Fv s jr & •v^- • ; -< X tl > IV * >•■ '/ir- ■ ^ itsc*-wK., «j-< « J»5*-lP'0r x r - ■ ■«&'-A-£ §fc? * SSWW'Ì \ : t - J S£u5^ .v f , ' \ i v p fct iìoC» ^ t 9 citrato m&à 1 POLITECNICO FEDERALE ZURIGO Cattedra di Lingua e Letteratura italiana PPBdigergasse 9, CH-8001 Zurigo 5%^ / «naie- ) / -43 52 V * VOCABOLARIO UH il « IR § A IL E ITAILIAH© III E-KU VOCABOLARIO 0 MI '? £ Il S il 11 1 !t il IL lil B © COMPILATO A CURA DELLA SOCIETÀ TIPOGRAFICA (Tm limici e (3. VOL. III. t 3 B BilS'DILÌI DAI TORCHI DEE TRàMATER * 834 . Viri docti Lexicis non velut m.agistris , sed tamquam minisiris in memoriae subsidium utunlur. G. Scioppio. ' V „ , J \ / PREFAZIONE ■A.vendo noi terminalo di pubblicare col XX. fascicolo i temi dì questo Vocabolario universale insino a tutta la lettera K, c chiusone con quella il terzo volume, stimiamo convcnevol cosa, anzi debita, porre in fronte adesso un nostro ragionamento. Nel quale facendoci a ricapitolare quanto già fu per noi scritto su’ cartoni di essi fascicoli, come quelli che non vanno serbati, vi aggiugneremo ancora le nostre risposte a talune critiche osservazioni mosseci centro , c qualche altra coserella diremo intorno a questo lavoro la quale ci parrà non indegna della cognizione del Pubblico. Sostenuti dal suo aggradimento , e confortati a bene congetturare dell’ opera nostra dagli elogi di cui la degna- r °no persone gravissime e parecchi giornali d’Italia, noi vogliamo innanzi tratto dimostrar gratitudine all’ altrui cortesia, e da talune colpe lavarci, per altre implorare a man giunte perdono. Seguiteremo l’ordine medesimo della precedente destra prefazione. , E primamente dobbiamo saper grado a que’ Regii Ministri che al cominciar dell' impresa benigni ci furono del favor loro : alle LL.EE. il defunto Cav. D. Luigi de’ Medici, Segretario di Stato Ministro allora delle Finanze, per la franchigia della Posta nell’ interno del Regno , franchigia continuataci dal suo successore il Commendator Caropreso ; il Marchese Intontì, già Ministro della Polizia generale, per sue lettere circolari commendatizie a tutti gl’Intendenti delle P r ovincie ; il Marchese Tommasi, Segretario di Stato di grazia e giustizia e degli affari ecclesiastici, che il novello Vocabolario caldamente raccomandò ai magistrati e vescovi tulli de’Reali Domimi di qua del Faro. 11 quale ultimo per- s °naggi 0 , che ora più non è, proteggeva la nostra opera con una predilezione che giustamente ed onorevolmente in J"' si potea dir di famiglia ; ma chiunque conosce all’ eruditissimo nostro letterato Pasquale Tommasi dover l’Italia a bella Crusca del Ponzelli, così detta dal nome dell’editore che dall’anno 1746 al 1748 diligentemente ne curò l’im- P 1 essionc c vi fece le giunte,non debb’ essere maravigliato d’intendere che il figlio di lui molto si adoperò in vantaggio della Se conda Crusca di Napoli.(i)Nè finalmente si vuol tacere le obbligazioni che abbiamo al presente Segretario di Stato Ministro ( %li Affari interni, S. E. il Cavalier Santangelo, perchè nel lo ottobre del i83a scrisse lettere circolari agl’intendenti 111 commendazione del nostro Vocabolario, opera così utile, ei diceva, e ad un tempo così onorevole al nome napolitano. ^on minori ringraziamenti daremo a coloro i quali, sottoscrittisi per l’acquisto di esso libro, continuarono a man- tener vivo 1’ obbligo una volta contratto ; che per disventura gran parte di quelli di cui pubblicammo i nomi e che °tomano, secondo 1’ ultima lista , a 2167 , o per gli umani avvenimenti o per capriccio e infìngardia loro, o per c ^. e di alcuni nostri commessi , non alleggiano più la considerabile spesa alla quale andiamo incontro, ed in > malgrado ciò , dureremo, determinali a condurre a termine, checche cc n’ abbia a costare, l’incominciala compilazione, a’ c j^bene ' n Everso modo , la sovvennero ancora non pochi generosi ed addottrinali uomini della italiana Penisola, seppe r' 1 * C< ^ °P era de quali perciò dobbiamo eziandio in questo luogo il grato animo nostro manifestare : tali un Giu- Eietro p laSS ^ ’ i ramal - urarnenle '-°i'° n °n ha guari a’ filologici studii ed al decoro di tutta questa comune patria ; un le lodi ,Ì 0rdailÌ ’ P 1 * 1110 < l e viventi prosatori che possan vantare le italiche lettere ; uii Gino Capponi, non meno per *i°siss’ * *l ue ^ e S re g’° Piacentino che per le proprie scritture chiarissimo ; un Marcantonio Parenti per le sue giudi- v enut 11110 ^ ,lno ^ az ^ on ’' assni della lingua intendente e benemerito ; un Angiolo Pezzana , bibliotecario della Parmense , italici dù ci se opere in grido di eccellente scrittore, ed assai lodato per le sue Osservazioni concernenti alla Lingua Sono m 6 a SWOi ' vccaholarii ; un Giuseppe Brambilla, autore del Saggio d’uno Spoglio filologico, due anni or vol- messo a stampa in Como. (2) di tutù -1 C ^ erer j 10 «««oli de Giornali italiani ad elogio del Vocabolario Universale, poiché andati già. per le mani 0 che and - ° ^ lammenteremo in cui uno de’ più valenti estensori della toscana Antologia, la quale portava, ramo errati, Ira essi la palma, rendeva ragione nel 1829 dell’ultimo volume degli Atti dell’Accademia della Gru- ( V1 , } sca ; perciocché ivi disaminando i novelli avvedimenti con cui quegli Ànfìzioni del bel parlare del Sì intendono condurre e migliorare la promessa e sempre indugiata ristampa del Vocabolario, notò essere stati quelli per buona parte mandati ad effetto da’ compilatori di Napoli. (3) Da ultimo vedemmo il Gazzeltier Milanese caldeggiare la nostra causa al paragone del Vocabolario teste impreso dal Passigli in Firenze a guida del eli. Giuseppe Manuzzi , degno amico e in certo modo continuatore del Cesari. Che se non possiamo inchinar l’animo a parteggiare col giornalista ed entrargli mallevadori di tutte le ragioni cli’ei fa, non cesseremo perciò di averne buon merito alla sua benigna intenzione. Per venire a conchiusione di questa parte eucaristica, diciam così, del nostro discorso , ci rimane a nominare orrevolmenle coloro che gl’ inediti spogli dà essi fatti donandoci , ne posero in grado di arricchire di oltre a cinquemila articoli la nostra compilazione: generosi e dotti uomini, a’quali ben è ragione che noi rendiamo grazia per grazia. E fuori e dentro i confini di questo Regno li annoveriamo. Tra quelli, oltre i signori Pezzana e Parenti già da noi mentovati e le cui giunte dalle loro iniziali lettere vanno distinte, convien ricordare il professor Pietro Dal Rio, che imprima da Roma e di recente da Ferrara c’ inviò una mano di voci e locuzioni tratte da’ classici , sebbene non trecentisti, le quali alle ricerche de’nostri precessori eransi involate. Tra questi, molti sono che crebbero la suppellettile de’ duemila temi somministratici dal nostro professor Presutti. Ne avemmo dal cav. Francesco Carelli, mancato a’vivi due anni or sono, con nome d’insigne fra gli archeologi di questa età; ne avemmo dall’altro Accademico Ercolanese, abate Gaspero Selvaggi, oggi meritevole Segretario della Giunta di Pubblica Istruzione, non meno delle greche e latine lettere che delle italiane peritissimo, e presso il quale trovasi una raccolta di Testi di lingua, la più doviziosa forse che oggi possegga alcun privato uomo in Italia: preziosi volumi di cui egli, non men cortese che dotto , ci fa copia ogni volta che ne vidi l’uopo di consultarli ; ne avemmo , e in gran numero, dal canonico Macri, coajutator nostro, autore di molte c note opere, e ne’tesoi’i della favella frugatoi- paziente e sottile; avemmo ancora quelle notule die nello studio del Marchese Basilio Puoti, lume ed ornamento della città nostra, si van facendo sulle più elette scritture de’ padri e baili della lingua, secondo che gli alunni suoi leggendole ed egli da maestro sponendole, si avvengano in modi o vocaboli non registrati da’fiorentini Accademici ; ottenemmo altresì le copiose giunte del cultissimo giovane signor Emmanuele Rocco, chiamato a dar mano ancor egli alla presente compilazione ; cen mandarono finalmente in buon dalo il Marchese Luigi Dragonelti da Aquila, il sig. Vincenzo de Ambrosio da San Severo, il sig. Antonio Fabricatore da Sarno, il sig. Francesco Del Buono da Brindisi. I quali articoli, non avendo eglino i donatori chiesto che fossero da particolari note contrassegnati, vanno tutti compresi sotto la comune (N) apposta ad ogni esempio o paragrafo novellamente inserito. II. Passiamo ora a riandare le cose esposte nell’altro nostro discorso, le quali han bisogno o di schiarimento o di addizione. Nel primo di que’ paragrafi promettevamo una novella grammatica italiana e le tavole delle conjugazioni. E Puri* eie altre andranno collocate nell’ultimo volume. Se non che, quantunque debbasi trovar nelle tavole prefate la colonna per le uscite de’verbi le quali non sono più in uso, pure ci è paruto non dover sopprimere quelle che corredate di esempi ci porgeva Antonio Cesari,di sempre cara ed onorala rimembranza; siccome presso che nessun’altra di quelle sue anticaglie della lingua ci piacque rigettare, discordando in ciò da’ compilatori di Bologna e di Padova, a’quali il Monti diè P orme. Gridava egli a piena bocca: togliete via questo fracidumc,.allontanate il lezzo di questo cimitero. Ma è forse un vocabolario della lingua in corso o un vocabolario della lingua in generale quello che si compila? Non servono forse tai lessici ad apprendere la lingua parlala eia scritta, la vivente e la morta? Siano pure cosi fatti vecchiumi o sconci di pronunzia o strafalcioni di menanti, certo è che s’incontrano ne’libri, furono per lo più nel linguaggio, e servono tante volte a dimostrarci la storia delle parole ; che queste han pure le loro vicende, ed arrugginiscono,come da Orazio in qua tutti sanno, e«l o se ne cancella affatto l’impronta, o torna netta e polita a procacciar loro lo stesso spaccio di prima. Le quali variazioni utilissime alle ricerche etimologiche, tanto maggiormente dovevano trovarsi in ischiera in un Vocabolario come il nostro, che è o vuol essere universale. E ciò risponda ancora alle querimonie di alcuni che non avrebber voluto trovare in questi volumi tante di tali ciarpe quante a gran faticave ne accogliemmo, correggendo la parsimonia de’ citati lessicografi; presso i quali non s’inverrà delle giunte veronesi che appena delle dieci le sette. Àncora in quel paragrafo parlammo di due specie d’ indici ed abbreviature. All indice degli autori e delle opof® da noi citate in conferma delle nuove aggiunte, ed a quello de’Dizionarii che servono al nostro per così dire di prie* 0 strato,fanno ora d’uopo de’ supplementi. Comprenderemo nel primo i testi novellamente o in modo diverso dalla Cru sca , dall’Alberti ec. allegali ; nel secondo i Dizionarii ed altri libri di tal natura che o vennero in luce dopo quel temp 0 - ovvero non erano allora da noi conosciuti. Si troveranno pertanto appresso a questa prefazione secondo l’ordine all 3 betico delle loro abbreviature. E così troveravvisi eziandio l’elenco de’segni adottati per amore dì brevità, ed il qual® dovemmo di mano in mano impinguare. Il perchè intendiamo replicarlo in ogni volume, anche per non obbligare 3 ricorrere al primo od al terzo chi gli altri consultando intoppi per avventura in alcuna di quelle cifre di cui solo > B tale elenco può aver la chiave. HI. I fonti da cui andiam desumendo i novelli tra vocaboli e modi che tormano il corpo della favella, sono c011 ^. derabilmente aumentati di numero dopo il principio di questa/impressione. Nè poteva altrimenti accadere. en ( jj r irt amore agl’italiani e fatti comuni Ir? essi gli slmili del patrio idioma, de’quali erano pria non cavanti, per non ( VII ) « 11MÌ abbarrenù reni anno vede mettere in «lampa o qualche Testo a penna raccomandato dagli Accademici, o qualche novello vocabolario,® qualche libro di osservazioni e giunte a’ vooabolani. E gli scrittori del buon secolo ancorché impressi vengono ristampati, a miglior lezione ridotti, annotali, spogliati. Anzi di colali spogli di parole significali clic la Crusca non registrò, oomechè di tanto onore degnissimi, si van pure dando separatamente alla luce, e quasi non v’ ha regimai studioso del sonante idioma che già non abbia fatto o che non faccia^il suo Le quali pubblicazioni ognun comprendere bene vengano in concio de’recenti vocabolaristi. Nè v’ha menomo dubbio nostra non tocchi il fine, il loro numero sarà divenuto maggiore. 11 perche profittando per al presente delle co*ehg* si hanno a stampa, serberemo a’Supplementi di ciascuna lettera dell’alfabeto^ quelle che si avranno ne tra tor nili calo, e le altre già ottenute dì cui ci fallì l’opportunità di valerci nelle parti che furono precedentemente asso • Or questo è il luogo di enunciare, come meglio ci torni, le novelle opere venuteci in mano a lavoroinccmmcato e dalle quali i nostri aiutatori o noi medesimi attignemmo. Diremo prima le citate dalla Crusca, poi quelle degli autou nelle sue serie non compresi , ma riputali generalmente degnissimi di addursi in difetto o confermazion degli antichi i. Quel Comenlo di Dante, da molli detto l’Antico , il Buono c più comunemente l Ottimo , testo a penna i c prima impressione fece in Pisa il sig. Torri, con molla diligenza e gran corredo di note e avvertimenti, sebbene m- volta nella lezione non ben s’apponesse. E però mossegli guerra il sig. Piccioli, aspramente ripigliandolo,^ cori e - gendo aiicldegli taluna fiata ciò che bene stava; ma sia che vuoisi di tali censure, vero e che la fatica dei Kart no gli meritava d’esser trattato con tanta acrimonia. Noi gli abbiamo obbligo dello Spoglio appostovi a a ine e e qua sin dal terzo fascicolo, cioè al terminare dell’A, ci fu dato giovarci. 2. Le Prediche di Fra Giordano, delle quali p - reethi codici adoperarono gli Accademici, e vanno giustamente’tra le più caste scritture del seco . oro e a ave * Noi guardammo in quelle recitate dall’oralor di Rivallo dal i3o3 al i3o6, raccolte in due volumi e stampale in li lenze nel i83i per le cure del sig. can. Morenì, il più zelante promulgatore di Testi di lingua che or ci viva in a ia. 3. La Leggenda della Beata Umìlkma de’ Cerchi. Abbenchè del manoscritto di questa Vita abbiano tatto spoglio i om pii avori della Crusca, pure la stampa proccuratane dallo stesso Moreni somministra qualche buona giunta a nostio pio Presulti. 4. Un’ altra antica Leggenda più recentemente mandata in prima luce nella medesima città, a stu io ì ons g Stefano Rossi, ha pur confortalo della sua autorità parecchi modi o vocaboli che ne andiamo allegando. Vogltamo parlare della Leggenda detta natività di Santo Giovanni Batista scritta in latino dal B. Jacopo da Voragine e volgarizzata ne U lesto riccurdiano, onde questo volgarizzaniento fu trailo, non era stato tocco nella compilazione c e oca 3 non è ricca la messe che se ne può raccogliere. 5. Notissima oggimai per due edizioni pi occupate a p , , da due Accademici residenti della Crusca signori Fiacchi e Poggi, la seconda in Napo i a c • arc e * e ’ Relazione d’un Viaggio al Monte Sinai fiuto da sei Fiorentini nel i 384- Delle tre diverse descrizioni che se n - stesero, due sono a stampa: quella del Frescobaldi da noi citata nella precedente prefazione, e questa di inmone >- )go elle secondo la fiorentina impressione andiamo adoperando. 6. Le Lettere di Anriibal Caro trovansi certamente ira e °pere citale dalla Crusca; ma non altre allora se ne conoscevano che quelle della stampa de Giunti del i 1 ® la edizion padovana del 1725. Altre in questi ultimi tempi se ne inserirono in parecchie opere perio 10 e > Centuria ne mise in luce il conte Giulio Bernardino Tornitane. Ma la più ampia e pregiata collezione di tali lettere, 1- fiedite per la più parte, è quella dovuta all’illuslree non mai abbastanza rimpianto Marchese Gio\ an ìacomo iv , venuta fuori in Milano con annotazioni ed ìndici di quel prefetto dell’Ambrosiana, signor Pietro Mazzucc ìe i. on U volumi il cav.Pezzana e noi andiamo non poco immcgliando la napolitana compilazione. 7.L0 stesso parmense 1 felle giunte estrae da altre inedite Lettere; e quelle sono che il can. Moreni per il primo fece di ragion pu ica ne 1 o, 'fidiritte da Lorenzo il Magnifico ad Innocenzo VITI, e dal Salvini, dal Filicaja ec. adulili letteiali e lemp èlitre alle versioni salviniane de’ tre poemi e degl’inni omerici, quell’erudito, medesimo ha tia mano P aie * 1 ' 1 libri o non ancora o non accuratamente ricerchi , massime la Storia del Concilio di Lento scritta f a . . ^allavicino : non è da dire quante nuove locuzioni ei vi .noti. 9. Altre ancora ne cava da que 1 10 1 vfe Va sotto il lil0 i 0 di Lepidezze-di Spiriti bizzarrie curiosi avvenimenti, non prima dei 1829 Slan -T a bagheri. 10. Del Poliziano allegarono gli Accademici le Stanze e 1’Orfeo: le Rime non già; e queste sono' ‘enti doviziosa miniera pe’nostri volumi. 11. Egli alcun che toglie pure dalle Poesie di Feo Beicari pu ica e fissinramente in Firenze e non mai prima esaminate. 12. Ne toglie dall ’Agricoltore del Trinci, non perciesiaqu 8 r °iioino pistojese del passato secolo un buono scrittole, ma perchè di.voci tecniche abbonda, e ognun sa q ' Poveri sono di tal merce italiana gl’italiani dizionari! di quella scienza, infarciti peri opposto di fiati cesismi ‘deìpafi idiotismi. i3. Ne toglie in fine dalle operette del P. Daniello Barloli , ingegno maraviglioso, che «settato, anzi s colpì , ed il quale darebbe egli solo per avventura modo ed opportunità di poter ricompone, ove fosse.per uto ' lI * vocabolario della prosa italiana, ed anche più ricco che oggi non è. Dall’ Ortografia , dal Torto e Diritto, a j dal Savio , da’ trattali di fisica e dalle altre sue opere minori seppero ed egli il eh. Parenti ed i signori cocco Rio molte preziosità rinvenire non mai prima osservale. 14. Questi due ultimi con egli al frutto parimente ìovistaro oper e di (J as p er0 Gozzi, specialmente i LSermoni, citati , ma raramente e senza distinzione,dall Alberti. 1 . iv Sgi'ignere a questo catalogo la Disfida di Caccia .tra i Piacevoli e Piattelli descritta da Giulio Dati nè mai l’ af sa in l uce fino al 1824. 11 Moreni la corredò d’una lista dì vocaboli mancanti o affatto o in qualche nuovo si gmficpi- ..-1 — - - _ ~ .” iel u"che ivi sono ma privi d’esempio^ Usoi u-ucato nel Vocabolario dell’nUima edizion Ze libri di Filippo Buofiarmti # figure,. agevole ne fu u-av partito. 16. Meritano parlicolar n ■ framrnm ti di Vasi, antichi avvertili da z,oni sopra alcuni Medaglioni antichi e quelle sop ì a. «« genere. Non erano * taU ” ^ buona lega onde entrambi dì grandissimo pregio , ed i migliori che si al “ ‘ J 0 de lle tante voci a.xheologam nessun altro compilatore ; e dobbiamo ora al can. 1 ac 1 ( Vili ) Son pieni e le quali non rinverresti altrove. Di tutte queste opere, e di talune altre di eguale utilità, per lo più testi di lingua di recente impressione, di cui ne’precedenti indici mancano le abbreviature di poi da’diversi nostri colleghi ed ajutatori adottate , si leggerà qui appresso la tavola con tutte le necessarie tipografiche indicazioni. Un altro indice eziandio vi si troverà : quello delle opere e dizionarii donde son tratti gli articoli aggiunti alla Crusca dagli editori padovani, dal Bergamini e da noi. Fu posto già nel primo volume; ( 4 ) ma ora è convenuto farlo di nuovo per accrescerlo delle cose prodotte in questo intervallo di tempo. Toccheremo alcune avvertenze e su taluni de’libri tjuivi notali e su tulli gli aggiunti, seguitando l’ordine delle materie, cioè prima quelli concernenti alla favella e poi quelli di arti e scienze: avremo in tal guisa discorso ad un’ora anche quell’altra parte del Vocabolario Universale che comprende le voci, non del comune linguaggio, ma tecniche così dette, 1 .Il Dizionario enciclopedico dell’idlberti, secondo il metodo stereo- fcidoùpo usato nella edizion milanese, da piirtempo è compiuto, ma senza l’Appendice de’nuovi vocaboli promessa ad opera finita dal signor Francesco Antolirii che sul principio diè mano a quella assai migliorata e corretta ristampa. Della quale continuando a valerci, abbiam voluto recedere dal primo proposito che ci facea trasandare quelle infilzate di aggiunti die a certi sostantivi si accoppiano; ma proseguiamo a sopprimere le parole che non appartengono da per se alla nostra lingua, gli esempi privi del nome dell’autore, le definizioni scientifiche non consentanee alla scienza. 2 .11 Bergamini è citato dall’ Alberti e dal Bazzarini , ma senza additamenlo de’ luoghi degli autori da lui allegati. Noi gli mettiamo , e sovente que’ numeri ci danno agio ad apporre i luoghi medesimi dal buon Padre taciuti. Apponiamo inoltre le parole di quella raccolta da altri dimenticate. 3. Se leggete le prefazioni di tutti i vocabolaristi che dopo il Cesari vennero e noi precedettero nell’ uguale bisogna di descriver fondo per alfabeto a tutta la lingua , vi troverete sempre citato , lodalo a ciclo, adoperalo il Cinonio. Pare che senza gl’ infiniti usi delle particelle e le tante Osservazioni del P. Mambelli sulla lingua italiana non avesscr potuto compilare i lessici loro, nè in verità potevano. Ma la più leggiera investigazione vi farà chiari che appena è se attennero mezza la promessa. Ed a noi pure si potrà la stessa cosa rinfacciare pe’primi quaderni, poiché credendo alla buona fede altrui, fummo indotti in errore; ma dal frequente ritorno del- P abbreviatura Cin. che dinota per 1’ appunto quella preziosa collezione di Osservazioni, anche più impreziosita nell’ edizion di Milano dal cav. Lamberti, i lettori si accorgeranno che presto entrati in diffidenza facemmo ammenda del fallo. 4- Ci pareva, e il dicemmo nell’altro preliminare discorso, poter ricavare dalle compilazioni altrui, che già se n’erano abbellite, le giunte ed osservazioni sparse a piene mani in que’ libri poco fa citati de’ chiarissimi Parenti e Pezzana ; ma da gran tempo dovemmo avvederci che gli editori padovani non erano stati , principalmente in rispetto al primo, diligenti raccoglitori degli esempi ed avvertenze sue. Si direbbe che in tutta la lettera L non vi abbiano tenuto su nemmen l’occhio. E però, cangiando stile, ci facemmo si per le Annotazioni dell’uno esìper le Osservazioni dell’ altro a bere ai fonti medesimi. 5. Riguardo al Vocabolario veronese, nel precedente paragrafo estrinsecammo i nostri sensi ; e qui solamente si vuole aggiugnere che sotto la stessa iniziale V, con cui s’indica qualunque articolo tolto da quella compilazione, vanno comprese ancora le poche giunte inedite di che il Cesari fece dono a’padovani lessicografi. 6 . Dal Dizionario di Agricoltura del quale finita è la napolitana ristampa ove solevamo guardare , poco o nulla abbiam ricavato da qualche tempo, trattenuti dalle querele degl’intendenti contro le voci che servono ivi di tema agli articoli, come quelle che d’ ordinario sembrano più francesi che italiane. 7 . Invece del Dizionario etimologico del Bonavilla col quale incominciammo l’intrapresa, abbiam preferito continuarla col Dizionario tecnico-etimologico-fdnlogico deli’ab. Marco Aurelio Marchi. E noto che questi era unito coll’altro alla prima compilazione, che la continuò da sè solo quando Aquilino Bonavilla mori , e che richiesto di farne una seconda edizione , non solamente aumentò quella soprammodo e migliorò, ma la rifece affatto, e col suo nome la diede al Pubblico. È incredibile la quantità di grecismi e latinismi che per tal via acquistammo;bene spesso per altro quelle scientifiche definizioni e quelle etimologie Lan bisogno di ritoccamenti. 8 . Sovente il Dizionario geografico di Venezia ci ha fatto errare. Pareva a noi poterlo a sicurtà scegliere per guida, non conoscendo in questa maniera di libri altro che andasse fregiato di più alti nomi, o che più ampio fosse. Ma erroneo lo sperimentammo , specialmente nella geografia del Regno , ed incompiuto, massime nella geografia antica. Il meglio che per noi si potè fu emendato, supplito; ma errori e lacune vi sono e vi saranno. Del rimanente , e tal protesta valga per tutti gli autori di Dizionarii scientifici di cui ci dovemmo prevalere, lasciano essi in generale mollo a desiderare, nè si poteva per noi far riparo a tutte le omissioni, a tutti gli sbagli. Sin dal principio chiamammo essi mallevadori delle opere loro : certo sarebbe stato miglior consiglio rifarle da capo.; ma chi oserebbe tanto pretendere da noi soli? Abbastanza ci demmo da fare, specialmente nelle cose botaniche, zoologiche, ec. siccome or ora esporremo. Per tornare al Dizionario geografico, nelle denominazioni c dichiarazioni de’luoghi delle Due Sicilie ci ajutammo del Dizionario del Giustiniani e del sussidio del nostro Macrì; pe’nomi antichi, di quello del Dizionario enciclopedico di Venezia, del mitologico di Milano e dello stesso collega nostro. In somma il Vocabolario di Napoli non è nè poteva essere un buon dizionario di geografia, di scienze naturali, di tecnologia , e va discorrendo, tal che coll’ uno si dovesse far di manco degli altri. Abbiatevi in esso un semplice Nomenclatore da avere in pronto per le difficoltà « i desiderii che sorgono talora tra la gente colta ; non mai per appagar gli scienziati. Seguitiamo la nostra rassegna. 9 - Dizionario militare del Grassi. L’ autore medesimo n’ era scontento , e volle da capo a fondo riformarlo. Condusse presso chea termine il nuovo e il lasciò all’Accademia di Torino che già Io ha comunicato alle stampe, per mezzo di quella Società lipografico-libraria, compratrice del manoscritto. Testé sapemmo che tutti quattro i volumi ne sono già in vendita, e noi ne profitteremo quando che sia , giacché la morte c’ invidiò le correzioni ed aggiunte che l’egregio Piemontese ci andava mandando. Alcun poco ne soccorsero le accurate osservazioni del nostro Brigadier Desujets a quella prima edizione, ed altre che da altri ci procurammo. E volevamo ancora giovarci delle gentili offerte del sig. Barone Ferrari, ufizial maggiore di Parma, il quale di buone correzioni ci fu cortese alle voci militari del quarto Fascicolo. Ma considerando egli che il nostro lavoro Uovavasi di già inoltrato, preferì togliere per soprassello a rivedere alla fine dell’ opera tutta l a ( K ) parte militare di essa, e, dove occorresse , empiere i voli lasciali. Noti potremo perciò andar lieti delle dotte e generose cure di (juel valoroso ( titolo che nella doppia aecezion del vocabolo bene gli sla ) se non quando saremo per dare i Supplementi promessi. Frattanto pubbliche grazie della sua benignità gli rendiamo. ( 5 ) io. 11 Vocabolario della marineria avrebbe uopo di essere rimaneggiato, come quello delia guerra. Venti anni trascorsero dopo che venne in cospetto del Pubblico il libro dello Slralico, ed in questo spazio di tempo tutta la parte tecnica del nostro linguaggio fu molto studiala e meglio conosciuta. Aspettando che qualche altro Italiano, deipari versato nella nautica e nella lingua, si accolli una tal fatica, noi questa branca dello scibile abbiamo accresciuta di molti articoli tratti dall’Alberti, dal Vanzon e dall’ En- ciclopedico di Venezia che per lo più li trasse dal Dizionario del Savericn, secondo la traduzione fattane in quella città ed ivi nel 1769 impressa co’torchi dell’Albrizzi. Ma perchè in fatto di dizionarii scientifici meglio è, a parer nostro, il rimondare 'he l’accumulare, ci rivolgemmo per la parte nautica al cav. Cavalcanti, capitan di fregata nella nostra Reai Marina, ed egli di parecchie correzioni ed anche di addizioni ci fu donatore; se non che gli spessi allontanamenti dalla metropoli a’quali il costringono i doveri del suo grado, ci tolgono di giovarci ogni volta, come facemmo per tutta la lettera F, della sua perizia nelle cose marinaresche. Vero è che potrà il suo lavoro essere anche altrimenti adoperalo, cioè al modo stesso che quello del maggiore Ferrari. 11.Della Ortografia enciclopedica universale della lingua italiana citammo la Prima Parte,la. quale ebbe già compimento. La Seconda , eh’è in corso, cominciammo ad averla poco di poi, e talora pur ci è mancala, come ci avvenne ancora per altre stampe procedenti di pari passo colla nostra, quali, ad esempio, i Dizionarii del Vanzon e dello Zauobelli: colpa ladiiìì- coltà delle spedite comunicazioni tra’librai di tutte le varie provincie italiane. Or questa Seconda Parta con tutte le sue Appendici è un abbondevolissimo Dizionario enciclopedico delle scienze lettere ed arti , compilato dallo stesso sig.Antonio Bazzarini al quale dobbiamo la Prima. Certo di grande ajuto ci è, nè a lui sarem per mancarne di gratitudine: s e poi l’ajuto sia sempre non sospetto e irriprensibile, lo diranno coloro che meglio di noi si conoscono di queste nozioni. Nè u om creda che sull’ innanzi del compilatore veneto vadasi alla cieca copiando tutti gli articoli. Non contenti al reslrignerli ed a metter dall’un de’ lati quelli che al proposito nostro non fanno , poniamo pur mente ad emendarne un gran numero, di che ci riusci , almeno abbiam fondamento di crederlo, nelle cose botaniche , confidatane la revisione, dal quarto Fascicolo in poi, al nostro cav. Michele Tenore, il quale quanto valga in quella scienza di cui è primo specchio fra n °t , non v’è chi l’ignori; e fu coadjuvato prima dal Dottor Terrone, indi dal sig. Ferdinando Giordano: nelle cose zoologiche, le quali dal terzo Fascicolo passarono sotto gli occhi dell’altro nostro accademico signor Giosuè Sangiovanni, ora direttore del R. Museo di zoologia, uomo che molto addentro sente in sì fatte materie; al quale fu poi aggiunto il mentovato sig. Giovanni Terrone, anche per le altre scienze naturali, eccetto la botanica: nelle cose ecclesiastiche, rivedute dal can. Michelangelo Macrì, già più volte col debito onore mentovato: e nelle cose filosofiche, siccome quelle che venero quasi tutte riformale dall’avvocato Borrelli, uno anch’egli di questa Società Reale Borbonica, e per le sue ideologiche °pere , comunque pseudonimo, salito in gran fama. Passiamo ora a favellar de’libri che a quell’indice abbiam dovuto aggiugnere, perchè sopravvenuti dopo la SUa pubblicazione. Seguiteremo la stessa disposizione delle materie. 12. Si è fatto testé alcun mollo del Saggio di uno ^P°glio filologico dell’ab. Giuseppe Brambilla. Noi cominciammo a valercene dalla voce Empio , e cosi eontinuerc- 1110 > citando lui che le fornisce , dovunque sieno veramente sue quelle giunte ; che talvolta era stato il comasco filologo da altri preceduto. Per le cose anteriori, ne amplieremo il Supplemento. Per quelle di cui ci appuntò nella f Ua appendice, ci sia permesso rispondere in una nota, ove qualche parola faremo eziandio di taluno degli esempi dati ivi da lui per giunta alla derrata. (6) i 3 . Ci affaticavamo già da tre anni intorno a questa compilazione quando ci capitarono 1,1 mano le Osservazioni del professor torinese sig. Giacinto Carena. Riguardano esse principalmente le definizioni delle Cose concernenti alle scienze naturali : definizioni adoperale negli altri lessici italiani , perocché il nostro, come ap- P e na incominciato , ei non volle o non potè considerarlo. Veramente assennate molto e aggiustatissime sono cotali Osser- Vt 'zioni ; e volentieri, quando ci vengono a taglio, noi le seguitiamo. Se non viene citala ogni volta la sorgente, egli è per- 1 c bò il sistema secondo il quale è distribuita 1 ’ economia materiale del nostro lavoro noi concede. Ed il sistema del suo generale ordinamento escludeva altresì l’adottare le altre considerazioni di quell’acuto filologo tendenti a sostituire altro rne- 1 odo di compilazione a quel della Crusca. 11 che non dee far tacere gli elogi e i ringraziamenti per noi dovutigli , Dt: d desiderio , al certo con tutù gl’italiani comune, del suo Dizionario metodico di agricoltura, il quale sarà un l -l dono alla scienza ed alla lingua. 14. Il eh. abate Paolo Zanotti Veronese , le giunte del quale, anche a giudicio 'Fd Monti, sono meritamente riputate le migliori del Vocabolario del Cesari, non ha, dopo la stampa di esso, tralasciato di fare altre emendazioni alla Crusca, sì di significati non ben compresi e spiegati, e si di molti vocaboli cli’ei seppe riconoscer per falsi col confronto de’manoscritti ; ed ancora in questi venticinque anni non ha intermesso di Accogliere buon numero di voci che mancano nel Vocabolario degli Accademici , tutte cavate dagli autori da essi CUa| ì. Delle quali correzioni e giunte avendo egli fallo cortesemente dono ai compilatori dei Poligrafo , pregiata opera periodica che nella sua patria si va pubblicando, noi abbiamo comincialo a vederle nel tomo XI. di quel Giornale , n ° n a profittarne che dal vocabolo Ghignare , notandole colle iniziali P. Z. Vero è che pur le precedenti troveranno luogo nella Sopraggiunta, qualora non fossero state, almeno in quanto alle correzioni, da noi prevenute. ln effetto, delle emende fatte dal sig. Zanotti intorno a’ temi compresi nelle lettere A,B,C,D,E,F, ci gode l’animo le ^ 0,ei t ^ lc c ^ e un< fi c > già si trovavano nella nostra edizione adempiute, come ognuno potrà certificarsene riscontrando _ ' 0Cl -Abbandonare , Calbadio, Circoncisione, Circonscrivere, Così , Cucciare, Disguiz zelare, Ehi,, Ei, Eziandio, Figura, liì ^ c;, dere del passato anno impresero ì signori Passigli e compagni in Firenze a mandar fuori il Focabohtrio della e> u a italiana , nuovamente corretto ed accresciuto. Del pregio di questa compilazione non appartiene a noi il ragionare, lo ;—me dopo le parole, tutte cortesia e benignità, con che quel dottissimo ab. Manuzzi, cui fu lodevolmente a ili da tu, co dell opera nostra; la quale di tanto benanche egli onorò che la prese insiem colla Crusca a termine di comparazione Fé.'cab. ///, b ( X ) col suo lavoro nel Saggio che anticipatamente ne diede. (7) Coloro che volessero alcun che conoscerne, potrebbero consultar 1’ articolo che se ne legge in una delle più riputale opere periodiche di questa città. (8) V noi basti aver veduto la nostra maiuscola tra quelle poste in fine delle giunte che il valoroso compilatore cava da’ libri onde conforta il suo lavoro, perchè debba anche a noi esser dato introdurre, quando che sia, dalla novissima compilazion fiorentina nella napolilana tutta la merce veramente nuova e pregiata che saremo per Scoprirvi. Nè andrà perduta per noi nemmeno 1 ’ antecedente, grazie a’ fogli di sopraggiunta di che necessariamente dovrem corredare, come s’ è già dichiarato, ogni lettera. 16. Del nuovo Dizionario di sinonimi dovuto al Tommaseo farà luogo a parlare il seguente §■ VI. 17. Comincia ad incontrarsi nel nostro dalla voce Giallo il Nuovo Dizionario universale tecnologico o d’ arti e mestieri che pe’ tipi dell’Antonelli si sta pubblicando in Venezia. E la prima versione italiana del Dizionario francese cui diedero opera i sigg. Lenormand, Payen, Frali- cceur , Langier ed altri, ma con molte aggiunte e correzioni. Se a tal lavoro si fosse dato opera in Firenze , com’era nostro voto, e nell’altra prefazione il manifestammo, l’impresa, o che c’inganniamo, tornata sarebbe in più onore d’ Italia c in maggior emolumento di si falli sludii. Ma ad ogni modo vuoisi saper grado e rendere lode ai compilatori veneziani d’esser accorsi all’uopo che grande era di tal raccolta; della quale, siccome per noi si potrà, ci prevarremo. 18. Presta sussidio al Dizionario medico riveduto dall’Omodei, e da noi sin dalle prime linee consultato, il Dizionario de’ medicamenti compilato in Modena sopra i migliori trattali eli farmacia, di materia medica e di terapeutica. Per le quali discipline sogliamo andare ad aprirlo da qualche tempo , sebbene poco giovamento possa farci a motivo del metodo che serba di preferire il più delle volte la nomenclatura latina all’ italiana. 19. E parimente serve d’ ajulo al Dizionario teologico del Bergier quello delle scienze sacre e delle profane ausiliario o affini ad esse, composto dal can. Giovanni Fontana e dato al torchio in Pavia; ond’ò che di esso eziandio facciam tesoro. 20. b inalinenle citiamo il Dizionario delle scienze naturali che tradotto dal francese, arricchito considcrabilmente ed in parte emendalo oggi pubblica una compagnia di dotti naturalisti in Firenze; ma lo citiamo, diciamlo pure , in ispcranza; poiché lavoro che procede con giusta lentezza a cagione delle molte tavole in rame di che va fornito, e sino ad ora non vi abbiam visto compiuta nemmen la terza lettera del- P alfabeto. Potremo pertanto tenerlo tutto quanto in serbo pel supplemento , qualora, siccoxne caldamente il bramiamo» que’valenti compilatori non ci raggiungan per via. IV. Necessaria ma non facile avvertenza per le voci tecniche egli è l’indicare le discipline cui ciascuna di esse appartiene: intorno la quale dichiareremo le nonne else ci proponemmo. Mettere ad ogni vocabolo l’accenno dell’arte o scienza ove è compreso , giusta le abbreviature dell’ ultima tavola ; se a due scienze spelta, preferir quella che più precisamente possa appropriarselo , ovvero in parità di condizioni, l’unae l’altra indicare, o in fine niuna se a più scienze quello potesse concernere; tralasciar parimente l’indicazione quando trattasi di cose note ingenerale e di comune uso, come sono appunto i nomi di parecchi istrumenli riguardanti non meno l’arte la quale gli fa che quella la quale gl’ impiega; nelle voci di anatomia distinguere Vinterna dall’ esterna , dare come anatomiche quelle della prima, suddividere la seconda, e tacere la tecnica denominazione per le parole che sono ovvie in ogni linguaggio, come naso, occhio, lingua e simili, esprimerla per quelle derivale dal greco o in uso nella lingua de’dotti , come ipocondrio, podice ec. Sulle prime ponemmo sotto la rubrica di medicina non solo i termini spettanti a’suoi grandi nomi, ma benanche alle scienze che quantunque necessarissime per la medicina, pure hanno anche un altro scopo ed indipendente, come per esempi 0 la fisiologia. Ora que’grandi e varii rami sono principalmente la medicina così delta, la chirurgia, l’anatomia, la terapeutica , la farmacia, la fisiologia. Era perciò necessario che le voci pertinenti ad esse fossero distinte e registrate sotto particolari rubriche: e però deliberammo porre sotto la medicina quelle riguardanti i morbi interni e l’igiene; sotto la chirurgia quelle esprimenti mali esLerni, ovvero que’mali interni organici che han mestieri di operazioni chirurgiche o di mezzi opportuni ad impedirle; sotto l’anatomia quelle delle parti interne del <:orpo vivente, e delle esterne men note ; sotto la terapeutica quelle che indicano le diverse famiglie di medicamenti adoperati a guarire le malattie, senza specificarne alcuno, come emmenagoghi , catartici , ec., ovvero che dinotano le sostanze semplici usate in medicina, come castoro , muschio ec. ; sotto la farmacia quelle che significano il medicamento, per lo più composto, di cui ci serviamo per medicare, come vescicante, cataplasma , empiastro ec. ; finalmente sotto la fisiologia quelle ch e riguardano le funzioni, le forze, gli attributi de’ corpi viventi. Con altri parlimenti , facili a concepirsi, dividemmo benanche la storia naturale, segregandone specialmente la zoologia, e riserbandola prima denominazione alle generalità ed a ciò che a due delle sue branche poteva accennare, come in grazia d’esempio la più parte de’fossili. Chi non è nuovo di tali nomenclature ed avrà visto per pruova negli altri lessici la malagevolezza del distinguere sì fatte ripartizioni dello scibile, e principalmente le parole anatomiche dalle chirurgiche, le terapeutiche dalle farmaceutiche, le zoologiche da quelle di storia naturale, compatirà alle magagne in cui benanche il nostro sarà per questa parte incorso. E venia altresì domandiamo per le colpe ove s’inciampa nel dividere ed accentuare i polisillabi. Più arduo è che di primo lancio uon sembra il partire le parole composte di altre parole. Parve a noi dover anteporre in esse all’or' dinario sistema l’analitico diciam così, vale a dire quello di risolver la voce, quasi per via di analisi, ne’suoi elementi. E difficile ancora è il sillabarle nel modo che meglio conviene quando vi ha dittonghi, quelli in ispezie che spani sl domandano. In arbitrio e allora staccare o no le vocali ; ed i poeti in fatti ad arbitrio tali vocaboli allungano o scortano. Quando alcun esempio ci addita questo o quell’uso, noi lo imitiamo; quando no, ci regoliamo secondo il suono o il capriccio, lasciando altrui pari libertà in libera cosa. Per gli accenti, come sapere a puntino dove situarli in miglia)- 1 di vocaboli esotici, greci principalmeule ? Ciò che facemmo noi non può allora servir ad altri di norma, dapoichè possono tali parole o lunghe o brevi profferirsi. ( XI) V. Ma la parte clic differenzia il nostro da tutti gli altri italiani vocabolari! ella è l’etimologia. Quel nostro compagno *1 «piale vi sta sopra sudando, naviga un mare mal nolo, burrascoso c di scogli pieno ; e doveva esser gran fatto 1 uscirne a bene e ad onore. Ma s’ei non pervenne ad acquietare tutte le coscienze, e trovò tra noi, com’era da a- spellarsi , qualche beffardo o schifiltoso, ed al di fuori qualche censore , certo è che i sapienti d’Italia e d’oltremonti gli seppero buon grado dell’ arduo divisamento, e elle esso maravigliosamente lodarono tutti gli eruditi lodatori della nostra I,n Presa. Anzi trae già egli nobile frutto della sua fatica, in reggendo volgersi alacremente gli animi a questa parte dello scibile troppo in addietro negletta o derisa dagl’italiani, ed altri etimologisti seguitarlo oggimai nella via che I" 11110 egli aperse alla inchiesta delle origini degl’italiani vocaboli presso que’popoli barbari che ebbero coll’Italia religione, singolarmente presso gl’ Illirici, i Turchi, i Persiani. Del rimanente, considerando che il chiarire questa materia era P C1 ' se stesso cotanto grave ed ampio cal certo non ovvio argomento,il trattò egli medesimo con una certa larghezza nella prela- Z1 °ne al nostro secondo volume. Nella quale svolgendo il metodo da lui escogitalo,confortando coll’ abbondanza degli esempi novità delle investigazioni, assegnando i motivi del preferire anzi questa che quella radice, venne a distendere non •nono una prolusione alle etimologie del Vocabolario universale, clic un Saggio intorno a’principii dell’arte elimolo- S'ca ad esse applicali, il quale divise in due parli: nella prima discorse il modo scientifico di trovar le etimologie in generale, ed in ispeziclià nella lingua italiana; nella seconda la utilità e piacevolezza della scienza etimologica. Da’ eultori della quale con lieta fronte fu quel lavoro accolto , e pubbliche dimostrazioni di plauso ne fecero talune opere periodiche di molto nome, riguardandolo come un grande avanzamento della scienza, ridotta a’suoi veri principii a fallii filosofia e dalla storia presentala di affatto novelli dogmi od alla line sopra salde basi collocata, (q) Ma perchè •tei lascicolo 22 Ò.° dell’Antologia , unite a bella lode del libro c dell’autore, comparvero talune osservazioni intorno alle boriche in quello esposte ed all’uso fittone da questo, il Corvelli poso le critiche ad esame, e diedevi congrue risposte, ««gguignendo cosi un foglio di appendice olla sua prefazione, (io) Certo bene e saggiamente ei fece, poiché le censure, dotte ed urbane , venivano da un Niccolò Tommaseo. VI. Al quale chiarissimo Italiano, di cui tanto nobile e profondo è l’ingegno quanto svarialo ed esteso , va oggi debitrice la patria letteratura di un Dizionario de’sinonimi della lingua nostra, di gran lunga migliore di quel del llo- rna, ti. In esso aveva egli, ragionando del suo lavoro, commendalo la parte sinonimica del Vocabolario napolitano e di- ^biarato che delle distinzioni del sig. Gatti talora approfittava. Ma l’infaticabile e dabbene ab. Serafino Gatti,uomo di senno e di cuore, per tanti lellcrarii frutti del suo versatile ingegno avuto generalmente in pregio, dal cominciar di quest’anno ‘-esse alla lunga e tormentosa malattia che il travagliava. Per cagion della quale avendo sin da più mesi innanzi dovuto 'ntermettere questa fatica della sinonimia, il sig. Em marni eie Hocco che allora gli sottenlrò, propriamente dalla voce Fraccts- 40 continua tuttavia a tenerne le veci. Nel clic lo avvalora più cli’alLro mai 1’ encomialo Dizionario del Tommaseo , al quale t'nisee i precedenti lavori del Grassi, del Promani e del Nesi intorno a’sinonimi, col suo criterio scegliendo e riducendo f )ei la migliore. Talune differenze talvolta glie le dà 1’ Alberti medesimo ; più spesso i proprii stridii a lui le soramini- ' * ano - Le chiamale che mandano da un vocabolo all’altro, c clic sovente ne’due primi volumi si desiderano, egli coll’arco °sso adopera di non trascurarle. Per le quali diligenze ne giova sperare che nemmeno per questa parte abbiano a do- 141 coloro cui cale clic la nostra impresa giunga a buon porlo. VII. Qualche cenno in fine vogliamo fare circa gli esempi die servono di corredo alle voci. Parecchi ve u’ha di osceni, sopra erto sì; ma sono quegli per Io pili che pose la Crusca. Gli editori della Minerva fecervi sopra man bassa; e c’in- ^ animava ad imitarli il professor modonese. (n)Del che se noi compiacemmo, non sia chi a poco rispetto verso di lui Poca sollecitudine del buon costume cel tribuisea. Ma un’opera dove si parla di n otomi a , di fisiologia, di ar- ohtolog u S Ia , dove si spiegano tutte le parole usate nelle scritture de’padri della lingua, dove si toglie l’assunto di ^ordinare e definire universalmente i segni delle idee , ehi mai potrebbe a buona equità pretendere che fosse poi un’elione espurgala del Vocabolario fiorentino? Da’compendi, da’libri elementari destinati solo a’fanciulli ed alle gioia S ' domani pure quanto possa offendere menomamente il pudore; ma sino a che non s’interdica agli studiosi Ura del Decamerone, di Ser Giovanni Fiorentino, dell’abate vallombrosano, e di cento altri autori di elegantissime t!’ an S nqUenon casle scritture, non si tolga dall’italiano vocabolario tanto capitale di modi e frasi quanto pur ne ero espellere da esso gli schizzinosi. se ^ nc0la molti esempli vi ha nelle nostre carte di errati o in quanto alla lettera o in quanto alla citazione; molti sono con 1 tmcnle «tati ma non addotti; molli vocaboli e significazioni ne mancano affatto. Queste pecche le portiamo in comune ci ba U ' ll aut0r ’ ’b issici italiani, cd avremmo tutte voluto cancellarle, siceome-per molle ci venne fatto; ma nè il tempo a !la ° ne ^ ^ ena ’ P remu ri come siamo da’pungoli altrui, ed assordali da’ lamenti che fanno perchè non ancora si giunse latta * a b'Ppmc sin dalla bella prima noi protestammo che questa certamente non lieve compilazione non era mica cinque 111 ^ k' rC a g* «Iella ristampa altri si avranno per avventura, i sudori nostri predando; noi non già, che da anni ei trafeliamo a condurre innanzi 1’ ardito imprendimento ; noi, che correndo acqua immensa, mal noia, pierà ( XII ) di scogli e di siri!, Veramente trambasciamo del desidèrio di afferrare il lido. Non si erano posti addosso cotanta soma i compilatori bolognesi, e nondimeno di nove anni ebber uopo se vollero recare il proposito a compimento. Altrettanto durò la quarta impressione della Crusca in Firenze ; altrettanto la stampa del Dizionario enciclopedico di Francesco d’ Alberti. Non siano perciò gli altri cosi avari di tempo con dii profonde e tempo e sollecitudini e spese per innalzare questo edilìzio. Ove pur la esecuzione pecchi in qualche parie, e sicuramente peccherà, nessuno potrà negare che il disegno n’è vasto , e tale da sgomentare i più pazienti ed i più fermi di cuore. ( 12 ) In fine il poter andare a’versi di tutti è impossibile; ed un Dizionario universale non è opera che mai possa aggiugnere alla perfezione , o esser netto di errori. Errarono i compilatori passali, errano i presenti, erreranno gli avvenire ; e se non fosser favola i semidei, dice il Pezzana, e ne potesse avere alcuno la lingua, errerebbe ancor egli. Dee per conseguenza aversi in buon conto quel Vocabolario che più degli altri renda servigio ai bisogni della dottrina e dell’ uso , nè rimanga eziandio nel merito indietro a quelli che lo precedon di data. Se il nostro non giugne sin da ora in ogni sua^ parte ad alto segno , almeuo appresta la più magnifica imbandigione ai ghiotti di tali cibi, i più ricchi materiali a chi osi far meglio. Oltre a ciò, convien riflettere che grandi miglioramenti otterrà, quando sia terminalo , dalle Sopraggiunte e Supplementi onde ogni lettera verrà fornita; perciocché potremo allora e correggere gli sbagli da noi o da altri notativi e profittare di tutte le nuove parole e maniere di dire che libri di eguale indole avranno frattanto raccolte. 11 fervore messo a questi giorni in Italia a pubblicare e spogliare i nostri classici frutterà gran ricchezza al linguaggio nobile e cortigiano, come l’Alighieri il chiamava ; altrettanta ne procacceranno al linguaggio dottrinale ì dizionarii scientifici che pure vanno migliorando e moltiplicando fra noi. Delle quali cose, ove i Vocabolarii posteriori al nostro profittino, e noi potremo anche profittar fino ad un certo segno di essi nel dare 1’ ultima mano a questo lavoro. Possa intanto sorgere qualche ben istruito e coscienzioso critico, indarno sinora da noi invocato, il quale prenda con ogni studio a scrutinarlo in ogni sua parte, ed alla disavvedutezza e parvità dell’intelletto nostro soccorra. ( i) A rendere mi tributo di riconoscenza alla memoria del biografo del Cavalier Filangieri , anzi per onorarla od un tempo, trascriviamo qui appresso le parole delle mentovale lettere circolari che abbicano in istampa. 11 Ministero e Reai Segreteria di Stato di grazia e giustizia. l.° Ripartimento. Segretariato .— Napoli io Febbrajo ’> i83o. — Signore. Lo stadio della nostra favella divenne a’ giureconsulti di alto rilievo da che, dettate le leggi nel volgare » idioma, si fece questo universale per tutti gli alti del Foro. Perciò lio io accolto con lieto animo il nuovo Vocabola- » rio della Lingua Italiana che da qualche mese va pubblicandosi in Napoli dalla Società Tfamater e Comp., e che per » tutta Italia è già preposto a’molti da alcuni anni compilati per cura di chiarissimi cultori della nostra bella lingua. « E se dall’ un canto questo nuovo lessico è di necessario sussidio a chiunque professa giurisprudenza , indispensabile » è dall’ altro al Magistrato , il quale è nel bisogno di parlare e di scrivere con particolare proprietà di linguaggio per- « che le sentenze da lui emesse non presentino alcuno addentellato a’cavilli forensi, e non sieno seme d’interminabili » litigi. Queste considerazioni mi fanno desiderare che il novello Vocabolario sia nella biblioteca di tutti i Magistrati, » e che per opera loro si faccia comune a tutte le persone del Foro. E dal Prospetto che le invio vedrà Ella avere » gli Editori posto mente a renderne facile l’acquisto, dividendone la spesa in picciolissime frazioni. Io le sarò grato, « se vorrà Ella secondare le mie mire, ed indicarmi ad un tempo i nomi de’suoi colleglli che saranno seco concorsi 11 a favorire la commendevole impresa.— Il Consigliere Ministro di Stato Ministro Segretario di Stato di Grazia c Giu- » stizia.—Firmato—MARCHESE TOMMASI. » « Ministero di Stato e Reai Segreteria degli Affari Ecclesiastici. 1 . Ripartimento.—Napoli . . . Febbrajo i83o. — * Illustris. e Reverendis. Signore. ■— La Società Tramater e Comp. va da alcun tempo stampando un Vocabolario Uni- *> versale della Lingua Italiana die, comparso appena, è già messo innanzi a quanti in questi ultimi anni ne furono ” pubblicati per opera di valorosi cultori del volgare idioma. La felice riuscita della vasta ed ardua impresa accresce * la gloria che venne a’tipi napoletani con l’edizione della Crusca del Ponzelli , onde si fecero rivivere migliaia di n voci e di modi di dire del secol d’ oro della Lingua , sfuggiti alle ricerche degli Accademici Fiorentini e non re- 11 gistrati nel codice della nostra favella. Ma tornerebbe a nostra vergogna, se il novello lessico, cerco e lodato a cielo " da tutta Italia, rimanesse non curato fra noi. Aggiungasi che, ad agevolarne l’acquisto, ne hanno gli Editori par- » tila la spesa , in modo da renderla accomodata al patrimonio per fino de’più poveri studiosi. Con la doppia mira » d’incoraggiare il nobile ed utile lavoro e di concorrere, per quanto da me si possa, a richiamare in fiore i buoni » studi, per le ingiurie di trista età fra noi miseramente decaduti, io avrò d’assai a grado , se V. S. Illustris. e Rev. *> vorrà adottare il nuovo Vocabolario per le scuole di cotesto Seminario, c renderlo comune fra gli Ecclesiastici della " su a Diocesi. I ministri dell’ altare furono in lutti i tempi i depositari ed i maestri d’ogni maniera di sapere , e lo » zelo de’Vescovi può far risorgere i giorni antichi, ardentemente desiderati dalla pietà e dalla sapienza del RE No- " siro Signore, cui è sommamente a cuore l’onore del Santuario e la buona e cristiana istruzione de’Fedeli suoi sud- " diti. Sono sicuro che Ella vorrà compiere questo mio intendimento, e farmi tenere sua grata risposta, dopoché avrà * esaminato il disegno dell’opera nel Manifesto che le farà note le discipline della associazione.—Il Consigliere Mi- " 'Astro di Stato Ministro Segretario di Stato degli Affari Ecclesiastici. — Firmato — MARCHESE TOMMASL» ( 2 ) Delle onorevoli testimonianze di sì chiari letterati crediamo poter dare qui alcun saggio ad acquistar fede alle nostre Parole e riputazione all'opera del Vocabolario nostro. Sono esse tratte presso che tutte da private lettere, alcune delle quedi ora pubblichiamo per la prima volta, non a vanità di jattanza preghiamo ci si voglia attribuire, ma parte a desiderio di Sl gnificare la nostra gratitudine verso chi ci mise cuore nella difficile impresa, onorandoci al tempo stesso di critiche e di c °nsigli, che certamente noi qui non sopprimeremo, parte a bisogno di confortarla di autorevoli commendazioni, le quali °gnuno intende quanto persuadano più de’ ragionamenti tutti coloro che non sanno o non vogliono giudicar di per se. Scrivevaci il Grassi da Torino il 3t Maggio t83o in questa forma : » Ho dovuto a mal mio grado ritardare la ris posta alla gentilissima sua del 5 di aprile, perchè era mio pensiero di parlarle ad un tempo dell’opera sua , ” della quale aspettava i primi quaderni con gran desiderio ; ma questi non mi vennero rimessi se non sul finire dello ” scorso mese, e la cagionevole mia salute mi tolse il piacere di farne a bell’agio quell’esame che richiede l’impor- “ lanza di un tanto lavoro. Ebbi campo peraltro a scorrerlo , non le dico con quale avidità , ed ho il bene di po- “ lerla assicurare francamente, che mi parve il meglio condotto di quanti sieno stati a questi tempi mandati alla * ^ Uce - La guida dell’analisi seguitala dagli egregi compilatori essendo infallibile, vien rimovendo da sè, e sto per ^ dire naturalmente, quel gran numero d’errori, che erano stali giustamente apposti agli altri Vocabolari: con que- sta scorta i significati vengono a spiegarsi ed a collocarsi coll’ ordine naturale delle idee , e per questo rispetto i Napolitani 1’ avranno vinta della mano sopra i loro predecessori. Essi toccano altresì delle origini con molla Cm 'ca e con buona dottrina; ma qui si avrebbe forse a considerare se non vada soggetto a qualche carico il di- 3e gno preso di accennare le etimologie dove non possono essere corredate di pruove, e senza che esse sieno corroborate da una piena dichiarazione del sistema abbracciato. Mi muove a questa osservazione amor di verità e kratna di fermarmi io medesimo in un pensiero, sul quale pendo da gran tempo dubbioso, però che ho toccato anc ù io nel mio nuovo Dizionario delle etimologie della lingua nostra , ma temo di vedermi chiamato alle pruove, c he quantunque raccolte ed ordinate per mio uso, non potrebbero essere poste alla luce colle convenienti- spiega- ( XIV ) « feioni senza un* immensa fatica, cui per cagion di salute non potrei piu sottentrare. In molte cose mi sono convinto » alla lettura di quei primi quaderni che noi andiamo d’ accordo , e che forse combiniamo noi punti più principali » del sistema; ma sarà per me di conforto il vederlo più ampiamente dimostralo nei quaderni susseguenti, e di sentir » poscia il giudizio che ne farà l’Italia ancor nuova di siffatti studi. » » Io non saprei con parole rispondere degnamente al cortese invilo ch’ella mi fa di accomodarla di quel tanto » ch’io potessi aver in pronto, e che tornasse di qualche utilità alla sua grande impresa; e hen lo farei con alali crità pari alla voglia, se i mici lavori potessero in alcun modo combinarsi co’suoi; ma le massime da me seguite » nell’ inchiesta delie voci militari mi hanno portato a fermarne i signi/icati sopra altre autorità che le sue non » sono , e non potrebbero consonare insieme : quesLe autorità saranno da me sostenute con apposito ragionamento , » che potrà forse aver qualche forza nella spezialtà delia lingua militare italiana, ma che applicato al corpo in- « riero della favella potrebbe incontrare gravi difficoltà. Quindi mi asterrò dal mandarle cose nuove , delle quali a assumo io solo ogni carico ed obbligazione col pubblico; ma se mai le tornasse di avere le correzioni agli articoli » del primo Dizionario , son pronto a soddisfarnela ad ogni sua richiesta , incominciando dalla lettera B , ove poti » una piccola nota se ne potrebbero rendere intesi i lettori. Arrossisco della pochezza di questa offerta , ma essa è « lutto quello di che posso, con minor tema di errare, feria padrona; ed aspettando i suoi cenni, passo con sincerità a di devozione a protestarmi ora e sempre ec. » La lettera del professor Parenti data di Modena il 21 febbra)o dell’ anno medesimo contiene fra le altre queste parole : » Ora non potrei ripeterle che le cose già scritte al sig. Emmanuele Rocco, e confessarle che in gene- « rale questa loro grandiosa impresa supera , non solo nel materiale ma nel formale , tutte le altre di simil genere. « Vero è che in alcuni particolari mi sarei regolalo diversamente; non facendomi ligio alla massima d’abbracciare a tutti gli altri Vocabolari , la quale per nomini del loro criterio pecca in eccesso di modestia e di deferenza. E » certamente se a loro senno avesse dovuto procedere ].’ ammissione di certi vocaboli, non si vedrebbe registrato, a » cagion d’esempio, V Angordo , 1’ ingordigia , V Angordilà ecc. del Liburnio, nè 1’ idea d’ universale, avrebbe com- » prese anche le voci tecniche del postribolo. — Quanto ai neologismi , ehi è discreto non potrà far loro mal viso » in grazia delle giunte preziose tratte dagli scrittori approvali. Già il vocabolario non costringe veruno a valersi « di voci di fresca data; e intanto soccorre con gran vantaggio ai veri studiosi che dir si possono gli eredi della »> buona lingua , ricuperando loro una sicura parte di legittimo patrimonio. » Ed ecco alcuni brani della lettera qui citata, eh’ è del 3i Gennajo i83o, ne' quali ognuno vedrà miste le critiche alle lodi ed ai consigli: » Le locuzioni oscene, di cui mi fate cenno, sono appunto quelle che dovrebbero essere, e presto « o tardi saranno, sbandile dall’Italiano Vocabolario. Le dichiarino a lor posta gl’illustratori di certi libri infemis- « simi, le raccolgano i lessici de’lenoni e delle baldracche; ma viva l’onor dell’Italia! perchè non si cesserà di schie- » varie nel Dizionario comune, e d’ attribuirle alla lingua della nazione ? Nello stesso trecento , chi le intese per « avventura fuor dei Irivj e degli angiporti di due o tre città ? fuori della corte d’ una svergognata Regina ? E chi » le intende oggidì fuori delle più sozze brigale, e senza 1’ajuto di conienti vituperosi? Queste sono colpe e ver^o- ‘ » gne incompatibili in qualsivoglia scrittura; sono gli storpj e gli arcaismi ributtati dalla morale; sono le vere » ghiande da lasciare a’porci. Io sto a vedere come procederà 1’ Accademia , alla quale ho l’onore d’essere ascritto » nella quinta edizione del suo Vocabolario; ma s’ella non si farà debito d’una riforma reclamata dagli uomini one- » sti , e se Dio mi concederà vita e salute , forse mi porrò alla prova di vedere se possa darsi un Dizionario clic « non rappresenti la gentilezza italiana sotto la pece dell’ arabica scoslumalezza. Perdonale bene a questi modi enfa- » tici : ma tante sono le considerazioni che prima d’ora ho fette sopra questo particolare, che propriamente loquor » ex abundantia coi'dis. » i) Quanto pure alla purità filologica, non sarei difficile nelle transazioni; massime riflettendo che un dizionario a universale deve servire alla moltitudine, la quale certamente non è composta di soli e pretti scrittori, ed ormai » siamo ridotti a tale, che il secolo nostro ha bisogno in molte parli d’un dizionario per intender se stesso. Del rc- » sto, senza entrare in questionò sulla massima del Cesari , non vi parrà strano ch’io mi sottoscriva al Monti quando a afferma, la lingua del trecento essere quella nel cui spirito e nella cui forma di fraseggiare sta il vero carattere del » perfetto idioma italiano , e quella del secolo decimoseslo e dei susseguenti non essere che una felice ristaurazion » della prima. Io distinguo ampliazione da perfezionamento di lingua. E questo al giorno d’oggi lo farei consistere più » nel risecare che nell’aggiungere, quando novità di cose e d’idee non induca necessità di nuovi segni. Ma questa » novità e questa necessità quanto spesso non servono di mantello alla pigrizia ed all’ignoranza? _ Se mai vi ca- » pitasse fra mano un mio discorsetto stampato in Reggio nostro, davanti alla Grammatica del Corlicelli, e quivi pure » ristampato innanzi alle Lettere scelte del Redi, abbiate la sofferenza di leggerlo, e vi troverete le mie idee sopra a ogni secolo della nostra letteratura nel pariicolar della lingua, almeno per ciò che risguarda la prosa. E se voi non » consentirete meco, o a meglio dire cogli uomini autorevoli sulle sentenze de’quali mi sono fatto forte, io non di- » minuirò per questo la stima che ho concepita del vostro ingegno.» » Io vedo che l’impresa è gigantesca, e supera tutte le altre di questo genere. Vi sono delle parti che anche da « se sole raccomanderebbero altamente la nuova compilazione. Tale mi sembra la giunta delle etimologie condotta con » molta perspicacia e dottrina. Saranno ben piccole e lievi le osservazioni che si potranno fare su questo particolare. » Eccovene per esempio una lievissima. La voce Angheria richiederebbe un rimando diretto ad Angari , perchè dal a costume di questa gente, che portava ordinazioni di tributi e d’altre gravezze , anche i Greci tolsero la loro voce, » siccome ha dimostrato il Ciampi, e si può vedere da Quinto Curzio. — Mi pare anche un pregio notevolissimo 1’aver » saputo conciliare tanta universalità ne! generale con tanta sobrielh ne’particolari } salvo qualche definizione copiai 8 ( XV ) » dalle lungaggini scientifiche del Dizionario bolognese. Insomma che volete ch’io dica? Quanto più supera per una parte » 1’ espilazione , tanto più mi rincresce dall’ altra che gli manchi il pregio dell’ onestà. » II Cav. Pezzana , cui tanto dee il nostro Vocabolario, richiesto d’esserci cortese delle sue giunte ed osservazioni, cosi ci rispondeva da Parma il 1. settembre 1829. a Non doveva io aspettarmi che la povertà del mio nome fosse ac- » colta tanto amorevolmente infra le ricchezze letterarie de’ più giudiziosi compilatori d’italiani Vocabolarii che fos- » sero giammai. Gran mercè, per ver dire, io debbo rendere alle mie, quali si sieno , Osservazioni intorno la divina » nostra favella, se valsero a procacciarmi tanta indulgenza appo sì eletta manata di sapienti da indurli a presentarmi » spontanei d’un esemplare della loro egregia compilazione, accompagnato da lettera che leverebbe in superbia qual si » sia uomo stesse meno di me in guardia contro questo brutto peccato. Del nobilissimo donativo io rendo a lei, non » che ai dotti Colleglli suoi, le maggiori grazie. E volendo , come che sia, dar segno efficace di vera riconoscenza, e » di animo deliberalo di corrispondere, secondo il potere , alla onorevole domanda loro di alcuna mia Giunta nuo- » va al Vocabolario, l o tolto a questi passati giorni di dare una scorsa al volgarizzamento dell’ Odissea fatto dal Salii vini ; e ne ho cominciato a trarre qualche modo e vocabolo che porrò qui sotto in ischiera alfabetica per prima » arra del mio buon volere. Ma ben le raccomando , ove pure ci trovi per entro alcun che da non rifiutarsi, di veri- » ficare ogni cosa con somma diligenza; poiché, avendo io fallò questo piccolo spoglio in grande pressa, ed in mezzo » al frastuono di mille svariatissime cure, ci saranno sdrucciolale di molte inavvertenze: forse intromesse eziandio cose » già osservate da altri, le quali pregola di sbattere al tulio dal resto. Ben più ampia derrata di voci io avrei potuto » offerirle ne’passati mesi, se fossemi giunta avanti la sua domanda. In servigio dell’illustre mio amico Giuseppe Grassi » avendo io spogliato nel passato inverno il Cirifpo Calvaneo , e mandatone a lui le cose pertinenti a milizia, inviai » le altre ad un’Accademia. E poscia feci ad un modo dell’ Iliade volgarizzata dal Salvini; che, toltone le militari, pre- » sentai di tutte l’altre mie osservazioni i Compilatori Padovani. » » Con diletto e profitto assai ho letta e riletta la sugosa, dotta , modesta, elegante, profonda , riguardosa , alla » condizione de’tempi bene acconcia, e d’italiano amore ripiena Prefazione àpi. Vocabolario universale. Parmi,e così è » paruio a più amici miei che molto addentro sanno del fatto delle lingue, eli’essa stia in cima d’ogn’altra prece- » dente ne’ rispetti filosofici, e che, ove in ogni sua parte sia mandato ad effetto il disegno di colesto Vocabolario, deb- » ba esso vincere per gran maniera quanti ne videro la luce sino ad ora, non solo per ricchezza di modi e di vocaboli, >> ma per ordinamento, e sovratutto per quel beato e indarno sin qui aspettato corredo delle Etimologie. Non vor- » rei portar nottole ad Atene, nel proposito di queste ricordandole quanto ne fossero caldi dopo il mezzo del brutto » secolo i Vocabolaristi Pedi, Dati, ccc., ed altresì il Parmigiano Card. Pallavicino che ne lasciò una raccolta di » cui parla esso il Redi nelle sue Lettere rimbrottandolo a ragione di alcune storture, in grazia d’esempio di quella dello » Zucchero candito, che il Porporato desume dal candore di esso , ed il Redi, rettamente, dallo Zucchero di Canditi. » Già ella avrà vedute le lettere del Dati pubblicate nel 1825, ove molto si parla delle Etimologie del Pallavicino. » Converrebbe procacciarsi il MS. di quest’ ultimo. Sarebb'esso mai in Roma appo i Gesuiti? » E dopo non poche sue giunte ed avvertenze delle quale ci giovammo assai utilmente, egli conchiudeva : » A que- » sta lunga tiritera clic la prego di perdonarmi in grazia della buona volontà che ho di servirla e di mostrare la mia » riconoscenza a lei non meno che agli egregi suoi colleglli , faccio fine profferendomele con ogni osservanza cc. » Finalmente rapporteremo le parole da cui comincia il sig. abate Brambilla la sua Appendice al Saggio da noi mentovato , e ch’egli soggiunse a quel suo pregevol lavoro dopo ch’ebbe avuti in mano alcuni fascicoli del Vocabolario di Napoli. » Mentrechè procedeva la stampa di questo Saggio , mi vennero alle mani i primi sette quaderni del Vocabolario 11 universale della lingua italiana, che si compila novellamente nella dotta città di Napoli. Da sola questa parte ar- 11 fomentando la qualità di lutto il lavoro, io sicuramente asserisco, eli’esso riuscirà il più compiuto vocabolario della “ nostra favella, che mai vedesse l’Italia. Oltre alle moltissime giunte e correzioni ch’ivi son fatte, qu e’sapienti com- *' pilalori ne danno il sovranissimo ajuto a imparare la proprietà delle voci e de’modi, ed a prenderne gusto e sapore. “ Voglio dire, ne vengono con chiarezza indicando le differenze delle parole, comunemente appellate sinonimie; e le ” derivazioni di quelle tanl’ altre, che , dondechè sia, guadagnammo. Coteste due cose vi son discorse con perspicace ” intelletto, e quasi direi, con insuperabile perfezione; se 1’amor che ha taluno di filosofare intorno alle dette difiGe- * renze sempre con un metodo generale, e di sottilizzare troppo nel cavarne l’etimologie, non vi si conoscesse pure a ” tal fiata. » (3) V. il N. to6dell’Antologia, fascicolo di ottobre. L’articolo è del sig. Montani. (4) Nel primo volume V indice del compilator veneziano ( sig. Bazzarini e non già Bergantini come par isbaglio è sbórso nel testo ) era separato da quello della Minerva: ora gli abbiamo riuniti. (5) Non riuscirà discaro nè al Barone Ferrari nè ai nostri leggitori se qui faccioni palesi le considerazioni che Stille cose militari del nostro Vocabolario ei ci mandava da Parma il 22 agosto i83o ; era egli allora Maggiore di Stalo ìrta ggiore ed Ajutanle generale del Comando delle truppe di Parma. » La parte militare stata sempre al disotto di tutte 1’altre nell’opera dei Vocabolarii di qualsisia lingua, per- " ciocché per sua naturai condizione meno le fosse dato di essere vantaggiata di spositori che avessero conoscenza del so ggeU° non unicamente nella generalità di letterati , ma nelle speciali e proprie ragioni di uomini dell’ arte, v enne a maggiore scadimento nel Vocabolario nostro a cagione delle straniere signorie onde non durava agl’lta- " fiani il proprio linguaggio militare, quale già l’ebbero innanzi a tutti, siccome coloro che di ogni cosa insegnatori altrui^ furono anche primi a dettare precetti nelle arti e discipline della milìzia. Nè valse che non mai da questa cessando vi facessero dovunque cospicue prove di sapere non meno che di valore. Con armi straniere tennero strabere favelle, e nulla mostravano d’italiano, sebbene di genti italiane, quelle medesime schiere che presso a venti (XYI) » anni seguitarono con tanto strepito e varietà di successi le sortì di Francia. L’ esistenza ciò non pertanto di un E- « sorci lo , di un Regno, cui veniva data P appellazione di Esercito e di Regno d’Italia, facevasi argomento a speranze a che non si frenavano agli stretti confini che pure vi erano posti. Quale suonava agli orecchi colla grandezza del nome, » tale rapprcsentavasi alle ardenti fantasie ampio e possente il novello Dominio. Già facendosi ragione come se stata « ci fosse intera l’Italia e indipendente, come se tutte sue proprie le armi, tenevasi a vergogna che gl’insegnamenti » di queste , il maneggio, il governo non venissero restituite allo schietto e legittimo idioma nativo. Alla quale cosa » bene si accorda questo che dice il Grassi in una sua lettera al Yieusseux (fascicolo novantunesimo dell’Antologia 1 • T7' • )> di Firenze).- Io presi le prime mosse del mio lavoro ( il Dizionario militare) dalle perpetue lagnanze che- moveano )i con ine per questo rispetto quel fervido ingegno del Foscolo che piu degli altri ne alzava il grido , quel Monti , „ quel Lampreda quel Lamberti e tuta quei sommi uomini che nelle splendide sale del Paradisi di voci guerriere » con prodi guerrieri andavano disputando, e coi quali trattai sovente di questa grave materia. Ma essi ed altri » molti che si diedero a trar fuori della polvere i nostri vecchi libri di arti e storie militar! ben rinvennero delle „ voci nè ciò non pertanto giovarono al Vocabolario, imperocché, non conoscendo intrinsecamente la materia, e ,> fallirono nelle significazioni e non si addiedero delle cose che in numero infinito sopra le nominate lasciarono in- » nominale. Chi fossero quei prodi coi quali d’essersi consultato innanzi di por mano al suo lavoro gloriavasi il „ Grassi, certo non saprebbesi dire; ben possiamo argomentare da quello che il Dizionario riuscì e dal saggio del „ nuovo promessoci, che si avessero essi così a buon diritto meritala la estimazione di esperti militari come quella „ si aveano di prodi standosi in Milano a crocchio nelle splendide sale del Paradisi. E veramente non erano colà nè » insegnamenti di quelle scienze che più propriamente sono della milizia; nè arti di armena, nè forni per gettare » le artiglierie, nè opere di fortificazioni da costruire, nè campeggiamenti, nè scontri di guerra nulla insomma di „ guanto è bisogno conosca di esercizio suo proprio chi voglia mettersi al lavoro di un Vocabolario militare, posto „ che già sia fornito delle lettere necessarie a bene ordinarlo e distenderlo. Questo accordo che si richiede di cogni- „ rioni non essendosi mostrato in atto sin qui per alcuno dei Vocabolari!, mi fu grande premura venendomi a mano „ da prima il 4.° fascicolo di quello che ora è largito all’ Italia per le stampe di Napoli , di riscontrarne gli articoli acciò far ragione secondo mio giudizio degli spettanti alla milizia. Per la prefazione messa innanzi a tutta a l’opera già erami conosciuto ogni ottimo divisamente che ci ha posto per sua singolare veggenza e cura il dotto s - e cosi l a ninna partizione di vocaboli acciocché trovandosi ciascuno (o particolare di scienza, " diletterò,' di 'arie',’ oppure nuncupativo geografico o personale ) secondo la propria incidenza nell’ ordine alfabetico „ fosse questa utilità che qualunque voce dell’universo composto di nostra favella ivi si dovesse a luogo certissimo >, rinvenire e meno che nel ri sguardo delle singoli sposizioni le quali dalle norme di un Vocabolario universale sono „ volute ristrette e non parlicolarizzate, pure ogni Vocabolario proprio di scienza o di arte ci andasse, quanto alla » specialità de’suoi capi, interamente rifuso. » . . . ,, , „ Glie se al proposito non corrispose pienamente 1’ effetto st che pure si avvisi qualche omissione nello elenco delle Y0C ; spettanti al particolare della milizia , ciò non per tanto le mancanze tornano assai più rare che in alcuno de’ ” precedenti Vocabolari!. Così tutte fossero convenienti le sposizioni, le quali riferite in buona fede, giusta vennero di ” l ■ pai . t e raccolte , volevano essere prima con diligenza da qualche pratico esaminale. Il citare perpetuarne me l le fonti a. cui il nuovo Lessicografo ehbe ricorso , non lo disgrava degli errori , imperocché avesse ad essere suo * studlo non solamente di raccogliere tutta la massa delle voci con ordinamento migliore , ma pur anche di correg- „ gere le dichiarazioni o false o inesatte che furono sin qui. » , E andando innanzi ei ci onorava delle sue crìtiche note particolari, che tutte troveran luogo nello giunte e correzioni del Supplemento. Indi così conchiudeva: », Eeco quanto riguarda alla parte militare nel quarto fascicolo del „ Vocabolario di Napoli, ed ove per questo Saggio fosse giudicato poter essere di utile alcuno a qualche snpplimenio „ od aggiunta il rivederne per intiero il primo volume, io mi vi adopverci con ogni maggiore studio, perciocché sebbene » troppi si avrebbero a ciò migliori di me, ninno sarebbe al certo che mi andasse innanzi per amore e volontà L opera » del Vocabolario universale di nostra lingua è opera di patriottismo. Bisogna almeno procurare 1 unione delle lettere. » Amare liceat — optare liceat — si potivi non licei, n (6) Faremo prima I esposizione testuale dello osservazioni del sìg. Brambilla a taluni urticeli del Vocabolario di Napoli da luì riportati , e poi sogghigneremo ad esse le nostre risposte. , „ Abbacimento.... Sin. Neol. Attacco, Assalto, Zuffa ec. dall’ ebr. pascmi. (N) Osseiv. Aon mi ricorda aver letto » in alcuno scrittore, nè udito da voce viva questo stranissimo abbonimento ; ed bollo una storpiatura d ^Abbattimene ,) Se così fosse , non è uopo ricorrere all’ ebraico per conoscerne la radice. » Questo articolo fu da noi tratto daW Alberti, e quindi , avuto per genuino,fu dal Signor Carrelli accresciuto,ma dubitai vomente, dell’etimologia , la quale , posto parvero il vocabolo, non poteva esser migliore. E qui fìmvail nostro incarico, t> non che, prima assai che ilsig. Brambilla facesse la ma osservazione, dando opera il sìg Rocco alla formazione delle'- rata-corrige, ebbe occasione di vedere che quel vocabolo fu desunto dal Bergamini, il quale cita d Vocabolario dell or- cacchi: aperto tal Vocabolario, o per meglio dire la Giunta dal Porcacchi fitta alla Fabbrica dell’Alunno, vi lesse-.-^ Abbacimento è voce militare, che vai quanto Combattimento, e Assalto; e dicasi così Abbattimento quando si dà a salto a una città, o ad altro luogo, come quando due, o più assaliscono , e combattono insieme. Vide egli qiu' u che nùn storpiatura di Abbattimento, ma sì mero error tipografico si era questa voce : e notoUo per fame paro a < supplemento promesso. j (C » Accaffare. 2 — (E n. ass. Forse in signific. di Galleggiare.) Dant. Inf 21. 53. Disser coverto: coni icn: ■ ^ » qui balli, Sì che , se puoi, nascosamente accaifi. (N) Osserv. Accaffare per Galleggiare ? Se io lo credo , p° jS ) ) : j ) ) ) ) ): $ s c l » )) » )) » » » » o ti n c l » Q » » C X ) s J X 8 ì Xì X 1 } ì) ( XVII ) )) morire. Benché 1 ’ Alighieri confessasse egli stesso , che alle volte volgca le parole a dir altro da quello che suonati » comunemente ; ad ogni modo il dar espressione di Galleggiare al verbo jiccaffare ( che propriamente significa » Dar di inatto a una cosa, Stringerla nella palma della mano, dall’ebraico capii, palma della mano ), sarebbe, con » riverenza al Tassoni, una così fatta stranezza, che lo svisceratissimo amore eh’ io porto alla Divina Commedia , » male mi camperebbe dal non più leggerne verso , non che tirarmela tuttaquanta fuori della memoria. Oltre di ciò, a la novella interpretazione non s’ accorda al contesto. Dante vide venire su per lo scoglio un diavolo , che avea su » le spalle Martin Bottai (per questo intendono alcuni l’anziano di santa Zita; ma non rileva che fosse un altro ), » e che, giunto al lago della pece bollente , lo buttò quindi giuso. Il barattiere altuffossi , e subito emerse; ma i » demonii veggendolo sorto su , gli gridarono, che in quel lago dovevasi nuotar d’ altra foggia che ne’ fiumi del noli slro mondo, cioè sempre sotto la pegola. E afferratolo pieni di mal talento , gli —Disser: coverto convictt che qui » balli, Sì che , se puoi , nascosamente accaflì. ■—Con le quali parole que’valenti retori dell’inferno trafiggono il catti livello , traendo cagione dalla qualità delle colpe di lui, che furono per appunto nell’ accattare ; quasi gli dicesti sero per istrazio : sta sotto, mal bestiuolo , e quivi imprigionato accaffa pure a tuo senno se ti vieti fatto, die non i> crediamo. Ironia non mollo diversa da quella clic all’entrata di Dite fu scoccala a Dante medesimo : — Sol si ritorti ni per la folle strada ; Provi se sa. >1 Noi temperammo con un forse la nostra opinione , dubbiosi per le medesime ragioni che or pone in campo il Signor Brambilla. Non così il Tassoni che asseveratamente , ed in margine del Vocabolario e nelle sue postille a Dante, scrisse: —Qui Accaffare è V istesso che Galleggiare. Il Caffo è l’opposto del concavo, e l’accaffare è il proprio de’ delfini che coll’ cavo della schiena vengono al sommo dell’ acque. Dopo questa osservazione noi non veggiatno più stranezza nel dare ad Accaffare espressione di Galleggiare, e soltanto ci rimati dubbio l’animo in quale de’ due sensi T adoperasse VAlighieri. Ecco il motivo che c’ indusse a mitigare con un forse 1 1 novella interpretazione. Che poi questa noti si accordi col contesto, come il eh. critico avvisa, chi ha fior di senno il decida. » Acerbo. 4 — Aspro , fiero , crudele, bestiale, severo_ Petr. son. 6. Sol per venire al lauro, orde si coglie » Acerbo frullo. E son. 45 . Dolce alla fine e nel principio acerba. E son. 124. Quel sempre acerbo ed onorato giorno. « Osserv. Mi maraviglio, e quasi stupisco , che quo’ finissimi discernitori napolitani siano stati abbacinati dall’ autorità » della Crusca. Ognun vede che in questi esempi Acerbo vai Disgustoso , Che apporta dispiacere o dolore: ciò è chiaro » in tutti a tre, ma, nel terzo in ispezie , chiarissimo. Il giorno sempre acerbo e .sempre onoralo, clic lamenta il Petrarca, » è quello in cui egli vide il pianto della sua Venere ; c a lui sarà stato senza alcun fallo dispiacevole e doloroso; » ma non mai aspro, fiero, crudele, bestiale, severo. Anche Enea tornando con la memoria al dì della morte del suo tt carissimo genitore, lo chiamò onorato ed acerbo: — Jatnqus dies, ni fallar, adest; quem setnper acerbutn, Setnper » honoratum (sic dii voluistis ) habebo —; ma cpicsli sono gli accenti di un uomo compunto di dolorosa mestizia, a Negli esempi addotti del Petrarca basta sostituire la voce Aspro senza ricorrere «^Disgustoso o Che apporta dispiacere o dolore , spiegazione che, a chi volesse alquanto sottilizzare, noti conviene a veruno di quegli esempi. Ma senza entrar in discettazioni nojose, a noi basta il dire a nostra difesa che non abbiamo promesso di fare pia di quel che per mi si poteva: non ci si dee adunque apptorre a mancanza l’aver lasciato tal quale un paraninfo della Crusca, quando coloro che ci precedettero operarono eziandio alla stessa guisa. Troppo abbiam fatto perchè non debba esser giusto incolparci di quello che non facemmo. » Acquattato. Add.da Acquattate. (N) Buon. Fier. 4. f. 12. Stando acquattato in questo abito bigio, Non sarò riguardalo, » nè veduto.)) Il Brambilla vorrebbe che in questo esempio si spiegasse Acquattalo per Iti rivolto; ma Acquattalo in un aiòlo significa Nascosto , ed essendosi sotto la voce Acquattale appesta la distinzione di questo significato , non accadeva farne di qui bel nuovo. Si sa che i participii ritengono le significazioni del verbo onde nascono. » Addimandare.... ( Att. Chiedere... ) Lat. interrogare. .. accersirc. (N) Osserv. Accersire significa Aver a sè uno, Chia~ » viario a sè , e doveva omettersi ; perciocché non consuona punto a veruno degli esempi allegali, ove Addimandare » non ha che il senso de’ verbi latini potere, postulare. » Se il lat. accersire non consuona con veruno degli esempi allegati, conviene generalmente al verbo Addimandare che come sinonimo di Addomandare ne ha tutti i significati, e quindi anche quello di Richiedere uno per terza persona. » Altezza. 9 — Metafi. (Sublimità, Eccellenza.) Bocc. nov. tj. 3 . Saliti all’altezza de’regni ec. (A) Osserv. Questo » esempio conviene al $. susscguen m ; perché qui esprime Dignità, Principato , e non ha da far nulla coll’ altezza dei- » V ingegno c della filosofia, n Sta bene Sublimità , Eccellenza, poiché è appunto in opposizione del basso stalo dal quale, dice il Boccaccio, altri sono saliti all’altezza de’regni. Insignificante riuscirebbe la frase salire al principato de’regni o alla dignità de’regni, nè jùù vi sarebbe quel contrapposto che piacque al Certaldese. » Ambasciare. N. pass, ma nel medesimo senso dell ’ ass. Sannaz. Are. Egl. 2. E i nostri col fiatar par che » s’ ambascino. » Oltre che questa giunta 'è ne’ precedenti Vocabolarii, il vederla nel nostro poteva far restare il Signor Brambilla dal darla come sua nell’ Appendice. Tanto più che da antichissimi tempi, per le mani del Porcacchi del Btipi e del Bergantini, pervenne tal giunta all’ Alberti. » Annidare. 2 — N. pass. Posarsi nel nido. Cr. 9. 8y. 3 . Alcune colombe essere, che più volentieri in muro covano, » che in cestelle s’ annidino. Dant. Par. 29. tifi. Ma tale uccel nel becchetto *’ annida. (N) Osserv. Per P amor di Dio, » si scompagnino questi esempi! Ognun s’accorge che P Alighieri parla dell’uccello infernale, annidatosi nel eappue- ” ciò della gema de’ frati predicatori ; e che quindi il detto cappuccio non è vero nido, come quello clic si forma nelle » cei>tifile; che il diavolo è alquanto differente dalle colombe; e che non si posa nel nido confesse fanno. focah. III , q ( XVIII ) Annidarsi nel sema proprio vuol dire Tosarsi nel nido: óra ch e tal nido stia in cestelle 0 nel becchetto di un cappuccio , non toglie nè accresce punto del mondo ci tale significato. Il traslalo è nella voce uccello , è, per meglio dire, nell’ intiero concetto. Senta il Signor Brambilla come gli Accademici previdero di tali sue osservazioni scrivendo nel §. V. della loro prefazione , di non considerare una voce come metaforica, ma come usata nel senso proprio, quando la metafora non nella parola ma in tutto il concetto consiste. » Annidiate. ( Alt. e n. passi) Lo stesso che Annidare. (N) Osserv. Come annidare ha due sensi, l’uno proprio, » metaforico T altro, due ne ha similmente questo fiorentinismo. Di ciò ne rendono testimonianza gli esempi allegati, ov’ esso )> è posto metaforicamente. » Quando si è detto che Annidiare è lo stesso che Annidare, tornava inutile ogni distinzione, poiché si comprende chiaro che puossi usare in tutti i significati del suo sinonimo. » Annero. Aggiunto a ramo d’albero vale Sporgente in fuori, o Più elevato degli altri, Spiccato all’aria. Dant. » Par. 23. Come T augello ec. Previene’l tempo in su 1’ aperta frasca. Sannaz. Aread. pr. /. Quivi senza nodo veruno ;> si vede il drittissimo abete ec. e con più aperti rami la drittissima quercia. » lì.primo esempio stava già nel 7Vocabolario Veronese, e noi ne facemmo il §. 3. » Apparare. N. pass, per Pararsi, Vestirsi del paramento. Ar. Negr. 3. 4. Come i sacerdoti gli usano ( i manipoli ) » Quando alle feste solenni s’ apparano. È il nostro $. p., giunta del sig. Rocco. Perchè il eh. Brambilla regalarcelo qui, dopo aver letto, com’ei. dichiara, il nostro Fascicolo 3. che lo contiene ? » Caperozzoeo. Uno de’ diminutivi di Capo, Estremità d’una cosa tondeggiante come un capo, ed anzi fatticcia i) che no. Rat. capitolimi. Cron. Veli. 13q. Gli venne male nella verga ec. : la cosa era tanto innanzi, che tutto quello » dinanzi, cioè il caperozzolo, gli si convenne tagliare. (B) (N) Osserv. Una tale definizione non conviene al caperozzolo » dì cui parla il Velluti nell’esempio citato. » Il dire anzi {alliccia che no non esclude che possa essere naturale: quindi comprendendosi nella dìffìnizione due cose di siimi' figura , diverse però nella materia, un solo esempio non poteva convenire ad entrambe ; basta che ad una fi esse convenga. Passiamo ora a rispondere a quelle - Osservazioni del sig. Bambril/a che riguardano soltanto cose etimologiche. Seguiremo il metodo stesso , ma cedendo la penna al sig. Borrelli , perchè, prenda egli stesso a difendersi. a Abbt.vdob.vre. {Alt. propriam. Aggirare , Avvolgere. ) ( Dal sass. u-indan da cui l’inglese to wind , volgere in » giro , girare.) —-2 — ( Metaf ) Traviare chicchessia, Ingannare. (N) Osserv. Stimo che la remota derivazione di questa » voce sia piuttosto dal persiano bend, benda, legame. In fatto le bende s’usano per fasciare, e fasciando una cosa » le si raggirano intorno: e da questo bendare sembra venutoli metaforico abbindolare , cioè Traviare, Ingannare. Chi » aggira uno, lo viene avviluppando con tutta Parte eh’e’può, e ci porge in qualche modo l’immagine di chi abbenda. » La radice sassone rende il suono detta parola Abbindolare ; perciocché il w ed il b son lettere affinissime. Ne rende pure i idea. Da ultimo appartiene alla lingua parlata da un pò nolo settentrionale, che in tempi non remoti acquistò con P Italia relazioni assai strette. Perchè dunque ricorrere al bend de’ Persiani che vai giuntura, legame ? Non si de.e, credo io , ricorrere a’ tropi , quando si ha parola che nel significato suo proprio è stata in caso di produrre la parola derivata {V- Principi! della scienza etimologica pag. 184.); e la lingua più remota non vuoisi mai adoperare dove basti la prossima. » Accoccolare. (Da a superi'. , e dal turco liuculefmek , impicciolire.) (N) Osserv. Per assegnare l’etimologia di » questa parola, non pare bisogno dilungarsi dalla lingua italiana. Da chiocciola venne acchiocciolare , che vale cottoli care a guisa di chiocciola-, onde accoccolai-e , essendo il medesimo verbo, profferito idiotamente con corrotta proli mmeia , originar dee pure da chiocciola. E questa metafora è naturalissima e assai pittoresca. Imperocché chi si » rannicchia e s’accoscia, sembra giusto che imiti la chiocciola, quando ella si ristrigne dentro il suo guscio. » Poiché i nostri Italiani, han conservala e conservano la parola. Acchiocciolare; non so quanto sia verisimile che t abbiano cangiata nell’altra. Accoccola re che ha la stessa purezza. Ei potrei he anche dirsi, che Accoccolane meni a coccola, anzi che a chiocciola. Ed in vero chi siede in su’propru talloni e piega il capo è le spalle, par che rotondi il suo corpo atta maniera di coccola. Con tutto ciò non insisto su V etimologia da me. data, nè mi affido a questa nuova. Perciocché trovo appo ì Celti il vocabolo ciucila che ha gli stessi elementi ed il senso precisissimo del nostro accoccolarsi : e sai-à questa la indice , che si leggerà netta tavola dette correzioni, la quale terminerà quando che sia il nostro Vocabolario. -Si vegga infanto 1‘ etimologia della voce Accacchiare. » A< coNiottARE . . . Ritirare i remi in galea ee. . . . ( Il coniglio è animale che si rintana in bucherattole eh’ egli » scava sotterra : c nell’ acconciare avvien quasi che i remi si rintanino nelle lor bucherattole o caviglie. ) (N) Os- » setv. l ite i. marinai, nel coniar questa voce, avesser proprio la mente a’conigli e alle conigliere? non so farmi a cre- » dere una tanta sottilità. I Latini avevan cunìculus, esprimente eziandio qualunque bucheraltola o cava; e da questo » è disceso per avventura l’italiano accani aliare , come da buca, imbucare, senz’altro ragguardamento. » Il dotto Abate crede questa mia etimologia, soverchiamente sottile. Pw cotanto a noi ovvie sono sì. fatte besliuo- le , che. non eravi bisogno di andar per le. lunghe e di molto affaticarsi per incontrarne l’ idea. Ma se ciò nondimeno a’ nostrì buoni antenati tornava difficile, come poi avran fatto per arrivare a. cuniculus che vai condotto sotterraneo, mina , canale ? a Accozzare. 3 — {Atti) Adunare, Mettere insieme, quasi accoppiare. (IN) Osserv. Dal significalo proprio, che vale » Mettere a fronte, a cozzo, nacque il traslato d \ Adunare, Mettere insieme. Chi mette insieme ed aduna le cose, rende « sembianza di chi affronta ed accozza. » ■ . ( XIX ) Accozzare in senso di unire l’ ho io ricavato dall’ar- cìsca/m che vale connettere : noi senso dì cozzale I’ ho cavato dal conissare de’ Latini : e nell’ imo e nell’ altro la radice è tanto simile e per idea e per suono alla parola derivata , che non è facile incontrarsi in etimologie pia verisimili e pia rigorose eli queste. » Arrabattari:. . . N. pass. Affaticarsi, Sforzarsi , Ingegnarsi d’operare. . . . ( Dall’ il i ir. raholla fatica.) P. pj m » 34 ,. , e Vet. var. lez. iG. 16. (N) Osserv. Lo stesso Vettori deriva questa voce anche dal greco p ( ^jirrsi>; e così fatta >1 originatone tanto più mi aggusta, (pianto che questi due verbi si acc»;tan vicinamente l’uno al significato dell’altro.)» Il verbo rhabassin ovvero rliabbaltin non altro significa che sursum ac deorsum ire. Non può dunque esser condotto all’idea di affaticarsi, sforzarsi, ingegnarsi a far qualche cosa, senza l’opera di un tropo, la quale, se si può, dee sempre risparmiarsi. Ma l’illirico rabolta vai propriamente fatica. Dove trovare una radice che sia più propria di questa? -Anche i Tedeschi hanno arbeiton per lavorare , faticare : e l’ han desunto come noi dalla lingua degli Slavi. Ciò conferma che V origine è settentrionale e non greca. Egli è pur uopo convenire che talvolta piu si sottilizza a danno dii’ etimologista di quel che egli abbia potuto per avventura sottilizzare a danno del vero. * (7) Ecco quali sono queste parole , siccome si leggono nella lettera del Manuzzi al tipografo Passigli che la stampò nel suo Manifesto. » Alla quarta impressione del Vocabolario degli Accademici della Crusca , eh’ io piglio a fondamento del mio » lavoro verrò aggiugnendo non solo quanto si trova di meglio nelle ^farie edizioni che se ne lécere da poi in Venezia, in » Bologna, in Padova , ed in quella assai ricca, che al presente si sta facendo in Napoli, per opera di uomini dottissimi; 11 ma ancora ec. » E così indi a gioco ripiglia. » Quanto al Saggio, a viemeglio far nolo la qualità e natura dtd mio » lavoro , P ho distribuito in tre colonne. Nella prima ho trascritto alcuni articoli della quarta impressione del Ve- » cabolario della Crusca. Nella seconda ho preso gli articoli medesimi , tolti ad liueram dall’ edizione che al presente » sì sta facendo in Napoli, come l’ultima e la più ricca di quante ne uscirono in luce. Nella terza ec. » (8) V. il Fascicolo XVI. del notissimo Giornale napolitano intitolalo II Progresso. (9) Noi lo publicarnmo col Fase. XI., avvertendo che volevasi riunire tal foglio agli altri della prefazione del torno If (10) V. Annali civili, > 833 ,fascicolo 6. (11) V. la lettera del eh. Parenti al sig. Hocco nella nota a. (12) Correggevamo testé sulle bozze queste parole epiando ci è capitato il primo fascicolo del Dizionario universale di scienze ed arti... compilato da Erasmo Pistoiesi, Napoli, tipografia di Giacomo Testa, i 83 .;, in 8. Tutte le enciclopedie Passale, presenti e future saran vinte da quest’ una , se mai vedrà il fine; ed il signor Pistoiesi può dirsi veramente il piu fermo di cuore e il pazientissimo de’ lessicografi. La sola lettera A prende t 3 q paragrafi , nè questo primo quaderno compie la combinazione di essa lettera con se medesima. Noi vi abbinili trovato qualche pagina dtd nostro Localo- buio {grazie deli’onore') , della Biografìa universale e di tutti gli altri Dizionari!, che il compilatore intende rinserire nel suo. Nè mancheranno per le Belle Meli rami a contorno, a mezza macchia, a finito bolino, a fumo, a notte, litografati, colorati, acquarellali. Il coraggio del sig. Eroismo davvero è tale da sgomentare qualunque più agguerrito compilatore ; e irai lo ammiriamo principalmente per non aver 1 aiuto consultar nessuno; egli scelse chiamar tutto a sò, e ben fece; altrimenti , tei dice egli stesso nella sita Introduzione, e noi lo sappiamo per pruova, .avrebbe perduto la ferrila pace! 1 ADOPERATE IN QUEST’ OPERA PER' LE NOVELLE EDIZIONI E GLI AUTORI NON COMPRESI NEGL’INDICI DEGLI ALTRI VOCABOLARI!. ■dccad, Cr.Ccnq. Alessio . -Ign. Pand. •Art. Velr. A T er. •Ave. Cic. Hald. naut. finn. As. fitni. Giapp. fi art. Ghiacc. fian. Coag. fiun. Mcg. -Bori. Quiet. fiart. Tene. fiemh. Lett. fiemh. rim. fiemb, st. fi>nv. Celi Vit. fiibl. Eric, It. fiuon. Med. Ani. fittoti, Vas. Ani. ^ar. Leu, med. C as. Op . ^os. leu. ec. Cavale, Att.Apost. Cfff. Dicer. C°m. Dant. liif. rfm.Dant.Par. Com. Dant.Parg, fi^ant, Conv. fiant, Salm. o o Istoria della Conquista dei Messico ec.Citasi l’edizione di Firenze in 4- presso Giovali Filippo Ceccìii 1G69. Trattato del Governo delia famiglia di Agnolo pandoljìnie Verona 1818 , in 8. Si cita a carte. Arte vetraria di Antonio Neri. V> Ner. Art. Vctr. L' Avventuroso Ciciliono di Busone da Gubbio . Romanzo storico scritto nel i3n ed ora per la prima volta pubblicato da G. F. Nott Socio dcl- 1’ Accademia d’ Antic. di Londra. Firenze ali* insegna di Dante 1832, in 8. Si cita a carte. * La Nautica ed altre poesie di Bernardino Baldi. Palermo, Gabinetto tipografico, aU’inscgna di Meli, 1831 , in 12. Si cita ii libro e la pagina. L' istoria dell'Asia del P. Daniello Bat toli. Si cita a parti, libri c capitoli ; e così la Storia del Giappone dello stesso , citasi a libri c capitoli. Del Ghiaccio c della Coagulazione del P. Daniello Bartoli. Roma, Varese j68i, in 4- Si cita a pagine. La Missione del Gran Mogol ed alcune descrir zioni geografiche e storiche del P.'Daniello Bar- teli. Napoli dalia Stamperia Francese, i83o, in j2. Si cita a Iacee. Esame della risposta ad una scrittura il cui titolo è : Che orazione sia quella che chiamano di quiete) del padre Daniello 'Bartoli della Compagnia di Gesù. Parma, presso Giuseppe Paganino i 832, in 16. Si cita a carte. La tensione e la pressione disputanti qual di loro sostenga V argentovivo ne'cannelli dopo fattone il vuoto , Discorso del P. Daniello Bartoli della Compagnia di Gesù. Venezia, appresso Gio.Franc, Valvasense, 1G78, in 12. Si cita per capitoli. Lettere volgari del Cardinale Pietro Bembo. Verona, presso Pietro Antonio Berno, 1743. Voi. 5, in 8. Si cita il volume , il libro, e la pagina. Le rime di Messer Pietro Bembo, aggiuntevi in fine le stanze. Venezia, i55a, in 8. fi ita, di Benvenuto Celimi. V. Vit. Benv. Celi. Biblioteca enciclopedica italiana. Milano, per Niccolò Bottoni,] 829 e seguenti in 4-Di questa raccolta si citano tutte le classiche scritture col numero del volume e della pagina, premesse le abbreviature del nome dell’autore e dell’opera, le quali sono per lo più quelle stesse adoperate dagli alti i vocabolaristi. Osservazioni istoriche sopra alcuni meda giù-ni antichi di Filippo Buonarroti. Domenico Antonio Ercole. Roma, 1698 in l\. Si cita a carte. Osservazioni sopra alcuni frammenti di vasi antichi di vetro ornati difgure , trovatine ’ cimiterii di Borna. Firenze, Stamperia di S. A.R. per Jacopo Guiducci e Santi Franchi, 16, in foglio piccolo. Si cita a pagine. Lettere inedite di Annibai Caro, con annotazioni di Pietro Mazzucchelli. Milano, dalla tipografia Po* gliani, 1827 —i83o. Voi. 3. in 8. Il primo numero indica i) tomo, il secondo la pagina. Opere di Monsignor Giovanni della Casa■ Napoli, 1733. Voi. 6, in 4* Si cita il volume e la pagina. Volgarizzamento degli Atti Apostolici di Fra Domenico Cavalca . Milano (senza data) in 8. Si cita a carte. Dicerie di Ser Filippo Ceffi , ora per la prima volta pubblicate. Torino, Chirio e Mina, 1820, in 8. Si citano a carte. L y ottimo Comento della Divina Comedia. Testo inedito di un contemporaneo di Dante citato dagli Accademici della Crusca. Pisa, presso Niccolò Ca- purro, 1827. Voi. 3 in 8. Si cita il Canto. Il Convito di Dante Alighieri con note critiche e dichiarative di Fortunato Cavazzoni Pederzani modenese e d'altri. Modena, dalla Tipografia camerale,! 83i, inB.&icita a pagine e talvolta a trattati. Ì sette salmi penitenziali trasportati alla voìgav poesia da Dante Alighieri, ed altre sue rime spirituali , illustrate con annotazioni dall' Ab. Fr. *$W. Quadrio. Bologna , presso i fratelli Masi e COm P* 1821 , in 8. Si cita il numero del salmo, e la pagina per l’altre rime. Lepidezze di Spiriti bizzarri e curiosi avvenimenti raccolti e descritti da Carlo Dati. Firenze nella Stamperia Magbcri 1829 , in 8. Si cita a carte. Davil. Guer . Civ, Storia delle guerre civili di Francia di Enrico Caterino Davila. Si cita a libri. Volgarizzamento inedito di alcune scritture diCice - rone e di Seneca, fatto per D. Gio. Dalie-Celle ed alcune lettere dello stesso . Testo di lingua pubblicato dall’Ab. Giuseppe Olivieri. Genova presso A. Pendola* 1825, in 8. Si cita a carte. Esposizione del Pater Noster, di Ser Zucchero Bencivcnnì. Firenze. Edizione del Rigoli. Si cita a carte. Esopo volgarizzalo. Padova, 1811. Talora si fa uso anche della Stampa di Firenze, 1818. Si cita per numero di favole. Rime di Feo Beicari. Firenze. ... Si cita a carte. Libico intitolato Fior di virtù. Verona, 1810, in 8. Si cita a carte. Viaggio in Egitto e in Terra Santa di Lionardo di 2ViccoJò Frescobaldi. Roma, 1818, in 8. Si cita a carte. Fr. Giord.Prcd.M, Prediche del Beato Fra Giordano da Rivallo recitate in Firenze dal i3o3 al i3o6 , per la prima Dat. Lepìd, D. Gio. Celi. Esp . P. N, Fav. Esop. Feo Belc. Rim, Fior. Viri. Frese. Vìag. Fr. Jac, T. poes . F. V. Gqzz. Osserv, g. r. Leggenti. B. Umil. Poesie il cantico. Cronaca di Filippo Villani. V. M. V. L' osseivatore di Gaspero Gozzi. Napoli, presso R. Marotta e Vanspandoch, 1829. Voi. 7', in 12. Si cita il volume e la carta. Cronaca di Giovanni Villani, Firenze i 823 , Voi. 8 , in 8. Si cita il libro e il capitolo. Leggenda della Beata Umiliano de' Cerchi. Testo inedito pubblicato dal can. Moreni, Firenze, 1827, in 8. Si cita a pagine. Leggend.S.Gio.Bal.Della Natività di San Giovanni Battista,leggenda latina del B. Jacopo da Voragine, volgarizzata nell’ aureo secolo XIV. e mandata in prima luce per le cure dell’ Abate Stefano Rossi Ligure. Firenze, j 833 , in 8. Si cita a pagine. Lettere di Lorenzo il Magnifico ad Innocenzio VHL e di altri, pubblicate dal can. Moreni, Firenze, ]83o, in 8. Si citaa pagine; e si aggiugne per le lettere che non sono del Mediceo, il nonne dello scrittore della Lettera , come Salvini, Filicaja ec. Delle lettere famigliari del conte Lorenzo Maga- lotti ec. Si citano per parti e lettere l’edizioni di Venezia presso il Coleti e di Firenze presso il Cambiagi. Lezioni di lingua toscana , di Domenico Maria Manni. Citasi a pagine ora l’edizione di Firenze, 1737 , presso Pietro Gaetani Viviarii ; ora quella Lor. Med. Leti . Magai. Leu. Mann. Lez. Ling Jose. di Venezia , 1758 presso Pietro Valvasense, 1 Menz. Art. poti. Menz. Eleg. Menz. Etop. Menz. Par. terr . Menz. Rim. Menz. Tren . Mor. S. Grcg. M. V. Ner. Art. Vctr . 0 Art. Veir. Ner. Nov. Ani. Omel. S. Gres. tomo f inaio, e tomo secondo 1759 in cui sono quindici ezioni aggiunte j ed ora i’ediz. di Lucca 1773 , presso Giuseppe Rocchi, dedicata dall’autore al Marchese Filippo Ponticelli. Opere di Benedetto Menzini. Venezia, appresso Simone Occhi, 17^0, Voi. 4, in 12. Il primo tomo contiene le Rime Liriche che si citano per libro e composizioni. Del secondo tomo V Elopedia si cita per libri, il Terrestre Paradiso per libri e stanze , e l'Arte poetica per libri , delle Elegie e delle Trenodie si cita il numero. Volgarizzamento dei moralidi S. Gregorio Magno , fatto da Zanobi da Sfrata. Napoli , 1745- Voi. 4» in 4* Si cita a volumi c a carte. Cronaca di Matteo Villani in continuazione a quella di Giovanni suo fratello, colle aggiunte fatta da Fdippo Villani suo figliti. Firenze iS>5— 1826# Voi. 6, in 8. Si cita il libro e il capitolo. Arte vetraria di Antonio Neri. Milano 1817 1 * n 8. Si cita a libri e a capitoli. Il Novellino 0 sia Cento novelle antiche. Torino 1802 , in 8. Si cita il numero della novella. Volgarizzamento dell'Omelie di S- Gregorio, Breccia iSxìj Voi, 2. in 8. Si cita per volume e P c * ( XX1J ) Pallav. Ist. Cono. Pai off. Tesateti. Puliz. Rim. Red. Leti. Red. Oper. Ricor. Maìesp. Sallusi. Calti. Salimi. Giug . Salviti. Annol.P.B. o T. B. Istoria del Couciliodi Trento del Cardinale Sferza Pallavicino. Si cita a volarne e a carte. _ Messer Brunetto Ratini, il Pataffio e il Tesorelio. Napoli, a spese di Tommaso Cltiappari, 1783,iti j2. Si cita il capitolo. Rime di Messer Angelo Poliziano. Venezia, 1S19. Si cita a pagine. Lettere di Francesco Redi- Si cita talvolta qualche lettera che trovasi inedita presso il Camiti. A. Mucri Opere di Francesco Redi. Napoli 1778. A spese di Mie. Stasi. Voi. 7, in 8. Si cita il volume e la faccia, o il titolo dell' opera e la faccia. Istorie fiorentine di Ricotchino Mutespini. Firenze, 1816, in 4- Si cita per capitolo. Il Catilinario ed il Giugurlino. Libri due di C. Crispo A\dùisiù>, volgarizzati per Fra Bartolommeo da San Concordio. In questa seconda impressione nuovamente conferiti col testo latino ed a miglior lezione recali con l’ajuto di due codici fiorentini. Napoli, dalla Stamperia francese 1827, in 8. La Fiera , Commedia di Michelagnolo Suonar, ruoti il giovane e la Tancia Commedia ruslicale del medesimo coli annotazioni dell'Abate A titoli Maria Salvini. Firenze per li Tariini e Franchi 172G, in 4. Si cita il numero della giornata, dell’atto, c della scena per le Annotazioni alla prima , e l’atto e la scena per quelle della seconda. Della perfetta poesia ec. di Lodovico A. Muratori , con annotazioni di A.M. Salvini, Venezia, 174S. Voi. a, in 4 - Si cita il volume e la pagina. Salvin.Iliad. o Odis. IJ Iliade , li Odissea, la Batracomiomachia e gl'inni ~ ’ di Omero tradotti da A.M. Au/vi/ù. Firenze, Tarimi e Franchi 1723 , in 8 . Si cita a carte. Oppiano detta Pesca e della Caccia, tradotto dal greco e illustrato con varie annotazioni da Anton Maria Salvini, Firenze , appresso il Tartini e ’1 Franchi , 1728, in ta. Si cita il numero dei libri di ciascun poema e la pagina. Senofonte Efesio degli amori di Abrocome e An- zia, libri cinque tratti dal greco da A. M. Salvini. Firenze , 17g 3 , in 16. Si cita il libro c Ja pagina. Pratica universale del Savelli. Firenze, 1681. Si cita a faccia. Lettere del P. Paolo Segneri sulla materia del probabile. Benevento, 1736, in 12. Si cita a pagine. Opere complete di trecento Machiavelli cittadino e segretario fiorentino. Firenze, presso Passigli c comp. i 83 i , in 4. Si cita a pagine. Il volgarizzamento delle Declamazioni di M. An- Salvin.Annot. perf. poes. Murai. Batrac. o Inn. Om. Salvia. Qpp.Cacc. Salvia. Opp. Pese. Ann. ec. Salviti. Senof. Sav. Prat. Unir. Segner. mal. prab. Segr. Fior. Op. Sen. Declam. Tue. Da’. Ann. 2 'ac. Dav. Star, Tans. Bai. Taas. Fendem, Test. Leti, ined. Tariffi Tose. Tolom. Leu. Trine. Agric. Farcii. Ercol. Fiag. Moni. Sin. Fil. Benv. Celi, o Benv. Celi. Fit. Fit. Piu. Volg. Tit. Liv. Liv. M. neo Seneca. Testa del buon secolo della lingua or per la prima volta pubblicato. Firenze Pezzati i 83 z, in 8. Si cita a carte. Oli Annali e le Storte di Cornelio Tacilo tradotti da Bernardo Davanzali..Si citano per libri e capitoli. La Balia , poemetto di Luigi Tonsilla, pubblicato ora per la prima vuita con annotazioni da IL & Di segni ed abbreviature di cui si fa uso in quésio Vocàbolario. U 0 Tiene luògo della parola prc cedente o principale d’ un articolo. Significa equivale a , vale per , ec. Dentro questi segni sono contenute le giunte altrui e nostre alle definizioni e di chiarazioni della Crusca. Dentro questi segni van racchiuse tutte le note etimologiche. E vi stanno pure le spiegazioni di taluni luoghi degli esempi apposte sì dagli Accademici e sì dagli altri compilatori. Servono a contraddistinguere gli esempi aggiunti a quei della Crusca. Indica gli articoli da’compilatori napolitani aggiunti al Dizionario di Padova. Abbreviatura. Abitante. Accorciativo. Accrescitivo. Addiellivo. Af" t SS ' Agr. Ai. Alg. Alle. Aid. 6- A Abbr. Abit, Accoro. Acer Add. Add.p r mi proprio mascoli All'° C0,n ' 110 0 lemminino o comune • P r - Addiellivo pronominale possessivo. Africa, Africano Aggiunte. Termine di agricoltura. Termine degli agrimensori. Alemagna. Termine di alchimia. Termine dell’ algebra. Allegoria, Allegorico, ec. America, Americano. Anomalo. Te rrnine di anatomia. Antico, Antica, Anticamente, Amicato, ec. Appartiene, Appartenente. Appendice. Termine di araldica. Arcipelago, arciducato, arcivescovile , ec. Termine di archeologia. Termine di architettura. Termine dell’ aritmetica. Termine delle arti e mestieri. Articolo. Asia , Asiatico , ec. Assoluto, Assolutamente. Astratto. Tei mine di astronomia. Termine di astrologia. Verbo attivo. Aiiat. n °m. Ha Ant ^PPart , PPen. Arai. Are. Arche. Archi. Arit. J r - Mes. As. As SoI Ast. Aste. Astrol. Alt. a-ti. A-W, af. Àlla-Ungheria. Avverbio. Avverbio affermativo. Avvi di 1. Avverbio di luogo. Avv. di t. Avverbio di tempo. Avverb. Avverbiale, avverbialmente. Avv. ne g. Avverbio negativo. Avvìi. Avvilitivo. li. A. Termine di Belle Arti. Bav. Baviera. Blas. Termine de’ blasonisti. Bot. Termine botanico. Bran. Brandeburgo. B.-R. Basso-Reno. B.-S. Buona-Speranza. B.-U. Bassa-Uugheria. Buri. Termine burlesco. Caneel. Termine cancelleresco. Cap. Capitale, Capo, Capitolo. Car. Caratteristico. Cast. Castello. Chi in. Termine di chimica. Chir. Termine di chirurgia. Cliirom. Termine di chiromanzia. Ciré. Circolo. Cit. Città. Co. Conica. Coll. Collettivo. Coni. Comune , Comunemente. Comm. Termine di commercio. Comp. Composto. Compar. Comparativo. Compos. Composizione. Cong. Congiunzione. Consid. Consi derabil mente. Conj. Conjugazione. Contr. Contrario. Costr. Costruzione. Cr. alla v. VocabolariodellaCrusca alla voce che si cita. Crist. Termine di cristallografia: Cr. pref. Prefazione del Vocabolario della Crusca. Cron. Termine di cronologia. D. Ducato. Dan. Danimarca. Desin. Desinenza. Didasc. Termine didascalico. Dif. Difettivo. DifF. Differisce. Dim. Diminutivo. Dioc. Diocesi. Dip. Dipartimento. Dis. Termine dell’arte del disegno- Disprez. Disprezzativo. Distr. Distretto. Disus, Disusalo. Ebr. Ebraico. Eccez. Eccezione. Eccl. Termine ecclesiastico. Ediz. Edizione. Epigr. Termine d’epigrafia. Epis. Episcopale. Err. Erroneo, Erroneamente. E». Esempio; Eter. Eteroclito. Eur. Europa, Europeo, Europea F. Femminino. Fani. Famigliare. Farm. Termine fermaceutico. Fi. Fiume, Fiumi. Fig. Figura, Figurato, Figurativo, Figuratamente, ec Fig. rett. Figura reltorica. Filol. Termine filologico. Filos. Termine filosofico. Fior. Fiorentinismo. Fis. Termine di fisica. Fisiol. Termine di fisiologia. Fortif. Termine di fortificazione. Fr. Francia. F rane. Francesismo. Gen. Genere. Geneal. Termine genealogico. Gener. Generale , Generalmente. Geog. Termine geografico. Geol. Termine geologico. Geom. Termine geometrico. Ger. Germania. Gerun. Gerundio, G. M. Termine di giurisprudenza mercantile. Gnomon. Termine di gnomonica. Gov. Governo. Gr. Greco , Grecamente. Gram. Termine gramaticale. Grec. # Grecismo. Ieon. Termine dell’ iconografia. Idiot. Idiotismo. ldraul. Termine idraulico. Il lat. lllalivo. bop. Impero , Imperatole. 1 mper. Impersonale. hnperf. Im per lei m. impr. ira pi opi iamenle. f nded. Indeclinabile. [ndos. Indosian. Inf. Infinito , Inferiore. Ing. Inghilterra. l r >gl. Inglese. Inter. lnlerjezione. Iperb. Iperbole , -Iperbolicamente, tri. Irlanda. Iron. Ironicamente , Ironia. irr. Irregolare, Irregolarmente. Is. Isola. It. Italia. lial. Italiano. L. Lago. Lat. Latino, Latinamente. Latin. Latinismo. Leg. Termine legale. Lett. Termine di letteratura. Lib. Libro. Lin. Linneo. L. V. Lombardo-Veneto. W. Mascolino. Mar.Marin. Termine di marineria. Marg. Margravio, Margraviato. Marittimo , Marittima. Matit. Mase. Termine di mascalcia. Mal. Matematica, termine matematico. Mecc. Termine di meccanica. Med. Termine di medicina. Medit. Mediterraneo. Mere. Termine mercantile. Merid. Meridionale. Mess.. Messico. Melaf. Metafora , Metaforico, Metaforicamente. Metal. Termine di metallurgia. Meteor. Termine di meteorologia. Mascolino e femminino. M. f. Milit- Termine militare. Min. Termine mineralogico. Mit. Term. mitologico, mitologia. Mit.Germ. Mitologia Germanica. Mit. C#r. Mitologia Greca. Mit. Ind. Mitologia Indiana. Mit.Maona. Mitologia Maomettana. Mit. Rab. Mitologia Rabbinica. Mit.Scand. Mitologia Scandinava, M-M. Media-Marca. Mod. b. Modo basso. Modern. Modernamente. Mon. Monte , Montagna. Ms. Manoscritto, Manoscritti. Mus. Termine musicale. N. Nome. Nap. Napoli. N. ass. Neutro assoluto. N. ast. Nome astratto. N. ast. y. Nome astratto verbale. N. car. Nome caratteristico. N. car. v. Nome caratteristico verbale. N. collet. Nome collettivo. N-M. Nuova-Marca. N-O. Nuova-Olanda. N. pass. Neutro passivo. Neolog. Neologismo. Neu. Neutro. Nor. Norvegia. Nomi. Normandia. N. pr. f. Nome proprio femminile. N. pr. m. Nome proprio mascolino. Num. Numero, Numerale. Nutnis. Termine della numismatica. Occid. Occidente, Occidentale. 01. Olanda. Opp. Opposto. Or. Oriente, Orientale. Ord. Ordine. Ornit. Termine ornitologico. Osserv. Osservazione. Ott. Termine dell’ ottica. P. o pass . Passivo. Pa. Paese. Pag. Pagina. Par. Parmigiano. Pari. Participio. Pari. c. Particella congiuntiva. Partic. Particolarmente. Pa». Passalo, Passivo. Principe , ec. ( XXVili ) Paesi-Bassi. Peggiorativo. Penisola. Per similitudine. Per traslato. Persiano. Niccolo , Piccola. Piemonte. Termine pittorico. Plurale. Poetico, Poeticamente. Polonia. Pomerania. Popolare , Popolarmente. Portogallo. Prussia. Prefettura. Preposizione. Presente. Primitivo. Principato , Promiscuo. Promontorio. Pronome. Pronome personale. Propriamente. Termine di prospettiva. Provincia. Proverbio, Proverbiale , t Proverbialmente. Prussia. Regno. Retipe. Regola, Regno. Reggenza. Regolare , Regolarmente. Relativo. Repubblica. Termine rettorico. Russia. Sostantivo. Sassonia. Termine dì scherma. Scherzevole , Sclierzevol niente. Termine scientifico. Seguente , Seguenti. Semplicemente. Sentimento. Setter)(rione, Settentrionale Sostantivo femminile. Significato, e talora , significa o significano o signi ficalivo. Sign. tnet. Significato metaforico. Simil. Similitudine. Similm. Similmente. Sin. Sinonimo. Sino. Sincope, o Sincopatamente cioè per sincope, Sing. Singolare. SI. Slesia. Sm. Sostantivo mascolino. Sm. o s f. Sostantivo mascolino, o fem pi. minino plurale. Sopran. Soprannome, P-B. & l’or simil. p er tras. Peri. Pie. Pieni, Pitt. PI. Poet. Po). Poti). Popol. Por. Pr. Prcf. Prcp, Pres. Primit. Prin. Prom. Promon. Pron. ^ron.pers, Propr. Pfospet, Prov. Proverb. Prus. R. Ree. Reg. & e 8S- Regol. Relat, Reo. Reir. Rus. S. Sass, Scher. Schcrz. Scient. Seg. Seni pi. Sent. Seticnlr. SI: Sign. Sp. S-Pr. S-R. S-S. ' St. St. eccl. St. Gr. Si. Mod. St.N.o Nat. St. Ott. St. Rom. S-TJ. Superfl. Superi. Svizz, T. Tarf. Term, Terr. reut. Tir. Tose. Tran. T. St. Tur. UJr. Ung. Univ. V. V. A. V. Àlem. Var. V. Ar. Gr. V. Aret. V. bas. V. dif. V. di reg. V. dilir. V. Ebr. Veti. Verb. Vese. Veler. Vezz. V. Frane, V. G. Vili. V. ìmp. V. L. V. Lomb. V-M. V. Mod. Volg. Volgarm. V. Poet. V. Port. V. Prov. V. San. V. Sir. V. Spag. V. tr. ir. V. tr. r. V. Ture. V. Ven. Zoo!, Spagna. Stati-Prussiani. Stato-Romano. Stati-Sardi. Storia , storico. Storia ecclesiastica. Storia Greca. Storia moderna. Termine di storia naturai®- Storia Ottomana. Storia Romana. Stati-Uniti. Superfluo o Superflua, Superlativo , Superlativa' mente. Svizzera. Termine, Testo, ec. Tartaria. Terminazione, Territorio. Teutonico, ec. Titolo. Toscana. Transilvania. Termine storico. Turchìa. Ultimo , Ultimamente. Ungheria. Università. Vedi, Voce,Vocabolo, Verbo- Voce antica , amicata. Voce Alemanna. Variazione. . Voce-Arabo-Greca. Voce Aretina. Voce bassa. Verbo difettivo. Voce di regola. Voce ditirambica. Voce Ebraica. Venezia , Veneziano. Verbale. Vescovile. Termine di veterinaria. Vezzeggiativo. Voce Francese. Voce Greca. Villaggio. Verbo impersonale. Voce latina. Voce Lombarda. Vecchia-Marca. Voce modenese. Volgarizzamento. Volgarmente. Voce poetica. Voce Portoghese. Voce provenzale. Voce Sanese. Voce Siriaca. Voce Spaglinola. Verbo transitivo irregnl >rl ' Verbo transitivo regolare. Voce Tureliesca. Voce Veneta. Termine di zoologia. VOCABOLARIO ÌJ li ITO li S il 122 2'JiliLlilllO E E E Lettera vocale che ha molta convenienza coll’ I , prendendosi frequentemente l'tina per l'altra, come Desiderio e Desiderio, Peggiore e Peggiore. Così nel Greco /’ Epsilon e /‘Iota , e l’Ita o Età. Appo i toscani ha due suoni : l’uno più aperto, come Mensa , Remo ; l’altro più chiuso, e assai frequentato da noi, come Refe, Cena: onde, per tor via gli errori , si richiederebbono varii caratteri [ o accenti. ] Cotal suono però appresso i poeti non fa noja alla rima. Petr. canz. 2q. 5. Fa subito sparire ogni altra stella , Così pare or meli bella ; dove nel primo verso la e di stella ha il suon chiuso, e nel secondo tn bella aperto. a — Copula, [ che innanzi a consonante si scrive. J Lat. et, atque, ac. Gr. xa.i. Bocc. pr. i. Essendo acceso stato d’altissimo e nobile a- inoie. E num. 2. Quantunque appo coloro che discreti erano, e alla Cui notizia pervenne , io ne fossi lodato, e da molto più riputato. G. V. 7. 5;li. Onde lo re Carlo si diede gran dolore, sì per la presura del figliuolo , e sì perchè la fortuna gli era fatta sì contraria. 3 — * Usato ancke innanzi a vocale, così nel verso , come pur nella prosa, quando torna più agevole la pronunzia e più dolce. Petr. p. 3. 7. Ricouobbila al volto e a la favella. E p. 2. fg. Era gli anni dell’età matura, onesta, Che i vizii spoglia e virtù veste e onore. E p.3- g. Ne l’altro, Ajace , Diomede e Ulisse. (Cin) 4 — Talora per fuggire lo’nconlro delle vocali, dagli scrittori più regolati vi si aggiugne il D , [ siccome fu adoperato pur da' più antichi. ] Vedi i Dep. car. tp , e il Salv. Avveri. 1. 3. 4. 11. [ V. il §. seguente. ] Bocc. nov. 7./ f. Ed ivi presso correva un fìimiial di vernaccia. Dant. Inf. 4• <. Si dispose del tutto c quella cacciar via ( il- lam quoque. ) Fior. S. Frane. 121. E pregandolo che pregasse Dio per lui , c santo Francesco si pose primo in orazione ec. Fr. Giord. 198. Se tu di’ c’ hai fede mostrato per opera : che se tu non hai l’opera , e le demonia hanno fede. E 207. Onde gli uomini che sono ratti ( in estasi ) , e sono mortificati ai sensi. E 3o8. Se Cristo risuscitoe, e noi risusciteremo. Frane. Sacch, nov. 5i. Venuta che fu tutta la brigata, e detto loro che passino su, e ser Ciolo ne va su per le sca- 2 E EATO le con loro. (V) Morg. 44. *fy. Diceva Orlando: io per me son disposto Insieme con Astolfo ire a morire ; Disse Rinaldo : ed io ; faccialo pur tosto. (Cin) l5 — Per Anzi o Allora usato per una contrapposizione. Fr. Giord. 6'7. L’ uomo santo , quando si parte di questa vita , allorachè tu credi cn e’mnoja,cd e’nasce. Frane. Saccfr. nov. 112. Quando io credo che tu ingrassi , e tu dimagbcri- (V) j6 — ’ Per Assai, Molto, fioco, g. 2■ n. 8. Avvenne che per soverchio di noja egli infermò e gravemente, (Cin) ij — p e r Benché. Dep. Dee. 7 3. Quando in più libri troveremo due o più lezioni , e sian tutte buone, ci appiglieremo sempre ec. a quella de’ più antichi. (V) 18 — Per Bene, E bene. Pit. SS. Pad.z.ioS. L’abate mi disse ch’io il gittassi ; e ’l monaco casse : E 1’ abate manda a dire per me, che tu noi getti. (Cioè bene, ora, ec.) Bocc. noi*. 1 7. 1. Se cosi ha disposto Iddio , che io debba alla presente giornata colla mia novella dar comiuciamento, ed el mi piace. (Cioè e bene, io il farò.) (V) 19 — ” Per Certamente, In vero. Lai. sane, pnfeelo. fioca, g. 7.11.3. La donna rispose : e suo parente mio marito. E voi dite il vero, disse ri medico. E g. 8. n. 7. Il sol di sopra , cd il ferver del battuto di sotto, e le trafitture delle mosche e de’tafani da lato, e si per tutto l’avean concia, che cc. (Cin) 20 — * Per Clic o Perciocché. Lai. quoniam , quia, fioca, g. g. n. 8. Disse Ciacco ; va pure,; e come tu hai questo detto , torna qui a ma col fiasco, ed io li pagherò. E conci, lo non doveva scrivere se non le raccontate; e perciò esse , che le dissero , le dovevan dir belle, ed io le avrei scritte belle. Petr. p. s. 25. Non posso , e non ho più si dolce lima, Rime aspre e fosche far soayi e chiare. (Cin) a — E inforza di Che, ma in altri costrutti. Eior. S. Frane. 487. Beato quello uomo che per tale modo invita gli altri a correre, ed egli medesimo non resta di correre ... ; chè per tale modo ajuta gli altri a guadagnare . . ., ed egli per sé medesimo noti resta, d’arricchire. Uvea. g. 7. n. 2. Ad edòtto recò il giovanil desiderio, il quale quasi iu un medesimo punto ebbe perfezione; e fu raso il doglio. (V) 3/ — * per Cioè. Petr. p. 2. 28. La qual tu poi tornando al tuo fattore Lasciasti in terra, e quel soave velo Che per allo destili ti venne in sorte. (Cin) 23 — * Per Cosi. Lai. ita, sic. Amet. E come gli altri giovani le chiare bellezze delle donne di questa terra andavano riguardando, ed io ; tra le quali una mi tenne nel suo amore non poco tempo. (Cin) 23 — ’ Per Ma. Lat. sed. Fiam. lib. 2. Dunque la pietà del vecchio padre preposta a quella , che di me dèi avere, mi sarà di morte cagione? E tu non se’ amatore, ma nemico se così fai. Petr. p. 1. 16. Tacito vo’, che le parole morie Farian pianger la gente. Ed i’ desio, Che le lagrime mie si spargan sole. E p. 2. 5/. Di mie tenere fiondi altro lavoro Credea mostrarti ; e qual fòro pianeta Ne ’uvidiò insieme, o mio nobil tesoro ? (Cin) 34 — * Per Né o E non. Petr, p. 1. canz. 3g. Nè con altra saprei Viver , e sosterrei, Quaudo ’1 ciel ne rappeìla , Girmen’ con ella in sul carro d’ Elia. (Cin) s5 — * Per Nondimeno, Quantunque. Lat. tamen, nihilominus. Petr. p. 1. 63. Era ben forte la nemica mia, E lei vidi io ferita in mezzo ’l core, (Ciu) a6 — * Per Oltre a ciò. Lat. praeterea. Bocc. g, 3, tu 3. Il che ho 10 avuto , ed ho si forte per male, che io credo, se io non avessi guardato al peccato, e poscia per vostro amore , io avrei fatto il diavolo. (Cin) aj — Per Perciò, Pertanto. Lat. idcirco, ideo. Bocc. g. 6. n. f. Poiché tu di’ di farmelo vedere ne’ vivi ec. , ed io il voglio veder domattina. E g. 7. n. t. Ma poiché egli v’aggrada ec., cd io il farò volentieri. (V) E g. 10. n. 6. Essendogli nel pensiev caduto di dover le giovanette al padre torre; ed il suo amore , e la sua intenzione fe’ manifesta al Conte Guido. Petr. p. 2. canz. Farmi più lieto , iu una o ’n pache notti ; 15 in aspro stile e in angosciose rime Piego che il pianto mio finisca morte. (Ciu) a8 *— * Per Quando, Ecco, e per io più dimostra cosa subita ed improvvisa ; nel quale significato s' accompagna alle volte con la medesima particella ecco. Lat. ecce. Bocc, g. 10. n. 6. Mangiando il re lietamente , e del luogo solitario giovandogli, e nel giardino entrarono due giovanette. Dant. Inf. s5. Com’ io tcnea levate in lor le ciglia , Ed un serpente con sei pie’ si lancia. G. V. 11. 3. Venne 11 dì che Iddio avea minacciato, ed ecco di verso al levante una nuvola con un puzzo di zolfo , e stette sopra la città. Petr. p. 3.6. Cosi rispose : cd ecco da traverso Piena di morti tufla la campagna. Bocc. g, 9. ri. 7. E mentre in questa guisa stava senza sospetto, ed ecco vicino a lei uscir d’ una macchia folta un lupo. Dant. Purg. id. Come da lei l’udir nostro ebbe tregua, Ed ecco l’altra con si gran fracasso, Che somigliò tonar che tosto segua. (Cin) 29 — * ISota uso vario. G. P. 10. iof N’ebbe grandi rammarichile dolori per gli cittadini per la soverchia gravezza e il loro male stato, e macerati dalle guerre. ( Quasi dica : E di più , e per giunta , macerati ec. Se già non fosse da sottintendere , Essendo o Per essere, la quale ellissi non salvile nuova in quel secolo ; lo che torna sottosopra allo stesso. ) (Pr) 30 — Prov. Chi dice E, ha mezzo inteso. « ( Ma qui si allude a quell’ E con che si dà s gno di aver udito , e di essere pronto a rispondere , quando ideano ci chiama a nome , e vuol interrogarci.) (B) 3t — * (Lctt .) Lettera numerale presso i Latini de' secoli barbari, colla quale dinotavano il numero :-5o. (0) 3a — * (Mas.) Terza corda della scala diatonica, c quinta della scala diutonico-cfomatica , che nel solféggio chiamasi Mi, o E la mi. (I.) K- Pronunziata stretta invece di Égli, [formata dagli antichi con torte le due consertanti del mezzo ; onde propriamente dissero Ei, restringendolo ad una sillaba , e poscia E’ con levarla ancor la vocale ul- non mi partiva, Disse : cc. E 25 . fo. Io non gli conoscea ; ma e’se- gucttc, Come suol seguitar per alcun caso, ec. 2 — [ Detto anche nel maggior numero. ] Bocc. noe. 99. 9. Menati i gentiluomini nel giardino, cortesemente gli domandò chi e’fossero. 3 — * E coll’ agg. dì Medesimo per Essi medesimi. Amm. Ani. f 1661.J Quelli che falsamente sono (odati, egli è bisogno che e’ medesimo si vergognino delle lor lode. (V) 3 — * Usalo anche come femminino in luogo di Ella ; ma non è da imitare. Pii. S. M. Madd. 9. Ma quasi e’ ( cioè Santa Marta ) si disperò di potere avere copia di lui a quella volta. Borgh. Col. Lat. 3 86. Non mi parendo che questa (voce J ci rappresenti bene in o- gni sua parte ia voce rothana; oltreché ci è Cusirum alla quale e’ ( ella ) risponde molto meglio. (V) 4 — Usato in luogo dell’ artìcolo 1 o Li. Guitt. leti. i 3 . 35 * A cui s’afTàitan tutti e’minori vostri. Arrigh. 56 . Il cavaliere usa il cavallo cc. , il poeta e’versi. Grad. A. Gir. s 3 . Egli lavò e’ piedi a’ discepoli suoi. Pii. S. Gir. y 5 . Tanto risplendeva, che e’ suoi occhi quasi abbagliavano. Liv. M. A. E’ Consoli non poteano a quello bisogno intendere. Tav. Bit. g. 5 . E’ cavalieri , indendeiido le parole, furo assai dolenti. Salv. Avveri. 1. 2. so. El per il, e’ buoni per a buoni ec. , eziandio del miglior secolo, non che nella favella, alcuna volta trascorsero nelle scritture. Fav. Esop. io 5 . Sappi eh’e’tuoifatti o parole mi possono poco far danno. Teseid. 9. 5 *j. Sol che sua prodezza Mostrar potesse , siccome e’buon fanno. Pii. SS. Pud. 2 .i 63 . E lavò loro e’ piedi. Pii. S. Gio. Bat. 2 s 5 . Ragionava Zaccheria con lui di Giovanni , e di tutti e’modi ch’egli aveva tenuti infinti piccolino. (V) 0 — Usalo più frequentemente in cambio dell’ articolo pi. 1 con la copula E. Pass. i8- Consideriamo che tutta la buona gente 11’ è ita , e ( e i) pericoli della vita sono molti ec. (V) Bocc. g. 7. proetn. Non istettc guari a levarsi il re; e levato,si fece le donne e’giovani tutti £ arimentc levare. Dant. Inf. 3 o. Gridò: tendiam le reti, si ch’io pigli a leonessa e’leoncini al varco. (Cin) 6 — Usalo anche talora per particella riempitiva , siccome Egli , a ornamento e acconcio della pronunzia. Bocc. nov. 6g. 20 . E’mi par eh’egli stea in maniera , che ec. io medesima tei trarrò ottimamente. E nov. 85 . l'ó. E’ mi par pur vederti morderle con cotesti tuoi denti fatti a bischeri quella sua bocca vermigliuzza. Dant. riin. 27. E’ in’ iu- cresce di me sì malamente , Ch’ altrettanto di doglia Mi reca la pietà , quanto’l martiro. « Petr. p. i. 3 o. Orso, c’non furon mai fiumi nè stagni, Nè altro impedimento ond’io mi lagni Quanto d’un ve!. (Ciu) È. Terza persona del numero del meno del modo dimostrativo del verbo Essere, Lat. est. Gr. sir».> Bocc. nov• i 3 . n. Questi, che avaute cavalca , è un govanctto nostro parente. Red. cons. 1. 297. Egli è ben vero clic è necessario modificare, se fìa possibile , ec. Ez, * IV. pr. f. Lai. Aca. ( Fa pressoi Greci è interjezion di dolore, a sorpresa. ) — Ninfa amata , secondo i mitologi , dal Fiume Fasi, e trasformata in penisola. (B) (Mit) 2 — * (Geog.) Lai. Aca, Aetopolis. Città capitale della Colchide. — Lat. Aea , Aeas. Fiume dell’ Epiro. (G) Et ! * Pace popolare e bassa , profferita invece di Oibò. (Van) Eacp. , ’ É-a-ce. N. pr. m. (Dal gr. et aca perf. di eao io concedo.)— Figlio di Naiiplio , e fratello di Palamede. (Mit) Eacee. * (Arche.) E-à-ce-e. Adi. e sf. Feste in Egina ed in Atene iti onore di Eaco re d’ Egina • (Mit) Et cete , * E-a-cè-te. N. pr. m. Lat. Eacetes. ( N. patr. di Eaco. ) (B) Eaciue , * E-à-ci-de. N. pr. m. Lai. Aeacides. ( Vale figlio d’Eaco.) — Padre di Pirro re di Epiro. (Mit) 2 — * Nome patron, di Peleo, Achille, Pirro ec. come discendenti da Eaco. (Mit) Eaco, * E-a-co. N. pr. m. T.ai. Eacus. ( V. Face. ) — Figlio di Giove , re dì Egina, cd uno de' tre giudici dell' Inferno. (B) (Mit) Eadbubga , * E-ad-bùr-ga. N. pr. f. (Dal sass. heard, in ingl. head capo, c da borhoe, in ingl. borough città ; Capo della città. Può anche trarsi da ead Felicità, c da borhoe .) —Figliuola di Offa re della Merda , moglie di Bilrìco, re de’ Sassoni stabiliti in una par te deh’Inghilterra. (Van) Eadberto , * E-ad-bcr-to. N. pr. m. Lo stesso che Edberto. P. ( Dal sass. eadhl felicità , e beor illustre. ) (B) Eadmaro * E-ad-mà-ro. ZV. pr. mi Lo stesso che Edmaro. (P. E dinaro.) (B) Eaumero’ * E-aibmè-vo. N, pr. ni. Lo stesso che Edmarp. P. (B) Eaomondo’ , * E-ad-món-do. N. pr. m. Lo stesso che Edmondo. P. ( V. Edmondo. ) (B) Eacro , * E-à-gro. JV. pr. m. Lat. Oeagrus. ( Dal gr. om sorbo, ed agrias agreste.) — Padre di Orfeo e di Lino. (B) (Mit.) Eako. * (Mit) E-à-no. Soprannome di Giano, perchè egli va sempre-, essendo preso pel mando ohe di contìnua gira. E da luì ì Sileni furono detti anche Eaui. ( Dal lat. eo io vo. ) (Mit) Eantea. * (Geog.) E-an-tè-a. Città della Focufe Locrese. (G) Eahtide , * E-àn ti-de. IV. pr. m. ( N. patronimico di Eanto.)— no di Lampsaco, marito della figlia d’Invia tiranno di Atene. 2 — * (Mit.) Soprannome di Minerva. (Mit) 3 — * ($t. Ant.) Nome di una tribù d' Alene. (Mit) Eanto, * E-àn-to. IV. pr. f. ( Dal gr. e cinque, ed anthos fiore: Cin* Tirati- (Mit) (Mit. Cclt) E-à-ster. Dea de’Sassoni, da alcuni creduta la stessa ohe Asturlea. F'i (Mit) Eateo , * .E-a-tè-o. N. pr. m. l*at. Eatcus. ( Di Eolo. ) (B) Eato , * È-a-to. IV. pr. m- (Dal gr. eatcon verb. di eao io concedo : F’acile a concedere. ) — Discendente di Ercole, fratello e manto di Polielea , padre di Tessalo (Mit) EAUSE Eacse. * (Gcog.) E-à-u-se. Città di Francia nel dip. del Gers. (G) Laotognosia. * (Filos.) E-a-u-to-gno-sì-a. Sf. F. G. Lat. cautognosia. (Daeawu di se stesso,e gnosis conoscenza.) Conoscenza di se stesso fk.Qi) Eba. * (Arche.) ]\’ome che gli antichi davano sovente alle cagne da caccia. ( Heba per hcbe in. gr. vai gioventù. ) (Mit) «.baci. * (St. Ant.) È-ba-ci. Denominazione che i Galli di certe pro- vnicie davano ai loro Druidi. (Mit) £bal. * jy_ rn £ aL gbal ? Hebal. ( In ebr. ghuebal da gkui cuinu- > tumulo, consumamento, e beli vetustà. In gr. ebelos ebano , ed hebylliao io vengo adulto. ) (B) ^balia. * (Geog.) E-bà-li-a. Lat. Ocbalia. Antico nome del paese de La- cedemoni. — di Taranto. (Mit) fcBAu DE , * E-bà-Ii-de. N. pr. m. Lat. Oebalis. (V. Ebal ) (B) ^ (Mit .^Soprannome di Giacinto, perchè figlio o discendente diEbalo\ dt Jilena , di Castore e di Polluce, perchè spartani. F. EbalÌa.(MÌt) tBAL0 > * È-ba-lo. N. pr. m. Lat. Oebalus. (V. È bai. )— Re di Sparta, padre di Tindaro. — Re de’ Te.lche.ni , alleato di Turno. (B) (Mit) Ebamacee. * (Bot.) E-ba-nà-ce-e. Add . e sf. Famiglia di piante di cui * ebano è il tipo. (Aq) Ebanista. (Ar.Mes.) E-ba-nì-sta. [»SVn.] Chi lavora di ebano. {Oggi nell* lls °, Artefice il quale, con ebano e con altri legni preziosi, od anche con legni comuni, fa lavori piu minuti e più gentili che non farebbe ìff degnarne.] Lat. cbeni faber. Gr. s£sko**oios. » Magai. Operei. /ji 1. Gji ebanisti non aver maggior lavoro che di cassette , di studioii.... di legni preziosi per conservarli ec. (B) B *so. (Bot.) È-ba-no. [A/w.] Albero che. nasce nell* Indie, ed altrove, d cui legno è dentro nero , e fuori del color del bossolo , sodo, e di inumerà pesante, che non galleggia nell’ acqua. —, E bene», sui. Lat . A Odi U S M a « Kb » - - n 1-, r. n ai T a IV 1 al ad > . ^ I I . A A ... .!*■ A Guid, leva ebenum, [diospyrum ebcnuin Lin.] Gr.tfevos. (In ebr .hobnùn.) • G. Ordinarono una chiusura di legni d’ebano, la quale si po* chiudere e aprire. Gal. Dia/. Mot. 52 . Pesa P ebano mille volte piu dell 1 aria. ■^BAnOsilo. — (Bot.) E-ba nò-si-lo. S/n . F. G. Lat. chanoxylnm. (Da e- venos ebano, e xylon legno.) Genere non ricevuto da’ moderni , fondato da Loureiro pel grande albero della Covhinchina ( dyospyrnni ebenuin Lin. ) , che somministra il vero ebano nero. La sua decozione viene reputataattenuante e diaforetica,e si adopera tie'reumatismif Aq)(N) Ebaro , * È-ba-ro, N. pr. ni. — Scudiere di Daiio , che col suo artificio della giumenta gli procacciò la corona di Persia. (Mit) (Bot.) Éb-bi-o. [.V//2. Pianta della pentandria iriginìa , famiglia delle capri fogliacee, simile al sambuco di cui è una specie, ma erbacea, 1 °tiifori hanno presso a poco le proprietà d“l sambuco arboreo , e la fradice è purgante. —, Ebulo , Nebbio, Sambuco salvatico, Sambuchelle, sin. Lat. ebulum , ebulus, sambucus ebulus Lin. 3 Gr. x ** t*‘ d ie baia mente turbata, e lo intelletto alterata L ezza ' )Ebrio, Ebro , sin. Lat. ebrius, vinolenta». Gr. olvo- r ■ isocc. nor. 04. io, Egliè questo reo uomo, il quale mi torna EBISMA 3 ebbro la sera a casa, 0 s’addormenta per le taverne. E nov. 84. 6 . Avvisò P Angiulieri, lui in alcun luogo ebbro dormirsi. Seti. Ben, Farch. 7. 22. Alcuni si truovano, i quali ec., quando non hanno bevuto , favellano di questo Jor benefizio j quando sono ebbri , non possono tenersi di non dirlo. Lib. cur. malatt . Chi mangia il pane di loglio , viene facilmente ebbro, anzi talvolta ebbrissimo. 2 — Per metaf. [Trasportato, Commosso , e come Fuor di se per soverchia passione. Onde Ebbro d’ amore = Lniàrnoratissimo ; Ebbro di stizzo = Adiratissimo, Arrabbiatissimo ; Ebbro di sua fortuna Insuperbito , Invaghilo , Gonfio ec. Non che di persona , dicesi anche di cosa. 3 Guid . G. Il quale non consentirebbe di renderbei sanza baratto di grave battaglia, perocché egli è ebbro del suo ainove.Dant. Inf. 27. gg. Domandommi consiglio , ed io tacciti j Per che le sue parole parver ebbre. Bui . Ebbre, cioè piene di riezza e di malvagità. Beni. Ori. 1. 16. 25 . Ebbro di stizza , e cieco di furore, Travolge gli occhi, e striglie ben la spada.» Farch. Star. Il quale ebbro di sua fortuna, e sicuro per I’ indulgenza del padre , ec. (A) 2 — * E cosi anche Ebbro di dolore =: Addoloratissimo. FU, SS. Pad. 2 . 302 . Allora lo vescovo Nonno, come ebbro di dolore, iu- cominciò a sospirare fortemente. (Pr) 3 —'Desideroso, Acceso di voglia. O.nel. Orig. 3 gz. Ella vi va pur cercando, come ebbra di vedervi , e non vi può trovare. ( Nola coll’ infinito. ) (V) Ebbro diff. da Inehbriato, da Ubriacalo, da Ebriaco e da Ebrioso. Ebbro per Briaco è meramente poetico, del pari che Ebbrezza per Ubriachezza. Inebbriato o Ubriacalo esprime meglio che Ebbro lo stato attuale} Ebràico o Briaco , lo stato abituale. Si può esser Ebbro e non perciò meritarsi nome di Ebriaco. Ebrioso finalmente dicesi solo di dii è inclinato all’ebrietà o facile adinebbriarsi, come la sua desinenza lo indica. Ebdomada , Eb*dù-ma-da. Sf F. L. Settimana. In questo significato non si suole usare, ma bensì parlando di numero settenario , con tal voce espresso nelle profezie , o dogli antichi scrittori. — , Eddo- mada , sin. Lat* bebdomas, hebdomada. Gr. ijtàopcls. Coccà. Asci. Nella sua curiosa opera, che s’è perduta, delle immagini , o delle cento ebdomadi, o settimane. (A) Ebdomadario , Eb-do-ma-dà-ri-o. [Add. m. Che si rinnova ogni setti- /rumai\ e s'usa specialmente inforza di sm. dagli ecclesiastici parlando di J Colui che in quella settimana delle celebrare, e far / altre funzioni sacre,—, Eddomadarro, sin. Lat. bebclonzadarius. Gr.tebop*'$*f*os. Ebdomàgene. * (Mit.) Eb-do-ma-gè-nc. Soprannome di Apollo , perche nato il settimo giorno del mese Bustone. (Dal gr. hebdornos settimo, e genos generazione.) (Mit) Ebdomba. * (Arche.) Eb-dò-me-a.tS , /T^ r .G.Lo stesso che Ebdomera. P'.(Mit) Ebdombcontacometi. * (Geog.) Eb-do-me-con*ta-co-mè-ti. Antichi popoli d’Etiopia, al disotto dell* Egitto, che abitavano in settanta villaggi. (Aq) Ebdomera. * (Arche.) Eb-dò*mc*ra. Sf. F■ G. Lat. hebdomern. (Dal gr. hebdome settimana, ed hemera giornata (fogni mese.) Il settimo giorno d* ogni mese di era sacro ad Apollo , e si celebrava in Atene, singolarmente dai giovani. ■—, Ebdomea , Eddonlea , sin. (Mit) Ebe. * (Mit.) È*bc. Dóu della gioventù , figlia di Giunone , che ministrava il nettare agli Dei, e fu data per moglie ad Alcide. (In gr. hebe vale gioventù. ) (Mit) Esenforte. * (Geog.) E-bcn-fùr-tc. Città dell’Arciducato d’Austria. (G) Ebeno, E-bc-no. [S/n.] F. A. F. e di' Ebano. Lat. ebenus. Gr. è’^sves. Petr. canz. 4 2 * 2 • Indi per allo mar vidi una nave ec. Tutta d’ avorio e d’ebeno contesta. E son. i 24. La testa òr duo , c calda neve il volto , Ebeno i cigli, e gli occhi cran due stelle. Ebenstrezia. * (Bot.) E-bcn-strè-zi-a. Sf. Genere di piante esotiche della didinamia angiospermia, famiglia delle verbenacee, col calice bifido, la corolla unilabiale quatrifida, ed una capsola membranacea , 1 — /oculare, 2 — valve 2 — sperma, che comprende diverse specie, di figura elegante, e proprie all*adornamento de*giardini. Lat. hebenstreilia.( 0 )(N) Eber. * N. pr. m. Lat. Heber. ( Heber e Ghucber sono in ebr. due nomi, di cui P uno vieti da hhaber socio ? partecipe, e P altro da ghueber passaggio.) — Figlio di Sale e padre di Fuleg. [B) (O) Eberardo , * E-be-ràr-do, Everardo , Evrardo. lY. pr. m. Lat. Ebe- rhardus. (Da! sass. aevre , in ingl. ever sempre , ed heard, in ingl. hard duro, diffìcile.) — Duca del Friuli , padre di Berengario.*— Primo duca di Firtemberga. (B) ( 0 ) Eberbac. * (Geog.) E-ber-bàc. Città del Gran Ducalo di Baden. (G) Ebbre, È-be-rc. [A.us*. di feti, impets. di cui non trovasi usato che la te/'za persona singolare del presente indicai..] F.L. [ed appena tollerabile- nella poesia.] Indebolirsi, Fenir meno. Lat. heberc. Gr. xp,fa\Qw.Peir. cap. tì. E, se non che ’l suo lume all’estremo ebe, Fors'era il primo. Ar» Fur. 18. 1/8. La spada di Medoro anco non ebe j Ma si sdegna ferir Pignobil plebe. Boez. Farch. 1 . 2. La propria luce Nelle tenebre va dove ebe e muore. Eberstek. * (Geog.) E-bèr-sten. Antica contea della Germania , che ora appartiene alla Casa di Baden. (G) Ebesintia. * (Geog.) E-be-sin-ti-a. Antica città della Palestina. (G) Ebeso , * E-bc-so, JV. pr. m. ( Dal gr. hebeso fui* di hebao vengo adulto.) — Capitano latino ucciso da Furialo. (Mit) Ehetazioke , E-bc-ta-zió-ne. Sf. F . L. Ottusità , Grossezza e Debolezza d’ intelletto. Lat. hebetatio. Gr. ( 4 ) De Lue. Berg.( O) Ebete, È-he-te. [Add. com.] F. L. Fiacco^ Debile. Lat. lubes. Gt. Buon. Fier. 1. 2. 2. Il sonno amico agli ebeti, ai vinosi, Fumosi, e ben pasciuti , e lonzi , e grulli. Ebingen. * (Geog.) E bìn-gen. Città d i Regno di Firtemberga. (G) . Ebionb , * E-hi-ó-nc. JV. pr. m . (Dal gr. ebeos, a , o n piccolo.) — Discepolo di Cerinto , ed amplificatol e de* suoi errori. ( 0 ) Ebiomti. * (St.Eccl.) M-o m-ti. Settatori di Ebione , che negavano la divinila di G . C*, si bagnavano frequentemente, non si lasciavano toccare da nessuno e si davano a nulle pratiche superstiziose. (Ber) Ebmma. * (Geog.) E-hì-sma. Amica città dell’ Arai.a Felice. (G) * 4 EBLANA KblAnà. * (Gco$.) E-hlà-na. Antico nome dt Dublino. (G) Enus. * (Mit. Muom.) Nome che i Musulmani danno al diavolo. (Mit) Ebob. 4 (Geog.) Antica città della Palestina. (G) Ebolt. 4 (Gcog.) È bo-li, Evoli «? Jevoli, come scrisse il fiacc.Lat.Ekiivu Piccola città del Regno di Napoli nel Principato Citeriore. (G) Ebollente, * E-boMèn-te. Pari, di Ebollire. Lo stesso che Eollen* te. V*. (0) Ebollente,* E-bol-li-èn-tc. Pari . di Ebollire. V. di reg. Lo stesso che Bollente U. (O) Ebollimento , E-bol-H-mén-to. [ Sm. Il bollire» Detto anche ] Bollimento. Lat . ebullitio, fervor- Gr. £sV/s, m-àfais. a — [Per metaf. detto del Sangue.] Volg. Mes. Quando per soverchio suo riscaldamento si fa ebollimento nel sangue. Ebollire , E-bol-Iì-rc. N. ass . Lo stesso che Bollire. F". L . Lat. ebollire. Gr. àvx'Cfìv. a — Per metaf. Mandar fuori a guisa di schiume per bollimento interno o simile. Cavale. PiuigU. 25> Menz. Poelic. lib . 3. A te quest’ inno , 0 buon Leneo, s’ innalza Ebrifestoso, aitici-, (ìammispirantc, ec. (Min) Ecnio, E-bri-o. [Add. m. Lo stesso che] Ebbro, [Briaco. F.]Lat. ebrius. Gr. psJìvxv. Albert, cap. 38. Ebrio tanto c da dire, quanto fuor di bria, cioè fuor di misura. Ebrioso , E bri-ó-so. Add. [m. F. A.] Inclinato all'ebrietà. —, Ebbri- oso , sin. '[ F. Ebbro. ] Lat. ebriosus. Gr. p.EÌ}vtrriKÓs. Espos. Saint . Perche sono lussuriosi, ebriosi , alle cose deliziose dati. Erro , * È-bro. N. pr. m. ( Nella lingua slava che vuoisi attinente alla Tracia, hriìbar vai forte, valoroso.) — Figliuolo di Cassandro , re di Tracia , thè si precipitò nel fiume Rombo. —. Figlio di Doli- caone , compagno di Enea , ed ucciso da Mezenzio. (Mit) 2 — * (Geog.) Fiume di Tracia , prima dello Rombo. — Fiume di Spagna detto da' Latini Ibcrus. (G) Erro. Add. [ni. Lo stesso che Ebbrio e] Ebbro. F. Lib. cur. malati. Perche chi allarga la mano, il vino facilmente Io fa venire ebro. 2 — Per metaf. Cas. canz. 4- 2 - Nova mi nacque in prima al cor vaghezza ec., Che tosto ogni inio senso ebro ne fue.» Cavale. Med. cuor. 140. Uomini ebri delle mondane consolazioni. Onici. Òrig. 4o 3 . Imperocché Maria era tutta ebra di te ec., da ogni persona credea d’ essere inlesa. (V) Ebromjho. * (Geog.) E-bro-dù-no. Amico nome dì Embrun. (G) Ebroino , * E-bro-i-no. N. pr. ni. ( Dallo slavo liràbèn animoso. ) —«■ Maestro del palazzo sotto Clotario III. ( 0 ) Eimotu o, * E-bròl-fo. N. pr. ni. Lat. Ebrulphus. (Dal ted. euer vostro, c hiilfi ajuto. ) Lo stesso che Evcrolfo. F. (B) Eoruari. * (Mit. Maom.) • E-bru-à-ri. Religiosi maomettani, considerati fra.' Turchi come eretici , perchè non si credono obbligati al pellegrinaggio della Mecca. (Mit) Ebsambdi.. * (Geog.) Eb-sam-bùl. Lo stesso che Ibsambul. F. (G) Erode. * (Geog.) E-bù-de. Antico nome delle isole Ebridi. F. (G) Ebulliente , E-bnl-li èn-te. Add. com. F. L. Che bolle. F- e di’ Bollai le. Lat. cbulliens. Fag. Rim. (A) Ebollizione, E-buMi-ziò-ne. Sf. F. L. Veemente agitazione d'un fluido , che manda bolle , e gorgoglia allorché è esposto all’ azione ad fuoco. Da' chimici si dice del Molo intestino e violento di due materie di diversa natura , le quali mescolandosi e condì- EBULO dandosi insieme , ribollono , e mandano bolle d'aria eo, filila lov faperficie, —, Ebollizione, Bollizione, sin. Lai, ebullitio. Del Pop» Piai. Seco. (A) IVer. Art. Fetr. 6. go. Questa calcina ec. si può tor- Darc a calcinare per cavarne le paste più sottili per ebollizione ài a* equa comune ec. (N) Dbulhziotiediff. da Effervescenza,Fermentazione , Bollore ec.L 'Ebul- tZl °ne o Ebollizione , o Bollizione è il movimento del liquido riscajda- °’ ha luogo ancora ne’solidi che sien fusi. L* Effervescenza è il movimento che eccita in due sostanze una nuova azione chimica che ?° esse si operi. La Fermentazione è il movimento interno che si desta ln utl corpo da sé medesimo, onde gli elementi di quello siscompon- £? r J° o si alterano nelle loro proporzioni per formare nuovi composti. ™cl traslato poi EJfervescenza é l’ardore subitaneo e generale degli a- miru per una causa qualunque. La Fermentazione è la divisione degli spiriti e de’partiti. 11 Bollore s’applica più d’ordinario alle passioni* a * movimenti dell’individuo. Così diciamo JSel bollore dell'ira , gioventù bollente ec. Quanto alle diif. di Ebollizione da Bollimento , Bollitura , Bollore , V. Bollimento. j Dl -o* (Bot.) È-bu-lo. [hy/w.3 F. L. Lo stesso che Ebbio. F.Lat. ebu- lum. Or. Xa-pocuiicrri. Tes. Pov. P. S. cap. zj5. L’ impiastro del succo della radice d’ ebulo e d’ermodattilo, pesta con songia di por- Co v ajuta incontinente alla gotta fredda. Lib. cur- malati. Cògli le coccole dell* ebulo nere c mature, e spremile e cavane il vino. San* Arcad. Egl. 10 . Ché tal più pute, eh’ ebuli e abrotano. Ar. ~, Ur ’ 2 à. i35. È svelse dopo il primo altri parecchi, Come fusser «nocchi, ebuli e aneti. sdraici. * (Geog.) E-bu-rà-i-ci. Antichi popoli della Gallìa. (G) b Ure , È-bu-re. Sm. F. L. A. e poetica. Lo stesso che Avorio. Lat . ■p e bur. Baldin. Foc- Dis. (A) borimi. * (Geog.) E-bu-ri-ni. Ant. popoli della Lucania. (G) p JJRnro , E-bùr-ne-o. Add. m. D'avorio [o Bianco a somiglianza del - • avorio .] — , Eburno , Burno, sin. Lat. eburneus. Gr. itetyccvrivos. Bocc.Lell.Pin, Ross.2^3. Serrano, dal seminare menato al consolato di Bonia, ottimamente colle mani use a rompere le dure zolle della Jerra sostenne la verga eburnea. Amel. iy. Con non tumorose lab* ™’ a j di naturai vermiglio micanti , cuoprono gli eburnei deuti, pic- Cl °li y in ordine grazioso disposti. Tass. Ger. iy. io. Egli in sublime soglio, a cui per cento Gradi eburnei s’ascende , altero siede. * (Anat.) Epiteto dato alle cartilagini che , per l’ accumulazione del fosfato calcare diventano come d’ avorio. (A. 0 .) buhkificaziohe. * (Anat.) E-bur-ni-fi-ca-zió-ne. Sf. Denominazione data alla trasformazione eburnea cui soggiacciono le cartilagini. (A. O.) ED *i*o, E-bùr-no. [Add. m. E. poet. Lo stesso che ] Eburneo. V.Pelr. v. son . 198. Di che dogliose urne li bagna Amor con quelle mani eburne ? r Urohi. * (Geog.) E-hu-ró-ni. Antichi popoli della Galtia belgica o ,, della seconda Germania. (G) Eburonia. * (Geog.) E-bu-rò-ni-a. Antica città della Gallìa belgica nel v. Paese di Liegi. (G) Ebcsa. * (Geog.) E-hù-sa. Antico nome dell' isola d'Ivica. (G) * E-bù-so. N. pr. m. (Dal gr. hebe gioventù, ed us orecchio : g Grecchio della gioventù. ) —Capitano latino ucciso da CorineofMit) IUz, ° ’ * E-bù-zi-o. IV. pr. m- (Dal gr. hebe gioventù , ed usia esscn- z a : Essenza della gioventù. V. Elmso .)—Tito Elva. Generale romano vincitore de' Latini. — Generale di Nespasiano ucciso alt' assedio F Jatapeit. (Van) C * EE > * È-ca-hc. N. pr. f. ( Dal gr. he cabe il cibo. ) — Una delle g anaidi, sposa di Driante. (Mit) $■ *rzMo , * É-ca-dé-mo. IV. pr. m. Lo stesso che Accademo. V. (B) *eacE * E ca-ér-ge. N. pr. f. (V. Ecaergo.) — Figliuola di tìo- p' e,i « ai Orizia. (Mit) cA'' G j' * E-ca-èr-go. Epiteto di Apollo o del Sole deificato, per- e da lontano fa sentire la sua influenza. Detto anche di Diana e 1 altre divinità armate di frecce. ( Dal gr. hecas lontano, cd ergon Pera : Chi opera , Chi colpisce da lungi. ) (A) y 1 ) > * E-cà-ja. IV. pr. m. Lat. Ecbaja. ( Dall’ cbr. ahh ovvero ach » falcilo ,,c jah signore: Signore del fratello, o Fratello del Signorc.)tB) * E-ca-le , Ecalenc. N. pr. f Lai. Ecale. ( Dal gr. ecalos adula- -~ rC R 0VVer0 ^ a ec ^ eo ’° ciarlo.) — Figlia di Minosse e di Pasifae. ’fcff auona vecchia in casa di cui albergo Teseo. (B) (Mit) i^-SsiE. * (Arche.) E-ca-lè-si-e. Add. e sf. pi. Feste istituite da Teseo orlare di Giove , e che si celebravano nel borgo dell’Attica detto Eca .(Mi 1 ), 0 M,m e i E ' cà l '' a - N - P r - f- ( DaI g r - ec h ° io sciolgo. ) — Moglie dì r , R no. (Mit) „ (Geog.) c ittà della Grecia distrutta da Ercole. — Antico £ c e ni una regione della Messenia. (G) Ecà? ' ^ E-cà-li-o. Soprannome di Giove detto anche Ecalco ed *esio da Teseo , in memoria dell’ospitalità ricevuta in Ecale <0 dalla £came ““ Ecale. (Mit) * E-ca-mè-de. IV. pr. f. (Dal gr. icos casa , e medos cura.) Ecate -drsinoo re di Tenedo , schiava di Nestore. (Mit) 1 nc ’- / V"Iit.) E-ca-te. Deità delta Triforme , perchè si credeva regnare Caria ^ "foie di Luna , in terra con quello di Diana , nell’ inferno hcciij Uel ° ■ Eeoscrpino. ( Alcuni credono formato questo nome da i ri,/* a ,gg |,ID 1 t° di A pollo: ed hecalosd a hecas che vai da lungi; poiché acini 1 ,, Sole E’r'scon da lungi. Il Plucbe deriva Beate dall'ebr. ^Teh.^/a a ì bo'ebè la Luna si riguarda come sorella del SoIc.YMit) EcAT Er> ' E-ca-tè-si-e.v 4 cW. e sf. pi. Feste in onore di Beate.(Aq) Ve __ ___ -M EO , * Ivra-té-o. N. pr. m. Lat. Ec'atheus. (Dal gr. ecalhen da lontano: 'enulo da lontano.) — Padre delle Oreadi. — Awrieogreco. (B)(Mtt) Fatico. * (Arche.) E-cà-ti-co. Add. m. Agg. di Circolo od anello au- reo sacro ad Beate , che aveva nel mezzo un zaffiro , e nella rima- Mw, te superfìcie vnrii caratteri e fgure t intorno al (juaic girando fa- Ce fans t ' ddl c invocazioni- (Aq) ECCEDENTE 5 Ecato. * (Mit.) É-ca-to. Soprannome del Sole, che vibra da lungi i tuoi raggi. ( i-)al gr. ecathen da lontano. ) (Mit) Ecatombe, E-ca-lóm-be. [Sf,PI. Ecatombe.] F". G, [Sacrificio di cento buoi , ed appresso'] Sacrificio di cento animali della medesima spezie Ecatumbe, sin. Lat. becatombe. Gr. Uotrojxfa. (Da hecaton cento, e bus bue.) » Salvia. Odiss. iy. 65. Nelle stanze di sopra rimontando , Colle femmine ancelle, a tutti i Dei ecatombe perfette di far vòtati* E v. yy. Si votò a tutti i Dei D’ ecatombe immolar perfette e intiere, Se Giove fesse ec. (B) Bartol. XJom. leu. puri. 2 . Avrebbe ringraziata la fortuna coll’ecatombe di Pitagora. (N) Ecatombee. • (Arche.) i£*ca*tom-bè-e. Add. e sf. pi. Feste in Argo editi Egina istituite in onore di Giunone , alla quale nel primo giorno offe - rivalisi cento buoi, (Mit) Ecatombe©. * (Mit.) E*ca-tom-bè-o. Soprannome di Giove e di Apollo in Caria ed in Creta , perchè loro si offerivano particolarmente (e ecatombe. (Mit) Ecàtombeone. * (Arche.) E-ca-tom-he-ó-ne. Sm, V\ G. Lat. haecatomhae- on. ( Da hecatombe ecatombe. ) Primo mese dell ’ anno attico , che corrispondeva a parte di agosto e di settembre j cosi detto dal gran numero di ecatombe , che si sacrificavano nel corso de'suoi trenta giorni. (Mit) Salviti. Cas.6o.Le Pariatenee nel mese di ecàtombeone, o delle cento vittime, clic corrisponde a agosto, si celebravano. (N) Ecatompedone. * (Arche.) E-ca-tom-pe-dó-ne. Sm. Lo stesso che //Par- tenone* F'. Detto cojì petvhè avea cento piedi di lunghezza da ogni lato. (Dal gr. hecaton cento,e pedon suoloo piano d’ un edifizio.)(Mit) Ecatompila. * (Geog.) E-ca*tòm*pi-Ia. — Soprannome di Tebe dalle cento porle. (G) Ecatompoli.* (Geog.) E-ca-tòm-po-li. Nome che i Greci davano alV isola di Creta ed alla Laconia, perchè conteneva ciascuna cento c?wà.(Mit) Ecatokcefàlo- * (Mit.) E-ca-ton-cè-fa-lo. Aggiunto del gigante Tifeo.{\)di hecaton cento , e cephale capo. ) (Mit) Ecatonchiro. * (Mit.) E-ca-ton-cbì-ro. Agg. dato al gigante Briareo f cioè Centimano. (Dal gr. hecaton cento, e chir mano. ) (Mit) Ecatonfoneumo. * (Arche.) E-ca-ton-fo-né-u-mo. Sm. V. G. Sacrifizio nel quale erano immolate cento vìttime. Gli Ateniesi ne facevano uno in onore di Marte. (Dal gr. hecaton cento , e phonevo io uccido.) (Mit) Ecatokfoeuà. * (Arche.) E-ca-ton-fo-ni-a. Sf. F. G. Lat. hecatonphonia ( Da hecaton cento, e phone strage. ) Sacrificio de' Messemi a Giove, qualora alcun di loro avesse ucciso in battaglia cento nemici. (Mit) Ecatonia. * (Bot.) E-ca-to-nì-a. Sf. F*. G. Lat. hecatonia. ( Da hecaton cento o qualsiasi numero indeterminato.) Genere di piante esotiche , stabilito da Loureiro , e da' moderni riunito al Ranuncolo^ e cosi denominato dalla quantità considerevole de'suoi semi. (Aq) (N) Ecatonnesi. * (Geog.) E-ca-ton-nè-si. JSome di alcune isole sìlualenello stretto eh' è iva l'isola di Lesbo ed il continente dell' Asia Minore. (Van) Ecatonno , * E-ca-tón-no. ZV. pr. m. Lat. Hecatomnus, ( Dal gr. hecas da lungi, e temno io taglio. ) (B) Ecàtontarchia. * (Milit.) E-ca-ton-tar-chì-a. Sf. V. G. Lat. hecaton- tarchia. (Da hecaton cento, ed arche comando.) Corpo di cento soldati dì grave armatura. (Aq) Ecàtontarco. * (Milit.) E-ca-ton-tàr-co. Sm. Capo diuna ecatontarchia , cioè Centurione. (Mit) Ecatontoco. * (Leti.) E-ca-tòn*to-co. Sm. V. G. Lai. hecatontocus. (Da hecaton cento, e tocos usura. ) Usurajo che impresta il danajo col- V interesse del cento per cento. (Aq) Ecatonstilo.* (Archi.) E«ca-tòn sti-lo. Add. m. F". G. Lat. liecatonsty* lum. ( Da hecaton cento , e styfos colonna ) Agg. di Portico formato da cento colonne , quale fu quello del teati'o di Pompeo in Doma. (Aq) Ecatombe, E-ca-tùm-be. [di’/:] F\ G.[_e A. F. e di’]l£catambc.Gal.Sist. fò. Pitagora gran tempo avanti che e’ ritrovasse la dimostrazione per la quale fece la ecatumbe , si era assicurato che cc. Ecbasio/ * (Mit.) Ec-bà-si-o. Soprannome che davano i Greci ad Apoì• lo , quando approdando felicemente gli sacrificavano. ( Dal gr. cc - basìs uscita.) (O) EcBATANA.*(Geog.) Ec*ba-tà-na, Apohalana,Ant.capitale della Media , oggi Amad.tn. —- Città della Siria. — della Perside , detta de’ Magi. (G) Ecberto , * Ec-bér-to. IV. pr. m. Lo stesso che Egberto. F. (B) Ecbirsoma. (Chir.) Ec-bir-sò-ma. Sm. F. G . Lat, ecbyrsoma. ( Da ec di fuori , e bfrsa pelle. ) Si dice di un osso slogato o rotto , uscito fuori della cute. (Aq) Ecbolè. (Mas.) Ec-bo-Iè. Sm. F. G. Lat. projectio. (Da ec da, e boleti ro, gettito, onde ecbole uscita. ) Era anticamente un accidente che accresceva di cinque quarti di tuono la nota cui precedeva. (L) Ecgomco. (Chir.) Ec-bò li-co. Add. m. Dicesi delle medicine che accelerano il parto o provocano V aborto . ( Dal gr. ec fuori, e bole io getto.) (A) (A. O.) Eccàlittrocàrpa.* (Bot.) Ec-ca-lit-tro-càr-pa. Sm. F. G. Lat. ecealiptro- carpa. (Da ec da , calipter coprimento, coperchio , c carpos frutto. ) Ordine o divisione della classe crittogamia ; la quale comprende i vegetabili di varia fronda e di fratti provveduti di cuffia , che cadono prima della maturità della cassula , la quale si apre per mezzo di valvole. (Aq) Eccantis. * (Chir.) Ec-càn-tfs. Sm. F. G. Lat. eccanlbis. ( Dal gr. ec. fuori, e canthos angolo dell’occhio.) Escrescenza di carne dall'angolo dell' occhio. (Van) Eccatàrtico. * (Terap.) Ec-ca-tàr-ti-co. Add. esm.F.G. Lat. eccatharU* cus. (Da ec fuori, e catharticos purgativo. ) Rimedio aperitivo , espettorante e purgativo . (Aq) Eccedente , Ec-ce-dèn-te. [Pari, di Eccedere ] Che eccede. Lat. niroius, iwmodicus. Gr- (nrippurpos. Fr. Giord. Pred. Co perseguitala con malvagia ed eccedente perfidia.» Segner. Mann. Li gl. 20 . 5. E vero eh’è una corona eccedente il meritò; ma pure eli’è meritata. (V) Buon. Fìer. 3. 2 . iy. Similmente vedete ♦ . 1 Anni ccccdeuti sublimate al mondo, Come moli’ altre cc. (B) 6 eccedentemente Eccedentemente , Ec-ce-den-te-mén-te. Avv. [ A dismisura , Olire misura . ]—, Eccessivamente, sin. Lat. praeter inodora. Gr. «ipa. roti (tiTfov. Lib. cur. tnalait. Quando lo dolore eccedentemente si fae sentire. » Magai, lett. 1. 5o. Tu mi onori eccedentemente a mandarmi le tue composizioni Ialine. (N) Eccedenti.ssijj am ente , Ec-cc-den-tis-si-ma-mén-te. [Avvi] superi, di Eccedentemente. Lat. supra niodutn. Gr. iTfpjJasWoVrws. Lib. Pred. Eccedentissimamente si danno in preda a’ mondani divertimenti. Eccedentissimo, Ec-ce-dcn-tis-si-mo. [ Add- m .] superi, di Eccedente. Lat. maxime exuberans. Gr. xfx.iTpÓTxros. Troll, segr. cos. domi. Appetiscono i rimedii con eccedentissimo desiderio. Eccedenza , Ec-ce-dén-za. [A'/.'j Eccesso. Lat. siiperllnilas, nimium. Gr. Er. Giord. Pred. Ix. Vi si considera grande eccedenza di vanagloria. Lib. cur. malati. Avea mangiato di quel cibo con eccedenza di quantità soverchia. ■Eccedere, Ec-ce-de-re. [Alt. anom. e il. ass.] Sopravanzare , Superare , Passare i dovuti termini-, e si usa anche per Uscire del convenevole. Lat. cxcedere, cxccllere , praestare, superare, transgredi. Gr. S4-zAws. Cavale. Tratt. Pazienz. Poiché i Santi ne parlano così eccelsamente. » Segna-. Pred. <• 3. Polca dirsi più eccelsamente? (V) Eccelsissimo , Ec-cel-sis-si-mo. [Add. m.] superi, di tEccelso. Lat. ex- cel-iissimus, celsissinms , altissimus. 'Gr v^v-tos. Segii. Pred. 2j. q- Noi sappiamo essere di presente arrivati ad eccelsissimi gradi di perfezione. E 26. g. Dell’ acque nate sopra eccelsissimi gioghi. « Sega. Mann. Olt. g. 1. Si sono trovati talora de’personaggi ancora eccelsissimi , i quali han servito a diversi barbari Re intìri di sgabello. E ig. 2. Solleviamo più vivamente lo spirito da quella bassa parte di mondo, ove noi viviamo, e lo portiamo di subito, quasi a volo,alla più sublime , che sono i cieli eccelsissimi. (V) Eccelsitcdine , Ec-cel-si-tù-di-ne. [Sf. F. A.] Grandezza, Altezza ; [ed era ] Titolo di principi. —, Celsitudine, sin. Lat. exeelsitas, celsitu- do. G. F. 12. 108. 2- I Fiorentini ec. la tua eccelsitudine amantissi- mamente destano. Eccelso, Ec-cèl-so. Add. m. Alto , Sopremmente. — , Celso , sin. Lat. cxcclsus, sublimis. Gr. é'V’A 0 , 5 - Bocc.g. 4- P- ig- Sopra gli alti palagi e sopra l’eccelse torri la lascia. Beni. Ori. 1, i3. 4 • Se le mie rozze c mal composte rime, Se l’iimil canto ne sarà mai degno; Che salire a sì alte eccelse cime, A dir il ver, non è mortai disegno. 2 — Per metaf. [Grande, Magnifico, Egregio.] Dani. Purg. 33. 6>- Per singular cagione essere eccelsa. Peti-, son. 277. Spargendo a terra le sue spoglie eccelse. Lab. 22. Intorno a così alti e cosi eccelsi e così nobili ragionamenti il rimanente di quel di consumammo. 3 — In forza di sm. Darli. Par. 2Q. 122. Vedi l'eccelso ornai, e la larghezza' Dell’ eterno valor. ( Cioè 1’ altezza.) 4 _ _ E per antonomasia detto di Dio. Fit. SS. Pad. 4. 62. Io ho detto che voi siete Iddìi, c tutti figliuoli dell’ Eccelso. (V) Eccentricamente, Ec-cen-tri-ca-méu-tc. Avv. Sopra diverso centro. Rat- extra ccutrum. Gr. Stai rov xùrpov. Gal. Leti. Mar. Guid. 61. Che eccentricamente si rivolgeva. . , Eccentricità. (Geom.) Ec-cen-tri-ci-ta. [ Sf. La distanza 0 differente' che passa tra centro e centro di due cerchi eccentrici. ] Lai. excen- tricitas. Gr. Uxmrpmòr. . 2 _ (Astr.) Così nell’ antica Astronomia dicevasi la distanza del centro dell' orbita di un pianeta da! centro della Terra. (A) Eccentrico Ec-cèn-tri-co. Add. m. Che non è intorno al medesimo centro. _* Discentrato, sin. Lat. cxcentricus. Gr. ÌK-xmrpmói. Cvi>‘- Par 7 II circolo del pianeta è quello , il cui centro si muove sopra la circonferenza del cielo , detto eccentrico. Morg. 27. i 9 6 . Il quale non va per 1’ orbite sue gobbe Per l’eccentrico il dì, come far suole; Gal. Sisi. 45. Nell’ orbe eccentrico del Sole vi è costituita una qua* 1 cipolla, compósta di molte grossezze, una dentro all’altra. 2 _ Ed in forza di sm. Spazio di figura eccentrica. Lat. fìgurae ex- centricae spatium, seu arca. Gal. Sagg. 31. Con ingenuità confessando non m’ esser venuti in mente 1 movimenti per eccentrici, o p r linee ovali , o per altre irregolari. E appresso : E la medesima mi- possibilità cade nell’eccentrico che sia per la minor par te sottoil Soie- E dopo-. Lo preghi poi, che per nostro ammaestramento egli descnf'* l’eccentrico o l’ovato nominali da lui. (B) ECCEPIRE Eccepire, * Ec-ce-pi-rc. Atl. V. dell' uso per Eccettuare, Escludere. (0 ) Eccessivamekte , Ec-ces-si-va-mén-te. Avv. Con eccesso , Smoderatamente j Cuor di misura. [ Lo stesso che Eccedentemente, V. ] Lai. fin- modice, immoderate. Gr. à/airpus. Esp■ Salm. Chi eccessivamente troppo prende allegrezza , comunemente il fine si è con pianto. Cavale. Med. cuor. Sol. Ne parlano cosi eccessivamente, senza determi- nare al tutto quel che è, ec. Mor. S. Greg. La loro abbondanza medesima diventa a loro eccessivamente gravosa. a [ Parlare eccessivamente vale talvolta Parlare per aggrandimentó, ■Amplificare, Esagerare. ] But. Inf. 7. Parla qui l’autore eccessiva- meute ; ed è color reltorico , quando per magnificar la cosa si passa termine della verità. Eccessività , Ec-ces-si-vi-tà. Sf. Eccesso, Sommo grado di ciò clic eccede t ordinario. Baldin. Dee. 11 suo cadavero contraffatto . .. per V eccessività di quel malore che avevaio consumato. (A) Eccessivo , Ec-ces-sì-vo. Add. m. Che eccede. Lat. immodicus, immo- ucratus. Gr. àpirpos. Pass. 7 g. La terza condizione, che dee avere Questo dolore , si è, che dee essere eccessivo ; cioè a dire, che dee essere grandissimo. Fir. As. ng■ Indarno adunque quel pastore , la tristizia e la fede del quale approvò quel sommo Giove , per la mia eccessiva beltade mi prepose a tante Dee. Pareli. Stor. 12. Nel quale cfa una reale ed eccessiva bontà. Tac. Dav. Anrt. 4- Sy. I beneficii rallegrano , in quanto si possono rendere; gli eccessivi si pagano d’ingratitudine e d’ odio. Stor. Eur. 3. yS. Cadde egli appresso in tauto dolore, e in vergogna tanto eccessiva, che, aggravato nella maladispo- sizione, fu costretto fermarsi nel letto. 5 ~~ * A modo di sm. Bartol. Tralt. Ghiacc. 24. Egli distingue il raez- zo dall’ estremo, e separa il naturale dall' eccessivo. (N) Eccessivo diff. da Soverchio c da Troppo. Troppo è men di Soverchio. Nell’offerirmisi checchessia dirò, dopo averne accettata parte, e Troppo per me, benché questo Troppo non sarebbe Soverchio. Il 'soverchio è al di sopra della giusta misura. Nella idea di Troppo cn tra spesso la idea di gravezza ; ili quella di Soverchio la idea d’i- ni| tilità. Eccessivo è ben più , è quello che va oltre ad ogni limite , ad ogni misura: Caldo eccessivo , Eccessiva allegrezza ec. Recesso , Ec-cès-so. [ Sm. Propriamente quella parte per cui una quasi- l ‘tà è maggiore di un’ altra , sebbene si dica di Qualunque ] soprav- v alzamento, trapassamentn [di grado , misura o qualità ordinaria .] Tot. excessus. Gr. vrrtpgoxii. Cr. 5. 49- ’ ■ 1' rannerino è caldo e secco, ma il suo eccesso non si determina in grado. Ciré. Geli. 7. 1 y8. oentono solamente lo eccesso o il mancamento di quelle. J — [Usato per lo più in senso morale, e significa Maggioranza,] Soprav- ''anzamento, Trapassamcnto [d’ordine, di misura; e preso in mala parte dicesi di Ciò che eccede i limiti della ragione, dell’ onestà 0 della convenienza. ] Lat. excellentia. Dani. Par. iq. <^5. Non poteo suo va- *°r sì fare impresso In tutto l’ universo , che ’I suo verbo Non rimanesse in infinito eccesso. Maestruzz. :■ <35. Ma s’eìla allega l eccesso del membro, dice il medesimo Ostiense, che se ne abbia consiglio col Rapa. E 2. y. io. II secondo modo è detto presunzione intorno a sé Medesimo ec. ; della quale Tommaso dice, che ella c contraria alla naagnanimità secondo l’eccesso. Varch. lez. 3od. Si leverebbe anco allatto la gelosia ; quella intendo, la quale è per eccesso olila il dovere. ’ ;— * Dicesi anche in buona parie Eccesso di amore, di bontà, , di virlù ec. Tass. Vini. Pergam. (N) ^■Amplificazione, Aggrandimentó. Lat. amplificano , cxageralio. f -*r. aèbr ,$ Gio. Grisost. Acciocché niuno pensi 'che io queste Parole dica per eccesso, o sia troppo credulo in mia opinione. » Cavale. Med. cuor. 3oo. Tutti ne parlano in eccesso e indeterminata- ‘“ente. ( Cioè, con parale d' aggrandimentó, e senza determinar li- miti. Parla della gloria celeste ; e pero a pag. 3oi. soggiugne : Pe- r “ dunque che i Santi ne parlano così eccessivamente, senza deter- ■ttinai e al tutto quel che è , mostrasi che quella gloria è ineffabile ed f eccc Uentissima. ) (V) * ~~ Dicesi Eccesso di mente per Elevazione di mente , Estasi. Lat. ec »lasÌ5. Or- ir.trra.tns. Cavale. Erult. ling. San Pietro , orando in sur una torraccia, fu rapito in un eccesso di mente. » Vii. SS. Pad. 2. $ 2 °d. Essendo quasi in eccesso di mente, vide in visione, ec. (V) ~~ Delitto , Misfatto. Lai. flagitium, delictum. Gr. reapàfiaete. Bocc. Unv. 1 7. 33. ]r de’commettitori di così grande eccesso investigando ec ’ ) estimarono , cosi come era , Ini dovere aver fatto questo. G. V. 11 \ 1 4 1 ■ 1. Per alquanti eccessi fatti per alcuni , tutti i nobili ec. aspramente fossono puniti. Fr. Jac. T. 5. i. 5. Non può veder * 1 eccessi, Perocché è insanito. Amet. 43. In voce aperta chiamando g COs tei, Che dal ciel nota di ciascun 1’ eccesso. Dare in eccessi , Prorompere in eccessi, dicesi di Chi fa o dice , COi ® stravaganti. [ V- Dare in eccessi. ] ' In eccesso = Eccessivamente. Bartol. 9log. cap. /.Malinconico p * n scosso , e di pari iracondo. (N) 1 Ec-cè-tc-ra. [ Modo espressivo di reticenza , usalo per al- velatura o prelcrmissione che si fa da chi parla o da chi scrive.'] Lat. ( '-eb ; ia. Gr. adì tx d\7.a. Cr. nella voce Cete va. nCavalc. Pungil. he, sette, brighe , contenzioni, eccetera. Maral. S. Greg. 2. Come adunque dice la Scrittura: Un giorno, eccetera ? (V) ( j. 1 — Scrivcsi anche E celerà. Mor. S. Greg. 6. 23. A. questi tali 1 ,Ce . Verità : Se l’occhio diritto si sc.andalezza , trateh , c celerà; 5 db:a ; ec. ( Così in molli luoghi. ) (V) ^7 C In fòrza di sf. dicesi della] Nota medesima di tale abbreviatura ran S ‘ ■ a C ^ U scrive i Ce di quella che si adopera nella stampa per Cpm ^esentarla. ] 11 Salvia. Com. del Bocc. sopra Dante'. Queste ec- - attere mi dimostrano chi h ..— P Boccacci vi volesse aggiugnere. (A) - dettare, Ec-cct-tà-re. [Alt. e n. pass.] V.A. V.e ùfi’Eccettuarc. Liv.M. E hi solo ne sia ccceltato. Cavale. Med. Cuor. Se tu non se’ eccetto al numero de’ flagelli, segno è che tu non se’ eccetto dal numero c figliuoli, Macstruzz, 2. 5/ E in prima se n’ eccetta tl battesimo ECCETTUARE 7 e la confermazione cc., item eccellasi anche la pcniteuzia ec.; e ancora se n’ eccettano coloro, per lo cui capo c peccato si pose lo interdetto. Eccettato , Ec-cet-tà-lo. Add. m. da Eccettare. [ V. A. V. e di’ Eccettuato.] G. V. g. 3iy. 4- Salvo quelli delle case ecccttate per Ghibellini o Bianchi rubelli. Albert, cap. 6. E vogliendo far la limosina della sustanza da se creata, pascette cinqucmilia poveri, eccettatinc li piccali e le femmine , di sette pani e pochi pesci- Eccettato. Avv. V. A. V. e di Eccetto. Vit. Plut. E accordarono quelli di Rodi , che fossono sempre in ajuto di Dimitriò e di Antigono , eccettato quando avessono guerra con Tolomeo. Eccetto, Ec-cèl-to. Preposizione che si usa [innanzi a’nomi di ogni genere e numero , ma non molto accetta agli scrittori, usando essi m sua vece Fuori, Fuorché, Salvo ec. —, Eccettato, sin.] Lat. praeter. Gr. x u f‘s. M. V. g. 83. 11 paese fuor di Parigi, eccetto città e terre di guardia, ubbidieno gl’ Inghilesi. F. V. 11. 6g. Conira il volere e consiglio di messer Rinuccio capitano, e di messer Amerigone Tedesco, e di tutti gli altri buoni uomini d’arme che v’ erano , eccetto il conte Artimanno, il quale si scoperse traditore. E appresso : Lasciando al capitano ragazzaglia e vile gente, eccetto alquauti Italiani. E cap. loo. E in quello inviluppamento il capitano con tutta la gente dell’ arme , eccello gl’ Inghilesi ec. , cavalcarono in su quello di Lucca- Cas. lett. y5. In questo consiste la palma degli scrittori, eccetto i didascalici. Fiamm. 1. gì. Eccetto colui che cosi, come io , lesa , essendo di tutte cagione , niuno altro ec. potrebbe chi io mi fossi conoscere. M. V. 10. 25. Gli altri nomati , eccetlo il detto Bartolom- meo , furono per lo Podestà ec. condannati nella persona. 2 — In forza di Oltre al ec., ma è modo da non imitarsi. Vit. SS. Pad. 1. 1 tVi>. Era [il JSilo ) riboccato , sicché occupava , eccetto lo letto suo , ben un miglio di terra. E 1. iyò. Nella quale [città) ancora , eccetto li predetti monasterii, dodici solenni ecclesie erano bene officiate. (V) 3 — [Usato assolutamente come] aw.Fuorchè,Salvo, Se non. Lat.practer- quam , praeterquam quod. Gr. d. Ar. Eur. 38. 80. Voto riinan gran spazio di campagna Cbè per bando comune a chi vi sale, Eccetto ai due guerrieri, è capitale. 4 — [ Aggiuntovi Se : Eccetlo se per I^uorclic se. ] Fiamm . 7- 3y. Se questo vedessi a colei avvenire, che m’ ha tolto il mio Panfilo, eccetto se io non fossi già colei che gliele togliessi. 5 — [Aggiuntovi Che: ] Eccettochè per Fuorché, Se non che. M.V. (j. 85 ■ E che tutte le cose ec. gli erano procedute prosperamente, ec-, cetto che presure di ville o di fortezze notabili. Cavate. Frult. ling. 83. Dice santo Agostino , che quella pena , eccetto che non è eterna, eccede mirabilmente ogni pna. Ar. Fur. iy.85. Per giuoco insomma qui iàcean, secondo Fan li nemici capitali , eccetto Che potea il Re partirgli a suo diletto. Morg. 18. ig4- lo ti vorrei per mio compagno avere Ad ogni cosa , eccetto ch’ai tagliere. Red. lett. 2. (32. I poponi sono stati tutti buoni buonissimi , eccetto che tre , i quali per ancora vanno campando, c credo che voglian durare molti e molti altri giorni. 1 — * E seguilo da caso. Segr. Fior. ist. I. 1. Accrebbe Ravenna, istaurò Roma , ed eccetto che la disciplina militare, rendè ai Romani " ogni altro onore. (Cin) 6 — Usato anche inforza di nome add., e vale quello che noi diremmo Tratto , Cavato ; [ accordandosi anche col sost. che gli vien dopo.] Lat. exceptus. Gr. £|aipsrcf. » Sallust. Cat. 18. S’innamorò d’ una eh’ avea nome Aurelia Orestilla , la quale, cccctla la sua bellezza , non fu unque di niuna cosa da alcuno buono uomo iodata. E 4 J ‘ Ordinarono che a uno certo dì si potesse partire, e lasciar l’arme senza niuno pericolo, eccetti quegli che fossono stati condannati e sbanditi della persona. (V) Pallad. Otlob. cap. 1. Acciocché i pomi non nascano fracidi, c caggenti del susino , voglionsi divellere d’intorno i polloni, eccetti quegli che per piante si lasciano più diritti. (P) 2 — Per Francato, Privilegiato , quasi Eccettuato dalla legge ec. S, Agosl. C. D. 1. 6. Siaci letto una volta quali templi ne soles- sono mai fare eccetti, sicché chi fuggisse ad essi fosse libero e salvo.(V) 3 — * Scritto , Notato. Omel. S. Greg. 1. 1. Essa esposizione , come io favellava , cosi fu cccctla. E l4f- A questo modo siaeccetto quello che noi diciamo. (Pr) 7 — Usato come sm. V. A. V. e di' Eccezione. Lai. exceptio. Gr. ìgxifxirts. Tesorett. Br. 7. Mantenente fu miso Fuora del Paradiso , Dove era ogni diletto, Sanza niuno eccetto. M. V. 4- A catini© fece fare un sindaco, con pieno mandato a sottomettersi da capo liberamente, senza alcuno eccetto.» ( Si potrebbe peròfacilmente credere che qui eccetto sia piuttosto add. e che le accennate frasi corrispondano alle latine nullo exccpto, nemine excepto, e valgano appunto lo stesso che senza niuno o senza alcuno eccettuato. ) (Cin) Eccettore , * Ec-cet-tó-re. Sm. V. A. Scrivano. Omel. S. Greg. 1. 1. Alquante ( Omelie) dettate da me, furono recitate dallo eccettore al popolo presente. E z.FuronoalEsseeascritte dagli eccettori ne’libri.(Pr) Eccettuare , Ec-cet-tu-à-re. [Atl. Fare intendere che una cosa o una persona non è compresa nel numero, nella regola in cui sembra che dovrebbe trovarsi , ] Cavar del numero. — , Eccettare , sin.Lat. ex- ciperc, numero esimere, Gr. ìgatpùv. Bocc. Lett. Pin. Boss. zyy.E ninno vcccbio è ( salvo se Quinto Metello non eccettuassi ) , il quale per varie avversità non abbia pianto molte volte. Red. Oss. an.i44- in tutte quante [le tartarughe) costantemente, senza eccettuarne veruna , ho trovali i suddetti vermicciuoli nel gozzo del colon. Eccettuare dilf. da Escludere , Esentare, Esimere. Il primo »i inferisce alla quantità numerica, e vale Non comprendere alcuni individui in un qualche aggregato. Così diciamo Eccettuati i nobili, Eccettuali gl’ infermi ec. Escludere si riferisce a luogo reale o figurato. Cosi diremo: Molli furono esclusi dalla coite. Teodosio fu escluso dalla óhiesa da S. Ambrogio, ec.Talvoìta però si prende jn senso< di Eccettuano , Nou compreso : Tua' i soldati furono premiali , esclusi / 9 ECCETTUATIVO ECCLESA i deteriori. Esentare o Far esente è Liberare alcuno da qualche peso, carico , obhbligo , dovere ec. Nondimeno nell’ ordinario linguaggio si prende talvolta per Eccettuare■ Esimere può ritenersi per sin. di E- strilare. Nel trastato ottenne anche in lingua lat. le significazioni di Liberare , Sottrarre , Privare , Escludere. Eccettuativo, Ec-cet-tua-tì-vo. Add. m. Alto ad eccettuare. [ Che ha ufficio di eccettuare .] Lat.excc'ptorias.Gr.-òdiorniós.Cr.alla voce Se non. a — * (Graia.) Agg. di Particella o Congiunzione esprimente eccezione , quali sono Fuori, Infuori , Eccetto, In poi, o simili.Buommat. Le congiunzioni si dividono principalmente in condizionali , sospensive ec., elettive, dichiarative , eccettuative ec. (A) Eccettuato, Ec-cct-tu-à-to. Add.m. da Eccettuare.—, Eccettato, Eccetto , Escetto , sui. Lat. exceptus , praeter, praeterquam. Gr. lì-Apiros, •eb-fn fi. Amet. 16. In quelli gli eccettuati nobili colla moltitudine plebea raccolti. 2 — I' 1 .fòrza d avo. di prep. per lo stesso che Eccetto. Lat. praeter, praeterquam. Gr. -rury r t . Bocc. Test. 1. Voglio che gl'infrascritti miei esecutori ogni mio panno, masserizia , grano e biada e vino, e qualunque altra cosa mobile, eccettuati i libri e le scritture-mie, possano e debbano vendere. Amet. go. Ogni di di bene in meglio crescendo, Roma e la gran Capova eccettuate , già tra 1 ’ altre cittadi italiche la migliore si polca raccontare. Lia. Dee. 3. Eccettuati quelli che per nobiltà ragguardevoli erano. Buon. Pier. ». 2. 4' Che vuol dir che nessuno , Se non se eccettuatone uno o due, Medico non ci veggo? Red. Ins. 27. I pesci di liume ec., eccettuate le lasche, erano tutti convertiti in acqua. Eccettuazione , Ec-cet-tua-ziò-ne. [Sf .J L'eccettuare. [^.Eccezione.] Fr. Giord.Bred.Pavlàndo sempre con sincera eccettuazione de’buoni uomini. Eccezion abile , * Ec-ce-sio-nà-bi-le. Add.com. Da eccettuarsi, Soggetto ad eccezione. E. dell’ uso. (0) EccEziONARE,*Ec-ce-zio-nà-re.-dtt.Far eccezione,Eccettuare. E.dell’uso.(0) Eccezione, Ec-ce-zi-ó-ne- [S/l L’atto dii eccettuare .—, Accezione, sin. Lat. exceptio. Gr. i^xlpetru. Bocc, uno. 20. 5 . Sopra questi aggiungendo ec. certi punti della Luna , e altre eccezioni. Cren. MorelL. Che sanza niuna eccezione egli è da presumere gran fermezza, gran sollecitudine ec.iWrtestrazz.2.5^.Ma questo ancora riceve molte eccezioni, a — * Condizione, Patto, Limitazione. Seti. Pisi. 3o. La vita ci è data con questa eccezione, che ci converrà di necessità venire alla morte. (Pe) 3 — Col a. Dare •• Dare eccezione = Criticare, ed anche Eccettuare. E- Dare eccezione. Lipp. Per me non saprei darle eccezione. (V)(N) 4 — [ Col v. Fare Fare eccezione = Eccettuare. ] Amet. 4 2 - Con dritta lista a ciascun sua ragione Di dar gli piace; e fasi cheAstrea Giusta non fa d’alcuno eccezione. 5 — [Col v. Patire.] Red. Eip. ». 71. Questo insegnamento ha patito eccezione in un virtuoso e nobilissimo gentiluomo , di abito di corpo gracile piuttosto che no. 6 — * Prov. N011 si dà regola senza eccezione =: È impossibile comprendere tutti i casi particolari sotto una stessa massima. (A) 7 — (Log.) Esclusione di pruovao d'altro alto infra i litiganti. Lat. praescriptio, exceptio. Gr. stxpxypxtyf. Maestruzz. ». 58. Quando ella addimanda che ’l suo marito le sia renduto, avvegnaché ’1 mal-ito opponga lo ’inpedimento del parentado, in prima si dee rendere il marito alla donna , che si cognosca della eccezione del marito. E g. 4- Alcuna volta non si procede direcle contro al criminale peccato , ma per modo di eccezione. E 2. 2 4- L’ uno (caso) si è, se quella che raddouianda cadde in fornicazione, cd egli visse castamente , sicché quella non abbia alcuna eccezione. Eccezione diif. da Eccettuazione. Nel senso legale e ne’ modi che si formano da Eccezione testé registrati , non potrebbe sostituirsi Eccettuazione , F.ccheggiante , Ec-cheg-giàn-te. Pari, di Eccheggìare. E. e di' Echeggiante. Uden. JSis. 3. i5i. Tesaur. Cairn, g. Berg. (Min) Eccheggìare , Ec-cheg-già-re. N. ass. E. e (//'Echeggiare. Chiabr.canz. suor. 10. Alle sue nobil note Tutto del Vaticano eccheggia il collo, E Eendemm. 7. E sol di Bacco ogni spelonca eccheggi. (A) Eccheo , * Ec-chè-o. Sm. E. e di’ Echeo. (O) Ecchiesiastico , Ec-ehie-si-à-sti-co, Add. m. E. A. E. e (//’Ecclesiasti- . co. Bruii. Etic. 164. Apparecchiati eravamo di fare assembrare un parlato, c principi , eccniesiastici e secolari. (V) Ecchimoma.* (Chir.) Ec-chi-mò-ma. Sm. Lo stesso che Ecchimosi. F’l(Aq) Ecchimosi. (Chir.) Ec-clii-inò-si. Sf. E. G. Lat. ccchymosis. ( Da ec fuori, c chymos sugo , umore. ) Effusione di sangue da’ vasi cutanei fra si’ interstizii di questi e la pelle , per cui si forma un tumore livido o nero , molle, che cede a toccarlo e che ordinariamente non cagiona dolore. Dicesi anche Effusione di sangue, Intìltrazione , e secondo alcuni anche Rechisi ed Ecchimoinu.(Aq}(A.O.) Ecchisi. * (Chir.) Ec-chi-si. Sm. Lo stesso che Ecchimosi. E.’ (Aq) Eccìdio , Ec-ci-di-o. [Ani.] Strage , Uccisione , Rovina. Lat. excidium, clades. Gr. ùvxerxtns. M. È. 3. 48. E di vero grande pietà fu a vedere l’eccidio di cotanti Cristiani. Fiamm. 4 • 1 ^7 ■' Del quale non si crede che altro più ornato all' eccidio di Tebe venisse. Stor. Eur. 2. 5o. I Britanni , che avanzarono a tanto eccidio , rifuggiti nel paese che oggi è Vaglia ec., sono restati pur finalmente uno de' tre popoli di tutta Pisola. Eccitabilità. * (Fis. e flfed.) Ec-ci-ta bi-li-tà. Sf. Proprietà, per cui la materia organica, mediante l’ impressione delle potenze esterne o sia stimoli, concepisce un’azione. Berrei. Zoogn. (N) 2 _ * (Filos.) Ad imitazione della Eccitabilità corporea il Lallelasque ne ammette un’ altra nello spirito, che a differenza della prima egli chiama Cogitativa , e che consiste pure in una proprietà , la quale mediante un occasione esterna, produce un pensiero. (N) Eccitamento , Ec-ci-ta-mén-to. [AVi.] L’ eccitare , Provocamenlo , In - segamento, Stimolo, Aizzamento. Lat. insligatio, stiinulus, provocalo, incilatio. Gr. ffpp.yms, ««.pòpanati. Declam. Quindi. C. Volgari eccitamenti di cupiditade sono la bellezza e 1 ’ etade. Er. Giord. Pred. Questa memoria sarà a noi grande eccitamento al bene operare. 2 —* (Med. e Filos.) Risullamenlo dell eccitabilità messa in azione dallo stimolo , o sia azione prodotta dalla eccitabilità e Hallo stimolo. Borrel. Zoogn. (N) Eccitante , Ec-ci-tàn-te. Part. di Eccitare. Che eccita. Lat. excitans. Gr. iyùpw. Sega. Mann. Giugn. 26. 3. Considera di qual genere è questa grazia , che i tuoi discorsi recheranno a chi t’ ode , se proce- deran nella forma pur ora detta. E di ogni genere : eccitante, coadiuvante e coronante , o in qualunque altro modo a te piacciati di chiamarla. E Lugl. 61. Ripensa che fia di te, se questo gran Signore, per entrare dentro il cuor tuo , ha mai dovuto aspettare con la sua grazia eccitante in si brutta guisa. (V) 2 — (Med.) Agente che ha per effetto di aumentare V azione vitale degli organi, di stimolarli in modo che le funzioni della vita si eseguano con maggior forza. — Brown , considerò come eccitanti tutti i corpi delta natura , i quali messi in contatto co’ corpi organici viventi modificano più o meno il movimento vitale. (B) (A. 0 -) Eccitare , Ec-ci-tà-re. [Au. Desiare , Svegliare. Lat. excitare.] Cavale. Frutu ling. L’ Angelo d'Iddio ini eccitò, che era gravato di grav* sonno , cioè di pigrizia. a — Cagionare, Suscitare, Far nascere, Muovere .Provocare, Svegliare checchessia ; come Eccitare il dolore , la sete , l’ appetito ce. Mail• Eranz.rim.2.64.[T)à loro del mangiar vien eccitata La voglia.(Min) (N) 3 — Far venir voglia e disposizione, Risvegliare, Stimolare , Instigare, £ Incitare , Invogliare, Invaghire , Accendere, ec. ] Lat. instigare, incitare. Gr. iyclpue. Cavale. Med. spir. Sostenendo noi valorosamente le tribolazioni , poiché elle ci purgano e pruovano, e ci tolgono al male , ed eccitano al bene. 4 — * N. pass. Sorgere , Destarsi nella fantasia. Magai Lett. Sogno da mattina , c non di que' tumultuosi che sulle prime ore della notte sogliono eccitarsi. (A) 5 — (Med.) Eccitare è anche presso j Medici l’accrescers la stimolo, è in generale il vigore , la forza de’ solidi, ec. (B) Eccitare diff. da Incitare, Stimolare, fustigale, Spignere,Aizzare, Provocare, Impellere, Urtare. Eccitare nel proprio vale Far muovere qualche cosa dall’ interno di un corpo : Eccitale il fuoco dalla pietre -, Eccitare il calore dal corpo ec. Incitare significa propriamente Muovere una cosa a qualche oggetto : Licitare i cavalli al corso ec. L’ affinità di queste voci indusse alcuni scrittori ad usar l’ una per l’ altra. Nel traslato divien quasi lo stesso : Incitar le menti-, Eccitare i sensi ec. Stimolale nel proprio vale più d’ Eccitare e d’ Incitare : è Pungere con lo stimolo , cd anche semplicemente Pungere. V., onde include la idea di maggior impulsione. Instigare è Muovei*-’ con instanza , con insistenza a qualche cosa. Nel fig. è molto affine a Stimolare , benché sembri di maggior forza. Aizzare o Adizzare si usa nel proprio per Istigare i cani al morso. Nel fig. si avvicina molto ad Instigare, ma lo vince nella forza d’impulsione. Spigliele è Fare impulsione contro qualche oggetto; è Far forza di rimover sé o di cacciar oltre checchessia. Applicato al morale o al traslato significa E- spellere,impellere, Deprimere ec.V. Provocare: i Latini lo usarono in senso di Chiamar fuori. Nella noslra lingua però gode la nozione generica di Commuovere a checchessia ; e tanto nel fisico quanto nel inorale « impiegato con le nozioni affini a quelle di Eccitare, Incitare, la- sligare ec. Impellere è voce tutta lat. e vale Muover contro a checchessia. Urtare è Spignere incontro con impeto e violenza , od anche Imbatterò in un corpo con violenza e con scossa. Per sìmil. vale Far impeto, Stimolare, Scagliarsi contro ec. Nel mutati poi ha senso di Contrastare, Contraddire. V. Eccitatissimo , Ec-ci-ta-tis si-mo. [Add. m.] superi, di Eccitato. Lat. [excitatissiinus. Gr. xttoaavTÓrxTos.'] Tratt. segr. cos. donn.Vcc cagione de'dolori si truovano eccitatissime al continuo pianto. Eccitativo , Ec-ci-ta-ti-vo. Add. m. Atto ad eccitare. Lat. exc itali’- Gr- àvtytlpuv. Pallav. Tratt. stil. cap. 17. Anzi in essi (scherzi) ri' cercasi qualche sconcio , perchè sieno eccitativi del riso, clic sol dallo sconcio è prodotto. (B) Eccitato , Ec-ci-tà-to. Add. m. da Eccitare. Lat. excitatus, expcrrectuf- Gr. ìyipBtls. Fiamm. ». ig. Io adunque eccitata alzai il sonnacchioso capo, e pei* picciolo buco vidi entrare nella mia camera il nuovo sole* Buon. Pier. 5 . ». 8. Ma so Che non dee altrui muovere ardore D> eccitato pensier. Eccitatore , Ec-ci-ta-lé-re. [Esrb.m. r/i Eccitare.] Che eccita. Lai. citator, incitata-. Gr. irpinirép. Bocc. nnv. 41. 11. Come eccitatore degli addormentati ingegni. Tass. Ger. 11. 77. Conosce il popol suo l’altera voce , E il grido eccitata della battaglia. a — * (Fis.) Sm, Istromento di fìsica , di cui si fa uso per iscaricare un apparecchio elettrico, send esporsi a riceverne la scossa. (A ■ 0) Eccitatrice, Ec-ci-ta-trì-ce. [ Eerb. f. di Eccitare. Lat. quae excitat. Gr- s’yo'pouiri».] Lib. cur. malati. Cagione veramente sempre eccitatrice de* dolore. 2 — * (Med.) Facoltà eccitatrice dicesi quella che possiede la sosUiinO nervosa. (A. 0 .) Eccitazione, Ec-ci-ta-zió-ne. [Sf] U eccitare, Eccitamento. Lai. esci' tatio , incitamentum , irritamentum. Gr. i'ytpe is. Fir. Dial.bell.doni'- 348. Bisognando che per la eccitazione della bellezza universale tutte le membra nella separazione sieno perfette. Buon. Fier. 5. ». 8. *° son cosi invescato Della bontà di questi santi padri, Dall’ opre l ur °’ eccitazioni e cure. ... l a — * (Med.) Azione degli eccitanti sopra H corpo vivente. — Im ,a zamento parziale, o generale del movimento vitale. (A. Q.) Ecclatismo. * (Med.) Ec-ela-tì-smo. Sm. Lo stesso che Eclampsia. Ecclesa , * Er-clè-sa. Sf. E. L. e A. Lo st ssn che Ecclesia. F- e ' e( Chiesa, Fr. Giord. gfg- Per l’orazioni della Ecclesa , che pr.eg 3 F ( ECCLESIA ECCO 9 dicono gli Astrologi ee. Salviti. Pros. tose. 1. SS. Ma il crederlo un ostacolo a’ suoi disegni, è una ecclisse, per cosi dire, della maestà ec.(N) Ecce [ssetta , * Ec-clis-set-ta. Sf. ditn. dì Ecclisse. Lo stesso che Eclisse Ita. F. Ghedin. Berg. (O) Ecclissi. * (Aste.) Ec-clis-si. Sost. com. Lo stesso che Eclissi. V. (O) li peccatori. E » 5 y.Ed è questo tutto tempo santo e solenne nella Kc- desia di Cristo. (V) Ecclesia, Ec-clè-si-a. [A/i] F. L. [ e A. che presso i primi Greci si- gnificava ì adunanza de' cittadini dal banditole chiamali a deliberare sulle cose pubbliche. Fu poi applicalo ad esprimere 1. 0 La - -, rbeFrlittira F fi., noi. Ticini. congregazione de'fedeli uniti dalla stessa credenza , ed aventi per Eccuttica. (Astr.) Ec-chl-ti-c ‘ rf . r ;nrln annuale sotto" l’ccclittica. (Ni capo Ù sommo Pontefice-, s.° I principali ministri della religione o Lett.p. 2. Girarsi la terra p . .. cosa r impensata o 1 che la loro autorità-, 3.° I fedeli di un Regno o di una città -, 4° H tempio Ecco, Èc co. Avv.che significa t r . colla congiunzione E od il luogo dove si adunano i Cristiani per ascoltare la divina parola, ri- sopravvenga [ improvvisa ; e s u f c l e, rt ri..., V...... - .-s Cei*/»rv» » m -»•>#/ a. et ~tU /! ’ . .‘.V ns.acV cedere i sacramenti ed assistere alle funzioni religiose : in quest’ ultimo oggi comunemente dicesi ] Chiesa./''.—, Ecclesia, sin.Lat. ecclesia. 0t\ {Kx.\n. Bocc . nov. 2. 5. Ecco, Giannotto, a te piace ch’io divenga cristiano; ed io son disposto a farlo. E nov. s3. 22. Ecco, disse la donna, per questa volta io non vi voglio turbare, né disubbidire; ma si adoperate che egli si guardi di più nojarmi, che io vi prometto di non ■* - - ■■ - ■ - - - - - P---. yf» r/inn t/T finh c/v 1 predica contro la vanità e la fragilit « ** umane. — , Ecclesiastes, sin.'} Lat. Ecclesiastes. Gr. Ecclesiasterio.* (Archi.) Ec-cle-si-a-stè-ri-o. Sm. ff. G. Lat. ccclessiaste- rium. (Da ecclesia adunanza , ed istemi io sto.) Nome di un piccolo toatro fabbricato dall'architetto Apaturio y e di cui sappiamo da / > 7 - travio che fosse piacevolmente ma stranamente dipinto. (Mifc) Ecclesiastes. (Eccl.) Ec-cle-si-à-stes. [Sai. E'. A. E. e di '] Ecclesiaste. Amm, Ani. 22. 4• 5 . Ecclesiastes .• Non è uomo in terra , che faccia flou prenderà frutto di loro. Ecclesiasticamente , Ec-cle-sin-sti-ca-mén-te. Avv. A maniera di eccle - Sl a$hcn , f)a ecclesiastico. Lat. more ecclesiastico. Gr.ixxkr.crux.a'TiicZs. Fr. Giord. Pred. R. Vivono ecclesiasticamenteecon grandeesemplarità. k^^siASTico, Ec-cle-sià-slÌ-co. t&'m. senza pi.} Libro del Testamento vec~ chio [che vuoisi composto da Gesù figlio di Sirack al tempo di Antioco Epifune^ ed è una raccolta di precetti per la pratica di ogni virtù. Così detto perchè leggevasi nelle adunanze dì religione. Detto dagli antichi ranareton.] Lat. Ecclesiasticus. GrjKx\7)ffta.crriKd?.Pass.g. Onde il savio Ecclesiastico dice ec : se noi non faremo penitenza , cadremo nelle 1Ba oi dì Dio. ( Qui pai'e che sia posto come se fosse il nome delP au~ tore.) „ Cavale. Med. cuor. 26. E cosi, come dice l’Ecclesiastico, ec. E appresso : Onde nei predetto libro Ecclesiastico si dice: ec. E f5. Undc dice 1 ’ Ecclesiastico : ec. (V) 5 Uomo dedicato alla chiesa ; [ed in questo sign. nel pi. ha E * Ec-clis sàn-te. Pari, di Ecclissare. V. di reg. Lo stesso RLv",;. Ecl,ss - te '.^ (o) tornar più per questa cagione a voi. É nov. 77. 52 . Ecco , io non so. ora dir di no , per tal donna me n’ hai pregato. 6 — Particella responsiva , quasi Eccomi , per dinotare una gran prestezza nell’ubbidire. Lat. adsum. Gr. rra’prmi. gìorg. c.ld.st. fornisse Morgante : piglia del tien secco , Vienne qua meco ie Margutté'* disse : ecco. 7 — * Invece di Ora , Orsù , Dimmi , e sìmili. Lat. age, agedum, jan» vero. Bocc. g. g. n. 10. Gianni disse , ecco j poiché voi pur volete , domattina vi mostrerò come si fa. Fiamm. I. S. Ecco adunque morrò, e questa crudeltà conviene usare a me in me stessa. (Cin) S — [ Aggiuntovi Che talora ha la forza del semplice ] Ecco. Bocc. introd. 43. Ecco che la fortuna ai nostri cominciamenti è favorevole. r — Per Posto che , Dato che. Lat. esto. Gr. &KK’ ìctu. Filnc. 3. 5 < 9. Ecco che quello che tu divisi venisse interamente fatto, che avremo noi adoperato? niente. E 6. 66. Or ecco che pur laracquisti, che avrai tu racquietato ? E 7. 3n, Ecco che Fiorio a’miei prieghì vi vcnilse, e, di quella vago, oltre alla sua intenzione vi dimorasse non direbh’egli: Biancofiore, per te questo m’é avvenuto, che ini tirasti a Roma ? Mor. S. Greg. g. 5 . Ma ecco che 1 ’ uomo noti sufficiente a render testimonianza dell’ innocenzia sua , non può esso sapere questo lauto , cioè che egli sia innocente. 3 — Per Dappoiché. Modo poco usato. Cit. SS. Pad. 3. s5X Ecco che costei ebbe fatto un pezzo, ed ella si si fermò dinanzi al Re.(V). 9 — Si congiugne colle particelle Mi , Ti , Ci , Lo , La, Le ec. e vale Ecco me, Ecco a le , Ecco noi, Ecco quello T ec. Bocc. nov. i 3 . iy. Eccole, che ella medesima piangendo me l’ ha recate. E nov. 77. » 5 . Lo scolare ec., accostatosi all’uscio, disse: eccomi qui,madonna.» Ambr. Cqfàn. 5 . io. Ma oh oh eccolo Ch'esce di casa; vo’che qui aspettiamolo. (N) a — E dicesi anche Eccoti per Ecco, senza che si riferisca ad a’- cttna persona. Ved. i Eep. Decam. a c. 8ì. Lat • ecce libi .Fìt.Crisi. E, dicendo queste parole , eccoti quel malvagio Giuda, c pessimo mercatante. 10 — * Si congiunge con Quando , invece di E, pur significando cosa improvvisa. Pelr. son. 53. M' andava sconosciuto e pellegrino, Quand’ ecco i tuoi ministri i’non so donde ec. (N) 11 — * Unito a Già , e si collocò in mezzo del periodo. S. Agost.C. D. 3. 14. Certo si che s’erano partiti, ecco già la terza volta, sicché alla quarta fosse loro commessa prudentissimamente Roma. (Cin) 12 — [ Unito a Se] invece di Adunque. Lai. ergo. Gr. icpa. Pelr. cap. ri. Ecco s’un uom famoso in terra visse, E di sua fama per morir non esce, Che sarà della legge che’l Ciel fisse? » Bocc. g. S. n. 10. Fece maravigliosa festa, e disse: Ecco se tu fossi crucciato mèco , perciocché io non ti rendere’ cosi al temine i tuoi denari. ( X?ui in luogo del lat. vah, hai.) (Cin) «3 — * Replicato per esprimere il progressivo succedersi del tempo. Firenz. A sin. I. 2. Strofinandomi gli occhi, per armargli alla veglia , «'.C(Li5 S ,-,—.. / e trastullandomi con alcuna canzonetta, eccoti la notte, ecco le due Ecclus ’ £ >' s ‘“ a ' rc - l-du. e n. Lo stesso che ] Eclissare. V. ore, ecco le quattro, e la paura tuttavia cresceva. (Cin) sale,. Lr v ; c ~ sa 'i?’ C Add. in. da Ecclissare. Lo stesso che ] Eclis- Ecco. [Sost. com. F. A. V. e di' Eco.] Cr. g.g4- 2. Varroue dice, che presso tra sé 2 1 e‘1 * ‘ St ■ *’ina cc. per l’interposizion della Terra alla villa del signore si cleono porre (le api ) dove non rimbombi voce Ec- U , s( ., ì» , 5 p Vlc {? f lriv, * ta ùi luce ed ecclìssata. dell’ecco, imperocché si stima che questo le feccia fuggire, n Segna-, Cur. A./, tr ' • v ^ f ott com - 1° stesso che Eclissi. F. (A) (O) Crisi. Instr. 2. il. 1 g. La colpa vicn rassomigliata ad un’ecco, eh* Focab III W ° n a “ ramentc c * lc 1 i* 3 una ccciisse, coinè risponde pronta a rovina di chi la provoca. (N) , ECCO CHE ECHIDNA chiara-) TO Eeche-nà i-tlc. JS 7 . pr. f. ( Dal gr. eche suono, e naio o nco io abito : Abitante fra i suoni.) — Ninfa amata da Dafni. (Mit) Eciieneioe. * (Zool.) E-che*nè-i'de. Sm. F, G. (Da echo io tengo, i‘* sono unito e legato, e nevs per navs nave.) Nome dato ad un generi di pesci , chiamali volgarmente Remore, perchè , secondo la credenza quasi universale degli antichi naturalisti , avevano Inforza di poter fermare o ritardare il corso delle nuvi. (Bufi) ( 0 ) Echunlo , * E-cbc-nè-o. ZV. pr. m, ( Dai gr. eche suono , e neo io tor* uo : Cbi ritorna con suono , con fama.) — Il più vecchio ed eloqucn t& de Frati ) secondo Omero. (Mit) Eciiko. (Archi.) E-chè-o. [«Sto. F. G-] vSorta di vaso di rame che s*■ metteva ne ’ teatri per far risonare la voce. — , Eccbeo, sin. Lat* echea. Gr. (Dal gr. echeo io risuono.) Salviti. Pt(&. Tose. <• n8o. In somma, è un echeo, un salvavoce, un serbatojo, una dispensa, una conserva del canto.» Salviti. Buon. Tane. Cassetta con un fosso nel mezzo, che si vede nelle antiche, statue d’ Apodo, come unagiurd* a piè della celerà , per far rigettare e moltiplicare i! suono quivi dentro eccheggiando ; nell* ufìzio del quale echeo, o sonatolo, c succeduta la Rosa. (A) Echf.polo , * E-chè'po-Io. N. pr. m. (Dal gr. echo io posseggo, e p n ‘ lis città.)— Figlio di Anchise. (Mit) Echete. * (Zool.) E-eht-tc. Sf Così diconsi da alcuni i maschi delle cica.' Ir, e son quelle che cantano. (Da echeteoti verb. di echeo iosuono.)(Van) Echetla. * (Geog.) E-ché-tla , Echelra. Antica città di Sicilia. (G) Echstleo , * E*clie-tlè-o. N. pr- in. (Dal gr. echo io ho, ed ethelo io voglio: Chi vuol avere , Chi brama di acquistare.) Eroe onorti 0 dagli Ateniesi. (Mit) Ecueto , * E chè-lo. JS. pr. m. ( Dal gr, echihos odio , inimicizia. ) Re di Epiro , contemporaneo di Ulisse. (Mit) EcflEin*- * (Grog) E-ciiè-tia. Città d'Italia capitale de* Folsci• (G) Ea\ì.*lS.pr.m.Lfa. EchiyDali’ebr. ac/i fratello, ed i mio; Mio fratello.)(8) Echidna, * E-rhid-na. ÌY. pr- f. Lat. Echidna. (Dal gr. echidna Vipera. ) — Figlia di Crisaore e di Cailiroc , che i mitologi dese f- vano come un mostro , metà ninfa , mctu serpente , e che ebbe d (t Tifone V Idra , l' Orco , il Cerbero r l a Sfinge ec. — Prinripes$& iperborea deforme come la precedente , e che Ercole r$se madre Ae,aUrso , Gelone e Scita■ (Mit) EcamwA- * (Zool.) Sm. Genere di mammiferi dell' oidine degli sdenta 11 ^ Aie comprende due specie^ una della quali è /'echidna bistrix quadt' u ECliLNA pede j quasi gìvsso come il riccio, e tutto quanto coperto di forti spine coniche lunghe un pollice e mezzo. Probabilmente , ancorché non si conoscano chiaramente le sue abitudini, si nutre degl' insetti che raccoglie colla lunga sua lingua, ed abita nella Nuova Olanda, Il altra é V Echidna setosa , che è coverta di peli che coprono per metà le sue spine. Lat. Tachyglossos Illig. ( Dal lat. echinus , in gr. echino* riccio.) (Aq) (N) 2 Specie di pesce del genere murenofide, orefine de malacopterigii epodi , a motivo della sua rassomiglianza con un serpente , e specialmente della sua testa piccola e depressa , somigliante a quella d'ttna vip era , (In gr. echidna ovvero echis , ios vai vipera.) (Aq) (N) Echina, * (Anat.) E-chi-na. Sm. V. G. Lat. spina dovsalis. (Da echino* riccio.) Nome volgare della Spina dorsale desunto dalle apofisi spi- uose di citi abbonda. (Aq) «•cinsAOi.* (Mit. e Geog.) E-chì-na-di. Ninfe sommerse in mare dall'ira di Acheloo, e cangiate in isole da Nettuno : sono le moderne Cur'AO- l'in. (Dal gr. hecheis risuouante, e sia da naos domicilio, sia da mio io scaturisco. ) (Mit) EfiiiKALoo , * E*chi-nàl-do. N. pr. m. Lat. Lo stesso che Aginaldo.A^-^B) Eciusalopec.e.* (Geog.) E-chi-na-lo-pc*ce. Regione d'Aì'cadia , che prima chiamavasi Azania. (Mit) Echinakto. * (Zool.) E-chi-nàn-to. Sm. V. G. Lat. echinanlhus. ( Da echinos riccio , ed anthos fiore. ) Nome dato ad un genere di zoofiti dell’ordine degli echinodermi pedìcellali , chiamati ancora Rose di mare , perchè il loro nicchio è coperto di piccoli pungoli seto- Gr/, ora rialzati , ora coi iculì : nella circonferenza ora è rotondo, ora ad angoli ottusi , oi a ovale , ora ritagliato. I dieci viali sono eujyi, due a due rappresentano una foglia allungata , e tutti insieme una rosa. Pino. Clipeastri La ni. (Aq) (N) Lcihnaria.. * (Bot.) E-chi-nà-ri-a. Sf V. G . Lat. cchinaria. ( Da echi- nos riccio. ) Genere di piante untlobee, della poligamia monoeciu, famiglia delle gi'aminee, da Dhinaria.) (Aq) Echimi. * (Zool.) Ivchì-ni-i. Sm.pl . V. G. Denominazione dì una famiglia di animali quadrupedi , perchè comprende tutte le specie de' ricci od animali guernài di spine. (V. echinarìa. ) (Bufi) (0) E'hisiti. (St. Nat.) E-chi-nì-ti. tSm. pi. Echini fossili , de quali molti si trovano convertiti in selce. (Boss) Echino. (St. Nat.) E-chi-no. Sm. Lat. echinus. (Da echinos riccio.) Riccio terrestì'e omarino, e Scorza esterna della castagna.—, Echino- nietra, sin. (Aq) 2 **— * (Zool,) Genere di zoofiti marini dell ’ ordine degli echinodermi ECHION1DI l l danti. Vivono numerosi nella parete interna di una vescica semplice o doppia , somiglianti a granella di arena. Renier. (Min) (N) Echinodermi. (Zool.) E-chi-no-dcr-mi. Sm. pi. V. G. Lat. echinoderma. (Da echinos riccio,e derma pelle.) Nome della prima classe di zoofiti. Sono animati dì complicatissima struttura e rivestiti di una pelle ben organizzata, spesso sostenuta da una specie di scheletro , ed armata di punte o di spine articolate e mobili i hanno una cavita interna , ove ondeggiano visceri distinti, un sistema vascolare che non si e- stende in tutto il corpo, ma ha comunicazione con diverse parti del- V intestino e con gli organi vespiratorii che sano distintissimi. In molte specie vi sono de' filetti nervosi che , quantunque distribuiti senza ordine , possono fare le funzioni nervose. Renier, (Min) (N) Ecminofouà. * (Bot.) E-chi-nò-fo-ra. Sf. V. G. Lat, cclùnophora. (Da e- chinos riccio, e phero io porto.) Genere di piante , a fiori polipetali, della pentandria diginia, famiglia delle ombre llifei'e, le quali per carattere presentano un' ombrella universale composta al più di quindici raggi , wi collaretto dì cinque fòglioline acuminate , e delle ombrelle purziali con collaretti della stessa fórma. Il loro frutto è formato di due sementi riunite ed involte in una tonaca fungosa , ricoperta da piccolissime punte. (Aq) Echinoetalmia. * (Chir.) E*chi-no-ftal-mi-a. Sf. V.G. Lat. echinophtal- ruia. ( Da echinos riccio, ed ophthalmos occhio.) Infiammazione delle palpebre , nella quale le ciglia sono ritte e arricciate, — , Echino!- taluna , sin. (A. O.) Echinomelocatto. * (Boi.) K-chi-no-me-lo-càtto. Sin. V. G. Lat. echi- nomeloractos. ( Da echnos riccio, melea melo, e cactos cardo.) Curiosissima ed ammirabile specie di Cactus delle Indie occidentali, che perla forma della sua Lesta e delle sue spine sembra una naturale unione del cocomero e del cardo. (Aq) (N) Echinometra. * (St. Nat.) E-chi-nò-rne-tra. Sm, Lo stesso che Echino, V. Mattici. Berg. (N) Echinometre. (B, A.) E-ehì-nò-me*tre. Sf. pi. V. G. Lat. echinomvtrae. ( Da echinos riccio, e mctva utero.) Così dagli artefici di plastica ai nominano le forme di cera , di gesso, di creta , o di altra somigliante materia scavata in varie guUe, con cui con ispeditezza ed eleganza si fanno degli orci, od altri vasi perle mense. (Aq) Eciiinomie. * (Zool.) E-chi-no-inì-c. Sm. pi. Lat. echinomiae. ( Da echi- nos riccio marino, c mya mosca: Mosche arricciati,'. ) Mosche che hanno sopra il corpo de'peli molto ruvidi. (Aq) Echinopb. (Bot.) E-chì-no-pe. Sm. V. G. Lat. echinops. ( Da echinos riccio, ed ops , opos aspetto.) Genere di piante a Jion composti , dello singenesia segregata, famiglia delle cinarocefìde , a foghe spinose « pinnatifide ; così chiamate perche i capolini rotondi e ruvidi ih vul'is specie di questo g aiere somigliano au un ricalo. (Aq) (N) Echinopora. (Zonf.j E-chÌ-nò-po-ra. Sm. V. G. Nome di un geneiv di animali dell' ordine degli attiniejòr/m soprabituri ti • Pchpnjo pietroso stabilmente attaccato , disteso in espansione fogltlòrme t rotondata, striato leggermente in ciascuna pai'te , colta superficie su- periore echinata da piccole papille e da cerchietti rosacei,convessi,echina- tissimi , da un fòro pertugiati , e che cuoprono le stelle circolari sparsevi, fornite di lamelle ineguali, quasi confuse , dal fondo delle pareti innalzantesi, e che ne otturano in parte la cavità. (Dal gr. echv nos riccio , e pnros passaggio, meato. ) Renier. (Min) Echinorinco. (Zool.) E-chi-no-rin-co. Sm. V. G. Lat. cchinoiynchus. (Da echinos riccio, e vhcnchos muso, vostro, proboscide.) Some ai un genere di vermi intestinali parenchirnalosi della famiglia degli acantocefali : Corpo allungato rotondato 9 otricoloso , elastico , od i~ nernie n armato, con collo brevissimo o nullo,oppur longicollo \ proboscide l'ùirabile con uncini in serie disposti, subglobosa, od ovale od allungata , e nel mezzo ingrassata , o elevata , o conica , o cilindrica o lineare. Gl'individui alcuni sono maschi, ed altri fémmine . Si attaccano alle intestina per la loro tromba e spesso le perforano ; se ne trovano perciò nella spessezza delle tuniche e netta cavità addominale o aderenti agl’ intestini all' esterno. La più gnmde specie che suol trovarsi abbondantemente nelle intestine de’ porci e de cignali . , , . '... e/’echinorhynchus gigas. Renier. (Min) (N) pedtccllati , volgarmente detti Ricci dì mare, il cui nicchio sfèrico od Echinqttalmia. * (Chir.) E-chi-not-tal-mì-a. Sf. Lo stesso che Echino- ovale come l'involucro della castagna è coperto di folti spini. Si ciba- fialmia. V. (A. 0.) no di picciole conchiglie che si sottirano con i piedii i loro movi- Echio , * È-chi-o. N. pr. ni. ( Dal gr. echis , echios vipera. ) — Padre menti sono lentissimi) nell' interno son pieni di acqua salata. Comprende di Mecistea , ucciso da Polite. — Capitano trojano , trucidato da moke specie .fra quali la più comune è fechinus esculentus Lin.(Aq)(N) Patroclo. (Mit) (Bot.) Albero della Cochìnchina , di cui Loureiro uvea formato Echio. (Bot.) Sm. V. G. Lat. echiom. (Da echis, echios vipera , cioè un genere nella dioecia poliandria, da'moderni riunito al genere Mappa, viperina.) Genere di pi Mie a fiori monopetali, della pentandria mono- oistinto da foglie ovali ed acute, e da un calice monof/llo ecl ovale, ~ ‘ ' ' 1 " ' - -- .. - terminato da dentature lineavi ed ineguali. (Aq) (N) a ’— * T. usato pure da alcuni botanici per dinotare la testa o la ci- rna s pinosa di qualche pianta , per la somiglianza di questa parte co a ufi riccio od invoìuci'o d' una castagna. (0) 1 (Archi.) Ornamento di architettura , chiamato ancora Dovalo , P^t'chè nel mezzo di questo guscio si nippresenta una specie d’ uovo. Questo ornamento si colloca nelle cornici foniche , corintie e com- ginia, famiglia delle borraginee , col calice diviso in cinque lacinie e la corolla imbutiforme col lembo ineguale , il cui frutto consiste in quattro grani così stretti insieme e rugosi , che somigliano alla testa delle vipere ; le loix> foglie, non meno che il fusto , sono sparse senti'ordine di macchie nere e l'asse. (Aq) (N) — * (Zool.) Genere di molluschi delt ordine de' testacei, da Poli stabilito con una specie delle Anemie di Lui., i cui caratteri sono; privazione di sifoni e di piedi , branche sepuìxiie ec. Si trovano at- Eem SUe -./ At,) laccati alle ostriche e ad altri carpii ve ne sano in tatù i mari. (Aq)(N) , , Jy.pr.m.—Celebre indovino, uno di quelli che nacquero Echioide. * (Bot.) E-chi-ò-i-de. Sm. V- G. Lai. ectnoides. (Da echis vi- ‘ 1 denti del drago , e che diede il suo nome ad una ‘ ' ' " „„ ,-a ■ - -.- . colonia ulta- (. V.echino , sm. ) (Mit) ir (? eo »0 Antica città della Grecia nella Fliotùle , in fondo del S“lfo Maliaco. (G) «niNucARPo. * (Bot.) E-clii-no-càr-po. Sm. V. G Lai. cchiuocarpus. V • :" s r ‘“‘° 1 e corpus frutto. ) Specie di piante del genere anbio, la cui casella o frutto è spinoso. (Aq) hinococco. (Zool.) E-cbi-iio-còc-co. Sm. V. G. Lat. cchìnococcu 9 .(Da "ios riccio, e coccos specie di grano rotondo.) JSome di un genere ten; e ,' m ‘ v,testin "l‘ dell’ordine de’ Cistici: corpo subovato, testa di a armala , fornita di una corona di uncini, e di boccucce sue- (Bot.) pera , ed idos forma, rassomiglianza.) Nome dato dagli antichi a diverse piante , le cui sementi hanno qualche rassomiglianza con la testa di una vipera. (Aq) (N) Eemose , * E-cln ó-ne. N. pr. m. Lat. Echion. (V. Echio.)—Figlitelo di Mercurio e di Anlianira , uno degli Argonauti. — Uno de’ compagni di Cadmo, che lo ajntaruno a edificare Tebe. — Re di Tebe, padre di Panico—Uno de' giganti che scalarono il cielo, ec.(B)(Mit) Ecfi'.ONiDi:, * E-chi-ò-ni-de, Echiomo. N. pr. m. Nome patronimico dì Pan- leo , figlinolo di Echione. (Mit) Echion mi. * E-chi-ò-ni-di. Add. pr. m. pi. Nome con cui chiamavansi talora i Tebani, da Echione , uno de’fondatori di l*b». (Mit) 12 ECIIIONIO Eciiiomo, * E-cHi-è nio. XV. pr. m. Lo stesso che Echionide. F. (Mil) Eciiite. (Bot.) E-chi-Ie. Sf. F. G. Lai. echites. (Da echis vipera.) Ge- fiere di piante della pentandria mortoginìa, famiglia delle Apocinee , col calice diviso in cinque lacinie , la corolla ipoci alerif'orme , cinque squame nettar,, fere , due follicoli ed i semi chiomutì j la maggior parte delle sue specie hanno gli steli seipeggianii. (Aq) (N) a ~ (Min.) Sorta di pietra preziosa di color verde. Lat. echites. Gr. Lib.cur. malati. La echitefu nominata da Plinio nella sua Storia. Ecidjo. * (Bot.) E-ci-di-o. Sm. F , G. Lat. acidium. Genere di piante crittogame , della famiglia de’ funghi, costituito da una polvere bian- ca , gialla , rossa o nera , che nasce sotto V epidermide delle foglie viventi , e che si diffonde nella, sua maturità con tracce circolari e dentale , formale nell epidermide stessa. Le diverse specie, che lo compongo sono della pentandria monogima , hanno il calice diviso in cinque lacinie , la corolla ipoc. ratei ’ifa rm e , cinque squame ? iettavi- fere , due follicoli ed i semi chiomutì, nuocono spesso moltissimo alle piante, sopra te quali si trovano, distruggendo l'organizzazione delle loro foglie , ed opponendosi quindi all' esecuzione delle loro funzioni, tanto importanti al crescimento e perfino alla vita de' vegetabili. (Aq) (N) Slcìjs. * (Geog.) E-eì-ja. Lat. Astigis , Colonia Augusta Firma. Città di Spugna net Resno di Striglia. — nella prov. di Cordova. (G) Ecla. * (Geog.) L-c!a. Falcuno dell' Islanda. (G) Eclampsioe. * ( Med. ) E-cIàra*psi-de. Sf. F. G. Lat. eclampsia. ( Da echtmpso fut. di eclampo io splendo.) Malattìa convulsiva cronica o acuta , colla perdila de* sensi durante il parosismo , che attacca i Janciulli o con pwUui'e o con dolori che affettano le membrane del cej'veUo , onde loro sembra di veder brillare agli occhi una luce pas• saggi eia che dal volgo dicesi veder le stelle. (Aq) Eclarq, * (Geog.) E-clà-no, Quiutodccimo. Lat. Eclanum, Acculammo Amica città d’Italia nella Campania, distrutta nel settimo secolo. (G) Eclkmma. (Farm.) E-clcni-ma. Sm. F. G. (Da ec da, e lycho io lecco, onde eclicho che ha lo stesso senso , ed ecligma , sorta di eleltuario. ) Sorta di medicina che gli Arabi chiamano Locchi, e i Latini Lindi, perchè si pigliano in bocchi a modo di lambiì'e e leccare. Lat . Lin- cfcus, Eclegmaia. Pasta. (B) Ricetl. Fior. 108. Quella sorta di medicina che gli Arabi .chiamano locclii , i Greci gli chiamano eclcm- mi . . . perchè si pigliano in bocca a modo di lambire, e dissolvonsi a poco a poco, e si lasciano scendere. (Pr) £cleo , * E-clc-o. XV. pr. m. Lat. Oecleus. (Dal gr. he cleis , o sia Ae- filis la chiave.) (B) EcLETiaMo, * (LcU ) E-cIe-ti-smo. Sm. V. G. (V. eccleitici . ) Metodo di filosofare e di medicare. F. Eclettici. ( 0 ) Eclettici. (Leti.) E-dct-ti*ci. Add. e sm. pi. F. G. Lat. ecletici. ( Da edecteon verb.di eclego io scelgo.) Denominazione data anticamente ad alcuni filosofi , ed anche ad alcuni medici , a motivo eh’ essi sceglievano dalle altre SeUe quello che vi era di migliore e più ragionevole. (Aq) (N) Eclide , * É-cli-de. XV. pr. m. Lat. Oeclides. — JSome patron, di An- fiarao figlio di Ecleo. (B) (Mit) Eclipta , * E-clì*pta. Sf. F. G. F. e di’ Eclitta. V. (Aq) Eclise. * (Mus.) E-clì-se. Sost. com. F. G. Lat. eclysis. (Da ec da, c tysis scioglimento. Per altro sarebbe meglio dire eclisse da eclipsis mancamento. V. eclisse. ) Nell antica musica era un’ alterazione nel genere armonico , allorché una corda veniva accidentalmente abbassata di tre diesis al di sotto del suo accordo ordinario. (Aq) Eclisi. * (Med.) E-cli-si. Sf. indecl. F. G. Lat. eclisis. (Da ec da, e Ifsis scioglimento, onde eclysis che pur significa scioglimento , liberazione ec.) Dissoluzione , Deliquio dell' animo e delle forze , onde provengono l' asfissia, la sincope, e la lipotimia .— , Ecclisi, sin. (Aq) Eclissamento, * E-clis-sa-mt'n-to. Sm. F. e D’Eclissi. (A) Eclissante, * E-clis-sàn-te. Part. di Eclissare. Che eclissa. — , Ecclis- sante , sin. V. di reg. (0) Eclissai^, E-clis-sà-re. Alt. e n. ass. L’oscurare propriamente del Sole e della Luna. Impedire , per interposizione dun altro corpo , che essi tramandino a noi la loto luce ; e si dice anche d* altri corpi simili .—, Eccligsare , sin. Lat. de licere. Gr. iy.Kt'nrtiv, Dant. Par. 25 . Di veder eclissar Io Sole un poco. a — Per simil. Oscurare. Lat. obscurare , tegere. Gr.sV*. Che tanto importano le massime latitudini del dragone di qua e di la dell’ eclittica. (N) 2 — [ Usato anche come add. f. Via eclittica vale lo stesso che Eclittica.] Borgh. Rip. 6g. Sotto questo cerchio per la via eclittica senza inai fallare passando il Sole, ne forma l’anno in dodici mesi distinto. Eclo. * (Mit.) Centauro ucciso da Ampice nelle nozze di Pintoo. ( Dal gr. ecaloo mite, t placido , ovvero da eclos vespertino.) (Mit) Ecloga. * (Lett.) E-clo-ga. Sf. F . G. Così chiamavansi da’ Greci i passi scelti nelle opere degli antichi autori. F . Egloga. ( Da ec* da, c lego io scelgo, onde ecloge elezione.) Salvin. Cas. i 5 i. Ne’ quali ( sermoni ) non così per fretta troverai alcuna ecloga ( con gii antichi parliamo, i quali a torto sono ripresi da’moderni critici, ) la quale sìa per ogni parte priva di satirico aceto. (N) Eclogarii. * (Lett.) E-clo-gà-ri-i. Sm. pi- Coloro che raccoglievano le ecloghe. (0), . Eclope. * (Bot.) E-clo-pe. Sf F. G. T^at. cdopes. (Da ec fuo vi,elcpo io scortico, onde ecbpo io tolgo la scorza.) Genere di piante esotiche a fiori composti, della singenesia superflua , famiglia delle raggiate , da BnncìiS stabilito , e così denominalo dal calice ovale , oblungo, ed imbricato di scaglie cartilaginose cori appendici scarificate nella cima ; le sue specie da’ moderni sono state riferite a* generi Rclhania e GaMisogea. (Aq) (N) Ecmagora 5 * Ec-mà-go-ra. N. pr. m. ( Dal gr. acme fior dell' età , cd agoreo io aringo nel foro : Chi aringa nel fior della età .)—Figliuolo di Ercole e. di Filona■ (Mit) Ecmàlotarcà. * (Arche.) Ec-ma.-lo*tàr.ca. Sm. F. G. Lat. aecmalotar- chn. ( Da ecmalotos prigioniero, cd archos principe , capo. ) — Nome dato al conduttore o capo degli schiavi ebrei in Babilonia. (Aq) Ecmeà. * (Bot.) Ec-mè-a. Sf. F. G. Lat. aechmea. ( Da acme punta. ) Genere di piatite del Perii , dell' esnndna monoguiia ? famiglia delle brome/iacee , la cui unica specie c parasitica , con foglie ensiformi acu- ìeate e fiori pannocchiati giallastri ; così chiamate perchè uno degl' intagli del calice esterno del loro fiore termina in punta. (Aq) (N) Ecmelia. (Mus.) Ec-mò'li-a. Sf. F. G. Lat. ecmelia. (Da ec fuori, e melos canto.) Suono senza melodia , ossia la voce parlante , a differenza di Emmelia, che significa il suono del canto. (L) Ecmelo. * (Mus.) Ec-mé-Io. Add. m. F.G. (Da cc fuori, e melos canto.) Aggiunto di suono presso i Greci, cioè quello della voce inapprezzabile o parlante , che non può somminoti are melodia , per opposizione al suono cmmelo o musicale. (Aq] (Van) Ecsema. (Fis.) Ec-nè-fi-a. Sf. F. G. Lat. ecnephia. (Da cc da, c ne- phos ntd>e.) Impetuoso arrotamento dell’ aria, similissimo al Tifone, da cui differisce in ciò, eh* egli è formato di aria nubilasa ed opaca , onde è visibile da lontano , ed inoltre ha in sè qualche principio di abbruciamene ; ma il Tifone è folto d'aria trasparente, e non apporta calore. Del Papa. (A) Ecnobantb. * (Mìt.) Ec-no-bàn-te. Uno de' cani di Atteone. ( Dal gp- ecneo io nuoto , e bas , hantos a. 2. part. att. di beno io vo : Che va a nuoto.) (Mit) Eco. (Fis.) È*co. [iVost. com. F.G. Tutto ciò che V orecchio sente per riflessione dopo averlo sentito direttamente. Si chiama ancora Eco il luogo che è cagione del ripetere della voce o del suono.'] —, Ecco, sin. Lat. echo. Gr.yìX^' Teseid.n.'ào. Tale, che di lontan ben altrettanto Nelle valli eco trista risonava. « Car. Long. Sof. ioy. ( Firenze 1811 . ) Questi e molti altri simili inganni d’eco, di cui non aveva la semplice fanciulla notizia, le persuasero ec. Segner. Incr. 1. 20. 12. Chi però non vede altresì la stolidità di quell’improvvido zelo, il quale amerebbe che la pena rispondesse subito al delitto, conforme 1’ eco risponde subito al suono? (Min) . r 1 t _ £ p er metqfi Segner. Man.Lugl. ói. 3 . Lode tale, che non fa altro , se non che formar eco a quella che vien da Dio. (V) j * Parlar sott’cco Parlar basso. Lat. subiuissc elicere. ECOFORA ECTASI i3 gnl lett.fam, i.€i. Quando si parla sott’eco , si trova un invigorimento , c una propagazione così grande, che a parlar alto parrebbe eh’ e’ s* avesse a sentir dagli antipodi ec. (N) ^ *7* (Lclt.) Nome di un componimento poetico , nel quale le ultime sillabe d' ogni verso formano parole che fanno risposta ad alcuna Precedente interrogazione , come nell' esempio seguente : Quale avrà hn sì duro scempio ? Empio rispondi. (A) * (Mus.) Si applica tal nome a quella soHa di arie o pezzi in cui imitazione aeil’eco si ripetono certi passi , diminuendone L' intensità del suono •— Registro (Porgano, ovvero un secondo organo , po- stS| diciamo : Par economia , Mettersi in economia. Uomo economo , Eco f St,lre €con omico ec. n °mica , E-co-nò-mi-ca. [A 1 /?] Scienza [per la quale si apprende a be- e amministrare gli affari pubblici e ì domestici .— , Iconomica, sin.] al. oeconomice. Gr. oiy.ovop.iKn. (V. economìa.') Salvili, disc. 2. fG6. f ■» le *i ro < ì ua l e ne vengono e l’economica e la politica , umanissime 1 ^ 1 contribuenti alla felicità delle case e degli Stati. » Tolom. f' 1 - 4 ' * 53 . Voi sapete molto ben quel che sopra di ciò comandare- comunica. (N) c o&OM;cAM?NTE,E*co-uO'mi-ca.méu*te. Avv.Con economia. F".dell‘u$o.(kì Ecov ^ Berg. (O) W m, 0ì>UCO » E-co nò-mi-co. Add. m. Di economia , Che serve a econo- Dìs ’ °a C °ff ns / ?arm ‘0. Lat. occonomicus. Gr. otx.ovopix.os. Tiy. Rio,? j- m ‘ f 7-. Soprantendente generale all'economica e fedele esecù- *tiot ' d > L tuUl * !avori da me proposti. » Salvisi. Disc. 3 . *c OubUgazioui e buone osiccvanze ccoaotnicUc- (N) g, Domc- 2 — * (Bot.) Bolatiici economici furon delti da Linneo quegli autori che scrivono degli usi economici delle piante ; e Flora economica la parte della botanica che solo di ciò tratta. Bertoloni. ( 0 ) 3 — * (Chini.) Chimica economica. F. Chimica , j. 2. ( 0 ) Economico.*(L eIt.)A/w. Titolodiun'opera diSenofonte.Salvin,Disc. 3 .g Q$) Economista, * E-co-no-mì-sta. Aort. com. Che scrive su l'economia o la conosce. E. dell' uso. (0) Economizzare , * E-co-no-miz-zà-re. Alt. Amministrare con economia , cioè con risparmio , Risparmiare , Astenersi da gravi spese ec. E', dell’uso. (O) Economo , E*cò-no-mo. [Am. V. G ] Chi ha economia , [ Quegli che regola ed amministra gli affari domestici di una famiglia.) — -, lcono- mo , sin. Lat. administrator. Gr. oIkovopos. Segn. Pred. 35 . 5 . Ferma, gli direste;che fai sconsigliatissimo economo de’ tuoi beni? 2 — * E jìg. Salviti. Pros. 'Tose. 1. 555 . Chi n’ è la dispensiera , T amministratrice e T economa , se non la lingua ? (N) 3 — Chi amministra o ha cura de’ beni o delle rendite ecclesiastiche. Borgh. E esc. Fior. Soo. Erano tirati di mano in mano innanzi ai maggiori ( carnai) di lettori, di economi e di diaconi. A Colui che risparmia. 0 — * (Zool.) Nuova specie di ghiro o quadrupede del genere Topo campagnuolo , della quinta famiglia dell' ordine de' Roditori , cosi denominato dalla sua previdenza ed attività nel raccogliere durante la buona stagione le pj'ovvisioni per l'inverno. (Aq) E converso. E. L. Posto avverò. = Per l' opposito. Lat. contro. Gr. dvTixpv. G. E. 8. 6g . 1. Avevano volontà di ben vivere, e amavano la pace c la concordia , ed e converso per gli altri. Maestruzz. 1 . 58 . tit. Come si dee procedere quando la donna richiede il marito per suo, ed e converso. E appresso : In tutti gli altri casi credo che la donna dee essere restituita, s’ ella addomanda il marito suo , ed e converso. Com. Inf. 20. Vero è, eh’e* sono uccelli che sentono di parecchi di innanzi la mutazione del tempo di buono in reo, ed e converso. But. Significa che la dottrina dell’ uno c stata dichiaramen- to della dottrina dell’altro, ed e converso. Dittam. 1. ig. Ne’ miei prim’ anni ec. Multiplicava in me, di giorno in giorno , Senno, valore , bellezza e potere, Ed e converso ; ma qui lasso , e torno Alla mia tema. 2 — Seguito da Da capo rende piu viva e più forte l'espressione.Boez. l4 2 * Che se alcun seg-ga, l’opinione, che lui sedere stima, esser vera è di neccssitude. E converso da capo, se d’ alcuno vera sia T opinione , che lui sedere stima , esser vera è di necessitade. (V) 3 — Preceduto da Per , vale lo stesso che E converso. Erano. A acch. nov. 176. Cosi per e converso niuno é che tanto distrugga il corpo umano , quanto questo. (V) Ecpetambno. (Chir.) Ec-pe-ta-mc-no. Add. m. G. Lat. ecpctainenus* (Da ecpetannymi estendo, apro, dilato.) Dicesi delle ferite che sono molto aperte . (Aq) Ecpiema. (Chir.) Ec-pi-è-ma. Sm. V. G. Lat. ecpyema. ( Da ec da , e pyon pus.) Suppurazione , Ascesso. — , Ecpiesi , sin. (Aq) (A.O.) Ecpiesi. * (Chir.) Ec-pi-c-si. Sf.E.G. Lo stesso che Ecpiema./^. (A.O.) Ecpibsma. * (Chir.) Ec-pi-è-sma. Sf. E. G. Lat. ecpiesma. (Da ecptezo io comprimo.) Frattura del cranio nella quale le schegge ossee depresse comprimono il cervello od i suoi involucri. — , Empiesma , sin. Spargimento dell' occhio od uscita di quest’ otgano attraverso f apertura delle palpebre , per effetto di qualche causa straniera al globo , e senza aumento del volume reale di questa parte. (A. O.) Ecpireleo. (Chini.) Ec-pi-re-lè-o. Am. E. G. Lat. ecpyrelaeuni. (Da ec da, pyr fuoco, ed eleon olio: Olio cavato dal fuoco.3 E. Acqua di luce. (A) (A. 0 .) Ecpleuoma. * (Chir.) Ec-ple-rò-ma. Sf. V. G. Lat. ecpleroma. (Da ec in , e pleroo io riempio. ) Cuscinetto , Riempimento di cui si fa uso per togliere le ineguaglianze d'uria parte a fin di rendere piu unifórme l'applicazione delle fasciature. (A. O.) Ecplessia. * (Med.) Ec-ples-si-a. Sf E. G. Lat. eeplexya. ( Da ec in , da, e plesso io percuoto, onde ecplesso empio di stupore.) Stupore.^ Aq) Ecpnoe, (Fisiol.) Ec-pnò-e. Sm. E. G. Lat. ecpnoe. (Da ec fuori , e pnoe soffio.) Espirazione o moto del torace , per cui l'aria viene espulsa dal polmone. (A) Ecptosi. (Chir.) Ec-ptò-si. Sf. E* G. Lat. prolapsus. (Da ec fuori, e ptosis caduta. ) Smovimento delle ossa lussate , o dei frammenti di una frattura. — Ernia delle parti molli. — Eliminazione , e caduta delle parti gangrenate. (A) (A. O.) Ecregma. * (Med.) E-crèg-ma. Am* E. G. Lat . ecregma. (Da ec da, in, e rhegma rottura.) Eocaboln usato nell’ antica medicina per dinotare l'uscita della materia da un ascesso fatto naturalmente. (Aq) Ecretice. * (Geog.) E-crè-ti-ce. Antico paese dell'Asia , che Gredesi la parte settentrionale della Mingrelia • (G) Ecrisi. * (Med.) E-cri-si. Sf. ìndecl. E. G. Lat. ecrysis. (Da ec fuori, e rhevso fut. di rheo io colo.) Nome dato da Ippocrate allo scolo di un liquore fecondante , che , non essendo rimasto nell'ulei'Oy non potè prendere la forma di feto. (Aq) Ecritmo. (Med.) E-crit-mo. Add. m. E. G. Lat. ccrititìus. (Da ec fuori, e tythmos ritmo, misura, tempo : Irregolare.) Epiteto che si dà ad una specie di polso , perchè è irregolare , e non conserva misura nelle battute. (Aq) Ecroe. * (Med.) E-crò-c. Sf. E. G. Lat. echroe. (Da ec fuori, e rheo io scolo ) Evacuazione o Scolo di umori per qualche parte dei corpo. (Aq) Ecsarcoma. (Chir.) Ec-sar-cò-ma. Am. E. G. Lat. ccsarcoma. ( Da ec fuori, e scirx, sarcos carne.) Escrescenza carnea o vegetazione fungosa, di qualunque siasi natura .—, Ipersarcosi, sin. (Aq) Ectasi. * (Grani-) E-ctà-si. Sf. indecl. E. G. Lat. ectasis. (Da ec e tasis distensione.) Figura che cortfffCe nel far lunga una sillaba breve , con altro nome detta diastole , ed è opposta alfa Sistole, (Aq) i4 ECTELI1NSI 2 — * (Med.) Genere di malattia in cui il paziente è privo di senti- mento e di moto delle membra che rimangono nella situazione ui cui si trovano al principio dell' accesso. ( Dal gr. ec fuori, e tasis distensione. ) (Aq) Ectelinsi. * (Med.) E-cte-lin-si. Sf. indecl. E. G. Lat. ectelinsis. ( Da ec da, e tkelys femineo , c però' delicato, molle.) Mollezza della pelle e delle carni. (Aq) 3 — * (C'iiir.) Rilasciamento d’una fasciatura. (Aq) Ectesi. * (Geo".) E-ctè-ni. Lai. Ectenaei. Antichi popoli della Grecia , primi abitatori della Beozia. Da essi Tebe aveva il nome di Ectenia-lfi) Ectesi. * (St. Eccl.) E-ctè-si. Sf. P. G. Lat. ccthesis. (In gr. significa esposizione , spiegazione, da ec da , in , e thesis posizione.) Confessione di fede , pubblicata da Eraclio nel 63g ad istigazione di Si rgio patriarca di Costantinopoli, e la quale favoriva l'errore de' Monoletiti, stabilendo una sola volontà in G. C., ma poi vivacela e rigettata. (Aq) Ectilotico. (Farm.) E-cti-lò-ti-co. Add. e sm. E. G. Lat. ertelo lieti?'. (Da ec da , e tylos durezza, callo.) Epiteto dato a' rimedii buoni per consumare i calli , le verruche o porri , etl altre escrescenze formate sulla carne. (Aq) Ec ti l lotico, * (Chir.) E-ctil-lò-ti-co. Add. e sm. V. G. Lat. depilato- rius. ( Da ectilteon verb. di ectillo io strappo. ) Epiteto dato a' rune- dii , i quali servono per ispoglìure una parte ddpeli superflui che la cuopronoj altrimenti Depilatorio. (Aq) Ectima. * (Cbir.) E-ctì-ma. Sf. E. G. Lat. ccthyma. (Da ecthyo io fo ernzione , onde ccthyma pustula , tutto ciò che erompe dalla cute .) Esantema leggiero che comparisce improvvisamente e dura poeo.(Aq) Ectimata. * (Med.) E-clì-ma-ta. Sf. E. G. Lat. eclhimalurn. (Da ecthy- ma pullula.) Nome dato da Eolget ai tumori duri ed ineguali che si formano alla pelle, e che indi scompnjono. (A. O.) Ectimosi. (Fisiol.) E-cli-mò-si. Sf. indecl. E. G. Lai. ectbymosis. ( Da ec fuori, c thfmos animo.) È un agitazione veemente , ed una dilatazione del sangue e degli spirili, la quale succede nelle emozioni straordinarie d’allegrezza. (Aq) Ectipo. (Arche,) E-cli-po. Sm. E. G. Lat. ectipus. (Da eclfpoo io esprimo un dato modello , io formo un margine in rilievo. ) Appresso i Medaglisti è una figura di rilievo, od un’ impronta di sigillo, d’anello o di medaglia , ovvero una copia figurala di un' iscrizione, o d altro antico monumento. (Aq) Ectitrotico. (Farm.) E-cti-trò-ti-co. Add. e sm. E. G. Lat. eclitroticus. (Da ectitrosco io fo abortire.) Epiteto che si dà alle droghe che fanno abortire. — , Ectrotico , sin. (Aq) Ectioi.* (Geog.) E-ctì-iVi. Antichi popoli delle Alpi marittime, nella valla di Rarcellonetla. (G) Ectlimma. * (Cbir.) Ec-tlìm-ma. Sm. E. G. Lat. ccthlimma. ( Da ec fuori, e thlimma succo spremuto co’l tritare, ovvero thlimmos compressione. ) Ulcera superficiale della pelle, prodotta da forte compressione. (Aq) Ectlipsi. * (Gram.) Ec-tli-psi. Sf indecl. E. G. Lui. ecthlipsis. ( Da ecthlipso fut. di eetlìpo io elido, e vale lo sfesso che Elisione.) figura , per cui si toglie o si elide un m , principalmente nel fine di una parola . quando la parola seguente comincia da una vocale o da un B. Così in multum ille etc., nello scandire il verso si spegne l' M nel fine di multimi, e si fanno solamente tre sillabe in due pai-ole mult-il-le. (Aq) Ectocsamma. (Mat.) E-cto-gràm-ma. Sm. E. G. Lat. ectbogramma. (Da hecton per hecaton cento, e granitila sorta di peso. ) Peso multiplo della grammo, che consta di cento granirne. E. Gramma. (Aq) Ectolitbo. (Mat.) E-ctò-li-tro. Sm.E.G. Lai. hcctolitrum. (Da hecaton cento, e litro sorta di misura di capacità. ) Misura multipla del litro , che consta di cento litri. E. Litro. (Aq) Ectoma. * (Cbir.) E-ctó-ma. Sf. E. G. Lai. ectomr. (Da ec fuori , e tome taglio. ) Escisione , Ablazione , Amputazione ; detta anche Ec- cope. E- (A. 0.) , Ectometro. (Mat.) E-ctò-inc-tro. Sin. E. G. Lat. hectoractrum. ( Da hecaton cento, e nietron misura , metro. ) Misura multipla del metro , che consta di cento metri. E. Metro. (Aq) Ectonstero. (Mat.) E ctou-stè-ro. Sin. E. G. Lat. hectonsterom. ( Da hecton cento, e stereos solido.) Misura multipla dello stero, che consta di cento steri-, perchè questa misura serve particolarmente per misurare ì corpi solidi. — , Ectostero , sin. E. Stero. (Aq) Ectopia. (Cbir.) E-cto-pì-a. Sf. E. G. Lai. ectopia. ( Da ec fuori, c topos luogo.) Smovimenlo delle ossa, Lussazione. (Aq) (A. O.) Ectopisia. * (Med.) E-cto pi-sì-a. Sf. E, G. Lat. cctopisia. (V- ectopia.) Situazione anomala e permanente di visceri, di vasi , dell orifizio di qualunque canale escretore ec. (Aq) , Ectopocisti. * (Med.) E-cto-po-cì-sti. Sf. E. G. Lat. vesicae situs muta- tio. (Da ec fuori, topos luogo , e cyslis vescica.) Slogamento, Rimovimento della vescica. (Aq) a — * Usato anche come add. Diconsi i mali che provengono da simile rimovimento della vescica. (Aq) Ectoprotioo. * (Farm.) E-cto-prò-ti-co. Add. m. E- G. Lo stesso che Eccoprotico. E. (Aq) Ectostero. * (Mat.) E-cto-stè-ro. Sm. Lo stesso che Ectonstero. FC(Aq) Ectrapelogastro. * (Med.) Ec-tra-pe-lo-gà-stro. Add. e sm. E. G. Lat. ectrapelogaslrus. (Da eclrapelos degno di avversione, e gasler ventre ) Chi è di ventre eccessivamente grande, mostruoso . (Aq) Ectrjmma. * (Med.) Ec trìm-ma. Sf. E. G.Lat■ ectrimma. Ulcerazione della pelle nelle parti del corpo a contatto col letto. Altrimenti Decubito. ( Da ec da, e irimma tutto ciò eh’ è tritato. ) (A. 0.) Ectropio. (Chir.) Ec-trò-pi-o. Sm. E. G. Lat. ectropinm. (Da ec da , e trope volgimento.) Rovesciamento della palpebra' infoiare, che impedisce la superiore di coprire l'occhio, in conseguenza duna escrescenza carnosa, di una piaga, di un ulcera, o di una cicatrice malfatta. (Aq) Ectrosi. (Cbir.) Ec-tró-si. Sf indecl. E.G.Lat. ectrosis. (Da cctitroso fut. di edili-osco abortisco.) Lo staso che Aborto . Altrimenti’Ediosmo. (Aq) EDEMATICO Ectrosmo. (Cbir.) Ec-ti'ò-smo.iS’/u. EG. Lo stesso che Ectrosi. E. (Aq) Ectrotico. (Med ) Ec-trò-ti-co. Add. e sm, E. G. Lai. ectroticus. ( V . Ectrosi.f Lo stesso che Ectitrotico. E. (Aq) (A. 0 ) Ecoba , E-cu-ba. N. pr.f. Lat. Hccuba. (Dal gr. hecas lungi, e bno 'O. v ° ( Chi va lungi.) — Figlia di Dimante, re di Tracia ,' e sposa di Priamo, re di Troja , a cui partorì diciassette figliuoli. (Mit) Eccleo, E-cù-le-o. [Sm.} Sorta di tormento [ fatto dileguo, a similitudine di cavallo, sopra il quale anticamente si distendevano coloro dalla cui bocca si voleva trarre a forza la confessione delle colpe ond erano accusati o altri per tormentarsi. Anticamente Aculeo. E. tj.5.] L/it.equiileiis. Gr. rpoxos Eit. S. Ani. Li tormentavano su gli cenici, li grattugiavano sulle grattugie. Segn.Pred.io. so. I martini più fieri,le croci, le cataste, gli eculei, furono un sogno, paragonati al diletto clic poi seguì. Ecumenico. (St. Eccl.) E-cu-mè-ni-co. Add. m. E. G- Universale ; ed è per lo più aggiunto di Concilio. Lai. ad totum orbem pcrtinens, accumenicus. Gr. oìxov/tmxo’s. (Da icumene terra abitabile.) 2 — Per simil. Magrd. Leti. In concilio ecumenico d’ Atei. (A) Ecumenio , * E-cu-me-ni-o. N. pr. m. ( Dal gr. icumene terra abitabile.) —Untore greco del secolo fi., e compendialore di S. Giovan Griso.- stomo. (Ber) Eczema. (Chir.) Ec-zè-ma. Sm. E. G. Lat. eczema. (Da eczeo io bollo, io scaturisco , onde eczesis ed eczesma eruzione fervida , bollimento , pustole.) Specie di pustola che tramanda una materia molto ardente. — , Eczesma, sin. (Aq) (A. 0.) Eczesi. (Med.)Ec-ze-si.iS’/. E. G. Lai.excsisfV.eczema.") EJfervescenza.(Af) Eczesju. *' (Cbir.) Ec-zè-sma. Sm. Lo stesso che Eczema. E. (Aq) Ed. Congiunzione. E. E, §. f. ’ Eda. * (Geog.) Piume del Poloponneso nella Messenia. — Una delle isole Orcadi. — Alarne dell'Arabia Felice.— Città della Svezia. (G) Edace, E-dà-ce. Add. com. E, L. Che divora , Che consuma $ [/un cgg 1 non s userebbe fuorché pei- traslato e nello stile poetico o gra- ve.."] Lai. vorax , edax. Gr. ,, fiopos. » Ricc. Antilucr. fie- gni io non vo’di cure edaci a prezzo. (A) Edacissimo , E-da-cis-si-mo. {Add. m.J superi, di Edace. L.at. edacissi- mus. Gr. Pop/éraros. Irail. Segr. cos. domi. Sembrano astinenti, ma sono edacissime. Edam. * (Geog.) Città del Regno di Olanda. — Isola dell’ Arcipelago della Sonda. (G) Edderto,* Ed-bcr-to , Eadberto. N. pr. m. Lat. Eadhertus. ( Dal sass. ead felicità, e beort ili usi re : Illustre por felicità d’imprese.) (B) Edep. * (Grog.) Lago, del Basso Egitto. (G) Edda. (Mit. Scarni.) Ed-da. Sf. Libro che contiene i dogmi, la religione ec.degli Scandinavie degl, altri popoli del Settentrione. (A)(Mil) Eddai, * Ed-dà-i. N. pr. m. Lat. Hcddai. ( Dall’ebr. ked gloria, e jV* signore : Gloria del signore.) (B) Eddana. * (Geog.) Ed-dà-na. Antica città dell’Asia fondata da’ Fenicii sulle rive deli Eufrate. (G) Edbara. * (Geog.) Ed-dà-ra. Antica città dell’ Arabia deserta. (G) Eddomada, Ed-dò-ma-da.aS^ Lo stesso che Ebdomada. E.Boez.5 .11 quale : (libroj delle eddomade intitola. (V) / Eddomauario. * (St. Eccl.) Ed-do-ma-dà-ri-o. Add. e sm. Lo stesso che' Ebdomadario. E. (O) Eddomea. * (Arche.) Ed-do-mc-a. Sf E. G. Lo stesso che Ebdotnea , Ebdomera. E. (0) Eddoke, * Ed-dó-nc ÌV. pr. m. Lai. Eddo. (DalI’ebr.eJ vapore, ed on tristezza; Vapor di tristezza.) (U) Edeagrafia. (Anat.) E-dca-gra-fi-a. Sf. E. G. Lat. aedaegraphia. (Dà edili parti delia generazione , e graphe descrizione. ) Parie dell’ A- natomia , che ha per oggetto la descrizione delle parti della generazione. — , Ediagrafìa , Aidojagrafn, sin. (Aq) Edealogia. (Anat.) E-dea-lo-gi-a. Sf E. G. Lai. aedealogia. ( Da edia parti della generazione , c logos discorso. ) Parte dell’anatomia , che tratta delle parli della generazione —, Edialogia, Ediologia Aidoialo- già, sin. ( A q) Edeati. * (Geog.) E-dc-à-ti. Antichi popoli dell’ Illiria. (G) Edeatomia. (Anat.) E-dea-to-mi-a. Sf E. G. Lat. aedacatomia. ( Da e dia parti della generazione, c tome incisione.) Pane dell'anatomia i che ha per oggetto la dissezione delle pani della generazione. — > Edialomia , Aidojatomia , sin. (Aq) Edeja , * E-dè ja. iV. pr. m. Lai. Edeia. ( Dall’ebr. hed gloria , strepito , fama, e jaah Tesser bello, elegante, decoroso.) (B) Eoel. * (Geog.) Easta contrada della JSuova Olanda. (G) Edema. (Med.) E dè-ma. [ Sm. E. G. In generale s intende d'ogni sorta di tumore , ma particolarmente di un tumore acquoso , molle e freddo, che cede all’ impressione del dito , e la ritiene per qualche tempo senza essere accompagnalo da alcun dolore. Questa malattia attacca indistintamente tutte le parti del corpo, ma più sovente le estremità infi ritirili Lat. aedeina. Gr.dArnia.. (Da ideo son gonfio.) Red- cons. i. So. Quel tumore che edema comunemente si chiama da’ medici, fu dagli antichi creduto ec. esser cagionato ec. E 52. Stagnando abbia enfiato le gambe, e generatovi un tumore floscio ec.,cheè quello che edema ho finora chiamato. 2 — del cervello : * Denominazione data da Ippocrate allo staio morboso dell’ encefalo, che si riconobbe essere il rammollimento della sostanza cerebrale per effetto d'infiammazione. (A. 0.) 3 — della glottide: * Nome dato da Bayle all' inspes samento edematoso delta membrana mucosa che riveste l’apertura supcriore delbt laringe , in seguito ad una varietà di laringite che si osserva negl 1 adulti, e che in breve tifa perire per l’otturamento della gioitile (A G) 4 — gel polmone : * Inzuppamento sieroso del polmone , che lo rende meno permeabile all’aria, e promuove la dispnea. (A. 0.) Edema. * (Geog.) Antica città della Palestina. (G) Edematico.(M ed.) E de-mà-ti-co.[-dzM. e sm.'ìQuegll che patisce di edema, led Edematico delle gambeee. quegli che quivi ha I’edeinu.] Jicdafi ‘ ’ EDEMATOBLEFARO *• f. a - Stanti tutte queste cose , nel caso che si propone d' uno ede- malico delle gambe , io sono dì parere che ec, (Chir.) E-de-ma-to-blè-fa-ro. Sm. V. G. Lai. oedema- tob epharmn, ( Da idema edema , e blepharon palpebra. ) Edema £ ^elle palpebre. (Aq) D *MAToso. (NleA^K-de-mn-lò-M.[Add.m.~\ Aggiunto di tumore molle e sieroso. Appartenente a edema. (In gr. idemalois ovvero idemalodes vai tumido, enfialo. ) Red. cons. i. 5 o. Tramandata ( la pituita J “ a vasi maggiori a’ minori e più deboli, fin tanto che arrivata ne’ debolissimi, ivi stagnando, cagiona il tumore edematoso. E 200. Non EDIFICARE * Add. pr. /«. Di Edessa. (Vati) (Geog.) E-de-tà-ni. Ant. popoli della Spagna i 5 Edesseno. Edetàni. * (Geog.)' E-de-tà-ni. Ant. popoli della Spagna , che abita vano V Edetanìa , cioè la parte settentrionale del Regno di Valenza della quale Edeta era la capitale. (G) Edfd. * (Geog.) Lai. Apollinopolis magna. Città dell* Alto Egitto nella provincia di 2 'ebe . (G) Edgard, * Ed-gà*ro. ÌV. pr. m. Lat. Edgarus. (Dal sass. eadìg felice, cd ar onore.) — Le d Inghilterra detto il Pacifico nel secolo X- — Ile di Scozia nella fine del secolo XI. (B) (Van) ( Edheme * (St. Oli.) E-dhè-mi. Ordine, di monaci musulmani, coir chia- Vl è accompagnamento veruno di palpitazione dì cuore cc.: nè di tu- muti dal notne del loro istitutore Edhem. (Mit) more edematoso nelle gambe e nel ventre inferiore. E leu. 1. l’òo. Io Edia. * (Boi.) E-di-a. Sm. T.G.Lat. aidia. ( Da aidos eterno.) Genere di per me credo che quesli così fatti tumori edematosi nelle gambe yen- pi tinte della pentandria monoginìa, famiglia delle capri bglìacee, distinto S**no pec cagione de’vasi linfatici relassati e indeboliti. “■'* «Ailètto di edema. Red. Lctt. 1. i 3 ì . Sono sempre stato di opimo- n fj e c., che sia cosa dannosissima lo applicare medicamenti esterni a, Ie gambe di coloro i quali le hanno edematose. ^emazia, (Chir.) E-de-ma-zì-a. Sf. G. Lat. oedematia. (Da idema, l denintos tumore, gonfiamento. ) Tumidezza o gonfiezza di qualche per un calice tubuloso a cinque denti e per la corolla a sottocoppa col• In gola lanata, e le antere attaccate alle incisioni del lembo. La sola speda aidia cochinchinensis è un albero di alto fusto con foglie opposte lanicolate e fori bianchi a pannocchia $ cosi denominato dal suo legno durissimo che difficilissimamente marcisce , anche stando nel! acqua . (Aq) (N) *-UEMEftA. * (Zool.) E-dè-me-ra. Sm. T. Q t f^ n i w oedeinera. (Da ideo io ^gonfio, e meros coscia.) Genere d'insetti della seconda sezione dell' ordine de' coleotteri , famiglia delle cistelenie, da Olivier stabi- uto con alcune specie di Geojfroy , da labrici o e da Linneo di- p s P e, 'se in altri generi , e caratterizzati dalle rigonfie loro co*oe.(Aq) Dt »o , * E-dè-mo. IV. pr. m. (Dui gr. edeome io riverisco ; Uom degno di riverenza, ovvero Riverente.) — Cittadino di Cilnos adorato Co me un dio dopo la sua morte. (Mit) ^kmosarca. (Chir.) E-de-mo-sàr-ca. Sm. V. G. Lat. oedetnosurca. (Da l f ema. gonfiezza , c sarx , surcos carne. ) Tumore che partecipa del- j. 1 e dema e del sarcoma. (Aq) -l'.ew. * N. pr- m. Lat. Eden. (D A. * (Geog) E-de-nè-i-da. Antica isola del mare Egeo. (G) e o^almo.* (Med.) E-de-o-pàl-mo. Sm.K. G. Lat. ocdeopalmus. (Dal gr. e uiQn genitale, e palmos vibrazione.) Co stesso che Satinasi, Priapismo. p • , Aidojopalmo, Aedeopalmo, Édiapalmo, Ediopalmo, sin. (A.O) ,- 0 ,-s fia.* (Chir.) E-de-o-pso-f ì-a. Sf. T.G. Lo stesso Edopsofiu. f^. (Aq) a pr. m. Lat. Eder ,lleder. (In cb .ghueder da ghueder gregge.)(B) "T (Geog.) Antica città della Palestina. — Fiume degli Siali Prus- y, Sllì ni nella Test.falla. — Città dell’ Indnstan. (G) - D ®|U. (Bot.) È-de-ra [Sf. Genere di piante della pentandria monogi - 5 famiglia delle caprifogliacee , che porta i petali alterni cogli antl t ed una bacca a cinque logge con cinque semi : contiene al - j *[ e specie tutte rampicanti , o repenti. Dall'edera comune, hedera Jio ‘ x > cola una gomma-resina detta Gomma di edera, le foglie servo- ì a Medicare i cauterii.. —,EMera, Edera arborea, Écllcra,sfn, Lat. c ^ra Eia.) Gr. xtmrós, Lib . cw\ malati. Lodavano le corone intiec- *ate delle fogl ie dell* edera. tSommz. Are. pivs. g. Preso un legno di c ei *^d e Ult0 adoro, e quelli insieme per buono spazio fregando, Ue^ a 1 ^ UOc0 - R p d' Iditir. fo. D’edere e di corimbi il crine ador- *■ * ‘"“® rr,a vano ì cauti Le festose Baccanti. L Edera terrestre , comune ne fossi e che forisce un poco prima della primavera è una pianta labbiata che si usa in medicata come 3 eVf fnente tonica e stimolante. Lat. gleclioma Jiedcracea Lin. (Aq) (N) f.j Ede f a del Canada fiorisce dal giugno al luglio ; è indigena dnin , della Siberia ec. Lat. vitis hederacea Lin. (Aq) (N) J* a ceo. (Hot.) E*de-rà-ce o. Add. m. Di edera. Lat. ederaceus. Gr. ^verivos. Salvi». Ptvs■ 7 'ose. 1. 162. Nclia stessa guisa che Bacco ^ s uoi pampinosi e ederacei tirsi la natura di i -'io dimostra.» Menz. tf > Poe/, iib. o. D’cderacca fronde Serto straniero al cria tesser mi a • (Miu) Resina cderacea, e comunemente Gomma d’edera f dicesi quella ». f ia ' res O‘u che cola dal tronco dell'edera elice , e che si adopera Cf efur : nac,c - (a. o.) * E-de-rà-to. Add. m. Di edera , Sparso di edera ec. ; e tro- Ed e “ c */o di \ esté, Patera, e simili ornate di foglie di edera. (Mil) c /-o , * E dorì-fe-i o. Add. m. F^. G. e L. Che porta edera, e clil to d'edera. Salviti. Cas. 3 g. I versi adunque d’Orfeo sopra v eepl°' C °^ tacc0ii cì dicono: E\a3ta , cantatore d’Evoè , Amico di fere * 2 ** ’ ca P° ^ i Sileni Giovani, e a Najadi , c Bacche tue ederi- e a „ ru Jf' fiaccati. La gran torba pumpinifera, Ederifera, Bacchife- ^^ u ;r voic e (N) ^end l-'de-ró-so. Add. m. Pieno d'edera. Ederaceo. Ckiabr. ^* u Ssia * Aerosi corimbi ogni uom verdeggi. (A) e,/ r . ‘ . t, d.) E-dè-si-a. Dea che priesedeva al mangiare. (Dal gr. KÌocond j. 5 *' 0, pt. m. Lat. Acdesius. ( Dal gr. hedys soave , 0 da eides oscuro, deforme , o da idesis scienza.) — ^°eco/etuco def secolo t F^., nemico de' Cristiani , (Vau) Ant} ca • E-dès-sa. Antica città della Grecia oggi Vadena.— v. r ^/A a ne ^ a Mesopotatnia. f r . Calliroe , Giustiuopoli, ’ Grra. ((x) lirio con E-des*sè-no. Sm. ISome dato altre volte adujicol- atcocolla f oppio, co nsta , cadmia e acqua. (A. 0 .) Édiapalmo. * (Med.) E-dia-pàl-mó. Sm. V. G. Lo stesso che Edeopalmo, r. (A. 0.) Edicaria. * (Bot.) E-di-cà-ria. Sf. V. G. Lat. hedycarya. (Da hedys dolce , e da curyon noce. ) Arboscello della JSuova Zelanda , da Tornei' osservalo e da Lamarckfigurato , che forma un genere nella ico - sandria poliginìa, famiglia prossima alle orticacee, con fiori dioici ed antere sessilì\ barbate nclCapice ; cod denominato dui suo frutto che consiste in sei o dodici noci con un seme d’uno squisitissimo sapore fh q\N) Eoicmo. * (Bot.) E dì clii-o. Stri. T. G. Lat. hedyebìnm. ( Da kedfs soave, e da c/1/0 io ddfondo.) Genere di piante esotiche delia mo- iiandvia mouoginia, famiglia delle scitaminee, col calice monofiUo, /a corolla rovesciata, e V antere terminali col filamento articolato ; £ fiori spandono un soavissimo odore. (Aq) (N) Edickgmo. * (Zool.) E-di-cné-mo. Sm. V. G. Lat. oedicnemus. ( Da i- deo io gonfio, e da cneme gamba. ) Genere d'uccelli dell’ ordine de* trampoheri o gralln di Lin. ; così da Beton denominati per la conformazione particolare delle grosse loro gambe, le quali al di sotto del ginocchio hanno unu tanto notabile elevazione che sembrano gonfie. La punta del becco è rigonfiala sopra e sotto, la fossa delle narici estende sino uIla metà della sua lunghezza. Le specie più grandi vivono soprulutto nelle terre secche e petrose , si cibano di lumache , d'insetti ec., assomigliano a delle piccole specie di ceIt ani a, ed hanno i piedi reticolati. (Bufi*) (N) Edicola , E-dì-co-la. Sf. T. L. Casetta o Tempietto picciolo. Lat. 30 dicula. Sannaz. Arcad. egl. 12. Poggiamo or su ver quella sacra c- dicola. (V) E dicono- * (Arche.) E-dì-co-mo. Sm. Nome di una specie di danza accompagnata dui canto presso i Greci. ( Dal gr. haJo io canto, e co - iwoa convito lascivo.) (Van) Edicreà. * (Boi.) E-di-crè-a. Sf V. G. Lat . hcdycrea.(Da hedfs grato, e creas carne.) Genere di piante esotiche della pentandria monoginia, da Schreber e da FVildenow cosi denominato , perchè la loto bacca ovale contiene una bianca carne che fornisce agli abitanti della Gufami un piacevole nutrimento , da' moderni botanici riportato al genere Licania. (Aq) (N) Edicro. * (Zool.) E-di-cro- Sm. V- G. Lat. hedycrum. (Da hedys grato, e chroa colore.) Genere d' insetti dell’ ordine degl' imenotteri, della famìglia delie Crisidiane di Latreitle, da Eabvicio formato colle ehry- sisLin , il quale comprende alcune poche specie , ma tutto con un e- slerno ornato dei piu brillanti colori. (Aq) (N) Eoicroo.* (Farm.) E-di crò-o. Sm. Medicamento composto di varii ingredienti, che desume tal nome dal suo bel colore giallo. (V.w//cro.)(Aq) Ediepe. * (Mit.) E-di-t‘-pe. Soprannome di Apollo , dal dolce pariure. ( Dal gr. hedys dolce, e kepo io dico.) (Mit) Edu-icamento , E-di-fi ca-méu-to. [Sui.] U edificare,[Edificazione. Dificamento, sin.] Lati aedificatio. Gr. oUo&o/JOFni’. Com. Inf. Le quali diedero ajutorio ad A ntìone nell* editìcaroeulodella città di Tebe. But. Par. 6 . 1. Dall'ed^ficauieuto di Roma fino a’suoi tempi. 2 — Per mctaL [ Cagione e stabilimento di checchessia . J Giu'd. G. - . — *4 — parole edificanti, pronto e sano lo spirito ec., ogni cosa spirava l’abituata sua devozione. Edificare, E*di-(ì-cà-ie. [Atti] Fabbricare ; e dicesi propriamente degli edìfìzii di muraglie. (—, Deficare, Dificaré, Dificiare, Acidificare, Ad - tkare , sin. /^.Costruire.) Lat. aedificarc, construere. Gr. G. P'.g. 256 . 2 . Si ha una torre alla 60 braccia, fondata sopra una pila di ponte ordinato a ivi edificare. Pass, tgf Santo Agostino dìceche l’amcr proprio, per lo quale si spregia Iddio , edifica la città deli’ Inferno. 2 — Per meUìf. Indur buona opiuione , Ear restaro altrui bene impressionalo , Dar buono esempio ; e propriamente si usa pailandodi costumi e di bontà dì vita. Lat. aedificareesemplo esse. Gr. -rea.- KavxtfT-nffaA. Lib. Pred. Vedessono gli esempli suoi della sua santitade e vita , e per questo fossono bene edificati. Alar. S. Greg. Ogni cosa m’è lecita, ma non ogni cosa m'edifica. Maestruzz. 2 . 7* 11. Quando alcuno buono Religioso dimostra dinanzi agli strani maggiore componimento , acciocché eglino più sìeno edificati, costui non pecca, ma merita. 3 — Disporre l'animo d’ alcuno all’ altrui favore ; ma fàrseo/rgn/t ne*t passerebbe senza taccia d' affettazione. Car. L*»tv negoz. 6 Questo ho voluto che sappiate per un particolare, perchè possiate da qui iti- 16 EDIFICATA nanzi edificar ben Sua Maestà verso la sua persona. E altrove : Edificatela bene della qualità del caso , che tutti gli altri innanzi a me 1* hanno conferita, ed io medesimo la conferii. (Min) 4 — * Dìcesi Edificare edificii. Bocc. Pisi. Pr. SS. Ap. p. fo. ( Ed. moderna.) Stando ancora in piedi molti edificii, certamente molto magnificili, e’ (eglino) nel suo ragguardarc rendono testimonio della grandezza dell’animo di colui che gli edificò ; ma i nomi di quelli sono mescolati cou alcuna confusione della sdrucciolevol memoria; sicché tu non puoi conoscere chi quelli più che questi abbia edificato. (N) 5 — [ZV. pass. Prendere edificazione, Tor bnon esempio.] Fv. Jac. T.fi» 35. i3. Dèi esser ben composto Nelli tuoi portamenti,Che ogni uom, che ti vede, Sì possa edificare. 6 — * JV. ass. nel primo sign . Tass. Ger. 1. 25. Non edifica quei che vuol gl’ imperi Su fondamenti fabbricar mondani. (N) Edificata, E-di-fi-cà-ta, Sf. VA. E. e di’E difizio. Fr. Jac. T. Uomo che nella rena Fa grande edificata. Edificativo , E-di-fì-ca-ti-vo. Add. m. Atto ad edificare. Buonaccors. ^z°T’ € *70* > Battagl. ami. 1688. il. Berg. (Min) Test.ined . 35 L’architettura edificativa di mura , case, torri , propugnacoli, ed edifica, la regola ec. (B) Edificato,E- di-tì-cà-to.^dt/.m.da Edificare.—,DificialOyStVi.Lai. aedi ficatus. Gi\ GÌ%ohop,iì$d$. M. E. 3. i5. Per onorare la sua reliquia nella nobile chiesa cattedrale della nostra città , edificata a suo nome. E 7. ^5. E ìnnanzichè la terra fosse murata , fu ripiena di molte case nuove, edificate pe’cittadini di Firenze. Pecor. g. 16. nov. 2.Diedero ancora questo scudo vermiglio, ma puro, ad alcune città da loro edificate ; e queste furono Perugia , Fiorenza , Viterbo e Pisa. 2 — Fatto. Zibald. Andr. Nettuno fu figliuolo di Saturno, il quale dopo la sua morte fu edificato Iddio del mare » (Qui forse per errore di copista sta scritto edificato invece di deificalo ; e ad ogni modo e brutta parola.) (M) t 3 — Per mctaf. [ Bene impressionato; contrario di Scandolezzato.] fr. Jac. T. 2.5. fio. E non resta edificato Chi uom vede si fastoso? « Fior. S. Frane. T. 3. c , 20. (Bologna 1818) Frate Ginepro si partì, lasciando tutto il popolo bene edificato. (Min) Edificatore, E-di'l\c&So^rixos. Kit. SS. Pad. Essendo pregato da quelli monaci, che dicesse loro alcuna cosa edificatoria del prossimo. Mor. S. Greg. 2. i5. Saviamente saettano parole edificatorie contro a* cuori degl’ infedeli. Serm. S. Agost. i3. Perocché è cosa pericolosa ogni parola che non è edifica- tovia del prossimo. Edjficatrice , Edi-G-ca-tri-cc. [ Eevb, fi. di Edificare. ] Che edifica. Lat. quae aedificat. Gr. oUoSo/xoìaa. But. Nella seconda nomina una femmina che fu edifìcatrice della patria di Vergilio. E altrove : Dido figliuola del re Belo, e moglie di Sicheo di Sidonia, che fu in Siria, edilìcatrice di Cartagine. Edificazione, E-di-G-cazió-ne. iSfi Costruzione, Muramento, Fabbrica ] . Edijicamento . [—, Dificazione, sin . E. Edifizio.] Lai. aedifìcatio, con- structio.Gr. olxobopri. G. E. 10.233.^. Acciocché la sua edificazione fosse più ferma e forte e stabile.Ep.25fi.f.Sì faremo menzione ordinatamente della edificazione delle dette mura. But. Della grandezza della prima edificazione {di Firenze) non si truova certezza, ma sì di questa seconda, a — Per metaf. [ Buona impressione di virtù fatta in altrui^ ed anche Buon esempio. 3 Lat. cxemplum. Gr. wòtrTQTv?rtv. Mor. S. Greg. Lett. Come vede che sia di bisogno a editìcazion di virtù. Eie. SS. Pai Grande edificazione prenderono della sua profonda umiltade. Ed. Crist. Imperciocché faceano li miracoli per cdificazion della gente. G. E . 8 • 55. 4. La cagione, per che Cassano si fece Cristiano, non é da tacere ec. , ad edificazione della nostra Fede. 3 — Onde Dare edificazione, Dare buona edificazione —- Dar buon esempio . Segner. Mann. Seti. i3 . 2. Animar tutti a dar buona edifi- cagione non sì dia per motivo di gloria propria. (\) (N) Edificiale. * (Mit.) E-di-fi-ci-à-Ie. Soprannome di Giove , come protettore degli edificii. (Mit) „ _ __ Edifìcio, E-dì-fi-ci-o. iSm. Lo stesso che Edificio. V .] G. V.1. 58. 2. E qualunque dì loro soprastesse al lavorìo , cioè facesse più tosto il suo edificio, appellasse la città di suo nome. Tass. Ger. ig. 56. In tanto noi signoreggiar co’ sassi Potrem della città gli alti edifici. 3 — [Tutte le opere di murato necessarie per l’intero corpo di una fabbrica.] Tes. Br. 3. g. Quando la tua magione è compiuta , e fornita delli suoi edificii secondo lo slato del luogo e del tempo , tu dèi far camera e sala. EDISMA a ~ [Ingegno , Macchina artificiosa per alzare gran pesi e simili .] Malm. g. 15. A stampar capitelli e frontespizii Per aria diiuviavati gli edifizii. Edifizio diff. da Fabbrica, Fabbricato , Costruzione , Edificazione , Fabbricazione. Edifizio è voce più nobile , e si applica ai templi , alle case , ai palagi, alle torri ec. Fabbrica ha doppio senso : il luogo dove si lavorano oggetti d’arte; come Fabbrica di panni. di sapone, di carta e simili ; e la costruzione d’una casa , d’ un muro ec. Fabbricato è voce d' uso assai recente, ed include la idea di più grandiosa costruzione. La Fabbrica può esser meschina ; il Fabbricato c sempre di qualche rilievo ; non ha senso però cosi largo e cosi nobile come Edifizio. Costruzione, alla lettera, è unione di varii oggetti , di materiali in ordine c forma atta a qualche uso. La coslruzion d’una nave, d’un ponte ec. si ha da’ materiali , dagli arnesi fabbricati da altre arti. Edificazione c Fabbricazione sono l’atto dell’ Edificare e del Fabbricare. Fabbrica ha un traslato tutto suo. Così diciamo : La gran fabbrica dell’universo ; la mirabil fabbrica del corpo umano ec. V. Costruire. Eoileeoto, * E-dil-bèr-to. IS.pr.tn. Lo stesso che Adalberto. T. (B) Edilburga, * E-dil-bùr-ga, Burga. ZV. pr.fi Lat. Edilburga. (Dal led. adel nobiltà , e burg castello , fortezza .- Fortezza della nobiltà.) —■ Figliuola di Etelberto, moglie di Edv'tno 1. (B) (Van) Edile , E-di-le. [Am.] Colui che esercitava /’ edilità. Lai. aedilis. Gr. ùyopcwópos. Tac. Dnv. Ann. 2. 55. Veduto che Vistilia , di famiglia pretoria , s’ era matricolata agli edili. E 3. 72. Prima C. Bibulo , e poi gli altri edili sciamando , ec. Red. Vip. i. 3o. Come nel tempo che fu edile Pompeo Rufo avvenne in Roma ad un ciurmadore. Vit. Plut. Era edile, ovvero uficiale di grascia. Edile. Add. com. Appartenente all’edilità. Buon. Fier. 5. 4. 6. E ristoro e vaghezza all’ opere edili Nostre , ec. Edilità, E-di-)i-tà. [A/j Magistrato appresso i Romani, che uvea la cura degli edificii pubblici , e d’altre cose. —, Edilitadc , Edilitatr, sin. Lat. aedilitas. Gr. dyopai >op-icc. Tac. Oav. Ann. s. 2. Augusto per suoi rinforzi nello Stato alzò Claudio Marcello , nipote di sorella , giovanetto , al pontificato e alla curule edilità. Rorgh. Orili . Fir. <75. Mi sovviene di quel piaccvol tratto di Cicerone col su» Celio , che per T edilità 1’ infestava a provvedergli di Cilicia ec. delle pantere. Edilizio, E-di-lì-zi-o. Add. m. Appartenente a edile. Lat. aedilitius. Gr. àyopupDiiiHÓ;. Buon. Fier. 5. 1. 3. O edilizio editto mal corretto. E 5. 4- 6. E per cui si richiede Della verga edilizia aspro rigore. Ediltkude , * E-ail-Irù-de. N. pr. fi (Dal tcd. adel nobiltà , e traut fedele s Fedele alla nobiltà.) (Van) Edilvico, * E-dil-vì-co. N. pr. m. (Dal ted. adel nobiltà, e wiege cuna: Cuna della nobiltà.) Lo slesso che Adalyico. V. (B) Edimburgo. * (Geog.) E-dim-bùr-go. Lat. Alata Castra, Adena, Edcnbur- gum. Città capitale della Scozia. (G) Ediodinia. * (Med.) E-di-o-di-ni-a. Sf. V.G.Lat. aediodynia. (Da edia parti pudenli, e da odyne dolore.) Dolore agli organi dellagenerazione.(A<0 Ediogargalismo. * (Cbir.) E-dio-gar-ga-lì-smo. Sin. ff. G. Lat. aedio-. gargalisinus. ( Da edia parti pudenti, c da gargalismos gargarismo. ) Gargarismo agli organi della generazione. (Aq) Edioitk. * (Chir.) E-dì-o-i-te. Sf. P. G. Lo stesso che Edoite. P. (Aq) Eoiologia. * (Anal.) E-dio-lo-gì-a. Sfi PG. Lat. aediologia. ( V* edia parti pudenti, generazione. (Aq) delln e logos discorso. ) Trattato degli oi gelici UDlVlIt. (AA-,7 _ « Ediopalmo. * (Med.) E-fiio-pàl-mo <5V?2.£o slesso che Ed opalmo./^.(A.U.; Ediopsofia. * (Cbii-.) E-dìo-pso-fì-a. Sf. E* G. Lo stesso che Edo- psofia. Ediosmo. E. (Aq) * (But.) E-di ò-smo. Sm. V. G. Lat. edyosmon. ( Da hedy s grato, e osme odore.) Genere di piante da Svartz stabilito - tieilfi mnnoecia poliandria , coll'amento nudo , i fiori feminei, col perianzi monnfiUo tridentato , lo stilo semplice ed una drupa trigona monosperma ; così dette perchè rendono grato odore . (Aq) (N) Ediotide- * (Bot.) E-di-ò-tì-de. Sf. E G. Lat. hedyotis. (Ua hedys grrito, ed us , otos orecchio. ) Genere di piante esotiche a fiori monopeW li , della Iriandria triginia , famiglia delle rubiacce , col calice clivifi in quattro lacinie , la corolla tubolosa quadrifida, e la capsola d 1 ' dima polisperma ; così denominate dalla forma d'occhio che hatu l ° le loro foglie. (Aq) (N) Edipnoide. * (Bot.) E-di*paò-i-de. Sfi. E. G . Lat. hedypnois. (Da hedfi grato , e pneo io spiro. ) Genere di piante a fiorì composti della su 1 * genesia eguale, famiglia delle cicorar.ee, da Jutsieu stabilito colf* specie crepidi, tampsane e ioseridi di Linneo , distinte dall ’ antodfi semplice polifillo , il ricettacolo nudo , ed il pappo nel disco d< > pP l<1ì cìoèpaleacpo e setoloso e nel raggio quasi paleaceo. (Aq) (N) Edipo , * È-di-po , Edippo. IV. pr. m. Lat. Ocdipus. (Dal gr. ideo son gonfio, e pus piede : Piede gonfio. ) — Re di Tebe. — Figlio ll Lajo e di Giocasta , della quale fu pure , senza saperlo , incestuosi marito . (B) (Mit) 3 Macchina da guerra. Lo stesso che Difioi 0,^.2. E.Din.Comp. Ist-3. Edipo. (Filo!.) 8 m.Dichiaratore degli enimmi ; e deriva da ciò che b 1 / 11 ' E cosi con edificii e balestre dentro e di fuori guerreggiavano forte i’ vola dice di Edipo. (A) ,■ uno r altro. ov\os, Del Bossq Svet. ' 34 $) Uden . JSis. 1. ig., Te~ s aur. FU. mor. 16. 4 ' Berg. (Min) eimziohe ? R-di-zi-ó-ne. C*Sy 7 ] Pubblicazione d'alcun' opera per via di stampa, Lat. editio. Gr. è'a^oa-ts. lìed. Oss. ari. 25 . Ne portai la figura a carte 190 della prima edizion fiorentina. j °maro ? * Ed-mà-ro , Edmero , Eadmaro , Eadmero. JV. pr. m. Lat. Eudinarns. ( Dal sass. ead. felicità , e mere confine ì Confine della fedeltà.) — Monaco inglese, arcivescovo di Cantorberì , scrittore eccte- spastico del secolo XII. (B) (Van) ■umeiìo , * Ed-mè-ro. JV. pr. m. Lo stesso che Edmaro. V • (B) -dmo. * -p r% j u0 stesso che Edmondo. V. (Van) D ^»sno , * Ed món do , Eadmondo, Emondo , Edmo. Lat. Eadraun- Us ; ( Dal sass. e.ad felicità , e mund pace , ovvero dal ted. aecht schietto, e mund bocca.) —Santo e dotto ecclesiastico inglese del XIII. se colo. —. Ficaie di tre re d’Inghilterra, il primo debilitili detto 11 sau- p lo i d terzo Costa di ferro. ( 13 ) (Van) ^a. *• Fi. pr. ni. Lat. Edna, Ednas. (In ebr. glmadna da ghuedna j. v oluHà , piacere. ) (B) *' ,0 addo, * E-do-àv-do. N. pr. m. Lo stesso che Odoardo. V. (Dal sass. e ad felicità, e weardun guardare, custodire: Chi sa custodire la sua h'hcità. ) (Van) -DoiT E .* (Chir.) E-do-i-tc. Sf. V ■ G. Lat. aedoitis. (Da e dia pudende.) p. ‘laminazione delle parti genitali esterne. —, Edioil.e , sin. (Aq) uoioiìp ea# * (Chir.) E-do-jor-ré-a. Sf V. Q. Lat. aedoìorrhoea. ( Da j. la pudende , e rheo io scorro.) Specie di blenorrea , ossia scolo EnV nì [ lCo dalle pudende. (Aq) * »om. * (St. Sacr.) Soprati, di Ésaù. (Dall’ olir, adoni rubicondo , rosso ; e 2 10 a motivo della polla rossa per cui vendè la primogenitura. ) (Van) (Geog.) Paese di Edom. V. Idunica. (Van) Ed n MlA * * (Ccog.) E-dò-mi-a, Eduinia, Eduina .Ant.cit. della Palestina.(fi) *V E-dó-ne , Kdon , Edonide. N. pr. f (Dal gr. kedoue voluttà, ualp c | 3r> a( j on s jg llore padrone.) — Moglie di Zelo, madide ed a ^diirice di lido. (Mit) (Mit.) Soprannome di Bacco. V. (Mit) ? i, ‘ * (Geog.) E-dó-ni. Antichi popoli della Tracia o della Macedo- j? Statori deli Edonide. (G) *ide ? * E-dò-ni'de. Fi. pr. f. Lat.- Edonide. Lo stesso che Edone. * (Van) ^ J (Geog.) Sf. Paese abitato dagli Edam'. V. (G) ne 7 / m, ^^ M f l .) ^'dò-ni-di. Soprannome delle Baccanti , dal morite Edon rt tracia, ore si celebravano le orgie. (Mit) 0 ’ * E-dò-ni o. Fi. pr. m. — Fratello di Migdone , che diede il a Z f donale ed agli Edoni (Mit) Èdoi>. a Soprannome di Bacco , dal monte Edon. (Mit) e di(i IA ' * (Chir.) E-do-pso-fì-a. Sf. V. G. Lai. aedopsophia. (Da. ‘'e.tci J ai tl Senitali, e psophe* sibilo, strepilo.) Emissione di flati dalla j, rs>.lì a “ uretra , o dall’ utero per la vagina. — , Eilìo- ffoJÓ®. 01 ) È Va. iSfi y. poet. accoro, di] Edera. V. Pelr. son. 116. trisin 3 ’ al,ete i P‘ n > faggio P ginebro Poria’l foco allentar cbe'l cor ancrn r/j. _ 1* . .. . . sce G.(Da epi sopra, c helcos ulcera.) Crosta che copre un' ulcera. — Coagulo di sangue espulso da’la tosse.(A.0.) Efelide. (Chir.) E-fè-li-de. Sf PI. Efelidi ed Efelide. F x G. Lat. ephelis. (Da epi sopra , e hdios sole.) Larga macchia che comparisce sulla pelle rìursa dal Solevo cagionata da infiammazione, ec. —.Efeìia, sin. Salviti. JVic. E le membra girevoli puntate Sono di bianche macchie, e bianche efelide. (A) Efeua. * (Ch'ir.) E-fé-Ii-a. Sfi F. G . Lo stesso che Efelide. F. (Van) Efemebide , E-fè-mc-ri-dc. F. G. Lo stesso che Effemeride, F.» Magai. Leti. fàm. 1 . fi. Mandatemi ec. due altri assortimenti ec. con due teoriche della nuova (cometa) , dico di quelle in un foglio solo; basta, efeineridi, sebbene ho detto teoriche. E 4'ò • Io non ho ancora avuto dai signor principe le efemeridi. Salviti . Disc. z. i36, A guisa dell’ etemevidi, o giornali, o atti diurni ec. (N) Efk.memg. * (St. Sacr.) E fe-mèrri-e. Sfi pi. Classi nelle quali erano distribuiti i sacerdoti ebrei. (Mii) Efeverii. * (St. Eccl.) E-fe-mè-ri-i. Così ckiamavansi nella Chiesagreca gli ecclesiastici che vegliavano acciocché /’ uffizio fosse cantato regolarmente, massime da' giovani coristi , e cosi venisse il tutto colla dovuta regolarità compiuto. — Così anche dicevansi, in qualche luogo Coloro che assistevano i patriarchi ed i vescovi, ed i quali non gli abbandonavano nè giorno nè notte ; ma erano testimoni assidui de* loro costumi e della loro condotta, e ne rendevano testimonianza abbisognando .— Eflimerio , sin. (Dal gr. ephemerevo io di continuo mi occupo in qualche cosa. ) (Van) Ef.emerina. * (Bot.) E-fe-ine-rì-ua. Sf F. Gr. Lat. ephemerina. (Da epi in, circa, ed h ■mera giorno) JSome d'una piatila d'America , i cui fiori non durano che ini giorno. — , Efìimerina , sin. (Van) Efkubro, * E-fè-me-ro, Add ai.Lo stesso che Efìincro. F. Cocch.Bagn.( A) Efer , * Efrone. JS. pr. m, — Lat. JSpber, Ephron. (In ebr- ghuepher da ghuaphar polvere. ) (B) 2 — * (Goog.) Contrada della Tribù di Giada , posseduta da Efer figlio di Assitr. (G) esa , * È-fr-sa. A. m\ fi — Donna che diede il nome ad Efeso. (Secondo E^bde de Polititi) fu Efeso nominata in tal modo da ephesis permissione ; poiché Ercole dette alle Amazzoni la perinis- sion di edificarla. Ma ephesis vai piuttosto desiderio , appetito , d-d fenicio hhapheU desiderare; e par che dinoti un sito desiderabile. In- noli re l’ebr. ephes yal confine ; e può dinotare una terra sul confine del continente o sia sul mare, come appunto era Efitso.) (Mit) Efesi*. * (Mit.) E-fé-si-a. Soprannome dì Diana, da Efeso. (Mit) ■Efesio , * E-fé-s'-o. Add. pr. m, Di Efeso. (B) 2 — * (Arche.) Efesie si dissero alcune feste notturne, celebrate nel fora d’ Efeso , con grandi allegrie fd ubbriachezze, in onore di D.ifwa.QAH) Efeso , hJS-pr. m.(Y. fyisa.)—Figliuolo del fiume Gaistro.( Mit) EFFEMINATEZZA 2 — * (Geog.) Città dell’ Asia Minore nella Jonia , ov' era il tempi 0 di Diana , una delle sette maraviglie del mondo. (G) Efesti. * (Mit.) Dei Efesti w Dei domestici, presso i Greci’, simili a quelli che i Romani chiamavano Lari o Penati. ( In gr. ephestios vai domestico, da epi sopra, e bestia focolare. ) (Mit) Efestia. * (Grog.) E-fé sti-a. Città dell'Asia nella Licia. (G) Efestie. * (Arche.) E-te-sti-e. Add. e sf. pi Feste in onore di Fulca- no , altrimenti chiamate Lainpadoforic , in cui si contendeva pelprenilo correndo con fiaccole accese. (V. Efestione.') (Aq) Efestii. * (Geog.) E fé-sti-i. Monti della Licia ove un tempo era un vulcano. (G) Efestina , * Efe-sti-na. A 1 , pr.fi. (Dal gr. ephestios indigeno , ed inue fanciulla. ) — Una delie mogli di Egitto. (Mit) Efestio , * E-fé-sti-o. Soprannome di Giove. ( V. Efestione. ) (Mit) Efestiodoro , * E-fe-stio dò-ro. JS. pr. m. Lat . Hephestiodorus. ( Dai gr. hephestos Vulcano, e dorati dono : Dono di Vulcano.) (B) Efestione ,* E-fe-sti-ó-nc. IV. pr. m. Lat■ Ilcphoestion. (Dal gr. hephestas Vulcano o fuoco.) — Amico e generale di Alessaudi'o .— Gramatico greco , precettore di Elio Fero. (B) (MÌO Efestite. * (Min.) E-fe-sti-Le. Sfi F. G. Pietra rossiccia, con cui gli antichi fiaccano specchi concavi che agivano ad un dipresso come gli specchi ustoiii de* moderni. (Dal gr. hephestos fuoco.) (Aq) Efesto. * (Mit.) E-fc-sto, Soprannome di Fuicano , dio del /hoco.(Dal fenicio od ebr. apha cuocere. Altri dal gr. hapto io tocco , e hatstoo o sia hestoo io distruggo. ) (Mit) Efestrie.*(A rche.) E-fé-stri-e» Add. e sfi.pl. Feste in onore dell' indovino Tu-esìa, che aveva due volte cambialo sesso. Quando portavano la statua di quest' uomo in processione perla città con vesti muliebri, al ritorno la rivestivano con vesti virili. (Dal gr.ephestris clamide, sajo,)(Mit) Efeti. (Arche.) E-fò-ti. Sm. pi. F. G. Lai. ephttae. Giudici d'uno dei quattro tribunali d'Atene, fra i dieci stabiliti da Demostene figlio di leseo per decìdere le cause criminali. (In gr. diceunsi ep/ietc.)(Aq) Efetico. * (Leti.) E-fè-fi-co. Add. e sin. F.G.Lal. epheticus. Guai ihia- muvansi que' filosofi , i quali sospendevano il loro giudizio a differenza di quelli che dicevansi Dubitanti. (A) Effacjle , Ef-fà-bi-ic. Add. corn. Dicibile , Che si pub esprimere ; conti ano d' Ineffabile. Magai. Leti. fi.Evvi egli alcuna citàbile proporzione tra le bagattelle che queste bestie fanno ec. , e tra le gran cose che tutte fecero , cc. (A) 2 — * Che si dee esaltare, maguificare. Salvia. Imi. Orf. Beata Dea eflabiJe, Di grandi nomi, in antri soggiornante. (A) Effascinazione,* Kf-fa-sci-na-zió-nc. Sfi. Lo stesso che Aflàscinazione. V* Sannaz. Atv.Pr.g, Contea le perverse ellhscinazioni di invidiosi occhi. ( Così leggono le. migliori edizioni. ) (N) Effautte. (Mus.) Ef-fà iit-to* Sm. La settima nota della scala di musica , cd una delle chiavi del canto. (A) Effe. iSf] Una delle lettere del nostro alfabeto , che è la sesta del numero ; e si dice anche il carattere che l' esprime. Morg. 1 V. ng. Ciò di’ io ti dico , non va insino all’eflè. » ( Avea detto prima Ed ho per alfabeto ogni partita.) Min. Maini. Costumarono (/ Romani) dimostrare questa pienezza di grazia consegnare i memoriali consolo due elle ; onde quello die-conseguiva tal grazia, diceva: io ho avuto la grazia a bis clic. (A) Dìttam. 2 . sy. Se ’l sai, noi so , dico dal p all'elle, Tra i qua’di Fallerona un serpe corro, Che par che'1 corpo di ciascuna acccflò. (N) Effemeride, Ef-!é-mc-ride. {Sfi. Libro nel quale dì per di si notano alcune partite di ncitozu delle botteghe o case per comodo di scritture , o i fatti pubblici ; e. più particolarmente quel ] libro, dove si registi ano i calcoli contenenti i moli e le apparenze de'corpi superiori, e le congiunzioni, opposizioni , e altri aspetti de' pianeti. (—, fc’fluue- ride , sin. F. Almanacco.] Lat. ephemeris. Gr. (Dal gr« ephemeios diurno; poiché sou tavoic nelle quali per ciascun giorno sì determina il luogo di ciascun pianeta nel zodiaco e le circostanze de’moli celesti. V. effimero . ) Gai. Macch. Sol. yo. Bastando la sola differenza ec. prosa dall’ isksse effemeridi* Effeminamelo, Ef-fc-mi-na-mcn-to. [i5V/z-3 Effeminatezza .—, Effeminili^- mento, sin. { F. Ellémlnatezza. ] Effeminare, Ef-fe-mi-nà-re. {Atti) Far divenir effeminato , [ Distemperare , Rilassare il vigor dell* animo.] — Effcmminaio , sin. Lai. elie- minatum recidere. Gr. à-7ro$*7 )\vv*tv % » Borgh. Moti. i55. AG'orri va cordialmente le delicatezze, e cosi fatte delizie, che potevano snervale col tempo eL-ae. Sfi Effeminatezza. — , Elfcmmi.* nataggine , sin. F. Kiléminatczza. (A) Effeminatamente, Ef-lé-mi-na-la-uién-te. Aw. Da femmina , A guis* di femmina, femminilmente’, e si prende in mala parte. —, Eneifl" minatamente, a//i. Lat. effeminate, inuliebriter. Gr. px\xv.^s, Bocc. Lete. Fin, Ross. 2 jg. Quelli oc, , corno allevali erano, cosi cifciiiinatamcntc morirono. Effeminatezza, Ef-fomi-iia-ìéi'za' {Sf.] ast. di Effeminato. [ QualiUt di chi è effeminalo. —, KiFemminutezza , sin.-} Lat . animi muìlitieé* EFFEMINATISSIMO mulierositas. Gr. S-pityis, à.Tfo'yvvxix.ufris. Circ. Geli. 6 . i 55 . Nasce da effeminatezza di animo ec., non da fortezza. Effeminatezza diif. da Effeminataggine e da Effeminamenlo . Secondo ia comune intelligenza per Effeminataggine s’indica Una prava a- bituazione di femmineo commercio ; e per Effeminatezza si dinota Una maniera di vivere molle alluso delle femmine: cosicché^questa seconda lozione con&idc Effeminatissimo > Elfemmiu_ 7 - —-- ^iord.Pred.R.Vomct effeminatissimo, e in ogni tempo dedito a'piaceri. Effeminato, Ef-fe-mi-nà-to. Add. m. da Effeminare. Di costumi, Dì o Di animo femminile , ddicalo, morbido ; [contrario di Virile, generoso.} — , EUemminato , Alfeminato, sin. Lat. effeminatus , mu- ’ieljris , dclicatus , mollis. Gr. xysw^s , yvvxncu>br)?. liocc. Leti. Piti. ftjss. 2 jg.Ct ii ciò non crede, riguardi alli re Assirii e alli re Egizia* c ^j tra le delicatezze e gli odori arabici effeminati. Tue. Dav. Ann . * 5 . 225. Senecione, poscia Quiuziauo e Scovino , vissuti effeminati , morirono virilmente. Effeminatore , * Ef-fe-mi-na-tó-re, Verb. m. di Effeminare. Che effe- mina, y, di reg. (0) -Seminatrice, * Ef-fe-mi*na-tn-ce. J^erb.f. di Effeminare. V. di reg. p Lo stesso che Effemminatrice. y, ( 0 ) pF EMMiNAMENT0,Et-fem-ini-na-mén-to.[tS'/?2.jtostewo c/ir . p t ^.Effeminatezza.] Lib.cur.malati.’L’ozioè la cagione degli etlemminamenti. pp EMMiNARE , Ef-fem-mi-nà-rc. [ Att . e n. pass. Lo stesso che ] EHèmi- p D are./^.» Salvin.Disc. 3 . ij.K guisa di Sirena effeminando gli animi (N) ffrmminataggine , Ef-fem-miiia-tàg-gi-ne. [òy?] Effeminatezza • [ Lo stesso che Effeminataggine. y. Effeminatezza.] Lat. animi mollities. Gr. f*^\xKtx. Segn. Etic. j. 36 f. Chi manca in quelle cose , dove li piu Resistono e prevalgono , costili è effemmtnato e delizioso; c già non è al- p t0 delizia, che una certa elièmminataggine , ec. f bmminatamente , El-fòin-mi-na-ta-méu-te. [Avv. Lo stesso che'} Effeminatamente. y. p'J E mmin atezza,E f-fem-mi-na-téz-sa. [Sf. Lo stesso cAe]Effeminatezza. V. £ mminati>sjmo , Ef-fein-mi-na tìs si-ino. [Add. m.] superi . Efli'mmi- P “ ato * Lo stesso che] Effeminatissimo, y . emmisato, El-fem-mi-nà-lo. [Add. m. da Effcmminare. Lo stesso che] ^ucTninain ir n,^r> r»tt z>*. .p.p j.. nr ./. _ né EFFETTO *9 g ' laS0 ciTcuiminato a canto. ^MsiiNATniCE , Kl-fém-mi-na-trì-ce. Veli. f. di Eflemminare. Che effem- ln «, Che fa divenìiv effemininolo. — , Elicmi natrice , sin. Tesaur. $.*•*'*■ Miss. '2. Iìerg. (Min) E p rSsn1, (®t- Ott.) Ef-fèn-cli. Sm. Dollnr di legge presso i Turchi. (A) ^Ratamente, Et-fonM.i-rnén-tc. slvv. Con efferatezza, f.al. elìen;tr. (ìr. j, p r . Giord. Preti. lì. Efferatamente se le avventò alla vita. ^■ebatezza , Ef-fe-ra-téz-za. [Sf.'i ast. di Etterato. [Qualità di chi è Ji w' fierezza. Crudeltà , Inumanità. — , Effcrazionc , Elìérità , l”' J " u! - ininiaiiitas. Gr. àyj>ioV,s. Pr. Giord. Preti. li. Siraboc- £p‘ evu e f, ‘« l’etteratezza di Busiri, ma più grande qnelladi Diocleziano. a1i . ss, . mo i Effe-ra-tis-si-mo. [ Add. m. ] superi, di Efferato. Lat. ^.aanissirous , immaniter eflératus. Gr. Hypiùrctrcs. Pir. As. 3 io. a e P oteI ‘do il buon fratello sopportare il grieve dolore , che egli si ca ?! P reso ) della efferatissima morte della povera giovane sorclìa ec. J?Pp ae ,n una grandissima malattia» de?»***! 5 Add. tn. D animo o maniere di fiera , C rii- e, Inumano. Lat. elieratus, immanis. Gr. 3 iipi«!&j)s. Pir. As. 2o 5 . davi "r , “f. C ', nlava d ’ avcr letto nelle storie del re di Tracia , il quale fra* 8 . lllf V l,ci "spiti a divorare agli etterati cavalli. E 221. Né si >iinn f" 1 -' 0 *’ fc P er ,a vista di sì gran crudeltà, dei suoi •nasci' P ens ' er ' > «aveva sanata la sua eflérata voglia. £227. Con r /’ r 11 1' animo ed eflèrato impeto ingiuriosamente se le mise intorno. •ìtuiV aU ‘ y ^' in ' • ' 10t P' ss ‘ 1 quando giravan l’occhio alla loro uiol- s'eebr’ levavan0 mugghio ellèrato. E Stor. 4. 35 1. Non s’afferma Cif'" 15 ' 1 0 P" r u non potè ritenere gli efferati (Germani.) Alam. ed inumano" cluama ingannatore e disleale , Efferato e malvagio „ Cons S xi de ì t0 anr . he dcSÌÌ trmor! i‘ ,,,/ « Maligno , Che in ferisce. Red. Epp ep , Z | «endono gli umori più efferati. (A) _ Gucri-°Vi ’ El-fe ra-sió-ne. Sf. Lo stesso che Efferatezza, y. Dadi. ® Pp ehdin ' B er X‘ (Min) Ì ' i ’ f ereiìte 0 ** ,^ cog :) Èf-fer-din-go. Pic.cit. nell'Arciducato d'Auslria.lG) d“ Cr . A,. i. An at.) Ef-ft-rcn-te.^rfrf.fom. V.L.Che trasporta, Che conti cuore ‘" ma " s \ Vasi efferenti quel t che riconducono i liquidi verso f cl ° u ‘ escL? '™ r Vcne e * ti'lfiMci. Si die’ pure questo nome a’ con- £ Pp e»,tX piT 1 *-. laL effercns. (A. 0 .) a- er e n vEsC ’ E ' r '''i 1 • Rf. Lo stesso che Efferatezxa. V. (A) Prodotto \ ! ,- d ' I ' ve ' s c<:ii-r:i. [A/.' Bollore .] t ervore, [simile a quello CUK 'nata,, u 0C .°' ] Lal - fervor ) ehullitio. Gr. Xfms , A§ ir «. l_ib. C °"’- t. 55 * tlr| t"xza e attuta la effervescenza del sangue. » Red. Un poco D f &e notl fossero in mozione di effervescenza (i fluidi). Ed P C - ? ,a perchè in queste mozioni di effèrvesccnza 3 3 ve «wnz a , éc ( V) ‘ faC1 * 1 ( i ) ec. a mettersi in impeto di ef- 7 ° "■ fi si svilu PP ano M? interno di un liquido 0 ‘ii schiuma. (B) (G. R) '‘^ Pttiv amekt r Ef.fct tÌ S và dC ' SoHa (/i Gemma - Do!c - Ae?-g. (N) 'rfnte. ] — Etfèttualmente 3 t6 r jlvv ’ l Con - In fata , Reai- ^ 1 Crm ìra.a nte 5 stn * re l P sa * Ltr. epyw , But. his.'tf. Como 0 rnX^ Vr he ^ C '^ cttivaniente nel cor P° lunare ’ 0m0 rni,Ie Tol;c fulvamente ho veduto. Ed Esp,, nat. 66. Ed efFcttivamenle pochi giorni appresso gliele feci vedere {le pietre) in molti c molti ventrigli di differenti generazioni di volatili. Effettivamente diif. da In effetto , [n fatto , In fatti , Di fatto , Realmente , Propriamente. Effettivamente indica la esistenza positiva della cosa, riguarda la realità in generale. In effetto indica lo stato della cosa esistente, il compimento di un fallo. Cosi diremo : Quel bugiardo è un uomo effettivamente cattivo ; e lo vedrete in effetto. In fatto si usa meglio trattandosi di un’ esperienza, d’una oosa pratica, o d’ una osservazione di fenomeno naturale. Di fatto ha un uso suo proprio. Quando diciamo: È di fatto che .... a questa frase non si può sostituire l In fatto. Cosi pure dirò: Quell'uomo è di fatto debole ; ed userò lo stesso modo dove si tratta di esprimere cosa priva di effetto, • inefficace, come : Il tale ha gittata via quello strumento ; e di fatto non gli valeva. In fatti è particella che lega Y uuo all’altro periodo, indicando che ia proposizione seguente c la prova della cosa detla dianzi. Realmente è meno positivo di Effettivamente. Quando diciamo Realmente , supponiamo per l’ordinario che alcuno neghi o sospetti la realità delia cosa. L’ Effettivamente la conferma, yeiximente é piò generale, ma dice un po’meno di Realmente x poiché la verità può essere metafisica, logica, ideale; laddove la realità è nella cosa sussistente. Propriamente si usa piò nello stile familiare, ed esprime meglio una verità particolare. La tal cosa , diciamo, è ita pi'Opriamente cosi; È propriamente un vile colitiche si è vendicalo di un debole e c. Effettività , Effet-ti-vi-tà. Sf. ast. di Effettivo. Realtà. (A) Pam- gar. Beìg . (O) Effettivo, Ef-fet ti-vo. Add. m. Che ha effetto , Ch' è in sustanza o in effetto. — , Effettuale , sin. Lat. re ipsa talis. Gr. ipyco roiovror. Segner. Crist. insti'. 3 . 25 . i 3 . Massimamente se tra loro yi fosse corsa anteriormente una promessa effettiva. a — Efficiente , cioè Che fa , Che produce. Lat. efiicìens. Gt*. ito xoV. Dif Pac. Appresso queste cose, convien dire della causa effettiva della parte principiante , e questo sarà mostrato per dimostrazione. Teol. Misi. Si dice così per Y union dell’ amore , la quale è effettiva della vera cognizione. Effettivo diff. da Efficiente. Il primo è assoluto , e 1 ’ altro è relativo ; il primo significa ciò che ha effetto , ed il secondo vale ciò che fa l’effetto. Effetto, Ef-fét-to. [Am.] Quello che riceve Y essere [ da altra costì che dicesi ] Cagione. La cosa stessa cagionata. Lat. efìectus. Gr. wtpyi à'XQTs\stTfj.cc. Bocc.. introd. 5 . Orribilmente cominciò i suoi dolorosi effetti ec. a dimostrare. Enov.yj.^i. Ma presupposto che io pur magnanimo fossi , non se’tu di quelle, in cui la magnanimità debba i suoi effetti mostrare. Dant. Inf. 2. ij. Cortese fu, pensando Y alto effetto Ch’ uscir dovea di lui, e ’l chi e ’1 quale. £ Purg. 6. l 38 , S’io dico ver, l effetto noi nasconde. a — Successo. Lat . eventus, succossus, Gr. ^iS EFFETTORE a —* m E dicasi p&r lo più delle metlicinc. P. Fare effetto. Red. Leti. 4. 121. Due cuccniajatc di pizzicata di sena e di mecoacan , prese avanti pasto, fanno un buon effetto. (N) l 4 — * Col v. Essere: Essere una cosa con o senza effetto = Avere o Non avere compimento. P. §. 2. e 4. (N) *5 — * Col v. Mandare; Mandare ad effetto = Effettuare . P. Mandare ad effetto. (N) 16 — t Col v. Menare : Menare ad effetto- P. §. 3 . ] Bocc. nov. 27. 27. Tutte le sue operazioni mena ad effetto. ly — [ Col v. Mettere : ] Mettere ad effetto =3 Effettuare . Bocc . g, 1. nov. 5 . Avvisandosi che cc. gli potesse venir fatto di mettere ad ef- iètto il suo desio. — * Col v. Porre : Porre in effetto. P. §. 4. Pallav. Ist. Cono . sa 5 . Confidarsi Sua Maestà che gli ordini dei)’imperio avessero posto in effètto il bando suo. (Pe) *9 [ Col v. Recare: Recare ad effetto. E", fp 4 ] Boco. nov. 62. 12% Ad effetto recò il g'.ovenil desiderio. E nov. g8. 35 . Non usa ora la fortuna di nuovo varie vie ed istvumcnti nuovi a recare le coso agli effetti determinati. 30 — * Col v. Ridurre : Ridurre ad effetto. P. §■ 1 effetto , si chiamerà Energia ; se è atta a produrlo iinmediatainenlc e visibilmente, si dirà Efficacia. Le corporee , le vitali si dicono Forze ^ quelle dell’ intelletto , dell’anima, Potenze. Forza è men d l Energia e men di Potenza. Efficacia include la idea d’ un effetto particolare avuto di mira ; cd ha sempre buon senso. Noi diciamo Pelalo potente, c Rimedio efficace. Eff/cacissimamente , Ef-fi-ca-cis-shma-mcn-te. tAvv.} superi, di Efficacemente. Lat. efficacissime, validissime, vehementissime. Gr. wspyttrT»**' Peir. Uom. iti. La qual cosa cotne il savissimo capitano intese, eff 1- cacissimamcnte a riconciliare c a raumiliarc gli animi ec. Parch.k"' 36 i. Egli si persuadeva d’avere efficacissimamente provato che cc. Efficacissimo , fef-fi-ca-cìs-si-mo. {Add. m.] superi, di Efficace. Lat. cr ticucissimus, vaìidissimus. Gr. ivEpyitxrxros. Polg. Mes. Unzione efficacissima cd utile a dolore d’orecchia, ed è provata. Fr. GioT»^ Pred. Le vostre efficacissime preci sieno in ajuto di noi miseri p eC . calori. Star. Pist. no. Con belle ed efficacissime parole e rag 1011 tanto gli disse , che ec. Efficiente , Ef-fì-ci-èn-te. {Add. com.] Che fa, Che opera, {Che produf* Wl effetto, e per la più non s’ usa che come aggiunto rfi Causa o Cagi® ne. P .Efficace.] Eu/.efficieris. Gr. Srifuovpyós. Guid. G. Lo smisuf a amore di Polissena c la cagione efficiente del suo affanno. S. Ag oS J C. D. Nulla si fa, se non precede la causa efficiente. E appresso : ** per questo si conchiude , che non sono cause efficienti di tutte le c°* che si fìmno , se non le volontarie. But. pr. Le cagioni che sono f investigar ne’ principi! degli autori, spn quattro; cioè cagione riale, formale, efficiente e finale. Dant. Conv. j 3 . Onde il fuoco c martello sono cagioni efficienti del coltello. Red. cons. 1. 126 ■ } C Q quanto arriva P umano intendimento , voglia considerare la ca 6 l ?-. r - 0 efficiente de’ venti ; la qual cagione in gran parte fu uascosa da ^ ne’ tesori della sua sapienza. t ji 2 — * (Med.) Causa efficiente: Quella che determina /’ apparizioits. una malattia. (A. O.) Efficientissimo, Ef-fì-ciendU-si-mo. {Add. m.] superi . di Efficiente- ^ maxime cflìciens. Gr. ivspyórxros. Tratt. segr. cos. dona. La conia si è cagione efficientissima d’ogni malore. £$• Efficienza , J$f-fì*cpòii*?a. Sf. L'effetto sicuro 7 II fatto stesso* ~~ 1 EFFICIENZA stallia, «n, Laf.efRcicntia. Gr. eWpyua, Tas.Diat. (A) Segnar. Increti. ** 2< /* 1 9 • Mentre ciò nou dipende da alcuna qualità corporea , cui solo può stendersi l’efficienza de’cieli. E 1.26,16. Su qual’ espcrien- si fonderà il voler misurare l’efficienza delle stelle dal punto che il oambin nasce ec. (N) «■fficienzu, * Ef-fì-ci-èn-si-a. Sf F.A. F. e di* Efficienza. Boez. 100. tossono il male, il quale nonpotrebbono, se neU’efficienzia de’buoni P°lessono essere stati. (V) t Kf-fi-ge. [ Sfi V. poeL Lo stesso che Effigie. Fi] Dant. Par. ***• 77* Ma nulla mi facea ; che sua effige Non discendeva a me per Brezzo mista. » E 33 . Dentro da sé del suo colore stesso Mi parve p P lll ta nella nostra effige, cc. (Min) ^ Pr 'tuiAMEirro, Ef-fì-gia-mén-to. [*S7w.] Veffigiare , Formazione di effi- », § le * Lat. figuratio. Gr. crxr,g.xriij/^Ó5. Or. alla v. Stampa. ‘-^JGiare, Ef-ìi-gi-à-re.C^W.] Far leffigie, Figurare,tonnare [la figura di checchessia in tela , in marmo , in legno ec.] Lat. eflingcre, efìòrmarc. ~ r * Bocc. nov. i 3 , ig. Davanti ad una tavoletta, dove Nost ro Signore era effigiato ec. , gli si fece sposare. ^pigiato , Ef-fi-gi-à-to. Add. m. da Effigiare. Lat. efiictus , sculptus , c fpressus. Gr. icrxxf^oc.riiTf^ivos. Dant. Purg. 10. 6y. Di contra effi- S ,a ta ad una vista D' un gran palazzo Micoi ammirava, Siccome donna dispettosa e trista, Bocc.Fit.Dant,2ùg. Non solamente ne’pubblici luo- S'Jb ma ancora in molti privati, si vede la sua immagine effigiata. Tass. j, ^r.16.2. Le porte qui d’effigiato argento Su cardini slridc-an di lucid’oro. ppigie , Ef-fi-gi-c, [Sf.] Sembianza , Immagine , Aspetto ; e si dice bintQ ne [ nuniero del meno . quanto nel numero del più. —, Effige, Sln • Lai. effigies, imago. Gr. dàce , sìkm. Lab. 34 > Ottimamente la effige raccolta , chi egli fosse c dove veduto f avessi mi ricordai, ^ Greg. In Anticristo apparirà l’effigie e V apparenza umana. t tildi da Immagine , Ritratto 5 Simulacro , Statua , Figura. Effigie tiene il luogo della persona istessa ; V Immagine ne rap- P r psenta unicamente la idea ; la Figura ne mostra V attitudine ; il "Sfatto la somiglianza. Un delinquente è impiccato in effigie', Isacco c Giuseppe furono immagini di G. C.; un rame di Morghen rap- fPt’senla la figura di un Cesare ; nella Galleria medicea si veggono 1 ritratti de’ pittori più celebri. Nel linguaggio comune si usano inattamente Figura , Effigie ed Immagine. Noi chiamiamo Effigie le l Xfre di G. C., le Immagini della B. Vergine, de’Santi ec. Effigie ^ ‘Ritratto sono applicabili alle soie persone,* Immagine e Figura a jto. Statua è propriamente un’ Effigie scolpita nel marmo e nel Je § l *o, ovvero cavata dai metallo fuso, o composta di qualunque ma{c ria soda. Onde diciamo Statua di alabastro , di ebano , W ar- ec. Simulacro , di origine latina , è propriamente una fìnta V&magine di qualche oggetto ; è un nome generico che compren- ^Effigie, le Immagini, i Ritratti cc. Statua c Simulacro sono applicabili alle persone ed alle cose. Nel metaf. Immagine e Simulacro dmotano anche sogno , somiglianza ec. I Latini dicevano simulacra , simulacra virtuium , ec. E diciamo anche noi Simulacro di pS^erra , Immagine di morte, ec. Cimerà, Ef-lì-me-ra. [Add. c sf. F. Effimero, §. 2 .]—, Efimera, sin. Cimbri. * (Zool.) Ef-ti-me-ri. Sm. pi. Genere d'insetti dell ’ ordine de* ne( trnpieri j cosi denominati perchè non vivono che cinque ore , 0 più un giorno solo , entro il quale essi nascono, cresco- *-° j distendono ìe loro membra , depongono le uova , gittano il seme , nu fcchìano e muojono. Sì deve osservare tultavolia , che avanti 1 essi assumano questa figura , hanno già vissuto due anni sotto Affilia di un verme , in una cella o capsula di creta. Compariscono k tramontar del sole e nelle belle giornate di state e dì autunno, lungo riviere, 1 laghi ec.esono talmente abbondanti che il terreno ne rimane aperto dopo la loro morte. Lat. ephemera. ( Dal gr. rphemeros I,- u,, 'no che vicn da epi sopra , c he mera giorno. ) (Aq) (N) fp *meri na . * (Bot.) Ef-fì-me-ri-na. Sf. V. G. Lo stesso che Efcmeri- F ' ,a - (Aq) (N) imerio. * (Eccl.) Ef-fi-mè-ri-o. Sm; V. G. Quegli che nella chiesa Sfera presiede ogni giorno al coro , o cìì era compagno e testimonio con- fv ntio della condotta de vescovi.Lo stesso che Efemerio. /^.Efemcrii.(Aq) j ^ Mer °i Ef-fì-mc-ro. Add. m. F. G. Lo stesso che Efìincro. F. (A) ~T [Usalo come add . e sf. dicesi di Febbre che finisce in un giorno.] ^ . cur. febbr. Dice Isaac, che febbre effimera è detta, a similitudine no*^ k cs ^ a di mare, che solamente vive un die 5 e così effimera VedH lC ^ urare se 11011 un die , avvegnaché Galieno dica che egli la c . e durare per quattro di. E Avicenna dice , che sonoventidue le all fi t^ Cr c l ua ^ v ' enc febbre effimera. Tes.Pov.P.S.cap. 58 .Contin a 'ebbre effimera, al principio sia fatto sciroppo di rose secche, ec. Lnf’^n' ’ Efdìn-ge-re. Alt. anotn. Far l'effigie, Effigiare, Figurare. Re *- C U1 8 crc * Gr. htarv'irovv. CaUart. Lib. a' Am. Cf 5 . Berg. (Min) Canz. (Amor delle cui man ec.) St. 6. Più bella a'divinrai Ar~ SUa Y ,rto l ,( dfinge, e di qui nasce Ch’amando il cor d’un dolce EiW SI ^ :,sce - ( R ) cn . RBsc ? kte 1 * Ef-fio-re-scèn-te. Add. corri. Che ha la proprietà di p ffl°rescenza. (A. 0.) h a ” Escem za. (Pia.) Ef-flo-re-scén-za. Sf F- L. Quel fenomeno che per y uail d° fa superficie de* sali nata vali o artificiali, restate che tem P° esposte alt aria , sì copre di polvere. Strato salino Qlb 5l f ov [ na su ì muri degli edifizii , le terre salnùrate , gli sckisti C0; * Wmnfi ec> L* ossidazione che si forma alfa superfìcie delle miniere, j ar e f' e ' su d e miniere di cobalto. Purg. ec. Efflorescenza ivrego- 1 C ^ C * accostata al ^ a * ln gua , in parte si (^d.) Sollevamento di spesse e minute bollicelle sopra la cute , ■' ° sen fi a - Magai. Leti. Una bassa superficiale effloresccn- 5. 1ln . llu,,s . s,me *>o*lc *ullq pelle di un elefante. (A) E Leu. scient. effluivi acn .p mordaci, 1 q ;ìa U vi farojiuo pullulare uua si maligna ^OK’ficenza Cllte ,,, c h c cc> b EFIEL1DE 21 Effluì. * (Geog.) Èf-flu-i. Antichi popoli della Germania. (G) Efflusjone. * (Chir.) Ef-flu-si-ó-nc, Sfi F. L. Espressione usata da qualche osletricante per indicare V uscita dell embrione poco dopo il concepimento , e prima del terzo mese della gestione ; epoca alfa quale solamente questo accidente dee , secondo essi, prendere il nome di aborto. Lat. effiuxio* (A. O*) Efflusso, Ef-flus-so. [Vm.] Effusione , Effondimento , Flusso. Lat. ef- fluvium, Gr. ìxpori, btxfpori. Folg. JMes. Impiastro che si puote usare sulle tempie e sulla fronte, e stagna e ferma lo efflusso del sangue. E altrove: Lo sterco dell’ asino , secco e fresco , soffiato nelle nari , è potente molto j ed anche l’odorarlo strigne Io efflussodel sangue con grande virtude. Effluvio, Ef-iiù-vi-o. [Sm.'}Evaporazione di minutissime particelle che traspirino da'corpi. Lat. efìluvium. Gr. tKpvtns, Salviti, disc• 1.216 • Che se alcuno effluvio o influenza dagli uni agli altri si tramanda , ella è placida e benefica, « Magal.Lett. 11. A quell’altro oriuolo di carne fa utìzio di chiave un effluvio d' alcune particelle che muovono dalle carni del padrone. (N) Effondere, Ef-fón-de-re. Alt. anom. Spander fuori. Lat. effondere. Gr. ìxx^iv. (A) a — N. pass. Spandersi. Lat. efiundi. Gr. ix.x*~ar§oiu Santi. Are. Pt\ 12. Mi menò verso la uscita, ove quella picciola acqua in due parti si divide : l* una effondendosi per le campagne ; l* altra , per occulta via , andandone a* comodi ed ornamenti della città. (B) Effondimento , Ef-fon-di-mén-to. [A/n. Lo stesso che], Elfusione. F.Lat. efìluvium. Gr. txpvtrts. Tratt. segr. cos. domi. Alquante femmine sono, che hanno grande effondimento di sangue da poi chc hanno partorito. Lib. cur . malatt. Utile e profittevole per ristorare le forze dopo gli strabocchevoli eflondimenti di sangue. Efforeria. (St. Gr.) Effo-re-rì-a* Sf. F> e di* Eforeria. Segr. Gov.A- rist. (A) (Van) Efformato, Ef-fòr-mà*to. Add. m. Deforme $ [ ma nell'unico esempio riportato sembra ertxtre.2 Lat. deformatus, defonnis. Gr. a^op

sus. Gr. l’xxvros. Marchet. 2 . E giace effuso, E privo d’ og»m senso il grave corpo. (M) E Parin. Fespr. E celato candor, dai lini sparsi Effuso rivelossi agli occhi tuoi. (Min) D. Gìo. Celi, tratt. viri, mor. 6i. Riso c riprensibile se tia sanza modo, e fanciullescamente effuso, ovvero femminile. (N) Efi.* (Arche.) Sm. Misura ebraica pe* grani, (Van) EFiALTE.(Med.)E-fi-àNtc.A’/H.^'’.G.La£.cphiaftcs.Gr.s$rÌAr»)?.(Dac/n sopra, e halteon verb. di hallome io salto.) Lo stesso che Incubo. ^ r .(A)(Aq) Efialte , * Efialto. N. pr. m. (Dal gr. ephialtes incubo. ) — Famoso gigante , fratello di Oto, figliuolo di Nettuno e di IJimedia. (Mit) Efidanzià , * E-fi-dàn-zi-a. N. pr. fi ( Dal gr. epi sopra, hedfs soave , ed anthos fiore : Fiore sopra-soave, 0 sia soavissimo.) *— Najadc a - mante di Ila. (Mil) Efidriàdi.* (Mil.) E-fi-drì-a-di. Ninfe che presedevano alle acque s dette anche Idriadi. (Da gr. epi sopra , ed hfdor acqua.) (&lit) Efidrosi. * (Med.) E-fi-dro-si. Sf F. G. Lai. ephidrosis. ( Da epi sopra , e hidroso flit, di hidvoo sudo. ) Sudore critico incompleto, o Sudore generale. (Aq) Efiglide. * (Bot.) E-fì-è'li-de. Sm. F. G. Lat. ephielis. ( Da ephielis calieino , calicclto, ) Genere di piante dell ’ America meridionale , dell' ottandria monoginia , famiglia de* sapindi, stabilito da Schrebar, che ha per carattere un calice cinqueparlito , ed t petali della co- 22 EFIMERA rotta che portano ciascuno due glandole alla base , ed una capsula bivalva con due semi . La specie Ephielis frasinea è un albero alto 5o a 60 piedi. (Aq) (N) Efimera.- (Med.) E-fì-me-ra. [Add. e sfi F* G. Lo stesso che] Efimera. F. Efjmero, E'fi-znc-ro .Add. m.Lat. ephimerus. Gr.e$ty«/>o?. Che dura un sol di —, Effimero, Efemere, sin. (Dal gr. cpi sopra, ed hemera giorno.) (A) Salvia. Cas. 60 . I doni che Nerone dava , i più di quelli , che gli ricevevano, spesi aveano e logorati ; uomini efìmeri o giornalieri, e satirici o satireschi nelle lor vite. (N) a — (Med) [Febbre efimera, ed anche assolutamente Efimera inforza di sf.] Febbre che dura per lo piu un solo giorno o poco oltre.Lat. febris diaria. Gr. «{p^cwpoff. M.Aldobr. Sono tre generazioni di febbre, efimera, etica e putrida. » Magai Leu. fura. 1. 5A. Mi rallegro che la tua febbre sia efimera. (N) B ■— (Bot.) Si applica a qualunque parte di una pianta che duri pochissimo tempo. Diconsi Efìmeri diurni i fori che si aprono fra le olio e le nove ore del mattino , e cadono fra le due e le tre po- meridtanej Efìmeri notturni, quelli che s* aprono la sera alle ore sette e si chiudono prima, del finir della notte. —— Così parimente chia- munsi alcuni funghi perchè non durano al di là di un giornofV an) Efippa. (Mit.) E-fip-pa. Soprannome di genere, datole da Enea , dopo che ella si era mostrala loro a cavallo sulle spiagge dell'' Afri• ca . E lo stesso che Equestre. (Dal gr. epfsopra, e hippos cavallo.) (Mit) Efippàrciìià.* (Milit.) E-fip-par-chì-a. Sf. V. G. Lat . ephipparchia. (Da epi sopra, hippos cavallo, ed arche comando.) Squadrone composto di due ipparchie , ossia di milleventiqnattro cavalieri. (Aq) Efippio. (Ànat.) E-fìp-pi-o. Sm. F. G. Lat. ephìppium. (Da epi sopra, e hippos cavallo : onde ephippion sella da cavallo.) Nome dato anticamente ad una parte dell’osso sfenoide , altrimenti detta Sella equina o Sella turcica. (Aq) 2 — * (Zooì.) Genere d'insetti dell'ordine de ditterì, e della famìglia degli strateomidi di Laireiile ; la seconda delle sue due specie è nerissima, colla parte superiore dello scorsaletto d'un bel rosso e liscia come il raso. (Aq) Efippo, * E-fip-po. N pr.ffi./^.Ephippus, (Dal gr* ephippos cavaliere.) (B) Efira , * E-fì-ra. N. pr. fi. ( Dal gr. epi sopra , e hìra cose sacre: Chi soprasta alle cose sacre. ) —- Figlia deli' Oceano e di Teli, che diede il primo nome a Corinto. (Mit) 2 — * (Geog.) Lat. Ephyra. Antico nome di Corinto. — Antica città dell' Epiro. — del Peloponneso ec. (G) Efira. (Zoo!.) Sfi. Nome di un genere di polipi a poììpajo, dell'ordine degli Ombrellai, con piti aperture, corpo emisferico , senza peduncolo , nè braccia, nè tentacoli; aperture quattro, e più inferiormente; del genere^ Aurelio. Renier. (Min) Efireo ,* E-fi ré-o. Add. pr • m. Di Efira. Lo stesso che Corintio. (Mit) Efiro , * E-fi-ro. N. pr. m. ( V. Efira. ) — Figliuolo di Epimeteo e di Mirmice. (Mit) ° ^ Efisio , * E-lì-si-o. N. pr. m. Lat. Ephisius. ( Dal gr. epi sopra , e his forza: Fortissimo.) (B) r 1 Efoo. (bt.Sacr.) E-fòd. Sm . Feste del Sommo Sacerdote presso gli Ebrei, formata di dite parti in quadro , tessuta e ricamata d’oro, di bisso , di porpora e di gemme. ( L’ ebr. ephod è da aphad cingere, sopray- vestire. ) Zen. Dramnu (A) Alf Saul, fi fi. Io vesto l’efod* (N) Efodio. * (Arche.) E-fò-di o. Sm. F. G . Lat. ephodion. (Da epi sopra e kodos via.) V'ettovagha dagli autori latini chiamata commcattis , viaticum , che nelle spedizioni militari distribuivasi al soldato durante la marcia. (Aq) Efodo. * (Anat.) É-fo-do. Sm. F . G. Lat. ephodus. (Da epi sopra, ed hodos cammino.) Nome che dovasi anticamente ad ogni vaso o condotto per cui dovevano scorrere le materie escrementizie. (A. 0 .) Efoeo , * E-fo-è-O, N. pr. m. ( Dal gr. evphyes , eos ingegnoso. ) —* Figliuolo di Nettuno e di Alcione . (Mit) ' Ero a eri a. * (St. Gr.) E-fo-re-n-a. Sfi. Dignità e giufìsdizione dell'EJbro presso gli Spartani. —-, Efforeria , sin. (Van) Eforo,* É-fo-ro. N. pr. m. Lat. Ephorus. (Dal gr. ephoros inspetfore ; e questo da epi sopra, e horao io osservo.) — Oratore e storico greco , discepolo di Socrate. ( B) (Van) Eforo. (St.Gr.) Magistrato supremo presso gli Spartani, destinato a rifrenare la potenza del re e del senato .—, Efloro , sin. Lai. ephorus. Gr. tfyopos. (V. Eforo n. pr.) Salviti. disc. i. ig8. Annacquavano loro in sì fatta guisa quella potenza coH’aggiugnervi sopraccapi e inquisitori di Stato, quali erano gli efori, che ben facevano stare a segno quei re ; onde d’alcun di loro si legge che fusse dal Parlamento degli efori processato. Efra/ (Geog.) Cit. della Palestina nella tribù di Manasse. Lat. Ephra.(G) Effàimita , * E-frad-mì-ta. Add. pr. com. Delia tribù di Efraim. (Van) Efraimo , * E-fra-ì-mo, Efrcm, Efraim. N. pr. m. Lat. Ephraim. ( Secondo i più, vien da parah fruttificare, crescere; ma può trarsi meglio da epher fragilità , calamità. ) — Secondo figlio di Giuseppe e di Aveneta , da cui prese nome una delle tribù et Israele. (B) (Van) 3 — * (Geog ) Città , monte e foresta della Palestina. (G) Efbata,* È-fra-ta. N. pr. fi Lat. Ephrafa. ( Dall’ebr. epher lutto, cd atha progredire: Chi progredisce, s’inuoltra alle calamità.) (B) i —*(Geog.) Città della Palestinanellq Tribù di Giuda. Lat. Ephiata.(G) Efrem. * N. pr. m. Lo stesso che Efraimo. Lat. Ephrem. — Santo diacono di Edessa, scrittore ecclesiastico del / F. secolo. (B) (Ber) Efron. * (Geog.) Lai. Ephron. Nome di due città della Giudea. (G) Efrone , * E-fró ne. iV. pr. m. Lo stesso che Efer. F. (B) Sfrontati. * (St. Eccl.) E-fron-tà-ti. Eretici dell anno c ? ie P™" tendevano essere cristiani senza aver ricevuto il battesimo , invece del quale, si radevano la fonte con un ferro, sino a spargere il sangue, e la medicavano coll* olio ; per questofurono appellati Èfrontati.(ficr) Ega. * N. pr.m. Lat. Aegas, (Dal gr- ex, egos capra.)— Ninfa figliuola diOleno e nudrice di Giove, che, dicono i mitologi, la trasportò in cielo e ne fece la costellazione della capra . (B) (Mit) EGESTIONE 2 — * (Geog.) Fiume della Spagna che si unisce alV Ebro . — Antica città della Macedonia. (G) Eoagrà. * (Geog.) E-gà-bra, Egabro. Lat. Egahrum. Antica città del& Spagna nella Betica. (G) Egadi.* (Geog.) È-ga-di.£a«. Aegates. Sf. Nome che gli antichi davano a tre isoletie innanzi Trapani,oggi dette Fa vigogna, Maretimo e Levanzo. (G) Egagro. * (Zool.) È-ga-gro. Sm. V. G.Xa?*acgagrus.(Da ex, egos capr a > e agrios salvatico.) Con questo nome intendesi la camozza , od altro simile animale. (Aq) Egàgropilo. (St. Nat.) E-ga*grò-pi-lo. «Sm» V.G. Lat. aegagrophilus. (O a ex, egos capra, agrios salvatico, e pilos palla.) Specie di pallottola che si genera nei ventricolo di alcuni quadrupedi, la quale sembra formata ai peli o crini aggomitolati .—, AegagropÌlo,Am. Fallisn., Gitunnit,ec.{A )(Aq) Egano , * E-gà-no. N. pr. tn . Lat. Eganus. ( Dal tecL eigen bizzarro, singolare. ) (B) Egbeuto , * Eg-bc-r-to, Ecberto. N. pr. m. Lat. Egbertus. (Dal sass. ece eterno, e heorht florido : Eternamente florido. Bailey. ) — primo re di tutta V Inghilterra , dopo V ettarchìa. (B) (Van) Egedunio, * E ge-dù-ni-o. Npr. m.Lat. Egdunius. (Dal ted. eigenthuM dominio. ) (B) Ege. * (Geog.) Città della Cìlicia. (G) Egea,* È-gè-a. JS.pr. f (Dal gr. egeos caprino ) — Regina delle AmaztO' ni, che si dice aver dato il nome al Mar Egeo ove si annego. (M* 1 ) 2 — * (Mit.) Soprannome di Fenere , onorata particolarmente nell* isole del Mare Egeo. (Mit) Egeirino. * (Farm.) E-ge-i-rì-no. Sm. F. G. Lat. aegeirinum. (Dal gr* egiros, pioppo nero.) Unguento detto volgarmente del pioppo. (A.O*) Egel. * (Geog.) Lai. Bolchaia. Fiume della Russia europea. (G) Egelesta. * (Geog.) E-ge-iè-sta .Ant.ciltà della Spagna Taragonese. (G) Egeloco , * E-gè-lo-co. N. pr. m. Lat. Egeìocus. ( Dal gr. ex , egos capra , e lochos insidia: Insidiator di capre. Può anche trarsi da ago conduco, e lochos truppa. ) (B) Egemacà. * (Mit.) E-gè-ma-ca. Soprannome di Diana in Isparta , che guida alla battaglia . (Dal gr. ago io conduco, e mache battaglia-XMd) Egemone, * E-gè-mo-ne. N. pr. fi. Lat. Egemon. (Dal gr. ago io conduco, e mone domicilio: Chi conduce al domicilio.) — Nome che diedero gli Ateniesi ad una delle Grazie. (Mit) 2 —- * (Mit.) Soprannome che davasi a Diana in Arcadia, cioè conduttrice, poiché portava fiaccole accese in mano , come per additar* il cammino. (Mit) Egemonie. * (Arche.) E-gc-mò-ni -c.Add. e sf pi. Feste arcadiche, celebrate in onore di Diana Egemone. (Mit) Egenburgo. * (Geog.) E-gen-bùr-go. Città dell'Arciducato d'Austria. (G) Egenete. * (Mit) E ge-nè-te. Soprannome d’Apollo, siccome dio che sempre rinasce. ( Dal gr. ei sempre, e gennetes generatore.) (Mit) Egenotiso.* (Geog.) E-ge-no-tì-so. Una delle Isole della Sonda. (G) Egentg , E-gèn-te. [Add. co/n.'] F. L. Bisognoso. Lat. egens , egcniis- Gr. ivb 7is. Frane. Barò. 216 . if. Ed infinita gente , Ch s è, non eh* d’altro , ma di pane egente. Egeo, * E-gè-o. N. pr. m. Lat. Aegocns. (Dal gr. egeos caprino, ovvero dall’ ntt. evgeos fertile. ) —- Nono re di Atene , padre di Teseo , * che giitanaosi nel mare per la credula morte del figlio,diceasi ave f dato a quello il proprio nome. (B) (Mit) 2 — * (Mit.) Soprannome di Giove, preso dalla capra che Vavea nutrito. (Dal gr. ex , egos capra.) — Soprannome di Nettuno dalla città di Ege , presso la quale aveva un tempio . (Mit) 3 — * (Geog.) Mare Egeo. Antico nome dell' Arcipelago. F. (G) Egeone , * É-ge-ó-ne. N. pr. m. Lat. Aegeon. ( Dal gr. egeos caprino, ovvero da ei sempre, e g<’0 io mi glorio.)—Zo stesso che Briareo. f • — Uno de' cinquanta figli di Licaone re d'Arcadia. (B) (Mit) Egeoneo, * E-ge-o-nè-o. N. pr. m. (N. patr. di Egeone. )"— Uno th’ figliuoli naturali di Priamo. (Mit) Eger. * (Geog.) Lo stesso che Egra. F. (G) Egeri. * (Geog.) È-ge-ri. Lago della Svizzera. (G) Egeria , * E*gè-ri-a. N. pr. fi Lat. Aeg-eria. ( Dal gr. ex , egos capra , ed eiao io amo: Amante delle capre. ) — Ninfa della foresta Aricinia, da Diana cangiala in fontana, e da’Roman i adorata . (M ‘ 0 Egerita. * (Bot.) E-ge-rì-ta. Sfi. F. G. Lai. aegerita. (Da egiros piopp 0 nero.) Genere di piante crittogame, della famiglia de’funghi', da P er \ soon stabilito e da' moderni riportato al genere tubercuìaria, le < iu specie crescono singolarmente sul pioppo per lo più mono. (Aq) (N) Egesia , * E-gè-si-a. N. pr. m. Lat. Hegesias. ( Dal gr. hegesis principato , il condurre.) — Filosofo greco , della scuola Cirenaica , fi» 1 ' datore eli una nuova sella, e detto il Pisitanata, cioè che persuade a morire. (B) (Vau) Egesifile , * E-ge-sì-tì-le. ZV. pr. fi. Lai. Haegesiphile. ( Dal gr. heges‘ s principato , e phile amica : Amica del principato.) (B) Egesiloco , * E-ge-sì-lo-co. JY. pr. m. (Dai gr. hegesis il condurre, e lochos truppa:Conduttor di truppa .)—Magistrato dell'isola rftSorfi.(Van) Eoesimado , * E-ge-sì-ma-do. iV. pr. m. Lai. Hcgesirnadus. (Dal gr. d'" gesis principato , il condurre , e mathon chi apprende : Chi apprende a condurre, a comandare. ) (B) Egesippo, * E-ge-sip-po. N. pr. m. Lat. Hegesippus. ( Dal gr. hegeS‘ s il condurre, e hippos cavallo: Reggitor di cavalli .)—Autore ecclesiastico dei II. secolo. — Storico greco del IF. secolo. (B) (Ber) Eoesistbato, * E-ge-si-stra-to. N. pr. m. (Dal gr. hegesis il condurre, e stratos esercito.) — Cittadino di Efeso, fondatore di Elea. (!VI‘V Egesta, * E-gè-sta. IV. pr. f. (Dal gr. ei sempre , e gevstos gusta* 11 " le.) —Figliuola d’Ippote, principe Trojano , e madre 'di Accste.(Mj‘) a — * (Geog.) Lo stesso che Segeste e Acesta. V. (G) Egesta si. ‘ (Geog.) E-ge-stà-ni. Antichi popoli della Sicilia. (G) Egestiose , E-ge-stió-ne. r.V/i] F ,/. [e non molto usata.] Il mandarfuOT 1 degli escrementi. Lat. egestio. Gr. Gxc/ricm, Zxtyopcc. Cr. 5- 7. 7- sono da mangiare ( le cotogne aspre ) colla sua carne ec., ma *<>'•*' EGESTO ">ente il suo liquore , imperciocché conforta Io stomaco , e provoca < orina , e costi-igne 1’ egestione e ’l vomito. E cap. 8 - 8 . Mitiga (/a ^midolla del cederno ) 1’egestione, cioè uscita, e’l vomito collerico. —■ Lo sterco o L’ escremento medesimo ; [ onde Collerica egestione , onerosa egestione e simili. ] Lai. stercus. Gr. xórpos. Volp. Ras. gestione , cioè lo sterco , poca e secca , e la tintura dell’ ori- na > e ’1 suo puzzo , significa la complessione calda. E altrove : L’ege- stione è chiamata sterco. cesto * E-ge-sto. N. pr. m. ( V. Egesta. ) — Principe Irojano che stabili la sua dimora in Sicilia. (Mil) Lceta. * (Gt og.) E-gè-ta. Città dell’ Alta Mesia. (G) C.CETOBIA, * E-ge-tò-ri-a. IV. pr. f. (Dal gr. hegetira conduttrice, regi- na,ovverro da heseloria principato .)—Ninfa dell’isola di Rodi, ma- ». di C idippe. (Mit) ^•cghitree. * (Arche.) Eg ghi-trè-e. Fanciulle o donne greche , le quali portavano l'acqua lustrale a’ funerali, e ne facevano delle libazioni sopra i sepolcri. ( Dal gr. hegetira conduttrice. ) (Mit) Lchin. * (Geog.) Città della Turchia asiatica. (G) *•« 10 . * ( Mit Di 0 de’ Negri di una parte della Guinea , a cui r-**' sacrificano vittime umane. (Mit) tei. * y poet. siile, di Egida. /G Salvili. [’iv/l.a JQ. li tutto il rico- perse Con V egi d’oro , acciò non lo stracciassi Chi’l trascinava,(Po) tei*. * js/. pr. m. ( Dal gr. egis pelle di capra. ) — Scultore greco , P fm in cui immnlavansi delle capre. ( Dal gr. ex , egos capra , e p.'jO'-os edace.) (Mit) ' Cera. * (Boi.) E-gi-ce-ra. Sf f r . G. Lai. aegicera. ( Da ex capra, ceras corno.) Genere di piante esotiche della pentandrin monogmia, ■ laì raglia delle contorte, a semi nudi , da Gaertner stabilito con due specie de’ generi Conocarpus e llhizophora Lìn. ; con un calice citi- Partito olibliqun , la corolla a sottocoppa cogli slami riuniti per E ci" ^ ase , ed un follicolo arcualo con un seme. (Aq) (N) ^•.(Mit.) È -gi-da. Sf. Lo scudo di Giove , e di altri Dei, ma Particolarmente di Pallude. Cosi pure fu detto l' usbergo di que- s ^ a dea. —, Egi , Egide , sin. Lai. aegis. Gr. càyls. ( Dal gr. egis, S‘dos pelle di capra, perchè della pelle della capra Amaltea era co- •V* 0 1° scudo di Giove. ’V.Egie. ) Adim. Pind. Oss. L’egida non amcntc era lo scudo di Giove, fabbricato di pelle di capra ec. , ma c ^ le t * a qualsivoglia deità fosse portato. (A) Lor. Med. Poes. P; C , D ' Minerva sol con l’ egida già vide. (N) t c A ' (Geog.) Antico nome di Giuslinopoli, oggi Capodistria. (G) f Ar .“ a to , E-gi-dar-mà-to. Add. in. V. comp. c ditir. Armato del- „\r"- Salvin. Imi. Omer. (A) Red. Ditir. 3l- Già Gradivo e- j^h'ctarmato cc . (jy) lo* 6 ’ Sf. Lo stesso che Egida. IG(A) Car. Leti. 2.232.E sopra Er,( r ,g Q1 , azza i'egide, cioè quella pelle di capra e ’l capo della Gorgone. (PJ) Soì pt\ m. bat. Aegides. (Dal gr. egri, egidos pelle di capra.)— ÌJqi ^^Mpme di Teseo , figlio di Egeo. (13) (Mit) E-gi-di. Sf. pi. E. O . bai. aegides. Si chiamano Egidi tno( ,(>C -Ì 5 e n °ì ^biglie, quelle macchie dell' occhio , che sono p 0 ; 10 Più bianche , più spesse e più opache delle nebbie e delle nu- di$ te 5 maiì iera che se si trovano dirimpetto alla pupilla , impelo,, o 0/ ' 10 P ar tc o del tutto il passaggio della luce. Il nome di Maglie g 0Us - e tenuto , perchè sovente sulla superfìcie di queste macchie veg- %i an j linee raggiate che s' intersecano , le ,quali essendo o più t/ a le 0 Meno del rimanente della macchia, fan. comparire gli spazii *-hianr ^ hnee compiasi, come i vani delle reti. ( Questa malattia è , Per ep a f a ^pponate egias , e non già egis, egidos , come si è detto ^GttUo + 01 ^ ^^couiunc de* medici. ) (Aq) Aegtjj di-o, Egidiuolo , Ziìiolo , Gillo, Giglio. ZV. pr.. m. bat. 1} el S * ^ S r * egìdion capretto.) — Santo abate di Linguadoca Eì'p ni -' Seco Ì 0 - ■— Dotto benedettino ateniese dell' E 111. secolo. — Uopo// a a o ositnian '), generale dei suo ordine , patriarca di Costanti - Kgie. * Am- Car s dmale nel X.E'l. secolo. (Van) che tip l *"\ “ §’* e * Mostro nato dalla Terra , vinto da Minerva , ' PM'to la pelle sopra il proprio scudo. (Dal gr. gea terra) (Mit) E-gi-è-o. Città della baronia. (G) frequeiìt ' ^. rc ^ e *) E-gi-e*rà-ni-i. Sm. pi. Teste d'ariete che veggansi Ottonici f S n C Ure antìC ùe-, ne fregi ed in altri ornamenti archi - ex -> egos capra; cd erin monumento; poiché i mo- * ^'''^^vansi con si fatte teste. ) (Mit) capra* e E-gì-fi-la. Sf V, G. Lat. aegipliila. ( Da ex r egos .famìgli ju amtca ) E mere dì piante, della tetrandria mono°iniCr ! n coro ^ a quadrifida , e per la bacca a due ca- C(i Eegiirwr C ° n scm ì> chiamate dagli abitanti della Martinic- t* pascntn 1 terr ° ) Legno caprino, per esser le foglie di quest' albero p’;? nlle capre (Aq) (N) J ° 1 , ' b’ ge. iY. pr. f. ( Da! gr. egis pelie di capra , e gea terra : EGITTO s3 Della terra in cui si fan vesti delle pelli di capra. ) — Una delle figlie dì JSiobe . (Mit) Egille, * (Geog.) E-gìl-le. Piccola isola nel mar Toscano. (G) Egiloberto, * É-gi-lo-bèr-to, Agliberto. N. pr. m- bat . Egilbertus. (Dal sass. agita immune da dazio , e beort illustre.) (B) Egilone. * (Geog.) E-gi-ió-ne. Antico nome della Capraja. (G) Egilope. (Chir.) E-gì-lo-pe. [ Sf. V. G. Ulcera al grand' angolo del- V occhio , la quale appoggia , secondo alcuni , sopra il sacco lagri- male, e secondo altri vi penetra dentro .—, Aegilope, Aigilope, sunl Lat. aegilops. Gr. «Ìy/\w4/. (Da ex, egos capra , ed ops occhio, perchè questa malattia conferisce all' occhio i* apparenza di quello di una capra.) Red. cons. 1 . ij 8 . Riconobbe subito il Redi, che quello che da’ Greci e da’Latini fij detto egilope, co- E appresso : Cominciato il medicamento con esattissima diligenza , si è ottenuto fino a qui, che l’cgilope a poco a poco ed insensibilmente è svanita , senza venire .a suppurazione. a — * (Bot) Genere di piante unilobee della poligamia monoecìa, fa • miglia delle graminee , col calice cartilagìneo di tre a molti .fiori , i fioretti muniti di lunghe veste , e le spighe con asse articolato ; che contiene parecchie specie , tutte annue , corte , poco proprie al nutrimento de' bestiami , parecchie delle quali crescono ne' campi aridi e su le montagne sassose dell'Europa meridionale. Le più comuni sono Egilope ovale e V Egilope ricurvata. (Aq) (Ag) (N) Egisa, * E-gì-na. N. pr. f bat. Aegina. (Dal gr. aei , osiaef sempre e gfrie donna: Sempre donna. ) — figliuola di Asopo , amata da Giove , che la rese madre di Baco. (Mit) 2 — * (Geog.) Isola della Grecia , nel golfo a cui dà il nome. — Piccola città della Grecia nell' isola dello stesso nome. (G) Eginaldo, * E-gi-nàl-do. N. pr. m. Lo stesso che Aginaldo. V. (Dal sass. agen contro, ed eald vecchio: Contrario a’vecchi. ) (B) Eginardo , * E-gi-nàr-do , Echinardo, Einardo- JS.pr.m. bat . Eginardus. (Dal sass .agen contro, e hard àuro, difficile : Non duro,Non diffìcile.^—* Segretario e genero di Carlo Magno , storico dell'ElIL secolo. (13) (Van) Eginea. * (Mit.) E-gi-né a. Soprannome di Diana. E. (Mit.) Egiketi. * (Geog.) E-gi-né-ti. Abitanti dell'isola d' Egina , chiamali anche Mirmidoni. (Mit) Egit?rtico, * E-gi-nè-ti-co. Add. pr. m. Di Egina; ma fu detto propriamente da alcuni moderni dell antico stile greco , sul fondamento che in Egina , prima forse che altrove , fiorì una celebre scuola di scoltura ; ma poiché esso ha molta somiglianza coll etrusco , cosi y anzi che Eginetico , dir potvebbesi Italico. (Mil) Egineto, * E-gi-nè-to. ZV. pr. m. (Dal gr. eigenej.es sempiterno.) — Discendente di Baco , celebrato da Pindaro, — Re d'Arcadia , contemporaneo di Licurgo. (Mit) Egizio , * E-gì-ni-o. 2V. pr. m, ( N. patr. di Egina. ) — Re de ’ Dorii , soccorso da Ercole contro i Lapiti. (Mit) Eginolfo , * Egi-nòl-fo. N. pr. m. bat. Eginolplius. ( Dal ted. hegen custodire, ed helfen ajutare.) (B) Eoio , * È-gi-o. N. pr. m. ( Dal gr. egios caprino.) — Uno de cinquanta figli d'Egitto. (Mit) Egiobolio. * (Arehe.) E gi-o-bò*U*o. Sm. E. G. Lo stesso che Criobolio. E. (Dal gr. egos gen. di ex capra, c da bole colpo, azion di colpire.)(Aq) Egioco. * (Mit.) E-gi-o-co. Soprannome di Giove , perchè armato delio scudo coperto della pelle della capra Amaltea. Gr. 4 • Di che il Re Guglielmo turbato forte, fece prendere il Gerbino, cd egli medesimo il condannò nella testa. (Cin) a — [Stesso unito ad Egli può cambiare la sua desinenza.] Dep. Decam. 4& Si dice egli stessi qualche volta , che per V ordinario si direbbe egli stesso} ma non si direbbe già esso stessi, o quello stessi.(W) 5 — [ Posto in forza di avverbio , ocome] Particella riempitiva [, talvolta nel primo numero , talvolta ancor nel secondo , ed anche in mezzo o in fine di parlare.] Bocc. r.ov. 3i. 16. Egli è il vero che io ho amato e amo Guiscardo. Petr. canz. i3. E se tu se’ con egli, Non seguitar tu quegli. E 345. ig. E n° rt conoscon perchè stanno quegli, C’bau faticato in egli, Lassù nel grembo d’Àuior, coni’ vedete.» yit. S. Gio. Gualb. 2g2. c. g . tìu Come il servo di Dio, tra egli e il compagno avendo solo un pane» c il fece dare a uno povero. (V) 7 — Non che di persona , ma anche si dice di altre cose. Filoc. Egl* avea V anello assai caro, nè mai da sé il dipartiva , per alcuna virtù ohe stato gli era dato ad intendere che egli avea. Sen. [Ben. Ucuch* 6* 12. Io conosco di quello che tu vuoi domandarmi: non ti fa sestiero il dirlo; il viso tuo favella egli .Din. Comp . 1. 1 7. Assolvea e condannavasanza ragione, come a loro parca; e tanta baldanza prese, che palesemente ec. vendevano la giustizia, e non ne schifarono prezzo , per piccolo o grande che egli fosse. 8 — E messo innanzi al nome proprio. Uit. S. Gio. Gualb. 33*.Q" e “ sta è anche quella virtù, la quale egli Iddio comandando iusiemeniente a tutti gli Apostoli, la propuose sopra tutti i suoi comandamenti.(V) 9 — Agg. a Femminile. Bocc. g. 7. n. 1. tic. Ode di notte toccar fuselo suo, desta la moglie; ed ella gli fa a credere che egli è la fante'- sima. Pass. 261. Egli è una umiltà falsa e fìtta , eh’ è solo nella vista di fuori. (V) Egli difi. da Esso. Egli è proprio di persona , jEsiodi cosa. Nondimeno talvolta se ne inverte 1’ uso. Quando al pronome si vuoi dare la forza del lat. ipse , allora Esso sta bene in luogo di Egli. Quando la cosa, di cui si tratta, si considera come personificata , Egli ci cade bene in vece di Esso. Quando Egli è riempitivo preposto al verbo , non può essere sostituito da Esso. Noi diciamo: Egli è vero* Egli è chiaro, non già Esso. Così non può scambiarsi Esso quando è riempitivo posposto a con o a lungo • Eglisavia. * (Geog.) E-gli-sà-vi-a.Lnt. Eglisovia. Città della Svizzera. (G) Egloga. (Lett.) E-glo-ga. \Sf. y , G. In generale è Scelta di componi - menti d’ogni maniera , ed in particolare è genere antichissimo ] f poesia per io più pastorale. — , Ecloga, sin. Lai. ecloga. Gr.ix.Kvif- ( Da eclego io scelgo, che vien da ec da , c lego scelgo. ) Bocc- rii. Dant. 260. Olire a questo , compose il detto Dante due eglogh» assai belle, le quali furono intitolate, e mandate da lui per risposi di certi versi mandatigli , a maestro Giovanni del Virgilio. , Bglrghe ddf. da Idillii e da Bucoliche. L’Egloga è pastorale; VIdilli c campestre ; Bucolica comprende tanto 1’ Egloga quanto l’ Idilli 0 - Eglochisi 1 a. (Lett.) E-glo-ghi-sta. Sm. Poeta compositore di egloghe. Algar. jSeulan. (A) Eglow. * (Geog.) Àulica città della Palestina. (G) Egmokte. * (Geog.) Eg-món-te. Isola del Grande Oceano. — Bajn » porlo e capo nell' Oceano Atlantico. (G) Egkazia , * E-gnà-zi-a. N- pr. f. ( Dallo slavo guaiti perseguitare , ovvero da gnjìit gamba ; c vai dunque Pcrsecntrice o Gambuta. ) — JS'ui/a cenerata come lina deansila Città del suo nome. (Mit) n — * (Geog.) Antica città d’Italia nel territorio de’ S’alcntiui. (G) Egkazio , * E-gnà-z.-o. IS.pr.m. (V. Egnazia.) _ Publio. Si rico i°' mano , delatore di Barra Sorano. (Van) Egobolo. * (Mit.) E gò-bn /o. S’oprar,nome di Bacco a citisi sacrifìci 1 ' va una capra da ijuelii di Petnia. ( Dal gr. ex, egos capra, 4 loie colpo. ) (Mit) Egocera. * (/-ool.) 'E-^o-ci-rà.Sf. r.G.Lal. aegoccra.(Da ex., egos capr 3 * c cerai corno.) Genere il' insetti dell’ ordine de’lepidotteri , fhriiud» da Leln ille ; così denominali dalla forma di corna dì capra delle /»* ro antenne. Luvier lo considera come sezione del sotto"cnere ti* gena. (Van) (N) ° Egocero. * (Mit.) E-go-cò-ro. Sopran. di Pane, collocato da Giove U’ t! segni dello Zodiaco sotto il nome di Capricorno. ( Dal gr. ex , eg o1 capra, c ceras corno.) (Mit) Egocero. * (Bot.) Nome d’ima pianta , chiamata anche Fiengreco, f"" perciocché i suoi baccelli hanno la forma de' corni di una capra- V‘ 1, ti igofiella fucinila graccum Lia. (Vati) (IV) Egofaga. * (Mit.) E-gò-fa-ga. Soprannome di Giunone, perchè, grado 1 ' 1 che se le sacrificassero capre. ( Dal gr. ex , egus capra , e plugo i° mangio: Mangiatoie di capre.) (Mit) Ecofonia. * (Med.) Ego-fo-nì-a. Sf. P~. G. Lai. aegopbonia. (Da eX \ egos capra , c pitone voce.) /foce di capra o tremante , che od** 1 quasi in tutti i casi di pleurisia .—,Aegofunia , sin. (Aq) Eco OMO , * E-go-bsmo. Sm. Amor proprio vizi,so per cui f t per cui t uomo cr 1 ’' ca di ridurre tulio a se stesso , non pensa che di se stesso , e d‘% dera che tutto riesca a vantaggio di lui , anche con danno altrui. ' ' dell’ uso. ( Dal lat. ego io. ) (Vari) a — * (Filos.) Opinione di certi filosofi, i quali credono che non certezza se non quella della pivpria esistenza■ (Van) Egoista , * E-go-ì-sta. Sost. com. Che ha i’opinane dell'egoismo; C h , ha il vizio dell egoismo; Che non s[ occupa, non parla che di Jl ',’ Che si fa un idolo della propria persona, e le sacrifica tutto. ( v i'."{ Egoletro. * (Bot ) E-go-lè-tro. Sm. Piccolo albero che cresce nella À"\ e grelia , e che fa perire gli animali che ne mangiano e sopratid 10 .; capre- ( Dal gr. ex, egos capra, ed dtelhros morte, eccidio, 'l 1 ' 3 ’ dicesse la morte delle capre. ) (Van) Egolii. * (Zool.) E-gò-li-i. Sm. pi. y. G. Lat. aegolii. ( Da eg»lf- alocco.) Famiglia d'uccelli notturni dell’ordine de’ rapaci o accip lU di Liti., che ha per tipo la stiix ulula Liti. (Aq) (N) ,o Egolio , * E-gò-li-o. N. pr. m. ( Dal gr. egotlos alocco.) — Giovi' iel cretese , da Giove tra formalo nell’ uccello notturno che porla d s nome. (Mit) p, Egoue , * E-gó-ne. N. pr. m. Lai. Aegon. (Dal gr. egon capr ile.) -degli Argivi. — Atleta famoso. — Pastoie menzionalo da le° ct e da yirgilio. (Mit) ^ a0i EgOpiteco. ’ (Lett.) E go-pi-te-co.Vm. y. G.iut.aegopitbecus. (Da ex, capra , e pilhecos scinda.) Animale favoloso , a cui JSicefui'a EGOPODIO tribuìsce le mani di scimi a , e le corna, i peli , barba c le parti posteriori dì capra. (Aq) ■c-gopodio. * (Bot)E-go-pò'di-o. Sm.V.G.Lal . aegopodium. (Da ex, egos capra,e pus , podos piede.) Genere di piante della penlandria digiriia , Ja/nig/ia delle ombrellifere , che comprendeva la sola specie , Aegopodium padagraria Lin. , da moderni riunito ai genere S'ison -, così rfefiottu- snmìuli/mr.n delle sue fa Cllie Col Vie de di capra. Qaagi'ana Lin. , da 7 moderni minilo al genere cnson, cosi aenumc- dalla pretesa somiglianza delle sue foglie col piede di capra, adopera in medicina come detersiva, vulneraria ed aperilivaf Aq)(N) gopogono. * (Bot.) E-go-pò-go no. Sm. E. G. Lai' aegopogon. (Da ex, e S°f capra, e pogon barba.) Nuovo genere di piante della pe?ìtan- dt'ia diginia, famiglia delle graminee, da Humboldt e Bompland stabilito ain questo nome , per Le loro spighe pelose \ hanno le spighe p Racemose, i fiori laterali maschi e le glume aristate. (Aq) (N) g opotamo. * (Geog.) E-go-po-tà-mo , Egospotamo, Egospotamos. Luogo del Chersoneso di Tracia, presso al quale Lisandro riportò su gli ■Ateniesi la battaglia navale che pose fine alla guerra del Pelopon- neso. (Van) Aprico. * (Bot.) E-gò-pri-co. Srn.H.G, Lat. acgopricon. (Da ex ,egos Canm r> 'i Àlbero della Gniana che forma un genere nella monoecia le uign. (tonn . ói. Eu ed é ancora in opinione, che I’indi- sizio ne del suo stomaco, la quale lungamente Pha molestata, non tndi l ° U ^ e s } derivasse , che dall’ aria di Ferrara *, dalla quale egriln* Tass^ 5, P°ì che a Padova si condusse, si è del tutto liberata, (A) Voi ^ eLt% 3t Mi pose addosso una quartana (egritudine, come E Gfm , in ogni età di molto fastidio) ec, (N) A 0 > E-gro. Add ™ r rs r _.- ' .imii una tu j;errava $ nana quale egritn- y » poi che a Padova si condusse, si è del tutto liberata. (A) . s ' B. lelt, 2. io. Mi uose addosso una f —- 'Io '1 pete » in °L q (i 5 E-gro. Add. nu [ L. e poet.} Infermo , Ammalato. Lat. aeger. to " Bocc. Vis. 16. Ognora a se toccava P egro pet- tant * clllen do aver se stesso oflft'so, Perché ’n guardarla avea to diletto. Tass. Ger . 1. 3 . Così all’egro fanciul porgiamo aspersi a c? ave *‘cor gli orli del vaso. o uv».P 0 ® sa t 0 > [Langiiido .3 Cas. son. 5 o. O de’ mortali Egri conforto, ,, *? dolce de’ mali. j> Tass. Ger. 12. 6d ,» EUa già sente Morirsi, 3 — Im-, manc t a e S ro e languente. (N) i nm®* *°* ^P °^ nt . e, 3 Fetr. son. 28 4 - Qual ha già i nervi e i polsi e ram on » tr ’ ? IU ^mestica febbre assalir deve. E cap . 12. O ve* Egj.: # ifi a f >r ^ 1 » 1 8 lì . l . c frali, Poveri d’argomento e di consiglio, ® 11 1 Gitili, leu. 14. 4 Acciò eli el poi lui morda e divori. E appresso ; Acciò eh’el poi strugga e ancida esso. (V) Ar. Far. 2. 13. Ch’uscir fa un spirto in forma di valletto , E gli comanda quanto vuol eh’ el faccia. E si. 61. Dicendo: Ingiustamente è s’el ti grava Ch’io tem* per costui che ho tanto amato. (P) 2 — Dopo la vocale , suole anche sopprimersi V E e scrivesi ’L. Bocc- g. 3 . ti. 7. E non senza grandissima maraviglia di tutti, guatato e ' ' conosciuto fu lungamente, avanti che alcun s’arrisiliiasse a credei 1 - che ’l fosse desso. Petr. p. 2. 35 . Come morte che ’i fa, cosi i |t! mondo Sua ventura ha ciascun dal di che nasce. E p. 3 . 3 . Se paura SS. Pad. 1. 233 - G ° a0 : o vergogna avvien che ’l segua. (Cin) Vit. scendo la virtù di Dio in te, sì l vogliamoti liberare d’ogni sei'V 1 ’’ Indine. ( Cioè : sì e’ ti vagliarvi ìiherare. ) (V) EL ^ * Talora anche senza V apostrofi , formatosi della precedente voce e di Esso una sola dizione . Bocc . g, 2. n. 6. Egli fu chiamato ed è f * n coru , sci vive, Arrighetto-Gapece. (Gin) 1 L Posto avverò, aita maniera che si fa E’ ed Egli , cioè come ] Particella riempitiva. Frane . Barò. 102. g. El c’ è una donna c’ ha fornii Onestate. E i 5 . CU’ el non è mica di virtù Io meno, Darsi re- gola alcuna. E i 5 o. 6. E sono alquanti eli* aman eh’ el si dica, w Bocc. g t 2. n. 6. A cui Giannotto disse: el pare che’! cuore mi si chianti ricordandomi di ciò die mio padre debhe fare. (Cin) E nov. 1. Se cosi ha disposto Iddio, che io debba ec., ed el mi piace.(P) a — * E così anche ’l. Quid. Ar. son. Se ’l si lamenta nuli’uom di ventura , A gran ragion mi muovo a lamentanza. (Cin) 0 Per Lui. Cavale. Alt. Apost: 4 - Come santo Stefano cominciò a ^prendere i Giudei; per la qual cosa eglino el lapidarono. {Disotto pag. 4 j. dice : per la qual cosa lo lapidarono.) (V) Per Ciò. Frane. Barò. 207. 8. Egli el (lo) face , Perchè in me tace Conoscenza d’onore. (V) ' J"" Per II. ( I Francesi ebbero un tempo sì fatto articolo el , e gli Sjxtgnuoli non l’hanno ancora dismesso.) Guitt. lett. «.Tutto el ben loro non sa lor quasi buono. Fit. S. Gio. BatU P . IV. Che è di Saccheria e delia mia suora Elisabetta ? E el fanciullo risponde. E altrove : Che ci è la Donna nostra , e Giosef, e ’l Fanciullo. Salv. Avveri. 1. 2. 10. Primieramente el per i 7 , siccome el quale, e si- si truova alcuna volta, ma pur di rado, nel Livio dell* Adria- nuli. E 2. 2. 22. 2 ■ El per II fu anche in uso in quella primiera età. (V) Cigl. F"oc. Caler. 3 o. El per II disse con tutti i Toscani antichi la Sa nta (Caterina) , e tal derivazione non è già dall’ die latino ec. , D *a dall’ articolo el spaglinolo. (N) 2 —* Ed usato anche da più moderni.Segr.Fior.Op.ined.p. 17 .{Londra , /òo.)Sarchbe necessario ordinarsi ec.e farvi assai nobili di castella e ville, € quali insieme con el principe tcnes.dno ec. E p. 33 . Non si potessi j^'mare el consiglio grande, senza dodici de’defli gonfalonieri. (N) p . Lo stesso che Eli. Nome primo d' Iddio. Dant. Par. 26. i 3 f. f ri a eh’ io scendessi all’infernale ambascia , El s’appellava in terra El * mmo Bene. .Eli si chiamò poi. (Altri legge Un.J (N) h- * Interiezione di chi chiama. F. e di' Olà. ( Presso gli Ebrei al £ e particella di chi prega ammonisce o proibisce.) (A) (O) ***• * N. pi \ m. ( Dall’ebr. eia quercia.) — Re d’Israele , figlio e sue• ? Cess (re di fìaasa. — Figliuolo di Perseo e di Andromeda. (Mit)(Van) ÉiT= C^d-) Così gli antichi Celti chiamavano la Dea della inorte,(Va n) l ^borabe . , c asione e E-la-bo-rà-re. [ Att. ] F. L. Fare alcuna cosa con appli- p ***'*w*e e con diligenza. Lat. elaborare. Gr. ix.’xoviiv, abor Atezza ^ E-la-Wra-téz-sa. Sf. ast. di Elaborato. F. L. Squisita Et ^'^^ enza ìlQ l comporre. Gor. Long. (A) Oberatissimo , E-la-bo-ra-tìs-si-mo. lAdd. /«.] superi, di Elaborato- nlvin. Pros. Tose. 1. 3 oi. A questi tre maestri io non posso fardi ^«io di non aggiugnere il gravissimo Monsig. della Casa ec., che ec. Ole rime sue e prose elaboratissime dandosi ec., lasciò bei modelli .>3 .o*** Di fi Alf. Tose. In una sua elaboratissima dissertazione oc. Sai- p, «. C/is. i 85 . Risponde alla prosa clic nel sublime genere si maneg- p S ,a 1 in parole e in sentimenti elaboratissima. (N) ^borato, E-la-bo-rà-to. \_Add. rn.] da Elaborare. Lai. elaboratus. Gr. i ‘ T! Viv. Pro/). 10'ì. E con questa finir di pubblicare il ri- g anc "te delle sue più elaborate fatiche. ^«ORAzioHE. * (Fisiol.) E-la-bo-ra-zid-ne. Sf. V.L. Azione colla quale 6 1 esseri viventi imprimono alle sostanze esterne ed anche ai mute- Jan ritraili dal loro interno , modificazioni che li rende alti a valere ìì,g l “ II Ole la natura loro assegna. Lai. elaboratici. (A. 0 .) °- ZV. pr. m (In ebr. elghuad, da el Iddio e ghuad derni là: Eter- tllta di Dio.) (B) ‘ Ada * Eda-da. ZV. Ecada t Udii pr. m. Lat. Elada. ( In ebr. elghuadah da el ghuaclah decorare : Decoro di Dio. ) (B) , (Mus.) E-la-fà. Sm. Nome dato all’ E lami bemolle. (B) P>bu°h(Arche.) E-la-fe-bò-li-e. sldcl. e sf. pi. Lo stesso i che Ela- p,—“c. V. (Van) «ebouone. * (Arche.) E-la-fe-bo-lió-ne. Sm. V. G. Lo stesso che a obolione. V. Salvin. Cas. 78. Le Dionisie ec. nel mese Elafèbo- o mese della caccia de’cervi ec. (\) c • (M‘L) E-la-G-è-a. Soprannome di Diana, cacciatrice di Elaijq * s 'bl £r. elaphos cervo.) (Mit) c ervo V * E-l.i-fi-ó-ne. N. pr.f ( Dal gr. elaphion corno o carne di Ecapit ’• 7 ~ Donna di Elide , nutrice di Diana. (Mit) E c Arn P '* f 5 ;' C '°c') E-la-fy - te. Lat.Ela phites. Isole sulla costa dell’ lIlirio.(G) -, * 101)0 ^«nsA. Fiume del Peloponneso nel- p J (Eleog ) E-la-fo. Lat. Elaphuni. Eia El* f rcad ‘“- (CV) -OZan" 1,1 !!* ^ Arche ') E-la-fo-bò-li-e. Add. e sf. pi. Feste in onore di chè off ' ’ .®* a ** ! *' 0 *' e . • S " J - ( Da elaphos cervo , e iole getto, per- ® LA Fo*n crivas ’ a *Ia dea una focaccia fatta a foggia di una cerva.) (A q) * ) °lione 1 °V‘ ( Arc * le ') E-la-fo-bò-li-o. Sm. V. G. Lo stesso che Elafo- Erapoji * an) 0 ttico >LI R NE ’ * (Arche.) .E-la-fò-bo-li-ó-ne. Sm. V. G. Decimo mese offeriva * corr ‘ s P on de al nostro 'marzo , così detto perchè in esso •ebolin ^ 1 Un - cervo a Diana cacciatrice de’cervi. —, Elafbbolio, Ela- Elafòbolie.) (Aq) dtmhn* 0 s“°t.) E-la-fb-bó sco. Sm. V. G. Lat. elaphobo cimi. (Da cervo , e bosco io pasco.) Antico nome della pastinaca sal- “ 7 .11.-. . cer vi ne mante el <‘Pho. vai. Sbasserò § ran di , desunto dalla credenza che Vcstris Lii/ ,< (A^) U (N^ e ,n0,SO bestie velenose. Pastinaca syl- 1 •) E-la-fo-ca-mè-lo. Sm. V. G. Lai. Elaphoca- Dtilissirnn ama E 1 ' 1 - (Da elaphos cervo, e carnelos cammello ) c °nda sezione JelV ^, mer ‘ c ?i °he firma un genere nella se- ( ' a mi„e [’ 0 Miri . d e ’ ruminatiti , il quale non è diverso dal n P ei a P rit,a ~ione della gobba sul dosso i e delle cal- ELATERIO losità alle articolazioni delle gambe , ed allo sterno , con qualche somiglianza del cervo. (Aq) Elafogbafia. * (Zool.) E la-fo-gra-fì a. Sf F. G . Lat. elaphographia. ( Da elaphos cervo, e grapko io descrivo.) Descrizione del ce/vo.(Aq) Elafoneso. * (Geog.) E la-fo*nè-so. Lat. ElaphQ^nesus, Isola nel mar di Marmora , detta anche Proconneso. (G) Elafru. (Zool.) E-Ià-fri-i. Sf. pi. F. G. Lat. elaphrii. ( Da elapht'os agile.) Suddivisione d'insetti veloci . (Aq) Elafro. * (Zoo!,) È-la-fro. Sm. F. G. Lat . elaplirus. (Da elaphros agile.) Genere d'insetti della prima sezione deli' ordine de’ coleotlen y e della famiglia degli scarafaggi di LatreiUe, i quali veggonsi correre velocissimi sulla sabbia in riva delle acque. Si è anche detto da alcuno che una delle sue specie senza nuotare corre soli'acqua. Hanno il corsaletto quasi quadrato , il labro a semicerchio ed i palpi labiali terminali da un articolo proporzionatamente più, corto e più grosso che nelle altre specie. (Aq) (IN) Elàgabalo. * (Mit.Sir.) E-la-gà-ba-lo. Divinità di Emesa^ forse il Sole , che sotto il regno di Eliogabalo fu la sola divinità de’Romani. Detto anche Eliogabalo. F. (In ebr. et vale Iddio, e gabal limitare; porre i termini: e quindi elagabalo è lo stesso che lo Iddio de’ contini. V- Eliogabalo . ) (Mit) Elagadà. * (Geog.) E-la-gà-da, Elgonda. Catena di monti dell' Indo- slan inglese. (G) Elaide. * (Boi ) E-Ià-i-de. Sf. F. G. Lai. elacis. ( Da elais , idos , ovvero eles , idos oliva.) Genere di piante della Guinea , della mollasela csandria , famiglia delle palme , con fiori immersi nelle fossette del l'egime ; il calice e la corolla di tre pezyi , i fdamenti Can-. nati , e per frutto una noce ovale, dalli j quale sf Astrae un olio simde a quello delle olive , buono per condili gli alimenti , per la medicina e per bruciare . (Aq) (IN) Elaide. * N. pr. f (V. Elaide , sf.) — Una delle figlie di Anìo.Qfif) Elainà. * (Chini.) E-/a-ì-na. Sf. F. G. Lat. ehìina. ( Da eleon olio; onde elainos o sia elenos olioso.) Sostanza fluida , più leggiera del- l acqua, quasi inodorifera , senza coloré, o d’una tinta citrina , solubile nell’ alcool ec. che si ottiene trattando il grasso di m ijale coll’alcool; così detta perchè ha l’apparenza d‘ un olio vegetabile .—, Oleina, sin. (Aq) (A. O.) Elaira , * E-la-ì-ra. N. pr. m. Lat. Elaira. ( Dal gr. elea oliva , ed ii'eo io parlo: Chi parla delle olive, ) (B) ]Elais. * (Geog.) E-là*is. Antica città della Fenicia . (G) Elaitico. * (Geog.) E-lad-ti-co. Lai. Sinus Elaiticus. Oblfb del Medi- terraneo , che faceva parte del golfo di Adratnin. (Van) Er.AJO.*(Geog.) É-là-jo. Monte, dell' Arcadia. (Van) Elalia. * (Geog.) E-là-li-a. Lo stesso che Achalia. F'• (G) Elam. * TV. pr. m. Lat. Àelam. (Dall’ebr. ghuelem Giovane.) — Figlio di Sem , padre de' popoli Elamiti o Eìamitei. (B) (Vati) Elamì. (Mus.) Elamì. Sm. Quinta voce dell' alfabeto musicale. (B) Elamita, * E-!a-mì ta. Add.pr.com. Disceso da Elam, figào di Vem.(B) Elamitei. * (Geog.) E-la-mi-iè-i. Ant. popoli deli' Asia sul Tigri. (G) Elano , * E-ìà-no. TV. pr. m. Lat. Helanus. ( In ebr. helam , da hhajl virtù, robustezza, fortezza, ed am madre:. Foltezza della madre.) (li) ELAOLiTo.*(Min.)E-la-o-li-to..ym.A'^. G.^a/.elaolithe.'.(Da eleon olirle lidios pietra.) Minerale che ha preso un tal nome dal suo color ’ E-le-fan-tì-no. Add. m. D’elefante. Lat. elcphantinus. Gr. Tro^ e< ^ stesso c ^ e Elefantiaco. V.} Vit. SS. Pad. 1. 211. ch'a' 06 n<: ^ a P‘ azza giacere un lebbroso sì pieno di lebbra elefantina, «eli Ve n. g ' à l ler ; !u,c le mani e ’ P'edi. Diri- s - Greg. 2. 25- lucorse Etep I,f mfermità del morbo elefantino. ParUe^V ®' le fan -t°. Sm. detto per la rima nel primo sign. di Ele- '. . • Sannazz. E gl. 11. Ben può quel nitid’uscio d’elefanto Man- Piantò nvn 0 ® 110 volto e la favel,a : Kicominciate, o Muse, il vostro ^ANTorJ,. ELEGANZIA 2 9 Et ? To,de * * (Bot.) É-Ie-fan-tò-i-de. Sf. F~. G . Lat. eIepbantoide.(Da Un as e ìefante , ed idos somiglianza.) Specie di piante distinte da e cì ° ì n ° facile e curvo , che termina con una piccola lama ovale , E LEp / e a guisa di proboscide parte dal labbro superiore della corolla. 3ìo») NT ?* A ^ H 1, * (Geog.) E-ledan-tò-ma-chi, Elefantofagi, Asachei. Na- ,ìe di Elio—* .. ' LEPìa.-^._ * (Geog.) È-le-fan-tò-fa-gi.£o stesso che Elefantomachi. (G) * / T) . . N T- 1 n . A • i °o/. ^ ‘Uopi cacciatori di elefanti. (G) e7 c 'T r0P0 - * (B°h) E-lc-fàn-to-po. Sm. V. G. Lat. elepbantopus. (Da sl J ’ ias elefante, e pus, podos piede.) Genere di piànte esotiche, della cap e ^ eSla n H" r egata, distinto da un antodio di tre foglioline e dai c et , Cl P arz ‘ali con /quattro foglie , da un pappo con cinque reste ed un ri- J(ie aco '° n udo; così denominate dalla forma delle foglie di una delle Vanito /qualche somigliaaza col piede d' un eie ■ EtEri« (^led.) Elefantiasi che attacca le estremità inferiori. (Aq) ElefaÒ'-' ■ (Med - ) E le-fan-d-a. iS f. V. A. C. c dì EkfantUsì o ) Miasi. yolg. ll a s, Di ciò avviene spesse volte varici ed elciats- zìa. M, Aldohr. P. N. 1l3. Di sua natura fa venir quartane ec., c una maniera di malattia che la Fisica appella elefanzia, e altre assai lebbre. Elefanziasi. (Med.) K-le-fan-zi-a-si. [ Sfl P. A. Lo stesso che Elefantiasi. E.} Red. Cons. 1. 27 8. Alterandosi questo istesso umore melanconico ec., ne nasce la vitiligine nera e l’elefanziasi, comunemente delta lebbra.» Salviti. Cas. 43. Poiché parlando della malattia elefanziasi ( la quale il filosofo aver disegnata col nome di Satinasi, afferma quello eh’ io dissi , Chiosator greco) questa malattia, dice, mentre ancora principia , cioè avanti che in vera , e perfetta elefanziasi ne traligni, chiamano satiriasmo. (N) Elefenobe , * E-le-fè-no-re. N. pr. m. Lat. Elephenor. (Dal gr. elephas elefante, ed aner uomo. ) Lo stesso che Elfenore. p r . (B) Elega , * È-Ie-ga. N. pr. f. ( Dal gr. ei sempre, e lego io parlo, io scelgo.)— Dna delle Prelidi. (Mit) Elegano. (Bot.) E-lè-ga-no. Sm. Lo stesso che Eleagno. V. (Gali) (N) Elegante, E-le-gàn-le. [Add. com. Voce che viene dal latino Elegans , e vale quanto Eletto , A celta , Squisito ; ma s* usa d’ordinario , par - landosi} di favella, di scrittura, o simili, in vece di Rene ornalo, Ben disteso. —, Avvenanle , sin. Lat. elegans, cultus, ornatus. Gr. x.a.'kós , xo/pliu. Fir. Dial. bell. donn. 43o. Tu , Verdespina , le darai quella grazia che ti fa si cara, e quella prontezza e dolcezza del parlare allegro, arguto, onesto ed elegante, a — [ Dicesi anche d’altre cose, in significazione analoga.} Lat.elegans. Gr. «pixaZAris. Vit. SS. Pad. 2. 22. Era d’aspetto angelico come Jacob , di corpo elegante e piacevole, ma secco e magro. 3 — * Usato anche a modo di avv. per Elegantemente. Bern, rim, 1. 65. Provai un tratto a scrivere elegante , In prosa, e ’n versi, e ferine parecchi, ec. (N) Elegante diff. da Gentile, Leggiadro , Venusto, Galante, Lindo , Atultato. L ’Elegante è più studiato; il Leggiadro è naturale. V. Bello. Si dirà meglio Fanciullo leggiadro che elegante. L' Eleganza è più scelta, più accurata. La Leggiadria è una Eleganza più spedita è più svelta. Venusto è un latinismo più raro nell'uso. Esso esprime una Eleganza più fina e più amabile nelle forme. Gentile è meno di Elegante. Gentile applicato al morale è contrarip di Villano, di Ruvido: Uom gentile, Cuor gentile, Gentile animo ec. Applicato al fisico, è contrario anche a Rozzo, Aspro, Duro cc. Noi diciamo Fisonomia gentile, Mano gentile, Complessione gentile ec. Cosi anche Grano gentile, Vini gentili ec. Quasi tutt’ i fiori hanno in sé del Gentile. Galante, parlando d’uomo, è quegli che serba Eleganza , vera o falsa , voluta dall’ uso corrente, ne’ modi , nel vestire, nella forma più che nella qualità delle robe. Lindo esprime la pulitezza ed eleganza che viene da molt’arte 0 cura- Attillato è anche più. Parlando di cose, è ciò che copre o veste con precisione e senza nascondere le forme del corpo. Attillato si dirà un vestito, Attillata la scarpa ec. E si dirà Attillato anche l’uomo che veste in tal modo. Elegante (detto dello siile) diti’, da Colto,Puro, Forbito,Terso,Leggiadro, Venusto , Bello. Lo Stile collo è quello che non ha vizi di lingua ; che ne rispetta le regole e le pone in pratica senza veruno studio. Si può dire che esso consista nello scrivere con una proprietà, figlia dell’esercizio e dell’abito. Lo Stile puro è quello che non ammette, senza buona ragione, frasi, estranee alla lingua. Lo Stile forbito consiste principalmente nella eguaglianza, nel non trovar nulla che faccia intoppo, che rompa il corso naturale del dire. Anche una lingua può dirsi più Forbita delle altre quando è più piana , più dolce , più eguale , più conforme alle regole dell’ analogia. Terso include la idea d’ una forbitezza lucente, come annunzia la stessa voce. Uno stile agile, snello, spedito , non pesante nè carico di minuzie che ingombrano , si dirà Leggiadro. Dee avere però una certa forbitezza. La Leggiadria può consistere nel concetto e nella forma. Uno stile sempre colto sempre puro ed anche scello nella sua purità, si dira Elegante. Benché non sia sempre Forbito nè Terso, aver dee però più finezza, più grazia, più vita. La vera eleganza è Ja scelta de’ modi più acconci ad esprimere il concetto. Lo stile, per dirsi Venusto, dee aver delle veneri. Quando appaga l’intelletto e’l senso, quando piace e rapisce per le grazie dilicate, per le amenità, per le forme schiette e gentili, sarà Venusto. Proporzione, unità, armonia, unite ad ogni altro pregio detto dianzi, formeranno il Bello stile. Elegantemente, E-le-gan-te^ mèn-te.Avv. Con eleganza. —,Alligantemen(e, sin. L«t. eleganter.Gr. x a P‘ £<,rws ‘ Er. Giord.Pred. Il quale fue scritto dal Baron messer santo Agostino elegantemente. Fir. Rag. l44- Eu ec. una di quelle canzoni che i poeti chiamano Sesti ne, in così basso suggetto tanto elegantemente composta, eh’ io non posso non me ne maravigliare. Elegantissimamente , E-lc-gan-tis-si-ma-mén-tc. Avv. superi, di Elegantemente. L.at. elegantissime. Gr. xxputrTccrus. Segn. Slor. 5. 1 .fi. Alzò (il Tevere ) le sue acque per quella misera terra a tanta altezza che mai più, fuori de’ tempi descritti elegantissimamente da Orazio poeta, si aveva fama che fusse alzato. (A) (B) Elegantissimo , E-Ie-gan-tìs-si-rao. (Add. m.} superi, di Elegante. Lat. elegantissimus. Gr. xapieVraros. Ar. Supp. 1. 3. Gli è di una nostra glosa elegantissima. Red. Esp. nat. 36. È questa vostra istanza mi rassembra che sia fondata su quello che intorno a ciò affermativamente scrisse un valentuomo franzese in un suo curioso ed elegantissimo trattato del tabacco. E lett. 1. 202. Sentii quella vostra lettera dotta e marayigliosa , dottissima ed elegantissima, ec. Eleganza, E-le-gàn-za. [A/.'] ast. di Elegante. [ Scelta, Squisitezza di favella, di scrittura e simili.} —, Eleganzia, sin. Lat. elegantia, cul- tus. Gr. ix-irpimix, Firenz. Lett.lod. donn. 120. Vedete l'eleganza della Rodiana Erinna far più fiate concorrenza col duca e maestro di tutti i poeti. Alleg.3ìi. Generatasi per lo più dal severo proferire delle Ciceroniane eleganze, appiccale loro addossso colla scihva. 2 — * Per estens. dicesi anche delle opere deli arti in. cui. si scorge una certa squisitezza e leggiadria di gusto sopraffino edilicalo. (A) Eleganzia, E-le-gàn zi-a. (Sf, V.A. V . « di} Eleganza. Fir. Rag. i3q. 3o eleggente Piaceva loro quella novità del parlare romano, che ella , mescolato col fiorentino, usava con una naturale eleganzia. Eleggente , E-leg-gèn-te. Pari, di Eleggere. Che elegge o Che può eleggere. — , Eliggente , sin. Lai. eligens , eleclor. Or. xlplrnt. Beili». Disc. Nell’ antecedente ragionamento vi si contiene lutto il muoversi c tutto il sentire di ogni animale, che o per una eleggente libertà , o per una necessitante forza si muova e senta. (A) (B) Eleggere, E-lèg-ge-re. [Atti] Scegliere, Pigliare fra più cose quella che si giudica migliore , o che piace più ; [ e dicesi specialmente delle persone .— , A1 legge re , A leggere , sin. Fi Cernere.] Lat. eligere. Gr. ÌK\iyuv. Dani. Par. 12. 72. Siccome dell’agricola che Cristo Elesse all’ orto suo per ajutarlo. Bocc. tiov.Zi. rf Eleggesti Guiscardo, giovane di vilissima condizione. E nov. 77.1)9. E di gran lunga è da eleggere il poco e saporito, che’l mollo e insipido. 2 .— Uscite natiche : Eleggia per Elegga, Elessono per Elessero , Eleggiete per Eleggete, Eleggili per Elegga ec. Alani. Colt. 5 . 1 29. Chi le ama piu sotlil ( 2 e zucche ) , di quello (seme ) eleggili Che gli truovi nel collo; c chi piu grosse, Di quel del ventre; e chi dal basso fondo Torrà del scine , e che riverso il pianti, Avrà frutti di lui spaziosi ed ampi. Fu. S. Gio. Guatò. 2Sg. Elessono san Giovanni per Abate. Cavale. Atl. Apost. 37. Eleggiete di voi stessi sette buoni uomini eli buona fama. E fò. Piacque ec. d’cleggiere alquanti ec. Fior. S. Franc. 83 (E anche ti annunzio, che tu eleggili quale tu vuogli, o ec.(V) a — [ Usato coli’A in luogo di Per.] G. F. 1. 27. 1 ■ Per lo comune bene della repubblica elessero a Re e loro signore Numa Pompilio. » Guitt. Lelt. 4 o. gt. Dilizie e di vizie temporali mettono fummo in occhio di sapienti, malo eleggendo a bene, e bono a malo. (V) 3 — Ed usato coll' In o Nel. Er. Giord. 3 g. Era povera ( la tergine Afaria') , e non si pur parca ; ed tlessela in così grande stato , a lare vergogna alla prima reiua. Petr. Uom. ili. i 5 j. Fece che, subito che uno fussi eletto nella Sedia Apostolica , fussi sanza tardità Pontefice ordinato. (V) 4 — * Eleggere consiglio. F. Consiglio , §. ig. (N) Eleggibile , E-leg-gì-bi-Ie. Add. coni. Da eleggersi , [ Degno di esser eletto.] — , Eligibile , sin. Lat. eleclibìlis. Gr. xipcrós. Salviti, disc. 3 . uf- Le ricchezze ec. gli Stoici ripongono tra le cose che chiamano ri scpony/sAx, cioè preferite, come comode, opportune; ma non già eleggibili , che ciò unicamente è prerogativa della virtù. ElecgibilixÀ , E-leg-gi-bi-li-tà. Sf. Capacità di essere eletto. —, Eli- gibdità , sin. (A) Èonaretl. Berg. (O) Eleggisiento, Eleg-gi-me'n-to. [Sm. F. A. F. e di’Elezione.] Bui. Par. 4. 1. Imperocché è impossibile che tra le cose in ogni modo eguali sia eleggi mento. Elegia. (Lctt.) E-le-gì-a. [ Sf. F. G.] Sorta di poesia , per lo più flebile, [cantata da prima solamente ne’funerali, poi usata per cantare le peste degli eroi, ed ogni sorta di argomento , e specialmente materie d’ amore.] Lat. elegia. Gr. Ikry-dx, Ar. Eur. 46. 92. Questi meste elegie , quei versi lieti , Quel canta eroici, o qualche oda leggiadra. Tue. Dav. Perd. Eloq. f'1- Nè solamente la vostra tragedia terribile e’l tuono eroico , ma le gioconde ode, le lascive elegie ec. a tutte l’altre studiose arti antipongono. 2 — Pir simil. si dice anche di Componimento in prosa , amoroso o patetico. Eiarnrn. tit. Comincia il libro chiamato f Elegia di madonna Fiammetta. 3 — * (Mus.) Nome che anticamente dovasi ad un flauto, usato nelle cerimonie funebri. (Van) Elegiacamente , * E-Ie-gi-a-ca-me'n-te. Avv. In modo elegiaco. Minturn. Berg, ( 0 ) Elegìaco, E-Ie-gì a*co. Add- m. Di elegìa , [Pertinente ad elegia; ed anche Chi scrìve elegie, — , Elogiato, sin.] Lat. elegiaca. Gr. é\tyi«*xo'$. Fardi, lez. 585 . Benché i poeti sieno di varie sorti ec., come elegiaci, lirici, comici, eroici, tragici. E 6oy. Eglino chiamano poeti epici, ovvero eroici, tutti coloro che scrivono in verso esametro * elegiaci tutti coloro che scrivono in versi elegi. 2 Ed in forza di sm. Srrittor d’elegie. Lat. elegiographus. Gr. /xs- ’/ioitotòs. Fardi, lez. 58 o . Poiché cosi imitano i tragedi, come gli epici, ovvero eroici, e i comici c i lirici e gli elegiaci. Elegiato, E-le-gi-à-to. Add. ni. F A.F. e di’ Elegiaco.Uocc.Com. (A) Elegietta , E-ie-gi-e'bta. Sf. dim.di Elegia, Piccola o breve elegia.Lat. elegidìon. Gr. i^syl^icv. Er. Zanott. Leti. (A) Elegiografo. * (Leti.) E-le-gi-ò-gra-fò. Add- c sm. Ln slesso che Elegiaco, nel secondo sign. Lat. elegiographùs. (D^a klegion carme elegiaco, e grapho io scrivo.) (Aq) Elego , È-le-go. Add. m. F. L. Lo stesso che Elegiaco, ma non detto di persona . Ar. Cass. 3 . 3 . Son dottissimi In compoi*, non eroici, né versi elegi Dico , ma muschio , ambra ec. (M) Farch . Lez. 6oj. Chiamano poeti .... elegiaci tutti coloro che scrivono in versi elegi. (N) Elei. * (Gcog.) E-ìè-i. Antichi popoli abitatori dell Elìde. (G) ELEmA , * E-le-ì-na. JV. pr. f. (In gr. eleinos miserabile.) — Regina degli Adiabeniti. (Mit) Eleisorne , E-Ie-i-sòn-ne. Sm. F. G. Usato in sign. di Preghiera. Lat. eleyson. (Chyrie eleison, ocome altri legge, cyrie eleeson vale Signore, abbi misericordia.) (A) Ar. Eur. 43 . i8i. E poi che ec Dai sacerdoti ebbe cleisonne È gli altri santi detti avuto sopra. (N) Elkleidi. * (Mit.) E-le-lé-i-di.i 5 ’opr«Brtome delle Baccanti.. F. Eleleo.(Mìt) Elbleo. * (Mit.) E-le-lè-o. Soprannome di Bacco, preso dal rumore che facevasi nelle sue feste. (Dal gr. elelev grido di guerra, onde elelizo io grido.) (Mit) a — * Soprannome del Sole , perchè credevasi che sempre girasse intorno alla Terra . (Dal gr. ileo io volto , ovvero da delitto io volto in giro.) (Van) Elembicco, E-lem-bic-co- [AV«.] F. A.\_F. e Ch'Alambicco o] Lambicco © Limbicco. Folg. Mes. Capelli di finocchio, foglie di erba ec. foglie di celidonia , ana parti ugnali, stilla per cfembicco. ELEMJ Elementare, E-le-mcn-tà-le. Add . com . D'elemento^{Che appartiene ttd elemento .—., Elementare, Elcmentario, sin.'] Lat. ad elementuni per* tinens. Gr. irroixsiw&js. Lab. i5i> Quasi non dell* dementai comp 0 ' sifone, ma d'una cssenzia quinta fu formata , ad essere abitacolo e ostello del Figliuolo d’iddio. Com. Lnf. 3i. L’ uno, che ogni gravezza eiementale sia fondata in su quel luogo. 2 — * Nello stato di elemento , Semplice come V elemento . Bart'f Ghiacc. 2 3. Chi mai dirà che 1’ acqua di cannella , ec. e mille cosi falti liquori, sieno acqua dementale ? (N) Elementare , E-le-men-tà-re. [Atl. F. A.] Comporre et elementi. Lat. ex elementis conficere. Gr. cToiyjiovv. Frane. Sacch. Op. div. i3S. Tutti sono in un effetto all’ elementare d’ un corpo, perocché di tutti quattro elementi è dementato il corpo. Elesientàre. Add. com. Lo stesso che Elementale. F. Fr.Giord.Pred- Il fuoco purgante le anime ée molto più potente di questo nostro fuoco elementare. » Magai, lelt. i . L’agghiaccia in freddissima acqua elementare. (In questi due esempli è nel sign. di Elementare, §. 2.) (N) 3 — (Chim.) [ Corpi semplici o elementari : Quelli che con nessun mezzo dell'arte si sono pollili ancora decomporre .] Gal.Sist. 2 g. p)luna delle condizioni, per le quali Aristotile fa differire i corpi celesti dagli elementari, avere altra sussistenza , che quella cc. • 2—Principìi elementari di un corpo: Lo stesso che Elementi. (A) 3 — Geometria dementare , Musica elementare ec. diconsi gli elementi della geometrìa , della musica ec. (A) Elesientario, E-le-men-tà-ri-o. [Add. m. Lo stesso che Elementale. Fi Lib. cur. malati. Vi concorrono tutte le qualitadi dementarle. Elementativo, E-le-men-ta-ti-vo. Add. m. Atto ad elementare. Toscct- nell. Precetl. Berg. (Min) Elementato , E-le-men-tà-to. Add. m. da Elementare. Composto d‘ elementi, Misto. Lai. ex elementis constans. Gr. leTtnxfi'vp.ìtos. Com- Par. 2 . Descrive l’ordine de’ corpi celestiali, circa gli dementi ed dementati del mondo. (Qui forse sost.) But. Par.i3. La produzione indivisa ed indistinta degli dementi, cioè materia conforme , come sono le cose dementate ; e tra le cose dementate sono sei gradi, piu l’uno nobile che l’altro, e continente sotto sé c comprendeiitel’allio. E altrove in più luoghi. Elementazione , E-lc-men-ta-zió-ne. Sf. Composizione di elementi. To- scane/l. Arra. Berg. (Min) Elem ento, E-le-mén-to. [AVh. Corpo semplice 0 sìa Principio ] onde 51 compongono i misti e nel quale si risolvono. [ L’acqua , /’ aria , h\ terra e ’l fuoco erano dagli antichi creduli i quattro elementi diogf^ cosa , e furono i primi oggetti dell'adorazione de Pagani. Ma ogg 1 si dà questo nome a quelle parti costituenti de' corpi , che , sottoposte all' azione di tutti i menslrui conosciuti , non si possono scoigere composte di sostanze eterogenee \ il che pruovn non già eh * esse sono realmente semplici , ma che finora non si giunse ancora a decomporle. Notabile iì è il numero , e varia continuamente pei progressi coli- diani della scienza.] Lat. eleinentuni. Gr. ffroiftiiov. Bocc . Lett.pai» Ross. 2 ji . In ogni parie il cielo, il Sole e le stelle possiamo vede* re ; e il beneficio della varietà de’tempi e degli elementi usare. Da ? 1 *• Par. 7. i33. Ma gli elementi che tu hai nomati, E quelle cose ch fi di lor si fanno , Da creata virtù sono informali. Cr. i- 2 . 1 . L’acre? secondo Avicenna, è uno degli elementi delle cose generale. Eiv. Disc» lctt. 3og. Quanto una cosa semplice sia più da essere lodata e ten** - ta cara, che le cose composte, lo dimostrano gli elementi, principi 0 di tutte le cose naturali. 2 — [ Per simil. dicesi Elemento della parola , la voce che si forerà dagli uomini ; Elemento della scrittura, dell’alfabeto, ed anche a s ‘ salatamente ] Elementi [nel numero del più , le lettere delle quali le p& 0 rote si compongono.] Eir. Disc. lett. 3og. I! discernersi chiaramente che i suoi elementi {dello alfabeto toscano) sono più presto stati invenzióne della natura, che dell’arte.» Salv. Avveri. 1.3 . 1 . 6. Si ragion* 1 da lui (da Aristotile ), che gli elementi , cosi chiamano le lettere dafi a voce pronunziate che gli elementi, dico, non tanto consonanti, m* 1 così consonanti come vocali , la materia sieno della sillaba ; e la s ,Kl forma , quella propria disposizione e quell’ ordine d’ essi clan.-nU * da’quali risulta quel proprio suono, che da tutte altre sillabe la rende differente. (V) S —• Elementi si dicono ancora i primi rudimenti d' una scienza , sciplina , ec. Gal. Mera, e Lett. ined. Ediz. dèi Fent. P. 1 , p. 2 of Anzi chi sarà , che , intendendo questi puri elementi tP Astronomia > non conosca che se Iddio avesse fermato il moto del Sole', in cambi 0 d’ allungare il giorno, l’avrebbe scemalo, e fatto più breve? (H) 4 — [Materiale elemento fu detto da taluno H.Sagramento, intender^ 0 eh’ e*consìstesse in un Principio materiale , cioè in un corpo , er-\ Maestruzz. 1 . 1 . Sagramento è materiale elemento sottoposto agli occhi di fuori, il quale per l’ordinamento segna , e per la similitudi^ rappresenta , e per la sua santificazione dà invisibil grazia. 5 Provassero un elemento, o il quinto eIeinento= Esser cosa nec serissima , [pregiatissima.] Lc/Z.nt'cessariam rem ac praestantissimam esse* Gr. tq y.ftccTiarcii pipo* ìtvtxi. Eranc. Sacch. nov. 21 . Dalla cui morte j0 scrittore, e molti altri che erano p.r Io mondo, ne portarono dolq r ? 9 perocché egli era uno elemento a chi in Ferrara capitava. Red.D& lft i5. Son le nevi il quinto elemento Che compongono il vero bevd' e ' E Annoi. 65. Essere il quinto elemento, è un modo proverbiale f 0 ' scano, che vale, esser cosa necessarissima. E appresso : I Fiorenti** 1 nelle cose amane sono il quinto elemento. « Borgh. Eir. D '- F ' Volle per questa via fare Viterbo gran cosa , e quasi il quinto l’* 4 " mento in Toscana. (Cioè, una dette cose più rare.J (V) ... 6 — * (Mus.) Elemento metrico. Parte della misura risultante de" divisione di un tempo in due a tre note dello stesso valore. (L) , Elemi. (Med. e Mal.) E-Iè-mi- Sf Nome dato a due resine irritanti, ad perate da’ medici esternamente; i.° /’eterni orientale ricavata da» f myris zcvlonica, albero (V Etiopia, e di Ceytan , è gialliccia e A7 et ELEMO cqIqv bìanco'Vcrde , solida ali' esterno , molle e glutinosa all 1 interno , d odore di finocchio , ed in piccole masse cilindriche ; 2.° Veleni ba - starla, rdraiia dad’ amyris elemifera , albero d' Americane in grosse masse , semitrasparenti , fragili e di sapore amaro. Red. (A) (A, 0.) Eleho, *E-lè-rr~ 717 r - ” * -. - ELETTIVO 3i L 1^- pr. m. Lat. Helem. (Dall’ebr. hhalam sognare.) (B) mosina , E-le-mò-si-na. [Sfi Ciò che si dà a* poveri per carità . ] —, unosina , sin, Lat. eleemosyna. Gr. ikvrip.Qffvv7). G. F. n. s3. 2. n 9 s * la di Firenze fu ]oro fatte grandi elemosine. Cavale . Elf* UW * ® uona ^ l’orazione col digiuno e coll’elemosina. ^mosìuahe , * E-Ie-mo-si-nà-re. Alt, Dar in elemosina. Com. Dant. p r ’ . £2, Proem. Iia prima é, che questi beni ecclesiastici sono de' j? L ‘ E ei1 > 0l3 tle aili poveri si debbono limosinare. (N) 0s, »Afiio , E-ìe-mo-si-nà-ri-o. [Add. m. usato anche come sm.] Che sin l ^ ll L Sintl ' C7-5 Elemosiniere, Limosinano, Limosiniere, Limosiniero, Lat. stipis distributor. Gr. 0 twv i\syf/,ocrvvMv pop.zvs.r> JDial. S. 4\ Mostrasi ch’era stato elemosinano. E Jj. 44’ Fu uomo grandissima santità e spezialmente grande elemosinano, amatore de’ 5 ^ Ve f l e dispregiatore di se medesimo. (V) -fopninnome [ di S. Giovanni patriarca dì Alessandria , attribui- j f 11 fier la sua gran misericordia verso de’poveri.} Esp . P. N. 0 ^giamo nella vita di santo Joauni Elemosinarlo. Cavalc.Med.Cuor. arra 6 ^ 1 * 1 ^ 1 ^ 13 n 9^ a leggenda di san Giovanni Elemosinario , Patri- 3. ca u Alessandria, che ec. dìstr 'P LZ ^° di uh Cappellano nelle Corti , che ha V ìncombensa di 1 if ir le hmosine. Baldin. Dee. Confessore ed elemosinario della F T^ssinia. (A) > • *ì\ ixtoj'd. Prea. Ano «* «.tfk*.». r _ j -, vi e porte del Paradiso.» DiaL S. Greg. 4. 44- Fu uomo di grafì'HBSffóh Entità , e spezialmente grande elemosiniere , amatore de' poveri, e di- spregiatore di sè medesimo. (V) smoshjuzza , E-ie-mo-si-nùz-za. [Sf] dim. di Elemosina. Pìccola eie - Lai. parva eleemosyna. Gr. piKpà i~,\zwì E-lèn-co. [A/w.] F. G. Catalogo . Lai. elcnchus , index. Gr. ” -^'o* Atesfe pensa cou un brando al fianco Di farsi 2 P or nell’elenco. (A) c sii *- os ') Specie di sillogismo. «5Vg/i. Bete. Ansi. Il silogismo elenco A(jj°° l3mo contraddizione; onde ba egli il nome di Elenco. Gal. c ator 2 f ‘\ ^, sta * : ' 0 CfristolilcJ il primo, unico ed ammirabile espli- di co ^ ^ lo P 1a silogistica dimostrazione, degli elenchi, dei modi ®‘ t ‘S\eo n ? SCere ^ s °dsmi , i paralogismi, ed in somma di tutta la logica. (B) sien'P Dio di verità e di libertà. ( Da eletichos che in greco ^ tE Nie ’» a JX'uovu , argomento.) (Mit) Et en (Arche.) E-lè-ni-e. Add. e sf. pi. Feste ìnstiluile in onore di tir.p.- Spartani, che dedicaror.le un tempio ed onori r//c;m. (M i t) £ delizi E*iè-nÌ-o. [Am. F. G. Aperte di pianta a fiorì compost/, ^ttula Sln R €npsla superflua , famiglia delle corimbifere , e del genere e Cù ^J c ^ le ha delle fòglie ovate , bislunghe , rugose, abbracciafusto , Piant S< ì Uame dell' antodio ovale e fogliacee ; dalla radice della quale Cì 'a in SI e f rae P uiuliiia , ed Un olio volatile cristallizzabile. Si ado- j'd{a me dicina sotto il nome volgare di ] Enula campana, [volgarmente ^Itrnlu 00 ^* toniCci i stomatica^ vermìfuga ec.] Lat. helenium, [inula pn ma , L,ln * 1 Gr. iteViov. ( Da helena che pretendesi essere stata la L^ggesi . 9 adoperarla contro il morso de’ serpenti.) Red. Fip. 1- 2g. c i t)aci Ue ^ so pJ'accitato libro della Triaca a Pisone , che i Dalmati Avvegga ?T v f eu avano i dardi, fregandovi sopra l’elenio. E appresso: ^ * G Ctle ^ e l en ‘° a mangiarlo fosse loro un cibo innocentissimo. giate^ c ^ er f di piante della singenesìa superflua , famiglia delle raggiunsi y, f distingue per un antodio moltipartito. un ricettacolo nudo o/x... PUteaceo /• J./_.u _ /r... j_ c 0K _ r ' tltr, ‘ceo , i goti del raggio trifidi , ed d pappo formato Ele™ fPSfiuzze. Lat. hekniuin. (N) /?!;•’.kde-no. JS - r ~ A rT , ‘ da fgli ch pV i0 ‘ A7 ‘ P r - m - l ai. Helenus. ( V. E^ena.) — Il solo tra r àr) di 4 c ^ e sopravvivesse alla rovina di Troja , secondo ma- Ectìjji o/ior °r 0 R lE indovino, e che regnò nella Caonia. (fì) (Mit) \n , è ». (Arche.) E-le-no-fò-ri-e. Add, e sf. pi. Feste , forse in vasi l p. ena 5 0 co 'd dette perchè in esse pnrtavansi le cose sacre tx • una r’ C -°^ $* unc0 nat0 dalle .lagrime di. Elena. (In gr. helene vaso, e phero significa io f)orto.) (Aq) 0> ’ eo io’■ "" n0 ‘ Ve * A ‘ ’ * T7r m ?Dal er. helene fiaccola, hampade , ed d A » custodisco : Céstole dclle ( Dei) - fel re ^ M «»- « J,', " ' 1 schiava Licimnta , seguace di Enea in Italia. C x_ Re l E - l è-o. N. pr. ni. Lat. Heleiis. (Dol gr. elaos mtsencoid.a.)-^ Eip 1 — Fieliv di Parsec. (,B) 4Mit) , a Eo ‘ * rldd. pr. m. Di. Elea , ài Elide. Meni. Elnped. t. I (Mit.) Soprur.nonts di Apollo e di Bacco , come ispirantisinsi di umanità. (Dalgr. eleos compassione .)—Soprannome di Giove , da un magnìfico tempio che aveva in Elide. (Mit) Eleome. * (Geog.) E-le-ó-ne. Antica città della Beozia , (Mit) Elenopole * (Geog.) E-le-uò-po-li. Lat. Helenopolis. Ani. eie. dell'Asia nella Bitinta. — nella Palestina • (G) Eleocabpo. * (Bot.) E-le-o-càr-po. Sm. F. G. Lat. elaeocarpus. ( Da eleon olio , ovvero da elea oliva , e carpos frutto. ) Genere di piante a fiori polipetali , della poliandria monoginia y famiglia delle eleocarpee ì fornito di un calice cinquesepalo , con cinque petali sfrangiati nell'apice, ed il cui flutto è una bacca globosa od ovale , contenente uno o due nocciuoli simili ad un* oliva. (Aq) (N) Eleooemdro. * (Bot) E-Ie-o-dcn-dro. Sm. F- G. L«telaeodendrum.(Da elea olivo, e dendron albero.) Genere di piante della pentatidria monoginia ? famiglia delle ranuee , col calice cinquepartito , 1 petali concavi ed una drupa 3-loculuie con una o due logge spesso abortenti ; da Lamark figurato , e die trae tal nome dal su o frutto , il quale è una drupa ovale , ottusa,simile all'oliva e con semi o/eos/.(Aq)(N) Eeeomeli. (Bot.) E-le-o-mè-li. Sm. F. G. Lat. elacomelì. ( Da eleon olio , e meli miele. ) Balsamo dolce al gusto , moho oleoso c piu denso del mele : distilla dal tronco d'un albero della Siria. (Aq) Eleonora, * E-ìe-o-nò-ra, Leonora.Lionora, Dionora, Nora , Norina- JT. pr. f. Laz.Heleonora. ( Dal gr. elein aver misericordia, e hora bellezza: Bella e pietosa. Può anche trarsi da eleon olio , e b^ra cura : Chi ha cura dell’olio. ) — Duchessa di Gujenna , moglie dì Litici FU. re dì Francia , e poi di Arrigo Jl. re dì Inghilterra, — Nome dì °^!. re principesse celebri nella storia come regine di Portogallo , di ELEOPOLi.*(Arche.) E-le ò-po-li.A/. G. Lat. eleopolis. ( Da helo io piglio, e polis città.) Macchina bellica di figura quadra , inventata da Demetrio Poliorcete in occasione dell assedio della città di Rodi. (Van) Eleos. * (Mit.) E ìè-os. Dea che aveva un altare in mezzo della piazza di Atene , al quale quando gli sventurati rifuggivano , trovavano presso gli Ateniesi pronto soccorso. (Dal gr. elcos misericordia.) (Mit) Eleosaccaro. (Farm.) E-le-o-sàc-ca-ro. Sm.F.G. Lat. elaeosaccharum. (Da eleon olio, e saccharon zucchero.) Mistura di zucchero ed olio distillato per ridurlo a potersi mescolare conqualche fluido acqueo fa quale mistura è atta a raddolcire la pozione ed a renderla di grato odore . (A) (Van) Eleosponda. * (Arche.) jL,-\e-o-spón-dn.Add.e sCSacri/ìzii antichi ne'quali non si facevano che libazioni di olio. ( Da gr. eleon olio , e sponde lo sparger liquore ne’ sacrificii , in lat. libameli. ) (Mit) Eleotesio. * (Arche.) E-lc-o tè-si-o. Sin. F. G. Lat. elaeotnesiuin. (Da eleon olio , e diesis posizione. ) Quella parte del ginnasio ove le- nevasi V olio ad uso degli atleti. (Aq) Eles. * N. pr. m. Lai. iìelles. ( In ebr. helelz da hhdhitz liberare , ovvero da hhalutz armalo, soldato leggiero.) — Lo stesso che Elle. F,(fl) Elesbaan , * E-lè-sba-an. iV. pr. m. Lat. Elesbaan. ( DalV ebr. hhalutz soldato, e lana prolificare.* Soldato prolifico.)(B) Elescof. (Fann.) E-le-scòf. Sm. F. Araba. Specie di lattovaì'O. evacuante , ch'oggi non è più in uso. Folg. Mes. Elettovario elcscof,che purga gli escrementi di tutto il corpo, e caccia via le ventosità. (A) Ebete , * E-lè-te. ( Dal gr. aleles errante. ) — Una delle Ore. (Mit) Eletta, * E-lèt-ta. N. pr. fi Lat. Electa. (Dal gr. ei sempre ,e lectas da dirsi .)—-Una delle prime femmine convertile al cristianesimo , alla quale San Giovanni scrisse un’ epistola. (B) (Van) Eletta. [A/C] Elezione , Scelta • Lat. electio , optio. Gr. cilptsis. Dant. Purg. 1 $. 12 - l’temo forse Che troppo avrà d’indugio nostra eletta. Fai Mass. Cento prigioni a sua eletta. Frane. Barb.ìoy. io. Questa è malvagia eletta di pigliare. 2 — * Col v. Avere.* Avere l'eletta ~ Aver la facoltà di scioglici*, di eleggere. (A) 3 — Col v. Dare: Dar l’eletta = Lasciare la scelta , Dare ad altri la preferenza nello scegliere. F. Dare l'eletta. (Pe) 4 — \_Colv. Fare : Far eletfca=r Scegliere, Far elezione. F. Fare eletta.) Frane. Barb.3o.i ‘3iE colui che fa eletta Di quellecose che vengon comuni. 5 — Col v. Togliere o Torre : Tor l’eletta = Scegliere. Ar. Pur. 35. 7 4 . E di cento destrieri Che tenea in stalla , d’ un tolse l’eletta , Ch avea il correre acconcio e di gran fretta. (Pe) . Elettissimo , E-Iet-tìs-sì-mo. ZAdd m.} superi di Eletto. Lat. exunius, praestantissìmus. Gr. e|oxwr«.rQs. Petr• Cam. ili. Oratore elettissimo, senatore gravissimo. Guicc. Stor. iy. 33. V’ era dentro poco ptu ec. di mille elettissimi fanti tedeschi, e trecento spaglinoli. Remò. Stor. 1 . 14 . Furono lor fatti e feste c balli di donne elettissime. Elettivamente, E-let-ti-va-mdn-te. Per elezione. Lat. elccte. Gr. Xoydhyv. Salvia, disc. 1 . ijy. Quivi la prudenza è, le divine cose non più come elettivamente all’altre preferire, ma sole conoscere, e queste, come se altro non vi fosse al mondo, vagheggiare. Elettivo, E-let-tì-vo. Add. ni. Che può eleggersi , Da eleggersi. Lat. voluntarius, eligìbilìs. Gr. Trpoaupsr/xòf, aìpsros. Ciro. Geli. 7. ij5. La temperanza è un abito elettivo fatto con retta ragione. Salv.Diul. Amie. 44' Due sóno similmente l’amicizie più strette; la naturale, la quale noi diciamo affinità re,; e la elettiva , per dir così, della quale ha da esser principalmente nostro ragionamento. 2 _ * Che si fa per elezione; ed è per lo più agg. di Principi ,onde Regno elettivo dicesi quello d cuire non è ereditario, ma viene eletto (h) 3 _ (Gram.) Congiunzioni elettive diconsi da grammatici quelle che esprimono elezione. Bunm/nat. O è congiunzione elettiva. Le congiunzioni sì dividono ec. in condizionali, aggiuntive , elettive ec.(A) 4 * (Fis.) Attrazione od Affinità elettiva: Forza ài virtù, della quale un corpo semplice o composto opepa la decomposizione d'un composto binario. F. Affinità , §. 5. (A.O.) 5 __ * (Fisioh) Sensibilità tHettiva; Quella òhe stabilisce una relazione speciale tra un organo e un dato colpo. (A. 0.) 32 ELETTO 6 — * (Med.) Medicina elettiva: Quella che professavano i medici detti EccJettici. (? "''r""': ; . Elettore , E-lct-lóre. L l'erb. m. di Eleggere.] Che elegge. Lat.dìector. Or. oùfiT-, is. Tue. Dav. Slot. 5. 368. Spronava ciascuna legione co’ suoi proprii vanti, dicendo a’Quattordicesimani , domatori dellaBri- tannia , a’Sestani, elettori di Galba impcradurc. Tass.Ger. 5. 82 .Me scelse Amor , te la Fortuna: or quale Da più giusto elettore eletto parti? 2 — (St. Mod.) Titolo di que’ Principi che avevano il voto nella elezione degl‘ Imperadori idi Germania .] Red. lett. 1. 12 q. Mi rallegro che V S. felicemente sia tornata nella patria e nella corte del serenissimo signore Elettore suo padrone. E i3o. Il serenissimo signore Elettore è stato alle settimane passate sorpreso da dolori colici. Elettovario. (Farm.) E-Iet-to-và-ri-o. [‘S’/n. f.o stesso che Elethiario. Eu\ Lai. pharmacum ex elcctis rebus confcctum. Gr. q>clpp,xov tx tò>v igccipiTvv iinpy tx.tr p-ivov. Eolg. Mes. Eletlovario confortante Io stomaco e le ininuge , che toglie l’ efflusso del ventre con segni di caldezza.E' altrove : Elettovario elescof, che purgagli escrementi di tutto il corpo, e caccia via le ventosità. Elettra , * E-lèt-tra. IV. vr. f. Lat. Electra. (Dal gr. elector sole.) — f Una delle Atlanlidi, che Giove rese madre di Cardano. — Eiglia dell'Oceano e di Teli , moglie di Taumante. — Sorella di Cadmo. — Una delle Danaidi. ■—Eiglia di Agamennone e dì Clitennestra, e sorella di Oreste .— Figlia di Edipo , e sorella di Antigone.(R) (Mit) 2 — * (Geog.) Antica città c fiume della Messenia . (Mit) Elettricamente, E-lct-tri-ca-mén-te. Avv. Per virtù elettrica, In modo elettrico. Conti, Pros. e Poes. (A) Elettrice , E-let-trì-ce. Fem. di Elettore. Lat. cleclrix. Gr. alpsVis. Elettricismo. (Fis.) E-let-tri-cì-smo. Sm. Lo stesso che Elettricità. V. Tagl. Lett. L’ autore del libro asserisce che l’elettricismo negli animali è proporzionale al temperamento di essi. (A) (B) Elettricità. (Fis ) E-lct-tri-cità. Sf Così fu chiamata in su le prime la proprietà che hanno alcuni corpi, tosto che sono stropicciali, di attirarne o respingerne degli altri. Ha poscia dinotato il potere di un parlicolar fluido, il cui accumulamento si manifesta con delle scintille; che fa provare al sistema nervoso delle sensazioni più o men forti; e che produce effetti analoghi o identici a quelli del fulmine .—, Elettricismo, sin. Lat. electricitas. (Dal gr. electron succino o sia ambra gialla ; poiché questa sostanza fregata attira i corpi leggieri. ) Coni, Pros. Poes. (A) (N) 2 — galvanica, * che dicesi anche Elettricità animale , Galvanismo, Voltaismo. E. Elettricità sviluppata per via delconlatlo didue corpi di natura differente. (A- O ) 3 — magnetica. * E. Magnetismo. (A. O.) 4 - POSITIVA O VITREA, NEGATIVA O RESINOSA.* E. E Iràfrico, §. 16. ( A .O ) Elettrico. (Fis.) E-lèt-tri-co. Add. {m. Aggiunto di corpo che dà segni di essere elettrizzalo , o che appartiene alt elettricità , o che ha i caratteri dell’ elettricità, o che può essere elettrizzato ec.] Lat.ex clectro, eteclricus. Gr. rAixrpixoV, Sagg. nat. esp. Sf. Esperienza per riconoscere se all’ambra ed all’altre sustanze elettriche si richiegga il mezzo dell’aria, perché attraggano. E 22j.La virtù elettrica cc. risvegliasi per delicato o per valido strofinamento in tutti quei corpi dove n’c miniera. 2 — * Atmosfera elettrica. E. Sfera d' elettricità elettrica. (A. O.) 3 — * Bagno elettrico , Bilancia elettrica , Batteria elettrica. E. Bagno, 5 - 6, i3 ; Bilaucia , §. 4i 2; e Batteria, J. 4- (A. O.) 4 — * Boccale elettrico : Bicchiere di vetro intonacalo entro e fuora di foglie di stagno sino ad una piccola distanza dai margini. (A.O.) 5 — * Ballo elettrico: Esperienza di fìsica che consiste nel far saltare, alcune piccole figure di carta o di midollo di sambuco in su di un disco ai metallo sospeso al conduttore della macchina elettrica. (A.O.) 6 — * Canna elettrica : Tubo di vetro ricoperto con una boccia di Leyden comune, e rinchiuso in un tubo di latta dipinta. (A. 0 .) 7 — ’ Chiasso elettrico •• Suono prodotto da varii pezzi metallici portati sopra uno stelo pur metallico , attaccata al conduttore d' una macchina elettrica. (A. O.) 8 — * Cervo volante elettrico ; Macchina immaginata da Roumas per accertare t identicità del fulmine coll'elettricità. E. Cervo, 5. 2.(A.O.) 9 — * Combustione elettrica : Combustione prodotta dalla scintilla elettrica spiccata in su di un corpo combustibile. (A. 0.) ELETTRO 10 — * Commozione elettrica : Scossa più o menoviolenta data dalle’ leltricilà ad un essere dotalo di sensibilità. (A. 0 .) 11 — * Conduttore elettrico: Cilindro metallico sostenulo da colonne di vetro che si mette avanti al disco della macchina elettrica. (A. 0 ) 12 — * Corpo elettrico : Che è idoneo , proporzionato ad elettrizzarsi * o che t’è effettivamente. (A- 0 .) 1 3 — * Corrente elettrica: Quando si fa comunicare un filo metallico coi due poli della medesima pila, vi sì stabiliscono in senso inverso nel suo interno due correnti elettriche dall’un polo all'altro. (A.O.) 14 — * Disco elettrico: Piastra rotonda di vetro, col cui fregameli 10 si sviluppa l’ elettricità nella macchina elettrica. (A. O.) 15 — * Fenomeno elettrico: Effetto prodotto dull’ elettricità. (A. 0 ) l — * Fluido elettrico : Fluido di specie propria, imponderabile, che ha molta affinità col calorico e colla luce , principale agente nella produzione delle meteore e ne’ più sorprendenti lavori della tura , ed ha gran parte nelle operazioni chimiche. Si diede ad ess° 1,° i nomi di vitreo e di resinoso, perchè l’uno comunemente viene da fregatnenio del vetro , e l' altro da quello della resina, quantunque ciò non succeda in tutte le condizioni ; z.° quelli di positivo 0 «* negativo, denominazioni, colle quali si paragonano a quantità tematiche dello stesso genere, notale con segni diversi che si disirug' gotto in tutto od in parte per la loro addizione a norma della lo) capacità,e la cui maggiore produce un resto notato col suo segno. (A.Ud 17 — ‘Forza elettrica: Causa che produce i variifenomeni elettrici. .(A HI 18 — Fuoco elettrico, ed anche semplicemente Elettrico , si chiarir* hanno molti altri caratteri, pe’ quali differiscono dalla luce e diti calorico. (B) >9 — Macchina elettrica , chiamasi una macchind ideata per risvegliar * V elettricità, produrre le scintille elettriche , e fare diversi sperimenti relativi a tal fenomeno. (A) 20 — * Materia elettrica : Causa ipotetica de’ fenomeni elettricif A Od 21 — * Osservazioni elettriche, dicansi quelle che si fanno sopra l' e ' lettricità. (A) 23 — * Pesci elettrici : Quelli che sviluppano a lor grado una magi giore. o minore quantità d’ elettricità , che adoperano per difendersi dagli assalti de’ loro nemici, o per intorpidire gli animali che lor° seivono di alimento. (A. O.) 23 —‘Principio elettrico: Causa incognita de''fenomenideWelettricità .(A-Ov 24 — * Quadro elettrico o fulminante: Lamina ampia e grande di fi’ tra , coperta dati’una e dall’ altra parte d’ una fòglia di stagno c’ti non arriva fino ai margini. (A. O.) 25 — * Scintilla elettrica : Favilla luminosa che si svolge da un corfi 0 deferente carico di elettricità , quando gli si presenta un dito , un conduttore allo stato naturale. (A. 0 .) 26 — * Scossa elettrica : Commozione data ad un animale dall el et ‘ tricità. (A. O ) 27 — * Sfera di attività elettrica: Spazio circoscritto, fuori dal <' I ‘ I limite un corpo elettrizzato cessa di poter manifestare la sua azionefA.O-l 28 — * Spruzzo c Saetta elettrica •• Faville luminose, che nella oscuri 111 si vedono lanciarsi da un punto fisso sopra il conduttore d’una mf. china, facendone girare la ruota; bisogna che la macchina sia “ l ' sposta per dare fluido positivo , poiché col fluido negativo non si tiene che nn punto luminoso. Questo fenomeno dipende da ciò c ' ,e i corpi acuti non possono conservare /’ elettricità che loro si cc0 11 ' nica. (A. O.) 29 — Stato elettrico,si dicelo stato d’un corpo il quale è elettrizzati 3 0 — * Tensione elettrica : Quantità più o meno considerabile d‘ tricità accumulata alla superficie d’ un corpo , ritenutavi dall atmosferica. (A. 0-) 3 j — * Virtù elettrica : Proprietà di far succedere i fenomeni dell e ‘ lettricità. (A. 0 .) Elettiiiose, * E-let-lri-ó-nc. IV. pr. m. (Dal gr. electron ambra gì 31 ' 3 ' quasi voglia dirsi molto pallido. ) — Figlio di Perseo e di A ad 1 ’ 0 ' meda , ucciso da Anfitrione suo nipote. (Mit) Elettrizzamento. (Fis.) E let-triz-za-mén-to. Sm. Lo stesso che Eled*’ 1 zazione. r. (B) .., . ,, Elettrici. * (Gcog.) E-lct-tri-di. Lat- Elettrides. Isole favolose all ' boccatura del Po, in una delle quali i poeti finsero che cadesse tonte. (Mit) Elettrizzante, * E-let-triz-zàn-te. Pari, di Elettrizzare. Che eletir‘- slt ' E. di reg. (O) ( _ Elettrizzare. (Fis.) E let-triz-zà-re. Alt. Comunicare la virtù e ‘ l ^ tifica, o Indurre ìlei corpi lo stalo elettrico , cioè renderli mandare scìnti/luzze d una specie di fuoco, ed attrarre i corp 1 gicri ec. Eerba nato dalla parola Elettro, che vuol dir ambra, P erC > i primi fenomeni elettrici furono osservati nell’ambra. (8) 2 — E n. pass. Prender la virtù elettrica. Tagl. Leti. I temperarne 11 ignei s’ elettrizzano meglio che gli altri. (A) !a Elettrizzato. (Fis.) E-let-triz-zà-to. Add. m. da Elettrizzare. Che '* sentilo la virtù dell’ elettricità. (B) Elettrizzatore. (Fis.) E-let-triz-za-tù-re. Eerb. m . dì Elettrizzare. ■' ' lui che elettrizza. Algar. I più sagaci nostri etettrizzatofi prò™" 0 ” vono il sistema dell’ acuto Quacchero Franklin. (A) jfi, Elettrizzatrice.* (Fis.) E-let-triz-za-tri-ce. Eerb. f. di Elettrizzare- ' ‘ di reg. (0) , r Elettrizzazione. (Fis.) E-let-triz-za-zió-ne. Sf. V atto e V e jf eti ° A V elettrizzare. — , Elettrizzamento, sin. (B) i c . Elettro. (St. Nat.) E-lét-tro. [.Vm,] Lo stesso che Ambra. E- /j,- ctrum, succinum. Gr.pan. Ricetl. Fior. 16. L’ambra gialla , c s i mata da’Latini succino, da’Greci elettro, e dagli Arabi carabe, pesca al lilo dell’ Oceano settentrionale. ., Jt <- 2 — Spezie di meltdlo , la quinta parte del quale è argento ed ‘ zato. (B) ’ efid' ELETTROCHENISMO sto 0ro - [ Forse il nostro platinoJ] Fr. Giord- Preci. Su quella mensa ciano vasi nobilissimi d’oro, di argento, di elettro, e di pietre preziosissime. E appresso : Il suo palagio risplendea di oro finissimo , di a ^oto, di elettro. fct-ETTHocHENisMo. * (Chim.) E-let-tro-chenì-smo. S/n. V. G. Lai. elec- trocbeuismus. Teoria nella quale sì spiega /’ affinità , e tutti i feno- meni chimici de* corpi con le leggi della polarità elettrica. ( Dal gr. electron ambra gialla , c per estensione tutto ciò che contiene elettri- cita , e kvnnin intendere , sapere. ) (A. O.) Llet*rof OROì * (Fis.) E-let*trò*fo-ro. Sm. y . G. Lat. eìectrophorus.(Da electron elettro, e phero io porto.) Strumento destinato a trasportare ? a ^tenere il fluido elettrico libero per molto tempo , che è costrutto « un piatto metallico ricoperto d'uno strato resinoso , e d’un disco Metallico libero , munito ti’un manico forse isolato di vetro. (Aq) ^ETTftuGEHo.* (Fis.) E-let-trò-gc-no. Sm. y. G. Lat. electrogenus. (Da %*«ron elettro, c ge/inao io genero, ovvero genos generazione.) Così ^vvhniidt chiamava la causa ignota del fenomeno dell’elettricità. (Aq) UTl Oologia. * (Fis.) E-lct-tro-lo-gi-a. Sf. y % G. Lat. electrologia.(Da e 10 .’ * Edeu-cà-di-o. N. pr. m. Lat. Elcucadius. (Dal gr. eiscm- j e leveas, ados bianca.) (8) '-'•ECcnu, * E-lcu-chi-a. JÀ. pr. f (Dal gr. eleos misericordia, ed evche v .? l ° , ovvero evchas gloria ; Voto di misericordia, ovvero Misericor- £ la gloriosa. ) — Figliuola di Tesilo. (Mit) -sa. Isoladella Grecia sulla costa dell A tticafG} L jP sl > * E-lè-u-si. N. pr. m. ( Dal gr. elevsis venuta. ) — Eroe figlio f,Ps‘S e , maestro di Mercurio, che diede il suo nome alla città di , (Mit) ~~ * (Geog.) Sorso e città dell' Attica , celebre pel tempio e pe' mi- E «eri di Cere,■e. (G) . . * (Mit.) E-le-u-si-na. Soprannome di Cerere, dalla città di p, e asi, dove celebravansi i misteri di lei. (Mit) * /r>_i. n t? 1. .. ... o/* /-» .. t- • ui mancati - som * m. utiHLL jtuiL, tc guirae uei cuu ce senza reste , e ,<0 'te spigata o pannocchiala.Ouenne questo nome perchè il *®. tld riso, i suoi grani sono un buon alimento pe' poveri indiani, - Ipùsirando inoltiv. ottimo e copioso pascolo al bestiame. ( Eleusina J? 1CC3 > da Cerere, dea" delle piante alimentari. ) (Aq) (Van) (N) d^ S1Slco ’ * E-leu-st-ni-co. Add. pr. in. Di Elensi, ma dicesi meglio E ' Cos a, massime rispetto a'misteri di Cerere Eleusina. Alf. Sal.( N) ^ysiso , * E-lc-n-si-no .Add. pr. m. Di Eieusi, e dicesi di persona e l e r C0Sa - — Misteri eleusini si dissero i misteri di Cerere che si ce- cavano in Grecia , e specialmente dagli Ateniesi in Eieusi, ap- Jv, e (l ù i Misteri per eccellenza. (Mit) -osto, * E lèu-si-o. JV. pr.m. (V. Éleusii)—Padre di Trillolemo e, p L|; c0 ' l ^ y alcuni , fondatore di Eieusi. (Vari) citr' IP! ’ 0 ’ * E-le-u-sip-po. N. pr. m. Lat. Elensippus. (Dal gr. elevsis CeJ.* Ce ^ e ^ re po' tempii di Cerere, e ldppevs cavaliere : Cavaliere di "do rER ^‘ * (Geog.) E-le-u-tè-ra,C«tà dell’ Attica.—Luogo vicino Tebe L 11 sepolta la maggior parte de’ soldati di Adrasto. (G) tic Tl:n 5 CIL(CIA ’ * (Gcog.) E-leu-tc-ra-ci-li-ci-a. Sf. Quella parte della Ci- E,. ! !j ,a governavasi colle proprie leggi. (Aq) m^ ERAT *-* (Zool.) E-le-u-te-rà-ti. Add. e sm. pi. V. G. Lai. eleulerata. gièo r l> ‘ er0S '^ cr0 '^ G/fisse prima degl inselli nel sistema entomolo- /, l'abricio , che in dieci ordini comprende tutti i coleotteri che >ieì"° ^ mascelle nude e libere. Forma il quinto ordine de coleotteri ^Gn-l tem . a di Cuvier - ^ ( Vall > CN) . . ?• (Geog.) E-le-u-tè-re./intica cit. dellaBeozia. —Fiume della Er.V C '"' ( G ) * (Geog.) E-leu-te-rè-a. Ani- cit. dell’ isola di Creta. (Gl E-leu-tè-ri-a. Dea della libertà. ( Dal gr. elevtheros belai foggia del Ceramico in Alene dedicata a Giove Li- Knt ’ ed ereUa qual >nonwnml ° della libertà della Grecia. — fieli ‘Hi? 111 Jy s° ove J? ^“Cerdotesse attignevano l acqua pe sacri- , 'Berti alla dea Eleutcrin. (Mit) Pocaìf'lil^ ^ 1 Add. e sf.pl. Feste che celebravansi in onore di Giove ElenUrio ogni cinque anni in Platea , per eternar la memoria di quella battaglia. — Feste celebrale da’ libertiilgiorno in cui avevano riacquistata la libertà. (MiI) Electerii. * (Geog.) Edeu-tè-ri-i,Eleuterier)i .Antichi popoli della Gallia Aquitanica. (G) Eleuterio , * E-len-tc-ri-o , Eleutero. N. pr. m. Lat. Elcutlierius. (Dal gr. elevtheros libero, onesto, ingenuo. ) —Sommo pontefice de! 11 . secolo. — Esarca di Ravenna per l’imperatore Eraclio. (B) (Van) 2 — * (Mit.) Soprannome dato a Giove , in memoria della vittoria di Platea, che assicurò la liberta della Grecia. — Soprannome di Bacco, e corrisponde al Liber pater de' Latini. (Mit) 3 — * (Geog.) Fiume dell’ Asia nella Siria. — Città che Bacco fece fabbricare in Beozia. (G) Eeeuterka. * (Geog.) E-le-u-tèr-na. Ant. cit. dell’isola di Creta. (G) Eleutero , * E-le-u-tc-ro. N. pr. m. Lo stesso che Eleuterio. V- ( 3 ) 2 — * (Geog.) Lat. Eleutlierus, Eleutheros. Antico fiume della Siria. — della Sicilia. (G) Eleuterocarpa.. * (Bot.) Edeu-te-ro-càr-pa. Sf. V. G. Lai. eleuthero- carpa. (Da elevtheros libero, e carpns frutto.) Classe di piante crittogame, che comprende de' vegetabili senza fusto , capi lincei, quasi acquosi, ed a frutti liberi, cioè sparsi in tutta la loro superficie. ( Aq) (Van) Eleuterociuci. * (Geog.) E-lcu-tc-ra-ci-li-ci.Ant.popo/i delta Citicia. (G) Eleuterogini. * (Bot.) E-ieu-te rò-gi-ni. Add. m. pi. K. G. Lai. clcn- thcrogyni. ( Da elevtheros libero , c gyne femmina.) Epiteto de’ fiori con ovario libero , cioè non aderente al calice. (Aq) Eleuterolacomi.* (Geog.) E-leu-le-rn-la-có-ni. Lat. Eleutberolacones. Ant. popoli della Laconia, daAugusto liberali dalla dipendenza di Sparla.ffi) Eleuteropom. * (Gcog.) E-leu-te-rò-po-li. Antica città della Palestina nella tribù di Giuda. (G) Eleuti. * (Geog.) E-lè-u-ti. Una delle quattro principali Tribù de* Mongoli occidentali. — Ani. popoli d’Italia nella Japigia • (G) Eleuto. * (Mit.) E-lè-u-lo. Dea che presedeva ai parli. La stessa che llizia. U. (Dal gr. cleviho io vengo.) (Mit) Elevamento , E-le-va-mcn-to. [Sm. Lo stesso che ] Elevazione. V. [ F. Eminenza. } 2 — [E per me taf'.} Lai, elatio. Gr. clptrts. Teol. Misi, Strignendo le disordinazioni delle virtudi d’ entro con velocissimo elevamento. Elevare , E-le-và-re. [Atl.] Levare in alto , Innalzare. Lai. elevare. Gr. atftivM Kit. S. Frane. z 36 . Elevò (S.Francesco) alto lo braccio ritto, e scopersegli la piaga , ec. (V) 2 — [Per metafi] Esaltare , [Promuovere a dignità ed onori.} Lat. ex- toilere. Lab. il. A coloro clic ad alcun onore sono elevati più che ad alcuni si convenga d’ usare. 3 — * Elevar la niente, il cuore alle cose celesti , a Dio =s Indirizzarli verso Dio , Sollevarsi alla contemplazione delle cose divine. F. Elevato , J. 2 , ed Elevatissimo, §. 2. (A) 4 — E n. pass. [nel 1. sigili] Gire. Geli. Tenendo sempre aggravata iti terra co’ tegami del corpo quella parte clic si eleverebbe al cielo. Elevatez/.a, E-le-va-téz-za. [A’/.’] Altezza. — , Elevatura, sin. [AG Eminenza.] Lat. elatio, sublimila». Gr. 2 — iFig. Dignità, Maestà, Nobiltà.] Segner. Mann. Ott. 12. 3. Tanto è lo splendore che scorge ad un medesimo tempo in cosi bel volto, e tanta è P elevatezza. 3 — * Elevatezza d'ingegno , di mente, d’animo e simili — Capacità di comprendere e concepire le cose le più sublimi , Grandezza d'a- nimo , Nobiltà di sentimenti ec. (A) Elevatissimo , E-le-va-tis-si-mo. [Add. m.] superi, di Elevato. Lai. e- rectissimns, maxime sublimis, perquain sublimis. Gr. pclKtcrra t :!p!)iù. 2 — [E per metaf.] Fr. Giord. Preti. Stieno colla mente elevatissima in Dio. Fit. B nv. Celi. ,62. Un certo prete Siciliano , il quale era di elevatissimo ingegno. Elevato , E-le-và-to. Add. m. da Elevare. Lat. elatus, sublatus, erectus, sublimis. Gr. ! pini. Farcii. Star. 11. Non essendo l’artiglieria elevata, ma al piano dell’orizzonte. Sannaz. Arcad. pms. ,0. Sopra la testa avea due corna dirittissime, ed elevate verso il cielo. 2 — [ Per metaf. nel sign. di Elevare , J. 3 . ] Mor. S. Greg. La cui mente elevata alle cose celestiali ec. » Buon. Ei r. hur. 5 . 3 . Al vate professor di libertà Fren non arresti I’ elevata mente. Morg. , 8 . 8 y. E tutto con lo spirito elevato, Tanto, che Puoi parea al cii-l ratto.(B) 3 — [Innalzato ad onori , Potente per dignità e cariche eminenti, ricchezze e simili .] Mor. S. Greg. Ma quando essi guardano bene alquanti di questi uomini cosi elevati, subitamente essere dal nostro Signore Iddio atterrati, ec. \ — ' Parlando d' Ingegno, Sublime. F. Elevatissimo. (A) Elevatore,* E-le-va-tó-re. Ferb. m. di Elevare. Che eleva. FulIisn.Berg.( 0 ) 2 — (Anat.) Lo stesso che Elevatorio. F. (A) 3 — (Chir.) Strumento che serve a rialzare te ossa depresse, dello anche Elevatorio , e ve ne ha di più specie , due delle quali prendono il nome da Petit e Louis che ne furono gl' inventori. (A) (N) Elevatorio. (Anat.) E-lc-va-lò-ri-o. Add. e sm. Così diconsi i muscoli di varie parti del corpo dell’ animale , i quali hanno ufficio d’alzare. — , Elevatore, sin. Foc. Dis. (A) Elevatricb, E-le-va-tri-ce. Ferb.f. di Elevare. Che eleva.Crivel.Eleni. Eis. 2. Berg. (Min) Elevatura, É-Ie-va-tù-ra. Sf. Lo stesso che Elevatezza. F.BaldelCom. Ces. 2. 1 8 . Berg. (Min) Elevazione, E-le-va-zió-ne. [ Sf. L’elevare . ] —, Elevamento, sin. [U. Eminenza.] Znf.elevatio. Gr. ilpcrts. Farcii. Ercol. 281. Forse perchè il numero si compone e nasce da’ piedi, e forse perchè ciascuno piè ha necessariamente quelle due cose che i Greci chiamano arsi e tesi, cioè elevazione, la quale è quando s’alza con la voce la sillaba, e posizione la quale è quando la sillaba s’abbassa. Red. Ins. r 'iS. Queste (pallottoline rosse) del salcio son situate in modo , che hanno la loro ile- razione dall’una e dall’altra banda della foglia. 34 ELEZJONARE ELICE a — * Per metaf Esaltazione, Stato o Grado di dignità e d’onore.(A) Elia,* E-li-a. JV, pr.f .— Una delle E lindi.—Moglie di Siila.—Pntnd 3 — (Eccl.) Elevazione dell’Ostia, del Signore, o semplicemente Eleva- moglie di Claudio. (Va») (Mit) ri :—-• » '— - ì~ —in ir,**** 2 — * (Geog.) Aggiunto di molte città edipcate o restaurate dalli®' peradore Adriano , il cui nome era Elio. (G) (Mit) 3 — * (Arche.) Nome di una famiglia romana a cui appartengo* 10 _ o _ molti illustri personaggi . (Mit) 4 — (Astr.) [L’altezza del polo su V orizzonte.'] Filoc. 7. 4g. Con questo Eliab,* È-li-ab. JV. pr. m.Lat. Éliab. (Dall’ebr. e/Iddio, ed ab padre» indo la variazione delle loro elevazioni pe’diversi orizzonti. Coni. n ’~ "~ J -— - ‘ r ' : - x j: r». •/_ /n\ Zione, dicesi V Atto del sacerdote , quando , celebrando la messa innalza l’Ostia ed il calice dopo la consacrazione. Piu S. Ant. Al suono di quel campanellino che si suona all'altare, alla elevazione del Signore. (A) (N) dicendo Purg. 18. Chiaro appare nel mappamondo, considerando l’elevazione de’ segni e deli i suoi occasi. 3 — (Asirol.) Operazione degli astrolabi nel formare un oroscopo , alla nascila di qualcheduno. Bocc . Com. Dant. Gli astrologi sogliono talvolta nella natività d’alcuni fare certe loro elevazioni, e per quelle vedere qual sia la disposizione del cielo in quel punto che colui nasce, per cui fanno la elevazione. Usando delle loro elevazioni, d’ogni tempo il dividono (il dì) in dodici parti uguali, e cosi fanno la notte. (A) 6 — (Archi.) Piu toscanamente dicesi Alzata. P. (A) 7 — (Mcd.) Elevazione del polso, dicono i medici quando le pulsazioni sono più forti e più frequenti dell’ ordinario. (A) 8 — * (Mus.) Mottetto che sì canta nella messa al tempo dell ’ elevazione dell’ Ostia. Chiamasi anche cosi la sonata che iti quel mo• mento si esegue siili organo. (L) Elezionare, Jvle-zio-nà-re. Alt. P. A. P. e ^/Eleggere. ^.Elczionato.( A) Ecezionario , E*le-rio nà-ri-o. [ Add . e sm. P. A. P. e di'] Elettore. JSov. ant. g. 2. La qual (lettera ) contenea in efìclto, che un suo parente era trailo elezionario del capitano , e che egli sperava certamente farlo eleggere. Pardi. Stor. 3. Le borse, onde s’avevano a trarre gli elezionarii, ovvero nominatori , non erano all’ordine. E appresso : Si trassero della borsa generale del Consiglio grande sessanta elezionarii a sorte. E Uh. Affinchè gli elezionarii potessero più sicuramente nominare , ordinarono ec. Elezionato, E-le-zio-nà-to. Add. [m. da Elezionare. P. A. P. e di'] Eletto. Lai . electus, designatus. Or. ócirotyotvSzif. Burch. 2. 7. 1! nobil cavalier messer Marino ec., Dal magno re Alfonso clezionato, Mi par venuto d’ India un babbuino. Elezione, E-le-zi-ó-nc. [A7,] L' eleggere , Elcggimetilo , Scelta. Lai. electio. Gr. ìkKoTt. Bocc. nov. gy. 20. Ninno secondo debita elezione ci s’innamora , ma secondo l’appetito ed il piacere- Petr. son. 2og. Amor la spinge e tira, Non per elezion, ma per destino. » Bocc.g. 7 . u. 1. Nella vostra elezione sta di torre qual piu vi piace delle due, o volete amcmlue. E g. 10. n. 8. Usa adunque lieto la tua elezione, e il discreto consiglio, e il suo dono. ( Qui parlasi d'elezione passi - pu , e vuol dire : Godi quel bene e quel dono divino , a goder e usar del quale per consiglio altrui sei stato eletto discretamente , cioè con retto giudizio. ) (V) 3 — Facoltà di eleggere. Lat. jus eligendi. Dant. Par. 3 2. ^5. Che tutti questi sono spirti assolti Prima eh’ avesser vere elezioni. s> {Qui è non jus ma vis eligendi. ) (P) 3 * L’aito di eleggere o deputare ad un posto, ad nn uffizio, ad una dignità ; e dicesi per lo piu quando si fa da più persone. Magai Leti. La Società reale subornata dalle sue pratiche per la mia «lezione in uno de’suoi membri. (A) a —* Onde Avere la elezione == Essere stato eletto ad alcun uff. zio ; e Fare elezione = Eleggere. P. Fare elezione. (A) Pecor. (Bill . Eric. lt. 12.260.) Pareva loro . . . non aver fatta buona elezionc.(N) 4 — * In modo avveri. Di elezione. P » (N) 5 — (Tool.) Predestinazione. Lat. praedestinatio. Gr. rtpoopirrgos. Segn. Pre.d. 3i. 1. Se la elezione de’ mortali alla gloria sia susseguente alla yision de’ lor meriti. a ■— [ Talvolta dicesi della scelta, che Dio di suo beneplacito fa degli angeli o degli uomini per oggetti di misericordia e di grazia . Onde Vaso d'elezione, in Utile della scrittura è detto S. Paolo. ] Dant • Inf 2. 28. Andovvi poi lo vas d’elezione. Elfaal , * El-fa-al. JV. pr. m. Elphaal. (Dall’ ebr. el Iddio, e paghual operare : Opera di Dio.) (B) Elfego , * El-fe-go. N. pr. m. Lat. Elpbegus. (Dall’ebr. el Iddio , 0 peghagh inconlro : Incontro di Dio.) (B) Elfesobb , * El*fè-no*re , Elefenore. N. pr. m. (Dal gr. alpìios bianco, ed aner uomo.) — Figlio di Calcodone e di Mentirete , re deU’Eubea % ucciso all’ assedio di Troia da Agenore. (B) (Mit) Elfrbda , * Ebfre-cìa. JV. pr. f Lo stesso che Elfrida. P B) Elf&bdo , * El frè-do, Elfrido. N. pr. m. Lat. Helphridus. ( Dal sass. ael tutto, efrede pace; Tutto pace. V. Alfredo.) (B) Elfrico , * El-frì-co. N, pr. m. Lat ■ Aelfricus. ( Dal tcd. helfen ajuta- re, e reich ricco; Ajutator de’ricchi. Può anche trarsi da hulfe aju- to , e reich ricco : Ricco di aiuto.) (B) Elfrida, * El-frì-da, Elfreda. A. pr. f. (V. Elfredo .)— Regina d'Jnghìl - terra , moglie dì Edgaro , madre di Odoardo e di Eteìrcdo.{ B)(Yan) Elfrido , EJ-fn-do. N. pr. m. Lo stesso che Elfredo* P. (Van) Elgafel. (Geog.) Ehga-fél. Cantone e monte dell’ Islanda. (G) ELGirr. (Geog.) Lat, Elgia. Contea e città della Scozia. (G) Elgokda. (Geog.) EI*gón-da # Elagada. Catena di monti nell*Indostan* (G) Elgontbl. / (Geog ) El-gón-tel. Città dell ’ Indostan. (G) Elgorab. (Geog.) El-go-ràb. Isola del golfo arabico . (G) l^ovnr (Geog.) El-go-vè-i. Antichi popoli dell’isola di Albione. (G) htl, K U.jy.pr. m.Lat. Heli. (In ebr. ghueli da situai eccelso, ovvero da S>tunla olocausto , o da ghueli pestello.) — Sommo sacerdote de Giudei e giudice successore di Sansone, padre di Ofni a .Finca (B)(Vau) Elia , * E-li-a. N. pr. m. Lat. Elia , Elias. (Dall’ ebr. el Iddio forte, C jah signore : Dio signore , o pure Signor forte. ) — Gran profeta d'Israele , maestro d‘ Eliseo rapilo al cielo, (li) (Van) » — * (Geog.) S. Elia. Montagna dell'isola di Scio. — deir isola di N^gropontc. (G) Dio padre, 0 Dio del padre.) — Amico di Davide. (B) (Van) Eliache. * (Arche.) E-lba-che* Add. e sf pi. Feste in onore del Sole* il cui culto dalla Persia passò in Cappadocia , in Grecia ed in ^ 0 " ma. P. Eliaco. (Aq) Eliaco. (Astr.) E-li-a-co. Add. m. P. G. Lat. heltacus. (Da hehos » sole. ) Diecsi del sorgere e del tramontare di un pianeta ne’ ragg 1 del sole , che ne impediscono l’osservazione. (A) a — Onde II nascere ed il tramontare eliaco di una stella, nlt*° noti sono che. la sua apparizione ed occultazione. (A) (Van) a “ (Arche.) Sacritìcii eliaci, Feste eliache, chiamavansi dagliantich* 1 sacrifizii e le feste che facevano in onore del Sole. /^.Eliache. (A)(Van) Eliada , * E-li-a-da. iV* pr. m. Lat. Eliada. (In ebr. elghundah d®^ Iddio, e ghuadah ornare, passare; Passaggio od Ornamento di Dio.)(p) Eludi. * (Mit.) E-li-a-di. Così nominaronsi le sorelle di Fetonte del Sole e di CI imene , ossia di Elio re dell isola di Rodi, e dell 0 ninfa Rodi. ( Dal gr. heìios sole.) (Mit) Eliamo, * E-li-à-mo. N. pr. m. Lat. Eliain. (In ebr. eìighuam da el Iddio , e ghuam popolo: Popolo di Dio, ovvero Dio del Popolo.) (B) Eliatìasse , * E-Ii-a-nàs-se. iV. pr. m. Lat . Hclianax. (Dai gr. helios sole* ed anax re ; Sole de’ «■) (B) Eliano, * E-li-à-no. ÌV. pr. m. Lat. Aclianus. (N. patr. di Elio.)—Am° Pomponio. Tiranno delle Gallie sotto V impero di Diocleziano. Claudio. Naturalista e filosofo greco e storico che visse a* tempi ^ Alessandro Severo. — Moccio. Medico del IL secolo , sotto l’impe* 0 di Adriano . (B) (Van) n Eliàntemo. (Bot.) E-Ii-an-tè-mo. Sm. P. G. Lat. belianthemum* ( D* helios sole, e anthos fiore.) Genere di piante della pentandria ,n °’ noginia, famiglia delle cislcidee (nel Linneano sistema specie del g e ‘ nere Cisto F.)^le quali sì distinguono per la copia de'loro fori pei' y più gialli co* calici esterni di tre fogliatine strette , e per una cap$°* uniloculare trivalve con molti semi. (A) (N) ELiANTO.(Bot-) E-li'àn-to.Vm. P.G. Lat. helianthus. (V* eliantemo.) Genti* di piante a fiori composti della sìngenesia frustranea,famiglia delle rap gìate, distinte da un atitodio embricato di squame alquanto patenti , co* ricettacolo paleaceo e dal pappo di due foglioline. Le specie di questo genere possono seivire all ’ ornamento de' giardini. Distinsuonsi f *£ __ possono servire all ornamento ae’ giardini. Distingu _ lianto annuo, detto Girasole, Crisantemo, Corona soiis ec. e C lianto tuberoso , indigeno del nostro Regno , le cui radici buone 0 mangiare chiamatisi volgarmente Tartufi di cannna, e Tartufi biaricN così dette per la forma e vaghezza de’ loro fori e per la proprietà chf hanno quelli di alcune sue specie di rivolgersi verso il sole. (A) Eliasaf, * E-li-a-sàf. JV. pr. m . Lat. Eliasaph. ( Dall’ebr. el Iddio > e jnsaph aumentare fc . Dio ebe aumenta. ) (B) Eliaste. (Arche.) E-li-à-ste. Add. c sm. P. G. Lat. hcliastes. ( D* heliazo io sto al sole ; perchè giudicavano in luogo scoperto, c dal levare al tramontare del sole.) Giudice del più numeroso ed itti* portante tribunale d’Atene , istituito da Callistrato , e nel q ll(ì *. le trallavasi principalmente o d' inlerpetrare le leggi oscure , o ( * mantener quelle che potenti esser lese. Il numero di questi giudici e* stretti dal popolo a sorte , talvolta ascendeva sino a mille o mill e * cinquecento. P. Elica- (A) (Aq) (Mit) Elibeuis. * (Geog.) E-Ii-be-ris, Illiberis. Antica città dellaGallia NarO<>‘ tirso. — della Spagna , oggi Elvira. (G) . Eliberitaso , * E-Ii-bc-ri-tà-no. Add. pr . m. Di Eliberis , cioè Di E ' vira. Segner. Crisi, instr. (N) Elica. (Geom.) È-li-ca. [Sf P. G.] Linea [spirale, che con ravvolgi menti eguali tra loro s'avvoltola intorno alla superfìcie duri cilindro- Lat. 8piralis.Gr. (Da i7eo io ravvolgo.) Gal. Sist. 8. Nè mi cur di sottilizzargli I’instanza della elica intorno al cilindro , che p«’ sere in ogni sua parte simile a sè stessa, ec. Piv» Dip, geom• 1° 11 vaglia di quella curva detta elica. . a — * (Zool.) Genere di vermi molluschi del quarto ordine , detti® che Gasteropodi, 0 Conchiglie, della classe delle univalve , di it ' e s vno girate sopra se stesse, come le pietre lenti ciliari . te , \E-li-ci-to. Add. m. da Elicere. Cavato, Estratto ; e dìcesi da* Vrn^ 1 e filosofi morali dell' atto della volontà immediatamente fcuco essa ‘ & e & ier ‘ Concord. (A) « ‘ ’ E-li-co. N. pr. m. (Dal gr. helix, icos anello, armilla : Por* lfV 0 a, ln il!a od anello, ) — Figlio di Licaone. (Mit) * 0 ^*) EIi*co-bIè-fa-ra. Soprannome di Venere, dalle m °hili. (Dal gr. helix, icos giro, c blephai'o palpebra.) (Mit) / t A UE * (Geqai.) E-li-cò-i-de, Add. e sf. V. G. Lat. helieoides. (Da su lX ^torcimento, c idos somiglianza. ) Curva che nasce da una ^Ppvsiztone dell’ asse delle comuni parabole jlpolloniane , ripiegato 3 dentro la periferia cV un circolo . (A) (Aq) n'til Cosi da Paolo Egineta è anche detta la tunica vagì - del cordone spermatico, a riguardo della sua forma spirale.^ Aq) 3| - NA * .(Geog.) E-li-có-na , Elicone. Lat. Helicon. Monte della Beo- •ry 1 al Parnaso, consacrato alle Muse ; oggi il Monte Za- ln %*, a Livadia. — Fiume della Grecia nella Macedonia, — del- (A) (G) damf \Mjjs.) Sf Monocordo degli antichi Greci, con vane accor- 3 * Uì ‘isono. (Dal gr. helicos eguale.) (L) a Pnt' J eom ') Elicona di Toloinmeo: Nome di una figura geometrica ;,/. k Lut f da Tolom/neo a la musica , per fai' conoscere i differenti td^fo^ororapnorA (L) ' P tubile ^' ll ’ Co ' ne * pr* tn. Lat. Helicon. (Dal gr. helicos , e, ón stesso che Elicona. VAr.Far.2q.2g. Car.Lelt.i.io6 fN ) e licoi** v ( Bot ) E-Ìi*cò-ni-a. Sf V. G. Lat. heliconia, (Da helicon fumi»?* '(* enere di piante esotiche, delta pentandrìa monoginia , difiu a scitarninee, con fiori sputacela corolla bilabiata, nettario Za °.» c capsola triloculare } cosi denominate dalla loro somigliali- 2 fij e pmnte del genere musa. (Aq) (N) prin. ? •) divisione di farfalle . cosi dette da Linneo per lo stesso *«’Quifi , Gu ,‘. Sta Cuvier, è un genere dì papìglioni simili ai danai, dornifi^ * pi- d^Uuguono per le ali strette ed allungate, e per V ad- tnerirr "dicalo e cilindrico. Trovatisi particolarmente ncW America f ( 4 q) (N) ^ v, Strici' 1 ! 1, È-li-co-nì-a-di. Soprannome delle Muse, corneali- 1 fi'dcona. Dette anche Eliconie. (Mit) (Van) E l’ Kb Add. pr. m . Del monte Elicona. Menz. sat. 1. a f ^ Ve ^^ eno vostro palato umor si grati. (A) in £i lc Soprannome di Giove. — Sopran. di JSettuno adorato ^ Messo Ji' ^.Eliconie furon dette le Muse, dal monte Elicona. Lo V 10p ,a r - (mìo hel lX y (Geom.) E-li-co-so-fi-a. Sf. F. G. Lat. hclicosoplira. ( Da di tiesc,.? S i’ 1 . 10 ’ e s «phia scienza, cognizione.) L' arte o la maniera £licri 3 , eliche, ossia spirali. (A) toìog /’ G‘li-crì-sa. N. pr. f. (V. Elicriso.)—Ninfa che, dicono ì mi- ^Gcaisq’ , e . i* nome aWEIicriso, pvrchè fu la prima a coglierlo.(Mit) ‘Iella sin* . ‘"Cri-so. [ massime quando sieno illuminati dal sole. 1 cos ‘ Una pianta di questo genere da noi detta crii, Voltino , c da r.Ti*n*f\ l^nanKalinm rtpinnlalp » Arrlin. À- v • , . l,a corona in capo o ni aiuamo, secondo ) i diversi colori, secondo Marciano, o d’ elicriso, sccoado alcuni altri.» Salvia. B, T. 1. 2. Sarebbe un moscon greco, un aglio- criso, cioè, pcr ridurre questi nomi al cittadinesco uso: Musco greco, elicriso. (N) Elictà, * E-lì-cta. JV. pr. f. ( Dal gr. helictos curvo. ) — Una delle Danaidi. (Mit) Eucteride. * (Bot.) E*lÌ-ctè-ri-de. Sf. Lo stesso che Elittcride. J?. (Aq) Elide. * (Geog.) È-li-dc. Sf Contrada della Grecia all' occidente del Peloponneso , tra V Acaja , V Arcadia e la Messenia 5 dividevasi in Elide propria, Trifilia e Pisutìde .— Città capitale dell' Elide, detta anche Ebs 0 Elea , oggi Belvedere. (G) Elidere , E-ii*dc*re. [ Alt. anom .] V. L. Rimuovere, Levar via , [ Annullare$ e dicesi per lo più delle vocali che si sottraggono infine o in princìpio di una parola .} Lat. elidere, atnovere. Gr- ix.'ijA&siv, atpxtpùv. Salvia. Pros. Tose. 2. 24. Questo segno cc. chiamato fu a- postrofo ec. , quasi un rimovimenlo e sloutanamento di quella povera vocale, ciii tocca a essere elisa ec. Eraniorf. * (Geog.) E-li di-on. Promontorio della Tracia. (G) Elica. * (Arche.) E*li*è-a. Nome di una piazza assai vasta in Atene , ove si tenevano le grandi assemblee della Repubblica, e si riuniva il Tribunale degli Eliasti . Era così delta perchè il popolo ed i giudici vi erano molto esposti al sole. Lat. bcliolcum. (Dal gr, helios sole, onde eliazo io sto al sole.) (Van) Eliele,* E-li-è-le. N . pr. rn. Lat. Elie!. (Dall’ ebr. el che vai Dio e fortezza: Fortezza di Dio.) (B) Elieleggure, * Eli-e*leg-già-re. (Dal gr. elelev acclamazione militare.) P. Segn. Muzzi. ( 0 ) Euezer , * E-!i-è-zer. N. pr. m. Lat. Elicer. ( In ebr. elighuezer da el Iddio, e ghuezer ajulo: Ajuto di Dio.) (B) (Van) Elifio , * E*li-fi-o. N. pr. m. Lat. Eliphius. ( Dal gr. helios sole, « phyo io nasco ; Nato dal sole. ) (B) Eligendo,* E-li-gèn-do. Add.m.Cìiè da eleggersi. Da Recanat.Berg.( 0 ) Eugenie , E-h-gènde. [Puri, com . Lo stesso che Eleggente. P.1 Lat. e- ligens. Gr. ,ìx.k%yivv. Dani . rim. 3 g. Questa è, secondochè l’Etica dice, Un abito elicente , Il qual dimora in mezzo solamente. Eligibile , E-li-gì*bi-le. Add. [com. Lo stesso che Eleggibile. V .} Lai. electionc dignus. Gr arlpsros. Fr, Giord. Pred. Un consiglio ti dà il mondo , un consiglio ti dà Iddio per bocca del Profeta or quale ti sembra eligibile? Buon. Ficr. 4 • 4 • 2> Lo commedie ToUon dal vero il fìnto, e il tìnto loro II vero più eligibile c’insegna. È 5 . 3 . c. Ma il signor, ch’io ascolto Scender, mi dà materia più eligibile Di non gli ritardar di questi casi Le relazioni. Eligibjlissimo , E-Ii-gi*bi-lìs-si-mo. f Add. mj superi, di Eligibile. Lai. dignissiinus cligi. Gr. alper^raros. Lib. cur. malati. Sono bevande piacevoli ed eligibilissime tra le altre. EligirilitÀ , E-li-gi'bi«li*tà. Sf astr, di Eligibile. Lo stesso che Eleggibilità. V. (A) Eligio , * E-b-gi-o, Alò. N.pr. m. Lat. Elisiu9. (Dal gr. clysis impeto; e però vale impetuoso. ) Lo stesso che Aloeo , detto in triodo accorc. Lò da' Fiorentini, e da' Napolitani e Calabresi Aioje, Aloi. (B) (N) Eugmà. (Chir.) E-lìg-ma. Sf. V. G. Lat. hcligma. ( Da hetigma , volgimento , rovesciamento che vien da ileo io volto. ) Depressione delle ossa del c?\i/«o fatta da strumento contundente , senza soluzione di continuità ; onde le ossa , che prima verso il cervello erano cave , divengono convesse , e viceversa al di fuori, (Aq) Eligoland.,* (Geog.) E-li-go-lànd. Isola del mar Germanico. (G) Elima , * È-li-ma. N. pr. m. Lat. Elymas. (Dal gr. alyma mauico del- P aratro, timone del cocchio. ) (B) 2 — * (Geog.) Antica città della Cilicia. (G) Emmaide. * (Geog.) E-Ii-inà i de. Antica città della Persia. (G) Elimatids. * (Mit) E-li-mà-ti-de. Dea adorata dagli Elimei, creduta ora Diana, ora Minerva ed ora Venere. (Mit) Eliuea. * (Geog.) E-li-mè-a. Sf Lat. Elitnca, Elimotis. Contrada dcl- V antica Macedonia. (G) Elimelecco, * E-ii-mc-lèc-co. N. pr. m. Lat. Elimelech, ( Dall’ebr. el Iddio, e melech re.) (B) Elimena , * E li-mé-na. N. pr. m . Lat. Helitnenas. (Dal gr. helios sole, e mene luna.) (B) Eumeni.*(G eog.) È-li-mè-ni, Elimieni. Antichi popoli della Sicilia. (G) Elime>to , E li-mèn-to. [Sm.'] V. A . V. e di’ Elemento. Coll.Ab.Isaac, cap. 43 . E come nella loro ministrazione darà la virtude alti quattro eliinenti che sono nel corpo nostro , ec. » Fior. S. Frane. 4 °' 7 2 * V’ ha dato cosi nobile eliraento per vostra abitazione. E appresso : Avvi ancora dato eliincnto chiaro e trasparente, e cilio. (N) Eliminare, * E*!i-mi-nà-rc. Att. V*L. e dell'uso, principalmente presso j matematici. Togliere, Rimuovere , Escludere. ( 0 ) Elimnio. * (Mit.) E-lìin*ni-o, Elinnio. Soprannome di Nettuno, col quale era adorato nell'isola di Ettbea. (Mit) Elimo , * E-li-mo. N. pr. m. (Dal gr. elymos borsa della.cetra, flauto di bosso , arco.) — Compagno ed amico di Egeste, col quale venne in Sicilia—-Uno de' Centauri.—Guerriero greco ucciso da Ettore.Qrlit') Elimo. * (Bot.) È-lì-mo. Sm. V. G. Lat. elymus. ( Da elelfme pret. pass, di elfo involgo. ) Genere di piante monocotiledoni , della irian- ària diginia , famiglia delle graminee, colle spighette aggregate, invo- lucrate di molti fiori, lu corolla con resta o senza , e l'infiorazione spigata ; trassero un tal nome dalla conformazione de loro grani involti nelle glume. (Aq) (N) Elimos, * (Mus.) È-li-mos. Am. Flauto frigio, dagli antichi Greci costrutto con legno d' alloro. (Van) Elimosina , E-li-mò-si-na. Sf. V. A. V. e di' Elemosina. Vit. S.Ales . 262. Gli dettono la elimosina insieme con gli altri poveri 5 le quali elimosine ricevendo Alessio, riferìtte grazie a Dio. (V) Elimosiniero , E-le-mo-si-niè-ro. Add . e sm. V. A. V. e cù'Elemosinario. Vit. SS. Pad, 2, 2&1. Qui si compie la leggenda di S. Giovaunì Elimosiniero. (V) 36 Elisa. ELINA ELISIO * (Mus.) E-U-na. Sfi y. G. La canzone de’ tessitori, presso gli Elioscopio. (Asti*.) E-lio-scò-pi-o. Sm. y. G. Lat. helioscopium. ( V- antichi Greci. —, Elino, sin. (In gr. aiUnos o sia elinos vale lamen- elioscopia.) Cannocchiale corredato dì un vetro affamato ad uso di tevole; e vuoisi cosi detto un canto lugubre, in cui piangevasi Lino, osservare le macchie solari (A) da uì oimè, e Linos .) (Mit) (L) 2 — * (Zool.) Nome che si dà ad una specie di rettili , perchè cani' Emnga *(Marin.) E-ììn-ga. Sfi Grossa corda, i due capi della quale sono minano col capo alto, in modo che sembrano rimirare il sole . (Van) strettamente legati insieme , lo che viene a formare un cerchio che si Eliosblino. (Bot) E-lio-se-lì-no. Sm. y. G. Lat. helioselinuro. ( Da unisce e s * annoda nel mezzo in guisa che venga a formare Un 8, helìos palustre, e selinon oppio. ) Pianta palustre di cui gli antichi composto di due anelli. Una tal corda adoperasi sopra le navi per esaltavano le virtù. (A) (Aq) (Van) alzare i più grossi colli di mercanzie dal bordo. ( Dal gr. heligma Ewosi. * (Med.) E-li-ò-si. Sf T, Lat . beliosis. ( Da helìos sole, ) ravvolgimento. )(Van) Insolazione o Sorta di rimedio usato dagli antichi , il quale consisteva Elincue, E-lìn-gue. Add. com. y. L. Mutolo per forza, Che è senza in esporre nudi al sole quelli che fossero affetti di certe malattie.^ Aq) lingua. Lat. cJinguis, Gr. dykùiarcros. Mus. Pred. 3. go. Berg- (Min) Eliostato. (Astr.) E-Ii-ò-sta-to. Sm. y. G. Lat. heliostates. (Da helios ■ (G) Elini. * (Geog.) E-lì-ni. Ani. popoli della Grecia nella Tesprozia Eunnio. * (Mit.) E-lìn-ni-o. Lo stesso che Elimnio. y. (Mit) Elino. * (Mus.), E-li-no. Sm. y. G. Lo stesso che Eiina. y. (Van) (N) Elio. CMjt.) E-li-o. Lo stesso che il Sole , ossia il Fonte della luce. CJ. n ,8 r * ■, ^ l0S m va ^ e il Sole; e vien dall 1 ebr. hehil risplendere. ) — J*igu° di per ione e di Basilea , adorata come simbolo del fuoco sa - c ' ie rese feconda Rodi , e fu padre delle Eliadi.cioè U Oo/e, a cui quell' isola fu sacra. (Mit) Elio. N. pr. m. Lat. Helius. — Pretore romano. — Liberto di Claudio. Ldile, console , censore e giureconsulto romano , che diede il SUo BP me una parte del dritto romano , chiamata Dritto Eliano. ,j 0>ne di tre tribuni da cui presero il nome tre leggi della repubblica ivmana, — Prenome di Gallo, di yero , di Adriano, di Aristide ec. (B) (Mit) (Van) Eliocamino. * (Arche.) E-lio-ca-mì-no. Sm. Camera delle case romane, esposta al Sole sole perchè fosse da quello riscaldata . ( Dai gr. helios c cammos cammino. ) (Mil) Eliocarpo. * (Bot.) E-Ii-o-càr-po. Sm. y.G.Lat. heliocarpus. (Da helios sole, e carpos frutto) Arboscello del Messico , che nella dodecan- dria monoginia, famìglia delle tiliacee, forma un genere caratterizzalo da una casella peduncolata , ovale, piccola, un poco compressa., a due loculi , a due semi , e due valve , ovali cigliate sopra i loi'o bordi ed i cigli lunghi radiati e piumosi. (Aq) (N) Eliocentrico. (Astr.) E-iio-cèn-tri-co. Add. m. y. G. Lat. heliocentri- cus. ( Da helios sole , e centjvn centro. ) Aggiunto dato al Luogo in cui un pianeta sembrerebbe essere, se si riguardasse dal centro del sole ; dicesi anche del Punto dell’eclittica , in cui apparirebbe essere un pianeta che si guardasse dal sole. (A) (Van) Latitudine eliocentrica d'un pianeta: L' inclinazione della tirata tra il centro del sole ed il centro di un pianeta al linea piano dell’ eclittica. (A) ElI 0C03IETA. * (Astr.) E-lio-co-me-ta. Sf. K. G. Lat heliocomcfcs. (Da helios sole , e cometes cometa : Cometa del sole.) Fenomeno osservato nel tramontar del sole, che alle volte tirasi dietro una colonna di luce simile alla coda di una co meta. (Aq) Eliocroca. * (Geog.) E li-o-crò-ca. Antica città delle Spagne. (G) Eliodoro , * E-lio-dò-ro. N. pr- m. Lat. Heliorìorus. ( Dal gr. helios sole, e doron dono : Dono del sole. ) —■ Messo mandato da Selcuco a torre ì tesori del tempio di Gerusalemme , e respìnto a furia di cedei da un Angelo. — Celebre statuario greco- — vescovo di Trìca a tempo di Teodosio il Grande, autore di un romanzo a reco. — Mate - . .. .. ,_ polipetali, sihquosa, co' filamenti spesso muniti di appendici, la siliqua schiac- o moniliforme , ed i semi disposti in una sola serie e i luo- raggi solati. (Aq) (N) cinta lineare t .. _... .. quasi alati ; le specie ai esso sono native di A frica ed amano ghi aprici , ed esposti ai raggi solari. (Aq) (N) Eliofobia. (Med.) E-lio-fo-hì-a. Sf y. G.ffat. heliophobia. ( Da helios sole , e phobos timore , avversione* ) Specie di malattia degli occhi, ver cui riti afflitto non può esporsi al sole , od alla grati /nce.(Aq) s x,' i: i c~ v ^ i » esm . Colui che ha l'eliofobia fAc() 1 _ 717 »* ” - ’ ' per cui chi n e Elioioìo. * (Med.) E.)i-ò-fo -^o.Jdd. Eliooabalo e poi Marco Aurelio Antonino; cosi detto perchè era stato sacerdote in Emesa del dio di tal nome. (B) (Mit) ■Eliognostici. * (St. Eccl.) E-lio~gnò*sti-ci. Antica setta giudaica , la quale, ad imitazione de’ Persiani , prestava al sole le adorazioni dovute al Creatore di esso. (Dal gr. helios sole, e gnosteon Yerb. di ginosco io conosco.) (Ber) Eliouto. * (St. Nat.) E-ii-o-lìto. Sm. y. G. Lat. eliolithes. (Da helios sole, e ìilhns pietra.) Pietra del sole o che ha la forma del sole. Fu applicato questo nome dagli antichi naturalisti agli zoofiti fissili, del genere delle astraiti, a motivo della loro forma radiala. (Aq) Eliometro. (Astr.) Eli-ò-me-tro. Sm. y. G . Lai. beliometrum. ( Da helios sole « - ' ^. 7 " inventato tezza ,.che non si faceva per lo passalo , i diametri degli particolarmente quelli del sole e della luna. (Aq) (Van) Elione^ * (Mit.) E-li-ó-ne. iV. pr. m. ( Dal gr. helios sole. ) — Padre di Urano e di Ghe. (Mit) Eliopia. * (Min.) E-Ii-o-pi-a. Sf. Sorta di gemma. Garz. Borg. (N) Eliopoli. * (Geog.) E-U-ò-po-ìi. Lat. Heliopolis. Città della Siria , oggi Balbec. — dell' Egitto , poco lungi dal Cairo , oggi in l'ovina, dell’ Egitto fuori del Delta ; ed uri altra sul Canale C Primo nome di Corinto. (G) Eliupolite. * (Mit.) E-Iio-po-lì te. Soprannome di Giove. (Mit) Elioscopia.* (Bot.) E*li-o*scò-pi-a. Sf y. G. Lat. helioscopia. (Da he- lios sole , e scope o io esploro.) Specie ài piante del genere euforbia , il cui fogliame volgesi sempre verso il sole ~ . altre piante. (Aq) sole , ed istao io sto. ) Strumento proprio ad osservare il sole e gl 1 clitri astri, ed a fissarli , per così dire , nel cannocchiale , in modo che il moto continuo dell'astro non rechi ostacolo alcuno all' osservazione. (Diz. Mat.) Eliotrapeza. * (Arche.) Edio-tra-pè-za. Sf y. G. Lat. beliotrapcza* (Da helios sole , e trapeza mensa.) Maravigliosa mensa di squisite vivande sempre rinascenti, imbandita nell' isola di Meroe nell’Eticr pia, e seriamente ricordala dagli antichi. Può assomigliarsi alla cuo- cagna di Calandrino . (Aq) Eliotropia. (Bot.) E-lio-trò-pi-ai [Sf] Erba il cui fiore sempre si volg* inverso il sole, ond' è detta anche Girasole, ed è anche chiamato Clizia. — , Elitropia, sin. Lat. heliotropimn. Gr. ^AicrpoViov. (Dal gr» helios sole, e trope volgimento. ) Lìb. cur. malatt. Pesta nel mortajo i fiori della eliotropia, e fanne a modo di cmpiaslro. Eliotropio. * (Bot ) E-lio-trò-pi-e. Sf. pi. Aggiunto generico delle piante , il disco de’ cui fiori, e le cui fòglie seguono il corso del sole . volgendosi verso di quell’astro. (Van) Eliotropio. * (Bot.) E-lio-trò-pi-o. Sm. y. G. Lat . heliotropiufn. (V» eliotropia. ) Genere di piante della pentandria monoginia , fimigàd delle bormgginee , colla corolla ipocrateri forme , colla gola pervia » il lembo piegato, e quattro noci uniloculari coerenti. Sono cosi dette perchè gli antichi credettero che il disco de * loi'o fiori seguisse il corso del sole. Il girasole , belianthus annuus, a motivo di tali $u& proprietà vien detto Èìiofropc. (Van) (N) 2 — * (Min.) Sorta di pietra preziosa di color verde , simile a quella dello smeraldo, ma chiazzala o tempestata di gocciole rosse: di questa pietra si favoleggiava che rendesse invisibile chi l’uvea addosso ; i moderni la chiamano Diaspro orientale, Diaspro sanguigno.—, Elitropia » sin . (Così detta, perchè sccondoPlinio, riverbera fuori dell'acqua 1‘ immagine del sole, mentre poi ncll’noqna ne fa parere i raggi sanguigni.)(Vao) 3 — * (Arche.) Nome dato da’ Greci agli orologi solari. (Mit) Elipandro , * E-Ji-pàri dro. N. pr. m. ( Dal ted. all pantker tutto pantera. ) — Arcivescovo di Toledo , discepolo ed amico di Felice di Urgel ed al pari di lui sostenitore delia falsa credenza che G. C- come uomo non era se non figliuolo adottivo di Dio. (Ber) (Van) Elipla. * (Geog.) E-Ii pla , iìipla, llipa. Antica cit-della Sp. Jìetica.(G) Emprando, * È-li-pràn-do. N.pr. m. Lat. EUprandus. (V.Aliprando.% B) Elisa, * E-Iì-sa. N. pr.fi accoro, di Elisabetta, y- (Può esser ancb® nome originario, ed allora procede dall’cbr. el Iddio, e scèh agnello} onde eliseinh agnello di Dio. ) — Primo nome dì Didone.iff) (Van) Salviti. Annot. Buon. Tane. Figliuola delia Elisa ec. In CÌU a questi nomi sarebbero: Elisabetta di Benedetto ... Chi avrebbe creduto che oltre alle altre regine Elisabette ci fosse stata la Regina Elisabetta d’ Affrica. E pure Didonc avea noine Elisa ...Or chi non vede ch^ Elisa procede da Elisabetta ? (N) Elisabestadu. * (Geog ) E*li-sa-be-stà*di-a.C£t.rfe//a Transihania. (G) Elisabetta , * E-li-sa-bèt-ta , Elisa , Betta , Bettina , Bettisia , Bittisia * Lisabetta, Lisa, Lisetta, Lisabclla , Isabella, Isotta. N. pr.fi L& lt Elisabeth. ( In ebr. elisciabagh da el Iddio, e sciabuagh giuramento; Dio del giuramento.)—• Santa moglie di Zaccaria e madre diS. Battista. — S. Figliuola di Andrea II. re d Ungheria , moglie d* Luigi Langravio iV Assia. — S. Regina di Portogallo , ,figli a y l Pietro Hi. re d'Aragona. —Regina d Inghilterra , moglie diOdo - ardo iy. — j Figlia maggiore della precedente , regina d'Inghilterra* moglie d'Arrigo FII.—Regina dInghilterra, figlia d’Arrigo yU lt e di Anna Balena. —Farnese .—Regina di Spagna, moglie di FilifP 0 y .— Imperatrice di Russia, figlia di Pietro il Grande, ec.(B)(Y'aiv Elisafàno, * E-li-sa-fà-no. N. pr. m. Lat. Elisapban. (Jn ebr. elitzafi lt ^ da el Iddio , c tzqfan nascondere, occultare ; Iddio occulto , Dio a * scoso ) (B) Elisafat , * E-li-sa-fàt. N, pr. m. ( In ebr. elisciafat da el Iddio, sciafal giudicare: Iddio giudice. ) — Figlio di Zecri ,che ajutò Gl 0 " jada a scacciare Atalia ed a porre Gioas sul trono. (Van) , Elisama , * E-li-sà-ma. N. pr. m. Lat . Elisama. ( In ebr. elisciatnaglh da el Iddio, e sciamagli ascoltare: Iddìo che ascolta, che esaudisce.)^/ Elisari. * (Geog.) E-li*sà-ri. Antichi popoli dell’Arabia Felice. (G) s 17 j: - • : Padri Elisei chiamavansi i senatori cW'l^ nome di Bidone. (Mit) » m. Lat. EUseus. ( In ebr. elisciagh da f Iddio, e hoscijagh salvare, ovvero da el, e sciagkua guardare: Id** 1 ® che salva o che guarda.) —Discepolo d’Elia e profèta ebreo. (B)(Vap/ Elisferica. (Marin.) E-U-sfè-ri-ca. Add. fi y. G. Lat. belisphericu. (D* helix linea tortuosa , e sphera sfera , globo. ) Linea r ' ' * rh spiralmente si avvolge sul globo intorno al polo , e sempre si avvicina . (A) (Van) # Canopico. — Elisici. * (Geog.) E-lì-si-ci. Antichi popoli d Italia nella LigurtfiW Elisio. (Mit.) E-li-si-o. Sm. e per lo piu in forza di add. Campi Luogo , secondo le favole , dove abitano le anime de’ beati , oss . l / l x yf , paradiso de’ Gentili. —, Eliso, sin. Lat . elysium , elysii. (pali ghualitzuth o come altri pronuncia , halitzuth gaudio, letizia. I che- Nella stessa lingua el itzer vai pensiero di Dio.) Portig- 1 ^ ciard. 6 . 23. E qui Uà loro E gioja tal, che nell’ elisie s«d^ Lb de* rombi , più S U effetto sensibile in tante ELISIONE non sente il più felice coro. (A) Car. Letu 2. 222. Quei campi elisi! non so dove siano. (3N) fc-UMONE, E-li-si-ó-ne. [Sf. Lo elidere.'] Sottrai mento di vocale che finisce 0 principia la parola , incontrandosi con altra vocale che anche comincia o termina altra parola vicina. Lat. elisio. àalvin. Pros. Tose. 1. 236. L’epigramma è questo, che io reciterò con quelle elisioni, o mangiamenti ec. in fine delle voci. 3 ~T * Dicesi anche di consonante, ancorché si tolga di mezzo alla parola . yjQgul. letu 20. L'elisione della lettera L nella prima sillaba ec. \l aria della voce caldea balbal da cui si forma babel.) (IN) usia. * (Farm.) E-li*sìr. Sm. Lo stesso che Elisire. (Dall’ar. iktir c j*e vale il medesimo , ed a cui aggiunto i’ art. el il, si è formato plisire. ■) Red. nel Diz. di A. Pasta. L' elisir proprietatis nella dose di quelle cinque o sei gocciole nel brodo, per otto o per dieci *ntn giorni, lo continuerei ec. E appresso : Ma avvertisca che ho det- 0 tre 0 quattro o cinque gocciole di elisir ec. (N) ^ìsire. (Farm.) E-li-si-re. [Sm. Porte e spiritoso liquore che contiene più p lire e più aitine parti di diversi corpi misti insieme , estratte e comunicategli coll' infusione o colla macerazione. — Elisir, Elisir, f m *3 Lai. elisir. Buon. Pier. 1. 2. 2. A cbi la cassia Si richiedeva, dato il reobarbaro ec. ; E a chi elisire , il vetriolo. Malm. 3. 52 . Perché la gola , il giuoco e il ben vestire Gli aveano il pane, la fa- p r,lia e 1 ‘ arca In fumo fatto andar, come elisire. kisiRviTE. (Farm.) E-li-sir-vi-tc. Sorta di medicamento che si compone di acqua arzente stillata con varie droghe. —, Elixirvite , El- ^rvite, sin. Lai. pharmacum vitale. Gr. ro rr# gwris tycipfjtxxov .(Lo stesso che elixir vitae , elisire della vita o vitale.) Red. Uip. t. 6y. Bacano anc ? ra in processo di tempo le polveri viperine aride e secche, e con usirvite finissimo, per cosi dire , imbalsamate. p ,s ° 1 * E*H-so. Acid. m. da Elidere, (N) LISo * &m. Lo stesso che Elisio. V. Malm. 6. 32. La guida ai fortunati elisi, Dove si mangia e beve a bertolotto. (A) Magai, lett. 1. 63. Fl V *^ e * e quante combriccole vi vorranno colaggiù negli Elisi. (N) £ l 1S0 -* W. pr.m. (y.Elisa ed elisii.)—Piglio di Javan e nipote dì Jafet.(Vari) is sake , * E-lis-sà-ne. iV. pr. m. (Dal gj\ helisso io ravvolgo, inlri- Em° ^ """* Piglinolo di Licaone. (B) (Van) ss Aziok e , (Farm.) E-Iis-sa-zid-ne. Sfi Lessatura , Cottura fatta al - fe S ° 3 e . propriamente diccsi et una operazione farmaceutica , laqua- consiste nel far bollire a fuoco lento un rimedio in liquore op - pP°rtuuo. ( Da elixo io cuoco a lesso. ) (A) fcu SSE ' * ^ eomi ) E-lis-se. Sfi Lo stesso che Ellisse. F~. (Van) s so. * (Gcog.) E-lìs-so. Lat. Elissus. Piume del Peloponneso.—Isola P, **' ia Grecia nel golfo di Egina. (G) j 111 * > * E-li-sùr. iV. pr. m. Lat. Eiisur. (In ebr. elitzur , da el Id- J? t e tzur fortezza: Fortezza di Dio. ) (B) °meno. * (Mit. Egiz.) E-li-to-mé-no. Uno de* gemelli che Isidepar- r ‘ *d Osiride. (Mit) 6 . Tr a. (Zool.) É-li-tra. Sfi U. G. Lat. elytra. ( Da clytroo io copro , q avv olgo ad una copertura, onde elystron od elytron involucro.) cornei , mobili , in cui sono racchiuse le ale membranose ìn setU deir ordine 0 tribù de' coleotteri , onde sono la custodia E di delti animali. (A) (N) fi***. * (Bot.) E-li-trà-ri-a. Sfi V. G. Lat. elytraria. Gr. iXvrpov , fno' Tr ^ 0i ''- ^ e W tr(m integumento.) Genere di piante della diandria famiglia- delle acantec, distinto da un calice coriaceo qualri- stv co ^ a corolla cinquefida a lacinie diseguali da due filamenti calo e< ^ L f na ca P s °l a bislunga , biloculare con due valve',di alcune specie guarnito di guaine od integumenti scagliosi. (Aq) (N) *utr DE * C^ c d.) E-li-tri-de. Sf. G. Lat. belithrix. ( Da hely'o io C thricos capello.) Così dicesi una malattia endemica e j - “°l°nia , chiamala anche Tricoma, per cui i capelli si arricciano iin(^ en ^ 0no grossi , e così fra loro intralciali , e tenuti da un sozzo frinii ne 1,1 Un ta ^ e avviiicchiamenlo , che non si possono in alcun PUca. (Yan) c 0no \Anat. ) E-h-tro. Sm. P'.G.Lat. helytrum. Gr.tXvrpov. Si di- mìrìr,i) C ° sl da Ippocratc le membrane che involgono e circondano la vjg? CEtjE - (Chir.) E-li-tro-cc-Ic. Sf. V. G. Lat. elytroncele. ( Da elflron f “! llu > ® cele ernia. ) Ernia formala nella vagina pel rilascio del - E11T1J7 0 ess a. — , Colpocele , sin. (Aq) (Van) e h' (j , DE ' CAnat.) E-li-trò-i-de. Add. com. F. G. Lat. helytroides. ( Da tu ff. L guaina, ed idos rassomiglianza.) Nome dato al pmlungamen. nello P cr ‘ lo " eo che accompagna il testicolo quando oltrepassa l'aria s D U ^ U / na ^ e P er P assare llf, lh scroto , e che gli forma una guai- coirattaché il collo, pel quale quest'espansione comunicava Ee >^o né A J é 0Uun ' t0 - W < A - 0.) (Da e / r ', vDInr.) E-li-tro-i-te. Sf. V. G. Lat. elytroitis, elylritis. si, sù, g” a 'na.) Infiammazione della vagina. —, Elitrite, Colpo- El ‘T»om ^N 1 ). Sacch. o ol- ]) E li-trò-pi-a. [Sf. Lo stesso che Eliotropia. F.] Frane. voluio nJ K \' 93 . E chi l’ha addosso coll'erba elitropia, non è a — aUru i- * [Eo stesso che Eliotropio, §. ». V.\ Vao rpovic. Jj QCC ,3 7 . X,' altra si e una pietra , la quale noi «lui lapidarli appaiamo 7 elitropia. Doni. Inf ^ z ? ratissima copia Correvau genti nude e spaventate, Senza sperai dn ° '- Ul ™Và'ì. Lui. Elitropia: questa e una pietra ol dice il Lapidario, vale centraVveleni. Frane. Sacch. Op. 3 - Elitropia è cara margherita, la qual si cria in ‘P“ c : è molto chiara , e come smeraldo quasi e verde .suo co- E,, ® ' “vnchè ella c prizzata di sanguigno- ’ 0P L°- (Bob) E-U-lròpi-o. Fiore dell erba cluamala E litro- eli ^ an ‘ ^7‘ Giwwle, ovvero fior del sole peruano , o ilropio panano maggior e. . ELLAISODICI 3j Elitboptbri. * (Zool.) E-li-trò-pte-ri- Sm. pi. F. G. Lat. clytroptera. (Da elytron invoglio, e pleron ala.) Sezione W insetti che corrisponde a quella de’ coleotteri , distinti da ale coperte di guaine di sostanza cornea. (Aq) Elitroptosi. * (Chir.) E-li-tro-ptò-si. Sf. F■ G. Lat. elytroptosis. (Da elflron invoglio , e ptosis caduta.) Rovesciamento della vagina. (Aq) Elitrosbagia. * (Chir.) E-li-tror-ra-gi-a. Sf. F. G. Lat. elytrorrhagia. (Da elytron invoglio, e rhagoo io rompo. ) Scolo di sangue per la vagina. (Aq) Eutteride. * (Bot.) E-lit-tè-ri-de. Sf. F. G. Lat. helicteres. (Da helicter braccialetto, che vien da helix giro ; e ciò per la forma del frutto. ) Genere di piante esotiche, a fori monopetali, della manadclfia dode- candria, famiglia delie bomlacee, che ha il calice tululoso cinquefido^ la corolla a cinque petali, ed il germe lungamente peduncolato, che contiene cinque capsole avvolte a spira. —, Elicteride, sin. (Aq) (N) Euttico , E-lìt-ti-co. Add. m. Lo stesso che Ellittico. F. Elixamtera. * (Bot.) E-li-xan-tè-ra.A/Xo stessq che Elisa tiferà. F.(Van) Euxir.* (Farm.) E-li-xxr, Elix’ire. Sm. Lo stesso else Elisire. F. (Van) Tariff. Tose. 38. (N) Elixirvite. * (Farm.) E-li-xir-vì-te. Sm. indecl. Lo stesso che Elisirvite. F. Bartol. Uom. Lett. p. 2. Quegli elixirvite che vivi imbalsamavano agli uomini. (N) Elkab. * (Geog.) Città, delimito Egitto. (G) Ella. (Bot.) El-la. [Sf. Lo stesso c/ie] Enula. F. Lat. ennla campana, helenium. Gr. éxA ter. Cr. 6. 44■ 1 - E’ella non si semina, perocché non produce seme ; ma la sua corona si pianta tutta , o la maggior parte , del mese d’ Ottobre. E num. 2. Sappi che nell’ ella è virtù rubificativa, e ultima astersione. Foìg. Mes. L’ olio d’ella è riscaldati vo , e vale a’ rigori delle febbri. Ella. * (Geog.) Contrada della Grecia, o sia la Grecia propria, che comprendeva l’Acarnania, lElolia, la Doride , la Locride, la Focile, la Beozia, t Attica e la Mcgaride. (G) Ella , El-la. Pronome f. di Elio o Elli, e come il mascolino , si usa comunemente nel caso retto. Pi. Elle ed Elleno. Lat. illa. Gr. eWbsi. Dant. Purg. 3. 83. Addossandosi a lei, s’ella s’arresta. E 27. io6. Ella è de’ suoi begli occhi veder vaga. Bocc. nov. 2. g. Le divine cose, clienti ch’elle si fossero ec. a denari e vendevano e comperavano. E nov. 77. 33. Il quale ella doveva meritamente credere nimico. E conci. 5 . Clienti che elle si sieuo, e nuocere e giovar ti possono. » Fior. S. Frane. 60. E elleno cognoscono me. (V) 2 — Usato anche in lutti i casi obliqui e colle prep. A, [In, Con, Da ec., cosi nella poesia come par nella prosa.'} Amet. 14. laccioli le selve, e tace ciò che in quelle Suol far romorc ; e ciò che fu palese Al basso Febo, or’é nascoso in elle. E 34■ E tanto nel cospetto della mia Dea sono graziosa, che, operante ella, i segreti oracoli di Cirra mi sono manifèsti. Petr. canz. 34• 7. E sosterrei , Quando ’l ciel uè rappclla, Girmcn con ella in sul carro d’Elia. Bed.rim.V ide che 1 ’ uomo , assuefatto a quelle Bellezze mai più non volgeva in elle Stupido il guardo » Fit.SS. Pad. 3. 3o2. E il Cellerajo udendo picchiare la porta del monistero , usci ad ella. Vii. SS. Pad. 2. 216. Hai perduta con ella quella eli’ io t’ aveva data. E 3. 3o8. Allora S. Giovanni incontanente chiappò la croce di mano a colui che la leniva, e percosse fortemente il diavolo con ella. (V) Bocc. Amet. Le nuove erhelte della pietra uscite, Per caro cibo porgo innanzi ad elle. Son. di Giusto de’ Conti, pubbl. dal Poggiali. Ma ben m’ incresce, anzi mi doglio d’ella. (P) Petr. p. 2. 67. Che senza ella è quasi Senza fior prato o senza gemma anello. Bell. Man. son. Per mirar ella, me posi ili oblio. Dant. Par. i3. g4- Perentro ’l cielo scese una facella Formata in cerchio a guisa di corona, E cinsela e girossi intorno ad ella. Farcii. Star. I. 4. Le lettere greche e latine delle quali Alessandro è studiosissimo e tanto in elle esercitato. (Cin) 3 — * Co' pronomi Medesima e Stessa. Lat. ipsamet. Bocc. g. 8. n.10 • Quivi senza lasciargli por mano addosso ad altrui, ella medesima con sapone moscoleato e con garofanato, maravigliosamente e ben lui to lavò Salabaetto. E g. 5. n. 2. La giovane udendo dire Carapresa, non sappicn- do ella stessa che cagione a ciò la movesse, prese buon augurio. (Cin) 2 — E nel pi. Bocc. g. 3. n. 1. Che è un uomo a stare con femmine ? Che è un uomo a stare con diavoli. Elle non sanno delle sette volte le sei quello elio elle si vogliono elleno stesse. (V) 4 —•Posto in fòrza di neut. 0 come particella riempitiva. Bocc. g._ g. n. 3. Come la donna udi questo , non le parve gioco ; ma levatasi ia piè cominciò a dire : ella non andrà cosi, che io non te ne paghi, (cioè : non andrà cosi il fattoi) (Cin) 3 — * E così anche il suo pi. Elle. Bocc. g. 7. n. 2. Carissime donne mie, Elle son tante le beffe, che i mariti vi fanno, che quan- do alcuna volta avviene, che^ donna ninna alcuna al marito nefaccia, voi il dovreste voi medesime* andar dicendo. (Cin) 5 — * Talvolta si replicò senza bisogno. Bocc.Cori.yg. Se non ch’ella ha in ciò voluto mostra're , ch’ella sia gentile ella. (Cin) ELLADA.*(Gcog.) El-la-da. Lat.Sperchius.Ei.della Grecianelta Livadia.(G) Elladarca. * (Arche.) El-la-dàr-ca. Sm. F. G. Lat. etladarcba. ( Da hellas , ados Grecia, e arche comando : Capo di Grecia. ) Titolo che trovasi in alcune iscrizioni antiche dato agt imperatori romani. (Mit) Elladio, * El-là-di-o. N.pr. m. Lai. Ildladius. (Da hellas,ados Grecia.) —Gramatico egiziano, autore di una crestomazia greca nel IF Aec.(Van) Ellasa. * (Geog.) El-là-na. Antica città dell' Etruria. (G) Ellasico , * El-là-ni-co. N. pr. m. Lat. Hellanicns. ( Dal dor. bella* per hellen greco.) — Storico greco, contemporaneo di Erodoto. —■ Uffziale del grande Alessandro. (B) (Mit) Ellasito , * Él-la-ni-to. N. pr. m. Lai. Hellanitus. ( Dal dor. heUon greco , ed ites audace. ) (B) . ■ Ellarodici. (Arche.) El-la-nò-di-cì. Add. e sm. pi. Lat. hellanoaici.(Da hellas Grecia, c dice giustizia.) Giudici , Direttori, e presidenti de _ giuochi agar.isiici, particolarmente in Olimpia. Da principio non vi 38 ELLE fu che un solo ellanodice , poscia se ne crearono due , e finalmente il numero ne fu portato a nove. Detti anche Agonoteti.—, Ellctiodici, sin, Adim. Pinci. Di poi furo gli Ellanodici in numero di nove, tre de’ quali giudicavano sopra il corso de’cavalli, tre del quinquerzio, e gli ^ altri tre del restante degli altri tre giuochi. (A) Elle , Elle. Sost. coni. Nome della lettera L , undecima del nostro alfabeto , una delle consonanti liquide , e che cosi si fa chiamare nell ’ insegnar V abbiccì. (A) Elle. * ZV. pr, fi Lai. Hellc. (In ebr. helelsteWa. mattutina, lucifero, o hhela spuma. ) — Figlia di diamante , re di Tebe , sorella di Frisso , dalla quale prese nome VEllesponto. (B) (Mit) Ellè. * (Geog.) Fiume di Francia nel diparlim. del Morhihan. (G) Elleborina. (Boi.) Et-le-bo-rì-na. Sfi Pianterclla così detta perchè le sue foglie non pr altro son differenti dall* Elleboro bianco , se non se per esser piu piccole. Mattivi. Dios. (A) 3 ■— * Genere di piante monocotiledoni della ginandrìa , famìglia delle orchidee , distinte dal labbro privo di sprone con larga lamina piana. Lat. lielleborina Lin. (N) Elleuorinato. * (Farm.) EMe-bo-ri-nà-to. Add. m. Preparato con elleboro, (Van) ' Elleiìobismo. (Med.) EMc-bo-rì-smo. Sm. JSome che i medici davano ^anticamente alla cura della pazzia per mezzo dell'elleboro. OU-Targ.^A) Eu-Eifona. (Bot.) El-lè-bo-ro. iSm.F.G. Genere di piante della poliandria poliginia , famiglia delle ranuncolacec ., le cui specie tutte sono più o meno velenose , caratterizzalo dalla corolla di cinque petali , da molti vettariitubulosìe molti follìcoli con molli semi. Oli antichi adoperarono la radice di una di esse contro la pazzia , e la miglior qualità ne raccoglievano nell’isola di Anticira. Secondo alcuni essa corrisponde alt elleboro orientale; secondo altri) all' elleboro bianco. Fi ha pure V elleboro nero meno comune , con qualità più energiche e quasi vele - * .uose ; la sua radice è nera , amara e di cattivo odore. ] Lat. hclle- borum. Gr. éwi&opos. Cr. 2, 2i. 12. La pianta posta allato all* elleboro , ovvero alla scamonea , tira a se le sue proprietadi. Lib. cur. malatt. Petrosemolo, elleboro nero , gengiovo ec., di catuno due dramme. Iùì\ Lue. 5 . 3 . Un sacco intero d’elleboro non basterebbe a cavargli la pazzia del capo. Red. Oss. mi. 70. Ed in altri simili vasi aperti r.posi cc. fiori di polmonaria, fiori di clematide, o vincaper- vinca, fiori d'elleboro nero, t* fiori di elleboro trifogliato, cc. 2 — Elleboro bianco ; specie di pianta con radici simili a quelle del- l elleboro per le qualità e per la forma , ma appartenente al genere Veratro. F. Lat. vcratrum album Lin. Riveli. Fior. 3 ~. ( Firenze, Marescotti iSpy.) I/elleboro bianco è assai noto, sebbene oggi di nessuno uso nella medicina. (Min) (N) Ellegazione , * Et-Ie ga-zió-nc. Sf. F. A. F. e di' Allegazione. Guitt . Lett. 1 7. Poi per tua ellegazione Quello , per cui allegasti, è condannato. (V) x ’ 1 & Ellegrare, * EMe-grà-re. Alt. F. A. F. e di' Allegrare. Guitt■ Leu. 22 ,5g. Onde l’anima s’cJIegra di tanta vostra onorevole e profittevole intenzione. Fedi noi. 4 °9- ivi . (V) Ellene , * Eldè-nc. N. pr. m. Lat. '. , .... Ilellcn. (Dal gr. hellen greco.)(B) Ellkm. (Geog.) El-lè*ni, EUenii. JSomc degli abitanti della Grecia ■che stavano fra la Macedonia ed il Peloponneso , ma che divenne poi il nome di tutti i Greci. (A) (Van) Ellenico, * El-le-ni-co .Add-pr.m.Lo stesso che Grccoe Grecbcsco.(Van) 2 “ (St. Gr.) Corpo ellenico , fu detto nella Grecia un certo numero di citta che avevano formato lega fra loro . In appresso il nome di Ellenico e di Llleniì si estese a tutte le nazioni della Grecia. (A) 3 —* (Agr.) Fava ellenica: Fava greca o volgare , così detta per distinguerla dalla fava egiziaca. (Aq) Ellfmo, * EMò-ni-o. Add. pr. ni. Lo flesso che Ellenico, ma dicesì meglio di persona. (Van) Ellenismo. (Leti.) El-]e-nì-smo. Sm. Maivera di dire che ha dei greco; Grecismoe dicesi così una frase corìorme nella costruzione alla greca; od ini espressione greca adoperata in un'altra lingua. Lat. hellenismus , graecismus. Gr. iw^vnr^. (A) Ellenista. * (Lett.) El-Ie-ni-sta. Sm. Seguace od Imitatore o Studioso delle cose greche $ ed anche Intelligente delle Lettere greche. Gr. g k\yvts 7 i?. (Van) Magai, leu. 18 . Mi sento maggior prurito di passar con esso voi per un grande ellenista. (iN) 2 — (St. Ebr.) Ellenisti: Nome che durasi indistintamente dagli antichi agli Ebrei d' Alessandria , a quelli che parlavano nella favella de* Settanta , a quelli che seguivano gli usi de* Greci , ed a ’ Greci medesimi che abbracciavano il Giudaismo. (A) Ellenistico. * (Lett.) EMc-nì-sti-co. Add. e sm. Linguaggio che parlavano i Giudei fuori della Giudea ; e che non era greco puro, ma mischiato di ebraismi e siriacis/ni. (Ber) Elleno , * El-ìè-no. ZV. pr. m. ( In ebr. cllon vai pianura o selva. ) — Figlio di Deucalivne e di Vivrà , che regnò nella Tessaglia , e diede il suo nome agli EUenii. — Figlio di Ftio e di Crisippe. (Mit) Ellenodici. * (St. Gr.) El*lc*nù-di-ci. Sm. j)l. F. G. Lo stesso che Ellanodici. F. (Van) Ellenotami. * (St. Gr.) El-Ie-nò-ta-mi. Sm. pi. F. G. Lat. hellcnota- miae. ( Da hellene Greco, e tamias dispensatore, tutore, questore.) Uffizioli creati dagli Ateniesi per raccoglier le tasse delle città tributarie. (Aq), Elleha. (Bot.) El-le-ra. [ Sf. Lo stesso che Edera. F -] Doni. Inf. 25. 58. Eilcra abbarbicata mai non fue Ad alber si, come T orribil fiera Per l’altrui membra avviticchiò le sue. But. Ellera : questa è un’erba che s’appicca alle mura od alli alberi, ed estendesi per essi molto strettamente, sicché vi mette barbe e radice, Lib.Adorn.donn. Badici" d’edera sieno mescolate con aceto , ed intinto quel luogo onde si debbiano rimuovere i peli. Folg. Diosc. La smilace, che non è spinosa, fa le foglie come federa. Poliz.stanz. 1 . 83. L’avornio fesse gbir- * iauidettc al Maggio, Ma Tacer un color non c contento ; La lenta ELLITTOSPERMA palma serba pregio a* forti ; L* edera va carpon co* piè distorti. R* celt.Fìor. 77, La porcellana , T edera ec. si inumidiscono con qualche umore di simile qualità. Ellerino. (Bot.) El-le-rx-no. Add. m. Che ha la figura delle fogli* dell’edera. (A) Elles , * Eldès , Eles. JN. pr. m. Lat. Hedcs, Heles. (In ebr. hhalul* armato, soldato leggiero, spedito.) (B) Ellespontiaco. * (Mit.) EMe*spou-tì*a-co. Soprannome di Priapo , d& Lampsaco , ov'era particolarmente adorato , e eh'è sull' Ellesponto. (Mit) Ellesponticà. * (Mit.) EMe-spón-ti-ca. Soprannome di una Sibilla , ohe nacque nelle campagne di Troja , bagnate dall' Ellesponto. (Mit) Ellesponto. * (Geog.) El-le-spón-to. Lat. Hellespontus. Canale o Stretto fra il Mar Egeo e la Proponlide che separa l'Asia dall Europa Oggi Braccio di S. Giorgio, Bocca di Costantinopoli,Stretto di Gallipoli , Stretto o Canale de’ Dardanelli./'".— Nome dato ad una prò* vincia dell' Asia Minore nella Alisia. (G) Ellettivo , El-let-tì vo. Add. m. V. A. F. e di' Elettivo. Dant. Con?• 182. Onde generalmente si può dire di tutte, che sieno abito ellettivo consistente nel mezzo. (V) Elli, Élli. Pronome mascolino , molto usilato nelle piu antiche scritturi s'adopera nel primo caso del num. del meno , in luogo di Egli. A*» pi. fa ElUno. Lat. die. Gr. ÌkiÌvos. (Per metatesi del lat. ille.) Liv- AL Appio, diss’elli, per forza d’arme mi convieu quinci esser ceciato. » G. F. 7. 6. E rimasonvi morti c fediti di quelli che seguì* rono il Conte di Vadumon e il fratello ; ma clliuo , per loro gran* de ardire e viriti, pur vinsono la pugna per forza d’arme. (V) 2 — Adoperato anche nel retto del maggior numero lin Luogo di E^’r Lat. ipsi.] Liv. M. EH: rispuosono con grandi grida, eh’dii facesse trombare ec. Dant. Pwg. 22. ny. Elli givan dinanzi, ed io solevo Diretro , e ascoltava i lor sermoni. Pelr. son. 110. E veggio bei* quant’elli a schivo nf hanno. 3 — Talora usato [ contro il regolalo uso ] ne * casi obbliqui. Dant- Inf. 3 . 4 2 * Ch’alcuna gloria i rei avrebber d’elli. » Pelr. p. 3 . ** E sarai d elli, Tal per te nodo fassi e tu noi sai. (Citi) 4 — * Posto invece d'avv. o come particella riempitiva. Lab• 1 ® questa valle abitaci elli alcuna persona? (Citi) ‘ ELLicE.*(Geog.) EI-U-cc. Gruppo d'is. ivi grande Oceano equinozialeJf */ Ellingen. * (Geog.) EMin-geu. Citta di Baviera. (G) Ellionfante , EI-li*on-fan-tc. Sm. F. A . Lo stesso che Lionfanfce. V* e di' Elefante. Bocc. Fit.Da.nl. 247 • Perciocché pare essere tintinnii' ec. piano e profondo, nel quale il picciolctto agnello con li piè vadJr e il grande ellionfantc ampissimainente nuoti. (V) Elli poma crostili. * (Min) El-li-po-ma-crò-sti-li. Sm. pi. F. G. Lat» cllipomacrostyla. ( Da ellipes imperfetto , macros lungo , e stylos co; lonna. ) Cristalli dodecaedri con sottili colonne esangotari terminal* da piramidi csangclari. (Aq) . . , ^ _ 1 Elli pop acuì stili. * (Min.) El-li-po-pa-cln-sti-li. Sm.pl. F. G. Lat. « lipopacbystyla. (Da ellipes imperfetto, pachys denso, c stylos cotona**) Cristalli a dodici fàcce con colonne Jatlicce esangolari, terminate a* piramidi esangolari. (Aq) Ellipsi. * (Grani.) El-lì-psi. SJl V’■ e di' Ellissi. Salvia. F. B. 3 - 6. Berg. (N) Ellisse. (Geom.) El-lis-se. ISf.] Figura piana, prodotta da una delle •>«' ^ zioni del cono. Lat. ellipsis. Or. ^y;( L)al gr. ellipsis mancanz* 1 1 poiché in questa curva il quadrato dell’ordinata è minore del retta»', golo del parametro nell’ascissa. ) Gal. sagg. 112. O d’ellisse o linea parabolica o iperbolica. Sagg. nal. esp. 1.S4■ Il primo nella <»' Citazione acquistata per inzuppamento dell’ umido- conservò perfetti 6 ' situa la figura circolare, l’altro declinò ad ellisse. _ 2 —* (Grani.) Lo stesso che Ellissi. Salvin. Buon. F helminthos verme. ) Nome dato da Dumeril alla fiami- fv' Ui degli enlozoarii, o vermi intestinali. (A. O.) E, IKTlA - * (Bot.) El-min-ti-a. Sfi. Lo stesso che Elminzia. U. (Van) e / N . T «*st. (Med.) El-miu-ti-a-si. Sfi. U. G. Lat. helmiuthiasis. ( V. t - Ut t'. ) Stato morboso prodotto da vermini intestinali. — Malat- u nella quale la cute ed altre parli esterne sono assediate da gran E Lm ^“ di "ermi. (Aq) (A. O.) Per / ,C / (Zool.) El-min-ti-ci. Sm. pi. F. G. Ordine di vermi, così delti Ec,,, * e lanno un corpo estensibile e lungo, e in forma d’intestini.(i\)(Aq) So À C °- * (Farm.) El-min-ti-co. Add.. m. Lo stesso che Elmiutago- Ft-MINT teìminlico , Vermifugo. F. (A. 0 .) (Van) t on <--0. * (Bot.) E 1 -* ùn-to-còr-to. Sm. F. G. Lat. hclminthncor- delhi Ua l ' hnins, helminthos verme, e chortos erba.) Nome specifico ehi cora lhna di Corsica, per essere uno de'più efficaci vermifu- Ec M , (Aq) M J lilhi.°f n 1 ' Nat.) El-min-to-lì-ti. Sm. pi. y. G. Lat. helmintho- certì ■ a bnins , helminthos verme, e lidios pietra.) Diconsi cosi ni a clì l ’ l '°r ‘ P letros i 0 .fossili di varie specie di vermi marini, di for- ordinariamente aggruppati in fiascetti. (A) (Aq) (Da ( z ° o1 -) El-min-to-lo-gi-a. Sfi F. G. Lai. helminthoiogia. . già C 1 ® ' nins ! helminthos verme, e logos discorso.) Parte della zoolo- Eti], STo „'i trat ta della storia naturale de’ vermi. (A) (Aq) », . (Med.) El-min-to-pi-ra. Sfi F. G. Lut,helminthopyra.(Da Ei.-.nvrorw. ,s verme , e pyr fuoco.) Febbre verminosa. (Aq) r . zia. y lv (Boi*) El-min-to-tè-ca. òfi. F. G. Lo stesso che Elinin- v crme.\ Fl-min-zi-a. Sfi F. G. Lat. belminthia. (Da helmyns fioniali,, j fj ,ere . piante a fiori composti, della sinccnesia eguale, -fina d c u e cicorianer. .1 _S_.1 fin». cicoriacee^ coll ’ antodio doppio , il ricettacolo nudo ed nrtnn ;i 7, ,7““ dimora, j Armatura ai soiaato f« J at € e dotta parte dinanzi s'apre e si chiude, galea. Gr. Ko/n.-s.^Dal ted. helnt che vale il medesi- ELOGIO 3g rao.)G.P r .g.ii4,2. Venia con i5oo cavalieri ad elmo in ajutoal fratello. Petr . cap . 4 . E miM’altri nc vidi, a cui la lingua Lancia e spada fu sempre, e scudo ed elmo, yit. Plut. Alessandro,fu conosciuto per l’elmo che portava in capo. Vegez. Non fu cura a niuno di reudere le catafratte o l’elmo a’pedoni. E altrove : Addomandavano in prima le catafratte, cioè le corazze, e poscia l’etmora. Tass. Ger. 6. ^o. Quinci Tancredi, e quindi Argante venne ; Rupper Vaste su gli elmi, e volar mille Tronconi e schegge e lucide faville. E g, 5 2 . S’atironta insieme, orribilmente urtando, Scudo a scudo, elmo ad elmo, e braudo a brando. 2 — Eìg, Rassettarsi nell* elmo [per abbattere ec. o sinule]zz^PrepcirarsL [con animo di nimico a combattere , o Contrapporsi , ec ] Lat. se accingere. Gr. sroip.ix.fyffSsci , 'n’spiZ l àt>vvv(r§xi. 'Pac. Dav. Perd . elocj> Vedete ora com’ei si rassetta nell’elmo, per abbattere questa nostra concordia in lodare gli antichi. 3 — In modo proverò. Ar* Fur . 2 g. 25. Incauto, e vinto anco dal vino forse, Incontra a cui non vale elmo nè scudo. (P) Bern . 0/7. Inn. 1 . 5. Ch* Amor per sua natura è generoso j Nè forte braccio, nè core animoso, Maglia, elmo o scudo incaniate e fatato , Nè forza alcuna alba può far difesa, Che battuta non sia d’Amore e presa. (Min) 4 — * (Bot.) Labbro superiore delle coixille labbiate , quando son con• cave ai di sotto , e convesse al di sopra > si dà eziandio questo nome alle divisioni superiori del perigonio delle orchidee . (A. O.) 5 — (Zool.) Specie di buccine così detto dallasua figura.Lat.ca$$\s.(A,') 6 — (Mario.) Fuoco di S.Elmo o dì S. Ermo, dicono i marinai quel fuoco o meteora , che talvolta scoire sulla superficie dei mare , o s' arresta siigli alberi delle navi , specialmente dopo la procella . Da' Pagani era detto di Castore c Polluce; ed alcuni de nostri lo cìua m mano S. Niccola, ed altri Corpo santo. (A) Elmo. * (S) (Geog.) Castello di Napoli. — dell' isola di Malta■ (G) ELMOAscÀR.*(Geog.)El-mo-a-scàr,Ci7. detta BarberianellaReg.diAlgien. f*) Elmonda, * El-món-da. N.pr. f. Lat. Ileilmunda. ( Dal ted- keil salute, e mund bocca: Bocca salutale.) (B) Elmondo, * El-món-do. N. pr. ni. Lat. Aelmundus. ( V. Elmonda.) (B) Elna. * (Geog.) Èl-na , Etne. Lat. Iiliberis. Città di Francia nel dipartimento de ’ Pirenei orientali. (G) Elnas. * (Geog.) Lo stesso che Ce ira. V'* (G) Elnàtaso, * EÌ-na-tà-no. N. pr. m. Lat . Elnalban. (Dall’ebr. el Iddio, e nathan donare: Dono di Dio.) (B) Elo , * È~lo, N. pr • m. (Dal gr. elos per eleos stolido. In ebr. el Signore. ) — Il più giovane de'figliuoli di Perseo. (Mit) # 3 —* (Geog.) Lat.JZÌas.Ant.ciL.delià Lucania, d’onde vennero gli Eloln (G) Elockhei. * (Zool.) E-Io-cè-re-i. Sm. pi. K. G. Lat. helocercs. (Daue- los chiodo, e ceras corno.) Famiglia d’insetti dell'ordine de'coleotteri , il cui carattere è di avere le antenne rigonfie all' estremità , simili a chiedi. (Aq) Elocutorio , E-lo-cu-tò-ri-o. Add’ m. Appartenente ad elocuzione , Di elocuzione. Uden . Nis. 3. 25. Anche Dionigi Longino : .. rimproverò con ischerno ad uno scrittore 1 ’ ampollosa disorbitanza elocutoria so* pra ogni burbanza. (B) Elocuzione, E-Io*cu-sió*ne. [V/;] 3laniera di esprimersi [con parole', ed è anche quella parte della Rcttorica , che insegna a significare con modi proprii ed efficaci i sentimenti dell’ animo.'] Lat. clocutio. Gr. tppuvshz. Cas. leu . 70 . La bella elocuzione e la vaghezza del parlare cc. non vi sieno porti da persona. Farcii, lez . 4 ( 66 . Quanto alla forma o apparenza che si dà alla materia , cioè alle scritture,e similmente alle parole, che i Latini chiamano elocuzione , ella vuole aver tre parti. Elocuzione difF. da Dizione e da Stile. La Elocuzione consiste nella maniera di esprimere le proprie idee nel discorso ; ed è voce generica che comprende la Dizione e lo Stile. Dizione sì dice propriamente delle qualità generali e gramaticnli del discorso , le quali si riducono a due principalmente, alla Correzione ed alla Chiarezza. Stde poi dicesi delle qualità più particolari che dinotano il genio e’I talento di colui che scrive, come sono la proprietà delle voci, la eleganza, la facilità, l'armonia, l’essere forbito, terso, leggiadro ec. V- Elegante. Elode. * (Med.) E*lò-de. Sf. F. G. Lat . hclodes. ( Da helos acqua palustre. ) Specie di fibbie infiammatoria epidemica , non contagiosa , che dura circa quìndici giorni , e nella quale sino dal principio abbonda un eccessivo ed inutile sudore , rimanendosi la lingua secca e ruvida , e la pelle di tutto il corpo dura. (Aq) (Van) Elodea. * (Bot.) E-Io-dè*a. Sf. F. G. Lai. helodea , bypericum elodes Lin. ( Da helos palude. ) Nome di una pianta che cresce ne’ luoghi paludosi del Canada. (Aq) (N) Elodi. * (Geog.) E-lò-di. Lat. Ilelodcs. Ani. ìsole d^l mar Caspio. (G) Elodjcon. * (Mus.) E-lò-di-con. Sm. F. G. Lat. hèlodicon. Strumento musicale di recente inventato , in cuile vibrazioni siproducono mercè un mantice artificialmente impiegato a far vibrare , non già delle corde tese , ma delle molle , in modo che vi si riuniscono il clavicordio e V organo. (L) Elodo. * (Zool.) E-iò-do. Sm. F. G. Lat. helodes. (Da helos palude.) Genere d’insetti della prima sezione dell’ordine de' coleotteri, famiglia de* cebrionati , che si trovano sopra le foglie degli alberi od arbusti che ciivondano le maremme ed i luoghi paludosi (Aq) Elogiato,* E-lo-gi-à-to.^rW. m. Lodalo con elogio. (Van )Mann.lVmtr. Z?occ.*o. 2 #.Francesco da Barberino ec. elogiato da Papa ClemcnteV.(N) Elogietto, E-lo-gbe't-to. [ 125. Lasciarono scritto di lui questo elogietto. (N) Elogio, E-lò-gi-o. {Sm.] Composizione 0 Parole in lode di checchessia. (F. Encomio') Lat. elogium. Gr. Sega. Pred. 20 . 5. Onorandolo con quel celebre elogio, che la compruova per una l c §S e > non d’uomini, ma di porci. {Qui per ironia.) E Pa fte £- t 2 79- Un. Gregorio Magno, il cut uomc solo supplisce ad ua grand wogio. 4o ELOGISTA 2 — * (Arche.) Elogii dicevansi amie. le lettere informatone dagl* ire - 11archi o prefetti de' soldati stazionarli degl' imperatori greci scritte, sigillate e mandate a' tribunali. Oggi » ’olgarm. Processo verbale.(Van) Elogista. (Lett.) E-Ir -e\ -sia. Sm. Scrittore' o Compositoi* di elogii. y> Panegirista. (A) Eloisa, * E-lo-i-sa. N. pr- f Lo stesso che Luigia. V. (B) Elon. * (Grog.) E-lòn. Nome di tre città nella Palestina . (G) Elone, * E-Ió-ne. N.pr.m.Lat. Elon. (Dall’ebr. elon pianura, quercia, querceto.) (B) 2 — * (Geog.) Antica citta della Grecia nella Tessaglia. (G) Elongazione. (Astr.)E-lon-ga-zió-ne.[Ay?L’]a//onfflnnnieHio [ di un pianeta dal sole , rispetto all ’ occhio dell’osservatore. ] Lat. recessus , absces- bus. Gr.ùiréerriipcL , ava^w^o-is, Com. Par. 10. Appare in alcuni fiori, che nei levar del sole s’aprono, e nciPandar sotto chinan Intesta e quasi si chiuggono secondo la sua elongazione o approssimanza. Gal.lett.42y. Sicché lìnalincutc nella totale elongazione , cioè nell’ opposizione, L’intero cerchio e emisfèro, volto verso di noi, compare tutto lucido. 2 -~*(Chir.) Aumento della lunghezza di un membro , in conseguenza di malattia d'un' articolazione superiore. — Estensione eseguita per operare la riduzione delle fratture e delle lussazioni. (A. O.) Eloniade. * (Boi.) E-Io-nì-a-de. Sf. y. G. Lat. helonias. ( Da kelos palude. ) Genere di piante monocotiledoni , dell* esandria trigmia , famiglia delle giuncacee , col calice corollino di sei pezzi bratteato , e la capsola triloculare con tre semi; cosi chiamate perchè crescono nelle paludi della Pensilvania e dell' Europa settentrionale. (Aq) (N) Elope. * (Zool.) È-lo-pe. Sm. K. G. Lat. heiopes. (.Dal gr. helos ■ chiodo, cd ops , opos aspetto.) Genere d'insetti della famiglia degli elopii ( distìnti dalla forma assai Lunga e cilindrica del loro corpo , e dalle loro antenne cilindrico-coniche. (Aq) Elopii. * (Zool.) E-lò-pi-i. Sm. E. G. Lat. helopii.(Dal gr. helos chiodo , cd ops opos , occhio.) Famiglia d'insetti dalla seconda sezione , dell' ordine de' coleotteri , caratterizzati anche dalla forma sporgente de'loro occhi. (Aq) Elopiua. * (Med.) E-lo-pì-ra. Sf. V. G. Lat. helopyra. (Da helos palude, cpyv fuoco. ) Febbre che regna ne' luoghi paludosi. (Aq) Elopo , * j6*lo-po. JV. pr. m . ( Dal gr. elos per eleos stupido , ed ops, opos aspetto, occhio; Di occhio, Di aspetto stupido. V. anche elope ed elopii. ) — Uno de' Centauri ucciso da Piritoo . (Mit) Elopodo. * (Bot.) E-lò-po-do. Sm. V. G. Lat. helopodium. ( Da helos chiodo, c pus , podos piede.) Genere di piante crittogame, famiglia delle alghe , nella sommità de' cui peduncoli nascono alcuni tubercoli fungiformi che rassomigliano per la loro forma a' chiodi. (Aq) Elopou. * (Arche.) E-lò-po li. Sf. Lo stesso che Elcopoli. y. (Van) Eloquente, E-lo-quèn-te. {Add. com.'] Che ha eloquenza, Lat. eloquens. Gr. Ssivòs As ysir. G. y. 12. 108. 7. Qual lingua, quantunque eloquente, tante cose potrà narrare? Tue. Dav. Ann. 1 5. ?a3. Dettò di vena eloquente concetti , che, per esserne divolgate le copie, non dirò lor sostanza. Cas. lett. y 5 . La Scrittura vuole che noi ci pentiamo de’ nostri peccati, ed il frate eloquente ci costringe a piangerli in pubblico. 2 — * Discorso eloquente : Quello in cui lo scrittore o ’l dicitore fa pompa o pruova di eloquenza. (A) 3 — [ Usato anche in forza di sosti] Tac. Dav. Ann . 5. 55. Fu proposto porgli il ritratto tra gli eloquenti in maggiore scudo e d’oro. Eloquente diff. da Facondo , Diserto , Ben parlante. L'uomo eloquente è quegli che dipinge al vivo, anima, adorna il suo dire, persuade, tocca, eleva l’anima ec. L’uomo facondo è colui che è pieno , rapido , facile nel suo discorso. Il Diserto quegli che parla con giustezza , con acutezza , con ordine, ma senza fuoco. Ben parlante diciamo chi ha un linguaggio felice, spontaneo, acconcio ed anche brillante. V. Eloquenza . Eloquentemente, E-lo-quen-te-ménte. Ava. Con eloquenza. Lat. elo* quenter, diserte. Gr. Petr. Uom . ili. Perchè , come eloquentemente dice Floro , ninno si vergognò esser vinto dopo Cartagine. S. Agost. C. D. Né anche quegli che cosi eloquentemente grida in questa deputazione, non avrebbe ardire di farne motto in parlamento di popolo. Eloquentjssimamente , E-lo*quen-tis-si-ma*mén-tc. Ava. superi, di Eloquentemente. Lat. eloquentissime. Gr. sWoyi^rctra. Salvia, disc. 2. fg5. Questa fama gliel’ha finalmente acquistata il dialogo , nel quale egli le filosofiche materie con profondità ec. e con leggiadriaeloquen- tisàimamente ha trattate. Eloquentissimo , E-lo-quen-tìs-si-mo. {Add. mi] superL di Eloquente. Lat. eloquentissimus, Gr. eAXoyi/ziwraros. Lab. 75. E , oltr’ a ciò , c- loquentissima forse non meno che stato fosse qualunque ornato e pratico retorico. E iy 3 . Ah quanto giustamente farebbon quelle eloquentissime donne , se dal loro bellissimo coro te , ^ siccome non degno , caccìassono ! Car. lett. 1. I2g . Essendo dottissimo ed esercitatissimo , ed eloquentissimo e di tanta grazia e maestà in una cattedra , che, solo che si udisse , non ci accaderebbe allra intercessione, yarch. ErcoL 288. Messer Roraulo Amaseo, il quale era, come sapete , uomo dot* tissimo ed eloquentissimo. Eloquenza, E-Io-quèn-za. {Sf] Il bene e facondamente parlare, {L'arte di parlare e scrivere in modo da dilettare , muovere e persuadere * j —, Eloquenzia, sin. Lat. cloquentia , facundia. Gr . faropdx, Petr. cap. 11. E non pur quel di fuori il tempo solve, Ma le vostre eloquenze e i vostri ingegni. Sen. Ben.yarch.y.8. L’ eloquenza sua ec. non era cardata, né andava dietro alla scelta delle parole,ma diceva animosamente , secondochè l’impeto ricercava , tutto quello che voleva dire. 2 — * Fig. Fiume d’ eloquenza , dìcesi di Un uomo eloquentissimo ; ed anche di Copia di eloquenti parole. Petr . son. 220. D'alta eloquenza si soavi filimi. (A) (N) 3 — * (Icon.) Donna grande e maestosa , col diadema in capo e lo scettro in una mano; coll’allra stringe la folgore sormontata di fiori per indicare inforza della ragione e l* attrattiva del sentimento ELSO che eliti adopera col medesimo buon successo. A lei dinanzi evvi un libro aperto ; ed a'suoipiedi sla il caduceo , simbolo della persuasione .(Mit) Eloquenza diti', da Facondia. U Eloquenza è l’arte di persuadere e di muovere. La Facondia consiste propriamente nella prontezza e nell’abbondanza del dire. Se un uomo ha nerbo nella espressione, elevazione ne’ pensieri, calore ne’ movimenti , si dirà Eloquente. Se egli è più pago della bellezza delle parole, del giro delle frasi , delle grazie, della elocuzione, si chiamerà Facondo. La Facondia in ibelli parlatorila Eloquenza i grandi oratori. Eloquenzia , E-lo-quèn-zi-a. [Sf. F. A. F. e di'] Eloquenza. Lab. 88. Compresi ec. essere di grati lunga del naturai senno di lei , e del- 1’ ornata eloquenzia. ingannato. Petr- canz. 5. 3. E che ’l nobile ingegno, che dal cielo Per grazia tien dell’ immortale Apollo, E Telo* quenzia sua virtù qui mostri. Eloquibile , E-lo-qui-bi-le. Add. com. Che è allo a ricevere le forme dell'eloquenza. Parng. Demetr. Berg. (Min) Eloquio, E-lò-qui-o. JÀ’/m.] Ragionamento. Lat. cloquinm, sermo, ora- tio. Gr. Kóyoi. Serm. S. Agost. Non abbiamo più chi c’interpreti e sponga le sentenzio loro, e i figurati e profondi eloquii. A. Grisost. Perciocché è la volontà e l’anima cosi disposta, e tutta traslata e trasformata al desiderio e all’amore de’divini eloquii e de’sentimenti celesti, a — Eloquenza. Petr. Uom. ili. g8. beato Agustiuo ec. iu questi tempi nel divino eloquio grandemente fiori. (V) Elora. * (Mit. Ind. ) E-lò-ra. Luogo famoso pe pagodi , ove la superstizione trae in folla gl'Indiani. (Mit) Elorii. * (Arche.) E-lù-ri-i. Add. e sm. pi. Giuochi in Sicilia , sulle sponde del fiume Eloro. (Mit) Eloro. * (Zool.) E-lò-ro. Sm. F. G. Lat. helorus. (Dal gr. helor preda, rapina, cattura, che vien da he/o io prendo, e hereo io vinco, distruggo.) Genere d’insetti dell'ordine degl’ imenotteri, famiglia de' prototrupiani, così denominati dal succhiello di cui sono provviste le loro femmine , e co’ quali danno il guasto a’ vegetabili. (Aq) Eloro. ’ (Geog.) Lat. Halorus. Antico fiume della Sicilia, oggi Atei- lari. — Antica città della Sicilia. (G) ELoRiuo.*(Geog.)E-lòr-ri-o.Cùtó della Spagna nel distretto cliBìlbao. (G) Elos. * (Chir.) È-los. Sm. F. G. Lat. helos. (In gr.helos vai chiodo.) Stafìloma di durezza cornea , divenuto voluminoso a segno da oltrepassare le palpebre , quando queste siano a contatto. La figura dello stqfiloma rassomiglia alta testa di un chiodo. (Aq) Elos r. * (Chir.) È-lo-si. Sfi. i r . G. Lat. helosis. ( Da ilesis rivolgimento.) Azione tli muovere spesso le palpebre ; ossia convulsione de’ muscoli motori dell'occhio. (Aq) Elossite.*(M in.) K-lo.-.-i U-. Sf.Sornt di pietra, di cui narra Ludovico Dolce, che portandola, si guarisce dal mal di testa. (Al suori della voce par che sia pielra reperibile nelle paludi, da helos palude.) (Van) ,N) Eloti. * (Geog.) E-lò-ti. Add. pr. m. pi. Abitanti di Elo, ridotti in servitù dagli Spartani, i quali diedero poi il nome di Eloti a lutti i loro schiavi. Più comunemente Iloti. (G) Elpe , * Él-pe. N. pr. fi. ( Dal gr. e/pis speranza. ) — Figlia di Poti- femo , rapita da Ulisse. (Mit) Elpehorb , * El-pè-no-re. iv. pr. m. Lai. Elpenor. ( Dal gr. elpis speranza , ed aner uomo: Uomo di speranza.) — Uno de’compagni di Ulisse che Circe trasformò in porco, (lì) (Mit) Elpia, * (Geog.) Èl-pi-a. Antica città d‘ Italia , nella Daunia. (G) Elpide , * El-pi-de. iV. pr. m. ( Dal gr. elpis, idos speranza. ) .(Mit) a — * (Mil.) Nome col quale i Greci ed i Romani onoravano la Speranza. (Mit) _ , Elpideforo, * El-pi-dé-fo-ro. N.pr. m. Lai. Elpidcphorus. (Dal gr. elpisi idos speranza, e phero io porto : Che porta speranza. ) (lì) Elpidio , * El-pì-di-o. N. pr. m. Lai. Elpidius. ( N. patron, di Elpide/) — Governatore della Sicilia nell’ FIII. secolo , ribelle e vinto. — Medico di Teodorico e poeta satirico latino. (B) (Van) (N) Elpinice , * EKpi-ni-ce. N. pr. fi Lat. Elpiuice. ( Dal gr. elpis speranza , e nice vittoria : Speranza di vittoria. ) — Figliuola di Md" ziade, moglie di Callia. (B) (Mil) Elpca. * (Zool ) El-pù-a. Minutissimo pesce. Landin. Berg. (N) Elrick-,* (Geog.) Lo stesso che Alrico. F. (G) Elsa, Él-sa. [Sfi Quel ferro intorno [ all' impugnatura ] della spadai che difende la mano ; [ dicesi anche Fornimenti_, Elso, Else, Elw*» sin.] Lai. capulus. Gr. xiiire. (Dal sassone hcll, onde gl' Inglesi trassero kilt che vale il medesimo. Muratori.) Dani. Par.16.102. Ed avea Gah' gajo Dorata in casa sua già l’elsa e ’l pom,. Ar. Fur. 4 ‘ 2 - < f• E * ferro immerso Nel venire, un palino usci dal lato manco, Di sang» e sino all’elsa tutlo asperso. » Buon. Fier. 3 . ^.7. Elsa dorata .E Salvai- Annoi, ivi : Else, cerle basette della spada , di qua e di là dell’ iW' pugnafiira, credo da sAxiie tirare, trar fuori. (N) Else , Él-sc. Sfi. Lo stesso che Elsa. F. Segn. Pred. 6.4. Poslagli coti bel modo su l’else della spada la man tremante, ec. (V) n E Tass.Gef- lib. 2. g 3 . Ebbe Argante una spada , e ’l fabbro egregio L’else e . pomo le fe’ gemmato e d’oro. (P) ( Ma Else potrebbe star in q ues due luoghi come pi, di Elsa ; siccome Elsi di Elso. F. ) (N) ELSENOR *(Geog.) El-se-nòr. Cit. della Danimarca nell’isola di Seeland ly ' Eluse- (Bot.) Ei-si-ne. Sf. Pianta volgarmente detta Vetriola , ed fl7 ‘ che Parietaria. F. (Da’botanici diccsi helxine : e questa voce « “ helxo fut. di helco io tiro ; poiché le Ibglie di questa pianta si a laccano alla veste del passaggiero, e la tirano.) (B) r /lN) ELSlRViTE.*(Farm.)EI-sir-vì-tc.A’m. F. poet.Lo stesso che Elisirvite. r 3 _ * E per melafi. Menz.Sat.i. Ma l’entrata d’un fico o d’una v ^ Non dareste, e nè meno un fico secco A chi fosse in saper tutto sirvitc. (N) . „fl Elso, Ét-so. [S/n. Lo stesso che] Elsa. F. Fir. As. zo. Gli li cC 0 Q f l, sinislro lato della gola tutta quella spada infìno agli elsi. Berti. „ 1. 24. 42. Fra loro acconcia il Conte si la spada, Che t’ eLo zi, c dietro il pome yada. » Buon. Fier, 1. 1. 1. Adatti loro » ‘ ELSTRA chi gli dsi al Ranco ec. E .Salvi». Annot. ivi t Elsi , ^con\uwvncnf« V else ridila spada , poste di qua e di là 1 “ ciò dal verbo £s\xnv trarre. (N) EMANTO 4 * else della spada , poste di qua e di ]a dall lrn P J 0 ) ElsTRA.*! ELTEco*. i (GrogOEl-té-TOn?^iit.c«tJeÌÌnPo£esijmtM«otn6»^G^'‘^ ( ^. Ertola». * (Geog.) El to-làd. Antica città della Palestina, nella tuba a Simeone. (G) Elucidalo. (Leti.) Elu-ci-dà-ri-o. J/n/ei.'-- aioiw. Lat. emaciare, macie conficere. Gr. iV.r^wp. „ Magai. Leti. Dolore intensissimo nella gamba , frutto det quale fu 1' emaciarsele coiv- siderabilmente il (ianco alla gamba medesima, (A) tno. [ Add. m ] superi, di Emaciato. Lat. S,Z eo §')^'^ v t iì ì Mh{. ’ “ ' ■' ’ Per cagione di tanti errori divengono emaciatissime. Sm. instru ' ' -- -w. um. Titolo dato a libro che spiega e Tu$c IS< t' ^7 a ^ Uc f’ < 3 nas i cosa che dà luce, che illumina, rischiara.) Liirriol ,a( *‘Ejucid. poetic. di Ermanno Torretitmo. Beve. (Min) -- *.,uu. muoia, poetic. di Ermanno T Qfl s0 Vimo studio Elucubrato , E-lu-cn-l»rà-to. Adii. '»• V . L . Egli asserì* e con diligenza. Lat. elucubratiis. Gal. JJf «-“P • ' da sl \ con sce e ammette che questo strumento ec. e parto ’ gran fatica elucubrato. (V) r p rop riamente Elbcubrazioke , E-tu-cu-bra-su5-ne. Sf r ■ 1 .. > .. fatto a lume di lucerna , -- r • Lavoro , -. meerna, e fin. Elaboratezza di studio, Diligenza nel comporre. Lat. elucubratiti. Guariti. 1 drop. 3 . 7. Se de pur meiitai il suo premio, l’avere già tante volte con versi elegantissimi la t»a celebrata , e con dottissima elucubrazione nel mio famoso ec. («) (B) Eludere, E-Jù-de-re. lAu.anom.} F. L. I Propriamente Evadere, o Ben- der una cosa vana e di nessun effetto, e fig.] Ingannare. Lat. eludere. Or. x.ciTa.-Kcit't l uv' Guìcc. Stor. 1 7. 2 Gioyambatista , eludendo il Pontefice, trattava questa cosa. ,, Elodoiuca. * (Piu.) E lu-dò-ri-ca. Add. e sf. F. G. ( Da eleon olio , e nydor acqua.) Nuovo metodo di dipingere, inoculato dal sig. de Manpetit, adoperando contemporaneamente l’olio e l’ ncqtia.(A<\) *a.uiNA.’(Mit.) Elu-ìmi.Soprannome di Cerere, danna fonte di sul cui margine ella area un tempio. (In gr. ekunos vale olioso.) (Mil) Elul. * (Arche.) È-Iul. Am. F. Ebr. Mese ebraico, il sesto dell anno sacro , e V ultimo dell’anno civile. (\an) . . rTL Elungabile , E-lun-gà-bi-le. Add. com. Che può ridursi in lungo.Ubere. Land. Dissert. £eig. (Min) t t> Elongazione, Edun-ga-zió-nc. Sf. Allontanamento , Discostamento. Rao , D>sc. Bere. (Min)° . ELCRO. * /'TV*:, x vx.. —* • adorato dagli Egiziani. ( Dal fciBRo. * (Mit.j E-lù-rO. Dio de' gatti gr. eluros gatto.) (Mit) Timoteo patriarca d’ Alessandria, a — * (Lett.) Soprannome dato a Jtmoteo pai a motivo della sua indole scaltra. ( atì J ,J,.tìi perchè hanno de 3 — * (Zool.) Specie d’animali carnivori, cosi de p caratteri che li avvicinano al gallo. (Sq) . . J]>itlo.(&) Ecobopou. • - Elusa. * (Geog.) E-lù-sa. Antica citta della l alestina della Gallia nella Novempopulania. (G) ,, fZ,, n scogna.(Gi) Eu JS ATi.-(Geog.) E-lu-sà-ti. Ini. popoli della Galla nellf U . Erosione , E-lu-si-ó-nc. Sf. Contravvenzione coloiaia a 7 fizioso pretesto. (A) . , rr MI’nso.(K) Elusoiuo, E-lu-sò-ri-o. Add.m. Appropriato ad eludere, r. p ecan . Et.0TRtA7.iosE. * (Farm) E-hi-tri-a-zió-ne. Sf. V. > • '• j n tazionc. Lat. elntratio. (In lat. cliitriare vale votare da ELv 1 .*(Geog.) A ÌWa. Pie. fiume del Piemonte. — Cit.del Porlog Elvetico. * g ( M ìt.) El-vè-ti-co. N. pr. ^.-Figlio fi 'fa di Seguano e di Allobro, ceppo della nazione elve 1 11 - favolose cronache del paese. (Elvezia suona in ted- sali Pi da heil salate, e iveit ampio.) (Mit) _ . , ult’Elve- Elvetico. (Geog.) Add. pr. m. Dell’ Elvezia, Appartenenlc J® e ina, cioè al paese degli Svìzzeri, ed a’ loro costumi , fco ’ P ec. — Repubblica o Confederazione elvetica , la vipera. Elvezia , * El-vè-zi-a. TV - r rv r,’ -:--- uccisa dal fui- ^VI A , - * fn™ re S no di Trajano. (Mit) (Geog.) Antico nome delia Svizzera. V. (G) (Geog.) El-vè-zi-i. Popoli che abitavano V Elvezia Él-vi-a. N. " ~ . l^fiea lode,' ' f rs . 1 guati ere- avesse vivu- . - ni. (G) pr. f. (Dall’cbr. eìoah Dio, o Dea. In islavo hval —, ^ hallàv sordido.) — Madre di Cicerone. (Van) j? Lv (Geog.) Città dell’ Asia mmore nella Galazia. (G) de^ UMI * * (Sb Eccl.) Ebvi-di-à-ui. Seguaci dì Elvidio , i to c 10 % he “?P° nascita di G.C, là Santa Vergine nv*c° n Giuseppe non altrimenti che con un vero marito , e nc El v.nm a : u !‘du e f s l lU cli. (Ber) hdid ’ El-vi-di o. N. pr. m. Lat. Elvidius. ( Dall’ebr. e! Iddio, e Elvieh, C » 1 ?, Caro a Dio.) — Eresiarca del IF. secolo. (B) (Vati) del /?„ 1 vGeog.) El-vi-è-ni, Elvii. Antichi popoli delle Gallie, sulle rive F.lv„ 'ff .. Elviu.o * El-vi-i. Lo stesso che Elvieni. F. (G) Elvio, * V1 *. €o §0 El-vìl-lo. Antica città dell ’ Umbria. , _ / grande '.1 \ ° - P r ‘ m - C V. Elvia. ) — Cinna. Cittadino romano, Elvio. • jf lU atore di Cesare. (Mit) di Dio. V ted. all wir tutto noi. In ar. eì varaon il timor Elvira. * pi ““imo califfo della Siria. (Van) Elza , Èl-za. x'f a 'A' P r -Z Val. Elvira. (V. Elvir.') (B) _ l'iella spada 'li r JÌ ' e di’ Elsa. Sen. Pisi. Tu non dirai Elzabad * pi ,!*‘,!", ona i e’lia l’elza orata. (V) «^dota- ^ N '- "" “ r ‘ (Mit) che Educate. pr. m. Lat. Elzabad. (Dall’ebr. el Iddio, (MinÀ^' e > ; Dio. ) (B) sangue, ed achanes ma ’ ca '^ e * V "* G. Lat. baemachates. (Da hema f * (Zool.) Serpenti ììì'^° r ? a ^ agata di color di sangue. (Aq) 1(1 parte sun^^i, a i Asia assai pericoloso , contrassegnato nel - rfi co/ur ^ A * ^ Da Ermu' san ( „,, ‘ rr ^ E tna-ce-li-nó^a. Sf. V. G. , Porpora P E ' , e ce . t,s ma cehia.) Vocabolo Z e 1(1 .malattia A b-ma-ci-à-re. r . y ccab. m. mare , con tre linee ’IU screziata dì Feriaff. (Aq) Un. n. ass. e pass ) i,.darri Lat. haemacelinosa* recente per indicare Te 0 Avere emacia- Emaciato, E-ma-ci-à-to. Add. m. da Emaciare. Che ha emaciazione , Lat. emaciatus. Gr. ixra.%èis. Emaciazione , E-ma-cia-zió-ne. [Sf.] Magrezza grande. Lai. macie», extenuatio. Gr. AS7rroV7is. Lib. cur. malati. Accompagnata dalla cma- dazione di tutto il corpo. EmacitÀ. , E-ma-ci-tù. Sf. Foglia abituale di comprare. (Dal lat. e mere comprare.) Cocch.Dìsc. nell’Indice. (A) _ EMACORn:.*(Arche.) E-ma-cò-ri-e. Add. e sf.pl. V . G.Lat. haemacoriac. (Da^ hema sangue, e coros sazietà. ) Libazioni di sangue solite ad offrirti sulle tombe de’ morti ; poiché credcvasi che le anime per desiderio della vita, assai si dilettassei'o del sangue , eh'e la vita del corpo. (Aq) Emacurie. * (Arche.) E-ma-cù-i ì-e. Add. e sf. F.G. Lat. haemacuriae. (Da hema sangue , e curos giovanetto.) Cerimonie praticale nel Peloponneso, in un giorno determinato dell’anno , in cut de* giova-' netti venivano flagellati sino all' effusione del sangue sul sepolcro di Pelope , offerendogli la libazione del loro sangue. (Aq) E maculato, E-ma-cu-là-to. Add. m. Purgato , Senza macchie. Lat. emacnlatus. Gr. d.^a.vros. Salviti. Pros. Tose. t. hgj. Dio volesse che l’esempio del Tassoni ec. fosse dagli Accademici tutti seguito-, che il nostro gran lavoro ne verrebbe sempre più mondo , emaciato e perfetto. EwAFOBiA.*(Med.) E-ma-fo-bì-a.dyr^.C.Taf.hemapliobia. (Da hema sangue, ephobns timore.) Orrore del sangue. —,Ematofobia, Emofobia, sin. (A.O.y Emàfobo. * (Med.) E-mà-fo-bo. Add. m , F. G. Lat. hcmapbobns. ( F . emafobia.) Dicesi di chi soffre alla vista del sangue. —, Ematotoho, Emofobo , sin. (Aq) Emagogo. (Farm.) E-ma*go«go. Add. usato anche come sm. PI. Emago- ghi 9 Emagogi. F. G. L.at. liacmagoga. ( Da hema sangue, ed agoge trasporto , che vien da ago io trasporto, caccio. ) Dicesi de’rimedii atti a far uscire il sangue , cioè a pt'omuovei'c le regole ed i fussi emorroidali. (Aq) Emaguin'guilieri. * (Mit. Ind.) E-ma-guìn-gui-Uè-ri-. Razza di Giganti servitori di Jamen , dio della morie, i quali hanno ntell’infima degl’ Indiani V incombi risa di tormentare gli scellerati. (Mit) Emàlopia. (Chir.) E-ma-io-pi-a. Sf. F. G. Lat. haemalopia. (Da- hemrt- leos sanguigno, ed ops occhio, onde hemalnps chi ha gli occhi sparsi di sangue.) Spandirnento di sangue nel globo dell’occhio, cagionato 1 da percossa, da caduta , o da piaga. Detto anche Ecchimosi. , Ema- toftalmia , sin. (A) (Aq) Emamo, * E-mà-mo. IV. pr m. Lat. Emani, Heman. (Dall’ebr. fiamam turbare.) (B) Emanante , * E-ma-nàn-te. Pari, di EmanafèTv^. di j'eg. Romani. (N) Emanare, E-ma-nà-re. {All. e n. ass. F. L. venir fuori, Derivare ; per estens. Trarre origine , Essere generato ; e per traslato ] Pubblicare. Lat. emanare. Gr. diro ty'tpar'ììou. Salvia, disc.i. Sò"}. Fecero orna- nnre un decreto dal Senato, per lo quale erano da Roma e dall’ Italia banditi i filosofi. Emanare diti, da Scorrere. Emanare dicesi propriamente delle parti sottilissime che si distaccano ed esalano da’corpi per una traspirazione insensibile o per altra somigliante maniera. Scorrere si dice di cose che partendo da nna sorgente , da un principio ec. si spandono per qualche via e in un modo più o meno sensibile. Cosi da’corpi emana una infinità di particelle invisibili che ne spossano la sostanza. Così gli odori emanano da’ fiori, da’corpi odorosi ec. La luce emana dal sole. Dalle vene della ferra scorrono de’succhi che formano i cristalli e i minerali d* ogni specie. Il sudore scorre dal corpo ec. Nel fìg. diciamo pure : Il potere emana dal trono; dal seno della divina misericordia scorrono incessantemente su noi i tesori delle grazie ec. Em anato , E-ma-nà-to. Add. m. da Emanare. Lat. emariatus. Gr. ciirop* ps9V»!?. Segner. Parr. istr. 23. 2 . Tali sono i decreti su ciò emanati dalla Sacra Congregazione. (A) (B) Emanazione , E*ma-na-zió-ne. Sf. Lo emanare , e La cosa emanala. Lat. emanatio. Gr. airoppo-n. Magni* Lett. I Teologi dicono l'emanazione dei Ferbo , ed i Filosofi temanazione della luce. (A )E lett . iS 1 . Una qualche comune interna inseparabile emanazione. (N) Emanceppare, E-man-cep-pà-re. [Att. e n. pass. F.A. F. e di') Emanaci pare. Tac. Dav. Ann. f SS. E per fuggirle si emanceppava- colui che pigliava il Fiammato. Emancipare , E-man-ci-pà-re. [ Atti] F. L. Liberare che fa il padre il figliuolo dalla sua podestà dinanzi al giudice. — , Emanceppare , Manceppare, sin. Lat. emancipare. Gr. eVrronrrSIat. 2 — * JY. pass. Fig. Torsi soverchia libertà , Uscir de’ limiti del convenevole , dell’ onesto, del necessario. Magai. Leti. Non mi sono voluto emancipare a far menzione dì colui citato da Elio Larapridio in Eliogabalo, (A) Emancipato, E-man-ci-pà-to. Add.m.da Emancipare. Lat. crrancipatusà, Gr. EKTCcm^ef?. Maestruzz. 2 . rft. I figliuoli che sono n^lla podestà del padre, vel ctiam emancipati, i quali sono commensali al padre, e da lui hanno la necessità, costoro sono iscusati } ma gli altri no. Emancipazione. (Lcg.) E-man-ci-pa-zió-ne. iSf. Jtto legale per via di cui 1 figliuoli sono emancipati. ] L’emancipare .—, Manceppazione , sin. Lat. emancipalo. Gr. à^a.Wocy'f\ rri$ Fr. Giord. Pivd. Quasiché avesse ottenuta la emancipazione dal padre. Emano,* E-inà-noJV.pr./w.Lm. Eman. (Dair ebr. human moltiplicare.) (J3) Emanto. * (Bot.) E-màn-to. Sm. F. G. Lat. haemanthus- ( Da hema sangue , ed anthos fiore.) Genere di piante del? esandria monoginia, famìglia delle narcissoidi, caratterizzato da urna spato colorata di molti pezzi con molli fiori) con corolla divisa in sei parti ed una bacca e EMANUEL EMATURIA di circa tre semi , le cui poche specie , tutte esotiche , si distinguono EmatometiU. * (Chir.) E-ma-tò-me-tra. Sf F. G. Lai. haematometra per un colore rosso-scarlatto, come il fuoco e di sangue. (Aq) (N) Emanuel. * (Gcog.) E-ma-nu-èl. Contea degli Stati Uniti diAmenca.(G) Emànuelle , * E-ma-nu-èi-le. N. pr.m. Lo stesso che Emmanucle. F .(B) Emastatica. * (Fisiol.) E-iua-stà-ti-ca- Sf. F. G. Lai. haemastatice. (Da hema sangue , e statice scienza di ponderare. ) Parie delta fisiologìa che tratta delta forza inerente ai vasi sanguigni. (Aq) Emastoma. * (Bot.) E-mà-sto-ma. Sf. F.G. Lat. haemastoma. (Da//ewa sangue, e stoma bocca.) Specie di piante del genere cuculino , del- l* icosandria monoginia , famiglia dei mini, coll’ orificio o bocca del calice di un rosso di sangue. (Aq) Emastoma. ■ (Zrool.) Sm. F. G. Specie di conchiglia a margine color di rosa. (V. emasiomai) (Aq) Emàtàporià. * (Med.) E-ma-ta-po-ri-a. Sf. F\ G. Lat. baeniataporia. (Oa hema, caos sangue, c poros via ) Lo stesso che Anemia. F.{A q (A.O.) Ematei. * (Geog.) E-ma*tè-i. Una delle tribù che occupuvàno la parte più settentrionale del paese di Canaan. (G) EMATEMEsi.*(Med.) E-ma-lé-mc-si-Am. A^G./-«U)acmalenxsis-(Datawa, he- ffiatos sangue, e emesia vomito.) Fornito di sangue, esalato dalla superficie della membrana dello stomaco: prodotto per troppa abbondanza di sangue, per sostanze venefiche introdotte nello stomaco , da ventricolo leso contuso, o per sanguisuga inghiottita cc. —,Emalenicsia, sm.(Àq)(Van) Euatemesia. * (Med.) E-ma-tc-me-si-a. Sf F. G. (V. ematemesi.) Nome che A liberi diede al vomito di sangue.ho stesso che Ematemesi. F .(A.O.) Ematencefalo. * (Chir.) E-man-ten-cc-fa-lo. Sm. F. G. Lat■ huematence- pbalon. ( Da hema , atos sangue, e encephalos celebro.) 'Effusione di sangue nel cranio. —, Ematocefalo, sin . (Aq) Emateiio. * (Med.) E-mà-lt-ro. Sm. F. G.Lat. hacmalerus. (Da hema, heniatos sangue , onde hemateros sanguigno.) Dissenteria in cui senza esulcerazione si evacua il sangue per gl’ intestini. (Aq) Ematia. * (Geog.) E mà-ti-a, Emazia. Paese della Macedonia. (G) Ematico. *(Med.) E-mà-ti-co . Add.m.F.O.Lat. haeniatìcus.Gr.afc*Tiwo's. ( Da hema sangue.) Aggiunto di tutto ciò eli è riferibile al sangue f Aq) Ematidi. * (Mit.) E-mà-ti-di. Nome, delle nove figlie di Piero, re di Ematia. Lo stesso che Pieiidi. F . (Mit) Ematideosi. * (Med.) E-ma-tì tiro-si. Sf. F.G. Lat. haematbidrosis. (Da hema, atos sangue, e hidrosis sudore.) Sudore cute,'ito. (Aq) Ematina. * (Chini.) E-ma-ti-na Sf. F. C. Lai . hacmatina. (Da hema, atos sangue. ) Sostanza scagliosa, d' un bianco roseo , d' uii apparenza metallica , a cui gli alcali fanno prendere l azzurro , gli acidi il giallo ed il rosso , che contiene dell' azoto, e che si è scoperta nel legno dello Campeggio. (Aq) Emàtjta. (Min.) E-matì-ta. [Sf Lo stesso che ] Amatila. F. Lat. hae- ma ti Ics. Or. uiiacctìty.s. (Da hema, atos sangue.) Lib • cuv. malati . Emulila vuol dire sanguigna, perchè questa pietra èe di color sanguigno , e giova alli flussi sanguigni. Ematite. * (Min.) E-ma-lì-te. Sf. Lo stesso cho Amatila. F. (Van) Ematiti. * (St.Eccl.) E-ma-ti ti. Lm.haematytae. (Dal gr. hema sangue, e thy'o sagriflco. ) Eretici , ramo forse de Cala frigi, che nelle feste di Pasqua impiegavano ne loro sacrificii il sangue di un fanciullo. (Ber) Ematitico. (Min.) E-ma-lì-ti-co. Adà. m. Che partecipa dell'ematite• Gab. Eis. Ocra analitica. (A) Ematocefalo. (Chir.) E-ma-to cè-fa-lo. Sm. F. G. Lo stesso che Ematen- cclalo. F. (Aq) (Van) Ematocele. (Chir.) E-ma-to-cè-le, Sf F. G. Lat. haematocele. ( Da hema , atos sangue, e cele tumore.) hi gen. Tumore formato dal sangue ; ma dicesi di quello prodotto nello scroto, o nel cordone spermatico , o nel testicolo da stravasamelo di sangue. (A) (A.O.) Ematoceua. * (Med.) E-ma-to-ce-lì-a. Sf F. G. Lat. haematocoelia.(Da hema, atos sangue, e cilia ventre.) Effusione di sangue nel ventre.( Aq) Ematociiezia. * (Med.) E-ma-to-chc*zì-a. Sf F. G . Lat. liaematochezia* (Da hema, atos sangue, e cheso flit, di dieo io verso, faccio scorrere.) flusso sanguinolento. (Aq) EMÀTOcnisi.(Med.)E-nia-to-chì*si,*y/./ 5 ' , .G*Zaf.haeinatocliysis.(Da hema,atos sangue, e chjsis effusione.) Eff usione o perdita di sangue involontaria dal riuso,dall'ano,o dalla matrice,alle volte crìtica,alle volte sintomatica fA q) Ematocistide. * (Med.) E-ma-to-cì-sti-de. Sf. F. G. Lat. haematocystis. (Da hema, atos sangue, e cystis vescica.) Tumore cistico contenente sangue ; ed anche Raccolta di sangue nella vescica orinaria. (Aq) Ematode. * (Zool.) E-ma-tò-de.Am. F.G.Lat. haematodes. (Da hema, atos sangue, c idos somiglianza.) Specie d'insetti notabili pe'suoi piccioli occhi lìsci e di un color rosso di sangue. -(Aq) a — * (Chir.) Pungo o Tumore x così detto a cagione di molti vasi sanguigni che vi si trovano . —, Ematonco , sin. V. Carcinoma.(Aq) Ematodosvsi,* (Med.) E-ma-to-do-nùsi.AyT^. G.Lat. haematodonusis. (Da hematodes sanguineo, e nosos malattia.) Malattia de vasi sanguigni.(Aq) Ematoflebestasi. (Med.) E-mado-fle-bè-sta-si.^/.' F. G. Lat. hacmatophìebc- stasis. (Da hema sangue , phlcbs vena, e stasis lo stare.) Dicesi così io arrestarsi che fa il sangue velie vene. (Aq) EMAToFOBiA.*(Med.)É-ma-lo-fo-bì-a.A’/'/ :A . G Lostessn c/te Emafbbìa./^-(Aq) Ematofooo.* (Med.) E-tna-iò-fo-ho. Add.m.Lo stesso che Emalobo. F.(A.Oj Eviatofta^ha. * (Chir.) E-ma-to-flal-mì-a. Sf F. G. Lo stesso che l'ima lopia. F. (Dal gr. hema, atos sangue, ed ophthnlrnos occhio.) (Van) Ematogastiude. (Med.) E-ma-to-gà-stri-de. Sf F G. Lat. hacmatoga. fDa hema, atos sangue, e me tra matrice.) Effusione sanguinea nà‘ l'utero ; o così detta Emorragia uterina. (Aq) Emàioncia. (Chir.) E-ma-ton-ci-a. Sf F . G. Lat. haematoncia* ( hema , atos «angue , e oncos tumore. ) Tumore per riunione di piu o meno dilatati (Aq) (A. 0 .) Ematonco. * (Chir.) E-ma*ton-co. Sm. F. G. Lat . haematoncia. ( ematoncia. ) Tumore spongioso di color rosso livido : vocabolo d<* Ahbert sostituito a quello di Ematode. F. §. 2. (Aq) Ematonfalo. * (Chir.) E-ma-tòn-fa-lo. Sm. F. G. Lat. haemothonpbS'’ ltis. (Da hema, atos sangue, e omphalos ombelico.) Ernia ombelicate* il cui sacco contiene una sierosità sanguinolenta , ò che alla superfìcie presenta un numero maggiore o minore di vene varicose . -"1 Eniatonfalocele, sin. (Aq) Ematonfalocele. * (Chir.) E-ma-ton fa-lo-cè-Ie. Sf F. G. Lat. M e ' matoihphalocele. Lo stesso che Ematonfalo. F. ( Da hema, atos sali" gue , omphalos ombelico , e cele tumore. ) (Aq) Ematopedesi. (Med-) E-ma-to-pe-dè-si. Sf.F. G. Lat. haemaetopedesis. he tua , atos sangue, e da ped>so fut. di pedao io salto.) Uscita deU tl più sotlil parte del sangue pe’pori cutanei 5 Sudore sanguigno.^ A) (A atos sangue , c planes vagante. ) Aberrazione sangue in parli insolite. (Aq) Ematopo. * (Zool.) E-mà-to-po. Sm. F. G. Lat. haematopus. (Da hert^i atos sangue, e pus , podos piede.) Genere d’uccelli trampolieri che si rìli ‘ driscono specialmente di ostriche, distinti da piedi tossi-, la spec& più nota e /'hoematopus ostralepus. —, Osfridderà, sin. (Aq) (N), Ematopoesi. * (Fisiol.) E-ma-to-po-è*si. Sf. F• G. Lai. haenialopoes* 9 ' (Da hema, atos sangue, e pieso flit, di pieo io fo.) Sanguinazionef^v Ematopoetici. * (Farm.) E-ma-to-po-è-ti-ci. Add. e sm. F . G . A 0 stesso che Emalopictici. F. (Aq) (A. 0 -) Ematoponia. (Med.) E-ma-to-po-nì-a. Sf. F. G. Lat. haematoponia. hema, atos sangue, e penia povertà, inopia.) Cachessia , Tabe f ei iscarsezza di sangue. (A) (A. O.) Ematopota. (Zool.) E-ma-tò-po-ta. Add. coni. F. G. Lat. haenid 0 .' pota. (Da hema, atos sangue, e potenti verb. di pino io bevo) telo generico di animali ed insetti che succhiano il sangue j e ticolurmentc delle mignatte. (Aq) 2 — E anche un genere d’ insetti dell * ordine de' ditteri , che kan ll °, V abito di succhiare il sangue ad alcuni animati, e specialmente cavalli, ai buoi, come il tafano comune. (Aq) Ematopsia. (Chir.) E-ma-to-psì-a. Sf. F. G. Lat. haematopsia. (Da hem l h atos sangue, ed opsis vista.) Fitto della vista, per cui si vedono gli oggetti rossi o color di sangue, (Aq) ^ Ematorracia.* (Med.) E-ma-tor-ra-gi-a.À// r .£o stesso che Emorragia’ ( Da hema , atos sangue , e rhagoo io rompo : Uscita di sangue f c rottura di vasi. ) (Aq) Ematosciibo. * (Chir.) E-ma-to-schè-o. Sm. F. G. Lat. haematoscb^’jjj ( Da hema, atos sangue , e oscheos scroto.) Raccolta di sangue > iel ^ scroto. E vocabolo più acconcio, perchè più semplice , che 11011 Ematoscheocele. — , Ematoscheosi, sin. (Aq) Ematoschrocelb. (Chir.) E*ma to*sche*o-cè*Ie. Sm. F. G. Lat. haeu 1 ’. toscheocelc. (Da hema, atos sangue, oscheon scroto, e cele tuiw° rC '' Lo stesso che Ematoscheo. F. (Aq) Ematoscheosi. (Cblr.) E-ma*to-sche*ò-si. Sf. F. G. Lat. haematoscheo 5 * Lo stesso che Ematoscheo. F. (Aq) (A. 0 .) Emàtosi. (Fisiol.) K-mà-to-si. Sf F. G. Lat. haematosis. (Da he.rna,^. sangue.) Trasformazione del chilo in sangue per mezzo della res P z, flù) pe; ed in generale Formazione del sangue arterioso e venoso. (A) p lll} EMAT0SPiLiA.*(Chir.) E-nia to-spi-lì-a.A'/rÀr.G./>«i.huematospilia.(Da /*^ t atos sangue , e spi/os macchia.) Macchie rosse o purpuree, livide o violacee, accompagnate da flusso sanguigno* quasi coni 1 per le aperture delle membrane mucose- (Aq) Ematossk.o. * (Bot.) E-ma-tòs-si-lo. Sm.F. G. Lat. haematoxyh 1111 ’ 1 0 .) matoxylon cumpcchiense Lin. (Da hema, atos sangue, e xylo/i Genere di piante della decandria monoginia, famiglia delle legu ntl ^ se; distinto dal ca lce coloralo orciolaio , col lembo cinquefido t rolla di cinque petali inseriti sul calice, ed un legume capsolurei soht specie che vi siri ènsce si ha il legno che chiamasi cotnmif ^ campeggio c he som ministra una tinta rossa color di sangue. (Aq)0 ,aI j,rJ* Ematostatici. * (Farm.) E-ma-to-stà ti-ci. Sin. F. G. Lat, haemMost^^, ( ' (Da hema sangue, e staleon verb. di istame io sto.) Runedù a stagnare il sangue. (Aq) /pi Ematosteo. * (Chir.) E-ina-to-stè-o. Sm. F. G. Lat. haeraatost ( ’ OII 'Aq) hema, atos sangue, c osteon osso.) Raccolta di sangue in un osso>\ Emàtoto. * (Chir.) E*inà-to-to. Sm. F.G. Lat. haematotos. (Da ^ sangue, e us, atos orecchio.) Effusione di sangue dall* orecchi 0 ’f Ematotorace. * (Chir.) K-ma-to-to-rà-ce. Sf. r. G■ Lai. haem a { races. ( Da hema , atos sangue , e thorax petto.) Raccolta di s,i 0 nella cavità dii petto. (Aq) - . ~ • * • • - Q. Lai- ' stride». (Da hem a ,atos sangue ,°e master ventre.) Raccolta disangue Ematotoracocei.-.. * (Clùr.) £-ina-to-to-ra-co-cè-le. Sf V. G- nell’ addbmìne , o lasso ventre. (Aq) matolhoracoccle. (Da hema , atos sangue, thorax licito,e cele tu EMATOtPAFiA. (Anat.) it-ma-to-gra-fi-a'.' Sf. V. G. Tal. haemographia. Ernia formatasi nel petto, da raccolta di sangue. (Aq) ( Da hema, atos sangue , e gntphe dcsrrizinnc. )' Parte dell’anatomia, Ewatozemica. * (Med.) E-ma-to-zè-mi-ca. Sf. E. G. Lat. hacmalO'- che ha per oggetto hi descrizione del sangue. (Aq) ( ’ Da hema ' ntos san K" e ' e zem,a danno.) Perniciosa emorrag 111 > Ematolooia. (Anat.) E-ma to-Io-gì a. Sf. E. (j. Lat. haematologia. (Da h'tna , ntos sangue, c logos discorso. ) Parte dell’ anatomia la quale tratta de! sangue. (Aq) Ematoma. * (Chir.) E-nià to-ma. Sf. E. G. Lat. haematoina. ( Da hema sangue. ) Tumore sanguigno, specialmente ne' neonati. (Aq) ic* (Da hema, atos sangue, e zemia danno.) Perniciosa emort di atrofia. (Aq) Ematuria. (Chir.) E-ma-tù-rì-a. Sf.E.G.Lat. haqnnturia. (Da ( sangue, ed uron urina. ) Malattia per cui si orina sangue , da vescica o rene ferito o contuso, da peso alzato , o valevo vescica. ( Aq) heiffeit (Geog.) Em-ba. Golfo e fiume della Tarlarla indipendente. (G) Embotrio.* (Bot.) Em-bòtri-o. Sm. F. G.Lat. embothrium. ( Da en in, * (Geog.) Em-ba-ìi-re , Belire. Fiume d ,r - °- ^. -« - ’ --~» l - ; '*» (Marin.) Em-bàr-go. Sm. Proibizione EMAZIA Emazia. * (Geog.) E-mà-zi-a. Lo stesso che Ematia. (G) Umazione , * E-ma-zi-ò-ue, Emalione. N.p*'- m - (Dal gr. kemate spada, ovvero hematoo io brutto di sangue , uccido. ) — Fratello di Meninone , figlio di Filone e dell* Aurora» — Re d Etiopia ucciso da Ercole. (IYlìt) Emba. * (Geog. mbaure. * (Geog.) Em-ba lì-rc , Belire. Fiume della Spagna- (G) Embargo. * (Marìn.) Em-bùr-go- Sm. Proibizione che fanno i serrani di lasciar uscire ver un bastimento da’loro porli.Onde Mettere un em* bargo — Notificare un divieto che alcun bastimento esca dal porto \E lo spagn. embargo che vale il medesimo. ) (Van) mbaro, * Èin-ba-ro.ÌV.p/\/«. (Dall’ebr. etn madre, e bar puro.)— Per- sonapgio dell’isola di Pireo , il quale sacrifico la propria figlia, onde P acare gli Dei,che con orribile carestia ave ano desolata quell’ isola. (Mit) ^-msasiceitro. * (LeW.) Em-ha-si -cè-i-tro. Nome di un topo nella Ba- tra conuomachia. ( Dal er. embasis ingresso, e chytra pignatta: Chi p* ntra nella pignatta.) (Mit) ^bateru.* (Mus.) Em-ba-tè-ri-a, Sfi F* G . Lat. embaterion. (Da en p ’ e pater chi va. ) Marcia militare o danza pirrìca detta anche JjOoplia , con cui i giovani spartani venivano animati ad esser prò- tìI i nudaci e sprezzatovi della morte , avanzandosi alla pugna al suo- no de' flauti chiamali Embaterii. Una tal marcia serviva anche a Regolare i passi de’ soldati allorché marciavano contro il nemico. (Van) mbateruno. * (Mus.) Em-ba-te-ri-à-no. Sm. F. G. Lo stesso che Em* baterio. F. (Van) mbaterio. * (Mus.) Em-ba-tè-ri-o. Sm. V\ G. Lat. • embaterius. ( V. embateria. ) Specie di flauto con cui i Greci , viaggiando, solcano Eh e ^ a f Sfatica e la noja del cammino. —, Embateriano, s/>i.(Van) j? PiT0 '*(Geog.)Ein bà-to.v4//£.c/£. dell'Asia, dirimpetto t’isoladi 6’Afo.(G) - patta. * (Geog.) Em-bàt-ta. Prov. della Guinea inferiore . (G) ••beli * (Bot.) Em-bè-li. Sui. Sorta d’albero dell’ isola di Ceilan.Lat. embeha ribes Lin. (Aq) (N) Uì . LEma -, Em-blè-ma. F- G.] Quasi lo stesso che Impresa ; e in ' il L ro . c ^ a quella non differisce, secondo l’opinione d'alcuni, se non e ni questa si ammettono i corpi umani, non già nell' Impresa, at. emblema. Gr. è'p,p\7)p,ac, (Da en in, e blema colpo , getto; e vai Patriamente un’ opera che ad altra s' inserisce , c quasi in altra sì R e ta. ) Pros. Fior. 6. 4i • L’imprese, i geroglifici e gli emblemi del metaforico. _ ” B , (Arche.) Emblemi si dissero i pezzetti quadrati di varii colori c e s inserivano ne* pavimenti antichi. (Aq) Emblema difT. da Stemma , Impresa , Arme , Simbolo , Gerogli- /9°* Il Geroglifico nel linguaggio degli archeologi è una figura rai- ,c a usata dagli Egizii per coprire i segreti della loro teologia. Per ^. ,n d. si applica a caratteri misteriosi ed oscuri. Il Simbolo è un segno r '!*? °ggctlo morale che si dà per immagine di cose fisicheo naturali. P? 1 d leone è simbolo del coraggio, il serpente dalla prudenza, il cer- della eternità ec. L’ Impresa è un simbolo che si riferisce determinatamente ad una persona o che esprime qualche cosa che la ri- S''arda in particolare. L 'Emblema è mi simbolo più generale. L ’ lai- P r «a si suole impiegar senza motto ; V Emblema con parole che hanno , a . se s °le un senso pieno e finito. Stemma, vocabolo non ammesso a ' a . Crusca , include , secondo il Bevgantini , la nozione di scudo B-HIitizio, d'Insegna ec. Stemmi gentilizii diconsi in fatti comune- scudi ne’ quali sono dipinte le insegne e le distinzioni 'ohche delle famiglie. Arnie vale anche stemma ; se non che Stemma pili * V0CC P’“ ,ì0 ' :>1 ' c di Arme. Ed è pure da osservare, che Arme è {, ,. co ' nu qemente impiegata a dinotare le distinzioni delle famiglie te r *“8?* Stati ec. Cosi le Armi della Francia, quelle dell' Inghil- ra i di yenezia ec. M ^I lCAMEKTE i Era ble-ma-ti-ca-mén-te. Avv. In modo emblema » Emb di n "- ( A ) 'nfu/. MATIC0 » Em-hlc-mà-ti-co. Add. m. Spellante ad emblema. V. g 11 uso. (A) r Èm-bli-ci. {Sm. pi.] Specie di mirnholani.V. Lai.cmhWci. V.* c ur. malatt. Foglie di mortine, e il seme suo, laudano, miro- ctnhf 1 ’' ’ emulici, chehuli, mirra , aloè , ec. Fot". Mes. Li min Cl s01 . 1 delle medicine che confortano la forcella , il cuore e le i )u dcll a - Ricett. Fior. 5o. 1 mirabolani , cosi ebia- ,jj .'d'tgh Arabi, non sono i mirabolani, cioè la noce unguentaria ti | lo , scor ‘de, detta volgarmente Ben, ma sono altre spezie di frut- t ,'l ua l> ne fumo cinque spezie , cioè citrini , chehuli , indi . EaBo L . 1C l, e ^ellirici. Cec / o ' . (Geog.) Ém-ho-\i. Antica città della Turchia europea nella Ma- P.mbot nin \ un a volta chiamata Amfi|X)li, e poscia Gristopoli. (tì) Em-bo-lì-ma. Ant.cit. dell Indie di qua del Gtvige.(&) com. F. G. Lo stesso che ^■oiasMvco EMBRIOTOMO 43 3 — (Fis.) Cilindivtto che entrando nel cannone della sciringa , lo chiude ermeticamente *, comunemeute Stantuffo , Animella. (A) (Aq) 4 — * (Bot.) Nome di una specie di fungo, allungato ed aguzzo.(Van) Émbomma. * (Geog.) Em-bòm-ina. Città della Guinea inferiore . (G) Emborismo.* (Med.) Em-bo-ri-smo. Sm. Lo stesso che Aneurisma. ^.(A) Intorr ^ ron 0 Em-bo-b-smà-le. Add. com. Eunor ...,?! arG \. ^"* ( V - . embolismo.) (A) (Ci " te r c a 1 a re!" y* ( 5?- Lo 8 ^so che In- e bothrion fossetta. ) Genere di piante a fiori incompleti , da Forster stabilito nella letvandrla monoginia , famiglia delle proteacee ; e cosi denominate dalle toro antere collocate in una specie di fossetta formata da’ pelali. (Aq) Ehbricato , Em-bri-cà-to. Add. m. Curvo o incavato a foggia degli embrici. Alcuni dicono Embriciato. Annotazioni alle Leti, del Redi. Resta breve, col germe poco disteso, e restato come embricalo, quasi a foggia del frutto del pino salvatico. (A) . \ Embrice, Ém-bri-ce* [A/a.] Tegola piana , di lunghezza di due terzi di braccio , con un risalto per lo lungo da ogni lato ; serve per copertura de’ tetti , e si volta co ’ risalti allo ’nsù , sopra i quali si pongono tegole o tegolini, acciocché non vi trapeli nè entri l’ acqua ira l’uno e l'altro. Lat. imbrex , iinbricium. Gr. ffojX'hv, ysìcnrov. Cr. g g6. 1 . Eleggcsi un luogo stretto, chiuso di mura, coperto d’embrici, abbiente quattro torte finestre. Fior . hai. D. Trasformossi in pioggia d’oro, c tutta la notte piovve oro in sul letto di questa donna, e tra embrice e embrice 6i calò nel suo letto. P'ai'ch. lez.2^4- Secondariamente (può esser differente) di forma, e non di materia, come un tegolo ed uno embrice, li — [Figi] Scoprire un embrice — Rivelare alcuna cosa che ancora sia segreta. iMetaf. per dir quasi Manifestare un nido nascosto sotto un embrice , Trovarlo .] Lat. plenum rimarura esse, totum ditfluere, Te- vent. Gr. •»*<%vrocxóSsv ^tctppsìv. Fir. Fise. an. 68. Sopra tutto ti ricordo il fare in modo , che egli non si sappia mai eh’ io abbia scoperto quest’embrice. Cecch. Mogi. 1 . 3. Dubitai che egli non avesse, scoperto qualche embrice di Ridolfo. 3 — Nou la guardare in uu filar d’embrici =: Non por mente a ogni minuzia ; che anche si dice Non la guardare in un filar di case. [6 T osi detto quasi per dinotare, che noti è da guardare alla soverchia dirittura in un filare d’embrici , nella quale ciò non rileva.] Lu^crassa minerva aliquid agerc. Gì\ rtxxy*-' 0 * aytiv. Farcii. Suoc. 2 . 1 . Ella farebbe manco melarance, e non la guarderebbe così in un filar d’embrici. Embriciata, Em-bri-cià-ta. [A/J] Colpo d‘ embrice. Buon. Fter. 5. 1.3. Bisogna che costui sia buona testa j Reggere all’embriciate , Come gli embrici reggono alle piogge. Embriciato, Em-bri-cià-to. Add. m. Fornito , Coperto di embrici. (A) 2 — Ripiegato e Ricavato a maniera d’embrice. F. Embricato. Fallisn. (A) Embriografia.* (Med.) Em-hrio-gra-fi-a. Sf.F.G. Lat. embryographia. ( Da embì'ion feto, e grapho descrivo.) Descrizione del feto. (Aq) Embriologia. (Anat.) Èm-brio lo-gì-a. Sf.F. G. Lat. embryologia.(Da embiyon feto , e logos discorso. ) Trattato dell* embrione. (Aq) Embrionàto. (Ghiro.) Em-hri-o-nà-to. Add. in. Aggiunto dello zolfo che non è ancora sprigionato da un corpo ; e si può dire d’aUri corpi minerali che non sono per ancora svolti , e si stanno nascosi , come in embrione dentro altri. (A) Embrione. (Anat.) Em-bri-ó-ne. [A/n. Il primo rudimento dell ’ animale , e , per cosi dire, V immediato pv> duci mento della generazione Il parto concetto nella matrice , avanti che abbia i debiti lineamenti e la dovuta forma. Lat. embryo, embryon» Gr. , itc&pvov. (Da en in, e brjo germoglio.) Com. Plato, volendo trattar dell’ a- niraa, disse che si formava nell’embrione. Sper. Oraz. U embrione so le raovea nel corpo: di* era gravida certamente. Farch. lez.fò. Tre sono le opinioni piò Dunose di che si generi e formi il parto , ovvero 1’ embrione , chiamando parto ed embrione la creatura , ovvero bambino, da che si genera nella matrice infino a che nasce. » Salvia. Opp . Caco. 3. *2#. Un altro fuor dell’ utero Sbalza embrion perfetto. (N) 2 —• (Bot.) Parte interna del seme che esiste in tutti i semi fecondi , destinata a riprodurre la nuova pianta , e che si può considerare come una piccola pianta in miniatura. (A) (Aq) 3 * (Lett.) Meiaf. Primo concetto, pensiero informe, Abbozzo. Abrian , Giani, ai Pcvgantini. (N) Embrione dilf. da 7^-Vo. Si dice comunemente Embrione il corpo bruto ed informe dell’animale prima che la natura gli abbia impressa con lineamenti sensibili la figura propria della s ia specie. Si chiama Feto quando tutte le sue parti sono già sviluppate ed apparenti. Alla parola Embrione sogliamo anche attaccare la idea di una estrema piccolezza relalivamentc ad una data misura di grandezza. Inoltre il termine d’Embrione non solo lo applichiamo agli animali, ma anche alle piante , ai frutti ed ai concetti della mente. La voce Feto non l’applichiamo che ai soli animali,comechè i Latini se uè servano anche parlando di scienza vegetale ec.. Embrionico, Em-bri-ò-ni-co. Add. m. fieli’ embrione , Appartenente al- V embrione. Cacch. Fit. Piu. Che la materia prolifica M! |U! Va!!** erQ ^ 0 hsmic° quello che trascende ed avanza d’un EuJr comune. (N) tNlB OLisMn. mese intero animata per - .— la sua applicazione al corpo embrionico, vi metta in moto iIsangoe.(A) presso di ìf (Rwl.Enc. It.n, i3g.J L’anno ap- .Eubriotlasto. (Chir.) Em-bri-o-tlà-sto. Sm. F. G. Lat. erabryothlastcs. mau 0 ' rei ). e . ^ ue SOi 'fc l i embolismico e comune $ echia- (Da emhrfon feto, e th/astos spezzato.) Strumento per iafran^ere le ossa del feto, a fine di agevolarne, l’estrazione .—, Embriofomo, s/n.( Aq) Embriotocia. * (Chir.) Em-hrio-to*ci*a. Sf. F. G. Lat. cmbryotok.ia. (Da embryon feto, e tocns porto.) Termine creato da Schurig per indi- cai'e i casi ne* quali si vide un bambino di sesso femminino nascere con un feto nel proprio utero. (A. O) Embriotomia. (Chir.) Em brio-to-mì a. Sf. F. G. Laf*emhryotomia. (Da embryon feto, e tome taglio.) Operazione che consiste nel far in pezzi il fèto per estrarlo con facilità., essendo morto prima di nascere ; o nel tagliare ad un neonato fanciullo il cordone ombelicale per legarlo dappoi ; o finalmente nell’anatomizzare un fanciullo , per la cagione della sua morte. (A) (Aq) (Chir.) Ero-bri-ò-to-mo, Sm. F. G. Lo stesso che Em* "“OLISMO. (Cron.f Em-bo-ll-smo. [Sv*. V. '&■ Lo stesso che Intercalatone. V.y _ ) Cembolisma, Cembotismo, sui. {Lai. etnholismns. Gr. ( Lai gr. en in , e bole getto.) ^ * (Maria.) E-n-holo. Sm. F. G. Lat. emhohira. Gr. ^oKes. ( '■. emboltsmn.) Rostro di legno con punta di rame che gli aniwhi \*reci e Romani solevano attaccare alla prora per investire te navi 'Uniche. (Van) 77 * (Miìit.) Nome antico di uu ordine o disposizione di truppe in J or mn di angolo sporgente, da’ moderni chiamata Cuneo, che sennini conosce? e P er dare, ad un corpo dì truppe molla profondità e pochissima fronte, EM eRia J 0 ^ 0, per Sbaragliare e rompere la line a pemiGSL (Y^ n ) brÌQtlasto, V\ (Aq) 44 embriotteride EMERITO Emendato, E-men-dà-to. Add. m. da Emendare. — , Ammendato, sin» Lat. emendatus, probatus. Or. iTrxvopSwSéis. Borgh. Fir. Disf 270. Ancoraché in alcuna lor parte , come portava la diversità de’ tempi e la mutazione del governo, emendate. Cas. Leti. 53. Quanto a’due luoghi emendati, a ine pare che le correttore di V. S. sieno certissime» 2 — [ Migliorato in qualità.] Cr. 2 . 2Ò. g. La parte di sopra producerà frutto emendato in sapore. Embbiotthridb. * Em-bri-ot-tè-ri-de. Sf V. G. Lat. emhryopteris. (Da embryon feto, e pteron ala.) Genere di piante della diveda ottandna, famiglia delle ebenacee , da Gaei tncr stabilito, e da' moderni botanid non ricevuto, così denominate soltanto in considerazione del loro frutto che è una bacca sferica , umbilìcata, ed uniloculare che contiene dieci semi coll' embrione a lato. (Aq) (N) Embriotomia. (Chir.) Em-brio-to-ni-a. Sf. V. G. Z.«£*embryoctonia. (Da embryon feto, e ctonos strage, uccisione.) Operazione oggidì riprovata, Emendatore , E*men-da-tó-re. [ Veri), m. di Emendare. ] Che emenda . ---- - - Lat. emendator. Gr. sV*j'Dp$wniff. Fr. Giord. Pred. R. Ostinati nel peccato, fuggono T incontro del caritativo emendatore. Salv. Oraz.5. A lui toccava esser arbitro , a lui giudice, a lui emendatore in ciascuna. Emendatrice, E-mcn-da-trì-ce. Verb. f. di Emendare. Antonio Coni . Ven. tpo. Sfasciami i pianeti; Ma presta é l’alta emendatrice mano A preparare il nuovo ordin di cose , Che l’ore aspetta all’ uscir suo prescritte. (M) Emendazione, E-men-da-sió-ne. [ Sf Lo stesso che"] Emendamento. V» Lat. emendatio- Gr. i'XxvdpScoais. Urb. Ma nondimeno a emendazione mi piace a ricordarvi alcuna cosa. *5. Grisost. Ma con grande carità per sola nostra emendazione & corregge e flagella. Emendevole, E-men dé-vo-le. Add. com. V. e di' Emendabile. (A) Emendo, E-mèn-do. [A/n.] V.A. V. e di’ Emendamento. Tes. Br. 2» 27. E feceli far Temendo a Sauta Chiesa, e secondochè ’1 Papaestioi frati gli vollero comandare. Emene , * E-mè-ne- N. pr. f. Lo stesso che Aimcnc e Ci mene. (Dal gr. emmenes permanente, ovvero da he mene la luna. ) (Mi!) Emeralopia. (Chir.) E-me-ra-lo-pìa. Sf. V. C. Lat. haemeralopia. (Da hemera giorno, a priv. , c ops , opos occhio.) Lesione della vista che consiste a non poter distinguere gli oggetti che quando sono Ultimi' nati dal sale, e nella quale la facoltà di vedere diminuisce, e quindi si perde all'avvicinarsi della notte . Questa disposizione particolare della vista precede spesso l* amaurosi} essa è opposta alla Nictalopia. (Aq) (A. 0.) Emeralopico. * (Chir.) E-me-ra-lò-pi-co. Add. m. V . G. Lat. haeme- ralopus. Ch’ è affetto di emeralopia. V. (A. O.) Emerenzìana, * É-mc-ren-zià-na , Merenziana. Fi. pr. f. Lat. Emeren - tiana. ( Dal gr. emereo io merito. ) (B) Emeresia. * (Mit.) E-me-rè-si-a. Soprannome di Diana adorala aLusi , e così chiamata perchè coll' ajulo di lei Melampo risanò in quella città le Prelidi furibonde. ( Dal gr. hemeros mite , placido , ammansito; poiché tali furon rendute le furiose.) (Mit) Emergente, Emer-gèn-te. [ Pari, di Emergere. Che emerge, Che sorge, Che vi pii di sopra, Che viene a galla , Che avanzai Lat. einer- gens. Gr. àvxàvó’fxsvos. » Gal. Galleg. 262. L’altezza della punta emergente sarà doppia dell’altezza dell’arginetto. (V) 2 _ [/%•] Che succede, Che deriva, [Che nasce, e per lo piu inaspettatamente.') Bove. Lett. Piti. Boss. 276. Dimostrano la profondità de’ nostri animi , la qualità delle cose emergenti e opportune ne fanno chiara. Buon . Fier. 3. 2. 5. E vo diflinitore Delle liti emergenti. E 4, 5. 3. Ch’espositore Mi v’ appressiti d’un caso emergente. 3 — (Leg.) Danno emergente : Quel danno che succede [ad alcuno, perchè altri non adempie a prò di lui il suo obbligo.) Lat. damnum enier- gens. Gr. 'Cgrffix àvx&xìvQvvot. Fr. Giord. Pred. R. L’ ozio è accompagnato sempre dal lucro cessante, e dal danno emergente. » Buon. Fier. 2. 5. 5. Sogliamo dire : lucro cessante e danno emergente. (N) 4 — (Cron.) Anno emergente chiamanoi Cronologisti quello dell' epoca da cui cominciano a contar gli anni. (A) 5 — In forza di sm. Caso, Accidente impensato. — , Emergenza, sin. Lat. casus. Gr. 7 rrw/xx. Teseid. 1 8g. Gli Dii pregando , che negli emergenti Cosi do tesser lor piatosi atare. ( Forse è da leggerv emergenti Casi. ) Buon. Fier. 2. 2. g. Ove scompiglio, ove emergente nasca Di casi inaspettati. >? Salviti. Annoi, Buon. Fier. 2. 5. 5. Un emergente dichiamo un caso che venga su non aspettato. Mann. Seti. 12. 3. Tanto più die se il perdi, v’è un doppio male: il lucro cessante e il danno emergente. (N) Emergenza, E-mer-gèn-sa. [A 1 /?] Lo stesso che Emergente, [ nel sign. del 5.] Salviti, disc. 2. 36. Con gran facilità si fanno e acquistatisi * nimici; la congiuntura de’tempi e delle emergenze ce ne appresta io buon dato. Emergere , E-mèr-ge-rc. [IV. ass. ] V. L. Surgere , Levarsi , Venire a galla. Lat. emergere. Gr. &vxÒve Emendate la cottardita della donna mia, che pur l’altro dì mi costò lire sette. E nov. *6o.Risposono, che egli avea a emendare la carne e il danno loro. 3 — [E n. pass, nel primo sign. ] Mo r . S. Greg. Non vollono che questa par|te più sottilmente s’emendasse. £ __ £/? n«.] Bove. nov. 86. 11. Non ricorse ad emendare , come meglio avesse potuto, ma disse. Emendare diff. da Correggere e Riformare. Emendare propria* ipente è Purgar Terrore, Toglier le mende, i difetti. Correggere esprime T azione con la quale si cerca distruggere un vizio, un difetto, specialmente morale. Riformare significa Ristabilire una cosa nel modo , nello stato in cui dee essere. Parlando dell’ uomo, i vizu si co?*- reggono , ì costumi si emendano , la condotta, la vita si riforma. Ea voce Correggere, quando s’applica alle cose, include anche la idea di Emendare e Riformare ; poiché una cosa , essendo puramente passiva , riceve dall'azione tutto T eflètto che questa può produrre. Così diciamo Correggere o Emendare un libro ; Side corretto ec. Emendatamente , E-men-da-ta mén te. Avv. Coi'rettamente. —-, Ammen- dfltamente, fin. Lat. emendate. Gr. iTrocvop§b>Tix.tZs.Varch. Ei'col.23i. Vedete voi , che egli non dice semplicemente parlare ec., ma emendatamente, cioè correttamente, favellare. Emendatissimo , E-mcn-da-tis-si mo. Add. m. superi di Emendato. Correttissimo. Rocc. Com. Dant. Perchè era codice emendatissimo, ec. (A) Emendativo, E-men-da-tì-VO. Add. m. Atto a emendare, Correttivo.Tass. lett. aò3.La particolar poi (giustizia) nella distributiva e nella emendativa si divide. (V) EMERO sti chiamavano emeriti. E appresso: Ritenne, finite le imprese, i suoi veterani, quando per I* ordinario dovevano essere assoluti, come emeriti. (V) Segr. F'ior.Sent. diver. Ocbbonsi esercitare i sudditi nelle nlizie dai diciassette ai trenta anni, dipoi farli emeriti. (N) ERo * (Bot.) È-me-ro. Sm. P. G. Lat. coronilla emerus. ( Da keme- ,. 5 Piacevole. ) Specie di pianta polipetala del genere coronilla, della ladelfia decandria, famiglia delle leguminose', frutice con foglie pen- Tlat f'. a figliatine , ovate e retuse nell ’ apice , che per ornamento 5° Uva * 1 n *' giardini, perchè durante la state si covre di numerosi '* 071 . di color giallo vivace \ le loro foglie sono purganti, e possono J?uJ Vire * cotne succedanee a quelle della sena. (Gali) (Aq) (N) p Bo * N. pr. m. Lat. Hemerus. ( Dal gr. hemeros mansueto. ) (B) robattisti. * (St. Eccl. ) E-me-ro-bat-tì-sti. Setta fra gli antichi , così chiamata dal loro bagnarsi ed immergersi nell'acqua. € l0rr *o in tutte le stagioni ; perciò rimproveravano a* discepoli ! . • G. il mangiare senza essersi prima lavate le mani. Intorno agli ri punti della religione essi pensavano come i Farisei, colla di- eis Ua che negavano la risurrezione de' morti come i Sadducei. ( Dal Tu*' ^ emera giorno, e haptisteon verb. di baptizo io immergo.) (Van) ERObi °* * (Zool.) E-mc-rò-bi-o. Sm. P. G. Lat. hemerobius. (Da he - ^ tei ' a giorno , e bios vita. ) Genere d insetti del!' ordine de' neui'ot- e ! 1 1 famiglia degli Emerobii di Latreille\ così denominati dalla brevissima loro vita nello stato di perfetto insetto , vivendo nel resto la forma di larve o di ninfe. Il loro corpo è foscio, gli occhi 5 obosi e dì color metallico, le ali grandi inclinatissime , il cui lembo es temo è allargato ; hanno odore degli escrementi , di cui son lordi. a " > Damigelle terrestri , sin. (Aq) (N) , (Filo!.) Così dicesi colui, che non curandosi del dimani, vive Em e calos bello. ) (Gali) (N) f n° CALL1DE * * E-me-rocàUi-de. Sf. P. G. Lat. hemerocallis. a hemera giorno , e calos bello. ) Genere di piante dall ' esandria «lOnnom.V. j.ii. ■~i-_ J _> _ • j-.A _. _in. onogmia , famiglia delle gigliacee, che si distingue per la corolla arn panulato-imbutif)vme, divisa in sei lacinie , e pe' stami declinati attaccati alla base della corolla. Le specie di questo genere servono 1 ornamento ne' giardini pe' vaghi fiori che si succedono sullo stesso o per due o tre settimane. (Aq) (N) | e «oceto. * (Zool.) E-me-ro-cè-to. Sm. P. G. Lat. bemcrocoetus. (Da giorno, e cite letto.) Pesce che dorme durante il giorno. (Aq) ftonnoMi. * (Arche.) E-mc-ro-drò-mi. Sin. pi. Lat. hemerodromi. (Da giorno , e dromos corsa. ) Corrieri in uso tra' Greci e poi o Romani, che in un giorno percorrevano molte miglia. Per mag- Q? r , diligenza un E mero dromo non correva che un giorno ; dopo il e consegnava ad un altro Emerodromo il dispaccio , onde non a -^ e * a rna l ritardo alcuno. (Van) deìh Sentinelle o Guardie che vegliavano per la sicurezza Ei 1 °dta , facendo la ronda all' intorno dalla mattina alla sera (Van) C D 0L . 0GI0 - * (Filol.) E-me-ro-lò-gi-o. Sm. P. G. Lat. heuicrologium, ron iernera giorno , e logos discorso. ) Titolo dell' antico calendario Empr lan0t i prodotto dal Ciacconio. (Aq) h e/« PATlA: * (Mcd.) E-me-ro-pa*tì-a. Sf. P. G. £at.hemeropathìa.(Da ivi er ? §‘ orno j e pathos malattia. ) [Affezione del giorno o che du- E 'V°W° giorno. (Aq) ^°pato. * (Med.) E-me-rò-pa-to. Sm. V* G. Lat. hcmeropathus.(V) ^opa„a. ) Puslolette larghe, rosse, e pruriginose, che durano il n ° ìt,tta ^ cano P artlc °l arme ntele gambe e che svaniscono di notte.(Ac[) (ÓaU° P i‘ * (Arche.) E-me-rò-sco-pi. Add. e sm. pi. Lat. hemeroscopi. ohe s** hem?ra giorno, e. scopeo io osservo.) Corrieri antichi fra Greci, tninf t V an davan.Q di giorno ad una certa distanza da una città a __ d'assedio. (Aq) i nt fi Sentinelle collocale su le piu alte torri della città per E MERO are co,i segnali convenuti le mosse deli inimico. (Van) agno non lungi da' Cariogena. (G) Salici eh t ;“ ei '- si - ó ' ne - Sf. contrario d’ Inversione. Il ritornare a più leggiero (A) S ° l ‘^° ^ mmers0 a forza in un fluido specificamente esserts^r O'cesi de’pianeti, quando cominciano a ricomparire dopo Emesa , " us co,i(io dall’ombra o dall’opposizione di un altro pianeta. (A) stilè n.. eog 'J E-me-sa , Emessa , Emissa. Antica città della Siria E «ET B .VMj'n; °^/ h 5“ s - (°) la definii >Ua Pf lm «divinila,secandola leogomade’filosofieccletlici.Essi gr. ernavt° n0 ‘ ,nlclt, S c > lza divina che si conosce da se medesima. (Dal Letico (V ’ em f vles f h . e corrisponde al lat. metipsius di me stesso.) (Mit) ohe preso T, E-mè-ti-co. A ad. [«;. V. G. Epiteto di medicamento •Wuco'f ,J ltcrname nte) ha virtù di far vomitare. LaLvomitorius.Gr. ai noverane 1 ' €i v ei ? s , vom ^p-) Lib. ctir. malati .Tra le medicine emetiche j __ r, 1 “Ori della ginestra ; il rafano al fresi ha virtù emetica. di potasi J at °.i a,1C ‘ e a rn °d° di sm.; ed è Nome volgare del tartrata •> » ™ sr ‘ e di antimonio. ^ * (R,'t ^ * Una specie di febbre con vomito. (Aq) ‘are. (Aq) (flf^ delC picu,tc c ^ le P rcie una certa dose Jan vomi- EMIENCEFALO 45 EmetwA. * (Chim.) E-me-tì-na. Sf. V. G. Lai. emetina. (V. emelicoi) Sostanza alcaloide immediata o Principio emetico estratto da diverse radici, cioè da quella della ccphaelis ipecacuanha , della psychotris emetica , e della viola emetica. L’ Emetina è stata scoperta da Pel- lelier , ed entra in combinazione cogli acidi costituendo de’ salii E ad essa dovuta l'attività degli emetici accennali. (Aq) (N) Emetocatartici. (Farm.) È-me-to-ca-tàr-ti-ci. Ada. e sm. pi. V. G.Lat. emetocathartici. ( Da emetos vomito, e catharticos purgante.) Rimedii emetici e nello stesso tempo purganti per secesso. (Aq) (Van) Emetologia. * (Med.) E-me-to-lo-gi-a. Sf. V. G. Lai. cmetologia. ( Da emetos vomito , c logos discorso. ) Trattalo del vomito e de’vomitivi .(A q) Emettere , * E-mét-te-re. Au. K. L. e dell’uso. Mandar fuori. Lai. e- mittcre. Romani. (N) Emeu. (Zool.) E-mè-u. Sm. Specie d’uccello così detto da Clusio ; oggi forma un genere dell’ordine de' trampolieri, famiglia de' brevi- pentii, le cui penne suno più corte di quelle dello struzzo , inservìbili al volo, piedi lunghi tre dita forniti di unghie ; le barbe sembrano da lontano crini che cadono. Lat. casuarins. — , Casuario , Eme , sin. (A) (N) Emiahdro. * (Fisiol.) E-mi-àn-dro. Add. e sm. V. G. Zat.hemiandrus. ( Da hemisys mezzo , e aner uomo. ) Mezzo uomo, od Ermafrodito , cioè Uomo che ha del maschio e dellafemmina.-— ,Emiantropo, sin. (Van) Emiaktropo.* (Fisiol. JE-mi-àn-tro-po.aìdrf. r sm. E .G.tnt.hemianthropus. (Da hemisys mezzo,cd anthropos uomo.) Lo stessoche Emiandro. V .(Aq) Emiariti. * (Mit. Maom.) E-mi-a-iì-ti. Nome di una setta fra i partigiani di Alì. (Mit) Emiazigo. * (Auat.) E-mi-a-zì-go. Sm. V. G. Lat. hemiazygos. ( Da hemisys mezzo , cd azygos nome di una vena. ) Ramo piccolo della vena azigo , che suol passare al lato sinistro del petto e vedersi sotto l'arco del tronco dell'azigo, ed in luogo ancora più o meno bassoJAq) Emicara. * (Gcog.) E-mi-ca ra. Ant. cit. della Sicilia. Lat. Hemichara.(G) Emjcefaro.* (Fisiol.) E-mi-cè-fa-lo. Add. e sm. V.G. Lat. hcmiccpha. lus. ( Da hemisys mezzo, e cephale capo.) Mostro con mezza testa. (A q) Emiceraunio. * (Chir.) E-mi-cc-ràu-ni-o. Sm. V. G. /.«(.heiniceraunium. (Da hemisys mezzo, e ceravnos fulmine.) Fascia che serve per legare il petto ed il dorso; così chiamala perchè ha la figura di un mezza fulmine. (Aq) (Van) Emiciclo. * (Mal.) E-mi-ci-clo. Sm. V. G. Lat. hemicyclus. (Da hemisys mezzo , e cyclos circolo. ) Semicircolo. (Van) a — * (Archi.) Così chiamatisi le volle e gli archi in semictrcolo.(Aq) S — * (Arche.) Una parie dell'orchestra negli antichi teatri. (Aq) a — * Prendevasi pure da’ Latini per un consesso di persone che siedono ragionando di cose letterarie o scientifiche. (Aq) 4 — (Astr.) Specie d'orologio solare degli antichi, che indicava lo spazio tra’ due tropici, la declinazione del sole, il giorno del mese e le ore del giorno. (Aq) (Van) Emicilindro. * (Mat.) E mi-ci-lìn-dro. Sm. V. G. Lat. emicylindrum. (Da hemisys mezzo, e cylindros cilindro.) Strumento geometrico mezzo rotondo, inventato da Archita , e che doveva servire per ritrovare due medie proporzionali. (Aq) Emicoo. * (Arche.) E-mi-cÒ-o. Sm. V. G. Lat. hemichoon. (Da hemisys mezzo, e choos cogno. ) Misura romana pe’ liquidi la quale conteneva un mezzo congio, o tre sestieri. (Van) Emicotilio. * (Arche.) E-mi-co-ti-li-o. Sm. V. G. Lat. hemicotylium. (Da hemisys mezzo, e cotyle la metà d’ un sestiero.) Misura pe’lìquìdi in uso presso gli antichi, la quale conteneva un mezzo colile , o la quarta parte di un sestiero. (Aq) Van) Emicrakià. (Med.) E-mi-crà-ni-a. [ Sf. U. G. Dolore che occupala metà del cranio.'] —, Emigrania , Magrana , sin. Lat. hemicrania. Gr. vipi- apccv/x. (Da hemisys mezzo, e cranion cranio.) Eolg. Mes. Olio narrino ec. vale a doglia di orecchie , a doglie dì capo , ed emicrania , in qualunque modo s’ usi. E altrove: Pillole aìandaaì d’ Ermele giovano ec., e a male d’ emicrania forte. Red. Esp. nat. 65. Avvenne in capo a pochi giorni, che fui sorpreso da una solita mia emicrania, Emidia , * E-mì-di-a, Semidea. IV. pr.f. Lat. Hemigdia. (Dal gr. hetni- sfs mezzo, e dia divina.) (B) Emidiapente. * (Mus.) E-mi-dia-pén-te. Sf. Quinta diminuita. (Dalgr. hemisy s mezzo , c diapente che V. ) (L) Emidio, * E*mi-di-o. JS.pr.m. Lat. Hemigdius, (V. Emidia .) (B) Emidiploide. * (Arche.) E-mi-di plò-i-de. Sf. V. G. Piccolo manto delle femmine greche. ( Da hemisys mezzo, e diplois , idos tunica, pallio, clamide.) (Mit) Ewidistrofia. * (Bot.) E-mi-di-stro-fi-a. Sf. V. G . Lat. hemidystrophia. (Da hemisys mezzo, dis male, e trophe nutrimento.) Malattia delle piante per cui in una parte veggonsi vegete, ed in un'altra stentale.^ Ap) Emiditono. * (Mus.) E-rni-dì*to*no. Sm. P. G. Lat. hemiditonus. ( Da hemisys mezzo, dis due, e tonos tono.) Terza minore, ossia Intervallo della terza maggiore diminuita et un semitono , o ditono , meno della metà d' un tono. (L) Emidolico. * (Arche.) E-mi-dò*Ii-co- Sm. P*. G.Lat. hemidolichus. (Da hemisys mezzo, dolichos lungo, sottinteso dromos corso.) Corsa della metà del lungo corso , cioè dello spazio di sei siadii. (Aq) Emidrammo.* (Arche.) E-mi-dràm-mo. Sm. V". G. Lat. hemidrachmum. (Da hemisys mezzo, e drachme dramma.) Peso di una mezza dramma , la quale è l' ottava parte dell’oncia. (Aq) Emiellissico.** (Anaf.) E-miel-lìs-si-co. Add. m. P. G. Lat. hemiellì- psicus. (Da hemisys metà, ed ellipsis mancamento.) Aggiunto del recesso del vestibolo nell'orecchio interno. (Aq) Emiencbfalo. * (Fisiol.) E-mi-en-cè-fa-lo. Add. c sm. P. G. (Da itemi- sys mezzo, ed encephalos cervello. ) Nome dato da Geofivoy-St. Ililaire ai mostri , in cui gli organi de' sensi sono aboliti, non avendovi che gl'indizii apparenti supeficialmcnle alla fàccia ; ma che però conservano la cassa Cerebrale , ed il cervello in uno stalo normale• (A. 0.) 46 EMIGRAMI A Emicrania. * (Med.) E-mi-grà-ni-a. Sf V, A. V. c di' Emicrania. Remi. Leti. i. 2. 32, La vostra emigratila ne fa fede. (A) (N) Emigrare , * E-mi-grà-re. N. ass. y. L. e dell’uso. Lo stesso che Migrare. V. (A) Emigrato , * E-mi-grà-to. Add. m. da Emigrare, usato anche in forza di sm. y. dell’ uso. Lo stesso che Migrato, y• ( 0 ) Emigrazione, E-mi-gra-ziòne. Sf. Passaggio o Trasmigrazione d’uno in altro paese. Lo stesso che Migrazione, y. Lat. emigratio. Gr. ùiroMurlx. Bocc. Coni. Aristarco dice, lui essere stato dopo 1 ’emi- grazion jonica cento anni. (A) Emil. * (Geog.) Fiume della Tarlarla indipendente, nella Mongolia.(G) Emila , * È-rai-la. N. pr. ni. Lat. Hemilas. ( V. Binilo. ) (B) Emilia , * E-mì-li-a. N. pr. f. (V. Emilio. ) — Figliuola di Lepido , moglie del giovane Drusa. (B) (Van) 2 —* (Arche.) Add. f. Agg. di una legge , proposta da Emilio Ma- merco , che imponeva al più antico pretore di conficcare ogni anno negl’ idi di settembre un chiodo nel Campidoglio. (Mif) ’ J — *-^SS- & Ul1 ’ uni. stradaromana che andava sino a Piacenza. fLi) 3 — * (Grog.) Sf. Contrada che comprendeva una porzione della Lombardia di qua dal Po e della Romagna, e si estendeva da Rimini sino a Piacenza. (G) Emiliana, * E-mi-li-à-na.lV.pr.yXaf.Aemiliana. (N.patron.di Emilia.)(B ) Emiliano, * E-mi-li-à-no. N. pr. m. Lai. Ilemilian--(;N. patron, di Euiilio.) — Marco Giulio. Generale romano vìndice negli Scili,chiamato imperatore da' suoi soldati, e da essi dopa tre mesi trucidalo. — Alessandro. Uno de’ 2g tiranni deli impero romano al III.secolo. ■—■ Elio Quinzio Cimhriaco. Poeta latino del X y ■ secolo, (B) (Van) Emilio, * E-mi-li-o. JV. pr. m. Lai. Acmilius. y. Paolo , Marnerai , Scauro, Papiniano. ( N. patr. di li mi lo. ) (B) (Van) Emilo , * É-mi-Io. JV. pr. m. ( Dal gr. hemyìos blando , festivo.In ebr. hhemla clemenza. ) — Figlio di Ascanio. (Mit) Emim. * (Geog.) È-inim, Ernia. Ani. popoli Ilei paese di Canaan. (G) Emimeride. * (Lett.) E-mi-mè-ri-de. Sf. F. G. Lai. hemimeris. (D) hemisys mezzo, e ineros parte.) Parte dì un verso che consta di un mezzo piede. (Van) 2 — * (Bot.) Genere dì piante esotiche della didinamia angtospermia, famiglia delle personate, il cui fiore monopetalo sembra diviso per mezzo. (Aq) (Van) Emimeropteri. * (Zool.) E-mi-me-rò-pte-ri. Sm. pi. y. G. Lat. liemi- mcroptera. (Da hemisys mezzo , meros parte , e pleron ala.) Sezione d insetti, così delti a motivo che hanno le ali miste, parte oscure e parte diafane ; essi appartengono all’ ordine degli emitteri. (Van) _ Emimetro. (Lett.) E-mì-me-tro. Sm. y. G.£at.heinimetrum.(Da hemisys mezzo , e metron misura. ) Lo stesso che Emislichio. V. (A) (Aq) Emina. (Arche.) E-mi-na. Sf. y. G. Lat. liemina. (Da hemisys mezzo.) yase adoperato come misura dagli antichi Romani, che contenea mezzo sestario. (A) Emine. * (Geog.) Lat. Haimeni estrema. Capo della Turchia europea nel quale termina lacalena del tìalcam verso il Mar JVero. p'iEmo.(G) Eminente , E-mi-nén-te. Add. [ coni. Allo , Elevato , ] Che apparisce sopra gli altri. Lat. eminens , excellens. Gr. f'x- ‘A Fir. As. 66. Un vecchione andatosene in un luogo eminente, donde e’ potesse essere inteso e veduto da tutto’l popolo ec., parlò in questa guisa, n Ar, Fur. 3g. 1 /- Come al soffiar de’più benigni venti, Quando Apennin scuo- pre P erbose spalle , Muovonsi a par duo torbidi torrenti Che nel cader fan poi traverso calle, Svellono i sassi e gli albori eminenti Da l’alte ripe ec. (B) 2 — [E%.] Sopravvanzanle , Eccelso, Grandissimo. Cavale. Specch.Cr. Per la eminente carità , colla quale ha amato ed ama Iddio la creatura razionale, mandò il suo unigenito Figliuolo. 3 — * E detto degli Uomini, Bartol. Ghiacc. i5. Medico e filosofo eminente. (N) 4 — [ Grande, Enorme, detto di pericolo o simile. ] M. U.~.6g. L’autorità del padre , le minacce degli eminenti pericoli, nè altri manifesti esempli di cotanto uomo, poterono smuovere la fermezza della donna. » (Eminente pericolo par che voglia dire Sovrastante-, per corruzione forse d’ imminente. (N) Eminentemente , E-mi-nen-te-inén-te. Avv. Eccellentemente. Lai. [ emi- nenter.] Gr. c x - Fr. Giord■ Pred. R. Ma questi vogliono soprastare eminentemente agli altri. 2 _ (Lett.) [ T. didascalico in opposizione di Formalmente , per lo stesso che Virtualmente.] Farcii, lez. 4f> 1 ■ Considerando lui essere non queste cose semplicemente, ma eminentemente cc. , dissero Dio essere sopra esso Essere. Eminestissimamente , E-mi-nen-tis-si-ma-inén-te. [Avv.] super!, di Eminentemente. Lat. prestantissime. Gr. ijjpxclrarx. Zibald. Andr.Ri- splendono cminentissiinaracnte tra le altre stelle del cielo. Eminentissimo , E-mi-nen-tìs-si-mo. [Add. mi] superi, di Eminente.Zat. eminentissimus. Gr, 'Clcyjir'xroi , i-rfrxrzx Amet. 16. Ma tra gli altri eminentissimo, sopra marmoree colonne sostenenti candida 1’ anima, se ne leva uno tra le correnti onde di Arno e di Mugnone. Fardi, lez. 420. Si contengono però unitissimamente in un modo eminentissimo ec. tutte quante le cose e che furono e che sono e che mai saranno. 2 — Oggi è titolo de’ Cardinali della santa Romana Chiesa, .[ed era ancora ] degli Elettori ecclesiastici del sacro Romano Imperio, e del gran Maestro di Malia. Red. lett. r. 353 .Non si maravigli, se per servizio dell’ eminentissimo Raspolli io non le mando uno di quei consulti ec. E 363. L’eminentissimo Bonsi non potè lasciarmi il pacchetto. Eminenza , E-ini-nén-za. [A’/i] ast. di Eminente , [ ed è propriamente Elevatezza , Prominenza che si osserva alla superfìcie di checchessia. E così chiamasi pure qualunque altura che sovrastila sottoposta campagna. ] Lat. eminentia. Gr. oxh- Cirug. Maeslr. Guigl. Ranella si e alcuna eminenza su la lingua , appresso i denti dinanzi .Red.Ins. Sì, In quella patte di’è tea’ due tronchi delle forbici, scorgonsi due EMIR-HADGI picciolissim* eminenze ritonde, nere e lustre. Buon. Fier. 4. 2. 7. 13 delle terre, e delle torri, E d’ogui altra eminenza sua scavezzo Rotolar qua e là. 2 — Oggi è passata tal voce in attributo e titolo de' Cardinali della Santa Chiesa Romana,[e dovasi pure] agli Elettori ecclesiastici del sacro Romano Imperio, ed al gran Maestro di Malta. Red. leu. 1. 2 12. Con ogni piò profonda umiltà offro a Vostra Eminenza un esemplare stampato del mio Ditirambo. E 221. Ne rendo umilissime grazie all’ Eminenza Sua, Eminenza diff. da Elevazione, Altezza, Innalzamento, Elevamento o Elevatezza. Eminenza si appropria a tutto ciò che sovrasta, che sta sopra di altri oggetti. Cosi diciamo Lungo eminente. La voce Altezza è priva della carnata relazione, non include cioè la idea di star sopra, ma è misura comparativa della Elevazione che in via assoluta esprime l ’altezza di un oggetto- L’ Innalzamento e I’ Elevamento indica l’atto. Elevatezza si piega meglio al fig. Elevatezza d’ingegno, di pensieri ec. Anche Altezza ed Eminenza hanno i loro traslati; c sono inoltre de’titoli, come ognun sa. Eminenziale. (Mat.) E-mi-ncn-zià-le. Add. com. Aggiunto d’equazione artificiale che contiene eminentemente un’ altra equazione. (A) Eminenziana. * (Geog.) E-mi-nen-zià-na. Lat. Eminentiana. Antica città dell’ Africa nella Mauritania. (G) Eminio. * (Geog.) E-mi-nio. Lat. Eminium. Ani. cit. episcopale nelle Spagne. (G) Emiobolo. * (Arche.) E-mi-ò-ho-lo. Sm, F. G. Lat. hemiobolum. (Da hemisys mezzo, e obolos obolo. ) Peso di un mezzo obolo o sia la dodicesima parte della dramma. (Aq) Emiolia. (Mat.) E-mi-ò-Ii-a. [Add. e sf. T. notissimo nelle matematiche , nella musica e nelle grandezze proporzionali, per significare il tutto d’ una cosa colla metà della medesima, 15 a 10. Dicesi anche ] Sesqui- altera. Lat. hemiolia , scsqnialtera proportio. Gr. ■fxtói.tos \dyos. ( Dal gr. hemisys mezzo , e holos tutto.) Farcii. Giuoc. Piu. Le spezie di questa proporzione sono anch’ esse infinite ec., perciocché se la maggior quantità contiene la minore appunto una volta solamente, e di piò la metà, la quale è parte aliquota, come tre contiene due, che lo contiene una volta tutto appunto , e di piò la metà, cioè uno, che è parte aliquota di due , tal proporzione si chiama emiolia. Emiolio. * (Mus.) E-mi ò-li-o. Sm. F. G. ( V. emiolia. ) Presso gli antichi Greci dinotava un ritmo ineguale nel rapporto 3: 2, consistente in cinque tempi uguali , e due parti ineguali. (L) Emionite. (Bot.) E-mi-o-nì-te. Sf. Lo stesso che Emionitide. F.{A)ff) Emionitide. * (Bot.) E-mi-o-nì-ti-de. Sf. F. G. Lai. hemionitis. ( Da hemisys mezzo, e onos asino, onde kemionos mulo.) Genere di piante crittogame, famiglia delle felci, caratterizzate dai fori inseriti nelle venature reticellale della fronda ; cosi denominale dcdl’ essere credule sterili, o secondo Moulon Fontenelle, perchè le sue specie sono avidamente ricercate dai muli. —, Emionite, sin. (Aq) (N) Emiono. * (Zool.) E-mi-ò-no. Sm. F. G. Lat. hemionus. (Da hemionos mulo, che viene da hemisys mezzo, e oms asino.) Quadrupede selvatico indomabile del genere de’ cavalli, e che nella sua struttura tiene del cavallo e dell' asino , siccome il mulo. (Van) Emiope. * (Mus.) E-mì-o-pe. Sm. F. G. Lat. hemiopus. ( Da hemisys mezzo, e ope buco.) Flauto con tre piccoli buchi. (Aq) EMiopiA.(Chir.) E-mi-o-pì-a. Sf, F, G. Lat. hemiopia. (Da hemisys mezzo, e ops, opos occhio. ) Malattia dell' occhio, per cui il paziente non può vedere interi gli oggetti che guarda , ma non ne vede che una parte, Cooper. — , Emiopsia, sin. (Mio) Emiopsia. * (Chir.) E-mì-o-psi-a. Sf. y. G. Lat. hemiopsia. Lo stesso che Emiopia. F. (Aq) Emipagia. * (Med.) È-mi-pa-gi-a. Sf. y. G. Lat. hemipagia. ( Da hemisys mezzo, epegos compatto, li Ilo.) Dolore continuo nella mela della testa.(Aq) Emipepto. * (Mcd.) E-mi-pè-pto. Add. m. y. G. Lat. heraipeptus. ( Da hemisys mezzo, e pepto io cuoco, digerisco : Semicotto, a metà digerito.) Epiteto che si dà deibi che si evacuano quasi tati come seno stati presi , per essere la forza digestiva molto indebolita. (Van) Emiplegia. (Med.) E-mi-pIe-gì-a. Sf. y. G. Lai. hcmiplcgia. (Da hemysts mezzo, e plegin aor. 2. inf. di plesso io colpisco. ) Paralisia delf metà del corpo verticalmente a destra od a sinistra .—, Einiplcssia, si"; (A)(A.O.) Cocch. Bagli. 202. Elle (le acque) possono ben fare le veci di qualunque piò valido e piò penetrante stimolo esterno, onde non « maraviglia che elle riescono cosi efficaci . . . nelle emiplegie, 0 paralis 1 della metà del corpo , cioè delle membra d’ un lato solo. (B) Emiplessia. * (Med.) E-ini-ples-si-a. Sf F. G. Lat. hemiplessia. (Dal gr- hemisys mezzo, e plesso io percuoto.) Lo stesso che Emiplegia. F. ( All-) Emipteri.* (Zool.) É-mi-pte-ri. Sm. pi. Lo stesso che Emitteri. y. (Vati) Emipteronoto. * (Zool.) E-mi-pte-rò-no-to. Sm. Lo stesso che Emitte- ronoto. y. (Va») Emir. (St. Mod.) Sm. y. Ar. che vale Signore. PI. Emiri. Nome che si dà in Turchia d discendenti di Maometto per via di donne. l/ a ' gal. Lett. Addio speranza del povero Emir di Lancino. Fag. Rim- Farò conto sia un Turco della razza Degli Emiri, che han verde la coperta. (Cioè il turbante, che si porta di tal colore dagli Emiri pF ispecial privilegio della loro nascila. ) (A) Emiramlo. * (St. Oli ) E-mi-ràm-lo. Sui. Nome di una dignità turca > e vale appo noi Gonfaloniere. (Van) Emiranfo. * (Zool.) Emi-ràn-fo. Sm. y. G. Lat. hemiranphus. ( gr. hemisys mezzo , e ramphos rostro , becco. ) Genere dì pesci » . l'ordine de' malacoplerigii addominali stabilito da Cuvier, i f nl caratteri sono un prolungamento senza denti alta mascella infermi* simile ad un mezzo becco formato dalla sinfisi di essa mascella, elisi trovano ne’ mari caldi de’ due emisferi, la loro carne quantunque oleosa , pure è grata al gusto. (Vati)' (N) , Emir-hadgì. * (St.Olt.) Titolo dato nella Turchia al condottiere de'pt"' grilli allaMecca, Ordinariamente egli è U Bascià di Gerusalemme .( Ml J EM1RNE Emiiìse, * (Geog.) E-niir-ne. Città delle isole di Madagascar, (G) Emscimi. * (Med.) E-mi-schè-si. Sm. V. G. Lai. haemischesis. ( Da hema sangue, c ischo io ritengo.) Ritenzione di sangue. (Aq) Emisferico , E-mi-sfé-ri-co. Add. m. Sferico per metà. Aggiunto che conviene a tutti gli oggetti che presentano la mezza sjera. Lai. he- toisphaeiicns. Magai, leu. (A) E&iisfeiuo , E-mi-sfè-ri-o. [Sm. U. EMO 47 E Emiteo.* (Mit.) E-mi-tè-o. N.pr. in. Lo stesso che Scmideo. V. (Dal gr. hemisys mezzo , c tJieos Dio. ) (Mit) Emiterio , * E-ini-té-ri-o. N. pr. m. Lai. Ilemiterius. ( Dal gr. hemisys mezzo, e ther bestia.) (B) Ernioso.* (Mus.) E-mi-tòno. Sm. V.G. Lat. hemitonus. (Da hemisys mezzo , e tonos tono. ) Lo stesso che Semitono, V. (Aq) G. Lo stesso che ] Emisfero. V. Sagg. Emitrene. (Min.) E-mi-trè-ne. Sf. Roccia composta essenzialmente d' ari- ' laL f s l K 212 - Nella grossezza del di cui fondo s’incavi al torno un fi boia e di calcarea , detta qualche volta Grunstein primitivo con calcarea. (Boss) Emitritea. * (Med.) E-mi-tri-tè-a. Add. e sf. V. G. Lat. hemitritea , semitertiana. (Da hemisys mezzo, e trilcos terzo o terzano.) Malattia acuta che si credeva essere una febbre semilerzana, perchè presentava i carotieri della febbre terzana, e quelli delta febbre cotidiana. (A.O.) Emitriteo. (Med.) E-mi-tri-té-o. [Sm. U. G. Lo stesso che Febbre emitritea. F. Emitritea. ] Lat. hemitritaeus. Gr. %aiTfiroùos. Lib. cur. malalt. I.a più fastidiosa di tutte le febbri si è lo emitriteo. EaiTBopiA.*(Min.) E-mi-tro-pì-a. Sf V. G. Lat. hemitropia. (Da hemisys mezzo, e trope volgimento.) Unione di due metà di cristalli in senso inverso , il che produce sempre alcuni angoli rientranti. (Van) (Aq) Emitteri. (Zool.) E-mìt-te-ri. Sm. pi. U. G. Lat. hemiptera. ( Da hemisys mezzo , e pteron ala. ) Nome imposto al settimo ordine degl inselli, secondo il metodo di Cuvier. Tali animali hanno quattro ali, fra cui due superiori in forma di astuccio crostaceo dimezzalo, simili ad un mezzo elitre , terminale molte vette da espansione membranosa. — , Emipteri, sin. (A) (Aq) Emitterohoto. * (Zool.) E-init te-rò no-to. Sin. V. G. Lai. hemiptero- notus. (Da hemisys mezzo, pteron ala, e notos dorso.) Genere di pesci da Lacépède stabilito nella divisione de’ toracici con due specie del genere Corifena di Linneo , forniti d’una sola pinna dorsale dimez- - v __ j .. ...._.__ .. , . .....j- zala. — , Emipteronoto, sin. (Aq) (J?‘i hemisys mezzo, sphera sfera, cd idos forma.) È propriamente la metà Emma,* Èm-ma , Gemma. N.pr. f. Lai. Emma. (In cbr. era madre, in ut Uno sferoide , cioè di un solido , il quale si approssima alla figura ar. smammi antesignano , in gr. emmao io corro velocemente , io sono ut unn m;.. acceso d’ira.) — Figlia di Carlo Magno, moglie di Eginardo. — Regina d Inghilterra, madre di S. Odoarào. (B) (Van) Emmakcei.e, * Em-ma-nu-è-le , Etnanuello , Emanuelle , Mannello, Manuele , Mannelìe. JV. pr. m. Lat. Emmanuel. ( In ebr. ghuimmanuel, da ghuim con, ami noi, ed el Iddio. ) — Nome imposto a N. S. G. C. — Nome di molti principi della Casa di Savuja. — Re di Portogallo detto il Grande nel 5oo. (B) (Van) Emmaos. * (Geog ) Èm-ma-us. Antica città della Giudea, poi chiamala Nìcopolì, e da un tremuoto distrutta. (G) Emme, Èm-me. [Sosl. com. PI. m. Emmi.] Una delle lettere del nostro alfabeto ; e dicesi anche del carattere che 1 esprime. » Dittam. i. 2. Tu gli vedresti una ricca corona Di sopra gli archi, e lo gambo dell’ emme. Ir. Barb. 162. 1 /{. L’erbette son tre lettere che stanno In quel , eh’ è poco danno, Se gli vien 1 ’ emme per esser la quarta. Dant. Purg, 23. Parean l’occhiaje anella senza gemme: (Parla di gente magra e diseccata al possibile .) Chi nel viso degli uomini legge omo, Bene avria quivi conosciuto l’emme. ( Qui per similil.) (V) Fortig. Rie- ciard. 8. 21. Torniamo a Ferraù che sta vicino Di principiare i mali emisferio. « But. Inf. óf. La. gran secca, cioè a quell’ emisferio che c «opre la terra. (B) MjSfERo , E-mi-sfè-ro. [tVm. F. G. L. che propriam. significa la metà strT s f era ^ ma più cornuti, sì prende per la metà del globo terre - Emisferio, Emisperio , Emispero, sin. Lat. hemisphaerium. (Dal gr. hemisys mezzo, e sphera sfera.) Gal. Sisi.òy. J ene scoprendo più 1 ’emisfero terrestre illuminato. » Magai* lett . 11, èssendo l’ emisfero cognito parte terra e parte acqua. (N) a —■ * Chiamasi Emisfero boreale o settentrionale quella metà del globo che noi abitiamo ; e V altra , che riguardo a noi è situata dalla P a rte del mezzodì ^ chiamasi Emispero australe o meridionale* Cosi a P Ure * orientale il nostro , occidentale V altro. (Van) (N) * Lice si pure della Carta o Globo ov è descritta la metà della facchino mondiale , o della sfera celeste. L'equatore e tulli i gran- g «i circoli del globo lo dividono in due emisferi. (A) (N) Per simil. Dicesi di qualunque figura o cosa fatta a modo di Utìa mezza fera . F. Emisferio. (A) Meriz.Sat.1. Non van la notte a spieggiare a zonzo Chi dia nello spiraglio o in emisfero. (N) £ * (Anat.) Dìcesi così la metà del ceivelto. (A. O.) "““(Zoo/,) fio me di una specie di pesce del genere degli spari , cojì r, c lta mato perchè ha la testa ritondata come una mezza sfera. (Aq) •^sferoide. (Geom.) E-mi-sfe-rò-i-de. Sf. F. G. Lat. hemisphaerotdes. --... /__ e _\ -ir _ ut una mezza sfera. (Diz. Mat.) ^Wspereo , E-mi-spè-rc-o. Add. m. Dell'' ~ -, a-...a spé-rc-o. Add. m, Dell' emispero. Frane. Sacch. Rim . i, r m ’accorgo Che sul zaffiro T cmispereo velo, E l’acceso rubin , ardente fuco , cc. (A) m, sperio , E-mUspc-ri*o. [Sin. F. poei. Lo stesso che Emisfero e] Emi- ^pero. F.Bocc. g.5. p. 1. Li surgeuti raggi per tutto il nostro emisperio yean fatto chiaro. Dant.Par. 1.^5. E tutto era là bianco QueU’emispe- 10 s e l'altra parte nera. But. In fi Sf' Emisperio tanto è a dire, H y aoto mezza spera. E altrove : Emisperio è il mezzo d’ un tondo, 7 P Ct ’ò lo cielo ha due emisperii : 1 ’ uuo sopra ’l capo nostro; e V altro una lìnea che si chiama orizzonte, la quale termina la nostra vista, J e da indi in giù non póssiam vedere. G . F. 11.67. /. Durando più Em * ^ ua ^ ro mesi, attraversando 1 ’ emisperio insino al mezzo giorno. ■Spero , E-mi- s pc-ro. [ Sm. F. poct. Lo stesso che Emisfero. F, ] ~tt\ son. Di cui nell’uno e nell’ altro emispero Nè anche in ciel ? cred’io, p^ COsa sia nata, Più fiera, più superba e più arrabbiata. £ s 1 I 8 s a. * (Geog.) E-mìs-sa. Lo stesso che Eraesa, F. (G) ’ Is sario , * E-mis-sù-ri-o. Add. m. da Emettete, usato per lo più come € dicesi in generale di tulio ciò che si manda fuori o che esce (Hai lat. emissum pari, di emitto io mando fuori.) Romani (N) " A w, Persona mandala per iscoprire o riconoscere alcuna cosa ; e per suoi dagli emmi, d* esser matto 0 di morir tapino. (N) ~ -mè*li-a. Sfi F. G. Lat. einntelia. ( 4 pta si prende in cattiva parte^evale Mandatario, Spia. Lat. esploralo ì (3T 'P v ’Vx-C'rró<.Mag a l.Lett.'LQ scaturir dell’acque,all’osservazione o su.1, j ^1 suoi cmissarii mandati a far diligenze di qualche sorgente, ec. (A) (Voler.) Stallone , cioè Cavallo che si manda a far razza. Lat. n ussarius. Gr. o^s vrris. Pa'lad. Marz. s5. E in questo modo po- anuo gli cmissarii , cioè stalloni, più lunga etade durare. ", ^rauh) [ Some che si dà generalmente all aperture naturali 0 d'onde f] laghi o i canali mandati fuori le loro acque. U. emissarìì artificiali prendono propriamente il nome di Scaricatoti ltrabocco ) Rifiuto , trattandosi d' acque superflue .] ^ (Anat.) Emissario di una gianduia, lldutio escretorìo. Romani.QS) a . di santorini .* * JS ome dato a venuzze , che comunicano coi in 1 d (! ^ a dura madre per mezzo dì certe apeHure del cranio , e che qualche caso. possono portar alt infuori il sangue contenuto in E«,r !cc ^.( A ' 0 ’) c ìu°I^f ’ [A’Al Azione mediante la quale si manda fuori / n - r le cosa} e si dice nell'uso per lo più del sangue. Lat. sanguìnis sio. Gr. (f-Xsfloro.tua. » Magal.lett. 11. Diete, evacuazioni, emìsiio- ^* l rp n ?", e ;W Co ^ risi °h) Dicesi di quell azione colla quale si manda fuori del ec _ "jj . Un, j materia qualunque. Onde Emissione dell' orina, dello spenna c 0 '/£’ y si “"che Emissioue sanguigna l uscita del sangue procurata 3 __* ^ M (Dal lat. emittere tramandare.) (A. O.) ‘'tetro' 1 ^' . et t.) K-mi-stì-ehi-o. [ 6 ’i«.] V. G. Mezzo verso. Emi- e ■ ,• Slìì - Lat. heinistichiunj. Gr. r.ij.'.rrlyjùe. (Dal gr. hemisys mezzo, ctnist 'p ordine.) Salvili. Pros.Tosc. i. 2go. Ringrazio di questo Siin'ilmJ!° 'il Virgilio , accennato , il signor avversario. E nnmvsm : appresso : -vuguio , accem Similmente Valtro emistichio , cc- .. . , hcniislropbeum. t^STRoreo. * (Arche.) E-mi-rtro-fi*?. f negli antichi tea- Da henwys mezzo, e strophe volguncoto-) % rS0 il pipalo irt Attuata verso l'orchestra , In quale y /Vani Mostrava in lontananza una parte della ci a- datili antichi , C (m- ‘taaanza una parte della città. (Van) c ' 4 e /m-* 111 ' Pietra bianca , menzionata 1'.. JQl'Sc em ,n l r em W ‘ a E-nn-tè-a. di Tl c,, cte, amata da Achi'll , ilabastro gessoso. (Boss) pr. fi (v. Etnàe o.) — Figlia di Cic/io, sorella (Mit). EMMEtu. * JS. pr. f Lat. Emmelia. (Dal gr. emmelia acconcia modulazione. ) (B) Emmblo. * (Mus.) Em-mè-lo. Add. m. F. G.F. Ecmelo. (V. Emmelia. In gr. emmeles vale acconcio, aggiustato , ed ocrneles disadatto, disacconcio , stolto.) (L) Emmen. * (Geog) Èm-men. Nome di due fiumi della Svizzera. (G) Emmenagogo. (Farm.) Em-me-na-gc-go. Add. e sm. Pi. Emmenagoghi e Emmenagogi. F . G. Lat. emmenagogus. ( Da en i n,menes mestrui, ed ago io conduco, agito, onde ogoge trasporto, ed agoeevs conduttore.) Rimedii riputati acconci a promuovere i mestrui. Cocch,Bagn.(A){Aq) Emmen'agologia. * (Med.) Em-ine-na-go-Io-gi-a. Sf. F. G. Lai. enimerta- gologia. (Da emmenagogos emmenagogo, e logos discorso.) Trattato degli emmenagogi. (A. 0 .) EmmendaRe , * Ém-mcn-dà-re. Alt. F.A.F. e di* Emendure.Bemb.Lctt.i. 7. 181. Ho fatto eramendar quelli luoghi de’ quali mi scrivete. (N)^ Ehmenologia. (Med.) Em-me*no-lo-gì-a. Sf. F. G. Lat. emmenologùi. ( Da emmena mestrui delle donne , e logos discorso. ) Discorso & Trattato sopra le periodiche evacuazioni delle donne. (A) Emmenostasia. * (Med.) Em-me-no-sta-si-a. Sf. F. G. Lat- emmenoshisia. (Da emmena i mestrui, e slasis lo stare.) Soppressione de mestrui, fàq) Emmer , * Èm-mer. N. pr. m. Lat. Emmer. (Dall’ebr. amar parlare, onde ernia ovvero omer discorso.) (B) Emmeramo, * Em-me-rà*roo. N . pr. tn. Lai. Emmer^mus. (In ebr. vai madre sublime $ da em madre, e ram sublime. In ted. può trarsi da heim a casa , e ruhm gloria.) (B) Emmerico. * (Geog.) Em-me-ri co , Emmericb , Emhrick. Lat. Emme- ricmn, Embrica. Città degli Stati Prussiani nella prov.di Cìevcs ( G) EmMesostomo. * (Lctt.) Em-me-sò-sto-mo, Add. m. F. G. (Da emmesos intermedio, e stoma bocca.) Aggiunto di ciò che ha la bocca in mezzo alla base . Q ;an ) Er*iMi/(Geog.)Èm-mi, Emni.^/zf.poprdt dell'IndianeirisolaTaprobana.(G) Emjtesto , * Em-nè*sto. N. pr. m. (Dal gr. innestar o mnestes proco , chi ambisce di sposare ; ovvero da anmestos da non ricordare. ) —? Tiranno della città di Enna deposto da Dianzi il vecchio. (Van) Em^icelura. * (Vctcr.) Em-ni-cc-ìu-ra.è'/IP r .G. J^-unguentum mellitum. ( Da amyno io soccorro, e cele tumore , e vale Rimedio che soccorre in caso di tumore. ) Preparazione in cui entrava il mele , c\ che sì applicava m varie malattie del piede del cavallo. (A, O.) Eìao , * È-wo. N. pr. m. ( fu lingua st/iva jentec vendemmiatore ; in ebr. h/iema ira; in gr. emos luogo pieno di alberi; in lingua^ zeud 4 8 EMOAGRA emeoelè grande, elevavate), ed ehmdè grande.) — Re di Tracia, marito di Rodope. (Mit) 3 — * (Gcog.) Lai. Hoemus. Catena di montagne nella parte settentrionale della Tracia , sulla frontiera dellaMesia, oggi comunemente detta Balcan , e da' Turchi Emine, y . (Van) Emoagra. (Veter.) E-mo-à-gra. Sf. V- A. Infermità de’cavalli poco nota. ( Dal gr. hema sangue , ed agra cattura , presura j e par dunque malattia di congulo , di presame del sangue.) Creso, lib. g. cap. 14. Ma se ’l verme volatio si muta in emoagra, la qual cosa spesso addiviene, gli si deono dare (al cavalloJ le cose calde, e gli si cuo- f ira il capo con panno di lana , e si faccia dimorare, per riposo, in uogo caldo , e non s’ affatichi in modo alcuno , e mangi sempre le cose calde, sì come fieno e vena, imperocché questa é fredda iufer mità , ma rade volte ne campa. (V) Emocarete. * (Mit.) E mo-ca-rè-te. Soprannome dato a Marte perchè amante delle stragi. Detto perciò anche Emocaro ed Einochero. (Dal gr .hema sangue,/: charleon verb. di chero io godo, mi diletto.) (Mit) Emodi. * (Geog.) È-rno-di. Monti che fanno parte di una catena di montagne dell’Asia , sulle frontiere settentrionali dell’ Indie. (G) Emo dia. * (Med.) E-mo-di-a. Sf. V. G. Lai. liemodia. ( Da emodeo ovvero emodiao i denti mi s’istupidiscono.) Stupore, Allegamento de’ denti. Altri intendono il tramandare saliva mista a sangue. (A. 0 .) Emodipsixi. * (Lett.) E-mo-di-psì-ti. Sm. pi. y. G. Lat- haemodipsiti. (Da hema sangue, e dipsa sete: Che ha sete di sangue.) Home dato dall Alfieri nel Misogallo a que’ repubblicanti, capi del governo francese, che non erano mai salii di fare spargere il sangue de' lor concittadini. (Aq) (Van) EmodorA. * (Bot.) E-mo-dò-ra. Sf. y. G. Lai. haemodorum. (Da hema sangue , e dormi dono. ) Genere di piante da Smith stabilito nella Iriandria mnnoginia, che serve di tipo alla propria famigtia, ed è distinto dalla coi olla divisa in sei parti cogli stami inseriti sulle sue lacinie, il pistillo filiforme e la capsola tri/oculare con loculamenti dispermi-, così denominalo dal sanguigno flore delle sue specie.^ Aq)(N) E>ioFODiA.*(Med )E-ino fo-bi-a. Sf. y. G. Lo stesso che Emafobia. y. (A q) Emofobo. (Med.) E-mò-fo-bo. Sm. Lo stesso che Emafobo. y. (Aq) Emola, * È-mo-la. Sf. Lo stesso che Emula, y. Dav. Scism. p. 5$. fCornili. <7 440 Anna sola vesti di giallo se e le sue dame, per allegrezza della spenta emola. li 86. Cosi deliberati furono il protettore dal fratello e la moglie dall’ emola. E 102. E lasciato alla sua emola il reame, perchè nella religione lo travagliasse ec. (N) Emoleggiare, *E-mo-leg-già-re. Alt. Lo stesso che Emulare, y, Abriani nella giunta al Pergamini. (N) Emolliente , E-mol-li-èn-te. [ Add. coni .] Che ammollisce ; ed è aggiunto di una sorta di medicamenti [ che ammolliscono le durezze , indeboliscono il tuono de’ tessuti viventi , e rallentano i movimenti della vita. —, Ammolliente, sin. 3 Lai. emoJliens. Gr. ftxXxxnxos. Red. cons. 1. 8. Ha posto in opera medicamenti revellenti ec., molti locali emollienti, dolcificanti l’acrimonia, refrigeranti, ec. 3 — [Usato pure in forza di sm.] Red. lett. 1. 116. La stitichezza desidera gli emollienti e gli umettanti e gli stimolanti. Ebollire , E-mol-lì-re. Alt. Ammollire , Risolvere mollemente. Lo stesso che Ammollare, y. yallisn. 3. 521). Berg. (Min) Emolo , E-mo-lo. Add. e sm. y. e di Emulo. Sega. Paneg. fg5. Non aveva ad ora ad ora la mente se non tra’cori di quegli angelici spiriti , di cui tanto, non so s'io dica, fu divoto e fu emolo. (V) Segner. Crisi, instr. 1. 8. 16. Empii, scellerati, sacrileghi, ingrati, eguagliatori de’ dannati, emoli de’ diavoli. E 1. 20. 28. Se fosse puramente un emolo in giostra, avreste a mettervi in posto di superarle. E 3. 33 8. Ognuno si guardi, dice il Signore, e da chi ? dagli esterni ì dagli emoli? da’ demonii ? E Pred- 21. 5 ., Alcuni sacerdoti di Nobe hanno ricettato il suo emolo. (N) Emolo, * E-mò-lo,Eumolo,Eumelo. 7 V.pr. m.— Uno de' figli di Atreo. (Mit) Eco et; mento , E-mo-lu-ménto. [Sm.] Profitto, Guadagno , [e propriamente quello che si ritrae da un uffizio, da una professione nobile o simile. ] Lat. cmolumentum. Gr. HtpAriitx. Fir. As. igy. Io ne penso cavare un gran numero di ducati,senza trarvi di mano tanto emolumento.» Tariff. Tose. 220. Emolumenti dei doganieri e delle guardie delle dogane di confine. (N) Emolumenteccio , E-mo lu-mcn-tùc-cio. Sm. dim. di Emolumento. Piccolo emolumento. De Lue. Doli. Uolg. 3. 7. 10. Berg. (Min) Emona. * (Geog.) E-mó-na. Lat. Hemonia. Antica città della Palestina, nella tribù di Beniamino. (G) Emondo , * E-món-do. H- pr. m. Lo stesso che Edmondo. U. (B) Emone , * E-mó-ne. N. pr. m. Lai. Aemon, Hemon. ( Dal gr. emon per demon perito, ovvero hemon cruento.) — Figlio di Creonte ed amante di Antigone. — Padre di Laerte ed avo di Ulisse .— Figlio di Deucalione e di Pirra. (B) (Mit) Emonia. * (Geog.) E mò-ni-a. Sf. Home che dovasi alla Tessaglia. — Città dell' Istria. (G) Emonide, * E-inò-ni-de. ( N. patr. di Emone. Può anche significare faccia cruenta , da hemon cruento , ed idos faccia.) — Sacerdote di A- pollo alla corte di Latino quando vi giunse Enea. — Home patronimico di Ulisse, come nipote di Emone. (Mit) Emonio,' E-mò-ni-o. H. pr. m. (V. Emone.)—Padre di Amaltea.QAìt) Emoplania. * (Med.) E-mo-pla-nì-a. Sf. U. G. Lat. haemoplania. ( Da hema sangue, e piane errore, Divagamento. ) Dicesi così lo scolo del sangue per insolite vie, come per le orecchie , per gli occhi ec. (Aq) Emoproctia. * (Med.) E-mo-pro-cti-a. Sf. y. G. Lai. haemoproctia. (Da hema sangue , e p-roctos ano. ) Home dato a quella malattia che co- munemente dicesi Emorroide. (Aq) Emoptjjco. * (Med.) E-mo-pti-i-co. Add. e sm.V. e eh’Emottiieo.(A.O.) Emoptisi. * (Med.) E-mo-ptì-si. Sf. y. G. Lo stesso che Emottisia. y. (A.o.) Emottisia. * (Med ) E-rao-piv-si-a, Lo stesso che Emottisia. V. (A,0.) EMOTTISI EM0PTisico.*(Med.) E-mo-pti -si -co.Add. e sm.V, £ ^’Emottiico. V. (Van) Emoptoico. * (Med.) E-mo-ptò-i-co. uidd. e sm. Lo stesso che E mot* tuco. V. (Van) Emoptossia. * (Med.) E-mo-ptos-si-a. Sf y. e di’ Emottisia. (Van) Emor. * ZV. pr. m. Lat. Heinor. ( DalPebr. hìiemer vin pretto, onde il lat. merum , ovvero da hhamor asino. ) (B) Emoroidale. (Anat.) E-mo-ro-i dà-le. [Add. coni. Lo stesso che] Emorroidale. y . Red. cons. 1. < 32 . Consideri se stia bene cavar un poco di sangue o dal braccio , o dalle vene emoroidali, colle sanguisughe. Emorragia. (Med.) E-mor-ra-gi-a. Sf. y. G. Lat. haemurhagìa. ( Ha hema sangue, e rhagoo io rompo: Uscita di sangue a cagion di rottura di vasi.) Flusso , Getto, Spandimento, EJflussìonc, yersamento, Profluvio , Sgorgamenlo, naturale o no, di sangue da qualche parte del corpo, qualunque ne sia la causa .—, Ematorragia, sin. Red. Cons. Salvin. Iier.Buon.(A){Aq) Red. nel Diz. di A.Pasta. La sopra mentovata acqua medicinale dicono esser potentissimo e subitaneo rimedio per - fermare tutte le emorragie di saDgue del naso, della bocca, delle vene emorroidali e da qualsisia altra parte più segreta nelle donne. (N) 2 — * (Bot.) Malattìa delle piante, così detta dal professore Re-, hi quale consiste in uno scolo d'umore linfatico da qualche parte del vegetabile. (Aq) (N) Emorragico. * (Med.) E-mor-rà-gi-co. Add.m.y. G. Lat. hemorragicus. Relativo all' emorragia. (A. 0 .) Emorrea , * E-mor-ré-a. Sf. y. G. Lai. hemorrhea. (Da ficaia sangue, e rheo io scorro.) Lo stesso che Emorragia. y.% ma indica più particolarmente, secondo alcuni, un flusso di poco sangue e più lento, secondo altri,l'emorragia passiva. (Aq) (A. 0 .) Emorrinia. (Chir.) E-mor-ri-nì-a. Sf. y. G. Lat. haemorrhinia. ( Da hema sangue , c rhin naso. ) Flusso di sangue dalle narici. (Aq) Emorroico. (Med.) E-mor-rò-i-co. Add. m. Lo stesso che Emorroidale' F. Roseo instr. Berg. (Min) Emorroidale. (Anat.) E-mor-ro-i-dà-le. Add. com. Appartenente a emorroide, [ aggiunto di Vene e di Arterie (teli intestino retto e dell'ano, come sedi dell' emorroidi, non che del sangue che ne scorre. —• < Emoroidale, Emorroico, Moroidale , sin. ] Lat. haemorrhoicus. Or- alaci: fi/.::. ( Dal gr. hema sangue , e rheo fluisco . colo. ) Red- cons. 225. Crederei necessario ec. il cavarne prima ( del sangue ) qualche quantità dalle vene emorroidali. 2 — * Nervi emorroidali : Filamenti nervosi de’ plessi ischiatico ed ipogastrico. (A. O.) 4 — * Vasi emorroidali : Quelli che finiscono quasi lutti nella picchia vena meseraica ; alcuni de’ quali concorrono a firmare la vena ipogastrica. (A. 0 .) 2 — * (Med.) Tumori emorroidali: Tubercoli rotondi, lisci, resistenti^ dolorosi , pulsatili, erettili , di color rosso più o meno carico, isolali o confusi insieme a guisa di orlo che vengono al margine, e qualche volta un po’ al disopra dell’ aio. (A. O.) < — * Flusso emorroidale : Scolo di sangue dal retto , dovuto alle emorroidi. (A. 0 .) Emorroidario. * (Med.) E-mor-ro-i-dà-ri-o. Add. e sm. Chi è soggetto all emorroidi. Lat. haemorroidibus obnoxius. (A. O.) Emorroide. (Med.) E-mor-rò-i-de. [Sf. y. G. Scolo di sangue pe’vttsi dell'ano e dell intestino retto. Usalo per lo più nel pi. Le emorroidi si distìnguono in aperte , quelle cioè che colano , ed in cieche o chiuse, quelle cioè che non colano , ma che consistono solamente "* un gonfiamento de’ vasi emorroidali. 3 — , Moroide, Morice, sin.Lal- haemorrhois. Gr. al/toppVfs. (Da hema sangue , e rheo scorro. ) Red- Esp. nat. Medicina sicurissima a coloro che patiscono di emorroidi; 2 — (Zool.) La femmina dell'emorroo. Salv. Hic. Ter. A te non ma* la femmina emorroide Ficchi dentro il velen. (A) Emorroigogo. * (Farm.) E-mor-ro-i-gò-go. Add. e sm. PI. Emorroigq - ghi ed Emorroigogi. y. G. Lat. haemorrhoigoga. ( Da hemorrhois emorroide, e ago io muovo, io conduco, onde agoge trasporto, ed agogevs conduttore. ) Rimedii atti a promuovere la secrezione (lede emorroidi. (Aq) Emorroischesi. * (Chir.) E-mor-ro-i-sche-si. Sf. y. G. Lat. hacinor- rhoischesis. ( Da hema sangue, e schesis ritenzione.) Ritenzione delle* morragia. (Aq) Emorroissa , E-mor-ro-ìs-sa. Sf Donna che patisce flusso di sangue ; e propriamente dicesi di quella, della quale parla il yangelo. (Dal gl** hemorrhoos donna che mestrua: hema sangue, e rheo io scoito.)A<’3'1’ Pred. 2. 5. Stagna alla Emorroissa il corso del sangue. (V) . ,. Ejiorroo. (Zool.) E-mor-rò-o. Sf Fem. Emorroide. y. G. Specie «• serpente africano , il cui morso corrompe prontamente il sangue , f lo fa trasudare da più parli del corpo. Lat. haemorrhois. Gr. xìpof- feis. Salv. Hic. Ter. D’cmorroo serpe il seguo or narrerotti . • L’orma d’ un piè pareggia per lo lungo ; Ma per 1 ’ ampio è sottile , e ha poca coda. (A) Emorroscopia. * (Med.) E-mor-ro-sco-pì-a. Sf V. G. Lat. haemorrhoscO' pia. ( Da hema sangue , rheo scorro , e scopeo osservo. ) Osservazione della qualità del sangue estratto col salasso, a fin di conoscete lo stato del corpo. [Aq) „„ T , rr ,s Emostasi. (Med.) E-mo-sta si. Sm. V. G-Lo stesso cfte Emostasia. Emostasia. (Med.) E-mo-sta-sì-a. Sf y. G. Lat. haemostasis. ( Da hetvf sangue , e slasis lo stare.) Stagnazione universale del sangue cag‘" nata da pletora. —, Emostasi, sin. (Aq) Emostatico. (Farm.) E-mo-stà-ti-co. Add. e sm: PI. Emostatici. Lai . a f mostaticus. (V. emostasia.) Aggiunto de’rimedii che stagnano il sanga e ‘ (Da hema sangne , e stateon verb. di istame io sto.) (A) (N) . Emotossia. (Med.) E-mo-tos-si-a Sf. y. G. Lo stesso che Ei» ott sia. y. (A) (A.O.) ,, . rm0 . Emottiico. (Med.) F-mot-tì-i-co.2?rfrf. e sm.Chi è affètto demoUisia.—flfl\ , ptiieo , Emoptisico , Emoptoico,Emottisico,Emottoico,sih.(Van)(A'ji'; Emottisi. * (Med.) E-mot-tì-si.Ayi^'.G.Lo stesso che EmoUisia./^-O*' ' EMOTTISIA Emottisi*. * (Med.) E-mot-ti-sì-a. Sf. F. G, Lat. haemoplysia. ( Da tenui sangue , e ptysis sputo. ) Sputo che si caccia dai petto o da' ètichi per ivtlura , per anastomosi o per esalazione de' vasi a boccucce libere nella membrana mucosa —, Emoptisia, Emaptisi, Emo- ossia, Emottisi ? Euiotlossia, sin. (Aq) (N) mottisico. * (Med.) E-inot-li*si-co. Add, e sm. Lo stesso che Emot* tuco. F. (A. O.) MOTToico.*(]VXed.)E mot-tò-i-co.^£/6?.e5m. Lo stesso c/u?Emottiico. ^.(Aq) ^muttossia. * (Med.) E-mot-tos-sì-a-A 1 /.' Lo stesso che Emottisia./^A.O.) uozioME , E-niO'Z-i-ó-nc. [ Sf Agitazione , Sollevamento di spirito. ] "Jitusiasmo. ■—, Mozione , sin, Lat. inolio , aestrum , entliusiasmus. nel F’ °L'rpGS, wSovff'ioc.a'fAQs. Salvili. Pros. Tose. i. 436. Piatone ^earo pone due spezie di furori : uno per umane malattie,* c l’altro a __ r * lina d j v i na i por così dire, emozione e uscita dalie consuete leggi. P Movimento di facinorosi, Sollevazione. Nati. Si. Feti. L. 4. (O) ^Jipanda.* (Mit.)Em-pàn-da. Dea protettrice de'borghi e de'villaggi. (Mi!) '’pasma. * (Farm.) Em-pà-sma. Sf. F. G. Lai . empasma. (Da en in, pepasene prct. pass, di passo io spargo.) Polvere aromatica che spai'- ^ esi SQ pra una parte del corpo , per assorbire la traspirazione cu- enea , 0 correggerne l'ingrato odore. (Aq) M f E i r> H CLE s* Em-pe-do-cle. JS. pr. m. Lat. Empedocles. (Dal gr. empedos ? 'O-Mc , costante, e cleos gloria : Gloria stabile.) — Filosofo, poeta, Monco e musico d' Agrigento. (B) (Mit) mi *eiìam 0 , * Em-pè-ra-mo, N. pr. m. Lat. Emperamus. ( Dal gr. em- pct'amos perito, che vien da en in, e pira esperienza.) (B) AlPEiU0 » * Em-pè-ri-o. Add. m . F. A. F, e di’ Empireo. Fr. Giord . P 21 Dv’ è Iddio il cielo emporio. (V) (Med.) Em-pe-tig-gi-ne. [Sf Spezie di scabbia che nasce 1 '. l . n schifezza , sporchizia e corruzione della cute umana.'] —, Ein- Impetiggine, Impetìgine,Volatica, sin. IhzZ.nnpetigo. Gr.Xuy.-hv. f, CU1 '. malati. La rombico pesta giova alla empetiggine. < e,lentiggini, stropicciate con quella , rimuove, ^f 0 ’ cur. malati. La rombice pesta giova alla empetiggine. Cr. 5.8.8, L empetiggini e ^lentiggini, stropicciate con quella , rimuove. mretuo. * (Bot.) Èm-pe-tro. Sin. F. G. Lat. empetrum. ( Da en in , e .Pfra pietra.) Genere di piante della diecia triandria , famiglia nelle bicorni, caratterizzate dal calice tripartito , la corolla tripetala ìr ÌFi'iore , ed una bacca con molti semi} così denominato da* luoghi P ,{ " )tl Uw.s;ì dove allignano le diverse specie che lo compongono.^ Aq)(N) Riamente, Em-pia-mén-te. Avv. Con empietà. Lat. impie. Gr. txcrsfitds. **- e d. ins.24. Il quale (ParacelsoJ empiamente volle darci ad intendere Una ridicolosa maniera di generare gli omiciatti nello bocche degli alchi- », Unsti. F ii5. I ricreduti Manichei empiamente passarono più avanti. ^UmnoNE. (Chir.) Ein-piur-tró-ne. Sm. F. G. Lat. erapyarthron.(Da P en ÌJ i, pyon pus, e arthron articolo.)/ì‘/«pfe//2a delle artiColazioiufAq) ^PUsTr.AcciATo , Em-pia-strac-cià-to, Add. m. Lo stesso che Impìa- s trieciato. F. Struparol. Fav. 3. Nott. 2. Berg. (Min) ^Nastrare ? Em-pia-strà-re. [Alt. Lo stesso che ] Impiastrare. F.Lat. ^Uiplastrum injìcere , imponere. Gr. tpTfXcirrsiv. (Il verbo emplatlo 0 e /nphisso è composto di en in, e piassi) o piatto io formo. ) Folg. "les. Con mucellaggine di psilio, e con sugo di porcellane o di lattu- j, 8^*e fa empiastro , e con esso cmpiastra tutta la fronte. Y^astrato, Em-pia-strà-to. Add. m, da Empiastrare. [Lo stesso che uipiastrato. F. ] Lat. empiastro immetus. Gr. ipTtsTtXoc.ap.ivos. Lib. P ^ u,, ‘ tn * e " re . [Att.] Metter dentro a un recipiente voto tanta Jìncc^ QUa-nta vi cape. —,Empire, Impire,s//i.L«£.implcre. Gr.rfXrìpcvv. su cc * r* ìo * ^ ece ^ orre un fiasco convenevole , il quale€i* °anto* | U n aìUCnte cm P'^ F nov. 60. i3. Vedendo carboni in un U„ a „ l , e a ornerà , di quelli la cassetta empierono. E nov. gg. 4g . fosse ' 3l ? co PR a ^° ra ta , la qual davanti aveva, comandò clic lavata dito em l?‘ uta di vino. » Fit. S. Ripar . 336 x Allora Decio ar- fece em PÌ ere ,picna una caldaja di piombo , e con gran fuoco lo 3 __ * ''ggere. {JSota empiere piena.) (V) S'iale j/'c 0 E acuna 0 simile. Pallav. Isl. Cono. 532 . Intorno alla di csle 1 6 difctt ‘. ,oso di scritture, e temerario in empiere le lacune 3 /) er COn *<-“ con^hicttnre del suo intelletto, scrive molte falsità.(Pe) * 9 - 2 in più maniere e Vale Colmare.] Pctr.eani. EMPIO O 4g 5 — Compiere Lat, implere , explerc. Gr. ip.tfXtpovv. Amet. 5 4 • Tau- tochè il numero empiemmo delle figliuole di Pierio. 6 — Riparare, Supplire. Lat. adimplcre. Gr. l-Knex^ovv. Tas$> Ger, 11. 56. Sosticn persona ludi capitano,E di mia lontananza empi il difetto. 7 — Adempiere. Lat . compiere. Gv. crvp'n’Xripovv. Gr. S. Gir. 1. Beno c vero, se la buoua credenza empie per onera. E 3 . Nell' amore del prossimo è empiuta la legge. » Fr. Jac. ’l. 3. 21 . 4‘ * itti i nemici si fuggirò al fondo , Perchè videro empir la profezia. Guitt. leu. i4 0 41. Chi carità empie, empie ogni justizia. (V) Tass. Ger. 2. 3 . S empie in tal guisa ogn* altro i proprii nfiici. (N) 2 — * Fario uso. Omel. S. Greg. 2. i4'3. Spesse volte veggiamo quello che si debbe fare ma 11011 lo empiamo però con le operazioni. E 34* • Non empie con la vita quello che egli predica con le parole. (Pr) 8 — Saziare. Lat. satiare, explere. Gr. nopsiv. Dant. Inf. 1. gS. Elie inai non empie la bramosa voglia. ISinf. Fies* 127. V non curo Diana* purché io solo una volta empiessi il mio disirc. » E Dant. Par. 7. Or , per empierti bene ogni disio, Ritorno a dichiarare in alcun loco. (P) 9 — Coprire. Lat. tegere , farcire. Gr. cvp.TrXnpovv , ip.$opfv.liocc.nov* 3s. 25 . Costui avendolo già tutto unto di racle , e empiuto di sopra: di penna matta cc., mandò uno al Rialto. 10 — Caricare Parco. Lat. tendere. Gr. rogov eVc dvecSat, Petr. son* 62. Securo non sarò, bench’ io m* arrischi Talor, ove Amor P arco tira ed empie. 11 — Si dice in modo basso a chi non si tì'ova mai sazio : Non Pera* pierebbe Arno colla piena. Lat. dolium enexplebile. Malm . 4 • 4- corpo gli entra in modo, e nel canale , Che non V erapiereblie Arno colla piena. 12 — * Dicesi Empier lo Stefano, la trippa, la raorfia per Diluviare , F, Stefano, Trippa , Morda. (N) 1 3 — * Dicesi Empiere alcuno di vento per Infinocchiarlo. Farch.Ercol. t.i.p.i3g. Quando alcuno vuol mostrarea chicchessia di conoscere che quelle cose le quali egli s’ingegna di fargli credere, sono ciancc, bugie e bagattelle, usa dirgli; tu in’ inlinocchi, o, non pensar d’ infinocchiarmi , e talora si dice : tu mi vuoi empier di vento , o , infrascare.(N)' 3 — * Ed Empiere il corno di vento. F. Àbbajare, §. g< (N) 1 4 — E 11. pass. Cavale. Med. cuor. 2 g5. La possessione e ’l podere d’un buon uomo per negligenza insai vaticlùtte, cd empiitesi di spine e d’ortiche. (Modo antico , fri empì.J (V) 1 5 — Per metaf. nelsign. del §. 2. j tir. Disc. an. 3 a.Vcggendo il Carpigna i grandi onori a’quali era asceso il bue, cominciò a empiersi d’invidia. 16 — Saziarsi. M. F. g. 110. Vedendo ec., e che l’intenzione sua non s’empieva tosto, come pensava. 17 — * Compiersi, Commettersi , Consumarsi. Maestruzz . 2. 23. Tre cose sono quelle per le quali si empie il peccato mortale j per suggestione, per delegazione, e per consentimento. (,N) 18 — In modo basso : Empiersi i calzoni Cacarsi sotto. Lat. ven- trem laxare. Gr. xarixx^uv. Malm. i.fò- Ad cui arrivo ognun per la spavento Si rincantuccia , ed empirsi i calzoni. 19 — Usato anche come n. ass. M. F. 4- 7. Avvenne che quella giornata, continuando la processione, il cielo empiè di nuvoli. (V) Empiere dilf. da Riempire. Empiere indica l’azione prima e continuai di colmare la capacità di una cosa. Riempire è Finir di empire. Una bottiglia di vino si empie a un tratto ; uno stagno si riempie d' a 1 - equa a poco a poco. Empiei'e dicesi più propriamente di cose che debbono contenere certe materie ; Riempire si dice d’ogni spazio occupato di quantità di cose o da moltitudine di uomini. Empiere il bicchiere di vino, Riempire un paese di mendicanti. L’ uno e l’altro ha i suoi traslati. Riempire il mondo della sua fumai Par che empiono la bocca. lalora Empiere dice più che Riempire nel fig. Cosi Dio coti un pun - to empie l'immensità tutta intera , dove Riempie avrebbe meno di forza. AI contrario Riempire il cuore di orgoglio dice più che Empiere, Emi j iesma.*(GÌiìi’.) Em-pi-è-sma.ò’/;/ 7 *. G.Lo stesso che Ecpiesma. ^.(A.O.} Empietà, Em-pie-tà. [Sf. ast. di Empio, Irreligiosità , Disprezzo delle cose sacre , Sacrilegio ; ed in generale Scelteratezza , Iniquità , ec .} — , Empieèade , Empietatc, Impicfà , sin. Lat. impietas, iniquitas. Gv. ÙTifietcc, Fr. Giord. Pred. li. Uomini incalliti nella scellerate/.za e nella empiei;!. 2 — [Crudeltà, Fierezza.] Tralt. sègr. coi. domi. Gridano, clic il tenerle senza medicine si èe una grande einpietate. 3 — * (Icon.) Donna che guarda con disprezzo e) irrisione un altare che gli sta davanti. (Mit) Empietà diff. da Ernpiezza. Gli antichi usarono talvolta Empiezza per Adempimento; il clic non è mai avvenuto uè potrebbe avvenire alla v. Empietà. Empiezza, Em-piéz-za. {S'f.} ntt.di Empio. Empietà , Crudeltà, Eierità.—, Impiezza, sin. [V. Empietà .] Lat. impietas, feritas.Gr. di/zorr,?. G. G. 6. .! /. g. Ancora mostrarono i Ghibellini maggior empiezza. Frane. Sacch. Rim. Quella provincia per la sua empiezza S’abbandonò. Gii. Rari. Era pieno di grande ira e di molta empiezza, e facevagli morire per divorai martiri. Dant. Purg. <7. ig. Dell’empiezza di lei, che inalò forma ec., son. Le _ ... e rute tonnare. J felr.c ’i: 2 ‘ Empiendo d' un pensiero alto e soave Quel cuore. » E . 9 • N’ empiessi 'I Cicl di si amorosi stridi. Cas. cani. 2. z< se empiendo d’ amorosi stridi. (N) y hoddisfire. Eorgh. Col. Miiit. 446. Nè io per me , s avessi a giu- * cafc «mi una tal regola. saprei arrecare cosa che mi empiesse (V) Focali. Ili, 3 — Adempimento ; [ ma e pessima Voce , ed assolutamente da rigettarsi .] Lat. adimnletio. Gr. sW^pwo-is. Espos. Sttim. Senza la quale l’ empiezza della legge non si può mettere in esecuzione , perchè l’ampiezza della legge è carità. Empifondo. (Mario.) Em-pi-fón-do. Sm. comp. Alzamento o gonfiamento straordinario dell' acqua del mare , che suol precedere allo spirare de' venti , che fanno traversìa ad un porto. ( 9 ) 2 — delia luna : * Dicesi l' acqua piena della lima , o sia /’ alzamento regolare del flusso e riflusso del mare. (Van) Empic.o. * (Med.) Em-pì-go. Sm. Nome dato da’ Portoghesi ad una specie di elefantiasi, che osservasi nel Brasile. (A. O.) DO EMPIISSIMO Empiissimo , * Em-pi-ìs si-ino. .4dd. m. superi, di Empio. V. A. V. e di’. Empissimo. s • Agost. C. D. 7-33. L’uomo è liberato dalla loro cru- delisima cd empissima tirannia. E S. ig. Arti magiche delle quali si dilettano di gloriare alcuni infelicissimi ed empiissimi nel nome cc. (B) Empimekto , Em-pi-inén-to. [ò'm.] L’ empiere. [E". Empitura.] Lai. com- plemenlum, congeries. Gr. ài'a-iek-épo-ciis. Bocc. nov. 6. 3. Avvisando, non di ciò alleviamento di miscredenza nello inquisito, ma empimento di fiorini della sua mano ne dovesse procedere. Lib. Astrolog .Dicono che sono come empimento di ventre. _ ^ a _ Adempimento. Lat. adimpletio , expletio. Gr. mv\f,fiiàcris. Mae- slruzz. 2. g. g. Debbcsi lasciare lo empimento de’ consigli e ’l dono delle limosine per lo scandalo ? E appresso -. Quando I’ osservazione de’consigli e l’empimento delle opere della misericordia sono della necessità della salute. Empio , Ém-pi-o. Add. [ m. Pv 'priam. chi offende o dispreiza Iddio o le cose sanie, Sacrilego , ] Senza religione-, [e per estens. Iniquo , Scellerato, Malvagio , Beo , l'elio ec. —, Impio, sm.] Lat. impius, iniquus. Gr. dirteli?, ùir.ir/is. » Ir. Giord. Pieci. Non ti prenda pensiero di volere emulare agli empii ed ai perversi. Tass. Ger. ig. ài. Rinaldo corre , c caccia il popol empio. (N) 2 — [E dello anche di cosa.] Buon. Bim. 6o. Tuo sangue lavi T empio mio costume, E più m’ abbondi, quanto io son più vecchio, Di pronta aita e di perdono intero. 3 — Crudele , Senza pietà. Lat. saevus. Gr. xk-xAs. Dani. Inf. io. 83. Dimmi perché quel popol è si empio. Peti-, canz. 8. 1. Perocché dopo l’empia dipartita , Che dal dolce inio bene Feci , sol una spcne E stata infin a qui cagion eh’ io viva. Buon. rim. 5. Non è colpa mai- sempre empia e mortale Per immensa bellezza un grande amore, Se poi si lascia rammollito il cuore Sì, che ’l penetri un bel divino strale. a — * E con vario alto. Onici. S. Greg. 1. 63 . Quando alcuno . . . acceso d’ira , o empio di crudeltà dopo il peccato ritorna a penitenza ec. (Pr) 4 — * Infausto , Malaguroso. Car. En. lib. 2. Riportammo un empio E spaventoso oracolo, e fu questo. (Pirg. haec tristia dieta reportat.) (Br) Empiocefalo. * (Mcd.) Em-pio-cé-fa-lo. Sin. P. G. Lat. empyocephalus. ( Da en in , pfon pus , c cephale rapo.) Empiema del capo, Raccolta di marcia nella cavità del cranio. (Aq) (A. O.) Empiocele. * (Ctiir.) Em-pio-cc-le. Sm. P. G. Lat. empyocele. ( Da en in , pfon pus, e cele tumore.) Ernia purulenta , cioè ascesso nel testicolo, nella tunica vaginale, o net tessuto cellulare dello scroto. (Aq) Empionfalo. * (Chir.) Em-pi-òn-fa-Io. Sm. P. G. Lat. empyonphalus. ( Da en in , pfon pus , o omphalos ombellico. ) Collezione di pus nel sacco di un’ ernia ombelicale , o Qualunque ascesso situato al- V ombellico. (Aq) Empioscheocele. * (Cliir.) Em-pio-scbe-o-cé-le. Sm. P. G. Lat. empyo- scheoccle. ( Da en in , py on pus, oscheon scroto , e cele tumore. ) Ernia dello scroto prodotta da un’ empiema. (Aq) Empiotokace. * (Cliir.) Em-pioto-ràce. Sm. P. G. Lai. empyothoraces. ( Da en in, pfon pus , e thorax petto. ) Empiema nella cavità del petto. (Aq) (Vali) Empiottai.sio. * (Cliir.) Ein-pi-ot-tàl-mo. Sm. P. G.Lnt.cmpyoplitbalmus. ( Da en in , pyon pus, e ophthalmos occhio.) Empiema dell' occhio.(Aq) EfiPmF , Em-pì-re. Alt. anom. Lo stesso che Empiere. P. Pecor. g. g. n. i. E fecero empire la camera di paglia molle, e miservi fuoco. (V) Fonie. Ricciard. s. 22. Assiso a mensa , dì buon vin spumante Di cristal di Murali le tazze empiva. (Min) Tass. Ger. 3. ig. E le profonde Fosse del sangue empir del popol inio. (N) 2 —* Adempire. Peti-, p. 3. j. Ma per empir la tua giovenil voglia cc. (A) 3 — * Saziare , Contentare. Segr. Fior- Stor. I. 8. p. 4°°- Non si trovò modo ec. né d' empire nè di frenare l’ambizione di Ludovico Sforza. (N) 4 — * Empirsi la bocca di checchessia. P. Bocca ,§. 22. (N) Empireo , Em-pi-rc-o. [Add. m.] Epiteto di Cielo ; e dovasi un tempo a quello che si credeva l’ultimo de’ cieli, ove da'Teologi si costituisce il seggio de'Beali .—, Empirio, Emporio, Impireo, sin. Lat. empyrcus. Gr. ìp.iripios. (Da en in, c pfr fuoco, onde enqifros ignito. Vuoisi detto da' Teologi empireo l’ undecimo cielo per indicarlo puro e leggiero al pari del fuoco. ) Dont. Inf. 2. 21. Ch’ ei fu dell’alma Roma c di suo impero Nell' empireo ciel per padre eletto. Pelr. canz. 4l • 1. Dal sereno Ciel empireo, e di quelle sante parti, ec. Pass. 2okrxTo s. G. P. i2 - i5. 10. Con intenzione ec. di fare cc. correre la terra al modo fece 1 ’ empissimo Totila. Empitigcise. (Med.) Em-pi-tig-gi-ne. [ Sf. P. A. P. e di '] EmpetigS 1 ' ne. Lib. cur. malati. La rombice pesta giova all’ empitiggine. Per questo vocabolo si porla un solo esempio dell’ unico testo a penna del Lib. cur. malati ., di cui si è ancora fatto uso per la voce Eu 1 ' petiggine , la quale inoltre viene confermala da un altro esempio del Creso. E perciò sembra che la voce Empitiggine non abbia ben sicuro sostegno di autorità. « ( Alla v. Rombice si legge Empitiggine nello stesso esempio. ) (N) Empito, Em-pi-lo. [6’m. Lo stesso che Impeto. P.] Lat. impetus. Gr- bppx. G. P. 11. 1. 3 . Con gran rovina ed empito sommerse molto del piano di Casentino. Tass. Ger. 20. 60. Ruppe 1 ’ aste e gl’ intoppi c ’l violento Empito vinse, e penetrò fra esse. ( l buoni testi leggono Impeto.) Rorgh. Orig. Fir. 123. Dopo che è ito fra i monti parecclu miglia , riceve tutto il primo empito e furia dell’acqua. 2 — Ed usato come add. m. Impetuoso. G. P. 8-yi.fFirenze i8i3 J E fu si empito e furioso il maladetto fuoco col conforto del vento * tramontana, clic traeva forte, che in quello giorno arse le case degli Abati e de’Macci. (P) Empito, Em-pì-to. Add. m. da Empire. P. e di’Empiuto. (A) Empitore, Em-pi-tó-re. Perb.m. di Empiere. — Per Adempitore. Dant- Cono. 6f Che non fosse stato lo Latino empitore del comandamento del suo signore, e che non fosse stato soverchiatore , leggiermente sl può mostrare. (V) Empitdosamente , Em-pi-tuo-sa-mén-tc. Avv. [P. A. P. e di ’] Impetuosamente. L.at. violenter, vehementer. Gr. c-Qóòpx. Pit. SS. Pad. 1. a? 2 ’ Contro a costui un giorno un leone empituosamente andòperdivorarlo. Empitura,E in-pi-tù ra. [Sf.Ciò con che si empie checché sfa,] Empimento- [Lai. repletio.] Gr. izkxpucis.Car. lett.i .j^. Le raccomandazioni sono una specie di borra; ma queste, ch’io vi dirò, vorrei che voi Pareste per buona empitura.» E Stracc. 3. 1. Saria ben bella , che p c >' empiere il corpo della padrona, mi perdessi l’ empitura del tnio.(» r ) 2 — Fornitura o Fattura di guarnizione, [ o veste soppannata ed ùn- bottda. ] Lat. opus. Gr. ipycv. Quad. Cont. Fiorini 14 per. una to’ denatura di cappuccio di vajo per la moglie d’Andrca; e fiorini 1 0 per empitura di una sua giubba sottana della moglie. Empitura dilf. da Empimento , Riempitura , Riempitivo, Ripieno- Empimento è 1 ’ atto presente dell’ empire : 1’ Empitura è l’operazion? dell' empire considerata come una fattura fatta o da farsi. Riemp 1 ' tura ha il solo senso traslato, e si dice di cosa posta per compc”*' 1 ’ noli necessa ria e noco utile. Riemuilivo si dire nói nronriamentc dell part co ncet fisico Empiuto , Em-più-to. Add. m. da Empiere. [ Colmalo .—, Empito s f, [’ Lat. refrrlus , cumiilatus. Gr. ixirktus. Bocc. nov. 12. 18. Daligh culli panni assai cattivi , c empiutagli la borsa di danari. E nov 3f- i4- E tutto delle rose , che colte avevano, empiutolo, » Amai. A- Empiute le nostre vele da Eolo. (N) 2 — [Adempiuto. Lnt. complctus. ] M. P. 11. iy. Alla fino cmp| !lt<1 il gran fornimento che domandava ec., con l’oste si parti da Pccctol'/. Empiuto difi. da Pieno, Empito, Ripieno. Pieno riguarda più rettamente la capacità ilei continente. Empiuto la materia postai^ * poi-visi dentro. In ciò che è pieno , più non ne cape : in ciò cf empiuto non se ne può metter più. Èelle nozze di Cairn i vasi rono empiuti d’ acqua, e si trovaron pieni di vino. Empiuto rst'toto 1 ’ l’atto, Pieno lo stato. Negli usi traslati Empiuto sembra prefeiiùd^ ad Empito. Ripieno é più assoluto di Pieno. Questo ha piu gradi più e nel meno. Ripieno non si può usare col poco o coi troppo- Empcasticamerte , Em-pla-sti-ca-mcu te. Avv. A modo il’ empiasiro.L ft ' empiastice. Gr. i/iirkxcrixàis. Lib. cur. malatt. La lattuga pestata applicano emplasticamente sopra la parte dolente. j Empcastico. (Farm.) Km-pl.i-sti-co. Add. m. P. <_i. Di empiastro. [f “ a modo d’empiastro, o Che partecipa della natura o qualità de Vimpiastro. ] Lai. emplastri naturam habens. Gr. iix.ie\xciTix6s. ( en in , e plaslicos adatto all’ arte di formare. V. empias’ro. ) Tior. ig. Il liquore é di colore tanè oscuro , quasi simile al to 1 ’* cotto cc., ed c di sostatila enipkstica. EMPL ASTRO POES1 2 ~ * Empiristici dicomi i Medicamenti topici ostruenti i quali , applicati al corpo , s'attaccano stringendo e costipando i pori.(V an') (Aq) Lmplasttìovoesi. * (Farm.) Em-pla stro-pòe-si. A/.' P. G. Lat. empia* stropoesis. ( Da emplastros impiastro , € pieso fuU di pica io tei.) Àrie ^dt fare gli unguenti. (Aq) JìMi'letto. * (Ardii.) Em-plèt-fo. Sm, V. G. Lat. cmplectum. (Da eri ' u j c pl.ee tran verb. di picco io connetto.) Maniera impropria di fab- ,j ricari col gettare tra due cuoi di posti quinci e quindi « guisa di muro delie pietre e de'rottami nella calce macerata. (Aq) wpLociE. * (Arche.) Em plò-ci-e. Add. e sf. f este in Atene , in cui , beine gareggiarono nell’ acconciai si i capelli. (Dal gr. en in, c riiore chioda rntrecciaia. ) (Aq) ■'PNp.tJHA.Tori. * (Mrd.) Em-pne-n-ma-tò-si. Sf. P. G.Lat. empnemnatosis. I Da en in, e pnevmatosis soffio, gonfiamento, che vien da pnevma Vento, spinto, aura.) La stesso che Enfisema. V. (Aq) (Vati) •Mono, * Em-po-do. N. pr. m. ( Dal gr. empi dios ovvio, ovvero da empndios chi osta, chi vieta. L' una e l’altra sono da en in , e pus , pod°s piede.) — Greco scrittore di commentami intorno alle vile de’ gfdosofi. (Mit) bPOLEo. * (Mit.) Em po-Ié-o. Soprannome di Mercurio , come dio pro- tettare de' mercanti e tavernai. ( Dal gr. empoleos negoziante. ) (Mit) j. llp,) t.ESE , * Em-po-lé-se. Add. pr. com. Di Empoli. (B) 'ipoli. * (Geog.) Etn-po-li. Lat. Empolia , Einpolium. Piccola città tonta Toscana nel fiorentino. (G) ~ ~ ' ' ' P. G. Lat. era- EN 5 i emulo poretico* (Farm. c Chini.) Em-porè-ti-co. Add. m, porcticus. ( Da en por , da , c piro io trapasso.) Aggiunto che si dà •p. (l " a carta adoperala per feltrare. (A) M pò in a. * (Geog.) Em-pò-ri-rt. Regione dell! Africa, sulla costa deVa p * t'ìpoLilania . •— Antica città della Spagna, (G) Mp °ftio , Em-pò-ri-o. Sm. fioce greco-latina , usata oggidì da molti Sci 'iUori,non più in significato di Piazza da mercato, ma di Città ore «"rondano le mercanzie d'ogni genere ed in cui convengono ì mecca* *ffi di molte provincie e regni, importando od esportando ogni sorta di cose utili , necessarie o dilettevoli . Lai . emporium. Gr. Ig^Q^ìOv, p ( In gr, emponon , in lat. emporium mercato.) (A) (Aq) «posta. * (Geog.) Ern-pò-sta. Città della Spagna nella Catalogna.(fi) «puostotoìso. * (Med.) Em-pro-stò-to*no. Sm. fi. G. Lat. emprostho- ^pos. (Da emprosthen , in, avanti , e lonos tensione.) Convulsione o y*§idezza convulsiva de * muscoli del collo nella quale il mento sta ^J ot 'temente poggiato sul petto. È il contrario di Opistotono. (Aq) Salmisti. * (Lett.) Em-psal-mì-sti. Così chiamavànsi que’ pretesi ri* sa natori , che pretendevano guarire a via di parole , e propriamente p c ° n de' versetti di qualche salmo. (Mit) Psicosi. * (Eilos.) Em-psi-cò-si. Sf. fi. G. Lat. empsycosis. ( Da em* P s Ychoso fut. di empsjchoo io animo, vivifico. ) Antica paiola che ad indicare l’unione dell' anima col colpo. (A. O.) W^'A. * (Mit.) Èm-pta. Nome che gli Egiziì davano al Giove de * p e de * Latini. (Mit) mptoico. * (Med.) Em-ptò-i-co. Add. e sm. fi. G. Lai. emptoicns. (Da p ^Pty'o io sputo.) Dicesi di quelli che sputano sangue. (A. 0 -) * (Geog.) Em-pun-gù-a. Paese della Guinea superiore. E«p U ’ I,,A * * (Geog.) E.U'pu-ri-a. Antica città di Sardegna. (G) Usa. * (Mit.) Em-pù-sn. Mostro o Spettro creduto mandato da E* ^■ te a spaventar gl’infelici i cambìavasi in varie forme , ed era for- 0 di due piedi , uno di bronzo e V altro di sterco ; o , come altri f «co„ 0 di asino , onde chiamavasi anche Onocolo. È*. In genere si - Ems * «spauracchio, Larva , Fantasma. Gr. ‘igneovaat.. (Aq) fi (Geog.) Fiume dell Alemagna che ha la sua sorgente nella F ML , i e si getta nel mar Germanico. (G) E-mù-gne-ue. {AU.anam. e n. pass .2 fi. L. {Trarre alimi dad- Q S *°f Um °re.} —, Emungere, Smngnere, Smungere, sin. ZA*;.emungere. ^ ’ fZPw~TM.Ar.F11r.2f 33 . Se mai per preghi ira di cor s’cniunse. j >3 Ter metaf. ] Buon . Fier. 2. 1. n. Che è una quintessenza e cose, Che qua e là s’emugne, trafficate. Ed.s. y .A nuova E ^«gner drammi ed oncia . ec. io (fi) {Pari, di Emulare.] Che emula, Che gareggia. io acnn, fans. Or. àgiX\Lgs^os. Salvia, disc. 2.qSo. Dallo splendore, C l P c, \£o , del chiaro lume de’hiondi capelli , emulante la chiara ^ lna > 1 popoli della Gallia Belgica furono detti f iamminghi, eh E-mu-là-re. {Att. e n. ass. Contendere con altri per conseguir Sl E-mu-la-tó-re. [ Verb. m. di Emulare. ] Che emula. Lai. toro A 01 ' ^ r ‘ C , ' Xwr >i ! - l"r. Giord. Pred. Impara ad essere emula- ro,,;. . ' n 1 ! ti;foie de’scivi del buono Iddio. lìiuL Esp. nat. q-;. U se- gra n ìf 110 Granduca Cosimo III. , non meno emulatore che figlio del *° r de DBn do il prudente. » Chiu Siede, e che ella apprende come bene , col non ispogliarne ì suo: r invidia non patisce vedere in altr^ del bene. (N) ì — E con vario atto o senso. Segner. Mann. Gen.2g.S-. L'eniulazròn de’beni spirituali non si oppone alla carila. E Ap. 2g. #. Per dite* zione s’intende quell’amore che tu devi portare a Dio; per emula* zivne quel desiderio il qual devi .avere che L’amino ancora gli altri. E appresso: Questa emui..* >ne o cc.questo zelo della sua gloria,cc.(V) 3 —- " (Icon.) Donna che tiene nell'una mano una tromba, e nell' al « tra una palma , emblema della gloria ; ha in capo una corona di quercia , siccome premio delle virtuose azioni. (Mìt) Emulazione diff. da Rivalità e da Gara* Tu' Emulazione è un sentimento generoso che induce a far di tutto per sorpassare, eguagliane o almeno correr dietro a coloro che fanno qualche bcUa azione. Li Rivalità è un sentimento di gelosia che spinge a tutto adoperare per soppiantare chi persegue l’oggetto medesimo. La Gara esprime una concorrenza , uria competenza per lo più lodevole c per buon line, Emulgbute. (Anni.) E-muhgèn-te. Add. com. Agg. dato ad alcune arterie e vene [che portano il sangue a ’ reni.'} Lai. eniulgens. Gr.'-^fixytdv. ( Dal lat. enudgere simiglierò ; poiché da queste vene si trae, e sì simiglio quasi il sangue clic va a’reni. ) Red. cons. 1. 7 1. Acciocché poi per la strada delle arterie emulgenti fosse spinto, c scolasse alla volta de* reni, e da'reni per urina uscisse del corpo. E g Dicono essere attratto il siero dalle vene emulgenti ai reni. Emut.gf.re , E-mùl-gc-re. {Alt. a no in.'} fi. L. [ e per lo più poetica. Lo stesso che} Simiglierò. Lai. emnlgrre. Gr. 2 — Fig. [Trarre d’ altrui alcuna cosa ] Menz. sat. 5 . Nulla da lui, se non consigli , emulgo. Emulo, È-rmi-lo. {Add. e sm.} Concorrente , Gareggiante ; [e qualche volta semplicemente Avversario.} Lat. aemulus. Gr. Q. F'. 12. 108. g. La circonvenzione degli emuli e le sforzale macchinazioni a suo potere con somma provvidenza scacci. Fir. As. i 5 j. Psiche a- dunque, f emula della mia bellezza ec., ama questo pessimo di tutti gl’Iddei. Tac. Dav. Ann . 12. ief 5 . Richiedere l’antica pubblica amistà, die noi soccorressimo 2 compagni nostri , emuli di possanza. Tass. Ger. 3 . 35 . Clorinda , emula sua, tolse di vita II forte Ardelio, uom già d’età matura. E 5 . 20. Vinca egli o perda ornai, fu vincitore Fin da quel di eli’emulo tuo divenne. Red. fiip. 1. 3 o. Per essergli da’ suoi emuli stata tolta o versata ima certa acqua medicinale. 2 — [ Add. Che procede da emulazione , Che è fitto per emulazione. ] Tass. Ger. 20. 56 . Gui d’emulo furor l’esempio accese. Emulsione. (Farm.) E-mnl-si-ò-ne. [«V/J Nome de' medicamenti che si colano spremendo. Lat. emnlsio. Gr. zj'djur\£ i i$. Red. fiip. 1. 7 A merenda pigliava una emulsione apparecchiata con decozione e con carni viperine. E cons. 1 . i‘ò 5 . Si è usata ec. insieme con molle e molte altre sorte di conserve, di giulebbi e di emulsioni , e quindi il latte dì capra, senza tralasciare i caoterii, le coppette e le fregagioni. « Red. nel Diz. di A. Pasta. Per temperar la sete , le faccia tare deJla emulsione di semi di popone, con acqua di Pisa , raddolcita con zucchero ec. (N) Emulsivo. * (Farm.) E-mnl-si-vo. Add. m. Aggiunto di semi che alfa spremerli rendono olio. (A. O.) Emulazione , * E*mun-da-2Ìó-ne. Sf. fi. A. e L. IL atto e V effetto del mondare. S. Agost. C. D. I. iy, c. 9. ILiilo sciolto dalla emun- dazione, e la sua sedia hai percossa in terra. ( È quel della Scrittura : de.struxisti emn ab enaundatione ; letteralmente : hai annichilato la sua mondezza, cioè il suo splendore.) (N) Emungere , E-mùn-ge-re. [Att . anorn .] Lo stesso che Emugnere. fi. 2 — [Per metaf. Trarre d’ altrui alcuna cosa ] Ar. Fur. 3 . 27. Costui sarà, che per giusta cagione Ai superbi Roman l’orgoglio eniunga, 3 — E n. pass. Ar. Fur. 2 E-um-la-sió-ne. [A /-1 osi. «//Emulo. [ Gara, Desiderio i'ivìq. iU ^L' are O di superare altrui in checché sin ; oppure Nobile l a S(i a lra persone virtuose che contendano per l'eguaglianza o per del merito. Lai. aemtdatio. Gr. omm. Tralt. pece. e zeli, lll ’s la tristizia eziandio noni invidia; è chiamata emulazione n h)r - , Scrittura santa. Tass. Ger. 5 . 6g. E 1’emulazion , ebe E fb rs . si , ta > importuni gli fa nella richiesta. Ar. Pur. 26. 24. ^ SaLq t! l' . 7 - 101 ' l, a lor nascca Per quella gente misera non buona. M. Uisc. 2,002. E’ emulazione vorrebbe avere ciò che altri pos. buri. 2. 258 . E così purga via per gli emuntorii , Cuor, fegato, c cervello, e gli svelena. (A) (A. 0 ) 1 — * Sorta di smocco/atojo. Casini. Berg. (N) Emuresu.. * (Med.) E mu-re-si-a. SJi f.G. Lat. baemuresia. (Da hema sangue, cd uresis 1 ’urinare o l’urina.) Lostesso che Ematuria.P'.(Aq) 2 — * Àlibert ne fece il decimosettimo genere delle angiosi. (A. 0 .) En. [Prepd in rece di Isr. Oggi di poco o nessuno uso. Lat. in. Gr. Pr. Jac. T. 7. 1. 1 7. Tutto lo tuo desire Dunqoe sia collocato En quello smisurato D’ogni ben donatore. Bocc. g. lo. canz , Tutte le veggio en la speranza mia. Amet. g6. Così nei cicl ciascuna appare stella Lucida e chiara di tanto sereno , Quanto Titan en la stagion novella. Dittam. 2. g. Sette anni si mi tenne en tanto duolo. 2 — Detto anche in prosa. Gnitt. leu. 1. /. Più soave dorme in vile e picciol letto, non face segnore en grande e caro suo. E t«tt.'A6.8$. Dannoso c disorrato lo nostro lavoro, se tutto en auro è. E leU, 1. 5 . Nostro Signore ec. en li suoi f u’suoij vietò terrena grandezza. E leu. S. g. Gioja addussemi appresso en nella razionale anima mia , razionale amore che porto a voi. (V) 3 — Per Ne, di cui redi la Tav. Bari, in En. Pr. Burli. 1 2. tSVa eh’ en sia conoscente. E ì 5 y. 27. Al compasso stimo Color che d'itti en sieno. E 3 t 3 . 7. Se ’l donante en riceve Ouor e laude. { Netta Tavola ai Documenti si parla intorno a questa particella nel modo seguente: En per ne, trasposizione venula dal provengale , usata dal nostro c da altri piu spesso che non si crede : perchè dorè si trova , esempigrazia , sen duole , sen ride, parrà che sin accorciamento , e per avventura non è. Tratt. fin. mor. E perciò en prende grande pietade di voi. ) (V) 52 EN En. * N. pr. m.Lal, Ocn, ( Dall’ ebr. hhen graffa, misericordia.) (B) Ena. * (Geog*) È-na. finirne della Svezia. (G) Enaci. * (Gcòg.) E-nà*ei. Antichi popoli del paese di Canaan. (G) Enacside. * (Mit.) E-nàc-si-de. Dea malefica che nuoceva alle vacche, facendole cadere, ammalare e perire. ( Dal gr. enexo fut. di enecho io sovrasto, incalzo. ) (Mit) EnadA.* (Gcog.)E-na*d ìx.Ant.cit.della Palestina, nellatribudi Isaccar.ifif) Enadad, * E-na-dàd. N. pr. m. Lai. Henadad. (Dall’ ebr. hhen grazia, e no. (Aq) (N) 2 — * (Zool.) Uccelletto che comparisce all'epoca della fioritura delle. vili , onde fu da'Latini chiamato Avis vitiflora. (Aq) ENAfìA.*(Geog.) E-nà-ra. Lago della Russia, nel gran due. di Finlandia. (G) Enaria. * (Geog.) E-nà*ri-a , Anaria.Ant.no/nc dell'isola d'Ischia. F. (G) Enarmonico. (Mus.) E-nar-mò-ni-co. Add. m. V . G. Lat. enharmonicus. ( Da en in, ed harmonìa nesso, giuntura, concordia, concento.) Nome di uno de'tre generi della musica de' Greci, che procede per quarti di titano , la cui progressione è la più rìsti'etta che possa c/«m.(A)(Van) Enarrare , É-nar-rà-re. Att. F- L. Lo stesso che Narrare. F . Cavale. Fspos. Cr. (A) Enarrativo, * É-narTati-vo. Add. m. Lo stesso che Narrativo. F . Sfilvìn. Cas. 52. i generi del poema sono tre: . . l’altro, enarrativo o enunciativo, che i Greci excgetico, o apangellico dicono cc. (N) Enartrosi. (Anat.) E*nàr-tn>si. Sfi F. G. Lat. enarthrosis. (Da en in, e arthroso fut. di aithroo io articolo, che vien da arihrori articolazione.) Specie di diartrosi, ossia Articolazione , nella quale una cavità profonda ài un osso riceve la testa grossa di un alti' osso, m modo che formasi un' articolazione mani festa in tutti i sensi. (A) (Van) Enasforo, * E-nà-sfo-ro.iV. pr.m. (Dal gr. inas vigna, e phoros fertile.)-— Figlio d'Ippocoonle, il quale tentò di rapire Elena ancor bambina.^ Mit) EnauTi, * (Arche.) E-nà-u-ti. Magistrati di Mitelo , i quali quando a- veyano da deliberare sopra oggetti rilevanti, salivano sepia un vascello che facevano allontanare dalle coste, e si portavano in alto mare , ove restavano sino a tanto che si fossero accordati sul partito da prendersi. (Dal gr. navs nave, onde navtes nocchiere.) (Van) Encaddiri. * (Mit.) En-cad-dì-ri. Nome che da Cartaginesi dovasi a' sacerdoti i quali servivano gli Dei Abadiri. (Mit) pNCANTiDE. (Chir.) En-càn-ti-de. Sf. V. G. Lat. enebantis. ( Da en in , ,e canthos angolo dell’occhio*. ) Malattia che da principio consiste in una piccola escrescenza molle , rossiccia e talvolta lividetta , la quale piende origine dall' angolo interno od esterno dell occhio ; comunemente chiamala Caruncola lagrimaìe, e che successivamente cresciuta comprime i condotti lagrimali , e ne cuopre i punti ; onde, oltre la deformità, nasce una lagrimazione continua e sovente anche l elropio. (Aq) Encarassi. (Chir-) En-ca-ràs-si. Sf. F* G. Lat. encaraxis. (Da en in, e caraxo fut. di cavasse io incido.) Scarificazione, od incisione profonda, che penetra fin nella carne. Detto anche Encarassia.(Aq) (A.O.) Encarditi. (St. Nat.) Eu-caiwlì-ti. Sm. F. G. Lat. encardia. (Da m in , e da cardia cuore. ) Conchiglie fossili, bivalve , congeneri ai cuori di mare chiamati Bucarditi. V. (Aq) ENCHELlDJi Encarpo. * (Archi.) En-càr-po. Sm. V. G. Lat. cncarpus, (Da cn in, e carpos frutto.) Ornato dipìnto o scolpito che rappresenta un intreccio di fvondi, di fiori,di flutti, e di spighe; volgarmente detto Festone.(Aq) ENCATÀLEpsiA.*'(Med.) En-ca-ta-le-psì-a. Sf. F.G. Lat. cncatalepsia. (Da cn in, c catalepsis presa, occupazione.) Lo ilessoche Apoplessia. ^.(Aq) Encatisma , En-ca*tb$ma. Sm. F. G. Faporazione d' acqua salsa e di vino. (Da en in, e cathesome fut. 1. pas. di cheo io fondo.) Creso. 6» y8. Contro alle inorici enfiate e che non giltano, si faccia encatisma» cioè evaporazion d’acqua salsa e di vino, dove sia cotta ec. (A) (PO Encacma. * (Chir.) En-cà-u-ma. Sfi F‘. G. Lat. cncauma. ( Da en in » e cccavme prct. pas. di cheo io brucio.) Ulcera della cornea, esternamente calda, crostosa e sordida, più profonda e più depascente dell'epicauma, accompagnata sovente da febbre e difficile a cicatri> zarsi, onde V ammalato divieti guercio. (Aq) ENCAUsi.*(Chir.) En-cà*u-si. Sf, F. G. Lat.o ncausis. (Da en in, c cavste bruciamento, ) Infiammazione della cute prodotta da scottatura. (Aq) Encaustica. * (Pitt.) En-càu-sti-ca. Sfi. F. G. Lat. encaustica. ( Da en per, e causticos che ha forza di bruciare.) Arie di dìpignere degli antichi per mezzo del fuoco, e propriamente con colori incorporati colla cera- (Van) Encausto. (Arche.) En-cà-u-sto. Sm. F. G. Lat. Liquore purjmreo o del colore del carbone ardente, di cui gli antichi valeansi per inchiostro, fitto col murice cotto , ossìa colla sua conchiglia pesta. Con questo inchiostro gl' imperatori di Costantinopoli sottoscrivevano l & lettere scritte da' loro segretarii. ( Da cn in , e cavsteon verb. di cheo io brucio. ) (Van) a —- * (Pitt.) IJ encausto de * moderni finora non è che un sapone di cera , col quale si uniscono i colori nella pretesa attuale pittura all'encausto. (Aq) Encefalalgià. * (Med.) En-ce-fa-lal-gì-a. Sfi. F. G. Lat- encephalalgia* ( Da encephalos cervello, e algos dolore.) Dolore nel cervello. (Aq) Encefali. * (Zool.) En-cé-fa-Ii. Sm. pi. F. G. Lat. encepbali. ( Da encephalos cervello.) Fermi che si generano nella testa, dove cagionano violenti dolori, cosicché ne nasce talora aberrazione di mente. (Aq) Encefalico. * (Anat.) Etvce-fa-li-co. Add. m. F. G. Lat. encephalicus. (Da en in, c cephale testa.) Aggiunto delle membrane, vene , arterie ec. contenute nella testa. (Aq) Encefalite. (Med.) En-ce-fa-lì-te. Sfi. F. G . Lo stesso che Encefaliti. F. (Van) (N) Emcefalitide. * (Med.) En-ce-fa-lì-ti-de. Sf. FG . Lat. encephalitis. ( Da en in , e cephale capo.) irfiammazionc del cervello, e talvolta ancora delle meningi. — , Encefalite , sin. (Aq) (Van) (A. O.) Encefalo. (Anat.) En-cè-fa-lo. Sm. F. * G. Lat. cncephalum. ( Da en in, e cephale capo. ) Nome che dassi a tutto ciò eh' è racchiuso nella testa. Alcuni chiamano particolarmente Encefalo ilcejvelio. (Aq) (Van) Encefalocele. (Chir.) En-ce-fado-cé-ìe. Sf. F. G. Lat. encephalocele. (Da encephalos cervello, e cele tumore.) Ernia del cervello o del cerebello , che sorge dalle ossa del cranio per quelle parti in cui V ossificazione non è per anco formata , come avviene ne' neonati fanciulli. (Aq) Encgfalogia. * (Anat.) En-ce-fa-lo-gì-a. Sfi F. G. Lat. encephalogia» (Da encephalos cervello, c logos discorso.) Trattato del cervello. (Aq) Encefalografia. * (Anat.) En-ce-fa-lo-gra-fi-a. Sfi F. G. Lat. encepha- lographia. ( Da encephalos cervello , e graphe descrizione. ) Descrizione del cervello . (Aq) Encefàloidh. * (Med.) En-ce-fadò-i-de. Sm. F.G. Lat. cncephaìoides. (Da encephalos cervello, ed idos rassomiglianza.) Materia bianca* omogenea, più o meno consistente , ricoverta di punti rosei, che* secondo Lainnec, pare analoga alla sostanza midollare del cervello. Z’Encefaloide trovasi qualche volta rinchiusa in una cisti, altre volte l'iunita in masse irregolari in cui si sviluppano vasi sanguigni, altre volte finalmente come feltrate tra varie alterazioni morbose dell* gano canceroso. Questa maniera di degenerazione de' nostri tessuti è ! ultimo termine del cancro. (A. 0.) Encefalo!di. ( St. Nat. ) En-ce-ft-!ò-i-di ; Sfi. pi F. G. Lat. enccpha- loides. ( Da encephalos cervello, e idos forma. ) Specie di madrepora , a cui le tubercolose tortuosità danno la figura d' un cervello » — , Mcandrite , Ccrebrite, sin. (Aq) Encefalotomia. * (Anat.) En*ce*fa-lo-to-mba. Sfi. F.G. Lat. encepha- Jolomia, ( Da encephalos cervello, c tome taglio.) Parte dell' anatomia che ha per oggetto la dissezione del cervello. (Van) Encelado, * En-cè-la-do. N- pr. m. Lat. Enceladus. (Dal gr .en in, e celo- dos strepito.) Lo stesso che Tifeo. F—Uno de' 5o figli d Egitto.(JI)(fi b / Encelialgia. * (Med.) En-ce-li-al-gì-a. Sfi. F. G. Lat. encoelialgi 3 * ( Da cilia ventre, e algos dolore. ) Dolore degl' intestini. (Aq) Encelio. * (Anat.) En-ce-ii-o. Sm. F. G • Lat. encoelium. (Da en ia ’ e cilia ventre. ) Focabolo che comprende tutto ciò che si tro^ a nell* addomine o basso ventre. (Aq) Encelite. * (Med.) En-ce-H-te. Sf. F. G. Lat. encoelìtis. (Da ciha vc fl ' tre.) Infiammazione degl' intestini. — , Enterite , sin. (Aq) Encenia. (St. Ebr.) En-cè-ni-a. Sf. F. G. Lat . cncaenia. (Da enfi 1 ’ e cenos nuovo, onde encenoo io innovo, dedico , inizio. Indi lo gnare de’ Napolitani per incominciare ad usare od a fare. ) I Giud^ s davano questo nome ad una festa solenne che essi celebravano d 25 del loro nono mese , cd in memoria della restaurazione e purgazi° ,ie del tempio fatta da Giuda Maccabeo; essi avevano ancora due ahf encenie , cioè la dedicazione del tempio fatta da Salomone , e quelld che fece Zorobabele dopo il ritorno dalla cattività. (Aq) (Van) Enceniare , En-ce-ni-à-re- N. ass. Celebrar V encenia. Muss. Pred. 3 * 445. Bevg. (Min) Enchelea. * (Geog ) En-che-le-a. Antica città d' Illina. (G) Encejelei. * (Geog.) En-chedcò. Antichi popoli dell'llliria. (G) Unciieude. (Zooi.) En-chè-li-de. Sfi F. G. Lat. enchelys. (Da enchcty anguilla.) Lo stesso che Ciliudruolo, F> (Min)(N) ENCHELIOPO Ewcnmopo. * (Zool.) En-chc-U-o-po. Sm. P r . G. Lat. enchelyopus. (Da enc/tely's anguilla , c ops, opos vista.) Genere di pesci da Gronovio sibililo , > da Linneo confuso col genere blennio j così denominali dalla loro somiglianza con l' anguilla . (Aq) ■^ncuimoma. * (CÈir.) En-chi-mò-ma. Sf. V, G. Lo stesso che Enchi- filosi. y. (Aq) Enchimosi. (Chir.) En-chì-mo-si. [Sf] y. G. [Effusione improvvisa di sangue da’vasi cutanei. — , Euchirnoma, siri,] Lat. enchymosis. Gr. ’X*y*»«ns. (Da enchy'ma tutto ciò che s’infonde.) Lib. cur. malata Alla cnchimosi giova 1’ unguento della Macca lavato con aceto. ’KCHiRimo. (Lett.) En-chi-rì-di-o. Sm.y. G. Manuale. Piccolo libretto a man q , contenente osservazioni , precetti , principii particolari e Lat. enchiridion. Gv. sVX Ei p*^ 10( '* ( Da en in , e chiv mano , binile chiridion piccola manica.) Salvili, disc. 1.102. E l’Enchiridio, aureo libretto C c yclos circolo. ) Circolare , e dicesi di Lettera di un* autorità s * l pcriore, che viene spedita alle autorità locali per V esecuzione delle disposizioni presei nia piu comunemente dicesi di Lettere pastorali o simili, Baltagl Casin. Berg. (Aq) (N) Kci cuo. * (Fis.) En-ci-cli-o. Sf. y. G. Lat. encycles. ( Da en in , e c yclos cerchio. ) Cerchio nell 1 acqua formatovi dalla caduta di -p Un s asso. (Aq) '^oicLoPEDiA. (Lett.) En-ci-clo-pe-di-a. Sf y. G. Lai. encyclopaedi'a. yla en in, cyclos circolo, e pedìa disciplina, che vien da pes, pedos vuoilo.) Corso completo di tutte le scienze , arti e mestieri , ossia “ Complesso dell' ... Uci , presso i 1 Co mpiulissima. um .no sapere : denominazione tratta da' materna- . (Aq) Pallav. Jralt. siti. cap. 3 u Se l’avcr dette alcune Parole ec., senza però darne o mostrarne veruna interior contezza, ^ta perchè un poeta comprenda nelle opere sue V enciclopedia. (A) Disc. 2. 332 . Quella università di scienze e di facoltà che da’ g rc ^i cn ciclopedia, da Latini orbìs doctrinarum fu appellata. E 3 . Quel giro di dottrine che i Greci chiamano con legittimo nome ^ iciclopedia. E Pros.Sacr. 203 .Quci giro di dottrine tra loro connesse a ^ C °5ì° a * cna * e ’ che enciclopedia ovvero circolare erudizione si chiama.(N) e rl 10 ^ 0 - S ran Dizionario universale , compilato dal d'Alembert 3 ^ valentissimi Francesi nel secolo Xyill. (Aq) f Libretto che contiene piu e diverse cose. Zibaldone. Miscellanea. p Gahl. iV. r 5 * ciclopemi ( 0 ) >ico , En-ci-clo-pè-di-co. Add. m. Spettante a enciclopedia . 5 Qlni Dial. Dizionario enciclopedico. (A) di Persona, L’Ingegno o simili— Versato in ogni genere di trina. Salvili. Coni. Bocc. Dant. Ebbe grandissima fama {Galileo '), jj dotto, facondo, enciclopedico. (A) Salvia. Pros. Tose. 1. 4 g 6 . cLi e ancora filosofar la Rettorica , c ciò ben si mostra ec. dall'cn- Ekci* e ** co in § e S n0 ^ Aristotile, (N) * (Dfi' 1 '*),En-cì-sti. Add. e sm. y.G.Lat. encystcs.(Da en in, e ^cis w vcs cica.) Tìimo/z od Ascessi involti in una membrana. (Van) fum C °' (Dhir.) En-ci-sti-co..^òAi. m. di Encisti, ed è agg. di tumore. ^ 8 CLi'° ri * Cnci * st * c * sono sieatomo 1 il tncdiceride ec. (A. O.) E»clit E °" * Fn-cli-sc-o. Dio particolare di Gaza , in Paleslina.( Mil) Jbv^ ^Dram.) En-clì-ti-co. Add. m. Ed Enclitica usato anche in n a h ^^ at ‘ enc fil’ cus * (Da en in , e clìticos che s’incli- hfjj e Piega.) Aggiunta di particella che si unisce alla parola che latin GC€c * e 5 c ^ Lti f orma Wla s °l a uoce con essa . Que , Ne , Ve nel m 0 |.° 1, 50,10 Vorticelle enclitiche. Salvia. Buon . Pier. I Greci usano * ncJltlca P on ' (A) in.*** (Sh Eccl.) En-còl-pe. Sf y. G . Lat. encolpium. (Da en mtn° S SOO °^ Piccola scatola* che* contiene qualche relìquia di “«He " ” ,n s,. r A-Ja Un c ” 0 ' anl ° ’ e c ^ ie P ortasl sospesa ai collo. (Van) no P ‘°’ * Kn-còt-pi-o , Encolpo. JSl. pr. m. ( Oal gr. en in, e coìpos l a ,.'-, s ' porta in seno.) — Liberto caro al suo padrone, in ^“'corif^ 6 ' — Storico greco del li. secolo. (Mit) en * (Chir.) En-col-pi-smo. Sm. V. G. Lat. encolpismus. (Da Es Co > c C0> P°s seno, grembo. ) Infezione nella vagina. (A. O.) Mudare* > Eu’-co-mW-re. [sllt.] Dare encomii, Lodare. Lat. col- . • J-rr. iyKaiftvi'C,sit. Red. lett. 2. i 4 j- In quella suddetta Jet- Cdei clic ,cr a nell ’ ii. “H- ni quena suaactta let- liiia p e 113 T la ' e ,' ia encomiata V. S., ha voluto ancora favellar della . Zurlo lsona ', M Salviti. Disc. 1. 214. Non dee per niun conto sprez- ®*com A ’ 013 “Amarlo ed encomiarlo. (N) " ' STE ‘ rr1 ''"' ~ tn i. Lo stesso che Encomiatore. V. (A) a mettere in capo I’ autorità di quelli, ? ’ 2 7- Io - '•uvuimasu uei gran Demostene. (R) Red. Lett. t. 3 . p. -°!''iA,yri 10 CC ’ un v oridico encomiaste de! suo merito. (N) Gr. e ’ CO ' En-co-tnià-sti-co. Add. m. Lodativo. Lai. 'landativus. CotI >iasticT‘a ' J . T ‘ K ° S - Salvin - Pros ■ T °sc. 2. 104. Orazio nell’ ode eu- 147. M a fle .fi ran Erico greco lo paragona a un fiume. >» E Gas. Ponto sii;X' C3h ve . rsi di Timone sopra Platone . . . non mi paiono t>c - la sua V?, nZl oncoll ‘iastici. Magai. Lett. Fani. 1. 82. Ilo letta •aia n n .“I® 1 gentile e nervosa lettera encomiastica sopra la Delto rffp* 1 SaI,no ec ’( N ) . .. Persona , vale Encomiaste . Tjndrttrvrc. T nrttr Tra ji; at * Jers ?P a , va -le Encomiaste , Lodatore. Gor.Long_ Posto R lj ' patetici non sono punto encomiastici, ed all' op- " * (M u ,s cn aS j'' sono raeno di tutti passionati e patetici. (A) To • E» cò-mi-^o. ^dfl? sise ^ a V ^««“•(Van) Il IATI Etto Add. ni. da Encomiare. Lat. Krl\ &YXlO(X.lCttT3HS, iaudatus , ce- £n Co w .- *■ Encowiare - Che . Lat. iaudatoi. Gr.èyKup.ijL<7Tns.(A)Cqsin.B&g.( i 0) ENDEMICO 53 ERCóHfATi’JCE, * Et>co-mia-tn-cc. Veri, f di Encomiare» y. di reg,(P) Encomio, En-cò-mi-o. [Am.] Lode. Lat. encomium. Gr. iyx.Mp.iov. Gal . Sist. 54 ‘ Con cncomii continui cantando la sua gloria. Sega. Pred .• i$- 5 . Mischiando que’vituperi!, che d’altrui dite, con qualche encomio , che tanto pur vi dia credito di sinceri. Encomio diff. da Lode , Elogio , Panegirico. Lode o Loda c termine generico cd indeterminato, e vale una Orale o scritta manifestazione onde si approvano le altrui meritevoli azioni. Elogio è una voce destinata dall’ uso ad indicare una composizione scritta o recitata, con la quale vien esaltato un degno soggetto con lodi appoggiate su prove di fatto. Encomio esprime un grado maggiore di lode del quale si fa uso quando si vuol rendere celebrato il nome di qualche insigne persona. Panegirico è anche Elogio *, ma questo suol destinarsi al merito degli uomini considerati come uomini , e Panegirico a quello de’ santi. Encope. * (Chir.) Èn-co-pe. Sf y. G. Lai . encope. (Da en in, e cope taglio.) Ferita di stromento tagliente. —, Eccope, sin, (A. 0 .) (Aq) Encrahio. * (AnajL.) En-crà-ni-o. Sm. y.G.Lat. encranium. (Da en in, e cranion cranio. ) Dicomi così il cervello ed il cervelletto. (Aq) Encratide , * En-crà-ti*de.iV. pr.f. Lat. Encrates. (Dal gr. en in, e crateo io comando.) (B) Encratiti. * (St. Eccl.) En-cra-tì-ti. Eretici del y. secolo seguaci di Taziano , i quali vivendo nel celibato ed astenendosi da' cibi animali e dal vino , condannavano V uso del matrimonio , come invenzione del principio del male. (Dal gr. en in, e cratos forza, imperio; poiché questi eretici si davan vanto di esser forti e di comandare alle loro passioni.) (Ber) (Van) Ekcriniti. (Zool.) En-cri-nì-ti. Sm. pi. Polipai fossili del genere degli Enormi. A questo appartiene il Libimi iapidcuin, petrificazione rarissima . ( Dal gr. crinon giglio.) (Boss) Encrino. (Zool.) En-cri no. Sm. Nome d’ un genere di animali del- /' ordine degl* idre formio investienti il proprio stìpite nuotante i corpo libero , allungato ; stipite liscio o poliedro , coll' asse centrale osseo, o quasi pietroso articolato ; nell'apice ramoso, coi rami ad ombrella,carichi di polipi in serie dispostidy .encriniti.^Renier.QMo) Encristi.* (Farm.) Eu-crì-sti. Add. e sm. pi. y . G . Lat. cncrista. (Da en in , e christeon verb. di ckrio io ungo. ), Rimedii liquidi che si adoperano facendo delle unzioni. (Aq) Ekdaitia. * (Mit.) En-da-i-ti-a. Soprannome di Minerva , per essersi cangiata in colombo . (Dai gr. en in , c da daite o sia dete convito; e ciò forse a cagion de’ conviti che faccansi nelle feste di commemorazione di questa metamorfosi.) (Mit) End ava., * (Geog.) En-dà-va. Fiume della Nuova Granata. (G) Ende , En-dc. [ Congiunzione .] y. A. y. e di' Quindi. Lat. inde. Gr. S&tr. Nov. ani. 5 y. 2. io vi prometto lealmente eh’ io v’ ende diliverroe. ai Salviti, note al son, 54 - di M. della Casa. Dai nostri rimatori antichi si ricava essersi detto dal latino inde primieramente ende , voce anche antica spagnuola valente lo stesso. (N) 2 — * Talvolta questa voce presso gli antichi vale Ne è. Guitt. Lett, 33 . 7 8. O quanto meno ende fuori, meno ave vizio podere. (V) Endè. * (Geog.) En-dè. Una delle isole della Sonda. (G) En decacordo. * (Mus.) En dc-ca-còr-do- Sm. y. G. Lat . hendecachor- dum. (Da hendeca undici, e chorde corda.) Strumento musicale degli antichi di undici corde., (Van) Endecaedro. * (Mat. c Chim.) Èn-dc-cà-e-dro. Sm. y, G. Lat. hende- cahedrum. ( Da hendeca undici, e hedra faccia. ) Corpo solido o cristallizzalo a uiAid facce. (Aq) Endecaginia. * (Bot.) En de-ca-gì-ni-a. Sf y. G. Lat. hendecagynia. ( Da hendeca undici , e gyne femmina. ) Classe di piante fornite- di undici pistilli. (Aq) Endecagono. (Geom.) En-de-cà-go-no. Add. e sm. y. G. Lat. Iiende- cagonus. (Da hendeca undici, c goma angolo.) Poligono di undici lati e di altrettanti àngoli. (Aq) Endecàndria. * (Bot.) En-de-càndri-a. Sf y . G . Lat . heudecandria. ( Da hendeca undici, e atier , andros maschio, e per estensione, stame che caratterizza questo sesso nelle piante.) Ordine di piante , da Filiberto stabilito nella classe monadelfìa col solo genere della B-rownea , caratterizzata da undici stami. (Aq) Endecàpetaro. * (Bot.) En-de-ca-pè-ta-lo. Add. m. V. G. Lat. bende- capctahis. ( Da hendeca undici, e petalon foglia.) Agg. di Fiore che ha undici petali. (Van) Endecasillabo. (Lett.) En-de-ca-sìl-Ia-bo.[v 4 , Vergilio versi ventuno che nel sesto dell’Eneida piangon Marcello, n’ebbe dieci sesterzi dell’uno ec. Red. Annoi, Ditir. 61. Frase ec. imitata da V' 1 ' gilio nell’ Eneida. (N) Eneide. * (Lett.) E-riè-i-de. Sf. Lo stesso che Eneida. F. Salvia. Pros. Tose. 1. 68. Il gran Virgilio ec. espresse perfettamente ec. nel gra ' 1 Poema dell’ immortale Eneide il maraviglioso e 1 ’ eccelso. (N) Eneide. * N or. fi (pertinente ad Enea.)— Ninfa, madre di Pane.lfi^i ENEiDi.*(Arche.) E-né-i-di. Nome di una tribù di Atene, cosi chiami 11 ' 1 da Eneo re di Calidane. (Mil) . Eneidomastice. * (Lett.) E-nei-do-mà-sti-cc. Aire. F- G. Detto per J rima in vece di Eneidomastigo. F. Ros. Sat. 6. E per i’ Eneide r Ll chiamalo Corbilio Eneidomastice. (N) Eneidomastigo. * (Lett.) E-nei-do-mà-sti-go. Aire. F. G. Lai. aeneidG" mastigus. (Da eneis , idos eneide ; e maslix, igns sferza , Pagello.) •*'' telo di un libro che si dice scritto contro /’ Em ide di Firgilio un certo Corbilio pitture , che vi notò i furti cd i pretesi difetti quell' immortale poema ; e fu pure applicalo allo stesso autore. •— ’ Eneidomastice, sire. (Van) Eneleo. * (Farm.) E-ne-lè-o. Aire. F. G. Lai. oenelaeum. ( Da fiOf vino, ed eleon olio.) Mistura di vino, per lo più nri'O e denso, e d’eù di rose da adoperarsi nelle fratture dove l'osso non è d nudato. {My Eneliassids. * (Arche-) E-ne-li-às-si-dc.A/ijRwM greca in onore di En‘ a . l lo stesso che Marte, oppure secondo altri uno de’ suoi ministri. (M 1 ' Enema. * (Farm.) È-tie-ma. Sm. F. G. Lat. enema. (I Greci dico 11 cnema tutto ciò che s’introduce negl’intestini, da iniemi io immetta^ Infezione di un medicamento liquido negl’ intestini mediante un fone o scìringa. (Aq) (Van) Enemone. * (Farm.) E-nè-mo-ne. [Add. e sm. F. G. Lat. enhacm 0 ’ ' ( Da ere in , e firma sangue. ) Rimedio esterno per fermare ed lSl gnare t emorragìa. (Aq) . c Enbnzio. * (Mit. Chir.) E-nèn-zi-o.— Uno degli Dei de’ Fenici, (r 1 ’ 1 ' lo stesso che Marie, da amalz esser forte, valido, o da ometz *' ol) stezza, o fortezza.) (Mit) Eneo, * E-nè-o, Oeueo, Eno. N. pr. m. Lat. Oeneus. (Dal gr. oin n61 J cioè inois vinoso.) — Figlio di Porlaone e suo successore nel re S'‘ di Calidone , padre di . 1 / eleagni, Dejanira e Tideo. (B) (Mil) rti Eneo , È-ne-o. Add. 1 re. F. L. Di bronzo. Lat. aetieus. Gr. Buon. Fier. 5. 5. 2. La ricoperta d’ oro enea figura, Sembianza q 1 Dea clic dalla mente Fu concetta di Giove , Vi mandano i piò 1 stri slatuarii. . . Eneocefalo. * (Zool.) E-ne-o-cé-fa-Io. Sm. Lat. atìieocephalus. (Dal D ' aencus di bronzo , e cephale capo. ) Specie d’ insello del genei’ e 5 filino , distinto dalla lesta a colore di bronzo scuro. (Aq) ;1 Eneorema. * (Med.) E-ne-o-ré-ma. Sf. F. G. Lat. enaeorema. ( in , ed eoreo io sospendo, levo in alto, onde eorema elevazione. ) fio bietta che galleggia sull’orma, della da’medici Nebula suspensa. ( . *_ Energeticamente , E-ncr-ge-ti-ca-mén-te. Avv. Con modo energ et,t ‘ Fallisti. (A) . e Energetico. (Med.) E-ner-gc-ti-co. Add. 1 re. Che opera con 6ne T$ ,U r\) dìcesi de’nervi e de’muscoli.Lal. activus. Gr. mpynrixós. Fallisin <- g Energia , E-ncr-gi-a. [A/l] F. G. Efficacia, Forza [ speciale dell 1 operativo o dell’ operazione. F. Efficacia. ] Lat. vis , efficacia- ìdpyiiK. (Da en in , ed ergati opera , fatica.) Gal. Sist. 1 • A n ‘,,i- esaiiuaandQ quale C quanta sia la forza e l’energia ile’ progressi [ E1SERGIAC0 pali-lici, Sagg. nal. esp. i 35 . Avendo l’energia del freddo nel rarefare scavalcato d’insieme le viti. 5 ~ È sinonimo di Momento di qualsivoglia forza. Red. Cons. Guid. Qr. ec. (A) (Fisiol.) Dicesi della fòrza de' nervi e de' muscoli , e specialmente quella della virilità. Cacch.Ragn. Energia nervosa del corpo umano. (A) * * (Ret ) Dicesi della forza ed efficacia del dire. (A) Salvia. Cas. 115 . U discorso anche allora, come più assoluto e sciolto, ha più energia. (N) hvroiaco, * E-ner-gi-a-co. Add. m. Lo stesso che Energico. V. Uden. Nis. £erg.(N) . KBAc.icAjvieNTB, E-ner-gi-ca-nién-tc* Avv % V* delì! uso. Con energia* e “ìcaciter. Or. mpyùs. (A) ergici. * (St. Ecd.j E-ncr-gi-ci. Setta d ‘ Eretici del XVL secolo , iia,na l % i così perche sostenevano essere l' Eucaristia V energia ehi o tu di O, c. , non il suo Corpo una. rappresentazione di esso . — 9 Energistì, sin. (Ber) brgico, E-nèr-gi-co. Add.m. V. dell* uso. Lat. eflìcax. Gr. htpyticoi. he ha energia. — , Energiaco , sin. (A) Parini • E fra sempre in- ^stanti ombre schiamazza 11 scrmon patrio, e le facezie e il riso Del» J energica plebe. (M) ^ Scisti, * (St. Eccl.) E*ner-gì-sti. Lo stesso che Energici, V. (Ber) BflGcittENo * E-ner-gù-me-no. t Add . e sm. V ’• G. Lo stesso che ] Inde» j^orùalo, Z'*. Lat. cnergumenus- Gr. ivspyQvpsvos. (Da energeo io o- l er °? e menos ira : Io opero con ira, Io mostro nelle mie azioni fn- °re.) Er. Giord . Pred. Chiaro per la sanazione di tanti malori, e la liberazione di tanti energumeni. b *vare , E-ner-và-rc. Alt. V* L . Lo stesso che Snervare. V . Lai. a eilcr j Vare. Guicc. Slor. (A) "T E n. ass. Segr. Eior. Princ. p. 261. Da quel principio comìii- j,piarono ad enervare le forze dell’ imperio romano. (N) j^Rvàtissimo ,* ’M-uii'c-và-iìà-si-wo. Add.superi, di Enervato. Daniel.( 0 ) RVato , E-ner-và-to. Add. m. da Enervare.Ea£.enervis.Gr.o‘v6i>po£.(A) * ^ Lr. Vecch. p. 16. (Ediz. Alenzi.J'Sldi impcrtanto la veccbiez» a boa mi h a enervato ed alBiUo. Gmcc. Slor. 10. fBibl. Enc. II. f' Cacciata una delle parti , sarebbe molto facile cacciale con j? ^ ar mi italiane I* altra già indebolita ed enervata.(N) Ovazione. (Anat) E‘ncr*va-zi6*iie. Sf. Intersezioni lendinose dermi- Eke * retti deli’addome. (A) s mEMO, * E-ne-si-dé-mo. N. pr . m. (Da cnesis introduzione, e demos Popolo : Introduttore del governo popolare.) — Guerriero argivo che Ea P lutlns to morire in Argo assediato che arrendersi. (Mit) simo , * E-nè-si-mo. ZV. pr. m. (Dal gr. onesimos utile .)—Piglio d’ip - ^>? C00n * fi ’ ucciso dal cinghiale di Calieionia. (Mit) E né-si-o. Soprannome di Giove preso dal monte Enus^ Ujj c * ìsola di Ce faionia , dove questo dio aveva un rinomato tempio.(M.\i) }'*■ \ * E-né-ta. JS’.pr.f. { In ^r. mete Ubbia, ed oueios utile, ovvero Ek^ pcrevole, ) — Piglia di Casoni , e madre di Cizico . (Mit) 0 y-‘* (Gcog.) E-ne-ti. Lat. Hcneti, Veneti. Antichi popoli d!Italia , * l ginarii dell’ Illirio , che abitavano nella vicinanza dell* Adria , ed Padova per capitale. (G) ^VE-nè-to, N. pr.ru. (y. Eneia.)—Figlio di Dejone e di Dìomeda.~~ Ej, kta morto digioja nell’esser gridato vincitore ne'giuochi olimpici. (Mit) (Eet) fcu-fu-si. [Sf. V. G.] Figura per cui [coll' esterne dìmo- Co r 0n * > cioè coli energia deli espressioni , col gesto convenevole , Più. l *? Cc ^ » c °ì ec. si aggìugne forza alla sentenza, o] si esprìme in *** 9 w e//o che si dice. Lat. cmpliasis. Gr. é',u.$a.cns. ( Dal gr. en u * phasìs dizione, sentenza, apparizione. ) Pr. Ghrd. Pred .Era sJi* 0 .^ rau parlatore, e parlava con enfasi grande. Demetr. Sega. 58 . all’ VCS ^ a * CUna ^ uta di queste ("leggiadrieJ Omero alla veemenza e E, 5 e * scherzando , molto lònnidabite si dimostra. futi lCAa l EKTE j En-fa-ti-cà-mén-te. Avv. Con enfasi , In maniera eit- '2i$ 0 (^ at ' signiticanter , emplmtice. Gr. Pros. Fior. 6. di \ egli enfàticamente mi confortò dicendomi : Va pur su ^H'At U ° U c ^ orc ? senza paura e riguardo. 6*^™ ico ^P-n-fà-ti-co. Add. m. Pieno di enfasi. Ijat. emphaticus. Gr. l e „ ° LT ‘^ 0s ‘ Segna-. Alanti. Nov. 8. 1. Da un puro ossequio verso la hebe ì quale ti divieta con forme sì espressive , sì enfa- ^tìca 0g ? 1 Venf ^ e ^ a - Salvia, disc. 3 . 88. Si ristrigne con manieracn- d’ j ln ’ ) atta Propria a significare un genere particolare di cosa, cioè UntJ 0l ? n . Za ' Peos. Fior. 6. 232 . Gli sfoderò in faccia una difesa a -•(Pit'l p ca e . doto. ohe ec. Ver ìono ) / 7‘ uraticì dissero gli amichi i colori apparenti, che sovente si Esf er "Cf inerite prima del sorgere c dopo il tramontare del so/e.(Vali) ìf Kn-fér-mc. Add. in. f r . A. e di' Infermo. Rim. ant. fvri ll0 ’ J? n ' ?° 3 . f - la nota 77. Gititi. Lell.J S’alcun ha 'I cor elise foi-i ,, vUdsl dica: oltrepasso, Non ha secco ma passo , Avendo in ^sreu-ii ? l:" 6 guarire. (V) Hi 1 ( j. f En-fer-tà. Sf. V~. A. Lo stesso che Infertà. P r . c ih ’liifiir- Cile 7 ”. vlnt. f'r. Guitt. f ’r~. la noia 1gz. e ’óqo. Guitt. Lett.J *‘' ìp Ugio s °* e dell’enfertà sua forte, E temenza di mortesostene. (V) 118 tuu.J' 1 !:''’ En-tìa-^ion-ccl-Ia. {Sj'f dim. di Enfiagione. Lat. exigu- giera , r - °yx<“ 5 >ov. Lib. cur. maiali. Comincia prima una Icg- Est| C B § i?"“ lla . Ml| s gola. 'inai [ Sf. Gonfiezza , e La parte enfiata ; nel f-mìei-.’ j{: dteesi pure Enfiamento, Enfialo, Enlì irc.]—,Enfìazione, ENFIATO 55 _.J-. . yll , . , t y,„ 1 v* i Ilstlicu J’L’lIClil'Xi num. enfiagioni e gravità di membri e oscurità la. Alleg. ’à'àz. fiuon tostl> ' m inacliini dell’ uno, e I’ enfiagioni dell’ altro, sciup,’, 4- 5 ' 1 i- G-uarda com’ io l*iù del solito son qui ricre- EiVr ''“sta è tutta enfiagione. " a 3ione dia; da Dn/iammlo , Eifutura , Cocciuola , Gonfiamento. L’ Enfiamento c I’ atto dell’ enfiare. La Enfiagione è lo stato, ed esprime il crescimento visibile della parte. Cosi pure Enfiatura ; se non che questa è meno frequente nell’ liso ordinario. Cocoiuola c piccolissima enfiatura cagionata per lo più da morsicature di zanzare , dal ribollimento del sangue, dallo stropicciamento di corpo ruvido c pungente. Gonfiamento è pure Enfiamento^ ma il primo offre meglio la idea della tensione prodotta dalla pienezza , ed ha inoltre più volentieri senso traslato. Enfiamento , En-tìa-mén-to. [tfnj.) L’ et fare. \_V. Enfiagione.] Amm. Ant. 3. g. 7. Certi minuti animali , quando mordono, non si sentono ; si c piccolo e ingannevole lo pericolo di lor puntura ; l’ enfiamento dimostra il morso. Lib. cur. febbr. Abbia gli occhi molto in dentro, per enfiamento delle palpebre! 2 — Gonfiamento. Lat. inflatio , flatus. Gr. q>vtrnp.x, Cr. 3. f 2. Il cece è di molto nutrimento, e inumidisce il ventre , ma genera ventosità ed enfiamento. 3 — Per simil, Crescimento, Ingrossamento. M■ P. 3 . 65 . Turbato il tempo, con ravvolto enfiamento di nuvoli , ristretta la materia umida da’ venti d’ ogni parte, con disordinato empito sopra la città c parte del contado di Cherinona ruppe. 4 — Per metaf. Enfiamento di mente, vale Superbia. Lat. mentis inflatio. Gr. if'- Tlzry. x. Maeslruzz. 2. 5. Dell'ira ne nascono sei fvizìij cioè risse , enfiamento di mente , ec. » Cavale. Discipl. spir. 35. Medicina del nostro tumore è I’ umiltà di Cristo. Il qual tumore ( onde sono detti tumidi i superbi e gli altieri ) non è altro che un certo tumore ed enfiamento della menle verso le persone, e mal pcnsard’altrui.(V) Enfiare , En-lià-re. Alt. Gonfiare , [/'ùr] ingrossale per enfiagione.Lat. tumefacere. Gr. i^oyx.ov>. ( Dal lat. infilare gonfiare. ) il/. Àtdnbr. Ma elle sono grosse e pesanti, e ingrossano e enfiano la forcella. E a/irove; Ma a chi ne mangia troppo , sì enfia il ventre, e tura le vie. Cr. <). tf 1. Ed alcuna volta per cagione del detto verme si fanno nel cavallo, e spezialmente nel capo , diverse piaghe, c le più sono piccole, cd enfiano il detto capo. E num. 4- Ma se ec. soprabbondino gli umori , che enfiano di soperchio le gambe, allora si cavino quelle gangole. E cap. 40. 1. Fassi ancora mi’ altra infermità nella gamba, che enfia il nervo , ed indegna e fa zoppicare. 2 — Per simil. Gonfiare , Ingrossare. Guìd. G. Essendo incrudeliti li venti , ferero enfiare li mari. 3 — N. ass. e pass. Ingrossare per enfiagione ; Ce propriamente dteesi del ] Rilevamento di carne proprio de'corpi e delle loro membra. Lat. tumere , intumescere. Gr. oynoèrr^ca. Eiloc. 2. 16S. Della qual cosa chiunque sarà primo mangiatore, o subitamente morrà, od enfierà per la potenzia del veleno. 4 — Eig- C Crescere , Aumentarsi, Farsi sèmpre maggiore. ] Li». Dee. 3. La guerra de’ Latini, la quale già alquanti anni era eufiata , non potea più durare. 5 — Insuperbirsi, [ Montare in superbia. ] Gititi. G. Ma noi enfiando per orgoglio di molta superbia. Pass. 2 52. Perchè enfia per superbia contri a Dio lo spirito tuo i Maral. S. Greg■ 2g. 13. li nostro astuto avversario si sforza il’ enfiare e soffiare con cattivi desidera nelle nienti di coloro che egli vede rendere splendore c lume di giustizia. 5 — [Onde La scienza enfia = La scienza fa altrui insuperbire .] Maeslruzz. 2. 6. fi. Quando alcuno del cognoscimeuto della verità insuperbisce; onde è scritto: La scienza enfia. 6 — Commuoversi, Adirarsi. Guid. G. A vvegnadiochè per la sua dimo- slranza fossero molto enfiati contro a Ini. Enfiatamente, En fia-ta-mèa te. Avv- Con enfiagione , e fig. Orgogliosamente. Lat. inila te. Gr. dynrAwS. (A) Enfiatello , En tìa-tèl lo. [Am.] dim. di Enfiato. [Enfiatura piccola .—, Enfiatolo , Enfiatuzzo , sin. ] Lat. tuberculum. Gr. òyA^iov. Er. lac. T. 4■ 32 . 7. A me vengono cufìulclli ec. ( Cosi i testi a penna ; le stampe hanno pistelii. J Enfiaticcìo , Eii-tia-tic-cio. Add. m. dim. dì Enfiato. [5l-'Zzn enfiato. ] Lat. tumidiusculus. Gr. eVl -irotzhv èye>.'brs. Lib. cur. malat. Hanno sempre il volto c le gambe enfiaticele. Enfiatimi , Eu-fia-tà-no. [ 5 ’in.] dim. di Enfiato. Lo stesso che Eifiatello. y. Lai. tubercnluni. Gr. fray.rr.v. Lib. cur. malati. Vengono molli enfiatali intorno alla gola. E appresso: Questi sono simili agli enfiatici di sotto le braccia. Enfiativo , Eu-fia-ti-vo. Add. m. Che fa enfiare o gonfiare. Lat. tu- melaciens , inflans. Gr. èp,mevp.xrterixis , t^vtxpny.òs. Cr. 3. 7. t3.hu pasta del frumento usiamo in molti modi ; e se è azzima e viscosa , c enfiai iva , e a smaltir dura. Enfiato, En-fià-to. [Ani. Lo stesso che ] Enfiagione. V. Lat. tunlor, tuber. Gr. tfvpa. G. V. 12.33. 7. Apparendo nell’anguinaja, o sotto le dùcila, certi enfiati chiamati gavoccioli, e tali ghianducce, e tali chiamavano bozze. Cron. Mordi. Nacque costei con un enfiato nel capo, così da lato, era a modo d’una vescica. E appresso : E di poi nacque un’altra fanciulla ec., e nacque col medesimo enfiato. Etr. nov. 2. 2aS. Se non che io vidi a questi di un de’ vostri nipotini, quel maggiorcllo, aver questa simil cosa: io mi credeva che fosse un qualche mal enfiato. 2 — Eig. [ Vano orgoglio, Superbia. ] Tac. Dav. Star. 2. 2gl. La guerra taglierà i toro enfiati, e vedrassi la puzza clic n’ esce. Enfiato diff. da Gonfio , Tumido , Turgido. Enfiato presenta la idea di un fluida penetrato nel corpo. Gonfio esprime lo stalo della S arte del corpo elevata dal naturale. È d’uso ordinario nel traslata. oi diciamo Uomo gonfio d’orgoglio, gonfio di vana speranza, dira , di pazza gioia ec. Diciamo pure Stile gonfio. Tumido è latinismo. Parlando di stile, è più di Ganfio.E Turgido c anche più. Lo stile p*!Ù esser Turgido senz’ esser Gonfio. La Turgidezza può. essere nelle idee, ne’concetti,non nelle figure e ne’vocaboli. Enfiato. Add ni. da Enfiare. —, Enfio, Enfialo, sin. Lat. tuincfkctus Gr. oyxwro's, Bocc. nov. 3j. fi. Insieme colla sua Siwona cosi en- 56 ENFIATURA ENIDRIDE per troppo beveraggio della ’nsalata acqua, nudo si coricò nella terra Dant. Inf. 7. 7. Poi si rivolse a quella eniiata labbia, E disse; taci, maladetto lupo ; Consuma dentro te con la tua rabbia. Tass. Ger.2. SS. Cosi rispose ; e di pungente rabbia La risposta ad Argante il cuor trafisse ; Nè ’l celò già, ma con enfiata labbia Si trasse avanti al Capitano, e disse. — Per mela f. Gonfio , Superbo , Altiero. Lat. superbicns, tumefa- ctus, ir;flatus. Gr. Wtpìifyiuiot, òyxov/j.fvos. Cavale. .1/ v/, cuor. fiati furono nella chiesa di san Paolo seppelliti. Guid. G. L’enfiato Ekgadina. * (Geog.) En-ga-di-na. Lat. Caput Oeni. Sfi Valle della . ' ~* Svizzera , nel cantone de’ Grigioni. (G) Engallim. * (Geog.) En-gal-Km. Antica città di Palestina nella tribù di Beniamino. (G) EsGAssA.*(Geog.) Engàn-na.^nt.ci't.rfi Palestina, al di là del Giordano.^) Engannare, * En-gan-nà re. All. V. A. V. e di’ Ingannare. ( Presso gli Spagn. enganar vale ingannare. ) Rim. Ani. Abate di Napoli 2 . mefa- alato nelle nota 3o. Guitt. Lei. Cusi m’ha l’ennemico engannato. ( VJ '. Le- Emgannih. * (Geog.) En-gan-nin. Antica città della Palestina, nella tribù di Giuda. — nella tribù d' hsacur. (G) Ergano, * En-gàn-no. Sm. V. A U■ e di' inganno. (In isp. engaiio •) Rim. Ani. Bind. Buri. Grave m’ è per enganno Trovandomi traduto, Convenirmi star muto. V. noi. 36 5. Guitt. Leti. (V) ENGANo.*(Geog.)En-gà-no. Una delle is.dellaSonda,nellOceano indiano.lf*) Esgastrigoquo. * (Fisiol.) Eu-ga-stri-lo-quo. Adii, e sm. Lo stesso eia Gastriloquo. V. (Aq) Engastbjmanoro. * (Fisiol.) En-ga-stri-màn-drq. Add. e sm. Lo stesso che Gastrimito. V. (A.O.) 2 —'(Arche.) Cosi furono chiamati pure alcuni indovini, che profetavano parlando col mitre.(Dal gr. en in ,gaster ventre, e mantis indovino.)(Mit) Emgastrijunzia. * (Fisiol.) En-ga-stri-man-zi-a. Sf.U.G. Lo stesso che Gastrimanzia. /''".(Da en in, gaster ventre, e manda divinazione.) (Afi) ENGAsraiMisMO. * (Fisiol.) En-ga-stri-iiiì-srao. Sm. V. G. Lai. engasiri' mysmus. (Da en in , gaster vcutre,e mylhas parola.) Maniera di puf lare che consiste nel dominare la voce in guisa cke non sembri usci' re dalla bocca , ma venire da lontano, (A. O.) Ergastrimito. * (Fisiol.) En-ga-stri-mi-to. Add. e sm. Lo stesso ohe Gastrimito. V. (Aq) 2 — * (Arche.) Eugastrimiti furon dette alcune sacerdotesse d’ApolloI* qualidav,ino glioracolisenzamuoverelelabbra.fV.engraslrimismo.)(fifi l l Ercastriocarpa. * (Bob) En-ga-stri-o-càr-pa. Sf V. G. Lat. engastrio' carpa. ( Da en in , gaster ventre , e carpos frutto. ) Classe o Divi' sione di piante della - /■ ori classe del sistema sessuale di Linneo 1 della crittogamia, la quale comprende tutte quelle che prive di fusto hanno la fruttificazione nascosta nell’interno della loro sostanza. (A' Encilsurga , * Ea-gtl-biir-ga. ZV. pr. f Lo stesso che Angclberga. Engilmonda , * En-gil-món-da -N.pr.f Lo stesso cke Angeimonda. y> Od Engilvica , * Eo-giì-vt-ca. JV. pr. f. Lo slesso cke Angelvica. y. Enginocchiare , * En-gi-noc-cliià*re. N. pass . F. A. y. e di' IogÌR° c ' chiare. Fr» Jac. T. 3. 17 . 18 , Pietro s’ enginocchioe. (V) Engiscofio. (Ott.) En-gi-scò pi-o, Sm. y. G. Lat. engyscopìmn, ( Da cn%f 3 vicino , c scopro io osservo.) Strumento più noto col nome scopio, per osservare i piccoli oggetti ed ingrandii me 1 ‘ immagine.(Ni) JEngisoma. * (Chi**.) En-gi-sò-ma. Sm. l y . G. Lat. engisoma. (Da eng‘ oli più da vicino, e soma corpo. ) Specie di tlasi o frattura dell' os^ dei cranio , per cui un frammento dell osso separato poggia sul»* dura madre , e trovasi coperto dell osso sano. (Aq) Engisto, * En-gi-sfo. N. pr. ut. Lat. Ilcgistus. (Dal gr. ex egos capraJ vandosi alquanti enfiati di vanità, volendosi ciascun far nome , scns- sono e semincai'ono diversi errori e sette. Coll. SS. Pad . Ovvero tra- eodogli ad errore di resìe, e d’ enfiale presunzioni. DìaL S • Greg. Quell’ uomo barbero enfiato , e levato in superbia e prosperità di gloria temporale. Amm. Ant, 36. 8. 6 . E indi noi, enfiati di vane op- pinioni, cadiamo in innumerabili peccati ed isvariati errori. Enfiatura, En-fia-tù-ra. tSf Lo stesso che Eufiore. ^.Enfiagione.] Bocc. iotrod. 5. Nascevano ec. nell’ aiìguinaja, o sotto le diteJla , certe enfiature. Seti. Pist. L’enfiatura mostra il morso, e nell"enfiatura non appare punto di piaga nè di puntura. 2 — Per simil. attribuito alla Terra . Creso, lib . 4- ca P* 7• Si ponga (la aite), quando IP enfiatura del pastino, non ancora rassodata, la terra sottosegga. (V) 3 — Per meta f [Alterigia, Superbia.] Lai. mentis inflatio, fastus.Gr. Pass . 235. Acciocché per lo rimedio di tal medicina l’enfiatura della superbia si sanasse. Enfiatuzzino , En-fia-tuz-sì-no. [Sm.] dim. diEnfiatuzzo. Lib.cur,malatU Mostravano al chirurgo quegli eufiatuzzini. Esfiatuzzo, Endia-tùs-so. [i^m.] dim. di Enfiato. Lo stesso che Enfìatel- lo. y. Lib.cur. malatt. Provano alcuni enfiatuzzi ne'polsi delle braccia. Enfuzionb, En-fìa-zió-ne. [Sfi Lo stesso che Enfiagione. V.] (Dal lat. injlatio che vale il medesimo.) Cr. g- àg. 2 . Questo mollificamento molto vale a tutte renfìazioni delle gambe che avvengono per alcuna percossa. 2 — [Gonfiamento, Rilevamento.] Guid. G.Ora, levata per l’enfìazione dcl- V onde de’ cavalli, si rinnalza in sulle montuose altezze dglle tempeste. 3 — {Fig. Superbia, Alterigia, Presunzione.] Lib. Pì'ed . La prima cosa che impedisce il vedere , si è l’entìazionc. Enficzza, * En-fics-za.tSYÌ Lo stesso che Enfiagione. V Girald.n 0 v. 120 . Quivi mi pare che enfiezza, c timore ( timore per tumore detto qui da un uom sollazzevole ad un uomo balordo per beffa ) vi sia. (B) ErvT/GLD a. * (Geog.) En-Gèi-da. Città d'Inghilterra. (G) Enfio , Én-fìo. Add. m. C. Poet. Gonfio , Ingrossato per enfiagione. Lo stesso che Enfiato. F". Salviti. JSfic. Sotto alle mascella Piurito allor l’enfio gengive doma. (A) Enfiore , Eu-fìó-re. [ Sm. Lo stato della cosa enfiata , ossia I effetto dell'] enfiagione. —- , Enfiatura, sin. Lib. Masc. Se qucU’eufìoi'e verrà per sangue , in questo modo il conosci. EnfirmitÀ , * En-fir-mi-tà. Sf'. A. V. e di* Infermità- —, Enfir* mifade , Enfirmitate , sin. Tratt. yit. Mot\ nella Tav.Barò, alia K. tnfìrmitade: Sì grande enfirmitadc. (V) Enfisema.. (Med.) En-fì-sé*ma. Sm. y. G. Lat. enphysema, (Da en in, e physema tutto ciò eh* è gonfio , bolla , tumore. ) Enfiagione o Tumore molle , bianco , lucente , clastico , indolente , formato et aria sparsa sotto la pelle fra le cellule delta membrana adiposa ; il suo colore è ora quello della pelle , ora alquanto trasparente ; esso ceda e s’ abbassa al tatto , ma cessata la compressione , litorna allo stato di prima. —, Empneumatosi, sin. (A) (Aq) (Vau) Enfiseuatoblrfàro. * (Chir.) Eu-fi-se-ma-to-blè-fa-ro. Stn. y. G. (Da ernphfspma , at.os gonfiamento formato d’aria , e blepkaron palpebra.) Enfisema delle palpebre. (Van) Enfiteusi.(L eg.) En-fbtè-u-si. [A’m.] Contralto [m virtù di cinsi cede ad altri il dominio utile di uno stabile in perpetuo , o a tempo lungo , pel pagamento di un annuo canone detto] Livello [ o Censo cnfiteutico] in. ricognizione del dominio diretto. Lat. emphyteusis. Gr. ifx.’pvrtvtris. ( Dal gr. emphytufb fut. di emphytevo pianto, inacato : ed emphytevo vico da en in, e phyton pianta. ) Enfiteusi dilli da Consunzione, essendo 1* Enfiteusi una specie di Censuazione. Il contralto en/Ueutico ha per oggetto soltanto beni stallili ; la Censuazione può firsi anche di danari ec. Enfjteuta. (Log.) En-fi-tè-u-ta, Sin. Colui che riceve V enfiteusi. — } Eqlìtcuticario, sin. T^at. emphyteuticarius. (A) E vfiteuticarjo. (Leg.)'En-tì;teu-ti-cà-ri-o. Add. e sin. Lo stesso che Entiteuta. y. (A) Enfiteutico. (Leg.) En-fi-te-ù-ti-co* Add. m. y. L, D' enfiteusi. Lat. einphyteuticus. Gr. Eni iuto, * En-fììi-to. Add. m. y. A . y. e di’ Enfiato. S. Agost. C . D. 5. 20 . Posto che questa gloria (umana) non sia delicata , nondimeno ella è enfiata , ed ha in se molto di vanità. (V) Enfhamma. * (Chir.) En-fràm-ma. Stn. y. G. Lat. enphragma. ( Da en in , e phixignia barra, chiusura. ) Ostacolo posto dal feto stesso all' uscir suo dall' utero ne’ parti difficili. (A. O ) Enibassi. * (Med.) Eu-fràs-si. Sf'. Lo stesso cke Enfrassia. y, Lat. ob- turatio. Gr. (A. 0.) EtfFh assia. * (Med.) En-fras-sì-a. Sf. y. G. Lat. eniphr axìs. (Da empkra- xo fut. di ernphrasso od emphratto io ostruisco : e questo da en in , e phratto o phrnssi io assiepo.) Ostruzione di qualche canale, prodotta dalla materia inerente^nel di dentro di questo.—, Enfiassi, sin. (Van) Enfrattica. * (Med.) En-fràt-ti-ca. Sf. F~. G. Malattia proveniente da ostruzione cronica. E .Enfrassia. (Dal gr. emphracteon verb. di emphratto io otturo. In Enfratticu * (Farm.) En-fràt-ti-ci. Add. e sm. pi. etica. ( enfrattica. ) Medicamenti topici per ostruire i pori. (Vari) Enfràxtico. * (Farm.).En-fràt-ti-co. Add. m. Aggiunto delle sostanza che otturo Engaddu ed istao io sto : Chi sta fra le capre. In ted. enge hitze è lo stc S3 che picciol calore. ) (B) Englottogastro. * (Fisiol.) En-glot-to-gà-stro. Add. V. G. ( D ì gr. emphraclicos è quel che ha forza di otturare.) (Van) 2 —*(Mit.) di Melea n n (Farm.) En-fràt-ti-ci. Add. e sm. pi. V. G. Lai. emphra- Enidride.* nfrattica. ) Medicamenti topici per ostruire i pori. (Vari) rricu. (Farm.) En-fràt ti-co. Adcl. m. Aggiunto delle sostanza otturano ì pori della rute. Dicesi anche Ènplastico.(A.O.) (Vari) nf (fico*.)Ìùn-eì\A-fi. Ant.cit,deilciP(desti:lancila tribùdiGiuda-tfió dentro , gioita lingua , e gaster ventre r Chi ha la lingua 0 L ventre.) Lo stesso che Gustriloqno. V. (Aq) Engojo. * (Geog.) En-gò-jo. Regno della Guinea inferiore. (G) , # Emgomasi. (Astr. En-gò-na-si. Sfi. V. G. Lat. engonasis. (Da en 11 f 1 rì gony ginocchio.) Costellazione boreale che rappresenta un uomo • ginocchio , detta con altro nome Ercole. Salv. Arai. Ma co»ì ne ■ chiamano I’ engonasi, O ’l ginocchion ; perocché ne’ ginocchi Atta* cata , un uom che g’inginocchia Rassemhra. (A) ,■ En-gormì.* (Geog.) En-gor-mt. Cà.della Nigrizia, nel Regno di Bornia ( Engocra* (Geog.) En-guè-ra.CiV. della Spagna nel Regno diV alenza.fi. Esia , * É-ni-a. N. pr. f. ( Dal gr. heiua redini. ) — Una delle do«‘ figliuole di Asopo e di Metone. (Mit) t .r\ Eniadi. * (Geog.) K nì-»-(\i.Ant.popoli della Grecia nell'Acarnania-'. Enialio , * E-ni-a-li-o. JV. pr. m. Lat. Enyalitts. " Dal gr. enjo i° 1 cido , onde enyo Bellona, ed enfulios Marte.) (B) g, 2 * (Mit.) A oprannome di Marte, e vate Battagliero, o piuttosto cisore. ( V. Enialio n. pr, ) (Mit) .;[) Enica, * È-ni-ca. N.pr. f. (V. Unico.)—Una delle figliuole di Prianifi-G.^, Emco , * È-ni-co. N- pr. m. (Dal gr. enicos singolare.) —Re di ‘- >lì _ Poeta comico di Atene. (Mit) Enide , * È-ni-de. N.pr.m. Lat. Oenides. (Nome patron, di Ene°'fi^ li Meleagro e di tutti i discendenti di EneO.y $ i.u.-w— , - . iri-de. Sin. V,G. Lat. enhydris. (Da en f :1 ’/ t - hfdor acqua.) Genere di rettili della fùmiglia de' Serpenti, c °*‘ innominati dalla loro abitudine di vivere sempre ne’ fiumi , /«*p ludi ed anche nel mare , nudrendosi esclusivamente di pesci, “L pj) e di altri animali acquatici. Da Slintiicr 40110 chiamati Elfi- ^ ENIDRO Esioro. * (Min.) E-ru-dro, Sm. V. G. Lat. enhydrion. (V. anidra.) a cedonio rotondo ed ovoide, che trovasi particolarmente sul pen- J° . crr le colline vulcaniche in vicinanza di licenza su i monti eneo, San Floriano ec., il quale sb distìngue per una cavità del suo centro , che contiene una doccia d’ acqua mobile. (Aq) G M*. (Leti.) E-nig-ma. [Sm. V. G.] Detto oscuro che sotto il ve- - anie delle parole nasconde senso allegorico. — , Enimma, Enigma- e, Indovinello , sin. V. Flos. , 3 gy. Lat. aenigma. Gr. amytiaL. ant - Pur H■ 33 . So. Che solveranno questo enigma forte. Belline, on. 218. Io vi mando un sonetto burchiellesco, Che dell’enigma ^ quanto è foderato. Galal. 55 . Di quelle accozzate insieme si com- èlnaina 06 * avi ’^ a,,e che ha nome enigma, ed in più chiaro volgare si k'‘y aM * TE E-nig-ma-te. [ Sm. V. A. e forse erronea. V. e di’ Enig- a -l rr. Giord- S. Pred. 7 3 . Ora il vessiamo come per ispecchio £ ,n cuigmate. ‘^«aticamente, * E-nig-ma-ti-ca-mén-te. Avv. A maniera di enigma. Eki ' ticarnijiìfe, sin. Mazzon. Berg. (N) V. C “ AT1C0 , E-nig-mà-ti'CO. Add. m. di enigma, Con enigma. —, j ll!n ' lrl: > “i rn‘ n '.Pr° s . Tose. 1. 273. Il Petrarca in quella canzone satirica c- C11 ii'»atica ec. E Cas. 184. Ed è per natura la poetica tutta insieme Ey, v ““’atica, e non da ogni uomo il riconoscerla. (N) 'cTA-rCGeo*) E-nin-ga. Regno della Guinea superiore sulla costa E-nirc °' 1 ’ (G) sia r *,.CGeog.) E-nin-gia. Antico paese sul Baltico ; si crede che Esio. <, 0 f‘ eri ‘a,Finlandia. (G) da' , GMit.) E-ni-o. Lo stesso che Bellona. P. (Dal gr. enyo che vien Gxioro. a J ,er pheno io uccido.) (Van) Eri 0co '* (Geog.) E-ni o chi. Antichi popoli della Sarmazia. (G) fe dini G AS * r 0 E-ni-o-co. Sm. V. G. Lat. hcniochus. ( Da henia dii».,., e,; ho io tengo. ) Costellazione settentrionale chiamata al- a * g . 1 Cocchiere. (Van) ed mi / lb Soprannome di Bellerofonte che impose il freno al Pegaso, toccar 1 ' dl Trochilo figlio di Callitea, il quale fu il primo ad at- Esii-r^o e J cavalli al cocchio. (Aq) (Van) no Ve ’ E-ni-po-do. N. pr. m. Lat. Enipodns. (Da enas il numero Xirpa’ 0 P tls . podos piede: Di nove piedi.) (B) \i S p A ' » (Geog.) E-nip-pa. Primo nome dell Aganippe. P. (G) Nii E o ‘ A^Geog.) E-ni-spa. Città del Peloponneso nell’ Arcadia. (G) fibbia’. . n ‘'tè-°. IV. pr. m. ( Dal gr. enole orecchino ; ovvero mete Tira. (NJit) ^ OI ' a orccc ùi n > 0 fibbie. ) — Giovane pastore amato da !,|ST etiiE* e0 ^' 1 ^ nt ' fiume della Grecia nell’Elide. — nella Tessaglia.(G) tnos (Arche.) E ni-stè-ri-e. Add. e sf. pi. Lat. ocnisteria. ( Da zii che i giovanetti ateniesi avanti di tagliarsi per tiri di v q, ■ , a -ta.iV. pr.f. Lai. Ennatha. ( Dal gr. ennate nona.) (B) ,, Bì s . Pn n ) ,eom v En-nà-go-no. Add. e sm. Figura di nove lati. Poe. ■Gni: t En. na ^° n ° le S olal ' e 1 ec - (A) „ “"c he dlf' ^ oslc °m.] Una delle lettere del nostro alfabeto-, e si dice 5 _ . °ci carattere che lo -- - j - esprime. S"ai e ,| (o ' onae: . modo famigliare ; usalo per esprimere Prolun- ° forzaci,* c ° nc ‘ uslon e di checchessia ; editalo stesso significato Cl, dli > „i,° nz ? P onza ì e d è maniera tratto dal compitare de’fan- 2°k. Giul* 1" “ lc !‘ tezzn ,g dimostra il cominciar bene e il finir 3 4 »n i e^nc7onnV(A) 1 '‘''' d '°P erare e ' ,on conchiuda, si dice : ' Tifi. c . oa U’ì ta di È fi di Ne, e vale Ne è, Ci è, Ve ne ha.(A) (Arche.) Èn-ne-a. Tocab. III. Nomi e numerale greco , che vale N. ENNICO 5^ che preposto ad altro nome indica che questo significa Oggetto diviso o composto di nove parti. (Aq) (Van) Ennea. * (Mit.) Soprannome di Cerere, dalla città di Ernia , ove faceva la principal dimora. (Mit) Enneacanto. * (Zool.) En-ne-a-càn-to. Sm. P. G. Lat. enneacanthus. (Da ennea nove, e acanthos spina.) Specie di pesci distinti da nove raggi pungenti alla pinna dorsale. (Aq) Enneacatebide. * (Cron.) En-ne-a-ca-tè-ri-dc. Sf. P. G. Lo stesso che Enneadecateride. P. (Aq) Ekreacordo. * (Mus. ) En-ne-a-còr-do. Sm. P. G- Lat. enneacordus. (Da ennea nove, e chorde corda.) Strumento a nove corde. (Aq) Enneacrono. * (Geog.) En-ue-a-crù-no. Fontana in Alene , delta primn Calliroc. (G) Enneadàttilo. * (Zool.) En-ne-a-dàt li-io. Sm, V. G. Lat. enneadaety- lus. (Da ennea nove , e dactylos dito.) Specie di pesci del genere pornacentro dell ’ ordine degli acantopterigi , covi denominati dai nove articolati raggi della loro pinna dorsale. (Aq) (N) Enneade. * (Arche.) En né-a de. Sf. V. G. Lo stesso che Novena. Salvili. Pros. Tose, i» 4^4' Patino al contrario nella sesta enneade , o novena al libro nono ec. prende 1’ esempio da’ comuni umani amori. ( Plotino divise in sei enneadi i suoi 5Ìf libri. ) (N) Enneadecaedro. * (Mat. e Chim.) En-ne-a-de-cà-e-dro. Sm. V. G . Lat» enneadcchaedrum. (Da ennea nove, deca dieci , e hedra base.) Corpo solido o cristallizzato a diciannove facce. (Aq) Enneadecagono. * (Geom.) En-ne-a-de-cà-go-no. Add. e sm. V. G. Lat. cmicadecagonus. (Da ennea nove, deca dieci, e gonia angolo.) Figura poligona a diciannove angoli ed altrettanti lati. (Aq) Enneadecateride. (Cron.) En-ne-a-de-ca-té-ri-de. Sf. f^. G. Lat. en- neadecaeterides. ( Da ennea nove, deca dicci , ed ctos anno* ) Ciclo lunare , o Periodo di diciannove anni , che riconduce le nuove lune allo stesso giorno del mese. Oggi detto Numero d’oro o Aureo mimerò. —- , Enneacatcride , sin. (Diz. Mat.) (Aq) Enneaedro.* (Mat. e Chini.) En-ne-à-e-dro. Sm. ff.G. Lat. ennehaedrum. (Da ennea nove, e hedra base.) Corpo solido o cristallizzato a nove facce . (Aq) Enneaeteridb. * (Cron.) En-nc-a-e-tè-ri-de, Sf F*. G. Lat. enneaeteris. (Da ennea nove, e etos anno.) Novennio o Ciclo di nove anni, alla cui fine dovevano intercalarsi novanta giorni , ossia tre mesi: intercalazione che ai Greci sembrò più comoda della Pentaeteride , che alla fine del quarto anno aggiungeva ungio?mo al principio del quinto. Enneafarmaco. * (Form.) En*ne-a*fàr-ma-co. Sm. V". G. Lat . ennea- pharmacum. (Da ennea nove, e pharmacon medicina.) Preparazione in cui entrano sostanze medicinali diverse. (Aq) i Enneafillo. * (Bob) En-ne-a*fìl-lo. Sm. F*. G. Lat. enncaphyflunr. ( Da ennea nove, e phyllon foglia. ) Specie di calice che è formato di nove foglioline. (Van) Enneafilo. * (Bot.) En-ne-à-6-lo. Sm. Sorta d' erba di lunghe foglie e di natura caustica. Lai. fumaria enneaphylla Lin. Landino, Berg. (N) Enneagàmia. * (Lctt.) En-ne-a ga-mì a. Sf F. G. Lat. enneagamia. ( Da ennea nove , e gamos nozze. ) Stato di persona che ha contratto nove malrimonii. (Aq) Enneagamo. * (Lett.) En-ne-à-ga-mo. Sm. F r . G. Persona che conlem* poraneamente o successivamente ha sposato nove donne. (Aq) Enneagono. (Geom.) En-ne-à-go-no. Sm. V. G. Lat. enneagonus. ( Da ennea nove , e gonia angolo. ) Poligono di nove angoli e di altrettanti lati , e Fortezza di nove bastioni. (Aq) Enneandri.* (Bot.) En-ne-àn-dri. Add. m. p. G. Lat. enneandri. ( V. enneandria. ) Dicesi de fiorì che hanno nove stami. (Aq) Enneandria. * (Bot.) En-nc-àn-dri-a. Sf. P. G. Lat. enneandria. ( Da ennea nove, e aner , andros stame.) Nona classe del sistema botanico di Linneo , che contiene le piante-caratterizzate da fiori ermafroditi con nove stami e che suddìvidesi in tre sezioni ; la Monoginia, la Trigi- nia, e /’Esaginia. P. queste voci. (Aq) Enneapetala. * (Bot.) En-nc-a-pè-ta-la. Add. fi P. G. Lat. enneapetala, ( Da ennea nove , e petalon foglia. ) Coitila a nove petali. (Aq) Enneasperma. * (Boi.) En-ne-a-$pèr-i«a. Sfi P. G. Lat. enneasperraa, (Da ennea nove, o sperma seme.) Specie di pianta del genere solca , Jamiglia delle viole la cui casella contiene nove , o sovente otto semi bianchi e lucenti : questo nome è applicabile anche agli altri frutti muniti di un tal numero di semi. (Aq) (N) Enneastachio. * (Bot.) En-ne*a-stà-chi-o. Add. m. P. G. Lat. ennea- stachiuni. (Da ennea nove, e stachys spiga.) Epiteto de' culmi che portano nove spighe. (Van) Enneastemoni. * (Bot.) Èn-rie-a-stè-mo-ni. Add.m. P.G.Lat. enneaste* moni. ( Da ennea nove . e stemon stame. ) Fiori a nove stami. (Aq) Enneatico.* (Mcd.) En-né-à-ti-co. Add.m. P.G. Lai. enneaticus. (Da ennalos nove. ) Giorno nono e critico in una malattia. (Aq) Enneemimeride. * (Lett.) En-ne-e-mi-mè-ri-de. Sf PG. Lat. ennehe- mimeris. ( Dal gr. ennea nove , hemisys mezzo , e meris parte. ) Cesura nel verso latino ed è quella che si fa nel nono mezzo piede , cioè nella sillaba che segue il quarto piede. (Van) Ennemico, * En-ne-mì-co. Add. e sm. P.A.P. e di’ Inimico, Nemico. Rim . ant. Abate di Napoli 2 . cit. nella not . 3o. Guitt. Lett. Così m’ ha 1’ ennemico ingannato. (V) Ennenecontaedro. * (Min.) En-ne-ne-con-tà*c-dro. Add . e sm. P. G. Lat. ennenecontahedrum. (Da enneneconta novanta, e hedra base. ) Cristalli a novanta facce. (Aq) Enniano , * En-ni-à-no. Add. pr. m. Di Ennio. Nisieli , Berg. Salvia . Cas. i3g. La natura di questa, e in che differisca dall’ ermiana ( satira ) così dichiara Diomede. (N) Ennico. (Lett.)Èn-ni-cc. Add. e sm. Lo stesso che Etnico. P. Pit. S.Gir,. 34- E non ama il prossimo solo per amore di parentado e di carne, come fanno gli\EunicÌ e’ pubblicani. (V) Mann. Let. Lmg.Tnsc. Prefip. 9. Ma senza allegai e gli esempli dall ennica religiose tolti, chi non sa cc. (N) 8 58 ENNINGO Enningo, * En-nìn-go. IV. pr. m. Lat. Enningus. (Dall'ebr. khert grafia , favore , e go gente ; Gente favorita , graziosa. ) (B) Ennio , * Èn-ni-o. N. pr, m. Lat . Ennius. ( Dall’ ebr. hhen grazia , favore, ovvero dai gr. ennia pensiero. ) — Quinto. Antichissimo poeta latino di Radia , nell' antica Calabria. (B) (Van) (N) Eknodio , * En-nò-di'O. N. pr. m. Lat. Knnodius. ( Dal gr. enodios^ posto su la strada , offerto in sul calumino. ) — Santo vescovo di Pavia nel VI. secolo. (B) (Van) Ennoia , En-no-ì a. Sf. Grecismo poco usilato , che significa Sentenza che si pub palesare con parole. ( Ennoia cioè ennia non vai altro che pensiero. ) Gì si, Consid ., Castelv. oper. var. (A) (N) Ennome , * En-nó-me. IV. pr. m. Lat . Enuom. ( Dal gr. ermomos legittimo, soggetto alla legge, che vien da en in, e nomos legge )— Augure e capitano rnisio , ucciso da Achille. (B) (Mit) Ennon.*(G eog.)Eu-non. Ani. cit.della Palestina, nella tribù di Manasse,^ G) Ennosigeo. * (Mit.) Eu-no-si-gè-o .Loslesso c/zeEnosigeo.^. Gr. swoolycuos. ( Dal gr. ermo io scuoto, e gea terra: Scnoti-terra.) (Mit) Eso,* È-no. N. pr.com. Lat. Oeno.Eo stesso che Eneo. E. — Una delle Jighe di Anio e di Darìppe , che cangiava tutto in vino . (B) (Mit) Enoatide. * (Mit.) E-no-à-ti-de. Soprannome di Diana dal culto che Pietà instzftd m onore di lei in Enne, citta dell’ Argolide. (Aq) Enobardo. * (Arche.) E-no-bàr-bo. Soprannome della fan) glia. J)on:ìzia, che vale Barba rossa. (Dal lat. aeneus di bronzo, e barba barba.) (Mit) Enoc,*E-hòc, Enoch, Enoche , Noche, Nocco, Ànaco» N. pr.m. Lat» Enoc, Hcnocb. (Dall’ebr. hhanich catacumeno , iniziato, dedicato.) — Figlio primogenito di Caino. — Pairiavca e profeta, Jìglio di lai ed e padre di Mal /salemme. (B) (Van) Enochi.* (Arche.) È-no*chi. Add. e sm. V. G. Lat. henochi. f Da henia redini, ed ecìio io tengo. ) Aurighi o Cocchieri che nelle battaglie degli eroi omerici , e presso gli antichissimi Galli, guidavano il carro sopra il quale slava combattendo un guerriero detto Parabata. (Aq) Enochi. * (Geog.) Enò-chi. Antichi popoli della Sarmazia. (G) Enochià. * (Geog.^E-nò-chi-a. La più antica città secandola Genesi.{ G) Enodi. * (Arche.) È-no-di. Sm. pi. E. G. Lat. henodi, (Da en in, e hodos via , onde enodos che si trova , si olire per via. ) Colonnette o pilastri che i Greci e i Romani innalzavano lungo le strade , imponendovi le teste dì Mercurio , di Apollo , di Bacco o di Ercole , detti perciò Dei cnodi, cioè Custodi e protettori delle vie. (Aq) Enodia. * (Mit.) E-nò*dÌ-a. Soprannome di Diana , cosi detta da' Greci } come Tema da' Latini. (V. enodi.) (Mit) Enoe. * (Geog.) E-no-e. Antica città deli ’ Attica. (G) Enofobia. * (Arche.) E-no-fò*ri-a. Sf. E. G . Lat. oenophoria. ( Da inos vino, e phero io porto.) Festa degli E^izii , nella quale gli assistenti al convito portar dovevano del vino. (Aq) Enoforo. * (Ache.) E-nò-fo-ro. Sm, E'. G. Lat. ocnophorum. (V. eno- foria • ) Vaso in cui portavasi il vino. (Aq) Q — * Eriofori. Ufficiali che avevano cura del vino. (Aq) Enogala. * (Farm.) E-nò-ga-la. Sf. V. G. Lat. oenogala. (Da inos vino, e gala h«Ue. ) Bevanda di vino misto con latte. (Aq) Enogaro. * (Farm.) E-nò-ga-ro. Sm. V. G. Lat. oenogaron. (Da inos Ano , e garon caviale. ) Preparazione medicinale in cui entrava il vino e un liquamento di pesci salati. (Aq) Enolalo , * K-no-là-lu. N. pr. m. ( Dal gr. inos vino , e laleo io ciarlo : Chi non parla diedi vino, ovvero ciarla per vino.) —Nome di un parassito in Alcifrone. (Aq) Enolivude , * E-nòl-mi-de. N pr. f .— Sacerdotessa d'Apollo in Delfo, la qua'e sedeva sopra un tripode. ( Dal gr. holmos tripode. ) (Mit) Enologia. (Agr.) E-no-lo-gi-a. Sf. V. G. I^at. oenologia. ( Da inos vino , c logos discorso. ) Trattato del vino. (Aq) Enomanzia. * (Leti.) E-no-man-zì-a. Lat . ocnomanthia. (Da inos vino, e manda divinazione. ) Sorta di divinazione desunta dal colore o da altri accidenti del vino nelle libazioni . (Aq) Enomao , * E-nò-maro. N- pr. m. Lat. Oenomaus. ( Dal gr. emme io sono unito. ) — Re dì Pisa in Elide, padre d' Ippodamia. — Filosofo ed oratore greco del secondo secolo. (B) (Mit) Enomele. * (Farm.) E-no-mé-le. Sm. V. G. Lat. ocnomcli. (Da inos vino , e meli mele. ) Pozione di vino e di mele. (Aq) Ecometro. (Chini.) E-nò-me-tro. Sm. V. G. Lat. oenometmm. ( Da inos vino, e metron misura.) Areometro per determinare le qualità o la bontà del vino. (Aq) Enomotarco. * (Arche.) E-no-mo-tàr-co. *S*m. V. G. Lat. enomotarchos. (Da en in , omoo io giuro , ed aivhos capo. ) Capo di una enomo- zia. V. (Aq) Enomozia.* (Arche.) E-no-mo-zì-a. Sf. V. G. Lat. enovnotia. (Dà en in, e da omon io giuro.) Compagnia di truppe dell esercito persiano , fòrte di 35 in fo uomini , i quali prestavan giuramento dì non abbandonar mai il loro posto , ma difèndere la patria o renderla migliore. (Van) Enone , * E-nó-ne. IV pr. f. Lat, Ilaenon. (In gr. enyo vai Bellona, da enyo io uccido: enon poi è lo stesso che Insito, Contenuto, Incluso.) — Ninfa del monte Ida , amata da Apollo , moglie di Paride. -— Lavorila di Giove , madre di Eaco. (Mil) a — * (Geog.) Antico nome dell'isola di Egina. (G) Enope. * (Geog.) È-no-pe. Antica città del Peloponneso. (G) Enopeo, * E-no-pè-o. IV. pr. m. Lo stesso che Enopione. V. (Van) Enopià. * (Geog.) E'tiò-pi-a. Ant. nome dell' isola di Egina. (G) Enopide , * E-nò-pi de. IV. pr. m. (Dal gr. enopìs , idos serva.) — Antico matematico greco dell' isola di Chio, (Mit) Enopione. * (Mit.) E-no-pi-ó*ne , Enopeo. ZV. pr. m. ( Dal gr, enopios chi fa o dice in presenza , onde enopion d’innanzi .)—Figlio di Bacco e dì Arianna , re di Chio. (Mit) Enoplja. * (Arche.)E-nò-pIi-a. -Sf. V. G. Lai. oenoplia. (Dal gr,’ en in , e hoplon arme. ) Era presso i Greci un combattimento ginnastico per - ammaestrare i nuovi soldati nell arte della guerra . (Vau) ENORMISSIMO 2 — * (Dot.) Specie di pianta del genere rhamtms , il cui frutto TU pieno di sugo vinoso è simile ad un acino d’uva. (Aq) Eboplio. * (Zoob) E-nò-pti-o. Sm. V. G. Lat. enoplium. (V. Enopliaq Nuovo genere d'insetti della prima sezione dell' ordine de'coleotteTh della famiglia de' Clairons di Latreille , da questo stabilito e cosi de* nominato in considerazione della firma di lancia che hanno le anwr ne , ed i palpi di questi insetti. (Aq) (N) Enoploso. * (Zool.) É-nò-plo-so. Sm. V. G. Lat. enoplosus. (Dal g r * en in, e hoplon arme, cioè armato.) Genere di pesci dell'ordine gli acantopterigi , che hanno un dentello ed uno o più pungoli agu ^ 1 agii opercuU ed a' raggi della loi'o prima pinna dorsale. (Van) (PO Enopolio. * (Arche.) E-no-pò-K-o, Sm. V. G. Lat. oenopolinm. ( 0 a . inos vino, e paleo io vendo.) Bottega presso gli antichi , fornita di ogni sorta dì generosi vini fi paese o stranieri\ con dolci di vaTi s qualità preparati con mele. (Aq) Enopti. * (Arche.) E-nò-pti. Sm. V. G. Lat. oenopta» ( Da inos vino* opteo io veggo. ) Denominazione di tre magistrati in Atene chid* mali anche lspeltoi i o custodi del vino e presidi alle pubbliche cene* perchè ognuno bevesse la dovuta porzione. (Aq) Enoptromamzia. * (Leti.) E-no-ptro-man-zi-a. Sf. V. G. Lai. enoptrO' inantia. ( Da enoptron specchio , e mancia divinazione. ) Specie d l divinazione per mezzo di uno specchio magico , in cui nmsiravasi p passalo ed il futuro anche a quelli che avessero la benda avanti gl 1 occhi. (Aq) ENORABUENA/E-no-ra-biiò-na. V.spagnuola inusitata con cui s'intende, espi' 1 ' mere il buon prò che si fa altrui ed è lo stesso che In buon’ora.(A)(Va u ) Enorchide. * (Min.) E-nòr-chi*de. Sf. V. G. Lat. enorebis. (Da c«i n ’ e orchis testicolo.) Pietra che ha tratto un tal nome dalla suafornii di testicolo. Lo stesso che Enorchite. V, (Aq) Enorcfiite. (St. Nat.) E-nor-chì-te. Sf E. G. I nomenclatori , che r» lV sero in campo i priapoliti, ì cunnoliti ec ., dissero parimente enof' chili alcune concrezioni stalattiliche , o alcune pietre incoiate , i m, ' t tanti la forma delle parti virili, necessarie alla generazione. Ora q lie nomi sono disusati. —, Enorchide , sin. ( V. enorchide.') (Boss) Enorco. * (Mit.) E-nòr-co. Soprannome di Bacco preso dalle deu^ con cui celebravansi le orgie o feste baccanali. ( Dal gr. en in, ed o/ v cheoome io danzo. ) (Van) Enorme, E-nòr-me. Add. coni. Eccedente la normaSmisurato, Sen’f ordine ; e si prende per lo più in significato di Nefando , di D l ‘ sonesto, di Scellerato. Lat. enormis , scelcratus. Gr. ‘ìwogos. Ma? struzz. 2 . 4- Qua’sono i peccati enormi? Rìsi). I peccati enormi,s«' condo le Decretali, sono detti in due modi : 1’ uno modo sono quel' 1 i quali non si possono ridneere a regola e ordine di piena penitenzia,e c ’ Nel secondo modo sono detti peccati enormi, cioè fuori di regola, imperocché non ricevono dispensazione ec.; e in questo modo anche sofl 0 detti enormi tutti quelli peccati che inducono infamia civile. La enorifl e ingiuria nel chcrico è detta quella che procede infino a tagliameli 1 ® di membro , o a spargimento di sangue. G. 12 . 56. 3. Per S® altri suoi più enormi peccati ec. Iddio ne mostrò e fece tosto '• cl ì‘ detta. Lab. 334■ Ricordar ti dèi quanti e quali, e come enormi per malizia operati egli abbia, ì — * (Leg.) Lesione enorme. V. Lesione. (A) Enorme di 11’, da Smisurato , Eccessivo, Sterminalo , Smoderai 0 , Immane. Enorme si applica a quelle cose die eccedono in qualunq" 1 '’ specie di quantità ; onde diciamo Peso enorme , Masso enorme eC * Spesso è impiegato nel metaf., come Peccato enorme , Delitto enorif e ec. Smisurata è senza misura , corrisponde ad Immenso V. onde suo |c riferirsi particolarmente allo spazio. Si usa spesso nel fig. Quindi diciamo Smisurato amore , Smisurata bontà di Dio e simili. Stert» 1 '. nato si applica a que’ soggetti che per 1’ eccessiva loro estensione considerano come privi di termini, e perciò si riferisce propriame» 1 ® alla materia ed allo spazio. Eccessivo diresi tutto ciò che supera f 0 f dinaria quantità. È vocabolo assai generico il quale s’ applica eg". ' mente così al fisico che al morale : Dolore eccessivo , Eccessiva borita ? Caldo eccessivo , Freddo eccessivo ec. Smoderato vale senza mo<* ’ ciò die non lia modo. Non si applica mai alla estensione de’ cori” > benché s’ impieghi assai bene ad esprimere qualità fisiche, fenomeni e ’ Cosi diciamo Vento smoderalo , Caldo smoderato , Smoderata p gioite ec. ; ma si applica meglio al morale, come: Uomo smodera ne’ suoi desiderii , Giovane smoderato ne’ piaceri , Smoda-ala ' Zinne , Smoderalo intemperanza. E qui si sente la sua aifiuità ad cessino, immune esprime peggiorativa alteziorie d’animo; e vale q" 3 ^ Atroce, Fiero, Crudele. V. Ma per similitudine metaforica si riiè' ' s ';, anche al fisico; onde diciamo immane sasso , Tempio immane } P ,ei zo immane , Fatica immane cc. Ekohmembmte , E-nor-me-méu-tc. Jvv. Smisuratamente, Grandeniep- hit. immaniter. Gr. S. jigost. C. D. Si distribuisca in ' l|i a le parti, clic la conservino bella ; che se fosse enormemente in Ul1 parte, non isturebbe ben per cerio. 2 — Con enormità, [Scelleratamente, Bruttamente. ] Lai. cDorm' ,l ’ r ^ {la giti ose. Gr. én-roVu;. Maestruzz. 2 . 38. Questo medesimo dic®! 1 ^ alquanti , quando alcuno commette alcuna cosa mollo enórme n e ‘■ chiesa , ovvero enormemente trattando il Corpo di Cristo , e slUl glianti cose. EsonsiEZZA. , E-nor-mi'zrza. [A 1 /? Lo stesso che ] Enormità. V. Tac. D 1 ' i( j Ann. 4- d5. Ma per esser Sejano , camera d’ogni enormezza, tr 0 P^, amato da Cesare ec., ogni disorbitante fàvola se ne credeva. ^^ clS c t 55- Ma veduto! peggiorato , e imbestiato in tante enormezze, csS necessario questo puzzolente membro tagliare. 1L .. Enormissima meste , E-nor-mis-si-ma-mén-te? [Avv.] superi, di E n01 !’ 0 - jnente. Lat. scelcstissimc. Gr. Trovreórarx. Fr. Giord. Pred■ gc gliono enormissimameute non mantenere il promesso. E altrove'- nc pavoneggiano ennrmissimauiente per le chiese. ’ s r- Enormissijìo , E-nor-mis-si-tuo. [Add. m.] superi. dL Enorme. Lat- e ENORMITÀ Diissimus, imraanissimus. Gr, 'irovripórctros. Fr. Giord, Pred. Si commettono peccati enormissimi, scelleraggini inaudite. dormita, E-nor-mi-tà. [Sf.Jast. di Enorme. [Stato e qualità di ciò e enorme. ] —, Enormitade, Enormitate, Enormezza , sin, Lat, tenormitas.} Maestruzz.i.ig, Nondimeno in ciaschedun caso non debbo essere ordinato (V ermafrodito ) , per Io difetto ed enormitade. [Somma malvagità, Eccesso di atrocità, e di scelleratezza.] Lat. ®celiis, flagitium. Gr. , 7 towipiot, Fr. Giord. Pred. Le nc- ande enormità che da lui furono operate. normon. * (Med.) E-nòr-mon. Sm. F. G. Nome dato da Ippocrate a t attività vitale. ( Da enoro io eccito, il cui p. p. è enorme’, e i e l lor mon d'Ippocrate equivale all’eccitabilità del Brown ^A.Oi) * ^-nos. N» pr, m. Lat. Enos. (Dall’ebr. enosc uomo .)—Figlio a Z. * (Van) t< (Geog.) Antica città della Tracia. — Città della Romelia . (G) hosigeo. * (Mìt.) E-no-si-gè-o. Soprannome di Nettuno , o del mare ( ei ficuto , cosi detto perchè credesi causa principale de' trcmuoli .—, p Ennosigeo , Enositone , sin, ( V. Ennosigeo.) (Mit) * (Geog.) E-nò-sis. Isola vicino alla Sardegna , che poscia, si p v 'dcniò S. Antioco. (Van) EsosrrosE. * (Mit.) E-no-si-tó-ne. Lo stesso che Enosigeo. V. ( Dal gr. P en °° io muovo , e chthon terra. ) (Mit) Boterà, * (Bot.) E-no-tè-ra. Sf. F. G. Lat. oenothera. (Dal gr. inos VU1C N e ther , theros fiera.) Genere di piante dell'ottonària mono - famiglia delle onagre , con fiorì superiori , corolla dì quattro petali e '-i una capsola cilindrica o prismatica con molti semi ; credesi co - p st detta perchè la radice seccata olezza di vino. (Van) (N) ^tiaco. * (China.) E-no-ti-a-co. Add. m. Agg. di Acido. Acido risul- unte dalla combinazione in certe proporzioni di acido solforico e di c °°l spogliati l'uno e l'altro della loro acqua . (A. O.) * QTico, (St. Eccl.) E-nò-ti-co. Sm. F. G. Lat. henoticum. (Da en una Onde ejioo io unisco ; Unitivo.) Editto d ’ unione pubblicato da e,lf >ne , in apparenza per conciliare le differenti dottrine di Neslo - T; 0 ’ Eutiche e de' Cattolici , ma in realtà per ingannare questi itl mi , e il abrogare i decreti del Concilio di Calcedonio. (A)(Ber) ‘°toceti. * (Geog.) E-no-to-cè-ti. Antichi popoli selvaggi e mostruosi. p' 0 T “ U '(G CO g.) Ivnò-ln-a.V/I/.aZ.Orriotria. //«(. nome delì'Italia.l Aq)(G) Ej° T rio > * E-nò-lri-o. Add. pr. in. Dell’ Enotria. (B) ? TI>0 i * E-nò-tro. N. pr. m. Lai. Aeuotrus. (Dall’ gr. inotros palo j s °stiene le viti.) — Figlio di Licaone re d’ Arcadia e capo di colonia che condusse in Italia, alla quale così diede il suo nome .— |r ecùn d° altri, era un re de' Sub/ni, ovvero lo stesso che Giano.(Mit) tbope , * E-nò-tro-pe. N.pr.f. (Dal gr. enos anno, e trape volgila Crit °‘ Volgimento dell’anno.) (Mit) “Ano , * En-rà-do. N. pr, m. Lai. Enradns. ( Dal led. e in ralh un t risl glio, ovvero un consigliere.) (B) jSica, * En-rì-ca , Ehriclictta. iV. pr. f. (B) (Van) rf' C /!- ErTA > * En-ri-chét-ta. N- pr. f dim. di'Enrica. F. — Figlia F l ,,r' trico di Francia , moglie di Carlo I. d’ Inghilterra. — della precedente, moglie di Filippo duca di Orleans , fratello Es» '“'S* X }r. (Van) e1 mnnaco chiamato Enrico. Essi rigettavano il battesimo de’barn- ‘ 1 e dispregiavano le feste e le cerimonie esterne della Chiesa. (Vau) "Ile»’ * En ' ri ' c0 > Arrigo , Erigo, Errico, Errigo , Arrighelto , Ri- (ì °> Glictto , Arriguccio, Riguccio, Guccio , Arriguzzo, Riguzzo, heim° ’ Arr ‘S onc » Rigone, Gone. N. pr. m. Lat. Hcnricus. ( Dal ted. > ad 3 ca8a ’ e relc ^ Geco : Eicco in casa.) — Nome di sette impe- E Bbi -‘ > di quattro re di Francia, di otto re d’Inghilterra, ec. (13)(Vau) 3. p’ ( Eai ' ui ) En-ri-no. [A/n. F■ e di’ ] Errino. Buon. Pier. I. 2 . nr *ni e laltovarii diversissimi. En-ri-quìl-lo. Lago dell’isola di S. Domingo. (G) jj, ' I0 * * (Med.) En-rìt-mo. Add. m. F. G. Lat. enrhitmus. (Da en Eit,. fb-Ytlimos ritmo.) Dello di polso, cioè regolare. (A.O.) E Bsa '-Geog.) Fiume e città nell’ Arciducato d’ Austria. (G) E*SAr. TI „’ * ( : ’ t - Eccl.) En-sa-bi-ti. Setta di eretici. F. Valdesi. (Van) Sà CA ' A — . . - 1 J ’ ■’c..- . i i> _j- < > - Ensemor ha a penare. (V) E„;P‘ * (Astr.) En-si-fe-ro. Add. m. F. L,. Che porta una spada. d (J f - t0 P reso dalle tre stelle che formano parte della Costellazione r ic,l e , la quale rassomiglia ad una spada. Lat. ensifer. (Da ensis e -/^oio porto.) (Van) Che z E 'i Nat.) En-si-fór-me. Add. com. F.L.Lat. ensiformis. a _ ,jr“ ‘ a forma d’una spada. (A. 0.) mezzo °’ ^SS ■ di Foglia: Quella che è larga, un po’ spessa in veri,' ’ ta ,§l‘ en te ai due margini , e che si restringe dalla base al 3 » c ® 1 d. quale è acuto. (A) (A. 0.) dic e c ; Apofisi ensiformi: Piccole ale dello sfenoide. — Appen- Àom„ )t ar Elagine ensiforme : Cartilagine ixifiidea. —Osso ensiforme: issisi*» ” ato ant, camenie allo sterno. (A. O.) Feci el.tJ - —r -■ \N a<1<1 e sm. Nome dato da (Anat.) En-si-ster-na-Je. A da. e s tQ hè ha yectaid all’ ultimo pezzo osseo dello sterno. (. q\ », gualche somiglianza con una spada , in iat. ’ * • ' ; n e uisis EaTtsi.' (Avchi.) Èn-ta-si. Sf L O. Lat. cntas c Tlonna. (Aq) 'slensione. ) Dicesi cosi la parte pia grossa t 0 v’ è 1’ en- f^dìn. Foc. Dis. Il ventre chiamasi la parte di mezzo , ov P 481 > ovvero gonfiezza della colonna. (B) . _ entnsso io E « assi . . En-tàs-si. Sf. F. G. Lai. .^/ ' poco. ) ‘'’terpongo, che viene da en in , e tatto o lasso 10 . armato alta •dziop e c ii accoppiare due. soldati mettendo un . e S3iera accanto ad un oplìta o dì grav% armatiti a* H.) ENTEROCELE 5g Ente. (Lett.) Èn-te. [^w. Tutto ciò che ha o che può avere esistenza-] Lat, ens. Gr. rò ov. (Dal gr. eoi. is , entos ente. ) Farch. lez. 2 ff, Gli enti, cioè le cose, non s’hanno a moltiplicare senza necessità, E 3o. Tutto l’ente, cioè tutte le cose che sono, qualunche o dovun- che siano , sono e si comprendono ec. tra la materia prima e lo primo motore. 2 — * Coll' agg. di Supremo= Dio. Magai, Lett. L’ Ente supremo, gli enti inferiori e secondarii. (A) 2 — (Filos.) Ente di ragione, dicesi per opposto di Reale , cioè Che non esiste fuorché nel piano della mente. Magai. Leu. Q itd che si chiama delizia , regalo; questo, a mio credere, è un ente di ragione, che ha tutta la sua sede nello spirito, che non è uscito da quel che si mangia o si bee. (A) 3 — (Chim.) Dicevasi da' chimici antichi Ente, ed anche Primo ente, quella pai'te di qualsivoglia corpo , in cui si trovano comprese , come in ristretto , tulle le sue qualità o vii'tà essenziali. (A)(N) 2 — ni Venere ■ Sale composto di fiori di sale ammoniaco , e d'un ossido di rame. Cocch. Bagn. (A) Tarijf. Tose. 5g. Ente di Venere, per introduzione ec. (N) ^ 3 — m Marte: * Antico nome dell idroclorato d' ammonìaca e dì ferro. (A. 0.) 4 — * (Alchim.) Ente primo : Nome dato dagli alchimisti ad una tintura eh* essi credevano avere facoltà di tr asmutare i metalli. (A.O.) Ente diff. da Essere. Ente ind*ca quello ebe è, che sussiste,* ed è voce più propria delle scuole. Essere esprime meglio una cosa che può esistere, alla quale può attaccarsi la idea di esistenza in generale. Enteì. * (Mit) En-lè-a. Divinità che ispirava l'entusiasmo ; e da essa cliiamavasi Éntea o Enteo qualsivoglia luogo ove si davano oracoli , e qualunque persona che prediceva l'avvenire. ( Dal gr. entheos inspirato da Dio, che vien da cn in , e theos Iddio.) (Van) Entelechia. (Filos.) En-te-le-chì-a. Sf. F. G. Lat. entelechia. Con questa voce Aristotele intendeva il principio movente , o la forza che ha un essere di muoversi da se stesso. Pretendesi anche che quel filosofo volesse indicare con questa voce L'Anima e la divinità che dà il moto all* universo, (fin en in , telos fine, somma, perfezione, ed echo io ho ; quindi entelechia in senso di perfezione o di atto.) (Àq) (Vati) Tasson. Pens. div. 3. io . E però quella voce greca entelechia verrà più tosto a significare animazione che anima. E appresso : Alessandro Afrodiseo . . . interpretò la voce d’Aristotile entelechia, perfezione e fine di quello di cui è entelechia. (N) Entelja. * Geog.) En-tè-li-a. Città dell'Asia nell’Armenia maggiore. (V) Entella. * (Geog.) En-tèl-la. Lat. Entella. Antica città della Sicilia .— Piccai fiume d’Italia nella Liguria. (G) Entello, * Eu-tèl-Io. N. pr. m- ( Dal gr. entello io comando.) — Atleta siciliano vincitore, al cesto ne' giuochi di Enea. (Mit) Entenide , * En-té-ni-de. N. pr. f. ( Dal gr. entenes intento, ed idos aspetto; Aspetto d’ uomo intento , d’ uom che bada alle cose. ) — Figlia di Giacinto, sacrificata dagli Ateniesi per libirai'si dalla peste. { Mit) Enteo.* (Mit.) En*tè-o. Sm. Così chiamatasi il luogo ove si davan gli oracoli. ( V. Entea,') (Mit) Enteo. * Add. Pieno del divìn nume , presso i Gentili. Summ. poet. disc. 8. Berg. (IN) Enteràdenr.* (Anat.) En-te-ra-dè-ne. Sf. pi. F.G. Lai» enteradenes. (Da enieron intestino, ed aden gianduia.) dandole intestinali. (Aq) Enteradf.noguafia. * (Anat.) En-te ra-de-no-gra-fi-a. Sf. F. G . Lat. cnteradenographia. (Da enlezon intestino, aden gianduia, e gi'apho io descrivo. ) Descrizione, della glatidole degl'intestini. (Aq) Enteradenologia. * (Anat.) En-te-ra-de-no-lo-gi-a. Sfi F. G. Lat. en- teradenologia. (Da enteron intestino, aden gianduia, e logos discorso.) Trattato delle glandole mucose intestinali , e di quelle singolarmente che si Conoscono col nome di Glandole di Peyer. (Aq) Enteralgià. * (Med.) En-te-ral-gì-a. Sf. F. G. Lat. cnteralgia. (Da enteron intestino, e algos dolore.) Dolore degl' intestini : inalattia più nota col nome di colica. (Aq) Enterangjemfràssia. * (Med.) En-te-ran-giem-fras-sì-a. Sf. V. G. Lat. enterangiempbraNÌa. (Da enteron intestino, ancho strangolo, en in, e phrasso io chiudo. ) Ostruzione per {strangolamento del canale intestinale. (Aq) Enterelesia. (Med.) En-te-re-le-sì-a .Sf.F.G.Lat. enterelesia. (Da enteron intestino, ed ilo io volgo. ) Malattia detta altrimenti Volvolo , o- Mal del miscrcre , la quale consiste nell'inversione del moto peristaltico degl' intestini; inversione che cagiona Vinvnginamento di questi organi , ed il vomito delle materie stercoracee. (Aq) Enterenchito. * (Farm.) En-te-ren chi-to. Sm. F. G.Lat. enterenchitum. (Da enieron intestino, cd enchco io infondo.) Strumento acconcio a fare delle infezioni negl'intestini. (Aq) EntÈreurisna.* (Med.) En-te-reu-rì-sma. Sm. VG. Lat. entereurisma. (Da la eniera gl’intestini, cd evrys largo.) Dilatazione degl'intestini. (Aq) Enterico. (Med.) En-tè-ri-co. Add. m. F. G. Lat. entericus. ( Da enteron intestino.) Ciò che concerne od ha relazione cogl' intestini. I medicamenti buoni per guarire i mali degl'intestini diennsi Enterici. ( Aq) Enterite. * (Med.) En-te-rì-te.A/^ F. G.Lo stesso che Enteritide. ^.(Aq) Enteritide. (Med.) En-te-ri-ti-de. Sf. F. G. Lat . enteritis. (Da enteron intestino.) Infiammazione degl'intestini : sintomo dì contusione e ferite intestinali , di enterocele incarcerata , e d'inghiottiti corpi acuti. — , Enterite , Enterollogosi, Enterollogia, sin. (Aq) Enterobuboncele. * (Chir.) En-te-ro-bu-bon-cè-le. Sm. F. G. Lat. en- terobubonocele. (Da enteron intestino, bubon ingui'ne , e cele tumore.) Ernia completa dell intestino e dell' inguine , dagli autori chiamata anche semplicemente Bubonocele. (Aq) Enterocele. (Chir.) En-te-ro-cè-le. Sm. F. G. Lat. enterocele. (Da enteron intestino, c cele tumore.) Denominazione comune d'ogni sorta d'ernie dell intestino , semplice o composta , con sacco.o senza, ossia 6o ENTER0CELE-ÈPIPL0IC0-VAG1NALE ENTIMEMA Discesa ordinariamente dell' intestino ileo nella piegatura dell'inguine per rilassamento della parte inferiore del peritoneo, che allora aitraversa l’anello del muscolo obliquo esterno .—, Enterocelia, sùi.(Aq) Ektebocele-epiplok;o-vaginai.e. * (Cliir.) Sin. comp. E. G. Lat. cntc- rocele-epiiploico-vaginalis. (Da enleron intestino, cele ernia, ed epiploon omento o pannicolo grasso clic ctiopicgl’ intestini. Epiploon vidi poi da epipleo io galleggio , e questo da epi sopra, e pleo io navigo, fluttuo.) Enlerocele vaginale complicala di epiplocele. (Aq) Enterocelia. * (Med.) En-te-ro-ce-lì-a. SJ. E. G, Do stesso che Ente- roceìe. E■ (A. O.) Entbrocirsonfalo. * (Cliir.) En-le-rocir-sòn-fa-lo. Sm. comp.E.G.Lat. entero-cirsonplialus. (Da enleron intestino, cirsos varice, e omphalos ombellico. ) Ernia dell’ ombellico , formala dalla caduta dell’intestino, e complicata con varici, (Aq) Enterocistocele. * (Med.) En-te-ro-ci-sto-cè-le. Sm, V■ G. Lat. entcro- cyslocele. (Da enleron intestino, cystis vescica , e cele tumore.) Ernia della vescica, complicala con quella degl' intestini. (Aq) Enteroematokfalo. * (Olir.) En-te-ro c-ma-tòn-fa-ìo. Sin. comp. E. G. Lat. entcro-oematomphalus. ( Da cnteron intestino , kema sangue, e omphalo.s ombellico. ) Ernia dell’ ombellico , formatasi per l'uscita dell’ intestino e per un ammasso di sangue. (Aq) Entero-empjonfalo. * (Olir.) -cm-pi-òn-là-Jo. Sui. comp. V. G. Lat. entcroempyomplialus. ( Da enteron intestino , en in , py'on pus , e omphalos ombellico.) Ernia deli'ombellico formata dall’uscita del- l’ intestino o da un afflusso di pus. (Aq) Ehtero-epiploo-eubonocele. * (Onr.)-bu-bo-no-cÈ-le. Sm. comp. E. G-Lat. entero-epiploo-bnbonocele. ( Da cnteron intestino , epiploon epiploo, bubon anguinaja , e cele ernia. ) Ernia inguinale formata dall’ intestino e dall’ epiploo usciti insieme per l’anello inguinale. (Aq) Entero-epiploqcele. * (Chir.) --t.'-pi-pìo-o-oOc. S/u. cornp. E. G■ Lat, cntero-epiploocelc. ( Da enteron intestino , epiploon epiploo, e cele tumore. ) Specie d’ ernia in cui l' intestino e V epiploo cadono insieme nello scroto. (Aq) Entbro-epiploo-circonfalo.* (Cbir.) -cir-còn-fa-lo .Sm. comp. E. G. Lai- entero-epiploo-circomplialus. (Da enleron intestino, epiploon epiploo, circos varice, e omphalos ombellico.) Ernia dell’ombellico formata dall’uscita dell’intestino e dell’epiploo, e complicala con varicifAq ) Estero-epiploo-cistocele. * (Cbir.) -ci-sto-cè-le. Sm. comp. E.G. Lai. enteroepiplo-cystocele. (Da enteron intestino, epiploon epiploo, cystis vescica, e cele tumore.) Ernia formala unitamente dall’ intestino , dall' epiploo e dalla vescica. (Aq) Entero-epiploo-ematonfalo. * (Cliir.) -e-ma-tòn-fa-lo. Sm. comp. E. G, Lat. entero-epiploo-haematompbalus. (Da enteron intestino, epiploon epiploo, hema sangue, ed omphalos ombellico.) Ernia dell' ombellico formata dall' intestino e dall’ epiploo usciti insieme e complicata con sangue. (Aq) Entero-epiploo-enpiokfalo. * (Olir.) -en-pi-òn-fa-lo. Sin. comp. E. G. J,al. enUxo-epiploo-enpyompbalus. (Da enteron intestino, epiploon epiploo, eu in , pfon pus, e omphalos ombellico.) Ernia dell'ombellico formala dall' intestino , e dati’ epiploo con raccolta di puj.(Aq) Entero-epiploo-idrosfalo, * (CUir.) -i-dròn-falo. Ani. comp. E.G. Lai. entero-epiploo-bydromphalus. (Da enteron intestino, epiploon epiploo, hydor acqua, c omphalos ombellico.) Ernia dall’ombellico formala dall’intestino e dall’ epiploo , e complicata con acqua. (Aq) Éntero-epiploo-liponfalo. * (Cbir.) -li-pòn-fa-lo. Sin. comp. E. G. Lat, cntcro-epiploo-lipomphalus. (Da enleron intestino , epiploon epiploo , lipos grasso , e omphalos ombellico. ) Ernia dell' ombellico formala daU'intestino e dall’epiploo, e complicala con materia pinguedinosafAq) Entero-epiploo-merocelf.. * (Cliir.) -me-ro-cè-Ie. Sm. comp. E. G. Lai. entero-epiploo-merocele. (Da enleron inlestino, epiploon epiploo, meros coscia, e cele tumore.) Ernia del femore nella più alta sua parte for- cornata dalla discesa dell’ intestino e dell’ epiploo per rottura del legamento del puparzio. (Aq) Entero-epiploo-onfalo. * (Cliir.) -ón-fu-Jo. Sm. comp. E- G.Lat.c ntcro- epiploo-omphalus. (Da enteron intestino, epiploon epiploo, c amplia- los ombellico.) Specie di esonfalò , ùi cui gf intestini e V epiploo sbucano unitamente. —, Enlero-tpiploo-onfalocele, sin. (Aq) EtiTERO-EpiPLOO-OHFALoeELE. * (Cbir.) -on-fa-lo-cè-leAi». comp. E. G. Lat. entero-epiploo-omplialocele. ( Da enteron intestino, epiploon epiploo , omphalos ombellico, e cele ernia. ) Lo stesso che Eutero-eiiioloo- onfalo. E. (Aq) * Entero-epiploo-oscheocele. * (Cliir.) -o-sclie-o-cè-le. Sin. comp. E. G. Lat. entero-epiploo-oscheocele. ( Da enteron intestino, epiploon epiploo , oscheon scroto, e cele ernia.) Ernia in cui l’intestino e fepinloo discendono nello scroto, (Aq) ‘ r Entero-epiproo-psedmatokfalo. * (Chir.) -pne-u-ma-tòn-fa-lo. Sm. comp. E. G. Lat■ entcro-epiploo-pneumatomphalus. ( Da enteron intestino, epiploon epiploo, pnevma aria, e omphalos ombellico.) Ernia ombelicale formala dall' intestino c dall’ epiploo coll’ aria. (Aq) Ejìteko-epiploo-sarconfalo. * (Chir.) -sar-còn-fa-lo. Sm. comp. E. G. Lat. enteroepiploo.-sarcomplialus. (Da enteron intestino, epiploon epiploo, sai x, sarcos carne, e omphalos ombellico.) Ernia deli ombellico formata dall intestino e dall’ epiploo con escrescenza carnosa. (Aq) Entero-epiploo-vagisale, ’ (Chir.) -va-gi-nà-le. Sm. comp. Lat. cnlero- cpiploo-vaginahs. (Da enteron intestino, epiploon epiploo, e dal lat. vagina vagina. ) Ernia cagionata dalla discesa dell’intestino e dall’c- piploo e complicata con varici. (Aq) E.s nnio-d'iruio-vAMCOM ALo. * (Cliir.) -va-ri-eòn-fà-Io. Sm. comp. Lat. entero-epiplo-varicomphalus. ( Da enteron intestino , epiploon epiploo , omphalos ombellico e (LÌI lat. varix varice. ) Ernia ombellicale formala dall intestino e dall epiploo e complicata con varice . (Aq) Esterofise. * (Med.) Eu-te-rò-G-se. Sf E. G. Lat. entheropliyse. (Da cnteron intestino , e physa flato. ) Timpamtide intestinale. (Aq) Enteroflogia. * (Cljir.) En-te-ro-flo-gì-a. óf. E■ G. Lo stesso che Enfcroflogoei, Enferitide. E - ( Dal gr. enteron intestino , e phlogoo io infiammo. ) (Aq) Enteroflogosi. * (Olir.) En-te-ro-flò-go-si. Sf. E. G. Lai. enterophl°" gosis. ( Da enteron intestino, e plilugosis uiGammazione. ) Lo stesso che Enteritide. E. (Aq) Enterogastrocele. * (Cbir.) En-tc-ro-ga-stro-cé-le. Sm. comp.E. G. Lat. enterogastrocele. ( Da enleron intestino, gaster ventre, e cele tumore-) Ernia degl’intestini e del ventre. (Aq) Ehterograi ia.* (Anat.) En-tc-ro-gra-li-a .Sf.EG.Lat. enterographia. (Da enteron intestino, e grapho io descrivo.) Descrizione degl'intestini. (Aq) Enteroidrocele. * (Chir.) En-te-ro-i-dro-cè le. Sm. comp. E- G. Lat. en- terohydroccle. ( Da cnteron intestino, hydor acqua, e cele ernia. ) Idropisia dello scroto con discesa dell’ intestino. (Aq) Enteroidrokfalo. * (Olir.) En-te-ro-i-dròn-fa-lo. Sm, comp. E. G. Lat. c.ntero-liydroinpliaUis. (Da enteron intestino, hydor acqua, e omphalos ombellico. ) Ernia ombellicale dell' intestino complicala con ispargi- mento d' acqua nel sacco erniale. (Aq) Enteroliponfalo. * (Chir.) En-te-ro-li-pòn-fa-lo. Sm. comp. E. G- Lat . cnterolipomphalus. (Da enleron intestino, lipos pinguedine, e omphalos ombellico. ) Ernia ombellicale con uscita dell’ intestino e complicata con pinguedine. (Aq) Esterolitiasi. * (Cliir.) En-te-ro-li-tì-a-si. Sf. V. G. Lai. enterolitliiasi’s- ( Da enleron intestino , e luhos pietra. ) Eonnazione di calcoli nd tubo intestinale. (Aq) Enterologia. (Anat.) En-lc-ro-Io-gì-a. Sf E. G. Lat. enterologia. (Da enleron intestino , e logos discorso. ) Trattato o Discorso sopra * visceri in generale , ed in particolare sopra gl * intestini. (A) Enteromelocele. * (Chir.) En-te-ro-nie-Io-cè-le.'A’/n. K. G. Lat. «itero- meloceie. (Da enteron intestino, meros coscia, e cele tumore.) Ernia crurale deli' intestino , che formasi quasi al disoleo della coscia , e diviene dolorosa nel piegare la gamba. (Acj) Entcromesenterica. * (Med.) En-te-ro-me-sen-tè-ri-ca. Add. f. V. G.Lat . enteromescnterica. (Da enteron intestino, c mesenterion mesenterio.) JSo m me da Petit imposto alla febbre adinamica di Pinel, a cagione deflc^ ulcerazioni che trovansì sulla membrana mucosa degl' intestini gracili e delC ingorgamento delle glandole del mesenterio, ,Enteropiria, Mesenterica , sin. (Aq) Eeteronfalo. * (Cliir.) En-te-ròn-fa-Io. Sm. V. G. Lat. enterompbaluni. (Da enteron intestino, e omphalos ombellico.) Ernia semplice dell' i‘ l " testino formatasi all' ombellico. —•, Enteronfaloccle, sin. (Aq) Enteronfàlocele. * (Chir.) En-tc-ron-fa-lo-cè-le. Sm, V\ G. Lo stesso che Enteronfalo. V, (Da enleron intestino, omphalos ombelico, c cele tumore. ) (Aq) Enteboperistole. * (Med.) En-te-ro-pe-ri-sto-Ie. Sf V. G. Lat - entcrc- peristole. (Da enteron intestino, c peristole compressione, costringimeli- to. ) Strangolamento degl’intestini. (Aq) ENTEnopmiA.*(Med.) En-te-ro-pi-ri-a. Add. f V. G . Lat. cnteropyria. (Da enteron inlestino, e pyr fuoco.) Lo stesso che Enteromescnterica- /^.(Aq) E»TERoi*NEUMATONi'ALo/(Chir.) En-te-ro-pneu-ma-tòn-fa-Io. Sm. comp. G.Lat. cntero-pneumatomphalus. (Da enteron intestino, pnevma aria, e omphalos ombellico.) Ernia nell' ombellico , formala dall'uscita del* V intestino e da aria. (Aq) Entbrorrafia. * (Chir.) En-te^ror-ra-fba. Sf. V. G. Lat. enterorrapbia* (Da enteron intestino, e rapida cucitura.) Sutura onde mantenere & contatto le labbra d’una ferita fatta all' intestino. (Aq) Ekterorrea. * (Med.) En*te-ror-rè-a. Sf. V. G. Lat. enterorrhea. (Da enleron intestino , c rheo io scorro.) Lo stesso che Diarrea. p r . (Aq) Enterosàrcocele. * (Chir.) Ende-ro-sar-co-cè-Ie. Sm. comp. V. G . entcrosarcoccle. (Da enteron intestino, sarx , sarcos carne, e cele erni 3 -) Ernia intestinale complicata da sarcocele. (Aq) Enterosàrcoffalo. * (Chir.) En-tc-ro-sar-còn-fa-io. Sm.comp.V, G. La*' entcro-sarcompiialus, (Da enteron intestino, sarx, sarcos carne, edotta phalos ombellico. ) Ernia ombellicale per uscita dell' intestino , con e ' screscenza carnosa. (Aq) Enteroscheocele. * (Chir.) En-tc-ro-sche-o*cè-le. Sm. comp . J^. G. L n *‘ cnteroscheocelc. (Da enteron intestino, oscheon scroto, e cele erm a '/ Ernia formata dalla caduta dell'inlestino nello scroto. (Aq) Enterotomu. (Cbir.) En-le-ro-to-mì-a. Sf V. G. Lat. enterotouiia.(D a enteron intestino , e tome taglio.) Incisione dell' intestino, fatta p cr estrarre qualche corpo straniero. (Aq) Ekterovaginale. * (Chir.) En*te'ro*va-gi-nà-!e. Sf. comp. Lat. cnterova- ginalis. (Da enteron intestino, e dal lat. vagina vagina.) Er/ua formuli 1 dalla discesa dello intestino nella vagina . (Aq) Ekterovariconfalo. * (Chir.) En-te-ro-va-ri-còn-fa lo. Sm. comp . entero-varicomphalus. ( Da enteron intestino , omphalos ombellico , e dal lat. varix varice.) Ernia formata nell' ombellico per l'uscita V intestino e complicata con varici. (Aq) Ehticuiti, * (St. Eccl.) En-ti-chì-ti. Nome dato a certi scttarìi segU& cl di Sìrnone il mago, a cagione de' loro conventicoli , in cui faced* 10 de sacrificii, e commettevano delle abbominaziotii. ( Dal gr. congresso, colloquio, che vien da en in, e tyche caso fbrtuito.)(Va»)(^' Entimema. (Filos. e Ret.) Eu-ti-mc-ma. [Am.} Argomento filosofico e rettorico [ il quale consiste in una premessa , ed in una consegue che se ne cava: e pub riguardaci coinè un accorciamento del 51 logismo , il quale ha due premesse , oltre alla conseguenza. ) "Q * enthymeina. Gr. £if$v(Lvi(La,. Segn. Rett. 2tfu L’entimema è un s1 ^ logismo imperfetto , perchè e’ gli manca il primo termine , c ^ la maggior proposizione. Demetr. Segn. 17. L’entimema è di* rente dal periodo in questo, che il periodo è un certo composto parole che si rigirano , donde e’ prende il suo nome 5 ma rentimcn ^ ha la sua forza e la sua costituzione nel concetto ec. L’ entinieni 3 ^. una sorta di concetto , chiamato cosi dal combattimento in forma ^ conseguenza. Earch. Ercol. Ufi. Mi pareva ricordare che locseWi fosse de 1 poeti, c non dejjli oratori , de’ quadi è 1’ entimema- ENTIMEMATICAMENTE E^tuiematicamhiste, Eiì-ti-me-ma-ti-ca-mèn-te. Avv. In modo enùmemaUco} Gou quella specie d'argomento che dicesi Entimemi*. T . di reg. (A) Emtimematic. 0 , En-ti-me-mà-ti-co. Add. [m. Che è a modo ] d’eiuimtma. » Sega. Rea, to . Couciossiachè nella rettorica s’usi argumenti cscin- pian c quelli che sieno cntimematici. (B) ■ Ipetto di persona, Che forma entimemi.] Segn. Reti. 4- Perciò è Manifesto , che chi troverà donde e come egli si tàccia (C entimema) , costei si potrà chiamar veramente entimematico.» E io. E medesima* ntente degli oratori alcuni ne sono detti oratori esemplari, e alcuni S( ra detti entimcmatici. (B) èntihopo, * En-ti-no-po.JV. pr. m. (Dal gr. entyno io apparecchio, e hopis cura : Chi apparecchia con cura .)—Architetto cretese dell '. seco/o.(Van) stiposi. * (Anat.) En-tì-po-si. Sf. U. G. Lai. entyposis. ( Da en in , p C IP.os impronto.) Carità glenoide della scapula. (Aq) qT ITA ‘ (Lett.) En-ti-tà. [A/i] ast. di Ente, [s vale L’essere delta cosa, l complesso di tutte le sue potenze attive e passive .] —, Entitadc , Eotilate, sin. Lat. esse rei. Gr. ovaia, oècrio'riis. Geli. Lelttir. Petr. Ho- Infra questi enti razionali se ne ritrovano alcuni, i quali hanno ‘anto poca entità ec. , cioè hanno lo essere loro tanto debole, che sono i s h*ti alcuni che hanno detto che non sono. S *7 ATIVo ' (Didasc.) En-ti-ta-ti-vo. Add. m.Alto a constituir l’ «ite,(A ) v Mascardi, Rag. (0) STlasi - * (Chir.) En tlà-si. Sf. V. G. Lat. enthlasis. ( Da enthlaso fnt.di p en ddao io spezzo.) Contusione forte che lascia una cavità esterna. (Aq) , » En-to. N. pr. f. ( Dal gr. enthos inspirato da Dio. ) — Una p r/fe figlie di Forco e di Ceto. (Mit) Rumata. (Zool.) En-tò-ma-ta. L Sm. Jf. G. Pii] Entomati. V. G. Insetti, “cherozzoli, cosi terrestri, come aerei .—, Entomo, sin. Lat. insecta. Gr. aro/tu. (Dal gr. entoma insetti.) Dant. Purg. io. 128. Poi siete qua- antomala in difetto , Siccome verme in coi formazion falla. Red. ns. 8. ,\ijiì essendovi mancat i chi abbia detto, la generazione di tut- 1 §1* entomati esser fatta dalla virtù generatrice dell’ anima sensitiva p e Ve getabile. 5T oausi. * (Med.) En-to-mi-a-si. Sf. U. G. Lat. entomiasis. (Da en ll1 .i e loniias chi ha sofferto de' tagli.) Specie di deformità prove- p nien te da tagli e da cicatrici nella faccia. (Aq) "tono. (Zool.) En-ló-mo. Sin. V. G. Lo stesso che Entomata. V. Segn. f m - 2. 12. (A) ^omomti. (St.Nat.) En-to-mo-li-ti. Sm. V. G. Lat. entomoliti. ( Da Aj l0Wa insetti, e lithos pietra) Nome indicante gl’ insetti petrijicali. a quali insetti trovatisi in questa condizione, alla riserva di alcuni p crostacei ? (Boss) omologia. (Zool.) Eu-to-mo-lo-gì-a. Sf. P.G. Lat. entomologia. (Da e ntoma insetti , e logos trattato, discox-so. ) Discorso o Trattalo sopra E ® 1 attorni ossia insetti. (A) * Omologico. (Zool.) En-to-mo-lò-gi co. Add. m. Appartenente agli j? untomi, 0 insetti, o all’ entomologia. (A) tomologisti. * (Zool.) En-to-mo-Io-gi-sti. Sm. pi. Coloro che si oc- V^p lano degl’ insetti. (Van) ‘ ° m °straci. * (Zool.) En-to-mò-stra-ci. Sm. pi. V. G. Lat. entomo* pf'Ua. ( ]j ;i en i oma insetti, e ostracon testo, guscio .^Insetti cruslacei, e ca perti di un testo più corneo che calcareo o membranoso. (Aq) ( n°° L ° GIA - * (Zo°l.) En-to-zo-o-lo-gì-a. Sf. U. G. Lai. entozoologia. an * en h'0, zoon animale , e logos discorso. ) Trattato degli Es ch e vivono ne’ corpi di altri animali. (Aq) RA, * Eu-tra. Prep. V. A. V. e di’ Intra , Tra. Gr. S. Gir. 10. EaiK CSt ° e *° m '°comandamelit°,clic io vi do, che voi vi amiate entra voi.(V) 5 0 a ^ 1 * 4 ) * En-trà-gna. Sf..Lo stesso che Entragno. I'. Salvia. Odis. Està a *d J, 'uciati del tutto furo i fianchi, E l’eutragne assaggiate.(Pe) Vis* 01 * 0 ’ En-U-à-gno.[.V//2.] Le interiora. —, Entragna, sin. Lai■ exta, R i* Cera r? r ' * ,Ti P a ' (Dallo spagn. entrahas che valgono il medesimo-) dcrn”’u r r- 2 ‘ ,É 1 4- Così , come de' polli e de’ piccioni, Volean ve- NelP . do degli entragni. » Salvia. Opp. Pese. 4- 3/ 8 • E tosto £ agnellino entragno egli soffiando Col fiato lo gonfiò. Editinola. d . la Sno , cioè viscera , intestino, come da un Iato interaneum è * ~~ 'p 1 * 0 da 8*‘ Spaguuoli che le interiora dicono las cntranas. (N) 2 ’fetaf. si dice anco dell’interno dell’ animor- Buon. Pier. 1. ròte *■enstui se la s » : chi gli vedesse Lo ’ntragno eh ! Che pa- 'cfatic > Cl i Ct i C! M Menz. sat. 10. Al cielo, Al cielo, Grida in robusta ì ~-»A v a , ena > Ma nell’entragno ei non ci crede un pelo. (Min) vésce,. er p ono 0 cattivo entragno o simili = Aver buone o cattive Calvin' Essere misericordioso, di buon cuore, o spietato, duro. * ’ Buon. Pier. 2.1. 14. Diciamo un uomo aver buono cn- entragno , cioè buone o cattive viscere. tAh^ku-.^a; ENTRARE 61 * -■ untivi. 3"°’ cal| ivo nell a scr’ii entra g no 1 cioè nuone o cattive viscere. EiiWAayM-os esser un ’ valc misericordioso.. E annot. Oppiati. 3j8. Diciamo », Esecro /1, 1>uonc, 0 di cattivo entragno , cioè di buone o cattive *»tba„ b .’ (N) f"/ 1 ” 1 ’ 111, [Proti, m.pl.1 V uno e l’altro, Amenduni, Tra- intra eut'- ^ stesso c ^ e Ambo. T.] Lat. ambo. Gr. cip.dfu. (Dal lat. fanno , !°’,, eiì amì> ° due.) Albert, cap. 23. Siccome quando entrambi tramili • ■ os . se rvar castitade. Pir. Disc. lett. 322. Voglio che en- Olindo eMi ? l ' id , l , ait, ° di costui. Tass. Ger. 2. 16. Colei Sofronia , tassi erano a PP e lD > D’ima cittade entrambi e d’una Fede. E 6. So. Già c , s ' ul!ti forse Sarian i pugnando, ad immaturo fine. dita. Entr 1 1 • ■ ^ uno e altr0 .i da Ambedue e da Tutti e dora i tl Ue a ” !6 * ln dica una relazione più stretta tra due , ossia consi- coinè quandn” ’ dc ’ r P ,ali si P ar,a 1 .i“ 0, to ravvicinati fra loro ; ’ n °rte. Ambedue 0 ' ' e( / s ‘ renderono entrambi rei di IViUfjQ , -- " v**«« naai furono ùm/ie/A, 1 » Enira ?} bl 1 come se dico Demostene e Cicerone fabbricare un tom™' 1 ‘ ar l 'f ,ìri > Ambedue que’ divoli concorsero a P° se , che difierhcanÓ in C Vw“! ÌO c . 1 ' allr ° si a Ppl‘ca ad individui o a ^°sì di Omero e ti VVair ccl ,’^ ,a > e di genere e carattere diverso. ‘ ei ° e dl Vir 3 ,ha dirò.- L' uno e l’altro sono sommi, ma una frase che risguarda gli oggetti in un modo non di eguali pregi ambedue. L' uno e ? nitro di questi libri è utile ec. Tutti e due considera i due oggetti come compresi neii’ azione o nella relazione di cui si tratta, non intende cioè escludere nè questo nè quello. Quando dico p. e. Tutti e due i rei saranno puniti, dico che nò L’ uno nè V altro andranno esenti da pena ; ma se dico: Saranno puniti ambedue , dico che avranno una pena , se non eguale 5 almeno simile. Entràmbo, En-tràm-bo .Pronome com.pl.Lo stesso cfreEntrambi e Ambo. V. Chiabr, Vend. 6 . E facciamo alto rimbombare entrambo A queste logge intorno Bacco, Dionigi, Bromio , Ditirambo. (A) ENTRAMENTo,En-tra-mén-to.[iS , /n.] L’entrare, e L'apertura onde s'entra.— 9 In tramenio, sin, Lat. ingressus, introitus. Gr.s'hro£o?.Cr.f .£.2.Elcggasi uri luogo, al quale, fuorché per ordinato entramento,sia aspra e grave salita. Oidd. Meiam. Strad. NeH’entramento della quale narra che abitava cc. Tiloe. 2. 2ÒÓ. E commuovere con sottili entrameutì le lievi arene sopra la faccia della terra. Albert, cap. 65. Questo secolo è quasi come un ponte non fermo, il cui entramento è ’1 ventre della madre, e’I cui uscimento è la morte di lui medesimo. 2 — [L’azione d’entrare.] Maestruzz. 2. 2$> Varrà, se lo entramento f nella religione J fu fatto innanzi al carnale"congiugnimento. Cresc . I guarniuienti e le chiusure delle fosse molto difendono dall’ entramento degli uomini e degli animali. (N) Entrancàsa. * En-tran-cà-sa. Add. e sost. com. comp. Che entra in casa. Salvìn. vit. Erat. Teb. Berg. (N) Entrante, Eu-tràn-te.iS , ;n Entramento^ Entrata .—, Intrante, sin . Lat. ini- tiuin. 52. Del mese di marzo,anno i356, all'entrante diliberò il comune di Firenze di far fare la gran pescaja in Arno. Dep. Decarn. itf. ll che , o non saputo , o non avvertito, è stato cagione di molti scambiamenti e mutamenti di voci, come qui del rimaso in rimanente ; e pel contrario, nel Villani, dell’ entrante in entrata , quando e’ dice spesso: all 1 entrante di Maggio , o d’ altro mese. » G. V. 12. 7^. In questi tempi all’entrante d’Ottobre mori a Napoli quella si facea chiamare Imperatrice di Costantinopoli. (P) Entrante. [ Pari. di Entrare.] Che entra , Penetrativo. Lat . penetrabili. Gr. (ìidiropos. Lìb. Amor. Oh parola più entrante di ogni coltello ! Cr. 2. 22. iff. Acciocché per la lunghezza de’pori della pianta i' umor terrestre, più agevolmente entrante, nutrisca la pianta. 3 — Verisimile, Convincente, Che capacita.] Tac. Dav.An . 12. 143. Furono queste ragioni le più entranti, e ajutate dall’arte. 3 — Persona entrante == Che con maniera e con galanteria $' introduce agevolmente appresso chicchessia. Lai. se insinuans. Gr. uwo- BvQpsyos. Segn. Paneg. 102. Egli era di sangue nobile , e però entrante e pratico fra le corti. E 377. Quanto egli fosse nel suo trattar manieroso, entmnte , efficace , ec. Entrare, En-trà-re. [iV. ass.] Andare e Penetrare entro. [Il suo contrario è Uscire, ed i suoi derivati Rientrare , Concentrare , Sotlcn- trare, Subentrare.—, latrare, $1/1.] Lat. ingredi, introire, penetrare. Gr. zltrdvcti , Sua»'. J3occ. nov. 77. 53. Comandò al fante suo che quinci non si partisse ec., ed a suo poter si guardasse eh’alcun non v’entrasse dentro. Cr. g. 102.3. E se già in alcuno arbore perforato entreranno , al luogo, donde entrano ed escono , si ponga un alveo piccolo. Dant . Purg . 2. gg. Veramente da tre mesi egli ha tolto Chi ha voluto entrar con tutta pace. Petr. canz. 11. 7. Ora sgombrando il passo , onde tu entrasti. 2 — E con varie accompagnature. Amm. Ani . Egli entrerà nel regno di Ciclo. Vit. SS. Pad. 1. 20. Solo e senza paura entrò al deserto. E yg. Ringraziamo Iddio in prima , e poi entreremo nella vigna. E 2. 2 jo. Egli non entrava a loro per peccare. Cavale. Stoltiz- ' 248. E acciocché a questa battaglia entriamo valentemente. (V) Bocc.g.5. n. 8. Ed esso bene un mezzo miglio per la pigliela entrato cc. (N) 3 — [E fig. nello stesso sign. del §. 1.] Tass. Ger. 20. 21. Forse , se debbe infra’celesti arcani Prosontuosa entrar lingua mortale cc. » Bocc. g. 1. nov. 7. Nò mai nello animo m’ entrò questo pensiero, che per costui mi ò entrato. E zf.S.n.&Nel rozzo petto, nei quale ec. non era alcuna impressione di cittadinesco piacere potuto entrare.(V)(N) 4 — In alcune locuzioni ha forza di Cominciare 5 come Entrare in parole degl’ interessi , degli studii, della coscienza ec ., e vale Cominciare a parlare degl' interessi , degli studii ece Entrare in cammino , in ballo, in pensiero e simili , vogliono Cominciare a camminare, a ballare , a pensare ec. Entrare in ballo, Entrare in parole , in cammino, in pensiero , in ragionamenti, in guerra , a messa, all’orazione, la febbre, ec.] Lat. inciperc , aggredì, etc. Gr. clpXztrSoif. Cas. lett. 5o. E perciò io non ardisco entrare in ren- derlene grazie. >1 f^it. SS. Pad. 2. 25#. Alquante se ne maritarono , e alquante entrarono a fare penitenza lasciando il mondo. (V) 5 — Imprendere. Bocc. g. 1 . n, 2. Deh, amico mio, perchè vuoi tu entrare in questa fatica ? (V) 6 — * Passare. Seti. Pist. ig. Di questa procuragione verrai tu a maggiore ufficio e dell’ uno entrerai nell’ altro. ( O pure è locuzione ellittica e vale , Uscendo dell’ uno entrerai ec. ) (Pr) 7 — Prender l’uffizio. Eianc. Sacck.nov. 180. Avca preso quasi forma (usanza) , come gli altri cittadini, d’andare e a’ priori la mattina eh’ egli entravano , ed eziandio a’ gonfaloni. (V) Din. Comp . I$t. 2. Entrarono i nuovi priori a dì uno di novembre i 3 oi. (P) a — E col 2. caso. Cron . Stria. 12J. A di primo Novembre entrai de’nostri Magnifici Signori (cioè ad essere de’nostri. ) (V) 8 — Prendere a proteggere, a dimesticarsi. Sper. lett. ig. Avendo inteso quanto sete molestato da ogni sorte d’ amici... ad entrare col suo concorrente, ho deliberato ec. E 2#. Vi chiesi eh’ entraste col mio Brunello. E 22. Se vi vorrete scusare di questo con alcuno, che la mia importunità è cagione ch’entriate con lui contra il vostro volere. . . , son contento che voi il facciate. (B) , „ r 9 — Aver che fare, Accordarsi , Adattarsi. Lat. convenire. Gr. op-o- Mfovt'. Maini. 6 . 84> Com’entra coll’assedio d dare e wre ? Ó2 ENTRARE ADDENTRO j 5 io — * Ritirarsi. Dani. Inf. 25. H2. Io ridi entrar le braccia per le ascelle , E i duo piè della fiera eli’ eran corti Xauto allungar , quanto accorciavan quelli. (N) * i— Intramettersi a far che che sia. Cecch. Assiuol. 1. 2. E madonna Verdiana, che pare il santusse, parv’eglì però che la faccia bene a tener mano a coteste cose, e entrare a portar novelle tra cotesti vecchi?(V) la — [Dello di Animali, per Usare, Coprire..] Cr. g. 8y. 7. Il verro, quando è d’otto mesi, comincia ad entrare allatroja; e ciò puote infino alli quattro anni fare. » Creso, g. 7 6. Si dee guardare che ’l becco abbia simiglianti tettole sotto ’l mento. ..e che sia convenevole ad entrare alle capre in anno. (Pr) 13 — Delio della Luna nuova. Pr. Giord. 283. La prima domenica seguente di poi la plenitudine della Luna d’Aprile. . . ; ma intendi, non all’ entrare della Luna , cc. (V) 14 —■ Dello de Metalli, che batiali sì ammaccano e appianano. Benv, Celi. Oref. 85. Colla penna del martello si debbe batterla da un angolo all altro gagliardamente, e fare ch’ella (lapiastra') entri bene. ( Qui par che entrare valga ristringersi, addensarsi. ) (V) ’ ~~ * Talora accenna Lunghezza 0 Profondità di spazio vano in checché sia. Ar. Pur. itf. g'3. Sotto la negra selva una capace E spaziosa grotta entra nel sasso. (Br) 16 —'Nota coslrutto.G. P.ìo.i 5 ì. Di Montecatini non potea uscire nè entrare gente, nè vittuagiia. ( Cioè entrarvi. Come si direbbe egualmente bene : in Firenze non può entrare nè uscire alcuno. P. Uscire, Dare.) (Pr) 17 — Usato a modo di n. pass. Pit. S. Gio. Balt. 204. Era vi un arboscello ec. che aveva le ramora basse ; ed io mi v’ entrai sotto. ( Lat. subii.) (V) Bocc.g. q. n. 6. Fece l’oste nell’ un de’ due (letti) che rimasi erano coricar la figliuola , e nell’ altro s’ entrò egli e la donna sua.A’ appresso: Senza della culla curarsi, nel letto se n’entrò. (N) 3 — * E nel primo sign. Dani. Purg. 28. Già m’ avean trasportato i lenti passi Dentro all’antica selva tanto ch’io Non potea rivedere ond’ io m’ entrassi. (N) 5 — Nota strano costrutto. Lasc. Gelos. 4- <3. Ho lasciato, per . non aver chiave , tutta notte 1’ uscio aperto : onde è stato entrato in casa , e vota la camera, ec. ( Cioè : qualcuno è entrato. ) (V) j8 — Usato attivamente alla maniera latina. Ar. tur. 8. 85. E per poter entrare ogni sentiero. MoLza : Che spesso il nido cntraro ov’ella giacque. E canz. 7. Io , che gran tempo riscaldar mi sento D’un pcnsier grave, d’ altamente il campo Delle gran lodi entrar. E Tans.Egl. lo vissi poco, perché troppo amai : Altro non ti dirò; ma , che ‘ sono entrate più in cuore di tutte l’altre. (V) — in danari 0 simile 22; Farne acquisto , Riscuoterne. — IN farnetico 2= Delirare , Perder l'uso della ragione. Cavale. Fruii- ling. 33i. Subitamente ( l'ammalato) raggravò, ed entrò in làrnetìco.(V) — in fatica * = Affaticarsi. Bocc. g. 1. n. 2. Perchè vuoi tu en* trare in questa fatica , e cosi grande spesa ec. ? (N) — in gelosia * 2= Ingelosire. Bocc. g. 4- n. 3. Di che la Ninetta a*’ corgendosi, entrò di lui in tanta gelosia, che cc. (N) — in gloria , in infamia * Divenir glorioso o infame. Bocc. P‘ s! ' Pr. SS.Apost. 6o. In gran gloria pel sangue mio non entrerà; guardisi piuttostoche non entri in infamia, la quale spegnere non si possa. (PO — IN guerra 2= Imprender guerra , e talora Penetrare nella ziiff a - Lat. praclium aggredì. Gr. iPL-gri« Tass. Ger. 20. 4y. EÀtra in guerra Goffredo, e là si volve. — in isperanza , nella speranza * 2= Sperare. V. Entrato. Peti. UH Non entriamo in isperanza d’averne ad avere buona ricolta. (Br) — in ispesa. * P. Entrare in fatica. (N) — innanzi A Uno , ad uno 22 Oltrepassarlo camminando. Dant. Purg- 24. E quando innanzi a noi si entrato tue, Che gli occhi miei si fero a lui seguaci , ec. Bocc. g. 5. n. 7. Ma Pietro, che giovane era, e la fanciulla similmente , avanzarono, nello andare, la madre di lei eo.j ed essendo già tanto entrati innanzi alla donna cd agli altri , che appena si vedevano, avvenne ec- Cecch. Dot. 4■ 8. Me n’ andava ratto , per entrargli innanzi. (V) Ar. Pur. 32. 5g. Il qual poi l' entrò innanzi, e cosi punse II suo cavallo, che i compagni giunse. (M) Benv. Celi. Pit. t. 3. p. 35. Una mattina infra I’ altre, avendo udit° messa in S. Pietro Scheraggio , ^e’ m’ entro innanzi Bernardone. (N) 3 —p [E fìg.) Avanzarlo, Superarlo. Lat. superare, antecellei’ 6 * Gr. vvspfrximi'. Stor. Eur. 4. y5. Non solamente lece la pace con esso lui, ma gli diventò amico, e tanto familiare, che nessuno altro gli entrava innanzi. — in nuovi costumi *23 Cangiar costume. Bocc. Piu. Pr.SS.Ap. 4-fi però nell’animo mio fermai che tu non dovessi, uomo di età compiuta, consigliare eh’ entrassi in nuovi costumi e diversi agli usati. (Pc) — [in parole, in ragionamenti 22 Cominciare a parlare, a ragie nare.) Bocc. nov. y8. 5. E con lei delle cose state entrò in parole. » E g. 1. II. 4- Perchè fattolesi più presso , con lei entrò in parole ; e tanto andò d’ una in altra , che egli si fu accordato con lei. (V) — in pensiero 22 Cominciare a pensare. Bocc. g. 1. n. 5. Ed appresso entrò in pensiero che questo volesse dire, che un così fatto Re ec. la venisse a visitare? (V) Eg. 5. n.8. Entrato in pensiero della sua crudel donna. (N) 3 — [E variamente.) Bocc. nov. 77. 3 4- Ricominciato il pianto, entrò in un amaro pensiero. — in possessione. Lo stesso che Entrare in tenuta. P. « Eav. Esop- i9. (Test. Riccard.) La Rondine prese la tenuta , ed entrò in possessione , sicché giammai non la perdeo. (N) — in ragguardamento : * Senza entrare in altro ragguardamento 22 Senza mettersi a far troppe considerazioni. Bocc. g. 4. n . 10 . Trovandola (un’arca), senza entrare in altro ragguardamento, prestamente , ancora che loro gravetta paresse, ne la portarono in casa loro. (V) —- in ragionamenti. Lo stesso che Entrare in parole. P. Bocc. g . <• 11. 8. Con lui entrò in molti e varii ragionamenti. (V) — in religione, [alla religione ] — Parsi religioso. Lat, religione® ingredi, religioni nomen dare. Segn. Pred. 29. 8. Che dirò di co; loro i quali 0 con forza aperta , 0 con fraudo occulta ritraggon altri d’entrare in quella salutevole religione a cui Dio li chiama?,» Pass. Specch. Penit. 3y. Volendo entrare alla religione. E più abbasso: No 11 assenlio a’prieghi e alle lagrime deila madre, ma entrò a] la religione, (h) — in sacris 22 Prendere il primo degli ordini maggiori. Lat. hyi 10 " diaconum fieri. Gr. vicobiànovov y.2.1 ir re.-ljxi. Segn. Crist. instr . 3. 24. 18. Io per me non so che mi dire, quando rimiro alcuni tuct- ■ tersi in posto d’entrare in sacris. — in sagrestia, [/%.] 23 Mettersi a ragionare di cose sacre fuor ditemp o con poca reverenza. Modo basso. Lat. de sacris temere loqui. Gr- ajJovAws zi’.px twv Hitcvv KxXstv. Lasc. Streg. prol. Io non voglio che noi entriamo ora in sagrestìa, perche nè il tempo nè il luogo lo richieggono. — in santo , si dice delle donne uscenti di parto , allorché vanno ù* chiesa la prima volta , e ne ricevono dal sacerdote la benedizioni * Lat. lustrari, purificar!. Gr. v . ot il v. fifa 1} a. 1. S'egr. P'ior. Mandr. 5* Faròlevare e lavar la donna, e fàrolla venire alla chiesa a entrare in santo* — in sè = Tornare ai sensi. Cavale. Alt. Apost. 65. Entrando Pid r0 in se, e pensando di questa visione, ec. (V) — in sollazzo DI checchessia* = Prenderne piacere. Fav Esop. >1' Entrano in sollazzo di parlare contro alia loro natura , e dispiaccio^ credendo piacere. (Pr) 1 — w sospetto * = Cominciar a sospettare. P. Sospetto. (A) — in sosta = Innamorarsi, Innuzzolirsi. P. Sosta (V) (N) — in sur m» pesta , * fìg . — Prendere a parlare di alcun te **. Benv- Celi . rii» 1. 125. Quest’ uomo che era abbondantissimo ^ parole entro jn sur una pesta e ne disse tante, che ec. (Pr) in susta — Entrare , JPlelLeì'si in moto , in agitazione. P*** stile famigliare» Beni. Bett, ( Alan, y, ) La gente ti promette onori, che sono tutti i suoi beni; ma tc gli pro- ctte sol quanto puoi durare; te gli promette in un secolo : poi non _ e ntra ; se starai male nell’ altra vita , tuo danno. (V) (P) _ s Dn salceto * =: Avvilupparsi, Intrigarsi. F. Salceto. (N) __ ’ N valigia , * fig. =3 Adirarsi. F. Valigia. (0) • * viaggio * — Mettersi in via. Aret. Sai. Quando due o tre ore n Snzi giorno S’ entra in viaggio che non ha sentieri. (Br) IEf visibilio = Entrare in cose che non si veggono e non si com- ’ /inolio: [modo lasso .3 Lai. altissima scrutari. Or. vf'rj.ir'XTy, W,x- *P*vsiv. Patajf '. 5. In visibilio non voler entrare , Che ’1 brodo non si .^^per gli asmelli. j. A ^ebbke — Cominciare a venire la febbre. Cavale. Pungiì. 2 6f. P 0l i a certezza del fatto, il vigesimo quinto dì gli entrò la (èbbre .Eeo ~~ m ^"" 172. Il martedì seguente ni’entrerà la febbre. (V) 0// ^ EVAD0!!e ’ PER sncCBTÀ, [siccità, promessa] ec.^Promettere per ^ rtit , Far mallevadoria per esso. Lai . fidejuherc. Gr. byyvàeSxi.òen. surT’ ^ arc ^‘ 4 - Io t’entrerò mallevadore ec. insino a una certa ) e 1|lla - ” Piar. .S. Frane. 46. Voi gli promettete di dargli oguindi j .? ose necessarie ; ed io vi entro mallevadore per lui , che il palio ? pace egli osserverà fermamente. (V) c ® criminali, Jig.zzzToccar un punto pericoloso, ec. F. Criminale, 4 (V) 8 patti d’ alcuno = Mettersi a parlare de' fatti di lui.Lasc. Pa- K ; ; - 1. D’ una in altra parola,entrammo nc’fatti della fanciulla.(V) cos ,ATTI n ’ altri , dicesi del Discorrere o dell’ Impacciarsi delle ~~ ne a n l!{ i. Lai. aliena rimari. Gr. tu àKhórptu lyjnvsiv. 1 c apo * ~ Figurarsi, Immaginarsi. F. Capo, ’òi. (N) » - ,J avore * ; lo stesso che Entrare in cuore. F. Cupre,$- 'òo. Bocc. (j.‘ ‘ tL - i. Essendo adunque a Cimone nel cuore . .. entrata la snella ttè ® 0Ee - P g. 5 -n. 8 . Quel cuor duro c freddo, nel qual mai nè amor — poterono entrare. (N) ^ E gigante: Maniera proverò. [ oscura , lassa, ed oggi mai fuor j ', i0 - ] Lai. iracunde aniinum ohfirmare. Gr. òpyikus s^t». Farcii. più - 102 ‘ P 11110 c ^ le s ' s ‘ a incapato una qualcha cosa, e quanto làr-' S * c . cica d' sgannarlo, tanto più v’ ingrossa su, e risponde di voler — NE L e .^’ re > 5 ' uiu Cdi' 6 ) ’■ Gli è entrato nel gigante. p Uì , L Alto , dello delle navi che dal lido s’ innoltrano in mare.Ar. l’ali fy ‘ 1 9 - E li risveglia , e senza udirsi un grido, Fa entrar nel- kel° 1 C ^^Andonare il lido. (P) Ma,!' 1 ) mateì >ia , nel soggetto o simili * = Cominciare a trattarne. luea 1 ^ eU ' P ,wl - *• 6°- Tu potresti con occasione di conferirgli cosa * àttera ec. entrar nella materia , e con fargli considerar questa vedere se egli ci si getta. (N) per^o i ' ì>n,0= Pi ace re, Commuovere. Bocc. g. 1. n. 5 . Le quali parole - „ Sl , maniera nell'animo del. Re di Francia entrarono, che ec.(V) M'è^ AIUIÌG0 > * Cominciare qualsivoglia cosa. Dani. Par. 1. io U0 P° entrar nell’ aringo rimaso. E Coiti. Dani. ivi. Acciò che . . . «. si Ssa entrare nell' aringo cioè nel corso rimaso. (Br) U j EE eisa — Mettersi a ridere. Frane. Sacch. nov. 26. Udendo sin- ] Je valenti uomini questo , cominciarono ad entrare nelle risa per - NELL'n m,a ec - (V) o r* 1 - Ordine, On nobile all’ Ordine Farsi religioso. Pass. Specch. Penit. ■ ^ , ." giovane entrò nell’Ordine de’Frati predicatori. (P) VlE UKO : detto proverò ., e vale Fare un discorso luti- Q ; . ,?° ? 0 da non uscirne mai. Lat . orationisexìtom non in venire, libro p r ° U où K tvpiffHsiv. Malm. 5. 2g. Così, poich’ ebbe dato N*r Entra nell’un vìe un , che non ha line. - C : [= A 2 paura , uno scrupolo , una voglia o simile Te- cnpia' ^ Vcre s vrupalo y Bramare , ec. Lat . inccssit formulo, religio, detr,,:;*;/-- nov. 27. 16. Di che sì fatta paura m’ entrò , eh' io " per t0 1111 disposi a non voler più la domestichezza di lui. ~ per r A Pol - TA 1 C fg- = Far le cose coll’ ordine dovuto .) .Porta. " RH(jMp Cl!InA ' [Co stesso che Entrare mallevadore. F. ] P rc 8o siat' ^ ° slesso c ^‘ e Entrare mallevadore. F. Car. Leti. Io vi con * e,ll ’° d'entrar promessa por me, insieme cogli altri che scRTjnf! C * e V^ cl ( l n€ ^ a somma di tre portino in cinque mila scudi. (Min) ' 5 >ciir t ì 0 \, C Entrar paura. ] dere. pr f GNO * = Fargli sicurtà. Lo stesso che Entrar malleva- Priuéi, 1 ^ t "' < - AI , em - e lelt ■ '• 2. p. 90. Sono in contumacia con Vili. * ra *idol etsicf 6 ^i^ T ChÌale Don ancora mandato: V- E. mi ajnti, cn- Entvaie in pensiero o in sospetto.} J^.Pcnsatojo. t = Entrare nelle ragioni di colui , o in suo pepa l,SUra c ^ c aouo P er pagare il debito e l’ indugio con larga °> USA- COSA ’ Ivainl^ 0 parzialissimo . Aostenilore. (Pe) =1 arsene sostegno. Palìav. lst.Coric.iòi. delle sue dottrine ( di Lutero ) yolle eu- ìz. sotto * = Sottoporsi. Segr. Fir. Disc. dee . I. 1, p. 12. E benché questa impresa sia difiicile , nondimeno ajutato da coloro che mi hanno ad entrare sotto a questo peso confortato, credo portarlo in modo che ad altro, resterà breve cammino a condurlo al luogo destinato. (N) — troppo in la. * = Inoltrarsi dove non tocca , Folente saper troppo, F, Là. (O) — troppo innanzi Avanzar troppo il discorso. Lai . oratione auda- cius progredì. Gr. tfópfa ìxolvvuv. Segner.Crist.itistr. 2. 10 .Dicono eh’ egli entra troppo innanzi. Cas. lett. 65 . A me pare che V amico vostro, che voi non nominate, entri troppo innanzi. — una paura , uno scrupolo, una voglia. F. Entrare paura. Entrata dilh da Penetrare. Altro è il dire per es. L’acqua entra nei canale j altro è il dire : L’acqua penetra nelle viscere della terra. Altro è il dire: Il mariuolo entra iu piazza*, altro il dire: Il mari- uolo penetra nella folla per frugare. Ognun s’ avvede che Penetrare esprime maggiore intensità di Entrare. Entrare. Sm.Entrata , Ingresso , Festibolo. —,Intrare, sin. Car. En.y. 265 . Ave a d’antico Cedro, nel primo entrar.uo dietro all’altro De’suoi grand’avi i simulacri eretti. È 6 . 4. 2. Nel primo entrar del doloroso regoo.(M) 2 — * In modo avverò. All’entrare; lo stesso che AH'entrata. F. All’entrare. (A) Entrata , En-tràda. [Sf. Ingresso , Luogo onde s * entra. —, Antrata , sm.] Lat. ingressus j introitus. Gr. drraho 5. Dani. Inf. 8. 81. Venimmo in parte, dove il nocchiér forte.* Uscite, ci gridò; qui è Ventrata. E Purg. g. 5 i. Vedi Ventrata là ’ve par disgiunto. Petr . canz. 18. 7. Ma perché la memoria innamorata Chiude lor poi Ventrata. 2 — [L’alto di entrare.] G. F. 12. 81. 3 . Acciocché ’l comune di Firenze avesse spedita l'entrata e la guardia della detta rocca. Bocc. g. 3 . p . Parendo loro nella prima entrata di maravigliosa bellezza. 2 — Onde Dar V entrata Conceder I ingresso. F .Dare Ventrata. (A) Din. Comp. Ist. Fior. 2. Per la porta che noi gli demmo in guardia , die V entrata a Gberardino Buondeìmcnti. (P) 3 — * E Tener l’entrata = Fietar l'ingresso. But. Purg. Lo malo amore delle cose mondane, checi tiene Ventrata della pcmtenza.(A) 4 —* Aprir l’entrata = Dar luogo , opportunità ad entrare. Bocc. g. 10. n. 6. Le violenze fatte alle donne da Manfredi avervi V entrata aperta in questo regno ? (IX) 5 — * Ed All’entrata = Nell* alto di entrare. Bocc. g. 7. n. 5. II geloso stette molte notti per volere gingnere il prete all’entrata. (A)(N) 3 —L’atto di entrare solennemente in una città : ed in questo sign. si dice Far l’entrata. [^.Fare entrata.] Cas.lett. 62. La quale stia sicura che l’entrata dilorMagnif. in Roma, e lo andar loro a palazzo, e laorazion pubblica, e le visite private, e la compagnia, sono state tutte laudatissime. 4 — [Parlandosi di tempo o cosa che si riferisca a tempo , vale Principio, che gli antichi dissero Entrante.] Frane. Sacch. Op. div. la ogni altra lettera s’intende all’entrata 4 Aprile, cioè al principio. » Bocc. g. 5 . n. 8. Venendo quasi all’ entrata di Maggio ( verso i primi dì ec.J (B) Dani. Conv. preamb. Ed io in quella (operaJ dinanzi al V entrata di mia gioventule parlai; e in questa dipoi, quella già trapassala.(P) 5 — [Parlandosi di scritti vale Introduzione, Y*rocm\Q.]Dant.Fit.Nunv. 36 . Questo dico, acciocch’altri non si maravigli perchè io l’abbia allegalo di sopra quasi come entrata della nuova materia. 6 — Possessodi ufficio ec. Dep. Decam. i 3 j. 1 cittadini romani nell’entrata de’loro sacerdozi solevano fare un solennissimo convito. (V) 2 — La ben entrata si dice per La mancia dell entrarci , Centratura , nel sign. del §. 2. Fir. Asia. Questi sicno per la bene entrata del vostro collegio. (V) 7 — Rendita. Lat. reditus, census. Gr. rl^px. G. F. 11. go. 1. Narreremo appresso del podere del nostro comune Ventrata, e così l’uscita. E 12. 8. g. Montavano Vanno più di dugentomila fiorini d’oro, senza V altre entrate e gravezze. Bocc. nov. i 3 . 8. Il quale messos’era in prestare a’Baroni sopra castella , e altre loro entrale. Esp. P.N. Dee rendere ec. sue entrate e usciLe dinanzi a suosignor c.Esp.Fang. Il tempo del sonno scrivilo al libro delle cose perdute,* ma quello della vigilia è scritto in quello dell’entrata e gnadagno.Cavalc.Med. spir È adunque stolta cosa riputarsi a entrata e credito quello che è debito. JSov. ani. 11. 2. Spendo più, ch’io non ho d’entrata, 200 libbre di tornesi lo mese. Sen. Ben. Farch. 7. 10. Se alcuno si diletta di vedere un gran libro delle sue entrate. » lYJenz. Sat . 1. Ma l'entrata d’un fico o d’una vite Non dareste, c nè meno un fico secco, A chi ec (Qui vale , tanto quanto rende un solo albero di fico.J (N) a — Dicesi anche Entrata e Uscita a Quel libro dove si scrìvono le rendite e le spese. 3 — Onde Mettere a entrata [ Scrìvere tra le rendile o tra ' guadagni , e fig. Tener per cerio.] F. Mettere. 8 — Mettersi ad entrata ~ Mettersi in sospetto , o simile. Car. Lett. Fani. 3 . n 3 . Io mi metto ad entrata che di costà faccia ogni sinistra, relazione; ma non ne sento dispiacere , perchè credo che sia conosciuta così la natura sua , come la mia. (Min) 9 — (Mas.) Principio delle sonate di strumenti. Lat. proaemium. Gr. tfpoolov, Tratt. Pat. iVosf. Ora avete voi udito il prologo del santo Pater nostro * che è altresì come una entrata di vivuola. 10 — (Astr.) Entrala , dicono gli astronomi il Momento nel quale il sole e la luna comincia a scorrere uno de segnidel Zodiaco.(pii.M&ti) Entrata diff. da Entratura , Ingresso , Introito. Quando si tratta di luogo, la voce Ingresso è più splendida e più decente di Entrata. Cosi diciamo Magnifico ingresso e non Entrata magnifica. Inoltre Ingresso può chiamarsi anche il cortile d’ una casa , d’ un palagio. Entrala veramente è il luogo che fa entrar nella casa , nell’ abitazione. Entratura è propriamente V adito per cui s’ entra. Volendo esprimere il luogo o l’alto dell’entrare, si dirà meglio .Entrata. Una casa può 1 avere due, tre o più entrate. Entratura ha un altro senso. Quando diciamo Aver entratura con uno , vogliam dire Conoscerlo alquanto làmiUarmcute , Poter entrare nella sua casa e in parte nel- r 64 ENTRATACCIA 1' animo suo , senza taccia di ardito. Introito è propriamente quel della messa. Introito per Somma ritratta non è bella frase, benché comune. Entrataccia, En-fra-tàc-cia. Sf. pegg■ di Entrata. Cattiva o Pessima entrata. Lasc. Pinz. 6. 7. Quella entratacela mi dà nel naso, c dubito ch’ella non sia una stanza di taverna, semlole così presso. (V) Ektratella, En-tra-tèl-la. Sf. dim. di Entrata in sign. di Rendita. Reti- diluzza. — , Entratuccia , sin. (A) (Van) Don. A. F. Berg. (0) Entrato , En-trà-to. Add. m. da Entrare. Lai. ingressus. Or. do sxòtiv. Amet. 62. Malconoscenti di sé medesimi per li accumulati beni, entrati nelle speranze di Flagareo e de’seguaci, con tempestoso pensiero cercano il cielo. Entratore, En-tra-tó-rc. Veri. m. ( di Entrare.] Che entra. Lat. pene- trans , ingrediens. Gr. ivifixlvtov. Entratrice, En-tra-trì-ce. [ Verb.f. di Entrare.] Lai. quae pcnetrat. Gr. ìit^xivovirx. Filoc. 6. 120. Tu , sottilissima entratrice , con disolate cure ne’ mondani petti rompi le caste leggi. E 7. t4l- Benché a’ suoi contrarii alquanto la fbrzevole entratrice invidia aggiugnesse dolore. Entratuccia , * En-tra-tùc-cia. Sf. dim. di Entrata. V.delt uso.Lo stesso che Eutratella. V. (Van) Entratura, En-tra-tù-ra. [ Sf} Enlramento [; e dicesi specialmente della facoltà di potere entrare in alcuni appartamenti nelle corti de'principi. ^.Entrata.] Lat. admissio. [ Gr. ] Sen. Ben. Pardi. 6. 32. Non si chiamano amici cotesti, che a grande schiera picchiano la porta , cotesti che sono divisi in prime e seconde entrature : cotesta è usauza de’Re. Buon. Fier. g. 5. Inlr. se. 1. E quel seder vi faccia, Che per possesso antico E dovuta entratura 11’era degno. » Magai. Leti. Senza privarlo delia solita entratura che godevano in palazzo tutti gli altri cc. (A) 2 — Quella rata che si paga in alcun luogo, come arte , compagnia, o simili , in entrando ad esercitar quell’ arte , o essere di tal compagnia. Ricell. Fior. Qualunque ec. non fosse descritto nella matricola dell’arte predetta, ed avesse mancato di pagar l’entratura, si debba fare scrivere e pagare l’entratura lire tre. 3 — * Accesso; onde Far entratura z= Aver accesso, Farsi conoscere. Posar. Pit. Opera che gli facesse entratura con que’ signori , e agli artefici della professione. (A) 2 — Aver entratura con chicchessia “ Averne conoscenza, amicizia. Lat. ad alicujus amicitiam admitti, accessnm adaliquem habere. Gr. ucroSov i&pós riva I-IJ'.I. Car. lett. 2. 77' Col quale per nonavere .avuto fin qui appena entratura, mi par d’esser nuovo servitore , ancoraché sia de’vecchi e de’tarlali della casa. >1 Borgh. Tosc.3ty.ISon aveano, dice egli , amicizia o compagnia alcuna con esso loro, ne altra entratura o appicco , salvo cric ec. (V) 3 — Avere entratura, detto assolutamente ” Aver abito, rappresentanza. Car. Lett. E acciocché abbiate entratura, e possiate far eonosccx'e la commissione gagliarda che vi si dà sopra ciò, non solo ne scrivo io 1’ allegata a Monsig. di Granucla, ec. (Min) 4 — * Principio, e dicesi specialmente dell' entrar della commedia. Red. Leu. (A) 5 — * Cerimonie che franosi nel ricevere in monastero una donzella che è per prender l’abito di monaca. (A) Entro, Én-tro. Prep. Dentro; e riaccompagna comunemente col quarto e col terzo caso. Lat. intra. Gr. ivrós. Bocc. nov. yf. 11. Io voglio che tu giaccia stanotte con un uomo entro il letto mio. Petr. son . 122. Quel dolce pianto mi dipinse Amore, Anzi scolpio, e que’detti soavi Mi scrisse entro un diamante in mezzo *l core. E cop.3. Dissemi entro l'orecchie: Ornai ti lece Per te stesso parlar con chi li piace. E canz. 22. 5. Le notturne viole per le piagge, E le fere selvagge entro alle mura. Cr. 4. 11. l4- E gli altri due capi uguali sieno alquanto entro al nuovo. 2 — * Talora con altre preposizioni appresso , pile per un colai vezzo e grazioso riempimento , che per alcun bisogno. Èiloc. I. 3. La quale nascosa in una delle altissime rocce d’Appennino enlro in una oscurissima grotta , trovò intorniata di neve. E l. 7. E la voce entro per le dolenti caverne , rendeva letizia. Bocc. g. 7. n. 4- n> an( iò la donna, e presa una grandissima pietra , che a piè del pozzo era, la lasciò cadere entro nel pozzo. Cin. Son. Ora se u'esce Io sospiro mio, Donde avia un pensier entro nel core. (Cin) Pallad. 3g. Per la quale ( cannella ) si conduca 1’ acqua calda entro nel bagno. (Pr) 3 — [Talora con Per; anzi tra Per ed Entro si è posto talora il nome ], aggiugnendo un cel lo che più di penetrazione al concetto. Liv. Dee. 1. B. B. Io ti ficcherò questo coltei per lo corpo entro. Bocc. nov. 7 3. n. Non mi pare che questa sìa ora da ciò , perciocché il Sole è alto , e dà per lo Mugnone entro.» Petr. p. 1.1 72. Sforzati al cielo,0 stanco mio coraggio,Per la nebbia entro de’suoi dolci sdegrii.(Cin) 4 — È anche avv. , [e si usa cosi co’ verbi di stato come co’ verbi di moto. Lat. intus , inti'O , introrsum. ) Gr. 'indivi, Bocc. nov. y8.8. Lui fece ricoverare in quella cassa che’l marito detto le aveva, e serrollovi entro. Nov. ant, 83. 2. Tutti li mise in un monte, e cac- ,ciovvi entro fuoco .nBocc. g. 3. n. 6. Questa camera acconciò la buona femmina, e fecevi entro letto, secondo che potè il migliore. Creso. zo.22 .E ponsi la detta fune acconcia col laccio aperto e piegato si che l’uccel, che passa, messovi entro il capo, si pigli per lo collo.(Cin) ( E pure anche qui Entro non pare altrimenti avv ., poiché sempre accompagnalo dal vi, affisso al verbo, che gli tien luogo di caso.") (N) 5 — Talora [ si pospose alla particella Di, 3 e sign. lo stesso che Di dentro. [ V. quel che abbiam detto alla v. Dentro, §■ U- 3 Bocc. g. 6. p. 3. Anzi vi entrò pacificamente , e con gran piacere di quei d’ entro. Cr • s. 4- *7- La corteccia è di due fatte , cioè la corteccia d’ entro , c la corteccia di fuori. Dant. Par. 12. i3. Nascendo di quel d’ entro quel di fuori, A guisa del parlar di quella vaga Cb’ a- mor consunse, come Sol yapori. G. V.y. 6. 1. Si misero a badaluccare e.a combattere con que’ d’entro. M. V, 9- So. Quei if entro ENTUSIASTO ec. dirizzarono manganelle. (Cosi si dee leggere in questi due esempi de’ Villani, quantunque gli stampali abbiano dentro. ) Cr. g. b°- 1. Anche si fa un’altra inchiovatura, che passa intra’l tuello e l’ u11 " ghia, la quale dannifica meno il tuello d’ entro. 6 — Talora si trova in composizione con altri avverbii di luogo, per grazia e per acconcio modo di favellare , come Là , Laentro i Colà, Colaentro ; Qua, Quaentro; Quici'e Quinci, Quincientro; Ivi) Iyentro , e simili ; e col Per , Perentro, de’quali vedi al luogo loro- 7 — * Talora gli si affìsse la particella Vi e se ne formò Entravi, che vale Ivi entro. Cresc, 4- 4&- Ed il vaso si ponga al sole per quatte 0 dì entrovi il vino, ed un poco di sale. (Cin) 8 — Per Tra. Lai. inter. Gr. eVSè. Ricord. Malesp.cap. 84. E dièglr ( l’Imperadore ), entro agli altri doni e gioje in sua dota, le reliqu' 0 di S. Filippo Apostolo. (V) Bocc. Vis . Cani. 6. Ed entro l’altre co* se, che ivi scorte Furon da me, fu un cerchio. Ninf. Fies. 29g. E quel ch’entro noi due è avvenuto. (Cin) 9 — * Col v. Dare : Dar entro, e Dare dentro, lo stesso che Dar dentro) e vale Percuotere in una cosa. V- Dare entro e Dare dentro. Frane- Sacch. n. 41- Darvi sì fatta entro che il bariglione e ’I desco , con ciò che v’era, andò per terra, e va pur oltre a suo cammino.(Cin)(^ T ) 10 — , Col v. Gittare : Gittar entro , talora vale Gittar sopra o peri ed è modo ant. Nov. ant. 73. Comandò a’ fanti suoi che cc. togli*»" sero que’ fichi, e ad uno ail uno gliele gittassero entro il volto. ( w Entro dilf. da Dentro , A dentro , Di dentro , In dentro. Entro , come avverbio, senza un nome dietro , non è più dell’ uso se non n“ verso. I! comune è Dentro. Trattandosi di quiete , Dentro è megli 0 adoperato che Entro. Così dirò : Gli s’ insinuo entra al cuore i dio , e vi rimase dentro pertinacemente. Quando vuol esprimersi re" lazione di luogo a luogo , si dirà meglio Dentro ; come: O dentro 0 fuori. Enlro si unisce talvolta col quarto caso, Dentro assai di rad 0, A dentro e In dentro indica moto, ed esprime una interna i° s1 ' Dilazione. Così diciamo Penetrare a dentro. Anche Di denti-o indica mo vimento, ma si riferisce a fuori. Cosi diremo ; Quel sospiro, Quel grido gli usci di dentro al cuore ec. Entrochite. (Min.) En-tro-chi-te. Sf. Pietra figurata a foggia di c °" lonnelta pentagono , composta di piu articolazioni o giunture - le quali separate formano ciascuna una stelletta di cinque rtigS’" —, Entroco, sin. ( Dal gr. en in, e tìvchos orbita , tutto ciò che b* della rotondità. ) Vaiasti. (A) Entroco. (St. Nat.) En-trò-co. Sm. Lo stesso che Entrochite. V. (A) Entromesso , En-tro-més-so. Add. m. da Eutromettere. V. Lo stesso che Intromesso. V. Lat. intromissus. Gr. ticromcrSus. (A) , Entromettere , En-tro-mét-te-re. Alt. Lo stesso che Intromettere. Lat. intromittere. Gr. sìcromi&m. Car. En. 1. 836. Poiché furo cn ' tromessi , e che udienza Fu lor concessa, il saggio Ilioneo Pres* umilmente in colai guisa a dire. (A) (B) 2 — E n. pass. Introdursi , Entrare in un luogo. Car. En. 2. 7 41' Era un andito occulto ed una porta ec. Quinci entromesso, me ,lS salsi in cima All’ alto corridore. (A) (B) ENTRONiASTico.*(St.Eccl.) En-tro-ni-à-sti-co. Sin, V. G. Lat ei'.tbroiiri sl *’ con. ( Dal gr. en in, e thronos sedia.) Somma di danaro determinai che gli ecclesiastici del primo ordine erano obbligati a pagare 0 vescovi, patriarchi o metropolitani per essere installali. (Aq) (Van). Entropio. (Chir.) En-trò-pi-o. Sm. V. G. Lat. entropium. ( Da en di dentro, e irope giro.) Rovesciamento della palpebra verso il gl°^ dell’occhio. Cooper. (Min) Entusiasmo , En-tu-si-à-smo. iSm. V. G.] Sollevamento di mente, Fmf poetico , [ Estro che infiamma e solleva V anima , e le fa concep 1 ' re ed esprimere cose straordinarie e maravigliose.} Lat. enthusiasinu 5 ’ Gr. inHovtnxtr/xós. (Da en in, e theos Iddio; e però vale, secoi' 1 ! 0 la sua radice, Inspirazione divina , 1’ avere in se qualche cosa di 0l " vino, l’essere agitato da divino furore.) Buon. Fier. 5. 4■ 3. Qui tacq 111 ' e da quel fisso entusiasmo Rapito, mi lasciò, quasi non visto, Risaluta 10 / 2 — Furore, Mania, Accesso fanatico per cui 1’ uomo perde qu af 1’ uso della ragione ; ma è uso insolito. Lat. mania , furor. Gr. /** via. Pros. Fior. P. 1. V. 3. Or. 7. pag. 238. E non è cosa nun ^ la musica eziandio guarire alcune infermità, siccome dicono il sU ° della tibia l’entusiasmo. (B) j lt 3 — * (Icon.) L’entusiasmo o furore poetico è rappresentato sotto figura di un giovinetto, o piuttosto della Musa della poesia, ali e corona d’alloro , ed una penna in mano. Essa è ritta, u 0 ’.. mente atteggiata dinanzi ad un libro sopra il quale è per iscrive' ’ le sta a piedi la cetra. (Mit) „ Entusiaste , En-tu-si-à-ste. Sm. Colui che opera per entusiasmo ; p re comunemente in cattiva parte. —, Entusiaste, sin. V- Visionar 1 ’ Fanatico. (A) Algar. Newton. Dia!. 4- Berg. (O) Entusiasti. (St. Eccl.) En-tu-si-à-sti. Setta di eretici, chiamali Pf. Massilìani ed Euchiti, i quali, essendo posseduti dallo spirito 1 tigno , si credevano divinamente inspirali. (A) (Ber) Entusiastico , En-tu-si-à-sti-co. Add. m. Che proviene da entitsi 1 }* 1 Gori, Long. La seconda, Paffetto gagliardo ed entusiastico. Lett. Che entusiastica maniera di parlare ! (A) 2 — Detto di persona , vale Che è mossa da entusiasmo; Che P aì ij. Che opera con entusiasmo. Salvia. Inn. Orf (A) Salviti. Nell’ inno di Dio Pane: Caprimembre, baccante, entusiastico. (™'jp 3 — Detto di cosa, vale Che produce entusiasmo. Giac. Oro?; jV 1 E manifestò che si deon ammettere tutte le armonie , non g ia c>) medesimo modo tutte , ma per 1’ ammaestramento le moralissim 0 le attive e le entusiastiche. (B) 4 — * (Med.) Agg. dell’ Estasi, effetto dell’ entusiasmo. (Aq) . e 5 — * Usalo come sm. Magai, lett. 11. Uscendo dall’ eutusiasb c ’ rientrando nel discorsivo. (N) Entusiasto, * En-tu-si-à-sto. Sm. Lo stesso che Entusiaste. P.'- iL Berg. (0) ENUCLEARE ^ CT,E ? BS » E-nu-de-à-re. Au. y. L. Snocciolare , e fig. Smidollare , l chicirave , Spianare. Zaf. explanare. Gr. vx.§r t vrC i tiv.Doni la Zucc. E ‘ f 2. f. £er,g. (Min) ‘ e ^ CLEAz,0KE **(Ghii\) E-nu-clc-a-zió-ne. Sf. V. L. Lai. enucìeatio. (Da nucleare togliere il nocciolo. ) Modo particolare di estirpazione che ’rtttjte nei f are un ’ incisione su di un tumore , per la quale poi Ja uscire questo , quasi come un nocciolo che si prema tra &Q °-> ^oARE^È-nu-dà-re.^W. V.L.Lo stesso che Dinudare. V. Fig.Esporre, VP et,ra re. Lat. emulare, Segr.Fior. t. 5 .p, n 3 . ( Fìr. 1782.} Io non Èsud ° ^ 0t ' ere meglio ec. nè più emulare la verità che leggere ec. (N) lo • q E' mi do. N. pr. m. ( Dal gr. enoo io squasso , ed udos suo- E str * & ^ assa tore, Scuotìtor del suolo.) — Figliuolo di Anceo. (Mit) e T *ji °^’) E-nu-la. [ Sf. Sorta di pianta delta corrottamente Ella £j . a 1 owero Enula campana, Erba de’dolori , e da’ botanici anche san^ 10 ' i - Za sua radice , eh' è grossa , spessa e rossigna , ha :,/V e c< *ldo ed aromatico , e si usa come, tonica. Lat. helenium , è c?) c ^ en ’ nm Lin. ] Gr. ìxlviov. M. Aldobr. P. N. i 63 . Ennla si san ^ e secca ne l secondo grado, e di sua natura ingenera buon nul^ Ue ^ es ' Por. P. S. Al ferzo giorno fa bagno di cocitura d’e- s a * Alam. Colt. 5 . i‘ 5 q. La purpurea carota, la volgare Pastinaca Entu 1 ’ Penula sacra. ra A Cà mpàna. (Bot.) Zo sfesso che Enula. y. Tes. Por. P. S. La Po ^ ^ enu * a campana , le frondi ed t rami del fico. E altrove : sub 16 ^ enula campana cotte in vino, ed impiastrate tiepide in E Iroi , l f ui g none -. 2en • jGIa * (Cbir.) E-nu-Ial-gì-a. Sf y. G. Lat. enulalgia. (Da enulon En S*va, ed algos dolore.) Dolore delle gengive .—, Enulodinia, sin. (Aq) tlla( EMAT0RREA " * (Cliir.) E-nu-Ie-ma-tor-rè-a. Sf. P. G. Lat . enulhae- Sc / r lea * (Da enulon gengiva, hema , atos sangue, e rheo io scorro.) Ènti? ° sa ngue dalle gengive. (Aq) e«u/ I)lNlA * *.CGhir.) E-nu-lo-di-nì-a. Sf. V . G . Lat. ennlodynia. (Da Estrir» 0,1 S en §iva, ed odfne dolore.) Lo stesso che Euuidgia. y. (Aq) ( D PL ° G0S1, * (Cbir.) E-nu-lo-ilò-go-si. Sf. y. G. Lat. enulophlogosis. p n ulon gengiva, c phlogosis infiammazioneO Infiammazione delle ^give. (Aq) duq” E * CA.nat.) E-nu-ló-ne. Sm. y. G. Lat. enulon. (Da en in, t; Ku °> e d ulon gengiva. ) La carne interna delle gengive. (Van) pr !^nto, E-nu-me-ra-mén-to. Sm. Lo stesso che Ànnoveramento. Et, 0 M E E 7 K Pani S a f Btrg- ( 0 ) pr a«te , * E-nu-me-ràn-te. Pari, di Enumerare. Che enumera . È Nu ’ 1 re g- Lo stesso che Numerante, y. (O) Lat BAllE > E-nu-mc-rà-rc. [Au. y. L. Lo sfesso che ] Numerare, y. Sar» 'p. llumcrare - Gr. Kccrocpt^fLÙv. Segn. Mann. Ottohr. i'ò. 1 . Avendo p nì) j.. lct ro voluto enumerare qui alcuni di quei delitti i quali sono Soli * P 1 '*? dalle leggi, ha scelti quegli, ec. » Salviti. Cas. g8. Ma g|j enumerammo, i quali potevamo con indubitate autorità de-^ 2 ^ plichi provare, aver essi scritte satiriche favole. (N) mer N* a«. col 2. caso. Mann. Decam. proem. Xy. Ma che enu- Esu m ° 10 d’ altrui ? Io , io stessa non avrei saputo ec. (N) Es C* e ivr ATlV0 » E-nu-mc-ra-tì-vo. Add. m. Atto a enumerare^ Lo stesso $tj.. ’^meratìvo. y. Delmin. Ermes. 21 . Bere. (Min) ^' e ; a *o iE , ig. ... ufrj. (Min) . -. -i—nu-me-rk-to.ddà.m.da E numerare, [lo slesso cheTSumerato. ^‘‘ i -S'egn.l\'jmm.Dic.6. 2. L’ultimo tra gli eh’è il timor di Dio, è il primo nell’ ordine d’operare. tare, f l0tIE > E-nu-me-ra-zió-ne. [.V/l] V enumerare, [ L’ alto di con- pivWgT 0 stesso che Antioveramento. C. ] Lai. enumeratio. Gr. xtzrcc- e 8'> rs* ^ e 3 n ' Parroc. ùislr. 5.1, Nella enumerazione de’gradi che ® s °t'riAN' .°l°J riconoscea tra’Fèdeli per più eminenti. (V) Ekti Scu Te > E-nun-ciàn-te. Pari, di Enunciare. Che enuncia. L'.di reg.(Q) Gr ~ E 1 Eumn-cià-re. [.ite] dominare , Allegare. Lat. enunciare. K *°scir po ; rarr5Xw «lonv/j'. A ’ ^ e S-) E-nun-cia-ti-va. Sf. Narrazione o Esposizione de’ 3i3i ( ; Un contrailo o altro simile atto. (A) Man. lllustr. Bncc./n '“tlsono l'._ j: _... E SUsc ’ l .;,->° avvenuto a trovare l’ennnciativn di un atto cheta uno ec.(N) ,, -Oc/,.,,-' V 7 ' ekte , E-nun-cia-ti-va-méu-te. Avo. In modo enunciativo. Elicne,""; Er ' m ’g- 53 . lì erg. (Min) < i’egn er V ^3 E-nnn-cia-ll-vo. Add. m. Atto ad enunciare; Che enuncia. Olii im,' Gp n. So. 3 . Parlò non solo con termine enunciativo. EsDk «ato F V °' ^ “luiaim. ’ '-' nul| -cia-lo. Add. m. da Enunciare. Lat. ennneiatus, no- Sclli glii'and’P Viv. Disc. Arn. 36 . Si rimettessero a’bo- sto aticnr. 11 non solamente i fondi delle enunciate valli, ma il re- E50s «atok dl JP ,e ' monti , ec. E„ £rt '- «Otinciator U ^ CÌa "’ tÓ -’™' ^~ d ~ Enunc ' 3rc - c ^e enuncia. ^pNclATn.— 7 * «ATaic. p ' Gr -. ix ^«f. Piccai. Poet. Arisi. 120.Bcrg.min) . I- cnunciài ■ n "“- c ‘a;tr>- c e. Verb. f. di Enunciare. Che enuncia. B!ic Uz t0NE .' x - G, \ sxQlersipz. Garzon. Piazz. 284 Bere. (Min) S £? sizi < ne ’ E-nnn-cia-zió-ne. Sf. Allegazione , Enumerazione , E- , In Sal. LoÌT n Enunzmzione, sin. Lat. enunciatio. Gr. à^yyetó. , lC0l 'cmi 1.' cr n , on tediarvi colla enunciazione di tanti altri suoi ~~ (Pilò s n p 110 P. lu ammirabile dell'altro. (A) °^'’ma D< (A C ’) aZÌOnC dÌCSSÌ da ' h S ici Vna P r °P osi ™°ne che nega n’ UZIOKE * p ^ , >,*8 n - Etic ’ r. Ji ' n " n - zl£ »-z>< 5 -ne. Sf Lo stesso che Enunciazione. V. t ’ 5 . t,I 'E S1 . !c l c ; [_ f r 9 - Berg. (N) En ^ r f L J; nurC3 ‘ s - (Da en in, ed uresis 1} Q, in n ^1C , Qkg j ./ \ 1 -' t * r *t. all , tU U/ HiWj ( A< ì) (A n\ “ a “ron orina.) Escrezione involontaria dell’ori- /-ìs 1 " 2 »V" .■< [ E -ada . En-zo , men m’ascolta, fm Enzio. N. — rim. 1. 6. 1’ cnvio Per la Es2o t Jte ^arde^TTó/n' i arcr,v ’ rU Lorenzo 0 di Enrico. _ Cocai?. HÌ, ' murale dctf‘"iperatore Federico yi.(B)(?an) eoo 65 ENzariTrcf>.*(Velcr.)En-zo ò-ti-c o.Add.m.y.G. (V. énzooiai) Agg. di AZi* lattici comune agli animali in unpaese.Lo stesso che Epizootico, y .(Van) Enzoozia.*(V eter.) En-zo*o-zì-a. Sfi V . G. Lat. enzoolia. (Da en in, e zoon animale.) Malattia che assale ad un tempo varii animalid'untx . data contrada. Lo stesso che Epizoozia, y* (Aq.) < s ^ Eo , È-o. [ Pronome personale. ] y. A. y. e di’l o. Lat. ego, Gr.eyw.’ Guitt. R. Ed eo son corso già fino alle porte Dell’ aspra morte per cercar diletto. Frane. I?arA 3 'J. 8. In questa gente, eli eo descrivo adesso, Rim. ant. Dant. Majan. 72. E non credo eo che voi mi disdegnate. E jtf. Ond’e® mi credo aver ventura strana. » Guitt. le'd. 4 • 2. Siccome eo credo. E lett. 28. 68. Onde chi che ’l dispregi , eo riccor laudo f io ricchezza lodo.J Rim. ant. Re Enz. S’ eo- trovassi pietanza* In carnale figura , Merzè le cheggcrìa. (V)’ Eo. * (Geog.) Fiume della Spagna. (G) Eobano , * E-ò-ba-no. N. pr. in. Lat . Eobanus. ( Dal gr. et sempre, £ beno io vo. ) (B) , , _ _ , Eobulo , * E-ò-bu-lo. IV. pr. nt. Lo stesso che Eubulo. y. (Dal gr. lieo io colloco , fo sedere , e buie consiglio : Sedente in consiglio. ) (B) Eoclo , * È*o-clo. IV.pr. m. (Dal gr. ei sempre, e clens gloria.* Sempre' glorioso. ) — Figliuolo di Nettuno e di Ascra. (Mit) Eoide. * (Mit.) E-ò-i-de. Soprannome di Nettuno , cioè Eterno. (Dal* gr, ei sempre. ) (Mit) Eolettimà. * (Med.) E-o*lét*ti-ma. Sf. V • G. Lat. aeolectima. (Da aiolo 9 vario, ed ecthyma postula.) Nome con cui il celebre Ploucquei indica il vacuolo umano . (Aq) Eolia, * E-ò-Ii-a. N. pr. f (V. Eolo.')-— Figliuola di Amitaone. (Mil) 2 —■ * (Geog.) Sf. li regno di Eolo , cioè le Isole Eolie. (Mit) Eolico , * E-ò-li-co. N. pr. m. (N. patr. di Eolo.)—Padre di Ègeo.(MU)' Eolico. * Add. pr. m. Dell’Eolide , e dicesi meglio di cosa. (B) 2 — * (Mus.) Arpa eolica , lo stesso che Arpa d’ Eolo. y. Arpa,j,f ! ,* Efestiacìi , ed i Latini Vulcanic. (G) Eolii. * (Geog.) E-ò-li-i. Abitanti della Fdotide , così detti da Eolo , uno de' loro re. (G) Eolio , E-ò-li-o. Add. pr. m. D* Eolo ; ed è per lo più aggiunto della Grotta o caverna in cui si finse eh’Eolo tenesse imprigionati i venti* L'Ariosto disse Venti eolii per tempestosi. (A) 2 — * Dell’ Eolide ; ma dicesi meglio di persona. (B) 3 — * (Mus.) Lat. aeolius. Aggiunto di uno de'cinque modi medii ©' principali della musica greca , di cui la corda fondamentale era immediatamente al di sopra di quella del modo frigio. (Van) 4 — * (Leti) Aggiunto di lino de dialetti , il quale generalmente rigetta te aspirazioni e lo spirito aspro ed in molte cose conviene col dorico , col quale per lo più si confonde. (Van) Eolipila. (Eis.) E-o-li-pi-la. Sf. y. G^ Lat. aeolipyla’. (Da eo/os eolo, a - pyle porta; Porta d’Eolo.) Palla ventosa usala per dimostrare la forza- deli' aria rinchiusa e ridotta in vapore , il quale n'esce con impeto e strepito , come dall' antro d’Eolo finsero i poeti che uscissero i venti.- (A) (Aq) Salviti. Disc. 2. fò 2. A guisa delle eolipile di Vifruvio. (N) 2—‘'■'(Chir.) Questa macchina si adopera dai chivurgi per risolvere dei tumori ostinati applicandola ad una debita distanza, d'onde i vapori giungano . alla parte malata , che ne trae notabile giovamento .—, Aeolipila, siVi.(Aq) Eollio. * (Chir.) E-òl li-o. Sm. y. G. Lat. aeollion. (. Da eólos variegato , versicolare. ) yocaholo da Ploucquet adottato per indicare la varicella ed il ravaglionc , volgarmente Yajnolo selvatico : malattia' passeggiava , le cui pustulette simili alle bolle del vaj.noló , e trasparenti , in tre giorni si seccano. (Aq) Eolo. (Mit.) E*u-Io. N. pr. m. Lat. Aeolus. ( Dal gr. eolòs veloce , ovvero doloso ,■ fraudolento.) — Figlio d’Ippote , re delle isole yidea-' nie , créduto da' poeti fglio di Giove e dio de venti e delle tempeste. — Figlio di Elleno e di Orseide , re della Fdotide. (B) (Mit) Eolodermo. * (Fisici.) E*o-lo-dèr-mo. Add. e sm. K. G. Lat. aelodermus; ( Da eolos macchiato, e derma pelle.) Chi ha la pelle macchiatafA.Q.)' EoN.*(Mit.)È-on. «Specie diquercia con cui fu costruita la nave diArgo.(Mit) Eone. (St. Eccl.) E-ò-ne. Sin. PI. Eonì. y. G. Lat. aeon. (Da con età,- secolo.) Some che significa letteralmente la durata di una cosa,-e che fu applicato da alcuni eretici alle idee immaginate da Platone in Dio , e dall'aggregato delle quali componevano la Deitàf A) Eone. * N. pr. f ( V. eone sui. ) — Una delle figlie di Testio. (Mit) Eon-esi.* (Farm.) E-o-né*sf. Sf. y. G.Lat. aeonesis. (Daeoneso fut. di eo* imo io aspergo.) Spruzzo d'acqua 0 d'altro rimedio liquido sulla' parie malata..(Aq) Eomani. * (St. Eccl.) E-o-ni-à-ni. Eretici del secolo XII., seguaci dì un certo Eone della Stella , gentiluomo brettone , il quale abusando della maniera con cui si pronunzia in francese la parola latina Eum, e udendo le parole Per eum, qui judicaturus est vivos et ntorfuòs , pretese che egli il cui nome era pronunziato Eoo, fosse il figliuolo di Dio , che un giorno doveva giudicare i vivi ed i morti. (Ber) Eonismo.* (Rett.) E o-ni-smo. Sm. y.G. Lat. oeonismus. (Da oionos o sia- ionos augurio.) Figura con cui ad altri o a se medesimo si augura prosperità. (Aq) Eonistica. * (Filol.) E-o-ni-stbca. Sf. y. G. Lat . oeonistica. (Da io-- nos uccello. ) Divinazione tratta singolarmente dal canto e dal volo degli uccelli. (Aq) Egno , * E ó-no. N. pr. m. (Da ionos augurio.) — Figlio di Licinnio , nipote di Ahmena , che ebbe a Sparta gli onori creici. (Mit) Eoo, Eòo. Add. [m. y. Poet.PLEoi.) Orientale. Lat.eons. Gr. ài'arùXixés,- 9 66 EOO EPATICA ìax, fym.Ttus. Get. t.iS. Sorgeva il nuovo Sol da'lidi coi, Parie già fuor, ErASA D irLosi.*(Gram.) E-pa-na-dì-plo-si. Sf. F. G. Lai enanadiplosis (D 3 m.i nm np I Vmrlp phiinsn ■». i OiipIIh che dneliesncrii a lidi t>m crinra .1: ... _ A 1. _ •_ vi L. > ..,/t ma più nell'ondc chiuso. Ar. Far. 1. 7. Quella che dagliespcrii a’ lidi eoi Avca difesa con $» lunga guerra. È i5. 36. E la compagna intanto a’ venti eoi Vicne./allentandp c raccogliendo il morso. Eoo. * (Mit.) Nome di uno de' cavalli del Sole.—‘Lucifero , stella del mattino, (Dal gr. eos aurora, mattino.) (Mil) 3 — * Soprannome di Apollo . (Mit) Eoo. * (Geog.) Mare eoo : L'Oceano orientale . (Mit) Eobe. * (Arche.) È-o-re. Add. e sf. pi. Feste instituite in onore di E- rigane fglia d'Icario ; dette anche Eoric , Eorii. ( In gr. awros , o sia eoros alto , sublime. ) (Mit) Eos. * (Mit.) È-os. Gigante Jigtio di Tifone . — Nome dato anche al - V Aurora. (In gr. eos vale aurora , mattino.) (Mit) Epa, E-pa. [A/ 7 ] Pancia , cioè quella parte del nostro corpo dallo stomaco al pcttignone , nella quale si racchiudono gl' intestini. Peccia, Trippa.lF.M uzzo] Enl.venler. Gr.y:wrvij> t (Dal grJiepari'vgMofTesoreU. Br. Ben è tenuto Bacco Chi fa del corpo sacco, E mette tanto in epa, Che talora ne criepa. (Così ne'testi a penna.) Fr, Giord. Pred. Hanno quel solo pensiero di saziare l’ingordigui dell'epa. Dant. Jnf. 3o. 102. Col pugno gli percosse l’epa croja; Quella sonò come fos>« un tamburo. E /yp.Hispose quc’cn’avea enGatu l'epa. E s 5 . 82. Cosi parca, venendo verso l’epe Degli altri due un serpenti Ilo acceso. Puiajf. 3 . Manci- nocolo se’, l’epa pinz’bai. Po/13. Fav. Orf lo ti so dir eli’ egli ha stivata l’epa in un campo di gran tanto eh’e’crepa. Ar.Fur.'órf. cf6. E perchè del tornar la via sia tronca A quelle bestie c* han si ingorde r epe , /laguna sassi , e molti arbori tronca. Galnt. 53. Perciocché se tu arai da dire furia di questi due, dirai piuttosto il ventre, che l’epa. Epaccia , E-pàc-cia. [ Sf. accr. ‘e ] pegg. di Epa. Lai. pontices. Fr. Giord. Pred. Novelli Epuloni nella ingordissima epaccia insaccano tutto il loro avere. Epacmastko.* (Med.) E pac mà-sti-co. Add. e sm. V.G. Lai. cpacmasticos. (Da epi sopra , e acme vigore.) Specie di fehbte putrida la quale, fin- chi' non cessi, va sempre aumentando di fona e di violenza. (Aq) Epacria. * (G»og.) E-pàcri-a. Ant. cit. della Grecia nell'Attica. (G) Épàcride. * (Bot.) E-pà-cri-dc. Sf. F. G. Lat. epacris. ( Da epi sopra, e aera sommità.) Genere di piante esotiche a fiori monopetali , stabilito da Forster nella pentandria mvnoginìa, famiglia delle eriche > caratterizzato da un calice colorato bratteato , una corolla tubulo sa , cinque squame m ttarifére , ed una caspsofa 5-Inculare con placente libere Epa cteo. epi sopra , una di nuovo , e diploo io raddoppio. ) 'Figura con nel principin di una parola si raddoppia la prima sittaba. (li) (Al). 2 — (lieti.) Figura Tellurica che si fa quando le parole, con cui « esprime un concetto, si ritrovano replicate infine ; come-. Entrali)!» erau pastori, Arcadi entrambi. Delta anche Epanatcpsi.(A) •( — (Med.) Lo stesso che Parosismo. F. (Aq) (A. O.) Epanafoua. (Rctt.) E-pa-nà-fo-ra. Sf. V. G. tpanaphora. ( Da epi ^ pi a , aria di nuovo, e phcro io porto. ) Figura per cui una str^ a . parile, l/a si pone in principio di molti membri ; come quantio 11 dice: Qui chiari ruscelletti, Qui fresche e molli erbette. Gderl. z. sf o. Questa figura è detta cpanafora dal Falereo. (A) .. (Rctt.) E-pa-na-lè-psi ~ - Epanalepsi. (Rctt.) E-pa-na-le-psi. Sf. F. G. Lai. epanalepsis. ( Da e P l sopra , una di nuovo, c lepsis presa.) Figura che è specie dif 1 ' pheazinne , dopo aver frapposta alcun’ altra cosa. ^.Enanadil_, Epa fasta sia . * (Clnr.) E-pa-na-sta-si-a. Sf. F. G. Lat. epanastasis. V stesso che Esantema. G. (Da epi sopra , ed anastasis espulsione rial proprie sedi. ) (A. 0.) 1 Epasasteha. * (Chir.) E-pa-nà-stc-ma. Sf. F. G- Lat. epanastrma. ( D? epi sopra, ana di nuovo , e'Sistemi io sto.) Pustola molle e ? ,,e • s,r,nl ' : alla caruncola carnea, si aha dalla congi“i ,u>ia dell occhio. —, Epanistcma, sin. (Aq) EPAircitnTo. * (Chir.) E-pan-ci-lo-to. Sm. F. G. Lat. epancilotos.' epi sopra, c ancylos ricurvo.) Specie di fasciatura descritta da sio, ed i cui gin rovesciati presentavano non so quali figure. (A- V Epakcokismo. * (Arche.) E-pan-co-nì-smo. Sm. F. G. Lat. epanc° n J' sruos. ( Da epi su , e ancori cubito. ) Danza particolare, in cui S‘‘ alimi percuotevansi il cubilo, e piegavansi in varie guise. (Aq) . Epahistema. * (Chir.) E-pa-nì-ste-ma. Sf. F. G. Lat. èpanistema., stesso che Epanaslema. F. (Aq) (N) .. Epakodo. * (Rei.) E-pà-no-do. Stri. F. G. Specie di replicazione. érrcrrobot. ( Da epi sopra , ed anodos via die porta in su ; onde q 1 ' nodos ritorno. ) Uden. JSis. Iierg. (N) . Epamoutosi. (Rett.) E-pa-nor-lò-si. Sf. F. G. Lat. epanorthosis. ( ^ epi sopra , ana di nuovo, e orthos diritto. ) Grecismo che si spu’,-' per emendazione , quando V oratore ritratta o corregge alcuna s 1 ”' gin affermata. (A) Epabteiui. * (Geog.) E-pon-tè-ri-i. Antichi popoli tf Italia. (G) Epapa. * (Rei.) E-pà*ra. Sf. y. G. Lat. e para. (Da epi sopra, maledizione.) figura da’ Latini chiamata imprecalo, in cui 1 ! , tore od il poeta in un accesso di sdegno o di dolore impreca coni’ se , o contro altrui. (Aq) EpAnrm. * (Arche.) E-pàr-chi. Sm. pi. F. G. Lat. eparchi. ( Da aveva Epaerio. * (Mit.) E-pa-é-ri-o. Soprannome di Giove , che risiede sopra le alture. ( Da epi sopra , cd aerios aereo, ovvero da epi ed eiro io innalzo.) (Mit) Epaete. * (Arche.) E-pa-è-te. Add. e sf. pi. Feste ateniesi in onore di Eparchio - ./.ir ..,r .—i— i- . •' r> - sopra, ed archos primo, ovvero da eparcio's ni flITnl * ) L’.nn hi lA i f /.« /1..A Cerere <, in memoria deli aff anno che le cagiono il ratto di Proser- pina. (Dal gr. epi soj ra , e achthos allànno. ) (Mit) Dpaferesi. * (Chir.) E-pa-fc-re-si. Sf F. G. Lat. cpaftresis. ( Da epi sopra, cd (tphcre&is toglimento. ) Salasso r'petwo. (A. O.) t>AFo , * È-pa-fo. iV- pr* *n. Lai. Epaphus. ( Dal gr. epi sopra, cd aphe tatto, onde epaphe toccamcnto 9 e vai dunque Cbitocca*Huò anche trarsi da epi, e da aphevo io infiammo.) — Figlio di Giove e d y lo , re dell'Egitto. — Figlio dell'Èrebo e della Notte. — Le di Sicione , chiamalo più giustamente Eponeo. (Mit) Epafìu,* É-pa-fra. N. pr. m. Lat. Epaphras. ( Dal gr, epi sopra, cd aphros spuma , scialiva , onde epaphvizo io spunu ggio. ) (B) Epafrodito , * E-pa-fiOi-di-to. N. pr ■ m. Lat. Epaphroditus. ( Da epi sopra, cd aphrodite Venere.) — Vescovo di Filippi cd amico dì S. Paolo. — Grammatico greco Celebre per la sua biblioteca , che visse in Roma dal tempo di Nerone sino a quello di Nerva. — Liberto di Augusto. — Liberto favorito e ministro di Nerone e di Domiziano, (B) (Mit) Epagato , * E-pà-go-to. N. pr. m, ( Da epi sopra, cd agathos buono.) — Generale di Alessandro Severo, uccisore di Utpiano. (Mit) Epageiìiti. * (Geog.) E-pa-gc-rì-ti. Lat. Epageritaei. Antichi popoli della Sarmazia. (G) Epagoge. * (Milit) E-pà-go-ge. Sf F - . G . Lat. epagoge. (Da cpi’sopra, c agoge condotta , disciplina, trasporto.) Serie di battaglioni in mar- eia disposti gli wd dietro gli altri in modo che V ultima linea delC pno si estenda sino olla prima di quello che segue , lo che si dice Marcia in colonna. (Aq) Epagogei* (Arche.) E-pa-go-gè-i. Giudici in Atene per decidere le cause tra mercatanti e marinari, le quali richiedevano un pronto giudizio, nè potevano senza nocumento differirsi e portarsi all ’ udienza de’ Nau- todici , la quale tpnevasi soltanto il giorno 26 d'ogni mese. ( Da epi sopra, **4 agoge consuetudine; cioè Giudici straordinarii.) (Aq) Epagogio. * (Anat.) E-pa-gò-gi-o. Sm. P. G. Lat . epagogium. (Da epi sopra, ed agogos attrattivo, carezzevole, conduttore.) Nóme del prepuzio presso i Greci • (A. 0.) Epagomeni.‘(A rche.) E-pa-go-me-ni. Add. c sm. pi, F ". G. Lat. epagome- nes. (Da epago io immetto, e men mese. ) Cosi dagli Egizii dice- vansì i cinque giorni aggiunti ai treccnsessania del loro anno lu* nare , per eguagliarlo a quello del sole. (Aq) Epagris. * (Geog.) E-pà-gris. Antico nome dell'isola di Andro. (G) Epàlio , * E-pà-ii-o. jV. pr, m. ( Da epi sopra , e halios marino o vacuo. ) — Re di una parte della Grecia dorica , rimesso in trono da Ercole. (Mit) Epai.tp 1 * E-pàl-te. N. pr. m. (Dal gr. epahheo io sano, curo; chevien da epi sopra , cd aftheo io sano.)— Trojano ucciso da Patroclof Mit) Epamie*o?ìda , * E-pa-tm-nón-da. N. pr. m. Lat. Epaminonda. ( Dal gr. epi sopra, aminoti migliore , e dnios perito , prudente : Ottimo fra i prudenti o periti, prestantissimo .)—Figlio dì Poliamo, tebano , amico di jP elopida, uno de più grandi capitani della Grecia. (B) (Mit) soccorritore.) (B) si.* (Geog,) E-pivri-lQ-ì.Lat.Epartiaei.Ant.popolidell'Arcadi . * (Chir.) E-pàr-ma. Sf F. G. Lat. eparma. (Da epi su - 1 • Eparit Eparma. * (Chir.) li-p. erme prct. pass, di ero io alzo.) Prominenza, Elevazione ; secondo alcuni il tumore ~ i>{ Sf. alzc che vien sotto (Da epi su 1. è fazione) e presso L orecchio 1 garmente chiamato Orecchione. — , Eparsia , sin. (Aq) . ^ Eparsia. * (Chir.) E-par-si-a. Sf.F.G.Lo stesso che Eparina. F* ero io alzo, il cui prct. pass, c erme , erse , erte.) (A.O.) t0 $ EpATALciA.(Med.)E-pa-tal-gì-a.A’/.' F. G.£aUiepata]gia.(Da hcpar , hep nl ^ fegato , e algos dolore. ) Genere di malattia caratterizzata tormente da itti ingrata sensazione gravativa , o da qualche a . dolore nel fegato, senza pet o piressia acuta ; nel che si disU fl b dall' Epatite. F. (Aq) 1( Epatapostema. * (Med.) E*pa-ta-po-stè-ma. Sf. F. G.Lat. hepa f apost c ^'. (Da hcpar, hepatos fégato, e apostema ascesso.) Ascesso alfegato\ i EpATE.(Anat.) È pa-te. Sm. F. G. Lat. Bcpa. ( Da hepar , ^ ie P al [,^ fegato.) Lo stesso che Fegato. F. Magai, lelt. 11. Una terribilissima nelle vene del mesenterio, che a mano a mano seri* do si condurrà allupate. (A) (N) ^ 2 — * (Zool.) Specie di pesce del genere cketodone , dist ato da { chiette quasi eguali , rotonde e d'un colore l'osso bruno , sp(* rSC corpo e sulla coda. (Aq) , ^ a — * Specie di pesce del genere labro , dell' ordine degh aC ^ pterigi, le cui macchie nere verso la metà del corpo e le fasce sversali nere gli hanno dato un tal nome. (Aq) (N) 3 — * (Chini.) Nome dato anticamente ai solfuri, tu detto EpM c nT * - * » _ I. l'__ - ì 1'. , >*. m 1 . .'m..., .... .... ./../l/l* fi 0TM* riiato la combinazione del solfuro d'antimonio con un alcoli', marziale o di Marte il solfuro di potassa unito all'ossido diferroA . | . ;K Epatemfrassia. * (Med.) E-pa-ten-fras-si-a. Sf. F, G . Lat. hepMcmP^ xis. (Da hepar , hepatos fegato, cd emphrasso io chiudo. ) Lo che Epatofrassia. Epatica. (Bot,) E-pà-ti-ca. [Sf F. G. Specie di pianta del gene? mone, della famiglia delle ranuncolacee, così chiamata dai 1°~ itS(l ic frgìie e dal colore della loro superficie inferiore , e per cssetf a , )C - nelle malattie del fegato ; detta anche Erba trinità. Lat. hepat lC ^/^/. mone hcpatica Lin. ] (Da hepar , hepatos fegato. ) Lib. cur . t Sia purgato con questa decozione; recipe capelvenere, viola di cullino manipolo uno. Red. Oss.an. 6 q. In altri simili vasi riposi fiori turchini d'epatica, ovvero erba crinita del fior dopp 10 l 2 — [ Così 1 nette anche detta la marcanti# » pianta che hpwJ. stt s# lobata , le capsule stellale , col peduncolo villoso ; è comune slt fiC i' ove spruzza L’acqua, detta altresì fegatella, perchè cre(l eSl fica nelle malattìe dell’ epate o sia fegato .] Lat. liepatica, polyinorphà Lui.] Gr. ■«xtx.rixn. Cr. 6. f. 1. Epatica, cioè • . t . * A. n nnimn cr 1 — — si è: fredda c secca nel primo grado cioè fegatella, si è fredda c secca in Hi: AlJobr. P.N. S- cioè tegatena, si e irenna c secca in pruno grado. Tes. P° v * fé. Anno I’epatica pesta, c bevuta ognidì con vino, sana .f _* (Zool.) Nome cf una specie di verme dell'ordine de trenta^ 1 CO» EPATICO EPIBATERIO 6; Etiope,-che vive nel fegato delle pecore; il corpo è lungo linee, ter- Epatosco. *^ Tl a — * Aas. di A rleri.i : Rnmn opìinrn, la aitale da l u . ^gg- di Arteria ; Ramo della celiaca , la quale dà la cistica^ F erica e la gastro-epiploica destra, quindi si perde'nel fegato.^ A.O.) biUtìr’'^^**' ^ banale o Condotto: Quello che riceve tutti i canali Hale c ^ St Ufilsce a ì cìstico per formare il canate coledoco, fo . Cada ^ ** 4-1 Red. Oss . cui. 8. Dal lembo estremo della sinistra barite È nasc eva un altro canaletto bilìario , che suol chiamarsi epa- fppresso ; Di tal secondo canale biliario epaLico non era guer- nito il sinistro fegato. Filamenti nervosi distribuiti al fegato dal ( A%°*) \> ena ^Sg. di Vena : Vene epatiche son quelle che si aprono nella inferiore al livello dell'apertura che trovasi nel fegato. ce ^; din SS0: 6 _ la della C -Anticamente fu detta ] Epatica anche una verta del braccio^ H l *-au> corrisponde al fegato. Lib. cur. malati. Sia fatta signera V( ma epatica, cioè quella del fegato del dritto braccio. E : S ella è iposarca e 1 infermo sia forte , sia balta signora de a y na epatica, cioè della vena del fegato. (Med.) Ai' dicono Malattie epatiche quelle del fegato 5 € tu i fioro che da lungo tempo soffrono un dolore al fegato , accom- fó Ha - Lnoì ' c , da dui-czza , e dulia perdita del colore natura- 5 s i chiamano epatici. (A<[) \ Flusso epatico. V. Epatirrca. (A. O.) 3 Tf * Specie ai atrofia purulenta n Jtisi del fegato. (Van) fi Ct ariti.) Epatico è ancora un epiteto che si dà ai rimedit °fieug 0no alle malattie del fegato. (Aq) . /k c\\ t _fi f . * Acqua epatica:-dequa carica d* acido tdrosolfanco. (A. U.; (Min.) Miuiera di rame epatica , dicesi da naturalisti una spedite eie di s r ame mineralizzalo , che è dui'o e nericci >. (A) e „ ~ Pietra epatica di Cronsted : Specie di pietra di porco , che (A-) Ull v Epatico, nella Chimica antica , si nominava ancora il d( $r) tr°3 eno , Sforato , perchè si formava unendo il gas idrogeno 6 (h , \° d' alcali, detto anche Fegato di solfo. (Aq) (ri/oA ' ) d una sp^'ie di aloè. Ricetti Fior. i5. Il secondo È^Ticn L t l u cllo che è chiamato volgarmente epatico. t ai £* STr . IC0, * (Anat. ) Eq>a ti-co-gà-stri-cu. Add.m. comp. V. G . teto P U y iC0 -^ lrìCUS - (Da hepar, atos fegato, c gnster ventre.) Epi- Dai.. "* 4 c, 9 c 1 ie ha relazione al fegato, ed in pari tempo al ventre. ■— £• ^-nATinf aSÉr * Co •> Gastroepatico, sin. (Aq) f lQ Ea * * (Med.) E-pa-tir-rè-a. Sf! V. G. Lat. hcpatirrhoca. ( Da di ol’ < - lt,0s . ^‘8 a l°? e theo io scorro.) pio ine generico presso gli antichi del r' 11 diarrea , henteria , e passione celìaca , proveniente da vizio Uu/fifi' 110 ' Da' moderni però vendono con esso indicate tutte le. ege- uidolenti d' un sangue ordinariamente dilavato o sbiadato , fn/itVc alla lavatura delle carni t da qualunque causa possa provenir ^stK l f de* promontorii. ( In gr. epactios significa littorale j e vicn da epi sopra, ed acle lido. ) (Mi t) Ep&a. * (Geog.) È-pè-a. Antica città dei Peloponneso. (G) Epei. * (Geog.) E-pè-L Nome che gli Elei presero dr.rr \ 1? T X? _ L V».M 4 ^ Ist ico. - Dj l'ym- o nello stesso anello umbitlcale. ( A< 0 CVst . .. (Aiwt.) E-pa-to-ci-sti-co. Adii. m. f. G. Lat. hej* ■ y tiC" S . ( Ua hepa /, atos fegato, e cyslis vescica ; .) Aggiunto di ciò 1,1 ''edizione ni fegato , ed alla vescica del fiele. (Aq) * (Med.) E-pa-to-flò-go-si. Sf V. G. Lai. he,iatop dogos.s. Èfatiud"’’’ at ° s fegat0 ’ c P hlo S osis ) Lo es * ( (M«1.) E-pa-to-fras-si-a. Sf. V. G. Lat. hcpatophraxla. ita, h f ,ar i atos fegato , e phrasso io chiodo. ) Denominatone di Eut-V 4 alterazioni patolnitiche del fegato. -, Epatenfrassia, ««.(Aq) C, IOE ‘ * (Med.) E-pa-tó-ftò e. Sf. V. G. Lai. hepatophtoe. ( Da ì-n-TOr ’ Ut0s fc g a t°) e phtheo io corrompo, io vl/io.) lisi epaticafhq) * (Anat.) E-pa-to-gà-stri-co. Add. m. comp■ V. G. Lo tro \ Ejiaticogastrico. ( Da hepar , atos fegato, e gaster ven- ” ' > (A.O.) “"“tfo; VK°i 0AFIA - ’ (Anat.) E-pa-to-gra-fì a. Sf. V- G. La • , ff eg ^ 0 . EPICRISI e pi su, c arene fontana.) Feste presso i Lacedemoni in onore di Ce- rere o della Tetra da cui scaturiscono le sorgenti. (Aq)^ Epicrisi. * (Mal.) E-pi-crì-si. Sf. V. G. Lat. epicrisis. Gr. ìirmplais. (Da epi su , c crisis giudizio. ) Vocabolo che è anche sin. di Crisi , e s ‘&ni/ica il giudizio con cui, considerato lo stato di persona affetta da malattia , si determina quale essere ne debba l'esito. (Aq) Epicteti. * (Geog.) E-pi-ctè-ti. Ant. popoli al confine dellaBiliina.( G) Epicureismo. (Filos.) E-pi-cu-re-ì-smo. Sm. Professione della filosofia e de costumi di Epicuro. (A) Epicureo , E-pi-cu-rè-o. Add. pr. m. Di Epicuro. Da filosofo seguace di Epicuro , o Che è conforme alla dottrina di lui. —, Epicurio, Epicuro, sin. Salviti. Pros. Tose. Dna certa naturale . . . epicurea sensazione dell’ uomo, che gode d’ esser libero da quelle tempeste, ec.(A) 2 ~~ Usato anche in fòrza di sm. Filosofo seguace di Epicuro ; e in PtU largo significato dicesi d'uomo voluttuoso , che non bada ad altro che a’piaceri del corpo. Lat. epictircus. Gr. iviMvpuos. Scgner. Grist. instr. 1. zf. 3. Non vi fu setta che meno intendesse di Dio, e ppeggio ne scrivesse, di quel che fece la sella degli Epicurei. (A) Epicurio , E-pi-cù-ri-o. Add pr. m. F. A. F. e r/i’Epicureo. Giord, tS6. Questi furono i più cattivi, c furo chiamati Epicurii. (V) 2 ~~ ’ (Mit.) Soprannome di Apollo , come quello che avea liberato l'Arcadia dalla peste. (Dal gr .cpicuros soccorritore, ausiliario.) (Mit) Epicuro , * E-pi-cù-ro. N. pr. ni. Lat. Epicurus. ( Dal gr. epicuros ausi- », bario.) — Filosofo greco fondatore della setta epicurea. (B) (Van) Epicuro. Add. pr. ni. V. À. V. e di' Epicureo. Boez. i5. La cui ere- ditade conciofósscchc la epicura c stoica schiera, e ancor altri, ciascun Ter la sua parte rapinar si sforzassono. (V) Ricord. Malesp. 10 7. In h'iti i diletti corporali si diede, e quasi vita epicura tenne. E -tffi. Era molto amato e grazioso , ma tutta sua vita era epicura non curando di Dio. ( G. F. dicendo le stesse cose con medesime parole », uà Epicuria. ) (Pr) ~ p n>iMNo.*(Geog,)E-pi-dàm-no.Z.at Epidamnus.PrimonomediDurazzo.(G) l *i? AK,A , ’ E-pi-dà-ni-a. N. pr. f ( V. Epidanio.) — Seguace e con- », fidente di Fenei e, adorala in Epidauro. (Mit) ErinAm 0) » E-pi-dà-ni-o. N. pr. m. (Dal gr. epi sopra, e danos prestito, °vvero arido : Chi sopra un dato interesse dà denari in prestanza , ovvero aridissimo. ) — Padre di Epidania. (Mit) Epidao , * E-pi-dà-o. N. pr. m. ( Dal gr. epi sopra, e da da io io ap- Prendo, io sono ammaestrato; e vale ammaestratissimo. )— Uno de’ » jJ'Sli di Neleo e di Clori, ucciso da Ercole. (Mit) j.P'Pauri, * (Geog.) E-pi-dà-u-ri. Popoli abitatori di Epidauro. (G) Pi dvuria. * (Arche.) E-pi-dàu-ri-a. Sf Anniversario del giorno in citi ■^filtEpidauri cominciarono a tributare glionori divini ad Esculapio.(Mil) j^P'uaurico , * E-pi-dàu'ri-co. Add. pr. m. Di Epidauro. (B) p | d Aurie. * (Arche.) E-pi-dàu-ri-e. Add. e sf. pi. Feste celebrate in Atene j. 1,1 °nore di Esculapio. (Mit) JìJìUrio. * (Mit.) E-pi-dàu-ri-o. Soprannome di Esculapio onorato in j. E/ùdam-o. (Mit) Io auro. * (Geog.) E-pi-dà-u-vo. Ant. città della Grecia nell’ Argolide. j? "" della Laconia sul golfo Argolico. — dell’ Illiria nella Dalmazia. (G) JD ®Uo. * (Mit.) E-pi-dè-li-o. Soprannome di Apollo, sotto il quale adoralo da’ Lacedemoni per essere la sua statua,gittata in mure sf.^Unqfane , quando diede il sacco a Deio , capitala sulle spiagge a ffi Laconia. (Dal gr. epi da , e Delos Deio.) (Mit) (Geog.) Città della Laconia , sul golfo Argolico. (G) ^®d.) E-pi-dc-mi-a. C Sf. F. G. Influenza di malattia che S: Uisce contemporaneamente una quantità di persone dello stesso ^ es f j c quasi nel tempo medesimo. Per estens. dicesi anche ) delle eriie. — , Epidimia , sin. Lat. epidemia. Gr. irnSsipla. ( Da epi so- Ep ,l ’ c demos popolo. ) p e ^ 5 ’ lco .(Med.)È-jn-dè-mi-co. Add. m. Che partecipa dell’epidemia; ed è q 0 P‘ù aggiunto di malattie. —, Epidemio , sin. Lat. cpidcmicus. 1;,,,; ■ s,r ‘az/zo5. Cocch. Fit. Piu. Malattie epidemiche. (A) e ìhd . IE ’ * .C^robe.) E-pi-dè-mi-e. Add. e sf pi. Lai. epidemia. ( Dal gr. J a ° n eo io forno in patria da stranieri paesi ; e questo da epi sopra, e a«os popolo .) Feste ed allegrie private pel felice arrivo d’un amico 0 a _ t Pai’enie che per molto tempo avesse viaggialo lungi dalla patria (Aq) J) e lp Leste solite a celebrarsi in Argo in onore di Giunone , e in e , e in Mileto in onore di Apollo e di Diana come Dei tutelari Epio»! presenti in quelle città. (Mit) Er. E-pi-dè-mi-o. Add. e sm. F. e di’ Epidemico. (Van) Èp ‘DRv^' (Gc°g.) E-pi-dè-no. Lo stesso che Apidano. F. (G) epi S DB °‘ * (Bot.) E-pi-dèn-dro. Sm. F. G. Lat. epidendrum. ( Di drì a U ) C dendron albero. ) Genere di piante della ginandria dianoia; ’dfmglia delle orchidee , molte delle cui specie sono parassite , ^ p,u ermi/v? C * ,ÌO SU ^ e altre pinate. (Aq) j, Temide ’ ^(^ na b) E-pi-dèr-mi-co. Add. m. Chi è relativo all’ epi- Unnica'1' ( Ua epi . v<)/i dtois ’!‘ ZU vas f y senza nervi: oa assiema superpcie aeireucoio , Ha o j 1 a fi ll .“si in una lamina cornea dalla pressione e forza delia- Pianta d ’■*1 9 0r PÌ , più grossa alla palma delle mani , ed alta >0 ltili S sin, L l fn‘- (Aq) Magai, leu. 2. Presi rimangono sotto il velo 2 ~T (Bon ni' e P'dermide. (N) Gore e sou ì- Sr pinnte , ed é la membrana più esle- p ttr a/A/e.aro 7 roi 3 J , essere senno ma peli u» v .1) UblV.1V. fi w ...V lllli ... V/... u» Vf. r ./ - - -- ..... corpi organizzati per un’addizione, successiva delle loro diverse parti Epigrammatico. (Lett.) E pi-gram-màti-co. Add. m. Appartenente od soggette a leggi determinate. — , Epigenesi , sin. (Aq) 2 — * (Med.) Dicesi anche qualunque sinl ano che sopravviene nel corso di una malattia senza cambiarne la natura. (Aq) Epigenesi a* *.( Med.) E-pi-ge-ne-sì-a.iS'/^/ 7 '. G. Lostessoche Epigenesi. (Van) Epigenomeno. * (Med.) E-pi*ge-nò*me-nò. Sm. F'. G> Lat. epigenomenutn. ( Da epi sopra , e ginome io nasco. ) Accidenti nel corso di una malattia attribuiti a colpa del malato od a incuria di chi lo assiste» —-, Epiginomeno , sin. (Van) Epigeo. * (Bot.) E-pi-gè-o. Add. m. Aggiunto delle piante del. genere Arando , le quali , diverse dalle altre dello s’esso genere , fiori crescono nell acqua ma solo nella terra. (Da epì sopra, ege terra.)(Van) Epigeo. * N. pr. m. (Dal gr. epigeo<: terrestre, che vien da epi sopra, e ge terra.) — Capitano della Tessaglia , compagno di Achille , ucciso da Ettore . — Gigante figlio di Urano e di Gea. (Mit) EpiGiE.*(Mit.)E-pi-gi-e.ÌVi>i/èz/e//acam/jag/ifl.(Dalgr.e/>^ios terrestre.) (Mit) Epigini. * (Bot.) E-pi-gì-ni. Sm. pi. Lai. cpygiui. ( Da epi su , e gfne fontina , e per estensione pistillo indicatore de! sesso.) Agg. di fiori* i cui stami sono congiunti col pistillo in modo che sembrano posti ni di sopra di esso. (Van) Epiginia. * (Bot.) E-pi-gi-ni-a. Add. f. Aggiunto di pianta che porta fiori epigini. ( V. epigini. ) (Van) Epiginio. * (Bot.) E-pi-gì-ni-o. Sm. V. G . Inserzione della corolla o degli stami sopra il pistillo . (V. epigini.) (Van) Epiginomeno. * (Med.) E pi-gi-nò-me-no. Sin. V. G. Lo stesso che Epigenomeno. V'. (A. 0.) Epiclotta. (Anat.) E-pi-glòt-ta. [Sf y. G. Corpo fibro-cartilagìnoso , sottile , flessibile , elastico , liscio , schiaccialo ed ovoide , il quale s’attacca al margine superiore della faccia interna della cartilagine tiroide , come pure alla base della lìngua , e s* osserva al di sopra della glottide , ove trovasi naturalmente rialzalo , mentre coprendo quest l ’apertura al momento della deglutizione impedisce agli alimenti a introduìvisi. —, Epiglottide, sinj] Lat. epiglottis. Gr. eV;- 7 *A.wrrfe. ( Da epi sopra , e glottis glottide. ) Car . Mal. son. 6. O patisce di fianco o d’ cpiglotta. Epiglottico.* (Anat.) E-pi-glòt-ti-eo. Add.m. Che ha connessione collepi T glottide} e dicesi di cartilagine, di ghiandola ec. La 2 .epiglocticus.(A.O.) Epiglottide. (Anat.) E-pi-glòt-ti-dc, Sf y» s che Epigrammista. F. Lat. epigrauimatographus. (Aq) 2 — * Aggiunto anche della Poesia epigrammatica. Toscanel. Berg- v/ Efigrammetto. (Lett.) E pi-gram-mét-to. Sm. don. di Epigramma. Beni"’ (A) Cas. Leti. Gitali. 27 3 . Ma fra quelli è un epigrammetto * laude di quel mio trattatello prefato, che io non 1’ aveva r sentito ec. (B) ,• Epigrahmista. (Lett.) E-pi-gram-mi-sta. [Sjn. Scrittore'], Componitore _ epigrammi. [ — , Epigrammatista , Epigrammatario, Epigramma^ grafo, sin. Lat. epigrammista, conditor epigrammatum, epigram inatum scriptor.] Gr. ìictypceppuroroiós. Salvili. Pros. Tose. 1 • *q, E mirabile il delirioamoroso poetico presso un antico epigrammista DI* 0 Epica. * (Geog.) E-pi-la. Città di Spagna nell' Aragona. (G) Epigaide , * E-pi-là-i-de. N. pr. f. (Può significare in gr. sovvertito!' popolarissimo, o propizi issi mo; da epi sopra , e da Imo o leo sciolgo, sovverto, laoiles popolare, ed ilao io son pronizio.l — f‘S il di Tesilo. (Mit) 11 tv Epicarchia. * (Milit.) E-pi-lar-chi-a. Sf F. G. LaL epilarchia. ( epi sopra, ile squadra, e arche comando.) Squadrone composto (*’ ' j schiere , torme , ed ordini, OS sui di centoventiquattro cavali (‘ g Epidemia. * (Lett.) E-pi-le-mi-a. Sf. F . G. Lat. epiloemia. (Da epi slI) g limos peste. ) Poemi che si cantavano quando infieriva la peste quando si calmava. (Aq) e Epilenia. * (Lett.) E-pi-le-ni-a. Sfi F. G. Lai. epilenia. (Da epì sl> file lenos vasca del torchio.) L'està greca in onore di Bacco, nello. ^ .Jf tirasi a chi avesse pigiata una maggiore quantità di g rll Pr disputavasi EP1LENI0 Era anche un Ballo pantomimico de' Greci , nel (piede imitavano ciò c he sì Ja nel premere le uve. (Aq) (Mit) Lpilckio. * (Lett.) E-pi-lè-ni-o. Sm. y. G. Lai. cpilene. (V. epileniai) Canto de' vendemmiatori in lode di Bacco eh.’era accompagnato dal flauto. (Aq) (Mit) Epilessia. (Med.) E-pi-len-si-a [V/T] V, A. V. e di’ Epilessia. Volg. Aies. Olio di pope oc. vale all’ epilcnsia , cioè al mal maestro ed alla sciatica. M. Aldobr. P. N. 161. Centra doglie di capo ed epilensia sia messo un poco del sugo suo caldo per lo naso. Tee. Pov. P. S. ta P- 7. A guarire della epilcnsia , cioè male caduco , togli lo corno polverizzato , c bevilo. Lpilektico. (Mcd.) E-pi-lcn-ti-co. [ Add. e sm.) V. A. tico. Tes. Pov. P. S. cap. 7- La carne del porco , scrofa, che nasce solo nel primo parto, sana loepilcntico.il appresso: Quando lo epilentico cade , uccidi un cane, c digli lo fiele caldo , e guarirà. E appresso: Ed uno antico epilentico fu cosi guarito. Epilessia. (Mcd.) E-pi-les-s'i-a. [Sf. P. G. Malattìa cerebrale , primitiva. o secondaria , che si manifesta per accessi più o meno vicini , nei (juali vi ha perdila di cognizione e movimenti convulsivi de' muscoli. Belio anche Bruito male , Mal benedetto, Il benedetto, Morbo comiziale , Morbo erculeo , Morbo sacro, ) Mal caduco , Mal maestro, ®C; —, Epilensia , sin. Lai. epilepsia, morbus berculeus , morbus co- mitialis, [ morbus sacer. ] Gr. eu'iAuj-J'/iu. (Dal gr. e pi sopra, e lepsis Presa, atterramento. ) Polg. il/es.La cura di questa malattia è molto vicina a quella dell’epilessia. E altrove : Pillole, delle quali niuna è P>u gagliarda per lo mal maestro, cioè per l’epilessia. Epi letico. (Med.) E-pi-lè-ti-co. [Add. e sm. F ' EP10NE T a Epi sopra.) Nome dato dagli antichi a diverse piante che non si elevano molto dalla terra. Altri botanici han dato lo stesso nome ad un genere di piatite a fiori polipetali, della leirandia monoginia ,famiglia delle barberidee , le quali non hanno alcuna analogia colle piante degli antichi. Landin. Maltiol. Berg. (Aq) (N) Epimeleti. * (Arche.) E-pi-mc-lè-ti. Add. e sin. pi. G. Lat. epitne- leti. (Da epi sopra , e melate cura, onde epimeleles «tiratore.) Nome di quattro tra i ministri del tempio di Eieusi scelti dal popolo per assistere nelle sue funzioni il re de sacrifica, ed aver cura delle cose sacre. Erano i primi due presi tra* cittadini d'Atene , il terzo dagli Eurnolpidi , ed il quarto dai Cerici. (Aq) Ve di* Epile- Epimeudà. *(Agr.) E-pi-mc*U-da.Ay?óorm di nespolo. Maitiol.Berg.Q ovvero di troja Epimelidb, * E-pi-mè-li-de. N. pr . m. (Da epitneles diligcuza, ed idos aspetto.* Aspetto d’ uom diligente.) —- Fondatore di Coitone. (Mit) Epimeude. * (Agr.) Sf . Lo stesso che Azzerinolo, V. (Dal gr. epi sopra, e melìs , idos melo; e vale frutto eh'è su di un albero simile al melo.) Baruffi, diz. R. elide. (N) Emmelidi. * (Mit.) E-pi-mé-ìi-di. Ninfe che presedevano alla cura delle mandre. ( V. epimeleti e meliadi. ) (Mit) Epimelio. * (Mit.) E-pi-mè-li o* Soprannome di Mercurio , come protettore delle mandre. ( Dal gr. epimelia diligenza. V. epimeleti.') (Mit) Epimene , * E-pi-mc-ne. N. pr. m. (Dal gr. epimenìo mi sdegno sopra, che vien da epi sopra , e menos ira ; ovvero da epimeno io son permanente.) — Uno de'cospiratori contro la vita di Alessandro. (Mit) Epìmer-ide,* E-pi-mè-ni-de. N.pr.m * Lat- Epimenides. (N. patr. di E pimene.) — Uno de'sette savii della Grecia , di cui si disse che avesse dormito cinquanC anni continui. (B) (Mit) PI. Epilelicbi, Epitetici , ^Pparieneute ad epilessia ,] Che patisce di epilessia. —, Epilentico, Epilettico, sin. Lat. epilcpticus. Gr. iviXnTix.es. —. * f~v -\ 7 >_ t :- _L- - 1 .. 1, : • (Farm.) Agg. di Rimedio che combatte V epilessìa■ (Vari) le tti. * (Milit.j E-pi-lèt-ti. Sm. E. G. Lat. epilecti. (Da epi sopra, c lectenn veib. di lego io raccolgo, raduno.) Pedoni e cavalieri negli varati romani, che volontarii e per amicizia accompagnavano il Console nelle spedizioni e gli prestavano in qualità di guardie un fe- aele servizio. (Aq) Ei'ilettica. * (Mcd.) E-pi-lét-ti-ca. Add. e sf. V. G. Lat. epilectica.(V. epilessia.) Specie di febbre quotidiana che ad ogni accesso riproduce Wl attacco d' epilessia, e specie di terzana , i cui accessi sono ac- compngnuti da convulsioni e. privazione di sensi. (Aq) Epilettico. (Med.) E-pi-lèt-ti-co. Add. e sm. y. G. Lo stesso che Epi- Etico, y. (Aq) (Van) (Min) Epilobio. * (Bot.) E-pi-lò-bi-o. Sm. y. G. Lat. epilobium. (Da epi su, e lobo s baccello.) Genere di piante erbacee nell’ olino ària monoginia, .hmiplia delle onagrariere , con fiori epigini polipetali, così denominate dal loro fruito , che è una lunghissima casella in firma di baccello a quattro logge, e piena di semi piumosi ed attaccali ud una pla- j , (: enta lineare e centrale, yolgarm. detta ru ba di sant’Antonio. (Aq)(N) ''^ccamevto, E-pi-lo-ga-niéu-to. [Sin. y. G. Lo stesso che) Epilogazione. Ei jfi' Er. Giard. Pred. R. Ve ne farò un breve '’moGAj epilogamenlo. b’TkccA kte, * E-pi-lo gàn-te. Part. di Epilogare. Che epiloga. V . di reg (0) Slogare, E-pi-lo-gà-re. C /Iti.) Fare epilogo [ delle cose dette, Compendiare, Recapitolare. ^.Riepilogare.) Lat. perorare, rompcndifacere. Gr. imxtyuv. (Dal gr. epi sopra, e lego io raccolgo.) Lih. Moscate. Or p'l” 1 Uel fine del trattato epilogherò tutte le infermitadi de’ cavalli. ■I'Ogato , E-pi-lo-gà-to. Add. m. da Epilogare. Lai . in epitomcn, in comp en( ji U r n rcdactus. Gr. Dani. Conv.aS. Secondo- vl e nel libro dell'aggrcgazion delle stelle epilogata si trnova.» Segner. qnn. Apr. s6. 3. Le mostruosità di tutti e tre questi generi già sp'ega ti, non è gran cosa, ebe si rìtruovino epilogate (unite e com- pendiatej in te solo- E Die. 3o. 2 . Secondo i tanti precetti cpilo- j, fatici quel della carità. (V) ' u 'catura , E-pi-lo-ga-tù-ra. [Sf. fi. A . V. e di' Epilogazione. Vii Eri l'rid. Più del dovere mi stendo nella epilogatura. '(Ugazvose , E-pi-lo-ga-zió-ne. Sf. L'atto di epigolare e lo stesso e- Pilogo. — , Epilogatura , Epilogarnento , sin. Lat. peroratio, epilogus, c °aclusio. Gr. à.va.v.t§oc\a.tu)(ris. Fr. Giord.Pred. Per epilogazione dello vj° ra g'onamento mi conviene dire ec. °u. - (Bot.) E-ni mè-di-o. Sin. Lat.’ epiiueduuu. ( Contrazione del e nmeindium, (lai gr. c/u sopra, c mena io rimango; Che rimane Epimekie. * (Arche.) E-pi-mè-ni-e. Sm. y. G. Cosi chiamavano gli Ateniesi i sacrificii che ad ogni novilunio facevano alle loro divinità pel bene dello stato, hi altri luoghi delta Grecia dovasi questo nome ad una certa provvisione , che aislribuivasi a' servi ogni mese. ( Da epi sopra, e mene luna, onde mm mese.) (Mit) (Van) Epimeteo, * E-pi-rnò-te-o, Epifrone. JS.pr. m.Lat. Epimetcus. (Dal gr. epi sopra, e melis consiglio.) — Figlio di Gin peto e fratello di Prometeo. (B) (Mit) Epi!WETiD!s.‘(Mit.) E-pi-mè-ti-de.Sopran. dì Pirra, figlia di Epìmeleo.fMH) Epivietbico. * (Lclt.) E-pi-mc-tri-co. Add. m. fi. G. Lat. epimctricus. (Da epi sopra, c melron misura, melro. ) Epiteto che si dàdpoemi che narrano , dipingono , ragionano od inducono i personaggi a parlare. Pali sono i poemi epici , od eroici , le odi, le elegie. (Aq) Epimetro. * (Arche ) E-pi-me-tro. Sm. y. G. Lat. epimetrum. ( V. epimetrico.) Sovrimposta di vino, di frumento, ec., che gli esattori delle contribuzioni esigevano pel trasporto delle derrate a Roma , pagandosi le imposte in natura. (Aq) jEpimiuo. * (Mus.) E-pimì-li-o. Sm. y. G. Lat. epimylion. (Da epi sopra , e myle macina. ) Canzone de' mugnai. (Van) Epimmehzio, * E-pimmèn-zi-o. N. pr. m. Lat. Epigmcnthicus. (Dal lat. pigmenlum ornamento rettorico, bugia , inganno , belletto. ) (B) Epihoke. (Rett.) E-pl-mo-ne. [Sf] Figura reltnrica [ che consiste in un allungamento di parole , o piuttosto replica della medesima pnty liceità .] Lai. epimone. Gr. ìvipon. (Da epi sopra, e meno io rimango , onde mone dimora. ) Demetr. Segn. log. La figura nominata epimone, la qual consiste in ini allungamento di parole maggior della cosa , molto gioverebbe per la veemenza. Epjhal.* (Geog). E-pi-nàl. LaliEp'nniluim.Cit di Fr. nel dip.de' yosgi.(G) Epinefelo. * (Med.) E-pi-nè-fc-lo. Sin. y. G. Lat. epinephelus. (Da epi su , e nephelc nebbia. ) Nebbietta che scorgesi sull' orina. (Aq) 2 — * (Zool.) Genere di pesci che hanno gli occhi coperti da una membrana. (Aq) Epiwicie. * (Arche.) E-pi-nl-ci-e. Add. e sf. pi. Lat, cpinioiao. (Da epi su , e ilice vittoria. ) Sacrificii di ringraziamento agli Dei per una riportata vittoria. (Aq) Epusicio. (Lett.) E-pi-ni-ci-o. (AVk 1 y. G. Sorta di poesia per vittoria riportata. I-at. epinicium. Gr. imeUiev. (Da epi sopra, e ilice vii- toria.) » Pallav. Ist. Conc. 111. Pubblicarono varie relazioni di questa zufià ; le quali pajono epinici! di trionfo. (Pe) Adim. Pind. Sotto il velo d’epinicio , o verso vittoriale. (I?) 2 —" Trovasi usato dal Magalotti per Epicedio, ma erroneamente. Magai, leu. ì 1 . Consideri V. P. . . . se v’c versificatoreìlo , che abbia un po’ di straccio di cicisbea , alla quale morendo o il micino o il canino , o la passerina, non faccia subito 1’ epinicio. (N) Epinictide. * (Lett.) E-pi-nì-cti-de. Sf. F. G. Giornale della notte , Giornale voluto da Sinesio, in cui si raccontano isogni.fy.epinitiide.) Salvili.Disc. 2.<3t?.L’epinictidi, o vogliami dire giornali notturni, che contenessero di mano in mano i sogni e 1' osservazioni loro. (N) Epikittide. (Med.) E-pi-nìt-ti-de. Sf. usato per lo più nei pi. y. G. Lot. epinyctis. (Da epi sopra, c njx , nfelos notte.) Eruzione ih pustole livide, rosse o biancastre che si sviluppano sulla pelle durante la notte , e scompajono nel giorno. — , Albosi, sin. ( 4 ) (A.O.) Epikozione. * (Anat.) E-pi-no-zió-ne. Sf f r . G. Lot. epinotio. ( Da epi sopra , e notos dorso. ) Cori grecamente dicono alcuni la scapula, ossia omoplata. (A. O.) Epiocheuo.* (Mit.) Epi-ù-che-ro. Soprannome di Apollo, che ha lama- no dolce, ola cui mano addolcisce. (Da epios mite, e chir mano.)(Mit) Epioco, * E-pi-oco. N. pr. in. ( Da epi sopra, c kochos cocchio.) — Figlio di Licurgo. (Mit) Epiodia. * (Arche.) E-pi-o di-a. Sf. y. G. L-al. epiodia,( Da epi sopra, e ode canto.) Canzone de’ Greci prima de funerali; chiamavasi anche Nenia. (Mit) Epiodohe. '(Zool.) E-pi-ò-di-nc. Sm.y. G.i.nf. epiodon, (Da epi sopra r e odus, odonios dente.) Specie di cetacei colla mascella superiore fornita di parecchi denti ottusi e colla inferiore senza denti. (Aq) Epioke , * E-pió-ne. A', pr. f. ( Dal gr. epion ir incute. ) — filoglie di Esculapio e madre di Macaone. (Mit) 7 2 EPIPAROSISMO Epipabosismo. * (’VTrd.) É-pi-pa-ro-si-smò. Sm. E- G. Lat. cpiparoxysmus. ( Da epi sopra., e paroxysmos parossismo.) Replicalo accesso veemente di febbre nei giorno medesimo. (Aq) EpipAttide. * (Bot.) E pi-pàt-ti de. Sf. E. G. Lai. epipactis. ( Da cpi su , e pactos concreto. ) Genere di piante da Haller stabilito nella • famiglia delle orchidee con una specie dei genere Scrapias Din ; a largiteerossefòglie, distinte da corólla diritta, aperta, da sei petali, ec.(Aq) Epipechide. * (Anat.) E-pi-pè-clri-de. Sf. E. G. Lat. cpipcchys. ( Da rpi.sopra, c pechys gomito.) Dicesi cosila parte superiore, delgomito.(Aq) Epjpedometbia.' (Mat.) E-pi-pe-do-mc-(ri-a. Sf. E. G. Lat. epipcdome- tria. ( Da epi sopra , pedon suolo, e metron misura. ) La misura delle figure che si appoggiano su di una stessa base. (Diz. Mat.) Epi petalo.*!) Bot.) E-pi-pè-ta-ìo. Add. m. E- G. Lat. epìpetalus. ( Da epi sopra ,• e pètalon foglia , lamina , e per estensione corolla. ) Aggiunto di fiore, i cui stami sono attaccali sopra la corolla. (Aq) Epjpic.mo.* (Ghiri) E-pi-pig-mo. Sm. E. G. Lai. epipigma. (Da epi sopra, e pi lettera greca; poiché questo istrumento era falto, come un p grecò rovesciato. ) lslromenlo di legno descritto da Oribasio , che si a- doperuva per ridurre le lussazioni dell’ omero. —, Epipoma, sin. (A 0.) Epipiecide. * (Arche.) E-pi-pìr-gi-de. Sf. E. G. Lai. epipyrgides. (Da epi sopra, e pyrges torre.) Statua colossale di tre corpi , dagli A- teniesi innalzala ad licale, come allusiva alle ire forme di questa dia. (A q) Epiplasma. * (Farm.) E-pi-plà-sma. Sm. E. G. Lat. epiplasma. ( Da epi sopra , e plasma fattura. ) Lo stesso che Cataplasma, E. (Aq) Epiplerosi.* (Mcd.) E-pi-plè-ro-si. Sf. P r . G. Lai. cpiplerosis. ( Da epi su, e plerosis riempimento.) Dicesi così la pienezza e distensione delle arterie. (Aq) Epiplobcbonocf.le. * (Cliir.) E-pi-pIo-bu-bo-no-cè-le. Sm. V. G. Lat. Epiploce: . , . . ..... ploon epiploo , e cele tumore.) Ernia formata dalla discesa dell’ piploo nell’ anguinaglia o nello scroto. (Aq) Epiplocirsonfalo. * (Chir.) E-pi-plo-cir-sòn-fa-lo. Sm. E. G. Lat. cpi- plocirsornplialus. (Da epiploon epiploo , cirsos varice, e omphalos omoellico. ) Ernia deli ombelico formio dall’ uscita deli epiploo , e complicata con varici. (Aq) Epiplocistocele. * (Chir.) E-pi-pIo-ci-sio-cò-Ie. Sm. V. G. Lai. epiplocy- stoccle. (Da epiploon epiploo, cystis vescica, c cele ernia.) Ernia della vescica complicata coliepiplocele. (Aq) Etiploematohialo. * (Chir.) E-pi-plo-e-ma-tòn-fa-lo. Sm. E. G. Lat. c- piplohematomphalns. ( Da epiploon epiploo, hema sangue, e omphalos ombellico.) Et nia deli ombelico formala dall’uscita dell' epiploo, con raccolta di sangue. (Aq) Epiploempionfalo. * (Chir.) E-pi-plo-em-pi òn-fa-lo. Sm. E. G. Lat. epiploemnyomphalus. ( Da epiploon epipdoo, eti dentro , pyon pus , e omphalus ombellico.) Ernia deli ombellico formala dall’ uscita de l- i epiploo con raccolta di pus. (A q) Epiploentebocele. * (Chir.) E-pi-plo-en-te-ro-cè-le.A’ff!. E. G. Lo stesso che Entcroepiplocele. E. ( Da epiploon epiploo , enleron intestino , e cele tumore. ) (Aq) Eri ri.ori.punsi.Epi-plo-flò-go-si. Sf. E. G. Lat. epiplopblogosis. (Da epiploon epiploo, e phlogosìs infiammazione. ) Infiammazione deliepiploo. (Aq) Epiploico. (Affili.) E-pi-plò-i-co. Add. m. Appartenente ali epiploo ; ed è aggiunto di vena propagginata dalla vena porta , e ve n’ ha una per banda o lato del corpo umano-, una detta epiploica destra, l’altra sinistra. Eoe, Dis. (A) Epiploide. * (Anal.) E-pi-plò-i-de. Sf. E. G- Lat. epiplois. ( Da epiploon epiploo. ) Ramo deli arteria celiaca , la quale spuntando elal lato dritto dell interna tunica dell’ omento , dicesi Destra ; se dall’e- stremilà inferiore della splenica procede alla stessa tunica, chiamasi Postica; e se vedesi assegnala alla più bassa e sinistra parte di quello , vien detta Sinistra. (Aq) Epiploidronfalo. * (Chir.) E-pi-plo-i-dròn-fa-lo. Sm. E. G. Lat. epi- plùhydromphalus. (Da epiploon epiploo, hydor acqua, e omphalos ombellico. ) Ernia formala ali ombellico dalla caduta deli epiploo , con raccolta d’ acqua. (Aq) EripLoiTiDE. * (Mcd.) E-pi-plo-ì-ti-de. Sf. E. G. Lat. epiploitis. ( Da epiploon epiploo.) Infiammazione deli epiploo con febbre nifi am motoria e dotare lancinante , che senlesi nella regione superiore e media del- l’addomine , e sotto gl’ integumenti ed anche nella cavità del basso ventre. (Aq) Epiploliponfalo. * (Chir.) E-pi-plo-lì-pòn-fa-lo. Sm. E. G. Lat. epiplo- 1 ipomphalus. (Da epiploon epiploo , lipos pinguedine, e omphalos ombellico.) Ernia ombellicale formata dall’uscita deli epiploo e complicata con materia pinguedinosa. (Aq) Epiplomebocele. *(Cliir.) E-pi-plo-me-ro-cè-le. Sm. E. G. Lat. epiplo- merocelc. ( Da epiploon epiploo, meros coscia , e cele ernia. ) Ernia deli epiploo attraverso i arcala crurale. (Aq) Epiplonfalo- (Chir.) E-pi-plòn-fa-lo. Sm. E. G. Lnt. epiplomphalus.- (Da epiploon epiploo, e omphalos ombellico. ) Ernia deliombellico formala colla caduta deli epiploo. — , Epiplonfuloccle , sin. (Aq) EpiplonfAlocele , * E-pi-plon-fa-Io-cé-lc. Sin. E- G. Lat. epiplompha- locele. ( Da epiploon epiploo , omphalos ombellico, e cele ernia.) Lo stesso che Epiplonfalo. E. (Aq) Epiplonfrassia. * (Mcd.) E-pi-plon-fras-si-a. Sf. E. G. Lat. epiplom- phraxis. ( Da epiploon epiploo, e phrasso io chiudo. ) Ostruzione dell’epiploo. (Aq) . Epiploo. (Anat.) E-pi-pIo-o.o/n.A'.G. Gran sacco membranoso sottilissimo circondalo da molte fasce pinguedinose , che cuoprono altrettante arterie e vene unite insieme. Chiamasi anche Omento, e popolarmente Reticella ; Pannicolo , Zirbo, — , Epiploon , sin. ( Da epi sopra , e pleo io fluttuo.) (A) EPISCENIO Epiploocomco. * (Anat.) E-pi-plo-o-cò-li-co. Sm. E. G. Terzo epiploon piegatura del peiiloneo che rinviensi lungo la parte ascendente deb colon sino alla sua riunione colia porzione trasversa dello stesso in- testino .(Da epiploon epiploo, e colon intestino di questonomc.)(A.O-) EpiPLOOGASTROcouco.*(Anat.) E-pi-plo-o-ga-stro-cò-li-co.AV». E. G. Granite epiploo ; piegatura del peritoneo che si attacca da una parte alla convessità deli arco del colon , dati altra alla grande curvatura ‘tei ventricolo , e che discende più o meno in basso sopra la massa degl’ intestini. (Da epiploon, epiploo, gasler ventricolo , e colon iute* stino di questo nome. ) (A. O.) Epiploogastbof.patico. * (Anat.) E-pi-pIo-o-ga-stro c-pà-ti-co. Sm. E. G- Piccolo epiploo : piegatura del peritoneo che si estende dalla scissura trasversale del fegato, dal collo della vescichetta della cistifellea, dal fuscello de’ vasi epatici e dal diafragma, alla piccola curvatura del ventricolo , dati inserzione deli esofago sino all’ origine del duodeno ■ ( Da epiploon epiploo, gaster ventricolo , e hepar fegato. ) (A.O.) Epiploogastrosplexico. * (Anat.) E-pi-plo-o-ga-stro-spIè-ni-eo. Sm. É.G- Piegatura del peritoneo che trovasi tra la fàccia concava della md-“ e del ventricolo, dal suo orifizio dell’esofago sin presso alla maggia ** curvatura : ricetta i vasi brevi nell’ intervallo delle due sue Lamine- (Da epiploon epiploo , gasler ventricolo, e spiai milza.) (A. O.) Epiploon. * (Anat.) E-pì-plo-on. Sm. Lo stesso che Epiploo. E.( A. 0-) Epiplopneomatonfalo. * (Chir.) E-pi-plo-pneu-ma-tòn-fa-lo. Sm. E. G- Lat. epiplopncumatomphalus. ( Da epiploon epiploo , pnevma aria , c omphalos ombellico. ) Ernia ombellicale formata dall’ uscita dell'epiploo e da aria. (Aq) Epiplosarconfalo. * (Chir.) E-pi-plo-sar-còn-fa-Io-iSb». £*■. c,, ‘ tica. (Da epi su, e pompe pompa.) Canzone per qualche solennità.(AV Epipona.*(Z ool.) E-pì-po-na. Sf.E.G. Lai. epipona. (Da epi su , e poad travaglio.) Genere d inselli dell ordine degl imitteri, e della fainigl' 11 delle vespe, i quali si distinguono peri industria di costruire hi l'”* abitazione,a cui basta un punto d’appoggio, e la cui materia somiglia cartone eccellente die resista alle più violenti e più copiose piogge. (A‘v Epiponzia. * (Mit.) E-pi-pòn-zba. Soprannome di Eenere , perchè nud dal mare. ( Dal gr. epi sopra , e pontos mare. ) (Mit) , Epirnuzio. * (Mit.) É-pir-mi-zi-o. Sopran. di Giove presso i Cretesi. Q 1 *:' Epiro-*(G eog.) E-pi-r o.Sm.Lat. Epirum. Contrada della Grecia sulll°f l °,' t tra 1 Itliria, la Tessaglia e 1 Acarnania. Erano sue provincte ‘‘ Tesprozia, la Molosside, la Caonia e la Dolopia. Oggi gli carrispt> iul 1 Alta Albania. (G) Epirota , * E pi-rò ta. Add. pr. com. Dell’Epiro. (B) Epirkea. * (Med.) E-pir-rc-a. Sf E. G. Lat. epirroea. (Da epi su, c r/! io scorro.) Affluenza d’umore in un punto dell economia animate. 1 Epirroe, sin. (Aq) EpjRREMA.*(Lctt.) E-pir-rè-ma. Sm. E. G. Lat. epirrhema. (Da e rhema parola.) Parte dell antica commedia, in cui il coro v °la e dosi agli spettatori dava loro utili avvenimenti, o riprendeva eCt stirava il vizio. (Aq) Epirroe. * (Mcd.) E-pìr-ro-e. Sf E■ G. Lat. epirrhoea. Lo stesso c Epirrea. E. (A. 0.) . , f Episarca. * (Med.) Eqii-sàr-ca. Sm. E. G. Lat. cpisarca. ( Da fP l e sarx, sarcos carne.) Idropisia universale o spargimento di f n }} tra la pelle e la sostanza cellulare, senza penetrare quest'alt 1 ” come avviene nell anasarca. (Aq) . j,,, Episcafie. * (Arche.) E-pi-scà-li-e. Sf pi. Lat. episcaphiae. (Da e P l ^ c schaphe barca. ) Feste solile celebrarsi in Rodi , o per hopi^fit felice navigazione , o per la proprietà del commercio o per v ‘ ll ° ottenute. (Aq) e” Episcenie.* (Arche.) E-pi-scè-ni-e. Add. e sf. pi. E. G. Lat. ep* 8 ® 01 ( Da epi su, e scene scena. ) Feste solile celebrarsi in Isparto l ^ conservare forse la memoria di quegli antichissimi tempi “ l cU ‘ tende e le capanne erano le abitazione degli uomini. (Aq) n t f* Episcenio.*( Arche.) E-pi-scè-ni-o. Sm. E. G. Lat. episceninni. ( G” fi- sopra , e scene scena. ) Specie di cupola o galleria aggina^* ° fd pinta sulle scene da non so qual Apalario d’ Allibando , la ^ viene lodata da alcuni, benché Eilruvio la riprovi. (Aq) .. n ^lt 0 — * Si dice cosi anche un luogo praticato sotto la scena . 1 H conteneva tutte le macchine de lervivanoa cambiare le decoratioP*-' * E PISCI! E SI Epischesi, * (Mcd.) E-pi-schc si. S'f. V. G. Lat.. epischcsis. ( D.i cp; su, sdiesis ritenzione. ) Soppressione o Rilardo delle naturali evacua- zwiii. (Aq) Li| scika. * (Arche.) E-pi-scì-ra. Sf. V■ G. Lat. episcira. (Da e pi sopra, e Sciros Sciro. ) Solennità solita celebrarsi in Alene ai 12 di sciro- Jonone f AlaggioJ in onore di Mineiva Scirade ; così soprannomi- aata o pel tempio che area nel villaggio di Sarò o per la statua "‘gesso erettale da Teseo pel suo felice ritorno da Creta, o per l ombrella che in tale solennità portava il sacerdote. (Aq) triscorALE t E-pi-sco-pà-lc. Adii- cotti. Lo stesso che Vescovile. Lat. episcopalis. Or. ìrrmcteoiós. Maestruiz. 1. 3 o. Itera mutare la sedia episcopale , e farla nuova. E 2. fó- Morto, ovvero disposto il Vescovo, ì| quale avea iscoraunicato , e vacante la sedia, il Caputolo , ovvero colui a cui s’appartiene allora l’ episcopale giurisdizione, puote assolvere dalla sentenzia. l '^ cop , ATO i E-pi-sco-pà-to. [JmJ Dignità episcopale. Lat. episcopali!?. Gr. siricrxcTr'/i. E, Epi^copia. * (Gcng.) E-pi-sco*pì-a. Antica isola deli ’ Arcipelago. (G) -Escorio , * E-pi-scò pi-o. S/n . Casa o Palazzo vescovile- (A) '''“'scopo,* (Arche.) E'pi-sco-po.A/«. A'.G./tai.opiscopus. Gr-gV/c-xo^ro?. (Da c Pi sopra, e scopeo io osservo* e però vale propriamente Ispettore.) Pres- Sl ? * Gentili era un uffiziale o prefetto dell' annona ; ed era anche tlt »lo de' visitatori delle provincie. Appo i Cristiani è un prelato o Persona cu/isaerata per lo spirituale governo e direzione di una dio- V€i ì , che oggi diciamo più comunemente Vescovo. (Van) Dav.'Scism. 90. Divenuto poi soprantendenlc, (così latinizzano il vocabolo greco Episcopo) si prese de’vescovadi ben due , Gioccstre e Vigornia. (N) "Amasia. * (Med-) E-pi-se-ma-sì-a* S'f F. G. Lat. ( Da epi sopra , c 5v,, noso fut. di semioo io segno. ) Invasione di una malattia. (A. 0 .) Pi ^'riìia. * (Anat.) E-pi-sfè-ri-a. S'f F. G.Lat. cpisphatria. (Da epi su, Q s phera sfera.) Così taluno denomino i giri spirali e le sinuosità p * el ? a sostanza esterna del cervello. (Aq) is 'nafe. * (Mus.) E-pi-si*na*fe. Sf. F. G. Lat. episynaphe. ( Da epi ? l, > con, ed aphe giuntura, ) Congiunzione di tre consecutivi le- ì, Scordi, (Aq) j ' p, inalefe. * (Grani.) E-pi-si-nà-le-fe. Sf. F- G. Lai. episynaloephc. \ Dì epi sopra, c synalipho io ungo insieme, tnesebio, contende, che ^‘ e,t da syti con , cd alipho io ungo ; e questo da atipha pece. ) É } >l(l fìgum , per cui due sillabe o vocali che trovatisi in mezzo di ! i( \ parola , si elidono , o si contraggono in una sola ; è contrario Ep 7 (Van) ^ S| nanche. * (Med.) E-pi-si-nàn-chc. Sf F- G. Lat. episinanebe. (Da €p f So pra , c cynauche sotlògazionc de 5 cani , angina, che vieti da cyo//, f li0s cane, ecl ancho io strangolo.) Spasmo della faringe. — , Epi- E,., tt l,an S ina » s ùi. (A. o.) .'^angina.* (Med.) E pi-si-nan-gì-na. Sf. F. G. L. Lo stesso che Epr- p ‘ Anello. F. \F. corrotta su la gr. cynauche e la latina angina. ) (A. (J.) ^'strtica, * (Mcd.) E-pi-sin-tè-ti-ca. Add. f. F. G. Lat. cphynthe- . a * (Da epi su, syn insieme, e iheteon verb. di tithemi porre.) Ag- oUtnto di Setta di antichi medici , di cui lo scopo era conciliare i Epu n f l pìi de'metodici con quelli de* dogmatici e degli empirici. (Aq) ritr TETISM0 * * (M«b) E-pi-sin-te-lì-smo. Snn F. G. Maniera di cu- ^ modo della setta episintetica. (Aq) ’ E-pì si-o. iV. pr. m. Lat. Episius. ( Dal gr. epi sopra , c sio EtHg Cll °E>, onde episio io vibro. ) (B) (Cliir.) E-pi-sio-cè-le. Sm. P. G. Lai. episiocelc. ( Da epi- ben T\ s , sa P artc del ventre, e cete tumore. ) Ernia nelle grandi Utb- Ep >sLr ìepud ™< le > CAq) . ( Da AG . IA ." * (Cbir.) E-pi-sior-ra*gì-a. Sf. P. G. Lat. cpisiorrhagia. Sat1r e P l *ton bassa parte del ventre , c rhagoo io rompo. ) Scoto di £ p »Sod Per le & ra / l di labbra. (Aa) 1Ò1, ^ ,ARE > È-p'-so-deg-già-ie. JY. ass. Far episodii. —, Epi-sodiarc, te \^ den ' ™is- 3 . d 5 . Il secondo pecca in episodeggiarc allcttatameli- Ie hs Cc „|i ,'-n 10 allermo che Petronio accusa Lucano, c animo ' Uvt 'iizinn; .. r P °j. tl ! che fl ‘ P eso convertono una storia in versi, senza p, C0| 1 tiene K ^ “/vili. Cas. 6f Poiché una favola una azione ‘■'•«noto |a_j ,® tut| a,dicc if filosofo che pessime sono le episodichc.(iN) «‘ vssin’ cniso?l?' dl ’ 0 ). C S -" u Soprarracconto , ] Digressione. Lat. di- ? lr i y o, che vi/. 11 * 1 !' ■’ ^no-od/ov. (Dal gr. epi sopra, ed isodos ingresso, vi liiccia r,!' 3 >S ad ’ e J l °d°s via.) ir. Giord. Pred. Permettete che 7 Poiché a eri T' < | Sta e Sagra storia »n breve episodio. » Salvili. Cas. , blo dell' onei? i * u dat .° a * P oc ‘i a scegli ordinasse cosi la favola, o 3 _ biiig, cercate!’(N) C n ° n V ‘ f ° SSU biso S no di episodii, o Digressioni poc '^ a ep lc C 0 Sf Gemma di color vermiglio e splendente. Dote. Ge/nm. Rerg. (N) Epistilio. (Archi.) E'pbslili-o. Sm. P. G.Lat. epistylium. (Da epi so*, c stylos colonna.) (Juel membro ’pri/ieipale dell' architettura ,• da noi detto Architrave. Ridditi. (B) Epistio. * (Mit.) E-pì-sti-o. Soprannome di Giove , che presiede ai fico- lari. ( Dal gr. epi sopra 7 e bestia focolare.) (Mit) Epistola, E-pi-sto la. iSf. P. G. cLi\ Lettera, Pistola. — , Epistola, sin. Lai. epistola, literae. Gr. eV<] Sorta di componimento poetico in occasione di nozze. Lat. epithalamimn. Gr. sVjBa?.*/woi'.(Dal gr. epi sopra, e thnlarnas letto nuziale, od anche giorno delle nozze.) Salvia.Pros.Tosi..1. 267. Lo sposo in quella tenera pastorale, o ma* raviglioso epitalamio che dir vogliamo, di S.domone oc.,grida dicendo. Epitalamiografo. (Lett.) E'P**!a*lu-mi-ò-gra-lò. Add. m. Ag gài ilio di quella sorta di poesia comica , nella quale i recitanti cantavano la EP1T0 solennità delle nozze. (Dal gr. epitkalamion carme nuziale , e grap?* 6 descrizione.) Toscancll. Precett. Berg. (Min) (N) Epitalami™. * (Mit.) E-pi-ta-Ia-mi-tc. Soprannome di Mercurio. ( Da* gr. thalamos letto nuziale, o thalamites che remiga alla prora di ur,a nave. J\d primo senso , egli è uno degli Dei delle nozze ; nel secondo egli presiede ai viaggi per mare. ) (Mit) Epitàlio. * (Geog.) E-pi-tà-li-o. Arit. cit. della Grecianella Tiifiliafò) Epitasi. (Lett.) E*pì-la-si. Sf. F. G. Lat. cpitasis. (Da epi su , c tasi\ distensione.) Seconda parte di un dramma antico , in cui svolgevo* 1 l'intreccio deli'azione esposta nella prolusi, finché giungesse 0.11& catastasi o catastrofe , cioè allo scioglimento. (Àq) 2 — * (Mcd.) Principio ed aumento del parosismo febbrile. (Aq) Epitassi. * (Milit) E-pi-tàs-si. Sf. F. G. Lat. epitaxis. (Da epi su » e taris ordinamento.) t\ome dell'infanteria leggiera che marciava diet 1 " 0 alla falange ; quella che la precedeva dicevasi Protassi. (Van) Epitausa. * (Geog.) Epi-tà-u-sa. Antica città delle Indie. (G) Epitelio. * (Anat.) E-pi-tc-li-o. Sm. F. G. Lat. epithelìum. ( Da c P l sopra, e thele capezzolo.) Strato sottile d'epidermide, che vuopi’e l e parti sprovviste del derma propriamente detto, come sono le lalbTùi i capezzoli ec. (Van) Epitema. (Farm.) E-pi-le-ma. [ Sm. F. G. Qualunque rimedio t°‘, pico , che s' applica all' esterno del corpo, toltine gli unguenti e gh empiastri. Gli autori li distinsero in liquidi , in secchi cd in moilu Volgarmente Epittima e Pittima.] Lat. epitheina. Gr. sV< 9 *i pot. (^ a eri sopra , e iberna ciò che si ripone,rimette, colloca 5 e vai rimedio clic si pone , si applica su qualche parte del corpo. ) Ricett. Fio*'* 125 . Appresso gli Arabi gf impiastri son quelli che i Greci chiamano malagmi , cataplasmi e epitemi. Epjtesi.* (Chir.) E-pi-te-si. Sm. F. G. Lat. epithesis. (Da epi su , e thf’ sis posizione. ) Rettificazione d' un membro curvo col mezzo di strU* mento o macchine opportune. (Aq) Epitetare , E-pi-tc-tà-re. Alt. Scrivere con proprietà di epiteti, ApJ jrC ‘ priore gli aggiunti a' sostantivi. F. dell' uso. (A) Epiteto, E-pi-tc-to. [Vm.) F. G. Aggiunto che dichiara la qualità » differenza ed essenza del sostantivo col quale egli è accompagnato . Lat. epithetum. Gr. aW 9 ircs. (Dal gr. epi sopra , e thetos che vai quanto in latino positiva ?, adoptivus. Indi epithetos in senso di aC ' cessorio, addizionale.) Gire. Geli. 10. 228. Ho sempre sentito dire 1 noslrFsavii molti epiteli al volgo, di errante, di instabile, di volo' bile, e di molte altre qualità. Matt. Franz. Rim. buri. Or ripigliando quanto in sé contiene Degli epiteti detti ad uno ad uno. a — * Titolo, Denominazione, Appellazione. Pallav. Ist. Cotte. 1 7 Si conchiuse che s’intitolasse Difensor della fede ... E perché q ucsl ° era l’epiteto che il re domandava , ne fu stesa una bolla ec. (Re) • 3 — Usato anche in forza di add. Segn. Rett. 3 . ig 3 . I nomi epib- . c i doppii e i forestieri stanno bene ad esser usati assai volte da eh si trova nella perturbazione. (V) . Epiteto diffi da Aggiunto. L ‘Epiteto appartiene propriamente oh poesia ed alla eloquenza. L’ Aggiunto alla grammatica ed alla L’ Epiteto serve ad ornamento o a maggior luce del discorso; V db giunto è spesso necessario. Se io dico p. e. Uno spirito malinconia attrista in certo modo gli oggetti più ridenti, se tolgasi quel nza ^[ l . conico, la proposizione non avrà piu senso. Se dico : La pallida r^ oì j t balte con egual piede la porta del tugurio del povero e del palagi 0 ° e grandi, soppresso il pallida, il senso resta, ma la immagine sarà scol^ rl{a ' Epitetto, * E-pi-tèt-to, Epitteto. N. pr. m. Lat. Epictetus , Epitect l,s * (Dal gr. epi sopra, e ctetos pronto, acquistato. ) — Filosofo stoi0° » schiavo del liberto Epafrodito. (B) (Van) Epitichia. * (Geog.) E-pi-ti-chi-a. Promontorio sul mar Tirreno. (O) Epitide. * (Archi,) E-pì-ti-de. Sf. F. G. Lat. epithiiles. (Da epititj ie °. impongo, sovrappongo, e questo da epi sopra, e litheo pongo.) D& eSÌ così la parte superiore della cornice. (Aq) Epitide. * IV- pf ni. — Nome patronimico di Perfante , perchè fiè ia dì Epico. (Mit) ... . . /aT ;0 Epjtimbia. * (Mit.) E-pi-tim bì-a.^f/fi^Lo stesso che Epitombia. F.(fi* .' Epitimera, (BoL) E-pi-lmi-bra. [Sf F. G. ] Erba che nasce sopf' a timbra, [ dai contadini corrottamente delta Piltimio. — , Epitimi’ 0 ’ - • • Vn.' ...-cnni-y» Epitimlu 'é ordinato, legione, coorte.) Corpo di riserva Epitimide,* E-pi-tì-mi-de. IV. pr. H 1024fle, ossia diSigz individui , dagli antichi Epitimio. * (Bot.) E'pi-tì-mi-o. 1 EpiTIMBRO. * (Bot.) E-pt Mattiol. Berg. (N) ( . ■ Epitimede , * È-pi-ti-mà-de. N. pr. m. Lat. Epitimidcs. ( Dal gr* e P li s metes punitor delle iugiurie, riprensore: e questo da epi sopra, cstimator delle liti, censore.) —Filosofo della setta Cirenaica. (B^v ^ Epitimeo. * (Lett.) E«pi*ti-rné-o. Soprannome dato allo storico per la su/t maldicenza. (Dal gr. epitirnia riprensione, che vien d a ' sopra, c lime stima, pena, vendetta.) (Mit) ; /m Epitimja.* (Lett.) E-pì-ti-mì-a.A’/^ F. G. Lat. epithynna.Gr. tos invino.') Avidità, Libidine,Cupidigia smoderata.iJ,^ . m. Lai. Epitimidcs. (V. Epitiniede-F^ Sm.F.G.Lo stesso che Epitimo, F\ ‘ u l Epitimo. (Boi.) É-pì-li-mo. [Vm. F.G .] Pianta parassita che timo ed a quello s'avviticchia ; [ha le stesse qualità della ^ 0 p ed è considerala da' botanici come specie di quella j ] è anche o Tarpina o Tracapello. —, Ep* tJl . epi sopra, e ihymosi 1 gannente detta Tarpigna - _,. - _ , - , Sl1 sin. Lat. epithymum, cuscuta cpithymum. Gr. i'tfòXvacv. (Da e thymcs timo.) ]\J. Aldobr. P. N. 48. Fa cuocere in aop ia Ij^, podio, sevecchime , epitimo, cuscuta, agarico, radici di Ricett. Fior . 3 y■ L’epitimo é una pianta simile alla cuscuta, si può chiamare cuscuta di timo , al quale s’ avvolge co’ suoi V ^ 2 — * Add.m.Epiteto de* filamenti rossicci che vengono Sì ^ Linl ?^„HtiO' Epito , * E-pì 4 o. ZV. pr. m. (Dal gr. epftcs schiamazzatore.)— qip Iff di Alba e padre di Capi , luui ve de' Latini. — Figliò EP1T0GA sifonle e di Merope. — Re di Arcadia , padre di Cipseìo .— Re di Arcadia , padre di Sialo. (Mit) kHToot. * (Arche.) E-pi tò-ga. Sf Sorta di reste che poi tarasi sopra la toga o cappuccio di velluto nero , orlato in cima d' un largo gallone d’ oro , che portanano i presidenti in Francia. (Dal gr. cpi so- p P ra s e da toga.) (Van) Epitomare , E-pi-to-iuà-re. \_Alt. e n. pass.'] Albreriare , Compendiare. Rat. in compeudium rcilucere , conijpendi.àccre. Gr. liei.TÌp.mr. Sper. Rlial. 1 . Epitomatevi, sìg- Jeroniino, e questa istoria, o vita, o senno- ,, ,lc > sia raccorciata. a-pitomatore , E-pi-to-ma-tó-re. Veri. m. \di Epitomare. ) Che epitoma. Rat. in compendiura redigens. Gr. E7Tiré j uvwy. Saloni. Pros. Pose. Questi moderni epitomatovi, raccoltori, annotatori, comcnta- to >'i, spositori ec. servono per iscoprire la fungaja , ec. Epitomatrice , * E-pi-to-matri-cc. Pcrh. f. di Epitomare. V. direg. (0) EPiToaaiA. * (Mit.) E pi-tom-bì-a. Add. f. U. G. Lat. epithymhia. ( Da e pi sopra, e lymbos tomba.) Aggiunto di Venere nell'iscrizione della ,ua statua in Delfo , per indicare che la dea che presiede al nasci- mento , presiede del pari anche alla morte , dovendo aver fine ciò di ebbe principio. — , Epitiinbia , sin. (Aq) •tttro.ME. (Leti.) E pì-to-me. [A/n.) Sommario, Compendio [ d'un libro e {•articolar mente dima storia. V. Sunto.) Lai. epitome, cuoi perniami. Gr. f[) :i l g r e pl sopra, e tome taglio.) » Pros. Ftor. P. 1 . noi. 4, pag. ig8. Da questo ognun sa quanto di lume trassero quegli eruditi Accademici, elio in Roma pubblicarono illustrato 1’ aìtro epito- 111 e i l'atto da Nardo Antonio Rocco , della medesima storia. (Min) " Usalo anche come sf. Pros Fior. s. 3. 56. 11 dottissimo Sayo- narola nella sua epitome della dottrina ec. (N) Pirosi a. * (Mas.) E pi-to-nì-a. Sf. V. G. Lo stesso che Bischeri. V.Qd) A-eiTossi. * (Mcd.) E-pi-tòs si. Sf V. G. Lat. epitoxis. ( Da epi su , e loxon arco. ) Carità nell’ arco sulla quale si pone la freccia ; nella catapulta, era il canale che incenera la saetta. (Aq) j TC Agia. * (Mit.) E-pi-tra-gi a. Lai. epitragia. (Da epi su, e tragos “ecco.) Aggiunto di Venere , perchè mentre Teseo sacrificava a que- s( “ dea , prima di salire sulla nane par recarsi in Creta , la rittima che era una capra, conrerlissi in un capro ; e su questo animale as- >• Sls n la rappresentarono gli Pici col soprannome di Popolare. (Mit) :.(z?oi.)K-p:- trà-go. Sm. E. G. Nuovo genere ci* insetti del- a Jàniigh' a de corniferi , e della seconda sezione dell* ordine de* cu- à() tteri , disihui da palpi anteriori prominenti in forma di becco .(Da j. e P l stI s c tragos becco.) (Aq) Pit iuto,* (Leti.) E-pi-tri-to. am, F.G. Lat. cpitritus. (Da epi sopra, e jntos terzo.) Piede del verso latino , composto di tre sillabe lunula: a ee ^ Un n breve. (Aq) (Mus.) Ritmo il cui tempo è in ragione sesquiterza , cioè d' una ^ volta e d'un terzo. (Aq) (Mat.) Numero che contiene un altro numero , c la terza di lui £ Parte , come 12 rispetto a g. Fine. GaUL Mus. (A) p |TRocasmo. * (Relt.) E-pi-lro-eà-smo. Sm. F. G. Lat. epilrochasmus. £7nrpo^ct(r/xofr. (Da epistrocazo io coito in trotta, io percorro: e 'lesto da epi sopra, e da trochao io corro.) Figura con cui l'oratore l >er confondere i* avversario , accumula C una sopra t* altra molte glande. (Aq) JtRoclga.* (Anat.) E-pi-tro-clè-a. Sf. F. G. Lat. cpitrochlea. (Da epi e trochalia carrucolo.) Protuberanza ineguale e rotonda , posta Plèsso f estremità cubitale dell omero , alquanto sulla sua tracie a ar~ polare. (Aq) ^thoclofalangico. * (Anat.) E-pi-lro-cIo-fu-làn-gi-co. Add. e sm. F. G. Lat. cpìliochlophalangianus comtminis. Il muscolo Jles- ( l) SlL P Pr ficiale delle dita. , così venne chiamato da Chaussier. f tl cpi sopra , trochalos rotondo, girevole, e phalanx , angos fi- n S e *) (A. Q.) ROCr -OMEPALMARE. * (Anat.)E-pi'tro-cìo-mc-pal-mà-re.^i/t/. e so$t. com. o/^’ ^‘G.Lat. cpitrocìopalmaris. Denominazione datada Chaussier y . mu scolo palmare sottile. (Da epi sopra , trochalos rotondo, girc- Epit C 5 e P a ^ ame palma della mano.) (A. 0.) ft0c LOMETACARPioo. * (Anat.) E'pi-tro-clo-me-ta-c t àr-pi-co. Add.e sm. rot^’i ^ cpitrochlomctacarpics. ( Da epi sopra, trochalos °imo, curvo, girevole, e melacarpion metacarpo.) Nome dato da Ep IXi ^ Sier al muscolo radiale anteriore. (A. O.) 0 o /^e F a L * HG1 co. * (Anat.) E-pi-U’o-clo-pre-fa-làn-gi-co. Àdd.esm. piede /^* ^ Girard sostituì questo nome a quello d Estensore del Pro a , Bourgelat, (Da epi s0[»ra , trochalos rotoudo, girevole, E 'iTuoci Vantl ’ ° phulfxtix , angos falange.) (A. 0-) e s acarpi co. * (Auat.) Epi-tro-cio-premc-ta-càr-pi-co.^i/i/. libra C - Wl l ) ' y • G. Bourgelat dicevate Est caso r retto anteriore dell’an- ^ZZZ^cheGu-ard così chiamasselo. (Da epi sopra, trocha- ^ p, TRnf>> 0JI( *° ’ girevole, prò avanti, e metacarpion metacarpo.) (A. 0.) f j(ll e ? RAD1Al 'E.*(Anat.) E-pi-tro-clo-ra-di-à-le. Add. e sm. comp. G. tore / 10 j ^ 0ra ^* a ^' s ‘ Ghaussier cosi chiamava il muscolo prona- Vei'tr a ° on< ~°' (_Du epi sopra , trochalos rotondo, girevole, e rhubdos ste*ìiir ° ade 8^ anatomici lian preso radio , raggio e radiale. V. qne- ts.TRcc!ò nC VOCi - > CA. O.) e snu c s " TRa ™ 4C ai;[‘Ico. * (Anat.) E-PÌ-ti'0-cIo-so-tra-pra-càr-pi-co.^4/W. es tcrno °hn> • ^ ect >ndo Girard e secondo Bourgelat è il Jlessor _l>ita dell- 1 ' ant tàraccio. (Da epi sopra, trochalos girevole, solron or- Ep.trore. avan *i, e carpos carpo. ) (A. 0.) c troni ) v-d’i tro-pe. Sf. V. G. Lai. epiti'opc. (Da epi sopra , fcrjnaju.* v ?!' sl0lu; > e vai figura , con cui 1’ oratore converte in afoni l' ot c, ° che P°t-rcbbe esser soggetto di negativa.) Figura per T. C ‘Ò che conse S u, re il suo intento , concede all’ avversario Ep '«o P ,o. p + mt\ •?:. (A< 1) Un ^wn/o r./ VIÌ'P 1 ??* Soprannome col quale Apollo aveva 1 i a Goni j ed in cui essi rauunavansi per delibe - EPOPE 7 5 rat* sugli affari pubblici. (Dal gr. epitropia proocura , amministra- zinne, tutela, che vien da epi sopra, e trnpe volgimento; poiché il proccuratore, Tamministratore o tutore yolge sopra di se l'altrui fac* ceuda, ) (Mit) Epitropo. 11 (Arche.) E-pì-tro-po. Sm. ì^. G. Lai. epitropns. (Da epitre - po io commetto.) Titolo presso Erodoto c Senofonte de* Provveditori de* viveri negli eserciti persiani. Nel Nuovo Testamento significa Dispensiere o Maggiordomo : ma presso i Greci modervii eia. un giudice arbitro che all* amichevole decideva le quistioni tra le diverse città greche , per non portarle avanti ai tribunali musulmani. (Aq) Epitteto , * E-pit tè-to. N. pr. rn. Lo stesso che Epitelio. P . (B) Epittjma. (Farm.) E-pìt-ti-ina. [ Sf. F, G. Lo stesso che Pittima e E- pitema. F. ] Lat. atomaticum decoctum , aromatum decoctura , fo» inentum. Gr. 6V/9*}/xa. Folg. Mes. Epittima da usarsi nella doglia del capo calda, cd è mirabile. Lib. cur. rnalat. Si faccia una epittima cou bari di rosmarino c di borruna bolliti in acqua rosata. 2 — [Mal d’ aria ; finse, voce corrotta in luogo di Epidemia.] M. F. 7. g 2 . Cominciossi di questo mese d’Agosto nel Vahlurno di sotlo ec.,. c in molte parti del contado di Firenze c nel suo distretto, una epittima d’ aria corrotta intorno alle riviere. Epittimarb. (Farm.) E-pit ti-inà*re. [Alt. e n.] Faree Applicar pittime. Lat. fjmentum applicare. Gr. i-rrtrliàicrScct. Lib. cur. malati. Conquesto bagnuolo si dee cpitlimare il cuore dello ’nfermo. Epitthiato , E-pit-li-mà-to. Add. m. da Epitomare. Posto in pittima. Cr. 6. fó- 2- A quel medesimo vale il sugo epitomato. Epittimazione. (Farm.) E-pit-ti-ina-sió-ne. [ Sf. iV atto di eputìmai'e. I Lat. dccocti aromatici injectio , impositio. &r. sVj'S-eit/s. Folg. Mes* Per la utile digestione delle materie ec. usiamo unzioni, epittimazioni, appiastri, ec. Cr. 6. iig. 1 . Si confetti con acqua, e si secchi al Sole per due o tre di ; e di questo cou acqua rosata, o sauz’essa , si taccia epittimazione. Epixelo, * É'pi-xè-lo. N. pr. m. (Dal gr. epi sopra, e sceo io rado, pulisco; e vale Pulitissimo.) — Soldato ateniese che divenne cieco alla battaglia di Maratona per un preteso prodigio. (Mit) Eeixenagia, * (Milit.) E-pi-xc-na-gì-a. Sf F. G . Lat. epixenagia. (Da epi sopra , xenos straniero, ospite, c ago io conduco.) Corpo dt veliti o soldati stranieri formato di due sistremmi , ossia 2 nfS uomitu.( Aq) Epizigi. * (Mecc.) E-pì-zi-gi. Sm. F. G. Lat . epizygis. ( Da epi su , e zfgos giogo.) Cavicchio , che fitto sull* estremo apice d’uno strumento o d* una balista , tende o allenta lo corde od i nervi. (Aq) Epizootia. (Ve/er.) E-pi-zo-o-fì-a. Sf.F.G.Lo stesso che Epizoozia. F .( A) Epizootico. * (Veter.) E-pi-zo-ò-tì-co. Add. rn. Ciò che appartiene al - t epizoozia. — , Enzootico , sin. (Aq) Epizoozia.(V eter.) E-pi-zo-o-zi-a.A'/.’/^.G. Lat. epixootìa. (Da epi su, c zoqn animale. ) Malattia generale e contagiosa che ad una volta affetta un gran numero d'animali. —, Epizootia , Enzoozia , sin. (A) (Aq) Epoca. (Cron.) E-po-ca. [Sf. F . G. Punto fisso nella Stona, donde si comincia o si può cominciare a contar gli anni , e che d' ordinano è segnalalo da qualche avvenimento memorabile. Lat. aera , epocha. Gr. 67rox,o. (Dal gr. epcelio io soprasseggo, aspetto, che vien da epi sopra, cd echo io sono attaccato , io mi «attacco. ) (A) Eeoco , * E-po-co. N. pr. rn. ( Dal gr. epochos sedente a cavallo o sul cocchio. ) — Piglio di Licurgo e di Cteo/ile.(Wit) Epooe. * (Arche.) È-po de. Sf. pi. F. G. Lat. epodae. ( Da epi su , « ode canto.) Platone nel Simposio dà questo nome a* versi contenenti delle preci crudeli , i quali cantavanù negl* incantesimi , ed erano il rito principale di que* nefandi sacrifiziì. (Van) Epodico. (Leti.) E-pò-di-co. Adii. m. Appartenente ad epodo. Mint . Poet. Tose. 2- Mazz. Dif Dani. 2. 3./. Berg. (Min) Epodo. (Leti.) È-po-do. Sm. F..G. Tei'za ed~ ultima ^ parte dell’ode^ divisa in strofe, ariti strofe ed epodo. Lat. epodus. Gr. (Da epi ' sopra , cd ode canto.) Adim. Pimi. (A) Salviti. Pros. Tose. 1 . 2 tg. Concludendo coll'epodo, cioè col sopraccanto, che dà alle strofe pomposo c nobile finimento. E Opp. pag. rfi5. Le strofe e l’antistrofe ec. alle quali seguiva lo epodo , cioè sopraceanzonc. (N) 2 —• Epodi ; cosi è detto l' ultimo libro delle poesie Uriche d’ Orazio. Salvia. Buon. Fier. Orazio negli epodi e sopraccanti. (A) 3 — * Sorta di verso mutilo presso i Greci che soltoponevasi dopo alquanti interi. Berg. (N) Epogodo. * (Mus.) E po-go-do. Sin. Nome del rapporto d intervalli g: 8. ( Dal gr. epi sopra , cd agdoos ottavo. ) (I.) E polonio, * E-po-lò-ni-o. N. pr. m. Lat. Epolonius. (Dal gr. epi sopra, otaj ogni, tutto, ed onios giovevole: Sopra ogni altro giovevole.) (B) Epomide. * (Arche.) K-pò*mi-de. Sf. F. G. Lat. epomis. ( Da epi su , e homos omero. ) Feste muliebre somigliantissima al peplo , la quale ponendosi sull omero sinistro , si affibbiavano al lato destro le due estremità. (Aq) Epone. * (Mit.) E-pó-ne. La dea degli asini presso i Romani. ( Dal gr. epi sopra, ed onos asino.) (Mit) Epdnfàlio. * (Farm.) E-pon-fà-H-o. Add. e sm. F. G. Lat. epompha- lium. (Da epi su, e omphalos ombellico. ) Sorta di rimedio che , applicato all' ombellico , muove il venire. (Aq) Eponimo. * (Arche.) E-po-ni mo. Sm. F.G. Lat. cponymus. (Da epi su, e onoma nome che gli Eolii dicono onyma. Indi epanymos cognominato. ) Primo magisti'ato di Atene per antonomasia chiamalo l'Arconte. ; poiché era quegli de'dieci arconti dal quale veniva l' ànn<\_ denominato. (Aq) 2 — * (Mit.) Aggiunto di Minerva. (Aq) Epomna , * E-pomì-na. N.pr.f Lai. Eponùia. (Dal gr. epi sopra, onios utile, ed urne fanciulla. In gr. eponion è ciò che si pesa per vendere.) — Donna celebre , moglie di Giulio Sabino. (B) (Vari) Epope. * (Zool.) E-po-pe. Sm. F. G. Lo stesso che Bubbola ed Upupa. F Salviti, Gas. gf. Questo Filocle rappresentò f epope, ovvero la bubbola , in latino upupa , nella tetralogia della Paadi.onide ; il 7 6 EPOPEA f]«;ilr: cpope cosi comincia. ( Qui è preso come titolo della satirica favola di Fi'ocle. ) (N) Epopea. (Lift.) E-po-pè-a. Sfi ri. G. La natura o il genere del poema erpico. — , Epopeju , sin. Lat. poema epicom , poema lieroicum. tir. eTfOTfoix. ( Il.ll gp, epos verno, e pieo io fo. ) Ciac. Graz. 72. Nell' anima gravida di concetti mesti, di timore e di compassione , per mezzo della pietà c dello spavento si muovono e si purgano concetti tali più perfettamente e più ellicacemente clic per mezzo dell’epopea. E 5l. Se ci fosse proposta tragedia od epopea di eguale grandezza , ameremmo meglio essere stati della tragedia facitori, ed eleggeremmo anzi essere spettatori di quella, che uditori di questa. Sala. Inf. sec. 21. Esso Patrizio v’ha già mostralo il somigliante nell'epopea, con gli esempli del più sovrano eroico che le Muse lattasser mai. E 22. Epopea adunque non sarà quella cui manchi tal condizione. (B) Epopeico. (Eett.) E-po-pè-i-co. yl/hi. ni. Di epopea , Eroico , Epico . Lat. cpicus. òalv. Inf. sec. .?./• E conviene ec. ricordarsi, e non fare epopeico componimento tragedia; ed epopeico dico ec. (B) Epopeja. (Lclt.) R-po-pè-ja. Sfi fri. G. Lo stesso che Epopea, ri.Salo. Jnf. sec. 2.}. Intorno al fatto di quella distinzione del romanzo c dcl- 1 epopeja. L 27. Si presuppone da voi non ritrovarsi né esemplo , ne d Aristotile insegnamento particolare , che ncll’epopeja si possati fingere i nomi de’Re, a cui tocca l’azione principale. E 28. 11 richiede la spezie dell’epopeja , o romanzo eroico, che ci piaccia di nominarlo, che tutti sono una cosa stessa. (B) Epopeo ,. * E-po-pè-o. A. pr. m. ( Dal gr. epos verso , e pieo io lo, onde epopios verseggiatore. ) — Figlio di Nettuno e di Canace , rapitore di rintiope. — Re dell' isola di Lesbo , padre incestuoso di Niltimene. — Figlio di riloeo e re di Corinto. (Mit) Epopo, * É-po-po. N. pr. m. (Dal gr. epopes inspettore, clic vien da «pi sopra , cd ops y opos occhio. ) — Nome che i Greci davano a ricreo cangialo in Upupa. (Mil) Epopte. * (Arche.) E-po-pte. ridd. e sm. ri. G. Lat. cpoptes- ( Da epi su, e opteo io vedo.) Titolo dell’ inizialo ai grandi misteri d’Eie usi, il (piale dopo cinque anni di prove veniva ammesso a vedere le più secr te ed infamie cose. (Aq) 0 — * (Mit.) Soprannome di Giove, perchè lutto vede dall' 0 b’w/jo.(Mil) Epopteia , - E-po-ple-i-a. ri. G. Sf rieditto. ( V. epopte.’) Salviti. Pros. J'osc. /. 2 ’3o. Non si punte giugucrc a quella specie di epopteia o veduta , senza votarsi di tulio ec. (N) Epoptidi. * (Mario.) E-pò-pti-di. Sf. pi. ri. G. Gr. sirtsKrlìii?. ( Da epi sopra, cd us, otos orecchio; perchè poste a’lati, a guisa di orecchi.) Erano due travi alla prora de' vascelli, a’ due iati dello sperone, per difendere il baslwiento dall’ urto de’ vascelli nemici. (Vali) Epoea. * (Geog.) E-po-ra. rintica cit. della Spagna oggi Montoro. (G) Eporeuia.* (Geog.) E-porè-di-a. rintica città della Galliti riraipadana, oggi forse Ivrra. (G) Epostracismo. * (Arche.) E-po-stra-cì-smo. Sm. ri. G. Lat. epostracismus. -( Da epi su, e astracan chiocciola.) Sorta digiuoco fanciullesco in cui era vincitore colui che , gettando in mare una chiocciola , od altro frammento di vaso rotto, lo faceva saltar a fior il’ acqua più degli altri. (Aq) Epoptiche. * (Arche.) E-pò-pti-chc. ridd. e sf. pi. ri. G. Nome de’grandi misteri , cioè ile’ misteri intimi che venivano rivelati agl’ iniziati , i quali avevano adempiuto tutte le prove del noviziato. ( Dai gr. epi sopra , ed nptieos che ha forza di vedere. ) (Mit) Eppure , * Ep-pó-ne. N. pr- ni. Lat. Hcppon. ( Dal gr. ci sempre , c poneo io fatico. (B) Eppure , * Ep-pù-re. Particella che vale E nondimeno, Nonpertanto. Lai. et (amen , nihilominus. ri. camp, di E e Bure. Scrivesi anche E pure. (Van) Fr. Giord. Pred. M. j. 1. p. 24- 0 *' come fusti costi, che s’è rimulata mille volte l’acqua? Eppure quello luogo, e questo dà il cielo.(Pe) Gor. Diff. rif. Tnsc.Sg. Eppure il signor Marchese, ec. E i3o. Eppure ha scritto Erontac. E 148. Eppure si doveva ricordare il signor marchese ec. Segner. Crisi, insti'. 1. 16. 7. E pure conviene, che tutto di sei comportino i genitori ec. (IV) Epsilor, E psi-lon, Sosl. coni. Una delle lettere ileFalfabeto greco, cioè E.—, Essilonnc, sin. Salviti. Buon. Tane. (A) Eptacordo. (Mus.) E-pta-còr-do. Sm. V. G. Lat. eptachordum. Gr. I ktì- xafbor. Lo stesso che Ettacordo. ri■ (Da opta sette, e diorite corda.)(L) 2 _ Chiamasi Eptacordo anche la tira degli antichi,guernita di selle corde-, ed è la più famosa di tutte le altre. (L) Eptaedrico. (Mat.) R-pta è-dri-co. ridd. m. Lo stesso che Ettaedrico, ri. (Da gr. epta sette, e hcdra base.) Gab. Fis. Cristallo eptaedrico. (A) Eptavarmaco. * (Farm.) E-pta-fàr-ma-co. Sm. ri. G. Lo stesso die Et- talarmaco. ri. ( Da epta sette, e phnrmacon medicnmenlo. ) (A.O.) Eptagono. (Geom.) E-ptà-go no. ridd. e sm.ri.G.Lo stesso che Ettagono. ri- (Da epta sette, e gonio angolo.) Gal.Comp.Geom. 25. Per descrivere l’intervallo tra li punti 7. 7 , il quale sarà il semidiametro del cerchio che comprendeva l’eptagonoda descriversi. E ivi: Descriveremo con l'istessa apertura un cerchio occulto ec., onde l’ eptagono ne venga descritto. (V) Eptamerore. (Lctt.) E pta-mc-ró-nc. Sm.Lo stesso che Eltamerone. ^.(Da epta sette, e meros porzione 0 hemera giorno : Sette giornale. ) (A) Eptaplo. * (Leti.) È-pta pio. Sni. Titolo di un libro di Pico Miran- doiano, e significa Settuplo o Selluplice. (Dal gr. opta sette, e pleco io connetto. ) (Van) Eptapoko. * (Mit.) E-ptà-po-ro .—Fiume figlio dell’Oceano. (Dal gr.cpla sette , e peros meato. ) (Mit) Eptasillabo. (Lett.) E-pta-sìl-la-bo. ridd. m. Lo stesso che Ettasillaho. ri. L j-j-jal pi' epta sette, e syilabe sillaba.) Triss. riolg.Eloq. Questo verso endecasillabo ec. piglierà una certa compagnia dèli’ eptasillabo. (A) _ jj sat0 anche in forza di sm. Triss. riolg. Eloq. Nell’uso nostro par die abbia prerogativa d' essere frequentato lo endecasillabo , lo eptasillabo ed il pentasillabo. (A) EQUATORE Eptatruco. (Leti.) E-ptn-tè-u-co. Sm. F.G. Lo stesso clu; Ettateuco.^ c()lu sette, e Levchos libro, volume, vjso , alveo.) (A) Epuraci.*(A rche.) E-pu-là-ri. Add. e sm. pi. FL. Così presso gli ont chi Romani evano soprannominati i giorni in cui si facevano i banchetu sacri.—Dicevasi anche Epuhtri coloro che erano invilati a tedi bilH‘ eliciti. Da epulor io banchetto. ) (Y’an) Epule, * K-pu-Ic. Sf. pi. V". L. Banchetto , Convito , Vivanda. Buondì’* Oss. Kas. ani. di Felr. tav. 3i. pag . 227. Si veggiono effigiali ec* gii Dei , i sacrilizii, ed i Jeltisternii, e le cpulc sacre ec. (N) Epurine. (Chìr.) E-pù-li-de. [ Sost. com. F. G. ] Tumore o Esci v scenza di carne che viene nelle gengive. Lat. epulis. Gr. ÌtcovXU. (Da epi sopra , cd ulon gengiva.) Lib. cur. malati. Per mitigare lo dolore della epiilide èe molto buono tenere in bocca il latte di capra. Epulonaccio , E-pu-lo-nàc*cio. [AV/1.3 pegg. di Epulone. Lat. impurus belino , gurges. Gr. ycccrrptp.ix.pyGS. Er. Giord. Pred. R. Quei sordidi cpulonacci, clic insaziabilmente divorcrebbono un inondo iulero* Epulone,* E-pu-ló-ne. N. pr.m. (Dal lat. eputo , onis sovrintendeute a banchetti, che vien da epulum banchetto. ) — Capitano latino ucci - so da Acute. (Mil) 2 — ISome proprio tratto dalla Sacra Scrittura , a similitudine del quale Epulone si dice di colui che si compiace nelle molle e delicate vivande. » Lat. cpulo. Gr. ( V'. Epulone, n. pr.) Fr. Giord. Pred. INovelli epuloni nella ingordissima epaecia insaccano tutto il loro avere. (G) Epulonesco , E-pn*lo-nc-sco. Add. pr. m. Di Epulone , A somiglianzà di Epulone. Segner. Mann. ISov.g.f Egli applica il cuore a crapule, a conviti, a vivande anche epulonesche. E Pred. 8.3. Ella dissipava tutto il suo, or in vestiti pomposi, or in donativi superflui, or n* banchetti epuloneschi. (V) Epuloni. * (Arche.) E-pu-ló-ni. Sacerdoti romani , instituitiper annuii* ziure e preparare i banchetti sacri ne' giorni solenni.{\ì.Epulanei) (Mil) Epulonismo, * E-pudo-nì-sino. Sm. Smoderato uso de’cif>i. Red. Leti. pref.òy .Lasciarsi Iroppotraspoi turedairepulonismoeda una crapula.(G) Epulotico. (Terap.) E-pu-lò*ti-co. Add. m. y. G. Lat. epuloticiis. ( Da epi sopra , ed ule cicatrice. ) Cicatrizzante , Incarnativo ; ed è usato anche in fòrza disni. pi. Lo stesso che Apulolico.^.(A)(V‘Ui) Ilpunda. * (Mit.) E-pùn-da. Dea la quale , con yallonia , uvea cura delle cose esposte all' aria. (Mit) Equabile, E-quà-bi-le. Add. com. Termine proprin y con che si descrive quel moto che in tempi uguali scorre spazii uguali. Lat. aequabili^* Gr. Ìtros. Sagg. nal. esp. i4). Poi a poco a poco si vedeva licnmm - dare a salire, ma con un moto tardissimo: e apparentemente equabile. E 244 * Cadde in animo a un nostro accademico, clic , oltre ai Tessei’ ugualmente veloce il moto di tutti i suoni, potesse anch’esscre equabile. 2 — E anche fuori di materie fisiche. Car. Oraz. 1. S. Grog. JSu'. Il Signor Iddio con equabit legge . . . volle che alcuni fosser pasciti! 1 e comandati ... ; e clic alcuni altri, come pastori e maestri, fossero proposti all’indirizzo della Chiesa. (P) 3 — * E detto anche dello Stile, Piano , e sempre lo stesso. Salvia. Pros. Tose. 1. Era corrente, facile, equabile c temperato il suo stile. E ij 4- Eo stile ampio, e diffuso, copioso, ed equabile. (N) 4 — * (Mus.)iVo/iie£// una delle cinque specie del diatonico di Tolomeo.(f) Equabilità, E-qna-bi*li.tà. [A 1 /^] ast. di Equabile. [ Conformità tra relazioni e proprietà delle cose equabili .] — , Equahiiitade , Equahi* litate , sin. Lat. acquabilitas. Gr. ìrTop.oifnx. Sagg. nal. esp. 244 )er chiarirsi prima se tale equabilità veramente fosse, furono fallii c seguenti esperienze. E appresso : Onde ci parve di rimanere ccr* tifìculi della supposta equabilità* Equabilmente, E-qua-bil-mcn-te. Avv. Con equabilità. Lat. quabililer* Gr.'icrojs. Segner. Crisi, inslr. 1. 1.1 7. Tulli i suoni si odono meglio oc., perchè quel vento piacevole li porta equabilmente più da lontano. Equason A.*(Geog.) E-qua-bò-na.^nf. cit. della Spagna , oggi Coronad (G) Equale, * È quà le. Add. com. y. e di' Eguale a Uguale. Bemb, f*ctt‘ 1. g. 210 . Mi doni N. S- Dio grazia ec. di poter per lei alcuna cosa equale a quello che ella ha per me fatto ec. (N) EqualjtÀ , E qua li-tà. [Sf Lo stesso che ] Egualità, [o ^Ugualità, r-ì —, Eqnalitade, Equalitale , sin. Lat. acqualitas. Gr. ìVoVtj?, Mor. <>• Grog. Io voglio che noi vergiamo in qual maniera la santa Scrit* tura dimostra Tequalilà delle sue narrazioni. >j Castigl. Corteg• 4 • 423. Servando tra tutti, in certe cose , una pari eqnafità. (N) Equamente , E-qua*mèn-tc. Avv. Con equità , A buona equità , siamente. Lat. juste. Gr, Caracciol. Ifigen. proem-Berg. (Min) Equanimità. , E-qua*ni-mi-tà. [ATI] Moderazione d’animo. — , Equaiu- initadc , Equanimilate, sin. Lat. acquanimilas. Gr. svytxofXGavv^. Sen* Pisi. gì. Ma qualunque le vorrà far più leggieri, potrà asè medesimo per cquanimitade ec. Tes. Br. 6. 14• Mezzo nella YolontàUe e nell onore si è equanimitade. Equanimo, E-qnà-ni-mo. Add. rn. F. L. [ Che ha equanimità. ] aequanimis. Gr. *.vyvil>iAwv. Tes. Br. 6. 14 * Equanimo si è quegli che non vuole troppo , anzi tiene lo mezzo. Equante. (Astr.) E-quàn-te. Add. com. Aggiunto di una sorta di ccy chi immaginati nel cielo dagli astronomi, ( Dal lat. aequans eh® agguaglia.) Gal. Macoli. Sol.8. Quegli eccentrici totalmente, o in l >al " te , que* deferenti equanti, epicicli, ec. , ^ Equa re , E-quà-re. Alt. F. L. Agguagliare , Metter del pari , Ad e ‘ guare. Lat. aequare. B . Pulc.Lgl. Così le basse cose a’ grandi Solevo equar. (A) 2 — * Appianare, Spianare, Pareggiare. V. Equato. (A) Equato , E-quà-to. Add. m. da Equare. (A) 2 — Appianato, Spianato. Lat. aequatus. Gr. op.x\itàtU. Bocc. 8. Ma infame alquanto ne venia Antenore Per la combusta paU 1 c’ muri cquati. rr Equatore. (Àsti.) E-qua-tdrc. [Sm. Lo stesso c/ie] Equinoziale- ^ Lai. aequator, acquaioctUbs. Gr. ir^cpo/Qs, Dant.Purg. 4 • equatoriale *nozz° cerchio del moto superno, Che si chiama equatore ir ÌV e j E che sempre riman tra ’l Sole e ’l verno. Buon. Fier. in alcun 5.4. 3 . K , Zodi \’«atoiuale. (Astr.) E-quu-to-rià-le. Sm. Strumento destinato a seguire colmi ed equatore Congiurar tutti in noi, di pietà vóti i A cl P I X. /Ti il I .«TI. I A C lu O T M - - u I n . I J il il/l/l J 1.1 H / i-\ /« A/l ff I 1 diurno degli astri col mezzo di un asse paralello all'asse del di ’rf 1 a m * surarc l ascensione retta e la declinazione col mezzo ^\ aue circoli che rappresentano l’equatore ed il circolo di declina- * ln,ie > sì aggiugne un quarto di circolo diretto nel meridiano , che Eod^ 6 ^ l, ì a ^ zar l’ equatore per la latitudine del luogo. (Diz. Mat.) to Z / >NE 1 E-qua-^ió-ne. [Sf] Egualità , Aggiustamento , Pareggiamen- ’ aequatìo, aequalitas, concinnitas , adaequatio. Gr. leórris , ni . f' la ’ ** ^ rai ' deputali all’ordine senatorio o equestre. E appresso : 111 detto equile ed equestre, e non cavaliere o cavalleria, perché ondo che tal voce vidi presa in questa età, ci rappresenterebbe 53 assai diversa dall’uso e proprietà romana, (V) p ’ * Corse equestri: Corse a cavallo, 0 sopra de'carri, che sì 4 S' r T‘" ni ‘l circolo. Usale anche da' moderni. (Mit) (N) tu Ingiunto di alcune divinità, come di Nettuno, delta For- 1 ec. £ j\ L eretto un tempio atta Fortuna equestre in Roma da Fiacco pretore, per la vittoria contro i Celliberi, dovuta I da lui dato alla cavalleria di togliere nell' assalto ai cavalli di >n (ì{ ,e -ì fiorgh. Iti/). j 5 . Perciò fece con grande apparecchio dar or- tyur' 1 **' cc hd>rare i giuochi Consuali in onore di Ncttunno equestre. li-quc-slro. [ Add. m. Detto per la rima in luogo di Eque* tv 0, More. 2A. 3 l. Sicché gli areici', sanza numero equestro, E^^'omda c,più cc. ’ (Geog.) E qui, Equicoli. Lat. Acqui , Equicnli. Popoli dell F Eoe, U . co "/"‘unti co’ Falsai e co’ Latini, vinti da' Romani. (Mit) !lcot ‘ 0 * (Geom.) E-qui*àu-go-lo. Add. m. camp. D’angoli uguali. l'er' ^'hangulus, isogonus. Gr. ìvdyw'os. Gal. Dial. Mot. Ine. 16. esse 0 ".'indiamo un poligono equilatero ed equiangolo, di quanti lati ini ' M . V0 8l' a - Fiv. Prop. 76. Dove ci dimostra clic i parallclogram- Ei,n; lt . W l" l “ ,, S o| i la proporzione hanno composta delle proporzioni de’lati. EÙ L . lc 0L '’ \ (Geog.) E quì-co-li. Im stesso che Ecpii. ri. (Mit) E-qni-co-lo. N. pr. m. Lat. Equiculus. (V. equicoli. In lat. Cu/,, ■ 0 P"? anc,| e significare cultor dell’equo ; da aequurn equo, c eoltivo. ) — Guerriero degli Equi, descritto da ri ire ilio ^ic.„' ,efe \( Mit ) ... E ■ ,(Geom.) E-qui-crù-rc. iridi!, cnm. comp. PI. Equicruri m. e sèsso 1 "} 0 ^ ^ .W’ di Triangolo che ha due. luti eguali. [ Lo Pie 7\- Isoscele, ri. E detto pur di Figura, ma intendendo sem- ( Dal isoscele. ) Lat. aequicruris, isosceles. Gr. (Vo/rasxés. 9 6 ' M ^ ae ‘l uus . eguale, e crus , cruris gamba. ) Gal. Macch. Sol. Sci e^ "V U11 tl ‘ a,, g°l 0 cquirriire, che abbia ciascuno de’Iati eguali a c „’ to a ’ as< - otto, l’angolo compreso da essi lati é necessariamente dato i’,. C non on " s o- riiv. Prop. 123 . E sono sopra la base cc. del rtn a , lan S o!o fquicrure. Ruoti. Fier. 4. 4. 24. Uso ha sovente Sulla h it 1 aa, P a >' figure c note Geometre, cquicrm e c parallele. » Magni. Koeun ’ tritume di minutissimi triangoli equicruri. (N) zi,•)[(._ , (Astr.) E-qui-di-àde. ridd. coni. Lo stesso che Equino- lat ae( ì uus eguale, e di.es giorno.) Crivelli, Pere. (N) d‘ alca EtiTE ' (Arit.)_E-qui-d»f-ffe-rcnde. ridd. coni. Se in una serie ' , ( / t ~ l”- —--- “'*>»• u in U'IU JCf tu da , qunnata vi è In stessa differenza tra la prima e la secondino m„. ra 1,1 seco, ‘da c la terza, si dice allora che queste quantità .. ‘ Mat.) comp .] Egualmente distante. Pj ' x >i)l S T?!'"" U ',""’’" e equidifferenti. (Diz. Mat.) 1 .<1!. TE 1 P'^iui-di-stàn-te. iridd. com. camp.'] T. 4 ' s i è nidi IStim f ’ ac< l ua, iter dislans. Gr. vxpi\\n\os. Com. Pure. ?’ detto r a ,. 1,rue , , i. a s P cra 1111 «Pio circolo, il quale è equidistante i\ '•M’iuCorp. //i/> n..n e.... ____ v;„_i_- i - . 1 equatore. T a c. Dav. Star. 2. 279. Fingendo di Voler passare . a gladiatori per un ponte cominciato, per non impigri- 'U1 , di navi .n..;.ll._._’ 1 1 ° 4. s , acr P'e distans, al eontre r e i snla.,.- per un * » f/;'' 1 ’ navi equidistanti 1 ' ,J tDi STA .- 01 ' 1 ') tj^ee equidistanti; Così diconsi le Paralelle. ri. (A) £<‘n en u i,/,\tnf' E_< I" 1 di-stan-te-inén-te. rivv. In modo equidistante, J ’ r ai. f 0 . , ' z ”’ v" 1 - Caequali distantia.] Gr. irapcaxiAws. » Gal. temente all'm-;-/-. CEC10< ì c ‘* e quando non s’andasse innanzi cquidistan- ■ 1 on “ ontc - la cava {della mina ) riuscirebbe cono, nè ci incatenate. r . indurrei i ' a Cava , S ? tto . 1 . "°K° Proposto. a-A, L qui-cii-stan-Tj. (Sf cc (Pc) iSf. comp.} Distanza uguale. Lai .aequa EQUIPAGGIATO ^ distantia. Gr.’hrov Sietffrypx. Gnl.&'ist. 281. Quando il calcolo ci desse, le medesime lince essersi disseparate non solamente sino all’ equidistanza, ec, Equidiutukno , E-qui-di-u-tùr-no. Add. m. comp. Isocrono , Che è di tempo uguale. Caracciol. Leu. Berg. (Min) Equilatero. (Geom.) E-qui-hà-te-ro. Add- [m. compì] Che ha lati uguali. Lat. aequilater. Gr. io'ofxsX^?. f^avch. Giuoc. Pitt. Purché il quadrato sia il vero quadrato e perfetto, cioè equilatero c rettangolo. Equilibrare, E-qui-li-brà-re. {Au. e] n. pass. Fare equilibrio^ Mettere in equilibrio. Lat. aequilibrare. Gr. ìtrovv. Sagg. nat. esp. 54 < E col peso di esso s’equilibrasse, difèndendosi quivi colf argine del cristallo. E 256 . Ma accostandole ec. un ferro rovente, ritorna subito ad e- quilUirarsi colla calda. Equilibrare dilf. da Librare. Ove si tratti d* un equilibro clic si mantenga senza punti di contatto che al disotto lo reggano, sarà ben adoperato Librare. Cosi diciamo Librarsi su V ali ; gli astri librati nel gran vano dello spazio cc. In altro caso diremo Equilibrare : In una bilancia si è equilibrato un metallo con l’altro. Equilibrato, E-qui-li-brà-to. Add. m. da Equilibrare. Lat. acquilibra* lus. Gr. Jffopporro*. Buon. Fier. */. 2. 7. Non ritrovando Mezzo , ove equilibrato ancor si posi. Equilibrazione, E-qui-li-bra-sió-ne. C«y/T] L’equilibrare , Contrappesamcnto. Lat. aequilibritas, acquilibrium. Gr. uropfoirtix. Gal. Dial. mot. loc. 702. Vo considerando che questa equilibrazione verrà fatta con gran tardità. Equilibrazione dilf. da Equilibrio. La prima indica l’azione del mettersi o del mettere in equilibrio. Questo annunzia che l’eguaglianza degli oggetti librati è stabilita. Equilibrio , E-qui-lì-bri-o. [ Sm. Quello stato di riposa in che si mettono o durano i corpi , quando sono sollecitati al moto da più forze che si distruggono insieme.] Contrappesamcnto, [ y, Equilibrazione.] Lat. acquilibrium, aequipondium. Gr. iVoppocr/a. Saggmat. esp. 25 . Fassi questo equihbrio con diversi liquidi a diverse altezze. 2 — [Per metaf. Dicesi di tutte le cose tra cui non passi alcun divario nel paragonarle.] Buon. Fier. 3 . 5 . 5 . A porla in equilibrio di costumi E d’onesti pensieri j onde la luce Dell’antica bontà stia sempre viva. Equimoltiplice. (Arit.) E-qui-nioMì-pli«ce. Add. com. comp. JSome che si dà a qne ’ numeri i quali contengono i turo sottomoltiplici due. voUe t tanto V uno come V altro : Dodici e sei sono equimoltiplicidi quattro e di due , perchè contengono l'uno quattro , e l' altro due , un numero di volle uguale. (A) Equino, E-quì-no. Add. m. F.L. Di cavallo. Lat. equinus. Gr. trt*cl'àyis. jF. Jac. F. 1. 3 . 3 - Ajo una nuova astuta Colla lingua forcuta, Con una voce equina, Che non dammi Qion ci ha' rmai, ormai.) vicina, Che non oda il gridato Del suo morganato. (V) ^r. 5 o. E gli Arabi e i Macrobii -, questi d’oro Biechi e di gente,e quei d' equino gregge. (Pe) Equinozio. (Geom.) E-qui-nò*tni-o. Add. ni. Elornc che si dà agli angoli ed ai lati di figure^ le quali si seguitano sempre nel medesimo ordine.^ Dal lat. aequtis eguale, c notnen nome, ragione.) (A) Equinoziale. (Astr.) E-qui-no-zià~le. [«$*»!.] Cerchio celeste , che divide la sfera in due parti eguali , equidistantemente da' due poli , artico cd antartico : detto così perchè quando il Sole incontra questo cerchio , i giorni si pareggiano colle notti. [ I moderni dicono piuttosto Linea equinoziale , Equatore, ed anche semplicetti. Linea ] Lat. acqui* noctialis. Gr. hrytAspivós. Gal. Sist. ij 5 . Voglio clic ci figuriamo esser sotto l’equinoziale. E 4 $ 2 * Intendasi ora la rcvoluzione di esso equinoziale. » Alleg. 3 o 6 . Egli è cosi bene inteso al raglio di qua , come di là dall’equinoziale. (Pr) 2 — Tempo dell’equinozio. Cresc . lib. 2. cap. 14'■ Siccome il Nilo , il quale cresce per le piove che sotto !’ equinoziale discendono. (V) Equinoziale. Add. com • D'equinozio , Che. appartiene ad equinozio .—, Equidiale, sin. Lat. aequinoctìalis. Gr. Icryfxsptvo?. Cr. 1. 5 . 14. La qual posta è acconcissima agli equinoziali levamenti del Sole. Lib. Astrai. Un altro sopra l’ascensioni equinoziali della decima casa. 2 —‘Linea equinoziale. E lo stesso che L’Equinoziale o /'Equatore. ^.(Van) 3 —- (Zool.) Procellaria equinoziale: Specie d' uccello altrimenti detto Uccello della tempesta , Fringuello marino , Puflìno. F". (A) (Van) Equinozio. (Astr.) E qui-nò-zi-o. {Sm.] Agguaglianza del giorno e della notte , che è quando il sole incontra l* equinoziale : [ il che ha luogo due volte l'anno , cioè nella primavera verso il 21 marzo , e nell’ autunno verso il 21 settembre ; onde dicesi Equinozio di primavera, ed Equinozio autunnale.] Lat. aequinoctium. Gr. hyyptpóx.. (Dal lat. ac- quus eguale, e nox , noctis notte.) Bui. Par. 1. 1. Ed è equinozio pa- rificamcnto del dì colla notte. Filoc. 7. 48. Dicendo nella fine di quelli, il coluro d’Ariete cominciarsi insieme con lo equinozio del detto segno. Petv. cap. 4 ' Eea nella stagioii che l'equinozio Fa vincitore il giorno. Borgh. 2 . 63 . Secondo che gli mostra l’equinozio, Ogni iniluenza ha visto del tuo male. 2 — [Si dice anche del Tempo in che accade bile agguaglianza.] Cr.12. f). i. I luoghi magri a pendio si deono arare e seminare intorno al- P equinozio. 3 — * Prendere un equinozio detto per gioco = Sbagliare , Prendere equivoco. Red. Lett. 34 > U mio provveditore ... mi arrivò cou la lettua di V. S., ed io presi un equinozio. (B) Equipaggiamento. (Milit.) E-qui-pag-gia-mén-to. Sm. Nome generico , col quale ora si esprime una quantità di arnesi militari che non fanno parte dell' armaménto ; questi arnesi sono : la fiaschetta , o giberna , la bandoltem , il budriere , la cinghia , il porta-piffero , la collana o il porta-tamburo , la cassa e le bacchette , il porta-ascia , il grembiule da zappatore , il cornetto da cacciatore , ec. ec. (Gr) 2 — * (Marin.) Provvisione e Assortimento di tutto quello eh’ è necessario per la sussistenza e per la sicurezza dì un bastimento e del suo equipaggio. (A) Equipaggiare. (Milit. e Marin.) E-qui pag-già-rc. Att. Fornir d'equipaggio un esercito , mi reggimento , ovvero un naviglio■ (Gr) Equipaggiato, * E qui-pag-già-to. Add.m.da Equipaggiale. V.di reg.{ 0 ) 78 EQUIPAGGIO Equipaggio , E-qui-pàg-gio. [ S’m.] Provvisione di ciò che Insogna per staggiare- Accompagnatura , Corredo , Fornimento. [ F. Bagaglio. ] Lat. itineraria supellex , itinerarium instrumentum. ( Dal tcd. eigen proprio , e pack fardello.) » Magai. Leti. Se vogliono esente il loro equipaggio dall’ esser visitato dalle Dogane, si accomodino a dar riscontro ec. (.A) 2 —- (Milit.) Corredo, Fornimento di tutto ciò che abbisogna ad un esercito in cammino, tanto per le vettovaglie, che perle imprese militari ; a differenza del bagaglio , che non esprime se non le cose necessarie a vestire ed a provvedere d' ogni utensile e masserizia i soldati. (Gr) 1 — Equipaggio d' artiglieria : Tutto ciò di è necessario al servizio ed ai lavori di questo corpo , come bocche da fuoco, palle , polvere, sacchetti, pontoid, cafra da munizioni, carrettoni, ec. Dicesi anche , e con maggior sapore di lingua, Fornimento d'artiglieria. (Gr) 3 (Marin.) F. collettivo, il quale comprende tutte le persone d un vascello, a riserva degli Uffizioli superiori. (A) • 4 (Ar.Mes.) Carrozza. Cocclt. Lett. S. P. Acciocché ei comprino loro un nuovo equipaggio , o una cresta di crina o una ricca e bella sottana, (A) Lquipaggio diti - , da Corredo. L’ Equipaggio è la provvigione di ciò 1 l é |. s0 S na P cr viaggiare. Si dice anche comunemente dc’vestiti e degli abbigliamenti dell’ uomo j onde alcuno suol dirsi Itene equipaggiato ove non manchi di nulla. Corredo diccsi de’ vestiti, de’ drappi, degli ornamenti che porta seco la sposa andando a marito ; ed anche della suppellettile che ha seco o debbo avere un giovane che entra in un collegio 0 in una comunità religiosa. Equipaggio d’ una nave è a lieta ben detto. E Boccaccio disse Nave ben corredata . Corredo ha pure un senso traslato. Noi diciamo : Discorso corredato di buone ragioni, Libro corredalo di note , di documenti ec. V. Bagaglio . Equiparala , E*qui-pa-ràn*sa. Sf . L'equiparare. Tesauv. Carni. 40 . Berg. (Min) Equiparare , E-qui-pa-rà-rc. [ Alt. Propriam. Confrontare due cose pcr farne conoscere Ì eguaglianza , e per e.stens, far paragone , Metter in confronto , J Paragonare. — , Equiperare, sin . Lat. acquipararc. On crvyKpivEiv, (Dal lat. aeque egualmente, e parare apparecchiare.) JAb. cur. malatt. La galanga non si può equiparare all’ acoro. Bcrtu Ori. *. 23 . ^5. Qual vento, qual tempesta di marina, ec. Alla furia, alla rabbia, alla rovina Si può di questa dorma equiparare? Equiparare dilf. da Paragonare c da Comparare. Paragonare c- sprinie semplicemente un confronto generico senz'aldina relazione alla eguaglianza. Equiparare signilica proj inamente Confrontare un oggetto con un altro per far conoscere che sono eguali. Comparare riguarda il confronto di oggetti della medesima specie. Due statue, due quadri si paragonano. Un tr iangolo si equipara ad un parallelogramma. Si comparano due cavalli , due vasi d' argento , due pezzi d' avor io ec. Equiparato, K-qui-pa-rà-lo. Add. m. da Equiparare. Lat. acquiparatus. Or. tcruSds. Bocc. Com. Dant.o.yy. Alia quale come egli si confacela , ne mostreranno alcune delle sue proprietà a quelle del vìzio poi equiparate. (A) (Min) Equiparare , E-qui-pc-rà-re. Alt. Lo stesso che Equiparare. r ' r . Voce usata per la rima dal Sannaz. E gl» 12. Pcnsaudo a quel che scrisse in un giunipcro ec. Oh dolor sommo, a cui nuli’altro cquipero ! (A) Eqdipetentq , E-qui-pe-tèn-te. Add. cotti, comp, Che domanda il giusto e vale ancora Che domanda lo stesso. Competitore . ( Dal lat. aeque egualmente , pelens , entis che chiede.) Libimi. Occorr. s., De Lue. Dott. Volg. 1. 1. sg. Berg . (Min) Equipollente. (Didasc.) E-qui-poMèn-tc. Add. com. comp. Di egual possanza e valore. Equivalente» ( Dal lat. aeque egualmente , e poi - lens che può.) (A) Garzon. Berg. (0) Com. Par. 5. pr. Di, quello che altri non ha promesso a Dio , non si può fare vittima equipollente a quella eh’elli promise. Gur. Dìf. Alf. 10. Con quattro equipollenti aggiunte ec. (N) Equipollentemente , E-qui-pol-len-te-mdn-tc. Avv, Con equipollenza. Equivalentemente. De Lue. Doti. Volg. 3 . 8. 2g. Berg. (Min) Equipollenza. (Didasc.) K-qui-poì-ìcorza.SfEquivalenza', ma perlopiù EQUIVOCAMENTE Equità, Equi-tà. [Sf] Temperamento ilei rigore della legge scritMu—, Equitade , Equitale , sin. Lat. aequilas , acquimi bomun. Or. sVwé Fsp. P. JS. Équitadc é propriamente ciò che l’uomo fa pef iudicamcnlo diritto c leale. Maesuuzz. 1 . òy. La donna per equità canonica può raddemandurc il marito- 2 — Ditto talora anche assolutimi, per Giustizia , Dovere, [Dirittura, Ragione.] Maestruzz. 1.32. Colui che offende Dio, pecca in due modi, ec. ■■ il secondo modo si è contro all’equità e dirittura della giustizia , sottraendo l’onore e’1 servigio di Dio Declam. Quindi. C. Di questa possessione l’equitade del mio animo lece un regno. Coll. SS. pad. Perocché tu per la giustizia e per I’ equi ludo del cuor tuo non c’ entrerai. 3 — [A buona equità. Posto avverò •zzzGiustamenle, Ragionevolmente.V- A buona equità.] Bocc. nov. gf. i'i. Il suo signore si può a buona equità dolere. » Cas. Graz. Cari F. Non coutenti che ciò che ha ila voi origine si possa a buona equità difendere. Salvia■ Viso. 3. <2- Non si potesse a buona equità chiamare compiuta e perfetta ec. (N) 4 — * (Icon.) Donna vestita di bianco, che tiene nell’ una mano im il bilancia , e nell' altra uno scandaglio. (Mit) Equitare x E-qui-tà-re. N. ass. F. L. Cavalcare , Andare a cavallo.!!. Pule. E gl. Artaserse ... pel calor estivo coll’esercito cquitaudo ec ., il don dell’acqua offerta non volle disdegnare. (A) Equitativo , * E-qui-ta-ti-vo. Add. m. Convenevole, Ragionevole. f■ dell'uso. (0) 0 Equitazione , E-qai-ta-zió-ne. Sf. F. L. V arte di cavalcare ; L' equi- lare. Lat. cquitatio. Gr. hevda. (A) Equite , È-qni-tc. Sm. F. L. Cavaliere. Borgh. Orig. Fir. zy8. Se già non servisse a far conoscere un senatore o equite romano (lugli altri. E Col. Milit. fif L’ una e 1’ altra maniera d’ equiti, o cavalieri che gli vogliam chiamare, era anche in uso nelle colonie. (V) Borgh. Orig. Fir. ». iyg. Io ho detto equite ed equestre, e non cavaliere o cavalleria , perché ec. ci rappresenterebbe cosa assai diversa dall’ uso c proprietà romana. Salvia. Annoi. B. 3. 3. 3. D’ llU equite romano , che mori pieno di debiti, nell’incanto delle sue robe» Augusto imperatore mandò a comprare la coltre, cc. (N) Equitemporaneu, E-qiii-tem-po-rà-ne-o. Add. m. comp. Che è di tempo uguale. (Dal lat. aequus eguale, tempus, oris tempo.) Taglili. Leti- Armonia equitemporanea. Sagg. nut. esp. Diur. Sperimentare i tempi dell’increspamento dell’acqua, se equitemporanei da diverse percosse.(A} Equ - e- : .... i/..- ... ri)... ■ , . . : Gallegg. 3y. È impossibile il conseguirlo , benché ci conduciamo tal similitudine d’ equiponderaiiza. Eqciponderare , E-qui-pon-de-rà-r*. [Alt. comp.] Pesare egualmente- Lat. aeque ponderare. Gr. xar’ irta. Tukumvtvi. Equiprincipale , E-qui-prin-ci-pà-le. Add. com.comp. Ugualmente principale. De Lue. Doti. Folg. 4- 1 -• 5. Berg. (Min) Eoemir.. * (Mit.) E-quì-ri-e. Add. e sf. pi. Feste instituite da Romolo in onore del dio della guerra, nelle quali si facevano delle corse di cavalli nel campo Marzio il giorno 26 di febbrajo. ( Dal lat. equus cavallo.) (Mit) Eqiurino. * (Arche.) E-qui-ri-no.Am. Giuramento in onore di Qui’rùio.(Mit) Equiseto. (Bob) E-qui-sé-to. [Sm. Pianta perenne che ha i cau i fruttiferi , doppiamente ramosi, scabri, solcati ; cosi chiamala perchè è] fatta a foggia di coda di cavallo ; dicesi anche Setolone , Rasperel- Ja, [Coda cavallina ,-Erba brusca, Asperella- F. ] Lai. cquiselnm , [ equiselum hyemale Lin. ] Gr. hcirovpis. ( Dal lat. equus cavallo. ) Lib. cur. nudati. Al male de’ pondi giova la bollitura dell'equiseto, per altro nome detto da’ professori coda cavallina. Equisono. (Mus.) E-quì-so-no. Add. m. comp. Ch’ è uguale nel suono , ossia consonanza che rende due suoni simili tra loro, come p. e. l'ottava, la quintadecima o la vigesima seconda. ( Dal lat. aeque egualmente , e sono io suono. ) (A) (L) Garz. Berg. (0) Equissimo, E-qnis-si-mo. Add. m. superi, di Equo. Giustissimo, Ugualissima . Lat. acquicini iis. Gr. tVn'reros. Vuss.Predi.33S.iUrg. (Min) rdmicizia, t’ingegnasti di mettervi cosa equivalente. Car.lett.g. s6 ma quello solo equivaleva a molti, anzi a tutti. Equivalere ditti da Falene e da Falar lo stesso. Falere esurimf un valore più determinato. Equivalere indica meglio un valore convenzione, secondo il modo di calcolare, di apprezzar le cose o puf- mi prezzo morale ed intrinseco. Un orologio vale trenta scudi. G !t onori non equivalgono all onore. Un vitse sacro varrà poche monete, ma queste poche monete per un ladro sacrilego equivarranno a‘ la libertà e forse alla vita. Falere si dice pur di persona : Quegli V‘‘l* molto in matematica. Si adopera eziandio nel traslato : Una scuveftu utile vale un tesoro nelle scienze . Equivalere indica meglio una P 111 piena coi rispondenza delle cose che si paragonano. Non v’é cosa d ,t ' equivalga al bene di un’ amicizia vera. Falere ed Equivalere si dic c anche delle paiole. Quando diciamo vale, ne indichiamo il st'ii-* 1 ^ preciso: quando diciamo equivale, spieghiamo a un dipresso la P J ‘ rola o la frase. Falar lo stesso si adopera quando si vuol esprim 1116 identità , non corrispondenza esatta di valori nelle cose paragona 13 ’ Equiveloce , E-qni-ve-ló-ce. Add. com. comp. Uguale nella velocità ■ Crivel. Berg. (0) Equivocale, E qui-vo-ca-le. Add. [com. Ciò che appartiene adeqaivofi ed usalo anche per] Equivoco. Buon. Eier. 4. 2. ». In questa g 111 ’ 11 tirando in arcata Co’piouostici vostri equivocali, Ch’abbian la ritira 13 ' E venture c amori e maritaggi. Equivocamente , E-qui-vo-ca-mén-te. Avv. In modo equivoco , io equivoca. Lat. ambigue , aequivoce. Gr. ófzwvvpcs. Com. Par■ sg- glieudo questo vocabolo imeltigere , che egli ha per più proprio a* 1 potenzia della nostra anima , che non n’ è negli Angeli, salvo D' equivocamente. Fit. Piu. gg. Domandato per qual cagione ave dipinta la Fortuna a sedere, rispose equivocamente : ec. EQUIVOCAMELO Equivocamelo , E-qni-vo-ca-mèn-to. [V/nO T'equivocare. [ Lo stesso che Qiiivoco. V, ] Lat. ambiguitas. Gr. àp§i$o\ÌoL, Fr. Gìord. Pred. R* j* Osando di ingannare Dio con cquivocamento di parole. QUivocante , E-qui-vo-càn-te. I Pari, di Equivocare.] Che equivoca. Lai. ambigue loquens. Gr. àp$i}Jywv. Lib. Pred . R . Qui ikm\ vorrei essere equivocante. E appresso : Son certo che in questo io non sono jquivocantc. » Mann. Lez. Galat. 1 . 255 . Il Casa ec. aveva già bel- amente con parole onestamente equivocanti disposto cc. (N) Quivocare , E qui-vo-cà-re. [TV. a-sa.] Sbagliare nel significato delle paiole , o nella sostanza delle cose. Lai. ainbiguitate nominis errare, am J S^ re , etc. Gr - b[M*)vv t u-lùL cr§ct\XitT§ixi, ccftQtXoysti 1 . Dant. Par. vo* i ^ erc * 1< -' tu veggi pura La verità che laggiù si confonde, Equi- cab 3 ) ° * n S * lettura- Rat. Equivocando, cioè pigliando ^lo^vo- v p’''***• «uè il eunuco, ina i eresia ui Equi a **° c< I u ^ vo carc anche me. (N) V0CA2I0liE > E-qui-vo-ca-sió-ne. tSf Lo stesso che Equivoco ed] Equi- ^“«nto. V. Dif. Pac. Per ischifarc ambiguità dottosa, c dopipio p en dimcnto in nostro proposito, per equivocazione de 1 motti. Rat. „i, ar * 2 9 ,2 « Quando lo vocabolo è uno, eie significazioni sono varie, Eon ° fa ^ vocazione. e 1v ? c1i esco , E-qui-vocbè-sca Add. [ m. V. poco usata. Simile ad fffivoco,] fiat. amhiguus. Gr. d/*$/ 0 oAoff. Buon. Pier. 1 . 4 • & Ritorte pie, tìnte, bugiarde , cquivochesche. qui-vo-co. Sm. [ PI. Equivoci ed Equivochi. Sbaglio che Eri ! 1 P arole ’Dopr Equivoco , E-< ‘ Prende in checchessia , ingannato da somiglianza. -—, Equivo- niento , Equivocazione, a//?.] Lat . arabiguum. Gr. à/*. Equivocamente. Lat. ambigue. Gr. a/z(p/£oAw?. Filostr. Eo L , U Palavi equivoco c coperto. y Ocoso i E-qui-vo-có-so. Add. [m. V. dì poco uso.] Pieno di equivochi. a *nbiguus , anccps. Gr. «j*£<0oXc?. Dif'. Pac. Numero di dizioni Eqci VOCOse - iZ!o ? * E-quì-zi-o. N. pr. m. I^at. Equitius. (In lat. equitìum vai cavalli.) (b/ ) ^-quo. Add. m. V. L. Che ha in se equità. Lat. aequus. Gr. ** 0 #. Scgn. Elie. 5. 10 . Usiamo noi di trasportare ad altre cose sich' \° dc ’ chiamandola, in cambio di cosa buona, cosa equa, qua- “.. *"• , viuuu;uiiuui«, 111 \.uuiuiu ui wwa 'olendo perciò dimostrarla migliore. (V) l' fijV.L.ed A. Cavallo. Rim. ani. Pieraccio Tebaldi, citato dal- Ed è dopo la Tav. Barb. Amor è giovanetto figurato cc. Equorb classe* fi.’ì E-quo-rc-a. Sfi Nome di un genere di zoofili della 0 ’iibr acali f 1 ' °'d‘ ne de' liberi, con una sola apertura ; corpo Aneì, Wme ' margine tenlaculato , senza braccia, nè peduncoli ; lru;, r , U !f Entrale inferiore , ombrella guarnita di tentacoli tutta in- ^C'o v ìier i Gr > « ' 'V'Q-rc-o.Add.ni.T'.L. e poet.Del mare, Marino.Lat. eqnoreus. Cari. Sviti. 7. (L'ir. 1 S 18 .) Correva la stagione alma e gio- ^k'Cox DT ’ * cu ' dall’owla dell’equoree vene Ognun s’astiene. (A) (N) 4iu;~ K0 '- ,(*^ co g) E quo-tù-ti co. Lat. Equoluticiini, Equustuticus. Eri. c ‘[là de^ilrpinl (G) 1 burm ' l Jr ‘. m - Lo stesso che Eri. V. (In gr. er primavera, eri di a f 1 ??- 11 ' 110 - ) (B) En 4 _ (Croi ■ ì*jfP 0S0 della Luna, da cui elbe Ros la rugiada. (Mit) anni. e ’ ,'. ra ‘ Sf. Punto fisso, da cui si cominciano a contargli ibi q’ Ue i Sl “ iCe anche di quel numero o serie di anni che si contano Ottani $'."*?■ V f' ,a di Nabonassar, de’ Selencidi, ec. L'era de’Mao- Peirna deìt ^* 1 Z’ era degli Spagnuoli incomincia circa 38 anni in i n „j cra cristiana , e termina intorno al i35t. (Dal tcd. jahr, l' era^spa^P 1 ' . ann ° - Secondo allei, aera contien le lettere iniziali del- tiri vil'V’ 6 VU0 ^ ^’ re a> excr di° regni Augusti. A parer «tesso che 1 ■ ar ' ara S‘ on certa cosa nota nel calcolo , e forse Io altra sento, 0a ? ” .da emacila datò il libro o la lettera. Altri porta o > i quali'essnndr? 1 ’ ' l , 9 - Insegna il metodo degli anni olimpia- e;^ì.(A) 7 v) radcGrcci - in -- iro,,„: V : P'- m. Lo Vfnos era v »le amabile cra de’ Greci, in queste vite spesso ci verranno stesso che Ero. V. T.at. Ilcra. ( In gr. era per (B) (Mi,) N fi giocondo ; cd erao io amo. Era vale anche terra . (Min’ ftr di Nettuno e di Cerere. (Mit) itimene e vale , secondo taluni , Sovrana , menu. a ’■ ! >erch ‘- Giunone è riguardala come la dea di “ f,c,! e ad U;,i„ ’ OSS ) a f ome V Aria deificata. Questo nome fin dato 4 an gelo. tP J d i aUrc d r- ( ,n «''■ aere, in ebr. ere/ fortissi- tC /^eogO/e," ‘P;, , 7 '"'' padrone. V. Era, N. pr. in.) (Mit) (Van) Eatr* 1 ' * (Ocog.) E-rab ù r "l"Ì“ C j°, ^ Toscan<1 ’"ella Prov.di Pisa.(G) , ‘ del mar del! " China. (G) ^ ' Sr^r/ We ■‘toninone riimnid^'^’-Sm-Statua rappresentante Ercole E», ' dJeraeles Ei-eole rà A ^ ‘ an fduti di queste due divinità. (Dal * (Mit \ i ’ , cd f! mmon Aminone. ) (Miti ■) L-ia-cIe. Nenie di Ercole , r. Lat. n«aclcs.(B)(Mit) ERARIO rjg Eraclea, * E-ra-clè-a , Eraclidc. ÌV- pr. f. Lat, Heraclca. (Dal gr. heraclins di Ercole , o sia pertihentc ad Ercole , ovvero discendente da Ercole. ) (B) (Mit) 2 — * (Gcog.) Nome di molte città in Asia , Africa ed Europa. (G) Eraclee. * (Arche.) E-ra-cIè-e. Add. f- pi. Feste in onore di Ercole , particolarmente dell' Ercole tebano. (In gr. heraeliai) (Mit) Eraclei.* (Arche.) E-ra-cìc-i. Campi eraelei furono denominate alcune terre ne' dintorni di Atene , perchè dicevasi che Teseo neavessegui- derdonato Ercole. (Mit) Eracleidk. (Lctt.) E-ra-clè-i-dc. Sfi Poema che tratta i fatti d'Èrcole. Gìrtdd. Disc. 1 4 - Rerg. (Min) Eraclko. * (Geog.) E-ra-ciè-o. Antica città del Chersoneso tauvico. — delta Colchide. — dell'isola dì Creta. (G) Eracleo. * (Mcd.) Add. m. Agg. di Morbo. Dicesi cosi V epilessia, per essere di difficile guarigione. —, Eracieolico, sin. Lat. heraeleus morbus. (Dal gr. heraelios erculeo, ed erculeo sta per fortissimo.) (Aq) Eracleone,* E-ra-cIe-ò-ne.lV'. pr. w.EnLHcraclcon. (Dal gr. heraelios , a , on erculeo, forte.)— Grammatico greco commentatore di Omero, e di altri poeti lirici. —Eretico del secondo secolo , discepolo diFdentino.{ B)(Mit) Eracleoniti. * (St. Eccl.) E-ra-cle-o-nì-ti. Eretici del secondo secolo e della setta de Nalcutiniani , così chiamati dal loro capo Eracleone , che dissemino i suoi errori principalmente nella Cilicio, ed aggiunse le sue proprie visioni alle stravaganze di Valentino. (Ber) Eracleopoli. * (Geog.) E ra-clc-ò-po-li. Nome di motte antiche città fiondate da Ercole od a lui consacrate. (Mit) Eracleote, * E*ra-clc-ò*tc. N. pr. ni. ( Dal gr. heraclees Ercole, cd us , otos orecchio? Orecchio di Ercole. ) — Filosofo di Eraclea, seguace prima della setta stoica , poi della cirenaica. (Mit) ERACLEOTico.*(Med.) E-ra-cle ò-ti-co .Add.m.Lo stesso che Eraclco.^. (Aq) Eraclia. * (Geog.) E-rà-cli-a. Piccola isola dell ’ Arcipelago greco. (G) Eracmde , * E-rà-cli-de. N. pr. m. L,o stesso che Eraclio. È. Lat. He- raclidcs, ( Dal gr- heraclees Ercole.) — Architetto di Taranto , cortigiano di Filippo padre di Perseo , e che per servir lui bruciò la fotta de’ Ro diani. — Filosofi.) di Ponto , discepolo di Aristotile, t- Rinomato pittore di Macedonia. — Islorico di Ponto. — Siracusano, fatto morire da Dione. — Comandante della guiu'/iigione che Demetrio pose in Atene ec. ec - (B) (Mit) 2 — * N. pr. f. Lo stesso che Eraclea. (B) Eràclidi.* (Arche.) E-rà-cli-di. Sm. pi. Lat. Heracìidcs. Così furondetti i discendenti di Ercole, che abitarono il Peloponneso , cpigw. Red. cons. 2.$y. Si astenga dunque il sig. Abate da tutt’i medicamenti purganti, valenti c eradicativi. Eradicato , K-ra-di-cà-to. Add. m. da Eradicare. — , Sradicato, sin. Lat. eradicatus. Gr. Cavale. Fruii. ìing. 260. Ogni pianta, la quale non piantò lo padre mio , fia eradicata. Sradicatore , E-ra-di-ea-tó-rc. {Verb. m. di Eradicare. ] Che eradica , cioè sbarba. —, Sradicatore , sin. Lat. extirpator. Gr. ix-pt^wv. 2 — Per me taf. [ dicesi anche delle cose movali.] Cavale. Friitt. Ung. Fratei mio , non te ne contristare , ma combatti $ che noi non siamo eradicatori delle cogitazioni, ma siamo combattitori contra esse. Eradica-rrice , E-ra-di-ca-trì-ce. Vevb.f di Eradicare. V. di reg. (A) Erafiote. * (Mit.) E-ra-fi -ò-te.Soprannomedi Bacco , cioè Liiigioso.Qixfy Eràgisà. * (Geog.) E-ra-gi-sa. Antica città della Siria. (G) Eragrostidb. * (Bob) E-ra-grò-sti-dc. Sfi K. G. Lai . eragrostis. ( Da eros amore, c agrostis erba. ) Specie di pianta del genere Brfea , le crii spilletle hanno la forma elegante d un cuore , e con le quali i fanciulli si dilettano giuocare. (Aq) Eram. * (Geog.) E-ram. Antica città dell Arabia. (G) Eranà. * (Geog ) E-rà-na. Antica città deli Asia, nella Cilicia. (G) Eranàrca. * (Arche.) E-ra-nàr-ca. Sm.V.G.Lat. eranarca. (Daerano* cena collettizia di amici, ed aivhos capo.) Re o presidente eliccene romane , il quale tassava i convitati a contribuire, in propoizzionc delle loro facoltà , al sollievo d’un indigente , d'un prigionicj'o , d’una povera donzella nubile ec. (Aq) Eranna. * (Geog.) E-ràn-na. Ant. clt. del Peloponneso, nel!Elide. (G) Eraktemo. * (Bob) E-ràn*fce-ma. Sm. V. G. Lat. cranthemmn. (Da er primavera , e anthos fiore. ) Genere dì piante indigene deli' Af rica, a fiori monopetali, della diandria monoginia, famiglia delle acanta- cee , così denominate solo per la nuova stagione in cui fioriscono. (Aq) Erardo , * E-nir-do. N. pr. m. Lat. Erardus. ( Dal tcd. herr signore, ed art modo, costume : Costume , Modo dì signore. ) (B) Erartco, * E-ra-rì-co. N. pr. in. (In ted. heer esercito, e reich ricco vagliono Ricco di eserciti.) — Re de' Rugii. (B) (V 311 ) Erario, Ecà-ri-o. V, L. 3 Tesoreria del pubblico jt [e dìcesi dA 8o ERAS luogo destinato a conservare il tesoro , e delle persone che custodiscono ed amministrano esso tesoro .] Lai. accanimi. Gr. rotasi oh. Bocc. - Lelt. Pin. Boss. 282. De' tesori di Antioco avea riempiuto l’erario. Borgh. Mon. 1 55. Oltre questa , e altre sicurissime e chiarissime autorità, lo mostra il nome 'dell’ erario, che era la camera pubblica, destinata a conservare il tesoro, delta cosi dal rame . che e’ elicono aere. Pine. Mari. letl. G6. Si degni far lettera all’erario suo di Salerno di qualche ajuto di costa, e dica che V. E. me gli dona. 2 _ * Detto anche ilei Danaro privalo. Maini. 1. f-- Ne segue intanto Romolo Cannai i cc. Con le pillole date a’ suoi erari L'all'etto evacuò l’ arpia elicgli ama. (N) Ehas. * (Geog.) E-ras. Lola del mare Adriatico. (G) Erase , * È-ra-se. N- pr. fi. ( In gr. erasis l'alto eli amare. ) — Ninfa del mare , figlia dell' Oceano e di Teli. (Mil) Erasia,* E-i'à-si-a. N.pr.f. (N. patr. di Erose-)—Figliuola di Fineoffilil) Erasino , * Era-si-no. N. pr, m. ( Dal gr. era [erra, e sino io ilevasto: Devaslator della terra .)—Argino padre di Melila, Anchiroa ec. (Mit) 2 — * (Geog.) Rasino. Lat. Eraxinus. Fiume del Peloponneso. (G) Erasippe,* E-ra-sip.pe. N.pr. f. — Una delle 5 o Tespiadi. (Dal gr. erasis amore , e kippevs cavaliere : Amor de’ cavalieri. ) (Mit) Erasistrato , * E-ra-sì-stra-to. ZV. pr. m. Lat. Erasistratus. ( Dal gr. era per eranos amabile, c stralos esercito : Amabile negli eserciti.) — Celebre medico, nipote di Aristotile. (B) (Mit) Erasma, *■ E-rà-sma. N. pr.fi Lat. Erasma. (Dal gr. erasme pret. pass. di erao io amo. ) (B) Ehasmico , * E-rà-smi-co. Add.pr. m. Di Erasmo, Partigiano di Erasmo. Frane, letl. Berg. (N) Erasmo , * E-rà-smo. N. pr. m. Lai. Erasmus. (B) a — * (Geog.) S. Erasmo o S. Rasemo.Pie. is. delle lagune di Eenezia.(G) ERastiasi. * (St. Eccl.) E-ra-sti-à-ni. Setta di Eretici che si suscitò in Inghilterra in tempo delle guerre civili del XP II. secolo. Si chiamava cosi dal noma del suo capo Eraste. Essa fiormavasi da un partito di sediziosi i quali affermavano che la Chiesa non ha veruna autorità quanto alla disciplina , che non ha veruna potestà di far leggi e decreti, mollo meno d’infligger pene , di dare le censure , di assolvere , di scomunicare ec. (Ber) Erasto , * Erà-sto. N. pr. m. Lat. Erastus. (Dal gr. erastos amato, od amabile.) (B) Erastocle , * É-rà-sto-cle. N-vr. fi. Lat. Erastocles. ( Dal gr. erastos amabile,,e cleos gloria; Amabile nella sua gloria. ; (A)(B) Erate , * È-ra-te. A. pr. fi. ( Dal gr, eralos per, erastos amabile. ) — Una delle Nereidi. (Mit) Erateleo. * (Arche.) E-ra-te-lé-o. Sm. P. G. Lai. hcraleleus. (Da era Giunone, e telios perfetto.) Sacrifizio a Giunone preside de’ maritaggi , in memoria del suo matrimonio con Cibpe.(Van) Erato , * È-ra-to. N. pr. m. (V. Ernie.) — Figliuolo di Ercole o di Dimasle, X. re di Sicione. (Mil) 2 — * N. pr.fi Ninfa moglie di Arcade, madre di A zane , Afida , ed Elalo. — Figlia di Èrcole e di una delle Tesliadi .— Una delle Danaidi.—Regina d' Armenia , che succedette ad Arinbarzane-lfilil) 3 — * (Lelt.) Nome del sesto libro delle storie di Erodoto. (Mit) /j — (Mit.) La Musa degli amori la sesta tra le neve Muse , e prc- sedeva alle poesie erotiche , invocata particolarmente da' giovani romani nel mese di aprile. (Dal gr. eros, eralos amore ) (A) (Mit) Paliz. si. 1. 68. Erato bella , che il nome bai d’amore. (Min) Eratostene, * E-ra-tò-stc-ne- N. pr- m. Lat. Eralosthencs. (Dal gr.eros, eratos amore, e sthenos forza : Forza di amore.) — Filosojo cireneo, figlio di Aglao , bibliotecario di Tolomeo Evergete , geometra, astronomo, geografo, grammatico e poeta. (B) (Mit) Eravanasub. * (Geog.) E-ra-va-na-sùr. Città dell'ludoslan inglese. (G) Erba , Ér-ba. [Sfi. Pianta tenera con radice e fusto, per lo più annuali), come lattuga, endivia, radicchio, [malva, lino,)e simili infinite-, e assolutam. detta , s’ intende di quella che produce la terra senza coltura. Lat. licrba. Gr. Sortire. Bocc. g. g. p. 2. Essi eran tutti di frondi di quercia inghirlandati, colle mani piene o d’ erbe odorifere, o di Bori. Peli-, son. 10. Tra 1 ’ erba verde e ’l bel monte vicino. Dani. In.fi 7. 84. Ched è occulto, come in erba l’angue. E Purg. 8. 100. Tra l’erba e i Cor venia la mala striscia. Stur. Pist. 2o’ì. Mangiavausi l’erbe salvatiche come se fosse stato pane. Ricett■ Fior. 3. V erbe sono quelle che prima mandano fuori le foglie, che ’l gambo, e mettono i gambi allora che elle voglioao fare il seme ; e , fatto il seme, per io più si seccano, come il grano e la lattuga. 3 _ * Col v. Dare: Dare erba trastulla, Dare l’erba cassia. P.Dare ec.(Van) 2 — [E detto assolutam.) Erba trastulla per Chiacchiere vane, Panzane , Pastocchie. Modo basso. Buon. Pier. 3 . 1. 5 . Che questi è un di quelli Che, per lasciarsi imbeccar alle donne Di fior d’erba trastulla ec. , Soglion ridursi a morirsi di farne. 3 — Col v. Fare : Fare erba o 1 ’ erba , Fare un tombolo sull’ erba. P. Fare ec. e Tombolo. (A) (Van) 4 — * Col V. Mettere ; Mettere erba, Mettere a erba.P.Mettere ec.(A) 5 — * Col v. Soffogare : Soffogare in erba — Non lasciare avanzarsi , ed arrivare a maturità e perfezione. (A) C — Prov. Erba del suo orto , vale Cosa 0 Concetto o Componimento proprio -, onde Non è erba del suo orto, si dice quando uno dà fuori tinti cosa d’altri per sua. Lat. [matte proprio, vel ] non suo malte. Sen. Ben. Pardi. 3 . 2 4. Egli è tempo oggimai di cavar fuora .alcuna erba ( come si dice ) del mio orto. P. Orto. „ _ Come disse il culo all’ ortica : Io ti conosco mal’erba; che anche ; SÌ dice : Più conosciuto che la mal’ erba. Modo basso prov. e vale : lo conosco le tue tristizie. E si dice anche di chi è noto universalmente a ciascuno ; tolta V allegoria dall’ ortica , la quale diciamo mal’ erba , dal pugner che ella fa ; con che si fa conoscere da ciascuno. Lai. urtica notiór ; te intus et in cute novi ; [uovimus et qui j c pirg.) Eir• Triti. 2. 5 , Si si, dammi pur la madre il'Orlando; ERBA CONFERMA tu sai eh* io ti conosco, mal’erba. Cecch. Disnm. 4 . 3. Fai bene a torti meco quel credito che tu non hai ; che io ti conosco mal'crha* Alleg. 218 . £ per questo egli era conosciuto più che la ma l’erba. 8 — Consumare o Mangiarsi la ricolta o il grano ili erba = Torretft presto sopra la speranza della futura ricolta , Vender la ricolta , fa" tura , Tare il prezzo del jrutto da ricogliersi , obligandosi a coft se ", .. . - *■ rp ~a — * -- innati* 1 9 — " Comprar la ricolta in orna, dicesi di Chi arrischia una cosa presente olla lusinga d’un futuro vantaggio. Potiz. Rim. pag. l 4 °: (Ed. Peti. i8tg.J Chi si diletta in giovanile amore Compera la colta in erba verde ; Che sempre il frutto non risponde al Bore, B spesso la tempesta la disperde. (P) 10 — Essere erba d’alcuno Esser concetto o pensier di colui. Ta c - Dav. Ann. 3 . 5 g. Riconosccvansi queste parole erba di Tiberio. n — In erba o Essere ancora iu erba, dicesi di checchessia nonancota ridotto alta sua perfezione ; tolta la metafora dal grano , che si d‘ c ‘ essere in erba avanti che faccia hi spiga. Lat. hcrbescere. Gr. dì^av. Ovid. Pisi. Ma certo tu ti affretti troppo imperciocché la fi* biada è ancora in erba. Tac. Dav. Ami. ili. 2 28. Le ricchezze 111 erba impoverivano l’universale.)) Poliz. Rim. />. i./j, (Ed. Pen.iStg) Dal di che vostra etade era anche in erba. (Modo fig. per esprime 11 età fiancndlesca. J(P) Petr. canz. 4 - »■ Nel dolce tempo della prilli etade Che nascer vide, ed ancor quasi in erba La fera voglia che pB r mio mal crebbe. (N) 12 — Far fascio d’ogni erba, [ Fare d’ogni erba Risciò] = Pivefi alla scapestrata , senza elezione di bene o di male. Lat. perdite vi; vere, nibil pensi haberc. Gr. i-zzffa. Fir. As. 2^2. Erano gio ,, d questi mariuoli, predando piuttosto che predicando, a una ceri 5 villa, e d’ogni erba faceyan fascio. Alleg. 2 l'ò. Per far d’ogni erbai come gli altri, fascio. 1 3 — La mal’ erba cresce, [ moltiplica ] presto, o simili, si dice qi‘ a do si vuol mostrare uno di poca speranza, che venga betta e granfi della persona. Lat. noxia cito proveniuut. Gr- rx ra% ivi Ltlkcterclm. Dittaci. 6. 8. Moltiplicava come la mal’ erba. 1 4 — Mangiarsi l’erba e la paglia sotto, dicasi del consumarsi ciò oh si ha, senza impiegarsi in cosa veruna-, tolto da’cavalli, che si 1“““' giano il letto. >5 — * Esser fertile d’ogui erba, fig.=Avere abbondanza d’ogni cosit-W 16 — Ogni erba si conosce al seme , o per lo seme = Dall’ opere sl conosce quel eh’ uomo vale. Lat. e culmo spicam, de friictu arborei 11 } acta virimi ostcndunt. Data. Purg. 16. 114. Se non mi credi, P° n mente alla spiga; Ch’ogni erba si conosce per lo seme. 17 — Misurare il grano in erba [=: Giudicare delle cose innanzi tanfi e prima di conoscerle. ] Belline, son. 28'i. Ingannato sarà come ’l ¥1 ’ lano, Chi vuole in erba misurare il grano. 18 — * Gironsi Erbe buone a mangiare, ed anche assolutamente Eo’fj gli erbaggi , gli ortaggi. Red. nel Diz. di A. Pasta. Venendo ìj tempo dell’erbe fresche, e de’frutti freschi, io ne lodo sommameli 6 ' frequente uso , ed ho fede molta in loro ; c 1’ erbe c i frutti con prudente usati, non sono mai dannevoli. E appresso : Si mangi erbe e de’frutti ; e se si ha mai da eccedere, l’eccesso sia nell'erb® ne’fruiti, e non nelle carni, e ne’cibi di gran nutrimento. (N) 19 — Dicesi cosi da’ botanici talvolta il caudice ascendente delle terelle , che ha il suo principio dalla radice, ed è terminato dolili ’ lifiicazione. (A) Erba accicca o da acciughe. P. Rogamo. (A) , — acetika , alisma , a i. maria. * P. Fumaria, Alistno, Alliaria.(A-^' — amara. Lo stesso che Balsamite. P. Costa e Oppoponaco. (A) 2 — * Alcuni chiamano cosi anche la Mafricari». (A. O.) — amaiieiìia. * Lo stesso che Artemisia. P. (N) — appiolina ; Specie di camomilla, cosi delta per l'odore dìmA e f,\ piale che ha , odorandola o fregandola leggiermente. P.Appiolin 1 '-'.*' — analda 0 «adda. P. Nalda. (A) — BACATA. * Nome volgare deli A gravito. P. (A. O.) — baccellina. * P. Baccellino , J. 2. (N) — ballerina. * P. Solano e Ballerino , §. 7. (Diz. Mcd.) — belladonna. * P. Belladonna. (A. O.) — benedetta. P. Benedetta ,§. 3 . , e Cardo santo. (A) — bianca. ’ Nome volgare dell’ Artemisia. P. (A. O.) — bozzolina. P- Vecciolina e Poligala. (A) (A. 0 .) — britannica. P. Romice acquatica. (A) — brusca. * P. Equiseto. (A. 0 .) — buona, bona. P. Verbena. (A, 0 .) — cacona. * P. Dafne. (A. O.) — calderugia o calderina. P. Solleceìola e Fumosterno. (A) — calendole. * P. Titimalo elioscopio. (A. 0 .) $1 — CALI o erbacali. V. Cali, e Saisola. Lat. sabota bali. Ricett.Fi" r : (■ Le medicine s’ardono, accendendole da sé sole , come isarmenti, 1 mi di fico, di cerro, l’erbacali, e molt’altre. , 0 (C — cannella : Nome volgare di due piante diverse , cioè deÈ •Cri vero e del Crescione. P. Cannella , 5 , e Calamo, (. 5 . (A) Vj/S) — casta. * Lo stesso che Sensitiva. L«t. mimosa pudica Lin.(Diz-^ c “'' — cedrata. * P. Verbena tryptylla. (A. 0 .) — cimicina. * P. Geranio. (A. O.) — cipollina. P. Cipollina , §. 2. (A) — cipressina. * P. Cipressaia e Euforbia cyparissias. (A. 0 ) — cocchiara. * P. Coclearia. (Diz. Med.) — colica o da colica. Lo stesso che Calcatreppe. P. (A) - s td’ — COLOMBINA , [detta anche Erba croce n crocetta o crocimi- L° fisso che Verbena. P. ) Lat. verbena officinali. Gr. *sf‘ eT$ f‘ : ’ r )fcsfi Pov. P. S. cap. 36 . Anco erba colombina, portata addosso, -t la libidine. — conferma. * P. Consolida. (A, 0 .) delta millefoglie e l Erisimo comune.(Ag) ERBA CONNINA ^ connina. V , Vulvaria. (A) contravveleno. * F* Rafano rusticano. (A. 0.) ^ cornacchia o crociona. F . Erisimo. (Gal) (Van) (A. 0.) cornetta. * F. Erba ginestra di bosco. (A) (N) 2 j ài dà pure lo stesso nome alla Radicchiella salvatica Jinche Piè d' uccellino. (A) ^ correggiuola. * F, Centimorbia. (A. 0.) costa. Specie dì pastinaca . F. Oppoponaco officinale. Lat. pastinaca ^°P°ponax^Lin. (A) (N) costina. * Specie di pianta della classe singenesia , detta anche Menta ^cancesca. Lat. balsamita vulgax'is Lin. (A) (N) d ? r '!MTA. Lo stesso che Epatica. V. Red. Oss. an. 6g, Fiori turchini e P a tica, ovvero erba crinita del fior doppio. (N) ^ ^stallina. Lo stesso che Cristalloide. F. (A) __ r °ce , crocetta , crocina. Lo stesso che Verbena. JF, (A) (N) ^ »A ANDATA. * F. Agrimonia. (A. 0.) _ °a bachi. * F . Spigelia. (Diz. Med.) *■"- , A CALLI ‘ * Nome volgare del Semprevivo, (A. 0.) —* n* Ct3CCHI Ai. * È il crescione. (Ag) ^ bonghi. * F. Nepitella. (A. O.) ^ ingiallire. * F . Guaderella. (Aq) LATTe * * Nome volgare del Ricino comune. (A. 0.) Amore o vecchia tentennina. F. Scorpioide. (A) a moroidi, delle emorroidi. * Nome volgare della Scrofolaria mag- ^SK)r e o nodosa. (Aq) (A. 0.) a pesci. • JSome volgare della Catapuzia minore. (A. O.) ^ A piaghe.* Nome che il volgo dà «/Giusquiamo bianco,a//’Aro.(A,0.) p, docchi. * F. Delfìnio e Stafisagria. (A. O.) m A i? 0ndi j * Erba pondiria : Pianta della dodecandria trìginia , fa- l §- la . delle eujbi biacec , che nasce comunemente , ed e usata ddcon- _ u 1,11 m He dissenterìe. Lat . euphorbia chamaesyce. (A. O.) __ A porci. F. Porcellana. (A. O.) ^ d a purghe. * F. Fumaria. (A. O.) ^ °a Rogna. * F. Lauro d’India, ed Euphorbia helioscopia. (A. 0.) ^ e a sciatica. F. Lepidio. (A) (A. O.) ^ SA Scorbuto. * F . Nasturzio. (A.O.) ^ b A volatiche. * La chelidonia , V euforbio , l’elioscopio. (A. 0.) ^ ^ bitorzoli. * F» .Elleboro. (Ag) ^ carpentieri. * È /'Achillea ^ ^cristalli. F. Vetriola. (A) ^ e dolori, * Lo stesso che Enula. F (A. O.) (N) ^ EE CU ASINI. * F . Onagra. (Aq) ^ e . TE * La Coclearia amoraccia , o Rafano rusticano. (A.O.) ■—. g . t Ncesca - * Lo stesso che Balsamita. F. (N) ^ G , T b gattaria , de’gatti. F . Maro e Cataria. (A) (A. 0.) (Ag) ^ G . 1,4 °A porri. * Lo stesso che Celidonia. F. (N) ginr LA ° GUAr>A * Lo stesso che Bietola gialla o Bietolina. F• (A) DI B0SC0 ‘ Specie di piante della diadeljia decandria , fa- rtii s \ 'r S ^ um ì fìGSe ? che ha lo stelo fruticoso , angolato , con ra~ ric n i f? 7 ' ma nli cespuglio , le foglie pennate , con sette foglioline tre H SCe i ì fiori gialli , rossi sul dorso dello stendardo , a tre a ed ^ 5lem e j peduncolati, ascellari. Fiorisce da gennaro a tutta la state , specie 0 ™ 1 *' 16 ^ OS( L 11 de"paesi temperati. Se ne conoscono altre due * Elba C r° e ’ ^ .^ r ^ a Cornetta securidaca , coronilla securidaca Lin., e prati e f l f es * riQa i coronilla varia Lin.» che sono ambedue comuni nei 1)3 ' > sii ì ì mano Un °dima pastura. —, Erba cornetta, Erba ginestri- ^ ginest’p,^ coronilla emerus. (Gali) (N) Erb a oìr, ^ A \i Lo stesso che Erba galestrina. F . Tariffi Tose . 5q. " GERR STm / ^ ° «' nC5trir ' a - (N) J ~~ ciotuuc^y ' ? F “ a g‘ nest| adi bosco. — , Erba ginestre]la,«n. (Gali) , ‘ te ' Lat V ^ r? ie ^ che si crede comunemente giovare alle fe- Cr. £ ” i v ' r g ai, rea , galeopsis tetrahit Lin. ] Gr. cnSupìrts. terzo i»rad ^ tetrahit, cioè 1’ erba giudaica , è calda e secca nel dolo,. &ÌU-." v '"0 della' sua decozione ajuta la digestione, c cura il ERBAIUOLO 8l per pianta. Lai. opbyoglossum [ lusitanicum. ] Or. èQiòy\utrtree, Fr. Sacch.nov.g. Aveva una foggetta in capo foderata d’indisia, che pare l’erba leccia.» Lasc. N-an. i. 5y. Per picche hanno erba luccia ec. (Br) — LUCINA. ” Lo stesso che Artemisia, y. (N) — hiarchesita. * y. Celidonia. (A. O.) s Quinanzia. * È V Asperula cynanchica. (Ag) (N) (Ag) y. (N) gi olia ^ 0 ™ ar0 c delle budella per ventusitade. L r . Giulia e Agerato. ] La damata .ufL’eupatorio di ha alcuni canforata J A. , ageratum , eupatorium. Gr. di Mcsue è quell’erba amara, *nent e sonT' . alcuni canforata , e da altri erba giuba , detta volgar- ctiLip, , ,co , c ' le s > tiene cVie ella sia 1 ’agerato di Dioscoride. imJ: M0 - y~ Acrimonia S a /n:. ■ Im PA 'va. DIENTE. * Agrimonia , 5 . 3. (Diz. Med.) Balsamina e Sposa novella. (A. O.) ~ Ear a^' * Va ‘ a’ hlZ f KX, T 71 ^ 0 LAXjEEK7 ’' AI ' A > WCCIUOLA, LUSA, LUNARIA. V. ' U'ccu ni 'v' * ( ^,, El T li;ui:l - (A- 0.) Vvc ’ah'iil e ‘ ° a n ° { “ ’ c ^ ie f il ne ’ P rali ì * f a "' ! 6 Als -dmet. 25. Da quell’erbacce gravi ritenute Nell’ampio ventre, eli’affamate e piene Sempre le tien , di salir Ben tenute. Capr. Boti, f 7 8 . Aveva fatto un poema che poteva simigliarsi veramente a un gran campo ripieno di molte erbacee. Erbaceo, Er-bà-cc-o. Adii, rn- F. L. Dell’erbe, Appartenente aderba. Lai. herbaeeus. Gr. rirxriòr.i. Cocch. Fìt. Pili. Si tralasceranno tutti i frutti secchi, e i semi arborei, e degli erbacei tutti i più duri, ammettendosi i cereali solamente, che servono al panificio. (Quipare Erbaceo usato a modo di sost. se non è agg. di seme.) (A) (N) 2 — (Agr.) Dicesi Erbacea quella parte delia pianta che sia ancor tenera , e non legnosa ; e di quella pianta che non acquista consistenza legnosa. (Ga) Erbaceo diff. da Erboso. Erbaceo ( voce non notata dalla Crusca ma buona voce) vale Ch’e d’erba, Sa d’erba, Sente d’erba. Erboso eh’è coperto d’erba, che ha di moìt’erba. Così dirò; Pianta erbacea, Sapore erbaceo 5 e dirò Terreno erboso. Erbach. * (Geog.) Er-bàch. Nome di una città, di un fiume ec. nella Germania. (G) Erbaggio, Er-bàg-gio. [ly/n.] Propriamente Ogni sorta di erba da mangiare. Camangiare.i F. Erba.) Lat. olus. Gr. HE F■ i.56. La paglia, le Irgne , il pesce e P erbaggio vi furono in grande carestia. E 3.56. Tutto l’erbaggio fu in somma carestia. » Buon. Eier. 2 . 3. fi. Ed al Foro olitoriò O ’l diciam degli erbaggi , Lasciato ho ’l luogo usato ov’ abbiali spaccio Sverze e finocchi. (B) 2 — Erba [ da pastura, Erba da rodere.) Lat. herba. Gr. XoF. G. y. g % 2 /fi. 2 . La lor pastura è di erbaggio c di strame, senza altra biada. Erbaio, Er-bà-jo. [AV/r] Luogo dove sia di molla erba folta e lunga .—, Erbaio, sin. Lat. loctis itIkoiis. (ir. /iriiv Fr/. ì',o<:c.nuv.--,ó(>.\\ lavoratore, posata la donna sopra ad un erbajo, andò a veder che avesse la fante, e trovatala colla coscia rotta, similmente nell’erbajo la recò. Fr. Giord. .V. Pred. 53. Questo di medesimo di sopra alle donne di Faenza dopo desinare predicò fra Giordano nell’erbajo. Cron. yell.Gg. Yeg- gendo alcuno frate costui disteso sull’erbajo. Cr. 8. 1 . 3. Ancora nel cespuglio , ovvero erbajo, il quale è contro alla via del Sole, si dcono piantare arbori , o menarvi ovvero tirarvi le viti , delle cui foglie si difenda il cespuglio predetto. E appresso: Le quali cose al cespuglio ovvero erbajo, sarebbono nocimento. 2 * Detto anche in significato di Erbario , sin. (A. 0.) 3 * (Zool.) Uno de' nomi del primo ventricolo de’ ruminanti. — Trachea arteria degli uccelli di volo , nella falconeria. (A. O.) Ebraiolo , * Er-La-jò-lo. A’m. y. e di’ Erliajiiolo. Cocch. Disc.i.fi.iyj. Raccogliendo quante più poteva notizie, e dagli idioti erbajoli e da’ pochi libri cc. (N) . Erbaiuolo , Er-ba-juò-lo. [* 5 / 11 ,] Colui che vende 1 erbe medicinali. [—, 8a ERBALE Erbajolo, Erbarolo, Erboiaro, sin. Alcuni dicono anche Erbolajo. V.] Lai. herbarum vcnditor. Gr. fi^nx-vo^wX^^. Red. esp. nat. 38 . Io non saprei a chi di loro dovessero dai* fede gli crbajuoli moderni. 2 — Dicesi anche cosi Quegli che vende erbaggi , come rape , cavoli e simili ortaggi. Buon. Fter • (A) Erbaiuolo diffida Ortolano. Il primo è quegli che vende erbe.L’Or- tolano c chi le coltiva. Erbajuoli diconsi pure quei che vendono erbe medicinali. . x Erbate, Er-bà-le. Add. com. Di qualità d'erba. Lai. herbabs, Creso . Gr.faretvtKos. Cr. 2.4* 16. Per la qual cagione spesse volte si seccano, quaudo i pedali d’ attorno attorno si partono dalla corteccia infìtto alta carne lignea ovvero erbale della pianta. E cap. 5 . 1. Sono nelle piante parti lignee, ovvero cibali. E 3 . i 5 . 5 . Se l’acqua non sia corrotta, si dee tenere irdìno a sette, acciocché infracidi la carne erbale. Errano. * (Geog.) Er-bà-no. Lat. Herbanum.^//zidrt città dell'Etrnria, che si crede da taluni esser la stessa città , poscia chiamata Urbs vetus , e oggi Orvieto, (G) Erbario , Er-bà-ri-o. Sm. Libro contenente una raccolta di piante secche , che anche diccsi Orto secco. Lat. herbarium. Gr. tg fioravo# fiifixiov. Cocch. Disc. Dall’erbario istesso da quel valent’uomo fatto.., e le altre, di cui le inoslre in queirerbario non sono nei lor luoghi nativi ritrovate. (A) Erbario. Add. m. Spettante al!'erbe e alia botanica. Lai. berbarius. Gr. fioTer.vi(TTT,s. Cocch. Disc. I primi lumi d 1 istoria erbaria. (A) Eubaro, * Er bà-ro. Sin. Lo stesso che E» bajo. V. ; ed anche Luogo destinato alta coltivazione di erbacce. Tans. Vvndem. j 5 . Alcune in vece di giardini c d'orti Han brevi teste e pargoletti erbari. E 7 6. La man ch’erbari e teste talor cole, Seminar I’erbe e non piantar vi deve. ( Iti questi esempii allegoricamente. ) (N) ERCOLE EreoTJjo , Er-bo-Ià-jo. [iSVw.] Quegli che va cavando e ricercando di’ verse maniere di erbe per luoghi salvatici. Lat. herbarius. Gr. fio TCt " vuoi. Morg. iy. iog . Non so ben chi si sia quel cavaliere; Ma so d»c eare’ ben buon erbolajo, Che sa cavare i denti,al mio parer e.Burch- 2. 25 . Erbolajo è , non astrologa piùe , E piscioni! fra’ peli come »» bue. Ant. Alam. son. 4 • U mio si dorme, come fa il nuignajo; Non alza il ca]>o a riveder le stelle, Anzi lo china come Y erbolajo. a ■— * Raccolta d’ erbe ordinatamente disposte; così nell'uso vieti det& in lungo di Erbario. (A) Erbolàre. (Bot.) Er-bo-là-re. N. ass. E', e di' Erborare. Cocch. Baff*: Ben pratico di quel monte ov’cgli andava spesso erbolando, come si vede nel suo bel libro delle piante. (A) Erbolaro , * F.r-bo-là-ro. Sm. Lo stesso che Erbajuolo. V. Buon.F ie1 '\ j. i. 17. Orsù , che farai tu De’cavoli, erbolar ? (N) Erbolato, Er-bo-là-lo. [A’/w] Spezie di torta fatta di sugo A erbe> fo con erbe. —, Erbato, sin.] Lat. placenta beibea. Beni, rim • Adoprasi in quel tempo più la teglia A far migliacci, torte e erbo - lati , Che la scopetta a Napoli e la striglia. Fir. Lue. 1. 1. È cuoco in corte, e monaca in monastero, che fàccia un erbolato come me* a — Impiastro composto di erbe medicinali. BaldovJJram.Anàìam d (,n ' que nell’orlo Ber le cose da far quest’erbolato In sul petto alla Livia* C Erbolatczzo, Er-bo-la-tùz-zo. Sm. dim. Erbolato. Fr. Giord. P red ' Amati. (B) Erbolina , Er-bo-lì-na. Sf dim . di Erba. V. Erbetta. SeiA. ProV- ^ muschio è una certa erbolina che nasce sopra sassi. (A) Erborare. (Bot.) Er-bo-rà-re. N> ass. Andar cercando e raccoglierai erbe per isludio botanico. — , Erbolàre, sin. Cocch. Disc. Nelle posse 8 ' sioni del quale andava egli spesso erborando nel vicino MontemorelD ec# per esse libei amento couduconoad erborare i botanici viaggiatori.^ Erborazione. (Bot.) Er-bo-ra-zió-nc. Sf. IJ atto di erborare. Cocca* Disc. Continuare le sue cotidiàne erborazioni per le parti più remd c ancora della Toscana. (A) Erbosetto , Er-bo-sét-to. {Add. m.] dim. di Erboso. Lat. herbidus.^' fioTctvcohi)^. Fr. Giord. Vred. Sedendo sul margine di una fontice" 1 crbosctta e fresca. Erbosissimo , Er-ho-sìs-si-mo. {Add. m.] superi, dì Erboso. Lat - berb 1 ? l’erbosissimo sentiero. Erboso, Er-bóso. Add. m. Pian d'erba , Coperto di erba. [ V. Erbaceo,] Erbarolo , Er-ba-rò-lo. [A'm. Lo stesso che] Erbajuolo. V. Buon. Fter. 2.2.2.Vuole in somma che quegli erbaroli E che quei pentolari stiano in lega. » É 2. 1. iy. Gli ortolani, altrimenti gli erbaroli, ec. (N) Erbata, Er-bà 4 à. V. A. L'essere in eri a ; e si dice di quantità di biade di poco nate. Dani. Conv. i8g. Siccome nelle biade, che quando nascono, dal principio hanno quasi una similitudine, nell’erba essendo , c poi si vengono per processo dissimigltando ; così questo naturale appetito, che la divina grazia surge m i principio , quasi si mostra non dissimile a quello che pur da natura nudamente viene; ma con esso , siccome 1’ erbata , quasi di diversi biadi si somiglia ec. EnBATico.*(Leg.) Er-bè-ti-co.* 5 'w. Dritto di far erba nelle così dette Difese. Chiamavasi anche Erbatico una prestazione che i vassalli pagavano a / bari ne per gli animali pascolanti così ne'fondi proprii , come in quelli di proprietà altrui. IVinspeare , Istoria degli abusi feudali. Car. Leu. ined . t. s.-p. 22 5 . Messer Benigno medesimo risponde, che in ricompensa fu loro lasciato l’erbatico e la ghianda. (Pe) (N) Errato, Kr-bà-lo. Add. w. Di erba. Burch. 2. 64 • Battista, perchè paja eh’ io non temi , Com’ io non fo , le tue frittelle erbate , Per degnila le mie labbra sudate M’asciugo spesso co’ tuoi gran poemi. Errato. * Sm. Vivanda o Torta fatta con erba. V. e di' Erbolato. Giraìd. nov. E quivi fattosi fare il cavoletto, cbhono hi cipolletta, e prima mangiando un pezzo d’erbato col marrobbio, desinarono con buona consolazione. (A) Erbeggiare , Er-beg-già-rc. N. ass. Vegetare , Crescere e Verdeggiare , come fa l'erba. Lat. beibesctrc. Gr. Salviti. Erino, che a piè dei monti erbeggia, (A) Erberto , * Er-bèr-lo. J\\ pr. m. Lo stesso che Eribcrto. V. (Dal tcd. heer esercito , e beherzt bravo: Bravo nell’esercito.) (B) Erbesso, * (Geog.) Er-bcs-so. Antica città e fumé della Sicilia, poscia chiamata Monte Bibino. (G) (Mit) .. — __ .... .. _, Erbetta , Er-béLta f [Sf. dirti. di Erba.] Erba fine e gentile. Lat. ber** a — {Nondimeno è più usato nel detto signifi il pi.] Erbacce e Erbu cC |‘ 1 _ - I _ / T .. n _ 9 IJ A !) v h r. _ .. .. I _ l . f 1 ......In /*« . .... * - D .. .. 1 T 1 * _ .1 ri torrente, il fiume altero, Dispregiando ogni legge, ardito cerca Di t0 ^ dal corso suo Y antico freno. Sannaz. Pros. 8. Discorrendo per l’crbo ? paese, andava sì pianamente, eh’appena avresti creduto che si movo^' 2 — Si dà questo aggiunto anche alle piante , biade , o simili, ing° !>l t brute dall'erba ; ma è modo equivoco. Pallad. Gemi■ g. A me l iaI ^ elio il sarchiare si debbia fare solamente al grano, o a biade crb l,8, ‘ Erbuccia, * Er-bùc-cia. Sf dim . di Erba; ma più pianamente Eq da mangiare odorifera e saporita • PI. Erbucce e Erbucci. V. Erb^t* • Man. Lez. Lmg. fosc.i.y'ò.Lez. 4 * Stimano alcuni che ne manchino (r e meri' erbuc cl \ '.j'ò.Lez. 4* Stimano alcuni che ne 1 singolare ) tenebre , erbucce e segrete per prigione ; ma erronea»»^ te, conciossiachè vi abbia segreta nelle Ictiere del Casa , eroi***- . 1 nell’uso, e tenebra in classici scrittori antiquati c moderni. Bo rli !\ Ghiacc. 6. Una formica, un’crbuccia, una zanzara , un seme , un ^ rellino ec. (E pelò disse il Monti : chi usi vieterà di uscire dall' 01 con un’erbuccia fra le dita?) (N) buia. Gr. ficTclviGv, Bocc. g. 3 . p.2. Per una vietta non troppousata, ina piena di verdi erbette c di fiori ec., prese il cammino . Lab.2o4> Di sei maniere d’erbette verdi, o d’altrettante di fiorì ec. , apparecchiare. 7 eseid. 2. 3 . Nel dolce leinpo, che il cielo fa belle Le valli e i monti d’erbette c di fiori. Nov. ant. 58 . 2. Trovarono lui , che Coglieva erbette. Dani. Plug. 1. 124* Ambo le mani in sull* erbetta sparte Soavemente il mio maestro pose. Pctr. canz. 16. 1. E ’nvece dell’ erbetta per le valli Non si ved’ altro che pruine e ghiaccio. Erbetta ddf. da Erbolina , Erbuccia , Eibicciuola. Erbetta dicesi Perirti tenera e giovane di cui si copre il terreno. Erbolina si dice anche l’erba giovane e etilicata ; ma quando è già colta. L 'Erbe che danno odore e sapore, e che servono a condire altri cibi diconsi Erbacce . ~ -•■'* —-——*" —* E si pRBiccipopA, Er-bic-ciuó la. [V/!] dim, di Erba. [V. Erbetta.] Lal.\\cr- bula, Gr. fioTx-viQv . Fr. Giord. Pved. S. Solo una virtù d’ una erhic- «et /p ciriola, à vplerla perfettamente conoscere, darebbe a fare a tutto T inondo. Erchina. * (Geog.) Er-chi-na. Monte della Spagna, nel GuipuscattS Ekbid. * (Mit. Pers.) Er-hìd. Colui che dopo essersi purificato è am- Eroina, * Er-ci-na. N. pr. fi (Da ercion od arcane steccato, messo alla lettura de' libri sacri. (Mit) ra. ) — Ninfa compagna di Proserpina. (Mit) y EbbiferA.* (Mit.) Er-bi-fe-ra.t 9 o/?rmi.rfi Cerere,che produce deirerbe.(M\t) Ercinia. * (Geog.) Er-cì-ni-a. Add. e sf. Lat . Kercinia Sylva. & ste d , Evbi-frnt-tà-re. N. ass. comp. Render fruttifero oferace situa selva della Germania , che dal settentrione deli' Etve^ l non averebbono, nascendo, il suolo cosi vago ec. renduto. ErbULensi. * (Geog.) Er-hu-lèn-si. Antichi popoli della Sicilia. (G) Q Ercardo , * Er-cài*do. N. pr. m. Lat. Ercardus. (Dal ted. erde terrai knrdc cardo: Cardo della terra.) (B) EncATi. * (Geog.) Er-cà-ti, Antichi, popoli d'Italia versola , „r, Erce, * (Miiit.) Ér-ce. Sf. Sorta di barriera o inferriata. ( Dal » hercos smaglio , steccato. ) (Van) ted. herrschen dominare, regnare, e beherzt bravo, forte: minatore.)*—Dotto benedettino lombardo ^storico del IX.secolo.(f)\^^ " n/ ’^ si tutto, Ed erbifrutta. (A) c. * (Geog.) Aì hil.CYf. della Turchia asiatica, anticam. Arbella.(G) potente. * (Mit.) Er-bi-po-tèn-t'j.A opr^/oio/ne di Cerere, che conosce rando , Erbjl. * ( JSrbipotbnte. - (Mit.) Er-bi-po* la virtù de' semplici. (Mit) Eubirk , W. ass. Coprirsi , Vestirsi d’erba. (A) Erbita. * (^ <,0 g ) Er-bì-la. Città delia Sicilia , forse oggi Nic Ebbitp , Er-W-to, Add. m. da Erbirc. (A) Eebivoro, Er bi-vo-ro. Add. m. camp. V,L. Che si pasce d'erbe. Lat. herbivoi’US. Gr. srori^ocyos. (Dal lui. herbam oorans cbi divora l'erba-) Salo. Annoi- Com. Bocc. sopra Dante. L’avpr noi i denti di pecora e di capra mostra esser noi di natura anmuli erbivori. (A) ’ Nicosia. (G) protraeva sino a’ confini della Sarmazia e della Dacia. (J uc oggi ne rimane chiamasi Foresta nera. (G) . c /,a a — * Monti Ercinii. Gran catena di montagne della Qerman' a attorniava la Boemia. (G) n is E «coi. ANO, * Er-co-la-uo. Sf. or. m. Lat. Herculanus. ( A|)pa rtcllC ad Ercole.) (B) 2 — * (Geog.) Lat. Hcrculaneum. Antica città d’Italia nella t nia coperta da una eruzione del Vesuvio sotto il regno di * , Jc-iS discoperta nel secolo XVIII. — Altra antica città dItalia nel f de’ Sanniti, che credesi corrispondere a Caserta vecchia. (G) y a | Ercole , * Er-co-le , Eracle. iV. pr. ni. Lat. Hercules, Heracle*- t gr. fiera Giunoue, c cìcos gloria ; Gloria di Giunone.) (B) EILCONVALDO 2 - (Mito Uno de'Semidei della favola, molto decantato per ìa P 1 ^ digtusa sua forza; onde .parlandosi di un uomo rubnstnstmo , 5 dive: Egli'è un Ercole. Lai. Hercules. Gr. /C Erculeo (A) 3 — (Asti'.) Costellazione dell'emisfero settentrionale. 4 - * (Gcog.) Cai. Herculis Portiis, Libiirni portns, Ucrculi* Labi - tiis Portus. Piu'- "Ot- i* .• EREMITA 83 ìlìi PortusT Ci«« marittima d' Italia nella Etruria, oggi Livorno. Nome di diversi promonlorii ndi’ Italia , nella Mauritania , u**- l isola di Albione ec. — p. Porlo Ercole. V. Colonne d Ercole. (G) ErconVALDO, * Kr-cou-vàl-do. 7V. ]>r. tn. L«f. Ercouvaldus. (Dal ted. lurknmmen nascita, e wald bosco.* Nato nel bosco.) (B) Ercotettomica. * (Archi.) Er-cp-tct-tò-ni-ca. Sf.P-G.Lat. bcrcotectonica. (Ha hercos steccato, e tevchin fabbricare.) >4rte dijbriiftcare le c/Wa.(Aq) Ercta. * (Gcog.) Ér-cta. Monte della Sicilia , presso Palermo. (G) Erculeo, Er*cùde-o. Add. pr. in. Di Ercole, e fig. Robustissimo, 0 y y" 1 maniera di Ercole. Av. t'ar.i .3.Piacciavi, generosa ci coirà prole, ec.(A) Onde Fatica erculea, cioè Grandissima , Eccessiva. (A) * "T Cerche.) Nodo cren!co : G/ì antichi davano questo nome al nodo de,l (l cintura della novella sposa, il t(itale era sciolto dallo sposo , invocundo Giunone , acciò rendesse il suo matrimonio tanto fecondo , guanto il fu quello di Ercole. (Mit) ^ * (Gcog.) Seno erculeo : Così chìamavasì il golfi di Cadice e lo fretto di Gibilterra. — Lago erculeo: Lago di Sicilia nel territorio 'Contino , che dicevasi scavato da Ercole. (G) . * (Gcog.) Er-cù-li-a. Lai. llQicuha.AiU.citta della Pannoma.(G) ^ccniati * (Geog.) Er-cu-ni-à-ti. Xaf.Hcrcuniatcs. Antichi popoli delia Pfinuonia inferiore. (G) l‘-RnRLi^ t * - Kieii JA ‘ * (Geog.) Er-dè-Ii-a. Antico nome della Trctnsìlvania. (G) ]; 1;o flY,A * * (Grog.) Er-dìn-ga. Città della Baviera. (G) Frtrx UN,A ' * (Grog.) Er*dò-ni*a. Lai. Ilerdouca.^/af.cit/ò dell'Apulia.(G ardono. * P,. j,\' AT ... / .V. 1 .:_ Cj .~ ; Rdono, * Er-dò-no. - u °vo .* Glii muove l'Apulia.(G') N. pr. m. ( Dal gr. er primavera , e doneo io « - • luiiuvt;, Chi agisce in tempo di primavera.) — Romano Efip * T /re da Tarquinia. (Mit) Eiìr 4 ' * ^Geog.) E-rc-a. Antica città di Grecia nell* Arcadia. (G) A ‘ .Cardie.) Sf. Nome del giorno di lutto che annualmente osser - «rasi m Corinto { n memoria delta morte de' figli di Medea. ( Dal p ' herco io uccido.) (Mit) * (Mit.) E-re-bè-ni-de. Soprannome dato da Omero alla Elie ° Ue 1 cume s P os a dell' Èrebo. (Mit) * (Mit.) E-re-bìn-ti-no , Erobinzio. Soprannome di 7 lacco , i. e, °hè crcdevasi l'inventore della coltivazione de' piselli e di altri 'EaJ >Ul111 * ^ gr. erabinthos cece, pisello.) (Mit) t B >N/. |0 .*(Mit.)E.re-bìn.zi-o.A^m/mome di 7/acco.F r ’.Erebintino.(Mit) del r ^ ^ rc ‘ho. Figlio del Caos e della Notte, e padre j * Giorno e delia Luce. (Dall’ebr. gfntarab meschiarc insieme , in- 'He!tirarsi , oscurarsi, tramontare, farsi sera, annottare,onde ghuereb t'stura e sera, il primo senso richiama l'idea del caos, in cui tutte a 01311 ni ’ s l c 5 *1 secondo olire l’idea della notte.) (Mit) Luogo dell' Inferno dove, prima di passare agli Elisi, sog- htor n(Wano (imme de'buoni-, upvolta è preso per l'in ferno stesso. ( V. tetto n 0 | p r imo senso. In ebr. ghnaraha vale luogo campestre , pia- soht udinc. ) (Mit) Red. Dii ir. 35. Giù nel Tartaro, Giù nell’ Ere* ** ^ empie Bolidi l’inventarono. (N) Fu p C ' ^G(°n-) Antica città dell Asia no _ x . , R ’ E-rc-ce. JY. pr. f. ( Dal gr. ereico od erica io frango, spezzo: ^ — ISome di una Ninfa. (Mit) Der ^' r ^- JV. pr. m. Lat. Ilcrcd. ( Dall’ ebr. rada dominare , im- F RRr) lln y, °yvero da jarad discendere.) (B) p A ? E rè-da. [Sost, coni. Pi. Erede. I r . A. Ora nel m. dicesi meglio} riii? C , ■/”. dicesi anche Erede e Kedatrice.] G. C. f Ella, 0*$?^ Ci ' ci ^ i| ’ s * ( lilibcrò di maritarsi. Maeslnizz. 1 . 66.Q-I csto non è da 0 Vai ‘-‘ lu; Il' istnmea creda. Guid. G. Se voi ne lo lasciate menare, voi v iver V '°' ,Ì e erct k V1 P«trclo tenere vituperati. E altrove .* Mentre che 7/1/** " C ^ uc sempre potrai abbondare in ricchezze. Dani. fr/f ° 1 ' ■ ii ^ t Ghe fece Scipion di gloria creda. E Par. 11 . 112 . A’ dita re , ivre-ui-iare. t fili, e n. ass. j *y ucceuere nett avere msciauf a chi mtun e { ni vigore delle leggi o per disposizione del testatore ; he dicesi anche Venire nell'eredità , Acquistare per eredità , Dive* ir erede et\_-—■, E roda re, Kedare , siti. ] Lat. bacredem (ieri. Gr. Éiìujjp Pred. R. Sperava di creda re le grandi ricchezze. di eh ost.com.pl. Eredi.] Quegli che succede [in tutti ì diritti] Grio C Oicesi Erede universale, necessario, legittimo, testamen- 8 r; >valo 111S ^^ , '*'° 1 Sas Bbiito, prossimo, proprio, estraneo, fiduciario, tivo 1 ! p C| ’° ’ °hb!iquo , anomalo , scritto , (idecoinmissario , puta- 'iato ec. Dicesi Lasciare , Instituire , Costituire , Sostitui- ^reda j' ar;ìl 'c erede, Eleggere alcuno in crede, Divenir crede ec.—, >_ « Ereditano, " * " ' . - . . . -- . Slealtà 110, Itole, Reda, sin. 1 Lai. haeres. Or. *).t M acslriizz. 66. Può le il marito, o suo erede, nel rendere •■'lenci-fc le spese? Peti-, cap. 2 . Pianto fu’l mio di lauta spos ~~ Dicesi Erede della virtù, della gloria ec. (A) ^ Detto di Donna * Eoi ai b)°nna nelgen. mascolino assolutamente, fìocc. nov./fp.5. cri-d« Se 3 Y Ven »ssc clic il figliuolo senza erede legittimo morisse , suo . 7 n W -( V ). ,,n à dell Uivmuli degli eredi , soprannominata Marte a , perchè zìi S e c , om P a gne di Marte , alla quale gli eredi facevano sacrifi- F-Hei ‘Adirne,, ln a.- ... • i a J Picard 1 / ■■'--"‘•‘i-ca.re. ,.(Co.J fc ìl" ln P-P- CI>o la EHpn,... b>S e molte •• • »* * . E-re-dì-a. Sf. Misura romana di superficie. (Mit) re-di-fi-ca-re. Atl. A.P y . e di' Riedificar*» R«»tlìfì*»ar*». e di' Riedificare, R edifica re. città di Firenze non lasciavano ered.ficaic. . ... i « Tardili e tronchi. ) ('). . _ 'le volle la edizione de i c Riedificazione , -FicAziosE , E re-di-fi-ca-sió ne. Sf. * • /*-■ ' y Firenze nella B(!dìt\ ca/ j one Ricord. Malesp. ff La citta volta. (V) jj SUa ercdilicazione fu dì maggior giro che la i"! 1 „ j • e i lascia ; fcKSCTa , E-re-di-là. iSf. Rispetto a chi muore e l^recn ^ ^ , * questo aver» * composto di tutti t suoi dì itti. I P avere e è la successione nell universalità di questi dritti medesimi. 1 — , E- redilade , Ereditate, Eredìtaggio , Eretaggio, Keditaggio, Rcdità , sin. Lat. liaereditas. Gr. xXyjpopo^/a. Lab. 2 j'ò. Di sua dota , nè di patrimoniale eredità sostenersi non avrebbe potuto. G. y. n. 3 . 21. A’ figliuoli, a’(piali si pone la disciplina, non solamente rinvincrazion si promette, ma si serba loro certa ereditade. Er. Jac. T. 3 . 22. 3 . Dolce figlio, se tua madre Non avesse pictate , Perderla l’ereditate. » Hanoi. Mog. cap. 1. In ampiezza distati tra d’eredità e d’acquisto ec. il Re del Mogor va fra’ primi che signoreggino in oriente. (N) a — [E in più largo sign . si dice anche di Tolti i boni immobili che si posseggono , come Poderi, Case e simili $ più propriamente Patrimonio.] 7 /occ. nov. 7 g. 2$. Io era pur disposto a venir qua a grandissime credila ohe io ci ho. Eredità diti’, da Retaggio o Pedaggio. Il primo è termine più tecnico nell’uso legale ; ed è propriamente la successione ai diritti ed agli obblighi del defunto. Il Retaggio è la successione ai beni di es^o. Eredità ha plurale, Retaggio no. Retaggio esprime anche la successione non immediata ma successiva de' beni di crede in erede, di casa in casa. Così diciamo : La tal famiglia conserva intatto il retaggio degli avi suoi. Inoltre Retaggio si spiega meglio al traslato : Retaggio di gloria , di virtù ec. La voce Eredità ha pure un senso biblico, quello che ìc vicn dalo dai profeti e dai salmi: Eredità del Signore, ch’t il popolo redento. Eredìtaggio , E rc-di-tàg gio. [A'm.] y. A. y . e di' Eredità. G. y. 3 . 4. Acciocché non si rimaritasse a signore che gli togliesse poi la signoria dello ’mpcrio per Io suo eredìtaggio. Seat. S. Ag. La con- lemplaziotic Dio la dà a cui vuole cc t , clic non si possiede per ragione d' eredìtaggio naturale. Ereditano, E redi-tà-no. [.Vm.3 y. A. V. e di' Erede. Ovài. P<«f. Io adoperai tanto male per fare le ereditano e signore.» {Il Monti legge ereditario col Codice Ambrosiano .) (N) Ereditare , E-re-di-tà re. [Alt. e n. ««,?.] Succedere nell'avere lasciato da che nir x.\ripovQfjLÙv. Dilluni. 2. 21. il (piai non fu de’ veri, Che ereditar do vesso il patrimonio. 2 *— [ E fìg. ] Annoi, yang. E tanto è fatto maggior degli Angioli , quanto maggiormente credi tue sopra loro. 3 — * E così dicesi Ereditare la fede , la virtù , la gloria e snudi, y. Ereditato. Salvili. Disc. Ereditando adunque tutti lo spirito del nostro benedetto fondatore ec., segniamo la maggior nostra impresa. (A) Ereditario, E-re-di-tà-ci-o. Add. [ m. Dell'eredità,] Che viene altrui per ragion d'eredità. — A Enditevole, sin. Lat. hacreddarius Gr. xXripovofjiQvfXiiiQi. Amet. 83 . Come propia nostra ereditaria ragiono tì doniamo. Remi . Star. 2. uf. Conciofossecosaché il suo Re fosse per venire in Italia con esercito per acquistare il Regno di Napoli * che per ragione ereditaria gli apparteneva. 2 — [Per simil.'] Declam. Quintil. C. Nè vollono che odiì creditorii sottcntrassono , acciocché le disamistadi più lungamente non durino. 3 — [ Usato anticam. in forza di sui. pei' ] Erede. Lai . haeres. Gr. jtKr^Qvópoi. Cr. pr. 2. Gli uomini lilialmente diventano ereditavi! della terra degl’iniqui. Rahdonut, (G) [\ — * (Mcd.) Dicesi, di male che si trasmette da padre in figlio.( A.O.) Ereditato , E-re-di-là-lo. Add. m. da Ereditare. Lat. ex haeredilale consequutus. Gr. ìt'krìpovop.n^iU. Segner. Mann. Febbr, 2 8. 1. Alla fede ereditata da que’ loro maggiori cc. hanno tolto il meglio ch’eli’abbia. Ereoitevole, E-rc-di-té-vo-le. Add. coni. y. A. l y . e di' Ereditario. Guid. G. Se medesima privoe deli’ creditevole signoria del reame. Ep.ee. * (Mit.) E-rè-c* Add. e sf. pi. Prste che si celebravano in Argo e in altre città della Grecia in onore di Giunone . ( Dal gr. here Giunone.) (Mit) Ereggere , E-rég-gc-rc. Att. anom. c n. pass. Lo stesso che Erigere, y. Ma è proprio dello stile sostenuto, e dicesi anche al fig. Lat. erigere. Gr. iytipnv. Dai.yit.PUt. Dedic. Sapranno ben ereggersi memorie indelebili , che ridiranno alla posterità quali furono. (A) Salvili. Inn. Sff. Io penso qui un vago tempio Ereggere, oracolo degli uoraini.(Pe) E Opp. Pese. 2. 23 g. E fabbricar ie travi, Ed eregger palagi, e lavorare Panni ec. (N) Eresi, * È-rcm. N. pr. m. Lat. Ilerem. ( Dall* ebr. liherem uccisione, distruzione , anatema , divozione, consecrazione. ) (B) Eremoi. * (Gcog.) E-rém-bi. Antichi popoli dell' Ambia. (Mit) Erembsio. * (Mil.) K-re-mè si-o. Soprannome di Giove adorato nell'io sola di Lesbo. (Dal gr. erenies mite, placido, tranquillo; onde ere- mesis quiete, sviamento.) (Mit) Eremia. * (Med.) E-re-mba, Sf. y. G. Lat. hcrernia. ( De ereinos placido , quieto.) Così dicesi da Galeno il riposo del polso , ossia quel picciolo intervallo di tempo che scorgesi tra la sistole e la diastoli delle arterie. i romito .—, Eremitano,si/?.£aZ.solitarius. Gr/ipri/juriKos. FitSS.Pad.Dopo molti anni era passato a vita eremitica e solitaria. Fit. S. Ant. Con umil preghiere e caldissime lo invitava ad inoltrarsi nello deserto in sua compagnia , per vita più eremitica. Buon. Pier. 4 • 5 . 3 . Mi si spiegò che ’1 suo torsi dal mondo Era , V avanzo breve de’ suoi giorni Viver vita eremitica. Fremito , E-re-mì-to. Sm. F. A. F. e di’ Eremita. Fit. SS. Pad. i. 101. Di uno esemplo che diede d’un eremito che Fu ingannato da un demonio. E 2. 181. Disse un santo ercinito , parlando della tentazione. E i. i 3 . Essendo quivi , in una villa presso , uno santo c antico eremito. Stor. Bari. 2. Prese da se medesimo abito di religione , e rnisesi al diserto , e per istare e vivere come cremilo, e per fuggire la vanità di questo mondo. (V) Cavale . Esp. Simb. 1.10 . Onde leggiamo d’ uno eremito , cc. (N) Erbmitor/o, E-re-mi-tò-ri-o. [Sm. Lo stesso che Eremitaggio. Fi] Fit. S. Ant . Baldanzoso e glorificante l’altissimo Iddio, se ne tornava allo suo boschereccio eremitorio. Eremitoro , E-re-mi-tò-ro. [«Vw. F. A. Lo stesso che ] Eremitorio. [F, e di' Eremitaggio.] Alam. Gir. n. g8. Ed io li presso un santo cre- mitorio Andai. Eremo, É-re-mo. [V m.] Luogo solitario e deserto , e dove abitano gli ei'entiti. Lat. oremus, solitudo , locus descrtus. Gr. Iprigos. (Anche in ar. erma vai terra desolata , vacua e deserta. ) Mor. S. Greg , Che offesa di conversazione nc potette far quegli il quale dell’ eremo non si parti mai? 2 — [Per simil.] Cr. 2. 16. 3 . Si riduce ( il campo) per secchezza in solitudine d’ cremo. 3 — [Ed m ptit largo sign. Luogo di pianura o di montagna arenosa e sterile.] Cr. 2. 25 • 8. Sono ancora certi luoghi che, o in piano o in monte ch’e’sieno , sono di perpetua sterilità; e questi s’appellano eremi, ovyero diserti renosi. Eremo diff. da Eremitaggio. Questo è più particolare , quello più generale. Jl primo può usurpare altri significati o per similitudine o per meta fora j il secondo no. Egemone f * E-re-mó-ne. N. pr. m. ( (n gr. eremos , e,ou placido, mite. In islavo orumenjcn imbellettato, ini ted. ermahnen confortare .)—Primo re conosciuto d'Irlanda. (Van) Erf.mperto , * E-rem pèr-to. IV. pr. m. Lo stesso che Eriberlo. F. (B) Erena,* E-rc-na. IV. pr. m. Lat. Erena. (Dal gr. eirene o sia irene pace.)(B) * (Gepg.) E-rè-ni-a. Ant- ciu della Grecia, vicino a MegarafG ) Eremi. * (Geog.) E-rè-ni-i. Monti Erenii. Catena di montagne della Sicdia che si estende in Fai Demonei denominali poi Monti Sori.(G) Eeennia , * E-rcn-nì*a- N. pr. f. Lat. Herennia. (V. Erennio.) (B) Erenniano,* E-ren-ni-à-no. IV. pr. m. (N. patr. di Erennio.) — Figlio di Odenato e di Zenobia , che portò il titolo di Augusto. (Van) Erennio, * Erèn-ni-o. N. pr. m. Lat. Herennius, (Dal gr. eri part. insep. accrescit., ed ennoos prudente , saggio , che vico da en in, e tìoos mente.) — Nome comune a molti illustri Romani. Cajo. Colui al quale Cicerone dedicò il suo libro della rettorica . — Colui che troncò il capo a Cicerone. —Senecione. Storico romano contemporaneo di Domiziano. — Filo. Fenicio che scrisse intorno al Regno di Adriano. (B) (Mit) Ereo , * E-rè-o, IV. pr. m. (Dal gr. ereo in dico, interrogo , annunzio. ) — Figlio di IJcaone , fondatore di Erea. (Mit) 2 — * (Geog.) Lat. Hereum. Antica cit. dell'isola di Sardegna. (G) Ereo. * (Arche.) Sm. Nome di uno de' mesi bùùiu, che cominciava il 2 3 settembre, (Mit) Eres. * (Mit.) Divinità che presedeva alla fabbricazione delle monete di rame , ed era padre del Dio Argentino.Deilo anche Es o Esculanus. (Dal lat. nei , aeris rame, bronzo- ) (Mit) Eresia , E-re-sì-a. [Sf Altre volte questa voce non prendevasi in cattinoti dinotando che Una scelta di opinione o di una setta ; ERETMEO vero divisione della deterniinazion della santa Chiesa; ed è eresia una delle figliuole della superbia, accompagnata sempre dall’arroganza. Pass. 224 - Dalla superbia nascono P eresie. G. F. 4 - 29. 1 • Con ar" mata inano difendeano la detta eresia. Borgh. Fesc. Fior. 562. È quanta differenza fra questi nomi, eresia e scisma : la prima pare che per uso generale importi seutire male de’ misteri e sagramenti della Chiesa, come Arrio fece della cquaiità delle divine Persone; ec. 2 — * Fig. Dicesi anche di Qualunque grosso sproposito ed errore iti fatto di letteratura, di belle arti, cc. (A) 3 — * (Icon.) Donna cogli occhi bendati , e prostesa sopra un am mas- so di libri. (Mit) Eresiarca, E-re-si-àr-ca. [Sm.Pl. Eresiarcbi e anticam. Eresiarche. F.G-] Capo o Fondatore d'eretica setta .—, Eresiomaco, sin. Lat. haeresiarca. Gr. a.ìp*l ?a n ' CO fontana , erettore dell’ obelisco in Vaticano. (A) ~~ CAnat.) Erettore è anche il nome de’ muscoli che principalmente ricorrono all’ erezione di alcune parli del corpo. F oc. Dis. Eretti della clitoride. (A) trice , E-ret-tri-ce. Ferb. f. di Ereggere o Erigere. Che eregge , Ere” 6 !e,ve erigere. Cocch. Lez. (A) i TAu °ne , * E-reu-ta-lió-ne. N. pr. m. (Dal gr. eri part. accrescit. sep., ed evlhales, eos florido, che vien da ev bene, e thaleo io fiori- Erbtt ’ -àrcade fòrtissimo , vinto ed ucciso da Nestore. (Mit) ■* (Fisiol.) E-rct-ti-li*tà. Sf. Nome dato tanto al modo di pr ° n . e Ael preteso tessuto erettile , che così gli si assegnò qual pro- te ' a particolare, quanto ad ogni dilatazione spontanea d’ una par- Erp’ ‘Pfnbuìquc siane il carattere. Lat.erectilitas. (fl .erettile.')!, A.O.) V1 - (Mit. Maom.) E-rè-vi. Nome di un ordine religioso di Maometti S cosi nominato dal suo fondatore Erevis, che fiorì al tempo di d r av ttn ’ sec °ndo imperatore ottomano nella Persia, allora capitano impero. (Van) En e * (Gcog.) E-rè-zi-i. Antichi popoli dell Asia Minore. (G) n„i, SE ’ E-re-zió-ne. [A’/T] osi, di Eretto. [ L'atto di erigere, d’in- p a ( e d Lai. erectio. Gr ixapais. » Baldin. Fit. Beni. Tali furono a , C p l0 . nc dell’ agnglia di Navona , e la scala regia. (A) duro ISI0 *’) ’b’tato di un organo che da molle e floscio, diventa rigido, lo - ,r Sfnfio in forza dell’ accumulazione del sangue nel suo tessu- La* f ,C * fi pene, della clitoride , de'capezzoìi ec. Salvili. Cas. tff. *on a ? lone penso, si è , perchè Priapo senza il teso virile mai q u „_. si v . e< * e: laddove i Satiri sovente senza erezione, come anche in 3 '- (Ee e |7 ia r. (A) . (A ’ 0 > CN) o sìm'r ' 'licesi anche per Fondazione di canonicato, di cappella, ^u s ; S '^' wr : Mann.Marz. ig.3. L’erezione d’un seminario, d’una Potivi} Un e^'ostro , d'un monastero di vergini care a Cristo ,»(Qui Eiì ( ., r anche avere il significato del $. 1 .) (N) gli .(Gcog.) E-fùrt, Erfort. Lat. Erfurtum, Erfordia. Città definiste ^ If russuI,li nella provincia di Sassonia. (G) n un J* E ’ * Er-ga-mè-ne. N. pr.m. (In gr. questa voce vale lauguido, », guido Se ì ,erante ne ‘da fatica; da ergon fatica, opera, ed amenes lan- Erca ne » vJJ. non dura.)— Re d'Etiopia. (Mit) r di vù r ' ' Er-gà-ne. Soprannome di Minerva, come inventrice » Ergatide, sin. (Dal gf. ergon opera, arte.) (Mit) e*» (Ge°g.) Er-gastè-ri-a. Antica città della Troade. (G) dell a c (Arche.) Er-gà-sti-ne. Giovani donzelle scelte ed incaricate Ce «io« U f a 'essere il peplo o veste di Minerva, che portavasi proti '‘l'SaznL me . n '° nelle Feste Panatenee. ( Dal gr. ergasteon verb. di F ' Bc * s To U) e J-° opero, lavoro.) (Mit) '‘carne,,} ^'"ga-sto-lo. [Ani.] F. L. [Prigione in cui si tenevano an- c er e r ■ e Sii schiavi incatenati a lavorare : oggi si prende per Car- ( V. i’ ( ,. re "! ss "P 0 -l —, Ergastolo, sin. Lai. erg ctulum. Gr, ’f yx-rrép,zv. ' n Conten' 111 ' Frgasline. Alcuni traggono questo nome dal gr. ergo tutti it «°. (inchiodo. ) Segn. Pred. g. 6 . Dn che tollera insieme e d tnenl * e st ‘t e o di fame ec., e di c ERICA. 85 ? Strare guanti mali si possono fi- aa ‘W’ <,Cn *- ln > ergastolo. Face 1 e di’] Ergastolo. Tac. Dav. Post Cc ' r ia d Ur nc ’° ne ^ fecondo libro lamentarsi uno tenuto per debito in —» 1 . Sorta di ni'mi/.nn nkinn.,1. Ai.nn.Ii.t, ...ni. «I Innim. ^jj PjÌVÌO comunis- ‘" G >TA. » a s °rt a di prigione, chiamata ergastoli, usati al tempo }‘ n iu per, - ecc *) Er-gà-ta. Sf. F. G. Strumento meccanico ». ( Ita eiv r ,,‘, r ‘ ra alzare pesi-, volgarmente detto Argano. Lat. ergata. R » 4 T| Ue. * ìv?? 16 . 13 ’ °"de ergation istrumcnto.) (Van) '■‘'Sane. F Er-gà-ti-de. Soprannome di Minerva , lo ftesso che Ercàvia. * (Gcog.) Er-gà-vi-a, Ergavica. Antica città de’ Celliberi, nella Spagna Tarragonese. (G) Ebcazie. * (Arche.) Er-gà-zi-e. Add. e sf. pi. Feste che si celebravano a Sparta in onore di Ercole ed in memoria delle sue fatiche. (Dal gr. ergon opera.) (Mit) Esgenha, * Er-gèn-na. N. pr. m. (In gr. vai prudente, perito ne’lavori ; da ergon opera , ed ennoos prudente, saggio .)—Celebre indovino d’Eiruria. (Mit) Ergekzio. * (Geog.)Er gèn-zi-o. Lat. Ergetium. Ant.cit. della Sicilia.(G) Ergeo, ’ Er-gè-o. N. pr. m. ( Dal gr. ergyoo io restringo, rinchiudo.) Padre ili Celeno. (Mit) Ergere , Èr-ge-re. Alt. [ sino, di Erigere. F. e F. Alzare.] Lat. erigere, attollere. Gr. zvccipuv, iydptiv. 2 — * Attrarre, Tirare a se. March. Lucr. libr. 6 . Che natura erga da tutto II mar molti principii , apertamente Nel dimostrali le vesti in riva all’acque Appese. E appresso: Inoltre io sopra t’insegnai che molto Ergon anche d’umor 1’ aeree nubi. (Br) 3 — Per metaf. Sollevare. Segner. Mann. Ag. 16 . 3. Egli ti ergerà per contrario a speranze certe di quella gloria, ec. (V) 4 — * Fare insuperbire, Dar cagione d’insuperbire. Com. Dant. Purg. io. La mente loro è gravata dalla infermitadc della superbia , la quale fa porre loro la speme nelle potenze mondane, c che li erge per lo antico sangue o per cose terrene. (N) 5 — [ l’atomo = Insuperbirsi .] Com. Inf. tf. Pallas .... prese forma d’ una vecchia, e con belle parole correggeva questa folle, che non ergesse si l’animo per questa sua arte. 6 — JV. pass. [ Innalzarsi. ] Dant. Ini. io. 35. I’ avea già ’l mio viso nel suo litio, Ed ei s’ergea col petto e colla fronte, Come avesse lo ’nferno in gran despitto. 7 — Per metaf. (Dicesi di cose morali .] Petr. canz. 8 . f. S’erge la speme, e poi non sa star ferina. 8 — [Levarsi ad ira, Adirarsi.] Guid- G. Si erse contro a lui con molte villane parole. E altrove : E in oficnsionc de’suoi nimici veramente si potesse ergere festereccia. 9 — [ Dello di cavalli e simili vale Ir.nalberarsi.] Frane. Sacch. Rim , 62 . Com’ io salii su un mulo maladelto , Subito s’erse, ed annodò la schiena. > — (E n. assi G. F. 8 . 55. if Cominciarono a ferire co’bastoni detti Godendach alle teste de’destrieri de’Franceschi, e faceangli rin- vertire ed ergere indietro. »M.F. 3.8 .Dn destriere adombrò ed erse.(P) Ergias, * Er-gi-as. N. pr. m. ( Dal gr. ergyoo io restringo, rinchiudo.) — Filosofo di Rodi che scrisse la storia della sua patria. (Mit) Fucino , * ’Er-gì-no. N. pr. m. Lat. Erginus. ( Dal gr. ergon lavoro , opera , ed inis fanciullo : Fanciullo operoso , lavoratore. ) — Re dì Òrcomene, ucciso da Ercole. — Uno degli Argonauti, successore di Tifi nel governo della nave. (B) (Mit) a — * (Geog.) Lat. Erginus. Antico fiume della Tracia. (G) Ergizio.. * (Gcog.) Er-gi-zi-o. Lai. Ergitium. Ant. cit. nell’Apatia. (G) Ergo , Er-go. Avv. F. L. che significa Dunque, e serve a conchiudere un argomento. ( Questa voce trovasi intera nel dialetto dell’ isola di Procida. ) Menz. sat. 2 . Ecco io rispondo : Ergo a colui che impera Dona lo scettro un tal timor vigliacco , Che spesso annida in la volgare schiera. (V) 2 — Onde Venire all’ ergo = Fenire alla conclusione. Jac. Sold.sat. 3. Ma lasciam fare a lui ec. Noi, venendo all’ ergo, Diciarn che il basso satiresco stile, Canzonando, ritrova le magagne. (V) Ergotele , * Er-gò-te-le. N. pr. m. Lat. Ergotcles. ( Dal verbo ergoo io lavoro, c telos perfezione: Chi lavora a perfezione. ) (B) Eri , * E-ri, Er. N. pr. m. Lat. Her. ( Dal gr. eris rissa, lite, contesa ; e però vale Litigioso. ) (B) Eria, *É-ri-a. N. pr. m■ (Dal gr. fieri di buon mattino : Nato di buon mattino .)—Re di Cipro che edificò il tempio diFenere inPajò.QiìiV) 2 — * (Mit.) Soprannome di Mrnerva , cioè Aeria. (Mit) Erialo , * E-ri-a-lo. IV. pr. m. (Dai gr. eriole tempesta. ) — Capitano tmjano ucciso da Patroclo. (Mit) Emani. * (St. Eccl.) E-ri-à-ni. F. e di’ Ariani. (Ber) Erianto. * (Bot.) E-ri-àn-to. Sm. F. G. Lat. crianthum. ( Da erion lana , ed anthos fiore. ) Genere di piante così denominale dalle loro glume esteriori guernite di folli peti. (Van) Eribaldo, * E-ri-bàl-do , Eriboldo. N. pr. m. Lat. Eribaldus. (Dal tcd. heer esercito, e baldig pronto : Pronto ad agir nell’ esercito , Presto a recarvisi. ) (B) Erigano. * (Geog.) E-ri-bà-no. Lai. Eribaoum. Antica città d’ Italia nella Campania. (G) Eiubea ,* E-ri-bò-a. N. pr.fi (Dal gr. eriboos clamoroso, che vien da eri part- accrescit., e boao io schiamazzo.) —Moglie di Telamone, madre di Ajace. F. Peribea.— Falorosa Amazzone uccisa da Ercole. (Mit) 2 — *(Gcog.) Lat. Y.rìhac. 0 . Ant.cit.della Macedonia.—della Bilinin. (G) ERiBEA.*(Mit.) Sopran.di Giunone, datole da Omero, e significa Netnica di Io cambiala in vacca. (Dal gr. eris querela, e dal lat. bus bue.) (Mit) Eriberto , * E-ri-bèr-to, Eremperto , Erberto, Ariberto. N. pr. ni. Lat. Heribertus. ( Dal ted. heer esercito, e beherzt coraggioso : Coraggioso nell’esercito. ) (B) Eribio. * (Geog.) E-ri-bi-o.^nti'ca cittadella Grecia,postaalle falde del monte Parnaso. (Mit) Eriboldo, * E-ri-bòl-do. N. pr. m. Lo stesso che Eribaldo. F. (B) Eribote , * E-ri-bò-te, Euribate. N. pr. in. ( Dal gr. eri part. accresr; iusep. , e bateo io vo: Chi va in fretta , velocemente. ) — Figlio di Teleone, e medico degli Argonauti, (Mit) Eribromo. * (Mit.) E-ri-brò-mo. Soprannome di Bacco. ( Dal gr. cri part. accres. insep., e bromos fragore; Fragorosissimo.) (Mit) Eric. * N. pr., m. Lo stesso che Erico. F. (B) Erica. (Bot.) E-ri-ca. Sf. Genere di Piante dell’ottandria monoginia, che dà il nome alla famiglia cui appartiene, ed è caratterizzato dal 86 ERIGE calice di quattro foglioline ^ la corolla monopetala quatrifida , le antere bifide , e la capsola /j-loculare. (Gali) (N) _ 3 — Specie di suffrutice , comune neooschi , astringente^ e le cui cima si adoperano in Iscozia qual ingrediente nella birra}delta anche volgarmente Brentoli, Crecchia, Scopa meschina , Sorcelli così dagli antichi chiamata , perchè supponevasi in essa la virtù distogliere i-calcoli della vescica. Lat. erica tetralix Lio. ( Dal gi\ erico io spezzo. ) (Gali) (A.. 0.) (N) . „ Frice , * E-ri-ce. N. pi\ m. Lat. Eryx. (Dal gr. enxo fut. di eifco io contengo , impedisco , conservo. ) — Figliuolo di Rute e di Venere , re di una parte della Sicilia , ucciso da Ercole . (Mit) 2 _ * (Geog.) Città e monte della Sicilia consacrati a Venere . (G) Erice.* (Zool.) Sm. Geuei'e di serpenti che differisce dal boa per una coda mollo corta ed ottusa e certe piastre ventrali più larghe , caratteri che lo avvicinano al lortrix. (Van) (N) ERicEo,*K-ri-eè-o. Add.pr. m. Appartenente ad Erica. Mattiol.Bergf N) Erigete, * E-ri-cè-te. N. pr. m. (Dal gr. eri pari, accrescit. insep. , e cetcios o sia celios grande. Nella stèssa lingua ericfdes vale molto illustre, glorioso, da eri , e da cydos gloria.) — Capitano laconio , ucciso da Messapo. (Mit) Ericia. * (Gcog.) É-ri-ci-a. Piccola città della Grecia nell' Attica• (G) Ebicina. * (Mit ) E'ri-cì-na, Soprannome di Venere , preso dal monte Elice , od era il più ricco de' suoi templi . (Mit) 2 — (Bot.) Add. f. Dicesi Lingua er ìc hux quella pianta chi volgarmente è detta Petacciuola. V. (Gali) Ericino. * (Gcog.) E-ri-cì-no. Lat • Erieirmm. Antica città della Macedonia. — delT isola di Sardegna. (G) Ekicumese , * E-ri-cli-inè-ne. N. pr. m. ( Dal gr. heraclees Ercole , e menos robustezza : Robustezza di Ercole. ) — Figlio di Nettuno e di Astifìle , forse lo stesso che Pendimene. (Mit) Erico, * E-ri-co, Eric, Erigo, Enrigo,cc. N. pr. m. L.o stesso che Enrico. V. Lai. Ilcnricns. ( V. Enrico cd Errico ;) — Nome di quattordici re di Svezia e sei di Danimarca. (B) (Van) Erictone. * (Astr.) E-rì cto-ne. N.pr. m. V' e di' Erittonio. ( Dal gr. eris rissa,e chthon terra; cioè Nato dalla terra in tempo di una rissa fra Giove e Vulcano. ) (Van) Eiucusa.* (Geog.) E-ri-cù-sa. Antica isola del mar Jonio , in vicinanza di Corcira. — Una delle isole eolie o di Lipari. (G) ERiDANATo.*(Mit)E-ri-da-nà-lo.A , o/ 7 iYm.(A ’Ercole adorato a 7 Yu vinto.(Mit) Erioano, * E-ri-dà-no. N. pr. m. Lo stesso che Fetonte. ( Dal gr. en- dines assai vorticoso che vien da eri part. accrescit. insep., e dinas turbine, giro, onde dinas vorticoso. Può anche trarsi da eri, c da danos arido, dono. ) (Mit) 2 —- (Geog. e Astr.) Propriamente è nome del fiume Po; ma si usa anche ira gli astronomi come nome di una costellazione dell'emisfero meridional ^;, rappresentata a guisa di fiume. (A) ERiDE.*(Mit.)E-ri-de. Dea della discordia (Osi gr. eris, eridos rissa.)(MÌt) Eridemo.* (Mit.) E-ri*dè-mo. Soprannome di Giove adorato a Rodi. (In gr .Eridemo vai grande edificatore o domatore; da eri part, accresc. insep. , e demo io edifico, io domo. ) (MB) Eriè. * (Geog.) E-ri-è. Lago dell' America meridionale. —* JSome di due contee , di una città ec. degli Stati Uniti. (G) Erifàne , * E-rì-fa-ne. N. pr. f. ( Dal gr. eri part. aecr. insep., e pha- nos splendido.) —Poetessa greca amante non coirisposla del cacciatore Menalfo, (Mil) Erifia. * (Bot.) E'i’i-G-a. Sf. V . G. T^at. eriphia.(Da eripkos capretto.) Plinio dà questo nome ad una pianta che nel suo fusto contiene un insetto , il cui ronzio imita in qualche modo il belare del capretto. Ma Brown se n'è seivitopcr indicale una pianta della Giatnmnicaf G) Empia. * N. pr. f ( V. erijìa , sf. ) — Una delle Najadi che allevarono Bacco. (Mit) Erifida,* E-rì-fi-da. N.pr. m. (Dal gr. eri part. accr. insep,, c da phuhn parco .)—Spartano spedilo in Eraclea per sedarvi una sollevazione.(J\l\V) Erifile,* E-ri-fì-lc. N.pr. f (Dal gr. evi part. accr. insep., e da phile amicizia, ovvero philos amico.)— Figliuola di Taìao, sorella di Adrasto , moglie di Ànfiarao che tradii e madre di Alcmeone da cui fu uccisa. (B) (Mit) Erige. * (Bot.) E-ri-ge. Sm. Lo stesso che Eringio. V. (N) Erigenza , E-ri-gèn-sa. [Sf V. Ai] Erezione. Lat. clevatio, ercctio. Gr. òlptTts. Fr. Giord■ Pred. B. Mantenevano la erigenza devota del cuore in Dio. ( Qui per metaf. ) Erigere, E-rìge-re. [Alt. anom.] Innalzare , [Rizzare , lavare in alto , Sollevare. —,Ereggere, Ergere, Adergere, sin.] Lai. erigere, elevare. Gr. OCtpSlV , fASTSOJpi^iH'. 2 — [E n, pass. Sollevarsi, Innalzarsi. ] Fr. Giord . Pred. R. Alle affettuose commozioni si erigevano col cuore tutto in Dio.f Qui fìgur.J Erigerò. (Bot.) E-rì-ge-ro. Sm. Lo stesso che Erigerone. V . (A) Mat- tiol . Landin. ec. Berg. (N) ' ~ “ * Sm. VG . T^at. erygeron. ( Da eri ERINQ si uccise , c da Giove fu posta tra le costellazioni , ov' è conosciuta sotto li nome della Vergine. — Figlia di Esisto e di Clileimestru » moglie diOresie.{ B) (Mit) a —*(Gcog.) Lat. Erigonus..,4«/.y?. della Macedonia,oggiY\sh'r&i°-{&) Erigono , * E-rì-go-no. N. pr. m. (V. trigone.) —Antico pittore di cui parla Plinio . (Mit) V 2 — * (Geog.) Antico Jìume di Tracia . (Mit) Erile , E-n-le. Add. com. V. L . Padronale. Lat. hcrilis. Gr.hffiron*^ Valvas. Cuce . 1 . 53. Onde la casa eril ciascun si piglia A custodia con ineffahil zelo. (M) E 4- ^8. E poi, quasi un del gregge , al fi 11 del giorno Tornar al tetto deli’eril soggiorno. (Min) Erili .0 , * E-rìMo. N. pr. m. dim. di Èrcole. — Celebre filosofo di Calcedonio , contemporaneo di Zenone. — Filosofo di Cartagine > discepolo di Zenone. (B) (Mit) Erilo , * É-ri-lo. N. pr. ni. (Dal gr. eri part. accr. insep., ed ileos prò* pizio.) — Re di Preneste , ucciso da Evandro. (Mit) EniMAKTE,*E-i'ì-màn-te. N. pr. m. (Dal gr. eri part.accr. insep., e manti* indovino .)—Guerriero trojnno ucciso da Merlane.—da Patroclo. (Mi*) Erimantide, * E-ri-màn-ti-dc. Add. pr. com. Di Erimanto. —, Eri* manzio , sin. — Soprannome di Calisto , madre di Arcade , trasfot’’ mata iti Orsa sul monte Erimanto. (Mit) Erimantiuo, * (Astr.) E-ri-màn-lwlo. Lo stesso che Artofilace, cioè Cw slode dell'Orsa erimantide • (Mit) Erimanto,* E-ri-màn-to. N. pr. m. Lat.\Li'Ìmiì,nto3.(y.Erimante.)~Figli° & Ai cade^ padre di FCanto. —Figlio di Apollo accecalo daV e/ 2 e/v?.(li)(MB) 2 — (Geog.) Monte d'Arcadia . celebre pel suo cinghiate preso vivo da Ercole. (Mil) ° 1 Erimanzio, * E-ri-màu-zi-o. Add. pr. m. Dì Erimanto. Lo stesso che Erimantide ; ma dicesi più propriamente del cinghiale d' Erimanto vinto da Ercole. (Mit) Erimberga, * E-rim-bèr-ga. N. pr. f Lat. Erimberga. (Dal tcd. herbeTg s alloggio ; c però suona ospitale.) (B) ERiMNEA.*(Geog,)E-rÌm-nc-a. Ant.cii.delìa Tessaglia.—di Magnesia. (M'O Erimneo , * E-rim-nè-o. N.pr. m. (Dal gr. eri part. accr. insep., e tnneiU o mma memoria : Di molta memoria. Può anche trarsi da erfiu.ios munito , sicuro, o da erfmnoo io munisco e rendo sicuro.) «— FU 0 ’ sofo peripatetico ateniese. (Mit) Erimo , * E-ri-mo. N. pr. m. (t)al gr. avvine io custodisco , conservo*) — Padre di Abdero. (Mit) Ebina. * (Chir.) E-rì-na. V . G. Lat. eryna. ( Da eryo io traggo» tikO.)P 2 ceo/o strumento d imo o due uncini j>er alzare e sostenere 1° parti che vagliatisi tagliare, per rendere piu agevole l'operazione. (A. f l) Erindets. * (Geog.) E-rin-dè-te. Antico fiume et Asia d confini i^gno de' Parti. (G) Erine. (Mit.) E-rì-nc. [Sf. V. G. PI. Erine. Lo stesso che] Furia io* fernale, [ed era propriamente il nome della principale tra esse Furie- —, Erinnc, sin. Ma pi i adoperale nel nwn. del più , ed allora 6 sin. di Erinni , Erinne , Erinnidi, Erinnie, Eumenidi. Secondo favola erano tre , chiamate Aietto, Tesifbne e Megera.] Lat. Eri fl * nys. Gr. Kpiwvs. ( Dall’ chr. o fon. hhehherim addire a morte, eoo' sacrare alla perdizione , percuoter di anatema. ) Dani. luf. g. fi' E quei , clic ben conobbe le meschine Della regina dell’ eterno pia* 1 * 0 ’ Guarda , mi disse , le feroci Erine. But. Inf. g. 1 . Alcuna volta gramatica le chiama Furie , come detto è di sopra; alcuna volta E' vine,come detloè avale,che viene a dire discordia,ovvero combattimento* Erineo. * (Geog.) E*ri-nè*o. Lat. Erineus. Antica città della Grec ìU nella Focide. — Antico fiume della Sicilia. (G) Erinro. * (Bot.) Sm. Lai. erincum (Dal gr. eri teos fico selvatico; p°l' che vive prosperamente su le foglie di quest’albero. ) Genere & fanghi parassiti interni, che vivono sulle fòglie di varie piante ,/ nuncono molto alle loro funzioni : sono caratterizzati da tubi cih lt ' dricì o turbinali , fiancati alla cima, e riunitigli imi con gli altri f ^ Ertnfred-),* E-rin-fré-do. N. pr. m. Lat. Eriufridus. ( Dal tcd. hen* ù frie.de pace de’ signori. ) (B) Eringe. (Bot-) E’i’iii-ge. Sf. Lo stesso che Eringio. V. Sannaz. A ,c ^ g. La strana potenza della spinosa eringe, notissima erba nei nod r la radice della quale ripresenta alle volte similitudine del scj* Pf: liti vi Eringio. Li , la radice della quale ripresenta alle volte similitudine del scjj. rilc o femmineo. (Alcune buone edizioni leggono Erige.) (Aq) (./ * ?gio. * (Bot.) E-rìn gi-o. Sm.V.G . Lat. eryngium. (Da erfngos i ,1, Tinnita nnn.'ln .1^,1 n.U — J.. _ __ .II. V fW' ìeacen-sqwimosi , il ricettacolo paleacca, ed ì fiori in capolini, 1“ c \ conformazione rappresenta la barba della capra. La più comune di u ‘ piante è quella delta volgarmente Calcatreppola, Calcatrappolo , E> t ’ j da colica , Cardone a cento capi, ec. eryngium campestre Lin. La * ,1 ‘ radice ritenuta diuretica ed emenagoga f u messa nel numero dej. cinque radici aper.tive ; gli antichi le attribuivano la virtù di /'C rendere tutte la ventosità e ruttare, d'onde alcuni ne traggo' 10 nome. — JEringe , Erige, Iringo, sin. (Aq) (A. O.) (N) t.Sf.PI. Erinne ed Erinni, y. (y. Erinei)CaT- J ca l’odioso nume Della crudele c spaventosa Ebigerone. * (Bot.) E-ri-ge-ró-ne. .. . „ „ _ . part. accrescit. insep., e geron vecchio, la qual voce è sinonima. del ? !' . . v y senecio de’Latini , cioè cardonccllo , spellicciosa. ) Genere di piante Erinnì , * E-x-ìn-na. N. pr. f. Lat. Erinna. (V. Erine. ) — poelessù a .fiori composti, della singenesia superflua, famiglia delle corimbi - f.csbo, andai di Saffo. (B) (Mil) fere, caratterizzate dal calice embriccialo , il ricettacolo nudo «l i ” . fioretti del raggio trifidi ; così denominate dai fiocchi bianchi i quali vengono sostituiti ai loro fiori effimeri ; detta anche Sollecciola, bpel- licciosa, Pie d’ uccellino’ec. —, Erigerò, sin. (A) (Aq) (N) Erigmatodo. * (Med.) E-rig-ma-tò-do. Add. m. V. G. Lat. erygmatn- des. ( Da erygmos rutto, ed almodes pieno di vapori, che viene da attne vapore.) Epiteto de’morbi flatulenti e delle affezioni ipocondriache. (Aq) Erigo,* E-rì-go. 2V. pr. m. Lo stesso che Enrico. V. (B) Eric-onb , * E-rì-go-ne. N. pr. f. Lea. Erigone. ( Dal gr. eri di mattina, e gone oganos generazione: Generato di mattina. Dalle stesse radici viene erigenia aurora.)— figlia, d’icario , che per dolore della morie del padre ili Erinhe. (Mit ) E rin-ne., 7 . 8 72 . In questa buca i ouioso nume uena crudele c spav rinne Gittossi , e dismorbò 1’ aura di sopra. (B) le Erisni.*(Mìi.) E-rìu-ni. Soprannome di Cerere preso dal furore j cagionò t insulto di Nettuno , quando la rese madre di fatte- ( u gr. erynujo io cado in furore. (Mit) 2 — * Usato più commi, come pi. di Erinne. V. Olii) v . nC' Erissidi.* (Mit.) E-rìu-ui-di. Sf. U. poet. Lo stesso die Erintii ede- 11 U. Salv. Iliad. 2tf5. E l’odiose Erinnidi chiamoe. (Pe) e ? Erisnio. * (Mit.) E-rin-ni-o. Soprannome di Mercurio. (Cosi dell 0 1 P che conduce le anime reprobe, in poter dell’ Erinni.) (Mit) /V/x«' Eriko, * (Bot.) E ri-no, Sm. V- G. Lat. erinus. (Da erion lana ) ^ ERIOC re di jjìante a fiori polipetali, della didìnamia angiospcrma , fami' delle primule , caratterizzato dal calice diviso in cinque lacinie , *a corolla tubulosa col lembo diviso in cinque lacinie eguali bifide , c « capso/a biloculare colla placenta lìbera centrale$ così denomi- dalla lanugine che ricopre i loro fusti , o da una delle sue specie p e tutta pelosa. (Aq) (JS) Fr!° C * * f r ‘ m ‘ Lai. Enoch. ( DaU’cbr. erech lungo.) (B) I° CaUlo * * (Bot.) E-iio-cà-u-lo. Sm. F*G. eriocaulon. (Da erion ». e caytos fusto.) Genere di piante unilobee , della tetrandrìa 'finita , famiglia delle rcstiacee , caratterizzate dal capolino andrò * *o con involucri squamosi , i perianzii grandissimi e pelosi di quat- a sfiglioline, e la capsula moltiloculare con molli semi ; cosi ^minate dal loro stelo vellutato. (Aq) (N) ^cefalo. * (Bot.) E-rio-cè-fa-Io. Sm. F* G. Lat. erioceplialus. ( Da on lana , e cephale capo. ) Genere di piante esotiche della singe- €Sta Su perjlua , famiglia delle corimbifere , distinte da un calice Eri doppio ed i fiori in pannocchia , con i semi lanosi. (Van) (N) k°Fojto. * (Zool.) E-ri-ò-fo-ro. Sm. F. G. Lat. criophorus. (Damo/i pheìo io porto.) Vocabolo generico che s’applica a tutti ER1TRODANO 87 gàio tro deno, Eiì j ■ u-> animali che portano , o sono coperti di lana. (Vari) (Bot) Genere di piante della Lriantina monoginia,famiglia delle Peroidi , con i fiori in ispighe squamose , ed i semi cinti di lana lanca lunghissima , d* onde ha tratto il nome. (Aq) (N) . ' * Specie di cordone , così denominata dalla lanugine che ne Eairv^°^ re * Ca licì, ed è d' un bianco lucidissimo. (Va 11) (N) 0KO * * (Bot.) E-ri*tVgo-no. Sm. F. G. Lat. eriogonum. ( Da erion lit C % onvs P er S unOS fertile.) Genere di piante , da Michaux stabì- cr ° ne lla enneandria digitila , famiglia delle poligonee , con invola- ni* Can f (Ululato di molli fiori , il calice corallino diviso in sei laci- seme triquetro ,* così denominalo dal fusto peloso , singo- ..(Aq) (N) ed il . . . y ìit\n nienie a ^ c articolazioni. , ia^ 170 * * E-ri-o-iì-to. Stn. F. G. Lat. criolithis. ( Da erion na 1 e lithos pietra.) Genere di piante esotiche della poliandria mo- girila $ così denominate perchè hanno il frutto in forma di noce Eri*" 0 e Ve ^ ulata * (Aq) °^de, * E-n-ò-pi*dc. IV, pr.fi (Dal gr. eris rissa, ed opis , idos E ft , gastigo ; Punitricc delle risse.) — Moglie di Oileo. (Mit) e ° p !** A * * (Bot.) E-ri-ò-pi-la. Sfi F. G. Lat. eriopila. (Da enonluria, pilos globo , palla. ) Specie di piatite del genere duroja , il cui E"un^ ( ° è grosso come un uovo d’ oca e peloso . (Van) (^) * p Eano. * (Bot.) E-ri-o-spér-nio. Sm. F* G. Lat. eriosperraum. (Da V ' 1011 f a na, e sperma seme.) Genere di piante esotiche dell’ esandria Cogitila ,famiglia delle hliacee , colla corolla campanulata , ed f >a capala, superiore irihculare 5 così delle perchè i loro semi sono Entri ^ 1,1 Una s P e °i e dì lana , (Aq)(N) .° s temohe, * E-rio-stè-mo-oe. Sm. F. G. Lai. criostcmon. (Dacxvbrt c $temon stame.) Genere di piante esotiche , della decandna mo- s 0 ^ lnia i famiglia delle ruiacee , te quali fra gli altri caratteri pre- Znil nano dieci stami schiacciati coperti di lana. (Aq) ^hdo 5 * E-ri-pràn-do. N, pr. m. Lat. Eriprandus. (Dal ted. keer rcito ? e brand incendio : Incendio degli eserciti. ) (B) Pet^r (Bot.) E-rì-sa-mo. [Sm. F. G. Genere di piante a fiori poli- riz d e da letraclinamia siliquosa , famiglia delle crocifere , caralte - d a i a j° dal calice chiuso , e dalla siliqua tetragona ; così denominate che ÌOt 0 S( d u! ari effetti in medicina. La più comune specie è quella ttia' \ ?^ armenle dicesi Erba cornacchia , Erba crociona, Erba grana- Co/» 10 ’ Rapine, Rape selvatiche, Verbena maschia, ec-, si considera erv e P clt ° ra l e e lievemente tonica .—, Erisimo, Crisimo, lrione, sin.Lat. Cib lllìnrn °Bìcinale Lin. ] ( Da erfso fut. di cryo io couservo ; e Lil* motiv ° ^elle pretese virtù salutari di questa pianta. Lemerf. ) ' ? Ur ' rnalau. Quando la respirazione ce più difficile, adoperi la ddl' erisamo. * V * Eoisatp ’ ,( Ge °g-) K-ri-sa-na. Ani. cil. della Spagna nella Lusitania.{ G) fc R, siBE°» C^‘t-)É-ri-sa-tè-o. Svpran.di Apollo, adoralo neltAttica.!. Mit) JH a i' ,(B °0 E-rì-si-be. Sf. C.O. Lat. erysibo. ( Da eryii/'eruggine. nii,i/ il,J / ' L delle piante che consìste in una specie di ruggine, ossia J j n nca di cui si trovano asperse le foglie■ (Van) gÌEg.’r E-ri-si-ce. N. pr.f. (Dal gr. eris contesa, lite, ed icon iraa- j.' !,c Aètoo' a ^j e ^ c " a colitusa > Volto che ricorda le liti.) — Figlia di noveri ?' (Bot.) E-ri-si-cè-tro. [Sm. r.L.] Sorta di frutice basso, [nn- plrum "g'd.&enere de' legni medicinali. Aspalatò. ] Lat. trysisce- * Co «idè ■ Eiceit. Fior. 18. L’aspalato , secondo Dio- loso „ ’ ? c hiamato da alcuni crisicctro, cd c un arbuscello sarmen- ’ e «pinoso. - p 'isi (K . Er ■v li ri-sit-to-ne. N.pr. f. Lat. Erisicthon. Lo y. (Dal gr. eris lite , e c hlhoil terra : Nato i 1 contrastata.) (B) (Mit) .Archi.) E-ri-sme. Sf. pi. V. Ci*' * CArchi servitù.)— Figlio , * ‘(Bot.) E-ri-si-fc. Sf. V. G. Lat. erysiphe. (Da er r ub ^fi ruggine , cangiato il B in Ph. ) Fonie dato a diverse « fipghi, appartenenti agli uredo, agli ccidu ec., che nascono . ..-(yL-s t Uetì d, e nuocono alla loro vegetazione .—, Ensifea, sin .(Va X- S) ( / E ’ S,FEA - * (Bot.) E-ri-ei-fè-a. Sf. Lo stesso che Erxsife. e ':‘ ko - * (Bot.) E-ri-si-mo. Sm. Lo stesso che Erisamo. E.(Aq)O a“) ^isipeia. * (Mcd.) E-ri-si-nè la. Sf. Lo stesso che Bisipola. V. Lat. ^.'Ssipclas. G1-.jpijTiVt7.ocs. (Dal gr. erfso fut. di ery o io traggo, e pelaste jacno ; perchè questo male ai estende alle parti vicine, e quasi a se le ae. ) [Van) . . “'S'PEt.vroso. (Med.) E-ri-si-pe-la-tó-so. Add. [m. Lo stesso c/ieRisipo- l)il° S ° ^^ l' xv d■ cons. t. 281. Mescolandosi dunque il sangue e a tlascci 'à il llcmmoue erisipelatoso. ^ r ’«TTO»e,* E ri-cit-l- "• - - 8l tone m terra stesso che Ere- in terra di liti, “"a coni-' P L E. G. Lat. eristnae. ( Da crisma lustri ed n 3 a° j C CU:i l >erc * l< '' fati^contrasto al piegarsi de’muri.) Dt- 1 c u detti anche Anteridi., per sostenere i muri , ajjinchè non pieghino o cadano ; nelle opere militari sì chiamano volgarmente Sacttoni. (Aq) (Van) Erissena, * E-ris-sè-na. N. pr. f Lat. Erixena. (Dal gr. erixis frattura, ed enoo io scuoto : Chi scuote e rompe.) (B) Erisso , * E-ris-so. N. pr. m. (Dal gr. ery so fut. di eryo io conservo ; e vai Conservatore.) — Cavaliere romano condannato dal popolo per aver fatto morire il figlio sotto la sferza. (Mit) 3 ■— * ; Y. pr. f — Madre di Batto che uccise il tiranno Learco. (Mit) Eristica.* (Leti.) Eri-sti-ca. Sfi F. G. Lat. cristice. ( Da eristes litigatcrc.) Arte contenziosa in cui si distinguevano i sofisti, i quali con sottili e storte interrogazioni e con fallaci conseguenze si sforzavano di accalappiare l’avversario ; detta Solìstica, ed anche Polemica. (Aq) (Van) Eristico. (Lelt.) E-rì-sli-co. Add. m. Aggiunto che si dà alle cose polemiche, o che sono in acerrima controversia, o che passano iconfini della decenza. Lami, Fov. Letier. (A) 2 — * (l'ilos.) E perciò si disse Eristica la scuola di Megara che di- letlavasi delle più acri controversie. (Van) EritAco. (Zool.) E-ri-ta-co. [Sm. F. G.) Sorta di uccello [ solitario , così detto dal color del suo petto, che è rosso. Il nostro Pettirosso è Un uccello diverso , sebbene latinamente anche così detto.) Lat. erytlia- cus. (Da ercvthos rossore.) Car. leu. 2. /jg. Nel quarto farei un eritaco , uccello tanto solitario, che di lui si scrive che non sene ritrovano mai due in un bosco medesimo, Eritalide.* (Bot.) E-ri-tà-li-dc. Sf. F. G. Lat. eritalis. ( Da eri parti- cella intens., e da thallo io verdeggio.) Genere di piante esotiche a Jìori monopetali, delia pentandvia monoginia, famiglia delle rubiacee , le quali si distinguono dal calice orciolaio cinquedenlato, la corolla imbutiforme , ed una bacca con dieci locularnenti e dieci semi. Esse hanno un fogliame d'un verde carico e lucente. (Aq) (N) Eritea , * E-ri-té-a. N. pr. f. Lat. erevthea. (Dal gr. erevthes , eos rubicondo.) — Figliuola di Gerione. (Mit) 3 •— * (Geog.) Brilla. Antica isola o provincia rinomala presso i poeti, che ne fanno il regno di Gerione. (Mit) Eriteide. * (Mit.) E-ri-tè-i-de. N. pr. f. — Una delle Esperidi cangiala in olmo. ( Dal gr. eritheia, cioè erithia contesa, servitù.) (Mit) 2 — " Preda eriteide : Così diccvasi il bottino di Eritea , ossia gli armenti di Gerione involati da Ercole. (Vau) Eritema. (Chic.) E-ri-tc-ma. Sm. F. G. Lat. erythema. ( Da erevlhema rossore. ) Rossore infiammatorio. (Aq) (A. 0 .) Eritematico.* (Cbir.) E-ri-tc-mà-ti-co.^ 4 dd. m. Che appartiene all’ eritema, Lat. erithematicus. (A.O ) Eritja. * (Geog.) E-ri-ti-a. Lo stesso che Eritea. V. (G) Eritino. * (Zool.) E ri tì-no. Sm. Lo stesso che Entrino. F. Salvia. Opp. pese. 1. 182. E vermigli eritinì e cetre e triglie. (N) ERtTio,*E-ri-ti-o. F. pr. m. (Dal gr. erithia contesa di Atamante e di Femisto.(Mit) 2 — * (Mit.) Soprannome di Apollo. (Mit) Erito, * E-ri-to. F-pr. m. Lai. Erithus. (Dal gr. eriihos chi maneggia la lana , agricoltore.) (B) Eritone, * E-rì-to-ne. F. pr.f Lo stesso che Eritto.^C (Dal gr. erictos, e, on rotto. ) Dani. Inf. g. (N) Eritea , * E-ri-tra. F. pr. m. Lo stesso che Eritro. F- (Dal gr. ery- thros rosso.) (Mit) 2 — * (Geog.) Antica città della Beozia. — della Locride. — della Libia. — della Jonia, (G) Eritrea.* (Geog.) E-ri-trè-a. Lat. Erythrae. Antica città della Tessaglia. — dell'Etolia, ec. (G) 2 —- * (Mit.) Soprannome della Sibilla nata in Erilra di Seosia.(Mit) Eritreo,* E-ri-trè-o.iV./ii'.m. Lat. Erytbraeus. (Dal gr. erythreos rosso.)(B) 2 — * Add.pr. m. Dell’ Eritreo. (N) 3 — * (Mit.) Soprannome di Ercole, da un tempio che aveva in Elitra. — Fome dato ad uno de’ cavalli del Sole. (Mit) 4 — * (Geog ) Mare eritreo ; Nome antico del Mar Bosso detto ora anche Mar delta Mecca ; ed assolutamente P Eritreo. (G) Eritriha. * (Bot.) E-ri-trì-na. Sf. F. G. Lat. erytriua. ( Da erylhros rosso. ) Genere di piante esòtiche , della diadelfia decandria, famiglia delle leguminose , caratterizzale dal calice bilabiato , il vessillo allungato ed il legume turgido polispermo ; hanno fiori di color rosso più o meno vivace. (Aq) (N) Eritrxko. * (Zool ) E-ri-trì-no. Sm. F. G. Lat. erithrynus.(V.mtr»ia.) Specie d'uccello che ha la testa , il collo e la gola rossa, il di sopra del corpo striato di rosso e le ali orlate di rosso. (Van) 2 —* Genere di pesci dell' ordine de’ malacopterìgiì addominali: Testa rotonda ottusa fornita di ossa dure senza scaglie ; le sotto orbitali coprono tutta la guancia ; corpo lungo poco compresso, rivestito di lunghe scaglie , come ne’ carpi, vescica natatoria grandissima. Questi pesci abitano nelle acque dolci de’ paesi caldi , e la loro carne è grata al pasto. — , Eretino , sin. (Aq) (N) Eritrione , * E-ri-tri-ó-ne.iV. pr. f. (Dal gr. erfthrino io mi spargo di rossore.) — Figliuola di Aiamante e di Temisto. (Mit) Eritro, * È-ri tr.o, Eritra. F.pr.m. (Dal gr. erylliros rubicondo, rosso.) —Figlio di Perseo e di Andromeda , che dicesi aver dato il suo noma al mare Eritreo, sulle cui coste regnò , e nel quale narrano che si annegasse. — Figlio di Badamunto. — Figlio di Ercole , ec. (Mit) Eritrocefalo. * (Zool.) E-ri-tro-cè-fa-Io. Sm. /CG.Cat-erytlirocephalus. ( Da erylhros rosso, e cephale capo. ) Aggiunto di varie specie d ue- celli , e di due specie d'insetti , una del genere Slaflino , e l’ altra del genere Casetari, a cagione del colore rosso che fregia in lutto o in parie la loro lesta. (Aq) Eritrocome.* (Lett.) E-ri-tró-co-m e. Add.coin.F-G. Dichiome rosse. (Da erythros rosso , e come chioma.) (Van) Eritrodako.* (Bot ) E ri-trò-da-no. Sai. Lo stesso che Rubbia. F (Da! gr. erylhros rosso, e danos arido j poiché tale è.la radice di q'icstà pianta. ) Maluoi. Btrg. ( 3 \f) 88 ERITROFTALMO Eritroftalmo. * (Zool.) E-ri-tro-ftàl-mo. Sm. E. G. Lo stesso che E- liirottalmo. E. (Van) Eritrogastro. * (Zool.) E-ri-tro-gà-stro. Add. m. V. G. Lat. erytroga- slrus. (Da erythros rosso, c gaster ventre.) Epiteto comune a varii animali, ma singolarmente a diverse specie d' uccelli. (Aq) Eritrogere.* (St. Nat.) E-ri-trò-gene. Sm. F. G. Lai. erytrogenes. ( Da erythros rosso, e genos generazione.) Sostanza in cristalli dia funi di bellissimo verde rinvenuta nella bile , e che per la proprietà che ha di colorarsi in porpora toccando l’azoto, si crede da taluno possa esser il principio colorante il sangue in rosso. (A. 0 .) Eritroiue. * (Anat.) E-ri-trò-i de. Add. com. E. G. Lat. erytroides. (Dal gr. erythros rosso, ed idos forma, figura.) Epiteto che si dà alla tunica interiore de' testicoli , perchè sparsa di fibre carnose che la fanno apparire rossiccia. (Van) Eritroleuco. * (Zool.) E-ri'tro-lé-u-co. Sm. E. G. erythroleucus. (Da etyihrns rosso, e leveos bianco.) Specie d’uccello a piume di un color bianco cenerino , coll’ estremità del dorso, e la codad’un rosso vivace. (Aq) Eritromela.* (Zool.) E-ri-tro-raè-la. Sm. E. G. Lat. erythromelas. (Da erythros rosso, e me/as nero.) Specie d'uccello che ha rossa la base del becco ed il mezzo della mandibula superiore, ma nera la testa , la gola ed il rimanente del corpo. (Aq) EimnoMo. * (Bot.) E-ri-trò-ni-o. Sm. E. G. Lai • erythronium. ( Da eryihros rosso. ) Genere di piante a fori incompleti , cieli' esandria monoginia , famiglia delle Idiacce, con la corolla campanulata, i cui petali interni hanno le basi callose, ed una capsola trilnculare pn- lisperma colle valve placenlifere ; così detta dai pelali distinti da macchie rosse, e le foglie nere. (Aq) (N) Eritronoto.* (Zooi.) E-ri-tro-nò-to. Sin. E. G. Lai. erythronotus. (Da erythros rosso, e noton dorso. ) A peci e d’uccello notabile per una striscia di piume di colore cinabro , che partendo dalla parte superiore della lesta , discende sul collo, sul dorso, e sulla coda. (Aq) Eritropigjo. * (Zool.) E-ri-tropi-gi-o. Sm. E". G. Lat. erytbropygius. ( Da erythros rosso , e pyge natica. ) Specie d uccello col groppone rosso. (Aq) Eni moro. * (Zool.) E-rìtro-po. Sm. E. G. Lat. crythropus. (Da ery- thros rosso, e pus , podos piede. ) Specie db uccello dell' ordine de’ trampolieri e del genere pavone, distinto da piedi rossi. (Aq) Eiutropodo. * (Zool.) E-ri-trò-po-do. Add. m. E. G. Aggiunto comune ad una specie di pernici, di conchiglie e ad altre specie d uccelli e di quadrupedi. ( V. crampo. ) (Aq) Eritroptero. * (Zool.) E-ri-trò-pte-ro. Sm. E. G. Lo stesso che Eri- trotlero, E. (Van) Eritrorrasfo. * (Zool.) E-ri-tror-ràn-fo. Sm. E. G.Lat. erythrorrham- ERMELLINO i Greci ed i Romani piantavano ne' crocicchi delle strade maestri di cui quel dio era protettore. E prendesi anche in generale per’lef mine. ( In gr. hermaon, hermeas, kermes soa voci equivalenti a Mercurio.) (Mit) Suonar. Eas. ani. 251. Coloro ec. sanno benissimo quante volte gli artefici antichi per denotare le palestre, ed i port‘ cl » pongono una sola colonna per segno di questi, ed un crina o un ltr ' mine di quelle. (N) Ermaco , * Èr-ina-eo. N- pr. m. ( Dal gr. kermes Mercurio , ed acot mcdela : Risanato da Mercurio.) — Filosofo di Mitilene , discepolo 0 successore di Epicuro. (Mit) Ermandica. * (Geog.) Er-man-dì-ca. Antica città della Spagna. (Mit) Ermafrodito.* (Mit.) Er-ma fro dì-to. N.pr. m. ( Dal gr. hermes Mere 11 ' rio, e aphrodile Venere.) — Figlio di Emere e di Mercurio. (M'v Ermafrodito. (Anat. eFisiol.) [Am.] Quegli che volgarmente si crede av* r l utto e l’altro sesso.Lat. androgynns. ór. àrj'f>óyiwos,ìp/zxippo 5 Bastivi sol , eh’ ei son uomini e donne. 3 — [ Agg. di Peccato : Il peccato di congiunzione di maschio L ' orì maschio 0 con femmina contro l' ordine naturule ; e anche d p e€ " cato della bestialità. ] Doni. Purg. 26. 82. Nostro peccato fu erin»' frodito. 4 — E ftg. Di due diversi generi. Ambiguo, Vario. Crudel.rim. Q ul concetti stralunati, Qui son frasi ermafrodite. (A) 5 — (Bot.) Piante ermafrodite diconsi quelle ne' cui fiori trovatisi i i U ■ sessi, cioè che hanno stami e pistilli', ed ermafroditi diconsi i fi ùii dì tal sorta. —, Androgino, sin. (Aq) (Van) Ermafrodismo. * (Fisiol.) Er-ma-fro-dì-sino. Ani. E. G.Lat. hcrmapbW^ dismus. ( V. Ermafrodito. ) Unione de' due sessi nello stesso indiar duo. (A. O.) Ermagora , * Er-mà go-ra- N.pr. m. Lat. Hermagoras. ( Dal gr. kcrm e . Mercurio , cd agora foro , orazione , annona , compera : Oratore “ Mercurio, ovvero Nato nel foro di Mercurio ; o cosa altra tale. ) f Celebre retore dell' Bolide che viveva in Roma sotto il regno di gusto. (B) (Mit) Ermammone, * (Arche.) Er-mam-mó-ne. Sm. Statua che rapprese'!tr rappresentante il corpo di un uomo col capo di cane o di uno s P ni di guerra. ) (B) . e «gacdio , * Ermc-ne-gàu-di-o. N. pr. m. Lat. Ilermenegaudius. j '!! ted. heer esercito , mann uomo, e gaudich mariuolo : Mur inolo Ef.M 8 1 uom ‘ni di guerra.) (B) Eest tNECIL ' EA ’ * Er-me-ne-gil-da, JV. pr.fi Lat. Hermenegilda. (B) ted 1 */ 611,00 , * Er-roe-ne-gil-do. N. pr. m. Lat. Hermenegildus. ( Dal u, ' .. er esercito, mann uomo , e geld danajo : Chi dà danari agli urani di guerra. ) — Principe visigoto in Ispagna , martirizzalo En J ' la Fe de. (B) (Vati) ^ .nedtica. (Leti.) Er*rne-ncu-ti-ca. Add. e sf. F. G . Lat. henne- deil* ' ( Da Hermes Mercurio, dio dell’eloquenza e i II U - rte d * ragionare, onde hermcnevs interpol rei) Arte d'interpretare ìjj * Montichi - e singolarmente quelli della Sacra Scrittura. (A) (Aq) d i'?(n DA ' * Er-meu-gàr-da , Ermcngarde. N. pr. f Lat. Bennengar- Co * COal ted. heer armata, menge moltitudine, e hart severo: Severo di lno ^dudìne addetta ali’armata.)— Figlia di Adalberto IL. Duca £rmp USCan u , moglie di Alberto Marchese d’Ivrea- (B) (Van) U NOi * Do , * Er-me-nòl-do , Ermenaldo, Itiminaldo. IV. pr. m. Lat. ^ nnenoldus. (Dal ted. heer esercito, mann uomo, e hold amico; degli uomini addetti all’esercito.) (B) Jòj NS / L ' * (Mit ) Er-men-sùl. Idolo degli antichi Sassoni, che si crede t * e ° stesso c ^ e Marte, dio della guerra . Avera un magnifico di m° so P ra tl monte Erasburgo , oggi delio Mersberg , cioè Monte ^«E NT arte ’ ^ ’ nond precedenti. ) (Mit) ERMODE 8 9 a r , T , RDl> VEr-men-trù-de. N.pr. fi. Lai■ Hermentrudes. (Dal ted. heer ■^Reo » mann uomo, e traul fedele : Fedele agli uomini di guerra.) (R) o fi. (Arche.) Er-mè-o. Sm. P. G. Lat. hermaeum. Appartamento ohq? a . ,te ’paiagi de'grandi a Roma, consacrato a Mercurio , enei * . e « soleva cenare. ( Da Hermes Mercurio. ) (Mit) no H r 0,ne di un mese telano dedicato a Mercurio } oorrispondea al EtUuj 0 >neSe di Ottobre , ed era il secondo dell’ anno. (Mit) (D a * (Arche.) Er-mè-ra-cle. Sm. P. G. Lat. hermheracles. Prese * e, ' mes Mercurio, e Heraclees Ercole.) Statua che insieme rap- tàtMg Z“? Va Mercurio ed Ercole . (Aq) M«'cùrin CArc Ì’ e ^ E r-mè-ro. Sm. F. G. Lat. hermerotes. (Da Hermes seno 10 ’ ed Eros l’Amore. ) Statua in cui sullo stesso piedestallo ÈitM Eflo ra PPfMentati Mercurio e Cupido. — , Ermerote, sin. (Aq.) ( Oal TE ’.* (Arche.) Er-mè-ro-te. Sm. F". G. Lo stesso che Armerò. F'» £ftM Esu ^ r * Hermes M-ercurio, ed Eros , erolos Amore.) (Aq) ^'uace^rn’ * ^‘"^’Si^nà-ce , Ermesianattc. N. pr. m. Lat. Hcrme- P° efa § r * Hermes Mercurio, ed anax , anacos principe, re.)— ^Mbsj erotico .»vtssi No (a ' ^ reco del tempo di Alessandro. (B) (Mit) ^Per.p’r t . * Mes.) Er-me-sì-no. [Am. Lo stesso che ] Ermisino. V. c ^ e stand e n mcs *P 0 ^t-to con fila di più colori perciò è detto cangiante, Volta e r’° ne ii' esser suo, e sempre essendo ermesino , ad ogni ro 8So or V ^ a ^ ^- ,me e d’occhio cangia.P aspetto , e or giallo, or -, ^gliava i C j/.* 1 ' 0 stimare da’ riguardanti. » Menz. Sat. 1 . E. chi Ermete, * Ei> Ca - Co P re cori ermesin plebea lordura. (N) procede tlermes. (In gr. Hermes vale Mercurio , g ^‘Aizia* la e |* Qh-uarma astuzia, sagacità , accortezza, sottigliezza, — * (Mìe i g ct i m °l°gia spiega i principali attribuii di Mercurio.) (B) C,K E :' ma ' r - (Van) 9Uaticl 0 il 5 _ l '. lne *I l -ca-mén-te. Avv. Col sigillo d’ Ermete , che è P'ù esteso ^ ei - ÌO Sl c h- i ude col medesimo vetro liquefatto ; {ed in senso 5 lnt &nde oggi i n modo che non vi penetri entro l’ aria. ] t tio fe e ^ Sia Ia canna di cristallo ec. verso la parte supe- E «M e t.co . ^! eU ?™ cntE si giHata. 5 " (Ghi m ) ^‘“r'D-co. Aild. pr. m. Di Ermete. (Van) "'■ine f a uni j Ca °d Alchimia ermetica, cioè Scienza concer- tazione di P !e( 'a filosofale , o la cognizione della trasmu- '["■esima che M metallo in oro ; tratto dalia tradizione anli- , c ''e si chiama vTv ''ismegìsto abbia inventala quest’ arte, che an- ~~ * (Ea,r M,! S ° Ea ermetica , Medicina ermetica. (A) (Van) r ‘ vo cioè H mej.cnrio'Tv'iu'i' rmet4C0 ’ ^‘ ces ‘ R ue Ù° dov’entra l’argento Focub.ìU. 0 ’ ^ '’ U ^ Ermia , * Èr-mi-a, Ermias. N. pr. m. Lai. Hermfas. (Dal gr. hermids Mercurio .)—Schiavo di Ettbulo , discepolo di Viatorie, re della Mi- ■sìa. — Filosofo cristiano del secolo II .— Eresiarca del secolo IH., i cui errori non differiscono molto da quelli di Ermogene. (B)(Van) Ermiani. * (St. Eccl.) Er-mi-à-ni. Settarii seguaci dell’ eresiarca Ermia } detti anche Ermialiti; si rassomigliavano mollo agli Errnngeniuni. (B) Ebmias , * Er-mi-as. N. pr. m. lo stesso che Ennia. P. (B) Ebsiilo , * Èr-mi-lo. N. pr. m. Lat. Hcrmilus-. (Dal gr. Hermes Merci:. rio, e hi/os servo: Servo di Mercurio. ) (B) Ersiine. * (Geog.) Er-rai-ne. Antica città dell’ Elide, (fi) Ermiuko. * (Veler.) F.r-mì-ne-o. Add. in. .Dicesi d’un cavallo balzano * con piccole macchie nere. Lat. mustela alba. (A. 0.) Erminia, * Er-mì-ni-a. JV. pr. f (Dal gr. hermeniit interpelrazinne.) — Madre di Attore.—Amante di Tancredi nella Gerusalemme lib. (Mit) (N) 1 — * (Geog.) Sf. Lo stesso che Armenia. (G) Ebminio , * Er-mi-ni-o. N. pr. m. Lo stesso che Ermanno. P. (B) Ebmino , * Er-mì-no. N. pr. m. Lo stesso che Ermanno. P. (B) 2 — * Add. pr. ni. Lo stesso che Armeno. (B) Ermione , * Er-mi-ó-ne. N. pr. com. Lai. Hcrrnione. (Dal gr. hermeon lucro inopinato. ) — Figlio di Europa. — Ani. re della Germania adorato come un dio. — Figlia di Menelao e di E lena , maritata a Pirro , rapita da Oreste ed infine moglie di Diomede. — Sposa efi Cadmo. P. Armonia, n. pr.fi. (B) (Van) a — * (Geog.) Antica città dell’ Argolide. (G) Ermioni. * (Geog.) Er-mi-ó-ni. Nome collettivo di quattro nazioni della Germania : gli Svevi, gli Ermunduri, i Calli eri i Cheruscì.fiy Ebaiionico, * Er-mi-ò-ni-co. Add. pr. m. Di Ermione. (Mit) 2 — * (Geog.) Seno Erinionico : Golfo vicino ad Ermione. (Mit) Ermjppe , * Er-mìp-pe. N. pr. fi (Dal gr. hermes Mercurio , e hippevs- cavaliere : Cavalier di Mercurio. ) — Eiglia di Beato , dalla qtiule: Orcomeno ebbe Minia. (Mit) Ebmippo , * Er-mìp-po. N.pr. m. Lat. Hermippus. ( V. Ermìppe. ) — Poeta ateniese, prima amato , indi odiato da Pericle. — Filosofi) peripatetico discepolo di Filone , e Uberto di Adriano. (B) (Mit) Ebmisino. (Ar. Mes.) Er-mi-sì-no. [.fm.] Sorta di drappo leggieri.[Cosl detto dalla città d'Ormus, donde in prima fu portato in Europa. 1 —, Ermesino, Ormisino, sin. Pit. Benv. Celi. 2 j./. Andai a taglia- re i panni azzurri con una bella vestclta d’ ermisino pure azzurro, Parch. Stor. q. 265. Una veste o di saja , o di rascia nera ec., soppannata di taffettà , e alcuna volta d’ermesino o di tabi, Ermisio.* (Geog.) Er-mì-si-o.TaZ. Hermisium. Antica città del Chersone- so taurico. (G) Ebmitba. * (Arche.) Er-ml-tra. Sm. Lo stesso che Ermemitra. P. (Mit) Ersio, Èr-mo. Sm. [Men usalo che ] Eremo. Lat. eremus, solitudo. Gr- iptfios. Dcuit. Par. 21 . no. Di sotto i quale è consecruto un ermo. Coll. SS. Pad. A noi uomini rustiebi e idioti, che abitiamo in questa seccaggine dell’ermo. Cant.Carn. io. Porgete orecchi al canto de' romiti, Oggi per vostro ben dell’ ermo usciti. 2 — Sant’Ermo : Quella luce favorevole ai naviganti, che apparisce in mare, specialmente dopo tempesta. P. Elmo ,§. 6. Scnvesi anche Santerrao. Ar. Pur. ig. 5o. Ma diede speme ior d’aria serena La desiata luce di Sant’ Ermo. (Min) 3 — (Arche.) ho stesso che Erma che dicesipiù volentieri. ^.Erma.(A); Ermo. Add. m. Solitario, Diserto. Lat. solitarius. Gr. 'ép-eit-os. Petr.son. 263. Di vaga fera le vestigia sparse Cercai per poggi solitarii cd ermi, Cas. son. ifi Ma già, perchè io ini parta, erma e lontana Riva cercando , Amor da me non parte. Ermo. * N. pr. m. Lat. Hermus- ( V. ermo add.) — Uno de’ figliuoli di Egitto. (B) (Mit) 2 — * (Geog.) Lat. Hermus. Gran fiume dell Asia minore nella Eo - lide , famoso per la sua rena d’ oro' (G) Ermoca-rete, * Er-mo-ca-rè-te. N. pr. m. (Dal gr. Hermes Mercurio, e - charitoo rendo accetto .* Accetto a Merci! rio .)—Amante di Ctesilla.( Mit) Ermochemia. * (Geog.) Er-mo-cbè-mi-a. Antico nome dell’Egitto. (Mit) Ermocopidi. * (Arche.) Er-mo-cò-pi-di. Sm. pi. Così cluamavansicoloro che mutilavano gli ermeti o busti di Mercurio , posti ne’ crocicchi delle strade. (Dal gr. Hermes Mercurio , c cape taglio.) (Mit) Ebmocrate, * Er-mò-Cra-te. JV. pr. m. Lai. Hermocrates. (Dai gl'. Hermes Mercurio, e cratos forza: Forza di Mercurio.) — Generale siracusano , vincitore di Nicia, — Suocero di Dionigi il tiranno. — Celebre sofista. (B) (Mit) Ermodamante,* Er-mo-da-màn-te. JV. pr. m. Lai. Hermodamas. (Dal gr. Hermes Mercurio , e domito io domo : Domato da Mercurio;) (B) Ermodattilo. (Bot.) Er-mo-dàt-li-lo. [Sm. P. G. Pianta bulbosa proveniente dall’ Egitto e dalla Siria, che ha il fiore col lembo grande , aperto, macchiato di piccoli quadrali porporini a scacchi -, le foglie- ondate, distese, strette, che compariscono dopo i fiori } fiorisce da/C agosto all’ottobre. La sua radice o bulbo, della forma di un cuore o di un dattero fidagli antichi adoperata come purgante-, anche presentemente , mista colla faloppa, giova nelle affezioni reumatiche .I Lat. hermodaclylus, [colchicum variegatum Lin.] Gr. ifpaSdxrv^os.- ( Da ermos vegnente da irò io connetto , e dactflos dito ; e ciò per certa somiglianza della radice co’nodi o giunture delle dita. Secondo' altri, è da Hermes Mercurio , e dactflos dattero ; quasi dattero sacro all'egizio Ermete. ) Polg. Mes. Pillole d’ermodattili maggiori , provate a doglie di giuntura ed a gotta fredda. E altrove : Si ricerca che siano sode e spesse come I’ ermodattilo: Tes. Pbv. P. S. fi. Beveraggio ottimo alli podagrosi ed artetici : togli ermodattili diamine quattro , ec. Ricelt. Fior. fi. L’ ermodattilo delle spezierie pare che sia il colchico degli antichi, c che per questo sia velenoso, e da non usarsi nelle medicine; nulladimeno ec. concediamo che si possa usare nelle ricette , dov’ entrano gli ermodattili. Ermode. * (Mit-) Et‘-tviò-nle. Dio adorato dagli Scandinavi, chg dicevano figlio di Odino, e fratello di Bander. (Mit) 00 ERM0D0R0 Ermodoro, * Er-ino-dò-ro. N. pr. m. Lat. Hermodorus. (Dal gr. Hermes Mercurio, e doron dono : Dono di Mercurio.) — Filosofo ejèsio che dicesi avere ajalato come interprete i decemviri romani . — Architetto ed ingegnere di Salamòia , che fu adoperato in Roma verso il cadere delti Repubblica. — Siciliano , discepolo di Platone. { Ea&iOGEKfi, * Er-mò-ge-ne. N. pr. m. Lai. Ilermogenes. (Dal gr. Hermes Mercurio,c genos generazione; Generato da Mercurio.) — Architetto greco, (odalo da Fitruvio . — Retore di Tarso, nel secolo IL , cele- tic pel suo ingegno precoce , autore di una rettorica e di altre opere riguardanti l'eloquenza. — Eresiarca del 11 . secolo. — Architetto Cario. — Giureconsulto sotto Domiziano, ec. (B) (Mit) <2 —. * (Geog.) Santo Ermogene. Isola del grande Oceano boreale. (G) Ermogemasi. * (St. Ecci.) Er-mo-ge-ni-a-ni. Eretici seguaci dell* opinione di Ermogene ; il cui errore era di suppoi re la materia preesistente , coetvrna a Dio , e della quale egli non uvea potuto correggere gli effetti. (Ber) Ermogenico/ Er-mo-gò-ni-co .Add.pr. m.Di Ermogene. Uden.Nis.Berg.(fi) Eeimoclifo. * (B. A.) Er-mo-gli-fo. Sm. F. G. Lat. hcnnot>lyphus.(Da Hermes Mercurio, e gly-pho io incido.) Geroglifico od Inscrizione scolpila sul marmo, la cui invenzione si attribuisce a Mercurio Tris- megisto. (Aq) Ermolao,* Er-uio-Ià-o. N. pr. m. Lat. Hcrmolaus. (Dal gr. Hermes Mercurio, e laos popolo : Popolo di Mercurio .)—Paggio di Alessandro , e da lui fatto morire in pena d'aver congiurato contro di /uz.(B)(Van) Ermo-. * (Geog.) Catena di montagne nella Palestina. (G) Krwonàssa. * (Geog.) Er-mo-nàs-sa. Lat. Hermonassa. Antica città del Fosfòro Cimmerio. — dell'Asia nel Ponto Tolemaico. (G) En mone , * Er-rnó-ne. N.pr. m. Lai. Herinoii. (Dal gr. kermes > e, on mite, placido, tranquillo.) —- Antico scultore greco, lodato da Plinio. (B) (Mit) Ermonti.* (Geog.) Er-món-ti. Lat. Hermonthis. Ani. cil. dell’Egitto. (G) Ermontite. * (Mit.) Er-món-ti-te. Soprannome di Giove, perchè aveva un magnifico tempio in Ermontì. (Mit) Ermopane. * (Arche.) Er-mo-pà-ne. Sm. F. G. Lat. hermopan. (Da Hermes Mercurio, e Pan Dio della natura e de' pastori.) Statua in cui venivano sulla base medesima rappresentati Mercurio e Pane. (Aq) Ermopoli. * (Geog.) Er-mò-po-li. Lat. Hcrmopolis. Some di tre Jamose citta dell * Egitto. (G) J^rmosieide. * (Arche.) Er-mo-si-ri-de. Sm. F. G. Lai. hermosiris. (Da JLnnes Mercurio, e Osiris Osiride.) Statua rappresentante Mercurio col caduceo in mano , ma con la testa d'aquila o di sparviere , simbolo di Osiride. (Aq) Ermosmsno. * (Mus.) Er-ino-smè-no. Am. F. G. Lat. hermosmenon. Parte considerabile della musica de' Greci, la quale consisteva in conoscei'e e scegliere il convenevole in ciascun genere , e non permetteva loro di dare a ciascun carattere tutte le forme di cui era suscettivo, ma gli obbligava a limitarsi a quanto era convenevole al soggetto , alte circostanze, alle persone , all’occasioni ec. (Questa V* può tradursi indicazione, significazione de’ nessi, dal gr. cunos nesso , e menyo io indico , significo. Poiché indicava le forine da annettersi a ciascun genere.) (Van) Ermotimo, * Er-mù-ti*mo. 3 S.pr.rn. Lat , Hermotimus. (Dal gr. kermes Mercurio, e time onore: Onor di Mercurio.) — Famoso impostore di Cimamene a cui dopo morte sì resero onori divini • (B) (Mit) Ermotejra. * (Geog.) Er-ino-tù-ra. Antica città dell’ Asia Minore. (G) Ermuli. * (Arche.) Èr-mu-ìì. Piccoli cimeli ; ed erano due figure di Mercurio situale nel circo , alle barriere , lenenti una corda o piccola catena , onde impedire a cavalli di correre prima dello stabilito segno. ( Dal gr. Hermes Mercurio. ) (Mit) Ehmunduri. * (Geog.) Er-nnin-dù-ri. Antichi popoli della Germania , soggiogati da Marco Aurelio. (G) Ernàgìna. * (Geog.) Ei-na-gì-na.Zal.Ernaginum. Antica città della Gal- lia Narhonese. (G) Eknani. * (Geog.) i Er-nà-ni. Città della Spagna. (G) Ernb. * (Geog.) Èr-ue, Fiume e lago dell ’ Irlanda . (G) Erijìgfreoo, * Er-ne-fré do. N. pr. m. Lat. Hernelridus. (Dal ted. herren fie.de pace de’signori.) (B) Ernesta, * Er-nè-sta, Krnesfina. N. pr.fi Lat. Ernesta,Ernestina.(B) Ernestina, * Er-ne-sli-na. JS. pr.fi dim. di Ernesta. F . (B) Funesto , * Erné-sto. N. pr . m. Lat* Ernestus. ( Dal tcd. ernst serio, grave.) (B) Ernia. (Chir.) Èr-tii-a. [A/?] Aorta dì malattia , {ed è V uscire d'alcun vincere , e specialmente delle intestina , dal proprio luogo naturale , e dalla cavità che le contiene , entrando in un* altra cavità artificiale , che fa protuberanza all' esterno *] ed è di più sorte. {Rispetto a varìi siati iti cui possono trovarsi gli organi contenuti nelle ernie, dicesi Ernja riducibile quella che sco'ntpare facilmente pel ritisarsi in dentro dei visceri ; Ernia irreducible quella , nella quale questi visceri stessi contrassero aderenze , o acquistarono certe disposizioni che li ritengono fuori di silo ; finalmente Ernia strangolata , quella , in cui gli organi compressi dall* apertura che lasciò il morboso passo , u da qualche altra parte dei loro immediato inviluppo s'infiammano e si strangolano .] fai. berma , laiucA. Gr. i (Dal gr. trnos ramo , perchè quando l’intestino comincia a cader nello scroto sembra che formi de rami. ) Lib. cur. mulatt. Da questi eccedenti sforzi nasce V ernia del bellico, che volgarmente si dice allentatura. E alu-uve : Ln empiastro dì questa erba vale molto a tutte le ernie, e le sana. Ar. Supp. $. fi Dice che vi puzzano Li piedi e le diteli-* ec., che vi pende l’ernia. 2 — acquosa *. t Alerò.raccolto nello scroto , o sia nel ripostiglio de* testicoli. F. $. y. Lat. hernia bumoralis. ] » A. Pasta. (N) 3 — addominali; : * Tumwe che risulta dallo sminamento di qualcuno de' visceri deli addome attraverso un* apertura nonnaie od in normale delle pareti dì quella cavità. (A, 0 .) ERODIANI 4 —■ [carnosa ; Espressione viziosa usata da qualche autore per inda care il sarcocele o tumore carnoso dello scroto. Lat. berli ia carnosa.] Red. cons. 1. 27#. Oltre lo scirro, vengon prodotte ec. , un tumore dello scroto , chiamato ramicc, ed un altro pur dello scroto , chiaro** to sarcocele , cioè a dire ernia carnosa. 5 incarcerata; * Alcuni sotto la denominazione generica di Ernie incarcerate riunirono tutte quelle le quali per qualunque causa n Q,i possotio ridursi,e soggiacciono a più o menoforte compressione.^ A*G») 6 — intestinale ; [ È quando gl' intestini cadono nello scroto. cesi anche Crepatura. F. Lat. hernia intestinalis. ] » A. Pasta. (N) 7 — orientale: * E così detta la caduta dell’omento o sia zirbo nello scroto. Lat. hernia omentalis. A. Pasta. (N) 8 —~ umbilicale .* Ernia formata dall' intestino a traverso dell' ornbcb lico. Dicesi anche Ernia del bellico , Allentatura , Enteronfulo, Ero teronfalocele , ec. F. 1. e g. (N) x 9 —- umorale : [ Cattiva locuzione con cui certi patologi vollero in* dicar e le infiammazioni del testicolo , e specialmente quelle che so - praggiungono nel corso della blenorragia .] Red. cons. 279. RaccoIW (// siero) nello scroto, nasce Pernia umorale delio scroto, chiamato da Greci idrocele; raccolto nell'umbilico,nasce P ernia umbilicale acquosa* to ■— [ventosa 0 flatoòsa: È quella che si ha quando lo scroto è disteso d'aria. Zar. hernia fiatuosa.] Red. cons. 280. Insinuandosi questa flatuosità nel concavo del ventre inferiore, produce l’idropisia timpanitide; se s’introduce nello scroto, fa nascere l'ernia ventosa del medesimo scroto* Erniaria. (Bot.) Er-ni-à-ri-a. [Sf. Genere di piante della pentandria di' gitila, famiglia delle che uopo die, colcalice di cinque fògboline, nessuna corolla , dieci stami, 5 de' quali sterili ed un otricello monospermo \ la cui specie più comune cresce in Europa ne’ luoghi aridi, ed e leggermente astringente ; così detta perchè creduta giovevole per & ernie; chiamasi anche Millegrana, Erba turca, Poligono minore i. Eniiola , Erba lentìcchia ec. Lat. herniaria glabra Lin.] Lib. cur. rn(L* lati. A cotali allentature giova l’erniaria pesta e impiastrata sopra* Erniario. (Chir.) Er-ni-à-ri-o. Add. m. Che e relativo alle emie.Ond e Fasciatura erniaria, Sacco erniario.— Chiamasi anche Chirurgo erui 3 * rio Quel pratico che attende specialmente alla cura dell’ernie,Cocche ^ A. Mar. ISov. mss. (A) (B) Ernici. * (Geog.) Èr-ni-cL Lat. Hcrnici. Antichi popoli d' Italia, Ad* bini d’origine, stabiliti nei Lazio , e vinti da Romolo. (G) Ernìo. * (Geog.) Èr-ni-o. Monte della Spagna. (G) Erniola. * (Bot.) Er-ni-ò-la. Sfi Lo stesso che Erniaria. F. (N) Ernioso. (Chir.) Er-ni-ó-so. {Àdd. mì\ Che ha ernia, Che patisce di- ernia. [ Dicesi anche dell' organo smosso che produce i ernia .] L^ % hernia lahorans. Gr. xr,\iy.ós, Lib. cur. malati. Ma lo più sicuro ajuto si cc, che gli erniosi portino il brachiero. Erniotomia. (Chir.) Er-nio-to-mì-a. A£ F. G. L. Lat. herniotomia.(Dal Jat. hernia, e dal gr, tome incisione, taglio.) Operazione di chirurgo » che consiste nel tagliare l’ernia quando è incarcerata , nè v è arte di ridurla. (Aq) Ernooeà. * (Bot.) Èr-uo-dc-a. Sfi F. G. Lat. ernodea. ( Da ernod& ramoso.) Genere di piante della telrandria monoginia , stabilito Swartz nella famiglia delle rubiacee, e caratterizzato dal calice diviso in quattro o cinque parti , la corolla monopetala ipocraterij me , la bacca biloculare ed i semi snlàarii. (Aq) (N) Ernoduro. * (Geog.) Er-no-dù-ro.Zat.Hernodurum, Ernodunum. And c{l città della Gallai Celtica. (G) * Ernolatia. * (Geog.) Er-uo-la-ti-a. Antica città della JYorica. (G) Ernuti. * (St. Eccl.) Er-nù-ti. Setta di entusiasti introdotta a‘ noslf 1 giorni nella Moravia, nella Boemia , nell' Olanda e nell' Inghilterra 1 partigiani di detta setta sono pure conosciuti col nome di Frate** 1 Moravi , Boemtuiaui ec. La. loro credenza è quella di Lutero; m a 1,1 materia di opinioni dommatiche hanno il carattere distintivo di rl ‘ gettare l i ragione e il raziocinio, con esigere che la fede sia p ,y) ' dotta nel cuore dal solo Spirilo Santo. (Van) Ero, * È ro, Era. JS. pr.fi Lat . Itero, Uera. (Dal gr . Hera Giunone*/ — Sacerdotessa di Fenere in Sesto , amante di Leandro. C fl delle Danai di. — Una delle figlie di Priamo. (B) (Mit) 2 — * (Mit.) Lo stesso che Era , Giunone. (Mit) Erochia.* (Arche.) E-rò-chi-a. Sfi Festa greca citata da Eschilo. (Questa V. suona in gr. cocchi di Giunone; da Hera Giunone, e hochos cocchie* Perciocché nelle feste greche spesso faceansi delle corse di'cocchi-) Eroco, * (Geog.) È-ro-co. Antica città della Grecia nella Focile, (r* Eroconopj. * (Lett.) E-ro-cò-no-pi. Popolo immaginario che Lucian° rappresenta come abili arcieri montali sopra moscùerim. (Dal gr* aeft aria , e ennops moscherino.) (Mit) Ebocordàci. * (Lett.) E-ro-cor-dà ci. Popolo immaginario che Luc-h 1 ^ suppone combattere saltando. (Da aer aria, e cordax danza ridicola* Saltatori aerei.) (Mit) - Erod. * (Geog.) E-ròd. Città dell ’ Inloslan inglese , nella preside* 1 * dì Madras. (G) . 7 Erode,* E-rò-de. N. pr. m. Lat. IJerodes. (Dall’ebr. har monte, gloria : Monte di gloria.)—Il grande. Piglio di Atilipatro, govei* ^ tare della Galilea , poi re della Giudea. — Antipa. Figlio di il grande, tetrarcu d t Ua Galilea , marito di Eroàiade. — Ultimo re de* Giudei. -— Attico. Nato in Alene, della stirpe di | ziade , celebre per le sue grandi libemluà e fabbrichi pubblM 16 tempo degli Antonini. (B) (Mit) pr^ Erodente, E-ro-dén-te. {Add.com.) Che rode. {Lo stesso che Jtodente. Lat. erodens. Gr. cwxfybxrxw. Red. lett. 2. 2fa. Massime quando sangue, come nel caso nostro, è divenuto agro, e di natura crodeo Erodiade, * E-ro-di-a-de. N. pr. f. Lat. Herodias. (N. patr. ^ gelo , thè seguirono te opinioni rilasciate del Re Erode il grande. 'A ERODIANO 0 DI ‘V?°\ E-ro-dì-à-no. N.pr. m. Lai . Herodianus. (N. 'palr. di Erodo?) Figlio primogenito di Odenato , fatto assassinat e da Zenobia . — del Storico g reco del III . secolo . (B) (Van) (Mit) /?r. m. Di Erode. (B) Erodicq, * E-rò-di co. ZV. pr. none, //«£. Herodicus. ( Dal gr. hera Giu- i e «/tee giustizia : Giustizia di Giunone. Può anche trarsi da €n>s ari *ore e da dice ?)— Medico greto, soprannominato il Ginnasti - Grammatico, soprannominato Erateleo. (B) (Mit) omo , * E-rò-di-o. N- pr. m.(N, patr. di Erode, Può significar anche patito di Giunone o canto d’ amore ; da hera Giunone, eros amore , ode canto.) — Figliuolo d’ippodamia , che i poeti finsero cangiato £ b q*, P°Uo nell' uccello che portò il suo nome. (Mit) J? (Bot.) Sm. V. G. Lat, erodono. (Da erodios airone.) Genere d>ìf lante U fi 01 '*' polipetali , della motiadelfia pentandrta , famiglia e c geranotdee , stabilito dall' Herìtier per quelle specie del genere ^'raiiiuin Lin. con coivlla regolare e cinque stami , traendone il nome 2 * l ^ Ifna del loro frutto somigliante il lecco di un aironef Aq) (N) CZool.) Genere d? insetti dell ’ Arabia e deW Egitto , delta secon- sc n ezt0 . ne deIV ordine de ’ Coleotteri , cosi denominati dalle loro ma- t G bifide a divisioni ineguali. Hanno il decimo articolo delle ari- mie rigonfiato in forma di bottone e che riceve V ultimo , e le due P ime gambe son dentale alla parte esterna , il loro corpo è presso J?„ P^co rotondo o di forma ovale corto . Lat. erodius Fab. (Aq) (N) E r 01 " 5 > * E-ro-di-ó-ne. N. pr. m. Lai. F . ' Hcrodioil. (V. Erodio.) (Ij) j,„ 7 il, U! . Ilt. MJ Iti. iiWlUUlUII, V’* t-u.'/.y \ ur J tir,*!?*'•* (^°°E) E-ro-dó-na. Sf. u. O. Lai. cioduna. (Da eri par- intunsiva , e odus dente.) Genere di conchiglie bivalve che sla ‘.'cella ave ZZ ° ui S enel ’i Mactra Lin. e Mya , stabilito da Dandùi, per E Ro „ re '"n 1 r/ei/e due valve giternila d’un dente cavo e drillo. (Aq) n 80 > * E-ro-dò-ro. N. pr. m. Lai. Herodorus. ( Dal gr. Hera Giu- E noo e > e ^duron dono : Dono di Giunone.) (B) noi) ^°> * E-rò-do-to. N. pr. m. Lai. Herodotus. (Dal gr. Hera Giu- C ^ otos dato : Dato da Giunone.) — Eiglio di Lisso , nato in _ d r r,lll s >o ^8o anni prima di G. C. , padre della storia antica. F, 0 „ a,w ® di tre celebri atleti. (B) (Mit) Mràu C Sin. E. Eroessa ed Emina. ] Uomo illustre per virtù con /•■ llclrie ' e segnatamente per valor guerriero ; [ Uomo sopra la tia * r Z ' on,! 1 st alo comune , che. è fuor della schiera volgare ; Ani- ’ ecne ^ sa - Ae’ tempi fivahisi davasi il titolo di Eroi o Sc- p flf 1 a coloro che si erano resi celebri per una prodigiosa forza 0 ouor n ‘J. s f r f e belle azioni, ed a’elu di dopo la morte prestavunsi ero j ‘ divini.) Lat. heros. Gr. ’-hpus. l’ass. Ger. 1. ig. Dunque gli Ar p 0 ,n P a S n i 1 i 'piai non lunge Erano sparsi . a radunarsi 111 v ita. J a , \ * U1 ' "/• Voi sentirete fra i più degni eroi, Clic nominar con . e . m’apparecchio, ec. Capr. Boti. 6. ioa. E chiamante eroi, se- a ^ , ei » e cose veramente divine. Ei ÌO e , .'Eett.) Il primo personaggio et un poema o d’un dramma. (Ne) £«o B sJ u P '\ Lat " Hero5 - ( B ) cr . ’ E-ro-es-sa. Sf. di Eroe. U. e di' Eroina. (Dal gr. o lat. heros £ »OF,r' i Privili. Teocr. IdU. (At gr £ > * E rò-fi-la , Erofde. N. pr. f. Lat. Erophila, Erophile. (Dal Sillabi croc 1 e phile amica ; Amica degli eroi. ) — Nome della E^nlo Zrdrea. (Mit) e pfcf E rò-ti-lo. N. pr. m. Lai. Heropliilus. ( Dal gr. heros eroe, Calce 1 a “ anto ’ amico: Amante, Amico degli eroi. ) — Medico di G. q on } a > detta famiglia degli Asclepiadi , nato 344 anni prima di ciao,./.’ “ l Jut grande anatomico dell' autichità.- E«Op, ter figlio di MaritJ . (B ) (Mit) Co, arne? lìli ‘ * (Eett.) E-ro-fì-lo-ma-chi-a. Sf. U. G. Titolo di antica thilos ca Car e ad A°’ e mac be combattimento , pugna ; cioè pugna della persone ^ no GA»r r, lll0lt ’i 0 cui 1 ’Amore è caro. ) (Van) • Impostore chespac- Gr... Ero- t '*r.toa.v'? -§ a ' re ' v4u. Dare , Distribuire , , t ' llQ «ATo ‘^-X-Mar. Nov. Erogare il danaro a prò de’ r _ ■b lattar.) E'fo-gà-to. Add. m. da Erogare. Lat. erogatus. Gr.coomtài r ^'-ioL A 'v 1 ' i6C "' Ber S- (Min) Lat, eroe’ E' ro 'ga-3ió-ne. Sf. L’alto di erogare. Distribuzione , Spesa. t pecdd a f Uo ’ PC' E ’ 1r ‘^ 00 ■ ,5 • V. Mar. Nov. Deputò diversi nobili e tarsi del| l Uomiui a ‘ ‘vedere l’amministrazione economica, onde assicu- 5 " (IdraJ'i . ,t; . Ua erogazione di quelle rendite. (A) », "i« pii * ' Erogazione d’acq ua : Disiribuzivtie resolata dalle acquei *>??*??T menl e ^est Spesa. (A) ' "Croirg s( ) E-rot-ca-mèn-te. Avv. [ In modo eroico, ] Da eroe. Lat. a 10 questa tv, 1 ?,'"'). ripsinùs. Zibaki. Andr. I Romani si portarono S '-.tir, istrj U v gIla ero ‘ ca pente. - J 3. li.,. e . 1 poeta eroico, A modo di poesia eroica.) Varch. lez. Spendere. Lai. erogare. poveri. (A) p ^43. F u i| * ? ul scrissero tra i Latini eroicamente alcuni altri. E °‘eaEn lA !.. che, volendo eroicamente scrivere, gli trovò. 0 c °sa eroica 01 sc berz. Qualità della persona o del- b nostrar np 1. ’ "film. Buccher. D’esso nome il suono solo basta a E-^ he K ria, (A) il’ ì i°- Il cavi!'. C |» SS1 ' rao ‘ C Add. ni.] superi, di Eroico. Car. lett. '‘" a ‘e vi s ,,* er «nodolfo gli ha diretto un sonetto eroichissimo , £ ,T >, E-rod-ci ?nt at0 da ll,i ’ ertili. Buccher'O a, ihtà che costituisce un eroe. Eroismo. dappiù , un soprastare cc., egli è vero Letf ’Js\ ' re ’ y ^ it ' torture alt eroico , Ridurre all’eroi- kit. sì >1 1 vi' Alla corte r a "c°' ^dd. in. da Eroicizzare. V, (A) Magai. fere 1 essa la darri,»;.' b P a S n . a » t,a le dame di Palazzo, tra le quali fùoirA T. matr one ciò ««’ crotclz * ala a quel segno che averebbono potuto Pus: E - ù 'ieo. V A Jd ?m e n 1 ? lh «P^ica'di Platone. (N) ‘ 1 termini ordineirii A ìt ^PP arte tieiUe ad eroe ; Che sor - Udmani della virtù, Sublime, Sopragg rande , So- EROTIANO gq praumano , Inclito , Eccelso .] Lat. beroicus. Gr. ^pwVxoV. Tac.Dav . Ami . 2. Que’ Greci T accolsero con onori squisitissimi, e con eroico adulare gli portavano innanzi i chiari detti e fatti de’suoi maggiori. 2 — (Lett.) Agg, di Poeta. Varch . lez, 58ò, I poeti siano di varie sorti ec., come elegiaci, Urici, comici, eroici, ec. E 6oj . Chiamano poeti epici, ovvero eroici, tutti coloro i quali scrivono in verso esametro, 2 — *Agg. di Poema: Quello che descrìve grandi azioni straordina- rie; che dicesi anche Epico , ovvero Epopea. V. (Ne) (N) 3 — Agg. di Verso : Versa esametro , (così detto perchè con esso per lo più ] sì cantano le azioni degli eroi . Hemb. Slot*. 3. '38. Perciocché di questo morbo tre libri di M. Girolamo Fracastoro veronese , in verso eroico scritti con molta dignità e venustà 3 sono in inaino delle genti. 3 — *Agg. dì Tempo : Quelli in cui vissero gli eroi , o semidei della favola , e che chiamatisi ancora L’età favolosa. (Mit) 4 — * In modo avverò. All’eroica zzz Eroicamente. Magai, lett . ig. E’un far la guerra da galantuomo, anzi all’eroica. (N) Eroicomico. (Lett.) E-ro-i-cò mi-co. iAdd. m, comp .] Aggiunto di poema , vale Poema parte serio e parte faceto. Red. cons. 2. i35. Ho ricevuto i primi canti del suo poema eroicomico del Catorcio d'Ànghiari. Eroide , E-rò-i-de. Sf. Lettera amatoria in versi , supposta scritta da qualche celebre personaggio. (A) Eroioi, * (Arche.) E-rù-i-di. Add. e sfi pi. Lat. heiois. (Dal gr. heros eroe. ) Feste che in ogni novennio celcbravansi in Delfo , ptr commemorare alcuni fatti eroici e straardinarii. (Aq) 2 — * (Lett.) Titolo della più stimata tra le opei'e dì Ovidio , che contiene lettere amorose. (Dal gr. eros Amore.) (Mit) Eroina , E-ro-ì-na. Sfidi Eroe. —,Eroessa, sin.Lat. heroina. [Gr. Eroisatuuco. * (Lett.) E-ro-i-sa-li ri-co. Add. m. comp. Misto di eroico e di satirico • Agg. dato al poema di Dante. Tassati. Pens. Dio. L io. if. E I poema di Dante che potrebbe chiamarsi eroisatirico.(N) Eroismo , E-ro-ì*smo. Sm. Ciò che costituisce il carattere d' un eroe. V. Eroicità. Magai. Leti. 11. Eroismo che ad Arianna e a Olimpia la veemenza della loro passione non arrivò a suggerire. (A) (N) 2 — * (Arche.) Specie di deificazione la quale consisteva nel circondare le tombe degli eroi d’ un bosco sacro presso il quale era un altare che di quando in quando veniva bagnato di libazioni. (Mit) Eromaszià. * (Lett.) K-rooa^n-zì-à.Sf.Loslesso che Aerimanzia. V. (Aq) Erompere , E-róm*pe-re. N. ass. anom. Uscir fuora con impeto. — , Erumpcre , Prorompere , sin. Castig. Cortig. (A) (O) ( Il Cori, hb . 2, citato dal Revg. a questa voce non contiene che V es. riportato in Erumpcre. Ed Erompe legge V ediz. del Silvestri. JSeìla Ribl.Encicl. t. il. p. ig8 trovasi Erompe, come doveva essere in quella riscontrata dal Bergamini. ) (N) Erondine, * E-rón-dì-ne. lY. pr. m, Lat. Hcrnndo. (Dal lat herus un- dae , padrone dell’ acqua. ) (B) Erone , * E-ró-ne. N. pr. m. Lat. Hero. (Dal gr. Hereos, a, eon nomedi Giunone.) — Meccanico greco , e scrittore di meccanica, che fioriva circa 120 anni prima di G. C. (B) (Van) Eroopoli. * (Geog.) E-ro-ò-po-Ii. Latiii:roo\)o\ìs.Atit.ci(tà dell'Egitto.(fi) Erope , * È-ro-pe. jV. pr. fi Lat. Aerope. ( Dal gr. Hera Giunone , ed ops, opos occhio aspetto: Occhio, Aspetto di Giunone.) — Moglie di Enopione re di Ckio sedotta da Orione. — Figliuola di Eurisieo , moglie di Atreo , sedotta da Tieste . — Figlia di Creteo , madre di Agamennone e Menelao. (B) (Mit) Eropia. * (Geog.) E-ro-pì-a, Eropina. Sfi Regno della Senegambìa. (G) Eropito , * E-rò-pi-to. ÌV. pr. m. (Dal gr .fiera Giunone, e pitho io persuado : Persuaso da Giunone. ) — Eroe , liberatore di Efeso. (Mit) Eropo , * È-ro-po. N. pr. m. ( V. Erope. ) — Figlio di Erope e di Marte. — Generale Epìrota sotto il regno di Pirro. — Re di Macedonia, figlio e successore di Filippo I. (Mit) Eros, * È-ros. iV. pr. ni. ( Dal gr. eros giocondo , o da heros eroe.) — Schiavo di Marc Antonio, il quale si uccise per non uccidere lui.{ Mit) 2 *— * (Mit.) V Amore ; uno de ’ quattro Dei tutelari che gli Egizii credevano presedere alla conservazione di ciascun uomo , e senza i quali egli era incapace di operare. (In gr. eros significa amore.)(Mit) Erosantee. * (Arche.) E-ro-san-tè-e. Add. e sfi V. G. Lat. erosantheia. ( Da eros Amore, e anthos fiore. ) Feste ad onore di Proserpina, la quale in primavera ricevea i nomi e gli onori dovuti a V?iiere. In queste le fanciulle andavano per le campagne cogliendo ed intrecciando fiori. (Aq) Erosione, E-ro-si-ó-ne. [< 9 /.] Corrosione , Corrodimento ; [e dicesi specialmente dell ’ azione d'un umor acre, che corrode qualche sostanza, e dello stato della cosa corrosa .] Lat. erosio. Gr. oLvó.$pcos, Red. lett. 2. zfo. Le indicazioni ec. sono il ridurre il sangue alla sua prima dolcezza col rintuzzare le punte delle parti erosive. Erostrato, * E-rù-stra-to. ÌV. pr. m. Lat. Erostratus. (Dal gr. eros amore, e stratos esercito: Soldato d’ amore, ) — Cittadino d‘ Efeso , che per immortalarsi incendiò quel tempio di piana. (B) (Mit) Eroteioe, * E ro tè-i-de. ÌV. pr. f Lat. Erotidis. Lo stesso che Ero- fide. V. (B) Erotema. * (Ret.) E-ro-tè-ma. Sm. V. G. Lat. erotema. ( Da erofao io interrogo , onde erotema questione.) Figura da noi detta Interrogazione, con cui l'oratore accumula domande , non già perchè l' avversario gli risponda o sciolga i suoi dubbiì , ma per confonderlo e convincerlo.^Aq) Erotiano, * E-ro-ti-à-no. IV. pr. rn. ( Dal gr. eros, eratos ^A more. ) —. Medico greco sotto i regni di Claudio e di Nerone. (Mit) 9 2 EROTICA fiat. erotica, (Da eros amore.) Erotica. ’ (Arche.) Erò-ti-ca. Sf. V.G. Canzone d'amore. (Mit) Erotico, E-rò-ti-co. Add. m. V. G.,che significa Amoroso , Appartenente alt’ amore, o Che è cagionato dall'amore. Cai. amatorius. Gl-, spwrntoir. Salvili, disc. 2. 140. Libri erotici, ovvero amorosi ilei Greci. (A) (N) 2 — * (Mcd.) Delirio erotico, Passione erotica, Mania erotica ec. , chiamasi quella spezie di delirio o melanconia prodotta da un amore eccessivo. (A. O.) (Van) Erotide , * E-rò-ti-de, Eroteide. IV. pr. f Lai. Erotis. (Anaci-conte chiama erotidis i piccoli tìgli di Amore. Di. più erotis , idos significa amichetta, puttanella ; da eros , alos Amore. ) (B) Erotici. * (Arche.) E-rò-ti-di. Add. e sf. pi. 1 Greci chiamavano così le feste in onore di Cupido o dell' Amore. Esse si celebravano in l'espi ogni cinque anni molto solennemente e con giuochi anche così nominati. — , Erozie, sin. (Da eros , atos Amore.) (V’an) Erotileni. * (Zool.) E-ro-ti-lè-ni. Sm.pl. V. G. Lai. eiotylenae. (Da erotylos innamoratello ; cosi delti per la vaghezza de’ colori. )' Famiglia d'insetti della terza sezione dell'ordine de’ coleotteri , lecui specie , quasi tutte straniere ai nostri climi , sono sempre adorne di vivi colori , e per lo più d’azzuro-nero , e di rosso-sanguigno. (Aq) Erotjlo. * (Zool.) E-rò-ti-lo. Sm. V. G. Lat. erotylus. ( Da eratylos innamoratello.) Genere d’insetti di Cajenna, della terza sezione dell’ordine de’ coleotteri, da Latreille stabilito nella famiglia degli Erotileni, i quali hanno tratto un tal nome dalla vaghezza delle loro fòrme.(Aq) 2 — * (Mit.) Pietra favolosa il cui uso nella divinazione fu vantato da Plinio. (Mit) Erotomania. * (Med.) E-ro-to-ma-nì-a .SfF.G.Lal- erotomania. (Da eros, alos amore, e mania pazzia.) Pazzia per effetto di eccessivo amore. (Aq) Erovante , * E-ro-vàn-te. N. pr. m. — Decimo re d’Armenia , della dinastia degli Arsacidi , ucciso da Ardasche che gli succede. (Van) Erozie. * (Arche.) E-rò-zi-e. Add. e sf. pi. V. G. Lo stesso che E- rotidi. V. (Aq) Erozio, * E-rò-zi-o. IV. pr. m. Lat. Erotius. (Dal gr. crolion imaginctta di Amore.) (B) ERRANTE sé dal lavoro già fitto. V erpice fallo di sterpi o di fascine si eliti' ma Strascino.] Lat. irpix, urpix, vimineacrates, Virg.Gr.d.p-Koig.Trad- gov. fam. Siccome il villano, prima di erpicare il campo, mette 111 assetto l’erpice, ec. Cr. 2. Pi- 25. Ma nelle parti di Toscana gli®" spetti coltivatori seminano i lupini nel tempo che si seminano fi rape ec. , e cuoprono il seme coll’erpice, lìurch. 1. 46. E l’erpi ce di Fiesole vi trasse All’ inferigno odor d’lina cofaccia. Alam. Coll- 2. 4°- E se ne fosser pochi, intorno meni Quante più larghe pu° te erpici e tregge. 2 — Prov. Come disse la botta all’erpice — Senza tornata,perciocché passandole l’ erpice sopra, le rompe V ossa. Cecch. Mogi. 5. 2. Va > come disse già la botta all’erpice. Segr. Fior. Mandr. 3. 6. Voi toO niamo ora. ZV. Come disse la botta all’erpice. Erpiditani. * (Geog.) Er-pi-di-tà-nì. Lat. Herpiditani. Popoli dell’Afrt ciri)Sde, tpKnsfDa herpo io serpeggio .^Malattia della pelle, che consiste in una quantità di bolle formate da piccoli tumori rossi raccolti , accompagnali da pi uvilo, che cuopronsi di scaglie furfuracee e raramente dì crosta. Talvolta ha l'apparenza di ulcera alla pelle ; altre volte non è che un semplice eritema di questo tessuto. Vallisn. (A) (Aq) (A. O.) 2 — * Diccsi Erpete crostacea , quella che ha le croste di forma e di colore vario , le quali dopo di essersi staccate più o meno presto vengono surrogate da altre ; eritemoide, quando le piccole pustole fosse ed infiammale finiscono per disquamarsi-, furfuracea , quando presenta lievi s’bglìe dell’ epidermide simili alla crusca ; llittenoide, se le jUtteni ripiene di sierosità icorosa , essiccale che sialo, lasciano squame rossigne ; pustolosa , per le pustole di volume vario , e più o meno distanti le une dalle altre , le quali si cuoprono di croste o di squame , che, dopo di essersi staccate, lasciano macchie rosse sulla pelle -, rodente, pe’ bottoncini pustolosi tramandanti un umore icoroso , i quati ddatandosi in larghezza e profondità, distruggono la pelle , i muscoli ed anche le cartilagini ; squamosa , se le sfoglie dell’epidermide sono più larghe che nell’ erpete furfuracea. (A. O.) Erpetico. (Med.) Er-pé-ti-co. Add. m. Che partecipa del carattere dell’erpete , CE è affetto da erpete. (A) (A. 0.) Erpeto. * (Zool.) Er-pe-to. Sm. V. G. Lai. herpeton. ( Da herpetos rettile. ) Genere di retali della famiglia de’ serpenti , da Lacépeda Stabilito , i quali pel corpo al disotto guernito di numerose piastre trasversali assomigliatisi al colubro e per il disotto della coda e il disopra del dorso coperto di scagliette e senza uncinetto da veleno .(Aq) Erprtograpia. *(Med.) Er-pe-to-gra-fì-a. Sf. V. G. Lai. herpetographia. ( Da herpes erpete , egrapho io descrivo.) Descrizione dell' erpete. (Aq) Erpetologia. * (Zool.) Er-pe-to-lo-gì-a. Sf. V. G. _ Lai. herpctologia ■ (Da herpetos rettile, e logos discorso.) Trattalo de’ rettili. [ Aq) Erpetologista. * (Zool) Er-pe-to-lo-gi-sta. Sost: com. Chi si occupa specialmente nello studio de’ rettili. (A. O.) Erpicamento. (Agr.) Er-pi-ca-mén-to. Sm. L’erpicare. — , Erpicatura sin. (Ga) Girai. Star. sorg. Berg. (IN) Erpicare , Er-pi-cà-re. [ Atl. ] Spianare c Tritar _ coll’ erpice la terra de’ campi lavorati. Lat. occare. Gr. (laiKonoittu. ,Cr. 3. 15. 3. Al quale mollo fa prò , se cotale campo s’ erpichi poi che sarà seminato. Tratt. gov. fam. Siccome il villano , prima di erpicare il campo , mette in assetto l’erpice , ec. _ Inerpicale, Inarpicàre. [ V. A . ma solo nel n. ass . o pass. ] Lat. repere. Gr. fyirtit. Fr. Giord. Pred. Erpicano costoro , e si aggrappano su pe’ fianchi di que’ dirupati burroni. EREicA , rojo.(Ar.Mcs.)Er-pi-ca-tó-jo-[iS’m.] Sorta di rete [assai grande con la quale l’uccellatore cunpre e prende gli uccelli, coWajuto di un cana i (Dal g 1 '- hat'pastrs rapimento, preda.) Cr.io.zi.s. E un’altra rete, che erpicàtojo è dilaniata, assai grande, colla quale si prendono le pernici quaglie e fagiani, e alcuni altri uccelli, con ajuto d’alcun calcilo a queste cose ammaestralo, il quale gli uccelli cerchi, i quali quando i; (ruova , sta e non va a loro , acciocché non li cacci , ma 1’ uccellata suo signore indietro ragguarda, c la coda muove in tal morto 1 che 1* uccellata- conosce che poco innanzi sieno gli uccelli. _ c lipRA. (Agr.) Er pi-ca-tù-ra. Sf. Lo stesso che Erpicamento./^.(Ga) £; ttpl (Agr.) Ér-pi-ce. [Sfil Strumento di legno [fatto a cancelli, guer- -itodi so ito con denti di ferro 0 di legno, il quale si adopera per ispolverizzare it terreno lavorato , e per nettarlo dall’erbe state smos- Randagio. —, Ari-ante , s/u. Lat. erro, vagabundus, vagus. Gr. *Aat»*’ ’itr.xfhrns. Pelr.canz. 4. 8. Spirto doglioso errante, mi rimembra, P et speluncbe deserte e pellegrine Piansi inolt’ anni il mio sfrenato ardi 1 * Lib. Amor. Se tal femmina tale amadore errante rivocar vuole , sU<) proponimento e pensici- d’animo gli dee celare. 2 — [Dello di Cavalieri.]^:#, di quegli antichi Cavalieri che andavo!* 0 cercando avventure. [ V. Cavaliere, §■ ./, <7. ] JYov. ant. 60. 1 ■ S a ' dando un giorno questo cavaliere senza paura, a guisa di errante #>' valierc disconosciutamente, trovò suoi sergenti, che molto i’amavano- Berti. Ori. 1. g. 52. E certo egli era tal, che d’alto ardire E di s 1 ' lor tra’cavalieri erranti Fu raro esempio, ec. ■ 1 — Ed in fòrza dism. pi. Tass. Ger. IAber. 1. 52. Taccia Arg? Mini, e taccia Arlù que’suoi Erranti, che di sogni empion lecarte.(M ,u ' 3 —Detto di Popoli, cioè quelli che non hanno stabile domicilio. Tas.G e [' Lib. 6. 10. Soliman di Nicea , che brama in parte Di vendicar h | . cevute offese , Degli Arabi le schiere erranti e sparte, Raccolte fin Libico paese. (P) 4 — [Detto di Stelle:] Stelle erranti diconsi quelle cui dagli astronomo si attribuisce proprio moto , a distinzion (Ielle fisse. [Gli antichi d 1 sero anche Stelle erratiche! più comunemente Pianeti.] Lai. stella 0 c . rantes. Gr. ùtrrspss dc-ratkìs. Tas. Ger. g. 61. Quinci d’opre di ver L e di sembianti , Da sinistra rotar Saturno e Giove, E gli altri, i 1 aa p esser non ponno erranti, S’angelica virtù gl’informa e muove. » Ar. Fur. 23. 6. Si fermò quivi Sotto le frasche in sull’erbette nuo f Parte dormendo, finché il giorno arrivi, Parte mirando ora Sata 11 or Giove, Venere e Marte, e gli altri erranti Divi: (P) Peti'. ca,l f 28. 5. Non ridi mai dopo notturna pioggia Gir per l’aere sereno st e ‘ erranti. (B) ,, 5 — [Colui] che erra, [ Che prende abbaglio, Che s’ inganna ; e f 1 , desi anche in senso morale per Peccatore. ] Lat. crrans. Gr. pinos. Mor.S. Grog. Adunque all’uomo errante è data la legge; ino errante, il quale è posto sotto la legge, è addotto il testini ljrl . di coloro che son fuori di legge. Dant. Plug. 25. 63. Che più saV di te già fece errante. . 0 1 — [Usalo anche in forza di sm.l Cavale. Med. Cuor. Sonerà che noi siamo gli erranti, e rimarremo ingannati. nDant. Canz-y. dolci rime ec. ) Contro gli erranti , mia Canzone, andrai.E nel l r ° ad essa corrispondente-. Questo contro gli erranti è tutt’una p ar ’ ed è nome d’està Canzone , tolto per esempio del buono Fra m maso d’ Aquino , che a un suo libro che fece a confusione di q ue che disviavano da nostra fede, pose nome Contra Gentili. (P) Errante diti’, da Erratico , Profugo, Ramingo , Randagio > ^ jj gabondo , Girovago. Errante vale nel proprio ciò che va qua senza vera direzione e senza scopo determinato. Si applica alfe Visone ed alle cose. Spirito errante, Viaggiatore errrante per re S' a p- deserte ec. Stelle erranti , Malattie erranti e simili. Erratico, ‘.tj plicato alle cose, suole nel trasl. appropriarsi all’erbe ed ai p e p che senza coltura nascono spontanei e vegetano ovunque. Brasstct1 ^ rauca, Papavero erratico ec. Si dice anche delle persone, ma y ip sgrà meglio adoperato Errante. Profugo ( voce lat. assai • s u0Ì lingua dotta e male omessa dalla Crusca ) è colui che fugge gCi - confini e va vagando per paesi stranieri. Si dice ancora di chi taneo gira per diversi luoghi senza avere stabile domicilio. ^'^^11' nel linguaggio comune è colui che costretto dalle disgrazie va e ^ do per estranei paesi abbandonato e misero. Vale anche Vag a ’ cS ni'i' gabondo ,‘ Errante , ma per affinità a queste voci. Randagio >] t e me una potente inclinazione a viaggiare, girare. Vagabonde 1 e . p C ( affine ad Errante, ma include dippiù la nozione peggiorativa di c ojiio colpevole o per vizio d’anima y» percorrendo altri paesi p ll ° * ERRANZA proprio sostentamento. Così diciamo Disertori vagabondi , Ladri iec, Girovago sì appropria a colui che ha la smania di gi- £. * C ( l ua c la per passatempo. 5 a ^, Er-ràn-sa. [A/?] F. J. lF. c di' Errore,] Erramento. Filoc. * 12Ó. Piacciavi adunque che per voi di questa erranza esca. E Fi - Cosi ? piangendo, in amorosa erranza Dimoro, lasso ! Dant.nm. ci-H° S * * ruovo * n ara °rosa erranza, Farcii. Ercol • 334 . Potrebbe E ciascuno ancora il Bembo essere 'stalo nella comune erranza. d //f 5 Er-rà-re. [iY, «ss,] Partirsi operando dal bene , o dal vero , o ordine. Ingannarsi. Lat. errare, aberrare. Gr. àp Talvolta, di- a °’ 10 non dissi bene; c spesso ne nomi errando ec,, fieramente la gua- Buon. Pier. Intr " " ~ " .. j L Col 2. Caso . Cavate. uspas. \Jimu. i. 1 -jij.. Pll# i e e ^ cupidità, e quelli che l’appetiscono errano ^onne^in molti dolori. (V) j **"■ E col 3. caso . Errare ad alcuno = Commettere errore che Ilio CC * lU ^ me l- Creg. 2 - 66* Perchè si veggono avere errato a ) Ristorano i danni passati. (Pr) i2 Ed accompagnato coll' ausiliario Essere. Omel. A. Greg. 2. •Costoro per certo per incauta considerazione sono errati. (Pr) Dicesi Errare all’ ingrosso Errare grossamente, F. AI- ERRORE 93 a coniar Per chi erra Quelle son le prigioni.(N) Cavale. Espos. Sitnb. 1. Radice di ogni della Fede, e 5 __ pure 3 ll^ rosso * ^egna\ Crisi . Instr. 3.ig. 16. Ma in questo errate i —. ir*» con vostro danno. (N) Da ^ ,lt ^ are qua e là senza saper dove.] /v«£. vagari. [Gr-TrXat'atrS-a?.] l a , 4 Eurg. 7.55. Ben si poria con lei tornare in ginso, E passeggiar D'as^r ’ jnloi ’ ao errando, Mentre che l’orizzonte il dì ticn chiuso.» coi/’ v 7 * 3 . Fuggi tutta la notte, e tutto il giorno Errò senza ,*^8 * 10 c senza guida. °io per lo deserto P<. _ Errato yil. SS. Pad. 1. iG3■ Poi che pervenne al monastero. (V) Gozz. ebbe assai Scrm. 1 7. cioè vagabondo. Sannaz. Arcad. Egl. g. Costui, die meco provasi , Guarda le capre d’ un pastore erratico. Errato , Er-rà-to. Add. m. da Errare. Pien W errore, Ingannato , Confuso. —, Errailo, sin. Lat. confusus, perturbatila, deceptus. Gr. evyjiEy-vfiiyc s, ra.pa.yJJr.U , Yty.apT-y/./is. Carole. Med. cuor. ‘201. Vide, stando un poco , lo romito uscir fuori tutto errato , e , come uomo che non avea saputo resistere alla tentazione , andarsene per quella via medesima , che n’ andava il giovane , verso la città per peccare. 2 — [Patto con errore.] Guicc.Slor.i6.y83. E fare maturamente quelle deliberazioni che, errate una volta, non si possono ec. 3 — * Col v. Andare: Andare errato e= Errare. F- Andare errato.(N) 4 — [ Col v. Essere : ] Essere errato ~ Essere in errore , in inganno; [ che dìcesi ancora Andare errato. ] Frane. Sacch. nov. i36. E’ mi pare che voi siate forte errati. Diit.am. 4. ig. Lo quinto appresso; e, s’io non sono errato, Superbo fu, malizioso e rio. Bocc. nov.26.1g. Sì tu mi credi ora eoa tue carezze infìnte lusingare ec. e racconsolare? tu serenato. Erse , Er-re. [Aort. com.] Una delle lettere del nostro alfabeto , che in pronunziandola cagiona strepilo , [ed ha similitudine col ringhio del cane; il perchè fu chiamata lettera canina.] Beni. Ori. 1. 27. 8. Cbi Vide irati mai due can valenti, Per cibo o per amore o altra gara, Mostrar col grifo aperto i bianchi denti , E far la voce onde l’erre s’impara ? a—Perder Yevre—Imbriacarsi. [ Mlìtio basso, tolto da ciò, che i briachi mal possono pronunciare l’erre. ] Maini. 3. 4- Un vecchio era quest’ uora di vista corta , Che f erre ognor perdeva all’ osteria. 3 — (Ar. Mes.) Nome che si dà ad una specie di mensola fatta a sproni per reggere diverse cose; ed è così detta dalla sua figura a guisa di R coricala arrovesciala. (A) Errico, * Er-ri-co, Errigo. Lo stesso che Enrico. V. (B) Errino. (Terap.) Er-rì-no. [Ani.] Medicamento che si fa altrui pigliare 01 che per gl’ intricati labirinti D’una selva selvaggia e aspra e forte 3 8 8 sliricl ’ P antan e ritratti Per lungo tempo avea stivali e dtll^r *' 1 a B° rno con giro circolare. Ar. Fur. 3f. 6j. Nel cerchio /j __ a Luna a menar t’aggio, Che de’pianeti a noi più prossim’ erra. (M) q~ f iu ‘ usi sign. del §. 1. Dant. rim. 38. Ma vilissimo sembra a chi jj ’ cr guata, Cui è scorto il cammino , e poscia 1 ’ erra. Com. Inf. 1, j, ar Sonno glioso molte volte erra la via. Fu. Plut. Dim. E perchè er- j.- on ° il cammino, Dimitrio corseggiava l’Ipiro, e Pirro sì combatteva, j -.uppresso: Ancora vennono a passare il fiume, il quale si chiamava 5 ^cos, ed errarono il passo. lr ' tempo ’ m Gabbarlo , Passarlo comechessia. Sen. Prov. Cia- j 110 9 m piazza il suo ozio diletta , o in taverna sta nascoso, o il te, f° ln alcuno .cerchio erra, (i/ lat. ha : tempus in aliquo circulo f, a L ' Forse non lesse così il volgarizzatore. ) (Pr) . lE colpe = Commetterle. [ Ma è modo antico. ] Mor. S. Greg. f 7■ Quanto fu grave la colpa che egli errò. „ 0r| ,1, Colpo — Sbagliarlo , Fallirlo. 'Pass. Ger. Lib. 18. 33. Vcn- t c J° 1 venti e le procelle in guerra, E gli soffiano al volto aspra r : P^a ; Ma pur mai colpo il cavalier non erra , Nè per tanto fu- ^pulito s’arresta. (P) s’ci Errarla = Sbagliarla. Buon. Pier. Intr. 1. Rammentalor, che, “ gode, ei 1 'erra. (N) Clip , ' Puss. Prendere ahliaglio, Ingannarsi. ] Berti. Ori. 1. 1. ig. V 0 „ v * u .^* quanti , se 'I pensier non m’ erra , Dislesi traboccar vi •luto 10 ' V Ifr ra.nFranc. Sacch. Bini. E follemente s’ erra Chi ha pervi s j 1 Euoi e l’uscio serra. (A) Uegez. 21. Nell’altre cose se neuna lo_ p l ra » s ' può poscia P errore ammendare. (N) ^arcl '°c Erra il prete all’altare — Non è uomo che non erri. i] p |“ oc - 4- 5 . A perdonar vaglia, ec. ; chi non sa, non sa: erra Err a * ‘‘'tuf : e cade un cavallo, che ha quattro gambe. (V) na rs i Ve' C *'®' .^ a Deviare , Traviare , Sbagliare , Fallare , Ingmi- finii! «'■ 1 ’ are s ‘ a Pphca ai divagamenti deliamente e del cuore, e «i- Esscì-e • 'P ar l*rsi dal bene , dal vero, dall’ordine , Prendere errore , Eei’o ln /‘‘ rore. Deviare è Uscir dalla via, Allontanarsi dal retto scn- r°silo' T ^ ’^uiare Smarrire il liuon sentiero, ed anche Uscir dal prola idea l ìi^’ c ne’ movimenti morali. Sbagliare include propriamente ten Za ae ua mala scelta d’ una cosa per inconsiderazione od inavver- “l’Eno’n:.& dÌ «'-' la£ ' rrare , che consiste per lo più in una falsa Lieo,., C ’ .uUui’e è Commetter fallo o mancamento , Cadere in fallo. _ oVnnai'Ki ...... - eann.yyfì vale anche Fa Ilare , ma quando questo si riferisce a man-^ ai giudizio , a deviamento mentale ; poiché Ingannarsi ri- guard a «j Quindi S ;. ni P le E mente, e il Fallare spesso vien riferito tr '»AT 4 . ' P y.T[ 1ars L è affine ad Errare. al •p, ,J , 04 c Lati , n, 'ta. [A/i V. A. e corrotta per idiotismo. V. ( ™r’ P°rtio. G. U. i. 38. 5. Ella fu popolala d u _ 8c, mo V, c C E più sofficienti , mandati per li Senatori di cia- ài Bom a rt ‘°; JfJfJJJf Ella Ò P 0 ^! 8 ' 0 e di"} Rata, della miglior rione di Roma per errata , come toccò per sorte. E 8. 10. 1. dem i dal com » ne •>> Firenze tremila fiorini d’oro , e simile terre guelfe di Toscana. Sen. Ben. Farci,. 4. 28 Chum- ^, c e cittadino , 0 buono o reo che egli sia , ne partecipa per 1 ei- lro 3 J-‘ a ’ ” ( U ultima stampa del FiUam fatta a l,renze col nscon- a f; 4 buoni codici legge rata in ambedue i passi.) (re) , ^'rata de'libri, che anche dicesi Errata cornge , e il confronto HkkT 1 errori e delle correzioni che si suol mettere nejib ri stampati^ ( A ) t a.mentb , Er-ra-ta-mén-te. Avv> Erroneamente. Con errore. [ Lo cho Erroneamente. F.ì Cr. alla p. Storpiare. Er-rà-ti-co. C Add. m. Pi Erratici e Erraticbi.] F.L. Errante. Ì ,\l Cmc ‘ r ' Errante. W.'fc * chiamaiVm / n ^ rTaa ^' 3 tt'6. Astro!. Ancora hanno altro nome, che , c ( ie . f s e “ c erratiche. But . L’altro movimento è erratico e difFor- Farcfi t JSrcol' F? de’motori, dall’Occidente inverso l'Oriente, non vuole dire altro che erratico, cur. malatt. Quel medicamento che ili Fiorenza è appellato nasale, da’Fisici per lettera detto errino, e si tira su nel naso o per fare starnutire, o per far cadere dal cervello la pituita. E appresso ; La nigella polverizzata è uno valente errino. Bicett . Fior. ii3. Sono le infusioni, J decotti ec., gli errini o nasali, o i serviziali, le cure, ec. Erbipsia. * (Med.) Er-ri-psì-a. Sf. V. G. Lat. prostralo. Gr. (Da en in, e rliipsis f atto del gettare a terra.) Prostrazione , Abbattimento di forza. (A. O.) Euro , Ér-ro! [Am.] Nome di un ferro che si tiene affìsso accanto ai pozzi per raccomandarvi le secchie. (Dallo spagn. hierro ferro.) Pa- taff, 7. E dopo gogna tu ci andrai con gli erri. Erro. [A/h.] V. tronca da Errore , e vale.lo stesso. Oggi modo basso. Lat. crror, erratum.-Gr. Frane. Barò . ig5, 11. Se non come ’1 demente, Ch’erro o dritto non sente. Dant. Inf. 34* 102. ^ Prima eh’i* dell’abisso mi divella, Maestro mio, diss* io , quando fu dritto, A trarmi d’erro un poco mi favella. Rim. ant. Puccìand. F. li. Q buona gente, per dio non guardate D’amor, che in ventate Pien è d’erro: mostrando gio*, m’ha dato Pone. Malm. 2. 5i. Dicendo: cacciator , tu hai pres’ erro.» Fegez. 21. Nell’ altre cose se neuna vi si erra si può poscia l’errore ammendare, ma ferro delle battaglie non riceve ammendamento. (Pr) ( Alla v. Ammendamento la Cr. legge errore.) Buon. Tane. 5 . 5 . State un po’chete, eh’e’piglierà erro. E Salviti. Annot. ivi: Erro, voce famigliarissima a’ contadini, in vece di errore , pur 1 ’ usò Francesco da Barberino , giudice, lodato dal Boccaccio nella genealogia. (N) Erroneamente , Er-ro-ne-a-ménde. Avv. Con errore. — , Erratamente , sin. Lat. erronee. Gr. 'ffkcivws. Gal. Galleg. 62. Adunque Demorrito erroneamente discorre. Fit. Pit. 44 • Nacque Parrasio in Efeso , tuttoché alcuni erroneamente Io facciano Ateniese. Erroneo, Er-rò-ne-o. Add. [m. Pien d'errore, Che ha in se errore .]—, Erronico, sin. Lat. crroncus. Gr. Tthrivos. Seal. S. Agost. La lezione senza la meditazione c cosa secca, e la meditazione senza 1* orazione è erronea, cioè a dire piena cf errore. Maestruzz. i. 1 g. Conciossiacosaché fosse erroneo , ec. Ar. Cass. 1. 5. Vedi erronea Usanza, vedi opinion fantastica. Fir. Disc. lelt. 3i4 . Ma quando questo sia erroneo non solamente lo dimostra T 0 , il quale ec. ha diversi suoni, ma ec. Erronico, Er-rò-ni-co. Add\m.F.A.F.e di’Erroneo.] Bocc. Fit.Dant. 52. La poesia ne presuppone alcune per vere , le quali, perchè sono falsissime , ed erroniche contro alla cristiana religione , ec. G.F*Fit . Maom. Con diverse maniere di leggi erroniche. Mor. A. Greg .Alcuni per accozzargli a dottrine erroniche , alcuni per diletti carnali. 2 — Errante , Vagabondo. Sannaz. Arcad. EgL 8. Qualunque uom ti vedesse andar sì erronico , Di duol sì carco, in tanta amaritudine, Certo direbbe: questi non par Clonico. E g. Forse fu allor ch’io vidi melanconico Selvaggio and*ar per la sampogna e i naccari, Chegl'in- volasti tu , perverso , erronico. Erroraccio, Er-ro-ràc-cìo. [A/w.] pegg. di Errore. Lat. immanis error. Gr. pviyoc. ’TfxpccTTiBp.a. Fr. Giord. Pred. R. Sono colpevoli di molti ereticali erroracci. Errore , Er-ró-re. [ Sm. Inganno dell' intelletto , Abbaglio , Sbaglio e simili , ed anche Mancamento nell* ordine morale o de* costumi. ] JJ errare , Lo 'ngannarsi , Il fallire. — , Erramento , Erranza , sin . Lat. error. Gr. irkdv7j, [ E P er meta fi ] Pelr. son. 1. Di quei sospiri ond’ io nudriva il core In sul mio primo giovenile errore, Quand’cra in parte altr’uom da quel eh’l’sono. ® ~-h ado del vagare, Vagamento, Svolazzamento. Tass. Ger. 16.23. roi che intrecciò le chiome, e che ri presse Con ordin vagoilor lascivi errori.Menz. rim. 1. 72. Aura dolce odorata, Scherzi con vago crrore.(B) 7 h’ atto di essere ti asportato di qua e di là per l’aria , senza determinata direzione. Pelr. canz. 27. 4- Qual ( fior ) si posava in terra e qual su l’ onde , Qual con un vago errore, Girando, parca dir : qui regna Amore. (B) 8 — * Col v. Fare: Fare errore — Errare. F. Fare errore. (N) 2 — E Far checchessia per errore —Farlo non pensatamente ; ma così disavvedutamente nel far altro , e che a quella operazione non si concorra colla volontà. Lat. imprudenter agere. Gr. àfiaéXus npirruf. Sen. Ben. Farch. 6. io. Perché, che accade che io favelli di quel terzo , il quale volendo ingiuriarmi, mi beneficò per errore. £) — * Col v. Mettere : Mettere in errore =: Indurre ad errare.Introd. y l, t - 63. Veggendo Satanasso ... eh’ cran cacciate via tutte le sue Fedi e Besie eh’ avea seminate nel mondo , e che mediano le genti in errore ec. (Pr) 10 — [ Col v. Prendere : Prendere o Pigliare errore 22: Sbagliare . ] Bocc. nov, SS. 3. Molte volte nelle cose da lui fatte si truova che il visivo senso degli uomini vi prese errore, quello credendo esser vero, ch’era dipinto. Dant. Purg. 24- .77. Se nel miomormorar prendestierrore. 11 — Col v. Stare : Stare o Essere in errore 22: Essere in inganno , Prendere abbaglio, F. Stare in errore. (A) 12 — * Col v. Tenere: Tenere in errore 22: Ear che altri stia in errore o s' inganni. (Van) 13 — Col v. Togliere: Togliere l’errore talvolta 22: Errate. Segner. Man. Magg. i3. 5. Ciascuno saprà tutti gli errori eh’ egli avrà tolti nel giudicare degli altri ; saprà tutti gli errori eh’ altri avran tolti nel giudicare di lui. (V) 14 —*(Med.) Errore di luogo: Secondo Boerliaave era un cambiamento di direzione nel corso de' liquidi , le cui molecole penetravano entro vasi che non percorrevano nello stato normale. Lat. crror loci. (A.O.) 15 — * (Icon.) Figura di donna che , appoggiata ad un bastone , cammina cogli occhi bendati , per cui devia dal retto cammhio.QilM ) E buche ito , Er-ro-rét-to. Sm. dim. di Errore. Lo stesso che Erroruc- cio. F. Tass. lelt. i4y. 1° c * trovo alcuni erroretti di lingua. Gali!. Dif. Capr. sgo. Volgendo poi alquante carte del suo libro , nelle quali sono cose solamente copiate dal mio, colla giunta però di alcuni erroretti comportabili , cc. (V) Errorore, Er-ro-ró-ne. Sm. accr. di Errore. Error grande.Min.Maini. Fare un errore grandissimo, un errorone, un marrone. (A) Errorcccio , Er ro-rùc-cio. rAVn.] dim. di Errore. — , Erroruzzo , Erro- retto, sin. Lat. parvus error. Gr. pvepòv tr^aX/z«. Fr. Giord. Pred. R. Per ogui piccolo erroruccio s’adirano, né vogliono compatirlo. Errortjzzo, Er-ro-rùz-zo. [<57 h.] dira, di Errore. [Lo stesso che Erroruccio. y. ] Cas. XJf. Coni. 116. Quanto malagevole cosa sia ec. a non fallire mai, a non incappare in qualche erroruzzo. Fir. vis.ito .Egli è pure un peccato cc. per un poco d’ erroruzzo di sua lussuria privarsi dell’opera sua. Tue. Dav. Ann. t3. iyg. Trasea rispondeva agli amici, aver corretto questo erroruzzo, non per ignoranza de’ gravi, ma per onoranza de’padri. Erruca. * (Geog.\ Er-rù-ca. Ant. cit. d'Italia nel paese de * Folsci. (G) Ersa. * (Mario.) Èr-sa. Sf. Corda che unisce il timone all’asta da poppa, (Dal gr. ersis nesso. ) (Van) 2 — Diconsi Erse , due corde che servono per attaccare le carrucole nel luogo ove sono necessarie , e a fortificarle per impedire che sì spacchino. (Van) 3 — * Diconsi Erse d’incasso le funi che servono per l'incasso de' cannoni. (Van) Erse. * N. pr. f. ( Dal gr. herse rugiada.) — Figliuola di Cecrope , sorella di Aglaura e di Pandrosa. — Moglie di Danao. (Mit) Erseforie. * (Arche) Er-se-fò-ri-e. Add. e sf. pi. (Dal gr. Herse Erse, e phero io soddisfo, conferisco, porto : cioè Feste, con cui si soddisfa il debito di onore e di cullo inverso Erse.) — Feste che 1 Greci celebravano in memoria di Erse, figlia di Cecrope , amala da Mercurio. (Mit) ErsU , * Er-si-a. N. pr. m. — Autore di una storia di Rodi. ( Da! gr. herseos, ea , on rugiadoso; ) (Mit) Ersilia,* Er-si-li-a. N.pr. f. Lat. Hersilia. (Dal gr. herse capretti, ed ile turba : Posseditrice di molti capretti.) — Figlia di Tazio , re de’ Sabini , moglie di Romolo , e come dea adorala da’ Romani, (Mil) Erta , Èr-ta. [Sfi] Luogo per lo quale si va allo'nsù. Contrario eli Scesa o di China.—, Érto, fin. Lat. cliycs, ardua yia. Gr. fovyfi, Esicd. Cr, ERUBESCENZA 5. 7. 1. Nei piani e nell’erte allignano, ina disiderano più i luoghi 3 china ed erta. M. y, 6. 5. Non ostante che grande fosse il loro disavvantaggio ad avere a combattere i nemici all’erta. Dani. InJ.t.òt . Ed ecco , quasi al cominciar dell’ erta , Una lonza leggiera c presta molto, Che di pel maculato era coperta. Farch. Giuoc. Piu. La via clic va da Firenze a Sali Miniato, si chiama costa, ovvero erta, e la medesima via da San Miniato a Firenze si chiama china, ovvero scesa. 2 — L’eminenza del luogo semplicemente. Tass. Ger. Lib.6. j2Ó. Din riclm vie più che neve in giogo alpino Avea le sopravveste, e la visiera AH' 1 tema dal volto, e sovra un’erta Tutta, quant’cllaé grande,era scoperta (B) 3 — [ Col v. Andare: Andare all’ erta =2 Andare all' insù. F. Andare all’erta, Andare alla china.] Ar. Far. 33. do. T11 vedrai prima al- 1’ erta andare i fiumi, Ch’ ad altri inai eli’ a te volga il pensiero. 4 — Col v. Dare: Dare all’erta 22 Andare alla volta della somntil a de monti. F. Dare all’ erta. (A) 5 — Col v. Fare: Far l’erta =2 Montar su per l’erta. Frane. Saceh . nov. 2 uf- Giugncndo in uno burnito, e il porco non polendo fa’* 1’ erta , non sapeano che si fare. (V) 6 — [Col v. Stare:] Stare all’erta [ propriamente dicesi in termine di caccia , quasi dicesse Stare erti, Stare a modo di erti, cioè islare a bada ed a sedere , ma pronti alt' erta della lepre , cioè 'B' l’ ergersi , 0, come dicono , levarsi eh’ella farà. Quindi può din 1 che valga ancora Sfare attenti all’ erta , cioè al levarsi della lep>' c ’ Onde Stare all’ erta è passalo in dettalo comune a ogni cosa , e v‘d e Stare oculato ed avvertilo, Andar.cauto nel parlare e nell’ operili < per non incorrere in pregiudizii , o non essere giunto , ] e generi' mente vale Usar cautela. Lat. cavere, cantimi esse. Gr. vipy. LV' Med. canz. Si. E si vuol con dolce modo Con lor sempre stare all’erta- Star. Eur- 3. 53. Le quali cose considerando Currado, e veggenti 1 ’ stare i Sassoni all’erta ec. , giudicò ec. convenire al bisogno suo e c ’ levarsi al tutto dinanzi Arrigo. E 7. i5y. Milone , che per alcune u‘‘ giurie ricevute dal Re stava sempre all’erta ed in sospetto, si accori subito della cosa. Beni. Ori. 1. 6. 35. Sta il Conte all’ erta , e guarda molto bene Quando la spada verso lui ne viene. E 2. 6. ig. Farce’ 110 belle a noi pur bisogna, Ma stare all’erta in buona guardia accori' 1, 2 — [E nel senso proprio , anche senza il v. Stare.] Buon. h el '‘ 3. 1. g. E tra me dico: la capriola é nostra. Cani , all’erta. 7 — Prov. Confortare, [Aizzare] i cani all’erta =2 Confortare altrui ll far ciò che ha difficoltà. [F. Cane, $. 3t. e Confortare, §. 10.] valentcm recta Consilia aegrotis dare. Buon. Pier. 2. 2. 10. lo vi vegga un ch’aizza i cani all’erta, E poi fogge c s’ appiatta. 8 — Non sapere o Non poter tenere un cocomero all’ erta , [ dicesi di chi non sa tenere il segreto. ] F. Cocomero, §. 5. Erta.* (Mit.) Antica divinità de’ Germani, la cui statua era posta sopì? un carro coperto , ed a cui solo il sacerdote addetto al suo servi-fi aveva il drillo di avvicinarsi. (Forse dal tcd. erretlen salvare.) (M‘ l l Ertezza , Er-téz-za. [Sf. Lo stalo di ciò eh’ è erto, Ripidezza ] Lai. acclivitas. Gr. àw^ìpax. Filoc. f. 84. Per la sua ertezza c0, minciavano ad allentare i lor passi. Ertissimo , Er-tis-si-mo. [Add. m.J superi, di Erto. Lat. maxime acci*/ 1 * Gr. à.vw$ipìcTa.Tes. Fr. Giord. Pred. R. Le celle si erano in e 11 ”' d’ una montagna ertissima. Erto , Ér-to. Sm. Lo stesso che Erta. F. Tass. Ger. i5. 44. Voi col' 1 guida del nascente sole Su per quell’erta moverete il piede. E fi’ Ma, poi clic già le nevi ebber varcate, E superato il discosceso e l'erto.Q t Erto. Add. in. Che ha ertezza. Lat. acclivis. Gr. àtix^cpr.s, Bocc. *"* trod. 2. Vi fia non altramenti che a’ camminanti una montagna asp 1 ' 1 ed erta. M. F. 8. "4- Dove era la via , la quale si leva , dopo quanto di piano,, repente ed erta a maraviglia. Petr. sua. i3o. b di me non t’accorgi , Che son si stanco, c ’l sentier m’è troppo erW’ Dant. Purg. 7. 70. Tra erto e piano era un sentiero sghembo, Cb e ne condusse in fianco della lacca, Là ove più eh’ a mezzo muore lembo. [ Qui pare piuttosto usalo come sost. ] E ti. 42. Mostrate - 1 *' 1 qual mano inver la scala Si va più corto; e se c’è più d’un vare®' Quel m’insegnate che men erto cala. Cas. lett. 68. E non vi an“/ mai alcun per altra via , che per erto ed aspro cammino. Berti, Ch ' 1. l3. 4<- Sopra un sasso terrihil molto e duro Un miglio in su, r stretto erto sentiero, Si perviene ad un alto c grosso muro. 2 — Ritto, Eretto. Lat. erectus. Gr. i-xxpòsh. Esp. Pat. ISosl. C ll ' i: sono le folli femmine, che vanno col collo inteso, ed a capo ert ‘![ Dant. Inf. 26. 36. E qual colui, che si vengiò con gli orsi, V’idfo, carro d' Elia al dipartire, Quando i cavalli al cielo erti levorsi. E 34■ ' Altre stanno a giacere ; altre stanno erte , Quella col capo, e q" c , con le piante; Altra, com’arco, il volto a’piedi iuverte. » È Pa* Sl }" Specch. Penìl. Tratt. Superi. 5. Niuna cosa tanto spiace a P‘“’ quanto la testa erta dopo il peccato, del quale l’uomo si dov« I)D vergognare e umiliarsi. (P) Erto diff. da Ripido, Arduo, Scosceso, Aspro, Dirupato. è qualunque sia luogo per cui si sale. Ripido c più d’ Erto. U P rl -. v può dirsi anche di collina, il secondo si dirà di monte. Arda 0 1 elude la idea della difficoltà che la forma eretta e la ripidezza senta a salirvi od arrampicarvisi. Quindi Arduo vale anche Aspro e meno d Arduo. E Asprezza la costituisce propriamente^ ' ,[■ guaglianza e la rigidità del terreno. Dirupalo vale precipito» 0 B rupi prudenti o rovinate. Esso riguarda 1’ altura da su in giù- ^ sS e sceso indica quella specie di dirupamento che viene dall’essersi si» 0 le pietre e 'I terreno , sì che riesce difficile ascendere a quella ve ’ e Enervisi ferino dopo esservi asceso. Arduo ed Aspro hau» 0 80 traslato. Noi diciamo Ardua impresa , Aspra guerra cc. .. (li‘ Ertogrul , * Er-to-grùl. iV. pr. ni. — Capo de.’ Turchi, padre di tornano. (Mit) ^, Erubescenza , E-ru-be-scèn-za. [-S’/Tq Rossore cagionato davergog'fi ’ pp. Erubcscenzia , sin. Lai. rubor , verecondia , pudor. Gr. ' Giord, Pred, Con sanla erubescenza rivolgono il guardo altrof 0. Eri ERUBESCENZA “escerzu , E-ru-bc-scén-si-a. [ Sf. E. A. V. e di' ] Erubescenza, a», L’ altro mudo, clic la confessione diminuisce, e scema la J^ n ®> , s * è per la erubescenzia, cioè per la vergogna che s’ha nella Esc r ' l:sslone del proprio peccato. ta > (B0 '° E-ru-ca. Sfi Sorta dì [pianta , volgarmente detta ] Ruchet- *- a t. [brassica eruca.] Gr. iv^u/xor. Alam.Colt. 5 . iig. Or la sala- v cri 'ca, e 1 ’uniil bieta , E la mòrbida malva , cc. E 5 . 128. Chi noi g us | 0 variarle, al suo congiunga Del nasturzio , del rafan, del- a > Del basilico il seme. u ) [ Cosi chiamatisi gl' insetti che appena sono schiusi dalle al°f ^ rucl) - Lai. eruca [ larva.] Gr. xcifzvri. Cr.6. 2. 16. Conlro 1 r , u . c « e i semi, che da seminar sono, di sugo di sopravvivolo scm- i u s , ltn ’ )! >gnin o , ovvero per mano de'fanciulli si colgano e uccidansi, ^ mo 1 orto molestano. » ( L'eruca nel suo bozzolo si dice Ninia, E„ D ™PP a . o Crisalide.) (B) sens o 10 ’ E-ru-di-mén-to. [ Sm. Dirozzamento ; e si prende nel Cr° p'segnamento , Ammaestramento. Lat. cruditio, praeceptum. al v ' 7 x ‘^‘\ a - Segn. Mann. Seti. 26. 3 . Sì poco ti dimostri conforme n, cr divino nel tempo de’ tuoi disastri, che sono l’tradimento di K ,ui E-ru-dì-i.. L -- Da l ■ mmae strare. Lat. erudire. Gr. .... Ul fu di buona p di perfetta dot Cui ■ nei tempo r’: !rlj vì nel senso ancor litterale. -re. [ Att. Dirozzare ; e s'usa per solilo in significato y.'-’hiirsv. ,3 Pelr. Uom. ili. 68. di buona e di perfetta dottrina erudito. (V) Salviti. Cas. «ad. I| B'iuoli quale poscia dal padrone Marco Livio Salinature , i cui tì- ___ erudiva, fatto libero, Livio Andronico sì chiamò. (N) ' C , n - Pass. Istruirsi , Imparare. Eia. prop.ioo. Il quale col solito E„,i D it u| ° d’erudirsi l’avea richiesto. g r Ame »te, E-ru-di-ta-inén-te. Avv. Con erudizione. Lat. erudite, str," » EU. Pia. o 5 . Esaminato eruditamente dal no- Esud” Vettori - (V) nient 1SSlMAMESTE ; E-ru-di-tis-si-ma-mén-te. [Avv.] superi, di Erudita- Con, C " 1 ‘' i! ' eruditissime. Gr. zve-xouhivfxùuis. Red. Ins. 5 o. d,.,. c e,t, ditissimamente osservarono il Bociarto , il Gorreo e l’Al- Eson aDdo ’ dit ^«o, Jìì-ru-di-tis-si-mo. [ Add. mi] superi, di Erudito. Lat. eru D : ’^UlVa.s. Gr. tìs cìxpQv rzr scctiòtlecs ìr.rt.'yy.i'.. Bocc. Com. Dant. 17. derat' fu cri, dìtissimo uomo. Red. Ins. 3 i. Questa diflìcultà fu consi- da 1 eruditissimo e sapientissimo Samuel Bociarto nella secondi p ar,c del suo famoso lerozoico. E Leu. Oech. Alti del Parlamento k ^nTÌl C - , ci ! ati ec. dall’ crudilissimo signore Egidio Menagio. Per ivi’ ,®‘‘ r,1 -di-to. Add. m. da Erudire, [usalo anche in forza dism. avzi v ° dotto, Letterato, ec. [E. Dotto.] Lai. cruditus. Gr. ses-n'atSiv- av rell e ^ n ‘ P ,e d- 2 - Ancora quivi, quale erudito geografo, egli On„jj. s cnz’ a ltro mappamondo dinanzi, potuto dire: il mondo viene H r anH d 'Y' s ’° ’ n tre parti. E 3 ». 6. Vi dolete dunque di aver penuria ei||.' C . di ajuti, voi, che siete nati nel cuore del Cristianesimo, in una , in un secolo si erudito? "et E-ru-di-zió-ne. [Sfi Propriamente Dirozzamento; ma si usa l 3 rej^p^‘ Dottrina. Lai. cruditio,doctrim». Gr.irxtììttx. Er.Giord. 5 fj furono tutti uomini di grande erudizione nelle sagre carte, e Co . m . en largo signìjicalo , si prende per Filologia, ossia dottrina se 0 f,; iZ “"’e di molle cose acquistate non per argomentazione o dì- c 'in ìe ' tna P e r semplice veduta o quasi veduta de'sensi 0 della mente, gli 0s ala "ella memoria. Pub essere l’Erudizione rara, vasta, maravi- non volgare, triviale, sacra, profana, filosòfica, isto - din.’ji °™§òcn, ec.] Red.Ins. 36 . Io mi ricordo avere più volte udito » dizione ^^iere Francesco Albergotti, letterato di nou ordinaria cru- LiUj 0j J > che ec. ClKtj ’t’Uc Ss ae i'ur<„ \ lj ' ,u -gi-ne. Sf. Lo stesso che Verderame. E. ( In lat. “««trovasi- ■ ... -• , 5 . jn’ovasi presso Vitruvio in senso di verderame.) Mattivi. Disc. ( Min > ru Sgiite • E ru-gi-nó-so. Add. m. E. L. Di ruggine, Del color della w lare sf 3 e fi tc 'esi propriamente da medici di bile o spulo il cui co- ^trrii. * avvici no. a quello dell' ossido di rame verde. (A. O.) co &*) É-ru-ii. Lat. Heruli. Popoli asiatici, che invasero l ^ ta ^ a sono Odoacre. (G) over q p vMit.) É-rùm na. figlia della Notte , che la concepì senza *, comr neì'cio con altro Dio. (In lat. aerumna vai calamità, Ta g ra vc fatica. ) (Mil) », "'n. mo ’ r E-rum-nó-so. Add. m. E. L. Tristo. D. Gio. Celi, iratt. tSo MpR„ B ’p “- Lascia la sua memoria erumnosa e piena di difetti. (N) E Lai ru,n ‘Pe-re. j\. ass. anom. E. L. Lo stesso che Erompere, j, di bomba,. t p, rn I 1cre ‘ t’ 1 ' Castigl.Cort. 2. Quasi come scoppio "«A. erumpe dalla quiete, che è il suo contrario. (Min) \E-rìm-na. Sm. Affaticamento dianimo odi corpo da cui (v 1° c angustiato qualche volta nelle cose difficili ed importanti. ] FntJ: 13.... — * i--/ J l U'pa. Antica citta ‘ an ' 1 y^'so] ’^. n j l ta r ?- r Au. ii deir Arabia deserta. (G) te. Pait. di Eruttare» Che erutta, (f. di reg . . f . j u t . -- e n. ass. Mandar fuori ; e vale il più r ,% r ÌUtt ù Uo stesso che Ruttare. ] Lai. cruciare. Gr. ^ Spande * tnnlntt r\ .j- 1- ■ •--* ft /15 *>Uo v ,._. . - nwlatt. nv-lff '/J, '■ USa cenilamo - Uicesi anch A re ad. Quando lo ventricolo erutta per la canna "•amo. r dell' esplosi >ne violenta de' vulcani.San- hi"* Braò t J' 12 ' f«u'ei vedere il superbo Encelado , disteso o *'”‘.'0 eh,; n?r.T , ; t ' ta - ló - re - C Eerb. stesso -ita r l - --..-la-io-re. [ Acri), ni. A'Eruttare.] Che erutta. [ ' B'iUatore. E. ] Buon. Eier. ,j. i. 31, A li os' che amici P l « torte eruttatol i Si consolavan , ec. Lo Di ESACERB AZION E q 5 Eruttìtrice , * E-rut-ta-tri-ce, yerh. f. dì Eruttare, y. dì re^. (O) Eruttàzioncella, E-rut-ta-zion-cèl la. [ÓY.’J dim, dì ErattazioneXaZ.par- vus eritctus , parva cructatio. Gr. piy.pos ipsvyfLÓs. Prati, segr. cos . dona. Pruovano frequenti eruttazioncelle, con grande fastidio dello stomaco. Lib. cur. malati. Accompagnato con frequenti eruttazioncelle. Eruttazione , E-rut-ta-sió-ne. [«V/*] Il tirar rutti. Lat. cructatio. Gr. iptvypòs. Cr. 6. 5. 2 . L’ anice ec., contra la ventosità , e indigestione , c acetosa eruttazione , deasi. 2 — * Per simil. Uscita, Esplosione violenta di checchessìa, c spezialmente de’ Vulcani. Buttar. Lez. Arcad. Come si ravvisò nella grande eruttazione del Mongibcllo, seguita I' anno i634- (A) 3 — * Dicesi ancora delle materie istesse mandate fuori da' yulcani. Targ. Cave ed altre eruttazioni di vulcani estinti. (A) Eruttivo, * (Med.) E-rut-ti-vo. Add. m. Epiteto dato ad ogni malattia^ nella quale compaiono macchie , pustole o bollicine alla pelle. Lat. eruptivus. (A. 0.) Eruzione, E-ru-zió-ne. Sf. Qualsivoglia uscita repentina ed impetuosa. Segr. Fior. Disc. Pericoloso per 1’esercito , perchè ec. restava per tutto debile a poter resistere ad uua eruzione che quelli di dentro avessino fatta. (A) 2 — (Med.) Dicesi di Evacuazione istantanea e copiosa di sangue , di pus , di sierosità ec ., ma più comunemente dicesi dell' uscita delle pustole alla superfìcie de.Ua pelle. (A) (A. 0.) 3 — (St. Nat.) Eruzioni vulcaniche .* cosi diconsi , parlando de* yulcani , le impetuose emissioni dai loro crateri di fumo , ceneri , materiefangose , e lave. (13) Ervardo, * Er-vàr-do. jv. pr. m. Lat. Ervardus. ( Dal led. fieer esercito, c wàrtrr guardia: Guardia dell’esercito. ) (B) Envo. (Bot.) Er-vo. [*57rc. Pianta annua che ha gli steli deboli , bassi , angolati , molto ramosi ; le fogliatine piccole. , bislunghe , ottuse , liscio , in numero di quattordici o sedici ; le stipule lanceolate , dentate alla base , quindi alabardate , i fiori alquanto bianchi , peduncolati , ascellari , i)i due o tre insieme. E detta anche Moco , Lcro, Straccabue, Girlo, Zirlo, Zirbo, Robiglia, Orobo,] Veggiolo , [ ec. Fiorisce nel Giugno , ed e indigena nei terreni cretesi dei climi temperati. ] Lat. ervum. Gr. opofios. Bicett. Fior. 55. L’ orobo, ovvero ervo , c quello che in Toscana si chiama moco salvatico, o veggiolo, o lero, il quale si usa seminare per li colombi , e la sua erba si usa per ingrassare i buoi. Erzerum. * (Geog.) Er-ze-rùm, Arzerum. Lat. Aziris. Città della Turchia asiatica , nell’ Armenia. (G) Es.*(Arche.) Nome numerale greco che vale Si*i,e dinota la divisione del- /* oggetto al nomo di cui si unisce in sei parti. Lat. scx. Gr. ’^.(Van) Esa. * (Mit.) E-sa. Nome di una delle Parche. Lo stesso che Aisa./^. (In gr. esis vai desiderio, cupidigia; in ebr. esc fuoco.) (Mil) Ksàan. * (Gcog.)E-sa-àn.^fU.cù. della Palestina nella tribadi Giuda.(G) Esacadica. * (Bot.) E sa-cà-di*ca. Sf. y. G. Lai. hexacadica. ( Dal gr. hex sci, e cados barile, vaso ; per analogia calice. ) Lo stesso che Esadica. y. (Van) (N) Esacanto. * (Zool.) E-sa-càndo. Sm. y. G. Lai. bexacanlbus. (Da hex sci, e acantha spina , pungolo.) Specie di pesce del genere ditterodo- ne , che ha sei raggi spinosi alla prima pinna dorsale. (Van) Esaccettatore , * E-sac-cet-ta-tó-re. Sm. Che fa eccezione , Parziale. S. Grisost. comp. cuor. f. i5. Conciosiacosachè santo Pietro dica che Dio non è esaccettatore dii persona. {Qui nel sign.di Accettatone,§. 2 .)(N) Esacerbamento , E-sa-ccr-ba-mén-to. Sm. Lo stesso che Esacerbazionc. y, Lat. exaccrbatio. Gr. tfocpofytTiAÓs. Accad. Cr. Mes. (A) Esacerbare , E-sa*ccr-bà-rc. [Alt, Cagionare acerbezza , Provocare a sdegno maggiore , Irritare ,] Innacerbare. Lat. accrbarc, cxaccrbare. Gr. tx.tfiKp'x.iv&tv. yavch. Stor. Pareva più sicuro andarlo addolcendo colle parole, che esacerbarlo co’ fatti. 2 -— N. pass. Imiasprirsi. Guicc.Stor. iS. g-S. Per le quali si esacerbarono mollo più gli animi de’ principi. 3 — * (Med.) Parlandosi di un male , Inasprirlo, Renderlo più grave, Più difficile a curare ; e si dice anche delle parti del corpo che sono affette da qualche malore. E cosi Esacerbarsi = Diventar peggiore , metto agevole a cutxtre. Fag. Com. Vedreste maggiormente in me rinnovarsi la doglia, ed esacerbarsi la piaga. (A) Esacerbare diti» da Esasperare, Esulcerare, Inacerbire , Innu- sprù'e■ Esacerbare si dice delle ferite, delle piaghe, ed anche del cuore, deiranimo,* ed è Indurre una irritazione pungente. Esasperare, (latinismo della lingua scritta), è più che Esacerbare, come Asprocpiùd’Acerbo; e non ha che il traslato. Si esacerba con un dolore che irriti ; Si esaspera con una irritazione più diretta e più violenta , che ecciti Vira, Vodio, il fremilo ec. Esulcerare si applica alle piaghe ed all’animo , ed è più d’ Esacerbare, meno d’ Esasperare . E meno di questo dice anche Innasprire, benché più comune nell’uso. Innasprit'e suol dirsi ancora del solo dolore, ed esprime un non so che più di pungente; onde vai più d’ Esacerbare. Inacerbire è Rendere più acerbo il sapor della cosa. Nel frasi, però (lice meno di Esacerbare , come Innasprire dice meno di Esasperare \ poiché dinota un risentimento doloroso più breve c meno forte. Esacerbato , E-sa-cer-bà-to. Add. m. da Esacerbare. Lat . esasperatila. Gr. '7riKpxv§d$, Tass. Ger. 12 . <83. Squarcia le fasce e le ferite, e piove Dalle sue piaghe esacerbate un rio. Esacerbazionb , E-sa-ccr-ba zió-ne. [ S’/.] Lo esacerbare, Esasperazione . — , Esacerbamento , sin. Lat. irritatio. Gr. ■«■apoCu'r/Aos. » Cavale, Frutt. ling^ 2 gì. La confessione dee fare con esaccrbazione, cioè raggravare il peccato , e biasimarlo quanto si può. (V) 2 — (Med.) [Instantaneo aumento d' intensità ne' sintomi delle malattie acute o croniche, che succede più o meno regolarmente, e piu spesso Li sera che il mattino . Queslu paìxtla si prende anche nello stesso senso di Parosismo.] Red. leu. 1 . 353. t)i più con febbre lenta , la quale ogni sera fa la sua esacerbaziene verso le 23 ore. ». 96 ESACICINNO Jìsacicikso.*(ZooI.) E-sà-cf-cìn-no. Sm. V. G. Lat. hexacicinnus. ( Da hex sei, e cicinnos crine attorto.) Specie di pesce dell'ordine de'malacopie- rigi addominali del genere sìlurus, notabile per sei barbette attorcigliale, e che, come dice Cuvier, appena si conosce da figure cinesi. (Aq)(N) Esaco,* É-sa-co. N. pr. m. (Dal gr. exaceo io medico.) — Figliuolo di Priamo e di Arista. (Mit) Esacocco. * (Bot.) E-sa-còc-co. Add. m. F. G. Lat. bexaoocclius. (Da hex sei, e coccos cocco.) Specie di pericarpio che contiene sei cocchi o caselle monosperme. (Aq) Esacolito. * (Min.) E-sa-co-li-to. Sm. Lo stesso che Esecontalito. V. Dole. Berg. (N) Esacolon. * (Leti.) E-sà-co-lon. Sm. P. G. Lat. hexacolon. ( Da hex sei, c colon membro. ) Stanza di sei versi , valgamente Sestina.(Aq) Esacohta. * (Min.) E-sa cón-ta. Sf. Lo stesso che Esecontalito. A". Dole. Berg. (N) Esacordo. (Mhs.) E-sa-còr-do. Sm. P. G. Lai. hcxachordum. (Da hex sei, e chorde corda.) Strumento musicale di sei corde , e sistema armonico di sei suoni , comunemente da' moderni detto una sesta. Doni A/us. Pine. Galil. ec. (A) Esadaxtilo. * (Zool.) E-sa-dàt-ti-lo. Sm. P. G. Lai. hexadactylus. (Da hex sci, e dactylos dito.) Specie di pesce del genere Siluro, appartenente ali’ Online de' malacoplerigi addominali ; fornito di sei raggi a ciascuna pinna pettorale. (Aq) (N) Esadecaedro.* (Geom.) E sa-de cà-e dro. Sm.P.G.Lat. hexadecahedrum. ( Da hex sei, deca dieci, e hedra base.) Corpo solido , cristallizzalo a sedici basi. (Aq) Esadf-cagoso. * (Geom.) E-sa-de-cà-go-no. Add. e sm. P. G. Lai. hc- xadccagonus. ( Da hex sei , deca dieci , e gonia angolo. ) Corpo solido o cristallizzato a sedici angoli. (Aq) EsADiCA.*(Bot.) E-sà-di-ca. Sf.P.G. Lat. liexadica. (Da hex sci, e hadeo io piaccio: Piacevole per le sue divisioni in sei.) Genere di piante della monoecìa pcntandria, famiglia delle incoccile, caratterizzato da calice diviso in cinque lacinie ne! fiore maschio , ed in sei nel fiore femmineo , la corolla di cinque petali , sei stimmi , ed una casella a sei valve e sei logge. —, Esacadica , sia. (Aq) (N) Esaedrico. (Mat.) E-sa-è-dri-co. Add. m. Che ha sei facce. Cubico. (A) Esaedro. (Mat.) E-sà-e-dro. Add. e sm. P. G. Lat. hexaliedrum. ( Da hex sci , ed hedra base. ) Sinonimo di Cubo e di Cubico , che ha sei fàcce, e ingenerale esprime ogni figura solida che ha seifacce. (A) Esaele,* E-sa-è-le. N.pr.m.B decimo deprimiAngiolifln chiavale fuoco del Signore o di Dio; da esc pronunziato come in escire, e da el Iddio.)(Mìt) Esafarmaco. * (Farm.) E-sa-fàr-ma-co. Sm.P.G. Lat. hexapharmacum. (1 )a hex sei , e pharmacon medicamento.) Empiastro a sei ingredienti, utile contro le ulcere perniciose. (Aq) Esafillo.* (Bot.) là N.i-iil-lo. xl(l:l. m. P. G. Lai. hexaphyllum,(Da hex sei, e phy Iloti foglia.) Agg. di Calice , Involucro od altra parte a sei foglioline. (Aq) Esafo. * (Olir.) E-safo. Sm. P. G. Lat. hexapbus.(Da ex che talvolta è partic. intens., e hapluio io tocco.) Esplorazione dello stato debuterò coll’introdurre il dito nella vagina. (Aq) Esaforo. * (Arche.) E-sà-fo-ro. Sm. P. G. Lat. liexapliorurn. (Da hex sei , e phero io porto. ) Lettiga nella quale i più ricchi e delicati Romani facevansi portare da sei uomini, quando i più modesti o meno facoltosi contenlavansi d'essere portati da quattro. (Aq) Esogamia.* (Leg.) E-sa-ga-mi-a. Sfi P. G. Lat. hexagamia. (Da hex- sei, e gamos nozze.) Stato dell' esagamo, ossia di chi contemporaneamente o successivamente ha sei volle contratto matrimonio. (Aq) Esagamo.* (Leg.) E-sà-ga-rno. Sm. P. G. Colui che ha avuto sei mogli. P. Esagamia. (Van) Esageraste, E-sa-ge-ràu-te. [Part- di Esagerare.] Che esagera. Lat. am- plilicans. Gr. aùgaiw. Segn. Pred. 16. 5. Assuefacendosi gli uomini per lo più a favellare con termini esageranti, facilmente venivano a far passaggio dalle esagerazioni ai giuramenti. Esagerare , E-sa-ge-rà-re. [Au. Caricar nel discorso, Amplificare, Iperboleggiare,] Aggrandire con parole. Lai. amplifica re. Gr.avi A-uv.Kcd.leit. nei Esagi .. . „ Amplificare è Ingrandir con parole. Possono amplificarsi lutti gli oggetti tanto per via della lode quanto per quella del biasimo e del dispregio. Si debbono però rispettare la verità e la convenienza. Esagerare è anche Ingrandire con le parole, ma siffatto ingrandimento non è sempre rispetto i limiti della convenienza e della verità. Magnificare esprime eziandio Ingrandimento per mezzo delle parole ; ma s’impiega sempre per la lode, nè esce giammai dai confini del vero. Esaltare è Far alto ; Sublimare Far sublime. Essi prendonsi nel traslato , ed esprimono varii gradi di morale e reale elevazione. Sublimare però dice più che Esaltare. Esagerativo , E-sa-ge-ra-tì-vo. Add. m. Allo ad esagerare , Che dà in esagerazione. Pallav. Tralt. stil. cnp. 7. Come esagerativi, cercano quelle forme che significan più. (A) Esagerato, E-sa-ge-rà-to. Add. m. da Esagerare. Lat. amplificato.'. Gr. avifSds. Dav. Scism. 37. La quale narrata e con pungente rettorica esagerata la gran moltitudine e miseria de’ mendici veri, diceva: ec. Esageratore , É-sa-ge-ra-tó-re. Però. m. di Esagerare. Che esagera. Olir. Pai. Ap. Pred. 7 4- Murat. Fil. mor. 3. Berg. (Min) Esageratrice , E-sa-ge-ra-tri-ce. Perb.f. di Esagerare. Che esagera. P . di reg. (A) Pascoli L. Berg. (0) Esagerazione , E-sa-ge-ra-zió-ne. [Sf.] L’esagerare. [Discorso che esagera , che amplifica ; così in bene come in male. I relLorici dicono Iperbole ] Lat. amplificano. Gr. xìlErims. Gal. Sist. 3 61 . Non occorre ec. distendersi più in queste infruttuose esagerazioni. » Segner. Pred. <6. 5. Facilmente venivano a far passaggio dalle esagerazioni ai giuramenti. (N) ESALARE 2 *— (Pìt.) V esagerazione eccessiva cliccsi da pittori Caricatura, (A) Esagim. * (Bot.) E-sà-gi-ni. Add. ni, pi. V. Q. F'. Esagitila. (Van) , Esàginia. * (Bot.) E-sa-gì-ni-a. Sf V . G. Lat. hexagynia. (Da hex e gync femina , c per estensione pistillo.) Nome def sesto ordine dei sistema Linncano , che comprende le piante i cui fiori sono esagiti 1 * cioè hanno sei pistilli • (Aq) Esàgìo , E-sà-gi'O. [firn. V. Gi] Sesta parte dell' oncia. Lat . sextula* Gr. ì£fLyiov. Cr. 5. 18 . Q . Se si darà un esagio delie sue corteccie s foglie (del noce) ec. , ottimamente sovviene alia stranguria. E ma 11 * 11. E ’l sugo della sua corteccia e radice, bevuto in quantità d’u 0, csagio, sovviene alla malagevolezza deli’orinare. Esagitare , E-sa-gi-tà-re. [Alt. E". L. Agitare ; ma dinota qualche costi di più che j Agitare [ semplicemente , e s’usa per lo piu i/t senso me* tafbvico , trasportandolo ai moti dell' animo,] Lat. exagitare, agitare * vexare. Gr. Ktvuv , ìna-mUiv. E ir. Dial. bell.donn. 34°. Non altrimenti che uno, il quale inaspettatamente veggeudo urna cosa divina, cesa" gitato dal celeste furore. 2 — [ Turbare , Molestare , Inquietare. ] Fir. Dial. Bell . Donn. Per essere tutto il giorno trafitte dalia memoria della ior colpa , e d esagitate dalla prova di mille testiinonii della lor lesa coscienza. Esagitato , E-sa-gi-tà-to. Add. m. da Esagitare. Lat. cxagifafus, vex^ tus. Gr. x.tv7)§us. Stor, Eur. 1. iq- Se Guido, il falso Duca di Sp?" leto e di Camerino , accecato dall’ambizione, ed esagitato dall’ voglie , non avesse turbato il tutto. Esagitazione, E-sa-gi*ta-sió-nc. [Sf.] IJ esagitare. [ Commozione , vigf tazione} e dicesi tanto degli umori del corpo quanto delle passioni dell'animo.] Lat. exagitatio, agitatio, perturbalio. Gr. jcA^cr/?, cvyx> vj Magai, leu. 2. Un prisma di sei {fn cce ' sopra base esagona, (N) * a — * (Bot.) Agg. di Fusto, Calice, Frutto od altro organo dt» piante che sia distinto da sei angoli. (Aq) Esaia , * E-sa-i-a. /V. pr. mA > e tetre esalanti aure di zolfo. (B) _ a — * (Anat. e Fisiol.) Vasi esalanti : Cosi dicomi qite' vasi che si sU b :r pongono nascere ilei sistema capillare , e terminare tanto alla S 1 ':/’ ^ Jicie delle membrane , che a quelle delle lamine del tessuto lare, e nel tessuto degli organi. (A. O.) , ;V Esalare , E-sa-là-re. [IV. ars.] Uscir fuori salendo in alto, [ e deudosi nell’ aria ; ] ed è proprio de’ vapori, [ degli odori, e ] d e \, gore spirituale .—, Essalare, sin. Lat. exhalare, evaporare. Gr. ùtx§vi. . Cr. fi io. 3. S’ egli non sarà poco, c si maturo e v . chio, che ogni calor del letame sia esalato, cioè sfumato. Bern- r ‘ 3. Onde’l fumo di sotto in essa esala. Red. Uip. i.3i, A coloro c son dalle vipere feriti ec. esala ec. fiato grave e puzzolente dalla lor fi oC fe . J — Per metqfi. Ricrearsi, Respirare. [Modo antico.] Lat. recreari; q fici. Gr. ivrxxixì'xjijxi. Tac. Dav. Stor. i.s3g. A’ padri e cavalieri, avendo principe nuovo e lontano , presa tosto. liberta leva esalare. Buon. Fier. 1. 3. 4- 3° si potesse dire esalazione creazion , riposo e refrigerio-Un lungo cicalare e stare a bada, g abbiamo esalalo. E 3. 2. i3. Colla celerà l' altro , c’ ha fra con una novella tu , ma corta , Fareteci esalare. » E Salvia. A e ivi : Di qui è venuta la popolesca voce scialare , darsi bel teinp, ’ f , da esalare parimente l’ asolare d’ un venticello. Buon. Fier : <• ' 0 u Esalate anche voi, venite fuori, Giovani, e ricreatevi. Salviti- a ( i< ivi: Esalare, prendere l’aria, come fanno l’esalazioni e ) ^r) ,|H che vanno all’aria; che si dice anche asolare, e andar a P‘S po’d’asolo. Da esalare si dice ancora scialare,cioè darsi bel teinp 3 — Alt. Mandar fuora disperdendo intorno nell’ aria , SpandeT e j t0 e exhalare. Gr. Rueel. Ap. 218. Intorno del bel > q,’o^°f chioso campo Lieta fiorisca l’ odorata persa ec. E la melissa, <- Ji sempre esala. E 236. Ma non voglion sentir fiato che sp‘* M 5 ^ rii 1 ' 1 ' viu sopra viu forte c iudigesto , Che stomaco indisposto esali ESALATO E 25 o. E ponvi sopra un bianco parino, Ch' esali intorno il grato Odor del timo. (B) a .. Eig, Sfogare. Baco. Corri.Dant. cap. 7; Esalata l'ira , ritornano ‘S; quiete prima. (P) nella “7 -Dicesi Esalar lo . spirito o il fiato, [ 1 ’estremo fiato =] Morire. Lai. cellulare, mori. Gr. tVirveiisi*. Sega, Preti. 11. ia penosissima, il (iato estremo sopra un p ) E-sa-ià-lo. Add. m. da Esalare. Lai. cxhalatus. Gr.àvxHvpia- Red. Iris. log. Sono molte particelle di anima sensitiva esalate o.dagli escrementi, o da' corpi morti o viventi degli animali. Annuo, E-sa-la-tò-ri-o. Add. m. Appartenente ad esalazione. Garz. Esa/»"**' 5 ~ jS ' Eerg. (Min) Forcella , È-sa-la-zion-cèl-la. [»y/T] dim. dì Esalazione. Lai. moie 11 ex lialatio. Gr. óxlyr, àrftis. Fr. Giord. Piai. lì. Rei' cagione (li cune csaiazionceile che si elevano da tanti acquitrini. SA tAzioj tEj E-sa-la-sió-ne. [ SjV esalare ; ed anche} Materia [ più o ?* w| o Risibile ] che si leva a guisa di fummo dalla terra e dall' acqua y ^Pecialnienle dal mare , più che d'altrove ; Vapore, Evaporazione , diluvio cc. — s Esalamento, Esalo, s/n.] Lai. exhalatio. Gr. àvx§u~ j', 310- ' 5 * Dant. Purg. 28. g8. Perchè ’l turbar , che sotlo da se fanno ^ esalatori dell’ acqua e della terra ec., All’ uomo non facesse alcuna Sferra. Bui. Cessato l'aere, non ha la sua esalazione la fiamma. S'agg. ^ a ^ r * esper. 8q. Esperienza per riconoscere qual sarebbe il moto ^ invisibili esalazioni del fuoco nel voto. Ricreazione. [_V. A .3 Buon. Fier. 1. 3 . 4 ‘ Se si potesse dire esalazione , Ricreazion , riposo e refrigerio Un lungo cicalare c stare a 3 ac * a j Noi abbiamo esalato. (Min.) Esalazione minerale : Gas , Vapore o Fumo di particelle s°tu/e che si esalano dalla terra. Cocche Bagli, (A) c LDlRR * E-sal-di-re. {Alt.’] V. A. V. e di' Esaudire. Cavale. Mcd. nor. È , orando, siamo esalditi. E altrove: Intese ed csaldì li prie- gu pec io migliore modo che non furono fatti. » Vit. E-sàdo. [ Sm, V. fuor d' uso. V\ e di Esalazione, 3 Esalamento, «‘•evaporatio. Gr. ètccrfinr/AÓs. Salvia.disc. 1. 2(^8. È unachiusa fdrna- di neri sì , ma altrettanto cocenti pensieri, che non avendo alcu- R 0 Osa lo , nè trovando fuori alcun respiro, più crudeli l’assediano. , E-sal-ta-iiicn-fo. Innalzamento , A^ggrandimento. G. , \ 9 - 2 55 . 2. Tornarsi in loro paesi con peggioramento dello stato c Padovani ec., ed esaltamento del detto rnesscr Cane. Bocc.nov. 100. * a ; Tutti per lo suo bene e per lo suo stato e per lo suo esaltamento * le § a, ido. Brune. Sacch. Op. dir. Vi conceda grazia, in questa e in ff 1 ' a 'tra cosa fare quello che sia bene e esaltamento della vostra patria. 'p l °.Cell.Lelt.y. L'elicilo è, che d’ogni suo esaltamento mi rallegro. zif S(l t(imen L° dilf. da Esaltazione. Esaltamento è l’atto; Esalta - g J,ie aprirne meglio i'eflclto. Esaltazione al trono, Esultazione detta ne °- c ?. oc * Nel significato di lode vai meglio Esaltamento. Esallazio- Sl ^* CC co,1 iuntincnte della febbre e dello spirito. ,, ARE 5 E-sal-tà-re. Alt. Levare in atto. —, Essaltarc, sin. IV. Esa- aie * 3 Lat. estollere. Gr. » Gr. S. Gir, 5^. Esalta la tua Voce ’ come corno, e aimmmisci i peccatori. (V) l Per ~ - ’ • * - " di . “ er mel qf*] Aggrandire, Accrescere,' [Conferir dignità e gradi o di prosperità , Magnificare con lodi .3 Bocc. nov. g8. 2. Se ^ett.P Pefr tante parole 1 ’opere del Re esaltate, c pajonvi belle , ec. E * ut.Boss. 277.In quante e quali cose esse esaltassero il detto imperio. lo us ? 0,i ’ 4 -• Tanto sovra ogni stato Umiltate esaltar sempre gli piacque. p a C | U ale io prego il Signore Iddio che consoli ed esalti e (V »po. ■R col Di. Maral. S. Greg. 4.. 33 . Desideroso di grandi onori g Uln . Pe esaltato di continue prospcritadi T nc’ suoi pensieri s’imma- 3 ‘ «tto quanto egli vorrebbe essere j già gli pare esser signore.(V) 3 . 1 cork,, * V. Corno, §. 1 , 4. (N) mo ^ a ln*e, in sign. rnctaf] Fav. Esnp. 44 - lo cavallo possia- sim e ..i . en “ cr ciascuno che per grandezza e stato temporale esalta in Gu'tf* ” 4 $• M°R° esaltò la parte della Chiesa c par- Parte Vi ^ 1Cr .* ut -I a Italia per la morte di Federigo imperatore , e la la V j^ ( ? ln Perio c Ghibellina abbassò: E 7. 1Ó2. Della sopraddette stTt na /{? citta di Firenze esaltò molto , e yenne in buono e fe- _ __ g o. ^P) me st" - nè’n n {Ma potrebbe valere piuttosto : me nc glo- ben dich ^ . vanI ‘° j in* innalzo, me sublimo in me stesso; o come giorp ltil1 ' a d Boccaccio : me nc reputo in me medesimo esser mas? 5 L jtf il sig„. seguente. ) (P). v °hito jyj'*’.^8S ra ndirsi, Farsi maggiore. Coccli. Disc. Ha il Bellini Ondosi neh’ aUa .* 0lll * a co11 ^-dicitura molto lontana rlalfoiriiuario; csat- _ talisi c i. a a,,a imitazione di Platone, e mescolando astrazioni me- 6 " [ So» p ° ' clie introduzioni ec. (A) tllt !’i ì' VJrSI più alto. 1 T)nn„ V.L non Lt , Su t . era n possenti. » ( rw ai7fi/ ,< ^ a S0 ^ eiI aii(losi ^ Gl ,n , ezzo alla la rocal 111 ' C “^‘ ^ H u4; i Untilo, Che cPaver yintu altar più alto. ] Dant’. Par. 23 . 86. O benigna virtù, eri * 'nii j Su t’ esaltasti per largirmi loco Agli occhi li che ed ni ,:.l P oss ^ nl t. » ( Paria della virtù del Salvatore che si ritira più allo per dar luogo alla vista’debole tl' un . — - -ué'c vivissima di lineila parte di Paradiso.) (P) "oriarsj, p f ^ cajJi ^ r.- . . Ji .. . > W ESAMETRO C j>j sempre si esalta, E Bojarcl. Egl. Melò, e Bum. pubblicata nel Po- ligr. 1812. Ma sopra tutti Pallade si esalta Di tanto alunno. (P) 8 — (Chini.) Esaltare,, presso i chimici antichi, vale Accrescere f Raddoppiare la virtù , t’ efficacia di un minerale ; o, a dir meglio , Renderlo più manifesto ed attivo , Levarlo in allo sublimandolo , Purificarlo ; ec. P■ Esaltazione. (A) Esaltatissimo , E-sal-ta-tìs-si-mo. [ Add. mi\ superi, di Esaltato. Lat. lau- datissimus. Gr. wfio/.i /x ir u.tos. Tue. Dav. Slor. f. 33 o. Quando toccò 1 ad Elvidio Prisco , eletto Pretore , pronunziò cose onorevoli a buon principe, niente adulalrici, esaltatissime dal Senato. Esaltato , E-sal-tà-to. Add. tri. da Esaltare. — , EssaUato, sin. Lat. ela- tus , exai tatui, sublatus.Gr. v^neUds.M. V. 5 . 3 ij. A’Caporali Pisani nuovamente esaltati, parca rimanere male, partendosi lo inperadoiv, Morg. iS. 1, fi tu, per cui fu detto aveinaria , Esaltata con grazi;, e con virtude ec.,Ajuta ancor con tue virtù divine La nostra istoria. 2 — * Peso più ardente , più efficace. Magtd. Leti. Parendovi impossi-' bile clic '1 desiderare esaltato a tanta veemenza non sia già volere.(A) 3 — * (Med.) Agg. del Polso , le cui pulsazioni sono divenute molta gagliarde. Cocch. Ragn. 0 per l’esaltata o per la soppressa pulsazio- ric' del cuore, c per l’ansante respiro. (A) 4 — [£/sa«o anche inforza di sost.] Amet. 3 . Perocché il piagnere accompagnato non rilieva il caduto, nè gli si può per indugio tor tempo, nè le memorie delle felicità passate gli esaltati sostengono. Fiamm. /j. io 3 . Tu, cieca e sorda, i pianti de’ miseri riputando , con gli esaltati ti godi. Esaltatohe , E-sal-fa-tó-re. Vsrb. m. idi Esaltare.] Che esalta.Lal. lau- dator. Gr. ìrxoirri , ìyx.wp.uca-Tns. Legg. S. Gio. Rati. A'. R. E la: notte dinanzi, che dovevano disputare ciascuno, san Giovanni apparilo in visione al suo esa! latore e magni tiratore , e disse : Noi semi) bene accordati in cielo, imperniò non disputate di noi in terra. Se- gr. Fior. Art. gucrr. 7. 76'. Essendo io dall' uno canto esaltatone della antichità. Esaltatrice , E-sal-ta-lrì-ce. Verb. f. di Esaltare. Tesaur. Fil.Mor. 15 . 2. Berg. (Min) Esaltazione , E-sal-ta-zió ne. [ Sf. Propriamente Innalzamento, cioè L’ duo di andare o Essere portato in allo e lo stato della cosa in - rialzala , ] Esaltamento , [ —, Essudazione , sin. F. Esaltamento. Lai. sublatio. Gr. i^ums. ] 2 — [ Più comunemente Ingrandimento , Accrescimento , Innalzamento a grado di prosperità , di onore o di lode.] Lat. elatio, dignitari;) incrementimi. Gr. è ri: àj-Gs sV/Sovis. Rovo. nov. ,97. 6. Fece lat gran festa della sua esaltaziune. E Leti. Pia. Ross. 281. Non solamente le sue cose , ma ancora Io suo sangue e la vita per lo comune bene, e per I’ esaltazione della sua città , disponga. Maeslruzz. 2. 8 , 1. Quando l’uomo si contrista dell'esaltazione del nemico suo, temendo che egti nollo otlènda. Cas. letti 21. Avrò molto piacere che V. E. ne rimanga soddislàlta , come quello che sommamente desidero ogni onore ed esaltazione sua. 3 — Nota strano costrutto. Fit. S. Frane. 186. Dio to' esaltò , perchè ha Dio esaltazione degli umili. (V) c'i — (Chim.) Operazione , per via di cui si purga un metallo, un sa- le ec. fino all’ ultimo grado di cui sia■ capace. Magai. Lett. Tutte le’ parti della materia, presa in tutta la sua estensione, passate per le loia- debite digestioni , macerazioni, feltrazioui, esaltazioni, sono alte, ec.(A) 5 - —* (Eccl.) Esaltazione della Santa Croce ; Festa che celebra la Chiesa a’ i.j di settembre , ih memoria dell' aver Eraclio riportala sul Calvario la vera Croce , 14 anni innanzi portata via da Cosroe re ■ di Persia. (Ber) 6 —* (Astr.) [/Aceri che il sole 0 qualche pianeta è nel grado della sua esaltazione , quando è nella sua maggiore altezza. ] G. F. 3 . t . 6. Essendo il sole nel gradò della- sua esaltazione. 7 —* (Fisiol.) Aumento , Risalto delle proprietà vitali , del movimento vitale ec. — Attività grandissima nell'esecuzione delle funzionifA.O.y- Esambloma. * (Gliir.) E-sam-blò-ma. Sm. F. G. Lo stesso che Esamblo- si. F. ( Da ex fuori , ed ambiamo aborto. ) (A. 0 .) Esamblosi * (Chir.) E-sam-blò si. A/T F. G. Lai. -cxamhlosis. (Da ex fuori ed amblbsis aborto.) Lo stesso che Aborto, Sconciatura. —, Esam- bloina, sin. (Aq) (A. 0 .) Esamblotici. *” (Terap.) E-sam bl’ò-ti-ci. Add. e sm. pi. F. G. Specifici- che fanno abortire. F. Esamblusi. ( Da exambloleon verb. di edam- bloo abortisco. ) (Aq) Esame , E-sà-me. [ Sin. Ricerca , Discussione esatta , ] Esamina ,- Esa - mutamento. [/'. Esanrinamcntò. Lai. tentameli.] Gr. Isfrccets.» Segner. Crisi, instr. ì. 7. 17. Qual sarà la prima interrogazione che vi farà Dio 1 nel vostro esame? (V) Menz. Sai. 5 . Sicché se il tutto tu riduci a- esame , Non è lo Stoicismo altro che verba. (N) 2 — * Andar all’ esame er Sottoporsi ad essere esaminalo ad oggetto> di conseguir dignità , uffizio o snudi. (A) 3 —Sciame di api. [F. non più usata, e forse guasta da Esciame.]./,«?. examen. Gr. lapis. Rucell.Ap.247. Questo paese adunque intorno al Nilo- Sa il modo che si dee tener chi vuole Generar f api, e far novelli■ esami.- 4 — (Milit.) Esame dell’armi: La visita esatta che si fa dell armi ditti' soldato , per riconoscere se sono ulte al servizio. (.Gr) Esamebone. (Lclt.) E-sa-rne-ró-ne. Sm. F. G. Lat. hex-ameron. (Da hex sci, ed hemerti giorno.) Titolo di un' opera contenente la narrazione tifo sei giornate della Creazione ; ed è voce tratta dal greco, siccome Dècamerone , Eplamcrbne. (A) Esametro. (Lett.) E-sà-me-tro. [ Add. e sm. F. G.]' Ferso di sei piedi [_ usato da' poeti greci e latini ne’ loro poemi.} Lai. exumelrum. Gr. itipsrpov. (Da hex sei, e melron misura;) Fardi, lez. 616. Non si- possono se non di una maniera sola di versi, cioè dell’esametro, il quale altro non vuol dinotare, che di sei misure , ovvero piedi. Ed Ercol.2tg: Dice Quintiliano, che distingueva coll’orecchio quando urv verso esametro forniva in ispondlo, cc.»> Fil. Fid- FU. atf. Ha pub- 9 8 ESAMILIONE blicato ( Coluccio) di se più volumi ... e una operette del rammarico di Fillide in versi esametri e pentametri ha ordinato. (B) Esàmiuohe. (Arche.) E-sa-mi-Iió ne. Sm, F, G. Lai. hexamilion. ( Da hex sei, milieu miglio.) Pinpriamentc spazio di seimila passi ; e chiamatasi così la famosa muraglia di sei miglia , fatta costruire nel itfi3 da Emmanuele Paleologo nella larghezza dell' istmo di Corinto^ per difendere il Peloponneso dall' incursioni de' Turchi. (A) (Aq) Esamina, E-sà-mì-na. [Sfi Lo stesso che] Esaminamento. F.Lat. exarnen, cxamiuatio. Gr . égfrxffts. Eir. As. 7 1. E la cosa è stabilita in questo che per sua esamina egli ci confessi chi furono i compagni. E Disc . un. 110. Gii fece mettere le mani addosso ; c fattolo cacciare in prigione, per esamina trovò poi a bell’agio l’inganno. Dav. Scism.^6, In capo a «4 mesi domandato in esamina che gli paresse della nuova legge oc. , rispose, non saperne niente. » fi In tutti questi esempli nel significato di Esaminare , J. f, j (N) Esaminamento, E-sa*rai-na-tnén-to.[t57ij 1 ] L'esaminare} Pensamento, Con- siderazione. — , Esamina , Esamine , Esaminazione , Esaininanza, sin. Lai- exarnen. Gr. è^rxerts. Guid. G. E quell'assalto che nelle vicende non è ricotto con molto esaminamento di consiglio, per sospi- gnimcnto della superbia è menato subitamente a fatti repentini. Jntrod. Firt. per buono provvedimento e per buono esaminamento dcllccose contrarie. Coll. SS. Pad. Riserviamo il pieno ordine dell’ammirazione allo ’nterno esaminamento del di che ha a venire. Esaminamento diti’, da Esame. Gli antichi usarono più il primo; i moderni preferiscono il secondo. Logicamente, l’atto dell’esaminare dovrebbe dirsi Esaminamento , follétto Esame. Esame si confuse talvolta e male colla v. Sciame , il che non poteva accadere ad Esaminamento. Esami.-* ante,E- sa-mi-nàn-te. Esaminare .Che esamina. Dant.Conv,(A) Esaminarla, E-sa-mi-nàn*za. [ó/q F. A. V. e di' Esaminamento. Er. Jac . T. 2. 22. io. E grande esaminanda Dell’ ainor approvalo. Esaminare, E-sa-mi-nà-re. [All] Giudicialmente interrogare. Lat. esaminare , ad judicium vocare , Cic. Gr. àvxvptvsiv. Bocc. nov. 22. i5. Un altro gli avrebbe voluti far collare, martoriare, esaminare. * — \Ed anche senza interrogamento giudichile. ] Bocc. nov. 16. 2 3. Partitamente d’ogni sua passata vita i* esaminò. 3 — Discorrere consideratamente, Ventilare checchessia, [ Considerare attentamente, Discutere, Far ragione e simili.'] Lat. perpendere, perscrutar!. Gr. lov.ip.xluy. Dant. Inf. 5. 5. Starvi Minos orribilmente, e ringhia ; Esamina le colpe nell'entrata. Bocc. nov.2g. 16. E più tritamente esaminando vegnendo ogni particolarità et\, fermi il suo consiglio. E nov. 3i. ?/. Esamina la lor virtù, i lor costumi c le lor maniere, e d'altra parte quelle dì Guiscardo ragguarda. M, F. pr. E- saininando nell’ animo la vostra esortazione, carissimi amici. 3 — Cimentare, Far pruova ; [ e dicesi tanto al proprio che al fig. ) Lat. experiri, exammarc. Gr. G. • F. 11. 3. io. Perocché in quello che Dio esamina, si loda la virtude della pazienza in noi. E iy. Imperciocché noi non leggiamo ch’elli tossono esaminati da Dio nelle pestilenze , siccome Giobbe. — * Esaminare la mente di alcuna cosa ss Considerare con attenzione il modo di farla. Dant. Purg. 3. 56. Tenendo i viso Lasso Esaminava del cammin la mente- (Br) 5 — * Andare, Venire o simile ad esaminarsi = Andare , Fcnìre in- nunzi al giudice per essere esaminalo. Eag. Com. Il mio principale gli regala cc. per l’incomodo che avevano a venir ad esaminarsi. (A) Esaminatissìmo, E-sa-nii-na-iìs-si-mo. Add.m.superl . di Esaminato. Grill. Leu. voi. 3. Berg. (Min) Esaminato, E-s«vmi-nà to. Add. m. da Esaminare. Interrogato giuridicamente , Provato , Cimentato. Lai. examinatus, probatus. Gr. òo- vtpotaSsls. Mor.S. Greg. Li parlamenti di Dio sono parlamenti casti, e sono argento esaminato dal fuoco. Bocc. nov. gS. Il quale, esaminato, confessò sé averlo ucciso. E Fit. Da.nt.23q, Egli giacesolto altro ciclo, che sotto il tuo; né più dei aspettare di vederlo giammai, se non quel dì nel quale tutti li tuoi cittadini veder potrai, c le loro colpe da giusto giudice esaminate e punite. Esaminatore, E-sa-mi-na-tó-re. Ferb. m. [di Esaminare.3 Che esamina. Lat. judicii arbitcr , scrutator. Gr. ^ovipetcr-hs. Mor. S GrcgpTanto vive l’uomo maggiormente sicuro, quanto egli é più straniero dalla considerazion di quel sottile esaminatore. Bui. S. Jacopo , che tiene figura di speranza , induce esaminatore sopra la speranza ; c così in- - duce san Giovanni Evangelista , che tiene figura di carità , che sia esarninator nella carità. 3 — [Esaminatore di pagamenti anticam. fu detto per ] Considerator di meriti. Pctr. Oom. iti. Cesare sommo esaminatore di pagamenti. Esaminatrice, K-sa-mi-na-tri-ce. Ferb. f. di Esaminare. F.di reg. (A) Esaminazione, E-sa-mbna-zióne. [Sfi Lo stesso che Esaminamento. F.\ Lai.ex amen , inquisito. Gr. ifyirouus, Com. Inf. 16. Quando il giudice per la legge costrigne a giurare sopra alcuna esaminazione. Mor. S. Greg. Li santi uomini sempre ritornano al segreto del cuore, e sempre considerano la durezza di quella aspra esaminazione* Bocc. nov. 1. 5. Sopra questa esaminazione, pensando, lungamente stato, gli venne a memoria ec« 2 — Considerazione , Discorso. Lat. examen , judicium. Gr . xvdvpurts. Gt F. 11. 4y. 1. Fatta per più tempo solenne esaminazione sopra 4 ESAPTERIGIO EsAndri.* (Bot.) E-sàn-dri. Add. ni. pi. Aggiunto de' fiori che hanno sei stami. ( Dal gr. hex sei, ed aner andros maschio , e per estensione Stame che indica questo sesso. ) (Aq) EsAndria. * (Bot.) E-sàn-dri-a. Sf. y. G. Lat. bexandria. ( V. esaedri.) Classe sesta del botanico sistema di Linneo , la quale racchiude le piante ermafrodite fornite di fiori esandri, ossia di sei stami} e la quale , giusta il numero de' pistilli, suddividesi in cinque selioni, cioè Monoginia , Diginia, Triginia, Esaginia e Poliginia. (Aq) Esandrica. * (Bot.) E-sàn-dri-ca. Sf. y. G. Lat. liexandrica. ( V. esaedri. ) Specie di piante del genere commelina , casi denominate dal- l'essere fornite di sei stami tutti fertili. (Aq) Esangue , E-sàu-gue. Add. com. V. L. Senza sangue. —, Essangue > sin. Lai. cxanguis, exanimis. Gr. Sva.ip.os, Sitvoos. yarch. Lez. Perche in queste diffinizioni non si comprendevano nò le piante nè gli ammali chiamati esangui; cioè che mancano di sangue. a — * Morto , Che ha perduto tutto il suo sangue. (A) Tass. Gel'. 8. 6/. Piacili il tiranno esangue Lo spirto mio col suo maligno sangue.(N) 3 — Per nietqf. Languido, Semivivo, Pallido, [Senza il color del sangue che si mostra sul volto.) Lai. languidus, semianimis. Gr.R/ziStai'É* l'ir. Rag. ij3, Ond’io per tema ne divenni esangue. Sannaz. Are• Egl. S. Ove si sol, con froute esangue e pallida , Sull’ asinelio or vaine , c melanconico ? 4 — * Debole, Snervato, Senza vivezza. Filic.Lett. i5 .Sogliono i componimenti delle donne essere per lo più esangui e snervali ; ma in questi si vede una felice robustezza, una certa amenità che ec. (A) (N) Esania. * (Chir.) E-sà-ni-a. Sf. Lai. cxania. (Dal lat. ex fuori, ed u/'« s ano.) Procidenza dello sfintere deli ano, ed anche rovesciato dell’ intestino retto , redimibile sempre senza strangolamento. (Aq) Esanimare, E-sa-ni-mà-re. Alt. e n. pass. y. L. Disanimare. Lat. esanimare. Gr. ix.vKriTTM. Sannaz. Are. egl. 6. Oirnè ! che a nominarlo il cor s’esanima. » ( In questo luogo del Sannazz. il verbo Esanima significa si spaventa , si sbigottisce , ed è verbo puramente latino detto ab animo, dove denotando Decidere è detto ah anima.) (N) Esanimare ditf. ria Disanimare c da Scoraggiare. Esanimare propriamente c Privar d’anima; Disanimare è Torre l’animo; Scoraggiare Torre il coraggio- Il secondo, come si vede, è molto affine al terzo; onde può l’uno sostituirsi all’altro con giudizio. Esanimato, E-sa-ni-mà-to. Add. m. da Esanimare.À'ÌL.Lnl. exanimis. Gr. èa.TVXr,aàn’s. Buon. Fier. 3. 3. 3. Struggo di crepacuore, Non trovando rimedio Per ritornarti in vita , Perduta , esanimata , sbigottita. Sannaz. Arcad. egl. 8. E par eh’ al vento muovasi La trista Fili* esanimata e pendola. a —[Per simil.Detto di Sonagli, vale Sonagli senza l’anima,cioè senza quel glubicino interno che allo scuotere del sonaglio percuote , e risuona. J PiUon.Fier.f.f.ìn. Voti ed esanimati,atti a tacere, Pon sonagli d’ottone. Esanimazione , E-sa-ni-ma-zió-ne. Sf. L’ esanimare. Tasson. Pens. àtrio. Berg. (Min) a — Costernazione. Fabrin. Sacr. Regn. 5. l68. Berg. (Min) Esanime, E-sà-ui-rac. Add. com. Chi è seta’ anima , Disanimato, Semivivo, Atterrito. —,Esanimo, sin. Lat. exanimis. Gr. ù^vxos.Cavale- Espos. Simb. 1. 8f. Che cosa è Fede senza amore, se non un cadavere esanime .(V) Esanimo, E-sà-ni-mo. Add. m. Lo stesso che Esanime, y. Cavalc- Espos. Cr. (A) (Forse è lo stesso es. letto con altra ortografa.J(J8 ) Esantema. (Med ) E-san-tò-ma. Sf. y. G. Lai. cxantliema. Gr. ifj-v’irts*- ( Da ex fuori, c anlhos fiore. ) Efflorescenza, od Eruzione cutanee 1 accompagnala da febbre con soluzione di continuità a senza. — i Epanastasia , sin. (A) (Aq) Esantematico. * (Med.) K-san-tc-mà-ti-co.Add.m.T.at. cxanthematicus.C’ùe appartiene agli esantemi. Il movimento febbrile, che accompagna le infiammazioni superficiali della pelle , fu da qualche autore ciuco otto Febbre esantematica. —, Esantcmatoso, sin. (A. 0 .) Esantematolocia. * (Cliir.) E-san-te-mà-to-lo-gi-a. Sf. y. G. Lat. exan- thcmatologia. (Da exanthema esantema , e logos discorso.) Trattatu degli esantemi. (Aq) Esantematoso. * (Med.) E-san-te-ma-tó-so. Add. m. Lo stesso che Esa°” tematico, y. (A. O.) Esanterati. * (Bot.) E-san-te-rà-ti. Add. m. pi. y. G. Lat. cxantcrata. (Da ex senza, e antera.) Epiteto de’ fiori privi di antera. (Aq) . Esanto. * (Bot.) E-sàn-to. Sm. y. G. Lat, exanthus. (Da hex sei, ed anthos fiore. ) Pianta , il cui fiore è composto di sei fioretti• " * Essanto, sin. (Van) Esantropia. * (Med.) E-san-tro-pi-a. Sf. y, G. Lat. exanthropia. ( D* ex fuori , ed anthropos uomo.) Terzo grado di malinconia , od Avversione per la società degli uomini. (Aq) Esapetat.o.' (Bot.) E-sa-pè-ta-lo. Add. m. y. G- Lat. hcxapetalus. (f* 3 hex sei , e petalon petalo: Che ha sei petali.) Corolla csapetaìa, 1 ‘ 10 ' ri csapelali diconsi la corolla, ifiori di sei petali o faglie. (Aq) Esapli. (lìcci.) E-sa-pli. Sf. F. G. Lat. hcxapla. (Da hex sei, ed apl ,:<3 io spiego.) Così fu detta 1 edizione della Sacra Scrittura che l’ ,w ~ blico Origene , e nella quale dispose le sei versioni greche faU elt sino al suo tempo. (A) (Aq) Esapo. * (Geog.) E-sa-po, Antico fiume della Misia, (G) l’oppinione di. papa Giovanni, ec. Amet. 102. E però liberamente Esapodo. (Zool.) E-sà-po-do .Add.m. y. G. Lat. hcxapodus. (Da hex se,t . 1* A-.timiOAIII INIA ZA I A AAm. -. J- __ .. 11. __ .1_ .7 " I_.111 ZA «.IJA HAz/iMI lAW./ln A .1 J A z/aZY /* IllAAttl ZI z/a 1/a /z.M. I A f.. V. «1 ,/l] fit. . ^ l’esaminazione e la correzione di essa commetto nella madre di tutti e maestra sacratissima Chiesa di Roma. » Pallav. Ist. Cotte. 123 . Nè vi fu posta una sillaba senza matura esaminazione. (Pe) Esamine , E-sà-mi-ne. [Sm. y. A. y. e di’] Esaminazione , [Esaminamento.] Gutcc. Stor. i- 32f. Manifestò nel suo esamine tutte le pratiche. E i 3 . 6f2. Finiti e pubblicati nel concistoro gli esamini , furono ec. >1 Murai. S. Greg. 5. 7. La nostra giustizia, quando viene all’ esanime della divina giustizia, è piuttosto ingiustizia : e odi parole, che spesse volte nell’esamine di quel giudice è cosa sozza quello che è'Ui gran merito nel giudicio dell’operante. (V) e pus, podos piede*) Aggiunto degl’insetti e delle larve fornite di A ' zampe o piedi. Se oltrepassano questo numero si dicono Polipodi.( A)(‘' 1 iz Esapoitsati.* (Bot ) E-sa-po-firsà-ti. Add. m. pi. y. G. Lai. exapol" 1 )^ sati. ( Da ex senza , cd apophysis apofisi.) Muschi che nelle loto c psole mancano d’apofisi. (Aq) Esapoli. * (Geog.) E-sà-po-li. Sf y. G. Lat. Hexapolis. Nome di contrada in cui siano sei città. (G) . . Esapterigio. * (Zool.) E-sa-ple-ri-gio. Add. y. G. Lat. hcxaplcrig' ^ ( Da ex sei , e pterigion aletta. ) Epiteto d' un pesce fonato U‘ pinne dorsali. —, Esattcrigio , sin. (Aq) ESAPTERO Nat) E-sà-pte-ro. Adii. m. V. G. Lat. ticxaptcrns. (Uà hex sei , e pteron ala.) Detto cT insetto , ed anche di stelo che abbia sei ale. — , Esattcro , sin. (Aq) (A. 0 .) “AfiAnnos ,* E-sa-ràd don .N.pr.m. Lo stesso che Asaraddo. F, (Mit.) ‘.(Chir.) E-sa-ràg-ma. Sf. F. G. Lai. exaragiua. ( Ua ex uori , e ìhagma frattura. ) Frattura con lacerazione. (A. O.) «•SAncA, (Leu.) E-sàr-ca. Sm. F. G. Lat. cxarchiis. (Da hex sei, ed ar- V;/ S Ao/ne dato da' Greci a chi comandava alla sesta parte “elio Stato. — , Esarco , sin. Menz. Sat. 2. Or di quest’arti a nian- encr l'impero Servissi il gran Tonante ; e non fu esarca, Non fu e ‘arca , ma serbollo intero. (V) _ ? T * Inventore o Autore di checchessia. (Dal gr. ex da , ed arche , ^'nupio.) (Aq) \Mor.) Colui che dall Imperadore d* Oriente era preposto al bevano delle provincie d'Italia soggette all Imperio, e che ordina- '«mente risiedeva in Ravenna. Magai. Leu. L usurpazioni di due 3 ^ sopra le poche terre rimaste all’Imperio in Italia. (A) vc-ccl.) L'istesso nome sì dava pure nella Chiesa greca ad una dignità 4 —„ * Stas tica che veniva immediatamente dopo quella del Patriarca. (A) , (Mus.) JSome del capo de' musici , detto anche Corago , che ^ K J >ìlrno dava l'intonazione ne' cori antichi. (Aq) ! GAto * (Stor.) E-sar-cà-to. Sm. La dignità d* esarca ; ed anche quella elicerà governata dall Esarca di Ravenna. Fasar.V it.{ A) chia.tr 0 . * (Med.) E-sar-chi-atro. Sm. F. G. Lat. exarchiater. (Da ex Esau ra ’ arc ^ ie primazìa , c iatros medico.) Il primo degli are/im/r/.(A.O.) (Maria.) E*sar-ci-a. A tri. Voce usata dal libro del Consolato tn jnaj'e , per esprimere tutti gli attrezzi o corredi di un basti- ci ,i0n njjfissi alto stesso materialmente. ( Dal gr. exarces sudi- e e i c hc vien da ex supclluo, e da arceo io basto , io soccorro ; E*A*c * diru bisognevole, ciò che basta a’bisogni del bastimento.) (S) E sàr-co. Sm. Lo stesso che Esarca. F. (Vari) A * (Clùr.) E-sàr-ma. Sm. F. G. Lat. exarma. (Da exerm .. j r ....... -fflfi prCt. di exero io rialzo; c questo da ex fuori, ed ero io alzo. ) Tu * i j as: „ , rialzato. (À. 0 ) ji l0| ,. NlGo '*(Mus.) E-sar-mò-ni-co.^f/f/.m. ^.G.Lrtt.exharmonicus. (Da ex Esah Rì J.* C ^ avin °nia armonia.) Detto di Canto ingrato e senio. regola.(Aq) . r J°i * E-sar-rùt-to. Avv. V*. L. improvvisamente. (E v. corrotta e^ r at * ex abvupto.) Fit. Pit. p. 5o. Fuvvi uno, che cominciando ÈsA RTlr U to disse in cotal guisa contro a Parrasio. (A) (N) * (Chir.) E.sar-ti-co-Ia-ziò-ne. Sf. Lo stesso che Esar- Éhartr * ( Dal lat. ex fuori, cd artìculatio articolazione. ) (A. O.) fi a ? (Chir.) E-sar-lrè-ma. Sf F. G. Lat. exarthrema. Gr. ^«pQp-rf tn e/I i ex f u °ri, e da arthron articolo. ) Separazione o dishga* F Q n, due ossa articolate per diartrosi o per articolazione mobile. I 1 'O tn G t \ t J. . A .* T ...MA ». A A V I. A ut ^ /I L.' . . .t M/S... .1» mÌ . A/% G r , * (Chir.) E-sar-trò-si. Sf F* G. Lo stesso che Esartrema .'WSpw*. (Aq) 'mente dicesi Lussazione. — , Esartroma, Esartrosi , Esartico- -* - (Aq) (Van) (Chir.) E-sar-tró-ma. Sm. F* G. Lo stesso che Esarlre- r. zi 0ll m *wto, E-sa-spc-ra-mén-to. [*£/«.] L'esasperare* — , Esasperalo^. * Sln * Lat. irritatio. Gr. , irxpoZycrp,6s. Lib • cur. malati. Se il do- A° ldl In B ran dc esasperamento, fae mestieri usare cose mitigative. E-sa-spe-rà-re. [ Alt.] Aspreggiare , Trattare aspramente , '—’ •^ s l ,erare i s hu V. Esacerbare.] Lai. exaspcrare. Gr. IjtOj gt;*'» Cavalc.F'rutt. ling. Esasperando troppo quelli clic hanno fal- 4 3 .# lt j anno cadere in odio, e in bugie, e in altri mali. Pecor. g. C ° s * ad Ur mc S Iio riconsigliato, non li parve da esasperarla con dirle lesto a | 1,11 £ ratt ? di no. » Pallav. Ist. Conc. rfoi. Ciò riuscirebbe molato 4j rc Ferdinando per la malevoglienza che a’era concitata l'im- 5 ^ E ^uell uomo in esasperare gli umori della Germania. (Pe) sJ >ass ' [Inasprirsi, Irritarsi.] Lat. indignari, irasci. Gr. opyl* 89s pero . annaz * Are. egh 12. Questa è sol la cagione, ond’ io mi e* 5 3 . Scontro al Cielo , anzi in* indrago c ìnvipcro. » Salvia.Cas. 5 I* do\ Ca ril ° se ttimo anno della sua età, esser cominciato il dayan- (Med^i° L?P Un * ian do le corna, a esasperarsi: il quale ec. (N) £ (l 0zit(id'j T lCes * delle cose che esacerbano il male ; o la parte mal p Il salprunella sempre esaspera le parti infiammate.(A) < -Xa Cer | )at > E-sa-spe-rà-to. Add . m . da Esasperare. Lat . cxasperatus , ^esta i no ; * tftx.pa.vSth. Stor. Eur. 2. * m ’» ' ''|'v-itrxiiD , IIC J. : " c Wal'va^p /a “' Q ueste notali cose esasperazioni nella , «ti. piaga. / D . I, c.sa&t e sta chr$ snia ^ (*.Lat. hexastachyus.(Da hex (h E * (Bof^v -Epiteto de'culmi che portano sei spighe. (Van) ^•Usti ‘ ex se L e sa -ste-mo-ne. Add. corn. F. G. Lat. hexastemon. a,.; ? 0 -* (Leti p .“««‘ame.) Aggiunto di fiore che ha sei stami. (Aq) » fila, o;;CT Stl - CO - Sm - ^G. Lat.Uex a,ticlmm. (Da her sei, e Add. ni ^ le iy erso -\^P‘S ra mma che consta di sei versif Aq) Ha 1 se/ >ii, ‘ XS lum ° di quelle spighe che sono poste a sei or- } u Ulto *- 5 1 c COalrn . — .1 */r» ’ '■ J . .. V-oV?^) contro tre ; i a differenza delle distiche , che ne han - t ’ e i! j/o/coìonn.!°'i rr*' e ., sm ' ^’ G ' ^ aL hexastylom. (Da ÌS n pi Holomiì in fronÌ7^ edtflCÌO ’ * P^ colarmen ‘ e JP?» K-sa-ti-ri•de/.5' l „. i> A /^ r_ .... 'li. > « Ih Fis, t V',jlùs. Fr. Giord. Fred. Eseguisca esattamente e alla cieca ogni comandamento del superiore. Gal. Sist. 35f. Si può anco senza lostru- merito conseguire , sebben non così esattamente , i’ istesso. Esattekigio. * (Zool.) E-sat-te-rì-gio. Add. m. Lo stesso che Esapte- rigio. F. (Aq) Esattebo.* (St.Nat.) E sàt-te-ro. Add.m. Lo stesso che Esaptcro.^.(Aq) Esattezza, E-sat-léz-za. [Sf.] ast. di Esatto. [ Diligenza , Accuratezza nell’ operare.] Lat. cura, diligentia, solertia. Gr. àyx,ltoia- Fit- S. Ant. Con ogni esattezza ogni comando eseguiva del maestro, nè pensava mai più oltre. Esattezza diff. da Correzione ( trattandosi di parlare o di scrivere) li’ Esattezza dipende dalla esposizione chiara c fedele di tutte le idee necessarie al fine che si ha in incute. La Correzione consiste sulla osservanza scrupolosa delle regole della grammatica e degli usi della lingua. La Correzione ha luogo su le parole e su le frasi j l’E- saltczza su le cose e su i fatti. Esattissima me-, te , E-sat-lis-si-ma-mén-te. [Avv.] superi, di Esattamente. [ Appuntissimo . ] Lat. solertissime. Gr. ùyiqmirÙTui. Gal. Sist. 5 > {. Per misurar poi esattissimamenlc c ritrovar quante di tali grossezze di'corda entrino nella distanza dell’occhio, piglio ec. Esattissimo, E-sat-tìs-si-mo. [Add. m.] superi, di Esatto. Jmi. accura- tissimus. Gr. Ssgevraros. Sagg. nal. esp. 6/f. Così fatta osservazione fece animo ad alcuni d’aversi a valere d’uu tale strumento per misuratore esattissimo dello stato di compressione dell’aria. Esatto , E-sàt-to. Add . m, da Esigere. Lat. exactus. Gr* ùvtacrSus. 2 — Puntuale , Diligente. Lat . diligens , accuratus , solcrs. Gr. oV. Fr. Giord. Pred. Era uomo esatto in tutte le sue operazioni.Li&.cur. malati. Il medico sea ( sia ) diligente e esalto in tutte le operazioni. 3 — [Detto anche di ISoiizia o simile , Adequala, Non manca , Non difettiva.) à'agg. nat . esp . 1. Utilissima cosa è, anzi necessaria, nell'uso delle naturali esperienze l’aver esatta notizia de’ mutamenti dell’aria. 4 —* Antioam. usato anche in foì'za di sm. per Esattezza. Scgn. Rei. 1. 212. Il parlare che si fa ne’pregiudizii, debbe aver più esatto (V) Esattohb, E-sat-tò-re. Verb. m. di Esigere. Che esige , Che pretende checchessia come dovuto. Magai. Lctt . Voi credete un Dio curante ed esattore dr culto dalle sue creature ragionevoli. (A) S. Agost. C . D. 2. i3. Or come è schifato lo scenico ec. , si è adorato l’esattore di quelle disonestadi, (P) D. Gio. Celi, tratt. viri, mor • 6^f. Nel rendere dell’ufficio non apparir negligente, non esattole. (N) il — Riscuotitore del pubblico. Lat. exactor. Gr. £«r7rpxx.r&jp. - G. V.8* 8g. 5 . Andandovi l’ufficiale esattore per lo comune con $ùa famiglia, i monaci chiusero le porti. M* F. 8. i3. E ordinarono gli esattori, e riscossonne parte. F’ii.SS.Pad.2. 2S2. Vedersi intorno tanti esattori crudeli e senza misericordia, Mor. S . Greg. Non esaudirono le veci dell'esattore, cioè di quello che riscuota la moneta. Frane.Sacch.rim* 6f, Se medicina contro agli esattori Aveste, o argomento alcuu si forte. 3 — Ministro e Esecutore di giustizia. Fior. S . Frane. i.j5. Allora il guardiano con grande pianto priega questi esattori e tutto il popolo. Esattiuce , E-sat-tri-cc. f^erb. f. dì Esigere. Magai* Leti. Già si considerano esattrici contiiiue e importune di finezze e J’attenzioni gravose.(A) Esau , * E-sa-ù. N* pr, m. Lat. Esau. (Dall’ehr. isc pronunziato come in liscio, che vale uomo, e hhus aver misericordia: Uomo misericordioso. ) — Figlio d'Isacco e di Rebecca , fratello primogenito di Giacobbe. (B) (Van) Esaudevole , E-sau-dè-vo*le. Add. [ com . Atto , Facile ad esaudire . ] F. A. Lat. exorabilis, facilis. Gr. •xxpccx.XrtTÓs* Fianim.4. Tanto mi sono'gl’Jddii contrarii, e male esaudevoli in ogni cosa. Amet. 5f Questa mi.fu tanto benigna, e si esaudevoli orecchie porse alle cose pregate , che io tutta mi disposi a’ suoi servigi. Esaudibile, * E-sau-uì-bi-le. Add. com. Che può esaudirsi , Da esau - dirsi. F. di reg . Romani. (N) Esaudente , * E*sau-di-èn*tc. Pari, di Esaudire. Che esaudisce . F . di reg. Romani. (N) Esaudimento, E-sau-di-mèn-to, [Sm.] L'esaudire. — , Essudazione, sin» Lat. exauditio. Gr. e*ira>couo , /4a. Coll. Ab. Isaac. Tu hai nel consentimento de'due il frutto dell’esaudimento , significato per la bocca di Cristo , che dice : ec. Esaudire , E-sa-u-di*re. [ Alt.] Ascoltar quel che alcun domanda , e concedergliene .—, Essaudire, E:>aldire,Esauldire, sin,Lat. esaudire. Gr. c^xxovs iv. G.F.2.7. 4- Al detto santo Alessandro fece grande onore e riverenza, ed esaudì la sua addomanda. Bocc.nov. ig. 11. Colei sola è casta, la quale o non fu mai da alcun pregata, o se pregò, non fu esaudita. E nov. 77. 38. Leggier cosa mi sarebbe al presente i tuoi ( prieghi ) esaudire. Cavale. Frutt • ling. E truovo che in somma cinque sono, che c’impediscono che esauditi non siamo. Morg. 2jg. Che gentilezza è d’avere esaudito L’ultimo prego d’ogni reo nemico. 2 — Uscite antiche : Esaudì per Esaudisca o per Esaudisci ; Esaudite per Esaudì, Fit. SS. Pad. 1. i65. Iddio condiscendendogli , come a figliuolo di vezzi, esaudite la sua orazione. Fit. S. Mariti. i5g. Così ti priego che esaudì la mia orazione. Fit. S. Gir. 7Ò.°E- saudi i prieghi de’tuoi fedeli. (V) 2 — E col terzo caso. Mor. S , Greg. 5 . 3 1.E Frane. Sacch. nov. 212* L’Abate, udendo costui, gli venne voglia d’esaudire a’suoi prieghi.(V) 3 — Ubbidire. Modo antico. Fu.S. Margh. i3y. Signor mìo, che ec. desti fondamento al mare ec. e fteesti comandamento che non passasse , e fustine esaudito , ec. (V) ^N) Esaudire diff. da (Jdtre. Questo è Porgere udito semplicemente a ciò che si chiede. Esaudire è concedere almeno in parte le cose chieste dall’ udita preghiera. Iddìo ode ogni preghien 1 , non ogni preghiera esaurisce , quando l' esaudirla sarebbe in danno dell'orante* Udire * lOO ESAUDITO talvolta equivale ad Esaudire , specialmente in poesia, e spesso può riescile ben anco più delicato e più bello. Esaudito , E-sa-u-dì-to. Add. m. da Esaudire. —, Esaudito, Esaldilo, sin. Lat. esauditi». Gr. ?*ir«rros. M.F. 8 . o11 un fungo arboreo , appellato collo stesso nome , e detto anche Ag a " rico. E però Esca bastarda dicesi quella che non è atta a tal uso. J Lat. fomes. Gr. ipirvptvpx. Dant. Inf. if 38. Onde la rena s’acce® dea com’esca Sotto focile. Capr. Boi. 2 . 2 4- Che vuole egli dire, eh® tu peni tanto a accender codesta esca ? Malm. 2. 56. Trovò focile c® esca e legni vaiai, Onde un buon fuoco in un cantone accese. 6 — Ed m questo sentimento per metaf. vale Stimolo, Incitamento. Lai- fomes. Gr. spitipiv/j-a, Disc. Cale. 33. E porge ai giovani, i cui sa® gui ribollono, l’esca c il focile del fare la rissa, e d’accendere . fuoco dell’ ira. Bern. Ori. 3. 6. 5. Troppa esca avea , troppi manl lCt al core Di sdegno, di ragion, d’ardir, d’amore. 7 — Prov. Andare all’ esca. F. §■ 1 , 3, 8—Non metter l’esca intorno al fuoco [—Euggi le occasioni.] F. Fuoco- Escajuolo. (Ar. Mes.) E-scajuò-lo. Sm. F. dell’ uso. Colui che pena 1 i esca, i solfanelli e le pietre focaje. (A) Escaliiior. * (Lett.) E-sca-li-bòr. Nome della spada magica del re Ar 1 "’. ( In ted. è quanto dire Ciò che fora, trapassa con istrepito ; da scha 1 suono, e bohren forare, trapassare.) (Mit) . Escalona.* (Geog.) E-sca-lóna. Pie,cit.della Siria. — Cit. della Spagna.(y) Escambia. * (Geog.) E-scam-bi-a. — Fiume degli Stati Uniti. (G) Escandescente , E-scan-de-scèn-te. [ Add. coni.] F. L. Che dà in esca" dcscenza. Lat. excandescens. Gr. .hs.'.-ì'/rv:,:. Tratt. Segr. cos. doti"’ Tali femmine sono sospettose , e con facilità escandescenti. _ ^ Escandescentissimo , E-scan-de-scen-tis-si-mo. [Add. mi] superi, di ® scandescente. Lat. vehementer excandescens. Gr. c-tyaàpx 3-vpiovff°*i Tratt. segr. cos dono. Tali femmine sono sospettose, e con faci® escandescenti, anzi cscandescentissime. . Escandescenza , E-scan-de-scèn-za. [*$’/]] Ira sulìtana ; [ Atti e p a F di chi dà in ismanie per gran corruccio. ] — , Escandescenzia , s ' ll ‘ Lat. excandescentia. Gr. àvpo’s. Salviti, disc. 2 . 2 . gS. Ma , sia dd , con pace di questi autori, non veggio la cagione delle loro escali®, scenze. u Segn. Parme, instr. 6 . 1 . Soprattutto convien badare non dare in escandescenza. (V) «r Escandescenzia, E-scan-de-scèn-zi-a. [Sf.Lo stesso eòe]Escandescenza. ^ Escandola. (Marin.) E-scàn-do la. Sf. Lacamera dell’Aguzzino nelle lee. (In frane, dicesi escandola-, e vien dal lat. scanditine scheggie,con . si coprono i tetti,Cosi pure camera vuoisi delta dal gr. carnata volta-X' Escapo. * (Hot.) ,É-sca-po. Add. com. Lo stesso che Acaule. F. Escara. (Chir.) É-sca-ra. [Sfi F. G.] Crosta [nera, che si forma s°P la pelle , sopra la carne, sopra le piaghe e le ulcere per I’ upP llC [t zinne di qualche caustico. E una carne morta, una carne che èst) abbruciala con qualche cauterio attuale 0 potenziale , la quale si stacca dopo qualche giorno da sé stessa , o col mezzo di à 11 f 4 unguento peptico. — , Escbera , sin. ] Lat. crusta. Gr. A-gips - ‘ ) , cur. malati. E necessario farne prima cadere 1’ escara. E app reSS ^j. Medicina che ammollisce l’escara , ed opera che facilmente si st0 5 c ^( a — (Zoo!.) Nome di un genere di animali dell’ ordine degl'idref‘ ,r ■ annidati-. Polipajo pielrescenle, rigidetto, in distensioni-ìameUif" (( fragili , interi o divise , internamente porosissime , e con cado ^ superficie fornita di cellule quinconciali. (Scaros appo i Greci, rus 'appresso i Latini, ed escano presso gli Spaglinoli è una sp c di pesce spinoso. ) Renier. (Min) . Escarboelo. * (St. Nat.) E-scar-bo-é-Io. Sm. Sorta di legno, cui Uff g udii attribuivano mollissime virtù mediche , specialmente fi flussioni degli occhi , o contro V aria corrotta e pestifera. ( f*' 1 fot sca. fi)Cas.Ganz. 5.2. Ancor non si prendea Opp. Pesc.3.3oy. E sempre a’più ed a’più pronti pprge L’esca a rubar.(N) J _ * Onde Dare I’ esca = Aescare. E. Dare 1’ esca. (A) 3 _ Jfd Andare all’esca, si dice di chi si lascia prendere dalle speranze e dalle vane promesse. (Cibo sì degli uccelli che de quadrupedi.] Dant. Purg. ?. U8. ercreo 10 cavo, tolgo , e bo/ion immondezza ; poiché si cr f d,;v iVàii) togliesse le immondezze degli occhi, risanandone le flussioni. ) Escarotico. (Terap.) E-sca-rò-ti-co. [Add. e sm. Medicamento c f u fi che applicalo ai tessuti viventi, vale a ridurli in escara ;] Agg\ a " inedicamento che produce Pescara. — , Analotico, Caustico, sin- pruslam inducens , escharoticus, Gr. sn/.p-maoi. Lib. cur. nl Entra nella composizione de’ medicamenti escarotici. . > geli* EsCARti. * (Ar. Mes.) E scàr-ti. Sm. pi. Nome di certi fittoti c gotta d’Alessandria di Egitto. (Van) Escato , E-scà-to, [, ed escede ogni nostro merito. E Fruit. ling . 2y E-scel-len*te*mén-te. Avv. P. A. P.e di* Eccellen- ^ mente. F r ., Qiord . 25y. In Dio le dette virtudi sono più nobilmente P‘u escdlentemente che non sono nelle creature. Pass. 182. Quanto e ^tormente la Vergine Maria dovette aver il dono e la grazia ec., esc ellentemente ec. E 3o3. I dottori, maestri ec., debbono sa* £ s L* e esc ellentcmente la Scrittura. (V) lentissimo, E-sceMen*tìs-si-mo. Add. m. superi, di Escellente. P, 8 ‘ e L’Eccellentissimo. Vit. S. Gir. yj. Nel quale si riposa il di h° COr P° dello esccllentissimo Girolamo. È gy. Fue uno monasterio dis ° nne » d quale , ha poco piue di due anni, si dice eli’ era gran- h s ‘ m ° > e molto ricco , ed esccllentissimo di santissime persone adorar dl moìte vertudi. (V) 65 r ENZA , E-scel-lèn-za. [ Sf. P.A.P. e di ] Eccellenza. Piu S.Gir. p’ 1 cieli manifestano e confessano le maraviglie e la sua escellenza.» monrt Ì $ 2 ' ^ er escellenza e per la dignitade dell’officio ec. furono dett da * peccato originale. E l85. Questo , eh’ è detto, non è \> 0 P er Stremare la grazia di Dio, nè per diminuire l’escellenza e d dla Vergine Maria. (V) c ] i , i ,, EN * u > E-scel-lèn-zi-a. Sf! F- A- lo stesso che Escellenza. F. e tìQs , Cce llenza. Kit. S. Gir. 74. Quanta sia la sua escellenzia tu locó- erl C *' ^ di sotto : Tu ben conosci la sua dottrina , c la sua sapienza £s c Ì! scel lcnzia. (V) n’ E «a.«o. Add - m - V - A - rì e L’Eccelso. Alarti. Colt. 4. soli' ' scure il buon villano Prenda , e felice i folti bo- Esce,,.' assa gl' a , E le valli palustri e i monti escelsi. (V) „ r T. E > E-scèn-te. Pari, df Escil e. Lo stesso che Uscente. F. Lai. e- tiia ICtls ’ ex ‘ens, prolluens. Or. p im. Com.Par. 6. È mirra una gora- 2 i 0n ^ r ?. Ssa cscente d’albero, la quale ha a conservare senza putrefa- ^ SCr ntr 1 c ” r P’ ,mia ni morti. (B) (N) f UOr j ICo * * (Astr.) E-scèn-tri-co. Sm. Lai. excentricus. ( Dal gr. ex scrif G - Ce,, *'ron, in lat. centrum centro: Fuori centro.) Circolo de - a ln f°Tno (di asse ellittico d' un pianeta . (Aq) del/JT~r r ; n Foia me o dicesi il Circolo il cui centro è fuori di quello * * W(Aq) ^ Sr,? S8iv * Com ') -ddd. m. Lo stesso che Eccentrico. P. (Van) Pq Ss Amen te , E-sces-si-va-mén-te. Avv. P. A. P.e di' Eccessivamente. Vo Wla^°^* ^? ue ■ s, ■ 0 è perversamente desiderare altezza ed escellenza , Verbi o es ? c ? s ‘ vamcn tc alla ragione diritta. (TV ^ota il dativo dato all'àv- le Cose 5 che non si dee ec- , secondo ragione. ) E 326. Tutte *^ c ®s$o * ec. Il Diavolo escessivamente le intende e sa. (V) P Cr sona J ' sc ^ s * so - A'w. P. A . P. e L’Eccesso. Pass. imf. Quando la pr escn . ac cusata d’ alcuno escesso , o per altro mòdo judiciale ec. , è * ■ m a a dinanzi a legittimo giudice , ec. (V) ^ E p TE * M°do ant. P. e L’Estasi. Pit. SS, Pad. 2,12'/. Ritor- ^ c e Tt 8 11 s°l° a vegghiare in orazione,fu rapito in escesso di mente.(V) La c j.*' c . e ^‘* a "^°* l^dd, m .] P. A . P. e L’Eccetluato.A’e/i.Pzsf. paese Pf J ta d ‘ Leone è arsa , la quale fu ricca , e onore di tutto il case esr«n- C ** Ce ^ ata tutle Laltre. G. P. g. 3ào. Salvo quegli delle ^ SCe TTo p a \ P cr Ghibellini o Bianchi rubelli. (Pr) ESCATO qucu 0 {di ! °«*ra esceito Cpioè fuorf l, J n > 0 ^ c ^ e P ersona si piglia per se in alcun dì escetto 8ìa escetto CP e f~ naif dati.J (V) Sen.Prov. Errate se giudicate chealcuno jr C ° Sa escettan l ratL fl>Tull.Cic.p.5g.Onde io non so veruna migliore * p e ia . sa picnza , data agli uomini dagli Dii immortali.(N) / a ordini viii? 6 ' \ Sló-ri , e ' i A'A P. A. P. e di’ Eccezione. iyert.PAr.io3.Qui XrfSRe fa r» H an !. e disfamate escezioni. ( Così e non eccezioni, come j? 8iìa * * (C\- U ‘ Disfamato.) (Pr) t. D-sche-ra. Sf Lo stesso che Escara. P. Magai. ìett. p/'‘aprir Partorii ^i° n correre risico di strappar V eschera già fatta, e Umidore p V U san « ne non «sci più ec. (N) y°.- *tohd ~*tT' n '' M - rK - Sm - r.A. r. e di' Schermidore. Ca- Es/ n ' re lo co/nn -,i ^ ° sai 'ehbe quello esebermidore che, vedendosi E-scbét-ta *}■ C0p :'. i3se 11 P iedl ™" lo ^udo. (VI i: ‘*P- Lib. y} ln ’ ^ f, dlm ‘ dl Esca. Lat. modica esca. Gr. fL.ix.poit Esenti, e/i prèndergir SCat0r “ VÌ0 s ' in g e S na coll'eschctta di trar *• Ti'aÌ. ^ Schifare. S. Cat. Op. • P- 1 . BJoa eschifetido fatiga, nè obbrobri! ec, (N) ESCLAMATIVO It)1 Escnn.o, * È-scbi-lo. N- pr. m. Lai. Haeschilus. ( Dall'ebr. o fin. esc fuoco, e hhail forza, robustezza : Forza del fuoco. In gr. può trarsi da esclios infamia, e hflè selva : Infamia della selva. ) — Ateniese , XIl. arconte. — Eleusino, padre della tragedia greca. (B) (Van) Eschimesi. * (Geog.) E-schi-miì-si, Esqtiimali, Popolo dell’America settentrionale che abita principalmente nella Groenlandia, nel Labrador , e verso il mar Polare. (G) a — ’ Isole degli Eschimesi. Gruppo d' isole presso la costa meridionale del Labrador. (G) Eschihadi. * (Geog.) E-schì-na-di. Isole alla foce del fiume Acheloo.CCx) Esciiine, * E-schi-ne, Eschino. iV. pr.m. Lat. Aeschines. ( Dal gr. eschos inlàmia , ed ineo io purgo : Purgato dall’ infàhiia. In gr. eschyne vale pudore e disonore. ) — Filosofo greco , discepolo di Socrate. — Oratore ateniese , emulo di Demostene. (B) (Van) Eschio. (Bot.) E-schio. Sm. Sorta d’albero simile alla quercia , e dicesi anche Ischio [ed Escolo. Ha le foglie liscie , ovaio-bislunghe , pennalifido-sinuate ; i lobi ottusi; i fruiti con lungo gambetto .] Lai. esculus, [ quercus esculus Lin. ] Gr. Sps. (Dal lat. esculns .) Alarn. Colt. i. ì 4 - E natura ave in ciò maestra c guida, Ch’ali’altissimo pino , all’ eschio, al faggio ec. , Quanto leva a ciascun la chioma in suso, Tanto abbassa laggiù le sue radici. E 1. 3 i. La ghiandifera quercia, il cerio e l’eschio Con sì raro vigor si leva in alto, Ch’ ei mostran minacciar co’ rami il cielo. Esciiiddebe , * E-schiù de-re. Alt■ e n. pass. V. A. V. e di' Escludere. Omel.S. Greg. 1- 176. I quali non sono legati dall'amore di questo mondo, ai quali eziandio che egli per tentazioni faccia un poco di strepito, nondimeno non eschiudeli loro'principiati desiderii .{Quimelafi per Reprimere, Render vano, Spegnere o simile. Il lat. ha retundit.) (Pr) Eschiuso, * E-scbiù-so. Add. m. da Eschiudere. V. A. F. e di’Escluso. P olg. Liv- Dee. 3 . hb. 2. cap. 2g. Bostare avea il campo suo fuora della città nel proprio lito marino, acciò che li Romani fossero eschiusi dal porto. ( Cosi dicesi anche Inchiuso ed Incluso.) (P) Esciamg, E-scià-me. [Sm. F.A.F. e di'] Sciame. Lat. examen apum. Gr. iegós. Cr. g. q5.2.Debbono gli alveari esser grandi per lo grande esciame, e piccioli per lo piccolo, avvegnaché nel piccolo più spesso l’esciame gittano , imperocché due esclami non possono stare insieme nel piccolo. Escidio , E-sci di-o. [ifm. F. A. e ] L. F. e di' Eccidio. Bocc. Kit. Dant. 248. Volle nelle lamentazioni di Jcremia 1’ escidio futura di Gierusalem dichiarare. Escimento, E-sci-inén-to. [Sni. Lo stesso che ] Uscimento. F. Lat. exilus. Gr. i\oìos. Bui. Inf. pr. Significa 1’ escimento dell’anima santa dalla corruzione della presente servili. » E Par. 27. Perché mia ebbrezza, cioè, per la qual cosa la cagione del mio escimento di me cc.(N) Escindeiìe , * E-sciu-de-re. Alt. K. L. Tagliare , Distaccare. F. Esciso. Tans. Fend.i'òi. Parca che fusser da natura escise Nel natio monte, e non da man di mastri. ^N) Escipiente. * (Farm.) E-sci-pi èn-te. Add . e sm. Lat. excipiens. Sostanza propria a disciogliere o ad incorporare un rimedio.Sosianza la quale , in una ricetta medica dà la forma e la consistenza al rimedio composto , e serve d ’ intermezzo e di veicolo. (A. 0.) Escire, E-scì-re. [N.ass. anom. Andare o Penir fuora. Lo stesso che] Uscire. P. irane. Barin 2o 5 . iy. Che meglio éne Alquanto bene , Che escir di dirittura. Bini. Ant . JSot. Iac. da Lent. 110. Ben vor- ria che avvennisse, Che lo meo core escisse, Come incarnato tutto. 5> Red. Or. Tose. Escire, che i Fiorentini dicon uscire, dal lat. exire , mutato fa: in se , come sovente suole avvenire. (A) 2 — * Fig. Escire di tuono — Perdere il filo det ragionamento . Lat. poena se liberare. Gr. rifxojfixs Ìolvtqv iktvSspovv.Malm. 6 . 38 .Che in quel colloquio fe sì gran frastuono , Che finalmente ognuno esci di tuono. Escisionb. * (Cbir.) E-sci-si-ó-ne. Sf. P. L. Lat. excesio. ( Da excìdo taglio, asporto.) Operazione con cui si asportano tumori di piccai volume , peduncolati , e sostenuti da base stretta , oppure qualche parie poco notabile , qualche lembo di certi organi. *Si esegue comunemente colle forbici. Si dice pure Escisione Una frattura , o una ferita con perdita di sostanza .— Terminamento subitaneo d’una malattia. — Diminuzione od estensione subitanea della voce. (A.- O.) Esciso, E-sci-so. Add. m. P. L. e poco usata. Staglialo.Lat. excisus. Cavale, hspos. Simb. 2. 225. Fu arlche figurato per quella pietra , la quale Daniele profèta dice che, escisa d’ un monte, senza mano ec. percosse nella statua di Nahucodonosor, e disfecela. (V) Escita , E-scì-ta. [Sf Lo stesso che ] Uscita. P. 2 — * Fine. PoLg. Liv. Dee. 3- lib. 7- cap. iq. Nell*escila diqueH’ait- no ec. venne a Roma. (P) Escitare , E-scì*tà-re. Att.P.A.P. e di’ Eccitare. Cavale. Frutt. ling. 38 . Per escitare e provare i nostri desiderii. E Pungil. 168. Lo duro rispondere escita e cresce il furore in sè ed in altrui .(Y) Cavale.Espos» Simb. 1. 222. E in ciò si escita la Fede , e la carità dell’ uomo ec. E 33 1. Escitano l’anima a divozione ec. (N) Esclàmamento , E-scla-ma-mén-to. Sm. Lo stesso che Esclamazione. P, Lat. exclamatio. Gr. ixtpavviTis. Segn. Paneg. Imm. Cane.6. Udì certa buona femmina alzar la voce dal volgo , per commendarla con quel cèlebre esclamamcnto .• Beatus venter , ec. (A) Esclamante , E-scla-màn-te. Part. di Esclamare. Che esclama . Lat. cx- clamans. Gr. ccvocfiocov. Pros. Fior. P.1. p. 5. Or. 7. pag. 122. Sia dunque a bastanza I’ udire Agostino, con non minor chiarezza che si* gnifìcanza, esclamante: Coarctat , ec. (B) Esclamare, E-scla-mà-re. [ZV. a«.] Gridare ad alla voce. — , Scia» mare, sin. Lat . esclamare. Gr. cyvoc$o&.v. 2 — [ E per metafSegn. Pred. 33. 8. Gridano tutti i libri , escla- manotutti i secoli,e tutti ivegni unitamente sentenziano a favor della virtù.’ 3 —* Far richiamo, Altamente dolersi di alcuna cosa. GLcc .Stor.lib.1 5.Del- la quale tassa benché ciascuno esclamasse, nondimeno per il timore che si aveva di quell’esercito, fu necessario che fosse accettata da ciaScuno.(Br) Esclamativo 9 E-scla*ma*tì-yo, {Add. m.] Che esclama , Atto ad escla- 102 esclamatore mare , [ Che esprime o significa esclamazione 0 lì ut. Inf. 33 . Questa voce e una parte d'orazione, clic in granitica si chiama iut$rjezione esclamativa , e significa ira e corruccio. Buon. Fier. 4 * 4 ' M a 11011 sempre però-De’tristi són gli esclamativi accenti $ Son d’affarmi e di duoli effètti e forme. Esclamatore , E-scla-ma-tó-re. Eerb. m. di Esclamare. Che esclama. Sega. Pai . Ap. 5 . 5 . Perchè nè alzarono essi contro di loro la voce, a segno che ella mai fosse Voce di esclamatore ec., ncsi curarono ec.(A) Esclàmatrice , * E-scla-rna-irì-ce. Eerb.fi di Esclamare. E. direg.{ O) Esclamàzioncella , E-scla-ma-zion-ctl-Ia. {Sf.) dim. di Esclamazione. Gal. Sist. 249 : 0 *’ a ccc ^ a * tro Jn questo'primo argomento? S . Ecci questa esclamazioncella. Esclamazione, E-scla-ina-ziò-ne. {Sfi Grido in cui si prorompe per ammirazione , per allegrezza ,, dolore , sdegno ec. — , Esclamamelo , Ecfonesi, Sclamazione , sin.} Lat. cxclamatio. Gr. ùvx&oviins. Lih. cur. molai. Danno in alte esclamazioni di voce dolorosissima. Bui. Inf. 33 • 1. É qui colore che si chiama esclamazione. Esclavana. (Geog.) E-^cla-và-na. Serra Esdavana. Catena di montagne del Brasile. (G) Escludeste , E-sciu-deil-tc. {Part. di Escludere. Che dà esclusione,}Cha esclude. Lat. excludens. Gr. diestpyajv , «7rojtxdwv. Guicc . Slor.is.6i2. Le costituzioni antiche di quel reame escludenti dalla successione della corona le femmine. Escludere , E-scIù-de-re. [ All. anom. Propriamente , secondo V origine latina^ Chiuder fuori .—, Eschìudere, sin. /^. Eccettuare.] Lnl.exclu- dere. Gr. à-xox,\uuv. » Tass. Ger. 11. 48. Chiusa E’ poi la porta , e sor Clorinda esclusa. E st. 49 • Sola esclusa ne fu , perchè in quell’ora Ch’altri serrò le porte, ella si mosse. (N) 2 — .Ributtare ; contrario di Ammettere. Lat. arccre. Gr. àithlpyw. Er. Jac.T. 4 • ' 36 . 9. Mio digiun, che non esclude Pane ed acqua ed erbe crude , Cìnquanf anni interi chiude. Tass. Ger. 7. 5 y. Qui fé’ 1 ’ araldo sue distìde $ e incluse Tancredi pria , né però gli altri escluse. 3 — Levar via , Privare. Lat. amovere. Gr. ixfrxWitv. Mor. S. Greg . Era venuto il fuoco di Dio, per potergli quasi escludere ognirefugio di consolazione. Stor. Eur. 3 . 6y . Che’ ciascuno di loro due appropriavano solo a sé stesso, escludendone in tutto il compagno. Bem. Ori. 3 . 8. 1. Dico che la pietà dal core escluse Del suo signore al Scnator romano. 4 *“ n * pass. Sottrarsi, Cavarsi, Non ingerirsi.] S. Gio. Grisost. Pure che noi non ci escludiamo di questo bene, perseverando ne’ mali pertinacemente. Escludere diff. da Ributtare. Escludere è l’opposto d’includere, e corrisponde alla nozione di Non comprendere. Per simil. ha pure il significato di Torre via, Levar via, Privare, Rimuovere ec. V. Ributtare è propriamente Respignere con forza o bruscamente chi^ tenta venire incontro $ nel che vedesi la differenza del semplice Rimuovere o Allontanare. Esclusione , * E-sclu-si-ó-ne. Sfi IJ atto di escludere , d'impedire che una cosa non s inframmetta con altre. Lat. exclusio. Cocch. Bagli. Molte diligenze si usano nell’introduzione, e nell’esclusione delle polle , secondo l’alterazione loro per le pioggie. (A) a [-^%* Allontanamento, Rimovimento, Annullazione.] Lat. amotio, abrogatio. Gr. dtfums , ty.$oK-r\. Cron. Eell. Essendo fatti certi ordini pe capitani in esclusione della detta riforinagione* Esclusiva , E-sctu-si-va. [V/p Esclusione {diana cosa , di una persona per lo più con dichiarazione , che non si vuole o che non si dee ammettere a checché sia.} Lat. repulsa , exceptio. Gr. iyfioXr,, « Fog. Com. N’ha avuta l’esclusiva. (A) Magai, leu. 11. Diranno che questa esclusiva cosi ampia averebbe a correre per di molte altre cose. (N) Esclusivamente , E-sclu-si-va-me'n-te.^v.//i modo esclusivo , Escludendo. Eccettuando , Non comprendendo i contrario d' Inclusivamente. (A) Esclusivo , E-sclu-sì-vo. Add. m. Atto ad escludere , Che porta esclusione , Che esclude. E. deli' uso. Lat. exclusorius. (A) Escluso, E-sclù-so. Add. m. da Escludere. — , Eschiuso, sin. Lat. exclu- sus. Gr. a.-KOK\tia§us. Segn.Pred.g- 4 * Pensate voi qual mai dev’esser il dolor di quell’anime escluse dalla vista di faccia tanto migliore. 2 "7 Escluso di vita per Ucciso.] Ar. Eur. 24. 04. Il veder il demerito lo alletta A far che sìa il fellon di vita escluso. 2 — Eccettuato. Segn. Pred. 5 . 10. Non sappiamo noi molto bene, che del tribunale di esso (Cristo) ni un viene escluso? (V) 3 — Scagliato , Gìttato fuori per esplosione. Lat. explosns. Ar. Eur. 8. 29. Onde vien con tal suon la palla esclusa , Che si può dir che tuona e che balena. (M) Esco. * (Geog.) È-sco. Pie. città della E in deliri a oggi Schongan. (G) Lscobikda.*(BoI.) G-sco*bìn - da. •Sf E■ G. Lai. escobinda. Genere di piante della didinamia angiospermia, famiglia delle scrofularine, distinte da un calice con 5 angoli e 5 denti, e dalla corolla col tubo allungato che rinchiude gli stami colle antere saettiformi aristate alla base de' lobi, e per la capsola bivalve a due logge ; fondato dagli autori della Flora Peruviana in onore di Escobedo naturalista spagnuolo. — , Escobcdia, sin. (N) Escogitabile, E-sco-gi-tà-bi-le.^c?c/.couj. Che sì pub escogitare. Magai. Lett. \ 1 sarebbe egli mai caduto iu pensiero, che fosse escogitabile da mente umana , cc. (A) Escogitare , E-sco-gi-tà-re. {/tu. E,L .] Pensare attentamente , Ritrovare pensando , Investigare. Lat. cxcogiiare. Gr. ivB-vfisio’Sa.t. Guicc. Àtor. 6.,262. Perché non sono ancora escogitati i modi delle difese. Salvia. Opp. Pese. i. iy 4 . .1 varii accorti ingegni Della marina arte.lucrosa , quanti Gli uomini sopra i pesci escogitare). E lib. 5 . 402. Pur anco a loro escogìtaro grave Danuo la gente invitta de’ mortali. (N) Escogitatamele, E-sco-gi-ta-ta-mén-te. Avv. Inventatamenle , Pensata- mente. Delmin. Ermog. 3 . Berg. (Min) Escogitativ a , E-sco-gi-ta-tì-va. Sf La facoltà di pensare. Magai, Leti. ESCRESCENZA La piccola sfera della mia escogitativa non capisce concetto maggior® di quel d’ un ente che esista necessariamente, ec. (A) Escogitato, E-sco-gi-tà-to. Add. m. da Escogitare. La&cxcogitatus. Gr. ìv^vp.y\e^tU,Bocc.Eit.Dant. 25 SE per questo conoscere dobbiamo co3i alta , cosi grande, cosi escogitata impresa, come fu, tutti gli atti degli uomini ec. sotto versi volgari e rimati racchiudere. Escogitatore, E-scogi ta-tó-rc. Eerb. m. di Escogitare. Che escogito* E. di reg. Lat. exeogitator. Gr. erte. (A) Escocitatrìce , E-sco gi-ta-tri-ce. Eerb. fi. {di Escogitare.] Che escogito* Inventrice. Lat. inventrix. Gr. ct\$còvcucr sierose, livide c mordaci escrezioni che stillan daU’utero.(N) Jobe , * K-scri-ó-ne. IV. pi\ m. ( Dal gr. ex fuori , e crion re: Chi Q ° n . e piu re, o Chi regna al di fuori. ) — Poeta di Mitilene , y. mt ?° di Aristotile. — Medico lodato da Galeno. — Poeta satirico. IÌT V ° di Samo - (Mit) * (Lett.) E-scrolo-gi-a. Sf, V. G. Lat. aescrologia. ( Da E SCfi C r ° s lorpe, e logos discorso, favola. ) Trattato di cose oscene. (.Aq) * (Med.) E-scro-mi-ti-a. Sf y . G. Lat, aescromythya. (Da r ° s turpe, e mrthos discorso, favola.) Dicesi così il parlare desìi Zelati nel delirio. (Aq) ° eiar ClAEE> * Es-cru-ci-à-re. Att.V. L. Tormentare. Lo stesso che Cru- thce B e ' ^’ ^ Sentinella; ma sarebbe voce affettata fuor dello stile poetico. Cau| EXcu ki ae >vìgili a e. Gr. vvxtvgx. Sammz.pros.8 .Che vi dirò io della Hottu ® ruc ' non * c valeva, tenendo in pugno la pietra, farsi le Zo - rne escubie , però che da’nostri assalti non vivea ancora di mez- ar den! r "? . s< ; c ." r;i - (A) Lor • Med. Pocs. Scguon questo notturno carro Esc 0e t ’ /, S a,e i Escubie, sollecite Cure. (Min) di a °® E ,i E-scu-bi-t ò-re.Add.m.F. L. Figilatore, Che fa laguar- ^ism r “SSÙinto propriamente dato al gallo. Sembra pessimo la- (A’ e // °è , J ' l ' C u)>it(>r. Gr.$v\a£ ) .Alunn.Fabbr. del Mondo.Berg.fMin) ìi° c c ” aMìricu dell’Alunno vie solo Escubie coU'es.delSannazzai'o.){lS') Cam ' Arnet - 7 2 - C ren. 1526. J E già l’ uccello escuhitore col suo tsenno » v<:a aatl i segnali del venuto giorno. (M) » A/„ ‘ , (Geog.) E-scù-do. Fiume della Nuova Granata. — Isola del r ct 'KTt , Aulilie - (G) * (Geog.) E-scu-ìn-tla. Cit. e prnv. della Bep. diGuatimala/f.) p Grecia j ( Arclie 0 E-scu-là-pi-e. Add. e sf. pi. Feste celebrate nella tsci) ‘•apio rii" 1 ^ om , a ‘ n onore di Esculapio, dette anche Epidaurie.(Van) f II -) E-scu-là-pi-o. Figlio et Apollo e di Coronide, il c ùi« g 51 eccellente in medicina , che fu chiamato Dio della medi- ^? n >itnen° rat0 SOtl .° f orma <*' un serpente ; onde oggidì si dice ^"lanin'^cf e : f am ilutrmente ad eccellente medico : Consulterò il mio ** fuori ’ ,, ent ' tc fl ue * c * ,e nc dice il vostro Esculapio , ec. (Dal gr. ^‘i trae ' r u ^ a ph° s che presso Esichio trovasi in senso di morto Uifj "ite J. r. XJOII.U1U UtltDOI III OClJi gli uomini fiica- del numero de’morti , Chi J . o *I«U1VICI Ul. AAlUiCl , Valli llUlIdlUl a - Sannaz. Lett. 1. Per M. Geronimo Riccio, SC( Jles’i 0 i 3 * ^ >ar un ’ ambasciata. (N) richiama da mio , /t» ^ *uz \AH OIUUuo\.iuVdi y n‘ arUe bun„ 0t )/ E scu-lèn-to. Add. m. F.L. Aggiunto che si dà alle v.f hc ec f ““ mangiate , come sono i carciofi , i cavoli , le pasti- '"'Tri;,, ' i' n f c sculeotus. Gr. ^pùn/sos. Sannaz. Pr. (A) pJ'f- fi, -p L-scuò-te-re. All. Lo stesso che Scuotere. F. Dant. Inf. OS| At.E ( r,? 1 , 1110 l * a se ! arsll ra fresca, f Così i migliori testi.) (P) ^OastepQ fi- ..(Goog.) E-scu-ri-à-le. Piccola città di Spagna ov' è il pj' 1 " reg„i ■ Lorenzo, una delle maraviglie della Spagna, ed ^««iore’“ p“‘ { ì ue \ Monarchi. (Van) Ì, t , ( , SC l J , r ' sl ‘VJ' e - S .f- Scorreria. Lai. excursus. Gr. ifapiVgains. delle vitina- j , ’, per . risvegliarlo dal suo letargo, tutto il ro- Jàici,, : ‘“ia , la . e persiani ec., 1 ’ escursioni per l’Egitto e per d'^‘ E ^LrsY r iagm ?’ ec - (A) n» . v avea ■ Ao stesso che Escusazio t 3 ‘ N ' avea ni scusazione. F.Ar. Fur.22.7g. Quan- . ìe f escuso ‘ c ^ a da «rme Queste escuse e non ora. È 3 q ' rc - È Clnq n , QC } lo ’ f|'e fosse Amore Stato cagion di così grave E-scu-s àVi’ 70 ’/i enza altra escusa e senza altro rispetto.(Br) fc Sc,1 do e ^sabi/is' r* c °m. Degno di scusa. — , Scusabile, , è me ■' wrrwrTTos. Lor, Med.And, 1. %, Non es- ^Ce’ E :^'i-sà-rcscusabile. àttere’ r -'H- ezscnst-f rcl Sioni a sua o altrui discolpa.-)-, . Cs CUw '■ U, i° cuore inni C ’ ’ K f l ( a -‘ T ue^a.i. Esp. Salm. Non per- . dj' ® z '°ni ne’ peccati h i nars l “ elle l’ ar( A ( ' maliziose, ad escusando p lavicamente * ^ n f % 4' Puossi escusaie l’autore , che se^; ? as °- tua. ‘ : in Italia il Guicc. Stor. i 5 . 7 3 o. Per escusarsi 3 - Poi auan,(o’,i-" 1SCVJ ll ! essele ammalato. » E Dant. mia colpa, p p„!. co : P ero se le mie rime avran difetto ; 3 Constare in p 1 uel di’ 'io ..a 1 É- (secondo i migliori testi) Escusar W SQtJ ' ao * ^21. Tu fi,,? ? er escusai 'mi, e vedermi dir vero. , r ;*lle»r 0 N n : a viltade. fPi jj S non conoscer sua heltade , Per escusar e * c, Jsa se E .. difetto aver l e:scuso *° pur troppo , e mi tn fot-a i ratel la danna. (Br) ^ pagn ° ta,e - E tS. 10/f. G rifon S'* Uopo ■ SOi( - Fr. Jac. T. s ,, . 1 lu , nc ali’ escusate. ^ 11 ' 1 ^' P or mauo alle mcn- ESECUTIVO , 0 3 Esccsativo, E-scu-sa-tì-vo. Add. m. Alto ad escusare.Tesaur.Letl. Miss. 1. 3 . Serg. (Min) Escusato , * E-scu-sà-to. Add. m. da Escusare. —, Scusato, Escuso , sin. Car. Lett. 2: Si. Vorrei che m’aveste per escusato. (N) Escusatohio , E-scu-sa-tó-ri-o. Add. m. Attenente ad escusazione ; ed è per lo più aggiunto di parole dette per iscusarsi , atte a servir di scusa. Bocc. Com. Dant. Perchè pare all’autore medesimo una cosa incredibile ec. , con parole cscusatorie cd ancora con giuramento dimostra ec. (A) Escusaziokcella , E-scu sa-zion-ccl-la. [A'/i] dim. di Escusazione. Trall. segr.cos.donn. Vanno profferendo certe escusazioncelle di niuno valore. Escusazione , E-scu-sa-zió-ne. fV 7 .' L'escusare , Discolpa , Giustificazione .—, Scusazione, Scusata, Scusanza, Scusamento, Escusa, Scusa, sin.) iat.excusatio. Gr. «apxirjiets. Esp.Salm. Non permettere il mio cuore inchinarsi nelle parole maliziose, ad escusando 1 ’ escusazioni ne' peccati. Guicc. Stor. lib. 11. Il quale dimostrò d’accettare benignamente la loro escusazione. Escuso, E-scù-so. Add. m. sino, di Escusato, detto per altro in grazia della rima. F. Escusato. Ar. Eur. 16. 47 • E chi non vuol lodarlo abbialo escuso, Perchè non si potea giugner più suso. (M) Esdba , * E-sdra. ZV. pr. m. Lat. Esdras. ( Dall’ ebr. ghuezra ajuto : e però vale Ajutatore .)—Sommo sacerdote e scriba degli Ebrei durante la loro cattività di Babilonia, il quale riaprì il tempio, raccolse e rivide i libri santi, e compose il libro che porta il suo nome. (B) (Van) Esobelon. * (Geog.) E-sdrè-lon. Campagna di Palestina. — Pianura della Siria. (G) Esebon. * (Geog.) È-se-bon , Esbo. Città della Palestina. (G) Esce. * N. pr. m. Lat. Esce. (Dall’ ebr. ghuosceq fraude, violenza.)(B) Esechebrohco. * (Anat.) E-sc-che-brón-co. Add. m. F. G. Lat. exeche- bronchus. ( Dal gr. e in fuori, celio io ho, e bronchos gola , aspera arteria. ) Epiteto di coloro che hanno la parte anteriore della gola molto prominente■ (Van) Esechec.luto. * (Anat.) E-se-che glù-lo. Add. m. F. G. Lat. exeche- glutos. (Da e in fuori, echo io ho, e glutos natica. ) Aggiunto di quelli che hanno le natiche molto prominenti. (Van) Esecontalito. * (Min.) E-se-con-ta-lì-to. Sm. F. G. Lat. hexeconlalithes. (Da hexeconta sessanta , e lithos pietra.) Pietra o Gemma che trovasi nella Libia nelle regioni dei Trogloditi, così denominata dalla molliplicila de'suoi colori. — , Esaeonta , Esacolito, sin. (Aq) _ Esecrabile, E-se-crà-hi-le. Add. com. Detestabile, Degno di maledizione, Scellerato. Lat. execrahilis , detestando. Gr. pSsAvpos. Lab. i 3 2.Ed è questo esecrabil sesso femmineo oltre ad ogni comparazione sospettoso e iracondo- Cavale. Frutt. ling. Chi chiude 1 ’ orecchie e che non oda la legge, la sua orazione è esecrabile. Tass. Ger. 17. 53 . Tutti giurare Vendetta far sull’ esecrabil testa. Berti. Ori. 2. iS. 2. O fiera orrenda, o esecrabil peste Dell’amor proprio, ec. Esecrami.iiente, E-se-cra-bil-mén-te.yduu. In modo esecrabile. F. di reg.(A) Esecrando , E-se-cràn-do. Add. {in. V. L. Detestabile. ) Lai. execrandus, detestando. Gr. &$s\vpós. Fr. Giord. Prcd. Ne’ cuori dove alligna il pentimento, Dio perdona ogni misfatto più esecrando. Buon. F'ier. 4 - 5 . òi. Ch’esecrando pensò stolto d’ opporre Alle rocche del ciel l’infame torre, nf Belo. Ma potrebbe pur Esecrando esser qui gerundio f/’Esecrare n. ass. J CN) , „ . .. „ . , Esecrare , E-se-crà-re. [ Alt. Imprecare. ) Maledire. [ F■ Abbomre. ] Lat. execrari. Gr. xx.rxfS.aBcu, Amet. 4 2 • Esecrando l’ adultera giovane collo ’ngannevole uomo , e verso loro con giuste ire accendendosi. E 68. Cotale sè ad esecrare incominciò. Buon. Fier. 3 . 4 - Ed esecrando i micidiali eccessi ec., Giurò. 2 — Detestare, tAbborrire, Abbominare. F. Esecrato,] Esecrato , E-se-crà-to. Add. m. da Esecrare. [ Maledetto, Odiato,) Detestalo. Lat. execratus. Gr. xarxparos. Segner. Mann. Lugl. 24. 3 . Questi saranno i più nobili rimproverati da Cristo, questi i più esecrati, questi i più esosi, e questi finalmente! più maledetti.» È Pred. S. 3 . A suo dispetto conviene in faccia di tutto, il mondo apparisca per sè diverso da quel che dava ad intendersi, esecrato da tutti , a tutti esoso. (V) E Crist. Inslr. 3 . 3 2. g. Anzi si veggono esecrati da tutti, come nimici delle loro jiovere case. (N) 2 — (Eccl.) Che cessa d’essere consacrato per profanazione o allro.( A) Esecratore , E-se-cra-tó-re. Ferb. m. di Esecrare. Che esecra. F. di reg. (A) Casin. Berg. (O) . Esecratorio, E-se-cra-tò-ri-o. {Add. m. ] Agg. di una spezie di giuramento , [ per cui si chiama Dio non solo come testimonio , ma come giudice punitore del falso.) Segner. Crist. mstr. 1. io. 3 . Questo giuramento si può distinguere al nostro intento in tre specie , che sono, di assertorio, di promissorio, e di esecratorio ec. L’esecratorio finalmente si è quando egli chiama Dio non sol come testimonio, ma come giudice, al cui gastigo protesta, chi così giura, di sottoporsi, in caso di aver mentito avvedutamente. Esecratrice , E-se-cra-tri-ce. Ferb. f. di Esecrare. V . di reg. (A) Esecrazione, E-se-cra-zió-ne. [Sf] Maladizione, Imprecazione. —, E-- secrazione , sin. Lat.-ette cratio. Gr. xaràpa. Bocc. Lett. Pin. Boss. 286. E che Alcibiade, lungo trastullo della fortuna stato, non fosse con tante esecrazioni da Atene cacciato, che egli in quella poi con troppe più benedizioni e chiamato e ricevuto non fosse. Bui. Purg. 20. 1. Fa esecrazione all’avarizia , dicòndo: cc. 2 — Detestazione , [Abborrimento, Odio.] F. Abboroinazione. Esecutare. (Leg.) E-se-cu-tà-re. Att. Bare alto esecutivo , Staggire, Far carcerare ec. in virtù di mandalo esecutivo. —, Esecutoria re , sin. Fag. Com. Io lo poteva fare esecutare de facto come debito privilegiato , che ha il braccio regio. (A) Esecutivamente , E-se-cu-ti-va-mén-te. Avv. Per aia d' esecuzione , In virtù di mandalo esecutivo. (A) Esecutivo, E-se-cu-tì-vo. Add. {ni. da Eseguire. Ciò che ha fona ai esecuzione.) Lat. exequeus. Gf. ìvspyxuTmh. Segner.Mann, Ottobr , lo q ESECUTORE 2. 5 , Con queste due sole, riducendo in atto la sua virtù esecutiva , egli può far tutto. a — (Leg.) [Agg. ili Mandato; Queir ordine del giudice , per cui si può costrignere il debitore al pagamento. — , Esecutoriale, sm.] Cai\ lelt. 1. 48 . Procedei per via di contraddette j. gli cavai il mandato esecutivo. E appresso: Tutta cotesta corte congiurò a farmi un torto che non s’ udì più: d* impedirmi un mandato esecutivo di Roma. Esecutore, E-se-cu-ló-re. [Yerb.m.di Eseguire. Usalo per Lo piti come sm .] Chi eseguisce , Ministro .—, Eseguitore, Asseguitore,MÙ.£aC.admìnhter, excquutor. Gr. vx^plr^s , à^oirK^p^r^, Bocc. noi*, ig., 'Ò2. Sicurano, quasi esecutore del Solduno , in quello rivolto a Bernabò disse. Daut. Inf. 'ài. 5 i. Per tor cotali esecutori a Marte. a — Nome di un ministro della [ antica fiorentina J repubblica • G. Y. g. 284 ■ Essendo per setta accusato Bernardo Bordoni, e altri suoi compagni, ali’esecutore della giustizia. Frane. Sacch. nov. t$g- Serrasi il palagio, ed armasi la famiglia; e così quella del capitano e delio esecutore. » Salviti. Annoi. B. F. 4 • ^. 23 . ^ terzo ufìciale forestiere si addimandava in Firenze Y Esecutore degli ordinamenti della Giustizia contea i Grandi ; appresso, il quale si facevana le' intombura- zioni , delle quali negli Statuti Fiorentini; c stava da S. Piero Sche- raggio. (N) . . . 3 —■ * Birro. Segn. B. Mazzi . (O) E diconsi anche Esecutori di giustizia ilei pi o semplicemente Esecutori, quelli che prima dicevansi Sergenti della corte e simili. Savell. Trait.Univ. p. 1èfj. {tir. 1681.) Esecutori di giustizia non se li può far resistenza. E appresso: Esecutori , cioè birri, cavallari e simili, non possono pigliar cosa alcuna per lor mercede oltre quello che vien tassato dalle leggi. (P) 4 —* Ed Esecutore di giustizia, dello singolarmente , dinota il Carnefice. Savell. ivi: Esecutore di giustizia, cioè il carnefice, boja , o manigoldo 0 manivoltc, deve avere la mercede constituitalù (P) 5 . — [ Dicesi comunemente in senso legale Esecutore testamentario o anche assolutamente Esecutore , quegli a cui il testatore commette la cura di far eseguire V ultima sua volontà. 3 Bocc . Test. 1. Voglio che gl’ iufrascritti miei esecutori ogni mio panno , masserizia ec. possano e debbano vendere, o far vendere. E 3 . Appresso in esecutori e fedeli commessarii del mio presente testamento , ovvero ultima volontà, eleggo ec. Trait. pece. mori. La terza rama di avarizia si è rapina , che ha molli ramuscclli : lo primo è de’ malvagi esecutori de’ testamenti. Esecutoria , E-sc-cu-torì-a. .Sf Uffizio e carico dell* esecutore. Fag. Com. Con questa esecutoria potete obbligarmi infin ch’io vivo, e farvi ricco per voi. (A) Esecutoriale. (Lcg.) E*se-cu-lo*rià-le. Add. com. Ve dii Esecutivo , nel sign. del 5 * 2. Palino. Ist. Cono, (A) Esecutorìare. (Leg.) E-se-cu-to-ri-à*re» Au. Lo stesso che Esecutore. Y r De Lue. Dot. Fo’g. 1. 1. 18. Berg. (Min) Esecutoriazlone. * (Leg.) E-se-cu-to-ria-zió-ne. Sf. U esecuioriare. De Lue. Berg. (O) Esecutorio. (Leg.) E-se-cn-tò-ri-o* Add. m . Spettante ad esecuzione . Leon. Pascol. Berg. (Min) Esecutrice , E-se-cu-trì-ce. \JFevb. f. di Eseguire — , Eseguitrice r ««.] Lat. administra. Gr* virspsTovrcx., à^Q-KX^povcroc. Tass. Ger. 2. 2S. Sol di me stessa io consapevol fui, Sol consigliera, e sola: esecutrice. E 4 - 24. Tessi la tela ch’io ti mostro ordita, Di cauto vecchio esecutrice ardita. » Cas . Ovaz.Cari Y.p. 7. (Firenze t66i.) In quanto la forza naturalmente debbe esser ministra ed esecutrice della ragione. (V) Esecuzionale. (Leg.) E-se-cu-zio-nà-ie. Sf. Decreto o Lettera di giudice , che permette di eseguire alcun atto. Tass.lett.t-1 6. Avendo io ottenuto , molti anni sono, !’ esecuzionali qui dalla. Ruota contro a Pa- golo Serragli, scrissi a V. Ecc., supplicandola che si degnasse permettere ch’elle fussero eseguite. (V) ( L’esempio è in Cas. Lelt. 2. zS. dell' ediz. del Manni , Firenze tyoj , citata dalla Cri) (N) Esecuzione, E-se-cu-zióme.[A/.’] L’eseguire, eli è mandare ad effetto il suo pensiero o l’altrui comandamento..—, Eseguizione, Eseguimento, Essecu- zìone, Eseguzione,.Asecuzione, Asscguzione,$in.ZcR.exequutio. Gr. diro- 'rrkripcjffis.Bocc. Test. 3 . A’quali do piena balia ed autorità di vendere ec. quello che conosceranno essere opportuno alla detta esecuzione, in loro per me fatta- Cron. Morali. I quali tutori sieno tenuti di levare a volontà di coloro a cui è commesso l’esecuzione uè’detti testamenti , convertendosi veramente nelle dotte esecuzioni. » Pass. 3 zg. Secondo l’ordine della divina provedenzia e della giustizia , la quale usa non solamente gli Angeli buoni, ma eziandio gli spiriti rei, ad esecuzione della sua volontarie. (V) a _ Effetto di punizione , lo Condanna a qualche castigo.] Lat. poe- nae irrogatio. Gr. G. V. 8. 1 - 4 - Per fare esecuzioni contro.a’ grandi- M . Y. 3 . 98. Si venne provvedendo d'avere al tempo gente d’arme da potere fare l esecuzione conilo a .lui del suo processo. Frane.Sacch. Op• div ■ 5 -j. Volendo- messcr Rinaldo Gianfìgllazzi , allora Vicario , fare un’esecuzione corporale , mandò per certi fanti. 3 . — [ Parlando di Ordine sacro fu detto anticam. perì Amministrazione. Maestruzz, 1. i 3 . In prima, perchè in vergogna di sè costui-, fu ordinato, dee essere sospeso dall.’esecuzione di quell ordine infino alla legittima età de. E 1.. 21. Acciocché (/" cherici pellegrini) sieno ricevuti nell* esecuzioni degli ordini , debbono le lettere contenere questa clausola : a grado a grado promovemmo questo a tale ordine. 4 — * Gol v. Avere: Avere esecuzion e^zEsegiursi-, Cas. leu. f Opere T. 5 . pag. 124. JSap. ryàà. J Permetta che detto mandato abbia sua esecuzione. (N) 5 _ Col v. Fare : Far esecuzione =3 Eseguire. Din. Comp. Ist. Fior. 2. A noi pare che si eleggano da ambedue le parti i più potenti uomini , e mandinsi in sua- custodia , e poi si fàccia la esecuzione della Vendetta gravissima. (P) a —*E Fare l’esecuzione Giustiziare. V. Fare V esecuzione- (Van) 3 — * Farsi l’esecuzione, Y* Esecuzione. (N) ESEMO 6 — l Col v. Mandare ; ] Mandare ad esecuzione = Eseguire. Bocc. nov. 80 . 35 . E la sagacità di Sulabaetto, che non fu minore a man - darlo ad esecuzione. 5 j Frane. Sacch. n. 86. Come pietoso esaudilof e de’miei preghi , gli mandò ad esecuzione. (N) 7 — [Col v. Mettere : Mettere ad esecuzione o in esecuzione = F se “ guire .] M. Y. 1. 11. Fu fatto P ordiuc, e messo ad esecuzione il de* testabile patricidio della sua morte. 8 — (Leg.) Esecuzione dicesi da 1 legali quell’ atto giuridico , con cui per via di mandato esecutivo si staggiscono i beni di un debito o si fa cattura della persona per costringerla al pagamento. OfM* dicesi ; Esecuzione parato, reale e personale... Bollettino-per liberar 6, altrui dalla esecuzion personale, ec. Fag. Com. Voleva fare una domala di saldo di conti per liquidarlo, e proceder dopo .all’esecuzione, (A; 9 — * (Mus.) U atto di eseguire un pezzo di mus ca. (L.) , Esedra. (Arche.) È-se-dru. Sf Y* G. Lat. cxhedrae. (Da ex in, hedra sedia.) Specie d’accademia , o luogo dove anticamente si dunavano i letterati per attendere (die loro dispule rettoriche 0 fi* losofiche. — , Essedra , sin. (A) . Esegematlco. (Didasc.) E-se-ge-mà-ti-co. Add. m.Y. e di* Esegetico. (D a * gr. exegema narrazione , esposizione. ) (A) Esegesi. (Didasc.) E-se-gè-si. SfP. G. Lat. exegesis. Gr~i%nyntns. (Da fuori, e hegesis i’azion del condurre; poiché dichiarando ed esponendo, s * conduce al vero il lettore o 1 ’ uditore. ) Esposizione , o Dichiarali 0 ' ne, ed anche Discorso intero , per via di spiegazione o cornei 0 sopra qualche materia. (A) 2 — (Mat.) Esegesi numerica o lineare, significa nell antica V estrazione numerica o lineare delle radici dell’equazioni, cioè ^ soluzione numerica di queste equazioni , 0 la loro costruzione § e °' metrica. (Diz. Mat.). 3 —* (Eccl.) Nella biblioteca de* padri significa esposizione della messa. — Yale altresì Interprete delle cose sacre. (Van) _ . E'sbgesto , * E.-se-gè-sto. IV- pr. m. ( Dal gr. exagistos scelleratissimo; ! — Tiranno de’Focesi, uno de’pià valenti indovini del suo tempo.QUi Esegeti. (Arclxc.) E-se-gè-ti, Add. e sm. pi. Nome che davano gli g, teniesi a qua* giureconsulti che nelle cause capitali venivano cotti"* tati da* giudici. ( Dal gr. exegetes interprete. V. esegesi. ) ( A ), Esegetica. (Mat.) E-se-gè-ù-ca. Sf. Y. G. Lat. exegetìca. (Dae^f u ° f J ed egeteon vecb. di egeomc io conduco. In gr. exegetica chiamavi 1 i libri pontdìcali.) L*arte che conduce a twvar le radici delle cfly zioni d’ un problema , sia con numeri , sia con linee , secondo c il problema è numerico o geometrico. (A) - . Esecetico. (O-idasc.) Ersc-gè-ti-co. [ Add. m. Yoce greca , che sigrip 0 ^ Spositivo , Narrativo ; e dìcesi propriamente di poesia di poeta i simile.'] — , Exegetico,.snn LG/’, jroto's.] (V. esegetica.) Salvin. m 3 . 6g. Il drammatico genere , o vogliam dire rappresentativo, semf più dello esegetico, ovvero spositivo e narrativo, egli è piacente. ^ Eseguente,*E- se-guèn-te. Pur/,d/ Eseguire. Che esegue. Y.direg.Rotnonf ^ Esegukvole, * E-se-gué-vQ-le. Add. com. Atto ad eseguire. Y* di ie $ Romani. (N) v . Eseguibile , E.-se-guìrbi-Ie. Adii- com. Che può eseguirsi. Fattibile.Fa^-^^ a .— Gii'è per essere eseguitOi die si ha da fare. Magai. Lelt. zio , per cui vi sono, è della maggiore importanza, pieno di pcn c ° eseguibile per mano del furore. (A) afit Eseguimento, E.-se-gui-mén-to, [.Sm. Lo stesso che] Esecuzione, Mann. Nov. 6. 2. Sicuramente si può affermare ch’egli alluda co* 11 * 1 ' 5 più speciale all’eseguimento di quelle si eccelse massime.. .^ f Eseguire, E-se-guì-re. Au. Mettere adc$ecuzcone,ad effetto , Adempire . ] —, Esscguire , Escquirc, Asseguire , Assiguire, sim Effettuare.J Lat. exequi.Gr. ccuroirtopow. Tac. Tav. Ann. 2. 28°'. mia.) Nome che dassi a coloro che per qualche causa ‘ K una gran pei dita di sangue. (A. O.) l*‘ ESEMPIETTÓ mpietto , E-scra-pict-to. Sm. dim. dì Esempio. Piccolo esempio. Te - salti-. Leti. Miss. 4- 2. Berg. (Min) , Esempigrazia, E-scm-pi-grà-zi-a. Avo. Lo stessoche Per esempio, [ Per cagione dì esempio, Per grazia di esempio. V . Esemplo, §• 8. 1 Essenipigfazia, Esempligrazia, Verbigrazia, sin.] Lat. esempli cimasa. Bv. Csps s i7. iti'. Seti - Ben. fiordi, è. 4 Esempigrazia, sarà stalo uno n quale rn’arà difeso in giudizio, poi avrà fallo forza alfa donna mia, hsE ' lp io, E-sèm-pi-o. [ò’/y/. Azione virtuosa o viziosa che ci si para da- 'Oditi f )eì . mutarla 0 p er {sfuggirla .—, Essempio, Esemplo, Essemplo, Esempio, Es^empro, Asein|>lo,Àseuinro y Assempio, Assemplo, Assempro, V n ' • Esemplare.] Lat. esemplimi. Gr.-xotpaiììnyp-x. Atnei. 48 Ciascuno 111 se, ad esempio degli altri animali, teneva i libidinosi voleri re- V l ’miuti ? fuori che allo ’ngenerarc. Berti. Ori. t- 9. 02. E cerio egli t| ' a t; d, che d’alto ardire E di valor tra’cavalieri erranti Fu raro GSt -inpio. E 1. i3. 6. Conviene a voi, tV amor , di fedeUmpio, Seri- Vtr ben d’amicizia un raro esempio. & 1.22. 35. Or col inio esempio a ’mpiccare Vecchio che ha moglie , c credcla guardavo Lasc. Oe/os. 3, 10 ]>j on vo ? dar loro di me così tristo esempio. E •Streg. P r ol. Non sai tu che le commedie sono immagini di verità , esempio ' costumi, e specchio di vita? Tue- Dar. Ann. 1. i4- Atto barbaro c di sitnil pessimo esempio. E Seijm. gì. Ma loro ricordò gl . . . .*.1 eseinpn ... che Iddio avea gastigati. Ar. Pur. 20. 36. li questo hai fatto, ^ciocché V error mio Sia nell’ imperio tuo 1 ’ ultimo esempio. Modello , Esemplare. F. Esemplo, §. 3 . (A) Copia di scrittura. F. Esemplo, 5 4 • (A) *"'■ .* Copia dì codice o simile. Bemh. Leti 11 generale Vha fatta-tra* SG nver e , e nell’ esempio Io scrittore ha lasciato tre 0 quattro luoghi Ilc ‘hi penna , clic gli parevano incorretti o falsi. (A) r-.Qucl lavoro onde il discepolo dee copiare il suo. Cecch. Dot.2.3. e *■ ■ porta questo esempio alla Camilla, c dille che sua zia dice che *Ì U )I lavoro grande ec. fàccia da dove è fìtto uno spillelto all’ altro. Len. 2. 1. Sì ben cuce e ricama , quanto giovane Che sia inTer- i^ara : non £ s j ( i;qj c j| e p !in to ch’ella noi tolga dall’esempio. (V) Cno de’ mezzi con che provano i rettorie! e i filosofi, \ed è come n ^ s pecie di comparazione che si propone o si rammenta d'una cosa ° . lLn fatto simile a quello di cui sì tratta , e che serve per auto* p Zz arlo e confermarlo .J Lai. cxemplum. [Gr. 'Xt a fìnc di potete* q4 0 fa.la' regola, rf.’oglv tenne «n "^. un esemplar sicuns- «?nfo? inarU co „ eillcwa , come la dii co P w , Slm ° d’ogni fililo. (V)' • ^ (Ir isT‘Yf x ^ av ‘ binil i a • J Idea, Modello. Lat. esemplar , ’ lt,a ^' lo É.p esemplare noi) vanno 4 «-56.C(Ur couviemmi ancor, come 1 esempio ^ dove la natm'a c d «n modo; Fole. Mcs. Spesse tote per 1 •'f . nat ora. » tag.Com. ‘«atvclievole , impcroccliè l’ arte è lo esemp „\ are ,un mnaivti.-(A) )0. non capile : mimila, bozv.a vuoi diii 111 ■ av cnd9 l’ esempi' 1 ™ 3 -7 * E dito dette Piante. Cocch. ' lv 0 alle mani, non si può Verificare se i , g sen mhire e il modello Lsempl nre diff. da Esempio c da Copia. ; ; q s ì c0 . L’ Esempio c ^' lc prendesi ad imitare, e vale nel m°*ale Q aCon tempbu c, ma nche cosa che si propone o si prende at dimostrare una venta, anche un fallo, una circostanza addotta -«^ndc semyire la idea del ? f cr renderla piA evidente. L’ Esemplq[' e , i * . ftuono esempio , Clic: P Esempio è in bene c in malo. ^ d-v un esemplare. Cosi atavo esempio. Si dice Copia ciò che si tra ‘ statua, da una in; uu manoscritto, da un quadro originale, c a A m) iare suol dirsi i' S ,^ ne b'aggonsi delle cofùi^ Copia ed anc ‘‘; : Uo originale. Si-dice uso quella che trae sì in-islam pa da uno se ■p °pia U cosa stessa copiala. „ cim genere , cche •Ktikwe. Acid, co m. òi diae di casa eccellente «« Cr.«*P*$“L ,J - x ' F e J'u *i debba notar per esemplo. Lai. instar exci P- • J^aissill» 0 ' Fine. Muri. Leu. 63. Io fio trovato un * *“rt>dis«im 4 niente nato, e di - «ostuini «tt®> ed - e«»l. A oc uh, IJI, ESEMPLO lc >5 2 — [Argomento esemplare Che procede per via d' esempli. Scgn. Reti. io. Conciossiacosaché nella rcltorica- si usi aigumcnli csemjila 1 * ri ec. ; e medesimamente degli oratori alcuni uè sono detti oratori' e- semplari. 3 — Uomo o Donna esemplare =s Di buona vita , Di buoni costumi , Degno d’essere imilalo.Lat. [integer vitae. Gv.x/.r^ccro£.\Salv.Grandi. 1. 2. Chi trovi Tu in tutta Firenze, che non m’abbia, Da due o tre mici segretarii in fuori, Per un’anima sarda, c non mi teuga Per una donna esemplare? 4 — Cagione esemplare, detto in sign. teologico. Segner. Mann. Die. 3i. 1. La Sapienza è la cagion esemplare, per cui {le creature') ri- cevon la forma. .E num. 4- Tutte io cose si contengono nc-l Padre , come in cagion eOicienle; e nel Figliuolo, come in cagion escniplare.(V) Esemplario , E-sem-plà-ri-o. Sm. F. A. F. e di’ Esemplare- Ev. Giord. 224. Ma da quella origine ( Iddio ), da quello esemplarlo si potrei)-’ bono criare mondi sanza fine. (V) Esemplarissimo, E-sem-pla-rìs-si-mo. [Achl. m .] superi-di Esemplare. Lat. speclalissimus. Gt\ èvfìoKtfjuvTotT c». Zibald. Audi'. Non tenevano sola-' mente buona vita , ma ancora esemplarissima. Esemplarità, E-sein-pIa-ri-tà. [«S*/?] ast. di Esemplare. Bontà di costumi' che sia d’ esempio agli altri. —, Escmplaritade , Escmplaritate, sin. Lat. perspecta probilas , innocentia , spcctahilis inlegritas. Gr. jcaXc- r.àyccùix Tpo-rw. P'r. Giord. Pred. R . Vivono ecclesiasticamente , c‘ con grande esemplarità. » Fior. S. Erano. 82. Vivendo in grandissima 0 onestade e sanitude e esemplaritade. (V) Esemplarmente , E-sem-pIar-mcu-te. Avo. Come esemplare . Bui. Purg. 16. 2. Benché Marco lo dica cc. esemplarmente. E- altiwe : Ab esterno esemplarmente sono state nella sua mente. 2 — Talora vale Con esemplarità. Esemplativamente , E-sem-pIa-ti-va-mcn-te. Avv. Con esempio , Per via 1 d’ esempio. Lai. excmpli causa. Gr. tlirsìv. Co/n. P.ar. dò. Introduce esemplativameute il modo che nel - lor volare tengono. Esbmplativo , E-scm-pla-tì-vo. Add. ni. D' esemplo. Lai. ab cxemplo, a' simili sumptus. Coni. Purg. 2S-. Risponde per due argomenti esemplativi , e poi commette l’assoluzione. Esemplato , E-seimpla-to. Add. m. da Esemplare. — , As3cmplato, As- semprato-, sin. Lat. ad cxemplum cffìctus. Gr. cx.7royp( m-prà-ri-o. Add. m. F. A. F. e di' Esemplare. Cap. Irnpr. 6. in danno di loro, e vergogna di nostra esempraria diletti va confrateruitnde. Esempro, E-sem-pro. [Aw. F. A. F. e di' Esempio.} Bocc. Fit. Dani. 240. Se tu primieramente, e dove piu si saria convenuto, V esempro colle opere delle savie città non imitasti, emenda al presente seguendole. » E Teseid. 12. i 5 . Apprender s'appartiene Esempro in ciascun atto a seguitare, Massimamente nel bene operare. (V) Eseneto,* E-se-nè-to. 2 V. pr.m. Lai. Esenetus. ( Dal gr. ex fuori, eòeneotes stoltezza; cioè Non istallo. Può anche significare originario di Eseno.)(B) Eseno. * (Grog.) E-sè-no. Monte vicino alla Peonia. (G) Esentare , E-scn-tà-re. [ Alt.} Bare esente , [ Dare , Concedere esenzione , Liberare da qualche corico ec. —, Eseuxionave , sòl. Lat. e- ximere, exciperc. Or. z^ccipùv. (Da exempturn pait. di eximo io cavo fuori. ) 7 òg. Dav. Ann. 1. 28. Valse ii no, perchè già aveva il divino Augusto ec. esentati gli strioni dalla verga. E 2. c/ 5 . Di quanto pagavano al fisco c alla camera gli esentò per anni cinque. 2 E n. pass. [Farsi esente.] Gal. Sist. 3 Ar. B'ur. 43 . iyg. Vònian cento e cent’ altri * diversi usi Dell’esequie ordinati; ed avean questi, Come anche * resto, accesi torchi; e chiusi, Più che vestiti, eran dì nere vesti. L Tass. Ger. 10. 56 . Ma il pio Goflredo la vittoria e i vinti Avea s€ * guiti, e libere le vie, E fatto intanto ai suoi guerrieri estinti L* u *' timo onor di sacre esequie e pie. (P) 2 — * Condurre 1 ’esequie all’estremo cenere — Compierle. Car. $ n ‘ lib. 6. Non s’intermise di Miseno intanto Condur 1 ’ esequie al suo nere estremo. (Br) Esequie di fi’, da Funerali e da Mortorio . La yocc Esequie espn nl . c propriamente l'accompagnamento che si fa in processione dai stri della Chiesa nel levare il cadavere dalla casa per trasportarlo al* chiesa. 11 Funerale o i Funerali sono, secondo la comune inteJligen^’ i suffragi che dai sacri ministri si rendono all’anima del defunto. voce Mortorio include la idea di Esequie e di Funerali. E dinota a 11 che il luogo ove si depongono i morti. Esequio, E-sc-qui-o. [Sm.} F. A. F. e di' Esequie. G. F. 10. 11*' U Se ne fece V esequio in Firenze a’dì a di Dicembre. E 11. 65 . 4 ’^ poi fatto per sua anima l’esequio con gran solennità. Eseguire, E-se-quì-re. [Att.cn.} Lo stesso che Eseguire. Lat. excq l,t ' GrA'XinXùv. Br. Giord. Pred. Chi esequiscc con purità di cuore i mandamenti della legge. Tac. Dav. Star. 3 . 023 . E , quel che r,c ' ie co.vC disperate avviene, ognun comandava, e ninno esequiva. R eVn ' Ori. i. 3 . 7 4. Quel che commesso m’hai ch’io debba farti, Eseq» 1 *? sarà da me di fatto. » E Ar. Pur. 27. gy. E se credesse eli’ uno zar di ciglio A torlo dai capestro gli bastasse, Non doveaalzarlo, P er non coni raddire Che s’ abbia la giustizia ad esequire. (P) r ,r>\ Esequito,* E-sc-qui-to .Add.m. da Esequire. F.Lo stesso che Eseguito, f Esercente, E-ser-cén-tc. Pari, di Eserccre. Lo stesso che Esercìtanb’*^ Lat. exerccns. Gr. cttry-icóv. Anfoss. Notiz. malati. Berg. (Min)., Esercire, E-ser-cé-re. [ Att.en .] F. L. [e poco usata. F. e di'} tare. Lat. cxercere. Gr. acrx.ùv. Bocc. nov. $2. 4 • E personalmente ^ sua arte eserceva. Fit.S.Ant. Arte manuale di lare sportelli:, di v jj gare, e di zappare cserccvano. Fr. Jac. T. 2. 2. 5 i. Ma s* olla coi* doni può far patto, Gli ave deliberato d*eserccre. Esercieile. (Lcg.) E-ser-ci-bi-le. Add. com. Che può esercitarsi} e r lo più dicesi d'arte o di uffizio meccanico. (A) d. Esercitatile , * E-ser-ci-tà-bi-le.^ Add. com. Da essere posto in eS J r ,Q) zio, Che può o dee esercitarsi. Il suo contrario è Inesercitabile.^^ Esercitamente, * E-ser-ci-ta-mén-te. Avv. Praticamente Col j ai Catini. Berg. ( 0 ) Esercitamelo, È-ser-ci-ta-mdn-to. [Sm. Lo stesso che Esercitpz* 011 ®' Scn. Pist. L’ escrcitamento medesimo è loro tormento. M . F• Fu cagione di grande esercitamento del balestro. Coll. SS. P.‘ dunque in vano lavorerà in questo esercitamento, qualunque sia 1 gli che, stando contento dì queste cose , cc. . Esercitante, E-scr-ci-tàn-le. [Pari, dì Esercitare.] Che esercitaiy 1 esercizio .—, Esercente, sin. Lat. cxercitator, cxercens. Gr> -, T...11 r.... _o «eli? « agli esercitanti. ^ Esercitaktissimo , E-ser-ci-tan*tìs-si-mo. [Add. m.} superi. ^/Escrc 1 3 jtJ Lat. excrcitatissiinus. Gr. (pi’KorfQvd.'Ta.TQS. Fr. Giord. Pred • F* uomini amatori della fatica, e cscrcitantissimi. sS u^ Esercitare , F-ser-ci-tà-rc. [Att.} Far durar fatica per induri f'pro* fazione e acquistar pratica ; [ Tenere in esercizio , e talvolta J e | C# vare , Cimentare .— , Asercitarc, Aesercitare, Assercitarc * l^ sc ESERCITATISSIMO f in * fy 1 ' exercere , esercitare. Gr. ào-xiiv , yvgva.Ztw. Pass. 5g. Le dilazioni cc. fanno l'uomo sollecito, ed esercitanlo, e non lo lasciano ttinghutìre ed essere ozioso. Petr. son. 234* Ov’è colei che esercitar 1 suole. [ Parla a * suoi piedi. ] Cavale . j Fru.lL ling . Per esercitare ^ _J* er lìvocare li nostri desidcrii. _ t Adoperare , Far pruova. 3 Bocc. nov. 77 . 3y- Non volere le tue , rzc contro ad una femmina esercitale. » E Lab. Se quello è vero cc. c quel membro , il quale T animai bruto più esercita, sia più pia- 3 Roteai gurto (À } 1 ». L Operare fisicamente , Produrre un efFetto. 3 S'agg* nat. esp. 68. ^ e ice della più gagliarda e violenta pressione che esercita in I l’aria j. assa * 5> Magai. Lett. Che dì due pesi morti che si equilibrano, possa uno di essi, senza alcuna aggiunta o impulso esterno cominciare ad i J^ r Ì, ltai ‘ e un maggior momento, e preponderare all'altro. (A) T* .* r avagìiarc. Ar. Eur. 34* 3g. Non fu da Euristco mai , non fu a ' tanto Dalla matrigna esercitato Alcide. E Bald. Pit. Fluid. Uh* V’rer occulto giudicio di Dio serbato vivo perchè da lui fossero eser- $ -l '* 1 1 kooni cittadini. (M) ^ Trafficare. Otnel. S. Greg . 2 . 3s& Maggiormente richieggio io / p quello che io ti diedi perchè tu lo esercitassi a guadagnare. G ^ orlasi del talento dato dal padrone al servo nel Vangelo.') (Pr] - lL comando * = Comandare, P, ^ - 1 * 0 '~' r ‘ ? - — ... r , Comando, C. 3 . (N)** " T ? le t ™? ega ' EsercUare P'-opria arte in Allega, y. Bottega , f. 4- (N) . Xa cora * Avere , Tener cura di alcuna cosa. Pallai*.Isl.Cono •*02. H vedersi che gli avvenimenti della fortuna cooperano tutti all: conservazione della comunità civile . . . , dacci a conoscere che s esercita cura in cielo anche delle cose morali, a cui dualmente le ria u,, :di sono ordinate. (Pe) y ~~ ca memoria * r" Imparare sovente alcuna cosa a memoria pei j renderla più salda e più tenace. (A) _ pazienza * Cimentare la pazienza dì alcuno con fare odivi Cos e capaci d'impazientarlo. (A) 41 —* la ■ — r • che L A terra — Lavorarla, "cr. 4. 6. 3 . Nella quale , se è necessità -^rwwnu. ur/-. if. u. o. i^eua quale, i la C S1 ? avvignata, prima con molte arazioni si eserciti. h lMp ERo, la forza cc. * = Adoperare , Usare V impero ec Lett. Le influenze di quella forza eterna, senza la quale nulh tatto , e che esercita il suo costante impero sopra le arti tutte , < 13 P ra k operazioni medesime della natura , che si chiama ragione. (A] re~ CK AniE > un mestieue * — Praticarlo , Darvi opera . P. Esercì te r ? ‘ a ^ a Entratura; c ^ lc paga in alcun luogo, come Ar- j, ì Compagnia o simili, in entrando a esercitar quell’arte. (A) 7 ClT ufficio , una carica* Par gli alti e le cose che a queste ^ a Ppartengono. Pallav. Ist. Cono. 86. Lo Spalatino che esercitava co Ucu ^_ufficio di segretario ed insieme di cappellano maggiore, . . . e va in quell’affare un interesse il più potente di tolti. (Pe) Gmcc fEdiz. di Pisa J pag. 184 Coi cardinale S. Croce chiaro pei Oj'*tà , per lettere , per costumi e per legazioni che in nome dclh 15 Ct k apostolica aveva esercitate. (N) • n. pass, {nel primo sign .3 Bocc. rcoo. 3 /-*7.Comcchc tu, uomo .. parte ne'tuoi migliori anni nell’armi esercitato ti sii. Lab. 58 . E : lftu nt; de sue opere esercitarsi, come voi che mortali e mobili < giJP^ctti siete, fate. » Berti. Capii, del Pescare. E quante reti sor S afe in mare , Quante nei fiumi , e quante nei pantani Per poters Co / pesche esercitare. (P) Posar. Pit. Ded. Nell'esercitarmi cos. *G saputo in questa nobilissima arte. (N) Assuefarsi a far bene una cosa , Addestrarvi; e talvolta Muo 5 J^ifuenarsi per fare esercizio.] Bocc. nov. 77. 12. Lo scolare ^ ai J J Uo per la corte s'esercitava per riscaldarsi. p a & per mctaf Afìaticarsi, Iudustriarsi in fare alcuna cosa, r n l s ' a 2 4 • Lo ’ngegno umano ec, s’ è esercitato di trovare molte 18-l 6 . 801 ';' 1 - e') w da l • a . ss ' blffiziare. Car. Lett. 2. 65 . Desidero questo piacere tìijjjj 01 qoasì con ansietà, e presto, perchè possa esercitare questa set- S(t santa. ( Parla di porre in carica un penitenziere, perchè pos • lq -C /Ai- . SUe P aT 'd nella settimana santa. ) (N) j. ec , v-Milit.) Insegnar gli esercizi^ Render abile all’ armi. Esercitarli q , ru ^ tc > ù battaglione , il reggimento. .Dicesi Soldato esercitato, eserc ^ a ta 5 cioè agguerrita , ec. (Gr) l Qt Atis simo , E-scr-ci-ta-tìs*si-mo. [ Addm.} superi . di Esercitato r ‘ohiffi X< rc * ta f* ss * IIIl| s. Gr. pdlhiffTa. atrjoìrcfs. Star. Eur. 5 . 104 * L; lì z j a ì uoodimeno è desiderosa della gloria , esercitatissima nella mi Hm Coi/ ! 11, 4^8 • Non s'era combattuto con gli Etiopi ec L'ior ^. so ^ati^e capitani benissimo provvisti e esercitatissimi. S'egr 8e rcitar ,S ^’ ^ 0n ostento che in quello fussino tutti uomini e esci 'citafc' S1I ' m ne ^ e S uerrc * Car. lett. 2. izg. Essendo dottissimo et >j Cat h'dra lSSU E° eloquentissimo, e di tanta grazia e maestà in un; si udisse, non ci accoderebbe altra intercessione cit a . £ lv0 \E-ser-ci-ta*tì-vo. Add. m. Atto alVesercitarsi, Che s'eser Lif*s l, \ questo secondo senso è F~.A.] Lai. se exercens, Bui c ° n moU^ ChC ^ Trojani funno uomini esercitativi , e però aggiungi appresso : Pantesììea ec., perchè fue esercita H 1 ” menzione V autore. Lat. exepr , f."t tr " C '"^.*^°* -ddd. m. da Esercitare. —, Asercitato , sin q, )c .j|- 1 j. s ) fhtigatus. Gr. affxijro's. Cavale. Specch. Cr. E quest ^o«c , C(lp ^ 1 so . no esercitati, e ricevon fortezza. Coli Al [Affatici' q na si come uomo esercitato di consuetudine indiscreta 5 5ata , qu as i °'jàannnz.Arc.pros. 5 . Essendo gran pezza della notte pas lAd'lestrf 111 ! P^ arere > concedemmo all’esercitate membra ripose u- a >• . a p f ett ‘ 49 - È persona di molta stima ec., esercì p " M,u a ^sai negli affari di questa repubblica. •®RciT ATcmEi D_ ser . c i-ta-tò-re. J^erb. Lut, cxercitator. Gr. ajfjwjr^s. 1 a ffima fante, esercitatore I. [di Esercitare.] Che eserc Prait. Gov . fam. 3i. lì corpo sia < e compagno. Bau Par. t.1. Invoca Ap$ ESERCIZIO 10 line , lo quale fu esercitatore della poesia. E Inf. 4. ». E q HCS te arti c scienze difendono i loro esercitatori dalle pene de' rnartnu. 2 — (Marin.) Esercitatori : Quelli che amministrano e fanno navigare un bastimento per altrui conto. (S) Esercitatrice , E-scr-ci-ta-trì-ce. {P'erb.f. di Esercitare.] Lat. exercità* trix. Gr. ao’xovo-iz. Bocc. I^etl. Piu, Ross. 276. La povertà è esercì- tatrice delie virtù sensitive, e dcstatrice de’nostri ingegni. Esercitazione, E-ser-ci-ta-zió*ne. {Sf. Operazione , Uso di fare alcuna cosa . —, Esercitamento , «Vi. ] Lat. excrcitatio.G/’. •yvpvccixlx, Sen. Pist. Si conviene il coraggio formare per grande esercitazione. Coll. SS. Pad. La corporale esercitazione a poco è utile. S. Ag.C.D. Avvezzati in quelle medesime esercitazioni e lavori. Riti. L' esercitazione è necessaria al poeta, che gl’insegna a tenere li debiti fini e li termini dell’arte, sicché non s’innalzi più che debbia, nè abbassi. 2 — [Declamazione, Dissertazione, Occupazione letteraria di un’accademia, di persone studiose e simili.lCas.lett.j 5 . Ma non basta mica questo; anzi è necessario, se voi volete che questa vostra esercitazione sia declamazione, e non disputa, che voi vestiate quelle ragioni di belle parole. Esercito, E-sèr-ci-to. [t 5 V/.] Moltitudine di gente insieme armata per guerreggiare. —, Essercito, Asercito , sin. {V. Armala.] Lat. exer- citus. Gr. arpccros. Bocc. nov. ij. 44 * lì suo esercito ragunatn , pri- machc da due potentissimi signori fosse stretto in mezzo, andò contro al He di Cappadocia. E nov. 18. 2. Ordinarono un grandissimo esercito per andare sopra i nemici. Stor. Eur. 4 - $ 5 . Ragunato uno esercito assai gagliardo, venne a correre e predare Castiglia. E g6 . Il conte Gonzalo vedendo lo esercito grande, e che il He veniva in persona , diffidandosi di potersi difendere apertamente, mandò con molta sommissione a chiedere perdono. Patch. Stor. 5 . i 3 ». 1 signori Dieci avendo dato ordine che le genti de’ Fiorentini coll’ esercito di monsignore Lutrec ec. si congiugnessero , ec. a — * Onde Fare esercito = Ragunarlo. P. Fare esercito. (À) 2 — Detto pure di Armata navale. P. Essercito. (A) 3 — Per simil. Gran quantità di persone o simili adunate insieme.Laf. caetus. Gr. tri >vQvvt 6 . Gli esercizii del corpo che .... cavallereschi comunemente s’appellano. (N) 3 — * Diconsi Esercizii amorosi. Bocc. g. 1. n . 10. Le forze le quali agli amorosi esercizii si richicggiono. (N) 4 — Diconsi Esercizii spirituali, alcune meditazioni e considerazioni per riforma della vita , che si fanno per lo spazio d'aleuta giorni in luogo riunito. 5 — {Col v. Fare ; Fare esercizio ss Esercitarsi in quella tal cosa , ed anche Camminare , Agitarsi. P. Fare esercizio. ] Sen. Ben. Parch. 4 • * 3 . I quali son pallidi non per altro , che per non fare esercizio mai. Berti, riin. 6. L’ esercizio fec’ io tutta la notte , Che fan per riscaldarsi i marinai. Red. cons. 1 . 18j- Ottima cosa ed utilissima sarebbe , se per un’ora continua passeggiasse per camera , o per qualche galleria ariosa, ovvero uscisse a far esercizio all’aria aperta in giornate serene, non ventose, nè piovose. E 200 . Poi fa levar dal letto , e far esercizio per un'ora e mezzo piacevolmente. Alleg. 21. E faceva esercizio in casa e fiora. 6 — Col v. Pigliare : Pigliare esercizio =2 Darsi ad una occupazione , Intraprendere una faccenda. Agnol. Pandolf Tralt.. fatti. $4 Non mi adopero indarno ; pìglio onesto esercizio , nel quale con istudio e virile opera mi esercito. (P) 7 ■— * Col v. Stare : Slare in esercizio = Esercitarsi , Operare. (A) 8 — Col v. Tenere.* Tenere in esercizio = Dar cagione di fatica odi moto. Com. Dant. 3 . Siccome sono state triste e pigre , così sono stimolate da animaletti , li quali continuo le tengono in esercizii. (P) 9 •— [ Col v. Usare : ] Usare o Fare esercizio, il diciamo del Cammù nare , Agitarsi . Lai. deambulare , mutare corpus. Gr. vutfxxiHiiy. Lib . eur, febbv. Usi temperatamente esercizio anzi mangiare. 10 — (Ar. Mes.) Arte , [Mestiere , Uffizio, Impiego, o propriamente la pratica di un*atte , tnestiero ec. ] Lat. ars, mnntis , exdrcitatio, exercitiurn. Gr. yvgvxAx, r^rj. Bove, nov* 2j. ig. EJ è lor maggior sollecitudine, che di altro esercizio. Beni. Ori. 3 . 6 . 2. Un era fabbro, cuoco , muratore , Perchè a quell’ esercizio avea il core. li—(Milit.) L’arte e l'atto di maneggiar V arme , marciare, ordinarsi , ec.Magai.Leu. Far fare gli esercizii asoldati delia sua compagnia.(A) a — * Esercizii militari nel'o stesso senso. Seg. Fior . Art. guen\ pr. 5 . Da quelli che agli esercizii militari erano preposti (N) 3 — * E per simil. Magai, leu. 20. Un’ accademia di giovani dame per ammaestrarle nell’ esercìzio del ventaglio. (N) 12 — * (Marin.) Sperimenti che si fanno della manovra o del cannone * J 0 g ESEREDARE esile per impara*'* °d eseguir bene, quando vi è il bisogno A que moti che rtKpd.vrottrts, Fr. Giord. Pred. lì. Fanno loro grandi esibizioni, ina sorto ■’<*cessarti nell'usare il cannone o manovrate. (A) le opere non corrispondono. 4 3 — * (Mus.) Escrciziì. Pezzi di musica composti sopra un tratto difi- Esicaste. * (Eccl.) L-si-cà-ste. Add. m. V. G. Lai. hcsycbasta.(Dal g r ‘ ficilc per la voce , una maniera di digitare particolare e scabrosa per hesyckia tranquillità.) Aggiunto di persona , che , segregandosi da gli strumenti , che si applica a lutti i gradi della Scala ed a tulle secolo , cerca nel silenzio e nella contemplazione delle cose celesti le posizioni , seguendo diverse modulazioni. Gli Esercìzii differiscono la sua tranquillità. (Vari) «ftzg/zStudii in questo, che gli ultimi non hanno per oggetto cheilge - Esicàsti. * (St Eccl.) E-si-cà-sti. Si chiamantyjcon questo nome alati 11 nere strumentale , e richieggono più forze mentali , mentre i pruni monaci greci contemplativi, i quali col continuo meditare, turberò* 1 ' sono relativi alle voci ed agli strumenti* La faltura degli Studii è anco si lo spirilo , e caddero nel fanatismo ; e che fissando gli occhi slil più regolasi di quella degli Esercizii che sono puramente eiementali,(li) proprio ombellico , e ritenendo il respiro, credevano scorgervi la d ce — * (Icon.) Giovanetto in abito succinto , che guarda un orologio , del Taborre.Furono detti anche MassalieniyEuchiti, Ombilicari(B c1 ' 's'appoggia ad un volume che ha per titolo Enciclopedia , e tiene un Esjcast7ca*\Mus.) E*si-cà-sti*ca. SfiE.G. Lat. hesychastica. (Da hesYoh° s cerchio d’oro nella mano ; presso di lui giacciono armi, slrutneuti quieto, tranquillo. )Sot'ladimelopea, propria pevcidnmrele passioni.fS^) di architettura ec. (Mit) Esiccante , E-sic-càu-te. Add. coni. Che disecca. —, Essiccante, sllU JEseredàius , E-se-re-dà-rc. Alt. Lo stesso che Diredare e Discreditare. E. Cavale. Espos. Cr. (A) Eseredato , E-se-re-dà-to. Add . m. da Esercdare. Lo stesso che Diseredato. E. (A) psEREDAzrowE, E-se-re-da-zió-nc. Sf. Volto dell* cscredare. Lo stesso che Diseredazione. V . De Lue. Isti 2. i 3 . Berg. (Min) EsBitEniTAitE , E-se^re-di-tà-re. [Alt. E. A. ed incerta.'] Privai ’ dell eredità , Diredare. Lat. exhaercdare. Gr.à-'rfox.\r l p:vv. Re iter. Tuli- Perchè 1 ’hanno tutti quanti esereditato. » ( Questo testo, nella sUimpa di Lione i 5 ù 8 in 4 -, fatta fare da Jacopo Corbinelli unitamente all lutea di Ser Brunetto Latini) alla pag. i 3 o legge , non esereditato, ma essereditato ; e la ediz. del Gaipba , Een. 1821, pag. 65 , legge dis- l’edatoj mentre il testo Man ni ha dìreditato: 1 quali due ultimi modi a noi sembrano molto migliori.) (V) Eseresi. (Chir.) E-sc-rè-si. Sf. E. G. Lat. exacresis. (Da ex fuori, cd ereso fut. di ereo io prendo, scaccio.) Nome generico di tutte le operazioni che hanno per issopo di staccare , asportare , togliere , levare dai corpi tulio ciò eh' è superfluo, o nocivo: l'amputazione , V estrazione, t evulsione, l'ablazione cc . (A. O.) psERE^Mi. * (Arche.) E*se-ré-sbmi. Add. ni. pi. E. G. Lat. cxhaeresi- mi dics. (V. csercsi.) Aggiunto de'giorni che i Greci solevano togliere onde eguagliare i mesi lunari coi solari. (Aq) psERGO. * (Arche.) E-sèr-go. Sm. E. G. Lat. exergum. ( Da ex fuori , ed ergon opera : e vai cosa che si fa , quando il sostanziale dell’ope* ra è compiuto, c cosi essa resta quasi fuor dell'opera.) Spazio nella medaglia, sotto il tipo , dove vonesi V iscrizione. (Aq) £serma.*(G eog.) E-sèivui-a. A ut. cit. d'Italia nelSannio, oggi Tsernia.(G) Esernino, * E-ser-nì-no. N. pr. m. Lat , Aeserninus. (Cioè di Eserma , ovvero pertinente ad Eserno-) (B) Ese eno , * E-sèr-no. iV. pr- m. ( Dal gr. exerevnao io scrutino intimamente , che yiene da ex part. talvolta accrescitiva, ed erèvnao io scrutino : Intimo scrutatore.) — Celebre gladiatore. (Mit) psERnosi. * (Mcd.) E-scr-rò-si. Sf. E. G. Lat. cxerrliosis. ( Da ex fuori , e rhevso fut. di rheo io colo.) Scolo che succede per la traspirazione insensibile. (A. 0 .) Psestuare, * E-se-stu-à-re, JS. ass. Gorgogliare , Ribollire. Baruff. Diz . ^ lì. Estua. (N) & M Esetto , * E-sèt-lo. Add. m. E. X» (0 dal lat. execfus tagliato , tolto via* 0 dal lat. exoletus invecchiato , passato e sìmili.) òenec. Prov. 427- Di virilità osella o dubbia ec. JV. Sp . ( 0 ) Esflasi. * (Chir.) E-sflà-si. Sf. E. G. Lat. cxphlasis. (Da ex in , e phlao io rompo.) Sprofondamento del cranio , quando il mezzo del- R osso si abbassa e rientra al di dentro. (Aq) E sfogli àti vo. * (Chir.) E-sfo-glia-ti-vo. Add. m. E. X. Che toglie , rialza a fagliene, a squame ec. Lat. cxfoliativus, desquamatorius. (A.O.) 9 — * Rimedio esfogliativo : Quello cui era attribuita la facoltà d'accelerare V esfioliazione. (A. 0 ) 3 — * Trapano esfogliativo : S' adoperava anticamente per diminuire la spessezza delle porzioni d ’ osso necrotiche , colla mira d'accelerarne la caduta 1 oggi è fuor d'uso. (A. 0 .) Esfogliazione. * (Chir.) E-sfo-glia-zió-ne. Sf. E. Jj. Separazione od Eliminazi ne sotto foggia di lamina per effetto di processo infiammatorio delle parti necrotiche d'un osso , d’un tendine, d' un aponeurosi, o d’una cartilagine ; e.d è sensibile ovvero insensibile.{ A.O.) Esguardare,* E-sguar-dà-re. Alt. E. A. E. e di Sguardare. (É V. antiquato . spago, che vai riguardare, considerare.) Guitt. Leti. 1. 3 . Ed esguardia- IDO pur quale maggiormente credano d’ esti Baroni, troveremo ec. (V) Esi. * (Mit.) È-si , Esen. Dio adorato da' Tirii e che presiedeva alla buona, fortuna ^ (Dall’ ebr. hbesed beneficenza, benevolenza.) (Vati) Esia. * (Geog.) E-si-a. Antico fiume della Galli a , oggi'l' Oise. (G) Esibente, *E-si*hèn-tc./ 3 arf. t// Esibire .Che esibisce. E. di reg.Romani.(N) Esibire, E*si-bì-re. [Au, Profferire, Presentare , Fare offerta ,] Offerire. Lat. otFerre. Gr 2 — [A 7 , pass. Proferirsi, Ollerirsi pronto a checchessia.] Red. Vip. 1. ij. Il suddetto Jacopo yipcrajo si esibì a berne una cucchiajata intera. p —• [E col 4 - caso.] Segn. Pred. 25 . Vassi pertanto a Giacobbe, per la nuova del caso, oltre modo afflitto, e si esibiscono le soddisfazioni maggiori, e che dar si possano a uomini forestieri. 3 — (Lcg.) Presentare le scritture in giudizio, f^at. exhibere. Esibita. '(Leg.) E sì bwa. Sfi Presentazione delle scritture all' attuario , e pagamento della tassa, per ciò stabilita. Fag. Com. Per risparmiare a’clientnli citazioni, copie cd esibite. (A) Esibito , > E-si-bi-to. Add. m . da Esibire. E. di reg- Romani. (ÌV) EsibitoRR, E-'si-bi-tó-re. Eerb.m. rf/Exibire. Che esibisce. Buon.Fier. 5 S 8 . E delle grazie Cb’a tali uomin si danno, esibitQreMi farò cordialecd efficace, a — .Che presenta una lettera. Ar. Leti. ( Elia del Baruff Lemma 1807 , P a $’ 2 7 2 -) ^ a, 'ciprete di S. Agata, presente csibitore, il qua- ìa ho io in loco di patre ..., venira a V 7 . S. per questo eflèlto. (B) Esihitrice, * E‘si-bi-ti'i-ce, Eerfy.fi di Esibire. Che esibisce. E. direg,( 0 ) Esibizione , E'si-hi-sió-ne. [Sfil V esibire . Lai. t objatio. Gr. Lat. cxsiccans. Gr. typodvwv. Red. cons. 1. 49• Primieramente ordini ta la dieta con vitto esiccante ec. , ho fatto continuamente adoperare l’elisir proprietatis , ec. E 116. L’alessìfarmaco sia di tal naturai che non abbia punto punto dell’esiccante. Esiccante cLi 11 » da Essiccativo. Esiccante vale ciò che disecca 5 i^ a Essiccativo o Esiccativo , non registrato dalla Crusca, significa c '^ che ha forza di esiccarc. Suole prendersi per altro dai Classici E$& lC ‘ caute per Essiccativo , ma non e contrario. Essiccare , * E-sic-cà-re. Alt. E, L. e di reg . Lo stesso che Seccare* E. Romani. (N) Esiccativo, * K-sic-ca-tì-vo. Add. m . E• L. e di reg. Lo stesso che Essiccativo. E. Romani . (N) Esiccaz/one , * E-sic-ca-zió-ne. Sfi Lo stesso che Essiccazione. E> ** reg. Romani. (N) . Esichia , * E-si ciii-a, JY. pr. f (Dal gr. hesychia tranquillità.) — Fi" gliuola di Tespio. (ISIit) EsicniE.*(Mit.) E-si-chi -e. Add. e sfi.pl. JSome che in Clazomene si dava d“ e sacerdotesse della dea P(diade , perchè facevano le loro funzioni cofi un profondo $j 7 enziò.(Dal gr .hesfcha quelamcnte, t.ranquillamcntc.)(lVid) Esichio,* E-sì-chi-o. ]S,pr.m. Lat. Ilesychius. (Dal gr. hesychos quieto» ovvero da hesychia tranquillità.) — Il più celebre depliant, lessicografi greci. — Patriarca di Gerusalemme, storico del EÌ. secolo . ( 13 ) (Vati) Esicmom, * (Mit.) E-si-chì-o-di. Sacerdotesse delle Furie , il cui non& sembra che. avesse la stessa origine. (Mit) Esicjo , * E-sì-ci-o. Sm. Detto per la rima . E. e di' Esizio. Satina Egl. 8. 90. E voi, pastor , piangete il tristo esicio. (N) Esìdria. * (Fis.) E-sì-dri-a. Sf. E. G. Lat. exhydria. (Da ex fuori, & hydor acqua.) Uragano o Eento 'impetuoso uscito da una nube cu accompagnato da pioggia dirotta. (Aq) Esiete , * E-si-è-te. JS. pr. m. (Dal gr. esis cupidigia , ed etes amicoj- Amico della cupidigia.) — Trajano, la cui tomba era presso reggia di Priamo. (Mit) . Esigente, E-si-gèn-te. Pari, di Esigere. Che esige. Magal.Letl. Un V i0 esigente un culto più utile a chi glielo rende che a sè. (A) _ . Esigenza , E si*gèn*za. [Sf] V esigere, Bisogno , {Ciò che conviene, Che espediente .]—, Esigen/.ia, sin »Magnl. Leti. Dolore ipocrito , che no* manca mai di comparire a far la sua'Scena in tutte quelle morti che si adattano alle più segrete esigenze dei nostri interessi e delle nosli passioni. E appresso :■ Sagrificare il genio della propria inoderazion e all’esigenze del servizio del Principe. (A) Esigenzia , E-si-gòn-zi-a. [,y /7 E. A. E. e di'] Esigenza. Dani. Co*&‘ ig$. Mettendo e vivificando per ciascuna potenzia deli’anima seco»* do la esigenzia di quella. Esigere, E-sì-ge-re. {Au.] E. L. Richiedere con autorità 0 con fort 1 * una cosa come dovuta. Lat.cxigcre. Gr. dmrpoimiv. ó'a/virt. elise, fi 40. Avuta considerazione ec. all’amor proprio , che con violenza ,rt qualche parte l’esige, non ha ella {l'adulazione ) in alcuni casi cC» quella bruttezza che a prima vista sembrerebbe. 2 _ (Log.) Dicesi propriamente del Riscuotere che si fa per la 1,1 della giustizia. Cron. MorelL A domandare, riscuotere , esigere,cc» 1 ' fessare cc. ogni quantità di danari. . Esigere dìif. da Riscuotere. Esigere include la nozione del dritto c ^ alcuno ha di pretendere, di domandare, di volere ciò che gli appari»*» ♦ Riscuotere esprìme il pagamento eflèttivo ed attuale deprediti. è in forza delle voci lat.Wigo ed escudo. Posta però la grande alhn 1 tra questi vocaboli, nell’uso soglionsi impiegare indistintamente, de Esazione e Riscossione, Esatto e Riscossa si hanno per equivale 11 * Esigibile, E-si-gì-bi-le. Add. com. Che puh esigersi, Che può risoti tersi. Riscuotdnle. (A) De Lue. Berg. ( 0 ) ^ _ ,0 Esigibilità. (Lcg ) E-si-gi-bi-li-tà. Sf Qualità di ciò eh' è esigibile.{fi* De Lue. Berg. ( 0 ) _ pi * c - Esiglio , E-sì-glio. [A/??. Lo stesso che] Esilio. E. Gas. canz. 4 g i ’À l v. tosa istoria a dir quel eh’ io soffersi In cosi lungo esiglio. Tao- Vi Star. 1. 25 o. Galba n’ Eia chiamato dall’esiglio uno avaro e fanl a *. p co al par di lui. » E Din. Cotnp . Ist. Fior. 1. Cominciarono^ tadini a accusare firn l’ altro, e a condannarli, ea metterli in esigi l0 '^ Esiguo, E-sì-gu-o. Add. m. Piccolo, E sdie, Tenue. Lat. exiguus* ^ fAixpós. Magai. Leu. Quando il senso è debole , bisogna che anco*- scienza del sensibile sia esigua. (A) up. Esilarare, E-si-la-rà-re. Alt. E. L. Render ilare , Rallegrare. Lofi c ■ ^ larare. Gr. tvtypa.tv6tv. Sannaz. Avcad. egl. 12. Nè cosa verrà ? che il cor mi esibire.» Go/w. Dant. Purg. 3 o. Quando uomo ! cosi abbuja e oscura nel viso, come quando è lieto si sciap 1 P ,a j |lf p esilara il viso. Salvia. Cas. i 63 . Siccome appresso i Greci all • soria poesia i Satiri furono messi su, i quali colla petulanza de il ff, esilarassero le solennità delle feste, così ec. Castigl. Corleg- 2 ‘ Tutto quello adunque che tnuoye il riso, esilara Taninio e dà piaceri 2 — * E n. pass. Rallegrarsi. Berg. (N) Esilarato , E-si-la-rà to. Add. m. da Esilarare. Bemb. Stor. (A) -gf Esile, E-sì-lc. [ 4 dd. com.} E * L. Tenue, Solide , Minuto i V * ESILE •nvtnf. Di poco valore , Dì poca fama , cc .] Lai. exilis. Gr. \titrvs. ■dniet. p 2 . Le cose a ine ila Cibtle mostrate Veder non pnote natu» Jal ragione, Nè altra industria esil [il mi. ha e stài) che voi abbiate, p ' Are. egl. 12. Basse son queste rime, esili e poyere. «■sile , * È-si-lc. N. pr. f ( Dal gr. exileoo io placo , io rendo propi- z, °. ) — Una delle figlie di Atlante. (Mit) tsn.iARE , E-si-li-à-re. [Alt.] Mandare in esilio , Dar landò, Sbandeg- 8'are. Lai. in exilium agere, depellere. Gr. i%op‘%uv. tdoc. 1. 29. Imma- Bj)'° di lar sì , che le nuove creature da quella abitazione facesse esiliare. rn. Piai. .Strud. Mentrrchò eri esiliato noi abbiavamo tribolazioni. 3 - [iv._ ass .3 Andare e Stare in esilio. Lat. exulare, in exilio esse. Gr. *** T0,JC £Ìv, 7TÈ(puyaLi(rS««. Quid. G 11 quale il dovea scacciare del suo e costringerlo di miserabilmente esiliare. . Esiliare diti- da Deportare e da Esulare. Esiliare è un atto che Vle ' lfc ordinariamente d’ordine dell’autorità ; ma la persona esiliata 1)110 Ricorrere in questa disgrazia senza vergogna. Deportare è anche pfina clic suol darsi a un condannato trasportandolo da un luogo ad lm altro; ma è pena più grande deli' Esilio, e nella opinione e pe’ ^°di anche più umiliante. V. Bandii e. Esulare , siccome quello che Est ° n * ia s *S n - att,, in questo solo dilf. da Esiliare. l, at o , E-si-li-àdo. Add. rn. da Esiliare. Lat. exnl, in exilium mis- sus. Gr. fx.zToa’a.cr'ris , e^Gpio-^tó. ^• i ‘ 4^* 1 • Rimasero in quel ungo CCi s i ccomc esiliati , e nimici del comun di Roma. Buon. Fier . Esi 1 P‘ an g° ' niiei tristi esiliati amori, ì )er rnelaf.J (N) 10 > K-sì-li-o. [Sm.] Scacciamento dalla patria , S bandeggiumento . p ì Esiglio , sin. Lat. exilium. Gr. ì^cpirr/Lcs. Din. Comp. i. <£Sen- ctjziò ec., a quelli che sostencssono lo incarico de* confini, fusse dato al comune, per ristoro del suo esilio, alcuni danari il di ; ma me- ^ l0 al non cavaliere, che al cavaliere. » Dant. Par. iy. 57. E questo ^ e quello strale Che l’arco dell’esilio pria saetta. (N) J [ Gol a. Andare: Andare in esilio == Esulare , Andare esule."] Mcc * *} 0V * i8. 4' }} * Conciofossecosaché egli lui per innocente di ciò , 3 r rene in esilio andato era, 1’ avesse. ~p~ tCu/ v . Cacciare : Cacciare, Mandare o Mettere in esilio cs Esibire. ^ Esigilo-] G. F. 11. 106. 1. E i tiranni che que’ popoli / '^poterono uccidere, cacciarono in esilio. 5 Gol u. Dare; Dare l’esilio = Esiliare. F. Dare l’esilio. (A) Stare : Stare in esilio nr Esser esule. (A) ^V-Cosìfu detto anche da'poeii Esilio il Ai ondo, la Fila, VInferno, vista della patria celeste cui aspiriamo , e delle miserie cui in essi g Um sottoposti.] Dant. Jnf 23. 126. Allor vid’io maravigliar Virgilio p >Vra colui ch’era disteso in croce Tanto vilmente nell’eterno esilio. ^ f'* 0,i -*p.Ed ei non truova in voi Nell’esilio infelice alcun soccorso, sti P er Esule ; l astratto pel concreto. Car. En. 8. 180. Quc- superbamente jj nos t ro cs iii 0 Perseguitando, ne fan guerra ed onta. Esn ni V ) di : perseguitando noi esuli, siccome ha il testo latino .) (M) £ 1ta » E-si-ii tà. Sf. ast. di Esile. Tenuità , Menomezza. /-«/.exilifas. Esi * s ^oV,js. Parten. Imit. poet. 2., Tesaur. Canti, g. Berg. (Min) m . Ere » E-sì me re. lAu.] Esentare , Eccettuare. [ F . Eccettuare.] Lat. * Gr - £ V *P. ■IV. pass. ‘ Esentarsi, Sottrarsi. Lat. se subduccre , immunitatem q^aerere. Pros. Fior» P.4.F.2. pag. 2ffg. I Decurionati ec. erano di „ onorcvolezza , ebe lucro; e questa onorevolezza era congiunta con £ " n mssima briga: onde ognuno volentieri cercava, o per un verso *W r a 'tro, . E-si-mi-o. Add.m. F. L. Eccellente, Singolare. Lat- eximius. 8 **gnis. fi.. iv_ r i -X l ._.. J il. . •’ ESITERIE l°9 Hiip” ^‘pvras , i%0 X 0i. Lab. (jf. Ampiamente delle sue esi- Esi m , ? v "tu meco parlando si distese. ’ * E-si mi zió-ne. Sf. Dichiarazione che dispensa da alcuna P‘ u comunemente Esenzione. De Lue. lierg. (0) Co / u ? E ‘ * (Arche.) E-sim-nè-te. Add. e sm. AV G. Così chiamnvasì l n ■ c,x e veniva eletto per governare la città, e per amministrarvi n;„j '2 , ‘ zla - 1 dittatori romani furono chiamali Esimneli da Dio- Pabbp Scarnasse. — Dovasi il nomedi Esimneti a'presidenti de' Esimo 'ir S. tuoc hh (Dal S 1- - esymnao io regno , comando.) (Mit) di si’ [ Srn.} y. A. F. e di’ Ragguaglio. ( Se non è errore e, 0 ,-«l'a per Estimo , come alcuni sospettano , può Irarsi dal gr. q llt ,,- 0 }° assimilo, io lo a simiglianza. ) Farcii. Ercol. 200. A Eotrein lmo ’ conie dicevano gli antichi, cioè a questo ragguaglio ec., E-i N a . , rocinare tutti gli aflissi, ec. ^ Cq ,,„n. , "B ) E si na , Esilio. Fiume degli Stati Pontificiiche sboc- t’e. i nl ’ . S1 na-m-re. Alt. Anmchihre , Ridurre al niente , Scematilo sé ‘ ^'oanire. Gr. Ìxxwgvv. Cavale. Specoli. Cr. 1. 21. Esina- desiom edcsuno , pigliando forma di servo. E igd. Esinanì sè ine- 5 ’ c P r ese torma di servo. (V) , ®tà si esi?*’ - ^ ni il' ;us !. Cavale. Espos. Simb. 2 . i3. La divina mae- * * An, IOnilte e aVvi 1 ille. ( Mudi antichi, cioè si esinanì, s’avvili.)(V) n - insti- 1 ó enti,rs ‘ 1 Eidursi al niente. Musso. Berg. (0) Seguer. Cri- ‘Ergaloprofondissimo abbassamenlo di lui, che fu *■ ">«' t'sun.1 dal1 ’Alatolo con questo termine vivo di esinanirsi se- Es '»aki t “ f x '. ,mnii ’it, in che consiste? (N) i-'U. exinanto ” a ni ' t0 ‘ y!ctcl ' c!n Esinanire.] Fotato , Annichilito, tf 4 . Ecco ■ l , S h. cons:,ni Pi , 'S. Gr. KarajcEUiiSfls. Segner. Mann. Mcigg. Clc si tiuò *'% nore sotto quell'ostia umiliato a cosi gran segnò, protestare r ,! C P er . vt,ril “ esinanito. » E Crisi. Istr. 3- 4 . 12. Per Icnza ec. si? eS "T l l cci esa " sl ° della sua gloria , la divina eccel- p dani, a e no■■??"' ■ ‘ S " cr - 2lS - La divina sapienza in persona, csi- S V H4s > z >o«?. i *,« 3\ e r a ‘? m f ’« ura di schiavo. (N) V Ei^'^e^naniiim (A a) 6 ' n:> ' 1U ’ ZlÓ ' ne ' S l >oss Aezza, Debolezza. (Mit.) E-si nctc. Soprannome dì Bacco, F. (Mit) Esinno , * E-sin-no. IV. pr. m. ( In gr. esis vai desiderio , irtnos figlio, ed exinos pien di vino. Quindi esimio può tradursi Pien di vino o Figlio del desiderio.) — Cittadino Megarese, primo magistrato annuale della sua patria, abolita che vi fu la dignità reale. (Mit) Esimo. * (Geog.) E-si-no. Lo stesso che Esina. F. (G)\ ^ Esiodo , * E-si-o-do. N. pi-, m. Lui. Hesiodus. ( Dal gr. esios fausto, lieto, ed ode canto: Canto lieto, fausto .)—Poeta greco,di cui s’ignora l’età in cui visse , autore di molti poemi , de’quah tre soli ci pervennero: le Opere ed i Giorni, lo Scudo d’ Ercole e la Teogonia. (B) (Mit) Esione , * E-si-ó-ne. N.pr. f. Lat. Aesion. (Dal gr. esios lausto, lieto.) — Sorella di Priamo. — Figlia di Danao, dalla quale Giove ebbe Orcomeno. (Mit) . Esiokeo , * E-si-o-nè o. IV. pr. m. ( N. patr. di Esione.) — Padre di Dia , ucciso da Issiate. (Mit) Esipo. (Terap.) È-si-po. Sm, F. G. Lai. oesypum. ( Da is pecora, e sepo io corrompo.) Untuosa mucilagine d’ingrato odore, tratta dalla lana della gola e di mezzo le cosce delle pecore, che sì adopera come rimedio esterno. (A) (Aq) Esis. * (Geog.) E-sis. Antica città d’Italia, oggi Jesi. (G) Esistente, E-si-stèn-te. [ Pnrt. di Esistere. Che esiste .] Che è in atto; [ e tal dicesi tulio ciò che può agire e patirei] Lai. existens. Gr.v7ripx.uv. Cr. so. s 2. 2. Molte cose ec.son piuttosto apparenti, che esistenti, a — E per melaf. Bui. Par. 11. 1. Sofismo e argomento apparente, non esistente. (V) Esistenza , E-si-stèn-za. [ Sf. Lo stato presente di ciò che è, ] Li essere, [Il trovarsi] in alto; [in altri termini, Il poter agire , e patire.] Lat. existentia. Gr. iiirapfys. Bocc. Leti. Pin. Boss. 277. Nella mina venne, che al presente veggiamo, che è in nome alcuna cosa , ed in esistenza ninna. Lab. 264. Avendo tu il viso, come gli altri , più diritto all’apparenza, che all’esistenza. » (Esistenzia legge il Perga- mini in questi due esempii.) (N) Esistere , E-si-ste-re. N. ass. Essere in alto, Aver V essere. [F. Essere.] Lnt.existerc. Gr.\nsipx il ’.Hiagal.LellEo. piccola sfera della mia escogitativa non cape concetto maggiore di quel d’ un Ente che esista necessariamente per sè medesimo nell’ eternità .... Essere Iddio è veramente (ale , ed esiste ..... Per intendere come abbia potuto esistere il mondo o si voglia creato in tempo, o si voglia eterno, ec- (A) a—* Parlando di Opere, Libri o simili vale Aversi, Trovarsi. Lai. extare. Mann.lJng.T0sc.Lez4 ■ Se si vuol credere a una copia tenuta fedele di essa inscrizione, la quale oggi non più esiste. Cr.Tav.abbrev.ri.s4i- Un testo a penna di quest’opera, che ora esiste tra’MS. dell’Accademia. Salvin. note a Salv. Rosa sat. 3. Ma non può essere che intendesse del Giudizio , clic ancora non esisteva. E Cas. ij. Orfeo del quale oggi esistono gl’inni ec. (N) Esistimare , E-si-sli-mà-re. iV. ass. F- L. Lo stesso che Slimare. F. Lai. existimare. Sper. Dial. (A) Segr. Fior. Leu. f. 36. Noi esi- stimiamo che vi sia noto la fatica e diligenza che s’ è durata. (N) Esistimazioke , E-si-sti-ma-zió-nc. [Sf. Lo stesso che] Estimazione. F. Salvia, disc. 2. S26. Con pienezza di dottrina, e di vaghezza d’ erudizione, accrescerà sempre più quella esisti inazione che ec. s'è guadagnata. Esistito , E-si-sli to. Add. m. da Esistere. F- di reg, (A) Esitabondo, E-si-ta-bón-do. Add. m. Che esita. Perplesso, Dubbioso. Guarin. Idrop. F. Titubante. (A) Esitamento, E si-ta-mén-to. [Sm.Lo stesso cie]Esitazione. F.Segner. Mann. Dic.3.4- Da un tale esitamento procede il non perseverare nell’orazione. Esitante , E-si-tàn-te. Pari, di Esitare. Che esila.F. Dubbio. Lat. hae- silatis. Gr. ohropt.iv. (A) Grillo. Berg. (0) Esitanti. * (St. Eccl.) E-si-làn-ti. Nome dato verso la fine del F. secolo a quelli tra gli Eulichiani che non sapevano se dovessero accettare o rigettare il Concilio di Ccdcedonia ; che non erano uniti nè a Giovanni di Antiochia fautore di Nestorio , nè a S. Cirillo che lo aveva condannato. (Ber) Esitanza , E-si-tàn-za. Sf. Lo stesso che Esitazione. F. Fallisn. g. 184. Berg. (Min) Esitare , E-si-tà-re. [Alt.] Far esito , Fendere , Alienare. Lat. vendere, alienare. Gr. dxxorp iow. Zibald. Andr. I mercanti possono felicemente esitare le loro mercanzie. 3 - [tV. ass.] Star dubbioso, Dubitare. Lat. baesitare. Gr. airo pw.Segner. Mutm. Giugn. 6. 1. Come dunque in quesli quattro soli arcani esitò, anzi confessossi ignorante? Esitare diti’, da Smaltire, Spacciare , Smerciare. Esitare è Far esito o estrazione dì qualche cosa; ed ha un senso piu esteso. Smaltire c anche Dar le cose per vendita , ma nell’uso si applica più d'ordinario ai generi di consumo. Spacciare è molto afììne ad Esitare e Smallile ; ma include inoltre la idea d’un pronto e speditoesito delle mercanzie. Nell’uso comune si dice anche Smerciare , qualunque sia il genere delle merci, benché il Vocabolario della Crusca non abbia accolta questa voce. Spacciare poi e Spacciarsi nel metaf. vale Vantare, Far credere d' aver de’pregi, Vantarsi di checchessia. Colui spaccia ricchezze , Si spaccia per uom d'alto affare , per dotto ec. Esitato , E-si-tà-to. Add. m. da Esitare. Fenduto , Alienato • Red.lett. 1. 3i. Mi favorisca di dire ad esso sig. Giuseppe, che io ho in mano danari a biscia per suo conto per libri esitati. Esitazione , E-si-ta-zió-ne. [ Sf. V esitare , ] Dubitazione . —, Esita* mento, Esitanza, sin. Lat. dubitatio , haesitatio.Gr. ài rop/a. Segner. Mann. Marz. 7. 6. La sapienza fece che egli senza una minima esitazione la rigetiasse ad uh tratto da sé» Esjteeue. * (Arche.) E-si-tc-ri-e. Add. e sf. F. G. Lat. osìteria. ( Da ejcilon che equivale al lat. exeundwn , e che viene da eximi 10 esco j questo poi é da ex fuori , ed imi io vo. ) Offerte e preghiere per ottener la protezione di qualche Deità , eh'erano fatte da un condottiero d'esercito piima di entrare in campagna » da un viaggiatore avanti di abbandonare la patria, 0 da chi se fisse trovato iti pencolo di morte. (Al) no esito Esito, E-si-to. [A’m.] F. L. Uscito. Lai. cxitus, cgressus. Gr. ^KpG- &a,txis. Red. loti. 1. 247. Se all’ esito di questo catarro , cd alia totale sua estirpazione , il polso torna al suo sesto, si può credere liberamente ec. E appresso : Ma se all’ esito continuato , e finalmente terminato, del catarro, il polso non torna allo stato naturale, bisognerà ec.» Fnlv. Caco. 5 . 3 o. Le reti e gli ami e le intcssute nasse G’hanno facil l’entrar, d’esito casse. (Br) 2 — Fine , Evento. Lat. cxitus. Gr. tìxos. Lib. cur. malati. Difficile cosa éc Io pronosticare 1 ’ esito di questo malore. 7 'ac. Dav. Gemi. 3 j 3 . E quindi agurano l'esito della battaglia, Arnbr. Rem. 4 - 11. Aspettiamo l’esito Di questa cosa. Fir. nov. e. 2o3. Mentre clic Lucia , senza osar di dire o far cosa veruna , attendeva T esito di questa cosa , ec. 3 — Vendita, Spaccio, Alienazione. Lat. distraevo , venditio. Gr. dir’i/x'rr’okYi , 'irpacns. » Cecch. Scrvig. 2. 4 - Io aveva per la via di Pescia esito a queste robe. (V) Esito dilf. da Successo. Questo include d’ordinario la idea di casualità, ed è assai volte un avvenimento procedente da un altro autoriore. Esito che può confondersi con Riuscita o Riuscimento , olire landra della risoluzione di -un avvenimento aspettato. Così diciamo E SOR BJ TANTE coleotteri , e delia famìglia degli scarabei , descrìtti da Olivier ■, * <ìunii si distìnguono per grandi mascelle guernite di sei denti. (M) Esofagea. * (Med.) E-so-fa-gè-a. Sfi F. G. Lat . oesophagea. ( Da phagos esofago.) Specie di atrofia purulenta o di f tisi dell'esofaga-i. Aq) Esofageo. (A nat.) E-so-fà-gè-o. Add. m. Aggiunto che si dà ad uno de' muscoli che servono alla deglutizione , e in generale «/farteli glandule e sìmili appartenenti all * esofago. Foc. Dis. (A) Esofagismo.* (Med.) Eso-fà*gi-smo. Sm. Spasimo dell' esofago. Lai. ocso* pbagismus. (Aq) Esofagite. * (Med.) Eso-fa-gì-te. Sf. Lo stesso che Esofagitide, 7 ^.(A.O.) Esofagitide. (Med.) E-so-fa-gì-ti-de. Sfi F. G. Lat. oesophagitis. h l " fiammazinne dell’ esofago. —, Esofagite, Esofagoflogosi , sin. (Aq) Esofago. (Anat.) E-sò-fa-go. [» 57 /z. F. G.] Gola ; [ e propriamente il c f naie che mette nello stomaco.} Lat. gula.Gr. siVotpjtyos^Dal gr. i.so c * ie si adopera per fut. di phero io porto, e da phago io mangio.) Varem lez. 36 . Stomaco significa propriamente appo i Greci quella parte cn e essi medesimi chiamano ancora esofago , cioè la gola. Red. Oss. Ai ,,l ‘ 5 . Guerniscono la parte interna c bassa dell’esofago in vicinanza del*' lo stomaco. E Ins, 101. Un canaletto cc. fa l'utìzio di esofago, di sto* maco e budella. )’ Esito d'una intrapresa , VE sito della battaglia ec. Inoltre Esito ha Esofagoflogosi. * (Med.) E-so-fa-go-flà-go-si. Sf. F. G. Lat. oesopb* - nm/> 1 cinrn . .- — " 4 gophlogosis. ( Da isophagos esofago , e phlogosis infiammazione.) I* 0 stesso ohe Esofagi! ide. F. (Aq) pure il sign. di Spaccio che non appartiene per nulla a Successo. Esiziale , E-si-zi-à-le. Add . com. F. L . Che. apporta danno , Perni- doso. Lat. exi fiali». Gr. cxiB-pics. Er. Giord. Pred. Vi presento agli Esofagorràgia. * (Chir.) E-so-fa-gor-ra-gì-a. Sfi F. G , Lat. oesopbagor' occhi il sovrumano ed esiziale dolore del buon Giesù nella croce. » rhagia. ( Da isophagos esofago, e rhagoo io rompo. ) Emorrag l(t Sannaz. Rim . pari. 2. Lament. Piangete il grande esizial dolore.(N) dell' esofago. (Aq) part. 2. Lament. Piangete il grande esizial dolore.(N) Esizio, E-sì-zi-O. Sm. F.L.Eccidio, Rovina. —, Esicio, sin.Bern.Pulc.Egl . Nessun di voi dirà, se avrà giudizio, Mentre rinchiuso in questo career fosco, V'ita dirà, ma dispietato esizio. (A) Ar. E gl. Potisi'. 1812, face. 11/j. Ma vietato abbia un gran pubblico esizio. E Castigl. * Cortig. lib. 4 . Da che procede la vita licenziosa , e spesso la mina ed esizio totale della città, e dei regni. (F. fave. n 3 . ediz. Comin . 17 33 .J(P 6 ) Cav. En.lib.io.Grave a Roma portando esizio estragc-(Br) Esizioso, E-si-zi-ó-so. Add. m. Pernicioso, Esiziale. Lat. exitiosus. Gr. Xvypós. Liburn. Selvett. 5 ., Faust. Or. Cìc. 3 . 127. Berg. (Min) Esla. * (Geog.) È ; sla. Fiume della Spagna. (G) Eslikgà. (Geog.) È-slin-ga. Città del Regno di Wirtemherga. (G) Esmoka. * (Geog.) E-smò-na. Lai. Àesmona, Asemona. Antica città dell’Arabia Petrea. (G) Esmcno- * (Mit. Fm.) E-smu-no. Uno de' Cabivii , lottavo figlio di Sydich e di una delle Titani di, che da Sanconiaione viene chiamalo Escnlapio. (In cbr. esc vale fuoco, e monim vicende: Vicende del fuoco. ) (Van) Esna. * (Geog) È-sna .Anl.cìt. della Palestina nella tribù dì Giuda.{Oì) Esnè. * (Geog. ) E snè. Lat. Lalopolis. Città dell' Alto Egitto. (G) Eso. * \ v en r>,\. r-~)i: -1 ..7-_ n esofago. (Aq) Esofagotomia. (Chir-) E-so-fago-to-mì-a. Sfi V. G. Lat. oesophagoto* mia. (Da isophagos esofago, e tome taglio.) Operazione pene 0 ' Iosa e da non farsi che ne' casi disperati, che consiste nel pe ilC ' trare col taglio nella cavità dell esofago per estrania qualche corpo estraneo che visi fosse arrestato; per cui gli alimenti non potessero asso* latamente giungere allo stomaco, e la respirazione si trovasse a sega 0 impedita da esporre ad evidente perìcolo di morte V infermo. ( A) (Aq) Esoftalmia. * (Chir.) E-so-ftul-inì-a. Sf Lo stesso che Esottalmia. ^.(A ( I/ Esognati. * (Zool.) E-so-gnà-ti. Sm. pi. F. G. Lat. exognatha. (Da ex° fuori, e gnalhos mascella. ) Classe decima del sistema entomologie 0 di tabrizio, che comprende tutti i crustacei rnacruri a lunga cod&i caratterizzati secondo lui da mascelle sporgenti dui labbro e coperti di palpi. (Aq) Esole , * E-so-le. N. py\ fi ( Dal gr. exoles perduto , rovinato , desola* to. ) — Una delle Testiudi. (Mit) Esoleto , E-so-lé-to. Add. m. F. G. Che è andato in disuso , Di'* 0 ' salo• Lai. cxoletus. Gr. èefrr,xos, àiiavpu^sts. ( Exitelos, onde exolet 11 * vien dal gr. ex fuori e telos fine j e vale ciò eh’ è già terminato. / Magal.Lctt.V oci che non volete osar voi, per esser vecchie ed esolete.(A/ Ò ‘ " ’ * Da exo Eso. * (Mit.) È-so. Divinità de' Galli , che presedeva alle battaglie.(JsWVf Esometua. * (Chir.) E-sò-mc-tra. Sf. F~. G. Lat. exometra. ( 2 — * (Geog.) Isola dell' Adriatico dipendente dalla Dalmazia. (G) fuori, e metra matrice. ) Caduta della matrice. (Aq) Esoceto. (Zool.) E-so-cè-to. Sm. F. G. Lat. cxocaetus. ( Da ex fuori, Esomidb. * (Arche.) E-sò-mi-de. Sf. F. G. Lat. exoinis. (Da e 2 Esoceto e citos cameretta; perchè gli antichi credevano che questi pesci donuis sero fuori dell’acqua.) Genere di pesci dell' ordine de' malacopiaigi addominali , fra le cui specie ve ne ha una che ha hi membrana delle branche sostenuta da dieci raggi , la testa tutta coperta di scaglie , gli occhi senza membrana mobile , la coda forcuta, il corpo quadrato. Questo pesce si solleva dalle acque in aria , e perciò è dello Pesce volante , exocaetus volifans. E il pabolo delle corifene dorale , e per fuggirle , balza fuori d'acqua , ed allora corrono su di esso diversi uccelli acquatici. Trovasi ne'mari caldi e temperati. Ha due varietà. — , Essoceto, sin. (B) (N) Esoche. * (Ret.) È-so-che. Sfi F. G. Lai. exochc. ( Da execho io sovrasto , io sporgo , che vien da ex fuori , ed ecko io agisco, io posso. ) Lo stesso che Antonomasia. F. (Aq) 2 — *(Chir.) Tumove interno dell' ano , ed è V opposto di Essoche. ( Da es in , e oche buco.) (Aq) Esoccipitale. * (Anat.) Es-oc-ci-pi*tà-le. Add. e sm.Nomedato daGeof- froy-St. Hilaire all'osso occipitale laterale. Lat. exoccipitalis. (A. 0 .) Esocioniti. * (St. Eccb) E-so-ci-cwù-ti. ó'orta di Eretici del F /. secolo , che scacciali dalla città da Teodosio il grande , tenevano i loro conciliaboli in un borgo di Costantinopoli chiamato perchè fuori della sua circonferenza vistava sopra una colonna la statua di Costantino. (Dal gr. ex fuori, e don colonna. ) (Aq) Esocisti. * (Chir.) Eso-cì-sti. Sf. F • G. Lat. exocistis. (Da ex furari , e cystis vessica. ) Rovesciamento della vescica orinaria. — , Esocisti- de , sin. (A- O.) Esocjstide. * (Chir.) E-so-cbsti-de. Sf. Lo stesso che Esocisti. V. (Aq) Esodiamo. (Leti.) E-so-di-à-ri-o. Add . e sm. Colui che -- l'esodio. F. —, Essodiario, sin. (Van) EsoDio.*(Left)E*sò-di-o.AV?L^.G.Z>z£.exodium.Gr. l^obiov.fTiacxodos liscila.) Specie di ridicola confabulazione, intessuta di buffonerie, per esilarare gli animi degli spettatori attristati dada rappresentazione di alcuna tragedia. Così detto , perchè si recitava in fine della tragedia. —, Éssodio , sin. ISardi . Berg. (A) (N) 2 —*(Eccl.) Nd sessanta interpreti significa in genere il fine d' una festa ; ed in particolare V ottavo giorno della festa de' Tabernacoli e delle Tende, che rammentava V uscita del popolo Ebreo dall'Egitto. (Aq) Esodo. (Eccl.) È-sn-do. [Srn. Il secondo ] de' libri della Sacra Scrittura, [ in cui Mosè descrive la storia dell' uscita del popolo ebreo dall E - g/tto.} Lat. exodus. Gr. e£o£os. (Il gr. ex fuori, e hodos via danno exodos in senso di uscita. ) Er. Giord■ Pred. Se non volete crederlo a me, credetelo almeno a’libri dell’Esodo.» Cavale. Frutt. ling. 266. Cosi leggiamo nell Esodo, che Moisè duramente riprese Aron. (V) 2 — * (Leti.) Usato nel sign. di Esodio ; siccome i Latini dissero Exodus 0 Exhodus per Exodium* Cirald. Disc . Berg. (N) Esodone. * (Zool.) E-so-dó-ne. Sm. F. G. Lat . heiodon. (Da hex sei, e odus dente. ) Genere $ insetti della prima sezione dell’ ardili . N _ er fo 01 ' 1 * c homos omero.) Feste antica da operaie da servi con una sola manie 0 che lasciava scoperti gli omeri. (Aq) Suonar. Fas, Fetr. 28■ tutto si uniforma all’esomide , clf era veste corta, che finiva p° c ° sotto le spalle, ed avea una manica sola ec. (N) Esomologesi. (Eccl.) E-so-nro-lo-gè-si. Sf F. G. Lat. exhomologe s,? * ( Da ex .da , hema insieme, e lego io raduno, io dico.) Termine nd dri greci che significa or Confessione , or Penitenza in genere, e . ora Processioni in tempi calamitosi , per placare V ira di 0 ° eti implorarne la misericordia. (A) (Aq) Esoncoma. * (Chir.) E-sòn-co-ma. Sm. F. G. Lat. exoncoma. ( Da & fuori, ed oncos tumore.) Tumore assai grande, e />romme/j/e,(V an ). Esondare, E-son-dà-re. JV. ass. F. L. Riboccare , Traboccare, Gsf dalle sponde. Lai. exundare. Rocc.Com.Dant. Non ricapiendo- in li0h e non essendo a’nostri termini contenti, esondiamo. (A) e Esone , * E-só-ne. JY. pr. m. Lat. Aeson. ( Dal gr. eisos o sia isos , * on eguale. ) — Padre di Giasone e fratello di Pelia . (li) (Mi*) Esoneirosi. * (Med.) E-so-ne-i-rò-si. Sf. F. G. Lai. exoueirosis. (Da* da , e oneiros sogno. ) Involontaria polluzione nel sogno. (Aq') Esonerare, * E-so-nc-rà-rc. Ali. F. L. e dell'uso. Esentare , É sinie ’ da Un aggravio, da una spesa, ed tinche da un ufficio. (O) ,-q E-sonerazione, *E-so-nc-ra-ziò-ne. Sf. Esenzione, Dispensa. F.dell'usod u f Esonfalo. (Chir.) E-sòn-fà-Io. Sm. F. G. Lat. cxomphulus. ( Da e fuori, ed otnphalos ombellico.) Ernia in genere deliomhellico,fir ,n ° \ dalla discesa delle parti solide, racchiuse ne.Ua cavità del ventre X A)v ^' 1 » Esonide , * E-sò-nt-de. JY. pr.m. Lat. Aesonides. ( N. pair. d’ Esone- 1 . — JYome patronìmico di Giasone. (B) (Mit) - rappresentava Esopico , E-sò-pi-co. Add. pr. m. Appartenente ad Esopo , ed alle s favole. Salvia. Disc. (A) . i 0 Esopo, * E-sò-po. N. pr. m. Lat. Àesopus. ( Dal gr. eso fut. di e Jf e io brucio, e da ops volto: Di volto bruciato. ) — Celebre favoleggiatore della Frigia.—Attore tragico romano , rotale v scio. — Cortigiano di Mitridate , e scrittore greco. — Istori£° c ° ■ temporaneo di Anassimene. (B) (Mit) . 2 — * (Geog.) ^nRco/fiime del ponto. — degli Stali Uniti. (MBA „ EsoPOLiDE.*(IVIit.)E so-pò-li-de. Soprannome di Fenerc , la cui s ^ tu Xiii) posta fuori delle mura d’Atene. (Dal gr. exo Inori, e polis città-K 1 Esorabile , Q-so-rh-hìAe.Add.corn.Benigno , Arrendevole. Contrario E? nes >rabile. Lai. exorabilis. Gr. 'n'txpa./cXyros , tónt^cs. Gel!. Ed' Est. Amai!. (B) Cic.Pist. Quint. fi 23 . E se la iracondia è es0,M oS( ;, questa e somma levità , la quale nondimeno è viziosa tra le ree c ed è minor male che quella acerbità o durezza. (N) ,-yjjp) EsobarEjE-so- rb'YC.AtLpngaregranclemente.Patriz.lst.Dial 5 .Berg‘V^ is0 Esorbitante, E-sor-bi-tàn-te. {Part. ^'Esorbitare, e varrebbe ir 1 [ ^ proprio , Che esce . dall’ orbita , cioè dall'ordinaria strada-, solamente persimilit. nel signi ficaio di Eccedente, Maggiore del ff nE’wwoec,— 9 E«upcrante,.TiH,Lai, modum excedeas^iinraQdicus*^’ ESORBITANTEMENTE ,Vi Pf*tTpos, Fir. Disc. an.ao. Il Carpignn, ohe avea già depravato intelletto dalla esorbitante ambizione ec., si parti a rotta. E io6.\3dendo j? 1 P°vero padre cosi esorbitante cosa, cominciò a gridare come un pazzo. orbitantemente, E-sor-hi-tan-te-mén-te. Avv. Con esorbitanza. Lo stesso c uisorbitantcmentc. F.Lat. ìmmodice. Gr. àirwrwj. F. dì reg. (A) orritanza , E-sor-bi-tàn-za. [67.] asl . di Esorbitante. [ Lo stesso che ^orhitanza. A'". ] Lai. excessus. Gr. vTVspfioX-h* C or. lett. 2 . 23o. Non S8ra innovazione ed esorbitanza la loro a far quel clic fanno tuttavia. satt 4 ■ Queste conclusion sì tiran dreto Poscia fesorbitanze a a C ^ 0cc ^ e i Oggi difese senza alcun divieto. (Min) .^aue, E-sor-bi-tà-re. N- ass. ma poco usino. Propriamente Uscir S(vl 0r ^^ a 1 e P cr simii. Eccedere , Trascendere. Lo stesso che Di- > 7 l 'dare. P, Lat. trascendere. Gr. v'xzpìy^uy. Muss. Pred. 1 . 1 Ò 6 , Esm Stcr - Ven ' 7- Berg. (Min) ^cisma. (Eccl.) E-sor-cì-sma. Sm. F. A. F. e di’ Esorcismo. Fit. 1 . • Pad. 2 . 335. Acciocché si compia il tuo desiderio, che ricevi E Sor eSOrci * SDia al battesimo. (V) (Eccl.) E-sor-cì'Smo. [Am.] Atto od Operazian fatta colia Vi- ‘•««to/ie dei nome di Dio 0 d'altre cose sacre , votimi ‘l Ocmonto, o tua J —,Esorcisma,sm./7i£.exorcismus. Gr. i^opunrpós. (Dal. gr. ex di ^ CSso intens., e Wciimoj che vien da horcos giuramento. Quin- . P l, o tradursi scongiuro. ) Maestruzz. 1 . 25. AH’esorcista s’appar- cri « imparare a mente gli esorcismi, e porre le mani sopra gl’ inde- elf»? la ^ C ca ^ ccumen ’* E 1 . 4 2 ' A che fa prò l’esorcismo? ec. Ha otto nel corpo e nell’anima, imperocché iscema I 3 podestà del Dimoino. 1 ? ìie ) Z 2 ’ 2o * E questo è il modo di scongiurare nell* esorcismo , j ,° ^nale la podestà delle dimonia è ischiusa. Com. Inf. 20 . E pcr E* 0 Congiure gli demonii fanno noto agli uomini di quello che ^ divenire in più modi, conV è d’usare d’ esse scongiurazioni , ed JE SOk Clsmi lli Santi e di Dio. ^ ^sta. (Eccl.) E-sor-cì-sta. [ Sm,F-G.]Colui chefa gli esorcismi', ed ilo n ° Ordini ecclesiastici . \_F. Cavatore,5-3.] Lat. esorcista. Gr. 1 ^J ) f' ttTT ^‘f hiestruzz. 1.10. E sono sette (gii ordini) : quattro minori, ben ,° s * Jar *°> Ettore, esorcista e accolito./:. 1 /. 25. A II’ esorcista s’appar- p e ^parare a mente gli esorcismi. E 2.32.11 soddiacono, l’accolito, chi- lc,s ^*> il lettore, osfiario , senza sette, cc. Er. Giard■ Pred. Fu t >mato. un monaco,che era savio c prudente esorcista. »Gozz. Semi. 3 J. * a * c j a -Agli esorcisti le fumanti teste De’fantastici vati. (N) clip .. Ral>.) Esorcisti chiamavansi pure (\ue.' ciarlatani giudei , q '^y^Q&icivnnQ , facendo professione di scacciare gli spiriti itifernalì Eson C |!* ® SC( >ngiuri che attribuivano a Salomone. (Mit) il ( Ecc *0 E-sor-ci-stà-to. Sm. Il terzo Ordine minore , per cui R$or Ci u>ls ti'o ecclesiastico ha la facoltà di cacciare gli spìriti immondifh ) o ^ T,c o. * (Eccl.) E-sor-ci-sti-co. Add. m. Appartenente ad esorcista Esq Rc €s orcismo. Garz. Berg. (0) Baruffi Diz . li. islico. (N) Lai ? ' ARE * (Eccl.) E-sor.ciZ'Zà-re. [Alt. e n. io p °£ n * ^ene c ‘ Je quaggiù si csordia. (B) ùcl! u D r ' St>r ^°' [*$*«.] Principio , Prologo ; [e dicesi specialmente 1 etiZQ e 1(11(1 te ( i un discorso oratorio , diretto a cattar benevo- C ff liCl ^ u ff l' attenzione degli uditori.] Lat. exordium. Gr. tfpo- delf^ /? ’ ^ proemii ec. vagliono tanto, quanto -i pro- a fili e sordd ^° m,ncdic > e T'aoto gl* esordii del poema, imperocché ' Paura ^ a f ! ] ? ^l’ratica [incominciata.] G.F.10. 60. 3 . E nota che, pcr paura ]' 7~- \r,r . 1U, uu. J. uuia cu*-, J^*-1 Vcy a ordii/ ^ usllucc '° > tutto l’esordio e imprese del Bavero, che a< ’" iy ìier n 1 v* n ciò si trovo veramente per V .[Ewrdia ? 0nili e tratta,i -, ^iPìo, Coinii \ Ci ,ium - del puì m genere fem. ed in sign. di Prin- p^Xnus j) ■ ' Cia mcnto ; ma è inusitato.] Dani. Purg. 16. 10. Pure ^ ei ;a;» le loro csordia. c Jpio. .—. asSm e P aSs -] F- L. Cominciare , Dar pria- 9 ' 3 o. ,, | a fe » sin. Lat. exordiri- Gr. rtpo01 {.uccisili. Dani. Par. ' c !! le tutto S ll ^l°rjne effetto dal suo Sire Nell’ esser suo raggiò iu- 0 'ucomfn,f nZa d 1J >tinzion nell’esordire. Bui. Cioè sanza diiìèrenza L’ordito * /, ,ua, 'e. '““"f ^M X 'f^ Add - m - da Esordire. V. di re%. ( 0 ) Eaoi, J%io “c. P T > E s °-'-e-scèn-ja. Sf. V. L. Lo stessa che Esa- È-sor-nà^* exorcscentia « (A. 0.) hnr. borici r f[ l e ' y* A. Adornare, e propriamente è termine ^Or?* 172 • Dem mf 6 A domar con parole. (A) Buonacc. Pr. e Bini I “ATlVo. (B C | S \ V. I o£fì ^giunta T: naAÌ 7?- UM «a r.L.[Cheesoma-,edèpe,- 1 . S^ r;it ' Vo ’ Lai ° de lre S en ari dell'eloquenza , [dello anche] 6til ( . Onde il L,! 1 nal, viis. Gr. éviìunxtSs. Solfiti. Pros. Tose. tdii J >anc g'>icr) , 1 -, i„ Cle , 1 t * ,re - » Slogai Leti. foni. i. ^’ 0lì »A2iI VO ‘ (N) ^ l cl i°detto, che mi viene adesso in genere E-sor-na-zió-ne Tii'/'i ly T n r (-'arri, , L -'•] K. L. Ornamento. Lat. exor- C “ 01 '''«i 0lli , ch e • ' f'. 2 17 - p» n più di quelle ligure , 1 imitando i Greci, chiamavano cosi. 'Avvilo ESOTTALMIA x x t Esortante , * E-sor-làn-te. Pari, di Esortare. Che esorta. V. di reg. (O) Esortare, E-sor-tà-re. [Alt.] Cercare di muovere o d'indurre alcuno con esempli o con ragioni a far quello che tu vorresti. Lat. exortari, hortari, cohortari. Gr. nrporpiifuv. Gas. lett. 16. Non potrò fare che io non ricorra spesso a lei, e che io non la preghi, importuni ed esorti a pregare che S.M. Cristianissima perseveri nella sua gloriosa impresa. 2 — C E n. ass. ] Fr. Giord. Pred. Esortano colle yod , dissuadono colle opere. 3 — Ed in forza di sost. Tue. Dav. Slor. 2 *j 4 ' Slimolavali da ogni banda vergogna , gloria , diverso esortare e aggrandire. Esortativo , E-sor-ta-lì-vo. Add. m. Che esorta , [ 67 te ha ufficio et e - sorlare , Forza di esortare. F. Esortatorio.] Lat. hortatorius. Gr. irporpiTTTDiòs , 'irttpu.ivtviKÓs. But. La sponda destra del carro significa la dottrina della Chiesa esortativa e preuiiativa. Esortato , * E-sor-tà-to. Add » rn. da Esortare. F. di reg. ( 0 ) Esortatore, E-sor-ta-tó re. Ferb. ni. Esortare. Che esorta. Lal.QTt.ov tator. Gr. Texpcavirri?. Pallai>. (A) Esortatorio, E-sor-ta-tò-ri-o. Add. m. Di esortazione , [ Destinato ad esortare, j Lai. hortuioriiis. Gr. 'irjipxiveriKÒs , 'irporpsirTiKOt. Urlar. S . Greg. Colui che rende all’uomo secondo l’ opere sue , non ci sia bisogno di spandere parole esortatorie. Guicc. òtor. 11. Il Papa ec. gli aveva scritto un breve esortatorio a non muovere l’armi. Esortatorio ditti da Esortativo. Questo è potenziale, e vale che ha forza di esortare ; quello é di rapporto finale, cioè destinato ad esortare , o a fine di esortare. Esortatrice , E-sor-ta-trì-ce. Ferb. f. di Esortare. Che esorta. Adim. Pind. Olimp. E per te si raduna La voce esortatrice e consiglierà.!? Accad. Cr. Mess. (A) Esortazioncelca , E-sor-ta-sion-cèl-la. [ Reti, nel Diz. ili A. ^“'i^tis 1 ^ cura assiste la prudenza e la vigilanza oculatissima di due *» medici, avvalorati da una eonsuuutisiiina esperienza. (N) ESPERIENZIA 3 y Cimento, Prova [ che si fa ài alcuna cosa artatamente o a caso.} , <{t ‘ e xperimentum. Gr. ztstpxcrixos. Sagg. nat. esp. 1. Utilissima cosa s anzi necessaria , nell* uso delle naturali esperienze ì* aver esatta no- |zia de mutamenti dcH’aria. E 2. È adunque necessario, si perque- a esperienza ec., si per altre ec., avere strumenti tali, onde pos- 3 assicurar ci eh* e’ ci dicano il vero. y parlando di medaglie , Prova, Copia, Esemplare. Car.Lett. ìned. 9°’ Mandatemene anco voi esperienza del fatto vostro. (Poco innanzi m ’ et } detto , parlando anche di medaglie contraffatte Mandatemene falche (N) M „ f t-ol v. Dare : Dare esperienza :=r Far la pruova , Mostrare colla 5 y * £* are sperìenza. (N) Col a. Fare : Fare esperienza zzz E sperimentare , Provare. V. 6 JJ 1 p es P er * cnza * (A) jT Uo/ v. Prendere : Prendere esperienza z=z Venire a cognizione. occ. ìntvod. Di che gli occhi miei, si come poco avanti c detto, 9 * ra ** altre volte un di cosi fatta esperienza, che essendo ec. (V) jT 1 * Coi v*. Portare .* Portare esperienza. Lo stesso che Prendere espe- ■ e ^ Za * 3 Dani. Lnf. 17. 38. Acciocché tutta piena Esperienza d* esto 8 Mi disse, or va, e vedi la lor mena, q ^ * Eer esperienza. Posto avverò, z=z Per pruova , Ab esperto . (Van) ^ (Icon.) Donna di età matura e d’ aspetto maestoso , tenente nella ver^ mano tl quadro geometrico diviso in gradi e nella sinistra una co r ’ a ’ in dìzìo del comando , che circonda un rotolo sul quale si leg- tr fK \/- e Se n aen ti parole : ftcrum magìstra ; a'suoi piedi ewi una pie- ,, paragone e un vaso dal quale vaporano delle fiamme. (Mit) ^J/^rie/izadiff. da Saggio^ Prova, Tentativo , Cimento , Esperimento. de ?f Jei .' ienzci riguarda propriamenlela verità delle cose, poiché essa deci* c ^ ,e ® 0 11011 rischiara il dubbio e dissipa l’ ignoranza, U ■ - i. -, .1 -• 1:-- .1: «a... ESPERTO > 13 .. , u ,w maggior relazione auc ....... ... ^ 01 ciò eh’è buono o cattivo, distingue il meglio e ci franca dal pe^° ,le Ch’inganno. Si,fanno dell*esperienze per sapere $ de’ saggi )• f Sce gliere, delle prove per conoscere. la proposito di scienze naturali $c 0 s P erietì za ( che allora meglio direbbesi Esperimento ) è diretta a C ' l )rire i segreti della natura. Così diciamo Esperimenti dell'elettri- i - ^ c ‘ Il Saggio e la Prova ne assicurano de* risultamenti delle sp ei . lil0Cl \j delle proprietà delle sostanze fìsiche ec. Si dice anche E- M conoscimento delle cose particolari, acquistato mediante £ * so » d risullamento delle osservazioni di una lunga vita. Tentativo ^ na s pccie di prova accompaguata da sfòrzo. Cimento è anche Prova, che d'esito incerto. Quanto^ ad Esperimento , si aggiunga r v »’ Esperienza gi... — .. - 1 .'O , serve a determinare la volontà , derivando da più fatti confor- £ 11 a ccr tezza di una massima o di una verità. ^ Pi ^kzia, E-spe-rì-èn-zi-a. {Sf. T. A. V . e di'] Esperienza. Dant.Pwg. v . ai ciò ebb’io esperienzia vera. Peti', son. 66. Misera, che doli essere accorta Per lunga esperienzia. .~T hjmento, Pruova. Beni. Ori 2. uf6. Il primo é la ragione,Esem- Lsp* ritro , il terzo esperienzia. c/i 1 KZ1D< : C1A * * E-spe-ri-en-zi-ùc-cia. Sf.dim. di Esperienza. Lo stesso ( lUal tf'P Cllenz »ccia. T. Red. Op. 3. 179. V. S. Potrebbe farvi intorno - cs P er ienziuccia come sarebbe a dire ec. (Pr) Redi , Berg. (N) rip« EKZUCCU ’ E-spe-rien-sùc-cia. Sf. dim . di Esperienza. Piccola espe- \vri^ a ' ’ Esperienziuccia, sin. Red . Leu. (A) Magai lèlt. 2. Si pre- doM t c . on UDa espcrienzuccia da nulla di buttare a terra l’autorità- 8 Uln P a th CN) Pm fi K ‘ n " 1 ' Ale 5 E-spe-ri-men-tà-le. Add. com. D’esperimento , [ Che op- O s etle esperimeìito. —, Sperimentale, sin.} Lat.usu cognitus. Red. cu' a# l* ^« 3 * Sembrerebbe che io fossi in obbligo di rispondere ad al- liii 1 Br;iM Ca P e rimcntali opposizioni. n SL J . Nt 4 lmente , E'Sjic-ri-men-tal-mén-te. Avv. Con esperimento.Lai. etji l 1So j re ipsa. Gr. spirslpus. S. Agost. C. D. Fracido- per vec- 9 y P rovoe esperimentalmente 1 ’altra morte. Par J' NTa - p,k 5 E-spc-ri-men-tà*re. [ÀtL] Conoscer per mezzo dell'uso^ «-* f, li °va , {.Far saggio ^ l are esperimento , Cimentare , Saggiare . c*perir rmcntare 5 Sperimentare , Spermentare , Esperire , sin.] Lai. arte rr^'* ex perimento probare. Gr. Ttupw. Bocc. nov. gg. ò^. La cui to d^yf menuttx aveva. Fir. As. iig. La qual cosa non è tnol- £. rim entat^ ad es P er * me,ltale - ^ e< ^‘ *' volte 1’ho espe- l 'httentato' T ^ IiHO ’ E-; s P e -vi-inen-ta-tls-si-mo. [Add. m.] superi, di ^Espe- intis. Q r ' ~ ’ Sperimentatissimo , sin.} Lai. experimento probatissi- •’ino t ’fupoco-^tis. Red. Vip. 1. 25 . Marco Aurelio Seve- ^ - [\T n |..ì’ a Issuno nella cognizione delle vipere, ed esperimentutissimo. , ’ s P ( -( ii,| Cn .l 1 ( l . 0 Y a t°‘] Vulg. l/es. Collirio di Sabor figliuolo di Girges,- * ““«« alle ferite, ed alle esulcerazioni degli occhi.» Folg. umido ° i°\ Eufo, ' bi( ' ® l '> grande e nobile utilità allo spasmo freddo ,, En| MEK TA ! r C es P er | m entatissimo all’ altre tutte infermità de’ nervi. (A) Es pcriB Cn fani o , ' s P?' r ‘' n ten-tà-to. Add.m.daìi%\i(:riment;ivc. Provato , Vol s VP cri ?? en,:a,:0 )Spermentato,si>».Lm.usu prohatus.GniVe/ficc- è cosa molto esperimerdata e pro- ~~ OisperfL ' p le ah’altre malattie de’ nervi e delli- articoli. ?’ le lla mattini R?d. Ins. Sj. Essendo per avventura venuto Est’w cllirl «*-go franzese aniU mons “ < -‘ ai 'l° Manrel, dotto ed esperimen- . es pe>i/nenin ^ s P e - Ia '™ en ' ta ' tó ' r e. [ Verb. m. di Esperimentarc. } ! 0,cbE primo ex P a r»tur. Gr. Il ut. lnf. P'iino __ '*"*l*. JJUL. J-Uf'. X P - primo se’stato il trovatore di sì fallo tormento, sarai, dico,\ cl k "° .csperimeniatorp. » Magai. Leu. 1. 60. Per esperirne statore si do vanto tVesser buono ec, (N) Vocab. 111. EsperimentaTMcr , * E-spe-ri-men-ta-trì-ce. Veri, f, di Esperimentarc, Che esperimento. V. di reg • ( 0 ) Esperimento , E-spe-ri-mén-to. \Sm. Opera , mediante la quale si esplora con V uso de’sensi se alcuna cosa sia o non sia , se di certo modo o di altro , e se in certi tempi o circostanze od in altri diversi. Prova .—, Sperimento, Spermenlo, sin. V. Esperienza.] Lat . experi- Mentum. Gr. Ip-rrsipix, Pallad. cap. 6. Anzi n‘ abbi esperimento , non è da porre troppa speranza. Tratt. segr. cos. donn.TA acciocché questo sìa manifesto , sia fatto questo esperimento. Moi\ S. Greg. Impren- dessono per esperimento in che maniera essi debbono aver compassioni alle afflizioni altrui. Morg. 25 . 25o. E molti geomanti sempre avea , Esperimenti assai d’idromanzia. Red. Vip. 3f. Per fare esperimento' dì sua virtù. a —’ * Fare esperimento di se = Dar prova della propria virtù, Tarsi conoscere. Vasar. Vii. Avendo fatto di se alcuno esperimento , cominciò ad essere in credito. (A) 3 —■ * (Filos.) Operazione instituita a disegno per ìscoprire con mezzi più o meno dipendenti dalla industria dell'uomo e con l'uso de'sensi alcuna verità nuova. Differisce dalla Osservazione, in quanto chi! I oggetto di questa esiste indipendentemente da sìmile industria. IVolff. (Ne) (N) Esperio , E-spè-rì-o. A dà. m. Occidentale . Lai. hesperius, occtden- talis. Ar. Far. /. 7. Quella che dagli esperii ai lidi coi Avea difesa con sì lunga guerra. Fdic. Rim. pag. 261. {Canz. Alta ec.) E sai dal li- to esperio il lito eoo Quanto spazio disgiunga. (B) 2 —-* (Mit.) Drago esperio: Così fu detto il drago delle Esperidi , fi* ghiiolo di Tifone e di Echidna , chiamato anche Ladòn, che aveva cento teste , non dormiva mai ec. Forma nell emisfero Settentrionale la costellazione del Dragone. (Mit) 3 — * (Geog.) Lat. Hesperius vSinus. Golfo dell ’ Africa sull' Oceano Atlantico , secondo Tolomeo. (G) Esperire , * E-spe-ri-re. Att. V. L, Conoscere per esperienza. Lo stesso che Esperimentarc. V. Lat .• experiri. Fr. Barb. 292. 11. Verratli c- sperendo, Li tuoi maggior seguendo. (V)- Esperitide. * (Geog.) E-spe-rì-ti-de. Sf Ant. contrada dell'Africa. (Mit) ; Espermentare , E-sper-men*tà*re. Att. sinc. di Esperimentarc. V. A. Lo stesso che Spermentare. V.e di Esperimentarc. Baca, g.'ò.n.g. Né s‘ era ancor potuto trovar medico , come molti se ne fossero espcrmcnlati* (così legge il testo del Mannelli ), chedì ciò 1 ’ avesse potuto guerirc. (V)' Espero. (Astr.) È-spe-ro. [A’/w. JSome del pianeta Tenere , e vale] Stella della sera , cioè Venere vespertina ; [ così detta perché apparisce' immediatamente dopo il tramontar del Sole. Lo stesso pianeta al a mattina , peixihè precede anche U sorger del Sole , chiamasi Fosforo c Lucifero. ] Lai. hesperus. Gr. IWspo?. ( li g v. hesperos è dall’ebr. esc fuoco , c qui per tropo stella , e da pera fiore, geme : Germe delie stelle. Così Orazio disse nell’ode XII. lib. 1. inter ignes luna minore $ \ Virgilio nelle georg. lib. 1. luna revert.ent.es cotligil ignes ; e Tullio nel sogno di Scip. §. 3 . ex itlis sempiterna igniùus , quaé sydeva et stellas voccuis. ) Segn. Crisi. ìnslr. 1. 28. 6. Sicché quella che agli occhi di quest’ astrologo ignorante dei Fariseo compariva ima- Venere d’impudicizia, era una stella lucidissima,che qual Espcro (fovea tener dietro al Sole di giustizia fino a! suo occaso nel Calvario. Esprro. * ÌV. pr. m. Lai. Hesperus. (V.Espero, sin .)—Figliuolo di Gia- peto , fratello maggiore di Atlante , padre delle Esperidi. —* Uno de' figliuoli di Atlante.-*- Ricco Mile sio , che andò a stabilirsi nella Caria. (B) (Mit) . * Espertamente, E-sper-ta*mén-te. Avv. Con esperienza , Maestrevolmente. Lai. perite. Òr. i^-vàpus. S. Agost. C. D. Questi atti li Uomauì tanto più espertamente esercitavano, quanto meno si davano aliidiiet ti. » Pallad. 6. Diverse generazioni e tutte dogai frutti, vitine di semi è buono, ma tuttavia le ometti ( comniiue ) alle tue terre espertamente. (Pr) Espertissimamente , E-sper-fis-si-ma-méu-te. {Avv.] superi, dì Espertamcn*» te. Lat. peritissime. Gr. ifnrsipórcx.ra.. Fr. Giord. Pred. R. Uomo il quale espertissimamentc maneggiava gli altari domestici. Espeanssisfo, E-sper-lìs-si-mo. {Add. m.} superi.- di Esperto: Lat. ex- pertissimusTqjcritissimus. Gr. i[x.X'aiporxTQS. Bocc. nov. E nelle cose belliche, così marine, come di terra , espertissimo e ferodi divenne. Sannaz. Are. pros. /). Come che molti vi fossero ed in-edere' ed in sampogne espertissimi. Red. Esp. nat. Vincenzio Sandrini , unodegli espertissimi operatori della spezieria dei serenissimo Granduca. Esperto , E-spèr to. Add. m. Che ha esperienza . Esperimenlato , Pratico , Lat. peritus , experiens , expertus; Gr. Lab.- 255 . Co- meché molti potessero al mio dire vera testimonianza rendere , sicco* pie esperti; Dani. Purg. 1. i32. Che mai non vide navicar sue a* eque Uom che di- ritornar sia poscia esperto. E Par. 25. 65-, Come discente eh* a dottor seconda , Pronto e libentc in quel eh’ egli è esperto. >* Pist. S. Gir. ^ 25 . Sono esperti delle battaglie’ corporali’ e spiritualì. (V) 2 — provato. Lat. usa cognitus, probatus. Petr. son. 213. Or tel dicó' per cosa esperta e vera. >r E Ar. Fur. fò. 65 *. Che di quanti avea' esperti uomo non trova,Che bea nel vaso,c il pcllo non s’iinmòlli;(pe)> E 8. 11- Fece l’effetto mille volte esperto II lume, ove a ferir neeìi occhi venne. (Br) 3 — Col v. Avere, per Esperimentare , Conoscere per esperienza. Ar.- Far. 18. 168. Unquanco non avea fortuna esperta. (M) 2 — Provare , Mostrare , Confermare. Ar. Far. i5 : 58. Se per valor, credo oggi avere esperto, Ch’csscve amato per valore io merlo(jVT)' 3 — * Adoperare , Tentare. Ar. Fuv. i3 27. Poi- eh’ ogni priego^ ogni lusinga esperta Ebbe e minacce , e non potean giovarli, Si ridusse alla forza. (Br) v 4 Col v. Essere, in senso di Esperimentare,' Conoscere per esperienza, Tass. Ger. ig. i3v. Sia da qnegL empii il valor nostro esperto Nella più aperta luce. (M) _ r 1 ! 4 ESPETIBILE 5 — ' Nota costrutto latino. Pallad. Feb. 3 s. Secondo eh’ io sono e- aperto , ne’ luoghi caldi advengon più fruttifere ( le carrube. ) ( Il tal. ha : ut ego expertus sum.) (Br) 6 —* in forza di avv. Per esperienza , Per pruova ; più comunemente Ab esperto. F. Bocc. Pisi. Pr. SS. Aposl. A lui ninna sollecitudine e o benignità de 1 miseri che il servono; ed esperto favello. (A) Espetieile , Espo-li-bi-le. Add. coni. Desiderabile, o Avidamente deside- iabile. Lor. Med. Com. 1 »5. Credo che agli uomini basti, e sia cspctiliile le laudi degli alti e gallili ingegni, c curinsi poco degli altri. (A) (B) Espettarte , E-spet-tàn-te. [ Pari, di Espcllare.] F. L. Che aspetta. Lo stesso che Aspettante. F. Lai. expectans. (ir. rrpo'rhzx.iV. Amet. ~2. Le poste mense, nulla altro capottanti, si riempierono d’uomini e di donne. Espettare , E-spet tà-re. All. F. Li. Lo stesso ohe Aspettare. F. (A) Pecoi-. g. 25. n. 2. S’egli avesse alquanto espettato e atteso a ridurre in luogo le sue lòrze, egli aveva vittoria. (P) Sannaz. Arcad. pr. si. A vera da me quel dono che dalle mie facultà si puote capottare. H Leu. 11. Se alle soavissime lettere di V. S. rispondo più tardo che quella cspcttava , la prego ec. (Ts) Espkttativa , E-spet-ta-ti-va. [A/ì) Speranza. Lo stesso che Aspettativa. F- Lai. expcctactio, sjkjs. tir. Er. Oiord. Preri. R. Vivono in assicurata espcttativa del premio derno. E appresso : Lo teneva con adulatrici lusinghe nella più clic certa espetlativa di quanto gli avea voluto promettere, 2 — (licci.) Espcttaliva dicesi da ’ Canonisti la speranza fondata sopra la promessa di ottemve un dato benefìcio allorché sarò vacante. (A) Espettato, * K-spet tà-to. Add. ni. da Espettare. E. Lo stesso che Aspetr tato. È. (N) Espettazioise , E-spel-ta-zió-ne. {Sf.} V aspettare. Lo stare a speranza. ILo stesso che Aspettativa. F.] Lai. expectatio. Gr. irpocboxta.. Esp. Salm. Non c altro, se non certa espettazione della vita beata. Covale. Frutl. Ling. Perocché non v’ è espettazione del ben promesso. Morg. 26. liti. E la sua vita per modo dipigne , Che il p< poi n’ebbe un tempo espettazione. Red. Fip. 1. 44 - Lorenzo Bellini , giovane dotto c dì grandissima espettazione. Espkttobarte. (Med.) E-spct-lo-ràn-tc. (Add. com. ] Aggiunto di rimedio che giova alto spurgo del petto ; [ c nel pi. si usa nnthe in forza di sm.] Lai. expeetorans , auocatharticum. Gr. ùia.xa.'SxpTixéi. Lied. cons. 1. 86. Nell’ asme adunque sarà utile lo usare gli espettoranti. E 2. i 3 y. Concorro ec. clic ec. possa francamente guarire dal male ec. , se si proseguirà una buona regola di vivere ec, con biodi o sirop] i semplici, piacevoli cd espettoranti. E 140. Con l'uso de’ brodi o siroppi umettanti, espettoranti. Espettorare. (Med.) E-spct-ìo-rà-re. Atl. Mandar fuori, spurgandosi, i tallivi umori che si adunano nella trachea. Lai. expeelorare. Gr. arctirocrr^i^tiv. F. Espettorazione. (A) Espettorativo. * (Med.) E-spct-to-ra-ti-vo, Add. m. Che ha forza di espettorare. F. di reg. Romani. (N) Espettorato , * E-spet-to-rà-to. Add. m. da Espettorare. F. di reg. Romani. (N) Espetturaziohe. (Med.) E-spct to-ra-zió-ne. Sf. Spurgo del petto, Azione evita quale si recano dal polmone in bocca le materie mucose ed altre che si accumulano atta supetfeie dei bronchi. — , Bcgma, sin. F. Auacatarsi. fai. expectoratio. (A) (A. O.) Espia. * (Grog.) È-spi-a. Catena di montagne del Brasile, (fi) Espiabile , E-spi-à-bi-le. Add. com. ; contrario d' Inespiabile. Che può espiarsi. Faust. Filipp. 16. Berg. (Min) Espiatale , E-spia-uà-re. Alt. F. A. e L. Dichiarare, Spiegare. Lai. explanare. Onici. S. Greg. 2. li 3 . Perchè io parlo al volgo m’c necessario espianarc eziandio esse parole del santo Evangelio. (A) (Pr) Espianatoee. E-spia-na-tó-rc. (Veri. m. di Espianarc.) F.L. ed A.Spie- gatore , Che dichiara. Lai. explanator, declarator. Gr. a^mttriis. ' Bui. pr. Sopra le quali parole dice lo suo espìanatore frale Nicolao. Espiare, E-spi-à-rc. LAil.) Purgare ’, e non si direbbe che di [ ogni colpa, ma principalmente di] quella macchia che induce nell’anima il peccato. Lut. expiare. Gr. à-yiivue. Sannaz. Are. pros. 3 . Indi di paglia accesi grandissimi fochi , sovra a quelli cominciammo tutti per ordine destrissimaineute a saltare , per espiare le colpe commesse ne’ tempi passati. » — Esplorare, Informarsi , Cercar notizie. F.A.ed equivoca. Fil.Bari. 44. Se tu bai podesterìa o vicareria che tu vogli veuderc, espia per la terra quello che ella vale per diritta ragione. s> Sen. Pisi. c. 4118. I più scelti manda , i quali iti agnati di notte i nemici assaliscano , c gli espiino l’andata. Fr. Giord. fi. Il quale (Erode) espiandolo (ni- formandosi del tradimento de’ suoi figliuoli), li mise in prigione. (V) 3' — iV. pass, nel primo sign. Purgarsi. Salviti. Diog. Vedcudo alcuno che si espiava o purgava eolio spruzzarsi dell'acqua ec. , gli disse: o disgraziato, ic. (A) Espiato, E-spi-à-to. Add. (m. da Espiare.) Purgato. Lai. expiatus. Gr. iynviìiU. Fr. Jac. T. 6. 25. 4 - Ln cibo espiato, E d’òr gii sia dato Senza alcuna diinura. Espiatore, E-spi-a-tó re. Ferì. m. di Espiare. Che espia.F. di reg.(A) 2 — * (MiI.) Dovasi in generale questo nome a luUi gli Dei, ma specialmente a Giove cd a Plutone, perchè credevasi eh’ eglino espiassero gli uomini da’ delitti che avevano commesso. (Mit) Espiatorio, E spi-a-tò-ri-o. Add. m. Attinente ad espiazione ; ed è specialmente aggiunto del principale sugrifizjo della legge anlica.Segn. Crisi, insto. i. 3 i. 3 . Fra tanti suoi sagrifizii (la legge antica) o pro- tcstatorii , 0 pacifici , o espiatorii, non aveva nè un bagno per purificare il cuore dalle macchie de’ pensieri, né un sacrifizio per purgare la colila. (A) (B) Espiatrice , E-pi-a-trì-ce. Ferb. fi di Espiare. Segn. Incr. 2. 1 7. 5 . Motto in fine qual vittima espiatrice di tutte le iniquità su lui caricate , quasi a lui proprie. (A) (B) Espiaziore , K-spi-a-tifl-ne. [Sf ) L'espiare. [Purgazione della macchia ESPLICARE che induce il peccato. ] Lat. expiatio. Gr. xa^apurp.ós. Fr. Giord. Pred. Molte volte si cerca 1’ espiazione de’ peccati più per una forza- ta apparenza , che ec. 2 — Presso gli Ebrei significa purificazione ; travi una Espiazione generale per tutta la nazione, e delle Espiazioni particolari. Laprima chiamavasi propriamente la Festa delle espiazioni, e si adoperava , fra le akre cerimonie , il Capro emissario. F. L'Espiazioni particolari pei peccati d’ignoranza , gli omicida involontarii , le i»‘P u ’. rità legali ec- si facevano per mezzo di sacrifizii , di abluzioni , & aspersioni ec. (A) (Ber) 3 — Presso i Greci e i Romani era una cerimonia religiosa con cui pretendermi purificare i colpevoli, non che i luoghi profanali , e placare l'ira del cielo manifestata con prodigii. (A) (Mit) 4 — \_Dtcesi anche per simitil. di alcune cerimonie religiose degl’idolatri de' nostri giorni. ] Scià. Star. Ind. 6. z3g. Quando varano I* navi ec. , hanno per costume di benedirle con alcune preci e espiazioni- Espilare, E-spi-là-rc. (Atl.) F. L. Rubar con inganno : [ed in questo senso i legisti dicono Espilare 1' eredità.) Lat. expilarc.[Gr. -rc-pièvt.àtA Espilato , * E-spi-là-to. Add. m. da Espilare. F. (O) Espilatore , E-spi-la-tó-re. Ferb. iti. di Espilare. Che espila (A) Bob „ la S‘- Berg. (0) Espi latrile , * E-spi-la-tri.ce. Ferb. fi di Espilare. F. di reg. (0) Espilaziore , E-spi-la-zió-uc. [ A/t] F.L. L’espilare. Lat. txpilatio.[ (i ! ‘ iripieii\r : eis.] Segr. Fior. Pr. cap.26. E ponga tiue ec. alle espilazioni c taglie del reame e di Toscana. 1 2 — * (Lcg.) Propriamente dicesi quel furto che si fa da chi sotutte alcuna cosa appartenente ad un eredità prima che l’erede sia riconosciuto ; o ne abbia ottenuta V amministrazione. (Aq) Espiro. * (Geog.) E-spì-no. Fiume et America nella piovali Frnezueld.fi) Espirare , E-spi-rà-re. LN. ass. F. L. e A.] Esalare, [ Spirare, .*1 ondar fuori l'aria.] Lat. expirare, exbalare. Gr. àvaShipA^cir. Cr- 2 : 16. 5. Se userà distemperato calore per lungo tempo, espirerà fu 0 ' 1 10 suo umido, e distruggernssi, e diverrà magro il corpo. 2 — * Mandar fuori 1’ultimo fiilo, Morire, Spirare. O/nel. S. Greg- 2. 2 38. Subito espirò, e cosi quella santa anima fu sciolta dalla corruzione della carne. (Pr) Espirare diti, da Spirare , Esalare, Evaporai-e , Svaporare. Esp‘‘ rare propriamente significa Mandar fuori il fiato, l'aria; ed è contrario ad Inspirare , clic denota l'azione del polmone che a se tra* 1’ aria esterna. Spirare è anche usato in senso d’ Espirare, ina si piega meglio al (rasiate, e, riferendosi al vento, significa Soffiar leggermente- Esalare dicesi dcll’Uscir che fanno fuori de’corpi le particelle lei |U ’’ solfili cc. Evaporare dice lo stesso quanto al moto esterno di siiiot ,e particelle. Esalare però è più generale, e si riferisce ad ogni sorta di efiluvii ; Evaporare si riferisce a quelle sole emanazioni che dicoi” 1 Faporose. Svaporare è lo stesso che Evaporarvi ma questo è tenni ne scientifico, Svaporare è più frequente nella lingua comune, cd I’ 3 senso badato.,SVaporu ilsoverchio calore della gioventù,dello sde"t‘O eC ' Espirato , * E-spi-rà-to. Add. m. da Espirare. F. di reg. (0) EspinAToRE, * E-spi-ra-tó-re. Ferb. m. di Espirare. Lai. exoirationi i* 1 " strviens. (Ila ex fuori, c spirare soffiare.) Si chiamano Muscoli esp 1 " l atori quelli che contraendosi restringono le pareti del petto, e cosi espellono I' aria contenuta ne' polmoni. (Aq) (A. 0.) Espiraziohe, E-spi-ra-zió-ne. [A/l] L'espirare-, [e propriamente l'atto ch‘ ha per iscopo di cacciar fuori dal polmone l’aria che vi si è iute 0 ' dotta nel tempo dell' inspirazione. Lat. cxpiralio. Gr. iWsstaris.)!'"’ S'ist. 434. Sottoposti a quelle perturbazioni d’ aria , che cotifond 0 " 0 quella primaria espirazione. Esplanaria. (Zool.) E-spla-nà-ri-a. Sfi Nome di un genere di animty dell'ordine degli A Liuti formi soprabitanti-. Polipaio pietroso stabf mente attaccato , disteso in fòglie sublobate , ondate o convolute i una delle superficie con stelle alquanto culminanti, ma basse , p 0l '°, distinte. ( Dal lat. explano io spiano, io spiego ; e ciò per essere ** polipajo spianato 0 spiegato in foghe. ) Renier. (Min) Esplaraziore , E-spla-na-zió-ne. Sf. Spianazio/ie , Dichiarazione. col. Poet. Aris. 222. Berg. (Min) Espletivo. (Grani.) E-spIc ti-vo. Add. m. Agg. di certe parole che a' 1 ’ dnperano nel discorso , senza che sieno necessarie al significalo. gal. Leu. 11. Che poi col tempo diventano particelle, quando enfo 11 ' che e quando espletive. (A) (N) Esplicabile, E-spìi-cà-bi-Ie. Add. com. Da esplicarsi. Lat. explica' , i 1 . l , S .' Gr. tiiQpxeros. Fr. Giord. Pred. Non è con voce umana esplica'’ 1 ' 1, 11 dolore che continuamente ebbe de’ suoi misfatti questa peccati^ > divenuta penitente. 1 Esplicaste , E-spli-càn te. Pari, di Esplicare. Che esplica. Lo s- eS0 che Spiegante. F. Lai. explicans. Gr. >h*Sl ° ne 9 Scoppiare , e fig. talvolta in signifi att. Fulminare , e Di- . Cocch. Disc. a r nfK I ue . ( ^ ata * contini della cognizione umana , e aggiugne nuovi »ai ,ner di sensibili e certi per esplodere qualche inveterato c univer- •‘^«amento , E-splo-ra-nión-lo. Sm. l,o stesso che Esplorazione. V. Eis (i> ' Dal. Ap. Pred. 97. Berg. (Min) °bantb , E-spIo-ràn-te. Pari, di Esplorare. Che esplora. Lat. ex- l^orans. Gr. xix.Ta.vxcTrwv, Salvia. Ina. Orf. (A) Salvili. Inn. Om, if, Marte c l* Argicida Buono esplorante trescano , ed Apollo Fe- Esp ,0r ° cc * era nc suona. (N) q ^? Arb > E-spIo-rà-re. [Alt .J F. L. Spiare , [Andare investigandogli Lnt UnCntl,> 1 se " ret ì altrui, le opere della natura , od altra cosa sì fatta.] | e ” ' Q ^P^° rart ~''[Gi\xxracrxovt'tv.]Amet.y6. Con sollecita mano esplorando 07,1 ose tenebre, i luoghi del fuoco cercai. Guicc. Sior. 11. Veramente ^andava per esplorare gli animi dei cittadini. p Orato , E-snln.rà-t/v jS/1/Ì m sin c. tSs *LOR, 9 E-splo-rà-to. Add. m. da Esplorare. Sega. Star. (A) loro differenziali ce. Così pure Equazione esponenziale è quella in cui entrano delle quantità esponenziali 5 e Curva esponenziale è quella la cui natura c espressa da un' equazione esponenziale. (A) (N) Esponere , E-spó-ne-re. Alt. anom. y. L. y. e di' Esporre. Lai. expo- nere. Gr. enr/S-sìv. ■» Cavale. Espos. Simb. 1. 1. Prendo dunque ad esponcre il Simbolo della Fede. E 112 . Resta ora di procedere ad esponerc la seconda parola. (V) Esponibile , E-spo-ni-bi-lc. Add. com. Che pub esporsi. Garz. Piazz. 281. Berg. (Min) Esporre, K-spòr-re. [Att. ano mi] Dichiarare, Interpretare, Manifesta* re il sentimento delle scritture o delle parole. — , Esponere, sin. Lat • exponere, cxplicare , interpretari. Gr. itrjyùcSsti. Cavalc.Frutt.ling. E così san Gregorio esponendo quel salmo, ec. S. Gio. Grisost. E non vedendoci disposti a osservare li comandamenti di Dio, rsponia- • moli a nostro modo. Alor. S. Greg. 1. 9. Gl’intelletti deboli domali'’ davano che le forti sentenze della Scrittura fossero loro tritate per e* sposizione . e non trovarono chi le esponesse loro. 2 ~ Metter fuori [all’aria aperta o alla vista ec.] Lat. cxponcre. Gr. tKT&i'you. Sagg. nat. esp. if. Potremo ancora, con esporre all’aria questo strumento quando traggono venti , venire in cognizione quali di essi sieno più pregni d’ umido. 3 — [alla vendita \ e $' intende non solo di quelle cose che si mettati fuori alla vista del pubblico per invitare ì compratori , ma ancora di quelle di cui si dà notizia per via di cartelli a s ioti di tromba o altrimenti.^ Red. tns. i^q. I quali (fegati) però, avanti che da'macellai siano esposti alla vendita , son molto ben ripuliti. 4 — alle fiere o simili alcuno = Abbandonarlo in preda alle fiere ec. Lat. hestiis objif'erc. Red. Fi\>. i. 33 . Avcvan per costume di far prova della pudicizia delle loro mogli con esporre i tencrelli figliuoli in mezzo de’ più fieri serpenti. a — * Ed usato anche assolutaci. Ar. Fur. 20. 12. Sono altri e« sposti , altri tenuti occulti Da le lor madri. (Br) 5 — altrui o se stesso o la vita * = Cimentare , Mettere in pericolo. (A) Tass. Ger. 1. 22. Nè la vita esponemmo al mire infido Ed ai perigli di lontana guerra, Per acquistar di breve suono mi grido. (N) 6 — FUor.i=PmTonVe. 7 ’uss. Ger. 12. 2$. Ingravida frattanto, *d espon fuori (E tu fosti colei) candida figlia. (B) 7 — il santissimo, una RELiquiA * = Collocarli in luogo visibile dove siano esposti alla venerazione de* Fedeli. (A) 8 — l’ ambasciata , o Esporre semplicemente = Dire ciò che si ha in commessione. Lat. legatfonem cxponcre. Fir. As. 26if. E discorrendo per le bocche di tutti i popoli, così esponeva la imbasciata della sorella. Cas. leu. 7. Mando il signor Aunihale Rincollai , mio gentiluomo , alla Maestà del Re Cristianissimo , j>erchò esponga a Sua Maestà alcune cose. E <<. E a me non rimane altro da dire più di quello che esso Monsignore dì Lansac I' esj>orrà. 9 *— un fanciullo. * Ammette diversi i significati secondo 1 tempi e le persone di cui si parla. Presso gli antichi Pagani era metterlo in luogo deserto e lontano , ed ivi abbandonarlo \ presso i è metterbi fuori in luogo pubblico , a effetto che V alimi somministri gli alimenti. (A) 10 — [iV. pass .] Esporsi a checchessia ss Sottoporsi , Mettersi in 01- mento , Costituirsi , Offerirsi a checchessia. Lat. scie objicerc. Gr. «xvròz, ìTipfrrmv. Ftr. As. 227. Non altrimenti che se morto fusse, si espose e ricevere tutti gli oltraggi del mondo. E Disc. ati. 8j. A- mico , pazza cosa è non istimarc ciascuno secondo il poter suoj e più pazza esporsi a manifesto pericolo. Tue. Dav. Stor. 2. 281. Si es(»o* se, non da pratico, all’ira de’ soldati scandalosi c fuggiti. 11 — * Detto assolutamente vale Mettere in pericolo. Fcgez. 7. Nel moderni carità gli ^oratore, E-splo-ra-tò-rc. [yerb. m. di Esplorare] Che esplora. • a ^. explorator. [Gr. ckottoV] Acifr. Fior. Mandr. /j- <7.Vuolsi inandrn'« l !>nnnzi un esploratore. Buon. Fier t ff. 2. 7. Sì ch'io rtff fei talvolta a Spetto altrui (e n?e ne accorsi poi) D’un qualche esploratore. "y (Miiit) Soldato a piede od o cavallo , mandato a branchi , o .ff spicciolata , ad esplorare le mosse dell' inimico , a tribolarlo , a falcarlo or qua or là , pronto a ritirarsi dietro il corpo che lo Espi* S ^ ìe ^ lt0 » n rientrare nelle sue righe. (Gr) ^ A TR 1CEi E- 3 |)lo-ra- tri-ce. [yerb. f. di Esplorare.] Lat. exploratrix. tri ’ °’?: 07rc ^a. Fr. Giord. Pred . R. Andò nel paese occulta esplorate P , tutto. Buon. Fiei\ 3 . 11. La Luna , de’ misfatti della not* Es| Esploratrice esperta. * tr^ KZl0 ^i E-splo-ra-zió-ne. [Sfi] V esplorare. Lai. exploratus. Gr. dilì* * 5 Fr. Giord. Pred . 72 . Facendo per quel paese una a esplorazione. m , (Med.) Esame attento e minuto che si fa dello stato d'unam- 3 conoscere la natura e V ìndole della sua malattia. (A.O.) to Operazione , colla quale il dito del chirurgo , introdot - f uf (L VQ §* na j ricerca e disamina quest ' organo , od il collo deh OH eì ° ’ on ^ e riconoscere le alterazioni di forma o di tessuto che nel l* l ì c °l sahtitro nell infiammarsi , e da altri chimici sre tessute. (A) . # r n Tì iunoUo di X>rJlJ> l \ Cocck - Dite. L’immenso vantaggio ci»e all’arie militare ha Esposjtìssimo, E-spo-si-lis-si-mo. Add.m.super . 1 P dizionario E,lròt v °. 1 ; ,so di quella polvere , di polenLi™ esplosione. ( 4 ) Èsposito cAe t/o v r e bh. ette^/t ancore , ma che nessun fonarlo >^‘ s ) E-splo-si-vo. Add. m. Chiamasi Distanza esplosiva il ha registrato. Bemb. Leu. (A) ,r n :? lnr "‘trailo che - ....'- ' ' " " yova)'*» » f altro combattere delie battaglie i pochi bene usati più sono acconci a vittoria ; c la rozza e non savia moltitudine sempre è esposta alla battaglia. (Fr) Esportare, E-spor-tà-re. Att. Portar fuori da un luogo checchessia, e spezialmente fuori dello Stato i prodotti delta natura o dell arte- Neologismo del comaiercio e dell'ufo. F.e di' A sportare,Estrarre.(A)(N) 2 In signific. più ristretto dicesi del Trafugare e portar fuori d' u- na casa le cose assegnate per t uso degli abitanti • Regolamento dello Spedale di S. M. Nov. Esportare lenzuola, o altre cose consegnata per servizio dell’ospedale. (A) Esportazione , E spor-ta-zió-nc. Sfi iVeo/o"/.5mo del commercio e del 'orsi tr n due comi )' ». ,l ff ÌP azw qualunque non eonduttorepuò Espositivo , E-spo-si-tì-vo. Addi m. Che ha virtù d'esporre. Lat. expo- ai '/*° f ev »iu d'una cVin#;// * qua i sottrae il fluido elettrico dal- nens. Gr. i^ryyiP’OtTiKoe. fìat. Ed è que>to espositivo di quel dinanzi* E SPOìl ^ di questa distani.n *a lI ^ f lllsa c ^ e essa non succeda che 2 — * (Lett) Detto dì uno de'generi di dire usato da' retori. Salviti. Cas. iff6. La satira per lo più diplomatila, o espositiva ; talora mista dell’uno e dell’altro genere. (N) SPOUzm : questa distanza. (A.O.) boìcnt KE ’ E - s Podi*zìó-ne. 8 fi Foce che propriamente significa Pu - sia.,,-fi 9 bit ima perfezione ; ma non si usa fuorché da' rettoria' in tif ra ' ; ^° di Ripuliniento, che dagli Espositore, E-spo-si-tó re. Ferb. ni. [ior nrn^ ,nd,Cans -. Gr ' * XT ‘S‘-‘s. Viv- Dip. Geom. ìq 3 . Ha sempre * (Man «P rZ li’ nc ,’ c ^e ’l numero esponente la proposi a mnltiplicilà. Espositrice, E.-spo-si-iri-ce. i reco. j. ai nsporre. i ^ nl - <[ u,e r ultra ni quantità che esprime la potenza alla quale Gr. gjt^ojyoivzno?. Lìb. cur. malati. Leggete quella scuttura, «spo i? /a e el ^uta. (B) trice delle cose più occulte di questo malore p . Q d Una doV#»« J S ^°» ^ n Add. com. Aggiunto di quantità elevata Esposuioncella , È-s',x>-si*?ion-cèl-la. òf. dim. di Esposizione. .i..r u v” Sfl c« e indierà,. " . .. *... .-n-"» * 1 '-attclg esponemiale dìcesi poi quello delle q uni itila esp0pien*io ? ii6 ESPOSTISSIMO ESPRIMEPlE p. 384 ( Torr. tSfg.J Quanto alla esposizione , ed allo allevamento . de’figliuoli, facciasi una legge ... Se l’ordine della città proibisce cioè eli’ e’ non si potessino esporre. Ed ivi, Dicliìav. Ove e’ dice della esposizione de’ figliuoli, e delle sconciature» acciocché il numero de’ cittadini non moltiplichi. (Pe) 3 —»* Dicesi Esposizione del Santissimo, del Venerabile , quando si e- spone il Sagramento alla venerazione de'Fedeli ; ed Esposizione privata , quando si espone chiuso nella pisside , e come dir si suole , a bocca di ciborio. (A) 4 — Interpretazione. Lat. interpretatio. Gi\ ippyvsltx. Mor.S.Greg.i.g. Gl’ intelletti deboli domandavano che le forti sentenze della Scrittura bisserò loro tritate per esposizione, c non trovarono chi le esponesse loro. 5 —* (B.A.) Nelle belle arti dicesi della situazione di uri opera acconcia al luogo ed alle sue circostanze, perchè possa meglio spiccare, (Mil) a — * Dicesi cmche cosi il Presentare le opere al giudizio del Pubblico. (Mil) r ° Espostissimo , E-spo-slìs-si-mo. Add. m. superi • di Esposto. Lo stesso che Espositissimo. F. Bcmb. Lett. Berg. (Min) Esposto , E-spó-sto. Add. m. da Esporre. Lat. expositus. Gr. Ltrtàtls, cttfofpi(p&st$, Fif. As f 177. Con preste ali penetrato la sommità del cielo, esposta la sua causa al gran Tonante , supplichevolmente si gli raccomandò. » ( Qui nel sign- di Esporre, §. 8. ) (N) 2 — Posto o Posto incontro. Sag. nat . esp. 176. Ci venne voglia di sperimentare se uno specchio concavo , esposto ad una massa di cinquecento libbre di ghiaccio, facesse alcun sensibile ripercuotimento. 3 — [Messo in balia, in pericolo, nel sign. di Esporre, 4 e •fo.] Fir. As. 187. E poscia espostala sopra qualche altissimo masso, la vi lasciate a! più ardente Sole. Tass. Ger. 9. 3i. Ma come alle procelle esposto monte , Che percosso dai flutti al mar sovraste, Sostici! fermo, cc. n E 12. 72. E già lasciar non vuole ai lupi esposto Il hel corpo che stima ancor pagano. (N) 3 — * Ag. di Fanciullo. V. Esporre, €. 10. (A) 4 — * Agg. di Medico: Medici esposti diconsi quelli che si mettono a repentaglio della vita nel curare gli appestati o simili. Salvia. Buon. Fiev. (A) Esposto. Sm. Esposizione.Dav.Scism.34Comin.'1754 • Ogni falso esposto vizia il supplicato. (Se già non fosse sost. quel falso per falsità.) (V) Espostulàtomo , E-spo-stu-Ia-tò-ri-o. Add. m. Attinente aespostulazione. Tesaur. Leti. Miss. 1. 3. Berg. (Min) Espostulazione , ErSpo-stu-Ia-zió-ne. Sf Esponimento al giudice degli aggravii altrui, in quanto sono a danno dell esponente . Lat. expo- stulatìo. Gr. i^odruitrts. Delmin. 1. 20. Berg. (Min) Espremere, E-sprè-mc-re. Att. anom.F.A.F. e Àù’Esprimere. J^.§. 3 ..Z?u/. Inf. 'Ò2.1 . Io espremerei la sentenzia del mio concetto più pienamente.(V) Espressamente, E-spres-sa-mén-te. Avv. Manifestamente, Chiaramente, Spezialmente. — , Espressivamente , sin. Lat. expressc , aperte. Gr. cot^ws. Cavale. Specoli. Cr. E questo espressamente mostrò nell’ E- vangelio. Conti. Purg. 8. San Tommaso dice ec., che di luogo di Purgatorio non si trnova alcuna cosa espressamente determinata nella Scrittura. Coll. SS. Pad. Ma più espressamente si può dire: la nostra idoneità si è da Dio.» (La Cr. alla v. Idoneità ha : dir si può.)(N) 2 —- * A bella posta , Scientemente. Francesismo. Algar. Sag. ( Bill. Enc, It. 3 / 3 . ) Il gentilesimo al contrario pareva espressamente fatto per lusingare' i sensi. (0) (N) JEspressibile , * E-spres-sì-bi-lc. Add. com. Che puh esprimersi. Betnb, 1). Berg. ( 0 ) ^Espressione , E-spres-si-ó-nc. [A/]] Appresso i Medici [e i Chimici ,] si piglia per I atto dello spremere, [e per lo liquore che sgorga in fòrza della premitura. —,Espiamento, sin.] Lat. exprcssio. Gr. sW/scr/xó?. Folg. Ales. Premitura, ovvero espressione, di pomi, di mandragora, c d’ olio serapino, ana parti .eguali, cuoci in yaso doppio, tanto cbe’l sugo £Ì consumi, poi cola e spremi , e 1 ' espressione riponi in vaso. Rìcett. Fior. 92. Il sugo del lentisco, cavato per espressione, viene in minore quantità, nja migliore. E g8. L’olio di noce moscada si cava in due modi : per distillazione cc. e per espressione. Red. Oss. an. 120. Fattone forte espressione, vi immersi molti lombrichi. 2 -7- Dichiarazione, Dimostrazione.. Lat. demonstratio, argumentum. Gr. s-7r/àfdp?. Lib. Pred. Siamo tenuti di rendere grazie a Dio per esprcs- sion di conoscimento. 3 — Forza, Valore [di parole.] Lat. vis. Gr. fila..Red.lett. i.i47* Nella Toscana vi sono altre voci più vaghe , dotate della medesima espressione , e di più sono antiche quanto quelle, e frequentate da buoni autori. 4 — (Pitt.) Espressione d’allotti : Parte necessarissima dell’ottimo pittore o scultore , ed ha luogo, quando egli ne ’ volti , moti e gesti delle sue figure sa fare apparile manifestamente gli affetti d’ira , timore , dolore , mestizia, amore, allegrezza, vergogna, edalti'isomiglianti.(li) Algar. Sagg. f Bibl. fine. It. 14. 5ig.J Grandi cose si raccontano degli antichi pittori della Grecia in riguardo alla espressione. (N) 5 —(Mus.) 4 ^ 0 «o di far sentire un affetto determinato, e abbellito dall’arte. V" ha un* espressione di composizione ed una d’ esecuzione : dal /oro concorso risulta il più possente ed aggradevole effetto. (A) (L) JSspREssjssi5uaiENTE, E-sprcs-sis-si-ma-men-te.[.^ur.],sM/.>er/.d/ Espressamente. Lat. apertissime. Gr. (pocvtpurotTtx.. Fr. Giord. Pred. R- Si dichiarò èsprcssissimamente con forza di parole. Av. Supp. 4 Anzi espres- gìssimamentc la dici. Espressissimo , E-sprcs-sìs-sfmo. (Add.mì] superi. ^Espresso.ZaZ. aperlissi- . ipius, manifesfissimus. Gr. yanpeCrccros* Filoc,2 /.Valorosa donna, la dolcezza del vostro priego, a me espressissimo comandamento, mi stringe p\, .che negar non pó$so di figliare ec. ogni maggior aflànno che a grado yi fosse. » Salviti. Pros. Tose. 1. 44 Lasciò ne’ suoi scrifti dell’una e dell’altra pregiabilissima qualità caratteri espressissimi. (V) , Espressiva » E : spfe’s-sì-va. (Sf. Dimostrazione, Maniem di esprimere ,} Espressione. Lati demoustratio. Gal. Sist. 60. Parendomi la vostra ^espressiva insito chiara. ‘ Espressivamente* E-spres*si-va-mt'n-te.[vduv.] Lo stesso che Espressamene* F. Lat. exprcsse , signantcr. Gr . ix.$s , prjrw?. Segnev. Cr instr. 1. 23. i3. Sopportò non pertanto là nel deserto di esser da hu tentato espressivamente d’interesse. Espressivissimo, E-spres-si-vìs-si-mo. (Add. m.] superi, di Espresso .Sab vin. disc. 3. 35. Questo pensare a se medesimo unicamente ec., ma 1 " chio espressivissimo de'tiranni, va alla volta della distruzione. Seg* 1, Crist. instr. 2. 4 • i2 - Produce una immagineespressivissima di sè stesso* Espressivo, E-spres-sì-vo. Add. m. Che ha espressione , Che esprìme. Chiaro. Lat. exprimens , manifestus. Gr. sWis^i», Fr.Giord• Pred. Davalo a divedere con alti troppo espressivi. » Segner. Ma* 1 * 1 ; Febbr. 26. 1. Mira che formula più espressiva (pii i forte , più sigW ficantc') egli (Gesn) amò di addurre. E Apr. g. 3. Con un linguag' gio si espressivo e sì esatto ec. dovrai riferire ad ognuno ciò che I 3 ' cesti. E Giugn. 4. 4- Poteva (Dio) ben esser quel ch’egli è, cioè pienamente beato , senza esser mai Signore ; ma non già senza essere Padre , cioè senz’avere una compressimi sì perfetta di se medesimo» sì espressiva , si esatta , che formasse una immagine pari a se. (V) Espresso ,* E*sprcs-so. Add. in. da Esprimere, nel suo primitivo sigflo e pero vale propriamente Spremuto , Cavato per espressione. V cl ^’ Caco. 3. 1 7. Il dolce umore Là sopra i monti di Liburnia espresso* March. Lucr. I. 4 ■ H succo espresso Quindi si sparge pe’meati old 1 ' qui. E appresso: Senza che molti per sudori espressi Son dall’interno parti. E lib. 6. Diffondon tosto Gli espressi semi in larga copia. (By 2 — Caccialo o Mandato fuori. Tass. Ger. 1Q. 25. II cader dilatò l e piaghe aperte, E il sangue espresso dilagando scese. (P) March.Lue 1 '’ /. 5. Spesso avvicn ch’eccitata e fuori espressa Dal fragor violento, fin s’accende Fiamma che sfavillando alluma il bosco. (Qui metaf.J ÌBr) 3 — Da Esprimere [ nel suo secondo sign., e però vale ] Chiaro, nifesto. Lat. expressus, clarus, manifestus. Gr. , crctiprts. y* F. 11. 58.4' Sanza espressa volontà e consentimento de’detti collega! 1, Macstruzz. 1. 65. Se già la donna per ispeziale cd espressa obblig* 1 / zione si provvedesse. Cas. rim. buri. 12. Che in buona fede è un tuperioespresso. » Tolom. lett.1.1 7. Mettersi in espresso pericolo. (Iy 4 — Pronunziato. Lat. pronuntiatus. Gr. sjctp uv^sis. Dani. Irif.ig-t-^' I’credo ben ch’ai mio duca piacesse, Con sì contenta labbia semp r ® attese Lo suon delle parole vere espresse. 5 - [ Mostrato , Messo fuori. ] Ditlam. 2. 26. Costui, da poi cnj ad acquistar fu messo , Passò in Puglia col suo forte stuolo, La q ,,al conquise per valor espresso. « Ar. Fur. 25. 16. Se mai Iluggier furor» se mai forza ebbe , Se mai fu l’alto suo valore espresso, Qui l’ebhc» il pose qui , qui fu veduto. (B) 6 — (Pit.) Dipinto con espressione d'affetti. Fasar. In una tinellctt a di legno lo lavano con una grazia donnesca bene espressa. (A) 7 — * (Mus.) Adoperato in mezzo ad un pezzo musicale , vale G n,t . espressione. F. Espressione, §. 5. Adoperato al principio, indica * movimento ed il carattere della composizione. (L) Espresso. Avv. Espressamente , Manifestamente. Lat. expresse. Gr.à^f p7i$7}v. Dani. Purg. 6. 29. E' par che tu mi nieghi , O luce mia , £ spresso in alcun testo Che decreto del Cielo orazion pieghi. But * b spresso, cioè manifestamente. . Espressore, E-spres-só-re. [ Ferb . m. di Esprimere.] Che esprime.Bu 0 * Fier . 2. 3 . 11. Eccol eh’e’passa, c spira Bravura, e pauroso par cu Espia più chiaramente espnemepe ui volgare »a sLiueoiia et., c diurna la pongo da me, per meglio ispricnicre alcuna parola del detto libro. ( V Esprimente, E-spri*mcn-te. [ Part. di Esprimere.] Che esprime. Lat.e~s.p r K mcns, signilìcans. Or. à.zr&iy.d^ùiv, ix$a.vrtKÓ<.Salvin.disc. 1 . 362 . Non? 1 contentò Policldo, da Monsign. della Casa chiamato in una parola, espi’ 1 ' mente il suo nome greco, maestro chiarissimo, di fare un trattato*^' E disc. 2. 260. Per usare la esprimente frase del tribolato giusto deh 3 Scrittura. E 326 . Nel Vocabolario è segnata per una maniera fiord 1 ' lina, esprimente l’arte dì chi aspetta d’essere ricercatod’alcuna cosa* E Pros. Tose. 1. 626. Migliori non ha potuti trovare, nc più esp»’!' inenti.n/^. rim. 5. (Lucca iy33.J Ciascheduna (statua) esp 11 . mente un personaggio Apostolico, e son quei, s’io non fallo, Za cui feda è il dì primo di Maggio. (Min) . Espiumentissimo, E-spri-mcn-tìs-si-mo, (Add, /w.] superi, di Esprime 0 Salviti. Pros. Tose . 1. 54l> Condonisi ad una certa mia tenere?^ verso un novello parto del mio studio della dotta e feconda ed espi" 1 nientissima lingua inglese , se ec. Espiamento, * E-spri-mén-to. Sm. F. e di Espressione. Uden.INis.BeVgf /■ Esprimere, E-sprhme-re. Att. anom. F. L. Propriamente Cavar f 110 ■' ' * ' • -* Spremer 1 " . J’uve espr^ dec.(B)( b, t o Estrarre colla pressione \ nel quale sign. usasi meglio —, Espriemere, sin. Lat. exprìmerc. March.Lucr. 1,5. Se dall’ se Bacco 2 — Mandare il dolce liquore, obbligo in vero Tener gli se nc dee. y )tl i dare o Cacciar fuori. Tas. Ger. i3. 21. Tanti e sì falti^^^ esprime un suono. E 18 - 18. Tanti e sì fatti suoni un suono csp 1 *. e Chiabr. rim. Che per |e nevi del bel collo esprime Le rime do T armonia sublime. (Br) 3 — [ Più frequentemente usato per Significare,] Manifestare 11 concetto con chiarezza c al vivo. [ Anticam. detto anche ^ sprieraere , Ispriemerc. ] Lat. exprimere. Gr. ìpgyivsvsm , Bocc. nov. g8. i3. Quanto tu ragionevolmente ami Sofronia , ingiustamente della fortuna ti duoli, quantunque tu ciò non cs f - E canz. 9. 3 . Esprimer noi potrei colla favella. Dant. Par . Li tuoi concetti sarebbero espressi. Berti. Ori. 1 * 1$. 7. Xn i i n3 ' c id voi stesso esprimereste.« Segner. Mann.Apr. 12. 4‘ Questo lS ere 6 lWC P er ca varne il vino , e non già Spremere il vino ve r. Uve : a * contrario dirassi che l'olio ^d?oJ' k V PremM ?\ Pnc„ » F 5 E-spri-mi-tó*i lelt - Berg. (Min) saur Io CE ’ E-spri-mi-tri-cc. Ferb.f. di Esprimere. Che esprime. Te Uo"' ff Ber s- (Min) e liquido espresso dalle idi- re. Verb.m. di Esprimere. Che esprime.Leon. ■overato. odiose agli rf&PfiO p - - n 0ll 5 ^-spro. Sm. sinc. di Espero. Lat. Hesperus. Petr. Proli. Come \ u s ° l ] *° ^glio Oggi più che ieri, al vespro? Ed anco ha lasciai’ Espro fuor'* 1 ]}- ^ c ^ av1 '- (.Par però detto per la rima ; e forse mal sidirebbe (B) P Q ( m E ^ E-spro-bà-hi-le. Add. com. Degno di essere rimprc borili ' lL CIK> ' E- 112. Vituperansì ancora farti chesono odi' ri n ) 5 * ’.* ^ooie ]'usure , comperatori d'entrate pubbliche, esatto- £s PR Lf Ie c simili , in tutto esprobabili e triste. (B) E S p r E-spro-bà-re. [Alt.-] V. L. Rinfacciare , Rimproverare. —, Esp , ra ^ e ? «Vi. Lai. exprobarc. Gr. ovu^i'^stv. Guicc. Stor . 1<£. 699. zio ne J/ T7 C0n fidissime parole il giuramento della fede. » ( Uedi- deriv # ■ J' orreniino ha Esprobrando ; ed Esprobrare con luttii suoi ni .? ^adottarono il Bergamini. I' Alberti , il Vanzon , il B azzari- Wo ec ) (N) pi'over ° EE ’ E-spro-ba-tó-re. iFerb. m. di Esprobare. ] V. L. Rim- Cr, Va i atore ' —. Esprobratore , sin. Lat. exprobator. Gr. oi'siSwrris. 08s 0rv C- Fiuti. ling. i55. Nelli suoi detti ebbe contradittori, nelli fatti EsUo , nelli tormenti illusori, e nella morte esprobatori. Efazì l0NE ». E-spro-ba-zió-ne. [J/T| F. L. Il rinfacciare. —, Espro- fu stn . Lat. exprobatio. Gr. ói/sihtcrpós. L'ir. As. 320. Or non qi, ai] j 1 a ' lr <> giudicio infra i più incliti capitani de’ Greci celebrato, va|„ r 0 con le iidse esprobazioni Palamede , e in dottrina e in arme Esp Bubh so 1 fn dannato di tradimento ? , e fr 1 ' E spro-brà re. Alt. ff. L. Lo stesso che Esprobare. K. v '' at °- f A .) tonta. 1 if- , 2 , ’ s P ro *hra-to. Add. [ m. da Esprobrare.] V. L. [ma poco 1 9 Rat. exprobratus. Gr. Ò('sì§/o , ^jìÌs. Fr. Jac. T ^ 3 8 w ior ^° Ille ^ cieco , che esclamava , Da’ passanti era esprobrato , € dtzi 0n J°j C . ® ss ? gittava. » (Il Cesari corresse Esprobato; ma nel - ae *^Usserini feggesi Esprobrato* ) (P) Esn 1. k’* E-spro-bra-tó-re. Verb. m. di Esprobrare. Lo stesso al °* C ’ K ' Ca ™ l c- frutt. ling. i 9 . Bere. (N) V r><3 ~ » E-spro-bra-zió-ne. Sfi Lo stesso che Esprobazione. V. ^■annr. - T> 1 »*?**»» E, 9 'r e ’ S - i N) Pitt, Es-pro-fes-so. Avv. V. L. L.o stesso che Ex professo./^. Vit. w Vit e rìndf-' Jf® a Sla detto ciò di passaggio , per trattarne esprofesso nelle S»“«f1 ciilt ? ri - ( v ) fittilo e / ij' s P rD_sae r e. V. àifetl. di cui non trovasi usato che V in- s, fat a . P e ' sc !p a s ''igolare del presente dell' indicativo. V. L. di- Gi, - Ben' 'to' Jrar, ' c i Cavar fuori. Lat. expromere. Gr.SiaQiptw. b €s P>'otnc jv"j Buccol. Ambo le rive Risonar fanno e il eie! là dove Esvfto&i ìssore a Vf ra un fiume clic d’alpestra vena Potente sorge. (A) " 0, ‘ Si n !,/,'/• e S-) Es-spro-mis-só-rc. Sm. Sorta di mallevadore , che >. (A) j~j T,'^ a n Un debito Esrnr.. Lue. li,, Up nes A BltE , 6'tevole ,• v Pure ~ ’ s,n - Za P er S- (Min) E-spu-gnà-bi-le. pecuniario , ma ad alcuna cosa da farsi. bi-lc. Add. coni. Che .puòJ^^Ant.ìfim Lai. expugnabilis. Venderò ^olto bene quanto vuole, che io con questi ìnq j a ribellione co ®*pugnabile. » Palina. Ist. Cane. 1*8. «“ " e rò plu dv '"'f.anitra l’autorità spirituale come pm disarma p c Sgieri espugnabile. (Pe) Che espWi na -^‘^ ire ^ ^ ■„ VE-Bpn-gnàn.tVPart.diEspng v»p?AA*gP 5 ^propria; , E-spu-gnà-re. [All. e n. pass.ì Vincer pe, . nenie un luogo forte e munito , [sebbene ^SPÌfìcnto.ì Lat. ^ UCUfi - .» "fffff! 5,.t l c“ “•«» «Pugnar Biserta, che data hanno, Vinta che s im0 certamente espu- tomatmo. l ìv. As. 97. Noi a-yemo con grande . - w \ a casa di Petronio. p ifinioper farsa. Lfl • Esv«c b „ 0 , E . &lra ,„ nà . to . Ac ld. m. da Espugnale, ^ , sentc n- e *p»gnatiis. Gr. VaTa/tfol.sf«»«e- Salvia, disc. ■ „ na sua gra- ve. pare a c b c nou troppo gravemente poeta fVa&- vissuna canzone sopra La Baccella espugnata il ^oi Maltitha. ESPURGAZIONE u 7 EspCgnAtoee , E-spu-gna-tó-re. Verb. m. idi Espugnare.] Che espugna. Lat. expugnalor, oppugnator. Gr. vo\iofmyTr,s. S‘. Agost. C. D. La qual cosa non fece perù Cammillo , espugnatore della nimicissima città e contraria a Roma. Tass. Ger. 11. fo. E ben cadeva alle percosse orrende Che doppia in lui 1’ espugnator montone. Espugnatbice , E-spu-gna-tri-ce. iVerb. f. di Espugnare. Che espugna . ] Lai. quae expugnat, quae oppugnat. Gr. X1 (V ediz. di Roma a pag. 70 ha es3» Essedra ,* (Arche.) Ès-sc-dra. Sf. Lo stesso che Esedra. F. (A) Essegcire , Es-se-gui-re. [All. F. A. F. e di’} Eseguire. Borgh. f L 82. Per dimostrare in loro la prestezza e la velocità nell’ essegu 11 ^ precetti di Dio. » Salv. Avveri. 1.3. 12. Truuvansi ec. Esseguir e i seguire , essequie , esequie cc. (N) . • nf , Esseguizioxe , Es-se-gui-sió-ne. [ Sf. F. A. Lo stesso che Eseguiz' 0 ^ F. e di'] Esecuzione. Lat. exequutio. Gr. IV. G. F■ 5 . La quale ambasciata fu intesa , ma male messa in esseguizione. Esser * (St. Ecd.) Es-sc-i. Lo stesso che Essenii. F- (Ber) Essempigrazia , Es-sem-pi-grà-zi-a. [Avverimi. F. A. F. e di ’I v ' pigrazia. Farcii. Lez. 16. Questo termine ( naturale ) si può ’ n g s . dere e pigliare in più modi ec. : essempigrazia , se ec. E J tf j, sempigrazia , noi non avemo un nome il quale sprima ec. l’abito tìvo dell’arte. _ i u ni. Essempio , Es-sém-pi-o. [A/n. F. A. F. e di ’] Esempio. Lat. exemp Gr. Trapàbuyizoi. Nov. ant. Z2. Disse a ciò molte buone p aI V) e diede molti buoni essempii. Dant. rim. 5 . Ella è quanto di «eiM^ far natura ; Per essempio di lei biltà si prova. E i 4 - Vedete < 1 " è forte mia ventura, Che fu tra 1 ’altre la mia vita eletta Por ^ essempio altrui. Ri in. ant. Citi. Pisi. 5 2. Anzi cresce , e poi a tutte l’ole, In essempio d’ amor quanto è possente. Sen.Bea- 7 eh. 6. iy. La cosa se ne andrà in infinito , se io andrò cercai' 1 ^ qua e di là essempii. Fine. Mcn-t, rim. 2. Acciocché il mondo stro essempio impare , Levare al tempo le più ricche prede. 2 — (Retò) Uno de’ mezzi con che provano i rettorici e i .fi' 0 . c o- Lai. excmplum. Gr. ■xa.fdlayizx. Farch. lez. 5 fg. L’ essempio f j me una spezie di compcrazione ; onde dovunthe è essempio è a 11 necessariamente compcrazione. f. Essempi.ario , Es-scm plà-ri o. Sm. F. A. Lo stesso che Esemp^'TcC - e di' Esemplare. Fr. Giord. 280. Perocché egli (il Ferbo) 0 chio ed essemplario di tutte le cose che sono e fuoro, cc- (y ^.,11)' Essemplo, Es-sèm-plo. [Sm. F. A. Lo stesso che Esempio e] p®^ il F- Fr. Jac. T. 4. 38 . 2 5 . Or il mio Jcsù contempla , Seguita» suo essempio. , p- s [, f‘ Essempro, Es-sèm-pro. [A/n.] F. A. [F. e di’ Esempio.] Sen. ' ^ ,.- T ' L’essempro della quale fu solamente da’ pesci,che si governano gono con la coda. . • ufi' Essen. * (Geog.) Es-sèn. Lat. Essendia. Città degli Stati Prussia 1 la provincia di Cleves. (G) Essendoché , Es-sen-do-ché, Essendo che. Posto avverb. z= AvvfS’^tp Perciocché. Lat. quandoquidem , siquidem, quoniam. Gr. Cortig. Castigl. 2. itg. E di questo credo veramente che sia ^ [rodar regqla ec., essendo che tra tutti gli uomini del mondo n p n c s ' vano dui che siano d’animo totalmente simili. Gal. Gali. 1 3 ' ^pca* 9 sendo che il momento della velocità del moto in un mobile C r;' quello della gravità di 1111 altro, qual maraviglia sara ? e , e j.V n ito ■ 8. Il corpo naturale è per natura mobile, essendo che si e dii» pe Irove la natura esser principio di moto. E 3 i 6 . Essendo che 11 7 jpfia 1 ' altri ha mai provato se il mondo sia finito e figurato, o p ur pubi* 0 to e interminato. Pros. Fior. P. 1. F. 4 - Or. 2. pag. * 2 - ggiii 0 ' 1 fvrte che ec-, essendoché gli amici stimano sempre ogni 1° j n i»- 11 del vero, ma gl’invidiosi e maligni tutte le cose pigliano parte, parendo loro che quelle Iodi solamente si debbano <° che essi sperano di potere acquistare. (B) . le c “ Essenii. (St. Eccl.) Es-sé ni-i. Sorta di sellarii fra gli Ebrei , ^ > opinioni erano in gran parte conformi a quelle de’ Pi tinger' ggseir'f Essei , sin. Car. leil. 2. if 3 . Nel quarto ( quadro minore ) 6 l 0 ,. 4 ri.(^' gente giudaica ... contemplatori solamente delle cose divine e 111 Esseno. * (Geog.) Es-sé-no. Città delta Guinea inferiore. (G) „ ul pF Essente, Es-sèn,-te. [Pari, di Essere.] F. A. Chef, Esistente-■ j - 6, 1. Essente l’anno dal principio del mondo C 636 . » bu • ■Vi ESSENZA ma le converte e sì dispaja le membra, cbe '1 volto non risponde al cntre, essente il volto piccolo, e ’l ventre grosso. ( In questi due es. ssente per arcaismo sta invece dèlgerundio Essendo, e par che manchi 2 P art - presente del v. Essere.) (N) ~~~ Usato anche da moderni. Salvia. Piotili. Permanente in se stes- £ * se nia scemarsi, nè alcuna cosa essente dì quella generata da lei.(A) ckza , Es-sèn-2a. [Sf. La natura di ciascuna cosa ; Il complesso delle qualità primarie ed immutabili di essa , o sia delle qualità che non P°**on mutai si, senza che ella sparisca, e che contengon la ragto- j/ frutte le altre che alla stessa cosa appartengono. ] —■, Essenzia , "• Lai. essentia. Gl', oinrlx. Anici. 92. Essere in tre persone ed un’ es- 1129 Eterno il sommo Ben. Varch, tez. 2. Prima che io entri nella i co,1 oa parte e vi racconti le molte e varie oppenioni degli antichi 2 __°p l0 alla quidità ed essenza, ovvero natura e sostanza dell’anima,ec. 7 realità. Largii. Mon. 1 44 - Nel che ha per compagni altri famosi dottori, e , quello che molto più importa , la verità ed essen- 3 _pr ^ a *l°- {Cioè, l’ essere il fatto così.) (V) - lm ' e Tariti.) [ Con questo nome sono contrassegnale certe sostanze re Sl c ?utengono in molti vegetabili, di cui rappresentano le più pu- 9 u ai«à, e che da quelli si separano per distillazione.'] Sagg. nat. sui ’■ • Tutti i liquori artificiati , come i giulebbi, l’essenze , gli A, 1 > gli olii, clic si estraggono per distillamento. E appresso: Pur- e non vi sieno mescolate delle essenze e degli olii. ’ ~~ * Libretti di essenze , 0 Essenze in libretti , diconsì alcune ... °“ legno ridotte in figura di libri, in cui si chiudono diverse g e «cus e . ( A f ' s ^ttA, Es-sén-zi-a. [A/T] E. A. E. e di' Essenza. Dani. Purg ■ <7. i 3 S. p ne felicità, non è la buona Essenzia d’ogni ben frutto e radice. Cam. *• Lio è per Essenzia in cielo, come abbiamo per lo salmo l 'oc. esso Cab. i 5 t. Quasi non d’dementai composizione, ma d’una Rliu n f** 'l'unta fu formata , a dovere essere abitacolo c ostello del Fi- , m 0 0 di Dio. Maeslruzz. 2. 15. Non dico della carità del Paradiso, ^Perocché Iddio è qui veduto per essenzia. Berti. Ori. 3 . 9• 3 . Non • tatuo saper la gran potenzia Glie sta'rinchiusa in la divina essenzia. Esles mo sa P c “ d-iz lAt,E ’ Es-sen-zi-à-lc. Add.com. Che appartiene all’essenza, [Gli è 1 r ri V r,apAitf 1 .ì I i 0 Z * 9 « rtray A' /"f rpA r # Y'ì E ttlvr'IJVOCltia dell’ cosa una cosa Onor i, a a .^ ull( ìoc cbe V efficiente della inala volontà non sia veru glor’ ’ Ovvero > se dir Sl P u ^ 9 essenziale. Belline, son, 3 27. _ 1 ^ il? ' splendore essenziale, Che allumi ogn’ intelletto e cuoi' gentile. ^• CCe8SarÌ0 > CC^e importa grandemente; ed in questo significalo 3 \P Uve 1,1 J°rza di im.] itiap j ^ MataHìc essenziali 0 idiopatiche , a differenza delle sinto* ^alt , 1 Scolisi Quelle che primitivamente , e itoti come effetto su- 4 fL no a d altra malattia , travagliano la macchina animale . (A) Pia v ‘^ ai,n ) Olii essenziali: Quelli che sono realmente contenuti mima a j e che se ne estinguono per distillazione con acqua ; a dffe- l ^8 li Empireumatici , che se ri estraggono a fuoco nudo, seti- 8n . veicolo dell' acqua. (A) Tariffi 2 'osc. 118 . Olii essenziali di ogni ^ Cle non nominata. (N) sì iff* Sali essenziali : Quelli che si cavano dalle decozioni , 0 che Tcn^f 0 cr ùtallizzati ne ’ sughi e nelle infusioni di piante ; a dffe- ^ * a /£.^ Ue ^" c ^ ìe se ,le cavano per incinerazione . (A) *’esse~ ° 3 ^ i n forza di sm. Una delle qualità che costituiscono j. r* 01 ’ i Es-sen-zia-Us-si-mo. Add. m. superi, di Essenziale. Gal. da q^* , j Ed il dire clic il telescopio allungalo è un altro strumento, *Ì3ussiir C ^ £ ra avan ^ » c nel proposito di che si parla, cosa esseu- Cosa es a " .9°,’ strumento è ben diversificato, mutandosi in esso a, £5 hcnzia [issiina, qual è l’intervallo da vetro a vetro. Segn. Incr. Vatì 0 n** 0 ^errore di tutti loro era essenzialissimo , perciocché erra- lett. * Idndamentafi della religion cristiana. (A) (B) Magai. t stud’ j Cl ! nc c .° se essenzialissime al vivere. Algar. Sagg. Piti. cap. 7. ^ bE N2 lAt !.?‘ , pi e ghc, parte essenzialissima ... dell’arte del dipignere.(N) -tee l' e& À ’ Es-scn*sia-li-tà. Sf. ast. di Essenziale. Cih che costitui- tosto Vi r ,Ua a ^ CUna cosa. Uclcn. Nis. 3 . $6. Il poeta dee piut- ^ coro i,»*/l ìent * 0! e l a grazia della locuzione, che la essenzialità del de- Cr°- (A) (B; ■decessa, * TE ’ Es-seu-iial-mén-tc. Avv. Per essenzia , Con essenzia , "tisi, Non** Lai. re ipsa, ex natura. Gr. ovcnwSws, QVTvs.Teol, come n li 1 ? 0 * 6 potenzialmente e presenzialmente ed essenzialmen- p ^ viene dM a v € C1 ' ea t ut 'e , ma veramente ec. Bui . lnf.2. Ogni gra- ^ SòE QDeb 0 * /•/-> ,1SSU ' e( ^ c ! e lo essenzialmente abita e sta. Es*l ,5 sequ 1e w 1- lC °h-) Es-se-què-bo , Essequibo. Piume della Guiana/G) iu Fircn C ^i* 1 e ’ Pi', y‘ e d? Esequie. Monald. Diar. 3 zi. Si .“«av. A',,„. Ze , 1 Requie di M. Loienzo di M. Nicola Acciaiuoli. ■io. r r ,J , ck ' p rii.p.228 - . T, C-OJC. r,m.% •K.C i.. .. P *-i L ’ '-ose. rim 1 V .(.(«Ittuiuv. ’u, v ®ì le méd- ' “ e §' u *; a P ur t’essequie ec. Salv. Avveri. 1.3. 12. 228. S’ apparecchiavano 1 ’ essequie col morto- ’* e QDio g “-BueaiBie voci: essequie, esequie:essercito,esercito,ec.(N) T'.'C-] Pit.Piut'r -d. Lo Stesso che] Esequio. IV. e di' Ese- p. Ula per ar(l ( . r „' a1, E consumò nell'essequio del fratello molte cose e rf WE tlA. * 1 , L VOI corpo. ® bs cit Are .S ) Es-se ra. Piume della Spagna. (G) e ’ -Senaò.’ !' 8cr ' cl : ,i : re - Alt. e n 1 0 ~ K 1 si « " J ‘t. 1.1 r ■ r~.~ - ■".P ass - V- A. V. e di' Esercita- Ew «*Wr Crcil *® 8er o- (N) iV1 a ierlru tuttl ln un ^g" 0 con la delta arme da Essercitare. V. A. V. e di' 3, y Es-sèp-ri t ti '^é-Che il suo nemico e tanto essercitato.(V)(K) sì ;,*-Rocchi còrno V ' e Esercito. Bemb. Star. 3 . citi Tetti E ti mandare rL.!!" 6 ln .. co „ ,a >ito cerchio di mare c irer co- E Cc ‘ -E 2. n! a . lC _ ta - nto . e = sc ''cit0 ? ,> £ ,.3. Amendue gli csser- V 3 - àlossoiK, il C catunrwt’i n i^ ,a E a c °n essercito ec.Passav.Specch. mah ' E s -se-re. rLh' T del loro essercito. (N) ed “'' polare più d' alcun nl ? m,a cortjugawone, ed è ano- 1 acuii aura di questa lingua, si costrui- ESSERE j sce variamente e con varìì casi, siccome per gli esempli , e vale [ lo stesso che Esistere, se non che la prima voce suole adoperarsi in senso più astratto che la seconda. —, Essare, sin. ] Lai. esse. Gr. ùrai. Dunt.Inf. i. 41- Si eh’ a bene sperar m’era cagione Di quella fera la gajetta pelle. E Purg. 10. 3 t. Quaud’io conobbi quella ripa intorno ec. Esser di marmo. E 25 5/£Che questa è’u via, e quella è già a riva. — * Uscite antiquate che trovatisi ne’ l'oc ab. della Cr. e del Cesari. Per tutte le rimanenti f. alla fine del voi. 7. le tavole di con- jugazione. (N) * — [Ee, Ene per È. ] Dant. Infi 24. go. Nè con ciò cbe di sopra il mar Rosso ce. E 3 o. 7 g. Dentro éc l’ una già, se 1’ arrabbiate Ombre, che vanno intorno,dicon vero. Guitt. rim. 92. Per tutto ciò agguagliare N011 poria mai l’onore, nè lo bene Che per voi fatto m’ ene. Erano. Bari). 3 7. i 5 . Se donna femina ene. E io 3 . 5 . Che già vertù non ene, Se di quella non tene. Pior.Pirt. Lo male ene contro al bene , la morte ene contro la vita. 2 — Enuo e per accorciamento En per Sono , terza persona del più. Frane. Barò. i 3 . 3 . E color che larghi enuo , Son dagli avari beffati e scherniti. Frane. Barb. 1 43 ig. Ma quelle somme troviam margarite, Ch eti di viriti fornite.79«ut.//;/.'5.3t?. l'inno dannati i peccator carnali, Che la ragion sommettono al talento. (Le migliori ediz. hanno Erano. J E Par. i 3 . 97. Non per saper lo numero in che ermo Li motor di quassù. E <5. 77. Perocch' al Sol che v’ allumò ed arse Col caldo e colla face, en si iguali, Che tutte somiglianze sono scarse. I r. Giord. Fred. S. E perchè non euno esauditi que’ Farisei. Lor. Med. rim. Ferono indebolir le sante membra Ch’ cu dì celeste onor, non di mal, degne. J — Bramo per Eravamo. Dant. Purg. 32 . Forse in tre voli tanto spazio prese Disfrenata saetta, quanto eramo Rimossi quando Beatrice scese. Fir. Asili. 228. E appena cranio camminati ec. (V) /, — Erono per Erano. (V) F~. Tav. delie coirjumazioni. (N) 5 — Essuto per Stato. G. É. 8. 3 t, t. La qual porta era cssuta prima cominciata nel 1284. & C "P- S 5 . 1. I suoi comandamenti non erano essutì ubbiditi. E g. 53 . 1. Benché i Pisani Risserò essuti contenti a ciò , non avrebbe voluto ec. E cap. 272. i. Accostandosi con quelli che non aveano retto per addietro, nè essuti di lor setta. Amrn. Ani. g. 6. g. Nella Grecia la filosofia non sarebbe stata in tanto onore , s’ella non fosse essuta invigorita per contenzione. E »<• 1 • 1 ”• Spesse volte lo dire de’ buoni dicitori è essuto loro grande ajuto. Albert. cap. 44 Maggior onor gli sarebbe essuto, se egli medesimo se tie fosse rimaso. Coll. Ab- Isaac■ 23 . E se l’ uomo avesse conosciuta la sua infermitade nel principio , e avessela veduta , non sarebbe essuto negligente. 6 — Este per E. (V) V. Tav. delle cmijugazioni. (N) , — Foe per Fue. (V)' V. Tav, delle conjugazioni. (N) S — Forno per Furono. (V) V. Tav. delle conjugazioni. (N) 9 — Fosti per Foste. Idiotismo toscano.E. qui appresso,§.tg.{V)(N) 10 — Fu per Fui. Bocc. g. 7. n. 2. Io femminella , che non fu inai appena fuor dell’ uscio. (Forse fu’.) (V) 11 — Fue per Furono , come dicesi Ebbe. Eli. S.M. Madd.tió. E dice che v’ebbe molte, e molte altre femmine fue a questa passione.(V) 12 — Fuoro per Furono. Fr. Giord. i 3 j. Quattro cose di grande cscellenzia fuoro nella Dolina nostra. (V) 13 — Iera per Era , e Ierano per Erano. Fr. Giord. 102. E però non si mise in altre parole ..., che non ierano mestieri. (V) • 4 — Issuto per Stato. Amm. Ani. 35 . 4■ 3 . La nuora il seguente di, che è issuta menata, domanda la pentola in presto dalla suocera, ed ella incontanente gliele nega. Nov. ant. 65 . 8 . Il Re vi mandò la mattina per tempo , per sapere chi avea avuto il pane, dove era issuta la inonda. FU. S. Gio, Bai. Sopra queste cose, eh’erano issate e che doveano essere. Fr. Giord. Pred. S. Chi crcdeu clic fossero issuti alcuni uomini eh’erano passati. , 5 — Sare’ per Sarebbe. (V) E. Tav. delle conjugazioni. (N) iS — Savamo per Eravamo. Se n. Pise. E quella cupidità che noi apparammo quando noi savarao teneri, è radicata e cresciuta. C1011. Itlorell. Noi savamo continuo, tra uomini, donne, fanciulle e balie ec. più di venti in famiglia. E altrove : E poi savamo forti in mare di sei galee. 17 — Savate per Eravate. Tav. Rit. E siccome voi savate partito. 1 « — Se’ per Siete. (V) E- Tav. delle conjugazioni. (N) 19 — Sera par Sarà. Idiotismo toscano. Salv. Avveri. 1. 2. to. Sera , che per Sarà si dice in Toscana da certi popoli ec. ; Eoi fosti per Eoi foste ec. eziandio nel miglior secolo, non che nella favella, alcuna volta trascorsero nelle scritture. M. Aldobr. P. N. Ed avrà le vene larghe e piene per tutta la persona , e sera carnuto e bruno. (V) 20 — Seraì per Sarai. Amm. Ant. Serai sottoposto a’ pericoli per gli agguati de’ tuoi suggetti. (V) ,, — [gie per Sii.] Albert, cap. 38 . Lo cuor tuo in tal guisa co- slrigni.ee., che tu sic contento di te medesimo. Eirg. Eneid. M. Sie sano; e, queste cose dette, sparve. {Cioè, sta sano, addio.) „ — Siemo per Siamo. (V) E. Tav. delle conjugazioni. (N) 2 j — go per Sono. Fr. Jac. T. 6 . 41 • 3 . Or come il vedraggio a viso a viso ? Par che ne pensi, si ne so abbagliato. (V) ,4 — Sro, Srai, Sranno per Sarò , Sarai, Saranno. (V) E- Tav. delle conjugazioni.fN) 2 5 — Suto per Stato. Bocc. nov. 16. 27. E s’io avessi creduto che conceduto mi dovesse esser suto, lungo tempo è che domandato l’a- vrei. Salitisi. Jug. R. La sua virtù è suta grandissima e dismisurata. 26 — Ed usalo anche da moderni.Beinb.pros.lib. 3 . Il qual verbo (essere) ba nel passalo fai e sono stato e suto che vale quanto Il Varchi disse nell'introduzione dell’Ercolano : Le Sentenze de teologi, se pur s’hanno a disputare, s’hanno a disputare da quelle persone yetameule dotte, alle quali da’ loro superiori è suto Ciò che 120 ESSERE fare debbiano commesso* E Ar. Fur. 5 , 58 . Felice se senz’occhi io fossi sulo. F oc. Cr.pre/ÌAbbiamo adunque certa speranza che non debba esser loro cagione di maraviglia cc. il non avere in ogni parte e in ogni minuzia, sempre eseguito quando da noi sarebbe stato desiderato. (P) 3 [ Uscita regolari,} Stato è il participio di questo verbo , che deno~ ta tempo preterito , ed è tolto come in presto dal verbo Stare. Petr, son. i 33 . S’io fossi stato fermo alia spellinoci cc. , Fiorenza avria forse oggi il suo poeta. a — Fia e Fie per Sarà , e Fieno per Saranno. Bocc. nov. 7 y. 36 . Io, ogn’ora che a grado ti fìa, te ne posso render molte per quella una. Vani. Purg. 18 . 18. E lieti manifesto 1 / error de’ cicchi, che si fanno duci. Cas. lett. 16. In questo credo che consista la vittoria ec. di S. M. Cristianissima, la quale ridonderà sempre in V. E. Illustrissima , c a me fìa di consolazione. 3 — Fòra per Sarei 0 Sarebbe , e Forano per Sarebbono. T)ant. Purg. 26. 26. Sì mi parlava un d’essij ed io mi fora Già manifesto. E 27. ufi. E fallo fora non fare a suo senno. Fr. Jac• T. 3 . 4• 7* Fora a noi più presto nato, Se sua gloriosa maire ec. Fosse essuta innanzi nata. » Be/nb. Pros. 3 . 182. Fora , voce del verso ec., che vale quanto Sarebbe e Saria, quello stesso che si disse spesse volte Sarie nelle prose: delle quali sono parimente voci Fie e Fieno , Sìe c Siena , in vece delle già dette. (V) 4 •— * Fosse per Fosse. Segr . Fior. Art . guerr. 8 . Come che innamorato non fosse. (N) 5 —• * Fussi per Fossi. Morg 1. i 3 . À dargli a intender che fussi ftuj gagliardo. (N) 6 — * Fussi per Fossc.il/org. *. i 3 . Ma se non fussi stato il buon Gherardo. (N) 7 — * Sondo per Essendo, Fit. SS. Pad, pari. 1. cap. 1. Scudo presso a corruzione di corpo , rimase vincitore, E cap. 2. Essendo Paolo già in età di anni CXIII. c menando quasi vita celestiale in terra, e sendo Santo Antonio già d’ anni LXXXX. in un altro eremo solitario ec. Petr. Son. 201 . Sendo di donne un bel numero eletto Per adornar il di festo ed altero. E Trionfi della Morte, cap. 1.Quasi un dolce dormir ne’suoi begli occhi, Scudo lo spirto già da lei diviso , Era quel che dormir chiaman gli sciocchi. Lor. Mcd. Son. 10. Sendo da mia fortuna trasportato. Cas. Lett. 2g. Io mi trovo fuori di questo numero , non avendola mai disservita, che io sappia , c per certo sendo desiderosissimo di servirla. (P) t\ — Confusasi questo verbo con tutte le persone d' ogni suo tempo , col participio di preterita voce di lutti i verbi attivi , come con À- mato , Chiamato, e gli altri , e formasi di esso e del participio il passivo del qual manchiamo. Bocc. nov. 27. 24■ Si dovrebbono gloriare , quando da alcuno amate sono. E g . 4 p- 1 4 - P er chi non v’ama, c da voi non desidera d’essere amato ec., così mi ripiglia , ed io poco me ue curo. E nov. 3 t. 21. E chi altramenti il chiama, uon colui che è chiamato , ma colui che chiama, commette difetto. 5 — Con fugasi eziandio con molti de neutrali per formare il passato , ma non mula il loro significato i come Nascere, Voltare, Incontrare, Rallegrarsi, Dolersi. Dant. Purg. 22. 54 > Por io contrario suo m’ è incontrato. E 24 * ^ 3 . Femmina è nata , e non porta ancor benda .E io 5 . Pei* esser pur allora volto in laci. Bocc. inlrod. 5 f. Rallegrato ciascuno, cou piacevoli molli e con festa mangiarono. ( Qui ci s'intende in virtù Essendo.) E nov. 23 .g. Sicuramente gli dite che io sia stata quella che questo v’ abbia detto , e siamevene doluta. 6 — Conjugasi ancora seco medesimo , cioè col participio Stato./foce. nov. 27. g. Se mai si risapesse che noi fossimo stali, noi saremmo a quel medesimo pencolo che è Aldobrandino. 7 — Conjuga eziandio altri nel conjugar sè. Bocc. nov. 11.10. Cominciarono a dire ciascuno da lui essergli stata tagliata la borsa. 8 — Confugato altresì coll‘ add . che manchi del verbo , dell’ uno e del- V altro di loro si fórma esso verbo , del signifìc. dell' add., come Essere attento, ec. Dant. Purg. 25 . 110. E già venuto all’ultima tortura S’era per noi, e volto alla man destra, Ed eravamo attenti ad altra cura. 9 — Conjugato colle particelle Bene o Male , senza aggiunta d'altra parola che £ afuli (modo usiLato del buon secolo ), vale Essere in grazia o in disgrazia, a grado o no, grazioso o odioso, amato o disamato. Bocc. nov. g 4 > 3 . Perchè mal dell’amore della donna era , quasi disperatosene , Podestà chiamato di Modona , v’ andò. C. V. 11. 6. 8. Tutta questa rovina avvenne al Legato, perchè era male co* Fiorentini ; che se fosse stato bene di loro , la sconfìtta eh* ebbe a Ferrara la sua gente, non avrebbe avuta. 3 — E conjugato nell ’ istessa guisa , vale talora Esser 0 Non esser soddisfatto, ec. G. F, g. 7 g. 3 . Onde il re Ruberto, prima che e’fosse Cardinale, era mal di lui, e avevali tolto il suggello. Bocc. nov. 17. 18. Parendogli, secondo che per gli atti di lei poteva comprendere, essere assai ben della grazia sua (cioè aver la sua grazia). 10 — Conjugato con la prep. Di sopra , ha varii significati , uno de quali è Superare di valore. F. Essere di sopra. Ar. Fur 36 , z 3 . Benché possente Bradamante fosse, Non però si a Marfisa era di sopra , Che V avesse a ogni colpo riversata. (M) 11 — Coniugato coll'infinito di altri verbi , e colla particella Da , a- cquista leggiadramente il senso di Esser d’ uopo , Essere convenevole , Esser utile , o altro simile valore . Ar. Fur. 20. 23 . E , proponendo in mezzo i lor pareri, Altre diceano : In Creta è da tornarsi. (Cioè, bisogna tornare in Creta.) (M) 12 — [Si congiugne con talune particelle, come Mi, Vi,Ti, Si, Ne eci] Fr.Giord.Pred.S. Non fanno qui mai altro che studiare di conoscere il peccato, e sonne molto di meglio. » Fior. S. Frane. 7g. Per la grazia di Dio , ec. enne bene. F . Esser grave, Esser d’altri, ec. (N) ì3 — * Quando un membro del discorso è retto dal v. Avere, ed un altro da Essere, il primo espresso , il secondo si tace. Fr. Giord. ig 5 . Di quanti Re e figliuoli di Re sì legge, ayer lasciate le ric- ESSERE iti) chezze foro, gli onori e le signorie, e iti alla pcnitenzia ( essere e a’ diserti ec. (V) G. F . 10. 107. I Fiorentini avrebbono fatta novità contra ìa sua signoria , e rubell-ati da lui. (Ai sarebbero ruhellati.) H. 44 ' * Bolognesi aveano cacciato il Legato e tornati alfa lega de Fiorentini. (Erano tornati .) Bocc. nov • 2g. Al conte significassero? lei avergli vacua ed espedita lasciata la possessione e dileguatasi. sersi dileguata.) Pallad. 11. 18. Il defrito si dice ... quando il mosto- nella caidaja ha avuto un grosso bollore e schiumato ec. ( È s ^° schiumato.) (Pr) 1 4 — * Ed anche quando i vei'bi non corrispondono nel numero, G* F* 5.22. Lungamente aveano fatta guerra a’Fiorcntini, e andatavi P lU volte l’oste de’ Fiorentini. (Cioè, vi era andata.) (Pr) 1 5 — Talora dopo un membro di discorso retto dal verbo Essere, ,t£ seguita un altro che richiede H verbo Avere, senza apporveh', ma è* 110 * do antiquato. Stor. Bari. 3 . Era tutto trasfigurato, e preso quasi me forma angelica. (Cioè, avea preso.) (V) (/’. Avere, §. 14. ) (N) 16 — * Nel condizionale passalo sì tace per proprietà quasi semy ?f il participio Stato, e si rimane Essere al suo tempo presente. G- ' ' 11. 28. Se non fosse il refogio della terra , pochi ne sarebbono scan^* pati. E i-o. i6g. Il campo e oste de’ Fiorentini fu a grande rischi 0 » se non fosse per gli savii capitani... che attutarono il furore cc.Oti&y S. Greg. 2. 4-5. Se il ricco fosse di lungi dagli occhi del povero u** ceroso, avrebbe avuto il povero minore tentazione nell’animo, S. M. Madd . 26. Se non fosse Messere Jesù che temperava questo 5°° fervore, ch’ella si sarebbe morta. Bocc. nov. 65 . Se uon fosse c ° e volontà lo strinse di saper più innanzi, egli avrebbe la confessi 0110 abbandonata. (Pr) . 17- — Nota ellissi. Guitt. lett. 25 . 68. Quanti servi che convcnian (esser*) signori, e quanti signori che degni sarieno ( d’essere) servi.(V) G* 8. 55 . Chi era montato a cavallo, trovava le rughe abbarrale, e gi{ la loro i sassi dalle finestre, e morti per le vie. ( Cioè , ed erano g ltla " ti ec.) (Pr) Dant. lnf. 2. i 3 g. Or va, Che un sol volere c d’ ambedue • Tu duca, tu signore, e tu maestro. E Purg. 6. Or ti fa'lieta , c ° c tu bai ben onde : Tu ricca, tu con pace, tu con senno, E Poli^*8 " hb. 1. Tu principio, tu fin dell’alta impresa. (P) , 18 — * Nota locuzioni ellittiche ancor piu singolari. G. F. 8» Molti de’nemici ne morirono per ferri e per tralèlarc, e rubati f a *L ine e i cavalli, e certi presi furono impiccati. (Cioè, furono rubai E 2. 21 4 ' Se n’andarono per la via di Carmignano a Fucecchio >3 giunti a Fucecchio sanza niuno buono fare ed onore del comuni ' Firenze. ( Cioè , furono giunti , giunsero.) E 7. 46 * Quando venne ^ morte, gli si trovò la santa Croce al collo, e vivuto dopo il colo in santa vita. ( Ci>è , che era vivuto. ) Bocc. nov. 18. Sefl^ dosi per lo lungo esercizio più delia persona atante, che quando vane , in ozio dimorando , non era. ( Cioè , che non era quando ° giovane.) Sen. Pist. 22. Bastinti le faccende in clic tu sei entrato»^ venute alle mani. ( Cioè , che ti son venute ec ., dove un caso un tempo fan V uffizio di due diversi. ) Frane. Sacch. g ì. Mm° sl . con tutto ciò fu ai peschi quand* eglino. ( F. anche Togliere, Sco 113 ideare , Desiderare , Reggere. ) (Pr) 19 — * Quando è unito a' pavticipii di verbi attivi di preterita voce formare infiniti passivi , talvolta togliesi Essere col participio , * ^ tesi V infinito di quel verbo di cui è il participio. G. F. 4. darò bando che nullo non entrasse nella città sotto pena della na ; uno v’entrò , sì fu condannato ad impiccare. ( Cioè, ad esS j a impiccato.) E 4 ■ 16. Non -conoscendo il conte suo padre il coma 0 ad uccidere nella foresta (Cioè , ad essere ucciso , che fosse ucc 1 ® 0 *^ Vìi. S. Eufrag. 188. Veramente che questa fanciulla è incomindd 3 ^ tentaise. ( Cioè, ad esser tentata.) Sen. Provici. A chiunque £ 5 - badato di sostenere cose da piagnere ai pigri, e ai temorosi. ( Ciee- esser piante da’ pigri ec. ) Passai. //7. U cavallo è uno dimani 0 quale siamo dati a tormentare. (Cioè, ad esser tormentati.) (P°), j ( l 20 — * Talora trovasi taciuto il participio Stato dove la regolarti* ^ j discorso il vorrebbe espresso. G. P. 10. 3 i. Non s’ardia cl iinp 01 !^ danari al popolo , e se fatto 1’ avesse, non sarebbe ubbidito. ( C 1 sarebbe stato.) (Pr) . rr o 21 — Usato coll’ A , e in modo ellittico ; G. U■ 11. 5 . 7. Tra») ^ del castello il Legato, e fu a gente e arnesi (provvisto di % e [ U ‘n\o arnesi) il lunedi d'alba, ec. UH. .V. 5 \ Pad. 2. 2. Gli occhi di ^ sono a provvedere sempre quelli che’l temono (cioè pronti, disposd-i^, 2 — E coll’ A in luogo di II , o superfluo. Guitt. lett. 1 ■ 9 ‘ :\ ) Uzza matta desnsturata e troppo, a conoscere Io male, e non ot,0 J r r. 3 — * Coll' A o Al o Allo per Essere assegnato. D’ani. Con 18. ( Sessa lS 3 i.) Certe intelligenze , ovvero per più usato n ,oo0 /V) leino dire Angeli, li quali sono alla rivoluzione del cielo di Verna, JVop. Ant. 20. Questi sono a te ubbidire. Morg. i. 12. Noi sia® conti , re, duchi, a servirti. (N) 3, la 22 — Talora è superfluo in certo costrutto. Cavale. Med. c!t ° r ' c0 l!* da me niente o poco ci metto ; se non è (se non ) in quanto rac ,j, a da diversi libri , e reco ad ordine di capitoli. (V) Sen. Pisi. v3 i vai errando tramutandoti di luogo in luogo, essendo quel che J( V cacndo è in ciascun luogo. ( Qui o essendo vale mentre c ' ,c mi/e, ovvero lè è superfluo.)( Pr) jfeti •)3 — Usato col Di, in lungo di II , modo ani. Gr. S. Gir" 0 ,7p) lo disse unqua lo nostro Signore , perchè gran bene non fòsse suo padre sotterrare; ma maggiore cosa è di predicare Io VaOn e di risuscitare coloro clic ec. (V) ,■ .... 3 __ E per Avere la tal qualità. Fior. S. Frane. 86. Ed era <- ^, dissima orazione e contemplazione. (V) E Ar. Fur. zj6. 66. ^ e fn c ) quella forza, eh’esser nota Vi debbe, e di quel grande animo sia. I ^ 7. 3 _ E col Di in luogo di Da. Modo aulico. Maral. S. ^cd' i 5 . Che c dunque di Iare (da fare ) ? certo non altro, se non (V) Fav. Esop. 4 °- Perciò non è di stimare quello che puoi» adoperato , ma quello che voleva adoperare. (Pr) *4 — ESSERE coll* In , talora vale Cagionare. Cavale . Med. cuor, 238 . cadimento eli questi tali è in più scandalo e sgomento d’ogui gente.(V) ». “““ Onde Quanto è in me , in te ec. = Quanto è cagionato , l P <; nde da me. eia te ec. Bocc. g. 3 . n. 7. In quanto in voi fu, voi 1 Radeste. (N) ' 1 a6 J. > Per se ec. (N) *7 ? f Se S Il ùa 1 o in che stalo si trova. ] Daut. Purg. 26.22. Dinne n C ie . ^ dl di parete ÀI Sol. lcest Non essere nè in risa nè in snazio z= iVàrn essere in alcun [ picesi Dir conf è una cosa ~ Dire coni' ella sta , In che i lL 0 - -Non essere ne in riga ne in spazio te cL’„ WU { l f to l /a dalle carte dì musica. CopjK Rim. 2. 55 . La gen- 3S £ ! Vcr ùite sotto ’l piede, Forse clic la non è in riga nè in spazio j>_ apri vanii poi non si dà fede- (B) (N) J. 3 *^ a ^ re ciie fn, Figliuolo che fu, per relazione a morte. F, Clic, stilp* ^ Domandai al fattore ; Chi è quel vecchione che sitale Voi > C, ° * E quel medesimo mi rispose: O messere, non mi conoscete levai S ° n ° p tìgliuolo elio fu del vo-tro fattore, al quale voi so- ^‘Uor a' ve7// ù- ( Par che dovesse dire: Figliuolo del vostro m 0 „p^ C le ) (V) Din. Comp. Ist. Dior. 1. Essendogli morta la Euvin ’ nc 1 un’altra, figlinola che fu di messer Àccerrito da m,|.\ e * F. t2. 7^. In questi tempi, aìi’eutrante ù’Ottobre liglìtiol quella si fìcea chiamare Impcradrice di Costantinuptdi, fivd^i p e ie ùi messer Carlo eli Valois di Francia ESSERE m Ini, cui- solò à darlo. ( Questo è lolto dal francese. ) (N) , Per gli ald i modi in cui Essere è usato coll ’ In, V. Essere 25 * n a SG uatu ec ‘ ne ^ ordine alfabetico. (N) Usato colla preposizione Per. F. Per, e F* Essere per alcu* Usato anche impersonale in sisn. di Trovarsi. Bocc.Coniceli/'. V. 2 9 : (0) ^ 0 215 prende il valore del verbo precedente. Cavale.Med.cuor. m r , on P l, ò fare sempre tanto l’ uno, quauto è l’altro. (Cioè, quali- »8 J i *Ì» Uro -> CV) „ . * a lora serve ad accennar condizione , stato cc. riur. S.Frane. pei- p a * e Currado disse ; o figliuolo, che è di le? Risponde quello : 7»^ raz ‘ a di ec. enne bene, perocché io non sono dannato. (V) falnra ne! sintr af'f'c\r/h>ir. °°ì pi $ o •» ^ EoR jjj 1 ^massetto stretto (come spesso tra due case veggiamo ) 'sopì.» u..w l'ivicolli, tra 1’ mia casa c 1’ altra posti, alcune tavole confitte. (V) B S. y 8. Le mora mi parean che ferro fosse. E Plug, 16. f ri V -' ? * re vccclii ancora , in citi rampogna L’ antica età la nuova. I \ui è preso a modo di v. impersonale. J (N) p, s — E col pi. di tempo. Pass. 20. Conciossiacliè cc. il vostro Ii- l °’ già è molti anni, non sia valuto ncente. (V) I E col pi. del nome a cui serve. Eior. S. Frane. 33 . I letti 3 0 r ° era la piana terra ; e chi avea un poco di paglia. (V) ~~ Colora si trova usato col 4 •“ caso ; [ il che accade regolarmente riandò il v _ Essere posto fra due sostantivi importa in certa guisa ^Mutamento o trapasso dell’uno nell'altro.] Bocc. nov. Sy. 11. c ‘Vdonna domandò se Anichin fosse al giardino venuto. Egano disse: Sl non fosse egli ; perciocché credendo esso eli’ io fossi te , in' ha un Bastone tutto rotto. » Pe.tr. canz. E ciò che non è lei, Già per 3, p c ®_ usanza odia e disprezza. (P) bla , usato per la disgiuntiva O. Segner. Mann.Dic.y. 2. Consunto, sia per amicizia , sia per qualunque altro titolo. (V) tol ~r *■ E fu detto anche Or sia colla corrispondenza di 0. Burli \-hiacc. 32 . Un corpo veramente continuato ... or sia d'atomi, j «moine particelle. (N) hall "~ì' * anche O sia. Tasson.Secch. 5 . 65.0 sia in giostra o in f la g |la . ogni altro eccede. Salvili. Imi. Om. A poi. 0 sia per terra 3j hli vitelle nutrice , o sia per isole. (N) C|) E ice si \ clic son condotto, n simili, per accennare a qualche c | J(; a ni spiacevole o di nocivo.Cui'. Bctt. ined. 3 . 26. Vegga ora.. . a 33 son condot lo, e che rimedio posso avere, se da lei non ine dato.(Pe) ì Dicasi interrogativamente A che sarc’ io ? =:] Che partito sarebbe d ' n °■ 1 Dove mi trovare’ io. Bocc. nov. 81. lo. O se essi mi caccias- 3/ 1 gh Ocdii, o mi traessero i denti ec. , a che sare’io ? a( "^ Dicesi Avere in essere parlando di cose che altri possiede in v . * Essere in essere. Cecch. Seivig . 1. 1. Trecento ducati che 35 “‘lo che egli ha in essere. (V) S ,T Eicesi Bene essere , a guisa di nome , per Buono stato. V. Ks- 3G *"«• §■ 3 , 2, (V) di Taranto. (P) moglie che 3e a __ . ,, --v-. f Un defi lnf v& ì( * 1 nella maniera piu comune si dinota pure la perso • he : ^ /*‘ a . c °l preterito Fu, ma con diverso costrutto; come sareb- ni' 1 " 0 f fl Pùdro , sostituendo questa frase a latinismi nona h< f“ Pùdra , sostituendo questa fri 9 ^ *T outì ?! n ’ (P > pub °‘Jl ìcl ' e c *ù che n’è d’nna cosa—] Saperne quello che se ne / si fi/' * ' 0cc * n ? i>M 77* 2 4 - fi'a T:dtre cose ch’io apparai a Pa- ‘f* Dico • n ì^ l ' oman7aa . ’ ùt Ila quale per certo io so ciò che n’è. / ^ r con .^° — Bene , Sta bene . Frane. Sacch. nov.i-jd- H ,l . (lls se: sia con Dio; io ci tornerò oggi. (V) / l >Pr lo e t ffj iSideraiiva/n-titc, congedando altrui , Sii sano, Sic sano, la _ * 7/" 0 ( .he Sfa sa uo " " ‘ Untesi Trovar F . 5. 2 , 2/. (N) fas. Ln L f 7 UVrtr si ln essine = Esser allestito , pronto , compilo. slrctta^^* L 2 ^ 7 ‘ ora ^ tefupo di dargli una R' — * !J ice :-LW'ào l’armata che sì trova in essere. ..trovasse ec.(Pe) /fintela ec V'YT^ 0 awvi 'b. ~ A ben essere per Abbondare in Fi \ A ben essere. (0) ^possenti dei'^ùoao^^-j ^ eìlQ .f ? * Era in Efeso un uomo de'grandi e Passar, d. 5 . c. d Dee, il più tosto che può, essere a’ piedi P^te. iVW. torno 6o, Vi metterete a domandare savere significato, dice 1’ annotatore Bollori 4? —* Apportare,.Cagionare. Bocc. g. 2. n. 7. Né cosa pofreBBe avvenire clic simile letizia ini fosse. Salvi». Opp. Pese. 3 . zgy.in nota. Ivciò, che tu ammiri , ad altri è riso. (N) 48 — * la luogo dell’ausiliario Avere. Gtcicc. Star. t. 7. p. 5 i. Correndo presso gli nemici, i quali erano passati il Po più alto verso Cremona ec. E l. g. p. igg. Essendo . . . passalo San Polo il Po a Valenza. E t. 7. p. 34 ■ LautrecB , il quale era tardato tanto a muoversi per la tardità delle genti, o.Be venivano all’esercito. (Pe) 49 — A vere, co! 3 . caso, come l’usarono i Bulini. Lai. alieni esse. Gr. Ssm ùiixi. Amet. 11. A me non è la forma di Adone, nè le ricchezze di Mida. E Belt.Pr. S. Ap. 28g■ A me era animo d’aver taciuto. » Fi\ Gtord. 283. Ai grandi corpi pare che debbano essere le molte gambe. Fior.S.Lraìic. 33 . Per la qual cagione si’ era tanti divozione di loro a ? chiunque gli udiva e vedeva, che oc. F 76'. Frate Bentivoglia dimandando una volta a frate Bonanti sólo a guardare e a servire a uno lebbroso, essendogli in comandamento del Prelato di partirsi indi, ec. (V) % d’nnà granìie’luSii^r-À'"^ ? «^«'ì a P cl1 ' *°? 0 tenc, .‘' grande guardia.)>r) hanno Bisogno di 51 — Aver die fare, col 3 . caso. Pisi. S. Gir. 386 . CBe è a me con questa voluttà, la quale in Breve perisce? ( Cioè , CBe iio io a fare con , ec. Modo poco usato. ) (V) 52 — Avvenire, Accadere. Frane. Sacch. nov. 161. Sempre fu , cBe tra’dipintori si sono liovati di nuovi nomimi (V) Ar. Pur. i. i. Le cortesie, le audaci imprese io canto - , CBe furo al tempo clie passero i Mori D’ AH'rica il mare. Car. I n. y. 6i. Era signore, Quando ciò- fu , di Lazio il re Latino. (M) Tass. Ger. t. 4 - ìforse un di fia elio la presaga penna Osi scriver di te quel ch’or n’ accenna. (N7 53 — * Condurre la vita, Vivere. Dani. Inf. 20. AllOr mi disse : Quel' che dalla gota Porge la barba in sù le spallebrune, E11 quando Grecia fu di maschi vola. (Br) Frane. Sacch. nov. gr. MinormaBrunellcsdir fu ne’ miei di, e fu cieco. (N) 54 — Consistere. Sali. Giug. 116. Ai quali la fede, B onor, la Bontà, e tutte cose oneste e disoneste sono in rivendere. (V) Comm. Danr. Par. 1. pr. Non è la vera beatitudine in ricchezze mondane , non in- onori, non in nobiltade di sangue. (Br) 55 — Costare, Imporlarc , Valere. Ar. Far. 2. 61. A me molto- non è perdere.i passi , Perduta avendo ogni altra-cosa mia. (M) Segner, Mann. Giug. 7. 5. Va a fidarti , e vedrai se tanto ti sarà stato darla- ad essi in deposito, quanto in dono. (V) 56 — Credere , Figurarsi , Spcrore , col 3 . caso. Bocc. Amet. Ma il mio pensiero era a una cosa , e i cieli ora disposero un’altra. (M) _ bare. Ar. Fur. s 5 . 68. Non rumor di tamburi, o suon di trombe,- Enron principio all’ amoroso assalto. (M) 58 — Diflèrenz.iare, Correre dillèrenza. Gititi, lòti, ij,-/fi. Mirate che è da guerra a pace. E 3 g. Da uomo a Bestia non è già clic ragione e sapienz.a. (\ ) Doni, laf l-g K che altro è ila voi all’idolatre, Se non ch’egli uno c voi n’orale cento? Bocc.Ani.Fis.16. Avvegnaché da liti- a me sia poco. (Br) I r. Gititi, leu. 1 4 . p- ug. Da fera-a uomo non- è già che ragione in conoscere e amare Bene. (N) 5g.— * Dimostrarsi , Dare a divedere. Gas. kit. ined. t. 2-. p. id.Degli - allri cardinali non so in chi v’abbiate speranza. Traili è stato messo in su la Iraccia del Papato; Napoli c imperiale alla scypert.1; ec. (N) 60 — * Durare. Fìt. S. Fnfros 4 " 5i 8' e Iddio mi toglie questo santo- monaco , la mia vita sarà poco. (Br) Gì — Esser ragione. Vii. S. Gio. Bah 202, E la famiglia era tutta- tributata : elTi piagneva di qua , e olii di là ; e dicevano alla madre: Voi siete, voi; or che è a lasciarlo andare ( S. Gio.) cosi-pie- colino , e non mandare persona con lui, nè per Ini ? (V) ’. org. 1. i 3 . Se non fossi stato il buon Gherardo , Io so che la vittoria-era-d’Al- monte. (N) 62 — Esser vero. Dani. Inf. 2.3. S’egli - e clic si la-destra costa giaccia,- Che noi possiam nell’altra bolgia scendere, Noi fuggircm l’immnginata caccia. ( Come dicesse : Se è vero che ec. ; o pure'. Se la destra costa giace sì-, che noi possiamo ec.) (V) Bor. Med. 1. 5i Deli.' sarà inai che con più alte note Risiami te da’ Numidi a Boote ? (P), 63 _ Fare , Tenere , parlando di IIugionanienli n simili. Bocc. g. io.. li. 3. Questi etl altri piacevoli ragionamenti stali ( temili ) fra-Natan e Mitridanes, come a Natan piacque cc. se ne tornarono. - (V) Cai. kit. ined’. 3. 38 . O puro non guardando a le parole che ci- sono siate, se ci verrete, vi faremo Buona cera. (N - )^ 6.} — * Giovare, Servire. Boez. yo. A. ninno è dubbio die queste di- svicvoli vie - non sono a beatitudine pervenire. (V) 65 _ * Pervenire, Giungere, /'rane. Sacch. nov. gl.- Quando fu alla callaja. E appresso: Con lutto - ciò - fu a’ peschi qmuid' eglino. (N) 66 — Procedere, Venire, col 6. caso. Pass. 36 y. Non dee credere la persona . avvegnaché le paja che ’l sogno sia- revebezione dà Dio ec:, ch'ella potrebbe essere dal diavolo,. credendo altri che ella fosse ila- Dio. E appresso: Provate gli- spiriti , se sono da Dio: (V) 67 _ Rimanere, Restare. Bocc. Cnnchis. 3^3. Egli erano poche a sene vere delle soprascritte novelle. Peti-, son. ^2. Poco era ad appressai si agli occhi miei La luce che dà lungo gli abbarbaglia, Che ec. {\)Ar. Far. 2 7. 46 . Sa che le forze dei due primi pronte Han tra lor dà finir le liti in guisa Che non ne tia per sé nè per Mai-fisa. E Danti Purg. 1: 60. Clie molto poco tempo a volger era. (M) 68 -* Risultare, Ridondare. Dif. Pac. Sarebbe in gran gravanza-de’ fedeli e ’n pregiudizio ridonderebbe. Ar. Fur. 3q. 6. Non si lassi semiir questa battaglia, Che ne sarebbe in-troppo detrimento. (Br) 6y _ Significare, Venire a dire, e talora si accorda col j.caro. Porgli. Orig.Fir. 166. Proprie di coloro che i Romani s-dean chiamare beali, che sarebbero a noi bene ajali. Dep. "Decani, gì. Starsi, cosi assolutamente di tto a noi è ncn far nulla , e riposarsi quietamente senza voler briga 16 122 ESSERE A BALIA o pensiero. E tanto fu qui a dire che starsi volea, quanto avesse detto che si volta riposare, E gì. Quiesctis, che tanto c a dire, quanto non far nulla , o statti. Jiorgn. tasi ^6n. Sommo Magistrato , die c (gli vi le illesi ) dicevano Arconti , che sarebbe a noi Principi o Rettori# Segner. Mann. Mag. 7. 4. Glie cosa è ambulare nelle Scritture,qualora ec. ? È diportarsi, è procedere. (V) . . 70 —. * Spirare, Soffiare , parlandosi dì venti. Salviti. Opp. Pese. à. sg 5 . Al mare austral sen vada Quando Borea si studia ; e quando è Euro, Ai sentieri di Zcffiro. (N) -, _ * stare , Dimorare. Pallad. Gen. 16. Altri sono che per tre di dinanzi macerano le mandorle ne] letame liquido .... poi un di ed una notte le lasciano essere nella molsa. E Oltob. so. Cosi insalate falle essere in nuovi canestri per una notte. (Pr) -2 _ * Trattare. Dani. Inf. 20. Di nuova pena mi convicn far versi, E dar materia al ventesimo canto Della prima canzon eh’ è de' sommersi. (151) ^3 — Venire , Soprajjgiugnerc. Fior. S.Frane. 54 ■ Onde tanta consolazione e dolcezza gli fu all’ anima , che quasi uscì dì sè. (V) :4 - Nota costrutti. Bocc g. so. n 10. Tutti nsposero '“"jgg loro; e che, foase chi vol^gssij^r^ co Iei che egli volesse, ec.) Cecch. Qott. 5 . 3 . Jla consumato ec. Faz. Ogni cosa. Mov. Ogni cosa : e cc nc fòsse pure stata! ( Intendi : ciré egli l’avria consumata.) Frane. Sacch. nov. 101. Dicono le romite; Clic fu, a muovervi così tardi ? ( cioè : come è stato , che siete partito si tardi?) Dice l'A postolo: .E’ non c stato sole: li nuvoli in’ hanno ingannato.(V)-4r. Fur. 5 . $f. Fu d’amar lei cenando non t’era aperta La fraude sua j ora é da odiar ben fòrte. ( E viene il direi allora fu tempo, oppure allora fu giusto, fu convenevole, fu degna cosa amare colei.) (M) 7 5 — * Nota usi. Bocc. nov. 12. Spesse volte dolendosi a San Giuliano , dicendo questo non essere odia fede che aveva in lui. ( Cioè, Questo non meritare la fede che ec.) Tcs. Br. 2. 3 . Ella rispose al- 1'angelo e disse clic era ancella di Din , e che fosse di lei secondo Ja sua parola. ( Sifacesse , Fosse fatto di lei.) Matt. Fili. 4 * 3 g. Ve- dyndosi in tanta noia di sollecita guardia , fue ora che innanzi vorrebbe essere stata altrove. (Br) 7G — * Modi proverb. Essere al fondo del sacco, olla peggio del sacco , alle peggiori del sacco, Essere al piè del pero, Esser buono alla festa / de* magi , Esser carota, Esser carne e ugna , Esser cimiero ad ogni elmetto, Esser come il pesce pastinaca , Èsser da ribuoja , Esser di sette mesi, Esser fatto il messere, Essere il pozzo di S. Patrizio, il Saracino dì piazza, il scccnfo ec., Essere in ballo, in bocca all’orco, in puntelli. Esser la pila dell’acqua benedetta , Esser meglio che il pane, meglio clic* il Giovacca , Esser panca da tenebre, Esser senza barbazzale, Esser tra bujante c ferrante , ec. ec. F, a' lor luoghi. (N) Essere a balia * zzi Sture in casa della balia a lattare. P’YBaìia, 5*3 .(N) *— a bastanza * — Abbastare , F. A bastanza , §. 2. (N) —- A battaglia * = Combattere , Battagliare. F. Battaglia, J. 7. (N) -r— a bottega: * Si dice fg.diChi c franco e pratico in qualche professione. F. Bottega , 5. 5. (N) a campo, taloia =z Stare all' aperto. Frano- itaceli, nov. A me pavé ESSERE A UNO a dormire , levaronsi ec. ( Nota che S. Maccario si era già concaio con que ’ due per dormire . ) (V) • % — ad un pelo * = Essere presso , quasi vicino . Bern. Lett. (Atan. 2*; Finalmente fu ad un pelo per ritornarsi a casa per disperato. (0) . — a’ferri * Fenire alle prese . Alf. Mod. e Foc. Tose, p-ào. jS*' — A galla * = Galleggiare, e fig . Essere superiore . F- A g a ‘‘ a * $. * e 4- (N) . • /V) — aggiustato, * fig- Trovarsi in cattivo stato. F. Aggiustare, $■ 9’ al bisogno = Convenire , Essere al caso, Essere acconcio li uomini contea natura , il corpo fu a disordinato diletto , e V animo fu a carico. E cap. 8. L* ozio e le ricchezze, cose desiderevoli dagli altri , furono loro a carico o miseria. (N) «— a cavaliere * = Essere al di sopra. F. Cavaliere , 2, e 7. (N) -r- a cavallo. * Pc' vani sigtiif. F. Cavallo, §. g. c A cavallo , 5 7- (N) accomodato ni casa , * cioè Assettato in una casa stabilmente , ed averci bene acconciate le proprie cose. F. Accomodato , tp 2. (Pe) a cena * Cenale. F. Cena , ij. 4 - (N) v— a eoNDiziofrE di alcuno, * ciò è alla mercè , in arbitrio di alcuno. Bocc.TeseidS.40. Ma saremmo di morte a condizione. 3 'luzzi.( 0 )(ì 3 ) ■— a’ confini. V. Confine , J. 6. (N) v— a CQNiTTEMiNi, modo basso , e si dice dell'infermo la cui guarigione é disperata. Farcii. Ercol. 81. D'uno infermo, il quale, come dice il volgo , sia viaià vialà ,.o a contìtemini , al pollo pesto , o all’olio santo, o abbia male che ’1 prete ne goda , s’usa dire: i medici 1* hanno sfidato. wr- A consìglio * = Far consiglio , Consultare. Marc. Poi. Fiag.12 //. Questi dalla terra vedendo questo pericolo, furono a consiglio c renderono la terra. (Br) a cura * zzz Premere , Calére. F. A cura, §,2. e F. Cura, §. r 5 .(N) — A conto di alcuno , * per metal'. zzz Essere apparecchiato ad ogni sua richiesta. V. Conto , sost. §. 20. (N) — a cuore * rr Aver nel pensiero , nella memoria. F. Cuore, jj. 3 /, 3 .(N) 1— adagio * Essere senza molestia , fastidio ec. Pist. Ovài ^2. Poiché tu il mi dicesti non fui adagio, e incontanente incominciai a fremire e a tremare. ( Cioè, ad agio.) (Pr) — ad arme, in arme, ec. * zzs Guerreggiare . F. Arme, §. 29. e F* Essere a uno , 2. ( 1 S) —- ad assedio * zzz Tenere assediato. F. Assedio . 5 - (N) — addietro a toccarb il fondo di alcuna cosa * zzz Cotloscerla addentro. Cas . Lett. ined. t. 2. p. jo. Sermoneta dubita ogni dì più di quel che v’ ha scritto l’Ardinghello, ed è addietro a toccarne ilfondo.(N) a — Ed Esser addietro con o in alcuna cosa ~ Saperne poco , F Addietro , 5 - 5 . (N) — AD CCS» comandamento o simile~Esser presto , apparecchiato.Bocc. g. 4 ■ Jl ■ ^ ei UI1 Cfiu t° a-mbasciadore gli significò, sè essere ad ogni suo comandamento. (V) — a dormire * == Essere addormentato, Z?ormc sogno che altri ha di una cosa. Ar. Fur. 35 . 35 . Fiordiligi lei in* * e veder parie Un cavalier che al suo bisogno sia. (M) — al bujo di checchessia * Non averne notizia. F. Bnjo , sm. §■ — al di sopra , al pi sotto. * F- Essere disopra, e F. Al di s°F 1 Al di sotto. (N) n 0 5, _ al fondo del sacco, * fg. Stare infine. Farcii. Ercol. 1 - 1 E perciò si dice essere al fondo del sacco, nsscre al fine. (N) / alla candela [ Essere vicino a spirare. ] F. Candela , $• i j, a , — all'.animo Piacere. Bn^ fi. n % Se pur* questo v’e a . ( est animus ) di volere esser moglie ee. , facciasi. (V) E ^ Quelli vestimenti messisi, die più all’animo 1 ’erano, a sedere si . . . primieramente si metteva davanti un grande specchio. ("F' Fr. Gwtd. Prcd. M. 2. 7 6. 1 comandamenti non ogni volta » 011 ali’ animo di colui a cui è comandato d'ubbidire. (N) a — E Avere in pensiero , in idea. F. Animo, 27. (P) ALLA PEGGIO DEL SACCO, ALLE PEGGIORI DEL SACCO,' proverbi $ sS f nella maggior collera che mai, Esser venuto in gl ande inimicizia- j Leti. wed. t. 2. p. 35 . Sopra tutto con Don Diego è alia pegg’ 0 . 1 ^ sacco. Fardi. Ercol. i. io 5 . E perciò si dice . . . essere alle pegg 10 * del sacco, Essere nel colmo del contendere. (N) — alla prova zzi Sperimentare , provare , Conoscere a prova . B° cC ‘ g- 8. n. 10. Come io ci sarò acconcio (di darvi danari) , voi» c P°* trele essere alla prova. (V) — alla questione, a quistione = Quislionare. Bocc. g. 4 - n * gli era teste con uno ec. alla maggior question del mondo. PV) „ — all’ insalata, fìg.zzz Stare al fine d una cosa. Modo basso.jLasc-* reni. 2. 6. Egli non è ancora all’ insalata j e si farebbe per lui 1 c j non tu' avesse mai conosciuto. (Cioè, egli ha da far assai . gli molto da fare. ) (V) , — all’ olio santo, si dice de IP infermo ch*è destinilo da* medici. V' ilC l Ercol. 81 . D’uno infermo, il quale, come dice il volgo, sia 'j 1 ?:- vialà , o a confitemini, o al pollo pesto , o all’olio santo , o male che ’l prete ne goda , s’usa direi i medici I’ hanno sfidato- — AL lumicino * r=z Trovarsi nell* estremo della vita. V. Lumicino y!j — al medesimo di sempre * Essere nello stato di prima, o sl f l ^. r Car. Lett. ined. t. 2. p. 96. Qui trovo che siamo al medesimo di sC ^ pre , che cotesti signori non hanno dato ord ne alcuno ec. (Pe) — al piè del pero, *proverb.zz.Stare in principio di alcuna cosa ♦ c me pare. Car. Lett. ined. t. i.p . is 3 . Il Turco non fa preparai»*-’ 11 per quest’ anno, che se ne dubita molto, e seco si negozia stretta» 1 ^ la tregua ; si che siamo pure a! piè del pero. (N) 0 — alto * “ Trovarsi in grande stato. Sen. Pist. 21 . Coloro che s ° . stati alti sotto ad alcun principe, furon nominati quando egli vivcttcrov v — altrove., Tener la mente in altri pensieri. F.Altrove^. j.(^ A' ' 2 — * È nel significato proprio. F. §. y 5 . (N) — a mente * = Avere a memoria , Rammemorarsi. F. A mente, r f Frane. Sacch. Bitn. 65 . Ma Fabrizio e Metello vi sia a mente- *' 1 ‘ Cat. 1. 2. 1. Siati a mente di fargli prode. Ar. Fur. 26. -xoo. I’ ebbe quel di clic fu vincente Al caste! periglioso, per mercede, V : 3 do vi sia con P altre istorie a mente. È 35 . 11. Non so se Y* sl ?j 0 mente , io dico quello Ch’ai fin de l’ altro canto vi lasciai , di faccia cc. (Br) (N) _ , — a mercato = Contrattar del prezzo delle merci. Nov. Ant. glio uno farsetto. Questi ne trovò uno ; provogliele; furo a mercato-! . — a negozio ' Trattar d* un affare, Stare in trattato. P (l ^ a ^)nA Cono. 3 Sy. Il dì settimo d’Aprile furono a negoziosett’ore insieme .(1 — anima e corpo, l’anima ec. * F. Anima, §. 12 e i 3 . (N) T . —. a ordine * = Trovarsi di tutto punto , pronto• F. A ordine. vVj, appensato * ss Aver cura, e Stare sull ’ muuso. F* Appensarc, 5 ‘ e Appensato, J. 2. (N) t ^ — appresso di fare una cosa , * cioè, Ficvio a farla, Poco m0- ìlv che non si faccia. F. Appresso preposizione , $♦ 11- (Pe) A, — A punto * z=z Esser propizio , favorevole , buono. Ovid. Pi st ‘.fo Lo duro lamento che facesti allorché nel tuo partire, partendo* 1 me come sforzato per lo tempo il quale era a punto. (B) . J 2 —* Ed anche Essere molto diligente, sottile ec. Cas. Leti- 1,1 £ t. 1. p.f6. Voi volete essere tanto a punto nelle cose vostre, che »°,^) maraviglia se sempre avete che fare cosi nelle vostre comenelle — a riva z=Arrivare, e fig. Essere al termine di perfezione. F . A Dant. Purg. 25. 54 '■ Ànima fatta la virtude attiva , Qnnl d’ ,,na .F l /|y) ta, in tanto differente, Che questa è in via , e quella è già a riva, (fcy ardito di fare o dire alcuna cosà'e^: Ardire di ec. F. Ardi to, 5' j'* eS - — assai ad alcuno r= Bastargli, o simili. Ar. Len. 11. DovreM )e servi Assai, d’ aver la casa , e non pagarne Pigione alcuua. ( A — a tiranno * :==: Trovarsi sotto il dommio di alcun tiranno* * * tiranno. (N) — a tiro. * Pe* vani significati F. Tiro. (N) a tocca e non tocca Di cc, zzz Essete vicinissimo , o StaV^ a guo. F. A tocca c non tocca. (V) (N) / J. — A UNO = Esser? servo di uno , al servigio di uno. F. §- Barb. Regg. Domi. pa%. 5 . Madonna , io sono a lei ; E coi» e IJ/jQ a lei, io sono a voi. (B) Buon. Pier. 3.2.1 7. Tu se’ ancora a colei e» • ^ — a UNO 0 DA uno — Andare , o Trovarvisi, [ e mostra cpyia ,^o lezzo, che quasi toglie l* idea del tempo inlermedio.]òtor.Rvaild- talb. Figliuoli, siute a Cario, e salutale Dusmauo. » E. G. E * 1 * ESSERE AVANTI Incontanente fu a papa Martino e suoi Cardinali, domandando ajuto 1 consiglio. ( P)Bocc . nov. 55. La mattina venuta , i parenti dell una parte e dell’altra ». . furono a lui, e condolei parole il pregarono.(M) 3 — E diretto non alla persona ma alla cosa, G. F. 12. 82. Legarono la terra a rumore, e per forza tolsono i malfattori al Podestà, Olendo disfare gli ordini del popolo ; se non che i popolani di Sain- ttnniato furono ad arme, e il popolo si difese c guarenti. (P) — AVANTI. * y , mp’ ^y\.V».,. 7 .w; a .<* o ESSERE FUOR DE' GANGHERI 23 Po , vecchia pe varii significali Avanti, (. 8. (N) t n.n * — _ 1.. . ' \ >em. !JV ' CON UNO ~ P‘‘gghiare la notte con esso lui. Cliiabr. co di ^' em P° g' a f' 1 che dimorava il verno Presso un bel fo- •> 1,,. VP less o, allora Che via più lunghe rivolgean le notti, Ed era — A vT ' K ‘ la Pig' izia seco. (Br) (ir. !’" E ’ a „ v >veue et:., serve a futuro. Lat. futnnim, veiitiirinn esse, cara d' ^ ^ Etr ^ a ‘ - Bemb. Pros. t. ig. Non debbono gli scrittori por ancor * ^ laccre a ^ c genti solamente che sono in vita ec., ma a quelle ni ■. a cbe sono a vivere dopo loro. E 3 . i 36 . Al passato tempo, - Avv t q " 10 Cl,e a venire è. (V) Aver / TUrosamen te in alcuna cosa ==: Essere in essa avventuralo, Ì1 110,1 esito della sua impresa. G. F. 7. òy. E come ( come che ) ! Sar ° non bene avventurosamente fosse nelle sue imprese sopra , . , -- —w.« ni *\;iuuiusdiiit;mc jusst; iiene sue imprese sop — Avvisi"» 1 ’ ^ r ì ua ( L '( ie somiglianza all’ Essere bene di uno. ) (V j (. iq S °j Credere, Pensare, Argomentare, Parere. V. Avviso, lo n * ^ r . Pur. 35 . 2. Per riaver l’ingegno mio m’è avviso Che non ^ io po ggi . (B r) ° l n r N . che ad alcuno * = Piacergli , Riuscirgli gradilo.Dani. ■— bene tanto 111 ® l*ol quanto a te piace. (Br) ,<55 R Convenire , Par mestieri, y. §. 28. Car. Leu. ined. 4. Be ^ e one c in ogni caso di stare avvertito ec. (N) e „ > meglio d’alcuna cosa = Starne bene, o meglio, Averne prò n e ri y• S- 9- Star. Bari. //). Se voi mi comandate eli' io ve ne c ., C °. accana cosa , sì farò comandamento •• e dicovi che di ciò " bene tC assai di mc S lio - (V) zì u , hella grazia di uso * Essere molto innanzi nella sua gra- ~~ sene ° f C ' !1 °V- Parendogli essere assai bene della grazia sua. (N) disfatto DI hno=: Essergli amico 0 nemico, Esserne o no sod- bisog 1IALE 1M AaKESE - * V. Arnese , §. 6. (N) A bisogno, al bisogno, di bisogno = Convenire, Esser ~~~ BeoN I< " 0 ’_jf' a *' bisogno. ^-Bisogno, §. 5 .e V. Essere al bisogno.(V)(IN) buo n ° = Convenire, Tornar utile. C. Buono sosl. §. tu. (N) come / \ L1,A festa de’magi, proverò. z= Non esser buono a nulla, ifj* fyj orfane ed i bambocci che s’usano ne’ presepii per la fèsta g'iai-H a ° 1 ' Modo basso. Lasc. Pareni. 4• 9• 1° vo ’ rimaner qui ec.,e tore«r V 86 vei ^ cssl >1 padrone, per soccorrerlo, se bisognasse. Rub. Tu — BB a ‘ l bu °no alla festa de’ Magi. (V) cotti'* V MA pig dappoco C1!E Maso che si lasciava fuggibe 1 pesci t„ : Easc. Spir. p. 68. La botte convicn che getti del vin eh’ eli' ha ; — c C1 “nono, ma più dappoco che Maso ec. (N) p. ,' U I A > * cioè Un trovato finto , simulalo ec. Car. Leu. ined.t. 1. tarsiai dub > tava che quesla fosse carota per indurre il Duca a git- ~~ c* BK a Patito che se li propone ec. (N) il’ . E R ugna : * Dicesi di persone molto congiunte d’interessi o " lor °’. r- Carne ,§. 42 , 3. (N) Bum I Ò~ -dver sicurezza , Esser accertalo. V. Cel lo , arici. J. 6. per | v’ ■'/■ 4i• Dimmi, maestro mio, dimmi, signore, Comincia’io, ~~ CHiA Ro Cr , C n ei i ccrto D* quella Fede che vince ogni errore ec. (N) ~~ cis,, ’ Be’ diversi significati C. Chiaro, add • §. 1Q. (N) qitesii ri At> 0GNI ELME ' rT °. * E". Essere il saracino di piazza. Ma lore. E Ue ' n .°d‘ > checché dica il Carchi, sembrati dissimili di vari 0 „ u j s ® er cimiere a ogni elmetto, par lo stesso che Aver cimiero è «eco/f ble * lo i e dicesi di uomo che sa trovare a tutto espedienti, che tico Usa!° J. 1 eh“' tHL iw d.iSS. Bene c in ogni caso ... Pesare da l un canto e COsa Cl s ^ a lontra, purché dall’ altro sappiam P Co « 1 ^ 1Cu ^ a vanno del pari. (N) _, N '£?= ed 1 n • raesi > c,le s 1 * «raici di Gisippo ed 1 parenti furon con , « ■nsieme C o n Tito il confortarono a tor moglie. (V) , 3. -ì£ f; ssei ; del suo partito , della sua opinione Tu. Aò. raa. tno ■ ’ Tutti saremo con voi, difendendo la diritta fede , ■ 1C J eresia ahhominando. (V) E Din. Comp. Jst.J'ior .Di po ‘ turon co’ Cerchi F.ilcon' .. r°lar, Salvo vo cl,' ,, - falconieri, Itulfoli, ec. (V) Dnnt. Purg. 2 g. 3 — e . penne Giovanni è meco, e da lui si disparte. (N) "irci. sl, ni £ rU j r ‘ nostra la sua grazia e proiezione sopra la . sono igualmente ..,, u ..— \r'l . “ protezione sopra la crea- . Dio, mostra la sua graZ’ P ono igualmente per -min. Ant. 2 . 3. 4- D’opere nostre ” • e j), 0 era con lui. ciascheduno. AWaam foe albergatore di pel n navid era molto t-ba amava riposo e solitudine, e Dìo era con tur. Uavi Um d« , e Dìo era con lui. (P) o y cr rci a Roma; ma h Stare , Dimorare con lui. Car. lett. i• 7 * . \,: £0 ana tsser se- per «n* occorrenza di M. Antonio d’importanza, t co alla Serra qualche mese. (P) 5 — * Aver che fare, Usare con una o con uno. V. Essere insieme. (ÌS) — corona di ki>cuTiQ*~FargU gloria e ouom V. Corona, J. 0 e 10. (N) — cortese di alcuna cosa ad altrdi * = Dargliela , Adoperaiia per esso o simile. F. Cortese, J. 2. Ceccìi. Incanì. 2. 5- Se mai tu mi fusti cortese dell* opera tua, or bisogna che ec. fN) — d’accordo * = Concorda™, Andar di concoraia- /^.Accordo,5-5-(N) — da guerre e da oattaglib , * cioè Acconcio a guerre ec. »Satlusu Calci, p. n. (JWap. 18 27.) Già li novelli giovani sì tosto coni’ erano da guerre e da battaglie , in oste stando, per fatica e per usanza apparavano cavalleria. (N) — duopo , uopo *£= Abbisognare, Esser necessario. P*. Duopo e Uopo.(N) — d’altri, di ALCUNO= 77 , owirsi in altrui potere, Appartenergli. Ar.Fur. 28.56. Fannosi i dolci miei disegni amari, Poiché sei d'altri, e tanto mi ti scosti. (M) Bocc. g. 8. n. 7. Sieti di colui a cui tu ti desti. (N) — d’ animo = Deliberare. Ambi\ Cofan. 5 . 10 . Ero d’animo Non mi lasciar vedere. (V) 2 — * Esser d’animo di fare una cosa 55 Desiderare. , Aver piv - posto di farla. Car. Leti, ined . t. 3 . p. 27/j. E per qualche riscontro, può facilmente considerare , eh’ io non sòn d’altro animo nè d'altro desiderio , che di servil e la M. S. sinceramente ed in perpetuo* (Pe) 3 — * E ver tutù gli altri significati F". Animo, L 28, 20, 3 o , 31 , 32 , 33 . (N) — dannato * = Esser condannato all'inferno. F. Dannato, J* 3 . (N) —- d’ aria * zsz Esser vistoso. F. Ària, $. 11, 2. (N) — da riduoja. * Modo provavi), del Contado Fioi'entino, e par che valga Essere dappoco , quasi Doppiamente bue* Lasc. Spirti, p. g. lo direi ben d’esser da Rihuoja, se io restassi goffo in una cosa cotale.(N) — da una cosa =z Esser fato , adattato per quella. F. Da , $. fo, 1. e 4 - Amm. Ant . 2. 1 . 8. Altri cani sono da porco selvatico , ed altri da cervio. (P) 2 —E Derivare dalla cosa. Amm. Ant. 2.1. Dirà alcuno: se le attitudini sono da natura, dunque a che bisogna ammaestramento c studio? (P) — da uno ad un ALTRO* = Essere differenza* LaLintcvcssc. P’.J 5d.(N) —di buona o di mala cucina, *'fìg.zzzEsserc di buona o cattiva condì* zìone. F. Cucina , J. 8. (N) — di buon animo * = Star di buon animo. Lat.bona animo esse, adesse animo. D. Gio. Celi. Sogn, Scip. ò. Ma egli disse, sii di buon animo , Scipione e quelle cose ch'iodi dirò commendale alla memoria.(N) — di buon cuore * = Staile di biwti animo. F. Cuore, 5* 4 ■ (N) — dì calca * = Esser di coloro che si mescolano nella calca per la• gliare altrui le borse. F . Calca , 5* 3 . (N) — di carne o Essere di carne e d’ossa = Esser sottoposto a'desidera carnali. F. Carne, 5- 12 , 5. (N) — di conto * = Essere nobile, stimalo , o in istima e riputazione. Bari. As. 1. 57. Il Saverio quivi era per pitti, spartendo ugualmente gli ufficii della sua carità con tutti, di conto che fossero, o meschini.(B) — di credere = Credere. Ambr. Cofan. 7. E per questo io son di credere, Che nè io nè tu questo miracolo Abbiamo più a vederc.&iA'* Avveri. 1. 3 . 1. 20. Io per me son di credere che ec. (V) — di fuori. * Pe' suoi varii significati F. Di fuori, $. 10. (0) (N) — di mezzo, uomo di mezzo * = Esser neutrale , che non prende pórle per alcuno. Cas. Leti. ined. t. 2. p. 263. A voi bisogna esser uomo destro c di mezzo con tutti, che vi riuscirà ogni cosa per questa via. (N) — discosto da uno, * fig. = ZVoii essere della sua opinione. Ar. Fui'. 5. 36 . Cominciò : sei da me molto discosto , E vo’ che di tua bocca anco tu ’l dica. (Br) — m sette mesi , fig. = Esser tenero , delicato , ovvero dappoco . Modo basso.Cecch.Siiav,2.2.Oh per dio, ch’io sarei ben di sette mesi!(V)(N) — di sopra = Esse™ a questo mondo , Esser vivi. Car. En. 4 • 646. Ma quanto ora vorrebbero i meschini Esser di sopra, e povertà, vivendo, Soffrire, e della vita ogni disagio ! (M) ^ 2 — * Ed anche Esser superiore, Sovrastare, che dicesi anche Essere al di sopra. F. 5* c F. Al di sopra , §, 3 . (N) — disperato da’ medici .• * Dicesi del perdere essi la spemnza di poter sanare V ammalato. F. Disperare , §. 2. (N) — disperato di fare alcuna cosa*—Disperarne. ^.Disperato, add.§.ii.(S) — di sua b^lìa * = Esse™ libero e non sottoposto ad alcuno. F. Bulla , §• 4* (N) — di sua signoria * = Essere libero , independente. Lat. sui juris esse. Sen. Art. liber. Quell’ arte non è di sua signoria , (a quale ha fondamento addomandato da altrui. (Br) —■ di suo capo * = Essere di suo parere, Foler fare a suo modo ec. F. Capo , §. 32 . (N) — dolente a cuore * — Essere estremamente addolorato. F. Cuore , §. 3 i , 8. (N) — tì* un pezzo, fig. = Esser leale, veritiero . Modo basso. Ambr. Furt. 4 » 13 . Voi non direte forse poi «osi. Gai. Lo dirò, e farollo ; son d'un pezzo , Lotticri. (V) — erba, in erba. * F. Erba , 10 e 11. (N) — fastidioso in una cosa ad alcuno * ~ Divenirgli molesto, o simile . Car. Lett. ined. t. 3- p. 2f2.Non ho altro desiderio al mondo che di avere occasione di potere spendere la vita c lo Stato con quanto ho al . mondo in suo servizio; però ch’io non tornerò ad esserle fastidioso in questo, aspettando solo d’essere comandato. (Pe) — fatto fare m Essere aggirato, bejfato. Cecch . Stiav. 5. 6. E io sono stato fatto fare, pare a me. (V) a — * E variamente. Car.Lett.ined. 3 . 38 . tà perchè non sono uomo d’esser fatto far per filo; per risposta, poche parole e brava risoluzione. (N) — fatto il messere = Essere aggirato , menato pel naso.Cecch.Sttav, 5 . 6. Che si , che tu se’ fatto il messere da questi giovanacci. (V) — forte delle braccìa, * J'ig.zzz Esser val>i'oso.F. Braccio, jj. 8. (N) — fuor db’ gangheri, fig.z^Avev perduto il cavallo. Modo basso.Lasc. Pareni. 4 * 8. Tu debbi ess«r fuor de’ gangheri. (V) ESSERE FUOR DELL’INTENZIONE — fuor dell’intenzione, del bisogno, ec. * = Esser contrario all'intenzione, al bisogno ec. Car. Leti, ined. U 1. p. 17- Questo rimanere, se bene é fuori della mia intenzione , non sarà però fuori del bisogno. (N) — fuor del male * = Esser guarito. Cas . Leu. ined. t. 3 . p. 2^1. Per quanto si ritrae dati’ ultime lettere di costà . . . spero che a quest’ ora V. E. sarà del tutto fuor del male. (Po) — fuor di cervello * = Esser pazzo, ec. E Cervello, 12. (N) — fuor di dolore d Non aver più dolore . Rie. Malesp , CCl[>, 1 ò. E tutta rimango consolata, c son fuori di dolore. (CVoè, sonno libera. )(V) — fuori di fanciullo, * cioè Uscito dellafaiiciullezza , o eie pupilli; e per ironia detto a vecchio che. voglia apparir giovane. Nov.Grass. Leguajuoh P- 17. (Ed/z. dei MorenE) Se’ tu un bambino ? Tu se’ pure oramai fuori di fanciullo. (Pe) —- FUORI D’INTELLIGENZA , DI CONOSCIMENTO, DI SENSO, DI LECCE, DI COSTU- wi * ec.zzzJSon avere intelligenza , conoscimento ec.Dani.Par. 7-Né pur ìe creature clic son fuori JJ’intelhgenzia. Baco. Pianini. lib. 1. O ingannate c veramente di conoscimento in tutto fuori, che è quello clic voi dite? Brun. Tcsovetl. 20. Saria ben fuor di senso ( sarei pazzo ) S’io non proveggio, e penso Gonfio per lo ben campi. j4r.Puv.37 . sg. E le domanda chi si iniquo fue , E si di legge e di costumi fuo- ra , Che quei segreti agli occhi altrui rilevi. (Br) .giustificato * Purgarsi da colpa apposta. Bart.Giapp. 1 . 3 .Tanto sol eli’ egli dica una parola , ordinando eh* io sia giustificato ec. (N) — grado, buono crado d Essere gradilo , Piacere \ piu comunem. Essere a grado. Car. En. 8. 610. Io fin d’allora , Se Pera grado, avrei d’arme provvisti I Teucri tuoi. (M) Salviti. Ocìiss. 143 . io la casa ti darei, E la roba , se tuo buon grado fusse, (Pe) -T- grande con uno d Esser in grazia , in grande stato appresso ul- cuno. Bocc. g. 5 . n. 2. tit. Ritruoval vivo in Tunisi, palesagli, e egli grande essendo col He per consigli dati , sposatala , ricco con lei in LÌ j ari se ne torna. (V) *-*- grasso di alcuna cosa, f/g.zzi Abbondare, Aver gran copia.Modo basso. Ambi'. Puri. 4 - 6* bielle quali (bugie) bisogna essere grasso , chi là quest’ arte. (V) — grave = Arrecare affinino. Bocc. nov. 77. 38 . Ed etti grave il costassù ignuda dimorare. — il caso * Cadere in acconcio, a proposito.P.Cn$o,§.io.Car.Let. ined. t. 1. p. 4°' V* prego poi, che se desiderate farmi cosa grata , che voi per voi stesso, mostrando ch’io non sia il caso a queste faccende , da qui innanzi mi leviate qucslc buche da dosso. (N) — il pozzo ni S. Patrizio *, prove/b. d Non saziarsi, Non empirsi mai. P ■ Plos hai. I. 6. p. 264 • n. 71. Maga!. Idi. funi. 1- ^2. Voi direte, che io sono il pozzo di 8. Patrizio , e eh’ io non in* empio mai. (IV) — il saracino di piazza *, proverb.zzz Essere acconcio a sopportare ogni posa.P. Saracino. E‘arch.Ercol. 2 .i 85 . D’uno che sia in voce del pò. polo e del quale ognuno ardisca dire quello clic vuole , e ancora fargli delle bischenche e de’ soprusi , si dice : egli è il saracino di piazza , ovvero, cimiero a ogni elmetto. (IV) «— il secesto o seicento : * Dicesi di persona che sì stimi oltre al convenevole. P. Secento. (IN) in acconcio * == Essere apparecchialo , Essere in ordine, all'ordine per fare una cosa. Paliar. Jst. Cono. 3 y 7. Il He de’ Komnni , lodando che il Papa avesse prorogato il Concilio, perciocché nè i vescovi di Spagna, nè quei di Francia erano in acconcio, domandò ec.(Pe) — in agguato * d Stare in agguato. P. Agguato, §. 3 . (N) ~ in alcuno d Appartenergli. E P. anche r 4. Bocc. g. g. n. 3 . Maestro mio, ciò siane in voi. f Cioè, sia rimesso a voi, sia vostro pen- siero.J (V) (N) — in amore ad alcuno* d Dilettargli, Piacergli, Essergli caro. Amnu J 4 nt. A me lo ragionare sempre è sialo in amore. (Br) in amore, nell’amore, in ruono amore d'uno d Essere amato da lui. Star. Semif. 81. Sì perciòe, c per tutte altre sue buone rjuaiifadi, in buono amore si fu sempre e dello conte Alberto e di tulli.(V) Bocc. Com. Dant. 4 • Fu ascritto all’ordine equestre ec., ed oltre a ciò fu sommamente nell’ amore de’ Romani giovani. (P) — ìn andare * d Essere in sul partire. Pegez • 3 i. Se P oste è in andare, da quella parte si dee fare dove dee andare l’oste. (B) — in animo * d Avere intenzione. Ar. Lelt. Io son quasi in animo , senza aspettar altra vostra risposta, di mandarvi cc. (Br) — in assetto * ±= Tvovarsi in ordine , o in procinto. V. Assetto,§.3.(N) — in ballo, * fìg. d Trovasi in qualche maneggio o impresa. P. Ballo, 5. fO.'(N) r- in bocca all’orco, alla morte * d Tenersi per ispacciato. P. Bocca, §. 28, 2. Cas. Leu. wed. t.2.p.iS. Pacecco ha mostrato una spedizione di trenta colonnelli, e secondo loro, siete tutti in bocca airOrco.(lV) in BUONA*dj 5 ’sse ? > di buon animo, allegro ec. P. Buono, sost.§, 70, 3 .(N) —. in caldo. * Per tutu i suoi significali P. Caldo, sost. §. 5 . (N) •— in campo * d Comparire ec. P. Campo, 6, 5 e 2 3 . (N) r— in canzona * zzi Essere lodato. P. Canzona , 3 , 2. (N) t- in capite * d Esser capo, il.principale in quell’ ufi zio o simile. Car. Leu. ined. t. 3 . p. 52 Egli ha sparso per tutta Roma d’esser segretario in capite, e.d intendo che ne ha scritto ancora costa con un gran fasto. (Equivale u^'cn-chef de Francesi.) (Pe) *— IN carne * ~ Essere alquanto complesso. P. Carne, 42 . (N) — in caso * = Essere, in tal termine c stato. P. Caso , 10,4. (N) — in causa —Trovarsi nel caso pra tco, Partecipare del danno o utile delia cosa di che si tratta. P. Causa, §. 6. (V) (j\ T ) — IN CERVELLO * d Tornare in cervello. P. Cervello , 12, 2. (N) IN collera. * Lo stesso che Stare in collera. P. Collera, 5. 5 (N) — in colmo * d Essere nel massimo ardore, nel maggior punto.Cas. Lelt. ined t. 2■ p. 2go. Qui la guerra si può tener per finita, e quando era in colmo , non ci correva del pane abbastanza. (N) — in colpa * d Esser colpevole. P: Colpa, $. 11. (j\) .(N) ESSERE IN SE — in concetto * zzi Essere in’istima. P. Concetto, sosf. §. 1 2. (N) ■— in concio * d Esser pronto, Avere opportunità. P. Cencio, 5 7 *(~' — in concordia * d Essere in accordo. P. Concordia, §. 4- (NJ — in considerazione di alcuno * d Esserne stimato , Essergli vi nie ‘ moria. P. Considerazione, §■ 10. (N) — in corpo * d Essere vivo. P. Corpo , §. 3i , 2. (N) 2 — * Ed Essere col corpo a gola. P. Corpo, fj. 3i. (N) — in CREDENZA*dPo7 , /nre opinione, Pensare. P. Credenza, — in credito con alcuno * d Essere stimato da lui. /^.Credito,Jp 7 ; Ar. Eur. 1. 80. Son dunque ( disse il Saracino) sono Dunque in sl poco credito con vui, Che mi stimiate-ec. ? (Br) —- in custodia o alla custodia di alcuno * zzz Esser sotto la cura 0 protezione di esso. P. Custodia , 5 - 7 - (N) — in danza. * Lo stesso che Essere in hallo. P. e P. Danza, 10 (N) — ln desiderio * d Esser pieno di desiderio . P. Desiderio, j. 5. (^) — in desio alcuna cosa ad alcuno * ;d Desiderarla. Dant. Par. 5- 11*’ Da questi M’cra in desio d’ udir lor condizioni. (Br) — in detta, in disdetta o in disdetto * zzi Aver la fortuna favorevole * o contrario , Esser d’accordo o no con alcuno. P. Detta , e Disdetta , JJ. 2 , 2. Parch. Ercol. 1. 188. Essere in detta , signifì'" 1 essere in grazia e favore ; essere in disdetto, in disgrazia e disfavore.(N) — in disgrato * d Essere discaro. Bocc. Am. Pis. 25. Biblide trista quanto t’ è in disgrato Veder colui. (Br) — in divieto * d Esser proibito. P. Divieto, 7. (N) — in essere: Dicesi delle cose che altri possiede in atto, come Avere in essere. Cecch. Dot. 5. 6 . Tra quello che è qui in essere , e qneh lo che di certo verrà in dogana. (V) sognerebbe clic gli scrittori di que tempi lusserò in essere. E 00■ 11 libro è scritto cc. quando di già Firenze era senza dubbio alcuno 1,1 essere. E 2i5. Sotto Luitprando cc. si era vescovo Specioso, che i )t: sono ancora le scritture in essere appresso di noi. (V) ì — * E parlando di Soldati, vale In realtà, In effetto, che volgarmente suol dirsi Effettivi. Car. Leti. ined. t. 3. p. 217. Nel P* c ' monte, per quanto intendo, sono tra Tedeschi e Spaglinoli diecim^ 3 fanti in essere c buoni , c seimila Italiani. (Pe) — in estesi n * d Essere, fuor di se, sopra fantasia. Lasc. Parerti, à• 2. Voi altri innamorati siete spesso in estesili. (V) — in fame , sete ec, d Patir fame ec. Cavale. Med. cuor. 33. Per peccato siamo in fame e in sete, povertà e guerra e morte. (V) — IN FIORE A FARE ALCUNA COSA , cioè E'Sei' Sul buono , sul bello, SU* forte di fare ec. Pecor. g. 22. 11. 2. Avevano fatto tagliare il capo a inesser ec. a certi altri loro amici 9 come eglino erano in sul fiore a vincer la terra. (V) — in fiori:* Dicesi della pianta, quando è nello stato della sua fi 01 ' 1 * tura. Sod. Colt. Non si faccia questo quando sono in fiori , ché lora faran loro nocumento troppo le piogge. (Br) 1 — in florido * d Essere in fiore. Magai. Operett. i5i. Quando * e ricolfe vanno bene, c che il commercio è in florido. (B) — in giu in alcuna cosà * zzz Conoscerla a fondo . Cecch . Assiunl . p - i > 2 ‘ Voi sapete ch’io non son tanto in giù nc! Salterò che voi c’insegnate. (^) — IN grazia * d -Esser accetto; ed usasi anche col 3. taso. Cas.U lL ìnecl. t. 3. p. 257. Quando mi faceste un torto tale, crederei non esserle in grazia. (Pl) *— IN LA COL TEMPO. * P . Là. (A) —■ in ira ad alcuno * = Essere odialo da esso. Car.En.lih.-7 . Poscia che fu, per froda e per disdegno Dell’iniqua matrigna, al padre in ira--^ lib. 11. Indi il più vecchio, Drace nomato, a cui Turno fu sempre P 1 ' 1 sua natura c per sua colpa in ira, Botto il silenzio in tal guisa risp (,sC Bentiv. Teb. lib. 3. Ali dunque (grida) io son colpevol tanto, E taid° in ira a’ Numi ...? (Br) —• innanzi del tr.mpo d Essere attempato. Modo antico. Fior • cap. 2. Quando era Salomone innanzi del tempo, e’ s’ammutii c0lì una donna pagana. (V) . , — innanzi in una cosa d Averla condotta a buon termine. Co fin. 1. 2. Come siete vo’ innanzi in questa pratica? (Lat .quol^ sani rrs vcsti-ael) (V) # . r1 — . in odio ad alcuno d Esserne odiato. Bocc. g. 10. n. 8. Gisippo c a’suoi e a que’ di Sofronia in odio. (V) < -TU — IN OGNI LATO d Adattarsi agli eventi, alfe, cose , ai tempi ec■ servire temporibus. Gr. $ov\svav Cecch. Sl/av. 5. 8. Io j • tendo e so che tu sci uomo che hai ingegno , e sai essere in lato , c navigare a ogni vento. (V) , —-ÌN piede, parlando di questioni, dì contrasti, di litiec. vale che non so * ancor terminate , non ancor definite. Ar. Eur. 3o. 18. Della scaleo'^ Mandrieardo altero , Che in suo favor la bolla donna diede , Non P j, fruir tutto il diluì10 intero, Ché contro lui son altre liti inpicde-O — IN pensare d Andar pensando. Car. En. 6. 037. Erano cutraj^ bi , Ragionando , in pensar di quale amico , Di qual corpo iusep 0 ella parlasse. (M) 5. — in piacere ad alcuno * d Essergli caro , gradito. Dant. P( tr ' ,g h Perdi’ci rapporti Quanto questa virlù t’è in piacere. Bari. Giapp- 3. Tanto sol eh’ egli dica una parola, ordinando eli’ io sia giusfibjj comunque gli sarà più in piacere , io senza resistere , mi lascei'O gare c condurre alla morte. (Br) ^ — in pratica di fare alcuna cosa d Esserne in trattato. Aa/bf ' fm. 2. 1 . Orbe*.* battisi A dir, buon prò ti faccia ? Io so che mi tic a Sei di tor donna. (V) . ' ^ _ ns prezzo. * Lo stesso che Essere stimato. Lor. Med. Coni- ^ Perché l’essere in prezzo e assai celebrata una lìngua nel mondo, c ^ siste nell 1 opinione di quelli tali che assai la prezzano e al _ 1N - prova * d Conoscere per prova. Guid. Cavale. Son. Vedo lino parere ogni,valore E tutto gioco, e quanto bene uon^ scote^ ^ fosti in prova del signor valènte Che signoreggiail mondo dell ono* A ESSERE IN PUNTELLI “ U* pastelli *, proverò. ** 1- p. 114. Ili lliorlf-t C . • era quasi in immolli , I ilio si metteva m rotta. (IN) m „ It£a> ~ >K SB, contrario dì Esser fuori di sé ; e cale Esser sano di m.ute. Lui. apinl se esse. Or. it Ixvtm ìh’xi. ~ >* sete * = Patir sete.- V- Essere in fame. (.IN) ' Insieme 0 co» ORA o cor uso == Usare con una o con uno. rem lialtcr zTroi’arsi in cattici termi ni.Tiene. Celi. Vit. ammazzando quei capi , quello esercito eh’ Lai. d Q u * la l' c re , coire, lìor.c. noe. 26. i4- E immaginando come dir gli nJe^i *l" an do con lui stata fosse, quasi tutta la notte dimorò. E con' Dorè egli menar la voleva, acciocché quivi più ad agio e S ( ato lnci j sospetto jiotessero essere insieme. E noe. yS. 12. Il Zeppa ■— )h C , 1 ^ 01 ma quanto gli piacque , scese della cassa. non S ° C0KTAKT1 — Aver capitale in danai o. Arnbr. Furt. 2- 7. Io — j son ° al presente in su’ contanti. (V) y r ST ; n.CEOLL° della bilancia * ~ Essere in bilico, vicino a cadere. Crollo ts SOI, 5- o era in sulla burla, ma clic voleva tornare per le sue cor- Jìf , °g n * modo. (N) su 3*ue viscere , * Jìg. Star sull’animo, Patire mal volontieri. teij] 5 ' ^ €tt ‘ * ne d- t • 1 - P’ *85. Ma V. E. ba da sapere che costoro la ono assai per tutti i rispetti, ma spezialmente per esser loro tiop- - ijy-J 11 sn ^ e viscere. (N) n ? BN ° ad una cosa — A doperanùsi , Affutìcarvìsi per condurla b'inT C ^ ie s ì vun ^- E tir. ì.n. 7 . 7 82 . Era per sorte Tirro in quel L» 0 a ù una quercia intorno, E per forza di cogni e di bipenne lor ’ e< V trouca e sf { u;u ‘ c ' a * a - E 8 . 603. Altrove ( ì Ciclopi') erano in- ^ ; no T)i Marte al carro, e le veloci ruote Accozzavano insieme. (M) 14 qv° Ewi'e nel aito stato , ne suoi piedi . Ambr. Co fan* 4' q' . 10 biss’in voi, il farci mettere In prigion il (ristacelo. (V) berci*'* 3. 2 . Se fissino in me, e’ftrebbono come fo io; . . .e in K> 10 sn,ìo hi me c non ci sono loro, voglio fare a mio modo.(IN) * — Usare, Adoperare. Guidott.Rctt.ii3. TiitL’i modi, Sf)M . Parole si possono ornare,e tutte le belle ceravi sentenzie die ■“ in \ ln nsanza de’ dicitori, oc. (B) J t „. tso A * per Essere usato da. Comm. Dani. Jnf. 1 . Dire clic per | iJr ® s, lcnzio olii p.arca fioco, cioè per non essere in uso lo suo par- r° et ico e ornato a’ moderni. (IN) ,v,J A ? °na cosa =1 Esser vicino , acconcio , e. in prossima dispo- " IN Sizi °ne di Rtia^lv C * 1 PC ' ^ elr ‘ san 4 / 8 ' Tempo era ornai di trovar pace 0 Ire- .' llf 7; tan * a guerra : ed eranc in via forse , Se non clic ec. (V) VlGoT!E * ^ Stare in fiore , Trovarsi in buono stato. Salitisi.Ca- 'P- 185 . (Napoli.) Quando i Cartaginesi erano in vigore ec.(N) Pir a ~^ ' .... 1 da. casa pila ^ . : ,EA dell’ acqua benedetta : Dicesi proverò, di donna, amata 1 su,'? Z ' òasso. Ambi\J r urt.5,i3 • Ma chi è quello clic esce di ca do?!’* kucio, per mia fo. Lor. Non vi diss’io di’eli’era la pi M ac T ,a benedetta? (V) c/ t EGL . , ° cnE rane, meglio cnE il gìovaccà;* Diccsì proverh. cV nomo p e * lcl in estremo grado di bontà. F. Pane. Varcò. Ei'col. 1. 184• K pn r ° c ° lìl rario d’uno, clic non sappia fare una torta parola, nò dir e f. Z!, l?P a ? non ohe far villania ad alcuno, o stare in su i convenevoli, /v- ar ° iuvenic si dice : etili è meglio che il pane , c talvolta, che il p 0 A sedere * , fìg. = Esser depnslo di carica . V* Mettere c - fc l0 G a cedere. Alf. mod. e voc. tose. pag. 12. (IN) Sa rà ° ^ osfare * Importare molto. Srgner. Alami. FA). 5. 6. Ti il dokj , 0 ^ er sfrv * r ^'° superare la povertà , ti sarà molto superare vi^ 1 - * — Esser necessario. Fr. Giord. Pred.M. 2. 62. Qui si giuri c tutti i giuri die non sono necessità, come -* die lutto dì giurano per ncente. (N) " A ' tJN ° * “ caro cc ' ^ n0re 5 S* ^/■ (N) Ess/.,. Mer cè m checchessia. * Lo stesso che Essere in sua balia. V* - *el,V H ' Ì 1: ’ Sisn0ria ec - ( p 0 2>j s( SIClf ORiA. di checchessia * ” Star sotto la sua podestà. Seti . MlaV- arrendo ai diletti-, e* mi converrà poi arrendere ria di IC,Ì ‘ a /InÌore, e a paura , cd essere nella merce e nella sigilo- ^ n E ll » Glì P>digia e di cruccio. (Pr) tusia. y-, Tp,f \ mondu, fg.~ Esser astratto coi pensiero , Essere sopra fan- ^ ^ ut ‘ 4- 7 - Io era adesso nell’ altro mondo. (V) Niellò i Q AnB . lTISI .° “ Esser libero e padrone di se. Foce. g. g. n.3. In bai T 0 r^ e lrì *° arlùtrio fui, e disposto a fare quello medesimo che - N ETTo a ™^*»nprtf a PPj escn tazione, alla fine à< il’ nficio si danno i n mano cer- Vcn . n '' la man ] ( I ua ^’ R P cn( ' 1 Innii , si batte sulle panche; onde ne Sbattuto Fi le , l d l >assa popolare, Esser panca da tenebre , d’ un battuto Per alcuno * -_uomini atiliggitori e danna sua ostinata disgrazia. (N) ^bitudin, dd|"~.- * €re fÈ' ia SU!l parte. Cavale. Alt. A post. 18. La ^h Apostoli * a . Cl ^'‘de si divise per questo fitto, e alcuni erano su/ r / Ucuni erano per gli Giudei. (Br) r he r/ì *„ 0 piuttosto Esseri ’ ' c *>s a A/T > Piuttosto altri fT a ** 1 ' Uu - Il per per la sua r= Contarci per qual- per a per la sua. (N) .... M „o ™ , = ss gsz&R sono i quel calllvo coro Degl. Angch clic nou ,ll) elli, Né fui- fcùri; . to* fcdcl: 1 a Dio ngel , ma per sè foro. (V) ESSERE VI ALÀ VIALÀ j ' s 5 % Non esser soggetto ad alcuno. G. F. 7. 36 . Ma per la loro superbia, perchè si voleano essere per loro, siccome castello d’imperio , c contagiare il comune di Firenze, fu abbattuta. (Pr) — per uno = Ajtitanio , Favorirlo. Arnbr. Furt. 2. 3 . Vedete poi dove si conduce una mescìiinella , che non ha persona che per lei sia ! (V) 2 — * Eri Esserci per uno = Contar per u . Car. E11. g. 201. Era Memmo lor sopra , e il buon Scgesto, Che fur dal padre Ènea nel suo partire A guerreggiar ( se gucri a si rom- * posse ) Per condottieri e per maestri eletti. (M) 2 — F per Assalire. Car. En. 3 . 1000. Parte il tenemmo in terra saldo, Parte con un gran palo ni foco aguzzo Sopra gli fummo. (IVI) Buon. Fier. 4 > *.7. Ma non ci giova il ritirarci indietro, Ch’ei vengono a trovarci e ci son sopra , Quasi divoratori. E Salvili, ivi: Ci son sopra ... assaltano , ci vengono addosso. (N) — sopra qualche cosa * = Superarla , Averne il primato. Mcnz. Parad. tcrr. 2. 14. Ma sopra ogni altra amabil maraviglia , In cui se stessa superò natura , Sono i begli occhi e le modeste ciglia E la fronte di lei candida e pura. (N) —“ sopra una cosa * ~ Prenderla in disamina. Segr . Fior. Mandv. 1 . 1. Ligurio si parti questa mattina da me, c disse che sarebbe con messer Nicia sopra questa cosa , e ine ne risponderebbe. (N) — su = Levarsi su al rumore • Frane.Sacch. uov. 97. La gente fu su (alla batosta che facea il Minoima con Gogo)\ feciono fare la pace ee.(V)- — sul curro di fare alcuna cosa * = Esser in procinto , in punto ec. di .fa ria. F. Curro , 5- 5, 2. (N) — su per le baje * ~ Motteggiare , Folcr la haja. F. Baja, §* 5.(V) — tra bajànte e ferrante. Lo stesso che Andare tra corsale e corsale. {Modo proverbiale e basso.) Lat. Cretensis cura iEgineta. Or. tfpps 0 lyivYìT-fjV. Farcii. Ercol. 252 . Fate vostro conto che ella sia tra' bajànte e ferrante; o, come disse il cane che bee l’acqua: tale, quale. — tratto dell’onore, o di altra cosa * r= Esserne cosa disperala , Esser perduto. Ar.Fur.21. 4 %> Tu sol puoi rimediargli ; De! mio ouor allumcnti sarà tratto, E di quel del mio Argco. (Cioè, sarà deciso , non vi sarà più'rimedio $ nel senso che i Latini dicevano , di cosa già fatta e irretraltabile , jacta est alca.) (Pe) — travagliato di una cosa * = Esserne molestato. Car. Lett. ined. t. 3 . p. 166. E desidero di non essere travagliato di cose simili. (Pe) — tutto acciajo, (ig.-=zEssere fino , o sottile , o forte , ec. Cecch. Dot. 4. 7* Che potre* io mai Lire , s’ io fussi tutto acciajo ? (V) tutto alcuna cosa = Non pensare ad altro , o simili. Borgh.Fast. 464 • Lahcone ec. , essendo tutto leggi e tutto antichità , non reputava quel per vero e legittimo Consolato. (V) — tutto un tale = Rassomigliarlo. Lasc. Parerti, 5. 2. Gran cosa ! che so io quanto bene egli c tutto Fabio nel viso. (V) — un bacio : * Dicesi di bocca da baci , cioè che invila a* baci. F. Bacìo , §. 3 . (N) — un tecomeco : * Dicesi d* Un commettimale. F. Tecomeco. (N) — uomo , Essere riputato uomo * = Essere stimalo. Cecch. Incanì. 1. 1. Di più aveva buona provvisione ed era riputalo uomo. (N) — vergogna o simile ad alcuno Apportargli vergogna cc. Foce. g. 7- n ' 7* Con animo di far cosa che mi fosse vergogna. (V) —’ vialÀ vialA. Modo basso ; e si dice di chi sta così male , che sia sfidato da' medici. Vàrch% Ercol. 81. D’uno infermo, il quale* come dice il volgo, sia vialà viali, o a’ confitemini, o al pollo pesto, o all’olio santo, o abbia male, che Ì prete ne goda', s’usa dire; i medici l’ hanno sfidalo. Essere diti', da Esistere e da Sussistere. Essere conviene ad ogni soila di soggetti, sostanze, modi; ed a tutte le maltiere di essere 1 26 ESSERE, sost. siino reali o ideali o qualificative. Esistere non si dice propriamente che delle sostanze per denotarne soltanto 1’ Essere reale. Sussistere si applica egualmente alle sostanze cd ai modi, ma con mia relazione alla durata del loro essere : nozione non espressa dai due primi vocaboli. Gli enti creati sano finiti ; il cerchio è rotondo ; tutto è orili' nato nell' universo cc. La materia esiste ; Esistono le sostanze spirituali re. Il piacere della virtù sussiste; Sussistono molte opere degli antichi cc. Essere. Sin. Essenza, Esistenza. [ F■ Ente.] Farch.lez. fòt- Dissero Dio essere sopra esso essere. Belline, son. z83. Che 1’ essere é nimico del parere. 2 — * Ente, Ciò che è c può essere, come V usano i Francesi. Dant. Purg. iy. mg. E perchè intender non si può diviso, Nè per se tante alcuno esser dal primo, Da quello odiare ogni alletto e deciso. E 18. 22. Vostra apprensiva da esser verace Tragge intenzione e dentro voi la spiega , Si che l’ animo ad essa volger face. (Pe) Dant. Par. 1. Onde si muovono ( le nature delle cose ) a diversi porti Per lo gran mar dell essere ; e ciascuna Con istinto a lei dato che la porti. Salvia, disc. 1. 85. Un rapido fiume, che cc. gli esseri mena c trasporta continuo. E 2. s66. Si puotc ella ( la Canonica ) considerare come un essere trascendentale cc. (N) 3 — Condizione , Stato. Lai. status, conditio, Gr. xa.riara.ins. Cron. ESSO sona di femmina. ] Baco. noe. 1 ì. 16, Di vero tu -cenerai con meco. Cr. 2. 22. 12. Fuggente alle calde interiora della terra 1° I1 ‘ 1 ' turai calore dell 1 arbore , e traente con esso seco 1’ umore. 5 — [Il medesimo avviene con nomi sostantivi eproprii.] Daul.Inf.3z.of- A cui fu rotto il petto e l’ombra Con esso un colpo per la man d’Arlù-? Fir. As. 2-yg. Nè Con esso Cupidiue' cc. (V) Bove. g. io. n. 2. Dii disse, che gli dovesse piacere d’andare a smontare con esso Ghino al castello, E g, 6. fin. Cominciarono ad andare in qua, in là dietro a’ pesci , ed a volerne con esso le mani pigliare. Purg. 4- Monta* 1 su Gismautova in cacume Con esso i piè 5 ma qui convien clic uom vóli. (Gin) 6— Usato talora colla detta prep. Con avverbialmente , e non ha riguardo nè a genere, nè a numero; e vale Insieme , e In un medesimo tempo- Lat. cura, simul. G. F. g. 3s5. 3. La disavventura era tanta, e coi' esso la discordia de’ Fiorentini , che non l’ardirono a soccorrere. ’’ M. F. 7. 5. Ed all’ entrata di Settembre si trovò più di i5 mila ai* madure di ferro ben montate al servigio del Re, e con esso gran or* mero di sergenti in arme. (Cin) 7 — * Con la prep. Per s’accompagna pur quasi che indecl. con °S'! 1 genere e numem. Filoc. I. 6. Quegli Iddìi, che all’aspra battagli 3 m’ajutarono, quando la sua vita dalle fiamme campai, ni’hanno pi’ 0 * messo ci rendei lami , e a loro fidanza per esso venni. (Cin) 4 Feti. Ebbe per moglie monna Vanna, di piccolo essere. Filoc. 5.yf 3 — [Usalo come ripieno e senza veruna preposizione.] Dant. Purg.28.9f . ' - ' 1 1 ' 1 ' ' Losommo Ben, che solo esso a sèpiace, Foce l'iiornbuono a bene. 4• 2 - 5. Non potesse essere eletto ad Imperadore senza elezione “! questi sette principi , quali sono costoro essi. Bocc. nov. 35. f 2 .Q u fl l esso fu lo mal cristiano , che mi furò la grasta? M. Aldobr. P- tj* 100. E per sapere quali sono le speziali medicine del cuore , si ** divideremo brevemente, e sono queste esse. 2 — Nola bel modo di ripieno eh’ è al lutto diverso dagli Af 1 Pii. SS. Pad. //. 18. Acciocché seguitiate le vestigie di Cristo 1*" nedetto , il quale essendo Iddio, essa e ogni contumelia in questa ' il " ta sostenne. (V) .. 9 — Si aggiugne ancora ad altre voci e prep., senza alterare punto* loro sign. , come Lungo, Sopra , [facendosene Lunghesso, Soprcsso-l Lat. juxta , prope , super, supra. Gr. ìyyv s, iepós. Bocc. nov. Passando lunghesso la camera , dove la figliuola grillava, subitainc”* entrò dentro. Dant. Itif. 23. 53. Appena furo i piò suoi giunti al }y to Del fondo giù, eh’ei giunsero in sul collo Sovresso noi. E 34-4' ‘ Sovr’csso’l mezzo di ciascuna spalla. E Purg. 2.10. Noi eravain l” 1 *' ghcsso’l mare ancora, Come gente che pensa a suo camino. 10 —[Fuor di queste maniere di favellare , varia la sua terminai' 0 col nome eh' egli avrà seco , al quale egli però sempre s’antep 0 ' 11 ’ o senza altra prep. innanzi , o con prep. di egli si truovi. ] Bocc- nov. 4 2 - 7- La quale essa lei che forte dormiva chiamò molte voli"'’ E g. 2. n. 3. Ed ebbe tre figliuoli, quantunque il maggiore a di c .'° to anni non aggiugnesse , quando esso messcr Tedaldo ricchi* 51 "’ venne a morte. Doni. Par. 8. Vid’ io in essa luce altre Iucerj| c > Muoversi in giro. Tes. 7. 35. Ancor vi vide allegro esso furnre.(L l ^ 11 — * Anzi con le preposizioni Con, Per, Sopra, Sotto e simili, c0 ' 1 quali suol rimanersi invariabile le più volte, pur talora si vari Venite ; onoriamo alquanti giovani ne’ sembianti gentili, e di grande essere. Pelr. cap. 2. L’ esser mio , gli risposi , non sostiene Tanto conoscitor. G. F• 7. 7 4- 1- Il meglio avventuroso in battaglia in mare e in terra, che mai fosse di suo essere. ( Cosi in alcuni testi a penna. ) 3 — E però Ben essere = Buono stato, Utilità, Fantaggio.Bor- gh. Arm. Fam. 21. Consistendo il bene essere ec. de’ regui o delle città nel buon governo cc. 3 — * E colla prep. in luogo dell’alt. Bocc. Leu. Piu. Ross. E come i popoli hanno nelle lor particolari città, a ben esser di quelle singolari leggi date, così la natura cc. (N) — * Stato , Condizione di salute. Car. Leti. ined. t. 3. p.tuf. Ho sentito 1111 piacere dell’avvisò che tu m'hai dato del tuo essere, perché m’era detto che stavi male- (Pe) 5 — * Dare l’essere = Creare. F. Dare l’essere. (N) 6 —■ * Rimanere in essere = Durare , Conservarsi. Ar. Pur. 1Q. Questo che in esser suo primo rimase. (P) Essexia. * (Grog.) Es-sc-xi-a, Esscx. Contea d’Inghilterra. — Nomedi diverse contee degli Stati-Uniti d’ America. (G) Essiccante, Essic-càn-tc. [ Pari, di Essiccare. Lo stesso che Esiccante. F .] Lat. exsiccans. Gr. £ apahiuv. Lib. cw. malati. A ppetiscono medicine essiccanti e gagliarde. Frati, spgr. cos. dona. Perchè lo acciajo si . è medicamento aperientc, disoppilante e essiccante. Essiccare , * Es-sic-cà-re. Alt. F. !.. Lo stesso che Esiccare, Seccare. F. Barbici-. Supl. Padova 1824. (O) Essiccativo , Es-sic-ca-tì-vo. Add. m. Diseccativi!, Seccativo. (— , Esic- cativo, sin. F. Esiccante.] Lat. exsiccativus. Gr. àro^ripasrixós. Fotg. Mi's. La terza cura è astinenzia, e fame e reggimento di vita essiccativo. Essiccato, * Es-sic-cà-to. Add. in. da Essiccare. F. di rcg. (0 ) Essiccatore , Es-sic-ca-tó-rc. Ferii. m. di Essiccare. Asciugature. Test. Canzoni .Sopravverrà hen tosto Essiccatoi- di tue gonfiezze Agosto.(Min) Essiccatrice ,* Es-sic-ca tri-ce. Ferb. f. di Essiccare. F. di reg. (O) Essiccazione , Es-sic-ca-ziò-ne. Sf. Il disseccare. — , Esiccazi me , sin. Lai. essiccai io. Gr. X'.x[xt\ixv7i'. Fardi. Le z. corp. um. (A) a — (Idiomi.) Essiccazione di un terreno, dicesi quella bonificazione che si fa per mezzo di fossi, che di frigido to rendono asciutto. (A) Essilarare , * Essi-Ia-rà-re. Alt. F. e di’ Esilarare. (O) Esali, a rato , Es-si-la-rà-to. Add. ni. da Essilarare. F. e di' Esilarato. FaUo ilare. Bemb. Star. 2. 101. Tutto lieto per ciò ed cssilaralo. (V) Essilonne , Es-si-Iòn ne. Sost. coni. Una di lle lettere dell’ alfabeto. Lo stesso che Epsilon. F. Fir. Disc. Leti. fBibl. Enc. II. 11.5. ) Sarà ben forse vero , che nella di lui particolar lingua ( nella lingua del Sottese) potran mostrare questi oineghi e questi cssilonni, donde egli si parte dal Fiorentino. (A) (N) T-Osios. * (Geog.) Ès-si os. Antica isola del mare. Ionio. (G) Esso, Es-so. [Pron. pers.l Lo stesso che Egli, [dalquale differisce /irmi in ciò, che non solo a persona ma anche a cosa comunem. riferiscesi, e può usarsi come obbictlo indiretto cioè preceduto da qualsivoglia pivpo- sizione. Fruì. Essa. Db Essi.—, Isso, sin. F. Egli.] Lat. ipse, ilio. Gr. ccvtÓs. ( Dicesi isso da’ Napolitani, cd è dal lat. ipse. ) Bocc. inlrod. 20. Non a quella chiesa che esso aveva anzi la morte disposto, ma alla più vicina le più volte il portavano. E nov. 77. 5o. Essi ancora vi rubano, dove dagli attempati v’ è donato. 2 _ [E uè casi oblliqui o colle prepi] Dant. Purg. 1. 120. Che infino ad essa gli pare ire invano. E 4- 3. L’anima bene ad essa si raccoglie. » Filoc. I. 6. Nella sommità di questa torre è un dilettevole giardino , e in mezzo d’ esso una fontana, la quale per parecchi rivi tutto il bagna. Tes. 8. 4l■ Al quale: AIciinedon quanto poteo Si fece incontro, ed altri assai dopo esso. (Cin) 3 — [Posto tra la .preposizione Con cd alcuni pronomi, ha una particolar costruzione di restarsene terminato in O , senza risguardo alcuno a’ numeri nè a’ generi, il che ] serve piuttosto per ripieno-, modo usalo e nell' antico secolo e nel novello ; c aggiugne forza e grazia al parlare ; [ma non è permesso aggiugncrc in questo modo Esso a Foro , quando non precede la della prep. Con.] Bocc. nov. 7 8. Egli incominciò a giacersi con esso lei. ir E g. 7. proem. Cominciarono a cantare, e la valle insieme con esso loro, sempre quelle medesime canzoni dicendo, che essi dicevano. (Cin) 3 — * E variamente. Espos. Pnlcrn. f. 2 g. Elii è allora con esso suoi due migliori amici. (Pr) 4 — [Ed ancora colle voci Meco , Tcco, Seco, ancorché riferisser perla i-. 6. n. 2 . E così detto, 1 .-v ». . . ..In Ci ec., diè bere a messer Gerì. E g. 4 - Dovesse di parlarle so. (V) Eg. lo.n 3. E sommamente facendolo onorare, esso sh'5,,^ r * ’ n : - 1 ! —. L - -- le f dandosi cu’sostantivi cui riferisce.llocc.g.2. n. 5. E trovati i panni con essi i denari, prestamente andò a chiuder 1’ uscio. E g. 4- n li, Pasquino al gran cesto della salvia rivolto , di quella colse una glia, e con essa s’incominciò a stroppicciarc i denti. Purg. sf* ■ tenebre fuggi.in da tutti i Lti,E’l sonno mio con esse, onci’ i’ l ey .J, G. F. 12, 122. I prestatori a usura convcrtiti a penitenzia , feci 01 bandire, che ogni persona, ch’avesson lor dato merito e usura, dasse a loro per essa. Creso, g. 1. Non si può poi sapere di che e si sieno, fuor che quando i loro denti son diventati piegati , c c glia canute , c solt’ esse sarà scavato. (Cin) - la — Colle voci Medesimo e Stesso. Bocc. " l5 stesso ec, so stesso gli tcnea compagina. Fumi. I. ». Essi moliesimi mariti volte , avendo moglie. (Cin) , . ^ l3 — In forza di Quello, e in corrispondenza di Qnesto.i*r. Guitti- ^ ». 4. Che sapienza è anche per esti beni piccioli e temporali , sostenere grandi ed eterni , e perdere beni compiuti ed eternai 1 '• 0 gaudere non può uom d'esti c d'essi beni. (V) (N) ,rioh i/j _ Per Desso .Fit. SS.Pad. 2 .tgS. Diceva: bea mi pari essoA*- 1 quel cotale che io cereo.) (V) c r 15 — Per Lo stesso , U medesimo. Fav. Esnp. 3o. Temporalmente p ^ l’asino poliamo ( /' ediz. di Padova 1811 , a pag. 22, ha 51 P^. intendere ciascuna semplice persona, la quale non avendo dimestie , za nè famigliarità co’ savii c potenti, prende ardire di domestico lare; e per lo cinghiate essi savii c poteuti, che non puniscono ■ opere, ma con parole. Amn. Ani. 2-yg. [Ediz. del 1661.) , .,,po die bisognasse sostenere i tormenti , ed esso inferno per alcuno 1 patire, ec. (V) Fir. As. I. g. Quel vaso d’oro, il quale con 5 "" u ^j. r religione egli avevano iuvolato di’n sull’altare della chiesa o e |; c io dre del Signore, come se i ribaldi credessero poter , senza supP a partirne, violare tanta maestà , e che il partirsi di notte gli 3VC torre dagli occhi di colui, che è essa luce. (Cin) nec"* 16 — Per Quello, Detto o simile. Fav. Esnp. i'3. Convenne all* ;( ra vender la sua lana, per pagare esso debito. E 28. E vede” 1 porco essa vilissima bestia chiamarlo fratello, insuperbì. (V) 1 ■“ in presso che lutti gli esempli del 5. 10.J (N) cor sO 17 — Per Proprio. Borgh. Arm. Fam. 115. Mandò fuore un d 15 cc. ; e son queste esse le sue parole. (V) . rf c 18 — Per Se, o Se medesimo. Pisi. S. Gir. 3yy. E cosi ,niSer .’ cr o, di tre maletìcii, discendono all’ inferno ; cioè, che mal concepe e la creatura ed esse uccisono iniquamente. (V) fett-9 0 ' iq — * In modo avverò. Esso fatto per Issofatto. V. S. Ca’- ESSOCARPO Gh* vizio r^ 1 ' la via delle virtù , esso fatto il perseguitali ^ fuor ,IlP0 ’ * ^ oti ) Es-so càr-po. Sm. V. G. Lat. cxocarpus. (Da exo tt I ? » c carpos fruito.) Genere di piante legnose da Labillardière , tee ‘J/ ta ■ ,le ^ a pentandria nwnoginia , famiglia prossima alle Sanla- non,' tl '‘ te ccdlce corollino rotato staminifero alla base ; cosi de- dell'\? n ^ e . dedta posizione della loro noce , la quale , come quella cui ® situata sopra un ricettacolo assai minore di essa , per tssorp 14 J’iftto appare come nel di fuori. (Aq) (N) Esso a°' (Zool.) Es-so-cc-to. Sm. Lo stesso che Esoccto. V. (Van) pr-'£ RI °- (Lett.) Es-so-di-à-ri-o. Add. e sm. Lo stesso che Esodiaiio. Perri 1Essodiario oppresso gli antichi nel line de'ludi entrava, Esso tu ° < /j 1< ' cra ridicolo ec.Essodiario chiama il poeta dell’Atellane.(A)(N) Cosi i ■? Es -^ di '°- Sm. Lo stesso che Esodio. p' .Sulein.Cas.t 2 tf. dono | C Sat ’ le > °vvero essodii o uscite , per somigliantissima causa, P° le trairedic rssprn solite Hi m<*ftersi in rallino. (A) (N) Essolt* ,C ^ ra 8 et ^ ,c essere siate solite di mettersi in campo, Q EssoMATm */*^ 600 ^ Es-sol-tà-ne. Città della JSigrizia. (G) Essoks > Es-sò-mo-in .A nt./iopoli della Sur ni ozia asiatica (Hit) Essos * . \Gcog.) Es-só-ne. Fiume di Fr. nel dip. di Senna ed Oliti.(G) Esso ' vGcog.) Es-sòs. Antica città della Grecia nella Locride. (G) c / ie , . cl - * (Lelt.) Es-so-tè-ri-ci. Home di que’ discepoli di Pitagora i l0 Enumerano nella pane, esteriore della scuola , dove non vedeva- Esser.,. maest, '°- V- Esoterici. (Aq) che * (Med.) Es-su-da-zió-ne. Sf. Smovimento di un fluido tonto j .‘dotta la sua sede naturate in un corpo vivente per recarsi inter ^ eh questo , quanto alla superfìcie delle sue cavità exi.u^f-’ 0t ' e s ‘ condensa in gocciole simili a quelle del sudore. Lat. (A.O.) Ì^ìj, UTo • % (Geog.) Rs-su-é-ni. Antichi popoli delle Gallie. (Mit) pr Es-sù-to. Partidipio antiquato del v. Essere. F. e di' Kte ■ Stato. Participio antiquato . v 2 , 5. (A) Q r j'~ Co 8*) Sm. Punto dell Orizzonte da cui si leva il sole. F. e di' toaant C / n . isla J° lslok , in led. ost , in sass. eost , in ingl. e«f£.)(S) 1* Lelt. Fam. 1 . A. Quando regnano molto furiosi i venti del- ,eV V rJ 1e a condirsi ec. (N) ri/. . ' ” wnuucu co. usata forse per la rima tronca. F.e di'Ksìate.Chiabr.parl. Qual fiore in fresca riva All’alba rugiadosa, O qual serpe E . A. dei- osa dal suo luogo ; c però dicesi cen elio , durante il quale V indivi- e F. di' Istante. Fr. Jac . 2\ i. 1J. &■ ’ “ ^^cog.) E-stà-pa. Città del Messico. (G) Es,a - ràc. Lo stesso clic Astarac. F . (G) Iq '.E-sta*si. [ Sost. com .} Propriamente è Allontanamento p fr J >iì l ^° ° di qualsisia altra ci àuQ rtameuie di quello stato del c _, ° Cc upato in una sola idea , ed abbandonato alla contemplazione Lm S0 *°- °SS cUo -> diventa insensibile ad ogni altra azione esterna.'] str. * Dìen lis txccssus , mentis alienano. Gr. v/.otcuth. (Da ex fuori, e a ^?J° ^re. ) l e ^® c d.) Sorta di malattia somigliante alla catalessia , e dalla qua- c h n ° n differisce se non iti ciò , che i veri catalettici non hanno al- p fiJis Sentl mcnto esteriore , e niente si ricordano di tutto quello di' è x (l Tlp l tempo d'd suo parossismo , nè hanno alcuna rimembrali- pP e ^"do il parossismo è finito $ in vece che gli estatici sono sem- è n... Ccii P atl di uti idea molto viva , e si ricordano di ciò che loro 3 ^enuio. (Aq) tempi !ì ■ ^ Etcameuto dell' anima alienata da' sensiad altissime con- Pilo i" 2 ' 0 " 1, lE pelò Andare , Stare , Essere in estasi , ed Essere ra- dizi on es t ysi ^ Sollevarsi a contemplar cose che avanzano la con- lo itll ^ U'i'ana , Uscire de’ sensi.] Fit.SS. Pad. Essendo di ciò ino!- b} ec l , 10 ’ ' u estasi c’ vide in visione un pozzo di buona acqua. &at) 0 ,* c ^ f' r ' Quando , già falla in eslapi , tu la innebrii di quel Cs bsi Cs ^ a c apponimcnto ad alcun singu- dol 0re ^ per simil. dicesi di Chi rimane sopraffatto da maraviglia, v. l‘rofn.,,1 a “ro. Bntdìn. Dee. La figura del Pontefice pare assorta in ^•Usul: 0 c : s, . as ' di dolore. (A) Uscire de' ' 4 *Am»~r? , p , . d, . do,ore - W ^ sensi n' , p'Sta-si-à-rc. IV. ass : Fssere rapilo in estasi , Es W 0 v[ e, \ S “Pl>l- Pad. 1824. (O) 056 . ^d. m. V. A. Rapito in estasi. Fit. SS. Pad . sti ' f Co ^ u ^daipentc era rapito, c rimaneva estasilo. (Benché altri te- t* tiQ lUral) e ~^ Ul Uota d Mxmni } abbiano stasito , e in asso; ma la più ^ 3t Ate E e ;* onc Se uza dubbio è la proposta. Il lat. ha stupekat.) (V) do/ caldo* Q Ue ^ a delle quattro stagioni , che è dominata Po caldo * 61 C ^ C w prende talora indeterminatamente per Tem - P, oome nella state. — , State , Està , sin. Lat. aestas. Gr. ,,f Pì ? s ' &°r. P. 2 ; 0r , 5 ' pag. ..... xtur ,, . y 2 Or. 5 pag. r*°- Non è giocondo al- '«n'eradore dell esercito nel più freddo inverno allo scoperto (hmo- la estate sotto l'ardente Iole cannonare l° a '- 3z 6. In questi calori della stagione , c nel pio i^te de estate. 'fannaz. Are. pr. n Ove allora (che estate era) le vacche de pac eXl Ufolchì Pi« dette nòtti albergavano. E pr. Le soave susuno volavano intorno ai font. : ogm cosa ' poliva del fenile cs t a | e> j? j" ^ g0 r co mc o quando toini estate. Ecrtov 1 n bevande. Ru c. Ap. 2oy. Se bene ban pie . . * 5 vevcbè non .- Pollava estate . ESTENSIONE 12 y ( leapi).Ar.Fur.i5.y. Malabuferso,che la regione Tien di Fezan sotto continua estate. E #7. 18. Non men giocondo il verno che l’ estate. (B) Cr. alla v. Estivo. (P è)Magal. Leu. fam. 1.23. Mi bisogna strappar dal sonno un’ora e mezza ec. che in questa estate mi è bisognato intermettere interamente. E Leu. se. 2. Che s’incominciano a bere al principio dell’ estate. (N) 2 ~* (lcon.) Gli antichi la rappresentarono sotto la figura di donna in atto di correre con una face accesa in ogni mano \ ovvero tenendo un gambo di trifoglio ; o con un zappone a tre punte ed un peplo giallo con manto cileslro. / moderni la simboleggiano come una giovane donzella vestita di giallo , coronata di spighe , con una face ut mano ; ovvero quasi ignuda , coronata di spighe, tenendo con una mano il cornucopia e coll'altra la falce. (Mit) Estatico , E-stà-tì*co. Add. m. D ’ estasi. Lat. mente comrnotus. Gr. iy.arxTii cos. Vani. Purg. 10. 86. Ivi mi parve in una visione Estatica di subito esser tratto. Med. Arb. Cr. Quando, già fatta in estasi, tu la innebrii di quel sapore estatico e celestiale. 2 — [Rapito in estasi. ] Red. Ditir. 45. E fatto estatico, Vo in visibilio. 3 — * Mentale , Intellettuale. Magai. Lett. Viaggio estatico. (A) Este. * (Geog.) E-stc. Lat. Atcste. Castello del Padovano , celebre per aver dato il nome alla Casa d'Este o Estense , una delle più illustri v famiglie sovrane d'Italia. — Fiume del regno di Annover. (G) Estblas. * (Geog.) E-stè-las. Isole dell 1 Atlantico. (G) Estele. * (Geog.) E-stè-lc. Nome di due isole dell' Oceano sulla costa occidentale della Spagna. (G) Estellà,* (Geog.) K-stòI-ia. La Stella. Città di Spagna nella Navarra.(G) EsTema. * (Med.) E-6tè-nia. Sm. Lo stesso che Éstcsia. F. ( Dal gr. estheme pret. di esthanome io sento. ) (Aq) Estamatohusi. * (Med.) E-ste*ma-to-nù-si. Sf. F. G. Lat. aestematonu- si. (Da esthema , atos senso c nosos malattia ; Malattia della sensibilità.) Malattia proveniente dagli organi sensiferi. (Aq) Estemo. * (Geog.)E-stè-mo, Esthema, Esiliamo cc.C 7 f. dellaPalestinaJ G} Estemporale, E*stem-po*rà-Ie./^f&Z.[cow. Lo stesso che] Estemporaneo. F. Lat. extcìuporalis. Gr. ott^vlh io?. Salviti, disc. 3. I2g. Venendo a uno umano c naturale principio della eslcmporal poesia. EsteiìporautÀ , E-stcm-po-ra-li-tà. Sf La facoltà di versificare all improvviso. òalvin. Cas. Ma oltre V cstemporalità, la quale anche in altri luoghi era corrente e comune , poterono esserci, ec. Latti. Diai. IP cstemporalità di Arcbia in fare i versi è celebrata da Cicerone.(AJ Este&iporaneawente , E-stem-po ra-nc-a-mén-te. Avv. AU' improvviso. F. direg. e dell'uso. Lat. extempore. Gr . aèreo-XÉ^/ws. (A) Estemporaneo, E-stcm-po-rà-ne-o. Add. m. Improvviso ; \cd è per lo più agg. di Poeta e di Poesia. —, Estemporale, sin.] Lat. suhitaneus. Gr. «yrcer^É^acrro’s. Lib. cur. malati. I mali per lo più sopraggiungono estemporanei. Estemporaneo diff. da Improvviso , Inaspettato , Inopinato. Estemporaneo si dice ciò che avviene o si fa fuori del tempo conveniente. Improvviso vale non previsto , non preveduto. Inaspettato si dice di tutto ciò che non si aspettava ; come Inopinato di tutto ciò che non pensa vasi, non credcvasi. Così diciamo, Rimedio estemporaneo, Frutto estemporaneo , Caldo estemporaneo ; Bene improvviso , Morte improvvisa , Colpo improvviso ; Notizia inaspettata , Messaggio inaspettato Accidente inopinato , Elezione , Sentenza inopinata ec. Nel linguaggio comune però Estemporaneo si prende anche per non preparato: Canto estemporaneo', Improvviso per subitaneo; Morte improvvisa ( Subitanea ) 5 Inaspettato e Inopinato per Improvviso : Avvenimento inaspettato , Pioggia inaspettata , Caso inopinato cc. c nel • linguaggio ordinario si adoperano in senso d’ Improvviso. Estendente , E-slen-dcn-tc. Pari, di Estendere. Che estende. Tasson. Pens. div. 3. 10. Àvcrroc tenne che nella carne fosse una virtù estendente. (Min) (N) Estendere, E-stcn-de-re. [ Alt. anom .] Allargare 0 Allungare ciò eh' è ristretto 0 raccolto insieme.] —, Stendere, Distendere, sin. Lat. estendere. Gr. IktiIvìiv. Folg. Ras. Se quello che si truova ne* forami delle vene sarà di tanta quantitadc ec. , clic le vene estenda od cnfi : . 2 — Protendere, Stendere innanzi. Fit. SS. Pad. 1. 2. Estendendola mano diritta verso una via, e parlando come polca, anzi lingucttan- do confusamente, mostrò ad Antonio la via ondo dovea tenere. (P) 3 — N. pass. Distendersi, Allungarsi. Lat. se extendere , cxlendi. Gr. sVruW&aj. Bern. Ori . 2. 21. 61. Ch’ara d'Italia il fiore, c i suoi contini S’estenderanno a’ due liti marini. 4 — [Estendersi, o Estendersi a dire = Allungare il discorso.] Cavale. Frutt. litig. Ma lion m’estendo a dir più, per non esser troppo prolisso. » Tasson. Secch. 6. 53. Prenditi in dono il mio : nè più si estese ; Ma gli porse la briglia , c giù discese. (N) 5 — [Estendersi un comandamento o simile = Far che esso obblighi a comprenda un maggior numero di persone , Dirìgerlo ad un maggior numero di persone cc.] S. Gio. Grisost .E perciò eziandio verso li nostri vassalli e minori si dee estendere questo cotale comandamento. » Cavale. Espos. Simb. 1 . g5. I privilegi! di pochi non si deo- no estendere a legge ed esempio comune. (V) Estendale , E-sten-uì-bi-lc. Add. coni. Che può estendersi.Magai.Lett. Su qualche cosa di più , alla quale potrebbe concepirsi estendibile la sufficienza della nostra mente. (A) Estense, * E-stcn-se. Add. pr. com. D’Este, Della Casa d’Este. (B) Estensione, E-sten-si-ó-ne. [Sf] L’estendere. [L'atto di ciò che si estende, e La qualità stessa della cosa considerata in quanto ha delle parti , le une fuori delle altre. ] Lat. exteosio. Gr. iy.rùtta.,Red.Ins.fo.\f c- stensione forse de* loro corpi polca far parere che fossero cresciuti. 2 — [Dilatazione di cosa che occupa un maggiore spazio.] Sagg. tiat. esp. iq8. Non ristrigne una mole d’acqua per un capello, o altro minore spazio osservabile , più di quel che richiede la sua naturale estensione. 3 —■ [Per traslato dicesi anche di cosa intellettuale.]Ff . Giord . Pred. X 2 b estensivamente ESTERREFATTO Vi arrivano per la estensione della volontade, so non possono per la estensione della forza. 4 — * Modo avveri. Per estensione zzz In senso largo • In piu largo significato. (A) 5 — * (Mus.) Distanza dal suono più acuto al più grave , o meglio, la somma di tutti i suoni proprii ad una voce umana o ad uno strumento , compresi fra i due estremi. (L) Estensivamente E-sten-si-va-mén-te. Avv. In modo estensivo, Per e- stensione. Leon. Leti., Mazz. Dif. Dant. 2. 3 i., Tasanr. Pii. mor. I. 4 -i Da Lue. Doti. volg. 3 . 7. 1. Berg. (Min) Estensivo, E-sten-si-vo. Add. m. vitto a estendersi, o Che estende. Teut. Misi. Ingrandita per lo estensivo amore , il ipial costringe di trapassare i termini ve. Estesso , E-stcn-so. Add. m. da Estendere. [ V. A. V. e di' Esteso- ] LaL c&tensus, extentus. Gr, ijeraros. Pr. Jac. P. 2.3 o.ji. Soli quei lieni tanto immensi , die a comprenderli li sensi Fuor di sé , subbuii estensi , Non ci possono arrivare. Estensoiie , E-stcu-só-re. I eri. ni. di Estendere. Che estende, e nell’uso Compilatore, Raccoglitore. (A) 2 — (Anal .)Nome dato ai muscoli che servono ad estendere od a raddrizzare le parti capaci dì piegarsi V una su l'altra. Dicesi anche Esimono e Distenditore. (A) (A. O.) Algar. Sagg. fi Bill- Enc. It. 14. Soo.J II gemello, il bracchieo esterno, e 1 ’ ancoueo, che sono gli estensori dei medesimo cubito, fiQui a modo di sosl.J (N) Esteksokio. (Anat.) E-stcn-sò-ri-o. Aìld. m. Aggiunto di alcuni muscoli della maria , e delle dila del piede. Usasi anche in forza ili sm. Poc. Dis. (A) Estenuaste . E-ste-nu-àn-te. Pari, di Estenuare. Che estenua. Tesattr. Caini, io. Berg. (Min) Estesuabe , E-ste-nu-à-rc. [Alt. Dimagrare a poco a poco , Assottigliare , Smagrire.] —, Stornare , sin. f P. Assottigliare,] Lat. estenuare. G ì\ n.a.Toc.XsTtT'ùvaW, 2 — JS. pass. Disfarsi, Spolparsi, Struggersi, Consumarsi. Ruccell. G.(A) 3 — * iV. ass. Fìg. Diminuire. Arrig. Seit. ìib. 4* L’ amore è da fuggire eia ogni fede per questa cagione e da essere digiuno d’ogni carnale amore, perocché, troppo aceieca ed estenua di danari. (Br) Estenuatissimo , E-stc-nua-tìs-si-mo. [Add. m.] superi, di Estenuato. Lat. gracillimus, macie confcctus. Lib. cur. malati. Diventano con paurosa magrezza cstenuatissimi. Estenuativo , E-sle-nua-ti-vo. Add. m. Che ha facoltà di estenuare .—, Slenuativo , sin. Lat. extennandi vim habens. Cr. 6. 164. 1. La vc- triola ec. , la cui virtude è diaforetica cd estenuativa. Estenuato , E-sle-nu-à-to. Add. ni. da Estenuare. — , Stendalo , sin. Lai. maccr , gracilis. Gr. \ztros. Ruc. Ap. 244 ' Allor le vedi impallidirsi il volto , E farsi estenuate , orride e secche. » March. Lucr. Wh 6. Da soverchia e nera Proluvie d’ alvo estenuato , al due Tisico si moria. (Or) Estenuazione , E-ste-mia-zió-ne. [Sfj L* estenuare ; [e ? Indebolimento stessa forse giunto a magrezza ondaltri sia a poco a poco sopraffatto. Dimagramento, Emuciazione , Magrezza , Disparatezza, Graciliià y Macilenza. — , Stenuazioue , sin.'] Lat. macics. Gr. XrVrw'cns. Lib. cur. malati. Quando i tisici sono arrivati all* ultima estenuazione , c che non sono altro che pelle e ossa , ec. 2 — * (ftett.) Figura retiorica opposta ad Iperbole. Gor. Long. lez. II. Bisogna però che foratore conosca che niente di questo può da se stesso divenir perfetto senza il sublime ; se non forse ne’ lamenti, o nelle estenuazioni, e negli svilimenti delle cose. (A) (l>) Estera. * (Geog.) E-siè-pa. Lat. Astapa. Città della Spagna nella provincia di Siviglia. (G) EsTEPONA.*(Geog.) E-ste-pò*na,G// della Spagna nel Regno di Granata.(fi) E.tTer, * E-ster, Esterre. N. pr.f Lat. Esther. ( Dall’ ebr. glìuets r regno, dominio , ovvero da ghuatsar chiudere, nascondere. Quindi vai dominante , occulto, nascosto.) — Donzella ebrea , nipote ìli Mardocheo , moglie di Assuero re di Persia. (B) (Van) Esterasi. * (Geog.) E-ste-rà-si, Estcrhazi. Villaggio e Contea deli* Ungheria, dal quale prende il nome urì illustre famiglia. (G) Usterio. * (Med.) E-stè-ri-o. Sin. Lo stesso che. Eslesia. F. (Van) Esterjorazione, * E-ste-rio-ra-zió-ne. Sf Manifestazione esterna, Ridu- cimento della cosa alla estevioi ita. Calia. Berg. (O) Esteriore, E-ste-fi-d-re. Add. (co in. Opposto di Interiore.] Quei eh* è di fuori. Estrinseco. [F. Esterno.] Lat. exterior, externus. Gr. -’gwrs- pos. Lab. 8i. E un poco gli atti esteriori ebbi considerati. Mcr. S. Greg. Chi dà la susfanzia esteriore al prossimo bisognoso, e non guarda la vita sua, ec. Esp. Salm. Per questo cose esteriori riconosce l’uomo la sua interior miseria. 2 * Usato anche come sm. Ciò che si mostra al di fuori di alcuna cosa. V. deir uso. (A) Esteriorità , E-stc-rio-ri-tà. Sf Quella parte di una cosa Aie apparisce al di fuori. L* esteriore. Sega. Div. Mar. Introd. bi presentano riverenti innanzi alla Vergine ec. con certe esteriorità , benché pie r di una limosina donata stentatamente per onor d’ essa. (A) E Crisi. Instr. 2. io. i 5 > Se bene sono un battesimo ec., non contenendo di bene se non l’esteriorità, tuttavia sono mezzo oc. (N) Esteriormente, E-ste-rior-mén-te. Avv. Di fuori. Lat. extrinsecns , ex- terius. Gr. ìlZuàtv. Sagg. nat. esp. f). S ? appressava esteriormente all’aria. E ^8. Allora calcata esteriormente cc. la lancetta ec. , si sfondi la vescica. EìTErminàmento, E-ster mi-na-mén-to. Sm. Lo stesso che Sterminamcn- to, Esterrninazione. F. OUv. Pai. Ap. Pred. q 6. Berg. (Min) Esterminare, E-stcr-nu-nà-re- [Att. Propriam. Cacciar facii de’ termini e de confini j ma non si usa che nel sign. di] Guastare, Distruggere , Mandare in rovina , in precipizio .—, Sterminare , Distennina- rc , sm. Lat. ext. rminare , demoliri , evertere. Gr. iVopl&t'. Lib. Op. Div. In queste cu.drude, m (le quali abitavano genti pagnifc , le quali Iddio esterminoe , caccioe della faccia loro. Cavale. Med. ciicv. S’afìliggono in digiuni e asprezze, csterminando le lor facce, come disse Cristo. Esterminato , E-ster-mi-nà-to. Add. m . da Esterminare. —, Sterminato, sin. Lat. eversus, perditus. Gr. i%o\o3ptv(}sis. 2 — Detto anche dì cosa smisurata e fuor de' termini. Lat. immensa?» maximus. Gr. ugsTpos , pi'yivros. Fr. Jac. T 2. 6. 6. Or vedete d vii piacere Che di sé ci abbia lassato Un fetor esterminato. Esterminatore , E-ster-mi-na-tó-re. [ Ferb. m. di Esterminare.] Chef stermina. — , Sterminatore , sin. Lat. exterminafor. Gr. oXo^p^f' Cavale. Pungi!. Ed erano sotto la signoria d’ uno , i -1 quale sì c ^ ia- mava esterminatore. Esterminatrice , E-ster-mi-na-trì-ce. [ Ferb. f. di Esterminare. Chef stermina . —, Sterminatrice, sin.] Lat. quae extermi nat. Gì*. oM^p iV ' evira. Red. Oss. an. 1 27. Da molti scrittori si celebra ec. f acq lia ji Noccra come una potentissima esterminatrice de’ venni de’ faiicim 11, Estermikazione , E-ster-mi-na-zió-ne. [»V/.‘] Disiruggimento , Rovini’jf • . .. 1 fw dicesi per lo più della estirpazione totale di un popolo , di utui.f 1 " miglia. —, Stermiiiazioue, Stcrminainento , Eslerminamento T $ ul ‘* * al. eversio , excidium. Gr. =’^\o 3 -p£ vpx. Lab.110. Guarda ec. di q' 1311 ' rovine cd eslerminazioni questa dannevol passione è stata cagi° I,e ' Lai. le rovine cd estenmnaziom questa tlannevoi p.... . . .... Esternine vote , E-ster-mi-né-vo-le. Add. coni. F. dello sul burl esC °' Atto ad esterminare. BeLlin. Bucch. 25 g. Tutto macchine e bd* munizioni, Da dare estermincvole battaglia. (A) , . Esternine , E-ster-mi-ni-o. Rovina, Distruzione. —, Sternim 1 ^ sin. Lat. excidium, exitium. Gr. à'XsBpos. 6tor. Eur. 2. 36 . U s ° figliuolo Marconairo, colla gente die in tanto cstermiiiio potò sa j si, se ne venne in foce del Beno. Fiv. As. JN'è altro bramaudo» cil ’l suo ultimo esterminio. rfur Esternamente, E-stcr-na-mén-te. Avv . Dalla parte esterna, Per di f l ^ ri. Lat. exlrinsccus. Gr. Red. Gas. an. 26. Mi sono dm 1 ' 1 , tato a vedere tutte le loro carni esternamente tempestate di certi torzoli 0 glandolo di color bianchiccio. E 172. U ventriglio era tl ‘ to esternamente bernoccoluto. p Esternare . E-ster-nà-re. Alt. Propriamente Mandar fuori , e fg‘ tesare, Manifestare una cosa che si ha nell-(mimo. E si usa in n. pass.‘, contrario di "Internare. Lat. puteSicere. Gr. Esternato, E-ster-nà-lo. Add. m. da Esternare. F. di reg. (A) . Esterno, E-stcr-no. Sm. L'esteriore. Seiin. Pred. 2fii. 1. Credete V J ' . • .. U )av ? che quali nell’esterno apparivano i Farisei, sì vivamente questa lina dipintici nel Vangelo di san Giovanni, tati fi)ssero-ndriute r,1 °' Esterno. Add. [ m. Cli è di fuori, Estrinseco, ] Esteriore. Lat. rior , externus. Gr. ì^JT'ipiy.os. Salv. Dial. Amie. 52 . Gli umici s’aman por se medesimr-r ma per cagione csU iua. Sagg. nat. Cadde in animo al Torricelli, che il sostenersi nel vuoto U al ‘S^ t1 / r vivo ec. potesse avvenire dall’esterna naturai pressione deU’aria-^^ Oss. anirn. 25-, Dal fetore che spira da tutte quante te parti h>h a ed esterne del suo corpo ec. è chiamata puzzola. E lett. 1. i4°•. 6 , altri de’ medesimi iomhri* beiti erano acquattati dentro a’ polmo» 11 desimi , penetrativi per uno di quegli esterni e larghi forami- IcI - — Di Jori, alla latina • Lat. hcsternus. Mcnz.sat. *,Vituperio! VCU (!;J genti satolle Rullare in faccia anco l’esterna cena Alle dotte p e,5 ^,ji ignude e frolle! (\ ! )Bnon.l'ie,r.5o2.5.& di comando suo, dico Di lei smarrita il prospero ricovro , Appo il periglio suo del no esterno. (Pr) Bemb . Asol. 1 • 61. ( Feti. lòyò.J Nè s’intereh 111 ^ a mezzo sospiro la via, o men rotti e con minor impeto cSC ° n /^} odierni ilei cuore, perché degli esterni tutto l’aere ne sia pieno, — ^Straniero, Estraneo, Diverso. Alam. Colt. 1, 8. E gli pur ch’intenti stanno, Il loquace fringuel, l’astuta e vaga P aS!, t>Ci Non lece anco a noi Cercar de’ regni esterni ? E 6. ifia E tarilo mal di nuovo origine D’ esterna moglie esterne sponsali-* 1 *''*, \,i Guicc. Stor. Ub. i5. Appresso ai principi esterni parlò, dice, in questa sentenza. Segner. Pred. 2 g. % Abbattendo gh li, guadagli mdosi gli animi degli esterni. {Qui in- forza di Folgar. T. Liv. Dee. 1 . lib. 1 . cap. jf. Li vecchi Romani “ Ii ’* giavano re esterno. (N) ^ f) b l1 ' 4 — * Disgiunto, Separato. Ar. Cinq. Cunt. 4-6.0 che faccia d*'; ^ sto il capo esterno, Oche sparga cervella o che triti ossa ec* 38. Perchè mi veggo armato mi conforto , Che non sia spirto dd corpo esterno. (B) ^1 Esterno dilli da Esteriore e da Estrìnseco. Esterno è °PP Interno, e vale ciò eli’è al di fuori. Estcrioì'e è contrario d’I'd^'jqjr e significa propriamente ciò ch’è più fuori. Estrinseco c Vopp°^P^ v jo trinscco , e sì applica meglio in via traslata ai soggetti astrai! 1 fìsici quanto morali per indicarne le potenze, le proprietà ^'.,,. 1 } diremo : Muro esterno ; Il naso è la parte esteriore ( più es più sporgente ) della faccia$ Perle cose estrinseche T uomo rt fnA° ,ie la sua intrìnseca miseria ; I sogni procedono spesse volte da c f estrinseca cr. Nel linguaggio comune perù non suol ri.-pclta li ^ t f v tal distinzione ; e gli scrittori stessi adoperano indistintamente no per Esteriore cc. _ $c , ** Estero , * E-ste-ro. Add. e sm. Forestiero. Mann. Lez. là 1 n M . 8• Dalla Reggia dell’indica eloquenza, attendono P estere ' le e norma. E appresso : E noi reggiamo tutto giorno aclelij c r simigliante , sino a riguardare gli esteri, come le dodici %aV be leairi ec. ESTERR1T0 t a |or si gitta c si periglia E da finestra e da sublime loco L'esterre- y- a “ a subito famiglia, Cbe vede appresso e d’ogo’ intorno il foco. (B) s teiuuto , E-slèr-ri-to. Add. m. y. L. e A. Spaventato , Sbgollito. Lat. exterritus. Gr. ixvìex-ytis. Ricord. Malesp. c: 52. Fogli risposto che erano anime dannate, e cbe in simili pene era dannata l’anima i marchese Ugo per la sua vita mondana , se non tornasse a peni- r ‘ enza » d quale, esternilo , s’accomandò alla Vergine Maria. (B) ^BRo. * (Mario.) E-stér-ro. Sm. Piccolo porto , o Specie di recesso 11 quale selve per imbarcare o sbarcare le mercanzie delle città si- lla te nell' interno del paese. ( Dal lat. esc fuori, e terra ; poiché dal P°. l 'to muovono le merci , che si vuol condurre fuori della terra, in Este' SOn °‘ > ( Van ) Ksivo , E-stor-iì-vo. Add. m. Che ha virtù asciugante o purificati- , Detersivo, sin. Lat. extersivus , extei'gendi vi praeditus. Gr. P u ^rijcos. Cr. 6. 16. 1. Questa erba (cioè il bassiticv) per lo suo o- 0lc ha virtù di confortare , e dalle sue qualità ha virtù dissolutiva £ consuntiva , estrattiva ed estersiva e mondificativa. Piamente , E-ste-saunen-te. Avv. [ Lo stesso che Distesamente, e ] lesamente. F. Lai. fuse, pluribus verbis. Gr. x^ r - v * Mor.S.Greg. > ; 2 ^. Ma io voglio che noi esponiamo un poco più estesamente il csto, cbe disse di sopra dell’uomo iniquo. psiA, *(M>d.) E-ste-si*a. Sf, y.G.Lat. aestliesia. (Da csthesis senso.) E QC(J ilà di conoscere gli oggetti grati od ingrati col mezzo de’sensi.^A q) a Eso , E*sté-so. Add. [ m. da Èstenderc. ] Che ha estensione. — , K- £ Gnso ' Lat , extensus. [Gr. èVraras.] tf ETfiRl O-*(Fis.)E-ste-tè-ri'0.tSV«. F. G.Lat. acstheterion. (Da estheleon seti* trumento per sentire, Sensorio; c Facoltà di comprendere. (Aq) se T p CA ' ^ FiJos -) E-stè-ti-ca. Sf. F. G. Lat. aesthetica. ( Da csthesis s j IInc nto, onde estheticos fornito di senso o di facoltà di sentire, che percepisce co’sensi.) La disciplina , la metafisica del bello , appropriata e fidata sul sentimento.Dicesi anche Dottrina del gu- ji l'Rosolia delle belle arti, e distinguesi in Pura ed Applicata, y ** s tetica pura risguarda le idee estetiche ( ideologia estetica ) ed ieat ■ este dci (ematologia estetica). La parte applicata o sia catch S ener ale e speciale , tratta delle belle ai ti in generale , non p e . * rami individuali , come le arti toniche ( musica , arte caH' ICa * e rc ^ or ‘ ca ) i l e ar *i plastiche ( plastica , architettura, pittura, . ‘grafia ec. ) le arti mimiche ( inimica, arte del ballo, esercizii Est nilaS ^ CC * )’ e delle beile arti ini specie. (Min) (L) 0 ETlC0 * * (Mcd.) E-stè-ti-co. Add. m. Qualità , mercè la quale un 5 presentasi come oggetto del gusto. ( V. estetica. ) (L) hì CMc-d.) Aggiunto de ’ rimedii buoni per riprodurre la sensibilità Est ^ Ua ^ e P aì 'te dei corpo. (Van) £ s 1,AiM A.*(Geog.)E-^fhà-ma. Città della Palestina nellatribù di GiuclafCr) V^^^^^oog^E-sthà-ol.^/it. cit. della Palestina nella tribù di Dan.(XV) * -' — ' ‘ » » S • w»*A ESTINGUITOIÌE 129 (Mit.) E-sti-a. Lo stesso che Vesta.(Da 1 gr.bestia focolare.)(Mit) (Gcog.) E-sti è-a. Antica cil. dell’ isola di Buina. (G) saiE ** (Arche.) E-sti-è-i. Add. e sia. pi. Feste e sacrifìcii solenni che si pievano in molli luoghi della Grecia in onore di Estia o Festa. (Mit) stieo , » E-sti-è 0. N. pr. m. Lat. Ilcstiaeus. (Dal gr. hestiao io ricevo r a convito, e vai quindi Convitatore.) (B) siiEOTmE. * (Geog.) E-sti-e-ò-ti-de. Lat. Hestiaeotis. Contrada della Est essa ^^ ,a ‘letta prima La Doride. (G) V< M *’ Sf. L’ esumare. F. e di' Stima. Saimaz. Arcad.pros. co ^ queste parole si ferono avanti Ofelia e Carino cc., cd altri lor a _ tll J Ja ? n *. P'“ giovani , e di minore estima. (A) (B) I Estimazione, Giudizio. Ar. Cin estimanti non solo la noja presente, ma eziandio la futura. ^' Ui ‘e,E- sli-mì-it. [Alt. en.] Pensare, Considerare, [ Riputare , Essere , a . Parere, Darsi a credere ec. Lo stesso che} Stimare. F. Lat. existi- del[ C ’ ,U utlai 'i. Gr. , vopiguv. Rocc. nov. 77. ejj. Le forze Co ,; a benna sono troppo maggiori, cbe coloro non estimano, che quelle sltr COn ° Sciinent ° Provato non hanno. Lab. 6. Un dolore sopra un - 0 C0 ‘ pensiero aggiugnendo , estimai che mollo meno dovesse esser - , 1 w rtggiu^uciiuo , grave la morte, clic colai vista. \rnel elle è greve. ~ C Apprezzare , Conoscere il pregio 1 yrò l’ingegno , che sua forza estima Frane. Barb. 2 01. sj. Estima leve di alcuna cosa.) Petr. son. 18. >- -■■■ 1 , vuc sua lurza esuma, Nell’ opcrazion tutto s'aggbiac- p ’ " J l v - Eur. io. 7. Come segue la lepre il cacciatore ec. Nè più Hian ,,Ua c * lc presa vede. E 2'à. 2/j. Or quivi i baci e il giunger ( |j' 0 a mano Di maire e di fratelli estimo ciancia. Casligl. Egl.t'Aic _T'aott pastori ho visti, estimo Certo te sol tra i più lodati il priino.(Br) j y pass. Petr. son. 22. Clic più gloria è nel regno degli eletti " spirilo converso, e piùs'estima, Cbcdi novantanove altri perfètti.(N) 0 g.* lnìn re' ùiìl. da Apprezzare, Apprcgiare , Palature. Estimare a,, *. llia re significa Giudicare del valore reale, cd intrinseco delle cole nel ^ l,a ' c “ inimntabile. Apprezzare è Giudicare del prezzo correli- quindi C ° lrir ” crc ' u ’ riguardo alla compra ed alta vendita. Si riferisce vieend a '^ lu ,^' ZI1 opinione che sono variabili al cangiare delle vicende. Falulare e ucterminarc il valore d mia cosa, onde è «mito anine ai precedenti. Ne differisce però alquanto, poiché officio l'articolare di ' Fulutare è quello di stabiliree determinare 1 prezzi tirile vose clic non gli hanno ancora. Appregiure o Pregiare si usa pio- P l 'ainente con le nozioni fig. d’avere in pregio, in istima , in considerazione, in onore ec. tutto ciò di cui si ha vantaggiosa opinione. In via r,„ e-.- Estimatissimo , E-sti-ma-tis-si mo. Add. m. superi, di Estimato.Lo stesso che Stimatissimo. F. Bemb. Leti. State sano, molto Magnifico e dal mondo estimatissimo , ed a me sopra tutte le cose caro tc. (A) * Estimativa , E-sti-ma-ti-va. [iSyi] Potenza dell' anima che estima [ Fa. cotta di giudicare, Criterio. Lo stesso che Sliraaliva. F.ì Lat. existi- mandi vis. Gr. beh «.eri A,. Rut. Purg. 17. Nella parte dinanzi, cioè nella fronte, l’immaginativa , ovvero estimativa. Gire. Gel. io. sp' Ed egli, che serve di poi all'estimativa , ovvero fantasia, è ancora molto manco nobile di lei. Farch. lez. //l.y. Sono dunque diversi gli uomini secondo la diversità di quella virtù cbe si chiama negli uomini cogitativa, e nelle bestie ec. estimativa. Estimativo , E-sti-ma-tì-vo. AUd.m.Auo ad estimare. Pallav.Art.Perf.(h) Estimato, E-sti-mà-to. Add. m. da Estimare. Lo stesso che Stimato. F. Lat. aestiinatus. Gr. Sogao-aus. Alam. Colt. Leti, dedic. La coltivazione delle Ville cc. , addritta al Cristianissimo Francesco Primo, estimato dai migliori il maggior Re. (V) Dum. Cono. Proem. Villania fa chi loda 0 chi biasima dinanzi al viso alcuno, perchè nè consentire, nè negare puole lo così estimato, senza cadere in colpa di lodarsi o di biasimarsi. (B) Estimatore, E-sti-ma-tò-rc. iFcrb. m. ■ *- Ma io mi trovo della mia estimazione ingannato. Lab. 2 8- Nè per eslimazion della mente in guisa alcuna mi pareva dover comprendere né conoscere da qual parte io mi fossi in quello entrato. jMaestruzz. 2. *3’. 2. L’ opposito movimento , cioè della disperazione , il quale si conforma alla cstimazion falsamente di Dio , è vizioso e peccato. Rid.esp. nat. 23. Molte cose sogliono essere stimate non vere ec., perchè trapassano le deboli forze dell’ umana estimazione. 2 — * (Marin.) Estimazione marina e marinaresca o marinesca : Quel calcolo che fa ogni giorno il pilota per giudicare quanto mare egli abbia corso, e qual sia il luogo dov egli si trovi.Rocc. nov. g. 2. ». 7. Non sappiendo essi dove si fossero , nè polendolo per estimazion. marinesca comprendere. (A) (N) Estimo, É-sti-mo. [.V/11.] Imposizione o Gravezza, delta così dalle stime che si fanno de' beni stai li , quando si pone sopra di essi. Lai. cen- sus. Gr. tìisti/sxi G. F■ to. i6q. t. E faccendo ogni fazione di comune, reale e personale, con giusto estimo ordinalo di libbra.il/. F. z. fò. E recò la terra e ’l contado di Pialo a contado di Firenze, e diede l’estimo c le gabelle a quello comune. Frane. Siiceli. Op.dic. Benché gli doni l’estimo e la ’inposta. Tue. Dav. Ann. 1. i'3. In questo mezzo Germanico, che pigliava l'estimo delle Gallie, come ò detto , ebbe la nuova della morte d' Augusto. 2 — E per siimi. Cavale. Espos. Sùnb. 1. 3o2. All’ estimo dunque della passione e della morte di Cristo farà bisogno cbe ne rendano ragione. E di sotto : Non perdere colui , per lo quale Cristo è morto. Quasi dica •• Vedi quanto l’ha caro, e a che estimo tei conviene c- mendarc. (V) Estinguere, E-stìn-gue-re. [All.] Spegnere [una cosa accesa o infuocata. F. Smorzare. —, Slingtiere, sin. /^.Ammortare.] Lai. extinguere. Gr. Art. Felr.Ner. 56. Calcina il cristallodi montagna,, infocandolo in un cornegginolo , ed estinguendolo in acqua comune fresca. 3 — Per metaf. Uccidere, Annientare. Lat. mirare , interficerc. Gr. SudpSsifitp. Petr. son. sg6. L’ira cieco del tutto,non pur lippo, Fatici ayea Siila, e all’ ultimo festinse. E canz. 4°- 7 - E sua fama, che spira In molte parti ancor per la tua lingua , Prega clic flou estingua , Anzi la voce al suo nome rischiari. 3 — * Parlando di Debito , vale Soddisfare ila-editore ed annientante la scritta. F. Estinzione , 2. (A) -1 —* E n. ass. Car. Leu. iiu-d. 1. 3. p. g8. Quanto all’ estinzione son risoluto d’ estinguere, ma ini vergogno ec. (Pe) j — * ZV. pass. Parlando di Stirpe o simile , vale Terminarne la discendenza. Gtticc. Stor. 1 ■ (. BibL Enc. 4- 5f. ) Era destinato elio la- progenie sua, travagliata da infiniti casi e privata finalmente disi-preclaro regno, si estinguesse. (N) Estinguere diff. da Spegnere e Smorzare. Si spegno propriamente col soffio. Si estìngue con altri mezzi. Estinguere dice un po’più di Spegnere-, par che indichi uno spegnimento compiuto. La dilli .] iS'fgr. t'ior. Art. guerr. 1. 3f Questo ordine dà loro armi utili alla guerra,c capi cslinguitoridcgli scandali. Estingujtbice , E*stin-gui*tri-ce. Ecrb.f di Estinguere. Bclhn. Leti. (A) Estinti vo 0 E-stin-tì-vo. Add. m . Che ha virtù d estinguere. But.Purg* 33. 2. È fiume di diincnticagione , estintivo del fomite del male. Estinto, £-stin-to. Add. nuda Estinguere.ArtGextinctus.Gr. àicocfetàdu 2 — [Per metoj.l Morto. Ar. Pur. 7. 7. E Un lo polca far, che come estinta Erifila giacea tra* fiori c l’erba. E iy. 5i, Ma ora, o prima o poi che tu sia estinto, Più mi dorrà la tua che la mia morie. E 33. 52. Vedete il meglio della nobiltadc Di tutta Francia alla campagna estinto. Iicd. Ins. Od. Le mosche in cosi fatta maniera estinte, ritornano in vita. 3 — * A modo di sm. per lo più in pi Tass . Ger. 8. 20. Che picn di estinti il campo ec. Vedemmo. (N) 4 ■—*(Ar.Mes.) Acqua estinta dicesi nelle arti QuelVacqua forte, in cui ?o- peralvre, per renderla meno corrosiva , ha mescolato acqua comune.(A) 1 — E così dicesi pure Mercurio estinto, il mercurio vivo, stato trituralo sino a w>n piu scorgervi alcun gioiello metallico. E Calce estinta, la calce viva ossia liberata col juoco dall' acido coi ionico,indi assoggettala aW azione dell ’ acqua , ridotta cioè ad idrato di calce.( A.O.) Estinzione, E-stin-zi-ó-ne. [A/.] L' estinguere, [Spegnimento. —,Eslin- gnimcnto , sin. hai. extinciio.] Gr. à.'KÓufcoa. 3 —* Erg. Dicesi della intera cessazione de principii naturali , ed ah lora corrisponde a Morte 5 ovvero di qualche facoltà naturale , come la voce , C udito , la vista , e dìcesi Afonia , Sordità , Cecità. Ma più largamente dicesi del Termine di una stirpe , di un casato , di una discendenza. (A) 3 _ Diccsi del pagamento di un debito , di una pensione ec. per cui rimane estinto, cioè, soddisfatto , annullato. (A) Car. Lett. ined. t. 3. p. g8. Quanto all’estinzione, sono risoluto d'estinguere, ma mi vergogno di non avere più di cinque annate. .. costando che in Italia Ja minor estinzione è di sei. E appresso : E questo, se gli scudi d’oro diranno di camera più che non dicono, che cosi si.suole usare in molte estinzioni. (Pe) a — [E fg ì Er. Giord. Pred. Non vi è riparo; dovemo tulli venire all’estinzione di quoto debito che abbiamo colla Morte. 4 — * (Chini.) Estinzione della calce : induzione delta calce allo stalo d'idrato per via dì lenta aspersione d'acqua. — ^Estinzione del mercurio : Divisione totale del meri urio , col mezzo dello stritolamento ioti corpi liquidi o molli , che più non si scorga alcun globetto metallico, come dev'essere V unguento mercuriale. (A.O.) (IN) E'Tiomkjvo.* (Chir.) E-sti-ò-ine-no. Add.m. E. G. Lat. esthionienus. (Da bestia fuoco e meno io permango: Fuoco permanente, Fuoco che sempre brucia.) Epiteto dato a qualche ulcera.E. Fagidenteo. (A.O.)(Aq) 3 — * in forza di sost. Cancrena totale compiuta di alcuna pai le.(A.O.) Estioni. * (Geog.) E-s(i-ó-nÌ.L«/. Heslioni.^/ii. ^p.della Ettidelicui.( G) Esiirpamento, E-stir-pa-men-to. [«V/n.] V estirpare. —, Estirpazione, ijlirpazione , sin. hai. extirpalio. Gr. ìxpt'^uorie. Cr. 11. 18. 2. Nel campo novale, alla culti vaierà ridotto, è da fare estirpamento de’ tronchi e radici'salvatù he. Estirpare , E-slir-pà-re. [Atti] Levar via in maniera , che non ne rimanga più sterpo. —, Distirpare, Stirpare, sin. Lat. estirpare. Or. ìy.QvTtvsit , exploit. S. Gio. Grisost. Quando lo lavoratore della terra dispera d’aver la ricolta, non si cura ose gli uccelli o le bestie mangiano la biada, m* di estirpare la mal erba, o altra cosa che ria vi sia. 2 .— Per metaf. Cavale. Fruii, ling . Estirpi c distrugga e dissipi li vizi! in prima, c poi edifichi. G. E. 10. 2^0.6. Non si conveniva a Papa di muovere le quistioni sospette conico alla Fede Cattolica , ma chi le mosse decidere ed estirpare. Stor. Eur. 5. io5. Arrigo, per difèndere questa parte del Cristianesimo, e non lasciarla estirpare al tutto, fu costretto a vestirsi l armi. » Menz.Sal. 7. E che il destino rattrappito e monco ec. Non adoprasse ad estirparti un ronco? (B) 3 — Ed usato col Di invece di Da. Cavate. Ri ed. cuor. 71. L’ira è da vincere patendo, e non fuggendo j ed è da estirpare dell’anima (V) 4 — * (Chir.) Operaie V estirpazione. E. Estirpazione , 5 » 2. (A. O.) Estirpare diti, da Sradicare , Svellere , Sbarbicare. Estirpare o Stirpare nel proprio vale Levar via gli sterpi. Sradicare significa Cavar di terra le piante dalle radici. Svellere è Levar con forza un corpo tenacemente inserito in un altro, ó barbicare o Sbarbare nel proprio è Sveller la barba. La diffidi esso da Sradicare è quella che passa tra Barila c Radice; e come queste nell’ uso comune soghoo confondersi, cosi Sbarbicare spesso si fèt identico a Sradicare. 1 tre verbi Estirpare, Sradicare e Svellere s’ impiegano anche nel metaf. Però Svellere esprime maggiore intensione di Sradicare, e questo maggio- r di Estirpare. Cosi diciamo: Estirpare le nascenti voglie ,* Sradico 4aT anima quell' afelio ; Gli svellerei il cuore ec. Furono aneli’ essi talvolta applicali al inorale i verbi Sbarbicare e Sbarbare , ma con poca convenienza, (specialmente ne’ gravi argomenti) attesa l’indole troppo ordinaria del radicale Barba. J’. ,t1 i a pativo , E-stir.pa-li-vo. Add- m. Alto ad estirpare. Eradicalivo , Revulsivo. Gttrz. Piazz. Ileiv. (Min) Estirpato , E-slir.pà-to. Add. m. da Estirpare. —, Stirpalo, sin. Lat. fcxlirpalus. Gr. ■-''-póc.jI r. Giord. Pred.R. \ uole vedere lutto quel popolo estirpato. Esti ni'ATot.K , E-stir-pa-tó-re. [Ferb. ni. di Estirpare. ] Che estirpa, Slirpatore, sin. Lat. exlirpator. Gr. ùqagwrzs. Pecor. g. 23. ». f. S. Dominico per la sua scienza e predicazione la corresse , e fu estirpatore degli eretici. Estirpatrice, E-slir-pa-trì-ce. Verh. f. di Estirpare. Che estirpa. — , Stirpalricc , sin. (A) Baltagl. Rerg. (O) Estirpavi.imi , Ji-sfir-pa-zió-ne. [Sf. Lo stesso che'] Estirpamento. F. Lat. extirputio. Gr. àieopfi'utnr. 4 E pei' metaf. Cavale • hspos. Smib. 1. 1G 2, Le quali ( amorini ) fanno ad estirpazione del dello errore. (V) Red. Leti. t. 24 y. All'e- E5TORRE sito di questo catarro cd alla totale sua estirpazione il polso torna al suo sesto. (N) 3 —*(Cbir.) Operazione che censiste neìl'asportare interamente oun tumore sviluppalo m mezzo alte parli sane, od un organo ammalalo , ec. (A .O ) Estispici.’(A rche.) E-sti-spi-ci. Ministri che ne’ sacrificii etruschi,greci, romani ‘!,’ir.Ar. Lur. 12. 12. Astolfo , il rumor sente, c ’I capo estuile* a — [Per metaf] Mor. S. Greg. 16. i8. Imperciocché solo esso è, c nullo può estollere i pensieri suoi. E 28. i2g. Una donna famosa secol nostro, Che per sé stessa sé dall'altre estolle, » Car. En.6. toni- Germe non sorgerà del seme d'Ilio Piò di questo gradito, uè clic tatti 0 De’latini avi suoi la speme estolla. (Min; 3 — Loda ve. Bore. Com. 1.28. L’autore estollendo con più titoli Virgilio. 0 ') 4 — [ E ». ass. Levare in superbia, in vanagloria.] Fr. Jac. T.z. 10 ' 14. La ricchezza il tempo tolle , La scienzia in vento estolle. 5 — N. pass. [Sorgere , Alzarsi.] Tass. Gcr. i5. 56. F. sovra le sUC rive alta s’ estolle L’erbetta , e vi fa seggio fresco e molle. 6 — • Rimuoversi. Tass. Ger. chi non suda non gela e non si estuiI c Dalle vie del piacer, là non perviene. (N) 7 — [Per metaf] Mor. S. Greg. 4. a. Ben sappiamo noi cheque 1 *"' podio spirilo si volle mostrar giorno eziandio alle potcstadi angeli'’ |C ’ quando volendosi egli in potenza di divinità estollere sopra tolti) <*j Ar. Lur. 20. 63. La fama del mio sangue spiega i vanni Per tutto inondo, e fino al ciel s’estolle.» Coll. Ab. Isaac, Nnliz. c. 33. B a " scia alcun dilètto , acciocché il loro animo non s’estolla per le g‘ a "' di virtudi. (V) Estoma.’’ (Geog.) E-stò-ni-a, Sf. Governo della Russia europea, di c ’ ttl Rcvel è la capitale. (G) . Estoiia. * (Geog.) E-stò-ra , Poissicada. Antica cil. della Numiditi- ( ' Estorcere , E-sìùr-cc-rc. Alt, e 11. pass. 7’orre a forza. —, Estorqu elt * sin. Baltagl. an. 1604. 6. Rerg. (Min) u Estobqueiie , E-stòr-que-re. Att. F. difet. di cui trovasi più corllltrl ^ ( , 1 . usalo il suo participio Estorto. F. L. F. c di’ Estorcere. /-»’■ e) quere. Gr. ilcapar. (A) Guicc. Stor. 1. f Bill. Enc. 4- 3g : J jj. sondo allora i principi pronti a estorqnerc danari da’ popoli coinè poi... ha insegnato loro l’ avarizia. (N) fC , Estorsi: , E-slòr-rc. [Alt. anom. F. A. sembra lo stesso che , ma trovasi pure usata da qualche antico in sign. di ] LccclHM Eeenzionare. £aécxci]'ci;c, immuni in recidere. Gr.iQupù r. ( b 1 —’ ESTORSIONE f* ^ uor b da, c da togliere o torre.) Amet. no. La non durante fortuna pp ..„i . ® . i ' .. . y , • i i__ . _ a 6 * C *i} 011 volendo questa cstorre da quella legge, chiusa la larga inano,cc. 71 Cavare, Trarre. Lat. er' * * ' ^ -....iiu. i JUt , cri pere, traherc , edneer e.Lor.AIed.Com. c.Ìvp* * P ri »« q«a«n» sonetti furono da me composti perla morte d’nna ili ■ | lt0n S0 !° ostoise questi sonetti da ine , ina le lagrime universal- _ U1 ‘ c dagli occhi di tutti gli uomini e donne, che di lei ebbono al- Ej £ Uila notizia, (B) Torsione, E-stor-si-ó-ne. [Sf] Esazione violenta oltre al convenevole .—, cl^ ,S !n^ C) * Sl,ì ' I jaL V1 °l en l a cxaclio. Tralt. pece, mori. Officiali cheiili listQ 0 ^ * s ' a uo, che fanno le grandi rapine e imposte e estorsioni. Cf) ^, E-stòr lo. Add. m. da Kstorquere. r J‘olto a forza , Tolto H* - l °l enza ' Usurpato. Lai. violenler acquisito». Gr.iix, i^xtpfìtL. 2 ^* E’rei con la potenza loro estorta Calca» de’ buoni i colli Ìi) Z Ji CIit '* ^ ar ' P art ‘ 2 * ^ ett * La oda ( esenzione ) non è come ^7 a degli altri , che sia estorta o usurpata indebitamente. (V) E 0 >r ‘ Poes. Fa almcn , &'io moro , dell’ estremo loco Le mie Estoni UlfeIici s * eno estorte. (Min) ca f C °* * 0*°t.) E-stòs-si-co. Sm. V. G. Lat. aextoxicum. ( Da ex io]"? 5 C toxtc0n tossico.) Albero del Perii , con cui si è stabilito Ut f e ? ere nella diaccia penlandria , così denominandola dalle sue Eato? f Uneste ttile capre. —, Aextnssico , sin. (Aq) * jC^aol.) E-sto-zo-à-ri-o. Add. e sm. Aorne data agli n»i’ Co 1 ^ arassi ^ C hc vivono alla superfìcie del corpo di altri animali , r ? We * P er esempio, i pidocchi , ec. (Dal gr. exoLen fuori, e soa- Ei TR a “ aU:n,ale tto.)(A. 0.) °Talb. (Lcg.) E-stra-do-tà-lc. Add com.comp., usato anche inforza 1l el('a d ^ ^'ggiunio dato a quei beni della moglie, che non entrano | a lì „y te ‘f'ag, Com. Del restante di tutta l’eredità ne resta padrona Es TB Iu °l a i come l’erede; e questa roba poi sono suoi estradotali. (A) dato (Eeg.) Ivslra-giu-di-cià-lc. Add. com. comp. Aggiunto t>e r U Scrili ura autentica , ma non esposta agli occhi del giudice. (A) CO) diciate. , E-stra-giu-di-cial-méu-te, Avv. In modo eslragiu- UlClale P 7* , ia alia D «’. ...V--. v«-. r. c *ah n( fì t f Uoi ' 1 del giudizio. Manfred. letl. i. 36. Poiché estragiudi- ; S1 - RAM ; litC tì on ci trovo rimedio, la cosa si ha da vedere per giustizia. (A) tn,M / S5il0 ^. E > E stru-mis-sió-ne. Sf. V atto di trasmetter fuori , il nutiUar n.t... t \t * c, _._i- _ i. •:_ ’ t s i r a ! f Uo ^. Uden. Nis. 5. 6o. Se gli occhi veggono le cose perla pure lllSSÌ ° nc de’raggi visivi, che incontrino fobbietto visibile; o pare ^ ^ er intromissione delle specie, ricevute entro gli occhi: i t 6’ 2 Urì v ^ U ^^°ne diffìcile e indissolubile. (A)(B) Magai. Leti. fatn. «wV ' c 'lica necessariamente il diafragma, e questo irritando la E STRak iana maggiore, le fa fare t’estramisdone all esofago ec. (N) Je EAMEaT E , E-stra-ne-u-méii-te. Avv. hi maniera estranea, E striti- teij v\! C,ilC ‘ ^ at ’ extrinsecus. Gr. e^S>£('. Sega. Aniin. 6. fà/.Nelt’in- ti’e ° so,, ° alcune cose clic di ior natura sono intese, ed alcun’atta o Cs ^ a ueainenlc , e fuor della natura loro. E appresso: Affermando, ts TlUh ^°n e e visione, della materia farsi in noi estraneamente, ec. e °9 E strà-ne*o. Sm. F". L. Stranieio. , Estrano, sin. Lat. Gr. ^ivntos. Cavale. Specoli. Cr. Dobbiamo più amare il t.srR 4w Cs fva«eo, clic ’l parente rio. nt„ t ‘ ^dd. [m. Straniero , Forestiero , e dicesi di persona o cosa cui s'h ( efte; ^ e 0 congiunta per sua condizione a ciò in riguardo di ^ K t\'z^l >er f \ stìtlnicr fì-Ì —,Estranio, Rstrano,Stranio,sm.[; ^.Alieno.] Lat. Che m?! S * ^ r * .6 eM,x © s * Tass. Ger. 3. 4> Così di naviganti audace stuolo, la colp^ V ? i 3 ‘deercav estraneo lido. Red. Esp, nat. 26. Ne saprei darne * dì co^ a tro j che a qualche estraneo e non solito mischiamento fieus, ’ . • ni*; ddd. [w. Lo stesso che Estraneo./^.] Lat. ex tra- Cslra niu lanius ‘ Ut'. %o>tx.os. Pctr. canz. 4- Mercè chiamando cou i.^tranin . ? 1:c * Ce. 1. 4. 3. Il loto la mondifìca e la disvizia da ogni , r «*N 0 J! 1,Sc * lli nnento. p ^4 q. 'p u ^^à-uo. [ S/n. Lo stesso che ] Estraneo. V. Cron. Morell. ^ r UA}jo. lutavi come figliuolo, ma come estrano. hbv o. q • . ‘ tn Lo stesso che Estraneo. V. Ar. Egl. Tirsi e Me - I ®*‘ a ’l fior raccolto Delle nostrali e dell’ estranc genti.(P) ìl c* in F,. a 1 I 1 ' Non passa T Alpe, e qui tra voi rimane; Perchè dove ito sono, Pai lar n'udii nelle contrade estrane.(Pe) ^ [Strava? 0 * /°^‘ Q u ‘ v i d’esitano cavalicr sembianza cc. (N) c S u;t nl \v Inusitato.] Tu ì. Gei'. ii.30. Non ^iovcranvi le ca- c '"'<* so un /fi’ nmrrote come belve io tiiir.u Ji urbi del’e mac- p < 5 ; Tildi i Trancili erano appiatbili per ripararsi dalla S?.Co c/e/C iija/ NTE | e^tra-or-di-na-ria-méu-le. Avv. Fuori dell’ ordi- la . H|< Iìnai i ;l , n .,| J ’ J " USUalnrn(:nl < i i ì contrario di Ordinariamente. —, p. io, sin. Tal. extra ordinem , praeter moduin. Gr. t / a °rdii lai .j ‘ • |''b 1.0 cuore allegro e contento file la faccia e- l'u V. Che s ‘ facci 6 f. Uar '!t Sen. Pisi, y-, I n quella medesima qnistio- l,to niaen; m .„ es . lnar ‘ ame ntc per comandamento del Senato, t , 8 ^o RniI|ilR S8 , o>c maleficio. ’ ilio?? 0 > Insolita . Stl : a -° r - d ‘-.>là-ri. 0 . Add. [m. Fuori dell ’ ordine o del - 3 ? ri0 ,,' sin. Tal ' 0 "" Y ''''" e leg£* ec ~i ‘ ( \. voce Partita porta lo stesso esempio del U ** 8 Conn n ^ ri ° —■ , Stranrrl° r ” !' na .‘ ns_s ^' m 0* C Add. m. ] superi, di E- ub - cur - m “ iM - Tenlt. ^ 'Cavare.] Lat. extrahere. erno , e parte n’estrassi,* fuori, ESTREMAMENTE x ^i f orte vi ne lasciò dentro cc. ; c coloro che egli n’ estrasse , si furo i patriarchi c profeti, e lutti li buoni. Saggi, nat. esp. sò\ poiché nell’estrarre da esso la bocca C cc. , piomberà subito 1* argento vivo, levandosi l’acqua in capo, cd empienaone tutta la canna, ec. a — * Cavar fuori da un libro, da ur» registro e simili i documenti o le cose più notabili e che fanno al bisogno. ^".Estratto, add.§. 2.(A) 3 — * (Chini.) Cavare alcuna cosa da un misto per mezzo degli a~ piti chimici o farmaceutici. T. Estratto , add . (j. 3 . (A) 4 — (Comm.) Dicesi del Portarderrate o rneicanzie fuori dello Stato.(A) Tariff. Tose. La proibizioni* di estrarre la lana. (iS) 5 — * (Mat.) Estrarre la radice. T. Estrazione, $. 5. (N) Estrattivo , E-stvat*lPvo. Add. m. Che ha virtù di estrarre.Lat. extra* bendi vi praeditus. Gr. à^sXxvtrnxo'?. Cr. 6 • 16. 1. Questa erba ec. ( cioè il bassilico ) ha virtù dissolutiva e consuntiva , estrattiva cd estersiva c mondifìcativa. 2 —• (Chini.) Inforza di sm. cosi chiamasi da' chimici moderni uno de 1 materiali immediati de'vegetabili , secco, bruno , dissolubile nell’acqua.^ A ) 2 —* Principio speciale delle piante, scoperto da Tauqueliu.ifi. P.) Estratto, Estratto. Sm. [ Toca bolo della chimica antica , non ancora affatto caduto d' «so. Lulom è sinonimo d' Estrattivo. Talora vale generalmente Materia più eletta , cavata per mezzo d'operazioni chi - miche da altre materie.) Sagg. nat. esp. s3q. 1 / acqua carica di zafferano, allungala con un poco di estratto di color di rose, cc. E ap* presso : Yeggasi più ampiamente il modo di far simigliatiti estratti Jieir Arte vetraria di Antonio Mori. 2 — Dice.si da' librai , scritturali ed altri a quelle cartucce per lo più segnate con qualche lettera dell'alfabeto , che vengono fuori de’ fogli di manoscritti , libri di conti , e simili. (A) 3 — * Ristretto, Sommario, Sostanza in breve d’ un’opera. Magal.lelt. 1. 43. Domenica sera gli portai un estratto del processo contro il maresciallo d’ Ancre. (N) Estratto. Add. m. da Estrarre. Lat. educlus. Gr. sWr'p.^fb. 2 — [Ned sign. di Estrarre 9 2.] Rettor. Tuli. Estratti della Retto- rica nuova di Tullio. 3 — * Separato, Lontano. Comm. Dant. Purg. 1. Descrivono li poeti, per sue allegorie, cb’è in Grecia uno Monte , il quale era solitario, e estratto da ogni conversazione. (N) 4 — (Chini.) [Nel sign. dì Estrarre, $. 3.)Sagg. nat. esp. 239. La tintura di rose rosse, estratta collo spirito di vetriolo, mescolata con olio di tartaro, si tigne d* un bellissimo verde.» Jìartol. Ghiacc. 28. Una gocciolina di tintura estratta, come sanno i chimici , dal rame o dall’ oro. (N) Estrattore , * E-strat-tó-rc. Veih. m. di Estrarre , usato soltanto come sm. nel senso di Estrazione , §. 4 A avell. Prati. Univ. p, 148. E- strattori di qualsivoglia roba contro gli ordini non possono portar armi di sorte alcuna. (P) Estravagante , E-stra-va-gàn-te. [Add. coni.) Fuor del comune uso\ [e parlandosi di pedonai) Fantastico. — , Stravagante , sin. Lai. (àsti- diens, morosus , diilicitis. Gr. «Wapserros. ( Dal lat. extra fuori , c vagaci andar vagando, svariare. ) Guicc. Stor. 17. e lozione e nell Estravagante. 3 — E nel n. del più. Rorgh. Fir. lib-'335. In questo tempo [Enrico TU.) diede fuori la nuova legge Ad reprimendum , die è riposta nelle Estravaganti, o com’elle si chiamino. 4 — C Usato anche come add. ] Maestruzz. 2. 43. E questo è iscritto in alcuna Decretale estravagante di Bonifazio Vili., la qual comiucia: ec. Estravaganza , E-stra*va-g:\n«za. [A/C ast. di Estravagante. Stranezza ) — , Stravaganza, si>i. Guicc. Stor. 14 7 Della quale estravaganza non potendo con ragione alcuna cscusjrsi. Estravasato. (Med.) È-stra-va-sà to. Ad i. m. D arsi del sangue uscito de ’ suoi vasi. Lo stesso che Stravasato. T.e di' Travasato. Tallisti.^ A)(N) Estravasazione. (M:d.) E-stra-va-sa-ziò-ne. Sf. Lo stesso che Stravasa- mento. T. e di Travasamelo. (A) Estrazione , E-stra-si-ó-ne. [Sf ast. dì Entrane. Vallo di estrarre.]Lat. extraetio. Gr. fyxyuiyo. 2 — * Nascita, Origine, Derivazione. Magal.Leit. Scient.1 /.Quantunque la natura non sia d’un’estrazione divina, ella è però di buona casa assai. Corde. E log. g. 2. proem. I cantimbanchi sono di vile estrazione. (N) 3 — (Chir.) [Operazione colla quale si estrae dall' interno del corpo a da qualche sua parte i corpi stranieri che vi sì sono introdotti o che vi si formarono , o pure quelli i quali, siali parte di tessuti viventi vengono staccati per una causa qualunque.) IAb. cur. nudati. Sea la prima operazione l* estrazione del ferro dalla ferita. 4 — * (Comm.) Il portare o cotnlurre fuori di Stato certi prodotti. Sriveli, Pilli. Univ. fi. i4 s - (.Ed. Fiur. 1681 .) Estrazione di (>rani ’ farina ec- è proibita. (P) Tari fi". Tose. Continui ad esser proibita i’e-’ strazione ... dei bozzoli da far sria. (N) 5 — (Mat.) Estrazione delle radici. Il metodo di trovare le radivi dei numeri , o ijuantità date; T' operazione stessa dell’ estrarle. (A) Est;-.* (Gcog.) E-strel-la. Aomr di due catene di montagne: una nel Portogallo , l altra nel Brasile. — Città ih Ila Nuova Granata. — Fiume del Guarnitala , nella provincia di CosUiricca. (G) EsTnEMADURA. * (Geog.] E-stre tna-dù-ra. Sf. Pr '•iv- della Spagna che ha per cap. Badafos. — Prov. del Portogallo , quasi bisecata dal 7ago.(G) Estremamente, E-slrema-mén-te. Avv. Sommamente , [Eccessivamente, Smisuratamente , Nel sommo, Nell* ultimo giuda ec .—, Stremamente., 51/1.3 Lat- maxime, suora inudum. Gr. a. 8 \ ì. ESTREMARE 2 — In estremo, [In ultimo , All' estremità, ] Sut. Parg. 1. L’uomo umile non de’ avere appetito di cose mondane, se non estremamente per vivere. Estremare, E-strc-mà-re. iV. ass. Scemare, Diminuirsi, Menomarsi. — , Stremare , sin. Guicc. Stor. 5. 4°‘ Ma > °l lre a questo , come si può negare che ne' privati non sia gravissima necessità ? Quando le gravezze, che sì pongono , ne costringono una grandissima parte a estremare di quelle spese , senza le quali non possono vivere se non con grandissima incomodità. (Pe) 2 — iV. pass. Consumarsi, Quasi finire, o forse Trovarsi in estremo. Dial. S. Grcg. 3. 3 &'■ E quel fuoco non solamente non arse lui, ma eziandio l'estrema parte del suo vestimento non si estremò. (V) (Pe) EsiliEitissiMAWENTE , Estre-mis-si-ma-mén-te. [Avv.] superi, di Estrema- mente , [o piuttosto di Estremissimo. J Lai. sopra moderni. Or. vxtpfi- ■rptes. y o/g. Mes. Impiastro del figliuolo eli Zaccaria , che ammorbida la durezza c la nodosità delle giunture, ed estremissimamente addolcisce il pelto e lo polmone , che è duro a cacciar fuora le materie. Estremissimo, E-stre-mis-si-ino. Add. m. superi, di Estremo .Rao Inveli. 1 7 ) Ledi. En. tran. io. i8i. Berg. (Min) Boti. Leu. Pili. 3 . 1<)I. (Uusar .) Ho durato una fatica estremissima a cavarla d’ond’era. (B) Estui;jota , E-stre-mi-tà, [Sf L’estrema parte, La parte ove una cosa finisce , Il termine di quulsivoglia cosa ; come sono il vivagno delle carte , il lembo delie vesti, e simili; e secondo le diverse cose ora ebeesi Orlo, Margine, Sponda , e talvolta Lembo , Falda , Piede, Proda ec.]—, Estrcmitade, Estremitate, Stremila,sfn.Lat.extrcmitas, ora. Or. eVxancc. Dani. Inf. li. 1. In sull’estremità d'un’alta ripa, Che fàcevan gran pietre rotte in cerchio , Venimmo sopra più crudele stipa. Bui. Estremità è l'ultima parte. Bocc. g.io.p.l. Essendo già quegli dell'Oriente nelle loro estremità simili ad oro lucentissimi diventili. 2 — [E per metaf] Bocc. Introd. 2. Siccome l’estremità dell’ allegrezza il dolore occupa, cosi le miserie da sopravvegnentc letizia son terminale. 3 — Eccesso, Estremo. Amm. Ani. 58. (Firenze i66i.~) In tutte le co- e se lo mezzo è da lodare, c 1 ’ estrcmitadi sono da biasimare. (V) 4 — Calamità, Miseria, Necessità. L,at. calamitas, miseria. Gr. ìwrrrr ria. Bocc. Leu. Pin. Boss. sy8. Tolga Iddio che voi in si fatta e- stremità venuto siate , che quello che coloro facevano , colla vostra famiglia si convenga di fare. Belline, son. 277. Lorenzo , i' sono in tanta estremitate, Che non vi sali mai capra né gatto. ( Qui in sentimento equivoco .) 5 — (Anat.) Estremità diconsi da’ notomisti le braccia e le gambe. (A) Estremità, ditti da Estremo, Fine , Termine , Limite , Confine. Estremità è propriamente V ultima parte di una cosa materiale, e si oppone a Mezzo o a Centro. Estremo si adopera sempre in astratto ; c vale il più allo grado, l’ultimo segno al quale una cosa possa giungere , e si oppone ad Ordinario , o a Tempcialo. Diremo quindi l’Estremità d'una ripa , d una lingua di terra , d’un paese, e Y Estremo delle finze , della giojn, dei piacere, della vita. Così pure diciamo che Gli estremi sono viziosi. Per traslato Estremità si prende anche per necessità , per eccesso di miseria ec. La voce Fine si applica più esattamente a cose spirituali ed astratte. La fine de’ mali, delie pene ce. Termine si adopera propriamente parlando di cose materiali, di tempo , di luogo ec. I termini del campo, Jt termine della valle , Al terminar del giorno. Nella voce Termine l'idea del tempo e della misura è sempre fissa e precisa; in quella di Fine rimane indeterminata o indistinta. Così dirò bene: Il mondo ha fine, e non termine ; La vita dell' uomo ha termine, non fine. Termine, elevato al morale ha pure forza di Bine. Il suo sventurato amore ebbe termine (Fine). La voce Limile si applica all’ estensione finita. / limili della piazza , 1 limiti del territorio ec. Confine propriameute indica una linea nella quale han termine due contigue estensioni, onde include la idea di un doppio limite. Inoltre Limile ama meglio 1 ’ applicqzion figlirata. I limiti della giustizia , della onestà ec. Limiti alle spese , Limile alle parole, Limitare i desiderii, ne' quali esempi Limite si oppone ad Eccesso. Estremo, E-btrà-ino. Sm. Estremità. [Propriam. Fine, Termine d’una cosa ; e per eslens. li più alto grado , L’ ultimo segno al quale una cosa possagitigliele, opposto ad Ordinarioo aTemperato.—, Stremo, sin. ^'.Estremità.] "Lai. extremum, extremitas. Gr. Sera.Toy.Petr. canz. 18.6. Che l’estremo del riso assaglia il pianto. a _ [ Dicesi Estremo della vita per Gli ultimi momenti della vita. ] Bocc. g. 4 . p. ib. A me vergogna non reputerò infino ne/f estremo della mia vita di dover compiacere a quelle cose ec. Cas. rim. 1 7. E da quell’ armi eh' io pavento c tremo , Della mia vita afiìdi al- mcn l’estremo. . ,.. .. . , „ 3 — [Big si estende ad ogni Avvenimento felice o disgraziato della vita dell' uomo , e ad ogni sua passione ; ma per lo più detto assolutamente prendesi nel sign. dii Miseria, Necessità. Lai. necessitai, miseria. Gr. àAyxn. M. E. 10. 59. Snido Bologna abbandonata dall’aiuto della Chiesa , dallo Imperadore , da’ Signori di Lombardia , e da’ Comuni di Toscana, c posta negli estremi, per occulta via 111 liberata. Bocc.novfà.q. Avvenne un di, die essendo cosi Federigo divenuto all’estremo , die il marito di madonna Giovanna infermò. 4 _ ( Ci)l v. Fare •• ] Fare I’ estremo di sua possa = Fare gli ubimi sfòrzi- Alam. Gir. 6. 51. E colla lancia in man, eh’è corta e grossa, Fa verso lor 1 ' estremo di sua possa. » E Pelr. son. 54- Parte li. Or bai fatto 1 ' estremo di tua possa , O erudel Morte. (P) 5 _ Proti, Tutti gli estremi son viziosi [o similey, e significa, ch’é commendabile la mediocrità. Lat. est modus in rebus; ne quid nimis. Gr. prfy iyi*. Malm. 7. 2. Anzi che no . sia detto con sua pace , Perdi’ogni estremo finalmente è vizio. fi _ In modo avverò. All’estremo, In estremo == AUa fine , lAll ultimo ■ dicesi anche Alio stremo.] V. In estremo. Lai. ad exlremum. Gr. rs'xos. Pelr.canz. 48 • 9• E, l )er dir ali’estremo il gran servigio, Pa'roiU’.atti inonesti l’ho ritratto, E son. 8. Clic «inietta è di Ini ESTROVERSO di' a ciò ne mena , Lo qual, in forza altrui, presso all’estremo Rima” legato con maggior catena. » Car. Leu. Sen. 4. Voglio che tu ti E- essa fredda in estremo. (N) 7 — (Log.) Estremi diconsi i due ultimi termini della conclusione di un sillogismo , cioè il soggetto e il predicato. (A) Estremo. Add. m. Ultimo , [Finale, Sezzajo. — , Stremo , sin.I Lab extremus. Gr. i'trx«-ro<. Lab. 2 1. Appena le particelle estreme si p° 3 ' sono da' più sublimi ingegni comprendere. Pelr. son. 14. Indi trai#' do poi l’antico fianco Per l’estreme giornate di sua vita, Quantopi u può , col buon voler s’ aita , Rotto dagli anni , e dal cammino stanco- Doni. Inf. 19■ 29 Qual suole il fiammeggiar delle cose unte Muovei' si pur su per l’estrema buccia. (Cioè, superficiale.) 2 .— Grandissimo. Lai, maximus. Gr. piyiaras. Bocc. nov. g8. 54 ■ ^ quale vedeva poverissimo cd in estrema miseria posto. Fir. Lue. 4 ' 1 ' lo non vidi mai il più estremo bugiardo di costui. Alam. Gir. 23 -i°‘ Porta odio estremo al fisico severo. » Tass. Ger. 2. 63 . Né v’c fra tanti alcun che non l'ascolte Com’egli suol le meraviglie estrome.(N) 3 — * All’ora estrema, posto uvverb. = Alla morte, Al punto dd* morte. Petr. son. (A) 4 — (Eccl.) Estrema unzione; Dicesi quel Sacramento della Chiesa , che s’amministra ai moribondi coll' Olio santo. Lai. extrema unctio- Gr. s'xouo 9 dyiov, svxAuiw. Maestruzz. 2. fò. Il secondo si é d. .’R e * ligiosi , i quali sanza speciale licenzia del proprio Sacerdote ec. dissono i Sacramenti del Corpo di Cristo, ovvero dell’ Estrema unzioni altrui. Belline, son. 3 o 3 . Quando prima in sul letto ìnver la uiadr e Rivolse gli occhi in nella estrema unzione. Estremos. * (Geog.) E-stré-mos. Città del Portogallo nel?Alcntejo-fiA Estuici. * (Bot.) E-strnci. Sm. Lo stesso che Ginestra. E. Lat. spa f ' tium scopariiim Lin. Targioni Tozz. Diz. (N) „ Estrinsecamente , E-strin-se-ca-mén-te. Avv. Dalla parte esteriore , [,”* fuori, Esternamente, Esteriormente .] Lat- externe. Gr. «fa/Ssc. B 1 '/ Dial. bell. domi. 348. La sanità produce vivo ed acceso colore, c di’ mostrante l’intrinseco di sé medesima estrinsecamente. 2 -* Big. Apertamente, Chiaramente. (A) Estrinsecamento , E striii-se-ca-mcn-to. Sm. Il ridurre una cosa alft' strinseco, Il renderla superficiale. (A) Leon. Pascol. Berg. ( 0 ) Estbinsechissimo , * E-strin-se-chìs-si-mo. Add. m. superi, di Estriusec 0- Ulieti. Nis. 3. 143. Non rispondo a quella opposizione che noi, f sendo forestieri e del tutto barbari nell’ idioma latino, usiamo | )ia commendabilmente il parlar Teramano, che il Plautino, peroed" 1 questa è una ragione totalmente estrinscclnssima. (B) Estrinseco , E-strin-se-co. Add. m. Di fiora , [Che direttamente appartiene alla cosa di che si parla; opposto ad Intrinseco.—, Esti' 1 " sico , sin. Lai. cxtrinsecus. Gr. Pelr. Uom. ili. Costrig" 6 ' 1 ’ dogli aicun’ altra cagione estrinseca. Maestruzz. 2. 14. Second° , ( 1 sogni ) procedono da causa naturale intrinseca ec., ovvero da C ’ 1 gione estrinseca. 3 — f Ed usato iu fòrza di sm.] Tratt. gov. firn. L’ anima muove & medesima , poi c dall’estrinseco mossa. Est rinsico , * E-strìn-si-co. Add. m. E. e di’ Estrinseco. Rosasco. (..' Estro, * È-stro. Sm. E. G. Propriamente Stimolo, Irritazione >. rore, Desiderio veemente. Lat. aestrus. (Dal gr. istros stimolo , ‘ ns:l nia, amor furioso, furore.) (Vari)- , 3 — (Med.) Estro venereo.- Quel movimento che eccita l’ animale a l'atto della generazione. (A) 3 — (Zool.) Genere d’insetti dell’ ordine de’dilteri, da noi detti Tafani, che depongono le uova nella pelle de’ buoi, nel naso de' cavo e delle pecore. Il verme che nasce dalle dette uova , allorché p e f 4 fauci entra- net ventre degli animali, produce in esso un’ agita? 10 - : che è quasi furore. Fra le varie specie ve ne ha due più comuiiiE. 0 1/ l^ClKaniie Iv/MimnO ssii n li ri tris n/vo/n < » nvsrìrssvs » a riti /Vi - , il Tabanus bovinus che ha gli occhi verdicci, e sul dorso di iftcune strisce lunghe le che ¥ triangolari; ed il Tabanus pluvialis, -' ali punteggiate di bruno , e quattro fasce ondeggianti sugli »et ^ ne’ tempi caldi che precedono alle piogge è particolarmente succhiar sangue. Entrambi son comuni ira noi e dappertutto. (°J V/, 4 — (Lett.) [Commozione vivissima della fantasia e di altre f 0, Estuomania. * (Med.) E-stro-ma-nì-a. Sf. E. G. Lat. oestromania- ‘ |(J| istros pungolo , stimolo , amor furioso , e mania furore, ) B lS °P glll tti Desiderio furioso di coito : nell' uomo dicasi Satinasi ; nella ■ Ninfomania , Estrofosia , Eslroplegia. (A. 0 .) .. (C) Estrokbo. * (Geog.) E-slrón-do. Catena di montagne nel Bw 51 Estroplegia. * (Med.) E-stro-nle gi-a. Sf. È. G. Lo stesso che j- 0 (, • ’ - - • ® - J - - leg 1 ' 1 inuma. E. Estromauia. ( Dal gr. istros amor furioso , c p lt 2. inf. di pieno io percuoto. ) (A. O.) Estroversione.* (Chir.) E-stro-ver-sió-nc. Sf. E. L. Rovesciarne!} ■ u „ organo cavo in fuori. La vescica , l'utero possono essere _E'Stro vèi-Ie-re. N- ass. e pass, azioni, comf1. Ridurre, }{ 0 i j S1 , ?! di fuori. É per lo più T. de'falsi mistici. Segner. Leti, s ii'iss' 0 > '! an '° dunque estroverterci in quel senso appunto che l’illu- Sai . m ' m ? lm P l 'gnature interdice ai Mistici ? Mi fa sapere con avvivai 1 C !e .linguaggio da me ignorato sono però chi imati Estro- j jq. j. l ì Ul di i quali applicano alle figure e alle forme , come fanno Esiguo ltallv i’ °d Introversi, quei che applicano al puro spirito. (A) fuori .®' s,r d’de-re. [ All .] F- L. Scacciare, Cacciar ria, [Cacciar p, , ;1 ’ àpigner fuori.'] Lai. extrudere. Gr. sgcXavp/iy. Gal• Sist. i8a. •lercnr ' V“' nc Veloce ha facultà dì estrudere e dissipare le materie a- Esj RIJ 1 ^‘Stfu-si- 0 -nc. [A'/\] Lo estrudere, Lat. expulsio. Gr-iifUreis. ^entr ,a ì" - mot ' ^ c ‘ R'ducendola alcuni all 1 avvicinamento al dei-si ’ | di al restar successi va mente manco parti del mezzo da fen- q, j* a tl 'i a certa estrusione del mezzo ambiente , ec.» Magai, lelt, EsrrujJ , a es frusi0nc , o lo scacciamento scambievole degli elementi. (N) clic p-’ i ^dù-so. AJd. m. da Estrudere. Gal. Sist. iSp.Supposloec. q U( ,j. lnc ‘ ,na zi°ne di quei corpi gravi (ùsse di andare al centro di Eir fl ,, T T ril0 * a j c' non verrebbero estrusi, nè scagliati. 3 t ,> E strùt-to. Add. m. F. L. Fabbricalo , Costrutto. Car.En. ■“tic v'dnci al delubro, che ad Apollo in cima Era d’ un sasso Pira ai ? an,c estratto, Tutti salimmo. E 6. 3/2. E primamente la gran R q; pingui tede e di squarciati roveri V’alzàr cataste.(A)(B) “enta^ u 1 • Siccome son degli ediGci esimiti Prime le fenda- f, K pi. d P'plar bene, Ha mill'altri bei pregi in un ridutli. (P) Car. V e „’•* ’ Studia il passo ; Che già le mura da’ Ciclopi estrutte Mi P'ù d' aVant ' - id'. 7. Era la corte un ampio , antico, augusto Di a_* 1 ce hto colonnati ostruito In cima alla città sublime albergo.(Br) i| ..(jj “mussato, Accumulato. March. Lucr.lib. 6. Il sole Dissolve Eeu e 1 ’ altamente estrutte Itevi co’ raggi suoi sugli alti monti Esi oa „J‘ q p dc e , “olii. (Br) Lai -, ! E-slu-àn-tc. Add. com. F. L. Fervido, Fervente, Bollente. ani; àe Uan ?' Gf.fyitnruv. Sannaz. Aivad. pros. 12. Dal quale le estu- /- j, ( l u< ’ di Baja e i vostri monti del solfo prendono il lor calore.(A) “a a ff • I ' ì m. 3 . E sento Euro che spira Dal Bosforo estuante e chia- E srDABl /“erra Con indistinto orgoglio e cielo e terra. (P) il m , ’ , E-stu-à-ri-o. Sin. F. L. Braccio di mare, laguna, ove P asi ® ,e s l,, aoltra , e recede. Lai. aestnarium. F. il diz. lat. it. del ® 5T Cxzr ' . ld>. f. cap. f2. tir. Degli estuarti, cioè dc’reumi.(B)(N) S n ato^f ’ E-stu-a-zió-ne. [A)E3 F. L. Bollimento [ interno accompa- f .j a gtan calore . ) Lai. aestuatio, aestus. Gr. zxitruv. Folg.Ras.. d, 0 | a Clca cc. , poi clic ella sente questa estuazione e bollimento e sti- J? 21cl| >c, allargasi il muscolo che costrigne la bocca della vescica. Punt l,OVe ' ^ 01 che da quello, che è ivi ritenuto, comincia a esser j'i'i'i... ° e gravato, sente questa estuazione. , , i A> ' / v, E-stu-be-ràn-za. Sf. Rumorosità, Gonfiezza,Entasi.(Dal lat. lìstoj, a ° n i e da tuber tumore, gonfiamento, escrescenza.) Foc. Dis. (A) ESUSTIONE i 33 me-sccn-za. Sf. y. L. Gotifìamenlo , 2'umèfa - cxfcmncscenfcia. (A. 0 .) > * E-stù-pe-re. IV. ass. V. A . V. e di' Stupire. Fr. Giord'. ' •! . 1 - -11._IL. „ » ‘^«SCEKZA, * E-stll une. £ ut ' (.xtumeso ’9- Se si vedesse il peccatore quando pecca... egli morrebbe, o e- E^'f-cbbe tutto. (V) 1 H 1 ^rI> BAliE ’ * E,’ 5lnr -kà-re. Alt. Mandar vìa , Cacciar fuori. Lat. ex- tl ar j? rc * ix&aWsiv. (A) Hocc . Liamm. lib. 1. Mi piace di ricor- P re o ar ^ c ^ c tu dal casto petto esturbi e cacci via le cose bon l NTE » E-su-boràn-te. Part. dì Esuberare. Ridondante « Soprab- Accede— ™ ^.-V.. ì&v, , r - -—— , Esuperante, sin. Lai. exuberans. Gr. sù&jj- 1 r a , 0 ’* Med. Cap. (A) Lor. Med. rim. 63. Grazie a te, sommoesu “frante umne, Da poi clic per tua grazia e non altronde Della tua co- gtizin T," ’ v° l cnc l’ el cni n „ , n ambiamo il lume. (B) Magai, lett. 20. Dna gran metropoli, e se BEa a *f,sazia ed esuberante per tutti i versi di ricchezza, di brio ec.(N) cc de/ A!fZ *’ ^‘' su "l ) C-ràn-ia. Sf. Ridondanza, Soprabbondanza , Ec- giier *f —’ Esuprranza, sin. Lat. exuherantia. Gr. IW.-f/.i.'.n'. Se r>c,^' !'. cr - 1 • perare 1 •za 10' 11. L'uvea della state ec. , per conibaUeie e s''- ^ rumor superfluo, estenuando ciò che ne’corpi e d. esubcran Esm ^'^"l'eranza Gonfiezza , Tnmorosità. Segmr. j j t “«RA S z,x, * E-su-bc-ràn-zi-a, N. pr. f. hai. ExuhcranUa. ( Dal sovrabbondanza. ) (B) ,• , r> a i i a * **“«*«*», . E-su-be.ràn-zi-0 . N. pr. m. Lat. Exuberant.us. (Dal lat. sovrabbondante. ) (B) „ ,, • ,„,. D0 . ,. a * aa 1 * E-su-be-rà-re. All. e n. ass. Il trarre a se materia ch «fa un liquido del colore o di checchesia di una ^ate' a datavi enlm a bollire o in molle. Aer. Art. Fe . 1- ’ Z 1 ’ questa liscia, mettila in un pajuolo pulito, c dentro;i fr dd rbe ; Ua “matura tinta in chermisi c fa bollire a fuoco toupet atiss.rao, Y IU: m questa maniera la liscia si Unger - ^ c , ma tura c sp rc \ la tintura della cimatura. Ivi. P>S' ia u E , e „ no c be la liscia ai orae , e se la troverai iscolorita . ■ • • a - (Pr) • esuberato la tintura del chermisi dalla cim Aliavano nelle Alpi VsusiAK,.* (G e0 g_) E-su-bi-à-ni. Ani. popoli c marittime. (G) ,. ,„ ec ie di Euforbia, j Wx. (Hot.) È-su-la. [Sf. Nome dato a , che per Lat, esula. Gr. rtSvy.x\os. ÈoIg.Mes. bi pesula , il l a P' s a natura evacuano la collora nera , sono * ®P’ pior di borrace e “ » il| li, il tapisarmeno.ee. Tes. Pov. P- S. Ricett- Fior, Sf- con dramma ima c mezza di esula o sca , 0 " n ou> e d’ esula sin- L’esula si chiama da' Greci t ilimalo -. sotto q rotonda. ” Ma- tendono tre piante , cioè la maggiore , la ■ a . (Vy) S«i. Uu. 1 5 . La lanugine del beidclsar °. c f sul , a mo nie Tilur. (G) ,S U. • (Grog,) Lat. Aesula. Ani. cu. d Italia sui sviare. Lat. mcASE, Esu-là-vc. N. ass. Andare, Slave in esMo- e- csulan do «alare, Gr. ’aév.iv. A ehm. Pmd. Apollo scacciato d in terra, servi gran tempo agli armenti del re Admeto. Lor. Med. Laud. f. Io son quel prodigo tìglio, Cbe ritorno al padre mio: Stato sono in gran periglio, Esulando da le, Dio. (P) Esui-cekamestu. (Chir.) E sul-ce-ra-mén-to. [A’m. Lo stesso che ] Esulcerazione. F. Lib. cur. maiali, Nacque nella gamba un doloroso esul- seramenlo. E appresso 1 Ippocrate sempre vuole che gli esulceramenti si dissecchino. Esulcerare , E-suI-ce-rà-re. [Atti] F. L. Piagare, [e più propriamente Cagionare un' ulcera .]—, Dlcciare, sin. [F. Esacerbare.) Lat. exu|- cerare. Gr. xtpikr.ovr. Lib. cur. malati. La sordidezza trascurata suole talvolta esulcerare la parte dolente. a — Per melaf. Inasprire, Irritare. Rucel. Orest. All. 2. Oime ! deb non cercare di saperlo, Esulcerando ognor dolor più grave. (P) Esulcerativo. (Chir.) E-ml-ce-ra-ti-vo. Allo ad esulcerare.-^, Ulcerativo, sin. (A) Landin.Berg. ( 0 ) Esulcerato, E-snl ce-r k-to.Add.m.da Esulcerare.—,Ulcerato, sin.Lat.exul- ccratus. Gr. «.$tkxuSùs. Lib. cur. malati. Fa d’uopo lavare la parte esulcerata con vino nero e brusco. Esulcerazione. (Chir.) E-sul-ce-ra-zió-ne. [Sf. Formazione dell ulcera ; ed anche Speìlnmenlo, o siaLeggiera ulcerazione superficiale .—, Esul- ccrainenlo, Ulceramento,Ulceragione, Ulcerazione,sin.) Lanetta Iceratio. Gr. l’ky.Folg. Mes. Nella bocca sua saranno bollicine o esulcerazioni putredinose. Lib. cur. malati. Nelle esulcerazioni proccuri il buon chirurgo di sfuggire la infiammagìone. Esule , È-su-le. [Add. comi] Ch' è in esilio. [ E però Andar esule dicesi per Andare bandito, esiliato, e Stare esule, per Essere in esilio , Esulare.] Lat. exul. Gr. tyvyùs. Fr. Giord. Pred. Coloro che sono e.,uli dalle loro patrie, desiderano di tornarvi. Ambr. Rem. 3 • so. U11 maschio Che sono io, che già sono stato esule Gran tempo. Esultante , E-sul-tàn-te. [Part. dì Esultare.! Che esulta. Lat.exultans. Gr. sxirzSw/. Amet. 8g. I cittadini lieti, per doppia cagione esultanti, renderono debite Iodi di tanto dono. Esultanza , E-sul-tàn-za. Sfi F. mod. usala dal Manzoni. F. e di' Esultazione. (Min) Esultare, Esul-tà-re. [N. ass.) Avere [grande] allegrezza, [epropriamente, Manifestare allegrezza con atti esteriori. ) Lat. exultare. Gr. eK.TVviSócv. Amel.tS. In quelli ( templi ) gli eccettuati nobili colla moltitudine plebea raccolti, porti i prieghi e’sacrificii agli Iddii festeggcvoli esultano. Fr. Jac. T. 3 . 2. 7. Deh ritorna in caritate, Cbe la corto mia t’ aspetta, Cbe con noi deggi esultare. E 6. s 3 . 3 . Cbe se’ amor senza difetto ec., E la mente lai esultare. » Fit. S. Gir. 18. Servite Iddio con timore, cd esultategli con tremore. (V) 2 — E con l' ausiliario Essere. Modo ant. Fit. S. Gir. 3 g. Molto sono esultato trovandoti, e in te mi sono dilettato. (V) 3 — E n. pass. Modo ani. Fit. S. Gir. 49 - Tu mi menerai nella camera del mio Dio, per esultarmi e rallegrarmi quanto apparirò dinanzi alla sua faccia. (V) Comm. Dani, infi 7- Onde dice il profetai ma esultossi come gigante a correr via. (N) 4 — * Alt. Lodare. Cavale. Frutt. ling. 97. Lodate e benedite, o giu- bibite , o magnificate o esultate Iddio. ( Se già non dovesse dire E- saltate. ) (V) 5 — * Aggrandire. G. F. 7. m. (Fir. i 58 y.J I Guelfi noi voleano ubbidire per non esultare lo ’mperio in Toscana, (il Testo Davanzali con altri buoni Codici leggono lìasultare che vai sotto sopra lo stesso.) (Pr) Esultato , * E-sul-tà-to. Add. m. da Esultare. F. §. 2. (N) Esultatoriasiente , E-sul-ta-to-ria-mén-te. Avv. In modo esullatorio.Ma- gal. Lett. (A) Esultatorio , E-sul-ta-tò-ri-o. Add. m. Appartet\ente ctd esultazione. Magai. Lett. (A) Esultazione, E-sul-la-zid-ne. fA/\] Allegrezza [manifestata con atti e- steriori , e quasi con risalti delle membra ; che tanto vale Esullun. — , Esultanza , sin.) Lat. exultatio. Gr. a.ytx.\klx/i.a. But. Allegrezza hae prima movimento nell' anima , c chiamasi giubilo ; e poi esce nel volto, e dilatasi nella faccia , e chiamasi letizia ; e poi si sparge per tutto ’l corpo , e niuovelo, e chiamasi esultazione. Fior. S. Frane, 141. E innarra a costui ec. con tanto fervore e esultazione e gaudio, quasi comepersona che ec. » Guicc- Stor. 1. fBibl. Enc. It. 4■ J Concorrendo con esultazione incredibile ogni sesso, ogni clà , ogni condizione. (N) F.si;MAzioNE.(I,eg.)E-su-ma-zió-ne.Ay.'D/soll<’rnimi’nfo , ,<’ dice si propriamente de’ cadaveri. (Dal lat. ex fuori, e humus terra.) (A) De Luc.Berg.fO) Esuperante , E-su-pe-ràn-te. Add. com. F. L. Esorbitante. [ Lo stesso che Esuberante. F-] Lat. exnperans. Gr. inripfrxtmv. Buon. Fier. 2. 1. 11. Se non è quel vantaggio esuperante, Che non ha dalla industria , Ma dalla trufferia rincrescimento. Esuperanza , E-su-pe-ràn-za. [ Sf ] Eccedenza. [ F- e di’ Esubera'• za. j Lat. exsnperantia. Gr. v-xepux'n. Sega. Euc. 1. Quel poco . che vi s’aggiugne , vi fa una esuperanza di beni; ed infra’heni, quello cbe ha più esuperanza , sempre è più desiderabile. Esuperio , * E-su-pè-ri-o. N.pr.m. Lat. Exupcrius. (Dal lat. exupero io sopravvanzo , eccedo. ) (B) Esurino. (Chim.) E-su-rì-no .Add.m. Aggiunto dato ad alcuni sali, che sono di natura molto corrosiva. Alcuni chimici dissero, quasi nel medesimo significato, Ente esurino. (Dal lat. esurio io bo voglia di mangiare. ) (A) EsurÌre, E-su-rì-re. [N- ass.) V. L. Essere affamato, Avidamente appetire. Lai. esnrire. Gr. navòn. Dant. Purg. sq- /S^.Esurieudo sempre quanto è giusto. But. Esimiendo , cioè avendo lame, e desiderando di mangiare. . . Esusiasi. * (St. Eccl.) E-su-si-à-ni. Eretici seguaci di Tdmanuo Esusio, ministro protestante , che profèsso V arianesmo nel secolo A FI. evi aggiunse altri errori. La setta di costui è ramo del Socìnianismo. (Ber) ÉsusTtORE. * (Chir.) E su-stì-ó-ne. Sf Lo stessa che G&uteriszazione, Lat. cxustio. Gr. Kptiaeti. (A. O.) l34 ESUSTO Esusto, E'Su-sto. Add. m.V, L, Riarso. Lat* cxustus.Bocc.Com.Danl. Da’raggi solari esusta (/« terra), e da’ginacci ristretta. (A) Esustorio. * (Med.) E-su stò-ri-o. Add. m. Che scotta, Che Ja levar bolle. (Van) Esutorio. * (Ciiir.) E-su-tò ri-o. Sm* V. L* Lat* exutorium. Ulcera* zione artificiale della pelle , mantenuta per forza d' unguento, o d'altro corpo grasso , per deviare, o s/novere una irritazione fissata so* pra un organo più importante . ( Dal \dl.cxutum part. di exuo io spoglio, tolgo; perchè toglie, devia da mia data parte rhTÌlazionc.)(A..O.) Et. Congiunzione copulativa frequentemente in uso presso gli antichi innanzi a vocale. V. e di’ Ed. V. E, §. ,Eitadc.sm. Lat. aetas.Gr.£*os. Bocc.iutrod.3o. Quella che di più età era, Pampinea chiameremo. E nov* i6* fj* Con un suo figliuolo d'età forse d’ ott’anni ec. , se ne fuggì a Lipari. E nov , 18* tfi Era il detto Gualtieri di corpo bellissimo, e d’età forse di quaranl’anoi. Dani. Purg. 2. q. Sicché le bianchecle vermiglie guance, Là dov’i’ era, della bella Aurora, Per troppa e- fate divenivau rance. Petr. son. ie, quasi Ktaggio , dovea essere trasferita n<- idioma tosrano, con doppio gg prollòrùa e scritta. Cr. alta v Agio NI Etaguri. * (Geog.) E-ta-gù-ri. Ani, popoli dell’ Asia nella Serica ■ C ' Etalia. * (Geog.) E-tà-li-a. Antico nome dell' Elba. (Vau) 4 e Etalide , * E-tà-li-de. JS, pr. ni. (N. patron, dì E tulio o Stallone questo dal gr, ethalois , ovvero ethalion ardente-) — Figlio di 3* ei curio e di Eupolenia , araldo degli Argonauti. (Mit) . Ig Etalione , * E-ta-li-ó-nc. N. pr. m* ( V. Etalide .) — Figlio di e di Protogme. — Marinaro lirio , trasformato ui delfino , per av^i' 1 saltato Racco. (Mit) Etalona. * (Geog.) E-ta-Iò-na. Lat. Hetalon. Ant.cil. della GiudeaX^f Etam. * (Geog.) Edam. Antica città dell'Egitto, all' estremità del 3*' Rosso, nel deserto a cui dava il nome, (li) - Etampb. * (Geog.) E-tàin-pe. Fr. Estampes.LnZ.Stainpac. Città di * ,(l ^ eia nel dipartimento di Senna ed Oisa. (A) . . c Etan. * (Lctt.) É-tan, Aggiunto del primo mese delCanno civile d<-b Ebrei. (Van) Etanna.* (Geog.) E-lan-na. Amica città degli Allobrogi. (G) • Etapla. * (Geog.) E-tà-pla. Fr. Etaples. Lat. SUpnUe.CiLàdi FtW 1 * nel dip. del Passo di Calais. (tì) Etbino, * Et-hì-no. A T . pr. m. Lai. Ethhiuus. ( Dal tcd. li ut glla^'n Ia, e biene ape; Guardiano delle api. ) (tì) Et cetera. y. L. che vale E ciò che segue. Lo stesso che Eccet el ‘* y. Dav. Colt. 180. L’altra turba de’perniconi ec. , sampicri t atW bosini , et cetera , non se ne cura. (V) Etcbise. / (Geog.) Et-chi-ne. Fiume dell'Impero chinese. (G) Ete , * È te. ÌV. pr. fi (Dal gr. etes amico, socio .)—Figliuola di Gi°? 1 alla quale dicevasi appartenere di soccorrere ì supplicanti* (Mit) Etearco, * E-te-àr-co. N. pr. m. ( Dal. gr. etes buouo , ed archos c po , principe. ) — Re di Oasso in Creta, (Mit) Etet. * (Geog.) E-tè-i. Antichi popoli , abitatori della Terra PivM eSS * prima degl 1 Israeliti. (G) , , c a Etelraldo , * E-tel*bàl-do. N. pr. m. ( Dal ted. edel nobile , c bua pronto: Nobile e pronto. ) — Uno degli ettarchi d' Inghilterra* ■"** Terzo re d* Inghilt. della dinastia sassone. (Van) . Etelberto, * E tel-bèr-to. N. pr. m. ( Dal ted. edel nobile, e beh# 1 *.* coraggioso : Nobile coraggioso.) — Quarto re d'Inghilterra dell# 1,1 nastia sassone , successore di Etelbahlo. (Van) Eteleo. * (Geog.) E-te-lè-o. Fiume d'Asia , che separala Troade d> l! 1 Alisia. (Mit) Etel(Na. * (Arche.) E-te-lì-na. Sf. V* G. Canzone lugubre de* in onore di Lino , dal quale deriva il suo nome. ( Dal gr. etes au* 1 co, e Linos Lino; quasi canto degli amici di Lino. ) (Vau) , Ftelmondo, * E-tcl-món-do. N. pr. m. Lat* Ethehnundus. ( Dal L' 1 * edel nobile, e mutui bocca : Bocca nobile. ) (B) Etelreoa , * E-tel-ré da. iV. or. t. Lat. Etheireda. ( Dal tcd. edel ** bile , c reden parlare : Nobilmente parlante. ) (B) Etelredo , * K tcl-ré-do. N. pr. tn. Lai. Elhelrcdus. ( V. Etelreda.j Nome di due re d'Inghilterra della dinastia sassone. (B) (Van) ./ Etelvardo, * E-tel-vàr do. N. pr. ni. Lat. Ethelvardus. (Dal ted. ecie nobile, e warte torre : Torre de’nobili. ) (B) Etklvoldo , * E-tel-vòl-do. JS* pr. m. Lat . Ethelvoldus. ( Dal tcd- s ‘ del nobile, c hold aflezionato : Allèzionato a’nobili.) (B) \ Etema , * E-té-ina. N. pr. f. ( Dal gr. helimos pronto , apparecchiai^ — Aloghe di Merope , re di Con. (Mit) Etemoma. * (Chir.) E-te-mó-ma. Sm. V. G. Lat. aethemoma. (Da .tip nero , e momos macchia. ) Malattia per cui alterati gli umori- »' V occhio , diventano affatto neri ed oscuri. — , Aitemoma, sin. ( - * Etemone , * E*te-m6-nC. N. pr. m. ( Dal gr. etes amico, e mone giorno;Soggiornòdegli amici .)—Difensore dipingo,ucciso daPerseo.N 1 , Etennensi. * (Geog.) E ten-nén-si. Ant. popoli d'Asia nella Pisùii ,t f J * Eteo , * E-tè-o. ÌV. pr. m. Lat . Hethaeus. (Dal ted. oede deserto, :>t: Io\ ticoJn ebr. può spiegarsi Pertinente al vomere,alla marra. V.Et.n.pf.K' 2 * (Mit.) Soprannome di Ei'cole , dal monte Età ove morì. (M 1 *^ Eteosutadi. * (Arche.) E-te-o-bu-tà-di. Nome di una famiglia sacet^ tale ateniese consacrata al culto di Minerva. ( In gr. .significa uccisore di buoi , da pteos vero , e buthytes uccisor di buoi. ) (^* e Eteocle, * E-tè-o-cle. N. pr. m. Lat. Eteodes. (Dal gr. eteos vcl0ì : 0 cleos gloria. ) — Re di Ot'comeno che innalzò il plinto un alle Grazie .— Piglio di Edipo e di Giocasta , fratello di P°^ llil °, a — luglio d' Ifi e fmtello di Evadne, uno de*sette capi dell' nw ul ‘ argiva nella prima guerra di jfeòe.(B) (Mit) , 0 Eteoclee. * (Mit.) E-le-o-cìé-e. Soprannome delle Grazie , perchè chiamate figlie di Eteocle. (Mit) Ete ^ ETEOCRETI ^TE0NA ET »vfr ,0 °»'^'* :<: ' 0 ' cr ^'ti*^'«^Etco cr etaoi./ 7 r//wo nome de Cretesi.(fi) Eteo>-eq bde-à-ua.^ut. cit. delia Beozia o dell'isola d'Eubeaf G) k;lc-o-nè-o. ]$. pt\ m. ( Dal gr. cieos. a, on vero. ) — ^Sonico * t p^ ec l t0 ' > . I tff^ zta ^ e di Menelao. (Mit) Vera viu •^-o-ni-co.iV.pr. m. (N. pati*, di Eteone. Può anche significare Etera. * ì Ì a eteos vero i c nice vittoria .)—Generate sparlano.^ Mit) cioè cft ^‘^ e,a - Soprannome di Fe nere , nel sign. dì Volgare, ha Hi J erra tla l ^o/«c).(lii gr. heteria vai società, heievu amica, don- Et e „; )(Mi t) a s Etra, Fì't ìn< ^ €c ^ F> L. [c poel .] Aria, Cielo, [ più comunemente cu°r q at l er * Gì*. ai^r,p. Doni. Par. 22. * 32 . Sì che ’l tuo Ch<; pnò giocondo, S’ appresenti alla turba trionfante, Etera r« n * )cr T ,est0 riera tonc lo. fluic| a • • * -drìa , Acre, Etere , Cielo. Aria è tutta la massa epico a Jj lnvib *hile e sommamente mobile che circonda il globo terra- l, icÌud e Ulì ^ ce, *a altezza. Oltre questa nozione locale , la voce Aria Onde die'° C * C c l Ue ^ a di corpo, di materia, per indicarne le qualità; pelata « arno ^ r,a buona , Aria cattiva, Aria malsana , Aria lem- «» n,| , Cl Atn " ' . 5 >ar ticola parte n p“'* vu materia aerea modilicata o preparata, ùteri espn ** sottili 1 c piò sublime dell’aria. Si prende anche per sostantivi 0 £ Sllna ’ detta comunemente Spirito, come 1 ’ olio etereo ec. E- ^'la'Qente^ V ° CC l ,0ot * c ^ ie i m P' e £ as i d'ordinario per indicare figu- lìco, Com 11 Clc ^ 0, Cielo , oltre la idea di Etera nel linguaggio poe- p dell' Aria anc he quella di luogo che si concepisce al di sopra ^kantrjia Spesso si adopra eziandio in senso di Clima.V . * tet cros Hi (bot.) E-te-ran-té-ra. Sm. F. G. Lat. helerantbera. ( Da diin mono^ 0 ’ C< * an d>cra antera. ) Genere di piante della trina- ictui tra ’ Uno de 1 cui caratteri si è /’ avere e ~ -m ia ouona , Siria cattiva, Siria malsana , stria t«m- I • -*ere è lo stesso, quando è preso nel secondo significato ; j| |°dcriio linguaggio tìsico dinota propriamente qualche specie * e di materia aerea modificata o preparata. Etere esprime la Eti le antere differii co, r ° ,lc ^ a fìrma , giacche ha Ire stami , due de’ quali più RllR * bionde, e V altro con antera acuta. (Aq) inevasi E-te-re. [Sm, indecl. F. G. Fluido sotti issino che sup - ^evevol' S } >nrs ° nell’ universo, per mantenere /’ armonia tra le innu- c °" 9 S ran tutto, penetrando le più compatte sostanze ètichi I a d ac ^ ll(l con cui la luce attraversa i corpi piti diafani. Gli el^ Et Cl ° crc deaero perciò un Elemento sottilissimo, eh dissero an- ^òVfie a ? Etra; ina oggidì per lo più s’wteiule] la Porte più sii- tì( i$ti'a J} 1 * 1 sol dte dell' aria, [la quale cominciando da' limili della 1>Lf . s f era 1 occupa tutto lo spazio celeste, y. Etera.] Lat. aetcr. 0 la l Uc ^ tiat.esp. 3<>. Non si presume già di escluderne o il fuoco, E’ etere C, t? V etere , o altre sottilissime sostanze.» Ba rtoh Ghiacc.3t. a ^ in ragione di fluido è il primo fiore della sottigliezza. (N) bljoro p , ° et {c. Aria respirabile. Fortig . rim, di’ io vo’ spirare un 1 * c ?giero Etere puro. (A) d'no 1 J? ) Nome dato ad un liquido molto volatile inpammainiis- toio! ,.- 0ciore soave, composto d’idrogeno , di carbonio e d’ossi- */ò;v'c 0 lSl dumte dalla reazione dell' acido solfòrico , arsenico , fo- 0 s tesso t Jhio-borico , sopra V nlcoole, 0 dai miscuglio intimo del- ^Eter T° le come nitrico, con vani acidi . - _ p - solforico, nitrico, acetico ec. (B) (Aq) ÙRitmiti 1 '' “ l a " che ^ lere J ' ’ " •.gli- acetico ec. : onde /'Cri Quell 1 acido spiritoso , dicevasi già da’ naturalisti i o spirito colatile dell' acque minerali , che liTl e che oggidì è detto Aria lissa , o piuttosto O pecie di Sirene. (Mit) ,, ^eis a,.:,, — •‘'unisce , e clu V Tk »e. * ‘‘“J. =ai- 1 .onico. (A) /«tu. «V-. ‘ f ’5 E-lù-rc. Spedi , L-S 1 *,l-)V.-iè.i e-a.òopi-an. diPalludèe di altre aeree divinità.(Wtl) ~ f _* tS T T\\ - - r ;ftno, J*'". 7>'->fic-ii.o ^ *! lVUv n m, y-L. D' etere, [Appartenente all'etere , Che so,, 1 .Eterir " ' ** - edc>; io, sin .] f ai. avlìicreiis.Gr.cciSspiQS.Lib.Similit. nasi (’ • * co, 'pi eterei in alto a gloria di Dio. Ar. Fur. ^6. S5. ‘Ntrto ^ al0v °i e Mercurio facondo , Venere e Marte , che l’avcano »i celesti ni , Ul1 , piatte, e spargean d'eterei fiori, Di dolce ambrosia e ■ °| r1, Bu<\ Ap. 2'òS. L’eterea plaga , e quel dove si crea 1 C , l ,, ‘l h..J a l ao P§iu c la tempesta. Fateli, lez . Là. Secondo alcuno, r Ci C, e , ckrc °- Jfililo j c , . > Cirio .■detto anche fìg. Chiabr. catiz. Giungere al ^ (Chi tll \°'J? le S' alteri Poiria col pregio dell'eierea lira. (A) T;,, «tele, Che partecipa della natura dell'etere. (B) '>>>10 „.‘ I l0re etereo : ... k:!' 10 : Liquore spiritosissimo, prodotto dallo spirito fi ’ * E-j,. olio di vetriolo, o con altri acidi. (A) *’a. /v /• e.s. . , . .>- ' - Et Kl ,^ l ' e «Uo, , pr ' ]' 8 r - heteria societ i\ )—Figliuola del- /..;**«*• ' .. ...... di V> C0 'nì>e C òn V c 1 L *~ ns ta>in ® n ° 5 s °cio ,4 r? 1 ( Ut . ll *iovnh »• . Et. (A ■ 1 e ui Climcne, sorella di Fetonte. (Mit) 10 ,c ) E-tc-ri-àr-ea. Sni. G. F. Lat. hetaeriareba. (Da 2 archos capo.) UJfizitdc semplice alla corte >( n. . - —.«*.c , iivn v mgiuinu 1 compagni socio!) (Mit) 0 m E°^ co - (Dal gr. heteria società, che vien da hri^ 0,laii C , :-oLjr tC - , j; dì -°* Soprannome di Giove, invocato dagli O s °cifià • c ^ Uit * a e Protettore della loro impresa. ( Dal gr. EtHiti.. 0 SQc iale) , < r 'iVT;R ero ^ lctev ^io. cbiamavasi una tèsta in onor di (Pacato, * (A Mì »iil "‘‘‘“so (| lr !, 11 ' r ’fi fò-1°. jidd. m. Convertilo in etere. — >i „ 0, ° 1 e d elei., ì " m > sc «glio di protossido d'azoto, d'ossido 1 , '.t„ f »UiU a' „> ’ cl >e si svii i™ 1 ! 1 e d'i ' , VSi mescolano òde,>icf»>-' viloppa nì - «ttcooi e d'acido nitrico. (A. D-) - mì€ (,i etere. li t ;P' l '‘J' 0 *K.*(Cliim.)G.te-n.ti.ca- 7 .ió-ne.A/.Coi /f[ . ocic , à .)j\ 0 Hie te /W--(Bot.)li.U.. v i. 0 A m . r.G.t.nl.Betaernmi. (Da ^ tó r»o (' Ma con letizia agli angelici lai Mi seguirà nelle dovizie eterne. Bocc. nov. gy. 23. Dàssi altrui materia di bene operare, e le fame eterne si acquistano. Dant. Purg. 2.35. Trattando l’aere coU’eterne \)eniic,»Dant,Inf.3.Pcv me si vaucU'ctcrno dolore.(N) 2 _ E detto poeticamente Eterne cose per significare gli Angeli i quali da’ maestri in divinità son creduli creali prima d* ogni altra cosa , e di natura incorruttibile. Dant. Inf. 3. Dinanzi a me no^i fur cose creale Se non elenio. (L\ T ) 3 — * Eig. Dicesi anche, per disprezzo , di Cose che ci a un opino per la loro soverchia durata. (Van) 4 — * Col v. Fare; Fare demo Etcnìarc. f \ Fare eterno. (A) j3 6 ETERNO Eterno. Avv* Eternamente. Lat . aeternum. Gr. *j$ cuwvx. Demi. Inf, 3. 8> Dinanzi a me non fur cose create, be non eterne 5 ed io eterno duro. Alam,. Gir. 16. 45. Meno avrò pena a star serrato eterno, Cb’i* non ho avuto a simularmi tale. 2 — per eterno , posto avveri?. s= Iti eterno , In perpetuo. Lat. perpetuo , in aeternum. Gr, diììius, Zibaìd . Andr.58. In questo a carte 77 è la tavola per eterno a che di viene la Pasqua di Resurresso. 3 — In eterno, posto avverb.z=.In perpetuo, Eternamente. F. In eterno. Alam. Colt. 1> D’ogni lode c di ben fido ricetto Vivi, 0 sacro terren, vivi in eterno.» Dani. Par. ig. I/uno in eterno ricco, e l’altro inope.(P) 4 — Ab eterno, maniera latina che vale JS eli' eternità. [F. Ab eterno.] Lat. ab aetemo. G;\ s| cù^ióu. Bocc. Fit.Dant. 261. La divina bontà la quale ab eterno , siccome presente, ogni cosa futura previde, ec. Capr. Bott. 6. 118. E Origene ridissesi ? A. No, che si sappia. G. E che , diceva ancor egli, che voi eravate fatte ab eternoda Dio eh? 5 — * Da eterno, posto avveri.Lo stesso che Ab eterno.J^.Da eterno.(A) Eterocarpia.* (Dot.) E-te-ro-càr-pi-a. Sf.F. G. Lat. hctcrocarpia. (Da heteros diverso, e carpos frutto.) Malattia delle piante, che consiste neda vana forma de 1 Loro frutti. (Aq) Eterocarpo. * (Boi.) E-tc-ro-càr-po. Add. m. F. G. ( F. eterocarpia. ') Epiteto che dassi a quelle piante che producono frutti di forma dif- ferente. (Van) Eterocero. * (Zool.) E*te-rò*cc*ro. Sm. F. G. Lat. beterocerus. (Da he* teros diverso, e ceras corno.) Genere d’insetti della prima sezione de 5 coleotteri, famiglia de' necrofagi , distinti per le loro antenne cìie non hanno forma simmetrica paragonate fra loro. (Aq) Eteroclito. (Grani.) E-tc-rò-cli-to. {Add. m. F. G.] I Some che si de • dina fuori delle regole usale. Lat. heteroclitus. Gr. Irtpoy-Kiros. (Da heteros diverso, e clitos inclinalo.) » Salvi Avveri. 1. 1. 11. Essendo questo un di quei nomi che da’ Ialini gramatici, con istraniero nome, eterocliti son chiamati. (V) 3 — Eig. Agg. per lo più di Cervello , parlandosi duomo , vale Stravagante. Lat. heteroclitus. Gr. Irspó^Ktros. Farcii. Slor. 12.470. Gli rispondeva, che non era atto a fare stare a segno un cervello e- teroclito e così balzano, come era quello del Cardinale. Buon. Fier . 4 • 4 • 6 . Io cedo, io son fantastico, solìstico, Fanatico, ipocondrio, eteroclito.» E Salviti. Annoi, ivi 1 Uomo che non fa come gli altri, ed ha un cervello strano, stravagante, e veramente eteroclito 5 tratta la similitudine da’ nomi, che diversamente si declinano, detti da'gra- matici, nomina heteroclita. (N) 3 — [ Agg. di Nome o simile, vale Difficile a ritenersi , a proferirsi^ ec.] Ar. Supp. 2. 2. Cotesto sì eteroclito Nome per certo avrò male in memoria. 2 (Dot.) Piante clerocYiieiQuelle che a primo aspetto sembrano appartenere alle sue congeneri, ma che da esse differiscono essenzialmente.(Aq) Eterocopia. * (Arche.) E-tc-ro-co-pì-a. Sfl F. G. Lat. heterocopia- (Da heteros diverso , e copos fatica. ) Sorta di giuoco chiamalo anche Tracheiismo , in cui un fanciullo portava, ed era vicendevolmente portato assiso sul collo d’un altro. (Aq) Etekocrania. * (Med.) E-tc-ro-crà-ni-a .Sfm. F.G.Lat. hcterocrania.(Da heteros diverso, e cranion cranio.) Lo stesso che Emicrania. F. (Aq) Etetocreti. * (Ceog.) E-te-ro-crè-ti. Ant. popoli dell'isola di Creta.( G) Eterocrob. * (Chir.) E-te-ro-crò-e. Add. m. F. G. Lat. hetcrocliroaei. (Da heteros diverso, e cima colore. ) Aggiunto delle macchie che alterano il colore naturale o che lo rendono variegato. (Aq) Eterodattìlo, * (Zooi.) E-te-rodùt-ti-lo. Sm. F- G. Lat. heterodaety- ius. (Da heteros diverso, e dactflos dito.) Specie di animale crusta- ceo, distinto da quelli delle altre specie per le dita delle sue zampe anteriori fra loro diverse. (Aq) Eterodone. * (Zool.) E-tc*ro-dó*ne. Sm. F* G. Lat. hetcrodon. (Da heteros diverso, e odus dente.) Genere di serpenti r da Palissot-Beau- vais stabilito con una specie di colubro , sull ’ unico riguardo della testa triangolare , e della mascella superiore guernita di due denti V uno più lungo dell'altro. (Aq) a — * ÌSome di un sotto-genere di cetacei detti Delfini, i quali offtv- 110 per caratteri denti poco numerosi ad Una delle due mascelle , a senza denti affatto. (Van) Eterodossia. (Ecel.) E-lc-ro-dos-st-a. Sf F. G. Lat. hcterodoxia. ( Da heteros diverso, e doxa opinione.) Opinione contraria j e dicesi particolarmente di una dottrina ed opinione contraria alla i*We.(A)(Van) Eterodosso. (Eccl.) E-te-ro-dòs-so. Add. e sm. F. G. Lat. hcterodoxus. (Da heteros diverso, e doxa opinione.) Che è di discrepante opinione dal sentimento de' Cattolici in cose di religione. Eretico . Aio- reti. Ceniil. (A) (Aq) 2 — * (Boi.) Eterodossi. Autori che nel formare i loro metodi per classificare le piante , non hanno avuto riguardo agli organi della fruttificazione. (Aq) Eterodromo. (Meco.) E-le-ro-drò-mo. Sm. F. G. Lat. heterodromus. (Da heteros diverso , e dromos corso.) Leva di prima specie, il cui punto di sospensione sta fra il peso e la potenza che si muovono in direzione contraria. Se poi il peso trovasi tra la potenza e l'appoggio , allora la leva dicesi Omodromo. (Aq) 2 -—* (Filol.) Dicesi cosi grecamente ciò che corre per V ar ia. ( Da elher aria, c dromos corso.) (Aq) Eterofille. * (Bot,) E-te-ro-fil-ìc. Add. f. pi. F.G.Lat. heteropbyllae. (Da heteros diverso , e phyllon foglia.) Diconsi così le piante provvedute di fighe diverse fra loro. (Aq) Eterofillia. * (Bot.) E-te-ro-GUì-a. Sf. F. G. Lat. hcterophyllia, (V. eterofille.) Malattia delle piante , la quale consiste nel mettere le piante delle foglie di varia forma. (Aq) Eterofillo. * (Bot.) E-te-ro-fd-lo. Sm. Specie di piante esotiche del genere Arlocurpo di Jacquin , le cui foglie sono le urie affatto in* 'tere e le altre distinte da due o tre tagli profondi. (\ 7 .eterofille.){\q) Eterogamo. * (Bot) E-tc-rò-ga-mo, Sm, F. G. Lat. hoterogam mi, (Da ETICA heteros altro, e gamos nozze. ) Specie di piante del genere nium , o geranium , la cui fecondazione si fa altrimenti che J- altre specie di questo genere , avendo questa sei stami fecondh tre il Pelargonio ne ha selle. (Aq) ,~octió / ‘ Eterogeneità. (Filol.) E-te-ro-ge-ne-i-tà. Sf. F. G. Lat. hetei tas. (Da heteros diverso, e genos generazione.) Diversità di natut l’opposto di Omogeneità. Fallisti. (A) (Aq] r/f retili Eterogeneo. (Lett) E-te-ro-gè-ne-o. Add. {ni.F.G. Di natura dijf e c . o di differente qualità ; ed è opposto ad Omogeneo.] Lat. ne ^ ^ neus. Gr. erspoysi'Tis. (V. eterogeneità-) Red. cons. 1*47' Altre v genera ne’polmoni qualche ascesso di materie eterogenee. E lett, ^ Quindi avviene ancora, che le rainiGcazioni dell’arteria irritate e spremute, scaricano in esso stomaco diversi umori etei°o ^ 2 — (Fis.) Si dice che due corpi sono eterogenei, allorché sotto o^ Q volume diferiscono nel peso. SÌ dice ancora che le particeite ^ eterogenee, allorché sono di specie , di qualità e di natura df ^ te da quelle di cui i corpi sono generalmente composti. Il corpo eterogeneo , composto di burro , di cacio e di siero. (A c b ' " * diconsi da’ Grammatici que' nomi f 1 ? di un altro nel numeixt del Eteromallo.* (Bot.) E-te-ro-mal-lo. Sm, F- G.Lat. heteromaliujO-.^ f heteros diverso , e mallos lana.) Specie di piante del genere ni le cui foglie sono lanuginose e rivolte da un lato solo. (Aq) /pa Eteromece. * (Miiit.) E-te-ro-mè-ce. Sm. F . G. Lat . heteromec 0 ^^. heteros diverso, e mecos lunghezza. ) Corpo quadrangolare tU leria col fondo maggiore della fronte, o viceversa. (Aq) /pi Eteronomia. * (Lett.) E-te-ro-no-mì-a. Sf. F. G. Lat. heteronoim * heteros diverso, e nomos legge.) Parte della nomologia , che c ° le leggi e i riti dei culti non cristiani. (Aq) hel#** Eteroresia. * (Med.) E-te-ro-rc-sì-a.^/: G. Lai. heterorexda. ( Da n diverso, ed eroxis appetito.) Appetito strano, come la pica, ec. .|,yt* Eteroritmo. * (Med.) E*te-ro-rìt-mo. Add. ni. F. G. Lat. belerò — (Gram.j Eterogenei numero del meno sono di un genere, ». Atta. ni. r . Cr. uai. rhythmos acconciamento , c ° lì 0 i it rf d’un metodo di vivere irreg mus. ( Da heteros diverso, e volezza , bell' ordine. ) Aggiunto d’ un metodo disconveniente ali' età. (Aq) •; / D J Eteroscii. (Ceog.) E-te-rò-sci-ì. Add. e sm. pi. F. G . Lat. Heterosci * ^ heteros diverso, e scia ombra.) Cosi diconsi gli abitatori de .4 temperate , perchè la loro ombra è sempre gettala dall' istessa ]> difrr nza de popoli della zona torrida, 1 quali hanno lombi a ^ or dall'una, or dall'altra parte, che perciò son delti Aulisci. ^ ^ Eterospermo. * (Bot.) E-te-ro-spcr-mo. Sm. F . G. Lat. hetcrosjH’*^^ (Da heteros diverso, e spenna seme.) Genere di piante delta nesia superflua, famiglia delle composte raggiate cortmbifei^i to da fioretti col raggio femineo, l'antodio doppio, il ricetti ^ leaceo , ed i semi nei disco calvi e nel raggio biaristatiy cos per cotesla diversità de’ loro semi. (Aq) (N) .nto^ 1 * 5, Eterotomo. * (Bot.) E-tc-rò-to-mo. Add. ni. F. G. e F (Da heteros diverso , e tome taglio.) Denominazione di cali rode irrrgolavi nelle loro divisioni. (Aq) (fr Eterottero. * (Zool.) E-te-ròt-te-ro. Sm. F . G. Lat. betcroptcì ^ heteros diverso , e pteron ala.) Genere d insetti notabili pei ale rivolte ali'insù , dritte e fra toro diverse. (Aq) . . Eterousii. * (St. Eccl.) E-te-ro-u-si-i. Cosìfui'on detti gli eretici 1 ^ discepoli di Aezio, che asserivano non essere G. C. colisi# al padre. —, Eterussi usia sostanza.) (Ber) Eterusiàni. * (St. Eccl.) E te-ru-sià-ni rousii. F. (Ber) .»u«,r(ru<*w - — ■ . ..j Eterusiàni, sin. (Dal gr. heteros utv Eterusii. Lo stesso che fP Etesie. (Fis.) E-tè-si-e. [ Sf. pi.) Feriti che spirano in un d e j eì ^ s i’A° tempo di U' anno , [e rinfrescati l' aria per sei settimane dal s , ft& d estate sino' al tempo della canicola .] Lai. etesiae. Gr. trr, f • . - , hi Duo. Slor. 2. 2 g8. Perchè gli avvisi non passavano ne per standovi le guardie a’ passi, nè per mare, regnandovi 1 clc> portano in Oriente , e non lasciano tornare. . Etesio. (Fis.) E-tè-si-o. Add. ni. Aggiunto di que' venti che r di sost. in plurale diconsi Etesie. Toc. Duo. Ann. 6. tastale da’venti etesii, piglienti a terra il mare, ec. (A) ’C/ . 6 '. #2 2 . ... r . D _ il mare, ec. (A) (B) . f' Etesipe, * E-tè-si-pe. N. pr. ni. (Dal gr. etes amico, ed ipu > *L io dissi.) — Nome di due figliuoli di Ercole , uno de' , da Astidamia e l'altro da Dejanira. (Mit) . . in ilt<‘‘ \ H.TiA.*(Tuclt.)E-tì-a.Sf.Tilolo di un poema di Callimaco,m cui si s(V al ' saevifizii e del modo di offerirli. (Dal gr. etia causa, rag 1 ) 111 Etia. * ZV. pr. f ( V. etia sfi') — Figliuola di Enea. (M'D ^ li li A m , * È-ti-am. Avv. E - A. Lo stesso che E/.iarn. X- f e s'' 1 /■>'. Giord. 1 tf. Con tutte le loro opere sono- iti in nabisso diradicati da ogni bene, etiam di questo inondo. Cron. “ jfat t0 ’’ Avendo il Magnifico Lorenzo ... convitato il Cardinale n u0 , vat c - * etiam l’Arcivescovo di Pisa ec. (V) _ r 0 Erusmo, * E-ti-an-dì-o. Avv. V. A. V. e di' Eziandio; ca ^ Apost. 1 12. Sì lo percoteano etiandio innanzi al proconsolo, t ; Etica. (Filos.) È-ti-ca. [A/i] Scienza ile’ costumi , [ o sia iti'g. dello scibile umano, la quale ha per oggetto la condotta t f t m quanto è confórme o non conforme alla legge " aC ‘ n “, i);tt ,i '. l ic i na. Lat. etilica.] Gr. nSniìis. (Dal gr. ethos indole, costumai |y^ f <<• So. Non ti rimembra di quelle parole, Colle qnai la pcrtralta Le tre disposizion che ’l ciel non vuole ?’ E ruta- j^ n oi' a ,i è, secondo che 1 ’ Etica dice , Un abito eligcnte , H s ci ” ‘ ' ” .fé mezzo solamente. Tes. Br. t. -f. La prima di queste tic c Etica, la quale c’ insegna governar noi primieramente, via onesta, e lare virtuose opere, e guardar da’vizio — Varia terminazione, ma antiquata. Guilt. lett. stotilc in Etichi, che vcrtù non e già eh’ intorno i o rav ' „j|-rj c Dice in Eliciti Aristotile: Fortezza è fuggire, di’c dii-»» dà seguire, seguire. (V) ifl’ Di^V ETICA 1 [ Add. usato anche in forza di sfi Voce greca , che var co I . ua ^ e * e d è aggiunto delle febbri cotidiane , croniche e lente , coll’emaciamemento di tutto il corpo.] Lai. hectica. Gr. ?j- , lt i ,l J' 3 o. Etica è generazione di febbre ebo ba tre spezie; deil* ^ una a S ev °Èmenle si guarisce, della seconda malagevolmente, y a terza non sì guarisce mai. Or. 1 . fi 12 ' L’acqua calda conduce f'jM* 110 di idropisia , ed in etica lebbre, e consuma il corpo. Lih.cur. ^ ^ Poi che è determinato della febbre chimera sofficicnlcwente, Sterminare delia cura della febbre etica. Frane . Sacch. rim.So. ter , ** e J; uardo mio , un gran lamento Vanno febbri continue con £ Tic Zane ) Etiche, llemmatiche e quartane. ra |-J 1EtiTE 5 E-ti-ca-nfeu-tc. Avv. Da filosofo elìco , Moralmente. Lai . rno- Jelf r * ^ r ' Car.lett . 2. $2. Dovete imparare la compassione, o Etiche 3 C ^ e ^ a uomini compassionevoli, per parlar più eticamente. nut} K 5 E-ti-chét-ta. Sfi Costumanza precisa , stile esattissimo e rni- deU ** e ^ e Corti , delle Segreterie -, e per estensione dicesi anche ale 6 Ceì lmon ie Uxjppo precise , che si esigono o che si praticano da ej a persone. ( Quasi pìcciol costume , dal gr. ethos costume , 18 C p l * 0r3e 1 ° presero gli Spagnuoli e i Francesi. ) Magai. Lett . Cort r ! ando d1 tutto ci ° chc risguarda regole pratiche d’ una Sole ^ UDa ^ e S reter ^ a ? *° non mi valeva d’ altri termini che re- ìi 5 Veliche , costumi , e più correntemente cT ogni altro, sti- b a * * * * Ai mio ritorno in Italia cominciai a dire ancor io in ita- torrf falchetta ; nè io solo , ma le mie camerate ancora cc.; ne e tich ^ ^ arc ^ ese di Castiglione, ec. ne son tornati dopo degli altri, a *I ue S^? etichetta quell’ altro ; può esser che si sia latto male però* 1 * ar * a lin S«® toscana con questo spagnuolismo di più; il fatto p 0 . Sl e j ohe in oggi io sento dire etichetta anche a di quegli che et ich S ?t?° mai stati a Madnd - (A) (N) Magai Operett. Fó 5 . Questa £ r Gtta della corte di Montezuma, dì beve il re sempre in oroec.(B) Ve»;»?** /ó/n. p. i. l . iq % Parve allo scalco di potere arbitrare sul- 4 ^ (C elta d ’ “ n ! eta doli’ oro. (N) do«o .Etichetta , nel Commercio e nell ’ uso nuovamente inlro- indi' 9 ^ ces ^ di Quel polizzino che si soprappone a certe cose , per Etici. *•* Fedita , la quantità , il valore , o simile. (A) tnn nt (Geog.) E-ti-ci. Lat . Aethices. Antichi popoli che abitavano le Etico. (G)‘ . ' clic,, rf-L li-U-co. Add. [ e sm. PI. Etici e Etichi. ] Che studia 5 2 fi, " l ;‘ S( t l’etica ; altrimenti detto Filosofo etico.] Car. lett. 2. hina • C | V '°* Ghindiate all' uso di questa scienza, piuttosto che alla dot- Cas ’ / le nou basta che siete etico voi, per far tisico me. » Salvia. Etir-i 15, ‘ ^ er b» Inai causa i Poeti di satire la più bassa età chiamò s ^ c *‘«orali. (N) r hfermo di febbre etica. Lat. hectica febre laborans. Gr. \cC’P aut - 3 °' Faceva lui tener le labbra aperte , Come vcrt -'a , che perla sete L’un verso’l melilo, e 1 'altro in su ri- tlPp 6 Aldobr. Potrebbe far divenir 1 ’ uomo etico e tisico. E al- /<’ f : Perciò vale a quelli che sono tisichi , etichi e magri. » Buon. Etico/ *" 2 ' “• A. quell’ etico Apparecchia la bara. (N) , C*- * ( F ‘ los 0 E-ti-co-lo-gi-a. Sf. F. G. Lat. ethicologia. ( Da Ericopfn COmnuc > e l u gos discorso.) Trattato de’ costumi. (Aq) ,i0 su?" 11 : * Eccl.) E-ti-co-pro sco-pi-ti. Eretici che errava- , voli , I ^Pfr fuoco.) Febbre etica . (A. 0 .) * Sp eo §0 E-ti-de. Antica città delia Laconia . (G) Etill a * p È-ti-le. Antica città della Laconia. (G) ^ Aw" • • P r, f- (^ a l gr. ecidio io svello .)—Figlia di Pria • £ti Lo di Protesico. (Mit) c le , 5 p l "^°* ^ r * P 1 ’* m ’ C Gal gr. elhelo io voglio .)—Padre di Teo- ** Tl ttoi,o G11 T ?% ar S^° » figh° d* Anfi anace e nipote dì Aniimaco.QA.it') de' p 0c / QGram.) E-ti-mo-lo-gì-a. F'.G. [Origine u Derivazione ( ìu.al e r * j ^ € dicesi propriamente di quella patte della gramatica spiegane/ ì€ } . rfl §i°ne delle parole , mostrandone la derivazione e 9 'niitn ° ctdee che vi sono congiunte .] Lat. etimologia, vcriio, discorso notatio. Gr. errjczoXoy/cc, eru/zo v. Olal gr. etj'mos vero, e suo senso lSo ^,P°* c hè l’origine della parola insegna ad usarla nel vero Questo s CaS, , rendc Proprio e quasi vero il discorso.) Farch. ErcoL. Varo|^ tradn^r’ ama da’Latini pur con nome greco etimologia, la qual 1(dc > non so Cicerone, stando in su la forza e proprietà delle pa- c aic Uni or^,w J ! nt ° vera *q en te , ora veritoquio , e talvolta notazione , &ailto Isidoro f‘ ZIOne > 9 *°® ril gione e origine del nome. Pass. 207. r ° nel bb ro ,1. !. ce n 9 * d'ile etimologie. Guiil. G. Scrisse Isido- 1 ' 0 " trovo 6 r 1tlm °logie. Frane. Sacch. Op. div. 62. Nel quale dlbllnfl Kitrvrva _ \ n_7 . 9 -.. . .^ * > anc. novo alcuna buona etimologia. » 9 0 a dire ano.tion sbeare sopra i nomi, e cavarne i ^ ina p /ès Salvia. Annoi. Buoi. d)), V origine c la significazione delle v • \ [nutazioni c de’ tras - A |ei '. S. 2. 1. Questo giuoco geografi*» ? a sa persì e colioso, c giramenti de’ nomi proprii de’ luoghi irresistibile argomento c «n sodo e fondatissimo ed eterno vis* a j; j n gran parte Mntra i detrattori delle etimologie : l art . . , a)us irata, e a chi den- f queste tramutazioni di luoghi e di p aesl c uv. Dav. Mon.117. Secondo che non da matto il Carafulla etimologizzava.» Com.Dant. t.2. p. 7J. Lugere, il quale similmente per volgare .viene a dire piangere, è quello che con miserabili parole e detti si fa, e dicono etimologizzando lugere , quasi luce egere, cioè aver bisogno di luce. (B) Etimologo , * E ti-mò-lo-go. Add. usato in forza di sin. e sempre riferito a persona. Chi studia l'etimologia , Chi attende alle etimologie. F. comune nel linguaggio de’ letterali. F. Etimologico. Romani. (N) Etimi. * (Geog.) E-lì-ni. Antichi popoli della Sicilia. (G) Etiologia. (Med.) E-tio-!o-gi-a. Sf. F. G. Lai. aetiologia. ( Da etiti causa, e logos discorso.) Parie della medicina teorica , o piuttosto della patologia , il cui scopo è lo studio o la conoscenza delle cause delle malattie. — , Aetiologia , Aeriologia , Aitiologia , Egiologia, sin. Adim. Pind. Etiologia è reddizione di ragione delle cause di sanità. (A) 2 — (Fis.) Quella parte dalla fisica che tratta delle cause de’ fenomeni della natura. (A) (Aq) Etiologico. (Med. e Fis.) E-tio-Iò-gi-co. Add. m. Appartenente all’ e- tiologia. (A) Etiologjsta. (Med. e Fis.) E-tio-lo-gi-sta. Sm. Professore di etiologia. Crivell. Eleni. Fis. Berg. (Min) Etiose , * E-ti-ó-ne. N. pr. m. (Dal gr. etion causa o sia colpa.) — Indovino. — Figlio di una Ninfa d’Elicona. (Mit) Etiosome , * E-ti-ò-no-me. N. pr. fi ( Dal gr. etios autore , e tiomos legge; ovvero da etia causa, e nome distribuzione, prefettura. Val dunque autrice di leggi, ovvero preposta alle cause.)—. Una delle figlie di Priamo. (G) Etiopaide. * (Mit.) E tio-pà-i-de. Soprannome di Bacco .— di D;V«i«.(Mit) Etiope , * E-ti-o-pc. N. pr.m. Lat. Aethiops. (Dal gr. ailhos ossia ethos nero, ed ops , opos aspetto : Moro o Di aspetto nero.) (B) 2 — (Geog.) Etiopo. Nativo , Abitatore dell' Etiopia. F. Etiopo. Lat. aethiops. Gr. ou B|/. 3 — In poesia usato piano , anzi che sdrucciolo. Dant. Par. 1 g. E tai Cristian dannerà l’Etiope, Quando si partiranno i due collegi,L’uno in eterno ricco, e l’altro inope. (P) Etiope. (Chini.) Sm. Dal color nero degli Etiopi , i chimici hanno dato il nome di Etiope minerale ad una mistura d’argento vivo e dì zolfo ridotto in polvere nera. (A) 3 —* Dicesi anche Etiope antim&niato, quella preparazione che si ottiene tritando (’etiope coll' antimonio crudo-, Etiope marziale, era /’ antico nome del deutossido di ferro nero ; Etiope per se, quel del protossido nero di mercurio , ec. (A. 0.) 2 — (Bot.) Etiope vegetale dicesi da alcuno il Fungo da far esca , il fucus vesiculosus bruciato , V oppio torrefatto. (A) (N) Etiopeko, E-ti-o-pè-no. Add.pr.m. Di Etiopia, Provegnente d'Eliopia.(A) Etiopeo. * (Mit.) E-ti-o-pè-o. Soprannome di Bacco. (Mit) Etiopessa , E-ti-o-pés-sa. Ecrn. di Etiopo. Fit. SS. Pad. 2. 3 o. Una giovane etiopessa venne, e toccollo. (V) Segner. Crisi, insti-. 3 . 2. / Apparendogli (il demonio) in forma di Etiopessa , sicché il romito ritornò aneli’ egli più che mai a disperarsi. (N) Etiopia. * (Mit.) E-ti-ò-pi-a. Soprannome di Diana. (Mit) Etiopia. * (Geog.) Sf. Nome ani. comune a diversi paesi dell'Africa, perchè i Greci chiamai-ono Etiopi tutti i popoli che avevano la pelle bruna ; oggi s’ intende VAfrica propria di mezzo, e si divide in Alta e Bassa. La prima comprende la Nubia, l’Abissinia, e porzione della Guinea ; la seconda, i paesi situali all' ostro della Linea. (G) Etiopica. * (Bot.) E-ti-ò pi-ca. Add. sf. Agg. generico delle piante che sono indigene dell Etiopia. (Aq) Etiopico.*E- li-ò-pi-co., 4 cW./tr.m. D’Etiopia; ma dicesi meglio delle cose.(B) Etiopide. * (Bot.) E-ti-ò-pi-de- Sf. Erba medicinale ài grosse e pelose foglie . Mattiol. Bcrg. (N) Etiopo, E-tì-o-po. Add. e sm. Lo stesso che Etiope. F- S’usa anche più generalmente per Moro. Fit. SS. Pad. i. iSf. Or vedea Maccario che questi demoni! in ispezie di quelli Etiopi discorrevano fra questi frali. (V) 2 —* In poesia usalo piano, anzi che sdrucciolo. Ar. Fur. 33 . 33 . Ecco i8 38 ETIOPO qui nell'insidie che gli ba tese Con un trattato doppio il rio Etiòpo, Come scannato di saetta cade II miglior Cavalier di quella ctadc. (P) Etiopo.*ÌV. pr. m.(\. Etiope.')—Figliuolo di Vulcano e di Aghtia.( Mil) Etisia. * (Med-) E-ti-si-a. Sf.V.G.Lat, ectisis.Gr. èx.r/o'ip.(Da ec fuori, e tisis retribuzione.) Genere di malattia, i cui principali sintomi sono un estenuazione o consumazione di tutto il corpo, accompagnata da febbre lenta od elica. Stato di chi è preso da febbre etica .—, Ettisia, sm.(Aq) Etite. (Min.) E-lì-te. Sf Pietra tenera , tufacea , cava nella parie di dentro , contenente un nucleo o nocciolo libew e staccato, e perciò dibattuta rende suono. Chiamasi anche Geode , ed miche Pietra aquilina , o Pietra d’aquila ,perchè se ne trova talvolta net nido di quest’ uccello.Lat. aetitis lapis, (Dal gr. aetos o sia elos aquila.) Gab.Fis. Etile marziale, ocracea, bczoardiforine, globulare. Guscio di etite marziale.^ A ")Segner. Crist.instr. i. 5. 3. Come si valgon le donne partorienti della pietra etite , la quale ba virtù di facilitare il parto. (N) Etitiforme. * (Min.) E fi-ti-fór-me. Add. com. Che ha forma o figura di etite. Gab. Fis. Concrezione etitifonne di manganese piritica, che si decompone, (A) Etlio , * Ét-li-o. JV. pr. m • (Dal gr. etlen, es , e, die vicn da tletni io aotlro.) Re degli Elei, padre di Endimionc. (Mit) Etmoidale. (Anat) Ettno-i-dà-le. Add. com . Che appartiene all* osso etmoide . —, Etmoideo , sin. Lat. etbmoidalis. (A) (A* O.) Etmoide. (Anat.) ENtnò-i-de. Add. e sm. V . G. Lat . ctbmoides. ( Da eihmos crivello , e idos rassomiglianza.) Uno degli otto ossi del cranio , alla cui base è collocato , e che deve il suo nume a molti fori che ha albi parte superiore per dare il passo ai filamenti del neivo olfattivo. È formato dalla riunione di lamine sottili e fragili, producendo un gran numero di cellule che sono intonacate da un prolungamento della membrana pituitaria. (A) (A. 0.) ErajoioBO. * (Anat.) Et-mo-i-dè-o. Add. m. Lo stesso che Etmoidale.^* Lai. ethmoideus. (A. 0.) Etna, * Èt-na. JV. pr. f — Figlia di Celo e della Terra , una delle mogli di Giove. (Mit) a — (Geog.) JSome di un monte della Sicilia , comunemente chiamato Mongibello, frequentemente rammentato da'poeti a cagione delle fiamme che manda fuori dalla sua sommità ; dalla qual cosa essi tolgono in prestilo molle espressioni enfatiche , amorose , ec. (A) Etnàrcà. (Arche.) Et-nàr-ca. Sm. V. G. Lat. ethnarcha. ( Dal etìinos nazione, e archos capo.) Governatore o Regolatore di una nazione , di una provincia ec. (A) (Aq) Etn archi A.*(Arche.)Et-nar'chì-a.óY.‘ Provìncia governata daunetnarca.( A) Etneo, * Et-nc-o. Add. pr. m. Dell'Etna. (B) a — * (Mit.) Soprannome di Vulcano dui tempio che aveva sul monte Etna. — di Giove. (Mit) Etneo. * JV. pr. m. — Figliuolo di Prometeo. (Mit) Etnico. (Lett.)El ni-co. {Add. e sm.V.G. Epìteto che gli autori ecclesiastici danno ai Gentili , ai Pagani ed agl'Idolatri. Propriamente significa l'abitante cC un certo paese, od uti espressione propria di uno nazione o d'un paese. —, Ennico, sin.} Lat. cthnicus. Gr. ìSvntos. Segna'. Pved. 33. 5. Concedè per alcun tempo si agli etnici, si agli eretici , il libero uso delle loro religioni. Etnico di», da Pagano, Gentile , Idolatra, Infedele, Miscredente. Etnico (voce greca) corrisponde a Gentile, che non coltiva la vera religione. Con la stessa nozione fu impiegata la parola Gentile , ma questa fu appropriata dagli Ebrei agli altri popoli riguardati da essi nello stato di natura e privi d’una legge positiva (Gcntìles,quia sunt uti geniti Juerunt). Pagano ( da pagus ) fu detto colui che, introdottasi la religione cristiana nelle città , si ritirava ne* paesi , ne' villaggi ad adorare i suoi falsi Dei. Idolatra vate adoratore degl’idoli. Tutte e quattro queste voci soglionsi impiegare indistintamente , essendo minime le loro differenze. V’ha nondimeno de’ casi ne* quali f iova rispettarle. Infedele si dice chi fu allevato cd istruito in una lisa religione, e specialmente nell'islamismo. Suol prendersi talora per M isri'i>f)pn tf> • ma rAn (al nnmn mon Jìclmln nìi\ nnisv.ni amnnfa onlm ETTAFARMACO Etologi. * (Arche.) E-tò-lo-gi. Add. e sm. pi. Titolo de'Mimici ’ c ^, co' loro gesti esprimevano nel teatro le azioni degli uomini. ( »• tvìogia. j (Aq) - 2 — * (Lett.) Detto anche nel sign. di Etici, §. 1 . Salvia. Cfs. Poiché con egual ragione ancor questi, etologi o discorritori di c0 morali, non poeti dovranno dirsi. (N) Etologia. (Fiios.) E-to-lo-gì-a. Sf. V. G. Lat. eziologia. (Da e ^ l0S ?\u stume, c logos discorso.) Discorso o Trattato de* costumi e usanze. —, Etografia, sin. (A) Etona. * (Gcog.) E-tó-na. Città d’Inghilterra sul Tamigi . (0) Etone. * (Mit.) E-tó-nc. Lo stesso che Eto. V. (Mit) Etocea. (Lett.) E-to-pè-a. Sf. V. G. Lat. ethopoea. (Da ethos cOstu n, V e pica io fo. ) Figura con cui sì descrivono le passioni , i cost‘ inil .^ V indole e l'ingegno di taluno , ciò che volgarmente si dive Fare « carattere. —, Etopeja, sin. (Aq) Etopeja. (Lett.) E-to-pè-ja. Sf. Lo stesso che Etopea. V. (A) (V** n ) . Etosiro. * (Mit.) E-to-sì-ro. (Dal gr. aithos o sia ethos ardore, e fj,! siros sole : Sole ardente.) Soprannome di Apollo presso gli Sciti-(.f ì J i Etra, * È-tra. N. pr. f Lat. Actra. (Dal gr. ethra serenità.)—■ la di Pìtteo , la quale partorì ad Egeo il famoso Teseo .— Telide e dell'Oceano , moglie di Atlante e madre delle ladì.ifìvf. Etra. [iS’/rc indecL sino, di Etera.] Vpoet. Lo stesso che Etere. V atther, acthra. Gr. ctfòrip. Ai\ Far. 3 . 3. Con che tu dopo i g'S ;,n furori Rendesti grazia al regnator dell’etra. . ,, Etrafili. * (Mit. Maora.) E-trà-fi-li. Angelo che dee annunziare Hn l °' no del giudizio. (Mit) . . Etrio. * (Mit.) È-ti i'O, Soprannome di Giove che fa chiaro M cie * (Dal gr. ethra cielo sereno.) (Mit) Etruria. (Geog.) E-trù-rì-a. Sf Così chiamavasi la Toscana antic ^ e così chiamasi oggidì la medesima da' poeti, e talvolta dd prosai * Rucell. Ap. 222 . Perchè non dee la rondine d’Etruria ec. Cef col bianco cigno. Poliz.Ub. 1 . stanz. 5i. Ma là sopr' Arno nell a v stra Etruria Sto soggiogata alla-fede legittima. (B) Borgk. Tose. 332. Livio ec. racconta che i dodici popoli di Etruria cc. (N) * Etruiueno , * E-tru-ri-é-no. Add. pr. m. Lo stesso che Etrusco.^ *0'^ EtAurio , * E-trù-ri-o. Add. pr. m. Lo stesso che Etrusco; ma priamente dicesi degli antichi Toscani e delle toro cose. Satinai io. Vivon di preda qui , come solevano Far quei primi pastor ^ boschi etrurii : Deh ch'or non mi sovvìen qual nome avevano. \ ' Etruschi. * (Geog.) E-ti ù-schi. Popoli che abitavano V Etruria. (fi ), Etrusco , E-ti ù-sco. Add. pr. m. PI. Etruschi e Etrusci. Di Et rnr J 0 Toscano. —, Etrurieno, Etrnrio , sin. Rucelt. Ap. 214 Ond' ccc ' t3 11 . dal contento loro, Non temerò cantare i vostri onori Con verso eff sco dalle rime sciolto.(B) Borgh. Tose. i. Big. Preponendo nel td® ’ non il nome degli Etrusci come ordinariamente si costumava ec. (W. e 1 — * (B. A.) Vasi etruschi: Vasi antichi di terra cotta, dip"j u - e sovente istoriati, e scritti, di figure diverse, sovente eleganlisst" 11 veri* alo <• talvolta stravaganti, di tutte le grandezze, alcuni neri, senza vera "' 1 pittura , altri rossicci o giallastri, altri con varie pitture, delle quali sono di color rosso , mescolalo talvolta di bianco S ! 1 „ un fondo nero o nerastro , altre hanno le figure in nero su d l fondo rossiccio o giallognolo ; ed in alcuni vasi ve^gonsi i c0 " t€ £ lt . delineati con istrumento tagliente come si opera nello sgraffilo. rono detti Etruschi perchè nell'antica Etruria molti se ne trovaro'^ e se ne trovano tuttora, e perchè dagli Etruschi si credevano bricali. Ma perchè la maggior parte n'è stata scoperta poi nella C l,l L pania, nella Lucania, nella Magna Grecia, nella Sicilia e < ie . Grecia stessa , sono ora appellati generalmente Greci, Italo-g'' eC J J ( Caropani ec. Qualremere di Quincy, per Uxmcare le quistioni 5 nome e sull'orìgine voleva appellarli Ccramografìci. (Mil) . [U Ersi. Voce in tutto latina, [e nell’italiano caduta d'uso.] S ebbene- etsi. Dant. Par. 3. Sg. Chiaro mi fu allor, coin’ ogni dove In è Paradiso, etsi la grazia Del sommo Ben d’ un modo non vi P 10 ',, la tuia.* Idigiune, c ajKCMlUJCUie nell isialllisino. OHUI prendersi laiUId pei c Jruiauiau , iwi ia fidila ug i suuuuu weu u uu iuuud iium v* v % ^ Miscredente ; ma con tal nome vien distinto più propriamente colui Bui. Etsi, cioè benché. » ( E si legge la Nidobeatina, uno de I che , nato ed educato nella vera religione, ricusa di credere ne’doin- amichi manoscritti della Biblioteca Corsini, il codice Glauber J ~ --■ i l’ediz. del Marco ini , l'altra del Misserino ec. ) (P) .... Etta.' (Arche.) Èt-ta. Nome numerale greco che vale Selle , e ebep ^ posto al nome iT un oggetto indica essere questo composto o divi* 0 sette parti. Gr. lirrà. (Aq) , , n . Ettaca , * Èt-ta-ca. Sf. P". G. Lat. heptaca. ( Da hepta sette. ) f* ! . scello dell’ Jlfi ica Orientale del genere poligamia dioecia , d‘ slil da ovario superiore con sette tagli accanatati. (Aq) , (1 EttAcakto. * (Zool.) Et-ta-càn-to. Sm. P'.G.Lat. heptacolon. (Da '‘fi sette , e acanlha spina. ) Specie di pesce caratterizzato da sette n‘S 3 acuti alla pinna dorsale. (Aq) , ,,0 Ettacoco.* (Lett.) Et-tà-co lo. Sm. T r . G, Lat, heptacolon. (Da sette, e colon membro.) Stanza o Strofa di sette versi. (Aq) . Ettacordo. (Lett. e Mus.) Et-ta còr-do. Sm. E. G. Lat. hcptaclK> r ® ( V. eptacordo.) Terso cantabile sopra sette diverse note, ° mento di selle corde; o Sistema di sette suoni. —, Eptacordo, s( , v iuS. mi da essa stabiliti. JJtkofrom. * (St. Eccl.) Et-nò-fro-ni. Eretici del Eli. secolo, che credettero permesso di congiungere i riti de' Pagani alla santità di quelli del cristianesimo. (Dal gr. elhnos nazione , e phren mente.) (Aq) Etkomo. * (Geog.) Et-nò-rao. Nome antico di una montagna di Sicilia presso elìcala. (G) E?o , * E to. JV. pr. m. Lat. Octus. (B) a — * (Mit.) Etone. Nome di uno de’ cavalli del Sole o di Plutone , e vale Ardente. (Dal gr. ailho io ardo.) (Mit) 3 —> * (Geog.) Aut, nome dato al Nilo e ad un fiume, della SciziafC,) Etobema. * (Geog.) E-to-bè-ma. Lai. Hetobema. Antica città della Spagna Tarragonese. (G) Etocrazia. * (Polit.) E-to-cra-zi-a. Sf. E. G. ethocratia. (Da ethos costume, e crateo io domino,) Autorità o Soprintendenza su i costami; lo stesso che presso i Romani la potestà censoria. (Aq) — - !" « M-vjinuni tu puicsia censoria, triqy o. .ette curar; u o isiemu ut .ette suoni. —, i. 1 ,'., '■ ,,[ 3 * Etodio , E-tò-di-o. N. pr. m. — Uno de’ sette figliuoli di iVróòe.(Mit) Ettadattjlo. * (Zool.) Et-la-dàt-tì-lo. Sm. E. G. Lai. hepthadac j tfit • v . -e- c- r , . re ( Da keplu sette, e dactylos dito. ) Specie di pesce del § e ? e \ locentro, fornito di sette raggi a ciascuna pinna toracica- (A'f 'fll à n n C* à ei 1 ~. n n É /IT .A \ It' L Am . 1 r, n,. ... .1 ..A N r 1 .1 . ... /_ / .ft.l» Etografia. (Filos.) E-to-gra-fì-a. Sf. Lo stesso che Etologia. F * (Dal gr. ethos costume, e grapko io descrivo.) (Aq) EtolA. (Mit.) Erto-la. Soprannome di Diatta . (Mil) Etolia. (Geog.) E-tò-li-a, Sf. Contrada della Grecia fra la Locride , VAcamama , la Tessaglia , ed il Golfo di Corinto. ‘(G) Erotico. (Chim.) E-tò-li-co, Add. m. U'. G. Lat. actolicus. ( Da etko io abbrucio , ardo.) Epiteto che dassi a' rimedii caustici. (Aq) 1 — * (Med.) Etoliche diconsi alcune pustule che vengono sulla superficie del corpo , perchè producono un gran bruciore. (A. 0.) Etoui. * (Ceog.) E-tò-li-i. Popoli abitatori dell’Etolia. ( G) Etolo , * E-to-lo. N. pr. /«./ ■ ' nero , e holos tutto : Tutto Dìnntf, primo re dell' E ioli a Ettadecakdro. * (Mat.) Et-ta-dc-cà-e-dro, Add. e sm. E. G.Lal- 11 ^ ^ decahedrum. (Da hepla sette, deca dieci, e hedra base. ) Cot'P lido o cristallizzalo a diciassette facce. (Aq) frep’ Ettapecagoho. * (Geoiu.) Et-ta-de-ci-go-no. Add. e sm. E. G- thadecagonus. ( Da hepta sette , deca dieci , e gonia angolo.) c 3 a diciassette angoli ed altrettanti lati. (Aq) Ettaedrico. * (Mat.) Et-la-è-dri-co. Add. m. E. G. Detto stira che ha setta lati. —, Eptaedrico, sin. ( V. eptaedro.) ('“ 7 0 1 -- ' ' ' ' E. G. Lat. beptacdf^Ag) cristallizzato a sette b&* ‘ F. Q. Lat. UepDf' U2 ETTAFILLO ìnurJ)^' e J ) ^ a .f arm <^co ') Rimedio nella cui composizione entrano sette ^ T Uprri— ’ Eiilafarmaco, sin. (Aq) sette c > ^^0 Et-ta-fit-lo. Sm, E". G. Lat, hcptaptiyllum. (Da hepta ìì oia.ìu ^ ly ^ l ° n fo g»‘a-) £p ec ìe di piante esotiche del genere Bombax, Ettapon L \ toro foglie composte di sette larghe figliatine . (Aq) selle ° Amelie.) Él-tà-fo-no. Sm. E,G» /wiCkÌtcptipÌÌQUus.(Da hppta ripeti^ P t me voce - ) Porto in Olimpia città dell' Elide , ove V eco ^ Tr AGAMi* * Cr 5CUe rotte consecutive la voce. (Aq) sette K ^‘S 0 Et-ta-ga-mì-a. Sfi E.G. Lat . heptagamia. (D $ hepta mairi.? Ramos nozze.) Stato di persona che ha sette volte cuntixiUo (v i) Volte (v ^ e s-) Et-tà-ga-mo. Add. e sm. Colui che si è maritato sette incisi V ?a3fi™ ia " ) ( A q) EUBULO l3g seifo • Kt-ta-gì-ni. A.dd. m. pL Aggiunto di fiori che hanno S {‘ U - ( V. ettagona. ) (Aq) (Va..) sette 4 * (oo* ) Et-ta-gì-ni-a. Sfi E. G. Lat hcplagynia.(Da hepta rinchìu f*^ ne femmina. ) Ordine di piante della classe etlandriu, che sol o. . tutte quelle che hanno i fiori con sette pistilli. oppure un Ett J, ‘‘ r ‘°: mn it° di sette stili. (Aq) hrpt a s s ?‘ (Lclt.) Et-ta-glòs-so. Sm. V. G. Lai. beptaglossum. (Da ’ c glossa lingua, ) Lessico di sette lingue. (Vati) fecce ( . 0ln ) Et-tà-go-no. Add. e sm. Quella figura che ha selle Solare 0 " U ' A e sar “ di luti e d' angoli eguali, si dirà ettagono rc- d c lophos colle : Setticollc. ) Aggiunto di Roma , perchè s ctte colli. (Aq) hepi a S( '.. (Lcg.) Et tà-me-no. Add. m. F. G. Imi. Iieptamenus. ( Da 1 -ri A!yi c . ( t men mese. ) Dicesi così Chi nasce di selle mesi. (Aq) hept a se» C^'is.) Et-ta-mè-ri-de. Sf. F. G. Lai. beptameris. (Da oj S!(1 / te ’ e meris, idos porzione.) Settima parte a’una meride , ^^AMEBn r ) Uc f an,es iinalena d' un’ ottava. (Aq) e P‘amero E \ ^ cl1 ) Et-ta-me-ró-ne. Sm. F. G. Lai. heptameron.( V. Vanni » ^ Titolo di L T UiiÈ T n ' a , ncia > e regina di Navarra. —, Eptamerone , sin. (Aq) r (Li h? 0 ' (^L) Et-tà-ine-tro. Add. e sm. U.G. Z,at.heptametruui. Eti ÌSd e P (a sette , e melma misura. ) Perso di sette piedi. (Aq) ( V. (pqt.) Et-tàn-dri. Add. m, pU Fiori che hanno sette stami. Eri*‘ ' stt,l 'Ària. ) (Van) «ette*’ * ( fìjt l Et-tàn-dri-a. Sf. F. G. Lat. Iicptandria. (Da hepta Cl, ' 6 an °r i andros maschio, il qual sesso è indicato dagli stami.) ’tilt *?■ SSL dma dei sistema di Linneo, la quale contiene le piante ca- ' r:: '" e di fiori ermafroditi a sette slami. (Aq) (Van) (|j il | Cr> . l "' RE ' (Geom.) Et-tan-go là-re. Add. com. Lat. heptangularis. s ell . S T -hepta sette, e dal lat. angularis angolare.) Figura poligona di hepta s-t. (^ Jl ) Ettapè-ta-la. Add. fi F. G. Lat. heptapetala.(Da KtT* Pl , ’ c pelatoti fòglia. ) Agg. di Corolla a sette petali. (Aq) selle è / ett 0 Et-tà-pi-la. Add. fi. F. G. Lat. heptapìla.(I)a hepta . k su,- » V Porta. ) Epiteto duto alla città di Tebe in Beozia per Porte. (Aq) l,e Pla sette* ^ Bot ) Et-ta-plè-n ■f abilito ’ e P^vra lato. ) ( l% fottio eh C no>i . udoltato da’ moderni , così denominandole dal loro **^*Pou £ ? nilsis le in una casella a sette beoti , e a sette lati. (Aq) che Co * (^ e °g.) Et-fà-po*!i. Lai. Hcptapolis. Provincia dell' Egitto ^hnf? l ^l l ^ eua setle c iU (t ; cioè Babilonia sulla riva destra del ÌVilo, r, Sienl l, ,,‘ os P°li, Memnonia , la grande e la piccola Cateratta , e Ett aachu ;' 7»f' 1 “ ,ra - ( A q) sette p Et-tar-cbì-a. Sf. F. G. Eat.heptarcbia. (Da/.epta io S ° sellen,ì rio. —, Eptasillalxi, sin. Alarteli.Trng.(A) c ‘.yum. (() a .(“ a t.) Et-ta-stà-chi o. Add. e sm. F. G. Lat. heptasta- », di' , . tl \ . "rpta sette, c slachYs spiga.) Canna di frumento guernita ^GstemcoT » e ' (Aq) p(La hepta ' Et-ta-stè-mo-ne. Add. m. F. G. Lat. heptastemone. *' Tt atboco * /à, 0 ’ ( femori stame.) Agg. di fiore che ha sette stami. (Aq) f P l uteuco ) ’it eo < ) Et ta-tè-u-co. Sin. F- G. Lat. heptateucus. ( V. Seùe ov‘ C . eSÌ così !" genere un* opera divisa in sette libri , op- così i pru?- C Urllle ? ri M/i sol volume. In particolare poi si dico- Esodo 47 r 1 ??tte libri del Fecchio Testamento , cioè la Genesi, r-, EnH# VltlCo ’ * Numeri, il Deuteronomio, Giosuè ed i Giu- e 7*.È4r&v^Aq) .. T tff 11 ' Mìium, G»« Ut ? V? e 5 va ^ e Un minimo che , Una picciola cosa, », A va Vu sc i’ , * VP U . Buon. Fier. 1 . 1 . 2 . 0 mi si occulti un Tem >mebide. * 't™:! 1 ; d’_un’ amfihologia. 8 ,. .- , -|.,^-,i-ro. Sm. V. G. Lai. heptapleurnm.(Da e i e plevra lato. ) Genere di piante esotiche da Gaertner 1 ch e . ette hepta sen Ct 9 Et-te mimè-ri de. P. la s elte, h em i c h e ir Sf. F. G. Lat. hepthcmime- r ‘ s -(La ... Cesura n V" '.e.® che in comp. -vai mezzo, e meris particella.) », dopo il vers p latàio dopo il settimo mezzo piede, cioè ia sillaba (Aq))\ H r * s - (Da p 9 rc 'e) Et-tè-mo ri. Add. e sm. pi. F. G. Lai. heptemo- ■epta sette, e meris parte. ) Così si dissero qua’ cittadini ateniesi di ristrette fortune, costretti dalla tirannide de potenti a pagaie ogni anno la settima parte delle loro rendite. (Aq) Ettemobiome , Et-te-mo-riò ne. iV/n. Orizzonte mobile. (Dal gr. hepta sette , e inorimi particella ; onde, heptamorion una delle sette parti. ) Pini. Fabbr. Orni. Berg. (Min) Ettekemia. * (Geog.) Etàe-nè-mi-a. Ted. Ettenheim. Città del Gran Ducalo di Badeu. (G) Ettersìle , Et-ter-nà-le. [Add. coni.) F. A. F. e di’ Eternale. Guitt. Leu. 20. Quello è micidiaro di sè stesso , che il corpo e l’anima sua a morte mette etternale. » Fit. S.Dorot. <27. I tormenti dello’nferno sono ctternali. E appresso: Acciocch’eglino adirati non perdano l'anima e '1 corpo tuo in pene ctternali. (V) ErrERNtLMENTE, Et-ter-nal-mé.i-le. (Aw. F.A.F. e di’) Eternalmente. Frane. Sàcch. Op. Div. io 3 . Che dice etterna, cioè che dura et ter? na I men te. Ettruno , Et-tèr-no. [Add. m. F. A. F. e di’) Eterno. Franc.Sacch. Op. Div. 108. Che dice etterna, cioè che dura ellernalmenle. Et TESI. * (St. Enel.) Et-tè-si. Sf. Lo stesso che Ectesi. F. (Van) ErTESPUPA,'(Mil.Scand.)Et te-s|iì.-pa .Grande recinto circolare presso Rntl- num nella Feslrogozia, molto veneralo dagli antichi Scandinavi.QAìl) Ettica. * (Mcd.) Et-ti-ca. Add. f Lo stesso che Etica. F. (Aq) Ettilotico. * (Farm.) Et-ti-lò-ti-co. Add. e sm. F. G. Lat. cctylatici». Z/O stesso che Ectilotico. F. (Aq) Ettisu. * (Med.) Et-ti-si-a. Sf. F. e L’Etisia. (A. O.) Ettolitro. * (Mat.) Et-tò-li-tro.Am. F.G.Lostesso che Eclolitro. Z r .(Van) Ettosomo. * (Geog.) Et-tò-no mo. Lat. Hcptonomiis. Antica parte del- /' Egitto , così dall' imperatore Arcadio chiamala, perchè comprendeva sette prefetture. (Aq) Etiopia. * (Chic.) Et-to-pì-a. Sf. F. G. Lat. hcctopia. (Da ex fuori , c topos luogo.) Nome generico dello slogamento delle parli organiche, delle ernie, e delle lussazioni, pararìremi ec .—, Ectopia, sin.(Aq) Ettore , * Et-to-re. N. pr. m. Lat. Hector. ( Dal gr. Aceto»* ancora.)— Figliuolo primogenito di Priamo e di Ecuba , marito di Andromaca, padre di Àstianalte , ucciso da Achille. (B) (Van) Ettoreo, * Et-tò-re-o. Add. pr. m- Di Ettore. (B) Etthesmo. * (Mcd.) Et-trè-smo. Sm. Lo stesso che Ambiosi. F. Gr. tKTpuepós, ZtrpwT.s.(Dal gr.ee fuori, e Iroso fut. di tron io ferisco.)(Aq) Eros A. * (Bot.) E-tù-sa. Sf F. G. Genere di piante della pentanUna digitila, famiglia delle ombrellifere, di cui si usa in medicina la specie meo, lat. athamanta meum. L’ aethusa cynapium , o prezzemolo sal- vatico comune nel clima meridionale d’ Europa è m dio velenosa. ., Aethusa, sin. (Dal gr. etho in brucio, onde ethysso io riscaldo : e ciò per le sue qualità riscaldanti e deleterie.) (A. O.) Ethsa. * N. pr. f. (Dal gr. ethos nero, ovvero ardore.) — Figliuola di Nettuno e di Alcione, la quale partorì ad Apollo Eleulero. (Mit) Eo. * (Geog.) Fiumè della China. — Lat, Aga.Città dì Francia nel dip. della Senna inferiore. (G) Eraldo. * (Med.) Eu-àl-do. Sm. F.G .(Da ec facilmente, bene, e .1 altha io curo, medico ) Epiteto de'mali che facilmente si possono curare Q/ an) Eoandria. * (Arche.) Eu-àn-dri-a. Sf. F. G. Lat. euandria. ( Da ev bene, e aner, andros uom fjrte.) Combattimento o Finta battaglia in uso presso i Greci nel secondo giorno delle Panatenee , in cui sulle rive dell’ Ilisso fiume d' Atene gli Atleti rappresentavano la guerra de Titani precipitati da Minerva giù dall’ Olimpo. (Aq) Euaspla. * (Geog.) Eu às pla. Antico fiume dell’ Indie. (G) Eobaci. (St.) Eu-bà-gi. Add. e sm. Nóme di un ordine di Druidi, odi Filosofi degli antichi Celti o Galli, la cui principale occupazione era lo studio della fisica, dell astronomia e della divinazione. ( Dal gr. ev bene, e lazo io vaticino, onde bagma vaticinio.) (A) Ecbea , * Eu-bè-a. N.pr. fi ( Dal gr. (v bene, e bao io vengo, io vo : Ben venuto , Ben andante.) — Ninfa , figlia del fiume Asterione, nu- drice di Giunone. — Figlia del fiume Asopo .— Favorita di Mercurio , madre di Poìibo. — Madre di Glauco ec. (Mit) 2 — * (Geog.) Lat. Eubaea. Isola del mare Egeo , oggi Negroponte, chiamata prima Abantide, Macride, Asopide ec. — Ani. cil. , e capitale della medesima. — Città della Sicilia —della Macedonia.(Q) Eubio,* Èu-bi-o. N.pr.m. ( Dal gr. ev bene, e bios vita , onde evbiós chi bene, comodamente , felicemente vive.) — Scrittore osceno, mentovalo da Ovidio. (N) E uso.. « (Geog.) E'i-bò-i. Ani. popoli abitatori dell'isola di Eubea, (G) Eusoico. *(Arche.)Eu-bò-i-co .Sm. Nome di una antica moneta greca. (Van) 2 — * Add. pr.m. Di Eubea, ma dicesi meglio di cosa.—Aggiunto del territorio di Cuma,perchè fondata da una colonia di Calcidesi.( B)(Mit) Eubota , * En-bó-ta. N. pr. rn. (Dal gr. ev bene, e botos alimento, pascolo, onde evbotos ben pasciuto.) — Celebre atlèta di Cirene. (Mit) Eubote , * Eu-bò-tc. N. pr. com. ( V. Eubota. ) — Figlio di Ercole. — Figliuola di Tespio , madre di Euripilo. (Mit) Eubula , * Èu-bu-la. N. pr. fi ( V. EuboloS) — Una delle figlie di Danao. — Fanciulla ateniese, sorella di Teope e Prasitea. (Mit) Eubuleo. * (Mit.) Eii-bu-Ié-o. ( V. Eubulia ed Eubido. ) — Uno de’ tre Dioscuri soprannominati Anaci. — Fratello di Trittolemo. (Mit) Eubulia. * (Mit.) Eu-bù-li-a. Dea del buon consiglio , che aveva un tempio in Roma. Significa propriamente la Prudenza che suggerisce un buon ripiego ne' casi djficili. (Dal gr. evbulia buon consiglio, che vien da ev bene, e buie consiglio.) (Van) ’ Eubclide , * Eu-bù-li-de. N. pr. m. Lai. Eubulides. (N. patr. di E libalo.) — Famoso scultore di Atene , padre di Euciro, '■— Filosofò milesio , discepolo e successore di Euclide , maestro di Demostene. — Storico greco. (B) (Van) (Mit) Eubulio, * Eu-bù-li o. N.pr.m. Lo stesso che Eubulo. F. (Mit) Eubulo, * Éu-bu-lo, Eubulio, Eobulo. N. pr. m. Lat. Eubulvs. (Dal gr. evbuìos ben consigliato , avveduto , benevolo. V. eubulia.) — A- teniese , figlio di Eufranore-fpoeta comico. — Filosofo d’ Alessale- ària. (B) (Van) (Mit) 1^0 EUBURIATI 2 * (Mit.) Soprannome di Plutone e di Pacco. (Mit) Euburiàti. * (Geog.) Eu-bu-ri-à-ti. Ani. pop. d'Italia nella LugiiriafG) Eucalipto. * (Bot.) En-ca-lì-pto. Sin. Lo stesso che Eucalitto. F. (Aq) Eucalitto. * (Bot.) Eu-ca-lìt-to. Sm. F. G. Lai. eucalyptus. (Da ev bene, e calypto io copro.) Genere di piante esotiche dell* icosandria monoginia,fiimiglia delle mirtoidi,con fiori apetali il cui calice èricoperto da un berretto caeluco, e con una capsola Cfuadriloculare poìisperma. Il succo proprio che, cola dall* incisione fatta ad una specie di questo genere, cioè all’ eucalyttus resinifera,, è usato in medicina copie astringente. — , Eucalipto , sin, (Aq) (N) Eucari, * Èu-ca-ri. IV. pi\f (Dal gr. evcharis grazioso, giocondo , riconoscente: che vicn da ev bene, e charis grazia , venustà , rendimento di grazie.) — Ninfa di Calipso. Fenclon. (N) Eucario , * Èu-cà-ri-o. IV. pr. m. Lai. Eucharius. (Dalgr. ev bene, e chariis grazioso , onde evcharis. V. Eucari. ) (B) Eucaristia. (Tool.) Eu-ca-ri-sti-a. [Sf. F. G.] Il Santissimo Sagra - mento dell altare, {che considerato come sacrificio, offre si singoiar- mente a Dio in ringraziamento de* suoi benefìcii. ] Lai. Eucharistia, Gr. E v^upiffrlx. ( Da ev bene , e charis grazia , benevolenza , benefìcio, onde evcJuwistia rendimento di grazie.) Er. Giord. Pred. Prostrato adorò la santissima Eucaristia. E appresso : E presa la santissima Eucaristia, spirò nelle braccia del suo clero. Dav. Scism. 81. In questa benedetta Eucaristia i Cattolici vogliono che il Corpo di Cristo si trnsnstanzi. » Cavale. Pungil. 2yf. E come quella santa Eucaristia «'offerisce a Dio, ec. (V) 3 — * (Filol.) Pubblico rendimento di grazia agli Dei per lo scioglimento d* un voto , a per comune allegrezza, o pei * guerra felicemente amministrata. (V. Eucari.) (Aq) Eucaristico. (Teol.) Eu-ca-rì-sli-eo. Add. m. Della santissima Eucaristia, Attenente all'Eucaristia. Lat. eucharisticus. Gr. fù^apiorWs. Segner.Crist. instr. 3. 7. 20. Che dite, odileltissimi, di questo amore sì divino, che ci porta e ci palesa Gesù nel Sacramento eucaristico? » E Mann. Ott. 23. 2. Iddio ti pasce fin ogni giorno di sé col cibo eucaristico. E Crìst. Instr. 3.g.6. Ogni dì si accostavano a cibar l’a- nima con questo pane eucaristico. (N) a — * Mensa eucaristica, Convito eucaristico, dicesi la Santa comunione. (A) a — (Lctt.) Orazioni eucaristiche: Orazioni di ringraziamento. fV. eucaristia.) (B) (Aq) Eucàrite , * Éu ca-rì«te. N. pr. m. Lat. Eucharitcs. (Dal gr. cv bene, e charitoo io rendo accetto : Bene accetto. ) (B) Eucarpia. * (Geog.) Eu-càr-pi-a. Ant.cit. dell'Asia nella gran Frigia. (G) Eucarpio , * Eu-càr-pi-o. IV. pr. m. Lat. Eucarpius. ( Dal gr. ev bene, e carpos frutto : Che fruttifica bene.) (B) Eucàstico. * (Mus.) Eu-cà-sti-co. Add. e sm. V.G. Lat. euchasticus.(Da ev bene, e chazo io mi allontano.) Genere di melopea, medio tra il diastaltico ed il sistaltico, che si scosta del pari da entrambi. Era assai acconcio a calmare lo spirito. (Aq) Ducerò,* Eu-cè-ro .N.pr. m. (Dal gr. eveeros che ha belle corna. V. E neh era, §.2.)~*-Atessandrino,accusato dalSerone di adulterio con Ottawa.(Mil) Euciiecrate , * Eu-che-crà-te, N. pr. m • (Dal gr. evche preghiera, voto, e crateo io comando: Chi fa voti per comandare, o Comandi di far voti.) — Giovane tessalo, che rapi una sacerdotessa del tempio di Delfo.(flhi) Eucheleo.*(Ecc 1 .) Eu-che-lè-o. Sm. F. G. Lat. cucheleum. ( Da evche preghiera , e eleon olio. ) Vocabolo con cui i Greci moderni indicano la Estrema unzione. (Aq) Eugiielo, * Eu-chè-lo. N. pr. m. Lat. Euchclus. (Dal gr. evche preghiera, ed eleos misericordia : Misericordioso alle preghiere. Nella stessa lingua evchilos vale di belle labbra, ed evchloos ben verdeggiantc.)(B) Euciiemo, * Eu-chè-mo. N. pr. m. Lat. Euchemus. (Dal gr. evchome io io voti, clic vien da evche voto.) (B) Evchenore , * Eu-chc-no-re, Calimedone. N. pr. m.Lat. Enchenor. (Dal gr. evche voto, ed aner uomo : Como votivo, accordato a’voti. ) — Figlio di Poli de , ucciso da Paride. — Figlio di Egitto. (B) (Mit) Buchera.* (Bot.) Eu*chè-ra. Sfi Genere di piante esotiche a fori polipi tali, della pentandrìa diginia , famiglia delle sassifraghe, col calice panciuto, cinque petali inseriti tra ideati del calice ed un frutto a casella ovale , acuta , superiormente bifda , e terminata in due punte o corna ripiegate. Così detto da Enrico Hucher medico tedesco , cui fu questo genere intitolalo. Lat. heuchcra. (Aq) (N) 2 — * (Zool.) Genere d’ insetti dell ’ ordine degl* imenotteri, famiglia degli Apiarii di Latreille , distinti da una sola dentellatura nella parte interna delle mascelle , e da palpi mascellari composti di cinque a sei articoli • volano con gran rapidità da un fiore all* aitilo semp e rmzando. (Dal gr. ev bene, e ceras corno, onde eveems che lia belle corna.) (Aq) (N) EurHF,nio,*Eu-ché-ri-o.jy.p/\m.£fl*. Eucberius. (Dal p'.evchii'os forte di ma- . no, che vien da ebbene, e ciurmano. Può anche trarsi da et/c/u?re.f fàcile.) — Santo vescovo di Lione e scrittore del F. secolo (B) (Ber) Euchida , * Euchì-da, IV. pr. m. Lat. Euchidas. ( Dal gr. evche prc* ghiera, ed idos aspetto : Uomo di aspetto supplichevole.) —Plaleese che riportò da Delfb alia patria in un giorno il fuoco sacro. (B) (Mit) Euchilia. * (Mcd.) Eu-chi-U-a. Sf F. G. Lat. ètichylia. (Da ^ bene, e chylos succo.) Buona qualità di fluidi in un corpo vivente. , Euchimia , sin. (Aq) Euchilo. * (Mcd.) Eu-ehi*Ia. Add. m. Detto di chi ha buoni umori o sughi. F. Euchilia. (Van) EuchimiA. * (Mcd.) Eu-chi-mì-a. Sf. F. G. Lat. cuchymia. (Dal gr, ev bene , c chymos x succo.) Lo stesso che Euchilia. fi. (Aq) Euchio. * (Mit,) Èu-chio. Soprannome di Bacco. (Dal gr. ev bene, e cheo io verso. ) (Mit) Euchiro, * Eii*chì-ro. N. pr. m. Lai. Euchirus. (V. Eucherio.) —Antico scultore greco , maestì'o di Clcarco di Reggio, (B) (Mit) Eucnm. * (St. Eccl.) Eu-chì-ti. Eretici che facevano consistere il me - EUDIAPNEUSTIA preghiera. , asserendo tf ser bero anche i nomi di rito del cristiano esclusivamente mila questa sufficiente per salvarsi ; onde ebbei\, — ninni, di Edtlfiani, Massaliani, ec. (Dal gr. evche preghiera.) (Av Eucisesia. * (Mcd.) Eu-ci-ne-sì-a. Sf F. G. Lat. eucìnesia. (Dabbene* e cinesis moto, agitazione.) Agilità delle membra nel muoversi. Eucineto. * (Med.) Eu-ci-né-to. Add. m. F, G. Che si muove confi" cilità. (V. eucinesia. Dal gr. ev bene, e cinetes motore.) (Aq) Eucr.AsiÀ. (Min.) Eu-cla-sì-a. SfF.G.Lat . euclasia. (Da ebbene,e eia 5 fot. di clan io spezzo.) Specie di pietra dura, assai rara, di un c °. g verde languido , diafana , e facile a separarsi in laminette sottili » e . tutte di una superficie lucidissima , dura al grado di attaccai e 1 quarzo, e dotata della doppia refrazione. I pochi saggi che se 1 sono veduti, furono portoti dal Perù. (Boss) Ecclea. * (Arche.) Eu-clé-a. Sf. F. G. Lat. euclea. ( Da cv bencj cleos gloria , onde cvcleos glorioso, ed evclia celebrità , splendor® / 7'itolo con cui si eresse un tempio alla fama ed alla gloria tale degli Ateniesi vincitori alla battaglia di Maratona , e si sta*v 1 rono in Atene annui spettacoli onde eternarne la memoria, e gare e terarie di oratori e poeti per encomiarne il valore. (Aq) (Van) 2 — * (Mit.) Questa voce che valeva Celebrità , Illustre riputazi^^ era Soprannome di Diana a Tebe nella Beozia , per far comprendi che dalla buona fama , frutto di una buona condotta , dipende felicità degli sposi. (Aq) Euclemone, * Eu-dcsino-ne. IV. pr. m. Lat. Euclemon. ( Dal gr. evc^ gloria, c mone soggiorno , ovvero da cv bene, e clema tralcio: B 1 * 011 tralcio o Soggiorno della gloria. ) (B) Euclide, * Eu-cli-dc. IV. pr. m. Lat. Euclides. ( Dal gr. ev ben e» clidoo io chiudo: Ben chiuso, ossia Segretissimo.) — Filosofò di™'* gara , discepolo di Socrate , capo della setta detta da luì Mega^. o Contenziosa, perchè non si occupava che di vane dispute e sot gliezze. — Matematico di Alessandria , del tempo di Tolommeop§* 1 di Lago. x — Scultore greco nativo di Alene. (B) (Van) Euclio , * Eu-cli-o. Soprannome di Bacco. ( Dal gr. evclees od evea glorioso,, che vien da ev bene, e cleos gloria.) (Mit) 1 Euclo , * È-u-cIo. IV. pr. m. (Dal gr. ev bene, e chloos pallore : Dì ** pallore. ) — Preteso Ptx>fèta di Cipro , a cui si attribuisce d predetto la nascita e la fama di Omero. (Mit) Euclorino. * (Chim.) Eu-clo-ri-no. Sm. F. G. Lat. emclorinus. ( ev bene , e chloros verde. ) Specie di gas di color verde giallo w laute, scoperto da Davy dall unione del gas cloro e d* ossigene , fi mando cioè il protossido di cloro. (Aq) (N) n Eucologio. * (Eccl.) Eu-co-lò-gi-o. Sm. F. G. Lat. eucbologium. evche preghiera, c logos discorso.) Rituale greco , il quale preseti le preci ed il modo di amministrare i Sacramenti. (Aq) Eucomide. * (Bot.) Eu-cò-mi-dc. Sf F. G. Lat. eucomis. (Da ev e come chioma.) Genere di piante esotiche, della esandria monogi flI * famiglia delle liliacee,da L’Herilier chiamate con questo nome & sivo alla bellezza de* suoi fiori. Hanno la corolla quasi nuotata ifo lare, i filamenti attaccati al nettario e la capsola superiore trd° c lare con semi ovati. (Aq) (N) Eucrasia. (Fisici.) Eu-cra-sì-a. Sf F.G. Lat. eucrasia. (Da ev c crasis temperamento, mistura.) Buona disposizione del corpo-> c ° . veniente al temperamento , all'età ed al sesso delia persona \ d 5 contrario è Discrasìa. (A) Eucràte , * Eu-crà-te. IV. pr. m. Lat. Eucrates. ( Dal gr. ev crates misto, onde evcrates temperato.) — Padre dell* isterico do .— Uomo di mala fede che non manteneva mai la parola, e P^!.\ diede luogo al proverbio : Ei paga della moneta di Eucratc. (B) Wq Eucratida. * (Geog.) Eu-crà-ti-da. Ant.cit. dell'Asia nella Battrianaflff Eucratide , * Eu-crà-ti-de. N. pr. m. ( N. patr. di Eucrate .) -T della Battriana , conquistatore delle Indie. — Figlio del preceda 1 * che uccise il padre e fu vinto dagli Sciti. (Van) - Eucrifia. * (Bot.) Eu-crì-fi-a. Sf F. G. Lat. eucryphia. (Da ev e chryphios occulto.) Albero grande chiamato anche Quercia de*fi ^ li, che forma un genere nella poliandrìa poliginia ; cosi denota^,^ a cagione della corolla de' suoi fiori a cinque petali coperti, di schiudersi, da una affla caduca. Il suo legno è rosso e { l li incorruttibile. (Aq) c Eucroe. * (Med.) Eu-crò-e. Sm. F. G. Lat. euchroea. ( Da ev chroìa o sia dina colore.) Tinta vivace della pelle , particolari nella faccia, indizio di perfetta salute. (Aq) Eudamida , * Eu-dà-mi-dà. IV. pr. m. ( Dal gr. ev bene, e davf jb domo.) — Firuioso greco , celebre pel suo testamento , con cui i la madre e la figlia al suo amica. (Van) ..j, Eude, * È-u-de. IV. m. pr. Lat. Eudes. (Dal gr. evdo io dormo. hei.de vai pagano, gentile.) — Conte di Parigi, figlio di Roberto re di Francia.—Nome di moki illustri duchi di Borgogna. (BX V Eudemia. * (Geog.) Eu-dé-mi-a. Piccola isola del Mare Egeo. (D) Eudemq , * Èu-dè-mo , Eudemone. N. m. pr. Lat. Eudemes. ( D a p,,à evdemon felice; che vien da ev. bene, e demon genio, n, * ine ‘/ #0* esser anche un nome originario: cd allora vien da ev bene, e f?‘ popolo, e vale Bea veduto dal popolo .)—Oratore d% Megal 0 ?™' 1 '**: lesivo di Pilopemene. — Ateniese che scrisse un trattato intorno gumi. — Amico ed encomiasta di Aristotele. (B) (Mit) T/ Eudemone , * Eu-dc*mo-ne. ZV. pr. m. Lo stesso che Eudemo. ^ Eudcmon. (V. Eudemo .)— Uno de*figli di Egitto. — Luogo tefl di Alessandro. (B) (Mit) ^ i , pai Eudemonia. * (Mit.) Eu-de-mò-ni*a. Dea o Genio della felicita * t gr. ev bene, e demon dio , genio.) (Van) . toJ nO Eudemonici. * (Filos.) Eu-de-mò-ni-ci. Filosofi che disputavano //? a ciò che costituisce In felicità della vita, (Mit) Epdìapneustia. * (Fisiol.) Eu-dia-pne-u-sti-a. Sfi F* G. Lat. cn<,l j 0 "rC» ustia. ( Da cv bene , dia attraverso, e pnevsteort yerb. di paco spiro.) Buono stato di traspirazione. (Aq) Eudu EUDIAPNEUSTO eufrasia MApkeosto. ‘ (Fisiol.) En d ia-pnc-ii'Sfo. Add. e sm. F. G. Così di - che ha Ubera traspirazione. (Van) y? » En-di-co. iV. m. ( Dal gr. et' bene, e retto giudizio.) — Famoso buffone greco, (Mit) eP( J? 1ETR,A '(Fisiol.) Eu-dio-mc-trì-a. Sf. F. G■ Lat. eudioinetria. (Da ta serenità, e metron misura. ) Parte della fìsica che insegna a k P ro P f!rzi '°fU de' componenti dell'aria. (Aq) (N) l'eud^^ 0 '- * (Chim.) Eu-dioinè-tri-co. Add. m. Che è relativo al- diom l ?™ €tna 9 come Istromento , Mezzo , Processo , Esperienza eu- 2 ~ *(A. 0.) ìl(ltllr *”V Ca eudiometrica : Quella pane della chimica che tratta della dica / ^ aria atm ^sferica , e della sua respirabile proprietà, e in - Efftum a laniera di scuoprire i suoi difetti e di rimediarvi. (Van) mìsur^ 0 ' ^ Eu-di-ò-me-tro. Sm. F. G. Nuovo strumento per lillt are i (l quantità d’aria vitale o respirabile od ossigeno , conte- nì ne f etì 'in od in altra sostanza aeriforme. Strumento - — da re lI1Uenta to da Priestley', da Bath miglioralo , EcT)o C u°" (< ì,!' a 'A V - audiometria. ) (A) (Aq) Uu-dò-ci-a. N.pr.f. Lo stesso che Eudossia. F.(V.Eudcco.)(B) Ecfiro, U UCO - * ì?„ J \ TXf _ r T'..J_ / 17'.. J _• 1 m. p p ,,„ 141 primiera- perfezionato rivestite di espressioni oneste j ma agévolmente si comprende non esser tali. — , Eufimismo, sin. (Aq) Eufethiti. * ( St. Eccl.) Eu-fe-mi-li. Eretici Massilianì che ammettevano l’esistenza di pili Dei, sebbene prestassero le loro adorazioni ad un solo , che onoravano col titolo di Onnipotente. (Aq) Eufemo , * Eu-fè-mo. N. pr, m. ( Dal gr. ev bene, e pheme augurio , onde evphemos Di buon augurio.) — Figliuolo di Nettuno e di Europa, uno degli Argonauti. — Uno de' capitani gi'eci alla guerra di Troja. (Mìt) Eufenio , * Eu-fe-ni-o. N> pi', m. Lo stesso che Eufcraiov V. ( V. Eufemia .) (B) Ecfeno , * Eu-fè-no. N> pr. fi. (Dal gr. evs buono, e pheno io uccido : Uccisor de’ buoni. Può anche trarsi da ev bene , e da pheno io uccido : Chi bene, giustamente uccide.) — Una delle Danaidi. (Mit) Eufetb, * Eu-fè-te. N. pr. m. (Dal gr. ev bene,e phìles banditore: Buon banditore. ) — Re d'Epiro nominato da Omero. (Mit) Eufemismo. (Ret.) Eu-fi-mi-smo. Sm. Sorta di figura rettorìc'a. (A) F* ^'Eufemismo. (N) Eu-fi-ro. N. pr. m. (Dal gr. ev bene , e phfro io mesco .* . Eu-dò-co. iV! pr. m. Lat. Eudocus. ( Eudocia ed Eucloco Buon mescitore.) — L no de figli di Niobe. (Mit) .ùngono dal gr. cvdocia benevolenza , che vien da ev bene, e doceo Euflogia.* (Mrd.) Eu-flo-gì-a. Sf. F. G. Lat. eupblogia, variolae. (Da Firn ° 0n “Petalo, io sono in istima. ) (B) ev bene, e phfego io ardo.) Infiammazione benigna . Nome greco del Dou - * fn — ' * 1 " ■' 7 * ~ ■ * "" vajuolo benigno. (A. O.) (Aq) Eufonia. * (Gram.) Eu-lò-nì-a. Sfi F. G . Lai. «uphonia. ( Da ev bebé, e phonc voce.) Figura per cui si toglie una Ietterà d aspro suo - no, sostituendone un’altra più dolce a pronunziarsi, oaggiungendo una consonante ad una vocale fìnale per evitare la cacofonia quando s’incontra una vocale iniziale. (Aq) 2 — (Mus.) Chiara e soave pronunziazione delle parole,suono giocondo d* una sola voce o d’un solo strumento ; ed è opposto a Sinfonia , che dicesi dell' accordo di più suoni insieme. (Aq) Euforbia.* (Bot.) Eu-fòr-bi-a. Sfi F. G . Lat. euphorbia.(V. euforbia.') Genere di piante a fiori incompleti della dodecandria triginia, famiglia delle tilimaloidi o euforbiacee , con involucro corollifòrme ed il germe pedicellato. Questo genere è copiosissimo di specie, molte delle quali sono usate in medicina. Ve n’ha una, fra le altre , che per la sua grande acrimonia e ardente facoltà serve d'ingrediente ai medicamenti caustici, Alcuni la chiamano anche Euforbio. Lat. euphorbia oflicinarum Lin. (A. O.) (N) Euforbii. * (Geog.) Eu*fòr-bi-i. Ani. popoli dell’Asia nella Frigia. (G) Euforbio. (Bot.) Eu-fòr-bi-o. [Am.] Pianta spinosa africana, [ meglio detta Euforbia ; ] e si dice Euforbio anche il sugo , [o Resina fornita dall 'euphorbia ollicinarum , e antiquorum, la quale è in lagrime dì color giallo , friabile, quasi senza odore, di sapore acre ed ardente ; esternamente applicata attenua, deterge, risolve e giova ne’ tumori scrofolosi, nella carie delle ossa ec. ; ma presa internamente è una delle sostanze le più irritanti che si conoscano , e sovente cagiona coliche , infiammazione di stomaco ec. ; entra nella composizione della massa vescicatoria .] Lat. eupborbium. Gr. tv$óp$icv. (Dicesi che abbia preso il suo nome da Eufòrbio medico dei re Giuba , da cui cominciò a venire impiegato- Lemery . ) Ricett. Fior. 38. L’ euforbio é un sugo che distilla da una pianta simile a una ferula ec. : se ne trova di due ragioni. Lib. cur. malati. Recipe euforbio , spuma marina , sterco di colombo, di catuno once tre. M. Aldobr. P. N. 81 . Si si faccia stropicciare la testa d» tovaglia aspra, o di cipolla, o di senape c di euforbio. EudcT" Èu-do-li. Antichi popoli della Germania. (G) rj ’ * Eu-dò-ra. N..pr. fi ( Dal gr. ev bene, e dnron dono.) — tunor^ ludi. — Figlia dell’Oceano e di Tetide. (Mit) 0 ? A * (Zool.) Sfi ISome di un genere di animali dell'ordine degli lì re ,ì ’ con una sola apertura , corpo discoideo, senza pedunco - hr/> e b ,acc ia, nè tentacoliapertura inferiore centrale. (Dal gr. ev F.Uhr\ ìe> e c ^ oros sacco.) Renìer. (Min) ( j- ^ • * Eu-dò-ro. N. pr. m . ( V. Eudora .")— Figlio di Palimela e Eodqsi e f Curio ì Ut1 o de' capitani greci alt assedio di Troja. (Mit) E l - D0 , ' (Grog.) Eu-dò-si. Antichi popoli della Germania. (G) eprf SIA ‘ 5 * Eu-dòs-si-a , Eudocia. N. pr. fi Lat. Eudoxia. ( Dal gr. Oìoof 10 S^hrità , che vien da ev bene , e do.ra fama.)— Imperatrice , vaf le Arcadio. — Figlia di Leonzio, moglie di Teodosio il gio- prff ’ fetta prima Afenaide. — Figlia della precedente , moglie di Et cn tininno IH., indi di Massimo. (B) (Van) di p 10 3 * En-dòs-si-o, Eudosso. N. pr. m. Lat. Endoxius. ( N. patr. udosso, ) — Discepolo di Socrate , amico di Platone , dotto in orma, geometria e medicina. — Celebre navigatore di Cizico, .fece il siro dell’ Africa. — Figlio di S. Cesario , celebre ariano , Irinr-^s, . . . J ,■ ✓t-ìn /.• * as tron< c A, E i Potr, ROs tQrC * Costantinopoli. (B) (Van) so * * Eu-dòs-so. N. pr. m. Lo stesso che Eudossio. V. (Dal gr. f>y.i • — uua-au. xt. ut. ni. . &«*>**>■) e®). (Gcog.) Eu-c)rà-pa.^«<. cit.deWAsia nella Mesopolamia. (G) * (Mus.) Eu-di ò-rao. Sm. V. G. Lat. cudromus. ( Da ev be- cpn 6 c ‘ ron,os corso. ) Chiamasi così un’ aria cantata da’ sonatori di Ec* ne ’ gittocki istituiti ad Jrgo in onore di Giove. (Van) hcì c , K ' CMcd.) Eu-cl-cì a. Sf. L'. G. Lai. cuhclcia. (Da ev bene, ed Ebe 5Ie s , u !£c r ?0 facilità di guarire le ulcere. (Aq) (Fisiol.) Eu-e-mc-a. Sf. V■ G. Lai. cucmca. (Da ev bene, e ne. eni. • j i .:i-t -mi -a. F“ 10 vomito.) Facilita al vomito. (Aq) /ìir> 7 °‘, * (fisiol.) Eu-e-mè-o. Add. m. V. G. (F. euemea.) (Van) (Fisiol.) Eu-e-mi a. Sfi V. G. Lat. euhaemia, CE51IA. Foebp^ 1 ” sa ngue.) Bontà del sangue, (Aq) Colui che vomita con (Da ev bene, (Fisiol.) Eu-c-re-ti-si-a. Sf. F. G. Lo stesso che Euere- Edfoebo , * Eu-fòr-bo. I\ r . pr. m. Lat. Euphorbns. (Dal gr. ev bene , i\ ’ - • -i _ __ />l. c _:_ì__ ri.» _i. \ ^ ( A - O.) Jx-rH. '?:, 0 -fisiol.) Eti-c -re-tì-smo. Sm.V^.G . Lat. cuerethisia. (Da ev Iiues < ' rct ' 5,a CX :*Y L0T ' C0 - * (Med.) En-es-sa-na-lò-ti-co. Add. m. V. G. Lat. eu- Sumrk (Da ev bene, ed exanaloteon verb. di exanalisco io con- Ec essi . \Cibo facile a digerirsi. (Aq) i fisici.) Eu-cs-sì*a. Sfi F. G. Lat. eubexia. ( Da ev bene , e Et’Egfl 5 . a .tudine. ) Buona cotiformazione del corpo. (Aq) ed erethismos irritazione.) Regolare irritazione de’ muscoli. • *in. (Aq) ^ & * /-fi- . ’ l ' ■' . uq A* (tisiol.) Eu-e-ste-si-a. Sf. F.G. Lat. enaestesia. (Da ev be- io sento.) Sensibilità regolare . (Aq) ì 0 j,jj Eu-fa-e. N. Re de' Messmi, successore di Androcle. (B) (Mit) pr.’m. Lat. Euphaes. (Dal gr. ev bene, c pliao ^ ■ Re. de' Messeni, successore di Androcle. (B) (Mi; Pr- m. ( Dal gr. ev bene, e phanes sole : ^ 1 àNto * V’ ta & reco citato da Ateneo. (Mit) iPfanlos m " l J(lU E'»phanius. f ( Dd gr. bene , Bel del c phorbia cibo , esca ; Che fornisce buon cibo, Che bene alimenta. ) — Guerriero trejana , ucciso da Menelao .— Medico del re Giuba, che dicesi aver dato il nome alCEuforbio ,pcr essere stato il primo a farne uso. (B) (Van) Euforia. * (Med.) Eu-fo-ri-a. Sf. F. G . Lat. enphoria. (Da ev bene, e phero io porto, conduco.) Facilità con la quale si sopporta una malattia , o t operazione d’un rimedio. (Van) 2 — * (Bot ) Genere di piante a fiori monopetali , da Jussieu stabilito neW ottandria monoginia , famiglia delle saponacee , colla corólla di cinque petali aristati e due stimmi , il di cui fruito è una bacca sferica grossa come un pomo che involge il seme in una sostanza polposa ; è abbondantissimo nell' India ed alla Clima ; ed avendo il sapore della migliore uva moscatafa le delizie degli abitanti di que’paesi.(Aq) (N) Euforione, * Eu-fo-rì ó-ne. N. pr. m. Lat. Euphorìon. ( Dal gr. ev bene, e phoricn merce.* Buona merce.) —Poeta e storico greco, bibliotecario di Antioco il grande .— Padre di E sellilo .— Figlio di E se h ilo. (R) (Mit) -,i. ex* 7VT- r.l .. n ,.A 0 Ai ~i ' re Anjìyniì^ ^ Poeta e storico di Olinto, precettore Eufotide. (Min.) Eu-fò-ti-de. Sfi Nome dato al verde di Corsica, che :igono. (B) (Mit) _ _ bio , * Ku-fè-bi-o. N. pr. ..v. ‘Y'XvoleA (B) phv.bos timore : Buon timore, \ ^ Madre * Eu-fc-ma. N. p>’. f. (V. Bufimo.'i ^ d e u € Muse. (Mit) rr r r a f t eupbenaia* ( *-* a . e , E, i rp «u. * (Arche.) Eu-fe-mì-a. Sf V- Q Spartani, onde V e > e p hemi io dico. ) Preghiera in I '“plorare dagli Dei ogni prosperila * Eu-fc-mi-a. N- - " f teme fama pr. m. Lat. Eiiphebius. (Dal gr. ev bene , c di Crofo , e . ( Da ei . ,, , irtani, t alle persone dabbene. (Aq) rjieme f aniE( ' , ' a - ”. pr. f Lat. Euphemia. ( Dal gr. ev bene , e Ecfrahore , * , a ‘ Calcednnia >. ev P' lem ‘ C * nevolo ; che vien da ev bene, c menos animo. Può anche trarsi da ev bene, e mene luna: Nato di buona luna .)—Segretario e luogotenente d‘ Alessandro Magno, che governò la Pnflagonia e la Cappadocia. — Nome di due Re di Pergamo. (S) (Van) Eumene.* (Zool.) Sin- V. ti. Lat. eumeucs. (Da ev bene, c menos a- nimo , indole, onde evmenes benevolo.) Genere d'insetti deli'ordm 1 degl’ imenotteri; famiglia de’vespai di Latreilie, così denominati dallo loro abitudine di vivere in società. (Aq) Eumenia. * (Geog.) Eu-mè-ni-a. Lai. Eumenia. Aulica città della grati frigia. — delta Caria. (G) Eumenidee. * (Arche.) Eu-ine-ni-dc-e. Add. e sf. pi. Feste consacrai c alle Eumenidi. (Mil) EuMENiui.(Mit.)Eu-mè-ni-di, Eumeiùde.A/ipZ.De Furie infernali. Lo stesso che Erine. P. Lai. eiirnenides. tir. Épvnìis. (Voglionsi cosi dette l ui autifrasi da evmenes benevolo. Ma questo nome si trae ben megb 0 dall’ebr. heemin confidare, commettere, ed heedib cruciare : Quelle i cui è commesso di cruciare. ) Bocc. Com. Dant. Le Furie essi'( chiamate Eumenide , che tanto viene a dire, quanto buone cc. , ct,sl chiamate per contrario. Car. En. 6. 5^-Non sepolto adunque L’ equa di Sligc e la severa foce Trajettar dell' Eumenidi presumi? (“V Salviti. Cas. 1 Buona vittoria.) — Figlia del fiume Ascanio, una delle tre > 1 " 1 "i che rapirono Ila. — Una dette figlie di Nereo e di Don. (B) (M'0 E unici ano , * Eu-ni-ci-à-no. N.pr jii. Lui. Emicianus. (Di Eunice.) (PI Ednidi. * (Arche.) Eu-ni-di. Add. e sm. pi. Compagnia di virtuosi musica , i quali sonavano in Alene una specie di liuto in occa-i :lll> di sacrifica ; così chiamali da Cuneo figlio di Giasone. (Van) Eunippe , * Eu-nìp-pe. ZV. pr. f. (Dal gr. evnia benevolenza , ed W, pos cavallo : Benevola verso i cavalli, Amante de’ cavalli. y.E“ ,,ea '' — Umi' delle Da aldi. (Mit) ,, Euno , * È-u-no. N. pr. m. Lai. Ennus. ( In gr. evnoos benevolo- ’• Euneo.) — Schiavo della Siria che fece guerra ai Romani, vini 0 “ Perpenna. (B) (Mit) E c voto , * Eu-nò-jo. N.pr.m. Lat. Eunoius. (Dal gr. evnoia, cioè benevolenza. V. Euneo.) (B) Eunomia , * Eu nùmi-a. N. pr. f Lat. Eunomia. ( Dal gr. ev ben 1 ’» nomos legge- ) (B) 2 _ * (Mit.) Una delle Ore, fi glia di Giove e di Temi. — N al delle tre Grazie , secondo alcuni. (Mit) f Eunomiani. * (St. Eccl.) Eu-no-mi-à-ni. Lo slesso che Anomei. P- a siarchi seguaci di Eunomo , i quali molli altri errori aggiugneva']’^ quelli di Arrio, dannando il culto de’ martiri, non credendo ‘fj miracoli, non onorandone ■ le reliquie, negando che il figlio ‘h unito si fosse alla natura umana, ec.ee. ( Ber) E UNO MIO Eoxomio, * Eu-nò-mi-o, Eunomo. N.pr.m. Lat. Umomius.fy.Eunomia.) p Eresiarca del LF. secolo , segretario e discepoli di Ezio. (B)(Bci) Onomistrohumi. * (St. Eccl.) Eu-no-mi-stro-oi-à-ni. Lo stesso che A- V. (Ber) nomo , * Eu-nò-mo. N.pr.m. Lo stesso che Eunomio. F. — Cele- v. re sonatore di cetra , nativo di Locri , rivale di siri 5 Ione. (B)(Mit) •lokoso. * (Fisiol.) Eu-nò-so. Add. e sm. V. G. Lat. eunosus. (Da ev *acile , e nosos malattia. ) Colui che con facilita si ammala. (Van) t °. ST ?' * (Hit.) Eu nò-sto. ( In gr. evnostos diccsi chi torna felicemen- te .j da ei> bene, e nostos ritorno. Può anche significare dolcezza, P'acer lodevole; da ev bene, e nostos dolcezza.) Divinità di Tanagra, f, c, “ tempio era proibito alle donne di entrare. — Divinità tutelare EvL m ° h ' ,L CMi.) ,f A ®? > Eu-nn-cà-re. sDt. Render eunuco. Dial. S. Greg.i, fV na °ne si vid e j n visione cunucare dall’Angelo, e parve che l’Angelo Ecnc "° iicidcsse ogni movimento vergognoso. (V) l ’eo, Eu-nù-co. [Add. e sm.F.G.J Che manca de' membri virili. Lat. ® u »uchns , spado. Gr. tivovXos. ( Da ente letto, ed echo io tengo. 0s i detto dall’ ufizio di avere in guardia i letti delle donne.) F olg. "*• L’eunuco è male accostumato, imperciocché egli è sciocco c presentuoso. E’r. Giord. Pred. Si Iacea servire da sozzi nnchi. Maestruzz. 2 . 2 g. 1 . Sono eunuchi; i quali sé medesimi cacarono per lo regno del Cielo, non per tagliamento di membro,ma len 'ì r,< S tlim «)to de’ mali pensieri. Tac. Dav. Ann. 4■ 84- Scelse ve- 0 lentoi ec., e diello a Denso Ligdo eunuco. E Stor. 2 . 2 8 g. E a,, a nto più s'appressava , più era il viaggio ammorbato di mandrie 3-^ p 01 ’ eulu *chi , e del resto della scuola di Yei'uue.n filar. &. Ettg. j ff' t Eunuchi, cioè vergini, per forza nel corpo da picciolini tagliati.(V) 77 . yU' Mod.) Coloro che in Oriente sono stali privati delle parti f J w 1 per poter servire di custodi alle donne negli harem de’ Sul- 3 __ fc, e- S rcne .i e nomos legge.) Aggiunto dato ai Locresi, Cre- . di y . “cedemom , Ateniesi ec. perchè governati dalle ottime leggi Minosse, Licurgo , Salone ec. (Aq) Ne, e 0 ’/ Eu-pà-la-mo. iV. pr. m. Lai. Eupalamus. (Dal gr. ev bc- forte vo me 1113110 1 arte ; onde evpalamos di bella e perita mano , '« cntc - ) — Padre di Dedalo. (B) (Mit) P bagno dì\s E"'Pa-la-mó-ne. N. pr. m. (Y. Eupalamo.') — Com- E»eu u . - ( f , e agro , ucciso dal cinghiale di Caledonia. (Mit) * ,0 ®*t,iso »'p°5') Eu-pà-li-a. Ani. cit. della Grecia nella Locride.(G) s Pedito ali | pa-li-no. N. pr. m. Lat. Eupalinus. ( Dal gr. evpates wpaie ì 0 |, * * fotta , ed inis fanciullo. Evpales vieti poi da ev bene, e Eu ‘‘*BeA. c p Eupa-rè-a. Sf V\ G. Lat. cuparea. ( Da ev bene , biglia rfe]/ nc ' a * ^ Genere di piante della pentandria monoginia , fa- ter la co in/ f rifiline re , che si distìngue pel calice a cinque foglie* lct 'iiQnti co a ^ ci,ì( ì ue a dodici petali , per cinque slami fertili al * stet 'd*, e per una bacca e succa uniloculare con Py C,ì done \f ^ 0rst€r stabilito con una pianta della Nuova Olanda ^ ai colori dei lor fiore. (Aq) (N) t V i ^ Soprannome di Medusa prima che fisse in ira a ^TU. * c\t w Pt- ei> P ari0S di belle guance. V. cuparea, sf!) (Mit) pa Ss jQ ^■) E|! pa-tì-a. Sf. P~. G. Lat. eupatbia. (Da ev bene,c p ° n t'Qssegu ^ -Deposizione deh' animo a soffrire intrepidamente e p ATofì E % una malattia o una operazione. (Aq) v „ U /X* a ^j rC * ^ u P atr0 * N'Pf Lat. Eiq>ator. ( Dal gr. et* ^ « ■ /?e del Bosforo Cimmerio k *otto t “enc % ^ p-Ho-rc , Eupatro. CV.pr. ir, » V ‘‘“pero dì j” 1 Buon padrC - ) ~ Olio i St Aut V Ì dnano - W (Mit) Po,,, degti ,.°P'' a “nome dato a Mitridate re di Ponto , e ad E u !* T 08 >a. * rrvo! c , re di Si ""- (Mit) ^v ^,80 En pa-lò-ri-a. Città della Crimea. (G) Utta' n 'S da delle [Sm.Genere di piante dellasingcnesia egua- cn., Stdo tlineo P a caratterizzato dallo antodio embricato, da dì JU Cu, ‘° due sni >ld t ^' do e ricettacolo nudo. Nelle officine se ne ar a, purga, l ,f Ullt f' e dal fusto si trac materia per filo. Lara- G r c c . a dop e , a ° ui e , ed emetica ; e dalla pianta si Cava un estratto ti 4; c (D # | e f lru ente —, Agrimonia, sin ] Lat. eiipatorium. ss,i Pianta buon 8 !' "V Bene > e(1 h’par, hepatos fegato ; come se * pel fegato. Da altri credesi così detta a causa EURIANDRA di Mifr-idatc Eupatorc. Vedi lo Screvelio.)^o/^'.A/ca.Confeziorie di eupatorio mirabile all’ itterizia ed al ritruopico. Ricett. E'ior. 38. L’ eupatorio de’ Greci è quella pianta che volgarmente si chiama agrimonia, ed è assai nota. E appresso-. L’eupatorio d’Avicenna si crede che sia quello che volgarmente si chiama eupatorio, con foglie simili alla canapa salvatica , e che nasce appresso all’ acque. Ecpatiiidi. * (St. Ant. ) Eu-pa-trì-di. Add. e sm. pi- V. G. Lat. eu- patridae. (Da ev bene, e pater padre.) Così dissero in Corinto ed in Alene i cittadini per nascila e per dovizie più ragguardevoli e polenti, a cui ajffìdavasi il governo della Repubblica , siccome coloro che aveano maggiore interesse a perpetuarne la durata. (Aq) Eupatro , * Eu-pà-tro. N. pr. m. Lo stesso che Eupatore. V. (B) EcpEN.*(Ger.g.) Città degli Stati Prussiani nella prov. del Russo Reno. (G) Eupepsia. * (Fisiol.) Eu-pe-psi-a. Sf. F. G. Buona a facile digestione. —, Eupcssia, sui. ( Dal gr. ev Bene, e pepsis digestione.) (Van) Eupili.* (Geog.) En-pi-li. Lat. Eupilis .Antico lago d'Italia nella Gallia cisalpina ; fórse il Lago di Pusiano. (G) Eepito, * Én-pì-to. N. pr. m. (Dal gr. ev bene, e pitho io persuado. In gr. evpetes vai facile, da ev bene, e pelo io cado. ) — Padre di Antinoo , ucciso da Laerte. (Mit) Euplea. * (Geog.) Eu-plè-a. Lat. Euploea. Piccolo isolotto alla punta di Posilipo , ov’ era un tempio dedicalo a Falere sotto lo stesso nome, e s’invocava da’ naviganti. ( Dal gr. ev bene, e pleo io navigo: Felice navigazione.) (G) (Mit) (N) E orno , * Èn-pli-o. N. pr. m. Lat. Enplius. ( Dal gr. evploos che naviga felicemente , da ev bene , c pleo io navigo. ) (B) Eupnea.* (Fisiol.) Eu-pnè-a. Sf. F. G. Lat. eupnoea. (Da ev bene, e pneo io spiro.) Respirazione facile. (Aq) Eupnito, * Eu-pnì-to. N. pr. m. ( Dal gr. ev bene, e pnytos prudente. ) — Uno de’figli di Niobe. (Mit) Eopor.EMA,*Eu-pò-le-ma.I¥.pr./i (V. Eupolemo.)—Madre di Fialide, (filli) Eopolemo , * Eu-pò-le-mo. N. pr. m. Lat. Eupolemus. (Dal gr. ev bene, e polemos guerra : Buon guerriero. ) (B) Eupou, * Eu-po-Ii. N. pr. rii. (Dal gr.ev bene, e polis città: Di buona città, ovvero Che possiede di buone città.) — Poeta comico ateniese, al tempo di Socrate. (Mit) Eupolide, * Eu-pò-li-de. N. pr. m. Lat. Eupolidis. (N. patr. di Eupoli.)(f>) Eopooo, * Éu-po-lo. N. pr. m. ( Dal gr. evpolos che produce buoni cavalli ; da ev bene, e po/os puledro.) — Atleta di Tessaglia che fu il primo a corrompere con danaro i suoi antagonisti. (Mit) Eupompa , * Eu-póm-pa. N. pr. /. ( V. Eupompo.) — Una delle Ne- reidi. (Mit) Edpompo , * Eu-póm-po. N. pr. m. Lat. Eupompus. ( Dal gr. ev bene , e porapos condottiero, compagno.) — Pittore greco di Sidone, emulo di Zeusi, di Parrasio ec. (B) (Mit) Euforia. * (Geog.) Eu-pò-ri-a. Antica città della Macedonia. (G) Eupouo, * Eu-pò-ro. N. pr. m. Lat. Euporus. ( Dal gr. ev bene, c po- rqs meato , via , modo di fare ; onde evporos accessibile , pronto , ricco, abbondante. ) — Schiavo fedelissimo di Cajo Gracco.fR) (Mit) Euprepia , * Eu-prè-pi-a. N. pr. m. Lat. Euprepia. (V. Euprepio.) (B) Eoprepide, * Eu-prò-pi-de. N. pr. m. Lat. Euprepides. (V. Euprepio.)( B) Euprepio , * Eu-prè-pi-o. N. pr. m. Lat. Euprepius. ( Dal gr. ev bene, e prepo io son decoroso , cospicuo , eccellente : indi evprepia decoro esimio , bellezza , ed evprepes decoroso, eccellente , esimio. ) (B) Eupsichio, * Eu-psi-chi-o. N. pr. nt. Lat. Eupsychius. ( Dal gr. ebbene , e psfche anima : Di buona anima. ) (B) Euram. * (Geog.) Una delle isole Forgiai, nelle A mille. (G) Eureo. * (Med.) Eu-rè-o. Add. ni. F. G. Lat. euraeus. ( Da ev bene, e rheo io scorro. ) Nome dato alla pietra giudaica , perché credula efficace a sciogliere i calcoli ed a promuovere le orine. (Aq) Euuesi. * (Arche.) Eu-ré-si. Nome degli ultimi giorni delle feste delle Adonic. (Mit) Euresto , * F.u-rè-sto. N. pr. m. ( Dal gr. ev bene , e revslos mortale : Buon mortale, Uomo dabbene.) — Uno de’figli di Mercurio. (Mit) Eoria. * (Bot.) Eu-ri-a. Sf. F. G. Lat. eurya. (Da evrys largo.) Genere di piante della dodecandria monoginia, famiglia delle lernstro- miacee, caratterizzato da un calice a cinque foglie senza brattee, cinque petali uniti alla base , le antere tetragone, lo stilo trijìdo, ed una capsula triloculare. (Aq) (N) Eoria. * (Geog.) Antica città della Grecia nell’Epiro .— del Regno di Napoli; Oria, secondo alcuni ,Umbriatico o Cariali, secondo uÙn.(G)(N) Euriade, * Eu-rì-a-de. N. pr. m. (Dal gr. ev bene , e rheo io scorro; onde evria, as affluenza , prosperità. ) — Uno dc'proci di Penelope , ucciso da Telemaco. (Mit) Euriale, * Eu-rì-a-te. N. pr. f. (V. Eurialo.) —- Figlia di Forcute , sorella di Medusa. —■ Regina delle Amazzoni, alleata di Eete. re di Coleo conilo Perseo. — Piglia di Preto. — Piglia di Minosse, madre di Orione. (Mit) Eurialo , * Eu-rì-a-lo. N. pr. ni. Lat. Eurialus. (Dal gr. evrys largo, e halos aja, onde evrialos ampio. ) — Figlio di Mecìsteo , uno degli Argonauti .— Uno de'proci d’Ippodamia. —figlio di Ulisse e di Fvippe. _ Figlio di Menelao .— Guerriero trojano , figlio di Ofeltc , amico di Niso. (B) (Mit) EorianAssa , * Eu-ri-a-nas-sa. N. pr. f. (Dal gr. evrys, eia ampio, ampia, ed anassa regina.) — Figlia ai Paliolo , dalla quale Tentalo ebbe Pelope. (Mit) ... }Jf 4 . Eurianasse. * (Geog.) Eu-ri-a-nas-se. Antico nome di un isola dell Arcipelago , vicina a quella di Scio. (G) Euriandra. * (Bot.) Eu-ri-àu-dra. Sf G. Lat. euryandra. (Da evrys largo, e arier aiidros uomo, e per estensione stame:) Antico genere ai piante stabilito da Forster nella poliandria triginia , famiglia delle magnolie , distinte da corolla a tre p£lali e molti stami , le di cut antere sono congiunte a filamela che nella loro sommità si dilatando-, dai moderni unito al genere lelracera. K. (»q) (IN) ! 44 EURIBATE Euribate, * Eu-ri-ba-te, N. pr. m. Lat. Euribates. (Dal gì', evrys ampio , e luteo io vo : Ampiamente andante. )—Lo stesso che Ei'ibote. Uno degli Argonauti.—Atleta che riportò cinque volte il premio de' giuochinemei,—Araldo di Agamennone—di Olisse. (Mit) Euribato, * En-ri-ba-to. N. pr. m. ( V. Euribate. In gr. può anche significare ampiamente accessibile ; da tv bene, e batos accessibile.! — Figliuolo di Eufemo. (Mit) Euribia, * Eu-rì-bi-a. N. pr. f (Dal gr. evribias di ampia potenza, che vien da ev bene, e bias forza. ) — Ninfa , madre di Lucifero e delle Stelle. — Figlia di Ponto e della Terra.—Amazzone uccisa da Ercole. — Figlia di Tespio. (Mit) Euribiade , * Eu-ri-bì-a-de. N. pr. ni. Lat. Eurybìades. ( Dal gr. evrys ampio, e bia forza , onde evribias di ampia forza .)—Generale spartano che comandò .la fotta de' Greci nelle battaglie di Salamòia e di Artemisio. — Figlio di Ercole e di Orate. — Figlio di Furilo, re d'Argo. (B) (Mit) EuiiiBio , * Eu-ri-bi-o. N. pr. m. Lai. Euribius. (Dal gr. evrys ampio, e bia forza, onde evrybies Di ampia forza : Potente.) (B) EunicA,* E-u-ri-ca. N.pr.fi (V. Eurico .In gr. cvreca significa ho trovato; ed è la famosa esclamazion di Archimede.)— Una delle Testiadi.{Wil) Eubicape, * Eu-n-ca-pe.N.pr.m. (Dal gr. evrys ampio, e capos spirito, anelito, fiato: Chi ha il fiato, la respirazione ampia, grossa. Può anche significare Chi ha orti ampii, da evrys ampio, e dal dor. capos orso. ) — Figlio di Ercole e di una détte Tesliadi. (Mit) Edbice , * Eu-n-ce. N. pr. m. Lo stesso che Eurico. F. (B) Euricero.* (Zool.) Eu-ri-ce-ro. Sm. F- G.Eat.eurycerus.Gr.£rpiK!(io(r.(Da evrys largo , e ceras corno.) Quadrupede del genere Cervo, cervus dama Lin., della sezione de’ ruminanti , ossia daino ; così da Oppiano denominalo per la forma compressa delle sue corna, e da altri per lo stesso riguardo chiamato Placitero.—,Euriceronte, sin.(Aq) (j\ T ) Euriceeoiìte. * (Zool.) Eu-ri-cc-rón-te. Sm. Lo stesso che Éuricero. Salvia. Opp. Cacc. 2. 65 . Il bufalo è minore di persona Dell’ eurice- ronte , o corna-larghe. (N) Euricida,* Eu-ri ci da. IV. pr.f. (Dal gr. evrys ampio, e cydos gloria.) — Figlia di Endimione , dalla quale Nettuno ebbe Eleo. (Mit) Eu ricce , * Eu-rì-cle. N. pr. m. Lai. Euricles. (Dal gr. evrys ampio, e clcos gloria : Ampiamente glorioso. ) — Celebre indovino o piuttosto Fentriloquo di Alene. — Oratore siracusano avverso agli Ateniesi. (B) (Mit) Euiuclea, * Eu-ri-clè-a. N. pr. f. (VFui'/cle.) —Nudrice di {/fisse. (Mit) Eurico , * Eu-rì co , Evarico , Eurice. N. pr. m. Lai. Euricus. ( Dal tcd. heu fieno , e reich ricco : Ricco di fieno. V. Eurica. ) — Settimo re de’ Fisigoli nelle Gallie e nelle Spagne. (B) (Van) Euridamamte, * Eu-ri-da-màn-te. N. pr. m. Lai. Euridamas. (Dal gr. evrys ampio, e damao io domo: Che ampiamente doma.) — Padre di Abante e di Poliodo. — Uno de’proci di Penelope, ucciso da Ulisse. — Uno degli Argonauti. — F'amoso Atleta di Cirene. (B)(Mit) Euridice, * Eu-ri-di-ce. IV. pr. f Lat. Eurydice. (Dal gr. evrys largo, ampio, e dice giustizia: Ampiamente giusto.) — Figlia di Nereo e di Doride , sposa di Orfeo. — Figliuola di Olimene e moglie di Nestore. — Figlia di Arifìarao e ai Erifìle. — Figlia di Lacedemone e moglie di Acrisia . — Moglie di Aminta li., madre di Alessandro , Perdicca e Filippo. — Figlia di dimane , nipote e moglie di Ari- deo.—Figlia di Antipalro, la quale sposò uno de Volarnei. (P,)(Mit)(Vari) Eurifake , * Eu-ri-fà-ue. N. pr. m. Lat. Euryphanes. ( Dal gr. evrys ampio, e phanos splendido: Ampiamente splendido, Chiarissimo.) (B) Eurifemo , * Eu-ri-fè-mo. N. pr. m. Lat. Eurypbemus. ( Dal gr. evrys ampio, e pheme fama : Di gran fama. ) (B) Eurifile , * Eu-ri-fi-le. N. pr. m. Lat. Eurypliyle. (Dal gr. evrys ampio , e philos amico : Ampiamente amico , Amicissimo.) (B) Eurigabea , * Eu-ri-ga-né-a. N. pr.f. Lat. Euriganea. (Dal gr. evrys ampio, e ganos gaudio.) — Moglie di Lnjo. (B) (Mit) Euuileohe , * Eu-ri-le-ó-ne. N. pr. m. ( Dal gr. evrys ampio, e lenii leone. ) — Primo nome di Ascanio, figliuolo di Enea. (Mit) Eurilipe , * Eu-rì-li-pe. N.pr.f. (Dal gr. eviys ampio, e lype dolore.) —- Madre di Medea. (Mil) Euriute , * Eu-ri-li-te. N. pr. /.' (Dal gr. evxys ampio, e lyter liberatore .)—Madre di Medea, detta anche Euripile, Neera ed Ecate.(Mit) Euriloco , * Eu-ri-lo-co. N. pr. m. Lat. Eurylocus. (Dal gr. evrys ampio , e lochos coorte , insidia : Ampia coorte , o insidia. ) — Uno de’ compagni e cognato di Ulisse. (B) (Mit) Eurimaco , * Eu-ri-ma-co. N. pr. m. (Dal gr. evrys ampio, e madie pugna : Ampiamente pugnante.)— Uno de' proci di Penelope.—Figlio di Antenore. —*■ Amante d'Ippodamia. (Mit) Eurimante , * Eu-ri-màn-te. N. pr, m. (Dal gr. evrys ampio , e mantis vaccinatore, indovino .)—Capitano trojano , ucciso da ldomeneo.Q/lil) Eurimede, * Eu-ri-mè-de. N. pr. f. (Dal gr. evrys ampio, e medos cura, consiglio : Di ampio consiglio.) — Moglie ai Glauco e madre di Ji citerò finite. — Una delle figlie di Oeneo e di Altea , sorella di Meleagro. (Mit) Eurimedose, * Eu-ri-me-dó-ne, Éurimedonfe. N.pr.m. Lat. Eurimedon. (Dal gr. evrys ampio , e medon , medontos re.) (B) Eurimedonte, * Eu-ri-me-dón-te. N.pr.m. Lo stesso che Eurimtrlrme. F. — Padre di Prometeo, amato da Giunone.—Scudiero d’Agamennone, ucciso col suo signore. ■— Padre di Peribea ,che regnava sopra un popolo di Giganti. — Figlio di Fauno. — Figlio di Minosse , ucciso da Ercole insieme co’suoi fratelli. — Uno de’ figliuoli di Ful- cano e Cabina. — Ateniese che accusò Aristotele di professare una perniciosa dottrina. (Mit) 2 — * (Geog.) Ant. fiu. della Panfilia, oggi Za cut nella Cararnania. (G) Eurimedusa, * Eu-ri-me-du-sa, Eurimedosa. N- pr. f. ( Dal gr. evrys ampio, e medusa regina. ) — Madre delle Grazie . (Mit) Eurimene,* Eu-ri-mè-ne. N, pr.m. (Dal gr. evrys ampio, a menos mente. ) — Uno de'figli di Nelco t di Cleri, ucciso da Ercole. (Mi!) EURITELE Eurimide,* Eu-rì-mide. N. pr. m. Lat. Eurimides. (Dal gr. evrys ampio, e midos riso: Ampiamente ridente.) (B) Eur.imso, * Eu-rim-no. N. pr. rn. (Dal gr. evrys ampio, e hymnns inno: Che canta ampii inni.) — Greco che tentò di sparger zizzania tra Castore e Polluce. (Mit) Eurimo , * Eu-ri-mo. IV. pr. m. Lat. Eurymus. ( Dal gr. evrema in* venzione , trovato , ovvero da ev bene , e rhyme impeto , impulso : Trovatore , o ben impetuoso, animato da buon impeto. ) — Padre di Telemo. (B) (Mit) Euriko , * Eu-ri-no. N. pr. m. ( Dal gr. evrhinos sagace ; che vien ai ev bene, e rhin naso : Di buon naso .)—Eroe adorato in .' , Vvi/ta.(MiO Eurinome, * Eu-ri-uo-me. N. pr. m. (V. E urino.) (Mi ì) 2 — * N. pr. f. Lat. Eurinome. (Dal gr. evrys ampio, e nome pascolo : Chi possiede ampio pascolo.) — Ninfa figlia dei? Oceano, se condo alcuni, madre delle Grazie. — Figlia d’Apollo e madre di Adrasto re d'Argo. — Madre di Asopo. — di Agenore e Belle’ rtfónte. (B) (Mit) Euri Nome. * (Arche.) Eu-rì-no-mì-e. Add. e f. pk Feste celebrate et Arcadia in onore ai Eurinome. (Mil) Eurihomo , * Eu-ri-no-mo. N. pr. m. ( Dal gr. evrys ampio , e notttos legge : Chi dà ampie leggi. V. il nome seguente. ) — Uno de’ fig } 1 d' Egitto , principe d'Itaca. — Uno de' Centauri ucciso da Drtd alle nozze di Piritoo. — Uno de’Proci di Penelope. (Mit) 2 — * (Mit.) Orrida infernale divinità, ignota ad Ornerò, divoratrici nomevo io mi pasco : de’ corpi morti. (Dal gr. evrys ampio piamente pascentesi.) (Aq) Euriohe,* Éu-ri-ó-ne. N. pr. f. (Dal gr. evrhin sagace, che vien da bene, e rhin, rhinos naso.) — Figlia di Aminta e di Euridice.Qd-d) 2 — * N, pr. m. Lat. Eurio. (B) Euriopo, *Eu-rl-o-po. N. pr. m. (Dal gr. evrys ampio ed ops, °P oS aspetto, voce , occhio. Indi evryopes ampiamente suonante, famig e ' rato, ed evryops di ampia vista.) — Figliuolo di Ercole e di T**" psteralea , una delle Tesliadi. (MiL) Ecriopone , * Eu-ri-ó-po-ne. N- pr. m. (Dal gr. evrys ampio, e patte 1 fatica : Chi ampiamente fatica. V. Euriopo. ) — Ile di Sparta, cui presero il nome di Eurioponditi i suoi discendenti. (Mit) Euripide, * Eu-rì-pi-de. N. pr. m. Lat. Euripides —Uno de’ piàgr“ n ‘. di poeti tragici greci, nato in Salamina il giorno in cui i vinsero i Persiani all'imboccatura dell’ Euripo , dal che trasse 1 nome. (B) (Mit) _ Euripidico, * Eu-ri-pi-di co. Add■ pr. in. Di f Euripide ; e dicesi p r0 ' priamente di cosa. Salvia. Cas. «02. La dicitura ancora sicurafflO 11 euripidica, e quale nelle altre sue favole. (N) Euripile , * En-rx-pi-le. N. pr. fi ( V. Eurioilo. ) — Figlia di Q.}. mio ne, la quale partorì a Nettuno Elide .— Eroina greca. — 1 ‘g 1 " di Tespio. (Mit) _ Euripilo , * Eu-rì-pi-lo. N. pr. m. Lat. Euripylus. (Dal gr. evrys a. pio , e pylos o pyle porta : Chi possiede ampie porte .)—Principe ae . — • • i- ut .. . j„ir ;-„i~ r>r,„ „ nr lre " Cirenaica. Figlio di Nettuno , dell isola di Coo , pu dio 6 Culciope.—Figlio di Evonome, indovino e capitano greco all’ assef di Troja.—Parente di Priamo e suo alleato , ucciso da Pirro. (B)("V*' Euripo , * Eu-ri-po. N. pr. m. Lat. Euripus. (Dal gr. ev bene, e rn‘P valida spinta: Stretto , ove fonde son bene e validamente spinte-/'’ 2 — (Geog.) Stretto di mare , dove l'acqua è molto fluttuante, e a corre in su e in giù con gran forza. Bellin. Bucch. ig 7. ^ ra h ia- amiche dei golfi e degli euripi (le perle ) , E le matrici l° r c l mali cheripi. (A) . e z — Euripo , per antonomasia , dicesi lo Stretto tra la Beozfl l'isola di Negroponte. Egripo.(A)Salvin.Inn.Omer.Apol.QaiodiU. cando l’Euripo, o lungi Ferente Apollo, andasti per lo monte eol i 3 — (Arche.) Gli antichi Romani davano il nome di Eurip 0 fi fin) rivo d’acqua che circondava il circo, o l'anfiteatro. Adim. Eurippa. * (Mit.) Eu-rìp-pa. Soprannome di Diana. (Dal gr. ev « e rhipe tiro di dardo: Buona Saettatrice.) (Mit) . f Eurisace , * Eu-rì-sa-ce. N. pr. m. ( Dal gr. cvrysaces che ha scudo ; da evrys largo, e sacos scudo. ) —.Re di Egina , fiS* successore di Ajace. (Mit) , fr Eurisetenf, * Eu-ri-se-tè-ne. N. pr. m. (Dal gr. evrys ampio, ed nos , eos gente, famiglia, nazione: Dì ampia, Di chiara gente- Uno de'figli di Egitto. (Mit) .yt Ecristehe , * Eu-ri-stè-ne. N. pr. m. Lat. Eurystenes. ( Dal g r ' ,■ f ampio, e slkenos forza! onde evrysthenes potente.) — Figli 0 a 'jt ristodemo re di Sparta , fratello gemello di Prode , unito " successe al trono. (Mit) 3 nr Ebristeo, * Eu-ri-stè-o. N. pr. m. Lat. Eurysteus. (Dal gr. evrf* fS [e pio, ed isteon veri), di ido io so: Sapientissimo. In gr. evros 10 ^0 robusto.) — Re di Micene, figlio di Stendo e di Nicipp e > 11 e persecutore di Ercole. (B) (Mit) Euristerho.* (Arche.) Eu-ri-stèr-no. Titolo con cui presso Eg ea . caja esisteva un tempio in onore della Terra deificata , l e cU dolesse vedove d’un solo marito non potevano più contrar * gr. evrys ampio, e sternon petto ; onde evrysiernos di atflp 10 * come appunto è la terra. ) (Aq) . ^ EtTRiTANf. * (Geog.) Eu-ri-tà-ui. Colonia di Elolii andati ad parte dell'alta Italia . (G) Eurite. (Min.) Eu-rì-te. Sf. Roccia con base di petroselce sl 0 ^a sti ì mente dura , contenente mica , ed altri minerali disseminati- » struttura è o granulare , o fìssile , o come impastata . Se ^ compatta , dì schistoide e di porjìroide . (Boss) . Eurite- * N. pr. comi ( V. Eurito. ) — Uno degli Ai‘g°L fppo^ Ninfa che Nettuno rese madre di AUirozio* *— Figha a mante . (Mit) *, Euritea , * Eu-ri-té-a. Amica città dell' Acaja. (Mit) e te ^ S C Euritele, * Ea-n-tele. N. pr.f ( Dal gr, evrys ampio, e EUTERPE i45 Eusizu,* (Med.) Eu-si-zì-a. Sf. F. G-Lat. cusitia. (Da ev bene, e sition cibo, alimento.) Buona disposizione dello stomaco a ricevere e digerire gli alimenti. (Aq) Eusoro , * Eu-sò i'o. IV. pr. m. ( Dal gr. ev iene , e sorcvo io seppellisco i cadaveri: Buono a seppellire i cadaveri.)— Padre di 67zi'co,(Mit) Eusplancno. * (Med.) Eu-splàn-cno. Add. m. y. G. Lai. cnsplaucbiius. ( Da cv bene, e splanchna viscere. ) Epiteto di coloro che sono di •‘"'ios E * i, buone viscere. (Van) ^fionaùti ^"'pdvó-nc. di. gr. m. (V. Eurile, n. pr.)— Uno degli Eussantio , * Eus-sàn-ti-o. IV. pr. m. ( Dal gr. evs buono , ed anthos -'fi Mn.u;.' l Jno de ' Centauri • — He di Sparta che s'impadronì fiore.) — Figlio-di Minossi " .. to . EURITEMIDE di ’/5 0ria ’ eEgnìtà di magistratura. ) — Figlia di Tesila e madre ^Z 2 pe i^ ut ), legge Eu-ri-tè-mide. N.pr.f. (Dal gr. evry's ampio, c themis sHe " Iri ; Ampiamente istituito .)—Figliuola di Cleobeo e mo- r ? ao -. (Mi*) za, laiVh L "'"' ,l 'de. A', pr. fi. Lat. Eurytis. (Dal gr. evrytes ampicz- v la Mn. _ ezza 5 Hi ampia, Ùi larga corporatura.) — Figlia di Eurile, ™*-r! CB)_ > 3 Z ' CCbir'ó 4 — r dr fi a fte sua. (Van) (Da ev be- 5 Bellezza /». - *»«« benìnsieme d'un' opera d’architettura. (A) Jq. . ■) Regolarità e buona disposizione del polso. (Aq) 'Ulti),», 1 ' 1 ') Quella destrezza colla quale un chirurgo maneggia gli (MusVif " r(e ?«“• (Van) sic a , (a \ Pt'Qporzione de movimenti della danza congiunta alla mu- Eubitmo */•*«■ so re', yMed.) Eu-rìl-mo. Add. m. V, G. Aggiunto di Polso: Poi • £uri T o & * a '^ 5 contrario a Cacoritmo. ( V. evritmia .) (Van) ov vcro d^‘ ri : t0 * N ‘ P r - m. Lat. Eurytus. (Dal gr. evrytes ampiezza, 0y Veio evr dcon verb. di evrisco io trovo t Di ampia corporatura, t c, itto e —Re dì Ecalia , padre di Jole .— Figlio di Mer- * l f* ntia nira.—Figliuolo di Augia.—dlppocoonle ec. (B)(Mit) w Ampi ’ ^ u ‘ r ì-to-e. } >r - ./• (Dal gr. evry$ ampio, e thoos veloce; 11 C 7 cIocc 0 —Fi gli noia di Danno , madre dlppoclamia. (Mit) v, S 1 ’* epry s '° ’ * ^Eu-rittù-le-mo. N. pr. m. Lat. Euryptolemus. (Dal * p m P*o, c da ptolemos detto da 1 poeti per polemas guerra.)(B) r. r ° : Aiim* r *' x *’°' P r ' ,n ‘ ( Dal S r * €wr Y s e do io ono- (b’ig la .P c *Uc onorato. ) — Padre di Galateo. (Mit) 50 Cstrò' k' u *ro. [Am.] Nome di un vento che spira di Oriente [ycr- Scilocco • 5 ?' Sla lra Levante e Mezzodì , volgarmente detto Scirocco, Lai. eurus r / >oe1 ^ anche Volturno, e dagli odierni marinai Sud-Est.} 7 -odì ) sì n» \ * E ^ 05 * Tes. Br. 2 . 3y. Dall'altra parte, di verso mez- Orinari 1 e a ^ ro che ingenera nuvoli ed ha nome Euro , ma li cria 1 elio ° p * ari3ano Scilocco. Dant. Par. 8. 6 q. E la bella Trina- ^r° nia L r^ a ? ra P ac l>ino e Peloro sopra il golfo Che riceve da c s PcluncP 0 l 'l’* n ^ a ‘ ^ Ul( Euro a Noto ed Affrico,disfrenati dal- r iUaii na f . e ^ rivolgevano il mare di sotto. Amet.y. Mi mostrò ìmcuj n ar r* , iivuiguvam» 11 mare cu sotto. Mmei.y. ^ 'Vessi d a p ^ giardino fossero a diversi alberi utili; e quali io do* a /p , !>0 s e c I ua ^ Borea o da Austro guardare, w, ,ìr >m e ' J°§0 Fr. Euro. Lai. Ebura. Fiume di Francia che dà il suo ^iìquqj, U "Ue dipartimenti. (G) da pp. (Ceog.) Eu*ro-bò-re-o. Aggiunto che dovasi a quel mare die»,, ln }° chiamalo Marc scitico , e olie sembra corrispondere alt ’ o- ì't 0 l| OMi° A’ Azof. (Aq) (Van)' t OR 0 p A , (*f co S - ) Emró-ma. Ant. cit. nella l'cmcia.—nella Caria.(G') PA. ^ '? • spetto? Eu-i-£k 10 > onde i ^ n dt Fenicia , sorella eli Caclrt ~~ Un°f n Conlfiula dell' llliria nella ... .....u.* — 'u, ìrUl ‘ a , dellc grandi parli i n cui si divide il Globo terrestre a Caria.(fi) >-pa. IV. pr. f. (Dal gr. evrjrs largo , cd ops , opos a- cvrouos di largo aspctlo, V. Europa. ) — figlia, di " ' ■ sorelìa di Cadmo , rapila da Giove. (Mit) ' parte orientale della Iracut . „ . a .u«ui parti in cui si divide il Globo terrestre, e quan- ( (1 , jj Ue la meno estesa delle altre, pure la più popolata, la meglio colti le 1 e . la l nu considerabile per V industria e la civiltu , le scienze de’ suoi abitanti. (G) . r . /K! - Europi^? Eu-ro-pè-o. Add. pr. m. Dell’ Europa , Nato in Europa.(N) HocrC r ^'?; rò -p>-c°. Add. pr. m. Di Europa; ma e uscito d uso. Euimr.-. - " Questo curopico (mare) si stende infimi all isola di^ Crcti. (A) . Eu-rò-nn 7v — — ' " tu ROp a bòo tUllOTA di ^' P r ‘ m ‘ C V. Europa . ) — Re di Sidone, e ft- évf{?°- ,r Avo di LJcun - . ’ * " Ui e pai — Figlio di Macedo ave di Ermione. (Mit) di O- di Foraneo otos r, U l A *a. aill P io > e/- 1 - Sia evros 0 muovo : Ampiamente mnoventesi. Nella stessa lin- ridre r ì: !. ot, ’ s vai • r . iV. pr. m. Lai. Eurotas. (Dal gr. evrys largo , ed ed otho°’ ’ ^ * ar 8 ^ c orecchie. Può anche trarsi da evry's 1 ‘ di S Dni , t va * carie, umor putrefatto.) — Figlio ai Fclege , e Ù*(g 4y'S-(B) (mìo p ; E». — Fiu, nL U '‘, lc ..Peloponneso nella Laconia , oggi Vasilipo- (Med A !,•< Tessaglia , che si gettava nel Peneo. (fi) „ ■ e .ni... _ v cai-s' 1 - ' 1 ‘ " '■ ' — , c o,.p 0 tUs He. -u,. , sarco l s ' il ‘ co - -ddd. m. V. G. Lai. cusarcus. (Da ev bc- ÈuspT 0 > ciàè nè t .° ! carl1fc 0 Epiteto di coloro che san ben disposti di che'V Eu-sè-bi-a °7° «?««' "" troppo magri. (Van) . dessn^.^erfine e'fri' Lat ' E " sebìa - ( Dal g r - cuiefew religione, pietà, ^Use B , dt u n montiti i- yencro ? «doro .)—Moglie di Costantino.—A ha- v a (St.Ecel “* Marsiglia, martirizzala da’Saraceni. (B)(Mit) tusEiì,o U ‘* d ‘ Eusebio '/* C 7 vr'-^’ n ’‘ ^ nn de' nomi che davasi agli A riunì, ^fv’al roto C ?. € ^sì a ,..~”'' jr ' e di Ut «co del Ics . i —* r u« vcjutcìt ^ a • r^reiìi nel liT e ,i "ifctto di Arianesimo. — Santo Pescavo <$> ( Da fcene ’ 8ignificautc) CoVmo ■- nenc, c sebo venero, adoro.)— /faiaceni. (B)( 1 monastero di Marsiglia, martirizzata a ■ ^ j r , St.Ecel.) Eu-sc-bi-à-ni. Uno de’ nomi d “ T lor ocapi:(Ker) di Eusebio di Nicomedia uno de prineip evse bes , evse- E«-sè-bi.o. N. pr. m. Lat. Eusebms. ( lu A./^l IP. se- 1 pio, religioso. V. Eusebio.) — Scalo P°! 1 > nrea scrittore ■successore di S. Marcello. - Pescavo di Cesarea, S ias llor. -> » * - £ u s>m A , S°si*o, ... »/