)—, Alopezia, SiccV* 3 ’ ^ uf ‘ na : Peiarclla, e vale contro all’alopezia. ^to Plr ; , A-lo-pi. N. pr. m. V. Alope. (Mit) li'c/, • ■ (AI.at.) A-lò-pi-ce. Sm. Lat alopex. Cosi da alcuni degli an- Stilli, „v' ,alom ‘ci fu denominato il muscolo Psoas. (E ciò per qualche ■nti)p lc = la nza colla coda della volpe, in gr. alopex , ecos.) (A. 0 ) . N a| c I’ * Wcd ) A-lo-pi-cì-a. Sf. Lo stesso che Alopecia. P. Cr. 6. nt(i Pl0 a ®cahiosa contro l’alopicia. (A) a g’/L 5 : lò -PÌ-°. -A. pi'- rn - (Nome patron, tratto da Alope. V. Alope.) — “t Ercole e di Lantoe. (Mit) o ■ (Bot.) A-lo rà-gi-dc. Sm. V. G. Lai. haloragis. (Da hals mare, h'antc ’ rt 'Shos acino 0 granello d’uva.) Nome dato ad un genere di «et > ftj ’ Perchè crescono sui lidi del mare , ed il loro frutto somiglia ri a d'uva. (Aq) À / ■ ’ lc> [S'm.] V. A. V. e di' Odore. Lat. odor. Gr. oz/j-r,. (Dal a 8°de m *° Mando odore.) Rim. ant. li. Pucciant. da Pisa. Lieto a n ClT, a * ?! 01e De tanto lidia flore. '•“Uro i>o ^o«, (Geog.) A lo-rì-ti. Popolo della Macedonia. (G) (Geog.) A-lór-no. Città dell' Indostan. (G) ■..«oso a i ^' ro ' O pr. m. — Primo re de' Caldei. (Mit) , -àtó^ s ró so.[Add.m ] V A. f^.edi’Odoroso.Ln(.odorus,beneòlens. Gr. daMajan. 33 .Rosa c giglio e fioro aloroso. V. Oloroso. (O a (Mat.) A-Jor-rò-mc-tro. Sm. F. G. Lat halorrhometrum. C ^ Q ^« ^ la ^ os ffiare i rheo io scorro, e melma misura.) Così Kircher Ce tfó?* e U,ì ° strumento versatile , con cui si pub congetturare il retro - so? del flusso del mare , secondo la posizione della luna riguar- k ,, /f > siccome coll'astrolabio s' investiga il luogo del sole e della zodiaco. (Aq) Sa W '.™in.) A-losà-cnc. Sm, V. G. Lat. halosachne. (Da hals, halos .. ..... nelle cavità delle roccie, ove il calore del sole le faceva . t ' r,, '’r.K G . e delta consistenza. (Aq) >*Nto- ;j. G ™g-) a-io -sàn-gn. Città dell'India. (G) l ato s sa | (Min.) A-lo-sàn-to. Sm. V. G. Lat. halosanlhos. (Da halz , 5 ns t,A.r di - sale CA q) i ^ spez ° Sua ’ Bevanda spngnuola , fatta d' acqua , di miele s P a S- è detta idnja o aloxa.) Lat. hydromeli aro- hì 011 *h. r ùf>wfioLTiK&. Red.Ditir. Dell’ aloscia e del canchero 4 , a U dall; 10 © 00 e 110,1 lie chcro. E Annoi. igS. Aloscia, bevanda costu- * fcpagnuoli, c introdotta in Italia. .‘■, Gr -> A4o - sì Ì nc. (Dal gr. hals , halos mare, e syden A- l( i s/». e ’ v , (1 l°cemente : Chi va velocemente per mare.) Dea del mago. che Antìtrite. (Mit) rfe'p 60 ^) A-lò-sto, Alost, Aalst , Aclst, Anlst. I-at. Alostum. A> s tn< (&V (G) i ìe ciiA-Id-ta, Lat. Aluca. Antica città della Corsica. (G) sale llni ') A-lo-tè-cni-a. Sfi V. G. Lat. halotechia. (Da hals, * n '«o () e .. tcc hne arte.) —, Àlurgia, sin. Si dà questo nome ad Al'l e deli,. ( a fumica , che s'occupa della natura, della preparazio- h i 6sse «A. gf!’l ,os ' z,n nc de’ differenti sali. (Aq) al/ > halos ‘V - ^ A-lo-tés-se-ra. Sf. V. G. Lat. halotessera. (Dal gr. h, ‘tienile C ,es )f ra cl,c in lat. vai coho.) Nome dato da Lhoyd Al' 11 " in Vfj pH’ica, più o meno impregnata di sale marino , che si ■ /! Z"’J; al ‘” e y 0 specialmente in quella di Hall, nel Tiròlo.(Aq) (Min i A I A do-ti-te.^A/; Lo stesso che Aliolite. (Aq) ’ t 'T E (ftr la-'^aa A -'ò ti i-co. Sm. Lai. alotricnm. Cristallizzazione che "a nt 'gitl/ lla S0Ui Hssinie di 2 o 3 pollici di lunghezza, sopranna sale I 1 ?.’ . nella miniera di mercurio ,d’ Idria. (Dal gr. hals , ''' (A,'r II .' tóM °p | - |k )( |5oss ) ' ) A-lo zi e, Add. c sf. pi. V . G. Lat. alotia. ( Da hit- ALPIGIANO 22 1 losìs che in gr. vai presa, cattivila.) Feste degli Arcadi in onore di JAineiva in memoria della loro vittoria su' Lacedèmoni a'quali presero innumerevoli prigionieri. (Aq) ALozzo.*(Mit.Ar.) Adòzzo. /V. pr. fi — Una delle tre figliuole del Dio supremo secondo la teologia araba. (Mit) Al palio.* Avverbial. col v. Andar e z=z Andar a vedere la corsa de' cavalli. y . Andare al palio, §. 1 . ( 0 ) 2 —* E fig. , anche col v. Andare, dicesi per mostrare la stravaganza o il ridicolo d' alcuna cosa, y. Andare al palio, §. 3 , e y. Palio. (N) 3 —* Col v. Mandare = Pubblicare , Manifestare. (O) Al pari. Posto avverbialm.zzzAllo stesso piano .—, Al paro, A paro, sin. Lat. acque, ex acquo. Gr. è%iSegn. Man. Otiob. 28. 3 . Se ami di veder la giustizia osservata al pari. (V) 3 — In comparazione, In confronto. Alarn. Colt. 1. ig. E tanto più, che nulla cosa al pari Addolcisce il sapor che il dotto innesto. »Scgn. Man. Feb. 28. 2. Magnurn benefìcium è quel della predestinazione; magnum ...., perchè tutti gli altri son piccoli al par di quello. (V) 4 >— Nel commercio dicesi allora che ne'traffichi de* mercatanti non corre cambio. Dav. Carnè. 97. E gli darà (danari J a un mezzo, a un quarto , al pari , e con perdita. 5 — Nello stesso punto di tempo. Cecch.Dissim.2. 2, Io sarò là al pari di te. (V) 6 — [Secondo, A tenore.] Alleg. 2^. Tal ch’io non posso, al par delle mie voglie, Avvisarne correndo la sua moglie. 7 — * Dicesi anche Ad un pari, e vale lo stesso che Al pari. Scgner. Mann. Die. 7. 2. E presso le staranno questi ad un pari? (V) Al paro. Pesto avverbial. Lo stesso che Del pmì.Alam.Colt.2.46.Che ’1 sentirsi talor nel loto involto Co'più vili animai vivendo al paro. 2 —* Al pari. Alani. Colt. 2. 48. Gli altri, che Y Arcadia onora, Fur di sì gran valor, eh’ei vanno al paro Alla madre Eleusina , a quel che sparse, cc. (V) Alpe .Sfi c talvolta m. ( Alpes , 0 alpen nell’antica lingua de' Galli significava monte alto , sublime} Al peti in lingua punica è lo stesso che il colle : c peti presso i Celli valse capo .V.Alpino.) Propriam. quella montagna. altissima che fascia l'Italia da tramontana. F. Alpi. Lat. Alpis. Gr. Zì.'rn. Petr. son. 4 $. Lasso! le nevi fien tiepide e nigre, E’l mar senz’onda , e per l’Alpe ogni pesce .E canz. 22. /.Già su per l’Àlpi nova d’ogui intorno. E son.11/j. Udrallo il bel paese Ch’Appennin parte," e’i mar circonda e l’Alpe.G. y.i. 33 K 1. Presso alle montagne dell Alpi appeu- ninc , nelle contrade di Modona. 2 — Per qualsivoglia montagna generalmente. ( In questo senso trovasi adoperata dagli antichi Galli e da'Latini del basso tempo.) Din. Comp. 1. 25 . Piangono i suoi cittadini, formati di bella statura cc., posseditori di così ricco luogo, attorniato di belle fiumane e d’utili alpi c di fini terreni. Bocc. nov. 3 o. 2. Non è egli perciò che alcuna volta esso fra’ folti boschi, e fra le rigide alpi, e nelle diserte spelonche non faccia le sue forze sentire. Dant. Inf 3 o. Come di neve m alpe sanza vento. Al peggio/ Hlodo avverò. L^o stesso che Alla peggio. Ar. Fur . 1S. ( 0 ) Alpeno/ (Geog ) Al-pc-no. Città capitale de' Locresi. (G) Alpesa/ (Geog.) AI pé-sa. Città della Betica. (G) Alpestre, Ai-pè-stre. Add.com. Di qualità d'alpe , t^fig.) Rozzo i Sal- vatico , Aspro .—, Alpestro, sin. Lat. asper, sylvestrxs. Gr. élyptos.Petr. canz. 8. 7. Mi celan questi luoghi alpestri e fieri .E p.2.E con paiole e con alpestri note Ogni gravezza del suo petto sgombra. Alpestre rtiff. da Alpino , Alpigno ed Alpigiano. Alpestre o Al- pestvo (da alpe ) si dice ciò che si riferisce ad alpe, ciò eh’è simile ad alpe. Così Via alpestre , Luogo alpestre valgono Via scoscesa, Luogo montuoso qual alpe- Nel fig. ha forza di rozzo, aspro, duro cc. Alpino include la idea di provenienza da alpe, di appartenenza ad alpe; come : Genti alpine , Erbe alpine , Frutti alpini. Alpigno è più affine ad Alpestre nel significato di scabro, rozzo ec. ; poiché in virtù di desinenza esprime meglio le qualità d' alpe. A pigiano^ o Alpigitio ì indica più propriamente V abitator delle alpi. Alpestro, Al-pè-stro.^ù/./w. Lo stesso che Alpestre. V Lat. alpinus. Gr. Gcypios.Danl Inf 21.1. Era Io loco, ove a scender la riva Venimmo, alpe» stro. Bui. ivi. Alpestro viene a dire d'alpe. Petr.son.21 . Fu per mostrar quant’ è spinoso calle, E quanto alpestre e dura la salita. E son. iy 3 . Rapido fiume, che d’alpestra vena Notte e dì meco desioso scendi. E 266. Porto il cor grave, e gli occhi umidi e bassi, Al mondo ch’è per me un deserto alpestro. 2 — E per sinvlit. [ <57 dice anche de ' costumi e delle maniere.} Lat. saxeus. Gr. \£Lqs. Bocc. nov ig . 16. Avendo udito lei essere cosi cruda e alpestre intorno a quelle novelle , non s’arrischiò. Alpi/ (Geog.) Gran catena di monti dell'Europa centrale^ che comincia al Monte Cassino iti Italia presso il colle di Tentale che montando sino al yalese , corre ad oriente sino alla sorgente ddla Drava , ed indi si piega nel!'[(Uria ove termina. I foro diversi rami prendevano e prendono diversi nomi , come Marittime, Cozzic, Gtaje, Penni- ne, Rezie, Nonché, Carnichc, Giulie, Venete, Lcponziane, cc. (G) Alpia/ (Geog.) ’Al-pi-a. Antico nome della costa al nord del Tirreno , là dove le Alpi separano la Francia dall Italia. (G) Alpigiano , Al pi-gùì-no, Add. m. Abitator d alpi. Che ha domicilio nrl- 1 ‘ alpi , ed usa^i anche in forza di sost. — , Montanaro , Alpigmo , Alpino, sin. LaU- alpinus.' Gr. òpen-os. Liv. Dee. 3 . Li quali non orano molto meno di lingua c di costumai , che gli alpigiani, orribili, essendosi con ragionamenti mescolati co montanari. Frane. Sacch, nov. tj3. Ma non s’avvisarono mai, come gente alpigiana c grossa, come il fatto fosse andato. 2 — [ Diccsi anche delie cose ciac d’alpe.] Al, F. 1, 23 . Fidandosi AL SEGNO senti 1 22a ALPIGINO nelle loro alpigiane fortezze. Pass 3 / 5 . Altri con favella maremmana, rusticana, alpigiana Varrozziscono. 3 — * E' anche il nome di una Specie di fungo. (A) Awc.niof -no.Add.m. Lo stesso che Alpigiano.M. Fill.AmntifO) A limoso, Al-pì-gno. Add. m. [Propr. Di Alpe, efig. Alpestre, F, La. alpinus. Gr. òptivós. Liv. Dee. 3 . Mostrò loro Italia , e i campi circumpadani soggetti a’monti alpigni. Arrisi.' (Geog.) Al-pì-ni. Antichi popoli della Spagna, (G) Alpiniano , * Al pi-ni-à no. N. pr. m. Lat. Alpinianus. ( È nome patronimico di Alpinius : ed Alpinius l’é di Alpinus. F. Alpino.) (B) Alpino, Al-pi-no. Add. m. D'Alpe, F. Alpeslre. F. Alpigiano. Lat. alpinus. Gr. ópntos. Lib. cur.feibr. Dell’ erbe sono migliori le alpine, ebe quelle colte nc’piani. Ar. Far. z 4 - ò 3 . Sembra fra due montagne un vento alpino. 2 — Ed in forza di sost. Tass, Ger. 15 . 5 2. Se non se in quanto il gelido c l’alpino Delle rigide vie tarda l cammino. Alpino.* N. pr. m. F. Albo. (Alpino vai montano. V. Alpe. Può significare anche bianco , dal celt. alb o aìp che pur bianco significa , e donde è alpum che i Sabini diceano per album bianco.) — Caldeo poeta lutino. (B) (Mit) Al piu. Avverbialm., significa Io stremo di checché si coglia o dire o fare. Lat. ad sumraum. Gr. sV* 'jckùov. Guid. G. g, Rapporta al tuo Re . che al più ci partirei» domani della sua terra. .'Il pic al p iu\ Avverbiali?}. Lo stesso c/te Al più, ma in forza di superlativo. Al piu' KLio.Avverbial.Lo stesso che Al più al più, ma riferito a numero. Lat. ad suinmum. Gr. ^teia-rcc , gVì zrksitrrov. Tav. Kit. A me pare il meglio che noi andiamo soli , e , al più alto y due o tre. Al piu* grosso.* Modo avveibiaì. = Di grosso fin grossa somma. Lat , Tesorett. i 5 . 83 . Ma tanto dico bene , Se talor si convene Giuncar per fare onore Ad amico o a Signore, Che tu giuochi al più grosso, E non dire ; i* non posso. (B) Al piu' lungo. Posto avveri. Lo stesso che Alla più lunga. Segn. Mann. Marz. 23 . 5 . Se pur sono beni fque* del secolo J , sono al più lungo tutti beni di un secolo. (V) Arpone.* (Geog.) Al-pó-ne. Fiume dell' Aita Italia. (G) A i,poTfo. * (Geog.) Al-pò-no. Lat, Aiponus. Città della Macedonia o della Tessaglia. (G) Al possibile. Posto avverbialm, vale Quanto far si possa.Lat. quantum licet- Gr. sU hvva.piv. Tue. Dav. Pii, Agr. 3p2.GiulioFrontino valoroso resse bene al possibile quel carico. q — * Quanto possa essere. Cecch. Dot. <$. 7. Vo’ dire s* egli è piccolo , grosso, magro? .. . Egli è magro e secco al possibile. (V) Al postutto. Posto avverbialm. Modo antico. Quasi post omnia, hi Lutto e per tutto , Per ogni guisa. Lat. omnino , prorsus. Gr. ^air7). Flos, 5 o, Nov. atit. 1. 2. Per volere al postutto provar se Io ’mpera- dore fosse savio in parole e in opere. Cr. 2. 8. 2. Ed imperciocché egli c diviso c partito dal vigore dell’arbore principale, pullulerà ni arbore vile ed ignobile, ed alcuna volta non pullulerà al postutto. * Albert. 49 * Al postutto fuggì la ’nvidia , perciocché maggior danno fa a colui che la porta , che a colui a cui é portata. 7 'rati. Con sol. A tener l’iiomo bene a mente come dee morire, al postutto si è mollo buona memoria. Frane . Sacch. Rim. Sarà forse asciutto Del mio a- mor , che poco n* ha al postutto. Boez. farcii 3. p . 3 .Chi manca ec. d’alcuna cosa , non può chiamarsi al postutto sufficiente e bastevole a se medesimo.» Bemb. Pros. 3 . 206, Lcggcsi Al tutto, che i più antichi dissero Al postutto , forse volendo dire Al possibile tutto . 0 ) Al presente. Posto avverbialm. vale Di presente , Ora, In questo tempo , In questo punto . Lat . in praeseatia.Gr, vvv, lv rà ’Xctpóvn.Bocc. nov. 1. g. E perciò conciossiecosachè tu niente facci al presente , ove a questo vogii intendere, io intendo di farli avere il favore della Corte. E nov. 8■ 3 . Li quali al presente vogliono essere gentiluomini e signori chiamati c reputati. E nov . 4 *• *0- Deliberò co’ suoi compagni non essere da tornare in Cipri al presente. Guid. G i 34 - Veramente le loro lamentazioni singolari non si specificheranno al prcscnt e.Fir.As. y8. Al presente eli’ arde d’ un giovane, il quale é sommamente bello. 2 —* Immediatamente, Subito. Sencc. Pist. m 5 . Colui che fa male, benché non sia punito al presente ec., però egli non è mai al sicuro.(V) 3 —* A un tratto. Eirenz. Tomo 2. pag. 222.E così quella mano che non era pur usa a maneggiare quattrini, possedeva cosi al presente cosi bei ducati. (V) i j —* In luogo di Present e.Vit.S.Cresc. 33 i . Sendo al presente S. Za- nobi e tutti i suoi compagni, e con S. Eugenio: allora S. Crescenzio v . / , . p . giacendo nel suo letto presente loro, fecesi Io segno della S.Crocc. (V) Alroe. * (Geog.) Al rò-c. Isola della Danimarca, {G) Al pria e al poi. Per A IV innanzi e AIV indietro.Data. Par. i 3 .i 8 . E Al rombo. (Mario.) Comando al timoniere, perche tenga 1 j nella rotta cominciata. (S) . . , . n àlrune *(Mit.Celt.)Al-rù-ne. I Penati o Lari degli antichi Gei? Alsa. * (Geog.) Antico fiume della Venezia. (G) ^ Alsadamo. * (Geog.) Al-sa~dà-rao. Monte della Stona, (G) gpuJJ, Alsamach. * (Anni) Alsa-màch. Sm. V. Ar. -, Alsemac \' Le x. €,» sì venne detto una volta il forame dell’ osso petroso. CasleU‘^ nftìa cl> 2 — * Col v. Venire ;= Trattare della quistione strettamente , allontanarsi da essa. Cr. alla v. Venire. (O) Alpcjxarras. * (Geog.) Al-pu-xàr-ras. Lat. Alpuxarrae. Le pia ulte tagne della Spagna. (G) Alquando, * Al-qnàn-do. Avv. Talvolta. Lilurnio. Ber". ( 0 ) > , . Alquanto, Alquanto, Avv, Un poco. Lat. aliquantum. Gr. r ‘ °-; cr a ri feixpoi/. Bocc. nov. 1 -j. i 3 . lattasi alquanto per lo mare, che tP 3 tranquillo, con tutta la cassa il tirò in terra. E Ititrod. 29- E sse oggi alquanto le leggi ristrette al piacere. . a |p 2 — [Suol denotare quantità di tempo. Lai. paruinper, paulisp er 'J quaudiu. Petr. canz. 18. 6. E se questo mio ben durasse Nullo stato agguagliarsi al mio potrebbe. viBocc. g. 8. nov. 10. Ella ua della camera e stata alquanto, tornò dentro piangendo. (Cin) 3 3 —* Connota qualche volta disianza di luogo. Bocc. Introd- E* detto luogo sopra una montagnelta , da ogni parte lontano alq" a alle nostre contrade. (Cin) . -, 4 — [Segna ancora diminuimrnto , e] vale Un poco. Lat. p a "* u , 0) paulisper. Datit. Infi f. 97. Da ch’ebber ragionato insieme alq“ an . of , Volsersi a me con salutevol amno.nBocc. g. 9. nov. 7. Venuto 11 no chiaro, e alquanto la tempesta acchetata, la donna alzò la testa-1 e 5 — Qualche cosa. Cin. Rim. p. 1. son. 14. Se mi reputo di n alquanto , io ne ringrazio Amor, f Cioè : se di nulla , eh’ i° 101 mi reputo qualche cosa. J (M) /J( j- Alqoanto. Add. di quantità discreta che in tal caso, aggiunto a jj, mero plurale q singolare che significhi pluralità, vale Aironi. >a , fi. quot. Gr. nvù. Bocc. nov. 25 . io. E quinci tacendo , alquai'K 3 ", 0 , me dietro a profondissimi sospiri mandate per gli occhi Fuori > ^ minciò ad attendere, ec. G. F. 7. n/f. 3 . Ritornò messerl ,r ' 11 ^ l ' c i ) e dal Fiesco vicario d’imperio e d'Alamagna , con alquanta S r «j ebbe dal re Ridolfo. Petr. canz. 3 . i. A qualunque animale a Ja in terra , Se non se alquanti che hanno in odio il sole, TemP" travagliare e quanto è il giorno. E canz. so. 3 . L’industria d alq u uomini s’avvolse Per diversi paesi. .. 3 p« 2 — Bgg- ad ogni altro n. sost. vale Alcuno, Un poco. Lal.^'F^, tura. Gr. iroaós. Bocc. nov. 77. f. Io intendo farvi avere alquaDW ,. passione d’una giusta retribuzione. E Fiamm. 6 . 4 ’ • Ala dopo al>l to spazio, ella a me ritornò con tristo viso e lento passo. G- 134. i. Per dare alquanto silenzio alla guerra, onde erano agg ra E n. 79. 2. Solfria il guastamente del suo regno, possendolo c0 j 8 gere e salvare con alquanta giustizia. Cr. 9. 4 $- 2 - Mescola c ° . dette cose alquanta calcina viva. Pallad. La prima sua mietitiu"** dugi un poco , sicché di quella caschi alquanto seme. .. J,r£i 3 — * Fola uso. Fit. S. Gio. Gualb. 3 iy. Tagliato il naso co e’ denti, appena eoa alquanta poca di pelle ec. (V) fi. 4 — Talora nel numero del più ha forza di sost. Bocc. nov. ^ U’ fi. Alquanti che, risentiti, erano all’arme corsi, n’uccisero, E fi'E 10 . Per la qual cosa da alquanti il diviso e lo invito del peregrino ci ai biasimato. Petr. cap. 5 . Ma d’ alquante dirò, che ’n su la cin 1 ? vera onestade.Ovief.Pfst.Alquanti dicono che Achille di lei nonxn ,B ® 5 — Trovasi anche in forza di sost. col secondo caso dopo di s .'pf‘ e’sembra reggere, ma Con esso s’accorda', come si trova press 0 ‘ n iv ni. hai. aliquid, aliquantum. Gr. ri, iroaóv. Bocc.g. 1, fi. C* 1 ' a , pd non prende di tempo avanti, non parche ben si possa provveda^ q- l’avvenire. E nov. 14. s 3 . In lui ritornò la smarrito colore. ^ |]( j quante delle perdute forze. E appresso : Con alquanto di b ll0 “ e di confetto il riconfortò. . „ n“ 6 — [E può anche non accordarsi. ] Petr. son. 3 2. Ma però c manca a fornir l’opra Alquanto delle fila benedette. ( ( U>’ Alquantuni , Al-quan-tù-ni. (Usato inforza di sost. pi. tanto , che nel fi] F. A. Alcuni, Alquanti. (Dal lat. aliquot e da . oS (i' Lat, quidam, aliqui. Gr. tivù. Fr. Giord. Pred. B. Alquanti 1 p. natamente mai non lo vollero credere, ma alquantuni locreueron 0 cilità. Lib. cur. malatt. Alquantuni sogliono rimanerne c, ! 1 ? , ! s |ido'’ c ' segr.cos.donn. Provanoalquantunegli sconcerfamcnti prodotti da Alratica.* (Fisiol.) Al-rà-ti-ca. Add. f. Aggiunto divulva alloro ca di forame o ne ha piceìolusimo. Castelli Lex. Med. ( ’ ‘ l’cbr. al non, e ralzagh forare.) (N) Alresfordia. * (Geog.) Àl-re-sfòr-di-a, Alresford. Lat. Alcsfordi • d’Inghilterra. (G) jjVj . 0 ALRicor* (Geog.) Al-i i-co,Alrik,Elrick.Lcit Ah icus. FiumedcllaooOfi. fi). Al Ricontro. Avverbiol. — Incontro. Lai. contea. Benv■ Celi. ■ ’ ' jpr Una fcalenaj se ne debbe mettere al rincontro del fondaincn fornace. (V) tifi*' l’un nell'altro aver li raggi suoi , Ed omendue girarsi per maniera, Che l’uno andasse al pria e l’altro al poi. (M) Al primo. Avverbial. Lo stesso che Alla prima. Cecch.Dot. 3. 6. Io crederei che oramai tu intendessi che i’voglio essere inteso' al primo.(V) •2 —* Alla prima, Al principio. Mal. 9. 68. E cosi Amor al primo è un certo imbroglio Che alletta e piace , ma nel fin ti voglio. (N) 3 — Al primo tratto , Al primo colpo. Morg. 8. 79. Prendi del campo , eh' io scoppio di ridere , Pensando, cavalier, quel che t’ha detto, Che tu mi credi cosi al primo uccidere. (M) 4 '— Al primo stato, Al primo essere. Cresce ns. 6. Per lo sugo della celidonia gh occhi della rondine cavati, ovvero dannificati , al primo si riducono. (M) 5 — Cnngiungesi elegantemente al relativo Che. Dant. da Majan. Rim. ont. Al primo eli’ eo 1 ' avvisai... f Sottintendesi istanle.) (M) Al principio.* Avverbial.zzzSul principio. Petr. Tr. della morte. 1. ( 0 ) A e proposito.* Avverbial. co’ v. Essere , Tornare o simdi — Opporti t- no. Bocc. Lab. e Filoc. 5. (O) Alpuente.* (Grog,) Al-puèn-te. Piccola città del regno di Valenza, (G) Al punto.* Alcalini, col v. Mettere z^Stuziicare.Cr.alla v.Mcttere.(O) ( Appo gli Arabi al vale il , sammon picciol forame, c il meafo dell’orecchio o l’orecchio medesimo.) (N) Jle'- Alsazia.* (Geog) Al-sà-zi a. Lai. Alsatia. Antica provincia de gna, ora della Francia. (G) J(J U''{, Al securo. * Modo avverb. Lo stesso che Al sicuro, ma rne ' Lat. in tufo. 6’«r. leu. Farn. 1. 26. Sebbene indugiassero^. ^..1 giorno di più della sua aspettazione , e della promessa cric .■ ; a P n-, ...... a ri... nnn sìenn ner farsi al securo. f ! è fatta, non è però che non sieno per farsi al securo. \. J fr J a I „„—... 7YL.J vaso cn . rii r‘P‘ Al segno. * (Mus.) Avverbial. — , Dal segno, sin. Nel caso ,nfi qualche parte et Un pezzo c/ì musica, trovasi un seg??o detto Ripresa , che per lo più viene indicato con un S iil ^ quamenie o con altro simile , che rimanda indietro od a corrispondente . (L) A ALSEMACII ■At, se^ 11 '* ( An „ at 0 Al se-màch. Lo shsso che A Isamach. V. (N) ■ibiabte. * AwcibiaL. Lo stesso che Al viso. Ali' aspetto , Al- ^Z'Tn‘ za - P°, cc \ s- «■ "• »o. (O) A tsFeT„ v^PS ) Isola delta Danimarca. (G) At, 6I < t' (Gfcog.)Al-sfèl-da,A(Jclfdl.Ci(. tocchino. ^^'^‘■A'verùial.—Sicuramente ; ed oggi più comunemente Sul sicuro, 56 sl 5, Uì '? : — ,AI securo, siri. Lat. in tuto. Gr. àtri JtaXws. G. V. 1 . c 't'à 2 A ec * ouo Aue r ' se dii a modo di castella, ove è oggi il più alto della fli.ir,; _ ®' ena ! per islar più al sicuro. Cas. Leti. 3y. Monsignor Justi- A.L TASTO 223 *ùani A! n ° n vuole sr.noprir I* animo suo, se non al sicuro, ,3 7 ■■ «erto, Sì. Modo di fermare.Lat. certe. Gr. §•/). » Salvili. Cas. Hoc t > t ^ uest0 ® a * sicuro un delirare, è un mostrarsi fanciullo e in- nt ‘Ha cognizione dell’antichità greca e latina. (N) glia- ^ Al-sì-ne. Sf. pi. (Dal gr. hatsos selva, bosco, e da inne fi- c «c' S ?/ Uas * de’boschi, ) Genere di piante della famiglia delle pf> rt ' li<>te p COSi dette perchè alcune sue specie crescono ne’luoghi co- Sna! 0 , ne 'boschi, Cocch. Disc. Quella specie d’alsine che chiamano Alfe» “«arina. (A) (Aq) Ai, sl0lj \Geog.) Al-si'O. Antica citta dell Etruria. (G) XJti, * Al-si-ó-ne. JS.pr . m. (Dal gr. hafsos bosco , cd onios utile: ^osco. ) — Padre di Enomao. (Mit) Torrente della 7 'oscana nel Senese. (G) ^ phìt Al-sò-fi-ia. Sf F.G. Lat alsophila. ( Da halsos bosco, iw / e am, ca.) Genere di piante della famiglia delle felci, cosi dette Ai £* e ?*sc° rio ne’boschi. (Aq) . Avverbial. zzz In posta di sole , Ai raggi del sole. Petr. Uoi^ Jp 20 *! .^ nzi ,T1 ’ struggo al suon delle parole , Pur com' io fossi un ghiaccio al sole. (O) -ot v. Avere. P. Aver beni al sole. (0) 2 A Lsu ' IT0 - Posto avverbiale^. Secondo il solito, F. Solito. *° Pr^f Al-s )-lo-gi-a.6y; F. G.Lat. alsologia . Discorso o trattato h v fl inazioni del Globo terraqueo. (Ove si alluda alle marittime, 5 *^ e P«ò trarsi da finis , halos mare , e da logos discorso.) (A) sc/ij „ e ^ho sì direbbe Alsologia a significare Discorso sulle foreste o ho- 4w,o * Ll ^ sale'giacchc baDos in gr.prop.sign. bosco , c hals sale. (Aq) (N) 4i-STp ir A * (Geog.) Al-stó*na. Città degli Stali Uniti nella Carolina . (G) fìl)p n ElIeR! A.(13ot.)Al*stro-c-me-ri-a.tVL Pianta gigliacea che ha la radice • St2^ to .. l* *.. C _ .. j, . „ ....... ?... ... .. 1..../. 1. „ ■ 1 s. /I, />/,/. «Itf 1 ** 40 stelo diritto, frondoso in tutta la sua lunghezza ; le foglie tessili , rovesciale, appuntale , strette , Uscio, un poco carnose ;t 1 , etaU ampan Ìf ormi > assai grandi , uno o due in cinici dello stelo , co 1 n, Qcc! eslern i tridentati , gli altri spantanali , di un rosso pallido con te. [ “ c d ‘ un rosso più intenso , con altre gialle, sparse regolarmeli- A* ùe -«- sktroemeria peregrina Lin. (Gal) hai.,/- (Gcog.) Al-sù ga. Lai. Àusugum. Antica contrada della Lom- h . Mn,,, v^eog.) Una delle Sporadi. — Fiume della Pussia europea .— KsTg biella Siberia. (G) ^ ^ binala (G)^ C °^ ^ Al-ta-gri-zi-a , Alta Gracia. Città della Nuova . Aitai, .i^ C0 S-) Al-là-i. Catena di monti dell’Asia centrale .—, Monti AtT M JIU, G Sin. (G) (Geog.) Al ta i-chi. Add. pr. m. pi. Dell’ Aitai. V. (Van) lé-na.ftV/^] ( Dal lat. altus alto , e da lolleno , onis che tu * e «a.) £ 'un giuoco che fanno i fanciulli , i quali , sedendo gìtì s l4,la tavola sospesa tra due funi pendenti da alto , o in altra ' ìn p —- ’ ' r Lod. Mart.Rim. a chi !WV“ fanno otulggiare.Lat.QSÓWaùo. Gr. od tip ex. lu v ‘ u 7- Chiamasi questo giuoco 1' altalena , Perchè e’ consiste , 5 p h 1 *' bene, In levars’alto, ed aver buona iena. il are che significhi anche la trave attraversata sulla quale si fa > ^i’ 0 h C °* ^ ior - A’, frane. i5o. Nondimeno tutti si partirono , e \a- lTl*ì T, ' • ’J ’ * < HWUUHUVI.U (G° ^ ra * e Ginepro in sull’altalena. (V) t c he un estensi0, ‘e.ì Stanz. Rab. Mac. 6. Mercurio allora in men 1 “alena , Ne venne giù per via dell’ altalena. •to ,.n c V ' b’are=: Altalenare.] Frane. Sacch. nov. ig3- Non è que- a lbal| a | f re a H‘ altalena ? Lod. Mari. Rim. Buri. 5p. E tu Mercurio °] 1 p G'■ Fior. 6’. Frane. i5o. Erano ivi due fanciulli che fa- A'^ho | c a a balena , cioè che avevano attraversato un legno sopra un 'Gt-P-s 1 ®°° ’ c i a schedtino stava dal suo capo e andava in su e in giù. a ‘-up.7„ Al-ta-le-nà-re. [JY. assi] lare all altalena. Lai. oscillare. Gr. 5'iesti f a ,0 . r " A- Frane. i5o. Va frate Ginepro, e rimuove uno di Amianto - cui bi dal legno , c montavi suso, c comincia ad altalenare : G*i.p.ii 0 ®"' n S e U gente, e maravigliatisi dell’altalenare di frate Ginepro. (Miiit.) Ai-ta-i è-no, [A‘/w. Macchina militare antica la quale fi dagli assediati per porre uomini armati entro la quale piazza i’ la » entr a ? C(yrtl °dando ad una estremità della trave mobif una gab- i ?flr.o c ° quale alzati , venivano portati sul muro , abbassando . l (' v at( ( s P° a fòrza di corde o d'altro ingegno. La trave mobile era a ^ *?P ra un'altra fissa .] Lat. tolleno. ór. kv}\u>ìuqv. P'egez. Al- ?[po s ° tto ^*>ando una trave alta si ficca in terra, alla quale nel ÌK IS|,r at a l,n ’ altra trave più lunga, per lo traverso e nel mezzo sì , |^ a Commc ^ e ^ ln0t ^ 0 i c he se l’uno capo si china, Paltro È una trave posta sulla punta d’un grosso palo , la quale Pigiare in cima l'ago d un pertugio. (Diz. Mah) B X '"rave piti lunga posta sopra un 'altra ficcata in terra modo che se l'un capo si china l’altro si leva: mac- (\f lU ad uso ^ attigner l'acqua de pozzi, Lat. toIIeno.(O) ic *ti irf Vi,,s *) AUtàm-bor. Snt. Era un tamburo da' Mori , c du tra s portato m Ispagna . (L) Àt-TAiiENTE , Ai-ta-mèn-tc. Avp . Propriam. significa Con altes2.a,Con modo alto. Lat. alte , eccelse. 2 — Profondamente. Petr. son. yg, E '1 volto e le parole che mi stanno Àltamcnteconfitte in mezzo ’l cuore,Fanno le luci mie di pianger vaghe. 3 — Con alta voce. Dani. Purg. i 3 . 28. La prima voce che passò volando, Vinum non habenl altamente disse. 4 — Molto , Grandemente, Petr. canz. 1. Poi seguirò, siccome a lui ne ’ncrebbe troppo altamente, ai Segner. Mann.Apv . 92. 2, Se tu ami un uomo altamente, ami ch’egli sia amato. (V) 5 — Nobilmente , Onorevolmente. Lat. excelso loco. Socc. nov. 29. 7. Noi vi mariteremo bene e altamente. 6 — Onoratamente. Seti. ben. ffarch. 3 . 23 . Truovami uno il quale scampasse mai il suo padrone più altamente. y _ Magnificamente, Splendidamente. Bocc.nov. gi.tit. Gli mostra non esser colpa di lui,ma della sua malvagia fortuna, altamente donandogli poi ec. 8 — * Fieramente. Segn. Mann. Apr. 26. 1. Non è da stupire, se Dio mi abborra cosi altamente. (V) 9 — * Acerbamente. Segn. Mann, Apr. 3 o. 2, Si contentano di penare ancor più altamente per tutta eternità. (V) 10 — * Nota troncamento. Lasc . Getos . 1. 2. Morendo egli per sorte, co’ suoi danari alta e riccamente rimaritar la potrebbe. (V) Altàmonte. * (Geog.) Abta-món-te. Z/aJ.AUomontium. Pìccola cittadella Calabria citeriore , nel Regno di Napoli. (G) ALTAUunA.*(Gcog.) AI-ta mu ra. Lat. Altus murus. Città della provincia di Terra di Ìlari, nel Regno di Napoli. (G) Altana, Al-tà-na. Sf Loggia'aperta sopra i'edfìzio. (Dal ted. allan die vale il medesimo. Secondo altri viene da alto quasi loggia in sul- l’ alto della casa.) 7 'ass. Risp. (A) Bandell. P . 1. nov. Ò 5 . Era ito il giorno innanzi a distender i panni di bucato sull’ altana. (M n) Altanto , Al tàn-to. Add. m. Lo stesso che Altrettanto. (Dal lat. uhud altro , e tantum tanto.) Lat. tantundem , totidem. Tac. Dnv. Pere/. Etoq. 420. Tito Crasso di diciannove anni accusò Cajo Carbone ; Cesare di ventuno Dolabella ; Asinio Pollione d’ aitanti Catone. Altao. * (Gcog.) Al-tà-o. Antica città della Mauritania. (G) Al tardi , Al tardo. Posti awerbialm.z=.ln sull'ora tarda ì ficino all’ora tarda , sì da sera e sì da mattina. Lat . scro. Gr. x-ccrè. bd?^. Bocc. nov. 12’ Madonna, io vidi questa sera al tardi, dirimpetto alla bottega di questo legnaiuolo nostro vicino, un'arca. Petr. canz. 28.5. Se ’l Sol levasi sguardo ec,, Se tramontarsi al tardo Parmel veder quando si volge altrove. 2 — Dicesi anche la moliina inverso l’ora del mezzo dì. Al tardi al tardi* Quasi siip.di Ai tardi, cioè In ora tardissima.Firenz. t. 2. 218 . (V) Altare, Abtà-re. Mensa sopra la quale si offerisce a Dio il sacrifizio. (Quasi a/irt ara.)—, Autare, sin. Lat. ara,altare. Gr. ( 3 iDp.os.Rocc. nov. 1 , 32 . A me vegna quel veracissimo corpo di Cristo, il quale voi la mattina sopra fallar consecratc. Petr.canz.11 fi. E tra gli altari etra le statue ignudo Ogni impresa crudel par che si tratti. Cavale.Fruii, ling. Come reggiamo in figura di ciò che il prete si para , innanzi eh* e’vada all’altare. Beni. Rim. 1. 111. N011 che tovaglia, e’non ve pure altare. 2 — Detto dagli antichi ancora in genette fem. Cap. Impr. 3 . E singolarmente ogni prima domenica dì ciascuno mese a udire alla sua altare la ordinata sua messa. E appresso ; Alla delta altare, o all’altare d'essa pieve si cauti. portatile, * che volgarmente dicesi Pietra sacrata, ha nel mezzo il suo Reconditorio colle reliquie, 6en sigillato e chiuso. (A) — * Andare all’altare : dicesi dell’Andare il sacerdote all'altare , ad oggetto di celebrarvi la messa. Cavale. Frutt. Ling, A\ nel §■ 1. (A) — Proverb . e in modo batto. Scoprire gli altari, [gli altarini] =2 Dir le cose che altri vorrebbe che sitacessero, per non essere di suo servigio che il pubblico le sappia.Ar.sal.6. Ma se degli altri io vo'scopnr gli altari. G — ScoprYe un altare per ricoprirne un altro : si dice in modo prò * verbtale , spezialmente di quegli che per pagare un debito ne contraggono un altro. Lai. Penclopcs telali) rctexere. 7 — * (Arche.) L'altare era la parte più sacra dd tempio, c quella per la quale si aveva maggior rispetto ; ne furati fatti di pietra , di marmo , di bronzo , di oro , ed anche di corni ai bestie selvagge; erano tondi , quadrati , o ovali , ma sempre rivolti ad oriente , e più bassi delle statue degli Dei poste sopra una base più eminente j la loro altezza variava secondo la divinità cui erano consacrati. (Mit) 8 — (Astr.) Nome di una costellazione dell' emisfero meridionale , ito visibile al nostro. — , Ara , sin. Salviti. A rat.' (A) Altare diff. da Ara secondo l’antica latina distinzione. I Romani consacravano il primo solamente agli Dei superiori^afiw^, invece che P Ara andava indistintamente posta ed agli Dei del ciclo ed a quelli della terra. Altarello, Al-la-rèl lo. Sm.dim.di Altare.Lo stesso che Altarino Pas.( 0 ) Altàrf.tto , Al-ta-rét-to. Sm. dim. di Altare. Lo stesso che Altarino. F*. Castigl. fin Atan. IpU.J Da l’un canto e dall'altro del cavallo erano dui come altaretti, sopra quali era a ciascuno un vaso di foco. (B) Altarino, Al-ta-ri-no. Ani. diin. di Altare. Piccolo altare ..—, A (tare Ilo, Altarolto , sin. 2 — Inginncchiatojo a foggia d' altare , che per lo piu si tiene allato al letto per farvi orazione. Sport. Geli. 5 . i.Voggendo forse venti persone ginocchioni innanzi a un altarino. Maini. 2. 1. Era un Ugnano il duca Perione, Che sempre all'aUarin fidecoinmisso Faceva notte c dì tant’ orazione E tante carità, eh era un subbisso. Altarizzake , * AMè-ric-sà-re. Att. Onorare alcuno ergendogli altari} e fig. Onorarlo , Esaltarlo sommamente. F. Altarizzato. (À)- AltarizzaJo , * Al-ta-ris-sà-to. Addarti, da Altarizzare./'ufi^TeihEroi aitamzafi in terra , stellificati in cielo. (A) Al tasto, * Awet-biah col a. Andarci Tastare , Palpare ; ed anche Riconoscere il cammino pervia solo del lattaie, fieni. Iiim.1 33 . (O) mare cartilaginoso, assai ili Napoli ALTAVELA. Altavela. (St.N.) Al-ta-vc-Ia. Sf. Pesce di simigliatile alla Pastinaca. (A) Altavilla. * (Geog) Al-ta-vil-Ia. Piccola città del Pegno sul fiume Seie. (Van) Altazzosàmente , Al-taz-zo-sa-mén-te. Avv. F. A. F, e di' Altiera- mente , Superbamente. — , Altezzosamente , sin. Face . ( 0 ) Altazzoso, Abtaz-zó-so. Add. m. F. A. Lo stesso che Altezzoso. (F. Altezzoso ed Altiero •) t'v.Giord.Salv.Pred . 18. L'umile però è presso a Dio, perciocché in verità i superbi e gli altazzosi tutti sono in bugia pessima. E altrove : Io ti faccio grazie, Padre, c'hai nascose queste cose a* superbi e agli alletterati altazzosi. Coll.ab. Irne. /o. Non avere mente altazzosa , e non ti confidare della tua vertude. Altea. (Bot.) Al-tè-a. [Sf] (Dal gr. altheo io medico, io sano; e però vai sanatrice.) [Pianta della moiiodelfìa poliandria e della famiglia d> Ile rnalvacee , comunissima ne * nostri climi. Ha la radice a fittone, e gli steli diritti , gracili, pelosi ; le foghe alterne e di un verde biancastro } i fiori di un bianco porporino. Tutte le sue parti so/io zeppe d* una mucilagine abbondante , ond’ è uno de’miglioriemollienti cono- sciati ; si fa uso specialmente della radice.—,K\$maUiì,Na\vavisca,Ibisco, Buonvischio , Benefischi, sin.} Lat. altbea. Gr. cckSctóx.Tes Pov. P.S. cap i i. Ma usa cose maturative ed ingrossative e divisive, siccome radice d’altea. E appresso : Anche fa impiastro di radice d’altea, cotta con farina di fien greco. Altea. * M. pr. fi. (V". altea , sf.) — Madre di Meleagro. (Mit) Atteggiare, Al-teg-già-re. iV. ass. Mostrare alterigia , Essere altero. Baiò. Regg. 25 . Seiia da biasimare Dell’alteggiar, s’ella il facesse più Ch' a suo grado convenga. E gj. Quanto ad atteggiare, Vanno amen- due di suo nome impare. (B) Alteina. * (Chim.) Al-te-ina. Sfi. Alcaloide cristallizzato in esaedri regolari od in ottaedii romboidali , trasparente , di color verde sme- ra.do lucente; senza odore, di poco sapore , insolubile nell* alcool, sillabile neh’acido acetico, con cui forma sale cristallizzabile: è il principio attivo della radice d' altea da cui sì estrae. (A. O.) Altklia. * (Geog.) Al-té-li-a. Piccola cit. della Calabria citeriore. (G) Altello. * (Arche.) AIUI-lo. Add. m.—Soprannome di Romolo, (tolse dal lat. alias bello, alto, chiaro per la guerra.) (Mi!) Altemburgo. * (Geog.) Al-tem-bùr-go. F. Altenburgo. (G) Altemene , * Af-te-mé-ne. JY. pr. m. (Dal gr. altho in senso di accresco, e., da mene luna: Luna crescente .)—Figlio dì C isso efondatore dì Argo. — JSipote di Minosse e di Pasifae , Figlio di Creteo. (Mit) Al tfmpó. Avverbiaf.—Al bisogno. Lat. in tempore. Amm. Ant. y 3 . Lo filosofo non meno mostra la filosofia facendo al tempo, come al tempo parlando. Remò. Pros. 3 . iq8. È al tempo , che vale quanto al bisogno , ed é del verso , ed é in tempo delle prose, che si dice più toscanamente a bada , cioè a lunghezza e perdimento di tempo. (V) 3 —* A suo tempo. Fior. S. Frano. iyg. L’uomo cotnincerà alcuna grande opera di grande fatica, siccome è a diboscare e coltivare la terra, ovvero la vigna , per potere trarne al tempo il frutto suo. (V) 3 — * Opportunamente. Petr. canz. M>»or mentre se’ lieto; Che morte al tempo è non duo! , ma refugio. (O) Altena. * (Geog.) Al-tè-na. Lat. Alternacum. Città della Prussia nella Festjàlia. — deltiAnnnver. F. AHona. (G) Altbnbekga. * (Geog.) AMen-bèr-ga, Àlienherg. Città della Sassonìa.{G) Altenburgo. * (G. Lib.cur. maiali. Sfugga i medicamenti alteranti , si vaglia de’ più piacevoli e benigni. 2 *(M Ld.) E pitelo di virtù meda inale, allorché i rimedii od aj ut.i operano nello, viva organizzazione arrecandovi evidente mutazione,senza manifèsta evacuazione od aumento di alcune di esse,anche di quelle naturali,^ A.O.) Alterare , Al-te-rà re. [Aiti] Muovere o Mutare una cosa dall esser suo. Lat. alterare , mutare. Gr. «aXoiovv, G. F • 1 !’ f’ 1 °g kbigfdor- meirte Iddio può tutto fare, e alterare , mutare e disfare. Sagg.JYat. Esp. 7. È abile a fare apparire in essi grandissime aisorbitanze , cd alterare la proporzione d’ugualità. 2 — In sign t n . pass. Commuoversi , Perturbarsi. Lat. commovcri, per- turba ri. Gr. àKKotoh. Fi,imm. u 38 . Chi crederà possibile in un punto un cuore così alterai si? 3 -— * Detto di fiamma — Scemare. Solimi. Gius. 82. Quella fiamma cresceva nel petto .... che m-n si poteva alterare nè mancare. (V) ■4 — * J)lota uso. Borgh.Oiig. Fir. s 5 o. In tutti questi travagli non fu tocco nè alterato di cosa alcuna il paese. (V) ALTEREZZA Alteratamente , AMe-ra-ta-me'n-te. Avv. Con alterazione . $ e o , y V ' r j/»a cred. 1. 1. 2. L’ingegno serve a più d’uno, come quei vetri di P vista, che quando più fedelmente espongono all’occhio tutti gu vicini , tanto più alteratamente io informano de’lontani. Fit.SS.Pad. Ninno di questi Padri avrebbe giammai avuto nenii® ombra la superbia di nominar santo sé medesimo , come pei’ ^ cautamente ed alteratamente alcuna volta si osserva essere stato questo volgarizzamento. (B) 2 — Adiratamente nel sign. del §. 2. di Alterazione. (A) ffl a3ti DlC Alteratissimo , Al-te-ra-tìs-si-mo. [Add.m.] sup. di Alterato. Lai- , c(j0 . perturbatus. Gr, nx.pa.x ,i/ (dfa - Sdegnoso , Risentito. Guicc. Stor. g. Cominciò ec. con p® M rate a ribattergli e dimostrare quasi di deprezzargli. ( L al ' indignantia , jurgantia, aspera. ) _ - c ifi’ — dal viso : Fuol dire Briaco; onde gli Alterati Accadere ^ mosi in Firenze , avevano per impresa un tino in cui sipig ia f a . .jfi) ed ogni accademico usava per impresa qualche cosa attenente a ^ nl - ue $ — * (Med.) Lat. depravatus. Dicesi di membro o parte qual lilìi l (Veter.) Dicesi d' un cavallo che ha il fianco alterato , movimenti del fianco sono frequenti ed irregolari. (A. 0 ) , pi li 6 — * (Agr.) Dicesi dpUa terra, quando è stata sforzata a proda che non doveva ; del letame , quando fu conservato tinppo secco po umido ; de*frutti, quando non hanno il solito sapore 0 coi* 1 a marcire; del vino, quando diventa scipito o addo; della biadai _ do è muffala ec. (Ag) (W Alteuatore , * Al-te-ra-tó-re. Verbal. trt. di Alterare. Silos. P nf r q.\p> Alteratrice ,* Al-tc-ra trì-cc. Ferbat. fi. dì Alterare. Mascaed. Alterazionxella, Àbte-ra-sion-ccl-la. [Sfi] dim. dèAIterazione- dica perturbalo. Gr, p.txpà. àwoluic is. Tratt.scgr.cos, di ogni lieve alterazioncella di stomaco fautio gran conto. sol. Insino da ogni piccola alterazioncella. # Alterazione, Al-te-ra-siò-ne. [fi] Lat. mutatìo, pertuibatio, co , c \ii Gr. àwoiucns. Tes, Br■ 2. 5o, Alterazione è quell’ opera di nfl l0 u^ muta un colore in altro, e una cosa in altro, siccome noi v^d* 3 . figura , o altra cosa , che nascono di color verde , e natura k e^falli di color nero , o rosso, o d’ altro colore , siccome c Filoc. 5 . 35o. Facendo un bellissimo tìgliuol maschio, c pericolo si liberò , rimanendo scarica e fuori d’ ogni ^ a '* CI £jtcP’ Dant, Purg. 21. <^ 3 . Libero è qui da ogni alterazione. Cotti- zinne non è altro che mutazione per sopravvegnente accide* 1 *^ jnt^ 2 — Movimento di sdegno. Cecck. Assiuol. 1. 2. Come la p a ^ r<1I1 ‘ e i|a " fi questa cosa , (che il suo marito amava un' al traJ pensate fiC prese alterazione. (V; «rP 3 — * (Med.) Generalmente significa Cambiamento in male a r qualità. (A. O.) _ Altercamesto, * Al-ter-ca-mén to.A’m. V. Altercatone. Libarti' Altercante, * Al-ter-càn te. Pmt. di Altercale. Che altercai ^ M tende « Segner. Incr, 2. 22. if. Lacerano in tanti squarci in* 3113 ^51 * Corano, quanti sono i pareri di questi duo sommi interpreti*'! qualunque punto fra sè altercanti. (B) _ Ottici. ALTERCArxE , Al-ter-cà-re. [N. ass.l Contendere, Contraddire , v efi re. Lat. altercari, jurgaii. Gr.^iXovmviy ,bixbiy.TC l iiv.n Fti[ c t. 1 . 13g, f Ediz.dass. MiLJ Altercare, onde nacque Alterca^ 10 ’ li' . jf' su »• \ i bo de Latini. (B) 2 — [E n. pass.] Farcii.Star. 3. 5y. Onde altercandosi assai » risolvendosi , cc. . Sl ,.- , Alt erc azione , AMer-ca-zió-ne. [fi] Contesa. —, Aficrcamcu altercalo. Fir.Disc. anim. gfi li quale, dopo una lunga al** 1 ’ ge 3^'* ^ molte cose dette di qua e di là senza conclusione , domaudu^ j ^ fosse stato presente quand’e' lo nascosero. Seti. ben. f a[ L e e ISfa jter risponderti come dottore, posta da parte I* altercai battimento de 1 dialoghi , sappi ee. ^|i Altercazione. * ^Mit) Figliuola dì Etere e della Terra. (* jj " vfj Alterco. (Bot.) Al tèr-co. Sm. (In lat. altcrcuin o alien ,rf ^ e ( etimologisti il traggono da altercatio, poiché s’ è creduto c PF-u rendesse T uomo altercali . questa pianta turbasse la mente e che vegeta intorno allo stabbio m campagna , ed ha le foglie picciolate , ottuse, sinuate leggiermente , con fiori di color giallo sudicio nel lembo , nerastri nel furo- ,p rmis albus Lin. (Gal) . jns. f (.'• Alterello , Al-te-rél-Io. Add. m. dina, di Allo. Lat. t ^ 0 , Oj.' 1 editior. Pàllnd. cnp. 8. E il sito suo sia alquanto pi» s icC'': ,!■ i5. i. 11 gufo si ponga in tetra in luogo un poco aIte rei > pii dagli uccelli veduto meglio. Liv. M. Egli si pose in un 11 , fl ,t tercllo , per riguardare meglio che fine avesse la battagli 3, . < . pJ Alterezza, Al-le-i és-:a. ,Sf. Prnpr. Forte estimazione a' s ltr r T l . 1 nel sìitn. di Grandezza d’ animo.] —, Alfierrzza, sin. ( ‘ ^ c ,.to 2 — Superbia. Lai. superbia. G.Fn i 36 . i. Stimandosi p,r Fiorentini per loro alterezza cc. negassono la stia dim* in \ Jef 1 ' 3 — Impeiiesità, Soprastanza. Peir.cap.5. Domila 1’allc ri Aiti ALTERI ALTEZZA a .*5 "'' S ee)'JJ Jtlt ') S"‘P l - Specie di palle di piombo fatte ad uso ALTEr.NipESNATo. * (Bot.) Al-tcr-ni-pen-nà-to. Add.m.V. comp. di Al teri>' i° 5 ma i un S° °ù e largo , dov frano certe Jibbìe per met- l e 1 a Mano dentro più facilmente e partavansì da' saltatori.Preseti* coju ,Ue SOno betoni armati di peso nelle due estremità che servono di (Dal 7^ ei ° a * ballerini da corda per sostenersi e mantener l’equilibrio. r j la V halter o alter che trovasi usato in senso di bilanciere,e che può Hai 10 saltò , onde haìlicos agile.) (Aq) •- \ ANat.) Si chiamano con tal nome due piccoli filetti, mobili, mol- i più o meno lunghi , terminati da una specie di bottone ro- ovale , troncato , sovente compresso , e situali sotto 1 orìgine l f sottili. u fdo dHte oli di \ %>i r ' *** tutti gl’ insetti di iteri , uno da ciascuna parte , per ser- pt'es C ° me sembra , di contrappeso agl’ insetti allora ch'essi volano , Alte r , ì0 a P oco come i bastoni de’ ballerini da corda . (Aq) n e ^Al-te-rì-gia. [Sfi] Alterezza ; Pomposa ed eccessiva estitnazio- S t si esso,Lat. fastns, arroganza, insolentia. Or. ir*spirì$a.vttcc. Mor. g j ,e 5 Pi‘olIèriscono con una certa alterigia quello che singolarmente p er v Crc dono intendere, e forse allora predicano essi l’umiltà,quando essi A/ y gonfiamento dell' alterigia, dimostrano gli esempli della superbia. Perugini , per loro alterigia, mai si vollono dicbinare -i Alcuno accordo. «ì d, .^con.) Don fo ‘sprezzo. na giovane , cieca o bendata , con volto atteggiato vestita di ricca tunica che ha un lembo sudicio e lace- ^Pitare^r* 1 ™ P at?one * €C * ® appoggiata'sopra una palla, in atto dip Alt diff. da Alterezza e da Superbia. 'L’Alterigia è dì R P 0Sa stimazione di s è.L’Alterezza è anch’essa una forte esti • .(Mit) un’alta c ; estimazione Un ^ procede d’ordinario da grandezza d’animo. JLa Superbia è e * 8 **re • Cr *° disordinato e perverso di eccellenza, onde l’uomo vuol ^Bto* S °^ ra 8^ altri. L’ Alterigia non può mai prendersi in senso o- Hr az :’ *olto meno la Superbia ; ma VAlterezza è sovente una dimo> 1 Ai, t,e di inerito e Ia aIia vm pfr lo e s P^ s so anche la Mansuetudine. L'Alterezza si riferisce . ^ole e all’animo , ai sentimenti ai pensieri , VAlterigia è di pa- di virtù. La Superbia è contraria all'Umiltà $ e alla Bassezza } VAlterigia combatte P Umiltà , (0) e R i 0 *' paniere; ^Superbia si allarga a que Su, ’ (^eog.) Al té-rio. Piccola città della < aedi ed a queste. Rll, PT p Nni ie-n-o. ricconi caia aeua Calabria citeriore .(G) A s ^^^(^dOAl-te-ri-ptè-ri.AVrt.p/. Lo stesso che Alteritteri. P.(Aq] ■mo, Add. m. sup. dì Altero. Segner.Miser. (A) (Da ha**' *.(Zool.) Al te-rit-tè-ri. Sm. pi. P. G. ì*ut. balteriptera. A Q ^or teì ' bilanciere , e pteron ala.) Sezione d'insetti cosi chiamati U ° C ^ l, ‘ hanno delle ali con de’bdancierì .—, Alteripteri,sin. (Aq) iller Ue M *Ì KTe j AMer-na-mén-te. Avv. {In modo alterno Alternatala,, A A,ter n*tivamente, sin. Lat. vicissim , alterne. Gr. TrotpxWói^. * e ' a po ^ Vedresti lui, simile ad uom che freme D* amor a un Soq f,di vergogna e d’ira, Mirar alternamente or la crudele Pn- ] e .* n dubbio, or le fuggenti vele.» Segn. Mann, apr, 24. 1. L 3 vita dell* uomo , come è composta ora di giorni or dì notti, è tessuta comunemente di thè M »e alt e Ul A> or, amente si succedono insieme, cosi a Prosperi ed ora avversi. (V) io - .r n ,_. -i A 1 -ler-na-mén-to. Sm. Scambievolezza. Lo stesso che ^ast 0 " 1 ' 1 V - Vdm - Nisiel - Hr '"- (°> ''in,,., ''- 11 -f<-r-n,i 11 ir. Pali, di A i ti rn.irr. Che alterna o va alter . !e(, : •Za ? la ton^! Sazione alternami e ritornanti nell’animo, non volle P.irfìrió se guitare la via del]i suoi. (P) al/n.’ ^^'ter-nà-re. [Alt ] Operare scambievolmente.e a vicenda. "ernare. Gr. £ 0 §gia con ■V. Agost. C. D. <2. 21. Di questi circuiti e revoluzioni, 2 Air C„ nico le/ -«(. f r Har p .• Or. 7ronr«\Xarrs(i>. Petr. snn. 14 7. Lo qual, senza al- A'fza. con °rza ec. , L’ acqua e ’l vento e la vela e i remi '/e,:/, £ l n. /{:/,!. 1 Alternando a me slesso i mostaccioni. Boez. ■ p. ult. Ella ancora f la Provvidenza ) alterni e muti le ' Ca ’ ec ' h le 8Bìàr^ l ’r T ' c< ' n( l c ' , olmer)t e , come si usa ne' cori delle chiese, Sal- r r unt „ ’ at Psallere. Gr. « ’ " ~ ” ' 5 !ì>de 3 1t ‘ c °rni 11 ^ nles •> alternando Or tre or quattro dolce salmodia , Le donne genies ■n-xpaWolTTiw. Dant. Puig. 33 .1. Deus, ve-’ Cfi lc 'aro , lagrimando ^ìi. Ca lor, ,, ] a ass ' secondo il 1. sign 0 A/am. Colt. 2. 43 . Che le nevi . , 'ilà r,1 ] ata| Oenl" ^ nn" lSS ' ni ' S.Agost.C.D. Ne’quali tempi ootte e’I giorno Non pon loro, alternando, oltraggio fare. Al-ter-na-ta-mén-te. [dvv.] Con altemazione,Sca/n- ricendevolmente . L 't vicenda. Lo stesso che Alterna- coni' 1 ? e ^° n0 0 viltà di fatica per li loro peccati o prospc- oiaz/oni per la misericordia di Dio. sara in con 1’ alternativa di Fu CAf ScambirvnUzzn,'] Alternazione. Lat. t-i,* 1 il siero r ; Red. nel Diz. di A. Pasta. Quando sol,?, 5 blsa « Der à rie,- ‘ A? le *i°ne s 0 -, {N ) N.^PIìm 1 . a ,ra ^" e cose 0 proposizioni.] p'it. Piu. yS. T|Vj 'Me f° "* clle fece d * qnesto legato l’alternativa. . li i 0 ’ A'-i / TE > A l-ter-na-ti-va-mén-te. Avv. [ho stesso che Alterna- d °no ,h"' a l. crtle r altcrnis. Gr. irapaM^g. Ir. Giord. Pred. , c^At, Vo lernativamenle in pace di quel bene. ' v» tivpln o '' tT ' na "ti-vo. Add. in. Che alterna a vicenda, Che va Zi K <*> A" l, tsì " %us 0 h ìf r * K ) dì lCava ^'secoli passati il raddoppiamento del valore in* Voi, ATo A* ?a noia. (L) 5 ^ ^VinJ cr i- nà -t°* -Add, m. da Alternare. S. Ai' j.%, (Arald \ ?r l,mente alternate. ^ x, '*ib litU(ir nent *^‘ ces ì nel JUasone \ A) j Q ker a ?j a ' z *d-ne. L alternare. Cossfa Cambiamento \ ll 'aìi e succ ■ deW ordine “ elle combinazioni di alcune cose.dis- f IhZZ™!! 11 -, te u f a . do P° polire, oppure le line allato C. 1 ).Con rl- Blasone de’pezzi che si corrispondono al- Se &z; ' ,vv “• . ““'c ) vppute le un, a i nan ? cn *°s Avvicendamento, sin. S. Agost. j tcrnaz ionc di cogitazione di tutte le cose ioniui C. D, iunumer abili* terni e Pennato. Espressione adoperata ad indicare le foghe pennate) i cui piccutolmi sono alterni nel picciuolo comune. (A. O.) Alterno, Al-tcr-no. Add. m. E~. L. Scambievole , [e dicesi in generale delle cose che si succedono scambievolmente , o che sono disposte ciascuna luna dopo V altra con qualche intervallo.'] Lat . allernus, Gr. àKkQs ircLp à.\?xv , suxWocP. iv. Disc. Avn. 6o> La quale cou le alterne incidenze e riflessioni delle battute , ec. 2 — (Mal.) T. geometrico che vale Di qua e di là, [e dicesipropr.de- gìi angoli interni formati da una lìnea che taglia due parallele.] Golii. Alaceli . sol. i 5 i. L’angolo M C A fè ugualeJ all’angolo A, perchè sono alterni. 3 — * (Bot.) Dicomi Alterne le foglie disposte alternativamente , come per gradi. (A) 2—*Parlando delle varie parti del fiore questa parola non ha lo stesso senso. Così , il dire che i petali sono alterni coi lobi del calice , si- gnifica che corrispondono ad ognuna delle incisioni che dividono il calice in un cerio numero di lobi : disposizione eh' è tra tutte la più frequente. (A. O.) Altero , Al-té-ro .Add.m. Lo stesso che Altiero. F, (Dal lat. altus alto.^ 2 — Nobile, Maestoso. Dant. Purg. 6. 61. 0 anima Lombarda, Come ti stavi altera e disdegnosa, E nel muover degli occhi onesta e tarda ! Petr. son. 228. Ohimè il leggiadro portamento altero. E 3 oà. 0 delle donne altero e raro mostro cc. Vedi il mio amore. 3 —- Forte, Acuto. Petr. son. *7. Son animali al mondo di sì altera V ista , che ’ncontra al sol pur si difende. Alteroso , AI-te-ró*-so. Add. m. Pien d’alterezza. V.A. F r . e di Altiero. Lat. superbus , insolens. Gr. vTupri$a.vos. Al. y. g. I Perugini , pieni d’ animo , alterosi e superbi , crearono otto ambascìadovi. Pii. ò‘. Ant. Lascia questo corpo, bestia alterosa e superba} fuggi di quae, o dimonio fallace. Altersì , * Al-ler-sì. Avv. P. A. P. e di Altresì. A . It. fr. Altes. * (Geog.) Città del Peloponneso. (G) Altbssano. * (Geog.) Al-tes-sà no, Altessan. Città del Piemonte. (G) Altetto , Al-te't-to. Add. m. dim . di Alto.— , Altercllo, sin. Lat. al- tiusculus , paulo editior. Gr. v^xértpos. Liv . Ai. Egli sipuosein un luogo un poco altetto. Fir. As. 28. Vedi tu , rispose ella , quelle ultime finestre là fuori ec., e quelle porte un poco altette, che sono a dirimpetto di quel portico ? 2 — * Dicesi altresì di Chi è alterato alquanto dal vino } più comunemente Alticcio. P. (Alieno è da alto', poiché lo stimolo del vino rcude più alto o sia più intenso l'eccitamento della macchina.) Altezza , Al téz. 2a. { Sfi ] Astratto d' Allo. Distanza da basso ad alto ; e si prende talora per i estremità alta dì delta distanza —, Altitudine, Aulezza, sin. Lat. altitudo, excrlsitas, proceritas, subiimitas. Gr. ti^os. Dant. In fi 1. 54. Questa mi porse tanlo di gravezza , Con la paura ch’uscia di sua vista, Ch’i’ perdei la speranza dell’altezza. Bocc.g. 6.fi 8. Il piano ec. era di giro poco più d’un mezzo miglio, intorniato di sei montagnette di non troppa altezza. Cr. 8. . -- -i,ec. sime. Gr. v^tjXotxto.. Bui. Gilta l’acqua grandissimamente, ovve Il nell te. tulli» ctlliauiicii'o» V , t/ . #. li nouv. -- . . no ne) ruggir suo, intanto ch’egli spaventa le bestie circonvic^ ^ (|S . Signore , essere cosi vicino a servir l’Altezza Vostra colla persona,! tissimamente , per due fori c’ha nella testa. c£ \. 2 —* Profondamente. Segner. Mann.Marz. 5 . 2 . Avere un fuoco cele viscere internato altissimamente. (V) £g U Altissimàto, * Al-tis si-nià-to, Sm. F. scherzevole. Il sommo p er . lenza. Bell. Bucch. 53 . Rigivator , dominator son io, H»’ altiss di tutte le cose, Voglia o no quel vostro Altissimo. (A) * ’ telì y Altissimo, Al-tìs-si-rao. [Add.m.] superi, di Alto. Lat. aìthsitnas.Gt- h.órxros. Bocc. nov. 18. Ma nel far della sera si mise un vt ’J | ì ^ 0 |- t ,pa jk stoso , il quale farcendo dall'altra. E fi . 4 - S’avvenne ec. Jn un praieuo a auissum «■" cuito. E nov. 3 . Gb parve udire un grandissimo pianto , e 5 Altezzosamente , Al-tez-zo-sa-mén-tc. Avo. Alteramente. —, Altazzosa- mente , sin. Lat. superbe, magnifìce. Gr. vrffpnSalvili. Pi'os. tose. 1. gg. Convenne un tantinctto lodarmi , e tra l’altre cose magnifiche che io altezzosamente dissi di me , una si fu questa. Altezzoso, Al-tez-só-so. Add. m. da Altezza. F» Ae prende il stgn. da Alterezza. Alteroso. (D a altezza.') Lat. insolens, snpeihns. Albert. 16. Questo sappiate che nelli temporali dassezzo soprastaraiino a noi tempi pericolosi , e saranno gli uomini amatori di sè medesimi, cupidi , superbi , altezzosi, bestemmiatori. Pass. 256 . Un altro rimedio efficacissimo si truova contro all* altezzosa superbia. Mor. S. Greg. 1. 4* Per lo toro si significa 1’ altezzosa protervia della superbia ; per lo montone, la guida delle greggi. Altica. (Zool.)’AMi-ca .Sf.F.G. Lat. altica. (Da halticos agile a saltare.) Genere d'insetti , così detti perchè , mediante la conformazione delle loro gambe sfanno salti considerabili, somiglianti a quelli delle pulci. (Aq) Alticcio , AJ-tìc*cio. Add. m. Lo stesso che Alleilo. E l'uno e V alno suol dirsi di colui che è alterato alquanto per lo soverchio bere del vino. (È forse nato da sincope di Alteraticelo. Pur v. Altetto.) Lat. ebriolus. Gr. KKpoSdpa^. F. il Focab . alla voce Alto add. §. IX. I ne! nostro , §. 3 o.) Altichiomante, Al-ti cbio-man-te. Add. com. V. poetica e comp.di Alto e Chiomante. Che tìen ohe le chiome. Salvm. Odis. (A) Àlticollo.(Z oo).) Ahti-còl-ìo.Sm.Lat.acryàivm.Grnere d'insetti debordi' Altista.* (Mus.) Al-tì-sta. Svst. com ne degli ortopteri, che hanno il torace allungato, e nel mezzo rilevato, Contralto, sin. (L) in forma acuta',le antenne filiformi, e più corte del petto. Pino.{ B)(IV) Alticopteba.*(ZooI.) Abti-cò-ptera.ò/^Lo stesso che Aiticotfcera.il 7 . (Àq) Alticobsdto, Al-li-cor-nù to. Add. com. F. poetica e c omp. di Alti e Cornuto. Che tien alte le corna. Salvia. Odis. (A) Alticobrente , * Al-ti-cor-rén*te. Add.com . F. poetica e comp. di Alti e Corrente. Dicesi del mare che coj're in alto. Salvia. Teocr. (O) Alticottera. (Zool.) Al-ti-còt-le-ra.iS/I E. G. Lat. halticoptera. (Da baiti- cos agile al salto, e pteron ala.) — , Alticoptera , sin. Genere d’in* setti dell’ ordine degl ’ imenotteri, così chiamati per la facoltà che hanno di saltare coll'ajuto delle ali. (Aq) Alteramente , Abtie-ra-raén-te. Avv. Con alterezza, [Orgogliosamente, Arrogantemente .] — , Alteramente, sin. Lat. superbe, insolenter. Gr. vnnpr^dws. M. F. 8. gf. Perchè , per la mala informazione turbato , scrisse al nostro Comune assai altieramente. a — Grandemente, [Altamente, Magnificamente.} Lat. magnìfico, generose. Gr. ytvvxUt. Bocc. Vis. 1$. Vaga negli occhi e altieramente umile. V. Alteramente, 2. Altierezza gz. 6. V mari altissimi, divise le due cocche ir» pr. in un nrfllplln H’n tlissi mi HulC Clini al- gmficò dove andasse e perchè Altiero, Altièro. Add. m. Che ha alterezza, Superbo • — , Altero sin. Lat. superbus, insolens, arrogans. Gr.yswa. 1 os , vTrspr.tyoivos. Baco, nov. 2Ò. 8 . La vita ec,, se a’ mie’ preghi V altiero vestro animo non s’inchina, senza alcun fallo verrà meno, G. V. 41. 24. 1. Perchè alla maggior parte de’Genovesi che erano d’animo imperiale , e naturalmente sono altieri e disdegnosi, rincrescea la signoria del Re. Dant , Purg, n. 70. Or superbite, e via col viso altiero, Figliuoli d’Èva. 2 — Talora si prende in buona parte e t^u/eNobile, [Dignitoso.] LaZ.no- bilis. Gr. piyas , u\(/vi\o's, Fiamm.4 , 170. Ove le nobili robe, ove son gli altieri portamenti ? 3 — Eccelso , Sublime. Cavale» Specch. Cr. 2 . Il cuore dell’uomo è tanto alliero e nobile , che mai a perfetto amore non 6i può trarre che per amore. (P) 4 — Agg. di Vista vah Forte , Acuta. V. Altero §. 3 . 5 — [Rota uso .] pp.tr, seti. 12, Sì ch’io vo già della speranza altiero. Alufjcare , Al-ti-fì~cà-re. Att. V. A * Lo stesso che Magnificare. (Dal lat. allunifacere.)Antonio Beccari da Ferrara , canzone inedita , intitolala La spada della Giustizia. Alhficando il vizio , E disperdendo di virtù la norma. (M) Altifremente , Al-ti fre-mèn-te. Add. coni. V. poetica e comp. di Alti e Fiemente. Che altamente freme.Lat. gravistrepus. Salviti. Ili (td.(A) Altifrondoso , Al-ti froii-dó-so. Add. com. V. poetica e comp. di Alti e Frondoso. Che in alto è frondoso. Salviti. Odis. (A) Altigiovantb , Al-ti-gio-vàii-te. Add. com. V. poetica e comp. di Alti e Giovante. C^e giova grandemente, Giovevolissimo.Salvìn.Inn.Oni.^A} Altimetria. (Mat) Al-ti me-tri-a. Sf. V. G. Lat. aItimetria.(Da alto, e da metron misura.) Arte di misurare le altezze, tanto accessibili quanto inaccessibili. (A) Altin. * (Geog.) Città della Russia asiatica. (G) Altino. * (Geog.) Al-ti-no. Lat. Al (inani. A mica città d'Italia nello Stato veneto. — Piccola città del regno di Napoli nell'Abruzzo citeriore. (G) Altio. * (M;t. Gr. ) ’Abtì o. Add. m. Soprannome di Giove , preso dal culto che gli si rendeva in un bosco sacro chiamato Alti, vicino ad Olimpia. (Mit) Altipossente , Al ti-pos-sén-tc. Add. com . V\ poetica e comp. dì Alti e Possente. Potentissimo . Lat. robustissima. Salvin.lnn.Orf. Risonante Lenco , altipossente , Rariforme. (A) Attiro, Al-tì-re. [N. ass.} V. A. Salire, Montare, Alzarsi. ( Quasi poggiare alCalto.') Lat. ascendere , scandcre , escendcrc.Gr at'apaii'civ. Bini. ant. [fìuonngi] Già per voi lo mìo core Altisce in tal Iucor,che si raliuma, Sì come salamandra in foco vivo. Altisonante , Al-ti-so-nàn-te. Add. [com. comp. di Alti e Sonante.} Sonoro , Eisonante. —, Altisono , ssn, Lat . altisonus. altissimi, messi da una donna.Peti*, canz.g.2. Onde discendeDagì 1 fissimi monti maggior l’ombra. , . )f r 2 — E per metafi Sublime, Eroico, Nobile, Petr. ennz. fj. f ]bj[iV vera e altissima umiliate Salisti al cìd.Dnnt.lnf.480. Onorate *. a f i simo Poeta. E di sotto , g 4 » Così vidi adunar la bella scuola D* signor deiratissimo canto (cioè eroico J, Bocc.pt .2. Oitreiuoclo cà* do acceso stato d'altissimo e nobile amore. ,, 3 — Asso!, posto , sign. Dio. G. F. n. 2. g. Non è possibile j^ ! lpi?- dere l'abisso ed eterno consiglio del predestino e prescienza ue . A^ |1( simo. E oppresso : E ciò piacque all’Altissimo, per osservar £ 1,h ^ Altissimo.* Avv. superi, di Alto. Altissimamente.Scgret.FiorN' t P A> i0 < . com. Cantante di voce d atto. 1 Altitonante , Ai-ti-to-nàn-te. [Addcom.comp. di Alti e Tonanti , a |. tuona dall' alto. Lai. altitonans. Gr- v^>i$p*.p.riS.Pros.Fior.6‘ 1 s< * D de titonante Giove, nel formare questa gran macchina del inondo,^ non voile trarre il disegno e l'invenzione che dalle torte. 2 — [Ai usa pure in forza di sosl., come l’Altissimo, parlandovi ^ Pros. Fior. 122. Poiché l’aititonanle nella sua maggior opira»^^ (3 sta prese P esempio, questa imitò, questa emulò.» jioez. 120^ mente pura tu solerto , Delle cagioni dell’altitonante, Con le ge, vuogli^essere esperto. (V) „^ Altitonanza , * Al-ti-to-nàn-sa. Sf. n. ast . di Altitonante. A?t iere *" parole o di voce. Silos, Beig. ( 0 ) 0 cd v Altitudine, Al-ti-lù-di-ne.tA//} V. L.Altezza.F. Lat . alitudo» P. jnfi' tas. Gr. il'l/os. Cr. 8. q, 2 I rampolli ec. si mandino su dir* nattantoché saranno cresciuti otto o dieci piedi: cd in quell» 1 quando saranno alquanto ingrossati, si taglino. E appresso : +* (piantej quando saranno alla predetta altitudine pervenute,co° delle pietiche cc. si pieghino. ^ j.Ei^ cigni altivolanti per Io mare , Con gran stridor cantavano. Alto. Sm. Altezza ; contrario di Basso. Lat. altitudo, subl' i,i *. cus editus. Gr. il^of. Bocc. nov. i 5 , 2 6. E su per una via, c * . la ruga Catalana, si mi$e, e verso l’alto della città andandoli’ tura davanti sì vide due ec. E nov.2j.y. E poi che cenalo c r c, £ t *' me col fante suo quasi nel più alto della casafu messo a dorn 3 ,re ' * A *: « n .,» a .1 , n ft a.a . Alteramente, 2 - delle puticiie cc. si pieghino. , Al*tie-réz-?a. Sf. Lo stesso che Alterezza. F. Bocc. Nov, Altivolante, Al-ti vo-làn te. [Add. com. comp. di Alti e Voi abbate che, come savio, aveva 1’altierezza giù posta, li si- vota in alto. Lat. allivolans. Gr. v-^irtirns. Buon. Pier. 4 ‘ U’c andasse e perchè. Non per forza Occulta gli rapisco allivolanti?» Salvia. Aci 1 . 56 '. 2. Ov’é oggi il più alto della città di Siena. 2— Cielo.Dant.Inf.y. 11. Vuoisi nell'alto là dove Michi del superbo strupo. E Purg. 1.68. Dell’alto scende virtù {Lat. ex alto. Gr- «.cp* è’^oes.) jfll' Ilo là dove Michele Fc ^ A HllU. I ■ vwy j| p 3 —[Mare.] M. P.i.gz. Colle sue galee si teneva in alto 80 P ra , illi^y di Napoli. Ar. Tur, 10, ir). Fa entrar nell’alto e ahbandoin^ Segner. Mann . Ag. 8. 4. Che vai però che sian piccole te ^ j, accadono in un vascello là su per Vallo? (V) l 3 - 6 °‘\.s 4 — Levarsi in alto =: Insuperbire, Ingrandirsi. Fit.SS.Pf'^ jj £ ò '^ madre carissima, non ti levasti in alto perché lu fossi le figliuolo.(V) Saliust.Cmg.12. Ed ecco a non provvido con rigoglio levandosi in allo , il fratello mio e prossima!* 0 ^ do ucciso. (P) t Niun^ IlJ 5 — Cader da alto, cioè da Alto luogo. Bocc, nov. i 5 .19' iy ^ si fece nella caduta , quantunque alquanto cadesse da 6 —* E per estens. Far cascare da alto una cosa : modo di comune , quando alcuno o nel fare o nel dire una cosQi pregare e desiderare, con tènere altrui in sospeso, a (A) m" paure piu grande e di maggiore importanza . Baldov. ^frr a c--^ |j< 7 — [EJig. col v. Dire, Prendere o altriDa lontanod ann. 3 . 65 . Il che m’invita a dire più da alto l’origine ° c /](i èf fi 8 —* (Mus.) Fra le quattro specie principali della voce che s'avvicina di più alta più alta, ossìa al soprano. — fi ot lr 1 * — * Prendesi anche pel Cantante di voce d' alto- f ‘. }fì ief fi Alto. Add. m. S'aggìugne propriamente a luogo, edifica, r fitftit^f' e simili, e vale Elevato dal piano, Sublime , Eccelso j ^ 3 'Ha 1 ' . _ _ Bocc* Gitlava t.ntn acqua e si alta verso ’i cielo ec., ebedi men° a nato un mulino.E g. p. 1. Lo’mpetnoso vento cd arde/” vidia non dovesse percuotere se non Palle torri, o le p ,u c C c degli alberi. Dant. lnf.1.46 Questi parca che contraine A ^ ; ’ ■ -1-:»- contrario di Basso. Lat. altus, editus. Gr. sta alta E ^.Joò.Veninuno al pie d’un nobile castello,Sette d’alte mura. Petr son. 2. Ovvero al poggio faticoso e J* (lf ’' — * Agg. di Creatura = Creatura dotata di ragione.V jj n veggion Palle creature forma Dell'eterno valore- (M) ^.3, e — Aeg. di Oraz=Tarda. Liv.M. Quando egli tue all* mici non si buzzicavano , ec. 4- ALTO „l, ài Notte =zNel cuore delta notte. Pir. As. Mi fece intendere 5 ™ e 8 '» era alta notte. r~ ~Ì 8 S- ài Giorno , Di — Dopo 1‘ alba ., Innanzi la levata del sole , il ' anche Manina inoltrala.] TraU.segr cos c/onn. Non prendono a j 0< , camento i se non è il di alto e ben cbiaro./’/'/'.^tf.atìo.Posciaché 1 alto ella s’ era levata dal letto.nba.se Sibil. in pr. La favola co- 0 -_ ln r C *f a a ' t0 ) e fornisce alla fine del giorno. (N) j e ," 8 S- ài Sole: indica Ora tarda.] Bocc. Introd. 56. Come voi ve- n _ e j sole è alto e il caldo é grande. "SS- ài Mare= Lontano dal lido.» Tesar. Br. 3. ^.Mauritania fi- 8 ne ^’alto mar d’Egitto, e comincia in quello di Libia. jT ‘■"SS- ài Voc e.Posto avverbialm.=zCon gran voce.] Petr.canz.3g,6. ^ ^questo ad alta voce anche richiama La ragione sviata. 'fi di Bordo. (Marin.) Navi d’alto bordo, diconsi le più grosse aUt 5 come 1 vascelli e simili. (A) i, di Apparecchio. (Chir.) F. Apparecchio, §. 5. (A) »*7" dgg. di Tempo =2 Antico , Fetusto', d'onde il volgar modo di Tempi alti e Tempi bassi. (M) i^fifitìSdiQuaresinmzzzChecomincia molto innanzi nel mese dimarzo.(A) di Prezzo o simile = Caro , Grande . Frane. Sacch.iSg. In j. H auto elli condiscendesse alla dotala quale a lui pareva troppo alta.(V) ^SS- di Lane — Di lungo tiglio . (A) pp Agg* metaf. preso anche in mala parte nel senso di Grandissimo, 5 h°> perverso. Rie. Mai. cap. so. Il quale per l’alta cmpiczza, di c e 3 Algore si disfece. Segn. Mann. Apr. 26. 2. li demonio , la ne ) il mondo, i quali sono a guisa di tre furie così crudeli che mai t 0 n ^ tS3ano su la terra di fare alta strage dì anime. E 2 ( 9 . 2 . Se tan- P ,u non si vorran sempre accrescere V alta rabbia di cui già abbaiò aza arderanno. (V) dell Us *^ ^ °PP osto Basso, e qualche volta corrisponde al senso ^ a ^i>oce Acuto. Si usa anche come sost. F. Alto sost. 8 . (L) v - (Vcter.) Alto d’avanti dicesi un cavallo la cui altezza dalla Uj a delle spalle eccede la misura di due teste e mezzo.— Allo di a * d* C€S i di cavallo le cui gambe sono troppo lunghe .—Allo cal- li f ^ cest S ue l cavallo che oltre all' aver i pie ’ balzani, i peli bianco gambe trapassano il nodello , giugnendo talvolta sino al gì- 1 $ 0£ * garretto. (A. O.) hu ” 0,ieSi talvolta assoìulameate per figura difettiva , e vi s'intende 8 — * (Marin.) Detto ass. corrisponde a Forte. Cosi Alto l’argano *9 ^ are i C*eIo e simili. F. Allo sost. 5§- 2 . 3. 4 . 5. 6 . e 7 . Forte V argano , cioè Lasciate di virare. (A) {fi# Profondo, Atfondo, Basso. Lat, altus, profundus. Gr. $oi§vs.Dant. pur giugnemmo dentro all’alte fosse Che vallan quella sconsolata. E 16 . n4‘ La giltò giuso in quell’alto burraio. ALTORITA’ 227 3 i — Dire Balte cose, per ironia , cioè strane. Lat. loqui deliramenhr. lapides loqui. Gr. Innpxvxm. Ss — E si attribuisce aita cosa, se si muove da allo.Fior:S. Franc.112. Credendo che fosse morto e minuzzato, per l’alta caduta in su li sassi taglienti. (Era caduto da un' alla rupe giù in fiondo. J (V) Alto. Avv. A luogo alto , Altamente , {In su, in alto j detto così nel proprio , come nelfig.j Lat. alte , altum, excelse. Gr. v^r,\ws. Bocc . nov. y 3 . 16. Calandrino, sentendo il duolo, levò alto il piè. Dant.lnf. g. 5 o. Balteansi a palme, e gridavan sì alto, Ch’imi strinsi al Poeta per sospetto. Petr.son. 12. I’benedico il loco e il tempo e l’ora Che sì alto miraron gli occhi miei. E 18. Ma qual suon potria mai salir tant’alto? E canz. iy. 3 . Vaghi pensier, che cosi passo passo Scorto m’avete a ragionar tant’alto. 2 — Tosto , Su via. Lat. eja , age. Gr. clyt. Fir. Trin. 2. a.Orsù dunque , la mia Piu ella , di’ su , aito, bene, escine. E 5 . 8. Or sete voi chiaro? alto, ben , andiam via. 3 — Col v. Fare semplicemente=.Fermarsi , Posarsi ; ed è proprio degli eserciti ; [e però il luogo dove sifia allo in cammino dicesi Fermata.] (Dal ted. hall, cioè posa, fermata. Muratori. ) Lat. consistere. Gr. i7Ta eminens, praestans. Gr. piyccs. M. Aldobr. E non bea vino a * t0 ’ P°t ente i raa & i a i n f ra vecchio e novello. Bocc. 27. L’alta bellezza e le laudabili maniere della nostra Gian- Ci ac ^ ec * nì ’ hanno condotto dove voi vedete. E num. 46. E quando jjhuop prese gli alti guiderdoni per avere insegnati il conte e’ fi- pigjj 11 disse il conte. E nov. 25. 6. Le quali avrebbon forza di "■* ' e ciascuno alto animo di qualunque uomo. 2 ? nov. 2g. lo.MoIto 3 Vj le * a vita con lei avrete che con una dama di più alto lignaggio non q‘ P e tr. canz. 36. 3. Caro, dolce, alto e faticoso pregio. Dant. *1 1 °* P er H Trojani c per ta lunga guerra Che dell’ anella fe’ la Q e spoglie. Nov. ant. 58.3 .Dio ti salvi, uomo di grande sapienza, Co s ji y e non può esser piccola, poiché li Romani t’hanno commessa ijju 3 risposta chente è questa. Frane.Barb. 10 , s3. Fanno ne’vizii Alta ricchezza e di gola diletto. «c. .^ lC(, d anche nel detto sign. delle persone in dignità, in potestà c 0i j* * e j } quale senso suol dirsi Alto e potente Principe, Re ec. , e ir °f. Alati generali d'Olanda dovasi il titolo di Lor Alte Poten- An**J n Inghilterra chiamano la Camera alta quella de’ Pari.lJSov. d ei ' T*3- E sappiate che certi vogliono che questo M. Agabito fosse ^ abl *' Colonnesi della città di Roma, grande e alto cittadino. 4ltj Ss - n Questo senso Iddio nelle sacre Scritture vien chiamato sovente *4 - dJS? O Dant. Jnfi. 3. Giustizia mosse il mio alto Fattore. Bifi 1 lc, le 9 Pericoloso. Lat. difficilis, | ericulosus.Gr. x a}t rtos.Dant. Se he V 1 y 2 ' ^ ntra ^ P er *° cammino alto e silveslro. E 8. gy. Più di eh’ 6 * la * s 'curtà renduta, e tratto D’alto periglio./? 2Ù\i32. ® v p eil h’ati eravam nell’alto passo. ^ Sun° C K ^ ant " P° r ' i°8- Ch’a più alto leon trasser Io vello. lesta i^ 0 ’ 0r g°Shosp. Lat. superbus, elatus. Onde Tenere 0 Avere 9. Ta| • * a » Ua le Èsser superbo.Lat. e lata fronte inceder e.nDant.Pàr. ^ raff^ tl0re ^ ia » e va con testa a ^ a > S' a P er ^ u ' carpir si • Surf n ** ^ ^ n f' * erra ^ un 8° l em P° ' e fronti. (P) » Imperscrutabile, Remoto dalla nostra cognizione. Me» t Cr c(o della Cr. p. 21 .Per divina disposizione,ed altoe ì*°de ada n81 ^ 10 Dio , addivenne che quando il crudele ed empio fu ~ 0fna ndava il fanciullo Gesù per ucciderlo, per rivelamento di V CAm ? at ° e fu g8 il ° in E S iUo ’ ^ P ) 1 q Vetusto, o forse piuttosto Elevato di gradoostato.]/)^/. ^ Fiore f* ? erc ^ non ^ ce P areP mirabit cosa Ciò ch’io dirò degli V^* T e n \ ni \ De’quai f ama ne ^ teni po è nascosa. e °‘ f Q a *n?* alto = Tenere la strada piu alta. Borg. Oi'ig.Fir, b 3|,0 no eo ,r r CC * T uante v0 ^ e an ^arono alla volta di Roma, o si app»c- 3 0 ^aro no j^y^ Gar “ j o si tennero più alti , e per la via degli Umbri » Alletti T^. no: ^ Colui che è alterato per lo soverchio bere* 10 > Alticcio, sin. Gr . 9 ~Al più alto zzzAlpiù al più , e si riferisce a numero. F.A\ piu alto.(A) 10 — * In alto, lo stesso che Ad alto, All’insù, Altamente. (A) 11 —* * Ad alto=/« alto, In su, Nel luogo di sopra. F. A d alto. (A) 2 — (Marin.) Comando per far andare i marinari sugli alberi ad eseguire qualche manovra. (A) Altoa. * (Geog.) Al-tó-a. Città della Mauritania. (G) Altobosco. * (Geog.) Al-to-bò-sco. Città della Natòlia, creduta Cantica Colophon. (Van) Al tocco. * Avverbial. col viFàrezzzSperimentare a chi tocchi in sorte al - cunei cosa, il che si fia alzandosi da ciascuno uno o più diti, e facendo cader la sorte inquello in cui terminala contazione. Cr.alta e 1 .Tocco.( 0 ) Altofen. * (Geog.) Al tó-fen , O Buda. Lat. Buda Vetus . Città dell'Òn* gheria. (G) Alto la. (Milit.) Grido di guerra col quale il soldato avverte chi se gli avvicina di non avanzare più oltre. ( Dal ted. hall férma.) (Gr) Altomiua , * Al-to-mi-ra.jY.pr /*. (In ted. alt vecchio,e mecr mare.) (Van) Altomuc.ghiante,* Al-to-mug-ghiàn-te.^f^cf.co/n. F. poetic. e comp.di Alto e Mugghiante. Che mugghia altamente. Salvia. Inn. Om. (O) Altoh. * (Geog.) Città d'Inghilterra. (G) Altonà. * (Geog.) Al-tó-na , Allena. Lat. AUenarìum. Città della Dani* marca nell Olstenia. (G) ALToPASciMo,*Al-to-pà-sci-no.« 5 ’w. Custode d'uno spedai diSiena, detto di Altopascio. Lat. Altus passu8. F'ranc. Sacch. Nov . tit . **7.Óno alto- pascino di Siena fa un breve,ec. E sotto: Avvenne per caso che uno altopiano ec. (0) Altopascio, * Alto-pà-scio. Nome finto d'un mangione. Face . ( 0 ) 2—*(Geog.)Luogo inToscanaprcssoil lago di Bieniina. A'.Altopascino.(G) Àltore, Al-tó-re. Ferbal.m. sino, di Alimentatore. F.L.Che alimenta 9 Che protegge. Lat. altor. S.Agost C.D.y s 3 . 11 Dioaltor, perché della terra si nutriscano tutte le cose che sono nate. (Mit) 2 — * (Mìt.) Soprannome di Plutone.Dal lat. allor; perchè lutto ciò che ha vita sulla terra si nudrisce della terra. (Mit) 3 — * F. A. F. e di' Autore. But.Infii.Vassi quando gli allori hanno parlato in terza persona,e poi divertono lo parlare in seconda persona.(V) Altobfia. * (Geog.) Al-tòr-tì-a , Altdorf. Città della Baviera.—del Fir- temberg. — della Svizzera. (G) Altoiuamento , Al-to-ria-mén-to. Sm. F. A. Lo stesso che Ajuto. (Dal lat. adjutorium ajuto.) Lat. auxilium- Gr. Zibaid. Andr. E pure grande altoriamento attendevano. Altorjarb , Aì-lo-ri-à-re. [Att.'jF.A.Dare ajuto, Ajutare.Lat. ausiliari, opem ferre. Gr. Petr. Uom. III. Ma ch’egli sperava , e già aveva provato per effetto , che gl’ Iddeialtoriavano quelli i quali combattevano giustamente. E altrove : S’io non ho compassione al vostro stato , io smentico la fedele amicizia ; e s’io voglio altoriar voi, io smentirò il fatto della repubblica e ’i mio. Zibaid. Andr .Non trovòe alcuno che lo potesse altoriare. Alto rilievo. * (Scult.) Si dice propriamente nella scultura , allorché le fgure sono intere e molto rilevate al di sopra del fondo. (Mil) AltÓrio, Al-tò-ri o. Sm. V. A. Lo stesso che Ajuto. Firg. Eneid 48 . La speranza della cominciatabattaghafu in allonodimadonnaPailade.(V) Altorita , * AJ-to-ri-tà. &f. F. A. F- e di Autorità. — , Altorìtade, Altoritate, sin. E così dissero gli antichi seguendo C etimologia da Allo. Cavale. Frutt. ling. 5 i. Pongo alcune altorita di Santi , le quali ec. Cron. Stria. 126. Corruppe uno giudice del podestà, e per sua alto- ritade e non di ragione, ma di fatto il metse in possessione* (V) 2 2 g AL tornio Ali tornio, * Avverhial. col v. Lavorare = Tornì are. (O) Attorno, Aì-tór-no. Avv. F. A.F* e di'Inlorno.Lat.circum. Gr.xvM.Kv. G. F. i. 36. 3 . Poi si cominciavano gradì da sedere tutto alterno. * Altospumathe , * Al-to-spu-màn-te. Add • cani . comp, di Alto e Spumante. Che fa alta spuma. Adrian. Detti. Fai Berg. ( 0 ) Altr'altro. Avv. Come a dite con efficacia: Eh c’è ben altro, Egli è ben altro. Cecch. Stiav. 5 . s. Una stiava eh, Filippo? e per che farne? FU. . - . Per fare il pane, il lievito. Seiv. Oh ob, inesser no; altr’ altro. Una giovane bella ... si toglie per altro. (V) Altra fiata. * Avreibiai Lo stesso che Altra volta. JBocc. Amet.(0) Altramente, Al-tca-uién~te.Aw.z=:I/i altro modo,{Diversamente.} —,A 1 - tramenìi , Altrimenti, Altamente, sin. Lai. ali ter. Gv. aKKcos. Bocc. Introd. ii. Sy. Veggonvisi verdeggiare i colli e le pianure , e i campi pieni di biade non altramente ondeggiare che ’i mare. Petr. son . 146. Se ciò non fosse , andrei noli altramente A veder lei , che ’l yolto di Medusa , Che facca marmo diventar la gente. Altramente AMra-mén-ti. Avv. Lo stesso che Altramente. F.Bocc.In- trod. 21. Prima col puzzo de’lor corpi corrotti, che altraraenti, facevano a’vicini sentire sè esser morti. a _ * Nota uso. Bocc . g. 11- n. 8. Senza aver mai potuto sapere chi egli si fosse altramenti che da lui udito avesse, ec. (Cioè : se non come udito avea da lui medesimo.) (V) Altra volta. Avverhial. = In altro tempo, In altra stagione. — , Altra fiata , Altre volte , sin. Lai. alias. Or. ocvB-is. Bocc.nov. 3y.l. E come altra volta tra noi è stato detto. E nov. 8j. 1. Altra volta,piacevoli donne, delle verità dimostrate da’sogni s’è fra noi ragionato. E Fiamm. 1. 5i • Tu ninna ora trapassi senza sospiri, la quale altra volta lieta e senza alcuna malinconia sempre veder solevi. Dant.Purg. 2. 91. Casella mio , per tornare altra volta Là dov’io son , fo io questo viaggio. Altresì, Al-tre-sì. Avv. affermativo. Similmente , Parimente,[Medesimamente , Ancora .—, Altressì , Altrcsie, sin. ] ( Sembra combinazione barbarica di alterum e di sic , quasi che volesse dirsi anche quest* altra cosa è così. 1 Tedeschi dicono noch eins anche un altro.) Lat. pariter , itidetn. Or. ìftoiots. G. 1. qi- *• Da detta città d’Au- relia fu altresì distrutta per lo ditto Totila. Dani. Inf. 19. 91. Laggiù cascherò io altresì, quando Verrà colui ch’io credea che tu fossi. Bocg. nov. 20. 10. Perciocché voi io non conosco , nc lei altresì. E nov. 26. 22 . È potrebbe sì anelar la cosa che io ucciderei altresì tosto lui, come egli me. 3 — * Beptirato più volte nel medesimo costrutto , in forza dì Così od Altrettanto, come pare. JSov. Ant . 5i .Signore, questo bagno significa, che tutto altresì netto e altresì puro ed altresì mondo di tutte lordure di peccato , come è il fanciullo quando esce della fonte, vi conviene uscire di questo bagno. E più sotto; Signore, questo sprone ci significa che tutto altresì visti ed altresì intaìentati, come noi vogliamo, che i nostri cavalli siano alla richiesta de’nostri sproni, altresì visti ed altresì intalentati dovemo essere al nostro Signore. (V) 3 — * Usato in principio di periodo. G. Fili. Vit. Dant. Perocché ornato appare fil cemento) d’allo dittato, e di belle ragioni filosofiche ed asUologiehe. Altresì fece un libretto , che f intitola De valgavi eloquenza (A) 4 — * Così, Altrettanto. Bocc. Nov. E tenieno il procinto della Gn- scianella in fino al Serchio di sopra, ch'era altresì grande spazio o più.(A) 5 — Unito a negatila vale Nè anche. Bocc. g. 3 . nov. 7. Nè quella altresì c di frate. (Cin) Altresie , Al fre-sì-e. Avv. F. A. F. e ^Altresì. » Farcii. Ercol. s#5. Altresì è provenzale,nonispagniuolo,e gli antichi nostri scrivevano Altresie e non Altresì. (V. Altresì.) Altressì, Àl-tres-sì. Avv. F. A. F. e di’Altresì. Guitt. lett. 5. 22. Acciocché voi siate in della corte di Paradiso altressì maravigliosamente grande ec. Liv. lì/. E da quell’ora innanzi furo li accolliiicci altressì leali e altressì fedeli verso Enea. (V) Altretale , * Al-tie-tà le. Pron. Lo stesso che Altrettale. F* (Am) Altrettale , Al-trel-tà*le. {Pron. comp. che sì suole usare solamente nel pii] Lo stesso che Àllro tale , divenuto una parola. [ Simile affatto.] —, Altretale, Altro tale, Arrotale, sin. Lai. tal/s, hnjuanodi. Gr. recai ito?. Bocc. Introd. '54- Nè «altra cosa alcuna ci udiamo , se non i cotalc-sou morti, e gli all rettali son per morire. Lih.Sagram. Però dovete guardare verso li vostri sergenti, che voi siate altrettali verso loro , cliente voi volete che sieno verso voi. Cr. 6. 21. 2. Se metterai acqua in vasello aperto due palmi soli* esse, diventeranno altrettali {le granella. ) Tac. Dav. ann. 3 . 73. Così l’animo, quando è iniettato , .e infetta e di focose libidini arde o languisce , con altrettali rimedii si vu< le attutare. a — posto avverhial. s= Similmente , Parimente. Lat. pariter, itidem. Gr. recrcCrov , opaitus. Tuv. Bit. Il primo che scontra, sì gli dà un colpo di sua lancia , che PaLbattè a terra morto, e altrettale fece al secondo e al terzo. en.Pist. L’altro hae il vento sì repente e si forte, che spigliatamente iì ne porla : pensa che tutto e altrettale a noi avviene. ótor. Bari. E se tu mi credessi , tu faresti altrettale. Tescid. 7. y3. E coronò di quercia cereale, Fatta venire, assai pietosamente 11 tempio tutto , e ’l suo capo altrettale. Altrettanto , AUret-tàn-fo. Add. m. correlativo [ che dinota uguaglianza di numero e di misura , ] e vale A lh’0 e tanfo, cioè quanto V altro correlativo. Lai. tantundem , tofidem. Gr. toccvtzs. G. Fa. o4 . 2. Mahdaronvi i Fiorentini cento cavalieri e cinquecento pedoni, tutti soprassegnati a gigli, e di Bologna altrettanti. Bocc.nov. 24. 9. E la mattina appresso si vuole andare alla chiesa , e quivi udire nl- jjtuK» tre messe , e dir cinquanta paternostri, c altreftanfeavemmarie. a — Uguale. Petr • canz. 24. 1. Una donna più bella assai che ’l sole, E più lucente e d’ altrettanta etade. 3 —. [Usato anche conte sost.] Petr. son. 166. Cosi ams' io del bel velo altrettanto» ALTRO Altrettanto. Avv. Lat . tantundem. Gr. roa-ovrov.Bocc.nov.29.24^^^ belli e cari gioielli, che valevano per avventura altrettanto. E 85. 2. E benché mille volte ragionato ne fosse, altro che dilettar no debbia , altrettanto parlandone. E nov . 12. iy. E poiché, mille ' disiderosamente stringendolo, baciato 1’ ebbe, e altrettanto da I» 1 baciata. Sen. Pisi. Demetrio nostro amico, suole nobilmente dire c 1 altrettanto gli è delle parole della folle gente, quanto de'suoni che,b^ lendo e rombando , gli escon di corpo ; imperciò che mi cale se ’ lono in giù o’nsù? Dant. Purg. 3 . 92. E tutti gli altri che ve»^ n api resse , Non supplendo’l perchè, fero altrettanto./? Par. 2. 88. sola virtù sarebbe in tuffi Più e men distribuita , ed altrettanto- a — Sirailnitute, Ugualmente. Ar. Far. fò- * 65 . Orlando col cog» a0 ' che non poco Bisogno avèa di medico e di cura , Ed altrettanto l lC clic in degno loco Avesse Brandunarte sepoltura. (M) Altre volte.* Avverhial. Lo stesso che Altra volta. Bocc. Filoc. ^ Altri. Pr che non si potea vestire sanza d’altri» Bocc. Fiatn. Qual fallo mio mi t’ha tolto, c datoti a tri? (A) Sen. Pisi. 52. Tu conoscerai cliente sarà ciascun uomo 1 tu porrai mente come ei loda altri. (Pr) 0/J io 3 — F anche altri esemplij\e'quali però,come bene avvisali • in questa voce , mal si discerne se sia del numero del meno od* 6 —* Posto pure sostantìv. nel numero del più. Bocc . nov. introd- j, tri , in contraria opinion tratti , affermavano 1’ andar cantando e lazzando essere medicina certissima a tanto male. (A) 0 , * Nel numero pi. sta coi pron. personali a guisa di pfenfi'i Iv. Avveri. 1. 2. 19. Per la pratica che abbiam noi altri dei 8 Salv. Avveri. 1. 2. 19. Per la pratica del favellare. (V) . —* Trovasi anche Chi altri? cioè Niun altri che. (Am) . ALTRicE,Al-trì-ce.iy/fiVwtn'ce,C/ie alimenta,Che produce.Lat. Pind. Tua patria essere io so di carmi allrice. (A) Guidici* Viva fiamma di Marte, onor dc’tuoi.Che Urbino un tempo, e pi» ' . ò lia ornaro , Mira che giogo vii, clic duolo amaro Preme or i’ a de’ famosi eroi. E Parini , Fespro. 6. Già sotto al guardo mensa luce Sfugge l’un inondo, e a berne i vivi raggi Cuba s’al» e il Messico , e 1 ’ altrice Di molte perle Cali/brnia estrema. (M) ^ Altri che [per Altra persona che, Nimialtrapcrsona che, 1 ] Fuor <'< l Altro che, Altroché , ARricbc, sin. Bocc. introd. n. 35. Egli m l P g ( che niuna persona la quale abbia «ilcun polso, e dove possa aUt T| tl i come noi abbiamo, ci sia rimusa altri che noi. E nov . ó' 3 . ^ oC c. che la madre del fanciullo non può essere a così fatto $ervigio- )> P Fit. Dant. O insensato giudizio degli amanti! Chi, altri che CsS 3 f c jji merebbe per aggingnimento di stipa far minori le fiamme? Petr.& m’inganna Altri ch’io stesso c’l desiar soverchio? (A) . ..j, Altrieri, Ai-trièdri. Avv. di tempo. (Da altro , e jeri.) —-, L’allro J f Jerlaltro , Jer T altro , sin. Lat. nudius tertius. Gr. rfporptTX' ec* Fier.3.1. 9.Avvenga cb’una certa pazzarella L f altrier nello spL'' Chiamasse un suo Tirinto disleale. .0 lo Altamente , Al-tri-roén-te. Avv. F. Altramente. Arpm.AnU c. 2? fy, non sono pomposo; ma niuno puote altrimente a ragione eC* non sono pomposo,* ma niuno puote altrimente a ragione rertz . T. f. car. 3y. Altiimcn te io mi dorrò dalla S. V. Nov. ant, 5i. Se altrimente non la puote stornare. (V) J-1- j.ivtv. tini, 1. oc aiuiuiv.m«, .iwi. .«* ^ . j # nCt.j' Altrimenti, Al-fri-mèn-ti.^w- Lo stesso che Altramente. /?occ.iVd ^' , &t S’avventava a'sani, non altrimenti che fàccia il fuoco alle cose s£: j tr P Dant.Inf.g.65.Vn fracasso d’ un suon pjcn di spavento ec. No» ^ oll menti fatto che d’un vento Impetuoso.» Cavale. Discipl.Spti'd8 J ' altrimenti di quello che farebbe un barone d’un re. (V) . c &£ a — * Usato per vezzo di lingua. Bocc . g. 2. n. 5. La quale guelfe sue c se parimente senza saper altrimenti chi egli si fosse,rim ,s sue mani. Segiu Mann. apr. 1 7. 4 - R a ve F a cagione di auiafh > è altrimenti il loro merito, è Dio. (V) Altro [Add.mADiverso t Ctiè differente in qualsivoglia maniera ^ a .^ /l0 tisi cose di che si parla o s’ intende , Che non è lo stesso . [E ^ wl ijiro * enW Alberti, col Cinonio, e con altri maestri di lingua che Altri , Altra , Altre , add. e pron ., in questo sign ., benché si ALTRO CHE ticeliQ Jy ferisca 6 diversità di sostanza , pur tuttavia conviene che ri - è dìvp ì J )eisn,ul ° cosa d’un medesimo genere con quella della quale ri a alfr 0 " ^ er esempio , non si direbbe che un uomo è stato spogliato *li llSi / Clss ussini , senza qualificare lui stesso per assassino » ] Lat. fiiort'o v' “*■*•?*• Eocc. inirod. g. La cosa dell’uomo infermo stato o dell* u 1 la ^ e ^ferinità , tocca da un altro animale fuori della spezie - ec .. n„nii. .—--~ E nov. i 5 . 6. C in * *to‘ 'fi d« e ln,r °d- Napoli. gli altri tutti, secondo d’Atene usciti , andarono a contrastare a certe fron- u n. Ò2. Tindaro , al servigio di Filostrato e degli alvi p ot ’ a Uenda nelle camere loro, qualora gli altri ec. attender non «C £ Cro * Petr. son. 1. Quand’era in parte altr’uom da quel cli’i’ Ita sa i CfH3z * iS. 6. Una dolcezza inusitata e nuova, La quale ogn’al- "f* e ? 4 .-. nojosi pensiti’ disgombra allora. E 32 . 7. Altro amore, - altro lume , Altro salire al del per altri poggi Cerco, ~ '' 151,1 tempo , e altri rami. “'Vi Cl>sf cor ''elaUvo del primo termine , [ cioè di due , sia persone , ' Lat. alter. Or. input. Dani. Inf. i 3 . yg. Dal vecchio ponte j Clr , llia a,n la traccia Clic venia verso noi dall'altra banda. E 22.33. " Mol,‘ ai ’ a lainane i e l’altra spiccia. f^anda ^ Ula Sg>ore. Ar. Fur. 3 o. 3 g. Gradasso . ., pure a chi ’l do- . Pi) ,. t1ai 'ra . . , Ohe fu in Soria a un castri mio prigioniero; Ed è ggiero. (M) 5 . n. 6. Comandò a coloro ec. che senza / r ri’.,ii. “ w • ♦ • v_.ne i * iv la ^ am a che Bu 5 C " ltla tidam V .°' ^ occ - S- 5 - — ___- .... " * e,l '° dei re, non dovessero più avanti fare chefatto fosse. (V) ni „ C „7," !a qualità diversa, bocc. p. 4- «■ 1 ■ E vergendo molti llro §^ u siccome noi vegliamo nelle corti ec. (V) j i 1 ha jc»za di sost. e vale Altra cosa. Lat. aliud. Gr.&kko. fu ^ 5 . Tra tutto l’altro ch’io t’ho dimostrato ec., Cosa *• ad ai# tu otc ^^ scorta Notabile. Petr. canz. 8, 6. Che ini con- ' J C $i, n ii ciic a lì AV guai. 4l 'Rìerido e ’ ln .forza di cosa di più importanza .] Bocc, nov. 86. 8. I bep. r *>n fosse altro, così al bujo levatasi com’era, se n’andò là. r °i Un 0 ^ PCflw ‘ ^ ra S * 1 speciali e proprii significati diquesta voce Ai- ^ Pffllsi l;ar che sia , Cosa che porti pregio', straordinaria, e fuor del ti 5 .j j^ le ec.E cos i pare che sta presa nel Novellino. (Nov. Ant. e ^ tT alt ® ei1 ^ v ' Cassero smemorate credendo che fosse altro. (V) afilli V(l k Nelle altre cose , Quanto al rimanente. Lat. edera, ’ l b> fttr “| Ul< l ll hi. Gv.òLkXìk'S. Bocc. nov. 52 . 9 ^ ’ cht* 60 ’ co,?z * 18. 5 - Lumi del Ciel, per li quali io ringrazio La ai. * hifi? cr a| ho non ra’è a grado 3 'trr> V.“' Cimi __ .... 2, Ricco c savio e avvedila avarissimo. E nov. 88. 2. Essendo peraltro assai si diede ad es^er non del tutto uom di corte, ina mor- ( lffl modo frequentissimo appresso di noi : Se Iddio facesse S e ,V ° an r tj ~~~^' > *° morissi. Dep. Decani, 1 27. Fuggendo di farci io C ^dio r 1Ur>2 ’° , per non dire , Se io morissi, direm più volentieri, r t c *°6. «j* le ^ Restante. Lai. reliquimi. Gr.cthXo^'konrèv. Dant.Purg. * e ' Ma ne P orf ' di costui l’eterno, Per una lagrimetta che ’l mi Sol (j u l dell’altro altro governo. Petr. cap. 1. Sopra gli omeri 37 C ^r an ^ Di color mille, e tutto l’altro ignudo. » Slor. d’idoli. ,’ mmo c * ie dissono : sieno confusi tutti coloro cli’ado- in q, Je * e R altro che udisti. Cren. Strin, 125 . E’miei fratelli eh- fijjl^o in, a \° P a lagio una piccola cameruzza , e nel palco di sopra a ll, °h di iSf Jc i llnz2a 5 f'Rto l’altro (il resto del palagio) abitavano i >'s^fi,^;, Belfradelto -cv) 7 sign. ma in forza d'add. Vii. SS.Pad- (En\ ^1 ^ c inf er „ "danni J c. ’òq. 112. Sicché schiacci! —filai ^ ) c. 3 g. 112. Sicché schiacciando il capo al serbo i^ruì a’i 1101 ^ 1 P ossa mettere tutto l’altro corpo nel nostrocuore.(Vj t|, e a quale ■ tra ppi’sona.^mm.^nf.^f .Ninna' cosa è mia , o d’ al- h ^ ^On Ve » Sl Può togliere o perdere. Ar. Fur. ^ 3 . i 36 . Anseimo , b' c i^ifrei e i f a,tro da cui Possa saper di chi la cosa sia. (V) Z i 3, d)nnt. Inf. iq. Fatto y* avete Dio d’oro e d’argento: c da voi all’idolatre , Se non ch’egli uno, e voi u ora- clta'Ti’enza, j e lui. I,r ° luogo. n pur,, . , 5e r h 1 V. * IH ' a «ais, A Guitt. Lctt. 1. 7. Catuno animale paga (appat;nj à' 0 (V° 11 ^ ^ U ' nd 11 a *' 10 ’ C ' 0ll 'l" c cos ^ sarebbe egli fallo •„ e d’ avv. Anche, In secondo luoeo, Inoltre ,che diresi Non le dissono nulla , perchè p’^ 1’ a | t ntla secondo il mondo , pognamo che molto fosse inFa- le si) u ra (.cioè ; e anche, e in secondo’luogo,) perchè crederono *0. Tr* t p ac j ^ , pensomi che la donna ,10- Vit. t 1 ait el)l3e gr a CaCCÌa . sse ‘ ** , eh*t||M uto » PtTché conobbe che questo conveniva chefusse; "d modo *,,T p deva che ’l figliuolo era già morto. (V) v ^r v a,< a. Sc c *J nirr rogatico. È il numquid amplio?? de latini- Cecch. ^à. V,a il n;„ * Ambrogio ha a non essere più geloso. iChi^anolla c*chir * • ”* * ■ ‘ l( k'ht.- ho diif fll 61 »^ 11307 ' 3 a Ucuccione ec iavisteìli da questa porta (V) ec. ha a lr- Gior. Altio? non è simile ad altro, riguardo alle qualità.Sicco- ne / r " ì, 'Rhanza di qualità mostra in apparenza negazione ,r *Q °' ls tit„; stessi, cosi per ima certa licenza poetica, Altro P | 'a c /; ,,E - Avv'-l Ll’veisn. Ss a’.'lUam. >r '^ c ,Ion > Fuorché. V. Altri che. Lat. «iti.praclcr, , q. e ' s,, oi $>r CC ' " w - *■ Aveva grandissima vergogna, quando A. ,?'« p er m "rnti ec. fosse altro che falso trovato. H nov. 12. 2. '“ts,. "‘'il’j 0 avv entura non tia altro che utile avere udita. Petr. son. ■Htsj Qtl potè’mai formar parola Ch’altro che da me stesso ALTRUI 22Q 2 — Non esser da altro che ec.r= Non esser buono se non a ec. LaO. to8. \a via : tu non se’da altro , che da lavare scodelle. Altro ci è. Modo proverò. , come a dire : Eh c’ è più \ Di peggio. Lasc. Parent. 3 . 2, No, diavolo; altro ci è, disse quella buona donna. (V) * Altronde , Al-trón-de. Avv. che significa molo da luogo , e vale Da altro luogo. ( Per la consuetudine di surrogare alter ad alias si è detto Altronde per Aliunde.) Lat. aliunde. Gr. oSsv. Foce. nov. 25 . 8. Dalla qual s rio ogni mia pace, ogni mio bene e la mia salute venir mi puotc, c non altronde. E nov. 65 . 17. Facendo sembiante di venir altronde, se ne 6alì in casa sua. Cas. Rèm. son. 33 . Né con tal forza uscir potrebbe altronde. 2 — Talvolta rappresenta moto per luogo o a luogo , e vale Per a/« tra parte , Altrove. Lat. alia, alio. Gr. à'AAo^ev. Petr.son. 3 g. Ed io confra sua voglia altronde’l meno. Fine. Mari . Rim. 26. E se nell' ampio mare un picciol fiume Perde sé stesso, e non gli accresce Tonde , Da quanto egli ha , né sa voltarsi altronde. 3 —- Dagìisi ancora talvolta il segno del sesto caso,ovvero del secondo , senza alterare il significato. Bocc. nov. 4 ] - 12. Ohi in quella il tro- verrà, non so, perchè più di qua entro, che d’altronde, vi sei creda messo. Tescid. 7. iog, Per queste entrava là dentro la gente ; D’ altronde no, che non v'aveva entrata. 4 —- [D’altronde in sign. di Fuorché, Da altra cagione, Da altro principio.] Pass. 2i3. Chi è si stollo che credea avere d’ altronde che da Dio quello ch’egli ha? 5 —* D’altronde nel sign. di Per altro, Del resto e simili, è maniera presa da' Francesi, senza esempio fra'nostri classici , oggi di uso presso che universale. (P) ( 0 ) Altrotale , Al-tro-tà-le. Pron. com. F. Altrettale. Alani. Colt. 1. 26. Non si lasci talor dentro all’albergo Dell’innocenti gregge arder intorno Dell’odorato cedro, o del gravoso Galbano , o d’altrotal eh’a lui simiglie. Remò. Pros. 3 . igg . E del tanto , che vuol dire quanto per altrettanto ; cioè: per altrettanta cosa quanto c quella di che si parla; che si disse ancora in forma di nome altrotale, ed allietali nel numero do lungo tempo. Lat. multo pore. Lab. 23. Dopo lungo andare , vincendo la naturale °Pr il mio piacere , soavemente m’ addormentai. {Ci (A) Alunna, A-lùn-na. Sf. di Alunno. Sper. Oraz. Sega. Pred- m 2 — * In sign. di Nutrice, Che nudre. Anguilla!-. Alunna. * (Mit ) Soprannome di Cerere. (Dal lat. alumttus 10 “ chi alimenta. ) (Mit) loO 11 " 1 * Alunno , A-lùn-no. [A’m.] Scolare , Allievo. V. Allievo. £ 1 men fortunato. . ^iri» 3 Cas. 1 55. Per cui d’ Aurunca il 8 ra ‘|. j u iii» c< E in nota : Che il grande alunno d A s’intendesse Lucilio, natio d’Aurunca. (N) ,-.101$' 3 —* In sign. di Nutnlore,(F.Alunua mit.) All. della Piaggi 1 di Boez. (0) . Alunno. * (Mit.) Soprannome di Giove. (Mit) TfSpF A luogo A luogo. * Avveibial.—Qua. e là.Sagg. dinat.esper-/ • A luogo E A tempo. Posto avverimi =Con opportunità , „ e , h siane. — , A luogo e tempo, sin. Lat. suo tempore, oppo rt " 1 iv xaipffl. Bocc. nov. 84 - t-ì. Quantunque da lui non fosse a a tempo lasciata impunita. E nov. g8. 2 <• Poi a luogo c 3 , manifesteremo il fatto. qA A luogo e tempo. Posto avverbial. Lo stesso che A luogo e a temy ^ |f’ Pisi. si. Celalo fti cacciatole, e molto pregiato, e molte sel va ‘”’ ■ ■ sU V' Nativo. Salviti. suoi Destrier piegò. molte selv^,*! 1 stie prendea ; e pelò non lasciava che colla lidia Aurora, donna e amante, a luogo e tempo non prendesse diletto, io5. Ciò farà egli, s’io non m'inganno , agevolmente, se a * tempo , e di qualche vantaggio loderà quelle cose ec. Aluona. * (Geog.) A-lu-ó-na. Città detta Liburnia. fi) , li»',. Al orgia. (Chim.) A-lur-gì-a. Sf. F. G. Lai. alurgia. (Da ha ^.(A/ sale, e da ergon opera .)Quella parte della chimica che tratta « Alus. * (Geog.) Deserto dell’Arabia Pelrea. (G) .. 'i.hv Alusia. * (Med.) A-lu-si-a. Sf. F. G. Lai. illuvies, a ' usia ’7^ui.(^ (Da a priv., e da luso futuro di tuo io lavo.) Astinenza da'baS.^ Aluta. * (Geog.) A-Iù ta. Fiume della Dacia.—della Transd 1 ' 11 Aluti. * (Geog.) A-lù-ti. Popoli dell’ lllirio. fi) Alfl-v A lutracengi, * (Geog.)A-lu lra-cèn-gi. Antichi popoli ignoti Aluzza. * (Mit. Ar.) A-Hxz-ia. Idolo degli antichi Arabi. O* 1 ' il/ Alvaca. * (Geog.) ’Àl-va ca. Città della Media. (G) Alvanis. * (Geog.) Al-và-nis. Città della Mesopotarnia. (fi) Alvano , * ’AI-va-no , Alvan. iV. pr. m. Lat. Aitati. (In cD r, 6 da ghueljnn superiore.) (B) y 2 — * (Geog.) Città del Portogallo. (G) . t> p Alvano. * (Bot.) Sm. Specie di albero. Sannaz. Arcai. ^\r\\\. tortorella che al tuo grembo crebbesi, Poi mi si mostra, 0 * un alvano Secco. (V) . (G) A lvarado. * (Geog.) Al-va-rà-do. Lago e fiume del MesstC 0 ’ ^ Alvake. * (Geog.) Al-và-re. Città dell Arabia Felice. (G) no/ 1 ' Alvaro , * ’Al-va-ro. IV. pr. m. Lat. Alvarus. (In ingl. au 1 ,1 guerra ; Tutto guerra ) (B) . lAj, Alveare, Al-ve-à-re. [Am.) F. L. —, Alveario, Arnia, l ’ uu to f c ? vearium. Gr. r.v/tk-n. Segner.,Crist. iristr. 3 . ag. 6. È avV / a g» i, 'i |f elle racchiuse in un alveare trasparente di vetro da ge n |f. 0 (Si * servar la loro arte nella fabbricazione del mele, prima P voto hanno fatto, ec. a\t e3< 'f Alveario, Al-ve-è-ri-o-pSoi.) F.L.Lo stesso che Alveare. jC c l!ìì $ alveare. Gr. xtCr. g. gf. 3 . Gli alvcarii sieno pia'* h\y' lucertole o altri animali salir non vi possano. E cap■ 9 ,, ar bod’ vearii sono, siccome dice Palladio , meglio di cortecce d A- simamente de’suveri. Alveo, ’Al-ve-o. [Am.] F. L. Letto del fiume. Lat. alv» a tfi. W - -- ■ ■■ ■ ’ ■ Pred. fi. Qui lo trovarono morto nell' alveo del - malati. Si trovano nell’alveo di Arno , quando l’acqi> e c } f Disc. Arn, 2 . Non si repJicherebbono di tempo intempoS* Ba |i. de’ loro alyei. E 3f. Per le quali quelli alyci furono de» 5 «. ALVEOLARE Il va,jQ C;ir questo sign. è V.A.] Lat. alveare. Gr.v.v-i?'}.*,.Cr.g.gS.f. '"'Pern-L. m 'gl>ore, si vuol serbare, '' " 1 “ dico- , dell' altro re è traditore, e co e il nero uccidere nel melario; iico no '7 " cl * auro re e traanore, e corrompe l’alveo. E num.8. A nelle e ap. ’ c le se l’alveo è grasso, lascisi il verno sopra le sue sedie. E i Pensa 2 ( ,V quando tutte quivi saranno appiccate , quelle in terra aiv EOl l ^Ul «-ARE. e V al w veo sopra quelle alJuoghi, nel quale entreranno. . .. (Anat.) Al -ve-o*là-re. Add. com. Che appartiene , Che ris - ^ at ’ a l ve °J ai ' s - (A. O.) Piceli f ^0 Al-VQ-o-\k-Ìo.ddd.m.Dicesi dal ricettacolo impressoci: Jn cui li 1 rs 8°t ari \ rassomigliatiti que' che sono nel favo delle api, e ^Veol, de* semi è impiantata, hai. alveolalus. (A- 0.) A tul, ìch e ^che.) Al-vè-o-li. Sm. pi. I Romani davano questo nome ai ^v E0Ui ^oiiducevano il colore per entro le muraglie delle lor terme- (Mit) tóoj pici , Qtd ‘) AI-ve-o-Ii-ta. Sm. (Da atveolus vasetto, e dal gr. li- Puh J f - la *.^ Genere di zoofiti dell'ordine degl’ idrefarmi annidati. h e j Petroso , incrostante , od in massa libera ; costituito da Ce Ui t [ p concentriche^ scambievolmente incolleritisi, composte da "•ior ° Se ’ a ^ veo ^ ate j prismatiche , brevi , contigue e parallele , ‘fiOL, T rne * lie concatenate a rete . Renier. (Min) ^ V QSt. N.) Al-ve-o-H-te. Sm. Lai . alveolithes. (V. alvcolita.) i P° s to (j t at0 l uo go dove soggiornano ipolipi, cosi detto perchè com- tV£ °t0 1 A? a , u, u° ne di cellette alveolari e pietrose. (Aq) £. 4 ai * «-'-vè-o-lo. [A’/n.] dim. di Alveo, [nel sign . di Alveare.] V, colo e a ve °lns. Gr. kxpvdixtcu. Cr . q. 102. 3 . Si ponga un alveo pie- ^ er . a ^ c ” n<> gran tòro sotto ali*api nuovamente fatto, si metta 1 (Anàn CC '^ C ^ ne li'alveolo fuggano di sopra allogato. 0 di dà il nome di Alveoli a certi ricettacoli incavati nella $ PeSi tir e$,$ e - » w '* 'ionie ut /iiveuii a cerei nceuacvu incavati netiu ai e j a margine libero delle mandibole , ne' quali stanno inca - ti',c. Ki e .'//^' c ' de ’denti. (A. O.) A ^"tien ' ,°8-) Al-vér-gna , Alvernia, Auvergne. ATI Lat. Arvernia. flt,l ’ 6l Uu* H'.'fi'icia della Francia. (G) A * Cfl> ‘Q c *A^ Co g*)Al-vèr-ni*a.Z.ot.Alvernia.iVo/ne di un Santuario in To - a^^Nq * f{' C P er ^ e stimmate di S.Francesco. — iSYn. di Alvergna.(Van) l ' v iCo * ^ eo g )Al-vèr-no./-«t Alvernns mons .Monte della Toscana.{G ) * e H>e! c ì » '*-co. iV. pr. m. Lat. Alvicus, Alavicus.(In ted. all tutto, >°'U i e ?r'° ’ PÙ fil> evole -) (B) t de lla (' 1 'oaeog ) Al-vi-dó-na, Avidona. Lat. Lcutarina. Piccola città a '«lnia oiterinre „rl '■0* citeriore nel Regno di Napoli. (G) ^ _ ( _. x _ y . -rL'i; da. N. pr. f. (In ted. «//tutto', c wild selvaggio.) lVl * 0 i Al* ' ^ > ,vardo re d ‘ Gotland , eroina del Nord. (Mit) 'asso ~ Vl ' 110 * -ddd. m. da Alvo, [e significa Dell'alvo, Che appartiene COllt 'net o Che si contiene in esso.] Lat. alvinum, quod alvo •"ente n* - dr " tl - segr. cos. domi. Mal conducono 1’ ulero non sola- i? a . a °cora tutte le altre viscere della regione alvina. Lih.cur. a® a«m. Uttìln ° si è il clistiere per tutti li mali delia regione alvina. s" viso » ii / ® or I a fuora tutte le fecce alvine. ‘•'ito.’* ( f' H ‘ e >hial. = All’ aria del viso. Petr. canz. 11. (O) a ^bo .c.^ 00 ? ) Al-vì-to , Alviso. Piccola città di Terra di Lavoro — ;!' v Enie' 0 Ì eUa Chiesa . (G) “Ha. A vivente. Posti avverbial. = Finche dura la vita , In h ■A 1 *' F a'' rosil avvtf oiu.1. — aiui.ii c uuru. tu vini f in 7/ Re J?' "Tav. Rii. Rivederovvi mai al mio vivente? Rim. ant. P. ■**». Non falserò niente Per altro al mio vivente, ec. Rocc. > , * c j 1 ° m Lor promettendo che al lor vivente, ec. E g. 53. E dico , "nò v :' e m '° vivente , ec. E 10. tj 3 . Cbe, a dir vero, giammai v 'vo. y ec. , a l>liice /■ 0 “werhial. — fieramente , Per V appunto. Lat. vere , •jiVoij t,r - Ypir-^uùi. Vit. Pitt. 4. Portò all’ incontro Parrasìo una j li si p/°? ra pu> era dipinta una tela cosi al vivo , che gonfiandosi a lei/ ’° giudicio degli uccelli, fece istanza a Parrasìo, che, rimossa 5 a3ìs M soti° S ^ rasse sua P' ,tura ' ” Salvia. Cas. fò- Ea coda poi è cosi P - [ p e 0 Si* occhi, che non si può più al vivo. (N) . ' de’p ótor. Eur. 7. 1Ó6. Ingegnati di ritrarre i vo- f «0r 0o riI| eipi italiani tanto al vivo , che e’ si possa sicuramente al Posa U ° c kl‘k era re , e pigliar partito o d’ uscir di questa miseria, R°' W'/h*? ’ e quietar l’ animo , quanto piace alla nostra sorte. qual se ^“ Busso ventre. Lat. alvus. Gr. xoi?Jx. Petr. cap. 10. yfor co venia dal materno alvo. Lib. cur. malati. Medicamento i? v 1 essn uai ujiìiciuu aivu- juiu. u*i- ìuvuivuu.w.iv d *• 55 0t * lmo P er ^ are sca *’icare 1* alvo aggravalo dallo sterco. Ar. 5 ’ * c ^ e ’1 fior vireinal così aveà salvo , Come se lo portò * (Ìj 0 a «vo. e/h!’! Prendesi ancora in significato degli escrementi che ven- ^ elQ f- Q l ^ basso ventre. (A. 0.) ’ che^l^? ’ Mezzo dì alcuna cosa. Dani. Purg. 27. s5. Credi per p c °tto y dentro a N’ alvo Di questa fiamma slessi ben mi)]* anni» h ,Q(Uf ’a 0 i RDe ' (Zoo).) Sm. Uccello del genere de' colibrì , ma dì ror- d lecco b*' 11 glande del colibrì a coda violata. F. Colibrì. JSon Pi Sola P'/’ 1 fango-, ha tutto il davanti ed i lati del collo, col basso p p a 2. ** Un verde di smeraldo ; C alto della gola , cioè quella 1) f ’ C s °H°stante al becco , è — L^ tSc e «i/ 1 ^ 0 ln az *urro scuro 5 il abbronzita ; il petto è d ’ un nero verde ed il verde doralo ricom- i Ce sui p azzurro scuro ; u verde ea il verae forato ricotti- ; ? c o ; t Ponchi , e copre tutto il di sopra del corpo ; il ventre è to/A Z.’ 1(1 Coda 1 I .... _ _f_• - rL . J . _ . J > __ brunìiQ 0e ^ rt ^ fib’ è d'un azzurro porporino a sbattimenti d' ac~ g 0 K » * Pfafangadetr ala.Lat trocbilus gramincusLin.(BuiF) q ' e d i n (Dal lat. helcium che viendal gr. halceo io irag- fti/ie* 1 & C * 8 * ® cangiato in zi secondo infiniti altri esempli.) h.t'/.C . /t/t/TO/i/v t/i nìC /1 //ìc ivi W/i* mah /.«iw/iiit/. Pe' a Unii , ,un a che , attaccata alt' albero de' navicelli , serve per condurli A Pituita corneo ac <]ua. Lai. (helcium.) Fiv. Disc. Arn. 3 S. Per otte- 0 a pa, ,, a navigazione , praticabile d’ogni tempo dall’alzaie a e/' 1 ' * Al-jA • °* E 65 • Per comodo passo dell’ alzaje. *lz., "nel, e R Sin. Colui che a piedi o a cavallo tirai' alzaia. Di. it>T 0 ! Al’?' 10 - Lat ' llelciarius - (A) ■Al l ( la lura,’/*" 2a ' tn én-to. CAm.] L'alzare , L’elevazione. —, Alzata, *' 1 4 - 1 “Sgeslio, agger, elevatio. Gr. Xàgx, ùpms. G. F. P'U dissono che l' antico nou fu quasi molto meco acqua; ALZAIA s3i ma per I’alzamento fallo del letto d’Arnoec., la città fu più allagata. Lib. Aslr. Vedrai la diversità della notte e del di, secondo che fosse l’alzamento del polo sopra 1’ orizzonte. 2 — * Fig. Promozione, Esaltazione. (A) 3 — * (Marin.) Lavoro che si fa per la carica o la scarica delle mercanzie di un bastimento. (Van) Alzamolle. (Ar. Mes.) Al-za-mòl-le. Sm. Piccola chiave per girar la vile perpetua , a fine di caricar la molla degli orinoli. (A) Alzana. (Marin.) Al-zà-na. Sf . F . Ansiera. (S) Alzante,* Al-zàn-te. Pari, di Alzare- Che alza, Che si alza, llnson.f Jìiogr. Dant.J Vedea delia virtù l’alzante altura , E desiava di satire in ci- ma , Che discernea già il bel della pianura. (B) Alzale , Al zà-re.[/i«.](Dal lat. altius comp. neut. di altus alto.)!,erari! o Sollevar checchessia da basso, e mandarlo e porlo in alto, [Spigliele in sù. Contrario di Abbassare. //suo reduplicato è Rialzare.—, Innalzare, Inalzare , Ergere , sin.] Lai. Intiere, adducere, sustollere, erigere. Gr„x’ipun. Bocc. nov. 1 5. 36. Tentò più volte col capo e colle spaile, se alzar potesse il coperchio. E g. 5 . fi 3 . Alzatevi i panni, monna Lapa. 2 — [Per estensione.] Dant. Purg. 1. 1 .Per correr miglior acqua alza le vele Ornai la navicella del mio ingegno. Tass. Ger. 1J. 77. Che può la saggia e valorosa donna Sovra corone e scettri alzar la gonna. 3 — Per melaf. Aggrandire, [Esaltare.) Petr. canz. f. g. Alzando lei che ne’ miei detti onoro. 4 — Per melaf. lolla dagli eserciti, Alzare la bandiera , lo stendardo o simili — Dar principio a checche sia, Farsi capo. Tac. Dav. ami. 1. 16. E divenuto potente appresso uno, odioso a tutti, lo stendardo alzò a coloro che, seguitandolo , ec. 5 — giuoco =: * Far giuoco, Far una burla. Ar. Fur.f 3 . t’ff Rinaldo Argia molto lodò, chè avviso Ebbe d’alzare a quell’augello un giuoco Ch'alia medesma rete fc’cascallo. (M) 6 — 1 mezzi—Rubare, Portar via. Ambr. Furi. 4 - 6. Io, mentre eh’ egli andava a civettare altrove, con altra chiave contraffatta ho alzati i mazzi , e voglio vendere questi drappi. 2 — Adirarsi, Gridare. Patajf. 5 . Alzando i mazzi, feci zibaldone. Salv. Granch. 3 . 5 . E tenterò con un mio amico: se Io non approderò, io alzerò i mazzi. F. Mazzo. 3—Andarsi con Dio. Lat. [alio migrare.) Gr. g'-rx'.trrrx'rh .zi, Tucid. 7 — il fianco = Mangiare lautamente. Fir. Lue. 3 . 2. 1’ ho per un tratto alzato il fianco da Re, 8 — il gomito * = Bere di soverchio.Modo basso. Cr. (O) 9 — il prezzo vale Accrescer il prezzo d’una cosa vendibile, Aumentarlo. Bant. Ant. (A) 10 — il a emo. *(Marin.) Foce di comando che si dà alt equipaggio d’una scialuppa di non più vogare , e di tenere i remi fuori dell’ «equa.(Van) 11 — la fede * = Fare una solenne promessa. Celi. vii. 3 . 7 6. A queste mie parole il Duca alzò la fede, e disse: fa conto di averle sepolte in una cassettina di diamanti. (B) 12 — la mangiatoia. F- Mangiatoia. i3— la voce = Gridar fòrte, /.«t.vociferare Gr.&xw. Dant. Purg.20.122. Ma qui d’appresso Non alzava la voce altra persona. Galat. 62. Non istà bene alzare la voce a guisa di banditore. Salv. Spiri. 1 ■ I. Ma fu subito alzata la voce, eh’egli eran morti tutti. >4 — le calte. /’. de' giuocatori con cui s'intende il dividere che fanno l'intero mazzo delle carte in due, sovrapponendo la parte ch’era di sotto ; e ciò dopo che l’avversario le ha mescolale. (Min) 15 — le ciglia contro di alcuno = Rivoltarsi superbamente contro di esso. Dant. Inf. 3 f. S’ei fu sì bello , com’è ora brutto, E coutra ’t suo Fattore alzò le ciglia. (M) 16 — le corna Insuperbire.Lat. superbire, tollera cornua. Gr. xAa^o- vtvta&xi. Petr. son. ioy. Conira i tuoi fondatori alzi le corna. 17 — le mani. V . Mano. 18 — le risa — Rider con istrepilo. Fir. As. i 65 . La quale un* altra volta , alzando le risa , disse. Ig — UN vascello.* (Mario.) Andare scoprendo sempre più un vascello, cacciando sopr' esso di vento in prua. (Van) 20 — vescica = Cagionar enfiagione. Crud.rim.Come quella dell’ortica, Vi dà duolo, alza vescica. (A) 21 — In sign. n. ass. Sorgere più in alto, Essere più rilevato in confronto d’altra cosa. Semif. 2 8. Nel mezzo, ove più lo terreno alzava, posava la rocca. (A) Bemb. son. 3 g. f Bergamo 1 E’l Sol là altre, on- d' alza , inchini e smonti. (V) 22 —* Crescere .in altezza. Benv. Cellin. Fit. Venne quella gran piena d' Arno, che alzò in bottega mia più d’ un braccio e mezzo. (A) 23 —* Detto della pioggia — Ristare , Cessare. G.F.11. 1. Onde tutta gente vivea in grande paura, sonando al continuo per la città tutte le campane delle chiese, infino che non alzò l’ acqua. (V) 24 — E n. pass. [Levarsi , Sollevarsi.) Rocc. g.o.p. 2. Infinattanto che, già più alzandosi il sole ec., a tutti parve di dover verso casa tornare.» Alam.Colt.2-4oNèsi vedesse in ramo muover foglia,Nèl’ondealzarst.(V) 25 — * Parlandosi di chi siede o è disteso , Rizzarsi in piedi,Sorgere, Sollevarsi. (A) 26 — * Alzarsi nello stilc= Aggrandirlo,Renderlopm nobile,piu sostenuto. È opposto ad Abbassarsi. (A) . 27 _ * Detto assolutamente —Levarsi 1 panni d avanti o di dietro.JVov. Ant. E pure alzossi, e mostragli il culo. G. FA S alzò, e tra stesi de’ caviglioni 5oo fiorini d’ oro. (A) _ Alzata , Al-zà-ta. Sf. L'alzare F. Alzamento. Segner.Mann.D,c.22. 1- Perchè, senza lungo precedente discorso, alla prima alzata di meu- te vengono tosto ad unirsi con esso lui. a — (Archi.) Alzata d'un edifizio. F .• Profflo. , _ * Piombar le alzatc==Piomfc«r le muraglie. F. Piombo. (A) 3 _ Nel giuoco delle minchiate , Carte d’alzala diconsiquclle carte che sono da rubare. (A) 232 ALZATO A MALA PENA Alzato, Al-zà-to. Adii. m. da Alzare. Lai. snhlatns, ctTCins. Or. a.ìpó- fiivos.M. P. 2. 33 . Al segno dato d’una lumiera alzata sopra ugni lume , molto cc. E appresso : Era venuto a guisa di lione con la testa alzata. Cr. 2. 17. g. Acciocché per li raccolti e alzati argini s’impcdi- sca l’ abbondevole ritornamento delle acque, a —* Agg. di Animo = Irritato.Davanz. Tac. Kit. Agric. 27.Così alzati gli animi , ambo gli eserciti si partirono. CU /al. ha, irritato utrinque animis.J (V) 3 — Col v. Stare, o Allibire" Colli’ vesti raccolte ai fianchi.Fr.Gìord. sgj. In questa notte tutta la gente del popolo di Dio mangiarono l’agnello e’l pane az?,imo,stando alzati, col bastone in mano.(E quel dell'Esodo 12. rencs yestros accingetis.J (V) Alzato.* (Archi.) Sm. Quella parte di disegno che trovasi elevata dalla pianta. (Mit) Alzatbra, Al-za-tu-ra [*V/l Lo stesso che ] Alzamento. V. Ant.elatio, levatio. Gr. ro afytiv. Fr. Giord, Pred. j R. Consiste nell’ nlzatura delli occhi al cielo./^.iy.^m.Grande nel flagello si era l’aìzatura del braccio .Lib.cur. malalt .Se il dolore venga in alzatura, fae d’uopo replicare la medicina. Alzek* (Geog.) Al-zè-i , Altzey. Lat . Alcca. Città del Gran Ducato dì issici Darmstadia. (G) Alzbrellà.* (Marin.) Al-ze-réMa. Sf. Corda che selve per sollevare e alzare le manovre , e per condurre igabbiozzi e le vele di staggio.{V an) Alzete. * (Mit. Scarni.) Al-zè-te, Dio dell ’ amor fraterno presso gli Scandinavi. (G) Alzia.* (Geog.) ’Abzi-a. Isoletta del Mar di Marmova. F. Afzia. (G) Alzira.* (Gcog.)Al'ZÌ-ra,Aìzyia } Alzerà .Città del regno dì Valenza. (G) Alzaia.* (Geog.) ’AI-znia. Provincia della grande Armenia. (G) Alzo.* (Ar. Mes.) Sm. Cuojo che i calzolai mettono sulla forma per far più alta la fiocca delle scarpe. (Z) Ama.* (Geog.) Antica città della Campania. (Mit) 2 —* 2 V. pr.m. (In isp. ama vai nutrice, balia. In ebr. em y in cclt. ama madre.)— Insigne lottatore.che crederi aver dato il nome ad Amburgo.^ Mit) Amaberga.* (Geog.) A-ma-bèr-ga. Città del regno di Sassonia. (G) Amabile , À-mà-bi-le. Add. coni.Degno d’esser ornato^ e Atto ad essere amato, Lat. amabilis. Gr. zpchrfMos, Foce, nov.48. ì. Amabili donne , come in noi è la pietà commendata, cosi cc. G.F> 4 ' 20 * 2> Ber tutte queste cose era tutto amabile e grazioso. 2 — Affezionato. Lat. studiosus , amans. Cr. ^i>.y\rwp. Te$. Br. 5 . 3 f La tortola è si amabile al suo marito , che quando ella il perde, per alcuna cagione mai non s’ accosta a nessun altro. 3 — Agg. a Sapore, è quel sapore che forse i Latini dicevano suavis', leni.s, subdulcis , che noi V attribuiamo al vino , contrario al brusco e piccante , e pende piuttosto al dolce.Vil.S. Ant. Ed il mcrcadautc donòe al santo barone un barbone di vino di Cipro, molto amabile. Bìcett. Fior. igy. I! vino Falerno si pigli, che coll’aromatico abbia dell’amabile, c conservi lungo tempo tali qualità: cosa che più si verifica nel vino di Spagna, in qualche malvagia amabile, ec. Red. Ditir. 2* Se d< D’uve il sangue amabile Non rinfranca ognor le \enc.Buon. Fier. 2. 3 , 4 ' Vini amabili, scarsi, bruschi . in copia. ^ — Dicesi anche delle vivande , [ma in questo scuso vale Confaccvoìc, Che giova , Che conforta.] M. Aldobr .Ancora disse Ippocras, che se la vivanda è piacente e amabile alio .stomaco, contuttoché ella non .sia così buona com’un* altra , iinpertauto sì vale ella meglio. 5 —* Amatorio. Salviti. Cas, i 3 q. O se componi,amabile Carme, riporterai i primi premii D’ ellera vincitrice. ( È quel d’Orazio, seu rondi» amabile carmen.) (N) 6 —‘ (Ar. Mes.) Dice si di quel panno in cui , toccandolo , si trova una certa pastosità o morbidezza. (A) p —* (Mas.) Trovasi talvolta in capo di qualche pezzo di musicatati indicare un movimento fra l’Andante e l’Adagio, e richiede un'esecuzione dolce cd insinuante. (L) 8 —* Usato come sost. È nome di vino che fa nella riviera della Spezia. Sod.Colt. 7 1. Quelli che nella riviera della Spezie fanno il razzese e l’amabile, fanno l’uno e l’altro d’un vitigno medesimo. (V) Amàbile.* IV. pr. m. V. Amanzio. (B) Amabilemente, A-ma-bi-le-mén-tc.-rf^. rizzontalmente con cordicelle attaccate a varii punti de’suoi che forma una specie di letto per ciascun marinajo. (S) -Qtfr A macco. Posto avverbial.Lo stesso che A macca. F.Morg. minciaro a rimangiare a macco. Cas. Rim. buri. 1. 3 . Chi h capo del cervello a macco , Vada a sentir lodar le mele col c * 2 — A ufo, A spese altrui. Ar. Far. 3 o. 8. Ma non perù che a piedi vada, Che di vettura vuol vivere a macco. (M) Amàchio , * A-mà-chi-o. JS. pr. m. Lat. Amachius. (Dal g r * a che viene da a priv-, e mache pugna: Inespugnabile.) (B) Amaci. * (Geog.) A-mà-ci. Antico popolo della Spagna. (G) , jG) Amàcore. * (Geog.) A-ma-có-re. Fiume della Gujana spagi tU ° Amacuso. * (Geog.) A-ma-cù-so. Isola del Giappone. (G) Amada. * (Geog.) A-mà-da. Città del Giappone. (G) Amadai. * (Geog.) A-ma-dà-i. Popoli delta Sarmazia europea. (. Àmadata, * A-ma-dà-ta,Amadati. iY. pr. in.Lat. Arnadatha, AmaJ '* 1 ’ebr. hamam turbare, e dath legge; Che turba la legge) (BL Amaijeo , * A-ma-dè-o , Amedeo, Amadio, Amidco , Amadigi- ■ L d' ell nH Lat. Amadeus, Amidaeus, Amadisius, Amadis.(Dal ìat.aman s Chi ama Iddio.) (B) . . fli (G) AMADiA.*(Gcog.) A-mà-dÌ-a. Città e Principato della Turchia Amadici , * A-ma-di-gi. JV. pr. m. Lo stesso che Amadeo. \ Amadigi. (St.N ) Sm. Unione di più corpi naturali attaccati fl s s. (Forse dal gr. hama insieme , e diago io dimoro, -vivo.) A/i. L amadigi e un appiccatura di molti corpi: ha piu capi eh*- e più piedi che un ccntogambe. (A) Amadio, * A-ma-dì-o. iV. pr. m. Lo stesso che Amadeo. V ■ a fG) A madoca.* (Geog.) A-mà-do-ca. Città e palude della Sarmazia europ ■ v lir Amadoco. * (Mit.) A-mà-do-co. (In gr. vale osservato insieme 0 j ce oy sieme osserva, da hama insieme, e docazo io osservo ; onde". ^ d servazione insidiosa .)—Eroe iperbnrio apparso coll’ombra ài * spaventare i Galli che attaccavano Delfo. (Mi Amadore , A-ina-dó-re. òm. Che ama , e pigliasi in onesto e 1,1 aJl j r significato. — , Amatore , Amante , sin. Lat. amator , ainan 5 » sius. Gr. spotffTTi?. G. V. 12. 7 4. 2. Che infra gli altri b 4 tenea M. Niccola Acciainoli , nostro cittadino. Bocc. nov. 1°; p, domandò se ella avesse alcuno amadore. Petr. cap. g. Gimbb dovetta ardita, Che fé* ’l folle amador d<-l capo scemo. Coii-h’ 0 : v ìi». Rendevi hello 1 ..... Dav. Scism, fenderanno. ilo c splendiente 1 * amador suo dopo la fine di *I uC ‘ eC .di" n. 14. Gli amadori del vero e dell’onesto, la causa Amadore , * Amatore, Amadoro. N. pr. m. Lat. Amator. (B)^. /p) Amadoro, * A-ma-dò-ro. JS. pr. m. Lo stesso che Amadore. Amadotta. * (Agr.) À-mn-dòt-ta. Add. e sf. Specie di pera d ie in ottobre. F. Pera. (A) , Àmarriade. * (Mit) A-ma-drì-a-dc. Sf. Lat. Hamadryas. Gr.a-P^. Jjj fi’ (Da hama insieme , e c/rjrs dryos quercia o rovere.) AR ,a( , ^ cevansi le abitatrici degli arboreti , le quali si credeva che che morissero cogli alberi sotto la cui corteccia erano rinch l,t But. Purg. £f?. Le ninfe ec. altre abitavano alle fonti, celi* 3 ”* Najade, cc- altre agli arboreti , e chiamavansi Amadriadc. Ahadmade, * JV. pr- f — Sorella e sposa di (Issilo. (Mit) wn Amadbiade. (Bot.) Sf. Lat. hamadryas. (Dal gr. hama insieme» ^ Jofl 0 dryos albero.') Nome dato ad un genere di piante , perché cr nelle foreste delle tene magellaniche. (Aq) . fìjr 0. — (Zool.) È ancora il nome specifico imposto da Linneo a buino a muso di cane 5 poiché vive fra gli alberi. (Aq) Amae. * (Geog.) A-mà-e. Città della Lusitania. (G) Amafa. * (Geog.) A-mà*fa. Città del Giappone. (G) Àmage. * (Geog.) A-mà-ge. Isola della Danimarca. (G) , Amagia. * (Geog.) A-mà-gia. F . Amaia. (G) bf Amagione, A-ma-gió-ne. Sf. F. A. F. e f/i’Magione. Gr. ^qgie 111 ' Di tali sono , che hanno assai oro e ariento dentro le loro a ‘ • - - * — — ~ ..... 1() 3I '' .li e dentro ia santa Chiesa sono poveri. E 66. Quegli che h* 8 t,a sua amagione di buone opere e di buone virtù , non tenie, (J fH e fa la sua amagione sopra la rena , che il suo coraggio imp ,c » terrene cose. (V) > opre** 0 ’ Amagliare, * A-ma-glià-re, Att. F. di diaì. tose. Battere er col maglio ; c dicesi propriamente del lino il quale , dopo to in macero nell’acqua , e dopo esser raschino , si batte f per dirómperlo , onde poterlo poi spatolare. B*d. Foc. ( 0 ).\ Amagliato, * A-ma-ghà-to. Add. m. da Amagliare. F. di fS'-fr, Amagnana. * (Geog.) A-ma-gnà-na , Amagnona. Fiume del fi ja Amaguana. * (Geog.) A-ma-guà-na. Città della Columbia.^- isole Lucaie. — Fiume del Chili. (G) Amaia. * (Geog.) A-mà-ia , Amagia, Varcgia. LatNatricia. Li c ipale de 1 Cani airi nella Spagna. (G) _ , d&tr AMAiM 05 E.**(Mit.) A-ma-i-mó-nc. Uno de’quattro Spiriti ch e gromantì facevansi presedere alle quattro parti dell’ Univcrs 0 ’ < . va al Settentrione. (Mit) . Amal. * N. pr. m. T^at. Amai. (Dall’ebr. ghuamal fatica 0 i D|( I 2 — * (Geog.) Piccola città della Svezia. (G) Tti’if? 3 '^ P) A mala briga 'Avverbial.lo stessoche A malapena ■Gr.allovyl 1 Amàlafreda ,*A-ma-la-frè-da. N. pr. f. Lo stesso che Amai"® pAof'’\ }i Amalafredo,* A-ma-la-frè-do. IV. pr. m. Lo stesso che Am 3 *^f 1 ' 1 A mala pena . Posto awerh. quasi superi, di A pena.— 9$ * A gran briga, A maìa briga, A maio stento, sin. Za*- V ’ U J Gr. Fir. Triti. 2. 2. A mala pena gliene voglio dar Eur. 2. 3y. Gli condusse pur finalmente , ancoraché a uscire degli Stati suoi. Sen . ben. Fare. 3. 8. Ma anco JI j fonte a uno il quale si inuoja di sete , e non possa a nia' a * yerc Io spirito per la secchezza della canna , c benefizio. fi*' ,Ai ‘ASUnx sueut. Ah amalapore * (^ co g0 A-ma-la-p<5-rc, Araalapour. Citta dell'Indostan.(fi') Cld ,;' ( ^ A-um-Ia-rì-co j\. pi\ m. Lvt. Auialaricus. ( Dal ted. himmel CiCC V iC( 'ht'"(l odorante; quasi dii odora di paradiso.) — He de' < v “‘0 Asi,v t , a<„^ TA ’. * A-ma-ìa-su-òn-ta. ZV. pr. f. V- Amalasunta. (B) A-ma-la-sìm-ta , Amalasucnta. IV. pr. f. Lai. Amala- scheint ei riluce : Rilucente come schein aspetto: Aspetto celeste.)— lit-tsma de' Goti in IìaìIuì. (B) (Vali) . " ' Amai- rg monte : Monte celeste.) (li) C lc .| 0 ■'“> ci-mai-iinr-ga. jy. pr. f Lat. Amalburga. ( Dal ted. himmel e da’ ’i-.'S castello : Castello celeste. Si può anche trailo da himmel , 4»*^! U 'k e ma llcvadorc : Celeste mallevadore. ) (li) s'ij.j,; N ’ A-mal-ci-de. N.pr.ni.Lal.Amalcidcs. (Dal gr.u priv.,e malcios chi A m A i : h'd'sce per freddo; e vai dunque chi per freddo non s'irrigidisce.)(U) invit 0 U0I -' E ’ ^ > " st0 araci bini, lo stesso che A malincuore. Lai. aegre, P-tili f 1 ?, 11110, Or. Hr.ovri Succo. Grati. S. Gir. g. Jn due mahiere sono fa. „ . u t orazioni dell’ uomo ; se egli le fa a inai cuore , o se egli le A MAN GIUNTE 233 .u-oim-m , «nwLttiU'vi f ul f ( Dal ted. himmel cielo, e schein, r Piet 0- Alin il tira tia himmel, e da schei ^ di Teodorico ^ Regina de* Goti in AL BEB GA ^* A-nn.l-UAi -— 'a.»~1.- bti> 0 , AmaaMièr-ga^maloberga, Amelberga. N pr. f. Lat. Asu J jB fT ’ ^ Ja h:d. himmel ciclone berg monte : Monte celeste.) (li) cieln N. pr. f. Lnt. Amalburga. ( Dal tee!. ^ P CT ^ 01 ia a colui clic mal ìli. Ai Pav te Avverbùd. coV. Recarsi, Ls< Avere, Pigliare:^: Prendere in mula ‘' Ul Wo *. erc permaloso. B< ’cc. g. 4 . n. 3. (0) ^^(unl ^ ‘ ,nu 'lèc-co , Aniaìec. Lat. Amalec. (In ehr .ghunmaleq, da a ^(tch'p P ° pulo > rlcfpdih scienza, lecce, disciplina: Disciplina del popolo.) A ll4r *E Cl . r ^ c y ,Q degli Amuleciti. (fi) (Van) SlA t-Eci T ] ^■' )Uu ^ c " a ‘ ia ' Add. pr. coni. Discendente da Amalec. (B a *° c ìi Ir A-uia-le-cì-fi. Popolo deh’Arabia Petrea tra il Mar 31 or- J' 0sso 9 distrutto da Saul, (li) (G) A llAt -Epn El , 5 A-ma-le-frò-da. N. pr. f. F. Amalfrcda. (Il) A AtE or a 1 A-ma-lc-frè-do. N. pr. in. F. Àmalfrcdo. (lì) llJ 3 le'ir n °j ì >Qst0 avverbial. lo stesso che A mal grado. TAv. AI. 3. ^U-f. * v. 1 , 0 del sno collega. ( Il testo : invilo collega. ) (V) A n °ll ( L ?»». jeo S-) A-màl-fi. Lat. Amalpha. Citta del Regno di Napoli /> lbT* dÌ Prilìc !P“ t0 citeriore. (G) A, "ut. A' Avverbial, col a. Venire = Finir male , infelicemente. CO) J V^Sda 0 ’* A.-maI-fi-là*iio. Add. pr. m. Di Amalfi. (B) Al, Sfritti A-mal-fre-da , Amalfrcda , Amalelreda. N. pr. f Lat, /^Rrx ) 1 ' * 1^‘d ted. himmel cielo, e f'riede pace.- Pace celeste. ) (B) ^ l ‘*dus Amalufrcdo , Amalclredo. N. pr. m. Lat, - yd a? 1 ‘^(^^im.)A-m;ìI-ga-ma.[.y/?] Combinazione (Luti qualche metallo ain j ° u *r(>, ( Dal gl’, hama insieme, c gannii maritare. ) amalgamatio. Art. Vch\ Jfer. 44 • Once tre d’ ai-genio 4 », l 'Cu f ] n , U j^° .In fjuesta maniera; cioè amalgamai questo argento con solito;qncsl’amalgama mescolava con aUrettanlo peso disale. J ct( d/o i /,’ A-mal-ga-mà-re. \_Att. Combinare il mercurio con un 3 * ì,e ^o grado cc. E end pure Mal mio grado , cc. — , A mal- a ' la do ; j- lila * e grado, sili. ] Amet. 401. Lì non si ride mai , se non 'ci min ^ Casa oscllra c muta , e molto trista, Mi ritiene e riceve Gn C 'l'uno >J Cavale. Specch. Cr.iS-j .Compilile sono quelle cose 4 S] J 1 ' 1 . * (Gen*^

  • va il' lare alcuna cosa, dii la facevano a a Ur ei’! 50 a ì0 "' ‘io5. Diessi al famiglio mi cavallo copcrlo Ne].'. c orp 0 ° r S.’ c ’^u vestito del medesimo drappo: tutto si fece G, al1 tirati \r i ' (lC 'P av ’ ‘S ior - 3. Delle quali molli centurioni e W- Gxr e /j_ ™imzi ila Vitcllio, a malincorpo inutavan Principe.ò'eu. lanieri arch - A tic q 1 » ancorVei 7 i K - " 0l avclno A V‘ di «t volu i ,l!: , [ c , cola ’ d , ic noi avemo più cara una cosa, clic ci sia datavo- . vllIIr , , una che sia data di maltalento, e co- i-v* a 13 ! c oi\r 0 .^ Ul iy; nt< 7 a A ^ cip ri ^ Cl ’cavc ì ^ v - l m f Vocabol. Ci ponevamo a mal in cor- 1 4ri,' l ' , "' 0t ie a l° l 'g'' l, '>le di questo esempio, dubitando non forse *V4 >*b..Po scainl,iata - (B) a ''Hia c'^^^'orpo* 0 ? >v Jl r Cal z?.Malvolentieri A mal in cuore,A malcno- ( f s \ n ' ^ayulc-flled.cuor. D qsiesti son figurati per quel Si- ^'>^0 ia i> p0r / t ? < ‘^ a cr °ce di Cristo in angheria,cioè a nialinciinre, lls Wr Se 1 sul) i f n G, ^ l( d /n -1 rate Con malizia , Maliziosamente. Lat. * <0# J 0 . parol 0 l °rJ’ 'M°- Gr. Ar. Lin\ 35. 77. Scniplicemente ^ ■ pì ìcen t ] os j , ^j' je .|orse alcuno Iia A > In °- , mu.uu u.t già prcsea malizia, Tac.Daa.Ann.26. * * AvJ e J t - pontc cra fatt0 a malizia, da cadere caricato. ,, -..io p ”nv ^r-:na-io-nn-ga. antica citta della Spagna. (G) «\ r Pp ° st ? ucverbiaì.zn Biecamente. — , Di mal occhio , sin. Ste nto ^^ l ’ an do quel deschetto a mal occhio,diceva,cc.(V) ìa $lut, n * ^ffrbial.^z A pena. F. A mala pena. Tati. vix. Gr. C ° a *1 m\P‘ Perchè gli par d’ averle dato piano, Anzi d’aver- Cnl0, A mal partito. * Acasrhial—ln gran pcrico’o. Bocc. g. 2, n. io. (0 ) A mal punto. Posto M’vcrbiabn.zzzhi cattiva congiuntura. Lat. in stimino rcrum discrimine. Gr. èv xyy.y xv.ipti. Pass. ij. Se noi considerassimo heuc cc., che se ec. ( Dm ) giudieasscci secondo l’ opere nostre , come saremmo noi a mal punto e male arrivati, noi ci vergogneremmo della nostra ingratitudine verso la bontà d’iddio. Amàltea.* (MitGr.) À'mal-tò-a. iV. />r. /.'(DaIgr. amalthevo io nutrisco.) — Figliuola di Melisso re di Creta , la quale ebbe cura daU’infhnzia di Giove. Altri dicono questa A maltea essvi’e stata una capra la quale nutrì Giove col suo latte , e da lui posta in ricompensa nel numero delle stelle. Uno de’suoi corni che si dipinge ripieno d'ogni sorta di frutta è il simbolo dell’ abbondanza , e diccsì Cornucopia, Corno della dovizia, dell’abbondanza, d’Amaltea , c anche PAmaltea. Annib, Cai\ Amaltea col solito corno di dovizia in braccio, fiorito c pieuo, c con Io stajo colmo ed ornato di spiebe a’piedi, significante l'abbondanza e fertilità della terra. — Nome della Sibilla di Clima che presentò a Tarquinia i nove libri di predizioni sul destino di Roma. Secondo altri era detta Demofiia o Erofila. (A) (Mit) Amaltea. * (Mit) Sf. Il cornucopia. V. Amaltea n. pr. Salvia. Cas.46. E perchè alle cose che si portano nelle processioni di Bacco, ramai- tea ovvero il cornucopia s’appartenga, dalla terza Biblioteca di Diodoro apprendiamo. (N) 2 — * (Bot.) Fratto fatto da molti piccoli acheni rinchiusi in un calice persistente. Lai. amalthca. ( Cosi detto dalla copia di questi acheni. V. Amaltea n, pr. ) (A. O.) A mal tempo. Posto uvvei'bial. F' A tempo. 2 — * In circostanza di cattivo tempo o quando è cattivo tempo. Cr. alla v. Tempo. (O) Amaltrude , * A-nul'trù-de. N. pi\ f Lat . Amallrudcs. ( Dal ted. himmel cielo , c tram fedele: Fedele al cielo. ) (B) Amambai. * (Geog.) A-marn-bà-i. Monti del Brasile . (G) Amamelude. (Bot.) A-ma-mèl-li-de. Sf. Lat. bamamelis. (Dal gr. hama insieme, e melon pomo. ) Pianta annoverata Ira quelle che possono servire per nutrimento dell* uomo. È il Pistacchio virgi/iiano di Linneo. Zav. Man. (A) Àmamjmo , * A-ma-mì-mo, Àmamim. N. pr. m. Eot.Amamim, ( Dall’ebr. em madre, c minhha dono : Dono di madre. ) (B) àmamsàma. * (Geog.) A-mam-sà-ma. Citta della Giudea. (G) A man. * (Geog.) Città della Palestina. (G) Amana. * (Geog.) A-mà-na. Città della Media. — dell’ Alemagna presso Magonza. — Una delle isole Lucaie. (G) Amanaea. * (Geog.) A-ma-na-c-a, Apollonia. Piccolo regno della Guinea supcriore. (G) Amanca. * (Mit. Ind.) A‘-man-ca. Il Cupido degl Indiani. Fale nella lor lingua , Uomo senza cuore. F- Manmadin. (Mit) A man chiusa. * Avverbial.— Con la mano chiusa. Cr. alla v. Mano.(0 ) A mancina. Posto (ivvevbialm. vale lo stesso che si sinistra. Dant. Purg.4• 101. E vedemmo a mancina un gran petrolio, Del qual nè io ned ci prima s'accorse. F. A mano manca, Àmànda. * (Geog.) A-màn-da. Distretto c fortezza degli Siati Uniti .— Contrada dell ’ indie. (G) A man destra. Posto (twerbùtlm. vale Dalla banda destra , F’rso la parte destra. Lai. dextrorsum, dextra. Gr. D os£tfX. Bocc. nov. 4‘3' 4. Dovendo a man destra tenere , si misero per una via a sinistra. Peti', cap . 5. Giunse a man destra , e ’n terra ferma salse. 2 — Dicesi ancora Alia destra inano , A man dritta , A man ritta , ed in altre guise ancora , tutte significanti lo stesso. Filoc. 6. 3 if Salili tutti e tre in parte che da tutti potevano esser veduti, Filocolo alla destra mano, c Biancofiore alla sinistra dell’ammiraglio. Ar. Far. 22. 10. Or corre a destra, ora a sinistra mano. 3 — A destra senza altro agg. vale lo stesso. Dant. Purg. 7. 4$' Anime sono a destra qua remote. E Par. 10 <)j. Questi che m’ è a destra più vicino , Frate e maestro fammi. Cr. <7. 5y. i. Se 1 . cavallo che zoppica dinanzi , e nel volgere a destra o a sinistra zoppica più, avrà dolore nelle spalle. Amandio, * A-màn-di-o. N. pr. m. ( Amante, chi ama Iddio. ) (B) Amando, * A-màn-do. ZV. pr. m. Lat. Amarulus. ( Cioè da amarsi. ) (B) Amando (S.) * (Geog.) Città di Francia nel Borbonese. (G; Amandolata , A-man-do-là-ta. Sf 7*07.10/10 fatta con mandorle , Latte di mandorle. — , Amandorlato , Mandorlato , Mandorlata , sin. Lat. amygdalatnin. Tes. Pov. cap. ffò. Ber pisciare togli Vanirne del pesco, e fai mi’amandolata , e danne a bere all’infermo. (V) Amandolino , A-man-do-Ibno. Sm. Piccola mandola. Benth. lelt. (A) Amandotela , A-màn-dor-la. Sf il frutto del mandorlo. ( Dal lat. amy'g- dahis mutato il g in n, come quando i Greci scrivono aggelos c pronunziano angelosSf.') —,Mandorla, Mandola, Mandrola, sin. Tes.Pov.cap . 23. Contro la gotta rossa togli amaudorle e nocelle, e anime di | esche.(V) Amandorlato , A-man-dor-là-to. Sm. Lo stesso che Amandolata. Cr. alla v. Mandorlata. (V) Amandrà. * (Geog.) A-màn-dra, Citta dell’ Etiopia. (G) A man dritta. Posto avverbial ., lo stesso che A man destra. Lat. aexfra. Gi\ & osl’c’z. Dant. Piu T g. i4- ) Amano. * (IVlit. Maom.) Sm. Una delle abluzioni in uso presso i Turchi , e la fanno in bagni pubblici. (Mit) A mano. Posto avverbioIm. z=. [ Colla mcuio , e si unisce a qualche verbo che indichi azione. ] 2 —■ Col v. Menare — Condurre con mano. Cr. g. 6. i. Poi chcfilca- valloj avrà ricevuto sunza malagevolezza il freno , si meni alquanti giorni a mano, inllno a tanto che ottimamente seguiti colui che’l mena. Ar. Tur. A 3 . 18, Poi di menarsi dietro gli diè cura I duoi cavalli un carco e V altro a mano. 3 — Col v. Traile = Strascinare. Ar. Tur. ig. 70. Sentendo poi clic gli gravava troppo , La pose in terra c volea trarla a mano. 4 — Col v . Acconciare, Acconciare a sua mano= Acconciare da per sé. Berti, ri/u. 1. 71. Questo era un bello c gentil sparviero, Ch’ei s’avea preso e acconcio a sua mano. 5 — Col v. Fare, Fare artificialmente. Lai. opere manuiim. Gr. XsipH Cr. 7. 2. 1. I prati naturalmente allignano in ciascuna parte , dove Ja terra è illustrata da’raggi del sole: fannosi ancora a mano 0 dì luoghi salvatici o boscherecci, o di campestri campi. * — Fare 0 Lavorare a sue mani e simili dicesi del Lavorai' terre e simili a proprie spese , e non darle altrui a lavorare a mezzo. Baco. nov. 72.5. E quando le mandava un mazzuot Liberalmente , Generosamente. Cr. atta v. Mano. (O) Amanomi. * (Gcog.) A*ma-nò-bi-i. Popolo della Sarmazia. (G) Amanoide. * (Gcog.) A-ma-nò-i-de. Promontorio della Cd.eia. (G) A MANO manca. Posto avverbial* = Dada parte sinistra. — , A man manca, A man sinistra , A sinistra, A mano stanca, A mancina, Da man manca, ec. sin. Lai. sitiishorsum. Gr. /aia Xstpl* Dant. Iti fi 2J. 68. Noi ci volgemmo ancor pure a man manca. A MANO stanca. Posto avverbial. — A mano manca. V. Dant. Infi iq. 4 i • Volgemmo, e discendemmo a mano stanca. A man* salya. A evertutiti/, zzz Sicuramente , Senza pericolo. T.al, absque siili 5 ' il* 1 AMAiNZA periodo, Gr.««iv 3 uvw;. Bocc. nov. 14 ■ 7-E quello ec, con tutta la c ^ I ! ll ^ a |c ebbero a man salva. È nov. 16. 5 . Una galea di corsali sopravvenne 1 , tutti a man salva gli prese. Pataffi'. 7. A man salva pur ebbi mona Stor. E un , 4 ' & 4 • E cosi senza tumulto c senza fatica gli averci® 0 a a ( due a man salva fuori della terra. Ambr, T'urt . 2. 1. Si di van j primo assalto darci la terra a man salva. Tir. As. i 4 °* Pig* 11 ' e |Ia. passi'per assaltare a man salva il disarmato animo della scmpEcc® 0 A man sinistra. Posto avverbiale Terso la parie sinistra. P» manca. Lai. loeva , sinistra , sinistrorsi)!». Gr. ).aia '/.tipi* Bocc • ^ ^ i 5 . 26. Desideroso di volgersi al mare per lavarsi, si torse a u* £ ni&tra. Ar. Tur. 4 ‘>- mi. Che Carlo a man sinistra Raggici' te»® ’ Rradamaute uvea dal destro iato. n f 2 — E A sinistra senz'altro aggiunto vale lo stesso. Bocc. n0i, ‘.v fah Si misero per una via a sinistra. E nov. g 3 . u. Non per f I ., fiiot donde tu qui venisti, ma per quella che tu vedi a sinistra u» cn del bosco , n’ andrai. Dant. Inf. 18. 20, E il Poeta Tenne ed io dietro mi mossi. Amante , À-màu-te. Puri. Che anta , e prendesi in significalo (tTt f s p e $\ Amoroso, lnnamoiato, Amatore co., sin. Lat. uman$. Gr. Ip’^f. fa canz. 17. 2. Oh me beato sopra gli altri amanti! Bocc . /me. 3 E al suo cuore accostò quello del morto amante. Dant. Infi 3 ‘ Quando leggemmo il disiato riso Esser baciato da cotanto auiam^^. 2 — Prendesi anche in significato lascivo. —, Amasio , Drudo j ne, ec. sin. Bocc. nov. 10. 1 7. Non altrimenti che sogliono fare E ‘ 5 giovani , i loro amanti. 3 — * Dicesì di chi si diletta di un'arte senza esserne maestro', è f l mwiemente Dilettante. Cocchi Bagni di Pisa. 6. ( 0 ) 4 — ni se stesso. * — Egoista. T. dell’uso. ( 0 ) Amante difi. da Amoroso e da Amatore. Amoroso indica la 4 fi tT un animo inclincvole ai dolci alletti, facile ad amare. La u g3 matite annunzia fatto, f esercizio dell’amore ed include f idea j. cosa che si ama. Si può quindi essere amoroso senza essere A nlllJ mutare esprime più propr. il g<*nio particolare che si ha p c L ( l cosa. Così diciamo Amatore di musica , Amatore di belle arti Amante, (ftlarin.) Sm. Sorta di fune con cui si legano V anta 1111 vele. Alcuni dicono Munti e Manto. ( DuL lat. hanius amo, ca <> dell* Gr de hamam che piega. ) Amantea. *" (axc5;. Tv. Giord. Pred. lt. Amantemente ho servito voi tutta ® ta , c servirò. • jf}f AMANTENx. % (Geog.)A-man-te-ni,Amantini .Popolo dcllaBassa Vawf* lii Amanti. * (Gcog.)* A-m;\n-ti , Amantini. Popolo didi'illiria. Q r ) p$ Amantia. * (Geog.) A-màn-ti-a. Città dell’ Epiro. — delta ìh iSS£l nonìa. — dciC lllivio. (G) Amanticello. (Mario.) A-man-ti-còl-lo. Sm. Tane pià sottile delti fi ne , la quale passa nel bozzello di queste , e da un capo fit e,>lì i una delle, vizze delle, murate , e dall' altro porta un bozzello ti ^ legge, in cui passa una rizza. (A) Amantini. * (Grog.) A-rnun-ti-m. T. A mantelli e Amanti. (G) A ai -i nt 1 ss 1 m am ente , A-inaiì-tis-si-ma-méii-te. Avv. sup. di Ani«’ ,nt ^;. h Con grandissimo amore , Afifezionatissimamenle. Lat, amantiss» 0 *-'' - 4 yn/i* 12. 108. 2. Questa è orazione, per la quale i Fiorentini v ' L s ^ A con animata devozione a’ progenitori tuoi egualmente e a to , cccelsituiline amantissima»» ute desiano. fifa Amantissimo , A-man-tis-si-mo. [ 4dei. m. ] sup. dì Amante. fa; ino , Benignissimo. Lat. amantisomus. Gr. fòuzcÓTaTs.;:. G. tci ,r 4. A te ancora, amantissimo Principe, sì alimene di 1 volcmia de’tuoi progenitori, ec. Guitt. Lett. 3 i. Amanlis.u/ng jv >? dilettissimo frate, frate Alamaimo. Amet.ot. Questi celebratisi .,1^ amantissima terra,alla sua deità, i suoi sacrifici!, venne a’b‘ ,lì i (p|'j Amanuense, A-nut-nu-èn-se. Sm. Colui che. copia .—, Copiatoci ^ f sta , Scrittore, Menatile , sin. Lat. amanuensi*. Gr. ÙTrv/p^f'^' j’jfa lat. manus mano. ) Buon. Pier. 3 . 5 . f II menante avrà luogo cC '’ , , imense, Io scrittore. (A) (B) _ j Ila ^ Amanus. * (Geog.) A-mà-nus. Alante che divideva la Cilicid dw Eì>be poi nome Monte Negro. T. Amamele. (G) 0t ffi A man vote. Posto avverbiaìrti. ~ Senza alcuna cosa in y \\& vacuìs mauihus. Gr. x&xXì to«? Zspst. G. T. 11.Q1. f La f 1 ., le zolle a man vote lìor .... d’oro. Tir. As. iy 3 . Ma egli n0 , n - n andare per quelle scure, tenebre cosi a man vote, perciocché 1 fa. na delle mani egli ti fa inesliero portare una schiacciata. ‘ Vuoi dare agli sponsali il compimc-nto, Cii’è quello che la sf , I la dote , E clic non vaili a marito a man vote. I Amanza , A.-màn-ca. [A/?] T. A . Donna amata. ( Dal lat. amw 1 * ff, — , Manza, Ganza, sin. Lat. amasia , amica. Catullo: de-au^ jpi-^ fG-r}. Bocc. Tis. ij. In braccia stretto se l’avea pigliato La y fi. amanza Leda, E in camera soletto via portato, Dant* 1 {iT, ..,\iC Dant . f. — - ■ - , — - -- -- „ . i ])artirehhe da te, e prenderebbe altra amanza. Lih. Aft ì ° , ‘^ ;uisa all’amanza si mostra trasmutato. E appresso: L’ aiu- 111 a- evere lindamente discriminale, treccierò, ghirlanda d’oro- . fifir -: ,1! Jrnnrìm ur>r In fintino umilili S. si guisa cevero lieitameme uiscrmunaie, ucci.ictc, pmwima v,. ^ t 2 — Oggi questo nome di Amanza per la donna amata n° n che in burla. nir * 3 ’ 1111 3 — Amore, semplice Desiderio. Frane . Barb. gy. 8. M a za d’essa virtù possedere. E 3 ye. 6. Questo poter un parve , Che noi trasse ad amanza D’està novella donna c . t0 ^ Bini, ani. P. N. Mess. Ria. da Palerm. Cosi ni’ hai i» l?t 1 ' yi ii j. fi amanza? Bini• ant . Dant. da Majmu 81. Ed eo guarda. simiglianza Avete di ciascuna gioì’piacente, Mi presi olti^ J vcrl^ «tra amanza. /•)■■ /ac. /. Amor contnillatlo t Spoglili to « J h fa ’sa .11 AM ANZIO AMARELLA 235 "r"' l f avnanza Senza virante andare. E appressa: Lacrime (V a- rur tante geitale. Rim. ani. Guài. Guinee, ioti. Non mi B'e Vailo, s io le puosi amanz ^ amanza (.lenirò . *kutro arde ^UKZlO. M. Citi. Rim. i3. Olii gli occhi, quan- é chiusa, Riguardando non usa, Fa come quei clic la porta Contro al soccorso chiude. ? ao y: ' A-màn-si-o, Amamlio , Amando, Amabile. Npr.m. ( Aman- ** a ( tma/is amante. ] La!. Amantius, Amandus, Amabilis, (B) ft,., (C-eog.) A-ma-nà-ia. Pi or. dell’ America Meridionale nella Vnln‘ Artdusùi. (G) A-ma*pà!-la. Città della liep. di Guadinola. (G) ^ M4l Ucc (Gong.) A-mà-ra- Antica città d'II’Arabia Felce. (G) ha ln . * .(Bot.) A-ma-ràc-cia. Sf. A. Ramolaccio. Pallini, tnarz. 12. sei^ r V 1 Sl semina aguale, l’amaruccia e 1 ’origano. E novemb. 6. Si Asi '-u»' cardo e amaraccia e concila. (V) r Rs. n {) 1 t A-ma-ràc-cio. Add. m. pegg. di Amaro. Rat. [gravitar] ama- inuri». 1 ‘ 605 7ri/.oora75;. Lib. cur. uudatt. Danno certe loro bevande a- Wu« Ce r f ssìra( '- siti, a i°' * (Bot.) A-ma-ra-ci-no. AM. ni. d Amaraco ; o forse anche U (t n m °do /ai., ed era midi’ unguento buia dssitno di Coo al qua- - ««a no,»» ;■- -- March. unguenti il q tl0, ne l amaraco di che pnncipdmente componevasi. s ^loso*,.!^* !"«}*> alba l’amaracino e tutti Fogge gli um hUcy 17 “- 00 (N) fii ; U C : * CBot.) A-ma-ra nrirci^ • *■) A-ma-ra-co. Sm. ( Dal gr. a priv., e Sla da ni irenorns sbatta e sia da inareno io fo i lìori, sori benché piccioli , lutino colori vivissimi , e ran fornite Aì/^Te; * Pjfpriotà m alleinoli. ( 4 . 0 .) * A?°°S 0 A-ma-ràn-tc. Città del Portogallo. ; V ^ T1 : t C ( *cog) A-ma-ràn*ti. Popolo della Coìchide, f. colo/^: (Bot) A-ma-ran-ti-na. Sf l H ano amarantino. (A) u il(l,ì( lri n ' ^‘ ,ni -ràn-t{).[L(t l>ih ^"lla famiglia che porta il suo nome. Sono piante poco e frutto , ina proprie a decorare giardini per la gran- e'n c ^O(i l 3°' ar colorito de h lor foglie. Hanno gli steli scanalati ed 1 l,i( b'ìn> 1111 braccio , le foglie alterne , lanceolate e lisce , ipeduncoli Un P'yco striali Me sni^he multo grosse, larghe, piumose I f v’ i .fiori gialli o rossi, piccioli, in mazzetti o in pannoc- fi-p-murica ) Lat. ainarantus, ceiosia distata Lin. Gì. «'**- ' n™. an. Sì. Ma in un altro vaso, ->*> ' 1
  • rt -u di colore [ voroorino stillile all' amaranto , ed in 3 tn' " 1 ‘ Amarantluis, Aniinritus. (V .Aniarintd)(JÌ) 'litel! > ti" s Ibrin °*"l A-ina-ran-tò-i-di. Sin. pi. ( Dal. gr. arntraotos “ • "" ''-gì ‘oh ' ‘l'gli '/ 1,a ’ s,| niglian/, i. ) Genere di piante che differisce da « 5 /.“‘‘ffanti, perchè le sue specie sono ermafrodite, hanno un r„ ‘ t ’ 1 'C. intoni . mr, rt,,„ t:...1:.. —: -- a 1 - --- conoscono 10 Lat. e,r c “‘ KI « r, ni ', con due foglie esteriori ec. Se ne conosco , qu ‘ di 2 °' 3 si coltivano ne giardini di lusso. r! '~ ràn-zi-o. Altro nome del Fasi. (G) «ieog.) A-ma-ràr j} A-ina-rà-sc^. Sf. Sorta di ciri-gia fdi sapor dar ì Amaraschina , sin. Lat . cerastun acidi l.ip,* 1 j di r £-^; Mafm. 3. 58. Ila nobi! I iarda tura , tinta .in broda Di 2. 3. \'tn d* amarasche, se. 12. Oh bellezza di fra- "e ed us. Gr. I Hi"", e r!,V,'nt < i , T?. aniarasd 'C. ftuon. Pier 0| * dolio 11 ?"• clic Vlzi a da contentarsi. E . Più clic altro , di prugne c d’ amarasche ! n, M i- ri (Bot.) A-ma-ra-schi-na. Sf. Ciliegia che nasce dall’ Ama- .Oso *1 a SC i 1 1 s , pf)r > ; / , r * Mes.) À-ma-ra-sclii-no. Sm. Rosolio delicatissimo che j f n nrasca. —, Maraschino, sin. (75) (hot ^ sapor d' amarasca. (Z) e Profai-I llla ' 1 ' a 'SC°. Sin. C irle già che produce le amarasche } ^ acidin l ^ ,t f nte appartiene alla specie prunus avimn Lin. ] Lat. ' j*« fauà 9 V \ X :P^ à&spot. n M At , A pecz« Clrie $ia amarasca. c rÌ»o/ I na - * CL \ ^ U ° re ' Amaraschino. (Àg) dep ■A-mii-ra-sì-na. Sf. Libro classico de Bramim , Vo~ ^iij „ 1(1 /«;*.. » 11 duglia • sanscrita , che contiene molte nozioni di astro- e d ì nomi delle divinità Indiane. ^'Vty * i C(< L nomi cb‘l[e divinità Indiane. (Mit) (h»eog.) A-ma-i\wà-ti. fiume deli Indostati 2 — * (Mit. fini.) Città celaste , soggiorno d'Indra , il Giove degl’In* dàini. (Mil) A MAJtAviGLiA. Avrerbud. Maravigliosamente , Grandemente , A meraviglia, A maraviglie , sin. Lat. mirami un'in moduin, minim in mudimi. Gr. Scap-ctDune. Par. ig.83. Si; la Scrittura sopra voi non fosse , Da dubitar sarebbe a maraviglia. M. JA. 8. 74. Dova era la via, la quale si leva dopo alquanto di piano, repente cd erta a maraviglia. E 10. 23. Per la re/elazion di co tui generale e oscura, il sospetto preso di Messcr Niccolu crebbe a maraviglia. Morg.3.4g. Rinaldo l’ebbe alla line in dispetto, Però eli* e’ diluviava a malavòglia. A maraviglie. * Modo avveri), ant. Li stesso che A maraviglia. Bone. g. 8. n. 10. Con due origlieri lavorali a maraviglie. (V) Amarcfietta. * (Geog.) A-mur-chet-ta. Città del regno di Golconda.( G) Amare , A-tnà-re. [ Att., n. ass. e tu pass. J JAAer bene , Portar uff A zinne. Lat. amare, diligere, benevolenlia prosequi. Gr. ayccrav, yi/srv, ipf), Bocc. nov. 15. g. lhT la sua bontà e piacevolezza vi fa ed e ancora da quelli che ’l conobbero amato assai ; ma tra gli altri che molto Tainarono , mia madre cc. fu quella clic piò lamò. E nov. ig. E di tanto Paino iddio, che ninno mal si fece nella caduta. E noto Si. 17. Egli è il vero , ch’io ho amato e amo Guiscardo; e quanto io vivcrò, che sarà poco, l’amerò ; esc appresso la morto s’ama, non mi rimarrò d’amarlo. E nov. 86. 3 . Il (piale molto usava \>er la contrada, e focosamente P amava. Petr. catiz. 8. 5 . Nuovo piacer, die negli umani ingegni Spesse volte si truova, D’amar qual cosa nuova Più folta schiera di sospiri accaglia. E soti. 3 . 3 . L’arhor ch’amò già Febo ih corpo umano. Bui. Impossibile è clic Tuoni) ami Iddìtf con più cura che debbia, imperocché no! po/rebbe lauto amare, che anche più noi dovesse aulire. j> Guitt. Rim. A.a. (Piando mi sovvien che voi m* amavi (per m’ amavate.) Cavale, /ned. cao/*. 3 iì 2. Amaratti Dio con alletto paterno , e come sposo. (Y T ) 2 — Essere innamorato. Dani. ìnf 5 . io3. Amor che a nullo amato amar perdona , Mi prese cc. 7\tv. rit. Cotosta derrata non farehlie per me, chè amare non è altro che sua vita vanamente menare. 3 — [ Per. estens . ] Diciamo del terreno (piando in esso alliga a bene una punita: Il terrori l'ama. [E così dicasi dalle piante per sìgnifìciu'e Essere confacevole. ] Cr. 5. 12. 5. f l m-liJ amano temperati adacquamenti, e ad essi è convenevole e acconcio il podere. 4 — Volere , Desiderare. L il. capere , desiderare. Gr. t em 9 -’jai»v. j Diai . S. Greg. 4- i 9 • Am iva molto di star solo. Bocc. nov. gtf. 44. Qualunque altro avuta l'avesse ec. P avrcblic egli a sè amila, piuttosto che a te. Lib. Sagr. Mi egli, che dee amare la signorìa piuttosto u sè, che ad altrui. ?> Guitt. L iti. 3. 12, Filosolì amaro a tenere povertà; 0 Cristo anche in se e in li suni. Bemb. Pi\)s. 3g. Ciascuno U eternità alle sue fatiche più ama , che un brio ve tempo. (V) 5 — Procurare, Eleggere. Sega. Quares. Prol. Io nm ho potuto,ncl- P abbigliarla ( la Lingua) ec., servire al lusso cc., ma al solo decoro, con amare a ciò quelle voci che ec. E appresso: In una predica stessa ho amato cc. che fra loro ambe le parti si concordassero, ce. (V) 6 — Amar d’amore, Amar per amore, per lo più in sentiminto il*amor lascivo. Bocc. nov. g6. 14 M' è si nuovo e si strano, che voi pera- more amiate , che quasi un miracolo mi pare. Nov. ani. g7. 1. Dii giovane di Firenze amava d’amore una gentile pulzella. Tue. Dav. Ann. 4. 82. Finse amarla d’am ire f Sejant J ; e conseguitolo ec. , la ’ndusse a dar veleno al marito. 7 —■ E talora in stgn. onesto. Eav. Esop. 147. Amandosi per 11 a tur ile amore la moglie col marito. 8 —* Amar d’allètto. Lo stesso che Amar d’amore. Car. En. i.v. iog5. E però con astuzia e con inganno Cer o di prevenirla ; e dei tuo loco Ardere il cor della regina in guisa di'altro nume no! mute, e mero Paini D’immenso allctto. (M) () — Amar meglio = foler piuttosto. Lai. malie. Gr. klizSy.i cotìztj. G. A. 8. 7g. 3. Meglio am ivano di umóre alla battaglia, clic vi vere in servaggio. B ice. nov. 1. 17. Io amo molto meglio di dispiacere a queste mie carni, che facendo agio loro, io facessi, ec. E* nov. 18. 3i. Amando meglio il iìgfiuol vivo, con m )glie non convenevole a lui, che morto senza alcuna» Amare. * Aw. A. L. Con amarezza ^ Amaramente. Fr. Bavher. 160. 1. Amor di donna soflcrirc, aulire Fu dir amare, amare. (V) Amareggiamento , A-ma-reg-gia-méu-lo. [A/«.] Lo amareggiare. Lat. a- maror , ainaritudìuis aspersio. Gr. Trecca, TtcApozr,Lib . cur. malatt. Si lamentano dello amareggiamento della bocca per cagione della bile. Tratt. segr.cos. dotai. Dicono clic sentono amareggiamenlo in tutte quelle cose che mangiano. 2 — Per metaf. Guitt. Leti. Sospettoso vive, con grande amareggiamento di cuore. Amareggiante, * A-mn-reg-giàn-te. Part. Che amareggia. A. di reg.(Q) Amareggi are, Aair.mx'zfiàavJAtt.pi'opr.Rcndere amarore fig.'] Torni aitare^ Affli: " 7 " -•- 7 . là cer tOl\..^...w V .v. U) w,v . „ 0 — In sign. n. tiss . e tu pass. Divenir amaro. Lat. amaresccre. Gì mxpxìwàxt. Buon. Pier. 3. 2. 8. Tu hai iu capo Qualche boccoli della 5 . (G) medesimi pasta , Che ti fa '1 gusto amareggiar. 3 — E fig. Disgustarsi, Riputarsi offeso. Sega. Marni. Giugn. uj, E non la giusta ragione di amareggiarsi, se vegga che tu dilli la. Amareggiato, A-ma-reg-già-to. Add. m. da Amareggiare. —Amarezzato, Amarescato, Amarito, sui. Berti. Ori. 3. 6. ^2. Però che ’l dolce amore in gelili! petto Amareggiato è sempre di sospetto. AmareggiolA. (Bot.) A-ma-rég-gioda. Sf Red. Ar. A. Amarella. (A) Amarellà. (Bot.) A-ma-rèl-Iii. iSf Pianta che ha gli steli nummosi , molto ramosi , diritti , a cespuglio', le foglie alterne , picchiate , po.ste , piane ; le foglioline ova’e , incise ; i fiori peduncolati, col raggio bianco , a corimbo. —, Matricale , Amareggiola , Camomilla, 2 36 AMARESCATO sin.] Lat. parthcninm , [ pyrcthirum parlhenium Liti.] Gr. Tmpàbtw. Tralt. segr. cos. domi. Quale si é quell’ erba che in Firenze te chiamata amarrila, ovvero matricale. Amarescato , * A-raa-re-scà-to. Add. m. V. e di’ Amareggiato. (Z) Amaretto , A-ma-rét-to. \_Add. m .] dim. di Amaro. —, Amariccio, A- marognolo , sin. Lai. suhamarus. Gr. ùndntKpo^. Trall. segr. cos. dona. Dar loro a m isticarc delle cose amarene. Polg.' Mes. L’aloè nel primo sapore sia d ileo alquanto c amaretto, poi gagliardamente amaro. JSiceU. Pior. 5 ,. Musco cc., di odore gratissimo, di sapore acuto ed amaretto. Amaretto. * N. pi', m. V. Adalmaro. (B) Amarezza , A-nw-rda-sa. [A’/.'] Astratto d’amaro , [ la qualità ed il sapore di ciò eli è amaro. —, Amaritudine , Amarore , Amaro , sin.] Lat. amai itudo , amaror. Gr. ntxpsrqi. DI. Aldobr. E se procede da collera, avviene sete e amarezza della bocca. Coll. Ab. Istic. Acciocché per turbamento ili furore io non sia menato in amarezza di liele. a — Per rnetqf. [Afflizione, Cordoglio.] Galut.'òò. Hanno perduta gran parlo della loro amarezza, 3 _ Hancorc , Dwguslo. Seg. Pred. 3 . p. Conciussiachè quelle amarezze medesime, che non sapete inai finir di depor;e interamente ({eli animo , quelle, quelli' dispiacciono inulto a Dio. Amarezzare, A-ma-rer-cà-re. [etcì.] Lo stesso che Amareggiare. 2 — Pii v. Poco fiele là amarezzare molto mele. Piar. Viri. Guallrcdo dice: poco fiele Hi amarezzare molto mele. 3 — (Ar. Mes.) Marezzare, Dare il marezzo a fogli; onda Fogli ama- rczzati, e marezzati, che diciamo comunemente Marizzati. Amarezzato. (Ar. Mes.) A-ma-rer-cà-to. Add. m. Aggiunto che si dà atta carta tinta a onde con fiele di bue. —, Ammazzato , Marezzato, Mi m’zzato , sin, A marezzo. * Avverimi, == A onde ; A foggia eli onde . Cr. alla v. Marezzato. (Ó) Amarci. * (Geog,) A-mar-gi. Popoli dell’ Etiopia. (G) Amarcost. * (Geog.) A-mar-gó-si. J'iunte del Brasile, (G) Amaucura. * (Geo».) À-mar-gù-ra, Gurducr. isola del Grande Oceano nell ’ Arcipelago degli Amici, (G) Amaria , * A-ma-rì-a. N. pv.ni. Lat. Amarias. (Dall’ ehi*. amar parlare, onde omer parola , e da jah signore : Parola del signore. ) : — Nome di 3 sommi pontefici eh ti. (B) (Ber) q — * (Mit.) Dea adorata da' Ficsolnni. Credasi la stessa che Farina. (Mit) Amariàcci. * (Grog.) A-nia-n-aoci, Popolo della Media. (G) Am aribo. * (Geog.) A-uia-rì-bo. Fiume della Gujana francese. (G) Amaricante. (Med.) A-nm-ri-càn-tc. Part. Usato talvolta in forza di sost. Che tiene dell' amaro , o deli' amaretto. (A) Aiuaricare, A-ma-ri-cà-rc. Att. V. A. V. e di' Amareggiare. (A) Amaricato, À-ma-ri-cà-lo. Add. m. da Amaricarc. V. A. V. e di' A- mareggiato. q — [Per meiaf. Rammaricato , Dolente, Afflitto.] Lat. tpìstls, afflictiis. Gr. ì.vT.o'jp&oìy mxpoc,. Vit. < 5 ’A. PP. 2. 'ògfi Blando egli così amaricato cc., udic una voce , ec. Mor. S» Greg. Ma tal cuore così amaricato , quando che sia . è ridotto al gaudio suo. Fr. Jac. T. Abbi compassione Con pianto amaricato.» Ar. son. iy. E to§to che cja voi ie luci giro, Amaricato resto in tal tormento, Ghc s’ebbi mai piacer, non lo rammento. Amariccio, À-marrìc-cin. Add. m. dim. di Amaro. Che ha un poco del- l'amaro. V. Amaretto. J^at. subainarus. Gr. mxpl^v.Rcd.Annot.Ditij'. 32 . Il cacao cc. é di colore lionato scuro c di sapore amariccio. Amaricci. (Rot.) A-ma-iil-Ii. Sf. (Procede dal gr. a intens., e da inabile favilla , poiché il bore di parecchie sue specie è di una sfavillante bellezza.) Genere di piante della essandria monogijiia, famiglia delle nar- f isoidi , che comprende più di fi) specie , di cui parecchie vengono coltivate ne' giardini a motivo della jara bellezza de lavo fiorì , cui va spesso congiunto gratissimo n dorè. Hanno le radici bulbose , le figlie radicali , lanceolate , polpose , scannellate a doccia , e gli scapi nudi , più o meno alti , pia o meno provveduti di fiori alla fpr cima. Lat. nmaryllis. (Ag) Amaricci. * N. pr.fi Lat. Apiarvllis. (Checché altri nc dica, può trarsi naturalmente dai gr. a intens., e da marita o murile favilla. Cosi vale Sfavillante))—Pastorella celebrata da Virgilio,dinotando 7 Aww.(B)(MiL) Amarilcidee. * (hot.) A-ina-ril-lì-dé-c. Sfi pi. P~. Amariliìdi. (Ag) Amarillidi. (Boi.) A-ma-ril-li-di. Sf. pi. Famiglia dì piante stabilita da Jìrown , alla quale il genere A mar illi seroe di tipo. —, Amariilidee, sin. Jjat. amarylìibes. (Aq) ApARiNA. (Bot.) A-ma-rì-na. Add. fi Agg. di una specie di cir'iegia di sapor arre , mescolatovi alquanto d'amaro. [ Usato anche in fòrza di sost. E. Amarasca.] Cr. fi 4 h Togli ciriegio amurinc in buona quantità, c tutte infere nella botte, dove é il vino volto, le incili. E 5 . 5 . 2. E queste si chiamano am.ariuc , ovvero marasche. Amarinceo, * A-ina-rin-cé-o.iV.pr. m. (Dal gr. erme falce, e rhicnos curvo: Curvo come falce.)— Uno de capitani greci all'assedio di JrryVr.(iMit) Amarinite. * (Chini.) A-ma-yi-nì-tc. Sf. Nome generico imposto ad un certo numero di principii immediati de' vegetali , composti di carbonio congiunto ad idrogeno e ad ossigeno nelle proporzioni necessarie per firmar V acqua ; principii che sono lutti solidi , cristallini , amari , ino- dorìferi, deliquescenti , solubili nell*alcool, insolubili nell'etere. (A.O.) AmarÌko. (Bot.) A-ma-rì-no. [Add. m. Aggi} d*una specie di ciriegio che produce le ciliegie amarine. Lai. cerasiis acida. Gr. xipusoz P~. Amarasco. Dav. coli. 172. Il ciriegio fs' annestaJ in sul ciriegio sal- vatico, ma non amarino. A marino. * Ayyerbial. col v. Alzare — Andarsi ratto o con Dio. Cr. alla v. Marino. (Ó) Amarintu. * (Mit.) A-ma-rìn-tha, Amarisia. Festa celebrata in 0nor di Diana, anche così soprannominata da una città dell'Eubea. Z 7 ". Ainu- pnsia. ( Mit ) Auarintidio * (Mit.) A-ma-rln-ji-dc. V. Amnrnsia. (Mil) A»URiNTO,*A'ma-nii-to.i\ T .pr.m.(ln gr. amaront nos vale chi non marcisce.) AMAROGNOLO il ad Aniarìnto td* Cacciatore seguace di Diana che diede VEubea. (Mtl) a — * (Geog.) Paese dell’ Eiibca. — Fiume dell’ Arcadia, (fi) Amàiurb , A-ma-rL-rc. [Atti] N. A. Lo stesso che Amareggiare. . 2 — [Fig. Affliggere, Attristare.] Rim. ani. P. N. Inghìlfred. I a S ^ t ' £C iB' za aifiari^co mia speme. Rim. ant. F. R. Non posso io nieo coi pre auuWre , Come amoriscono i poeti in versi. Ti 3 — N. ass. [nel medesimo sign, me taf.} Tratt, segr. cos. dotuu tali affanni a gran segno amarìsce loro il cuore, Amarisia. * (Mit.) A-ma-ri-si-a. N. AmarinLia. (Mit) Amarispii. * (Geog.) A-ina-ri-spi-i. Popolo della Buitrianci. ( fi ) Amarissimamente , À-ma-ris-si-ma-méu-te. Avv. sup. di Amaramente* ^ amarissime , vchementissime. Gr. ntxpdTxr'A, Annoi, Vang. infuori, e pianse amarissiinamente. Nit. >S\ lìlarg. iy. Per lo V 1 - ^nd' guc clic 1’ uscia del corpo , tutti quelli che le stavano dinanzi 111 ^ lo luogo, si j»iangeanp amarissimamente, Dant, Vi'. Nuf- 2 '\ Manifesto c, che questa donna fu amarissununente piena di a :— Agrissiniamcate, Kigorosissimamcnte. L a. acerrime. Gr. Rctr. Goni, 111 . E non avendo veduti i nemici, fue ripreso da Siilo amarissima mente. '- s inl' t5 ' Amarissimo , À-ma-ris-si-mo. [Add. m .] sup. di Amaro. Ijitt. a iJn Gr. Tux.pora.TOi. Cr. 6. 3 i. 1. La centaurea, cioè fìel di terra, c c secca nel terzo grado, ed è erba amarissima, ed enne di dncj 11 * / & 2 — F'ig. Clic abliggc, attrista , amareggia assai. Baco. noe. 7 ^'p fi Q& la prima gli era paruta amara, questa gli parve amarissima- & 77. 53 . E cominciò , accompagnata d’ amarissimi pensieri , ad as l re. Petr. cap. i 3 . Nel cuor pien d’amarissima dolcezza Risonava cor gli ultimi accenti. Avariti) 3 A-nja-rì-to. Add. m. da Amarire. V. A. Amaro, lo , Amaricato ? Lat. amariis, amaricatus. Gr. T.c/pv.éjw. Lib- cal '. j Pruovano sovente in bocca un sapore amarito , proveniente t tl v. Andare. Dicesi dell' Andaw fa * ti f. A» 1 in fo zuppo di fiele. A marito. * Awerbial. col . ... r _ _ __ prima volta a casa del marito, linee, g. /p n. 4 - Seco spesso l.’ cll *'ail' ili volerla toiTC per forza , se avvenisse che per mare a n)ar lt0 dasse. (0) 2 — * Vale anche ass. Maritarsi, Collocarsi in matrimonio, a marito. ( 0 ) ^ AjtARiTDnisE, A-ma-ri-tù-di-ne. [ Sf. V. £.] V. Amarezza. Lat. jir do. Gr. TTizpsr/is, mxpitf, Bocc. nnv. j6. i 5 . Calandrino, il ( C 'n,y C i torà non avea sputata 1 aupiritudmc dell aloe , incomincio J ci' 1 Tes. tìr. 3 . 6. Dee esser prima bagnata d’ acqua dolce , d ,u 1 J’amaritudine del mare. . , 0 2 -r~ * Cosa amara. Vii. SS. PP, Incontanente quegli vonùh" 1 ta amaritudine, fu jia-ti-ttamente sanato. (A) _ _ flli'd 1 . 1 ’ 1 3 — Per metaf. Affanno , Atfiizione, Cordoglio. Lat. amarilif 5 ). ‘ e 111 animi inocror. Gr. Torpa^pòi. Bocc, nov. 77. 2/. Essa in las‘’ 1,0 g t) i-a t0 ’ amaritudine si consumava. Mor. S. Greg. Pist. Sia quello 'l,c’l 0! :,rJ più morte. P 1). 117. .pi v’era |)iù amaro. P Purg. i.y 3 . Tu’! sai, chè non ti fu l’f 1 ^ yd, lii Utica la morte. P &.f' , !\,,* 7. Fanno Parer la morte amara più ch’assenzio. E son. f , ,'*jo l11 amare lagrime dal viso. E taf. E ’l dolce amaro lamentai' c 1 ,.j, 2 — Dolente. Dant. Inf. gì 9 . ()’ 3 . Chi è colui dalla vcdtitt a01 ',.,ito 3 •— Crudele, Mal temperato. M. M. 3 . 112. E coti grano" L u ..«“ì^” maro cuore assalirono i Guelfi. 4 — Caro, [ insign. di gran prezzo. ] Nov. qui. 6. 8, Tu *' quello cli’io ti commdai, clic tu il mi tenessi in'crcdcii** 1 > credo che amaro il comperai, . fi 5 — di sare — Troppo salato. p ! f e t^ G — * Prov. Poco fiele fa amapo molto mele — Basta un J lil rCF fanno a turbare l vra : p opera contraria dello sguarnirlo , dicesi Dismarrare. (f un) * — Scorciare o Rcstrignere a forza di pieghe la estender relè ; per lo quale effetto erri a trarerso di esse , ad una ditn' (l \ Lez ~ (l i ìuia serie di occhielli e d'arpìoncini , i quali servono a AsiAuq /iW(re ttt dalla parte superiore. (Van) A-màr-sì-a. N.pr.m. (Dai gr. amas uno, alcuno, cduwvios 4 8'nsto. ) ■— Piloto di Teseo. (Mit) p °«° avverbiuhn., varia i significati secondo i verbi co ’ c Q 1 s accoppia j onde Sonare a martello si dice quando si dà alla per volta, a gaùa che’l martella fi in su la inno f che si fa quando si vuol ratinare il popolo : e sì jatto suo- i dice li inforcare, e 7 contrario sì è Sonare a distesa. G. F. -. So. ri’ t 1 ' 1 delta Podestà lece sonare la campana a martello. Burch. 1 . le infornando migliacci con un remo, Sonaron tutte a martcl le 4 ^ 2 - non s0l, n tanto a martello, j. j ** Reggere o Stare == Star forte alla pruova. Ambr. Bern. 3. 3 .... fine oggidì soli falli gli uomini Come l’oro archimiato in appa- C ale in parole son belli, e poi non reggono Al martello. q lla j miche Stare a dovere , Star bene. Buon. Tane. 1. 3. A far Aji 1k . r °)a Che non paja cosi stare a martello. À-màr-to, Città della Grecia. (fi) _ , trifitf. St °ì A-ma-ru-lcn-to. [Addi] m. C. L. Amaro , [ Che ha delVa- 2 --s. r lA dipesi anche in forza di 505;.] Lat. amarnlentus. Gr. Malizio, Volemmo, Mordace.] Salvili. Disc. 2. f iu INòob- a ailì 3ri l li0ccucc i° n(: ^ Lnberinto , il <[ual libro, come sapete, è ima enta saf >ra contro le li'mminc cc. A:'‘ IAJA - * (Geog.)A-ma*rn-mà-ja. Fiume dell'A melica 3Ieridional:\(Cj, ) 4j :>u.. " ■ Wr- Aiu.'. * ((ìeog.) A-ma-rù-sa. F- Amarna. (G) (Mit.) A-ma-rii-si-a. Soprannome di Diana , da Amnrìnm , «la Amarintia, Amarintidc , Amari- i pro- a marza , a occhio. -nia-sa. N. pr. ni. Lai. A musa. ( In eh r. ghuamasa da ghuani hhasa confidare, ricoverarsi: Olii si ricovera presso il popo- 1 u . l’ arl ‘colarincute onorata. ' *A m - (Mit) ■d(«,. A p(;^S r -)_Posio avverimi. , si dice dell' Annestare con la marza. • l^Eirìn 1SS - Annestasi la vite cc. ; i modi son quattro: PC «Po-gntto f 0 l'oìo, A ~ : d J ■j — » 11 . *'* ess o confida. ) — Generale, di Assalonne. (11) (Voli) ■^Usrj Città del Giappone. (G) A Ottani ^' nia -su-ì. JV. pr. ni. Lat. amasai. ( Tu cbr. ghuamassa da (ansati, i^pni's e sola dono: Dono del popolo.) (B) '* (f^eog.) A-ma-sà-tro. Càia dell’ Jndoslnn. (G) ^■ ll4s eso' * (^’ 00 ff ) A-ma-sc-na. Città della Nigrizìa. (G) A (^, Tpu 8-) Amico (iwne d’ Dalia che si gettava nel IJri — A '" As Sno delle Paludi Pontine , detto anche La Toppia. (G) ^''( Sp -To' » (( ,co R-),A-nia-sc-ro. Città della Natòlia. (G) A S'Rre òi , ' nia " sp " to - dVi /"'. m. ( Dal gr. a priv., c masaomai man- ’* I 1 ™ amasetos non masticato.) l.at. Amasetus. (Aq) , F r - m • hot. Amasis. — He et Egitto. (B) (Mit) 4l 'Asi 4 ^ *°8') Amasia. Città delia Cappadocia, patria di Straberne.(Mit') Css er " ma ' s i' a - N.pr. m. Imi. Ainasias.(In cbr. amalzja da aiuetz - H e : onde oiiirtz foltezza, c (ah signore: Fortezza del signore.) "'*(G«v! \f lu d«.,.figlio di Ginas/iTì ) (Ber) a f-tfiù .fi /^'™a-.si-a. Deserto dell’Arabia.—Antica città della Gcrman .— A,Usi °, A - - l’er o; )ew i ma : s >-°- Sm. L.at. amasius. Foce latina - v °nir; ;„ a ’ ,nt ’ece d’ Amante , Drmio , Bertone, 4 . m ... 7 Aw. CO- ^lo a . —della Turchia Asiatica .— della Cappadocia. (G^ ‘ r _!. Ys- » .■ 1 t K usata da alcuni , in ’ “ -r-*'- 4 *"*- 4 ' ? *-*• tt.nu , jjrrivtiti) sebbene non s' ’ v> “More approvato dalla Crusca. (A) ^Uspgj,^ 0 ?’) -Antico fiume della Germania. (G) ,>lfl '"sicinA-ma-spòr-ma. Sf. V . G. Rat. amasperma. (Da/m- ìl «*<}Ue n Jt 5 ^ ^l'ma semente. ) Genere di piante stabilito da Rafì- S ' ilni k‘2. F'erro ossidato l'osso ematite , o fèrro ossidato bruno t fibroso . ll primo è t amatita rossa , il secondo è /’ amatita bruna. JS'L Aldobr. Xlc- cipe mastice, incenso, sangue dì dragone, armoniaco, pietra amatila. 2 —- Oggi più comunemente Matita ; e se ne servono 1 dipintori per disegnare , mettendone in uno strumento piccolo di metallo , fallo a guisa di penna da scrìvere , detto JMaLdalcjo. Amàtjto, * (Min.) A-ma-tì-to. Sm. V. A . K. c di’Amatita. Con questo nome , ed anche con quello pero più improprio di Amatisto, indica il Cennini la ematite o pietra sanguigna (Mil) Amatitua. * (Geog.) A-ma-li-tù-a. Fiume della Nuova Spagna. (G) Amativo, A-ma-tì-vo. [Add. in. Lo stesso che Amabile.] Degno di essere amato. Lat. amandus. Gr. èpxsrós. Conv. Dant. 201. La sesta (virili) si è amativa d’ onore , la quale e moderatrice , ed ordina noi agli onori .di questo mondo. (V) 2 — [Usato anticam. in forza di sost. forse a significar Amatore] Fr- htc. T. Dell’amativo amabile Esce l* amor mirabile. E 6. 11 ■ 21. Dimostrali 1' obbietto dell’ amativo amabile. 238 AMATO Amato, A-mà-to. Add. m. da Amare. Lai. amatns, enrus. Gr. Ipt&titv 5?. Petr. cauz. 4. 4 • G° sl h ,n S° damate rive andai. Poco. noe. 3 u 26. O molto amato cuore , ogni mìo iifiicio verso te è fornito. E nov. 38 . •? 1. Bove ora , amata da lui, in tane ed in tranquillità con lui mi dimoro. 2 — In forza di sost. per La persona amata. Vani. Inf. 5 . n'ò. Amor clic a nullo amalo amar perdona , Mi prese. Amato. * 2 V. \>v. m. Lai. Amatiis. — Uno de figli di Ercole. (B) (Mit) 2 — * (Gcog.) Emme c piccola città della Calabria Citerà,re. (G) Amatonzia , * A-ma-tón-zi-a. Add. pr. /.’ Soprannome dì tenere, da A- malunta ore fu celebre il suo cullo. — , Amatusìa, Aiuatusa, Amatu- sicna , Amutunzia, sin. (Mit) Amatore, A-ma-tò-re. Verbal. m. di Amare.—, A madore, Amante, sin. Lat. amator. Gr. èpvzzrg. JJocc. n< v. 0 . 2. Santo e tenero limatore della cristiana fide. G. E. 2. 10. 3 . Jl qual Pipino, fatele amatole di santa Chiesa, lo ricevette. Peir. cap.2. ivi il vano amator che, la sua prò- ]>ria Bellezza disiando, hi distrutto. 2 — * In sign. di Chi si diletta d’ un’arte senza esserne maestro , più comunemente Dilettante. Salvai. Viso. Accad. (O) Amatore. * I\ 7 . pr. m. V. A madore. (B) Amatorio , A-ma-tò-ri-o. Add. ni. Amoroso : per lo piu in senso carnale.Lat. amatorius. Gr. èpoin/.d^. Giace. Star. 18. 3 i. Non si divertiva il Ite d’ Inghdlerra dalle cure amatorie. Buon. lier. 2. f 6, Ciurmatricc di peculi ama torti. 2 — * In generale dicesi di ciò che riguarda T amore , ed è sin. di Erotico. Salvili. Gas. 154 . Piuttosto cognctturerai dalle parole di Fiacco, ch’egli avesse scritto cose amatorie, o versi d’amore. (Nj 3 — (Anat.) JSome di uno de muscoli dell occhio. Stivili. Disc. 1. Avvene in line uno clic muove l’occhio in giro; e perciocché questo movimento è da amanti , tal muscolo appellasi da’ nolomisti amatorio. E 332 . Siccome il muscolo clic lagrimatorio s’addimanda oc., così il muscolo che rotante 0 amatorio si chiama, può ragionevolmente dirsi che , cc. Aviatrice, A-ma-lri-ce. Vaiai, f. di Amare. Che-ama. IAlt. amafrix. Gr. ipCjnor.. Ònici, Orig. 2Ó(J. In clie ha oiìésa la dolcezza del vostro cuore questa vostra amatricc, clic voi vi siale nascoso da lei: E appresso 2ce'^^ senatori in questi tempi, per comparire innanzi a’ forestieri più oU c orano dal pubblico accomodati d’«niella d* oro. (V) r , rl {fo . a * 1 ■ • oyv.i . ì 1-1 * c : L» foia 1 Ambascia,A m-ba. . per metonimia dica appunto 1 barar degli Sp.n fu ' ■ - Bà colie ‘lenità di respirare ,—, Ambascio, Amliastia, sin. Lat. aululati 11 ' ^ )(ìi y iu7Trv2tK. Pass. 36 2. Il miglior giacere, c’l più sano, è il giaceii- ^ :onc , o quasi ec.; se non fòsse già che la persona avesse tossa o ‘G^i, o altra infermità, che le facesse ambascia o noja io sfare JS’ov. ani. ascia, eta na poteva. Dant. Inf.24 • 52 . E però leva su , vinci 1 ’ ambascia L nimo che vince ogni battaglia. * . . 0* 2 — Per metaf. Travaglio, Noja , Fastidio. Lat. molestia , d ctio , mocror , anxietas. Gr. zv.py.Xvj. 3 Ied. Arb. Cr. L’ anim a c forte ambascia, c con tanta ansietà prega il Padre, c sta in orazi° n , c ' v0 to« vereg. Lo nostro cuore sente grande ambascia, lo nostro stomaco c Ambascia diff. da Dolore c da Affanno. L’ Ambascia include ^ -,'j di difiìcoltà di respiro. Dolore lia un sign. più esteso e si rife 1 ' 1 ^ Lp da vicino a sensazioni penose c moleste. Affinino si accosta ' ,(1 bastia % ma presenta una nozione più estensiva, e più comune* mie"? Ambasciadore , Ain-ba-scia-di 5 -re [*Sik.] V. Amliasciatorc. l’ ,v ì’",y a rX quegli che porta /’ ambasciata di Signori 0 di repubbliche. ( D a .,)& al ovvero el il, e da bescùmttnn che il Gollio traduce ìuetus n v;l |c (IL OVVCIU et- li , c uà ti vauxuv/ j,. Tal radice è più isofona che V abgesandter de’ Tedeschi che \ Inviato, Ambasciadore.) Lat. nunlius , legatus. Gr. àyyez basciadori pisani. AMB ASCI ADQRU ZZO ^*«0, Mezzano , che dioesi anche Arubasciadore amoroso. Baco. Sll ' ù ' un cauto arnbasciadore mi significò se essere ad ogni 3 J*_° comandamento. velie. (A) LE MAle nuove * * Dìcesi d'uno che spesso pòrti cattive no- r if ( ’TÌs° U ’ J ^ n ^ )as ' c ' a l° r non porta pena ; cd è scusa di chi tratta o ijjjoj f ’ P cv altrui, cosa che possa aversi per male. Lat. caduceatori Ttp^* 0 *! 10 n °ccf. Earr. Legatus non ccditur, ncque violatur. Gr. ó Ìor Tì ^ 7rr£TKl * vfipi'Zerca. Flos. gg. Ar. tur. 2 4 - icg. Tra i’esse l ° nCm ° Sa cn * rar ? che speri Che fra lant’ ira securfà li preste -^m/. lnCS - S0 ^ ^ C ’ IU - si conforla Per dir,Che ambasciador pena non porta. baso; ( f Gla( ^ orG dilf. da Inviato , Legato, Nunzio, Deputato. L’ Ani- Ut una quali n seinplr- ^™ b Y ci adore dilf. da In fiato , Legato , Nunzio, Deputato. ità ln, * ore P ai 'la e negozia in nome del suo sovrano ; c ha u ce F a PP 1 'oscntativa inerente al suo titolo. L ’Inaiato è un di o' ruslr0 j autorizzato, ma di secondo ordine, ed ha sempre i agg. agli ran, y" ,Qno nè differisce dal Ministro Plenipotenziario inquanto tòlti' 0 ' 1011 e<1 al B ra do> c però questi due titoli soglionsi generalmente ®ovr* e s h l s'-.a persona. 11 Deputalo può essere indirizzalo ad un c ><.'tà' U10 i ’ Ina c K*t 1,011 ha poteri, nè parla che a nome di qualche sopii) . S °“alterna , o di corpi particolari. Legalo e IStmzìo sono voci l’ert'^Pnc della Diplomazia ecclesiastica, e differiscono anch’csse per dig n ;Jf* iouc delle attribuzioni , pei requisiti ch’esigono e pel grado di ^rH? UZZ0 ’ Am-ba-scia-do-ms-so. {Smi] dim. di Arnbasciadore. E Sf, t Questi nomi fi nienti in uzzo , avviliscono, e diconsi per ischer- r ' ,lC ' ^ acc ‘ Hw ‘ 7 4' U quale , udito dal giallo ambasciador uzzo An BAs _ f Clu s lato trattato , s’avvisò che messer Bernarhò, cc. 4 mK. AI ? R!ce j * Am-ba-scia-drì-ce. Sfi Moglie d 1 un Arnbasciadore. V. 4Cr atricc ,’ Gn,m Bei *- ( p ) . 0 ’ * Am-ba-seìnn-tc. Pari, dì Ambasciare. Che s'ambascia , ^«ASCI . f n ' ,lbl ' S cui. Tesauro. li erg. (0) an,,; * Am-ba-scià-re. N. ass. Aver , b'. Or. • /’ ambascia. Lat. anhclare . Ihrtei «y&x&Ki, I r. Giord. Pred. R. Lo trovò per la strada , “‘niente ambasciava. r F" J\ ’W- bisserò in ambascia, Trambasciare, Venir meno. ] Fr. Jac. ^ , * jU0 Cristo amor mio , Per coi ambascio e vo ratio. S'*à n n ' P asSm Affannarsi. Sninuiz. Arcad. Egl. 2. A’loro agnelli i j, a . 0I ? Uuoc V’ 11 fascino, 0 che sian erbe o incanti die possedano ; E ^'“Ascé* C °^ ll;ltar P ar c ^ ie s ’ ambascino. (A) (B) 2. A p RlA > * Am-ba-scia-rì-a. Sf. V. e m‘Ambasceria. Pecor. g '8. n. A Se l° la 8*‘ “scili Guelfi mandarono nell’ Alamagna ambasciaria cc. A;*# P e, '° non è errar di stampa per Ambascierai. ) (V) «/( ro IATA 1 Am-ba-scià-ta. [A/!] Quel che riferisce Varnbasciadore , o rn "ndato. —, Imbasciata , sin. Lat. nuntius. Gr. ccyysha. lìocc. te 'v. l’ ambasciata , fu dalla donna con gran festa ricevuto. E fuivj- 2 Y* ^ Nè per ambasciata di femmina , nò per lettera, ardiva di sentire. E nov, 26. 8. Egli l’Via, da non troppo tempo in 1. ^^’elis.snnunienle con più ambasciate sollecitata. G. E. 7. fi. ètnico . sua ambasciata, il detto Abagà Cane, il quale era molto ^ '***• a . j Cristiani ve.., il ricevette. CtJ,J liriu JdScei ! u * l jaL b’gatio. Gr. 7 Tpeyfa’u. Cren. Veli. 8f. Quasi del Sa rei stato in ambasciata : ma non faccan per me, che era mio c onòr ct l l0 ’ G - . ' /N ‘‘OroVAl • k/. inni .'•1 1 il.V ' ,,a, idr> e /'mbasciala che uscisse di Firenzi ? ,}Asc UTn arriv ^ ^ «die porte di Ro; A, 12. 107. 0. Non si ricorda a’ nostri dì sì ricca irenze. Fr. Giord. Pred. 11 . . ......m,,.,,,,,, m»c porte di Roma, cc. - T< ^ r ' t: ? Am-ba-sciu-tó-rc. Sm. —, Arnbasciadore, Ambasiadore, -? 1 ’ 0 ? imbasciadore, sin. Lai. legato,s. Gr. irpéifa. Creai. KeLL ^’^to f' U vo ^° a Pisa insieme con Tommaso Diotajufì ambasciatore di Ìresso : Avevano i detti re di Spagna ne’mesi passati mali- f’i'^ncesco Cappello. ambasciatore della repubblica. Ai, 11 **. Am-ba-scia-ló-ri-o. Add. m. Attinente ad ambasciata. tJi oi. r lA $C| Rei .( 0 ) Ce 1 4 u a’ a * sc ' a -*''' , "Ce. Sf. di Ambasciatore.—, Anibasriadri- I. t A/ e ?“ < ;! at *'i re > luibasciadrice, sin. Aj, ,Scia b-i ri ;^ , luil, nziatri c e. ] Dar. Scis. 5 *> 2 ? ASc, ° ’ Am-ba-scie-rl-a. Sf. V. A njj I ' 1 ' 1 giòn ’ ’ a r s , cio ' Sm. fT. J. V. 21. L’ira de’ principi è am- &0 ’ Am-bn-srid-so. [ Add. in. ] Pieno c!lo pieno di pensieri. /d ( \ 'a ^ ,n 'ba-sia-(t<>-ic. Sm. E. A. E. e di Ambasciatore. Ca- buccia* Andando gli predetti messi e atiihasiadoj i in u'dnno e f o.vono leggiere la predetta pi gola. (\') ^ di \ Am-ba-si-uc'-o. A 1 , pr. m. ( .Sigmlira tiniinariaim A\, <: d'v,inn,. il,as< >- In gr. anibasis per analaàs vuleasccnso, piu^n AÌ >-* fr l,avalc -) (Mit) , A ,ri^ ’Aiu-bu-so. Città della Eri già. (G) /Ò.V.; ,A...' r ' ' % !^ Ss Qu, Aver v ,t fig,, , .-ua-si-uc-o. i\\ pr, m. ( .Sigudira onlinai'iain(‘nle abi- n„- -"Zion,. Ul iaso ' 5,1 ">'• anibasis per aualads vale asceuso, progresso, ' "‘so. . ,Vivale. 1 ’^Ss, cesi de ’ dadi , (piando .due hanno scoperto l'asso. verf 1 ’ ^ ,J d > ’ ;,SS G Aulito gii assi, sin. fìat. Purg. 6’. 1. Non " R'- - ,,Cs cnou in mi modo, come dire ambassi, tre, due e asso. bitto allibassi in tóndo, di chi ha mandato male ogni ■b lui tratta dal a inoro di sbaraglino. Lat. ltecate sagritìca- ^ l,; ! s ‘Cactus est. ‘/b. ^ ^ ‘ . ' sui tavoj' '' u ' u:cus Fumi. Fier. 3 . 1. ij. Gli spirti * . Ul », Per aver tosto il sezzo ambassi in lòndo. tir s »‘- *<> stesso che ^i. * ,„Ain.bà-, c tiro ami.asso. (B) Allibassi, lìim. buri. 2. 3 oy. (Gqu- ò aI! 1 ?* ‘ S / : e di A mbasria. GrilìMt.RergdO) * } Am-ha-U. Amichi popoli deW Indie. (G) 5 ^ ; AMBIDUE 2 3 q Àmbatismckb. * (Gcog.) Am-ba-ti-sme-ne. Montagne del Madagascar^ G) Ambauti. * (Gcog.) Àui-bà-u-ti. Popoli d' Asia nella Paropauia. (G) Ambe. Pvon. pi. f. V una e t akra de due , Tutte e due. Dicesi calche Ambo, eh* è de ’ due generi. Lat. arabae. Gr. Dant. Inf. 8. 4 °‘ Allora stese al legno ambe le mani. Petr. catiz. 8. 5 . E sica nel cuor punite ambe le luci Ch’alia strada d’Amor mi furo» duci. Ambe. * (Chir.) Sm. E . G. Lai. ambi. (Da ambe sopracciglio, prominenza: e ciò perchè la leva di questo istrumento è tagliata in tondo , come un sopracciglio, onde adattarla alla cavità dell’ascella.) Macchina descritta da Ippocrate , che serviva a ridurre le lussazioni del braccio. ) e di cui si è oggi affatto abbandonato l'uso. Si compone di una asta dì legno verticale assicurata ad un piede e terminala da due montanti , Ira' quali sta sospeso un pezzo mobile sopra cui si stendeva il membro lussato ; del quale pezzo valevasi il chirurgo come di leva di primo genere a braccia migliali .—, Ambi , s.r. (A. 0 -) Ambe. * (Geog.) Città dell' Arabia Felice. (G) Ambedue, Ambudui, Ambeouo. Pron.com. camp, da Ambe a Due, vaglio- 7it> lo stesso che Ambo. E. Lat. ambo, allibar. Gr. ciy.pji. ( Da ambo V mio e 1 ’ altro, e da duo due \ quasi L’ uno c l’altro de’ due.) Petr. canz. 3 o. 4. Ji temo eh’ un sepolcro ambeduo chiuda. E so/t. 122. Che pietà non avesse spente Pire, E !or dell’ usal’arinc ambeduo scossi. E 207. Beata se’, che può’ beare altrui Colla tua vista, ovver colle parole Intelletto da noi soli umbodui.N 7 ffl*.imt. 35 . 5 .ÀUora ambedue entravo nella fossa. Ambeduoi. * Proti, com. pi. E. A. E. Ambo. Rim. buri. 1. if'i* Garin c Gandolfo messeri amìvduoi, Ed amhcduoi di maggior litol degni , Se fortuna tulor pensassi in voi. (B) Ambelj. * (Gcog.) Am-bò-li. Città dell’ Indostan. (G) Ambelh. * (Mit. Maom.) Am-be-li-i. Sm. pi. Lina delle quattro sette am tichedel Maomettismo chiamata cttsi dalnome del sun capo Ambelif Mit) Ambelite. (Min.) Am-he-lì-tc. [-S’/’j Spezie dì terra medicinale , [ nera , tenace, a guisa di bitume., che. serviva a tignere i capelli. Usato anche in forza di add."] (Dal gr. ampelos vile : poiché con questa terra soglionsi fregare le viti, onde allontanarne alcuni insetti.)—, Ampelitc, sin. Rice.il. Fior. 16 . L’ ambra nera m cava di sotto terra a Granopoli di Francia, la quale è di natura di bitume, come la terra ambelite, fmnueitc, e simili. Amber. * (Geog.) Fiume della Baviera. — Città dell’ Indostan. (G)| Amberga. * (Gcog.) Am-Lòr-gu, Ambcrg. Lat. Candicbis Annalausoruin, Città della Baviera. (G) Ambert. * (Geog.) Città di Francia lidi* Alvcigna. (G) Àmbi. Pron. pi. rn. Non s'incontra in iscrìttimi antica che ottima sia , benché tic’ derivati o composti s’adoperi, dicendos i , colla autorità de* migliori scrittovi , Ambiduc ., Entrambi , e simili. Si trova ne’moderni di buona lega* Tac. Dav. Ann. 15 . 220. Ma la moglie di Mitico avvertì clic Antonio Natale e Scovino , ambi anima e corpo di C. Pi- sone , avevan fatto un gran ragionare in segreto. Etne. Alari. Rim.4. Questi ligustri qui, questi amaranti Ti diè pur dianzi il tuo vieni Fileno) E queste rose, chclu porti in seno, Da Tirsi avesli 5 auìbi novelli amanti. Ambi. (Ohir.) Sm. E. Ambe. (Diz. G/hr.) Ambia. * (Geog.) ’Am-bi-a. Città della Mauritania. (G) Ambiadura , Ain-bia-dù-ra. SC E. Ambio. Seti. Pùt. Imperciocché io non so s* ci va all’ambiadura , o al trotto. 2 — [Pmv» Perdere il trotto per l’ambiatura = Perdere quello che ordinariamente si pub nnnseguh'c per volerlo procurare con modi simor - duiarii : tolta la metafora da’cavalli ai quali si pub malamente dar l ambio contro la lor natura, senza tor loro t andar naturale , il che si dice ancora Perdere o Lasciare il trotto per l’ambio. ] Rocc. nov. 7 3 . 12. E noi avremo perduto il trotto per Pambiadura. Ambiami. * (Geog.) Am-bi-à-ni. Antichi popoli della Gallia Belgica. (B) Ambiamo,* Am-bi-à-no. Add. pr. m. Degli Ambiani. (B) Ambiano. * (Geog.) Lat. Ambianum. Città e regno dell'Etiopia.' — della Gallia. (G) Ambiànte, Am-bi-àn-te. [Part.] Che va d'ambio ; e dicesi de cavalli , de - gli asini e de'nudi. Lat. lopjlim ineedens , tolutarius , gradarius. Gr. TrsptTtttTwv. Li!). Amor. lì. 11. E vai meglio ad onore cavalcare un ronzio magro c clic trotti, die un asino grasso c Ikuic ambinole. Star. Aiolf. E poi montò sur un palafreno aiubiante. Rarefi. 1. 27. Andando mi pareva ambiantc il mulo, Ma su lascila mìtroltava il culo. 2 —- Oggi a cavallo ambiantc diciamo Ghinea. Lat. astureo. Ambiare, Am-bi-à-rc. [V. «.w.] Andare col passo dell’ ambio. Lat. lolu- tim incedere , tohitim rarprrc ineessus. Gr. Tr^trrar M. ( In frane, dicesi anibler ; ed è dal lat. ambulare camminare. ) Cavale. Med. cuor. Qome dice il proverbio : Cavallo vecchio male imprende ;»d ambiare *, e come Ja cosa infracidata non si può bene insalare 5 e la verga indurata , secca, non si può bene piegare. Cr. i^o'y.o^. Pass. 3 16. Sanza ch'egli avviliscano la scrittura , la quale ec. con vocaboli ambigui c dubbiosi dimezzando, la dividono. E 3 ef 5 . Dirà parole mozze c doppie ec., e simili cose ambigue e dubbiose. 2 — -SÌgg. ad Uomo vale Dubbioso, Irresoluto. Gal. Dial.mot. 5 fi. Sarei restato sempre ambiguo , se vero fosse che la corda delf ottava cc. 3 —* Dicesi anche di Uomo dì cui il carata re o la condotta è equìvoca. (Z) 4 — * in fòrza di sost. m. lo stesso che Ambiguità. Castiglione. Cor- tig. Uh. 2. p. 206. ( Gioì. 106fl .) Quella sorte adunque di motti, clic più s’usa per far ridere, è quando noi aspettiamo d’udir una cosa, e colui che risponde, nc dice un’altra; c chiamasi fuor d'opinione; e se a questo e congiunto lo ambiguo, il motto diventa salsissimo. Cari. Fior. iq8. Clic piena grossezza 0 quest’altra? pensar che basii a scusar r ambiguo non opportuno, il potersi dalle precedenti paiole certificare e dalle seguenti. (H) Ambiguo dilli da Equivoco. L’ ambiguità è riferibile alle parole di doppio senso, come lo indica il componente ambi. Perciò diecsi espressione ambigua quella che ba palesamento due sensi, e ci lascia in dubbio quale si debbo applicare, li Equivoco includo l’idea d’ un doppio significato, uno palese inteso da tutti, l’altro occulto inteso soltanto da chi l’adopera. L’ espressione equivoca si usa d’ordinario con la intenzione d’ingannare; X ambìgua quando si adopera appostata- mente , s’ impiega per non dare una intera spiegazione. L’uomo onesto non userà mai ima espressione equivoca ; un uomo confuso c soggetto a pmdèrirc delle frasi ambigue senza avvedersene. Asirit.atbi. * (Grog.) Am-bi-là-tri, Ambilinti, Ambirurri. Popolo tic le Gallie. (G) Ambio, Am-bi-o. [V/?2,] Andatura di cavallo, asino o mulo , a passi corti e veloci , mossi in contrattempo , [m modo che le gambe d'avanti e di dietro dello stesso lato si levano in pari tempo , e si pattano aW innanzi, mentre quelle deUaltro lato stanno a temi, e così e contrario .']—, Ambiar! ri a, Portante, Traino, sin. Lat. inccssus tolutnrius. Gr. 7rr- ÀMBLIGI v. 6 — Perdere 0 Lasciare il trotto per l’ambio, o per V ambiadura. Ambiadura J. 2. Ambirauri. * (Geog.) Am-bi-ràr-ri. V. Ambilatri. (G) < or { Ambire, Am-bi-re. Att. Pregare con gran pressatura , 0 Chiedere 0 ^ e dignità , e simili. Lat. ambire, premure. Bemb. Stor. n. H 2, jp ciocche nel creare i signori Dicce , e i Sessanta della Giunta,^- quello anno stata usata grande ambizione, di maniera cheiieli^ i cittadini che nel gran Consiglio il suffragio dar doveano , da ca dati e da' Ior parenti e amici nessuna regola si tenca. . irCll „ 2 —- F semplicementeDcsiihcare ouon, maggioranza ec. Lai. ambire, p ^ sare. Tac. Dav. Ami. 4 > 94 * Scrisse al Principe ec., non aver ambito abbagliamento d’onori, . n ^ 3 —* In questo significato regge anche il terzo caso. Fag • R l,n - ^ * di castitade ambisce al vanto. (A) Ammska. * (Geog.) Àin-bì-sna. Antica città di Spagna. (G) . sgj Aìtp.iMìXJitTi. *(Gcog.)Am-his-sìin-ìÀ.Lat.Amhìssoiìti.Popolidt‘lla N oriC .- fl0 , Ambitissimo, Am-bi-tis-si-ino. [Add. /«.] sup. rfi Ambito. Desiderali^ . Lat . cxoptatissimus. Gr. rptnd^riXOi. Red. Leti. 2. 35 . Resta s0 ° C c \$ preghi V. S. a render per me ec. le debite grazie cc. dell’onoie mi fu de’suoi da me ambitissimi comandamenti. . Ambito , ’Am-bi-to. Sm. Spazio di luogo , Circuito, Giro , ( f * 3 ^ ambilus che ha pur questo senso. ) S. Gir. 6g. Vidono apertali* tutto il cielo e le stelle, e ciò clic in quello ambito si contiene, ò 3 ^ Alami, ag. 20. 3 . La voce di questo tuono si dice che sarà in non solo perchè colmerà tutto l’ambito della terra con la sua ma ancor perchè colmerà tutto f ambito dì quella eternità , che ha mai fine, col suo favore. (V) . . g[l gf 3 — [ U Andare attorno onde procacciarsi occultamente voti per ot gradi e macslrali .~[— , Bucheramcnto , Broglio, sin. Lat . anl j a nto Gr. 7 r«p«'/ys/è a * Uarch. Stor* 6. i 5 \. Nè potrebbe uomo credere ^ ( | c Ro fosse grande il bueberamento ( che cosi si chiama in Firenze 9 ^ che ì Romani anticamente chiamavano ambito , e i Veneziani mente broglio ) il quale facevano i parenti e gli amici, ec. AViVu*- 1. 34 »- È ciò per servire alla causa , e per mettere in terra A ^ rità di Suipizio legista, c del severo Catone, che accusavano eletto Console, d’ambito ovvero di broglio. Ambito , Am-bi-lo. Add. m. da Ambire. Sega. Crisi. Instr. 3 . Non sarò facile a tacciarlo di ambito idolatramene. Am.-uvareti. * (Geog.) Ain-bL-va-rc-ti , Ambivariti. Popolo della Belgica. (G) t , 1 Ambizioitare , * Am-bi-zio-nà-rc. Att. e 11. ass. Lo stesso che ^ . fl nel secondo sign. , e Far mostra, pompa, ec. Voce non usate qualche secentista. ( 0 ) j c fi? Ambizioncegla , Am-bi-zion-cèl-la. dim. di Ambizione. ambirio. Fr. Giord. Pred. R. Si perdono in certe vane allibi ^ 01 di ninno momento. ,. AMBIZ'f '^^’® 1 A f,CA /'Unirli >*i/t ri* murre C te r jf, recolle _ 7 __ - luce. M. V. 1. q. E l’amore matrimoniale, p ef . ^ btzion della signoria, c per inzigamento di perversi e di inalbo 1 sigli , non conseguiva le sue ragioni. t c a — [Alterigia.] G. V. 11. i 3 i. 3 . L’ambizione delfufiicio de ' degli altri reggenti, chhono a schifi il savio consiglio del reB‘ l ^ 3 — * [Vi' prende anche in buona parte , e vale Vivo desideri?» $ dente liraina.] Borg. Orig . Fir. 1 g8. E però fu chiamata gcid 1 da Plinio la cosa delle statue luiTinissimi ambizione.» Red. l ett fl * ,^1 sempre non ordinaria ambizione di poterle mostrar con qual sincerità io sia cc. Magai, leu. Immutabile osservanzameli 3 \ con tanta ambizione mi professo. (A) . .. Ij, —, * (Ieon.) Veniva rappresentata con ali al dorso , co p’&fl p t j con veste verde , ec- I Romani le aveano innalzato un tempi 0 A.MBI7.I0SA.MESTE , Aui-hi-zio-sa-men-te. Avv. Con ambizione■ Ifo- yiic' liose. Gr. fùorlpMi. Fr. Giord. Pred. R. Ambiziosamente si V in ogni loro opera. ^ . . rr À 111 ^ Am-bi-zio-sèl-Jo. Add. m. dim . di Ambizioso. V• ÀMDIZIOSELLO , ziosetto. Casino. Berg. ( 0 ) Ambiziosetto , * Am-bi-zi;)-sèfc-to. A id. tri. bizioseUo, sin. Vani tozzi. Berg. ( 0 ) Ambiziosissimo , Am-bi-zio-sis-si-in )• Add. m. ditti, dì Ambizioso. ’ plb sup. di A mhiziofl; ^ ìt y pfcxTOi iTTTTo-j. Fav. Esop. Givalcando il vetturale in sulla sua mula ec., facevaia andare in un forte ambio. At\ lur. 26. 2j. Beato chi ’1 cavallo ha corridore; Che quivi non è in prezzo ambio nc trotto. Ar. Cass. 2 . 2 . Clic bestia Non è di trotto sì duro , che a prendere Non avesse dovuto uu soave ambio. 2 — Dar T ambio ==: Mandar via. Cecch. Incanì. 1.4 • Madia darà poi di certo l’ambio A me c lei. AUeg, Joy. M’ha detto un , che, mutata fantasia, Per amor di non so clic garzoncello, Avete dato l’ambio alla Maria. 3 — Pigliar f ambio = Parimi. Malm. 7. 17. Così ribeve un colpet- tino , c, in cambio D’andare a letto, s’arma, e piglia l’ambio. ^ —■ * Andare iu ambio ~ Ambieggìare. Fav. Esop. ( 0 ) 5 ■— * Aver l’ambio: Detto per allusione al verbo Ambular.^ vale Andarsene, Aycr la licenza, cioè Essere licenziato. (A) signor Reverendissimo vostro, delia quale à gran tempo che soo° limosissimo. t _ sa i ter Am;I7,ioso, Am-hi-zi-ó-so. Add. m. Che ha ambizione , Cm P a> .^c 11 ' ■mini in desiderare onori, dignità, lodi. Lat. amhitios'.is , pi.lns. Gr. fàdritì. V. 11. 44 - 5 - B traditor Mastino, ^ d’ clà , e più di senno e fellonia , e trascotato e ambizioso. ■h Ora io non t’ ho detlo quanto questa perversa moltitudine. 4 !' d l ritrosa c ambiziosa. Cavile. S/iecch. Cr. Sono molto aiulnz 1 ^, j0 fiO sidcrosi di prelazione. Pass. 3 o 7 . Ma e’si tniovano alqnanti ga. ■!l< sidcrosi ili prelazione. Pass. 3 oì. Ma e’si tniovano alquani-1 m tanto ambiziosi c volonterosi dell’essere maestri, ec. Gas. ^ () |,rif. L’ambizione è nome posto a im vizio, e chiamasi ambiziosi j^ii^ è vano, e che passa i termini in desiderare onore, o laude, a _ J) lMn anche in buon senso, vale Desideroso , Bramoso, forza, e s’usa comunemente nello stile cpistolire. V. Ambizi'’ 41 3 ’_ * Agg. di Ornamenti. Nell’eloquenza, nella musica da’» che sono troppo studiati, troppo njfuta'i. (A) • p foa- (fa Ambi.ADA. * (Geog.) Àin-hlà-da. Città della Putitine o della Ah;:i.esinta. ’ (Geog.) Ara-blc-sin-ta, Ambeside. Città “ ln {\ , {oS a. V Am letdsa. * (Geog.) Am-l)!e-tù-sa , Ambieteuse. Ijiti. Ambir della Francia nella Piccareàa. (G) ^ Asiimmi. * (tkog.) ’Am-ljJi-gi. Popoli della Norica. G) Aur,!,! AMBLIGONIO g olà aii ' Ani-l)K-g(i-n!-o. Adii. m. Triangolo che ha un an- ^Unnrw?’ ^ i - tusa,, g°lo. (Dalgr. avablys ottuso, e da genia angolo.)(A) H r& ol • y ,ot 0 Am-bii-ó-do. Sm. F. G . Lat. ambliodum. (Da am~ Parisi - 1SO? c 0( ^ Us dente.) Genere di muschi , così eletti perchè il loro 8 Uernit0 di denti ottusi» (Aq) ttl on -^ m 'hh-o-pi-a. Sfi F. G. (Da amblys ottuso, debole, vist ( [ S ° cc 1 * 0; Ottusila, debolezza di vista.) Abbagliamenti continui della Ambu,J Senza uk-un segno di alterazione negli occhi. F. Ambliosmo. (A) t; ‘ Am-bh-ò-smo. Sm. ) s o't “''‘■‘jiru'siuu. om. F. G. Lat, amblyosmus. ( Da am- lt Uso \ U; j?’ osmos spinta; e vale stato in eoi lo sguardo si spinge cji^l .^?' 1 °nS L, tii.)—, Amblite, Ambliopia, sin. Ippocrate chiama così Jui a)n lZl ° della cista, p l quotasi vedono gli oggetti debolmente e con- 0 disi , ^ e ’ duna piccoli o grandi, sia di notte o di giorno, siano vicini hie { L Uìt , 1 ' Q lle $to malattia è conosciuta più comunemente sotto ilno- l ^ r^inbliopia. F. (Aq) per ,i 1 (ltlL bloo io abortisco. ) Usato dallo stesso Ippocrate talvolta &<Ù ( Jj u ’ a '?: C St - N.) Am-bli-ràm-fo. Sm. F. G. Lat. ambìyrafnphus. di q Ue n filys ottuso , e ramphos l'ostro , becco : e ciò perchè il rostro Cvlil Sl uc< ^ì ò ottuso alla punta.) Nome dato ad un genere tPuo A C(J nic CMcil) Àin-blì-te. Sf. F. G. Lat. amblytes. Arcteo chiama k^pia .della vista che dìcesi altrimenti Anibliopia. ( V. Ani- C » , dosino. ) Primamente primo grado dell’ ammirasi. (Aq) Adorine CMed.) Am-ì)lò-ina. Sf F. G. Che significa aborto. Lat. yM]‘ Gr. àp^Xupa. F. Ambiosi. (A. O.) Aìii, t0si °‘ * (Med.) Am-blò-iui-o. F. Amblolico. (A. 0.) >** Ct J-) Ain-bìò-si. Sfi FG. Lat. amblosis. Gr. (Da « I ' > #c« r Sortisco.) Vocaholo da alcuni medici antichi adoperalo per C t (l/torff, _ Ai.iMiiScm^ A f A ..A Ciborio. — Ambliosino , Ambloma , sin. (A0, Gr. Apjfa. Dtuil. Inf. ii. 58 . Io soli colili ebe tenni ambo l'CiicliJ.j 1 cuor di Federigo. E if■ 82. Lo fondo suo c ambo le ^ Sino’ *" at t e cran pietra. Petr. cunz. 48 . 11. Al line ambo conversi ■^ifc SCgRÌ0 \ a|’ ^ ln U, Ambe, e i lor composti dilf. tra loro. Ambo è co- !)°stì ^ "tascbile e al femminile, tanto da sé quanto ne’suoi com- 1 ||| i ., 1 Amboduo , Intrarnbo , Enlrambo , cc. Ambe è proli. d " 0 dell’ < I ua * u l’ 01 '*’ s ‘ formano Ambedue, Ambedui, Ambeiìuo, clic '' diluii , «no e dell’ altro genere. Ambi è sempre voce maschile. Noi J^riici S *° ' ni,nic, 'Osi sin. di Ambo secondo i due generi' cui esso 4 > iie^r ’ ,n ‘? fi noti clic nè Ambi e i suoi composti si adopcrcrcb- r ' a . * , v A , nbo _ * ^ i A Sl !0l:! t.»Àf^ ln 'i )o ‘ | lù-o. D. Ambo. . e °lSA, , ‘S-) Aiii-lio-ì-na. La jnù considerevole isola delle MoluccTic (G) k\. 1 firn» ^ W) 8-) Am-bó-i-sa , Amboise. Lai. Ambasia. Città di Francia Pftg'g ( ( /> ^ 4,t"ó’'ie rìg 1 ' * Am-bo-i-ste-nié-ni. Fornii che abitano le mon- , 8l ’ l °Ci>s. ■ r’À Cl ’istnl]„ ainll ‘' a Umilia. -E 228. Appresso le gioie vengono i vi ■ Usat 0 /’ * nnibra bianca e la nera. V V | s-d'nJa P oe tic. per semplice color giallo. ] Petr. son. tod. F n C(( j y i, *e non piu- V ambra e ’l lauro. AMBROSIA. 241 3 — Prov. E$*:r ciliare coinè ambra , o come 1’ ambra, trattandosi di persona — Esser ([(lieto, pacifico, [o anche Aver la coscienza tranquilla , Non aver di che rimproverarsi.] ÌAb. Son.'ài. E sou chiaro come ambra per un tratto. 4 — Trattandosi di alcuna cosa evidente si dice ancora'. Esser chiara Come V ambra. 5 — * Dicesi d’uno troppo dìLicato'. E’gli puzza l’ambra. Serri. Proc. (A) 6 —■ * (Mit ) Tìnsero i Poeti che le lagrime delle Blindi trasformate in pioppi, stillando da' loro rami, fossero cangiate in gocciole d' ambra gialla. (Mit) Ambra. * (Geog.) Isoletta a greco dell’ isola di Francia. — Gruppo d' isole li di' Oceano Indiano equinoziale. — Uno de'fiumi affluenti dell’ Arno. (G) Ambracane. (St. N.) Àm-bra-cà-ne. [<5V?.] Ambra odorifera, [la quale sembra esser lo stesso che V ambra grigia } e fu forse così detta anticamente perchè credevasi che fòsse prodotta da un certo pesce che gli Africani chiamano Ambracane.] ( Forse il pesce ecl il suo prodotto hanno nome dal lat. ambrum cantini , ambra bianca , ambra grigia. ) Alali. Franz. Rim. buri, die tarebber mille strane Provincie di loi* roba e mercanzia, De’pappagalli, scinde e ambracane, Se molti stimai! pure esser pazzia Lo spender troppo ? ec. Maur. Rim. Se sputassero muschio e ambracane. Àmsracr, * Anvbrà-ce. N» pr. m. (.V. Amimelo. ) Fondatore di dm» brada , figlio di Tesproto. (Mit) Ambracese , * Am-bra-ce'-se. Add. pr. com. Di Ambracia, Attinente ad Ambracia. —, Àmbracicno, Àmbracio , Àmbracioto, sin. (B) Ambracia , * Am-brà-ri-a. N. pr.fi — Figlia d'Apollo. (Mit) 2 — * (Geog.) Antica città dell Epiro, fu dajiprima chiamala Epnia , indi Pcralia , sotto Augusto Niccoli, ed oggi Lana o Aria. Il golfo di Ambracia oggi dicesi golfi di Làrta o di Prevcsa. (G) Ambracieno, * Am-bra-ci-è-no. Add. pr. m. F. Ambracese. (G) Àmbracio , * Am-brà-ci-o. N. pr. ni. Lat. Ambracius. (Dal gr. ambe prominenza , ciglione , e rachia rupe battuta dalle onde.)-— Giudico die Ovidio dice cangiato in pietra. (Mit) Àmbracio. * Add. pr. m. F. Ambracesc. (B)' Àmbracioto , * Am-bra-ci-ó-to. Add. pr. m. F. Àmbracese. (B) A mbrare, An>brà-rc- [Alt. 1 ] Deere odorò coll' ambra, [ Da l’odore d'ambra.f] Amrrast. * (Geog.) Am-brà-si. Lat. Ambrasium. Fiume nel Regno del Congo. (G) Asibrasia, * (Geog.) Am-brà-si-a. Antica citta della Lusìtania. (G) Ambrato, Ani-brà-to. Add. m. da AmJirare. Red. Ditir. ‘òy. I sorbetti*, ancorché ambrati , E miU’altre acque odorose, Son bevande da svogliati , E da femmine leziose. Amgràto. * (Ghim.) Sm. Lat. ambreas. Sale firmalo dalla combinaidirne dell’ acido ambreico con una base salificabile. (A. O.) Ambreico.* (Chini.) Am-brè-i-co. Add. in. Lat. ambreicus. Acido solido , gialliccio e meno fusibile dell' ambreina , che si ottiene mettendo ùi contatto V acido nitrico coll’ ambreina. (A. (b) ‘Ambreina. * (Cbiin.) Ain-bre-i-na. Sf. Sostanza grassa, fusibile , sifih- mabile e decomponibile al fuoco , che entra in gran parte nell’ ambra . grigia. (A.D.) Ambretta. (Bot.) Am-brct-fa. Sfi Piccola pianta della famiglia delle malvaccc, c della rnonodeìfìa poliandria, che cresce nell Asia e nell A- merica meridionale. I suoi germi tramandano odore di muschio molto soave ; quindi i nomi di Abelmosch e di Grani muschiati con cui si conoscono generalmente', con essi preparasi in Oriente la polvere di Cipro adopeinta a jjr-fumo. Lat . hibiscus ahehnoschus Liti. (A.O.) 2 — [Fiore del Ciano Persico le cui fòglie sono lunghe, strette, taglia- :-p7ixdg. Red. Oss. an. Sf Fiori (ti ciano persico odorosissimo, volgarmente detti ambretta:. 3 —• * È anche il nome d’ima specie' dì pera che matura in ottobre. (Sì) 4 —■ sàlvaticà. * F. Benedetta. (A.O.) 5 —\( Are Mos.) Pelle conciata con odore d’ambra. A muri. * (Geog.) Antichi popoli dell'India. (G) Ambriliquido , Am-bri-li'-qui-cio. Add. m. camp, eli Ambra e' Liquido. Lat. ifqnidurrr clectriim referens. Menz* Sat. (A) Amorisi, * (Geog.) Am-bri-si, Ambriz. Fiume nel Regno del Congo, (fi) Ambriso, * Am-brì-so. N. pr. m. ( Può trarsi dal gr.’ a intensivo 1 , e da bi'yso f. di hrvo io em.mo,io germoglio.)—' Eroe al quale ì Greci resero onori divini , come a fondatore di Ambrìso. (Mit) 2 — * (Geog.) Lat. Ambrissus.- Città della Focàie. (G) Ambrogetta. (Ar.Mes. ) Am-bio-gct-ta. Sfi Piccolo quadrello di marmo a.fl uso di pavimenti. F. dell’uso. ìTarìjf. Tose. Ambrogette abozzate o' tìnife. (A) Ambroc-ina. (Agr.) Am-bn>gì-na. Add. e Sfi Specie di mandorla eh’è la migliore d ogni altra. (A) Am’-rogio , * Am-brò-gio , Ambrosio'*, Brogicr, Bogio , Bosone. Lat. Ambrosi us. (Dal gr. ambrosios immortale.)—■ Santo dottore della Chiesa ed arcivescovo di Milano. (B) (Va») Ambrogio (S.) * (Geog.) Isola del grande Oceano snl'a. costa del Chili.’ (fi) ÀMiiRONAr. * (Geog.)' Am-bra-nà-i. F. Àmburnai. (G) Amrroni. * (Geog.) Am-brò-ui. Antichi popoli della Gnllta. (G) Am Rosia.- (Mit.)' / poeti de r Gentili favoleggiano essere il cibo da’loro Dei, [e che fòsse d'una dolcezza maggiore nove volte del mete} di qui prese il nome (t Ambrosia tatto ciò che ristora , ricrea, e ròdi gioconchta. J (Da a priv.*, e brotos mortale; e vai dunque immortale: poiché si ere- dea che rendesse immortale chi ne gustasse.) Lat. ambrosia. Gr. àufiporf/x. Petr. son. i6o. Pasco la monte d’un si nobili cibo, Che ambrosia e nettar non invidio a Giove. 2 _* Specie di balsamo^ secondo i mitologi^ usato dagli Der\ di soavis* sìmo odore ed efficacissimo a confinare le forze e la vita. (Mit) 3a 242 3 — AMBROSIA ( Bot. ) Pianta simile alla ruta , che nasce alla marititi $ [ ha uno stelo di un braccio , ramoso ; le fòglie alterne , tripennatele fòglio* line rotonde , biancastre \ i fiori in /spighe giallastre , solitarie , terminanti . Tutte le sue parti tramandano un odore aromatico ? se vengano confricate. 1 Dant. Purg. 2fi ufg. E ben senti’ muover la piuma, Che fé* sentir d’ambrosia Vo rezza. Ambrosia,* Am-lm>si-q. N. pr.fi — Una delle figlie di Atlante . (Mit) Ambrosiani. * ( St. Eco. ) Am-bro-si-à-ni. Sui. pl.Specìe di Anabattisti così detti da un Ambrogio che spacciava le sue pretese rivelazioni , anteponendole ai libri stict'i. —, Pneumatici, sin . (Ber) Ambrosiano, Am-bro-si-à-no. Add. pr. m. Lat. ambrosiatius. Agg. dato a Ulto , Canto o simili della chiesa di Milano , la quale aneli essa è talvolta chiamata ohiesa ambrosiana , traendo tale denominazione la sua origine da sant' Ambrogio, arcivescovo di quella citili nel quarto secolo. Inno ambrosiano è il Te Deum. (A) Ambrosie.* (Mit. Gr.) Am-brò-si-c. S. e Add. fi. pi. Feste che in molte città della Grecia si celebravano in onore di linceo. ( V. Ambrosia. ) (Aq) Ambrosio , Àm-brò-si-o. Add. m. Di ambrosia , Spirante odore di ambrosia , ed in generale Odoroso , Soave , ed anche Immortale , Divino. Lat. amhrosins. ( In gr. amlrosios significa immortale. ) Red. Ditir. Annoi. Dentro infuso gli avean di Mirra il pianto, E V ambrosio licor di Iericunte. (M) Ambruic. * (Geog.) Em.bi’un. Lat. Ebrodtuiuni. Città di Francia nel Delflnuto. (G) Amrubaje. * (Arche.) Am-bu-bà-je. Sfi pi. Lat. ambubajae. ( Questa voce originariamente è siriaca, e vale suonator di flauto.) Dorme libertine suonatrici di flauto , che tàcevan copia di se per mercede , notissime ai Greci ed ai Romani. (Àq) Ambulante, * Am-bu-ìàn-te. Pari, dì Ambulare. Camminante , Passeg- giunte . Gori , Long. Disc. prelim. ig. Pavento (LonginoJ da tutti, e chiamato viva biblioteca ed ambulante museo. JW. Sp. (B) Ambulanza. (Milil.) Am-lm-làu-ra. Sf. I r . Fr. che dicesi pure Spedale ambulante o volante. ( Dal lat. ambulo io cammino ; poiché cammina dietro i corpi combattenti dell’annata. ) Luogo posto a piccola distaiir Zn fai corni dell esercito che combattono , al quale ricoverano i soldati feriti , onde avere le prime cure dai chirurghi dei reggimenti. (G) Ambulare, Am-bu-là-re. N. ass . V. L. Camminare. ( Dal lat. ambulare, camminare, passeggiare. ) Pule. Driad. Che dietro al lume vero in tenebre ambulo. (À) 2 — Fuggire , Scappare , Andar via. Salo. Grandi. 3. i3. Tor le carabattole , Ed ambular per la calcosa. Ambr. Flirt. 5. 3. Il meglio fia di’ io rastrelli cd ambuli-. Ambulatorio, * Am-buda-tò-ri-o. Sm. Luogo da passeggiare. Bott. lett. Piu. 3. yst. ( F'as. lett. J Sii è piaciuto il vedere per ogni cella un ambulatorio aa passeggiare. (B) Ambulatorio. Add. m. V. L. Appartenente al camminai^ o alla facoltà di camminare. Lat. ambulatorius. Fag. Rim. Baldin. Uoc. Dis. alla v. Scheletro. II piede , o per meglio dire , il gran piede, è 1* organo ambulatorio. (A) 2 — * Mobile. Salvia. Disc. Acc. 2 . 1 Q. (O) Ambuliq, * (Mit.) Am-bù-li-o. Add. m. ( Dal gr. ambofe per anahole dilazione ; e ciò perchè gl’ Iddii, cui davasi questo aggiunto, erano specialmente invocati a prolungare la vita ) Soprannome dato a Giove , a Minerva ed ai Tindaridi. (Mit) Ambura, * (Gcog.) Am-bù-ra , Amboor. Città dell' Indo stari. (G) Amburbàle. * ( St. Rom. ) Àm-hur-bà-le V. Amburbiale. (Mit) Ambvrsìale. (Arche.) Am-Iiur-hi-à-Ie. Add. com. U. L .—, Ambarvaie , Ambmbale, sin. Appartenente agli amburbii. Lat. Amburbialis. (A) Amburbio. ( Arche. ) Am-bùr-ln-o. Sm. Cerimonia o. festa religiosa presso i Romani, ad onore di Cerere.in cui si facevano processioni intorno alla città , trasportando vittime le quali in ‘fin% venivano sagrijicale, ed erari perciò dette Amburbiali. Lat. amburbium , amburbiale sacrimi. (A) Amburgo. * (Geog.) Am-bùr-go. Lat. Hamburgum, Hammonia. Città e Repubblica della Confederazione Germanica. (G) Amburnai. * (Geog.) Am-bur-nà-i, Ambom-nay, Ambronay. Lat. Amboni- xiun. Città di Francia del Dipart. dell ’ Ain. (G) Amburo , Am-bù-ro. [Pron. com.] P. A. P. e di' Ambo. But. Irf. 22 . 5 . Così ingremiti amburo caddero nella pegola bollente.:» Guitt.Lett.3y. $ 6 . Poni ad amburo lo freno. But. Irf, g. 2 . Facca tremare amburo le sponde. E 21 . 1 . Caricava un peccatore con amburo f anche. Gmcl. S. Gir. s0 > dei. (Mit) A memoria. Posto avverbio!. Lo stesso che A mente. ff', 2 — Col v. Avere = Ricordarsi. Lat. in memoria liabere. Gr. 1 [ C ir sXsrs. Bocn. g. io. f. i. Il senno dc’inortali non consiste spia*® (ip) 1 l’aver a memoria le cose preterite. Dnnt.Purg.i’à.i 2 y.Sef l fN^K eli’ a memoria in’ ebbe Pier Pettinagno in sue sante orazione 68 . L’uomo abbia a memoria le dizioni c le figure che si lcgg on autori. — Col v. Tenere = Ricordarsi. Lat. memoria tenere. Gr.. 34» (K V c \o Aì\ Negr. Prol. Alcun vocabolo, Passando, udì a Bolog lia ; iiji .Studio, Il qual gli piacque, e lo tenue a memoria. 4 — Dicesi Ridurre , Ritornare a memoria e simili , tog — 1 articolo per proprietà di linguaggio , benché coll' artico1° s'usino comunemente. . qi 5 — * In memoria. Petr. Uom. ili. 6o. I Romani a memor w ® fecero grandissima solennità e festa. (V) a Amen. V. Ammen. (Min) _ JA ... A menadito. Posto avvcibìalm. = Per V appunto , Benissimo- numerato.(Vien da sincope del lat. iu.1 mcnsum digiti, a i’ ali sud snna, poiché digito metiri vai misurare scrupolosamente-) dF 3 |if Che andare a casa i preti per le feste, Quasi un mangiar sf 9 nadito, E come far viaggi nelle ceste. Malia. 12 . 32 . Ed L A va sicura e franca , Sapendo ogni traforo a menadito. ' Amenamente , A.nic-na-mén-te. Avv. Con amenità, In guisa Non vogliamo amendare lo nostro folle coraggio. Guitt. (»/ Ogni peccato vuole purgagione c correzione, emendando u” Amendo. * (Geog.) A-mèn-iio , Mendo. Città della Caria■ sc T ) 0 t!f 'j Amendola, * A-tnèn-do-la. Sf. Detto forse per la rima in l m 'S j, - dorla. Sannaz. Arcad. ( Questa voce usatissima nel rc ° ll ° ( . 0 iii c Vi) procede dal lat. amygdalum mandorla , mutato ilg in gp. cf do i Greci scrivono aggelos , e pronunziano augelos.) f- ^ . Amendda , A-incn-dù-a. firn com. pi. V. A. V. e di A® _ (b (|l Pung. Se ’l cicco guida il cieco, emendila caggiono nella ‘ . f.y. Amendle, A-men-dù-e. [Prcm.com.pl.} Lo stesso che A 111 fi' bo. Lat. ambo. Gr. óyqaa. Bove. nov. 16 . 3i. Elle fòcci - ” 3 * a® £ ! ( !l ravtgbosa testa alla nuova sposa. Dant. Inf. 2 . i3g. Or va, cl | lere è d’aniendue. E g. 65. L 11 fracasso lino suon pien eli s Pepisi 1 ’’ cui tremavano amundue le sponde. Gas. I-elt. 3j. Il “"-'f concederebbe mai licenza per emendile le commende. » P Dacci è clli f i miei compagni J saranno morti emendile, sl ^ ; A ^ signore di tutto quello avere. Ed in fine della stessa f due caddero morti. (V) Amendcni, A-men-dù-ni. [Pron. com. pi.} Lo stesso che A jj Ambo. Lai. ambo. Bocc. introd. n. a. Amenduni > sop 1 , mioJ . e...,a •»* r^Jla .,. rati stracci , morti caddero in terra. E nov. i6. 18. Scot- a ^ dire del perché, amenduni gli fece pigliare. E nov. 6i- 1 ^ 0 \d e p f( stra elezione sta di torre qual più vi piace delle due, p ^ Pj, 1 . duni. G. F. g. n5- 1. 1 quali erano amenduni c ^ff 1 c ; c cO rt K mani. Trutt. gov. firn. La verità l’insegna, che se ‘ nA'-tti'' nrfl, v Pr,cc. >‘ C , acuì , amenduni caggiono nella fossa, n Bocc. g- (Ct c, quali cose conciossiacosaché amenduni, secondo il mio P® me , ec. (V) a Asiendloi , A-men-duò-i. Pron. com. pi. L,o stesso che rff rt'S s 'V( Amlio. Boigh. Fir. lib. ’i'if Riimovcllò ed aggravò il ^ ^jlJ 1 ' di noi, e di amesduoi ci è ancor la copia conservata ^ ’ Ameni a. * (Geog.) A-mè-ui-a. Città greca dell’ Asia o“’ K a »ie s , Aì AMENI A , <0 di f e S ^ Cl ') Sf- Lat. amcniu. (Dal gr. a priv., e mcn mese. ) Sta- ^* s Klssij( A " n,la ‘he non fu mai o che non è più mestruala. (A. O.) , l h Ee» .?® KTE i A-me-ius-si-tna-méu-tc. Avv. suo. di Amenamente. C- Sli »us. (j ,,*P c ' nis ‘ SI ' mo ' l sidri, m. ] sup. di Ameno. I.at. amoenis- I)i palme * x “H l5T0 >- -dr. Far. 6. 11 . Vaghi boschetti di soavi alluri, luinnio 0 ], C ^ amenissime mortelle, l'ir. As. 233. Poscia che noi ? disc. JL''’' J T a P czzo > noi arrivammo ad uno amenissimo luogo. 1 \iy, 'li** 1 n 2 ^* una sua amenissima villa, posta ec. Beni. Òri. ^ d a s •* giardino ha amenissimo e felice , Non difeso da lessa 1 . àeti. ben. Vaie. £• 3. Clic diremo di quei liumiche con •^Nix^ A 1 6 l n cingono i campi ?< ’ , ftle-nÌ-t.a. \\'fl 7> ,r ,Tìaflanfn a T> aa. ,rJa~ za fU pClCSC], [W(I ■ni-ta. L'V/.'] Propriam.Bellezza c Piacevolezza - ..ac ' 0ri . a tu,t ‘ c l ua ’ soggetti che sono qualificati come ernie- Si c ^iamà ' lmooi 'Las. Gr. r.duloi. Lib. Amor. B. 2tf. La parte (l’entro v fdc. ^ ,‘ llni ' lut à, che è tanto a dire , quanto luogo di diletto. Ca- < * i * sei ' c,i °r. Dobbiamo sapere che '1 gaudio degli eletti procede Ut». * P J1 'h, cioè .i .iP..1..1 „„ 1 '"■B, '‘"Ij, se a ? Cioe dall’eternità, dall’amenità del luogo, cc. e ’ A-mèn_„„ ir e., \ i ....... i. • .•,.... A* ntcn, llE »o senza penne Fa mille miglia in meno d’on ainennc.( A) ' l|,l °CniR ' l ?°" no- Add. m. Che ha amenità. Piacevole , Bello. Lat. '“.ite :/ l ucu ndns. Gr. Ó/E -, xoù.d 5. Bocc. Teseid. Fra Geline Nisa *1° arri|1|| e. Fir. As. 3 . Mi venne veduto un orlo assai ame- ^M'ario '* 1 u:| lc, ec. E 106. Non sai tu che questa sorta di hestie C . a, aeni r. sei ?'P re tra folti boschi, tra rozze spelonche , freschi colli **' Non ? n -* ' sllam. Colt. 1. 2. Il barbato guardian degli orti ame- j i|,J , c jj. r ^ s V Indietro. Toc. Dav. Ann. -j. gì. Prese a persuader Tibe- '' Dic e g - v,vesse fuori di Roma in luoghi ameni. 0 .Pcoe *i l ru "phe di qutduncfue altra cosa che dia contento a scntiiia Aliava a ‘ . ? c - Vis. ig. Ahi come poi ciascuno apertamente Liber A ^ a ^d. J) °S n t piacere ameno! Simimz.Egl. 3 . Quel dì fausto ed ameno. ‘ f Di gran giudizio , ameno nel discorrere e trattar seco. (A) A^ e ° s ghir'- ~V luc ' ni ”’"'"le. A 7 , pr. rn. ( Dal gr. arnenos non durevole, e primo de’Greci che costruì una trireme. (Mit) a "fio'a “' llH>n *' 1 -h. iV, pr. m. ( Secondo l’inflessione che i Greci ” a<1,> ien 0 < E CS * a parola, essa vale nella loro lingua serpente imbecille ; pr,. .“Os imbecille, ed ophis serpente.) — Uno de' re d'Egitto celebre ! ir “"“ìa. (Mit) A-me-no-ma-nì-a. Sf. Lat. amocnomania. (Dal lat. A nl der„ , a ‘‘ e Kro , c dal gr. mania furore. ) Delirio gaio, monomania AA.Cn rt, H:v s* a. 1 fla A r Qs| «oii, ,,, ^-‘“le-nó-ne. "Vili F. pr. m. ( Questo nome che in gr. vai migliore j\'°' la| iZaT com P ara h 'li aguthos'fùi ehr. va! fedele, da umana fedeltà, die ed eroe de’ Caldei, fórse lo stesso che Amelone. (Mit) '“''hnie A-me-nor-rè-a.< 5 ^A^.G.L«r.amenorrhaea.(Da a priv., Abbino ÌOinie ' sc ’ c rheo io scorro.) Malattia delle do/uie per la quale Eh ' T Ac ep U * a totale mancanza de' mestrui. *—, Aminenorrc;i, $z«.(Aq) W si l A-inen-tà-ce-c. Sf. pi. ( Dal laf. amentum , correg- i e,ìtt trn e ^' lva a l giavellotto onde ritirarlo dopo averlo lanciato. ffi /? 0r - Vlen ^al gr. fiamma , fiammato s legame. ) Famiglia di piante alij SOno disposti e quasi legati infiocchi e privi di petali; i 4 k lQ( trijì U(J ^ e nudi e nascosti sotto scaglie , alle volte ricoperti da un ed uniloculare. (Àg) ig c / i >* a^I-) A-men-tà-ce-o. Add. m. Agg. di Fiore , e dicesi ^ qutdJ ^ iì ntfU7/« ìvo ' ws . j50cc.nov.yo. io. Fra tei mio,com’io giun- } il quale pareva che tutti i miei peccati sapesse a 1 . 7. 35 . E tutto Mcsnè sapeva a mente. È 3 . 7. capitoli a mente D’orinali c ar ‘ 20, ;-E quest’atto del Ciel mi venir si n ' ^ lm • & Ed è ncgfi atti suoi tanto gentile , Clie nes- «ni n° re care a mente, Che non sospiri in dolcezza d’amore. 3^3 rocnit Ua,lt ' da Majan. 83 . E m’allegra sovente , Quando mi ve- i' Bocc.nov. 70. 10. Fratei mio,com’io giu t> Sl f « uno •’ ' . S W? n - Ori ^ pmo, (Q^J 1 / c ‘ - '■ Adii. coni. V. L. Quasi senza mente , Che ha a f a che spesso è priv., e da mens, mentis mente.)—, 5 v>ti’ali ntcca tlo, sin. Dant. Conv. no. E però que’ cotai sono n 0 (Ali[\ “JBeammatica amente ed amenti, cioè senza-mente. (V) Phif Sfiniti n l >r( tnnome di Plutone, forse perchè nell' Egitto questo V;., ’ ; 'k]i, fcava la stessa cosa che Plutone appo i Greci, cioè Luogo •o > ®ot.rr to - cmìo . „ «iri&li è fj Sm. Specie di calice , volgarmente detto Gai - ne ^ ‘ì^ ri p n!a di fieri maschili o femminili, disposti e quasi legati fj|. ,cp * G/i ^d l gura dì coda , la quale fu da Linneo considerala per htJ** I s einf ileU ^ de 1 fiorì femminei, molte volte indurandosi , ricuo- C(l, 'pi \ )k t e .firmano lo strobilo opina , da Linneo considerato pep amentum. (V. Amentacee.) (A) A MEZZA BOTTE ^43 Amenza, A-mèn-3a.[«.V/.‘] y. A. Lo st'sso- che Demenza. Lat amentia. Gr. arroga. Fr. dac. T. 3 . 12. 8. Per molta amenza cadesti in errore. Ameos. (Bot.) À-mò-os. Sm. 1 \ officinale e del commercio , lo stesso che Ainmi. y. Tariffi*. Tose. Seme d’ameos. (A) A meraviglia. * Avverbial. Lo stesso che A maraviglia, y. ( 0 ) A mercè. * Avverbial. col v. Venire o simile = Chiamarsi in colpa , Chieder pietà 0 perdono. Pelr. canz. f 7. E col sembiante umile, Dopo quantunque oiièse, a mercè viene. (0) Amerga. * (Geog.) A-mèr-ga. Fiume della Russia Asiatica. (G) Ameria , * A-mè-ri-a. N. pr. m. ( Dal gr* mneres senza partito : poiché a è priv., e meros vale parte. Amerios per -emerios vale vivente un giorno solo.) — Antichissimo grammatico greco. (Mit) 2 — * (Gcog.) Città delia Natòlia .— dell'Umbria^ ora Amelia. (G) (Mit) America. * (Geog.) A-mc-ri-ca. La più grande delle cinque parti del Mondo. (G) Americano, * A-me-ri-cà-no. Add. pr. m. Dell’America. (B) Americiirtto , * A-me-ri-chét-to. N. pr* m. y, Americo. (B) Americo, *A-mc-ri-co. N.pr. m. ( Dal ted. heim in casa, e reich ricco.)--, Amerigo , Americhetto , Americotto 9 Amoretto , Amorotto, Aimcri- co, Enterico , Emerigo, sin. (B) Americotto , * A-me-ri-còt-to. N. pr. m. y. Americo. (B) # Amerigo , * A-me-rì-go. N. pr. m. y. Americo. (B) Ameri^ino. * (Bot.) A-me-rìm-no. Sm. y. G. Lat. amerimnnm. ( Da a priv., c meritnna cura, sollecitudine; poiché questa maniera di piante cresce senza la cura dell’ uomo. ) Era questo uno de' nomi che davano i Greci A semprevivo , e non si sa per quale analogia Brown abbia imposto tal nome ad un genere di piante. (Ag) Amerino , * A-me-rì-no. Add. pr. nt. Di Ameria o Amelia. Lo stesso che Amelino. (B) Ameriola. * (Geog.) A-mc-rì-o-la. Antica città del Lazio. (G) Ameristo, * A-mc-rì-sto. N. pr. m. Lat. Ameristus. ( In gr. atneristof vai semplice, indivisibile. V. Ameria.') (B) Amersforte. * (Geog.) A-mcr-sfòr-te , Amersfort, Ajnersfoort. Lat, A- mersfortia , Amiradum. Città de' Paesi Bassi. (G) Amesà. * (Go«g.) A-mé-sa. Fiume della Numidia. (G) Ambsburi . * (Geog.) A-me-sbu-ri, Amersbury, Amhresbury. Città dTn- ghiheira. (G) Amestratini. * (Geog.) A-me-stra-tì-ni. Abitanti di Amestralo . (G) Amestràto. * (Geog.) A-mè-stra-to. Lat. Amestratos, Amestratum. Antica città della Sicilia , oggi Mistretla. (G) Amestride , * A-mè-stri-de- N. pr. f. — Sposa di Serse. (Mit) Amestrio , * A-mè-stri-o. JV. pr. m. (Dal gr. a iutens., e da mestar perito. ) — Figlio di Ercole e di E’one. (Mit) A meta. Avvedrai. — A mezzo. Alam. Colt. 5 . 110. Poi della terra Che ne traesti, pria confethi e trita , Gli riempi ( i solchi) a metà.(V) 2 — per uno * == Fatta la divisione fra due egualmente. Cr. alla v. Mezzo. ( 0 ) Amete. * (St.Gr.) À-mé-tc. Foccaccia di farina e di fatte , della quale i Greci facevano uso grandissimo. (Mit) Ameteo. *‘(Mit.Gi\) A-me-té-o. ( In gr. a é priv., o intens., e metns. , eos vale astuzia , consiglio. Quindi ameteo può valere astutissimo , o senza astuzia. Amitheos diccsi anche per hemilheos semiduo. ) Uno de* cavalli di Plutone. (Mit) Ametista. * (St.N.) A-me-!ì-sta. y. e di' Àmatista. (Aq) Ametjstea. {Bot.) A-ine-ti-stè-a. Sf. ( Dal gr. wnethystos specie di gemma ; poiché le sue foglie cd i suoi dori nella parte superiori hanno il color dell’arnetisto. ) Pianta annuale di Siberia che sorge all'altezza di un piede , e che viene talvolta coltivata ne' giardini perchè i suoi fori azzurri , rassomiglianti (di' ornatista , le danno un aspetto avvenente , cd esalano un odore leggiero. (Ag) Ametistico. (Mrd.) A-me-tì-sti-co. Add. ni. Agg. di Rimedio che impedisce d’ubbriacarsi. ( V. A inalisi a. ) (Aq) Ametistino. (St.N.) A-me-ti-stì-no. Add. m. D’ametista ó di color d ama- lista .—, Amatisi ino, sin. Lat. amcthysl.inus. Gab. Fi . Cristallo, tluore, quarzo bianco ametistino.— Presso i Romani era agg. di abiti tinti di porpora mischiata con piccola qualità di colore violato . (A) (Mit) Ametisto. (St.N.) A-me-tksto. Sm. T^at. trochilus nmetfiyslinus JLin. Uccello-mosca , del genere dei cotibri , che ha tutta la gola e la parte anteriore del colto del colore dell' ornatista. E uno dei piu piccoli uc- celli-m r >sca , 9 fa corporatura e figura sua sono quelle del Ridano.y.{ Bull) 2 — (Min.) Lo stesso che Àmatista. (Dal gr. a priv., e da melhysticos avente forza di uhhriacare ; poiché credessi, che questa pietra resistesse agli eltòtti del vino, detto me.thy da’Greci. ) Segn. Mann. 8 . 27. 4. Discernitor peritissimo di perle , di ametisti, di agate. (V) Ametodico. * (Lett.) A-me tò-di-co. Add. rn. y. G. Lat. amethodus. ( Da a priv., e methodos metodo. ) Dicesi di persona che non serba metodo nell insegnare o in altro. (Aq) Ametore , * A-mè-to-re. N. pr. m. ( Dal gr. a priv., e melher madre : Senza madre. ) — Poeta erotico Greco. (Aq) 2 — * Soprannome di Minerva , come quella che nacque senza morire dal crivello di Giove. (Aq) 3 —* Dicesi di chi è nato da madre vile ed ignobile , o da madre crudele che lo trascina , ed anche di quello di cui s’ignori la madre, (fi q) Ametrià. * (Med.) A-mc-trì-a. Sf F. Gr. Lat. ametria. ( Da a priv., e metrnn misura: Mancanza di misura. ) 1 medici si servono di questo vocabolo per indicare la mancante proporzione natUrale d un corpo e il difètto di una giusta temperatura. (Aq) Amezo ,* * A-mò-zo. N. pr. m V* Adamo. (In ebr. ammitz vai forte)(B) A mezza bocca. Posto avverbial. [ col v. Parlare , cioè Copertamente , e senza lasciarsi bene intendere. ] V. Parlare. 2 — * E nel sign. di A bocca stretta := Con perplessità , Tìmidamente. Segner. Cr. Instr. (A) A mezza botte. ( Archi. ) Posto avverbìalm. Dicami le coperture degli edificii , che firmano la metà d' un cerchio. Bald. Voc. Dà. (A) 244 À MEZZA COSTÀ. * u A MEZZA COSTA Amiamo , A-ini-à-no. Add. in. V. G. Zaó'impollutus, ( Da . a mieno io macchio, onde amìantos immacolato. Quindi megli ’ 0 e no si direbbe amianto . ) Che è senza macchie. ^Salvili. in sole, stelle , lima , lume amiano, o vogliamo senza macchia. C* j ^. 3 , Amiantacea. * (Med.) Amii-an-tà-cc-a. Add. fi V. G. Lai’ am' ;al ^ (Da amìantos amianto.) Amianto di tigna che a via discagf ' ^ che e lucenti a guisa di amianto , intonaca ed unisce ì cap'da coli fispi ed in tutta la loro lunghezza. (Aq) , r si' Amiantinite. (St. N.) Amii-an-ti-ni-te. Sfi (Da amianto ; e ciò P ^ miglianza di forma. V. Amiaotoide. ) Kimvan ha dato questo .> ad uii antibola attinota, che Iliiiy ha detto aciculare, disposta ll \t ^ mi sottilissimi , rumili in fasci con fibre paralelle o divergenti . -, , cohr verde-pistacchio. (Boss) _ , r ^ m. ,— I er meta. Agn. Pand.yf. Ne si potrebbe Amianto. (St. N.) A-mi-àn-to. [Snf.] (Dal gr. amiantos che sig rl j 1 ( j‘ jttfy “ ^r, 1 , < ]4 0sa , sia j;oc 1 ,y .° i l1 disordine. Cavalo, macchiatole viene da a priv., e mianteon verb. di mieno i° r io contamino.- quindi esprime sostanza che non può essere conp lI)1 J corrotta.) [ Sostanza lapidea , dsposta in fila piu o meno,/ 11 ' xt jj * a 0 ^ e setose , per lo più bianche o di color periato ; simile ad a lU y p piuma con cui da alcuni confondesi. Gli antichi ne formar f° Combustibili per raccogliervi le ceneri de’ cadaveri \ ( 'modera* }lC 'i V* parta» V. Asbesto. ] Lai. aniiantus. Gr. à’Mccizo;, Hicett. ^ lOÌ \ lV ^ofi' allume scissile ec. adulterasi colla pietra amianto, detta voG 1 te allume di jiimna. Ahuktoide. (Sl.N.) A-mi-an-hVi-de. Sf ( Da amianto , _ ^ forma , cioè che ha forma di amianto.) Questa è una s P eCie ,Jjf varietà di asbesto , che si presenta in fila di color verde oscjf sibili ed elastiche , rilucenti al pari della seta ; e trovasi .%,)$:). . ’ ’ ‘ > ;i/ da colui clic è tutto buono, vo- Aweibnal.—AUa meta di un lato o banda. Borghin.((y) A mezza lama. * Avverbial. col. v. Venire, in sign. meiaf. , cioè Alla conclusione , Subitamente. Cr. alla v. Lama. (0) A mezza motte. * Awcrbial. — In sulla mezza notte. Petr. son. io3. (0) A mezza perdita. * Avverbial. Dimezzandosi fra V uno e l'altro la perdita. Cr. alla v. Soccio. (0) A mezz'aria. Posto avverhiahn. vale Nel mezzo della maggiore e minore altezza. Lat. medio quodam modo. Gr. /zrrswpco;. AÌleg. g. E che chi non era pazzo allatto, avesse uno o due di qne’corneUi a mezz’aria. A mezza spada. * Avverbial. Col v. Venire. V» Venire. (0) 2 — * E ftg. lo stesso che A mezza lama. V- Venire. (O) A. mezza state.* Avverbial. ■=. Nel mezzo della state. Pctr. son. 102 . E tremo a mezza state, ardendo il verno. (O) A mezza via. * Avverbial. —A metà della via , e fig. A mezzo gli anni. Petr. son. 2 j 5 . (U) 2 — * Nel medesimo sign. A mezzo cammino dissero il Bembo Asol. lib. 1 . e V Alamanni Colt. Itb. 1 . (0) A mezzo. Posto avverhiahn. dire a mezzo quanto Frult. ling. 3oò. Grande infedeltà c le^e pace a mezzo. (V) 2 — * Nel mezzo, Ndl$ metà. Salvili. Cas. i5q . Nel quale intervallo di tempo quasi a mezzo esser nato l'altro Vairone, ec. (N) A mezzodì. * Avverbial. Lo stesso che A mezzogiorno./ 7 ". A mezzo giorno. sin. Pctr. son. i 6 y. E la fronte c le chiome eh'a vederle Di state a mezzodì vincono if sole. (0) A mezzogiorno , A mezzo giorno. Posto avverhiahnvale Alla meta del gimmo, — A mezzodì, A mezzo il dì, sin. Lat. meridie. Jìoez.Vaich.i.3. Sta Fello ascoso, c dal gelato Arturo Orrihil notte a mezzogiorno cade. 2 ■— Verso la parte meridionale. Lat. ad merielicm. AUcg. l44‘ E s0 ne sta ec. ili camera stufila , dirittamente volta a mezzogiorno. A mezzo gli Anni.* Avverbial.— A mezzo il corso del vivere. Petr. son. 216 . La mia favola breve è già compita, E fornito il mio tempo a mezzo gli anni. (O) A mezzo guadagno. * Avverbial. ss Spartito il guadagno per metà . Cr. alla v. Soccio. (O) A mezzo il cielo. * Avverbial. ” Nel mezzo del cielo. Bore. g. 6 . ri. 10 . (0) A mezzo il di .* Avverbial. Lo stesso che A mezzodi. Petr. canz. 8 . 3. Que’ duo lumi Clic quasi un bel sereno a mezzo ’l die Fcr le tenebre mie. (0) Amfanae. * (Gcog.) Am-fà-nàrC. Castello della Tessaglia. (G) A-mfare , * Am-fà^rc. N. pr. m. ( Dal gr. amphi intorno, e rhoo son pollalo con impelo. Val duuque impetuoso, che cade in trasporti.) — 'Uno degli Efori di Sparta , autore della morte di Agide. (Van) Aufaaistero. * (Med.) Am-fà-ri-stè-ro. Add. m. V. G. —, Anfàristero, sin. ( Da amplio due, e aristei'os sinistro. ) Che è sinistro d'ambe le mani , Disadatto. (A. O. ) Amfaxe. * (Geog.) Am-fà-xe. Citta della Macedonia. (G) Ameba. * (Geog.) Am-fé-a, Amba. Città della Messenia. (G) Amfibio. (St. N.) Am-fi-bi-o. [ Add. e Sm.] V. G. (Da amplio ambo,e da bios vita.) Animale che vive in acqua e interra .—, Anfìbio, sin. Lat. amphibhis. Gr. Ricett. Fior. 3. Gli animali ec. , altri ( perche vivono indUlèrcntemente in acqua ed iu terra ) son detti dai Greci amfihii. A-*ifiblestroide. * (Anat.) Am-fì-ble-slrò-i-de. Add. e Sm. V. G. Lat. retiformis. ( Da amphiùlestron rete da pescare, ed idos forma.) Nome imposto alla retina , perchè formata di gran novero di vaselUui a foggia di reticella .—, Anfìblestroide, sin. ( A. O. ) Amfibologica.mente , * Am-ft-bo-lo-gi-ca-mèu-te. Avv. Lo stesso che Anfibologicamente C T r. alla v. Lcgnetto. (B) Amiubut.a. ( St. N. ) Am-fì-bu-U. Sfi Nomi di un fòssile chi è di diverse specie. Diz. Chini. (Min) Amficefalo. * (Arche.) Am-fì-cè-fa-Io. V. Anfieefalo. (Aq) Amficlea. * (Geog.) Am-fì-clè-a , Ambiceli. Città della i'ocide. (G) Amfidrumia. * (Arche.) Am-fì-dro-uiha. V. Anfìdromia. (Van) Amfigenia. * (Geog) Àm-fi-ge-ni-a. Città de La Messenia. (G) Ami-ila. * (Geog.) 'Amdìda. Baja del Mar Rosso. (G) Amfilociii. * (Geog.) Am-fì-lo-du. Antica città greca in Ispagna, (G) Amfilochia. * (Geog.) Ani-fì-ló-chi-a. Contrada dell'Acarnania. (G) A mfimalia. * (Geog.) Àm-fì-mà-li-a. Città deli'isola di Creta. (G) A m cifoli. * (Geog.) Am-fì-po-li. Città della Tracia. — della Siria. (G) Amfisa. * (Geog.) Àui-fi-sa, Amfissa. Capitale della Locride. (G) A.mitsàrco.* (Boi) Àm-tì-sàr-co. Sm. V. G. Lat. amphisurca. ( Da amphi intorno, e sarx , sarcos polpa.) Chiamasi così un fratto secco mulli- locularefiigneo all esterno e jiolposo di dentro .—, Anfìsarco, sin. (A. ().) Amtismele. * (Chir.) Am-fìs-m.-lo. Sm. N. G. (Da amphi d’ambo i lati, e smile scalpello. ) Sca’peilo o coltello a due tagli. —, Amfismile , Anfìsmele, sin. (A. O.) Amfistoma. (St.'N.) Am-li-stcVina. Sm. V. G. Lat. amplnstoma. ( Da AMICHEVOLE Ami.* N.pr.rn. La 1 . Arili, (Dall’ ebr. ama ancella, o da epia Amia. (St. N.) ’A-mi-a. Sin. Lat. amia Lin. (Dal gr. hanmi fi n* i Greci era pur nome di un pesce. ) Sorta di pesce che W e Iella Carolina. Pino . (B) eque dolci della lirici. À-mi-ca. Sf; Usato in luogo di Amante, ma insig ,l Ìf l t Amino. Amica, souesto. N Amicò, 5- b. (A) _ . sgl isO q —* Trovasi altresì usato ^ e in particolare da moderni 5 lli retto amore. (O) e , f r 3 — * (Mit. Gr.) Soprannome che gli Ateniesi davano a r e,i che unisce gli amanti. ( Dal gr. hama insieme. ) (\lif) Amicabile , A mi-cà-bi-lc. Add. coni. Lo stesso che Amiche? c, | 2 — in aritmetica intendonsi p r iNumcn amicahiti que:u j, (i cìprocamente eguali alla somma totale delle parti alìquote , ^ V altro. (Diz. Mal.) _ An# 1 ’^') Àmicabilita, * A-mi-ca-hidi-tà. Sf . Astratto di Amicabile. —1 fif fifià . Iczza, sin. Piccoìom. Herg ., e Segni P. Dem. Ealer. g4\ Amh:abilmente, A:mi-ca : hil-mèu-tc. Avv. Lo stesso che Ainic/i^ Adita. Pini. Amicahilmente vi è stato raccolto. (A) E Li° v ‘ < E diz. de! ifiào. N. Sp. (0) _ tì tr. vy Amicamente, A*mi-ca-num-te. Avv. Lo stesso che Amichevoli 11 c» amico. Gr. pi/(x£j;» Tris. Ger. 6 . 10 /. E seppe in guisa Oi mìcamentc Kutro ai chiusi ripari ei fu raccolto. . ^toi p Ami are, A-mi-cà-re. Att. [Fare amico , Render ainco e ni insane , Pacificare.] Lat. amicare, Stat.Gr. TJxngzioP. ^ e,n L Ed hanno in guardia lor tutta la leggi: Glie lo Indie coot ia » Castigl. Egl. Che aucor le fiere orrende — E n. pass. Farsi amico, Prender dimestichezza 5 carsi. Nardi.Star. 1 5. 6o3. Contuttoché Cesare, per donato la città di Novarra al figliuqlo, cc. <• —; 1U Uuvt/rKtitiiX’U. ^ /«ri-vri. v.- j^. ìque : A misura colma, cuniidatamente.) Lai ' 1 '.tuff i. A bacchio, a mìcca , a gratta ’l CLI avverhiahn. “ A poco per volta , Con gf* gy. amphi d’aùibo i iati , e stoma bocca. ) Genere di vermi intestinali, le cui specie vivono principalmente dentro gli uccelli. — , Aufhioma. sin. (A.O.) A micca. Avverbial. z=z In abbondanza. ( Dal cr. mrcon cuin ' 1 , , massa ; e vai dunque : A Gr. àfSrovoii. Pati A miccino. Posto auverfnahu. “ A poco per _ ... (Dal gr. miccilos jiicciolino. ) Lat. paulatim, parco , pivi* ì;. AUeg. m. Senza die qui fra noi Del buon si Job' 10 ’ A 1 ) a miccino. N- Miccino. , , Amichetta, * A-mi-chét-la. Sf. di/n. di Arnica .Lat. amicu ^ P Amichevole, A-mi-cbé-vo-ie. Add. cotti . Conveniente ad (l,n ^ lt ò^ ^jii 1 mico. —, Amicabile, sin. Lat. amicabilis , auiicns. Gr. 45. Fecero la dimestichezza non solamente an J! C 1>1( Hh ‘ ik ^ ■' ■ " .chovaU'»;,,)^ niHM non si elee uomo nnare. 0 -. y-. o. 4 . 0 . 2 . Ed c h- p.‘ Ami iteatro,* Am-fidc-àdro. Sm. V. e f//*Anfiteatro. Pros. Fior. A 7 . Ap.(O) Amfitiìione , * Am-fì-tri-ó-ne. N. pr. m. ImL Ampliìtryon. ( Dai gr. amphi intórno, e try o intrometto , spingo, molesto.) V. Anfitrione.(B) àmfjtrore. ? (Geog.) Am-fi-trò-pe. Popolo dell' Attica. (G) Ami itropeo. * (Boi.) Am-fi*troq")è-o. Add. m. N. O. Lat. amphitropeus. (Da amphi d’amiio le parti, c tropea mi rivolgo.) Denominazione introdotta da Richard per istabilire il carattere dell'embrione, le. cui due estremità s* avvicinano in guisa che esso è ricurvato a foggia di cerchio. (A. O.) Amforà. * (Geog.) *Am-fo-ra. Piccolo fiume dello Staio di Venezia. (Van) Amfrjso. * (Geog.) Am-frì-so, Antriso. f ot.-A mphrysns. Fiume della. Tessagli#, —'della FiJgia, —• Città della Focàie o della Beozia, (G) Amabile , Dilicato tr 1 mante si seminano fi le cipolle J , nasceranno piccìole f il » ila crescente, saranno grosse c d’amiche voi sapore. (V) .i" r 4 —* (G. M.) Terminare all’ amiclievole le liti o altre ° (ìt !ltl e [fi neg<>zàtnti\ egli è il rimettersi al pavere di un amica r(,ffl *' * - :i:.ni:,: .; e ; Tuttavia, o l'a- Ald S r; *nde, che con Giannotto avea , che ’l movesse, o, ce. E biì *1 . 4 I due giovani, usando insieme, tanto si trovarono i costu- baca ° CssJr COi dbrmi,che una fratellanza e un’amicizia sì grande ne Pur* ^’, a l° ro > che mai poi da altro caso che da morte non fu sc- a * O. F. 5 . y. 4 - Mandali per lo comune di Firenze, a perpe- c *'ZÌa UeiUlJ ' 1 * a e se K ,i0 d’amicizia. Sale. Piai. Am. 5 G. Questa vera ami- 2 è cosi diffidila : onesta comuoicanza di volontà perpetua. ehi ' .b) Divinità (dlcgorica presso i Greci ed i Romani , che non *te rr U ,._ ’ mostrando col dito le parole che vi erano scritte , longe et (Mit) 1 5 & Amicizia dilf. da Famigliarità , Dimestichezza , Intrinsechezza , j c,, “u , ec. La Famigliarità , la Dimestichezza , V Intrinsechezza ì-^^uano l’idea di reciprocità, e suppongono, non costituiscono Am^ l ! Alìti ’ Parche possono derivare da altre cagioni. Benevolenza , s h'eu C ’i ^dezìonx , soli quasi mia stessa cosa , ma in senso più ri- 0 c he non Amicizia. Fratellanza esprime un’unione d’afietti più diro | G Jl Uas ^ nata col sangue. Iligorosamcnle parlando, non si può fop, ■ c ; * c V Amicizia , come la Crusca la definì, provvenga da con- jQi Ql ^ a di voleri, c da lunga conversazione: quella che unisce talora A/, dipoli, due sovrani, non ha I’istcssa sorgente, c pur c detta in Amistà figura meglio nel versoj Amislanza è voce andata c/o . A-mi-cla. N. pr. coni. Lai- Amichis. ( Dal gr. n pnv., c mv- p (ll j l'wdiuoso ; cioè non libidinoso.)— Una delle, figlie di Niobe .— d,,,J e di Dafne. —Piglio di Lacedemone , padre di Giacinto , firn- 9 b * A »dclea. (Mit) Aj ](l v^og.) Lo stesso che Àmidea. (G) 4 Mja J So ^ A-mi-clà-no. c(d. pr, m. Di Amicla. — , Amicleo, sin. (B) clic °b*. 4-mi-clà-o. JS 7 . pr. m. Lai. Amyclaus. ( In Iat. è lo stesso Ai 3lcr ^ Uni ^i Iat» lode deU’amico. V. Amicla. ) (B) sin, • ( ( ») A-mi-clé-a. Città della Lucania. — dell Italia d ignota (G) A 5j lri ^ ^ (Geog.) A-mi-clé-i. Popolo della Cirenaica. (G) />,'» 0, A-uii-cle-o. F. pr. in. Lat. Amycleus. (N. patron, di Amicla.')— 4n, e \ ^og.) Città dell' isaU -' eonsol. Cliente è il colpo ganza l’anima, cotale è 1’ uo- Dilesci/f a micì. Dani. Cono. op. Neuno dee biasimare V amico suo a i perocché a sé medesimo dà del dito nell’occhio, pietà lj 8 .r te ’ Azionato, in senso fig.jPetr. canz. 22. Non mia, ma di taccia amica. È son. so. Io era amico a queste nostre Dive. ^ > v.tni UL1I IJi'Mt ttt- V>/« t-ll. (G) * ** Add. pr. m. Di Amicla. Fd Atniclci furon delti Castore 3 • P . iuuica. jz son. 20. io era amico a queste no sii. n Jbatorc, Amasio, detto così nel m. come nel f. , ] in disonesto 25. Io Ut ' anias ins, amasia, amica. Gr. ér v.Tpo^ y ixu.ip'A. Boc S ° n ° disposto, dove ella disonestamente amica ti fu teute tua moglie divenga. E uov. t~. i8 . Non tfasend Bocc. nov. 16. che dia basendo la sorte AMIGD ALATO 2 / f 5 contenta d'averla, di moglie d’un re, fatta divenire amica d’ un ca* stellano. E nov. ig. ' 33 . È tanto l’amore che l’amico e’I maxito le porta, che con lei lungamente dimorati, ninno la conosce. G. F . 1. il,. 2. Menollasene in Grecia, e tcnuela per sua temili ina, ovvero amica. Dant. Itif. 3 o. 3 y. Quella è rauiinu antica Di Mirra scellerati*, che divenne Al padre , fuor del dritto amore, amica. 4 *— Amalo, Caro, Diletto. Caro , Eneid. y. g8. Io sono il Tebro £ Cerco di te j che, qual tu vedi, ondoso JRado queste mie rive, e fendo i campi Della fertile Ausonia, al cielo amico Sovra ogni fiume. (M) 5 —. Col v. Farez=; Far divenir amico. —Farsi amico = Divenir amico. — Far l’amico o dell’amico ~ iUostrarsiamico. — Fare imi amico, Farsi un amico = Rendersi alcuno amico , Acquistare un amico. (A) 6 — Diciamo : T’ho servito dall’amico; cioè Da amico , [e vale con Tutta premura . ] Lat. amiciter, il disse Plauto. Cr. yÙAx&%. Lasc . Spir. q- 4 ’ Albizzo, va via, e servimi dall’ amico. y — E di cosa squisita nel suo genere e pei fitta si dice: EU’è dall’amico, [ o anche , Da amico.] 8 — Prov, Amico da bonaccia ; cioè , Amico di buona ventura e per interesse. Lai. amicus fortunue. Gr. filo* Tfa rJXr);. 9 — Chi vuole amici assai ne provi pochi ; che vale , che nel provargli , molti mancano fra le mani . Farcii. Suoc. 1. 4 I 11 diie tutti e* proverbi! son provali, e questo è più vero che tutti gli altri: Chi vuole assai amici , ne provi pochi. 10 — * Amico di vetro F amico che d ogni piccola cosa si offende^ tratta la metafora dalla fragilità del vetro. Lat. Favolet. 1. 12j. E l’amico di vetro L’amor getta di dietro Per poco oflendimento. (B) 11 * (G.M.) Chiamasi Amico in commercio un corrispondente , o qualunque altra persona colla quale si ha qualche legame di affivi mercantili ; e perciò Agire per conto d’Amico è lo stesso che eseguire una commiss one ricevuta dal proprio corrispondente. (Az) Am reo../A/dà/z.Favore vole.AuGpros per, jucundus, amicns, carus. Gv.y[lo^ Bocc.nov. 6 g. 5 Ao deliberai meco di non volerete la fortuna m* è stata poco amica in danni così vecchio marito, essere io nimica di me medesima. Pctr. son. i 4 &‘ Un amico pensici' le mostra il vado, n Fit. S. Frane. 54 - Da quell’ora innanzi... richiedea luoglii solitarii,amici alle tristizie, ne’ quali, ec. (V) a — Accetto. Dant. Par. 12. Illuminato cd Agostin son quid , Che fur de’ primi scalzi poverelli Che nel capestro a Dio si fero amici. (P) 3 — * Utile, Giovevole, Confacente. Red. leu. La trementina veneziana , oltre che mantiene il corpo disposto , è amica dello stomaco , c di tutto quanto il genere nervoso. (A) 4 — * (Piti.) Agg. di Colore. Viconsi colori amici quelli i cui toni sono tiri loro legati con una certa armonia , per una specie di simpatia, o voglimn dire amicizia che. d ha tra essi. (Mil) 5 — * (Mit.) Soprannome di Èrcole riguardato come Dio del guadagno c della scoperta de'tesori nascosti. — Soprannome di Giove. (Mit) Amico. * JS 7 . pr. m. ( Dal gr. amyche alto di lacerare , scarnare : ed c fama che nu re de’ Bebrigii di questo nome trucidasse i forestieri. V. Amico sm. ) —— Re de* Bebrigii , Figlio di JSettuno , vinto dii Polluce.—Fratello d Ippolita, ucciso da Ercole .— Uno de centauri .— Uno de'duci trojaui Ucciso da Turno. Lat. Amicus, Amicius, — V. Bonamico. (B) (Mit) Amiconeso. * (Geog.) A-mi-co-ne-so. Isola del Mar Rosso. (G) Amictico. * (Med.) A-mi-cti-co. F. Àniittico. (Ag) Amicto. * (Lelt.) A-inì-cto. Add. m. F. G. Lat. amyctus. (Da a priv., e myeo io inizio nelle coso sacre. ) Dicesi di chi non è consacrato , iniziato. (Aq) 2 — * Non misturato , Sincero. (Dal gr. amictos che vale il medesimo. ) 3 — * (Mit.Gr.) Soprannome sot'.o il quale Mercurio era onotato nella cittadella d'Atene. (Ag) Àmicusia. * (Geog.) A-mi-cù-si-a. Isola del Mar Rosso , forse la stessa che A/niconeso. (G) Amida. *(Mit. Giap.) ’A-mi-da. Idolo de'Giapponesi, il più grande de loro Dei. (Mit) 2 — * (Geog.) F. Diarbekir. — Città della Mesopotamia. (G) Amidacco.*(BoI.) A-mi-clà-cc-o.^r/d.m. Che è della natura dell'amido.(A,Oi) Ahideo, * A*mi-dè*o. JS. pr. m. F. Amaclco. (B) Amidina. * (Chim.) A-mi-di-na. Sf Sostanza dun bianco gv.dhccio , molto friabile , in frammenti irregolari , semi-trasparente , inodorifira , insipida, che si ottiene coll' abbandonare I amido a se stesso. (A.O.) Amido, ’A-mi-do. [Sui. F. G. ] ( Da a priv., c myle mola, macina; quasi maleria da far pani, senza che il grano chela forma, si macini.) [Spezie di-fècola eli è la parte componente di mollissimi vegetabili , le radici ed i semi de'quali ne sono specialmente la sede ; si ottiene da essi distruggendo con mezzi meccanici e colla macerazione nell’ acquala lor tessitura ; ne forniscono in maggiore abbondanza il frumento e le patate. Questa materia seccata e. stemperala nell' acqua serve a coirla suda ai pannilini. ] Lat. amyhim. Gr. M.Aldobv. Dietro da questo sia farina d’orzo, (alte di mandorle, e amido. Amidone. * (Geog.)A-mÌ-dò-ac .Caia della Macedonia .— della Peonia, (G) Amienesiì. * (Geog.) A-mi-e-né-se , Amienois. Lat.Àmienensis ager. trada della Pieni dia di cut Amicns era hi capitale. (G) Amicns.* (Grog.) ’A-mi*cns.XfXt.Amhianum,Pauarqhriva Am'nanonmi.Cùux di Francia, già cap. della Picardia, ora del Dìpart. della ò omnia. (G) Amiche, A-mié-re. Sm.Sorta di vestimento militare degli antichi. Morg.[ A) Amifero. * (St. N.) A-mx-fe-ro. Add. m. Che ha la forma d'un 'amo, Che porta un amo. Lat. hamatus. ( Dal lat. humus amo, c fero io porto. ) (A. O.) _ i Amigdalato. (Archi,) A-mig-da-là-to.^xaa./n. (Da amygdalon mandoi'la.)—, Reticolato , sin. Lat. amygiìalatum. F• adoperata dii Fdruvio , parlando della maniera di fabbricai' le pareti, e dilla loro interna costruzione -, e si fi quando i matLoncel 1 si dispongono informa di mandorla , ponendoli m fianco ed obliqui , non gi'i supini o diretti; cd il lavoro che si va con questi elevando c formando , rappresenta. agU i 246 amìgdale wchi quasi una rete stesa , e dicesi perciò opus amygdalatum et reticolatimi. (Aq) Amigdale. (Anut.) A-mìg-da-le. Sf. pi. Lai. tonsillae. Glanduìe della gola sotto l'ugola, cosi dette dalla lor figura di mandorla. (Volgarmente diconsi Gangole. (A) Amigdalino. * (Farm.) A-mig-da-li-no. Add. m. Agg. di rimedio o altro in cui v’ carrara! mandorle, o che ha sapore di mandorla. (A. O.) Amk'.dalite. * (Med.) A-mig-da-lì-te. Sf. Irfiammazione delle amigdale. Cinarichia tonsillare, Angina. (A. Ó.) Amigpaliti. (St. N.) A-mig-da-lì-ti. Sm. pi. E. G. Lai. amygdaìithes.(Da amygdolon mandorla, e lithos pietra.) Nome che si dà a que'corpiche imitano delle mandorle pietrificate. (Aq) Amigdalo. (Bot.) A-mìg-da-lo. Sm. (Alcuni fanno derivare fétim. di questo nome da amygma lacerazione, stracciamento, scanalatura, e ciò perchè il nocciuolo di alcune piante di questa specie offre delle scanalature e quasi lacerazioni.) Imi. amygdalus. Nome applicalo ad un genere di piante, così dette perchè il nocciuolo di alcune sue specie ha delie strie, o scanalature. (Aq) Amigdaloide. (St. N.) A-inig-da-ló-i-dc. Sf. (Dal gr. amYgdalnn mandorla, e da idos forma. ) Sorta di rocce o ili pietre, la cui pasta è per lo più una materia argillosa indurata , con entro globctti di steatite o di spato calcareo, geodi quarzose, o anche alveoli fitti per ricevere quei globelti e rimasti voti. L'argilla indurata, che forma il fondo , è spesso carica d'ossido di ferro, e di color bruno. (Boss) A migliaia. Posto avverbialm., dimostra quantità innumerabile. Bocc. inirod. 21. Standosi nelle loro vicinanze, a miglia ja per giorno infermavano. A migliore. * Avverbial. co'suoi aggiunti e verbi ; quindi col v. Passare o simili abbiamo A miglior vita, A miglior tempo, A miglior ora ec.(O) Amico, * A-mi-go. A. e add. m. V. A. V. e di’ Amico. Fmnc, Sacch. Rim. Mi par cresciuto, e di valor amigo. (V) A mi la. * (Mus.) Espirss. musicale per indicare la nota La. (L) Amilcare , * A-mìl-ea-re. N. pr. m. Lat. Hainilcar. ( In ebr. vai man- suelo come agnello, da hhamal esser di animo molle, c citr agnello.) —Nome di cinque generali cartaginesi. Quello soprannominalo Barca fa padre di Annibale. (Mit) Amilico. * (Geog.) A-mì-li-co. Fiume dell Acaja. (G) A mille A mille. Posto avverbialm., lo stesso che A migliuja. Dato, lofi 12.73. D’intorno al fosso vanno a mille a mille. Petr. canz.n.5. E la povera gente sbigottita Ti scuopre le sue piaghe a mille a mille. E canz. 13.1. Per lagrime eh’ io spargo a mille a mille. A MILLE MIGLIA. Posto avverbial. — A gran pezza. Cecch. Assùmi, a. 4 • Io non lo credeva a mille miglia quale io lo trovo. (V) Amilo. * (Geog.)A-inì-lo.i'Yiime della Mauritania.—Città dell' Arcadia, fi) Amimetobia. * (Leti.) A-mi-me-to-bì-a. Sf. V. G. Lat. amimctobia. (Da amimetos inimitabile, e bios vita. ) Nome dato alla vita che menarono in Alessandria Marco Antonio e Cleopatra. (A.q) Amimni. * (Geog.) A-mìm-ni. Popolo dell’ Epiro. (G) Amimone, * A-mi-mó-ne. N- pr. f. Lat. Amymone. (Dal gr. amy/non immacolato, senza colpa, che vien da a priv., e da maino io macchio.)— Una delle Danaidi. (B) Amisa. * (Geog.) A-mì-na. Regno della Guinea. (G) Aminadabro , * A-mi-na-dàb-bo, Auiiuaditb. N. pr. m. Lat. Aminndub. (Dall’cbr. ghuam popolo, e nadib principe: Principe del popolo.) (B) 2 — * (Geog.) Città della Persia. (G) Amjnea. (Agr.) A-mi-ne-a. Sfi Spezie di vile. Lai. aniincac vite?. Pallai. Febb- g. Solamente le viti aminee rendono bellissimo vino, in qualunque parte sieno. (V) Aminf.a.* (Geog.) Regione di Tessaglia rinomata per quelle viti cheftt- roti da’ Romani trapiantate in Italia. (Mit) Aminei. * (Geog.) A-mì-ne-i. Popolo della Tessaglia. (G) Amisi a , * A-mì-ni-a. N-pr. m. Lat. Aminias. ( Dal gr. a priv., e da mine as minuto: Non minuto )— Amasio non corrisposto di Narciso; secondo altri, A minta. (B) Aminio. * (Grog.) A-tnì-ni-o. Fiume dell’Arcadia, (fi) A miao , *A-mì-no. N. pr. m, ( In ebr. omen vai curatore , aiutino.) — Eroe fenìcio. (Mit) r Aminocle * A-mì-iio-cle. N. pr. m. Lat. Amynocles. ( Dal gr. amyno io soccorro, e cleos gloria: Gloria di chi soccorre.) (lì) Aminone * (Geog.) A-mi-nó-ne. Fiume della Cilicia. fi) Aminsio. * (Geog.) A-mìn-si-o. Città della Svezia, fi) Amistà, * A-min-ta, N. pr. tu. Lat. Amynla. (In gr. aminter vale soccorritore , difensore. ) — Re di Macedonia. — Ùltimo re di Gullo* grecia. — Generale di Alessandro. (B) (Mit) Amintai. * (Geog.) A-min-tà-i. Popoli della Tespolide. fi) Ajuntiade , * A-min-tì-a-de. N.pr.m. Lat. Amynliades. ( Vale in greco , piacevole soccorritore, da amynter soccorritore, c hade.n io piaccio.) (B) Amintico. (Med.) A-mìnti-co. Add. m. V. G. (Da amyno io soccorro , io jlifòndo. ) Epiteto di rimedio atto a difèndere ed a fioriificare.(A(\) Amintore , * A-mìn-to-re. N. pr. m. Lat. Amintor. (Dal gr. amrnlor soccorritore. ) — Re de’ Dolopi ucciso da Ercole. — Uno de’ fi gli di Egitto. — Re il Argo e padre di Fenice. (B) (Mit) Amintoride, * A-min-tò-ri-de. N. pr. m. Lat. Ainyntorides. (B) Aminola. * (Geog.) A-mi-nu-la. Antica città dell’ Apulia. fi) A minuto. Posto avverbialm. = Minutamente , In molte particelle. Lat. minutatili), frustatim. Gr. ismop-pS;. Bocc. nov. 77. 3 . Non per vender poi la sua scienza a minuto, come molli fanno. Cavale. Frutt. ling. Pare che sia quasi un martello che rompa e triti il cuore, e un coltello che tagli a minuto, l'ir. As. 20. Ché non piuttosto, la mia siroc- chia , tagliam noi questo a minuto. 7 (Parla d’un uomo.J 2 — Uol v. Vendere , cioè A libbre, A once, A braccia ec. M. E :. 5 7. E chi vendesse vino a minuto, dovesse pagare de’line denari l’uno al Comune. » Bocc. Coni. Dani. /. Il padre di lui in pubblica taverna fu venditore di vino a minuto. (P) 3 — * Sottilmente , Diligentemente. Lai. soleitcr, dilìgentcr. Lasc, nov. AMISTANZA voi. 3. p. 32. Marco non sapendo che rispondersi, dimandava donna quel che fatto n’ avesse ; e cerco la camera a minuto 1 ' m) camera, lo scrittojo e^ il necessario, infuriato gridava a lei e al ragaW°A Amione. (Med.) A-mi-ó-ne, Add. com. E. G. Lat. amyon. (Da a P J( j e mys, rnyos muscolo; Senza muscoli.) Dicesi d’un membro este>\ a segno che al senso tìbn appariscano abbastanza i lineamenti de scoli. (Aq) Amipsia, * A-mi-psi-a. N. pr. m. Lat. Amipsias. ( Dal gr. amos un i ed ypsoo io elevo , io lodo a cielo.) (B) „ A miracolo. * Avverbial. = Per miracolo, Miracolosamente. Bocc- S 10. n. 3. ( 0 ) 0/ Ami ranti. * (Geog.) A-mi-ràn-ti. Gruppo d’isole dell’ Arcipelago » Sechclle. (G) Amirgi. * (Geog.) A-mir-gi. Popolo Scita. (G) ( ]a Amiride. (Hot.) A-mi-ri-de. Sf. E- G. Lat. amyris. (Da a intens. , c ^ mrro io stillo, io gocciolo.) Nome dato ad un genere-di piante , cui stilla il più prezioso balsamo di Oriente. (Aq) ctl . Amiride. * N. pr. m. ( Dal gr. a priv., e myroo io frego con un„ ^ ti, onde myrodia odor di unguenti ; vai dunque chi non usa ■ ( non odora di unguenti. ) Celebre Sibarita , noto per la sua p ieia saviezza. (Mit) AMino. * (Geog.) A-mì-ro. Città della Tessaglia, fi) . ,ps Amisa. * (Grog.) A-mi-sa. Città del regno di Ponto.—della Palestina--.^ A mischio. Avverbial. = IHischiatamente. Bemb. Pros. 2. 7 6 .1 quali |> verbii, postivi in moltitudine e cosi a mischio , non possono non o nerarc alcuna durezza ed asprezza. (V) Amisene * (Geog.) A-mi-sè-ni. Abitanti di Amisia. (G) Amisio. * (Grog.) A-nii-1-0. Fiume della Germania. (G) Amisodaro, A-ini-so-dà-ro. N.pr.m. (Dal gr. amysso io pungo, asta : Asta pungente .)—Re della Licia la cui principiti forza coltra nella Chimera. (Mit) Amissa. * (Geog.) A-mis-sa. Antica città della Gcrmajiia. — Fiuta* " Guinea. (G) ,o. eS i Amissibile , A-mis-sì-bi-lc. Adii. com. E. L. Che puh perdersi ; principalmente della grazia e della giustizia. —, Amessibile, sul AmissibililÀ, A-mis-si-bi-li-tà. Sf. Qualità di ciò che può esser perditi 0, Amessibilità, sin. (A) . ra, Amissìone, A-mis-si-ó-ne. Sf. E. L. Perdita■ —, Amession* , sul amissio. Gr. àmfol-é. Fr. Giord. 108. Il dolore viene per l’auu ssl del bene, il quale hai perduto. (V) -, fi Amistà, A-ini-sJà. [Sf.indecl.'] (Da amicìlia, cangiando, come spesso,' ^ in si, e sopprìmendo l’i, come in caldo da calidus .)—, Ainist.iile, Ami^ 0. Amicizia, Amistanza, sin. E- Amicizia. Lat. amicitia. Gr.fùùc. pub L’ amistade è buona volontade inverso colui che è amato; e secondo lio, che dice l’amistà non è altro che un congiugnimento delle cose d" e umane con benevolenza cd amore. Tes.Bry.53. Amistà c virtù,non ** ^ calauzi.i. Arimi.ani. G.1-2. L’amistà fa gli uomini consorti in hi** ^ cose. Bocc. intixtd. 28. Si ritrovarono sette giovani donne, tutte P'!, ,ia lv. l’altra o per amistà o per vicinanza 0 per parentado congiunte. i J e | ( ,j 16. 23. La Spina , la quale tu con amorosa , avvegnaché a te c sconvenevole, amistà prendesti, é vedova. G. E. 2.5. 2. Avendo b’r ^ amistà con Zeno imperadorc di 'Cosbintinopoli. E 4-5- 2. Avvogu*^ i Fiorentini fossero più genti, e di maggiore amistade e ajuto. ""yy Comi. 38. Conciossiacosaclié tra i dissimili amistà esser non pp s ) a i Vunque amistà si vede, similitudine s’intende; e dovunque similìbf N s’intende, corre comune la loda e lo vituperio. Com. Purg. sz- u 1 stade non é altro clic un consentimento di cose divine e umane r ° :i ncvolenza e caritade. ^ 2 — Confederazione di potentati. Lat. belli societas , foederatio. Gr- puXlu. G. E. 7 i4- 1- Il conte Novello mandò per gente a amistà vicine, come erano i Pisani , ec. E 8. g8. Sì s’accord.u’on ^ 1 sienic, c fcciono venire loro amistà di fuori. Stor. Piti. 5o- 1 "' .- y, dell’ amistà de’ Guelfi di Toscana e Lomliardia. u S/or. Senni- Convocarono quali e quanti njuti di loro confederati e amistadi p tono. E 33 . 3 4 E così richiamato quanto più poterono di l or0 i |lC , snadeeconfederafieamisladi, adunarono la meglio e piò poderosa 3 — Per similit. Unione, Concordia. Dunt. Rim. Doti com’sa rt . - piotate Fossero ipsi iclU 8 dolce compagnia, Se ’n questa donna amore e con perfett i amistatc ! — Amico. D-int. Comi, if f- Siccome cot.idiananiente disimi,ip) do l’amico: vedi 1’amistà mia; e’l padre dice a! figliuolo: a unir 11,1 — Analogia che passa tra alcune cose. Cosi dicesi: la N si in L per l’amistà loro ; la qual cosa dicesi anche Parentela-Jfl ^ — Col v. Prendere n: Divenire amico, Stringere amicizia. lav- sg., secondo il testo Ricconi. Quando la rondine udìc questo, 1,1 tanente prese amistà con un villano. (P) . — * Col v. Ritenere: Ritenere amistà con alcuno = Essergli Lntrod. Eirl. 86. Ben veggio che chi ritieue teco amistà : mal fe mente può perire. (Pr) n'rc'* 1 * — Da Amistà, con federazione, derivano le frasi segue: itti n c M*- in amistà o ad amistà, Fare amistà, Tenere o ServareamisUt-u'-SO' Giug. 3 . Massinissa re di Nuiniilia , ricevuto in amistà da P- (c r - c ne , il quale poi ebbe soprannome dalla sua virtuile Ali’ricauu ,. g: molti c gran fatti di battaglie e di valenzic. E 12. Tutti gl* a ^01* vinti da voi per battaglia, furono ad amistà ricevuti.. • Ma '^pA tifi casa nella guerra cartaginese fece amistà col popolo di Roma- sjpM presso : Io aveva udito dire c predicare al mio padre , che d" ^tic* vosi.-a amistà volessono tenere e servare diligentemente, molta prcudeano. (P) /.y. >’ Amistanza. r A-mi-stàn-sa. \Sf. E. A. E. e di' Amistà. ] Ri" 1 ' (f 0 cl> l0 N. Re Enz. Che io per amistanza rinnovassi L’ amoroso d'iet^. a pr« lasciai, Perché aveva dottanza. Lib. cur. malati. Il consigho rstog" 11 '' femmine, eolie quali hanno saetta amistanza. ìferg. 0. Ìht , ch avea tanta possanza Pel parentado antico ed ami^ lan ‘ A MISURA ciiÌh BA " Posto avveritiabn. —- Misuratamente , Con misura. Lat. se- Eloii Um tllcnsul ' a ' u i' Gr. xccra pripm. Fr. Givrd. Pred. S. Tutti la Per 3 C * donl a irHsll, ' a - Tes. Br. 2. fo- Dunque conviene dii, come 1: "«ccssitade , eli’ elii sieno fatti a numero c a misura. l on i CAltB osE, m crusca, o simili = A sovrabbondanza , Soprab- Luc a '! tem ’' n, -<'- Morg. 21. 5 . A misura di crusca e di carbone. Fir. He v n- 2 ' 10 110,1 P ossa 11,an g' are tul 'di prassi ec., se io non me tne | C,1< IC0 a Misura di carboni. Maini. 12. 1<$. E’ si vorrebbe , Dio _ 0 perdoni, Castigar a misura di carboni. _j 0Lma * — A colmo , Col colmo. Cr. alla v. Colmo. (O) da IV RSA ’ STENTA ' rA * oc. Sega. Mann. ag. g. 2. Ilan quello solo che 10 fu loro donato cortesemente, e l’hanno e r hanno ancora a misura, a a misura scarsa. (V) tali"’ A-mì-ta-lc. JY.pr. f. Lat. Amital. (Dall’ebr. hhom calore, c A s „ T , 8 lada = Calore di rugiada. ) (B) A ^?*T ta c m 1 * A-mi-ta-ó-ne. N. pr. m. Lai. Amytbaon. ( Dal gr. « priv., e ,lp." :0lw i° parlo , io favoleggio. ) — Figlio di Cr, tao re di dolco r °' — Figlio d’Ippuso, alleato di Pria/no. (Mil) "Meo 51 7° ’„* A-mi-ta-ò-ni-o. N. pr. m. Lat. Amytliaonius. N. patroni- Aii, Te ,1 Melampo , Jiglio di Amilaone. (B) (A311) Ai,, T e ' (Geog.) A-mi-tc. Fiume e contea degli Stali Uniti. (G) Aju TE) ,,,!, 0 > > * A-mi-ter-ni-no. Add. pr. m. Di Ainiterno. (B) Help 0 ’ * (Grog-) A-mi-tòr-no. Lai. Amiternum. Antica città distrutta So i,i. Ues . ec ^ e Sabini patria di Sallustio : oggiS. Vittorino in Abruz- A *iTiéi t ’ , ' i T e 2. 0 (G) (Grog.) A-mi-ti-èn-si. Popolo dell' Etruria. (G) dni tu • (Geog.) A-mi-tì-uo. Antica città del Lazio. (G) A-mi-to-scù-ta. Contraila dell' Arabia Felice. (G) «'«VYh ° Icd -) -co. Add. m. V. G. Lat. amicticuin. ( Dal gr. 1 c »>v 0 / 10 ^ acero - scarifico, pelo. ) Epiteto che si dà ai rimedii che tU ITTo eil esulcerano la carne. —, Amictico , sin (Aq) "luui (Geli.) A-mil-to. Sm. Lat. amictus. Così chiamuvasi da' Ro- Po; t .„ ( l u ' ll unijue sorta di vestimento che si mettea sulla Umica o che oxiu A j 1! ,u 'oolg e , v a corpo. (Mit) 4», u ' lA - * (Grog.) A-niiu-à-mi-a. Isola dell’ Oceano Etiopico. (G) l’el )1 . A “('°' * A-mi-za-hiul-do, Amizaliad. N. pr. m. Lat. Amizabad. (Dal- ‘ u " m popolo,e zabad donare, dotare: Chi dona al popolo.) (B) V* 4 . * y A ‘°g-) Isola dell’ Arcipelago dell’ Aleutine. (G) . dea,. (Geog.) Pùxola città della Giudea. — Fiume della Svizzera , V™ ®pF ùmma. (G) ficii jV^it*) ( Nasce farse da sincope di alumna. Gli Ebrei ed i Fe- c iiianr SC1 ° anunon f alunno , amen chi nutrisce. I Tedeschi pur ora ce ,/ U , 1 ' 0 annue la nutrice. ) Soprannome di Rea, e di Cerere .— Nutri- 1 vitina. ' (Mit) r a ^mento , Am-mac-ca-mc'n-to. [N/n.] L’ammaccare .—, Ammaccatu- rigQ Sl ''• Lat. contusio. Gr. zimpifi;. Star. Eur. 6. i3o. Perchè Ar- bo I " ! ’^ U Grito nel gomito con un colpo tanto pesante, che sebbene «e,!.'! 1 *'. arnese non lasciò penetrare il taglio alla carne, lo am- de' "'j'/nto della, percossa fu tale e tanto , clic con lutto il sapere a nn 0 • C1 110,1 se ne potette levare il livido per lo spazio d’ un V Cc , ‘ Ucr '>- coi„. 41iE > Am-mac-cà-rc. [Alt.] (Da asti peri]., e dall’cbr. maghuack, tun 1 |V" ,erc . ) Acciaccare, a'qunnto manco che Infragnere. Lat. coniti „ U subigere. Gr. }Jy.'r,Cr. 5. 20. 8. Passi il vino delle pere tiiiUo s', ‘Paniera: che s'ammacchino c pestino le pere, ed in r.idis- jioi., 'Gnu r. CÒ ‘ Mor S' 5- cIi’ìq ^m-mac-cà-to. Add. m. da Ammaccale. L>tt. contusus. Gr. n at. esp. 2tf(). Veggasi poi cpial delle due palle si trovi tirile aill,llucca l a - died. Annoi. Diti}', l'óif. Scelgono le più grosse *&odo a » CC ’ 5 P 0 ^ 1° ammaccano gentilmente tra due pietre ; e a quel *$5. r ^ ni ®cratc ec., le tengono per molte ore in infusione. Cant. Carn< fcv ^baruhar ^ . ... !• 1 . ì ligia ammaccata Questo lavoro (pii solleva e scuote. Buon. È si scioglie il giubbone, e le piaghe Vadia mostrando del- ' lc ’ Che^icno o more o coccole ammaccato. incile ’ Ain-mac-ca-tù-ra. C'V/7] Lo stesso che Ammaccamento; [ ed Sp gno della cosa ammaccata, ] Lat. contusio. Gr. Tj-irpifiri- c sp. 2t$g. Non già sparandolo contro una pietra , per os- p a,11 marcatora della palla , ma ec. Red. Esp. nat. 16. Mo- 5 ^Ccat) a Cre la destra sua coscia segnata di cinque livide am- ty s ,rc ° c - impresse da cinque colpi di pistola. di p af ^ ? da Ai scultori , e talora da’ pittori per ispiegare certe pieghe c ùe tlf) ll 1 e d anche delle carni dolcissimnmcnte piegate in superfìcie. rtScr >n 0 L^son dirsi nè solchi nè pieghe nè grinze, perchè appena appa- 5 te } (l occhio di chi bene intende il rilievo ; ne! che. bene spesso consì- deifìi cosa scolpita o dipinta. Kasar.Kit. Ammaccature nelle E appresso: 8’intorra non liquidamentc , ma d'im loto TUcl| G 8( jdelto, od attorno alla figura si va acconciandolo, che faccia ' Shc ed ammaccature che l'animo gli porge. E appresso: Nel h.o„ h“ co n più destrezza alcune ammaccature morbidamente cosi *JJ a Cc.a t J 1 ,ra mnane , come ne’panni. Biunc della superficie indorata minutissime e M5,4 ^>„Tr CCat,,rin< '> ec ; (A) ^ E .’, Am-inac-cbià-re. N■ pass. Nascondersi nella macchia. Lat. A,,' 1 PM n. .’ dei ’e. Tue. Dav. Ann. 3. 70. Floro s’ammucchiò: veden- pt£w - ■ passi dell'uscita, s’uccise. Auvnvac-chià-to. Add. m. da Ammacchiare. K-di re^, (A) AMMAESTRATO Àm>tAFDàra, * (Geog.) Am-ma-e-dà-ra. Ciuà della Nuova Ntìttiidfa. (G) ÀiaaiAEKSi. * (Geog.) Am-ina-èn-si. Monti della Lusitania. (G) Ammaestrabile, Am-ma-e-strà-bble. Add. com. [Che pub ammae^arsi.J —, Ammaestrerete , sin. Lat. docilis. Gr. zìipv.'&i fa. Salviti. Di.?c. 2. 202. V ignoranza del marayigiiante è buona , ingenua , docile e ammaestrabile. Ammaestramento, Am-ma-c-stra-meu-to. [*5V«.] IJ ammaestrare. —, Àtn- maestranza, Ammaestralura, Ammaestrazione, Addottrinamento, sin. Lat • eruditio, pfaeceptuin. Gr. rtoadda. Bocc. non. 16. ih. La qual cosa il fanciullo, che intendente era, secondo l’ammaestramento dilla savia balia, dUimamcnte faceva. E nov.66. a. Uquale, secondo Vammaestramentodada donna avuto, quella sera medesima parlò con tnesscr Lambertuccio. Albert. 5o. L’ annnaesiramento e io studio cuocano i cibi tuoi spirituali. Cas. Leti. 53. Io aveva prima molta obbligazione a Senofonte per tanti ammaestramenti che mi aveva dato. Ammaestraste, Am-ma-e-stràn-te. {Parti] Che ammaestra , Che istruisce Cr. alUuv. Ammacstrevole. 2 — Ammaestratore. Add. Lat. erudicns. Gr. Tròti&EOwv* Salvin. Pros. tose. 1. 4 * 3 . Dice, pare a me , al suo Demonico fammacstrante Isocrate. 3 — * Usato come sost. Gàie. Tebald. Oraz. Pros. Fior. p. 1. voi. 1* 120. L’amore del sommo ed amabilissimo bene, e quelle virtù che ec. presuppongono la cognizione che per mezzo delle dottrine scritte , o della viva voce degli ammaestranti coU’ajuto di quelle divenuti saggi. (V) Ammaestranza , Am-ma-c-stràn-2a. Sfì Lo stesso che Ammaestramento. Lat. eruditio, instructio. Gr. oiS'/.-y.cùicc.. Alberi. 60. Ammaestranza è virtù d’ ammaestrar coloro che non sanno. Ammaestrare, Am-mà-e-strà-re. [Alt.] ( Da maestro. ) Addottrinare , In- stnure ed Eseivitare uno in arti o in altra cosa. Lat. erudire , in- étrnerc. Gr. TratSsustv, Bocc. nov. 2. i 3 . A gran valenti uomini il fece compiutamente ammaestrar nella nostra fede. E nov. 15 . 5 . La quale essa assai bene a così tàtti servigi avea ammaestrata. Tes. Br. 3 . 4 - Il nostro Signor Gesù Cristo, che vide gli errori eh*erano stati e quelli che erano c quelli che doveano essere, sì ammacstròe ciascuno nei suo Vangelo, che si guardasse d’errore. Diti. 2. i 3 . Qui t’ ammaestro , che non pigli briga Con uom eli abbia più alti di tc i merli, w fìF~it. S. Gio. Bau. 21Ò. Tu gli awmacsterrai riprendendo i loro vizii ( cioè, gli ammaestrerai. ) (Pr) 2 — Col 2. 0 caso. A/nm. aut. car. 54. La naturale figura dell’ uomo ci ammaestra di vertude , ec. Alt. Ap . c . iyo. E ammaestravagli della fède di Cristo arditamente, ec. (V) Eav. Esop. 3 o. Il savio padre e madre che informa ed ammaestra il suo figliuolo di buona compagnia ed onesta vita. (Pr) 3 — * Col 3 .° caso. JAegez. Ò7. E manifesto ch’ò più utile cosa ammaestrare i suoi ad arme, che gente straniera a soldo tenere. (Pr) 4 — Col 4caso. jAit. S . Onofìr. ifò. Ed egli m* ammaestrò quello bisognava fare a* santi Padri clic stanno nel deserto. (V) 5 — Detto degli animali , come di Cani , Cavalli , Uccelli cc. ~ Allevarli i?er alcun servigio. (O) 6 — 1 . di tintoria. Perfezionare il bagno. V. Ammaestrato, 5 - 4 * (A) 7 {E n. pass, nel sit;n. del 5 .] Cr. <). 6. 2. II cavallo, ec. approssimandosi il tempo freddo , s’ ammaestri in cotal maniera. 8 — * Insegnare. Fr. Giord. i 33 . Cotidianamentc si dichiara e s’amtnae- stra la sapienza. S. Agost. C. D. 2. 6. Dicasi in che luoghi dalli Dii àmmaestrassonsi c predicassonsi tali comandamenti. (V) 9 — * E n. ass . nello stesso signifì Ammaestr. ant. p. 3 fì. Io ammaestro di mirare, come in uno specchio, le vite degli uomini, c da altrui prendere essemplo a se. Salvìn. Cas . 151 . Molte cose eziandio in quelle degli studii della poetica Fiacco eruditamente disputa , più per ammaestrare, che per tacciare alcuno. (N) Ammaestrata mente , Am-ma-e-stra-ta-món-tc. Avv. Con ammaestramento. — , Ammaestrativamente, sin. Lat. dociliter. Fr. Giord. Pred. R. Tutto caritativo ammacslratament# gli dee trattare. Zibald. Andig. Da quel die limanti si portava più ammaestrai ameni». Ammaestrassimo , Am-ma-e-stra-tìs-si-mo. {Add. mi] sup. di Ammaestrato. [Pensatissimo , Espertissimo.] Lat. eruditissimus, dòctissiinus. Gr. eopuraTos. Petr. Uom. Ili! Fue ammaestratissimo jurisconsulto , Oratore elettissimo, senator gravissimo. lì ut. Questo Avicenna fu ammaestrati ssimo nella scienza naturale e nella medicina. 2 — Informatissimo. Filoc. 5 . 1. Il volenteroso giovane cc. sollecitava i passi de’ compagni, seguendo quelli di Àscalione, ammaestratissimo duca del lor cammino. Ammaestrativamente. * Am-ma-c-slra-ti-va-mén-fc. Avv. hi modo artnnac- stmtivo .—, Ammaestratamentc , sin. Uden. Ntscl. Berp. ( 0 ) Ammaestrativo , Am-ma-c-stra-ti-vo. Add. m. Che ammaestra , Insfrut- tivo , Atto ad ammaestrare. Lat. edoccns. Gr. TTa^sO&JSL Sa'vin. Disc. 2. 388 . La tragedia non è molto in uso tra noi , non so perche; della quale non vi ha il più sublime nè il più ammaestrativo componimento. E 4 - 4 ‘ 80110 1,111 immagine molto auimaestrativa dello frodi e degli eccessi degli uomini. Ammaestrato, Am-ma-e-sfrà-to. Add. ni. da Ammaestrare. Lat. eraditus, doctus, cdoctus. Gr. TrsTratosv/^syo^ Bocc. nov. 10. 4 ' Questa ultima novella di quelle d’oggi, la quale a me tocca di dover dire, voglio ve ne renda ammaestrate. E nov. i8. 3. E ancoraché assai ammaestrato fosse nell’arte della guerra, ec. Dant. Infìi2. /^Partiti, bestia, chè questi non viene Ammaestrato dalla tua sorella.. Retar, lidi. E faccialo tale che adoperi l’ una di queste tre cose : cioè Q che renda l uditore piu atteso, o che’l renda più ammaestrato, ec. 2 — * Col 2. 0 caso. JAit. S. Gir. 6. Santo Girolamo prete ammaestrato - di linguaggio latino e greco ed ebreo. (V) 5 — Col 3.° casJAit. SS. PP . 4 ' 3 s 3 . E fu ammaestrato alli comandamenti di Dio. (V) , 4 — (Ar. Mes.) Dicesi del bagno quando è pevfèzionato per dar il colore -, come quello di grogo , quando ha avuto agro , che sènza ciò non colorirebbe . (A) 2^8 AMMAESTRATORE Ammaestratore, Am-ma-e-slra-td-re. Vaimi, m. di Ammaestrare. Che ammaestra. Lai. doctor, magislcr. Or. SiSxzxxÀo;. Annoi. Vung. Fece noi convenevoli ammaestratori del nuovo testamento. Vit. Crist. Come guardano anche volentieri tinelli grandi, c altri Apostoli, guidatori e ammaestratori del popolo d'iddio. Vegez. L’ammaestrato! 1 del l’armi attende che con gran lonza si lanci lancia. Ammaestratricf. , Ain-ma-e-stra-lri-ce. Verbal. f. Che ammaestra. Lat. mugislra. Or. è ’ Am-ina-uet-là-to. Add. m. da Ammanettare. Accad. Cv. (A.) i i (c<'i.!* EA: ' IENT 0 ’ Aui-ma-nie-ra-mcn-to. [.SVn] Abbellimento [affettalo, j 1 . VL , t Aminauieraliira, sin.} Salvili. Prns. tose. 1. 4 l 4 - Ala non si $ ali-.! 1 , 1 ' 10 l >ai '' arc tanto poeticamente cc., massime quando si tratta ; ‘etto clic senno il natio impeto; mi patisce talora molto 1’artifizio Amman lnni:i,1 ' crall »-nto. A>/;>■ EI A " E ’ Am-ma-nic-rà-rc. [Alt.} (V. Manierare.') Acconciare, lm- eo „ e t con «JfetUaionc.} Salvia. Viso. 1. 2bo. L’uso c’I costumi; posici’- ^ oc ‘' * orza i mentre costringono e riformano i gcnii, ed am- AM»Asm p an ? E ?°gn tttall . J la natura. a Jfht .' AT0 5 Aiu-nia-nic-rà-to. Add. m. da Ammanierare. Abbellito [con iria p u,nc 4 Salvin. Pros. tose. 1- ’àefj- Lo studio e 1 ’ artifizio si po- è .a. ‘ ,cc *arc ec., per essere soverchiamente ammanierato, li /fio. Tale c °tTci' ai p :mtC A' verità clic deli’ ammanierata eleganza, li 488. Per l„,, - ■ metro a gonfie maniere e sforzate , e a fòrza di ricercate im- __ °p‘} ammanierale. Alan ' U C0,Huu emente T. delle belle arti, derivato dalla voce radicale srjii 0 e dicesi delle opere le (/itali, discostandusi mollo dal vero, U cc dall' artefice al proprio modo o maniera di fare. Salditi. 3 ^''inierat! '(A)* 0 UUa ^ l l uesI ' u anatomie ... la giudicò alquanto aiu- * 3 . AfS' d ‘ Eccello di preda. È lo stesso che Maniero. Torracck. Am\ I 4 ^ UI ; A ® E , * Am-ma-ni-po-là-rc. Att. Quasi lo stesso che Amman- a 1, A’Ui> C< ° e dlaccorre manne o manipoli di biade mietute. Tassoni. ( 0 ) 4m > -"C», L ‘ VT 0 ’ * Aui-ma -ui-po-là-to. Add. m. da Ainmanipolare. (O) hi * Am-inau-na-jà-re. [Att.} Uccidere colla mmiuaja, Tagliar A^°Hiec’V ! Decapitare. —, Ammannaiare, sin.} Civaie. d'Amar. tSo. ■' ia -Kn a 11110110 fuori della porta del palagio, furono ammannujati aineudiie. , ttu,,,,, . A 'xn , Am-man-na-jà-to. Adii. m. da Auunamiaiare. —, Aui- 4siJl A nn' 110 ’ s ‘ n ' U- di reg. (A) , a ,At oise , * Am-man-nn-ja-tò-rc. Verbcil. m. di Ainmannajare. 4 s,s * J t»sÀ niUailna ’ a ' ;0r ’ c ’ s ‘ n ' U- di reg. (0) „ Atam,, M . EfiT o,Am-man-ua-mén-lo. [Sm.} Pivpr. il far manne o covoni .—, 5 ‘‘“aiuunuM.in rm\ virj (A) •àpelj U l, l pfbio di quantità di cose a fine di far checchessia. Lat. ’d‘ L >lac b' mietute -, e per similitudine ] Apparecchiare , Mettere ''ite ' m . e ) Allestire, Preparare. —, Ammanuire, Ammanare, Ammalaci \.} tn ‘ d-at. praepararo. Gr. —v.p'Jr.v.m'j/avi. Dant. Purg. 23. nij. Di 3 ^d E I C - 1 veloce loro ammanila. P 2Q. 4p- La virtù eli’ a ra- - tL SCoiso ammanila v'!:f ass -.ì -fnWt. , Si come egli eran candelabri apprese. J "• pass. } Intrad. virt. Nella battaglia che s’ ainmanna ec., doh- ' ^ p rQ scr Pfodi e vnlcnli.PalaJf.g.A. caricarli il basto tu t' ammanili. c f H Uir V ' Ufcesi ironie. Ammanila eli’ io lego , a colui che s’affolla a •far f Truche gran maraviglia : presa la metafora da’ mietitori, dal r talvoh""^ i covoni. U. Plos. 4 2 0 - n Pareli. Ercpl. 1. 181. ; ■> . m . en tre favellano, per mostrare di non le passare loro ( le Air to' CN) 1 C ^' CC : ammanna 0 affastella eh' io lego , o suona che io Nph, 0 ’ Am-man-nà-to. Add. m. da Ammannare. Lat. paratus, i' tl|,| >;Uo S ' ^ r ‘ ^PÒ^vp-Oi. Fr. Giord. Preti. S. Che sempre sanie am- ?f l ’inia a i> tt0 ore clic’l Signore il ricliiederae. fegez. E feriscalo Aà’, c gh se n’avvegga, o dì difendere sia amiuanuato. Coll. a, tiin ' AACCk ' 1 11011 caggiauo in quello clic noi con tutta la virtù sia- ‘*'' I A.NN I j IE Jnilatl ' IUll:u iin,' r f' y -P y - 7/ ( J è. Fr. Giord. Preti, li. Facevano per la guerra gli l ° l ù P fr i ; ntl ll ^eessarii. Vit. viu. 6A- Così fossero vedute le prepara- ? lllllla miiinenti , ec. 1 * ^^wan-M-rc. [ Au.} /^.Ammannare. Lat. pracnarare. Gr. -• y sZt ' J . r'.Al Al . J _ A. Al _f _ Al 1 _ T •* .1 0 M ^s lT o ìn ? aiu dti, E 1 ’altre cose necessarie al vitto^A) q t i ’ er ° 0 ,V- m " man “? i ' t0, m ‘ d (l Ammanuire. [ Posto in ordine , ^ i0 j 'io n U s Ull( ì e riposto in certo luogo per trovarlo pronto al biso- Qi£e e/ ie V e l ^ e C0SG 1 dicesi anche delle persone , ] e più comune- Lat, pa^atue, promplus. Gr, Lù\ Jac, àmmàrcàre 249 T. 2. 3o. ir). Colui è licne ammaunilo Clic di Cristo si c vestito. Burch. 1 . là. Si stavano ammannite co’ grembiuli. Lib. son. 12&. E mona licita, che; ne va anunannila. Seti. ben. Kare. 7. 1. Perciocché Demetrio Cinico cc. usa di dire ec., che egli è più utile sapere |X)chi ammaestramenti dì ben fareee., clic averne apparati molti, C non gli avere ammalimi! c in un punto. Ammano. * (Geog.) Am-mà-no , Ammaro. Città del Giappone. (G) Ammano ammano .Posto avvedo.stesso che A manoa mano. C". Cron.MorclL ‘25 j. Se prendi questo partito, cioè di volere una volta moglie pcr averne figliuoli, delibera ammano ammano volergli levare da’sopraddetti pericoli. 35 Buon. Tane. E ho animanoammuixoUnasiroccLuududarle! cristiano. (A) 2 — * Presso a poco, Circa, Quasi. Buon . Tane. Io lo seppi ere’ eh* c' sia già un mese Ammano ammano. (A) Ammansante. * Am-man-sàn-te. Part. di Ammansare. Che ammansa V’. di reg . (O) Ammansare, Am-man-sà-re. \_Att.] Far mansueto , [ Addimesticare , e dicesi delle bestie e delle persone .—, Ammansire, sin.'} Lat. mansucfaccre, mansuctiun reddere, moltire. Gr. pcà.ù / 7'no/. F'it. Plut. Ma gli altri sforzano ui tradire il Consiglio, e di pigliare i gentiluomini; che per questa ragione ammanserebbono P animo di Cesare. E appresso: E ammansava e dimesticava li serpenti grandi. Amm ansato, Am-man'sà-to.^f^.m.^/a Ammansavo.Dime sdento. —,Mansiie- fùtto, Ammansito, sin.Lai. mansuefactus, mollitus. Gr, juò.yXxdi. Sodcr. Colt. 28 . Nella primavera ec. quella terra freddosa c piena d’ umido, ammansata e addomesticata ec., accetterà ec. non pure le barbate, ma i magliuoli. Ammansatole, * Am-vnan-sa-tó-rc. Ferbal. m. di Ammansare. Che ammansa , appiacevolisce. V. di reg. (0) Ammànsataice, * Am-man-sa-trì-ce. Velimi, f. V. di reg. (O) Ammansire, Am-man-sì-re. [Att.} Lo stesso che Ammansare. Lat. man* suclàccre, mansuctum reddere, moUire. Gr. p.vj.favza. 2 — In sign . n. ass. Tac. Dar. Stor. 2. 288. Mandò la legion prima, clic era in armala, in Ispagna, ad ammansire nella pace c nell’ozio. 3 — E n. pass. Segn. Mann. seti. 5. 2. E vano sperare che mai si mitighi, o clic mai s’ammansisca , come ià il leone satollo. Ammansito, Am-man-sì-to. Add. m. da Ammansire. Dimesticato. —, V. Ammansalo. Lat. mansuefactus. Gr. p.v.),yX$z{z,. Sega. Crist. Insti-. 3. 29. 6. Quando se le toglie il riparo di quell’ orror naturale che ella gli porta, è più facile indurla ad acconsentirvi, quasi ammansila. 2 — * Mitigato. Red. lati. Se la fèbbre non urge tanto, ed il dolore fosse ammansito, si potrebbe pensare a un po’ili manna. (A) Ammantare, Am-man-là-re. [All.} ( V. Mai ito.) Mettere addosso il manto , o veste simile a manto. Lat. tegcrc , pallio tegere. Gr. TCcpvxsZyOou. Lib. Op. div. Andv. 101. Ammantali lo tuo vestimento , e seguitami. Aen.Pist.Levatcctoltetisieno tutte queste cose, delle quali tu seammaotalo* 2 — Per melaf. [Coprire semplicemente, ed anche Celare, Nascondere.] Sai. Pìst. La natura ha affibbialo e ammantalo il coraggio del corpo, altresì come d’una roba, e questo è il suo mantello. Petr. son. 2 ò6‘. L’ima è nel Cicl, che se ne gloria e vanta-, L’altra sotterra, che i begli occhi ammanta. Dant. Par. 8. i3S. Un corollario voglioche t’ammanti (cioè una giunta che cuopra e tolga via ogni dubbiaJ. E 21. 65. Discesi tanto, sol per farti fesla Col dire o colla luce che nf ammanta. 3 — * (Archi.) Ammantare una colonna = Avvolgerle più volte attorno un pezzo di canapo vecchio. Seni Prov. (A) 4 — * JS. pass. Mettersi il manto o altra veste che copra il corpo. Tass. Gcrus. 7. -ij. La fanciulla rcgal di rozze spoglie S’ammanlu , e cinge al crin ruvido velo. (A) 5 — * Ammantarsi di riso, cioè Vestirsi di luce. Dant. Par. 2o.Bcrg.(Q) Ammantato , Am-mau-là-to. Add. in. da Ammantare. Lat. velatus. Gr. TKpixelpsvoi. Trult. segr. cos. dona. Escono di casa colla testa molto bene ammantata. Buon. Fier. G. 5. I/Ur. se. 3. E tu d’ oro ammantata, Delti scettri più degni E dell’alle corone Le infelici cadute e i passi infidi cc. Rappresenti. Red. son. Quando , ammantala del notturno velo , Per le celesti via passa la Luna. Ammantatola , Am-man-ta-tù-ra. ['V/.'] L' ammantare , e il Manto stesso. Lat. tegmnentuin , pallium. Gr. ipslrio-j. Fr. Jac. T. Da un lume prendiamo ammantalura ; Inveì* lo* mondo non ci rivoltiamo. Ammantellare, Am-man-tel-là-re. [Att.} Coprire col mantello. (V. Mantello. ) Lat. tegcrc. Gr. xco.ùtttzlv, 2 — Per in somma , del suo ministro col mio palese vituperio. 3 — E n. pass. S. Catt. Leti. 10. È gloriosa dunque questa virtù con la quale la superbia s’ammantella. E Leti. 5y. Quando alcuna volta la sensualità s’ ammantella col manto dello spirito. (V’) Cavale. Sparli. Cr. cap. 4.U Onde dice S. Bernardo: gloriosa cosa è l’ umiifa, della quale la superbia s’ ammantella per parere umile. (B) Ammantellato, Am-man-tel-là-to. Add. m. da Ammantellare, Chiuso nel mantello. Son. Ine. (A) Ammantigltare 1 pennoni. (Marin.) Sospendere per mezzo delle mantiglie i pennoni e bilanciarli. Quindi premendo o fresando sopra una mantiglia menhe sì fila Valtra , si solleva una delle estremità del pennone e si abbassa Valtra .—, Trincare i pennoni, sin. (S) Ammanto, Am-màn-to. [ Sm. Propriamente sorta di vestimento dagran personaggio .]—, Manto, sin. Lat. indumentum. G . èvou/xa, Ipdztov. (Jt, V. 8. 58. 5. E di preseute si fece parare dcirammanto di san Piero. Dant. Inf. 2. 26. Intese cose che furon cagione Di sua vittoria e del papale ammanto. M. V ■ 3.44 * ^ rcse ^ ammanto di san Piero, e la corona del regno. 2 __ [ Sopravveste semplicemente.} Mor.S. Greg. Lasciato P ammanto, si fuggi , volendolo quell’ adultera usar disonestamente. Ammao. * (Geog.) Am-inà-o. Città della Giudea. (G) àmmarcarb , Am-mar-cà-re, Att . V, A. Far ammarcire. Quid. Cavale 32 | JjlLL . tA^v.,1 v>. I • .ii-'t */■ metal'. Palliare, Ricoprire ingegnosamente. Tass. Lelt. Sicché, ama , V ultimo suo pensiero fu 1’ ammantellare la sceleraggine I tSo AMMARCIMENTO Lo stesso che Rammaricarsi. V. son. Dimmi se ’1 frutto, che la terra mena , Nasce di secco * di caldo o eli molle, K qual è’I vento Che 1 ’ ainmarea e toìic. (V) Ammarcimento, Anwnar-ci-incti-to. (\S /«.3 Lo ammarcii•c.Litt. tahes. Gì\7tùov* Lih. cw. malatt. Quando le piaghe hanno terminato !’ ammaramento. Ammarcire, Aui-mar-cì-re. [iV. «ss.]—, Marcire, sin. Lai. putrelieri, marcescere. Gr. -rvjousdct t. Lih. cur. malati. Con tale maniera la piaga comincerà ad annuarcirc con facilità e con prestezza. Ammarato,À m-inai-cì-to..ztó/.w.drt Ammarcire.—, ]> la rei loditi. Bocc. noe. (A) Ammarginare , Am-mar-gi-nà-re. N. pass. Riunire, Congiugnersi insieme le marginij [e dicesi delie piaghe e delie piante allorché la tagliatura si ricongiugne.'} Lat. coalesccrc , coire , giutinari. Or. xct/j.òitàtgt. Dac. Colt. 182. Volendo pesche molto grò se, semina tre noccioli insieme , intrecciali quando son nati e poi di mano in mano , sicché , crescendo, s’ ammarginino insieme e facciansi un pesco solo. 2 — * In sign. alt. Cicatrizzare, Far cicatrice. Pus. (O) Ammaiucare, Àm-ma-ri-cà-re. N. past Rammaricare. Pas. ( 0 ) Ammarinare. (Mario.) Am-ma-ri-nà-re. Alt. Fornirla nave de marinai necessarii a governarla ..—, Marinare, sin. (A) 2 —Abituare un uomo deli’equipaggio al servizio del bastimento sul mare. (B) 3 __ Mettersi al possesso a’ un bastimento preso al nemico , mandando » vi un ìtjffiziale con alquanti uomini armati , e disarmando quelli del bastimento preso , che si fanno passare nel bastimento che fu vincitore.(S) Ammaro. * (Gcog.) Am-mà-ro. f r . Ammano. (G) Ammartellare , Am-mar-tcUà-re» Att. Propriamente Percuotere col martello .—, Martellare, sin. ( 0 ) 2 — [ In sign. metaf Dar martello, Travagliare. Per lo piti non s’usa che il suo part. Ànunartellato. ] Rem. Ori. 1. 16 . 53 . Perchè e’ fu r uno e l' altro ammarteliato D* altro che d’amoroso struggimento. Ammartellato , Am-mar-tcl-là-to. Add. m. da Ammartellare, e dicesi metaf. di quell’ amadore cui hi dama travaglia con dargli gclosia.Lat. zeiotypns. Gr. £/]>.Jtwt3s. Maini. 1. 42. Talché senza un quattrino , ammarici lato , Alla guerra ne va per disperato. 2 _ * Per simitil. Detto di componimento poetico o simile , vede Che esprime doglianze amorose, come di Chi prova marie! d’ amore. AL eg. ifà. Clic io inetta in canzona alla bernesca una certa tua ammartellata querela a mal tempo. (A) 3 Usato come sost. Satv. Granch. 1. 1. Un vecchio decrepito cc. vorrà fare Lo spasimato e l’ammartellato D’amore. Car. Leu. 1. g6. Pensate ec. quanti alletti fossero negli animi de’ poveri ammartelluti. a , . A t .... ? _ Ammascare , * Am-ma-scà-rc, Att. In lingua furbesca vuol dir Intendere. Ammatassato, Am-ma-tas-sà-to. Add. m. da Ammatassare. Ridotto in lìì AMMATURARE delle persone come de’bruti.] Lat. se addere, convenire. Gr. G. y. 6. 77. 2. E a quello ( carroccio ) s’ammassava tutta la > olZ del popolo. E 7. if- 3 . S’ammassare i popolani in grandissimo ro, e feciouo serragli a piè della torre. - ,,n 4 — * E metaf. nel i.° sign. Salvili. Cas.l5i.\n cssefuelle epistole razio J gli ammaestramenti di virtù molte volte nudi s’ammassano.iM Ammassato, Am-mas-sà-to. Add. m. da Ammassare. Lat. collectus, c° gregatus. Gr. mpsu3sà. G. ,y.j. ’. 2- Il qual popolo a piè, a . a ,| donato dalla loro cavalleria , si tennero ammassati gran pezza W campo. Cr. 5. 6. 2. Appresso ( le castagne ) tramutate in istrutto W go , e ammassate diligentemente, si cuoprono colla rena del 2 — [ Agg. di Acre := Denso. ] Sagg. nat. csp. 24- Premuta anca sa da tante miglia d’ aere ammassato. Ammassatone, Am-mas-sa-tù-rc. Eerbai ni. di Ammassare. Che amtn ass ■' Lat. cumulator. Gr. aoipsùm. Toc. Dav. Ann. 3.66. Fu cc. delle sffl surate ricchezze di quella famiglia primo ammassatore. Ammassathice , * Am-mas-sa-lrì -cc. F~erbai, f y. di reg. (A) ,i\ Ammassellare. ( Ar. Mes. )1 Am-mas-sel-là-re. Att. V. e rfj’MasselIare- ( l Ammassicciare , Am-mas-sic-cià-re. [ Alt. da Massa,] ed è lo slcss0 j,(, Ammassare, Accumulare. Lai. cumulare. Gr. aapGsiv. Vii- Tu ammassicci peccati sopra peccati. . 2 — N. pass, da Masso ( sasso ) o da Massiccio ( grosso, s0 '’., .il Assodarsi, Indurirsi, Diventar massiccio. Lat. obdurescere , sol ù‘ c ’ ^ re. Gr. rzspzDÙz$v.i. Dani. Purg, g. 100. Lo terzo ( scaglione ) ohe sopra s’ ammassiccia , Porfido mi parea. , ij, 3 — E ftg. Fare il callo. Car. Leu. 1. 100. Ci ammassiccercmo • sagi, e al ritorno ci sapranno meglio le nostre camere e i nostri leu' ‘ Ammasso, Am-inàs-so. Sui. ( Da massa. ) y. Ammassamento. Lat" c ^ geries , sirucs, acervus. Gr. mipsutm;. Fr. Giord. Pred. R. Ave» ta grande ammasso di grano. 2 — (Min.) Si dà questo nome ad una massa informe di minerale ri nito nel seno della terra. Sono ■queste masse prodotte talvolta . riunione di varii filoni, tal altra da una quantità di piccoli JH° lU s’incrocicchiano in diverse direzioni. (Boss) Ammata. * (Gcog.) Am-mà-ta. Città della Palestina. (G) r „j. Ammatassabe , Am-ma-tas-sà-re. [Att.] Ridurre in matassa. Mail■ Rim. bini. 2. 2. 168. Perchè le Parche , che stame vitale Amin alaa5 ' filando, il suo tagliorno , Senza riguardo di far tanto male. g 2 — IV. ass. e per metaf. Malt. Franz. Riin. buri■ 3. 104. Tossa eCo ^ antivede dove l’umor pecca, Lo qual par eh’ammatassi, e lp r,v ° ts . ( Dallo spag. mascar masticare •, ed in fatti il popolo , a dinotar che taluno non intende una cosa , dice che non ne mastica. ) Fag. son. Sargonte un ial discorso non aminasca, Nè restar vuol qual pesce preso all’esca. (A) Ammischerake, Am-ma-sche-rà-re.^/tt.e 11. ass. Coprir con maschera, e ftg. Fingere. —, Mascherare, Immascherare, sin. Rim. buri. 2. io 5 . Allor potrete vedere e provare s’egli è ver quel c’ho detto, e sopratutto, Quando voi vi volete ammascherare , Sia ’I viso bello e ’l resto non sia brutto. (A) (B) 2 — * E n. pass, yestirsi in maschera. Tass. Masch. (A) Ammascheuato , Am-ma-sche-rà-to. Add. m. da Ammascherare. —, Ma- cherato, Immascherato, sin. Rim. buri. 2. 101. Così qualche altra bestia in presto tolta Si vede suvvi un qualche ammascherato , Ed infiniti a piè danno una volta. E 104. Può uno ammascherato entrar pel tetto , Per le finestre, in casa ogni persona , Che 1 ’ uscire e P entrar non gli è disdetto. (A) (B) Ammassamesto , Am-mas-sa-mèn-to. [Ani.] Adunamento , Mucchio, [ Accumulamento , Accozzamento ; Riunione di più corpi naturali , senza cemento che leghi .]—, Ammasso, sin. Lat. acervus. Gr.mpoi. Red.Oss. anim. i 36 . Intorno al rene sinistro si era raggruppalo un grande e duro ammassamento glanduloso. E appresso : Tale ammassamento glan- duloso era così sterminato, clic arrivava al peso di cinque libbre, yiv. Tratt. Prop. 8g. I quali ( colori ) , da chiunque non ne vide e non ne seppe mai f uso, 0 sarebber creduti tanti piccoli ammassamenti di sozza materia , ec. E Disc. Ani. fj. Per trovarsi applicata ad un altro ammassamento eli corpi componenti. Ammassamento o Ammasso dilli da Massa , Mucchio , Ammon- tamento, Adunamento , Riunione , Accumulamento , Accozzamento. Massa esprime quantità indeterminata di cose unite insieme. In fisica è quantità di materia rapportata alla denntà. L’ Ammassamento o Ammasso include la idea di unione confusa cd indistinta di oggetti o della stessa o di diversa natura. L 1 Amtnontamento aggiugne la nozione della figura , e sono suoi diminutivi Ammonticellainento e Ammonticchia- menlo. Mucchio è ammasso elevato e rinserrato di cose poste le mie sopre le altre. Adunamento è la unione di oggetti individuali, da cui risulta un totale aggregato, una unità collettiva. Riunione è unione novella di oggetti già separati : vale anche unione qualunque di cose, di quantità discrete, d’individui ec. Accozzamento dice ancor esso unione ; ma indica più propriamente unioni poco regolari e poco riflettute. Accumulamento, oltre a quella generale e comune d’ unione, include altresì la nozione di quantità sempre crescente cd in forma elevata. V. Accumulare. Ammassare , Am-nias-sà-re. [Alt.] Far massa , Mettere insieme , Adunare. y. Accumulare. Lat. congerere , cogere , colligere , accumulare, aggerere. Gr. lqi&» , <7uvk-/siv. Bocc. nov. gò. < 5 . Il quale non ad ammassar denari, come i miseri fanno , ma ad ispender gli ammassati s 1 è (fato. Ics. Br. 7. 1. Secondo che l’ uomo truova per molti savii, che tanto quanto f uomo ammassa e aggiugne più di linone cose insieme, tanto cresce quello bene. 2 — L N- ass. Accumulare denari o robe , ec. come fanno gii avari. ] Frane. Suedi. Buri. io. Cieco è colui che nell’aver si specchia , E che ben viver crede quando ammassa. 3 — E n. pass. Adunarsi, Congregarsi , [ Unirsi insieme ; e dicési cosi sa. Magai. Ictt. (A) p Ammattamesto , * Am-mat-ta-méu-to. Sm. Acceimamento. V.e di' A® tamcnlo. A. It. Fr. (O) ,q\ Ammattare, * Am-mat-tà-re. Att. Accennare, y. e di’ Amattarc- ( l 2 — * (Marin.) Ammattare una nave — Provvederla dell’alberatura cessarla alla navigazione. ( Dal fr. mdt albero di nave. ) (f) , Ammattinare , * Am-mat-ti-nà-rc. N. pass. Far la mattinata , cioè ^ tare e Sonare in sul mattino di avanti alla casa dell innamora#>■ Mattinare , sin. Liburnio■ Berg. (O) /$’ Ammattikatore , * Am-mat-ti-na-tó-re. yerbal. m. r/èAmmattii» 1 ' 0, fa la mattinata. — , Mattinatore, sin. Berg. (O) di- Ammattire, Ara-mat-tì-re. Alt. Far divenir matto. Lat. ad insali» 11 ’i> c ’ gere, insanum reddere. Gr. papa uv. Bini. ant. M. Cin. 53 . E p ar m. sogni, e sìa com’ uomo fuore Del senno , e che sè medesmo amU>3 ', 2 — E il. ass. Divenir matto. Lat. insanire, delirare, desipere. £.C'&- vsvS«1. Peti'. Uom. III. Com’io menai in mia casa una donna di ^ tagine, allora senza dubbio io cominciai a ammattire. calo - 3 —* N. pass. Impazzire per amore. Fior. viri. 2. Quando era mone innanzi del tempo, e’ si ammattì con una donna pagana, e gli fece rinnegare Iddio. (V) fai Ammattito , Am-mat-ti-to. Add. rn. da Ammattire. [ Divenuto maR°' insanus. ] , Gj-ò 2 — [ Usato in forza di sost.] Sogli. Mann, setlemb. g.4■ Non c ' questo un traffico da ammattito. . cl tf> Ahmattonamento, Am-niat-to-na-me’n-to. [Sm.] Lo ammattonare. Z*®’ malati. Per Io troppo fatto di fresco anunattonameato della t- pL. fr Ammattonare , Am-mat-to-nà-rc. [ All. e 11. pass.] (V. Mattone.) “ < zjp$ h vimenlo di mattoni. Laf.sterncre pavimentum laterìbus. ^ e G. y. 7. g8. 2. Si fece per Io Comune la loggia ec. , e lastr’ c ammattonossi intorno. . pii 2 — di pietre. Beni. Ori. 2. 8. Amattonata d’una pietra viva era la P 1 E d’ intorno serrata. .. 3 — E per mclafiGoprire, Ingombrare.] Beni.Ori. 2.3t.2 5 .Ma trasse 1 a( j 3 ' do, e mena a quella e a questa Schiera, e di inerti am-mattona la “| a | C ré Ammattonato, Am-mat-lo-nà-to. Add. m. da Ammattonare. ^,,aji bus stratus. Gr. crspiàié;. Cr. g. 76.2. Sono migliori le stalle l '| lS ti'>' guardano al levamento del Sole di verno, e che hanno lo spa**” cato o animai tonato. Beni. Bini■ i. 2. Ci trovammo in sala L era , Dio grazia , ammattonata. . s p, 1 2 — Coll art. siccome tutti gli afri addieltivi, piglia fòrza da lJlC p vale Luogo ammattonato. Frane. Sacch. nov. ig8. Credendo tere la borsa de’ cento fiorini sotto un mattone dell’ammattonato’, 3 — Restare in sul mattonato , o in sul lastrico : dicesi di cLi senza niente. Lat. ad incitas redigi. p rc „i 4 — Spasseggiare l’ammattonato 2= Capitare in piazza, yan’h. ‘\ x s> Temendo di non esser presi per deh. tu ec., non ardiscono s P aw P ammattonato , cioè capitare in piazza. n \e 5 — * Pmv. C’ è ammattonato , le non s’ attaccano ; e s’idf 11 cQse d‘ l rote ; cioè le bugie, le menzogne. Usasi quando alcuno d ,ce ..ytnied 1 non si credono o non pajono verisimili. Dicesi anche più a P. C’è ammattonato, le carote non s’attaccano. Serd. Prov. Ammaturaiie , * Am-ma-tu-rà-re. Alt. e 11. pass, yenire a < >ia Maturare , sin. Liburnio. Berg. ( 0 ) E'*’!$ . AMMAZZA ^^mazza a -, an ' | nazza xV™ il3 " !5a ’ e P cr maggior forza rV espressioni; , Ammazza -S’cetA / ~f n do fT irritamento e ili zuffa, come Dalli dalli. Tassati. Am MAz ' ' 4‘- Veniali gridando innanzi: ammazza, ammazza. (P) , Dl: >zzaeB VI ’ * Am-maz-za-ìió -vi. Alici, c s.com. indeci, composto ili Am- A» Maz ov i. Chi ammazza bovi. —, liovicida, sin. Salviti. Itiacì.Berg.(A) eli .A mm U0LI » * Am-maz-sa-dud-li. Arici, e s. com■ inclscl. composto ’' ili e Che leva i dolori. Salviti. Iliad. (A) A-u Uzza 14 Asino. (Rot.) Sm. Noma volgare dell' oleandro. f r . (A.) «ccisio T° ’ ,; Wm;,z -za-inén-to. [ >1 bifolco il cavaliere volto, levò saviamente la maz- Va Her e i, re 1111 gran colpo nel capo al cavaliere ; e ricoprendosi il ca- ^* s Don i * * Cs * a ’ c bsse: che farai, mal villano? credimi ammazzare? 3 -- Yu - , ll viU Ano: ma farti peggio. (P) Ari/ ; C1 . f „ con la rnizza o con altro idri li 11 l l 'lieerc , occidcre. Gr. xr; E 'vsiv. Ir. A. 2. 1. 5. A uno a uno do \> ca “Ridere a uno valico di camera, ammazzandogli, non senten- dentr^ ,n i* || Pass. no. fri ugnando egli alla casa, ricevuto solo Ila -, ì i„. " sc, ° , il cherico l’ammazzò. Bocc. nov. io. 23. Come pri- ■umento. ( V. Ammaz G. V. 2. 1. 5. A alo. ) *ldor ment;xlo ti fossi e |- pri- —, saresti stato ammazzato. Seti. ben. Cardi. Qr ^ t ve gg° elici ferro fu cavato dalle medesime tenebre che l’oro dartPi 7 >'° S0 P ra In donnola, e diceva ... io stimo per li terribili danni , 0r * e - c voglio che perciò subitamente muoja. E colla sua mazza 3 ^ p “«“mazzata. (P) olit„n ( j. nieLa f- e volgarmente in sentimento più mite, Far nausea. Lat. eli,'. j| eEe : enecare. Gr. ÙTi'ty.va.i'siv. Seti. ben. Cardi. 2. 10. Percioc- o * * l cordare a ogni poco i benefrzii fatti, affligge c ammazza altrui. *p/V (c V .. a,? oAe Recar disturbo, Affliggere, detto ai chi favelli di cose Hi Sare . ‘ e .‘J odiose. Litsc. Curt. 2. 4 • Io n °n aveva badato a te ; che , Slip ^ 1 P>u tosto levato d’addosso Filippo che m’ ammazzava con certe 5 *r nT ] - odi ? se -, (N) fiori t\ e u<‘ Uoc ^ l ‘ di carte , Prendere con carta supcriore le carte infc- _ Avversario. Molai. Sfin. Ammazzare, se non si ha del seme.(A) .ffel giuoco della bambara , dicesi Ammazzar primiera quando perchè vince la posta , ancorché Ula accusato una primiera. C. Bambara. (A) 5 « Au il f a.bb^ Untn cìnquanlacinque , r ^ t.K r i0 accu *alo una primiera. 1 '— *■ 7, rz: [ Non terminare di profferirle.'] C. Parola. (A) 'Lfi„ °”° peno. T-’gli vuole ammazzar bestie c persone : Si dice per R 0((o n ’f c l ,llm do alcuno si vanta di voler fare gran bravure e non è AI ' an>( ‘ veruna. Min. Not. Maini. (A) ■ Darsi la morie, Uccidersi, [e si dice delle bestie e delle ’ r "’l prnp. C nel fig. ] Pecor. g. 16. nov. 2. I quali , perché g Zzarono ° nn cora le piume, non polendo volare,raderono in terra e s’ain- T~ R °* bìern. Ori. 1. 16. 2.E forse che non par cli’ognnn s’ainmazzi? ìn gran v ' s ’ ammazza : Si dice di quantità di popolo che. s'affolli f' Dot '“f'ff 0 - Malm. 2. 36. Clic , per veder, il pupo l vi s’atnmaz- - E L c ism. Sg, II popolo correva, e si ammazzava per la calca. r.e L‘8- 4 • ’ ” • •a . ?• Cg. Qp Ammazzarsi in alcuna cosa -^Esservi lutto attento. Maini. I, la che ti ”" :illl ’ e v * ficchi e vi t’ammazzi, Tu spendi e paghi il .E n. , fetli frusti. a s Pronn Uel S ‘"r M & ; r u P°sito , o cu cose spmccv onde d' un che reciti male , c fu- ' (X) r, ' J P° s do ì o dì cose spiacevoli^ diciamo , Egli ammazza, - a m ^zzoi) Far mazzi 3 Ridurre in mazzo, Ammazzolarc. [Lai. v *' trc ? m fascicìilos disponere.] Mtdm. i, 5j* Poich* cU*am- ^ + S 1 «gli e le cipolle. e $se r#1 are 0 Comporre mazzi di carta. Malat. Sfìn. •/. Colui che ci dà a <'- 1 - ■ • -.' ■ - • ■ • fl azzi ”““pasta*, E clic ci azzanna perchè corriam forte, Benché ci " 0n ci .Ìa la morte. ( Parlano le carte delle minchiate.) (A) t,C ’ PoicU a,e d ’^' ' 3a Uccidere. La differenza è dal genere alla spe- ^“itare ' C Uccidere è privar della vita in qualunque maniera, Am- "tS'àto u'| C l proprio vale toglierla a colpi di mazza. È vero che in ì! ^ Cc i Am-mai-sa-sct-te. Sin, Bravaccio , Cospellone Smar- l Àt o\ lu: P" a làctiosus. Maini. (A) e he v;,|, Ain-rnas-rà-to. Add. ' ‘ j-j ad. m. da Ammazzare. ( Dal lat. mactatus poi “ “icdcsimo, e da cui i nostri trassero ne’mezzi tempi mac status 5 ° 1Sl ««tib C ' n,Lxa,ri e mazzata. AfDu Cange. ) Pass.1 ro.Tagliato a pezzi * /),- >rat .° il corpo dell’orafo ammazzalo, il giltaro giù per lo necessario. ff‘cesi a/lr J di Chj . Tiut0 -!:- 6 r, • ) proprio a macellar le bestie. Y'i sj ■” c ' >£ altresì di Chi è vinto dal vino. Frane. Sacch. nov. 82. Afc V||t o p! andc ( { l ìle l vino ) che pochi uomini erano, che n’avessono Mì ’Aaz At q vo ' tc i che non rimancssino ammazzati. (V) ''j Ainm 10 ’ Am-maz-sa-tó-io. Sm. Luogo proprio a ma1 , sin. (A) k i\} ato ]° difl’da Macello c da Beccheria, U Ammazzatoio proprìa- dove si uccidono, si macellano le liestie.il Macello c la Ree- ai ?° anche lo stesso luogo e quello dove si vc'nde la carne delle ‘ m , a ? ec . c :! w ria si prende pure jht uccisione e pur islragc; ^M^°ezìa^ t p ^ significato di strage e di uccisione , per simili!, ha, ^Msù '.' 0 Cz iancUÒ~rli 1 V 1 ìn^^RE A aiI U »^ **a-a.. ... tì ii (lurmiii. r tCl 'lccto*. 5 Am “roas-jsa-tó-rc. Nerbai, m. di Ammazzare. Lat. occisor t-Oho: . lur » rw— • • ^ ^^""or- sicarius. Or. ^ovcuTrì?. Tac. Dav.Ann . n.1^.1. i‘. u gforn' 01 ' 1 - 1 non spettasse l’ammazzatore. E if. igg. Siila, il sc- p Ur u f 0 ’ Shunti gli ammazzatori a Marsilia, prima che averne sentore o Ai Cc hEc morto a mensa.Beni. Ori t-6. 2 . Anzi, se quello ammazzator di '“Ai-^T'cl.hravodaTroja non s'adira, Dirò dove il giudizio mio mi tira. CE i Am-ma;-ia-tri-cc. Nerbai, f di Ammazzare. Lat. nitcv- AMMENDABILISSIMO 2 5 i fcctrix. Gr. povsuovzcx. Tratt. Sap. Un’ aria quasi pestifera, ammazza- triee di popolo numeroso. Ammazzeuare , * Am-maz-ze-rà-re. Alt. e n. ( Piuttosto che dal lat. ma" cerare par venuto da sincope delle due voci ammazzare e mare , quasi ammazzare in mare. ) — , Mazzcrare, sin. Deput. Decam. j 3 . 7*.Mazzera*’ e è gittare l’nomo in mare, legato a una gran pietra , o legate le mani e’ piedi. Ed è ancora in uso frequente una voce composta da questa ec., Aminazzcrare , che non è senza acqua. (V) 2 — Assodare, Indurire; e dicesi della pasta ed anche della terra privata d'umido si eh' ella s'indurisca e sì rassodi. ( Vicn dal gr. maza specie di pasta, e da atyo io estraggo l’umore.) p\ Amma/zerato. (A) Am mazzerato , Anvmaz-sc-ra-to. Add. m. da Aminazzerare. [Giunto in mare , secondo C antico supplicio dello am mazzcrare. ] 2 —Indurito, Rassodato, c dicesi prnpr. della terra o della pasta , quando secca da sè. Annot. Deput. j‘ 3 . 7 1. E la terra si dice amina/.- zerata , quando, essendo molle, è calpesta o batlula; onde si rassoda, e fa come uno smallo. Sod. Colt. 21. Siccome non si pianti mai ( il terreno ) ammaz/.erato , c con tempo piovoso o inumidito. Ammazzolàre , Am-maz-zo-ià-rc. [Atti] ( Da mazzuolo, mazzo.) Far mazzi', e dicesi di fiori e derbe .—, Ammazzare, sin. Lat. in manipolo*, in fasciculos colligerc, Gr. m'jcézp.svs tzuzTv. Mail. Franz. Rim. buri. 2. 172. Va attaccando ec. pere , Prosciutti, e linocclii ammazzotando. 2 ■— [F pei ’ simìlit. Ridurre insieme.] Bori*. Mon. 1jS. La natura ama ridurre insieme le cose sparte, e, come dire, ammazzolarle, per potersene con .buono ordine valere. 3 — * ( Da mazzuola , mazza. ) Dicesi di quel supplicio in cui il calane fine suole percuotere il condannato con mazzuola . ( Z ,) Amm.vzzoiato , Am-mas-zo-là-to. Add. m. da Àmmazzolarc. Ridotto o Rumilo in mazzo 0 mazzuolo .— Percosso colla mazzuola. (A) (Z) Am me. TjO stesso che A.minco, detto per la rima. Dani. Par. 1^.61. Tanto mi parver subiti ed accorti E l’uno e l’altro coro a dicer amine. Diuam. 2. ty. Come fu giunto al fine, ove si diccSecula seculorum , grida amine. 2 — Detto pi'Qverbial. a significare Grandissima velocità. Dittam. 2. 28. Onde padri e fanciulli con le mamme Di Catania fuggir con tanta fretta Che appena dir potreste piò tosto anime. A mMEA.*(G eog.) Am-mè-a. Città della Mesopotamia. — dell'Ambia deserta.{ G) Ammelare, * Am-mc-là-re. Alt. Sparga' di mele. ( 0 ) Ammalato , * Am-me-lù-to. Add. rn. eia Ammalare. Sparso di mele , Intriso nel mele. Panigaroìa. Berg. (O) 2 — * (Vetcr.) Uno de’mantelli del cavallo. Gaimoni. Berg. (O) Ammelmare , Am-mcl-mà-re. [ iV. assi] AJfogar nella melma , Impantanarsi. — , Ammemmarc , sin. Ammelmato, Am-mcl-mà-to. Add. m. da AmmelmaVe. Fitto nella melma. — , Ammemmato , sin. (A) Ammemmare, Am-mcm-mà-re. [ N. ns.?.] Affogar nella melma [ o mentina cioè loto , suolo ove s’affonda.] Lat. limo inergi. All. 3 28. Perciocché in quel mentre che P uomo, non senza pericolo d r ammemmare, spas- seggia per la terrena fanghiglia , ec. 2 — Per mctaf. Dicesi d’uomo che s'intriga d'un affare e non sa uscirne. Ammemmato, Am-mem-mà-to. Add. m. da Ammemmare. Lat. limo iner- sus. Buon. F’ier. 5 . f 4 ' Smarriti altri per selve e labcrmti, Per pa- duli ammemmati. Àmmen. [Pardo, indeci. F". Ebr. colla quale si confermava il detto o sì affermava anticipatamente qualche cosa colla maggior sicurezza , o si esprimeva desiderio ; nel quale ultimo senso è u^ata dalla Chiesa nella sua liturgia ; e perciò ] vale In verità o Così sia ; equiva’ente alla particella giuralivà de Greci rj p.yjv .—, Ammende, Ameni', A mine, Amen, Amennc, sin.Lai. amen. Gr. «//.y?v.(In ebr. n/nc/i va le veri là e veramente.) 2 — Detto proveilàrd. significa grandissima velocità. Lat. dicto cifius, eitius cogilatione. Dant. Inf. iGk88. Un aninien non saria potuto dirsi Tosto cosi , eom’ ei furo spariti. 2 — E però In un ammen = In un attimo. V. Amcnne. (A) 3 Esser all’ammen. V. Aimncnne. (A) — Non tanto ammen. V. Ammenne. (A) Ammrnare , * Am-mc-nà-re. All. Agitare , Scuotere, Dimenare . ( Da mano, quasi muover con inailo. ) Palhul C mira la geagnuola, molte cose si dicono... Alcuni ammanano fortemente le scuri inverso il cielo ec. ( Il lat. ha: mina ùter Icvaniur. ) (Pr) Ammenda, Am-mèn-da. Sfi Emenda, Ristoro, Rifacimento di danno, Ricompensa. y. Ammendamento. Lui. cmendalio, compensa tio. Gr. àpotj^o , ÌTMJÒpStop.v.. IS ov. ant. 80. 2. Mandiamo a’ Greci, che si facciano f ammenda, c che ci rendano nostra suora Ensiona. Bocc. nov. 16. 36 . Vergognandosi del vii trattamento fatto del garzone, in ammenda di ciò,avendo una sua bella fìgliuoletta ce., con una gran dote gli diè per moglie. G. y. 2. io.2 .E tolse, per ammenda del misfatto, allo ’mperio il regno di Puglia. 2 — Correzione,Modcrazione di errore, [ Castigo, Penitenza. ] Lat. muleta, castigatio. Gr. cw ^po'jvsp.d^. Bocc. nov. 70. 3 . Ad ogni ammenda che comandata mi fia, mi prolifero apparecchiato. Dant. Purg. 20. Gy. Carlo venne in Italia , e per ammenda Vittima fe di Curradino, e poi idi|)i«ise al ciel Tommaso per ammenda. _ 3 —[Ammendamento, Riparo, Rimedio.] M. y. 8. 101. Avendo di ciò per piu riprese richiesto il re d’Inghilterra, che \ i mettesse ammenda. 4 — Censura , Condannazione. Ricavi. Malesp. 20,fi Egli era caduto in ammenda della Chiesa, perchè egli non avea attenuta la promessa a papa Ghirigoro. 5 — [Fare ammenda o \ ammenda o emenda __ Risarcire d danno , o anche Far penitenza.] Dj11l. Inf. 2y. 6y. 1 fui uom d'arme, e poi fu’ cordigliero, Credendomi sì cinto fare ammenda. Ammendabile, Am-men-da-hi-le. Add. com. da Ammendare. Che si può ammendare, o Da ammendarsi. - , Emendabile, sin. Lat. ememlabi- lis. Gr. Evs.7tc'vóp$wroi. Fr. Gami. Pred. R. Tengono un modo di vivere, che non sembra punto ammendabile. Ammendadjli-;simo , Am-men-da-bi-lìs-si-mo. [Add m. sup. di Ammendabile. Fr. Gioivi . Pred. R. Uomo dopo li suo’ trascorsi ammendabilfssimo ★ 2 £ 2 ammendamento 2 _ £ talora Facilissimo a medicarsi. Trilli■ segr. iris. domi. Dolori che nel loro cominciamoti lo sono aimnendabilissiini, poscia divengono ostinati. Ammendamento, Am-mcn-da-nién-to. [Ani. Correzione di costumi o di errori , Mutazione di idta, Emendazione .2 —, Ammenda, Aminendazione, sin. Lat, cincndutio. Or. ènv.npdmzti. Bove. mio. 5 o. 4 - Vcggcndo che questo, suo consuniamenlo piuttosto, che ammendamento della cattività del intuito, potrebbe essere. a — [Riparo , Rimedio.] Eegez. L’errore delle battaglie non riceve ani- mondamento, conciossiacosaché la pena seguiti incontanente Terrore. 3 — [Riduzione a miglior essere, Miglioramento.]‘ Cr. 2. l 5 . 6. Il campo forte , tenace e stretto , e di malvage erbe ripieno , non si lavora ad ammendamento e soltigliamento , ec. 4 — * (Agi'.) V Ammendamento de’boschi è la parte più difficile della scienza fórestaria, che consiste nel regolare il taglio degli idberi secondo là loro età, e nel serbar certe regole che importano alla maggiore e miglior prodazione de’boschi. [Ai]) Ammendare, Am-mcn-dà-re. [Alt.] Correggere, Ridurre a miglior essere e forma , [Apportar rimedio. —, Emendare, sin.] Lai- emendare, cor- rigerc. Or. iiwvopSmv. G. E. 1. 27. 1. Questi fu savio di scienza e di costumi, e ammendà mollo le leggi. Tes. Rr. 2. 4 $- Ma secondo li contatori di santa Chiesa , die vogliono ammendare tutti dispensamenti , sono diciannove anni c un dì. 2 — S’ estende altresì a’peccati, agli errori ,[ a’costumi , ed a qualsivoglia mancamento. ] lìocc. nov. z 3 . 2‘à. Ma tu ti se’molto bene ammendato per li miei gastigamenti. E nov. 27. i 3 . Se voi il sapete, ditelmi, ed io ne forò ciò ch’io potrò per ammendarlo. 3 — Ristorare i danni. Lat. damila sancire. Gr. SepsipUaOru. Petr. sorr. 3 o 3 . Dunque , per ammendar la lunga guerra ec. , Prega eli’ i’ venga tosto a slar con voi. 4 — Supplire. Nov. ant. 5 i. E se rompere gliele conviene (il digiunoJ, ammendare il dee in alcuna maniera di ben fare. 5 — E n. ass. [Migliorare, Ristabilirsi, Venire in migliore stato.] G. V. /p 24. 1- Essendo la nostra città di Firenze molto ammendata , e accresciuta di popolo. G — In sign. n. pass. Correggersi , Ravvedersi, Emendarsi, Rivolgersi da male a bene. Bocc. Pr. 8. Acciocché in parte per me s’ammendi il peccato della fortuna. Dani. Pttrg. 6. 4 i- Non s’ammcndava, per pregar , diletto.» Vii. SS. PP. 1. 112. Dimmi in che io ti ho contrir slato o fatto difetto , c ammenderommi , e farò meglio. (V) Ammendatavi:iste , * Am-men-da-ta-méu-te. Avv. Con ammendazione, Cor . rettamente. Mtiuurtw. lìerg. (0) Ammendato, Am-inen-dà-lo. Add. m. da Ammendare. Lat. cmendatus. Gr. èmatop&aSrsìt. M. E. 7. 1. Avendo memoria de'coromessi mali, non ammendati per tempo. E 8. 108. I peccatori non corretti, né ammendati, ec. Serra. S. Agost. La penitenza si dà all’ uomo ammendato. Ammendazione , Am-mcn-da-zió-rie. [Sfi] L’ammendare. E. Ammendamento, Lat. cinendalio. Gr. è-avo'sS-wcuj. Rem. Ori. 1. 17. 4■ La quale am- mendazion la via sarebbe Da far tornare il sccol d’oro ancora. 2 — [Pentimento.] A. Grisost. piacenti la confessione , ma se é con amen minzione. A. miiendce, Am-men-dù-e. [Prati, com.pl. lo stesso che] Amcndue, Amlic- due, Ambedue , ec. E- Ambo. Lai. ambo. Gr. ùpupa. Ninf. l'ies. qo. Oh misero Mugnonc , e isventurata Ninfa , quanto dogliosa penitenza Fu data ad ammendne quella fiatai Ammonne , Am-niÈn-ne. Panie, indecl. così detta in grazia del verso o della pronunzia in luogo di Amen. E. Amnien. Pass. Pini. Prolago al libro appellato , Specchio della vera penitenzia. Deo Gratias. Am- menne. (A) (V) 3 r— [Essere all’ammenne = Essere, alla fine o verso la fine-, dello dalla voce Amen che è la finale delle sacre preci.] Morg. 27. 84 - E non istarc a dire al cui, Vienne; Clic la battaglia é già presso aU’amincnne. 3 — [Non tanto ammainerà Non tanta furia, Non trutta fretta. Eiene fia-se dalle, spesse repliche del’a parola Amen nel fine de'salmi nelle musiche di chiesa. ] Maini, io. 2‘à. Dice fra sé: 110 no, non tanto antinomie ; Sarà meglio qui far da lepre vecchia. Ammrkobeea. * (Med.) Am-me-nor-rè-a. 6 f. E■ e di’ Amenorrea, (lì) Ammontare, Am-mcn-ià-re. -A. pass. Rammentarsi, Avere in me.moria. {(frasi avere a mente.) Lai. meminisse , recordari. Gr. p.iivmzOq. 1, àvst- [Aip’.'mzy.u'j. Dant. Parg. 1.4. r> 0 . E buon sarà costui , s’ancor s’amnienta Di ciò clic vero spirto mi disnoda. E 25 . 22. Se l’ammontassi, come Mcloagio Si consumò al consumar d‘ un tizzo. Amuekticare, Anj-incn-ti-cà-re. N. pass. E.crli’ Dimenlicare. ( Dalla part. ab die spesso è privativa, e da mente. ) Race. Tes. 11 .88. Ma ìyn puté la gente ammenlicallo, Sì nel cor era di ciascuno entrala (la caduta del givyitnc) Con griovc doglia ec. (A) (R) Amiu-’R. * (Ceog.) Vrui delle catene dell Atlante.-- Fiume deli’Alemagna. — Lago della Baviera. (G) Animekcotta. * (Geog.) Am-mcr-cót-ta. Città dclT In do stari. (G) AmiiergeRE, * Am-mcr-gc-re. Att. annm. E. e di’ Sommergere. (O) Ammessibile, * Ain-mcs-sì-bi-le. Achl. coni. Lo stesso che Ammissibile. E. Uden. Nis. Berg. ( 0 ) A m m eésjon o, Am-mes-si-ó-ne, Sfi. Lo stesso che Ammissione. De Luca, iìerg. (0) Ammesso , * Am-més-so. Add. m. eia Ammettere. (A) 2 — Incitato, Istigato. Cron. More.ll. 238 . Avea a contendere colle donne parenti, co’ fanciulli clic erano già grandi, ed erano ammessi. (A) Ammettere, Am-métrte-rc, [Att.] Introdurre, [Intromettere.] Lat. admit- tere. Gr. àmSéXizOv.r. » Magai, lett. U11 portiere della regiua madre ammesse una mattina nel suo gabinetto. (A) 2 — [Per estensione, ] Accettare , Ricevere. G. E. (2. 4 2 - 2 ‘ Che da ninna signoria eli connine fosse udito nè ammesso. >1 Cavale. Alt. A- post. i 3 2. Eziandio i pagani ammessi nel tempio. (Y) 3 — E fig. M. E. 8. 24. E portata la iniqua petizione ec., parendo loro eli’ ella fosse iniqua c ingiusta , non la vollono ammettere , nò AMMICCARE desiderar tra loro. Red. Annoi. Dilir. S2. Un gentilissimo c pnlit |S ' * simo scrittore esalta la moderna lingua francese, perche non i diminutivi. ^ 4 — Commettere.(Dnl lat. admiltcre che pur si trova in senso ni c mettere.) Coni. Purg. 1 . Lo vernale fpeccaloJ si è ([nello che* d d>o 1’ uomo lo ammette, gli rimane alcuno ordine virtuoso. ^ 5 *— Istigare , Spigner contro, Incitare a obésa , che diciamo Aissare, Aizzare, che pr) ^ si IO — JV. pass, nel sign, dui 5* Cr. , 9. 78. 6. 1 ente!lini ec. n | (oJ )si disgiungono dalla madre, e maialisi molti in un luogo, can) n)< a combattere, acciocché più aspri diventino, E 10. 7. *.Pig^ al *° po* (re, oche, cornacchie , e quasi tutti uccelli, a'quali s’a» 11110 .. ‘ ’ ,0 c f Qui parla degli astori.J Ammezzamento , Àm-mcZ'Zu-mcn-to. [tS’/n.] IJ ammezzai'c. Sparlimenlo per metà .—, Dimezza mento , sin.} Lai■ divisi 0 t 111 partes,] dimidiatio. Gr. òtXoroptv,. jppfl 2 —- Mezzo, Metà» Lat. dimidium. Gr. Cr. 2. 21. 5. , ec., dall’ ammezzamento del suo lume inliuo alla pienezza , e Ctl secca come la state. .«d Ammezzare , Am-mèz-zà- re. [Aiti] ( V. Mezzo. ) Dividere e mezzo , e talora Pervenire (dia metà .—, Dimezzare, sin.Laf d° [in duaspartes.] Gr. QiXoTOjxeZv. Stor. Aiotf.Hn se’ colui clic ci hai la vittoria , e però vo’JecO ammezzar la mia signoria. _ mjCi C a — [ Pervenire alla metà.] Mor. S. Greg. Gli uomini di sa°» pieni d’ inganni, non ammezzeranno i di loro. Cr. 2. 21. 5. ^ cc. , dai primo avvenimento infino ai!’ ammezzar del suo lui» c » ■ da e umida come la primavera. ^ — la via a uno = Riscontrarlo 0 Andargli incontro a Iìiez '' 0^ uosono a’Fiorentini, che quah' n( l l1 yjs* 4 lìicord. Malesp. ii'3. Itispuosono «1 uuitumu, um uscissono fuori contra di loro a oste, che ammezzerebbono l 01 ^ Cominciare a dire e restare a mezzo ÌÉ»' - LE PAROLE la parola o la frase. Salviti. Buon. Tane. Un esempio di p al ° mezzala e non finita s’incontra nell’Ecuha di Euripide. (A) Ammezzare , Am-més-za-rc. [ IV. ass. e n. pass.} Divenir mezfO ? ^ troll maturo e il fradicio,(Jù al lat. mitius più maturo; poiché w* jf mum significava appo i latini pomo maturo. ) —,Ammezzire, sl,l 'f nimio iÀitcsccrc. Gr. mitaùv&dKi. Cr. 5 . 27. 3 . E poi che con» 111 .pii no ad ammezzare , si deono mettere in creinoli di terra, c& clJl P C di sopra si deono coprir di gesso. Ammezzato , Am-mèz-zà-to. Add. m. da Ammezzare. Diviso zo. — , Dimezzato , sin. Lat. divisus in duas partes , diuihh' 1 - 1 ^ àt/'.oTOfj.'jìL Salviti. Pros. tose. 1. 220. Questa voga, da cui portato di Pindaro il poctlchissimo spirito, ancora faceva si? ^ ^ solo il concetto e la parola eziandio ammezzala cc. d’ un ve*’ 50 trapassasse , ma cc. - . Q Ji 2 — * Noto. uso. Red. Op , 1. 82. ìn un vaso di vetro amm 02 ^ > (Py equa. . . feci mettere otto mosche («o« per metà pieno d’ ‘ J.f Ammezzatole , Am-mèz-za-fcó-rc. Feiitul. m, di Ammezzare. per mezzo. L>ut. qui in duas partes dividit. Gr. 6. 26. L’uomo giusto è ugguagliatore tal fiata, e tal fiata ai 0 * 11 ^ it 1 in comparazione ; è detto agguagliatore infi-a due , e amm cl '^ tra molto cose c poche. 0 gflip 2 — Mediatore. Din. Cotnp. Rallcgrinsì i giusti di te, apost° ] ^ campione di loro di/ensione, amichevole ammezzatone Ira ^ 0l ° coulej'inatore di loro ricca spcraijza. i M) , che A< zare. ] Buon. Fier. 2. dp 11. S’inalidiscòn , muffan , Ammj. (Hot.) [A'm.] (Dal gr. ammos arena ; c ciò perdio ^ d( questa specie crescono ne’luoghi arenosi, o perchè p l0 ^ ji fKp scine tondo e minuto come i granelli di sabbia. ) [ Genere . clt i ^ della'famiglia delle ombrìi fere , e della pentandria digiwjff Ji^ ,fi ji piti comune specie è quella sorta di piuma assai alta e j (ìli ^ che produce un seme di questo nome , tondo e minuto con l 1 ' di sabbia , bigio , scuro , di gusto e odore ammaticn ; fd n [ Qjtft ticamante qual eccitante e carminativo, e questa dicasi Etiopico, Cornino nostrale, Ameos,. Ammi officinale , Rhid'“ ÀWJ jj « r . • . .. .: -: t /->.. » _ RiCCtt’ itti 5 JLitLOpiOU , GUIUU. 1 U UllSUim, , muiv,uo,. Ululili miiiduii.im , — _ j . ^ zomolo. Lat. sison ammi, ammi majns Lin.] Gr. cippi. R lC ' e \‘ fa i ^ L’ammi ci si porta il migliore di Caudia e d* A lc.ssatidri‘D 6 # sottili , d’ altezza d* una spanna , con frondi minute- pop 0 Ammi a , * ’Am-mi-a. N. pr. f. Lat. Ammia. ( Dall’chr- ghi##** * ^ jah Iddìo, Signore; Popolo del Signore.) (Vati) iuf Ammiano , * Am-mi-à-no. A r . pr. m. Lat . Ammianus—^ d lebre storico latino. (Mit) ìb l ° co’ 1 Ì Ammiccare, Am-mic-cà-re. [ ZV. em. Propriamente ] occhi , [ Far d occhio , Far V occhiolino , e anche ■li a per significare altrui alcuna cosa. ] ( L;i Y. myn io *■ aJ .i ( myce chiusura, fu volta da’Greci a significare io acctu 1 ’ 0 AMMIRATORE ctar 6 1 lles I’ ultimo senso è trasfuso nella voce Ammiccare. ) Lat.'ni- «ie I*’ a( ' nictai ' e Gr. hcniùiu.Dant. Pari;. 21. -log. lo pur sorrisi,coca - U< ? ni c l , am micca: Per che l’ ombra si tacque. Bui. ivi : Ch’ ammic- q ’ c . l0c c °me chi accenna ad altri. Varali. Ercol. 86. Solano ancora, chi n ■ vo ' umo essere intesi con cenni senza parlare, chiudere un oc- arv°’ 'I che si chiama far d’occhio, ovvero fare l’occhiolino ® ( eennare —■■ •. . . _.. .1:-:- - AMMIRAGLIO 253 cioè mia ’ ~ co g d ocelli : il che leggiadramente diciamo ancora noi con iti V °, ce usandosi ancora oggi frequentemente il verbo Ammiccare Aiuti?, a stcssa signilicazioue che l’ usò Dante. (P) 4 jiji,„ CATo,ie > * Am-mic-ca-tó-re. Veróni. m. di Ammiccare. V.di reg.{ 0 ) A'Uiij, CATR I CE ’ * Am-mic-ca-trì-ce. Verini, f. V. di reg. ( 0 ) mifg ’ * -Am-mi-c-le, Ammiel. Lat. Animici. ( In ebr. dicesi ghuam- A - ’ e Amministrato , Am-mi-ni-strà-to. Acid. m. ili Amministrarc.^n. Pruni. 25 . Le cose pubbliche , onestamente amministrate non sovvcngonoallc necessità familiari. (V) Am MiNiaTiiATor.iì , A 1 n-mi-n i-slra-f ó-re. Veróni, rn. di A mulinisi rare. Clic amministra. Lai. aclministr.,tor, gubernator. Gr.'/.-.pirfi, ÙTUìpiTi-.i.Hlor. S. Greg. Ora sono questi spiriti amministratori, e mandati in servigio di coloro i quali debbono prendere eredità della salute. Amet.'il. il quale CginrnoJ non al sonno, ammiuisUator de’mondani vizii, nè alla fredda pigrizia , nutrice di quelli, si dee donare. Tratt. Consol. L’uomo eh’è ricco , e vuole esser tenuto cortese cc., fi bene del suo avere non solamente a’suoi amici, ma spesse volte agli strani,secondo che gli s’acconcia di fare: la qual cosa facendo, pare che non s’ap- haam popolo ed cl Iddio; vai dùnque Popolo di Dio.)(B) propri! l’avere, ma che ne sia quasi un amministrator tra le genti, ini-glio-rà-re.ritz. e n.pass. V.A. V. en'i’Migliorare.(V) 3 — (Lcg.) Colui che dea cura degli altrui affari. Maestria. 2. 11.5. : J - v - uss. Ricuperare le forze, Prender vigore, Riaversi. Rim. Ant. Chi adunque vince a cotali persone, è tenuto a restituzione ; non dico tuim' • l ^' Che per un male aggio visto avvenire Poco di bene andare a colui che perde , ma al tutore , amministratore, curatore , o al si- Asui^'h’^orando. jr y e fu l a noia 34 l, Guitl. Leti. J (V) gnore, al monasterio, al padre, al marito ovvero alla chiesa, ili ,e l0EAItE , Am-mil-lio-rà-re. Alt. n. ass. e n. pass. V- A. V- e di’ Amministratrice , Am-mi-ni-stra-trbcc. Veróni, f. Che amministra. Lat. bhorarc. (inin. T.ntt ~n. Chi vale, nerde valore in a aio : ma in administratrix , administra. Or. inuipiia~i.Fi'. Giord. Fred. R. Sciai a Mi,i ’ ' YIC,K; da „ 5 ^ 1RE 'ORAR E ,Am-mi. G. ' Hit: ar >no , Ì ui ' !, «'E. * Am ' 11k icoi P , '11 i m C ° Ure ’e. Gm'«. Leti. 27. yf. Chi vale, perde valore in agio ; ma i ■ • si face e si mantiene e s’ammitliora. (V) (Geog.) Am-mì-ne. Isola in vicinanza della Tnproóana.) (G) ■•“Hi. ,. UE 1 Am-mi-ni-co-là-re. Alt. Appoggiare , Rinforzare conam- adminiculare.^lccio/. Cr. Conq. Mas. i^.Amminicolato. (A) Ì) Q -Piativo, * Am-mi-ni-co-la-ti-vo. Adii. m. Alto a dar amminicolo. Rerg. (O) 0l a.t° , Am-mi-ni-co-là-to. Add. m. da Amruinicolarc. Rinforzato , di Scr * lut ° con uniiniiiicoU. Magai. Leti. fini. Il pensiero mi pare tanto ciy H *.° 5 e tanto ragionevolmente amminicolato da certe tali ({itali re* Corrispondenze. (A) 5 Am-ini-nì-co-lo. Sin. V. L. Sostegno , Appoggio. ( Dal lat. * sostegno delle viti.) (A) l;»t ^'dio, Aiuto accessorio , Cosa necessaria per una impresa. (Dal ‘ ’ ‘. ' ' " * Nuc. r( -'sidio , iiit^'^dculuni che viene dal gr. animo io soccorro.) Cccch. h’Gvi 7 ' nt ' J>uona fé elio udendo! tutto smanio, Come tu vai savio '^flhucolo. (M) Cocch . Malv. Ha per questo non solo è neces- \ — be’sagramen . Scienza amministratrice dì ogni conoscimento. Amministrazione , Am-mi-ni-stra-sió-nc. [Sf] TI amministnw , [Governo o Maneggio degli affari , degl' interessi di alcuno , e specialmente del puJjblico , di un lungo pio , di pupi/li co. ] — , Amuiiiiistragionc, Am- miuislranza , sin. Lat. administratio. Or. irnvip&iu.. TraU. ConsolNon succedendo) pervenne alla mia amministrazione c coopcrazione. G.E* g. 'Ò2g. 2. Carlo duca di Calavra ec., avendo la signoria c amministrazione della città cc. 2 — {Detto anche di cose morali, civili o spirituali'] Maestruzz. 1.3. E se vaca la Chiesa, puolla dare i) capitolo, ovvero colui a cnis’ aspetta allora 1’ amministrazione delle cose spirituali, 123. E per maggior dimostrazione del suo dolore, vieta con pene universali l’amministrazione della ragione. Tue, Dav. Ann . 15 . 210. A* Cindo fu datal’am- minislrazione in Soria. — DELLA GIUST 3 Giti G’mpo. . . ma vi vuole altresì della spesa , come ancora per 3 ^ ,J>u altri arnminicoli degli stuclii. (A) stlzia: * È l'esercizio di essa per pubblica autorità.(A) enti: * È l'azione di coiifèrivli, iffjizio puiprio de'vescovi *>c> Ri utf >rzo di autorità o di con jet Iure che si adopera per so - piemia sentenza } e forse in significato di Cavilloso argomento, tf / ( |-e situili. Remò. Asol. 3 . 181. Con più arnminicoli s’è ingegna- * ^ * ^tenere la sua sentenza. (A) t^Ue, Oli ornamenti co ’ quali Giunone viene rappresentata 4 ^ diconsi dagli antiquarii Arnminicoli. (Mit) G ,(") Gicesi di varia parti che corredano i fiori , come la stipa- . Hóam y'uttea , le spine , il pungolo , i caprevli o viticci o cirri , le ’ * peli. (A) ” esa Hf. 6g. Solo mia cosa gli dava noja, che Luiuone non era ricco j e cpiesLo solo gli amminuiva la sperauza. (B) Amminutàre , * Àm-mi-mi-tà-rc. [Au.} ( V. Minuto. ) Sminuzzare, Far minuzzoli, Tritare.Lat. contrrere, triturare. Gr. Gvvrpifistv. 31 . Aldobr. L’ acqua, secondo che dicono i filosofi ec., Ime virtù d’ annninutar la vivanda e ’1 nudriinento , acciocché vada leggiermente per ini Lo ’l corjio. Amminutàre dilf. da Tritare , Stritolare , Sbriciolare , Tagliuzzare , Rompere. ( v ).lesto è come generico , c signitìca dividere , spezzare o far più parti d’ima quantità intera con un mezzo qualunque. Tagliuzzare è ridurre una cosa in parli piccole con istruuiento tagliente. Am- minutare c ridurre in minuzzoli chcchcssio: c può farsi anche senza strumento tagliente. Tritare e Tritolare è ridurre in tritoli , in piccole particelle. Si applica più propriamente al irmnento , cd è aiììne a Trebbiare. V. Stritolare è più di Tritare; poiché include la idea di ridurre in parti minutissime, infinitesime e quasi in polvere una cosa. Sbriciolai^ è fare in bricioli 5 e dicesi particolarmente del pane e di altre sostanze simili. Amminutato,* Àm-mi-nu-tà-lo. Add. m. da Amminutàre. Ridotto in minutissimi pezzi. V'. di reg . (0) Ammirabile, Am-mi-rà-hi-lc. [ Add.com . Degno dammirazione.] —, Mirabile, Ammirando, sin. Lat, admirabilis. Gr. Bocc. nov, 1. 1. Convenevole cosa è ec., che ciascheduna cosa , la quale 1 * uomo là , dallo ammirabile c sauto nome di Colui, il quale di tutte fu fattore , le dea principio. 2 — (Bot.) Some di una specie di giacinto bianco. In questo significato s'usa anche in foi'za ai sostantivo. (A) 3 — * (Agr f ) Specie di pesca. (Ag) Ammirabile dilf. da Stupendo , Prodigioso , Portentoso. Il primo indica tutto ciò eh’ è degno di ammirazione. Un oggetto marnviglioso c grande , che commuove fortemente la immaginazione , e fa quasi istupidire il pensiero, diecsi stupendo. Prodigioso è tutto ciò che si presenta come nuovo all’ ordine consueto delia natura. Si prende anche assolutamente per cosa insolita, straordinaria cc. Portentoso ( da portento ) è ciò che mostra o pronunzia de’ fenomeni non ordinarli nel inondo fìsico, ciò che ha sembianza di Mostruoso. V. Ammirabilissimo, Àm-mi-ra-bi-lis-si-ino. Add. m. sup, di Ammirabile. Lat. mirificissimus, Gr. ^«y/wcffTOT«ws# Tratt . Sap. Alzar gli occhi verso io ammirabilissimo esterno manto del ciclo. AmmirabilitÀ , Am-mi-ra-hi-li-tà. [aS.'/T] Astratto di ammirabile. Lat. ad- mirabilitas. Gr. &y.vpxiundT/}$. Seguej\ Crisi. Insti'. 2. 3 . /.Per formare 1 * aiumirabiJilà in un effetti» ^ richiede san Tommaso una tal apparente contraddizione, di cui a prima giunta s’ignori la cagion vera. » Salviti . Senof. Egli patì nell’animo per ramina-abilità del fatto. (A) Ammirabilmente, Am-mi-ra-bil-inén-te. Avv .—~-, Mirabilmente, sin. Sega. Miscr. 18. (A) Ammiraglia. (Mario.) Am-mi-rà-glia. Add. j. Agg. del a nave sulla quale è V ammiraglio. Usato anche in forza di sf. (Min) Ammiragliato. (Marin.) Am-ini-ra-gIià-l<‘.*vS/n. La dignità c l'ufficio del- V ammiraglio .— IL luogo- dove I animicalUa tiene il suo tribunale. (A) Ammiragliato. * (Gcog.) Grande isola ^ sulla costa t occidentale dell America settentrionale . — Baja dell’ Ammiragliato^ È sulla costa settentrionale del! isola piu meridionale della Nuova Aelanda .— Isole dell’Ammiragliato : Gruppo di piccole ìsole all ingresso della detta bufa. — Ed anche Grappo d'isole del grande Oceano Equinoziale , tra la ÌV uova t Guinea e la Nuova Irlanda. (G) Ammiraglio. (Maria.) Am-mi-ra-glio. [A/u.] (V. Abiurante. 1 ) Titolo di capitano t! armata di mare , {Comandante generale della flotta .—, Al- 2^4 AMMIR ALITA’ miraglio, Almirante, sm.] Lat. classis pracfcctns, archithatassus. Gr. vaua/>Xc?. Bocc.nov. ^ 5 , i 3 . Uomo di valore* inestimabile, e allora ammiraglio del re. Gitici. G. Inun ammiraglio de’Greci, il quale primo scontrile, con furore léce assalto. E altrove’. Il duca Menelao uccise un ammiraglio de’ Trojani. Dant. Purg. i 3 . i 54 . Ma più vi metteranno gli ammiragli. But. ivi : Ammiraglio è nome d’ufììcio : chiamasi ammiraglio lo capitano delle galee in mare, quando n* ha sotto di se da venticinque in su ; c dicesi ammiraglio , perché dee raggnardaro e provvedere sopra tutto lo stuolo. J'ac.Dav. Vit.Agv. ògg. Ridusse i’esercito negli Oresti, ove cc. comandò all’ammiraglio che girasse la Brittannia. 2 — * Dicesi pure Ammiraglio il vasceUo principale et una squadra , comandato per lo più dall’ammiraglio ìstcsso o da un vice-ammiraglio, in questo senso usasi pure come add. V* Ammiraglia. ( A) 3 — Specchio ; [ma la vera lezione c Miraglio, voce provenzale j eco- sì hanno molti testi a penna. ] Lat. speculimi. Gr. -/.dronrpov. Dant. Purg. 2j. k> 4 - Ma mia suora Rachel mai non si smaga Dal suo ammiraglio, e siede lutto giorno. 4 — (St. N.) Ammiraglio minore. Lat. conus ammiraìis, suramus Lin. Verme che lui la chiocciola rossiccia gialla con bianche strisce, e con quattro fàsce gialle finamente reticolate , delle quali la tei'za ha un cingolo bianco. Pino. ( 1 . 1 ) 2 — Grande ammiraglio. Lat. conus ammiraìis , cedo medi Lin. Questo verme ha la chiocciola gialla di color d’oro con bianche stri - sce ^, e con tre circoli punteggiati , de’ quali il superiore è composto. ( È così detto, sia pen ile primeggia fra quo’ della sua specie, sia perchè i suoi colori richiamati l’idea delle bandiere clic adornano la nave ammiraglia.) Pino. (lì) 3 — * Si dà pure lo stesso nome ad una specie dì farfalla di cui parla f AUlrovando. (A) 5 — * (Boi.) Agg. di diverse viole e tulipani. (A) AmmiralitÀ. (Murin.) Am-im-ra-Ii-tà. Sfi Nome collettivo , che comprende i diversi iifjiziali che hanno ispezione sugli ({fari della marina ; ed anche il luogo < v essi riseggono. Magai. Lelt. Andavamo un giorno a spasso in barca, per rammiraiìtà di Stockolm, il Conte T. ed io ? c veduto, cc. (A) Ammiràmento, Am-nii-ra-mcn-to. [èwa.] V ammirare. V• Ammirazione. Lat. admiralto. Gr. BaOga. But. Purg. L’autore fa speziale menzione dell’ombra che rendeva lo suo corpo, c dell’ammiramento clic si facevate di ciò quell’ anime. Ammirando , Am-ini-ràu-do. Add. m. V. L. V. Ammirabile. Lat. ad- mirandus. Gr. Òaup-va tog. Fir. As. y. Ed in Firenze essendo stato Pietro mio atavo, con auspicio di quell’ammirando Cosimo, il quale fu meritamente padre della patria appellato , nel numero de’ cittadini cc. E Dial. bell. donn. 38 g* Ogni operazione debbo essere ammiranda c merenda. Ar. sai. 1. Il ineschiti, ch’avea moglie d’ammirande Bellezze, e ne vivrà geloso. Ammirante , Ain-mi-ràn-te.Pa/ 7 . di Ammirare .Che ammira.Lat. admirans. Gr. Scaipa^w. Boez. if. Gli ammiranti occhi fiere col suo raggio.(V) Àmmirànza , Ain-mi-ràn-za. [ 5 '/.'] V. A. V. e di' Ammirazione. Lat. ad- ìniratio. Gr. Sxùu'y., Fr. Jac. T. L’ainmiranzu il fa pigliare: L’ammt- ranza mette il treno AH'amore impetuoso. Ammirare, Am-mi-rà-re. {Alt-} Mirare o Ossn'vare conmaravìglia.Lal. admirari. Gr. Sau/Atàjsiv. Dant . Purg. 'dò. 20. Venendo c trapassando, ci ammirava D’anime turba tacita c devota. 2 — N. ass. Stupire, Maravigliare. Dant. Purg. 4 - * 3 . Di ciò ebb’ io esperienza vera, Udendo quello spirto e ammirando. E appresso, 56 . Poscia gli ahai al sole, e ammirava Che da sinistra n’ cravam feriti. E 7. 61 .Allora il mio signor, quasi ammirando, Menane dunque, disse, là Ve dici Ch’aver si può diletto dimorando. E 10. 67.Di conira effigiata ad tma vista D’un gran palazzo Micol ammirava, Siccome donna dispettosa c trista. 3 — E n. pass, nello stesso sign. Lat. ohstupcscere, mirari. Gr. t s?$ac. G . V.y. i‘òo. 11. Tutti i Fiorentini s’ainmiraro, onde ciò fòsse avvenuto. E ^2. 55 . 1. E molti, ammirandosi di ciò, dissono : fu opera d’alcun maligno spirito. Vit. S. Gio. Butt. 224S ammiravano d’udire le parole sue. » Ar. Fuv. 43 . fò- Se •» d’avarizia la tua donna vinta , A voler fede romperti fu indotta, Non t’ammirar; nè prima ella nè quinta Fu delle donne prese in sì gran lutta. (Pe) 4 — * Farsi ammirare = Relidersi degno d’ammirazione. (À) Ammirare ditf, da Maravigliare, Stupire , Trasecolare. lUaravigliare è prendersi maraviglia : è come il primo e semplice grado di sorpresa cagionata nello spinto da un qualche oggetto e da qualche immagine cc. Ammirare è d’un grado maggiore di Maravigliare ; poiché include la idea d’ una più grande e più lunga sorpresa dello spirito. Tra queste voci si avverte quella gradazione che fa sentirsi ne’verbi mirare admiror: de’ quali il primo indica la semplice meraviglia 5 il secondo l’ ammirazione (admiror, valde mirar J , benché nell’uso comune questa gradazione non si consideri nelle voci mirabile cd ammirabile. V. Tmsecolare e Maravigliare oltre modo ; è un atto di maraviglia più forte e meno ordinaria. Stupita c come V ultimo grado di maraviglia ; poiché esprime 1’ elìètlo d’ una insolita commozione della mente che la rende quasi stupida ed intormentita. Ammiratissjmo , Am-mi-ra-tis-si-mo. Add. in. sup. di Ammirato. Salvia. Disc. 1. 3 gg. Tra due popoli nobilissimi, copi d’imperio, celebri per lor senno, e per lor valore ammiratissimi, cioè gli Ateniesi c i Romani , seggo io oggi giudice di tma noiabile differenza. Ammirativamente, Am-rai-ra-ti-va-mén-tc. Avv. In modo ammirativo. Menag. lett. Accad. Cr. (A) Ammirativo, Am-mi-ra-fi-vo. Add. m. di Maraviglia. [ Che mostra maraviglia .) Lat. admirativus, adniirabundus. Gr. But. Pone una ammirativa esclamazione verso la immaginativa potenza. E altrove : Questo oh è una interjeziono esclamativa, ovv'cro ammirativa. Gap. Itnpr. Proem. Che ancora regna pavento di tale ammirativo tuono. Ar. Supp. 2. 1 . Io, coinè so ch’egli è Senese, subito Facendo un viso am- AMMIUD mirativo, dicoli: 0 voi,siete da Siena? Morg. i 5 . 6g. Poi siY^ 3 limo col tridente Guardar con atti ammirativi e schifi. risP^' 2 — In forza di sost. Che ammira. Cap. Irnpr. Proem. Onde dendo alti ammirativi c dimandanti di tali cose, ec. . - ei ÌQ‘ 3 — Dicesi assolut. per quel segno che si pone dopo qualche tm e J ne ammirativa, in questa formati t . pel' Ammirato, Am-mi-rà-to. Add. m, da Ammirare. Lat. adiBirati 011 ^ culsiis. Gr. £X7r/a/£G. F. Jac. J\ 5. 11.4. Che l'ha così cunit* 1 £ u- dico ammiralo. E altrove: Lo’utelletto sta ammiralo, E ^ |-. tra in tenuta. Civijf. Culv. Ò. g‘ò. E poi della preterita l>at ia ammirati. Movg. 24 . 1Ì1. Nel suo partir ti lasciasse ammiri 0, ^ Ammiratore , Am-mi-ra-tó-re. Verbal. m. di Ammirare. Che a ^ c0lll c Lat. admirator. Gr. Socjp.ct* wv. Petr.CJom. III .Non vegniamo ( I lU jjjlc rubatori, ma come ammiratori di virtù. Buon. Fier. 3 . 4 ‘ 2 ‘ cose mutate ammiratore. . tri*'. Ammiratrice, Am-mi-ra-trì-ce. Verbal. f . Che ammira. Lat. i nlll ‘ c o>ì Gr. S-auua Salvia. Dìsc. 2. g6. Delle nuove, benché proprie ed acconce , ammiratrice. E 202. Ammiratrice sol di sC sa, con inganno gravissimo si vagheggia. ^ j.ìTa^ 9 Ammirazione, Am-uii-ra-ziò-ne. tSf Passione o commozione d cL subitamente occupato da un oggetto insolito ed inopinato. '1 ramento, Àmmiranza, Ainuiirabilità, sin.2 Lat. admiratio. O/’- £>.7T/3/^5. Bocc. nov. dà. 1. Furono con ammirazione ascoR ;lti „ oil ,indi Rmaldo d’Asti. E fi. 5. Con ammirazione grandissima hi ciò intentissimo a riguardare. Dant . Purg. 21. idò. Ma più d g|i razion vo’ che ti pigli. E Par. 2. 55, Certo non ti dovricn P l strali D’ ammirazione ornai. Mor. S. Greg. Tiene in ]iale sC onde esso possa nutrire 1 |xirvoJi; e nel segreto riserva quell 0 esso levi in ammirazione l’altissime menti. . /O 2 — * Col. v. Darez= Far maravigliare , Cagionar maravigh^-fr^ 3 — * Prov. L’ammirazione è figliuola dell’ignoranza delio passato in prov. perchè i fanciulli e gli stolidi , siccome l,Le ' per ogni poco s ammirano. (A) 4 — * (Grani.) Punto d’ammirazione. V. e di’ Ammirativo, igh Ammirazione dilh (hiManiviglia e da Stupore. La Mura A ^ priamcnte 1 atto di meravigliarsi, cd e meno forte e mondine'^ lAmmirazione. Questa è una intens-a fissazione delia mente fiìP magine di un oggetto che si olire a lei come nuovo o in n u ,° h #1' già vestito, talché rimane lungamente sorpresa. Lo Stupoiv C P^ c \# 1 ’ Ammirazione è una forte commozione delia immaginazioni il pensiero rimane come istupidito. V. Ammirare. _ . ^ AMMiRiERE,Ain-ini-riè-rc. Sm. Amante, Cicisbeo. (Voce, che il ^ ' \^A) forse tratta dall ’tuhnirer degl’inglesi che vale ammiratore od au*‘ 01 jj» AmmisAddAI, * À111 mi-sùd-da-i. [N.pr. mi] Lat. Ammìsaddai. ( ghuam popolo, e sciadda Onnipotente: Popolo dell Onnip'de |) . ^d Ammiserare , Am-nii-se-rà-re. N. ass. e n. pass. V. A. Farsi if ^iir infelice. Lat. miscrum fieri. Sen. Pisi. Ma veramente e’-si^ l P° a serarc e altapinarc, cattive^gìare, e non vivere. id ,c ^ ..k ' 1 2 — In sign. alt. Abbassare. Fior. Fin. 25 . Magnanimità , se J :0 v Tullio dice, è a intendere in alte e nobili coso , o di grande non aminiscrando 1 ’ animo a cose vili. (V) . Ammissibile , Am-mis-sidii-le. Add. com. Da ammettersi , mettersi , Che si può ammettere .—, Ammessibilo , sin. I.“t- a® 11 ^ lis. Gr. à.mSexrici. Salviti. Pros. tose. 1. /f_ > t. E elio in llli;1 '| !J [| l ’ ! opera alcune cose passar si possono , clic non pajono aiwn' 1 * 1 ' 1 corto c di natura sua leggiadro componimento. Jetd' Ammissione , Am-mis-si-ó-ne. [Sf. dccetlazione, Ricerimenlo , r pi'* mento.'] —, Amincssione, sin. Lat. adinissio. Gr. ehtàoXii. SoO 1 ' 1 '^ g tose. i. gg. Prego, per ultimo, tutti voi cc. ad accettare l I llC5 - a IP dire , non come un semplice ringraziamento dell’ammissione 1 l’Accademia, ma ec. 2 — * Facoltà di entrare all’ udienza di qualcheduno. (O) t Iie el Ammistione , Am-mi-sli-6-ne. tSf.] Mescolanza. Mescuglio, y ..P 1 "' eziandio delle cose immateriali.] Lat. admixtio. Gr./riE^, x . c * ’ppe Uom. III. Ed era ogni cosa confusa in tanta ammistione, 1 tT _ si potea udire o intendere. Cavale. Mcd. spir. Ma questo Il0 ‘ sa nessuna , nè ninna ammistione di bene. Mistn^li Ammisdrabe , Am-mi-su-rà-re. [Alt.] Ridurre a misura. —‘ os tjl è sin. Lat. temporale. Gr. Sen. Fisi. uè. L 1 . . biasimano e cacciano del tutto, e i Peripatetici gli ammisi'*' 1 '’ n fe,r Ammisusatamente, Am-mi-su-ra-ta-méo-te. Avv. —, Misurala' ^ a 1 ’ Lat. moderate, temperate. Gr. nezp'on;. Sen. Pisi. Igual co' misuratamente rallegrarsi e animisuratamenle dolersi. Kj, Am Mise rato, Am-mi-sti-rà-lo. Add. in. da Ammisurarc. Cp , 1 > misura e con regola. Lat. muderatus, tciriperatus. Gr. ^4 g.d' 1 Aldobr. In guardar la sanità dello stomaco convicn prendi » in mangiare, e in bere che 1’ uomo sia arnmisurato. Iciin'’ ni Ammiti. (tìt. N.) Am-mi-ti. Sfr pl. ( Son così dette , secondo n gR ammos arena ; e ciò perchè alcune di esse son piccole c di arena.) Concrezioni calcaree globulose, formale di st J? Jii*^ ‘ trici , uniti gli uni con gli altri per mezzo di molti ragg 1 , centro alla circonferenza. (Boss) lpai ,lV Ammitto , Am-mìt-to. [A/n.] (Dal lat. nmicttis copertura.) Q lie fole spy# con due nastri da legare , che’l sacerdote si pone in capo quando si pam. Lat. amìctus. Gr. *sé>.u/t,«a. Zibald- si r $ mìtto è epici panno lino che ’l prete si mette in capo q ua " d ip'g Ordinam. Mess. L’ammitto, lo qual si pone lo prete m c a '(jea' fisi para per dir la messa, significa quel panno col quale; fi' e ‘ . l>° J. sto coperto il capo quando lo fcriano li Giudei. E C'yg micc , lo quale si mette lo prete dopo l’ammitto , ec. Y'"^ n ja 1 g-j. Torniamo a Siladigi, che parato A pistola c vangel - rnitto, O manipolo o stola. . AiV il11 Ammiud , * ’Am-mi-ud. JV. pr. m. Lat. Ammind. ( Dall em> » polo , e hed gloria : Gloria del popolo. ) ( 13 ) AMM 1 UR c We n* ' Ill n lr ,' P r m - Amrncur. ( Dall’ tlir.ghuani popolo, AMMOLLATIVO . ^ fìlìt’a r>. 1 * XT * JaUI. /llillJ mobax r ’ C ! ^ >udiu popolo. ) (B) nios ai e ^') Am-mo-bà-tc. Sui. N. G. Lat. amuiobatcs. ( Da am- fct'j ali^ Ua c hatos esposto , accessibile; il che vuol dire animale espo- a cui le arene sono accessibili.) Gli antichi davano lo usi. nu '. n f ad una specie di serpente , a motivo eh’ esso trovasi per »ios a,.) G>t- N.) Am-mo-cé-lc. Sm. N- G. Lat. ammocaete. (Da um- . Perchè p’ G Ci£e alveo di fiume. ) Genere di pesci così chiamati ^Mocosi ! ,T." m ' ì0 fi’a le arene, nel fondo dell’ alveo de’fiumi. (Aq) .Pare ' v'icd.) Am-mo-cò-si. S/i Lo stesso che Amuiocosia. N. Si dii kìli 'l>in p' a ,ssec rare i corpi , il quale consiste nell' internarli nella ^"■hiso 1 f\ ’ C esm ’ mmne,,te calda. / Aq) a / n 'no’s . £ ™*n.) Ain-mo-cri-so. Sm. l / - G. Lat. ammoclirysus. (Da ,Jh aiL ’ ria 5 e chrysos oro.) Nome di una pietra laquale stritolata k ***w“ cciù ? he 11 mali possi sostenere, e li beni ammollare. (B) ^boric : Am-mo-da-ta-mén-le. Avv. Con modo, A modo , AJn- s ‘n. £■ e • , Ammodcratamentc, Moderatamente, Temjieratamenle, ,j. ,u ?deratc, temperale. Gl', pzzp'ai. Amm. ant. ìtf. f. 3 . Alle- "““Oìto a T“° ° d * cuore è ’I vino arnmoclalameate bevuto, j^pcram ^ m ' mo 'dà-to. Add. m. (Dal lat. modus in senso di equo ^ 0 dei- utl ^ ll ì° ’ di giusto mezzo : est modus in rebus disse Orazio. ) sai°i ^ at ' com P os il'is, moderatus Gr. cùp.pzrpo^, Amm. Ant. isf. 3 . ^Ua j t( \ ° -Asolino medesimo si legge , che sue veslimenta e calza- | h '°Pi>o cran forbite, nè molto dispregiale , ma erano a ma- sì auuv, 1 ^ 1 ta c convenevole. E 2g. 2. 11. Ninna ben avventuranza ì' >D;ìI Uiu> 0 i a * > c ^° * maligni denti d 9 invidia possa schifare. r, U « 1 p v • * **. v. *** ' * * 1 * 11 |fu wvve vv ^ ^ in n ' a ' iui, ™te. , °der a t ° ’ Am-mo-de-rà-to. Add. m. da Ammoderare. Temperato. —, ‘ 9 >Ua ««. Sallust. Ging. a'ò. Fu grande e savio uomo, con . 6cnt e j-gl'cranza infra la voglia della vittoria e la malizia di sua r! 00 * 1 *»** 1mmodc, ' al ° . elle ec. (V) J* u S i, m B ’ Am-moder-nà-re. [ Alt .) Ridurre all’ uso moderno. Lat. JL/Ccoir^ ,l >,ac senteui redigere. Gr. xtawnp&t. Tac. Dav. Arai, tf.,86. ^ I ° I1e iìKa ,IC 1C ammodernava certe ruvide anticliitadi. A. a dern n , * Ani-mo-dcr-iiàu-te. Pari, di Ammodernare. Che am- >dL K di re "- C°) ie ff ' vo/. 0 ’ Am-mo-der-aà-to. Add. ni. da A Rimodernare. Sa/v. Av- v? •Itila" li z .' ca l K 12 ‘ ca rt' loò. Perchè è manifesto clic la co-' A v c ‘lt es ,!l nipa in uno stesso tempo ammodernata e smozzicata do- da chicchessia. 1 Am-ino-dcr-na-tó-rc. Nerbai, m. di Ammodernare. Am-mo-der-na-trì-ce. Nerbai f. Che ammoderna.N. j spirami ’ 4 llwno ' c !e-stà-re. Alt. Render modesto. Rim. ant. dallo .«Ih 0 ' '.le il, ’ 4°9 citato nelle Tav. Gr. S. Gio.alla N. Diale.SloKto ""* n 9 e . attline l c ’ hanno dura la testa; E 1 ’ uomo con parabole le tf %E s TAT am ®cde s ta. (V) Ai u ff t ci pr °> * Am-mo-de-stà-to. Add. m. da Ammodestare. Reso mo- A. %ir. ' di reo, ini ^ '‘ Te - (Si -rN- 1 - lr| i-mò-di-o. Città della Mesopotamia. (G) < 4 (/ a, tna ' ^ - ) Am-mo-di-tc. Sm. N. G- Lat. ammodites. (Da ara- kli >las c onrf 0 ( ! lt . rcos chi s’immerge. ) Serpente velenoso , così detto \ rn alla v/'u!, U ck C1 f a s °Uo l’ arena , che è del suo colore. Somi- h do . . , ,, ^auf. l ì (l f K ( l vt ^ C0 ^ ar ^ 1 * ciurmatori lo chiamano Aspido dal ' > c orl^. era ’ 5e non che ha le mascelle più grosse , e la lesta più 'l'Psir, l " a prominenza a guisa di un porro alquanto lunghetto. .Particolarità ' '-' ' ” ' ' *’ ’ l ’"q,i^ enr ‘r< n U!a f’ e . sci malto somiglianti all’anguilla, che godono etin- 6 pieci; ,,. la vicino alle rive del mare alta profondità di uno (AiA ' J (Il | * V A 1' ì. 1 ,‘'' rno -du-là-rc. Alt. Regolare il canto o il suono. —, q a »t.Atn A ' (°) QAt'^??!/~do-ìù-to.Add.m.da Ammodulare.^.e < 7 i’ModuIato.( 0 ) fé,., 1 . 1 c p/,;i •) Am-mò-fi-la. Sm. N.G. Lat. ammopliila. ( Da amtnns A i * Slt >n ' llr t )!il' rn0 '^ u 'là-rc. Alt.. Regolare il canto o il suono. —, ' 1 " ,Q tn'. 4t0 >Àiu-ni t o-u, .staci.m.un iirnmuuuiare .r tu. E*. Q. Ent. aminophila. (_.. di ^ aiu ' Ca ‘ ) Genere d'itnetfì così denominati perchè si com 4^9(2°°^^ ha n ™ G • f le ' hmghi secchi ed arenosi , ed esposti (Usale; im- te^ni 0 P 111 fì lct ldà per incavare inidi della loro pro'e , ed esseri- i P'** favorevoli alla conservazione della loro posterità.(Aq) (Cq 1 ^ ni-ino-glia-iiicn-to. Sm. Lo stesso che Matrimonio. ^ti^cca". 1 ' Jf,r '^'f-tc.lAtt.] Dar nioglie.Lat.nx orem dare. Grdapf^in. Vw ,t ’ s ittn c * ' lC!ì mi incontro inlino a Tolomaida, sicché noi ci veg- » li e ètiche ven,re a’più,li quali, oper uscire oper essere tratti Ór q eìi,P‘tss. anient0 .° s amnioghan 0 , 0 sonocla altrui ammogliati. hS'si' 55. g pv™?8 ,i ®:. £at ' u-vorem ducere. Gr. yw«ìv. grane. Tur. p i* A” ^ n vxentili con loro infardarsi. Hi,,mi A —• Jzur A A’,' Ài" ..: .• — E s P csso a™ m °- ll 'lo e c t 91lto 41 - ÒJ. An„ operate mai onore o comodo alcuno ait d)i- t ' lf)30 ’Pci'oso , che si ammoglia alla sua cognata , e sì cti- > che per accrescersi dominio e stato, contro a tutte le leggi umann, macchia il Ietto del suo fratello. Tac. Dav. Ann, 2. 4-1. Ubbidii allo ’mperadorc , e ammogliami. 3 — E per sìnuht. Congiugnersi, [/letto così delle bestie come delle cose non materiali.'} Dani, InJ. 1. 100 . Molti son gli animali «a cui s’ammoglia. Frane. Sacch. Hitti. E molte volte con loro ammogliarsi. E 58 . La fì:de cito di voi a me risuona, Fa che la mìa inverso voi s’ammoglia. Ammogliato, Am-mo-glià-to. Add. da Ammogliare. Che ha moglie. Lat. uxorem habens. Gr. yxp-nSsU. Maeslruzz. 1. 24 ó li chcrico ammogliato , se contrasse con sola ima e vergine , e porta la tonsura e ’l vestimento chericale, ritiene il privilegio cbericale in due cose. Tac. Dav. Ann. 3 . 7 4 - Diceva le buone qualità del giovane moderate, nè oltre al vero: essere ammoglialo, con tre figliuoli. 2 — [ Usato in forza di sost. ] Cecch. Dotiz. i. 4 ' E io Ilo praticato cotanti ammogliati, Clf i’ mi son dottorato. Ammogliatone , Am-mo-glia-tó-re. [ Terbal. tn. di Ammogliare.] Che am* maglia. [Mediatore di nozze , Sensale di matrimonii.} Cai. concilialo!*. Gr. Ti'/.p/yyupyo-. Zibald. Andr. Contrasse amistà con uno di coloro che fanno il mestiere dello ammogliatore. Ammogluzzare, * Àm-mo-glias-sà-re. Alt. Dar moglie di vile condizione.(O) 2 — * iV. pass. Grossolanamente o Malamente ammogliarsi. (G) Aaimogliazzato, Am-mo-glia“-~à»to. Add. m. da Aminogliazzare. Che ha preso moglie di vii condizione , Malamente ammogliato ; ed è voce dello stil familiare. Doni , Zucc. (A) Ammoibamekto , Am-mo-i-na-mén-to. Sm. Carezzamento. —- t Ammuina- mento, sin. Salvai. Pros. Tose. (A) Ammoinake , Am-mo-i-nà-rc. Att.Ear moine ^Accarezzare * P r zzzeggiaie. (V. Moina. ) —, Aimnuinare, sin. Lat. dernulcere. Gr. xam^e^eev. >3 Red. lett . Pnf. p. 58 . Recitar sonetti in prosa in lode di questi e di quelli per av- volppucchiargli, anmioinarli e gettare loro la polvere negli occhi. (B) Ammollato , Àm-mo-i-nà-lo, [Ada. da Ammoinarc. —, Ammainato. sin. Lat. demulsus, 2 — * In alcune contrade (T Italia vate Corrncciato. ( Dicesi in ispagn, amohinado ; e deriva dal gr. meneno o menceno io mi sdegno. ) (N) àmmolestamekto , Àm-mode-sta-mén-to. Sm. V.Afll molestare. , Molestamento , sin. 2 —- Suggestione , Instigazione. Star. Bari. g2. Non credeva che ella dicesse questo per ammolestameuto del diavolo. (V) Ammolestante , * Am-mo-le-stàn-le. Pari, di Ammolestarc. Che amino- lesta. — , Molestante , sin. y. di reg. (O) Ammolestare , Am-ino-le-stà-re. Alt. Dar molestia , Annojare. —, Molestare , sin. Stor. Bari. ~ 1. Per la grande durezza che io sento in tc , non ti voglio ammolestare di queste cosi;. (V) Aaimolestato , Am-mo-Ic-stàdo. Add» m. da Ammolestare.—, Molestato, sin. V, di reg, (0) Ammolestatore , * Am-mo-lc-sta-tó-rc. Verbai, m. di Ammolestare. —, Molestatore, sin. V. di reg . ( 0 ) ÀMMOLESTATRicE,* Am-mode-stu-trì-cc. Veri. f. —, Moleslalrìce, sin. V. di reg. (0) Ammolla ammolla. * Grido di coloro clic tirano sic grandi pesi , quando vogliono che si allenti lafune che li sostiene. —, A Beuta allenta, sin. (A) Ammollamelo , Àm-mol-la-mén-to. [Sm.}L'ammollare. —,Ammollimento, Immollamento, Mollifìcazione, Moliilìcamcnlo, sin. Cr. 5 .12.11. Lessando quelle in acqua, acciocché per l’acqua tragga l’umidità, è ammollamento. Ammollare, Am-mol-Ià-re. Alt. Far molle, Bagnare, Innumidire. ) [ c per lo più lenendo cosa solida in alcun liquido . — , Ammollire , Immollare , Mollificare , Mollire , sin. ] Lat. madefacere, liumectarc. Gr vypoavEiv. 2 — Per similit. Lenificare , Far lubrico. M. Aldobr. Fragole cc. di loro natura, quando elle son ben mature, si ammollano il ventre. E altrove: L’acqua ov’cgli son cotti, si hae virtude d’ ammollare il ventre. » Red. nel Diz. di A. Pasta. Le ciricgo umide ammollano il ventre , le secche il tengono duro. (N ) 3 — Allentare, e diccsi del canapo col quale si tirano sii i pesio altro ehecchessia. Lat. funem reinitterc, laxarc. Gr. àutévett, 4 — Per metaf. Raddolcire, Fare mansueto. Lui. moiiire, lenire. Gr. p.«IdTTg«v. Din. Comp, Ammollarono le parole. Pass. 8 7. Lo’nfracidare dell’ ossa significa lo dolore inlimo che ammolla la durezza degli effetti del peccato. M. F~. 10. 6y. 1. I Fiorentini, veggeudo che le parole non ammollavano le parole finte e mal disposte del tiranno, ec. 5 — [ N. ass. secondo il i.° signif.} Seder. Colt. 5 y. O veramente tenendo (la marza) in un bicchier d’acqua fresca chiara ad ammollare. — Esser molle, Esser umido. Lat. made.scere. Gr. uypsuvwSai. Cr- 4 2. Imperocché , per troppo umore , ovvero sole , ovvero troppo ammolla ovvero troppo secca. 7 — N. pass. e jig. Raddolcirsi, Ammollirsi. Lat. molimi. Gr. pdkdr- t&Oou. Liv. M. A questo parole s’ ammollarono e si cambiarono i cuori de’baroni. Cavale. Med'. cuor. Bisogno é, che 3’ egli avesse quasi cuor di pietra, s’ammolli ad amare tanto benefattore c liberatore. 8 — Intenerirsi. Fit. S. Mar. Madd. 7 g. Non paja che'I cuore s’ammolli di grande pleiade. 9 — * JYel sign. dì Fornir di molle \ ma non si usa. Malat. Sf. Ammollatemi , tingetemi e poi dopo Stangheggialemi ancor quando v aggrada. f Qui si parta di serratura. J (A ) 10 — * (Mariti.) Allargare, Lasciare aiutar le manovre,quando sono a- late ; il che più comunemente dicesi Calumare. (Fan) Ammollare diff. da Immollare e Mollificare. Il primo include la generale nozione dì far mollo. Immollare propriamente indica l'effetto prodotto dall’acqua caduta o gettala sopra una cosa, eh’è quello pure dell’ ammollamento : la differenza è nel modo. Mollificare è anche far molle *, ma , più che nel proprio suol prendersi nel figuralo in senso di addolcire , disasprire, ammorbidare. F. Ammollativo, Am-mobla-ti-vo. Add.m.Atlo ad ammollare o a raddolcire, ^.Ammolliente. LuUnollicndi vini habens. Gr. psjàrss.Ttxo'$.Cr.6.i3o.2Xc vivuole hanno virtù d'ammorbidare,ammollativa, refrigerativa c lassativa. a 56 AMMOLLATO A MMONITRO Am,-«oliato , Am-raol-là-to. Add. m. dii Ammollare. Lat. roadidus. Gr. lìpM/uwi. 3 — lEig-ì Placato. Lai. lenita , mollitns. Gr. paPjCCdsli. G. V. 7. i 3 i. 3. Pei- la qual cosa il popolo e i combattitori, ammollati , si ritras- son da’ badalucchi e dalle guardie. 3 — * (Manu.) Dicesi d’un bastimento, quando i suoi membri o i suoi bordi si disgiungono; 0 quando in esso scuojjresi qualche apertura. (Vali) Ammolliente , Am-niol-li-én-tc. Pari, di Ammollire. Che ammollisce , e dicesi de’ medicamenti .—, Ammollìtivo, Ammollativo, Emolliente, Mollificante , sin. Lat. emolliens. Gr. pxXuxnxAs. Lib. cur. malati. Giova lo applicarvi sopra il cerotto annnoniacato, e altri medicamenti ammollienti. Ammollimento , Am-inol-li-mcu-to. Sm. F , Ammollameuto. Lat. molli- mentnm. Gr. 2 — Eig. Lenimento. Slor. Semif. 77. Ma nullo modo utiloe, c nullo ammollimento fe’ alla durezza di quegli jiopoli. (A) Ammollire , Ain-inol-li-re. [ Att. L o stesso che Ammollare. F. Ver lo più Render lubrico, e dicesi propriam. del ventre.] Lat. humectare , mol- lire , lenire. Gr. paìcesm». tr. 6. 102. 1. Gli spinaci son freddi e umidi nella line del primo grado, e ammolliscono il ventre. 31 . Aldobr. Quando 1 ’ uomo gli mangia senza scorza sì 1 ’ ammollisce, e ingenera buoni muori. » Red. nel Die. di A. Pasta. Si conviene ancora la sera de’ digiuni qualche (ìco secco , per una certa virtù attribuitagli da' medici di ammollire la siccità del corpo. (N) 2 — Per estens. Rendere agevole. Liv. Dee. 1. Il dicliinamcnto con piccole circuizioni in sillhtta maniera ammollirono. 3 — Per metaf. [Lenire, Intenerire.] Filoc. 3 . 206. Ma amore che ammollisce i duri cuori, mi fa alcuna volta credere , c alcuna altra discredere che tu cc. 4 — * Far molle, debole, effeminato. (A) 5 — * N. pass, e n. ass. nel proprio sign. di Render mcn duro , Mollificare. Fianun. Ogni dura cosa , in processo di tempo , si pur matura e ammollisce. (A) Ammollìtivo , Am-mol-li-tì-vo. Add. m. Che ammollisce , Atto ad ammollire. F. Ammolliente. Lat. emolliens. Gr. poù.uxzixò;. Red. Cous, 2. 3 o. Continui poscia per quattro giorni a prendere qualche gentile e grato sciroppato, confortativo della testa c ammollìtivo delle vìscere. Ammollito, Am-mol-li-to. Add. m. ila Ammollire. Lat. mollitns, lenita, Gr. jivl'jXSidi. Rocc. nov. 2Ò. S. Che la vostra benignità sia tanta, e si ammollita la vostra passata durezza, ec. Ammolsato,* Am-mol-sà-to. Add. m. Mischiato con molsa. Pallad. 4 - 10. Agli ulivi infermi si pogna la morchia con terra ammolsata intorno le radici. (Pr.) Ammusarli, * Am-mo-nà-ri-a. N.pr.f Lat. Ammonaria. (B) Ammoke. * (Mit.Gr.) Am-mó-nc. Acid, e Sm. Lat. Auiinon. (Dal gr. mn- mos arena secondo alcuni. Altri il tirano dall’egizio ama padre, che ne’ varii dialetti pronunziavasì Amman, Oman, Orniti cc.; ed altri da imam ariete, sotto la cui forma Giove era adorato. La seconda opinione sembra preferibile alle altre.) Nome dato dagli antichi a Giove nella Libia, ove aveva un tempio famoso ; ed ove uvea fatto scaturire a- cqua dall’ arena. (Aq) 2 — * Anione, Ammonio, Amonio, Arnione. N.pr.m. Lat. Ammon, Am- rnonius. — Re della Libia. — Padre di Adone. (B) (Mit) Am moke ( Corso c’ ) ( St. N. ) Sm. Lat. corna ammoni*. ( Cosi detto da Aminone eli’ era adorato in forma di ariete : giacché queste conchiglie han sirniglianza con le corna di ariete. ) F- Corno. (A) Ammonente, Am-mo-nén-fe. Pari, di Animo idre. S. Agost. C. D. 4■ 1 - Ogni cosa trista, che per la misericordia dello Ammonente Iddio, più tosto che per crudeltà del vendicante, patiscono. (V) Ammonta. * (Geog.) Am-mó-ni-n. Nome di quella parte interna della J.i- bia , ove si adorava Giove Aminone ; e talvolta anche di tutta la Li- bia. (G) Ammonta. * Add. pr. f. Soprannome di Giunone , come sposa di Giove Aminone. (Mit) Ammoniaca. ( Chini. ) Am-mo-nì-a-ca. Sf Gas alcalino senza colore, trasparente , elastica , di odor forte, penetrante , di sapor agro ed annoso , molto solubile nell’acqua, formalo di tre parti d’idrogeno e d’uva di azoto. Usata come rimedio interno, e s’ adopera pure all’esterno come caustico. Disciolta nell’acqua forma l’ammoniaca allungata, lo spirito di sale ammoniaco caustico ec. —, Ammoniaco, sia. Lat. ammoniaca. (A.O.) Ammoniacale. (Chini.) Am-mo-nia-cà-Ie. Add. com. Che concerne Tcunmo- niaca, che contiene ammoniaca, che ha l'odore il’ ammoniaca. (A .0.) Ammoniacato. (Chini.) Am-mo-nia-cà-to. Add. m. Compos'o con ammoniaco. Lib. cur. malati. Giova lo applicarvi sopra il cerotto ammoniacato , ed altri medicamenti ammollienti. Ammosiaceo. * (Chini.) Am-mo-ni-à-ce-o. Add. m. Epiteto dato anticamente al sale chiamato oggi idroclorato il’ ammoniaca. (A. 0) Gomma resina che si trae , co- i determinata , di odore liti. Ammoniaco. (Farm.) Am-mo-nì-a-co. Sm. me porta lajnù comune opinione , da una specie non ben deh di Ferula. É in lagrime biancastre da cloniro, gialle di fuori, spiacevole e fetide; serve a comporre vani empiastri, e prescrivesi anche internamente. ( Così dotta, secondo Dioscoridc, dal nome di Giove Aminone , presso al cui tempio nella Libia allignava la Ferula , orni’ essa stilla. ) —, Armouiaco , Gomma ammoniaca , Mctopio sin. iLat. guaiuli aininoniacum] Ricctl.Eior. iS. L ammoniaco, chiamato ancora ammoniaco timiama , è una lagrima il’ una ferula, secondo Dioscoridc ; e secondo Plinio , d’un albore detto Mctopio. a — * Lo stesso che Ammoniaca. F. (A.O.) Ammoniaco. * (Farm.) Add . m. Agg. di Gomma ed è lo stesso che l’Ammoniaco. (A) 2 — * Agg. anche di Sale. F. Armouiaco. (A) Ammontato. * (Chini.) Am-ino-ni-à-to. Sm. nome dato da Klnproth ai composti di Ammoniaca e d’ un ossido metallico. — , Ammonìuvo , sin. (A.O.) Ammonigioìte , Am-mo-ni-giù-nc. Sf. F. A. F. e di’ Ammomzip nc ' ,. admonifio. Gr. vsuSutìx. Guitt. Leti. 1. Vi male conosciuto l0B i- non dee esser niestiero ammonigione. Amm. Ant. 3 . 7. 1. Ad aio 11 gione suole seguitare vergogna. Ammonii. * (Geog.) Am-inó-ni-i. Popolo dell’Arabia Petrea. (G) -r fjit. Ammonimento, Am-moTii-mén-(o. Sm. lo stesso che Ammonizione, r ■ admonitio. Gr. vGuSérvjvt?. » Fil. SS. PP. Per questo modo CLI11 tcndosi eglino per tuo ammonimento , n’ averanno salute. (A) | 2 — Più comunemente, Avviso , Ricordo , Consiglio. Lat. jn nccol' 11 j r ;. maudatum. G. F. 11. 3 - 17. Perocché noi dicemmo avanti, ebe 11 |) , a j. holazionì ne sono ammonimenti e correzioni. Nov. ani. g 4 : 2 '. gioì- giore ammonimento che le dava si era che non si posasse in han , gio, perchè v’avenn femmine ladre. Fil. SS. PP. 2. igg■ E domi dell’ ammonimento di Salomone, che dice : va alla tónni® 3, As. i 3 o. Acconsentì la uioglicra agli ammonimenti del marito- ■& Ammonio , * Am-mó-ni-o. N. pr. m. F. Aminone. — Nome di cF’ 11 losojì di Alessandria , e di un greco scrittore. (B) (Mit) 2 — * (Geog.) Promontorio dell’Arabia Felice. (G) . foniti Ammonio. * Add. pr. m. Di Aminone, — Ammonie chiamarono fl 0) ji, lettere delle quali servir ansi i Sacerdoti nelle cose sacre ; A 1 ’ 1 ’ 11 gli abitanti della Libia. (Mit) f Ammonio. (Chini.) Sin. Metallo che da alcuni si crede essere lil \ ^1 componen ti dell’ ammoniaca. L’esistenza di questo metallo ”° n provata. (B) < Ammonire , Am-mo-ni-re. iAlt. Dare ammonizione,'] Avvertire, A 1 ' 1 —, Ammonire, sin. Lat. admoncre, instruerc, castigare. Gr. Ssu', vwSstiiv. Baco. nov. 22. 15 . Con una sola parola d’ain'" 0 ' c di mostrargli che avveduto se ile fosse, gli piacque. Dani. l'!>‘ Ed io , temendo no ’l più star crucciasse Lui, che di poco star B n0 n ammonito. E Purg. 12.80. l’era hen del suo ammonir uso, perder tempo. G. F. 7. g. 1. E ciascuno de’ detti signori, ° in n t sua gente di ben combattere , cc. ( Così ne buoni testi a 12. 106. 6. Appresso l’ammonio, che contro la signoria di P sa ec. non dovesse usar signoria né donazione, senza P assenso j; ^ pa. Ovid. Rem. am. O Iddìi, ammonite voi cotal cosa , nieg 11 # non possiamo ammonir noi : ammonitele voi , acciocché fìice*- 10 30J' Grttd. S. Gir. 20. Or non dica dunque neuiio di voi : io -B° u 'irli ^ g. 20. nov. 2. Ed egli .... , ammpf^vV), buona guardia , tornò all’ oste. ( Cioè : eli far buona guardia ' Li» 1 ' 3 — Col 3 .° caso. Fit. SS. PP. 1. 62. Onde y’ ammonisco , c3 miei, a perseveranza. (V) 4 — Privili* altri» dell onor ile inagistrati, quasi con avvertendola a non prendere nessuno liffizio: [ voce usata "i ,,«< della Repubblica Fioivnlina.] M. F. g. Si. Si pcrsegnia l' a ' B pf’ chi prendesse o volesse prendere ufficio, e non fosse vero Gur'*'’'• c ;tir Marcii. Nell’ultimo s’ammoni. Scgr. Fior. Stor. 3 . 128 . dini ammoniti e confinati furono. ^ 5 — [Istruire, Ammaestrare.] Cavale. Spec. Cr. Acciocché c0 ° sero e ammonissero il popolo. 6 — * E col 2.° caso Lmrod. Fin. 1)2. Il padre monire né predire. — Col 2. 0 caso. Pecor. ,lo „ . tenuto ?UVj ) ii<* 1 ' naturalmente di fare tre cose.. . ammonirlo di Dio, e darà ^ costumi. (Pr) ,sctf 7 — ” Incitare. Sen. Pist. 124. La bestia comprende le cos® p l j F e d Ile passate si ricorda quando i sentimenti nc sono richiesi L moniti per alcuna cosa. (Pr) ^ i * 8 — * Nota uscita. Cavale. Espos. simb. 1. gy. Quando fatua 1 ® 11 fuggisse in Egitto col fanciullo. (V) Ammonita, * Am-mo-nì-ta. Add. pr. com. Di Aminone. (B) 1 Ammonita. (Min.) Sf. F. G. Lat.^ ammonita. (Da nmmos arcn- 1, /jpii* 1 ta di pietra cosi chiamata perchè è composta di moki grtiF glianti all’ arena. (Aq) ' .uji, !''■ Ammonite. (St.N. ) Am-mo-nì-te. Sm. pi .—,Ammoniti, Amino 01 . 1^ Conchiglie fossili microscopiche , dette anche Corna d’atW n ° -ftv valve, fatte a spirale, discoidi. In alcune di esse si riconoscon f f , lazioni o suture sinuose; in altre non vi ha tali articoli& ,0,, G(K sle sono dal Lamark denominate Planolili. ( fbCorm> d’ AinnW’^gs ' Ammoniti. * (Geog.) Am-mo-nì-ti. Popolo della Celesiriu , disco’ 1 Aminone. (G) ,n Ammoniti. (St. N.) V. Ammonite. (Siili) -n.f'V Ammonitile. * (Min.) Am-mo-ni-ti-de. Sf. Lo stesso che Ammoni ’ ^ jf . Ammonito, Am-mo-nì-to. Add. m. da Ammonire. Lvtt. aduio 111 .-pii* gatus. Gr. myppoittMl;. Buon. Pier. Introd. 1. Ammonito da j tempioni A torlcti d’ appresso. ' 2 — [ Ripreso. ] Lib. Pred. Ma poi con occhi pietosi con 51 j ammoniti peccatori. Afr 3 — Inforza di sost. dicevasi , nella repubblica fiorentina, c 0 c' astio , inimicizia o malevolenza era da quelli della parte § . * dennato 0 dichiarato ghibellino. F. Ammonire. §. 4 - (A? Ammonitore, Am-mo-ni-tó-rc. Ferlal.m. di Ammonire. Che « ,i Lat. monitor. Gr. mtfo-di'm. Sen. Pist. Non avrà egli ^ tatoree d’ammonitore alle cose singolari. Amm. Ani. 3 . conviene acl uomo di grande virtude di schifare ammonitoi’ 1 ) am. L’animo eh’è impaziente ec., ha in odio le parole dell 3 ( Ammonitorio, Am-mo-ni-tò-ri-o. Add. m. Esortatoi-io. Cw- __ c ot' L’ officio , di che la richieggo , ini pare che si possa fa rc pf: sua degniti! , essendo ammonitorio ed apostolico. _ i 1 ' 1 Ammonitrice, Am-mo-ni-trì-ce. Ferbal. f. di Ammonire. s‘ ,e tose. 2. 2. Rimbombano pure ancora nelle nostre orecch 1 ^ Aui-mo-ni-zion-cél-la. Sf. dim. dì Ammonizione. Lat. le- tuvdi 0Illtum > Dvis admonitio. Esposi Suini. Non fanno nemmeno una Aviost* ammoi > iz ioocell a . ] chg «f* i Am-mo-ui-zió-ne. Sf. L’ammonire ; ed i Ricordi e Consigli Alimi ■ ? no altrui per consiglio o per emenda. — , Ammonizione , . m giqne, Aminouimcnto, Ammonimento, sii?. Lat. admonitio. Gr. •^ oc : 7- 552.Allentando a poco a poco la voce, finì le sante am- 4 r j|° ni ' amor. Ma lo dee prima con sua ammonìzion revocare. diant K r eilSÌ0U< ;^ Sòn. Ite’ 1 - Farcii. 5. 22 . Non vociano noi clic, medi 0 1 “wmoniziojjc , il padre corregge molte volte il figliuolo cc. ; lian.i 1 ailJlc0 ammonendo 1’ altro , fa clic , dove celi era quasi per ali- 3 ^ lai d°,.gli diviene fedele? ’ . ’ ^ d 1 si dee f 1(0110 ’ Significazione, Avvertimento.] Maestnizs. 2 . 35. Come u anzi | e EC utenzia della scomunicazione ? cc. Debbono andare ìu- Vtuienp' 0 amnioll ' i ioni, ovvero una per tre ec., e debbono avere con- c *KÌon , Intcr Y alli d* tempo ec., e dessi dare iscritta, e contenere la 4 -J 5 * f.ddla iscoinunicazionc. cos a s;° c l w SI dice o si scriva per fare altrui avvertito di alcuna tu oc < -' n Dicendo nell’ammonizione alla vita di questa san- dii ^ ■• La i]'"’ 0,m } one da Inanizione, Avvertimento , Avviso, Consiglio. s Pecìe V™' 16 ® di mi significato più esteso, e comprende qualunque ad a j, . ainmaeslj'àmenlo , regole, precetti , notizie cc. clie si danno 6oii a | ixx 'Avvertimento indica qualche cosa di essenziale per la per- tleila C *, C (o ‘‘cove, ed ha per fine ordinario quello d'istruirla, di reu- piV 0 altt 'n |a , d’indurla a fare un bene o ad evitare un male. L 'Artiglio ■ Co >Mglio hanno aneli’ essi per ime la istruzione ; ma il Contili : ln< dude la idea accessoria di superiorità, sia di stato sia di lu- Aiìi m clic lo dà. lì Avviso non sempre include siffatta idea.V. rote. g lEìll '° r * Ain-mon-ta-mcu-to. Sm Acervo, Mucchio, Monte di le nlj-p 01 ' - Long. 4'd- t3p. Tante carni salate di diversi .'miniali , dcl- * 0, ilaii * t: ^ e . cra l’ammoiilamento, che quelli che alla volta di esse da fero 0 yaiivano, pensavano clic fossero colline e poggi che si levas- a -- 1 ‘ da terra. N. Sp. (B) del „ , J‘g- Eden. Nisicl. 3. 1 ^ 2 . Il verso nostro essendo più breve stiidjQ 000 c del latino , per fuggire la mutofezza del numero dee più ha la.^^ntc scialare 1’ ammontamento ' ' . —.- . -- de’ nomi proprii onde si origi- MMQ^'hlezza. (fi) 1 hioatj^ , E > Am-mon-tà-re. [ Att .] Far monte, mettere insieme. —, A111- t W» le > Ammontonare, Itanimontai'e, sin.Lat. conecrerc, acervarc. Gr. n„' _.. Tir _o c: ..._1 v_. ? i . .. • _ i. iUl “hónr 0C '' lst . a > Mor. S. Grog. Si può dire clic innanzi a loro ho?» i„ 1110 d letame , ovvero lo sterco. Dav. Coll. 201 . Cooli r ulivo J - *. * L Sinnvm^..l ' _ ■_11:... ° ^Pcf, a . ln ™ontarc , perdio non riscaldino. ?ggì fi Il cotìginngei'si delle bestie per cagion di generazione, che l UÌ!v f> s<) dice Montare. E si usa anche in sien. n. ass. Lai. salire, t*'- ' -■■■■ . « 11 . knifialvuv. ( Da ammontare in senso di ascendere ; il che ^cenefore, il montare del maschio su la fannia.) Pollati. E così ,7'», guardando le verghe, ammontano le pecore. Cr. g. 6g. 3. Ir Asciare ammontar la pecora di minore età di due anni, dall.'i '!/- 12 - Questi léce scorticare una vacca, cc.; menato il tauro ' M nissitt’i-. _:_e:...,- ...lì i n * » l le »l. ^-assuria , ammontò questa, inchinsa nelle imbestiate schegge. Oliti. * y**; dasìfe ec. procacciò di liirsi aminoiitare a un topo. ‘‘Vare, Ascendere, Sommare. Foce dell’uso. (0) P°iel l( i "‘‘tare din; d a Ammonticchiare o Ammonlicellare nel solo grado, h’a j n j .-dmmonlare è far monte, unire insieme più cose 1’ una su l’al- ,ìc, cÌ/( It . 0 7 a '-■levata; Ammonticchiare ossia Ammonzicchiarc e Amman- A Vo ()■ c piccioli monti. Ammonticchiare si prende ancora in signi- "Dire strettamente insieme più cose. V. Accumulare. ®cii- a 1 m ekte, Am-mon-ta-ta-mcn-te. slw. A mucchio, Alia rinfusa , Perciò “ c ' m ordine. Lai. accrvatim. Gr. vw^vj din. Sala. Cas. p. 1 ~ 1 . ^ *l)r? ) ]g 1Cie binaci, cioè Piatii, chiamarono gl’indici c le tavole de’ l ' Mc HiTi T d 0 »* 11 anilaol datamente tutte le cose abbracciano. (A) v ul ' ul , on -tà-lo. Add. m. da Ammoulai’c. L.at. accrvatus. Gr. > e fi/ 01 ? ^ nr - d. Lio. Ammontale nel mezzo tutte le loro baga- Duri | ,l,011 o animo, si disposero a morire onoratamente. Alleg. 5 ^ a hzi v ailii ^| 1 h rassettali l’ulive cc., perciocché questi se le veggon di- v’ Iliè S,mi ^t- Accumulato in grandissima copia. Seti. Ben. Farcii. A ta ai '»e COs evctllm o finalmente tante biade , tante ricchezze, tant’altre aP'tl'lCAE’ aillrn °ntate l’una sopra 1’ altra. j."". L a P s ' ! Am-mon-ti-càn-te. Pari, dì Ammonticare. Che ammontic- dell'^'hhulans. SAviti. In Oif O seminante, ammonticante Jj l0 ht ai . fc . EE 1 Am-mon-ti-cà-re. [Alt.) Far monte, Ammassare. F. Am- f,; 1 .ùii co ,._ a f congerere, accumulare, cumulare. Gr. mpstktv. ( Vien Aii7 !> c era,/ 1 aiBa *onlicellarc. ) Liv. Dee. 3. N 011 solamente dall' uc- 7' Vr lrei ì|A ° a,11 monlieali , ma ancora dalla fuga. 0s 1 ‘-., * Am-mon-tic-clda-mén-to. Sin. Ammassamento. F. A* ( 0 ) n. pass.} Ammnnticellare. F. Al bacchio. ) contrario avvien delle ; e lru - "■ “■ ragnnano e ammonticchiano insieme in un luogo. (0) 1 Am-mon-tic-cliià-to. Add. m. da Ammonticchiare. F. ^‘ l 'iuv * Am-mon-ti-cel-la-mén-to. Sm. Amnssamcnto. F. ST, sd; B t^ A ( o) ^ ' 0, -ub, y ^■ m " mon dì-ccMà-rc. [Att.'] dim , di Aiumontarc. ( Da Km { °‘ v . AMMORBIDATO 2Q7 monticello. ) Lat. congerere , acervarc. Gr. èp.Ssi , mm'/tcj. Liv. M. E animonticcllarono 1’ armi secondo lor costume. Pallad.Vctnccmolc bianche minutissime con rena si ammonticchino. Ammoxticellato , Am-mon-t i-eel-là-to. Add. m. da Ammonticdhne. Lat. accrvatus. Gr. imeupsu6s(f. Pallad. fehbv. 3o. In su la paglia ammou- ticcllatc le mele segretamente, e non percotendole. Tac. Dav. Ann. 1 . 22 . Biancheggiavano per la campagna 1’ossa ammonticclUte. Red. Oìs. anim. l44- Un gozzo, o seno ec., era tutto pieno di cosi gran quantità di piccolissimi vcrmicciuoli vivi, ammonticcllati insieme. Ammonto , * Am-mdn-to. Sm. senza pi. Costo, Spesa. F. dell’ uso. (O) Ammontonamento, Am-inoii-to-na-mcn-to. Sm. Lo ammontonare. Segner. Concord. (A) Ammontonare, Am-mon-to-nà-rc. Att. F. de’Romani. Ammontare, Ammassare. (Da montone grosso monte.) F. Ammontonato e Auimoutare.(A) Ammontonato , Am-mon-to-nà-to. Add. ni. da Ammontonare. Lai. acer- vatus. Gr. énimpeoSni;. Segn. Mann. gemi. 22 . 2 . Tutti dovranno quivi poi starsene fitti insieme, ammontonati, ammassati come una catasta eli vittime che , sempre accese, fumino in sacrifizio dell’ira divina. Ammonzicciiiare, Am-mon-zic-chià-rc. [All.} Lo stesso c/ieAmmouticchiarc. P”. Aminoli tare.(Da ammonticchiare,come piazza da platea.) Lui. congerere. accumulare, Gr. «/zot , swoé/sev, Cr.8. 7 . <5*. Si turi con cera e con loto il suo pertugio perlètlissimameute, e s’ ammouzicchi la terra infili sopr’ esso. Ammonzicciuato , Àm-mon-zic-chià-to. Add. m. da Ammonzicchiarc. Lai. accrvatus. Gr. ètumpsj^ds. Cr. 6. 20 . /. Si colgono del mese eli A- prile c di Maggio , quando son mature, e si lasciano ammonzicchiate olio giorni, acciocché si macerino. Ammorbamento, * Am-mor-ba-mén-to. Sm. Morbo, Fetore,Puzzo. Casini. Berg. (O) Ammorbante , * Am-mor-bàn-le. Pari, di Ammorbare. Che ammorba. 7'està irò. Berg. (O) . „ . Ammorbare, Àm-mor-L.Wc. [ÌV. «w.j Esser compreso da morbo , da mfiirnn- tà , Ammalare. Lat. acgrotarc* Gr. vqg&v. Petr. cap. 5. Coni’ uom eli’è Scino, e’n un inomcnLo ammorlia. JJern. lUni. iy. Che s’ellu ammorba, ccl ci la liìsci sola oc., Si vedecli’ci meutiva per la gola. 2 —Putire, e dicesi de' pessimi odori' quasi di egli inducano morbo col lor fetore. Usalo anche nell’alt . Eir.As.fò. Assaltato, la mercè di quelle bastonale, da una sdrucciolevole soccorvenza, schizzando come vm nibbio, eli loro una parte nc ricoperse,uu’altra zie ammorbò con queii’odore. 11 . 35.Sbrnffi fetenti sc.irirajjdo e rutti,In un tempo spaventa e ammorba tulli. 3 — Essere eccedentemente odoroso. Buon. Pier, f Non vale dir die fusse ben vestito , Ed ammorbasse di moscado. 4 — * Eig. Dicesi dì ciò che corrompe c guasta lo spìrito o il cuore. Av. Eur. 3i. Ma se 1*infornai peste u’negramenic Awicuclfammorba, infètta od avvelena. (A) 5 — Annojare , Stordire , Rompere il capo 5 ed è voce popolare. (A) ' Ammorbare diti', da Ammalare , e da Appestare. Ammoì barc ha molli significali: in quello di esser alletto da morbo è sin. di yhwnu.lare , Molare , Infermare 5 non cosi quando significa render gli oggetti puzr /olenti. Appestare è affine ad Ammorbare ; se non che esso esprime propriamente V effetto del putire , che deriva naturalmente da’ morbi e dalla pestilenza. Inoltre Ammorbare perirebbe dirsi de 11’ essere eccedentemente odoroso} non cosi l’ Appestare . Ammorbateli^, Àm-mor-badèl-lo. [Add. m.] dim, di Ammorbato. Berti. Cotr. 8. Bruito, impiccato, ghiotto, auimnrhatcllo. Ammojioatissimo, Àm-mor-ba-tìs-si-mo. [Add. tu. ] sup. di Ammorbato. Fr. Giani. Pred. li. Si mostravano ammorbalissimi dal lezzo di lauto enorme peccato. Ammorbato, Am-mor-b.bto. Add. m. da Ammorbare, lue. Dar. Ann.3. 3 h. Ma, per Io fetore dell’ammorbato terreno, poco poterò dimorare nelle rovine della sepolta città. Buon. Tane. 5. 7 . Altro ci vuol che matricalc o ruta, A un ammorbato d’amor medicare. 2 — Per mctaf. Tac. Dar. Slor. 2 . 2 Òp. (guanto più s’appressava, più era il viaggio ammorbato di mandrie d J istrioni, eunuchi, c del resto della scuola di Nerone. 3 — * Usalo anche , ccwztf sn$t. (A). Am.morbatore, * Am-mor-ba-tó-re. Nerbai, m. di Ammorbare. V.direg.fS) Ammuubatricf. , * Am-mor-ba-tri-cc. Verbal. f . U. di reg. (0) Ammorbidametìto , Am-mor-bi-da-mcu-to. Sm. Td ammorbidare. ■— , Mor- bidamento, sin. Lai. Ienitas, pai pus. Gr.p.%ìa:/p.a ., [ Fig. Accarezzamento, Lusinghe, per rendere mansueto ad agevole. ] Ammoiiridare morbidire, Rammorvidare , Rammorvidirc, sin. Lai. lenire, mollire. Gr. /Asclofaroiv. Cr. 5. 22 , 8. Le fpescheJ mature ammorbidano il ventre, e Je non mature lo sfnngoiio E 5. 12 . 0. Questa arte 1*ammorbida e matura, c dà loro sapore, e velocità a smaltire. 2 *—■ Per metaf. Addolcire. Beco. noe. 5o. 8. Egli non è alcun sì forbito cc. , nè sì duro o zotico , ch’io non ammorbidisca bene. » Fior. S. Frane. /z.] L ’ ammortare. — , Ammorzamento , sin. Lat, extinctio. Gr. Cr. 2. *' . furore sulla piazza di S. Cuoce , gridarono; sacco , sacco. Ahmotisato, * Am-mo-ti-nà-to. Adii. in. da Ammotinare. Asìmotin attore , Aiii-ino-ti-na-tó-re. inerbai, in. di Ammotinarc-wu (Si ammollila o si ammonita. O. e di' Ammntinatore. Faust- {. ^ Anmotisatrice , * Am-mo-ti-na-trì-ce. F~erhal. f. F. di reti- Ammotinazione , Am-mo-ti-na-ciò-ne. A/. Lo stesso che cC . r lo. Sper. Oraz. zf L’ammotiuazion di costoro co’pari l° j0 Ammotinamento. (B) S^^nìì A-mmottaniento, Ani-mot-ta.mén-to. Sm. Lo ammanare. Franti) ^ dimenio della terra ; e il luogo altresì scosceso e dirupato. F’d c ^ F, Ammottare , Am-mot-tà-re. [N- ass.] Lo scoscendersi che j l f < ; ne’luoghi a pendio. Smottare, Fmnare. [ Lat. defahi- . 7rrs»y, ] ( Se In idea di motus moto paresse troppo gcncri^^j, fi ammottare potrebbe trarsi dall’ebraico; poiché in questa d c o namol vale smuoversi, scorrere, tubare, dìlabi : e mot 1 ‘ ^ smuoversi e dello scorrere. ) . Ammottare diff da Smottare , Franare , Lavinave. S 1CC ^ secondo la comune intelligeuza significa qualunque rialza® '^ f ^ i>5 ralc o artificiale di terreno al di sopra del livello del Ammottare dovrebbe significare fare una motta, c Smottar^’ muffa. Franare, derivato tfo frana, esprime la precipitazione éj, che per la corrosione dell’acque si stacca da’ monti, dagl’ ? ||n antichissimo, derivata probaq 1 l ^. (0 ( j'y,r : j>er la corrosione oeu acque ripe. Lavinave voce di uso supei scorre al basso trasportando seco sovente amen c case. Ammottàto , * Am-mot-tà-to. Add. m. da Ammottare. V* ^ A àmmottinare , * Am-mot-ti-ìuVre. Att. e ri. pass. Lo stesso p tinarc o Ammulinarsi. A . h. Fr. (O) fo$^ ‘ ’ aulico labendo , esprime lo smuoversi che fi del 'proprio ^ c iof al ' uperficic
  • , a ■—* Per metaf Movimento, iniiod. Vin. fo, Protìfnarìa c a d’animo a rispondere a parole che siano ditte. (Pi’) ✓ A er^ MMT0 - ( A S>--) Am-n Tare. (A] AMMOZZAMRNTO AMNIOMANZIA i-moz-za-mèn-to. Sm. Indurimento della terra i ^; l .r n r a - Ta ^- co qì 0( \"'- 11E * (Agr.) Am-moz-sù-re. ZV. pass. ( Quasi dividersi in mozzi , a ». (A 11 P e ( z ‘ di terra spiccati dalla massa. ) —, Ani mozzo lare, sin. P're.' ll ^ )1II ? lcnA > Indurirsi, Ammassarsi, come quando la terra s’ im- si s f ls . ce . jA umido. ( Dall’ ebr. inalza , premere, exugere. ) Tavg. Se Am M i) ‘ 1,11 * a terra , o se troppo si ammozzi e stivi. (A) (N) 4 ,*^ (As?r.) Am-moz-zà-to. Add. m. da Ammezzare. (A) Amiiozz CARE ’ Am-moz-zi-cà-re. Alt. Tagliare a pezzi. V. Ammozzicato.(A) p e f- C p° > Am-moz-zi-cà-to. Add. m. da Ammozzicare. Taglialo a ticellì trucirlatiis. Gr. Tur. Dee, 3 . Segregati in mon- Al, Moz/ 1 CHr P' degli ammozzicati nemici. y ((| „/ 0 j: iRE s Am-moz-zo-lù-ro. N. pass. —, A.mmozzare, sin. Esp. Fis. dio calcinalo, pestato in un mortaro di ferro o di brou- riu’nj 11 ra ffina nè si polverizza ; ma quanto più si batte , tanto più si Am ll0Zz ce e s’ ammozzola. (A) (n f(J!(i 0 . LAT ?) Am-moz-zo-là-to. Add. m. da Ammozzolare, ( Dal bit. Picco) a i ,lcc( d (l massa e quindi terra ammozzolata è terra divisa in carezza da Giunone a dormir seco? AI!E > Am-mu-i-nà-ic. [Att.] Lo stesso che Ammoinare. V- S n t( : T0 i Am-mu-i-nà-to. Add. m. da Àmmuinare. F. Àmmoinato. Dati t ] r ° 5, tose. 1. 207. In vece ili dormire ignobilmente ammutii pia" 1 * *°‘° canto. E Disc. i. 112. Senza ritegno e irresistibilmente , Sliuoi? eie , (PPa musica gli piglia ; e, ammuiuati, si dimenlicano de’ ii- Ab’Mti-sjjj’ “Ale case , ec. A, btn 0 - S T°) Am-mu-ni-mcn-to. Sm. Lo stesso che Ammonimento.^'. £ però 1UZI ° lle ’ admouitio, praeceptum. Gì'. ùm6/,r.o. Coll. SS. PP. . c gli . n ° n s °no da seguitar forme, uè da ricevere gli ordinamenti z ar Omuninrenti di tutti i vecchi. ^ c ° r dan C1 * aillei1 * 0 ’ testamento. Sen. Pist. 124. Del preterito poco si 3 ’b'bicnto°l^ e bestie) nè giammai so ne ricordano se non per aminu- Alni cos e presenti. ( Il lat. lia : praesentium occursu. ) (Pr) A 1,110 am" ment0 - Tot. monumentum. Falci-. Mass. O Catone, Utica è bMo s , s 'bonimento del tuo chiarissimo partimcnto di questa vita. S am’ Am-mu-ni-re. [Att.] F. e di’ Ammonire. Grad. S. Gir. 20. munisce lo suo prossimo , che egli si levi dagli suoi peccati. S‘S n - del ( di Ammonire, [usato anche in n. pus/.} La!, rc- ìitiize n Cron. Mordi. 2‘Ì2. Vedrete innanzi, come in l’i- tìg. j, u ostri capitani della Parte s’ ammaniva. Segr. Fior. Star. A , se pure ne ainmimivano alcuni , erano pochi. E 3 . 80. Che loro nimici fussino confinati e ammoniti vollono. sos t ’ Am-mu-ni-to. Add. m. da Ammunirc. Usalo anche in fòrza J c lvg at| ' ls ,,e ^ dgn. de! §. )■ di Ammonire. F. e di’ Ammonito. Lat. i ,a fia eoo)- r ‘ i &P‘ 7 P-i v0 5 - Cron. Morell. 2 8g. I detti signori prcsono “• 7 i?. Ottantuno di poter restituire gli ammuuiti. Segr.Fior.Stor. ^ ^ 8 'stra*'.fi 110 !!' che in Firenze sono privi di potere esercitare i ^ ^ 1 ’ S À chiamano ammuniti. A^'bùnit ° nc '° 5 Pronto. Introd. Firt. 85 . Son certa che sempre state PCr ^ lle a d'° di queste allegrezze. (Pr) dtiionjq* 6 ’ Am-mu-ni-zió-ne. iSf F. A. V. e di’ Ammonizione.] Lat. 1 Abbini-,- ’ biomtum. Gr. -n.zOzzr-.i/. G. F. . 76 '. 2. Onde elli per lincila . S ÌKn,fi° nc . si '«vi daosle. ‘ 1 a rc ain, ri .'r az,onc 1 Monitorio. G. V. 8 . 34 g. 2. Facendo per sue let- Au° Vcs serrv n ,' zi . 0ne a tutte le città e signori di sua legazione, che lo ■^bbiri» bbmdire. ’blC A ; '■«o Se. Aid-i mu-ri-cà-re. [Ari.] F.A. Ammassare e Ammontar Se?* ^tthessid. V. Ammuricciarr. Lat. congercre, accrvarc. coV* muro -') Paliad. E pietre bianche minutissime, mi- » Dri ca To r f na ’ v’ammurica suso e d’intorno. a ’ ■^■ m_ rnu-ri-cà-to. fì dii. m. chi Amuiuricare. A . Lat. con- 1 ^tro ^ lCes } propriamente delle bestie.] Dant. Purg. 26'. 'ò/p Così 1 q Ps<ì ^ spi a r °j Sc ^* e . ra ^ runa S* ammusa 1 * una con l’altra formica , A.\ Ju ^nso .{Inr ‘ or via e lor fortuna. But. ivi; S’ammusa, cioè tocca JW 0 t *T 0 * » llla 1 ° muso dell’altra. j. Am-mu-sà-to. Add. m. da Ammusare. F- di reg. (O) > m -buHà-re. JST. ass. Lo stesso che Ammutolire. Lat. ob- mutcscere. Dant. Purg. 26. 67. Non altrimenti stupido si turba Lo montanaro e rimirando ammuta , Quando rozzo e selvatico s’inurba. Ammutinamento, Am-mu-li-na-méu-to. [V/m] Sollevazione de’soldati o del popolo. L’ atto di ammulinarsi. Lai. seditio militimi, liimultus, conspiratio , deiì.'ctio. Gr. arem;. Segn. Star. 4 - 1 ^ 4 - N’ era insospettito per un ammutinamento ec. , di cui egli era capo. Ammutinamento dii!', da Ribellione, Cospirazione, Sedizione, Sollevazione. L Ammutinamento e 1111 atto di idioma, particolarmente militare. La Ribellione è un attentato manifesto e violento de’ sudditi diretto immediatamente contro il legittimo Principe, o contro ai dritti inviolabili della sua autorità. Se questo attentato (si pratichi per vie segreto da cittadini 0 sudditi potenti confederati tra loro, per operare una rivoluzione nelle cose pubbliche, dicesi Cospirazione o Congiura. V. La Sedizione è un movimento ile’ popoli con cui manifestano il loro scontentamcnto contro a'magistrali , a’ministri, du’quali sono osi credono oppressi ; e però cercano scuotere la subordinazione ai medesimi, senza mancare a quella dovuta al Sovrano. Se questo movimento si dittimele , tal che comprenda gran numero di malcontenti e città e provincie, e porti seco la inobbedienza allo stesso principe, si dirà Sollevazione. V. Ammutinante , * Am-mu-ti-nàn-te. Part. di Ammutinare. Che ammutina, o si ammutina. F. di reg. (0) Ammutinare, Am-mu-ti-nà-re. [(V. ass. e più comunemente n. pass.Ribellarsi, Sollevarsi, Partirsi dall’ ubbidienza elei principe o del capitano , ed è proprio di moltitudine e di soldati. ] —, Ammotinare, Abbotlinare, sin. Lai. seditionem làcere , tumultuare. Gr. urowiz noieìaScn. ( Dal gr. moihns tumulto, sedizione. ) Gtticc. Star. «9. « 18. Dovendosi dare a’ tredici dì di Luglio nuovo assalto a Lodi ,i Tedeschi s’ammulinarono. Ammutinato, Arn-inu-ti-nà-to. Add. m. da Ammutinare. —, Ammutinato, Abbottonato, sin. n Segn. Mann. seti. 2Q. 4 - Nella sconfitta degli Angeli ammutinati conira di lui. (V) Ammutinatore , Am-mu-ti-na-tó-re. Ferbai, m. di Ammutinare. Che ammutina o si ammutina. —, Ammutinatore , sin. LmI. seditiosus. Gr. ffraviwrizo'?. Acc. Cr- C. ÀI. (A) Amjiutinatiiice , * Am-mu-ti-na-lrì-ce. Fcrlal. f. di Ammutinare. V- di reg. (0) Ammutire, Am-mu-tì-re. {N. ass.] Lo stesso che Ammutolire. P. Lai. ob- /nutesccrc. Gr. xtsfòL'zdcu.. Grad. S. Gir. Poro si confondano e ammutiscano tutti quelli che si studiano di lodare altrui in faccia. 2 — * Perder la parola per timore, spavento , o vergogna. Booc. Il poveruomo ammutì per un poco. (A) 3 — * E n. pass. Ammutolirsi. Filìcaja. JY. Sp. (O) 4 — * In sign. att. Far ammutire. Galilei. JY. Sp. (0) Ammutito , Am-mu-tMo. Add. m. da Ammutire. P. Ammutolito, T^at. obmutescens. Gr. Fr. Jac> T. 5 . 12. 8. E rapilo in tanto amore, Clic ammutito lo fa stare. Ammutolare, Àm-mu-to-là-re. [iV. «sj.] F. A. V. e di* Ammutolire. Lat. obmutesrere. Gr. xw^a^at. Frane. Sacck. noti. /fi. Gli ambascia- dori sorrisono un poco , ma quasi ammutolarono. E nor. So. tit. Bo- ninsegna Àgnolini , cssenilo in arringliiera bollissimo dicitore , su quella animutola come uomo balordo. E appresso : lutino di’ io giunsi al passo dove io ammulolui. Ammutouato, Am-rau-to-Ià-to. Add. m. da Ammntolare. Che ammutolii. F.A.F. e di’ Ammutolito. T^at. mutus. Gr. à). aÀog. Introd. Pivi. Il decimo di usciranno le persone delle caverne, come smemorate e amimi- tolatc. Fat». Esop. iyo. Ma ogni amico m* è ammntoiato, e sta da lunga. Ammutolire, Am-mu-to-lì-rc. [jY. assi] Perder la favela^ Divenir mutolo. —, Ammutire, Ammutare, Ammntolare, sin. Lat. ohinntcscrrc. Gr. xufKaOca. Fr. Jac. T. Ond* io, s’i’vo’parlare Oi te, ammutolisco. E altrove: Ammutolisco alquanto iVel dimostrar di fuore. Tac.Oav.Stor. 3 . 3 o/f. Prima ogni cosa ammutolì. AI or. S. Grog. /J. pr. Vide gli a- rnici gridare ec., videii per rispetto delle sue percussioni ammnlolire, 2 — [ Per metaf. ] Dicesi altresì degli occhi delle viti e degli alberi quando perdono le messe. 3 — Jtt. Render muto. Fr. Giord, 2ig. Vedi il peccalo come ammutolisce 5 clic: questi mondani peccatori mai non lodano Iddio. , . ed liae loro turata la bocca. E 220. Ancora il peccato ammutolisce nellucon- fessione . . . che gli serra la lingua. (V) Ammutolito, Am-mu-to-lì-lo. Add. m. da Ammutolire.—, Aminutolaio, Ammutito, sin. Lat. obmutescens. Gr. xwp, Dav. Agr. CSp. Voi lo vedete colà, come egli è ec, attornio, sbigottito, ammutolito. Alleg. 282. Una volta sto (piasi ammutolito ; Un’ altra grido , e lbrse con più Iena, Clic chi bandisce l’asino smarrifo. Amnesia. * (Mcd.) Am-nc-si-a. Sf. P ■ G. Lai. amnisia. ( Da « priv., e mnesis memoria. )tS'ospensione ì Diminuzione 0 Perdita della mc/nor/u.(Aq) Amnestia , * Am-ne-sti-a. Sf. Lo stesso che Amnistia. P. (O) Ams ' * " * 7 11 ' n ~ n f Am 1 - Amnio. (Anat.) {f.a seconda o interna membrana , sierosa , sottile, quasi trasparente e di Firma ovale , che rinchiude immediatamente d .feto , il quale ivi nuota in un fluido che dicesi Acqua dell’ animo.—Amn.os, sin.] Lat. anmion. Gr.kp.dov. Red. Leu. 2. 171. Si trovo che rinvolti al solito erano, come moltissimi altri animali, nelle tre tuniche chiamale corio, amnio, callantoidc. E 17*- Nell’animo trovavasi un altro liquore bianco, simile alla chiara dell’uovo./s, appresso: Aperto lo stomaco, si trovò pieno pienissimo ili quello slesso liquore bianco che era nell'animo. Amniomanzia. (Leti.) Am-nio-man-zi-a. S'f- F. G. Lat. amniomantia. ( Da anmion 1 ’ amnio , c muntili divinazione. ) Specie d’ indovina- mento che si fi considerando la membrana interna che copre il feto nell’ utero chiamata amnio. Per ben intendere questo termine bisogna sapere che pel ventre della madre il feto degli uomini è inviluppato in due membrane ; ! una esterna , chiamata corion , e l’ altra inter- 2 Q 0 AMNIOS uà, delta «minio ; e .siccome queste membrane escono qualche colla unitamente al feto, e gli coprono la testa ed il viso , così alcune persene credono , dall' osservazione di tali membrane , se sono di color vermiglio o livide , di pronosticare la buona o cattiva fortuna. Indi è che d'uomo fortunato suol dirsi : Egli è nato vestito. (Aq) Amhios. * (Anat.) ’Am-ui-os. Sm. Lo stesso che Amino. V. (A. O.) Amhiotato. * (Chim.) Am-ui-o-tà-to. Sm. Sale, formato dalla combinazione dell’ acido amniotico con una base salificabile.Lat.ammot:is.(A. 0 .) Amniotico. * (Cliim.) Ani-iii-ù-ti-co. Add. m. Agg. di un acido che rin- viensi nel lìijuore deli’ allantoide della vacca , e perciò sarebbe più propriam. detto Allanloico. V. Aimiico. Lat. aninioticus. (A. O.) Ammari. * (Mit. Gr.) Am-ni-sì-a-di. S. e add. f pi. Ninfe di Diana nell’ is. di Creta, così dette dal fiume Amuiso. (Mit.) AMJisio.*(Geog.)AiU'ni-si.o, Amviwn.Chtà e fiume dell'isola diCrela.ffi) Amnistia, Am-ni-sli-a. SfV. G. Lat. amnistia. ( Da a priv., c mnestia memoria, e vai dunque privazion di memoria.) In origine, Legge d’oblio fatta dal popolo di Atene, allorché fu liberato dalla tirannia da’ Trema ; in seguito fu detto così ogni decreto di perdono generale che ì governi concedono ci ribelli o ci disertori. Accad. Cr. Mandandogli per le boscaglie , dove s’erano ritirati , a proclamare da sua parte, e in nome del re , amnistia generale. (B) Amnistìa eliti’, da Indulto e da Perdono. E Amnistia propriamente è il perdono generale, che un Sovrano concede spezialmente ai sudditi ribelli odiseriori. Indulto vale anche perdono generale; ma nel senso ecclesiastico è propriamente ima sorta di dispensa dalla legge , concessione, permissione, privilegio cc. V. Indulto. 11 perdono è di più ampio significato , ed indica la remissione o di una diesa ricevuta, o della pena che si merita per la colpa. V. Perdono. Amkiti. * (Gong.) Am-uì-ti. Popoli poco cogniti anche agli antichi che no parlarono. (G) Ambone, * Am-nó-ne, Amnon. N.pr.m. Lat. Amnon. ( DalTcbr. amna verità ; e vai dunque Verace. ) (fi) Amo. [ Sin. PI. Ami ed Amora.] Piccolo stivmentn (tacciajo da pigliar pesci , uncinato , con punta a guisa d’ancora ; legasi ad un filo di setole di cavallo, che si chiama lenza ; in esso s' infilza V esca ; venendo il pesce a iugcjarla, vi retta preso. Lat. hatnus. Gr. «’/xtorpsv. Ovid. Pist. Ora ingannate gdi uccelli colle reti, ora i pesci cogli ami. Cr. io. pr. 5 . De’ pesci anche, come s’ ingannino con reti, ceste , a- mora e calcina. Lab. 117, I cattivelli clic attorno vanno, avendo nel- l'esca nascosto V amo, prendono senza lasciare. 2 — Per similit. [ Insidia. ] Petr. som iti 3 . Nè però smorso i dolci inescati ami. Vani. Purg. 1/ P- Ma voi prendete l’esca, si che l’amo Dell’ antico avversario a sè vi tira. Fr. Jac. T. 2. ih. Sef. Che al- l’anima di' è presa Gli ami gettato hai. 3 — *(Bot.) Ami diconsi quelle spine o setole uncinate che son poste aT V estremila di alcuni semi. Lat. humus, hamulus , uncus. (A. 0 .) 4 — * Prov. Andare a pescar coll’ amo d’ oro = Mettersi a rischio di far gran perdita suda speranza di poco guadagno. (Van) 5 —. * Come l’anguilla lia preso 1 ’ amo, bisogna che vada dov' è tirala. V. Anguilla. (Van) A moa. * (Geog.) ’A-mo-a. Città della Palestina ; è V antica Amaut o Emaus , poscia nominala Nicopoli. (G) A modi. Posto avverò. Lo stesso che A modo. Sali. Giug. i 5 s. 53 . Nò quel tempo, a modi degli altri consoli, conccdeo all’ozio. (V) A modo. * Posto avverbiahn. vide Come, In guisa, In maniera .—, A modi, sin. Lat. instar, ad modum , in modum, modo. Gr. òi'xij*. Poco. nov. 6f. ì 3 . A modo del villan matto, dopo danno fe’patio. M.Aldolr. Che al sapore sono dolci a modo di zucchero. G. V. 1. 56 , 2. E fecion- vi due risedii a modo di castella. Tes. Br. 3 . a. Altra gente v' è che hanno la tosta a modo di cane. 2 — A misura, Con moderazione. Fr. Giord. 166. Questo è facendo troppo digiuno ; onde digiunare dei a modo. (V) 3 — * Col v. Fare :=; Operare in modo conveniente. (O) 3 — Fare o Dire a modo proprio 0 tl’ alcuno, cioè Secondo la volontà o il consiglio proprio o altrui. Lai. parere alieni. Glorivi jtsi- OssSm. » Segn. Mann. magg. 10. 4 - Quest’alto amore alla tua volontà , al tuo giudizio , al tuo genio , al tuo compiacimento che provi in fare a tuo modo. (V) 3 — E con alcuno aggiunto, come A mal modo e simili, pur si usa frequentemente. 4 — A modo alcuno ss In alcuna maniera. Lat. ullo modo. Gr. tivù •epòmv. Pi,7. sL. j 3 cardamomum Lin. ] Serap. 104. Amomo, ec. lo colore del sn° (|||] } pende in rosso, ed hae molto buon odore. Ar. Eur. 34 - fò- • peff’ sassi , e molti alberi tronca Che v’eran, qual d’amomo cqual < 1 1 fi [Frutto dell’amomo ; ed è una coccola tonda e grossa colf ne grossa bei granelli rgh. Rip. ’ò/fi. Egli fu il primo che comin- e cli e j i c ° n ^ ra ^ arc co’colori alcune guarnizioni ctl ornamenti ri’ oro , ■ a i»orr| CV ì' SSC v ' a 111 gran parte quelle fregiature che si facevano d’oro V„. * ?r 0 s bo, °- Ajioh e 1 °S 0 A-mòr-di, Amardì, Amarbi. Nazione Scita. (G) 7 Uuit( ( 'i 10-1 c * ^ ^ ,n ' Desiderio di qualunque cosa , procedente dalle so Cl *^ P la ccfiti di essa $ ovvero Passione per cui l’uomo c mosso ver - piacevole , e ne fa V oggetto de' suoi desiderìi. ■—, amor. Gr. spai. /lui. Purg. 18. 1. Amore cc. è prensiv n IOI ? e i. na '™ a * t -’ dell'animo, cioè della volontà, mossa dall’ap- 1 aniinn i ° ;l c ° sa piacente. E appresso : Amore è una potenza che ha A MORDENTE Axnorc niente altro è che disio di, D, — _ uitiu v luv uioic' ) u i| Kuit. ^ comeche sia^ ci 16 ci è piaciuto si gira ; perciocché amare senza disio ?* può. (lì) lsl denn ,i e . ,ve nia ""-' ' u bene di se stessa, il quale, se esce del convenevole , Ù è an )r) P/ ^ 0 'P i e che dicesi l’Amor proprio. Pass. i' : ) 4 - Amare sè per a ^lanmi Y‘ ,£TOS o, principio e cagione d’ogni vizio ed’ogni reo alo; e i ~~ [ D e * araor proprio. (V) ■fc' n inìiiQ lt ‘ c, l ° c ' le m tette le specie di animali ha il maschio per la dicesirteli 1 Uasta l ,cr quella , procedente da naturale inclinazione -, e hito dal/ Lt '" n( \ adular carnale e Concupiscenza,che se non è in luirnode- l’ift. T„ 1 ru gione, diventa passione libidinosa e disordinata. ] Fior, di Jr.. ^0 Oliare i ■ .... clic nu'j 0 ' v0 &liamo che tu sappi clic questo amore ninna altra cosa c ‘‘'lidinp U ' razioll al ) ile volontà, nata danna passione venuta nel cuore per 'noria c s0 .puiccrc che agli occhi è apparito, nutricato per ozio da me- , ? cvi , Pnnsieri nelle folli menti , cc, Lab. 1 og. Vedere adunque '-l'Ilo’rw, ai;1,lc essere una passione accccatricc dell’animo, disviairice tl :'W(lcll gH0 ’ ùigrossatricc, anzi privalrice della memoria, dissipa- (siciv a ,, ( ^ It-r ce-nti facoltà, guastatrice delle forze del corpo, nemica della . 1 " e finii" vecchiezza morte , ec. Amia. Ant. 34 . 2. 12. II vizio 5ln he d’an' l ' a l c S§e'rmente nasce d’ozio; che amore veramente è detto pas- *l , '' | niin. iU1! ì 11011 occll P" ,a - Alberi. 8. L’amore è una passione nata dentro tllUl >iiiiL’ C proviene per la visione, e per troppa pcnsagionc di forma N* .° maschile, ix’r la quale la mente si desidera ed elegge so- 1,11 c dell’ 1 cose d’abbracciare quello che ama; e di volonlade dell'ileo " 'dtro, ogni cosa esser compresa ne’comandamenti di quello s< ì c , 0 itcl >re " ^ 9' L’amor dell’ uomo , come lagrima, dagli occhi na- j'ictto |y l' , ' tt - 0 cade. Dant. Inf. 5 . 12 7. Noi leggevamo un giorno por f, f lì Lancillotto, come amor lo strinse, i? Inf. 11. 55 . Questo mo- / ' r a q u , 0 P ar ch’uccida Pur Io vincol d’amor che fa Natura. Pelr. c. 2. “ ^'COe w y e l - .‘ avo losi e vani amori. q a e, ‘°. else fi uomo ha della donna e questa di quello, accnmpa- 111.. sa, 1 , virtù.} Cavale. Me a. cuor. Amore è ), u 'lìi Uni Jl >,nlal benevolenza e d f'^ia „ * Vd che trasforma l’ama rio-: 5 sUar.U .— ... iì >leslì '.I" a l e tu vedi, c d’ animo parimente e di corpo. (B) et- »Ki/. 0 c ^ e l ,a buomo del bene dell alti* uomo : se del padre o » e > c , ' e .l’cl' figliuolo, dicesi amore paterno 0 materno; se dei fili ■ fnn'n h,r ‘ > liliale ; se deir un canjuge per V altro , conjngale ; ""ci'/.in , to 0 sorella per sorella o fratello , fraterno ; se tra eguali, *<«,0 fì’i le Vc, 'S 0 il ' i asi ^ luntropia.] j _ B !^u, Baco ..,.. t/, P es icleic Ut ,j S1 dava d ‘ pl“ maritarla. (| f "Uoiij rj l ’.\. c .ht terra ove si nacque o si elesse stabile domicilio, a CaV° diceJ' \ 11 c ‘edi di essa, e delta, prosperità df! proprii conciVadi- (j; Aln °r della patria, Amor patrio. Amm. Ani. 2. 6. 4 ■ Ij® 5 ^'9 è nn t ^" CS ^° ar ? ore P are c l ,c toccni Porfirio , quando dice che la ijj IBesùJe s f ro cominciamcnlo, siccome c il nostro padre-(R) Ani l ° dctt’uomo verso Dioiche anche dicesi Amor ai T)io, Amr>f di ^ cl r - San ^°> vera Carità, ed è desiderio di urtavi in ispiritn con L’amor di Dio cc cariladc di cuor puro c 5 "’te appj; 3 '’?uu e di fede non fittizia. E appresso: L’ amor di Dio ititi'' 0 - Que? 210 * 1 . 0 d ' cuore, d’anima e di mcnlc a Dio amare. /'Hoc. liif,'^cr pre °. ' buono, il diritto e’1 leale amore, il qual da tutti e,,. 1 Corvrjp. 50 ' fiueslo il sommo e primo Creatore tiene alle sue crea- I. « qu t \ ! c loro a lui congiugne. Rita. ant. Guitt. Si). Infondi in , ti,.'‘ 1 S. ]Si ‘ Vi '"' amore, Che tira l’alma nostra al primo loco. »Dant. ® Spi r 'f 11 ' 1 volonfadc,in cui si liqua Sempre l’amor che dritta- f W -’ù'flor’d' 0,ne cupidità fa nell’obliqua ,(P) ^uiil °Pcra(oj! VIt i °2 ^ l 51 'imo Amore significa lo stesso Dio in quanto pii, Gant l ^ ene delle sue creature, e segnatamente lo Spirito le era con lui, quando P Amor divino Mosse da H e u s . e belle. E 3 . 5 . Fecemi la divina Potestate, La somma V \>iho d \ •‘ ,n ° Amore. ji 7 ’’' 94. a» c ^ le anc he dicesi Amor supremo o superno. Ar. ^ v. 1 *^Pcruo S ' to motl te alla lor vista occorre La santa terra, ■^"liulo- e lr P ore Lavò col proprio sangue il nostro errore. (P) 1 n el nutn. del più Angeli. Dant. Par. 2g. In sua ctti- AMORE 261 nita di tempo fuore , Fuor d’ogni altro comprender, come piacque , S’aperse in nuovi Amor l’eterno Amore. E ivi, 32 . E-quell’ Amor che primo li discese Cantando, Ave Maria , gralia alena , Dinanzi a lei le sue ale distese. (P) 0 1 11 — Bealo ; e nel pi. Anime beale ardenti di carità. Dànl. Par. 19. Cosi un sol calor di molle brago Si fu sentir, come di molti amori lisciva solo un suon di quella imago. E ivi , 24. Cosi spirò da quell’ a- more acceso ; Indi soggiunse, ec. (P) 1 a Per vezzeggiativo , Amore chiamasi la donna amata , il fgliuolino 0 simile. Dant. Conv. ^ 44 - ^ ■* P adl 'e dice al figliuolo : amor mio. » Cecch. Assiuol. 1. 1. Coinè egli in grazia dell' amore? f Parla della innamorata. J (V) i 3 — Il drudo, l’amante. Beni. run. 1.112. Clic fa lo mio amore ? » Ar. Eur. 45 . 25 . Bradamante alla corte andò col padre, E quando quivi non Irovò il suo amore, Più non le parve cc. (M) Ovid. Pist. Vogliano gl’ Iddìi che così mala partenza faccia Elena dal suo amore. (Pr) 1 4 . —* In generale A mor mio è un chiamare per vezzo chicchessìa, e in ispecie fanciulli. Vit. S. Gio. Bai. igj. Per desiderio di tenerlo con loro, si il menavano: vieni, amore mio ^ che ti leggerò la lettera ; ed egli lietamente andava con loro. (V) 1 5 — Genio, Buona grazia, Basscgnazione. Cavale. Med. cuor.iSi. Li santi Padri molto lodano le infermila, porlate e con amore c pazienza lieta. E 160. E questi cotali persecutori dobbiamo con amore supportare. E 110. Se la tribolazione viene da Dio , è da sopportarla con riverenza cd amore. (V) 16—Volontà,Desiderio.Cat'iiIe.Es/ms.A'imò. 1. 148. Cioè oh'egli(C?'isto)non eh he amore di regnare temporalmente sopra il mondo ; onde fuggi ec.(l 7 ) 17 — Andar in amore: Dicesi degli animali quando si sveglia in loro l' appetito libidinoso. Lai. in venerem rapi , iti furias ignemqtie mere. Virgilio. Lib. cur. malati. Le vipere sono da prendersi prima che vadano in amore. Beni. Ori. 2. 1. 3 . E da strano piacer commosse dentro, Van le fiere in amor per le foreste. 18 — * Aver amore = Amare , Portare affezione. (A) 19 — Aver l’amore di uno s= Conseguirlo. (A) 20 — Essere o Stare in amore di uno = Essergli in grazia, in piacimento, Esserne amato. G. V. 8. 70. 1. Il Cardinal da Prato era in Firenze , c in amore del popolo. Vit. Ptiit. S’ andò iiifiuo a Napoli, la quale stava in amor delli Romani. Amm. Ani. 3 . 10. 6. A ine lo ragionare degli antichi è sempre stato in amore. 21 Viver d’amore = Vivere di far servigi amorosi. Liit. corpore quac- sturn làcere, /ir. Disc. amm. 35 . Ed alloggiò in casa d' una certa donna, la quale vivea d’amore. 22 — * Far all’amore o l’amore — Ear da innamorato, Amoreggiare. Segnar. Cr. Instr. ( 0 ) 23 — [ Pregar una donna d’ amore = Sollecitarla contro la castità, J Nov. ant. 44 ■ Uno cavaliere pregava un giorno una donna d’ amore. 0. \ — * Intendersi d’ amore = Aver pratica amorosa. M. Vili. 5 . 5 . Avvenne che M. Giovanni s’intcndca in Milano d’ amore con alcuna donna , la quale nel segreto era al servigio di M. Galeazzo. (V) 25 — * Venir in amore di uno = Farsi da lui amare. Vit. SS. PP. 2. 2qS. E in taulo m’è venuta in amore, che innanzi vorrei morire che perderla. (V) 26—* Conoscer d’amore={ 7 sar carnalmente d’un sesso coll'altro. Saech. Nov. ( 0 ) 2 7 — * Porre amore = Affezionarsi a qualche persona o cosa, Venirne in desiderio, Vit. SS. PP. 2. 290. Vedendo lo padrone della nave la moglie d’Eustagio, eh’ era molto bella, puoscle molto amore, cd ebbene malo intendimento. (V) 28 — Sollazzarsi dell’ Mnortz=Prendersipiacere carnalmente. Fav.Esop, l 4 g. E poi insieme del loro amore si sollazzarono. (V) 29—■ * Prova iòì\ Amore ha nome o si chiama foste: Dicasi a gergo qualora alcuno dimandalo di qualche cosa non risponde a proposito. Vai - eh. Ermi. g 3 . Quando alcuno dimandato di alcuna cosa non rispondo a proposito , si suol dire : Albanese Messere , Io sio co’ frati , o Ta- gliaronsi di maggio , o veramente : Amore ha nomo l’ osto. 3 0 — * L’amore, il fuoco , e la losse presto si conosce ; per dire che tosto danno tal segno di sè che appariscono al di fuori. Serd. Pmv. (A) 3 1 — * Amore è cieco, e il nemico è sottile. Pecor. g. /■ n. 3 . (V) 3 a — Amore non sente fatica : Detto proverbialmente per esprimere la. prontezza ed alacrità con cui si opera per amore , segnatamente per carità cristiana , Cavale. Specch, Cr. 5 o. Proverbio è, che l’amore non sente fatica. (P) 33 —Modi avveri. Per amore s= Per rispetto, Per cagione. Lai. gratin, causa,ergo. Gr. br/M , Xxpw , Bocc. nov, do. 3 o.Dio il sa die ben me nc rincresce per tuo amore ; ma clic giova egli tribolarsene tanto ? G. V. 11. 72. 3 . Per amore che con Castruccio ci fu a sconfiggere ad Alto- pascio. D. Gio. Celi. Lelt. 2 5 . Avvegnaché del peccato _ ci dobbiamo vergognare appo noi, e con vergogna confessarlo ; tu Ila via, per amore delia verità e della giustizia , non dobbiamo della vergogna di fuori curarci. Fir. Lue. 3 . 3 . Donatemi per vostra cortesia uno scudo; che, per quell’amore, io dirò mille beni di voi alla signora. 34 — * D’ amore. Posto avveri. = Unitamente , Amichevolmente. (A) 35 — D’amore c d’accordo. V- 36 — (Mit.) II fio Cupido ; [ cioè quella Passione dolce e crudele, ti- mula e coraggiosa , cieca e veggente , debole e forte , de. la quale 1 Gentili fece'ro un dio che co'suoi attributi rappresenta tutti gli effetti della medesima ; lo dissero il più bello degl' immortali , ed anche il più antico ; figlio del Cielo, o dell Etere e della Notte, odi Saturno, o di Venerei o secondo Platone, della Fiochezza e della Povertà ; gli eressero templi ed altari per lo piu comuni colla madre, la dea della bellezza-, lo distinsero in vasài modi, lì rappresentarono in mille fogge,} Peti-, son. 1.P ./.Colatamente Amor l’arco riprese. E canz. 22. 1. Amor regge suo’inperio senza spada. Foce. nov. 4 1 - 8. Essendo duuqie a .Coitone nel cuore cc. alitata la saetta il' Amore. 3 52 AMOREGGI AMENTO 3- — (®. A.) Squisita diligenza che si scorge nelle opere degli artefici ; (letto cosi per esprimere /’ affetto che sembra aver essi posto nel /or lavimi. E perù Condurre con muore ima dipintura o qualsivoglia altra opera d’arte = Lavorarla con somma diligenza , e a modo che non appaja la fatica postavi. Vasar. Vit.Pit.tom. 2. c. 3 . (Roma rj 5 g ec. J (J l »vi è fì c0 i olirà lo scortar delle foglie c le vedute dorami, condotto con tanto amore, che f ingegno si smarrisce solo a pensare come un uomo possa avere tanta pazienza. (B) 38 — * (Boi.) Erba d’ Amore : Ad me volpare di queir erba eh’ è altrimenti detta , Gozzaja Erba bruciante. (À) 3 r) — * (Geog.) Amour. Lai. Amira. Fiume dell’ Asia , che divide la Tarlarla chinese dalla Russia. (Vali) Amore dilli da Amicizia , Tenerezza, Affezione, Indir* azione, Passione. L’ Amare dì ordinario è 1 ’efletto d’ima istantanea impressione, che sorprende il cuore per lo più quando meno vi siattende. L 'Amicizia si forma col tempo per la stima, per la somiglianza eie’caratteri c de’ costumi, e per la simpatia dell’ umore. La Tenerezza è più una situazione, una disposizione del cuore, che un’azione. Essa nc tempera la fierezza , nc ammollisce il coraggio, e va talvolta sino alla debolezza. L'Affezione è meno forte e meno attiva dell’Amicizia, cd è più tranquilla dell’ Amore. L’ Inclinazione non è un sentimento stabile nel cuore ; ma piuttosto una disposizione od umore, clic viene da qualche cosa che piace nell’oggetto verso il quale essa piega. La Passione finalmente è un movimento interno si violento e si vivo che l’anima ne solfre c patisce. Amoreggi amento, A-mo-reg-gia-mèn-to. Sm. L' amoreggiare ; [ dicesi propria mente di amore impudico. ] Lat. amor. Or. epa-,. Ouitt. Leu. In vani arnoreggiamenti c folleggiamenti spender lo tempo. V>1. Piti. 3 i. Se realmente vi erano dipinti gli arnoreggiamenti. Amoreggiare, A-mo-rcg-già-rc. [A'. ass. ] Fare Al’ amore. Segn. Crist. Instr. *ig. 1. 3 . Pertanto, dopo aver noi condannato ii pernicioso costume di amoreggiare, ec. F 3 . 27. /ì. Hanno per loro origine questo abuso di amoreggiar vanamente. Vii. Piti. 3 i. Si prende Penelope per 1’ opera, nella quale ella si vedesse amoreggiare. 2 — * Vedersi amoreggiare =2 Vedersi vagheggiare. (A) Amoreggiato , * A-mo-reg-già-to.Add. m. da Amoreggiare. V. di reg.(A) Amoreni. * (Gcog.) A-mo-rc-ni. V■ Amorrei. (G) Amorettaccio , A-mo-rct-tàc-cio. Sm. Nome corrotto , significante arnoiv come per carezze e per vezzo. Monigl. Dr. Di questo amorettaccio , Clic fìi meco il bordello , Io ne voglio cavar cappa o mantello. (A) Amoretto , A-mo-rèt-to. £ Sm.]dim. eli Amore ; [ma per lo più s'intende d’amar lascivo. Lat. parvus amor, amatio.3 Or. ìfi-tvi , kpazio^i. Tratt.Segr. cos. domi. Alla loro allegrezza sono accompagnati li amo retti più teneri. 2 — * Amore da passatempo. Lor. Pane. leu. Si messe a raccontare tutti i suoi amoretti con Alaci, di Rambouillet. Magid.lett. Intorno ad un amoretto. (A) 3 — [Amocìno.] 3 fenz. Rim. 1. 8i. Tal rossor nunzio è di quelli Amoretti lusinghieri.» Ridi Un. Dee. Avvi un Amoretto che regge una tavola ov’ ella dipigne. (A) 4 —[Amoretto] d’Egitto chiamasi in Toscana un fiorellino odoroso, detto latinamente da’botanici Reseda minor. V. Amorino §. 2. (Min) Amoretto diti] da Amorino. L’uno et altro è dim. di Amore; l’uno e l’altro può dirsi delle immagini esprimenti VAmor fanciullo della mitologia. Ma nel senso di affezione di cuore, un amorazzo, un a- mor leggiero c da passatempo si dirà sempre Amoretto , c non mai Amorino. Amoretto. * N. pr. m. sino, di Ameriehctto dim. di Americo. V. (B) Amorevolaccio , A-mo-re-vc-làc-cio. AJd. m. pegg. di Amorevole. Alle gr. 181. Voi non darete sempre in uno scempio amorevolaccio,come son io. E 22i). E non è tuttavia che la rogna amorevolaccia e carnaiina non ne liberi spesso da malattia di momento. (V) Amorevole, A-mo-ré-vo -1 e. Adii. com. Pieno di caiilatevole amore. Benevolo , Cortese. Lat. luimanus , benignus, comis. Gr. yilcóSpomo;. Bocc. nov. 36 . 20. Messer Negro, che antico era oramai , e uomo di natura benigno e amorevole , cominciò a piagnere. E nov. gl. (fi- Che direm qui, amorevoli donne? G. V. 12. g. 3 . Questo re Ruberto ec., dolce signore e amorevole fu. Medit. Arb. Cr. Rendendosi affabile , amorevole e grazioso a’ pubblicani. 2 — Amoroso. Lat. amatorius. Gr. ipaztxo'i. Filoc. 2. 7/. Nè il ri-pio ir- diente Apollo ec.ebbe all’amorevole passione resistenza. E nov. 8j. Ciascun sa che ninno può dar legge all’amorevole atto. 3 — Discreto , Moderato. Red. Cons. Le acque non minerali, usate a luogo e tempo con la dovuta amorevole e giudiziosa discretezza, io le crederei più opportune. (A) 4 — In forza ai sost. Amorevolezza. Fir. As. 16. E al presente quel povero vecchio, nuotando per un doglio del suo vino , tutto divenuto fioco, chiama con certi amorevoli sciocchi a bere i suoi avventori. Amorevole diff. da Amoroso e da Affettuoso.Qnesio vale pien di affètto ; ed indica qualità di cuore facile a concepire sentimenti di tenera , pura e tranquilla affezione. Basta amare per dirsi Amoroso. Questa voce però è più iuteusa nel suo significato , cd include la idea di una affezione piu sentita , più viva , e talvolta anche inquieta : In tal senso diciamo padre amoroso, sposo amoroso ec. Amorevolee- sprime piuttosto it carattere di benevolenza, di cortesia e di benignità che quello di Timore , considerato nel proprio e stretto senso. V. Benigno Amorevoleggiàre , A-mo-re-vo-leg-già-re. [ZV. assi] Fare amorevolezze. Lat. blanditias facere , perhenigne, amanter tractarc. Gr. còzzyni'-z-ya. Gmtt. Lett. Cortesemente araorevoleggiano con li amici. Amorgvoleggiato, * A-mo-re-vo-leg-già-to. Adii. m. da Amorcvoleggiare. Accolto , Trattalo con amorevolezza. V. di reg. ( 0 ) Amorevolezza , A-mo-rc-vo-Uz-za.[Sf.]Asiratlo di Amorevole. Affezione, Effetto di benevolenza, Lat. Immanità!, benignitas, comitas. Gr, $>i- AMOROSAMENTE -Ih S |CSS3 ìuvàpania.. Cas. Lett. ig. Riconoscendo in quest’affare que* 1 virtù cc., con tanta amorevolezza paterna , clic ec. y nel — Atto amorevole per contrassegno d’affetto, e si usa eia pi. Bocc. nov. 26. 17. M’ ha più di carezze e di amorevolezze j, questo poco di tempo che qui stata son con lui , clic in tutte ^ ) rimanente che stala son sua. Buon. Fier. 3 . 2. 17. E si &\, e finfH e fàvorevol tanto Di sue amorevolezze, ossequii e grazie.» C e La mia serva , che governava tutta la casa , mi faceva le n ,3 é= liiorcvolezze di servitù che mai far si possa al mondo. (A) t ; f 0 Picciol regalo o Galanteria che talora si doni altrui. £ D q||[C li battezzò ), che fossero secondo lo stato di ciascuno ouorevpff 4 — Vna certa facilita e condiscendenza analoga a ciò detto avrebbero : Indulgere vino , sonino , ec, Red. Leti. Alialo amorevolezza discreta la mano nei bere. (P) 5 ■— * Riguardo, Cura. Borg. ?sc. Fior. 4 1 $- Questo che ‘ c0 $* verità si poteva lasciare , 1* ho pur voluto aggiugricrc , p cr $$ amorevolezza di levare la fatica del pensare o del cercare a c battesse a tali scritture. (V) . „ . n nr e. 6 — [Per amorevolezza: cioè, Per dimostrazione d affetto.] 72. Si Guatatala un poco in cagnesco, pcr amorevolezza la r . lU10 r Amoeevolezzina , A-mo-re-vo-lcz-sì-na. £ ‘fib Bocc. nov. cS 8. 3. E fattosi chiamare il fanciullo nel fondaco^. p< cominciò l’uno a diro assai amorevolmente: tigliuol mio, e 0, . qu 3 ** 27 3. Noi arrivammo alla possessione di quel valentuomo , _ jj liPj noi fumino ricevuti tanto amorevolmente, ti Disc. aniin. do amorevolmente gli disse. Sai. ben. Varch. 3. 21. Non il benefizio da persona, se non da chi me lo vorrà dare ainoro' Amorevolone, A-mo-rc-vo-ló-nc. [ Adii’. m.J accr. di A inoi'cvnie- ^ i* 2 — AH’ amorevolona. Posto avverbial. zzz Con colf (lenza. 1 zfi. Quando avrò bisogno di voi, verrò alla volta vostra, c0S1 ( revolona, come voi m’offerite. fruì' 1 / Amorfa fruticosa. (Bot.) Sf ( Dal gr. a priva, e da marpbf , t0 ^ d'A ciò sia perchè i fusti di tal pianta non hanno mai in zione , sia perchè i suoi fiorì mancan di ale e di carena.), Jif'i produce molti fusti senza una determinata direzione ; i r^ft i* in spighe cilindrico-luhulate, con corolle msso-violette , 0 1,1 j lo-dorate. (B) . , gofl %■ Amorfi. * (St. N.) A-mòr-fi. Sm.pL V. G. Lat. amorpm- ^ piccoli , e Cile cambiario isuiuuinearnenu: ut /igura. ; v'|; J-,. Amorfia. * (Med.) A-mor-fi-a. Sf. V. G. Lai. diliòrmitas. yq.) p e morphe forma.) Difformità , Vizio di conformazione. ff!'p Amorfo. (St. N.) A-rnòr-fo. Add. m. Dicesi ili'cosa che ina'*' j, pcP firma, in ordine alla quale è considerala. ( V. Amorfia. ) pi 1 mineralogia dicesi Amorfa qualche pietra, roccia o massa - fissile , che non è cristallizzata. (Boss) tg ,r Amorgine. * (Archi.) A-mor-gì-ne. Sf. pi. Nome di vesti S re A del bisso che truccasi da’V isola Amorgo. (Mit) gl','’ Amorgo. * (Gcog.) A-mòr-go, Amorgos, ìlorgo. ùxt. Amorg uS - j/ Cicladi. (G) le Uff AzioR!.*(Mit.) A-mó-ri. Sm.pl. Gemetti che accompagnano ed Amore di cui dicotili fratelli, eil a somiglianza del l utl sentano.Figurano i Piaceri. Diconsi pure Amorini ed Amoria. * (Geog.) A-mò-ri-a. Città dell Armenia. — della i g t if Amorino, À-mo-rì-no. [Sm.] dim. ili Amore [nel sign. ilelff àVffi Fir. As. 3ig. Che maraviglia a mirare que’ begli Amorin* y # se non latte e sangue ! E altrove : La stessa Venere delle Grazie accompagnata da’ suoi Amorini. co K — (Bot.) Amorino * d’ Egitto. Pianta che ha gli steli u,t ^ V, strati , quindi risorgenti , appena angolati -, le foglie ^ em ^mfi, 1 in due o tre lobi ; i fiori per lo più con sei petali b ,a, ! c . frjtP antere di un giallo aranciato ec. Questa pianta si coltt ffO giardini pel grato odore del fiore, avendolo simile a g 111 fi) co. (Gal) G dO»“y Amorio. * (Gcog.) A-mò-ri-o. Città della gran Frigia, oild‘ a Amorosamente, A11 lo-ro-sa-mcii-te. Avv. Con affetto torio. Gr. ìpmixGi. Bocc. introcl. 3f Si misero per u* 1 n (|o. ffth ghirlande di varie frondi facendosi, e amorosamente call j aS j 12. 16. La donua al fuoco tornatasi, dove Rinaldo s0 *° bl/.-.c cominciatolo amorosamenfe a guardare, gli disse. E n ° ‘^tiA lC ts gittatogli il braccio in collo , amorosamente il baciò , ^ 2 — Carnalmente. Lat. naturalitcr. Stor. E tir. 4- AMOROSANZA l j rnl°* f * tr ! w ^ c frvcn acquistato della nobilissima Gnaixklmoda . fece A^Pede^Toscana. * m°>'oso i4 /’ A ‘ ul0 ' n>s ' m " 7 - a - C*y/-3 V- Amorosità. V- A. Astratto cTA- Vi en L, 1 : Lar. T. E poi assaggerete Quanta è l’amorosanza Che 4n 0ft0 a Scisto. E altrove : Guardaen su ramatola;,Dove- l’amorosanza. £«(. x^° ì A - nio -r°-sèl-lo. \_Add. m.1 diin. di Amoroso ;delio per vezzo. Che è ? u ? tul «»- U. Amorosctto. d i'. Jac. T. E 1’ agnello ainorosello, il g 81 tonamorato , Ben si può tener beato, A cui ne risovviene. l'os.'lL J ' Gì latte ubertosa Dolce aruorosdla. E 7. 6. L’Angelo amo- Quando 1' an cl mi mise. G m -„ t . a “ e nte * A-ino-j o-set-ta-mén-te. Avv. In *»£££*?»• TO Min a ’ » ^ ^^rosmo, Aiu 0 ,,* aziOso > Gentile. Lat. vcnustulus. Gr. ImfpoSiaux;. Petr. son. ng. tutta c Clte c pallide viole. Fir. As. 322. Ma Venere tutta allegra c te fa c n l un la, saltando per la letizia colla sua amorosetta famiglia, ge t ^ ' a palese i piaceri suoi. E Ragion. 2 g. O fiere aspre e selvag- *ru, J , 0 ^°. SL 'lli augelli cc., Cbe in queste verdi piagge, Lungo i fre- As, Oiios Il( g C , ’ ^^ vete con amor lieti e contenti. » Atini-, 1 A-mo-ro-si-no. Add. m. dim. di Amoroso. Lo stesso che Ciucci. Ilerg. (0) ^cut 0 r UMEKTE , A-mo-rosis-si-ma-men-tc. [Avv.] slip, di Amorosa- A tav a ft n ania,l tissinie. Gr. è/swrtxeiToeTa. Fr. Giord. Pr. R. La Uìi- 30ros ^sìinameute con ocelli lascivi. ro-sis-si-mo. [ Add. mi] slip. di Amoroso. LaZ.aman- ~~ Iddio suo creatore, si riposa , il quale è fonte guisa amoroseua. Eti °. A-mo-ro-siit-to, [ Add . m .] dim. di Amoroso. — , Amoro- lSs >«ius' 1< r ^ > S0 ‘ b-t spoizminxzoi. Teol. Misi. Truova . 4 tim„ aoros ù ss iwo, c senza mezzo in lui >*r\ a, T e - ... A-mo-ro-si-tà. {Sf Astratto di Amoroso.] —, Amorositade, r c * T q * Araurosanza , sin. Lat. amor, henevolentìa. Gr. epw. Fr. j ^ d’ a{ ' tna oliliiadt* Ti trae a amorositade , Poca d’avversitade Ti tiurch. Con amorosità d’intendimi nlo. ^ Qr n j Ramale. Lat . amalorius. Gr. èpurtxói. Foce. pr. 6 . Esse den- Ras ll( - v ati petti , temendo e vergognando , tengono V amorose fiam- ^pse p 1l0u - 98 - 8 . La giovanezza è tutta sottoposta al V amo* ^P|X> ^ n °v. 3t?. Sofronia , per Io landevole senno del mio Gito 1 s « n ^ Gr amorosa astuzia, è mia. Dant. Puvg. 2 . 106 . Ed reitr. c ,t0va legge non ti toglie Memoria o uso all’amoroso canto, co. n* biloba* 1 ^ famoroso sguardo in se raccolto. E 16 . 2 . Qual si ^ lei ■ C l ucs tc valli Serrate incontro agli amorosi venti. E son. 12 . I V *IH; Rr^ iCri Ì amoi '°so pensiero. E 1 Q 2 . Tu stai negli occhi,onde amorose Atua* ^ Ull S on si. Punti. Ritn. 6. Oh che miseria è famoroso stato! f s ’ar* 1 ‘ C * ec ^ ^ ia f vrza ta lora di sosf. Dant. Inf 5. 64 . L'altra è colei to ( l ,, eH- ÌClSC ar,1 orosa. Mor. S. Greg. Non si conosceva bene affànna- **cq|. \ a, toorosa per la sua fortezza, la qual diceva nella Cantica, cc. » ^ Kìo* /ine a ^ a *8' 1° ti voglio dire una canzonetta che già 1 ^ poroso compose. (V) Moroso i* 2,0 C(ls <>' Pr. Giord. 2j6. Che è lo Spirito Santo? Iddio 3 ^ se medesimo. (V) jj 0 caso. Eit. PP. i. 22,3. Ed era anche iuestìniahil- if «elio StJ f 1C0rc *^ 0so c amoroso al prossimo. (V) 4 J ^? CVo ^ c * Magai lett. Io mi trovo aver pieno il foglio ... Sv * a E G amoroso, ffini /ìpftn noi* ìmni/i ) f\\ 3 >te 5 - « fa S >o r , amoroso. (Qui detto per ironia.J (A) 1 1 ? ^ _ ,J1 goe : $’ intende quello di amante^ o di amanti.Bocc. ^ -o So ‘, 8' orta di susino. Dav. Coll. i85. L’altra turba V^To A 1 ec *" catalani, amorosi, sampieri cc., non se ne cura, cc. ^o* 01 ^ 0 * * VP°" r òt-to. Sm. Amore appena nalo.Salvin.Annot.Buon.(A) m. sino, di Amerlcotto diin. di Americo. C. (B)(N) e ** 6 i. » ^-iiio-ròz-zo. N. jir. in. Lo stesso che Amorotto. (B) (N) àie i,. eo S-) A-mor-rc-i, A morelli. Popoli discendenti di Amor- ^So tritavano al 1 ~ — A >«ìo. . -«‘V tu ponente del Mar Al orto. (G) M * ul ‘c V 7 ~ ln °r-rò-o. JV T . « r . m. Lat. AmoriUocus. ( Dall’ cbr. more p 0 ' A/mv; nel Zanolini.) (B) St °- av K e rbialm. ~ Mortalmente. Aggiunto a' verbi Odiare, „!*. P(i C C tP n di 1 accresce grandemente, il concetto. Lat. capitali ^ Star. ^T. Chiamati da 1 vostri masgiori, che si ni- fn-P 1 U. p m °’ tC - ,d’ ( j nioi't j CVUi ' non esprime propriamente che la circostanza della ^ v *J ca s ^| ( / e - Passav. Dist. 5. 4- 4 ■ Essendo una volta ad assedio , n ftioet? 5 ^iio d’ una saella a morie. (P) H \ da j - e 0 Morendo. V. AI. Madd- qo. Acciocché avita e a morte Sos( C ’ot ai p no » fesi partita. (V) 1 fef ‘ e. jj 111 8 : »'e — Espiar colla morie. Lai. morte espiare. S. A- tviorte^ ruv 9 " ll<: ^ sc c ^ ie rc P ut ò cbe ciò si dovesse pur- iiH ò 1 ' 1 ) tt tu : Lat. Amos. (In cbr. ghuamns da ghuamas , caricare, Os, Ciiù de 12 profèti minori. (B) (Vali) ?V'‘ (GcÌs a' ( * /fa Ctl,ia ■ (G> , . V A -'“((sa. Città della Giudea. (G) 'li .**• (p 0 j .‘®°' s cià-rc. iV. ass. Lo stesso che. Ammosciare. V. (A) Nscio ri A '®°‘ s ci-na. [.S'/T Fruito dell’ ainoscino.] ( Sembra dim. fi' ' n ' ,r in* a 'l' , aìc C ' ,C )' ien . c Aa a superfl. c dal lat. mira voce ina ,,,i Hl( lica il Bado ,)i u n albero minore del prugno tratta dal ordi- *ii tl - ’ ,n u ; l( j —“~ a 11 trullo di un albero minore del prugno ordi- ’ticvò"’ dalp'p ,- csso assa ' simile. In tal senso myxa trovasi usata da '•'tta Ce,lt o, hnSr°- a e ^ a a bri. ) Ricet. Fior. iSg. AmoScine fresche nu- ^latita n ll 111 a ' ;( I" a comune quanto basta. E igi. Amoscine mi- > t asside purgate oncc sei. Infondi ogni cosa in siero di capra. AMPEZONÀ 2 63 2 — * Usato anche a modo di add. Red. Cons. Susine amoscine. (A) Amoscijto. (Bot.) A-mo-sci-no. Sm. Albero che fui il fuUo diritto, con la scorni bruna , cenerina ; le foglie picchiate , un poco biancastre e pelose al di sotto ; ì fori bianchì , ascellari , peduncolati , per lo più solitami $ il frutto ovoide , appannato , col nocciuolo bislungo , appuntato. —, Susino , Pruno, sin. Lat. prunus domestica Lin. Dav. Colt% i 85 . L’amoscino fama) paese freddo. (B) (V) Amoscire , A-mo-sci-re. iV. ass. Lo stesso che Ammosciare. V* Amosdorfia.NI. * (St Ecc.) A-mos-dor-tì-à-ni. Sm. pi.Setta di protestanti del sec. XEI. così nominali dal loro capo Nicola Aimdorf che sostenevano essere inutili anzi dannose alla salute le buone ò/wv.(Ber) Àmostante , À-mo-stàn-tc. [Am.] V '. Arab. ( Sembra voce corrotta da c- marnaton che in arabo vai presedere, esercitar l’ufficio di capo,anzi questo uflìcio medesimo. ) Dinota dignità di persone tra' Saracini.Bern . Rim. 1. 104. Arcavola maggior dell’amostante. A mostra.. * Avvcrbial. col v. Andare — Alostrarsi a fne di essere con- sidei'ato. V. Andare a mostra. ( 0 ) 2 — * Col v. Dare = Mostrare perchè, si consideri. E. Dare a mostra.( 0 ) À motivo. * Avvcrbial. ed a modo di prep., A /me, Per cagione.Pas.((y) A motto a motto. Posto awerbiulrn.— A parola a parola , A cosa per cosa. Lat. singillatim , ad vcrlnim. Gr. Zt:q$ rr/ 5 Ò; «Tre?, Nov. ant.y. 4 • Al padre furono raccontate queste novelle, tutte le domande e le risposte a motto a motto. F’end. Crist, 3 . Gli contarono a motto a inolio dò che Tito avea loro divisato. Amovibile , A-mo-vì-bi-Ie. Add. com. Che sì puh rimuovere. Buon.FieV» 2. 4 • 18. Un elisire ed una quintessenza Di titoli)di titoli additativi, Variabili, amovibili, alterabili. 2 — In forza disost. Eiv. Disc.Arri.48.Sopra il tenero ed amovibile del fondo. Amparaes. * (Geog.) Àm-pa-rà-es. Città del Perù. ( v(( p, ficatus. Gr. a ù|»o/zìvo$. Amet. 71. Di popolo ornatissimo pien- 1 pillai e di tanto ampliata, che l’una coll’altra delle antiche terre co' o ( . j,;ù sono una città divenuta notabile a tutto il mondo. E gip ■lic^' potente che mai, 111 grandissimi spazu si veggono ampliati 1 su° Ampliato. * N. pr. m. Lat. Ampliatus. (B) n a Oli Ampliatore , * Am-pli-a-tó-re. Ferb. m. di Ampliare. Che uyc, 11 ri traltosi , e’ contrapposti piacevoli, confermazioni ampi®’’ crescenti o la maraviglia o P arguzia. -.,Jiii c;|1 |t di un’ampia (ossa, in arco torta ] Fit. Piai. Il piè dell’ingegno Amplificato, Am-pli-lì-cà-to. Add. m. da Amplificare. Lat. ® n Pj pop 0 quadrato, c ciascuna Piccia era ampia 40 braccia, e l’altezza era Gr. mfrSti'i. Segn. Crisi. Jnslr. 3 . <2. 1 2. Ne riportarono , 2, Trovarono 4 o braccia .n S. Eufragia , 162. Avea ciascuna per suo letto mi cilicio in terra ampio un gomito, e lungo tre. (V) a — Per similit. [ Copioso, Dovizioso. ] Bocc. nov. 11 chi per vaghezza di cosi ampia eredità gli uccise. 3 — [Ampolloso.] Bocc. nov, u 3 , 26. Con molte ampie promesse racchetò il frate. 4 — [Grande.] G. V, 11. 3 . 7.Noi leggiamo d'altre cittadi , le quali , per li loro gravi peccati , con ampia vendetta diceano esser disfatto; 5 — Diccsi miche eli Chi e sommamente magnifico. Ampiogiovaste , * A m-pio-gio-vàn-te. Add. com. coinp. di Ampio e Giovante. Che ampiamente giova. Salviti, lliad. (A) Ampiopossente, * Am-pio-pos-scn-fe. Add. com. comp. di Ampio e Possente. Che ampiamente può , Potentissimo. Salvili, lliad. (A) Ampioregnante , * Am-pio-re-guàn-te. Add. com. comp. di Ampio e Regnante. Che gode ampiezza di regno. Salvili. Ocliss. (A) AMPiovEGGENTE,*Aiii-pio-veg-gén-tc.^iA/.c(wn. comp. di Ampio e Veggente. Che vede in grandissima distanza, Largaveggente. Stdvin. lliad. (A) Ampissimamente , Am-pis-si-ma-mén-te. Avv. sup. di Ampiamente. — , Amplìssimamente, sin. Lat. amplissime. Gr. ebpvTtxxu. Petr. Uom, ili, Elio vide ampissimamente tutto ’l sito della terra. Ampissimo , Am-pis-si-mo, [ Add. m. ] sup. di Àmpio. — , Amplissimo , sin. Lat, amplissimus. Gr. piyieroi , àipuhatm. Bocc. nov. i8. 2. Ampissimo campo è quello per io quale noi oggi spaziando andiamo. E g. 3 . p. 4 • Esso aveva d’intorno da sè, e per lo mezzo in assai parti , vie ampissime , tutte diritte come strali. 3 — Per similit. [Divisissimo.] Petr. Uom. ili. Ed era tanto accresciuta la sua ampissima nominanza in quel tempo, ec. 3 — [ Abbondevolissimo, Ricchissimo.] Bocc. nov. gS, 52 . Chi avereb- be Tito senza alcuna dilazione fatto liberalissimo a comunicare il suo ampissimo patrimonio con Gisippo ? Amicamente , Am-pla-mén-te. Avv. Largamente V. Ampiamente. Sale vin. Disc. (A) Amplessatile. * (Bot.) Am-ples-sà-ti-lc. Add. com. (Dal lat. ampleratus part. di amplexor io spesso abbraccio.) Nome dato da Richard all’embrione , il cui corpo radiculoso abbraccia quasi affatto la massa delt embrione. (A) ( 0 ) Amplessicaule. (Bot.) Am-ples-si-ci-u-le. Add. com. (Dal lat. amplexus part. di amplector io abbraccio e da caulis stelo, gambo.) Così chiamatisi tutte le parti della pianta che si attaccano circolarmente allo stelo , in modo di abbracciarlo in tutta la sua circonferenza. Lat. am- plexicaulis. (A. 0 .) Amplesso, Am-plès-so. [Vm.] F. L. V. Abbracciamento. \E dello slil sostenuto, e si usa per lo più in pi.} Lat. amplexus, Gr. cernv.zpòc,. Fr. Jac. T. 4. 28. Dolci baci e santi amplessi Sento che nel cor m’ ha messi. Segn. Crist. Insti'. 3 . 35 . 5 . Per arrivare agli amplessi della castità. Ampliamento , * Am-pli-a-mcn-to. Sin. Dilatamento. — , Ampliazione, sin. Mintumo. Berg. ( 0 ) Ampliante , * Am-pli-àn-te. Part. di Ampliare. V . di reg. (O) Ampliare, Am-pli-à-rc. \_Alt.} Render ampio, Accrescere , Dilatare. V. Ampiare. Lai. ampliare, aligere. Gr. uò^dvwi. Lab. Lò’j. Riguardisi a quanta viltà si sottomettono , per ampliare un poco le dote loro. 2 — N. pass. [ Slargarsi, Dilatarsi. ] Bocc. inlrod. fi V^ 1 ' 30 occidente miserabilmente s’ era ampliata. ca. Lat. amplificato! 1 . Gr. uVpLorj. » Segn. Parr. Insti'. 5 . mi abbiale a tacciar di amplificatore. Mann. ag. i 3 . 4- li»* 1 di amare il prossimo più di quello che l’ami per verità } c ,, cattiva, perdili cotesta è finzion d'amplificatore. (V) cG o1 ” a — Ampliatorc , Colui clic dilata. Com. Inf. g. Questo noB* che è greco , clic viene a dire amplificator di terra, cc. ,11»!% Amplificatrice, Am-pli-fì-ca-trì-ce. rerb.fi di Amplificare. B ^ fitti 1 cafri E. Gr. rn^caom a.. Red. Oss. anim. -/.Fu de’Greci cc. , trovato, ed una iperbole di penne ampliflcatrici. mol^' c «' r Amplificazione, Am-pli-Ii-ca-dó-ne. iSfilVamplificare .'— ? A® to, sin. Lat. ampkficatio. Gr. Coni. Par. 2Ò. Nt-i* ^ plificazxonc dell* autore , per poter ricevere tanta luce. jf. * 1 — di reame * = Accrescimento , Ingrandimento del rcan® ‘ .d (A) Pergaim Memor. (P) _ _ _ ■. "’f zióne, e la vaghezza del parlare, e le amplificazioni, e gii a ' 11 '! J ,;i#’ * non vi siano porti da persona. Buon. Fier. 3 . 5 . 4 - ^ 111 ,,/ luogo Per arnplificazion da empier fogli. _ Amplìssimamente, Am-p!is-si-ma-mén-tc. [Avv.} superi, ili Ami A,-;, v p » ■ • • r ... _i:..r_ r>.. __ Hnr.C. r .AC - (Lett-) Figura vetlorica colla quale un sentimento v l ^'j. espone e si dilata. Lat. amplificatio. Cas. Lett. ~ 5 . Ha ^| .[ . i- _ ,1.? __ » i.. _i:e : — : ,»ii alU 1 .u? * Ampissimamente, sin. Lat. amplissime. Gr. iòaùz k fi amili. 1-j. Guadagnatosi per loro gli orrevoli gradi gran tesoro e amplissimi Stati. - 1 Amplitudine, Am-pli-tù-di-ne. iSfi} Astratto di Ampio. ji piezza. Lai. amplitudo. Gr. ri tòpo. Guicc, Stor. If ,j|j fif gasse alla giustizia c alla potenza di Dio, Y amplitudine b^dIiì 5 7. Principe eG * , / Stor. lib. 6. Non avere voluto usare sì ampia c si 3 — Per similit. [Pieno, ed è agg. di Fede.] Cas. Leti- pia fede a V. E. che la maestà del Re è ottimamente ^'j,. t) Ampolla , Am-pól-la. ISfi} Fusello di vetm di varie . polla. Gr. LjxuS-os. Bocc. nov- Gà. 4 ■ Lasciamo sl ' alL ( j; g |lJ ' cK ^ '1 polla, celle piene d’ alberelli di lattovari ec., d' ampolle e un avviso altrettanto amplificato qnauto funesto. ’ .. ,giiJ|C Amplificatore, Ain-pli-fi-ca-tó-rc. Ferb. m. di Amplificare. ^ p cl ci^ l .| 1 i non istretta a termini brievi, ec. E i 3 . G 4 q. per l'amplitudine del dominio. j c c t 2 — (Mat.) Amplitudine della parabola. Quella curva F mia la bomba da quel punto end'essa parte fino a 4 riva nel cadere. V. Ampiezza. (A) W 3 — (Astr.) Quell'arco deli orizzonte , eli è compreso tra , del levante e del ponente, ed il centro del sole o di 1111 ff do nel levarsi o nel tramontare passano per V orizzonte, .)■, Amplo, [ Add.in.} Lo stesso che Ampio. Lat. amplus. Gl- f 3 cC‘ff ’ libci’» „ 1 1 - ... ,if CCUC jJICTie U MUGICHI ì u.i huluvuh Vt,. } \js -- UU=*' JIJ •'••JX con acque lavorate c con olii. Cavale. Med. cuor. ( dava a tentare i frati che stavano nelle valli, c qi'dl e ,i beavano diverse tentazioni. Ar. Fur. 34 ■ 83 . E si vC “ ff ' varie ampolle. _ ,. c vcd lt * — Prov. Avere il diavolo nell’ ampolla : Dicesi del p' mente ogni stratagemma e invenzione. V, Diavolo. f 3 ^ AMPOLLETTA T umore firmato ila uno spandimento ili sierosità tra l’epi- Se , -i. y° l JCÌ ' l’atro a’ vetri, e che li rendono difettosi pei loro la- 4 , ° ce derivata dai sonagli dell’ acqua , detti in Lat. ampolla. 1 ^ ori,,,1 r 'Mcs.) Oue’ due piccoli vasetti di vetro di cui è composto A S, Col° a P 0 *™- CA) F ,^ios^ E> ^ E ’ Am-poI-J -*»onc. Vicina che sì trova dentro ai vetri. Art. Fetr. 5 . 7 4. Si lasci- re h--•!••• • •* t u tf C ic pulighe c ara- purissima. (V) misura d'un' ora , che sta Amstrutter. * (Geog.) Am-strùt-ter. Città della Scozia. (G) A muda. * (Gcog.) A-mu-da. Città della Siria. (G) t Amudarsa. * (Geog.) A-mu-dùr-sa. Città dell ’ Africa nella BisacenafG ) Amitele, * A*mu-è-ie. N. pr.m. Lai . Amuel. ( Dall’ebr. ghuamel laborioso. ) (B) Amul. * N. pr.m. Lat. Hamul. (Dall’el)r. libameli essere misericordioso.)(B) AmulA. * (St. Itom.) ’A-mu-la. Sfi V'oso lustrale , di cui servtvcmsi i Romani nelle case private , che dicevasi pure Aquiminariiun. ( Quasi etmula ah amolicndis periculis. Dict. octol. ) (Mit) Amularia. * (St. N.) A-mu-là-ri-a. Sfi ( Dal lat. humus amo. ) Entoznario j t...' ---- - ituua u t.*uiii 1J ° ri ani P u Bae, verba sesquipcdalia. Nomi. , Am-poì-ló-so. Add. m. Dicesi del parlare o dello scrivere , ^ 'T' ^ * e jf'oppo gonfialo e grande. Lat. inibitus. Gr. Syx&Svis. VerLa f Parole o simili vale lo stesso. Lat. ampullae, scsqnipeda- esc a * • ^ r ‘ àyyLòrji;. l 1 ir. Disc. anim. ig. Il confortare Sua Maestà ■Pier. 3 C,j 7°» c co11 Pelle e ampollose parole, non è errore veruno. Buon. . Ca ttc,),.’ d' ,1 - Fan star altri a ricever le vesciche Ch’ei sputan dalie Asip O. am P 0ll0se - v a anip^n’ Am-pol-liiz-za. [A/T] dim. di Ampolla. V. A mpolleifa. Lat. par- la f * l * Lab. 2 oj. E quivi dall'ima delle parti si fa- 5 ^ l’R'st' stare, e dall’altra aveva forse sei ampolhizze. M. Aldohr. messi iu due ampolhrzze di vetro. \ Quelle picciole ampolle che servono per la Messa ; più co- ■‘^polline. Frane. S'acch. nov. Fecesi dare le ampotlnzze al S, c 05 mt.È e . *’ p ® 31 ' 1 >ì il calice col vino. (A) » m ' C“Ot.) Am-po-mò-le. Sm. Frullo del mele ideo. (Quasi calice Su.. *?» dal m. -..A-- _-'■ . ■■!. - f.. &-• canee, c meli mele. ) (A) ,>4 * c ?g’) Ain-prè-i. Popoli dell’Arabia Felice. (G) — oo‘ Auiicuza, assai 1111 piace VOf 4'^utj ' À troppo ho grande già n€Ì cor V ampressa. (B) * . V'icog.) Am-prè-u-ti. Popoli della Colckide. (G) A,. S *°A. vHp’S-) Castello della Numidia. (G) A J' Sa u. . >.y eo g-) Am-psà-ga. Piume della Maurilcmia. (G) Aj. 54 «ii. t >p C0 Sv) Am-psà-ìi. Città della Sartnazia Asiatica. (G) f/T liD o' e a . rc 1 ed aphel oscuro: Chi parla oscuramente. ì (p) AÌ>>1 0 Am-rà-mo Amram. N. pr. m. Lai. Amrarn. (Dall cbr. ghuam lì * ÌY nun ccc e’lso : Popolo eccelso. ) (B) . . V 10 - ) V'-f-Lai. Anni. ( tu cbr. ghumnri, da ghunmir manipolo, Hi?' 1, * ÌÌ',,^ Israele. (B) (Van) ■i'isb'' * fp <:i ' K ' 3 Lola della Danimarca. (G) tu. ì bf'i-) Am-rù-a, Amrooali. Città dell’ Indoshm. (G) Am-sàu-to. Lat. Amsanctum. Lago mefitico nel terr. 4s)J * N ‘ Ora Muftì Falle di Frinenti ideino Consa. (Mil) * y • m. Ad/. Amai. ( In cbr. amtzi da ammilz Iurte, robusto. ) (li) 1 r hv f*'»n t »° s A Fiume de Paesi Bassi. (G) . , Avi J'fe s Co ’ (Geog.) Am-ste-ìàu-di-a. Contrada de’Paesi Bassi per la 4. i dat 'um Am-stér-dam, Amsteldam, Amstelredam. tìSli A ■■ Ua MPaesi Sassi capitale dell'Olanda.— Una delle iso- a, foto — P— ■” ' ’ '«.‘e/f ** ètnici'"* I ' aesi tìmsi capitale ..cu, v^tutuu.— umu ucue w ^ 0l '°oÌe della Guinea .— della Gujana.-^ Is. del gr. e * * ' (G ^’ Oceano glaciale artico . —• dell'Oceano Indiano °/ t ^ CCcog.) Città della Gujma Inglese» (G) Amuleto. v _ / _ ^ - v . molior io rimuovo, io tengo lungi ; poiché crcdcasi che tenesse lungi diversi mali. ) Propriam. è medicamento contro ai veleni , ed in generale Sorta di medicamento [ per ordinario superstizioso e vano , 3 che suole portarsi appeso al collo , [ o semplicemente addosso. } Lat. amuletum. Gr. à)^t^dpptxxov y nspicarra, Tczpixppcncx ., èaiorpóncuce ec. Red. Leti. 1. 2Óg. Sarebbe stato bene il dire in primo luogo, che alessifitr- maco propriamente significa amuleto , medicamento contro i veleni, h 44 *• Quei mcdicanicnti che cc. si pigliano per bocca 0 si portano addosso , alla usanza degli amuleti , sono mere baje. 2 — * Dicesi anche di Figura o Caratteri che portatisi addosso da certi superstiziosi o troppo eredidi , che ad essi attribuiscono di molte virtù. (A) 3 — (St. N.) Nelle pietre figurate , che portano tal nome , talvolta la forma costituisce V amuleto , talvolta riguardasi come amuletica la pietra medesima. (Boss) Amulio , * A-mh-li-o. N. pr. m. Lat . Àmulius. (V. A mola.} — Fratello dì Numitore , usurpatore del regno d’Alba. (B) (Mit) Amuncla. * (Geog.) A-nnm-cIa. Città dell' Africa fra le due Sirti. (G) Amcratte, * A-mu-ràt-tc, Amurat. N. pr. m. Lat. A.muraL ( In lingua egizia valea capitano. ) —■ Nome di 4 imperatori de' Turchi. (Van) Amurca , A-mùr-ea. [Sfi] L. Lo stesso che Morchia. V*. Z^.amurca. Gr. apópyr). Alani. Colt. 4• o pei • discenderne, (Mit) Anabattisti. (St. Eco.) À-na-bat-tì-sti. Sm.pl. V. G. Lat. anabaptistae. Gr. «vay 3 a 7 TTcoT»} 5 . ( Da una di nuovo , c baptisteon verbale di baptizo io battezzo. ) Setta d'eretici nata verso il i5s5 dal Protestantismo , che sostenevano non doversi battezzare i fanciulli innanzi l'età di discrezione , ovvero che in tale età era da reiterarsi il battesimo. — , Monasteriani, Munsteriani, Munceriani, Entusiasti, Calaristi, Silen- ziarii, Davidici , Indipendenti , Libertini cc. ec. sin. (Ber) Anabenone. * (Geog.) A-na-be-nó-nc. Primo nom?. del fiume Malandrò', secondo altri Anabano; ed erapreso dalla sinuosità del suo cor>o.(Mit)(G) ANABESi.*(Med.) A-na-bè-d.iSY,' y. G,Z,i%Canal>cxis.(Da una sopra, e da besso io tossisco, obex tosse.) Galeno così chiama il così detto pilatismo (A.O). Anabesineo , * A-na-be-si-nè-o. N. pr. m. (Da anabos iinpubcrc, e ncvo io annuisco, io prometto: Giovane annuente, o che promette. )— Atleta greco. (Mit) Anabi. * (Geo g.) A-nì\-hi.Lat. Ànabis .Cìttà della Spagna 1 erragonese.(G) Anahlata. * (Geog.) A-na-blà-ta. Città della Palestina (G) Anablepo. (St. N.) À-na-blè-po. Srn. F". G • Lat. anableps. ( Da una sii, e blepo io veggo.) Genere di pesci , così detti pache hanno gli occhi che sporgono infuori dall’ alto della testa. (Aq) Anàboa. * (Geog.) A-na-bò-a. Isola d* Africa nel golf i di Guinea. (G) Anabola. * (Leti.) A-nà-bo-la. Sfi. V. G. Dilazione, Prolungamento .—, Anabole , sin. ( In gr. anabole vale appunto dilazione. ) (Van) Anaboladjon. * (Arche.) A-na-bo-Ià-di-on. Sin. Così chiamavasi un o?’- namento ad uso delle donne , presso a poco simile al maritiglione. —, Anaholagion , sin. (Van) Anabolagion. * (Arche.) A-na-bo-là-gi-on. Sm. Lo stesso che Anabola- dion. V. (Van) Anabole. (Med.) A-nà-bc-le. S. com. I r . G. Lat. anabole. (Dannasu, e bole vibrazione, getto.) Rigettamento di materie per le parti superiori; lo stesso che Vomito. (Aq) a — * (Lctt.) Lo stesso che Anabola. U. (Van) Anaboleo. * (Leti.) A-na-bo-lé-o. Sin. V. G. Lai. anabolaeum. ( Da ana su e boleo io getto. ) Fu così detta ogni sorta di veste esterna che, posta e quasi gettata sulla camiciuola o sottana , serviva a circondare ed involgere la persona , dai latini detta toga , e da noi cappa o guarnaccia. (Aq) Awaboli. * (Geog.) A-nà-bo-li. V. Napoli di Romania. (G) Anabolico. * (Lett.) À-na-bò-Ii-co. Add. m. di Anabole. Stile o periodo anabolico, cioè prolisso. (Van) Aiubrociiismo. (Chir.) A-na-bro-chi-smo, Sm. F’.G. Lat. anabrochismus. ANACINEMO .Ct- ( Da ana insieme, a traverso, e brochos nodo scorrevole , luccio.) O- perazionc che si ft sui peli delle palpebre che offendono gli occhi. Essa consiste nel prendere i peli , che sono troppo rivoltati indentn >, Anace , * A-nà-ce, Ànasse , Anatte. N. pr con un ago infilato afilo doppio , e quindi si fa passare sotto , e si re. ) — Figlio elei Cielo e della Terra , padr tengono alzati per un dato tempo , ai maniera che non possano più 2 — * (Geog.) Ariate. Città dell’ Acaja.^ (G) j offendere V occhio. (Aq) Anacee , * A-ua-cé-e. S. e add. fi pi. Feste celebrate in fi tet Anabbosj. (Mcd.) A-na-bró-sb Sf. V. G . Lat. anabrosis. (Da ana so- di Cantore e Polluce, chiamati Anaci o Annui , che n* 8 pra, c brosis corrosione.) Corrosione delle parti solide , ed alle volte dire principi , sovrani. (V. Anace.') — , Analtee , sin. ' di qualche vena, fatta da un umore acre, per cui n' esce del sangue. (Aq) AnAcefaleosi. (Lett.) A-na~cc-fa-!e-ó-si. Sfi ( Dal gr. ana di . . nabura. * (Geog.) A-na-hù-ra. Cit à della Frigia. (G) r-onhnt* mnr» A R,ùln«n n Kicanitnlazione di un discorso. Ahacamptosa. * (Mas.) A-na-cam-pló-sa. Sf. V. G.Lat. anacampt° sa Anacamptn.') Una dette parti dell antica melopea. (Aq) _ f */g) AnAcàpri.* (Gcog.)A-na-cà-pri.La parte superiore dell' isola di C a P!!'fi, Anacara. * (Mus.) A-nà-ca-ra. Sf. Sorta di tamburo in fi )rrìia f ^- llt fi ballo, che usavano nel Basso Impero , ed era sonalo dagli stando a cavallof Forse così detta per similitudine di suono dall naquron tromba , corno. ) (L) f 3 ll a« Anacaroino. (Earm.) A-na-car-dì-no. Add. m. da Anacardo. cardinus. Gr. àyov'óp$tvo$. Ricett. Fior. $4' Simile è quello ebe c m ito mele anacardino. ^ . $1' Anacaroio. * (Bot.) A-na-càr-di-o. Sm. Grande albero or igi n(trl ° c tf' V Indie , e che fa parte della famiglia de * tercbintinacci. —“ •> ^ do, sin. Lat. anacardium orientale Lin. (À. O.) .\i Anacauuo. (Bot.) A-nu-càr-do. Srn. Albero che ha il tronco nodos foglie ovate, smussate, intere, simili a quelle dell'alloro ; i fifib castri e terminanti in pannocchie. È originario dell'Asia liier .^r ed ha V apparenze d’un melo. È anche detto da alcuni autori giù, Anacardio. F. Lat. anacardium occidentale Lin. (B) c0 lof 2 -— Frutto dell' anacardo , [ simile al cuore et un uccello , d l ^ rossigno mentr’egli è fresco, e contenente nell' interno un sU S°. ■ con cui preparasi l’inchiostro, e del quale si usa per far fi arCl le biancheriecontiene miche nel mezzo una inalidirla bianah e buona a mangiare. ) ( Dal gr. ana giusta, similmente, e d a cuore.) Serap. i30. Anacardo è frutto dell’albero lo quale si c j,ii anacardo cc. lo cui colore declina un poco a rossezza, e dcntr^^j|- a . si c una cosa simile al sangue. Tcs. pov. P. S. Lo beveraggi? ^ nacardo è propria medicina a questa infermità./? cap. 4• re anacardi col vino. aC A) Ànacario , * A-na-cù-ri-o. IV. pr. m. Lat. Anacharius. (Dal gr. in sttpcrinrem partem; e va! dunque chi tende all’alto, . u]) anche da ana sopra, e chariis grazioso, e valer graziodssiu 10, Anacaiìsi , A-na-car-si. N. pr. m. Lat. Anacharsis. ( Secondo 1 ^. 3 , con cui i Greci scrivon questo nome, vaie elegantissimo; da u/irt ^\iy c charis eleganza , grazia. )—Famoso filosofo Scita discepolo v «e. (B)(Van) , ' Anacatarsi. (Med.) A«na-ca-tàr-sì. Sf. V. G. Lat. anacatharsia* \ sopra, e cudiarsis purgazione.) Spurgo per le vie superiori.—')^ sin. (A. O.) a nJ^' Ànacatartico. (Mcd.) A-na-ca-tàr-ti-ro. Add. e sm. V. G. ^ n f, nl) iiiiK tharticus. ( Da ana in alto, e caiìva'teon purgandoli! est. ) ^ $ fi mente s’ intende d’una medicina purgante , che opera per A’ f sopra , agevolando lo spurgo. (A) Anace, (Boì.) ’A-na-ce. Sm. ( Dal lat. anisiim, come meccere ^ sere, Norcia da Nursìa ec.) Piccola pianta annuale della fia^h pt>- I ombrellifire, e della pentandria digitila ; lui lo stelo rarnfi® 1 } jf poco più di mezzo braccio , le foglie radicali per lo più tripf e fi e op' ri bianchi , piccoli , in ombrelle terminanti ; fiorisce in /«è . L, ^ ginaria d’ Egitto e nasce spontanea in Sicilia. —, Anice, k n ) C (y se, Aniso , Ànacio , sin. Lat. pimpinella anasum Lin. Gr- S flp 0 ' 2 — [Seme dell’anice. Sonaceli figura oblunga , lanuginosi , l1 efi- re aromatico , caldo , e molto grato ; adoperati in medici ,l fifili 1 , stimolanti e carminativi ; se ne fa pure confettìni molto grati ? colf acqua danno / acqua db emisi. ] Lib. cur. malati. Usa coS ^ native, cioè a dire finocchio, coriandro , anaci, ec. lied. C° ,lS \: Senza làr bollire nel brodo quella tanta e tanta mescolali'^ di anaci e di altro che volgarmente suol farsi bollire con ^ di rompere i fiati. E lett. 1. 2#j. Usa giornalmente cc. i p alie olio di anaci, le pillole del Golii ec. . . — QH anaci confettati si dicono Anaci in camicia. F*. Am ct ' ^ “ ‘ ' ‘ ‘ " '»• C gr. w«* r ’., a „) di Asterio■ \ ^ Atene gemmiti. (Mil) Anacesto. (Med.) A-na-cès-to. Add. m. cd acesios -san;*l>ile , interpostavi l’ ri ad un male che sia incurabile. (Aieuìisi i ma t dolore. ) (Mit) Aìiacampto. (Mus.) A-na-càm-pfo.A 1 /». /d O. Lat. ntiucatnpius. ( \.Ann- camptica. ) Termine delia musica greca , che significa una catena eli note retrogradi , o procedenti dall’ acuto al grave ■ Adi’tutta, che procede dal grave ali' acuto. (Aq) Anaci. * (Mit.) A-nà-ci. Soprannome dato dagli Ateniesi a ^ a Polluce. — Dovasi pure per onore in generale a tutti i ed eroi. — , Allatti , sin. ( V. Anace ) (Mit.) /Mit) . $ . J ■' fenvi‘"' el jpl baiati, cinquefessi , collocati net disco ; e fioretti intero , situati nella, circonferenza. (Aq) è il contrario Amacinemo. * (Leti.) A-na-ci-ué-mo. Sm. V. G. Lat. exag* 1 '^ t gr. anucincma cho trovasi usato da Ippocratc,c die vie ut iti» Àn . v _.. . . f ( t , Anaca. (St. N.) A-nà-ca. Sm. Uccello del genere dei pappagalli , e del- Ànacenosi. * (Loti) A-na-cc-nó-si. Sfi. fi- G. Lat. comm’j^^j, la grandezza di un'allodola. Ha il sommo della testa ai colar di mar- r ... n ‘ rone , ed i lati brunì; la gola cenerina , il di sopra del collo ed i fianchi verdi , il ventre d’un bruno rossastro, il dorso verde con una macchia bruna , la coda d' un bruno chiaro , le penne delle ali verdi terminate di turchino , ed una macchia o piuttosto una frangia d’un rosso di sangue sull’alto delle ali ; il becco è bruno, ed i piedi sono cenerini. (Bufi) Anacalitteru. * ( Arche.) A-na-ca-lit-tc-ri-a. V. G. Lat. anacalypfcria. (Da ana prep. reduplicativa, e calfpto io scopro.) Era cosi detto il giorno festivo in cui la sposa poteva d’porre il velo e mostrarsi in pubblico. — Intendesi pure de’ doni che le facevano in questa occasione. (Aq) (Mit.) Anacampile. * (Bot.) A-na-càm-pi-le. Add. fi. pi V. G. ( Da ana sopra , e campylos curvo, piegato> rivolto.) Aggiunto delle foglie raggiate , cioè rivolte per ogni verso. (Aq) Anacamptica. (Fis.) A-na-càm-pti-ca. Sfi V. G. Lat. anacainptica. (Da anacamplo io ritorno indietro , io rifletto. ) Parte della fìsica che tratta de’ raggi riflessi .—, Catottrica , sin. (Aq) Anacamptico. (Fis.) A-na-càm-pti-co. Add. in. y. G. Lat. anacampti- cus. ( V. Anacamptica. J Vocabolo che equivale a riilcltente. Spesse volte occorte questa voce parlando degli echi, i quali dicesi che sieno suoni prodotti anacampt.icamcnte , o per via di riflessione. (Aq) cephale capo. ) Epilogo o Ricapitolazione di un discorso ..GV ( V* sacenosi. * (Leti) A-na-cc-nó-si. Sfi. F r . G. Lat. communi 0 ® gr. anacìnoso f. di anacinoo io comunico, io consulto, che Vi ^ sopra , e cinoo io comunico. ) Figura rettcrica che si fl l’oratore , confidato nella sua causa, finge di chieder constg gli stessi a cui o contro cui parla , ben sapendo che d^° ^ nel suo parere. (Van) * Anaceo , * Ariia-cè-o. IV. pr. m. ( V. Anace, Anacee.') — U tl ° v, (])3. & f - Z 1 V. G. Lat. anaccstns* v '}# per cuibnia.) Epiteto j c PM , , ANA>CIO certi ° cm ?° ’° muovo. ) Impulsione comunicata a tutto il corpo in As ^.o. »' S 7 n"“ Sj'i'uutkù (A. 0 .) ■Ciucio *'7‘,v A-na-ci-o. Sm. Lo stesso che Anace. V. (A. 0 .) Ai iCll ■ vg <;0 g) Monte dell ’ Attica. (G) ac(JV a,s ‘ e tor,: ersi di una articolazione (di’esterna parte .{Dal gr. ilici;,. Us - mclinazione , die vico da una particella iterativa, e elisia As ia "“ ,0l w, piegamento. ) (A. O.) ^ CA * (Mal.) A-na-clà-sti-ca. Sf E. G. Lat. nnaelastica. (Dal gr. del( e \ ,H- a ’. c clasiao io frango.) Quella parte dell* ottica che tratta A iUcr As f razif)U i-—•> Diottrica , sin, (A) A-ua-clà-sli-co. Add. m. Punto (maclastico, Curve a- .fruti-g' te ‘ ^ punto unaelaslieo è quello, dove il raggio viene a re - ^ Ka ci,e T i , S! ’ P as 'nndo nel mezzo più denso. (A) celebrali!*' ^***0 A-na-dc-tè-ri-a. S/i Lat. anacleteriac. Feste solenni ANAFONESI 267 c « i ‘n onore dei re W11 u un re e de'principi, quiinil’ erano giunti all età in ViuJ > ll, Wano assumere l’amministrazione de'loro Stati, e che ne ja.ee- da j lUl!L sn i'-nne dichiarazione, al popolo. ( Dal gr. ami sopra, e sia ecca ^ ,S Starnato, sia ila c lecer ctiiainatore , testimone ; cioè teste in l>ol u S1 ° 11 taluno era chiamalo al governo, ovvero chiamava il po- ^ fi Aci« a turione del suo innalzamento. ) (A) . .... r, co. * (L e tt.) A-ua-clè-ti-co. Sm. V. O. Lat. Anacleticus. ( Da “""sopra . n-ua-eie-u-co. o in. F. o. I.at, Anacleticus. (_ Ua "‘“va a j ’ L nieticos che chiama .)Fra il suono (Lillà tromba che ridila le c à" Fiutato i fuggiaschi, ossia il segno di ritornai'e alle loro jl d-V,’. Anacleliei erano detti gli stessi fuggitivi. (Aq) Psrt. q ’ * A-na-clò-lo , Cleto. N. pr. m. Lat. Auacletns. ( Da anu 1 cra C, e cletos chiamato. ) — Secondo sommo pontefice dopo A. A «^martire e santo. — Antipapa a tempo et Innocenzo il. (lì) (Van) v cill0 r M; * (Mit.) A-nu-clè-Ua, Sf E. G. Pietra sulla <{uale crede- evti j- ' Cc ì c ^ ie 5£ fòsse riposata Cerere , dopo le lunghe corse che k 1 a srvl 15 luciLuu , 10 io e S / CLl NopAr r *’ cti (in ttclitos da sedere. (Van) ;°, ic dere % ( A f' clie 0 A-na-c li-nò-pa-lc. Sf. E. «Ha G. ( Da anaciino io Specie di lotta nella quale gli (Med.) A-na-eJin-tc-ro. Sf. E. G. Lat. recubitorium. 4 ;-"«i e ' fo coricare , e pale lotta. ) _ baUe vuno stesi sull' arena. (Air') ( li. * '** • N * ... V .is. ( L„Ì- so l' ra 5 e clinter ietto.) Specie di sedia lunga ed inchinata ad V" fK l (\ J 0 *^ ti rso o spalliera di letto da tarda. (Mit) ( Jjfi A-na-eli-si Sf. E. G. Lat. decuhitus. Gr. a f ,(l soi»; "Itro’ iltì imni... so i , ea , e disis inclinazione , piegamento. ) Situazione d’ un suo letto , altrimenti denominata , il decubito degli am- A " u 'a a,, S-nu-co. iV. pr. m. vale ' ' ■!»u* Secondo alcuni lo stesso che Enoch. ( Per in ebraico esclamare, gemere. ) (Mit) . a ■ . —j A-nu-cò-ja. Sf K. G. Lat, anacoja. (Da a priv., e acoro '^ c °ttPx ° J0 °^°- ) Sordità intera. (A. 0 .) ( ì\?o. (Med.) À-na-col-lè*ma-lo. Sm. V. G. Lat. anarollcina- v, de t J iU "‘ s inconseguente , incoerente. ) Talvolta Jigara grunimu- 4 P'ttJ , ult “ vizio del discorso , che consiste nel mettere una voce p^ 08| ’CHiT , f C,J5a Ci rv ‘ s l J0, denza che d< vrehbe avere. (Abiamo subito riconosciuta nel suo arcipoeticbissimo cantico anacreontico la Signora cc. (B) Salvia . pros. 1. 1<)$. Non ho vena anacreontica per faro invocazioni a strane muse. (N) 2 — * Aggiunto a persona , vale Che sci'ive alla maniera di Anacreonte. ned. Ditiv. 16. Vibrò suoi detti in fulmini conversi II grande anacreontico ammirabile Mon/.in chesplcudc per febea ghirlanda. (B) Anacueonzio , * A-na-crc-ón-zi-o. Add. pr. m. Lo stesso che Anacreontico. V. Lat, anacrcontins. Gr. covxpidvT ic?. (LI) Anacrisi. * (Lcg.) A-na-cri-si. Sf. P. G. Lat. anacrisis. ( Da ana di nuovo , c cjisis giudizio , onde auacrìsis iuquisizione , scrutinio.) Se* condo esame che si fa del reo (piando non fu con sufficienti prove convinto nel primo. (Aq) Anacronismi^). * (Leti.) A-na-cro-nì-smi-co. Add. ni. Che contiene Anacronismo. Ude.ii. lYi.s. 1 . 7. Alle 0]iere burlesche si conceda l'abuso auacronistnico per eccitamento di riso. (B) Anacronismo. (Lett.) A-na-cro-ni-.smo. [Sui. y. G .] ( Da tuia contro, e cronos tempo: Quasi contrattempo. ) [ Enfio di cronologia^ che sì fa qucuido si scambia in essa un tempo con altw.'] Ltdt. temporis prò tein-. pure positio, perturbata temporum ratio, anachronismas. Gr. «ya Xpovivpd^. » Cocch. Disc. tose. t. 2 . cfo. Cicerone e Livio molto si oppongono... colla obiezione dell'anacronismo. (N) a —*E anche un tropo per cuifissi espressamente traportamento di tempo. (Aq) Anacrusi. *(LetÉ.)A-na-crò'SÌ. Sf quella parte dall'inno pizia nella quale era descritto il combattimento di Apollo col serpente Pitone.E.Is. uacrusi.(Mit) Anacrusi. * (Mus.) A-nu-crù-si. Sf. Lat. Ànacrusis. Atto di suonar con forza un istrnmenlo musico. ( Dal gr. una sopra, c crusis^ inslruitienti musici pulsano. ) V. Ampeira. (L) Anàctf.si. * (Med.) A-na-cté-si. Sf. É. G. ( Da anactaome io ricupero, il cui fut. è anactesome. ) Ricuperazione delle fòrze. (A. O.) Anàctoria. * (Geog.) A-na-ctù-ri-a. Lat. Anaetoiàa. Città dell’ Epiro t ora Voniza. (G) Anacufisma. * (Med.) A-na*cu-fì-sma. Sf. V. G. Tjdt, anacuphisma. (Da ana sopra , e cuphisma alleviamento.) Alleviamento e sollievo del corpo che appartiene , secondo Ippocntle , agli esercizii fisici. (Aq) Anacujei. * (Grog.) A-na-cu-jé-i. Popolo del Brasile. (G) Anadema. * (Leti.) A-na-dè-niu. S/n. F. G. Lai. auadema. ( Da ana sopra , e dema benda, I< game. ) Fascia ed ornamento , ora detto Tur- haute , con cui i re di Persia cingevansi il capo. (Aq) Ànadia. * (Geog.) A-nà-dea. Citta del Brasile. (G) Anadiomena. * (Mit) A-na-di-iMiiè-na. Add. f. E. G. J^at. anadiomena. (Da anadvmi io esco fuori.) Soprannome dato a Eenerc marina come uscente dal mare. — , Anadiomène , sin. (Aq) Anadiomène. * (Mit.) A^na-di-o-mè-ne. Lo stesso che Anadiomena. (Van) Anadirlosi. (Lett.) A-na-di-plù-si. Sf E. G. (Danna di nuovo, e diplo- sis raddoppiamento. ) Lat. anadiplosis. Figura grammaticale , per cui la stessa parola si replica nello stesso periodo , e ne versi L’ ultima parola dell'antecedente si replica nel principio del seguente. (A) (N) 2 — * (Med.) Raddoppiamento, Reduplicazione deisti accessi di una febbre inter indiente. (A. 0 .) A.nadirne. * (Arche.) A-na-dì-pne. Sf. pi. (Dal gr. ana sopra, c dìpnou cena , cibo. ) Davasi questo nome <1 quelle vivande leggiere che si mangiavano dopo la carne ed il pesce. (Mit) Anaoon. * (Gong.) ’A-na-don. Isola del Gruppo delle Maldive. (G) AnaD osi.*(Mcd.)À-na-dò-si.A/‘ E. G. Lat. auadosis.(Dal gr. tuiadoso f. di anadidomi io distribuisco.)/^’ introduzione del chilo negli organt.^AA ).) Anaduano. * (Geog.) A-nu-drù-no. Antico nome di AmftpoLi in Macedonia . (G) Anadrome. * (Med.) À-nà-dro-ine Sf F. G. (Danna sopra, e dromos corso. ) Trasporto degli umori verso le parti superiori. (A. 0 .) Anadromo. (St.N.) A-uà-dro-mo. Add. m. E. G. Lat. anudrotnus. ( V. Anadrome.') Epiteto che si dà ai pesci di mare , che ascendono nei filmi verso la corrente dell ’ acqua. (Aq) Anaea. * (Geog.) A-na-è-a. Citta della Caria (G) UPi'i' 1 : 1 ? Stn - Lat. anacoreta. Gr. ocr/Em-or/tì. A egn. 1 ìA. 1- E Ci h U11 ’ ial ìnità di mortilicatissimi anacoreti. . W' 77 » -hit: ila Eremita, da Cenobita, da Monaco e da Soh- 0 ìÙri’ncoreta i colai che vive solo ne' dcscvU senza piopr.a cc a dal| e ;„ aL,taco 'o, e che cangia spesso fermata pei- nou esser visitato risolto Utl ‘ C Fremila è quegli che vive in solitudine, avendo p« 0 '* _ , . . anap l m lanlia- •* ut COllu,1 *e ÌI AJonaco è quegli clic lontano dal secolo vive ° v e Son Viìl, ?% 0 c ^ lc ( b ccs ‘ monastero e sotto lo stesso statuto; ^ \’f tri ° f d’ un significato più esteso potendo esprìmere Aj,. dcoi; I ' e,in ta^ cliiunirue vive nella solitudine , olii fogge il con- V "p'umi, | ;i società , cc. n,/ 0 ' il -T|co » 'SprtO A-na-co-rè-ti. Gruppo d’ isole del grande Oceano. (G) ""«ee,vi,, „ la ‘ c °->'è-ti-co. Add. in. di anacoreta o Appartenente u;,' >A| iiizz , r "s. Fio,- TV ,v„ mi Cleti' 'lor. iY. Sp. (0) ""«c,l “'i " A-in,-co-rc-tiz-za-i-e. (Y. ass. Darsi all’ anacoreta, Far kc>o, * U A a ' *'“*■ Kim ' W -o-na-co-rè-to. iV. pr. m. Lat. Anacoretus. (B) i). a ~ lla -co-i-i-t a . Sm. E. A. E. e di’ Anacoreta. Eit. A Ab PP. ^ altro anacoi-ita mollo famoso in queste contrade. (V). (Med.) A-na-crèm-psi. Sf. E. G. Iau. anachrempsis. ( Da chrempsis spurgo. ) Uscita di materia per la bocca rn ...',.1 A - 11 . "‘e, A S*>d m a " A' U: 'lU Z ° ài r • . J o . ’ Anacrernpstde , sin. (A. O.) • * »v , —’ jumui i*. yj-j * A\* f c * tL ) A-nu-crèm-psi-de. Sf. E. Anacrempsi. (A. 0 .) “ la-cre-ón-te. TV. pr. m. Lat . Anacreou. ( Da mia se ) Cadimento de * peli elette sopra parie della testa. (Aq) Anace. * (Geog.) ’A-na-fe. Città del regno di Fez in Africa. Acaja . E. Anace. — Isola del mar di Cipro. (G) (Aq) Anafeo. * (Mit. Gr.) A-na-ft>o. Add. m. Lat. anupbc.is. Soprannome di Apollo , dall' ìsola Anafe apparsa per furore di lui agli Argonauti d po violenta buiTasca. (Aq) Anafi. * (Geog.) A-na-fì , Anale , Nando, Nanfi. Isola dell' Arcipelago , tinti delle Spararli. (G) Anafià. * (Med.) A-na-lì-a- Sfi E . G. Lat. tactus immimUus. ( Dal gr. a priv. ovvero da ana contro,e aphe tatto .)Diminuzione od assoluta //uui- canza del tutto. (A.O.) Anaflisto , * À-na-fli-sto. N. pr. m. ( Dal gr. ana sopra, e philìstos caro , amico. ) Figlio di Tveleno , fondatore di Anaflisto. (Mit) a — * (Geog.) Piccola città dell'Attica. (Mit) Anafo. * (Geog.) 'A-na-fb. /a*. Anaphe. E. Anafì. (G) Anafonesi. (Med.) À-na-fomè-si. Sf. E. G. Lat . auaphonesis. (Da una sopru,e phonesis ettnssiou della voce, onde auaphonesis esclamazione.) a68 ANAFORA Azione di gridare , di parlare G. Lat * anaphram. (Da a priv., e aphros schiuma.) Dicesi di cosa senza spuma , o che non fa schiuma. (Àq) Anafrodisia. (Med.) A-na-fro-di-si-a. Sf. P. G. Lat. anaphrodisia. (Dal gr. a priv., ovvero da una contea, c da aphrodisia voluttà venerea.) Assenza d’ogni desiderio voluttuoso ; Privazione delia venere $ Impotenza a' congressi venerei. (Aq) Anafiiodito. * (Med.) A-na-fro-di-to. Add. e Sm. P. G. Lat. anaphrodi- les. Or. ctva'fpóviTOc,. (V. Anafrodisia .) Che non prova desiderii voluttuosi. (A. ().) Anaftisi. * (Med.) À-na-ftì-si. Sf(Da\ gr. ana sopra, e ptysi» spurgo.) } r s. Anacalarsi- (A. 0.) Anagaludb. (Dot.) A-nn-gàl-li-dc. [ Sf. Pianta di steli giacenti , foglie intere , ovali, spesso lanceolate , sessili e lisce , di fori ascellari , rossi o azzurri ; vegeta ne’campi e ne' luoghi acquosi i appartiene alla famiglia de!Le primulacec.olla classe pentandria monoginia. CU antichi la credevano cintala di esimie virtù mediche ; avanzandosi nella dose , riesce potente veleno .] (Cosi detta da anagchto io scoppio in riso. Poiché si è creduto che questa pianta col togliere le ostruzioni dissipasse la tristezza.) —, Anngallide maschio, Centocchio, Cuor di gallina, sin. Imi. anagaliis. Gr. ava liicett. Dior. Sugo d’nnagailide, die fa il fiore azzurro , quanto basta. Idbr. cur. malcit. La decozione dell’ anagallide , c lo ’nièrmo la hea. Anagaro. * (Geog.) A-na-gà-ro. Antica città di Spagna. (G) Anàgiielome. * (Geog.) A-na-ghedò-inc. Lat. Anagelum. Città d’Irlanda.(G) Anagira , * A-na-gi-ra. iV. pr. m. Lat. Anagyras ( V. Anagiro. ) (13 ) Anagiri. (Bot.) À-na-gi-ri. Sf. Sorta d'erba di cattivo odore. P. Ana- giridc. (A.O.) Anagiride. (Bot.) À-na-gi-ri-dc. [ Sf. Arbusto della famiglia delle legu- mìnacee, sempre verde , e che potrebbe ornare i giardini , se pel fetido odore della foglia non fosse disgustoso ; ha gli steli alti tre braccia , e i fiori di un giallo pallido , con lo stendardo macchiato di scuro , a ciocche ascellari ; cresce nelle provvide meridionali della Trancia , ne’monti della Spagna e della Sicilia ; le sue foglie , di sapore amaro e disgustoso , riescono purganti. ( Dal gr. ana con , e da gYros cerchio , curvatura ; il che ha relazione alla lorma del suo frutto c delle sue semenze.) —, Anagiri, Faggiuolo della Madonna , Fava lupina , Fava inversa , Olivo della Madonna, Putine, sin. Lat. anagyris foelida Lin. Gr. v.'jy.ybpit,. ] Alìeg. 8g. Il contenuto delle quali mi fa nè più nè meno quel che farehher le foglie deU’anuginde fresca , gualcita dalle prime dita della mano. Anagiro,* A-na-gì-ro. N.pr.m.( Dal gr. ana intorno e gyroo io fo steccato, io siepe) Eroe greco fondatore eh Anagiro. Hit) 2 — * (Geog.) Borgo dell ' Attica (G) Anaglifi. * (B. A.) A-nà-gli-fi. Sm. P. G. Lat. anaglipha. Opere a basso rilievo, ma più propriamente le opere di cesello intagliale in basso rilievo § ed anche quelle pietre incise che noi chiamiamo Cammei. P. Anagliptica ed Anaglifico. (Mil) 2 — * (Anat.) Porzione elei quarto ventricolo'del cervello , che gli anatomici moderni chiamano Catamus scriptorius. (Aq) Anaglifici. * (B. A.) A-na-glì-tì-ci. Add. m. pi. ( Dal gr. ana sopra , e glypho io scolpisco. ) Così chiamavano gli antichi i vasi scolpiti e cesellati, e generalmente tutto ciò che eseguivasì in rilievo sì in figura come in lettere, tanto su le pietre, quanto su i metalli. — , Anaglifi , sin. (Yan) Anagliptica. (B. A.) A-na-glì-pti-ca. Sf P. G. Lat. anagìyptice. (Da ana sopra , e glyptes scultore, intagliatore.) È V arte d* intagliare ovvero di scolpire le immagini in basso rilievo. (Aq) Anagnese , * A-na-gné-se. Add.pr. com. Di Anagui.—, Anagnino, sm.(B) Attigni. * (Geog.) A-rpi-gni. Lat. Anagna. Antica città del Lazio ora della Campagna di Roma. (G) Anagnino , * A-na-gnbno. Adii pr. m. Lo stesso che Anagncsc. p. Lai. Anagninus. (B) Anagnorismo. (Lett.) A-na-gno-ri-smo. Sm. P. G. Ricognizione , Agnizione. (A) ( Da!, gr. anagnorizn io riconosco. ) Salvia. Cas. 61. Il Filosofo .. .vuol che sia la costituzione della favola non semplice ma con intreccio , la quale luogo agevolmente porge alla peripezia ossia scioglimento , e ali’anagnorismo 0 ricognizione. (N) ANALEPTICQ ed agoge Patto di condurre.) Teol. mist. Anagogia proprissima 1 ^, è detta,ed è un atto il qualesi lieyavolontariamente nell’aniini 1 morata inverso Iddio. ^0 2 —- * (Mit.) Festa della partenza. Gli abitanti di Erice la cdebvo- ^ in onore di Penere\quando credevano che da lor si partisse c j ]C darne in Libia. (Dal gr. ana contea, ed agoge conducimento ; 1 equivale a partenza. ) (Van) _ lc i! o — licenza, Scompostezza di costumi.(Dal gr. anagogia cuè medesimo, e che vieu da ana contro, ed agoge disciplina, condothwy^ Anagogicamente , A-na-go-gi-ca-incu-te. Avv. Con anagogia• f jCl f 0 ](c gogicc. Gr. àvoiyoiytxtiis. Teol. Avvegnaché in queste cose e ì* 1 ’• 1 • • * ’• -:-- rompa 1 ’ 34 altre ,la mente che ci si Heva anagogicamente, senza comp sia dillèrente dalle menti glorificate. Anagogico. (Teol.) A-na-gò-gi-co. Add. m. Che ha anagogia, o Rid 1 '}, alle cose superne .—,Anagorico, sin.Ijat. anagogicus Gr. àvayw? 1 * 0 *’ gto Conv. yg. Lo quarto senso si chiama anagogico, cioè sopra senso ; e 4 J)C l e quando spiritualmente s’espone una scrittura , la quale oziaci u, senso letterale, per le cose significate, significa delle superne co^. a , F eternai gloria. Teol. mist. Il corpo non può sostenere gli nagogici senza grande afflizione, se ’1 gaudio dello spirito non lC rasse per lo suo diritto andamento. . a lo 2 In forza di sost. Morg. 27. fi. Andate dricto al senso ' -0. E troverete! per le strade piane;Cji J ionon 111’intendo di vostroai» a f> 0 Anagomcri. * (Geog,) A-na-gòm-hn. Popolo della Marinarica . (^GjcO Anagorico. (Teol.) A-na-gò-ri-co. Add • m. P. A. P. e di' Ap 3 £ 0 ( Dal gr. ana sopra , ed agora discorso. ) , Anzgrai^e. (Med.) A-nà-gra-fe. Sf. P. G. Lat. anagraphe.Gr. fl tii ( Da ana sopra , e graphe scrittura. ) Prescrizione di incdù' ltIi Ricetta. (Aq) f t Anagramma. (Lett.) A-na-gràm-ma. Sm. p. G. ( Da cinct 1 ( {i girimma lotlei'a. ) Ingegnosa e nuova disposizione delle ^ eitC , 0 ld 0 Ul ff 0 più parole ordinate in guisa che firmino un altra più , e rendano un significato diverso dal primo. Questo f L \y gramma letterale. Pi è poi /'anagramma numerico , d l l litl - ' s>° te alcune parole, ed assegnato un certo valore numerico a c lettera dell alfabeto , si fa trovando wi altra parola , o un om jy cozzamento di parole , ì valori numerici delle cui lettere , a pé lii] sieme , formino la stessa somma che si formava da' valori !ìU f delie date parole, delle quali si ebbe in animo di far l’anllg J ' (llIlr, anagramma. Gr. owy.yp's.gp#:. % se fi> 2 — runo. E quello nel quale si fa la permutazione delle lcU^ e ' > aggiungernej lasciarne o scambiarne alcuna. (B) ’ 3 ■— impuro. E quello nel quale , facendo la permutazione ( - «.*—^e.v, '» ia lche lettera per licenza retto 1 * j/# 1 -ti-ca-inéi-te. Avv. Con anafi 1 jf) ?c. Scherzando anagrammaticamente sopra il suo nome c fo„:p^ iatico, A-na-gram-mà-ti-co. Add. m. ai AnagrarnmR* ^’ di anagramma. Latti. Dial. Nome anagrammatico. leggere ciò die sopra alcuna cosa sia scritto. ) mani quel servo che leggeva nel tempo del pranzo , o di cui si servivano^ i dotti ed i ricchi, particolarmente quando era loro tolta o indebolita la vista . (A) (Aq) An-agnI/ti. * (Geog.) A-na-gnò-ti. Popolo della Gallia Aqukanica. (G) Anagoge. (Med.) A-na-gò-gc. Sf. P. G. Lat. anagoge. Gr. àvaycoy/5. (Da i una sopra, ed ago io conduco, onde anagoge il gettar fuori.) Evacuazione delle vie superiori. — , Anafora , Ànabole , sin. (A. 0.) ÀNAGoef t. (Teol.) A-na-go-gì-a. [Sf ^Astratto eli Anagogico. Riduzione a Dio. [ Atto per cui V anima si 'leva inverso Dio , e propi'iamenle senso mistico , riduzione del senso letterale della Sacra Scrittura a senso sublime e divino. ] Lai. anagogia. Gr. àvaywy/a. ( Dal gr. ana sopra, j/ & s'aggiunge, u lascia o si scambia qualche lettera per licenza re ^°^ Anagrammaticamente, A-na*gram-ma j: À ‘ Bald.Dcc. Sci» Ànagrammatico, a modo di anagramma. I^arn. uiai. inojiic iiiiugniiiiJiwi-" - » >n ( ’ , '’u ANAGRAMMATisMO.(Lett.) A-na-gram-ma-tì-smo. [Am. Regola dea ot ma, e anche'] voce in anagramma , nel quale per ordinari 0 e J l0 s v , , licenza o mutazione o giunta di letterario g» 1 . anagramma 11 ** c (ì'° trasmutazione di lettcre.)A7iA'//i. Pros. tose. %. 11. Quante bel sofìche riflessioni ! Jlera , cioè Giunone, per anagraminatismo e stesso che l’aere, cc. icl^ e Ki 3 — * (Lett.) Specie di divinazione che pralieavasi cercando 7 .fWl tere di un nome il destino di colui del quale si faceva l'anagram l.nagrammatizzare, A-na-gram-ma-uz-za-re. i±i. ( w.>.j i o , [L^z.anagrammata conficere. Gr. iV. J Salvia. l ? u tanto avuto in considerazione da’maestri ebrei, che * 0 . 1 no anagrainmatizzando colla loro antica cubala nella prh JJl1 * della Genesi, ec. 1 Anagunti. * (Geog.) A-na-gùn-ti, Ànnagoonty. Città dell’&d 0 Anaidia. * (Mit.) A-na-i-dì-a. P. Ànedia. (Aq) Anaitide. * (Mit.) A-na-ì-ti-dc. V. Anetide. (Aq) ^ {tritìi Analako. (St. Ec.) A-na-là-bo. Sm. P. G. Lat. analabus. ( ^ [r ie pra, c labe presa ; poiché ha presa sopra gli omeri.) Una p a abiti de’monaci gt'cci fatta a modo di scapolare. (A) {^0 fif) n y Analacano. * (Geog.) À-na-la-cà-no. Una dell * isole Mtirici ntlC ‘, Analce. * (Med.) A-n;\!-ce. Sai. P.G. Lai, aualcis. Gr- » **$. (Da a priv., cimice forza. ) Persona imbecille. (A. 9 *^ -p C (t Analcimi. (Min.) A-rial-ci-ma. Sf. Questo nome, che sig il jf senza vigore, è stato da Hauy dato alla zeolite. cubica di ^ t}‘ zeohte dura di D domìeu . I cristalli derivanti dal cubo s0 ^ V L y.p sta pietra sferoidali. La frattura è ondulala , se la pietra fi reme ; ma compatta e di grano fono , se la pietra è fo aJ)basLanza per tagliare il vetro , e collo strofinamento acq ul fi suna elettricità. ( Dal gr. a priv., e da halcimos robusto ) An vlda (All’) * Posto avverbial. z=z Alt usanza d , An(da°i quelli del paese d’Annido. —, Alla Nabla, sin. P. 9 7\ r au) Àwaldo. * (Geog.) A-nàl-do. Oggi Hainaut. P. AnnonD* ( m Analecti. * (Lett.) A-na-lè-cti. P. Analetlì. (Aq) _ Anaeemma. (Mah) A-na-lèm-ma. Sm. T. della gnomonica. R a Pì A ^ { t c(ella sfera celeste ridotta in piano per uso degli owlagi (i ‘^tiT 1 gr. ana sopra , c lemma ciò che si prende, i Greci l uinll °j r oV ill v |t;i' altezza ; poiché questa operazione serve fra le altre co> c l ^j| f‘ 9 tozza del sole in mi’ ora qualunque.) Salviti. Rumi. Pier- . /j’j fj re la sfera e in piano ridurla , analemma , riportatura, v ! (i sd Analf.mmatico. (Mit.) A-na-lem-mà-ti-co. Aggiunto (V orol°b Analepsi. * (Leti.) A-ua-lè-psi. P. Analessi. (Aq) Analepsia. * (Med.) A-ua-le-psì-a. P, Analessia. (Aq) Analertica. * (Med.) A-na-lò-pli-ca. P. Analettica, (Aq) Analkptico. * (Med.) A-na-lé-pti'CO. P. Analettico. (Aq) ■Ana tESSI. ANALESSI (Leti.) A-na-lòs-si. Sf. F. G. Lat. analcpsis. ( Dal gr. ancp cene' • j ii'u i'icir rJC "P CTanicn t°, come se’ si dicesse clic la parola già emessa si t 0l , • P cr . a > onde impiegarla di nuovo. ) —, Analepsi, sin. Figura ret- AsAtp 0 f l ua ^ e è la stessa che la Ripetizione. (Aq) Aicii SSIA ’ (^°d-) A-na-lcs-si-a. Sf F. G. Lai. analcpsis. (V. Analessi.) ra P. e, uztone delle forze, Conva'escenza. — Sostegno che si prneu- luuT Un . mem lro fratturato mercè <1 apparecchio convenevole .—, Ana- ' sla > sin. (A. o.) itrìA' (^tt-) A-na-lèt-li. Sin. pi. F- G. Lat. analecta. ( Dal gr. aria- ''LOS racrnh^ \ o *_ •/< V __.... • ANANDEAEIO che è proprio 369 di altre che con gene - 1 , accn ^°- ) Significa propriamente i rimasugli del pranzo $ ma in ^ *'| )0s h llv ? alpha e beta , le due prime lettere dell’alfabeto greco, s n per eufonia. )■ ' l Htnn ~ P C1 Sì gnificarc la sua profonda ignoranza, ed applicabile a "OH sa di lettere. (Aq) (N) o&oàar/zl et. l ha a priv., ed alacsis tristezza.) (Aa) M, 1 ,( l 'M.) A-nal-gc-si-a. Sf. Lat. indolcnlia. Gr f\ UU ( -*-* a “ priv. > «I (diesis tristezza. ) (Aq) 1 -"Jiorp ( A-nal-gì-a. Sf. V- G. Lai. analgia. (Da a priv., cd algos ^u :u:o '^trazione o mancanza di dolere. —, Analgesia, sin. (Aq) , f (™ C< J.) A-nil-gi-co- Add. in. Epiteto che si dà ai rimedii che ^ scemano il dolore. (Aq) r ìsol ( |* z ^LeU.) A-nà-li-si. Sf V. G. Lat. anaìysis. ( Dal gr. analysis dciif/y ) Investigazione di checchessia [ l d composto al semplici : u coniitft .,,v. __ ne suoi principu , proce- dagli effetti alle cause , per arrivare lisi c ignizione più esalta del tutto. Salvili, pros. tose. Nell’ una- risci 0 Wsc i || ta e praticata dagli antichi, che in somma altro non è che " rrrwnporre. (B) (N) 5 CCs i Al '‘ii ' us l’ello al suo oggetto riguarda le quantità finite , e di- (MunV; iC0111 l’ 0n ', c - ( B XN) . , , ., . . 'si Ai v Aspetto al suo oggetto riguarda le quantità finite , ' (Cl.'^ C ’ e infinite , e dicesi Calcolo ditìerenziale. (A.) / Pe u e > ] l :J P operazione per la quale una sostanza composta si risol- * f * /V V'fipù °nd’ è formata. (B) °^ r «V- ^) L'esame successivo e comparativo di lutti i fenomeni del- l '' z f z i° ne nello stato di siuiilà e di malattia. (A.Ó.) a 1 Qi-u ». ** 1Ja- Ii-sta. Sm. fA, G. Colui che analizza. eli è versalo nel- Hi r alizzc ™- c ^e . lla *h-ti-co. Add. m. T. scientifico. Appartenente ad analisi , o A a>l(l bii c ^ff 1 della sua natura. Metodo , calcolo analitico , dimostrazione ^ti Tl (A) Coccà. Disc. tose. 1. 68. Col metodo per lo più anaÌilico.(N) Co plii|, Ilr ^* * (Xactt.) A-na-H-ti-cò'fi-lo, Add. m. V. G. Lat. analili- 0 pii^. * (La (uialyticos chi risolve, c philos amico : Chi ama l’analisi, st ° 8^ analisti .)—Soprannome sotto il quale si nascose Piaccio hH ^ÌÌ Ult0 - (Aq) k^ lL( an„ E ’ ^'Da-liz-zà-re. Alt. e n. ass. Fare quell’ opemzione che si A (li) A-na-liz-zà-to. Add. m. da Analizzare. (0) a^Uzj. ° RE , * A-na-liz-za-tó-rc. Verbal. nudi Analizzare. C.direg.CO ) > * A-nadiz-za-tri-ce. Celimi, f V. di reg. ( 0 ) £ EKTe , A-na-lo- ga-mcn-lc. Avv. Con analogia , In maniera nna- S| J >0 sson ,tt ‘ P’rf vocaboli che I ialino la desinenza in mente .. . ° Coni porre ad arbitrio, osservando i’ analogia cosi potrò dire analogamenle, cc. (A) r ° a *' v aii'i a>nenle dill. da Ana’ogicamciUe. 11 primo vale convenientemente, 5 ,r "ic( ere c on rapporto ad altra cosa. Quindi diciamo: parlare , ri- Olodo jr' a * n S a,tK ‘ l ‘te. Analogicamente, esprime con maggior proprietà \?' ,lì li>fri r Ul ar gomentare per analogia , d'interpctraie in senso, in via Ar ~ Vr ,,llil < I ua LLe cosa. Anamimo , * A-na-mì-mo, Anamim. IV. pr. m. Lat. Anamim. (In ebr. ghuanarnim , da gliuana [tarlare, e majìm acqua: Chi pai la allo acque.) (B) Anamis. * (Geog.) A-na-mis. Fiume della Cwamanìa. (G) Anamnesi. (Med.) À-na-muc-si. Sf A. G. Lat. anamnesis. Gr. àvay.v/jjt^. Ritorno della memoria .— Così dicesi anche quella parte della semiotica che dà i segni co’ quali si può scoprire la causa ae’morbi. (Aq) Anàmnestico. (Mal.) A-na-mnò-sti-co. Add. ni. A. G. Lat. anamnesùcus. ( V. Anamnesi. ) Epiteto che si dà ai segni commemorativi } cioè a dire ai sigia pei quali si discopre lo stalo precedente del corpo : i segni dimostrativi indicano il suo stato presente , ed i segni pronoslici lo stato futuro. (Aq) 2 — Aggiunto di rimedio atto a ristabilire la memoria. (Aq) Anamnesto , * A-na-mnò-slo. IV. pr. m. Lat. Anainnestus. ( Dal gr. a- namnesis riciiiumo alla memoria , rimembranza. ) (N) Anamoaca. * (Geog.) A-na-mo-à-ca. Una dell isole dell’ Arci pelago degli Amici. (G) Anamoiìfosi. (Pift.) A-na-mor-fó-si. Sf. Rappresentazione mostruosa di qual- 1. *. • ........ _ J — .■ _ .. 7 .. .. 1 . .«.«A. ... .irti .tsf ir t Proporzionalità , [ ed in generale una ì'elaC ’ Convenienza , * , , L f s fpetn , l0ì f e di somiglianza che Inumo in sè alcune cose in altri £ 1Cst o è c ] * 0 divede.] Lat. analogia. Gr. àwàayìa. Quist. Filos. 3 . Af ^wato da’ Latini con nome greco analogia. Sagg. Sai. ,, ìj c tMi alterazioni rilencsscr tra loro alcuna spezie d’ana- !" nocini. 4. ~ • ■ ■ • - 5 , e Sa a ‘ Sll «ile, e suol . Hi (Alat.) della propria natura. (V) né’ 1 c d i Ì. , stcsso cl ‘ e proporzione , o sia uguaglianza direlazio- f L Uue generi , ordinata cioè e perturbala. F- Proporzio- La analogia ; questa è una cotal regola che e suol essere il riparo di chi è straniero iu una lin- • ( ( oW -So r la, D.) Js » od u „ ,ma cnsa sull'andare di un'altra, mentre non vi sia una -/.'““fila P mn f a ; °i>de dicesi che si formano le nuove parole per odali'.- ■ P i che aìte COse ” U0, ' e “ da, >"° nomi nuovi, smni- (W.v n 1 S l a appropriati ad altre cose disunii natura n spezie. (A) tn i Logici è una spezie di argomentazione , per la lg ) Presso , e murphoso f. di morphoo presentato contivi la sua forma naturale si rappresenta di nuovo sotto questa forma in certo sito. ) (B) Ananas, (hot.) ’A-na-nas. Sm. Pianta dell’essandria monoginia e della famìglia delle narcisoidee, indigena d’America, ma coltivata nelle stufe in quasi tutta l’Europa ; fiorisce in aprile, ed ha i fiori celestagnoli , le foglie spinose nell’estremità, incavate a gronda c appuntate, lo scapo corto , terminato dal frutto die coronato da una chioma di fàglie. — , Ananasso, Ananasso, sin. Lat. bromelìa ananas Lin. (B) 2 — Frutto dell’ananas, soavissimo nell’odore, gustoso nel sapore, delizici delle signorili mense'. Pr. Fior. p. f. v. 3 . p. 6g. Imperocché le cose che danno di se odore , come c il musco e’1 zibetto , Tananas c 1 cedro, tosto che si comparisce, e’ sono ec. (B) ^ _ Ànanasse. * (Bot.) A-na-nàs-se. Sf A . Ananas. Pr. Piar. p. f *• pag. mg. Ecci una frutta che si chiama ananasso , la quale 0 latta come una pina, ma maggiore, c si monda. (B) Ananasso. * (Bot.) A-na-nàs-so. Sm . A • Ananas. (A. 0 ) _ Ananceo. * (Mit.Egiz.) A-nan-cè-o. Lai. ananceus. Uno de quattro Dei tutelari che eli Esizìi credevano presedere alla conservazione c alle azioni di ciascun uomo, cioè Dinamide , Leo, Ii r h c e f Ananceo, che sono la Potenza, / Amore, la 1 01 Urna e (a Necessita. ( In gr. nuance vai necessità.) (Aq) , . Anancjuti. (St.N.) A'iLin-ciiì-ti.AVn./-'/. /w-mi echinodermi con corpo irregolare, conoide o ovale, con più ordini di pori che sembrano ambulacri, radiati dalla sommità alla base, con bocca presso il margine labiata e trasvei'sale , e Inno nella parte opposta. Questi vermi si trovano solamente fissili. ( Forse dal gr. una sopra , e chitos fossile , ammassato di terrà fossile. ) (Boss) Anandraiiio. * (Bot.) A-nan-drà-ri-o. Add. m. Aggiunto difore compn- 270 ANANDRATO sto unicamente d'integumenti e di pistilli moltiplicati, mancanti pao di stami. ( Dal gr. unatidros debole, poco virile o non virile, vedovo, deserto ; e ciò appunto per la mancanza di stami. ) (A. O.) Anakdrato. * (Mit.) A-nan-drà-to. Divinità de' Persiani. (Mit) Anandria. * (Lett.) A-nan-dn-a. Sf. V.G.Lal. anandria. (Da a priv., ed imer, andros uomo, onde andria fortezza, virilità.) Mancanza di uomini; Mancanza di valore. (Aq) Akasdrio. * (Meo.) A-nàn-dri-o. si del. e sm. V. G. Lat. eviratus. Gr. ca/caf.ot 5. Castralo, Effeminato. (V. Anandria.) —.Apospado, sin.(A.O.) Anani , * A-nà-ni. N. pr. m. Lat. Anan. V. Anano. (B) •2 — **(Gcog.) L° stesso che Anamani. V. (Van) Anania, * A-na-ni-a , Anania. IV. pr. m. Lat. Ananias. ( Dall’ cbr. ghua- nan nubi, c jah signore: Signore delle nubi, Nula dii Signore .)—Uno de’ tre giovani ebrei gittali nella fornace dal re Nabucco .— Figlio di Nebedeo , persecutore di S. Paolo. —Marito di Saffica. (B) (Van) Ananisapta. * (Lett.) A-na-ni-sà-pta. Sin. Talismano contro le malattie contagiose, ove era scritta simil parola, alle lettere della quale i cabalisti davano diversi sensi. ( Secondo Deirio, vieti dall cl>r. hhanan aver misericordia , e sciophet giudice; e vai dunque abbi, 0 giudice, misericordia. ) (Mit) Anano, * A-nà-no, Anan, Anani, Anna. N. pr. m. Lat. Anan. ( Dal- 1’ cbr. ghuanan nuvole. ) ( 15 ) Anansia. * (Mit. Alt .) A-nàn-si-a. Nome d’un grosso ragno adorato dai Mori della Costa d’oro. (Mit) Akaktosmio. (Bot.) A-nan-tò-smL-o. sldd. m.V.G. Lat. anantbosmius. ( Da a priv., anlhos bore, e usine odore.) Si chiama cosi queljiore eh' è privo di odore. (Aq) Ananuui. * (Geog.) A-na-nù-ri. Città della Georgia . (G) Akapa. * (Geog.) À-nà-pa , Anape, Auapea. Città delia Circassia. (G) Akapàdmena. * (Geog.) A-na-pa-u-mè-na. Lai. Anapaumcna. Meravigliosa fontana del tempio di Giove in Dodona. (Aq) Asapausi. (Med.) A-na-pà-u-si. Sf. V- G. Lat. anapausis. ( Da anapavso fi di anapavo io Unisco , io sedo , io ristoro. ) Remissione di accidenti morbosi. (Aq) .Anape , * A-nà-pc. N. pr. m. Lat. Anapis. ( Dal gr. anapco io ripercuoto.) — Catanese celebre per la sua pietà ftlkde. (B) (N) Anatomia. * (Lett.) A-na-pc-i-ra. Sf. Là seconda parte dell inno pizio. (lai quasi nuovo tentativo, nuovo esperimento, da ami di nuovo, e peira o sia pira sforzo, tentativo, esperimento. In gr. anapirao vai pure io sperimento, io mi' sforzo. ) (Mit) Anapesia. * (Med.) A-na-pc-sì-a. Sf. V. G. (Da ana sopra, e petasa f. di perno io dilato.) Dilatazione eie’ vasi, 0 dell'orifizio sia d’un canale , sia iV lui viscere cavo tjuahunpie. —, Anapezia , sin. (A. 0 .) Akapestico. (Lett.) A-na-pc-sti-co.-LiA/. m. Di anapesto. Composto di versi anapesti. I.at. anapeslicus. (A) Anapesto. (Leti.) A-na-pc-sto. Sin. Lat. anapestus. Nella poesia greca e latina è piede di verso che corista di due sillabe brevi ed fina lunga ; ed è lo stesso verso composto di simili pii di.(Dal gr. anupestos che vicn da anapco, io ripercuoto, io batto al contrario; poiché ne’versi in cui dominava 'anapesto, batteiasi il tempo tuU’allrimeuticlic in quelli in cui dominava il dattilo.) (A) Anapezia. * (Med.) A-na-pc-zi-a. Sf. V. G. ( V. Jnapesia. ) (A) Anaci , * A-nà-pi , Anapo. N. pr. in. ( V. Anape.')—Amante di Ciane cangiato in fiume da Plutone. (Mit.) Anapiparo , * A -na-pi-dà-no. N. pr. m. (Dal gr. anapithao io persuado, ed amr uomo. Può anello trarsi da anapedao io salto fuori .)—Re di Spana. (Van) Anapiesma. * (Ardii.) A-na-pi-c-snia. Sf Macchina degli antichi teatri per mezzo della filiate si facevano sorgere improvvisamente dal pavimento della scena le Furie e fórse anche le Ombre. (Forse da ana sopra , c piceo f. di pie.o io faccio , io fabbrico , io compongo ; e vai dunque cosa die fa comparire sopra la scena alcun oggetto.) (Mi!) Asaplasi. (Chir.) A-uu-plà-si. Sf V- G. Lai. anaplasis. ( Da ami di nuovo, e plasis formazione, forma.) Riduzione di un osso spezzato alla sua naturai situazione ; Consolidazione de' frammenti d'un osso. (Aq) (A. O.) Anàplerosi. (Med.) A-na-pìe-ró-si. Sf. F. G. Lai. anaplerosis. (Da ana di nuovo , e plerosis riempimento , onde anaplerosis supplemento.) Unzione di riempire', Operazione con cui si supplisce ad un organo Mancatile .—, Protesi, sin. (A. 0 .) 2 — Si è qualche colta dato il nome di Anapìerosi a quella parte della chirurgia la quale si occupa della rìproduziotie delle parti che si possono riprodurle. (Aq) Anaplerotico. (Med.) A-ua-plc-rò-ti-co. Add. m. V. G. Lat. anapìero- heus. ( V. Anapterosi . ) Aggiunto di medicamento credulo proj rio a far rinascere la carne nelle .piaghe e nelle ulcere con perdila di sostanza , e che le dispone a cicatrizzarsi. (Aq) Anapleusi. * (Med.) À-na-plè-ti-si. Sf F. G. Lai. annplousis. ( Da ana- plevso f. di anapleo io sciolgo. ) Dicesi d' osso rotto che si stacca e cade ; più rettamente Dell' escir de' denti guasti. (A.O.) A>'àpliste. * (Geog.) A-na-plì-sle , Analìstr. Citta dell Attica. (G) Anapneusi. (Med,) A-na-puè-u-si. Sf. F^ G. Lat. nnapneusis. Or. àvobz- viim$. (Da ana sopra , e pnevsis lo spirare, il soffio , il fiato.) Respirazione. (A.O.) Àkaps rustico. * (Med-) A-nn-pneù-sti-co. Add. e sm. F • G. Ixit. ana- pncusticum. ( V. Anapneusi. ) Medicamento idoneo a facilitare la respirazione .— Chi patisce di apnea .—, Anapnoico, sin. (A.O.) Anapnoico. * (Med.) A-uap-nò-i-co. Add. e sm. F- G. Lat. anapnoicus. Lo stesso che Anarmeustico. V. (Da anapne o io respiro.) (A.O.) Anapo , * A-nà-po. N. pr. rn. F. Anapi. (Mit) o. ■— * (Geog.) Fiume dell ’ Epiro. — della Sicilia. (G) Anàpodari. * (Geog.) À-na-po-dà-ri. fjat. Anapodaruis flovhis, Odara- cUis. Fiume dell'isola di Creta. (G) Anàpodoi-u.lo, * (Bot.) A-na-po-do-fìi-lo. Sm. F* G. Lat. anapodopbyllum. ANASSÀBIA (Dal lat artas , in greco nessa anitra e dal gr. pus , podos phyllon foglia. ) Genere di piante cosi dette perchè i lobi deUC foglie assomigliano ad una zampa d’ anitra. (Aq) . /fla Anapoiuci. (Mat.) A-na-po-rì-ci. Sin. pi V. G. Lat- anaporica. ana sopra, per, c paria via, cammino, progresso.) Sono, secona travio Uh. Cf. cap. o .,certi orinoli a sole , che rappresentavano ll del sole pe’ segni dello zodiaco. (Aq) ygf., Anàppo, A-nàp-po. [A/ra.] F- A. V. e di Nappo, [db. cur- n \ ^ Stea per tre ore in uno allappo fatto di legno di edera, e p°j ‘ ^ Anapsiche. (Med.) A-na-psi-che. Sf. F. G. Lat. anapsiche. ( D a psycho io rinfresco. ) Refrigerio , Rinfrescamentn. (Aq) Ànapcjà. * (Geog.) A-na-pii-ja. Provincia della Fenez “ ela ■ ÙLria (S Anaocito. (Geog.) A-na-qui-to. Regione del Perù nella pt^vu Quito. (G) A nara. * (Geog.) A-nà-ra. Citta dell' India, (G) _ • J# Anaraoaco. * (St.Kln*.) A-na-rà-l)a~co. Add. m. Nome che gli verno al supremo sacrificatore. (Mit) Anaraci. * (Geog.) A-nà-ra-ci. Popoli della Scizia. (G) » j tfl Anarchia. (Lett.) A-nar-cln-a. [At*] U. G. Do sta'o di iun p 0 r ? j e ftv quale la moltitudine pretende di esercitare disordnatamente tud e j ver dir così, di parlare, ma che a0 o toccasse la volta del ragionare. Anarchico. (Lett.) À-nàr-chi-co. Add. m. di Anarchia. (A) Jj([ ris Anare , * A-nà-re. Sin. V. A. V. e di' Nare, Narice. ( Dal lat* . narice. ) Bcmb. Stor. Uh. 6. L’ oro solamente per adornamento^ ^ , rano, agli orecchi ed agli anaci del naso pcrf>rati pendente porta lK ?' i *(fi r ) Anarchia. * (Geog.) A-nnr-ghì-a, Anarquila. Città della V \)i Anargiro. * (Lett) A.-nar-gi-ro. Add. m. V. G. Lat. anargy a priv., e argyros argento j cioè senza denaro.) Così venne ct , /\(j) nella liturgia greca qualche santo medico che. curava senza incrcw • Anària. * (Geog.) A-nà-ri-a, Enaria. U. Ischia. (G) ànariaca. * (Geog.) A-na-rì-a-ea. Antica città presso il mar G (ts P. $ Anarica. (St. N.) A-nà-ri-ca. Sf. V. G. Lat. anarichas. (Da a,ul p 'LsÀ arrhichasthe io mi arrampicò con le inani e coi piedi.) Genere così detti perchè s' arrampicano , si dice , sopra gli scogli * : ° L le delle loro pinne e della coda , ed in primavera vengono a “ e V° loro uova sopra le piante marine vicino alla riva del mare, 'i rica, sin. (Aq) . . .jv*i ? Anari.stesi. (Med.) A-na^ri-stc-shAy?^'. G . Imi. anaristcsis. (G :l ^F^/r ariston pranzo, onde anaristos chi non per anche ha pranzato-; ìienza dal pranzo. (Aq) Anawti. * (Geog.) A-na-rì-ti. Popolo dell Arabia Felice. (G) g S (i(° Anarme. * (Eis.) À-iiàr-me. Sm. F. G. Lat. atomus. Gr. ày^pP;^ il pi. per significare Corpicciuoli minutissimi , semplicissimi i pahili. ( Da a priv. , ed armos nesso. ) (A. 0 .) $ Anarmonia. * (Mus.) A-uar-ino-ni-a Sf ( ila! gr. a priv., e harm^^ ^Jg giuntavi la n. per eufonia.) Unione di suoni che riescono di sa n s voli ali y udito. (L) Anarpi. * (Geog.) A-nàr-pi. Popoli della Germania. (G) s op | ‘‘) Anarrea.* (Med.) A-nar-rè-a. Sf. F. G. Lat. anarrhea. e rhoo io scolo.) Afflussione degli umori verso la parte sup erl Anarropia. (A.O*) «f? i ANAnREGNiaio. * (Mvd.) A-nar-rc-guì-mo. Add. rn. F. G.(Q° p/M' mi io rompo. ) Nome relativo alle ulceri che si rinnovano p e1 tura della (oro cicatrice avvenu'a troppo in fretta. (A. 0 -) Anaruica. (St.N.) A-nar-rì-ca. F. Anarica. (Aq) . (K Anarr/no. (Med.) A-nar-ri-no. Add. e sm. F. G. Lat. anarr|n n( ) rl ; j tll A ana per, sopra, e rhin, rhinos naso i)Epiteto che. si dà ai runf 1 * ^ pel naso , o che si ritirano su per esso : il tabacco,per esetnl n<) ’ rimedio anarrinc. ( \q) hi** Anatrisi. * (Mit.) À-naj’-rì-si. Sf. Il secondo giorno della fèsta pattine, (Mit) t , ^ Anauuopia. (Alecl.) A-nar-ro-pi-a. Sf F. G. Lai. anarrhopia. C sojna, c rhepo io volgo, io tendo.) Flussione verso la parte sl r — , Anarrea , sin. (Aq) Anar-ii. * (Geog.) A-nàr-fi. Popolo della Dacia. (G) ■ {0/ Anartofracti. * (Geog.) À-nar-to-frà-cti. Popolo della S' n»i v ’*’ ànartp.o, * (Med.) A-nàr-fro. Sm. F. G. Lat. anarlhrus. 0 j a '^ e ardirmi articolo. ) Dicesi di uomo sì grasso e carnoso disviar distinguere le artici lazioni. (A. O.) ànarxi. * (Geog.) A-nàr-xi. Popolo della Scizia. (G) Anas. * (Geog.) Ano. Antico nome della Guadiana. (G) , AnAsarca. * (Mul.) A-na-sàr-ca. F. Ànassarca. (Aq) . ^ 2 —• * (Boi.) Malattia delle piante la quale consiste nel d^ e,ì le parti di esse molli , tumide ed acquose. (Ag) , AnAsct , * A-nà-sci. N. pr. m, F. Aliassi. (Mit) ( f .nji* ( AnAside, * A-nà-st-de. /V. pr. m. Lat. Anasides. (É nome Y, c nassi. Può anche valere aspetto di re , di regina; da aneto: 1 ’ regina, ed idos forma , sembianza. ) (B) af itd * Anasirao , * A-na-si-là-o. N. pr. m. Lat. Anasilaus. ( Dal #■* ^ anassa regina, e laos popolo : Re, regina di popolo.) Off. d Anaspasi, * (Med.) A-na-spà-si. Sf F. G. Lat. refractio. ^g oS trù' l ° io ritiro, che vien da ana sopra , c spao io conti’aggo. ) generale e principalmente dello stomaco. (A. 0.) r>r^'W' Anaspe. ( St. N. ) A-nà-spc. Sf F. G , Ijui. anaspis. ( Da pe 1 - aspis scudo.) Nome dato ad un genere, ([insettidella cla sse ^j. teri, a motivo della mancanza dello scudetto. (Aq) . c lii° s Ànassàbià , * A-nas-sà-bi-a. N. p?\ /.‘(Dai gr. anassa rì ' k - ’ * A-nas-sà-go-ra. iV. pr. m. Lat. Anassagoras. V. G. ( Da m en l' 1 ln ^'P e i e( l agora fóro : Principe del foro. )—Filosofo di Clazo- Asrssrr~~ d'Argo. — Scultore di Egina. (B) (Van) Aj'Assas 015110 ’** A-nas-sa-go-rè-n. Add. pr. m. Di Anassagora. (B) andr nRA ’ A-nas-sàu-dra. N. pr. /.(Dal gr. anassa regina, ed aner Asassa 01 " omo: Regina di uomini. ) — Eroina della Laconici. (Mit) Aand^M 111113 ’ * A-nas-sàn-dri-de, Anassandrida. W. pr. m. Lat. Ana- con,/ cs ' (Nome patron, di Anassandro. ) — Re di Sparta. — Poeta srec 2- w CMit) re f 1 * 0 ’ * A-nas-sàn-dro. N. pr. m. Lat. A.naxander.(DaI gr. anax AkaÌ., aneì 'i andros uomo.) — Re di Sparla. (B) (Van) sarcos*" A-nas-sàr-ca. [ Sm. V. G. ] ( Da ana fra , e sarx , f esla earne. ) [ Idropisia generale del tessuto cellulare che si mani- dot n ^. 3 0 , }f lamenla dei membri e delle parli molli che ricoprono l'ad- q„ a torace e la faccia. ) — Anasarca , sin. Lai. anasarca, a- wt&dp/sA. Lib. cur . malati. Imperocché tre sono le Za J 1Sle : nna Sl appella annssarca , l’altra si a|»pclla ascile , e la ter- Ak Assa da*macstri timpanite . pri nc j C ° 5 * A-nas-sàr-co. N. pr. m. Lat. Ànaxarchus. F G. (Da anax da a £ e ? et ^ archo io son primo : Primo fra* principi — Si trae pure di Abj ÌV ' ’ Gda nsa, 'c°s gracile; e vale allora non gracile .)—Filosofo C * h \ f U posto 1,1 ua morta )°- ( B ) (Aq) (Bai ’ A-nas-sà-re-te, Anassareta. N. pv. m. Lat. Anaxarcte. a Clti Ha fi' fi nax f c 5 ovvero anassa regina, e da avete virtù. )— Fan- ■^KAss e * l ‘-Aamina cangiata da Venere in sasso. (Mit) An ssei ; # A-\ì;\s-sc, N. pr. m. Lo stesso che Ànace. V. (Van) ^’Ass ' (Geog.) A-nàs-scn. Città della Nigrizia. (G) * A-nas-sé-no-ro. N. ,m - fJ An.ii ANATOLIA 27 1 fra, a traverso, e storna bocca ; quasi dir voglia apertura a traverso 0 nel mezzo della bocca.) Cosi cidi denominato un genere d’uccelli , perchè le due mandibole che formano il loro becco non si congiungono , quando è chiuso , che per Ut loro base e per la punta , di maniera che nel mezzo vi resta come un' apertura. (Aq) AnastomOsare. * (Anat.) A-na-sto-ino-sà-re. N. pass . Lo stesso che Ana- stmaizzare. V. (A) Anastomosi. (Anat.) A-na-sto-mó-si. Sfi V. G. Lat. anastliomosis. ( Da ana con , e stoma bocca. ) Comunicazione tra due vasi che hanno origine da due tronchi differenti , 0 che almeno non provvengono dallo stesso ramo. (A. O.) Anastomotico. (Anat.) A-na-sto-mò-ti-co. Add. m. Che fa anastomosi \ Che ha rispondenza ad anastomosi. (A.Q.) „ /ti» 1 n ' j • 7 - ..• - r 2 , -- urial. LI lijl latti. J *ner ’ A-nas-sc-no-re. N. pr. in. Lat. Anaxenor. (Da anax re, di aner nomo. ) (N) , Ànaxeto, sin. Ge- allu- fts *-SSET 0 : r l" "omo. ) aero f v lJ v A-nas-sé-to. Sm. Lat. anaxetum. —, /inaxeui, sin sion e n/f‘ ante ' Q ucs to nome semini derivato ola avxf , re , per aliu- » Co > v )uo a co, ' n,, u. che portano i re col frutto di queste piante , eh’è Abissi *° piuma capillare. (Aq) , teginà .A-nìs-si, Anasci. N. pr. /«.(Dal gr. anax re, ovvero anassa A"assi b1 ’ 7 ~ Figlio di Costare. (Mit) < Aliw/,-’ A-n.is-si-lii-a.A T .er. f- (V- Anassabia.)—Madre di Pilade .— * Peiia. di TVestot-e. (Mìl) ^assi La ’ * A-nàs-si-de. N. pr. m. Lat. Ànaxidcs. ( V. Anasidc.) (B) a Attila «’ A-nùs-si-la. 7 V. pr. m. Lai. Anaxilas. ( Dal gr. anax re , c V SsiLl St ’ n propizio. ) (B) . di tir, 7-*- /•!>' /t/-. .. v v, (Oicix 1 A-nas-si-man*dro. A c mandra mandra: SASsi «S P f Ìletn - (») (Van) fax lv > A-nas-si-mè-ne. N. b'tx | ( .' > A-nas-si-mè-ne. iV. pr. m. Lai. Anaximcnes. ( Dal gr. > ’ e rnenos animo: Animo da re. ) — Filoso/’o di Milelo. — * S,ISs| itini V ‘ t " n,;0 di Lampxacn. (B) (Vali) .denti fi' (Arche.) A-nas-si-ri-di. Sm. pi. Sono i grandi calzoni scen- riS> ' !is -nJJ‘ 0 f'l malleolo che usavano i Persiani ed i Galli. (Mit) Vii . ^ , r. . ’ anassa regina, e thea /.'"«dre V'f 6 ' 50 - N. pr. f. ( V. Anassi. )—Moglie di Elettrione e V!, *st Agu 1 AIcrncna. (Mit)' an as l . A-na-stà-gia, Anastasia. JV T . pr. f. Lat. Anastasia- ( Dal A . a ? s r ns urreziouc, risurrezione. ) (li) Il , 4s rit, Tl ’ A-na-stà-gio, N. pr. m. V. Anastasio. (B) ( (Med.) A-na-stà\-ti-co. A Col. e sm. V. G. Lat. anastalticus. •‘Tingere** * ra ’ so pra, e stallicon ciò che ha forza di comprimere, a- "^e e ’ p on, rarre. ) Epiteto di medicamento che ha virtù di repri- a C i) , sin f, ^restare il sangue. —, Astringente, Stittico , Catastalti- (®=d.) A-na-stà-si. Sf. V. G. Lat. anastasis. (Dal gr. r»m- a'’ rrfj. 'Pulsione dalle sedi occupate , rovesciamento. ) Il correre e ' As Tào!' U degli umori verso le partì superorì. (A. 0 .) ris„r, ' ■’ * A-na-sta-si-a. N. pr. f ( Dal gr. anastasis insurrezione, À ^ * /p 0ììe - ) — Dama romana che morì martire. (Van) A ^‘S'Dsn Città della Mesopolnmia. (fi) (S.) * 1 .1 i ><■ x. A*.. Ui Un fTi 'i